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	<title>Lina Pelscir: l'esperta di moda risponde</title>
	<link>http://linapelscir.blogsome.com</link>
	<description>moda, tendenze, collezioni, vestiti, cappelli, viaggi, turismo, musei, snob, chic, trendy</description>
	<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 21:02:21 +0000</pubDate>
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		<title>Mi chiedo: perchè?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Moda Donna</category>
	<category>Essere donna oggi</category>
	<category>Consigli alle lettrici</category>
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		<description><![CDATA[	Perché soffriamo, noi donne, s’intende, per ubbidire agli stilisti sadici che ci vedono inerpicate su improbabili tacchi, così alti che, quando facesse sufficientemente freddo, potrebbero essere visitati da localizzatissime tempeste di neve?
Ho detto “noi donne” per lealtà alla categoria cui anch’io mi onoro di appartenere, perché io mai (bugia, quasi mai…e va bene, una volta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Perché soffriamo, noi donne, s’intende, per ubbidire agli stilisti sadici che ci vedono inerpicate su improbabili tacchi, così alti che, quando facesse sufficientemente freddo, potrebbero essere visitati da localizzatissime tempeste di neve?<br />
Ho detto “noi donne” per lealtà alla categoria cui anch’io mi onoro di appartenere, perché io mai (bugia, quasi mai…e va bene, una volta, una volta sola ho peccato!) acquisto scarpe che mi rovinano la vita.<br />
A meno di sviste, che possono succedere, compro scarpe che mi posso permettere anche a livello fisiologico. Odio avere mal di piedi!<br />
Ma troppo spesso i miei acuti occhi di falco della strada, predatrice di idee e di tendenze della gente qualunque in vie normali di città anonime, troppo spesso dicevo, focalizzano piedi che annaspano disperati e caviglie incerte, vittime di tacchi altissimi, spesso distorti da andature inadeguate.<br />
E soffro per voi. E non solo come donna, anche come esteta.<br />
E’ bello tutto ciò, vi chiedo?<br />
Fa stile, fa tendenza? E, soprattutto, è degno testimone della nostra intelligenza?<br />
Se almeno queste benedette scarpe ci facessero più belle! Capirei tutto, ve lo assicuro. Ma non è così. Sfogliate i giornali femminili, giudicate voi stesse: vedrete coi vostri occhi famose attrici e cantanti schiacciate a terra non dalla loro inequivocabilmente scarsa statura, ma dai loro indegni trampoli che tendono la caviglia già non sottile per natura o mettono in risalto muscoletti non precisamente femminei.<br />
E già che ci siamo: non abbracciate tutte e di corsa la nuova dilagante mania per le gonne ampie, anni 50!<br />
Se siete basse, con la gonna a ruota, specialmente se avrete scelto la lunghezza al polpaccio, sembrerete ancora più basse…se poi abbinate il tutto a tacchi vertiginosi e caviglie imperfette, siete proprio spacciate.<br />
Non copiate le attrici, che, diciamocelo, sono plagiate proprio dagli stilisti, i cui abiti indossano (male).<br />
Sì, lo so, non volete passare inosservate, ma c’è modo e modo di essere osservate.<br />
Se volete essere apprezzate per le vostre qualità più che essere notate per i difetti, non indossate calzature che vi provocano dolore. La donna bella non è mai a disagio, ergo non soffre. Scegliete quindi i tacchi che non vi obbligano a trascinarvi, a fare strane rotazioni dell’anca o ad appoggiarvi al paziente braccio del vostro accompagnatore.<br />
E, tanto per gli abiti che per le calzature, quando scegliete, guardatevi attentamente allo specchio. Prendetevi tutto il tempo e non fidatevi degli adulatori.<br />
Mi spiace doverlo dire, ma in questi tempi di crisi economica stilla troppo miele nei negozi d’abbigliamento…e non solo in quelli, a dire il vero.<br />
Prendetevi dunque tutto il tempo che volete, quando siete nel camerino e meditate.<br />
Da sole. Escludete commesse garrule ed entusiaste dei vostri rotolini di ciccia, ma siate gentili con loro, perché è probabile che stiano rischiando il posto di lavoro.<br />
