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	<title>Loris' Forgotten Home</title>
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	<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 15:32:21 +0000</pubDate>
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		<title>World Without Oil</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 15:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho scoperto che la crisi del petrolio era già stata simulata in una sorta di gioco collettivo, World Without Oil. Si tratta di un affascinante esempio di come il gioco può essere usato per esplorare il futuro e per derivare strategie concrete per cambiarlo. Una simulazione in piena regola in cui la gente è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto che la crisi del petrolio era già stata simulata in una sorta di gioco collettivo, <a href="http://worldwithoutoil.org/metaabout.htm" target="_blank">World Without Oil</a>. Si tratta di un affascinante esempio di come il gioco può essere usato per esplorare il futuro e per derivare strategie concrete per cambiarlo. Una simulazione in piena regola in cui la gente è stata chiamata a descrivere i giorni della crisi attraverso storie e attraverso i mezzi con cui erano più a loro agio: video, posts, ecc. Il tutto interagendo con altra gente e con una sorta di notizie ufficiali che venivano aggiornate di settimana in settimana. Un esperimento molto interessante, consiglio la lettura dell&#8217;<a href="http://worldwithoutoil.org/default.aspx?week=1" target="_blank">archivio partendo dalla settimana 1</a>. Ed è in arrivo un altro gioco, questa volta organizzato come MMORPG, che ha come tema la catastrofe globale dell&#8217;umanità: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_luglio_17/videogioco_apocalisse_9cea454a-53fc-11dd-a440-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Superstruct</a>. I catastrofisti come me potranno divertirsi!</p>
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		<title>I Giardini della Luna</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 16:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lacura17</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>

		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
I Giardini della Luna, di S. Erikson, edizioni Armenia, 1999 
Si tratta del primo libro del ciclo The Malazan Book of the Fallen, bovinamente tradotto dall&#8217;Armenia La caduta di Malazan, titolo che ne stravolge il significato e porta completamente fuori strada già prima di aprire il volume. Si dice che questo ciclo sia stato ispirato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lacura17.netsons.org/wp-content/2008/07/malazan01nb.jpg" alt="malazan01nb.jpg" align="left" border="0" hspace="6" /></p>
<p><em>I Giardini della Luna, di S. Erikson, edizioni Armenia, 1999 </em></p>
<p>Si tratta del primo libro del ciclo <em>The Malazan Book of the Fallen</em>, bovinamente tradotto dall&#8217;Armenia <em>La caduta di Malazan</em>, titolo che ne stravolge il significato e porta completamente fuori strada già prima di aprire il volume. Si dice che questo ciclo sia stato ispirato da una campagna di AD&amp;D, ed in effetti devo dire che quanto a contenuti epici qui non scherziamo.</p>
<p>Non so come iniziare la recensione, perché é la prima volta che un libro mi lascia basito in questa maniera. Non so se odiarlo o amarlo. Non che non sia assolutamente godibile e scorrevole. Sicuramente é un romanzo fantasy che per originalità non ha attualmente eguali, almeno per la mia modesta esperienza. Si intuisce già dalle prime pagine che il mondo creato da Erikson è complesso, profondo, ben strutturato e coerente. Ma la fatica nel seguire le vicende iniziali è estrema: decine di personaggi che si intrecciano su piani temporali diversi, ciascuno con le sue finalità non sempre lineari. L&#8217;autore semina volutamente descrizioni appena accennate, a volte addirittura imprecise, fino ad ottenere un duplice risultato: farti stare incollato alla pagina per capire