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	<title>Liberarchia</title>
	
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	<description>La Libertà è uguale per tutt*</description>
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		<title>Scrittura collettiva nell’ editoria hacker: tre recenti pubblicazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 10:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
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<p style="text-align: center;"><img title="scrittura_collettiva" src="http://images.easyart.com/i/prints/rw/lg/1/8/M-C--Escher-Mani-che-disegnano-180592.jpg" alt="" width="400" height="338" /></p>
<p>Assente sugli scaffali delle librerie, lontana dai riflettori, allergica a qualsivoglia Premio Strega o simili, c&#8217; è un editoria innovativa, sperimentale, che grazie alle tecnologie, Web in primis, ha saputo dare vita a <strong>nuove forme della produzione cognitiva</strong> riconcependone tutte le fasi, dalla scrittura alla pubblicazione, consentendo l&#8217; espressione di una diversa cultura del sapere non solo nelle parole ma anche nei fatti.<br />
Inizialmente nato come fenomeno di nicchia, il fenomeno della <strong>scrittura collaborativa</strong> si è reso noto al grande pubblico grazie a collettivi come <a href="http://kaizenology.wordpress.com/"><strong>Kai Zen</strong></a> o <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap"><strong>Wu Ming</strong></a>, che ispirandosi alla teoria informatica dell&#8217; <strong>&#8220;open source&#8221; </strong>hanno esportato nel mondo dell&#8217; editoria quel concetto di cultura come patrimonio comune, smontando l&#8217; idea del &#8220;genio individuale&#8221; e consentendo talvolta la partecipazione dei lettori nella stesura o nell&#8217; ampliamento di un testo, talvolta permettendone la <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/opensource/opensource.html">rielaborazione sottoforma di opere artistiche o teatrali</a>.<br />
Anch&#8217; esse nate nel mondo del software e poi esportate in altri campi, le <strong>licenze Copyleft</strong> sono caratteristiche necessarie in questo tipo di produzione letteraria, le cui opere sono gratuitamente scaricabili dai siti degli autori e condivisibili interamente seppur non a scopi di lucro, affinchè come nella migliore filosofia <strong>ciò che è stato prodotto da tutti resti proprietà di tutti</strong>.</p>
<p>Altrettanto interessanti ed espressione di una radicata cultura underground, sono <strong>tre libri</strong> usciti recentemente sui quali oggi portiamo l&#8217; attenzione, tutti partoriti da un lavoro collettivo da attivisti vicini alla <strong>cultura hacker</strong> e al <strong>mondo degli hacklabs</strong> fin dai loro esordi.<br />
Ormai idealizzato nell&#8217; opinione comune come <strong>Paradiso &#8220;Terrestre&#8221; delle libertà individuali</strong>, il Web viene mostrato da questi autori nella sua natura più materiale, fatta di <strong>rapporti di forza e di lavoro reali</strong> caratterizzanti uno dei luoghi di produzione più controversi dei nostri giorni.<br />
Considerare un qualunque motore di ricerca o l&#8217; ultimo programma di messagistica nella sua essenza di azienda al pari di Nike o Coca Cola; smascherare, per dirla in termini marxiani, il <strong>&#8220;carattere feticcio della merce digitale&#8221;</strong>, dietro al quale si nascondono i rapporti sociali determinati fra gli uomini stessi; approcciarsi all&#8217; idea che la lotta per i diritti individuali presto dovrà fare i conti con l&#8217; HTML per evitare di essere tutti un domani catapultati in uno scenario orwelliano.<br />
Questi, in sostanza, sono i messaggi che riceviamo in queste opere, apprendendo che la politica si può nascondere anche tra i grovigli di cavi ethernet, su uno schermo touchscreen o tra le pagine di un social network.<br />
<strong>Ippolita</strong>, già autori di &#8220;Luci e ombre di Google&#8221;; <strong>Autistici/Inventati</strong>, che forniscono svariati servizi web nel rispetto dell&#8217; anonimato, e <strong>Nessun Grande Nemico</strong>, quattro cyber-attivisti tra cui Ferry Bite, fondatore della storica mailing list Cyber-Rights, ci offrono i mezzi e le conoscenze per approcciarci alle tecnologie in un modo critico, consapevole, e dal quale molto spesso è difficile tornare indietro.</p>
<p><strong>&#8220;Nell&#8217; acquario di Facebook&#8221;, Ippolita</strong><br />
Quasi giunto al <strong>miliardo di utenti</strong>, il celeberrimo social network rischia di diventare un vero e proprio &#8220;buco nero&#8221; del Web, fonte inesauribile di qualsivoglia servizio e detentore di un ineguagliabile monopolio dei dati personali.<br />
E&#8217; partendo da queste riflessioni che Ippolita sviluppa <a href="http://www.ippolita.net/nellacquario-di-facebook">Nell’acquario di Facebook – La resistibile ascesa dell’anarco-capitalismo</a>, un pamphlet caratterizzato da una forte posizione anticapitalistica, che tenta di comprendere il ruolo dell&#8217; individuo-utente nella virtuale comunità della Rete.<br />
Nella prima parte il testo analizza i processi psicologici suscitati in un <strong>social network</strong>, criticando i comportamenti narcisistici, di omologazione e di appiattimento comportamentale che portano alla disgregazione della complessità multiforme dell&#8217; individuo.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" title="ippolita" src="http://www.ippolita.net/en/sites/default/files/imagecache/product/copertina_finale_web_1.jpg" alt="" width="190" height="250" /></p>
<p>Successivamente il libro prende in esame il cosiddetto <strong>anarcocapitalismo</strong>, pensiero politico difficilmente catalogabile che adotta il concetto di libertà individuale come mezzo ultimo da raggiungere grazie all&#8217; utilizzo della tecnologia ed in una società deliberatamente capitalistica. Accanto a questa corrente vengono studiati grandi fenomeni sociali avutisi grazie allo sviluppo del Web, dal Partito Pirata a Wikileaks alla cultura Hacker.<br />
