<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803</id><updated>2024-10-18T20:48:43.871-07:00</updated><title type='text'>le poesie nascono dalla qualità delle tue emozioni</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>164</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-2320650676867052212</id><published>2017-05-13T02:17:00.001-07:00</published><updated>2017-06-08T10:37:11.945-07:00</updated><title type='text'>Stardust </title><content type='html'>Galassia di pulviscolo&lt;br /&gt;
Milioni di stelle polverose &lt;br /&gt;
Si sfaldano in sabbia&lt;br /&gt;
Si ammucchiano in spiaggia,&lt;br /&gt;
E l&#39;oceano è proprio lì&lt;br /&gt;
Fuori dalla porta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/2320650676867052212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2017/05/stardust.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2320650676867052212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2320650676867052212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2017/05/stardust.html' title='Stardust '/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-4141455542682876156</id><published>2017-04-24T07:20:00.002-07:00</published><updated>2017-06-22T07:53:23.942-07:00</updated><title type='text'>PAOLA, L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI  VOL8</title><content type='html'>Renzo venne ricoverato al Don Gnocchi un paio di giorni prima del mio arrivo alla struttura, proveniente dallo stesso reparto cardiologico di Careggi dove anche io avevo passato gli ultimi giorni di monitoraggio prima di essere destinato alla riabilitazione. Mentre sistemavo le mie cose negli appositi spazi e prendevo possesso del letto, spazi che per almeno un mese avrei trasformato nel mio regno inviolabile, non potevo fare a meno di lanciare profonde e significative occhiate in direzione dell&#39;altro letto dove, sepolto sotto numerosi strati di coperte, il mio vicino di sventura vegetava&amp;nbsp; immobile e silenzioso; un braccio ossuto e incartapecorito, lattiginoso, spuntava dal budello di lenzuola umide di sudore...nervature azzurre lo percorrevano elegantemente, come accese sotto la pelle bianca... tanti rigagnoli che si riversavano in un delta formato dalle dita della mano scheletrica, dolorosamente serrata alla sponda del letto. &lt;br /&gt;
Pensai di essere stato fortunato con la stanza, nonostante mi avessero assegnato la n° 17; Renzo non dava segni di vita...&quot;deve essere uno di quei vecchi che dormono sempre&quot; andavo rimuginando, &quot;senza mai muoversi...senza mai lamentarsi. Nessuno suonerà mai quel maledetto campanello...nessuna stupida richiesta alle ore più impensabili...nessun capriccio infantile&quot;, mentre con tutta comodità affondavo la mia lingua nella gola della paolina, e le mani scendevano a sondare quel che presto avrei fatto mio...&quot;sarà uno spasso&quot; gongolavo, &quot;completa libertà d&#39;azione, luce accesa quanto mi pare e piace... non preoccuparsi dei rumori (come rutti e scoregge) e poi il bagno...oh si il bagno, TUTTO PER ME!&quot;&lt;br /&gt;
La prima volta che vidi sua figlia mi chiese se &quot;per caso&quot; suo padre si agitava o dava fastidio in qualche modo...risposi che fino a quel momento -era il mio secondo giorno al Don Gnocchi, quindi con una sola notte all&#39;attivo da commentare- non solo non mi aveva dato fastidio anzi, la notte era trascorsa così silenziosa che quasi mi ero scordato della sua presenza...&lt;br /&gt;
A questo punto devo ammettere che la sua espressione di sollievo e incredulità mi lasciò un po&#39; perplesso, anche se al momento non ci feci molto caso. Arrivò la sera ad annunciare il sopraggiungere di quella che sarebbe stata la mia seconda notte al don Gnocchi...e poi successe...quella notte, l&#39;innocuo, silenzioso e simpatico vecchietto decise che era arrivato il momento di mettere le carte in tavola.&lt;br /&gt;
Tutto cominciò con un lieve sussurro, così esile che all&#39;inizio pensai fosse solo un sospiro...poi mi accorsi che, quello che credevo essere una sorta di piacevole rantolo notturno, in realtà era un nome, &quot;Franco&quot;.&lt;br /&gt;
Riuscii a capirlo perché, oltre a ripetersi -il sussurro- andava via via aumentando di volume ed intensità...&quot;Franco&quot; ripeteva...&quot;Fraancoo&quot;...&quot;FRAAANCOO&quot;; e non la smise più.&lt;br /&gt;
Non ci misi molto a capire che, l&#39;ungi dall&#39;essere quel tranquillo ed amorevole vecchietto che avevo immaginato, Renzo, mi duole dirlo, risultò essere affetto da una clamorosa forma di demenza senile, che lo obbligava ad urlare cose prive di senso senza mai smettere, e credeva di vedere volti noti in ogni persona che gli capitava a tiro.Ogni volta frotte di infermiere e medici accorrevano in soccorso di Renzo...cercavano di calmarlo, di rassicurarlo...gli tenevano la mano, gliela carezzavano, mentre dolci sussurri femminili tentavano di riportarlo alla normalità; ma Renzo non si calmava mai tanto facilmente...vomitava minacce e bestemmie in continuazione, in quantità industriali, con una regolarità tale che davvero non si capiva da dove spremesse tutta quella vitalità. Era anche perennemente imbrattato di merda -il pannolone non era sufficiente ad arginare tutto quello che il suo sfintere riusciva a spruzzare, e sulle cosce muffe e rinsecchite scivolavano di continuo rivoli di feci liquide. Gridava veramente di tutto, ma alcuni nomi (probabilmente gente conosciuta) come Franco, Juliana, Roberta e Cesare andavano per la maggiore; da quella volta praticamente non smise più.&lt;br /&gt;
Davvero non capisco dove e come certi vecchi trovino tanta forza, come alcuni -accompagnati e sostenuti alla morte stessa nei loro brevi spostamenti- che in mensa riuscivano a divorare enormi quantità di cibo, alla stregua di manovali all&#39;ora di pranzo; non riuscivo a capire, e ancora adesso rimango sorpreso, colpito...incredulo; cosa spinge certe persone (comunque la maggioranza) ad aggrapparsi alla vita in questo modo? Nessuno vorrebbe mai morire. Ma visto che per fortuna non è così, credo non ci sia nient&#39;altro da aggiungere.&lt;br /&gt;
Come stavo dicendo, Renzo da quella notte praticamente non la smise più di vociare e lamentarsi, ma quel che è peggio è che non aveva alcuna fantasia, e come un disco rotto continuava a ripetere sempre le stesse cose. Iniziava con il voler scendere dal letto, cosa per lui impossibile per via delle sponde, entrambe sempre alzate -proprio per troncare sul nascere simili tentativi- e del fatto che Renzo semplicemente non aveva la forza di reggersi in piedi, poi, una volta realizzato che non cel&#39;avrebbe mai fatta, si fermava, si guardava un pò intorno con aria sorpresa, (seguivo attentamente ogni sua mossa dal mio letto) quindi chiamava i suoi amici... dapprima con un sussurro poi, come seguendo le modalità di una marcia trionfale, continuava in un crescendo di caotico tripudio.&lt;br /&gt;
Quando le infermiere, poi, andavano via, le richiamava implorante...&quot;Donnee...DOONNEEE&quot;, e lo ripeteva così tante volte da poterci riempire un libro di mille pagine solo con la parola &lt;i&gt;donne &lt;/i&gt;e, anche se le reputo delle creature fantastiche, lo stesso mi pare una lettura un po&#39; troppo pesante, non pare anche a voi?&lt;br /&gt;
...&quot;Donnee, aiutatemi...perché nessuno vuole aiutarmi? FRANCOO, CESARE, dove siete tutti?...Dio vi punirà per la vostra cattiveria...&lt;i&gt;maledetti!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Una volta provai io a calmarlo...l&#39;avessi mai fatto; Renzo aprì gli occhi all&#39;improvviso e comiciò a fissarmi -credo mi vedesse per la prima volta.&lt;br /&gt;
Con me, forse perchè uomo, assunse un tono un pochino più conciliante, cospiratorio...&quot;tra uomini ci s&#39;intende...ecco vedi, se te tu mi tiri giù la sponda diill&#39;etto (del letto) io poi fo da mè...vedi, sono già co&#39;un piede di fòri&quot; provava a convincermi, mentre si adoperava penosamente ad alzare una gamba sopra la sponda del letto...&quot; e se lo fai, Dio ti sarà riconoscente...e anche io lo sarò...se solo tu...&quot;&lt;br /&gt;
Qui drizzai le orecchie...sarà riconoscente, sarei stato ricompensato, era appena nato un sodalizio che avrebbe portato a reciprochi benefici?&lt;br /&gt;
Nel dubbio continuavo a tergiversare, a guadagnare tempo, ben sapendo che sarei potuto finire in un attimo, come tutti gli altri, nella sua lunga, arbitraria lista nera; quindi, capito che non avrei fatto proprio nulla per esaudire la sua scellerata richiesta, mutò brutalmente il suo atteggiamento nei miei confronti a favore di toni e minacce tutt&#39;altro che amichevoli. Cominciò anche, da quel momento in poi, a fissarmi di sbieco, con indignazione...&quot;perchè nessuno vuole aiutarmi? Francoo...aiutatemi accidenti, maledetto quel serpente di Gesù e chi lo prega...DONNEEE, dove siete?...Dio vi punirà...Julianaaa...perchè nessuno vuole aiutarmi?...Dio vi punirà perchè siete malvagi...&quot; e così via, a gran voce, squillante, inesauribile, sfibrante, di giorno e di notte...soprattutto di notte. All&#39;inizio provai sinceramente a sopportare la situazione, a capirla; cercai di mettermi nei suoi panni...&quot;invecchiamo tutti&quot; mi ripetevo. Ben presto però la mia proverbiale intolleranza prese il sopravvento. La fatidica goccia traboccò quando chiusero anche il bagno della camera...arrivò un&#39;infermiera che, senza proferire parola, attaccò un avviso sulla porta del bagno, un avviso del tipo:&lt;br /&gt;
VIETATO ENTRARE, PERICOLO CONTAMINAZIONE.&lt;br /&gt;
Renzo, oltre che a fracassare i coglioni, risultò essere anche radioattivo...cioè, avete presente i pannoloni imbrattati di merda sopra citati? Quelli usati, con tutto quel che contenevano, venivano messi da parte proprio nel bagno, in speciali contenitori, di quelli con quel simbolo che ti fa venire subito in mente una bomba atomica, col risultato che fui costretto, il solo cretino fra tutti i ricoverati, ad usare il bagno che si trovava in corridoio...ovviamente molto in fondo al corridoio, ben distante. Ero come annichilito...ero in debito di sonno, ero stato crostetto a nutrirmi di sangue perchè, sorpresa, avevano scoperto che ho l&#39;animia mediterranea, la notte vagavo come uno zombie nel lungo corridoio solo per andare a pisciare, piegato in due per via delle costole ancora doloranti, avevo male d&#39;appertutto, mi era tornata un pò di febbre e gli antibiotici mi rincoglionivano (scoprii che mi davano delle pasticche che, prezzo sulla scatola, costavano oltre 900 euro; una confezione da 6 pasticche). Questo è uno dei motivi per cui ebbi discussioni e attriti con il personale ospedaliero...volevo cambiare stanza, subito, non volevo sentire ragioni.&lt;br /&gt;
Ed è quando capitai in quella stanza dove il mio vicino di letto letteralmente mi sotterrò di scoregge, che sembrava non preoccuparsi minimamente degli effetti collaterali -un fetore nauseabondo- di quello che potevo pensarne io o chiunque altro presente...erano peti forti, voluti, vibranti...a volte solitari a volte in serie; diceva di non amare la tv ma era sempre a guardarla (spendendo diversi soldini in schede) di conseguenza le occasioni che avevo di rimanere solo con la mia paolina si ridussero drasticamente.&lt;br /&gt;
Nella camera accanto alla camera nuova era ricoverata una donna dalla doppia personalità...che vestisse i panni di&amp;nbsp; una o quelli dell&#39;altra personalità, non c&#39;èra differenza alcuna, dato che entrambe si sentivano molto bene e in continuazione, sia di giorno che di notte...soprattutto di notte. La mattina era una persona che piagnucolava, a cui si doveva portare al più presto la terapia; si lamentava di strani ed oscuri dolori...atroci, indicibili, e implorava chiunque gli capitasse a tiro di andare urgentemente a chiamare un&#39;infermiera, e chiamava, chiamava, presto accorrete, io soffro, io muoio, io non ne posso più, io...&lt;i&gt;io...&lt;b&gt;IO!&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Era sempre a lamentarsi per qualcosa, e questa signora, che scoprii essere una specie di balena spiaggiata su un biroccino semovente, riusciva a riprodurre una vocina stridula, lamentosa, infantile, da mocciosa implorante; ma se, con questa tecnica, non riusciva a impietosire nessuno, se non riceveva immediata soddisfazione, ecco arrivare la trasformazione, l&#39;altra personalità saltava fuori. Partiva sempre dalla voce, la cambiava, ne modificava il tono, sembrava davvero un&#39;altra persona intervenuta in sua difesa...dura, fredda, ostile...&quot;ma che volete da me? ma vergognatevi, a lasciare soffrire così le persone...è&lt;i&gt; tre ore &lt;/i&gt;che vi sto chiamando!...quest&#39;ospedale è uno schifo, è da denuncia. VERGOGNA. &lt;br /&gt;
Era spaventata dalla morte; ogni più piccolo dolore, ogni minima sensazione di fastidio per lei erano un significativo campanello d&#39;allarme; anche un braccio addormentato, nella sua ottica funeraria, veniva scambiato per qualcosa che non era, e davvero non c&#39;èra verso di convincerla della banalità della cosa.&lt;br /&gt;
Non voleva andare mai in palestra, era sempre ammucchiata su letti e poltrone, sempre agonizzante, sempre in fin di vita...era una spacca palle da competizione, tranquillamente in grado di competere con Renzo nella mia speciale classifica di spremitori di zebedei.&lt;br /&gt;
Una mattina, il sacerdote dell&#39;ospedale passò di camera in camera ad informare, per chi ne fosse interessato, che la messa sarebbe comiciata a breve...oggi, Domenica 15 Luglio 2015.&lt;br /&gt;
Appurato che a me, della messa, importava meno che niente, mi avviai verso il salone comune, dove era posizionato il televisore. Quando arrivai, nonostante fosse ancora relativamente presto, notai con fastidio che alcune vecchiette la stavano già guardando...mi avvicinai. Avevano creato una serie di file ben ordinate, stile cinema...un manipolo di vecchiette pallide e vaporose, chi sulle sedie e chi in carrozzella...sembravano tutte molto concentrate:&lt;br /&gt;
&quot;Una telenovela&quot; pensai...rimasi, ricordo, a bocca aperta; ero contrariato, a dir poco furioso...cominciai a schiumare rabbia impotente...LA MESSA, stavano guardando la messa, cose dell&#39;altro mondo, da non crederci. Pochi metri più avanti il sacerdote, povero cristo, stava celebrando la messa probabilmente di fronte a una manciata di sedie vuote (le altre prese per metterle davanti alla tv), e tutti questi attori della tragedia umana non so neanche se ancora vivono, se hanno, infine, cacciato la morte dalle loro vite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/4141455542682876156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2017/04/paola-loperazione-e-i-vecchi-vol8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4141455542682876156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4141455542682876156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2017/04/paola-loperazione-e-i-vecchi-vol8.html' title='PAOLA, L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI  VOL8'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-7488392149684199744</id><published>2016-11-11T00:56:00.002-08:00</published><updated>2018-05-23T11:10:14.187-07:00</updated><title type='text'>I MIEI SOGNI</title><content type='html'>Nel crogiolo dei sogni&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
i miei eran di carta&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
ardevano, si veloci&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
con violenza&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
ma si perdevano nel vento&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
in mille frammenti neri sbiadivano;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
galleggiavano nell&#39;aria&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
rollavano incerti&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
cadevano inermi, molli, senza nerbo&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
simili a cicche abbandonate&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
fumate forte, con furia.&lt;br /&gt;
E&#39; come quando leggevo&lt;br /&gt;
e il cerchio di luce della candela&lt;br /&gt;
era il trampolino da cui mi gettavo&lt;br /&gt;
nell&#39;oscurità della vita che attendeva paziente&lt;br /&gt;
fuori dalla mia camera...&lt;br /&gt;
quante volte ho riletto le stesse pagine che&lt;br /&gt;
stanche di aspettare quiete&lt;br /&gt;
si sono ribellate, scuotendomi dal sonno&lt;br /&gt;
tornando indietro, chiudendosi in uno schiocco di frusta.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/7488392149684199744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/11/i-miei-sogni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/7488392149684199744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/7488392149684199744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/11/i-miei-sogni.html' title='I MIEI SOGNI'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-3067188428072054831</id><published>2016-09-15T03:38:00.001-07:00</published><updated>2016-09-18T11:21:02.928-07:00</updated><title type='text'>PAOLA, L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI, VO. 7</title><content type='html'>Sto spendendo un&#39;esagerazione di soldi in telefonate...prima ero in bagno, potevo sentire il cellulare squillare; sapevo già che era la Paola -è sempre e quasi solo lei- ma speravo che per un po&#39; mi avrebbe lasciato in pace, che avrebbe fatto passare qualche secondo tra una telefonata e l&#39;altra...no!&lt;br /&gt;