cosa diavolo sta succedendo e snervarti perché non ci riesci. Il senso generale della storia ancora mi sfugge, perché gli elementi necessari non sono ancora stati forniti dall&#8217;autore, che forse si riserva di dissipare la nebbia nei volumi successivi. Le questioni un pochinio si chiariscono man mano che la trama si dipana, con massacri descritti con crudele realismo e battaglie in cui si scatenano poteri magici che sembrano in grado di radere al suolo il mondo in un attimo. I personaggi sono delineati pochissimo, sembra in sostanza che l&#8217;autore si preoccupi di più di rendere la storia epica, ad ampio respiro (e ci riesce benissimo). La densità di avvenimenti é straordinaria, al limite dell&#8217;assurdo, come al limite dell&#8217;assurdo sono i poteri posseduti dai maghi. Alcuni personaggi che sembrano completi idioti si rivelano esseri potentissimi in grado di gestire macchinazioni su scala continentale. Per alcuni aspetti, la complessità delle trame ricorda vagamente Martin, ma qui siamo di fronte ad una specie di Martin in overdose da magia con in sottofondo una musica metal messa a palla, in cui il caos stravolge tutto e trascina il lettore all&#8217;interno di una specie di giostra vorticante. Giudicate voi se leggerlo; sicuramente non è adatto a chi ama storie lineari. Io mi riservo di leggere i volumi successivi, che manco a dirlo, sono ambientati da tutt&#8217;altra parte e con tutt&#8217;altri personaggi! I margini di miglioramento ci sono sicuramente tutti. Teniamo presente che questo è un romanzo d&#8217;esordio.</p>
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		<title>Scricchiolii di post-picco</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 08:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lacura17</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non lo sentite anche voi questo strano scricchiolio emesso dal mondo occidentale? Sarà una mia impressione, ma ogni giorno c&#8217;è una notizia che fa aumentare questo scricchiolio. Il dubbio che ormai abbiamo scavalcato il picco del petrolio comincia ad insinuarsi seriamente nella mia testa. Questa analisi di ASPO, per esempio. Sembra che il volume di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo sentite anche voi questo strano scricchiolio emesso dal mondo occidentale? Sarà una mia impressione, ma ogni giorno c&#8217;è una notizia che fa aumentare questo scricchiolio. Il dubbio che ormai abbiamo scavalcato il picco del petrolio comincia ad insinuarsi seriamente nella mia testa. <a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2008/06/lamaro-sapore-del-postpicco-cala-il.html#links" target="_blank">Questa analisi</a> di ASPO, per esempio. Sembra che il volume di traffico negli USA stia calando. La tendenza è ormai chiara. Si specula che in Italia si abbia la stessa tendenza. La vendita stessa di automobili <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2008-06-27_127238799.html" target="_blank">ha subito un collasso</a> (-20% di immatricolazioni a giugno). Dulcis in fundo, Scaroni (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Scaroni" target="_blank">noto patteggiatore per tangenti</a>, ma questo non c&#8217;entra) dell&#8217;ENI prevede un petrolio a 200$ al barile! Se lo dice addirittura l&#8217;ENI&#8230;</p>
<p>Tutti segni, per chi li sa leggere. Stendiamo un velo pietoso su ciò di cui invece si sta occupando il governo in questi giorni. Già, con la catastrofe all&#8217;orizzonte è giusto occuparsi di intercettazioni e processi! Che depressione.</p>
