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	<title>LSDmagazine</title>
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	<description>Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.</description>
	<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:04:39 +0000</pubDate>
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		<title>Il design di Sander Bokkinga con “Hosepipe” al Plart di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Manganelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<category><![CDATA[fondazione plart]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua con Sander Bokkinga  la rassegna Plartonvideo curata da Marco Petroni e dedicata ai nuovi talenti della scena nazionale e internazionale del design.
Sabato 20 marzo - con apertura straordinaria dalle 10 alle 18 - presso la sede del Plart in via  Martucci, 48 a Napoli verranno presentati alcuni oggetti realizzati in esclusiva per questa mostra dal designer olandese. Hosepipe è il titolo del progetto nato dall&#8217;idea di riciclare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/bok1.jpg" alt="Sander Bokkinga “Hosepipe”" align="left" />Continua con <strong>Sander Bokkinga  </strong>la rassegna<em> Plartonvideo </em>curata da <strong>Marco Petroni </strong>e dedicata ai nuovi talenti della scena nazionale e internazionale del design.<br />
Sabato 20 marzo - con apertura straordinaria dalle 10 alle 18 - presso la sede del Plart in via  Martucci, 48 a Napoli verranno presentati alcuni oggetti realizzati in esclusiva per questa mostra dal designer olandese. Hosepipe è il titolo del progetto nato dall&#8217;idea di riciclare vecchi tubi per innaffiare trasformandoli in fantasiosi elementi d&#8217;arredo come sedute e lampade. Un video inedito racconterà il processo creativo e realizzativo della collezione.</p>
<p>Laureato in Architettura alla<em> Technical University of Delft </em>(NL), <strong>Sander Bokkinga </strong>è uno dei più talentuosi designer emersi autonomamente nella frizzante scena olandese, ispirato da  Droog Design così come dal lavoro di OMA (<strong>Rem Koolhaas</strong>), Joep van Lieshout, Victor and Rolf. Attento alle declinazioni etiche del progetto, sin dai suoi primi lavori ha mostrato grande sensibilità nel creare oggetti e ambienti capaci di sottolineare un rinnovato rapporto tra natura e artificio progettuale, inserendolo in una prospettiva più  umana.<br />
La mostra resterà aperta fino al 14 aprile 2010.</p>
<p>Per informazioni: Fondazione Plart<br />
Via Martucci, 48 – 80121 – Napoli<br />
T +39 081 19565703<br />
F +39 08119565726<br />
<a href="http://www.plart.it" title="www.plart.it">www.plart.it</a></p>
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		<title>Cartoomics 2010, il mondo dei fumetti (e non solo) si incontra a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 05:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[InEvidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostre sul fumetto, edizioni rare, rassegne di cartoni animati, giochi di ruolo, incontri con gli autori e, soprattutto, occasioni per arricchire la propria collezione tra le bancarelle degli espositori. Come ogni anno a Milano si prepara uno degli appuntamenti clou per gli amanti di manga, strisce e avventure su carta: il salone Cartoomics.
A Fieramilanocity, dal 26 al 28 marzo, si radunerà infatti un variegato mondo di venditori, editori, collezionisti e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/cartoomics1.jpg" alt="Cartoomics 2010" align="left" />Mostre sul fumetto, edizioni rare, rassegne di cartoni animati, giochi di ruolo, incontri con gli autori e, soprattutto, occasioni per arricchire la propria collezione tra le bancarelle degli espositori. Come ogni anno a Milano si prepara uno degli appuntamenti clou per gli amanti di <strong>manga</strong>, strisce e avventure su carta: il salone <strong>Cartoomics</strong>.<br />
A Fieramilanocity, dal 26 al 28 marzo, si radunerà infatti un variegato mondo di venditori, editori, collezionisti e antiquari del settore, che arriveranno da tutta Italia per la 17/a edizione della rassegna. Saranno circa 200 gli espositori presenti all’interno di un padiglione del centro fieristico cittadino, per un evento che negli anni si è allargato fino ad attirare un bacino di circa 25 mila visitatori.<br />
«Quest’anno – spiega <strong>Robert de Moncuit</strong>, direttore generale di<em> Italia Crea</em>, che ha acquisito il marchio della rassegna - vogliamo coinvolgere ancora di più la città». Per questo, con un vero e proprio fuori salone, al cinema Palestrina si terrà la rassegna <em>Cartoomics Animation</em>, dedicata al cinema d’animazione, con un occhio di riguardo al <strong>Giappone</strong>.</p>
