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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512</atom:id><lastBuildDate>Mon, 09 Nov 2009 05:00:49 +0000</lastBuildDate><title>LivePaola: In diretta dal pianeta Paola</title><description>Opinioni svariate ad aggiornamento irregolare.</description><link>http://livepaola.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Paola)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>306</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-1545211842626122330</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 04:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T05:18:15.646+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">potere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Storia di A.</title><description>Non conosco A.: so che ha poco meno di 30 anni, è laureata, e vive in una città del Centro-Sud.&lt;br /&gt;Mi dicono che è una persona capace, intelligente e con voglia di lavorare. E che ha lavorato: come agente di vendita, magazziniera, commessa, barista. Ma da pochi giorni non lavora più. Ecco le sue parole.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[... ] Alla fine  non mi hanno rinnovato il contratto. Non è questo che più mi fa stare male, da una parte me l'aspettavo [... ]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mio area manager ha farfugliato qualcosa che aveva a che fare con la collega del pomeriggio, a cui scadeva il contratto il mio stesso giorno, che era incinta da 5 mesi e non ha detto niente a nessuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; La scusa per il non rinnovo del mio contratto è stata questa, "la sua collega del pomeriggio è rimasta incinta, per cui...", la frase in realtà è terminata qui, non ha avuto seguito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Mi è crollato il mondo addosso, perchè non mi è rimasto nulla in mano; [... ] mi ritrovo al punto di partenza, senza lavoro e senza nient'altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Mi sono rivolta ad un sindacato per cercare di capirci qualcosa, non credo che questo serva a farmi sentire meglio, ma soprattutto non serve a rendermi meno incazzata e meno piena di rancore, ma mi sono sentita, e mi sento, così umiliata, denudata nel profondo, che non riesco ancora a trovarci un senso. [... ]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma chi lo vado a raccontare come mi sento, ad un sindacato, che gli racconto? che per colpa della gravidanza della mia collega io ho perso il lavoro? a chi lo racconto? che quella gravidanza mi fa più male che altro, a chi lo vado a raccontare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ma c'è altro, che mi brucia dentro e che non riesco a tirare fuori, è dentro, come un senso di nullità, come se la mia fosse una sconfitta, delle mie capacità, della mia intelligenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-1545211842626122330?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/sit1Am65O6I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/sit1Am65O6I/storia-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/11/storia-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-3517154248939669726</guid><pubDate>Sat, 31 Oct 2009 05:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-31T08:19:44.158+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Parliamo di politica. Debolezze private e ragioni di opportunità</title><description>L'eterna parabola dell'hubris è tanto più sconvolgente quanto più colui che vi soccombe è dotato del dono di un intelletto fuori dal comune. Vi ho parlato tempo fa di &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2007/05/lord-browne-paul-wolfowitz-david.html"&gt;alcuni esempi&lt;/a&gt;, e, anche se si ripresentano con una certa regolarità, &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2008/03/potere-e-hubris-la-storia-infinita.html"&gt;non cessano di affascinarmi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun fascino, invece, per le disgrazie di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Marrazzo"&gt;Piero Marrazzo&lt;/a&gt;, un giornalista come tanti, la cui ascesa  politica era sembrata un prodotto più della fortuna che delle doti di leadership intellettuale. La moglie Roberta Serdoz, come &lt;a href="http://ff.im/aD4vl"&gt;si è discusso&lt;/a&gt; questa settimana, ha preso atto di avere un marito ingenuo, imprudente e fifone, così come &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Elkann"&gt;John Elkann&lt;/a&gt;, persona che tutti descrivono come intelligente e ammodo, ha preso atto di avere un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lapo_Elkann"&gt;fratello&lt;/a&gt; pasticcione e scapestrato. Quello che poi accade nel segreto del matrimonio, ovviamente, non ci riguarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma per parlare di politica, e per fare un discorso serio su ciò che in posizioni di potere va considerato opportuno o meno, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vi propongo di uscire dalla sfera sessuale&lt;/span&gt;. Supponiamo che un non-politico (giornalista, manager, avvocato: poco importa) venga eletto o nominato a una carica politica. Supponiamo anche che abbia l'hobby, coltivato in un ristretto circolo di appassionati, del collezionismo e dello scambio di cimeli nazisti e della rievocazione in costume di eventi e personaggi del regime nazista. Supponiamo anche che questa passione sia storico-filologica, che non sia diretta a fare proseliti e non cada nell'apologia del nazismo, e che di per sé non sia illegale, anche se a volte rischia di convogliare importanti somme di denaro verso personaggi un po' loschi per l'intermediazione nell'acquisto di cimeli di dubbia provenienza. Supponiamo, dunque, che l'hobby sia una debolezza privata, ma privata anche o proprio perché, allo stato attuale del comune sentire, che sia giusto o sbagliato, legale o illegale, una parte più o meno consistente dell'opinione pubblica potrebbe ritenerla disdicevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio parere, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ragioni di opportunità&lt;/span&gt; imporrebbero al politico di sospendere, per la durata della sua carica, la pratica di questo suo hobby, almeno per quanto attiene ai rapporti interpersonali. Che nel tempo libero si dedicasse, nel privato della sua abitazione, a lucidare cimeli e medaglie in solitudine, mi sembrerebbe tutto sommato innocuo. Ma che si facesse vedere da terzi nelle cantine in cui si scambiano scritti autografi del Führer,  o che spendesse buona parte del proprio stipendio (uscito, ricordiamolo, dalle tasche di noi contribuenti) per acquistare memorabilia da ex gerarchi nazisti tramutatisi in antiquari paraguayani, lo riterrei ingenuo e imprudente. Astenersi da queste pratiche, metterle in soffitta, almeno fino al ritorno alla condizione di privato cittadino, dovrebbe essere una semplice &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;regola di buon senso&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste considerazioni prescindono dalle mie personali simpatie o antipatie per nazisti, transessuali, mariti fedifraghi, prostitute, papponi e chi più ne ha più ne metta. Se leggete questo blog sapete che ritengo che in un'Italia ideale le persone transgendered dovrebbero avere gli stessi diritti di tutti gli altri, le pratiche sessuali nella sfera privata dovrebbero godere di piena libertà (purché non coinvolgano minori o animali), la prostituzione dovrebbe essere un mestiere come un altro e i suoi redditi contribuire al pubblico erario come quelli di tutti noi, lo sfruttamento della prostituzione andrebbe eradicato, e così via (mentre personalmente tendo a continuare a diffidare di chi colleziona cimeli nazisti). Ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non siamo in un'Italia ideale&lt;/span&gt;, e per un politico non ha importanza quello che penso io. Ha importanza che un politico si chieda: i miei comportamenti privati potrebbero essere considerati inopportuni da una parte significativa (diciamo, più del 5%) del mio elettorato? Se un hobby non è abbastanza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mainstream &lt;/span&gt;da poter essere praticato alla luce del sole, a quali rischi mi espongo praticandolo in circoli ristretti? E se questo è un hobby che per mille motivi non ho il coraggio di praticare alla luce del sole, come potrò, nel corso del mio lavoro, trovare il coraggio per le misure impopolari (riformare la Sanità, snellire la pubblica amministrazione, introdurre la concorrenza nei servizi locali, denunciare gli appalti alla Mafia) che la pratica del buon governo mi imporrebbe, ma che possono trovare forse anche più oppositori delle mie debolezze private?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamatemi moralista, ma la vedo così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-3517154248939669726?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/gtczYHL79_0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/gtczYHL79_0/parliamo-di-politica-debolezze-private.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/10/parliamo-di-politica-debolezze-private.