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	<title>Lo Spazio della Politica</title>
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		<title>Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Europa: Nabucco vs South Stream</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Torelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>La scorsa settimana il Parlamento turco ha approvato, con una larghissima maggioranza (229 voti a favore e solo 12 contro), il Progetto Nabucco, colossale impresa geostrategica ed economica che prevede di portare in Europa circa 31 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Il progetto era già stato ratificato lo scorso 13 luglio dai governi interessati in seduta comune, vale a dire quelli di Austria, Bulgaria, Romania, Turchia e Ungheria, alla presenza di Josè Manuel Barroso per l’Unione Europea e del Primo Ministro iracheno Nouri al-Maliki ed è stato ideato per far sì che venga del tutto bypassata la Russia come fornitrice di gas naturale all’Unione Europea. <span id="more-5679"></span></p>
	<p>Perché si è appena definito una colossale impresa l’effettiva realizzazione di questo gasdotto è presto spiegato: mancano le risorse di gas necessarie per poter portare a termine il progetto, o per meglio dirla non vi sembrano attualmente essere le condizioni politiche affinché si arrivi alla messa in opera del Nabucco. Prima di tutto l’Europa: siamo sicuri che tutti i Paesi europei sarebbero disposti a smarcarsi del tutto da Mosca per ciò che concerne la loro dipendenza energetica, considerando che attualmente quasi il 40% di tutto il gas naturale importato in Europa proviene dalla Russia? Vi sono Paesi come la Germania e l’Italia che hanno sicuramente molti interessi a coltivare la special relationship con Mosca, anche in virtù di interessi economici ed energetici molto forti, su cui si tornerà più avanti.</p>
	<p>Posto che ogni Paese europeo continua a perseguire una propria politica piuttosto indipendente per quanto riguarda i  programmi di approvvigionamento energetico e che, dunque, si ripresenta l’annoso problema dell’UE di non avere una politica comune per poter far fronte alle sfide geopolitiche del XXI° secolo <strong><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/03/leuropa-e-un-attore-globale/">con una voce unica</a></strong> e  abbastanza autorevole, vi sono altre problematiche di natura più politica che tecnica che fanno sì che il Nabucco non possa ancora definirsi un progetto già deciso e semplicemente in fase di realizzazione e conclusione. Da dove dovrebbero arrivare i rifornimenti di gas adatti a coprire il fabbisogno del Nabucco? Sicuramente soprattutto dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan, per un totale, insieme, di circa 18 miliardi di metri cubi. Subentrano però attriti politici, per esempio in merito all’instabile situazione del Caucaso e quindi delle scelte azere. Solo per enunciarne una, Baku è ultimamente in rapporti piuttosto tesi con la Turchia (che dovrebbe essere l’hub imprescindibile per il gas dell’Est verso l’Europa), riguardo i tentativi di Ankara di riallacciare normali relazioni con la Repubblica armena, da sempre nemico giurato dell’Azerbaijan. Per ciò che concerne il Turkmenistan, non si può certo dire che questo sia il partner più affidabile sulla piazza, visti i rapporti che intrattiene anche con la Russia e, tra gli altri, con l’Iran. Proprio l’Iran (che detiene le seconde riserve mondiali di gas naturale alle spalle della Russia) dovrebbe essere un  altro fornitore del Nabucco, ma stando all’attuale situazione politica in evidente contrasto con l’Europa, anche tale risorsa appare tutt’altro che sicura.</p>
	<p>Cosa rimane? L’Iraq, il cui governo regionale curdo (che amministra il territorio in cui si concentrano la maggior parte di riserve irachene) ha concluso degli accordi con l’austriaca OMV e l’ungherese MOL  per la produzione di circa 4 miliardi di gas naturale da dirottare sul Nabucco. Anche qui, però, la situazione è tutt’altro che definita: la potenziale instabilità del Kurdistan iracheno pone degli ostacoli al processo di esplorazione e sfruttamento dei giacimenti di gas presenti sul proprio territorio da parte di imprese straniere. Non è ancora ben chiaro infatti, nonostante il Governo Autonomo del Kurdistan iracheno abbia già preso contatti ed accordi con molte compagnie straniere, se alla fine tali contratti verranno rispettati o al contrario, sia per volontà/imposizione del governo centrale di Baghdad, sia per la possibilità di nuove fonti di instabilità nella regione (vedi la definizione dello status di Kirkuk), non si riuscirà a portare a termine questi progetti.</p>
	<p>I problemi sono dunque ancora molti e, dall’altra parte, vi è il progetto alternativo, stavolta sponsorizzato da Mosca, del cosiddetto South Stream: un gasdotto che dovrebbe portare circa 64 miliardi di metri cubi all’anno in Europa, partendo dalla Russia e bypassando l’Ucraina, con cui Mosca ha da anni dei contenziosi sul prezzo del gas naturale. Tale progetto è sicuramente più ambizioso dal punto di vista tecnologico, dal momento che non sono molte le imprese in grado di realizzare gasdotti che possano passare sotto il Mar Nero, così come previsto dal progetto in questione. Entra così in gioco l’ENI, o meglio la SAIPEM che ne è un’emanazione diretta, in grado di realizzare tale opera in un fondale particolarmente profondo come quello del Mar Nero, appunto. Le risorse sarebbero più facili da reperire, dipendendo in gran parte dalla Russia e da Gazprom (responsabile insieme all’ENI del South Stream), anche a fronte di una tecnologia richiesta sicuramente più sofisticata. Visto così, il South Stream rientrerebbe appieno nell’obiettivo italiano di ottenere gas naturale dall’estero (di cui comunque ha un bisogno vitale e motivo per cui Roma intrattiene rapporti stretti anche politici con i governi algerino e libico) e portare avanti l’interesse delle proprie aziende (in questo caso l’ENI). Ciò cui non riuscirebbe a far fronte l’Italia in questo caso, sarebbe la necessità di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento rispetto alla Russia, attualmente unico vero fornitore di gas naturale sicuro per Bruxelles. Tornerebbe, in altre parole, ad emergere la contraddizione di una politica estera italiana volta a perseguire un interesse nazionale abbastanza particolaristico e non in sintonia con gli altri attori dell’Unione Europea, portando questa istituzione ad avere sempre meno credibilità in ambito internazionale.</p>
	<p>Del resto il governo italiano avrebbe le mani legate: dare una spinta maggiore, tramite il diretto coinvolgimento dell’ENI nel progetto, al Nabucco e, quindi, provocare una possibile reazione russa, oppure restare sulle posizioni attuali di sostegno pieno e attivo (l’ENI avrebbe in gestione circa un quarto del gas naturale del South Stream) al South Stream, concorrendo a far naufragare di fatto l’idea ambiziosa di una futura indipendenza dal gas naturale di Mosca? La risposta non è facile, ma ciò che sembra assodato è che, anche se può sembrare paradossale, il South Stream sembra avere più chances di realizzazione del Nabucco, in quanto quest’ultimo richiederebbe una conciliazione di troppi e divergenti interessi tra Paesi a volte in aperto contrasto tra di loro (come nel caso dell’Iran e dei Paesi dell’UE) o in una condizione di instabilità che non permette un investimento di medio-lungo termine che possa definirsi al 100% sicuro (come nel caso dell’Iraq, ancora in cerca di una propria identità politica autonoma e definita, o del Turkmenistan, probabilmente ancora troppo ricattabile dalla Russia). Anche da queste problematiche passa il futuro energetico dell’Europa e dell’Italia in particolare. La scelta sembra essere tra la fine delle ambizioni europeistiche o l’insicurezza energetica. Ecco perché la politica estera italiana è più in mano a Paolo Scaroni, che a Silvio Berlusconi o chi ne prenderà il posto nei prossimi anni alla guida del governo.
