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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791</atom:id><lastBuildDate>Fri, 17 Feb 2012 01:04:10 +0000</lastBuildDate><category>Laser game</category><category>Tape</category><category>Super NES</category><category>Sport</category><category>Arcade</category><category>Fighting</category><category>Simulation</category><category>RPG</category><category>Pinball</category><category>Floppy</category><category>Atari 8 Bit</category><category>M.A.M.E.</category><category>Chinese</category><category>Windows</category><category>Shoot 'em up</category><category>Survival Horror</category><category>Side-Scroller</category><category>Puzzle</category><category>Detective Story</category><category>MS-DOS</category><category>Shooter</category><category>Adventure</category><category>Platform</category><category>Apple Macintosh</category><category>Soccer</category><category>Post-Mortem</category><category>Boxing</category><category>Console</category><category>Beat'em up</category><category>Korean</category><category>Sony Playstation</category><category>Remake</category><category>Atari 2600</category><category>Space shooter</category><category>Nec PC-98</category><category>Deutsch</category><category>Sega Mega Drive</category><category>Horror</category><category>Golf</category><category>Unreleased</category><category>Unofficial</category><category>Amstrad CPC</category><category>Prototype</category><category>Strategy</category><category>Collection</category><category>Action</category><category>Sega Saturn</category><category>Irem</category><category>Amiga</category><category>FPS</category><category>Commodore 64</category><category>Japan</category><category>Driving</category><category>ROM</category><category>Nec PC-FX</category><category>ScummVM</category><category>Atari Jaguar</category><category>Isometric</category><category>Namco</category><category>Nec PC-Engine</category><category>MSX</category><category>Atari ST</category><category>ZX Spectrum</category><category>Football</category><category>Racing</category><category>Oric Atmos</category><category>Flipper</category><title>Lost Games Blog v5.0 (WIP)</title><description /><link>http://retrobert.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Bert)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>313</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/LostGamesBlogV40" /><feedburner:info uri="lostgamesblogv40" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8545893695729423737</guid><pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-08T18:00:29.575+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Super NES</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Platform</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ROM</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><title>Magical Pop’n</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle ultime settimane, se non addirittura nell'ultimo paio di mesi, mi stavo convincendo sempre più che non rimanessero altre oscure perle videoludiche da riscoprire. Nei forum e nei siti specializzati, infatti, non si parlava altro che dei soliti noti: “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/03/chippoke-ralph-no-daibouken_01.html"&gt;Chippoke Ralph No Daibouken&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/11/kaisoku-tenshi-aka-rapid-angel_10.html"&gt;Kaisoku Tenshi&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/04/umihara-kawase-shun_12.html"&gt;Umihara Kawase Shun&lt;/a&gt;”, tutti degli ottimi videogiochi a carattere prettamente “old-school” ed indubbiamente sconosciuti al grande pubblico per carità, ma comunque ben noti a tutti quelli che si dilettano nella riscoperta di simili raffinatezze. Quando ormai stavo per rassegnarmi, ecco sbucare dal nulla una discussione in cui si parlava di un titolo che fin da subito catalizzò la mia attenzione: “Magical Pop’n” per l'appunto! Un simpatico videogioco realizzato per il buon vecchio sedici bit della Nintendo: il mitico "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Nintendo_Entertainment_System"&gt;Super Nes&lt;/a&gt;". Quando in seguito, continuando a spulciare i post del summenzionato "topic", realizzai che poteva essere addirittura paragonato in quanto a carineria complessiva al mitico “Ralph” della prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt;, la decisione fu bella che presa: me ne sarei occupato ad ogni costo! E’ così è stato. Strutturalmente, "Magical Pop’n" si presenta come un canonico platform bidimensionale a scorrimento. La storia è incentrata sulle vicende dell'intraprendente principessa Toaru che la vedono impegnata nel recuperare la fantomatica "Gemma Magica" che, fino a poco tempo prima, aveva garantito la pace e la prosperità del suo Regno. Questo prezioso gioiello incantato era custodito all'interno del "Palazzo Reale", lontano dalle grinfie di coloro che avrebbero potuto abusare dei suoi immensi poteri. Un’infausta notte, purtroppo, il Castello soccombe all'assedio di un losco figuro e del suo seguito di scagnozzi, e la summenzionata pietra preziosa viene rubata senza tanti convenevoli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/zNnLWVfgRqg" width="520"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per non far sprofondare il proprio Reame nel caos, l'intrepida Principessa si getta immediatamente all'inseguimento delle sopraccitate canaglie nel tentativo di recuperare il leggendario monile incantato. A livello di “gameplay”, tutto ciò si traduce nel dover condurre la nostra eroina attraverso tutti i vari livelli del gioco, ognuno dei quali infarcito naturalmente con ogni genere d'insidia possibile ed immaginabile. Fortunatamente per noi, la piccola Torau, oltre alle sue notevoli doti atletiche che gli consentono di spiccare degli ampi balzi, può contare anche sulla sua fidata spada e sui suoi altrettanto validi poteri magici. I nemici che rientrano nelle sue immediate vicinanze possono essere fatti fuori a colpi di spada oppure eliminati con appositi proiettili magici quando si trovano a distanza. Per eliminare i mostriciattoli più coriacei è disponibile anche un devastante attacco speciale. Ogni tipo d'attacco magico richiederà un certo quantitativo di stelline per essere lanciato, queste potranno essere scovate e quindi raccolte durante l'esplorazione del livello o guadagnate come ricompensa dopo la dipartita di un particolare nemico. A mano a mano che progredirà il gioco, collezioneremo anche altri tipi di sortilegi, oltre ai semplici "raggi laser" iniziali, in particolare: i poteri inerenti al fuoco, al ghiaccio ed anche altre utili abilità. In altre parole, non sarà poi così raro dover ricorrere ad una bomba per aprirci un varco in una parete, sfruttare una sorta di liana magica per superare i baratri più vasti o congelare gli sbuffi di magma incandescente in modo da sfruttarli come piattaforme. Oltre a dovercela vedere con i comuni mostriciattoli, avremo anche a che fare con gli immancabili boss di fine livello e relativi "colonnelli". L'energia persa durante l'azione, indicata fra l'altro da un certo numero di cuoricini, potrà essere rimpinguata raccogliendo i dolci disseminati per lo scenario, a titolo d'esempio: caramelle, fette di dolce e torte intere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ztZ_HSFLQ44/TykaRVpGBMI/AAAAAAAAAq4/3wRWnAeBnTY/s1600/MPopnfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-ztZ_HSFLQ44/TykaRVpGBMI/AAAAAAAAAq4/3wRWnAeBnTY/s400/MPopnfront.jpg" width="235" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ognuno di questi, ripristinerà un certo quantitativo di salute: da un mezzo cuoricino all’energia completa. Il numero dei cuoricini a nostra disposizione, così come l'ammontare delle stelline in verità, potrà essere aumentato collezionando i frammenti di cuore e le “mega-stellone” contenute negli scrigni sparsi per le aree segrete di ciascun livello. "Magical Pop’n" è relativamente facile per quanto riguarda i primi stage di gioco, la difficoltà, però, tenderà ad aumentare progressivamente fino a culminare in corrispondenza della seconda metà del "Mondo dei Ghiacci".&amp;nbsp; Da questo punto in poi, tutto diverrà più impegnativo poiché per superare certi passaggi sarà necessaria un’ottima padronanza delle abilità e dei poteri precedentemente acquisiti. Graficamente il gioco è piuttosto gradevole, si nota una certa cura nelle animazioni e nella caratterizzazione dei personaggi, siano essi i nemici o il personaggio principale. Inoltre, non si contano, poi, i particolari ed i piccoli tocchi di classe che impreziosiscono la resa dei vari livelli. Oltre ad il classico effetto prospettico dovuto agli innumerevoli strati di parallasse, non sarà raro incappare nella luce tremolante delle torce e nei globi luminosi che fluttuano nei pressi degli altari incantati. Nel livello del temporale non mancheranno le nubi, la pioggia ed i fulmini, così come non si potrà che rimaner affascinati dal tramonto del Sole e dalla Luna che rischiara l'oscurità della notte. La caratura tecnica di "Magical Pop’n", infine, è ulteriormente arricchita, se ce ne fosse bisogno, da un gradevolissimo comparto audio. Alla fine della fiera, non mi pare poi così esagerato annoverare "Magical Pop’n" tra i classici del genere, benché rimanga comunque un titolo per lo più sconosciuto ai più. Più che altro, mi chiedo piuttosto quante altre gemme videoludiche aspettino solamente di essere riscoperte, visto il pregevole lavoro di cui è stata capace una software house per lo più anonima come la Polestar. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/file/8dqh5db3z18jdqa/MagicalPopN.rar"&gt;&lt;b&gt;Download Magical Pop’n ROMs&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; L'archivio in download contiene anche la versione tradotta in inglese. Il gioco funziona regolarmente con l'ultima versione dello Snes9x.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yhNotwhSeok/TykahdtvEpI/AAAAAAAAArA/2bkcWbxamtc/s1600/Magical_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-yhNotwhSeok/TykahdtvEpI/AAAAAAAAArA/2bkcWbxamtc/s640/Magical_shots.png" width="392" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8545893695729423737?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/pMBeRq5Ho9I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/pMBeRq5Ho9I/magical-popn.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/zNnLWVfgRqg/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2012/02/magical-popn.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3198380129354232876</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-05T02:05:01.631+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MS-DOS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Strategy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Floppy</category><title>Laser Squad</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiunque abbia maturato un minimo d'esperienza con i videogiochi strategici a carattere prettamente fantascientifico, probabilmente conserva uno splendido ricordo del mitico “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/02/xcom-ufo-enemy-unknown.html"&gt;UFO: Enemy Unknown&lt;/a&gt;”, il celebre caposaldo dei Mythos Games.&amp;nbsp; Un titolo che all’epoca meritò indubbiamente gli innumerevoli elogi ottenuti e che non mancò di svecchiare le meccaniche di un genere che forse già da diverso tempo viveva sui propri allori. In realtà, questo grande classico del passato non fu il primo videogioco a proporre simili soluzioni gestionali, almeno per quanto riguarda le fasi tattico/offensive, poiché a dire il vero Julian Gallop, il suo “designer”, le ideò per un titolo precedente: “Laser Squad” per l’appunto.&amp;nbsp; Quest'ultimo introdusse, infatti, per la prima volta in assoluto gran parte di quegli elementi strategici che in seguito furono poi evoluti nei tre videogame che andarono a costituire lo zoccolo duro della celebre serie “X-COM”.&amp;nbsp; L'esordio di questo primo titolo non ricevette purtroppo il riscontro che in realtà avrebbe meritato, ma piuttosto fu riscoperto e rivalutato in un secondo momento, proprio grazie all'incredibile successo ottenuto dal suo diretto discendente.&amp;nbsp; A prescindere da come sia effettivamente andata, anche in “Laser Squad” governiamo un manipolo di soldati attraverso una serie di scenari alquanto ostili, infestati cioè da ribelli, droidi, cyborg, alieni e quant’altro. La differenza più tangibile col primo capitolo della serie "UFO", consiste nel fatto che essi ci vengono proposti come delle missioni a se stanti, piuttosto che come una moltitudine di situazioni facenti parte di una trama in lento dispiegamento. Gli obiettivi di queste missioni sono abbastanza variegati, visto che spaziano dall'uccidere un particolare personaggio al trarre in salvo dei commilitoni in pericolo, passando per la distruzione di un certo numero di computer nemici, piuttosto che difendere la propria base o scortare un prezioso dispositivo attraverso le linee nemiche. Ogni missione, inoltre, stabilisce anche il numero dei soldati a nostra disposizione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/xHAPSTyirDw" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ogni membro del nostro gruppo è caratterizzato da una serie di parametri che ne descrivono le "performance" in combattimento, a parte i canonici: forza, resistenza, costituzione e abilità, figurano anche combattimento, prestazioni dell'arma, stato d'animo e punti azione. Dopo aver selezionato la missione ed aver assistito ad una breve introduzione che in pratica svolge il ruolo di un piccolo briefing, analogamente a quanto avviene nel primissimo "X-COM", bisogna equipaggiare adeguatamente ogni membro della nostra squadra. Per far ciò, quindi, si acquista l'equipaggiamento necessario con i crediti a nostra disposizione, in particolare: armi, munizioni, esplosivi ed armature. Per quanto riguarda queste ultime, la scelta contempla quattro tipi di corazze differenti, ognuna delle quali offre diversi livelli di protezione per la parte frontale, posteriore e laterale. Ciascun’armatura, oltre a rallentare ed appesantire proporzionalmente i movimenti del soldato, stabilisce anche l'ammontare del carico utile trasportabile. Il parco armi contempla ogni ben di Dio, ossia: pugnali, pistole, fucili, mitragliatori, cannoni, laser e lanciarazzi, fermo restando la presenza di vari tipi di munizioni, granate, esplosivi e missili. Dopo aver equipaggiato la squadra a dovere, si devono poi disporre gli uomini nello scenario, ogni soldato andrà depositato su apposite aree contraddistinte da un contrassegno, in base ovviamente alla strategia che intendiamo adottare. L'azione, come già premesso, si sviluppa come in "Enemy Unknown", attraverso, cioè, tutta una serie di turni in cui ciascun soldato ha a disposizione un certo numero di punti per effettuare le proprie azioni, per lo più: spostarsi, aprire/chiudere/sbloccare porte e contenitori, far fuoco, ricaricare l'arma, cambiare l'oggetto in uso, innescare e lanciare granate o visionare semplicemente la mappa. In ogni momento è possibile saltare da un personaggio all'altro, così da assecondare le nostre esigenze tattiche. Una volta effettuate le mosse opportune, passeremo al turno successivo cliccando sull'icona apposita. Ad ogni nostro turno si contrapporrà ovviamente quello del computer, che, naturalmente, non perderà occasione per scatenarci addosso ogni genere di offensiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_W7yQQnO-Gs/TyHRtmX9mHI/AAAAAAAAAkw/akovTRTaPJE/s1600/Front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-_W7yQQnO-Gs/TyHRtmX9mHI/AAAAAAAAAkw/akovTRTaPJE/s320/Front.jpg" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli spostamenti nemici che non rientreranno nel campo visivo delle nostre truppe, ad ogni modo, non saranno visualizzati. Nel corso degli scontri a fuoco possiamo ricorrere a vari tipi di tiro:  il più preciso è indubbiamente l'"Aimed", sebbene sia piuttosto esoso in  termini di punti azione; a cui segue poi lo "Snap", più veloce ed  economico, ed infine l'"Automatic": in grado di sparare una raffica di  proiettili per volta. Durante il combattimento c'è anche offerta la  possibilità d'innescare e lanciare granate, l'accuratezza del lancio  dipenderà dall'abilità innata del nostro uomo, fermo restando la  possibilità di sfruttare anche altri tipi d'esplosivo. Man mano che  gestiremo i punti azione dei nostri uomini, dovremo destinarne un certo  quantitativo anche per il cosiddetto "fuoco d'opportunità": un sistema  di autodifesa da impiegare qualora il nostro soldato venisse attaccato  durante il turno dell'avversario. Al contrario di quanto avviene nel primo "X-COM", i nostri uomini non conseguono alcuna esperienza col passare delle missioni. “Laser Squad” offre, però, una modalità a due giocatori del tutto assente nel summenzionato capolavoro, benché limitata ad una modalità "hot-seat". Il primo giocatore persegue le medesime finalità della modalità singola, mentre il secondo governa le forze che si devono opporre, anch'esse naturalmente con i propri obiettivi. Il livello di difficoltà, oltretutto, può essere impostato su qualcosa come sette gradi differenti. Per il resto, dal punto di vista tecnico, la versione PC è quella che probabilmente ha risentito meno dell'usura del tempo, complice il fatto di godere di un maggior livello di dettaglio. La grafica, infatti, oltre ad essere notevolmente più colorata e particolareggiata rispetto alle controparti Amiga ed Atari ST, grazie soprattutto ad un sapiente impiego dello stile grafico metallico, appare anche infinitamente più d'atmosfera. Il livello di coinvolgimento del titolo, inoltre, trae un ulteriore giovamento dal comparto audio piuttosto curato. Concludendo, non male davvero, se avete amato all'inverosimile i primi tre episodi della serie “X-COM”, quelli tattico/strategici per intenderci, non potete esimervi dal cimentarvi anche col titolo che ha dato origine a tutto! Edizione multi linguaggio in cui figura anche l'italiano, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/file/d9a83x3sia4o5so/LaserSquad.rar"&gt;&lt;b&gt;Download Laser Squad&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (CD and Floppy version) (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-khmT46btHYQ/TyHR2C3dPQI/AAAAAAAAAk4/Y2zbEjVwZOo/s1600/Laser_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/-khmT46btHYQ/TyHR2C3dPQI/AAAAAAAAAk4/Y2zbEjVwZOo/s640/Laser_shots.jpg" width="408" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3198380129354232876?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/COLEYp1lweo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/COLEYp1lweo/laser-squad.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/xHAPSTyirDw/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2012/01/laser-squad.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8742648177783733027</guid><pubDate>Thu, 08 Dec 2011 17:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:07:35.068+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Survival Horror</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Remake</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FPS</category><title>LV-426: Aliens Remake</title><description>LV-426 è un ottimo rifacimento del buon vecchio “&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/aliens"&gt;Aliens&lt;/a&gt;”, uno sparatutto in prima persona realizzato per le principali piattaforme ad otto bit dei primi anni ’80. Il gioco, come traspare chiaramente dal titolo, è stato tratto dal &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aliens_-_Scontro_finale"&gt;secondo film&lt;/a&gt; dell’omonima serie cinematografica e viene ricordato come uno dei videogiochi più sorprendenti della sua epoca. Non tanto per l’innovativa visuale in soggettiva attraverso cui si governava un manipolo di soldati costretti in un’ambientazione claustrofobica, ma piuttosto per via della cura con cui riuscì a ricreare l’inquietante atmosfera della pellicola originale. Grazie a quest’ultima divenne, infatti, uno dei giochi più angoscianti della storia del videogioco, ovviamente facendo le debite proporzioni in termini di possibilità hardware. La trama, come premesso, si rifà alla vicenda narrata nel secondo capitolo della saga: in pratica dopo quasi sessant’anni passati alla deriva nello spazio, la capsula di salvataggio del tenente Ellen Ripley viene finalmente intercettata e tratta in salvo sulla stazione spaziale Gateway, in orbita nei pressi della Terra. Dopo qualche giorno di riposo, resosi necessario per riprendersi dai postumi di un così prolungato periodo di “ipersonno”, Ripley, ancora visibilmente scossa per l’accaduto, si presenta davanti ai rappresentanti della Compagnia, la “Weyland-Yutani”, per esporre i fatti che portarono alla decimazione dell’intero equipaggio e alla successiva autodistruzione della gigantesca astronave da carico Nostromo. Fin da subito, il suo resoconto non è ritenuto plausibile e viene addirittura liquidato come un mero vaneggiamento di una donna mentalmente instabile e profondamente traumatizzata da una brutta esperienza. Il solo accettare l’idea che un così grave disastro possa essere avvenuto a causa di una fantomatica creatura aliena sviluppatasi all’interno di un membro&amp;nbsp; dell’equipaggio precedentemente infettato da un parassita proveniente da un misterioso relitto scoperto sulla superficie di un pianeta sconosciuto, appare del tutto inconcepibile per i presenti. Lo stesso monito, attraverso il quale Ellen cerca di mettere in guardia i commissari circa l’esistenza d'innumerevoli altri esemplari analoghi celati all'interno di quel misterioso scafo alieno, rimane del tutto inascoltato. Da lì a poco, s’interrompono le comunicazioni con la colonia LV-426, da  cui il titolo del gioco, il medesimo pianeta su  cui decenni prima mise piede lo sfortunato equipaggio del Nostromo. In  men che non si dica, viene organizzata una missione per investigare  sulle cause del misterioso silenzio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HQat4obE2T8?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HQat4obE2T8?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ripley, inizialmente riluttante,  alla fine decide di esorcizzare le proprie paure partecipando alla stregua di un mero consulente. Una volta sul  posto, i prodi “marines” si renderanno ben presto conto che la gravità  della situazione supera le loro ben più rosee aspettative e la  stessa Ripley dovrà scendere nuovamente in campo per uscirne viva. Il gioco sostanzialmente ci pone al comando di una squadra di sei soldati che ha il compito di perlustrare il vasto complesso coloniale di LV-426, benchè la stessa Ripley suggerisca di concentrare ogni sforzo per individuare e raggiungere incolumi la camera in cui si anniderebbe la temibile regina aliena. All’inizio della partita, diversamente da quanto accadeva nel titolo originale, c’è offerta la possibilità di personalizzare l’allegra combriccola che da lì a poco andremo a governare, cliccando su un particolare membro della spedizione, infatti, potremo sostituirlo con un altro giusto per rendere le cose un po’ più varie. Ogni soldato dispone di una serie di parametri che ne descrivono le performance in azione, in particolare: l’ammontare delle munizioni in dotazione, la precisione del tiro, la diversa tolleranza alla fatica e la resistenza agli attacchi dei nemici. L’azione, come premesso, ci viene mostrata con una visuale in prima persona, cioè dalla telecamera montata sull’elmetto del soldato che al momento è sotto il nostro controllo. La scena può essere ruotata di 360 gradi così come il mirino che indica dove sta puntando l’arma può spostarsi indipendentemente da essa. Una serie di mini telecamere, una per ogni membro del gruppo, ci fornisce, inoltre, una piccola panoramica delle immediate vicinanze dei commilitoni inattivi. Un apposito allarme, sia acustico che visivo (qualora attivato), ci segnalerà di volta in volta la presenza di una qualsiasi minaccia. I diversi ambienti della base sono caratterizzati da delle condizioni d'illuminazione differenti, nel caso ne fossero completamente sprovvisti, sarà comunque possibile sfruttare la flebile luce di una modesta torcia elettrica. Le stanze che costituiscono l'enorme colonia sono interconnesse tra loro da un intricato sistema di porte, cliccandovi sopra con il pulsante d’azione saremo in grado di spostarci fra esse. I soldati, purtroppo, possono solo essere gestiti singolarmente, selezionando di volta in volta coloui che è rimasto più indietro. Le porte, nel qual caso la situazione lo richieda, possono essere sfondate a colpi di fucile o sigillate facendo saltare l’apposita serratura elettronica che le controlla. Le stanze che presentano delle concrezioni biomeccaniche, cioè che recano i segni di una recente attività aliena, dovranno esserne ripulite così da  individuare nuovi punti d’accesso ed impedire l'eventuale sviluppo di  &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenomorfo_%28Alien%29#Uovo"&gt;uova&lt;/a&gt; e “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenomorfo_%28Alien%29#Facehugger"&gt;facehugger&lt;/a&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-i3syTJahvaI/Tt43DgRFY4I/AAAAAAAAAXo/1nM9_nOJCYw/s1600/LVCovwork.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="311" src="http://2.bp.blogspot.com/-i3syTJahvaI/Tt43DgRFY4I/AAAAAAAAAXo/1nM9_nOJCYw/s400/LVCovwork.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;L’orientamento all’interno degli inquietanti meandri della base, è stato semplificato grazie all’aggiunta di alcuni piacevoli miglioramenti, in particolare: una bussola che segnala la nostra direzione e una mini mappa che mostra le stanze e le relative porte nelle nostre immediate vicinanze. A mano a mano che persevereremo a esplorare i locali della colonia, gli attacchi degli “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenomorfo_%28Alien%29"&gt;xenomorfi&lt;/a&gt;” diverranno sempre più incalzanti ed il livello di difficoltà dello stesso gioco si farà sempre più impegnativo. Durante i frequenti scontri a fuoco, saremo costretti a centellinare l’uso delle munizioni così come a non abbattere gli alieni in prossimità di una porta in modo da evitare l’eventuale formazione di pericolosissime pozze d'acido molecolare. Nel caso un nostro compagno venisse catturato vivo da un “fuco” o da un “facehugger”, potremmo sempre ritornare sui nostri passi per tentare di liberarlo. La dotazione delle munizioni in nostro possesso può essere rimpinguata solamente visitando l’apposita armeria, così come eventuali ferite potranno essere curate nei locali del centro medico. LV-426 offre, inoltre, un’accattivante modalità a due giocatori, ciascuno dei quali controllerà una squadra di tre soldati e ne osserverà le gesta in un apposito “split-screen”. Il gioco, oltre tutto, consente il salvataggio dei nostri progressi. Graficamente LV-426, pur avvantaggiandosi della maggior risoluzione grafica e delle migliori capacità cromatiche dei PC moderni, non tradisce in alcun modo lo spirito del titolo originale. In altre parole, nonostante un comparto grafico più nitido e definito, più al passo coi tempi se vogliamo, riprende per filo e per segno lo stile grafico originario, pur non disdegnando qualche piccolo miglioramento come i volti digitalizzati dei marines, le luci dinamiche e qualche breve intermezzo che riproduce alcuni eventi del film. Comunque sia, ciò che qui mi preme sottolineare è come sia riuscito a ricreare, e quindi a mantenere, l’angosciante sensazione di pericolo che contraddistingueva l'atmosfera del “First Person Shooter” di tanti anni fa, forte anche di un’ottima colonna sonora e relativi effetti sonori mutuati direttamente dalla pellicola cinematografica. Tirando le somme, LV-426 è pertanto uno splendido rifacimento di un vecchissimo videogioco che non mancò a suo tempo d’inquietare le notti di molti videogiocatori oggi attempati, prova ne siano gli innumerevoli balzi sulla sedia che è ancora in grado di provocare. Un remake, quindi, che è riuscito a cogliere in pieno, ed anche a migliorare se è per questo, lo spirito di uno dei più angoscianti ed innovativi FPS dell’epopea ad otto bit, non male. Il link: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/3Nd6dUZE/LV-426.html"&gt;&lt;b&gt;Download LV-426: Aliens remake&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mqDrpQ1l1EY/Tt38Mz62-HI/AAAAAAAAAXg/vxIjKpWSNZo/s1600/LV426_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-mqDrpQ1l1EY/Tt38Mz62-HI/AAAAAAAAAXg/vxIjKpWSNZo/s640/LV426_shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8742648177783733027?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/z6QDwbR0G4I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/z6QDwbR0G4I/lv-426-aliens-remake.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-i3syTJahvaI/Tt43DgRFY4I/AAAAAAAAAXo/1nM9_nOJCYw/s72-c/LVCovwork.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/12/lv-426-aliens-remake.