<p>Official Web site: <a href="http://www.cartoomics.it" title="www.cartoomics.it">www.cartoomics.it</a></p>
<p>In fiera invece, oltre all’area dedicata ai collezionisti, con in vendita migliaia di albi, disegni originali, figurine e molto altro, sono previste decine di altri eventi. Si va da una mostra sulle città del fumetto – <em>Gotham City, Paperopoli </em>ma anche Milano – a uno spazio dedicato alle storie erotiche. Fino a un’intera area per i giochi e i videogames, con molte presentazioni in anteprima di nuovi titoli per le console.<br />
Infine, come di consueto, non mancheranno ad animare gli spazi della fiera le centinaia di <em>cosplayer</em>, i ragazzi che sfilano indossando i costumi degli eroi o dei personaggi preferiti, confezionati da loro stessi.</p>
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		<title>Torna a Bari la Collezione etno-chic di Elizabeth the First</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 00:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Traversa</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Torna a Bari, dopo lo straordinario successo dello scorso novembre, il Temporary shop di Elizabeth the First da Leccisi Collection, con la collezione primavera/estate 2010. L&#8217;appuntamento è per il 24 marzo alle 19 per (il negozio durerà fino al 28 marzo) l&#8217;inaugurazione che vedrà  atmosfere magiche e spumeggianti in stile Studio 54 con il djset di Lillo, vjset di Maschinehaus, video di Claudia Attimonelli, neon colorati, modelle come tableaux vivants ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Elizabeth the First" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/models1.jpg" /><br />
Torna a Bari, dopo lo straordinario successo dello scorso novembre, il <strong>Temporary shop di Elizabeth the First</strong> da <em>Leccisi Collection</em>, con la collezione primavera/estate 2010. L&#8217;appuntamento è per il 24 marzo alle 19 per (il negozio durerà fino al 28 marzo) l&#8217;inaugurazione che vedrà  atmosfere magiche e spumeggianti in stile Studio 54 con il djset di <strong>Lillo</strong>, vjset di Maschinehaus, video di <strong>Claudia Attimonelli</strong>, neon colorati, modelle come tableaux vivants che attraversano lo spazio amanando, l’aurea vintage degli anni 70-80.<br />
Accanto agli immancabili pezzi unici tribali – rarità che si possono trovare solo in qualche museo etnografico in giro per il mondo – <strong>Elizabeth the First</strong> propone caftani-nuvola in una leggerissima seta tessuta a mano in <em>Libano</em> con una tecnica risalente a duemila anni fa, una serie di abiti dei villaggi del nord Afghanistan interamente ricamati a mano, pantaloni-sarong realizzati con antichi sari indiani.<br />
<img align="right" alt="Elizabeth the First" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/modelle1.jpg" />E ancora, le bellissime giacche “<strong>sciamane</strong>” double face, dalla linea insolita e super snellente, realizzate con antichi cotoni patchwork afghani oppure, nella versione più estiva, con le splendide sete indiane a lavorazione “<strong>kanta</strong>” interamente a mano, le sciarpe-pareo fatte con sari indiani a lavorazione ikat (tinta in filo, non stampata).<br />
Un&#8217;autentica chicca i caftani realizzati con rari chador afghani in un&#8217;impalpabile garza di cotone ricamata a grandi fiori colorati.</p>
<p>Completano la collezione i sempre molto apprezzati capi pret-à-porter disegnati da <strong>Dora Giannetti</strong>  in grado di donare a tutte quasi due taglie in meno e la linea di bijoux etnici che spazia dall&#8217;Asia Centrale al Triangolo d&#8217;Oro.<br />
Il tema della linea Vintage Classic di Elizabeth the First sarà, invece, dedicato ai favolosi Ottanta dello <strong>Studio 54  </strong>con corner a tema e una speciale selezione per uno shopping a prezzi speciali di tutto il vintage proveniente dalla boutique milanese che, chiusa al pubblico, funziona ora solo come punto di ricerca per gli stilisti.</p>
<p><em>Elizabeth the First da Leccisi Collection<br />
Piazza Massari, 13 - Bari<br />
dal 24 al 28 marzo orario dalle 10 alle 20 (continuato)</em></p>
<p>Le foto sono di  <strong>Daniele Raspanti</strong></p>
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		<title>Edmar Castaneda Trio in esclusiva per il Sud Italia al “Ueffilo Jazz Club”</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 08:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Sereni</dc:creator>
		
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Domenica 28 marzo (doppio set: 19/21), in esclusiva per l’intero Sud Italia,  il palco del club gioiese sarà calcato da uno tra i più interessanti ed innovativi musicisti in circolazione: Edmar Castaneda.
