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	<title>Libertates</title>
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	<description>Cultura liberale e democratica</description>
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	<title>Libertates</title>
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		<title>LUCI (POCHE) E OMBRE (TANTE) DAI DATI ISTAT</title>
		<link>https://www.libertates.com/luci-poche-e-ombre-tante-dai-dati-istat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Gazzaniga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libertates]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni tanto si dovrebbero prendere in considerazione anche i dati...


<em><strong>di Angelo Gazzaniga<⁄strong><⁄em>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Angelo Gazzaniga<⁄em></p>
<p>Dalla recente pubblicazione delle statistiche Istat emergono alcune considerazioni:</p>
<p>&#8211;	Per quanto riguarda l’occupazione è salita del 4,3% .è questa un’ottima notizia dopo anni di calo dell’occupazione. Ma il rovescio della medaglia è che si tratta di occupazione trainata dagli over 50: segno che per i giovani, per il nostro futuro, non si vedono ancora prospettive lavorative valide<br />
&#8211;	Secondo il rapporto i punti deboli dell’Italia continuano a essere formazione e tecnologia. Sono problemi ormai annosi: la scuola non prepara al lavoro e manca sempre il rapporto scuola-industria mentre gli investimenti in tecnologia sono sempre inferiori a quelli degli altri paesi europei. Abbiamo poche aziende di eccellenza mondiale, ma in media ci sono aziende troppo piccole per affrontare le nuove tecnologie: basti vedere il nostro ritardo nell’applicazione dell’IA<br />
&#8211;	La povertà è in aumento e raggiunge livelli preoccupanti. 11 milioni di persone sono a rischio povertà: cioè uno su cinque fatica ad arrivare alla fine del mese.<br />
&#8211;	Un raffronto con la Spagna è impietoso: negli ultimi tre anni la Spagna è cresciuta del 9% contro il nostro 2,3% e abbiamo ancora il più basso tasso di accrescimento di tutta la Ue. Il paese iberico è stato aiutato dalla maggiore spesa pubblica (vincolata molto meno di noi a un debito monstre) e dall’aumento della popolazione. L’aumento degli stranieri regolari è stato per loro del 22,3% rispetto al nostro 4,6% (e si tratta per la maggior parte di persone in età lavorativa). Inoltre la Spagna ha puntato molto su servizi ad alto contenuto tecnologico, mentre noi abbiamo puntato su un settore tecnologicamente povero come le costruzioni.<br />
&#8211;	Le retribuzioni sono salite più dei prezzi (e questo è un giusto motivo di orgoglio per il governo), ma la perdita del potere di acquisto è ancora dell8,6% rispetto al 2018. Vuole dire in soldoni che tutti noi possiamo comperare quasi un decimo meno di quanto compravamo allora.</p>
<p>Sono considerazioni che dovrebbero essere davanti a tutti quando si prendono decisioni importanti e che dimostrano come i numeri, le statistiche siano un metodo sicuro, anche se spesso ignorato in Italia, per valutare una situazione.<br />
Statistiche che però vanno affrontate in modo corretto e comprensivo di tutti i dati, altrimenti diventano sono momenti di propaganda</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Kevin Warsh: l’uomo del “regime change” alla prova dei fatti</title>
		<link>https://lavoce.info/archives/111491/kevin-warsh-luomo-del-regime-change-alla-prova-dei-fatti/#new_tab</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Libertates]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Confermato dal Senato con i soli voti repubblicani, Warsh promette di rivoluzionare la Fed. Ma il presidente non decide da solo. E la vera domanda non è se subirà pressioni da Trump, ma come eserciterà l’autonomia che la legge americana gli garantisce...


<em><strong>Di Leonardo Melosi (da”laVoce.info”)<⁄strong><⁄em>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" class="alignnone size-medium wp-image-24443" srcset="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP-300x168.jpg 300w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP-768x430.jpg 768w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP-150x84.jpg 150w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP-696x389.jpg 696w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/06/OIP.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Giubbilei ar vetriolo</title>
		<link>https://www.libertates.com/giubbilei-ar-vetriolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Gazzaniga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pasquinate]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Una pasquinata su Giubilei...