Mi netto il culo più veloce che posso...la richiamo...lei è così, chiama per informarmi di ogni singola cosa che capita a lei o a qualcuno di nostra conoscenza...&lt;i&gt;&quot;sai, ho appena incrociato Lucio...ma si dai, quello che ti dissi...quello che mi sta sul culo, ma come fai a non ricordarti? Lo vedi, tu non ascolti mai, te l&#39;ho detto appena un paio di giorni fa...insomma, lo incrocio, lui mi guarda, ma io faccio finta di niente...si, faccio finta di non averlo visto, ho fatto bene? o no?&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ma che dico, di solito le sue telefonate non sono così interessanti, però lei è fatta così, passarebbe giornate intere al telefono, e pretende che, dato che lei lo fa con me, anche io devo telefonarle in continuazione, cosa che mi sforzo di fare, anche se con risultati, temo, non all&#39;altezza delle sue aspettative, dato che è sempre a rimproverarmi del fatto che non la chiamo mai, e questo, per lei, è sintomo che a me non importa più di tanto del nostro rapporto...è capace di chiamare 1 minuto dopo che ci siamo salutati, magari solo per dirmi che la bicicletta, se n&#39;è appena accorta, ha la ruota dietro che dondola, oppure che stava per cadere perchè ha dovuto schivare un&#39;anziana testa di cazzo che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali...la mia Paolina, Dio quanto l&#39;amo. Mi tiene in vita...a volte mi arrabbio, vuoi perchè mi chiama per delle banalità davvero clamorose, vuoi perchè attacca con le sue storielle senza neanche abbaiare un &quot;ciao&quot;, e comunque quasi sempre senza domandare come mi sento...ora, sarò anche intelligente e tutto quanto, ma com&#39;è&amp;nbsp; che io, dalla disastrosa e sempre compromessa salute, invece di stare a letto a riposare e stare tranquillo, o in santa pace a cagare nel cesso, (giusto per fare un esempio) mi ritrovo mezzo nudo a vociare al telefono su e giù per il corridoio, col petto che scoppia e il respiro che ha preso il largo, ben lontano dai miei polmoni surriscaldati? Potere delle donne, un potere che solo loro hanno...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chino su questo tavolo, in penombra, una penna tra le dita...&lt;br /&gt;
non penso, non scrivo, non sono; ma per chi passa davanti la mia stanza, e getta un&#39;occhiata dentro, sembro fare mirabilie...Voglio che passi qualcuno, voglio che si volti verso me, che mi guardi anche solo di sfuggita...voglio che mi vengano estorti attimi, vibrazioni...come quelle di un binario quando si avvicina il treno, e si trascina vagoni di sorrisi, di paure, di balli e canzoni...e di sogni dove compari tu, la vibrazione più intensa che attraversa il mio cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fuori il caldo continua a mordere, digrigna le fauci, pronto a sbranare gli incauti, quelli che si avventurano all&#39;aperto. Anche le notti non portano consolazione...la luna è una candela, cera che cola in gocce di perla, a formare stelle sulla piastra surriscaldata del cielo.&lt;br /&gt;
Ma dentro il centro di riabilitazione Don Gnocchi si vive come in un mondo parallelo, e quello che succede fuori&amp;nbsp; viene percepito come un qualcosa che accade in un altro pianeta, troppo lontano e troppo sconosciuto da prestargli attenzione...La mattina le infermiere fanno il giro delle stanze per &quot;raccattare&quot; i pazienti che, in un modo o nell&#39;altro, si &quot;dimenticano&quot; di presentarsi in palestra; non c&#39;è modo di sfuggirLe, sembrano dei cani da caccia lanciati a stanare delle prede...ogni nascondiglio è ben conosciuto e regolarmente controllato.&lt;br /&gt;
Esercizi fisici, i soliti vecchi, gli stessi che mi circondano anche in mensa -non so, forse sono stato assegnato a una sorta di gruppo che ignoro- sono seduti intorno a me, in palestra, a far finta di fare ginnastica.&lt;br /&gt;
Che spreco...li guardo e non posso evitare di pensare all&#39;enorme sperpero, in tempo, denaro, letti occupati, ecc..., che tutto questo comporta. Ciarlano tra loro, non seguono le istruzioni, ignorano le più banali direttive...di un intero esercizio, coi suoi semplici movimenti, decisamente alla loro portata, la relativa respirazione, la serietà e l&#39;impegno -anche qui minimo- riescono a scomporlo in quartini, alla stregua di quei tizi che ordinano del vino ma, &lt;i&gt;non troppo che mi da subito alla testa...&lt;/i&gt;cioè, qualcosa devono per forza &lt;u&gt;non&lt;/u&gt; farla, o farla male, annullando, di fatto, l&#39;esercizio stesso. Li guardo affascinato...il modo con cui fanno finta di alzare le gambe, quando il medico non li guarda direttamente, quei loro prosciutti gelatinosi pieni di nervature bluastre e macchie nere, come la muffa che si forma su un formaggio molliccio...sembrano tutti dei gorgonzola andati a male. Borbottano incessantemente tra di loro...&quot;&lt;i&gt;scusi può ripetere che &#39;un&#39;ho capiho?&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Certo che non hai capito, perchè parli di idiozie e non ascolti le istruzioni...e fai perdere tempo a tutti, soprattutto a quelli che, come me, prendono la loro salute e la loro riabilitazione sul serio...&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;ma io &#39;un ce la fo miha a fà tutte codeste hose...ah no, basta nini, io mi fermo hi, ma icchè la si crede codesta? io ciò 87 anni sà, signorina...&quot; &lt;/i&gt;e questo dopo aver fatto si e no un paio di movimenti stentati che, ripeto, sono abbondantemente alla loro portata.&lt;br /&gt;
E a questo punto che ti rendi conto dell&#39;inutilità della cosa, dei milioni di risorse destinati a persone che, anche se in avanti con l&#39;età, neanche ci provano a metterci un minimo di impegno...però vogliono vivere, lo pretendono, e spremeranno tutto quello che possono, dove possono e quando possono, per allungare anche di pochi mesi la loro preziosissima vita.&lt;br /&gt;
E&#39; come se dicessero: &quot;eccomi qui...ho lavorato -cioè sono stato schiavo- una vita intera, e voi adesso pigliate e mi fate vivere...ecco, io mi metto qui e voglio proprio vedere come vi date da fare...&quot;&lt;br /&gt;
Li ho osservati con attenzione questi soggetti...sembrano pezzi di pongo modellati e appiccicati insieme, dei manichini di creta...pezzi ormai screpolati, informi, bucati, tenuti uniti alla bell&#39;e meglio ma che, ormai troppo secchi, inevitabilmente si staccano per cadere a terra, dove si sfalderanno fino a diventare polvere fina.&lt;br /&gt;
&quot;&lt;i&gt;Quest&#39;acqua non sa di nulla&quot;&lt;/i&gt; dice una vecchia alla solita vecchia che gli sta sempre accanto...questa risponde con un grugnito di assenso, come a voler dire:&lt;br /&gt;
&quot;Certo che non sa di nulla, cosa ti aspettavi?&quot;&lt;br /&gt;
Queste due, la classica alta e magra e la bassa e cicciotta, hanno formato una coppia inamovibile...dove va una va l&#39;altra, e la loro occupazione principale, il loro supremo piacere, consiste nel criticare tutto quello che riguarda la struttura, e se non trovano niente che non vada non si preoccupano mica...una semplice bottiglietta d&#39;acqua fresca può rispondere tranquillamente alle loro esigenze di critica a tutti i costi.&lt;br /&gt;
Un&#39;altra cosa che ho notato è la differenza di comportamento tra uomini e donne. Gli uomini tendono a essere più discreti e a seguire le regole. In palestra i cellulari devono stare spenti, e la ginnastica si fa con tuta e scarpe sportive possibilmente anti scivolo...gli uomini si presentano con l&#39;abbigliamento adeguato e anche se non spengono il cellulare, hanno almeno il buon senso di regolare la suoneria su &quot;vibrazione&quot;, e quando chiaccherano tra loro, lo fanno a voce bassa, per non disturbare troppo.&lt;br /&gt;
Le donne no, i loro cellulari squillano in continuazione, e le suonerie, sempre a tutto volume, sono di quanto più pacchiano potreste immaginare...e parlano sempre, squittiscono come topi in trappola...è come se fossero al mercato rionale, e l&#39;abbigliamento poi...vestaglie a fiorellini, occhiali da sole dalla montatura rossa a forma di farfalla, e poi le ciabatte! Non posso fare a meno di notarle...non sono proprio ciabatte, non so come si chiamano...sono un curioso incrocio tra ciabatte e sandali, degli ibridi che solo le vecchie hanno il coraggio di calzare...se qualcuno di voi frequenta i mercati sopra citati, saprà di cosa sto parlando...e il tutto è dipinto coi colori più sgargianti possibili. Davvero deprimente.&lt;br /&gt;
E poi ancora le scuse ridicole che riescono a imbastire quando il fisioterapista, giustamente, chiede se &quot;per caso&quot; non abbiano qualcosa di un pochino più adatto alla circostanza...c&#39;è chi ha i piedi gonfi, calli, cerotti, fasciature, piorrea...chi si è slogata (per intero?) giusto pochi minuti prima di entrare in palestra -che disdetta, non mancano di aggiungere- chi ha saltato la colazione (cosa c&#39;èntra è un mistero a cui non so dare risposta) ma il vecchietto che non scorderò mai, che ho appositamente lasciato per ultimo, è Renzo, quello che per una settimana è stato il mio compagno di stanza. Renzo è arrivato al Don Gnocchi un paio di giorni prima di me, e da subito si è prodigato a rendere il mio soggiorno il più sfibrante possibile...Renzo, alla prossima puntata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt; &lt;/i&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/3067188428072054831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/09/paola-loperazione-e-i-vecchi-vo-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/3067188428072054831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/3067188428072054831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/09/paola-loperazione-e-i-vecchi-vo-7.html' title='PAOLA, L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI, VO. 7'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-6442845548143656830</id><published>2016-08-30T02:06:00.002-07:00</published><updated>2016-11-18T03:39:44.116-08:00</updated><title type='text'>L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 6</title><content type='html'>Strano episodio, nonostante tutti gli antibiotici che assumo regolarmente, per via venosa ed orale, il ritorno di una punta di febbre... Perchè? Che mi rappresenta?&lt;br /&gt;
Non è che i batteri, alla vista della nuova valvola si siano detti tra loro:&lt;br /&gt;
&quot;Hey ragazzi, guardate questo...ci ha montato pure una piscina nuova, siiii, dai, yuhù, tuffiamoci, tuffiamoci, cachiamoci dentro, vomitiamoci, insozziamola tutta di nuovo, vi va? Ciaf ciaf, nuotiamo in questa nuova valvola, smerdiamola, dai, ciaf ciaf...pisciamoci pure, tanto questo idiota ci farà riavere sempre una nuova valvola su cui possiamo sfogare la noia di questo corpo imbalsamato, che non balla più, che non nuota, non corre, non scopa, insomma questo tanto non fa più un cazzo di nulla, per cui &lt;i&gt;diamoci dentro!!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mio padre mi ha appena detto che non mi devo &quot;scomporre&quot; dal mio obbiettivo, (quello di guarire, suppongo)...no padre, tranquillo, non mi &quot;scomporrò&quot;, almeno per ora...stanne certo, anche perchè tra i tanti talenti di questo tuo figlio disgraziato, quello di scomporsi non c&#39;è...eppoi per cosa?&lt;br /&gt;
Per potermi dividere in tanti piccoli e inutili duplicati?&lt;br /&gt;
Moltiplicare i problemi, averne da risolvere uno dietro l&#39;altro? No, uno di me basta e avanza, grazie.&lt;br /&gt;
Però puoi fare una cosa per me...portami un libro, adattissimo al prossimo capitolo...DRACULA.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; ora di pranzo, dovrei essere in mensa in compagnia di pezzi umani -busti, facce, piaghe aperte, pus che cola- a consumare un pranzo frugale...e invece no, eccomi in camera, le tapparelle abbassate, solo nell&#39;amata penombra a gingillarmi con me stesso, in attesa del mio pranzo...due o tre sacche di sangue, di quello buono, che dovrebbero rimettermi in sesto; hanno appena scoperto, infatti, che soffro anche di animia mediterranea...fantastico, una bella notizia dietro l&#39;altra.&lt;br /&gt;
Digiuno in attesa del sangue di qualche sconosciuto, che placherà la mia fame, e mi ridarà le forze...trovo tutto questo estremamente affascinante, mi sento come un vampiro...perchè ci sentiamo tutti così attratti dal lato oscuro della vita, dal proibito, da quelle cose che bisogna fare di nascosto, che nessuno deve vedere?&lt;br /&gt;
Sesso, masturbazione, omicidio, droga e vizi vari...chi ha il coraggio di negare?&lt;br /&gt;
E io, oggi, mi sazierò del sangue di un estraneo!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;unica fortuna ad essere qui dentro in questi giorni d&#39;estate -da un rapido calcolo, risulta che ho cambiato 3 ospedali in 19 giorni, S. Maria nuova, Careggi, Don Gnocchi- cioè dal 20 Giugno a, fin&#39;ora, il 7 Luglio, è quella di aver evitato l&#39;annuale e insopportabile &quot;bolla africana&quot;, una sacca di afa malata e indesiderata, patetica nel suo dilungarsi (possibile che dall&#39;Africa arrivano solo guai?) che fa boccheggiare le persone manco fossero pesci fuor d&#39;acqua, e miete vittime tra gli anziani e i più deboli, spesso facendole impazzire;&lt;br /&gt;
i racconti di chi arriva da fuori, in questa piccola oasi refrigerata, narrano dell&#39;inferno che si è impossessato delle strade, incendiandole, rogo di catrame bituminoso...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il caldo fuori è privo di ogni logica, così spesso da sentirne il peso...come avanzare in acqua, tanto è denso. Dentro il centro Don Gnocchi non viene percepito, ma quando ti accingi ad uscire, accompagnato da chi è venuto a trovarti, giusto per assaporare di nuovo il mondo, non appena le porte automatiche si aprono, queste ondate di afa ti colpiscono subito con la furia di un tornado di fuoco...si rimane talmente scioccati da voler rientrare subito, come se un terrorista, pazientemente in attesa, all&#39;aprirsi della porta, ti vomita addosso tutto il caricatore del suo kalashnikov, e la tua unica salvezza sta nel voltarti e precipitarti di nuovo dentro.&lt;br /&gt;
All&#39;interno, nonostante i frequenti litigi con alcuni operatori sanitari, molti sono arrivati a provare una forte simpatia per me, fino a sconfinare, in un paio di casi, in vero e proprio affetto -sono sempre il più giovane tra i ricoverati al reparto &quot;cuore&quot;.&lt;br /&gt;
Oggi, venerdi 17 Luglio, avrebbero dovuto dimettermi ma, con mia somma delusione, un intervento superiore, quello della dottoressa Bozzi, a cui è bastato un paio di minuti al telefono con il medico di turno, ha fatto in modo di prolungare la mia permanenza ancora per qualche giorno...parecchi giorni ancora.&lt;br /&gt;
La mia Paolina, ovviamente, è venuta anche oggi...il mio compagno di stanza era appena stato dimesso -tra l&#39;altro senza salutare- scorreggiando senza ritegno, come ha fatto sempre, sia quando eravamo soli sia quando la stanza era piena di parenti...miei o suoi, a lui non faceva alcuna differenza; sganciava le sue bombe d&#39;aria e basta, e tutto il resto poteva anche andare a farsi fottere...Dicevo, eravamo soli e, nel limite del possibile, ci siamo abbandonati alle più fantasiose effusioni...rimasi presto senza fiato, l&#39;affanno mi faceva girare la testa, ma ero felice come non mi capitava da tempo...abbiamo avuto un bel da fare, dopo, a ripulire ...sembrava che un barattolo di panna fosse esploso clamorosamente, imbrattando tutto per un raggio di vari metri...giuro, non ci si poteva credere, restammo entrambi allibiti...appena in tempo però, infatti un attimo dopo che finimmo di rimettere tutto apposto, un&#39;infermiera spalancò la porta di botto, facendola sbattere contro la parete, e sobbalzare noi, precedendo una barella su cui era steso il mio nuovo compagno di stanza.&lt;br /&gt;
Il mio cuore galoppava impazzito, avevo il fiato corto e sofferente, ma l&#39;ho abbracciata ridendo, ancora pazzo d&#39;amore e di desiderio che, lungi dall&#39;essersi placato, era tornato a bussare prepotentemente tra le mie gambe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Appena gli occhi si chiudono&lt;br /&gt;
vinti dal sonno&lt;br /&gt;
subito nella mente&lt;br /&gt;
compari tu&lt;br /&gt;
ed è come se lo sapesse&lt;br /&gt;
perchè fa di tutto&lt;br /&gt;
per farmeli chiudere.&lt;br /&gt;
E continui ad apparire&lt;br /&gt;
i miei sogni&lt;br /&gt;
tra gli altri celati&lt;br /&gt;
voglion solo te&lt;br /&gt;
e non sanno dove&lt;br /&gt;
quando non ci sei&lt;br /&gt;
volgere l&#39;attenzione...&lt;br /&gt;
ed è il tuo ansimare&lt;br /&gt;
liquido&lt;br /&gt;
negli occhi socchiusi&lt;br /&gt;
a mostrare l&#39;amore&lt;br /&gt;
che lotta tra noi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/6442845548143656830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/08/loperazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/6442845548143656830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/6442845548143656830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/08/loperazione.html' title='L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 6'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-4398277022522193853</id><published>2016-08-08T01:38:00.001-07:00</published><updated>2018-01-04T04:58:42.057-08:00</updated><title type='text'>ESTATE VELENOSA</title><content type='html'>Eccola qui, indugiare ostinata&lt;br /&gt;
estate velenosa...&lt;br /&gt;
sporca l&#39;aria, la rende opaca,&lt;br /&gt;
come guardare da una finestra unta, &lt;br /&gt;
ingombrante&lt;br /&gt;
spalmata tutt&#39;intorno, vischiosa confettura&lt;br /&gt;
frutti di brace... &lt;br /&gt;
Il sole picchia, sbatte&lt;br /&gt;
è una cicca percossa sull&#39;orologio,&lt;br /&gt;
si pressa&lt;br /&gt;
si rende più forte, aromatico&lt;br /&gt;
solido.&lt;br /&gt;
L&#39;aria pastosa è incollata al cielo bronzeo del tramonto&lt;br /&gt;
in fiacca attesa, supina&lt;br /&gt;
notte a 24 carati&lt;br /&gt;
la luna un diamante di ghiaccio &amp;amp; polvere&lt;br /&gt;
le stelle son brillanti&lt;br /&gt;
come gocce d&#39;acqua su un corpo nudo&lt;br /&gt;
sotto il sole&lt;br /&gt;