L’arpista colombiano (nato a Bogotà il 31 marzo del 1978, ma da tempo sedente negli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/photoedmarpress1.jpg" alt="Edmar Castaneda" align="left" />Un&#8217;altra assoluta esclusiva, sempre di particolare spessore e prestigio, per l’intensa e ricca sesta stagione del <strong>Ueffilo Jazz Club</strong>, sempre in collaborazione con <em>Jazzitalia</em>.<br />
Domenica 28 marzo (doppio set: 19/21), in esclusiva per l’intero Sud Italia,  il palco del club gioiese sarà calcato da uno tra i più interessanti ed innovativi musicisti in circolazione: <strong>Edmar Castaneda</strong>.<br />
L’arpista colombiano (nato a Bogotà il 31 marzo del 1978, ma da tempo sedente negli Stati Uniti) presenterà al Ueffilo il suo ultimo lavoro discografico: <strong>Entre Cuerdas</strong>.<br />
Nonostante l’arpa sia estranea alla tradizione jazz, Castaneda mostra una padronanza dello strumento stupefacente, da vero virtuoso, ha la capacità di suonare jazz e addirittura di fare swing, usa l’arpa spaziando nelle musiche del mondo e traendo spunti che lo portano poi ad una sintesi estremamente coinvolgente e di assoluto valore artistico. Ha detto di lui il sassofonista cubano <strong>Paquito D’Rivera</strong>: “<em>Edmar possiede versatilità espressiva e carisma tali da consentirgli di tirare fuori l’arpa dall’oscurità. È’ uno dei musicisti più originali che oggi si possano ascoltare!</em>”. In virtù delle sue doti non comuni ha suonato con <em>John Scofield, Wynton Marsalis</em> e la Jazz Lincoln Center Orchestra, John Patitucci, Dave Samuels, il connazionale Ed Simon, Janis Siegel dei Manhattan Transfer, lo stesso Paquito D’Rivera.</p>
<p>Prima di dedicarsi a tempo pieno all&#8217;arpa ha studiato il linguaggio del jazz sulla tromba (suo padre voleva che diventasse trombettista). Autodidatta, ha sviluppato un proprio linguaggio che attinge a piene mani dal jazz ma anche dalla tradizione latina, sia essa il repertorio tradizionale della sua terra, oppure il son cubano, il samba brasiliano o il flamenco spagnolo, fondendo il tutto dentro un amalgama di fusion pan-americana di grande effetto e ricchissimo di contenuti musicali.<br />
Quando Edmar Castaneda imbraccia <strong>Teresita</strong> (il nome che ha dato al suo fedele strumento) è un vero e proprio uragano musicale che esplode in un crescendo di arpeggi, rasgueados provenienti dall&#8217;amore per il flamenco, addirittura suoni stoppati con prontezza di riflessi impressionante e corde slappate. Castaneda sarà accompagnato dalla voce di sua moglie, <strong>Andrea Tierra </strong>e da<strong> Eric Doob</strong> alla batteria.</p>
<p>Il Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via Donato Boscia 21.<br />
Info e prevendite: 339/8613434 – 080/3430946  - Centro Musica : 080 - 521.17.77<br />
web: <a href="http://www.ueffilo.com" title="www.ueffilo.com">www.ueffilo.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le donne e il senso di colpa, loro le più colpite</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 05:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cosimo Davide Neve</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio spagnolo, &#8220;l&#8217;esperienza del senso di colpa&#8221; viene patita maggiormente dalle donne rispetto agli uomini. Il campione analizzato, composto da 360 tra uomini e donne, è stato diviso in tre gruppi a seconda della fascia d&#8217;età di appartenenza.
Ai partecipanti sono stati sottoposti svariati scenari, che avrebbero dovuto suscitare senso di colpa, ed è stato chiesto loro di descrivere le sensazioni che provavano durante la visione di tali scenari.
In ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="senso di colpa" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/donna1.jpg" />Secondo uno studio spagnolo, &#8220;<strong>l&#8217;esperienza del senso di colpa</strong>&#8221; viene patita maggiormente dalle donne rispetto agli uomini. Il campione analizzato, composto da 360 tra uomini e donne, è stato diviso in tre gruppi a seconda della fascia d&#8217;età di appartenenza.<br />
Ai partecipanti sono stati sottoposti svariati scenari, che avrebbero dovuto suscitare senso di colpa, ed è stato chiesto loro di descrivere le sensazioni che provavano durante la visione di tali scenari.<br />
In base alla risposte così ottenute, i ricercatori dell&#8217;<strong>Università dei Paesi Baschi </strong>hanno concluso che &#8220;il senso di colpa abituale (una sorta di senso di colpa interiorizzato) si è manifestato più intensamente nelle donne rispetto agli uomini in tutte e tre le fasce di età studiate&#8221;.</p>
<p>In particolar mondo il senso di colpa è stato registrato in maniera più significativa nelle donne adolescenti e nel gruppo di età compreso tra i 25 e i 33 anni. Nel gruppo degli uomini e donne anziani, invece, i livelli di senso di colpa erano pressoché simili. I ricercatori hanno concluso adducendo che: &#8220;<em>Questo studio evidenzia la necessità di educare e aiutare a lenire gli effetti ansiogeni e aggressivi generati dal senso di colpa nelle donne e promuovere una sensibilità interpersonale negli uomini</em>&#8220;. Lo studio è stato pubblicato su un recente numero dell&#8217;edizione spagnola del <strong>The Journal of Psychology</strong>.</p>
