<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497</atom:id><lastBuildDate>Sun, 25 Jan 2026 19:55:20 +0000</lastBuildDate><title>Le ricette di zia Ciccio</title><description>Babette mi fa una pippa!</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (wallyci)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>20</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-5638413598443201936</guid><pubDate>Fri, 29 Mar 2013 14:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-29T15:08:24.370+01:00</atom:updated><title>La Caponata di Salvatore</title><description>&lt;br /&gt;
Questa ricetta me l’ha data il mio amico Salvatore, siciliano DOC, fumettaro DOC, gay DOC. A parte l’essere siciliano, le altre caratteristiche non sono essenziali per cucinare bene la caponata, ma sembra che per lui sia così. Salvatore ha una fumetteria a Palermo insieme a Filippo, il suo uomo. Se andate a trovarli e gli state simpatici certe volte vi offrono il caffè, oppure un piatto di caponata se beccate il giorno giusto. &lt;br /&gt;
La fumetteria si chiama Altroquando ed è in via Vittorio Emanuele 143, orario 8.00/13.00 - 15.00/20.00. &lt;br /&gt;
E comunque a me quelli che fanno pubblicità a tutti i costi stanno sulle palle. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma veniamo a noi e alla nostra caponata. Neanche in mille anni riuscirete a farla buona come quella di Salvatore. Ma non scoraggiatevi, perché se seguite alla lettera le istruzioni è possibile che verrà piuttosto buona. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1JY85axKSFV58hFxNmpHAJBpaLblGF8J-Liim3INMspZ8R4RTVrRzQZZJTcxBrnP9YaY9R8SzWAqre9ol2F_e5KO9q_C2WBz3JDnhk97jHR3PBYL040XzZmJsbI_NZjOiuHycTPztubQ/s1600/ciccio-caponata.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1JY85axKSFV58hFxNmpHAJBpaLblGF8J-Liim3INMspZ8R4RTVrRzQZZJTcxBrnP9YaY9R8SzWAqre9ol2F_e5KO9q_C2WBz3JDnhk97jHR3PBYL040XzZmJsbI_NZjOiuHycTPztubQ/s1600/ciccio-caponata.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ingredienti: &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
4 melanzane - 50 g di capperi - 100 g di olive - 50 g di concentrato di pomodoro - 1 gambo di sedano - 1 cipolla - aceto - zucchero. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Procedimento: &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Tagliate le melanzane a cubetti abbastanza grandi, almeno 2 centimetri di lato. Mettete i cubetti in uno scolapasta salandoli abbondantemente e lasciateli a “spurgare” per mezz’ora. In questo modo le melanzane perderanno un po’ del loro amaro. &lt;br /&gt;
Dopo questa operazione dovete dimenticare che sulla Terra esiste il sale. &lt;br /&gt;
Mettete i capperi a bagno in un po’ d’acqua, snocciolate e tagliate a pezzetti le olive mettendo a bagno anche loro. &lt;br /&gt;
Pulite il sedano, tagliatelo a pezzetti di circa 1 centimetro e fatelo bollire per qualche minuto. Attenzione a non farlo diventare molle ché Salvatore s’incazza. &lt;br /&gt;
A questo punto è il turno delle melanzane. Cercate di togliere più sale possibile (senza usare l’acqua ovviamente) e friggetele in olio di oliva. &lt;br /&gt;
In un’altra padella fate soffriggere la cipolla, poi aggiungete il concentrato di pomodoro e allungate con mezzo bicchiere d’acqua. Quando la salsa è pronta unitevi il sedano, le olive e i capperi. Aggiungete un pizzico di zucchero e una spruzzata di aceto. Fate cuocere per qualche minuto e spegnete il fuoco. Aggiungete le melanzane e mescolate con MOLTA delicatezza, altrimenti i cubetti di melanzane s’impappano e vi trovate con una padellata di stucco marrone. Però se avete spifferi negli infissi vi può tornare utile. &lt;br /&gt;
Rimettete la padella sul fuoco, fate riprendere il bollore e spegnete il fuoco. &lt;br /&gt;
Lasciate riposare la vostra caponata e non scaldatela prima di servirla a tavola perché l’ideale è mangiarla a temperatura ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa è la caponata di Salvatore. Io l’ho assaggiata una volta che sono stata nella sua fumetteria per assistere alla presentazione di un libro. Che c’entra la caponata a una presentazione? Non sono meglio salatini e coca cola?, direte voi. &lt;br /&gt;
All’inizio l’ho pensato anch’io, ma poi mi son detta che Salvatore è così: o lo ami o lo odi e io non ho ancora conosciuto nessuno che lo odi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2013/03/la-caponata-di-salvatore.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1JY85axKSFV58hFxNmpHAJBpaLblGF8J-Liim3INMspZ8R4RTVrRzQZZJTcxBrnP9YaY9R8SzWAqre9ol2F_e5KO9q_C2WBz3JDnhk97jHR3PBYL040XzZmJsbI_NZjOiuHycTPztubQ/s72-c/ciccio-caponata.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-6638087328088348292</guid><pubDate>Sun, 23 Dec 2012 13:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-29T15:04:09.629+01:00</atom:updated><title>I Ravioli col Sarchiapone</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Allora, dove eravamo rimasti? Si parlava di cucina, mi pare.&amp;nbsp; Oggi abbiamo una ricetta tipica della tradizione italiana: i ravioli al vapore. Quelli cinesi, sì. &lt;br /&gt;
Il raviolo al vapore fa parte della classica serata italiana. Funziona più o meno così: &lt;br /&gt;
“Ciao amore mio grandissimo e preziosissimo, quale manicaretto hai cucinato stasera dopo che hai passato la giornata a lavorare, pulire casa e accudire la prole?”. &lt;br /&gt;
Tre sono le possibili reazioni: l’abbandono del focolare domestico, l’omicidio-suicidio, oppure, per la salvezza di migliaia di famiglie italiane, il ristorante cinese. &lt;br /&gt;
Io posso permettermi di cucinare i ravioli cinesi in casa, perché non ho figli, la casa la pulisco molto di rado e anche il mio lavoro non è così invadente. Ho quindi un bel po’ di tempo libero. E di tempo ne serve tanto per cucinare i ravioli al vapore. &lt;br /&gt;
Vi ho avvisati: passerete 3 ore della vostra giornata a cucinare qualcosa che non saprete se verrà bene oppure no. Col rischio, se qualcuno azzarda una critica, di passare i giorni della vostra vecchiaia a intrecciare canestri in un ospedale psichiatrico giudiziario. &lt;br /&gt;
Perché quando avrete finito di preparare i ravioli sarete estremamente stanchi e suscettibili. &lt;br /&gt;
Ora, se siete decisi ad andare fino in fondo, eccovi le istruzioni per fare una ventina di ravioli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYtqGSSkYIoIn1lIcluU65rfCeEgipUnBsqjbd9qkaByDap0diXGjkLLTM9qHwPQ90SO_zLp5nzgwF2EHX9WPU9m3g6pMDSysYXwdFcQuRAhZly2btAtTNPne_Q5Fk1gbUXmrIyWV0h6M/s1600/ciccio-ravioli-vapore.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYtqGSSkYIoIn1lIcluU65rfCeEgipUnBsqjbd9qkaByDap0diXGjkLLTM9qHwPQ90SO_zLp5nzgwF2EHX9WPU9m3g6pMDSysYXwdFcQuRAhZly2btAtTNPne_Q5Fk1gbUXmrIyWV0h6M/s1600/ciccio-ravioli-vapore.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ingredienti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Per l’impasto:&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
250 g di farina - 150 ml di acqua. &lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Per il ripieno:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
150 g di carne macinata di maiale - 70 g di gamberetti sgusciati - una verza (sarebbe meglio il cavolo cinese, ma io non l’ho mai visto esposto su un banco di ortofrutta. Non so neanche se esista davvero o se l’abbia inventato qualcuno tipo Walter Chiari col Sarchiapone) - una carota - uno scalogno - un pezzetto di zenzero - salsa di soia. Ci vorrebbe anche l&#39;erba cipollina, ma se non la trovate non fa nulla, tanto non aggiunge e non toglie niente. &lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Strumenti:&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
Un mattarello, una vaporiera (oppure una padellona con un fondo d’acqua e un cestello per la cottura a vapore), un pennellino (potete anche usare il Pelikan a punta piatta, però compratelo nuovo perché la tempera residua non si amalgama bene col resto degli ingredienti). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Procedimento.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Mescolate la farina con l’acqua e impastate fino a ottenere una bella pallozza consistente. Potete anche aggiungere un po’ di sale, ma non è essenziale perché la salsa di soia che vi servirà in seguito è molto saporita. Quindi, se avete a cuore la salute delle vostre coronarie, evitate di aggiungerlo. &lt;br /&gt;
Fatta la vostra pallozza avvolgetela nella pellicola e mettetela da parte. Non in balcone se fuori ci sono -23 °C. E neanche vicino al termosifone se dentro casa ci sono +42 °C. Usate un po’ di buon senso. Ma insomma, mica vi devo dire tutto! &lt;br /&gt;
Mentre la pallozza passa un’oretta in santa pace, voi preparate il ripieno. È abbastanza semplice: mettete la carne di maiale in una ciotola, sminuzzate a mano i gamberetti e mescolateli alla carne. Togliete le foglie esterne della verza facendo attenzione a non romperle. Tagliate a listarelle molto sottili le foglie interne della verza, quelle più tenere. Se togliete la costa è meglio. Mescolate le listarelle di verza alla mappazza di carne e gamberi. &lt;br /&gt;
Il resto degli ingredienti (la carota, lo scalogno e lo zenzero) potete frullarli. Voi vi state chiedendo quanto zenzero ci vuole. Bella domanda. Io ne metto un cubetto di un centimetro di lato. Quando ho trovato la ricetta on-line diceva “2 grammi di zenzero”. Se siete spacciatori di brown sugar non avete problemi per la pesa, altrimenti affidatevi al volume: un centimetro cubo. &lt;br /&gt;
Frullate le verdurine, mischiatele bene alla mappazza di carne e gamberi aggiungendo 2 cucchiai di salsa di soia. Coprite la ciotola e mettetela in frigo per mezz’ora. &lt;br /&gt;
Stendete la pallozza che avete lasciato a riposare. La sfoglia deve essere molto sottile, quasi trasparente. Io non sono capace di farla così sottile, quindi rimedio in seguito. Fatta la sfoglia tagliate con un bicchiere delle sagome tonde, quindi spianate ulteriormente i singoli dischetti. Posizionate al centro del dischetto una pallina di ripieno, spennellate con un po’ d’acqua i bordi del dischetto e richiudetelo come meglio vi riesce. &lt;br /&gt;
Ora passate alla cottura. Stendete le foglie di verza integre sul fondo della vaporiera (o del cestello per cottura a vapore) e sistemate i ravioli sulle foglie facendo attenzione a non farli toccare fra loro. Ci vogliono circa 15-18 minuti di cottura. Quando li servite a tavola conditeli con la salsa di soia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di lasciarvi voglio darvi un consiglio: man mano che farete i ravioli vi sarete abbondandemente rottilcazzo, quindi tenderete a sveltire la procedura facendoli sempre più grandi. Cercate di resistere, altrimenti l’ultimo sarà una specie di polpettone indigesto, qualcuno vi dirà che fa schifo, vi toccherà recidergli la carotide e alla fine vi troverete a intrecciare canestri in un ospedale psichiat... ah sì, l’ho già detto.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2012/12/i-ravioli-col-sarchiapone.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYtqGSSkYIoIn1lIcluU65rfCeEgipUnBsqjbd9qkaByDap0diXGjkLLTM9qHwPQ90SO_zLp5nzgwF2EHX9WPU9m3g6pMDSysYXwdFcQuRAhZly2btAtTNPne_Q5Fk1gbUXmrIyWV0h6M/s72-c/ciccio-ravioli-vapore.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-3266154202236331516</guid><pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-17T09:40:39.350+02:00</atom:updated><title>La Parmigiana di Öetzi</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Come già detto, per qualche tempo ho fatto una dieta e, siccome mi piace mangiare, ho cercato di dare un senso a verdure bollite e petti di pollo grigliati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Vi proporrò oggi una roba che ha l’aspetto della parmigiana di melanzane, ma che parmigiana non è. È comunque un buon compromesso fra i buchi della cintura e il palato felice.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Se però siete secchi come Öetzi potete anche andare affanculo e cucinarvi la parmigiana classica. E cercatevi la ricetta su google.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqGiPGxVPbsuWcG3-SZ3AZOnBLpIOOzPBd7Q9vU5eaWlwxwR-ziagaCkhAb91-oBoB2sRuaEPBhUulg1OUJfQjYfx0QdgElKnrYAfnOqosgkSQMCuocgBOGurrn1oVeW5lP0OqgdMabcc/s1600/ciccio-parmigiana-di-oetzi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqGiPGxVPbsuWcG3-SZ3AZOnBLpIOOzPBd7Q9vU5eaWlwxwR-ziagaCkhAb91-oBoB2sRuaEPBhUulg1OUJfQjYfx0QdgElKnrYAfnOqosgkSQMCuocgBOGurrn1oVeW5lP0OqgdMabcc/s1600/ciccio-parmigiana-di-oetzi.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p2&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;i&gt;Ingredienti:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;s1&quot;&gt;•&lt;/span&gt; 6 Melanzane &lt;span class=&quot;s1&quot;&gt;•&lt;/span&gt; Passata di pomodoro &lt;span class=&quot;s1&quot;&gt;•&lt;/span&gt; Verdure per il brodo (sedano, cipolla e carota) &lt;span class=&quot;s1&quot;&gt;•&lt;/span&gt; Peperoncino&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;s1&quot;&gt;•&lt;/span&gt; Parmigiano grattugiato&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p2&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;i&gt;Procedimento:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
