<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577</atom:id><lastBuildDate>Sat, 16 Aug 2025 13:24:33 +0000</lastBuildDate><category>ecologica</category><title>Le nuvole di B.</title><description></description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (B.)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>46</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-4117925724323851976</guid><pubDate>Wed, 29 Nov 2023 11:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2023-11-29T12:53:26.298+01:00</atom:updated><title>Museum pass</title><description>Non sono mai stata brava con la fine di un&#39;era.&lt;div&gt;Da piccola, ricordo che guardavo i miei genitori e cercavo di assaporare ogni loro gesto per il giorno in cui mi sarebbero mancati. E, visto come sono andate le cose, ho fatto davvero bene! Good call!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando mi ritrovavo in situazioni piacevoli, cercavo di scattare fotografie mentali, perché volevo ricordare le mie sensazioni, gli odori e i sapori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Molto spesso, cercavo di ascoltare della musica, per legare quelle emozioni alla melodia. Anche questo funzionava. Quando ero più grande aspettavo che ci fosse un&#39;occasione che sapevo essere speciale prima di indossare un nuovo profumo, così da spruzzarlo anche su quel ricordo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando un&#39;era della mia vita finisce, vengo straziata da una sensazione di malinconia quasi soffocante, e mi ritrovo a guardarmi alle spalle più spesso di quanto si addica a una persona che sta vivendo adesso il suo presente di giovinezza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono poi quei momenti in cui credo che qualcosa farà parte della mia vita per sempre, ma la vita decide che non sarà così, e mi ritrovo seduta tra oggetti impolverati, totalmente incapace di venirne a capo, come la curatrice/avventrice fallita di un museo che non visita nessun altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando, nella nuova era in cui mi ritrovo volente o nolente, qualcosa va davvero male, ecco lacrime roventi che scavano il viso, cercando il cammino verso quello che avevo, le persone che mi circondavano e che, mi convinco, avrebbero avuto la parola giusta per me. Ma mi basterebbe anche poterne rivedere il volto… il sorriso sarebbe il massimo! Non parliamo poi di un abbraccio e di quelle parole di circostanza che però, pronunciate dalla voce che ami, diventano panacea.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come si torna indietro? Come si tesse una trama dalla bellezza che abbiamo avuto? Come si indossa una corazza?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa sono questi dolorosi ricordi che tornano a infestare la nostra mente? E poi dicono che i fantasmi non esistono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché parlo così?! Semplice: la scelta sfortunata di indossare un vecchio profumo, che non mettevo da molto tempo, in una giornata davvero brutta, fatta di litigi e lacrime. Ed ecco che, mentre accanto a te qualcuno si sfoga e stride di tutto il suo disappunto, tu singhiozzi e vorresti tanto non essere dove sei, ma tornare al giorno in cui avevi scattato una foto mentale inebriata del tuo profumo, sorridente e soddisfatta di quella istantanea venuta davvero bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco che, davanti a te, in quel museo impolverato, si sofferma un nuovo avventore che ti impedisce di godere dell&#39;opera. Allora non ti resta che portare il polso al naso, chiudere gli occhi e inspirare profondamente, sperando di ritrovare quella meravigliosa istantanea.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2023/11/museum-pass.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-4830226211769974983</guid><pubDate>Sun, 16 Oct 2022 11:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-10-16T13:28:09.735+02:00</atom:updated><title>Il minivan bianco che è la mia testa</title><description>&lt;br /&gt;La percezione che ho della mia vita è quella del gioco della sedia musicale.&lt;div&gt;Tutti conoscono la sedia da puntare e si lanciano agguerriti. Io mi godo la musica e mi ricordo di dover lottare per il mio posto quando gli altri si stanno già muovendo e io rimango a bocca asciutta… e a natica sprovvista di sedia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È così da quando ho memoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A otto anni facevo ginnastica ritmica. Ricordo vagamente le prove fino al giorno del saggio, che mi colpì come il petardo che spaventa la signora al mercato di Bari.&amp;nbsp;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;BLOG_video_class&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/jn9a7ONu-wU&quot; width=&quot;322&quot; youtube-src-id=&quot;jn9a7ONu-wU&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutte sapevano cosa fare, tranne me, che le seguivo arrancando e furiosa col fatto che tutte sembrassero nel loro elemento, tranne me, che di quel giorno ho regalato ai posteri mille foto del mio profilo destro e sinistro, mentre osservo disperata le altre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così sempre. Così anche adesso che il body blu non so nemmeno dove sia finito, ma che lo spaesamento di q&lt;span&gt;uel giorno ce l&#39;ho ancora addosso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;I passi del saggio si sono trasformati in bandi, scadenze, opportunità di reinventarmi. Di soprassalto mi ricordo che è da un po&#39; che non controllo gli avvisi per quel bando che mi interessa? Bene, gli esami preliminari sono già stati fatti e c&#39;è la lista degli idonei. Caselle di una tabella word formato 12, comodamente occupate da menti leste e gambe allenate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;OK, riaccendo la musica, scelgo quale canzone possa esprimere i miei sentimenti e decido che tutto ciò vuole soltanto dire che l&#39;universo ha in serbo per me un altro mondo, un&#39;altra strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;Dico solo che ogni tanto sarebbe bello vedere un cartello stradale, invece di viaggiare bendata in un minivan bianco senza targa... che sono sempre io a guidare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;BLOG_video_class&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/u9WgtlgGAgs&quot; width=&quot;320&quot; youtube-src-id=&quot;u9WgtlgGAgs&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2022/10/il-minivan-bianco-che-e-la-mia-testa.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/jn9a7ONu-wU/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7614169020017898198</guid><pubDate>Sun, 19 Dec 2021 19:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2021-12-19T20:07:34.470+01:00</atom:updated><title>Patchwork</title><description>&lt;p&gt;Ogni tanto ritorno su questo blog a spostare qualche ragnatela e a rileggere le mie parole.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Molto spesso contemplo l&#39;idea di cancellare la pagina, distruggere tutto; accartocciare questi sporadici anni di vaneggiamenti, di ambizioni mal coltivate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La stanza dentro cui lo faccio è a sua volta polverosa, piena di oggetti che sono appartenuti alle persone del mio passato, e che a forza cercano di farsi spazio nel mio presente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eppure c&#39;è una parte di me che non solo non riesce a cancellare questa pagina, ma che bensì vuole riversarvi tutta sé stessa, visto che sarà caduta fuori dai vostri radar e mi concede un certo livello di indipendenza e onestà.