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	<title>Luca Della Dora</title>
	
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		<title>Un post è visto dal 17% dei fan di una Facebook Page</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi lavora sul social web, e lo fa con un minimo di strategia e pianificazione, sa che bombardare di messaggi le persone non è il modo giusto di interagire. O almeno, non lo è su molti canali: Facebook è uno di questi. Gli utenti tendono infatti a nascondere le pagine o gli amici che continuano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi lavora sul social web, e lo fa con un minimo di <strong>strategia</strong> e <strong>pianificazione</strong>, sa che bombardare di messaggi le persone non è il modo giusto di interagire. O almeno, non lo è su molti canali: <strong>Facebook</strong> è uno di questi. Gli utenti tendono infatti a nascondere le pagine o gli amici che continuano a condividere update, che, presi dall&#8217;entusiasmo, intasano il <strong>news feed</strong> con update o link, per quanto interessanti possano essere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4191" title="EdgeRank" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/Edge.jpg" alt="" width="560" height="217" /></p>
<p>Ma a penalizzare quest&#8217;approccio non è soltanto la pazienza delle persone: è soprattutto <strong>EdgeRank</strong>, l&#8217;algoritmo che regola la presenza &#8211; o meno &#8211; di un contenuto nel newsfeed di ciascun utente.</p>
<p><span id="more-4184"></span></p>
<p><a href="http://blog.bitly.com/post/9887686919/you-just-shared-a-link-how-long-will-people-pay">Una ricerca condotta da <strong>bit.ly</strong></a> ci racconta alcuni fatti davvero interessanti, che possono essere utili a ottimizzare al meglio la presenza del brand per cui stiamo lavorando e far sì che l&#8217;interazione con le persone si sviluppi al meglio.</p>
<p>Ma prima di osservare la ricerca, vediamo cos&#8217;è questo benedetto <strong>EdgeRank</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/EdgeRank.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-4185" title="EdgeRank: cos'è?" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/EdgeRank.jpg" alt="EdgeRank: cos'è?" width="560" height="330" /></a></p>
<p>Ed ecco alcuni <strong>punti chiave</strong> da tenere a mente:</p>
<h3>Un post vive 3 ore</h3>
<p>Ovviamente ogni pagina ha le sue specificità, a seconda del numero di fan, della quantità di contenuti che condivide e dalle interazioni che ogni azione genera, ma questa <strong>è la vita media entro cui un post compare nei newsfeed degli utenti</strong>. È quindi importante evitare di sovrapporre update in questo lasso di tempo, per evitare che uno dei due porti via spazio all&#8217;altro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4186" title="EngagementLifetime" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/EngagementLifetime.jpg" alt="" width="560" height="217" /></p>
<h3>Un post è visto dal 17% dei fan di una pagina</h3>
<p>In molti sono convinti che <strong>ogni aggiornamento condiviso venga visto da tutti i fan</strong> della propria Facebook Page: magari! È mediamente <strong>il 17% dei fan di una pagina a trovarsi l&#8217;aggiornamento tra i propri feed</strong>. È per questo che può avere senso creare più contenuti ogni giorno: in questo modo ovviamente la possibilità di raggiungere più persone aumenta &#8211; è altrettanto vero che va trovato un equilibrio per non rischiare di diventare una presenza fissa nel news feed delle stesse persone.</p>
<h3>Per Facebook l&#8217;affinità è importante</h3>
<p>Ed è per questo che parlavo di <strong>&#8220;stesse persone&#8221;</strong> poco sopra: per determinare <strong>l&#8217;affinità</strong>, Facebook analizza tutte le <strong>interazioni</strong> avvenute tra l&#8217;utente e la pagina <strong>(share, commenti, like)</strong>. Questo significa anche che per costruire una relazione con le persone è anche fondamentale <strong>interagire</strong> con loro, perché se sono soltanto gli utenti a interagire con la pagina, e non viceversa, quest&#8217;affinità va a decadere: <strong>incrementare l&#8217;affinità in maniera attiva aiuta l&#8217;EdgeRank a crescere e a far risultare quindi i propri contenuti più rilevanti per le persone</strong>.</p>
<h3>I Like sono importanti, i commenti 4 volte di più</h3>