No, non ho dimenticato di aggiungere l’uovo e l’olio negli ingredienti. Le melanzane vanno grigliate e il sugo va cucinato senza olio. Ma sì, viene buono. Fidatevi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Come prima cosa mettete in una pentola le verdure per il brodo e il peperoncino, aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere a fuoco lento a oltranza. Se non siete come Öetzi ma neanche come Giuliano Ferrara potete aggiungere un filo d’olio extra vergine a fine cottura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Mentre il sugo cuoce grigliate le melanzane. Questa è una rottura, perché bisogna essere sempre vigili ed evitare che le melanzane brucino, dovete quindi trovare uno stratagemma per far fare il lavoro a qualcun altro. Per esempio potete chiedere a un amico di sorvegliare la griglia mentre voi “andate un attimo a prendere le sigarette”. Andate invece a farvi un tuffo in piscina o a fare un po&#39; di shopping. Al ritorno troverete la griglia con le melanzane carbonizzate e un amico in meno, oppure le melanzane cotte a puntino e un amico in meno. Quindi fate fare il lavoro a un amico sacrificabile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Cotto il sugo, cotte le melanzane, il resto è semplice. Accendete il forno a 180° e in una teglia disponete a strati, nell’ordine, il sugo, le melanzane e il formaggio grattugiato terminando con sugo e formaggio. Infornate per mezz’ora controllando che non si secchi troppo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p2&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Invitate l’amico perduto a cena, supplicatelo se necessario. Abbandonate ogni fremito di orgoglio e fustigatevi fino a scarnificarvi, ma fate in modo di recuperare il vostro amico. Un amico è cosa preziosa che va conservata a tutti i costi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
E poi, se la parmigiana vi è piaciuta, avrete voglia di cucinarla altre volte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2011/10/la-parmigiana-di-oetzi.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqGiPGxVPbsuWcG3-SZ3AZOnBLpIOOzPBd7Q9vU5eaWlwxwR-ziagaCkhAb91-oBoB2sRuaEPBhUulg1OUJfQjYfx0QdgElKnrYAfnOqosgkSQMCuocgBOGurrn1oVeW5lP0OqgdMabcc/s72-c/ciccio-parmigiana-di-oetzi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-4715934920067427939</guid><pubDate>Tue, 11 Oct 2011 17:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-11T19:17:22.759+02:00</atom:updated><title>Zia Ciccio is back</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Per la gioia di grandi e piccini, zia Ciccio torna.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
È passato più di un anno dall’ultima ricetta e da allora ne son successe di cose. Ho fatto una dieta e poi due traslochi contemporaneamente, durante i quali sono stata vittima di fame costante e feroce e il più delle volte ho mangiato in piedi davanti al frigo, recuperando i chili persi nella dieta.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Un classico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgpf3c1xVgzaU7jdhQ89W-bju8IIfGhiQo_KeR06vdNlZnXEe9NfQxx3W98q1R0hV3ylz0H0MXWmPY6yXWt630r17OrgebHE66QYX5oiG3P3LgHRTlVuKOUG3q8tOlJw_tzbWSLArDjGA/s1600/zia-cicco-is-back.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgpf3c1xVgzaU7jdhQ89W-bju8IIfGhiQo_KeR06vdNlZnXEe9NfQxx3W98q1R0hV3ylz0H0MXWmPY6yXWt630r17OrgebHE66QYX5oiG3P3LgHRTlVuKOUG3q8tOlJw_tzbWSLArDjGA/s1600/zia-cicco-is-back.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Quindi, fra le altre cose, descriverò come riuscire a soddisfare occhio, stomaco e palato avendo il frigo vuoto, nessuna sedia e vicini di casa bastardi che non ti offrono niente neanche se muori.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Per prima cosa procuratevi un mazzo di chiavi universali e una tracchia di maiale. Aspettate che in casa dei vicini tutto taccia e introducetevi nella loro abitazione un giorno che li avete visti tornare dal supermercato carichi di buste. Appena vedete che la loro cana vi viene incontro gioiosa e rumorosa, lanciatele la tracchia di maiale nella prima stanza vuota e chiudetecela dentro. Se la tracchia è abbastanza grande la cana starà zitta e buona fino al mattino dopo. Dopo è tutta discesa: procedete fino al frigo, apritelo e servitevi delle cose che più vi aggradano.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Una ricetta molto semplice ed economica, realizzabile da tutti. L’unico rischio è avere vicini di casa dai gusti orribili o, peggio ancora, vegani. Io sono fortunata, perché la mia vicina è pigra di mestolo, quindi il più delle volte nel suo frigo si trovano manicaretti cucinati da sua mamma, cuoca sopraffina.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
La cosa divertente di questa ricetta è, il mattino dopo, sentirli accusarsi a vicenda di aver finito tutte le scorte alimentari conservate nel frigo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Un classico.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Vabe&#39;, volevo solo salutarvi e avvisarvi che zia Ciccio è di nuovo ai fornelli. Ora però non dite parolacce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2011/10/per-la-gioia-di-grandi-e-piccini-zia.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgpf3c1xVgzaU7jdhQ89W-bju8IIfGhiQo_KeR06vdNlZnXEe9NfQxx3W98q1R0hV3ylz0H0MXWmPY6yXWt630r17OrgebHE66QYX5oiG3P3LgHRTlVuKOUG3q8tOlJw_tzbWSLArDjGA/s72-c/zia-cicco-is-back.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>20</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-7353751155104934787</guid><pubDate>Sat, 03 Apr 2010 07:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-03T10:03:20.193+02:00</atom:updated><title>Fagioli e Cozze di Pippi</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJ6AL17TB5CtTxO3qIXwdu8TureieOK0X42_O7bXTY0b2rzYnPQf_oevufK_oMRIWsM1lYholRLDIS6u08gtFz58fYxZIOOZw6klrMy7x0I46hWAAZ5FAGFirTxm3iu89R4NtF7iXYsPU/s1600/ciccio-cozze-e-fagioli.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin: 10px auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJ6AL17TB5CtTxO3qIXwdu8TureieOK0X42_O7bXTY0b2rzYnPQf_oevufK_oMRIWsM1lYholRLDIS6u08gtFz58fYxZIOOZw6klrMy7x0I46hWAAZ5FAGFirTxm3iu89R4NtF7iXYsPU/s400/ciccio-cozze-e-fagioli.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5455816527895336498&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Vi ho lasciati per diverso tempo a mangiare gnocchi e vi trovo un po&#39; esausti.&lt;br /&gt;Mi farò perdonare con la ricetta di oggi, robetta buona che viene da Ischia e trasformata in una pietanza sopraffina dalla maestrìa della mia amica Pippi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi assicuro che chiedere una ricetta a Pippi non è avventura consigliabile a chiunque. Fondamentalmente bisogna avere quei 70-80 minuti a disposizione perché lei, di una ricetta, dice TUTTO.&lt;br /&gt;Per esempio, se deve spiegare come si fa l’uovo al tegamino, inizia a raccontare di che colore è la gallina, come si chiama, quante uova fa al giorno e, ovviamente, cosa mangia. Poi passa alla genìa dell’allevatore e lì le cose si fanno complicate.&lt;br /&gt;Per “fagioli e cozze” non elenca certo il nome di ogni singola cozza, però descrive accuratamente lo scoglio di Sperlonga dove pescare i sopraffini mitili.&lt;br /&gt;Seguire la sua ricetta è difficoltoso, soprattutto se, abitando ad Aosta, durante il viaggio di ritorno da Sperlonga le cozze iniziano a emanare quell’odorino simpatico di putrefazione. Quindi direi che potete affidarvi al vostro pescivendolo di fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Gli ingredienti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;2 kg di cozze • 400 g di fagioli cannellini essiccati • prezzemolo • aglio • peperoncino • olio extra vergine di oliva • 4 fette di pane casereccio del giorno prima&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cozze io ne compro sempre due chili perché altrimenti Angelo, il mio pescivendolo, non me le pulisce.&lt;br /&gt;Se ne avanzano (e ne avanzano) potete utilizzarle per convincere il vostro vicino a non parcheggiare davanti al garage. Fate così: dopo un paio di giorni che le tenete al sole, tritatele finissime e spalmatele sullo zerbino e sulla porta di casa del vicino, maniglia compresa. Vi assicuro che lui SAPRÀ chi è stato e da quel momento smetterà di parcheggiare a cazzo di cane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente i fagioli devono stare a bagno dalla sera prima.&lt;br /&gt;Passato il tempo di ammollo, metteteli in un tegame di coccio che possa contenere il doppio del volume originario con due litri di acqua fredda. Il sale (poco) aggiungetelo a fine cottura, altrimenti i fagioli si spaccano. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma al minimo e fate bollire delicatamente per un’ora e mezza. All’inizio si formerà della schiumetta, dovete toglierla con un cucchiaio di legno.&lt;br /&gt;Quando i fagioli sono quasi cotti mettete le cozze in una padellona e fatele aprire. La padella dev’essere coperta e il fuoco basso. Quando sono quasi tutte aperte spegnete il fuoco e lasciate il coperchio chiuso, in modo da finire di cuocerle col vapore generato da loro stesse.&lt;br /&gt;Dopo qualche minuto sgusciatele e mettetele da parte in un contenitore chiuso, altrimenti si seccano. Intanto recuperate e filtrate l’acqua che hanno tirato fuori e mettete da parte anche quella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando i fagioli sono pronti fate soffriggere due spicchi d’aglio e il peperoncino in un tegame di coccio e aggiungete i fagioli e l’acqua delle cozze. Fate insaporire bene, poi aggiungete anche le cozze e lasciate cuocere finché il liquido si sarà un po’ addensato. Quando vi sembra pronto fate riposare per qualche minuto.&lt;br /&gt;Intanto tritate il prezzemolo e preparate i crostini.&lt;br /&gt;Se volete fare una roba lurida fino in fondo, strofinate le fette di pane con mezzo spicchio d’aglio e tagliatele a dadini. Ungete i dadini con un po’ d’olio e metteteli in forno finché diventano dorati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettete le porzioni nei piatti, aggiungete una spolverata di prezzemolo, un po’ di crostini, un filo d’olio ed ecco fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il procedimento non è velocissimo.&lt;br /&gt;Se volete evitare la menata dei fagioli (mettili a bagno, e falli bollire, e attento che si spaccano, eccheppalle) potete usare un bel barattolone di fagioli precotti Valfrutta. ma senza dirlo a Pippi. A sapere una roba del genere, Pippi sarebbe capace di raccontarvi di quella volta che lo zio della signora di fronte, quella che s’è sposata con il cugino di Antonello &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;antonelloquellochelosfottiamosemprehaicapitochì&lt;/span&gt; s’è intossicato coi fagioli che GUARDAMAIPIÙ!