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Unico problema: il &quot;tutto&quot; ha sempre rappresentato per me un multiverso di potenziali vite che non so bene come imbrigliare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho come indizi di idee, concetti, pezzetti di identità che non so bene dove mettere. Tutto però mi riporta al &quot;nero su bianco&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi viene in mente Chlorine, una canzone dei Twenty One Pilots, in cui si chiede se sia possibile costruire una casa con dei pezzi... solo pezzi. Si può?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;BLOG_video_class&quot; height=&quot;242&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/eJnQBXmZ7Ek&quot; width=&quot;481&quot; youtube-src-id=&quot;eJnQBXmZ7Ek&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2021/12/patchwork.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/eJnQBXmZ7Ek/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-4649617798354386909</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2015 16:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-07-16T18:50:51.290+02:00</atom:updated><title>Tutti giù per terra!</title><description>Maledette parole e maledetto intelletto che le rende scivolose e facili alla sfuggita.&lt;br /&gt;
Maledette orecchie, che le captano e le trasformano in pugnalate elettriche a quel maledetto cervello, il quale le registra e le conficca nella memoria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sangue ribolle e tutto sembra una presa in giro, quel girotondo che non ho mai amato da bambina, proprio perché sembrava una presa per quel culo che sbatteva sul cemento sporco di gesso. I giochi dei piccoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eccoci, tutti qui a prenderci per mano e a stringerle, stritolarle, sadicamente soddisfatti del dolore infertoci.&lt;br /&gt;
Io non ti mollo, e insieme dobbiamo continuare in questo fottuto girotondo di bugie, menzogne e cattiverie. Quella cattiveria banale di cui siamo tutti capaci, anche se ci fa schifo ammetterlo. Quella cattiveria che riversiamo su un povero insetto che, al nostro cospetto, deve pagare l&#39;impudenza di starci innanzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizio ad avere la nausea, visto che il girotondo non si placa e inizia, centrifugo, a rifiutare i suoi elementi. Eppure tu mi stringi ancora la mano e continui a vomitarmi addosso il tuo giocoso rancore per la vita e per tutto quello che doveva essere e che non è stato.&lt;br /&gt;
Ti fai beffa della mia fiducia e intrecci crudeltà fra i miei capelli, sperando così che io faccia un tonfo ancor più eclatante quando tu griderai &quot;tutti giù per terra!&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io non gioco più.</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2015/07/tutti-giu-per-terra.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-8365971129643244158</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2015 09:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-06-19T15:38:04.233+02:00</atom:updated><title>La soffitta delle meraviglie</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp; Di buona mattina, tirò su le palpebre per lasciare entrare il sole e si portò pigramente in cucina. Mise la caffettiera sul fuoco e cercò quel libro che narrava delle avventure di una bimbetta inglese che seguiva conigli in panciotto giù per tunnel infiniti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp; Il borbottio della caffettiera interruppe un noioso paragrafo sui regnanti inglesi e B. abbandonò il libro a faccia in giù sul tavolo, versò il caffè e, nell&#39;attesa che raggiungesse una temperatura accettabile, decise che avrebbe fatto un salto in soffitta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp; Luogo mitologico in cui molti oggetti della sua infanzia avevano intrapreso viaggi ben più meravigliosi di quelli narrati dal libro, la soffitta era la meta meno preferita della casa, ma B. si sentiva avventurosa, dunque si armò di coraggio (e di un panno cattura polvere) e si avviò.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp; Pentolame dell&#39;era borbonica, vecchie caffettiere e delle scatole che B. non riconobbe. Decise allora d&#39;indagare. Prese la prima. Era aperta. Vi guardò dentro. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; «Andrò a vivere a Roma!»&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; «Mi manterrò facendo la cameriera!»&lt;br /&gt;
Non era possibile!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; «Domani mi metto a dieta»&lt;br /&gt;
Le girava la testa...&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; «Adesso prendo lo zaino e mi giro il mondo da sola!!»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; Come una patologa, B. iniziò a ricucire tutte quelle frasi, tutte quelle promesse di cui ricordava la data di formulazione. Il caffè, al piano di sotto, ormai era freddo da tempo.&lt;br /&gt;
Ma B. non riusciva a fermarsi. Le scatole sembravano non avere fondo...&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; Dopo ore di &quot;domani&quot;, &quot;poi ci penso&quot;, &quot;magari dopo&quot;, &quot;un giorno, forse&quot;, la sua mano aveva agguantato l&#39;ultimo pezzetto. Allora si allontanò di qualche passo ed eccoli lì: i corpi esanimi di tutte quelle Alice che si erano lasciate mettere nella scatola del &quot;domani&quot;, credendo alla regina di cuori B, la quale aveva promesso loro che le avrebbe portate in un paese meraviglioso.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; Ma non oggi, Alice cara, magari ci pensiamo domani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2015/06/la-soffitta-delle-meraviglie.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-710970080483786258</guid><pubDate>Wed, 03 Dec 2014 21:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-12-03T22:43:17.703+01:00</atom:updated><title>B. gone</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La perdita è grande maestra.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;errore è grande maestro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il tempo è grande maestro, oltre che gentiluomo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando sarai grande capirai...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Capirai questo:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La perdita ti fa capire quanto importante fosse qualcosa che non tornerà più. E ti renderai conto che più che poter usare questo graaaaaande insegnamento, sarai condannato a una vita di rimorsi e rimpianti, visto che non serve a niente accrescere il valore di qualcosa che non è più tuo, se non per fartene bramare l&#39;impossibile ritorno.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La vita ti insegna che devi pensarci prima, che devi mettere in conto molte varianti, cosicché, quando essa stessa deciderà di mandare tutto a puttane, tu almeno avrai la consolazione di averci pensato prima e di aver preparato le sterpaglie per il fuoco. Guarda tutti i tuoi progetti che vanno in fumo e sentiti grato che almeno ci avevi pensato prima.