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-7677329892697850910</guid><pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-30T09:33:44.580+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">meritocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">università</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Essere interdisciplinari. Contro l'università corporativa</title><description>Dal mensile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/ventiquattro/"&gt;Ventiquattro&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;(in edicola con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/span&gt;, chissà, magari lo comprate) un'interessante discussione a cura di Chiara Somajni dal titolo "Rompete le righe": come promuovere il sapere a cavallo tra discipline? Del lungo colloquio tra cinque esperti (un imprenditore tessile, un notaio, un biologo, un fisico-informatico, un economista) vi riporto qualche citazione sui temi caldi di università e ricerca - anche se la riforma in questi giorni in discussione, come era forse prevedibile, si occupa di altro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francesco Blasi&lt;/span&gt;, biologo molecolare: "La scienza va avanti in maniera strepitosamente veloce perché non ha limiti. Non così in Italia. All'interno delle nostre università, per logiche di potere, il processo di diffusione delle competenze è lentissimo. Si prenda la bioinformatica: se un biologo vuol fare dell'informatica, è un biologo o un informatico? Fino a poco tempo fa questa persona era destinata a non fare carriera."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guido Guerzoni&lt;/span&gt;, economista delle istituzioni culturali: "Se non sei un cretino suicida, non porti le pubblicazioni che non afferiscono a un particolare raggruppamento disciplinare, perché potrebbero accusarti di essere indisciplinato. [...] Se all'estero i saggi a più mani di sociologi, economisti, storici e giuristi sono la norma, in Italia sono rarissimi."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francesco Blasi: &lt;/span&gt;"In questi anni è nata una nuova disciplina, la biologia dei sistemi, dalle ricadute economiche e di salute pubblica incredibili [...] Ho il timore che in Italia questo sviluppo sia impedito a causa del sistema universitario pessimo. In primo luogo vanno rivisti la valutazione e il reclutamento delle persone, che soffrono del problema corporativo dei gruppi disciplinari: per diventare docente della tal materia devo essere esaminato da professori di quella materia, col risultatom tra l'altro, che se una disciplina ha un numero doppio di docenti, automaticamente riuscirà a sfornare un numero doppio di professori, anche se quella disciplina è morta. Seconda cosa, l'eliminazione dei concorsi. [...] L'unico modo è far sì che chi decide abbia un vantagio diretto nella scelta del candidato migliore, responsabilizzando rettori, presidi, direttori di dipartimento, componenti di una commissione giudicatrice. [...] Ci vogliono responsabilità anche sul piano economico. Rettori e presidi dovrebbero rispondere della scelta di mettere i soldi in una direzione piuttosto che in un'altra. Come in America: se sbagli salti."&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-7677329892697850910?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/_thWg2OSk4I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/_thWg2OSk4I/essere-interdisciplinari-contro.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/10/essere-interdisciplinari-contro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-7303180950190303820</guid><pubDate>Tue, 20 Oct 2009 17:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-20T20:28:29.197+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">legge</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Quattro giorni. Incominciamo a parlare del congedo di paternità obbligatorio</title><description>Voi sapete che, nella mia personalissima e minoritaria opinione, la parità tra i sessi deve cominciare da piccoli (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;raise boys and girls the same way&lt;/span&gt;) e deve essere sostenuta da meccanismi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;enforcement &lt;/span&gt;abbastanza radicali, quali il congedo di paternità obbligatorio e lungo almeno quanto quello di maternità, se non di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dettagli &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2008/04/perch-non-sono-gli-asili-nido-la.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://livepaola.wordpress.com/2008/04/06/the-dismal-science-and-women-in-the-workplace/"&gt;qui&lt;/a&gt;, per chi vuole andarsi a riguardare i miei vecchi post da polemista intestardita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se siete d'accordo con me che i neopapà dovrebbero stare a casa per qualche mese (a cambiare i pannolini, non a giocare a calcetto!), vi farà sorridere una proposta di legge che prevede che stiano a casa per quattro giorni dopo la nascita del bebè. Giorni, non settimane o mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è questa la proposta di legge che, mi informa l'&lt;a href="http://www.associazione360.it/"&gt;Associazione 360&lt;/a&gt;, sarà introdotta dalla deputata Alessia Mosca. Quattro giorni obbligatori per il padre, più altri quindici giorni di congedo facoltativi ma disponibili solo se è il padre a usufruirne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa ne penso? Che è meglio di niente. Che spero che la proposta passi, perché se un uomo vuole avere un figlio ma poi non è disposto a staccarsi dal lavoro nemmeno per quattro giorni, allora non gli dovrebbe essere permesso di avere un figlio. Che c'è ancora tanta, tanta strada da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro giorni, meglio di niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-7303180950190303820?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/nIk3zFwzc6U" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/nIk3zFwzc6U/quattro-giorni-incominciamo-parlare-del.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/10/quattro-giorni-incominciamo-parlare-del.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-8252936637213265303</guid><pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-18T13:17:10.446+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">potere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Essere ancien régime. Viva Sabina Ciuffini</title><description>Come sapete, non guardo la televisione. (Faccio eccezione per la Nazionale di rugby e, a volte, per quella di calcio). La subisco ugualmente: nel suo strapotere nel &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2008/02/il-mercato-pubblicitario-lo-specchio.html"&gt;mercato pubblicitario&lt;/a&gt;, nel chiacchiericcio da bar che genera sui social network, nelle risate che a volte arrivano dall'altra stanza quando cerco di dormire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ogni tanto, in televisione, capita anche che qualcuno dica qualche cosa che vale la pena di essere ascoltato. Tempo fa &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2007/06/margherita-agnelli-non-sar-bon-ton-ma.html"&gt;vi ho raccontato&lt;/a&gt; che, secondo un'organizzazione chiamata &lt;a href="http://www.worldrevolution.org/projects/globalissuesoverview/overview2/BriefOverview.htm"&gt;The World Revolution&lt;/a&gt;, le donne lavorano i due terzi delle ore lavorate al mondo, ma sono titolari del 10% dei redditi e dell'1% della ricchezza mondiale. Fatto poco ricordato, ma citato, per una volta, anche in televisione: nella trasmissione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Infedele&lt;/span&gt; di Gad Lerner su La7, lunedì scorso. Ne parla oggi la rubrica Telesponda, a pag. 45 de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/span&gt;, riportando le parole di Sabina Ciuffini, definita "una donna &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ancien régime&lt;/span&gt;":&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[...] Lunedì sera su La7 a dir la sua sull'uso in tivù del corpo femminile c'era Sabina Ciuffini [...] A un certo punto, timida ma non troppo, si inserisce nel dibattito in corso: chi comanda e chi obbedisce, in questo nostro povero Paese? "Voglio dire una parola da femminuccia", esordisce. E poi va svelta al nocciolo della questione: "chi comanda è il &lt;/span&gt;green power&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, il potere dei soldi..." Tutt'intorno si fa silenzio. Il che è giù qualcosa, trattandosi di un talk show. Lei ne approfitta, e rincara. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le donne, dice, per lo più non ne hanno, di soldi. Nel loro complesso&lt;/span&gt;, spiega,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; non posseggono più dell'un per cento della ricchezza mondiale. &lt;/span&gt;Direbbe anche altro, se gli esseri umani di sesso maschile gliene dessero modo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per fortuna, dopo un'altra mezz'ora tocca di nuovo a lei. [...] "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se non miglioriamo la nostra situazione economica,&lt;/span&gt; ragazze, è chiaro che una delle cose più spendibili che ci restano è la prima bellezza, la prima giovinezza." Ed è chiaro che alle donne tocchi di accosciarsi in mutande e in silenzio, appunto. Tutto il resto è chiacchiera.