di un&#39;estate velenosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/4398277022522193853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/08/estate-velenosa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4398277022522193853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4398277022522193853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/08/estate-velenosa.html' title='ESTATE VELENOSA'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-4022760547626514499</id><published>2016-07-13T03:38:00.001-07:00</published><updated>2016-07-16T09:03:31.674-07:00</updated><title type='text'>L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 5</title><content type='html'>Sono con Paolina. Sono con lei sempre, tutti i giorni. Non so quanti chilometri&amp;nbsp; ha macinato solo per venire al mio capezzale, con la bicicletta sotto un sole spietato, velenoso, spesso senza neanche pranzare, dal lavoro all&#39;ospedale; e potete credermi sulla parola se vi dico che i due luoghi sono molto distanti tra loro:&lt;br /&gt;
dall&#39;estrema periferia ovest di Firenze, paludosa e piatta, luogo di casermoni popolari, all&#39;estrema periferia est, collinosa e punteggiata di ville padronali...&lt;br /&gt;
Soffro, il dolore è insopportabile. Per passare il tempo provo a dormire, ma raramente ci riesco...non posso muovermi, allievare il peso che grava sulla schiena, ogni gesto rischia di spezzare la gabbia toracica; chiamo gli infermieri, li prego di aumentare le dosi di morfina...sono perennemente attaccato a un macchinario che innietta la droga tramite un regolatore...loro accorrono, valutano, mi guardano impotenti:&lt;br /&gt;
&quot;E&#39; già al massimo&quot; mi sento dire.&lt;br /&gt;
E&#39; ancora una volta notte; ancora una volta giaccio nella penombra sterile, mormorante.&lt;br /&gt;
Devo andare in bagno...tutto vortica, sono immerso in un contenitore di plastica, la notte getta secchiate di vernice blu cobalto nella stanza...mi tolgo le coperte di dosso, metto un piede fuori dal letto, allungo una gamba nel vuoto, mi tiro su...se non mi reggo casco per terra...barcollo piegato in due dal dolore...il bagno è occupato, fisso la porta chiusa, il pomolo tondo della maniglia, freddo, si apre in un ghigno cromato.&lt;br /&gt;
Attacco di cuore&lt;br /&gt;
attacco di panico&lt;br /&gt;
attacco epilettico&lt;br /&gt;
sono attaccato da tutte le parti, su più fronti. Sono allo stremo.&lt;br /&gt;
Mi ridistendo e aspetto il mio turno. La porta si apre, il tizio che occupava il bagno torna mestamente a letto; ora posso entrare, rimetto i piedi fuori dal letto prima di rendermi conto che: &lt;br /&gt;
A: il bagno è vuoto, il mio compagno di stanza non si è mai alzato (non avrebbe neanche potuto farlo, come me del resto)&lt;br /&gt;
B: non mi scappa neanche di andarci&lt;br /&gt;
Ora sto insegnando educazione sessuale a dei bambini, e come ospite, per poter meglio spiegare la lezione, invito Piero Angela, come a dire:&lt;br /&gt;
Vedete com&#39;è professionale il programma di stasera?&lt;br /&gt;
Mando i bambini in bagno, a turno mi chiedono di poter andare; a volte ci stanno molto, non si sa bene quello che succede lì dentro...non so bene perchè dico tutte queste sciocchezze...allucinazioni da morfina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I brividi scoppiettano su tutto il corpo&lt;br /&gt;
sbocciano come tanti fiori&lt;br /&gt;
è pioggia battente che vibra&lt;br /&gt;
che scuote, &lt;br /&gt;
rivoli di sudore &lt;br /&gt;
sul petto scosceso, &lt;br /&gt;
un mostro dalle fauci&amp;nbsp; spalancate&lt;br /&gt;
affamate&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forse pensate che, dopo le poco lusinghiere parole che ho riservato agli anziani, io non abbia rispetto per i cosiddetti &quot;vecchi&quot;. Ebbene, niente di più falso. Sarebbe come odiare dei bambini.&lt;br /&gt;
Oggi, nella mensa del centro di recupero &quot;Don Gnocchi&quot; -posto dove sono stato trasferito dopo l&#39;operazione del 25 Giugno per fare la riabilitazione- non ho potuto fare a meno di osservare, come capita spesso anche nei ristoranti, gli altri commensali intorno a me.&lt;br /&gt;
Purtroppo il destino, data la natura dei miei problemi di salute, ha voluto che passassi molto tempo in loro compagnia, e proprio in quei luoghi dove le loro paranoie e le loro cocciutaggini si manifestano nel modo più palese. Vederli mangiare così, tutti assieme, raggruppati in branco, mi ha fatto spesso passare l&#39;appetito...è strano vedere una novantenne tutta pelle e ossa, infossata su di una sedia a rotelle, allungare lo sguardo famelico verso la pietanza del vicino di posto, appena servito -e come lei tutti i commensali del tavolo- e rianimarsi all&#39;istante, sollevandosi quasi dalla sedia, alla stregua di un avvoltoio in cerca di una carcassa da spellare...una cupidigia che ho notato fin da subito...sembra quasi che pretendano tutto quello che possono avere, bramosi, anche se poi lasciano quasi tutto nel piatto...avidità stupida, inutile, avidità capricciosa, da soddisfare. Il loro sguardo sorpreso, stupìto, quando ad esempio l&#39;operatore mette del formaggio sui maccheroni, e lo richiamano scocciati, come fossero al ristorante, a gran voce (attingendo da una non meglio specificata sacca di energia) e si fanno cambiare il piatto...solo durante il suddetto cambio, in assenza dell&#39;operatore, li senti poi biascicare parole cariche di acido sarcasmo...&quot;e gli è da un mese che son qui, e ancora un hanno capito che a me il formaggio nei maccheroni e un mi garba...&quot;accompagnando la digressione con ampi gesti di disgusto, gesti che fanno accorciare le maniche della vestaglia da letto, mettendo a nudo braccia della consistenza e del colore delle lumache. Pretendono l&#39;esclusiva su tutto, come se i loro problemi fossero più importanti di quegli degli altri.&lt;br /&gt;
Domandano in continuazione, a ogni inserviente che passa, che primo, che secondo, che frutta c&#39;è, e anche se sono stati abbondantemente informati su cosa c&#39;è da mangiare, sentono il bisogno di rifare le stesse domande al momento della comanda, facendo perdere un sacco di tempo a tutti.&lt;br /&gt;
La loro vita servile finisce per essere travasata, modellata, in quei corpi deformi, otri di pelle consumata che perdono da tutte le parti, e che ci si ostina a voler rattoppare.&lt;br /&gt;
15 giorni di ferie all&#39;anno, la tredicesima, il mutuo, le rate dell&#39;automobile...ci credo che si capiscono, che fanno comunella, che si sostengono a vicenda.&lt;br /&gt;
Sono così abituati alle briciole che, anche ora, in età avanzata, non più inseriti nell&#39;ingranaggio, non più adatti alla caccia, ultimi nella catena alimentare, continuano a volerle quelle briciole, e lo fanno alla maniera degli avvoltoi, ultimi a gracchiare sui rimasugli del banchetto...somigliandoci anche nell&#39;aspetto. Il loro sfacelo si manifesta nei loro sguardi sbigottiti, increduli, sbarrati da ovvietà non più recepite.&lt;br /&gt;
Già mezz&#39;ora prima dei pasti li puoi vedere lungo tutto il corridoio, in ordine sparso, poggiati ai loro carrellini che li sostengono e li fanno avanzare, capaci di raggiungere, in velocità, punte che normalmente, ed in altri orari, non sospetteresti mai...davvero si fa fatica a stargli dietro.&lt;br /&gt;
L&#39;immagine che oggi più mi ha scioccato, in mensa, è stata quella di un &quot;tronco&quot; umano -povero cristo, molto giovane, direi sui 25 anni; fino a ieri non c&#39;èra, probabilmente è arrivato in nottata- cioè una persona senza braccia e gambe. Stava in carrozzina, e non ho potuto fare a meno di osservarlo;&lt;br /&gt;
Spalancava la bocca, vorace, allungando il collo, per quanto possibile, verso il cucchiaio di minestra che un inserviente gli porgeva a intervalli regolari e, anche se sapevo che non era conveniente fissarlo, davvero non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso.&lt;br /&gt;
Poi, mi vergogno ad ammetterlo, quando infine distolsi lo sguardo da quello spettacolo per affondarlo nel mio piatto, mi ritrovai a pensare cose del tipo:&lt;br /&gt;
A che scopo tutto ciò?&lt;br /&gt;
A cosa serve alimentare quel tronco?&lt;br /&gt;
E&#39; davvero così importante vivere?&lt;br /&gt;
Voglio dire, alimentare uno stomaco messo lì, sopra una carrozzella...un serbatoio che non servirà mai più da riserva di energia, da cui attingere per portare avanti le più elementari pratiche quotidiane...che senso ha?&lt;br /&gt;
Quello di vegetare?&lt;br /&gt;
Sono un mostro? Sono un bastardo insensibile?&lt;br /&gt;
Io so che non vorrei mai e poi mai apparire come una bocca spalancata che ingurgita cibo che finirà semplicemente in una sacca posta poco più in basso...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fragile cigolìo che ha ricevuto sole e pioggia&lt;br /&gt;
e olio mai&lt;br /&gt;
questo odo sui cardini del mio cuore&lt;br /&gt;
e fa male, brucia&lt;br /&gt;
un dolore di carne che sfrega su qualcosa di granuloso&lt;br /&gt;
impasto di sangue e polvere&lt;br /&gt;
steso sulla terra&lt;br /&gt;
sentiero di ammonimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/4022760547626514499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/07/sono-con-paolina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4022760547626514499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4022760547626514499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/07/sono-con-paolina.html' title='L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 5'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-326745626114388092</id><published>2016-03-03T04:47:00.001-08:00</published><updated>2016-03-05T00:53:13.040-08:00</updated><title type='text'>PAOLA,L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI VOL. 4</title><content type='html'>Pochi giorni prima di operarmi, ho sognato mio nonno. Non dirò che non l&#39;ho mai sognato, perchè non è vero; mi era già capitato di sognarlo...un&#39;apparizione fugace, solitaria, senza nulla attorno, senza mondo...una figura ritagliata nel vuoto.&lt;br /&gt;
In effetti, le uniche volte che l&#39;ho sognato, se di sogno si tratta, ho visto solo il suo volto familiare (mi ricordo bene di lui e comunque, anche se l&#39;avessi dimenticato, decine di foto appese un po&#39; ovunque in casa hanno impedito che lo dimenticassi) una faccia severa che ha bisogno di venirmi sempre incontro.&lt;br /&gt;
Questo volto mi è venuto vicino, è passato accanto sorridendo, ed è proseguito oltre. Mio nonno si chiamava Michele. Ho preso il suo nome in quanto primo maschio tra i suoi nipoti con lo stesso suo cognome. Contemporaneamente, la Paolina sognava una farfalla. Secondo lei la farfalla è sua madre.&lt;br /&gt;
Sua madre è morta qualche anno fa, e tutte le volte che lei prega per qualcosa, appare una farfalla che gli svolazza accanto, gli gira intorno varie volte, e poi vola via, come richiamata da un&#39;altro impegno.&lt;br /&gt;
Paolina è molto superstiziosa. E&#39; una di quelle persone che non passa sotto i ponteggi, che cambia strada se un gatto nero le passa d&#39;avanti, si gratta le ginocchia non appena scorge un individuo rosso di capelli (non chiedetemi il motivo, non l&#39;ho mai capito) oppure si avvicina di soppiatto a una persona con la gobba e, facendo finta di urtarla involontariamente -spesso con palese sfacciataggine- gli strofina la schiena ...e ogni scia d&#39;aereo che vede nel cielo significa che c&#39;è qualcuno che la sta pensando...&lt;br /&gt;
Mio nonno è morto relativamente giovane, aveva poco più di 60 anni, per un unico, imprevisto attacco di cuore. Ciao nonno, spero che stai bene, ovunque tu sia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spero che il taglio di questa operazione, ancora ben nascosto dalle bende, si presenti meglio in pubblico. L&#39;altro si era ingrossato e arrossato...pareva un grosso lombrico torturato poggiato sul petto...quanto ho odiato quegli sguardi addosso...per quanti anni ho evitato piscine e spiaggie!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A te piccola mia non importa...dici che mi ami comunque, anche se diventerò una &quot;mezza persona&quot;, anche se non potrò più lavorare, studiare, vivere e amare come prima. Quanto mi fanno soffrire gli sguardi degli altri sul tuo corpo...&lt;br /&gt;
Vorrei poter farmi restituire quelle immagini &lt;br /&gt;
quegli sguardi fugaci sul tuo corpo&lt;br /&gt;
farci delle negative e vedere&lt;br /&gt;
come gli altri ti vedono...&lt;br /&gt;
strappargli gli occhi&lt;br /&gt;
dove ti hanno impresso&lt;br /&gt;
appesa come un calendario; &lt;br /&gt;
scoprire quel che stavano guardando di te&lt;br /&gt;
in quale posa ti hanno scattato&lt;br /&gt;
e riaverti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Litigo spesso col personale ospedaliero. Stamani il mio bersaglio si è concretizzato nella figura di due allieve oss (assistente socio sanitario).&lt;br /&gt;
Come chiunque pensa di essere superiore ad un altro -anche due ragazzine, che il massimo di ambizione intellettiva avuta è stata quella di studiare il modo migliore di pulire il culo agli impediti- e solo perchè magari indossa una sorta di uniforme, queste ragazzine, dopo aver dettato legge con l&#39;anziano mio compagno di stanza, hanno provato a fare le furbe anche con me...ci hanno provato, e solo per manifesta svogliatezza e scarsa propensione alla collaborazione (anche se, dato il mestiere che hanno scelto, risulta essere un pò strano) e le ho rimesse al loro posto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il servilismo umano, almeno quello di certe persone, non conosce limiti...Il vecchio che divide la stanza con me, deve essere stato uno di quelli che ha passato la vita a servire qualcun&#39;altro, senza vivere appieno la proria di vita. Voglio fare un esempio...Solitamente la cena viene portata da un donnone panciuto -una oss-&amp;nbsp; a cui manca solo l&#39;uniforme da sergente maggiore per arrogarsi il diritto di essere una&amp;nbsp; perfetta stronza... Ora, cosa è successo?&lt;br /&gt;
La mattina, i medici hanno chiaramente detto che potevamo alzarci un pò, anche se con cautela e tramite assistenza infiermieristica, e cominciare a mangiare pure qualcosa di un pochino più &quot;sostanzioso&quot;.&lt;br /&gt;
Ma questa donna, lungi dal dimostrare il minimo segno di comprensione, ha cominciato subito a sbraitare con sgarbo, abbaiando cose del tipo: &quot;io non ne so nulla...a me non mi ha detto nulla nessuno&quot; e cose simili, aggiungendo anche che avremmo sen&#39;altro consumato il nostro pasto, rigorosamente liquido, ben distesi e tranquilli. Il mio compagno di stanza lo fa, sta disteso, quasi impaurito, e comincia a succhiare rumorosamente la brodaglia che gli è stata piazzata d&#39;avanti. Lo guardo stranamente affascinato...il sergente istruttore in erba ha provato a tenere questo tipo di attenggiamento anche con me, atteggiamento che ha repentinamente indirizzato su ben altre persone, dopo aver subito un paio di pesanti rimbrotti da parte mia.&lt;br /&gt;
La sera prima avevo avuto questo identico tipo di contrasto con le ragazzine oss sopra menzionate.&lt;br /&gt;
Nel servire la cena, alle nostre richieste dettate dal medico, probabilmente istruite dal surrogato di rambo, hanno risposto anche loro che non ne sapevano nulla, e che si doveva mangiare la solita brodaglia insipida distesi a letto...possibilmente senza emettere un fiato. Bene.&lt;br /&gt;
Il&amp;nbsp; vecchino di fianco al mio letto, poverino, ha pure provato ad articolare una debole protesta, aiutato in questo dal mio solidale intervento a suo favore, dopo che le stesse si erano rifiutate di aiutarlo ad alzarsi poco tempo prima, accampando scuse del tipo che non avevano tempo, e che comunque dovevano prima controllare certi documenti...&lt;br /&gt;
&quot;Ecco allora&quot; faccio io, &quot;prima che andiate a controllare, a me mi alzate, mi staccate i tubi e mi accompagnate in bagno...&quot; il mio tono e il mio sguardo erano inequivocaboli, non promettevano nulla di buono, anche se, come disse un noto presidente americano &amp;lt;avrebbero potuto abbattermi con una piuma&amp;gt;...&quot;il medico stamani lo ha ripetuto ancora una volta, chiaro e tondo...possiamo alzarci e mangiare un pò più solido (e sostanzioso, ho pensato)...e lo hanno detto alle infermiere, non alle oss nè tanto meno alle allieve oss...fate voi.&quot;&lt;br /&gt;
Ed ecco che queste due ragazzine -avranno avuto al massimo vent&#39;anni l&#39;una- hanno prontamente soddisfatto ogni mia richiesta, senza aggiungere altro, mentre il vecchio di fianco, allibito, che non ha fiatato per tutto il mio intervento, è rimasto lì buono buono, a cuccia, coi tubi ancora infilati nel suo corpo e con la mancata promessa di potersi finalmente alzare che ancora gli premeva sul cuore...niente di niente, pareva imbalsamato. Avrebbero potute essere sue nipoti. &quot;Guardate che è vero&quot; dicevo io, &quot;può alzarsi e mangiare un pò più solido&quot; ma poi ho rinunciato, dato che il vecchietto in questione continuava a voler rimanere sottomesso, a non voler innescare nessun tipo di attrito con il personale ospedaliero anzi, ho avuto l&#39;impressione che mi guardasse con espressione torva, come a voler farmi capire che se continuavo così lo avrei messo in un mare di guai.&lt;br /&gt;
Quando l&#39;ho osservato prima di girarmi dall&#39;altra parte, dove la mia cena mi aspettava fumando -un intero petto di pollo con patate arrosto- si stava allungando, sempre sorridente e sottomesso, a izuppare il cucchiaio nel solito brodino vegetale...L&#39;unica concessione -aveva chiesto, insieme al brodo, anche del purè- è stata quella di poter mescolare un pò di purè nel brodo...badate bene, solo l&#39;acqua del brodo, senza la relativa pastina, cominciando quindi a ingerire il tutto con commoventi schiocchi di lingua, rumorosamente, emettendo fastidiosi gorgoglii, quasi grato di questa misericordiosa concessione, commosso come un affamato davanti a una succulenta bistecca. Non capisco. Come si fa a essere così sottomessi? Perchè non ha protestato? Cosa aveva da perdere?&lt;br /&gt;
Forse è solo educazione spinta troppo oltre?&lt;br /&gt;