Tornando a noi, specialmente se non avete il vitino di vespa e, negli occhi, il falso candore della mitica B.B. dei tardi anni cinquanta o l’allure di Audrey Hepburn, tanto per citare due irraggiungibili miti che incarnano alla perfezione l’archetipo della bella formosa e della bella non formosa, sarà il caso che diate ascolto a quella vocina interna, noiosa come il ronzio di una mosca, che vi continua a ripetere che l’abito che indossate o le scarpe che calzate non fanno per voi.<br />
Tornando all’argomento con cui ho aperto, se avete abbandonato i tacchi scultura e i plateau assurdi, se volete rispettare i vostri piedi, pur senza passare inosservate (almeno questo è certo!) per l’estate scegliete uno stile di rottura, che potete consigliare a compagni e fanciulli, sia che siano figli o fratelli minori.<br />
Il tutto ad un prezzo adatto a qualsiasi borsellino.<br />
Mi riferisco alle scarpe? anti bon – ton per eccellenza: le dudeshoes, certamente molto più cool di altre più note “non scarpe” amiche dei piedi<br />
Intanto sfogliatevi il catalogo, sul sito <a href="http://dudeshoes.org">dudeshoes.org</a>.<br />
In ogni caso, buone passeggiate!<br />
Vostra Lina</p>
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		<title>Profezia della crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 21:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Moda Uomo</category>
	<category>Moda Donna</category>
	<category>Essere donna oggi</category>
	<category>Consigli alle lettrici</category>
	<category>Dior</category>
	<category>Armani</category>
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		<description><![CDATA[	Care amiche e amici,
Vi ho trascurato per troppo tempo, d’altra parte non ho mai promesso , né prometto ora di esservi fedele, ma, per farmi perdonare, vi stringo tutti forte forte in un mediatico abbraccio.
Fate conto di essere tutti riuniti sotto il mio immenso morbidissimo mantello di cachemire, per non dire “tabarro” di mascagnana memoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Care amiche e amici,<br />
Vi ho trascurato per troppo tempo, d’altra parte non ho mai promesso , né prometto ora di esservi fedele, ma, per farmi perdonare, vi stringo tutti forte forte in un mediatico abbraccio.<br />
Fate conto di essere tutti riuniti sotto il mio immenso morbidissimo mantello di cachemire, per non dire “tabarro” di mascagnana memoria, termine invero appropriato, visto la destinazione d’uso e l’approssimarsi della stagione lirica…<br />
Scrivo perché vi voglio consolare, più che consigliare.<br />
Di che cosa?<br />
Non ve ne siete accorti?<br />
Di che cosa?<br />
Ma della crisi economica, naturalmente!<br />
Certo, certo!<br />
Ah, volevo ben dire! Siete tutti informati! I telegiornali e i vari Matrix del caso lo hanno strombazzato ai quattro venti. Sbagliando….<br />
Grazie al potere dei media lo sapete tutti, anche i “troppo poveri per accorgersene subito.”<br />
Sì, perché i ricchi ei troppo ricchi lo sanno, eccome, e sono stati i primi ad accorgersene! Quest’anno, forse, dovranno rinunciare al…superfluo del superfluo, se non proprio al superfluo.<br />
Se ne sono accorti presto anche quelli che navigano nelle acque limacciose di un’impiegatizia tranquillità economica, che si vedono quotidianamente erodere l’esiguo conto in banca dal caro spesa, benzina, bollette e via (banalmente ) discorrendo, pur non avendo (potuto) esporlo ai rischi degli investimenti.<br />
C’est la vie, direbbe una mia cara amica italiana, ma testardamente e noiosamente francofona, un vezzo che fa tanto anni cinquanta. (Da evitare, salvo contrordini).<br />
Ora ve ne siete accorti tutti, dunque, ma, dico io, avreste dovuto accorgervene prima!<br />
Io lo sospettavo, ve l’assicuro, battendo forse sul tempo lo stimato ed ora osannato Nouriel Rubini, novello Galilei, riabilitato tuttavia in tempo per godersela.<br />
Secondo me le cose non accadono per caso, mai, anche se sembra…<br />
Me lo dicevo scegliendo il mio mantello autunnale tre quarti, color perla, di Caractere e mi chiedevo anche perché mai, io, proprio io, la perennemente luttuosamente nera e trasgressiva, shabby Lina fossi sedotta da quel capo bon ton tanto prepotentemente da arrivare a comprarmelo.<br />
