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	<title type="text">Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci</title>
	<subtitle type="text">il blog di Antonio Socci</subtitle>

	<updated>2026-05-13T17:43:33Z</updated>

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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[IL GIORNALE DEI VESCOVI PARAGONA L’URSS (CHE HA MACELLATO MILIONI DI CRISTIANI) AGLI STATI UNITI (A CUI NOI, E PURE LA SANTA SEDE, DOBBIAMO LA LIBERTA’)]]></title>
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		<updated>2026-05-13T17:43:33Z</updated>
		<published>2026-05-13T17:43:33Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="191" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-300x191.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-300x191.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-768x489.webp 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-660x420.webp 660w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-640x407.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-681x433.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg.webp 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il Presidente Trump ha annunciato e promosso, per il 17 maggio, un raduno di preghiera al National Mall di Washington, per riaffidare gli Usa a Dio nel 250° anniversario dell’Indipendenza. È curioso che il Papa in persona, nelle scorse settimane, si sia scontrato proprio con questa amministrazione che, dopo anni di laicismo Dem e woke, [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/il-giornale-dei-vescovi-paragona-lurss-che-ha-macellato-milioni-di-cristiani-agli-stati-uniti-a-cui-noi-e-pure-la-santa-sede-dobbiamo-la-liberta/"><![CDATA[<img width="300" height="191" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-300x191.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-300x191.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-768x489.webp 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-660x420.webp 660w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-640x407.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg-681x433.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/bandiera-di-u-s-e-bandiera-dell-urss-78337146.jpg.webp 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Il <strong>Presidente Trump</strong> ha annunciato e promosso, per il <strong>17 maggio</strong>, un raduno di preghiera al National Mall di Washington, <strong>per riaffidare gli Usa a Dio nel 250° anniversario dell’Indipendenza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È curioso che <strong>il Papa</strong> in persona, nelle scorse settimane, si sia scontrato proprio con questa amministrazione che, dopo anni di laicismo Dem e woke, <strong>è la più vicina al mondo cristiano</strong>. <strong>Cos’è successo? Hanno discusso se e come si possa impedire che un regime terribile come quello iraniano si doti di armi nucleari, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per il mondo</strong>.<span id="more-14301"></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sandro Magister</strong> ha ricostruito i fatti sul suo blog e ha aggiunto una nota: <strong>“</strong><strong>L’insistere di Trump sul silenzio del papa riguardo alle decine di migliaia di oppositori inermi al regime iraniano massacrati nelle strade l’8 e il 9 gennaio ha effettivamente un riscontro nella realtà”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per la verità il Papa ha parlato, “ma si tratta sempre di <strong>richiami generali, mai riferiti esplicitamente all’Iran</strong>, anche riguardo alla <strong>crudele repressione </strong>delle libertà imposta dal regime teocratico di Teheran”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia – aggiunge Magister – “questo suo <strong>doppio silenzio</strong> segna già <strong>una correzione rispetto a un recente passato</strong> in cui la Santa Sede intratteneva <strong>con Teheran una cortesia di rapporti pubblici spinta all’eccesso</strong>, fatta soltanto di vicendevoli elogi”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo Magister “i silenzi di Leone” sono dovuti alla necessità di “non mettere ancor più in pericolo <strong>i già minimi spazi di libertà</strong> degli iraniani, compresi quelli di fede cattolica”. E “sono silenzi analoghi a quelli che egli esercita con <strong>la Cina, come anche col Nicaragua</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">È così. Però il <strong>doppio standard vaticano</strong> finisce per produrre <strong>una narrazione a senso unico</strong>: all’opinione pubblica è arrivato, amplificato dai media, <strong>il ripetuto, duro ed esplicito attacco a Trump e mai ai leader di regimi di Iran, Cina o Russia. Ne è derivata la convinzione che il problema del mondo sono gli Stati Uniti e il cattivo (l’unico) è Trump</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È una rappresentazione grottesca e falsa. <strong>Il Papa se n’è reso conto</strong>: con <strong>la precisazione </strong>fatta durante il viaggio in Africa (per correggere i media che interpretavano ogni suo intervento come una polemica con Trump) e poi con <strong>l’udienza al Segretario di Stato Usa Marco Rubio</strong> ha voluto evitare di farsi strumentalizzare dal partito anti Trump. <strong>Ma è tutta la narrazione che va corretta</strong>. Perché c’è chi, sulla polemica fra Roma e Washington, <strong>ha costruito un’operazione politica mondiale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa <strong>demonizzazione</strong> degli Stati Uniti di Trump si trova pure sul <strong>giornale dei vescovi italiani</strong>. Domenica scorsa <strong><em>Avvenire</em> </strong>ha pubblicato un editoriale di <strong>Mauro Magatti</strong> in cui viene fatto <strong>un surreale parallelo fra l’elezione del Papa polacco nel 1978 (a cui seguì il crollo del blocco comunista dell’Est) e l’elezione del Papa statunitense nel 2025: “il primo papato americano si trova a giocare una partita altrettanto cruciale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma si può fare un’“analogia storica”</strong> <strong>fra il sistema sovietico del Gulag e gli Stati Uniti? </strong>Per il giornale dei vescovi sì. Eppure <strong>l’impero comunista ha rappresentato la più immane e sanguinaria delle persecuzioni della storia contro i cristiani, mentre a noi e anche alla Santa Sede gli Usa garantiscono la libertà dal 1945</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi <em>Avvenire</em> vede negli Stati Uniti “<strong>la concentrazione di potere nelle grandi aziende tecnologiche”</strong> e <strong>“le derive populiste e autoritarie che sembrano sospingere l’Occidente verso una concezione sempre più aggressiva e tecnocratica del potere”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Aria fritta e slogan (<strong>l’esempio massimo delle “derive populiste e autoritarie” lo hanno avuto in Vaticano dal 2013 al 2025 e lo hanno esaltato</strong>).</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Avvenire</em> non si è accorto che il comunismo è sì crollato nell’est europeo, ma <strong>è rinato più forte di prima con la Cina che oggi è leader planetario di uno schieramento illiberale in cui pure la Russia è stata risucchiata, schieramento che si contrappone all’Occidente a cui contende pure il primato tecnologico</strong>. Ma di queste <strong>concentrazioni di potere tecnologico</strong> nelle mani di sistemi totalitari <strong><em>Avvenire</em> non si preoccupa</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È tipico dei cattoprogressisti <strong>non vedere la minaccia orientale</strong>. Che anche da noi si ripresenta dietro <strong>una miscela anti occidentale</strong> che coinvolge <strong>la sinistra, un certo mondo islamico e perfino fazioni di destra</strong>. L’ossessione anti Trump permette di nascondere questo <strong>odio ideologico verso l’Occidente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il catto-progressismo non vede la persecuzione anticristiana in Cina o nei regimi islamisti, né l’ostilità della sinistra occidentale. Non si allarma per la libertà religiosa schiacciata o minacciata, ma vede Trump e le aziende tecnologiche Usa come fossero il diavolo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Invece, paradossalmente, il personaggio simbolo di queste aziende, il più demonizzato, <strong>Alex Karp</strong>, nel suo libro-manifesto, <strong><em>La repubblica tecnologica</em></strong>, descrivendo <strong>le tendenze suicide dell’occidente progressista</strong>, nota che “una fetta non trascurabile della Silicon Valley oggi senza dubbio <strong>disprezza le masse</strong>”, fra l’altro “<strong>per la loro devozione alla religione</strong>, ma quella stessa fetta si aggrappa a <strong>una misera e inconsistente ideologia laica che si spaccia per pensiero</strong>. È da questa ‘mercificazione’ del pensiero americano, oltre che dalla sua limitazione, che dobbiamo guardarci”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Karp aggiunge: “Il fatto che tutte le opinioni debbano essere tollerate sarà anche un assunto della cultura contemporanea, ma dobbiamo riconoscere che <strong>in certi contesti – in molte sale dove si riuniscono i consigli di amministrazione e di certo nelle aule dei nostri college e delle università più selettive – persino il minimo riferimento alla religione viene giudicato come qualcosa di essenzialmente preindustriale e arretrato</strong>. Questa tendenza è in atto da decenni. <strong>L’intolleranza delle élite nei confronti della fede religiosa è forse uno degli indizi più significativi del fatto che il loro progetto politico rappresenta un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al loro interno affermino</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine conclude: <strong>“Il tentativo postbellico di estirpare la fede in America ha reso la nostra società vulnerabile”</strong>. È Karp che parla così, non <em>Avvenire</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