</p>
<ul class="post_info2"><li>24 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/chi-pensa-alla-nostra-energia-il-mercato-italiano-del-gas/" title="Chi pensa alla nostra energia? Il mercato italiano del gas">Chi pensa alla nostra energia? Il mercato italiano del gas</a></li><li>7 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/lsdp-sbarca-in-turchia/" title="LSDP sbarca in Turchia">LSDP sbarca in Turchia</a></li><li>23 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/tutta-lenergia-dellitalia-lorenzo-nicolosi/" title="Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Lorenzo Nicolosi">Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Lorenzo Nicolosi</a></li><li>22 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/la-nuova-russia-dare-a-putin-quel-che-e-di-putin/" title="La nuova Russia: dare a Putin quel che è di Putin?">La nuova Russia: dare a Putin quel che è di Putin?</a></li><li>19 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/leuropa-a-stelle-e-strisce/" title="L&#8217;Europa a stelle e strisce">L&#8217;Europa a stelle e strisce</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Made in green China</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Spazio della Politica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cina corre ai ripari sul terreno ambientale.17 dicembre 2009 -- Un pannello solare in ogni tetto: imparare dalla Germania18 novembre 2009 -- Italiani, e&#8217; arrivata la green economy1 novembre 2009 -- La nuova Rivoluzione cinese29 ottobre 2009 -- La Cina al verde21 gennaio 2009 -- La carta verde di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La Cina<a href="http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=64170&amp;id=66&amp;ante=0"> corre ai ripari</a> sul terreno ambientale.<ul class="post_info2"><li>17 dicembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/12/un-pannello-solare-in-ogni-tetto-imparare-dalla-germania/" title="Un pannello solare in ogni tetto: imparare dalla Germania">Un pannello solare in ogni tetto: imparare dalla Germania</a></li><li>18 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/italiani-e-arrivata-la-green-economy/" title="Italiani, e&#8217; arrivata la green economy">Italiani, e&#8217; arrivata la green economy</a></li><li>1 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/la-nuova-rivoluzione-cinese/" title="La nuova Rivoluzione cinese">La nuova Rivoluzione cinese</a></li><li>29 ottobre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/10/la-cina-al-verde-prima-parte/" title="La Cina al verde">La Cina al verde</a></li><li>21 gennaio 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/01/la-carta-verde-di-obamahttpwwwlospazihttpwwwlospaziodellapoliticacomwp-adminpost-newphpodellapoliticacomwp-adminpost-newphp/" title="La carta verde di Obama">La carta verde di Obama</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Larry Lessig rulez</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Spazio della Politica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui (in italiano) e qui (in inglese) potete riascoltare la &#8220;storica&#8221; lezione sul ruolo di Internet tenuta da Larry Lessig ieri a Montecitorio.1 marzo 2010 -- Perchè la condanna di Google ci danneggia tutti24 febbraio 2010 -- Serious threat to the web in Italy19 febbraio 2010 -- De Benedetti, su Internet la lezione te la..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Eventi">Qui</a> (in italiano) e <a href="http://blip.tv/file/3332375">qui </a>(in inglese) potete riascoltare la &#8220;storica&#8221; lezione sul ruolo di Internet tenuta da Larry Lessig ieri a Montecitorio.<ul class="post_info2"><li>1 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/perche-la-condanna-di-google-ci-danneggia-tutti/" title="Perchè la condanna di Google ci danneggia tutti">Perchè la condanna di Google ci danneggia tutti</a></li><li>24 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/serious-threat-to-the-web-in-italy/" title="Serious threat to the web in Italy">Serious threat to the web in Italy</a></li><li>19 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/de-benedetti-su-internet-la-lezione-te-la-facciamo-noi/" title="De Benedetti, su Internet la lezione te la facciamo noi">De Benedetti, su Internet la lezione te la facciamo noi</a></li><li>19 gennaio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/caro-riotta-passo-e-chiudo/" title="Caro Riotta, passo e chiudo">Caro Riotta, passo e chiudo</a></li><li>14 gennaio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/il-futuro-dellinformazione-in-rete/" title="Il futuro dell&#8217;informazione in rete">Il futuro dell&#8217;informazione in rete</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Perchè l&#8217;Italia deve fare il tifo per Draghi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Spazio della Politica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Il toto-nomine per la presidenza della Banca Centrale Europea comincia ad entrare nel vivo. Noi ne avevamo parlato qualche mese fa, dichiarando il nostro appoggio a Mario Draghi, uno dei due contendenti principali assieme al tedesco Axel Weber. Ora Sandro Gozi, giovane capogruppo del PD nella Commissione Politiche dell&#8217;Unione Europea della Camera, ha promosso un..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Il toto-nomine per la presidenza della Banca Centrale Europea comincia ad entrare nel vivo. Noi ne avevamo parlato <strong><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/10/salvate-il-soldato-draghi/">qualche mese fa</a></strong>, dichiarando il nostro appoggio a <strong>Mario Draghi</strong>, uno dei due contendenti principali assieme al tedesco Axel Weber. Ora <strong>Sandro Gozi</strong>, giovane capogruppo del PD nella Commissione Politiche dell&#8217;Unione Europea della Camera, ha promosso<strong><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/portiamo-draghi-alla-bce/"> un appello bipartisan</a></strong> per sostenere la candidatura dell&#8217;attuale Governatore della Banca d&#8217;Italia, col fine di smuovere l&#8217;interesse del mondo politico italiano. Nei giorni scorsi ne ha parlato anche il <strong><a href="http://www.ft.com/cms/s/0/4f995482-27a6-11df-863d-00144feabdc0.html">Financial Times</a></strong>, ma nel nostro Paese siamo troppo presi da Tar e decreti per prestare la dovuta attenzione alle cose che contano realmente e che decidono del ruolo e del prestigio di un Paese in Europa  e nel mondo. Tuttavia il nostro motto, ora più che mai, è quello di prendere la politica sul serio. Per questo motivo abbiamo voluto intervistarlo, per capire più in profondità i motivi e le ragioni di questa importante battaglia. Buona lettura.<span id="more-5740"></span></p>
	<p><strong>LSDP) Presentaci la tua idea della campagna per Draghi alla BCE: di cosa si tratta e come è nata?</strong></p>