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5979116695767032771</guid><pubDate>Thu, 24 Nov 2011 11:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T23:17:32.657+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shooter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sega Saturn</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Side-Scroller</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Assault Suit Leynos II</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“&lt;a href="http://www.sega-16.com/2005/08/target-earth/"&gt;Assault Suit Leynos&lt;/a&gt;”, noto anche come “&lt;a href="http://www.sega-16.com/2005/08/target-earth/"&gt;Target Earth&lt;/a&gt;”, è un celebre spara e fuggi realizzato per il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Mega_Drive"&gt;Sega Mega Drive&lt;/a&gt;”, la mitica console a sedici bit passata alla storia per aver dato i natali al famoso “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/megadrive/sonic.htm"&gt;Sonic: The Hedgehog&lt;/a&gt;”. Il sopraccitato “shooter” non mancò a suo tempo di accattivare l’attenzione di un buon numero di fan grazie alla sua atmosfera prettamente “sci-fi” e alle accattivanti animazioni che ne impreziosivano il comparto grafico, fermo restando il proibitivo livello di difficoltà che lo contraddistingueva. In seguito, fu poi convertito per l’ammiraglia della Nintendo, il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Nintendo_Entertainment_System"&gt;Super Nes&lt;/a&gt;", dove ad un cambiamento del titolo in “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/snes/valken.htm"&gt;Assault Suits Valken/Cybernator&lt;/a&gt;” corrisposero anche diversi miglioramenti che interessarono principalmente la grafica e la difficoltà generale. Questo sequel realizzato in esclusiva per il “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Sega Saturn&lt;/a&gt;”, riprende le meccaniche tipicamente “old-school” del summenzionato capostipite traendo, però, giovamento dalle superiori capacità audio/visive dei suoi potenti chip a 32 bit. Strutturalmente, mantiene tutti quegli aspetti che decretarono il successo del primo episodio, seppur presentandoli in una chiave rinnovata, più moderna se vogliamo. A livello di “gameplay”, si presenta come uno “shooter” a scorrimento multi-direzionale che ci pone al comando di una gigantesca armatura robotica meglio nota come “Mech”.&amp;nbsp; La vicenda si articola in sette missioni differenti, ognuna delle quali ambientata su un particolare pianeta o nello spazio immediatamente circostante. L’obiettivo di ciascuna di queste spazierà dal dover farsi largo fra le innumerevoli ondate nemiche che via via cercheranno di farci fuori all’annientare un gigantesco avversario, piuttosto che resistere il più possibile agli attacchi nemici o proteggere un convoglio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zxpLi7k0FVQ?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zxpLi7k0FVQ?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro “Mech” ha a sua disposizione vari tipi di armi: cannoni, mitragliatori, laser, plasma, missili a ricerca, lanciafiamme e bazooka, ognuna della quali dispone di una limitata dotazione di munizioni. Le armi fanno fuoco in ogni direzione e presentano un certo grado d’imprecisione nel prendere la mira contro un bersaglio in particolare. Fortunatamente per noi, è possibile ricorrere ad un sistema di mira automatico basato su tre possibili impostazioni. Per superare gli ostacoli più disparati, o semplicemente per eliminare i nemici che sfrecciano al di sopra le nostre teste, siamo in grado di spiccare degli ampi balzi, così come di rimanere temporaneamente a mezz’aria, attivando l’apposito propulsore della nostra corazza robotica. I colpi nemici vengono assorbiti da uno scudo protettivo che una volta esauritosi non potrà essere reimpiegato fino alla missione successiva. Alla fine di ogni livello riceveremo una valutazione sulla base della quale sbloccheremo nuove armi, armature e i dispositivi più disparati. Grazie ad un’interessante sistema di “personalizzazione” saremo anche in grado di scegliere fra qualcosa come una decina di corazze differenti ed una cinquantina di armi e ritrovati vari, fermo restando la possibilità di poter modificare anche le peculiarità del nostro “Mech” (forza, agilità e resistenza dello scudo) ridistribuendo l’output energetico del nostro mezzo. Oltre a tutto ciò, durante il corso della partita, almeno in alcuni frangenti, verremo aiutati anche da alcuni nostri commilitoni e non mancheremo di dover fronteggiare degli immensi boss di fine livello. La realizzazione tecnica di questa produzione curata dalla “Nippon  Computer System Corporation” è sicuramente di buon livello: la grafica  impiegata per rappresentare ogni situazione del gioco appare sempre  nitida e piuttosto dettagliata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iADKcdDqe-E/TszX1Wco7zI/AAAAAAAAAXA/M8T1CdO2d6M/s1600/Ley2Front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="350" src="http://1.bp.blogspot.com/-iADKcdDqe-E/TszX1Wco7zI/AAAAAAAAAXA/M8T1CdO2d6M/s320/Ley2Front.jpg" width="350" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le animazioni che raffigurano le gesta dei “Mech” sono alquanto particolareggiate e le loro sembianze cambiano a seconda dell’arma impiegata. Lo scorrimento dello scenario è fluido ed è impreziosito da un convincente movimento prospettico e da un accattivante effetto di messa in scala. La resa finale, inoltre, trae un ulteriore giovamento dall’ottima resa delle deflagrazioni e dalla presenza di enormi boss di fine livello, benché al cospetto di questi’ultimi si percepisca una sorta di leggero rallentamento delle “performance” generali.&amp;nbsp; La presentazione iniziale, purtroppo, a conti fatti non appare molto riuscita, sia per quanto riguarda la qualità che i contenuti. Il comparto audio è anch’esso di buona fattura, l’azione è accompagnata da una serie di musichette per lo più orecchiabili e da un campionario d’effetti sonori indubbiamente efficaci. Prima di tirare le somme, è bene spendere qualche parola anche sulla difficoltà del gioco, questa si assesta, infatti, su un livello medio/alto e ci costringerà in più di un’occasione a centellinare ogni singolo colpo per poter quanto meno sperare di arrivare alla fine di ogni missione. Concludendo, “Assault Suit Leynos 2” è un titolo che deve essere preso in seria considerazione da tutti coloro che a suo tempo ebbero il privilegio di poter godere dei suoi sopraccitati prequel, “Mega Drive” o “Super Nes” poco importa, o in alternativa da chiunque si trovi a proprio agio con gli “shooter” in generale e che non disdegni l'estetiche tipicamente “old-school”. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/KfoJI5Tw/Assault_Suit_Leynos_2.html"&gt;&lt;b&gt;Download Assault Suit Leynos II&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Assault Suit Leynos II" può essere giocato con l'emulatore &lt;b&gt;&lt;a href="http://www7a.biglobe.ne.jp/%7Ephantasy/ssf/index.html"&gt;SSF&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. L'iso del cd, una volta decompressa, deve essere "montata" nel lettore virtuale di "Alcohol 120%" o "Daemon Tools". Scompattate anche il "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/5ORCtt8Y/Saturn_Bios.html"&gt;bios giapponese&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" all'interno della stessa cartella dell'emulatore e lanciate il programma. Da "&lt;i&gt;Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Pheripheral -&amp;gt; Saturn Bios -&amp;gt; Browse&lt;/i&gt;" selezionate il file relativo al bios della console, da "&lt;i&gt;CD Drive&lt;/i&gt;" scegliete il lettore virtuale in cui avete montato l'iso del gioco e in "&lt;i&gt;Area Code&lt;/i&gt;" assicuratevi che vi sia "&lt;i&gt;Japan&lt;/i&gt;". Sul mio computer per una migliore compatibilità ho dovuto impostare anche "&lt;i&gt;Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; EZ Setting -&amp;gt; Highest Compatibility (Very Slow) -&amp;gt; Set&lt;/i&gt;", nel caso provate. Dopo aver configurato il tutto, l'emulatore vi chiederà di essere riavviato. Per modificare i controlli utilizzate "&lt;i&gt;Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Controller -&amp;gt; Port1 -&amp;gt; Player1:A -&amp;gt; Control Pad -&amp;gt; Redefine&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pgifxRTE0uk/TszZu0i9wlI/AAAAAAAAAXI/biLR-rDYnrY/s1600/ASLeynos2_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-pgifxRTE0uk/TszZu0i9wlI/AAAAAAAAAXI/biLR-rDYnrY/s640/ASLeynos2_shots.png" width="456" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5979116695767032771?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/vKxO17P-CXI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/vKxO17P-CXI/assault-suit-leynos-ii_24.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-iADKcdDqe-E/TszX1Wco7zI/AAAAAAAAAXA/M8T1CdO2d6M/s72-c/Ley2Front.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/11/assault-suit-leynos-ii_24.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4308530724659180801</guid><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T17:11:16.979+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Post-Mortem</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Beat'em up</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amiga</category><title>The Strangers</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In una metropoli decadente mortificata da profonde diseguaglianze sociali ed assoggettata alle angherie della criminalità organizzata, da un po’ di tempo a questa parte si sta rafforzando sempre più l’inquietante figura di un potente esponente della malavita. Questo losco figuro non si pone alcuno scrupolo nel perseguire i propri meschini interessi personali, spesso a scapito dell’incolumità della povera gente. Un giorno, una "gang" di giovani ragazzotti esperti nelle arti marziali e motivati da un profondo senso della giustizia, decide di ribellarsi per porre fine a tutto, ben sapendo, però, che dovrà innescare una vera e propria guerriglia urbana per poter tentare quanto meno di cambiare la situazione. “The Strangers” è un picchiaduro realizzato per gli ultimi personal computer sviluppati dalla Commodore, in particolare per i sistemi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amiga"&gt;Amiga&lt;/a&gt; basati sull’architettura &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amiga_Advanced_Graphics_Architecture"&gt;AGA&lt;/a&gt;. A livello di gameplay, prende spunto dalle meccaniche di gioco già apprezzate in titoli come “&lt;a href="http://www.progettoemma.net/gioco.php?game=kuniokun"&gt;Nekketsu Kouha Kunio-kun&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://www.progettoemma.net/gioco.php?game=renegade"&gt;Renegade&lt;/a&gt;”, il primo picchiaduro della celebre Technos, e in “&lt;a href="http://www.progettoemma.net/gioco.php?game=ctribej"&gt;The Combatribes&lt;/a&gt;”, piuttosto che nei soliti capisaldi del genere "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/doubledragon.htm"&gt;Double Dragon&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;”. Più che girovagare in lungo e in largo per ampi scenari urbani, ci limiteremo a scorazzare in luoghi molto più ristretti simili a piccole arene a se stanti, sulla falsariga di una fabbrica, di una prigione o di un cantiere. Nel corso dell’azione, in altre parole, non asseconderemo lo scorrimento dello sfondo facendo a cazzotti con tutti gli innumerevoli gruppetti di energumeni che via via faranno capolino alla spicciolata, ma bensì ci ritroveremo coinvolti in vere e proprie risse da stadio capaci di contare dozzine d'individui per volta. Le nostre tecniche di combattimento, oltre a permetterci di sfoggiare  pugni, calci, gomitate e ginocchiate, ci consentono anche di afferrare e  scagliare gli avversari in pieno stile wrestling, senza scordare anche  l'interessante possibilità di poter infierire sui poveri malcapitati  privi di conoscenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/Uy0dcCbkmdU" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante i tafferugli ci serviremo inoltre di alcuni oggetti per cercar di arrecare il maggior danno possibile, a tal proposito vale la pena di citare i barili esplosivi e vari tipi di oggetti contundenti come spranghe, martelli e catene metalliche, benché non manchino delle vere e proprie armi come spade, asce, coltelli e mitragliatrici. L’energia persa in combattimento, potrà essere rimpinguata tramite delle apposite lattine ristoratrici. Il gioco contempla, inoltre, alcuni bonus e power-up che ci consentiranno via via di essere più forti (bottiglie), di saltare più in alto (scarpe) e di guadagnare un credito extra (medi-kit). Qualora venissimo sopraffatti dai nostri aguzzini, potremmo anche assistere ad alcune “fatatlity” effettuate ai nostri danni. Ogni rissa deve concludersi entro un certo tempo limite, in genere in presenza degli avversari più coriacei di ogni arena: il boss finale e relativo “braccio destro”. “The Strangers” si articola in otto livelli differenti, richiamabili fra l’altro tramite un comodo sistema di password, ed offre tre modalità di gioco. A parte il modo “Action” equiparabile al classico “Story Mode”, per uno o due giocatori contemporanei, abbiamo anche due diverse modalità “multiplayer”: “Death Match” e “Gang War”. La prima consente ad un massimo di sei giocatori umani, ciascuno rappresentante una determinata gang, di darsele di santa ragione nel tentativo di prevalere l’uno sull’altro. Vince, ovviamente, chi rimane in piedi per l’ultimo, entro un tempo massimo pari a mezzora. La seconda, sebbene molto simile alla precedente, non permette di infliggere danni agli avversari, che, di fatto, non rimangono esanimi, ma al contrario assegna dei punti ad ogni colpo inferto. Allo scadere del tempo limite, vincerà chi ha accumulato il punteggio più alto. Oltre a queste, vi è poi il modo allenamento per far pratica con le meccaniche alla base del gioco. Nonostante un comparto grafico non propriamente accattivante, bisogna  pur sempre ammettere che dal punto di visto tecnico "The Strangers" non è poi un  titolo così malvagio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-L-p5joDOizM/TrJs-YFNgnI/AAAAAAAAAWg/gfvjHIVEmTA/s1600/Strang_front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="392" src="http://3.bp.blogspot.com/-L-p5joDOizM/TrJs-YFNgnI/AAAAAAAAAWg/gfvjHIVEmTA/s400/Strang_front.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A scapito di uno stile grafico alquanto “artigianale”, contraddistinto da personaggi disegnati a mano su sfondi per lo più “renderizzati”, non manca di certo una certa fluidità complessiva, in particolare per quanto riguarda le animazioni che contraddistinguono i combattenti e lo scorrimento multi direzionale dello sfondo. A tal riguardo, vale anche la pena di aggiungere che la resa finale della grafica è impreziosita dalla presenza di alcuni particolari truculenti come le già citate “fatality” e le gocce di liquido ematico che via via imbrattano il pavimento.&amp;nbsp; L’azione è accompagnata da una colonna sonora “onesta”, cioè da una serie di motivetti alquanto orecchiabili e da una manciata di effetti sonori e campionamenti vocali per lo più efficaci. Concludendo, “The Strangers”, nonostante un livello di difficoltà decisamente impegnativo, almeno per quanto riguarda la campagna a singolo giocatore, ed una certa rigidità dei controlli, rimane pur sempre un interessante "beat 'em up" che trova la sua ragion d’essere nelle accattivanti modalità “multiplayer” che lo contraddistinguono. Carino, edizione multi linguaggio. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/xtSUn3qX/The_Strangers.html"&gt;Download The Strangers CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona col “&lt;a href="http://www.winuae.net/"&gt;WinUAE&lt;/a&gt;”, l’emulatore ha bisogno però delle roms di sistema per operare correttamente. Dopo averlo installato, pertanto, è necessario scompattare l’archivio con i file di sistema, “&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/DnVpeej_/Amiga_System_Roms.html"&gt;Amiga_System_Roms.rar&lt;/a&gt;”, nelle stessa cartella del programma cosicché, una volta lanciato, possa riconoscerle automaticamente. Inoltre, va anche estratto l’archivio che contiene l’immagine dell’hard disk su cui è stato installato il sistema operativo dell’Amiga, “&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/sDpnmCib/AmigaWB3x.html"&gt;AmigaWB3x.rar&lt;/a&gt;”. A questo punto, non rimane che montare l’iso del gioco nel lettore virtuale di “Alcohol 120%” o “Daemon Tools”. Dopo di che, si lancia il WinUAE e dalla scheda ‘&lt;b&gt;Quickstart&lt;/b&gt;’ si imposta “&lt;i&gt;Expanded WinUAE example configuration&lt;/i&gt;” in “&lt;i&gt;Model&lt;/i&gt;” e “&lt;i&gt;High-end expanded configuration&lt;/i&gt;” in "&lt;i&gt;Configurations&lt;/i&gt;". In “&lt;b&gt;Hard drives&lt;/b&gt;”, tramite il pulsantino “&lt;i&gt;Add Hardfile -&amp;gt; Path -&amp;gt; …&lt;/i&gt;”, va selezionato il file “&lt;i&gt;AmigaWB3x.hdf&lt;/i&gt;”. Spuntate, poi, anche la voce “&lt;i&gt;Include CD/DVD Drives&lt;/i&gt;” in modo che l’emulatore riconosca il cd-rom virtuale all’avvio. Da “&lt;b&gt;Game Ports&lt;/b&gt;” si scelgono le configurazioni di tasti per l’emulazione dei Joystick, impostate quella che più vi aggrada. Nella scheda “&lt;b&gt;Miscellaneous&lt;/b&gt;”, in corrispondenza di “&lt;i&gt;SCSI and CD/DVD access method:&lt;/i&gt;”, occorre settare il modo più indicato per il nostro PC, tipo che so: “&lt;b&gt;SPTI&lt;/b&gt;”, cambiatelo qualora non riconoscesse il cd in fase di emulazione. Infine, in “&lt;b&gt;Configuration&lt;/b&gt;” salveremo la configurazione appena effettuata, così da non dover reimpostarla ogni volta. Avviate l’emulazione cliccando su “&lt;b&gt;Start&lt;/b&gt;”, dopo qualche istante di caricamento dovreste avere sul desktop l’icona “&lt;i&gt;Strangers&lt;/i&gt;”. Fateci un primo doppio click per aprirla ed in seguito lanciate l'“&lt;i&gt;Install&lt;/i&gt;”. Cliccate tre volte su “&lt;i&gt;Proceed&lt;/i&gt;” e il gioco dovrebbe installarsi correttamente. Per farlo partire, aprite “&lt;i&gt;System&lt;/i&gt;” e dal cassettino “&lt;i&gt;StrangersAGA&lt;/i&gt;”, fate scorre la barra orizzontale qualora non si vedesse, date un doppio click su “&lt;i&gt;Strangers&lt;/i&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5VaW9CNS4ZI/TrJtW9yJPcI/AAAAAAAAAWo/NoMtJbT8FNk/s1600/Strangers_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-5VaW9CNS4ZI/TrJtW9yJPcI/AAAAAAAAAWo/NoMtJbT8FNk/s640/Strangers_shots.jpg" width="398" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4308530724659180801?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/gAqxBCv7Xnc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/gAqxBCv7Xnc/strangers_07.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/Uy0dcCbkmdU/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/11/strangers_07.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-850514662428284836</guid><pubDate>Sat, 29 Oct 2011 09:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T16:23:49.536+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MS-DOS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Platform</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Side-Scroller</category><title>Skunny: Special Edition</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa interessante edizione speciale è l’ultima incarnazione del semisconosciuto “Skunny”, un simpatico scoiattolo protagonista di &lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/skunny-series"&gt;una prolifica serie di videogiochi&lt;/a&gt; realizzati per i Personal Computer.&amp;nbsp; I fasti offerti da quest’ultima fatica della “Magic Touch” non sono poi così lontani dagli analoghi di altri “platform” incentrati su dei personaggi ben più famosi: “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/02/jazz-jackrabbit.html"&gt;Jazz Jackrabbit&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/bubsy-series"&gt;Bubsy&lt;/a&gt;” e "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/zool-series"&gt;Zool&lt;/a&gt;" giusto per citare i più noti.&amp;nbsp; Quest'edizione a 32 bit, per di più, è stata anche l'unica ad esordire come un vero e proprio videogioco commerciale, al contrario dei precedenti episodi che debuttarono invece nel più ristretto circuito shareware. In quest’ultimo episodio della serie, il buon Skunny è entrato in possesso di un'antica mappa sulla quale sono indicati dei luoghi che celerebbero degli inestimabili tesori. Nei panni del sopraccitato roditore, pertanto, dobbiamo recuperare queste allettanti ricchezze prima che finiscano nelle mani sbagliate.&amp;nbsp; Durante tale ricerca visiteremo, perciò, gli scenari più improbabili situati negli angoli più remoti del pianeta. Ciascuno di questi sarà caratterizzato da un particolare tema che via via vedrà: una nave pirata, le caverne artiche, un'oasi nel deserto, il lontano oriente, i misteri egizi e persino un castello incantato. Lungo il corso della partita dovremo completare qualcosa come un centinaio di livelli, ognuno dei quali conterà decine d'insidie e nemici da evitare, oltre che altrettanti oggetti da collezionare. L'uscita di ogni singolo stage andrà sbloccata raccogliendo un certo numero di chiavi, così come ogni porta che ci ostruirà il passaggio dovrà essere aperta attivando un apposito interruttore. I nemici che infestano i vari livelli, analogamente a quanto accade negli  altri titoli del medesimo genere, dovranno essere eliminati  spiccando degli opportuni balzi al di sopra delle loro teste. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/A1lJLxSnO3Q" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il numero delle vite a nostra disposizione, inoltre, potrà essere incrementato accumulando un cospicuo gruzzolo di monete. Ovviamente, come da tradizione, non mancheranno anche i passaggi segreti più disparati che, spesso e volentieri, ci condurranno in speciali aree dove far incetta di "bonus" e ricchezze, fermo restando la presenza di alcuni oggetti tutt'altro che salutari. Oltre ai sei mondi sopraccitati, "Skunny” offre anche un'interessante "editor" attraverso cui potremo realizzare dei livelli inediti, tale "feature" non mancherà pertanto di accrescere ulteriormente la longevità complessiva del prodotto. Il comparto tecnico è stato completamente tirato a lucido per l'occasione ed, oltre a sfoggiare una sgargiante grafica contraddistinta da uno stile tipicamente "cartoonesco", vanta anche un accattivante effetto prospettico che ne arricchisce ancor di più la resa finale. L'aggiornamento della scena è piuttosto fluido e veloce considerando le decine di oggetti che sfrecciano in lungo e in largo per lo schermo. L'azione è accompagnata da una serie di motivetti per lo più orecchiabili e da degli effetti sonori tutto sommato efficaci. Tirando le somme, quest’ultima incarnazione dello scoiattolo “Skunny “ si presenta indubbiamente come un gioco di buona fattura in grado di offrire parecchie ore di divertimento, sebbene alla fin fine non proponga alcunché di nuovo.&amp;nbsp; Un titolo per lo più carino, quindi, che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di questo genere di videogiochi, ma che comunque meriterebbe quanto meno una bella occhiata anche da parte di coloro che non fanno delle piattaforme la propria ragione di vita. Non male, edizione multi linguaggio. Il link:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/EhPqTwzP/Skunny_Special_Edition.html"&gt;&lt;b&gt;Download Skunny - Special Edition CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;  (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PGwrcP9-XfQ/Tqlw-K_894I/AAAAAAAAAWQ/KEmT-qlHJFE/s1600/FrontCover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-PGwrcP9-XfQ/Tqlw-K_894I/AAAAAAAAAWQ/KEmT-qlHJFE/s400/FrontCover.jpg" width="337" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BFjbkStrHwg/TqlwAWJtmpI/AAAAAAAAAWI/pCKpGkbJR44/s1600/skunny_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="420" src="http://1.bp.blogspot.com/-BFjbkStrHwg/TqlwAWJtmpI/AAAAAAAAAWI/pCKpGkbJR44/s400/skunny_shots.jpg" width="337" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-850514662428284836?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/HMPaLV2oc7A" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/HMPaLV2oc7A/skunny-special-edition_29.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/A1lJLxSnO3Q/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/10/skunny-special-edition_29.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1649959555436526499</guid><pubDate>Sat, 22 Oct 2011 10:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-24T02:58:35.403+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shoot 'em up</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sony Playstation</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Gaia Seed</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Gaia Seed” è un semisconosciuto shoot’em up realizzato dalla Techno Soleil, una software house giapponese già nota per aver dato i natali all’altrettanto oscuro “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/11/kaisoku-tenshi-aka-rapid-angel_10.html"&gt;Kaisoku Tenshi&lt;/a&gt;”: un simpatico platform sviluppato anch’esso per la prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt;. Prima di descriverne i pregi e le caratteristiche più interessanti, vorrei spendere qualche parola su quello che, almeno secondo alcuni, sarebbe il suo difetto più evidente, semmai possa essere considerato tale in realtà, e cioè il fatto di non assomigliare in alcun modo ai titoli che hanno contribuito a diffondere la nuova accezione che contraddistingue tuttora questo genere di videogiochi: la svolta tridimensionale giusto per intenderci. In altre parole, “Gaia Seed” piuttosto che adeguarsi al nuovo standard introdotto da titoli del calibro di “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/raystorm.htm"&gt;Raystorm&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/gdarius.htm"&gt;G-Darius&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=aQOrs1s8zFE"&gt;Philosoma&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/einhander.htm"&gt;Einhander&lt;/a&gt;” ed “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/rtypedelta.htm"&gt;R-Type Delta&lt;/a&gt;”, giusto per citare i più celebri sviluppati e convertiti appositamente per il famoso 32 bit della Sony, preferì invece rifarsi ai fasti della precedente generazione di piattaforme videoludiche, in particolare ai vecchi sistemi a 16 bit come il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Mega_Drive"&gt;Sega Mega Drive&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;Nec PC-Engine&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Nintendo_Entertainment_System"&gt;Super Nes&lt;/a&gt; della Nintendo. Fatta questa breve considerazione, che effettivamente potrebbe scoraggiare tutti coloro non particolarmente avvezzi a titoli così datati, bisogna pur sempre ammettere che si tratta di tutt'altro che un brutto videogioco, a cui bisogna riconoscere, fra l'altro, il non trascurabile pregio di offrire un incedere tutto sommato moderno, sebbene debba pagare senza alcun dubbio più di un pegno alla sua impostazione tipicamente “dueddì” e alla scalcinata distribuzione che purtroppo l’ha visto suo malgrado protagonista. Comunque sia, la partita inizia nello spazio profondo, nelle immediate  vicinanze di una stazione spaziale. Da li a poco inizieremo a vedercela  con i primi nemici all’interno di quella che pare essere una sorta di  discarica spaziale. Lo spazio circostante pullula, infatti, di una miriade di detriti a cui è  stato applicato un accattivante effetto di rotazione. Mentre lo sfondo  scorre fluidamente, forte anche di un pregevole effetto prospettico  dovuto al sapiente impiego di numerosi strati di parallasse,  lo scenario verrà messo in scala fino a condurci in quella che sembra  essere una sorta di rete elettronica concepita per alimentare un qualche tipo di congegno per il salto  “iperspaziale”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/iYbQ7vlnlco" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entro pochi istanti dall’aver spiccato il balzo, ci ritroveremo dall’altra parte della Galassia, nei pressi del luogo in cui sta infuriando il grosso della battaglia. Questi frequenti capovolgimenti di fronte che via via interessano l’azione sono una delle peculiarità più interessanti di “Gaia Seed”, spesso e volentieri, non avremo neanche il tempo di meravigliarcene visto le improvvise e le inaspettate trovate che inframmezzeranno il normale fluire della partita. La&amp;nbsp; nostra astronave, ad ogni modo, impiega essenzialmente due tipi di armi: il classico cannone “vulcan” ed il laser. La gittata e l’efficacia di queste armi possono essere potenziate più volte collezionando degli opportuni “power-up”. L’armamento secondario consiste, invece, in un onda a mezzaluna e in un classico proiettile energetico, le performance di queste ultime, al contrario, non possono essere migliorate in alcun modo. La navicella, d’altra parte, è protetta da uno scudo che tenderà ad affievolirsi a seguito di ogni colpo ricevuto, quest’ultimo&amp;nbsp; potrà comunque rigenerarsi durante i momenti di calma. A mano a mano che persevereremo col far fuori i nemici, faremo aumentare l’indicatore che rappresenta l’intensità di fuoco. Una volta raggiunto il livello massimo, questo ci consentirà di scatenare un devastante attacco speciale la cui natura dipenderà dal tipo di arma in dotazione. Come in ogni buon “shoot’em up” che si rispetti, non mancheranno gli  scontri con i boss di fine livello più disparati, i quali ovviamente non  tradiranno i tipici stereotipi di questo genere di videogiochi. Una  volta sconfitte queste inquietanti creature, assisteremo a più riprese  all’intensificarsi della battaglia e, da lì a breve, verremo nuovamente  catapultati nel bel mezzo dell’azione. Nel corso della partita visiteremo gli scenari più fantasiosi ed  improbabili: ci tufferemo, ad esempio, nelle profondità di un suggestivo  oceano contraddistinto, fra l’altro, da un design decisamente retrò ed impreziosito dal tipico effetto ondulatorio volto a riprodurne la  distorsione e la trasparenza dell’acqua, così come attraverseremo un denso strato di nubi  d’alta quota che improvvisamente si rivelerà essere un gigantesco  sistema temporalesco. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-H4dRfCr9Xoc/Tp2xhkaGx9I/AAAAAAAAAV4/diGaEMJfHRc/s1600/gsfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-H4dRfCr9Xoc/Tp2xhkaGx9I/AAAAAAAAAV4/diGaEMJfHRc/s400/gsfront.jpg" width="398" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta al suo interno, ciò che a prima vista ci appariva   come un paesaggio piuttosto monotono e banale, si trasformerà pian piano   in un inquietante caleidoscopio di luci, ombre, pioggia e saette. In genere non fornisco mai così tanti dettagli, ma data la scarsa notorietà del titolo in questione e la blanda considerazione dimostratagli in fase di "testing", non penso di arrecargli alcun torto dando un’idea più obiettiva di quanto abbia effettivamente da offrire. Ad ogni modo, più giocherete a “Gaia Seed”, più noterete tanti piccoli particolari che ve lo faranno apprezzare ancora di più. Un altro aspetto particolarmente curato di questo titolo, al pari delle summenzionate raffinatezze estetiche squisitamente bidimensionali, concerne il comparto audio. I brani riprodotti durante lo svolgimento dei livelli, così come tra l’altro gli stessi effetti sonori, di cui molti ambientali, che ne impreziosiscono la resa finale, non si limitano ad accompagnarne semplicemente l’azione, ma al contrario contribuiscono decisivamente a calare il giocatore nelle più disparate atmosfere poste in essere dal gioco. In altre parole, non sarà raro subire il fascino dei passaggi musicali più evocativi così come, d’altro canto, percepire una scarica di adrenalina a seguito degli avvicendamenti particolarmente ritmati. Tirando le somme, non posso far altro che consigliare “Gaia Seed” a tutti gli amanti degli sparatutto, soprattutto a coloro che non si pongono alcun problema nel cimentarsi con un titolo che si rifà pedissequamente ai fasti della precedente generazione bidimensionale. A tutti gli altri consiglio, invece, di non farsi sviare troppo dalla sua impostazione anacronistica poiché celato in essa vi è comunque un signor “shoot’em up” ricco di spunti e sorprese. Qualora ve lo lasciaste sfuggire, oltretutto, difficilmente potreste imbattervi in futuro in un altro titolo così curato e sorprendente. Non male, il link: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/UXTbdF1U/Gaia_Seed.html"&gt;Download Gaia Seed CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Gaia Seed" funziona con il &lt;a href="http://psxemulator.gazaxian.com/"&gt;pSX&lt;/a&gt;, l'emulatore ha però bisogno del &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/31425778/3ad4f5f2/Bios_psx.html"&gt;Bios&lt;/a&gt; originale della Playstation, scompattate il file '&lt;b&gt;BiosPSX.rar&lt;/b&gt;' dentro la cartella &lt;i&gt;/bios/&lt;/i&gt; dell'emulatore. Una volta lanciato il programma, bisogna aprire il menu &lt;b&gt;'File'&lt;/b&gt; e selezionare '&lt;b&gt;Inserisci immagine CD&lt;/b&gt;'. Dalla finestra si seleziona il file '&lt;b&gt;GaiaSeed.ccd&lt;/b&gt;', successivamente sempre dal medesimo menù potete dare il '&lt;b&gt;Reset&lt;/b&gt;'. Selezionando '&lt;b&gt;Configurazione&lt;/b&gt;', sempre dal menù File, e poi la scheda '&lt;b&gt;Controller&lt;/b&gt;' saremo in grado di specificare i tasti che più preferiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IieX5YjdUPU/Tp2xVEEaz1I/AAAAAAAAAVw/t75eMFWn_e4/s1600/Gaia_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-IieX5YjdUPU/Tp2xVEEaz1I/AAAAAAAAAVw/t75eMFWn_e4/s640/Gaia_shots.png" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1649959555436526499?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/uOmTITFCt_0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/uOmTITFCt_0/gaia-seed_22.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/iYbQ7vlnlco/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/10/gaia-seed_22.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4843725609692096606</guid><pubDate>Fri, 23 Sep 2011 15:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:10:59.629+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Post-Mortem</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Platform</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Atari 8 Bit</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Side-Scroller</category><title>Crownland</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;a href="http://www.retrogamer.it/nes/supermariobros.htm"&gt;Super Mario Bros&lt;/a&gt;" nell'immaginario collettivo è divenuto ormai da tempo il termine di paragone per tutti quei videogiochi che rientrano nella categoria dei platform a scorrimento e poco importa che la celebre casa di Kyoto ce l'abbia riproposto così tante volte e in così tante salse da farcelo diventare persino un "tantino" indigesto. A prescindere da quale sia il grado di sopportazione di ognuno di noi, bisogna pur sempre ammettere che i suoi giochi, almeno quelli prettamente attinenti al genere delle piattaforme, sono sempre stati e continuano ad essere dei prodotti d’indiscutibile qualità, quindi non c'è molto da meravigliarsi se qualche talentuoso programmatore dedito al "retro-programming" cerchi di riprodurne i medesimi fasti sulla sua piattaforma retroludica preferita, magari modificandoli giusto quel tanto che basta per non incorrere nelle ire della summenzionata azienda giapponese. Ebbene, Crownland, in breve, colma l'assenza di tali titoli sui celebri &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_Atari_8-bit"&gt;computer ad otto bit dell'Atari&lt;/a&gt;, almeno per quanto riguarda i modelli più recenti di classe XE/XL, un po' come fece a suo tempo "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/greatgiana.htm"&gt;Great Giana Sisters&lt;/a&gt;" sul "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;". Il sopraccitato videogioco, come premesso, si sviluppa più o meno come uno dei tanti platform aventi come protagonista il famoso idraulico italiano, seppur con qualche semplificazione. A livello di gameplay, infatti, non dobbiamo far altro che raggiungere la fine di ciascuno stage assecondandone lo scorrimento con una lunga serie di balzi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/lRuhcpSvXdk" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante l'azione non ci limitiamo a superare solamente i dislivelli più disparati, ma piuttosto ci tocca anche ingegnarci su come raggiungere le piattaforme più inaccessibili così da raccogliere il maggior numero di stelline possibile. Per far ciò, spesso e volentieri, siamo costretti a sfruttare la presenza dei mostriciattoli che infestano il livello, in particolare: lumache, ricci, pipistrelli, scimmie, tartarughe, ragni e scorpioni. Tali creature, quando non necessarie ai nostri scopi, possono essere fatte fuori colpendole dall'alto, cioè schiacciandole dopo aver spiccato un apposito salto. Ovviamente, come da tradizione, non mancheranno, inoltre, le perfide piattaforme semoventi e le sezioni da superare con una repentina sequenza di salti ben ponderati. Ogni livello dovrà essere completato entro un certo tempo limite ed, oltre alle stelline, sarà possibile collezionare anche qualche altro bonus. Nel corso di ciascuno stage potremo contare, inoltre, su una piccola scorta di energia che ci consentirà di resistere a qualche fugace contatto con i nemici, ma, una volta terminata quest’ultima, perderemo comunque una preziosa vita e dovremo riprendere il livello dall'inizio. Alla fine di uno stage riceveremo anche un punteggio bonus calcolato in base al tempo risparmiato. Crownland contempla tre mondi suddivisi in due livelli ciascuno, a questi vanno poi aggiunti un paio di stage bonus e lo scontro finale col boss che ha messo a ferro e fuoco il Regno. Il gioco, sebbene indubbiamente corto, è comunque abbastanza impegnativo e non mancherà di metterci in difficoltà in più di un’occasione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-y3hhClqIU-Q/TnS7lQ0oepI/AAAAAAAAAVk/VfmkWTk3i-E/s1600/title.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="285" src="http://4.bp.blogspot.com/-y3hhClqIU-Q/TnS7lQ0oepI/AAAAAAAAAVk/VfmkWTk3i-E/s400/title.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che colpisce maggiormente di Crownland, oltre al fatto di essersi classificato solamente al secondo posto nell’“ABBUC SW Competition” del 2007, sono senza alcun dubbio le strabilianti performance audio/visive sfoggiate. Da questo punto di vista si può affermare con certezza che si tratta di uno dei migliori platform ad otto bit mai realizzati, non solo per quanto riguarda le macchine Atari. La grafica sfrutta il classico stile rotondo che contraddistingue la maggior parte di questi titoli ed, oltre ad essere piacevole e simpatica, appare piuttosto dettagliata e colorata. La scena è impreziosita da uno stupefacente effetto prospettico multi-strato che asseconda lo scorrimento dello sfondo. Il comparto grafico, inoltre, è arricchito da innumerevoli altri dettagli tra i quali vale sicuramente la pena di citare: la sfumatura in piena tradizione Amiga che enfatizza il cielo, lo splendido effetto trasparenza realizzato per rappresentare l'acqua e l'incredibile parallasse a scomparsa che caratterizza alcune sezioni dello scenario. Il comparto audio non è da meno, l'azione è accompagnata da una manciata di motivetti per lo più orecchiabili e da una serie di effetti sonori sicuramente efficaci, il risultato finale rende comunque giustizia anche in questo caso alle sofisticate capacità hardware di questi sistemi.&amp;nbsp; Concludendo, nonostante sia un titolo tutt'altro che longevo e presenti delle meccaniche di gioco fin troppo ripetitive, Crownland rimane pur sempre una delle migliori “release” ad otto bit di questi ultimi anni. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/MmkQMVV3/Crownland.html"&gt;Download Crownland&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Crownland può essere giocato con l'&lt;a href="http://atariarea.krap.pl/PLus/index_us.htm"&gt;Atari800Win Plus&lt;/a&gt;, a patto però di aver precedentemente scompattato i file di sistema, &lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=WRMGONOB"&gt;Atari8BitSystemRoms.rar&lt;/a&gt;, nell'apposita cartella ROM dell'emulatore. Dopo esserci assicurati di avere il programma impostato sui modelli XL/XE, '&lt;i&gt;Atari -&amp;gt; Machine type&lt;/i&gt;', e aver selezionato i rispettivi file per OS-B, BASIC, e XL/XE, da '&lt;i&gt;Atari -&amp;gt; Rom Images&lt;/i&gt;', potremo far partire il gioco selezionando l'apposito file, "Crownland.xex", con '&lt;i&gt;File -&amp;gt; Autoboot image&lt;/i&gt;'. I controlli per il gioco vedono le frecce direzionali per i movimenti del personaggio ed il tasto Ctrl per iniziare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DUkjHHi0d8A/TnSubgrr-rI/AAAAAAAAAVg/73VyutfDSZU/s1600/Crown_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="430" src="http://4.bp.blogspot.com/-DUkjHHi0d8A/TnSubgrr-rI/AAAAAAAAAVg/73VyutfDSZU/s400/Crown_shots.jpg" width="371" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4843725609692096606?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/AK4NCi5hM48" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/AK4NCi5hM48/crownland_23.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/lRuhcpSvXdk/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/09/crownland_23.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5312629957445601911</guid><pubDate>Sat, 10 Sep 2011 10:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T03:35:58.285+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Strategy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><title>Defender of the Crown</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Cinemaware, spesso e volentieri, viene citata dai videogiocatori di vecchia data quando ritornano con la mente a quel periodo aureo della loro fanciullezza in cui il videogioco non era stato ancora completamente assoggettato ai capricci del progresso tecnologico e alle mere logiche del mercato. Nell'immaginario collettivo la sopraccitata software house è divenuta col tempo ben più di una banale azienda che iniziò a produrre i propri videogame a partire dalla seconda metà degli anni '80, i giochi che di volta in volta pubblicava, infatti, non si limitavano ad essere dei meri passatempi caricati giusto per ingannare un po' il tempo, ma al contrario assomigliavano più a delle piccole "opere" a carattere prettamente cinematografico, da cui il suo stesso altisonante nome, in grado di offrire delle vere e proprie esperienze videoludiche. Titoli del calibro di "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/itcamefromthedesert.htm"&gt;It came  from the Desert&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/kingofchicago.htm"&gt;The King Of Chicago&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/lordsoftherisingsun.htm"&gt;Lords Of The Rising Sun&lt;/a&gt;",&amp;nbsp; "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/tvsportsfootball.htm"&gt;Tv Sports: Football&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/wings.htm"&gt;Wings&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/rocketranger.htm"&gt;Rocket Ranger&lt;/a&gt;", sembravano voler dettare via via che uscivano i nuovi termini di paragone per i videogiochi dell'epoca, forti anche delle strabilianti capacità audio/visive delle prime piattaforme a sedici bit che proprio in quel periodo iniziavano a diffondersi capillarmente nelle nostre case. Il gioco che, però, ebbe il merito di dar l'inizio a tutto, l'indiscusso capostipite per intenderci, fu per l'appunto "Defender of the Crown": un titolo che nella sua incarnazione per i sistemi "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amiga"&gt;Amiga&lt;/a&gt;" divenne una vera e propria "Killer Application" e contribuì non poco allo stesso successo commerciale della summenzionata piattaforma. Purtroppo, dopo alcuni anni passati al vertice, la Cinemaware chiuse i battenti e se ne persero le tracce fino ai primissimi anni del nuovo millennio, quando decise di ripresentarsi sui personal computer proprio con il rifacimento del videogioco che più di ogni altro la consacrò alla storia. "Defender of the Crown" è un videogame strategico ambientato nella Gran Bretagna medievale della seconda metà del dodicesimo secolo. L'antefatto alla base del gioco vede la prematura scomparsa del Sovrano e la conseguente disgregazione del Regno in una moltitudine di piccole province ribelli intente a prevalere l'una sull'altra. Al governo di uno di questi piccoli reami, dobbiamo muovere guerra contro ciascun feudo ribelle fino a riunificare nuovamente il Paese sotto la medesima bandiera ed ambire così alla sua corona. All'inizio della partita scegliamo il nostro alter ego da una rosa di  quattro possibili candidati, siano essi sassoni o normanni: Wilfred of  Ivanhoe, Cedric of Rotherwood, Geoffrey Longsword ed infine Wolfric The  Wild. Ognuno di questi potenziali comandanti è contraddistinto da alcuni  parametri che ne specificano le abilità in particolari situazioni: l'attitudine al comando, la bravura nel  disarcionare gli avversari e l'agilità nei duelli all'arma bianca. Subito dopo aver deciso il leader del nostro regno, ci ritroveremo  dinanzi al fantomatico Robin Hood, costui, diversamente da quanto avveniva nelle precedenti edizioni realizzate per l'Amiga e il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore  64&lt;/a&gt;", non si limiterà solamente ad esortarci alla collaborazione per  ristabilire l'unità, l'ordine e la pace nel Paese, ma al contrario ci  offrirà un obiettivo secondario da portare a termine durante lo  svolgimento della campagna principale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/iR-xIJib2GQ" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il completamento di questa missione secondaria ci garantirà alcune agevolazioni che potranno essere sfruttate per il perseguimento della nostra causa. Una tipica partita a "Defender of the Crown" si articola in una lunga serie di turni che ci vedono contrapporci ad ogni singola mossa posta in essere dai nostri avversari. Costoro, vista la stessa natura rissosa che li caratterizza, non mancheranno anche di darsi addosso l'un con l'altro, spesso assecondando indirettamente i nostri interessi egemonici. Durante ciascun turno possiamo compiere al massimo un paio d'azioni prima che la mano passi automaticamente a ciascun rivale. Un turno termina quando conquistiamo un nuovo territorio o decidiamo di acquistare delle truppe, fermo restando la possibilità di rimanere in "standby", e di accumulare quindi del denaro, forzando semplicemente il passaggio al turno successivo. Le nostre finanze vengono rimpinguate a cadenza mensile, in base ai singoli introiti provenienti da ogni contea posta sotto il nostro controllo. Con l'oro delle nostre casse acquistiamo i soldati, i cavalieri e le catapulte necessarie a sostenere le nostre decisioni tattiche. Le milizie possono essere lasciate a difesa di ciascun territorio o riunite in un più vasto esercito col quale conquistare i reami limitrofi. La gestione dei conflitti, diversamente da quanto avveniva nell'edizione per il C64, non mostra alcun campo di battaglia e men che meno una qualsiasi animazione per le truppe, ma si limita a visualizzare una semplice finestrella che fornisce un resoconto numerico di come sta evolvendo lo scontro. Durante la battaglia, in qualsiasi momento, abbiamo la facoltà di decidere quale strategia offensiva adottare: possiamo ricorrere a due modalità d'attacco frontale, optare per un aggiramento oppure ricorrere ad un bombardamento a distanza tramite le nostre catapulte. Col passare del tempo assisteremo alla progressiva diminuzione delle milizie di entrambe le parti in lotta, il conflitto terminerà quando una fazione sarà completamente annientata dall’altra. Qualora la situazione divenisse insostenibile per manifesta supremazia numerica dell'avversario, si potrà salvare il salvabile battendo rocambolescamente in ritirata. A mano a mano che annetteremo delle nuove province al nostro reame,  saremo costretti a consolidarne i confini con delle apposite  milizie o edificandovi delle torri difensive. Un regno nemico può  essere conquistato solamente ponendone sotto assedio il castello. L'assedio consiste nell'indebolire le difese della roccaforte  rivale con la nostra catapulta: i macigni devono essere impiegati per  aprire un varco fra le mura per poi lanciarvi all'interno delle  carcasse infette o dei calderoni stracolmi di una miscela incendiaria.  Per quanto riguarda il governo della catapulta potremo decidere  solamente il tipo di proiettile da lanciare e l'angolazione del tiro. L’attacco, ad  ogni modo, servirà a ridurre le forze a protezione della fortezza, più  colpi andranno a segno, più blanda sarà la resistenza offerta al nostro  esercito. Al termine dell'assedio, il combattimento continuerà come una  normale battaglia e si concluderà con la caduta del castello o con la  nostra disfatta/ritirata. Una volta conquistata la roccaforte nemica, ne  acquisiremo sia le ricchezze che i territori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mSmdVM6Nxk0/TmX2U1gep4I/AAAAAAAAAVY/E-zrVQm1eAU/s1600/frontDOTC.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="440" src="http://3.bp.blogspot.com/-mSmdVM6Nxk0/TmX2U1gep4I/AAAAAAAAAVY/E-zrVQm1eAU/s400/frontDOTC.jpg" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le province possono essere acquisite anche vincendo un torneo cavalleresco, organizzandolo o partecipandovi dopo aver accettato un invito. All'inizio di ciascuna sessione ci viene chiesto di selezionare una landa che vorremmo annettere al nostro regno dopodiché il corrispondente sovrano farà altrettanto con uno dei nostri possedimenti. Nel corso di ogni singola Giostra dobbiamo disarcionare l’avversario colpendone lo scudo con la nostra lancia. Nel caso non volessimo mettere in palio un territorio, potremo sempre competere per la vana gloria contro i migliori cavalieri d'Inghilterra. Un modo per fare velocemente cassa e fiaccare il nemico consiste, inoltre, nel razziare il tesoro custodito nel suo castello. Durante un'incursione controlliamo uno spadaccino che deve farsi strada duellando contro tutti i nemici che gli si parano davanti. Nel corso di ciascun combattimento possiamo spostarci solo orizzontalmente e scoccare un semplice colpo con la spada, fermo restando la possibilità di eseguire anche una blanda parata. Di tanto in tanto, ce la dovremo vedere anche con alcuni eventi casuali che metteranno a dura prova la nostra pazienza, non sarà raro, infatti, perdere un territorio a causa di una rivolta o subire una rapina. Talvolta ci verrà persino chiesto di trarre in salvo un'avvenente donzella facendo irruzione nel feudo in cui è tenuta prigioniera, in cambio otterremo la sua mano e l'eventuale unificazione col suo regno. Il gioco nel suo complesso è abbastanza impegnativo, comunque sia, è possibile impostare l'aggressività dei nemici e la loro abilità generale su tre distinti livelli di difficoltà. Le componenti audio/visive di questa nuova edizione sono state completamente tirate a lucido per l'occasione. Il comparto grafico è stato rielaborato giusto il tanto che basta per adattarlo alle più performanti capacità grafiche dei nostri moderni personal computer. La grafica, nonostante ora faccia uso dell'alta risoluzione e risulti essere più nitida, dettagliata e sfumata, ha mantenuto comunque lo stile originale. Tutti i particolari che caratterizzavano l'edizione Amiga sono stati migliorati coerentemente con quanto aveva da offrire quest'ultima, senza tradirne, cioè, in alcun modo lo spirito originario. Le animazioni a contorno delle varie sezioni del gioco sono curate o comunque all'altezza della situazione. La colonna sonora è stata riorchestrata ed i motivetti che accompagnano le diverse situazioni della partita, pur suonando decisamente meglio, mantengono lo stesso feeling di tanti anni fa. Tirando le somme, questa nuova incarnazione del leggendario "Defender of the Crown" purtroppo non offre nulla di più di quanto già facesse la prima versione pubblicata sui sistemi Amiga, miglioramenti estetici e missioni secondarie a parte. Se, per un verso, è improponibile un qualsiasi confronto con gli strategici più recenti per via delle sue meccaniche di gioco fin troppo obsolete, è pur sempre vero che, dall'altro, non mancherà comunque di accattivare tutti coloro che poterono divertirsi con la sua prima mitica edizione. Se l'intento della Cinemaware era di far cassa speculando sul proprio glorioso passato, ebbene questo subdolo tentativo è miseramente fallito poiché a tal riprova basti pensare alle scarse vendite e ad il controverso responso della critica. Se, invece, come d'altronde è più probabile che sia, il suo obiettivo consisteva semplicemente nel produrre&amp;nbsp; un’edizione tributo, una sorta di edizione limitata se vogliamo, per i suoi vecchi estimatori, allora in questo caso ha sicuramente colto nel segno. A prescindere da qualunque fosse la sua reale intenzione e da come sia andata effettivamente, rimane pur sempre una buona scusa per far conoscere questo splendido classico a tutti coloro che se lo persero per meri motivi anagrafici. I link:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/MeSdu3fZ/DOTC.html"&gt;&lt;b&gt;Download Defender of the Crown - Digitally Remastered Edition CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NxRvA7r0Ky8/TmX1WpP0KwI/AAAAAAAAAVU/GokZZzv9dvQ/s1600/DOTC_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-NxRvA7r0Ky8/TmX1WpP0KwI/AAAAAAAAAVU/GokZZzv9dvQ/s640/DOTC_shots.jpg" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5312629957445601911?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/oSk7jip-XUU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/oSk7jip-XUU/defender-of-crown_10.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/iR-xIJib2GQ/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/09/defender-of-crown_10.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7959232048165436510</guid><pubDate>Thu, 11 Aug 2011 09:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:15:03.529+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tape</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shoot 'em up</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MSX</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Floppy</category><title>Polar Star</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si pensa alla Micro Cabin si finisce inevitabilmente col rammentare solo i suoi capisaldi più importanti, titoli del calibro di &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/msx/xak-the-art-of-visual-stage"&gt;Xak&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/msx/illusion-city-genei-toshi"&gt;Illusion City&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2011/03/fray-in-magical-adventure.html"&gt;Fray&lt;/a&gt; giusto per fare qualche esempio, e pertanto si tende ad ignorare tutti quei titoli minori che di fatto, in una maniera o nell'altra, ne hanno comunque caratterizzato gli esordi. Al pari di molte altre software house che esordirono sui vetusti sistemi MSX, infatti, anche la sopraccitata azienda iniziò producendo dei videogiochi contraddistinti da dei concept molto più elementari ma pur sempre meritevoli di una certa attenzione perché ricchi di spunti e d’idee più o meno originali. "Polar Star" è per l'appunto uno di questi giochi, in particolare uno "shoot 'em up" tridimensionale che fece della semplicità e dell'immediatezza delle sue meccaniche di gioco i propri cavalli di battaglia, tanto da aver lasciato un ricordo indelebile in tutti coloro che ebbero il privilegio di poterlo giocare a suo tempo. Il gioco prende piede su un remoto pianeta denominato "Polar Star IV", un lontano corpo celeste tenuto sotto scacco da una crudele razza aliena. Il nostro compito consiste naturalmente nel scacciare via tali malefiche creature distruggendo tutte le fortezze che hanno costruito sulla superficie del pianeta. Durante l'azione governiamo una piccola astronave che inizia ciascun livello ad una certa distanza dall'obiettivo e, a mano a mano che combatte contro le forze deputate a sua difesa, si avvicina sempre più al summenzionato edificio fino a giungere ad una distanza ideale per colpirlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/gl7jN4XbjlU" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La roccaforte aliena può essere distrutta solamente tramite un apposito missile che per essere armato necessità di una certa quantità di energia. Mentre attendiamo che il livello energetico richiesto venga raggiunto, siamo praticamente privi di difese e lasciati in balìa dei nemici. L'unico modo che abbiamo per difenderci consiste semplicemente nell'eludere ogni possibile collisione sperando che il tempo necessario passi al più presto. Una volta che l'ordigno è pronto per essere lanciato, dobbiamo far fuoco sul minuscolo bersaglio che si sposta repentinamente lungo la facciata dell'imponente struttura, un’operazione tutt'altro che semplice visto il caos che caratterizza tale fase. Nella concitazione generale, infatti, non sarà raro mancare il bersaglio e dover quindi attendere per un'altra possibilità di fuoco. Comunque sia, dopo aver fatto saltare in aria la fortezza, terminerà il livello e la partita proseguirà proponendoci degli stage sempre più difficili caratterizzati da una maggior distanza da coprire e da nemici ancor più agguerriti. I controlli deputati al governo del gioco sono quanto di più semplice si possa immaginare: con le frecce direzionali spostiamo il nostro velivolo per lo scenario mentre con lo spazio facciamo fuoco. La distanza percorsa e il livello di energia necessario per armare il missile sono indicati da due comodi contatori. Ciò che rende unico "Polar Star", e che quindi lo fa spiccare dalla moltitudine di shooter più o meno simili pubblicati nello stesso periodo, è però l'accattivante bagaglio tecnico sfoggiato, da questo punto di vista non si può far altro che elogiare il programmatore, H. Wada, per l'ottimo lavoro svolto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-blfrIMWqCak/Tj_iuESKsFI/AAAAAAAAAU0/SShg2UxnW94/s1600/PolarCover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="294" src="http://2.bp.blogspot.com/-blfrIMWqCak/Tj_iuESKsFI/AAAAAAAAAU0/SShg2UxnW94/s400/PolarCover.