Concludendo nello smarrimento classico della lotta al capitalismo, il testo non ha la pretesa di essere la guida pratica ad ogni problema, ma come ottimo risultato ha quello di portare la consapevolezza a riflettere laddove prima non aveva neanche volto lo sguardo.<br />
Si può leggere sul sito <a href="http://www.ippolita.net">http://www.ippolita.net</a> o acquistare in formato ePUB o pdf a 5 euro.</p>
<p><strong>+Kaos, Collettivo Autistici/Inventati</strong><br />
Dopo<strong> 10 anni</strong> dalla nascita del collettivo hacker, un libro che vuole raccontare un&#8217; avventura unica nel mondo digitale, narrati da attivisti in persona, con le loro speranze e le grandi difficoltà che l&#8217; attività politica comporta.<br />
Il collettivo A/I nasce nel 2001 con l’obiettivo di creare un server autogestito e fornire gratuitamente servizi web nel rispetto dell’<strong>anonimato</strong> e della <strong>privacy</strong>. Oltre ad un servizio email e una piattaforma per blogging (<strong>Noblogs</strong>), A/I ha costruito una rete di server collocati in diversi paesi del mondo che offre a diverse migliaia di utenti gli strumenti per una navigazione consapevole, che tutela la loro libertà di informazione e comunicazione.<br />
Accanto alle grandi conquiste non manca la narrazione di vicende più spiacevoli, dal sequestro del server di Aruba alle <strong>peripezie giudiziare</strong> che hanno visto coinvolti Trenitalia, il Vaticano e l&#8217; ineffabile polizia norvegese. Insomma,un&#8217; avventura tutta da scoprire!</p>
<p style="text-align: right;"><img class="alignright" title="au" src="http://www.autistici.org/img/book/ai-book-cover-web.jpg" alt="" width="190" height="285" /></p>
<p>Da apprezzare particolarmente è anche la capacità del libro di coniugare la storia dell&#8217; hacking italiano degli ultimi anni con avennimenti politici di rilevanza internazionale accanto alle vicende di movimento, attribuendo così al cyber-attivismo quel forte connotato politico che l&#8217; ha sempre contraddistinto, dai centri sociali in cui nacquero le prime BBS, all&#8217; utilizzo dei sistemi informatici per la diffusione di notizie durante le mobilitazioni di inizio millennio e con la sua importante presenza a quell&#8217; &#8220;appuntamento con la Storia&#8221; che fu <strong>Genova</strong>.<br />
Con uno sguardo al passato e uno sull&#8217; imminente futuro, <strong>+kaos</strong> sa destare curiosità e ammirazione per un mondo prima del tutto sconosciuto.<br />
Scaricabile gratuitamente in vari formati dal <a href="http://www.autistici.org/it/who/book.html">sito di Autistici</a> o acquistabile in versione cartacea a 14 euro.</p>
<p><strong>Mela Marcia, Nessun Grande Nemico</strong></p>
<p>Divenuto nemesi per eccellenza del &#8220;cyber-boycott-boy&#8221; di turno, Apple è un simbolo del capitalismo digitale, accompagnato da un influenza sulle giovani generazione difficilmente imitabile da altre compagnie.<br />
Ripercorrendo la storia della multinazionale di Steve Jobs, Mela Marcia tenta di spiegare come si è potuto costruire quell&#8217; immenso regno economico e dottrinale che ha reso Apple uno dei loghi più ammirati e Jobs uno dei businessman più idolatrati (e controverso) di sempre.<br />
Come si è dimostrato al seguito della morte di Jobs o come è facile constatare all&#8217; apertura di ogni nuovo Apple-Store, la Grande Mela è stata capace di diffondere un proprio prodotto sfruttando controculture e miti giovanili confluite in quello che Mirella Castigli chiama un &#8220;fondamentalismo tecnofilo&#8221;, devozione incondizionata per il dio Capitalismo.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" title="ngn" src="http://www.agenziax.it/imgProdotti/43A.jpg" alt="" width="180" height="270" /></p>
<p>Partendo da queste critiche il testo ricorda aspetti molto più pratici della produzione appleiana, che nelle fabbriche cinesi di Foxconn conduce l&#8217; assemblamento di iPhone e iTouch, dove le infernali condizioni di lavoro hanno portato più di una volta gli operai a suicidi di protesta. Nello stabilimento in questione, vale la pena ricordare, operano anche altre case produttrici di softare, tra cui Amazon e Microsoft, motivo per cui, come ricorda il nome del collettivo NGN, non è identificando una singola o poche multinazionali su cui accanirsi che si può condurre una lotta efficace allo sfruttamento di uomini e risorse caratteristico del sistema capitalistico.<br />
Come puntualizza Ferry Byte sul blog sempre aggiornato Mela Marcia:<br />
&#8220;Il libro Mela marcia non è infatti un libro contro Apple, ma sul lato oscuro del business, in nome del quale sono progettati improbabili e ostinati piani di conquista del mondo (digitale).&#8221;<br />
Conquista tanto difficile da arrestare, tanto difficile è non diventarne parte integrante.<br />
Disponibile sul blog <a href="http://melamarcia.nessungrandenemico.org">http://melamarcia.nessungrandenemico.org</a> o distribuito da <a href="http://www.agenziax.it/">Agenzia X</a> per 10 euro.</p>
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		<title>La terra trema, tutto trema</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 13:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[20 Maggio 2012, meno pochi mesi secondo i Maya. La terra trema nel Nord Italia perchè il Sud ha già tremato, l&#8217; Italia trema, e tutto trema. Trema la terra alle 4 di notte, le 3 secondo la questura; si &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=1032">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/bomba-brindisi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-794" title="earth" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/bomba-brindisi.jpg" alt="" width="400" height="210" /></a><strong>20 Maggio 2012</strong>, meno pochi mesi secondo i Maya.</p>
<p><strong>La terra trema</strong> nel Nord Italia <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_19/brindisi-esplode-ordigno-scuola-feriti_3c11fef0-a17f-11e1-8681-fb83092733eb.shtml">perchè il Sud ha già tremato</a>, l&#8217; Italia trema, e tutto trema.<br />