Questo patetico servilismo...e quasi fino alla fine dei suoi giorni...lui, persona anziana e malata, di fronte a due bambine...non so, a me pare un pochino eccessivo. Aspirava le briciole con voracità, alla stregua di un cane col suo osso, il capo chino, soddisfatto e felice di poter riempire quel suo stomaco codardo -una volta sentii dire che l&#39;anima si trova nello stomaco- succhiando grato quella brodaglia da reggimento di fanteria, impostagli con la forza da un paio di ragazzine che pochi minuti prima stavano nettando culi a destra e a manca&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/326745626114388092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/03/paolaloperazione-e-i-vecchi-vol-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/326745626114388092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/326745626114388092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/03/paolaloperazione-e-i-vecchi-vol-4.html' title='PAOLA,L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI VOL. 4'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-4143816707578566013</id><published>2016-03-01T00:18:00.000-08:00</published><updated>2016-05-01T12:16:05.370-07:00</updated><title type='text'>RICORDI COAGULATI</title><content type='html'>Hai sfrattato l&#39;anima&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
l&#39;hai messa alla porta, barattata;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
un cappio di nervi hai ricevuto&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
per appendere giudizi&lt;br /&gt;
coagulare colpe, soffocare ricordi.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Codazzo di proteste sferraglianti&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
ti han seguito&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
come invitati a un matrimonio&lt;br /&gt;
come giorni tediosi&lt;br /&gt;
infilati uno dietro l&#39;altro &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
rosario di soli morenti...&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Dittatura d&#39;opinione&lt;br /&gt;
ti han fatto santa, mani giunte&lt;br /&gt;
a guisa di preghiera le han viste&lt;br /&gt;
camminavi leggera&lt;br /&gt;
come dita sui tasti d&#39;una pianola.&lt;br /&gt;
A pile suonava&lt;br /&gt;
nessun intelletto partoriva&lt;br /&gt;
idee &amp;amp; visioni&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/4143816707578566013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/03/ricordi-coagulati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4143816707578566013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4143816707578566013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/03/ricordi-coagulati.html' title='RICORDI COAGULATI'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-1457187318944158173</id><published>2016-02-15T04:37:00.000-08:00</published><updated>2016-02-15T04:37:56.360-08:00</updated><title type='text'>MERAVIGLIA</title><content type='html'>Di una meraviglia che paralizza&lt;br /&gt;
che soffoca i rumori&lt;br /&gt;
che sbianca le cose&lt;br /&gt;
e tutto luccica come il mare&lt;br /&gt;
in un quieto tramonto.&lt;br /&gt;
Di una meraviglia che sospende il tempo&lt;br /&gt;
e lo piega&lt;br /&gt;
come fil di rame&lt;br /&gt;
attorno al tuo corpo.&lt;br /&gt;
Di una meraviglia&lt;br /&gt;
che trattiene il sole.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/1457187318944158173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/02/meraviglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1457187318944158173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1457187318944158173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/02/meraviglia.html' title='MERAVIGLIA'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-567733026347021440</id><published>2016-02-15T04:02:00.001-08:00</published><updated>2016-05-01T12:14:17.414-07:00</updated><title type='text'>MI MANCHI</title><content type='html'>Cielo sfigurato, torturato&lt;br /&gt;
mancante di scorci; buchi neri&lt;br /&gt;
quelli di un sorriso sdentato&lt;br /&gt;
rubati&lt;br /&gt;
dai pensatori &amp;amp; dagli amanti&lt;br /&gt;
in cerca di pezze&lt;br /&gt;
antitodi a dilemmi &amp;amp; pene.&lt;br /&gt;
Ma poesie più non ci sono qui&lt;br /&gt;
nè miraggi da cogliere&lt;br /&gt;
nelle profondità degli occhi tuoi.&lt;br /&gt;
Le poesie sono per i sognatori&lt;br /&gt;
e questo sogno è finito...&lt;br /&gt;
Poi la guardo. Ride.&lt;br /&gt;
La guardo ancora.&lt;br /&gt;
Marosi emotivi, un cuore&lt;br /&gt;
trabocca dal petto&lt;br /&gt;
si deposita ai tuoi piedi&lt;br /&gt;
come una stella marina portata dall&#39;onda&lt;br /&gt;
ed è solo per te.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/567733026347021440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/02/mi-manchi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/567733026347021440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/567733026347021440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2016/02/mi-manchi.html' title='MI MANCHI'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-195497841057308725</id><published>2015-12-10T07:42:00.001-08:00</published><updated>2015-12-10T07:42:24.630-08:00</updated><title type='text'>GITA A ROMA PARTE 1</title><content type='html'>&quot; Ok, allora domani mattina, diciamo verso le 7:00, ci troviamo a Ponte Alla Vittoria, e da lì si prende l&#39;autostrada da Scandicci &quot; dice mio fratello.&lt;br /&gt;
&quot; Le 7:00? &quot; mi meraviglio io...&quot; ma non è un po&#39; troppo tardi? &quot; ...(mio fratello, con la coda dell&#39;occhio, mi guarda dubbioso)...&lt;br /&gt;
&quot; Eh si, guarda che poi si fa proprio tardi &quot; faccio ancora io, con la solita, fastidiosa enfasi...(mio fratello, Massimo detto anche Mad Max, da dietro la peluria facciale gialla che da sempre lo contraddistingue, riesce a disegnare un&#39;espressione ancor più dubbiosa)...&lt;br /&gt;
&quot;D&#39;accordo &quot; dice alla fine, soffiando via una risposta che immagino consideri estorta, dopo averla aspirata dentro, sniffata col naso nell&#39;aria fresca ma addolcita da un sole tiepido, che rendeva screziata l&#39;aria...&lt;br /&gt;
&quot; allora facciamo tra le 6:30 e le 7:00 &quot;.&lt;br /&gt;
&quot;Perfetto!&quot; dico...&quot;magari più verso le 6:30 che le 7:00 però...sennò mi sa che si fa troppo tardi...tanto io per quell&#39;ora è già da un pezzo che sono sveglio...&quot;&lt;br /&gt;
Mad Max mi guarda...non dice più niente...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Apro gli occhi ancora cullati dal sonno, sbatto le palpebre più volte come a voler scacciare un sogno rimasto invischiato tra le ciglia fitte e appiccicose come ragnatela; fuori è buio...cerco di convincermi che è ancora presto e faccio per richiudere gli occhi e girarmi dall&#39;altra parte quando, colto da un&#39;improvviso senso di angosciante disagio, mi sbatto in faccia l&#39;orologio &quot;Casio&quot; -di cui vado tanto fiero- e cerco di materializzare, dalle profondità di un buio che stenta a voler svelare i suoi segreti, le mie preziose lancette fluorescenti...eccole...ora riesco a leggerle...sono le 6:40.&lt;br /&gt;
Mi alzo di scatto...mi tiro su come uno di quei posseduti che si vedono in televisione, rovisto tra gli abiti ai piedi del letto (quelli più a portata di mano), intrecciati con le coperte...quasi fusi con esse e, dopo essermi vestito in cinque secondi netti con gli occhi ancora chiusi, mi avvio barcollando come una mummia nel corridoio buio, dove, sempre con gli occhi ancora chiusi, finalmente arrivo in bagno. Cerco l&#39;interruttore nel buio più totale...lo trovo... accendo la luce e decido, già sapendo quanto fastidioso sarà, che è giunto il momento di aprire gli occhi...mi guardo allo specchio...sono un disastro, ma va bene lo stesso.&lt;br /&gt;
Oggi, giorno di Pasquetta, lunedì 7 Marzo 2015 andrò a Roma.&lt;br /&gt;
Solo una volta ho visitato Roma -escluso il raccordo anulare, intendo- ed è stato durante una gita scolastica, quando frequentavo ancora le scuole elementari. Di quella gita non ricordo molto, non sono neanche sicuro dell&#39;anno; per noi ragazzini era solo una giornata senza scuola, senza interrogazioni, e virtualmente senza cultura. I ricordi che conservo di quel giorno sono pochi...giusto un paio:&lt;br /&gt;
L&#39;altare della patria, che trovai imponente, bellissimo, di un bianco abbagliante, luminoso come il latte appena munto e che, non chiedetemi il motivo, mi convinsi essere il palazzo di Nerone; poi ricordo il Colosseo, ma solo perchè un mio compagno di classe, una volta giunti in cima, pensò bene di buttare giù, nella strada sottostante, una lattina di Pepsi appena finita di bere, fatto che causò, dopo pochi minuti, l&#39;indispettito arrivo di una signora accompagnata da un vigile, la quale sbraitava in direzione di noi ragazzini affermando, rivolta al tutore dell&#39;ordine, che eravamo dei disgraziati che meritavano una punizione esemplare e, a riprova della sua accusa, si alzò la gonna fin sopra le ginocchia per mostrare gli schizzi di pepsi che macchiavano ancora la calze di nylon nere...&quot;vede signor vigile&quot; faceva lei con le cosce tutte fuori...&quot;guardi gli schizzi...per fortuna non mi hanno colpita in testa con la lattina...sennò chissà cosa succedeva...&quot;, mentre il vigile, dal canto suo, non poteva far altro che constatare gli schizzi di pepsi che effettivamente c&#39;èrano su quelle calze di nylon nere, su quelle gambe che fecero precocemente sbavare anche noi piccolini...&quot;si si signora...vedo vedo&quot; non faceva che ripetere il vigile, senza peraltro prendere seri provvedimenti a riguardo...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi affretto nella piacevole prima mattina di Aprile, con mio fratello che ha già chiamato per informarvi del fatto che, come da me stesso suggerito, lui è ad aspettarmi al posto convenuto già dalle 6:30...&quot;sto arrivando&quot; rispondo mentre copro a piedi il quarto d&#39;ora di strada che ci divide. Arrivo col mio solito sorriso da ebete stampato in faccia, grugnisco un saluto frettoloso e mi infilo nella sua macchina, un suv della Nissan comprato da poco, indubbiamente comodo e ideale per il viaggio. Dopo poco che siamo partiti ci fermiamo a fare colazione -cappuccino e brioche- e quando imbocchiamo l&#39;autostrada a Scandicci sono già le 7: 45.&lt;br /&gt;
Conoscete l&#39;autostrada direzione sud che comincia subito dopo l&#39;ultima uscita valida per Firenze?&lt;br /&gt;
Se la risposta è si, buon per voi, se invece non la conoscete lasciate che ve la spieghi io, anche perchè, per motivi di lavoro, l&#39;ho percorsa spesso:&lt;br /&gt;
E&#39; noiosa e deprimente quasi quanto vedere un porno senza sonoro; l&#39;unico tratto interessante, davvero degno di nota, quello che ti fa guardare fuori dai finestrini, passa attraverso l&#39;Umbria...Fabro, Orvieto, incastonati come gemme su gioielli di tufo, belli come quei cioccolatini ben confezionati che si regalano per natale...un trittico ben congeniato, che vale sempre uno sguardo ammirato.&lt;br /&gt;
Dopo un paio di doverose soste con relativa pisciata e acquisto di bottigliette d&#39;acqua -la birra negli autogrill costa effettivamente troppo per i miei gusti- finalmente arriviamo al già citato grande raccordo anulare; in quel budello di svincoli e corsie dissestate, nonostante il super tecnologico navigatore satellitare del Nissan, non riusciamo lo stesso a capire dove andare, e ci aggiriamo con fare circospetto aguzzando la vista ogni qual volta incontriamo un cartello...a un certo punto ne troviamo uno che indica il centro a destra, e noi, non poteva essere altrimenti, puntualmente giriamo a sinistra...ma la nostra sbadataggine probabilmente ci ha fatto fare la scelta migliore:&lt;br /&gt;
Arriviamo in un viale relativamente senza traffico, con molti parcheggi a disposizione...&quot;ok, fermati qui&quot; faccio a mio fratello, &quot;possiamo chiedere a qualcuno quanto è lontano il centro, e se lo è se c&#39;è un bus che ci può portare...aspetta un attimo, vado e torno&quot;. Lascio max a custodire la sua preziosa automobile, e mi avvio verso un fioraio poco distante che sta sistemando dei vasi su un banco improvvisato...il fioraio, un cingalese, ascolta le mie richieste senza sollevare una sola volta lo sguardo e, quando finalmente si gira a fissarmi, quasi contro voglia, solleva il braccio verso una direzione indefinita, lo agita un pochino e aggiunge, quasi che parlare gli costasse una fatica immensa:&lt;br /&gt;
&quot;di là...piazza del popolo...no lontano...&quot;&lt;br /&gt;
Lo guardo perplesso...&quot;piazza del popolo? ma è vicino al centro? e quanto è lontano? e se è lontano, c&#39;è un bus per arrivarci?&quot; ...Il cingalese mi fissa con espressione vacua, smorta -troppe domande tutte insieme, immagino- &amp;nbsp;poi sembra farsi forza e aggiunge, a scanso di equivoci &quot;si...piazza popolo vicino centro...c&#39;è tram numero 2...&quot; detto questo mi scarica dai suoi pensieri e torna ad occuparsi delle piante.&lt;br /&gt;
Torno da mio fratello, lo informo sulle possibilità che abbiamo -magari dopo chiediamo a qualcun&#39;altro, un po meglio, aggiungo- e decidiamo che si può fare; ci incamminiamo con Max che lancia un&#39;ultima, amara occhiata alla sua auto, rimasta tutta sola soletta in una zona sconosciuta e deserta...&quot;speriamo di ricordare come si fa a tornare qui&quot; mormora contrito, e mi segue cupo, preda di chissà quali pensieri.&lt;br /&gt;
La sera prima, mio fratello ha stampato una brochure multi-informazione riguardante i maggiori punti di interesse di Roma, comprensiva di relativa, piccola mappa della città, informazioni che, a una più attenta analisi, si dimostrano del tutto inadeguate:&lt;br /&gt;
La mappa, ad esempio, non rivela ne&#39; dove siamo nè quale strada fare per raggiungere i punti di maggior interesse, comunque quelli che abbiamo deciso di visitare, mentre il resto delle informazioni riguardano più che altro locali notturni, ristoranti e hotel dai nomi altisonanti. Mentre ci incamminiamo verso Piazza del Popolo -che alla fine decidiamo di fare a piedi, dopo aver chiesto meglio e aver capito che era abbastanza vicino- frugo con lo sguardo ogni vicolo secondario in cerca di un supermercato dove acquistare generi di prima necessità (come birra e patatine) senza per questo dover aprire un mutuo in banca...ogni tanto mi fermo a un baracchino mobile, di quelli che la notte scompaiono dentro i garage, e scruto i prezzi...sbarrare gli occhi incredulo è l&#39;unica cosa che posso fare, ma sembrano che siano in attività solo questi carretti, tutto il resto è chiuso...le serrande tirate giù...Domenica di Pasqua...bàh!&lt;br /&gt;
Il costo di quello che desidero, ben incollato sui colli di bottiglia delle più varie marche di birra, mostra i seguenti prezzi: 3, 50£ euro per una &quot;Moretti piccola&quot; (quelle estere non oso neanche guardarle)...prezzo che mi pare un pò eccessivo, e lascio perdere. Troviamo a terra, tra i cumuli di spazzatura che invadono più o meno ogni angolo, una mappa turistica di quelle che usano per l&#39;appunto i turisti...ci guardiamo, con l&#39;insolita affinità che si riscontra solo tra gemelli, e all&#39;unisono pensiamo bene di gettare via il nostro inutile e casalingo opuscolo e affidarci alla cartina appena trovata, che mostra, su scala accettabile, tutto il centro storico...ogni viuzza, ogni piazza grande poco più di un anfratto è ben segnata e nominata, e i punti di maggior interesse, compresi quelli dove vogliamo andare, ben chiari...Con mio fratello ho sempre avuto un legame molto forte; ci divide un solo anno di età...io sono nato il 14 Agosto del &#39;76, e lui&amp;nbsp; il 15 Agosto del &#39;77...nostra madre ci ha sempre cresciuti come fossimo gemelli...ci vestiva sempre uguali, ci ha fatto fare la comunione e la cresima insieme...gli scout...la squadra di calcio del Firenze ovest...tutto sempre insieme...ma un forte legame ci accomuna davvero...Ricordo una volta che eravamo al parco delle Cascine.. si frequentava le medie...eravamo in estate, nel periodo delle vacanze estive, tra l&#39;altro già finite -la scuola avrebbe riaperto il giorno dopo- quando a un certo punto, quando camminavamo in silenzio già da alcuni minuti, all&#39;improvviso, all&#39;unisono...ogni lettera perfettamente sovrapposta all&#39;altra, annunciammo: &quot;Domani rinizia la scuola!&quot;&lt;br /&gt;
Bisogna ammettere che è una cosa difficile da spiegare...un vincolo che credo, e spero, non si spezzerà mai.&lt;br /&gt;
A un certo punto richiamo l&#39;attenzione di mio fratello su quello che ci circonda:&lt;br /&gt;
Le strade sono letteralmente coperte di spazzatura, di ogni tipo e genere. E&#39; una cosa che mi ha colpito da subito...non c&#39;è modo di sbagliarsi, è mattina presto, quindi non è roba che si è accumulata nel corso della giornata anzi, sembrano cumuli di spazzatura vecchi di giorni, comprensivi di manifesti riguardanti le ultime votazioni politiche (e solo questo può dare l&#39;idea di quanto vecchi mi siano sembrati i cumuli); sembra una città abbandonata, lasciata a se stessa, quasi un agglomerato mediorientale, cadente... ricoperto di scritte...milioni di inutili e osceni graffiti...come una città sotto assedio. Più che Roma città, città vera, sembra esserci solo l&#39;idea di Roma...il mito che sopravvive...Alzi lo sguardo, fai una panoramica superficiale e pensi: cazzo quant&#39;è bella Roma...poi abbassi lo sguardo, ti concentri sui particolari e pensi: cazzo che fogna che è Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La giornata è soleggiata e ventosa, e il mio abbigliamento, che consiste in una maglia di lana sopra una camicia di cotone, senza cappotto, è più che adeguato; un paio di jeans morbidi e scarpe &quot;Converse&quot; (le mie preferite) completano l&#39;abbigliamento. Camminiamo e ci accorgiamo di avvicinarci al centro per via dei turisti, che animano e riempono ogni più piccolo anfratto, coi loro visi rossi e seri, sempre raggruppati in file ordinate e interminabili, già vestiti come fossero su una spiaggia mediterranea...così siamo arrivati a Piazza del Popolo, come due naufraghi in un mare di folla appiccicosa e vociante. Nel centro della piazza si erge il magnifico &quot;Obelisco Flaminio&quot;, (a questo punto potrei dirvi che l&#39;obelisco è uno dei tredici che adornano la città eterna, portato a Roma nel 10 a.c per volere di Ottaviano Augusto, ma non sono qui per fare lezioni di storia)... Il monumento è circondato da quattro leoni scolpiti nel marmo, raffigurati in pose diverse, sicuramente di epoca più recente, una sorta di guardia d&#39;onore...&lt;br /&gt;
