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	<title type="text">Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci</title>
	<subtitle type="text">il blog di Antonio Socci</subtitle>

	<updated>2026-10-06T20:20:39Z</updated>

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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[GLI ERRORI DI BENIGNI SU SAN FRANCESCO]]></title>
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		<published>2026-10-06T20:09:42Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="282" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-282x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-282x300.png 282w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-962x1024.png 962w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-768x817.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-395x420.png 395w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-640x681.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-681x725.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08.png 1340w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /><p>Abbiamo espresso i nostri dubbi, domenica, sulla decisione della Rai di celebrare san Francesco, nell’800° anniversario della morte, con il solito monologo in prima serata di Roberto Benigni. Dopo averlo ascoltato il dubbio si è fatto certezza. Non a caso Gerry Scotti, su Canale 5, con la Ruota della fortuna, ha clamorosamente battuto Benigni su [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/gli-errori-di-benigni-su-san-francesco/"><![CDATA[<img width="282" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-282x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-282x300.png 282w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-962x1024.png 962w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-768x817.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-395x420.png 395w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-640x681.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08-681x725.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-06-alle-22.19.08.png 1340w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /><p style="font-weight: 400;">Abbiamo espresso i nostri <strong>dubbi</strong>, domenica, sulla decisione della Rai di <strong>celebrare san Francesco</strong>, nell’800° anniversario della morte, <strong>con il solito monologo in prima serata di Roberto Benigni</strong>. Dopo averlo ascoltato il dubbio si è fatto <strong>certezza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Non a caso Gerry Scotti, su Canale 5, con la Ruota della fortuna, ha clamorosamente battuto Benigni su Rai 1 (il 25,7% di share contro il 20,2%)</strong>. Fra l’altro abbiamo appreso un dettaglio dal <em>Corriere della sera</em>: “‘Serata evento’ dice la Rai, ma <strong>in realtà lo spettacolo (<em>Francesco, il Cantico</em>) era già andato in onda quattro anni fa su Paramount+</strong>, che certo non ha la platea della Rai, ma altrettanto certo <strong>non è un inedito</strong>”.<span id="more-14671"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Dunque <strong>una minestra riscaldata</strong>. E un’occasione sprecata. Oltretutto la “Serata evento” era <strong>fuori tema</strong> perché <strong>il 4 ottobre 2026 si celebrava l’anniversario della morte di Francesco, mentre il monologo aveva a tema il <em>Cantico delle creature</em>, il cui 800° anniversario è stato celebrato nel 2025</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel merito Benigni ha confezionato il <strong>“Francesco pacifista”</strong>, con enfasi: <strong>“Francesco parte come missionario di pace per porre fine al massacro delle Crociate. Convince tanto cristiani a non combattere e poi decide di incontrare il sultano”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sarà vero?</strong> Lo storico <strong>Franco Cardini</strong>, nel suo “Francesco d’Assisi” (Mondadori), un classico scritto anni fa, <strong>smonta questo luogo comune diffuso da tempo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Scrive: <strong>“si sono addirittura forzate le fonti… si è sostenuto, senza giustificazione alcuna, che avrebbe predicato ai crociati di gettare le armi”</strong>. Cardini parla di <strong>una “galleria di sciocchezze”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla loro base – spiega &#8211; “c’è <strong>una grossolana ignoranza di quel che significasse la crociata</strong>… la crociata non è <strong>mai stata una ‘guerra di religione’… non è una ‘guerra santa’ volta alla conversione dei non-cristiani: è un pellegrinaggio armato scopo del quale è la riconquista dei Luoghi Santi</strong>… <strong>Francesco non avrebbe comunque mai potuto contestare la crociata&#8230; non c’è da stupirsi se Francesco non ha mai detto una parola contro la crociata…</strong> Essa era anzitutto il pellegrinaggio, il ritorno alla Casa del Padre, <strong>la visita devota alle vestigia terrene del passaggio del Salvatore su questa terra</strong>… Francesco vedeva nella crociata anzitutto <strong>l’occasione del martirio, la forma più alta e più pura della testimonianza cristiana</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa <strong>“imitatio Christi”</strong> è anche il vero significato della scelta della <strong>povertà</strong>. Francesco non la “sposò” per ragioni sociali. Neanche perché la povertà, secondo Benigni, significherebbe libertà. <strong>Francesco non era un hippy</strong>, un “figlio dei fiori”. <strong>La ragione della sua povertà è cristologica, il conformarsi a Cristo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In che senso? <strong>San Paolo</strong> scrive ai Filippesi: “Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, <strong>non ritenne un privilegio</strong><strong> l&#8217;essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo</strong>, diventando simile agli uomini.Dall&#8217;aspetto riconosciuto come <strong>uomo,</strong><strong> umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La povertà – come capì Dante (che Benigni cita senza saperlo interpretare) – era <strong>conformarsi a Cristo</strong> che, essendo Dio, si fece uomo: <strong>un abbassamento infinito di sé</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Tutto in Francesco rimanda a Gesù</strong>. Perfino la forma del <strong>saio</strong> (il Tau, la croce). Come <strong>la “perfetta letizia” quando si è rifiutati e bastonati perché significa rivivere quello che visse Gesù</strong>. Se non si interpreta attraverso Cristo, Francesco sembra un pazzerello stravagante. Invece fu <strong>un “alter Christus”</strong>. E Dio lo confermò con le stigmate.</p>
<p style="font-weight: 400;">Peraltro l’espressione “perfetta letizia” <strong>gli arriva dal Nuovo testamento</strong>, dalla lettera dell’apostolo <strong>Giacomo</strong>. Francesco non inventava: <strong>era legato letteralmente al Vangelo, “sine glossa”</strong>, e <strong>continuamente meditava la Sacra Scrittura</strong>. Il <em>Cantico delle creature</em> deriva da questa incessante <em>ruminatio</em> che era anche tipica dei monaci.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Benigni, sbagliando, sostiene</strong> – anche nel libro “Francesco. Il Cantico” (che esce martedì per Einaudi ed è stato anticipato dal <em>Corriere della sera</em>) <strong>che </strong><strong>il Cantico di frate sole è &#8220;rivoluzionario&#8221; perché – secondo lui &#8211; &#8220;lodava il creato. Era la prima volta. Non ci aveva pensato nessuno a lodare il mondo e tutto il creato”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>No.</strong> <strong>Anzitutto il Cantico non loda il creato, ma loda Dio attraverso il creato. E poi Francesco riecheggia quasi alla lettera la Bibbia, in particolare il famoso Cantico del libro di Daniele, scritto molti secoli prima</strong> (“Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,/ Benedite, cieli, il Signore,/ Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore,/ Benedite, sole e luna, il Signore,/ Benedite, stelle del cielo, il Signore…”).</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’ultima cosa. <strong>Benigni</strong>, citando il “De contemptu mundi” di papa Innocenzo III, <strong>sostiene </strong><strong>che “all’epoca di Francesco </strong><strong>si credeva che Dio fosse creatore dello spirito, mentre il diavolo della materia&#8221;, perciò scrivere il Cantico delle creature “era come scrivere un poema sulla bellezza del diavolo”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È perfino imbarazzante commentare questa assurdità. Ciò che Benigni illustra è in realtà l&#8217;eresia catara che la Chiesa condannò e combatté in ogni modo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come minino si nota una notevole confusione. Ma Benigni ha scritto queste cose <strong>in un libro pubblicato dall’Einaudi: sono anche nell’anticipazione del <em>Corriere della sera</em> e sono state ripetute in prima serata su Rai1</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 6 settembre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">(Nella foto la chiesina di San Damiano)</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[POVERO FRANCESCO! CI MANCAVA BENIGNI A FARNE UN LEADER DEL CAMPO LARGO, ECOLOGISTA, FEMMINISTA, ECUMENISTA E PROGRESSISTA. IL VERO SANTO DI ASSISI ERA TUTT’ALTRO: UN INTEGRALISTA CATTOLICO. OGGI SAREBBE ACCUSATO DI ESSERE DIVISIVO E TROPPO FONDAMENTALISTA  ]]></title>
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		<updated>2026-10-04T16:11:29Z</updated>