&lt;/span&gt; &lt;/blockquote&gt;Due signore sulla soglia della sessantina, Sabina Ciuffini e Rosy Bindi; due signore un po' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ancien régime&lt;/span&gt;, e va bene così. Le parole di Bindi in risposta agli insulti del premier sono diventate, giustamente, famose. Ma prendete nota anche delle parole di Sabina Ciuffini. In quello che ha detto sta il bandolo della matassa del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;disempowerment &lt;/span&gt;delle donne nell'Italia di oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-8252936637213265303?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/mXqo7hi992Y" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/mXqo7hi992Y/essere-ancien-regime-viva-sabina.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/10/essere-ancien-regime-viva-sabina.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-7263054195104337215</guid><pubDate>Sat, 17 Oct 2009 13:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-17T16:39:06.181+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">produttività</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">telecomunicazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pubblica amministrazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>L'ipotesi più affascinante, una "shock therapy" per la digitalizzazione dell'Italia</title><description>Rifletto, in ritardo, sul &lt;a href="http://www.capri.between.it/index.php"&gt;convegno di Capri&lt;/a&gt; organizzato da Between per fare il punto su banda larga, infrastrutture e servizi. Molto si è detto del ritardo dell'Italia nell'alfabetizzazione informatica, sulle responsabilità della domanda e dell'offerta, dell'uovo e della gallina. Molto si è detto delle persone che ancor oggi in Italia non usano Internet "perché non serve" e di quelle che vorrebbero usare Internet ma sono limitate alla velocità del dial-up, perché la banda larga si è fermata prima. Connivente, in questo, una pubblica amministrazione che oggi costringe i cittadini a contorsionismi borbonici (tutte le mattine che Dio manda in terra, lo sapevate?, ogni agriturismo italiano - e spesso sono imprese individuali - deve avere qualcuno che passa in Questura o dai carabinieri a lasciare le schede dei clienti che lì hanno pernottato) quando potrebbe con poco sforzo semplificar loro  la vita (un portalino con autenticazione, i dati dei clienti via Web, e voilà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'idea più affascinante che ho sentito è quella dello switch-off. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Switch-off&lt;/span&gt;: a partire da una data x, adeguatamente preparata e comunicata, la Pubblica Amministrazione non eroga più servizi "analogici". Devi scegliere il medico di base? Non puoi andare all'ASL e fare una richiesta cartacea: puoi farla solo online. Devi pagare l'ICI? Non puoi andare allo sportello dell'esattoria coi soldi in mano, devi farlo online. Ti scade la carta d'identità? Il rinnovo lo chiedi online. E così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo con "angels" a servizio delle fasce più deboli della popolazione (seduti a fianco del cittadino, non dall'altra parte della barricata), mestiere che potrebbe forse riassorbire una parte delle migliaia di sportellisti che lo switch-off andrebbe a rendere inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe obiettare che smaterializzare il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino porterebbe a una depersonalizzazione che rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalla burocrazia. Ma perché? quando abitavo a Zurigo, la signora Angela Heller, impiegata nel dipartimento cittadino del traffico, mi ha erogato un permesso di parcheggio in base a domanda online e senza che dovessi presentarmi di persona al suo ufficio, al contempo rendendosi disponibile per ogni richiesta di chiarimento via telefono o e-mail (con tempi di risposta, appunto, svizzeri). Ebbene, mi sento molto più grata nei confronti della signora Angela Heller che nei confronti dei molti anonimi sportellisti italiani per i quali ho fatto la coda in altri tempi. (E non è neanche colpa loro, degli sportellisti. Le responsabilità sono dei nostri sindaci, dei nostri governatori, di tutti i leader della pubblica amministrazione che ci promettono l'e-government e non l'hanno ancora mantenuto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo gestito il passaggio dalla lira all'euro. Stiamo spegnendo la TV analogica per passare a quella digitale. Uno switch-off dei servizi allo sportello, per sostituirli con servizi online: possiamo farlo. Non vi sembra affascinante?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-7263054195104337215?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/ySsovoGcETs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/ySsovoGcETs/lipotesi-piu-affascinante-una-shock.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/10/lipotesi-piu-affascinante-una-shock.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-9211027109269394517</guid><pubDate>Sat, 03 Oct 2009 18:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-03T21:21:07.707+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">management</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura</category><title>La Venaria Reale e tutti gli altri</title><description>Questa settimana Gian Antonio Stella ha raccontato &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/30/successo_esemplare_Venaria_Reale_co_9_090930060.shtml"&gt;sul Corriere&lt;/a&gt; la storia di un bene culturale fino a qualche anno fa pressoché sconosciuto, e ristrutturato a tempo di record: la Reggia di Venaria Reale nei pressi di Torino.&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;In meno di due anni dall' inaugurazione, non solo Venaria si è arrampicata al quinto posto fra i siti italiani più visitati dagli appassionati di arte dopo il Colosseo, Pompei, il sistema museale fiorentino e quello veneziano (più i Musei Vaticani, s' intende) [...] Con un incasso che dovrebbe superare i sei milioni di euro più un altro milione entrato nelle casse in gadget, libri, oggettistica, bar, ristorante e così via. [...] Come è possibile che per ogni visitatore Venaria incassi mediamente circa 10 euro e gli altri siti d' arte (104 milioni d' incasso per 33 milioni di ingressi) poco più di 3?&lt;/blockquote&gt;Sono del parere che non siano miracoli, ma solo buona gestione. E lo stesso fa intuire il rapporto consegnato dai consulenti di Roland Berger a Mario Resca, Direttore generale per la valorizzazione ai Beni Culturali, e sintetizzato da Antonello Cherchi &lt;a href="http://www.iuav.it/rstampa_pdf/20090930102509.pdf"&gt;sul Sole 24 Ore&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;Da un fatturato di 40 milioni di euro a uno di 100. A tanto possono puntare le gestioni dei servizi aggiuntivi dei musei, che invece da tempo versano in una condizione di stallo [...] Sarebbero da considerare anche gli incassi delle mostre, che l'analisi non prende in considerazione perché non disponibili.&lt;/blockquote&gt;Sembra però che i casi virtuosi come Venaria siano molto meno di quelli sfuggiti a ogni controllo:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;Dei 92 luoghi d'arte in cui funzionano servizi aggiuntivi, per ben 24 lo stesso ministero non conosce la data di scadenza della concessione. &lt;/blockquote&gt;Qual è la ricetta per avere più Venarie e meno "buchi neri"?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-9211027109269394517?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/hvzDcZ2TcGE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/hvzDcZ2TcGE/la-venaria-reale-e-tutti-gli-altri.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/10/la-venaria-reale-e-tutti-gli-altri.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-1037464121187987045</guid><pubDate>Wed, 30 Sep 2009 04:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-30T06:09:08.646+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">scrittura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">corpo</category><title>Nudo sotto i vestiti</title><description>Vi parlo ancora del commissario Adamsberg dei romanzi di Fred Vargas. &lt;a href="http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=SH246100471"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parti in fretta e non tornare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è uno dei pochi romanzi in cui il desiderio di Adamsberg per Camille è alimentato non dall'assenza ma dalla presenza.&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;Adamsberg rincasò a passo spedito, per essere sicuro di arrivare in tempo ad accogliere Camille. Fece una doccia e si sprofondò in poltrona a rimuginare per una mezz'oretta, non di più, perché in genere Camille era puntuale. L'unico pensiero che gli venne fu che si sentiva nudo sotto i vestiti, come spesso accadeva quando non la vedeva da un po'. Nudo sotto i vestiti, condizione naturale di ogni uomo. Questa specie di constatazione logica non lo turbava. Era un dato di fatto: quando aspettava Camille era nudo sotto i vestiti, mentre al lavoro non lo era. La differenza era evidente, fosse logica o meno.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-1037464121187987045?