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	<title type="text">Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci</title>
	<subtitle type="text">il blog di Antonio Socci</subtitle>

	<updated>2026-04-05T18:19:19Z</updated>

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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[PASQUA. LA PACE CHE CI DONA IL RISORTO E’ L’OPPOSTO DELLA PACE DELL’ONU. ECCO COSA SIGNIFICA]]></title>
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		<published>2026-04-05T18:19:19Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="295" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-300x295.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-300x295.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-768x756.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-426x420.png 426w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-640x630.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-681x671.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32.png 928w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Un amico, un bravo frate francescano, in questi giorni mi ha mandato una mail così titolata: “Non bisogna ridurre la Pasqua al tema della pace”. Quella mail conteneva il link a un video di mons. Enrico Manfredini (1922-1983) che fu anche arcivescovo di Bologna (era stato, fin dagli anni del seminario, un grande amico di [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/pasqua-la-pace-che-ci-dona-il-risorto-e-lopposto-della-pace-dellonu-ecco-cosa-significa/"><![CDATA[<img width="300" height="295" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-300x295.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-300x295.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-768x756.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-426x420.png 426w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-640x630.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32-681x671.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-01.14.32.png 928w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Un amico, un bravo <strong>frate francescano</strong>, in questi giorni mi ha mandato una mail così titolata: <strong>“Non bisogna ridurre la Pasqua al tema della pace”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quella mail conteneva il link a un video di <strong>mons. Enrico Manfredini</strong> (1922-1983) che fu anche arcivescovo di Bologna (era stato, fin dagli anni del seminario, un grande amico di Luigi Giussani e di Giacomo Biffi).<span id="more-14225"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel video Manfredini diceva:</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Non è dunque, l&#8217;augurio pasquale, un augurio generico sentimentale alla riconciliazione</strong>. La colomba, il ramoscello d&#8217;ulivo, simboli di pace e di riconciliazione dall&#8217;epoca del diluvio, vengono presentati all&#8217;opinione pubblica come <strong>un invito, molto generico e superficiale, a voler comporre odi e dissidi e a voler vivere in una maniera più serena: questa non è la Pasqua</strong>. C&#8217;è, in questo modo di pensare, qualche elemento pasquale, ma, ahimé, <strong>svuotato del suo significato più profondo</strong>.</em> <em>Fare Pasqua è sradicare il male. <strong>Fare Pasqua è innestare nella coscienza purificata la vita di Gesù Cristo</strong>”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">In sostanza, diceva, la “buona Pasqua” è <strong>convertirsi</strong>. Perché <strong>la Chiesa non è una Ong</strong>. Manfredini coglieva <strong>ciò che spesso, oggi, i cattolici e i pastori dimenticano: lo scopo per cui il Figlio di Dio si è incarnato, è morto per noi ed è risorto è riconciliare l’umanità perduta con Dio, sconfiggere il male e la morte che è il grande incubo dell’uomo. Salvare le creature umane aprendo loro l’orizzonte della resurrezione, dell’eternità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo ha spiegato per tutta la vita, magistralmente, <strong>Vittorio Messori</strong> che ha lasciato questa terra proprio il venerdì santo. Vittorio è stato uno straordinario giornalista, letto e apprezzato in tutto il mondo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lui ha colto come pochissimi altri <strong>il problema della Chiesa del nostro tempo che è quello di ridurre Gesù Cristo a pretesto per parlare d’altro, normalmente di questioni sociali o politiche ovviamente in consonanza con il pensiero dominante</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Invece Vittorio, dopo la sua conversione, ha ricordato per decenni, con i suoi libri, che <strong>ciò che conta è Cristo stesso e che lo scopo della sua incarnazione è la salvezza delle anime e la risurrezione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Parlando delle apparizioni di <strong>Fatima</strong>, dove ai tre bambini fu mostrata la sconvolgente <strong>visione dell’inferno</strong>, Messori diceva: <strong>“dell’inferno, com’è noto, neanche i preti, neanche i vescovi osano più parlare”, invece “Maria, che grazie a Dio è politicamente scorretta, ricorda anche al clero che spesso lo dimentica, che esistono i Novissimi” (cioè morte, giudizio, inferno e paradiso)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò significa che non è importante <strong>la pace</strong>? E’ importantissima, come tutto ciò che riguarda la breve vita degli uomini sulla terra. Ma <strong>quale pace?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Lo ha fatto capire <strong>Leone XIV</strong> nel primo intervento dopo la sua elezione, quando, affacciato dalla terrazza di San Pietro, ha detto: “<strong>La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore</strong>, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi!”</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La pace di cui parla Gesù, la pace che Lui porta, è la riconciliazione con Dio</strong>(quindi con sé stessi e con gli altri). È <strong>la fine dell’incubo della morte</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È stato Gesù stesso a sottolineare che la sua non è la pace dell’Onu: “</strong><strong>Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il mondo chiama pace anche l’orrore, purché ci sia assenza di guerra. Ma è pace? Per fare un esempio attuale, si può chiamare pace ciò che accadeva in Iran prima dell’inizio della guerra visibile, prima del 28 febbraio?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sarebbe ipocrita ritenere in pace un Paese in cui <strong>il regime schiaccia in modo disumano la libertà, torturando e ammazzando, com’è accaduto il 9 gennaio, migliaia di giovani manifestanti per imporre la propria ideologia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Si può considerare pace quella di sistemi totalitari che annientano la dignità, la libertà e la vita più fragile o perseguitano parte dei propri cittadini? </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Bisogna riconoscere che <strong>non c’è mai pace sulla terra</strong>. Ciò che si può e si deve fare è <strong>migliorare le condizioni dei popoli</strong>, dare loro libertà e prosperità, ma spesso fare questo non è indolore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre <strong>non bisogna illudersi di poter cancellare totalmente il male, la violenza, l’ingiustizia, il dolore e la morte</strong>. È giusto e doveroso lavorare per <strong>la prosperità, la libertà e la pace, ma ricordando che saranno sempre traguardi imperfetti, fragili e provvisori</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I messianismi politici del Novecento, che avevano la pretesa di costruire il paradiso in terra, hanno costruito orridi inferni.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La storia umana è fatta di sangue. <strong>Benedetto XVI</strong>, nella sua enciclica <em>Spe salvi</em>, cita i pensatori della scuola di Francoforte e ricorda che <strong>Adorno, che era non credente, “ha sempre sottolineato che una vera giustizia, richiederebbe un mondo ‘in cui non solo la sofferenza presente fosse annullata, ma anche revocato ciò che è irrevocabilmente passato’. Questo, però, significherebbe che giustizia non può esservi senza risurrezione dei morti. Una tale prospettiva comporterebbe ‘la risurrezione della carne’”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Adorno intuiva che <strong>una vera giustizia dovrebbe riguardare tutte le generazioni ed essere definitiva</strong>, ma questo <strong>esigerebbe la resurrezione dei corpi e l’eternità</strong>. È possibile crederlo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Benedetto XVI rispondeva: “Dio stesso rivela il suo Volto nella figura del sofferente che condivide la condizione dell&#8217;uomo&#8230; <strong>Sì, esiste la risurrezione della carne. Esiste una giustizia. Esiste la ‘revoca’ della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce il diritto</strong>. Per questo la fede nel <strong>Giudizio finale</strong> è innanzitutto e soprattutto <strong>speranza</strong> – quella speranza, la cui necessità si è resa <strong>evidente proprio negli sconvolgimenti degli ultimi secoli</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">A Pasqua <strong>la Chiesa non fa l’Onu</strong>, ma <strong>annuncia la resurrezione e il Regno di Dio: “Vidi un nuovo cielo e una nuova terra” ed “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno”</strong> <strong>(Ap 21)</strong>. Questa è la vera Pace.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 5 aprile 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[NON UNA RELIGIONE, MA UNA NOTIZIA: LUI E’ VIVO!  (nuove – e continue – conferme dei Vangeli)]]></title>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="235" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-300x235.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-300x235.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-1024x803.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-768x602.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-536x420.png 536w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-511x400.png 511w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-640x502.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-681x534.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32.png 1224w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Nei giorni della settimana santa risuona nelle chiese il racconto della Passione di Gesù dei Vangeli, scritti, a ridosso degli eventi, da testimoni oculari come Matteo e Giovanni (o, nel caso di Luca e Marco, anche sulla base delle testimonianze di Maria, di Pietro e degli altri apostoli). Scritti quando ancora i protagonisti di quei [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/non-una-religione-ma-una-notizia-lui-e-vivo-nuove-e-continue-conferme-dei-vangeli/"><![CDATA[<img width="300" height="235" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-300x235.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-300x235.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-1024x803.png 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-768x602.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-536x420.png 536w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-511x400.png 511w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-640x502.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32-681x534.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-05-alle-12.35.32.png 1224w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Nei giorni della settimana santa risuona nelle chiese il racconto della Passione di Gesù dei <strong>Vangeli, scritti, a ridosso degli eventi, da testimoni oculari</strong> come Matteo e Giovanni (o, nel caso di Luca e Marco, anche sulla base delle testimonianze di Maria, di Pietro e degli altri apostoli). <strong>Scritti quando ancora i protagonisti di quei fatti, pure gli avversari di Gesù, erano vivi e avrebbero potuto smentirli</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel secolo scorso l’esegesi critica ha cercato di <strong>posticipare</strong> la loro composizione per poter sostenere che quei testi conterrebbero <strong>cose leggendarie</strong> (soprattutto i miracoli e la resurrezione).<span id="more-14219"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Eppure anche le datazioni dei Vangeli più tarde (le loro) vanno dal 65 al 90 d.C. Sono quindi prossime. Ma <strong>ormai molti elementi, comprese le scoperte di Qumran, inducono gli specialisti a tornare alle date più antiche</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un biblista come <strong>Jean Carmignac</strong>, grande erudito, scrive: “le date più tarde che si possono ammettere sono verso il 50 per Marco (e la <em>Raccolta dei Discorsi</em>), verso il 55 per Marco completo, verso il 55-60 per Matteo, tra il 58 e il 60 per Luca. <strong>Ma le date più antiche sono nettamente più probabili: Marco verso il 42, il Marco completo verso il 45, Matteo (ebraico) verso il 50, Luca (greco) poco dopo il 50”. Mentre Giovanni va collocato fra il 55 e l’85. John A.T. Robinson in <em>Redating the New Testament</em> colloca tutti i Vangeli prima del 70 d.C</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sempre nel I secolo riferiscono le vicende storiche di Gesù e dei suoi amici gli Atti degli apostoli, le epistole di Pietro, di Paolo e di Giovanni, la Lettera agli Ebrei, la lettera di Giacomo, quella di Giuda Taddeo e l’Apocalisse.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, <strong>alla fine del I secolo, ci sono altri testi cristiani</strong> come la Didaché, la Lettera di Clemente e quella di Barnaba (subito dopo il 100 le lettere di Ignazio di Antiochia altre importanti fonti cristiane come Il Pastore di Erma, la Lettera di Policarpo e la Lettera a Diogneto).</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine abbiamo <strong>i riferimenti della letteratura pagana a Gesù negli Annali di Tacito</strong> (circa 116 d.C.) e, sui cristiani e il loro credo, negli scritti di <strong>Plinio il Giovane</strong> (112 d.C.) e <strong>Svetonio</strong> (120 d.C.).</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta dunque di <strong>testimonianze su Gesù</strong> (scritte subito dopo gli eventi quelle cristiane) che sono <strong>pervenute fino a noi e rappresentano una documentazione storica univoca dei fatti, riferiti in modo dettagliato e incontestabile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Nuovo Testamento, con 5700 manoscritti greci (12.000 se si considerano quelli in latino, copto, siriaco, armeno, georgiano ed etiopico) è <strong>l’opera più e meglio documentata dell’antichità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A parte i frammenti che sono antichissimi e i testi incompleti, i manoscritti completi dei Vangeli che abbiamo – Vaticanus e Sinaiticus – nonostante le persecuzioni che distrussero anche i libri cristiani, sono dell’inizio del IV secolo, a una distanza di soli 250-300 anni dagli originali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mentre – per fare un confronto – <strong>i manoscritti delle opere di Euripide e quelle di Catullo sono distanti 1600 anni dall’originale</strong>. Il manoscritto delle tragedie di Sofocle 1400 anni. Così pure per le opere di Eschilo, Aristofane e Tucidide.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le testimonianze non cristiane del I secolo su Gesù sono affascinanti</strong>. Per esempio la lettera che il filosofo stoico siriaco <strong>Mara bar Serapion scrive dalla prigione dove esorta il figlio ad amare la verità anche se porta a subire persecuzioni. Questo intellettuale pagano indica gli esempi di Socrate, di Pitagora e del “re saggio” degli ebrei, con dettagli che</strong> <strong>rimandano a Gesù</strong> (la lettera, conservata al British Museum, è stata datata dagli esperti all’anno 73 d.C.).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il caso più clamoroso è quello di Giuseppe Flavio che nelle <em>Antichità giudaiche</em>, opera scritta attorno al 93 d.C</strong>., parla di Giovanni Battista e del suo assassinio.</p>
<p style="font-weight: 400;">E su Gesù scrive: <strong><u>“Visse in questo tempo Gesù, uomo sapiente, sempre che si possa definire uomo. Infatti egli compiva opere straordinarie e fu maestro di uomini che accolgono con gioia la verità. Così ha tratto a sé molti Giudei e anche molti Greci. Egli era il Cristo. E quando, dopo le accuse dei nostri notabili, Pilato lo fece crocifiggere, coloro che fin da principio lo avevano amato non smisero di amarlo. Tre giorni dopo egli apparve loro nuovamente vivo, secondo ciò che i santi profeti avevano predetto di lui insieme ad altre meraviglie. Ancora oggi sussiste la tribù di quelli che da lui hanno assunto il nome di cristiani”</u></strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È importante ricordare che <strong>Giuseppe Flavio non era cristiano</strong>. Era <strong>nato a Gerusalemme nel 37 d.C.</strong> da una famiglia sacerdotale per parte di padre e regale per parte di madre, <strong>quindi aveva informazioni di prima mano su Gesù dai suoi stessi familiari e non solo, avendo conosciuto alcuni sommi sacerdoti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In quella sua pagina ci sono almeno <strong>tre passi clamorosi: “</strong><strong>sempre che si possa definire uomo”, “egli era il Cristo” e “tre giorni dopo apparve loro nuovamente vivo”</strong>. Dal Settecento in poi si cominciò a contestarne l’autenticità.<strong>Si credette che quelle parole fossero di un successivo copista cristiano</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma se fosse così perché tutti gli antichi codici arrivati fino a noi</strong><strong> delle <em>Antichità giudaiche</em>, da qualsiasi posto (in greco, latino e altre lingue antiche), riportano quella pagina? Non è possibile che uno scriba cristiano abbia potuto fare la stessa interpolazione simultaneamente su tutte le copie possedute a Roma, Alessandria, Cartagine o Cesarea</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono sempre di più gli studiosi che, dopo attente analisi filologiche, ipotizzano <strong>l’autenticità di quella pagina</strong>. Per esempio <strong>Serge Bardet</strong> nel libro <strong><em>Le Testimonium Flavianum. Examen historique, considérations historiographiques</em> (Cerf)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ultima novità è il volume di <strong>T. C. Schmidt, <em>Josephus and Jesus</em></strong> <strong><em>Josephus and Jesus: New Evidence for the One Called Christ</em></strong><strong> (Oxford University Press)</strong>, uno studio di grande erudizione che chiarisce tutti gli aspetti critici e <strong>giunge a dimostrare l’autenticità del Testimonium Flavianum</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’autore evidenzia che non è un testo cristiano, spiega che un copista cristiano non avrebbe usato quelle parole, ma mostra che quella pagina rappresenta una stupefacente conferma, di parte non cristiana, dei resoconti evangelici</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 4 aprile 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/non-una-religione-ma-una-notizia-lui-e-vivo-nuove-e-continue-conferme-dei-vangeli/">NON UNA RELIGIONE, MA UNA NOTIZIA: LUI E’ VIVO!  (nuove – e continue – conferme dei Vangeli)</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[IL CAMALECONTE]]></title>