		<published>2026-10-04T16:11:29Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="261" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-300x261.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-300x261.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-1024x890.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-768x668.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-483x420.png 483w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-640x556.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28-681x592.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-04-alle-17.40.28.png 1346w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Finalmente, con il 4 ottobre, si concluderanno (si spera) le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco e lasceranno in pace il poverello di Assisi che è stato tirato per il saio dappertutto in questi mesi. Era un mistico e cercava Dio servendo e lavando i lebbrosi o nel silenzio eremitico della [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;">Era <strong>un mistico</strong> e cercava Dio servendo e lavando i lebbrosi o nel silenzio eremitico della Verna: <strong>lì lo si può ritrovare o nella clausura di San Damiano, dove tutto cominciò, o in un confessionale della Porziuncola, più che in convegni, eventi, libri e conferenze, talora fiera delle banalità e falò delle vanità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qualcosa di <strong>diverso</strong> era possibile? Sì. La <strong>Rai</strong>, che è la prima industria culturale del Paese, avrebbe potuto <strong>alzare il livello</strong>, ne avrebbe la capacità come nessun altro e lo dimostra la sua storia straordinaria.</p>
<p style="font-weight: 400;">La sua programmazione su San Francesco però <strong>lascia perplessi</strong>. Perché <strong>l’evento speciale</strong> pensato per oggi, 4 ottobre, giorno celebrativo finale, è <strong>il solito monologo, in prima serata su Rai 1, di Roberto Benigni</strong>. Il quale ha già cominciato a <strong>buttarla sul ridere (e in politica)</strong>, anticipando, da Bruno Vespa, che <strong>San Francesco “sarebbe stato un ottimo leader del Campo largo”. Una battuta rivelatrice della serata…</strong><span id="more-14668"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Se c’era proprio bisogno di ricorrere al comico toscano, che raggiunse il successo 50 anni fa con la sua ironia trasgressiva e il suo linguaggio senza filtri (si ricorda “L’inno del corpo sciolto” e “Lo sventrapapere”), ben venga Benigni, anche se non c’è nulla di nuovo. È la solita minestra.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma <strong>San Francesco avrebbe meritato pure qualcosa di diverso, che magari parlasse alla grande domanda spirituale che c’è oggi, anzitutto fra i giovani, sul cristianesimo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ha mostrata <strong>l’immensa folla</strong> che è accorsa in <strong>Francia </strong>ad ascoltare <strong>il Papa</strong> <strong>(80 mila giovani allo stadio, 800 mila persone a Place de la Concorde, 100 mila a Lourdes, poi 23 milioni che, solo in Francia, hanno seguito questi eventi dalle tv e più di 80 milioni di video che sono stati visualizzati sui social). Cifre egualmente alte anche nel recente viaggio del papa a Madrid</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Significativo anche il caso – in Italia – del recente <strong>film su Carlo Acutis (trasmesso da Mediaset) che ha raggiunto uno share altissimo: il 30 per cento (4 milioni e 269 mila spettatori)</strong>. È la storia semplice di un adolescente di oggi, morto di leucemia a 15 anni (peraltro sepolto ad Assisi), la cui breve vita parla di cristianesimo. Di santità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dunque San Francesco? Non erano affascinanti la sua persona, la sua vita, la sua testimonianza? Perché sovrapporgli Benigni? </strong>L’effetto sarà la sua <strong>benignizzazione</strong>. <strong> </strong>Come sono stati benignizzati <strong>Dante, l’Inno d’Italia, I dieci comandamenti, la Costituzione italiana, l’Unione Europea e San Pietro. Tutte serate-evento del comico toscano</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Perché è lui ormai <strong>il Sommo Celebrante Ufficiale della Repubblica Italiana</strong>. È filologo, dantista, costituzionalista, teologo, storico, agiografo. Bene. Applausi sinceri.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma siamo sicuri che la cultura italiana abbia da mostrare al mondo solo un comico e sempre lo stesso comico? Non c’è altro a livello spirituale, artistico o intellettuale, almeno su san Francesco? </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Forse si ritiene che gli italiani non seguano gli argomenti seri se non <strong>in forma comica</strong>? I fatti dimostrano il contrario. Quasi <strong>7 milioni</strong> sono andati in piena estate al cinema a vedere <strong>l’Odissea di Nolan</strong> e ne hanno discusso sui social.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma è soprattutto <strong>la storia della Rai </strong>che lo dimostra. <strong>Sessant’anni fa, quando l’Italia era molto meno scolarizzata di oggi, la Rai produceva e trasmetteva sceneggiati</strong>, fra gli altri, su <em>Delitto e castigo </em>e<em> i Fratelli Karamazov </em>di Dostoevskij, <em>I Promessi sposi</em> di Manzoni, <em>Mastro don Gesualdo</em> di Verga, <em>Il Conte di Montecristo</em> di Dumas, <em>I Miserabili</em> di Hugo, <em>Anna Karenina</em> di Tolstoj, <em>Madame Bovary</em> di Flaubert, <em>La Certosa di Parma</em> di Stendhal, <em>L’Eneide</em> di Virgilio e <em>l’Odissea</em> di Omero, in questo caso addirittura con l’introduzione di <strong>Giuseppe Ungaretti </strong>(non di Totò o di Gino Bramieri).</p>
<p style="font-weight: 400;">La Rai ha anche coprodotto e trasmesso <strong>il <em>Gesù di Nazaret</em> di Zeffirelli</strong>. Un grande successo. <strong>Milioni di italiani hanno seguito con passione questi bellissimi racconti televisivi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nell’<strong>imbarazzante degrado culturale</strong> di oggi c’è bisogno che la Rai ritrovi la sua centralità (l’attuale dirigenza è la più adeguata per capire questo compito storico).</p>
<p style="font-weight: 400;">Si dirà che Benigni, oltre a far ridere, coinvolge e insegna. In realtà adotta <strong>un registro unico</strong> per tutti i temi: quello dell’<strong>enfasi esagerata</strong>. È come mettere chili di peperoncino su tutti i piatti: avranno tutti <strong>lo stesso sapore</strong>. Che si tratti della Divina Commedia e di San Pietro o della Commissione europea della Von der Leyen, domina <strong>l’apologetica monumentale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infatti nella serata-evento in cui <strong>fu chiamato a celebrare lo sgangherato baraccone dell’UE, Benigni arrivò a proclamare che “l’Unione Europea è la più grande costruzione istituzionale, politica, sociale, economica degli ultimi 5000 anni realizzata dall’essere umano sul pianeta terra”. Se fosse stata una battuta ironica sarebbe stata divertente, ma era seria, non era satira</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quello confezionato da Benigni (come ha anticipato da Vespa) sarà <strong>il solito Francesco ecologista, femminista, pacifista, egualitario e pauperista. Insomma il Banal Grande politicamente corretto che circola da anni.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Così <strong>il vero Francesco sparisce</strong> nel mare del luogocomunismo e dell’ovvio dei popoli. <strong>Il vero Francesco è quello urticante che ricorda ai reggitori dei popoli che “</strong><strong>il </strong><strong>giorno della morte si avvicina” e “di non dimenticare il Signore… poiché tutti quelli che dimenticano il Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno dimenticati da lui” e “patiranno i tormenti dell&#8217;inferno”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Perciò li esorta a “mettere da parte ogni cura e preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>E poi li invita ad annunciare “ogni sera, mediante un banditore, che siano rese lodi e grazie all’onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che dovrete renderne ragione a Dio davanti al Signore vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È il Francesco che invita i fedeli a stringersi alla “dolcezza” e “soavità” del Signore Gesù, “l’Amore che non è amato”, osservando i comandamenti e facendo penitenza. Perché quanti non si convertono “sono prigionieri del diavolo… e consapevolmente perdono la loro anima”. E “chiunque muore in peccato mortale… il diavolo rapisce l’anima di lui… e tutti i talenti e il potere e la scienza e la sapienza che credevano di possedere sarà loro tolta… e andranno all’inferno dove saranno tormentati eternamente”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il vero</strong> <strong>Francesco è questo: l’integralista cattolico che viene silenziato perché troppo fondamentalista e divisivo</strong>. È meglio inventarsene uno che sembra un elettore del Campo largo?</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 4 ottobre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/povero-francesco-ci-mancava-benigni-a-farne-un-leader-del-campo-largo-ecologista-femminista-ecumenista-e-progressista-il-vero-santo-di-assisi-era-tuttaltro-un-integralista-cattolico-og/">POVERO FRANCESCO! CI MANCAVA BENIGNI A FARNE UN LEADER DEL CAMPO LARGO, ECOLOGISTA, FEMMINISTA, ECUMENISTA E PROGRESSISTA. IL VERO SANTO DI ASSISI ERA TUTT’ALTRO: UN INTEGRALISTA CATTOLICO. OGGI SAREBBE ACCUSATO DI ESSERE DIVISIVO E TROPPO FONDAMENTALISTA  </a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[LEONE XIV ESALTA LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA CHE LA SINISTRA DETESTA]]></title>
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		<updated>2026-10-03T20:53:46Z</updated>