&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/04/fagioli-e-cozze-di-pippi.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJ6AL17TB5CtTxO3qIXwdu8TureieOK0X42_O7bXTY0b2rzYnPQf_oevufK_oMRIWsM1lYholRLDIS6u08gtFz58fYxZIOOZw6klrMy7x0I46hWAAZ5FAGFirTxm3iu89R4NtF7iXYsPU/s72-c/ciccio-cozze-e-fagioli.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>18</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-2551533795183510466</guid><pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T10:30:00.107+01:00</atom:updated><title>Gli Gnocchi di Gregory House</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYE18pAb6gC3BX-C_ipNTP2PVcC_GaQiGa5ADdFfAMLg8mJ8wglLDHW1_Da0dIxcTL2JSzuE-aYkPYhiAklm-N2b_ev7Y2jTBoc3-PilnGfb_QPpMFiZUyIFzSmvvO25PCs2Pjs-0uc-8/s1600-h/ciccio-gnocchi.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYE18pAb6gC3BX-C_ipNTP2PVcC_GaQiGa5ADdFfAMLg8mJ8wglLDHW1_Da0dIxcTL2JSzuE-aYkPYhiAklm-N2b_ev7Y2jTBoc3-PilnGfb_QPpMFiZUyIFzSmvvO25PCs2Pjs-0uc-8/s400/ciccio-gnocchi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5439132932483580098&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Come già detto in precedenza, uno dei piatti forti di mia nonna erano gli gnocchi. In genere gli gnocchi fatti in casa sono pesantucci e quelli di mia nonna non facevano eccezione. Ciò non toglie che fossero buonissimi. Pesanti, ma buonissimi.&lt;br /&gt;Gli gnocchi che faccio io, invece, lasciano la sensazione di aver ingoiato una busta di biglie.&lt;br /&gt;Questo fino a un mese fa.&lt;br /&gt;Mi son chiesta spesso perché e mi son detta che son sempre stata incapace di scegliere le patate giuste. Infatti se le patate sono troppo umide bisogna aggiungere più farina per riuscire a impastare bene, e troppa farina cementifica lo gnocco, si sa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mese fa guardavo una puntata di Dr. House. Il motivo di fondo era la passione di House per la gastronomia e a un certo punto, con nonchalance, House ha detto: &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;per fare gli gnocchi più leggeri devi cuocere le patate nel forno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Improvvisamente le luci del mio salotto si sono abbassate e io mi sono inginocchiata allargando le braccia. Un faro occhio di bue ha illuminato il mio viso trasfigurato e la voce di Gregory House fuori campo ha intonato: &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Sorella. Tu. Hai visto. LA LUCE. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo niente è stato più lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ora passiamo alla ricetta.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ingredienti per quattro persone:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;300 g di farina • 1 kg di patate • 1 uovo • sale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’uovo è facoltativo, c’è chi lo aggiunge e chi no. Con l’uovo l’impasto viene più compatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lavate le patate, asciugatele bene, avvolgetele nella carta stagnola e mettetele nel forno a 200° (già caldo). Il tempo di cottura dipende dalla grandezza delle patate. Dopo mezz’ora circa infilzatele con uno stuzzicadenti, se entra ed esce senza indugio sono pronte.&lt;br /&gt;Su una spianatoia mettete la farina e, quando le patate sono cotte, sbucciatele e schiacciatele ancora calde sulla farina. Iniziate a impastare. Quando l’impasto inizia a raffreddarsi aggiungete l’uovo e un po’ di sale e continuate a impastare finché diventa omogeneo e compatto.&lt;br /&gt;Col mattarello spianate l’impasto ottenendo una piattella alta circa 1-2 centimetri. Tagliate una striscia, arrotolatela a serpentone e tagliatela a tocchetti. Con due dita (o col fianco del pollice) fate uno scavo sul tocchetto arrotolandolo nel contempo. Se fate gli gnocchi grandi arrotolateli su una forchetta (se non avete la tavoletta riga-gnocchi).&lt;br /&gt;Fate bollire una pentola d’acqua per cuocere gli gnocchi. Quando l’acqua bolle immergeteli e toglieteli appena vengono a galla, in genere ci vogliono un paio di minuti.&lt;br /&gt;Gli gnocchi sono pronti e potete condirli come volete. Io preferisco un sughetto leggero di pomodoro e basilico.&lt;br /&gt;Vi assicuro che gli gnocchi preparati in questo modo vengono leggeri e facilmente digeribili. Beh, “facilmente”... sempre meglio di un sacchetto di biglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dopo mangiato avete visione del Dr. House che sbuca da una fumèra e vi indica illuminandovi, gioite: vuol dire che la ricetta vi è uscita alla perfezione.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/02/gli-gnocchi-di-gregory-house.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYE18pAb6gC3BX-C_ipNTP2PVcC_GaQiGa5ADdFfAMLg8mJ8wglLDHW1_Da0dIxcTL2JSzuE-aYkPYhiAklm-N2b_ev7Y2jTBoc3-PilnGfb_QPpMFiZUyIFzSmvvO25PCs2Pjs-0uc-8/s72-c/ciccio-gnocchi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-5210979846576763846</guid><pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:55:28.212+01:00</atom:updated><title>Le Frittelle dell&#39;Idraulico</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFCCdNfArY0MgKZrnqgbtNChfY1UO3PLviJz7Ewy9BsinLy9Qz9EP4QOyOV2946Z4MrkXbf7zktj2AhrwCRxkFQICbgQN5DKELM-LBmTaUKLz5IWeA5VERxzvJGgz-US3hvptvthT6Ltg/s1600-h/ciccio-fioridizucca.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFCCdNfArY0MgKZrnqgbtNChfY1UO3PLviJz7Ewy9BsinLy9Qz9EP4QOyOV2946Z4MrkXbf7zktj2AhrwCRxkFQICbgQN5DKELM-LBmTaUKLz5IWeA5VERxzvJGgz-US3hvptvthT6Ltg/s400/ciccio-fioridizucca.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5433309090474885970&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Mia nonna mi diceva sempre le stesse cose:&lt;br /&gt;1. Beato chi ti vede.&lt;br /&gt;2. Ma quando ti sposi?&lt;br /&gt;3. Dovevi nascere uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante avesse quattro nipoti e due figli maschi (più un numero variabile di fidanzati delle nipoti femmine), ogni volta che aveva bisogno di un carpentiere, un idraulico o un contadino, era il mio nome che invocava.&lt;br /&gt;Le cose funzionavano con una meccanica &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;do-ut-des&lt;/span&gt; che implicava obbedienza ad ogni suo bisogno.&lt;br /&gt;Il menu, con relativa traduzione, era questo:&lt;br /&gt;«Ho fatto la pizza, stasera passa che te l’ho messa da parte»&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Mi devi smontare le tendine e ripassare domani sera per riattaccarle pulite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«La vuoi un po’ di verdura?»&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Devi raccogliere l’uva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«A che ora passi che ti mangi le frittelle calde calde mentre le faccio?»&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;S’è incastrato lo sciacquone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiustare sciacquoni mi piaceva assai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue frittelle, esclusivamente di fiori di zucca, non erano quegli sgonfiotti che si usano nei ristoranti: erano piatte perché lei non usava il lievito e, se mangiate subito, erano leggermente croccanti. Rimanevano buone fino al giorno dopo: perdevano croccantezza ma acquistavano morbidezza.&lt;br /&gt;Ora non è tempo di fiori di zucca, però potete iniziare a esercitarvi per il momento in cui ne troverete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Gli ingredienti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci sono tanti modi per fare le frittelle di fiori di zucca. C’è chi le fa con l’acciuga, chi con la mozzarella, chi col latte o col pecorino e sono tutte molto buone.&lt;br /&gt;Le mie - quelle di cui ho ereditato la ricetta - sono semplici:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 300 g di farina • 1 uovo • 15-20 fiori di zucca • acqua • sale • olio per friggere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La quantità d’acqua è difficile da definire perché di solito si fa a occhio. Partiamo con 300 g di farina per poi aggiungere l’acqua man mano che serve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pulite i fiori di zucca lasciando un centimetro di gambo e togliendo i tentacolini che stanno alla base del fiore. Tagliate il fiore a metà per il lungo e mettetelo in una scodella piena d’acqua. Quando avete finito lasciate i fiori nell&#39;acqua e passate alla pastella.&lt;br /&gt;Sbattete l’uovo, mettete la farina in una ciotolona e versateci in mezzo l’uovo e un po’ di sale. Mescolate aggiungendo l’acqua poca alla volta finché la pastella avrà una consistenza piuttosto densa.&lt;br /&gt;Prendete una manciata di fiori e scrollate il grosso dell’acqua nel lavandino. Poi mettetevi col pugno sopra alla ciotola e strizzate bene bene i fiori in modo che l’acqua vada a finire nella pastella. Buttate dentro i fiori strizzati, mescolate e passate a un’altra manciata di fiori. Quando avete finito controllate che l’impasto non sia troppo liquido, altrimenti aggiungete un pochino di farina e mescolate bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finito di preparare la pastella mettete una padella (vuota) sul fuoco e fatela scaldare. Appena si scalda mettete un po’ d’olio per friggere e portatelo a temperatura (l’olio deve essere poco e la fiamma bassa ma non al minimo). Formate le frittelle poggiando sull’olio una cucchiaiata di pastella. La cottura è piuttosto veloce, quando vedete che la pastella scurisce girate. Appena le frittelle sono cotte mettetele ad asciugare sulla carta del pane (quella marrone: se comprate il pane al supermercato non potete usare il sacchetto di plastica).&lt;br /&gt;Man mano che friggete l’olio scende di livello. Quando succede togliete la padella dal fuoco, eliminate gli eventuali residui di frittelle e aggiungete un altro po’ d’olio. Fatelo scaldare e procedete con la cottura finché finisce la pastella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono le frittelle di mia nonna. Ovviamente le sue avevano un sapore che io non sono mai riuscita a duplicare, ma qualche consiglio su come gustarle meglio voglio darvelo:&lt;br /&gt;1. Insegnate a qualcuno che vi vuole bene a fare le frittelle.&lt;br /&gt;2. Scassategli lo sciacquone.&lt;br /&gt;3. Aggiustategli lo sciacquone.&lt;br /&gt;4. Mettetevi al suo fianco mentre cucina le frittelle.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/02/le-frittelle-dellidraulico.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFCCdNfArY0MgKZrnqgbtNChfY1UO3PLviJz7Ewy9BsinLy9Qz9EP4QOyOV2946Z4MrkXbf7zktj2AhrwCRxkFQICbgQN5DKELM-LBmTaUKLz5IWeA5VERxzvJGgz-US3hvptvthT6Ltg/s72-c/ciccio-fioridizucca.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>18</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-8194167285987765290</guid><pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:56:13.951+01:00</atom:updated><title>Le Fave CMYK</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi23f5V-x_kUMV1rFGvgObTf7DmFITMb60ZG9eGPkxxSe9BtOEOrAG-pQ19hkW2cWUWIAm2Nm_2_HF9pjQx0hXpE_ePq5SGA78glKm1tpEFo6aU3Lhlcco5S5GeKqHb92I7X5ZqfplOifc/s1600-h/ciccio-crema-fave.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi23f5V-x_kUMV1rFGvgObTf7DmFITMb60ZG9eGPkxxSe9BtOEOrAG-pQ19hkW2cWUWIAm2Nm_2_HF9pjQx0hXpE_ePq5SGA78glKm1tpEFo6aU3Lhlcco5S5GeKqHb92I7X5ZqfplOifc/s400/ciccio-crema-fave.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5431389859495021298&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Un giorno m’incontro con la Signorina Crubellier, che mi invita a pranzo. Quindi andiamo in libreria e ci sediamo.&lt;br /&gt;- signorina crubelliè, sei sicura che ci fanno mangiare?