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	<title type="text">Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci</title>
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	<updated>2026-08-24T15:11:11Z</updated>

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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[NO, LEONE XIV NON PARLAVA DI MIGRANTI COME HANNO SCRITTO CERTI GIORNALI. I DISASTRI DEL BERGOGLISMO E DELL’IDEOLOGIA A CUI IL CETO CLERICALE SI È SOTTOMESSO  ]]></title>
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		<updated>2026-08-24T15:11:11Z</updated>
		<published>2026-08-24T15:11:11Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="203" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-300x203.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-300x203.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-768x518.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-622x420.jpg 622w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-640x432.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-681x460.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Estrapolando una frase si possono ottenere risultati clamorosi. Per esempio si può sostenere che nella Bibbia c’è scritto che “Dio non esiste”. In effetti il Salmo 14 contiene proprio questa espressione, ma la frase completa suona così: “‘Dio non esiste’, pensa lo stolto”. Quindi attenzione alle estrapolazioni. Ieri alcuni giornali (Corriere della sera, Repubblica, La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/no-leone-xiv-non-parlava-di-migranti-come-hanno-scritto-certi-giornali-i-disastri-del-bergoglismo-e-dellideologia-a-cui-il-ceto-clericale-si-e-sottomesso/">NO, LEONE XIV NON PARLAVA DI MIGRANTI COME HANNO SCRITTO CERTI GIORNALI. I DISASTRI DEL BERGOGLISMO E DELL’IDEOLOGIA A CUI IL CETO CLERICALE SI È SOTTOMESSO  </a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/no-leone-xiv-non-parlava-di-migranti-come-hanno-scritto-certi-giornali-i-disastri-del-bergoglismo-e-dellideologia-a-cui-il-ceto-clericale-si-e-sottomesso/"><![CDATA[<img width="300" height="203" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-300x203.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-300x203.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-768x518.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-622x420.jpg 622w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-640x432.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm-681x460.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/jesus-facepalm.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>Estrapolando una frase</strong> si possono ottenere risultati clamorosi. Per esempio si può sostenere che nella Bibbia c’è scritto che <strong>“Dio non esiste”. In effetti il Salmo 14 contiene proprio questa espressione, ma la frase completa suona così: “‘Dio non esiste’, pensa lo stolto”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Quindi attenzione alle estrapolazioni. <strong>Ieri alcuni giornali (<em>Corriere della sera</em>, <em>Repubblica</em>, <em>La Stampa</em>, <em>Avvenire</em> e <em>Domani</em>) hanno riportato in prima pagina</strong>(nel titolo o nell’occhiello) <strong>una frase estrapolata con enfasi dal discorso di Leone XIV al Meeting di Rimini: “Le persone prima dei confini”</strong>.<span id="more-14581"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Cosa voleva dire questa frase? <strong>C’è chi l’ha voluta riferire ai migranti, ma in realtà Leone qui prendeva spunto dal nome della manifestazione internazionale che stava visitando: il “Meeting per l’amicizia fra i popoli”. E parlava di pace, non di migranti</strong>. Ecco il testo completo:</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi (…). Riconoscendoci, infatti, nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Di per sé questo è <strong>un concetto del tutto ovvio</strong>, per chiunque. Soprattutto se si è al <strong>“Meeting per l’amicizia tra i popoli”</strong>. Ma se da questo pensiero <strong>si estrapola</strong> quella breve frase (“Le persone prima dei confini”), come hanno fatto certi giornali, <strong>è facile farne un’allusione alle politiche migratorie degli Stati </strong>(<em>Repubblica</em> infatti l’ha definita esplicitamente come <strong>“la lezione del Papa” a proposito dei “migranti”</strong>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque <strong>si voleva attribuire al Papa una critica ai governi che vogliono avere il controllo delle frontiere</strong> (com’è loro dovere primario) <strong>e che vogliono azzerare l’immigrazione illegale</strong>. Com’è giusto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In realtà Leone lì non parlava di immigrazione</strong>. Quindi l’interpretazione di quella frase estrapolata come se fosse un attacco ai governi sulle politiche migratorie è infondata.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre <strong>è del tutto sbagliato il concetto in sé che sembra piacere in certi salotti progressisti</strong>. Perché <strong>i confini, che non impediscono affatto l’incontro fra uomini e culture diverse, sono le indispensabili delimitazioni politiche degli Stati senza le quali non si potrebbe svolgere una vita sociale ordinata e non vivrebbe nessuna democrazia, perché sarebbe il caos e dilagherebbe la legge della giungla e, alla fine, arriverebbe un regime dittatoriale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Va detto che sull’immigrazione Prevost ha <strong>idee più moderate</strong> di Bergoglio, <strong>ma simili. Tuttavia non si può dire che Leone voglia o predichi l’abbattimento delle frontiere e lo smantellamento degli Stati</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tanto è vero che lo Stato che ha <strong>i confini più impenetrabili in Europa è quello vaticano di cui proprio il Papa è capo supremo</strong>. Impenetrabilità garantita da <strong>alte mura</strong> (anche nella residenza di Castelgandolfo), da <strong>gendarmi inflessibili</strong> e da <strong>norme severe che impediscono e puniscono ogni accesso illegale nei suoi confini</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora perché quei titoli? I media tentano di <strong>ripetere con Leone XIV il gioco che facevano con il predecessore</strong> le cui frasi però, sebbene estrapolate, contenevano spesso <strong>sue ambiguità volute</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Papa Bergoglio</strong> con le sue <strong>parole fumose</strong> lasciava effettivamente pensare che la Chiesa volesse <strong>un superamento di fatto delle frontiere</strong>. Pur <strong>smentendolo</strong>ufficialmente poi con altre dichiarazioni che però, anche su altri temi, rientravano <strong>nella sua strategia comunicativa fatta di frequenti contraddizioni, di “qui lo dico e qui lo nego”. Metodo assai diverso dall’insegnamento evangelico: “il vostro parlare sia sì (se è) sì, no (se è) no. Ogni parola in più viene dal Maligno” (Mt 5,37)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto la predicazione e l’azione di <strong>Bergoglio – che D’Alema considerava il vero leader della sinistra &#8211; portava alla delegittimazione morale dell’Occidente e al suo superamento</strong>. <strong>E l’immigrazione di massa contribuiva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’<strong>ambiguità di Bergoglio</strong> sulle frontiere è <strong>condivisa pure dalla sinistra mediatica e politica</strong>. Infatti costoro non hanno mai risposto alla domanda: quanti ne volete far entrare prima di chiudere i confini?</p>
<p style="font-weight: 400;">Il sociologo <strong>Frank Furedi</strong>, nel libro <strong><em>I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere</em></strong>, scrive: <strong>“Il rifiuto dei confini in quanto discriminatori, artificiali o arbitrari trascura la loro funzione nell’offrire alle comunità significato e senso di appartenenza. E ignora anche il peso dei confini nel creare uno spazio sicuro entro il quale si alimentano tutte le caratteristiche rilevanti della vita pubblica e della cultura: obblighi di legge e morali, norme di solidarietà e cittadinanza, pratiche sociali e rituali della vita quotidiana.</strong> <strong>Delimitare gli spazi e distinguere i luoghi sono azioni essenziali per condurre le attività umane e costruire istituzioni politiche e sociali… Kant si opponeva ai sostenitori di un mondo senza confini e argomentava che uno stato mondiale avrebbe condotto a una tirannia globale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Furedi nota sui media <strong>c’è una “narrazione dominante anti-confini” la quale “guarda dall’alto in basso chi invece li prende sul serio e li ritiene essenziali per la sua sicurezza”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ideologia anti-confini è <strong>estranea al pensiero cattolico</strong>. Ma <strong><u>da tredici anni a questa parte, dopo il coltissimo Benedetto XVI, la gerarchia ecclesiastica ha subìto uno spaventoso impoverimento culturale che ha spazzato via una sapienza millenaria</u></strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il mondo ecclesiastico rischia di <strong>sostituire la <em>Summa </em>di san Tommaso d’Aquino con la canzonetta hippy di John Lennon <em>Imagine</em></strong> che, tratteggiando la sua utopia da “figli dei fiori”, recita <strong>“Imagine there&#8217;s no countries” (immaginate che non ci siano patrie)</strong> e subito dopo, coerentemente, aggiunge <strong>“And no religion too”</strong><strong> (</strong><strong>E nemmeno una religione)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’ideologia che predica l’abolizione delle patrie e delle identità è la stessa che punta al superamento del cristianesimo. Ci rifletta il mondo ecclesiastico.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 24 agosto 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
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			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[MEETING 2026. NEL POPOLO CRISTIANO IL FUOCO È ANCORA VIVO. MA NON CI SONO PIÙ I GRANDI SANTI E I PADRI. IL POPOLO DI DIO È INDIFESO DAVANTI ALLE IDEOLOGIE DEL MONDO CHE HANNO CONQUISTATO ANCHE GLI ECCLESIASTICI]]></title>
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		<updated>2026-08-23T14:27:29Z</updated>