		<published>2026-10-03T20:52:24Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="201" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-300x201.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-300x201.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-1024x686.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-768x515.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-627x420.jpg 627w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-537x360.jpg 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-640x429.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-681x456.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Un autogol per eccesso di zelo. È quello di Iacopo Scaramuzzi, vaticanista di Repubblica, che, giovedì 1° ottobre, ha scritto su X: “Nota bene per i distratti: in tutto il discorso sull’Europa che ha pronunciato a Metz, il Papa non ha mai utilizzato l’espressione ‘radici cristiane’”. Per capire questo tweet bisogna ricordare che il richiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/leone-xiv-esalta-leuropa-cristiana-che-la-sinistra-detesta/">LEONE XIV ESALTA LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA CHE LA SINISTRA DETESTA</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/leone-xiv-esalta-leuropa-cristiana-che-la-sinistra-detesta/"><![CDATA[<img width="300" height="201" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-300x201.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-300x201.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-1024x686.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-768x515.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-627x420.jpg 627w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-537x360.jpg 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-640x429.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic-681x456.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/10/Europe_Patron_saints_Mosaic.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Un autogol per eccesso di zelo. È quello di <strong>Iacopo Scaramuzzi</strong>, vaticanista di <em>Repubblica</em>, che, giovedì 1° ottobre, ha scritto su X: <strong>“Nota bene per i distratti: in tutto il discorso sull’Europa che ha pronunciato a Metz, il Papa non ha mai utilizzato l’espressione ‘radici cristiane’”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per capire questo tweet bisogna ricordare che <strong>il richiamo alle radici giudaico-cristiane dell’Europa era un tema caro a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI, in particolare durante la discussione sulla Costituzione europea, quando l’establishment della Ue si rifiutò di citarle nella bozza di Costituzione</strong> (che fortunatamente fu bocciata). È un tema detestato dal <em>mainstream</em> di <strong>sinistra che non vuole sentir parlare di identità, soprattutto di identità cristiana</strong>.<span id="more-14662"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Con il suo tweet il vaticanista di <em>Repubblica</em> <strong>voleva suggerire che Leone XIV non è in continuità con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma con papa Bergoglio</strong>, il quale aveva <strong>fastidio</strong> per quel tema identitario dell’Europa (come pure per i principi non negoziabili).</p>
<p style="font-weight: 400;">Sennonché Scaramuzzi <strong>deve essersi (lui sì) distratto</strong>, perché proprio <strong>il giorno prima</strong> del suo tweet, il 30 settembre, <strong>Leone, nell’udienza del mercoledì</strong>, parlando del suo viaggio apostolico in Francia, a proposito del suo <strong>discorso sull’Europa fatto a Metz</strong>, ha detto: “Possiamo dire che ciò che è accaduto a Notre-Dame di Parigi con l’incendio, era avvenuto in Europa con la Seconda Guerra Mondiale. E <strong>l’Europa è rinata, sulla base di quei principi di democrazia, solidarietà e fraternità tra i popoli che molto devono alle sue radici cristiane</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Peraltro il tema delle <strong>radici cristiane</strong> relative alla <strong>Francia</strong> è stato presente in tutte le tappe del viaggio (come pure la difesa dei <strong>principi non negoziabili</strong>). Nel discorso di Metz del 28 settembre è andato pure oltre mostrando che non si tratta solo del passato, ma anzitutto del presente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infatti ha ricordato <strong>San Benedetto</strong>, proclamato <strong>patrono d’Europa</strong> da Paolo VI che lo definì fra l’altro <strong>“maestro di civiltà”</strong>. Poi ha menzionato <strong>tutti gli aspetti della civiltà europea c</strong><strong>he “sono stati profondamente influenzati da san Benedetto e dai suoi monaci!”</strong> e ha aggiunto: <strong>“Senza questa coltivazione monastica, la civiltà europea così come la conosciamo non esisterebbe. Non si può quindi parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo ha confermato con due citazioni di Robert Schuman e di Alcide De Gasperi. Quindi ben più di un passato cristiano. Del resto <strong>questo è il pensiero costante della Chiesa</strong>, espresso anche dal papa della <em>Rerum novarum</em>, quel <strong>Leone XIII</strong> a cui Prevost si ispira, non solo per il nome.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella sua <em>Storia dell’idea d’Europa</em>, <strong>Federico Chabod</strong>, che era uno <strong>storico laico</strong>, scriveva:</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong>Con pieno diritto papa Leone XIII poteva affermare</strong>, nell’enciclica<em>Immortale Dei</em>, il 1° novembre 1885: <strong>‘Se l’Europa cristiana domò le nazioni barbare e le trasse dalla ferocia alla mansuetudine, e dalla superstizione alla luce del vero; se vittoriosamente respinse le invasioni dei musulmani, se tenne il primato della civiltà, e si porse ognora duce e maestra alla genti in ogni maniera di lodevole progresso, se di vere e larghe libertà poté allietare i popoli, se a sollievo delle umane miserie seminò dappertutto istituzioni sapienti e benefiche; non ci è dubbio che in gran parte ne va debitrice alla religione, in cui trovò ed ispirazione ed aiuto alla grandezza di tante opere’</strong>… Che l’Europa fosse stata, fosse ancora ‘cristiana’, <strong>questo avevano dovuto ammettere anche gli illuministi</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le prime e le ultime righe sono di Federico Chabod che pure era uno storico anticlericale ed era stato un partigiano vicino al Partito d’Azione.</p>
<p style="font-weight: 400;"> .</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 3 ottobre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[L’IDENTITÀ DELLA FRANCIA (CON BUONA PACE DI MACRON) É IN QUELLA COMPAGNIA DEI SANTI CHE HA COMMOSSO IL PAPA. HANNO ILLUMINATO PER SECOLI IL CAMMINO DELLA NAZIONE. I POPOLI EUROPEI STANNO RITROVANDO SE STESSI]]></title>
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		<published>2026-09-27T15:42:34Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Chiesa Cattolica"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Francia"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Leone XIV"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Parigi"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="224" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-224x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-224x300.png 224w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-764x1024.png 764w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-768x1030.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-313x420.png 313w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-640x858.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-681x913.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><p>“La gioia e l’eccitazione a Parigi sono sbalorditive”, scriveva ieri un sito d’informazione. Vedendo le immagini straordinarie che arrivano dalla Francia per il viaggio apostolico di Leone XIV, la veglia di venerdì allo Stadio, con 80 mila giovani, ieri la messa in Place de la Concorde, davanti a 700 mila personeche riempivano tutti gli Champs-Élysées, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/lidentita-della-francia-malgrado-macron-e-in-quella-compagnia-dei-santi-che-ha-commosso-il-papa-hanno-illuminato-per-secoli-il-cammino-della-nazione-i-popoli-europei-stanno-ritrovando-se/">L’IDENTITÀ DELLA FRANCIA (CON BUONA PACE DI MACRON) É IN QUELLA COMPAGNIA DEI SANTI CHE HA COMMOSSO IL PAPA. HANNO ILLUMINATO PER SECOLI IL CAMMINO DELLA NAZIONE. I POPOLI EUROPEI STANNO RITROVANDO SE STESSI</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/lidentita-della-francia-malgrado-macron-e-in-quella-compagnia-dei-santi-che-ha-commosso-il-papa-hanno-illuminato-per-secoli-il-cammino-della-nazione-i-popoli-europei-stanno-ritrovando-se/"><![CDATA[<img width="224" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-224x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-224x300.png 224w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-764x1024.png 764w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-768x1030.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-313x420.png 313w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-640x858.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39-681x913.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-15.29.39.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>“La gioia e l’eccitazione a Parigi sono sbalorditive”</strong>, scriveva ieri un sito d’informazione. Vedendo le immagini straordinarie che arrivano dalla Francia per il viaggio apostolico di <strong>Leone XIV</strong>, la <strong>veglia</strong> di venerdì allo Stadio, con <strong>80 mila giovani</strong>, ieri <strong>la messa</strong> in Place de la Concorde, davanti a <strong>700 mila persone</strong>che riempivano tutti gli Champs-Élysées, vengono in mente le parole di <strong>Gilbert K. Chesterton:</strong><em><strong> “</strong></em><strong>Il Cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato sulla fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro</strong><em><strong>”</strong></em><em>. </em><span id="more-14647"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">La Chiesa in Francia era <strong>data ormai per morta</strong>. L’incendio di Notre-Dame, nel 2019, sembrò il triste simbolo della fine. Ma <strong>oggi tutti sono sbalorditi a Parigi: non è risorta solo Notre-Dame, ma, venerdì, con il Salve Regina, cantato dal popolo e dal Papa davanti alla statua della Madonna e a quelle guglie, è risorta la Chiesa di Francia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>corte laicista di Macron</strong> – che <strong>Leone ha bacchettato sui temi della vita e della “</strong><strong>laïcité</strong><strong>”</strong> &#8211; è frastornata di fronte alla <strong>lieta potenza della fede cattolica</strong> che di colpo si è dispiegata in tutta la Francia, al suono di innumerevoli campane.