&lt;br /&gt;- ma certo! non hai visto che bei libri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti poco dopo arriva il cibo. Cibo vero: crema di fave con cicoria, insalata di finocchi (nella versione con arance) e mousse di ricotta con torroncino e pistacchio. Tutto buonissimo, soprattutto la crema di fave.&lt;br /&gt;Volendo chiedere la ricetta, mi informo con la Signorina Crubellier sul grado di irascibilità dello chef.&lt;br /&gt;- signorina crubelliè, secondo te lo chef s’incazza se gli chiedo la ricetta delle fave?&lt;br /&gt;- ma quella ricetta è una stronzata! cercala su gugol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io l’ho cercata su Google, ma ho dovuto fare dei compromessi col mese di gennaio. L’ho anche cucinata, mica vi propino una roba che non ho testato: è venuta molto buona e senza retrogusto di carta patinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ingredienti per 4 persone:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 350 g di fave secche (senza buccia) • 1,5 kg di cicoria • 1 patata grande  • olio extra vergine • sale • pepe • 2-3 fette di pane casereccio (meglio se del giorno prima)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Di cicoria ne serve tanta perché, se trovate dei fusti di mangrovia equatoriale come quella che ho trovato io, la dovete buttare quasi tutta. Se invece trovate della cicorietta tenera raccolta in un campo selvatico, ne basta la metà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Date una sciacquatina alle fave e lasciatele a bagno per (minimo) 6 ore.&lt;br /&gt;Passate le 6 ore, tagliate la patata a dadini mettendoli, insieme alle fave, in un tegame di coccio protetto con uno spargifiamma. Se non avete il tegame di coccio usatene uno col fondo spesso.&lt;br /&gt;Versate acqua fredda fino a coprire fave e patata e accendete il fuoco a fiamma alta. Quando l’acqua inizia a bollire salate e abbassate il fuoco al minimo.&lt;br /&gt;La cottura deve proseguire per un’ora circa senza mescolare mai. Tenete il coperchio di sbieco sul tegame in modo da lasciar fuoruscire il vapore.&lt;br /&gt;Mentre le fave cuociono pulite la cicoria e mettetela in una padella con un cicinino d’acqua e cuocetela a fuoco basso col coperchio. Quando è quasi cotta aggiungete un filo d’olio, un po’ di sale e scoprite la padella fino a ultimare la cottura. Potete anche bollirla, la cicoria, ma a me non piace la verdura bollita perché perde molto del suo sapore. Poi, se avete trovato un cicorione tosto come il mio, dovete fare di tutto per trattenere quel po’ di sapore che ha.&lt;br /&gt;Dopo aver cotto la cicoria tagliate le fette di pane a dadini, metteteli in una teglia e ungeteli leggermente. Accendete il grill del forno e fateli tostare.&lt;br /&gt;Quando le fave sono cotte a puntino (devono essere morbidissime, quasi sfatte) aggiungete tre-quattro cucchiai d’olio. Prendete un cucchiaio di legno e mescolate con forza spappolando le fave, oppure frullatele. Molto meglio frullarle se non avete intenzione di ridipingere la cucina.&lt;br /&gt;Versate la crema nei piatti aggiungendo una manciata di crostini, un po’ di pepe e un filo d’olio. Su un piattino a lato mettete la cicoria.&lt;br /&gt;Fate una forchettata di cicoria e immergetela nella crema, poi portatela alla bocca, masticate e deglutite. Ripetete fino all’esaurimento del cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo piatto è molto buono e delicato. La dolcezza delle fave e l’amaro della cicoria si sposano perfettamente creando un contrasto davvero sorprendente.&lt;br /&gt;La Signorina Crubellier, però, preferisce la versione brossurata a filo refe.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/le-fave-cmyk.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi23f5V-x_kUMV1rFGvgObTf7DmFITMb60ZG9eGPkxxSe9BtOEOrAG-pQ19hkW2cWUWIAm2Nm_2_HF9pjQx0hXpE_ePq5SGA78glKm1tpEFo6aU3Lhlcco5S5GeKqHb92I7X5ZqfplOifc/s72-c/ciccio-crema-fave.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-1335804792719072097</guid><pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:56:41.571+01:00</atom:updated><title>L’Arrosto di Norimberga</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihjbQze26RzWEKN4naBntSLw2E_2pWJrg0KpLfV9Yh4K-4gltw8pgYIrC2aJ3wWq5qFUGBOh0KzrvXTixgAiyzX7sT2rIpapLHcolqSREM-m56emFuKsEglVwdi19PA0J2qhhxvtrsNac/s1600-h/ciccio-arrosto.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihjbQze26RzWEKN4naBntSLw2E_2pWJrg0KpLfV9Yh4K-4gltw8pgYIrC2aJ3wWq5qFUGBOh0KzrvXTixgAiyzX7sT2rIpapLHcolqSREM-m56emFuKsEglVwdi19PA0J2qhhxvtrsNac/s400/ciccio-arrosto.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5430672012910494594&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Mia mamma ha un modo di spiegare le ricette che neanche Silvan riesce a ricavarne una pietanza gustosa. Quindi, se mi viene in mente una cosa che lei cucina bene e voglio farla anch’io, devo armarmi di un abat-jour da 200 watt e un torci-pollici (o, al limite, una Vergine di Norimberga). Perché mai e poi mai confesserà esaurientemente - e spontaneamente - uno dei suoi piatti forti.&lt;br /&gt;Stavolta, prima di accompagnarla al pronto soccorso per farle steccare i pollici, sono riuscita a farmi spiegare come fa il suo mitico arrosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Cosa serve per 4 persone (e avanza pure)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 1 kg di sottofiletto di vitello • Rosmarino • Olio extra vergine • 1 Dado (o 500-750 ml di brodo) • Aglio • Vino rosso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La carne. Questo è un elemento fondamentale: se comprate una carne malamenta, l’arrosto verrà una schifezza e nessuno avrà più voglia di mangiare robe cucinate da voi. Il che può essere cosa positiva se siete assediati da accattoni e mangiapane a tradimento. Quindi decidete voi: potete comprare un pezzo di bovino vecchio e incazzato, oppure un tenero sottofiletto di vitello leggermente venato di grasso.&lt;br /&gt;Il dado (se decidete di usarlo invece di un bel brodino fatto da voi) badate che sia di buona qualità. Non usate quei dadi commerciali che dentro ci trovate - liofilizzato - pure il gatto che s’è perso il vicino l’estate scorsa.&lt;br /&gt;Anche se, devo ammetterlo, mia nonna è arrivata a 93 anni a botte di dado Star. Fate voi, lo stomaco è vostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In un tegame alto fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato, adagiatevi la carne e aggiungete un paio di rametti di rosmarino. Dovete far cuocere per un’oretta a fuoco alto girando la carne spesso e annaffiando col brodo appena si asciuga troppo.&lt;br /&gt;Per sapere se è cotta ci vuole maestria. Con un forchettone infilzate la carne: se esce un fiume di sangue fate cuocere un altro po’. Se esce un po’ di sanguino delicato la cottura è perfetta. Se non esce niente mettete l’acqua per la pasta e fate una bella spaghettata.&lt;br /&gt;Finito di cuocere la carne togliete lo spicchione d’aglio, versate ancora un po’ di brodo e spruzzate col vino rosso. Fate sfumare e addensare il sugo e tenetelo in caldo.&lt;br /&gt;Tagliate la carne sottile, disponete le fette su un vassoio e spargeteci sopra un po’ di sughetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carne deve rimanere rosa e morbida. Se la fate cuocere troppo, comunque, non disperatevi: potete ricavarne dei bei sottobicchieri e regalarli ai vostri amici.&lt;br /&gt;Sempre che ve ne rimanga qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/larrosto-di-norimberga.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihjbQze26RzWEKN4naBntSLw2E_2pWJrg0KpLfV9Yh4K-4gltw8pgYIrC2aJ3wWq5qFUGBOh0KzrvXTixgAiyzX7sT2rIpapLHcolqSREM-m56emFuKsEglVwdi19PA0J2qhhxvtrsNac/s72-c/ciccio-arrosto.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-6116049679436624293</guid><pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:56:59.830+01:00</atom:updated><title>Acoustic Pizza</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjuRFSrikbQZyvgN2qhcDmzS9Q0Pf1MBc_TI2ENPQ7AVOhEI-c3SBwE7vLvpHk9agPgGQBUHVUiLIhHcEKs7b-50dNPatlw69q2svMIXhcDJSIEzaZ6oCIcwFyuIr36RTYKQBd2ZYG3Kc/s1600-h/ciccio-pizza.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjuRFSrikbQZyvgN2qhcDmzS9Q0Pf1MBc_TI2ENPQ7AVOhEI-c3SBwE7vLvpHk9agPgGQBUHVUiLIhHcEKs7b-50dNPatlw69q2svMIXhcDJSIEzaZ6oCIcwFyuIr36RTYKQBd2ZYG3Kc/s400/ciccio-pizza.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5428001153064974498&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Oggi ci facciamo una pizza. Neanche in mille anni verrà come quella di mia nonna, almeno così mi urla sempre zio (quello sordo che, ogni volta che faccio la pizza, si perde l’amplifon).&lt;br /&gt;Per sicurezza non mettete la macchina in garage, perché se viene male potete correre in pizzeria e comprarne una decente. Ovviamente, se vi sgamano, sarà la vostra condanna sociale nella competitiva massoneria dei pizzaioli fai-da-te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa serve per un paio di pizze (o 1 ripiena):&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 1/2 kg Farina - 25 g Lievito di birra - 300 ml Acqua tiepida - 1/2 Cucchiaio di sale - 1 Cucchiaino raso di zucchero - 4 Cucchiai d’olio extra vergine di oliva &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;• 1 Ciotolona - 1 Strofinaccio - 1 Coperta - 1 o 2 teglie - Mattarello&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzi tutto fate sciogliere il lievito di birra in un po’ d’acqua tiepida, aggiungete il sale, lo zucchero e l’olio e mescolate.&lt;br /&gt;Nella ciotola mettete la farina, versateci in mezzo il brodaglione che avete appena fatto e, piano piano, il resto dell’acqua. Mescolate e impastate fino a ottenere una pallozza consistente.&lt;br /&gt;Spolverate la ciotola con un po’ di farina, metteteci dentro la pasta, coprite con lo strofinaccio e avvolgete tutto con la coperta. Trovate uno spazio nell’armadio e riponeteci il vostro fagotto. Deve stare lì al caldo e al sicuro per 4-5 ore, in modo che la pasta possa lievitare.&lt;br /&gt;Non andate a sbirciare ogni 10 minuti, ché la pasta è sensibile e s’incazza assai se la disturbate nel sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora avete diverse possibilità di ammazzare il tempo per 5 ore:&lt;br /&gt;1. Consultate l’agendina e date appuntamenti precisi e cadenzati a una mezza dozzina di ex amanti. Tanto non durano più di 10 minuti, altrimenti non sarebbero &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;ex&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;2. Se volete fare un po’ di moto all’aria aperta chiamate, invece, una mezza dozzina di amici e andate a fare lo scherzo dei citofoni (quello che citofonate e quando vi rispondono &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;chi è?&lt;/span&gt; gridate in coro &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;‘sto cazzo!&lt;/span&gt; e poi scappate veloce).&lt;br /&gt;3. Se decidete di rimanere in casa a fissare l’armadio, potreste avere la fortuna che qualcun altro nel vostro quartiere stia cucinando la pizza. Ve ne accorgete se vi gridano &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;‘sto cazzo!&lt;/span&gt; al citofono. In tal caso saltate in macchina e investite i due più lenti, così fate selezione.&lt;br /&gt;Tornate a casa e rimettetevi davanti all’armadio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passato il giusto tempo di lievitazione, la pasta per la pizza è pronta. Ungete le teglie e stendete la pasta col mattarello a forma delle teglie.&lt;br /&gt;Per il condimento date sfogo alla vostra fantasia. Sulla pizza (o dentro) potete metterci quello che vi pare: dalla classica margherita con mozzarella, pomodoro e basilico, a una farcitura di mozzarella e prosciutto cotto.&lt;br /&gt;L’importante è aver fatto bene la pasta: se è abbastanza buona ci potete anche tritare l’apparecchio acustico di zio e nessuno avrà niente da dire. Tranne zio.