Trema la terra alle 4 di notte, le 3 secondo la questura; si contano sfollati, feriti e anche 6 morti, 7 secondo Repubblica.</p>
<p><strong>Trema la terra</strong> e trema la sicurezza, quella dei lavoratori e degli operai, quelli <a href="http://www.unita.it/italia/forte-scossa-in-emilia-4-morti-nel-ferrarese-1.412706">morti sotto il tetto di un capannone</a> che troppo costava mettere a norma e che ora è crollato sotto il peso della prima <strong>calamità naturale che è la negligenza umana</strong>.<span id="more-1032"></span></p>
<p><strong>Trema la terra</strong> e trema la Casa dello Studente, dichiarata <strong>pericolante</strong> quasi quanto l&#8217; Istruzione di questo Paese.</p>
<p><strong>Trema la terra</strong>, tremano le lingue dell&#8217; ignoranza, e i leghisti non perdono l&#8217; occasione per dimostrare ancora una volta che la secessione ce l&#8217; hanno eccome tra il cervello e la bocca. Il segretario verdano di Rovato Stefano Venturi <a href="http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2012/05/20/715739-terremoto-padania-lega-rovato-stefano-venturi-brescia.shtml">riporta sul suo status Facebook</a>: <em>“Terremoto nel Nord Italia. Ci scusiamo per i disagi, ma la Padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano…)”</em>.<br />
Ogni altro commento sarebbe semplicemente superfluo.</p>
<p><strong>Trema la terra</strong> e tremano i media, tremano i giornali e i mainstream davanti all&#8217; incontrastabile efficienza del web, dei social network e di <strong>twitter</strong>, dove una comunità di internauti uniti dal senso di collaborazione riesce a diffondere informazioni e testimonianze in tempo reale ad una velocità record, tanto che qualcuno arriva a cinguettare <em>&#8220;ma come cazzo fate a twittare mentre vi trema la casa?!?&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Trema la terra</strong>, tremano i campanili e crollano le chiese, perchè qui <strong>la fede</strong> se ne andata da un pezzo.</p>
<p><strong>Trema la terra</strong> e tremano le campagne di <strong>San Felice sul Panaro</strong>, si, esatto, proprio lì, dove da anni la società ERG Rivara Storage <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2012/05/terremoto-la-sindrome-nimby-salva-san-felice-sul-panaro.html">è intenzionata a riempire il sottosuolo di <strong>37000 milioni di metri cubi di gas metano</strong></a> a scopo di stoccaggio sotterraneo, e dove se non fosse stato per la determinazione di tanti cittadini, le tante raccolte firme, le manifestazioni &#8220;No-Gas&#8221; e le lotte della popolazione locale oggi probabilmente dell&#8217; Emilia rimarrebbe solo il ricordo di una landa desolata saltata per aria. Altro che &#8220;NIMBY&#8221;.</p>
<p><strong>Trema la terra</strong> e tremano le speranze, le speranze infrante di terremotati di altri tempi, da L&#8217; Aquila al Friuli passando per Genova nessuno ormai ha ormai fiducia in un qualche governo, il cui tempismo lascia increduli quando si tratta di sospendere i finanziamenti per calamità naturali esattamente due giorni prima di un devastante terremoto.<br />
Perlomeno <strong><a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/05/20/terremoto-cordoglio-napolitano-papa.html">sono tutti vicini alle vittime</a></strong>.</p>
<p>Trema l&#8217; Emilia, trema l&#8217; Italia, trema la Grecia, trema l&#8217; Europa, e <strong>tremano tutti</strong>, <strong>abitanti di un suolo ormai anch&#8217; esso precario</strong>.<br />
Le prossime scosse sono imprevedibili, e probabilmente non saranno per niente di assestamento.<br />
Gli esperti consigliano di non stare in casa, e sarà meglio ascoltarli, sennò poi arriva <strong>Equitalia</strong> e fuori di casa ci stai per forza.</p>
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		<title>Cyber Rights Day #2 – Hacktivismo e alternative della Rete – 11 Maggio, Pisa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi governa il Web? Quali sono le forze politiche in gioco nel controllo del più grande mezzo di informazione attuale? E come possono i movimenti di oggi utilizzare al meglio le potenzialità della tecnologia non solo per difendere i diritti &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=1022">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		</div>
<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/Cyber-Rights-Day-2.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1026" title="Cyber Rights Day 2" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/Cyber-Rights-Day-2-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Chi governa <strong>il Web</strong>? Quali sono le forze politiche in gioco nel controllo del più grande mezzo di informazione attuale? E come possono i <strong>movimenti</strong> di oggi utilizzare al meglio le potenzialità della tecnologia non solo per difendere i <strong>diritti digitali</strong> ma anche come strumento nelle lotte reali e quotidiane?<span id="more-1022"></span></p>
<p>A queste e ad altre domande proveremo a dare una risposta <strong>Venerdì 11 Maggio</strong>, alla <strong>seconda</strong> <strong>Cyber Rights Day</strong>! Interverranno:</p>
<p><strong>Arturo di Corinto</strong>, giornalista, esperto di Internet, scrive spesso di queste tematiche anche su Repubblica e sul suo blog <a href="http://www.dicorinto.it">www.dicorinto.it</a>.</p>
<p><strong>Prof. Bruno Martelli</strong> di Wikipedia Italia, enciclopedia libera che tutti ben conosciamo e che se analizzata risulta essere un risultato sociale di notevole interesse.</p>
<p><strong>Collettivo Autistici/Inventati</strong> che da 10 anni si occupa di diritti digitali e porta avanti progetti reali quali un mailserver che ospita in particolare molte mailing list, la piattaforma noblogs e il nuovissimo Piano R*. Gestiscono anche un blog, <a href="http://cavallette.noblogs.org/">cavallette.org</a>.</p>
<p><strong>eigenLab</strong>, laboratorio autogestito di studenti dell&#8217; Universita&#8217; di Pisa, impegnato tra le altre cose nella costruzione di una rete wi-fi cittadina gratuita e ad accesso aperto, eigenNet.<br />