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il tempo è gentiluomo... sedicente: uno di quelli che ti illude di essere l&#39;unica donna della sua vita, fino a quando non lo vedi a braccetto con ragazze che hanno la metà dei tuoi anni e il doppio delle tue possibilità. Grazie tempo! Io mi tengo il gatto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando sarai grande capirai che non potrai tornare indietro a cambiare le cose che non hai capito prima, così ti ritroverai a vomitare la stessa banalità su due orecchie innocenti e totalmente indifferenti all&#39;avvertimento che cerchi di dare loro. Evviva!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tutte queste lezioni, tutta questa conoscenza dove le metto? Tutto questo accumulare esperienza, a cosa serve realmente?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le condizioni che hanno portato all&#39;errore dovrebbero ripresentarsi nello stesso esatto ordine affinché io possa estrarre dal cilindro delle illusioni la mia esperienza e farmene scudo costruttivo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La verità, amici cari, è che poche cose hanno un senso, perché nessuno di noi sa dove sta andando.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2014/12/b-gone.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-1107555589068429329</guid><pubDate>Wed, 17 Sep 2014 03:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-09-17T06:09:21.503+02:00</atom:updated><title>L&#39;insostenibile pesantezza dell&#39;essere altro da noi</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Scoprirsi, dunque togliere ciò che ci copre. La pelle ci ricopre. Scoprirsi è come scorticarsi la pelle e iniziare a tirare via strati di preconcetti; tossiche etichette; anni di imposizioni esterne e semplice (agghiacciante) apatia.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Scoprirsi sembra quasi una pratica macabra. Una cosciente decisione di sviscerare sé stessi, venire al mondo con un parto pieno di sangue, lacrime, rabbia e paura.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Nessuno a tenerci la mano mentre spingiamo fuori la stessa creatura che abbiamo seminato con violenza dentro noi stessi, senza chiederci il permesso.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Eppure devo prendere fiato. Devo sapere dov&#39;è finita quella B. che teneva la mano ai suoi demoni e li accompagnava al cancello per poi tornare a giocare coi suoi cuginetti. La stessa B. che guardava il mondo con freddo calore, senza lasciarsi scottare o congelare. A cui venivano cantate le canzoncine di scherno, rimandate indietro con spallucce e sorrisi sinceramente indifferenti. Così forte da far paura...&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Quand&#39;è che ho iniziato ad ascoltare? A lasciare entrare il dolore? A vedere la mia forza come debolezza? Non so quando ho deciso di indossare la B. che gli altri mi hanno cucito addosso. Neppure capisco come si sia strappato l&#39;orlo e come, piano piano, dolorosamente, stia rinascendo la povera creatura che ho portato in grembo. Che ho lasciato seppellire dentro le mie viscere. Quella che invece doveva essere la mia pelle, respirare con me e sentire il calore del sole.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Fortunatamente il corpo sa come fare e la mente deve solo spingere, tra dolorose contrazioni di paura.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
Ma anche questa volta le tenderò la mano e l&#39;accompagnerò al cancello.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2014/09/linsostenibile-pesantezza-dellessere.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-6495962305941981624</guid><pubDate>Mon, 27 Jan 2014 02:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-09-17T05:59:22.754+02:00</atom:updated><title>Annunzio</title><description>&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Gentili ciber-ascoltatori, buonasera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Questo messaggio vi giunge dalla campana di vetro in cui mi trovo costretta a vivere causa inizio 2014 drammatico, pirotecnico e teatrale (tipo drag queen di Tenerife!).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Le mie disavventure mediche diventeranno presto fonte inestimabile di sketch miliari dello spettacolo che sto preparando per voi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Ma non adesso.&lt;br /&gt;À prest, mes scieres!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit; text-align: justify;&quot;&gt;Per adesso silenzio stampa, vista comunque la campana di vetro e le tante pillole antibiotiche (degne di un pusher di Sanremo) che accompagnano le mie giornate sotto lo zero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Niente di preoccupante, o non avrei la sfrontatezza di parlare di pusher e di drag queen, o di Sanremo, se preferite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Semplicemente una litania di malanni che si susseguono ininterrottamente dal 10 gennaio, che mi fanno tanto pensare a quelle antiche botteghe che vantano esistenze secolari, ma spero di non finire così...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Che dire se non &quot;incrociate le dita&quot;, &quot;non tutti i mali vengono per nuocere&quot; o... che ne so... &quot;chi lascia la via vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non trova le uova&quot;!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;B--&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2014/01/annunzio.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-4412055761592393834</guid><pubDate>Sat, 07 Dec 2013 22:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-01-27T03:13:23.464+01:00</atom:updated><title>La paura</title><description>&lt;div class=&quot;_3hi clearfix&quot; style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-size: 11px; line-height: 14px; zoom: 1;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;_38 direction_ltr&quot; style=&quot;direction: ltr; font-size: 13px; line-height: 1.38; margin-right: 50px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;white-space: pre-wrap;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Courier New, Courier, monospace;&quot;&gt;C&#39;era una volta una bimba che aveva paura di tutto &lt;span style=&quot;line-height: 1.38;&quot;&gt;e che si rintanava sempre nel suo letto quando le sembrava di non riuscire ad affrontare le cose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;white-space: pre-wrap;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Courier New, Courier, monospace; line-height: 1.38;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;white-space: pre-wrap;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Courier New, Courier, monospace;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.38;&quot;&gt;Ma un drammatico giorno il letto si ruppe &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.38;&quot;&gt;e la bambina capì che la paura fa male!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2013/12/la-paura.