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/Z0Ixr8mFgto" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/Z0Ixr8mFgto/nudo-sotto-i-vestiti.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/09/nudo-sotto-i-vestiti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-6332720723162224053</guid><pubDate>Sun, 27 Sep 2009 06:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-27T09:07:05.411+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">potere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">management</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">business</category><title>Anne Lauvergeon, leadership femminile in Areva</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.oecd.org/dataoecd/33/10/34545992.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 170px; height: 204px;" src="http://www.oecd.org/dataoecd/33/10/34545992.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;It's lonely at the top&lt;/span&gt;, dicono. Ancora di più quando si è donna, credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una recente &lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/06c2a242-a9fa-11de-a3ce-00144feabdc0.html"&gt;intervista&lt;/a&gt; al Financial Times &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anne_Lauvergeon"&gt;Anne Lauvergeon&lt;/a&gt;, CEO di Areva, rivela di aver stabilito che tutti i comitati di governo dell'azienda dovranno essere composti almeno al 20% da donne. La notizia ha sorpreso perché Lauvergeon stessa, in passato, si era dichiarata contraria alle "quote", come lo sono altre donne autorevoli e che sono arrivate in posizioni di grande responsabilità anche in assenza di un'azione positiva per promuovere la leadership femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, dunque, ha cambiato idea? A mio parere la risposta è semplice. Perché continuare a fare le stesse cose (monitoraggio dell'equilibrio tra i generi all'ingresso, coaching, sostegno alla maternità) e aspettarsi, in termini di partecipazione delle donne al potere economico, risultati diversi da quelli - scarsi - degli ultimi 40 anni è follia. Perché abbiamo capito che senza uno shock esogeno, un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forcing device&lt;/span&gt;, l'equità di genere nelle aziende non arriva mai. Mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'Italia, sostiene in &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2008/06/roger-abravanel-per-unitalia-migliore.html"&gt;Meritocrazia&lt;/a&gt; che ci vogliono regole di azione positiva, sia pure temporanee, Roger Abravanel (che sta cercando di esercitare tutta la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;moral suasion&lt;/span&gt; di cui è capace nella revisione del &lt;a href="http://meritocrazia.corriere.it/2009/07/piu_donne_nei_cda_ci_siamo_qua.html"&gt;Codice di autoregolamentazione&lt;/a&gt; delle società quotate); e su target espliciti di presenza delle donne ai vertici delle aziende ha cominciato a metterci la faccia qualche amministratore delegato, come &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2009/05/donne-al-vertice-i-ceo-ci-mettono-la.html"&gt;Profumo in Unicredit e Guerra in Luxottica&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lasciamoli soli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-6332720723162224053?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/nd6Pzfhu2l8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/nd6Pzfhu2l8/anne-lauvergeon-leadership-femminile-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/09/anne-lauvergeon-leadership-femminile-in.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-2491633025717723482</guid><pubDate>Tue, 22 Sep 2009 16:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-22T18:10:06.891+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>2017</title><description>Via GfK Eurisko, una simulazione sui possibili tempi del recupero dalla crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://livepaola.wordpress.com/files/2009/09/immagine1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 850px; height: 638px;" src="http://livepaola.wordpress.com/files/2009/09/immagine1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-2491633025717723482?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/C7LEPUjmOD0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/C7LEPUjmOD0/2017.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/09/2017.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-1075168659773779988</guid><pubDate>Mon, 14 Sep 2009 19:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-14T22:02:19.283+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fisco</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Ancora sul quoziente familiare</title><description>Fatti due conti, l'anno scorso, ci eravamo dette che &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2008/05/per-quattro-pepite-in-pi.html"&gt;per quattro pepite in più&lt;/a&gt; non ne valeva la pena. Ma poiché ogni settimana leggiamo rutilanti dichiarazioni di esponenti governativi che indicano l'introduzione del quoziente familiare come obiettivo imprescindibile della legislatura, è bene mantenere elevata l'attenzione sulla faccenda, e sui suoi rischi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il migliore articolo degli ultimi tempi su questo tema è di Renato Fioretti su &lt;a href="http://rassegna.it/home/index.cfm"&gt;Rassegna.it&lt;/a&gt; (vi confesso che non so chi sia Renato Fioretti e che è la prima volta che capito su Rassegna.it). Si intitola &lt;a href="http://www.rassegna.it/articoli/2009/09/13/51800/quel-quoziente-familiare-che-sottrae"&gt;"Quel quoziente familiare che sottrae"&lt;/a&gt; e vi invito a leggerlo. Qui un breve estratto:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;[...] secondo le proiezioni elaborate dagli esperti, applicare la riforma in discussione - fermo restando il vigente regime fiscale - produrrebbe i seguenti effetti:&lt;br /&gt;a) il vantaggio maggiore sarebbe realizzato dai contribuenti con elevato reddito e coniuge privo di occupazione. Infatti, la riduzione dell’imposta sarebbe tanto più rilevante quanto maggiore il differenziale tra un reddito alto (di uno dei due coniugi) e un altro basso o, addirittura, pari a zero;&lt;br /&gt;b) il vantaggio fiscale sarebbe molto contenuto nel caso di due coniugi, entrambi lavoratori, con un differenziale di reddito più ridotto.&lt;br /&gt;c) il beneficio sarebbe addirittura nullo nel caso di due coniugi percettori di redditi bassi.&lt;br /&gt;Tra l’altro, quello che è sottotaciuto dai paladini del quoziente familiare, è il sostanziale disincentivo fiscale che una riforma di questo tipo determinerebbe rispetto all’offerta di lavoro femminile.&lt;/blockquote&gt;Erano proprio le cose di cui si era parlato ragionando per pepite. Ma, come abbiamo visto, occorre continuare a ragionare. Perché il sonno della ragione, diceva qualcuno, genera mostri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-1075168659773779988?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/wgzbDravov8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/wgzbDravov8/ancora-sul-quoziente-familiare.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/09/ancora-sul-quoziente-familiare.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-5152571188378198729</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 10:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-05T14:32:25.759+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">turismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Liguria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Francia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Ospitalità e turismo in Italia: quello che avevamo (e che non abbiamo più)</title><description>Ieri vi ho parlato (&lt;a href="http://livepaola.wordpress.com/2009/08/29/mindsets-and-carol-dweck/"&gt;qui&lt;/a&gt;) di una signora americana di mezza età di nome Carol Dweck. Oggi ve la ripropongo non nella veste di professoressa di psicologia, ma in quella di semplice turista. Notate che il piccolo episodio raccontato brevemente nel suo libro, nel contesto di una discussione sui messaggi che assorbiamo inconsapevolmente dai nostri genitori e insegnanti a seconda del loro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mindset&lt;/span&gt;, si riferisce a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;several years ago&lt;/span&gt;, parecchi anni fa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Several years ago, my husband and I spent two weeks in Provence, in the south of France. Everyone was wonderful to us -- very kind and very generous. But on the last day, we drove to Italy for lunch. When we got there and found a little family restaurant, tears started streaming down my face. I felt so nurtured. I said to David, "You know, in France, when they're nice to you, you feel like you've passed a test. But in Italy, there is no test."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-5152571188378198729?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/WRIrK96vo8c" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/WRIrK96vo8c/ospitalita-e-turismo-in-italia-quello.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/08/ospitalita-e-turismo-in-italia-quello.