Per informazioni su eigenNet o sugli altri progetti di eigenLab visitate <a href="http://www.eigenlab.org">eigenlab.org</a>.</p>
<p>L’ iniziativa, organizzata da <strong>eigenLab</strong>, <strong>Assemblea Scienze in Agitazione</strong> e <strong>Progetto Tijuana</strong> si terrà Venerdì 11 Maggio alle ore 16:00 presso la facoltà di Scienze dell’ Università di Pisa.</p>
<p>See you on the cyber-barricades!</p>
<p><a href="http://eigenlab.org/eventi/54-conferenze/165-cyber-rights-day-2">http://eigenlab.org/eventi/54-conferenze/165-cyber-rights-day-2</a></p>
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		<title>Telecamere dovunque, ma questo non è un film</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 20:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Effettivamente registi qui non ne vedo. Neppure l&#8217; ombra di un costumista, di uno scenografo, e men che meno di attori. Allora qualcuno mi dovrebbe spiegare il perchè di quelle videocamere, che mi ruotano sulla testa da tutta la serata, &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=1010">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/What-are-you-looking-at-Banksy-1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1013" title="What are you looking at Banksy 1" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/What-are-you-looking-at-Banksy-1-300x187.png" alt="" width="400" height="250" /></a>Effettivamente <strong>registi</strong> qui non ne vedo.<br />
Neppure l&#8217; ombra di un <strong>costumista</strong>, di uno <strong>scenografo</strong>, e men che meno di <strong>attori</strong>.<br />
Allora qualcuno mi dovrebbe spiegare il perchè di quelle <strong>videocamere</strong>, che mi ruotano sulla testa da tutta la serata, come <strong>avvoltoi elettronici</strong> bramosi di chissà quale preda.<br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
Si gira. L&#8217; angolo.<br />
Via del Ghetto, puzza di piscio che satura l&#8217; aria, lontane le voci di una compagnia di giovani che il <strong>Grande Fratello</strong> conosce meglio delle loro madri.<br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
Era lì, sopra la grondaia, e manco l&#8217; avevo vista. Lei, invece, mi vede sempre.<br />
Continuo a passo spedito, perchè in una città dove filmano chi cammina non c&#8217; è proprio da <strong>fidarsi di nessuno</strong>.<span id="more-1010"></span><br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
Mi ricordo ancora il giorno dell&#8217; inaugurazione, il <strong>“Nuovo Progetto Città Sicura”</strong>, frutto di un ingegnoso assessore, di un sindaco benevolo e di <strong>500&#8217;000 euro</strong> di finanziamento pubblico.<br />
“Un sacrificio per i cittadini ma per il bene della città”, dicevano. E io che credevo che questi fossero <strong>la stessa cosa</strong>.<br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
Sui muri dell&#8217; Università, incredibile, lì non me la sarei mai aspettata.<br />
Meglio tirare dritto, si evita il vicolo buio.<br />
In cima al lampione, proprio in mezzo alla piazza, spunta un occhio beffardo, per lo più girevole, che più vispo di un falco ricorda allo spaccino che se va a vendere in Piazza Garibaldi è meglio per lui.<br />
Guadagna lo spaccino, guadagna l assessore <em>(forse per spendere dallo spaccino)</em>, guadagnano tutti, o forse no, perchè forse in fondo è proprio come un <strong>mercato</strong>: vendi sicurezza, compri controllo, <strong>rubi libertà</strong>, acquisti potere.<br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
Vado di fretta, ma loro mi inseguono.<br />
Comunicano tra loro, si passano informazioni, ti guardano dentro negli occhi fino ad imparare il tuo nome, ma con loro sei al <strong>sicuro</strong>: di loro puoi fidarti.<br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
In fondo alla via una vecchia bottega produce nuovi senzatetto chiudendo i battenti davanti alla <strong>crisi</strong>.<br />
Con quella cifra a <strong>cinque zeri</strong> di botteghe <strong>ne aprivi tre</strong>.<br />
Scuole, ospedali, servizi, spazi, non è forse meglio essere sicuri? Sicuramente <strong>no</strong>.<br />
<strong>3, 2, 1, CIAK!</strong><br />
Stavolta non mi hai visto, <strong>stronza</strong>, avevo appena svoltato.<br />
Eccomi, arrivato dinanzi la porta di casa, mano alle chiavi, ma <strong>l&#8217; agitazione resta</strong>. Sono qui, da qualche parte, sopra, sotto, destra, manca&#8230; Ma non importa. Sono arrivato.<br />
Entro di soppiatto, ormai abituato come un maestro ninja.<br />
Chi può qui vedermi? Chi può ora sentirmi?<br />
Butto la giacca, mi stendo, <strong>accendo il PC</strong>.<br />
<strong>3, 2, 1, CLICK!</strong><br />
Non faccio in tempo a prendere fiato, e sono di nuovo qui!<br />
<strong>Login</strong>, <strong>utente</strong>, <strong>password</strong>, chi l&#8217; avrebbe mai detto?<br />
Tre semplici link, un innocua pagina html, e i miei dati sono già in un server californiano, il mio nome è in pasto ad un calcolatore di Pechino e <strong>un anonima agenzia di marketing</strong> sa già che mi piacciono i fumetti di <strong>Dylan Dog</strong>.<br />
Afferro la macchina, premo qualche tasto a caso, esco dal sistema, <strong>esco da tutto</strong>.</p>
<p>Nel buio della camera, avvolto da una <strong>inquieta insicurezza</strong>, sono finalmente solo, solo e insicuro, e posso dormire per tutta la notte in compagnia dei miei sogni, per ora <strong>felici e contenti</strong>.<br />
Stavolta, però, <strong>nessun titolo di coda</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cyber Rights Day #1 – Copyright e pirateria informatica – 4 Maggio, Pisa</title>
		<link>http://www.liberarchia.net/blog/?p=1000</link>
		<comments>http://www.liberarchia.net/blog/?p=1000#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Niùs]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[Attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Gubitosa]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber Rights Days]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-Rights]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Hacking]]></category>