	<p>S.G.) Oggi l’Europa soffre tremendamente di assenza di leadership. Assenza che colpisce la maggior parte dei governi; assenza folgorante se si guardano le recenti nomine alla testa delle istituzioni europee. In questo contesto, l’assenza dell’Italia dai posti-chiave nell’UE è per noi un problema nel problema. La BCE è l’unica istituzione europea che può definirsi federale e gestisce la politica più integrata della storia europea, quella monetaria. Mario Draghi ha dato prova della sua abilità e delle sue competenze in tutte le sue esperienze professionali, nazionali e internazionali, nelle istituzioni e nel settore privato. Sono le ragioni che mi hanno spinto a prendere questa iniziativa , nell’interesse dell’Europa, perché Mario Draghi è tra i vari possibili candidati, senza dubbio il più competitivo. E nell’interesse dell’Italia, per evidenti ragioni. Tra l’altro, ho ritenuto necessario che la classe politica italiana desse un concreto e tangibile segnale di attenzione e di consapevolezza sulla questione della futura Presidenza della BCE. Troppo spesso, infatti, la politica italiana rimane chiusa nel microcosmo mediatico romano, sconnessa dai dibattiti e dalle politiche che contano sulla scena europea e globale. Sono le ragioni che mi hanno spinto a rivolgermi prima al Presidente del Consiglio, ai Ministri Tremonti, Frattini e Ronchi, a Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. Poi ai parlamentari. Mario Pescante, Presidente della Commissione Politiche UE alla Camera, Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera e già ministro per le Politiche comunitarie, Enrico Farinone, vice presidente alla Commissione Politiche UE e Nicola Formichella, capogruppo PDL hanno subito aderito e con loro abbiamo rivolto un appello al Presidente del Consiglio chiedendo l’adesione di tutti i parlamentari.</p>
	<p><strong>LSDP) La candidatura alla presidenza della BCE è un fatto solo tecnico, come molti pensano, o anche e soprattutto politico? Qual è oggi il ruolo della BCE e come potrà evolversi in futuro?</strong></p>
	<p>S.G.) Ai vertici delle istituzioni europee non si svolge più, se mai si è svolto in passato, un ruolo solamente tecnico. Sono tutte cariche politiche, che devono – o almeno dovrebbero – essere ricoperte da forti personalità. Ciò vale anche per la BCE. Sino ad oggi, la BCE ha svolto un ruolo unicamente legato all’obiettivo, principale ma non unico, di garantire la stabilità dei prezzi. Se riusciremo negli anni a venire a costruire anche la parte mancante dell’UEM, cioè l’Unione economica, credo che anche la BCE potrà mettere, in alcuni passaggi, ancora di più la politica monetaria al servizio degli obiettivi di crescita sostenibile e occupazione. Sino ad oggi, in parte, BCE e Patto di stabilità hanno rappresentato il freno – necessario – rispetto ad una gestione incauta dei conti pubblici. Abbiamo bisogno però, per ben avanzare, anche dell’acceleratore, cioè della governance economica.</p>
	<p><strong>LSDP) Quali sono le principali differenze tra Draghi e l&#8217;altro candidato in lizza, il tedesco Axel Weber?</strong></p>
	<p>S.G.)  Draghi è senza dubbio più concreto, dal punto di vista professionale, con esperienze al Tesoro, alla Banca d’Italia e in un gruppo rilevante, al di là delle responsabilità che secondo alcuni porta nella crisi recente, come Goldman Sachs. E’ anche molto più influente ed ascoltato a livello globale, come la sua Presidenza del Financial Stability Forum dimostra. Rispetto ad Axel Weber, infine, è molto di più espressione alta della politica e delle istituzioni e molto meno di partito. Se Weber è criticato nella stessa Germania infatti, è dovuto ad una lotta tra CDU e SPD che ha ben poco a che fare con l’interesse europeo o con le competenze necessarie.</p>
	<p><strong><br />
</strong></p>
	<p><strong>LSDP) Quali vantaggi ci sarebbero per l&#8217;Italia con Draghi alla presidenza della BCE?</strong></p>
	<p>S.G.) I vantaggi sarebbero innanzitutto un aumento d’influenza e di credibilità dell’Italia nel mondo politico europeo e in quello finanziario globale. Draghi svolgerebbe un ottimo lavoro, sfaterebbe vari luoghi comuni sugli italiani, darebbe di nuovo, come accaduto in passato, la dimostrazione che gli italiani hanno svolto un ruolo determinante nei passaggi storici più importanti dell’integrazione europea. C’è poi una tradizione specifica di italiani ai vertici delle istituzioni e degli uffici europei in campo economico e monetario che verrebbe rafforzata. Penso a grandi figure come Tommaso Padoa Schioppa o Giovanni Rovasio. Credo poi che ne beneficeranno, nella percezione e nel loro lavoro quotidiano tutti gli italiani che lavorano nelle istituzioni europee.</p>
	<p><strong>LSDP) Quanto uno scenario politico così lacerato come quello italiano può danneggiare la candidatura di Draghi?</strong></p>
	<p>S.G.) Può danneggiare molto, moltissimo. Oggi la nostra credibilità in Europa è ridotta al lumicino, a causa dell’assenza di una forte politica europea dell’Italia, e della tendenza a voler portare in Europa dibattiti e problematiche che devono venire affrontati e risolti a Roma, non a Strasburgo. Anche per questo, è necessario dare – come classe politica italiana – almeno per una volta, un segnale di serietà e di unitarietà, anche perché sembra che Parigi e Berlino vogliano già accordarsi per decidere – ancora una volta a due – la nomina del futuro Presidente della BCE. (<em>Intervista a cura di Moris Gasparri</em>)
</p>
<ul class="post_info2"><li>20 ottobre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/10/salvate-il-soldato-draghi/" title="Salvate il soldato Draghi">Salvate il soldato Draghi</a></li><li>12 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/portiamo-draghi-alla-bce/" title="Portiamo Draghi alla BCE">Portiamo Draghi alla BCE</a></li><li>27 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/leuropa-periferia-del-mondo-litalia-periferia-delleuropa/" title="L&#8217;Europa, periferia del mondo. L&#8217;Italia, periferia dell&#8217;Europa">L&#8217;Europa, periferia del mondo. L&#8217;Italia, periferia dell&#8217;Europa</a></li><li>19 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/se-la-montagna-non-va-da-maometto-maometto-va-alla-banca-ditalia/" title="Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla Banca d&#8217;Italia">Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla Banca d&#8217;Italia</a></li><li>3 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/o-draghi-o-muerte-la-strana-partita-del-toto-nomine-europeo/" title="O Draghi o muerte: la strana partita del toto-nomine europeo">O Draghi o muerte: la strana partita del toto-nomine europeo</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Portiamo Draghi alla BCE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Gozi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Signor Presidente del Consiglio,
	Ci rivolgiamo a Lei in merito alla nomina del prossimo Presidente della Banca Centrale Europea. Autorevoli voci hanno avanzato la candidatura del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea dispone che il Presidente della Banca Centrale Europea sia scelto “tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Signor Presidente del Consiglio,</p>