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-4944561496971710536</guid><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 17:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-25T19:22:35.265+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">scrittura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lingua</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Francia</category><title>Altrimenti meritano di morire</title><description>Dal punto di vista drammaturgico, &lt;a href="http://shop.ebay.it/?_from=R40&amp;amp;_trksid=p3984.m38.l1313&amp;amp;_nkw=eleganza+del+riccio&amp;amp;_nd1=See-All-Categories"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'eleganza del riccio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è un western vecchia maniera. Dove i buoni sono proprio buoni buoni, i cattivi sono proprio cattivi cattivi, e alla fine uno dei buoni verrà sacrificato perché un innocente possa salvarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, in questa vicenda ostentatamente sentimentale e zuccherosa (notate anche la quantità di dolcetti, pasticcini, biscottini, torte che vengono consumati nell'arco di poco più di 300 pagine) ci sono molti passi dove uno si ferma dopo aver letto e dice "ecco, questa frase l'avrei voluta scrivere io". E' il tipo di libro dove ognuno trova dei brani che risuonano col suo sentire. Io ve ne propongo due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Renée:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;I favori della sorte hanno un prezzo. Per chi beneficia dell’indulgenza della vita, l’obbligo del rigore nella considerazione della bellezza non è negoziabile. La lingua, ricchezza dell’uomo, e i suoi usi, elaborazione della comunità sociale, sono opere sacre. Che con il tempo evolvano, si trasformino, si dimentichino e rinascano, che talora la loro trasgressione divenga fonte di una maggiore fecondità, non esclude affatto che prima di prendersi la libertà del gioco e del cambiamento occorra aver dichiarato loro piena sudditanza. Pertanto gli eletti della società, coloro che la sorte esclude da quelle servitù destinate al povero, hanno la duplice missione di adorare e rispettare lo splendore della lingua. In definitiva, che una Sabine Pallières usi la punteggiatura a sproposito è una bestemmia tanto più grave in quanto, al contempo, poeti meravigliosi nati in caravan puzzolenti o in baraccopoli nutrono per essa il santo rispetto che è dovuto alla Bellezza.&lt;br /&gt;Ai ricchi il dovere del Bello. Altrimenti meritano di morire. &lt;/blockquote&gt;Paloma:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell’altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie, non fa che raccontare a sé stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore; quando papà beve il caffè leggendo il giornale, si contempla in uno specchio tipo autosuggestione cosciente del metodo Coué; quando Colombe parla delle conferenze di Marian, blatera davanti al riflesso di sé stessa, e quando le persone passano davanti alla portinaia, non vedono nulla perché lì non si vedono riflesse.&lt;br /&gt;Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-4944561496971710536?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/bAfN_R3ZkiA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/bAfN_R3ZkiA/altrimenti-meritano-di-morire.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/08/altrimenti-meritano-di-morire.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-2925775012933243610</guid><pubDate>Mon, 24 Aug 2009 16:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-24T19:46:21.074+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">turismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Liguria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte</category><title>Hyper micro local</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lamarrana.it/ita/immagini/alto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 245px; height: 300px;" src="http://www.lamarrana.it/ita/immagini/alto.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In ferie, in un angolino di Liguria, in fondo a una strada sterrata. Prendo molto sole, faccio yoga tutte le mattine, esco poco.&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Per caso ho scoperto che esiste, a pochi chilometri dal mio eremo, un parco di arte ambientale (&lt;a href="http://www.lamarrana.it/ita/index.htm"&gt;La Marrana&lt;/a&gt; - foto qui a destra), ma che dovrò aspettare fino alla prossima apertura al pubblico, a luglio 2010, per poterlo visitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La free press locale&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.istitutocomprensivo.lerici.scuolaeservizi.it/Mensile/LERICI%20IN%20AGOSTO%2009.pdf"&gt;Lerici In&lt;/a&gt; dedica un articolo a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Fanigliulo"&gt;Franco Fanigliulo&lt;/a&gt;, cantautore prematuramente scomparso vent'anni fa a seguito di un ictus cerebrale. Pare che Fanigliulo frequentasse Tellaro al tempo in cui il paesino era punto di ritrovo di intellettuali e artisti: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"oltre allo scrittore Mario Soldati e ai Bertolucci, vi soggiornavano parecchi esponenti della canzone d'autore fra i quali Mauro Pagani, Franco Ceccarelli (ex bassista dell'Equipe 84), il produttore Alessandro Colombini e Rossana Casale"&lt;/span&gt;. Proprio da un'esibizione estemporeanea a Tellaro, pare, nacquero l'opportunità di incidere il primo album e la parte nel film d'esordio di Roberto Benigni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berlinguer ti voglio bene&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il &lt;a href="http://montemarcello.wordpress.com/"&gt;blog di Montemarcello&lt;/a&gt;, tra foto di tramonti e poesie, ricorda il &lt;a href="http://montemarcello.wordpress.com/2009/08/04/la-spiaggia-di-punta-corvo/"&gt;divieto di bivacco e/o campeggio sulla spiaggia di Punta Corvo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si avvicina il &lt;a href="http://www.festivaldellamente.it/"&gt;Festival della Mente&lt;/a&gt; di Sarzana, con un programma quest'anno più interessante del solito (da &lt;a href="http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=206"&gt;Miriam Mafai&lt;/a&gt; - con proiezione del documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il corpo delle donne&lt;/span&gt; di Lorella Zanardo - a &lt;a href="http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=195"&gt;Stefano Benni&lt;/a&gt;, da &lt;a href="http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=217"&gt;Corrado Passera&lt;/a&gt; a &lt;a href="http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=219"&gt;Francesco Bonami&lt;/a&gt;). Poi, in fondo al booklet del programma, c'è l'elenco "Dove mangiare e dormire a Sarzana". Mangiare, nessun problema; è il dormire che lascia perplessi. L'unico hotel a quattro stelle - mal meritate - è &lt;a href="http://www.paracucchilocanda.it/"&gt;Paracucchi&lt;/a&gt;, che sarebbe un bell'esempio di architettura e design anni '70 se non fosse che ha tutta l'aria di non essere stato rinnovato, appunto, dagli anni '70 (se vi invitassero come relatore, mi raccomando, prima di accettare informatevi sul pernottamento). Le altre strutture elencate sono tutti hotel a tre stelle o meno, agriturismi e bed &amp;amp; breakfast. Ma, per quanto mi consta, è in tutta la provincia della Spezia che non c'è un solo hotel con standard moderni per una clientela che è abituata ad andare in giro (per "standard moderni" intendo una piscina, un fitness center, una connessione WiFi, magari un minimo di spa). I turisti, da queste parti, non piacciono.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Se comunque fate un giro da queste parti, qualche consiglio ve lo posso dare io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-2925775012933243610?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/ZlaX4I3iO1Y" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/ZlaX4I3iO1Y/hyper-micro-local.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/08/hyper-micro-local.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-671102703055544526</guid><pubDate>Wed, 12 Aug 2009 11:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-12T13:39:56.199+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">perfezionismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">scrittura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><title>La tensione verso l'eccellenza</title><description>Mi sto affezionando al lunatico commissario Adamsberg dei romanzi di Fred Vargas. Ecco un suo dialogo con il medico legale Ariane Lagarde (&lt;a href="http://shop.ebay.it/?_from=R40&amp;amp;_trksid=m38.l1313&amp;amp;_nkw=nei+boschi+eterni&amp;amp;_nd1=See-All-Categories"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nei boschi eterni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;- Quelle ferite indicano una precauzione supplementare, una preoccupazione che il lavoro fosse compiuto, completo, e possibilmente impeccabile. Questa verifica supplementare, questo scrupolo eccessivo sono le vivide tracce della disciplina scolastica, che possono deviare verso la nevrosi del perfezionismo.&lt;br /&gt;- Sì, - disse Adamsberg, mentre pensava che Ariane avrebbe potuto benissimo scrivere quel libro sui ciottoli compensatori nell'architettura dei Pirenei.