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un <strong>musulmano </strong>ha commentato in rete: “<strong>Sono triste quando vedo tutto questo fervore intorno al cattolicesimo, lo prevedevo da anni&#8230; La Francia tornerà cattolica</strong> e non avremo più che i nostri occhi per piangere… <strong>i cattolici sono molto meglio organizzati e anche più determinati di noi musulmani, bisogna saper riconoscere la forza dell&#8217;internazionale cattolica</strong>. I cattolici americani ora inonderanno il mondo del loro soft power, a detrimento dell&#8217;egemonia spirituale musulmana in Europa occidentale”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma quello che sta accadendo in Francia <strong>non è frutto di un progetto umano</strong>, non sarebbe possibile. Gli stessi vescovi sono sorpresi. C’è <strong>una forza di attrazione sorprendente</strong> che i cristiani attribuiscono solo a Dio. Quello che è accaduto <strong>è già storia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>Non segna solo la rinascita simbolica del cattolicesimo francese, ma anche il grande ritorno della Francia, della sua identità profonda, della sua storia millenaria, e con la Francia il ritorno delle patrie, dei popoli d’Europa, tutti profondamente segnati dal cristianesimo</u></strong> che ognuno ha fatto fiorire con il suo genio particolare e il suo accento nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La chiave per capire questa svolta è la sorprendente <strong>veglia di venerdì tutta incentrata sulla storia cristiana della Francia, con i suoi re, i suoi innumerevoli santi rappresentati da giovani di oggi nello stadio che è esploso in un boato quando è arrivata, su un cavallo bianco, colei che impersonava santa Giovanna d’Arco – patrona di Francia e “liberatrice del regno” – con il suo stendardo che aveva i nomi di Gesù e Maria</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La veglia, che <strong>ha commosso tutti</strong>, è stata l’esatta <strong>risposta </strong>figurata e vissuta all’appello lanciato da <strong>Giovanni Paolo II nella sua storica omelia del 1° giugno 1980 a Parigi</strong>. In quell’occasione papa Wojtyla delineò <strong>la sua grandiosa teologia delle nazioni</strong>che si fondava sulla Sacra Scrittura e sul magistero della Chiesa. Una teologia delle nazioni <strong>incentrata sul loro battesimo e sui santi dei diversi popoli che egli riteneva incarnazione delle loro identità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una teologia delle nazioni che è stata <strong>spazzata via da Bergoglio, a favore di un’utopia globalista nemica dei popoli europei ed estranea al pensiero cattolico</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Wojtyla aveva già fatto quell’appello a Varsavia, durante il pellegrinaggio del 1979 e nella sua Patria fu il seme da cui, poco dopo, fiorì, sotto l’icona della Madonna</strong><strong>, Solidarność</strong><strong> </strong><strong>: iniziò così la liberazione dei popoli dell’est europeo dal comunismo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche ai francesi, Wojtyla, ricordò la loro grande storia cristiana e i loro santi. E concluse: <strong>“permettetemi di domandarvi: Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei tu fedele alle promesse del tuo battesimo?</strong> Sei tu fedele, per il bene dell’uomo, all’alleanza con la sapienza eterna?<strong>” </strong><strong>La risposta è arrivata oggi, dopo 46 anni: un grande sì e una Chiesa che ritrova se stessa, archiviando (speriamo per sempre) il progressismo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In effetti, <strong>Marc Baudriller</strong>, un giornalista francese, ha scritto: <strong>“</strong><strong>è successo qualcosa intorno a papa Leone e ai giovani riuniti allo stadio. La Chiesa di Francia si è sforzata per decenni di tagliare le proprie radici. Nella maggior parte delle chiese, dagli anni &#8217;60, non si prega più per la Francia, non si evocano più i santi nazionali, non si canta più in latino: fuori moda. Sauvaget ha ragione, è una rottura. Ieri sera, i fuori moda hanno cambiato campo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Leone raccoglie</strong> <strong>ciò che Wojtyla seminò</strong> e <strong>alimenta questa rinascita della Chiesa e della Francia</strong>. Anche nell’omelia in Place de la Concorde ha evocato i tanti santi francesi: “<strong>In questo splendido Paese che è la Francia, molti si sono dissetati a quest’acqua viva nel corso dei secoli e hanno consacrato totalmente la propria vita al bene</strong>: i primi martiri come Blandina, Potino, Ireneo; i santi fondatori e le sante fondatrici di Ordini religiosi, i santi vescovi come Martino e Francesco di Sales; gli uomini e le donne dal cuore sensibile ai bisogni del prossimo come Vincenzo de’ Paoli, Federico Ozanam, Giovanna Jugan e tanti altri”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Papa ha definito i fedeli lì presenti <strong>“</strong><strong>eredi di una lunga e bella storia santa in Francia”</strong>.  E li ha esortati: <strong>“abbeveratevi, a vostra volta, a questa fonte che è il Cuore trafitto di Gesù. Sì, avete sete di Dio, di vita, di verità, di unità, di pace, di comunione, di felicità. Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede. Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate. Spetta a voi portare la speranza dove regnano lo scoraggiamento e l’aridità spirituale&#8221;.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In serata la veglia del Papa a <strong>Lourdes</strong> dove <strong>la Madonna apparve a Bernadette proprio per abbracciare tutte le ferite e le sofferenze degli uomini</strong>. È un luogo di miracoli ed è un <strong>vero miracolo</strong> anche ciò che è accaduto in Francia in questi giorni. Una fioritura del deserto.</p>
<p>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 27 settembre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/lidentita-della-francia-malgrado-macron-e-in-quella-compagnia-dei-santi-che-ha-commosso-il-papa-hanno-illuminato-per-secoli-il-cammino-della-nazione-i-popoli-europei-stanno-ritrovando-se/">L’IDENTITÀ DELLA FRANCIA (CON BUONA PACE DI MACRON) É IN QUELLA COMPAGNIA DEI SANTI CHE HA COMMOSSO IL PAPA. HANNO ILLUMINATO PER SECOLI IL CAMMINO DELLA NAZIONE. I POPOLI EUROPEI STANNO RITROVANDO SE STESSI</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[L’ISLAM NELLA CAPPELLA SISTINA? ECCO LA SOLUZIONE DEL GIALLO…]]></title>
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		<updated>2026-09-27T14:25:39Z</updated>
		<published>2026-09-27T14:25:39Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="223" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-223x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-223x300.png 223w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-760x1024.png 760w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-768x1035.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-312x420.png 312w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-640x862.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-681x918.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23.png 932w" sizes="auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px" /><p>Un Michelangelo filoislamico o ultraecumenico o criptoislamico? Che per di più emerge nel cuore del Vaticano, in quel Giudizio Universale della Cappella Sistina sotto il quale si eleggono i Papi? Sarebbe clamoroso. Ma è vero? Chi volesse cavalcare trionfalmente una simile tesi (forse i multiculturalisti o i cattoprogressisti) potrebbe prendere spunto da una pagina del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/lislam-nella-cappella-sistina-ecco-la-soluzione-del-giallo/">L’ISLAM NELLA CAPPELLA SISTINA? ECCO LA SOLUZIONE DEL GIALLO…</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/lislam-nella-cappella-sistina-ecco-la-soluzione-del-giallo/"><![CDATA[<img width="223" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-223x300.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-223x300.png 223w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-760x1024.png 760w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-768x1035.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-312x420.png 312w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-640x862.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23-681x918.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.19.23.png 932w" sizes="auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>Un Michelangelo filoislamico o ultraecumenico o criptoislamico?</strong> Che per di più emerge nel cuore del Vaticano, in quel <strong>Giudizio Universale della Cappella Sistina</strong> sotto il quale si eleggono i Papi? Sarebbe clamoroso. Ma è vero?</p>