A un certo punto afferro Max per una spalla e gli dico di guardare una cosa che a me ha fatto rizzare i capelli in testa:&lt;br /&gt;
i soliti cafoni maleducati stanno usando i leoni come una sorta di giostra, su cui arrampicarsi e scattare foto e &quot;selfie&quot;...trovo tutto ciò sconcertante, e anche mio fratello, a cui di solito i monumenti non fanno nè caldo nè freddo, si dice d&#39;accordo con me:&lt;br /&gt;
&quot;Bèh, si...in effetti...non mi sembra una cosa tanto carina...&quot;&lt;br /&gt;
Comincio a guardarmi intorno incredulo, e fisso con aria interrogativa la mezza dozzina di vigili urbani a spasso per la piazza, e la mia costernazione è quella di uno che vorrebbe domandare a tutti i presenti:&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Scusate signori, ma li vedo solo io quei buzzurri sopra i monumenti?&lt;/i&gt;&amp;nbsp;...&lt;i&gt;allora?...cosa avete intenzione di fare?&lt;/i&gt; Ma ai vigili in questione, come alle pattuglie di polizia, quelle dei carabinieri, e perfino una della guardia di finanza, sembra non importare un fico secco della questione, occupati come sono a trafficare coi loro super-nuovi-smaglianti smartphone, a giocare con l&#39;ultima applicazione scaricata o impegnati in lunghe e apparentemente interminabili telefonate, probabilmente scocciati dal fatto di essere in servizio in un giorno di festa. Ed è così, scambiandoci opinioni disgustate -con relativo scherzetto di Mad Max, nascostosi dietro una colonna per farmi credere che ci eravamo persi di vista- che imbocchiamo finalmente Via Del Corso, dove in lontananza, proprio in fondo al viale, potevo già scorgere L&#39;altare Della Patria (che ovviamente non è il palazzo di Nerone). Come suggerisce il nome stesso -tutte i viali del genere si chiamano più o meno così- Via Del Corso è un infinito susseguirsi di negozi&amp;nbsp; costosi e alla moda:&lt;br /&gt;
Prada, Armani, Gucci, Blueberry, Napapjiri, Nike, Mc Donalds, hotel a cinque stelle, ristoranti di classe e ancora Mc Donalds e Burger King sono solo un esempio...una sfilata di oggetti inutili e costosi che sono la delizia dei consumisti più sfrenati...comincio a sentirmi a disagio; anche qui la solita onnipresente spazzatura, che il forte vento non aiuta certo a mitigare, e folle di turisti di ogni etnia e religione che camminano a passo di lumaca e che, ai miei occhi, cominciano a somigliare grottescamente ai cumuli di sudicio che tanto urtano la mia sensibilità. Voglio una birra, e la voglio subito...provo a riavvicinarmi a qualche altro baracchino mobile...ricontrollo i prezzi e mi riallontano disgustato, la mano a toccare la tasca posteriore dei jeans, ad assicurarmi di avere ancora il portafoglio là dove dovrebbe essere. Non sono pronto -e credo che non lo sarò mai- ad entrare in questa logica di &quot;prezzi da centro&quot;, che tutte le volte mi fanno sbarrare gli occhi incredulo e accartocciare le guance in dentro, la bocca un forellino che succhia aria&amp;nbsp; fino a far scoppiare i polmoni...per quel che mi riguarda possono andare tutti in malora, facciano scadere ogni cosa, che buttino tutto via -tanto per la strada non c&#39;è altro- che non avranno mai i miei soldi. &lt;br /&gt;
Mio fratello mi sventola in faccia la mappa che abbiamo trovato... dice che non abbiamo tempo per una birra -e comunque lui non la vuole- e fa di tutto per attirare la mia attenzione sul prossimo monumento che dovremmo andare a contemplare...io inghiotto saliva e mi annoio un poco, non sono certo quel che si dice un &quot;classico turista&quot; che si intruppa in code interminabili e avvilenti, e senza neanche una birra che mi fa rendere le cose più interessanti -cosa che ammetto essere un bisogno meschino-&amp;nbsp; ma davvero non riesco a entrare in sintonia con quella che molti definiscono la città più bella del mondo...se è la più bella non lo so, quel giorno no di sicuro... sacchetti dell&#39;immondizia sventrati e sparpagliati ovunque, cocci di vetro e lordume di ogni sorta sono ricordi ancora troppo vividi. Quel che è sicuro è che ho ampiamente rivalutato la mia piccola Firenze, indubbiamente più pulita e molto meglio curata -davvero un gioiellino- compresi i servizi per i turisti; forse sto esagerando o forse la questione mi ha colpito più del dovuto... forse ho beccato il giorno peggiore dell&#39;anno, non so, ma visto che a Roma la principale fonte di guadagno è proprio il turismo, credo dovrebbero fare qualcosina in più per il decoro generale, anche perchè, e questo è un pensiero che lascia perplessi, &lt;i&gt;che&lt;/i&gt; &lt;i&gt;cazzo di fine fanno tutti i soldi delle tasse che arrivano fin qui da tutta Italia?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
Continuiamo ad avanzare nell&#39;aria limpida e tra la folla che va sempre più aumentando...zigzaghiamo tra loro ed i cumuli di rifiuti, alzando ogni tanto gli occhi in cerca di qualcosa di carino su cui posarli, ma Via Del Corso, man mano che avanziamo, presenta solo locali e negozi di categoria sempre più infimi... &amp;nbsp;kebabbari , pizzerie e baracchini mobili soppiantano i marchi di lusso e proliferano senza ritegno.&lt;br /&gt;
Ad un certo punto, alla nostra destra, intravediamo una piazzetta che, a furia di mostrarla in televisione, ci è alquanto familiare: lo slargo antistante palazzo Chigi.&lt;br /&gt;
Notiamo subito che è tutto molto più pulito e in ordine, e dozzine di guardie dei corpi più vari montano a guardia di quello che è il centro politico del paese. Mi fermo un attimo a contemplare la famigerata forma del candeliere ebraico a sette braccia che, ben tracciata, punta direttamente verso l&#39;ingresso del palazzo...infine, preda della solita paranoia complottistica mondiale, complotto che vede i giudei sempre ai vertici, cerco di animare una discussione a riguardo con mio fratello, il quale, alzando gli occhi al cielo come di consueto -immagino sia stufo di queste paranoie- si volta in direzione di Via Del Corso e si incammina deciso verso i cumuli di spazzatura che ci attendono poco più avanti....&lt;i&gt;continua.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/195497841057308725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/12/gita-roma-parte-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/195497841057308725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/195497841057308725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/12/gita-roma-parte-1.html' title='GITA A ROMA PARTE 1'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-1770094380017873214</id><published>2015-11-15T03:12:00.001-08:00</published><updated>2015-11-15T03:21:30.633-08:00</updated><title type='text'>PAOLA, L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI VOL.3</title><content type='html'>Gli anziani, quelli che mi ritrovo sempre come compagni di stanza, sono peggio dei bambini...non fanno che chiamare le infermiere per ogni stupida banalità...sembra che provino un&#39;immensa soddisfazione a ripetere a tutte le stesse cose:&lt;br /&gt;
da quanto tempo è a digiuno (di solito sono poche ore), cosa gli fa male, &lt;i&gt;quanto&lt;/i&gt; gli fa male, la flebo che non &quot;tira&quot; più (così pare a loro), e poi devono parlare...è un bisogno a cui non possono assolutamente rinunciare...parlare, per loro, equivale a consumare una &quot;dose&quot;...sembrano dei tossici in procinto di collassare, quando non riescono ad aprire bocca; sono convinti, poi, che quello che hanno da dire sia sempre molto interessante (qualche volta anche si, ma molto raramente).&lt;br /&gt;
Ho appena sentito dire al consueto camerata -questi vecchietti si somigliano tutti- di quanto, rivolto ad una infermiera sull&#39;orlo di una crisi isterica, gli pizzica un taglietto sulla mano che si è procurato tipo 30 anni fa...informazione che ha accompagnato, ovviamente, un lungo e dettagliato resoconto su &quot;come&quot; si è procurato il suddetto taglietto pruriginoso...e del bisogno che ha di non provare più quell&#39;inutile fastidio, possibilmente tramite l&#39;ultilizzo di un qualche farmaco miracoloso...&lt;br /&gt;
Stamani gli hanno prelevato un po&#39; di sangue...si disperava e soffriva, gemendo, e urlava come una bestia mandata al macello...&lt;br /&gt;
Io provo a forzare i tempi di recupero...soffro molto, il petto mi 
scoppia e sembra di avere la schiena scarnificata...non posso muovermi, devo stare fermo nella solita posizione, senza potermi girare, 
pena la non perfetta ricalcificazione delle costole, fatto che mi 
obbligherebbe a tornare sotto i ferri.&lt;br /&gt;
Paola è al mio capezzale 
ogni santissimo giorno. Fuori il caldo è soffocante...arriva con queste 
minigonne...ha delle gambe magnifiche...la morfina non riesce a stonarmi
 abbastanza...la voglio.&lt;br /&gt;
Mi sento come un cavallo che si affaccia 
per la prima volta sul ciglio sconfinato di una prateria...sa per 
istinto quel che deve fare...sente il cuore battere come mai prima...ha 
il forte impulso di cominciare a correre, di far guizzare i muscoli in 
un poderoso galoppo, sentire il fruscio dell&#39;erba...sferzarla...erba 
fresca, erba buona, pulita...non quel fieno secco e polveroso che ha 
masticato stancamente nel buio di una stalla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Medici, psichiatri, luminari della scienza...mai, e sottolineo MAI fidarsi troppo...prendi il dr. Mulli, illustre cardiologo&amp;nbsp; propostomi dall&#39;altrettanto illustre dr.ssa Bozzi.&lt;br /&gt;
Ad Aprile 2015 mi feci visitare -come facevo periodicamente, a dispetto di tutti quelli che mi accusano di non stare attento alla mia salute- dal suddetto, illustrissimo dr. Mulli, il quale, come già avevo avuto modo di constatare, mi fece sì una visita veloce e cortese, affermando che a suo parere le cose andavano più che bene, che nessun nuovo strato vegetativo da steptococco stava attaccando la già provata valvola aortica, e che non c&#39;erano particolari motivi di preoccupazione, ma senza andare mai a fondo...le sue visite mi son sembrate sempre molto &quot;sbrigative&quot;...mi sentivo come un tizio problematico, che porta fastidio...uno che interrompe la normale &quot;routine&quot; quotidiana, da sbolognare nel minor tempo possibile, di modo da poter tornare ai consueti, tranquilli e rassicuranti vecchietti.&lt;br /&gt;
Poi, incredibile, neanche un mese dopo questa mia valvola ingrata decideva di voler essere così mal messa da sentire il bisogno di essere operata subito...mi avvertiva, lamentandosi, come ha sempre fatto in questi casi:&lt;br /&gt;
febbre...la febbre è il campanello d&#39;allarme che il mio corpo suona quando vuole avvertirmi che il cuore ha un problema...ed ecco che tutto sembra andare più veloce...l&#39;aria, il cielo, la vita intorno a me sembra dare un colpo d&#39;accelleratore...importanti decisioni devono essere prese al più presto, decisioni a dir poco vitali.&lt;br /&gt;
Spiegazioni astruse entrano ed escono dalla testa frastornata dagli antibiotici, febbricitante...schiacciata all&#39;indietro dall&#39;improvviso colpo di gas che il mondo ha appena dato alla mia vita.&lt;br /&gt;
Mi rifilano fogli da firmare al più presto, &lt;i&gt;prima che sia troppo tardi,&lt;/i&gt; dicono.&lt;br /&gt;
Io, con la paura che già attanaglia le chiappe, mi ritrovo in fin di vita, e i medici, che le chiappe le hanno sempre ben coperte, si ritrovano con i loro stramaledetti fogli già firmati in mano...dove tra le decine di informazioni incomprensibili, quella che li libera da qualsiasi responsabilità è quella che rimane più impressa...quella che proprio non ne vuole sapere di abbandonare i pensieri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedi quella valigia aperta? Non vedi quanto è affamata?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ci si dimentica presto delle privazioni, delle sofferenze e delle afflizioni del passato. Quel che rimane è solo un pugno di organi impregnati dei deliziosi aromi dei piaceri che la vita sa procurare...qualsiasi flusso abbia saputo far battere il cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un raggio di luce, stamani, ha raggiunto l&#39;occhio destro...è filtrato tra le barrette orizzontali semiaperte della saracinesca che, come un drappo metallico, orna la finestra di questa stanza d&#39;ospedale. Un sole forte, estivo, pregno di indefinibile calore. Ho chiuso l&#39;occhio, il sole ha vinto...mi costringe a spostarmi, e anche se il mio sguardo truce, momentaneamente flebile, si dimena tra i sudari di un&#39;incoscienza portata dalla morfina, è pronto a sfidarlo ancora...&lt;br /&gt;
La mattina dopo, il solito fastidioso raggio di sole...solo che oggi questo stiletto di calda noia decide di non infilzarmi l&#39;occhio...si ferma, titubante, prima di recarmi nuovamente fastidio...ha rinunciato, si, è indietreggiato, praticamente in rotta...si è fermato un passo prima...l&#39;ho battuto...grossa grassa sfera di fuoco, che ti serva da lezione...non osare più di sfidarmi...&lt;br /&gt;
L&#39;assù in alto il cielo starà strizzando l&#39;occhio al sole vorticoso, ironico...perfino gli ultimi dei pulviscoli galleggianti sono più consci di me delle leggi della natura...dormi anima mia, non ci pensare...Paolina sta arrivando, è già per strada...non puoi vincere, non puoi vincere sempre...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi occorre una benda stretta attorno al cuore...ho bisogno di tamponare e asciugare questo flusso continuo di velenoso rancore che genero nei sentimenti altrui.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/1770094380017873214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/11/paola-loperazione-e-i-vecchi-vol3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1770094380017873214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1770094380017873214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/11/paola-loperazione-e-i-vecchi-vol3.html' title='PAOLA, L&#39;OPERAZIONE E I VECCHI VOL.3'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-2526908017442107926</id><published>2015-10-10T00:07:00.000-07:00</published><updated>2016-07-06T10:07:28.652-07:00</updated><title type='text'>L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 2</title><content type='html'>Mercoledì 24 Giugno 2015&lt;br /&gt;
Quando ero piccolo, e pensavo a come poteva essere il futuro -il 2015 una data così lontana, così fantascientifica, da essere quasi inconcepibile- di sicuro non pensavo a tutto questo.&lt;br /&gt;
Domani mattina presto mi opero.&lt;br /&gt;
Quando ci penso, quando la dolce Paola non c&#39;è a deviare i cattivi pensieri, il cuore non può fare a meno di galoppare imbizzarrito...è come se volesse scappare via da me, spezzare le vene che lo tengono legato come legacci, saltare la staccionata di costole traballanti e gettarsi nella verde prateria...scomparire là dove il sole scende a baciare l&#39;erba... una seme, che penetra nella terra, la stessa che sotterrerà le sofferenze e i dolori del mondo intero; e sboccerà, e finalmente libero scrollerà la sua criniera di petali, dal colore del sangue coagulato...scaraventerà lontano la mia presenza, si libererà di me...dei batteri che gli ho confezionato... e della perdurante malinconia che raramente lo ha fatto correre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè quest&#39;ospedale,&lt;br /&gt;
contorto ammasso di rovi,&lt;br /&gt;
l&#39;unico frutto che ha dato&lt;br /&gt;
l&#39;unica gioia&lt;br /&gt;
nera e dolce come le notti estive&lt;br /&gt;
sei stata tu...&lt;br /&gt;
succulenta mora&lt;br /&gt;
dolce pallina&lt;br /&gt;
fatta di molte palline&lt;br /&gt;
come un insieme di stelle&lt;br /&gt;
a formare costellazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Martedi 30 Giugno 2015&lt;br /&gt;
Riprendo a scrivere dopo qualche giorno di assenza. Mi sono operato, e tra le prime preoccupazioni, tra le mie prime richieste, quella di farmi riportare il taccuino è stata tra le più impellenti.&lt;br /&gt;
Quando ho riaperto gli occhi, circa 6 ore dopo l&#39;inizio dell&#39;intervento, non ho potuto fare a meno di pensare:&lt;br /&gt;
bene, dopo tutto sono ancora vivo...(solo due o tre giorni dopo avrei chiesto a mia madre, contraria, di raccontarmi le varie fasi dell&#39;operazione...&quot;sei sicuro di volerlo sapere?&quot; mi fa...&quot;certo&quot; gli dico io...&quot;allora, ti è andata di molto bene...è stato un miracolo&quot; ha continuato ammiccando, &quot;la situazione era così disperata che sai cosa si diceva?...ecco, la frase che serpeggiava tra l&#39;equipe era: &lt;i&gt;Questo muore&lt;/i&gt;. Il chirurgo, data la situazione complicata su cui era costretto a operare disse che, anche se si riteneva molto soddisfatto del risultato, all&#39;inizio non sapeva neppure dove mettere le mani...e ricordatelo!&quot;)&lt;br /&gt;
Ci sono ancora, dunque...questo ho pensato...ma è stato un pensiero qualsiasi, naturale...astratto, come uno che pensa: &quot;ok, dopo questo respiro ne farò un altro, e poi un altro ancora...nessuna particolare emozione, nessun entusiasmo da miracolato; è stata solo una sorta di modesta interruzione del normale corso della vita, fastidiosa noia durata un po più del previsto. E&#39; normale avere così poche emozioni?&lt;br /&gt;
Immagino di essere stato contento, forse ero ancora troppo condizionato dall&#39;anestesia per valutare appieno il successo del risultato...per considerare la fortuna che ho avuto di essere ancora vivo.&lt;br /&gt;