&lt;br /&gt;- La tensione verso l'eccellenza è sempre e soltanto una difesa contro la minaccia del mondo esterno. Ed è essenzialmente femminile.&lt;br /&gt;- La minaccia?&lt;br /&gt;- La volontà di perfezione, la verifica del mondo. La percentuale di uomini che presentano questi sintomi è trascurabile. Per esempio, stasera ho controllato che la portiera dell'auto fosse ben chiusa. Tu no. E che le chiavi fossero nella borsetta. Tu sai dove sono le tue?&lt;br /&gt;- Al loro posto, appese a un chiodo, in cucina, suppongo.&lt;br /&gt;- Supponi.&lt;br /&gt;- Sì.&lt;br /&gt;- Ma non sei sicuro.&lt;br /&gt;- Cazzo, Ariane, non potrei giurarlo.&lt;br /&gt;- Già da questo, e senza nemmeno aver bisogno di guardarti, so che tu sei un uomo e io una donna, occidentali, con un margine di errore del dodici per cento.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-671102703055544526?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/lhYqGaW_wng" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/lhYqGaW_wng/la-tensione-verso-leccellenza.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/08/la-tensione-verso-leccellenza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-6895284389783614273</guid><pubDate>Sat, 11 Jul 2009 16:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-11T19:12:40.114+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Libere? Sì, di venderci</title><description>Mi sono imbattuta ieri (grazie alla &lt;a href="http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=2863"&gt;segnalazione di Zeroviolenzadonne.it&lt;/a&gt;) in un articolo di Livia Turco pubblicato dal quotidiano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Riformista&lt;/span&gt;. Se volete leggerlo tutto, è &lt;a href="http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/69deee37da2fc10beda4904b423e1000.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;. Altrimenti, due punti che ritengo importanti (l'enfasi è mia):&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;C’è stato un assordante &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;silenzio delle donne&lt;/span&gt;, soprattutto di noi impegnate nella politica, attorno al caso Berlusconi, Noemi, D’Addario. [...] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; In nome di un potere monocratico e discrezionale, il Presidente del Consiglio compra il corpo femminile e lo ripaga (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;non importa se per compensare una relazione sessuale o una semplice adulazione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;) attraverso una promozione politica.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; L’essere rappresentanti nelle istituzioni diventa così merce di scambio all’interno di una relazione privata, con conseguenze potenti sull’ordine simbolico attinente allo stesso rapporto uomo-donna nella politica.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; [...] Il risultato più sconcertante sta proprio nell’aver inserito il ruolo delle donne in politica all’interno della relazione servile, di dipendenza dal leader, di una relazione incentrata sullo scambio e sui favori all’interno della sfera pubblica. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;E se sono favori sessuali è solo un dettaglio, una variante.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;La seconda osservazione invece ha a che fare proprio con la sfera sessuale:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non è certo una novità l’uso del corpo per fare carriera o affermarsi nel lavoro e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rompere questa pratica ha significato per le donne riscattarsi dalla propria miseria e dalla subalternità. Viene perciò da chiedersi se questo sistema sia ritornato in auge.&lt;/span&gt; E se questo uso consapevole del corpo a fini di affermazione sociale non costituisca una forma di rivoluzione passiva che assume, ma svuota di significato, il principio della libertà sessuale che la pratica femminista aveva posto a fondamento della rottura del patriarcato e della nuova identità femminile. Tanto da tradursi in una banalizzazione della libertà, un suo ridursi a libero scambio, a libero consumo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ma in questo c’è anche una nostra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;responsabilità di donne&lt;/span&gt;. Quella di esserci fermate. Di non aver continuato a lavorare sulla concezione della libertà per esplicitarne il suo contenuto di responsabilità e di costruzione di una nuova relazione con l’altro. Di non avere elaborato una nuova educazione sentimentale. Di non aver superato la mistica della maternità con la fondazione di una nuova relazione tra i sessi. Di non aver elaborato e promosso una battaglia per la riforma della politica e delle istituzioni che mettesse finalmente al centro la promozione del merito.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Insomma, dice Turco con giusta amarezza: le generazioni prima di noi hanno lottato per la nostra libertà sessuale. Ma poco dopo che questa libertà ha cominciato ad essere a portata di mano, un'altra cultura ha iniziato a diffondersi: quella che ha stravolto la&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; libertà di donarsi&lt;/span&gt; in&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; libertà di vendersi&lt;/span&gt;. E noi donne ne siamo state corresponsabili. Abbiamo lasciato che i nostri figli assorbissero dalla televisione questo sistema di valori; quasi senza che ce ne accorgessimo, la nostra idea di parità tra i sessi si è trasformata in un curioso pezzo di antiquariato, il femminismo è diventato una parolaccia, e la mobilità sociale una cosa da comprarsi col corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'infinita tristezza che mi suscita questo stato di cose, la sapete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-6895284389783614273?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/bpeousG3xhQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/bpeousG3xhQ/libere-si-di-venderci.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/07/libere-si-di-venderci.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-613085939834027611</guid><pubDate>Sat, 20 Jun 2009 16:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-20T18:37:32.624+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Spagna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>La speranza</title><description>La speranza è che, come in Spagna dopo gli anni tetri della dittatura di Franco ci fu una movida, un'esplosione di vita e di creatività, di cinema e di musica e di gioia di vivere, una liberazione dei costumi sessuali, una progressiva affermazione delle donne nella vita politica ed economica del Paese, così in Italia, dopo i tempi bizzarri, falsi e corrotti che stiamo vivendo, ci possa essere, per reazione e senza vendette, una grande pulizia, un'esplosione di trasparenza e di onestà, di rispetto per le leggi e per la cosa pubblica, di senso civico, di coscienza meritocratica, di capacità di ascoltare e dialogare, di libertà di essere se stessi, di verità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-613085939834027611?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/h44krjPOdG0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/h44krjPOdG0/la-speranza.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/06/la-speranza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-6115245448822890364</guid><pubDate>Sat, 20 Jun 2009 16:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-20T18:37:50.218+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Il danno</title><description>Il fatto è che a noi donne italiane, quando facciamo sesso con i nostri uomini, per quanto ciò avvenga con fantasia e levità, per quanto lo si faccia nella gioia del dono reciproco, per quanto si possa sentire di sfiorare una dimensione spirituale e non più solo terrena, ecco a noi donne italiane di questi tempi ci viene in mente che in fondo stiamo facendo la stessa cosa che chissà quante aspiranti soubrette hanno fatto con il Presidente del Consiglio, non nei retroscena e non nelle intenzioni, ma insomma la meccanica è quella, il brutale fatto del corpo è quello, e allora ci passa proprio la voglia, e ci viene voglia di fare qualcos'altro, come leggere un libro o andare a estirpare le erbacce in giardino, e non ci torna più la voglia di fare sesso con i nostri uomini, e questo è un danno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-6115245448822890364?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/QAJh0juMnW0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/QAJh0juMnW0/il-danno.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/06/il-danno.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-3004894701741010525</guid><pubDate>Sun, 14 Jun 2009 14:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-20T18:34:14.674+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lingua</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessualità</category><title>L'uomo che morì in tuta di latex</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/SjUImkpy5CI/AAAAAAAAAU0/-3xax5_MqZU/s1600-h/edouard+stern+lazard.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 287px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/SjUImkpy5CI/AAAAAAAAAU0/-3xax5_MqZU/s400/edouard+stern+lazard.