<p style="font-weight: 400;">Chi volesse cavalcare trionfalmente una simile tesi (forse i multiculturalisti o i cattoprogressisti) potrebbe prendere spunto da una pagina del volume <strong><em>La Sistina svelata. Iconografia di un capolavoro</em> (Jaca Book/Musei Vaticani/Libreria Editrice Vaticana 2012)</strong> scritto da p. <strong>Heinrich W. Pfeiffer S.J.</strong>, uno studioso che è stato per anni <strong>direttore del Corso superiore per i Beni culturali della Chiesa, membro della Commissione Pontificia per i Beni culturali della Chiesa e professore di Storia dell’arte cristiana presso la Pontificia Università Gregoriana</strong>.<span id="more-14650"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">In questo suo bel libro, pieno di spunti interessanti, Pfeiffer, descrivendo le diverse scene contenute nel Giudizio Universale, a un certo punto osserva: “Nella cerchia di coloro che stanno ascendendo al cielo, spicca una coppia di <strong>due figure</strong>dalla pelle scura <strong>aggrappate ad una corona del rosario</strong> loro porta dalle mani di un giovane angelo in piedi su una nuvola soprastante. <strong>I grani del rosario sono del color croco del discernimento spirituale. Qui non si tratta del rosario cristiano, piuttosto di un rosario musulmano, che ricorda nella preghiera i novantanove nomi di Allah: la serie dei grani è continua e supera ampiamente il numero di dieci</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi descrive “la corona per la preghiera” che “abbraccia con i suoi grani il petto e la schiena dell’uomo, mentre la donna si regge con la destra alla corona, bacia i grani e li conta con la sinistra”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci sarebbero delle precisazioni da fare su questa descrizione (e pure su quella che segue), ma <strong>anzitutto stupisce che padre Pfeiffer, sulla corona, non si limiti ad avanzare un’ipotesi (assai ardita), ma dichiari senza incertezze che si tratta della corona islamica</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sorprende che non trovi <strong>strana </strong>questa raffigurazione in un tale contesto. Come se fosse normale. Se non erro l’autore <strong>non fornisce neanche notizie su eventuali polemiche che potrebbe aver sollevato quell’atto di devozione musulmana rappresentato nell’affresco</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal momento che, conclusa l’opera, su altri dettagli vi furono accese discussioni, da cui scaturirono perfino dei ritocchi del Giudizio Universale, <strong>è stupefacente che un particolare così evidente &#8211; e clamoroso, se si trattasse di una corona islamica – non abbia suscitato perplessità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Probabilmente la spiegazione è la più semplice: <strong>Michelangelo in realtà raffigurò una corona cristiana nella forma che precedette il tradizionale rosario con i cinquanta grani divisi in decine </strong>che cominciò ad affermarsi solo dopo il XV/XVI secolo, per la devozione mariana legata a S. Domenico.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La corona primitiva, che era anticamente usata dai cristiani, si chiamava “circulum praecatorium”, i grani erano ininterrotti e il loro numero arrivava fino a 150</strong> (rappresentavano i 150 salmi).</p>
<p style="font-weight: 400;">Mi pare, con tutto il rispetto per padre Pfeiffer, che qui non si tratti di una corona islamica, ma proprio di <strong>un “circulum praecatorium” che, in quel contesto, mostra la forte efficacia della preghiera cristiana perché solleva le anime del Purgatorio fino al Paradiso</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto ci sono <strong>altre testimonianze iconografiche del “circulum praecatorium”</strong>. Alcuni esempi: <em>S. Monica e due fanciulli oranti</em> di Paolo Uccello (1397-1475), il <em>S. Antonio Abate</em> del Sassetta (1392-1450), il S. Antonio del <em>Trittico della Penitenza di San Girolamo </em>di Joachim Matinir (1485-1524) o il S. Antonio del <em>Polittico dell’Agnello Mistico</em> dipinto fra il 1426 e il 1432 da Jan e Hubert van Eyck.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 26 settembre 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[INTEGRAZIONE È FAR CONOSCERE LA NOSTRA CIVILTÀ. A COMINCIARE DAL CRISTIANESIMO]]></title>
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		<updated>2026-09-27T14:36:55Z</updated>
		<published>2026-09-25T20:07:45Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Benedetto Croce"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="cristianesimo"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Don Lorenzo Milani"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Federico Chabod"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Scuola"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="124" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-300x124.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-300x124.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-1024x424.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-768x318.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-1015x420.png 1015w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-640x265.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10-681x282.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-27-alle-16.35.10.png 1242w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Inclusività? Integrazione? Ieri la prima pagina di Repubblica recitava: &#8220;Scuola, i paletti del Colle&#8221;. Ma la scuola, a parte la mera convivenza, in che modo integra le nuove generazioni appartenenti a culture e mentalità molto diverse dalla nostra? La conoscenza della lingua italiana (alla base del provvedimento del governo sul numero di stranieri per classe) [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;">La conoscenza della <strong>lingua italiana</strong> (alla base del provvedimento del governo sul numero di stranieri per classe) è <strong>il requisito primario e indispensabile</strong>. Ma poi c’è la sostanza, cioè i contenuti da imparare: <strong>la scuola</strong> stessa. Che <strong>deve far conoscere alle nuove generazioni la nostra cultura e la nostra civiltà perché in un’identità inesistente non si integra nessuno, come ripete il card. Sarah</strong>.<span id="more-14644"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Il ministro <strong>Valditara</strong> è stato attaccato già solo per aver ribadito, per i programmi di storia delle superiori, <strong>&#8220;la centralità della storia dell’Italia, dell’Europa e dell&#8217;occidente&#8221;</strong>, che dovrebbe essere un&#8217;ovvietà. È <strong>lo scopo fondamentale della scuola</strong> anche per gli alunni italiani che spesso sono una pagina bianca. <strong>Se noi stessi non sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove abitiamo, non possiamo “accogliere” altri. Senza storia, né identità, né regole non c’è casa. È la giungla</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi c&#8217;è chi ha <strong>storto il naso</strong> pure perché, negli stessi programmi delle superiori, <strong>per letteratura</strong>, accanto ai poemi epici classici &#8220;fondamento della civiltà europea (Omero, in particolare l&#8217;Odissea e l&#8217;Eneide di Virgilio)&#8221;, il ministero ha scritto: &#8220;può essere utile anche la lettura in classe di <strong>alcune pagine della Bibbia, &#8216;grande codice&#8217; di ispirazione delle letterature</strong>&#8220;.<br />
È un primo passo nella direzione giusta. Ma <strong>se vogliamo una integrazione</strong> &#8211; soprattutto per i ragazzi che vengono da culture del tutto diverse come gli islamici &#8211; <strong>dovremmo parlare di una conoscenza vera, fin dalle elementari (non solo alle superiori), della nostra civiltà. A cominciare dal cristianesimo che ne è il fondamento</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vi propongo una citazione:</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Non dite che <strong>il Vangelo</strong> tocca ai preti. Anche levando il problema religioso, restava <strong>il libro da studiare in ogni scuola e in ogni classe. A letteratura il capitolo più lungo toccava al libro che più ha lasciato il segno, quello che ha varcato le frontiere. A geografia il capitolo più particolareggiato doveva essere la Palestina. A storia i fatti che hanno preceduto accompagnato e seguito la vita del Signore</strong>. In più occorreva una materia apposta: <strong>scorsa sull’Antico Testamento, lettura del Vangelo</strong> su una sinossi, critica del testo, questioni linguistiche e archeologiche”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Immaginate cosa succederebbe se fosse una pagina del ministro Valditara…Invece <strong>è di don Lorenzo Milani, colui che il Pd considera uno dei suoi padri ispiratori (Veltroni, da segretario, adottò il suo motto &#8220;I care&#8221;)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa pagina è tratta dal libro <strong>&#8220;Lettera a una professoressa&#8221;</strong>, che è ritenuto <strong>la bandiera del &#8217;68</strong>, il suo inizio (poi fu rimpiazzato da Marcuse). Don Milani aggiungeva: <strong>“Da gente che dimentica il Vangelo c’è da aspettarsi qualunque cosa. Vien fatto di dubitare di tutto quello che insegnate”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Non scrisse queste cose perché era un prete, ma <strong>perché era un grande educatore</strong> che <strong>alla scuola ha dedicato tutta la sua vita</strong>. Lui voleva <strong>educare dei cittadini consapevoli</strong>. Non bisogna essere un prete per capire la centralità del cristianesimo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Franco Fortini </strong>è stato uno dei più lucidi intellettuali marxisti del secondo Novecento. Cominciai a seguire i suoi corsi di “Critica letteraria”, all’Università di Siena, fin dal primo anno. Un giorno venne in aula e <strong>cominciò a leggere una stupenda poesia</strong>. Chiese se qualcuno la conosceva. Risposi che mi sembrava <strong>il “Mercoledì delle ceneri” di Thomas S. Eliot</strong>. Era infatti quel giorno e Fortini chiese a tutti <strong>cosa significa</strong> il mercoledì delle ceneri. <strong>La platea, perlopiù di sinistra, si mostrò ignara. E lui disse testualmente: “qualunque idea abbiate, non potete studiare letteratura, arte, filosofia, storia se non sapete tutto del cristianesimo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pochi anni dopo, lavorando al <em>Sabato</em>, ricordo di aver intervistato <strong>Massimo Cacciari</strong> che, con la sua consueta decisione, <strong>si scagliava contro la scuola che faceva arrivare all’università giovani che non sanno nulla del cristianesimo</strong>. Riteneva che fosse una cosa <strong>inammissibile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le stesse considerazioni sulla <strong>centralità del cristianesimo</strong> sono state fatte da <strong>personalità laico-liberali, anche anticlericali, come Benedetto Croce e Federico Chabod</strong> (ma se ne potrebbero citare altri).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il primo, nel celebre saggio <em>Perché non possiamo non dirci cristiani</em>, scriveva fra l’altro che <strong>“il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta”</strong> tanto che “non meraviglia che sia apparso o possa ancora apparire <strong>un miracolo</strong>, una rivelazione dall’alto, <strong>un diretto intervento di Dio nelle cose umane, che da lui hanno ricevuto legge e indirizzo affatto nuovo. Tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate. [&#8230;] E le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni [&#8230;] non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana, in relazione di dipendenza da lei, a cui spetta il primato perché l’impulso originario fu e perdura il suo</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Federico Chabod</strong>, rifacendosi a Croce, scrive: <strong>“Non possiamo non essere cristiani, anche se non seguiamo più le pratiche di culto, perché il Cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile… Anche i cosiddetti ‘liberi pensatori’, anche gli ‘anticlericali’ non possono sfuggire a questa sorte comune dello spirito europeo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il cristianesimo, che fece propria la cultura greco-romana, <strong>origina e comprende nella sua storia anche l’illuminismo e la laicità liberale</strong>. Tanto che <strong>convive</strong>bene con essi. <strong>Il cristianesimo dovrebbe diventare parte dei programmi scolastici come una </strong><strong>materia</strong> (diversa dall’ora facoltativa di religione cattolica).</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 25 settembre 2026</p>