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tale riguardo, ciò che colpisce maggiormente è senza alcun dubbio l'impressionante effetto prospettico impiegato per rappresentare lo scenario del gioco. In pratica, tale artificio tecnico comprime la grafica in prossimità dell'orizzonte artificiale per poi espanderla gradualmente man mano che si avvicina al punto di vista dell'osservatore. La cosa ancor più interessante è che il summenzionato effetto viene applicato ad un paesaggio in scorrimento e che, come se non bastasse, riproduce persino la curvatura della superficie del pianeta. Quest'ultima peculiarità può essere notata osservando per bene tutti gli oggetti che appaiono o oltrepassano la linea dell'orizzonte. Tutti gli elementi che si muovono per lo scenario, siano essi nemici, proiettili, la stessa fortezza o la nostra astronave, vengono messi opportunamente in scala in base alla loro distanza dall'osservatore. Oltre al ridimensionamento di tutti questi particolari grafici, vale anche la pena di citare la convincente rotazione che caratterizza ciascuna roccaforte. Il risultato tecnico conseguito ha dell'incredibile considerando l'epoca della realizzazione ed i limiti hardware degli MSX di prima generazione, ma è pur sempre vero che il sopraccitato exploit tecnico alla fin fine non può attenuare più di tanto l'estrema semplicità della grafica e l'intrinseca ripetitività dell'azione. Il comparto audio, al pari di quello grafico, è altrettanto funzionale, sebbene offra comunque un paio di motivetti orecchiabili ed una serie di effetti sonori per lo più efficaci. Non male, quindi, un piccolo cult game per tutti gli estimatori di questi primi home computer ed un titolo che vale sicuramente la pena di essere riscoperto. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/rZ8HnODb/Polar_Star.html"&gt;Download Polar Star&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;(Floppy and tape images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Polar Star può essere giocato tranquillamente col &lt;a href="http://www.bluemsx.com/"&gt;BlueMSX&lt;/a&gt;, ma a seconda dell'edizione utilizzata, cassetta o dischetto, dovrà essere lanciato in maniera differente. Per quanto riguarda la versione su floppy, bisogna impostare l'emulatore sul modello MSX 2,"&lt;i&gt;Opzioni -&amp;gt; Emulazione -&amp;gt; Modello emulato -&amp;gt; MSX 2&lt;/i&gt;", per poi andare a selezionare il file .dsk del gioco con "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Unità dicsoc floppy a: -&amp;gt; Inserisci:&lt;/i&gt;", magari spuntando prima l'opzione "&lt;i&gt;Riavvia quando inserisci&lt;/i&gt;". La versione su nastro deve essere lanciata col primo modello di MSX, dopo la visualizzazione della schermata del basic si deve selezionare il file .cas con "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Cassetta -&amp;gt; Inserisci&lt;/i&gt;" optando per quello col "&lt;i&gt;cload&lt;/i&gt;" nel titolo. Dopo averlo selezionato digitate CLOAD e date l'invio. Una volta terminato il caricamento, lanciate il gioco digitando &lt;i&gt;RUN&lt;/i&gt; o premendo F5. Per altri usi futuri, ricordate di riavvolgere il file del nastro con "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Cassetta -&amp;gt; Riavvolgi&lt;/i&gt;"!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ksv4gbuGgj0/Tj_h7WUJwaI/AAAAAAAAAUw/3aZR_mfxJ-Q/s1600/Polar_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-ksv4gbuGgj0/Tj_h7WUJwaI/AAAAAAAAAUw/3aZR_mfxJ-Q/s400/Polar_shots.png" width="356" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7959232048165436510?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/i_txGWV5AZQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/i_txGWV5AZQ/polar-star_11.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/gl7jN4XbjlU/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/08/polar-star_11.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1173914527831548365</guid><pubDate>Fri, 05 Aug 2011 20:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-24T00:58:11.543+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MS-DOS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Horror</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adventure</category><title>Prisoner Of Ice</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"L'operazione 'Polaris' fu portata a termine senza grossi problemi, le due misteriose casse vennero adeguatamente conservate a bassissima temperatura nella stiva del sommergibile Victoria cosicché il loro prezioso contenuto si preservasse da un inopportuno deterioramento. Tutto filò talmente liscio che addirittura non sembrò poi essere così inverosimile l'idea di un ritorno a casa per l'ora di cena. Purtroppo, quando ormai si pensava di essere al sicuro, fece capolino dall'orizzonte un minaccioso vascello nemico che non impiegò più di tanto prima di scovarci e bombardarci con le bombe di profondità. Uno di questi ordigni esplose a poche decine di metri dal nostro scafo causando pertanto degli ingenti danni al sottomarino. A causa dell'intenso bombardamento subito, andò in corto anche l'impianto elettrico che da lì a poco innescò a sua volta un incendio che coinvolse l'intera poppa del sommergibile, proprio dove era stato stipato il misterioso carico recuperato sulla terraferma. Fu, però, quando la temperatura delle stive iniziò ad aumentare che la situazione volse decisamente al peggio..." Queste le battute iniziali di "Prisoner Of Ice", un’interessante avventura grafica ispirata ad uno dei più affascinanti racconti di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Phillips_Lovecraft"&gt;H.P. Lovecraft&lt;/a&gt;: "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alle_montagne_della_follia"&gt;Alle Montagne della Follia&lt;/a&gt;". Il gioco, come la stessa opera letteraria da cui trae ispirazione, si rifà a ciò che viene definito come il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_di_Cthulhu"&gt;Ciclo&amp;nbsp;di Cthulhu&lt;/a&gt;": una serie di &lt;span class="st"&gt;narrazioni&lt;/span&gt; aventi come sfondo comune le leggende ed i culti legati agli inquietanti "Grandi Antichi", una malefica razza di antichissime divinità quiescenti che per prime hanno regnato sulla Terra. Il più noto di questi esseri abominevoli è per l'appunto “Cthulhu”: una sorta di gigantesco e mostruoso cefalopode munito di ali, artigli e testa tentacolata! In "Prisoner Of Ice" impersoniamo il tenente Ryan: un agente americano in servizio sul "Victoria", un sottomarino di ritorno da una delicata missione segreta in Antartide. La storia è ambientata nel 1937 ed inizia poco dopo il salvataggio di un giovane esploratore norvegese ed il recupero di un misterioso carico. Il viaggio di ritorno verso la madrepatria si trasformerà ben presto in una vera e propria odissea e, come se tutto ciò non bastasse, verremo catapultati, nostro malgrado, in una serie di vicende al limite della realtà, dove l'orrore, l'occultismo e il sovrannaturale si amalgamano sapientemente in una delle migliori trame mai escogitate per questo genere di videogiochi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/iMANgPoQrg8" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gioco, naturalmente, si governa come ogni altra avventura grafica basata sul classico sistema punta e clicca ereditato dal celebre "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/maniacmansion.htm"&gt;Maniac Mansion&lt;/a&gt;": in pratica col solo ausilio del mouse spostiamo il nostro alter ego in lungo e in largo per lo schermo ed effettuiamo tutte quelle azioni necessarie per venire a capo degli enigmi che sistematicamente ci si parano davanti. Al contrario di quanto avveniva nel summenzionato classico della Lucasfilm, non vi è alcun verbo da selezionare poiché l'intera interfaccia di controllo è incentrata semplicemente sull'impiego dei pulsanti del mouse. Col pulsante sinistro dialoghiamo con i personaggi, attiviamo meccanismi, leve, interruttori ed utilizziamo e raccogliamo gli oggetti disseminati per lo scenario, mentre col destro osserviamo ed esaminiamo i vari elementi che costituiscono ciascuna ambientazione, almeno quelli che vengono identificati dal passaggio del puntatore. L'inventario, a differenza del sopraccitato classico, non è sempre presente nella videata principale, ma al contrario deve essere richiamato portando il puntatore nella parte superiore dello schermo. Per utilizzare un oggetto basta semplicemente trascinarlo sull'elemento con cui vogliamo farlo interagire, sullo stesso Ryan nel caso ci riguardi direttamente. Risolvendo gli enigmi che via via ci vedranno coinvolti, accederemo a nuove situazioni ed assisteremo alla progressiva evoluzione della vicenda. Proprio sul dispiegamento dell'avventura occorre fare qualche piccola considerazione, nel senso che il gameplay, alla fin fine, pecca di una certa linearità di fondo e risulta essere fin troppo punitivo in più di una circostanza, sebbene in frangenti ben delimitati. Talvolta, inoltre, non mancherà la sgradevole sensazione di essere stati lasciati a noi stessi senza la benché minima idea di quale oggetto possa mai servire per risolvere un particolare problema o dove mai possa trovarsi. I puzzle, come premesso, sono basati per lo più sulla manipolazione dell'inventario ed in misura minore sull'acquisizione di poche informazioni, di tanto in tanto, non mancherà anche qualche fugace passaggio in cui dovranno essere risolti tempestivamente, così da scongiurare tra l'altro anche la stessa dipartita del protagonista.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rl0yoIlWeyw/TjpYxAc2PBI/AAAAAAAAAUk/ZXGDP6gmY1I/s1600/front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-rl0yoIlWeyw/TjpYxAc2PBI/AAAAAAAAAUk/ZXGDP6gmY1I/s400/front.jpg" width="327" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche per quanto riguarda gli enigmi bisogna spendere qualche parola in più, poiché non sarà raro, ad esempio, dover tornare sui nostri passi in cerca di un oggetto o comunque di un particolare dello scenario materializzatosi misteriosamente a seguito di un ben preciso evento, una soluzione tutt'altro che realistica che contrasta con la logica che vedrebbe tali particolari presenti fin dalle prime battute del gioco per poi essere utilizzati al momento più opportuno. In altre circostanze, inoltre, saremo costretti a perlustrare sistematicamente ogni singola stanza nel tentativo di scovare alcuni particolari francamente microscopici, fermo restando che non mancherà nemmeno il classico rompicapo illogico di cui non avremo la benché minima idea su come affrontarlo. Queste considerazioni, comunque sia, non vogliono sminuire in alcun modo le potenzialità e la bontà di questa realizzazione, più che altro intendono far luce sulle ragioni per cui non sia stata annoverata nell'olimpo dei capisaldi del genere, ribadendo, ad ogni modo, che molte di queste critiche potrebbero benissimo essere estese anche ad alcuni di essi. Tecnicamente, "Prisoner Of Ice" se la cavava piuttosto bene per i tempi, la grafica sfoggiava delle ambientazioni indubbiamente dettagliate che facevano un buon uso delle capacità cromatiche dei PC dell'epoca. Le animazioni erano per lo più curate e fluide, così com’erano ben realizzati anche tutti gli effetti speciali a contorno del gioco. La resa del comparto grafico poteva essere ulteriormente migliorata lanciando il gioco in modalità super VGA. La colonna sonora che ci accompagnava durante l'avventura non era da meno, le musiche, così come tra l'altro gli effetti sonori, contribuivano non poco a calare il giocatore nella misteriosa ed inquietante atmosfera del gioco, nonostante il doppiaggio della localizzazione italiana soffrisse di una qualità decisamente scadente. Tirando le somme, pur non eccellendo in senso assoluto e nonostante i sopraccitati limiti, nonché la sua longevità indiscutibilmente limitata, “Prisoner Of Ice” rimane pur sempre un'avventura piuttosto godibile che può vantare al proprio arco uno dei migliori concept horror mai ideati per questo genere di prodotti. Un titolo, concludendo, che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di tali storie e più in generale a tutti gli amanti di questa categoria di videogiochi. Edizione italiana, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/GtfbRz1y/Prisoner_Of_Ice.html"&gt;Download Prisoner Of Ice CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Italiano&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B: &lt;/b&gt;Il gioco può essere avviato solamente dal suo cd-rom. Digitando &lt;i&gt;ICE320&lt;/i&gt; utilizzeremo la risoluzione standard del DOS, mentre con &lt;i&gt;ICE640&lt;/i&gt; sfrutteremo la più appagante SVGA. Sul disco fisso verranno memorizzati solamente i salvataggi e le informazioni relative alla sua configurazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-l3wL_T2bKH0/TjpZAMKll9I/AAAAAAAAAUo/0Hek6pfkjKc/s1600/Ice_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/-l3wL_T2bKH0/TjpZAMKll9I/AAAAAAAAAUo/0Hek6pfkjKc/s640/Ice_shots.jpg" width="508" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1173914527831548365?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/6Z_2xjm5xxY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/6Z_2xjm5xxY/prisoner-of-ice_05.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/iMANgPoQrg8/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/08/prisoner-of-ice_05.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1434177080096119749</guid><pubDate>Sun, 24 Jul 2011 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-20T17:13:37.693+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shooter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Post-Mortem</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MSX</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ROM</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Side-Scroller</category><title>Invasion of the Zombie Monsters</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avete presente il buon vecchio "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/goblins.htm"&gt;Ghosts'n Goblins&lt;/a&gt;"? Si, il celebre classico della Capcom che ci vedeva impersonare il prode cavaliere Arthur mentre era impegnato a dar battaglia alle forze del male nel tentativo di trarre in salvo l’amata principessa Ginevra? Ebbene, questo recente videogioco postumo della "Relevo Videogames", realizzato tra l'altro per il bistrattato standard &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_MSX"&gt;MSX&lt;/a&gt; (almeno qui in Italia), non solo ne riprende il concept, ma addirittura lo rielabora ambientandolo in un contesto più moderno da tipico "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_serie_B"&gt;B-Movie&lt;/a&gt;" americano. L'antefatto, diversamente da quanto avveniva nel summenzionato arcade, non ci vede vestire i panni di Sir Arthur mentre se la spassa con la sua bella nei pressi di un romanticissimo camposanto, ma piuttosto quelli di Ned in compagnia della sua Linda: due secchioni delle scuole superiori che hanno appena vinto per la quarta volta consecutiva le rinomate "Olimpiadi della Scienza"! Proprio quando la situazione sta per farsi interessante, sul più bello per intenderci, un fulmine colpisce la vettura che funge da nido d'amore per la giovane coppia ed il povero Ned perde i sensi, seppur per pochi lunghissimi istanti. Mai avesse riaperto gli occhi, poiché una terribile visione lo sconvolge da cima a fondo: una misteriosa entità malefica, un demone o altro, si materializza all'improvviso e rapisce la sua dolce metà! Le tenebre, come se tutto ciò non bastasse, abbracciano l'intera cittadina che, da lì a poco, viene addirittura invasa da un esercito di repellenti creature zombie! Al contrario di quanto si possa immaginare, soprattutto per via degli occhialoni parcheggiati sul naso, Ned è tutt'altro che un nerd mollaccione e smidollato poiché fin da subito, forte dei suoi super poteri scaturiti dalla presenza della Luna piena, si mette in marcia alla ricerca della povera Linda. Facezie della trama a parte, lo svolgimento della partita, come  premesso, si rifà alle medesime meccaniche del sopraccitato celebre  arcade degli anni '80: nei panni dell'occhialuto Ned dobbiamo  assecondare lo scorrimento dello sfondo fino a giungere alla fine di  ciascun livello. Tutto ciò si traduce, in pratica, nel far fuori tutti i  mostri zombi che ci si parano davanti, saltando da una piattaforma  all'altra ed evitando ogni genere di proiettili, ostacoli e trappole. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/6gUEqk3ie_4" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A dire il vero, il gameplay forse ricorda un po’ più "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/ghoulsnghosts.htm"&gt;Ghouls'n Ghosts&lt;/a&gt;", l’altrettanto celeberrimo sequel del summenzionato capolavoro della Capcom, soprattutto per via delle rampe e dei numerosi dislivelli che contraddistinguono gli stage. Da questo punto di vista, si può pensare ad "Invasion of the Zombie Monsters" come una riuscita amalgama dei migliori aspetti di entrambi i suddetti classici. Alcuni mostriciattoli, una volta eliminati, lasceranno cadere dei preziosi "power-up", ma, al contrario di quanto avveniva nei già citati giochi incentrati sulle gesta dell’impavido Sir Arthur, non offriranno alcun tipo d'arma o armatura. Tali "power-up", invece, alterneranno periodicamente un'icona differente: una sfera contraddistinta dallo sfondo verde in grado di migliorare la potenza e il raggio d'azione dei nostri proiettili magici, la lettera "N" capace di eliminare tutti i nemici presenti sullo schermo ed infine anche un orologio volto a rimpinguare il tempo limite entro cui deve essere completato il livello. Diversamente da molti altri giochi riconducibili allo stesso genere, sono presenti anche dei bonus malevoli, tipo: una linea caratterizzata dallo sfondo rosso che ci farà perdere l'ultimo potenziamento acquisito e la lettera "D" che ci riporterà addirittura alla condizione iniziale! I nemici appena neutralizzati, spesso e volentieri, abbandoneranno anche delle monete che, una volta raccolte in un discreto gruzzolo, ci consentiranno di ottenere in cambio una preziosa vita extra. Alla fine di ogni stage ce la dovremo vedere con un cattivissimo boss, quest'ultimo, oltre a scagliarci addosso di tutto, non mancherà di sguinzagliarci contro anche i suoi fedelissimi scagnozzi. Al completamento di ciascun livello riceveremo, inoltre, un bonus in monete sonanti calcolato sulla base dei secondi risparmiati. Ogni stage verrà introdotto da un'apposita mappa che a mano a mano terrà traccia dei nostri progressi, a riprova del fatto che "Invasion of the Zombie Monsters" non si differenzia poi molto dai sopraccitati capisaldi del genere. Il gioco si articola in cinque livelli differenti o atti, ciascuno dei quali caratterizzato da una particolare ambientazione. A prima vista potrebbero sembrare pochi, ma in realtà si riveleranno una bella sfida visto l'impegnativo livello di difficoltà che li contraddistingue. Comunque sia, ci verrà data anche la possibilità di poter continuare per un paio di volte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z-hGwaFOfnc/TiX-6kY7s4I/AAAAAAAAAUY/NyE6TO4TsXY/s1600/iotzm_cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-z-hGwaFOfnc/TiX-6kY7s4I/AAAAAAAAAUY/NyE6TO4TsXY/s400/iotzm_cover.jpg" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda la realizzazione tecnica occorre fare una breve premessa poiché "Invasion of the Zombie Monsters" non è stato realizzato per sbalordire con le sue mirabolanti prestazioni grafiche, ma piuttosto per dare il meglio di sé già a partire dai limitatissimi MSX di prima generazione. In sede di sviluppo, infatti, si è ben pensato di eliminare all'origine ogni possibile fonte di problemi dovuti ai ben noti limiti hardware di tali macchine. Al contrario di quanto avviene con una gestione al pixel, si è preferito gestire l'intero comparto grafico secondo una filosofia imperniata sulla singola "tile" (mattonella), intesa come quell'elemento grafico composto da una "maschera" di 8x8 pixel che viene ripetuto più e più volte fino a ricostruire completamente l'intero scenario, un po' come se si trattasse delle costruzioni o di un puzzle, giusto per rendere l'idea. Quest’approccio "char by char" (piastrella per piastrella), da un lato ha comportato lo svantaggio di una grafica quanto meno blocchettosa caratterizzata da delle prestazioni poco fluide, ma dall'altro ha consentito di ridurre a lumicino tutti quei fliccherii, slittamenti ed effetti collaterali legati alle scarse performance in termini di sprite e scrolling. Tale soluzione, inoltre, ha offerto la possibilità di poter sfruttare un maggior numero di colori. In quest'ottica, pertanto, bisogna ammettere che è stato fatto un buon lavoro, nel senso che il motore che governa il gioco comunque non perde un colpo ed aggiorna lo schermo piuttosto rapidamente, sebbene i puristi del "framerate" e degli "scrolling" ultra-lisci potrebbero storcere il naso. Le suddette semplificazioni tecniche non implicano necessariamente una pessima realizzazione, anzi nel suo complesso si tratta di un buon prodotto sviluppato con tutti i crismi del caso, a tal riguardo vale anche la pena di menzionare il pregevole effetto parallattico multistrato che accompagna lo scorrimento dello sfondo. La soundtrack contempla una serie di motivetti per lo più orecchiabili ed un discreto numero di effetti sonori quanto meno efficaci, non male anche da questo punto di vista. Prima di lasciarvi, mi sembra opportuno ragguagliarvi un attimo anche sulla versione per lo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt;. Quest’adattamento, purtroppo, si colloca una spanna al disotto di quello per l'MSX a causa delle ancor più stringenti limitazioni hardware, ma nonostante tutto mantiene inalterate quelle caratteristiche che fanno di "Invasion of the Zombie Monsters" un buon gioco: l'irresistibile atmosfera horror da tipico "B-Movie" americano e la sua indiscutibile giocabilità! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.msxblue.com/relevo/RLV904MSX.zip"&gt;Download Invasion of the Zombie Monsters ROM&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (MSX version) (www.relevovideogames.com)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Invasion of the Zombie Monsters" può essere giocato tranquillamente col &lt;a href="http://www.bluemsx.com/"&gt;BlueMSX&lt;/a&gt;. Dal menù "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Slot di espansione 1 -&amp;gt; Inserisci...&lt;/i&gt;" basta selezionare il file .rom del gioco. I controlli sono semplicissimi: con lo spazio selezioniamo e facciamo fuoco mentre con le frecce direzionali spostiamo Ned in giro per lo schermo. Volendo possiamo aprire il fuoco anche col tasto Z e saltare premendo ALT, ad ogni modo spetterà a voi decidere la configurazione più comoda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Mu1ZPf-e6fw/TibaiXhorgI/AAAAAAAAAUc/xqS6I2Hc6Lg/s1600/IOTZM_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-Mu1ZPf-e6fw/TibaiXhorgI/AAAAAAAAAUc/xqS6I2Hc6Lg/s640/IOTZM_shots.png" width="508" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1434177080096119749?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/VrTRjmmQXPM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/VrTRjmmQXPM/invasion-of-zombie-monsters_24.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/6gUEqk3ie_4/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/07/invasion-of-zombie-monsters_24.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9041360074716080589</guid><pubDate>Wed, 13 Jul 2011 10:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:18:07.841+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Post-Mortem</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Platform</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Floppy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Side-Scroller</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Commodore 64</category><title>It's Magic II</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quasi vent'anni dalla sua dipartita ufficiale il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;, il più famoso home computer degli anni ‘80, non smette di far parlare di se. L‘ennesimo pretesto, infatti, c’è fornito da questo interessante “It’s Magic II”: il secondo videogioco della “Stardust Productions” ad essere incentrato sulle vicende del simpatico gattone Tom. Questa realizzazione dimostra per l’ennesima volta, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto possano essere validi i titoli realizzati dopo il pensionamento della summenzionata macchina, soprattutto quando rilasciati dopo un lungo periodo di stagnazione in cui la stessa “Scena” stentava a riprendersi. Ad interrompere questo periodo di assopimento, in verità, hanno provveduto anche altre produzioni più recenti, delle vere e proprie piccole gemme commerciali in grado di rivaleggiare con i più blasonati capolavori del passato, in particolare: il mastodontico “&lt;a href="http://www.protovision-online.de/games/newcomer.htm"&gt;Newcomer&lt;/a&gt;”, forse il titolo più vasto ed ambizioso ad essere mai stato concepito sul piccolo ”CBM”, ed il più recente “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/12/kinght-n-grail.html"&gt;Knight’n Grail&lt;/a&gt;”: un gioco capace di far proprie e reinventare le meccaniche di due grandi classici come “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/nes/castlevania.htm"&gt;CastleVania&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/goblins.htm"&gt;Ghosts‘n Goblins&lt;/a&gt;”. “It’s Magic II”, pertanto, rientra a pieno titolo in questo piccolo microcosmo di eccellenze postume e prende perciò le distanze dalla smisurata moltitudine di "giochetti" freeware a carattere prettamente amatoriale che ha caratterizzato gran parte della produzione post-mortem del buon vecchio C= 64. Come premesso, si tratta del secondo videogame che narra le gesta  dell’apprendista felino Tommy, il primo titolo della serie si rivelò  essere purtroppo un videogioco poco più che carino poiché minato da una  certa ingenuità di fondo e da alcuni piccoli difetti, in questa seconda  incarnazione, invece, “It’s Magic” raggiunge la piena maturità e può  finalmente competere ad armi pari con i massimi esponenti del genere:  “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/greatgiana.htm"&gt;Great Giana Sisters&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/creatures.htm"&gt;Creatures&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/mayhem.htm"&gt;Mayhem&lt;/a&gt;” giusto per citarne  alcuni. La storia alla base di “It’s Magic II” riprende da dove era terminato  l’episodio precedente: dopo aver salvato il mondo dalla catastrofe, il  nostro simpatico gattone ritorna nella sua casa presso le “Isole  del Sogno”. Qui, dopo essersi ripreso dalle immani fatiche che l’hanno  visto protagonista, continua ad esercitare le proprie abilità magiche ed  a spassarsela senza grossi problemi. Un nefasto giorno, però, Tom  decide di approfittare dell’assenza del suo vecchio maestro per andare a  curiosare nella sua biblioteca privata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/Bgo4p8Mg1cI" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver rovistato parecchio tra gli innumerevoli scafali della libreria, Tommy trova un vecchio cesto che custodisce al suo interno un misterioso volume. Ben presto, il nostro eroe, realizza che il suddetto libro è stato sigillato con un potente incantesimo, ma invece di lasciar perdere ipotizzando il peggio si ostina a volerlo aprire fantasticando su quali preziosi contenuti possano mai celarsi fra le sue pagine. Tom finalmente riesce ad aprirlo, non senza qualche difficoltà a dire il vero, ma ha giusto il tempo di compiacersi della propria bravura, prima che si materializzi un’inquietante entità che si rivelerà poi essere il fratellastro del suo caro insegnante. Tale essere malvagio, infatti, fu imprigionato molto tempo fa e tenuto sotto chiave per evitare qualsiasi tentativo di fuga, ma ora, approfittando dell’incauto errore del nostro Tommy, si da alla macchia in men che non si dica, non prima però di aver invocato la propria vendetta ed il dominio su tutte le “Isole del Sogno”. Ovviamente, Tom si è cacciato in un altro grosso guaio, questa volta, però, non dovrà limitarsi solamente a scovare il mago malefico prima che possa mettere in atto i suoi inquietanti intenti, ma dovrà anche rimettere tutto a posto prima che faccia ritorno il suo severissimo maestro! A livello di gameplay, “It’s Magic II”, si differenzia leggermente dal suo prequel: nel senso che se nel primo gioco assecondavamo lo scorrimento di ciascun livello in cerca degli oggetti magici indispensabili per il suo completamento, in questo seguito le cose sono state un po' semplificate. Tommy, infatti, si limita per lo più a far incetta di diamanti per poi dirigersi verso la fine di ciascuno stage così da completarlo, ovviamente non prima di essersi fatto strada eliminando tutti gli avversari che osano ostacolargli la via. Naturalmente, tutto entro un certo tempo limite. I mostriciattoli, al contrario di quanto accadeva nel primo capitolo, devono essere neutralizzati colpendoli dall’alto, cioè saltandoci addosso e rimbalzandovi sopra per diverse volte, non esistono fulmini o proiettili da scagliargli contro. L’azione, inoltre, ci vede approfittare di ogni possibile via di fuga tra i periodici movimenti dei singoli nemici, così come sfruttare opportunamente gli oggetti magici lasciati cadere da questi ultimi. Tali manufatti, infatti, un volta raccolti, ci doneranno delle interessanti abilità magiche: l’invulnerabilità temporanea, la capacità di eliminare in un solo colpo tutti gli avversari presenti sullo schermo e la non indifferente possibilità di arrestare momentaneamente lo scorrere del tempo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CkLgI3gtv1I/ThrRzC9-jMI/AAAAAAAAAUQ/8xNJvWlcvgA/s1600/Its2title.