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<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 13 maggio 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[LA BIENNALE WOKE E’ L’OPPOSTO DELLA VENEZIA CRISTIANA, LA GRANDE BELLEZZA DELLA NOSTRA CIVILTA’ DA SALVARE: L’ESEMPIO DI BRAGADIN (E LA VITTORIA DI LEPANTO DI S. PIO V)]]></title>
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		<published>2026-05-09T14:03:22Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="191" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-300x191.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-300x191.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-1024x651.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-768x488.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-661x420.png 661w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-640x407.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36-681x433.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-09-alle-14.20.36.png 1400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Alla Biennale 2026 “il padiglione del Lussemburgo espone un gigantesco escremento”, c’informa Pierluigi Panza sul Corriere della sera. L’installazione s’intitola “La Merde”. Pare che sia un manifesto femminista di critica alla società occidentale. Come al solito. La Biennale, di cui si parla per la sua apertura al Cremlino, è ideologicamente woke e anti occidentale. Pietrangelo [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;"><strong>Pietrangelo Buttafuoco, un catanese che si dice musulmano</strong> (il suo nome islamico è Giafar al-Siqilli), <strong>non c’entra niente con Venezia</strong>, ma è in sintonia con <strong>questa Biennale che presiede e che è estranea come lui a Venezia</strong>, città svuotata e ridotta a fare da palcoscenico per intellettuali che <strong>detestano l’Occidente</strong>, pur vivendoci (e bene).<span id="more-14297"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Alla fine si tratta di <strong>anticristianesimo</strong>. Occorrerebbe andare in <strong>direzione opposta</strong>. La città di San Marco, che ha come simbolo proprio <strong>il leone dell’evangelista Marco</strong> (il cui corpo, nel IX secolo, <strong>fu trafugato dai veneziani ad Alessandria d’Egitto, caduta in mano musulmana</strong>, per essere portato a Venezia) dovrebbe ritrovare la sua <strong>antica identità</strong>, oggi perduta.</p>
<p style="font-weight: 400;">È stata la più splendida <strong>figlia di Roma e di Bisanzio</strong>, nata – come scrive Fernand Braudel – mentre l’impero romano di occidente viene travolto dalle <strong>invasioni barbariche</strong> (le isole della laguna sono rifugio delle popolazioni della terraferma) e <strong>già brilla nel Mediterraneo l’astro di Costantinopoli, capitale dell’impero romano e cristiano d’oriente</strong>, poi, secoli dopo, <strong>distrutto dell’invasione turca</strong>. Poi definitivamente cancellato con la <strong>conquista di Costantinopoli del 1453</strong>, quando scorsero fiumi di sangue e la stupenda cattedrale di <strong>Santa Sofia fu trasformata in moschea</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto Venezia, millenaria regina cristiana e italiana del Mediterraneo, è stata <strong>fondamentale nella salvezza dell’Italia e dell’Europa dall’invasione musulmana</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il simbolo di questa impresa veneziana del XVI secolo è la figura eroica di <strong>Marcantonio Bragadin</strong> sul quale è appena uscito il romanzo <strong><em>Venetians. Il segreto dell’Arsenale </em>(Sonzogno) di Luca Josi </strong>(che è peraltro un suo discendente) e di <strong>Allegra Scattaglia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È una storia <strong>avvincente</strong>, ambientata nella Venezia del 1540-1550, gli anni della <strong>grande minaccia turca</strong>. Ruota attorno all’<strong>Arsenale</strong>, grande complesso industriale e navale della Serenissima in cui si sta lavorando a una misteriosa invenzione militare <strong>fondamentale per la difesa della Serenissima </strong>(per questo la città è piena di spie e agenti stranieri). È una sorta di <strong>Silicon Valley del XVI secolo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Venezia del romanzo <strong>sembra un po’ l’Occidente di oggi</strong>. Nei prossimi volumi di questa saga letteraria sarà raccontato pure <strong>l’eroismo di Bragadin</strong>. Il quale, nel 1569, dalla repubblica veneziana, fu mandato a governare Cipro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oppose <strong>una resistenza formidabile all’assedio turco</strong>. Alla fine, nel 1571, fu costretto alla resa. Ma il comandante turco non rispettò i patti. <strong>Bragadin fu catturato, mutilato e straziato. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Gli offrirono la libertà se si fosse convertito all’Islam. Rifiutò. Torturato fu appeso alla nave, frustato crudelmente e scuoiato vivo</strong>. I veneziani recuperarono i suoi resti da allora custoditi in una chiesa della Serenissima.</p>
<p style="font-weight: 400;">La sua <strong>epica resistenza</strong>, che si dovrebbe raccontare a scuola, <strong>permise al papa Pio V di organizzare la Lega Santa che poi sconfisse i turchi nella battaglia di Lepanto, salvando</strong> <strong>l’Occidente e la cristianità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È la nostra storia. Qui c’è la nostra identità. <strong>Ma chi farà mai una Biennale sull’Occidente da salvare?</strong> Questo è il tempo del suicidio. È, come spiegava Ratzinger, <strong>il tempo dell’Occidente che odia se stesso</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
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<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 9 maggio 2026</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/la-biennale-woke-e-lopposto-della-venezia-cristiana-la-grande-bellezza-della-nostra-civilta-da-salvare-lesempio-di-bragadin-e-la-vittoria-di-lepanto-di-s-pio-v/">LA BIENNALE WOKE E’ L’OPPOSTO DELLA VENEZIA CRISTIANA, LA GRANDE BELLEZZA DELLA NOSTRA CIVILTA’ DA SALVARE: L’ESEMPIO DI BRAGADIN (E LA VITTORIA DI LEPANTO DI S. PIO V)</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[IL MONDO HA BISOGNO DI CHIESA E IMPERO (CRISTIANO). I SEMINATORI DI ZIZZANIA SONO CONFUSI E DELUSI]]></title>
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		<updated>2026-05-08T22:07:37Z</updated>
		<published>2026-05-08T21:54:19Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-300x200.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-300x200.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-630x420.webp 630w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-537x360.webp 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-640x427.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-681x454.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir.webp 696w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il circo mediatico-politico, che è eccitato da settimane perché s’illude di trasformare papa Leone XIV nel simbolo planetario dell’anti trumpismo (questa sì è una irrispettosa strumentalizzazione), sarà deluso. Perché ieri il dialogo del Segretario di Stato Usa Marco Rubio con il Papa, poicon il card. Pietro Parolin, non solo è stato “amichevole e costruttivo”, ma ha [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/il-mondo-ha-bisogno-di-chiesa-e-impero-cristiano-i-seminatori-di-zizzania-sono-confusi-e-delusi/"><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-300x200.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-300x200.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-630x420.webp 630w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-537x360.webp 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-640x427.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir-681x454.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/leone-xiv-e-rubio-foto-vatican-media-sir.webp 696w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Il circo mediatico-politico, che è eccitato da settimane perché s’illude di trasformare papa <strong>Leone XIV</strong> nel simbolo planetario dell’anti trumpismo (questa sì è una irrispettosa strumentalizzazione), sarà deluso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perché ieri il dialogo del Segretario di Stato Usa <strong>Marco Rubio</strong> con il Papa, poicon il card. Pietro Parolin, non solo è stato <strong>“amichevole e costruttivo”</strong>, ma ha sottolineato &#8211; come scrive lo stesso Rubio – “il nostro impegno condiviso nel promuovere <strong>la pace e la dignità umana</strong>”.<span id="more-14288"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Di sicuro uno degli argomenti è stato <strong>il futuro di Cuba</strong> che sta a cuore, anche per motivi personali, a Rubio come alla Chiesa cattolica che nell’isola è importante ed è stata a lungo perseguitata dal regime comunista.