		<published>2026-08-23T14:27:29Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="112" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-23-alle-16.25.55-300x112.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-23-alle-16.25.55-300x112.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-23-alle-16.25.55-768x287.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-23-alle-16.25.55-640x239.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-23-alle-16.25.55-681x254.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-23-alle-16.25.55.png 964w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Cosa c’era ieri al Meeting di Rimini? Non solo tante gente, ma un popolo. Un popolo cristiano che di colpo ritrova entusiasmo e giovinezza dopo che, con la morte di don Giussani, nel 2005, molte cose sono cambiate. Ieri, vedendo tutti quei volti, la loro luce, i loro canti, la loro gioia ritrovata e quei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/meeting-2026-nel-popolo-cristiano-il-fuoco-e-ancora-vivo-ma-non-ci-sono-piu-i-grandi-santi-e-i-padri-il-popolo-di-dio-e-indifeso-davanti-alle-ideologie-del-mondo-che-hanno-conquistato-anche-gli-ecc/">MEETING 2026. NEL POPOLO CRISTIANO IL FUOCO È ANCORA VIVO. MA NON CI SONO PIÙ I GRANDI SANTI E I PADRI. IL POPOLO DI DIO È INDIFESO DAVANTI ALLE IDEOLOGIE DEL MONDO CHE HANNO CONQUISTATO ANCHE GLI ECCLESIASTICI</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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<p style="font-weight: 400;">Ieri, vedendo tutti quei volti, la loro luce, i loro canti, la loro gioia ritrovata e <strong>quei bambini malati in prima fila</strong> che il Papa ha benedetto e carezzato, <strong>è stato evidente quanto fuoco, di fede e di speranza, covi ancora sotto la cenere e quanto sia potente e irresistibile per loro “l’amor che move il sole e l’altre stelle” che hanno sperimentato grazie a don Giussani</strong>.<span id="more-14561"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Sembrava di rivedere le scene, raccontate dai Vangeli, delle <strong>folle che si accalcano per vedere Gesù, per parlargli, per cercare il suo volto, un abbraccio, una parola di guarigione</strong> ed è sempre <strong>toccante</strong> perché rappresenta bene i cristiani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma in fondo è così <strong>tutta la nostra povera umanità</strong>, pure quella lontana dalla fede, <strong>con le sue ferite e le sue domande</strong>. In una pagina del Vangelo si legge: <strong>“Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore</strong>” (Mt, 9,36).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il popolo ciellino poi è sembrato la rappresentazione di <strong>questo momento storico della Chiesa</strong> che da una parte vede <strong>sorprendenti e inattesi segni di risveglio</strong>, come ha detto il Papa, nei tanti <strong>battesimi di adulti</strong> dei Paesi europei che sembravano del tutto scristianizzati, o nei <strong>moltissimi giovani accorsi a Madrid</strong>per incontrare Leone XIV o al <strong>Giubileo dei giovani di Tor Vergata</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma d’altra parte vede pure <strong>una cristianità disorientata un po’ dal terremoto degli anni di papa Bergoglio e un po’ dalla mancanza di una cultura che faccia capire il momento storico che viviamo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche quello di Rimini, come quello di Madrid o dell’Africa o del Giubileo dei giovani di Tor Vergata, è <strong>un popolo desideroso di trovare un padre, una guida certa per questi tempi e l’entusiasmante accento di Cristo</strong>. <strong>Così come – nel 1982 – il popolo del Meeting lo trovò in Giovanni Paolo II, che è stato un gigante della storia della Chiesa e della storia del mondo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Leone XIV è un altro Papa</strong> ed ognuno deve essere se stesso. Del resto sono passati 44 anni dalla visita a Rimini di Karol Wojtyla e il fuoco della fede cristiana riprende a divampare sempre in modi diversi e sorprendenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">All’inizio, arrivato al Meeting, il Papa americano è sembrato sorpreso, poi impressionato da tutta quella gente che lo acclamava. Così si è sciolto e, pur essendo di temperamento calmo e riflessivo, ha risposto con grande simpatia ed entusiasmo all’attesa di quel popolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Leone interpreta il suo ruolo come <strong>un pastore che cerca di raddrizzare diverse cose storte che ha ereditato dal precedente pontificato, ma mantenendone alcune parole d’ordine</strong>. Come se volesse trovare i punti di continuità degli ultimi tre pontificati e così tracciare la strada per tutti. <strong>Non è facile.  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Lui vuole caratterizzarsi con <strong>il tema della pacificazione e dell’unità</strong>. Lo ha fatto ieri parlando alla gente di CL perché conosce le divisioni che si sono prodotte in quel movimento ecclesiale dopo la morte di don Giussani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma ha affidato <strong>lo stesso messaggio ai cardinali e alla Chiesa intera</strong>, che ha anch’essa tante ferite e divisioni. Infine è sempre <strong>la “pacificazione” il contenuto dell’appello che continuamente rivolge al mondo intero</strong>. Si può dire che non ci sia intervento del Pontefice che non richiami il pensiero sulle guerre e i conflitti in corso, esortando alla riconciliazione. Anche sul piano personale.</p>
<p style="font-weight: 400;">È la sua cifra. Sicuramente la sua voce pacificatrice è preziosa per la Chiesa e per il mondo intero. È provvidenziale. <strong>Possono  esserci fraintendimenti, anche per le “interpretazioni” sbagliate dei media</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anzitutto c’è <strong>il rischio di far pensare che la pacificazione dei conflitti e delle guerre sia una semplice questione di buona volontà</strong>. Ovviamente il Papa sa bene che <strong>non basta dire “mettete dei fiori nei vostri cannoni”</strong>. Per questo esorta all’azione diplomatica e politica. Ma il rischio di essere fraintesi c’è.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Come c’è il rischio di pensare che la pace sia solo assenza di guerra, mentre sono “guerra” anche le ideologie violente e i regimi che calpestano i diritti umani e la libertà dei popoli</strong> (lo insegna il Concilio Vaticano II).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Infine – nell’abbattere i muri – c’è il rischio che i cristiani abbraccino una visione sentimentale e buonista del mondo, credendo che non vi siano pericoli veri e che non esistano “nemici”, quando Gesù stesso, ai suoi, disse: “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”</strong> (Mt 10,16).</p>
<p style="font-weight: 400;">I cattolici sono giustamente esortati dal Papa a “mettersi in gioco” perché “l’amore muove, urge, risveglia dal torpore”. <strong>Lo si deve fare con la prudenza indicata da Cristo che per esempio fa capire quanto sono pericolose certe ideologie (apparentemente) umanitarie. Così la cristianità può ritrovare se stessa e illuminare il mondo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Papa chiama all’impegno tutti i cristiani e ha fatto capire che anche Rimini (come Tor Vergata o Madrid) è <strong>una scintilla che può far divampare di nuovo il fuoco del Vangelo</strong>.</p>
<p>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 23 agosto 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/meeting-2026-nel-popolo-cristiano-il-fuoco-e-ancora-vivo-ma-non-ci-sono-piu-i-grandi-santi-e-i-padri-il-popolo-di-dio-e-indifeso-davanti-alle-ideologie-del-mondo-che-hanno-conquistato-anche-gli-ecc/">MEETING 2026. NEL POPOLO CRISTIANO IL FUOCO È ANCORA VIVO. MA NON CI SONO PIÙ I GRANDI SANTI E I PADRI. IL POPOLO DI DIO È INDIFESO DAVANTI ALLE IDEOLOGIE DEL MONDO CHE HANNO CONQUISTATO ANCHE GLI ECCLESIASTICI</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[IDENTITÀ ITALIANA. LA BANCA PIÙ ANTICA DEL MONDO DA UNA STORIA MILLENARIA DI SANTITÀ, BUONGOVERNO E BELLEZZA. NON FACCIAMOLA SPAZZARE VIA]]></title>
		<link href="https://www.antoniosocci.com/identita-italiana-la-banca-piu-antica-del-mondo-da-una-storia-millenaria-di-santita-buongoverno-e-bellezza-non-facciamola-spazzare-via/" rel="alternate" type="text/html"/>

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		<updated>2026-08-22T13:53:07Z</updated>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="184" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-300x184.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-300x184.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-1024x629.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-768x472.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-683x420.png 683w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-640x393.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-681x419.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34.png 1474w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>“Due sono i tipi di banche esistiti: il MONTE DEI PASCHI e i diavoli. Le banche fondate per fare del bene, per ricostruzione, e le banche create per depredare il popolo”. Così scriveva Ezra Pound nel saggio intitolato Banks e raccolto nell’antologia Social Credit: An Impact. L’ammirazione di Pound per il Monte dei Paschi è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/identita-italiana-la-banca-piu-antica-del-mondo-da-una-storia-millenaria-di-santita-buongoverno-e-bellezza-non-facciamola-spazzare-via/">IDENTITÀ ITALIANA. LA BANCA PIÙ ANTICA DEL MONDO DA UNA STORIA MILLENARIA DI SANTITÀ, BUONGOVERNO E BELLEZZA. NON FACCIAMOLA SPAZZARE VIA</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/identita-italiana-la-banca-piu-antica-del-mondo-da-una-storia-millenaria-di-santita-buongoverno-e-bellezza-non-facciamola-spazzare-via/"><![CDATA[<img width="300" height="184" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-300x184.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-300x184.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-1024x629.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-768x472.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-683x420.png 683w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-640x393.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34-681x419.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-22-alle-15.12.34.png 1474w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>“Due sono i tipi di banche esistiti: il MONTE DEI PASCHI e i diavoli. Le banche fondate per fare del bene, per ricostruzione, e le banche create per depredare il popolo”.