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7731194362993113313</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2013 13:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-25T16:01:30.686+02:00</atom:updated><title>La sibilla imolese</title><description>Colta da irrefrenabile sete di canoscenza mi recai nell&#39;antro della sibilla imolese, allo scopo d&#39;investigar sul mio futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ella invece mi svelò del mio passato, mi illuminò sulla mia natura:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Maruchèn... sì, perché vi chiamavamo così, vista la provenienza geografica...»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sibilla: «Non temere, voi siciliani siete sempre stati immigrati, l&#39;avete sempre fatto. Per te l&#39;America non sarà un problema, visto che venite sempre al Nord»&lt;br /&gt;B.: &quot;Appunto mentale: regalare bussola alla Sibilla&quot; «eh sì, siamo sempre stati grandi viaggiatori!»&lt;br /&gt;Sibilla: «No no, avete sempre immigrato»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sibilla: «L&#39;America poi è più bacchettona di voi siciliani. Perché si sa che voi siciliani siete proprio arretrati», lusinghiera matitata sulla testa, «si sa che siete indietro di secoli»&lt;br /&gt;B.: «Ma cosa sta dicendo, signora?» (in uno slancio di umanità), «ma se abbiamo anche fatto il gay pride».&lt;br /&gt;Sibilla, sgranando gli occhi e aprendo le braccia in arresa, «ma difatti non ci potevo credere! Assurdo!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;assurdo, Sibilla mia, è che in barba alla professionalità, per cinque anni lei mi abbia messo da parte riviste strappate e io, sempre con un sorriso, le abbia chiesto la cortesia di poterne scegliere una da cui non mancassero 27 pagine.&lt;br /&gt;Deve aver pensato che ai maruchèn bastassero le figure, visto che (è risaputo) siamo tutti analfabeti.&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; display: inline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #37404e; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2013/06/la-sibilla-imolese.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7132193003315020525</guid><pubDate>Sun, 30 Dec 2012 10:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-30T11:34:24.185+01:00</atom:updated><title>Πάνορμος</title><description>&lt;br /&gt;
Checché se ne dica di questa mia terra natìa, solo qui ritrovo la gaiezza che porta con sé il respiro del mare. Solo qui sento rinnovarsi promesse di gioia e fortuna, palpiti di fiducia nell&#39;avvenire.&amp;nbsp;E mi par strano che i miei occhi trovino la felicità nel posarsi sul disordine caotico di queste genti, mie sorelle.&lt;br /&gt;
I popoli avrebbero tanto da imparare dal dolce giuco dell&#39;ottimismo, ché a rivoltar la grama medaglia, si ritrovan inni al coraggio.&lt;br /&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/12/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-3849690523679029496</guid><pubDate>Sat, 17 Nov 2012 23:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-18T00:19:54.686+01:00</atom:updated><title>lampadina</title><description>Esiste una finestra abbastanza grande da poter contenere tutto il paesaggio di cui i suoi occhi sono affamati?&lt;br /&gt;
Non lo sa, ma non si lascia scoraggiare dai limiti imposti dal legno e dalla pietra. Abbatte la finestra con l&#39;immaginazione e segue Lei per la città.&lt;br /&gt;
Cerca il suo riflesso sulle pozzanghere piene di foglie rosse e gialle. Sa che prima o poi la ritroverà, è una questione di spazio.&lt;br /&gt;
Si affretta a lasciare una traccia di sè per le strade, con istantanee degli stessi dettagli che era stata Lei a fargli notare. Entra nei locali senza prestare attenzione ai volti che lo circondano. Ordina un caffè, poi un bicchiere d&#39;acqua; lascia fredde monete sul bancone, un&#39;isntantanea e fa suo quel sapore amarognolo di temporaneo insuccesso.&lt;br /&gt;
Si accorge della pioggia sorprendendo delle goccioline sulle scarpe nere, come i capelli di Lei.&lt;br /&gt;
Da qualche parte dovrà pur essere: dentro qualche vestito, qualche scarpa, fuori da qualche pensiero. Illuminata da una particolare lampadina (chissà di che marca), di fronte a qualcuno o a qualcosa.&lt;br /&gt;
Non capisce. È&amp;nbsp;tutto pronto da un pezzo: le sue certezze, la sua poltrona, la sua metà dell&#39;armadio, lo spazzolino da denti, il cuore di Lui. Allora dove si è cacciata?&lt;br /&gt;
Forse è rimasta coinvolta in un incidente di percorso. Magari si è persa nei suoi pensieri e sta aspettando di ritrovare il filo.&lt;br /&gt;
In ogni caso si è fatto tardi. Bisogna rincasare, preparare la cena e guardare la tv.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/11/lampadina.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7968949211730888155</guid><pubDate>Thu, 01 Nov 2012 03:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-01T04:43:15.025+01:00</atom:updated><title>Ficus magnolioide</title><description>E improvvisamente sentì
pruderle ogni cosa. Una sorta di fastidio per tutto ciò che le
ricopriva il corpo. Si tolse gli occhiali, lanciandoli sul tavolo.
Come a lavarsi il volto, strofinò le mani sulla pelle. Emise un
pesante sospiro e cercò di cacciarvi dentro tutto quello che voleva
ignorare di quel giorno.&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Ma i suoi
problemi erano intatti, protetti dalla loro intangibilità.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
La lettera
giaceva adesso sotto il peso dei grandi occhiali in osso, continuando
a ripeterle quelle frasi nella mente. Erano macchie nere su un foglio
bianco, ma avevano avuto il potere di determinare il suo futuro.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Per quello
che ci è dato sapere, si trattava di una richiesta che lei non
sarebbe stata in grado di accontentare e da questa incapacità
sarebbero cambiate molte cose.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Ci voleva
aria. Prese la giacca, ma la lasciò ricadere sulla poltrona. Ritornò sui
suoi passi e rientrò in cucina. Usò la lettera per risparmiare al
marmo ulteriori macchie di caffè e attese che quest&#39;ultimo fosse
pronto preparando con lentezza tazzina e piattino.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Si recò
alla finestra e fissò insofferente i passanti, gli alberi, le foglie
gialle al vento... il caffè!&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Ciondolò
verso il fornello e spense il fuoco. Mescolò il liquido e ne versò
metà nella tazzina. Guardò le sue mani durante tutto il processo.
Afferrò il piattino e si diresse verso il pianerottolo.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Si accertò
di avere preso le chiavi e uscì dal palazzo. In cinque minuti arrivò
al parco e scelse la sua panchina preferita: quella davanti al ficus magnolioide.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Portò la
tazzina alle labbra, ma poco prima di bere si accorse del signore
che la stava fissando.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Decisa a non
permettere a niente di distrarla dai suoi pensieri, si risolse a
ignorarlo. Ma questi si alzò dalla panchina e le si avvicinò con
fare deciso.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Preparandosi
a dover rendere conto della sua decisione spostò la tazzina, ma il
signore non le rivolse la parola. Le si sedette accanto e aprì il
suo libro, tuffandosi nella lettura.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0in;&quot;&gt;
Le labbra
sfiorarono la tazzina e la voce dell&#39;uomo si levò nell&#39;aria, dolce e