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		<title>Le onde elettromagnetiche sono ovunque ma non si vedono</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 00:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Massafra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[InEvidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Esame di Fisica Generale, domanda di elettromagnetismo: Che cos&#8217;è un&#8217;onda elettromagnetica? La domanda è semplice e diretta, eppure, capita spesso che la risposta non lo sia altrettanto, al punto da mandare in crisi chiunque. Tuttavia, con la tecnologia che avanza e la conseguente e continua esposizione a radiazioni elettromagnetiche, cresce la curiosità e diventa naturale porsi la questione su cosa siano le onde elettromagnetiche e se sono o no nocive ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/lunghezza-onda1.jpg" alt="onde elettromagnetiche" align="left" />Esame di <strong>Fisica Generale</strong>, domanda di elettromagnetismo: <strong>Che cos&#8217;è un&#8217;onda elettromagnetica?</strong> La domanda è semplice e diretta, eppure, capita spesso che la risposta non lo sia altrettanto, al punto da mandare in crisi chiunque. Tuttavia, con la tecnologia che avanza e la conseguente e continua esposizione a radiazioni elettromagnetiche, cresce la curiosità e diventa naturale porsi la questione su cosa siano le onde elettromagnetiche e se sono o no nocive per il corpo umano.<br />
Un&#8217;onda elettrimagnetica è una perturbazione del campo elettromagnetico.<br />
Quello che maggiormente colpisce, esaminando fenomeni elettrici e magnetici, è l&#8217;esistenza di “<strong>effetti a distanza</strong>” che si manifestano, ad esempio, avvicinando due calamite o facendo squillare il telefono cellulare davanti ad un antenna portatile. Questi “effetti a distanza” furono per molto tempo spiegati come “azioni a distanza”. Fu <strong>Michael Faraday</strong>, durante i suoi studi sull&#8217;interazione elettromagnetica nella prima metà del 1800, ad avanzare alcune idee innovative che vennero formalizzate nel 1873, quando il fisico scozzese <strong>James Clerk Maxwell</strong> formulò le quattro equazioni dell&#8217;elettromagnetismo che portano il suo nome. Il contributo di Maxwell fu fondamentale per introdurre un nuovo concetto, lasciandosi alle spalle quello, privo di base matematica, dell&#8217;azione a distanza: il campo elettromagnetico. Per ben comprendere il concetto di campo si immagini di avere due sistemi di cariche elettriche, A e B, posti a distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, nello spazio. Si sarebbe portati a dire che il sistema A produce un nuovo “stato di cose”, chiamato campo elettromagnetico, determinato da A stesso  e dipendendente dalla struttura del sistema. Si può, però, affermare che l&#8217;azione esercitata da tale campo elettromagnetico sul sistema B ha una certa struttura e si trova in un punto dello spazio in cui il campo generato da A non è nullo. La differenza tra le due interpretazioni sta nella proprietà delle stesse nello spiegare i ritardi di osservazione degli effetti prodotti dall&#8217;interazione tra i due sistemi. Infatti, la prima affermazione non tiene conto del tempo trascorso tra l&#8217;istante in cui gli effetti vengono osservati sul sistema B e l&#8217;istante in cui la posizione o la struttura del sistema A variano nel tempo. La seconda, invece, si. Nella seconda interpretazione infatti, si intuisce che  il ritardo tra “<strong>causa ed effetto</strong>” è dipendente alla distanza tra i due sistemi e perciò permette di interpretare  che le onde elettromagnetiche si propagano con velocità finita.</p>
<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/maxwell1.jpg" alt="J.C Maxwell" align="right" />Pertanto, alla luce della seconda affermazione, si può dire che un campo elettromagnetico è una perturbazione dello spazio-tempo, nel senso che non è una situazione in cui una carica esercita una forza di attrazione o repulsione mentre l&#8217;altra ne subisce gli effetti, ma è una proprietà dello spazio in cui esse si trovano. Le onde elettromagnetiche furono scoperte da <strong>Hertz </strong>nel 1887 [<em>vedi articolo A.Massafra 20/01/10</em>], ma furono predette da J.C Maxwell quando, nel 1873, scrisse le sue famose equazioni che descrivono le evoluzioni spazio-temporali del campo elettromagnetico e le cui soluzioni si chiamano, appunto, onde.<br />
Usando un telefono cellulare, accendendo la radio, la televisione o sottoponendosi ad un esame radiografico si è immersi in un campo elettromagnetico, tanto che non ci si accorge neanche della loro presenza, almeno finchè un cellulare non “prende” per chiamare un&#8217;amica  o l&#8217;antenna della televisione non dà segnali di vita per vedere trasmissioni come il Grande Fratello. In generale le onde elettromagnetiche, nel loro utilizzo, si possono distinguere in due gruppi: le onde recanti informazioni (onde radio) e le onde recanti energia (microonde).  Ma le onde elettromagnetiche sono nocive? La domanda potrebbe generare una discussione senza fine, data la vastità di risposte. Infatti, un cellulare non procura danni, ma un&#8217;esposizione prolungata ai raggi X si, una televisione non ha mai ucciso nessuno, ma se si è investiti da raggi gamma non si ha il tempo neanche di accorgersi di quello che è successo. Il motivo? E&#8217; diversa la frequenza. La proprità di penetrare la materia (quindi il corpo umano in particolare) dipende dalla frequenza dell&#8217;onda che incide su di essa. Un onda elettromagnetica nel range dei <strong>raggi X </strong>ha un frequenza altissima e una proprietà di penetrare la materia altrettanto elevata, analogamente per i raggi gamma, che si differenziano dai raggi X per avere una frequenza ancora maggiore e di provocare quindi danni maggiori. Di contro, telefoni cellulare e apparecchi che coinvolgono onde radio hanno frequenze molto più basse e quindi poca proprietà di penetrare la materia.</p>
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		<title>Renée Fleming canterà a Cortona per il Tuscan Sun Festival 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 08:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Lomuto</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Renée Fleming canterà a Cortona per il Tuscan Sun Festival 2010 in programma dal 30 luglio al 5 agosto 2010. Il celeberrimo soprano americano attesa per il Gala d’Opera sotto le stelle la notte del 3 agosto si esibirà nella suggestiva cornice medievale di piazza Signorelli.