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		<title>Odissea Telecom</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 09:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lacura17</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultime novità dalla Telecom: attivazione linea rimandata a settembre (un anno dalla richiesta originale) per i soliti lavori di ampliamento rete necessari. Mi sono rotto le scatole e li ho messi in mora con una racomandata apposita; se non rispondono vado per vie legali. Ho anche scritto ad alcuni giornali locali, magari serve a qualcosa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultime novità dalla Telecom: attivazione linea rimandata a settembre (un anno dalla richiesta originale) per i soliti lavori di ampliamento rete necessari. Mi sono rotto le scatole e li ho messi in mora con una racomandata apposita; se non rispondono vado per vie legali. Ho anche scritto ad alcuni giornali locali, magari serve a qualcosa. Evviva l&#8217;Italia, comunque. Di seguito trovate il testo della lettera mandata al Gazzettino, al Mattino e a Il Padova.</p>
<p><em>Gentile redazione del Mattino,</em></p>
<p><em>mi chiamo Loris Zanotto, abito a Noventa Padovana. Volevo portare alla  vostra attenzione una situazione di incredibile inefficienza e ritardo  nell&#8217;attivazione del servizio telefonico, da parte di Telecom, presso il  condominio di nuova costruzione dove vivo. Ho letto che un caso simile si è  verificato recentemente ad Albignasego, dove un gruppo di persone ha atteso  circa sette mesi prima di avere l&#8217;allacciamento, ma da una piccola indagine  svolta in Internet mi pare di capire che simili inefficienze da parte di Telecom  siano all&#8217;ordine del giorno a livello nazionale. In breve, ho fatto richiesta di  allacciamento telefonico nel settembre 2007 (!!)  e a tutt&#8217;oggi, dopo  innumerevoli rinvii, ancora non ho il telefono, nonostante le mie ripetute  proteste. L&#8217;ultimo episodio di questa tragicomica saga si è verificato lo scorso  12 giugno, quando mi è stato confermato via sms l&#8217;appuntamento con il tecnico  Telecom che avrebbe dovuto attivare la linea e questo tecnico non si è nemmeno  presentato. Ho ricevuto qualche giorno più tardi un&#8217;ennesima lettera, spedita  addirittura prima della conferma via sms (!!), che rimandava l&#8217;appuntamento  &#8220;presumibilmente&#8221; al 12 settembre prossimo, a quasi un anno dalla richiesta  originale. A questo punto ho pure tentato la strada della raccomandata con messa  in mora, chiedendo anche di parlare con qualche tecnico che mi spiegasse quali  fossero i &#8220;lavori di ampliamento rete necessari&#8221; che ogni volta i signori della  Telecom adducono come scusa per il ritardo (dico che si tratta di una scusa  perchè la mia vicina, che dista 20 metri in linea d&#8217;aria, ha il telefono). Il  risultato ottenuto è stato una telefonata da parte del servizio clienti che mi  diceva esattamente quello che c&#8217;era scritto nella lettera di rinvio al 12  settembre, senza ulteriori spiegazioni.</em></p>
<p><em>Personalmente, sospetto che questi ritardi siano legati ad una volontà ben  precisa di Telecom che consiste nell&#8217;evitare di fare lavori se non ci sono  sufficienti richieste di attivazione in zone di nuova costruzione, per evitare  il rischio di preparare la pappa ad altri operatori. E&#8217; però incredibile che in  un paese moderno come l&#8217;Italia si verifichino situazioni di questo tipo, che di  fatto sono il risultato di false e illusorie liberalizzazioni che danneggiano i  consumatori anziché favorirli.</em></p>
<p><em>Sono a disposizione qualora vogliate approfondire l&#8217;argomento e realizzare  eventualmente un servizio. Come già ho scritto in precedenza, il problema è  piuttosto diffuso e merita di essere portato a conoscenza del pubblico.</em></p>
<p><em>Distinti saluti,</em></p>
<p><em>Loris Zanotto</em></p>
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		<title>La storia di Dungeons &amp; Dragons (2)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 07:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lacura17</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[GDR e boardgames]]></category>

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		<description><![CDATA[Il portale Ludicamente.net ha pubblicato la seconda parte del mio lavoro sulla storia di D&#38;D. Lo trovate qui di seguito. Un ringraziamento a Gabriele Filippi (Ixion) per l&#8217;eccellente lavoro di revisione ed editing.