Ricordo che quando mi sono svegliato, ho sentito qualcosa che mi stringeva alla gola...mi sono agitato subito...sentivo il panico montare veloce...avevo la gola riarsa, avevo una sete tremenda...ed ero solo...abbandonato su di un letto che già torturava la mia povera schiena; cercai di richiamare l&#39;attenzione di qualcuno...sembrava di stare in uno scantinato, lo stanzone era poco illuminato e deserto...Il risveglio dall&#39;operazione del 2010 fu ben diverso...anche se mi svegliai legato (mi dissero che dovettero farlo perchè mi ero già risvegliato e da subito cercai di strappare via i tubi che mi tenevano collegato ai macchinari, e questo prima di risprofondare di nuovo nell&#39;incoscienza) ricordo, mi ritrovai in una stanza ben illuminata, e i miei genitori -che non vedevo da anni- chini premurosamente su di me...&lt;br /&gt;
Accorse un&#39;infermiera, tra l&#39;altro molto carina -avete notato che le infermiere sembrano sempre tutte molto belle? cos&#39;è, gli ospedali assumono personale come fossero dei negozi in cerca di commesse?- e mi disse di avere pazienza, che nello stanzone accanto c&#39;èra un&#39;urgenza e al momento il personale era tutto lì...solo dopo mi resi conto che il tipo delle complicazioni era morto e io, ancora ignaro della difficoltà della mia operazione, di quanto fosse stato complicato &lt;i&gt;il mio&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di intervento, ho provato una sorta di muto dispiacere per questo sconosciuto camerata...&lt;br /&gt;
In seguito vennero spesso a controllare e valutare le mie condizioni...erano preoccupati per certi &quot;episodi tv&quot; che mi riguardavano...questo vuole dire che il cuore aveva fatto le bizze una volta di troppo...capirai, ero già morto due volte sotto i ferri, risvegliato solo dal deciso e risolutivo intervento del defibrillatore e ora, dopo 5 giorni dall&#39;intervento, il mio unico pensiero, la suprema preoccupazione, è quella di uscire il prima possibile da questo posto...&lt;br /&gt;
Avevo voglia di ripartire subito, e volevo farlo con paola. Per molti mesi le avevo fatto la corte, inutilmente...lei mi resisteva, credo sapesse che la mia era solo una forte attrazione sessuale, un desiderio da soddisfare subito, senza ulteriori sviluppi amorosi...poi però pian piano cominciò ad avvicinarsi...ci frequentammo...ma niente sesso...o la prendevo tutta o potevo pure andare al diavolo...ora, quando osservo l&#39;anello che porto al dito, sorrido...sono contento...ma i lacrimoni che è riuscita a far rotolare dai miei occhi, strappandoli da una persona diventata sentimentalmente arida, non li scorderò mai...non capivo, pensavo di non piacerle, e mi disperavo...poi la febbre, il ricovero, i pianti solitari...senza aver ancora &quot;dormito&quot; insieme...le ore passate in silenzio nella cappella dell&#39;ospedale...(perchè quando ci sentiamo disperati, anche se totalmente atei, sentiamo il desiderio...il forte impulso di rivolgerci ad entità che speriamo possano intercedere per noi favorevolmente?).&lt;br /&gt;
I medici, così come negli anni passati, continuano a stupirsi delle mie prodigiose capacità di recupero...madre natura è stata buona con me:&lt;br /&gt;
di forza ed intelligenza me ne ha date in abbondanza ma, dato che nessuno può essere perfetto, ha dovuto compensare il tutto con questo difetto cardiaco...quel che è certo è che non sfiderò mai più così apertamente la dea fortuna...potrebbe sempre suggerire alle parche di affilare le forbici, prima di riprovare a tagliare il mio filo della vita...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/2526908017442107926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/10/loperazione-paola-e-i-vecchi-vol-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2526908017442107926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2526908017442107926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/10/loperazione-paola-e-i-vecchi-vol-2.html' title='L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 2'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-1314956027037694115</id><published>2015-09-08T04:45:00.001-07:00</published><updated>2015-11-20T12:40:38.173-08:00</updated><title type='text'>L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 1</title><content type='html'>Ho preso un cuore in affitto. La pigione è alta, la manutenzione è tutta a carico mio...ma non basta; il proprietario si lamenta sempre, ha deciso che vuole stracciare il contratto e che rivuole il cuore indietro. Lo riavrai, porco*, tranquillo...lo riavrai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*La valvola aortica che trapiantano in un cuore umano (valvola biologica) proviene dal cuore del maiale, dato che è perfettamente compatibile, essa sostituisce l&#39;originale andata a male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ora mi sento solo&lt;br /&gt;
come una notte senza stelle&lt;br /&gt;
quando tutto tace&lt;br /&gt;
e solo il desiderio mormora...&lt;br /&gt;
la luna una falce che miete i sogni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non fare progetti, mi han sempre detto...non fare progetti?&lt;br /&gt;
Ma la vita stessa è un unico grande progetto...noi stessi siamo il progetto di qualcuno, e lo continuiamo, lo portiamo avanti fino a farlo diventare il nostro progetto, e qualcun&#39;altro porterà avanti il nostro...tutto è un piccolo grande progetto:&lt;br /&gt;
anche solo sentire fame farà nascere in noi il desiderio, il progetto di sederci a tavola...anche il solo vederti mi farà pensare alla voglia che ho di giacere con te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sei entrata dentro&lt;br /&gt;
ti tengo qui, prigioniera&lt;br /&gt;
dietro le sbarre di queste costole segate&lt;br /&gt;
doloranti&lt;br /&gt;
dove il mio cuore torturato giace inerme&lt;br /&gt;
dove tu rimani&lt;br /&gt;
e riesci a farlo battere ancora&lt;br /&gt;
a non farlo morire...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non sono eccitato o, all&#39;opposto, particolarmente depresso, non riesco a scrivere. Lo stato normale non è stimolante, e comunque non interessa a nessuno sapere di situazioni nel mezzo, quotidiane, ordinarie, mediocri...&lt;br /&gt;
ok, io ci provo. So di essere il fumo di un falò quasi spento, esile, senza forma; ma proverò comunque a condensarmi, ad assumere una fisionomia, una consistenza da succulento arrosto...&lt;br /&gt;
I miei errori li ho sempre pagati cari, anche quelli piccoli. Non so, forse di questa vita non sono che un turista, uno di passaggio, sempre a corto di soldi...e tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Amici? Un&#39;accozzaglia di personaggi, spesso mediocri...un baraccone di umana stupidità, dove tipi sovente falliti -o comunque patetici- si dimenano senza logica alcuna, e solo per intrattenere spettatori ancor più mediocri e falliti...ma poi arrivi tu&lt;br /&gt;
Piccola e bruna&lt;br /&gt;
sferzante stiletto,&lt;br /&gt;
una cintura dai mille buchi&lt;br /&gt;
a tener su i problemi&lt;br /&gt;
di modo che non caschino&lt;br /&gt;
come un vestito&lt;br /&gt;
sempre troppo grande&lt;br /&gt;
e pesante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forse è il rimprovero furioso di questa vita frantumata, oltraggiata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; notte fonda; non riesco a dormire. Intorno a me il sibilo angosciante dei malati si mescola al borbottìo dell&#39;aerosol. Ora che Paola non c&#39;è, sono sprofondato di nuovo nella malinconia...penso agli ultimi anni, a quanto sciocco sono stato, a quanto mi credevo invincibile...ho paura.&lt;br /&gt;
Quando sei al mio fianco riesco a non pensarci, ma quando sono solo, quando il desiderio è placato e i rantoli strozzati dei miei camerati mi fanno spalancare gli occhi nella penombra sterile, penso all&#39;imminente operazione, al rischio che corro, e il mio volto si affloscia come un sudario gettato su un cadavere, e so che devo reagire, alzare l&#39;asticella del morale...che devo farmi forza. Io sono quello che può farcela, mi si dice...io ho le potenzialità, io riesco in tutto...&lt;br /&gt;
Solo a vivere sembro avere difficoltà.&lt;br /&gt;
Paolina mia bella, torna presto...sono un bluff...un insulto all&#39;intelligenza...non sono forte, non ho nessuna potenzialità...sono solo una barzelletta che non fa ridere;&lt;br /&gt;
portami la gioia del tuo amore, portami il tuo sorriso...quel motivo che mi manca, portami la voglia di vivere...quando ti insinui languida tra i gemiti di sofferenza, annullandoli.&lt;br /&gt;
Fammi assaporare ancora le tue labbra, pompami dentro nuova linfa, poggia il tuo piccolo seno sul mio petto sofferente...allatta il mio cuore, e poi cullalo...canta ancora per me, guardandomi negli occhi...mormora parole che non riesco a comprendere, concedimi ancora la tua mano da stringere, e i tuoi occhi fissi nei miei, sospiranti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La luna è un pastore&lt;br /&gt;
riunisce il gregge di stelle&lt;br /&gt;
le racchiude nel riverbero del sole&lt;br /&gt;
fin quando riusciranno&lt;br /&gt;
a brucare i sogni&lt;br /&gt;
che lanciamo lassù&lt;br /&gt;
in alto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima nottata trascorsa al reparto &quot;chirurgia cardiologica&quot; di Careggi, trasferito da S.M.Nuova, tramite ambulanza, il 22 giugno 2015. Paolina, il mio amore ancora fanciullo, mi è vicina come sempre; i giorni scorsi non ha fatto che chiamare -quando proprio non poteva essere al mio fianco. Si dispera, non sa che fare...ripete sempre le stesse cose, e piange. Io sono inquieto, ma lei è decisamente nervosa; scatta per un non nulla e mi aggredisce verbalmente...oggi pomeriggio però, dopo che il medico ci ha detto del trasferimento, mi è sembrata più dolce e affettuosa, e mi abbracciava forte...non mi è mai sembrata più bella di così...e desiderabile. Dio solo sa quanto vorrei farla mia. Una volta a Careggi mi hanno fatto le solite analisi di routine: ecocardiogramma, prelievo del sangue, auscultamento, ecc...&lt;br /&gt;
Il mio tesoro mi ha chiamato &quot;solo&quot; un paio di volte, verso sera; sono insolitamente tranquillo, domando a ogni medico che passa se andrà tutto bene...le assicurazioni fioccano abbondanti.&lt;br /&gt;
In me si è instaurata una sorta di quiete fatalità; voglio solo che finisca tutto il più presto possibile.&lt;br /&gt;
Si, mi sento rilassato...perfettamente a mio agio; è come stare davanti a un fuoco, cullato dal dolce scricchiolìo dei rami che si spezzano bruciando. Cerco di scuotermi, alla maniera di un cane legato alla catena, che cerca di sfilare la testa dal collare...non aver paura di tirare, mi dico, il gancio è già infilato all&#39;ultimo buco, più stretta di così la morsa non può stringere. Mi batte forte il cuore. quando ci ripenso, quando mi ritorna in mente l&#39;operazione che devo fare tra un paio di giorni la paura, ben nascosta in un cantuccio dentro di me, proprio come i batteri infami che escono di soppiatto a scassinare il mio cuore incustodito, rifà capolino, beffarda, con quelle sue pinze, come a voler fare un&#39;altro buco a questo collare che mi stringe alla gola. Stamani niente antibiotici tramite flebo, per cui posso alzarmi e muovermi, ma a che serve se il mio dolce amore non è qui accanto a me, a imprigionarmi in quei suoi occhi dal sapore mediterraneo, umidi di passione e desiderio?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Informe passione&lt;br /&gt;
affetto sgualcito...&lt;br /&gt;
carico l&#39;amore come un&#39;arma a pallettoni&lt;br /&gt;
sparo valvole infette&lt;br /&gt;
fino a far scaricare il cuore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non so perchè ma l&#39;anestesista mi ha messo addosso una forte inqietudine...giovane, bello, barbuto, così sicuro di se...asettico. E poi quella sua voce mormorante, calma, dolce, suadente. Diffidate di quelli che parlano così, con questo timbro di voce...vedi i preti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occhi lontani, sognanti, pregni&lt;br /&gt;
regrediscono speranzosi&lt;br /&gt;
giovinezza sovraccarica&lt;br /&gt;
ombre cangianti, vischiose...&lt;br /&gt;
coniglietti danzano su muri di periferia&lt;br /&gt;
saltellano sulle scritte oscene&lt;br /&gt;
le crepe, la muffa...&lt;br /&gt;
attraggono gli ingenui come insetti&lt;br /&gt;
un giaciglio di promesse setose.&lt;br /&gt;
Sorrisi giocosi celano il mortale sapore&lt;br /&gt;
sentiero di lacrime e sangue&lt;br /&gt;
e di questo ho paura&lt;br /&gt;
che scivoli via da me&lt;br /&gt;
come una lacrima strappata dal volto&lt;br /&gt;
leggera, silenziosa&lt;br /&gt;
decisa a cadere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/1314956027037694115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/09/loperazione-paola-e-i-vecchi-vol-1.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1314956027037694115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1314956027037694115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/09/loperazione-paola-e-i-vecchi-vol-1.html' title='L&#39;OPERAZIONE, PAOLA E I VECCHI VOL. 1'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-2428011635072300071</id><published>2015-08-04T08:08:00.000-07:00</published><updated>2016-01-03T12:33:01.527-08:00</updated><title type='text'>ALBA LADRA</title><content type='html'>L&#39;alba respira i sogni&lt;br /&gt;
li annaffia di rugiada&lt;br /&gt;
poi li succhia &lt;br /&gt;
avida&lt;br /&gt;
fino a creare quella nuvola,&lt;br /&gt;
simile ad un dipinto&lt;br /&gt;
che forma il tuo profilo...&lt;br /&gt;
ma il cielo può solo immaginarti&lt;br /&gt;
mentre io ti ho avuta&lt;br /&gt;
reale&lt;br /&gt;
così bella&lt;br /&gt;
più di ogni quadro&lt;br /&gt;
che la fantasia può appendere&lt;br /&gt;
nella sala degli orizzonti.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/2428011635072300071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/08/alba-ladra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2428011635072300071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2428011635072300071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/08/alba-ladra.html' title='ALBA LADRA'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-425737618456848876</id><published>2015-05-21T03:19:00.000-07:00</published><updated>2015-05-21T03:19:59.893-07:00</updated><title type='text'>?</title><content type='html'>Ho partorito le tue paure&lt;br /&gt;
le ho allattate&lt;br /&gt;
cullate&lt;br /&gt;
addormentate,&lt;br /&gt;
e nelle notti&lt;br /&gt;
accontentate&lt;br /&gt;
riciclate&lt;br /&gt;
sprecate&lt;br /&gt;
e il giorno violentate&lt;br /&gt;
tra le velate&lt;br /&gt;
nuvole predate.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/425737618456848876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/425737618456848876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/425737618456848876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/blog-post.html' title='?'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-3008639034334468624</id><published>2015-05-19T12:41:00.002-07:00</published><updated>2015-05-19T12:53:34.728-07:00</updated><title type='text'>RIBECCO LUCIO</title><content type='html'>Il vento soffocava il gorgoglìo penoso dei tombini. Una pioggia grassa si era fatta largo tra le strade, con l&#39;irruenza di una matrona inacidita si era insediata, ben decisa a non cedere il passo.&lt;br /&gt;
Ero così nervoso che avrei preso a morsi l&#39;aria, lacerato questo tempo balordo, cosi fermo sulle sue posizioni...insolente, e mi faceva perdere tempo alla stazione...Pensavo alle nuvole, a quanto sono belle ancora acerbe, quando corrono veloci, come a volersi fare subito adulte, e donare immagini di soffice follia...pensavo a questo, in mezzo alla gente che si ammassava nell&#39;atrio per via della pioggia, tetra e scocciata. Dopo il lavoro alla Leroy Merlin non feci molto altro...non ricordo...i sogni erano animali selvatici che si dimenavano tra le coperte, sempre a digiuno a cercar l&#39;azione...ma a chi importano i particolari? Perchè preoccuparsi dei particolari?&lt;br /&gt;
Spiccavo tra la folla? &amp;nbsp;Mi distinguevo in boccolosi orpelli io? No...ero solo tetro e scocciato come tutti gli altri...un figurante della commedia umana, di quelli senza copione, messi li solo a far scena.&lt;br /&gt;
Cercai di farmi strada nella moltitudine, avanzando con la grazia di un bulldozer, in cerca di un cantuccio nascosto...un&#39;isola di quiete ossigenata...quando incrocio questo tizio che si destreggia tra la folla...in mano una pentola...Viene dal bagno, l&#39;ha riempita d&#39;acqua...lo vedo allontanarsi, sparire oltre i grappoli di persone...mi incuriosisce, decido di seguirlo.&lt;br /&gt;
La sua faccia sciagurata, simile a una merda secca -scura- &amp;nbsp;screpolata sotto il sole, ricompare davanti alle biglietterie...compare e scompare, a scatti...fotogrammi tra le file dei turisti... tra le teste immobili e composte...cerco di non perderlo di vista; seguirlo sembra l&#39;unica cosa sensata da fare...come girare il cuscino dall&#39;altra parte quando è troppo caldo per dormire...cercare fresco nell&#39;arsura dei propositi, ecco quel che dovevo fare.&lt;br /&gt;
Allora ci provo...mi candido per questa parte, cerco lo spartito...un&#39;ingaggio forse lo trovo...il trucco è insistere, il palcoscenico è vasto, un ruolo si trova...provo a cercarlo dietro un angolo, dove l&#39;ho visto girare, la pentola esposta come un trofeo...è tutto li dentro...dove l&#39;acqua vortica e sciaborda d&#39;irruenza, l&#39;acqua primordiale...;continuo ad avanzare, vado fino in fondo. E&#39; qui, lo vedo...si ferma in un cerchio di persone steso a terra. Sembrano le stesse persone che lavoravano anche alla Leroy Merlin, comunque ci somigliano molto...imbacuccati nei piumini multicolore sporchi...&lt;i&gt;&quot;Miky!!&quot;&lt;/i&gt; sento pronunciare...un&#39;affermazione squillante, convinta...che non stava affatto sbagliandosi.&lt;br /&gt;