<p>La foto da Libero del 25 settembre</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[UN GUARESCHI POLITICAMENTE CORRETTO? NO, GRAZIE]]></title>
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		<id>https://www.antoniosocci.com/?p=14635</id>
		<updated>2026-09-25T07:28:51Z</updated>
		<published>2026-09-19T20:23:34Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Giovannino Guerreschi"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="296" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-300x296.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-300x296.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-768x758.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-425x420.jpg 425w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-640x632.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-681x672.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>“Credo che i giovani oggi abbiano bisogno di riscoprire Antonino Guareschi”. Queste le parole che La Stampa attribuisce a Giuseppe Zeno, l’attore che interpreta Guareschi  nel film che andrà in onda domenica su Rai1. Magari riscopriamolo con il suo vero nome che era Giovannino (non Antonino). Questo piccolo infortunio conferma che l’inventore di Don Camillo [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/un-guareschi-politicamente-corretto-no-grazie/"><![CDATA[<img width="300" height="296" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-300x296.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-300x296.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-768x758.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-425x420.jpg 425w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-640x632.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024-681x672.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/giovannino-guareschi-legge-il-candido-2e7a4b-1024.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">“Credo che i giovani oggi abbiano bisogno di riscoprire <strong>Antonino </strong>Guareschi”. Queste le parole che <em>La Stampa</em> attribuisce a <strong>Giuseppe Zeno</strong>, l’attore che interpreta Guareschi  nel film che andrà in onda domenica su Rai1. Magari riscopriamolo con il suo vero nome che era <strong>Giovannino</strong> (non Antonino). Questo piccolo infortunio conferma che l’inventore di Don Camillo e Peppone è proprio <strong>destinato all’incomprensione</strong>.<span id="more-14635"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Il film, intitolato appunto <em>Giovannino Guareschi non muoio neanche se mi ammazzano</em>, è un tentativo di riportare all’attenzione <strong>uno scrittore i cui libri sono stati tradotti in più di cento lingue e hanno venduto molti milioni di copie</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La sua è – a quanto pare &#8211; <strong>l’opera italiana più tradotta nel mondo</strong>, testa a testa con <em>Pinocchio</em> di Carlo Collodi (poi viene <em>Il Nome della rosa</em> di Umberto Eco). Guareschi fu perfino <strong>candidato al Nobel per la Letteratura</strong> e si resta allibiti nel constatare come <strong>poi è rimasto ai margini per decenni</strong>. <strong>Ignorato dai media e dal mondo accademico o intellettuale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Meritoriamente, con l’attuale <strong>ministro dell’istruzione Valditara</strong>, nelle <strong>indicazioni nazionali sui programmi</strong>, fra gli scrittori consigliati agli studenti <strong>è stato inserito anche Guareschi</strong> (insieme ai soliti immancabili Cassola, Moravia, Pratolini eccetera). Finalmente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma ancora più sconcertante è stata (ed è) <strong>la sua assenza nella cultura cattolica ufficiale (che è cosa diversa dalla cultura cattolica popolare)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proprio in questa rubrica, di recente, ho parlato del volume (832 pagine) intitolato <em>La preghiera nella letteratura italiana </em>(IPL) dedicato <strong>“all’arcivescovo Mario”</strong> (Mario Delpini, di Milano) e realizzato da <strong>più di settanta studiosi</strong> sotto la direzione di <strong>alcuni </strong><strong>docenti dell’Università Cattolica</strong><strong> di Milano</strong><strong> </strong>e del <strong>prefetto emerito della Biblioteca Ambrosiana</strong>. Parla della preghiera nella letteratura italiana e, quando si arriva al Novecento, fra i vari autori, <strong>manca del tutto il nome di Guareschi i cui libri si possono ritenere incentrati proprio sulla preghiera</strong> (il continuo dialogo fra Don Camillo e il Crocifisso).</p>
<p style="font-weight: 400;">E si tratta di preghiera nel senso più profondo. Il <strong>card. </strong><strong>Giacomo Biffi</strong>, nel libro <em>Pinocchio, Peppone, l’Anticristo</em>, ha scritto: <strong>“càpita di scoprire in questi racconti folgorazioni teologiche degne dei più profondi pensatori cristiani”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qui tocchiamo un punto critico anche del <strong>film su Guareschi</strong>. Infatti è stato notato, anche dal giornale dei vescovi, che <strong>è “quasi del tutto assente il suo profondo cristianesimo”</strong>. Il regista (e sceneggiatore) <strong>Andrea Porporati</strong> ha dato <strong>una risposta pessima, improntata al politicamente corretto: </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“Volevamo che il film fosse universale. Insistere sulla fede avrebbe fatto piacere ai cattolici, ma, magari, avrebbe potuto dispiacere a qualcun altro”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Difficile trovare un concetto più anti guareschiano di questo</strong> perché proprio <strong>Guareschi </strong>è un esempio, più unico che raro, di giornalista e scrittore che <strong>non ha mai inseguito il facile applauso al prezzo della verità. Non ha mai voluto piacere a tutti. Non temeva di dispiacere. Non ha mai lisciato per il verso del pelo l’opinione dominante, ma è stato ruvido e duro perfino con chi era dalla sua parte</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quella del regista è anche una risposta culturalmente <strong>assurda</strong>. Perché un’opera <strong>non diventa universale quando cancella le cose divisive e vuol piacere a tutti</strong>(si consideri il caso sommo: la <em>Commedia</em> dantesca). Il successo dei libri di Guareschi (e dei film) dimostra che <strong>diventa universale ciò che è autentico, anche se racconta un “mondo piccolo”, particolare e assai polarizzato e conflittuale</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto <strong>Gesù Cristo</strong>, colui che dall’altare della chiesina del paese è protagonista dei racconti di Guareschi, <strong>non ha mai voluto piacere a tutti, anzi ha detto esplicitamente di essere una spada che divide, avanzando la pretesa inaudita di essere Dio</strong>. Non a caso è morto in croce a trent’anni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Da duemila anni suscita la più grande divisione perché è il “segno di contraddizione” (Lc 2,34), eppure nessuna storia è più universale e amata della sua. Lo mostra anche il “Mondo piccolo” di Guareschi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 19 settembre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[PD E ULIVO AL MACERO. IL CAMPO LARGO TORNA AL ROSSO ANTICO (ED È PERICOLOSO)]]></title>
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		<updated>2026-09-18T20:24:11Z</updated>
		<published>2026-09-18T20:23:49Z</published>