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>fine della dittatura</strong> e l’arrivo della libertà per i cubani – che sarebbe <strong>un evento storico</strong> – è nei disegni dell’amministrazione americana e di sicuro <strong>sarebbe ben vista dalla Chiesa che però tende a rifiutare l’uso della forza militare</strong>. Proprio la Chiesa (con Leone XIV) ha già svolto un ruolo di mediazione fra il regime, che è disastroso per Cuba, e la Casa Bianca, per cui potrebbe avere <strong>un ruolo importante</strong> pure in futuro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche questo c’è dietro le parole della Santa Sede che ha comunicato che gli incontri con Rubio sono stati &#8220;<strong>cordiali</strong>&#8221; e hanno permesso di rinnovare &#8220;il<strong> comune impegno</strong><strong> per coltivare buone relazioni</strong> bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d&#8217;America&#8221;. Condividendo la necessità di &#8220;lavorare instancabilmente in favore della pace&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è una generica formula diplomatica. Esprime la consapevolezza degli uni e degli altri che <strong>la Chiesa Cattolica e gli Stati Uniti devono dialogare e collaborare al massimo</strong> per il bene dell’umanità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è solo per ovvio <strong>realismo</strong>, dettato a Roma dal peso degli Usa nel mondo e a Washington dall’importanza dei cattolici in America (dove sono ormai la prima confessione cristiana). <strong>C’è molto di più e il primo Pontefice statunitense della storia lo sa bene</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli Stati Uniti, che quest’anno celebrano <strong>il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza</strong>, che è il loro atto di nascita, hanno avuto fin dall’inizio <strong>un legame fortissimo con la fede cristiana</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>John Adams</strong>, che fu il secondo Presidente degli Stati Uniti, subito dopo George Washington, scriveva nel 1813 a Thomas Jefferson: “<strong>I principi generali su cui i Padri conseguirono l’indipendenza erano i principi generali del cristianesimo</strong> e allora credevo, e ancora oggi credo, che quei principi generali del cristianesimo siano eterni e immutabili”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non si tratta di idee ottocentesche, tanto è vero che gli Stati Uniti sono la più clamorosa confutazione storica <strong>dell’idea positivista secondo cui modernità e religione sono incompatibili</strong>: la più grande e <strong>moderna</strong> delle potenze mondiali è <strong>anche uno dei Paesi più fortemente religiosi</strong> ed è stato, per tutto il Novecento, <strong>il faro della libertà nel mondo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Decisiva è la sintesi fra <strong>cristianesimo e libertà</strong>. Uno dei presidenti più amati della storia americana, <strong>John F. Kennedy</strong> (che fu il primo presidente cattolico), nel suo discorso d’insediamento, il 20 gennaio 1961, disse: <strong>“i diritti dell’uomo non derivano dalla generosità dello Stato, ma dalla mano di Dio”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è un concetto confessionale, è <strong>il principio che sta alla base del liberalismo</strong>secondo cui <strong>l’uomo è titolare di diritti che esistono prima dello Stato e che, quindi, lo Stato non può violare, ma solo riconoscere e proteggere</strong>. Anche la <strong>Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo</strong> del 1948 implicitamente si basa su questo principio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di quella <strong>“legge naturale”</strong> che sempre la Chiesa cattolica, con pontefici come <strong>Giovanni Paolo II e Benedetto XVI</strong> (poi anche con <strong>Leone XIV</strong>) ha indicato agli Stati come riferimento fondamentale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Joseph Ratzinger</strong>, in un libro firmato anche da Marcello Pera, <em>Senza radici</em>(Mondadori), cita l’opera di <strong>Alexis de Tocqueville</strong>, <em>La democrazia in America</em>, in particolare questa frase: <strong>“Il dispotismo può fare a meno della fede, la libertà no”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E commenta: <strong>“Benché anche in America la secolarizzazione proceda a ritmo accelerato e la confluenza di molte differenti culture sconvolga il consenso cristiano di fondo, lì si percepisce, assai più chiaramente che in Europa, l’implicito riconoscimento delle basi religiose e morali scaturite dal cristianesimo e che oltrepassano le singole confessioni”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Rispetto al 2004, quando sono state scritte tali parole, negli Stati Uniti, <strong>con le presidenze Dem, si è verificato un forte strappo rispetto a questa identità culturale</strong> (che era chiara anche in John Kennedy, mentre non è più così nell’attuale partito democratico ormai woke).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La presidenza Trump rappresenta proprio un ritorno ai principi dell’identità americana e non a caso ha esponenti cattolici in primo piano (come Rubio e Vance) </strong>ed è la più <strong>vicina ai tradizionali insegnamenti della Chiesa in tema di principi non negoziabili (avversati dalle presidenze Dem)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Esistono temi su cui c’è dissenso, come le <strong>politiche immigratorie</strong>, ma <strong>Leone XIV ha riconosciuto il diritto degli Stati di regolare gli ingressi. Il dissenso è più sulle modalità. È una questione risolvibile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche sull’uso della <strong>forza militare</strong>, perché in realtà <strong>Trump non è affatto un bellicista</strong>, come dimostra il suo sforzo di pacificazione in Ucraina, a Gaza e in altre situazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nell’intervento sull’<strong>Iran</strong> sta tentando, soprattutto con il negoziato, di <strong>impedire che un regime crudele e sponsor del terrorismo possa dotarsi dell’arma atomica che, anche senza essere usata, gli permetterebbe di condizionare il mercato mondiale del petrolio e quindi il mondo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Più che una guerra dunque è un tentativo di <strong>scongiurare future guerre e disastri</strong>. D’altronde <strong>sulla guerra (e sulle politiche migratorie)</strong>, come scrisse nel 2004 <strong>Ratzinger</strong> proprio ai vescovi americani, <strong>“ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici”</strong> (non così sui principi non negoziabili). Il mondo, direbbe Dante, ha bisogno della Chiesa e dell’Impero (cristiano).</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 8 maggio 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[UN ANNO CON LEONE XIV. DAL REGNOCENTRISMO AL CRISTOCENTRISMO]]></title>
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		<updated>2026-05-05T15:17:41Z</updated>
		<published>2026-05-05T15:17:41Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Benedetto XVI"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Chiesa Cattolica"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Francesco"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Leone XIV"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Robert Prevost"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="116" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-300x116.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-300x116.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-1024x397.webp 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-768x298.webp 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-1084x420.webp 1084w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-640x248.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-681x264.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>A un anno dall’elezione di Leone XIV è evidente la serenità che ha portato nella Chiesa dopo il terremoto del predecessore. Non illumina solo per la bellezza delle sue meditazioni spirituali, per la sua paternità e la sua mitezza. Ma anche per le correzioni di rotta. Per esempio, rispetto agli anni passati in cui la [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/un-anno-con-leone-xiv-dal-regnocentrismo-al-cristocentrismo/"><![CDATA[<img width="300" height="116" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-300x116.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-300x116.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-1024x397.webp 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-768x298.webp 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-1084x420.webp 1084w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-640x248.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg-681x264.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/stola_fi.jpeg.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">A un anno dall’elezione di <strong>Leone XIV</strong> è evidente la serenità che ha portato nella Chiesa dopo il terremoto del predecessore. Non illumina solo per <strong>la bellezza delle sue meditazioni spirituali, per la sua paternità e la sua mitezza</strong>. Ma anche per le <strong>correzioni</strong> di rotta.<span id="more-14283"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Per esempio, rispetto agli anni passati in cui la Chiesa <strong>sembrava ormai una Ong</strong>, ieri, parlando alle associazioni cattoliche di carità degli Stati Uniti, ha sottolineato che “amare il nostro prossimo comporta <strong>offrirgli la possibilità di un incontro autentico con Dio</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è un dettaglio. È <strong>l’enorme differenza che passa fra Madre Teresa o don Bosco e l’azione delle Ong</strong>. Con il predecessore c’era confusione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma Leone può guardare a <strong>Giovanni Paolo II e Benedetto XVI</strong>. Il loro magistero era coerentemente cattolico, armonico <strong>come una cattedrale</strong>. Era chiaro <strong>il centro – Gesù Cristo unico salvatore</strong> – da cui si irradiavano poi tutti gli insegnamenti secondari che rimandavano sempre all’essenziale. Anche nella dottrina sociale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pure il magistero di Leone è una cattedrale, ma talora in questo anno sono apparsi <strong>dettagli fuori contesto</strong>, come se – nella cattedrale &#8211; vedessimo <strong>la bandiera dell’Onu</strong> in una cappella laterale o <strong>un ritratto di Landini</strong> al posto di San Giuseppe o <strong>uno striscione contro i missili a Comiso</strong>, residuo di una manifestazione degli anni Ottanta (applaudita dall’Urss), al posto della statua della Madonna. Da dove viene tutto questo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Un po’ da <strong>una Curia ancora piena di bergogliani</strong> che scrivono molti discorsi di Leone. Il suo <strong>doppio standard</strong> geopolitico <strong>(duro con Trump e reticente con Cina, Iran, Nicaragua e Russia)</strong> viene in parte dalla <strong>Segreteria di Stato</strong>. Ma qualcosa viene <strong>pure dal suo passato</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il libro che esce oggi e che raccoglie <strong>gli interventi di Prevost prima del papato</strong>, è rivelatore, per esempio su temi come la pace e la giustizia sociale (ovvero i migranti, i poveri, il consumismo, i ricchi, l’ambiente&#8230;).</p>