	<p>Ci rivolgiamo a Lei in merito alla nomina del prossimo Presidente della Banca Centrale Europea. Autorevoli voci hanno avanzato la candidatura del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea dispone che il Presidente della Banca Centrale Europea sia scelto “tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario”, e nominato “dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata”. La perfetta corrispondenza del Governatore Draghi al profilo richiesto, e i risultati conseguiti alla guida del Financial Stability Forum, ne fanno un candidato ideale alla carica.<span id="more-5742"></span></p>
	<p>Consideriamo indispensabile che il nostro paese proponga unitariamente la candidatura Draghi alla Presidenza della BCE, per l’evidente presenza di un interesse nazionale ed europeo nella vicenda. Avere Italiani capaci e stimati alla guida delle istituzioni europee è difatti vitale all’immagine e all’influenza del nostro paese.</p>
	<p>Per l’Italia, questa è l’occasione di uscire dal cronico ripiegamento sulle questioni interne. Il nostro paese può e deve svolgere infatti un ruolo centrale in Europa che passa anche dal riconoscimento nelle nomine di massimo rilievo.</p>
	<p>Per l’Europa riteniamo necessario che le nomine chiave avvengano attraverso un processo di costruzione del consenso aperto e condiviso, favorendo una discussione pubblica su scala europea.</p>
	<p>Le chiediamo perciò di impegnarsi fin d’ora, in vista della discussione che seguirà, a favore della candidatura di Mario Draghi e di adoperarsi a promuoverla nel consesso europeo. Firmando questo appello ci impegniamo a sostenere la sua azione accantonando ogni interesse di parte, nella convinzione che l&#8217;interesse dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa ci chiamino all&#8217;unità e alla condivisione.</p>
	<p>Firmatari:</p>
	<p>Sandro Gozi<br />
Mario Pescante<br />
Rocco Buttiglione<br />
Enrico Farinone<br />
Nicola Formichella
</p>
<ul class="post_info2"><li>12 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/perche-litalia-deve-fare-il-tifo-per-draghi/" title="Perchè l&#8217;Italia deve fare il tifo per Draghi">Perchè l&#8217;Italia deve fare il tifo per Draghi</a></li><li>3 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/o-draghi-o-muerte-la-strana-partita-del-toto-nomine-europeo/" title="O Draghi o muerte: la strana partita del toto-nomine europeo">O Draghi o muerte: la strana partita del toto-nomine europeo</a></li><li>20 ottobre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/10/salvate-il-soldato-draghi/" title="Salvate il soldato Draghi">Salvate il soldato Draghi</a></li><li>19 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/se-la-montagna-non-va-da-maometto-maometto-va-alla-banca-ditalia/" title="Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla Banca d&#8217;Italia">Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla Banca d&#8217;Italia</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>La maledizione di Cameron</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Bonfante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica globale]]></category>
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		<description><![CDATA[	Quando nel 2005, l’allora 39enne David Cameron assume la leadership del Conservate Party è inevitabile salutare l’avvenimento come la ri-nascita della destra britannica, ormai da un decennio costretta ai margini della vita politica nazionale per l’oggettiva inadeguatezza a competere col New Labour blairiano sul terreno della modernità. Cameron è un semi sconosciuto, siede in parlamento..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Quando nel 2005, l’allora 39enne David Cameron assume la leadership del Conservate Party è inevitabile salutare l’avvenimento come la ri-nascita della destra britannica, ormai da un decennio costretta ai margini della vita politica nazionale per l’oggettiva inadeguatezza a competere col New Labour blairiano sul terreno della modernità. Cameron è un semi sconosciuto, siede in parlamento da appena quattro anni, non ha alle spalle esperienze degne di nota però arriva al potere al momento giusto, cinque leader conservatori perdenti dopo la Thatcher, due lustri dopo l’ascesa di Tony Blair, all’inizio della fine Cool Britannia laburista ormai parzialmente sepolta sotto le macerie di Baghdad.<span id="more-5725"></span><br />
A differenza dei suoi predecessori, Cameron non si presenta come l’anti-Blair ma come il suo erede designato. Servizi pubblici, istruzione, sinergia pubblico-privato, rigore contabile, modernizzazione sociale, liason anglo-americana: i must dei governi laburisti diventano le parole d’ordine del tory-pensiero che, in era Cameron, si fa media-friendly, borghese, moderno, decomplessato. Cameron in realtà non ha alcuna intenzione di far ri-nascere la destra. Vuol fare una destra tutta nuova. Tant’è che si precipita a sconfessare l’eredità thatcheriana, giudicandola superata, ed a spostare il bacino di utenza – sociale e mediatico – della new tory politics dal terreno tradizionale della destra posh e popolare a quello mediano, borghese, cosmopolita, metropolitano.</p>
	<p>Sdogana l’ambientalismo, facendosi riprendere a cavallo di una trendissima city-bike mentre raggiunge l’ufficio di Whitehall come uno qualunque di quei professionisti eco-sensitive  che si vedono sfrecciare in ogni dove per il centro di Londra (e poco importa che in realtà il ciclista Cameron abbia al seguito l’auto blu con agenti della scorta, borse e portaborse). Si concede alle riviste di interior design per descrivere gli avveniristici dettagli ecologici della nuova residenza familiare di Notting Hill. Lascia che i giornali raccontino del suo menage domestico incredibilmente poco tory: la moglie lavora, ai figli badano entrambi. Anzi, uno dei figli è pure gravemente malato. Una tragedia privata, questa, che pure contribuisce a creare in David la consapevolezza politica della necessità di un sistema sanitario nazionale efficiente ed alla portata di tutti. In pratica, la ragione per rinnegare le politiche filo-liberiste promosse dai Conservatori sino ad allora e sposare quelle filo-pubbliche dei neolaburisti. Analogo riposizionamento sui parametri terzaviisti, Cameron lo compirà su più o meno tutti i dossier della politica pubblica nazionale: dall’istruzione alla sicurezza.</p>