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/acoustic-pizza.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjuRFSrikbQZyvgN2qhcDmzS9Q0Pf1MBc_TI2ENPQ7AVOhEI-c3SBwE7vLvpHk9agPgGQBUHVUiLIhHcEKs7b-50dNPatlw69q2svMIXhcDJSIEzaZ6oCIcwFyuIr36RTYKQBd2ZYG3Kc/s72-c/ciccio-pizza.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>37</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-1346934956980018690</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2010 10:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:57:20.799+01:00</atom:updated><title>Un Pollo chiamato Desiderio</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3NVA5BBZcLhaPnBKgfjxfZQgHP7kPWuwmiafL7SVB4nngjnv-ULu_fcNv_0x_d1dNzBCi1rhvLWEV1tj-IvXuXGQ00e_yDQW24V0mboKDfMmV2V9j81kqOgPx0dpZLId0f2OtBHwZLxQ/s1600-h/ciccio-pollo-nonna.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3NVA5BBZcLhaPnBKgfjxfZQgHP7kPWuwmiafL7SVB4nngjnv-ULu_fcNv_0x_d1dNzBCi1rhvLWEV1tj-IvXuXGQ00e_yDQW24V0mboKDfMmV2V9j81kqOgPx0dpZLId0f2OtBHwZLxQ/s400/ciccio-pollo-nonna.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5426538162853714002&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Con mia nonna non si poteva parlare di sangue, a meno che non fosse in relazione con la morte.&lt;br /&gt;Argomenti tabù erano: i cuori spezzati, i cuori palpitanti, le mestruazioni.&lt;br /&gt;Il sangue, per lei, era troppo intimo, troppo sacro per renderlo argomento di conversazione.&lt;br /&gt;Parlare di sangue e morte, invece, si poteva: ricordo polli decapitati scorazzare nel giardino. Gattini affogati prima che morissero di fame. Polli a cui avevo dato un nome e gattini che aspettavo per poterci giocare. Il mio cuore infranto non era incluso nel rituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mia nonna cucinare era un equilibrismo fra la vita e la morte. Lei non cucinava &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;per la gola&lt;/span&gt;, ma &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;per la sostanza&lt;/span&gt;. Infatti non sapeva cucinare, nel senso che non sapeva cucinare &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;buono&lt;/span&gt;. Il sugo era sugo, doveva semplicemente accompagnare la pasta. Non aveva importanza se, invece di sposarla, ne era solo compagno di viaggio.&lt;br /&gt;C’erano cinque cose, però, che sapeva fare con una maestria mai eguagliata da nessuno: la pizza, il pollo con le patate, il minestrone, le frittelle di fiori di zucca, gli gnocchi.&lt;br /&gt;Io ci ho provato un sacco di volte a cucinarle, quelle cinque cose, senza mai riuscirci. Non come lei.&lt;br /&gt;Oggi proverò a descrivere come faceva il pollo con le patate. Anzi, vi racconterò come lo faccio io quando provo a farlo come il suo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Gli ingredienti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;1 Pollo ruspante a pezzi - 1 Cipolla grande - 800g di patate - Olio extra vergine di oliva - Rosmarino - Sale - Vino bianco - 1 Padella bella grande con coperchio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono di indole giocosa, ma questa ricetta richiede che una buona dose di lacrime si debbano versare. Dovete pelare e tagliare a fettine sottili-sottili una cipolla intera. Ma fatelo di nascosto, ché nessuno vi veda piangere.&lt;br /&gt;Pulite bene il pollo, togliete i pezzi grossi di pelle e fiammeggiatelo per eliminare i residui di piume.&lt;br /&gt;Tagliate le patate a spicchi piuttosto grandi. Io non so che qualità di patate usasse lei. Ora se ne vendono di tanti tipi: da bollire, da fare al forno, da farci il purea, da friggere. Lei le comprava al mercato: erano quelle nella rete gialla a strisce rosse e verdi. Non so il tipo. Io uso quelle a pasta gialla.&lt;br /&gt;La padella deve aver visto cuocere decine e decine di polli, prima del vostro. La mia non è così: ho un robo di teflon che, quando lo lavo, ridiventa nuovo. Però ha il coperchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettete un po’ d’olio e le fettine di cipolla nella padella. Fatele appassire, aggiungete il rosmarino e le patate, annaffiate con un po’ di vino e mescolate. Poi mettete anche il pollo, salate il tutto e chiudete col coperchio. Fate cuocere per un’ora col fuoco basso, controllando e girando di tanto in tanto (se serve potete aggiungere un po’ d’acqua, poca alla volta però).&lt;br /&gt;I tempi di cottura variano a seconda di quanto (e come) ha vissuto il vostro pollo.&lt;br /&gt;Per polli come quelli di nonna - polli con un nome - la cottura deve essere lenta e gentile.&lt;br /&gt;Quando vi sembra pronto guardate dentro il vostro pollo senza infastidirlo troppo.&lt;br /&gt;Se vedete sangue c’è ancora vita.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/un-pollo-chiamato-desiderio.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3NVA5BBZcLhaPnBKgfjxfZQgHP7kPWuwmiafL7SVB4nngjnv-ULu_fcNv_0x_d1dNzBCi1rhvLWEV1tj-IvXuXGQ00e_yDQW24V0mboKDfMmV2V9j81kqOgPx0dpZLId0f2OtBHwZLxQ/s72-c/ciccio-pollo-nonna.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-8257837733213021423</guid><pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-24T12:51:29.711+02:00</atom:updated><title>Tortino di Carciofi</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhffISpjoqA-Go70sFgOLsw2dONyO078YWGzOa8MQEoLRFZHVSYF-RQaXuyvJ9iVQZwyo1a6hA5BPGk7DFNu_w8aoOSBuE70Eh9kObkot87RSn6usFONSSkfDUowpMprPalyoFMTkoL1nI/s1600-h/ciccio-tortino-carciofi.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhffISpjoqA-Go70sFgOLsw2dONyO078YWGzOa8MQEoLRFZHVSYF-RQaXuyvJ9iVQZwyo1a6hA5BPGk7DFNu_w8aoOSBuE70Eh9kObkot87RSn6usFONSSkfDUowpMprPalyoFMTkoL1nI/s400/ciccio-tortino-carciofi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5425535310639830370&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Un piangente lettore mi scrive:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Zia Ciccio ti giuro,&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;br /&gt;se ingrasso ancora un chilo,&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;br /&gt;somiglio a un canguro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Somigliare a un canguro può avere i suoi vantaggi. Per esempio potete entrare in casa senza fare le scale o prendere a calcinculo il vicino (quello che vi ha fatto la cacca sul pianerottolo) e scappare con tre balzi. Però immagino che assomigliare al simpatico marsupiale australiano non favorisca il vostro rapporto di coppia, soprattutto se non ne avete uno.&lt;br /&gt;Avete diverse soluzioni:&lt;br /&gt;1. Andare in palestra e continuare a mangiare come abbacchi a pasqua.&lt;br /&gt;2. Andare in palestra e fare dieta.&lt;br /&gt;3. Fare dieta senza palestra.&lt;br /&gt;4. Mangiare e oziare “tanto che me ne frega, sto così bene da solo/a”.&lt;br /&gt;5. Mangiare e oziare “tanto che me ne frega, peso 50 kg”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualsiasi sia il vostro caso, cercherò di darvi qualche consiglio su come rendere la ricetta di oggi - il tortino di carciofi - un po’ più leggera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima vi spiego la &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;versione FAT&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ingredienti&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Pasta sfoglia - 5 Carciofi - 1 Uovo - Latte - 100g di Scamorza - Parmigiano grattugiato - olio extra vergine - sale - aglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo i carciofi non sono granché, quindi li dovete pulire bene. Se li vedete proprio brutti prendetene 1 o 2 in più. Oppure, al posto dei carciofi, potete usare una verdura che vi piace (la verza o i broccoli, per esempio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Pulite bene i carciofi, tagliateli a fettine e sbollentateli per 6-7 minuti (scolateli quando sono ancora al dente). Fate soffriggere uno spicchio d’aglio e ripassate i carciofi in padella per un paio di minuti. Aggiungete un po’ di sale e lasciateli raffreddare.&lt;br /&gt;Stendete la pasta sfoglia sulla teglia (ungendo e infarinando la teglia, oppure ricoprendola con la carta da forno. A me la carta da forno sta sulle palle, mò ve l’ho detto).&lt;br /&gt;In una ciotola sbattete l’uovo con un cicinìn di latte, poi aggiungete una spolverata di parmigiano, la scamorza a cubetti e mescolate. Potete aggiungere anche i carciofi se si sono raffreddati. Se sono ancora caldi andate a finire il livello di Assassin’s Creed e poi tornate.&lt;br /&gt;Stendete il contenuto della ciotola sulla pasta sfoglia, date un’altra spolverata di parmigiano e infornate per 40 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Versione SLIM&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per avete un tortino più leggero dovete &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;ELIMINARE&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Pasta sfoglia - 1 Uovo - Latte - 100g di Scamorza - Parmigiano grattugiato - aglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Invitate a pranzo 4 persone: 2 fascisti e 2 comunisti.&lt;br /&gt;Fate bollire i carciofi, conditeli con un filo d’olio e un po’ di sale e stendeteli in una teglia.&lt;br /&gt;Prima di servire a tavola andate vicino ai vostri ospiti e, con tono neutro, dite: “certo che Berlusconi sta facendo delle cose mai viste prima”.&lt;br /&gt;Quando vedete che il dibattito s’infiamma portate la teglia e dite a tutti che avete cucinato un tortino di carciofi.&lt;br /&gt;Nessuno si accorgerà di niente.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/tortino-di-carciofi.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhffISpjoqA-Go70sFgOLsw2dONyO078YWGzOa8MQEoLRFZHVSYF-RQaXuyvJ9iVQZwyo1a6hA5BPGk7DFNu_w8aoOSBuE70Eh9kObkot87RSn6usFONSSkfDUowpMprPalyoFMTkoL1nI/s72-c/ciccio-tortino-carciofi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>15</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-1748994935226080080</guid><pubDate>Thu, 07 Jan 2010 11:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:58:00.917+01:00</atom:updated><title>Le Alicette al Guinzaglio</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirkTeUclYOB2ZPpE8Je_Y_dQsh7HFH_OK25aMxa24aaHjzDjN6eOh8iYzZT6g3VByEAeKaEwVC8iJSo5N8LgfU4nky7_2850NwrMaTRjl11wBExZJkSHOfz2dE1jWrbwZfKnnG0dbPjA/s1600-h/ciccio-alicette-fagiolini.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirkTeUclYOB2ZPpE8Je_Y_dQsh7HFH_OK25aMxa24aaHjzDjN6eOh8iYzZT6g3VByEAeKaEwVC8iJSo5N8LgfU4nky7_2850NwrMaTRjl11wBExZJkSHOfz2dE1jWrbwZfKnnG0dbPjA/s400/ciccio-alicette-fagiolini.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5423976162632093778&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questa di oggi è una ricetta di mia sorella. Si chiama Ciccio anche lei. Cioè, &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;anche io&lt;/span&gt; mi chiamo Ciccio, ché lei è più grande di me. Quando ci telefoniamo succedono cose tipo &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Pronto Ciccio ciao Ciccio sono Ciccio c’è Ciccio?&lt;/span&gt; vabè, cose tra sorelle.&lt;br /&gt;Ciccio è una carabiniera. Entrare nella sua cucina è una delle cose più pericolose che esistano: se, come me, siete di animo chino, venite trattati come un Minipimer. Se sbagliate ad eseguire un comando il vostro destino è uno solo: la RIPARAZIONE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo alla ricetta. Io la descrivo così come la realizza lei, se cambiate qualcosa è a vostro rischio e pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ingredienti per 4 persone:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 4-5 alici a porzione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Senza specificare che devono essere freschissime.