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<p style="font-weight: 400;">Ieri <strong>Luigi Marattin</strong>, che pure del Pd è stato <strong>parlamentare</strong>, è arrivato a lanciare un pesante allarme: “Sono sempre stato contrario alle formule politiche del tipo <strong>‘Comitato di salvezza nazionale’</strong> contro Tizio o Caio. <strong>Dopo aver sentito leader e dirigenti nazionali e locali del Pd scagliarsi contro il neoliberismo, a favore della diserzione e per l’eredità del comunismo; dopo aver visto esponenti di Avs e M5S a pochi metri da chi aveva le bandiere di Hamas e di Hezbollah, sto tuttavia cominciando a cambiare idea. Penso occorra davvero un Comitato di Salvezza Nazionale. Contro una possibile vittoria del Campo Largo</strong>”.<span id="more-14631"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Attualmente Marattin è leader del Partito liberaldemocratico, una piccola formazione centrista che pare andare verso un’alleanza con Azione di Carlo Calenda, anch’egli proveniente dal Pd.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono usciti dal Pd pure altri riformisti, come <strong>Pina Picierno</strong> (vicepresidente del Parlamento europeo). Segnali di un malessere profondo per il ritorno del Pd al rosso antico, <strong>il suo divorzio dal riformismo, dal ceto medio e dall’Occidente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sempre ieri Marattin ha scritto su X: <strong>“</strong><strong>E voi che pensavate che l’attacco al neo-liberismo della segretaria Schlein &#8211; o l’invito alla diserzione della segreteria dei giovani &#8211; fosse abbastanza. Sentite un po’ qua invece, va”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sotto queste parole ha pubblicato il video di un giovane che dal palco della <strong>Festa dell’Unità</strong>, con la scritta <strong>Partito democratico</strong>, tuona fra le acclamazioni del pubblico: <strong>“Sì, noi siamo i figli, noi siamo i nipoti della storia del comunismo italiano e nel concreto dobbiamo liberarci dal giogo imperialista di Trump e degli Stati Uniti, dall’oppressiva retorica sionista, dalla tentazione di cedere alle sirene del capitalismo, del capitale, del liberismo e salpare finalmente con coraggio verso nuovi orizzonti”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Tutto questo accanto al simbolo del Pd. Marattin ha osservato: “Quando militavo io nel centrosinistra, queste cose <strong>le dicevano solo Rifondazione Comunista e Socialismo Rivoluzionario</strong>.<strong> E questo è il Pd, eh. Il partito-perno della coalizione</strong>. Poi ci sono <strong>Avs e M5S</strong>, che <strong>vanno in piazza con chi porta le bandiere di Hamas e Hezbollah</strong>. Sarà studiato nelle scuole, quello che è successo al centrosinistra in pochi anni”.</p>
<p style="font-weight: 400;">I media, concentrati tutti e solo su Vannacci che, grazie alla loro cassa di risonanza, sottrae voti al centrodestra, hanno evitato di riflettere su <strong>ciò che sta accadendo nel centrosinistra</strong>. Forse per non riconoscere che, in fondo, <strong>il Pd era solo una maschera</strong> per una classe dirigente, in larga parte, proveniente dal Pci.</p>
<p style="font-weight: 400;">O per non riconoscere che <strong>Berlusconi </strong>non aveva tutti i torti quando, dal 1994 in poi, ha continuato a recitare <strong>la litania Pci-Pds-Ds-Pd</strong> e a pungerli <strong>chiamandoli “comunisti”</strong> suscitando la reazione stizzita anche degli opinionisti dei giornaloni che ripetevano che i comunisti non ci sono più e che lui voleva far credere agli italiani che esiste Babbo Natale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La Schlein, nel 2024, rappresentando Enrico Berlinguer sulla tessera del Pd, non ha fatto solo una scelta sentimentale, ma un’operazione-verità: ha abbassato la maschera di un Pd</strong> che dentro, pur con le mosche cocchiere della sinistra Dc (sempre più a disagio), <strong>è rimasto a quel passato e che ancora venera Berlinguer come il suo santo laico</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nei giorni scorsi ha fatto notizia la <strong>Segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virgilia Libero</strong>, che ha dichiarato “ve lo diciamo a gran voce: non saremo noi <strong>i soldati delle vostre guerre</strong>. <strong>Noi</strong> <strong>organizzeremo</strong> <strong>i disertori</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nessuno ha ricordato <strong>un episodio passato</strong>. Era il <strong>1950</strong>, in piena <strong>guerra fredda</strong>. <strong>Berlinguer</strong> era a capo della Fgci e – scrive Chiara Valentini nella sua biografia – <strong>“aveva affermato che, in caso di guerra, i giovani italiani non avrebbero mai combattuto contro l’Urss, provocando un duro discorso di risposta di De Gasperi in persona”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>L’Urss si stava mangiando mezza Europa e Berlinguer, a quel tempo, definiva Stalin come “il miglior amico e maestro della gioventù, il difensore della pace e il campione della liberazione del genere umano”.</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Si dirà che erano altri tempi. Ma <strong>Berlinguer è sempre rimasto comunista, non fece mai autocritiche, né riconobbe l’orrore del comunismo, né abbandonò il Partito che anzi guidò per tutta la vita</strong>. Certo dopo la destalinizzazione di Mosca, mai ripeté quelle parole, ma <strong>ancora negli anni Settanta affermava la superiorità etica dei regimi dell’est europeo su quelli capitalisti</strong>. Questa è la storia del Pci. Sta tornando, sia pure in forme diverse?</p>
<p style="font-weight: 400;">Il miglior allievo di Berlinguer, <strong>Massimo D’Alema</strong>, secondo le cronache degli ultimi giorni, <strong>è riapparso nel dibattito sul campo largo</strong>, con un’iniziativa di ItalianiEuropei a cui ha partecipato la Schlein.</p>
<p style="font-weight: 400;">D’Alema è colui che nel <strong>maggio 1995</strong>, da <strong>segretario del Pds</strong>, andò in visita alla <strong>City di Londra</strong> e in quel tempio del capitalismo <strong>rivendicò il merito delle privatizzazioni e disse che la Sinistra voleva in Italia una “rivoluzione liberale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo 25 anni, <strong>nel 2020</strong>, nel libro <em>Grande è la confusione sotto il ciel</em>o, <strong>D’Alema appare molto cambiato. Ed è interessante leggere le sue considerazioni sulla Russia di Putin e sulla “straordinaria della modernizzazione della Cina” e il “suo prepotente riemergere come grande potenza mondiale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche questa cornice internazionale, che vede <strong>gli Usa e l’Occidente sotto attacco</strong>, fa capire <strong>la regressione del Pd verso il passato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Antonio Socci</p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 18 settembre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[LA LIBERAZIONE DALLA STUPIDITÀ E DAL CONFORMISMO]]></title>
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		<updated>2026-09-16T21:12:51Z</updated>
		<published>2026-09-16T21:12:51Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="219" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/conformismo-large-300x219.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/conformismo-large-300x219.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/conformismo-large-575x420.jpg 575w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/conformismo-large-640x467.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/conformismo-large-681x497.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/09/conformismo-large.jpg 690w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Nel recente discorso di Bari, Giorgia Meloni ha detto: “Noi non siamo negazionisti del cambiamento climatico, noi siamo negazionisti delle idiozie con cui la sinistra ci dice che dobbiamo combattere il cambiamento climatico, perché siamo persone intelligenti”. Altri esponenti del governo hanno contrapposto il buon senso, la razionalità e il realismo alle “follie ideologiche ultra-ambientaliste” [&#8230;]</p>
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<p style="font-weight: 400;">Altri esponenti del governo <strong>hanno contrapposto il buon senso, la razionalità e il realismo alle “follie ideologiche ultra-ambientaliste” che </strong><strong>danneggiano la nostra industria senza salvare il pianeta</strong>. Gli ambientalisti rispondono con toni altrettanto pungenti.<span id="more-14621"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Sono frequenti i termini <strong>follia e stupidità</strong>. Si dibatte poi <strong>se sia stupido “dire no all’immigrazione” o sia stupido il contrario</strong>. <strong>“Stupido”</strong> è anche la definizione che <strong>Romano Prodi</strong>, da Presidente della Commissione europea, dette del <strong>patto di stabilità</strong> che <strong>tuttavia continua a gravare su di noi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di stupidità ha recentemente parlato il presidente <strong>Mattarella </strong>accostando “l’illusione del dominio infallibile delle Intelligenze artificiali e la prevalenza definitiva della <strong>stupidità naturale</strong>”. Inoltre, a proposito di intolleranza e pregiudizi, il presidente ha detto: “riaffiora, gravissimo, <strong>l’antisemitismo, che si alimenta anche di </strong><strong>stupidità</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Donald Trump</strong> parlando della guerra in Ucraina ha dichiarato: “fermate questa <strong>stupida guerra</strong>! Le cose potranno solo peggiorare”. E ha polemizzato con coloro che non l’hanno impedita o non la vogliono fermare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma la “stupidità” cos’è? Si tratta solo di una pungente espressione polemica del dibattito politico o è davvero una componente che pesa nelle vicende umane?  