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="280" src="http://3.bp.blogspot.com/-CkLgI3gtv1I/ThrRzC9-jMI/AAAAAAAAAUQ/8xNJvWlcvgA/s400/Its2title.png" width="430" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine di ogni stage, non mancherà, poi, il classico scontro con un  cattivissimo guardiano. In quest’ottica, pertanto, l’approccio di questo nuovo episodio della serie è molto più vicino ai  classici stereotipi introdotti dai fondatori del genere, in particolare  da “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/nes/supermariobros.htm"&gt;Super Mario Bros&lt;/a&gt;” e dal suo analogo sul C64 “Great Giana  Sisters”, non che questo debba per forza essere un demerito. A  differenza dei due sopraccitati capolavori, però, lo scorrimento dello  schermo può avvenire in entrambe le direzioni, permettendoci così di poter tornare anche sui nostri passi. Il gioco contempla cinque isole differenti, ciascuna delle quali suddivisa in sei livelli distinti e caratterizzata da una particolare ambientazione. La difficoltà si assesta su un livello medio/alto e non mancherà di metterci sotto pressione in più di un'occasione. Un comodo sistema di password ci permetterà, comunque, di poter riprendere dall’ultima isola visitata. Questo secondo videogioco della “Stardust Productions” dal punto di vista estetico è meraviglioso, ciò che colpisce di primo acchito è senza alcun dubbio l’accattivante effetto prospettico che contraddistingue lo scorrimento dello sfondo, i particolari che si spostano in parallasse, infatti, proprio non si contano tra nuvolette, montagne all’orizzonte e flutti che separano le varie sezioni del livello.&amp;nbsp; Lo scenario, oltre a spostarsi fluidamente in entrambe le direzioni, presenta anche numerosi elementi animati come i ciuffi d’erba spostati dal vento e le cascate.&amp;nbsp; La grafica si rifà al classico stile “rotondo” di questo genere di giochi, una soluzione che, pertanto, conferisce al titolo un’aria simpatica, carina e quanto meno “cartoonesca”. Gli "sprite" in giro per lo schermo sono numerosi, tutti caratterizzati ed animati con una certa perizia. Le capacità grafiche “multi-color “ del Commodore 64 sono state ben sfruttate e, come se tutto ciò non bastasse, sono stati aggiunti in giro per i livelli anche alcuni elementi in alta definizione giusto per impreziosirne ancor di più l’eccellente impatto estetico. Al contrario di quanto avveniva nel primo episodio della serie, l’azione ora è accompagnata da una colonna sonora: ogni isola alterna, infatti,  due differenti brani musicali. La soundtrack, ad ogni modo, è di buon livello, così come lo sono tra l’altro gli effetti sonori che ascoltiamo durante la partita. Tirando le somme, “It’s Magic II” è senza alcun dubbio uno dei migliori videogame mai realizzati per il Commodore 64, questa indiscutibile verità, però, non lo mette sicuramente al riparo dallo sfoggiare anche dei difetti. A parte la frustrazione dovuta al ripetere più e più volte le medesime sequenze di salti, sarà anche la stessa sporadica imprecisione che affligge i controlli e lo stesso rilevamento delle collisioni a renderci le cose ancor più difficoltose. Non sarà raro, infatti, subirne gli effetti proprio mentre siamo intenti a far nostro un diamante a mezz’aria o a conclusione di una lunga serie di balzi, nulla che comunque possa minare seriamente l’intrinseca qualità di questo titolo. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/iKsBNb8x/Its_Magic_2.html"&gt;&lt;b&gt;Download It's Magic II (Disk image)&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;It's Magic II funziona tranquillamente con gli emulatori più&amp;nbsp; diffusi: &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bu9uVkdh2rA/ThrOSTLvsVI/AAAAAAAAAUM/TzgPu3te-ps/s1600/Its_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-bu9uVkdh2rA/ThrOSTLvsVI/AAAAAAAAAUM/TzgPu3te-ps/s640/Its_shots.png" width="432" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9041360074716080589?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/RXoBAe-DogI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/RXoBAe-DogI/it-magic-ii.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/Bgo4p8Mg1cI/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/07/it-magic-ii.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-6588933657813225087</guid><pubDate>Fri, 24 Jun 2011 12:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-31T11:32:41.635+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MS-DOS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shooter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Action</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Puzzle</category><title>Project Paradise</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Project Paradise" è un interessante videogioco d'azione ambientato in un oscuro futuro fantascientifico. La storia, che almeno per certi versi richiama alla mente alcuni spunti del più celebre "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/syndicate-plus.html"&gt;Syndicate&lt;/a&gt;": uno dei maggiori successi della mitica Bullfrog, si dispiega in una realtà prettamente cyberpunk incentrata sia sulla tecnologia che sulle arti magiche più misteriose. Tale società è soggiogata al volere di una malefica Corporazione il cui unico scopo consiste nel perseguire i propri loschi interessi a scapito della povera gente. La popolazione è tenuta nell'ignoranza e sopravvive barcamenandosi nel caos e nell'incertezza, la maggior parte di essa, inoltre, non ha la benché minima consapevolezza di ciò che nell'ombra decide del suo destino. Ultimamente la situazione si è ancor più aggravata, circolano, infatti, delle inquietanti indiscrezioni su un fantomatico "Progetto Paradiso": un piano che una volta attuato sarebbe persino in grado di scatenare l'apocalisse sulla Terra! Non si sa molto a riguardo, né tantomeno quale sia il suo reale obiettivo, ma quel poco che si conosce lo da per imminente. Comunque sia, nonostante il quadretto tutt'altro che idilliaco, non tutto è perduto poiché in "Project Paradise” impersoniamo un gruppo di dissidenti pronti a tutto pur di sventare questa terribile minaccia! A livello di gameplay, questa produzione della "Soft Enterprises" riprende le meccaniche introdotte dagli sparatutto in prima persona: durante l'azione, cioè, esploriamo sistematicamente ogni anfratto dello scenario facendo fuori tutti i tipacci che osano ostacolarci, senza disdegnare, naturalmente, di raccogliere armi più performanti, munizioni, incantesimi e power-up vari. Nel corso della partita, inoltre, rimpinguiamo la nostra scorta d'energia con appositi medi-kit e collezioniamo chiavi e tessere magnetiche per accedere a nuove aree dello scenario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/Lq6DHOezp6g" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto, ad ogni modo, non si riduce solamente a questo, poiché spesso e volentieri saremo anche costretti a risolvere degli enigmi basati sul ritrovamento e sull’impiego di particolari oggetti. Il gioco permette di gestire tre personaggi diversi, ciascuno dei quali caratterizzato da differenti abilità fisiche e tecniche. Il guerriero, data la sua notevole prestanza fisica e l’innata abilità con le armi, è il personaggio più indicato per i frequenti scontri a fuoco che caratterizzano gran parte dell’azione. Il mago, al contrario, è il più debole della combriccola e pertanto i suoi servigi devono essere ben ponderati in base a come  si evolve la situazione, anche perché è l'unico personaggio capace di fronteggiare i  nemici che ricorrono alle summenzionate arti oscure. Nonostante questo svantaggio non da poco, ha comunque il pregio di poter lanciare a gran distanza dei potentissimi incantesimi. L'hacker, infine, fisicamente si pone come una via di mezzo tra i primi due, la sua specialità consiste nell'accedere ai terminali disseminati per il livello così da poter aggirare i sistemi di sicurezza più disparati. Le sue capacità gli consentono anche di poter individuare e quindi seguire i cavi sotterranei che collegano i dispositivi elettronici più vari. "Project Paradise", al contrario dei sopraccitati "First Person Shooter", adotta una visuale tridimensionale a volo d'uccello, dall'alto se preferite, un po’ come avviene in titoli come "&lt;a href="http://www.retrogaminghistory.com/content.php?r=3656-Shadowgrounds-Survivor-PC"&gt;Shadowgrounds&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/alien-breed-tower-assault.html"&gt;Alien Breed&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/gauntlet"&gt;Gauntlet&lt;/a&gt;". Questa soluzione, da un lato, lo rende sicuramente un titolo peculiare, se non addirittura accattivante, ma, dall'altro, purtroppo ne riduce fin troppo l’immediatezza e la lucidità d'azione. I controlli sono identici ai summenzionati sparatutto in prima persona, cambia semplicemente la prospettiva utilizzata. Ad ogni modo, con le frecce direzionali orizzontali facciamo ruotare lo scenario attorno al nostro alter ego mentre con le verticali avanziamo o retrocediamo lungo una particolare direzione, sebbene tale soluzione talvolta comporti una certa imprecisione nel prendere la mira e nell'eludere tempestivamente le minacce più improvvise.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ldawy8BPOcY/Tf_GAROEADI/AAAAAAAAATc/m8d6GJpqs-g/s1600/pp_front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ldawy8BPOcY/Tf_GAROEADI/AAAAAAAAATc/m8d6GJpqs-g/s400/pp_front.jpg" width="307" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con la pressione di opportuni tasti effettuiamo naturalmente anche le classiche schivate per sfuggire ai proiettili avversari, corriamo, gestiamo l’inventario e utilizziamo granate e mine. Il gioco permette, inoltre, il salvataggio dei nostri progressi e consente anche di poter accedere ai livelli avanzati sfruttando un comodo sistema basato sulle password. Tecnicamente, "Project Paradise" non se la cava poi così male poiché, oltre al punto di vista indubbiamente inedito, sfoggia anche degli scenari piuttosto dettagliati, almeno per quanto riguarda lo standard dell'epoca. Gli edifici, gli interni, i muri perimetrali e più in generale l’intero ambiente di gioco vengono riprodotti per mezzo di un motore tridimensionale che fa un largo uso di poligoni in texture-mapping, gli altri particolari dello scenario, così come i protagonisti ed i nemici, sfruttano invece delle più classiche bitmap. Le animazioni e gli effetti speciali che impreziosiscono la scena sono ben curati, a tal riguardo vale la pena di citare le trasparenze, le condizioni d’illuminazione dinamiche ed i numerosi detriti che saltano per aria a seguito della distruzione delle suppellettili. La definizione del mondo di gioco può essere, inoltre, aumentata attivando l’apposito supporto per lo standard super vga. Il comparto audio è anch'esso di buona fattura, l'azione è accompagnata da dei brani musicali piuttosto orecchiabili mentre le nostre gesta danno origine ad una serie di effetti sonori per lo più efficaci. Non male insomma, nonostante la presenza di qualche piccolo difetto, si tratta pur sempre di un titolo quanto meno carino. Edizione inglese, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/CyTq2fPB/Project_Paradise.html"&gt;Download Project Paradise CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (English version) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: Project Paradise presenta una incompatibilità col celebre emulatore DOSBox, questa, ad ogni modo, può essere risolta scompattando un apposito fix, il file CONFIG.SYS incluso nell'archivio, nella cartella che funge da hard disk per il summenzionato emulatore, in pratica quella montata come C. Una volta installato e configurata opportunamente la scheda sonora, ricordate di attivare l'audio anche dalle opzioni del gioco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vfO4ooDsPTA/Tf_GZb5HlXI/AAAAAAAAATg/9AzeFJrzuQE/s1600/ProjPar_Shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-vfO4ooDsPTA/Tf_GZb5HlXI/AAAAAAAAATg/9AzeFJrzuQE/s640/ProjPar_Shots.png" width="339" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-6588933657813225087?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/nXoTiz59MWY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/nXoTiz59MWY/project-paradise.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/Lq6DHOezp6g/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/06/project-paradise.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1821736039722076051</guid><pubDate>Wed, 01 Jun 2011 21:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-21T15:36:52.775+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Korean</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Beat'em up</category><title>Yainsidae</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Yainsidae, "Age of Wanderer" per i più anglofili, è un rarissimo picchiaduro a scorrimento realizzato per i personal computer basati sugli ambienti Windows. Questo grazioso beat'em up coreano, tra l'altro la trasposizione videoludica dell'omonimo telefilm incentrato sulle arti marziali, è ambientato durante l'occupazione giapponese della Corea e si sviluppa nei dintorni della città di Jongro, uno dei più importanti centri commerciali del Paese. La storia prende piede in una città in balìa della criminalità organizzata, dove i cittadini sono quotidianamente vessati dai soprusi perpetrati dagli scagnozzi al servizio di uno dei più potenti clan malavitosi della regione: gli Honmachi. I membri di tale organizzazione non si pongono alcun problema nel perseguire i propri meschini interessi, spesso a scapito della povera gente, della dignità e della stessa vita dei pochi che osano opporsi. A dare manforte ai traffici di questi loschi figuri, vi sono, inoltre, le autorità giapponesi compiacenti che, di fatto, non solo chiudono un occhio sulle loro continue nefandezze, ma addirittura controllano le stesse forze di polizia locali. Nel gioco impersoniamo, pertanto, le uniche due persone che hanno il fegato di ribellarsi: Doo Han Kim, il figlio di un eroico patriota, e Sirasoni, il più abile combattente del Paese. La nostra missione è piuttosto semplice: in sostanza dobbiamo sbarazzarci degli odiosi Honmachi e rispettivi gangsters, magari dando anche una vigorosa strapazzata agli occupanti stranieri. A livello di gameplay, Yainsidae riprende, sebbene in chiave un po' più semplice, le meccaniche di gioco introdotte da &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;, il celebre arcade della Capcom. All'inizio della partita ci viene chiesto di scegliere il nostro alter ego tra i due personaggi disponibili, ciascun combattente, ovviamente, differisce dall'altro per peculiarità  fisiche, tecnica di combattimento e mosse speciali a disposizione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/8hJFNcsnEz8" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque sia, la partita si sviluppa come il summenzionato classico da sala giochi: in pratica ci vede assecondare lo scorrimento dello scenario pestando per benino tutti i brutti ceffi che osano frapporsi tra noi e la fine del livello. Come da tradizione, alla fine di ciascuno stage, ci sarà un cattivissimo boss da sconfiggere, quest'ultimo, tra l'altro, spesso e volentieri non mancherà di giocare sporco forte dei numerosi scagnozzi al proprio seguito. Il sistema di controllo vede l'impiego di due soli pulsanti: il primo per l'attacco ed il rimanente per il salto. Ciascun personaggio, oltre alle tradizionali mosse disponibili in questo genere di giochi, in particolare: pugni, calci, testate ed attacchi volanti vari, presenta anche una manciata di attacchi speciali nonché la possibilità d'innescare delle interessanti combinazioni. Purtroppo, il gioco non offre alcun tipo di presa o proiezione che sia e non permette nemmeno di raccogliere alcun tipo d'oggetto contundente, sebbene vi sia comunque la possibilità di scagliare alcuni oggetti dello scenario contro i nemici. A mano a mano che perseveriamo ad infliggere dolore agli avversari, ricaricheremo un'apposita barra energetica che, una volta raggiunto il massimo, ci donerà una maggior efficacia offensiva facendo sdoppiare al tempo stesso il nostro personaggio. Quest'ultima, dopo pochi istanti, inizierà comunque a scemare gradualmente ad ogni nostro successivo colpo. L'intelligenza artificiale che governa gli avversari, spesso e volentieri, è tutt'altro che brillante, diciamo che forse non spicca per iniziativa e tempistica delle reazioni, questo, ad ogni modo, non significa che non possa comunque metterci in seria difficoltà in tutte quelle situazioni particolarmente affollate. Yainsidae offre anche la possibilità di giocare con un amico in carne ed ossa e prevede, inoltre, tre diversi livelli di difficoltà. I controlli, purtroppo, non sono configurabili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6uqamkO3niM/TePCyS04hvI/AAAAAAAAAS0/BwNdEexmw2c/s1600/Cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-6uqamkO3niM/TePCyS04hvI/AAAAAAAAAS0/BwNdEexmw2c/s320/Cover.jpg" width="252" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal punto di vista tecnico, questa produzione della coreana Joymax non se la cava poi così male. Il comparto grafico sfrutta l'alta risoluzione ed è piuttosto accattivante, gran parte del suo fascino, oltre allo stile prettamente orientale che lo caratterizza, deve molto probabilmente anche alla notevole pulizia delle soluzioni artistiche impiegate. I personaggi sono ben caratterizzati e presentano delle animazioni per lo più curate, gli sfondi, inoltre, sono impreziositi da una serie di particolari animati, sebbene pecchino purtroppo di uno scrolling alquanto indeciso. La colonna sonora è anch'essa di buona fattura, i brani che accompagnano la partita sono sicuramente orecchiabili e di buona qualità, così come sono convincenti gli effetti sonori emessi a seguito di ogni nostro colpo. Yainsidae, in conclusione, è di certo un buon picchiaduro, almeno per quanto riguarda la ristretta cerchia di titoli pensati esclusivamente per i personal computer. In un ottica più generale, multi piattaforma se vogliamo, purtroppo, deve comunque fare i conti con dei titoli indubbiamente più complessi, e, anche volendo soprassedere in tal senso, non si può di certo non storcere un pochino il naso dinanzi ai difettucci più sopra riscontrati. Comunque sia, detto questo, rimane comunque un titolo piuttosto godibile, almeno per quello che dura. Carino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di lasciarvi al consueto download, colgo l'occasione per ringraziare l'utente &lt;b&gt;NGboo&lt;/b&gt; sia per averci messo a disposizione questo rarissimo videogioco che per il suo esaustivo supporto, thank you! :-) I link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/6KITK-aN/Yainsidae_CD.html"&gt;Download Yainsidae CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Yainsidae funziona regolarmente sia con Windows XP (SP2 ed SP3) che con Windows 7 ed il suo SP1. I controlli per il primo giocatore vedono le frecce direzionali per i movimenti, punto (.) e meno (-), a fianco del maiuscolo (shift) di destra, rispettivamente per il salto e l'attacco. Il secondo giocatore impiega invece: Y (su), H (giù), G (sinistra), J (destra), X (salto) ed infine Z (attacco). Le mosse speciali per entrambi i giocatori si effettuano con le seguenti combinazioni: destra, destra, attacco; giù, destra, attacco;&amp;nbsp; giù, su, attacco ed infine salto ed attacco contemporaneamente. Nella &lt;a href="http://i615.photobucket.com/albums/tt233/nikolaBOO/Yainsidae-main-menu.jpg"&gt;schermata del titolo&lt;/a&gt; la traduzione delle singoli voci è: modo ad un giocatore, due giocatori contemporanei, opzioni ed uscita. Nella &lt;a href="http://i615.photobucket.com/albums/tt233/nikolaBOO/Yainsidae-options.jpg"&gt;schermata delle opzioni&lt;/a&gt; si legge invece: difficoltà (con sotto facile, medio e difficile); musica (con sotto on e off); effetti sonori (di nuovo con sotto on e off) ed infine controlli (dove sotto si seleziona la configurazione di tasti da utilizzare per i giocatori).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tDGFHu7dkWw/TePC5DG4ggI/AAAAAAAAAS4/vk4sh0wgrgg/s1600/Yain_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-tDGFHu7dkWw/TePC5DG4ggI/AAAAAAAAAS4/vk4sh0wgrgg/s640/Yain_shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1821736039722076051?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/ZE1Yxs4Dclg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/ZE1Yxs4Dclg/yainsidae_01.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/8hJFNcsnEz8/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/06/yainsidae_01.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9031678500716828695</guid><pubDate>Wed, 27 Apr 2011 16:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:25:33.983+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amstrad CPC</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adventure</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Post-Mortem</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Survival Horror</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Floppy</category><title>Orion Prime</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Orion Prime" è un'inquietante videogioco d'avventura a carattere prettamente fantascientifico realizzato appositamente per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amstrad_CPC"&gt;CPC&lt;/a&gt;, un famoso home computer prodotto dall'Amstrad. Questo titolo, oltre ad essersi meritato giustamente un posto d'onore fra i più riusciti survival horror ad otto bit, secondo forse al solo mitico "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/projectfirestart.htm"&gt;Project Firestart&lt;/a&gt;", è anche l'ennesima dimostrazione di quanto possano essere validi i nuovi videogiochi scaturiti dal mai troppo apprezzato "retro-programming": quell'affascinante fenomeno volto a dar nuova linfa vitale alle più disparate piattaforme videoludiche del passato. "Orion Prime", come premesso, si presenta come un'interessante avventura grafica che riprende le medesime meccaniche di controllo già apprezzate in titoli come "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/dos/rise-of-the-dragon"&gt;Rise of the Dragon&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/fascination"&gt;Fascination&lt;/a&gt;", entrambi realizzati per le piattaforme Amiga e PC. L'aspetto più interessante consiste, però, nell'angosciante atmosfera "fanta-horror" che permea ogni singolo pixel di quest’ottima produzione, in tal senso i richiami a diverse pellicole cinematografiche come "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_di_non_ritorno_%28film%29"&gt;Event Horizon&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sunshine_%28film_2007%29"&gt;Sunshine&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.filmscoop.it/cgi-bin/recensioni/solaris.asp"&gt;Solaris&lt;/a&gt;", nonché a storici capisaldi videoludici del calibro di "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/system-shock-series"&gt;System Shock&lt;/a&gt;", proprio non si contano. La vicenda prende piede nel 2528, durante un viaggio spaziale che dal pianeta "Deyes II" ci sta riportando sulla nostra cara vecchia Terra. A causa di un problema con il propulsore, il salto iperspaziale viene bruscamente interrotto e la nostra astronave si rimaterializza in un sistema solare sconosciuto, proprio nel bel mezzo di una fitta fascia d'asteroidi. Vista l'elevata velocità di crociera, abbiamo appena il tempo di accorgerci dell'allarme di prossimità prima di andare ad impattare fragorosamente contro una colossale roccia alla deriva. Fortunatamente, il sistema d'eiezione ha funzionato a dovere, salvandoci così la vita, ma purtroppo la nostra scialuppa di salvataggio vaga per lo spazio senza alcuna meta. Quando ormai la disperazione sta per sopraffarci, il radar individua un misterioso oggetto non troppo distante dalla nostra posizione. Nonostante l'assenza di una qualsiasi risposta, ed in mancanza di una valida alternativa, decidiamo comunque di dirigerci verso quel minuscolo puntino che lampeggia sullo schermo. Una volta sul posto, rimaniamo esterrefatti dall'imponenza della  misteriosa struttura, ma le precarie condizioni  del nostro scafo non ci consentono di tergiversare oltre e pertanto  proseguiamo addentrandoci nell'hangar della mastodontica stazione spaziale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/-NN2gC_SVLQ" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'interno della base, fin da subito ci rendiamo conto che  qualcosa di grave ed altrettanto sconcertante deve essere accaduto:  l'intera struttura, infatti, appare deserta e, cosa ben più inquietante,  porta gli inequivocabili segni di un feroce conflitto a fuoco. La maggior  parte degli accessi ci sono preclusi, molte porte, infatti, sembrano  esser state sigillate dall'interno, come se gli occupanti avessero  voluto difendersi da una pericolo proveniente dagli stessi meandri  della stazione. Purtroppo, le innumerevoli avarie del nostro "shuttle", nonché l'esigua  scorta di carburante a nostra disposizione, ci costringono ad  avventurarci in questo scenario da incubo in cerca di un qualsiasi  espediente che possa permetterci di riprendere il viaggio verso casa, ma  mai come in questo momento avremmo preferito trovarci in un altro  luogo. Il “gameplay” consiste sostanzialmente nell'esplorare tutti i vari ambienti che costituiscono l'enorme base, venendo a capo ovviamente di tutti gli innumerevoli enigmi ad essi correlati. Ogni luogo entro cui ci spostiamo, così come tra l'altro gli stessi eventi legati alla trama, nonché tutti i dettagli relativi ad ogni altro aspetto del gioco, vengono descritti mediante un esaustivo sistema di finestrelle testuali. Spesso e volentieri, tali informazioni non mancheranno di offrirci anche qualche piccolo spunto su come affrontare un particolare problema. L'interazione con i singoli elementi che costituiscono ciascuna stanza, avviene tramite una comodissima interfaccia punta e clicca: le azioni si effettuano portando l'apposito puntatore su un particolare di nostro interesse per poi premere conseguentemente il pulsante d'azione. Le azioni disponibili in un certo contesto ci vengono proposte con una serie d'icone, la presenza o meno di una particolare figura dipenderà, oltre che dalla stessa natura dell'elemento con cui stiamo interagendo, anche dagli oggetti ed utensili presenti nel nostro inventario. Tali icone ci consentono, ad ogni modo, di svolgere tutte quelle mansioni che contraddistinguono i videogiochi d'avventura, cioè: spostarci tra i diversi ambienti della base, ottenere delucidazioni sui particolari di nostro interesse, attivare i dispositivi più disparati ed infine raccogliere manufatti, kit ed attrezzi di ogni tipo. Tramite questi ultimi in particolare, non sarà raro dover ”raggirare” i sistemi di sicurezza più sofisticati così come riparare i dispositivi ed i macchinari più disparati, azioni che, spesso e volentieri, consisteranno nel risolvere dei veri e propri "puzzle game".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-l68r3tdR-zA/Ta2nP7r2SkI/AAAAAAAAASo/E3tAaZeLueI/s1600/OrionCover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-l68r3tdR-zA/Ta2nP7r2SkI/AAAAAAAAASo/E3tAaZeLueI/s400/OrionCover.jpg" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lungo il corso dell'avventura, incappiamo anche in ciò che rimane dei  poveri membri dell'equipaggio, raccogliendone i "PDA", i diari  personali, non solo verremo a conoscenza degli eventi che hanno  preceduto il nostro arrivo sulla base, ma ci faremo anche un'idea delle condizioni psicologiche che ne hanno caratterizzato gli ultimi istanti di vita. All'interno di questi palmari, scoveremo, inoltre, delle preziose informazioni per venire a capo di altri misteriosi enigmi. Ovviamente, come ogni buon gioco che si rispetti, anche "Orion Prime" offre dei combattimenti: da questo punto di vista il gioco contempla un sistema che permette di sfruttare sia le armi da fuoco che gli oggetti contundenti, a cui deve essere aggiunta anche l’interessante possibilità, seppur entro certi limiti e con inevitabili conseguenze, di poter sfuggire agli scontri meno graditi. I combattimenti, ovviamente, incideranno sulla nostra salute, questa, ad ogni modo, potrà essere ripristinata in diverse maniere. Un altro pericolo proviene, inoltre, dalla radioattività che ha contaminato diverse aree della base, il livello delle radiazioni viene indicato dall'intermittenza del puntatore: più tale frequenza sarà elevata, maggiore sarà il danno causato al nostro organismo. Per riprenderci dalle summenzionate radiazioni, saremo costretti, perciò, a riposarci in ambienti più salubri o comunque ad effettuare una doccia decontaminante. Il gioco permette, naturalmente, di salvare anche i nostri progressi così da poterli richiamare in un secondo momento. Tecnicamente "Orion Prime" è stato ben realizzato, il primo aspetto che colpisce è senza alcun dubbio la rapidità dei caricamenti, questi, infatti, grazie anche all'impiego di opportune "routine" create ad hoc, offrono dei tempi d'attesa piuttosto ridotti considerando le limitate capacità hardware della piattaforma in questione. Il comparto grafico è indubbiamente curato e da un ampio sfoggio delle capacità cromatiche del CPC. L'atmosfera generale, in tal senso, trae un enorme giovamento dalla perizia con cui si è riusciti a ricreare le differenti condizioni d'illuminazione che contraddistinguono le varie sezioni della base. Le poche animazioni presenti nel gioco, così come gli stessi effetti speciali che ne impreziosiscono lo svolgimento, sono anch'esse di buona fattura. La splendida colonna sonora che accompagna le varie fasi dell'avventura, è anch'essa un altro aspetto capace di coinvolgere il giocatore, da questo punto di vista la qualità generale è decisamente molto più vicina a quella offerta dal "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MOS_SID"&gt;SID&lt;/a&gt;", il mitico chip audio del Commodore 64, piuttosto che alle "normali" performance dell'Amstrad CPC, senza alcun dubbio una delle migliori dell'intero panorama ad otto bit. Degni di nota sono anche l'ottimo brano digitalizzato della schermata del titolo e lo stesso “output" stereofonico che caratterizza l'intera produzione. Non male a conti fatti, sebbene alla fin fine sia paradossalmente un titolo tutt'altro che longevo. Edizione multi linguaggio: inglese, francese e spagnolo. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/lm76W7d6/Orion_Prime.html"&gt;Download Orion Prime&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Multilanguage: english, francais, espanol)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Per giocare ad "Orion Prime" possiamo utilizzare il &lt;a href="http://www.winape.net/"&gt;WinApe&lt;/a&gt;, tra l'altro si tratta dell'emulatore consigliato dagli stessi autori del videogioco. Prima di procedere è indispensabile, però,  la disattivazione dell'opzione: "Settings -&amp;gt; General -&amp;gt; Fast Disc Emulation". Una volta tolto il segno di spunta dalla summenzionata opzione utilizziamo "File -&amp;gt; Drive A: -&amp;gt; Insert Disc Image" per selezionare il disco del gioco, il file "Orion_Prime_EN_3p5.dsk". Subito dopo averlo selezionato, digitiamo sullo schermo&lt;b&gt;: RUN"ORION&lt;/b&gt; così da avviarne il caricamento, tra l'altro piuttosto veloce in tal senso.&amp;nbsp; I controlli sono semplici, le frecce direzionali spostano il puntatore sullo schermo e lo spazio attiva le azioni effettuabili nei vari contesti. Il tasto "S" permette di salvare i nostri progressi, a patto però di aver disattivato "Solo lettura" dagli attributi del summenzionato file del gioco, mentre con "L" li richiameremo da una posizione precedentemente salvata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FExoaWXLoi0/Ta2nXCJAbvI/AAAAAAAAASs/Mpio5sMYr3U/s1600/Orion_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="690" src="http://3.bp.blogspot.com/-FExoaWXLoi0/Ta2nXCJAbvI/AAAAAAAAASs/Mpio5sMYr3U/s640/Orion_shots.jpg" width="410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9031678500716828695?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/ocxQuGQqhrc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/ocxQuGQqhrc/orion-prime_27.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/-NN2gC_SVLQ/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/04/orion-prime_27.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3407605044535407036</guid><pubDate>Mon, 11 Apr 2011 09:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-31T22:47:42.224+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nec PC-FX</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Laser game</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fighting</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Battle Heat</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Battle Heat" è stato uno dei più apprezzati titoli di lancio del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC-FX"&gt;PC-FX&lt;/a&gt;, il successore a 32 bit del mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt;. Quest’ottima produzione della Hudson Soft, tra l’altro la prima ad aver dato sfoggio delle impressionati capacità "&lt;a href="http://www.okpedia.it/full_motion_video"&gt;full motion video&lt;/a&gt;" della summenzionata console, viene ricordata soprattutto per aver saputo amalgamare efficacemente le diverse peculiarità di due generi videoludici completamente differenti: le meccaniche di combattimento tipiche dei picchiaduro alla "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/streetfighter2.htm"&gt;Street Fighter II&lt;/a&gt;" con le sbalorditive componenti audio/visive dei videogiochi alla "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2007/12/dragon-lair.html"&gt;Dragon's Lair&lt;/a&gt;", i cosidetti "laser games" per intenderci. In altre parole, in “Battle Heat” le animazioni volte a riprodurre le mosse di ciascun personaggio non vengono più rese mediante l'impiego dei tradizionali "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sprite_%28informatica%29"&gt;sprite&lt;/a&gt;" bidimensionali, caratteristici tra l’altro d’innumerevoli altri picchiaduro della stessa Capcom e della SNK, ma piuttosto tramite una serie di brevi filmati in puro stile "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime"&gt;anime&lt;/a&gt;", sulla falsariga cioè dei celebri cartoni animati giapponesi. Comunque sia, la vicenda prende piede in un mondo decadente in cui si contrappongono due distinte fazioni: "La Nobile Repubblica di Kriph", guidata dal carismatico guerriero "Kai", i buoni, ed il "Sacro Impero dell'Oscurità", governato da "Götz Von Dark", un inquietante energumeno contraddistinto da una possente armatura purpurea. "Battle Heat" ci offre due modalità di gioco: il torneo a singolo  giocatore, tramite il quale selezioniamo uno dei rappresentanti della  suddetta Repubblica (Kai, Han, Yuki ed il "Grande Grigio") per poi  batterci sistematicamente contro gli analoghi dell'Impero, ed il  combattimento libero, mediante cui scegliamo anche i membri di  quest'ultimo (Götz Von Dark, Alamis, Cassiopeia e Shyu) con  l'interessante possibilità di poter confrontarci anche contro un  giocatore umano. Viste le limitazioni dovute sia alla limitata capienza del supporto  ottico dell'epoca che alla stessa natura del titolo in questione, in  pratica una vera e propria collezione di filmati volti a rappresentare  ogni singola azione del gioco, sono previsti purtroppo solo degli  scontri tra schieramenti contrapposti, non sono cioè possibili  combattimenti tra gli stessi membri di una squadra. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/BL8RtBP40ew" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltre ai sopraccitati otto personaggi, vi sono anche: "Zero", un energumeno cibernetico, ed una variante robotica dello stesso Götz Von Dark, entrambi personaggi bonus militanti nel sopraccitato Impero. A livello di gameplay, "Battle Heat" si sviluppa come un tradizionale picchiaduro ma con la differenza che l'azione ci viene mostrata come se stessimo assistendo alla proiezione di un'accattivante cartone animato. I personaggi coinvolti nello scontro danno luogo a tutte quelle mosse a cui siamo abituati: colpi d'arti marziali, proiezioni degne del wrestling, pugni, calci, sprangate con vari tipi d'oggetti contundenti, sfere energetiche, combo e prese varie. Per difendersi, invece, ricorrono sia alle parate che a tempestivi balzi. Il sistema di controllo impiega tutti i sei pulsanti di fuoco messi a disposizione dal pad: due per l'attacco ed i rimanenti per la difesa, il salto, la mossa speciale e la presa per i fondelli, tutti da combinare ovviamente con la classica croce direzionale. Nella parte superiore dello schermo, oltre alla barra dell'energia che si riduce a seguito di ogni colpo incassato, figurano anche due riquadri in cui sono ritratti i volti dei personaggi. Questi, non solo ci segnalano la distanza che separa i due combattenti, ma indicano soprattutto il loro livello di affaticamento, più il ritmo sarà elevato, più deboli saranno i colpi posti in essere dal personaggio. Il combattimento terminerà quando l'energia di uno dei duellanti si esaurirà completamente. La risposta dei controlli appare tutto sommato tempestiva, nonostante  sia necessario un breve periodo propedeutico per prendere le dovute  misure con i tempi di reazione. La rapidità con cui è possibile adottare  le contromisure, cioè interrompere il filmato che rappresenta l'azione  dell'avversario, è un qualcosa di sorprendente poiché non risente di  alcun tipo di latenza, tutto, infatti, sembra essere riprodotto in tempo  reale, a riprova delle ottime capacità "FMV" della piattaforma in  questione. Graficamente il gioco se la cava piuttosto bene, l'azione è  sempre molto fluida e non si stenta a credere che tutti i trenta  fotogrammi al secondo di cui sarebbe capace il PC-FX vengano  effettivamente riprodotti sullo schermo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FnEqJb9OPtQ/TZouBUZfWcI/AAAAAAAAASc/jSLAmcrxOvI/s1600/BHFront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-FnEqJb9OPtQ/TZouBUZfWcI/AAAAAAAAASc/jSLAmcrxOvI/s400/BHFront.jpg" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo stile adottato per ritrarre i personaggi del gioco è indubbiamente molto accattivante, anche perché richiama alla mente, almeno per certi versi, quello di "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_il_guerriero"&gt;Ken il Guerriero&lt;/a&gt;", sebbene tra gli sviluppatori non vi sia alcun riferimento a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tetsuo_Hara"&gt;Tetsuo Hara&lt;/a&gt;, probabilmente il suo più celebre autore. A voler essere pignoli, l'unico appunto che potrebbe essere sollevato riguarda la sporadica tendenza della grafica a perdere in numero di fotogrammi e ancor più limitatamente in definizione, nulla che comunque possa effettivamente svalutare quest'ottimo risultato. Il comparto audio è anch'esso di buon livello, gli effetti sonori, così come tra l'altro i brevi commenti che contraddistinguono i singoli personaggi, sono piuttosto convincenti e contribuiscono in maniera decisiva a rendere il tutto molto più credibile ed accattivante. La colonna sonora è orecchiabile e presenta degli ottimi spunti, nonostante, a voler cercare il pelo nell'uovo, sia palese che non sfrutti alcuna traccia audio e che pertanto si limiti a sfruttare le sole capacità di sintesi del coprocessore dedicato. Ad ogni modo, anche in questo caso, niente che possa sminuirne effettivamente la qualità generale. Tirando le somme, da un lato è indiscutibile che "Battle Heat" sia un picchiaduro piuttosto limitato se paragonato agli esponenti più evoluti del genere, è palese, infatti, che le sue accattivanti performance audio/visive cerchino di mascherare in qualche modo  l’approccio fin troppo semplicistico che ne caratterizza i combattimenti, da questo punto di vista, però, bisogna anche tener conto del fatto che non si tratta di un titolo ideato e realizzato per entrare in concorrenza con tali capolavori, siano essi bidimensionali o treddì, ma piuttosto per cercare d'introdurre un approccio quanto meno differente in questo ambito. Concludendo, pur non rinnegando le limitazioni evidenziate, “Battle Heat” si presenta ad ogni modo come un originale alternativa al classico "teatrino" dei "fighting games" più o meno tutti uguali tra loro, un titolo, insomma, che dovrebbe essere preso in seria considerazione da tutti coloro che non si pongono problemi nello sperimentare qualcosa di diverso o che al momento cerchino comunque un'alternativa al più classico "Hadouken". Carino, i link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/XebOZu_k/Battle_Heat.html"&gt;&lt;b&gt;Download Battle Heat CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: "Battle Heat" funziona regolarmente col &lt;b&gt;&lt;a href="http://mednafen.sourceforge.net/"&gt;Mednafen 0.9x&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, purtroppo però si tratta di un emulatore a linea di comando. Ad ogni modo, dopo aver scompattato l'iso del gioco ed il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/RHDyt0je/Nec_PC-FX_Bios.html"&gt;bios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; nella medesima cartella dell'emulatore, scaricateci dentro anche il file "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/dBnvNt24/Boot_BattleHeat.html"&gt;BootBattleHeatCD.bat&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" per poi effettuarvi un doppio click così da avviare il gioco. (Si tratta semplicemente di un file batch, tra l'altro modificabile a piacimento con la funzione "&lt;i&gt;Modifica&lt;/i&gt;" del pulsante destro del mouse, che contiene la seguente linea di comando: "&lt;i&gt;mednafen.exe -pcfx.bios pcfx.bios -loadcd pcfx BattleHeat.cue&lt;/i&gt;".) Durante l'emulazione è possibile configurare i controlli con la combinazione di tasti &lt;i&gt;Alt, Shift/Maiuscolo, 1&lt;/i&gt; (oppure 2, nel caso del secondo giocatore), per ogni comando del joypad bisogna specificare due tasti, il secondo come alternativa. Per eventuali altre configurazioni dovrete modificare il file di configurazione dell'emulatore, "&lt;i&gt;mednafen-09x.cfg&lt;/i&gt;", con il Wordpad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GDW3L9zsqMY/TZouWBje6QI/AAAAAAAAASg/5BAZHhgw2dg/s1600/BattleHeat_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-GDW3L9zsqMY/TZouWBje6QI/AAAAAAAAASg/5BAZHhgw2dg/s640/BattleHeat_shots.jpg" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3407605044535407036?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/q-8dJwYSk9s" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/q-8dJwYSk9s/battle-heat_11.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/BL8RtBP40ew/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/04/battle-heat_11.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7414064484979639802</guid><pubDate>Mon, 28 Mar 2011 09:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-22T12:51:08.721+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sega Saturn</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adventure</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Action</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Survival Horror</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Deep Fear</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Deep Fear" è un interessante survival horror realizzato esclusivamente per il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Saturn&lt;/a&gt;", la sfortunata console a 32 bit della Sega. Il gioco, l'ultimo tra l'altro ad esser stato commercializzato per la summenzionata piattaforma, venne ideato e realizzato con l'intento di riprodurre un’esperienza del tutto simile a quella offerta dal più blasonato "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/biohazard.htm"&gt;Resident Evil&lt;/a&gt;". L'AM7, il team di sviluppo, in quest'ottica decise perciò di riprenderne le meccaniche non tanto per riprodurle pedissequamente, ma piuttosto per riadattarle ad un nuovo titolo volto a risollevare l'interesse verso l'ormai agonizzante Sega Saturn. All'epoca, pertanto, ci si aspettava un videogioco della stessa portata del summenzionato capolavoro della Capcom e, per lo più, tali aspettative non vennero del tutto tradite, purtroppo, però, al momento della prova su schermo ricevette un'accoglienza quanto meno controversa poiché la critica si divise quasi istantaneamente in entusiasti e detrattori. Questi ultimi, in particolare, non gli perdonarono mai la marcata somiglianza col più blasonato caposaldo della Playstation e perciò si limitarono a liquidarlo come un mero clone di quest'ultimo. In realtà, un giudizio così frettoloso fu falsato indubbiamente da una qualche forma di pregiudizio, se non addirittura da una malafede in fase di valutazione, poiché ad un'analisi più approfondita si sarebbero senz'altro resi conto che, sebbene non introducesse alcun elemento oggettivamente innovativo, traspariva comunque ben più di una banale variante dello stesso tema. Un titolo, insomma, che, a scapito dell'originalità strutturale, era comunque in grado d'offrire diversi spunti meritevoli d'attenzione: una trama avvincente, un’inquietante atmosfera degna dei più raccapriccianti fanta-horror in circolazione ed altri piccoli accorgimenti volti ad impreziosirne il gameplay. La vicenda, che riprende tra l’altro degli spunti già visti in alcune pellicole cinematografiche come "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviathan_%28film%29"&gt;Leviathan&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sfera_%28film%29"&gt;Sfera&lt;/a&gt;", si sviluppa negli abissi dell'oceano Pacifico, sulla "Big Table": una piattaforma subacquea adibita sia alla ricerca scientifica che a base d’appoggio per i mezzi sottomarini operanti in quel tratto di mare. Tutto sembra trascorrere tranquillamente almeno fino a quando precipita  nell'oceano quello che pare essere un vero e proprio oggetto volante non  identificato, in verità una capsula spaziale di qualche tipo.  L'accaduto, ovviamente, suscita fin da subito l'interesse delle autorità  che in breve tempo individuano il luogo dell'impatto e v’inviano un  sottomarino per compiere le indagini del caso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/FEgLM_BGQH8" title="YouTube video player" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di ritorno dalla missione, qualcosa non va per il verso giusto e il  sommergibile sbaglia la manovra d'attracco con la sezione scientifica  della base che nel frattempo s'era portata sul posto. L'incidente è  terrificante, ma per "fortuna" i soccorsi vengono organizzati  tempestivamente. Nel gioco impersoniamo uno dei primi soccorritori ad  accorrere sul posto: John Mayor, un ex "Seal" in congedo. A bordo del  summenzionato modulo di ricerca, ben presto ci renderemo conto che la  situazione sta volgendo al peggio quando uno dei sopravissuti subirà,  davanti ai nostri stessi increduli occhi, una raccapricciante mutazione! Come premesso, il gioco riprende l'impostazione di "Resident Evil", pertanto durante la partita non dobbiamo fare altro che controllare il nostro personaggio attraverso gli innumerevoli ambienti tridimensionali che costituiscono l'installazione subacquea. La base entro cui ci spostiamo è costituita da un’intricata serie di corridoi, stanze e piani sopraelevati rappresentati mediante un punto di vista variabile, gli sfondi sono caratterizzati da delle schermate pre-renderizzate che si sviluppano in profondità, mentre i personaggi optano, al contrario, per dei modelli completamente poligonali, sulla falsariga del celebre "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/09/alone-in-dark-ms-dos-multi-5.html"&gt;Alone In The Dark&lt;/a&gt;". Il nostro obiettivo principale consiste nel risolvere tutti gli enigmi che ci si pareranno davanti lungo il corso dell'avventura, in genere acquisendo informazioni confidenziali da appositi "file", sbloccando porte ed ottenendo chiavi ed oggetti di vario tipo. "Deep Fear" introduce, però, anche degli aspetti inediti, primo fra tutti: l'ossigeno. Ogni ambiente, infatti, presenta una limitata concentrazione di questo prezioso gas vitale, che tenderà tra l'altro a consumarsi inesorabilmente mentre svolgeremo le nostre più svariate attività. Tale livello può essere ripristinato in due modi differenti: riattivando l'impianto d'areazione di ciascun settore, quando possibile, o lanciando delle granate rigeneranti. Un altro aspetto degno d'attenzione, riguarda la presenza delle sezioni allagate, queste ci costringeranno in più di un’occasione ad individuare il modo più corretto per attraversarle, a patto, però, di esserci adeguatamente equipaggiati. Il gioco offre, ovviamente, anche numerosi combattimenti contro le  creature ed i boss più sconvolgenti, il nostro alter ego, anche grazie  al suo passato da "Navy Seal", è però in grado di sfruttare un ampio  campionario di armi, così come di far fuoco in movimento e di  divincolarsi per sfuggire ai nemici più intraprendenti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-8LQTYrgy31k/TYeP4XkDzJI/AAAAAAAAASI/dK2KHPxSDSE/s1600/Deepfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="448" src="https://lh4.googleusercontent.com/-8LQTYrgy31k/TYeP4XkDzJI/AAAAAAAAASI/dK2KHPxSDSE/s640/Deepfront.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Configurando alcune opzioni, possiamo essere assistiti nel prendere la  mira contro i nemici, così come essere sollevati dall’incombenza legata  al progressivo esaurimento dell’ossigeno. Infine, come in ogni survival  horror che si rispetti, potremo salvare i nostri progressi solamente in  alcune aree, dinanzi, cioè, ad appositi pannelli di controllo. Tutti gli spunti legati alla trama vengono introdotti da una serie d'intermezzi animati, alcuni realizzati con lo stesso motore del gioco ed altri mediante delle clip in computer grafica. Le scene che ritraggono l'ambiente esterno sono generalmente suggestive e ben realizzate, probabilmente le migliori mai viste sul "Saturn", quelle all'interno della base, che hanno cioè a che vedere con i primi piani dei personaggi e con l’introduzione di alcuni passaggi della storia, presentano invece una qualità decisamente altalenante. Il comparto audio è sicuramente di ottimo livello, la colonna sonora ed i suoni ambientali contribuiscono in maniera determinante a calare il giocatore nell'inquietante atmosfera del gioco. Gli effetti sonori e la recitazione dei dialoghi, al contrario, lasciano un po' il tempo che trovano poiché i primi risentono di una bassa frequenza di campionamento mentre gli ultimi alternano dei tratti passabili ad altri indubbiamente scadenti, se non addirittura involontariamente comici. Nel complesso la grafica bitmap, quella degli sfondi e degli oggetti a corredo del gioco per capirci, è di buona fattura, sullo stesso livello di "Resident Evil". I modelli poligonali impiegati per rappresentare i nemici ed i personaggi sono anch'essi molto vicini al summenzionato capolavoro, anche se ad essere un po' pignoli forse risentono un tantino troppo della bassa risoluzione che li caratterizza. Tirando le somme, a parte qualche riserva dovuta ad alcune soluzioni tecniche e stilistiche adottate, non ci sono grossi problemi per non cimentarsi in quest'ottima alternativa realizzata dalla Sega, soprattutto se al momento siete stufi di città deserte e zombie famelici da affrontare. Non male, edizione in lingua inglese. I link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/KCYksnOs/Deep_Fear.html"&gt;Download Deep Fear CDs&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;  (2 CDs) (English version)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Deep Fear può essere giocato con l'emulatore &lt;b&gt;&lt;a href="http://www7a.biglobe.ne.jp/%7Ephantasy/ssf/index.html"&gt;SSF&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. Le iso dei cd, una volta decompresse, devono essere "montate" nel lettore virtuale di "Alcohol 120%" o "Daemon Tools". Scompattate anche il "&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/2eGZn8Fc/Bios_Saturn_Euro.html"&gt;&lt;b&gt;bios europeo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;" all'interno della stessa cartella dell'emulatore e lanciate il programma. Da "Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Pheripheral -&amp;gt; Saturn Bios -&amp;gt; Browse" selezionate il file relativo al bios della console, da "CD Drive" scegliete il lettore virtuale in cui avete montato l'iso del primo disco e in "Area Code" assicuratevi che vi siano "Europa, Australia, South Africa". Sul mio computer per una migliore compatibilità ho dovuto impostare anche "Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; EZ Setting -&amp;gt; Highest Compatibility (Very Slow) -&amp;gt; Set", nel caso provate. Dopo aver configurato il tutto, l'emulatore vi chiederà di essere riavviato. Per modificare i controlli utilizzate "Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Controller -&amp;gt; Port1 -&amp;gt; Player1:A -&amp;gt; Control Pad -&amp;gt; Redefine".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-H-xSWPXXYCY/TYeQCHL_GsI/AAAAAAAAASM/lTtspcSDY4s/s1600/Deep_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="https://lh3.googleusercontent.com/-H-xSWPXXYCY/TYeQCHL_GsI/AAAAAAAAASM/lTtspcSDY4s/s640/Deep_shots.jpg" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7414064484979639802?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/GDwNd8hZ0nk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/GDwNd8hZ0nk/deep-fear_28.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/FEgLM_BGQH8/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/03/deep-fear_28.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2585793126573109561</guid><pubDate>Sat, 19 Mar 2011 11:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-22T15:12:00.751+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shooter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Action</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nec PC-Engine</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Fray In Magical Adventure</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Fray In Magical Adventure" è un grazioso videogioco d'azione nato da una costola del più celebre "Xak", il capostipite di un'apprezzata serie di rpg giapponesi. La trama di questo simpaticissimo titolo della Micro Cabin ci vede impersonare la giovanissima "Freya Jerbain", una vivace ragazzina dai capelli azzurri tratta in salvo da "Latok": il protagonista dei primi due capitoli della summenzionata saga. Dopo aver aiutato la fanciulla, l'eroe in questione riprende il suo lungo e difficile viaggio che lo condurrà a scontrarsi contro il malefico "Badu", il terribile demone che da tempo sta mettendo a ferro e fuoco il regno. Colpita dal fascino di "Latok", ma ben consapevole di non poter essergli d'aiuto nella sua difficile impresa, "Fray" decide di migliorare le proprie abilità magiche frequentando un'apposita scuola e dopo tre anni, ormai sicura di se, si mette in viaggio per dare manforte al suo spasimante. Le sue vicende, una vera e propria avventura parallela, pertanto, andranno a frapporsi agli eventi narrati nei primi due episodi della serie. Questa edizione per il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt; della Nec, in realtà, non è un titolo esclusivo ma piuttosto l'ultima incarnazione, seppur migliorata, di un precedente videogioco pubblicato per diverse altre piattaforme giapponesi, in particolare: per gli home computer basati sullo standard &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_MSX"&gt;MSX2/Turbo-R&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NEC_PC-9801"&gt;Nec PC-98&lt;/a&gt; ed il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Game_Gear"&gt;Sega Game Gear&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="349" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LPBPHmg9Jd4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LPBPHmg9Jd4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="349"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A livello di gameplay, "Fray In Magical Adventure" si sviluppa come uno "shooter" a scorriemento che si rifà alle meccaniche di &lt;a href="http://www.pcengine.co.uk/HTML_Games/Legend_of_Valkyrie.htm"&gt;"Legend Of Valkyrie/Valkyrie No Densetsu&lt;/a&gt;"&lt;span class="title"&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;span class="details"&gt;   &lt;/span&gt; "&lt;a href="http://www.arcade-museum.com/game_detail.php?game_id=8620"&gt;Märchen Maze&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/01/kiki-kaikai_13.html"&gt;Kiki Kaikai&lt;/a&gt;". L'azione, in altre parole, ci vede assecondare il movimento dello sfondo facendo fuoco su tutte le creature che osano ostacolarci. Per eliminare gli innumerevoli mostriciattoli che ci sbarrano sistematicamente la strada, ricorriamo a dei dardi energetici lanciati con la nostra fidata bacchetta magica e nelle situazioni particolarmente gravi, dinanzi cioè ai nemici più coriacei o al cospetto degli immancabili boss di fine livello, sfoderiamo, inoltre, un devastante colpo "caricato" così come anche un potente sortilegio dagli effetti del tutto simili ad una classica "smart-bomb". La partita non si riduce solamente a questo, poiché, dobbiamo superare con dei balzi anche le insidie e gli ostacoli più disparati: specchi d'acqua, piattaforme semoventi, baratri senza fondo e macigni rotolanti. Lungo il corso della partita incapperemo, inoltre, in innumerevoli forzieri che conterranno di volta in volta denaro, sortilegi, cibo e pozioni ristoratrici. Col denaro accumulato, in piena tradizione "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/wonderboy2.htm"&gt;Wonder Boy In Monster Land/Super Wonder Boy&lt;/a&gt;", acquisteremo del nuovo equipaggiamento nelle botteghe che incroceremo lungo la via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-kW65qbp3voA/TX5HUN3agFI/AAAAAAAAAR0/qrS8uBMndPM/s1600/front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-kW65qbp3voA/TX5HUN3agFI/AAAAAAAAAR0/qrS8uBMndPM/s320/front.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni negozi ci offriranno delle armi più performanti e delle protezioni più efficienti, altri invece: pozioni, alimenti e incantesimi di vario tipo. Le locande ci consentiranno, poi, di salvare i nostri progressi. Nei vari villaggi, inoltre, saremo anche costretti a scovare dei personaggi in grado di assegnarci delle "quest”, così da procedere oltre. Questa edizione per il PC-Engine differisce dalle precedenti per diversi particolari: i livelli contano molti più oggetti da raccogliere ed hanno subito un vero e proprio "restyling" sia in termini strutturali che d'insidie, nemici ed ostacoli che ci ritroveremo a fronteggiare, da questo punto di vista ad esempio si contano molte più sezioni in cui ricorrere ai salti. Gli intermezzi ed i dialoghi che introducono le varie situazioni del gioco, sono stati anch'essi opportunamente rielaborati, così come si è resa più marcata la comicità che permea l'intero titolo. Per il resto, "Fray In Magical Adventure" è un videogioco che vanta sicuramente delle componenti audio/visive curate e che si lascia giocare senza grossi problemi, sebbene non manchino dei passaggi alquanto impegnativi. Un titolo, insomma, indubbiamente carino. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/aO68uLet/Fray_-_XakGaiden.html"&gt;&lt;b&gt;Download Fray In Magical Adventure CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: "Fray In Magical Adventure" deve essere emulato col &lt;b&gt;&lt;a href="http://forum.fobby.net/index.php?t=thread&amp;amp;frm_id=4&amp;amp;"&gt;Mednafen 0.9x&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, un emulatore a linea di comando, poichè con il Magic Engine presenta più di un problema. Dopo aver scompattato l'iso del gioco ed il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/h9_Qy3o1/CDBios_pce_v3.html"&gt;bios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; nella medesima cartella dell'emulatore, scaricateci dentro anche il file "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/yMoMcRTV/BootFrayCD.html"&gt;BootFrayCD.bat&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" per poi effettuarvi un doppio click così da avviare il gioco. (Si tratta semplicemente di un file batch, tra l'altro modificabile a piacimento con la funzione "&lt;i&gt;Modifica&lt;/i&gt;" del pulsante destro del mouse, che contiene la seguente linea di comando: "&lt;i&gt;mednafen.exe -pce.cdbios syscard3.pce -loadcd pce fraycd.cue&lt;/i&gt;".) Durante l'emulazione è possibile configurare i controlli con la combinazione di tasti &lt;i&gt;Alt+Shift/Maiuscolo+1&lt;/i&gt;, per ogni comando del joypad bisogna specificare due tasti, il secondo come alternativa. Per eventuali altre configurazioni dovrete modificare il file di configurazione dell'emulatore, "&lt;i&gt;mednafen-09x.cfg&lt;/i&gt;", con il Wordpad. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-lQWl80Bv0Ks/TX5IEqpoL0I/AAAAAAAAASA/90tKq1IN5iM/s1600/Fray_shotsb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="https://lh5.googleusercontent.com/-lQWl80Bv0Ks/TX5IEqpoL0I/AAAAAAAAASA/90tKq1IN5iM/s400/Fray_shotsb.jpg" width="265" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-2585793126573109561?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/rRfmSSofGMQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/rRfmSSofGMQ/fray-in-magical-adventure_19.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh5.googleusercontent.com/-kW65qbp3voA/TX5HUN3agFI/AAAAAAAAAR0/qrS8uBMndPM/s72-c/front.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/03/fray-in-magical-adventure_19.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5081056309084175534</guid><pubDate>Thu, 10 Feb 2011 11:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-31T11:29:19.937+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MS-DOS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adventure</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Survival Horror</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RPG</category><title>The Legacy</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni cinquant’anni l’antico maniero dei Winthrop è sconvolto da strani fenomeni paranormali, nelle notti particolarmente cupe si percepisce un’innaturale luminescenza che lo sovrasta così come dei misteriosi bagliori fluorescenti che l'attraversano in lungo e in largo. Già a partire dalle cronache dell’ottocento si leggono delle inquietanti segnalazioni a riguardo, la cosa più preoccupante sono, però, le innumerevoli denunce riguardanti la scomparsa di tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, si trovavano ad aggirarsi nelle sue immediate vicinanze. Dopo la prematura dipartita dei Prentiss, l'ultima famiglia nota per averlo abitato, e come ultimi discendenti della summenzionata dinastia, abbiamo appena ereditato questo misterioso edificio. Purtroppo per noi, ciò che all'inizio sembra essere un inaspettato colpo di fortuna si trasformerà ben presto nel peggiore dei nostri incubi! Una notte, infatti, all'oscuro di quanto riportino i summenzionati rapporti ufficiali, ci avventuriamo incautamente all'interno della nostra nuova proprietà, proprio nel periodo in cui si assiste al maggior numero di tali fenomeni. Appena varcata la soglia, la porta sbatte violentemente alle nostre spalle e raggeliamo a ciò che pare essere una malefica risata. Nel giro di pochi istanti ci rendiamo conto di essere stati imprigionati e ben presto capiamo anche di non essere gli unici bloccati al suo interno. Dalle pagine di un diario disseminato per le varie stanze della magione, Marcus Roberts, un investigatore privato di Boston, ci mette in guardia su quanto sta effettivamente accadendo: una misteriosa entità malefica ha preso possesso della villa ed ora brama di estendere la propria influenza all'esterno. Forse, l'incubo di cui ora facciamo nostro malgrado parte ha a che vedere con l’eccentricità che ha sempre contraddistinto i Winthrop.&amp;nbsp; Comunque sia, nei panni di uno sfortunato ereditiere, dobbiamo fare quanto in nostro potere per scovare una qualsiasi via di fuga ed impedire che il male possa raggiungere la vicina città di Longport (New England). Fin dalle prime battute, quest'ottima produzione della "Magnetic Scrolls", si presenta come un affascinante videogioco d'avventura che molto deve alle opere del controverso "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Allan_Poe"&gt;Edgar Allan Poe&lt;/a&gt;". Il gioco si rifà ai capisaldi del genere horror, in particolare ad "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/09/alone-in-dark.html"&gt;Alone In The Dark&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/biohazard.htm"&gt;Resident Evil&lt;/a&gt;", ma invece di mutuarne la ben nota impostazione tridimensionale che li ha consacrati, opta per lo stile dei vecchi "dungeon crawler" dei primi anni '90.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/7MeMGb7plpQ" title="YouTube video player" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"The Legacy", in altre parole, si articola in una lunga serie di vasti  labirinti, caratterizzati tra l'altro da una  visuale in prima persona, in cui gli  spostamenti avvengono di casella in  casella ed i cambi di direzione mediante rotazioni di novanta gradi, in una  maniera del tutto analoga a  quanto accadeva in  “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/dungeonmaster.htm"&gt;Dungeon Master&lt;/a&gt;” ed “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/eye-of-beholder-trilogy.html"&gt;Eye Of The Beholder&lt;/a&gt;”. Al contrario dei due menzionati capolavori, non controlliamo un gruppo di impavidi eroi ma piuttosto un unico personaggio, una persona comune. All'inizio della partita ci viene offerta la possibilità di selezionare il nostro alter ego da un cast di otto candidati, tra essi spiccano: gentiluomini, signore, professionisti e studenti. Ciascun personaggio possiede una serie di parametri che ne specificano le abilità fisiche ed intellettuali. Alcuni, inoltre, essendo ferrati nelle arti magiche, sono anche capaci di lanciare potenti incantesimi. Qualora un candidato non soddisfi le nostre esigenze, sarà possibile modificarne le varie abilità distribuendo opportunamente gli appositi "skill-point" a nostra disposizione. Una volta entrati nel vivo del gioco, ci facciamo strada tra i numerosi corridoi e le innumerevoli stanze che caratterizzano la magione, ovviamente aiutandoci con l'ottima mappa automatica che tiene traccia di ogni nostro spostamento. La soluzione degli enigmi in cui incapperemo lungo il corso dell'avventura, oltre a contemplare il recupero ed il conseguente utilizzo di appositi oggetti, scaturirà anche dalla lettura di numerose informazioni che li riguardano. Naturalmente, la villa dei Winthrop è tutt'altro che disabitata, fin da subito, infatti, c’imbatteremo nelle creature più disparate: zombie, ghoul, lurker, skeleton, fantasmi, demoni e quant'altro. Fortunatamente, non siamo obbligati a fronteggiarle per forza, anzi quand'è possibile sarà meglio darsela a gambe rifugiandoci magari in una zona più tranquilla, sempre che il nostro personaggio non rimanga impietrito dallo spavento. In quei casi in cui lo scontro diviene inevitabile, ricorriamo a diverse tipologie d'armi ed oggetti contundenti: spranghe, vasi, bottiglie, spade, pistole, fucili e tutto ciò che possa arrecare danno alle summenzionate creature. Il sistema di combattimento vede l'uso di entrambe le mani, con ognuna possiamo sferrare due tipi d'attacco: uno istintivo, tramite il quale utilizziamo l'arma desiderata alla bene e meglio, colpendo cioè un po’ a casaccio, ed uno mirato. Quest'ultimo consente, ovviamente, di prendere la mira e di godere pertanto di una maggior precisione, sebbene i tempi di reazione si dilatino di conseguenza, a noi, naturalmente, spetterà capire quando prediligere l'uno rispetto all'altro, fermo restando la limitazione dovuta al fatto che una delle mani, spesso e volentieri, sarà impegnata a reggere un contenitore volto a trasportare il nostro inventario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHHwKWt7fI/AAAAAAAAAQc/uDg9Xarl0lo/s1600/legfront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHHwKWt7fI/AAAAAAAAAQc/uDg9Xarl0lo/s400/legfront.png" width="345" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come premesso, alcuni personaggi possono lanciare degli incantesimi di vario tipo, purché tengano in mano un apposito libro. Il gioco ne contempla di offensivi (come la classica "fireball"), difensivi (tipo la tradizionale armatura magica) e rigenerativi (ad esempio come il classico "healing" tanto caro a questo genere di giochi). La natura degli incantesimi dipenderà sia dal personaggio selezionato che dal livello delle sue abilità magiche/intellettuali. Per rimpinguare il "mana", l'energia magica che ci permette di effettuare i sortilegi, saremo costretti ad individuare, e di conseguenza a sfruttare saggiamente, degli appositi manufatti incantati. Naturalmente, lungo il corso della partita avremo modo di scovarne ed impararne di più sofisticati. Per rigenerare la nostra salute, oltre ad utilizzare i medi-kit ed i summenzionati sortilegi curativi, possiamo anche riposare in particolari stanze contrassegnate da un simbolo speciale. A mano a mano che sconfiggeremo i mostri e verremo a capo dei puzzle disseminati per tutto il maniero, ridistribuiremo i punti esperienza guadagnati tra le diverse abilità che intendiamo migliorare. Come ogni buon rpg che si rispetti, capiterà, inoltre, d'incontrare dei personaggi non giocanti a cui potremo carpire delle informazioni attraverso un sistema di dialoghi a risposta multipla. L'interfaccia di controllo vede una serie di finestre ridimensionabili ed un comodo sistema punta e clicca. Le azioni sugli oggetti vengono attivate con un comodo menu contestuale. "The Legacy" è un titolo indubbiamente impegnativo, il livello di difficoltà si assesta su dei valori medio/alti e non è esente da alcuni sporadici sbilanciamenti in tal senso. La longevità è altrettanto elevata, contempla una decina di livelli, se così possono essere definiti, ripartiti opportunamente tra i differenti piani della villa, diversi dungeon, il mausoleo ed i piani eterei ed astrali. Naturalmente è stata prevista anche la possibilità di salvare i nostri progressi, lo stesso manuale invita ad utilizzarla piuttosto frequentemente. Il comparto grafico è tutto sommato curato, sebbene alla lunga si percepisca una certa ripetitività generale. La colonna sonora che accompagna l'azione è anch'essa di buona qualità e contribuisce non poco a calare il giocatore nelle varie situazioni del gioco. Tirando le somme, "The Legacy" è un interessante videogioco d'avventura che trova la sua ragion d'essere nell'inquietante atmosfera horror che lo caratterizza. Un titolo, insomma, che non deve essere assolutamente ignorato dagli amanti del genere!&amp;nbsp; Edizione multi-linguaggio: English, Francais, Deutsch. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/NGRMMYUN/The_Legacy.html"&gt;&lt;b&gt;Download The Legacy CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHGN57IToI/AAAAAAAAAQY/t3HAboJaetc/s1600/legacy_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHGN57IToI/AAAAAAAAAQY/t3HAboJaetc/s640/legacy_shots.png" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5081056309084175534?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/_dcA3Ucxl2U" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/_dcA3Ucxl2U/legacy_10.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/7MeMGb7plpQ/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/02/legacy_10.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3678028160120373369</guid><pubDate>Sat, 29 Jan 2011 15:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:39:33.363+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shooter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Action</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Apple Macintosh</category><title>Shadow Wraith</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In "Shadow Wraith", indubbiamente uno dei migliori titoli realizzati per il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Macintosh_Quadra_650"&gt;Macintosh classico&lt;/a&gt;, impersoniamo ciò che rimane dello sfortunato Alex Kendall, un giovane ricercatore informatico impiegato presso il dipartimento della Difesa. Il Dottor Kendall si occupa sostanzialmente di studiare e mettere a punto delle rivoluzionarie tecnologie volte a migliorare l'interazione tra l'essere umano ed il network mondiale. Un giorno, probabilmente a causa degli stessi riservatissimi progetti che lo vedono coinvolto, assiste attonito alla precoce dipartita dei suoi cari per poi rimaner vittima anch'egli degli stessi sicari. Nonostante tutto, l'esistenza del giovane scienziato non cessa in quel ben preciso istante, ma, al contrario di quanto si possa immaginare, continua in una nuova forma tra i flussi dati della summenzionata rete. Qualche giorno prima, infatti, Alex si è sottoposto con successo al più ambizioso dei suoi esperimenti: il trasferimento del proprio "Io" nel cyberspazio! Ripresosi dal forte shock, Kendall si risveglia perciò all'interno di "Necropolis", una misteriosa area di questo bizzarro universo virtuale, e fin da subito inizia a perlustrarla in cerca di una possibile via d'uscita. A mano a mano che si susseguono i più vani tentativi per localizzarla, inizia a maturare l'idea di una vendetta che potrà ritenersi pienamente soddisfatta solamente dopo averla fatta pagare amaramente a tutti coloro che si sono macchiati degli orrendi delitti commessi ai danni della sua sfortunata famiglia. A livello di gameplay, tutto ciò si traduce col governare un'astronave, la forma trasmutata di Alex Kendall, in uno scenario bidimensionale rappresentato mediante una visuale a volo d'uccello, dall'alto se preferite, in una maniera del tutto analoga a quanto accadeva in titoli come &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/amiga/blastar"&gt;Blastar&lt;/a&gt; (Amiga), &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/stardust"&gt;Stardust&lt;/a&gt; (PC/Amiga),&amp;nbsp; se non addirittura negli ancor più classici &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/omega-race"&gt;Omega Race&lt;/a&gt; (Arcade) ed &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/asteroids_"&gt;Asteroids&lt;/a&gt; (Arcade).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" class="youtube-player" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/vcMt9pSJ8U4" title="YouTube video player" type="text/html" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro compito consiste sostanzialmente nel raggiungere l'uscita di ciascuno stage, una missione tutt'altro che semplice poiché ogni livello è contraddistinto da una serie di schermate che danno origine ad un intricatissimo labirinto. Alcune aree ci sono precluse da delle porte insormontabili, a noi spetterà capire come aprirle: in genere tramite delle opportune chiavi colorate o sfruttando degli appositi interruttori. Altre zone, invece, potranno essere raggiunte tramite teletrasportatori e passaggi segreti. I nostri spostamenti vengono continuamente memorizzati dallo scanner della navicella, uno strumento che si rivelerà particolarmente utile al cospetto delle innumerevoli biforcazioni che contraddistinguono lo scenario. Naturalmente, non dobbiamo vedercela solamente con la struttura dei livelli, ma anche con le innumerevoli creature che li popolano: in particolare virus e programmi via via sempre più pericolosi, tra l'altro rappresentati nel gioco come semplici astronavi o fantasiose livree geometriche. Per contrastarli utilizziamo due differenti sistemi d'armamento, ovviamente facendo un oculato uso delle munizioni. Tramite il primo spariamo con vari tipi d'armi: da fuoco e ad energia, col secondo, invece, lanciamo granate, missili e mine, quest'ultime innescabili tra l’altro anche per via remota. Naturalmente, lungo il corso dell'azione, raccoglieremo delle armi sempre più potenti ed efficaci, alcune delle quali in grado di mirare automaticamente. A nostra protezione abbiamo uno scudo energetico che diverrà sempre più flebile a seguito di ogni impatto con i proiettili nemici, una volta disattivato, lo scafo inizierà a subire danni di varia entità. Le collisioni, oltre ad essere attenuate da uno speciale scudo difensivo attivabile da un opportuno power-up, possono essere anche evitate con un repentino spostamento laterale della nave, in piena tradizione FPS.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8DBvfMA9I/AAAAAAAAAPg/zW9OwOP0izU/s1600/cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8DBvfMA9I/AAAAAAAAAPg/zW9OwOP0izU/s400/cover.jpg" width="328" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni modo, lo stato degli scudi e dello scafo, così come tra l'altro la scorta delle munizioni, può essere reintegrato collezionando degli appositi bonus disseminati per il livello. L'astronave può ruotare di 360 gradi per poi procedere o retrocedere in una particolare direzione, ovviamente risentendo realisticamente dell'inerzia. Per sfuggire alle situazioni più pericolose, c'è offerta anche la possibilità di accelerare all'inverosimile con i propulsori, sebbene per un certo tempo limite. La navicella può essere controllata con la sola tastiera o con l'aiuto del mouse. Il gioco è sicuramente impegnativo e presenta una difficoltà per lo più graduale, nonostante non manchino dei passaggi piuttosto frustranti, la longevità è garantita da più di una ventina di stage, ripartiti in cinque episodi principali, e da cinque livelli di difficoltà, senza scordare di citare la possibilità di salvare i nostri progressi. Tecnicamente, “Shadow Wraith” vanta una buona realizzazione, la grafica adotta uno stile “metallico pseudo-elettronico” piuttosto definito, dettagliato ed adeguatamente ombreggiato. Gli oggetti in movimento sono minuti ma comunque ben realizzati, la fluidità dell'azione, così come la resa delle animazioni, si assesta sempre su valori sicuramente elevati. Il comparto sonoro è anch'esso di buona qualità, i brani musicali che accompagnano l'azione sono d'atmosfera e gli effetti sonori piuttosto realistici. Tirando le somme, un altro valido esempio di come ci si potesse divertire percchio anche con i Macintosh della Apple ed un gioco che, almeno per le meccaniche, è molto più simile ai moderni FPS che ai più classici “shoot'em up”. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/8A6WFBX1/Shadow_Wraith.html"&gt;&lt;b&gt;Download Shadow Wraith&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Hard disk image for Basilisk II)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Shadow Wraith" funziona regolarmente col &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?cws2n6yps4weq"&gt;BasiliskII&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, innanzitutto bisogna scompattare sia l"emulatore che le roms di sistema, "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?978kqktq4wixm"&gt;quadra650.zip&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;", nella stessa cartella, così come tra l'altro il file del gioco: "&lt;i&gt;Shadow Wraith (DSK) (Bootable).rar&lt;/i&gt;". Facciamo partire il programma con un doppio click sull'icona "&lt;i&gt;BasiliskIIGUI&lt;/i&gt;", ignorando l'eventuale finestra che ha a che vedere con i drivers del CD-Rom. Nella scheda "&lt;i&gt;General&lt;/i&gt;", in corrispondenza di "&lt;i&gt;Model ID&lt;/i&gt;:", impostiamo il modello su "&lt;i&gt;Mac Quadra 650&lt;/i&gt;". Dalla scheda "&lt;i&gt;Memory&lt;/i&gt;" selezioniamo il file "&lt;i&gt;quadra650.rom&lt;/i&gt;" tramite il pulsante "&lt;i&gt;Browse&lt;/i&gt;" di "&lt;i&gt;ROM file path&lt;/i&gt;:", mentre dalla scheda "&lt;i&gt;Disk&lt;/i&gt;", utilizzando il pulsante "&lt;i&gt;Browse&lt;/i&gt;" nel bel mezzo allo schermo, andiamo a selezionare il file "&lt;i&gt;ShadowWraith.dsk&lt;/i&gt;", il gioco vero e proprio. Entrambi i summenzionati file dovreste averli scompattati all"interno della cartella del "BasiliskII". In "&lt;i&gt;Screen&lt;/i&gt;" impostiamo una risoluzione pari a 640x480 agendo rispettivamente su "&lt;i&gt;Screen width&lt;/i&gt;" e "&lt;i&gt;Screen height&lt;/i&gt;". In "&lt;i&gt;Colors&lt;/i&gt;" selezioniamo 256 e, nel caso stessimo utilizzando Windows7/Vista, sarebbe opportuno selezionare anche "&lt;i&gt;Windows GDI&lt;/i&gt;" da "&lt;i&gt;Screen type&lt;/i&gt;", giusto per evitare problemi grafici. (L'aggiornamento dello schermo può essere migliorato impostando il "&lt;i&gt;Refresh rate&lt;/i&gt;" a 60hz, così come diminuendo il numero di "&lt;i&gt;Milliseconds"&lt;/i&gt; tra un fotogramma e l'altro. Se l'audio dovesse interrompersi troppo frequentemente, potete provare a modificare la dimensione ed il numero dei buffer nell'apposita sezione.) Infine, un click sul pulsante "&lt;i&gt;Run&lt;/i&gt;" farà partire l"emulazione, la prima volta il Basilisk tarderà un po' ad avviarsi. Una volta visualizzato il desktop del Mac OS, basterà fare un doppio click sulla cartella "&lt;i&gt;Shadow Wraith f&lt;/i&gt;" ed  un altro sull'eseguibile "&lt;i&gt;ShadowWraith 1.2&lt;/i&gt;" per far partire il gioco. I controlli possono essere configurati a piacimento, ad ogni modo, ho impostato le frecce direzionali per il controllo dell'astronave, "&lt;i&gt;Z, X e C&lt;/i&gt;" per far fuoco con le rispettive armi e per far detonare le mine. "&lt;i&gt;A, Q&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;S, W&lt;/i&gt;" per ciclare tra le armi disponibili. "&lt;i&gt;Maiuscolo/Shift&lt;/i&gt;" per schivare i proiettili e "&lt;i&gt;Ctrl&lt;/i&gt;" per attivare i propulsori. Infine, lo "&lt;i&gt;spazio&lt;/i&gt;" per aprire le porte ed utilizzare gli interruttori. Il manuale è disponibile in formato PDF all"interno dell"archivio in download.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8De_J3LoI/AAAAAAAAAPo/DD6Qn6rFKLw/s1600/Shadow_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8De_J3LoI/AAAAAAAAAPo/DD6Qn6rFKLw/s640/Shadow_shots.png" width="425" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3678028160120373369?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/TMnTu1NL2Qw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/TMnTu1NL2Qw/shadow-wraith_29.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/vcMt9pSJ8U4/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/01/shadow-wraith_29.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3923804125479098912</guid><pubDate>Sat, 15 Jan 2011 11:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-23T15:59:28.303+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MS-DOS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Shooter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Platform</category><title>Clif Danger</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo semisconosciuto platform della "New Generation Software", che tra l'altro in realtà sarebbe dovuto uscire sotto l'etichetta Apogee, poi cancellato da questa e ripreso dalla meno nota CDV, impersoniamo “Clif Danger”, il classico eroe spaziale sempre pronto a farsi in quattro per la libertà dei popoli più sfortunati, soprattutto quando questi assumono le fattezze delle splendide amazzoni del pianeta "Pleasure 6". Durante uno dei suoi tanti viaggi attorno alla Galassia, infatti, “Clif” riceve una richiesta di soccorso dalla bellissima&amp;nbsp; "Swihip", la Regina delle summenzionate fanciulle guerriero.&amp;nbsp; Il pianeta purtroppo è stato invaso dai temibili "Glox”, una manica di alieni guerrafondai, che di certo non hanno scordato di imprigionare anche tutte le sue&amp;nbsp; avvenenti abitanti. Da buon super "macho" che si rispetti, dopo una frazione di secondo dal termine della trasmissione, “Clif” è già sul posto pronto a dare manforte alle sfortunate amazzoni. A livello di gameplay, sostanzialmente, ci vengono proposte una serie di missioni ambientate negli scenari più disparati, dalla giungla al sottosuolo, passando per le montagne ed il tempio. Gli obiettivi sono anch’essi piuttosto vari, ci capiterà di salvare tutte le pulzelle di un livello, così come di sbloccare vie d'uscita e recuperare oggetti di varia natura, il tutto sempre finalizzato a raggiungere l'uscita dello stage così da poter dedicarci al successivo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BcBhHYmhkzY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/BcBhHYmhkzY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema più grosso sono, però, gli innumerevoli "Glox" che infestano ciascun livello, delle creature alquanto coriacee se attaccate con un’arma non propriamente adeguata, in questo senso i colpi necessari per ciascun’eliminazione proprio non si contano. Fortunatamente, spesso e volentieri, incappiamo in armi più efficienti (laser, mitragliatori, vulcan, plasma, ecc...) che possono essere riposte nell'inventario e potenziate con degli appositi “power-up”. Per riprenderci dalla selva di colpi incassati dai nemici, siamo continuamente costretti a non farci sfuggire tutti i bonus capaci di rimpinguare la nostra preziosa energia vitale. A mano a mano che progrediremo col gioco, non mancheranno boss, trappole, insidie e creature sempre più bizzarre, così come delle porte che ci precluderanno la strada. Per accedere a queste aree sarà necessario scovare sistematicamente delle opportune chiavi. Il gameplay è caratterizzato da un ritmo quanto meno lento, incentrato su un’attenta valutazione delle nostre mosse, che non permette di buttarci allo sbaraglio anche per via della nostra scarsa resistenza ai colpi avversari. Il gioco è sicuramente impegnativo, offre tre livelli di difficoltà ed una ventina di stage ripartiti in sei mondi con circa una decina di mostriciattoli differenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS2TYKh0g2I/AAAAAAAAANw/SqTl1gAvYTU/s1600/front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS2TYKh0g2I/AAAAAAAAANw/SqTl1gAvYTU/s400/front.jpg" width="305" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente questa realizzazione non se la cava poi così male per gli standard dei PC basati sul DOS, sebbene lo scrolling si presenti come piuttosto indeciso e la velocità generale tutt’altro che trascendente. Il comparto grafico, ad ogni modo, oltre ad essere vivacemente colorato, offre comunque un buon grado di dettaglio e delle animazioni per lo più convincenti. La scena, poi, è impreziosita da diversi strati di parallasse volti ad aumentare la profondità delle varie ambientazioni e da tutta una serie di effetti grafici piuttosto accattivanti, in particolare: rotazioni e messe in scala. Il comparto audio è anch’esso di buon livello, gli effetti sonori e le musiche che accompagnano l'azione sfruttano un ampio campionario di suoni e strumenti digitalizzati. "Clif Dangaer", tra l'altro, permette anche di stabilire la qualità della riproduzione, sebbene nella migliore delle ipotesi rimanga comunque più di un rumore di fondo. Per il resto, è un titolo per lo più simpatico, se non carino, un piacevole diversivo che in più di un’occasione non ha mancato di ricordarmi i fasti dell'altrettanto valido &lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/ruffntumble.htm"&gt;Ruff'n'Tumble&lt;/a&gt; (Amiga). Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/Td00UzIz/Clif_Danger.html"&gt;&lt;b&gt;Download Clif Danger CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS4n7TQQ41I/AAAAAAAAAN4/rU4XXrds-cM/s1600/Clif_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS4n7TQQ41I/AAAAAAAAAN4/rU4XXrds-cM/s400/Clif_shots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3923804125479098912?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/_VaQd8pz7Ro" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/_VaQd8pz7Ro/clif-danger_15.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS2TYKh0g2I/AAAAAAAAANw/SqTl1gAvYTU/s72-c/front.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/01/clif-danger_15.