Il perché delle cose è difficile spiegarlo, accadono e basta.<br />
 Io ho il mantello, la crisi è arrivata. Io lo sapevo, un attimo prima.<br />
 Mi dicevo che il colore non drammatico e le linee morbide e abbondanti, che trasformano la ragazza in donna e la donna in signora bene sono rassicuranti.<br />
 Desideriamo sentirci rassicurati quando le cose stanno per mettersi male: O la settimana nera o la guerra erano percepite come imminenti, non solo da me, ma anche di chi ha “disegnato” e vestito la donna di quest’anno.<br />
Mi chiedo, a crisi avvenuta, se ci piacerà anche ingrassare un pochino, così, tanto per dimostrare di non patire la fame…(o perché potremo mangiare solo pastasciutta e non potremo più pagare le rate della palestra?)<br />
 Insomma. C’è la crisi e ritornano linee che ci ricordano i grandi della moda, tanto per non fare nomi cito solo Dio…r!<br />
Che fare, allora?<br />
Non investite in Fallen Angels, a meno che siate davvero (ancora) molto ricchi, anche perché, ammesso che ritornino a volare, sostenuti dalle ali della buona sorte, dovreste investire molto per guadagnare molto, altrimenti a che vale rischiare?<br />
Non vi disperate. (Consiglio valido anche se il gatto vi addenta l’unico cachemire, già appartenuto a vostra mamma.)<br />
Tenetevi stretto il lavoro.<br />
Potendo, spendete! Dovremmo spendere tutti, intendo dire proprio, meglio sul Made in Italy…<br />
L’allarmismo televisivo ci precipita nel gorgo della rovina economica…più ti spaventi, meno consumi, più la crisi ti dilania il portafogli!<br />
Shopping addict non chiudetevi in casa, salvate  la nazione!<br />
Riassumendo, se siete disposti a spendere, puntate sul bon ton.<br />
Le donne mi hanno già capito: saranno vestite come si conviene, o meglio, come si conveniva un tempo. Avranno il tubino nero, che rinnoveranno con la spilla d’oro enorme, ereditata dalla prozia o con la collana di perle che hanno trovato nel fondo di un cassetto, sempre della prozia, rabbrividiranno elegantemente stringendosi in golfini minimal alla Gwyneth Paltrow, raccoglieranno i capelli in un parigino chignon, anche arruffato, porteranno il cappotto, piuttosto che il piumino, non disprezzeranno le linee a trapezio…insomma basta sfogliare un settimanale, per capire!<br />
 Gli uomini ritroveranno il piacere???? della cravatta, della camicia fresca di bucato, del vestito da lavoro scuro, del cappotto naturalmente.<br />
 Se siete in cerca di un lavoro, mai come quest’anno il bon fa parte della “buona presenza”.<br />
Quest’anno è un buon biglietto da visita, tanto per cominciare, per ambosessi.<br />
 Se siete a corto di fondi, rovistate nella soffitta, anche altrui.<br />
 So, da amiche e parenti, di fortunosi e fortunati recuperi di golfini di cachemire, più che trentenni, subito esibiti con successo, ho notizia di borse di pizzo macramè appartenute alla nonna e portate vittoriosamente a teatro, non parliamo dei foulard vintage griffati, come i mitici Hermes, nati nei tardi anni sessanta ed annodati all’unica Vouitton,  per renderla ogni volta nuova o portati come cintura dei jeans di Armani, indossati estate e inverno, fin dal 2004.<br />
Voi ragazzi rubate le cravatte al papà e i pullover di merino antracite al nonno, tanto non sene accorgeranno, impegnati come sono a sembrare più giovani e trasgressivi.<br />
A tutti, amici e amiche…buona crisi!</p>
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		<title>I colori del Natale</title>
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		<comments>http://linapelscir.blogsome.com/2007/12/14/48/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 09:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
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		<description><![CDATA[	La sensazione di sazietà prenatalizia, per non dire nausea, che provo fin dagli ultimi di novembre, è la misura del cattivo gusto che attanaglia il consumatore.
Troppe merci, troppo colore, troppo rumore esondano dai grandi magazzini in piena…troppa folla zoombizzata rischia di affogare…attanagliata, più che dal desiderio, dalla compulsione a comprare.