<p style="font-weight: 400;">Occuparsi di poveri e sofferenti <strong>per la Chiesa non è una novità: lo fa, come nessun altro, da 2000 anni</strong> (con migliaia di opere di carità).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma il cattoprogressismo, di cui Bergoglio è stato la bandiera, parla di poveri e povertà con un accento di denuncia sociale che non è quello di san Francesco, né di Madre Teresa o di Fratel Ettore o di san Filippo Neri o di san Giovanni Bosco. E senza la cornice teologica dei testi di dottrina sociale dei precedenti pontefici</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qualcosa stona nel libro che raccoglie <strong>i vecchi testi di Prevost (ma non era ancora Papa)</strong>. Per esempio dove afferma che “non è possibile essere cristiano oggi” senza <strong>“la lotta per la giustizia”. Quale giustizia? Quella della Cgil? Quella dei regimi comunisti?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In un’altra pagina, citando un testo del <strong>1974</strong>, denuncia “le <strong>disuguaglianze</strong> di cui patisce il nostro mondo” e poi aggiunge che “la nostra vita (degli agostiniani, ndr) dovrebbe essere <strong>un segno di protesta contro la mentalità della società dei consumi nella quale viviamo</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Tema tipico degli anni Settanta, quando l’Italia era appena uscita dalla miseria con il miracolo economico e i figli di papà del ’68, con la pancia piena, tuonavano contro il “consumismo” del capitalismo che aveva permesso ai poveri (com’era anche la mia famiglia) di raggiungere condizioni di vita dignitose.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Prevost, in questi vecchi interventi, dice agli agostiniani che <strong>la loro “missione” è “proclamare la giustizia che è segno del Regno di Dio”, “annunciare il Vangelo del Regno agli uomini del nostro tempo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La parola <strong>“Regno”</strong> è rivelatrice. Da dove arriva? <strong>Benedetto XVI</strong>, nel libro <strong><em>Gesù di Nazaret</em></strong>, spiega che i teologi progressisti hanno elaborato <strong>“una reinterpretazione secolaristica del concetto di ‘Regno’”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo costoro <strong>prima del Concilio</strong> si poneva <strong>la Chiesa al centro del cristianesimo</strong>, poi si passò al <strong>cristocentrismo</strong> e infine al <strong>teocentrismo</strong>, <strong><u>ma sia la Chiesa, che Cristo che Dio, a loro parere, sono divisivi</u></strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così posero <strong>al centro il Regno</strong> che, riassumeva Ratzinger, <strong>“costituirebbe la via giusta per unire finalmente le forze positive dell’umanità nel cammino verso il futuro del mondo. ‘Regno’ significherebbe semplicemente un mondo in cui regnano la pace, la giustizia e la salvaguardia della creazione. Questo ‘regno’ dovrebbe essere realizzato come approdo della storia</strong>. E – spiegava Ratzinger &#8211; sarebbe <strong>il vero compito delle religioni: lavorare insieme per la venuta del ‘regno’</strong>. Per il resto esse potrebbero ben mantenere le loro tradizioni”, ma collaborando “per un mondo in cui siano decisivi la pace, la giustizia e il rispetto della creazione”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così, spiegava Ratzinger, <strong>non ci sarebbe più bisogno di evangelizzare i non cristiani. Ma è la strada giusta?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“Osservando bene”</strong> scriveva Benedetto XVI <strong>“si resta perplessi: chi ci dice infatti che cos’è la giustizia? Che cosa nella concretezza si pone al servizio della giustizia? Come si costruisce la pace? A un’osservazione più attenta l’intero ragionamento si rivela un insieme di chiacchiere utopistiche prive di contenuto reale, a meno che sotto sotto vengano</strong> <strong>presupposte, come contenuto di questi concetti che tutti devono accogliere, dottrine di partito”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come per le <strong>manifestazioni sui missili a Comiso del 1983</strong>, a cui parteciparono <strong>gli agostiniani e padre Prevost</strong>, per il <strong>disarmo unilaterale (con la regia del Pci e gli applausi del Cremlino)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Benedetto XVI</strong> concludeva così la sua analisi del <strong>regnocentrismo</strong>: <strong>“Un punto emerge su tutto: Dio è sparito, chi agisce è ormai solo l’uomo. Il rispetto delle ‘tradizioni’ religiose è solo apparente. La fede e le religioni vengono usate a fini politici. Conta solo organizzare il mondo. La religione conta in quanto può essere in ciò di aiuto. La vicinanza di questa visione post-cristiana della fede e della religione alla terza tentazione (di Cristo, ndr) è inquietante”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma Prevost, oggi <strong>Leone XIV, Papa saggio e di grande fede, saprà evitare questa deriva</strong>. Già la prossima udienza a <strong>Marco Rubio</strong> indica la sua volontà di n<strong>on farsi usare dal partito anti Trump. Perché è il Vicario di Cristo, non il leader della sinistra</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 5 maggio 2026</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/un-anno-con-leone-xiv-dal-regnocentrismo-al-cristocentrismo/">UN ANNO CON LEONE XIV. DAL REGNOCENTRISMO AL CRISTOCENTRISMO</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[IL SUICIDIO DELL’OCCIDENTE, CHI VUOLE DIFENDERLO E CHI LO AFFOSSA]]></title>
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		<updated>2026-05-01T20:05:39Z</updated>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/il-suicidio-delloccidente-chi-vuole-difenderlo-e-chi-lo-affossa/"><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/notre-dame2-635x635-1-300x300.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/notre-dame2-635x635-1-300x300.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/notre-dame2-635x635-1-150x150.jpg 150w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/notre-dame2-635x635-1-420x420.jpg 420w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/05/notre-dame2-635x635-1.jpg 635w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Il grande storico <strong>Arnold J. Toynbee</strong> ci ha insegnato che <strong>le civiltà muoiono per suicidio, non per assassinio</strong>. La lezione è stata capita bene a Washington, ma <strong>non nella Ue</strong>. Si possono fare critiche e obiezioni alla <strong>Casa Bianca</strong> su fatti specifici, ma <strong>il suo rifiuto del suicidio è netto. In Europa no</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da noi si avversa <strong>Trump</strong> rifugiandosi in una <strong>comoda demonizzazione, parlando di caos e follia</strong>. Ma il presidente Usa ha <strong>una linea chiara: nel mondo è in corso un confronto titanico in cui l’Occidente rischia di soccombere e dunque occorre reagire con determinazione</strong>.<span id="more-14279"></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È il filo rosso che spiega tutte le sue mosse</strong>. Comprese quelle sull’Iran, dove la cronaca conferma la storia. <strong>Giancarlo Torlizzi</strong>, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che “Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali” e ora “offre la sua disponibilità di materie prime <strong>per ampliare le sfera d’influenza” con l’obiettivo di “estendere il controllo sull’Asia”</strong>. Torlizzi conclude: <strong>“Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta anche di <strong>due blocchi politici e culturali</strong>. Purtroppo ci sono forze che spingono verso <strong>il suicidio dell’Occidente</strong>: <strong>opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore.  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche</strong> <strong>economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo <strong>la Cina</strong>, leader del fronte avverso all’Occidente, <strong>tenta di sorpassare gli Usa</strong> e gli scenari che si prospettano sono cupi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ha posto il problema <strong>Alexander C. Karp</strong>, Ceo di Palantir in cui è socio di <strong>Peter Thiel</strong>. Quella di Karp è una storia interessante. Nasce a New York nel 1967 <strong>in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili</strong>. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi <strong>un Ph.D alla Goethe </strong><strong>Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il <strong>pragmatismo</strong> e la <strong>condivisione</strong> su alcuni temi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, <strong><em>La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente)</em></strong>, pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica <strong>la necessità di una svolta per “i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di <strong>Samuel P. Huntington</strong> <em>Lo scontro delle civiltà</em>: <strong>“L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione … ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Federico Rampini</strong>, nella prefazione del libro, commenta: <strong>“Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà. Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. ‘Siamo ancora abbastanza duri’ si chiedeva in un’intervista al <em>New York Times</em> ‘da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?’ Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale</strong>. Nel 2024 il <em>New York Times</em> ha definito l’azienda da lui fondata, <strong>la Palantir, come impregnata di una cultura ‘filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore’</strong>. La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo.</strong><strong>L</strong><strong>e potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: “<strong>Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale</strong>. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate <strong>cannoni più potenti</strong> dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate <strong>il sistema politico migliore</strong>. Poi ci siamo concentrati sul vostro <strong>sistema economico</strong>. Ma <strong>negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbi</strong>o”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non c’è solo l’economia. <strong>Ratzinger</strong> indicava <strong>nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà</strong>. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 1° maggio 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[ORA “AVVENIRE” ARCHIVIA PURE S. AGOSTINO (E NON SOLO) PUR DI ATTACCARE TRUMP]]></title>
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		<published>2026-04-26T19:34:58Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="219" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/papa-leone-xiv-robert-francis-prevost-sant-agostino-sant-agostino-2129879_600_q50-300x219.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/papa-leone-xiv-robert-francis-prevost-sant-agostino-sant-agostino-2129879_600_q50-300x219.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/papa-leone-xiv-robert-francis-prevost-sant-agostino-sant-agostino-2129879_600_q50-577x420.webp 577w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/papa-leone-xiv-robert-francis-prevost-sant-agostino-sant-agostino-2129879_600_q50.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il quotidiano della Cei, Avvenire, vuole archiviare S. Agostino e Gesù stesso? La domanda si pone se si legge l’editoriale di venerdì. Se la sono presa con un mio articolo in cui, partendo dal viaggio del Papa in Algeria sulle orme di S. Agostino, mentre tutti i media interpretavano le dichiarazioni del Pontefice contro Trump [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;">Se la sono presa con un mio articolo in cui, partendo dal viaggio del <strong>Papa in Algeria sulle orme di S. Agostino</strong>, mentre tutti i media interpretavano le dichiarazioni del Pontefice contro Trump (cosa che poi Leone stesso ha smentito), <strong>proponevo di rileggere proprio S. Agostino per ritrovare il dialogo fra la Santa Sede e la Casa Bianca</strong>.<span id="more-14274"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Nell’articolo, oltre a S. Agostino a cui si ispira il Papa, citavo S. Tommaso, come in precedenza Ratzinger e altre fonti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Venerdì l’editoriale di <em>Avvenire</em> mi ha risposto che S. Agostino, la Bibbia, il Vangelo e addirittura Gesù stesso <strong>sono da considerare anacronistici</strong>, perché <strong>non sapevano, mentre loro</strong> (quelli di <em>Avvenire</em> e i “pacifisti assoluti”) <strong>sanno</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ecco le testuali parole di quell’articolo firmato da Luigino Bruni: <strong>“</strong><strong>Ogni generazione di cristiani entra nel mondo con una Bibbia e una etica, e lo lascia con un’altra Bibbia, un’altra etica. Tra la Bibbia, Agostino e noi ci sono millenni di amore e di dolore di miliardi di uomini e di donne, ci sono Ildegarda e Francesco, Dante e l’Umanesimo, Pico e Giordano Bruno, Kant e Nietzsche, i Lager e i Gulag, Hiroshima, l’11 Settembre, i bambini di Gaza. Tutto questo la Bibbia non lo sapeva, non lo sapevano i Vangeli, non lo sapeva Agostino, neanche Gesù. Noi però lo sappiamo, lo sappiamo molto bene, </strong><strong>lo abbiamo imparato, e non possiamo dimenticarlo più”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ho letto con sconcerto queste strampalate affermazioni che sembrano delineare quasi <strong>una svolta post-cattolica</strong> di un certo mondo clericale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Cos’è che S. Agostino e Gesù stesso non sapevano, secondo costoro? Perché sarebbero anacronistici come ferrivecchi da mettere in soffitta e da sostituire con gli editoriali di Luigino Bruni, di <em>Avvenire</em> e le interviste di Zuppi?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Secondo Bruni “l</strong><strong>a dottrina morale della Chiesa cambia”</strong>. Perciò bisogna dimenticare <strong>le pagine di Agostino che io </strong><strong>ho</strong><strong> citato</strong>, dove il Padre della Chiesa incoraggiava un generale romano (e cristiano) impegnato a combattere contro i barbari scrivendogli che<strong> “la pace deve essere nella volontà e la guerra solo una necessità, affinché Dio ci liberi dalla necessità e ci conservi nella pace! Infatti si fa la guerra per ottenere la pace!</strong> <strong>Sia pertanto la necessità e non la volontà il motivo per togliere di mezzo il nemico che combatte”</strong><strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La guerra per Agostino è un’<em>extrema ratio</em>. <strong>Altrove scrive “è l’ingiustizia da parte dell’avversario che induce il sapiente a combattere una guerra giusta”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sulla base dell’insegnamento di <strong>S.</strong> <strong>Agostino</strong>, poi elaborato da <strong>S. Tommaso</strong> e da altri, come la Scuola di Salamanca, la Chiesa ha definito <strong>la sua dottrina, che è arrivata fino a noi, sui limiti dell’uso legittimo della forza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo <em>Avvenire</em> però si è verificata u<strong>na rottura storica nel magistero della Chiesa</strong>: “dopo Agostino e Tommaso è arrivato il Concilio Vaticano II, poi Papa Giovanni – la guerra è qualcosa di ‘alienum est a ratione’ (Pacem in Terris) –, e quindi la <em>Fratelli Tutti</em> di papa Francesco che, in linea con il Catechismo, dichiara finita l’era della guerra giusta”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È così? Al contrario</strong>. Il Concilio, nella <em>Gaudium et spes</em>, spiega anzitutto che “la pace non è la semplice assenza della guerra”, che comunque condanna (specie per i moderni mezzi di distruzione di massa), ma riconoscendo che “una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, <strong>non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa. I capi di Stato e coloro che condividono la responsabilità della cosa pubblica hanno dunque il dovere di tutelare la salvezza dei popoli che sono stati loro affidati, trattando con grave senso di responsabilità cose di così grande importanza</strong>” (n. 79).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Catechismo della Chiesa Cattolica</strong>, del 1992, definisce <strong>le quattro condizioni della “guerra giusta”</strong> (n. 2309) e afferma che <strong>“l</strong><strong>a legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l&#8217;ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell&#8217;autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità”</strong> (n. 2265).</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine <strong>papa Francesco</strong>, pur condannando (come tutti) la guerra, intervenendo<strong>sull’invasione russa dell’Ucraina</strong>, il 16 settembre 2022 ha dichiarato: <strong>“difendersi è non solo lecito, ma anche un’espressione di amore alla Patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa, non la ama, invece chi difende, ama. Qui si tocca un’altra cosa che io ho detto in uno dei miei discorsi e cioè che si dovrebbe riflettere più ancora sul concetto di guerra giusta”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Resta solo la famosa riga della <em>Pacem in terris</em> sempre citata dai “pacifisti assoluti”, in cui <strong>Giovanni XXIII</strong>, nel 1963, a ridosso della crisi di Cuba, scrive che <strong>“</strong><strong>riesce quasi impossibile pensare che nell’era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia” </strong>(nel testo latino il “quasi” non c’è: “Quare aetate hac nostra, quae vi atomica gloriatur, alienum est a ratione, bellum iam aptum esse ad violata iura sarcienda”).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il Papa aveva ragione: la guerra atomica è inammissibile. Questo è il motivo per cui Trump, fin dall’inizio del suo mandato, ha evitato di coinvolgere gli Usa nel conflitto in Ucraina (sarebbe stato uno scontro fra potenze atomiche) e ha</strong> <strong>cercato di fermarlo. E questo è anche il principale motivo per cui gli Usa sono intervenuti per disarmare l’Iran: per impedire a uno Stato che usa il terrorismo, che massacra la sua gente, aggredisce e minaccia di annientare i vicini, di dotarsi dell’arma nucleare</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perciò quella riga della <em>Pacem in terris</em> – che <strong>potrebbe essere citata da Trump</strong> &#8211; va letta con la <em>Gaudium et spes</em>, con il Catechismo e tutto il Magistero della Chiesa. <strong>Saggio realismo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong>Un pacifismo assoluto, che neghi al diritto l’uso di qualunque mezzo coercitivo” dice Ratzinger “si risolverebbe in una capitolazione davanti all’iniquità”</strong><strong>. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Da “Libero”, 26 aprile 2026</strong></p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[CATERINA, LA PATRONA DIMENTICATA A CUI TANTO DEVONO LA CHIESA E L’ITALIA]]></title>