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		<category><![CDATA[Open-Source]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217; intenzione di essere il primo di una stimolante serie di incontri, si terrà a Pisa il Cyber Rights Day #1, pomeriggio di dibattiti sulle tematiche della proprietà intellettuale e su come la produzione cognitiva stia trovando oggi sviluppi &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=1000">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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		</div>
<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/No_cp_day.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1001" title="No_cp_day" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/No_cp_day-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Con l&#8217; intenzione di essere il primo di una stimolante serie di incontri, si terrà a <strong>Pisa</strong> il <strong>Cyber Rights Day #1</strong>, pomeriggio di dibattiti sulle tematiche della proprietà intellettuale e su come la produzione cognitiva stia trovando oggi sviluppi grazie ai novi mezzi di informazione quali internet.<br />
<span id="more-1000"></span><br />
In particolare, <strong>Venerdì 4 Maggio</strong> avremo come ospiti:</p>
<p><strong>Carlo Gubitosa</strong>, autore dell&#8217; &#8220;Elogio della Pirateria&#8221;, breve saggio nel quale vengono mostrati i risvolti sociali positivi legati alla libera condivisione gratuita di documenti nel Web.<br />
Partendo da eventi recenti quali il video anti-pirateria firmato dagli artisti italiani dello spettacolo, Gubitosa propone invece un riconoscimento della pirateria informatica come mezzo di divulgazione culturale, utile non solo all&#8217; arricchimento collettivo ma anche alla diffusione di opere.<br />
Già su questo blog è stata pubblicata una sua intervista: <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=698">Copyright, pirati e libertà digitali &#8211; Intervista a Carlo Gubitosa</a></p>
<p><strong>Maria Chiara Pievatolo</strong>, professoressa di Filosofia presso l&#8217; Università di Pisa che ha spesso affrontato il tema del copyright, contestualizzandolo anche in un contesto storico proponendo, ad esempio, la figura di Immanuel Kant come pioniere della lotta contro la proprietà intelettuale.<br />
Per leggere alcuni dei suoi scritti: <a href="http://www.sp.unipi.it/index.php?page=/hp/pievatolo">http://www.sp.unipi.it/index.php?page=/hp/pievatolo</a></p>
<p><strong>Angelo Rindone</strong> di Produzioni dal Basso, un progetto di autoproduzione e crowdfunding alternativo.<br />
<a href="http://www.produzionidalbasso.com/">http://www.produzionidalbasso.com</a></p>
<p><strong>Scarft</strong>, del progetto Copydown.</p>
<p>L&#8217; iniziativa, organizzata dal laboratorio autogestito <a href="http://www.eigenlab.org"><strong>eigenLab</strong></a> e dall&#8217; <strong>Assemblea Scienze in Agitazione</strong> si terrà Venerdì 4 Maggio alle ore 17:00 presso il <a href="http://maps.google.it/maps?q=Facolt%C3%A0+di+Scienze+Matematiche+Fisiche+e+Naturali,+Largo+Bruno+Pontecorvo,+Pisa&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=43.721087,10.407443&amp;spn=0.007661,0.021136&amp;sll=43.714995,10.396352&amp;sspn=0.015323,0.042272&amp;oq=pisa,facolt%C3%A0+di+scien&amp;hq=Facolt%C3%A0+di+Scienze+Matematiche+Fisiche+e+Naturali,&amp;hnear=Largo+Bruno+Pontecorvo,+56127+Pisa,+Toscana&amp;t=m&amp;z=16&amp;iwloc=A">Polo Fibonacci</a>, sede della facoltà di Scienze dell&#8217; Università di Pisa.<br />
Vi aspettiamo numerosi!</p>
<p><a href="http://eigenlab.org/eventi/54-conferenze/150-cyber-rights-day-1-copyright-e-copyleft">http://eigenlab.org/eventi/54-conferenze/150-cyber-rights-day-1-copyright-e-copyleft</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“La Storia del Bosco”, versi non troppo in rima di memoria e Resistenza</title>
		<link>http://www.liberarchia.net/blog/?p=960</link>
		<comments>http://www.liberarchia.net/blog/?p=960#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 07:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Bosco grande e silenzioso, raccontami la storia di chi su questi monti la Storia scrisse un dì. Parlate voi colline, dal manto verde chiaro, un dì rosso macchiato, dal sangue partigian. Abeti, faggi, querce, pini, abeti e rosmarini, ciliegi già &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=960">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/bosco.1.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-962" title="bosco.1" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/bosco.1-300x200.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a>Bosco grande e silenzioso,<br />
raccontami la storia<br />
di chi su questi monti<br />
la Storia scrisse un dì.</p>
<p style="text-align: center;">Parlate voi colline,<br />
dal manto verde chiaro,<br />
un dì rosso macchiato,<br />
dal sangue partigian.</p>
<p><span id="more-960"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abeti, faggi, querce,</strong><br />
<strong> pini, abeti e rosmarini,</strong><br />
<strong> ciliegi già fioriti</strong><br />
<strong> e giganti sempre verdi,</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>custodite la memoria</strong><br />
<strong> immortale alle stagioni</strong><br />
<strong> perchè qui la Grande Storia</strong><br />
<strong> scritta sempre rimarrà.</strong></p>
<p style="text-align: center;">Dove ora sol si sente<br />
il frusciare delle fronde<br />
e un dì suonavan bombe<br />
e rombi di cannon,</p>
<p style="text-align: center;">bosco, narrami le gesta<br />
di foglie qui cadute<br />
per donar futuro<br />
a chi germoglierà.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abeti, faggi, querce,</strong><br />
<strong> pini, abeti e rosmarini,</strong><br />
<strong> ciliegi già fioriti</strong><br />
<strong> e giganti sempre verdi,</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>custodite la memoria</strong><br />