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		<updated>2026-04-03T21:17:23Z</updated>
		<published>2026-04-03T21:17:23Z</published>
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<p style="font-weight: 400;"><strong>Giuseppe Conte</strong>, inafferrabile come la nebbia, è il leader perfetto del campo largo dove c’è di tutto. Ricorda il pirandelliano <strong><em>Uno, nessuno, centomila</em></strong>. Non a caso Aldo Grasso lo soprannominò <strong>“camaleConte”</strong>.<span id="more-14214"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Vedendo tutte le piroette politiche che ha fatto in otto anni di vita pubblica, viene da pensare proprio al camaleonte di <strong>Trilussa</strong>: “Tu ciai <strong>le tinte sempre pronte</strong>:/ <strong>quanti colori che t’ho visto addosso!</strong>/ L’hai ripassati tutti! <strong>Er bianco, er nero,/ er giallo, er verde, er rosso…/ Ma che diavolo c’hai dentr’ar pensiero?/ Pari l’arcobbaleno!</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non si tratta solo dei vari temi di politica interna. In questi giorni – grazie allo scoop di <em>Libero</em> &#8211; è venuto al pettine <strong>il nodo più delicato, quello della politica estera</strong>, della collocazione internazionale dell’Italia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Già il 10 ottobre scorso <strong>Antonio Polito</strong>, in un intervento video sul sito del <em>Corriere</em> intitolato <strong>“Tu vuo’ fa’ l’Americano e l’Albanese. Conte-Zelig in politica estera”</strong>, spiegava: “<strong>le doti da Zelig della politica di Giuseppe Conte (Zelig nel senso del trasformista del film di Woody Allen) erano note da tempo</strong>. D’altra parte in passato gli hanno consentito di governare l’Italia da Palazzo Chigi sia con la destra leghista, sia con la sinistra del Pd. Ma è <strong>in occasione dei grandi eventi della politica internazionale che queste doti risaltano maggiormente</strong>. <strong>Nella stessa giornata infatti il capo dei Cinque stelle è riuscito a fare sia l’Americano, sia l’Albanese (Albanese nel senso di Francesca Albanese)</strong>. Da un lato ha reso omaggio a Trump dandogli il merito della tregua a Gaza&#8230; Eppure nello stesso giorno (…) mentre a Bruxelles si alleava con la destra di governo, <strong>a Roma Conte accusava quello stesso governo di cui Salvini è il vicepresidente di silenzio complice col genocidio, schierandosi così con gli slogan più estremi delle piazze</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questi giorni Conte, dopo la vittoria referendaria del No su cui ha messo subito il cappello, ha chiesto le primarie del campo largo <strong>lanciando la sua volata verso Palazzo Chigi</strong>. Forte dei sondaggi fra gli elettori di sinistra e di<strong>sponsorizzazioni </strong>importanti come quella di <strong>Paolo Mieli</strong> sul <em>Corriere della sera</em>che ha esortato la Schlein a farsi da parte. Il leader del M5S sta per sfornare <strong>perfino un libro autocelebrativo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutto sembrava andare per il meglio. Sennonché è arrivato <strong>l’imprevisto</strong>, la classica tegola in testa: <strong>lo scoop di <em>Libero</em> sul pranzo con l’amico americano, il trumpiano Paolo Zampolli, amico e collaboratore del Presidente Usa che oggi, a sinistra, è considerato poco meno del Diavolo. Infatti la linea di politica estera della sinistra è una sola: opporsi a Trump, dipingerlo come il male, il pericolo pubblico numero 1 dell’umanità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per questo Conte, appena è uscito lo scoop di <em>Libero</em>, è corso ai ripari: ha risposto subito, irato, e <strong>ha rivendicato di aver tenuto, con Zampolli, un atteggiamento durissimo contro le iniziative di Trump</strong>. Mario Sechi ha già spiegato, ieri, le tante cose che non tornano nella replica del leader del M5S. Aggiungo qualche dettaglio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Conte afferma che l’incontro è avvenuto “su precisa richiesta del sig. Zampolli avanzata” addirittura “con <strong>lettera formale nella quale ha esibito le sue credenziali di Special Envoy of the President Trump for Global Partnership</strong>”. Ma <strong>Zampolli, intervistato, la racconta diversamente: “L’incontro non fa parte della mia missione” (di inviato speciale Usa)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">A chi gli ha chiesto il perché di quel pranzo ha risposto: <strong>“</strong><strong>Giuseppe è un amico, è anche un amico del presidente Trump, tanto che lo chiama Giuseppi. Non lo vedevo da tempo, mi sono incontrato con Conte per salutarlo. Abbiamo fatto una chiacchierata come fanno gli amici”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Conte scrive: “<strong>quale leader di un partito di opposizione</strong> ho ritenuto di accettare l’invito a questo incontro”. Ma leader del principale partito di opposizione è Elly Schlein di cui Zampolli dice: “Non la conosco, non so chi sia”.  Mentre è amico di “Giuseppi” che ha annunciato solennemente: <strong>“ho incaricato il Sig. Zampolli di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale per cui vanno fermamente condannati”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Zampolli però ha spiegato ai giornali: “non mi occupo di questioni politiche che sono di competenza dell’ambasciatore Usa in Italia. La nostra è stata solo una colazione amichevole”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Come stanno le cose? Secondo <strong>Paolo Mieli</strong> <strong>“</strong><strong>Conte dice di non aver cambiato idea sulla guerra all&#8217;Iran e di averlo detto a Zampolli il quale però dice che Conte non avrebbe criticato le scelte della Casa Bianca”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Anche il <strong>Pci-Pd</strong> è stato spesso disinvolto <strong>cambiando bandiera rossa in banderuola rossa</strong>. Ma oggi come possono dare la leadership a <strong>un esterno che ha la metà dei loro voti, che è amico di Trump e che ha chiesto a Zampolli “di salutargli il presidente”</strong>?</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Lia Quartapelle</strong>, deputata Pd, ha commentato: “I resoconti dell’incontro Conte-Zampolli spiegano perché sia <strong>pericolosamente illusoria l’idea di un patto in cui in cambio di garanzie sulla linea politica il PD cede la leadership a Conte</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">E’ vero che sabato scorso, poco prima dell’incontro di Conte con l’uomo di Trump, <strong>alla manifestazione romana “No Kings” – il movimento contro Trump – </strong><strong>ha preso parte una delegazione del </strong><strong>Movimento 5 Stelle</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma <strong>Filippo Sensi</strong>, altro Pd, è drastico: “<strong>Non capisco la sorpresa per un leader di un movimento di destra che incontra l’emissario di un Presidente di destra”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto in un’intervista a <em>Repubblica </em>del <strong>25 agosto 2024 (c’era Biden alla Casa Bianca) Conte già accusava la Meloni: “Si è inchinata a Washington”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E sulla campagna presidenziale che stava iniziando, all’intervistatore che gli chiedeva se sperava in <strong>una presidenza Harris o un bis di Trump, Conte rispondeva: </strong>“Giudicheremo la prossima presidenza sui fatti”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dunque Harris o Trump?</strong> Risposta: <strong>“Noi, come forza alternativa a Meloni per il governo del Paese, dovremo dialogare con qualunque presidente sarà eletto dai cittadini americani”. </strong><strong>Ma Trump non è una minaccia per la democrazia? Risposta: “Non condivido, la libera scelta dei cittadini non è mai una minaccia per la democrazia”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qui Conte non demonizza Trump. <strong>È suo amico. Ma c’è anche il M5S che tuona e manifesta contro Trump</strong>. Nel camaleConte non c’è un pensiero politico, un’ideologia, una visione dell’occidente. C’è solo tattica.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 3 aprile 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[I GIOVANI COME SALVATORI DELLA SINISTRA? NO, SONO FIGLI CHE IMPLORANO SALVEZZA]]></title>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/i-giovani-come-salvatori-della-sinistra-no-sono-figli-che-implorano-salvezza/"><![CDATA[<img width="300" height="169" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-300x169.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-300x169.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-1024x576.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-768x432.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-747x420.jpg 747w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-640x360.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-681x383.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today-1021x580.jpg 1021w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/disagio-giovanile-today.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">Ieri sulla prima pagina di <em>Repubblica</em> si leggeva questo titolo: <strong>“Amato: ‘I giovani ci salveranno dalle autocrazie’”</strong>. Sotto hanno scritto che <strong>“nel no al Referendum ha pesato lo stop delle nuove generazioni al modello Trump”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vicino c’era un altro titolo: <strong>“Gli adolescenti, il coltello, lo smartphone”</strong>. <strong>Antonio Scurati</strong> ha commentato la dolorosa vicenda scolastica di Bergamo dei giorni scorsi <strong>(“I nostri figli perduti tra coltelli e smartphone”)</strong>. Ricordando un suo vecchio racconto ha osservato che “nei vent’anni” trascorsi dall’uscita di quel libro <strong>“</strong><strong>la violenza omicida adolescenziale in ambiente scolastico è, purtroppo, passata dall&#8217;invenzione letteraria alla cronaca nera”</strong>.