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		<updated>2026-04-25T20:37:19Z</updated>
		<published>2026-04-25T20:37:19Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-300x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-300x300.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-1024x1020.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-150x150.png 150w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-768x765.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-422x420.png 422w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-640x638.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03-681x679.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-25-alle-22.40.03.png 1098w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Si è scritto che solo la Nazionale di calcio e gli altri nostri atleti ci fanno ricordare che siamo italiani. È un problema del nostro sistema educativo e soprattutto della politica e della classe intellettuale, parte della quale sembra avere l’identità nazionale “in gran dispetto”. Di cosa è fatta questa identità? Anzitutto di una storia [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;"><strong>Di cosa è fatta questa identità?</strong> Anzitutto di una storia millenaria. <strong>Ma qual è </strong><strong>l’ethos, l’anima viva del nostro popolo? Chi la incarna in modo esemplare?</strong>Per <strong>Giovanni Paolo II</strong> sono in modo speciale <strong>i santi</strong> di ogni popolo a realizzarne le qualità.<span id="more-14268"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Su questo si è espresso pure chi oggi rappresenta l’unità nazionale. I <strong>padri domenicani di Siena</strong>, che, nella loro basilica, vicina alla casa di <strong>santa Caterina</strong>, custodiscono le reliquie della mistica (fra cui la testa), hanno appena pubblicato, sul trimestrale dedicato alla Patrona d’Italia, una conferenza di <strong>Sergio Mattarella</strong> che, nel 1989 (era ministro della Pubblica istruzione) rifletteva sul <strong>cinquantenario della proclamazione di san Francesco e santa Caterina Patroni d’Italia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’attuale Presidente della Repubblica, in quel discorso, commentò il Breve con cui Pio XII, nel 1939, fece quella proclamazione e il messaggio di Giovanni Paolo II, scritto il 31 maggio 1989, nel 50° anniversario dell’evento.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Entrambi i Pontefici descrivevano i motivi spirituali, culturali e storici per cui proprio a Francesco e Caterina venne affidata la nazione italiana. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Mattarella sottolineò appunto <strong>le qualità che rendevano esemplari e attuali i due santi</strong>, che incarnavano <strong>il meglio del nostro carattere nazionale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da Presidente della Repubblica non ha dimenticato questa complementarità e, firmando l’anno scorso <strong>la legge che ripristina la “festa nazionale” dedicata a san Francesco, non ha mancato di segnalare che è stato fatto un pasticcio perché si è dimenticata santa Caterina (speriamo che si rimedi)</strong>. Oltretutto proprio oggi, mentre si enfatizza la parità di genere e il ruolo della donna nella società.</p>
<p style="font-weight: 400;">I <strong>meriti storici di Caterina</strong> peraltro vanno ancora approfonditi, in particolare riguardo alla sua opera maggiore: <strong>l’essere stata determinante nel riportare a Roma la sede papale</strong> che da settant’anni era stata trasferita ad Avignone, in Francia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non fu solo <strong>un’impresa di enorme importanza per la Chiesa</strong>, ma anche per Roma e per l’Italia. La <strong>sudditanza al re di Francia del Papa francese Clemente V</strong> che, eletto nel 1305, poi decide il trasferimento della sede papale ad Avignone <strong>apparve già a Dante una tragedia “per la sposa di Cristo, per la sede della sposa che è Roma, per la nostra Italia e per tutta l’umanità pellegrina sulla terra”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così si esprime della sua <strong>epistola ai cardinali italiani</strong> scritta nel 1314, mentre, morto Clemente V, si doveva eleggere il successore (ne parla il libro di Gian Luca Potestà, <em>Dante in Conclave</em>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il poeta fiorentino nella lettera <strong>implora i porporati perché scelgano un Pontefice che riporti il papato a Roma</strong>. Ma la sua <strong>percezione drammatica di quella sottomissione della Chiesa a poteri e logiche mondane</strong> (si veda anche il sonetto <em>Se vedi li occhi miei di pianger vaghi</em>) <strong>assume nella <em>Divina Commedia</em>toni apocalittici, per esempio nel finale del XXXII canto del Purgatorio</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Francesco Petrarca fu ancora più esplicito nel denunciare questa tragica situazione del papato, della Chiesa, di Roma e dell’Italia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla fine <strong>sarà Caterina da Siena che nel 1377 riuscirà a realizzare il loro sogno: il papato a Roma</strong>. Un filo d’oro unisce quindi la giovane mistica ai due giganti della letteratura italiana e alle loro opere, <strong>pilastri dell’identità italiana</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 25 aprile 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[UN ENIGMA (ANCHE POLITICO)]]></title>
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		<updated>2026-04-21T17:34:15Z</updated>
		<published>2026-04-21T17:34:15Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Dominic J. Grigio"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Giorgio Mario Bergoglio"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Leone XIV"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Loris Zanatta"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Papa Francesco"/>
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<p style="font-weight: 400;">Le sue intenzioni saranno state buone, ma lui era palesemente <strong>impreparato e inadeguato</strong> per quel grave compito. Infatti ha lasciato <strong>una Chiesa molto confusa e con tante macerie</strong>.<span id="more-14261"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo il pontificato eroico di <strong>Giovanni Paolo II</strong> (di grande carisma e travolgente passione per Cristo) e quello di <strong>Benedetto XVI</strong> (pastore di straordinaria dottrina, mitezza e profonda fede), con Bergoglio i cattolici si trovarono prima <strong>spaesati</strong>, poi per anni in un deserto, <strong>confusi</strong> da insegnamenti strani e mai sentiti. Infine hanno avuto la sensazione di trovarsi in <strong>terra ostile</strong>, spesso bersagliati dai <strong>duri attacchi di chi avrebbe dovuto essere loro pastore</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infatti <strong>i media laicisti</strong> lo hanno <strong>applaudito ed esaltato</strong> per dodici anni con entusiasmo. <strong>Non perché con Bergoglio avessero scoperto il cristianesimo (niente conversioni), ma per il motivo opposto: si erano convinti che il Papa li confermasse nelle loro idee</strong>. Ovviamente progressiste. Non a caso <strong>Alain Finkielkraut lo definì “Sommo Pontefice dell’ideologia giornalistica mondiale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il professor <strong>Loris Zanatta</strong>, specialista dell’America Latina, ha approfondito la sua formazione e nella sua biografia di Francesco, scrive <strong>“Bergoglio è incomprensibile senza il peronismo”</strong>. Da lì viene quella miscela di <strong>Destra/Sinistra</strong> che lo caratterizzava e si esprimeva come demagogia populista che politicamente era anti occidentale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sempre Zanatta ha scritto un altro libro illuminante, <em>Il populismo gesuita. Peron, Fidel, Bergoglio</em>. <strong>Il vero leader del populismo mondiale del decennio scorso è stato precisamente il Papa argentino</strong> ed è buffo che proprio i media, sempre a caccia di “populisti” per demonizzare i partiti avversi al politicamente corretto, abbiano acclamato il campione mondiale del populismo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per i post-comunisti fu come un messia. <strong>Massimo D’Alema lo definì addirittura come “il principale leader della sinistra sulla scena mondiale”</strong>. In effetti Bergoglio – la cui elezione fu quantomeno <strong>desiderata e festeggiata dall’amministrazione Dem americana</strong> – riuscì a <strong>fondere la sua mentalità populista con l’agenda della presidenza Obama</strong>, che era stata <strong>conflittuale con il pontificato di Benedetto XVI</strong> (che aveva puntato il dito contro la “dittatura del relativismo”).</p>