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347189591339361314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La mia comprensione del tedesco sta migliorando. Oggi ho letto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Der Mann, der im Latex-Anzug starb"&lt;/span&gt; nell'edizione domenicale della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Neue Zürcher Zeitung&lt;/span&gt; e avrei voluto raccontarvi questa storia. Ma poi mi sono accorta che potreste averla letta anche &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/persone/processo-squillo/processo-squillo/processo-squillo.html"&gt;in italiano&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6493490.ece"&gt;in inglese&lt;/a&gt; (anche se nella NZZ era raccontata dalla giornalista Christine Brand - e titolata - come un romanzo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sentenza nel processo a Cécile Brossard, l'amante che ha confessato di averlo ucciso con quattro colpi di pistola mentre era legato a una poltrona Luigi XV, è attesa per il 19 giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aggiornamento 20 giugno: &lt;/span&gt;Cécile Brossard è stata condannata a otto anni e mezzo di carcere. Si è accolta la tesi dell'omicidio passionale e non premeditato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-3004894701741010525?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/DQJZQhKvyWA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/DQJZQhKvyWA/luomo-che-mori-in-tuta-di-latex.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/SjUImkpy5CI/AAAAAAAAAU0/-3xax5_MqZU/s72-c/edouard+stern+lazard.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/06/luomo-che-mori-in-tuta-di-latex.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-7575103744887695040</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2009 19:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-02T21:57:10.743+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">potere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">business</category><title>Di giornali, calcio e yogurt</title><description>Qualche giorno fa una discussione come tante, su vita e morte dei giornali offline e online, mi ha fatto riflettere sul perché un giornale sia un oggetto speciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sparisce dagli scaffali del supermercato il mio yogurt preferito, è possibile che io mi dispiaccia un po', ma che ne trovi subito un altro con cui rimpiazzarlo. (Se sparisce lo yogurt preferito di mio cugino, è probabile che non me ne accorga nemmeno). Ma uno yogurt, si può sostenere, è un prodotto che vive in logica di mercato; è quindi naturale che abbia dei sostituti, che uno yogurt concorrente se ne aggiudichi la quota di mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa c’è all’estremo opposto? La squadra di calcio. Se sparisse una squadra di calcio, i tifosi potrebbero mettere a ferro e fuoco una città. Il calcio, con poche virtuose eccezioni di megaclub europei, è da anni uno spettacolo il cui costo di produzione è sproporzionato rispetto alla willingness to pay dei tifosi, che sia dal vivo o attraverso la televisione. La storia del calcio italiano e non solo degli ultimi decenni è quindi costellata di decreti salvacalcio (finanziati dalle tasche degli inconsapevoli contribuenti), investimenti di privati a fondo perduto per vanità personale e iniezioni di liquidità da parte dell’uno o dell’altro “papi” per ragioni di consenso politico.&lt;br /&gt;Il calcio, dunque, vive al di fuori della logica di mercato. E infatti ancora non si è dato che una squadra importante sia stata messa in liquidazione, e tanto meno che i suoi tifosi abbiano traslato la loro passione su di una squadra sostitutiva. Non esiste il surrogato della squadra del cuore.&lt;br /&gt;(Appena meno irrazionali sono gli sport professionistici negli Stati Uniti, dove è sì capitato che qualche squadra di football o hockey cambiasse città, stadio e tifosi per sopravvivere; ma dove i tribunali hanno riconosciuto al baseball un’esenzione dalle regole Antitrust, mettendolo anche qui al di fuori delle regole del mercato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove sta un giornale in questo spettro tra passione e mercato? A metà tra i due, mi sembra di poter dire. Se sparisce un giornale, è più difficile da rimpiazzare rispetto a uno yogurt, ma più facile rispetto a una squadra di calcio. Per la maggior parte dei lettori, l’attaccamento al proprio giornale sta in qualche modo a metà strada tra la promiscuità nelle scelte sullo scaffale dello yogurt e la fedeltà incrollabile alla propria squadra. Quando un giornale cessa le pubblicazioni, ci si mette un po’, ma un altro lo si trova. (O si finisce per leggere online). E in questo senso, quindi, dobbiamo accettare che un giornale è anche un po’ come uno yogurt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo ora però a ragionare per categorie più astratte: non una marca e un gusto di yogurt, ma lo yogurt; non una squadra di calcio, ma il calcio; non un determinato giornale, ma il giornalismo. Il giornalismo, quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;periodismo &lt;/span&gt;che García Márquez definì &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“la profesión más hermosa del mundo”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque di voi tenti questo esperimento mentale potrà sicuramente immaginare una società moderna, civile e progredita senza yogurt. Altrettanto potrà fare immaginando una società senza calcio (credetemi). Ma una società senza giornalismo? Che connotati avrebbe, come funzionerebbe? Vero, ci sono luoghi (Atene, Firenze) che ci hanno lasciato lezioni di democrazia o di civiltà senza avere un vero e proprio giornalismo, come lo si intende dal Settecento ad oggi. Ma nel mondo globalizzato, nell’economia della conoscenza, come la immaginiamo una società senza giornalismo? Temo che il giornalismo – e parlo in particolare del giornalismo investigativo indipendente – sia diventato come la luce elettrica: ce ne accorgeremmo solo quando dovesse venirci a mancare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche tempo, purtroppo, il giornalismo investigativo indipendente sembra diventato un prodotto che costa di più di quanto i suoi consumatori (lettori e inserzionisti) siano disposti a pagarlo. Se è così, presto dovremo mettere il giornalismo – con tutte le sue esternalità positive – nella categoria delle cose “fuori dal mercato”. Anzi, lo è già per chi sostiene che i finanziamenti pubblici alla stampa siano un’ingiustificata distorsione del mercato. (Personalmente mi dà più scandalo il fatto che la voce di spesa più grossa del bilancio dell’Unione Europea siano i finanziamenti all’agricoltura: prima di abolire i fondi per la stampa, vorrei vedere aboliti quelli per l’olio d’oliva, le pecore e via dicendo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora il giornalismo si trova già ad assomigliare al calcio: uno splendido circo dai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fundamentals&lt;/span&gt; deboli, da mantenere vivo come si può, perché ne abbiamo bisogno come della luce elettrica, ma il mercato non arriva a stabilirne un prezzo di equilibrio. E’ evidente che non sarà l’oligarca russo di turno a salvaguardare il giornalismo investigativo indipendente, né sarà uno Stato sempre più deficitario (che non riesce a impedire che i soffitti delle scuole crollino in testa agli studenti) a sostenere da solo i costi di un prodotto sempre più fuori mercato. Saremo noi consumatori, credo, a doverci rimboccare le maniche per il prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrà nascere, credo, un modello editoriale al di fuori della vanità e del potere, sostenuto da cittadini e lettori consapevoli per senso civico e amore di verità; ma c’è il rischio che accada altrove, e non da noi in Italia. Se sarà così, dovremo sperare che agli occhi di qualche giornalista estero le nostre vicende italiane continuino ad essere interessanti, o almeno folkloristiche, a sufficienza per farci sopra del giornalismo. Se accadrà invece da noi, se in qualche modo inventeremo un modello sostenibile di giornalismo, potremo invece dirci di nuovo una società moderna, civile e progredita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-7575103744887695040?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/JmHIlDAY0FM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/JmHIlDAY0FM/di-giornali-calcio-e-yogurt.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/06/di-giornali-calcio-e-yogurt.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-8724132854141921739</guid><pubDate>Sun, 31 May 2009 10:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-31T13:51:12.451+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">imprenditoria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">management</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Contare fino a quattro</title><description>Procuratevi, se potete, l'edizione cartacea del Sole 24 Ore di oggi.