Il pubblico di Cortona, abituato alle star, avrà tutto il tempo di godersi la presenza della bellissima signora che arriva da New York.
Renée Fleming, infatti, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/fleming1.jpg" alt="Renée Fleming" align="left" /><strong>Renée Fleming</strong> canterà a Cortona per il Tuscan Sun Festival 2010 in programma dal 30 luglio al 5 agosto 2010. Il celeberrimo soprano americano attesa per il Gala d’Opera sotto le stelle la notte del 3 agosto si esibirà nella suggestiva cornice medievale di piazza Signorelli.<br />
Il pubblico di Cortona, abituato alle star, avrà tutto il tempo di godersi la presenza della bellissima signora che arriva da <strong>New York</strong>.</p>
<p>Renée Fleming, infatti, sempre in giro per i più prestigiosi teatri del mondo, innamorata della piccola città toscana splendida cornice da anni del festival, ha già deciso di fermarsi lì per molti giorni prima e dopo il concerto.<br />
Una carriera all’apice del successo anche grazie ad una disciplina e ad un rigore sempre altissimi e costellata di tanti riconoscimenti, quella della star americana considerata da molti il miglior soprano al mondo.</p>
<p>Dopo aver vinto due <strong>Grammy Award</strong>, Renée Fleming ha appena vinto quest’anno il Grammy come Miglior performance classica vocale. Tecnica superba, timbro inconfondibile, talento nell’interpretazione ma anche straordinario carisma da diva, quello di Renée Fleming. Con il suo nome i giapponesi hanno addirittura nominato un fiore, il <strong>Renée Fleming Iris</strong>!</p>
<p>A Cortona come i più grandi e famosi teatri del mondo…Nove concerti d’orchestra, quattro di musica da camera, un recital di violino e tre di pianoforte, mostre d’arte e di fotografia, conversazioni letterarie, appuntamenti del gusto…<br />
assolutamente da non perdere per questa edizione che si preannuncia già un grande evento.<br />
Info: <a href="http://www.festivaldelsole.com" title="www.festivaldelsole.com">www.festivaldelsole.com</a></p>
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		<title>Fuoriserie, il paradiso delle auto d’epoca alla Fiera di Roma il 17 e 18 aprile</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 05:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Traversa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Auto - Moto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle Jaguar alle Ferrari, passando per Jeep, BMW, Lancia. Un week-end dove scoprire e rivedere i grandi classici, modelli introvabili, auto dei più grandi marchi nazionali ed esteri, vetture per tutte le tasche, ma anche l’appuntamento per trovare accessori in grado di rendere unico il nostro veicolo, ed accessori e gadget per vivere a 360° la passione dei motori.
Un viaggio nelle icone a quattro ruote del ‘900. Dai gioielli che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/thumb_adv1.jpg" alt="Fuoriserie" align="left" />Dalle <em>Jaguar</em> alle <em>Ferrari</em>, passando per Jeep, BMW, Lancia. Un week-end dove scoprire e rivedere i grandi classici, modelli introvabili, auto dei più grandi marchi nazionali ed esteri, vetture per tutte le tasche, ma anche l’appuntamento per trovare accessori in grado di rendere unico il nostro veicolo, ed accessori e gadget per vivere a 360° la passione dei motori.<br />
Un viaggio nelle icone a quattro ruote del ‘900. Dai gioielli che hanno fatto la fortuna dell’industria motoristica, alle vetture che hanno segnato l’immaginario collettivo come interpreti dei desideri di intere generazioni. Le protagoniste indiscusse dei grandi successi cinematografici, ed anche, non da ultimo le compagne della nostra storia, quelle che hanno caratterizzato la nostra giovinezza e dove per primi abbiamo imparato a guidare.<br />
Questo e molto altro a <strong>Fuoriserie</strong>, la rassegna di riferimento per il collezionismo automotoristico del Centro – Sud Italia alla Fiera di Roma il 17 e 18 aprile 2010.<br />
Un week-end dove scoprire e rivedere i grandi classici, modelli introvabili, auto dei più grandi marchi nazionali ed esteri, vetture per tutte le tasche, ma anche l’appuntamento per trovare accessori in grado di rendere unico il nostro <strong>veicolo</strong>, ed accessori e gadget per vivere a 360° la passione dei motori. Tanti i motivi di interesse in grado di catturare appassionati storici e neofiti per quello che ormai è considerato un bene rifugio, tant’è che il <em>Financial Times </em>lo definisce un investimento migliore di chi ha puntato su altri asset, azioni ed oro compresi.</p>