confortante: “e fu allora che la signora Sharp decise di rincarare
la dose, obbligando Murley a fornirle un resoconto più dettagliato
della serata...”.&lt;br /&gt;
Gli occhi scorrevano sulla pagina, dettando la
storia alla donna che, sorridente, prese a sorseggiare
il caffè.&lt;/div&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/11/ficus-magnolioide.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-9080416675464946817</guid><pubDate>Mon, 10 Sep 2012 03:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-10T06:35:58.331+02:00</atom:updated><title>Si B. n&#39;était pas là</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei poter prendere per mano tutte le persone che hanno fatto, fanno e faranno parte della mia vita; tutti i miei ricordi; &amp;nbsp;tutti i miei sorrisi; tutte le mie lacrime; tutte le cose che ho fatto di bene, di male, di normale, di pigro, di comico; tutte le cose che farò, che ho detto, che dirò e che tengo dentro; le stagioni; gli sconosciuti che mi sorridono e quelli tristi... e vorrei portarli sul vento, abbracciarli e iniziare a danzare insieme, sorridendo, senza dire una parola.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei, in quella danza, perdonare tutti. Vorrei ricordare tutto per scriverlo sul vento danzante.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei che il tempo non esistesse e che tutto si potesse concentrare in un momento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei anche danzare con una B. neonata, poi bambina e poi anziana.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei che la gente amata non morisse mai.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/O7h7yCvQoqc?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La musica canta la mia storia. Mi sento fuori dal tempo.&lt;br /&gt;
Lui scorre senza sosta... e allora?! Noi danziamo!&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Facciamo l&#39;inchino e ricominciamo da capo.&lt;/div&gt;
</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/09/si-b-netait-pas-la.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-5863891420121377774</guid><pubDate>Tue, 26 Jun 2012 13:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-26T15:32:46.500+02:00</atom:updated><title>B. a lion!</title><description>Nella savana selvaggia che è quella cameretta, B. consuma i suoi piedi e i suoi pensieri sopra le maioliche inpolverate e solcate dal suo tragitto.&lt;br /&gt;
La bocca stretta, come a voler mandare un bacio gelido, ma indeciso, voltato da una parte e gli occhi persi nel vuoto di quel deserto di polvere sul pavimento. Sente un rumore... forse sono arrivati...&lt;br /&gt;
...&lt;br /&gt;
resta in attesa di un qualsivoglia indizio chiarificatore: nulla.&lt;br /&gt;
&quot;Adesso basta, io vado loro incontro&quot;. Fa per voltarsi in cerca delle scarpe; ed è allora che una forte fitta le stringe la testa in una morsa di dolore lancinante. Si accascia al suolo, la polvere la ricopre.&lt;br /&gt;
&quot;Dove credi di andare? Maledetta! Tu da qui non ti muovi! Sei in nostro potere e con te non abbiamo ancora finito!&quot;&lt;br /&gt;
&quot;FOTTUTE...P... AAAARGH!!&quot;&lt;br /&gt;
Paura si fa avanti, algida e scura: &quot;Come osi? Dopo tutto quello che ho fatto per te? Io ti proteggo da un mondo di sofferenza, di incertezze, di dolori ben peggiori di quello che provi tu adesso. Non mi lasci scelta. Non puoi uscire!&quot;&lt;br /&gt;
Roventi lacrime di rabbia rigano il volto impolverato di B., che osserva il vuoto da cui Paura ha parlato.&lt;br /&gt;
&quot;Per non parlare del fatto che non ne avresti la forza. Ho fatto in modo di renderti inerme. Stupida!&quot;. A parlare è Pigrizia. Scandisce le parole lentamente, accarezandosi i morbidi fianchi grassi.&lt;br /&gt;
&quot;Se non fosse stato per te, sorella Pigrizia, io non avrei avuto modo di esistere, grazie. In quanto a te, brutta ingrata... grazie a noi tre, hai avuto il tempo di rimuginare sui tuoi errori. Ti abbiamo aiutata a crescere, a trovare lo spazio per te stessa, per i tuoi interessi. È così che ci ripaghi?&quot;&lt;br /&gt;
Procrastinazione è seduta alla scrivania, dove continua a strappare i fogli di un calendario e a lanciarli alle sue spalle, non volgendo mai lo sguardo verso B..&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&quot;Basta! Siete patetiche!&quot; Sibila B., piegata su se stessa, esausta. &quot;Sapete benissimo di essere fatte di menzogna e oscurità.&quot;&lt;br /&gt;
Improvvisamente, rumori di passi sulle scale, qualcuno prova ad azionare la maniglia, invano. Diversi colpi spaventosi e poi la porta si schianta sul pavimento.&lt;br /&gt;
&quot;Tirati su!&quot;. Forza e Coraggio afferrano B., un braccio ciascuno, e la aiutano a rialzarsi. Paura, Pigrizia e Procrastinazione cercano di ribellarsi, ma Coraggio emette un ruggito, mentre Forza colpisce le tre disgrazie in pieno viso, con un solo schiaffo.&lt;br /&gt;
Senza più una parola, i tre escono fuori. B. si scrolla di dosso la polvere, offre le braccia a Forza e Coraggio e, a braccetto, sparisce con loro, via da quella cameretta nella sua mente.</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/06/b-lion.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-553091064467351105</guid><pubDate>Mon, 28 May 2012 14:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-28T16:13:56.817+02:00</atom:updated><title>b. A Capital Letter!</title><description>Nella simmetria della lirica corale, mi stendo pullulante idee sul letto di spine che il mio cuore mi prepara.&lt;br /&gt;
Vago alla cieca nelle definizioni bislacche e mi chiedo cosa voglia dire ogni cosa, anche quella già definita.&lt;br /&gt;
Vanità della persona e dell&#39;atteggiamento, mi riscopro immatura alla porta del mio io e noto che, in realtà, il mio nome e il mio cognome sono scritti a lettere minuscole.&lt;br /&gt;
Il piccolo impiegato delle anagrafe che inabita la mia immaginazione subcosciente, mi dice che si tratta di un errore. Io lo guardo certa, arrendevole, e nella nuvola di rassegnazione che espiro, egli legge le seguenti: &quot;no no, nessun errore, io mi vedo così, minuscola&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ma signorina, alla sua età, lei mi dovrebbe camminare su tappeti scarlatti di fiero orgoglio! Cosa mi combina? Ha provato a consultare un esperto?&lt;br /&gt;
- Esperto in minuscolite, così da capire se di quello si tratta, o di MAIUSCOLOGIA, affinchè mi si possa curare?&lt;br /&gt;
- Eh, veda lei, mia cara!&lt;br /&gt;
- Penso che taglierò i capelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Male, malissimo, negazione della propria apparenza. Ma lei dorme la notte? Taglia mai le unghie dei piedi? Mangia mai petali di rosa?&lt;br /&gt;
- Non sempre, sì e sì.&lt;br /&gt;
- Mmmmmmm. Tra una settimana avrò il risultato.&lt;br /&gt;
- E nel frattempo?&lt;br /&gt;
- Nel frattempo faccia una cosa. Mi dice che ama la scrittura, no?&lt;br /&gt;
- Annuisco!&lt;br /&gt;
- Di che colore sono io?&lt;br /&gt;
- Bigamo!&lt;br /&gt;
- Bene, proseguiamo. Allora, visto che le piace scrivere e che oggi io sono Mercoledì, le suggerisco di tornare a casa e provare a scrivere senza mettere limiti alla sua immaginazione.&lt;br /&gt;
- Ma le patate appassiranno.&lt;br /&gt;