<span id="more-14208"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Lo scrittore lamenta poi <strong>“la dilagante irrealtà psicotica dei social”</strong> riflettendo allarmato su <strong>“questi figli” che “vivono esclusivamente nelle nicchie aeree della spietata irrealtà digitale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sembrano due orizzonti contraddittori. I giovani sono salvatori politici o figli bisognosi di salvezza? </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Non solo. Il primo titolo non convince perché, numeri alla mano, <strong>non c’è grande differenza quantitativa tra i giovani che al referendum hanno votato no e quelli del sì. Peraltro quasi la metà degli aventi diritto fra 18 e 34 anni non ha votato</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">E poi: i giovani che manifestano nelle piazze vogliono <strong>salvarci </strong>dal pericolo apocalittico rappresentato dal presidente Usa e dal governo Meloni? <strong>E i bombardamenti di Putin, il potente regime cinese, il terrorismo islamista, l’orrore dell’Iran e della Corea del Nord (per non parlare di Cuba e del Venezuela)?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel secondo caso – pur considerando tutti gli accoltellamenti e gli altri episodi di violenza giovanile – va ricordato che <strong>la grande maggioranza dei giovani non delinque</strong>. Gli esperti parlano di <strong>una generazione che non di rado fatica a gestire le emozioni e a controllare le reazioni</strong>. È vero quindi che c’è una <strong>fragilità </strong>diffusa. <strong>È una generazione che chiede salvezza più che una generazione di salvatori politici</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli stessi media da anni ce ne rappresentano i problemi, specie dopo <strong>il ciclone Covid</strong>. Si sono letti <strong>scenari allarmanti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le statistiche dicono che <strong>il 49,4% dei giovani italiani tra i 18 e i 25 anni ha affermato di avere sofferto di ansia e depressione per l’emergenza sanitaria</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’<strong>Oms</strong> <strong>un minore su sette in Europa convive con un disturbo di salute mentale</strong><strong>, un dato in crescita negli ultimi 15 anni (fra le ragazze una su quattro fra i 15 e i 19 anni). E </strong><strong>in Europa il suicidio è ormai la prima causa di morte per i giovani fra 15 e 29 anni</strong><strong>.</strong> Nel 2022 l’Eurobarometro rilevava che “<strong>il 42 per cento dei giovani europei dichiara di ritenere la propria vita priva di significato”</strong><strong>.</strong><strong>  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Questa generazione soffre – oltre alla crisi delle famiglie &#8211; <strong>la pressione e il condizionamento dei social, dei telefonini e delle mode, ma egualmente la pressione e il condizionamento ideologico dell’ambiente, della scuola e delle mode ideologiche</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’industria del <strong>consumo</strong>, come quella dell’<strong>ideologia</strong>, plasma atteggiamenti e mentalità. René Girard ha spiegato bene la forza del <strong>mimetismo che induce ad assorbire dall’esterno idee e desideri</strong>. Le <strong>ideologie totalitarie</strong> del ‘900 hanno usato così i giovani.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ultima stagione dell’ideologia, di cui stiamo vivendo la coda, è <strong>quella del ’68</strong>, la stagione da cui vengono le attuali élite che influenzano la mentalità. Ci voleva una grande libertà intellettuale nel ’68 per sottrarsi al contagio mimetico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accadde al filosofo inglese <strong>Roger Scruton</strong>, che raccontò di essere diventato conservatore proprio dopo aver assistito alle manifestazioni studentesche del ’68 parigino: “Per cominciare” diceva <strong>“la cosa che più mi ha colpito di quegli studenti che riempivano le strade è stata la sentimentalità della loro rabbia. Era tutto incentrato su loro stessi, non c’era nulla di oggettivo. Eccolì lì, i figli viziati della classe media, i baby boomers che non avevano mai dovuto affrontare difficoltà reali, che urlavano a squarciagola per strada bruciando le auto che appartenevano ai proletari comuni che fingevano di difendere contro certe immaginarie strutture oppressive erette dalla borghesia. Tutta quella faccenda era una completa finzione basata sulle idee antiquate di Karl Marx, idee che erano già obsolete a metà del XIX secolo. Stavano mettendo in scena, se vogliamo, un dramma auto-scritto in cui il personaggio centrale erano loro stessi”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non a caso, poco dopo, <strong>Christopher Lasch</strong> scrisse <em>La cultura del narcisismo</em> in cui spiegava che “il clima contemporaneo è terapeutico”, si aspira “alla sensazione, all’illusione momentanea di benessere personale… <strong>Anche il movimento radicale degli anni Sessanta non rappresentò, per molti di coloro che vi aderirono per ragioni personali più che politiche</strong>” che <strong>“una forma di terapia. L’attività politica radicale riempì il vuoto di molte vite, dando loro un significato e uno scopo”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Così inalberavano per le strade <strong>i ritratti dei sanguinari tiranni comunisti</strong>sentendosi paladini degli oppressi, non curandosi di <strong>milioni di vittime</strong> che il comunismo, da loro osannato, aveva fatto e stava facendo. Li gratificava sentirsi, nel loro <strong>fanatismo</strong> cieco, i rivoluzionari che lottavano per gli sfruttati contro i padroni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi viviamo ancora la coda di quella stagione che ha reso la sinistra ideologicamente egemone nonostante la tragica smentita della storia del comunismo. <strong>Archiviati i dogmi dell’ideologia marxista, è rimasto lo schematismo ideologico, il manicheismo anti-occidentale e il narcisismo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo psicologo canadese <strong>Jordan Peterson</strong>, uno degli intellettuali più lucidi del nostro tempo, di recente, a un intervistatore che gli ha chiesto <strong>“qual è, a suo parere, la più grande minaccia per l’umanità”</strong>, ha risposto: <strong>“la compassione narcisistica”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non intende la genuina e disinteressata empatia verso l’altro. Ma <strong>quell’esibizione collettiva di altruismo umanitario (peraltro selettivo) che permette di soddisfare il proprio ego, identificandosi nei Buoni, specchiandosi nelle (presunte) cause salvifiche che mostrano la propria superiorità morale nei confronti del Nemico, demonizzato come il ricettacolo di tutti i mali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">È l’autocelebrazione virtuosa che diventa <strong>ideologia</strong>. Ma <strong>questa non è la salvezza, è il problema (grave). La salvezza è altrove</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 30 marzo 2026</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/i-giovani-come-salvatori-della-sinistra-no-sono-figli-che-implorano-salvezza/">I GIOVANI COME SALVATORI DELLA SINISTRA? NO, SONO FIGLI CHE IMPLORANO SALVEZZA</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[L&#8217;ANTICRISTO, IL COMUNISMO E L&#8217;OCCIDENTE. UN NUOVO BEATO PER LA CHIESA DEGLI USA FA RIFLETTERE SUL PRESENTE]]></title>
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		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="180" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-300x180.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-300x180.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-768x460.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-700x420.png 700w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-640x384.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-681x408.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17.png 974w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il Vaticano ha annunciato che il 24 settembre prossimo, a Saint Louis, nel Missouri, verrà beatificato il vescovo Fulton Sheen (1895-1979). Il Papa americano invierà, come suo rappresentante, il card. Tagle. Sheen è stato importante e molto popolare negli Stati Uniti e nel mondo. Fu il primo, in ambito cattolico, ad usare la radio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/lanticristo-il-comunismo-e-loccidente-un-nuovo-beato-per-la-chiesa-degli-usa-fa-riflettere-sul-presente/">L&#8217;ANTICRISTO, IL COMUNISMO E L&#8217;OCCIDENTE. UN NUOVO BEATO PER LA CHIESA DEGLI USA FA RIFLETTERE SUL PRESENTE</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/lanticristo-il-comunismo-e-loccidente-un-nuovo-beato-per-la-chiesa-degli-usa-fa-riflettere-sul-presente/"><![CDATA[<img width="300" height="180" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-300x180.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-300x180.png 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-768x460.png 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-700x420.png 700w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-640x384.png 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17-681x408.png 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-28-alle-23.34.17.png 974w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><div>