Mi stringono il cuore i genitori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">La sensazione di sazietà prenatalizia, per non dire nausea, che provo fin dagli ultimi di novembre, è la misura del cattivo gusto che attanaglia il consumatore.<br />
Troppe merci, troppo colore, troppo rumore esondano dai grandi magazzini in piena…troppa folla zoombizzata rischia di affogare…attanagliata, più che dal desiderio, dalla compulsione a comprare.<br />
Mi stringono il cuore i genitori non abbienti, non infrequenti in verità che, pungolati dai figli piccoli e vogliosi, sembrano disposti a cedere, afferrano un globo, il più piccolo, lo rigirano fino a che trovano il prezzo, lo rimettono sullo scaffale e sospirano, sopportando in silenzio i pianti o le recriminazioni filiali.<br />
Questo sarà dunque il Natale?<br />
Non necessariamente! Cercate i vostri vecchi globi, quelli che vi fanno ancora sorridere e “inalberateli” sul vostro abete vecchio che, almeno per quest’anno, reggerà benissimo, sia pure aiutato da qualche rattoppo ascellare in filo di ferro…<br />
Come mai, ancora una volta, non sto parlando di moda?<br />
Voglio rimediare e rispondo subito ad una domanda che serpeggia fra il nero delle vetrine: sarà sempre il rosso il colore del Natale?<br />
E perché no? Consiglio però di rinunciare al rosso babbo natale…le ragazze belle - in forma non vorranno assomigliare a spot televisivi in carne ed ossa!<br />
E allora: sì al rosso, ma nelle tonalità più suggestive, cioè rubino o lacca di garanza scura, granata…ecc.<br />
I tessuti? Io adoro gli abbinamenti un po’ retro, forse, ma ever green: raso per la gonna o il tubino e lana per il coprispalle, il cardigan minuscolo, il top o la stola…lana morbida e lussuosa, angora o mohair, ad esempio, e naturalmente, se possiamo permettercelo, il favoloso cachemire, quello vero!<br />
“Vedo” molto, uscendo lentamente dalla gamma dei rossi, il violetto rossastro, il lacca solferino, il malva o il prugna…se siete abili, ma proprio abili, negli abbinamenti, potete accostare due sfumature. Di più è sconsigliabile, perché fa tanto “prova colore”.<br />
Le magre puntino pure sulla gonnelline baloon, corte sopra al ginocchio, le pienotte si attengano invece a linee più sobrie, che quest’anno non mancano, specie nei classicissimi tubini. Rifuggano però sempre gli abiti tenda, che penalizzano anche la donna cannone e giochino sul fascino del loro decolleté o della loro generosa schiena, più che su quello del giro vita…<br />
Non amando il luccichio in generale, consiglio a chi sente molto l’esigenza di ornarsi, di ricorrere a morbidi nastri o fiocchi, belle cinture, portate sotto il punto vita o, se lo possiedono, su un unico gioiello importante, piuttosto che a paillettes e lustrini.<br />
Lasciamo al nostro abete il compito di luccicare!<br />
Le giovanissime bellissime ingenuissime romanticissime possono abbandonare il raso per la gonna di tulle…consiglio in questo caso il color panna, abbinato con il corpetto di lana, i fiocchi di raso dove vogliono e le ballerine…dell’anno scorso, m tenerissime se un po’ sformate.<br />
Per le sportive informali creative, che sono poi le mie seguaci preferite, ecco il super consiglio casual: l’accostamento rosso e nero, con il pizzico di elegante e folle deregulation che distingue il marchi Desigual. Splendide le giacche, belle le gonne, simpatici i tessuti e i prezzi, che sono contenuti (in Spagna ancora di più!).
</p>
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		<title>Natale…</title>
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		<comments>http://linapelscir.blogsome.com/2007/11/28/47/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 22:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Moda Donna</category>
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		<description><![CDATA[	Natale è vicino. Addobbiamoci!
Il primo addobbo necessario per non cadere goffamente nel kitsch, che non è un’acquavite di marasche, ma il cattivo gusto generato dalla massificazione commerciale e culturale, è la continenza, detta anche astinenza o temperanza, virtù noiosissima, specie in campo sessuale, ma a volte inaspettatamente utile.