</strong> Così scriveva <strong>Ezra Pound</strong> nel saggio intitolato <em>Banks </em>e raccolto nell’antologia <em>Social Credit: An Impact</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ammirazione di Pound per il Monte dei Paschi è tale che alla banca senese dedica <strong>una serie di poesie (Siena Cantos)</strong> in cui riporta brani degli antichi documenti e <strong>indica il Mps come esempio di credito basato su abbondanza naturale</strong> (i pascoli), <strong>proprietà pubblica</strong> (legata al territorio) e <strong>interesse moderato in contrasto contro la logica del sistema bancario legata solo alla finanza e al profitto</strong>.<span id="more-14557"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel libro <em>Pound e/o Pasolini</em> (Ares), che ripercorre la storia della famosa intervista di <strong>Pasolini a Pound</strong>, per la Rai, <strong>Luca Gallesi</strong> scrive: “Dunque: due personaggi apparentemente agli antipodi ma forse complementari o, perché no, alla fine addirittura affini, se non altro nella <strong>simile critica all’avidità, che il primo chiama ‘usura’ e il secondo ‘consumismo’, facce diverse di una realtà fatta di sfruttamento, di spregio delle tradizioni e della sacralità della vita a favore di un impegno indirizzato, ciascuno a modo proprio, a migliorare la società</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pound prende a modello soprattutto il Mps del Sei-Settecento e la politica del Granduca Pietro Leopoldo. Ma <strong>ancor più significative sono le origini della Banca</strong>. Tutto comincia nel Medioevo con <strong>il grande Ospedale Santa Maria della Scala, fondato dai canonici della Cattedrale di Siena, che non solo curava i malati, ma accoglieva, cresceva e istruiva i bambini orfani e dava da mangiare ai poveri grazie a lasciti e donazioni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sotto le sue volte gotiche affrescate, perché la bellezza era <strong>una carezza di Cristo per i sofferenti e i bisognosi</strong>, potevi trovare giovani volontari che sarebbero diventati santi come Caterina Benincasa, Bernardo Tolomei e Bernardino Albizzeschi. <strong>Era il grande <em>welfare state</em> di Siena</strong> e poteva esserlo anche perché <strong>raccoglieva il risparmio dei cittadini facendo libretti di deposito</strong>. Fu preso a modello in diverse altre città.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo contesto, segnato profondamente dalla <strong>predicazione francescana (specialmente di san Bernardino) contro l’usura</strong>, <strong>nasce a Siena, nel 1472, il Monte di Pietà (Monte Pio) per iniziativa del Comune e nasce anche grazie al finanziamento del Santa Maria della Scala</strong>. Il Monte Pio, istituto di prestito su pegno a finalità caritatevole per aiutare gli indigenti, <strong>p</strong><strong>oi evolverà nel Monte dei Paschi</strong> che è rimasto legato alla città fino ai primi anni Duemila quando si verificò il noto disastro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi <strong>il Mps risanato è tornato d’attualità</strong> perché è a un bivio: <strong>o il gigantesco progetto lanciato dall’Ad di Mps Lovaglio che potrebbe trasformarlo nel terzo polo bancario del Paese oppure l’acquisizione da parte di Intesa/Unipol che porterebbe di fatto al suo smembramento e allo strappo da Siena.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Giorgia Meloni</strong> si è espressa perché Mps <strong>non finisca smembrato perdendo il proprio nome e la propria identità</strong>. Su questa linea sono sia il Comune di Siena (di centrodestra) che la provincia e la Regione Toscana a guida Pd. Una convergenza “miracolosa”, anche perché il Mps è la prima azienda toscana.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Non si tratta solo di preservare</strong><strong> la più antica banca italiana e del mondo ancora in attività (che non è poco), ma anche di non spazzare via una grande storia che, da secoli, esprime l’identità spirituale e culturale non solo di Siena e della Toscana, ma dell’Italia. Una civiltà fatta di prosperità, di bellezza e di carità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 22 agosto 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[L’INFINITA BELLEZZA DI DIO CHE ATTRAE A SÉ TUTTO L&#8217;UNIVERSO]]></title>
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		<updated>2026-08-18T15:13:54Z</updated>
		<published>2026-08-18T15:13:54Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="272" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-18-alle-10.51.26-300x272.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-18-alle-10.51.26-300x272.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-18-alle-10.51.26-464x420.png 464w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-18-alle-10.51.26-640x580.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-18-alle-10.51.26-681x617.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-18-alle-10.51.26.png 722w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il Meeting di Rimini 2026 (dal 21 agosto) mette a tema l’essenziale: Dio. Il grande “desiderato”, come lo definisce Dante nel primo canto del Paradiso.“L’amor che move il sole e l’altre stelle” – titolo della manifestazione &#8211; è l’ultimo verso della Divina Commedia, il suo compimento. Dante ha attraversato l’abisso del male, avendone orrore, è [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;">Dante ha attraversato <strong>l’abisso del male</strong>, avendone orrore, è stato <strong>lavato dall’acqua del perdono</strong>, ha salito la montagna dell’<strong>espiazione</strong> e ha sperimentato <strong>il cielo della salvezza</strong>, assaporando <strong>la bellezza</strong> del Regno di Dio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine è giunto, per grazia, <strong>alla meta: a contemplare il mistero della Trinità &#8211;  sorgente dell’essere &#8211; e l’unione della natura umana e divina in Cristo, Dio-Uomo</strong>. È il cuore del cristianesimo.<span id="more-14548"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">In quel verso conclusivo Dante spiega che <strong>la Trinità – unico Dio in tre persone &#8211; significa che la radice dell’essere è Amore e tutto è attratto dall’Amore</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dio ha creato il mondo, con <strong>un atto di libera volontà</strong>, per <strong>far partecipare le creature umane alla sua vita, alla sua sapienza e alla sua bontà/bellezza. È la divinizzazione</strong>. Questo illumina chi siamo noi e cosa cerchiamo: <strong>“ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”</strong> (S. Agostino).</p>
<p style="font-weight: 400;">È una questione ontologica. E anche cosmica: <strong>“Amor, amore grida tutto ’l mondo,/ amor, amore, onne cosa clama”</strong> (Jacopone da Todi).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Tutto desidera Dio ed è attratto irresistibilmente da Lui.</strong> San Paolo scrive: <strong>“La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio (…) tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”</strong> (Rm 8,19 e 22).</p>
<p style="font-weight: 400;">Incarnandosi, Dio ha unito in sé divinità e umanità. L’uomo era decaduto e smarrito e il Figlio di Dio (poiché l’Amore è dono e sacrificio di sé) <strong>ha dato se stesso</strong>, è morto con un supplizio orrendo per redimere gli uomini. Con la sua resurrezione <strong>annienta la morte e il male e trascina l’umanità verso la resurrezione e l’universo verso “un nuovo cielo e una nuova</strong> terra” (Ap 21,1) cosicché <strong>“Dio sia tutto in tutti”</strong> (1Cor 15, 28). E’ finalmente la felicità senza fine.</p>
<p style="font-weight: 400;">Prima della rivelazione cristiana, <strong>Aristotele, con la sola ragione, con la logica, era arrivato a riconoscere razionalmente Dio</strong> (intuire l’esistenza di Dio è un atto di ragione) e arrivò a comprendere che <strong>tutto nel cosmo si muove verso Dio, per desiderio di Dio</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È commovente rileggere le pagine della <strong><em>Metafisica</em></strong> che scrisse attorno al 350 avanti Cristo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“<strong>l’oggetto primo del desiderio e l’oggetto primo dell’intelligenza coincidono</strong>: infatti oggetto del desiderio è ciò che appare a noi bello e oggetto primo della volontà razionale è ciò che è oggettivamente bello (&#8230;). <strong>Dunque (Dio che è Motore immobile, ndr) muove come ciò che è amato</strong>, mentre tutte le altre cose muovono essendo mosse (…). </em><em>Perciò, questo <strong>è un essere che esiste di necessità; e in quanto esiste di necessità, esiste come Bene/Bello, e in questo modo è Principio</strong>. (…). <strong>Da un tale Principio, dunque, dipendono il cielo e la natura. Ed il suo modo di vivere è il più eccellente</strong> (…) E in quello stato Egli è sempre. A noi questo è impossibile, ma a Lui non è impossibile, poiché <strong>l’atto del suo vivere è piacere</strong> (…).</em> <em>Se, dunque, <strong>in questa felice condizione</strong> in cui noi ci troviamo talvolta, <strong>Dio si trova perennemente, è meraviglioso</strong>; e se Egli si trova in una condizione superiore, è ancor più meraviglioso. E in questa condizione Egli effettivamente si trova. <strong>Ed Egli è anche vita, perché l’attività dell’intelligenza è vita, ed Egli è appunto quell’attività. E la sua attività, che sussiste di per sé, è vita ottima ed eterna. Diciamo, infatti, che Dio è vivente, eterno e ottimo; cosicché a Dio appartiene una vita perennemente continua ed eterna: questo, dunque, è Dio</strong>”. </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400;">Intuizioni strepitose, tuttavia Aristotele, con la sola ragione, non può andare oltre questa idea <strong>distante e impersonale</strong> di Dio. <strong>Ma Dio si è rivelato. Già nei testi dell’Antico Testamento Dio dichiara il suo amore, la sua compassione, la sua misericordia. Si paragona addirittura a una madre pietosa: </strong><strong>“Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò” (Is 66, 13); “ti ho amato di amore eterno” (Ger 31,3)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con l’incarnazione <strong>Dio si rivela pienamente</strong>: non solo Egli ama, ma <strong>Egli “è” Amore</strong> (questo aggiungono S. Tommaso e Dante ad Aristotele). <strong>Ed è anche l’Amore creatore</strong>. Che significa?</p>