<p>Il Vaticano ha annunciato che il 24 settembre prossimo, a Saint Louis, nel Missouri, <b>verrà beatificato il vescovo Fulton Sheen</b> (1895-1979). Il Papa americano invierà, come suo rappresentante, il card. Tagle.</p>
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<p>Sheen è stato importante e molto popolare negli Stati Uniti e nel mondo. Fu il primo, in ambito cattolico, ad usare <b>la radio e la televisione per evangelizzare</b> e lo fece con grande efficacia.</p>
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<p><span id="more-14204"></span></p>
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<p>Iniziò nel 1930 con il programma radio <i>The Catholic Hour</i>, che arrivò ad avere <b>4 milioni di ascoltatori</b>. Poi, dal 1951, condusse la serie televisiva <i>La vita vale la pena di essere vissuta</i>, in cui parlava della fede cristiana, raggiungendo <b>30 milioni di spettatori ogni settimana</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Dunque la “mietitura” di oggi (il cattolicesimo è ormai <b>la prima denominazione religiosa degli Stati Uniti </b>ed ha molte conversioni) è <b>frutto anche della semina che fecero, in quegli anni lontani, pastori come Sheen</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Gli sono attribuite <b>molte conversioni</b>: dagli operai newyorkesi ai personaggi famosi della politica, dell’economia e della cultura. Raccolse pure milioni di dollari per le missioni cattoliche.</p>
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<div>
<p>Partecipò al <b>Concilio Vaticano II</b> dove conobbe e collaborò con il giovane teologo <b>Joseph Ratzinger</b> che, da Papa, nel 2012, lo ricordava così: <b>“Fulton Sheen ci affascinava la sera con i suoi discorsi”</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Fu anche editorialista per testate giornalistiche laiche e, negli anni della sua carriera accademica, svolse <b>un’intensa attività come saggista, scrivendo una sessantina di libri</b> (alcuni, molto belli, sono oggi pubblicati in italiano dall’<b>editore Ares</b>: l’ultimo sul sacerdozio).</p>
</div>
<div>
<p>Nel <b>1948</b>, in piena guerra fredda (erano gli anni dell’espansione planetaria del comunismo) scrisse un libro che nel 1952 fu tradotto in Italia con lo stesso titolo: <b><i>Comunismo e coscienza dell’Occidente</i></b> (oggi ripubblicato da “Fede e Cultura”)</p>
</div>
<div>
<p><b>Contrariamente a quanto si potrebbe credere quel libro non ha affatto perso attualità, anche perché il comunismo cinese, che ha saputo trarre profitto dall’economia capitalistica occidentale, imitandone alcuni aspetti, è ormai diventato il grande antagonista planetario del mondo libero, con i Paesi che gravitano attorno alla Cina, a cominciare, oggi, dalla Russia di Putin</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Il libro Sheen non <b>demolisce solo l’ideologia marxista e il sistema comunista, con i suoi orrori, ma critica duramente anche l’Occidente: “il mondo occidentale ha tentato di conservare i frutti del Cristianesimo dopo averne strappato le radici. Sta tentando di conservare il rispetto per la dignità dell’uomo, per la libertà umana e per l’inviolabilità dei diritti umani, dopo aver rinunciato a credere in quel Dio che dà all’uomo una dignità perché l’uomo è fatto a Sua immagine e somiglianza”</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Inoltre Sheen affronta in chiave moderna pure un tema che recentemente è tornato d’attualità: <b>l’Anticristo</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Scrive: <b>“L’Anticristo non si chiamerà così… Secondo la credenza russa pre-comunista egli apparirà travestito da Grande Umanitario; parlerà di pace e di prosperità… Scriverà libri sul nuovo concetto di Dio, per assecondare il modo di vivere della gente… Sarà di così larghe vedute da identificare la tolleranza nell’indifferenza per il bene e per il male, per la verità o per l’errore… la controchiesa abbatte tutte le barriere nazionali, deride il patriottismo… rende fieri di non essere americani, francesi o inglesi, ma solo membri di una classe rivoluzionaria sotto il comando del suo vicario che governa dal Cremlino”</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Nel 1979, poco prima della morte di Sheen, <b>Giovanni Paolo II</b>, nella cattedrale di San Patrizio, a New York, lo abbracciò lodando la sua opera.</p>
<p>.</p>
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<p><b>Antonio Socci</b></p>
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<p>Da “Libero”, 28 marzo 2026</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[I MEDIA CHIACCHIERANO DI ANTICRISTO&#8230; MA COS’HANNO DETTO PAOLO VI, GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI?]]></title>
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		<updated>2026-03-21T21:35:07Z</updated>
		<published>2026-03-21T20:59:19Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Anticristo"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Benedetto XVI"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Giovanni Paolo II"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Paolo VI"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Peter Thiel"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="252" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto-252x300.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto-252x300.jpeg 252w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto-352x420.jpeg 352w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto.jpeg 537w" sizes="auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px" /><p>Nel 2019 pubblicai il mio libro sull’Anticristo dove, partendo dal Nuovo Testamento, descrissi lo straordinario ritorno di questa misteriosa figura nella letteratura e nel pensiero filosofico-politico, anche laico, del XX secolo. Pure Peter Thiel oggi evoca l’Anticristo in un orizzonte laico, come metafora di un paventato ordine politico-economico del mondo. Un’apocalittica senza Cristo e senza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/i-media-chiacchierano-di-anticristo-ma-coshanno-detto-paolo-vi-giovanni-paolo-ii-e-benedetto-xvi/">I MEDIA CHIACCHIERANO DI ANTICRISTO&#8230; MA COS’HANNO DETTO PAOLO VI, GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI?</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/i-media-chiacchierano-di-anticristo-ma-coshanno-detto-paolo-vi-giovanni-paolo-ii-e-benedetto-xvi/"><![CDATA[<img width="252" height="300" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto-252x300.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto-252x300.jpeg 252w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto-352x420.jpeg 352w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/Cristo-e-lAnticristo-Luca-Signorelli-Duomo-di-Orvieto.jpeg 537w" sizes="auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px" /><p style="font-weight: 400;">Nel 2019 pubblicai <strong>il mio libro sull’Anticristo</strong> dove, partendo dal Nuovo Testamento, descrissi <strong>lo straordinario ritorno di questa misteriosa figura nella letteratura e nel pensiero filosofico-politico, anche laico, del XX secolo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pure <strong>Peter Thiel</strong> oggi evoca l’Anticristo in <strong>un orizzonte laico</strong>, come metafora di <strong>un paventato ordine politico-economico del mondo</strong>. Un’apocalittica senza Cristo e senza redenzione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>E la Chiesa?</strong> Proprio gli ultimi Pontefici, in un’ottica tutta cattolica, hanno visto il presente come <strong>un tempo anticristico</strong>.<span id="more-14198"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Paolo VI, negli ultimi mesi del pontificato <strong>(dopo il Concilio e dopo il ‘68)</strong>, confidava ad un amico, il filosofo francese Jean Guitton: <strong>“C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: ‘Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?’. […] Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? […] Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nello stesso periodo il cardinale <strong>Karol Wojtyla</strong>, che di lì a poco sarebbe stato eletto Papa, durante un viaggio negli Stati Uniti, dichiarò: <strong>“Ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l’abbia compreso totalmente. Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e l’Anti-Chiesa, tra il Vangelo e l’Anti-Vangelo. Questo confronto è nei piani della divina Provvidenza. Una cosa è tuttavia certa: la vittoria finale appartiene a Dio e ciò si verificherà grazie a Maria, la Donna della Genesi e dell’Apocalisse”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In seguito <strong>Benedetto XVI</strong>, nel suo <em>Gesù di Nazaret</em>, osservò che pure <strong>una certa esegesi biblica “può effettivamente diventare uno strumento dell’Anticristo”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi scrisse: <strong>“l’onda delle teologie della rivoluzione che avevano cercato di legittimare la violenza come mezzo per instaurare un mondo migliore – il ‘Regno’” ha dato “risultati terribili. La violenza non instaura il regno di Dio, il regno dell’umanesimo. È, al contrario, uno strumento preferito dall’anticristo – per quanto possa essere motivata in chiave religioso-idealistica. Non serve all’umanesimo, bensì alla disumanità”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi nell’enciclica <em>Spe salvi</em>, Ratzinger evocò l’Anticristo con <strong>una citazione di Immanuel Kant</strong> tratta da <em>Das Ende aller Dinge</em> (La fine di tutte le cose): “Se il cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore […] <strong>allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un’opposizione contro di esso; e l’anticristo […] inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull’egoismo). In seguito, però, poiché il cristianesimo, pur essendo stato destinato a essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l’aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tre grandi Papi, due dei quali canonizzati, vedevano il nostro tempo su <strong>un crinale apocalittico</strong>. In filigrana, nelle loro parole, traspare una stessa cosa: <strong>il comunismo marxista e la sua influenza (anche nella Chiesa)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 21 marzo 2026</p>