<strong> immortale alle stagioni</strong><br />
<strong> perchè qui la Grande Storia</strong><br />
<strong> scritta sempre rimarrà.</strong></p>
<p style="text-align: center;">Insegnate, grandi abeti<br />
a quelli che verranno<br />
di come si resiste<br />
alle mali erbe invasor,</p>
<p style="text-align: center;">e narratemi di come,<br />
tra faggi, pini e querce<br />
un dì nacque una pianta<br />
chiamata Libertà.</p>
<p style="text-align: center;">25 Aprile <span style="text-decoration: line-through;">2012</span><strong> siempre</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberarchia.net/blog/?feed=rss2&amp;p=960</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Lettera aperta all’ UNESCO dall’ Assemblea Mondiale dei Libri</title>
		<link>http://www.liberarchia.net/blog/?p=952</link>
		<comments>http://www.liberarchia.net/blog/?p=952#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trip]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-Rights]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Open-Source]]></category>
		<category><![CDATA[Satira]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberarchia.net/blog/?p=952</guid>
		<description><![CDATA[23 Aprile 2012, Mondo Alla spettabile Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). L&#8217; Assemblea Mondiale dei Libri (AML), riunitasi oggi in circostanze del tutto straordinarie, intende con la presente mostrare contrarietà verso l&#8217; istituzione &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=952">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/books.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-957" title="books" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/books-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>23 Aprile 2012, Mondo</p>
<p>Alla spettabile Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura (<strong>UNESCO</strong>).</p>
<p>L&#8217; <strong>Assemblea Mondiale dei Libri</strong> (AML), riunitasi oggi in circostanze del tutto straordinarie, intende con la presente mostrare contrarietà verso l&#8217; istituzione sopracitata.<br />
<span id="more-952"></span><br />
Ci risulta infatti che dal 23 Aprile 1996 sia stata scelta questa data (23/4) come <strong>&#8220;Giornata mondiale del libro e del diritto d&#8217;autore&#8221;</strong>, per promuovere la lettura e la pubblicazione di <strong>noi</strong> testi.<br />
In quanto libri e documenti di ogni sorta ci sentiamo però profondamente offesi dalla decisione di dedicare la nostra giornata mondiale alla difesa della proprietà intellettuale tramite <strong>copyright</strong>, a causa del quale la nostra circolazione è tutt&#8217; ora ostacolata ed in ogni modo compromessa.<br />
Con le odierne norme in materia di diritto d&#8217; autore infatti, con l&#8217; apparente intenzione di tutelare scrittrici e scrittori dal plagio delle opere o da chissà quali pericoli, si vincola invece la possibilità a tanti di consultarci per <strong>vie telematiche</strong>, quali il file sharing e la condivisione gratuita via web.</p>
<p>La nostra intenzione è infatti poter essere letti da un maggior numero di persone possibile, per favorire il progresso culturale di tutti, e che sia necessario fin da oggi iniziare a promuovere, soprattutto a livello istituzionale, nuove norme in materia che differenzino l&#8217; <strong>opera fisica</strong> (libro) da <strong>quella intellettuale</strong> (contenuto) e che permettano la <strong>divulgazione di quest&#8217; ultima liberamente</strong>, se avviene per fini non commerciali come la consultazione.</p>
<p>Nella Giornata Mondiale del Libro dunque, <strong>ci auguriamo tutti di essere scaricati il più possibile, duplicati, fotocopiati, condivisi con ogni mezzo possibile</strong>, perchè sempre saremo contrari ai meri tentativi di lucro da parte dell&#8217; industria editoriale e sempre favorevoli alla diffusione nostra e della cultura.</p>
<p style="text-align: left;">Saluti liberi,</p>
<p style="text-align: right;">Firmato: <strong>Libr* di tutto il Mondo</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corte d’ appello USA: “Appropriarsi di software non è rubare”</title>
		<link>http://www.liberarchia.net/blog/?p=844</link>
		<comments>http://www.liberarchia.net/blog/?p=844#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 22:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Niùs]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-Rights]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Goldman Sachs]]></category>
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		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente una buona notizia. Dopo un anno di carcere la Corte d&#8217; appello statunitense ha deciso di liberare Sergey Aleynikov, l&#8217; uomo condannato a scontare 8 anni per il “furto di codice” di software finanziari appartenenti alla nientedimenoche Goldman Sachs. &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=844">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.liberarchia.net%2Fblog%2F%3Fp%3D844"><br />
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/GoldmanSucks.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-855" title="GoldmanSucks" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/GoldmanSucks-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Finalmente una buona notizia.<br />
Dopo un anno di carcere la Corte d&#8217; appello statunitense ha deciso di <strong>liberare Sergey Aleynikov</strong>, l&#8217; uomo condannato a scontare 8 anni per il <strong>“furto di codice”</strong> di software finanziari appartenenti alla <em>nientedimenoche</em> <strong>Goldman Sachs</strong>.<br />
Nel 2009 Aleynikov avrebbe copiato e rinominato codici sorgenti di file impiegati nel sistema informatico della banca, ma l&#8217; accusa è ora caduta in quanto non è possibile classificare l&#8217; appropriazione di software come un &#8220;furto” vero e proprio dato che questo <strong>non comporta la privazione dell&#8217; oggetto</strong> al proprietario, bensì può avvenire tranquillamente con <strong>una duplicazione</strong>.<br />