Un esempio? State desiderando, per la vostra casa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Natale è vicino. Addobbiamoci!<br />
Il primo addobbo necessario per non cadere goffamente nel kitsch, che non è un’acquavite di marasche, ma il cattivo gusto generato dalla massificazione commerciale e culturale, è la continenza, detta anche astinenza o temperanza, virtù noiosissima, specie in campo sessuale, ma a volte inaspettatamente utile.<br />
Un esempio? State desiderando, per la vostra casa, o la vostra stanza, addobbi natalizi controcorrente?<br />
Vi precipitate in quel negozio che nella vostra città di provincia è all’apice del successo, tanto è vero che già in novembre il posteggio clienti alle cinque di pomeriggio è esaurito?<br />
Avete già fatto il primo sbaglio: Se ci sono tanti clienti, chiedo io, come è possibile che il vostro addobbo natalizio sia “unico”?<br />
Ma oramai siete lì, pazienza, vi permetto di entrare, scortati però dal mio consiglio.<br />
A meno che non siate il gestore o fortunato proprietario di un pub o piano bar un po’algido, non lasciatevi tentare dal natale noir…<br />
Avete presente l’impatto emotivo di una ghirlanda nera?<br />
Tuttavia le eccezioni sono possibili&#8230;Morticia e il signor Gomez Alonzo possono permetterselo…la loro vena macabra è indiscutibilmente autentica.<br />
Male anche il presepiempio, cioè il presepe politically correct, fatto di sole casette illuminate, con pattinatrici semoventi e babbi natale mongolfierati, religiosamente asettico, decapannuccizzato, deremagizzato ed agnostico.<br />
Riempie l’occhio, certo, ma è costosissimo ed assomiglia ad un luna- park fosse pure innevato.<br />
Scartate anche il contributo cinese, cacofonicamente corredato da luminare ammiccanti, sonore e stonate, troppo policromo, plastificato ed approssimativo per essere solo vostro.<br />
Una mia amica schizzinosa, con fiero coraggio ha presentato alla cassa di una di queste Sodoma e Gomorra dell’avvento un solo acquisto del peso di qualche frazione di grammo: un piccolo addobbo per albero a forma di campana, in filo candido, uso dentelle.<br />
Io stessa ho aggrottato un sopracciglio…non è molto, per addobbare un albero, le ho detto, poi ho capito: l’amica, grazie al prototipo che le ha suggerito l’idea, eseguirà al tombolo angeli, cavallucci a dondolo, e quant’altro, inamiderà i manufatti ed, insieme ai pepper cookies che ogni anno cucina e decora di persona, andrà ad appenderli al suo piccolo, autentico abete.<br />
Noi, che non siamo zitelle perfezioniste, possiamo, semplicemente, astenerci.<br />
Postilla: il Natale, ha, per sua stessa natura, una connotazione domestica, mangereccia e naïve.<br />
Sarà bene che ne teniamo conto, in ogni caso.<br />
Io, nel frattempo, ho comprato il pastone per uccelli insettivori, sperando di far tornare nel mio muto giardino merli, capinere e pettirossi, che un tempo ne animavano l’inverno.<br />
Penso che inizierò proprio bene la mattina di Natale, occupata in un silenzioso bird-watching, in punta di piedi, col naso schiacciato ai vetri gelidi della veranda di casa mia; un plaid jungle, tigrato, gettato sulle spalle, al posto della senile vestaglia.<br />
Ma farò tendenza? Credo proprio di sì!!!
</p>
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		<title>Per quella nota Silver o Gold</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2007 14:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[	Ancora scarpe? Certo ne comprerete ancora, perché non avete trovato “proprio quelle”.
Per quella nota gold. O Silver. Ne comprerete un altro paio!
Ma non è così facile…affannate dall’esigenza fusion di un miliardo di tendenze, non sapete cosa fare. Un’idea ce l’avete, ma un pochino confusa…
Pensate alle ballerine, ma che siano sportive, già che ci siamo anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Ancora scarpe? Certo ne comprerete ancora, perché non avete trovato “proprio quelle”.<br />
Per quella nota gold. O Silver. Ne comprerete un altro paio!<br />
Ma non è così facile…affannate dall’esigenza fusion di un miliardo di tendenze, non sapete cosa fare. Un’idea ce l’avete, ma un pochino confusa…<br />
Pensate alle ballerine, ma che siano sportive, già che ci siamo anche eleganti, eppure già rimpiangete le ciabattine, le volete stringate, ma poco poco e con qualche nota di raso…un po’ vissute, s’intende, però che facciano pensare più alla Cenerentola del ballo che a quella che sta pulendo il camino…<br />
No, non vi fate problemi, ragazze, chi vi accusa non capisce niente di niente! Voi non siete capricciose.<br />
Pensavate, senza saperlo, alle Ensemble 59 Silver/Ivory o Gold/Ivory della <a href="http://www.onitsukatiger.it/">Onitsuka Tiger</a>.<br />
Per fortuna che c’è Lina ad aiutarvi!
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inventare scarpe</title>
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		<comments>http://linapelscir.blogsome.com/2007/04/28/45/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 09:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Moda Donna</category>
	<category>Essere donna oggi</category>
	<category>Consigli alle lettrici</category>
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		<description><![CDATA[	Inventare scarpe da donna, rivisitando gli eterni canoni, cioè classico, sportivo, ballerina, stivale, con tacco, senza tacco ecc. non deve essere facile, infatti i “creativi” che vorrei chiamare “ripetitivi” non sempre ci riescono.
Poverini! A fronte della loro, la mia fatica, cioè scoprire qualcosa di stuzzicante, è davvero minuscola.