<p>Ma Fuoriserie è soprattutto la kermesse per lasciare libero sfogo alle passioni ed inseguire i modelli che più ci emozionano. Ed allora per chi non sa resistere al fascino made in England, in mostra la<strong>  Scuderia Jaguar </strong>Storiche Roma che rende omaggio ai suoi 75 anni di carriera con una galleria dei gioielli più prestigiosi dal 1934 ai giorni nostri. Tra i modelli che potranno essere ammirati in fiera la JAGUAR MK VII del 1952 protagonista del film “MILK” con Sean Penn, la SS TWO Tourer del 1934, di cui sono stati realizzati solo 150 esemplari, la XK 150 che si presume appartenuta a Grace Kelly.<br />
Non mancheranno le <strong>Ferrari</strong> da leggenda, grazie al Ferrari Club Colosseo, che oltre ai modelli più rappresentativi esporrà una serie di oggetti d’epoca ( orologi ed accessori) brandizzati con il celebre cavallino rampante.</p>
<p><img src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/5001.jpg" alt="Fuoriserie" align="right" />Al confronto tra il”vecchio e il nuovo” è dedicata un’esposizione di BMW. Dai modelli classici alle <strong>youngtimers</strong>, una mostra curata da un restauratore specialista in grado di soddisfare i più esigenti cultori del marchio teutonico.<br />
In ambito nazionale, il <strong>Lancia Thema Club</strong>, che partecipa assieme alla Scuderia Campidoglio, porterà due tra le vetture più rappresentative, una rara Lancia Thema turbo i.e. SW prima serie color ghiaccio, e una Lancia Thema 8.32 con motore Ferrari.Lo spazio includerà anche  un monoblocco completo, motore 8.32 con tutti gli accessori, e alcuni componenti e particolari della Lancia Thema 8.32. Su maxi schermi proiettati anche video descrittivi di restauri di alcune Lancia Thema.</p>
<p>Dedicato agli spiriti più liberi ed avventurosi, l’esposizione della <strong>American Jeep Vintage</strong>, brand del gruppo Jeep Generation, specializzata nel settore storico del marchio Jeep,la prima fuoristrada concepita come tale, la prima a dotarsi di un 4&#215;4 di cambio automatico. Attenzione puntata alla produzione degli anni ruggenti a cavallo tra i’ 70 e gli ‘80. Tra i modelli presenti a Roma: Jeep J10 Honcho Sportside del 1982 (circa 2500 esemplari costruiti e stimati meno di un decimo sopravvissuti), Jeep CJ5 Silver Anniversary (prodotta nel solo 1979 in meno di 1000 unità per festeggiare il 25° anniversario del modello CJ5 tra i più longevi in assoluto) e Jeep CJ5 Golden Eagle del 1979.<br />
Non poteva mancare di certo un nome storico del collezionismo capitolino, la Scuderia Tartaruga con esemplari di Balilla spider, Maserati, Giulietta Sprint, Guzzino, Vespa.<br />
Fuoriserie dunque si conferma la vetrina dei più significativi club nazionali a partire dall’ASI, Automotoclub Storico Italiano, federazione composta da 242 club federati e 25 club aderenti che riunisce oltre 131.000 appassionati di veicoli storici e rappresenta istituzionalmente il motorismo storico italiano presso tutti gli organismi nazionali ed internazionali competenti. Per l’occasione a Fuoriserie scenderà in campo con affiliati quali Club del calibro de Il Circolo Romano La Manovella, Club Motori Altri Tempi, Astor Club Roma, ed altri. Sugli scudi anche una delle glorie nazionali, con il <strong>Topolino Autoclub Italia</strong>, dedicato esclusivamente alle vetture Fiat 500 A B e C e versioni derivate, costruite dal 1936 al 1955 e note al pubblico come “Topolino”.  Sul tema  anche la presenza del Fiat 500 Car Club Italia e dei più rilevanti Fiat 500 club laziali e dell’Italia centrale, come il 500 Fans Club Roma. Ritornando al British Style si annoverano le partecipazioni del registro Triumph TR Roman Club e dell’MG Car Club.</p>
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		<title>Al “Bocuse D’or” i ristoratori della Marca Trevigiana</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 00:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Tiberino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>

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		<category><![CDATA[ai sette nani]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la Marca Trevigiana protagonista al Bocuse D’or, il più famoso concorso e show gastronomico al mondo, ideato nel 1987 dal mitico Paul Bocuse, uno dei più importanti cuochi del XX secolo, vera icona per generazioni di cuochi che hanno saputo trasformare un semplice mestiere in vera e propria arte e ragione di vita.