- Ma non si preoccupi. Il segreto è questo: se quello che scrive sarà totalmente lineare, sensato e logico, evidentemente avrà barato. Per scatenare l&#39;immaginazione occorre prima liberarla, no? Quindi niente limiti, conti le carote, spari ai mugnai, faccia quello che le serve per dare aria al suo povero e tartassato cervello.&lt;br /&gt;
- Grazie DOTTOR MAIUSCOLOGO! La ringrazio con grata gratitudine... Ma rileggere posso?&lt;br /&gt;
- Cavolfiore se può! L&#39;importante è che lo faccia con un sorriso, senza rielaborare. La punteggiatura e la grammatica sì, se vuole! Ma si goda il rilassamento semantico.&lt;br /&gt;
- Bene DOTTORE, ci vediamo la settimana provvida!</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/05/b-capital-letter.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-6327999419226404983</guid><pubDate>Thu, 10 May 2012 19:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-10T21:04:33.030+02:00</atom:updated><title>B. windy!</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgeHOcDr8CYTFQkJSBogUaAF3BaQFRdeLGGbxPRBt2wSGvtUA7NecLelyquUcxrFDc75RvWisiFmQICmqhUMN5koxISXmvKc-PHIQ8qa-o43_pjsZItTTB_KUhB2AOrHspZo0j1nDgxihs/s1600/P5101058.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgeHOcDr8CYTFQkJSBogUaAF3BaQFRdeLGGbxPRBt2wSGvtUA7NecLelyquUcxrFDc75RvWisiFmQICmqhUMN5koxISXmvKc-PHIQ8qa-o43_pjsZItTTB_KUhB2AOrHspZo0j1nDgxihs/s400/P5101058.JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Ovunque andrò...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
avrò sempre il vento tra i capelli;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
un concerto per violoncello e pianoforte nelle orecchie;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
il profumo di latte di mia madre tra le narici;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
il sorriso di mio padre negli occhi;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
il mare sulla pelle;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
il sole sul volto;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
i suoi baci sulle labbra;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
poi, nel cuore&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
tutti loro,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
la Sicilia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/05/b-windy.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgeHOcDr8CYTFQkJSBogUaAF3BaQFRdeLGGbxPRBt2wSGvtUA7NecLelyquUcxrFDc75RvWisiFmQICmqhUMN5koxISXmvKc-PHIQ8qa-o43_pjsZItTTB_KUhB2AOrHspZo0j1nDgxihs/s72-c/P5101058.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-485168111891441491</guid><pubDate>Mon, 30 Apr 2012 00:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-30T02:36:34.750+02:00</atom:updated><title>B. fast</title><description>In cinque minuti, coi capelli arruffati e lo stomaco che brontola, prova a scrivere qualcosa.&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
Non importa cosa scrivi, l&#39;importante è scriverlo prima che la tua mente prenda il controllo delle tue mani. Prima che la tua mente affoghi le tue parole nel marasma grigio che le circonda. Sale la marea, svelta, stai per rimanere senza fiato.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ce la possiamo fare a vincere le nostre paure? A vincere noi stessi? Riusciremo mai a trovare la NOSTRA strada?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sinceramente ci credo. Sinceramente no.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sono combattuta fra quello che è e quello che dovrebbe essere. Quello che vorrei che fosse, quello che sarebbe stato se... mancano due minuti!!&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Il mio sogno più grande è quello di combattere questo lato oscuro che mi si è schierato contro (cazzo, non avrò il tempo di rileggere, ECCO, attenta, ci prova!).&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sono io, dannazione, il nemico sono io. È quel lato di me che pensavo essere quello che conoscevo meglio, ma mi rendo conto che è quello che conosco di più perché è quello che più si è fatto sentire, e non nel mio interesse.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Tempo scaduto.&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/04/b-fast.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-4019323244013240447</guid><pubDate>Thu, 19 Apr 2012 05:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-19T16:32:09.047+02:00</atom:updated><title>La sostenibile leggerezza dell&#39;essere B.</title><description>Guardo il mondo da... una finestra su un albero dove la gente ubriaca lancia capi di vestiario.&lt;br /&gt;
Il poster alla mia sinistra mi dice di restare calma e tirare avanti, Rosie (the riveter) mi dice che possiamo farcela!&lt;br /&gt;
Una cifra è ruotata via, lasciando il passo alla successiva, pari, che con le sue rotondità mi dà uno strano senso di calma, del tutto irrazionale.&lt;br /&gt;
Ho 28 anni! E mi piace già. Bell&#39;otto paciocco che mi guarda complice.&lt;br /&gt;
Mi sembra d&#39;essermi messa in pari con l&#39;universo, essendo pienamente consapevole di non essere nemmeno arrivata a metà strada. Però sono in pari, però no...&lt;br /&gt;
Ho lasciato dietro il dolore, il difetto corrosivo e ho tenuto il sorriso, l&#39;ingenuità e il labiale melodico davanti allo specchio/pubblico pagante/grazie per l&#39;Oscar (che stranamente assomiglia al mio shampoo).&lt;br /&gt;
Saltello per strada e batto le mani. Mi piego a guardare gli insetti e corro a chiamare la mamma se mi sento male.&lt;br /&gt;
Ascolto la gente e do dei consigli adulti, poi faccio le vocine buffe ai passanti animali e avvisto &quot;scoiattolo!&quot; senza vergogna.&lt;br /&gt;
Leggo libri che mai pensavo di poter neanche trascinare dentro casa mia. So usare gli elettrodomestici e cucino per lui.&lt;br /&gt;
Se mi chiedessero d&#39;indicare il momento evolutivo, non saprei dove piazzare il dito, eppure lo sento.&lt;br /&gt;
Questo numero mi piace, mi sembra che sia stato mio da sempre! Mi sembra di averlo raggiunto.&lt;br /&gt;
Scusa per il ritardo, non sai che casino: è che sono dovuta nascere; mettere il dito in bocca alle elementari; l&#39;apparecchio per rimediare al dito; mi son dovuta sbucciare le ginocchia tre volte nella stessa estate; ho dovuto giocare a nascondino; all&#39;uomo nero; ho dovuto fare il dettato alle mie bambole. Mi sono dovuta arrampicare sui mandorli; scambiare martellate con mia cugina. Ho dovuto imparare a suonare il piano; a chiedere scusa; a innamorarmi del mio primo amore, che scriveva bigliettini e lettere d&#39;amore, come avevo sempre sognato.&lt;br /&gt;
Poi, proprio quando pensavo di avercela fatta, ho dovuto imparare a destreggiarmi fra ali anatomiche e libertà da farfalla; a pregare in latino... guarda, che giornatina!&lt;br /&gt;
Ho dovuto essere interrogata dalla prof d&#39;italiano che credeva che mi fossi inventata i miei due nomi proprii; poi ho dovuto portare il cane fuori; cadere dalle scale; imparare a tuffarmi di testa; a guidare.&lt;br /&gt;
Ho dovuto capire cosa fosse questa università di cui tutti van parlando e, come vedi, sono ancora in alto mare; ho dovuto piangere la morte del mio primo amore e ringraziare la vita per il mio amore punto e basta e insieme, siamo dovuti andare a vivere al nord, da bravi migranti meridionali. E, come se non bastasse, sono dovuta passare dagli Stati Uniti perché avevano dimenticato di ridarmi un pezzetto di cuore, ma hanno detto che ormai gli hanno dato un nome, si sono affezionati.&lt;br /&gt;