Eppure, specialmente in questo scialbo, piatto, monotono anno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Inventare scarpe da donna, rivisitando gli eterni canoni, cioè classico, sportivo, ballerina, stivale, con tacco, senza tacco ecc. non deve essere facile, infatti i “creativi” che vorrei chiamare “ripetitivi” non sempre ci riescono.<br />
Poverini! A fronte della loro, la mia fatica, cioè scoprire qualcosa di stuzzicante, è davvero minuscola.<br />
Eppure, specialmente in questo scialbo, piatto, monotono anno, io mi stanco, perché osservo, scruto, fiuto, come un raffinato segugio, setacciando vetrine, oppure strade, nella speranza di incontrare delle vere trend setters che calzino qualcosa di degno di loro e…non scopro un bel niente.<br />
Però però…ci sono ancora delle scarpe che occhieggiano dalle vetrine e mi fanno sorridere.<br />
Nel campo delle casual ci sono, senza nessun dubbio, le <a href="http://www.rucoline.it/eng/default.htm">Ruco Line</a>.<br />
Le conoscevo, certo, ma l’altro giorno, aperitiveggiando nella sempre, dovunque e bene aperitiveggiante città di Genova, in via San Vincenzo, le ho riviste, simpaticamente mi facevano l’occhiolino da una vetrina vicina al mio bar.<br />
Particolarmente stimolata da un’immaginifica, bianchissima, rivisitazione sportiva della francesina a tacco alto allacciata, mi sono sfogliata la collezione 2007.<br />
Ecco a voi, quelli consigliati da Lina, fra i molti modelli e i numerosi colori:<br />
131 Fantasy Multicolor: la plen air stringeta deliziosa proprio per gli accostamenti cromatici.<br />
133 Sun (bianca): creativissimo incrocio con zeppina fra la scarpa casual stringata e il sandalo “con gli occhi”.<br />
137 Marylin (nera): con cinturino, che fa il verso alle scarpe grosse delle bambole di pezza. Consigliata alle magre carine con belle gambe, piedini ini ini ini e vestitini ini ini.<br />
200 Justin (Orchidea): stringata sportiva con zeppa, bicolore, apprezzabile specialmente nella raffinata versione color malva e violetto spento ingrigito.<br />
220 Prioka: ferocemente accollata,interessante proprio per il suo non scollo (in tutti i colori e metallizzati).<br />
210 Luna: il modello a listini lucidi con le irrinunciabili zeppe moderate. Esiste nella versione whole white, però è geniale quando può esibire il contrasto fra il bianco bianco della suola e il colore della tomaia, che ringiovanisce l’idea teutonica del “sandalo”, stimolante in rosso, romantico nel color cielo.<br />
229 Logo: scarpa o sandalo? solo bianca, con zeppa, stringata, aperta davanti e dietro.<br />
424 top Harley: della collezione, è la preferita, la super geniale francesina di cui si è già parlato. Consigliata in bianco, o, perché no, in un interessante color cioccolato, tacco bianco, suola bianca, macchiata di marrone.<br />
464 Top Harley (bianca): cattivella nella sua semplicità,“classica”, se così si può dire, la rigorosa, fra le casual stringate ben zeppate.<br />
406 Harley (bianca, cielo): ancora un “sandalo” neo autarchicheggiante, con cinturino, scollo arricchito da fiore, piccola apertura davanti, per alluci bisognosi di respirare, ben curati, però, mi raccomando!<br />
Io ho finito, ed ora a voi, ragazze…ispiratevi, tanto sono tutte belle, anche le non nominate.<br />
Sono sicura che non passerete inosservate!</p>
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		<title>Gratifichiamoci</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 16:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[	Noi ragazze spesso bruciamo di desideri proibiti, che riguardano in particolare gli accessori e che ci spingono sull’orlo di shopping avventati e costosissimi.
Porgo un consiglio: anche se finanziariamente non siete al top, non inibite proprio tutti i desideri…non fissatevi su certe firme, cercate piuttosto accessori in sintonia col vostro look interiore, perché anche la borsa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Noi ragazze spesso bruciamo di desideri proibiti, che riguardano in particolare gli accessori e che ci spingono sull’orlo di shopping avventati e costosissimi.<br />
Porgo un consiglio: anche se finanziariamente non siete al top, non inibite proprio tutti i desideri…non fissatevi su certe firme, cercate piuttosto accessori in sintonia col vostro look interiore, perché anche la borsa, anzi soprattutto la borsa, parla di voi e della vostra vita.<br />
Quindi, appena potete, soldi o non soldi, andate a passeggio, per vetrine, non per firme, senza preconcetti.<br />
Chissà che non troviate qualcosa che vi si adatta, magari in un favorevole outlet?<br />
In tal caso, gratificatevi, che diamine, gratificatevi!<br />
Oggi, passeggiando per Pisa ed annusandone l’aria addormentata e, malgrado studenti e turisti, assai povera di look e anti - look, ho adocchiato una borsa, assai adatta alla mia conte ugoliniana (vista la vicinanza con Piazza dei Cavalieri) e perpetua fame di accessori, nonché alla mia giacca di pelle studiatamente striminzita ed used…<br />
Armata di zip, borchie, e fibbie, è in tela verde con finiture marrone, ed ha una deliziosa fodera millerighe.<br />
L’ho notata nell’ “OUTLET VINTAGE DENIM GRIFFATO” di Borgo Stretto, 20, Pisa e, naturalmente, l’ho comperata.<br />
E per voi l’ho fotografata, dentro e fuori.