<p style="font-weight: 400;">Già Aristotele, come si è visto, stabilisce <strong>un nesso tra Dio (puro intelletto) e l’ordine razionale dell’universo. Eraclito e i filosofi stoici parlano di questo ordine come il logos divino che governa l’universo. Logos significa parola, discorso, ragionamento, pensiero</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La <em>Genesi</em> dice che Dio crea il mondo attraverso la sua Parola (il Logos). E infine san Giovanni inizia il suo Vangelo</strong> <strong>annunciando: “il Logos si è fatto carne”. La razionalità dell’universo, la consistenza di tutto ciò che è, si è fatto uomo: Cristo, alfa e omega. Il Logos ha un volto d’uomo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È il Logos che <strong>traspare nell’ordine dell’universo</strong>, una sapienza e una potenza sovrumane <strong>evidenti ai filosofi greci, come, molti secoli dopo, ad Albert Einstein</strong>, che, da scienziato, diceva:</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista</strong>. <strong>Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Ma non sa come. E non conosce le lingue in cui sono stati scritti quei libri. Il bambino sospetta vagamente che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra sia la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. Noi vediamo l’universo meravigliosamente organizzato e regolato da certe leggi, che comprendiamo solo debolmente. La nostra mente limitata [tuttavia, ndr] è in grado di intuire che una misteriosa forza muove le costellazioni”.</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Il grande fisico notava che la cosa più <strong>sorprendente</strong> era proprio scoprire che il cosmo obbedisce a <strong>regole razionali</strong> (e matematiche) che <strong>la ragione umana</strong> è in grado di decifrare: <strong>“</strong><strong>l’eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità. […] Il fatto che sia comprensibile è un miracolo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il motivo lo spiegò <strong>Benedetto XVI </strong>a Regensburg:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“</em><strong><em>Dio agisce con </em></strong><strong><em>logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione</em></strong><em>. (…)  In principio era il </em><em>logos, e il logos è Dio, ci dice l&#8217;evangelista. <strong>L&#8217;incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso”. C’era una “necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l&#8217;interrogarsi greco”</strong>.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rodney Stark</strong> sostiene che la stupefacente <strong>fioritura dell’Occidente, la sua unicità</strong>, in tutti i campi, si è basata su <strong>“una straordinaria fede nella ragione”</strong> e ciò si deve al <strong>cristianesimo</strong>: <strong>grazie alla Chiesa “la fede nel potere della ragione pervase la cultura occidentale”</strong>. Con tutte le <strong>eccezionali conseguenze </strong>pratiche che hanno cambiato e umanizzato il mondo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È questa civiltà e il cristianesimo che oggi le forze della dissoluzione vogliono spazzare via. Così il tema Meeting entra nello scontro storico di questi anni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 18 agosto 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/linfinita-bellezza-di-dio-che-attrae-a-se-tutto-luniverso/">L’INFINITA BELLEZZA DI DIO CHE ATTRAE A SÉ TUTTO L&#8217;UNIVERSO</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[CONTRO IL CATASTROFISMO CLIMATICO (E POI L&#8217;EMBLEMATICA VICENDA DEI LAVORI SUL PO&#8230;)]]></title>
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		<id>https://www.antoniosocci.com/?p=14542</id>
		<updated>2026-08-16T08:04:14Z</updated>
		<published>2026-08-16T08:04:14Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Angelo Bonelli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Bjørn Lomborg"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Roberto Castelli"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="169" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images-300x169.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images-300x169.jpeg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images-640x360.jpeg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images.jpeg 660w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>È istruttivo, in questa calda estate, leggere Falso allarme. Perché il catastrofismo climatico ci rende più poveri e non aiuta il pianeta (Fazi Editore). Lo ha scritto Bjørn Lomborg, già autore del famoso best seller L&#8217;ambientalista scettico. Non è vero che la terra è in pericolo (Mondadori). Lomborg aderisce all’idea del decisivo contributo umano al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/contro-il-catastrofismo-climatico-e-poi-lemblematica-vicenda-dei-lavori-sul-po/">CONTRO IL CATASTROFISMO CLIMATICO (E POI L&#8217;EMBLEMATICA VICENDA DEI LAVORI SUL PO&#8230;)</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/contro-il-catastrofismo-climatico-e-poi-lemblematica-vicenda-dei-lavori-sul-po/"><![CDATA[<img width="300" height="169" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images-300x169.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images-300x169.jpeg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images-640x360.jpeg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/images.jpeg 660w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">È istruttivo, in questa calda estate, leggere <strong><em>Falso allarme. Perché il catastrofismo climatico ci rende più poveri e non aiuta il pianeta</em></strong> (Fazi Editore). Lo ha scritto <strong>Bjørn Lomborg</strong>, già autore del famoso best seller <em>L&#8217;ambientalista scettico. Non è vero che la terra è in pericolo</em> (Mondadori).<span id="more-14542"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Lomborg aderisce all’idea del <strong>decisivo contributo umano</strong> al riscaldamento globale, <strong>idea contestata da vari autorevoli scienziati</strong> e dai dati sul continuo mutamento climatico del pianeta (in assenza dell’uomo).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Tuttavia l’autore riconosce che “la retorica usata dagli opinionisti e dai media è diventata sempre più irrazionale. La scienza ci dimostra come i timori di un’apocalisse climatica siano infondati. Benché reale, il riscaldamento globale non è la fine del mondo. È un problema gestibile. Eppure, ora viviamo in un mondo in cui quasi la metà della popolazione è convinta che il mutamento del clima causerà l’estinzione dell’uomo. Ciò ha alterato profondamente la realtà politica… il rischio è che [il falso allarme climatico] getti il mondo in condizioni peggiori di quelle a cui potrebbe andare incontro”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lomborg fornisce molti <strong>dati reali</strong> che sfatano le narrazioni apocalittiche. L’altro ieri sul <em>Wall Street Journal</em> ha documentato che <strong>non è affatto vero che gli incendi stanno bruciando il mondo, ma che al contrario essi sono al minimo storico</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre indica <strong>la tecnologia e l’innovazione (a cominciare dall’energia nucleare)</strong> come il modo giusto per <strong>risolvere</strong> i problemi ambientali e continuare a <strong>migliorare le nostre condizioni di vita</strong> che negli ultimi cento anni hanno fatto un gigantesco salto di qualità (come <strong>durata della vita, sanità, igiene, alimentazione, benessere e cura dell’ambiente</strong>). Per questo <em>The Times</em> ha definito <em>Falso allarme</em> “un libro necessario”. E il <em>Financial Times</em> “<strong>un correttivo </strong>a molte delle tesi ecologiste che dominano i media”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In effetti l’ecologismo di sinistra che domina anche in Italia è l’esatto contrario</strong>. Un esempio di questi giorni. <strong>Angelo Bonelli</strong>, uno dei quattro leader del Campo largo, ha diffuso <strong>un video</strong> surreale, da <strong>un tratto del Po in secca</strong>, in cui evoca <strong>scenari apocalittici</strong>, tuona contro la crisi climatica e <strong>se la prende con “la destra” perché – a suo dire – non fa niente. Conclude perentorio: “l’inazione è un lusso che non possiamo permetterci! E’ ora di agire!”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Al video ha risposto l’ex ministro leghista <strong>Roberto Castelli</strong> che ha riferito su Facebook una storia straordinaria: “nel <strong>2010</strong> ero <strong>viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture</strong>. Venne da me una delegazione di <strong>progettisti e imprenditori</strong> italiani che mi espose <strong>un progetto</strong>: il Po, mi dissero, sta andando sempre più in secca, noi proponiamo di <strong>costruire quattro sbarramenti sul fiume e quindi quattro grandi bacini d’acqua</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sarebbe stata <strong>la soluzione ideale, per l’agricoltura e l’ambiente</strong>. “Il tutto a costo zero per lo Stato” aggiunge Castelli <strong>perché i promotori contavano di recuperare il miliardo investito nell’opera con la produzione di energia elettrica nei bacini. Quindi energia pulita</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Castelli ne fu entusiasta. Subito contattò le Regioni il cui parere è vincolante. <strong>La Lombardia, il Piemonte e il Veneto dissero di sì. Ma le sinistre che governavano l’Emilia Romagna “mi dissero di no” ricorda Castelli “in nome del fatto che non si può toccare nulla</strong>. Se ci avessero detto di sì oggi il verde Bonelli avrebbe nuotato nel Po”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma a loro interessa <strong>far propaganda e allarmismo, non risolvere i problemi e progredire</strong>. È la vecchia storia della sinistra. Un disastro.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 15 agosto 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[LA CHIESA DI ZUPPI CELEBRA I “SANTI” ROSSI, MA DIMENTICA QUELLI CATTOLICI]]></title>
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		<updated>2026-08-10T17:03:27Z</updated>