<span id="more-844"></span><br />
Anche un organo giurisdizionale ha dunque approvato la teoria che esposi <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=646"> in questo blog proprio pochi mesi fa trattando il tema della pirateria</a>, osservando i complessi mutamenti che i beni digitali hanno portato nel mondo giuridico: non solo il furto, ma anche lo stesso concetto di<strong> “proprietà” </strong>deve essere rimesso in discussione quando si prova ad estenderlo ad <strong>oggetti immateriali e intangibili</strong> quali un software o un idea. Abituati all&#8217; accaparramento sfrenato, non ci accorgiamo talvolta di mettere le mani laddove non è possibile, perchè ritenersi proprietari indiscussi di un sapere non solo è ridicolo, ma anche dannoso per lo sviluppo culturale dell&#8217; intera collettività.<br />
Generalizzando il caso in questione, se ogni appropriazione che avviene tramite una duplicazione non è da considerarsi furto, allora questo significa <strong>consentire il file sharing</strong>, la condivisione di file multimediali quali libri in pdf a scopo di consultazione e non economico!<br />
A tutti pare ormai chiaro che i regolamenti globali devono trovare il modo di adattarsi alle <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=670">nuove forme di produzione e distribuzione</a>, rivalutando complessivamente le norme in materia di copyright e <strong>proprietà intelettuale</strong>, rinunciando ad inconsistenti tentantivi di lucro e rassegnandosi una volta per tutte al fatto che ogni innovazione tecnologica è necessariamente portatrice di innovazione sociale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberarchia.net/blog/?feed=rss2&amp;p=844</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A proposito di quella strana alleanza tra fascismo e libertà di parola</title>
		<link>http://www.liberarchia.net/blog/?p=820</link>
		<comments>http://www.liberarchia.net/blog/?p=820#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 20:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pipponi]]></category>
		<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Antirazzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Pound]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
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		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo breve articolo nasce dalla chiara intenzione di spiegare a tutte/i un semplice concetto la cui ovvietà è superata solo dallo stupore incontrato nel vedere ancora qualcuno che è pronto a metterlo in discussione. A chi non è mai successo, &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=820">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/adesivo-antifa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-822" title="adesivo-antifa" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/adesivo-antifa-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Questo breve articolo nasce dalla chiara intenzione di spiegare a tutte/i un semplice concetto la cui ovvietà è superata solo dallo stupore incontrato nel vedere ancora qualcuno che è pronto a metterlo in discussione.<br />
A chi non è mai successo, soprattutto vivendo le discussioni politiche degli ultimi anni, di trovarsi a far valere le ragioni dell&#8217; <strong>antifascismo</strong> e venire da altri accusati di intolleranza e mancanza di rispetto alla <strong>libertà di parola</strong>?<br />
Ogniqualvolta la violenza razzista e xenofoba si fa sentire, lasciandoci talvolta il morto come nel caso fiorentino di <strong>Sambp e Diop</strong>, i movimenti ma ancora di più la collettività chiedono a gran voce la chiusura forzata di ogni covo fascista ancora in circolazione, intolleranti verso la presenza di vecchie ideologie che solo possono portare infelicità. Ma a chi chiede la demolizione di queste organizzazioni, talvolta si oppone proprio chi si fa paladino della libertà di espressione, asserendo che in nome di questa sia legittimo aprire la discussione con qualunque ideologia, anche di matrice razzista, perchè la libertà di parola non si nega a nessuno, mostrando così un apparente incoerenza tra i principi democratici e le pratiche dell&#8217; antifascismo.<br />
E rischiando di passare <strong>a mia volta per censore</strong>, mi trovo totalmente in disaccordo con questo punto di vista. <span id="more-820"></span></p>
<p><strong>La libertà di parola, infatti, non è un diritto assoluto.</strong><br />
La libertà di parola nasce ed è necessaria in un contesto che è la libera discussione tra le parti, la crescita collettiva e culturale che può e deve avvenire necessariamente tramite lo scambio di opinione e grazie le critiche costruttive ad ogni pensiero, affinchè “aggiustando il tiro” di volta in volta, ognuno possa rendere conto a sè stesso dei propri errori e produrre idee sempre nuove e più coerenti.<br />
La libertà di parola, insomma, sussiste in funzione dello <strong>scambio intellettuale</strong> come mezzo di crescita.<br />
In quest&#8217; ottica, dunque, sarebbe stupido respingere le idee a noi contrarie, perchè potenzialmente sono proprio queste che possono permettere una modifica del nostro pensiero e dunque un nostro sviluppo, nel <strong>rispetto di ogni individuo</strong>.<br />
Ma è proprio il rispetto di ogni individuo, così come l&#8217; uguaglianza tra le appartenenze etniche e la parità tra i sessi che rappresentano quei principi intoccabili, inviolabili, che nessun dialogo può mettere in discussione, perchè sono i diritti che permettono ogni dialogo stesso.<br />
Se su tante cose possiamo avere pareri discordi, non è certo sui <strong>diritti fondamentali dell&#8217; Uomo</strong> che possiamo discutere, e non vi è ragione alcuna per permettere a chi viola questi diritti di potersi pronunciare, nè di poter divulgare idee o pratiche che offendano l&#8217; individuo.</p>