Ventotto fa un sorriso e placido esclama: &quot;non ti preoccupare, sapevo che prima o poi saresti passata. L&#39;importante è che adesso sei qui e che stai bene. Come va?&quot;&lt;br /&gt;
&#39;Na favola Ventotto, grazie d&#39;averlo chiesto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/04/la-sostenibile-leggerezza-dellessere-b.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7245273867874904615</guid><pubDate>Fri, 23 Mar 2012 20:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-23T21:25:15.008+01:00</atom:updated><title>B. a writer?</title><description>La rabbia mi prende e mi soffoca.&lt;br /&gt;
Come da piccola, quando guardavo il panorama e provavo a disegnarlo... niente.&lt;br /&gt;
Non c&#39;era verso di riuscire a catturarlo, di farlo ubbidiente e remissivo.&lt;br /&gt;
Ecco, ho scoperto che la scrittura ha la stessa indole, gli stessi vezzi.&lt;br /&gt;
Amarla non serve. Bisogna allenare la mano, lavorare sul tratto... altrimenti non si conclude niente. Si vagherà per sempre nella mediocrità più incresciosa.&lt;br /&gt;
Sembra assurdo, ma quando chiudo il quaderno e rimango da sola con la mia testa, ecco che tutto diventa nuovamente poetico, le parole si abbracciano e danzano gaie. Sento proprio una voce narrante, che detta, battendo i piedi esasperata perché ancora non scrivo.&lt;br /&gt;
Appena corro a prendere il taccuino... niente, uno scarabocchio da asilo!&lt;br /&gt;
La rabbia mi prende e soffoca il mio &quot;ma vaff...&quot; sul nascere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/03/b-writer.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-2977184159782743472</guid><pubDate>Sun, 04 Mar 2012 01:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-04T21:45:20.407+01:00</atom:updated><title>B. honest</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Nel vecchio continente, B. saltellava da un angolo pieno di fogliame a una panchina, armata di macchina fotografica, raccontandosi: &quot;io sì che ho la passione della fotografia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;-_-&#39;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Nel vecchio continente, B. si tuffava in qualsiasi cosa rasentasse il giallo, affermando compiaciuta: &quot;io sì che so divorare un libro&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&#39;&amp;gt;_&amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Nel vecchio continente, B. impiegava circa ottocento anni a completare una sciarpa a maglia (con risultati soddisfacenti, per carità) e correva nel mondo sbandierando la sua &quot;viscerale passione per la maglia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Dal nuovo continente, B. riceve una lettera:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;Cara B.,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;tu sì che non hai capito un ca°°o!!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;La passione arde, il fuoco brucia, il bruciore fa male. Per sopportare una passione ci vuole forza, fermezza, costanza e sacrificio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;Devi litigare con una macchina fotografica, capirne il meccanismo e svelarne i segreti. Non basta portartela dietro, sporadicamente, puntare passivamente l&#39;obiettivo verso un oggetto e... click, finito.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;Devi litigare con un libro, prenderne uno su un argomento che pensi di conoscere e su cui ti sei costruita un prefabbricato di idee e leggerlo in silenzio. Mollarlo sul letto, no, riprendilo! Tenere il dito fermo su un punto e non mangiare, non bere, non accavallare le gambe. Immobile. Ti concedo solo di guardare fuori dalla finestra, per digerire una frase, un concetto, smaltire la luce improvvisa di una porta che si apre su un pregiudizio buio. Portatelo dietro, sentine il peso, fisico e morale, sulla schiena, nel sangue.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Tieni accanto i seguenti: matita, blocco di carta, penna, post-it, occhiali.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;i&gt;Apri la tua mente a concetti nuovi, diversi. Leggi quei libri di cui tutti parlano, ma che hanno letto solo in cinque. E a tal proposito, piantala di dire che il tuo autore preferito è Italo Calvino, perché di lui hai letto soltanto tre romanzi e poi ti sei impigrita e sei passata alla Signora in Giallo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Devi litigare con le tue mani. Prendi i ferri e inizia a sperimentare. Fatti venire i calli, tieni a bada la tua passività e cerca di capire cosa diamine stai facendo, cosa devi fare. Osserva bene la trama del tuo lavoro, così, se ti scappa un punto, piuttosto che scapicollarti (no, tu non ti scapicolli, tu ti blocchi per settimane prima che il caso ti conduca dalla signora R.) a piagnucolare perché ti si riprendano i punti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Litiga anche con le tue idee, con le tue convinzioni. Prendi le tue prime impressioni per le corna. Sbatti i preconcetti al muro e smetti di giudicare.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Prenditi meno sul serio e se non ne sai niente di una cosa, ammettilo. Così saprai quali lacune colmare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Perché, fidati di me, tu di passione ne hai molta, ma è una passione teorica, embrionale. Al posto di fare legna per il camino, hai comprato il poster di un fuoco acceso e gliel&#39;hai appeso davanti. Sono anni che ti scaldi con un&#39;immagine.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Fidati di me, lo dico soltanto per il tuo bene.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Con affetto,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: -webkit-auto;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;Consuelo &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/03/b-honest.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-1162962737965703749</guid><pubDate>Wed, 29 Feb 2012 23:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-01T00:15:14.286+01:00</atom:updated><title>B. at the bus stop</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;She was sitting on the frozen bench of the bus stop. A big blue book in her hands.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;The latter, almost numb for the cold, but still feeling the soft and coarse nature of the pages.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Snow calming everything down with her silent charm.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;She had found happiness.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/03/b-at-bus-stop.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7644415409136147196</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2012 04:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-01T01:24:48.119+01:00</atom:updated><title>B. the fishergirl</title><description>Seduta sulla sponda del fiume Consuelo, osservo il flusso di parole che ne compongono il corpo evanescente.&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