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 500 g di fagiolini freschi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• Olio per friggere - Olio extra vergine per condire - 2 Arance - Zenzero - Pinoli - Farina - Sale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo zenzero è quel robo che sembra una patata bitorzoluta e, quando lo vedete sul bancone, dite &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Uh, che strana ’sta patata&lt;/span&gt;. Lo prendete, leggete l’etichetta e lo ributtate sul bancone.&lt;br /&gt;Stavolta mettetelo nel carrello.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 1 Guinzaglio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prendete vostra sorella minore, legatela al tavolo col guinzaglio e fatele pulire i fagiolini, le alici e fatele sbucciare e affettare le arance.&lt;br /&gt;Le alici devono essere decapitate e deliscate. Il guinzaglio deve essere abbastanza lungo da permettere a vostra sorella di raggiungere sia il lavandino che il tavolo (ma non la sedia).&lt;br /&gt;Bollite i fagiolini senza farli spappolare troppo, scolateli e adagiateli su un vassoio. Conditeli con olio, zenzero (tritato fine), pinoli e sale.&lt;br /&gt;Sul letto di fagiolini stendete uno strato di arance affettate.&lt;br /&gt;Infarinate e friggete le alici molto velocemente. Mettetele sullo strato di arance e condite con un po’ di sale.&lt;br /&gt;Slegate vostra sorella e fatele portare il vassoio a tavola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere una sorella è un grande piacere, sempre che sia più piccola di voi.&lt;br /&gt;Se avete una sorella più grande potete aspettare il momento in cui prendervi le vostre soddisfazioni. Tipo metterle una decina di grilli nel pannolone o incollarle la dentiera sul fondo del bicchiere.&lt;br /&gt;Mica sarà giovane per sempre.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/le-alicette-al-guinzaglio.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirkTeUclYOB2ZPpE8Je_Y_dQsh7HFH_OK25aMxa24aaHjzDjN6eOh8iYzZT6g3VByEAeKaEwVC8iJSo5N8LgfU4nky7_2850NwrMaTRjl11wBExZJkSHOfz2dE1jWrbwZfKnnG0dbPjA/s72-c/ciccio-alicette-fagiolini.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-4604194164831181</guid><pubDate>Tue, 05 Jan 2010 09:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:58:50.513+01:00</atom:updated><title>Lo Strudel (ovvero: il Mappazzone di zia Ciccio)</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1WqQMGHpyf-d7vi-f6Fdczk7z-AOTbzU3rIHUl-xQRY4QYIAveWeEKt3ALXZUDYxwaoOlrvzyy5tWRbm1ZhZZ6ToAoyd0snd7ayZLyMDAcozE8t4bmyozdQSWyjAy9T0H8A1NBrBS1RM/s1600-h/ciccio-strudel.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1WqQMGHpyf-d7vi-f6Fdczk7z-AOTbzU3rIHUl-xQRY4QYIAveWeEKt3ALXZUDYxwaoOlrvzyy5tWRbm1ZhZZ6ToAoyd0snd7ayZLyMDAcozE8t4bmyozdQSWyjAy9T0H8A1NBrBS1RM/s400/ciccio-strudel.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5423184182430826866&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Anni fa c’era una gelateria fantastica nella mia città. Il gelataio era un omone grande, taciturno e dal sarcasmo fulminante. Un genio, sia nel preparare gelati che nell’intrattenere i clienti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una volta ero lì con un amico:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;amico: Vorrei un Banana Split senza panna. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;gelataio: No.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a: Non ce l’ha?  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;g: Io non &lt;i&gt;ho &lt;/i&gt;i gelati. Io li &lt;i&gt;faccio&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;a: E non mi può &lt;i&gt;fare&lt;/i&gt; un Banana Split senza panna?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;g: No. Se vuole posso portarle un piatto con una banana tagliata a metà e del gelato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a: E io che ho detto? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;g: Lei ha detto una bestemmia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo un po’ di tempo la gelateria ha chiuso. Si racconta che una tizia dall’aspetto estremamente nervoso gli abbia chiesto il gusto “vaniglia light”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma veniamo a noi. Oggi vorrei postare una ricetta che, partita dallo strudel, è diventata qualcosa che poco, ormai, ha a che vedere con la ricetta originale. Non me ne vogliano i puristi del famoso dolce austro-ungarico. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però viene buono, quindi chi se ne frega. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Gli ingredienti:&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• Pasta sfoglia.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per la pasta sfoglia avete diverse opzioni:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. Cercate una Delorean su ebay, tornate a 24 ore prima e fate la vostra pasta. Il procedimento per fare la pasta sfoglia è simile a quello per fare la katana, però ci vuole più tempo e molta più pazienza. Se avete visto Kill Bill di sicuro avrete notato come stava incazzato Hattori Hanzo: è perché prima faceva il pasticciere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;2. Telefonate a un vostro amico permaloso e sfottetelo a morte che lui non sa fare la pasta sfoglia. A volte funziona. Se non funziona avete l’opzione 3.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3. Andate al supermercato e comprate un bel rotolo di pasta già pronto. Poi, però, dite che l’avete fatta voi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• 2 Mele renette o golden - Marmellata di arance amare - Uvetta - Mandorle sminuzzate - Cannella - Zucchero a velo - Farina - Pangrattato. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se vi piace potete aggiungere anche un po’ di brandy. Io non lo metto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• Mattarello - Stampo per plumcake.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A casa ho 2 stampi. Non so perché: non ho mai fatto un plumcake in vita mia. Se non ce l’avete va bene una teglia normale, però domani andatelo a comprare, vi può sempre servire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dico io, come si fa a non avere una teglia per plumcake a casa? Cos’e’ pazz’!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Procedimento:&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mettete a bagno una manciata di uvetta in acqua tiepida e accendete il forno a 180°. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spargete un po’ di farina sul tavolo, tagliate un pezzo di sfoglia e stendetelo col mattarello fino a farlo diventare molto sottile. Dovete ottenere un quadrato un po’ più largo dello stampo per plumcake. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stesa la sfoglia, spolveratela col pangrattato cercando di stare lontano dai bordi. Il pangrattato serve ad assorbire l’umido che tireranno fuori le mele durante la cottura. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In una ciotola mescolate: le mele sbucciate e tagliate a pezzetti, 2-3 cucchiai di marmellata, una spolveratina di cannella, le mandorle sminuzzate, l’uvetta e 1 cucchiaio di brandy (se avete deciso di aggiungerlo). Imburrate e infarinate lo stampo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stendete il suddetto pastone sulla sfoglia lasciando liberi i bordi. Arrotolate facendo finta di non avere le dita che se no ci fate i buchi, rimboccate i laterali e infilate nello stampo. Fate dei buchini con la forchetta e infornate per 30-40 minuti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Controllate il colore della pasta, quando è bella colorata potete togliere dal forno e spolverare con lo zucchero a velo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo strudel caldo è ottimo con una pallina di gelato alla vaniglia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vaniglia light.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/anni-fa-cera-una-gelateria-fantastica.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1WqQMGHpyf-d7vi-f6Fdczk7z-AOTbzU3rIHUl-xQRY4QYIAveWeEKt3ALXZUDYxwaoOlrvzyy5tWRbm1ZhZZ6ToAoyd0snd7ayZLyMDAcozE8t4bmyozdQSWyjAy9T0H8A1NBrBS1RM/s72-c/ciccio-strudel.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>21</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-6245374519487932027</guid><pubDate>Mon, 04 Jan 2010 06:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T09:59:44.778+01:00</atom:updated><title>Riso Pilaf</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJFjPyJf6DpnJhICzDHYVNRAG8VPd2E7ulp5qwM-_LFtLf1b6S1SNuXBJP1TH-GiVJ12a744KkvS6kSMKFIS3W-isIN5Oi5ggUzYgbQuA76Ju2NOOBmdLcDJzmStWK4b4bgHnULKHp-TQ/s1600-h/ciccio-pilaf.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJFjPyJf6DpnJhICzDHYVNRAG8VPd2E7ulp5qwM-_LFtLf1b6S1SNuXBJP1TH-GiVJ12a744KkvS6kSMKFIS3W-isIN5Oi5ggUzYgbQuA76Ju2NOOBmdLcDJzmStWK4b4bgHnULKHp-TQ/s400/ciccio-pilaf.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5422773119789455746&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questa è una pietanza che io ho (ri)scoperto ultimamente. Quando ero piccola mia mamma lo faceva, a volte, per evitare risse violente quando dimenticava di comprare il pane. Noi ci incazzavamo lo stesso, però mia mamma portava il riso come attenuante. Quando lo faccio adesso, a sfregio, lo mangio col pane.&lt;br /&gt;Può servire da accompagnamento per qualsiasi secondo o contorno. Inoltre, offrire il riso Pilaf vi darà un tono sofisticato e tutti vi saluteranno con rispetto incontrandovi per strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Gli ingredienti:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Vi elenco le dosi per 100 g di riso, che basta per 2 persone. Potete farne anche di più e consevarlo, perché la caratteristica di questo riso è che, raffreddandosi, non diventa una mappazza monolitica. Quindi si può conservarlo in frigo e consumarlo il giorno dopo. Non esagerate però, perché la terza volta di seguito che presentate il riso in tavola, parte un vaffanculo che lo capta anche Telecapodistria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;• 100 g di riso&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;E’ preferibile il riso basmati, a chicco lungo, ma va bene anche qualsiasi altro tipo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;• Olio extra vergine di oliva&lt;br /&gt;• 220 ml di brodo vegetale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Se usate il dado non ditelo a Zia Ciccio, che è permalosa assai.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;• 1 pentola con coperchio che possa andare in forno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Se usate una pentola coi manici di plastica il riso acquisterà un retrogusto spiccatamente sintetico-bruciaticcio. Son gusti, io non lo preferisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Preparazione:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il procedimento è molto semplice. Accendete il forno a 180° e aspettate che arrivi a temperatura.&lt;br /&gt;Rosolate il riso nella pentola con 1 cucchiaio d’olio. Dopo un minutino scarso aggiungete il brodo bollente e spostate tutti i chicchi di riso sotto il livello del brodo. Coprite e infornate.&lt;br /&gt;Qualsiasi tipo di riso sia e qualsiasi sia il suo tempo di cottura, voi lasciatelo nel forno per 20 minuti esatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vi dicevo, è una pietanza facile e molto versatile.&lt;br /&gt;Per esempio, se vi svegliate di umore giocoso, potete fare questo: fate raffreddare, preparate delle polpettine e sistematele a piramide su un piatto piano. Andate in balcone, nascondetevi dietro una pianta e bombardate i passanti. Esaurite velocemente le munizioni e rientrate in casa. Non rispondete al citofono.&lt;br /&gt;Se si avvicina l’ora di cena preparate subito dell’altro riso e poi mangiatelo.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/questa-e-una-pietanza-che-io-ho.