<p style="font-weight: 400;">Un esperto super partes come <strong>Maurizio Molinari</strong> un anno fa spiegava: <strong>Bergoglio “è stato un Papa che sin dall’inizio ha trasformato il messaggio di Barack Obama in un messaggio globale. Dal 2013 porta nel mondo quello che all’epoca era il messaggio di Barack Obama”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Non il messaggio di Cristo, ma quello di Obama</strong><strong>. Com’è stato possibile, vista la mentalità </strong><strong>anti-yankee</strong><strong> del Papa argentino? In effetti </strong><strong>Lucio Brunelli</strong> su <em>Repubblica </em>ha scritto che <strong>“il cardinale Bergoglio si vantava (prima dell’elezione) di non avere mai messo piede nella patria degli <em>yanquis</em>”</strong>. <strong>Ostilità verso gli Stati Uniti amplificata dall’antipatia per l’episcopato Usa che considerava ratzingeriano/wojtyliano</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma Obama ha preparato il terreno a quel fenomeno <strong>anti-Occidente</strong> che si è espresso nell’<strong>ideologia woke</strong> delle università americane. E, non a caso, Obama è stato accusato dai repubblicani di essere <strong>troppo remissivo verso l’islamismo politico e troppo morbido con l’Iran, come pure verso la Cina che nei suoi anni ha conquistato molte posizioni, facendone perdere all’Occidente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È lo stesso orizzonte geopolitico di <strong>papa Bergoglio il quale spalancava le braccia mondo islamico e con il regime cinese firmò un Accordo che per la Chiesa fu una resa totale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il papa argentino inoltre rovesciò la prospettiva di Wojtyla e Ratzinger, che volevano far rinascere le radici cristiane dell’Europa. Per lui erano sospette di “trionfalismo” e “colonialismo”. L’Europa, per Bergoglio, doveva solo abbattere le frontiere e accogliere fiumi di migranti in una prospettiva multiculturalista. Che ciò potesse significare islamizzazione dell’Europa non lo preoccupava</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque il suo pontificato per la Chiesa è stato devastante. Non a caso è appena uscito un volume intitolato <strong><em>The Disastrous Pontificate. Pope Francis’ Rupture from the Magisterium</em> di Dominic J. Grigio</strong> che, in centinaia di pagine, passa al setaccio dodici anni di parole e gesti del pontefice argentino.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’effetto è scioccante. Tre importanti intellettuali cattolici lo hanno valutato così:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“In questo massiccio volume troviamo un catalogo completo dei modi in cui il defunto Pontefice ha confuso i fedeli, insieme a una difesa delle verità che egli ha minato”</strong> (Philip. F. Lawler).</p>
<p style="font-weight: 400;">“Metodico, imparziale e caritatevole, <strong>questo libro rende una testimonianza preziosa di quello che è certamente stato, dal punto di vista dottrinale, il Pontificato più disastroso dell’intera storia della Chiesa Cattolica</strong>” (Claudio Pierantoni).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“Scritto da un autore immensamente dotto in teologia, colmo di un intenso amore per la Chiesa… questo libro dimostra senza ombra di dubbio la netta contraddizione tra gli insegnamenti di Francesco e quelli dei Vangeli, del Magistero autentico della Chiesa e dei più grandi Papi e teologi del passato”</strong>(Josef Seifert).</p>
<p style="font-weight: 400;">Probabilmente è per il suo <strong>straripante protagonismo</strong> che il successore, <strong>Leone XIV, appena eletto, ha dichiarato il proposito di “</strong><strong>sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ha espresso così la consapevolezza che <strong>la Chiesa appartiene a Cristo, non al Papa ed è Cristo il Salvatore, è Lui che si deve vedere, non il Papa o le idee personali del Papa (che non devono mai prevalere sul suo ministero)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">A questa umile opera Leone XIV si è dedicato nel primo anno, spesso <strong>punzecchiato dagli orfani di Bergoglio perché non imitava le sue gesta</strong>. Nelle ultime settimane però hanno esultato <strong>pensando di rivedere un Bergoglio-bis da usare come anti-Trump</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È il rischio da cui il Papa americano dovrà guardarsi, <strong>per evitare di trasformare il suo in un altro pontificato avignonese-obamiano. Pallida copia del precedente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 21 aprile 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/un-enigma-anche-politico/">UN ENIGMA (ANCHE POLITICO)</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[L’OCCIDENTE E GLI IMPERI DEL MALE (LA LEZIONE DIMENTICATA DI REAGAN)]]></title>
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		<updated>2026-04-19T13:52:07Z</updated>
		<published>2026-04-19T13:52:07Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="206" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-300x206.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-300x206.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-1024x703.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-768x527.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-612x420.png 612w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-640x439.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-681x467.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>“Un momento meraviglioso”. Così il dissidente Natan Sharansky definì il giorno del 1983 in cui, rinchiuso in un carcere sovietico, apprese da un ritaglio di giornale del regime, che il presidente americano Ronald Reagan aveva definito l’Urss “l’Impero del male”. Naturalmente i media sovietici attaccavano Reagan: “Una lunga schiera di capi occidentali” ricorderà poi Sharansky [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/loccidente-e-gli-imperi-del-male-la-lezione-dimenticata-di-reagan/">L’OCCIDENTE E GLI IMPERI DEL MALE (LA LEZIONE DIMENTICATA DI REAGAN)</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/loccidente-e-gli-imperi-del-male-la-lezione-dimenticata-di-reagan/"><![CDATA[<img width="300" height="206" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-300x206.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-300x206.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-1024x703.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-768x527.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-612x420.png 612w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-640x439.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03-681x467.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-19-alle-15.46.03.png 1160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">“Un momento meraviglioso”. Così il dissidente <strong>Natan Sharansky</strong> definì il giorno del 1983 in cui, <strong>rinchiuso in un carcere sovietico</strong>, apprese da un ritaglio di giornale del regime, che il presidente americano <strong>Ronald Reagan aveva definito l’Urss “l’Impero del male”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente i media sovietici attaccavano Reagan: “<strong>Una lunga schiera di capi occidentali”</strong> ricorderà poi Sharansky <strong>“si era ritrovata allineata nella condanna del malvagio Reagan; e questo elenco veniva messo in prima pagina, proprio accanto alla storia di quest’uomo terribilmente pericoloso che voleva riportare il mondo ai giorni bui della guerra fredda”</strong>.<span id="more-14257"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">L’episodio, così <strong>simile a quello che sta accadendo oggi con Donald Trump</strong>, era ricordato da <strong>Renzo Foa</strong> all’inizio della sua prefazione di un volumetto che <em>Liberal </em>pubblicò nel 2007. Lo aveva scritto <strong>Carlo Ripa di Meana</strong> insieme a <strong>Gabriella Mecucci</strong> e s’intitolava <strong><em>L’ordine di Mosca. Fermate la Biennale del dissenso (una storia mai raccontata)</em></strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Foa ricordava la gioia di Sharansky e dei dissidenti russi per il discorso di Reagan: “Fu <strong>la giornata più luminosa</strong>, la più gloriosa: <strong>finalmente era stato detto pane al pane e vino al vin</strong>o… Da quel momento in poi il presidente <strong>Reagan aveva reso impossibile a chiunque vivesse in Occidente, poter continuare a tenere gli occhi chiusi, a ignorare la reale natura dell’Urss</strong>. <strong>È stata una delle più importanti dichiarazioni di difesa della libertà</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quando Sharansky poté finalmente uscire dal carcere e dall’Urss incontrò Reagan che era felicissimo di ascoltarlo: “Solo allora” annotò il dissidente <strong>“iniziai a rendermi conto realmente che il presidente Reagan doveva aver sofferto offese per il suo grandioso discorso, non solo in Unione Sovietica”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">I <strong>dissidenti</strong>, commenta Foa, “erano per lo più importanti intellettuali, <strong>capaci di sfidare non solo la morsa del totalitarismo, ma anche la debordante ostilità del conformismo</strong>. A essi, insieme agli <strong>operai polacchi</strong>, a <strong>Ronald Reagan</strong> e a <strong>Karol Wojtyla</strong> dobbiamo il 1989”.</p>