 Prosegue la serie di articoli dedicati al gioco di ruolo più famoso del mondo. Questa volta ci occupiamo di come D&#38;D si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il portale <a href="http://www.ludicamente.net" target="_blank">Ludicamente.net</a> ha pubblicato la seconda parte del mio lavoro sulla storia di D&amp;D. Lo trovate qui di seguito. Un ringraziamento a Gabriele Filippi (Ixion) per l&#8217;eccellente lavoro di revisione ed editing.</p>
<p><img src="http://www.ludicamente.net/LdM2.0/images/stories/Ludicamente/gary_gygax/gg_gygax_by_commissar_kinyaf_tn.jpg" alt="gg_gygax_by_commissar_kinyaf_tn.jpg" title="gg_gygax_by_commissar_kinyaf_tn.jpg" style="border: 1px solid #000000; margin: 5px; float: left; width: 100px; height: 100px" class="inputbox" height="100" width="100" /></p>
<p><em> Prosegue la serie di articoli dedicati al gioco di ruolo più famoso del mondo. Questa volta ci occupiamo di come <span class="highlight">D&amp;D</span> si sviluppò a partire dall&#8217;edizione originaria fino a diventare un vero e proprio fenomeno di massa. Descriveremo sia l&#8217;evoluzione storica del gioco e delle regole che la parabola della <span class="highlight">TSR</span>, che ascese rapidamente da piccola compagnia di appassionati a colosso dell&#8217;editoria americana, per finire con la separazione di <span class="name">Gygax</span> dalla società che aveva creato e con l&#8217;inizio della crisi.</em></p>
<p><em><span class="contentheading">Capitolo 2 - Il primo D&amp;D</span></em></p>
<p><span class="contentheading"></span> <img src="http://www.ludicamente.net/LdM2.0/images/stories/Ludicamente/gary_gygax/the_first_dungeon_master_by_ossian77_tn.jpg" alt="the_first_dungeon_master_by_ossian77_tn.jpg" title="the_first_dungeon_master_by_ossian77_tn.jpg" style="border: 1px solid #000000; margin: 5px; float: right; width: 200px; height: 133px" class="inputbox" height="133" width="200" /></p>
<p><span class="highlight">Dungeons &amp; Dragons</span> nacque dalla passione di <span class="name">Gary Gygax</span> e <span class="name">Dave Arneson</span> per i wargames. Quando <span class="highlight">D&amp;D</span> mosse i primi, timidi passi sul mercato americano, lo fece quasi a livello amatoriale: la primissima edizione fu impaginata e stampata in qualche migliaio di copie grazie al sudore di poche persone che di editoria sapevano poco o nulla. La grafica era pessima e i disegni davvero scadenti e ingenui. Nonostante questo, quella primitiva versione di <span class="highlight">D&amp;D</span>, identificata successivamente dagli storici come <span class="highlight">Original Dungeons &amp; Dragons</span> (<span class="highlight">OD&amp;D</span>) per distinguerla dalla pletora di edizioni successive, ebbe un successo che andò al di là di ogni più rosea aspettativa.</p>
<p>Analizzeremo quindi l&#8217;evoluzione storica del gioco, a partire dalla rudimentale prima edizione, fino alla celebre terza edizione.</p>
<p><span class="highlight">OD&amp;D</span> prevedeva solo tre classi: Fighting man (Combattente), Magic-User (Usufruitore di magia) e Cleric (Chierico). Il giocatore poteva scegliere le seguenti razze: umani, in grado di accedere a qualsiasi classe e raggiungere qualsiasi livello di esperienza, nani e hobbits (che in seguito vennero rinominati &#8220;halflings&#8221; per evitare controversie con la fondazione Tolkien), limitati alla sola classe del combattente e con limiti sul livello massimo raggiungibile, ed elfi, a cui era permesso fare sia i combattenti che gli usufruitori di magia, ma che dovevano scegliere la classe utilizzata all&#8217;inizio di ogni avventura. Non esisteva pertanto l&#8217;abituale distinzione netta tra razze e classe: ciascuna razza era vincolata ad una specifica classe, per cui ad esempio un nano non poteva fare il mago. Non esistevano nemmeno personaggi multiclasse o biclasse.<br />
Prendendo spunto dall&#8217;opera di <span class="name">Poul Anderson</span> e di <span class="name">Micheal Moorcock</span>, il gioco prevedeva inoltre tre allineamenti morali: Legale, Neutrale o Caotico; originariamente, in questa versione di <span class="highlight">OD&amp;D</span> non veniva fatta la distinzione tra atteggiamento verso la legge e propensione morale, per cui si associava la legge al concetto di bene mentre la caoticità era identificata con il male.<br />