<em><strong>di Enrico Bernard<⁄strong><⁄em>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Enrico Bernard<⁄em></p>
<p>Giubbilei ci ha ‘na zeppola<br />
nella bocca piena de veleno,<br />
è più vipera  che lucertola,<br />
dice  ch&#8217;a mamma mozzicò &#8216;r seno.</p>
<p>Je devi sta distante almeno<br />
‘n par de metri ssi nun voi beccatte<br />
‘na zafata dell’odore osceno<br />
quanno ner palato ‘a lingua batte.</p>
<p>Seconno me je puzza ‘r fiato,<br />
sissignore, lui sa d’acetilato<br />
come se si fosse strafogato<br />
e ha finito er bicarbonato.</p>
<p>Pare sorridente  e ben sbarbato<br />
pe’ sembrà ‘n giovane educato,<br />
vestito bene e incravattatto…<br />
der diavolo fa l’avvocato.</p>
<p>Sotto sotto è un  bravo ragazzo,<br />
anche se a vorte  parla a razzo&#8230;<br />
sarebbi ingiusto dirlo pazzo,<br />
casomai &#8216;a rima è in &#8220;azzo.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>FREUD VA RIVISTO, CARO RECALCATI: LA REALTA’ ESISTE (PARTE II)</title>
		<link>https://www.libertates.com/freud-va-rivisto-caro-recalcati-la-realta-esiste-parte-ii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alexander Bush]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 11:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ci Scrivono]]></category>
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					<description><![CDATA[Seconda parte dello scritto in risposta a Recalcati...


<em><strong>di Alexander Bush<⁄strong><⁄em>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Alexander Bush<⁄em></p>
<p> “… Riconoscere i limiti delle scienze sociali non significa che dobbiamo abbandonare la ricerca<br />
 della verità nello studio dei fenomeni sociali. Significa soltanto che la ricerca della verità ci impone<br />
 di riconoscere che alcuni aspetti del comportamento umano non sono governati da leggi<br />
 valide fuori del tempo… “<br />
   George Soros, “La crisi del capitalismo globale”</p>
<p>Personalmente, trovo in larga parte condivisibile l’analisi di Massimo Recalcati “La manipolazione delle masse” del 7 aprile 2026 su “la Repubblica” ancorchè priva del “nihil nimis”: porta l’assunto dell’inconscio al punto di equilibrio; ci sono gli echi di Spengler, con i colori della decadenza che anticipa una violenza già conosciuta e che avrà la sua sintesi nell’ora più buia dei totalitarismi, mentre la Biennale di Venezia ricorda “l’autobiografia di una Nazione”:</p>
<p>“Il nome di Gustave Le Bon attraversa sotterraneamente tutto il Novecento. In particolare, la sua “Psicologia delle folle” (il virgolettato è di chi scrive, ndr), pubblicata nel 1895, costituisce infatti uno degli sfondi teorici fondamentali della “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” (il virgolettato è di chi scrive, ndr) di Freud. Lo stesso Mussolini riconobbe apertamente il proprio debito nei confronti di quel testo cogliendo nella sua riflessione una chiave decisiva per comprendere la forza politico-emotiva della massa. L’intuizione principale di Le Bon consiste nel pensare alla massa non come alla somma di individui ma come un vero e proprio fenomeno collettivo. La massa cancella innanzitutto le individualità singolari offrendo loro l’illusione di un’appartenenza che le libererebbe dall’angoscia che comporta la responsabilità soggettiva.<br />
 Non a caso Le Bon evidenzia il carattere fondamentalmente regressivo della massa: le pulsioni più primordiali (violenza, odio, fanatismo, infatuazione, idolatria emotiva) si possono scatenare senza che vi sia mai un vero responsabile. Al centro non c’è la dimensione etica della scelta individuale perché ogni massa si costituisce per “contagio” abbassando la soglia critica del pensiero per intensificare una spinta all’agire irrazionalmente passionale. La massa assorbe le individualità singolari in un soggetto collettivo acefalo che offre ai suoi membri una identità granitica: la cessione della propria libertà individuale ha come contropartita l’assicurazione di una protezione inscalfibile (lo sa bene Trump con gli Epstein files, ndr).<br />
 Freud ha radicalizzato l’intuizione di Le Bon mostrando come la massa si organizzi sempre attorno a un processo identificatorio inconscio di tipo verticale: per costituirsi essa ha bisogno di un capo, di un leader autoritario, di una figura capace di occupare il posto del “padre primigenio”…”.<br />
 Recalcati ha il merito di farci capire che dobbiamo fare i conti con i dittatori “alla fine della Storia”, per parafrasare Francis Fukuyama: “… La cultura occidentale dominata dalle nuove tecnologie ha dissolto il fenomeno novecentesco della massa come una entità compatta studiato da Le Bon e da Freud. Nondimeno, questa atomizzazione della massa contemporanea deve tenere conto sempre più del ritorno di padri-primigeni, di leader ordalici (Putin, Trump, Netanyahu, Khamenei) che pretenderebbero di rianimare la vecchia massa identitaria. Da una parte abbiamo allora la massa-sciame che caratterizzerebbe il mondo occidentale nell’epoca del dominio della cultura-social e<br />
dall’altra parte la massa identitaria come ritorno dello spettro totalitario. Il fenomeno della guerra non può, infatti, essere concepito a partire dall’atomizzazione della massa ma solo dal suo compattamento identitario. Si tratta di una medesima spinta a ricompattare l’angoscia collettiva attorno a immagini forti di identità, nazione, nemico, appartenenza.<br />
 Siamo dunque davanti a due fenomeni che sembrano antagonisti: da una parte la massa-sciame della cultura digitale occidentale, dall’altra il ritorno della massa identitaria organizzata attorno a leader ordalici. In realtà questi due fenomeni non si escludono: l’atomizzazione neoliberale della massa produce infatti soggetti sempre più esposti all’angoscia, alla precarietà, alla solitudine. Ed è proprio questa fragilità diffusa a rendere possibile il ritorno pulsionale di identificazioni solide. Quanto più il soggetto si sente disperso, tanto più desidera un’identità rigida in grado di proteggerlo dall’incertezza.<br />
 Nell’Europa dominata dall’individualismo neoliberale (che è un neologismo respinto da Alberto Mingardi ed altri, ndr), dall’impero della cultura digitale, dunque dall’atomizzazione rizomatica delle masse, la necessità del riarmo – provocata dall’attuale destabilizzazione dell’ordine geopolitico – appare a molti come un ritorno spettrale del passato. La guerra richiede sempre una costruzione dell’identità collettiva alla quale deve corrispondere l’individuazione di un nemico altrettanto stabile che consenta una saldatura emotiva capace di convertire l’angoscia individuale in una appartenenza fusionale.”</p>
<p>Nell’ultima parte della sua requisitoria freudiana, il professor Recalcati (che però, a onor del vero, ha scritto parole dal valore estetico su Vincent van Gogh), universalizza l’interpretazione dell’inconscio, ma “Rearm Europe” di Ursula von der Leyen è legato al fatto che Putin minaccia di attaccare l’Europa. Tradotto: la necessità del riarmo è legata alle “realtà oggettive”. L’inconscio non è la realtà, caro Recalcati.<br />
  Intanto, è cominciata la III guerra.    </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>“Tassare i ricchi”: dietro la retorica c’è la crisi dell’imposta personale sul reddito</title>
		<link>https://lavoce.info/archives/111458/tassare-i-ricchi-dietro-la-retorica-ce-la-crisi-dellimposta-personale-sul-reddito/#new_tab</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Libertates]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 11:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[
“Tax the rich” è un’idea affascinante, ma rivela la rinuncia del sistema fiscale ordinario a tassare le grandi ricchezze. Gli stati sembrano ormai incapaci di produrre basi imponibili conoscibili, territorialmente stabili e giuridicamente omogenee...