		<published>2026-08-10T17:01:26Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Alessandro Dordi"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Card. Matteo Zuppi"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Francesco Guccini"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Leone XIV"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Michał Tomaszek"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Sendero Luminoso"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Wlodzimierz Redzioch"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Zbigniew Strzałkowski"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="159" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-300x159.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-300x160.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-1024x541.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-768x406.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-794x420.png 794w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-640x338.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-681x360.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A.png 1256w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>“Un gigante”. Così Francesco Guccini ieri nei titoli di Repubblica e Corriere della sera. La definizione è enfatica (l’interessato ci ironizzerebbe), ma ci sta se si parla del piccolo mondo dei cantautori. È stato un vero poeta della canzone. Il problema è che quei titoli riferivano le parole non di un critico musicale, ma di [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/la-chiesa-di-zuppi-celebra-i-santi-rossi-ma-dimentica-quelli-cattolici/"><![CDATA[<img width="300" height="159" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-300x159.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-300x160.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-1024x541.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-768x406.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-794x420.png 794w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-640x338.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A-681x360.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/A.png 1256w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>“Un gigante”</strong>. Così <strong>Francesco Guccini</strong> ieri nei titoli di <em>Repubblica</em> e <em>Corriere della sera</em>. La definizione è enfatica (l’interessato ci ironizzerebbe), ma <strong>ci sta se si parla del piccolo mondo dei cantautori. È stato un vero poeta della canzone</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il problema è che quei titoli riferivano le parole <strong>non di un critico musicale, ma di un cardinale</strong>, addirittura presidente della <strong>Conferenza episcopale italiana</strong>: Matteo Zuppi. E allora la cosa stupisce, perché la Chiesa usa un termine del genere, che indica un esempio da seguire, <strong>per i santi</strong>.<span id="more-14530"></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Com’è che il capo dei vescovi italiani “canonizza” con tanta enfasi un cantautore agnostico/ateo, con idee di anarco-sinistra e radicali, che non ha mai nascosto la sua opposizione a fondamentali insegnamenti della Chiesa (talora con divertita ironia su Dio e i preti nelle sue canzoni) e ha voluto perfino il rito civile per i suoi funerali?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">È Guccini che era un santo cattolico (<strong>ad insaputa di tutti e dello stesso interessato</strong>) <strong>o è il presidente della Cei che non ha le idee chiare sulla fede della Chiesa</strong>? Direi la seconda.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il cardinale infatti è intervenuto alla cerimonia laica del funerale del cantautore e <strong>prima ha paragonato Gesù a Guccini attribuendogli le idee del cantautore</strong>(“anche il Signore non sopportava i dogmi e i pregiudizi”). Poi, sempre riferendosi al defunto, ha detto (ed è il passo riportato da tutti): <strong>“Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sembra il ritratto di Madre Teresa di Calcutta. Guccini</strong><strong> ne sarebbe sbalordito e ne riderebbe avendo sempre avuto fastidio per la retorica e la mitizzazione</strong>. Quello di Zuppi è un modo clericale per annettersi un personaggio che appartiene ad altre “chiese”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Denota <strong>la confusione “culturale” del cardinale</strong> che si sente di sinistra come Guccini, che appartiene a quel mondo, che <strong>ha trasformato la Cei in una costola della sinistra</strong> e che <strong>confonde la Chiesa Cattolica Apostolica Romana (che lui dovrebbe rappresentare) con quella che nel 1994 cantava Jovanotti</strong>: “una grande chiesa/ che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa/ passando da Malcolm X attraverso Gandhi e San Patrignano/ arriva da un prete in periferia/ che va avanti nonostante il Vaticano”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Zuppi – <strong>a proposito di giganti</strong> (ma ignorati dal sistema mediatico) &#8211; avrebbe potuto ricordare che <strong>proprio il 9 agosto era il 35° anniversario del martirio di due giovani missionari francescani </strong><strong>fra Zbigniew Strzałkowski e fra Michał Tomaszek</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La loro storia è molto significativa. Negli <strong>anni Ottanta</strong> i francescani vollero aprire <strong>una missione in Perù, a Pariacoto, sulla Ande</strong>. Così nel novembre del <strong>1988</strong> partirono dalla Polonia i due frati citati e il superiore p. Jaroslaw Wysoczanski.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Trovarono una povertà spaventosa. La gente viveva senza luce e senza acqua e loro dovettero prendersi cura di una parrocchia fatta di 73 villaggi, così miseri, alcuni dei quali stavano a 4 mila metri sul livello del mare</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quei giovani frati con il loro <strong>apostolato</strong>, che cercava anche di <strong>aiutare la popolazione</strong> nei tanti bisogni materiali, come i missionari hanno sempre fatto, da secoli, dappertutto, <strong>entrarono nei cuori della povera gente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perciò <strong>i guerriglieri maoisti di Sendero Luminoso</strong> li considerarono subito <strong>nemici</strong>, sia perché sacerdoti cattolici, sia perché, con la loro azione, i missionari cercavano di costruire condizioni di vita migliori per quella gente che invece ai guerriglieri serviva come massa di manovra rivoluzionaria, da alimentare con odio di classe.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il 9 agosto 1991, dopo una messa, i “senderisti” arrivarono e presero prigionieri i due frati</strong> (il terzo era momentaneamente in Polonia). Andò con loro anche una brava suora peruviana che poi ha riferito cosa avvenne durante il <strong>“processo rivoluzionario”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Racconta Wlodzimierz Redzioch</strong><strong>: “Di cosa furono accusati? Può sembrare una cosa assurda ma furono accusati di fare del bene e perciò di frenare la rabbia del popolo e di rallentare la rivoluzione. Li si accusava di essere stati mandati da Giovanni Paolo II e dalla CIA, di proclamare Dio, ma la religione, dicevano i ‘senderisti’, è l’oppio dei popoli”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque furono <strong>fucilati</strong> e sul corpo di p. Strzałkowski lasciarono un messaggio: <strong>“Così muoiono i servi dell’imperialismo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La notizia raggiunse <strong>Giovanni Paolo II</strong> durante un suo viaggio in Polonia, per la Giornata mondiale della gioventù. Il Papa commentò: <strong>“Sono i nuovi santi martiri del Perù”</strong>. Infatti <strong>nel 2015 furono beatificati insieme al sacerdote italiano don Alessandro Dordi, ucciso anche lui in un’imboscata di Sendero Luminoso, il 25 agosto 1991, mentre tornava dalla celebrazione della Messa in un villaggio. Era un italiano: qualcuno ne ha mai sentito parlare?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Questi sono i giganti che la Chiesa indica come esempi per i cristiani e anche per l’umanità. Ma nessuno ne parla, nemmeno i vescovi, il mondo cattolico e i suoi media, perché fanno parte di quell’oceano di sangue che è il martirio cristiano sotto il comunismo del Novecento</strong>. E oggi il comunismo è <strong>un argomento tabù</strong> sia sui media, che nel dibattito pubblico e – quel che è peggio – è tabù pure nella Chiesa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Leone XIV</strong>, che proprio in Perù è stato missionario, nel novembre 2025, ha scritto alla chiesa peruviana: “<strong>Nel decimo anniversario della beatificazione dei martiri di Chimbote</strong> – i beati Michal Tomaszek, Zbigniew Strzalkowski e Alessandro Dordi – desidero <strong>unirmi alla gratitudine</strong> della Chiesa in Perù, in Polonia, in Italia e in tanti altri luoghi dove il loro ricordo rimane come incoraggiamento alla fedeltà. <strong>Questi tre sacerdoti missionari condivisero la vita delle loro comunità, celebrando l’Eucaristia e amministrando i sacramenti, organizzando la catechesi e sostenendo la carità in contesti di povertà e di violenza. Nel 1991, dopo aver deciso di restare dove svolgevano il loro ministero e in mezzo al gregge come autentici pastori, furono assassinati per odio alla fede</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si può capire che il Papa parli solo di <strong>“odio alla fede”</strong>, ma quell’odio ha un nome: era <strong>un’ideologia che ha insanguinato (e insanguina) il mondo intero</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il nome vero di quel gruppo guerrigliero era infatti <strong>Partido Comunista del Perù-Sendero Luminoso</strong>. Quest’ultima espressione derivava dalla frase di un intellettuale che recitava: <strong>“Il Marxismo-Leninismo aprirà il sentiero luminoso verso la rivoluzione.”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il comunismo non è stato un incidente marginale. Né ora è superato: <strong>è più forte che mai. È la più forte e radicale minaccia per il cristianesimo e per il mondo. Basti pensare alla Cina</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Papa</strong>, una settimana fa, parlando ai giovani, ad Assisi, ha invitato ad <strong>“</strong><strong>abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani” e liberare “la famiglia, la città, la tradizione… dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nemici inventati? La storia e la cronaca dimostrano che (come insegnava S. Agostino) i “nemici”, anche della Chiesa, esistono e mettere il capo sotto la sabbia non è un buon insegnamento cattolico. Provoca disastri peggiori</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 10 agosto 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[LA CEI E’ ORMAI UNA COSTOLA DELLA SINISTRA. COSI’ “AVVENIRE” SANTIFICA GUCCINI (TACENDO SULLE SUE IDEE), MENTRE PER MESSORI E RUINI…]]></title>