</p>
	<p align="center"><img src="http://farm1.static.flickr.com/182/436508139_b8e5f5e45c.jpg?v=0" alt="Borsa Gold.frog Esterno" /></p>
	<p align="center"><img src="http://farm1.static.flickr.com/180/436551437_992d65674f.jpg?v=0" alt="Borsa Gold.frog Esterno" /></p>
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		<title>C’è modo e modo…</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 19:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Moda Donna</category>
	<category>Essere donna oggi</category>
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		<description><![CDATA[	Lo so bene, care ragazze che mi leggete: voi non volete passare inosservate.
E neanche i ragazzi, ma questa è una dolente nota…perché con le proposte croceristico–casearie dei nostri beneamati idoli, gli stilisti, che vedono l’uomo eternamente in completo bianco, quindi dietro al banco di una gelateria, con pantaloni stretti però, e bassi di cavallo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Lo so bene, care ragazze che mi leggete: voi non volete passare inosservate.<br />
E neanche i ragazzi, ma questa è una dolente nota…perché con le proposte croceristico–casearie dei nostri beneamati idoli, gli stilisti, che vedono l’uomo eternamente in completo bianco, quindi dietro al banco di una gelateria, con pantaloni stretti però, e bassi di cavallo e perciò poco o niente adatti al lavoro, oppure in perenne crociera , trascinandosi dietro improbabili borsoni,quando non è troppo impegnato a far abbronzare le gambe ossute e i polpacci pelosetti che sporgono dai pantaloni tagliati sopra al ginocchio…dicevo i ragazzi, persino vestendo Dolce e Gabbana o la Bottega Veneta o Antonio Marras rischiano di farsi notare…davvero troppo!<br />
Ma torniamo alle ragazze&#8230;<br />
Voglio proporre loro due esempi, tratti dal mio taccuino quotidiano, uno negativo, l’altro positivo.<br />
Ero all’opera, a godermi l’Otello, tanto per stuzzicare le passioni primordiali, che spesso nella donna moderna covano sotto la cenere dello stress metropolitano.<br />
Fra tutta quella gente, davvero tanta, il teatro era quasi esaurito, noto una donna. Qui di seguito ne dettaglio il look:<br />
Di mezza età incombente, portava capelli nerissimi sciolti sulle a spalle, acconciati in riccioli a cavatappi.<br />
Di statura non eccelsa e fattezze non da indossatrice, calzava stivali al ginocchio bianchi, su collant neri.<br />
Indossava una gonna a godet nera, quindi ampia verso l’orlo, che si fermava appena sopra al ginocchio.<br />
Su una maglietta aderente a manica lunga bianca, ne portava un’altra, sempre a manica lunga, nera, lavorata a rete.<br />
Come copri spalle, infine, sfoggiava una mantellina corta di pelliccia bianca, chiusa da fiocco di raso, pure bianco.<br />
Vi sarà chiaro a questo punto, che la suddetta signora non passava inosservata, ma non nel senso da me auspicato!<br />
Perfetta per un fan club della Bertè, si notava davvero troppo!<br />
Poco dopo, il mio occhio, affaticato da cotanta visione, vagava distratto sul pubblico che inquieto animava un intervallo e trovava sollievo nel posarsi su un’esile figura femminile.<br />
Era una ragazza, notevolmente giovane, non penalizzata dagli occhiali, che disinvoltamente portava, con l’aiuto di un taglio di capelli audacemente corto, diciamo alla soldato Jane…<br />
Indossava un abito a canottiera, in jersey nero, di taglio rigorosamente minimal, reso unico da un colpo di genio: maniche a guanto posticce, che lasciavano scoperte le spalle e si arrestavano a metà delle mani, che acquistavano in tal modo soavi movenze lepidotteriane..<br />
Conscia del suo potere, affacciata ad un ballatoio, la ragazza si lasciava fotografare dal partner.<br />
Ma sono sicura che, foto a parte, è rimasta impressa nella mente di più d’uno…<br />
Questo secondo esempio ha ottenuto il mio placet.<br />
Ed ora vi scodello la morale:<br />
Va bene farsi notare…ma c’è modo e modo!