Il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana, la Fipe e tutto il sistema Unascom di Treviso sono rappresentati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="Bocuse D’or" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/bocuse-d-or1.jpg" />Anche la <strong>Marca Trevigiana</strong> protagonista al<strong> Bocuse D’or</strong>, il più famoso concorso e show gastronomico al mondo, ideato nel 1987 dal mitico <em>Paul Bocuse</em>, uno dei più importanti cuochi del XX secolo, vera icona per generazioni di cuochi che hanno saputo trasformare un semplice mestiere in vera e propria arte e ragione di vita.<br />
Il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana, la <em>Fipe</em> e tutto il sistema Unascom di Treviso sono rappresentati dal team di <strong>Stefano Metrangolo</strong> del ristorante “<em>Ai Sette Nani</em>” di Negrisia di Ponte di Piave (TV), che è stato selezionato per la finale italiana del Bocuse D’Or che si tiene in questi giorni a Bergamo, all’interno della manifestazione <em>Cooking Expo</em>.<br />
La speranza è quella di poter accedere alle selezioni europee che si terranno a Ginevra a giugno o, addirittura, alle finali mondiali di Lione, il prossimo anno.<br />
Compito del team trevigiano, composto oltre che dallo chef Metrangolo, da <strong>Marco Pagos </strong>(come assistente) e <strong>Tiziano Carlet</strong> (come allenatore), sarà quello di incarnare ed esprimere quella tradizione e quei valori che rendono ricca la terra trevigiana e famosa la sua tradizione gastronomica.<br />
E’ per questo che il Presidente del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana <strong>Domenico Camerotto</strong>, rispondendo all’invito di <strong>Franco Zoppè</strong>, presidente Fipe di Treviso, ha voluto trasformare la richiesta di partecipazione alla selezione italiana in un vero e proprio percorso formativo per tutti i suoi associati.<br />
Grazie a<strong> Marco Valetta</strong>, cuoco e insegnante presso l’Istituto Maffioli di Castelfranco Veneto e, soprattutto, rappresentante della <em>Nazionale Italiana Cuochi</em>, (squadra che negli anni ha collezionato successi in tutte le competizioni del mondo) è stato organizzata una lezione sulla storia del <strong>Bocuse d’Or</strong>, sui meccanismi propri delle competizioni internazionali, sulle mille attenzioni che vanno rigorosamente osservate per esprimere al meglio tutta la propria arte culinaria. Il training si è sviluppato con un’ulteriore sessione personalizzata in cui Valletta ha analizzato, passo passo, le due ricette presentate dal team trevigiano finalista, andando a completare il suo preziosissimo contributo fatto di tecnica e di esperienza.<br />
Al di là del risultato della gara, con questa iniziativa il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana ha già vinto una prima, importante, sfida: quella con il proprio glorioso passato.<br />
E’ il primo segnale, il punto di partenza di una seria riflessione sul tema della ristorazione di qualità che <strong>Domenico Camerotto</strong>, e tutto il sistema <em>Unascom </em>che sorregge la ristorazione trevigiana, ha voluto avviare con il suo terzo mandato di presidenza.<br />
&#8220;La qualità non si difende arroccandosi nelle proprie posizioni di prestigio – hanno ricordato Camerotto e Zoppè nel loro discorso di saluto agli chef convenuti alle lezioni -  ma confrontandosi di continuo con il mondo ed il Bocuse d’Or, fecondo incontro delle migliori menti della gastronomia nazionale, è un ottimo inizio per cominciare a guardarsi intorno, discutere, imparare, migliorare&#8221;.</p>
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		<title>Da sopra (giù nel fossato) il progetto Puglia, Circuito del Contemporaneo a Bari</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renata Pepe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

		<category><![CDATA[PrimoPiano]]></category>

		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>

		<category><![CDATA[Bari]]></category>

		<category><![CDATA[Castello svevo]]></category>

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Da Achille Bonito Oliva, curatore della mostra di arte contemporanea &#8220;da sopra (giù nel fossato)&#8221; riceviamo una presentazione dell&#8217;esposizione che si terrà presso il Castello Svevo di Bari dal 15 marzo al 16 maggio 2010. Di seguito l&#8217;articolo di presentazione della nostra critica d&#8217;arte Renata Pepe.