<p>Per la costruzione di una società vivibile, così come è necessario tutelare la parola di ogni parte, è fondamentale saper distinguere ed opporsi ad ogni fascismo, perchè il rispetto per l&#8217; Uomo è la <strong>condizione necessaria e sufficiente</strong> di un idea per poter essere accettata al tavolo delle trattative.</p>
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		<title>Scavare buche nelle montagne per uscire dalla crisi. Di Keynes, CGIL e #notav</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 22:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Florian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pipponi]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217; economista britannico John Maynard Keynes diceva che, in periodo di crisi, lo Stato dovrebbe pagare i disoccupati per scavare una gigantesca buca nel terreno e per poi riempirla. In questo modo i lavoratori avrebbero un salario e potrebbero spendere, &#8230; <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=804">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/dig.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-806" title="dig" src="http://www.liberarchia.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/dig-300x213.jpg" alt="" width="350" height="249" /></a>L&#8217; economista britannico <strong>John Maynard Keynes</strong> diceva che, in periodo di crisi, lo Stato dovrebbe pagare i disoccupati per <strong>scavare una gigantesca buca</strong> nel terreno e per poi riempirla. In questo modo i lavoratori avrebbero un salario e potrebbero spendere, si creerebbe dunque un commercio attorno alla buca ed infine l’economia potrebbe risollevarsi.<br />
E dobbiamo ammettere che sarebbe stato difficile prendere più alla lettera questo consiglio di quanto ha saputo fare <strong>Susanna Camusso</strong>, che in una sua recente dichiarazione ha espresso la simpatia del sindacato rispetto il progetto <strong>TAV</strong>.<span id="more-804"></span></p>
<p><em>«Il Paese ha un disperato bisogno di investimenti, [il TAV] è utile per l&#8217;occupazione ma serve il dialogo. È impensabile fare i lavori per anni con la valle contro»</em></p>
<p>Oltre a riutilizzare magistralmente la strategia mediatica del <em>si-dialoghiamo-ma-solo-se-alla-fine-si-fa-come-dico-io</em>, la Camusso dimostra di avere una concezione di <strong>produzione e di crescita</strong> che, ahimè, è ben lungi da quella che speravamo avesse un organo difensore dei diritti dei lavoratori.<br />
Bucare le montagne. Creare occupazione. <strong>Chiaro</strong>.</p>
<p>Chiaro è a tutti che questo discorso ha del marcio, a partire dalla constatazione che un treno ad alta velocità sia l&#8217; unico progetto capace di portare occupazione in una regione, mentre come suggerisce l&#8217; ormai storico attivista notav<strong> Perino</strong> in un intervista “le grandi opere occupano un ottavo delle maestranze che si occupano nell&#8217;industria e edilizia civile: quando noi diciamo no alle grandi opere inutili e sì alle piccole opere utili, come la messa in sicurezza degli edifici pubblici, le scuole, gli ospedali, per non parlare delle energie rinnovabili, c&#8217;è un motivo che va oltre la maggiore utilità sociale: anche l&#8217;occupazione sarebbe otto volte superiore a quella creata dalle grandi opere inutili”.<br />
Non è infatti difficile inventarsi una qualche maniera “sana” per creare posti di lavoro, anche alla luce di finanziamenti europei per le fonti alternative di energia, per la bioedilizia, per la riconversione industriale e per la risistemazione idrogeologica dei territori; tuttavia questo non è l&#8217; unico <em>bug</em> nel ragionamento camussiano, perchè in esso si nasconde una <strong>fallacia ben nota e diffusa della nostra era</strong>.</p>
<p>Già <a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=62">in questa sede</a>, quasi un anno fa, discutemmo dell&#8217; inefficacia di certi parametri, quali il <strong>Prodotto Interno Lordo</strong>, per dimostrare lo stato di benessere di un Paese, e così come allora anche qui ci scontriamo con un interpretazione del Mondo che non sa distinguere <strong>il reale dal fittizio</strong>, confonde cifre e numeri con fatti reali quali ambiente, cultura e salute.<br />
<strong> Cosa significa “occupazione”</strong>, se essere occupati significa svolgere una qualsiasi attività che abbia un qualsiasi scopo a patto che questa avvenga con circolo di denaro?<br />
<strong> Cosa significa “produzione”</strong>, se per produrre intendiamo anche la costruzione di armi, la demolizione di edifici inutili e la devastazione di una valle?<br />
<strong> Cosa significa “progresso”</strong>, se progredire significa chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie sociali in nome di un sistema artificioso nel quale l&#8217; unico scopo è far tornare un conto alla fine dell&#8217; anno per potersi così considerare ancora tra i partecipanti di una sorta di mastodontico e inquietante <strong>Monopoli globale</strong>?<br />
Domande che forse suscitano stupore, sdegno, impiccio, ma che se non ce le facciamo subito rischiamo presto di trarre conclusioni affrettate pari a quelle di un sindacato del quale dobbiamo solo accettare a malincuore la fuoriuscita dalla nostra ideologia e di conseguenza dal percorso collettivo delle lotte.<br />
Sapere che ogni scelta politica ha conseguenze reali è fondamentale, così come è fondamentale ricordarci ogni tanto qual&#8217;è e dov&#8217;è il nostro obiettivo: se ciò che chiediamo è davvero una <strong>collettività proprietaria di sapere, dignità e diritti</strong> allora è forse meglio rivalutare la nostra conversione al credo del dio Progresso; in caso contrario, invece, faremmo meglio a traforare al più presto la catena alpina, con o senza Tav, soltanto per poter diffondere un pò nell&#8217; aria sufficienti quantità di <strong>amianto</strong> e<strong> uranio</strong> da causare in tutto il Piemonte un ondata di <strong>tumori e problemi respiratori</strong>: dopo sì che se ne creano di <strong>posti di lavoro nella Sanità!</strong></p>
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