Queste regole vennero presto integrate da una serie di supplementi, il primo dei quali fu, nel 1975, <span class="highlight">Greyhawk</span>, un libretto che conteneva i dettagli della campagna &#8220;domestica&#8221; giocata da <span class="name">Gygax</span>. Vi era descritto il mondo di Greyhawk, era introdotta la classe del Ladro (Thief) e aggiunti dettagli riguardanti mostri e magia. Successivamente fu la volta di <span class="highlight">Blackmoor</span>, che descriveva invece il mondo creato e giocato da <span class="name">Arneson</span> per la sua campagna. Il supplemento introduceva le nuove classi di Monaco (Monk) e Assassino (Assassin). Blackmoor includeva quello che possiamo definire il primissimo modulo di avventura per <span class="highlight">OD&amp;D</span>: <span class="highlight">Temple of the Frog</span>, ripreso negli anni &#8216;80 e integrato nell&#8217;ambientazione Mystara. Infine, fu pubblicato il supplemento <span class="highlight">Eldritch Wizardry</span>, che espandeva ulteriormente le opzioni disponibili descrivendo la classe del Druido e inserendo i poteri psionici, e <span class="highlight">Gods, Demigods and Heroes</span>, che presentava alcuni pantheons da utilizzare durante le campagne di avventura.</p>
<p class="contentheading"> <a href="http://lacura17.netsons.org/gdr-e-boardgames/la-storia-di-dungeons-dragons-2#more-350" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Arrestateci tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 15:24:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Come avevo preconizzato, il finto statista si è dimostrato per quello che è. Solo dei babbei potevano credere che la bassa carica dello Stato fosse minimamente cambiata; infatti non ha tardato molto ad operare secondo il copione previsto: cortina di ferro su quel brandello di informazione libera che ancora restava in Italia e sistemazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come avevo preconizzato, il finto statista si è dimostrato per quello che è. Solo dei babbei potevano credere che la bassa carica dello Stato fosse minimamente cambiata; infatti non ha tardato molto ad operare secondo il copione previsto: cortina di ferro su quel brandello di informazione libera che ancora restava in Italia e sistemazione dei suoi affari processuali personali, con un piccolo effetto collaterale che consiste nello sfascio di quello che resta del sistema giudiziario. A rendere il tutto diabolicamente ironico è che quest&#8217;ultima operazione è stata fatta all&#8217;interno di un decreto che in teoria dovrebbe occuparsi della sicurezza dei cittadini. Il modus operandi del nostro nano preferito non è cambiato: completo spregio delle regole democratiche al fine di tutelare i propri interessi, mentendo contemporaneamente ai cittadini. La cosa che fa più male è comunque questa aria da dittatura dolce che non indigna più nessuno. Non è rimasto più un briciolo di senso civico, di voglia di combattere, in questo Paese sfibrato e sotto perenne effetto catodico-allucinogeno.</p>
<p>Un piccolo passo voglio provare comunque a farlo: aderisco alla campagna di Marco Travaglio, <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1942258.html" target="_blank">Arrestateci Tutti</a>. E se ritorna il tempo di scendere in piazza, ci sarò come ai vecchi tempi, esercito o non esercito.</p>
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		<title>Ubik</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 12:25:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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« Io sono Ubik. Prima che l&#8217;universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img src="http://lacura17.netsons.org/wp-content/2008/06/ubik-nuovo.thumbnail.gif" alt="ubik" align="left" height="145" width="97" /></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">
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<td style="padding: 0pt 1.2em; vertical-align: top">&nbsp;</td>
<td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt"><span style="font-style: normal; font-size: 125%"><strong>«</strong></span> Io sono Ubik. Prima che l&#8217;universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno <span style="font-size: 125%"><strong>»</strong></span></td>