Strizzo gli occhi, faccio colare mesi di lacrime non piante, le libero...le faccio calare, si cambia sipario...getto l&#39;attenzione&amp;nbsp; su di un tipo dagli occhi azzurri, che mi fissano luccicanti...pozze d&#39;acqua limpida che spiccano dal fango...sembra la caricatura di un negro in un film americano degli anni 30...è buffo, lo guardo meglio...&quot;&lt;i&gt;Lucio!!&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Così lo ritrovai, per caso, molti mesi dopo la comune esperienza lavorativa alla Leroy Merlin...Eravamo tornati entrambi al punto di partenza...eravamo di nuovo a zero, e la pioggia, che colava oleosa sui finestroni giallastri della stazione, creava immagini d&#39;arazzi cangianti...un caleidoscopio di scrosci ondulati...magici, come quando sei con la maschera sott&#39;acqua...uno sfondo annacquato, quelli che da sempre accompagnano i ricordi più cari...&lt;br /&gt;
Continua a guardarmi, nessun cenno di sorpresa fa esplodere i suoi occhi...&lt;i&gt;&quot;hey&quot;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dice solo, &quot;avevo appena avuto un pensiero, sai...mi era esploso in testa, qui, nel bel mezzo del cervello...un&#39;impatto nucleare, devastante...alimentato dagli stessi atomi delle cellule cerebrali le quali, così esigue, in realtà alimentano ben poco di quell&#39;idea iniziale, e l&#39;anello di energia ha smesso ben presto di espandersi, di auto alimentarsi, tornando a richiudersi nel punto d&#39;impatto... collassare fino a farsi un puntino minuscolo, e svanire languidamente, assorbito dall&#39;audace &amp;nbsp;stoltezza dei miei soliti pensieri....tu non capisci...capisci?&lt;br /&gt;
&quot;Eh? faccio io...poi, confuso e perplesso, getto un&#39;occhiata intorno:&lt;br /&gt;
è stato allestito un pranzo, c&#39;è un fornellino, su cui viene messa a bollire la pentola dell&#39;acqua...&quot;vuoi mangiare qualcosa?&quot; dice il tizio che ho seguito, la sola faccia girata verso me, che mi fissa dal basso, ghignante, scura e picchiettata, il corpo rannicchiato sopra la pentola...simile a un rospo, mentre uno sporco mestolo di legno danza circolare nella sua mano tremante...&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/3008639034334468624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/ribecco-lucio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/3008639034334468624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/3008639034334468624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/ribecco-lucio.html' title='RIBECCO LUCIO'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-2424654788498488797</id><published>2015-05-15T08:05:00.000-07:00</published><updated>2018-01-04T05:02:46.610-08:00</updated><title type='text'>SCHEGGE DI PAZZIA</title><content type='html'>Tornavo con la bicicletta dal medico quando, nel percorrere la pista ciclabile -in realtà una pallida striscia d&#39;asfalto, piena di buche, letteralmente frantumata, che si snoda tra radici d&#39;alberi grandi come carcasse d&#39; elefanti e rami caduti, ostruita da motorini e auto in sosta, e che finisce più volte all&#39;improvviso, svanendo come un miraggio durato troppo a lungo; a questo punto, sempre se sei fortunato, riesci a intravedere il punto dove riprende la pista, che di solito è nascosta dietro i cassonetti del sudicio, oppure pesantemente ostruita da decine di motorini in sosta...in alcuni tratti, poi, la pista condivide striminziti marciapiedi con i pedoni- di viale &quot;Bel Fiore&quot;, arrivo a un semaforo che comanda un passaggio pedonale, lo stesso che devo attraversare io, sul viale trafficatissimo, e mi fermo per via del rosso &quot;pedonale&quot;. Aspetto da circa un minuto quando, forse ritenendo di aver atteso il mio turno fin troppo, alzo gli occhi per vedere a che punto siamo con la faccenda semafori...è verde!&lt;br /&gt;
Bene, preparo il pedale in modo da potergli dare una vigorosa spinta col piede, mi alzo dalla sella e, con buono slancio, mi butto in avanti...e per poco un furgone non mi butta sotto. &lt;br /&gt;
Mi arresto appena in tempo mentre, ancora incredulo -probabilmente il furgone ha accellerato per non doversi fermare, quando era giallo per lui già da un pezzo, ed è passato proprio nel momento che scattava il verde per me- provo a farmi ancora avanti, cercando di attraversare una volta per tutta quelle maledette strisce pedonali. Ma le automobili continuano a passarmi davanti, facendomi il pelo, spesso strombazzando, mentre io, nel pieno dei miei diritti, cerco faticosamente di guadagnare il centro della carreggiata...poi succede. Sento stridere i freni, vedo macchine inchiodare...risentiti colpi di clacson vibrano nell&#39;aria...si, ci siamo... ecco che succede...non capisco più niente...mi sale il sangue alla testa...sono il gigante verde ora...una rabbia schiumante mi ha trasformato in una bestia vendicatrice, pronta alla battaglia. &lt;br /&gt;
Nella mia mente è tutto chiaro, così nitido da risultare sbalorditivo...questi cazzo di automobilisti, con le loro automobili di merda, senza alcun rispetto per la segnaletica, i pedoni, i ciclisti...che non fanno che correre come matti, investire la gente e rompere i coglioni...si, non può che essere così...una logica deduzione.&lt;br /&gt;
Mi fermo nel bel mezzo della strada, tiro giù l&#39;asta del cavalletto e, mentre pianto la bicicletta come una bandiera sull&#39;asfalto, mi giro rabbioso verso quel muro di automobili che si sono fermate -finalmente- a pochi metri da me...posso vedere la fila in fondo al lungo viale -vitale snodo cittadino- che va crescendo sempre più, come un fiume in piena che cozza contro un ostacolo. Mi lascio andare a imprecazioni di ogni genere, vocio fino a farmi scoppiare i polmoni, accompagnando il tutto con ampi gesti dei miei pugni ben serrati:&lt;br /&gt;
&quot;&lt;i&gt;Ma porca di quella puttana dico io...vi volete fermare o no? Ma si può sapere che cazzo state facendo? Ma non lo vedete che avete il rosso...non vedete che vi dovete fermare, cazzo?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Lo capite che sta a me passare, ignoranti caproni che non siete altro!&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Nel berciare come un folle dagli occhi fuori dalle orbite, scruto uno a uno le facce interdette e preoccupate che mi fissano da dietro i parabrezza opachi; un tipo, il cui culo poggia sull&#39;auto più merdosa di tutte, quella più a sinistra del mio campo visivo, noto, ritiene di aver qualcosa da ridire...e sta sbraitando proprio nella mia direzione...proprio dove sono io...verso me, fermo come un monolite nel pieno dei miei diritti!&lt;br /&gt;
Mi muovo...faccio qualche passo avanti, a capo chino, come un bufalo che sta per caricare...mi dirigo verso quello sciagurato che ha deciso di sfidarmi, il quale, nel vedermi avvinare, pensa bene di ingranare la prima e di levarsi dalle palle, veloce come un missile terra-terra...bene, un coglione in meno. Indugio ancora un pò, me la prendo comoda -ricordo che sono nel pieno della ragione-&amp;nbsp; riguardo, sfidandolo, ogni singolo volto che ancora mi osserva, muto e immobile, da dietro quei loro fottuti parabrezza...nessuno si azzarda a dire niente...tutto tace...l&#39;ordine è stato ristabilito, la ragione ha trionfato, l&#39;ignoranza arginata...ho il pieno controllo della situazione, sono il vincitore, colui che ha prevalso.&lt;br /&gt;
Mi giro lentamente, di proposito, tiro sù il cavalletto della bicicletta con un accurato colpo di piede, poggio il culo sulla sella e faccio per ripartire...solo allora, gettando un&#39;ultima occhiata al semaforo, mi accorgo che sono io quello ad avere il semaforo rosso...&lt;br /&gt;
Con fare indifferente, facendo finta di nulla, guadagno la parte opposta della carreggiata dove la pista, che sembra essere stata usata come un campo di tiro dell&#39;artiglieria, scompare misteriosa tra una selva di cassonetti e motorini abbandonati.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/2424654788498488797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/schegge-di-pazzia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2424654788498488797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/2424654788498488797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/schegge-di-pazzia.html' title='SCHEGGE DI PAZZIA'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-4523983260886563836</id><published>2015-05-15T05:16:00.000-07:00</published><updated>2017-06-22T08:27:33.524-07:00</updated><title type='text'>IL NIENTE</title><content type='html'>I miei pensieri spesso sono fragili, come raggomitolati in una zattera di coccio; li vedo addensarsi sul vetro della finestra, e rimanere lì, contemplativi, a fissare colui che ha potuto partorire tutto questo &lt;i&gt;niente&lt;/i&gt;. Mi avvicino. Sembra tutto troppo lontano, e ancora oltre, dove il mio volto si riflette stupito, sbatacchia un fumo denso e nero, proprio dei copertoni dati alle fiamme. Provo a dire qualcosa, provo a gettare un&#39;amo in gola, ma non pesco niente. Il &lt;i&gt;niente &lt;/i&gt;mi riempe fino all&#39;orlo...sàtura ogni poro della&amp;nbsp; pelle...annega i pensieri, castra i tentativi...l&#39;azione. Questo &lt;i&gt;niente&lt;/i&gt; è arrivato inaspettato, come una malattia, e si è installato prepotentemente nella mia vita.&lt;br /&gt;
Un altro pensiero si forma, così gracile da poter essere condotto sul Taigedo... &lt;br /&gt;
Sono una patatina, gialla e molle come una lumaca, e friggo in una vasca gratinata di olio bollente. Nella bruciante agonia che provo dentro la gabbia, dove mi hanno messo, posso percepire delle presenze, altri tuberi, che come me partecipano all&#39;agonia e condividono il medesimo destino:&lt;br /&gt;
ci sono patatine che a volte si strusciano su di me, altre che mi sbattono contro con violenza, ma tutte quante, proprio come me, sono costrette a vorticare follemente nel denso flusso che ci tiene a galla. Cen&#39;è di tutti i tipi e tutte le misure:&lt;br /&gt;
lunghe, corte, esili, panciute, dure, molli, tutte insieme a cozzare le une sulle altre, a sussultare nell&#39;olio spietato, odioso come una risata fasulla. Dividiamo gli stessi spazi nella stessa gabbia, gli stessi tormenti, ma a volte arriva qualcuno, qualcuno che non è come noi, che non brucia in un perenne tormento oleoso, qualcuno con il potere di cambiare drasticamente la realtà. E&#39; un&#39;entita superiore, sbiadita, lontana, che irrompe con mezzi superiori quando meno tel&#39;aspetti. Scelgono alcune patatine, le promuovono portandole via, ma solo quelle che hanno raggiunto un buon grado di cottura. L&#39;essere superiore non riesce -o non vuole- pescare quelle in fondo, incastrate tra le sbarre della griglia, che si consumano&amp;nbsp; fino a sembrare piccole schegge di carbone.&lt;br /&gt;
Poi si spengono le luci, tutto diventa buio e i miei resti, raccolti e messi nel sacchetto del sudicio, attendono solo il camion della nettezza che li porti via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/4523983260886563836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/il-niente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4523983260886563836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/4523983260886563836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/05/il-niente.html' title='IL NIENTE'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-6692297999344522968</id><published>2015-02-10T07:47:00.000-08:00</published><updated>2016-04-18T00:52:51.087-07:00</updated><title type='text'>COME CONOBBI LUCIO</title><content type='html'>Non ricordo l&#39;anno; non lo ricordo mai.&lt;br /&gt;
Quel che ricordo è che, forse colto da un improvviso raptus di follia, iniziai a lavorare per una cooperativa che aveva appena vinto un importante appalto per conto della multinazionale francese del bricolage &quot;Leroy Merlyn&quot;, la quale, intenzionata ad aumentare i punti vendita in tutta Europa, avrebbe aperto un nuovo ed enorme negozio presso l&#39;altrettanto nuovo ed enorme -gargantuesco- centro commerciale &quot;I Gigli&quot; (il più grande del centro Italia).&lt;br /&gt;
Per quella modesta cooperativa, così piccola e anonima da non ricordarne neppure il nome, assicurarsi i lavori di costruzione del negozio deve essere stata una fortuna sfacciata e del tutto imprevista, dato che si lanciarono da subito, con palese frenesia e inesperienza, in una veloce e risolutiva campagna di assunzioni a tutto campo.&lt;br /&gt;
Dati i tempi ristretti (i lavori sarebbero presto dovuti cominciare), non andarono molto per il sottile riguardo la scelta del personale, limitandosi ad assumere qualsiasi persona della città disposta, in cambio di un risicato stipendio, a raggiungere il tanto ingrato e misteriosamente ambito posto di bestia da soma. Furono reclutati a centinaia; alcuni italiani (a parte quelli, come appresi in seguito, assunti in precedenza direttamente dalla Leroy Merlin come futuri commessi e magazzinieri, e che di fatto ci dicevano cosa fare), ma la maggior parte della forza lavoro fu garantita da persone di origine extracomunitaria, molte delle quali senza permesso di soggiorno o comunque appena arrivata nel paese. I pochi italiani assunti erano tipi truci, non più giovani (io ero il pischello della comitiva, imberbe e senza nessuna esperienza), sovente con tatuaggi consumati sulle braccia e misteriose croci, di un blu sbiadito, scolpite tra il pollice e l&#39;indice della mano, dai volti severi, barbuti e sempre vagamente sporchi.&lt;br /&gt;
Oltre a questi italiani di dubbia reputazione, la restante truppa consisteva in una massa indistinta di africani e slavi. Ci raggruppammo subito in branco, com&#39;è nella natura umana, tra persone della stessa etnia o lingua. Raramente un gruppo interagiva con l&#39;altro: il lavoro era tanto e duro e perennemente in ritardo sui tempi, tanto da toglierci qualsiasi voglia di socializzare. Io, insieme a una squadra di lavoro sorprendentemente eterogenea, fui assegnato al reparto falegnameria. Il lavoro consisteva nel trasformare un enorme rettangolo di nudo cemento grigio in un multicolore e rutilante emporio del fai da te. Fin dall&#39;inizio fu evidente che nessuno di noi aveva la capacità, o anche solo la voglia, di portare a termine un lavoro di tale portata- faticavamo in modo esasperato su ogni inezia, spesso rompendo attrezzi e materiali, e i lavori da completare. anziche&#39; diminuire, aumentavano come il livello dei fiumi dopo un temporale. Fin dai primi giorni riuscii, non so come, a diventare il favorito di Pierre, un dirigente francese della multinazionale. Come già detto, ero giovane e pimpante, in forma, lavoravo bene e con impegno; mi davo da fare ed ero, agli occhi del dirigente - e come in effetti era- assolutamente estraneo ai discorsi di corridoio, che aleggiavano per giorni e giorni tra i reparti in costruzione, riguardanti, quasi sempre, storie di vendette da perpetuare su particolari gruppi etnici, o sacri giuramenti rivolti all&#39;altissimo riguardo la ferma intenzione di portare a termine, quando meno ce lo saremmo aspettati, tragiche ed inevitabili vendette... anche i furtivi scambi di merce, che avvenivano di continuo tra italiani e magrebini e tra magrebini e subsahariani, mi erano del tutto estranei. Era come vivere in una specie di circo antropologico.&lt;br /&gt;
Presto si instaurarono delle gerarchie ben precise:&lt;br /&gt;
I pezzi grossi della Leroy Merlin si degnavano di rivolgere la parola solo a quegli italiani precedentemente assunti come quadri, i quali, a loro volta, impartivano le direttive solo agli italiani della cooperativa, presumibilmente ritenendoli i soli in grado di capire le istruzioni date; era curioso notare come qualsiasi inetto, solo perchè italiano (anche se &quot;ufficiosamente&quot; investito del potere) si affrettasse ad assurgere al ruolo di&amp;nbsp;&lt;i&gt;kapò,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nonostante risultasse ignorante riguardo il lavoro da svolgere quanto tutti gli altri, talmente incompetente e arrogante da risultare, oltre che inutile, addirittura controproducente. Gli extracomunitari, dal canto loro, oltre a passare la maggior parte del tempo a litigare per ogni inezia e fomentare rivolte verso altri reparti, dove un diverso -e odiato- gruppo etnico lavorava, bisogna ammetterlo, avevano una comprensione della lingua italiana così scarsa che era pressoche impossibile anche solo fargli capire cosa montare e dove montarlo. Spiace dirlo, ma di tutte queste persone, anche quelle con cui ho diviso molte ore di lavoro, e che magari avevo trovato anche divertenti o interessanti, non ho alcuna memoria -facce, nomi, vite difficili trascorse in paesi oscuri e lontani, una fetta del mio passato evaporata come neve al sole. Alcune di queste persone le vedevi solo per qualche giorno; lavoravano poco e spesso controvoglia, comunque sempre a ritmo di tartaruga, e poi sparivano, altre, le più integraliste, o si facevano cacciare perchè invischiate in faide di tale violenza e crudeltà da rimanere mutilati -feriti da lanci di martelli o bucati da chiacciaviti usati a mo&#39; di coltello- o partivano improvvisamente, diretti in Africa, giusto il tempo -come dicevano- di assistere la giovane moglie, la quarta, sposata poco prima di partire, e già in procinto di partorire il di lui sedicesimo figlio, per poi tornare e riprendere il lavoro; naturalmente si sapeva già che non le avremmo riviste mai più. Furono una presenza vacua, indistinta, una chiazza nera che ti passava gli attrezzi, spesso sbagliandoli grossolanamente, e ti faceva compagnia nei lunghi pomeriggi, quando proprio non avevi voglia di lavorare, e anche una preghiera rivolta ad Allah era vista come un interessante diversivo.&lt;br /&gt;
Gli italiani, per lo meno, davano una certa garanzia di stabilità e continuità. Al reparto falegnameria, oltre me, assegnarono un altro italiano: Lucio.&lt;br /&gt;
Fin dai primi giorni di lavoro iniziammo a cooperare proficuamente, trovando da subito un accordo di massima sulle modalità di sfruttamento della manodopera di negri assegnatici. Non è vero; sto scherzando.&lt;br /&gt;