In questo marasma di fonemi riesco appena a intravedere la mia preda. Un pensiero con capo e coda, che peserà sui cinque chili. Ma come armamentario sono le mie nude mani, invecchiate dal gelido vento del nord.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Non mi resta che immergermi nel flusso fino alle ginocchia e piegarmi in avanti per fissare quel racconto che mi si svela dinanzi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Conoscere bene la preda per poterne anticipare i movimenti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Prima o poi il mio amo d&#39;inchiostro riuscirà a catturarlo. Ne sono sicura.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Io intanto osservo...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/02/b-fishergirl.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-7655962608749979101</guid><pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-12T17:10:52.682+01:00</atom:updated><title>B. International</title><description>Ci sono dei momenti in cui tutto assume una luce particolare.&lt;br /&gt;
Dei momenti straordinari in cui, presi da folle coraggio cowboy, ci lanciamo contro la nostra vita e l&#39;afferriamo per le corna.&lt;br /&gt;
Anche B. ha avuto questo momento da cowgirl (vegetariana, ovviamente) e ha preso al lazo un&#39;occasione particolare. Risultato? Fra una settimana esatta B. poserà il suo derrière su un volo intercontinentale per gli Stati Uniti, diretta in un&#39;Università del Massachusetts, insieme a una sua collegamica.&lt;br /&gt;
A volte l&#39;Italia le sta stretta... le dà fastidio. Amore e odio quanto vuoi, ma troppo spesso odio, per&amp;nbsp; l&#39;ottusità, per le poche opportunità e per qualcos&#39;altro con l&#39;accento sulla a che non le viene in mente!&lt;br /&gt;
B. e il Bel paese si prendono una pausa di riflessione, durante la quale la nostra eroina non-oppiacea si dedicherà alla sua istruzione magistrale e alla traduzione &lt;i&gt;american style&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Chissà che avventure (e che freddo) troverà ad attenderla. Ma lei, in puro spirito avventuroso, ci si lancia col sorriso sulle labbra, perché ogni pagina di questa storia sia ricca di avvenimenti faaaaaaaaavolosi!&lt;br /&gt;
Sicuramente ci saranno momenti no (Orso! Where are thou?) e momenti nì (mmm, dividere la doccia dice?), ma chissene? Tutto passa e tutto è maestro di vita, si vede che B. rielaborerà un nuovo tipo di privacy e che imparerà a lottare con gli orsi polari e a scivolare (possibilmente sullo slittino, anche se si teme l&#39;alternativa pedonale) su ogni cosa.&lt;br /&gt;
Perché B. vuole prendere tutto come un gioco (tipo sapientino), come una possibilità per svelare le sue mille capacità che non vede l&#39;ora di condividere col mondo finora conosciuto, come una sfida a se stessa e alle sue paure (brutteecattive), nella speranza di scrollarsele di dosso una buona volta!&lt;br /&gt;
Bene, B.afécionados, adesso B. vi lascia e torna a lavoro (finora qui si è creduto che le sue dita pigiassero professionalmente sul computer dell&#39;ufficio -__-&#39;)!!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che la patatosità sia con voi!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Hasta la gattara, siempre!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2012/01/b-international.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7645314898210849577.post-2927188865514454517</guid><pubDate>Thu, 01 Dec 2011 13:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-05T16:35:41.111+01:00</atom:updated><title>B. got lost!</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei poter scrivere qualcosa che vi lasci senza fiato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei, con una sequenza di numeri binari nero su bianco, riuscire a creare per voi un mondo meraviglioso, in cui tutto funziona come desiderate.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vorrei trovare quel bottone, nascosto da qualche parte dentro ognuno di noi, che vi aiuti a rilasciarvi e a far scattare la molla che vi dia la forza di alzarvi ogni mattina.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma non ci riesco. Io per prima mi ritrovo senza spinta. In panne in mezzo alla mia vita: viale deserto in cui l&#39;unica persona che mi è a fianco, il mio compagno di cammino, non può nulla per sistemare il guasto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Perché non dipende da lui. Questo la Carrozzeria Orso non lo può sistemare. Questo devo farlo io.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Chiave inglese alla mano, devo riuscire a riavvitare i pezzi e a mettermi in marcia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non si tratta di disperazione o di problemi, semplicemente di un dubbio enorme che a volte mi stordisce e mi lascia smarrita: dove sto andando?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E dire che mi credevo assolta dalle mille domande simil-filosofiche che mi tormentavano, tipo romanzo settecentesco.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Invece una sera, guardando la pila delle traduzioni da fare, mi sono chiesta come mai non trovassi il tempo per lavorarci su, come mai non sentissi mai la spinta a fare di più, del mio meglio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mentre Orso si tuffa a capofitto nel lavoro e cerca sempre di dare il meglio di sé, io fisso il foglio bianco che è la mia vita, non sapendo bene come iniziare a scriverci sopra. E scriverci cosa?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La cosa strana è che non mi sento indietro rispetto a lui, non ho l&#39;ansia di raggiungerlo. Sono solo triste nel vederlo al margine della strada, che mi osserva preoccupato, mentre io cerco di individuare il guasto al mio motore. Mi dispiace di farlo preoccupare per me.&amp;nbsp;È così dolce.&lt;/div&gt;
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Se soltanto avessi preso una mappa alla partenza, se soltanto avessi fatto delle scelte coscienti e oculate.&lt;/div&gt;
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Invece, il mio astigmatismo ipermetropico si è esteso alla mia mente, non riesco a mettere a fuoco certe cose e non riesco a trovare l&#39;intervento refrattivo che faccia al caso mio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ho mosso dei passi inerti e indifferenti nella direzione in cui andavano tutti, senza chiedermi quale fosse la mia uscita. Tempo niente mi sono ritrovata su un&#39;autostrada diretta non so dove, con un paesaggio che mi lasciava incerta e ansiosa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Adesso che mi ritrovo lungo una strada in cui ci si può fermare di lato, eccomi qui con le mani ai capelli, che mi maledico per non averci pensato prima, per non aver lasciato delle molliche di pane, non aver segnato un nome, un indirizzo, non aver capito dove stavo andando e come tornare indietro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sicuramente la vita è un senso unico, quindi di tornare indietro non se ne parla, ok. Ma allora dove proseguo? Vado bene di qui? Qualcuno mi può rispondere? Sapete quanto disti la mia meta? Sapete qual è?&lt;/div&gt;
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Io non lo so e non lo sto scoprendo. Orso non me lo può dire perché ci sono io al volante della mia esistenza. Lui mi può consigliare un&#39;uscita, ma non può certo aggrapparsi al volante e dirmi dove devo condurmi.&lt;br /&gt;
A volte vorrei avere il pilota automatico.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lenuvoledib.blogspot.com/2011/12/b-got-lost.html</link><author>noreply@blogger.com (B.)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>