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1902247042428895817</guid><pubDate>Sun, 09 Jan 2011 10:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-21T22:13:06.767+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sega Saturn</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sony Playstation</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Beat'em up</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Nekketsu Oyako</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Nekketsu Oyako", tradotto approssimativamente come "Hot Blooded Family" e noto anche col titolo "Thermal Blood: Parent and Child", è un oscuro beat'em up della Technosoft, una famosa software house nota soprattutto per aver dato i natali a “Thunder Force”: una celebre serie di “shoot'em up” multiformato. Questo grazioso picchiaduro è stato uno dei primissimi titoli realizzati per la prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt; ed in seguito, dopo quasi un anno, ha visto la luce anche un adattamento per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Saturn&lt;/a&gt;, lo sfortunato 32 bit della Sega. Entrambe le versioni sono per lo più identiche, sebbene presentino delle piccole differenze che non intaccano in alcun modo l’effettivo valore di ciascun adattamento.&amp;nbsp; La storia si sviluppa in un futuro non troppo lontano, in un Giappone soggiogato agli interessi di alcune mega-corporazioni. Una di queste, la "Big Black Corporation", dietro preciso ordine di "Mr. Herograw", il cattivo della situazione, rapisce la moglie di "Rando", la madre della piccola "Rio" e dell'adolescente "Tora". Da questo momento in poi, i summenzionati membri della famiglia "Hibino", si avventurano in un pericoloso viaggio alla volta della "Big Black Tower", il quartier generale in cui si pensa sia tenuta prigioniera la sopraccitata "custode del focolare". A livello di gameplay, “Nekketsu Oyako”, prende spunto a piene mani dai capolavori del genere, più precisamente da "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/megadrive/streetsofrage2.htm"&gt;Streets of Rage II&lt;/a&gt;", pertanto lungo il corso dell'azione non dobbiamo fare altro che assecondare lo scorrimento dello scenario distribuendo un po' di sane mazzate a tutti coloro che osano sbarrarci la strada. Come da tradizione, i nemici ci vengono proposti ad ondate ed una volta sgominata una squadra di energumeni ci verrà data la possibilità di procedere oltre, tutto, ovviamente, entro un certo tempo limite. Molti di questi balordi necessitano di più colpi per essere eliminati definitivamente e tendono a rialzarsi finché non azzeriamo tutta l'energia che li sostiene. Alla fine di ciascuno “stage”, non mancherà un duello contro un possente boss da eliminare. Durante le numerose "scazzottate" sfruttiamo anche le innumerevoli armi disseminate per lo scenario: fucili, mitra, granate, boomerang e coltelli da lancio, così come raccogliamo tutto il cibo e le bevande per rimpinguare la nostra scorta d’energia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_zgzY3tcNzw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_zgzY3tcNzw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti particolari dello sfondo, come ad esempio: le insegne luminose, i distributori, i barili, le casse di legno, le botti e persino le autovetture, possono essere fatte a pezzi così da ricavarne armi, cibo e bonus vari. I livelli si articolano in una serie di scenari che vanno al di là della classica ambientazione tipicamente urbana, non mancheranno, infatti, dei piacevoli diversivi all'interno di un enorme cetaceo e persino su un vagoncino dell'ottovolante! I nemici non sono da meno, oltre a dover fare a botte con boxer mascherati, teppisti, punk in pattini a rotelle ed energumeni di ogni genere e stazza, avremo anche il piacere di "pestare" per benino piovre “guantonate” e strani blob “acquiformi”. Il gioco ci permette di selezionare tre personaggi, ciascuno caratterizzato da una peculiare tecnica di lotta e da un differente livello di forza, velocità e abilità generale. "Rando", il padre, è il classico energumeno piuttosto lento che fa della forza la sua ragion d'essere; "Rio", la figlioletta prediletta, è la più agile del gruppo e combatte brandendo un martello. Tora, infine, è il primo genito: il classico “figaccione” tamarro fissato con le arti marziali. I controlli vedono l'impiego di un sistema a tre pulsanti: attacco, salto e mossa speciale. Gli attacchi sono basati principalmente su una serie di combo incentrate sui pugni e sui calci, almeno per i due maschietti, e, sfruttando alcune combinazioni con i pulsanti direzionali, è possibile sferrare anche spallate, ginocchiate e calci volanti. Ovviamente, non mancano le prese così come la possibilità di scaraventare lontano gli avversari. Ciascun personaggio ha, poi, una differente mossa speciale che ha l'effetto di una classica “smart bomb”. "Nekketsu Oyako" si articola in cinque livelli, ciascuno caratterizzato da due o più atti, non è sicuramente un gioco troppo impegnativo, sebbene offra la possibilità di impostare quattro differenti livelli di difficoltà ed il numero delle vite a nostra disposizione. A tutto ciò, si aggiunga, inoltre, un’ottima modalità a due giocatori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWuKWwMt8I/AAAAAAAAANA/JFL5WOoCHUA/s1600/front.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWuKWwMt8I/AAAAAAAAANA/JFL5WOoCHUA/s1600/front.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente, entrambe le versioni sono piuttosto valide e danno un ampio sfoggio delle capacità “bidimensionali” di entrambe le console. Lo stile grafico richiama alla mente i capolavori del genere e, oltre a presentare un buon grado di dettaglio, fa anche un buon uso delle capacità cromatiche di ciascun sistema, soprattutto la versione Saturn. Lo scorrimento dello sfondo è fluido ed i personaggi vantano delle dimensioni piuttosto generose, così come, d'altronde, delle animazioni per lo più curate. Durante l'azione assistiamo ad una serie di effetti grafici piuttosto accattivanti: la messa in scala degli sfondi, le rotazioni degli sprite ed anche un simpatico effetto di profondità dovuto ai diversi strati di parallasse. La versione per Playstation sfoggia, inoltre, le trasparenze, assenti nella controparte Sega. Come premesso, ci sono, poi, delle piccole differenze: la versione per il Sega Saturn compensa l'assenza delle summenzionate trasparenze con l'aggiunta di alcuni particolari inediti. Nel secondo livello, ad esempio, l’effetto che faceva pulsare le membra del cetaceo è stato sostituito con uno scorrimento prospettico simil "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/streetfighter2.htm"&gt;Street Fighter II&lt;/a&gt;" che, insieme all'aggiunta di un ulteriore strato grafico, rende perfettamente l'idea di stare ad attraversare la gabbia toracica di un enorme mammifero marino. I pesci che ci transitano davanti nel secondo atto del medesimo livello saltano fuori dall'acqua, così come lo sfondo della sezione sul vagoncino offre più particolari ed una migliore resa delle nuvole. Il comparto audio è un tantino sacrificato sulla "PSX", la soundtrack, infatti, viene riprodotta col solo processore audio. L'adattamento per il Saturn, al contrario, offre invece una splendida colonna sonora riprodotta direttamente dal CD. Gli effetti sonori sono validi per entrambe le versioni, sebbene la versione PSX offra in più un piacevole effetto riverbero nelle ambientazioni chiuse, del tutto assente tra l’altro nella controparte per il Sega Saturn. Per il resto, "Nekketsu Oyako" è un delizioso picchiaduro che non mancherà di divertire i fan del genere. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/7ONJ7B-8/Nekketsu_Oyako.html"&gt;&lt;b&gt;Download Nekketsu Oyako&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Sega Saturn and Sony Playstation versions)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; L'archivio in download per la versione Playstation contiene due differenti iso: una originale in giapponese e l'altra tradotta in inglese. Il gioco funziona con l'emulatore &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/ILqil1Xr/Epsxe.html"&gt;Epsxe&lt;/a&gt;, qui in versione completa con tanto di bios e plug-ins vari. Nel caso utilizzate il comodo wizard per configurare tutti gli aspetti dell'emulatore, "Config-&amp;gt;Wizard Guide" e lanciate il gioco con "File-&amp;gt;Run ISO" selezioanando il file "NekketsuOyako.cue", dopo aver precedentemente scompattato l'iso in una posizione comoda (entrambi i file .bin e .cue ovviamente). Per modificare i controlli utilizzate "Config-&amp;gt;Game Pad-&amp;gt;Port 1-&amp;gt;Pad 1".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B. (II):&lt;/b&gt; La versione per il Sega Saturn deve essere giocata con l'emulatore &lt;a href="http://www7a.biglobe.ne.jp/%7Ephantasy/ssf/"&gt;SSF&lt;/a&gt;. L'iso deve essere montata nel lettore cd-rom virtuale di "Alcohol 120%" o "Daemon Tools". Scompattate il &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/m-cQqhkZ/Bios_Saturn.html"&gt;bios&lt;/a&gt; giapponese all'interno della stessa cartella dell'emulatore e lanciate il programma. Da "Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;Pheripheral-&amp;gt;Saturn Bios-&amp;gt;Browse" selezionate il file realativo al bios della console, da "CD Drive" il lettore virtuale in cui avete montato l'iso e in "Area Code" assicuratevi che vi sia "Japan". Sul mio computer per udire bene gli effetti sonori ho dovuto impostare anche "Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;EZ Setting-&amp;gt;High Compatibility (Slow)-&amp;gt;Set", in caso di problemi provate. Dopo aver configurato il tutto l'emulatore vi chiederà di chiuderlo per poi aprirlo nuovamente, ad ogni modo potete resettare tutto con "Hardware-&amp;gt;Reset". Per modificare i controlli utilizzate "Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;Controller-&amp;gt;Port1-&amp;gt;Player1:A-&amp;gt;Control Pad-&amp;gt;Redefine", per avere delle trasparenze simili a quelle della versione Playstation potete attivare anche Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;Program4-&amp;gt;Mesh Traslucent". ;-D&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWucvThAHI/AAAAAAAAANE/iF8pbo4XCwY/s1600/Nekketsu_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWucvThAHI/AAAAAAAAANE/iF8pbo4XCwY/s640/Nekketsu_shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1902247042428895817?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/SJqPrcPNjm8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/SJqPrcPNjm8/nekketsu-oyako.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWuKWwMt8I/AAAAAAAAANA/JFL5WOoCHUA/s72-c/front.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2011/01/nekketsu-oyako.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2026309640933891951</guid><pubDate>Mon, 27 Dec 2010 09:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-20T17:13:37.694+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tape</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ZX Spectrum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Strategy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Action</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Puzzle</category><title>Quazatron</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo splendido titolo per lo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt; spesso viene liquidato, a torto, come una banale conversione del più illustre "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/02/paradroid.html"&gt;Paradroid&lt;/a&gt;", uno dei più celebri videogame di Andrew Braybrook. In realtà, si tratta di una considerazione piuttosto superficiale che non tiene assolutamente conto delle innumerevoli migliorie apportate in sede di riprogrammazione, la natura di queste, infatti, è tale da renderlo più un vero e proprio sequel che un pedissequo adattamento del medesimo concept. La vicenda si articola nel sottosuolo del pianeta "Quartech", all'interno di una serie di cittadelle popolate da una moltitudine di robot alieni, e ci vede impersonare il ruolo degli invasori. L'idea di un attacco su larga scala non è praticabile per via delle sofisticate contromisure che proteggono la superficie, pertanto, sulla falsariga del primo "Paradroid", viene organizzata una missione che coinvolge un singolo infiltrato che purtroppo fallisce a causa della stessa natura degli alieni. Questi, infatti, si sono rivelati immuni ai poteri "persuasivi" del nostro droide ma, nonostante l'insuccesso, le scarse informazioni pervenuteci hanno consentito di mettere a punto un nuovo tipo di automa, il "Klepto", in grado di sopravvivere negli ambienti più ostili carpendo la tecnologia degli avversari. Al comando di "KLP-II", il primo prototipo di questa rivoluzionaria tecnologia, dobbiamo ripulire ciascun piano della cittadella dai nemici, fermo restando che questi ci surclassano in prestazioni e pertanto saremo continuamente costretti ad equipaggiarci con dei dispositivi sempre più potenti. Ciascun droide avversario è caratterizzato da una lettera alfabetica e da un numero progressivo: la prima indica la classe di appartenenza, cioè il suo rango nella comunità, il secondo il grado di sofisticazione. Gli automi contraddistinti dalle prime lettere dell'alfabeto sono i più letali, poiché assemblati con le tecnologie più efficienti. Nel corso dell'azione, sfruttiamo una serie di ascensori per accedere alle varie aree della cittadella, consultiamo dei "terminali" per ottenere informazioni di vario genere (mappe e specifiche sui nemici), e rimpinguiamo le nostre scorte energetiche posizionandoci su particolari piattaforme dello scenario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LeIbvankrPI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LeIbvankrPI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli avversari possono essere  eliminati in vari modi: tramite l'arma in dotazione, trafugandone le  componenti tecnologiche e persino facendoli precipitare dalle aree  sopraelevate. Distruggendoli in rapida successione attiveremo l'allarme rosso, in pratica, un espediente studiato per ottenere un punteggio sempre più elevato a seguito di ogni singola eliminazione. Una volta liberato un piano,  si spegneranno le luci e ci dedicheremo ai successivi, benché  spetterà a noi decidere l'ordine con cui affrontarli. Per sottrarre le tecnologie agli avversari, attiviamo una speciale modalità operativa detta "Grapple Mode" ed in seguito andiamo a collidere contro il robot desiderato, così da interfacciarci col suo cervello elettronico. Il processo d’interfacciamento consiste nell'illuminare con un impulso elettrico il maggior numero di segmenti che compongono il suddetto cervello. I nostri impulsi coloreranno tali sezioni con un particolare colore, così come quelli dell'avversario faranno altrettanto con l’altro. Il colore, giallo o blu, dipenderà da quale lato dello schermo abbiamo deciso di occupare. Gli impulsi viaggiano lungo una serie di piste che vanno a connettersi ad un particolare segmento, la scelta dell'area in cui giocare è tutt'altro che casuale poiché deve essere decisa in base a come le sopraccitate piste vanno a collegarsi ai summenzionati settori.&amp;nbsp; Le piste possono poi diramarsi coinvolgendo più o meno segmenti e presentano, spesso e volentieri, anche interruzioni, trappole ed altri ostacoli di vario genere. Il numero degli impulsi disponibili dipende sia dal nostro stato tecnologico che dalla classe del droide avversario. Tutto deve svolgersi entro un tempo limite, in caso di parità è previsto uno spareggio mentre nella peggiore delle ipotesi la distruzione, se non la perdita di tutti&amp;nbsp; i componenti precedentemente collezionati.&amp;nbsp; Una volta superato il sottogioco, ci verrà data la possibilità di selezionare i componenti da acquisire, questi, oltre a riguardare tutti i dispositivi che regolano le performance del nostro robot (generatore d'energia, propulsione, corazza, arma ed altri come scudi, radar e power-up), sfrutteranno diverse tecnologie e ci verranno proposti in una serie di varianti più o meno efficienti. Ciascun "upgrade" dovrà tener conto del nostro "output" energetico e sarà fondamentale per il proseguimento della missione, fermo restando che alcuni componenti non potranno essere installati poiché danneggiati durante il sottogioco d’interfacciamento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRN0Q-sM_II/AAAAAAAAAKQ/zr-8fE5tbTM/s1600/Quazafront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRN0Q-sM_II/AAAAAAAAAKQ/zr-8fE5tbTM/s400/Quazafront.png" width="286" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un altro aspetto piuttosto interessante di "Quazatron" riguarda la conformazione degli scenari, questi, infatti, adottano la terza dimensione, seppur mediante una rappresentazione isometrica. I singoli piani che contraddistinguono la cittadella, inoltre, sono caratterizzati da una serie di sentieri, rampe, piazzuole ed aree sopraelevate che vanno a complicare ulteriormente&amp;nbsp; il concept originale. I nemici, così come tra l'altro il nostro stesso droide, risentono delle cadute e, oltre a danneggiarsi, possono addirittura autodistruggersi. Il livello di difficoltà è sicuramente impegnativo, anche per via della prospettiva e della summenzionata struttura dei livelli, niente comunque che non possa essere affrontato con un po’ di sana pratica. Una volta completata la prima cittadella, "Quazatron" per l'appunto, ci cimenteremo con altre dai nomi ancor più bizzarri: “Beebatron”, “Commodo” e “Amstrados”, tutti ispirati ai più celebri microcomputer del periodo. Tecnicamente, il gioco non è poi così male, almeno considerando la sua complessità e le forti limitazioni della macchina su cui gira, sebbene non manchino dei rallentamenti nelle situazioni particolarmente affollate e presenti uno scrolling tutt'altro che fluido. Il comparto grafico è monocromatico ma offre comunque un discreto grado di dettaglio con tanto di animazioni per lo più funzionali. L'audio sfrutta il cicalino interno dello “Spectrum”, quindi una serie di effetti sonori tutt’altro che sconvolgenti, il brano introduttivo, invece, presenta più di uno spunto orecchiabile. Per il resto, "Quazatron", come già premesso, si è rivelato ben più di una mera conversione: un gioco complesso ed affascinante, ricco di spunti in grado di assecondare vari tipi di generi videoludici: azione, strategia e logica.&amp;nbsp; Concludendo, il degno successore del capolavoro di Braybrook, caldamente consigliato a tutti coloro che non disdegnano i videogiochi di spessore. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/noDkFqeh/Quazatron.html"&gt;&lt;b&gt;Download Quazatron&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Tape images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Quazatron" può essere giocato con un ampio campionario  di    emulatori, ne esistono di perfetti, almeno con tutti quelli che  hanno   il  supporto per i file di tipo &lt;b&gt;.tap&lt;/b&gt;/&lt;b&gt;.tzx&lt;/b&gt;. Per le mie prove  mi sono servito dell'&lt;a href="http://kolmck.net/apps/EmuZWin.zip"&gt;EmuZWin&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRNyoNR1tPI/AAAAAAAAAKM/aRYq3kW2WM4/s1600/Quaza_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRNyoNR1tPI/AAAAAAAAAKM/aRYq3kW2WM4/s640/Quaza_shots.png" width="416" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-2026309640933891951?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/hdHPXLky7ok" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/hdHPXLky7ok/quazatron_27.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRN0Q-sM_II/AAAAAAAAAKQ/zr-8fE5tbTM/s72-c/Quazafront.png" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2010/12/quazatron_27.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8791150886200921416</guid><pubDate>Tue, 14 Dec 2010 15:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-22T23:07:21.923+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nec PC-FX</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Action</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fighting</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Japan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Beat'em up</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Console</category><title>Kishin Douji Zenki FX: Vajura Fight</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Kishin Douji Zenki FX" è probabilmente il miglior videogioco realizzato per il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PC-FX"&gt;Nec PC-FX&lt;/a&gt;, lo sfortunato successore a 32 bit del mitico PC-Engine, vuoi perché ha dimostrato ampiamente come in realtà tale macchina non avesse poi molto da invidiare alle altre della concorrenza, almeno "bidimensionalmente" parlando, ma soprattutto poiché è comunque uno dei pochissimi titoli di questo sistema in grado di assecondare i gusti del tipico videogiocatore occidentale. Non si tratta del primo videogioco ad esser stato tratto dall'omonimo manga di Kikuhide Tani ma è senza alcun dubbio l'unico a sfoggiare un approccio quasi esclusivamente "fighting" rispetto ai precedenti "platform" sviluppati per gli altri sistemi videoludici, in particolare Super Nintendo e Sega Game Gear, sebbene non disdegni occasionalmente qualche piccola digressione in questo senso. Ad ogni modo, il gioco, così come d'altronde lo stesso manga, ruota attorno alle vicende di Zenki, l'imprevedibile demone che, al servizio di Ozuno Enno, sconfisse la crudele divinità Karuma. Dopo essere stato imprigionato per diversi secoli all'interno di una stele, Zenki viene&amp;nbsp; liberato dall'ultima discendente della dinastia “Enno”, la fanciulla Chiaki, proprio nel momento in cui iniziano a far la loro comparsa i "Semi di Karuma", degli strani globi "occhiformi" che trasformano le persone, le cose e gli animali in pericolosi, quanto crudeli, esseri demoniaci. Purtroppo, forse a causa della lunga cattività, il demone è regredito allo stato infantile e pertanto, oltre a comportarsi come tale, non dispone dei pieni poteri. Chiaki, comunque, scopre di potergli restituire temporaneamente l'antico vigore utilizzando un misterioso braccialetto. La missione consiste, in breve, nell'eliminare queste creature demoniche così da recuperare i semi e sventare il ritorno del malefico regno di Karuma.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MqjV9DPrSJc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MqjV9DPrSJc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A livello di gameplay, "Kishin Douji Zenki FX" alterna delle sequenze prettamente "fighting" ad altrettante propriamente "beat'em up", nel senso che nelle prime combattiamo contro un singolo avversario, sia esso un personaggio secondario o un boss, alla stregua di un vero e proprio “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/streetfigh.htm"&gt;Street Fighter&lt;/a&gt;”, mentre nelle altre assecondiamo, invece, lo scorrimento dello scenario facendo a botte contro tutti gli innumerevoli nemici che osano ostacolarci, in piena tradizione “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;”. Una volta annientata un'ondata di avversari, proseguiremo oltre, con tanto di freccia che indicherà la direzione da seguire, attraverso delle digressioni più "action" che non disdegneranno anche il ricorso ai balzi. Le differenti sezioni del gioco sono tenute insieme da una riuscita serie di commenti, dialoghi e primi piani animati volti ad introdurre di volta in volta i vari spunti legati all'evoluzione della trama. "Vajura Fight" consente di selezionare sia Zenki&amp;nbsp; che Chiaki, anche simultaneamente nel caso della modalità a due giocatori. Ciascun personaggio adotta uno stile di combattimento differente, sempre basato però sull'impiego di tre pulsanti (attacco, salto e parata), che va a modificare sensibilmente anche l'approccio al combattimento, sebbene risulti essere abbastanza semplicistico rispetto ai due classici sopraccitati. Ad esempio, le tecniche di lotta che contraddistinguono Zenki sono basate interamente sul corpo a corpo e si limitano ad una serie di combo incentrate sull'impiego dei calci e dei pugni, sebbene non manchino le parate e le proiezioni. Inoltre, di tanto in tanto, dopo aver raccolto un opportuno “power-up”, ci verranno restituite temporaneamente le sembianze adulte così da poter sferrare dei colpi più precisi e potenti. Chiaki, al contrario, ricorre a degli attacchi dalla distanza, basati cioè sul lancio di particolari sfere energetiche, fermo restando che, a sua volta, è comunque in grado di difendersi ed afferrare. Dopo aver collezionato un “power-up”, inoltre, evoca l'amico Demone per un aiuto momentaneo ed è anche capace di caricare il colpo, così come tra l'altro lo stesso Zenki una volta acquisite le sembianze adulte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvah5yUmI/AAAAAAAAAIE/_6-gCdfiEn8/s1600/ZenkiFXfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvah5yUmI/AAAAAAAAAIE/_6-gCdfiEn8/s400/ZenkiFXfront.jpg" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciascun eroe può porre in essere una decina di attacchi speciali che,  oltre ad essere eseguiti con le consuete combinazioni del pad, possono  essere anche richiamati con gli appositi pulsanti predisposti a tale  scopo. "Zenki FX" contempla dodici stage, se così possono essere considerati, la difficoltà è graduale e cresce fino a diventare impegnativa, almeno nei combattimenti a singolo avversario, le altre sezioni, invece, sono facilmente superabili. Il gioco offre tre differenti livelli di difficoltà, svariati "continue" ed anche la possibilità di salvare i progressi. Tecnicamente è un titolo sicuramente valido e da un ampio sfoggio delle capacità hardware del PC-FX. Il comparto grafico è di buon livello e, oltre a presentare svariati strati di parallasse con diversi particolari animati ed uno scrolling impeccabile, è contraddistinto anche da dei personaggi di notevoli dimensioni, capaci di occupare addirittura i 3/4 dell'altezza dello schermo! Le animazioni sono anch'esse ben curate, la scena, poi, è impreziosita da numerosi effetti grafici piuttosto accattivanti, in più di un’occasione, infatti, non si conta l'uso delle trasparenze, delle distorsioni, delle rotazioni (almeno nello stage con i pilastri in caduta), della nebbia e persino della riproduzione di piccoli filmati "Full Motion Video" nel corso dell'azione! Il comparto audio è anch'esso di buona fattura, la soundtrack è sicuramente d'atmosfera, nonostante si percepisca un leggero rumore di fondo negli effetti sonori, probabilmente per via della bassa frequenza di campionamento. Concludendo, Zenki per il PC-FX, è sicuramente un ottimo videogioco, che come premesso rende giustizia a questa sfortunata console, a patto però di considerarlo più un gioco d'azione che un tradizionale picchiaduro in senso stretto, non è, infatti, un clone di Street Fighter o Final Fight. I puristi, pertanto, potrebbero non gradire troppo le sue meccaniche di combattimento fin troppo semplificate, anche se, ad onore del vero, è bene precisare che non offre solamente queste ma bensì anche dell'altro. Per tutti gli altri, soprattutto per i fan del manga, non vi saranno problemi, si divertiranno non poco col più bel videogioco prodotto per il 32 bit della Nec! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/qgn621JB/Kishin_Douji_Zenki_FX.html"&gt;&lt;b&gt;Download Kishin Douji Zenki FX CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: "Zenki FX" può essere emulato efficacemente col &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/BqoSxWof/Nec_PC-FX_Mednafen_v0915.html"&gt;Mednafen 0.9x&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, purtroppo però si tratta di un emulatore a linea di comando. Ad ogni modo, dopo aver scompattato l'iso del gioco ed il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/RHDyt0je/Nec_PC-FX_Bios.html"&gt;bios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; nella medesima cartella dell'emulatore, scaricateci dentro anche il file "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/4_EVPKVj/Nec_PC-FX_Zenki_Boot_File.html"&gt;BootPCFXCD.bat&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" per poi effettuarvi un doppio click così da avviare il gioco. (Si tratta semplicemente di un file batch, tra l'altro modificabile a piacimento con la funzione "&lt;i&gt;Modifica&lt;/i&gt;" del pulsante destro del mouse, che contiene la seguente linea di comando: "&lt;i&gt;mednafen.exe -pcfx.bios pcfx.bios -loadcd pcfx KishinDoujiZenkiFX.cue&lt;/i&gt;".) Durante l'emulazione è possibile configurare i controlli con la combinazione di tasti &lt;i&gt;Alt, Shift/Maiuscolo, 1&lt;/i&gt; (oppure 2, nel caso del secondo giocatore), per ogni comando del joypad bisogna specificare due tasti, il secondo come alternativa. Per eventuali altre configurazioni dovrete modificare il file di configurazione dell'emulatore, "&lt;i&gt;mednafen-09x.cfg&lt;/i&gt;", con il Wordpad. Il MagicEngine FX purtroppo non rende bene alcuni effetti grafici e presenta qualche problema con la riproduzione audio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvpD5VyzI/AAAAAAAAAII/nE-1mazcLBY/s1600/zenki_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvpD5VyzI/AAAAAAAAAII/nE-1mazcLBY/s640/zenki_shots.png" width="425" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8791150886200921416?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LostGamesBlogV40/~4/8GQSMiplzTA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/LostGamesBlogV40/~3/8GQSMiplzTA/kishin-douji-zenki-fx-vajura-fight_14.html</link><author>noreply@blogger.com (Bert)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvah5yUmI/AAAAAAAAAIE/_6-gCdfiEn8/s72-c/ZenkiFXfront.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://retrobert.blogspot.com/2010/12/kishin-douji-zenki-fx-vajura-fight_14.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