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>John Maynard Keynes</strong>, nel 1919, finita la prima guerra mondiale, partecipò alla Conferenza di pace di Versailles – delegato dal governo britannico – e si dimise polemicamente perché riteneva il Trattato troppo punitivo verso la Germania e <strong>causa di future guerre</strong> (come infatti accadde vent’anni dopo). Lo spiegò con un libro, diventato celebre, <em>Le conseguenze economiche della pace</em>, <strong>dove accusò di ostinata miopia intellettuale, grave imprudenza politica, irrealismo e sciocca avidità gli Stati che a Versailles non si resero conto di portare al disastro il futuro della civiltà europea. Fu profetico</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non so se la Conferenza di Versailles si possa definire <strong>un clamoroso caso di “stupidità politica”</strong>. In realtà “stupidi” sono i pregiudizi, gli egoismi e le ideologie che accecano. Di fatto la storia, anche recente, mostra che <strong>un fenomeno del genere è ricorrente e può riguardare leadership di rilievo, classi dirigenti colte e intelligenti. Ma non lungimiranti, non realiste, non sagge</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto <strong>“la seconda legge fondamentale della stupidità umana”</strong>, che lo storico <strong>Carlo Cipolla</strong>, in un suo saggio, applica agli individui, dice che si può essere stupidi <strong>indipendentemente “da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona”</strong>. Dunque <strong>non sono esenti le leadership colte e intelligenti, se sono prive di realismo e consapevolezza delle conseguenze di certe scelte. E magari sono imbevute di ideologie</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Passando dall’incidenza della stupidità nelle <strong>decisioni delle élite, degli Stati, delle organizzazioni sovrannazionali</strong>, alla sua influenza nei <strong>fenomeni sociali collettivi</strong>, viene in mente l’aforisma di <strong>Leo Longanesi: “</strong><strong>Uno stupido è uno stupido, due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lui scriveva nel cuore del <strong>Novecento, il secolo che ha visto l’irruzione delle masse, delle ideologie, dei totalitarismi e della loro propaganda</strong>. Dunque si riferiva ai fenomeni che producono <strong>folla, conformismo e fanatismo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Intendeva dire che <strong>la mancanza di senso critico individuale ha un impatto minimo, ma se riguarda una massa di persone che invece di pensare con la propria testa si aggrega come un gregge, per evitare la fatica e il coraggio dell’indipendenza intellettuale, allora si crea </strong><strong>una </strong><strong data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-processed="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, &quot;Helvetica Neue&quot;, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom-width: 0px; border-bottom-style: none; border-bottom-color: rgb(22, 23, 26);">forza d&#8217;urto cieca,</strong><strong>facilmente manipolabile da macchine del consenso, demagoghi, partiti, lobby e apparati mediatici o economici</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche in questo caso si potrebbero fare esempi significativi, non solo dei grandi e tragici sommovimenti politici del Novecento, ma pure di <strong>più recenti mode ideologiche</strong> incruente e movimenti d’opinione dilagati nel mondo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla stupidità ha dedicato una riflessione pure il grande <strong>Dietrich Bonhoeffer</strong>: teologo, pastore evangelico tedesco, docente universitario, oppositore al nazismo e protagonista della resistenza anti hitleriana, <strong>impiccato, a 39 anni, per ordine del Führer nel lager di Flossenbürg il 9 aprile 1945</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nelle pagine di <em>Resistenza e resa</em> è davvero drastico: “Per il bene <strong>la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità</strong>. Contro il male è possibile <strong>protestare</strong>, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile <strong>opporsi con la forza</strong>; il male porta sempre con sé il germe dell’autodissoluzione, perché dietro di sé nell’uomo lascia almeno un senso di malessere. <strong>Ma contro la stupidità non abbiamo difese</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È impossibile, dice, trattare con chi è impermeabile agli argomenti razionali e all’evidenza dei fatti</strong>. E si tratta “di un difetto che <strong>interessa non l’intelletto, ma l’umanità di una persona</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Bonhoeffer nota che spesso è <strong>l’indottrinamento del potere</strong> che “provoca l’istupidimento di una gran parte degli uomini” Con il <strong>contagio sociale</strong> e la pressione della <strong>propaganda</strong> l’uomo “viene <strong>derubato della sua indipendenza interiore</strong> e rinuncia così, più o meno consapevolmente, ad assumere un atteggiamento personale davanti alle situazioni che gli si presentano”.</p>
<p style="font-weight: 400;">È la stessa cosa che denunciarono <strong>Aleksandr Solzenicyn con il suo “vivere senza menzogna” e Vaclav Havel che esortava a rifiutare la sottomissione alla menzogna nel <em>Potere dei senza potere</em></strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Occorre <strong>“un atto di liberazione”</strong>. Bonhoeffer scrive che <strong>“la liberazione interiore dell’uomo alla vita responsabile davanti a Dio è l’unica reale vittoria sulla stupidità”. Che poi è il primato della voce della coscienza sul conformismo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 16 settembre 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/la-liberazione-dalla-stupidita-e-dal-conformismo/">LA LIBERAZIONE DALLA STUPIDITÀ E DAL CONFORMISMO</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[BONA(GU)CCINI. QUANDO IL POPOLO ABBANDONA LA SINISTRA E VA A DESTRA]]></title>
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		<updated>2026-09-12T21:28:18Z</updated>
		<published>2026-09-12T21:28:18Z</published>
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<p style="font-weight: 400;">Invece oggi, come ha spiegato giorni fa <strong>Stefano Bonaccini</strong>, presidente del Pd, <strong>“chi sta peggio economicamente” non vota più a sinistra, ma a destra</strong>.Mentre <strong>a sinistra</strong> si trova la <strong>borghesia radical chic dei salotti</strong>, ci sono <strong>i benestanti della Ztl</strong> che leggono <em>Repubblica</em>, l’intellettuale (progressista), il professore (luogocomunista), il grosso editore (illuminato), l’attore (engagé), lo scrittore politicamente corretto, <strong>il giornalista “democratico e antifascista”, il cantante</strong>, specialmente se <strong>cantautore</strong> (a proposito: ieri il <em>Corriere della sera</em>, in un articolo sul suo testamento, scriveva che il patrimonio di Guccini è <strong>“stimato fra i 6 e i 10 milioni di euro”</strong>: è il giusto e ricco frutto di un’intensa e valida attività artistica). Insomma, <strong>a sinistra trovi coloro che stanno economicamente bene, anche molto bene</strong>.<span id="more-14616"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Poi <strong>Bonaccini</strong>, in quella sua analisi, aggiunge che <strong>i</strong><strong>l voto a destra</strong>, oltreché da chi sta peggio, arriva in maniera maggioritaria da <strong>“chi ha poco studiato”.</strong> In effetti le analisi sociologiche lo confermano. Ma, attenzione, <strong>sbaglierebbe chi interpretasse questo dato con il classismo tipico di certi intellettuali secondo i quali votano a destra gli ignoranti perché si fanno ingannare dalla propaganda</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è affatto così. Anzi, un grande studioso, <strong>Jacques Ellul</strong>, nella sua famosa opera <strong>Propaganda</strong>, uno studio di quasi 500 pagine, dice cose molto diverse. Sorprendenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’uomo che sta economicamente male, o è addirittura in miseria, “non può essere oggetto di propaganda, tenuto in pugno, canalizzato, orientato”</strong>. È solo con l’uomo benestante che “la propaganda avanzata può funzionare”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il povero giudica in base alle sue <strong>condizioni materiali</strong>: per esempio, se il suo quartiere è <strong>invaso da immigrati</strong> ed è diventato invivibile <strong>non lo accetta</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Invece <strong>il benestante</strong>, che non prova sulla sua pelle i guai dell’immigrazione, <strong>giudica in base a schemi ideologici che lo fanno sentire illuminato, tollerante e cosmopolita: “la propaganda” scrive Ellul “è fatta per l’individuo dotato di un certo livello di vita”. E “affinché possa ricevere la propaganda, l’individuo deve aver raggiunto un minimo di cultura”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anzi, più la propaganda è informata e fondata su dati, più <strong>attecchisce fra chi si ritiene colto</strong>: “L’intellettuale è più facilmente afferrato da quel tipo di propaganda” perché gli dà l’illusione di “conservare il proprio libero arbitrio”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La propaganda “dà spiegazioni semplici, globali” e con slogan e luoghi comuni <strong>crea conformismo e un illusorio senso di appartenenza</strong>. Secondo Ellul <strong>“risponde al bisogno di condividere, al bisogno di comunità, alla necessità di fondersi in un gruppo, di adottare un’ideologia collettiva che arresti la solitudine. È una vera e propria terapia alla solitudine”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non solo. Per esempio “con il cinema permette allo spettatore di valorizzarsi attraverso <strong>la proiezione nella figura dell’eroe</strong>”, inoltre <strong>“parla al mio buon senso, alla mia passione, provoca la mia collera e la mia indignazione. Risveglia il mio sentimento di giustizia o il mio desiderio di libertà. Mi fa sentire una passione violenta che mi porta fuori dal grigiore quotidiano”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine – scrive Ellul &#8211; “la propaganda viene a rispondere su larga scala alla necessità di <strong>sfogarsi</strong>” e all’uomo, che nasconde i suoi sentimenti peggiori, “<strong>offre un oggetto d’odio</strong> (perché ogni propaganda è centrata su un nemico)”. <strong>Non più “un odio vergognoso e malvagio che deve essere nascosto, ma un odio legittimo, che è giusto provare”. Perché ci si sente il Bene e si considera il nemico come il Male</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ellul, che parla delle diverse ideologie e dei vari sistemi politici, fa riflettere sul presente? Giudicate voi.</p>
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<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
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<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 12 settembre 2026</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/bonaguccini-quando-il-popolo-abbandona-la-sinistra-e-va-a-destra/">BONA(GU)CCINI. QUANDO IL POPOLO ABBANDONA LA SINISTRA E VA A DESTRA</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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