		<link href="https://www.antoniosocci.com/la-cei-e-ormai-una-costola-della-sinistra-cosi-avvenire-santifica-guccini-tacendo-sulle-sue-idee-mentre-per-messori-e-ruini/" rel="alternate" type="text/html"/>

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		<updated>2026-08-08T15:19:42Z</updated>
		<published>2026-08-08T15:19:42Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Avvenire"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="card. Camillo Ruini"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="card. Giacomo Biffi"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Card. Matteo Zuppi"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Cei"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Francesco Guccini"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Vittorio Messori"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="159" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-300x159.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-300x160.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-1024x543.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-768x407.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-792x420.png 792w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-640x340.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-681x361.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34.png 1244w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>In molti amiamo certe canzoni (non tutte) di Francesco Guccini, ma da qui a “santificarlo” come ha fatto ieri Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana, ce ne corre. Il quotidiano, che ha il card. Zuppi come stella polare, è l’emblema dello sbandamento della gerarchia ecclesiastica (italica) dietro all’ideologia dominante (di sinistra). Ieri Avvenire ha [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/la-cei-e-ormai-una-costola-della-sinistra-cosi-avvenire-santifica-guccini-tacendo-sulle-sue-idee-mentre-per-messori-e-ruini/"><![CDATA[<img width="300" height="159" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-300x159.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-300x160.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-1024x543.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-768x407.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-792x420.png 792w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-640x340.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34-681x361.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-16.28.34.png 1244w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">In molti amiamo certe canzoni (non tutte) di <strong>Francesco Guccini</strong>, ma <strong>da qui a “santificarlo” come ha fatto ieri <em>Avvenire</em></strong>, il giornale della Conferenza episcopale italiana, <strong>ce ne corre</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il quotidiano, che ha il card. Zuppi come stella polare, è l’emblema dello <strong>sbandamento della gerarchia ecclesiastica</strong> (italica) dietro all’ideologia dominante (<strong>di sinistra</strong>).<span id="more-14526"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Ieri <em>Avvenire</em> ha allestito le celebrazioni solenni. <strong>Al cantautore ha dedicato addirittura uno dei due editoriali di prima pagina (titolo: “Noi cresciuti con le parole di Guccini. Una ballata del Novecento”). Poi la fotonotizia della prima pagina con un suo grande ritratto. Infine due intere pagine nell’interno, con altri sei articoli e vari riquadri</strong> (in cui il card. Zuppi è molto celebrato come suo amico…).</p>
<p style="font-weight: 400;">Colpisce <strong>il confronto</strong> con il trattamento che sempre <em>Avvenire</em> ha riservato,<strong>quattro mesi fa</strong>, alla morte di <strong>Vittorio Messori</strong>, <strong>uno dei più importanti scrittori cattolici del dopoguerra, famoso (e tradotto) in tutto il mondo anche per i suoi libri con Joseph Ratzinger e con Giovanni Paolo II (oltretutto Messori era stato per anni il più importante collaboratore di <em>Avvenire</em>, la sua “grande firma”)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Messori morì il 3 aprile. Ci si aspettava che <em>Avvenire</em> dedicasse grande spazio a questo intellettuale convertito che <strong>ha dato tantissimo alla Chiesa, fin dal best seller mondiale <em>Ipotesi su Gesù</em> tradotto in 22 lingue</strong>. C’era stato tutto il tempo per preparare le pagine.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma sulla prima di <em>Avvenire</em> del 5 aprile <strong>né editoriali, per lui, né grandi fotonotizie</strong>. Solo un piccolo richiamo che rimandava alla pagina di cultura <em>Agorà</em>e a un altro commento all’interno. <strong>Un congedo senza clamore, come peraltro le sue esequie, disertate dai vertici della Cei e della Curia (neanche alla morte del card. Ruini il 18 giugno <em>Avvenire</em> dedicò l’editoriale, pur dovendogli riservare le dovute pagine)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Va bene dare tanto spazio a Guccini. Ma nei sette articoli a lui dedicati da <em>Avvenire</em> <strong>non c’è alcun cenno alle sue prese di posizione opposte alla Chiesa sui temi etici</strong>. Il mensile <em>Il Timone</em> ha invece ricordato la canzone con cui <strong>nel 1976 dette “il suo contributo musicale alla legalizzazione” dell’aborto</strong>, poi<strong> la critica della famiglia</strong>. Infine nel 2021 firmò il referendum promosso dall’Associazione Coscioni <strong>per la legalizzazione dell’eutanasia</strong> [<em>apprendo dal Corriere della sera, dopo la pubblicazione di questo articolo, che Guccini – il quale, fra l’altro, dava l’8&#215;1000 ai valdesi &#8211; nel 2013 si espresse pure, a Bologna, <strong>contro i contributi comunali alle scuole paritarie</strong></em>].</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Avvenire </em>non è un giornale qualsiasi, <strong>è la voce della Cei e se dedica editoriali e pagine a Guccini, oltretutto elogiandone “l’impegno civile”, dovrebbe ricordare che queste erano le idee per cui si era impegnato. Invece niente</strong>. Solo elogi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anzi, <strong>l’editoriale di prima pagina</strong> arriva addirittura a <strong>entusiasmarsi per <em>La locomotiva</em></strong>, la canzone in cui racconta “di <strong>un anarchico</strong> che un giorno, preso da una furia di giustizia contro tante oppressioni, <strong>sale su una locomotiva e si dirige contro un treno ‘di signori’ </strong>proveniente nella direzione opposta”. <strong>L’editorialista, dopo aver così riassunto il contenuto, aggiunge: “<em>La Locomotiva</em> mi è tanto cara che l’ho insegnata ai figli bambini e poi ai nipoti”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È una delle sue canzoni peggiori. Ma c’è anche <strong>il Guccini della poesia gentile, che ricorda Gozzano e Leopardi, c’è il suo attaccamento alla sua terra che fa pensare alle opere di Gino Covili e ai libri appenninici di Giovanni Lindo Ferretti</strong>, oltre al Guccini della faziosità</p>
<p style="font-weight: 400;">Nonostante le impreviste parole polemiche che Guccini rivolse a me (assente) in tv nel 2015 (cosa che mi divertì) <strong>gli voglio bene e oggi prego per lui</strong>, come devono fare i cristiani, anche se <strong>il mondo clericale non ricorda mai di pregare per i morti e fa credere che andiamo tutti in Paradiso e subito, spediti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pure per questo il ceto clericale aveva <strong>fastidio per Messori</strong>: perché gli ricordava <strong>l’abc della fede cattolica</strong>. <strong>Guccini era agnostico, più che chiacchierare con Zuppi gli sarebbe servito ascoltare (o leggere) Messori. O il card. Biffi</strong>.</p>
<p>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 8 agosto 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[ITALIANI E IMMIGRAZIONE DI MASSA. IL SONDAGGIO (FATTO A MAGGIO) CHE METTE KO LA SINISTRA (OGGI SAREBBE ANCOR PIU’ CLAMOROSO)]]></title>
		<link href="https://www.antoniosocci.com/italiani-e-immigrazione-di-massa-il-sondaggio-fatto-a-maggio-che-mette-ko-la-sinistra-oggi-sarebbe-ancor-piu-clamoroso/" rel="alternate" type="text/html"/>

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		<updated>2026-08-04T21:12:57Z</updated>
		<published>2026-08-04T21:12:57Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-300x200.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-300x200.webp 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-768x512.webp 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-630x420.webp 630w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-537x360.webp 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-640x427.webp 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e-681x454.webp 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/a1acc784-095f-f1c6-e1ab-2d12a3b4988e.webp 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il vertice dell’assurdo, sull’invasione di Ceuta, è stato toccato ieri dal ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, secondo cui “ci sono stati alcuni governi che non sono stati all&#8217;altezza” e “il governo italiano è uno di questi”. Surreale. L’esecutivo Sanchez si è fatto cogliere del tutto impreparato. Un disastro totale in mondovisione, concluso con [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;"><strong>Surreale. </strong><strong>L’esecutivo Sanchez si è fatto cogliere del tutto impreparato. Un disastro totale in mondovisione, concluso con un rimpatrio di massa, dopo una mancanza di assistenza umanitaria e con una barriera galleggiante in mare per impedire altri tentativi di ingresso. Tre cose che contraddicono platealmente i proclami della sinistra. E con tutto questo hanno il coraggio di definire “non all’altezza” gli altri?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A sostegno di Sanchez, bocciato dagli spagnoli, c’è l’Italia di sinistra (ieri un editoriale di Concita de Gregorio su <em>Repubblica </em>era intitolato: “Gli sciacalli di Ceuta che lucrano sulla paura”). <strong>Non perdonano al centrodestra di avere avuto, dai fatti di Ceuta, una clamorosa conferma alle sue idee sull’immigrazione</strong>. Ma &#8211; per il sondaggio pubblicato ieri proprio da <em>Repubblica</em>– <strong>la schiacciante maggioranza degli italiani condivide esattamente quelle idee</strong>.<span id="more-14520"></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ilvo Diamanti</strong> spiega che <strong>Demos</strong> ha sottoposto due temi al campione prescelto. Il primo: <strong>“Gli immigrati sono un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone”</strong>. È discutibile questa formulazione che <em>Repubblica</em> sintetizza così: “La paura dello straniero”. Perché usare l’espressione generica “gli immigrati” che fa di tutta l’erba un fascio? Potevano invece sondare le opinioni sui rimpatri o sull’immigrazione islamica o sui reati.</p>