<p>Nella foto: I fatti dell&#8217;Anticristo (1500-1503), di Luca Signorelli, Duono di Orvieto.</p>
<section class="autore-page">
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<h2 class="title-opera"></h2>
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</section>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/i-media-chiacchierano-di-anticristo-ma-coshanno-detto-paolo-vi-giovanni-paolo-ii-e-benedetto-xvi/">I MEDIA CHIACCHIERANO DI ANTICRISTO&#8230; MA COS’HANNO DETTO PAOLO VI, GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI?</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
					</author>

		<title type="html"><![CDATA[ECCO PERCHE’ PETER THIEL E’ VENUTO A ROMA]]></title>
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		<updated>2026-03-19T15:29:26Z</updated>
		<published>2026-03-19T15:29:26Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Anticristo"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Intelligenza Artificiale"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Leone XIV"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Peter Thiel"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-300x200.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-300x200.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-1024x683.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-768x512.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-630x420.jpg 630w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-537x360.jpg 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-640x427.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-681x454.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg.avif 1170w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>A tirar fuori l’Anticristo dai libri di teologia, con una serie di conferenze romane, è stato il miliardario americano Peter Thiel, fondatore di Palantir Technologies, specializzata in analisi di big data e Intelligenza artificiale. Il nome Palantir viene dal “Signore degli anelli”: i palantiri sono le “Pietre Veggenti”, oggetti potenti e rischiosi. I giornali italiani [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/ecco-perche-peter-thiel-e-venuto-a-roma/"><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-300x200.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-300x200.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-1024x683.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-768x512.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-630x420.jpg 630w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-537x360.jpg 537w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-640x427.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg-681x454.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/17soc1-f01-peter-thiel-ap.jpg.avif 1170w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">A tirar fuori <strong>l’Anticristo</strong> dai libri di teologia, con una serie di conferenze romane, è stato il miliardario americano <strong>Peter Thiel</strong>, fondatore di Palantir Technologies, specializzata in <strong>analisi di big data e Intelligenza artificiale</strong>. Il nome Palantir viene dal “Signore degli anelli”: i palantiri sono le “Pietre Veggenti”, oggetti potenti e rischiosi.</p>
<p style="font-weight: 400;">I giornali italiani <strong>hanno trattato Thiel come il marziano a Roma di Flaiano</strong> e hanno ripetuto banalità sull’Apocalisse. <span id="more-14194"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">L’<em>Osservatore romano</em> ha fatto intervenire <strong>Eugenio Mazzarella, già parlamentare del Pd (è la solita subalternità clericale alla sinistra),</strong> che ha esternato la propria avversione <strong>commentando non le conferenze romane di Thiel, ma un suo libro del 2014 sulle startup</strong> (che non c’entra nulla).</p>
<p style="font-weight: 400;">Invece <strong>una riflessione profonda</strong> sulle conferenze è quella (su Substack) di <strong>padre Antonio Spadaro</strong> che, evidentemente, ha presenziato o ha conosciuto lui e i suoi testi. Va ricordato che il gesuita, ex direttore della <em>Civiltà Cattolica</em>, è attualmente <strong>Sottosegretario del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione</strong>. È un ruolo istituzionale significativo.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’analisi <strong>acuta e rispettosa</strong> di Spadaro sorprende e fa pensare che – diversamente da quanto scrivono i giornali – <strong>ci sia un dialogo indiretto fra la Santa Sede e Thiel che rappresenta le potenze tecnologiche e finanziarie dell’IA e l’ambiente dell’attuale amministrazione americana</strong> (è stato lui a suggerire Vance per la vicepresidenza Usa).</p>
<p style="font-weight: 400;">L’antefatto è l’elezione, un anno fa, del <strong>primo Papa statunitense</strong>, che ha scelto il nome di <strong>Leone </strong>in ricordo del Papa della <em>Rerum novarum</em>, l’enciclica con cui la Chiesa, nel 1891, affrontò il mondo nuovo della seconda rivoluzione industriale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Robert Prevost spiegò subito tale scelta affermando che oggi la Chiesa deve “rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”</strong>. All’IA il Pontefice ha deciso di dedicare addirittura la sua <strong>prima enciclica</strong> che uscirà dopo Pasqua.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sull’IA si stanno convogliando <strong>grandi flussi finanziari</strong>. Aziende e investitori del settore già, negli Stati Uniti, <strong>premono per avere mano libera nello sviluppo di queste tecnologie</strong> sostenendo che <strong>c’è il rischio di consegnare il primato alla Cina (cosa ritenuta catastrofica)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La grande attenzione critica del Papa sull’IA, a quanto pare, ha <strong>innervosito</strong> il mondo della Silicon Valley. Qualche testata ha notato che, a novembre, <strong>un semplice tweet  di Leone XIV che invitava “tutti i costruttori di AI a coltivare il discernimento morale come parte fondamentale del loro lavoro”, ha suscitato la reazione sarcastica di Marc Andreessen</strong>, cofondatore di un potente fondo di investimenti legato alla Silicon Valley (il suo tweet è stato poi <strong>cancellato</strong> per le polemiche suscitate).</p>
<p style="font-weight: 400;">Andreessen è <strong>un sostenitore dell’idea secondo cui regolamentare o rallentare l’IA provocherebbe disastri umani</strong>. E questa è anche <strong>la vera preoccupazione di Thiel</strong> che traspare dietro al suo corteo di suggestioni filosofiche e teologiche.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’analisi di Spadaro non è affatto sprezzante e demonizzante</strong> come sono stati i commenti di altri cattoprogressisti. Egli <strong>dà, alla fine, un giudizio critico sulle idee di Thiel, ma da buon gesuita è dialogante e vuole comprendere le tesi dell’interlocutore</strong>. Cosa che riflette <strong>l’atteggiamento di ascolto e di rispetto di Leone XIV</strong>. Forse non è un caso che il viaggio di Thiel a Roma sia avvenuto <strong>proprio mentre in Vaticano si stanno facendo le ultime correzioni all’enciclica</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci sono <strong>grandi interessi</strong> in gioco. <strong>Gli investitori temono che una posizione dura e allarmata della Chiesa Cattolica sull’IA possa influenzare l’opinione pubblica e indurre gli stati a imporre regolamenti che, a loro parere, penalizzerebbero molto l’Occidente in questo settore di vitale importanza</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Spadaro nota che il nucleo del discorso di Thiel <strong>non è propriamente cristiano</strong>(è vero). Tuttavia coglie aspetti su cui la Chiesa vuole riflettere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per esempio scrive: “<strong>Thiel sostiene che il progresso scientifico e tecnologico si è arrestato, a partire dagli anni Settanta</strong>. Gli esempi sono suggestivi: il Concorde, l’aereo supersonico, è stato dismesso; l’esplorazione spaziale è ferma; la guerra al cancro dichiarata dal presidente Nixon nel 1971 è ancora lontana dalla vittoria; la promessa di una settimana lavorativa di quattro giorni entro il Duemila non si è mai avverata. <strong>‘Volevamo le auto volanti, ci hanno dato 140 caratteri’</strong>, è la battuta più famosa di Thiel, <strong>un modo per dire che al posto di innovazioni capaci di trasformare la vita materiale abbiamo avuto solo social media. Questa analisi ha una sua forza</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma, osserva Spadaro, “<strong>il salto che Thiel compie da questa diagnosi alla sua proposta è vertiginoso e problematico</strong>. La <strong>stagnazione tecnologica</strong> diventa, nel suo schema, la prova che <strong>le forze del <em>katechon</em> — la regolamentazione, la burocrazia, il principio di precauzione, i movimenti contrari allo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale — stanno preparando il terreno all’Anticristo</strong>. Chi non accelera, in sostanza, prepara la schiavitù<em>.