<p style="font-weight: 400;">E aggiungeva che <strong>Ripa di Meana</strong>, con la sua Biennale del Dissenso del 1977,<strong>ebbe il merito di anticipare il tempo della libertà</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ecco il perché di quel libro che andrebbe ripubblicato e riletto perché non è solo la cronaca, a tratti drammatica, della <strong>coraggiosa Biennale</strong> voluta da Ripa di Meana con il forte appoggio politico di <strong>Bettino Craxi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È anche <strong>il racconto dell’arroganza del potere comunista moscovita</strong> che andò su tutte le furie per quella Biennale opponendovisi in modo pesantissimo. È la storia del <strong>legame ancora stretto fra Mosca e il Pci</strong> (che tornerà a evidenziarsi qualche anno dopo con <strong>l’opposizione del Pci agli euromissili della Nato</strong>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Pci passò dall’iniziale appoggio alla Biennale del Dissenso  alla “forte critica” e <strong>la svolta si verificò per “la loro sostanziale dipendenza da Mosca”</strong>. Aldo Tortorella sull’<em>Unità</em> condannò la Biennale perché a suo parere si era verificata “<strong>un’aggressione morale” che non teneva conto “degli effetti storici della Rivoluzione d’ottobre”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qual era il clima culturale e politico italiano? Ripa di Meana ricorda <strong>“la feroce opposizione di vastissimi settori delle istituzioni culturali italiane, università, case editrici, fondazioni, case musicali e molti intellettuali e artisti uno dopo l’altro, e a titolo anche individuale, contro l’iniziativa Biennale del Dissenso e il suo obiettivo di informazione e liberazione, e a favore, invece, della tentata censura sovietica e delle sue misure repressive in Urss e in tutti i paesi comunisti europei e a Cuba”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La forza dell’egemonia è sempre il conformismo.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 18 aprile 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella foto Ronald Reagan e Natan Sharansky</p>
<h1 class="pulse-title text-display-md text-color-text lg:text-display-lg font-bold w-11/12"></h1>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[SANTA SEDE E CASA BIANCA POSSONO INTENDERSI GRAZIE A S. AGOSTINO  ]]></title>
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		<updated>2026-04-15T19:16:36Z</updated>
		<published>2026-04-15T19:16:36Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Donald Trump"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Leone XIV"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="S. Agostino"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="169" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-746x420.jpeg 746w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-640x360.jpeg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-681x383.jpeg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Per mettere fine agli scontri verbali, si può suggerire all’amministrazione Trump e alla Santa Sede di fare una riflessione rispettosa e approfondita su certe pagine di S. Agostino relative alla guerra. Potrebbe portare a un accordo o almeno a un avvicinamento. Del resto in queste ore Leone XIV è in Algeria dove è andato proprio [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/santa-sede-e-casa-bianca-possono-intendersi-grazie-a-s-agostino/"><![CDATA[<img width="300" height="169" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-746x420.jpeg 746w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-640x360.jpeg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-681x383.jpeg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Per mettere fine agli <strong>scontri verbali</strong>, si può suggerire all’amministrazione Trump e alla Santa Sede di fare <strong>una riflessione rispettosa e approfondita su certe pagine di S. Agostino relative alla guerra</strong>. Potrebbe portare a un accordo o almeno a un avvicinamento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto in queste ore Leone XIV è in Algeria dove è andato proprio <strong>sulle orme del suo S. Agostino</strong> (lui è un religioso agostiniano ed è stato Superiore generale del suo ordine).<span id="more-14252"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">L’attuale Algeria, nel IV secolo, era una provincia dell’impero romano, era una terra cristiana (oggi è islamica) e lì nacque il santo nel 354. Sempre lì poi morì nel 430.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Proprio negli scritti di questo grande Padre della Chiesa, si può trovare la risposta alla domanda che Trump ha posto al Papa: il presidente americano ha chiesto a Leone XIV se bisogna accettare senza far nulla che il regime iraniano si doti dell’arma nucleare oppure se occorre impedirlo trattandosi di un pericolo per tutti</strong><strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Quella domanda resta in sospeso e attende una risposta. In essa è racchiuso anche <strong>il motivo dell&#8217;intervento americano</strong>. Infatti <strong>è superficiale ed errata la lettura degli eventi fatta dai media. La guerra non è iniziata il 28 febbraio scorso per iniziativa di Trump. La guerra in Iran c’era già</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fin dalla nascita il regime khomeinista ha dichiarato guerra al popolo persiano e alla sua identità e ha preteso di esportare la rivoluzione, indicando Stati Uniti e Israele come il Male. Anni di conflitti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Oggi l’Iran è in guerra contro gli iraniani (basti ricordare i massacri che ha fatto in gennaio), è in guerra con i popoli colpiti dal terrorismo che Teheran sostiene, poi con gli stati vicini che ha bombardato e con coloro che vorrebbe e potrebbe colpire con l&#8217;atomica (non solo Israele che minaccia di distruzione, ma anche i vicini paesi arabi).  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In sostanza gli Usa sono intervenuti <strong>per fermare l&#8217;Iran in guerra (impedendogli di avere l’arma nucleare) e per pacificare quella regione</strong>. Con la trattativa e con la forza se la diplomazia non porta a niente.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Cosa insegna S. Agostino per questo caso?</strong> La sua lettera n. 189 fu scritta verso il 417 al generale Bonifacio. Camillo Langone la ricorda perché qui <strong>Agostino “incoraggiò un generale romano impegnato nella guerra contro i barbari”</strong> e gli mostrò come si può essere militari e cristiani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia c’è anche <strong>una riflessione preziosa per noi oggi</strong>. Agostino infatti spiega se, quando e a quali condizioni è accettabile l’uso della forza militare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Scrive: <strong>“La pace deve essere nella volontà e la guerra solo una necessità, affinché Dio ci liberi dalla necessità e ci conservi nella pace! Infatti non si cerca la pace per provocare la guerra”</strong> (questo sembra essere l’atteggiamento dell’Iran durante le trattative odierne) “<strong>ma si fa la guerra per ottenere la pace!”</strong>. E questa sembra la motivazione dell’intervento di Usa e Israele.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi Agostino prosegue: <strong>“Anche facendo la guerra sii dunque ispirato alla pace in modo che, vincendo, tu possa condurre al bene della pace coloro che tu sconfiggi. ‘Beati i pacificatori’ – dice il Signore &#8211; ‘perché saranno chiamati figli di Dio’ (Mt 5,9). Ora se la pace umana è tanto dolce a causa della salvezza temporale dei mortali, quanto più dolce è la pace divina, a causa dell’eterna salvezza degli Angeli! Sia pertanto la necessità e non la volontà il motivo per togliere di mezzo il nemico che combatte. Allo stesso modo che si usa la violenza con chi si ribella e resiste, così deve usarsi misericordia con</strong><strong>chi è ormai vinto o prigioniero, soprattutto se non c’è da temere, nei suoi riguardi, che turbi la pace”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque la guerra è ammissibile come <strong><em>extrema ratio</em>, per difendere la pace pubblica, reprimere l’ingiustizia o proteggere i cittadini dalle violenze</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Agostino insegna che <strong>l</strong><strong>a guerra non è mai un bene in sé, ma può essere un male necessario per restaurare un ordine di pace violato. S</strong><strong>i può fare la guerra per costruire la pace, per pacificare</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa pagina sembra suggerire <strong>la risposta alla domanda di Trump</strong> di fronte alla possibilità che il regime iraniano raggiunga in breve l’arma nucleare e che continui a massacrare il suo popolo e a colpire altri stati con il terrorismo e con l’artiglieria.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, ovviamente, è necessario valutare &#8220;come&#8221; fare la guerra, cioè cercando di salvaguardare più possibile la popolazione civile, ma il fatto stesso che il popolo iraniano, in gran parte, senta l&#8217;intervento americano e israeliano come una possibile liberazione è significativo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ovviamente non sarebbe ammissibile una guerra scriteriata o di sterminio, che provoca un male maggiore. Ma un intervento per disarmare un regime aggressore, violento e minaccioso sembra rientrare nel quadro disegnato da S. Agostino</strong>. Che poi fu sviluppato da san Tommaso d’Aquino il quale definì la dottrina della guerra giusta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Noi non viviamo in un mondo idilliaco dove non c’è mai bisogno dell’uso della forza. <strong>La Chiesa ha sempre saputo che – a causa del peccato originale – nel mondo c’è il male e che esso va combattuto dagli uomini anche con mezzi umani. Gli Stati hanno questo scopo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 15 aprile 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/santa-sede-e-casa-bianca-possono-intendersi-grazie-a-s-agostino/">SANTA SEDE E CASA BIANCA POSSONO INTENDERSI GRAZIE A S. AGOSTINO  </a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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