<p style="font-weight: 400;">In ogni caso <strong>con quell’affermazione sul “pericolo” rappresentato da “gli immigrati” ben il 52% ha risposto di essere “molto” o “moltissimo” d’accordo</strong>. Per propensione di voto hanno espresso questo parere <strong>il 28% di elettori potenziali di Avs, il 29% del Pd, il 33% di +Europa, il 38% di Italia viva, il 40% del M5S. e il 51% di Azione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Purtroppo su <em>Repubblica</em> non sono state fornite tutte le risposte al sondaggio che, di solito, hanno anche le opzioni: “d’accordo”, “in disaccordo”, “non so/non risponde”. È ragionevole ritenere che coloro che hanno risposto semplicemente “d’accordo” siano una discreta percentuale e che – se si considerano i “non so” – la percentuale di chi si è detto “in disaccordo” sia minima.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma <strong>in sostanza per il sondaggio mostra che una schiacciante maggioranza degli italiani ha un’opinione opposta a quella di <em>Repubblica</em> e della sinistra sul pericolo dell’immigrazione di massa</strong>. Ed è una rilevazione <strong>fatta a maggio</strong>. Oggi quella maggioranza <strong>sarebbe ancora più vasta</strong>. Diamanti nota come “l’inquietudine sollevata dagli immigrati abbia raggiunto <strong>l’indice più elevato degli ultimi 20 anni</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La seconda domanda sembra fuorviante. Chiede: <strong>“con quale di queste frasi si direbbe maggiormente d’accordo: 1) L’Italia dovrebbe aprirsi maggiormente al mondo; 2) i confini dell’Italia andrebbero maggiormente controllati; 3) non sa/non risponde”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fra la prima e la seconda tesi (che dovrebbero essere in alternativa) non c’è un nesso logico chiaro. Perché tutti possono ritenere che il nostro Paese debba essere più aperto al mondo, ma non che debba spalancare i confini a masse di immigrati. Se però si contrappone <strong>la prima frase al “maggior controllo dei confini” si capisce che si sottintende la vera domanda: volete le frontiere spalancate all’immigrazione?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se avessero posto la domanda chiaramente così sarebbe stata seppellita dai “no”</strong>. Dunque è stata proposta la forma edulcorata e fuorviante dell’“aprirsi al mondo”. Diamanti si è giustificato sostenendo che “gli immigrati de-finiscono il nostro rapporto con il mondo”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Idea sbagliata e assurda da tutti i punti di vita. Infatti il “rapporto con il mondo” di un Paese come l’Italia, per la sua storia, la sua cultura, la sua civiltà, il suo peso politico e la sua economia è immensamente più vasto e complesso della sola questione immigratoria.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In ogni caso, nonostante la domanda fuorviante, la risposta è inequivocabile: il 61 per cento aderisce alla frase “i confini dell’Italia andrebbero maggiormente controllati”, il 3 per cento “non sa/non risponde” e il 36 per cento sceglie “l’Italia dovrebbe aprirsi maggiormente al mondo”</strong> (qualunque cosa voglia dire, anche per esempio ospitare le Olimpiadi o avere più investimenti stranieri in economia). Resta il fatto che <strong>la richiesta di maggior controllo dei confini è “aumentata negli ultimi anni” ed è oggi largamente maggioritaria</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il titolo di <em>Repubblica</em> a questo sondaggio – devastante per la sua linea e per la sinistra – è come al solito <strong>ideologico</strong>: “Cresce la paura dello straniero cavalcata dagli slogan della Lega”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Parlando di “paura dello straniero” danno, della maggioranza degli italiani, una rappresentazione caricaturale, di provinciali che si fanno strumentalizzare e sono condizionati dalla paura.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A <em>Repubblica</em> non vogliono riconoscere che gli italiani hanno paura non dello “straniero”, ma di un’immigrazione incontrollata e del modo in cui la sinistra, i media e un certo establishment vogliono farla passare</strong> (lo ha spiegato bene Luca Ricolfi).</p>
<p style="font-weight: 400;">Se ne trova un esempio nell’editoriale di <strong>Concita de Gregorio</strong> che ho citato all’inizio. <em>Repubblica</em> e i salotti radical chic <strong>giustificano ciò che accade anche a Ceuta con la solita solfa delle colpe dell’Occidente: “Dominazione. Colonizzazione. Siamo andati, noi europei, a comandare a casa loro. È stato tempo fa… I conti arrivano a saldo prima o dopo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per la verità <strong>a conquistare quello che oggi è il Marocco furono gli arabi nel VII-VIII secolo. Islamizzarono quelle popolazioni</strong> (che erano in parte cristiane) <strong>con i loro metodi e poi tutti andarono a conquistare e occupare la penisola iberica (Spagna e Portogallo) che dominarono per ben 800 anni</strong>tentando pure di sfondare <strong>in Francia</strong> dove furono fermati da Carlo Martello.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per la “reconquista” cristiana, da parte di spagnoli e portoghesi, ci vollero otto secoli: si concluse vittoriosamente solo nel 1492. </strong>Si rilegga Oriana Fallaci. La sinistra è contro l’occidente, ma ha problemi anche con la storia e il buon senso.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 4 agosto 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[IL MARE E LO SGUARDO DI GIUSSANI]]></title>
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		<published>2026-08-01T20:04:18Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Alberto Savorana"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Constantinos Kavafis"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Don Luigi Giussani"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Marcel Proust"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="93" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-300x93.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-300x93.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-1024x319.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-768x239.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-640x199.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-681x212.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21.png 1194w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>“E se non puoi la vita che desideri/ cerca almeno questo/ per quanto sta in te: non sciuparla/ nel troppo commercio con la gente/ con troppe parole in un viavai frenetico.” I versi di Constantinos Kavafis ci dicono che le vacanze possono essere un periodo di mera dissipazione (che ci lascia più tristi di prima) [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/il-mare-e-lo-sguardo-di-giussani/"><![CDATA[<img width="300" height="93" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-300x93.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-300x93.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-1024x319.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-768x239.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-640x199.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21-681x212.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-01-alle-22.01.21.png 1194w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">“E se non puoi la vita che desideri/ cerca almeno questo/ per quanto sta in te: non sciuparla/ nel troppo commercio con la gente/ con troppe parole in un viavai frenetico.”</p>
<p style="font-weight: 400;">I versi di <strong>Constantinos Kavafis</strong> ci dicono che le vacanze possono essere un periodo di <strong>mera dissipazione</strong> (che ci lascia più tristi di prima) o un’esperienza di bellezza, di <strong>ritrovamento esistenziale</strong>.<span id="more-14516"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Ma per ritrovare se stessi non c’è bisogno di andare sulla cima di una montagna o nel silenzio di un’isola disabitata. Può accadere anche viaggiando, vedendo cose belle. O perfino nella propria terra. O a casa. Non è indispensabile la solitudine fisica, né è obbligatorio esplorare posti esotici.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Come e dove si può ritrovare la propria anima?