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<p align="justify">Ho letto quello che è considerato il capolavoro di Dick più di un mese e mezzo fa, in preda al mal di gola e alla febbre. Lo stato psicofisico non era forse dei più adatti  a leggere l&#8217;allucinata opera dickiana, ma era da un po&#8217; che lo puntavo e non ho resistito. I fumi mentali della febbre si sono mescolati alla fantasia malata dell&#8217;autore di questo pezzo di storia della fantascienza, amplificandone l&#8217;effetto: destrutturazione della realtà, rovesciamento della prospettiva vita-morte, estrema fragilità e corruttibilità della percezione umana, rappresentazione critica della società dei consumi e della mercificazione sono tutti temi che trovano spazio in questo romanzo   dal sapore cupo, enigmatico, inquietante come un incubo da cui non ci si risveglia. Quello che mi ha colpito di più del libro è il senso di estrema angoscia nichilistica che trasmette, legata all&#8217;assenza di una realtà percepita come oggettiva, che viene manipolata da continui e spiazzanti cambi di prospettiva. Limitare Ubik solo a questo è però riduttivo. La storia è percorsa da molte correnti sotterranee, che non si rivelano mai pienamente al lettore; penso ad esempio al ruolo di &#8220;Ubik&#8221;, una sorta di demiurgo ordinatore e creativo, materializzato in uno spray in grado di ridare consistenza reale agli oggetti, contrapposto a forze caotiche  e destabilizzanti. Ubik diventa però anche metafora del divino che si trasforma in merce, in oggetto da consumare: in questo il romanzo risulta sicuramente molto attuale. Lo stile del romanzo è scorrevole e pervaso da un feroce humor nero tipicamente dickiano. A volte l&#8217;atmosfera angosciante vira verso territori meno ossessivi, ma continua a dominare per tutto il libro una sorta di spiazzamento pilotato da continui e destabilizzanti colpi di scena. In definitiva, un capolavoro da leggere assolutamente: oltre a essere un pilastro della fantascienza e ad ispirare molti scrittori successivi (tipo ad esempio Evangelisti in <em>Cherudek</em>), varca i confini di genere per raggiungere vette di metafisica ed angosciante bellezza.</p>
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		<title>Centro riciclo consorzio Vedelago</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 09:04:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qui in Veneto non abbiamo solo l&#8217;inceneritore di Camin o altri cancrovalorizzatori, così di moda di questi tempi. Abbiamo anche ottimi esempi di come si possa riciclare i rifiuti fino al 95%: il consorzio Vedelago. Riciclare a queste percentuali non solo è possibile, ma è un imperativo morale. Guardatevi il filmato.



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui in Veneto non abbiamo solo l&#8217;inceneritore di Camin o altri cancrovalorizzatori, così di moda di questi tempi. Abbiamo anche ottimi esempi di come si possa riciclare i rifiuti fino al 95%: il consorzio Vedelago. Riciclare a queste percentuali non solo è possibile, ma è un imperativo morale. Guardatevi il filmato.</p>
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		<title>Risate amare alla Fornace Carotta</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 08:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lacura17</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è nemmeno un mese che il nuovo governo si è insediato e già l&#8217;attualità è piena di evidenti tentativi da parte della nuova maggioranza, prona agli interessi del padrone, di ripristinare il clima della stagione 2001-2006. Il tutto alla faccia di chi aveva creduto alle ridicole velleità di statista dell&#8217;uomo che ci governa, lupo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è nemmeno un mese che il nuovo governo si è insediato e già l&#8217;attualità è piena di evidenti tentativi da parte della nuova maggioranza, prona agli interessi del padrone, di ripristinare il clima della stagione 2001-2006. Il tutto alla faccia di chi aveva creduto alle ridicole velleità di statista dell&#8217;uomo che ci governa, lupo travestito da agnello. Ma si sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio: le cose di cui scrivere sarebbero molte, leggi ad personam in primis, tuttavia non voglio dilungarmi su cose assolutamente deprimenti e che sono sotto gli occhi di chi vuole vedere veramente il baratro in cui il Paese sta precipitando. Ieri sera si è discusso della situazione italiana alla Fornace Carotta, a Padova, in una conferenza organizzata dall&#8217;associazione <a href="http://www.cittadiniattivi.it" target="_blank">Cittadini Attivi</a> a cui partecipavano diverse personalità giornalistiche e del mondo associazionistico, Marco Travaglio