Uno dei motivi per cui Pierre andava fiero dei lavori in falegnameria, era che da noi non si litigava quasi mai anzi, ci si aiutava, ci rispettavamo e il lavoro, di conseguenza, filava spedito e senza incidenti. Per Lucio provai da subito una forte simpatia; somigliava straordinariamente a Bruno Lauzi, gli stessi occhioni tondi, celesti e umidi di bontà, le turgide labbra ingioiellate da una corona di baffetti radi, di un grigio topo, lo stesso che colorava l&#39;arruffata e folta capigliatura, e dalla stessa costituzione, bassa e tozza. Avevo l&#39;incondizionata fiducia di Pierre (ancora oggi, infatti, chi visita il reparto falegnameria della Leroy Merlin potrà trovare, caso unico nel negozio, gli stessi allestimenti di tanti anni fa, tali e quali a come li avevo concepiti e realizzati); parlava direttamente con me, senza intermediari. La sua infaticabile mente partoriva un&#39;idea dietro l&#39;altra e io, basandomi solo su vaghe indicazioni o improvvise illuminazioni, provvedevo a trasformarle in realtà. Prendeva in seria considerazione i miei suggerimenti e, con la consueta collaborazione di Lucio, portavo a termine, sempre con risultati più che egregi, ogni lavoro che ci assegnava, L&#39;ora che ci spettava per il pranzo la consumavo, come di consuetudine, nella vuota sacca di un tetto ancora in fase di costruzione; andavo fin lassù in cerca di tranquillità e solitudine, ma quella volta, seduto su una pila di bancali, ci trovai Lucio. Nell&#39;addentare il mio panino da una fetta e mezza di mortadella, miseramente accompagnato dalla solita bottiglietta di acqua, non potei fare a meno di fissarlo:&lt;br /&gt;
aveva la faccia curiosamente infilata in una vaschetta di alluminio, di quelle che si comprano ancora calde al supermercato, intento a divorare tre quarti di pollo arrosto, talmente marrone e croccante da far girare la testa; piccoli filamenti di carne bianchiccia penzolavano dal mento unto di grasso saporito...mi avvicinai. Notai subito che, invece della consueta bottiglia d&#39;acqua in dotazione, beveva da una contenitore celato da un sacchetto di carta marrone -ogni due o tre morsi voraci afferrava il sacchetto e lo avvicinava alle labbra, succhiando rumorosamente un liquido che intuii essere vino, quindi, con rozza naturalezza, si ripuliva il muso col dorso della mano sporca e, dopo una serie di brevi ma intensi rutti, si tuffava di nuovo sul pollo. Appena mi vide, ancora con una coscia vaporosa in mano, ammantata da una molle e penzolante pellicina, si spostò un poco e mi fece posto accanto a lui; la sua faccia si allargò in un sorriso di complicità e, con allegra indifferenza, mi offrì un sorso di vino:&lt;br /&gt;
accettai e mi sedetti a parlare; mi disse che era di Verona, che il suo vero lavoro era restauratore di violini, e che abitava alla stazione.&lt;br /&gt;
Credetti che abitare &lt;i&gt;alla&lt;/i&gt;&amp;nbsp;stazione, fosse un modo di dire che abitava nei&lt;i&gt;&amp;nbsp;pressi &lt;/i&gt;della stazione e non, come appresi in seguito, &lt;i&gt;dentro&lt;/i&gt;&amp;nbsp;la stazione (pensavo, forse ingannato dal ricco pranzo che si era concesso, che alloggiasse semplicemente in una stanza presa in affitto vicino la stazione). Dopo quel fortuito incontro, cominciammo a pranzare sempre insieme, sempre da soli, su quel tetto che pian piano assumeva le giuste forme, e sempre in compagnia di una bottiglia di vino.&lt;br /&gt;
I giorni intanto passavano, e la considerazione che avevo di me stesso crebbe in maniera esponenziale, di pari passo con l&#39;avanzare dei lavori, e Pierre, oltre ad apprezzare il mio impegno, cominciò anche a provare una sorta di affetto paterno nei miei confronti (credo mi giudicasse l&#39;unico degno di attenzione). A volte, quando mi incrociava lungo uno dei corridoi, si fermava meditabondo, le mani agganciate ai fianchi, a osservare e valutare un lavoro appena finito e, sempre complimentandosi per la mia inesauribile bravura nel trasformare ogni lavoro in una piccola opera d&#39;arte, si lasciava andare ad allusioni del tipo:&lt;br /&gt;
&quot;molto bravissimo, bene bene... non ti preocupè, a te ci penso io, ti volio con me&quot;, chiaro indizio che intendeva assumermi, strappandomi così dalle grinfie della cooperativa, direttamente alla Leroy Merlin, nel ruolo, supponevo, di commesso del reparto falegnameria. Tutto questo era gratificante. I ragazzi che erano già stati assunti, quelli che all&#39;inizio mi dicevano cosa fare, erano quasi tutti laureati, mentre io non avevo neanche finito il liceo; pensare di essere arrivato al loro livello solo dopo pochi mesi di lavoro, mesi in cui ho dato comunque prova delle mie qualità, non poteva che rendermi felice e soddisfatto. Svolazzavo da un reparto all&#39;altro come un divo del cinema, godendomi il momento, il mio momento, sicurissimo come ero di aver fatto colpo anche sulle ragazze -le future commesse e segretarie- facendole innamorare di me come delle ragazzine ingenue, così giovani, belle, dal seno sodo e prorompente, dolci e profumate come pesche. Poi un giorno, al reparto falegnameria fu assegnato un magrebino. pescato da quel serbatoio di bassa manovalanza da cui ancora si attingeva in caso di estremo bisogno; Lucio, come tutti gli altri italiani, era già stato congedato, e con loro la quasi totalità degli operai...io ero l&#39;unico della cooperativa ancora impiegato nel negozio, oltre quelli, come già detto, fatti arrivare in fretta e furia, per due o tre giorni, a finire un lavoro urgente e pesante.&lt;br /&gt;
Un giorno stavo percorrendo un corridoio secondario quando notai, poggiato su uno scaffale in alto, un pacchetto di sigarette &quot;Diana rosse&quot;: erano la stessa marca di sigarette che fumavo anche io.&lt;br /&gt;
Senza pensarci più di tanto, lo presi e me lo infilai in tasca, compreso l&#39;accendino che trovai adagiato sopra.&lt;br /&gt;
Dopo pochi minuti mi vedo arrivare incontro il magrebino tappa buchi, coprendo la distanza che ci separava a grandi falcate:&lt;br /&gt;
&quot;Hai visto mie sigarete?&quot; disse senza tanti preamboli.&lt;br /&gt;
Lo guardai con espressione di finta sorpresa...&quot;le tue sigarette?...Io non le ho viste...di che marca erano?&quot;&lt;br /&gt;
&quot;Diana rosse&quot; rispose lui, &quot;erano pogiate lì sopra...prima c&#39;èrano e ora non ci sono più...anche acendino sparito.&quot; Non so perchè mi comportai così, forse per arroganza, forse perchè mi ritenevo &lt;i&gt;effettivamente&lt;/i&gt;&amp;nbsp;superiore a lui, o forse perchè ero così sicuro della mia posizione (e della protezione di Pierre) da sentirmi in diritto di liquidarlo bruscamente:&lt;br /&gt;
&quot;No, non le ho viste...scusami ma adesso ho proprio da fare, se vuoi scusarmi...&quot;&lt;br /&gt;
Il giorno seguente, già dimenticato il fatto delle sigarette (di sicuro lo avevo dimenticato io) il magrebino mi si avvicinò indifferente...cominciò a raccontarmi fatti della sua vita privata; mi confidò quali capi trovava antipatici e quali, invece, più comprensivi, e tutto nel suo modo di fare era studiato per accattivarsi la mia simpatia...misero me. Quella che ritenevo complicità tra umili operai, si rilevò invece essere l&#39;inizio del mio declino alla Leroy Merlin.&lt;br /&gt;
Quel pomeriggio, infatti, trovai un cellulare, largo e pesante, tozzo, con uno sportellino che si apriva davanti per poter parlare e un&#39;antenna lunga e spessa come il mignolo di una mano. Oggi può sembrare un pezzo da museo, ma all&#39;epoca era il top in fatto di telefonia, un modello costoso, che solo i &quot;capoccia&quot; potevano permettersi...anche in questo caso, senza pensarci due volte, lo presi e me lo infilai in tasca. Ero così contento che friggevo dalla voglia di raccontarlo a qualcuno, e chi meglio del nuovo e intimo amico magrebino a cui raccontarlo?&lt;br /&gt;
Lui mi disse di spengerlo subito, e di non confidare la cosa a nessun&#39;altro...&quot;non dire queste cose così, stai atento e non fidare di nessuno...&quot;&lt;br /&gt;
Feci come mi suggerì e, con un sorrisetto maligno stampato in faccia, mi avviai verso i distributori automatici del caffè. Stavo lì da neanche due minuti quando arrivò Pierre che, con malcelata indifferenza chiese ai presenti se &quot;per caso&quot; qualcuno aveva trovato un cellulare. Tutti quanti, me compreso, scossero la testa in segno di diniego poi, prima di congedarsi, Pierre mi lanciò un&#39;ultima significativa occhiata...&quot;neanche tu?&quot;&lt;br /&gt;
Compresi che Pierre sapeva già tutto, sapeva benissimo che il cellulare lo avevo trovato io, e che aveva anche voluto darmi una seconda possibilità di redenzione, ma nonostante tutto continuai inspiegabilmente a negare...il compagno operaio, fratello nella lotta al potere capitalista, si era infine vendicato della storia delle sigarette, trascinandomi in quelle chiacchere di corridoio che tanto accuratamente avevo cercato di evitare...in fondo non sono così diverso da tutti gli altri, pensai, mentre un senso di inevitabile rassegnazione si impadroniva di me. Fu la fine. Pierre mi convocò nel suo ufficio e, sinceramente deluso, mi licenziò su due piedi.&lt;br /&gt;
Ed è così che una multinazionale multimilionaria perse la possibilità di assumere il commesso più bravo e competente che poteva capitargli tra le mani...mi scordai di tutto, dei cellulari, delle ragazze, di Pierre e di Lucio, e i nomi delle decine di piccoli bambini che aspettavano l&#39;invio di soldi da un paese di fango col tetto di paglia.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/6692297999344522968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/02/come-conobbi-lucio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/6692297999344522968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/6692297999344522968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/02/come-conobbi-lucio.html' title='COME CONOBBI LUCIO'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-1053204716098859737</id><published>2015-01-21T04:37:00.000-08:00</published><updated>2018-06-10T12:05:35.995-07:00</updated><title type='text'>FIORI</title><content type='html'>Non esiste giardino senza erbacce,&lt;br /&gt;
anche un fiore gemmato&lt;br /&gt;
aperto in spicchi setosi&lt;br /&gt;
consuma l&#39;irrequieto aroma&lt;br /&gt;
tra gli sberleffi del fango, e gli strattoni del vento,&lt;br /&gt;
che accartocciano l&#39;aria &lt;br /&gt;
e stracciano le stelle&lt;br /&gt;
fino a farne tante lapidi&lt;br /&gt;
nel cimitero delle promesse &lt;br /&gt;
del cielo.&lt;br /&gt;
Amo invece la semplicità del soffione&lt;br /&gt;
dalla chioma candida, quando si stiracchia al sole&lt;br /&gt;
e regala visioni di perla all&#39;orizzonte pellegrino, &lt;br /&gt;
e mi piacciono i fiori di campo&lt;br /&gt;
perchè non devono piacere&lt;br /&gt;
perchè sono liberi&lt;br /&gt;
e non si vendono. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/1053204716098859737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/01/fiori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1053204716098859737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1053204716098859737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/01/fiori.html' title='FIORI'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-1312671880618068240</id><published>2015-01-21T01:43:00.000-08:00</published><updated>2016-04-18T00:55:56.125-07:00</updated><title type='text'>COMMANDO</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
Commando di barboni invade le strade,&lt;br /&gt;
il traffico agonizza, preso in ostaggio &lt;br /&gt;
cede lo scettro, lascia il passo&lt;br /&gt;
cessa di vivere. &lt;br /&gt;
Foreste di semafori dettano i tempi,&lt;br /&gt;
come foglie cangianti&lt;br /&gt;
rosse gialle e verdi&lt;br /&gt;
eiaculate dalle stagioni, lanciate nell&#39;aria.&lt;br /&gt;
Rivendicano le loro risa, i loro singhiozzi&lt;br /&gt;
fuggiti dalla bocca&lt;br /&gt;
calati dalle labbra&lt;br /&gt;
nascosti nel grembo delle stelle&lt;br /&gt;
schegge di luce&lt;br /&gt;
avvitate come lampadine&lt;br /&gt;
nel soffitto del cielo...&lt;br /&gt;
un avvinazzato ne lascia un po&#39; nel cartone sgargiante &lt;br /&gt;
ne beve ancora, a sazietà&lt;br /&gt;
in un bivacco spontaneo &lt;br /&gt;
tra gli schianti dei ciocchi&lt;br /&gt;
che non bruciano&lt;br /&gt;
ma si disfano&lt;br /&gt;
come corpi lebbrosi&lt;br /&gt;
in un frusciare di foglie notturne.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/1312671880618068240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/01/commando.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1312671880618068240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/1312671880618068240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/01/commando.html' title='COMMANDO'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-844286829145209653</id><published>2015-01-17T03:02:00.001-08:00</published><updated>2018-09-15T08:08:48.767-07:00</updated><title type='text'>1982</title><content type='html'>Sapevi di calcinacci &lt;br /&gt;
di cantieri fangosi, sudore rappresso.&lt;br /&gt;
Le tue mani, grucce per sigarette,&lt;br /&gt;
buone a menare, regger bicchieri&lt;br /&gt;
carte da gioco e poco altro&lt;br /&gt;
incappucciate di calce, incrostate&amp;nbsp;di calli&lt;br /&gt;
così ti ricordo&lt;br /&gt;
col buio tra i capelli&lt;br /&gt;
in un perenne crepuscolo sbiadito&lt;br /&gt;
e si aspettava il tuo ritorno, quando rincasavi&lt;br /&gt;
quando il peso dei tuoi passi scuoteva la sera&lt;br /&gt;
e il cipiglio del tuo sguardo calava su di noi&lt;br /&gt;
spietato come il silenzio con cui ci avvolgevi,&lt;br /&gt;
la fine del giorno in un solco d&#39;occhiaie bluastre.&lt;br /&gt;
Ma c&#39;èra poco da mirare in quella spelonga&lt;br /&gt;
tra quei muri marci, cadenti, odorosi di muffa&lt;br /&gt;
dove dormivamo, a terra&lt;br /&gt;
simili a bozzoli su coperte lanose, fatte a mano&lt;br /&gt;
drappi all&#39;uncinetto,&lt;br /&gt;
e si stava vigili, il sonno una chimera...&lt;br /&gt;
sulla pelle la tramontana&lt;br /&gt;
seminava brividi, portava suoni&lt;br /&gt;
sospiri di sesso &lt;br /&gt;
e fissavamo le imposte rotte, ridotte a brandelli,&lt;br /&gt;
poligoni di stelle fumanti, pistole della notte.&lt;br /&gt;
Poi il trillo della sveglia, il fumo della prima sigaretta...&lt;br /&gt;
merletti di fumo nell&#39;aria decoravano la stanza&lt;br /&gt;
facendosi vorticosi quando catturati &lt;br /&gt;
dalla luce affettata, sagomata delle persiane deformi... &lt;br /&gt;
il borbottio della caffettiera, il suo aroma misterioso,&lt;br /&gt;
lo sfarfallio dell&#39;ultimo sogno&lt;br /&gt;
e la segreta speranza di un ovetto kinder, che a volte portavi, la sera:&lt;br /&gt;
scrigno di plastica, promessa di giochi&lt;br /&gt;
che diverranno nostalgia&lt;br /&gt;
fra un bel po&#39; d&#39;anni&lt;br /&gt;
ma sarà già troppo tardi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/844286829145209653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/01/1982.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/844286829145209653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/844286829145209653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2015/01/1982.html' title='1982'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932715360795460803.post-5201421364039896153</id><published>2014-10-23T02:14:00.000-07:00</published><updated>2016-05-01T12:21:04.872-07:00</updated><title type='text'>UN GIORNO</title><content type='html'>MATTINO&lt;br /&gt;
Un sole&amp;nbsp;timido s&#39;affaccia dai monti&lt;br /&gt;
timido bimbo che spia&amp;nbsp;dalla culla;&lt;br /&gt;
la&amp;nbsp;palpebra è&amp;nbsp;socchisa&lt;br /&gt;
incerti gli intenti.&lt;br /&gt;
Poi cresce&lt;br /&gt;
si erge&lt;br /&gt;
nella piena&amp;nbsp;statura.&lt;br /&gt;
Si scrolla i raggi di dosso,&lt;br /&gt;
li espelle con furia&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
come fa&amp;nbsp;il leone col sangue&lt;br /&gt;
dopo il pasto sugoso&lt;br /&gt;
e si&amp;nbsp;distende maturo&lt;br /&gt;
nella bruciata savana del cielo,&lt;br /&gt;
chiazzate di sangue lo imbrattano&lt;br /&gt;
ne rimane traccia d&#39;appertutto&lt;br /&gt;
denso come acini d&#39;uva&lt;br /&gt;
spolpati da un&#39;aria alcolica,&lt;br /&gt;
collerica come il becco di un piccione&lt;br /&gt;
che si espone con instancabile voracità&lt;br /&gt;
e molesta tutto con cura maniacale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
POMERIGGIO&lt;br /&gt;
Galoppa focoso&lt;br /&gt;
saggia la pazienza&lt;br /&gt;
percuote le nuvole&lt;br /&gt;
le disperde come bestiame&lt;br /&gt;
e getta lazzi&lt;br /&gt;
al collo degli scrittori,&lt;br /&gt;
è il re del giorno&lt;br /&gt;
un otre bucato&lt;br /&gt;
che&amp;nbsp;spande gocce&lt;br /&gt;
di sogni alcolici.&lt;br /&gt;
Siamo chini&amp;nbsp;sul patibolo&lt;br /&gt;
di un taccuino soffocante&lt;br /&gt;
nell&#39;impettita attesa della notte&lt;br /&gt;
corroborante come una donna&lt;br /&gt;
che bussa all&#39;uscio di casa,&lt;br /&gt;
ma del giorno&lt;br /&gt;
siamo il&amp;nbsp;primo errore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SERA&lt;br /&gt;
La luna spia dal buco della serratura&lt;br /&gt;
del cielo.&lt;br /&gt;
Poi arriva&lt;br /&gt;
come un fiume,&lt;br /&gt;
si perde&lt;br /&gt;
nel frastagliato delta della vita&lt;br /&gt;
spezzato in tanti&lt;br /&gt;
piccoli mansueti canali&lt;br /&gt;
come vasi sanguigni&lt;br /&gt;
che pompano soffrendo.&lt;br /&gt;
E&#39; la notte sprezzante&lt;br /&gt;
è il suo momento:&lt;br /&gt;
lasciate che passi&lt;br /&gt;
lasciate che vada&lt;br /&gt;
lasciate che si dipani&lt;br /&gt;
come il fruscio di un vecchio vinile&lt;br /&gt;
di melodie spugnose&lt;br /&gt;
che asciugano tutto,&lt;br /&gt;
incastonate nel ruvido intervallo&lt;br /&gt;
che esiste&lt;br /&gt;
tra l&#39;alba e il tramonto.&lt;br /&gt;
La notte rende tutti&amp;nbsp;sovrani.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/feeds/5201421364039896153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2014/10/un-giorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/5201421364039896153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932715360795460803/posts/default/5201421364039896153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michele-miky14876hotmailit.blogspot.com/2014/10/un-giorno.html' title='UN GIORNO'/><author><name>michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12142287760879841940</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>