	<p>L’effetto è immediato: con Cameron il partito sale nel gradimento degli elettori che premiano la svolta tory-progressista nelle varie tornate elettorali – locali e byelection – che si susseguono dal 2007 in avanti, ovvero dal passaggio di consegne al Governo del Regno tra Blair ed il suo ex Cancelliere Gordon Brown. Ed è infatti Brown il principale responsabile del successo conservatore: a poche settimane dall’insediamento il governo di Gordon verrà travolto dalla bufera del dischetto smarrito, con buona pace per i dati sensibili di milioni di contribuenti finiti nelle mani di chissachì. E poi c’è l’infelice tira-e-molla sulle elezioni anticipate, prima annunciate poi smentite, poi rilanciate poi nuovamente smentite…con una stampa allibita a ironizzare sulla figuraccia di un premier così maldestro ed insicuro a cospetto di un leader di opposizione – il giovane Cameron, appunto – gongolante soddisfazione ad ogni nuovo sondaggio che da il suo partito in ascesa costante. Tant’è  che i Tory riescono a prendersi persino Londra, soffiata allo storico sindaco rosso, Ken Livingston, da quello Sgarbi eatoniano di Boris Johnson, sodale-rivale di Cameron, un New Tory che più new non si può.</p>
	<p>Poi è la crisi economica, che in UK è parecchio grave: il fallimento delle banche, l’esplosione della disoccupazione, l’immane quantità di risorse investite dal governo per arginare il tracollo dell’industria finanziaria nazionale, la voragine nei conti pubblici. In pratica, la fine di un’era.<br />
Ed è qui, a pochi mesi dalle elezioni politiche (previste per i primi di maggio, ma non ancora fissate) che a Cameron si offre l’opportunità di far vedere di cosa è capace. L’obiettivo è trasmettere agli elettori un messaggio di fiducia sul futuro. Promettere il change senza in realtà cambiare nulla. Gli serve una ricetta politica convincente. Gli serve soprattutto una ricetta economica. Ma quella elaborata dal suo shadow minister, William Hague, non convince per niente. Di liberalizzare, non se ne parla per niente. Di tagliare le tasse, ancor meno. Si promettono, al contrario, risorse per sanità e istruzione ma non si dice dove si intenda raccattarle quelle risorse né dove si intenda tagliare per conseguire l’altro obiettivo, dato per prioritario, il risanamento dei conti pubblici.</p>
	<p>Idee poco coerenti, poco robuste – sentenzia il Financial Times. E pare che gli elettori concordino con la bibbia del capitalismo anglosassone dacché da un paio di settimane a questa parte, nonostante le tafazzate del Labour, i Tory perdono consenso al punto che quella che avrebbe dovuto essere una vittoria certa ormai non lo è più e l’ipotesi più accreditata per il dopo elezioni pare ormai essere un governo di coalizione, Lib-Dem. Incredibile! È l’Inghilterra che si italianizza.</p>
	<p>Ora, è utile capire cosa abbia determinato una sì rapida parabola della icona della neodestra europea – quella, per intenderci, che persino l’insigne teorico del Fini-pensiero, il prof Alessandro Campi, ha assunto a<strong> <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/la-destra-nuova-sarkozy-cameron-reinfeldt/">modello </a></strong>nei suoi saggi e articoli per la destra italiana a venire. Ebbene, il problema è che Cameron non è mai stato la “nuova destra”. Cameron ha solo sfruttato la crisi del Labour per comprare a poco le stock options del blairismo, confidando poi di riportarne le quotazioni ai valori della vittoria, lucrandoci un bel po’.</p>
	<p>David Cameron è trendy, comunica bene, vive nel mondo contemporaneo ma è ben lontano dal fare il rinnovamento della cultura politica del suo partito. Ben lontano, si direbbe, persino dall’ipotizzarne una piattaforma strategica lungimirante. Si pensi all’Europa. Il Regno Unito – ed a ben donde – non ha mai amato la &#8220;plutocrazia&#8221; europea. Ha sempre preferito giocare free, tenersi la sterlina, garantire agli Usa un numero di telefono fisso che risponda all’utenza di chi prende le decisioni. Infatti, Cameron non ci pensa neanche di rinunciare a battere la strada che sa vincente nel suo paese dell’euroscetticismo. Rinuncia in partenza, insomma, a fare come Blair che aveva provato a dire “no” a questa Europa ma “si” all’Europa in sé.</p>
	<p>Peccato per Cameron perché gli Usa non sono più quelli di Bush e l’asse privilegiato con la Gran Bretagna, dopo l’affaire della guerra in Iraq è ormai, per gli stessi britannici, un’opzione da valutare, non una roba da non discutere neanche. E peccato poi che proprio in Europa Cameron potrebbe trovare interlocutori promettenti per il futuro degli asset economici e politici britannici, ovvero Frau Merkel e Monsieur Sarkozy. Non è un caso che proprio le President abbia anticipato l’imminente visita nel Regno Unito con un appello al leader tory a non chiudere le porte alla difesa europea, il progetto che Francia e Germania stanno cercando di rilanciare. Perché in fondo, David, Europa vuol dire anche un mercato per l’industria britannica in cerca di nuove prospettive…</p>
	<p><strong>*</strong> <em>Articolo già pubblicato sul blog</em><a href="http://kuliscioff.wordpress.com/2010/03/10/la-vecchia-nuova-destra-di-david-cameron/"> <strong>S-fiducia costruttiva</strong></a>
</p>
<ul class="post_info2"><li>2 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/incredibile-amisci/" title="Incredibile amisci">Incredibile amisci</a></li><li>11 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/tutto-il-rosa-di-cameron/" title="Tutto il rosa di Cameron">Tutto il rosa di Cameron</a></li><li>7 gennaio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/la-destra-nuova-sarkozy-cameron-reinfeldt/" title="La destra nuova: Sarkozy, Cameron, Reinfeldt">La destra nuova: Sarkozy, Cameron, Reinfeldt</a></li><li>6 marzo 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/03/aspettando-le-elezioni-europee-qui-londra/" title="Aspettando le elezioni europee: qui Londra">Aspettando le elezioni europee: qui Londra</a></li><li>25 gennaio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/vendola-boccia-dalema/" title="Vendola boccia D&#8217;Alema?">Vendola boccia D&#8217;Alema?</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Il futuro di un Paese</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Spazio della Politica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passa dai suoi giovani. Leggere l&#8217;editoriale di Irene Tinagli sull&#8217;emergenza disoccupazione giovanile per credere.2 dicembre 2009 -- Il dovere di cambiare l&#8217;Italia8 marzo 2010 -- LSDP incontra Giorgia Meloni1 marzo 2010 -- Figli d&#8217;Italia5 febbraio 2010 -- Jobs jobs jobs29 gennaio 2010 -- Bertolaso e Travaglio: i duellanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Passa dai suoi giovani. Leggere l&#8217;editoriale di Irene Tinagli sull&#8217;emergenza <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7083&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">disoccupazione giovanile </a>per credere.