</em> <strong>È un’equazione che trasforma una questione di economia e politica della scienza in una lotta cosmica tra bene e male</strong>. E in questa lotta cosmica, Thiel si colloca naturalmente dalla parte del bene: è <strong>l’investitore che spinge l’accelerazione, il custode che tiene a bada il disastro</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine Thiel, scrive Spadaro, “affronta <strong>la situazione geopolitica</strong> contemporanea <strong>con un’acutezza che sarebbe disonesto non riconoscere</strong>. Secondo lui, <strong>il rischio maggiore del nostro tempo non è né la guerra totale né il governo mondiale, ma quella che chiama la ‘pace ingiusta’: una sistemazione dei conflitti che compra la stabilità al prezzo della libertà, che scambia la sovranità nazionale con la dominanza economica cinese</strong>, che produce uno stato di fatto privo della giustizia necessaria per sostenerlo”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono alcuni dei problemi reali posti da Thiel. <strong>Forse si è aperto un dialogo con la Chiesa. Sarebbe bene proseguirlo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 19 marzo 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[VIA CRUCIS PARTIGIANA DEL VESCOVO DI FIRENZE. MA (ALMENO IN QUARESIMA) GLI ECCLESIASTICI DEVONO PENSARE ALLA PASSIONE DI CRISTO, NON ALLA PASSIONE POLITICA]]></title>
		<link href="https://www.antoniosocci.com/via-crucis-partigiana-del-vescovo-di-firenze-ma-almeno-in-quaresima-gli-ecclesiastici-devono-pensare-alla-passione-di-cristo-non-alla-passione-politica/" rel="alternate" type="text/html"/>

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		<updated>2026-03-15T21:47:54Z</updated>
		<published>2026-03-15T21:47:54Z</published>
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<p style="font-weight: 400;">La notizia è uscita sulle pagine fiorentine del <em>Corriere della sera</em>: “<strong>il prossimo 27 marzo l’arcivescovo Gambelli terrà la Via Crucis dei giovani dedicata alla pace</strong> lungo un percorso che si snoderà attraverso i luoghi della Firenze in guerra. <strong>Un momento pensato assieme all’Istituto storico toscano della Resistenza</strong>”.<span id="more-14187"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">I dettagli curiosamente non si trovano nel sito della Diocesi, ma appunto in quello dell’<strong>Istituto Storico della Resistenza</strong>: “Il prossimo 27 marzo alle ore 20.30 si terrà la tradizionale Via Crucis dei giovani dell’Arcidiocesi di Firenze che <strong>quest’anno è realizzata in collaborazione con il nostro Istituto</strong>. Il tema della Via Crucis, dedicata alla <strong>pace</strong>, ha favorito <strong>questa originale ed eccezionale sinergia che si concretizzerà nelle brevi introduzioni storiche preparate dal nostro direttore, Matteo Mazzoni per le varie Stazioni</strong>. Pace e guerra non saranno termini astratti ma realtà concrete vissute nel ricordo e <strong>nella conoscenza dell’impatto dell’ultimo conflitto mondiale sulla nostra città, attraversando alcuni dei luoghi che furono teatro delle distruzioni del conflitto e della lotta di Liberazione</strong>. Il percorso inizierà dal Duomo e ogni stazione vedrà gli <strong>interventi degli studenti</strong> delle scuole fiorentine preparati dai loro docenti. <strong>La cerimonia sarà presieduta dal vescovo Gherardo</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La locandina dell’evento porta queste <strong>insolite firme</strong>: Centro diocesano di pastorale giovanile, Arcidiocesi di Firenze e Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una tale <strong>sovrapposizione di politica e fede, alla vigilia della Settimana santa</strong>, sconcerta perché <strong>la passione e la morte di Gesù, che per i credenti è l’evento fondamentale della storia da cui viene la salvezza dell’umanità, va vissuta e meditata di per sé, per il suo significato e il suo valore assoluto</strong>. Come hanno sempre insegnato, oltre ai Pontefici, i santi e i mistici (si narra che <strong>san Francesco</strong>, alla Verna, piangesse davanti al crocifisso gridando: <strong>“l’Amore non è amato!”</strong>).</p>
<p style="font-weight: 400;">È ovvio, durante la Via Crucis, ricordare tutti i drammi del presente (tutti, non uno solo). Ma <strong>ben altra cosa è prendere Gesù come pretesto per parlare d’altro. Cioè di politica.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È quello da cui mettevano in guardia il card. Giacomo Biffi e una grande personalità della Chiesa fiorentina, don Divo Barsotti di cui è in corso il processo di beatificazione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">C’è poi <strong>una contraddizione</strong> in questa iniziativa. Il tema della Via Crucis è <strong>“la pace”</strong>: ma cosa si vuole dire con questa scelta?</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se s’intende predicare un pacifismo assoluto, cioè una scelta evangelica di non-violenza, anche di fronte a chi minaccia, aggredisce e uccide, è incomprensibile il legame simbolico con la Resistenza che fu invece una guerra combattuta con le armi contro l’occupante tedesco (a cui era legata la Repubblica di Salò)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se invece, <strong>richiamandosi alla Resistenza</strong>, si intende affermare che, per la libertà, <strong>è lecito anche prendere le armi (per questo si parla di “lotta di Liberazione”) allora vale pure oggi</strong> e si dovrebbe spiegare che “pace” non è solo l’assenza di eserciti e “guerra” non è solo il conflitto armato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per esempio: <strong>si può considerare pace l’arbitrio di un regime, non disturbato da nessuna Onu, che da mezzo secolo opprime il proprio popolo</strong> (ne ha ammazzati a migliaia, inermi, in gennaio, in due giorni), <strong>un regime accusato di alimentare il terrorismo e che minaccia altri popoli costruendo l’atomica? Lasciarlo fare si può definire “pace”? O è già una guerra da cui difendere le popolazioni civili?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il richiamarsi alla <strong>“lotta di Liberazione”</strong> induce a pensare che la Chiesa fiorentina, con questa Via Crucis, abbia fatto <strong>una scelta “combattente”. Ma hanno davvero le idee chiare? Qual è il senso della “liturgia politica” celebrata il 27 marzo?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto quando si dice “Resistenza” si parla di un fenomeno complesso, con tante divisioni interne. <strong>Molti combatterono per la libertà. Ma, com’è noto (lo ha documentato Giampaolo Pansa), ci fu anche chi, durante e dopo la guerra, si macchiò di crimini (perfino verso altri partigiani). Ne furono vittime pure tanti sacerdoti (a loro ha dedicato un bel libro Roberto Beretta)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine l’itinerario della Via Crucis. Se proprio la Curia fiorentina avesse voluto porre al centro la tragedia delle guerre e la “lotta di Liberazione” <strong>sarebbe stato doveroso fare una stazione anche (o anzitutto) al grande cimitero americano che si trova proprio alle porte di Firenze (vedi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ukpp9_NFUTY">QUI</a> ) </strong>Vi sono sepolti <strong>4.402 soldati americani</strong> della Quinta Armata <strong>che morirono per liberare il nostro Paese</strong>: è una distesa di tombe, sul prato verde, contrassegnate da croci bianche o stelle di Davide per i soldati di religione ebraica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma non risulta che la Via Crucis della Diocesi di Firenze vada a meditare e pregare dove sono sepolti quei giovani americani a cui noi (e anche la Chiesa) dobbiamo la libertà</strong>.</p>
<p>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 15 marzo 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">(Nella foto: il cimitero americano di Firenze)</p>
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		<author>
			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[VIENI AVANTI CREMLINO? MEGLIO DI NO. E SOPRATTUTTO BASTA WOKE ALLA BIENNALE]]></title>
		<link href="https://www.antoniosocci.com/vieni-avanti-cremlino-meglio-di-no-e-soprattutto-basta-woke-alla-biennale/" rel="alternate" type="text/html"/>

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		<updated>2026-03-14T21:01:53Z</updated>