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJFjPyJf6DpnJhICzDHYVNRAG8VPd2E7ulp5qwM-_LFtLf1b6S1SNuXBJP1TH-GiVJ12a744KkvS6kSMKFIS3W-isIN5Oi5ggUzYgbQuA76Ju2NOOBmdLcDJzmStWK4b4bgHnULKHp-TQ/s72-c/ciccio-pilaf.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-7291869966092563819</guid><pubDate>Sat, 02 Jan 2010 08:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T10:00:07.032+01:00</atom:updated><title>Linguine all&#39;Astice</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7-pHVU5_r6KKt6lb7RDoS8XzuP2i2Hqj4g2y0MpZPk1Qq3DJb9DxoFIR7z8wLf1xh7sAopUfBAhGalvhHtCF_RJgatskgVZXSBNmRFoQr5QFztl6j4ACLrPQuUNa9rvJ8FF4ECSOHqNQ/s1600-h/ciccio-linguine-astice.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7-pHVU5_r6KKt6lb7RDoS8XzuP2i2Hqj4g2y0MpZPk1Qq3DJb9DxoFIR7z8wLf1xh7sAopUfBAhGalvhHtCF_RJgatskgVZXSBNmRFoQr5QFztl6j4ACLrPQuUNa9rvJ8FF4ECSOHqNQ/s400/ciccio-linguine-astice.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5422065279078135170&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Mi scrive un ragazzo:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Cara Zia Ciccio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;tu che sai tutto, per trombare come un riccio, devo a forza usmar di strutto? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto bene, caro amico, mi fai una domanda che, seppur prosaica nonostante la rima, calza a pennello per la ricetta di oggi.&lt;br /&gt;Il grande Casanova raccontava che le sue amanti s’ingelosivano come gatte se si accorgevano che lui aveva cucinato per un’altra donna, molto più che se scoprivano che ci era andato a letto.&lt;br /&gt;Cucinare per una donna è un atto d’amore esclusivo e assoluto. Porta con se’ desiderio di conservazione e richiede devozione, sia per la donna che per il cibo.&lt;br /&gt;Questa di oggi è una ricetta piuttosto costosa, vedi tu se ne vale la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ingredienti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 1 Astice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’astice, di solito, ti viene venduto vivo. Io lo faccio giustiziare dal pescivendolo perché sono persona emotiva.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 160 g di Linguine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non mettere più pasta perché dopo cena, se vi appesantite, finisce che vi mettete sul divano a guardare i Cesaroni.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• Aglio - Olio extra vergine di oliva - Peperoncino - Vino bianco - Pomodori ciliegini - Prezzemolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se i pomodorini sono freschi è meglio. Ma, come mi faceva notare un simpatico commentatore, se non è periodo è meglio usare quelli in scatola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Preparazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la parte fondamentale del corteggiamento perché, se lei ti aiuta, si crea una situazione di intimità da subito. Non fare, però, che la scambi per tua mamma e ti vai a guardare i gol mentre lei cucina. Non ti devo spiegare quanto s’incazzerà la fanciulla, vero?&lt;br /&gt;Quando apparecchi metti a tavola uno schiaccianoci per rompere le chele. Mangiare con le mani fa parte del gioco erotico, ma non esagerare con le impiastricciature e, soprattutto, dopo mangiato vatti a lavare le mani, altrimenti la tua ospite tornerà a casa puzzando come Capitan Findus.&lt;br /&gt;Ora passiamo ai fatti.&lt;br /&gt;Metti a bollire l’acqua per la pasta aggiungendo una manciatina di sale appena bolle. Prendi l’astice e, dopo averlo sciacquato, dividilo a metà per il lungo.&lt;br /&gt;Fai soffriggere 1 spicchio d’aglio schiacciato col manico del coltello. Aggiungi il peperoncino, 5-6 pomodorini (se sono freschi tagliali a metà) e un po’ di vino bianco. Sfumato il vino, appoggia le due metà dell’astice con la corazza rivolta verso l’alto e copri mettendo il fuoco al minimo. Fai cuocere per meno di 10 minuti e poi togli l’aglio.&lt;br /&gt;Trita il prezzemolo. Scola la pasta al dente, metti da parte l’astice e finisci di cuocere le linguine nel sughetto. Se vedi che è asciutto aggiungi un po’ d’acqua di cottura della pasta.&lt;br /&gt;Dividi in due porzioni nei piatti, mettendo in cima le metà degli astici, spolvera col prezzemolo e vualà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poichè è un piatto molto saporito, a me piace accompagnarlo con un vino rosso leggero. Però, se vuoi fare lo sborone, puoi annaffiare la tua cena con un Veuve Clicquot. Non dire “figurati se si sente la differenza: compro un bel Gancia, ho visto che è in offerta”.&lt;br /&gt;E’ la stessa differenza che corre tra assaporare e ingoiare.&lt;br /&gt;Tra fare l’amore con la tua bella e passare la serata su youporn.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2010/01/linguine-allastice.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7-pHVU5_r6KKt6lb7RDoS8XzuP2i2Hqj4g2y0MpZPk1Qq3DJb9DxoFIR7z8wLf1xh7sAopUfBAhGalvhHtCF_RJgatskgVZXSBNmRFoQr5QFztl6j4ACLrPQuUNa9rvJ8FF4ECSOHqNQ/s72-c/ciccio-linguine-astice.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-5974620511950846812</guid><pubDate>Fri, 01 Jan 2010 11:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T10:00:28.482+01:00</atom:updated><title>Spaghetti alle Vongole</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-TZcX-GXiEHOJqr88vjZlSrwnXLamq0kDZoKFBk_MC6lCZOfa0CaA6XjF6haKHukSnX6lLlq5RO581xLzETa5NwJiBh61OWsBQ8Pd1S13FY1xbyjcuCBuz5Opqpg9brPqzwdjlg9inhM/s1600-h/ciccio-spaghetti-vongole.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-TZcX-GXiEHOJqr88vjZlSrwnXLamq0kDZoKFBk_MC6lCZOfa0CaA6XjF6haKHukSnX6lLlq5RO581xLzETa5NwJiBh61OWsBQ8Pd1S13FY1xbyjcuCBuz5Opqpg9brPqzwdjlg9inhM/s400/ciccio-spaghetti-vongole.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5421161843883743874&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Per preparare gli spaghetti alle vongole bisogna osservare delle regole che, se le ignorate, fate la figura di quelli che non sanno cucinare.&lt;br /&gt;Innanzi tutto usate le linguine, le bavette o al limite i vermicelli. “Allora perché la ricetta non si chiama &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;bavette alle vongole&lt;/span&gt;?” mi chiederete. Semplice: perché, se uno cerca la ricetta con google, mica scrive “bavette alle vongole”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Gli ingredienti per 4 persone:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 1 kg di vongole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le vongole devono essere freschissime e già spurgate. Se non vi fidate del pescivendolo oppure vi hanno detto che è una merdaccia, le spurgate voi lasciandole in acqua leggermente salata per 3-4 ore.&lt;br /&gt;Potete usare anche i lupini, che sono più buoni ed economici, ma brutti a vedersi.&lt;br /&gt;“E allora perché la ricetta non si chiama &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;bavette ai lupini&lt;/span&gt;?”. Uè, ma state qua per cucinare o per rompere i coglioni?&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 320 g di spaghetti&lt;/span&gt; (o linguine, vermicelli ecc.)&lt;br /&gt;Non mettete troppa pasta: se vi vengono bene lascerete a tutti la voglia di averne ancora e farete una gran bella figura. Se invece vi vengono male avranno pietà di voi perché voi ne avete avuta di loro.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• Aglio, olio, prezzemolo, peperoncino, vino bianco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettete le vongole (spurgate e sciacquate) in una padellona abbastanza grande da poterle contenere quando saranno aperte. Accendete il fuoco a fiamma bassa e fatele aprire, poi toglietele e filtrate l’acqua che è rimasta nella padella. Se qualche vongola rimane chiusa buttatela. A seconda di quante vongole rimangono chiuse saprete quanto è stronzo il vostro pescivendolo. Per filtrare usate un foglio di carta-cucina, che la sabbia è bastarda.&lt;br /&gt;Intanto fate bollire l’acqua per la pasta aggiungendo poco sale.&lt;br /&gt;Ora sgusciate tre quarti delle vongole. Siccome è una rottura fare ’sto lavoro, prendete uno dei commensali e fatelo fare a lui o lei promettendo favori sessuali. Più tardi deciderete se mantenere o no la promessa, tanto se trovate una buona scusa potete rigiocarvi lo stratagemma tutte le volte che volete.&lt;br /&gt;Sciacquate e asciugate la padella che avete usato prima, che se no si fa un casino in cucina. Se siete uomini potete usare un’altra padella, tanto si sa che, quando voi maschi finite di spignattare, la cucina sembra Ground Zero il 12 settembre.&lt;br /&gt;Fate soffriggere 2 spicchi d’aglio schiacciati col manico di un coltello. Aggiungete il peperoncino, un po’ di vino bianco e fate sfumare. Se non volete rischiare di mangiare un pezzone d’aglio toglietelo, altrimenti può essere una buona scusa per evitare lo sgusciatore di vongole.&lt;br /&gt;Versate le vongole e coprite regolando il fuoco al minimo. Girate un paio di volte agitando la padella (se siete impediti come me tenete il coperchio sulla padella mentre fate quest’operazione).&lt;br /&gt;Prima di scolare la pasta tritate il prezzemolo lasciando 4 ciuffetti integri.&lt;br /&gt;Scolate la pasta al dente e versatela nel padellone aggiungendo l’acqua delle vongole che avete filtrato prima.&lt;br /&gt;Fate mantecare bene ultimando la cottura della pasta. Se vedete che risulta troppo asciutto potete aggiungere un po’ d’acqua della pasta.&lt;br /&gt;Versate nei piatti e spolverate col prezzemolo avendo cura di mettere in cima 2-3 vongole col guscio e i rametti di prezzemolo interi, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Inoltre se non vengono buoni gli altri diranno “oh, facevano schifo però erano bellissimi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, se vengono buoni potete farmi pure pubblicità. Se vengono male fatevi i cazzi vostri.&lt;br /&gt;Questa l’ho rubata a Benigni, funziona sempre.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2009/12/spaghetti-alle-vongole.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-TZcX-GXiEHOJqr88vjZlSrwnXLamq0kDZoKFBk_MC6lCZOfa0CaA6XjF6haKHukSnX6lLlq5RO581xLzETa5NwJiBh61OWsBQ8Pd1S13FY1xbyjcuCBuz5Opqpg9brPqzwdjlg9inhM/s72-c/ciccio-spaghetti-vongole.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>18</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-1545387173019483928</guid><pubDate>Thu, 31 Dec 2009 07:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T10:00:48.660+01:00</atom:updated><title>Insalata di Finocchi</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMw3VMCOjkG3A1smyVC6UAAl7MeVX4P7WTtlM8MyZNk0AMErXIxHEPO9qga2R3kGxwYnKoNBTf2rb_L8IFLXZJmGymjkVVBefMmnhkCAUJwZuEuWBSXzFHCCM4Tg9NW9VfesQp8pIn6NU/s1600-h/ciccio-insalata-finocchi.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 10px auto; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMw3VMCOjkG3A1smyVC6UAAl7MeVX4P7WTtlM8MyZNk0AMErXIxHEPO9qga2R3kGxwYnKoNBTf2rb_L8IFLXZJmGymjkVVBefMmnhkCAUJwZuEuWBSXzFHCCM4Tg9NW9VfesQp8pIn6NU/s400/ciccio-insalata-finocchi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5421305334116367106&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questa ricetta è mia. “capirai, una stronzata del genere che ci vuole a farla?” già vi sento che mormorate. Invece vi assicuro che il risultato è strabiliante.&lt;br /&gt;Una volta ho servito quest’insalata a uno che, davanti ai finocchi, scappa come un vampiro davanti all’aglio e gli è piaciuta molto. Mò non cominciate a fare le battutacce coi finocchi, gli omofobici ecc., che non mi pare proprio il caso.&lt;br /&gt;Comunque il mio amico ha chiesto il bis. Ora vive a Cuba con Rosario e continua a dirmi che &quot;Rosario&quot; è un nome da donna in America latina. Però la sua Rosario è di Barletta.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ecco gli ingredienti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• 1 Finocchio per ogni commensale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I finocchi devono essere belli teneri. Se non li sapete scegliere andate dal vostro verdumaio e ditegli che se non vi dà i finocchi buoni tornate col SUV di vostro cugino e gli sfondate la vetrina.