<ul class="post_info2"><li>2 dicembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/12/il-dovere-di-cambiare-litalia/" title="Il dovere di cambiare l&#8217;Italia">Il dovere di cambiare l&#8217;Italia</a></li><li>8 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/lsdp-incontra-giorgia-meloni/" title="LSDP incontra Giorgia Meloni">LSDP incontra Giorgia Meloni</a></li><li>1 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/figli-ditalia/" title="Figli d&#8217;Italia">Figli d&#8217;Italia</a></li><li>5 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/jobs-jobs-jobs/" title="Jobs jobs jobs">Jobs jobs jobs</a></li><li>29 gennaio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/bertolaso-e-travaglio-i-duellanti/" title="Bertolaso e Travaglio: i duellanti">Bertolaso e Travaglio: i duellanti</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>I furbetti del clima</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Spazio della Politica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno scandalo che merita attenzione.20 dicembre 2009 -- Copenhagen: la montagna che partori&#8217; il topolino15 dicembre 2009 -- News from Copenhagen5 dicembre 2009 -- C&#8217;era una volta a Copenhagen6 ottobre 2009 -- Global warming: la situazione e&#8217; grave, ma non seria15 maggio 2009 -- Gli obiettivi del pacchetto clima ed energia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Uno <a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/155032/">scandalo</a> che merita attenzione.<ul class="post_info2"><li>20 dicembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/12/copenhagen-la-montagna-che-partori-il-topolino/" title="Copenhagen: la montagna che partori&#8217; il topolino">Copenhagen: la montagna che partori&#8217; il topolino</a></li><li>15 dicembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/12/news-from-copenhagen/" title="News from Copenhagen">News from Copenhagen</a></li><li>5 dicembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/12/cera-una-volta-a-copenhagen/" title="C&#8217;era una volta a Copenhagen">C&#8217;era una volta a Copenhagen</a></li><li>6 ottobre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/10/global-warming-la-situazione-e-grave-ma-non-seria/" title="Global warming: la situazione e&#8217; grave, ma non seria">Global warming: la situazione e&#8217; grave, ma non seria</a></li><li>15 maggio 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/05/gli-obiettivi-del-pacchetto-clima-ed-energia/" title="Gli obiettivi del pacchetto clima ed energia">Gli obiettivi del pacchetto clima ed energia</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Flavio Morini</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Spazio della Politica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Flavio Morini nasce a Scansano (GR) nel 1964 e diventa Sindaco del comune toscano nel 2006. Architetto da sempre attento ai temi della sostenibilità e dell&#8217;ecologia, dal 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente dell&#8217;ANCI, l&#8217;Associazione Nazionali Comuni Italiani e dal 2009 é delegato alle politiche ambiente e territorio dell&#8217;ente.
Grazie alle scelte politiche adottate,..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Flavio Morini</strong> nasce a Scansano (GR) nel 1964 e diventa Sindaco del comune toscano nel 2006. Architetto da sempre attento ai temi della sostenibilità e dell&#8217;ecologia, dal 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente dell&#8217;ANCI, l&#8217;Associazione Nazionali Comuni Italiani e dal 2009 é delegato alle politiche ambiente e territorio dell&#8217;ente.<br />
Grazie alle scelte politiche adottate, la città del Morellino è stata promossa da Legambiente nel 2009 capitale dei piccoli Comuni. Un piccolo Comune dove l&#8217;amministrazione sta dedicando impegno e investimenti, per mettere in primo piano le tematiche ambientali. Non a caso quello di Scansano è ad oggi il primo ed unico comune  in Italia con un Sistema di Gestione dell&#8217;Energia certificato UNI 16001. Lo abbiamo intervistato per il nostro speciale &#8220;<strong><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/tutta-lenergia-dellitalia-il-nuovo-speciale-lsdp/">Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia</a></strong>&#8220;, per approfondire con lo studio di un caso concreto il tema delle buone pratiche di risparmio energetico. Un&#8217;altra intervista da non perdere. Buona lettura.<span id="more-5656"></span></p>
	<p><strong>LSDP) Eolico, idroelettrico, solare, biomasse, efficienza energetica. Come è possibile rendere un piccolo Comune interamente rinnovabile?</strong></p>
	<p>F.M.) Per rendere un Comune rinnovabile è necessaria una politica integrata: energie rinnovabili, efficientamento energetico, gestione dei rifiuti, politiche di mobilità e urbanistiche. Occorre in primo luogo orientarsi verso una nuova cultura del risparmio e dell&#8217;efficienza energetica contenendo i consumi e riducendo in tal modo le emissioni inquinanti, perchè a parità di fondi i risultati in termini di risparmio energetico sono di gran lunga superiori rispetto a quelli di un semplice investimento in fonti rinnovabili. Gli edifici pubblici ad esempio sono energivori, mediamente consumano circa  200 Kw/cal al metro quadro, sarebbe necessario invece che si attestassero sui 30/40 Kw/cal. Per efficientarli sono necessari circa 100 €/mq, se gli enti pubblici nei loro edifici attuassero tali politiche, si eviterebbero oltre  1 milione di tonnellate di CO2 di emissioni  con un ritorno degli investimenti in circa 17 anni. Razionalizzazione, a titolo esemplificativo e non esaustivo, significa anche che un ente, con le previsioni  di piano regolatore, deve fornire in particolare alle nuove parti della città idonei servizi, così da ridurre l&#8217;utilizzo di mezzi privati, sistemi centralizzati di distribuzione del calore e del freddo come ad esempio teleriscaldamento, sistemi di trigenerazione e tutto quello che è imputabile come approvvigionamento energetico a fonti di energia rinnovabile. Tutta la filiera deve essere vista in chiave di risparmio. A Scansano abbiamo accettato un parco eolico di 20 MW e con gli introiti stiamo efficientando i trasporti, gli edifici e l&#8217;illuminazione pubblica, sostituendo tutti i mezzi pubblici, cambiando le vecchie caldaie, realizzando impianti fotovoltaici nelle scuole.</p>
	<p><strong>LSDP) Quali sono le resistenze che ha incontrato nella popolazione?</strong></p>
	<p>F.M.) Se la popolazione è informata condivide e comprende le scelte. Occorre trasferire il buon esempio attraverso il proprio comportamento e quello dei propri dirigenti pubblici ai cittadini sempre più sensibili e attenti alle tematiche ambientali. Scansano ha aderito al Patto dei sindaci per sottolineare l&#8217;impegno nel raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020. Efficienza energetica, energie rinnovabili e sviluppo sostenibile sono un impegno per l&#8217;ambiente di tutta la cittadinanza. Siamo stati il primo Comune in accordo con i commercianti a sostituire le shopper  di plastica con shopper in MaterBi, prima della Direttiva Europea, e oggi guardiamo a forme di azionariato popolare per promuovere le energie rinnovabili e ad un progetto sulle biomasse che coinvolga le aziende agricole locali. La volontà è quella di realizzare grazie alle competenze delle imprese locali piccoli impianti  dai quali tutta la cittadinanza tragga vantaggio.</p>