e Oliviero Beha (quest&#8217;ultimo in collegamento telefonico) tra gli altri. La discussione verteva attorno ad alcune parole chiave come informazione, lavoro, ambiente, sicurezza, giustizia, criminalità, ed altro. Ovviamente la sala era stracolma di persone sedute e in piedi, attirate principalmente dalla presenza di Travaglio, che come al solito si è dimostrato informato sui fatti e con una visione ben precisa delle cause che hanno ridotto l&#8217;Italia in uno stato politico-culturale pietoso. Il suo pungente umorismo regalava risate a profusione, ma erano purtroppo nel mio caso risate amare, generate dall&#8217;assurda anomalia italiana, così bene messa in evidenza ieri sera. In sintesi, l&#8217;ovvio consiglio che si ricavava per far fronte alla situazione è questo: informarsi e dubitare sempre di quello che ci viene detto, usare la testa ed il senso critico, evitare di farsi prendere in giro, e rompere le scatole se le cose che ci vengono dette non convincono. Cominciamo ad avere i mezzi per farlo: la Rete offre queste possibilità di interazione diretta. Non sarà sufficiente a cambiare le cose, ma magari un inizio di cambiamento potrà esserci.</p>
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		<title>La storia di Dungeons &amp; Dragons</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 09:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lacura17</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[GDR e boardgames]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; apparso sul portale Ludicamente il primo di una lunga serie di miei articoli dedicati alla storia e all&#8217;evoluzione del gioco di ruolo più famoso del mondo. Ho iniziato a scriverli quando ancora Gygax era tra noi; ora che il creatore se ne è andato, pare giusto dedicare questi articoli alla sua memoria. L&#8217;impresa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; apparso sul portale <a href="http://www.ludicamente.net/LdM2.0/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=443&amp;Itemid=1" target="_blank">Ludicamente</a> il primo di una lunga serie di miei articoli dedicati alla storia e all&#8217;evoluzione del gioco di ruolo più famoso del mondo. Ho iniziato a scriverli quando ancora Gygax era tra noi; ora che il creatore se ne è andato, pare giusto dedicare questi articoli alla sua memoria. L&#8217;impresa è stata titanica, ma credo che il risultato sia decente. La prima parte riguarda le origini. La allego qui di seguito. Buona lettura!</p>
<p><em>Recentemente, all&#8217;età di 69 anni, ci ha lasciato <span class="name">Ernest Gary Gygax</span>, uno dei creatori di <span class="highlight">Dungeons &amp; Dragons</span> nonché figura chiave della cultura geek. Quest&#8217;uomo probabilmente non immaginava che il suo gioco sarebbe stato il capostipite e il più famoso esempio di un nuovo genere di giochi, i giochi di ruolo, e che la sua creatura avrebbe toccato e segnato indelebilmente generazioni di persone in tutto il mondo. Per ricordare e onorare la memoria di Gary e capire la portata dell&#8217;eredità ludica che ci ha lasciato, <span class="highlight">LudicaMENTE.net</span> vuole dedicare una serie di articoli alla storia di <span class="highlight">Dungeons &amp; Dragons</span>. Il primo articolo richiama quei mitici giorni a cavallo fra gli anni 60 e 70, quando milioni di persone che avrebbero imparato ad amare quei dadi di forma così strana non erano ancora nate.</em></p>
<p><strong><span class="contentheading">Capitolo 1 - Le Origini</span></strong> <img src="http://www.ludicamente.net/LdM2.0/images/stories/Ludicamente/gary_gygax/the_first_dungeon_master_by_ossian77_tn.jpg" alt="the_first_dungeon_master_by_ossian77_tn.jpg" title="the_first_dungeon_master_by_ossian77_tn.jpg" style="border: 1px solid #000000; margin: 5px; float: right; width: 200px; height: 133px" class="inputbox" height="133" width="200" /></p>
<p>Tutto iniziò, come in altri casi famosi, in uno scantinato. Si narra infatti che il nostro Gygax fosse un accanito giocatore di wargames con miniature in plastica o metalliche. Qualcosa di simile ai soldatini, per intenderci, con la differenza che gli scenari di gioco erano ispirati al medioevo anziché alla seconda guerra mondiale o al periodo napoleonico.  <a href="http://lacura17.netsons.org/gdr-e-boardgames/la-storia-di-dungeons-dragons#more-345" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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