<em><strong>Di Paolo Liberati e Massimo Paradiso (da “laVoce.info”)<⁄strong><⁄em>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22.jpg"><img decoding="async" src="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" class="alignnone size-medium wp-image-24427" srcset="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22-300x169.jpg 300w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22-768x432.jpg 768w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22-150x84.jpg 150w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22-696x392.jpg 696w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-22.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>STATO, NON IMPRENDITORE</title>
		<link>https://www.libertates.com/stato-non-imprenditore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Gazzaniga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libertates]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Vero compito dello Stato sarebbe quello di offirie servizi efficienti e non di fare l'imprenditore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Angelo Gazzaniga<⁄em></p>
<p>Da liberali vorremmo uno Stato che si occupa di fornire ai cittadini e alle imprese servizi adeguati, una burocrazia agile e snella, una magistratura efficiente, una legislazione semplice, chiara e puntuale, lasciando poi libertà di agire le imprese nel modo che ritengono più opportuno. Questo non implica che non ponga limiti, paletti o regola all’attività delle imprese: ma devono essere regole che valgano per tutti e non discriminatorie; valgano come esempio le norme antritrust che in America all’inizio del secolo scorso portarono allo smembramento di aziende potenzialmente monopolistiche come quelle petrolifere o delle telecomunicazioni.<br />
Invece lo Stato italiano  sembra andare in senso opposto: acquista partecipazioni in aziende, ne cerca il controllo o addirittura cerca di distorcere la concorrenza a favore di amici o alleati, oppure prende la gestione di aziende ormai decotte per salvare i posti di lavoro.<br />
Ne sono esempio la vicenda della vendita di una quota dell’Mps fatta  in maniera talmente distorsiva delle leggi della concorrenza da suscitare l’interesse della magistratura;  quella più recente della defenestrazione di Cingolani da amministratore di Leonardo perché inviso agli americani o quella drammatica di Alitalia che, fallita tre volte, è stato poi praticamente regalata alla Lufthansa.<br />
In rutto questo scenario di dirigismo e di interventismo nell’economia, lo Stato non fa invece quello che dovrebbe: le grandi riforme previste nel Pnrr (riforma della burocrazia, della magistratura, dell’istruzione) sono praticamente fallite in una serie di piccoli rivoli di spesa buoni per lo più a soddisfare i potentati locali ma certamente non a creare quello slancio necessario alla ripresa.<br />
Proprio questo potrebbe essere uno dei motivi della stagnazione di questi ultimi vent’anni: lo Stato non deve fare l’imprenditore, quello è un lavoro che va fatto fare a chi lo sa fare,  ma fornire strutture e servizi efficienti e moderni. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La difficile scommessa di Anthropic</title>
		<link>https://lavoce.info/archives/111422/la-difficile-scommessa-di-anthropic/#new_tab</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Libertates]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il fatturato 2026 di Anthropic è sui 30 miliardi di dollari e poggia su una scommessa: una politica di prezzo mai usata prima su scala così larga. Se la scelta non paga, il problema non investe solo l’azienda, ma il modello finanziario dell’intero settore...