</strong> Ha ragione <strong>Marcel Proust: “</strong><strong>L’unico vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non consisterebbe nell’andare verso nuovi paesaggi, ma nell’avere altri occhi”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Capita, in rete, di imbattersi in questa citazione isolata, ma bisognerebbe ricordare pure il seguito: <strong>“…nell’avere altri occhi, nel vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, nel vedere i cento universi che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è; e questo è possibile con un Elstir, con un Vinteuil, con i quali – e con i loro pari – noi voliamo veramente di stella in stella”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È una citazione del libro <em>La Prigioniera</em> (<strong>Alla ricerca del tempo perduto Vol. 5</strong>) all’interno di una conversazione sull’arte, con <strong>il pittore Elstir</strong>, ascoltando <strong>la musica di Vinteuil</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il dialogo cominciava così: <strong>“Ogni artista è come il cittadino d’una patria sconosciuta, da lui stesso obliata (…). Quella patria perduta, i musicisti non se la ricordano, ma ciascuno di loro rimane sempre inconsapevolmente accordato in un certo unisono con lei; delira di gioia quando canta secondo la sua patria, la tradisce a volte per amore della gloria”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proust ci dice che <strong>attraverso i grandi artisti possiamo scoprire il mondo (anche quello solito) con occhi diversi e fare viaggi in cui si può perfino intravedere la “patria perduta”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È ancor più vero per i grandi maestri spirituali, specialmente quelli che, come <strong>Luigi Giussani</strong>, avevano pure una spiccata sensibilità artistica, sia musicale che poetica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Alberto Savorana</strong>, in <em>Vita di don Giussani</em>, cita una lettera che, da giovane sacerdote in convalescenza sulla riviera ligure, Giussani scrive all’amico e compagno di seminario Angelo Majo: <strong>“Sei proprio come questo mare: immenso ed arcano che sempre lo senti dire un suo misterioso pensiero profondo, che capisci, ma non sai ridirtelo a te stesso con parole comprensibili e determinate; questo mare che ora è calmo ed a stento l’odi appena ansare sulla riva e sembra che sogni, e dopo poche ore è tutto tribulato ed ansimante ed appassionato, e non sai il perché – … ma calmo o agitato, silenzioso od irato, il mare ha ogni giorno ed ogni istante un minimo comun denominatore, un significato base unico ed inesorabile, che è la sua grandezza: il senso travolgente di una immane aspirazione all’infinito, al mistero infinito”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi aggiunge: <strong>“Così la tua vita, nelle vicissitudini angosciose o serene che s’incalzano apparentemente senza motivo: c’è una voce, una passione, una agonia che sta alla base di tutto: ed è la voce la passione l’ansia di Lui, Felicità, Bellezza, Bontà Suprema”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Avere lo sguardo di Giussani sul mare e non solo: ecco il viaggio per ritrovare se stessi.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 1° agosto 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[COME SI RISCOPRE E SI SALVA LA PIU’ BELLA CIVILTA’ SOTTO ATTACCO (LA POSSIBILE SCUOLA DELLA GIOIA)]]></title>
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		<updated>2026-07-28T16:58:46Z</updated>
		<published>2026-07-28T16:58:46Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="George Orwell"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Jorge Luis Borges"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="letteratura"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Milan Kundera"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Programmi scolastici"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Scuola"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="102" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-300x102.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-300x102.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-1024x349.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-768x262.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-1536x524.png 1536w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-1231x420.png 1231w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-640x218.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1-681x232.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-28-alle-15.33.42-1.png 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>L’Odissea di Christopher Nolan, criticabilissima per molti aspetti, se non altro ha acceso l’interesse di tanti giovani per il poema omerico. Per la scoperta dell’opera vera. È una clamorosa conferma per il Ministero dell’Istruzione e del merito. Infatti nelle bozze delle indicazioni nazionali sui programmi, che stanno circolando, per il primo biennio della Scuola secondaria, si [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;">È una clamorosa conferma per il Ministero dell’Istruzione e del merito. Infatti nelle bozze delle <strong>indicazioni nazionali sui programmi</strong>, che stanno circolando, per il primo biennio della Scuola secondaria, si definisce <strong>“essenziale” far conoscere agli studenti “quei poemi epici classici che sono in vario modo a fondamento della civiltà europea (Omero, in particolare l’Odissea, e l’Eneide di Virgilio)”</strong>.<span id="more-14510"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">A cui il Ministero di Valditara aggiunge alcune pagine della <strong>Bibbia come “grande codice” di ispirazione</strong> delle letterature (e di tutte le altre arti): un testo che sta <strong>alle fondamenta della nostra civiltà</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Jorge Luis Borges</strong> sintetizzò, con poche parole, un canone pressoché identico: <strong>“per molti secoli quelle tre storie – la guerra di Troia, il viaggio di Ulisse e, al di sopra dei primi due, la vita di Gesù &#8211; sono bastate all’umanità”</strong>. Le tre opere capitali per l’umanità attorno a cui ruota la letteratura. Lo scrittore argentino <strong>aggiungeva, al canone supremo dei Vangeli, i testi biblici che lo avevano impressionato: Giobbe e l’Ecclesiaste</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque la scelta del Ministero ha <strong>una conferma molto autorevole</strong>. Pure <strong>l’Eneide</strong>, in cui Virgilio lega la cultura greca e Roma, troverebbe senz’altro d’accordo Borges, data la sua <strong>passione dantesca</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In <em>Nove saggi danteschi</em> lui <strong>immagina un’immensa biblioteca di tutte le culture e le civiltà: “non c’è cosa sulla terra che non sia anche lì. Ciò che fu, ciò </strong><strong>che è e ciò che sarà, la storia del passato e quella del futuro, le cose che ho avuto e quelle che avrò, tutto questo ci aspetta in qualche angolo di quel tranquillo labirinto”: ebbene, conclude, “il poema di Dante è questa illustrazione di vastità universale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo una simile apoteosi <strong>chi può contestare la scelta del Ministero di dare centralità al poema dantesco nel triennio delle superiori</strong>: “La <em>Commedia </em>ha un posto speciale nella nostra storia letteraria ed è giusto che lo abbia anche a scuola”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fra l’altro Borges, in quei saggi, ripete <strong>un consiglio prezioso</strong> per insegnanti e studenti: <strong>“Voglio insistere sul fatto che nessuno ha il diritto di privarsi della gioia della <em>Commedia</em>, della gioia di leggerla in modo ingenuo. Dopo verranno i commenti, il desiderio di conoscere il significato di ogni singola allusione mitologica, di vedere come Dante abbia ripreso un gran verso di Virgilio e l’abbia forse migliorato traducendolo. Ma all’inizio dobbiamo leggere il poema di Dante con la fede di un bambino, abbandonarci ad esso; ed esso ci accompagnerà per tutta la vita. Sono tanti anni che la Commedia mi accompagna, e so che se la leggerò domani vi troverò cose che finora non ho visto. So che questo libro durerà ben oltre la mia veglia e le vostre veglie”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine il Ministero, per la letteratura italiana, dà un’altra indicazione sacrosanta: “<strong>È opportuno che <em>I Promessi sposi </em>di Alessandro Manzoni si leggano al secondo anno </strong><strong>per l’importanza che questo romanzo ha avuto nella storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese”</strong>. Resta, con la <em>Commedia</em>, <strong>una lettura obbligatoria</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sarebbe bello e importante riscoprire <strong>la grandezza del capolavoro manzoniano </strong>che racconta <strong>la nostra epopea nazionale</strong> e non ha nulla da invidiare ai grandi romanzi di Dostoevskij, Tolstoj, Flaubert, Balzac, Hugo&#8230;</p>
<p style="font-weight: 400;">Non si tratta solo di far conoscere tesori della letteratura che <strong>arricchiranno la cultura e l’umanità dei giovani</strong>. Ma anche di <strong>costruire solide mura di difesa della memoria, perché resti una luce nei tempi bui</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quelli che <strong>Orwell</strong>, in <em>1984</em>, descriveva così: <strong>“Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ideologia della <strong>“cancellazione”</strong> e della <strong>“riscrittura”</strong> del passato <strong>non è solo una distopia letteraria di Orwell</strong>. L’umanità l’ha già sperimentata, anche qui in Europa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Milan Kundera</strong>, descrivendo <strong>la cupa situazione</strong> in cui la Cecoslovacchia precipitò <strong>dopo l’invasione sovietica del 1968</strong>, riporta, nel <em>Libro del riso e dell’oblio</em>, queste parole: <strong>“Per liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra Storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In fondo anche in Occidente, <strong>dal ’68 al woke e al politicamente corretto</strong>, circolano <strong>tentazioni ideologiche </strong>simili, ma qui è ancora possibile opporsi.Dunque <strong>con i grandi classici si difende l’identità e la memoria della nostra civiltà, anche per garantire e costruire il suo futuro</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perciò è bene che nelle indicazioni ministeriali, fra le letture consigliate, vi siano <strong>“i saggi di George Orwell”</strong> e <strong>un libro “di straordinaria attualità” come <em>I confini contano </em>di Frank Furedi</strong>. Peraltro fra autori come Antonio Gramsci, Carlo Levi, Natalia Ginzburg, Pier Paolo Pasolini e Primo Levi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, fra gli scrittori consigliati per la lettura (una cinquantina), si trova <strong>finalmente Giovannino Guareschi</strong> che è sempre dimenticato dall’“accademia”, ma <strong>è l’autore italiano più tradotto nel mondo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Guareschi offre lo spunto per <strong>un’ultima osservazione</strong>. In tutta la storia del Novecento (e quella attuale) c’è un elefante nella stanza che tutti fingono di non vedere: <strong>il comunismo</strong>. Spero che, prossimamente, la scuola possa far conoscere agli studenti qualche pagina di <strong>quella monumentale testimonianza sul Novecento che è l’<em>Arcipelago Gulag</em> di Solzenicyn</strong> o di <strong>quel capolavoro che è <em>I racconti di Kolyma</em> di Varlam Salamov. Così i giovani capiranno davvero il Novecento e il presente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 28 luglio 2026</p>
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