	<p><strong>LSDP) Il sistema delle autorizzazioni rappresenta un forte ostacolo?</strong></p>
	<p>F.M.) Si, in particolare ci vorrebbe maggior uniformità nelle normative. Le leggi regionali, provinciali e comunali dovrebbero avere le stesse caratteristiche, in questo modo gli iter autorizzativi sarebbero più snelli. I principali problemi sono legati ai vincoli ambientali e di sovraintendenza, sia per l&#8217;eolico sia per il fotovoltaico. Inoltre per impianti oltre i 200 Kw la responsabilità non è del Comune, ma delle province e delle regioni (<em>Intervista a cura di Floriana Bulfon</em>)
</p>
<ul class="post_info2"><li>6 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/tutta-lenergia-dellitalia-andrea-seminara/" title="Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Andrea Seminara">Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Andrea Seminara</a></li><li>24 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/tutta-lenergia-dellitalia-alvise-bonivento/" title="Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Alvise Bonivento">Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Alvise Bonivento</a></li><li>18 novembre 2009 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/11/italiani-e-arrivata-la-green-economy/" title="Italiani, e&#8217; arrivata la green economy">Italiani, e&#8217; arrivata la green economy</a></li><li>15 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/energia/" title="Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Francesco Schettini">Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia: Francesco Schettini</a></li><li>9 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/tutta-lenergia-dellitalia-il-nuovo-speciale-lsdp/" title="Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia &#8211; il nuovo speciale LSDP">Tutta l&#8217;energia dell&#8217;Italia &#8211; il nuovo speciale LSDP</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Marco Travaglio, giornalista ed eroe</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 23:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Aresu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian politics]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>A fine gennaio, Peter Gomez raccoglieva l&#8217;indignazione per i nuovi eroi d&#8217;Italia (Mangano e<strong> <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/san-craxi-patrono-di-milano/">Craxi</a></strong>) avviando una <em>call for heroes</em> sul sito del Fatto Quotidiano, in grado di adeguare il grande tema weberiano dell&#8217;eroe della politica alle esigenze di &#8220;Paese migliore&#8221; che ha bisogno di eroi, tanto Brecht chi lo conosce, ma non si riconosce in quelli summenzionati. I risultati parziali vedono sul podio Falcone, Borsellino e Pertini, con Berlinguer comunque staccato di poco. Ora, ognuno si costruisce il proprio pantheon (mirabile il commento 218 all&#8217;articolo di Gomez, che sforando propone Robin  Hood, Sherlock Holmes, Popeye, Capitan Harlock, Ataru Moroboshi di Lamù e Homer J. Simpson, e che si poteva mandare in onda al posto di <strong><a href="http://www.ilpiugrande.rai.it/dl/portali/site/page/Page-261e4b3c-67ba-4939-b4a1-01955ebacee7.html">questo</a></strong>), ma è comunque interessante interrogarsi sul numero 9 della classifica aggiornata a inizio marzo, che è tra l&#8217;altro il numero 2 dei viventi dopo Roberto Saviano. Guarda caso, si tratta di Marco Travaglio. Beppe Grillo, in affanno, si ferma al numero 18. In un<strong>&#8216;<a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2416406&amp;title=2416406">altra classifica</a></strong>, Travaglio viene eletto anche miglior giornalista. Tra gli uomini più sexy, invece, si posiziona tra George Clooney e Johnny Depp.</p>
	<p><span id="more-5616"></span></p>
	<p>Difficilmente l&#8217;impatto politico di Travaglio può essere esagerato. Consideriamo tre fatti preliminari:</p>
	<p>1) E&#8217; del 1964.</p>
	<p>2) Su Facebook sbaraglia tutti i competitor del giornalismo e della politica, esclusi Vasco Rossi e pochi altri. Nessun politico e nessun giornalista può raggiungere i suoi 430.000 fans in costante ascesa. La sua capacità di formulare e di attirare invettive è ineguagliabile.</p>
	<p>3) E&#8217; sicuramente il miglior oratore della politica italiana. E&#8217; attivo e presente sul web, e in grado di sfruttare anche sui new media il rodaggio dei tempi televisivi, estendendoli o allungandoli a suo piacimento. Picchia sulle brevi e sulle lunghe distanze. Il confronto di <strong><a href="http://blip.tv/file/3296476">resa TV</a></strong> con un attore collettivo di cui ci occuperemo presto, Spinoza.it, è impietoso, così come quello coi politici di una (per ora inedita) democrazia del riconoscimento.</p>
	<p>Per comprendere veramente il fenomeno Travaglio, è necessario leggerlo in termini politici, intendendo per &#8220;politica&#8221; uno spazio di idee ed emozioni in cui un individuo può essere ascoltato e criticato, ma anche venerato e odiato. Travaglio nega una lettura politica della sua figura. Egli vuole essere <a href="http://www.ibs.it/code/9788817107044/montanelli-indro-abate-tiziana/soltanto-un-giornalista.html">&#8220;<strong>soltanto un giornalista</strong>&#8220;</a>, come il maestro Montanelli. Ma questo non è vero, perché persegue piuttosto quella strada dell&#8217;influenza politica del giornalismo capace di andare sul mercato e creare posti di lavoro che l&#8217;Eugenio Scalfari di &#8220;<strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806199166/scalfari-eugenio/sera-andavamo-via.html">La sera andavamo in via Veneto</a></strong>&#8221; non avrebbe problemi a definire &#8220;partito&#8221;. Travaglio si concentra sulla verità processuale e sulla rivendicazione dei fatti contro le adulazioni o le opinioni (secondo le sue categorie, la &#8220;bananizzazione&#8221; della vita pubblica). La verità processuale di Travaglio, come sanno i suoi lettori, è in attacco e non in difesa, e rivendica la libertà di attaccare e irridere l&#8217;avversario come sottocategoria della libertà di espressione. Anche questo è un approccio che prevede dividendi e conseguenze politiche e che ha un effetto di sistema, rendendo evidenti i seguenti nervi scoperti su cui prima o poi dovremo riflettere:</p>
	<p>- <strong>Le armi spuntate della politica</strong>, variamente rappresentate nell&#8217;arco costituzionale. In  parte, la politica grida alla paranoia, e tira fuori la critica &#8220;Travaglio guadagna un sacco di soldi&#8221;, che è fuori tema. In parte, c&#8217;è il desiderio che &#8220;passi la nottata&#8221; misto a una rosicata, perché Travaglio  diventa il sinonimo troppo facile di un Paese impazzito, anticorpo sbagliato per  la &#8220;malattia&#8221; berlusconiana. Queste risposte sono del tutto inadeguate.</p>