Il titolo della mostra evidenzia il pathos della distanza, l’intervallo che corre tra l’artista e il mondo, lo spettatore e l’opera d’arte. Le opere degli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Francesco Schiavulli" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/mostra11.jpg" /><br />
<strong>Da Achille Bonito Oliva, curatore della mostra di arte contemporanea &#8220;da sopra (giù nel fossato)&#8221; riceviamo una presentazione dell&#8217;esposizione che si terrà presso il Castello Svevo di Bari dal 15 marzo al 16 maggio 2010. Di seguito l&#8217;articolo di presentazione della nostra critica d&#8217;arte Renata Pepe.</strong></p>
<p>Il titolo della mostra evidenzia il pathos della distanza, l’intervallo che corre tra l’artista e il mondo, lo spettatore e l’opera d’arte. Le opere degli artisti di diverse generazioni, poetiche e culture, sono disposte tutte nel fossato dell’antico castello svevo di<strong> Bari.</strong> Un assedio estetico della sensibilità contemporanea diffuso interamente ad una distanza che obbliga una contemplazione dell’arte dall’alto verso il basso.<br />
Normalmente l’arte richiede una contemplazione distanziata e frontale. In questo caso invece lo spettatore vive il privilegio di uno sguardo con una diversa prospettiva – giù nel fossato – dove sono disposte sculture, installazioni, opere luminose e sonore che vaporizzano nello spazio circostante un’immagine di un’arte che segue un percorso ascensionale: dal basso verso l’alto. Artisti multiculturali e multimediali assediano in tal modo una grande architettura del passato presa d’assalto da portatori di una sensibilità contemporanea che sa misurarsi con l’architettura, la memoria e la storia dell’arte.<br />
In tal modo il castello non è soltanto un bastione in difesa della città, ma anche un luogo capace di ospitare i segni di una sensibilità contemporanea che cerca un confronto con l’architettura del passato, un cortocircuito con la memoria di una grande architettura e l’integrazione diffusa nel quotidiano che circonda il castello.</p>
<p><img align="right" alt="KAZUO SHIRAGA" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/mostra22.jpg" />Gli artisti esposti sono Vito Acconci (USA), Maria Theresa Alves (Brasile),<strong> Jimmie Durham </strong>(USA), Marco Bagnoli (Italia), Subodh Gupta (India), Maurizio Mochetti (Italia), Lara Favaretto (Italia), Jenny Holzer (USA), Allan Kaprow (USA), Luca Maria Patella (Italia), Maurizio Nannucci (Italia), Alfredo Pirri (Italia), Francesco Schiavulli (Italia), Kazuo Shiraga (Giappone), Ben Vautier (Francia).<br />
Le opere selezionate partecipano tutte all’intento di un confronto assolutamente rispettoso del passato per stabilire una erotica conflittualità con un luogo per definizione chiuso su se stesso, ma invece per tradizione aperto ed ospitale: il castello.<br />
La sensibile adesione al progetto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, permette una mostra assolutamente inedita, a conferma di un trend espositivo che in questi anni ha coinvolto nel territorio pugliese numerosi castelli di prestigio storico.<br />
L’originalità di «Da sopra (giù nel fossato)» sta nell’indicare fisicamente una distanza ulteriore, assolutamente particolare per la contemplazione dell’arte contemporanea, aperta a tutti i viandanti della città di Bari e non vietata ai minori.<br />
<em>Achille Bonito Oliva</em></p>
<p>Il 15 marzo segna la nuova tappa del progetto Puglia – <strong>Circuito del Contemporaneo </strong>con l’inaugurazione della mostra da sopra (giù nel fossato). In questa occasione 15 artisti di fama internazionale si confrontano con il monumento simbolo della città di Bari: il Castello Svevo. Il fossato del castello viene occupato da installazioni che lo spettatore può osservare<br />
“da sopra” in un rimando tra memoria e presente, attraverso il confronto tra architettura del passato e segni d’arte contemporanea.<br />
“<strong>L’originalità di da sopra (giù nel fossato) </strong>– come anticipa il curatore Achille Bonito Oliva – sta nell’indicare fisicamente una distanza ulteriore, assolutamente particolare per la contemplazione dell’arte contemporanea, aperta a tutti i viandanti della città di Bari e non vietata ai minori”.<br />
<img align="left" alt="SUBODH GUPTA" src="http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2010/03/mostraxxx.jpg" />In occasione dell’inaugurazione il rapporto con “<strong>i viandanti della città</strong>” viene ulteriormente accentuato dalla performance a sorpresa di Lara Favaretto e dalle installazioni di Francesco Schiavulli e Allan Kaprow, che invitano ad intergire con le loro opere, andando al di là della “contemplazione”.<br />
La mostra è stata resa possibile grazie all’Accordo di Programma Quadro “Sensi Contemporanei” per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea e la valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nelle regioni del Sud Italia, siglato fra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Puglia, la Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, la Provincia di Lecce e i Comuni di Barletta e Polignano a Mare.</p>
<p>Info <a title="www.pugliacircuitodelcontemporaneo.it" href="http://www.pugliacircuitodelcontemporaneo.it">www.pugliacircuitodelcontemporaneo.it</a>; <a title="www.dasopra.it" href="http://www.dasopra.it">www.dasopra.it</a><br />
<em>In foto Francesco Schiavulli VERSOXVERSO, 2004/2010</em><em><br />
</em><em>Macchine celibi in legno di risulta, misure e materiali vari</em><em><br />
</em><em>Courtesy l’artista. </em></p>
<p><em>KAZUO SHIRAGA Pali rossi, 1953/2009</em><em><br />
</em><em>Materiali: 6 pali in legno dipinto rosso fuoco che vanno disposti all’esterno come un “tapee” indiano.</em><em><br />
</em><em>Misure: diametro 15 cm. h. 4 metri</em><em><br />
</em><em>Courtesy Fondazione Mudima, Milano</em></p>
<p><em>SUBODH GUPTA  </em><em><br />
</em><em>Gandhi&#8217;s Three Monkeys, 2007-2008</em><em><br />
</em><em>bronzo, vecchi utensili, acciaio</em><em><br />
</em><em>184 x 140 x 256 cm/200 x 131 x 155 cm/175 x 125 x 150 cm</em><em><br />
</em><em>Courtesy Galleria Continua / San Gimignano / Beijing / Le Moulin</em><br />
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