<em><strong>Di Alfonso Fuggetta (da “laVoce.info”)<⁄strong><⁄em>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20.jpg"><img decoding="async" src="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" class="alignnone size-medium wp-image-24417" srcset="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20-300x181.jpg 300w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20-768x464.jpg 768w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20-150x91.jpg 150w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20-696x421.jpg 696w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-20.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>LA MELONI FINALMENTE LIBERALE?</title>
		<link>https://www.libertates.com/la-meloni-finalmente-liberale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Libertates]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 14:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Skizzo]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Una svolta o semplicemente una propaganda elettorale?


<em><strong>di Libertates<⁄strong><⁄em>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Meloni nell’intervento ieri alla Confindustria ha lanciato un progetto di riforma della UE:<br />
“Basta lacci, lacciuoli e gabbie, la parola sia libertà”<br />
Finalmente un discorso autenticamente liberale!<br />
Peccato che la nostra premier predichi bene ma razzoli male: proprio questo governo brilla per dirigismo statalista e ha impedito una fusione tra banche utilizzando impropriamente il veto, si batte strenuamente contro qualsiasi messa a gara, dai balneari, ai tassisti, alle municipalìzzate (pardon, oggi si chiamano “in housing”).<br />
Che il discorso liberale valga solo verso certe platee e non per altre?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Emergenza energia: non chiedere al debito ciò che puoi avere tagliando le spese</title>
		<link>https://www.brunoleoni.it/emergenza-energia-non-debito-tagliando-le-spese/#new_tab</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Libertates]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 14:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[È davvero impensabile ritagliare, all’interno di una immensa mole di spese, i fondi da dedicare al caro-energia? ...


<em><strong>(Istituto Bruno Leoni)<⁄strong><⁄em>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" class="alignnone size-medium wp-image-24411" srcset="https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18-300x156.jpg 300w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18-768x401.jpg 768w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18-150x78.jpg 150w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18-696x363.jpg 696w, https://www.libertates.com/wp-content/uploads/2026/05/OIP-18.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>LA VICENDA ELECTROLUX E LA POLITICA INDUSTRIALE.</title>
		<link>https://www.libertates.com/la-vicenda-electrolux-e-la-politica-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Gazzaniga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 12:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libertates]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei tanti esempi di come in Italia manchi una politica industriale...

<em><strong>di Angelo Gazzaniga>⁄strong><⁄em>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Angelo Gazzaniga<⁄em></p>
<p>Il problema Electrolux è scoppiato improvvisamente, ma era una tempesta nell’aria.<br />
Infatti ormai da anni il mercato degli elettrodomestici si sta divaricando (come in moltissimi altri casi): da un lato le vendite di prodotti a basso costo sono aumentate negli ultimi anni del 4% annuo, quelle di prodotti di alta gamma sono rimasti costanti e quelli di fascia media sono calati del 40%.<br />
Era quindi prevedibile che le imprese di quella fascia, come proprio l’Electrolux, sarebbe andate incontro a una crisi.<br />
Ora si Interverrà, more solito, con cassa integrazione ad libitum, che è un provvedimento costoso per le casse dello stato e umiliante per i lavoratori e/o con sussidi all’impresa per farla recedere dalla decisione, quando ben sappiamo che è inutile convincere un imprenditore a lavorare in perdita.<br />
Una vera politica industriale non dovrebbe tappare i buchi o soffocare le crisi, ma prevederle e agire di conseguenza con coraggio e lungimiranza.<br />
Un esempio lo abbiamo avuto dai tedeschi che, all’approssimarsi della crisi dell’acciaio, hanno convertito prontamente tante acciaierie della Ruhr e ne hanno fatto dei parchi, preservando nel frattempo l’occupazione.<br />
A quando tutto questo in Italia?</p>
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