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;• Olio extra vergine di oliva, aceto di mele, sale e pepe. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io uso l’aceto di mele perché è più delicato. Se ci volete mettere l’aceto normale fate pure, però poi se l’insalata viene una schifezza io non vi conosco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il procedimento è molto semplice. Basta tagliare i finocchi in modo che vengano a bastoncini (e non a fette) e condire con gli ingredienti che vi ho elencato sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, l’insalata di finocchi è un contorno. Se servite solo questo, come secondo, vi diranno che siete avari di brutto e qualche sputazza addosso ve la meritate pure.&lt;br /&gt;Poi non dite che non vi avevo avvertiti.&lt;/p&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2009/12/insalata-di-finocchi_31.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMw3VMCOjkG3A1smyVC6UAAl7MeVX4P7WTtlM8MyZNk0AMErXIxHEPO9qga2R3kGxwYnKoNBTf2rb_L8IFLXZJmGymjkVVBefMmnhkCAUJwZuEuWBSXzFHCCM4Tg9NW9VfesQp8pIn6NU/s72-c/ciccio-insalata-finocchi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>14</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-3074869082419974963</guid><pubDate>Wed, 30 Dec 2009 17:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T10:01:22.220+01:00</atom:updated><title>Baccalà con Patate al Tegame di Coccio</title><description>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7GU11dhQEd34Chl0Y9PMaKUmG3y858_FKF9rbFC6QYxz8nyFqYSEpdts3ifXQx8KnkLgoZW2jITp3-gbPP5-_OpashxcPzBw3hYqBXSNOBpofI8gC9fomSs5SJ7xc5a6DKQyxj6FGQAE/s1600-h/ciccio-baccala.jpg&quot; style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 380px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7GU11dhQEd34Chl0Y9PMaKUmG3y858_FKF9rbFC6QYxz8nyFqYSEpdts3ifXQx8KnkLgoZW2jITp3-gbPP5-_OpashxcPzBw3hYqBXSNOBpofI8gC9fomSs5SJ7xc5a6DKQyxj6FGQAE/s400/ciccio-baccala.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5421081951274740754&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Questa ricetta è di mio zio Roberto. Quindi, se io sono zia Ciccio, lui è vostro prozio. Quando ero piccola ho letto una storia su Topolino che parlava della prozia di Pippo. Lui non sapeva cosa fosse una “prozia”, poi durante la storia la conosce e vive un’avventura molto divertente con lei. Pippo, alla fine della storia, l’ha capito cos’è una “prozia”. Io invece no, perché invece di “prozìa” leggevo “pròzia” e nessuno dei miei parenti mi ha saputo spiegare cosa fosse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo per dire quanto sono sveglia. Insomma, se seguite le mie ricette sarà a vostro rischio e pericolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi elenco gli ingredienti, che se non ce li avete in casa uscite e li andate a comprare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Per 4 persone&lt;/i&gt; (se avete più ospiti dividete. Oppure, se avete fame, mandate a casa qualcuno):&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• 800 g di baccalà salato. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo dovete comprare 3 giorni prima perché deve stare a bagno, quindi questo piatto non lo potete cucinare per cena, oggi, se non avete il baccalà. E non barate andando a comprare quello già ammollato perché fa schifo. Se il baccalà costa meno di 15 euro al chilo lasciate perdere e fate una bella spaghettata che fa sempre allegria. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• 4 patate.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La ricetta originale vuole quelle a pasta bianca, ma io mi trovo sempre in casa quelle a pasta gialla, quindi uso quelle. Voi fate un po’ come vi pare, tanto viene buono lo stesso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• Olio extra vergine di oliva. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Deve essere BUONO, non fate i taccagni che “tanto è per cucinare, ci metto il carapelli”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• Una manciata di uvetta, pinoli, capperi e olive&lt;/b&gt; (una manciata per ognuno, non una manciata in tutto).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le olive devono essere BUONE, quindi andate a comprarle dal verdumaio che di sicuro ha quelle di Gaeta. E non fate i taccagni che “tanto è per cucinare, ci metto le saclà”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• Prezzemolo, aglio, origano e 4-5 pomodori ciliegini.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• Tegame di coccio largo 30 cm.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi sconsiglio di usare una pentola nuova. Fatevi dare quella di vostra nonna che di sicuro è bella saporita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;• 1 Osso di ginocchio di bovino. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non fatevi intortare dal macellaio che vi vorrà dare qualche stupido osso di pollo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questi ingredienti sono soggetti al vostro gusto personale. Per esempio io non ci metto i capperi perché mi fanno schifo. Quindi potete fare delle modifiche e adattare la ricetta alle vostre preferenze. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però se non vi piace il baccalà vi consiglio di passare a un’altra pietanza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Procedimento:&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prendete l’osso e chiudetelo in balcone insieme al vostro cane, così non avrete accattoni fastidiosi in mezzo ai piedi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi prendete il barattolo del sale e chiudetelo fuori insieme a osso e cane, così che non vi venga la voglia di aggiungerlo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mettete in ammollo l’uvetta in acqua tiepida, denocciolate e tagliate a pezzetti le olive. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tritate 2 spicchi d’aglio fini fini (togliendo l’anima perché è amara), mettendo il trito sul fondo del tegame insieme all’olio. NON FATE SOFFRIGGERE NIENTE.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sbucciate le patate, tagliatele a fettone grosse, lavatele, asciugatele e stendetele sul fondo del tegame sopra al trito d’aglio. Fate solo uno strato che se non si cuociono bene vi sfottono tutta la sera. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sopra le patate mettete l’uvetta, i pinoli, le olive, i capperi e il prezzemolo con un filo d’olio (ho detto un filo, non fate gli sboroni se prima vi siete risentiti quando vi ho dato dei taccagni). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tagliate il baccalà a tranci (5-7 cm) e metteteli sopra le patate. Sopra al baccalà mettete i pomodorini aperti e aggiungete una spolverata di origano e un altro filo d’olio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora coprite il tegame col coperchio e mettetelo sul fuoco proteggendolo con lo spargifiamma. Il fuoco deve essere bassissimo e dovete far cuocere per mezz’ora abbondante. Potete controllare la cottura punzicando le patate con uno stuzzicandenti (usatene uno lungo se no vi scottate e poi picchiate il cane). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando le patate sono cotte di sicuro è cotto tutto e potete spegnere il fuoco. Non iniziate a cucinare alle 7 di mattina se no poi si fredda e vi sfottono tutta la sera. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si sa che gli ospiti sono sempre dei bastardi, mica dicono “mm buono, grazie”. Stanno sempre lì a criticare e dare consigli, ma voi trattenetevi: non rispondete con il solito “allora vaccagare, la prossima volta voi cucinate e io rido”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siate superiori. Siate zen. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2009/12/baccala-con-patate-al-tegame-di-coccio.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7GU11dhQEd34Chl0Y9PMaKUmG3y858_FKF9rbFC6QYxz8nyFqYSEpdts3ifXQx8KnkLgoZW2jITp3-gbPP5-_OpashxcPzBw3hYqBXSNOBpofI8gC9fomSs5SJ7xc5a6DKQyxj6FGQAE/s72-c/ciccio-baccala.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>13</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2659221414928124497.post-4907491077213531346</guid><pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-28T11:02:24.691+01:00</atom:updated><title>Mi presento</title><description>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3O0U3K4z_KBcdBxlrIYCHYjRZ6gNegtRuaU6ylwAOhVVD_XyP-UUBveG-BSmg7g87oI6lnY9Rk4JDP2xe41dtnsDfEyIrEIKvnecRf9aAEPPA9zxUB7qzzGk7dt4YTd33SoeqiAgSVOo/s1600-h/ciccio_01.jpg&quot; style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 279px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3O0U3K4z_KBcdBxlrIYCHYjRZ6gNegtRuaU6ylwAOhVVD_XyP-UUBveG-BSmg7g87oI6lnY9Rk4JDP2xe41dtnsDfEyIrEIKvnecRf9aAEPPA9zxUB7qzzGk7dt4YTd33SoeqiAgSVOo/s400/ciccio_01.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5421074800010388818&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;Magari qualcuno mi conosce e pensa che lo voglio ingannare facendo finta che sto in incognito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;I miei nipoti mi chiamano “Zia Ciccio”, che mi sembra un buon diploma per dare consigli di cucina. Comunque sono &lt;a href=&quot;http://ontherailway.tumblr.com/&quot;&gt;Wallyci On the Railway&lt;/a&gt; e inizio un blog.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;“Perché un blog se il tumblr che hai già non se l’incula nessuno?” direte voi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;1. A Natale mi hanno regalato uno schiavo che lavora al mio posto, quindi ora ho un sacco di tempo libero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;2. Essendo stata da sempre schiava di qualcun altro, ora ho delle crisi di identità che cerco di tappare come meglio posso. Quindi, o vado in analisi, oppure spacco i maroni alla brava gente che avrà voglia di leggere anche le righe dopo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;3. Sono fondamentalmente generosa e negare la mia travolgente simpatia al grande pubblico mi sembra cosa meschina. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;“Si, ma perché un blog con le ricette? Cioè, non ne avremo già le palle piene di ’sta roba cucinata? E poi io sono a dieta” direte ancora voi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;1. Le ricette che vi propongo sono cose che cucino io, non roba raccattata in giro come fanno quei furboni di wikipedia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;2. La maggior parte delle pietanze fanno parte della tradizione della mia famiglia, che è sana e numerosa. Quindi c’è garanzia di sopravvivenza e prosperità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;3. Potete anche usare le ricette per fare scherzi stupidi ai vostri amici. Per esempio togliendo qualche ingrediente e mettendone uno che non c’entra niente. Che ne so, potete mettere i gamberi in salamoia nella zuppa inglese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;Così facendo saltate il dolce (e se siete a dieta non guasta), però avete argomento di conversazione per tutta la sera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;Ora vi potrei anche augurare buon appetito. Però non esageriamo, mica sono Suor Germana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lericettediziaciccio.blogspot.com/2009/12/mi-presento.html</link><author>noreply@blogger.com (wallyci)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3O0U3K4z_KBcdBxlrIYCHYjRZ6gNegtRuaU6ylwAOhVVD_XyP-UUBveG-BSmg7g87oI6lnY9Rk4JDP2xe41dtnsDfEyIrEIKvnecRf9aAEPPA9zxUB7qzzGk7dt4YTd33SoeqiAgSVOo/s72-c/ciccio_01.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>10</thr:total></item></channel></rss>