	<p>- <strong>L&#8217;incapacità di comprendere il populismo</strong>. Ci s&#8217;impantana nella ricerca del centro, che è lo spazio politico che vince quando non viene proclamato e che distrae strategicamente chi è impegnato nella sua rincorsa. Paradossalmente, il centro in Italia ha meno voti di Marco Travaglio, perché i moderati hanno uno spirito di affiliazione e mobilitazione modesto rispetto al popolo dei suoi sostenitori. <em>En passant</em>, i populisti nostrani di sinistra sono ormai epifenomeni o imitatori di Travaglio, anche se non lo sanno.</p>
	<p>- <strong>L&#8217;effetto dell&#8217;archivio</strong>. La pagina dedicata a Marco Travaglio su Wikipedia si apre con una citazione di Montanelli, che recita: &#8220;No, Travaglio non uccide nessuno col coltello, ma usa un&#8217;arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l&#8217;archivio&#8221;. Quest&#8217;utilizzo dell&#8217;archivio, involontariamente, si affianca alla &#8220;<strong><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/litalia-del-gossip-e-la-profezia-politica-di-fabrizio-corona/">profezia politica</a></strong>&#8221; di Fabrizio Corona. La &#8220;personalizzazione democratica&#8221; in salsa italiana si muove sui due piani dell&#8217;archivio e del gossip, destinati a interagire. Il peso della rete aumenta il potere dell&#8217;archivio e la viralità del gossip: la sua memoria pesa come quella del<strong> <a href="http://electra.leonardo.it/blog/funes_o_della_memoria.html">Funes di Borges</a></strong>.</p>
	<p>- <strong>Il &#8220;Paese migliore&#8221; al tempo di Dagospia.&#8221;</strong> Nell&#8217;incarnazione di Travaglio, il vecchio azionismo si adatta a un registro linguistico pop che ricorda da vicino Dagospia, come è stato autorevolmente sostenuto. Il sostegno convinto di Barbara Spinelli è la prova di questa trasformazione, perché nella loro interazione la prosa della Spinelli si trova già da sempre superata da Travaglio. Walter Lippmann lava i suoi panni nel fiume Dagospia, il che, tra l&#8217;altro, è legittimo.</p>
	<p>- <strong>L&#8217;effetto &#8220;uomo di destra, maestro di sinistra&#8221;</strong>. Travaglio attira e mobilita un pubblico di sinistra anche perché si propone come esterno, ma vicino in una battaglia civile che, a suo avviso, travalica e ridefinisce le ideologie politiche. La sua destra, cito dal <strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-32010-il-sommario-del-nuovo-numero-in-edicola-da-venerdi-5-marzo/">sommario di Micromega</a></strong>, &#8220;non è un’ideologia politica, è una morale civile, significa valori quali il senso dello Stato, la laicità, il rigore morale, la meritocrazia, la sobrietà, il senso del dovere, la serietà, il libero mercato contro ogni monopolio e oligopolio, l’intransigenza e la legalità, cioè in definitiva la giustizia e la legge uguale per tutti. Dunque, oggi, l’antiberlusconismo più radicale.&#8221;</p>
	<p>- <strong>Emergenza contro emergenza</strong>. Anche in termini <strong><a href="../2010/01/bertolaso-e-travaglio-i-duellanti/">cronologici</a></strong>,  il decennio politico appena concluso è stato segnato da Bertolaso e da  Travaglio: al posto della società civile, assistiamo alla divisione tra la <em>fattualità civile</em> e la <em>protezione civile</em>. Difatti, ad emergenza si risponde con emergenza, in un contesto in cui il Parlamento è comunque perdente, perché &#8220;lento e inadeguato&#8221; o perché &#8220;nominato&#8221;. Alla cosiddetta politica del &#8220;fare&#8221; risponde chi individua il quel fare la &#8220;dittatura&#8221;. Alla decretazione della legislazione si risponde con l&#8217;accusa di golpizzazione dell&#8217;azione politica. Sia detto senza giudizi di valore, ma come considerazione oggettiva.</p>
	<p>- <strong>Quello che il PD non dice e non fa</strong>. Sullo Spazio della Politica sono state presentate due risposte tattiche che il PD può adottare per arginare le buone ragioni del fenomeno Travaglio: nel 2008 si è parlato della &#8220;<strong><a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2008/12/la-contemporanea-sparizione-di-d%E2%80%99alema-e-veltroni-dalla-vita-politica-italiana/">contemporanea sparizione di D&#8217;Alema e Veltroni</a></strong>&#8220;, tuttora irrealizzata, alla fine dell&#8217;anno scorso si è evidenziato il ruolo delle operazioni trasparenza dei parlamentari nominati (citando il caso del senatore Francesco Sanna). Questi provvedimenti non hanno avuto una diffusione capillare o pregnante. Come se i simpatizzanti di Travaglio fossero figli di un dio minore. In questa strategia c&#8217;è anche un rischio di fighettismo (definirsi attraverso l&#8217;anti-travaglismo), invece di una rivendicazione dell&#8217;attività politica che non è fatta da imbecilli per imbecilli, e in cui deve avere un ruolo decisivo quella lotta contro le mafie spesso rivendicata dalla &#8220;fattualità civile&#8221;.</p>
	<p>Qual è la conseguenza di tutto questo, o meglio l&#8217;altra faccia della forza di Travaglio? La conseguenza è che non esiste nessuna <em>pars construens</em> nella denuncia della nostra <strong><a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2451427&amp;yy=2010&amp;mm=03&amp;dd=07&amp;title=care_pirla_cari_pirla">pirlaggine</a></strong>, del regime, della dittatura eccetera. Costruire non è il compito dei giornalisti, cani da guardia del potere? Si può dissentire. Non è il compito degli editorialisti, vestali dell&#8217;opinione? Si può dissentire ancora più fortemente. Ci innamoriamo delle realtà emergenti, BRIC o STIM che dir si voglia, ma che cosa vogliamo fare mentre parte dell&#8217;Italia sprofonda? Vogliamo dire a voce alta che l&#8217;Italia sta sprofondando perché Berlinguer e Pertini sono morti e c&#8217;è Cicchitto? Vogliamo &#8220;scendere&#8221;? Così, la nostra vita pubblica assomiglia sempre più al &#8220;naufragio con spettatore&#8221; descritto nel <em>De rerum natura</em> da Lucrezio, in cui lo spettatore, dalla riva, osservava un naufragio con una certa soddisfazione, derivata dalla propria sicurezza. Ma l&#8217;Italia è una sola, e nessuno spettatore è al sicuro.
</p>
<ul class="post_info2"><li>5 marzo 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/il-pdl-e-morto-nasce-la-lega-della-liberta/" title="Il PDL è morto. Nasce la Lega della Libertà?">Il PDL è morto. Nasce la Lega della Libertà?</a></li><li>19 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/gramsci-a-sanremo/" title="Gramsci a Sanremo">Gramsci a Sanremo</a></li><li>16 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/tutta-colpa-di-bertolaso/" title="Tutta colpa di Bertolaso?">Tutta colpa di Bertolaso?</a></li><li>8 febbraio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/02/e-il-populismo-bellezza-vendola-e-de-magistris/" title="E&#8217; il populismo, bellezza: Vendola e De Magistris">E&#8217; il populismo, bellezza: Vendola e De Magistris</a></li><li>29 gennaio 2010 -- <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/bertolaso-e-travaglio-i-duellanti/" title="Bertolaso e Travaglio: i duellanti">Bertolaso e Travaglio: i duellanti</a></li></ul>]]></content:encoded>
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