&lt;br /&gt;A pagina 21, a sei colonne, il &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2009/03/lapostrofo-di-troppo.html"&gt;sonnellino del titolista&lt;/a&gt; ha prodotto: "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cavalieri del lavoro, tre le donne&lt;/span&gt;". Questo blog fa tutti i suoi complimenti alle tre neo-cavalieri (quanto a scovare l'intrusa, non è compito nostro):&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stefania Brancaccio&lt;/span&gt;, alla guida della Coelmo, produttrice casertana di gruppi elettrogeni;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carla Cecconi Braccialini&lt;/span&gt;, presidente onorario del brand di moda Braccialini, acquisito nel 200o dal Mariella Burani Fashion Group;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maria Cristina Gilardoni&lt;/span&gt;, presidente di Gilardoni SpA, produttrice di macchine a raggi X e ultrasuoni;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gabriella Parisse&lt;/span&gt;, presidente e amministratore delegato della Johnson &amp;amp; Johnson Spa.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-8724132854141921739?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/2QPqZWh4LF0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/2QPqZWh4LF0/contare-fino-quattro.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/05/contare-fino-quattro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-2290021552569283941</guid><pubDate>Fri, 29 May 2009 14:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-31T13:51:58.769+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pubblicità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte</category><title>Pubblicità regresso: Triangolo eccellente</title><description>Mi hanno mandato in ufficio una rivista con questa inserzione in quarta di copertina. Non l'ho nemmeno aperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/Sh_xhgJrD9I/AAAAAAAAAUo/pcpMh5WMkwI/s1600-h/Pubblicit%C3%A0+regresso+a-tono.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 229px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/Sh_xhgJrD9I/AAAAAAAAAUo/pcpMh5WMkwI/s320/Pubblicit%C3%A0+regresso+a-tono.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341253240953180114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-2290021552569283941?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/aJYkbxwTaW8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/aJYkbxwTaW8/pubblicita-regresso-triangolo.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/Sh_xhgJrD9I/AAAAAAAAAUo/pcpMh5WMkwI/s72-c/Pubblicit%C3%A0+regresso+a-tono.png" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/05/pubblicita-regresso-triangolo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-4956996424476773018</guid><pubDate>Fri, 15 May 2009 20:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-15T22:25:19.863+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Paola e l'algoritmo, parte II</title><description>Oggi che è il mio compleanno, l'algoritmo mi manda il malocchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/Sg3Pix927LI/AAAAAAAAAUg/UXl4AsIWNBU/s1600-h/ScreenHunter_01+May.+15+22.22.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 293px; height: 93px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/Sg3Pix927LI/AAAAAAAAAUg/UXl4AsIWNBU/s320/ScreenHunter_01+May.+15+22.22.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336149329939197106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-4956996424476773018?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/X9o7emnElZU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/X9o7emnElZU/paola-e-lalgoritmo-parte-ii.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_NKeDSM9h1rs/Sg3Pix927LI/AAAAAAAAAUg/UXl4AsIWNBU/s72-c/ScreenHunter_01+May.+15+22.22.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/05/paola-e-lalgoritmo-parte-ii.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-8271951344686993817</guid><pubDate>Tue, 12 May 2009 19:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-12T22:11:08.486+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">meritocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">management</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">leadership</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Donne al vertice: i CEO ci mettono la faccia</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.valored.it/img/logo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 278px; height: 125px;" src="http://www.valored.it/img/logo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La settimana scorsa ho avuto il piacere di essere a Milano per assistere alla presentazione di &lt;a href="http://www.valored.it/"&gt;ValoreD&lt;/a&gt;, la &lt;span class="bold"&gt;prima associazione di grandi imprese&lt;/span&gt; creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di che cosa si occuperà ValoreD? Di tante cose utili: monitoraggio della diversità di genere, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mentorship &lt;/span&gt;alle manager donna ad alto potenziale, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;skill building&lt;/span&gt; sulle competenze (soprattutto soft) necessarie nei ruoli di vertice, esplorazione dell'esperienza di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;role model&lt;/span&gt;, ricerca applicata e consulenza sugli strumenti di flessibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto ad iniziative passate, la differenza importante è questa: i CEO delle &lt;a href="http://www.valored.it/associazione-associati.aspx"&gt;aziende associate&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ci mettono la faccia&lt;/span&gt;. Ci mettono la faccia perché hanno dichiarato pubblicamente i loro obiettivi. Li potete vedere anche voi nel &lt;a href="http://www.valored.it/video_01.html"&gt;video&lt;/a&gt;. Kudos in particolare a:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrea Guerra&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luxottica&lt;/span&gt; (del quale già sapete che &lt;a href="http://livepaola.blogspot.com/2007/03/come-cambiare-il-mondo-give-gift-of.html"&gt;sono una fan&lt;/a&gt;). Delle 60 posizioni chiave in Luxottica, si è dato l'obiettivo che entro 3 anni un terzo siano occupate da donne.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Profumo&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Unicredit&lt;/span&gt;. Oggi il 57% dei dipendenti del Gruppo sono donne e il 43% uomini: entro 10 anni, le proporzioni che valgono per il totale dovranno essere vere a ogni singolo livello della piramide aziendale.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Buon lavoro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-8271951344686993817?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/s4gKTg5iS0w" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/s4gKTg5iS0w/donne-al-vertice-i-ceo-ci-mettono-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/05/donne-al-vertice-i-ceo-ci-mettono-la.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4084807783257085512.post-6896598717534131758</guid><pubDate>Wed, 06 May 2009 04:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-06T06:17:54.151+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">scrittura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lingua</category><title>On being blue. La malinconia del traduttore</title><description>Deliziata, ieri sera prima di dormire, dal primo dei brevi saggi di Franco Nasi nella raccolta "La malinconia del traduttore", sui molti significati di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blue &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blues&lt;/span&gt;. Solo un assaggio - non vi voglio rovinare il gusto di leggerlo da soli:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché era difficile [&lt;/span&gt;On Being Blue. A Philosophical Inquiry &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di William Gass], e poi perché era tutto giocato sul doppio, triplo, quadruplo senso del colore, e tradurre un libro così in italiano ti fa venire la malinconia del traduttore, che è una malattia che ti prende d'improvviso, quando, dopo mille tentativi, ti senti invaso da un fortissimo senso di inadeguadetezza e di impotenza. E' la malattia blu del traduttore che ti fa desiderare che la storia di Babele e della moltiplicazione delle lingue sia solo una leggenda e che tutte quelle lingue che ci sono al mondo non esistano e non siano mai esistite. Allora alla malinconia si accompagna un senso di nostalgia per una lingua primigenia dove i colori con tutti i loro significati sono gli stessi colori per tutti, le piante sono le stesse piante per tutti, e i fiori, i suoni, i cerimoniali e tutto quello che è, è quello che è, per tutti, e che ogni cosa, sensazione, credenza si dice in un modo solo, universale.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Solo trascrivendolo mi sono accorta che il "che" dell'ultima subordinata non mi suona (avrei messo un "dove"). Ma non fa niente, si legge così tutto d'un fiato che non importa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4084807783257085512-6896598717534131758?l=livepaola.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~4/4V-oVpVb0gw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LivepaolaInDirettaDalPianetaPaola/~3/4V-oVpVb0gw/on-being-blue-la-malinconia-del.html</link><author>noreply@blogger.com (Paola)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://livepaola.blogspot.com/2009/05/on-being-blue-la-malinconia-del.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