		<published>2026-03-14T21:01:53Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Biennale di Venezia"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Pietrangelo Buttafuoco"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Russia"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-300x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-300x150.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-1024x512.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-768x384.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-840x420.jpg 840w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-640x320.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-681x341.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>La prossima Biennale sarà ricordata, in futuro, come la Biennale di Putin, con tutto quello che implica per l’immagine dell’Italia nel mondo? Speriamo di no. Si oppongono alla presenza russa il nostro governo e la Ue che minaccia di cancellare i finanziamenti. E c’è la protesta di 22 Paesi che potrebbero tirarsi indietro. Dunque non [&#8230;]</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.antoniosocci.com/vieni-avanti-cremlino-meglio-di-no-e-soprattutto-basta-woke-alla-biennale/"><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-300x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-300x150.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-1024x512.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-768x384.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-840x420.jpg 840w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-640x320.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia-681x341.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/31-venezia.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p style="font-weight: 400;">La prossima Biennale sarà ricordata, in futuro, come <strong>la Biennale di Putin</strong>, con tutto quello che implica per l’immagine dell’Italia nel mondo? Speriamo di no.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Si oppongono alla presenza russa il nostro governo e la Ue che minaccia di cancellare i finanziamenti</strong>. E c’è <strong>la protesta di 22 Paesi </strong>che potrebbero tirarsi indietro. Dunque non sarà una “Biennale della tregua”. Non è così che si aiuta la pace.<span id="more-14183"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Nell’intervista a <em>Repubblica</em> con cui <strong>Pietrangelo Buttafuoco</strong> ha acceso le polveri, annunciando il grande ritorno della Russia di Putin a Venezia (e la presenza dell’Iran), il presidente della Biennale ha affermato che la Russia è “proprietaria di un padiglione” come se, quindi, fosse suo diritto intoccabile partecipare (<strong>in realtà non accade dal 2022, ci sono sanzioni internazionali che l’hanno isolata per l’invasione dell’Ucraina</strong>).</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma Buttafuoco ha pure <strong>rivendicato questa decisione</strong> sottolineando “l’autonomia della Biennale” e ha addirittura spiegato che così <strong>fa “politica estera”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quindi l’apertura alla Russia è stata <strong>una scelta voluta</strong> che si poteva evitata. Buttafuoco <strong>non ha intenzione di ripensarci</strong> nonostante l’opposizione del governo di centrodestra (senza il quale – lui dice – “io non sarei qui”). Anzi, oltre a confermare la sua decisione di “politica estera”, <strong>ora sembra intenzionato a raddoppiare la sfida</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rispondendo a chi gli aveva suggerito di dare spazio ai dissidenti del regime putiniano, ha annunciato la decisione di invitare “cinque protagonisti di oggi sgraditi assai ai loro governi, rispettivamente di Usa, Israele, Cina, Russia e Ue” (assenti gli Stati islamici)</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così, fingendo di aprire al dissenso, in realtà <strong>si dà un’altra legittimazione alla Russia equiparandola (con la Cina) agli Stati democratici occidentali e delegittimando la loro politica che vuole isolare chi ha invaso l’Ucraina</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si sbandiera la “libertà dell’arte”, ma <strong>che libertà espressiva è quella della Biennale se le scelte sono fatte dai governi e dai regimi?</strong> È un’impostazione<strong>statalista</strong> che non c’entra niente con la libera creatività degli artisti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Buttafuoco ha affermato che non vuole la censura. Giusto. Ma <strong>è peggio spalancare le porte ai censori </strong>secondo gli <strong>8 mila artisti, intellettuali e politici</strong>di tutto il mondo che hanno firmato una lettera di protesta contro il ritorno della Russia alla Biennale.</p>
<p style="font-weight: 400;">È così? <strong>Anna Zafesova</strong> sulla <em>Stampa</em> ha spiegato che il padiglione russo è curato da <strong>Anastasia Karneeva, “figlia del generale Nikolay Volobuev, una vita nel Kgb” e poi incarichi in gruppi “monopolisti delle armi russe”. La Karneeva “possiede l’agenzia SmartArt insieme a un’altra moscovita di buona famiglia, Ekaterina Vinokurova, figlia del ministro degli Esteri, Sergey Lavrov”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Pare che la performance <em>L’albero con le radici nel cielo</em>, proposta nel padiglione russo, scrive Zafesova, <strong>voglia “presentare la Russia come Paese aperto e multietnico”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo <strong>Danila Tkachenko</strong>, artista russo in esilio, “scommettere sui suoni, sul <strong>politicamente corretto</strong> del folclore musicale” permette anche di non avere artisti scomodi che fanno dichiarazioni fuori linea <strong>(“è una tipica operazione dei servizi russi”</strong>, secondo Tkachenko).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>E poi sul registro “politicamente corretto” la Russia si sintonizza con una Biennale che, come ha scritto Panza sul <em>Corriere della sera</em>, prosegue sulla linea Woke, con la “critica verso la cultura occidentale”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Peccato. Ci si aspettava il contrario. Era l’occasione storica per una svolta, per uscire da “quell’odio di sé dell’Occidente” che Joseph Ratzinger ci aveva invitato ad abbandonare</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Da “Libero”, 14 marzo 2026</p>
<p style="font-weight: 400;">
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<p style="font-weight: 400;">
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			<name>Antonio Socci</name>
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		<title type="html"><![CDATA[SIA LA LUCE]]></title>
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		<updated>2026-03-10T23:07:00Z</updated>
		<published>2026-03-10T23:07:00Z</published>
		<category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Articoli"/><category scheme="https://www.antoniosocci.com/" term="Francesco Mori"/>
		<summary type="html"><![CDATA[<img width="300" height="225" src="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-300x225.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-300x225.jpg 300w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-1024x767.jpg 1024w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-768x576.jpg 768w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-1536x1151.jpg 1536w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-560x420.jpg 560w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-80x60.jpg 80w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-100x75.jpg 100w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-180x135.jpg 180w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-238x178.jpg 238w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-265x198.jpg 265w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-640x480.jpg 640w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40-681x510.jpg 681w, https://www.antoniosocci.com/wp-content/uploads/2026/03/PHOTO-2026-02-26-11-27-40.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Invito tutti a visitare la mostra dedicata al maestro FRANCESCO MORI PITTORE DI LUCE (dal 10 marzo al 3 maggio al Museo della Grafica &#8211; Palazzo Lanfranchi, Pisa) E&#8217; stata realizzata dal Museo della Grafica e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa in collaborazione con l’Opera della Primaziale pisana Francesco Mori &#8211; di cui [&#8230;]</p>
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<h3 class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">(dal 10 marzo al 3 maggio al Museo della Grafica &#8211; Palazzo Lanfranchi, Pisa)</h3>
<h3 class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">E&#8217; stata realizzata dal Museo della Grafica e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa in collaborazione con l’Opera della Primaziale pisana</h3>
<div dir="auto">Francesco Mori &#8211; di cui ho l&#8217;onore di essere amico &#8211; è <strong>uno dei più straordinari e autorevoli interpreti a livello internazionale dell’arte delle vetrate</strong>.</div>
<h3><span id="more-14147"></span></h3>
<div dir="auto">Per fare qualche esempio, è sua la riproduzione della mirabile <strong>vetrata di Duccio di Buoninsegna</strong> che si trova oggi nella <strong>Cattedrale di Siena</strong> (a Siena ha anche dipinto <strong>il Drappellone del Palio nel 2015</strong>).</div>
<div dir="auto">Inoltre per la celebre <strong>Cattedrale di Noto</strong> ha realizzato le <strong>nuove vetrate</strong> nel 2009.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Infine nel 2017 ha vinto il concorso internazionale per la realizzazione delle <strong>nuove quattro vetrate per il Battistero del Duomo di Pisa.</strong></div>
<div dir="auto">Nella mostra sarà possibile vedere i suoi disegni preparatori, oltre ad altre opere grafiche e dipinti.</div>
<div dir="auto">Francesco (che è anche uno storico dell&#8217;arte) unisce alla sua <strong>grande abilità tecnica</strong> e alla sua <strong>appassionata conoscenza dei nostri grandi artisti</strong> dei secoli passati, anche <strong>l&#8217;intima condivisione della fede</strong> che ha fatto fiorire questa nostra grande tradizione.</div>
<div dir="auto">L&#8217;arte della vetrata, poi, che ha in lui un eccellente interprete moderno, <strong>caratterizza le nostre grandi cattedrali e basiliche cattoliche</strong> e porta in sé una suggestione tutta particolare, come se riuscisse, in modo speciale, a <strong>preannunciare il mondo dove tutto è luce e bellezza e quindi pace e felicità</strong>.</div>
<div dir="auto">.</div>
<h3 dir="auto">Antonio Socci</h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.antoniosocci.com/sia-la-luce/">SIA LA LUCE</a> proviene da <a href="https://www.antoniosocci.com">Lo Straniero</a>.</p>
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