</p>
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		<title>Giorgio sì, Miuccia no…</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2007 20:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Prada</category>
	<category>Armani</category>
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		<description><![CDATA[	Sfogliavo Time Style &#038; Design, Spring 2007, per osservare con occhiali internazionali i nostri amati odiati mostri dello stile e le loro bramate (da alcuni di noi) creature.
Mi sono soffermata solo sul caftano da sera, bianco grezzo, informale di Donna Karan. E’ una rivisitazione gradevolissima del camicione e, per il mio gusto assai poco allineato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Sfogliavo Time Style &#038; Design, Spring 2007, per osservare con occhiali internazionali i nostri amati odiati mostri dello stile e le loro bramate (da alcuni di noi) creature.<br />
Mi sono soffermata solo sul caftano da sera, bianco grezzo, informale di Donna Karan. E’ una rivisitazione gradevolissima del camicione e, per il mio gusto assai poco allineato col bon ton, l’alternativa gradevole alle proposte più formali.<br />
Possiamo ispirarci? chiederanno le mie amiche operose.<br />
Possiamo comprarlo? chiederanno le riccone golose e impigrite.<br />
Potete…solo a certe condizioni.<br />
L’abito è adatto solo alle super magre con l’allure della giovane dea, vergine innocente, alla vigilia della creazione, che non è poi così facile avere…<br />
Tornando a noi, perché questo era solo il prologo, fra tutte queste immagini, spunta quella di Miuccia Prada ed il mio occhio, per sua natura inquieto, si incupisce causa look, sbagliato, che, occhiali o non occhiali, è un po’ la causa della mia congiuntivite allergica da moda.<br />
Per inciso, io sfoglio sempre i giornali alla giapponese, cioè dall’ultima alla prima pagina.<br />
Non mi piace il blusotto nero di Miuccia, non mi piace la gonna bianca a pieghe sciolte, per lo meno non indosso a lei…e l’insieme è comunque del genere sciatto banale che ingrossa e sta male. Non mi piace la passata rossa, che le rivela l’orecchio, non proprio minuto, non mi piace il contrasto deciso del bianco col nero, non mi piace la scarpa, se non altro per i colori.<br />
E’ lei la stilista: che lo faccia capire!<br />
Pensate, per contrasto, al Giorgio Armani delle sfilate!<br />
Con quella sua caparbia ostinazione minimalista, indossa sempre la stessa mise, sempre lo stesso colore, perché indossa se stesso e basta.<br />
Questo sì che è stile!
</p>
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		<title>Precipitosamente…</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 19:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lina Pelscir</dc:creator>
		
	<category>Moda</category>
	<category>Moda Donna</category>
	<category>Essere donna oggi</category>
	<category>Consigli alle lettrici</category>
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		<description><![CDATA[	Precipitosamente, sempre un po’affannata, alla ricerca di tempo, libertà e, possibilmente, dell’elisir d’eterna giovinezza, vi abbraccio, ragazzi ed, in questo caso, soprattutto ragazze.
Se siete alla ricerca di abiti raffinati ed eleganti, per occasioni molto speciali, incluso, per quelle ardimentose di voi che intendono cimentarsi nell’avventura matrimoniale, l’abito da sposa come l’avete sempre sognato, ricordatevi finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify">Precipitosamente, sempre un po’affannata, alla ricerca di tempo, libertà e, possibilmente, dell’elisir d’eterna giovinezza, vi abbraccio, ragazzi ed, in questo caso, soprattutto ragazze.<br />
Se siete alla ricerca di abiti raffinati ed eleganti, per occasioni molto speciali, incluso, per quelle ardimentose di voi che intendono cimentarsi nell’avventura matrimoniale, l’abito da sposa come l’avete sempre sognato, ricordatevi finalmente dei sarti romani e delle loro abilità appunto sartoriali.<br />
In particolare, se alla squisitezza dello stile e dei dettagli, non disgiunta da una certa vena creativa non troppo audace, cercate, giustamente, di abbinare la portabilità, fate un pensierino, per un’occasione molto formale e molto speciale, lo ripeto, su <a href="http://www.sarlicouture.it/">Fausto Sarli</a>…<br />
Non passerete inosservate!</p>
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