<p>E in fondo anche lo sforzo nel lasciare un commento è diverso da quello richiesto per il click offerto da un Like: è sempre stata cosa nota che i <strong>commenti</strong> fossero più rilevanti, <a href="http://edgerankchecker.com/blog/2011/11/comments-4x-more-valuable-than-likes/">ma ora questa differenza è stata quantificata</a>, e rende l&#8217;idea di quale sia l&#8217;importanza di conversare con le persone, anche per l&#8217;algoritmo che &#8220;muove&#8221; Facebook. Chiedere alle persone la propria opinione, o incentivarle a dare un parere è un ottimo modo per accendere una conversazione e portarla avanti: è fondamentale che non sia però soltanto il primo update a vedere la marca presente, ma che lo scambio continui e crei vero valore per chi interagisce.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei punti da tenere a mente nella gestione delle conversazioni su Facebook, soprattutto <a href="http://www.comscoredatamine.com/2012/02/facebook-shows-strong-growth-over-past-five-years/?piCId=54755&amp;ns_campaign=comscore_datamine&amp;ns_mchannel=rss&amp;ns_source=general&amp;ns_fee=0&amp;ns_linkname=datamine_&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=%24%7Bdatamine%7D&amp;utm_campaign=Feed%3A+comscoredatagems+%28comScore+Data+Mine%29">osservando</a> i <strong>dati di crescita</strong> a livello mondiale dal <strong>2007</strong> (dove la penetrazione sulla popolazione internet mondiale era del <strong>12%</strong>) a fine <strong>2011</strong> (dove più del <strong>55%</strong> di chi è connesso a internet lo usa):</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4187" title="FB_growth" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/FB_growth.jpg" alt="" width="560" height="400" /></p>
<p>Vi trovate d&#8217;accordo con quanto emerge dallo studio di bit.ly o <strong>pensate che sia sempre meglio privilegiare il numero dei fan</strong> rispetto alle interazioni con loro? Non esiste una formula magica che ci renda veramente amici di <strong>Edge Rank</strong>, ma conoscendo le variabili che ne determinano le sue &#8220;scelte&#8221; è possibile pesare e <strong>ottimizzare</strong> il lavoro di interazione e conversazione con le persone, e quello che emerge è che la <strong>qualità dei contenuti</strong> condivisi e la capacità di <strong>mantenere vivi i rapporti</strong> con gli utenti sono l&#8217;unico modo certo per rendere efficace la propria presenza. Siete d&#8217;accordo?</p>
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		<title>Instagram, il 2012 è il tuo anno</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se doveste indicare la piattaforma social del 2012 su chi puntereste? Io avrei pochi dubbi a dire Instagram. Magari mi sbaglierò, sicuramente verrò smentito dai fatti e avranno ragione quelli che oggi non sembrano vedere altro che Pinterest, o su chi pensa si parlerà solo di Tumblr per i prossimi 10 anni.

Ma ci sono una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se doveste indicare la <strong>piattaforma social</strong> del <strong>2012</strong> su chi puntereste? Io avrei pochi dubbi a dire <a href="http://instagram.com/"><strong>Instagram</strong></a>. Magari mi sbaglierò, sicuramente verrò smentito dai fatti e avranno ragione quelli che oggi non sembrano vedere altro che <strong>Pinterest</strong>, o su chi pensa si parlerà solo di <strong>Tumblr</strong> per i prossimi 10 anni.</p>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/Instagrowth.jpg" alt="" title="Instagrowth" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4172" /></p>
<p>Ma ci sono una serie di motivi per cui sono convinto che i <a href="http://thenextweb.com/apps/2011/12/07/instagram-hits-15m-users-and-has-2-people-working-on-an-android-app-right-now/"><strong>15 milioni</strong> di utenti di Instagram</a> siano soltanto un piccolo numero se paragonato alla crescita che potrà avere nei prossimi 12 mesi: per i <strong>brand</strong> quindi è una grande opportunità quella di iniziare ad interagire fin da subito con le persone già attive, in modo da avere una presenza forte nel momento in cui la user-base aumenterà ulteriormente.</p>
<p><span id="more-4163"></span></p>
<h3>È per tutti</h3>
<p>A differenza di piattaforme come <strong>Foursquare</strong>, dove la gran parte della base di utenti è composta da appassionati di tecnologia o da <em>&#8220;utenti avanzati&#8221;</em>, <strong>su Instagram è presente chiunque</strong>: il gesto di scattare una <strong>fotografia</strong> è naturale per tutti, e poterlo fare in ogni momento, grazie alla sempre maggior diffusione di smartphone non è un qualcosa di nuovo o che ha bisogno di &#8220;motivazione&#8221; come &#8211; ad esempio &#8211; fare un check-in.</h2>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/instagram.jpg" alt="" title="instagram" width="560" height="177" class="aligncenter size-full wp-image-4181" /></p>
<h3>La diffusione degli smartphone</h3>
<p>Nonostante la crisi economica, <strong>la diffusione di dispositivi mobile è in continua crescita</strong> così come le connessioni a internet attraverso smartphone: ogni mese si registrano incrementi come riportato da <a href="http://www.comscoredatamine.com/2012/01/nearly-5-percent-of-eu5-traffic-generated-by-mobiles-and-tablets/">ComScore</a>.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/ComScore.jpg" alt="" title="ComScore" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4173" /></p>
<h3>Android manca all&#8217;appello</h3>
<p>E questo è uno dei punti che fa maggiormente pensare: ad oggi i 15+ milioni sono soltanto possessori di <strong>iOS</strong>. A breve <a href="http://mashable.com/2011/12/07/instagram-android/">dovrebbe essere rilasciata</a> la versione per <strong>Android</strong>: tutto lascia pensare che ci sarà un enorme incremento nel numero di utenti anche esclusivamente per questo motivo.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/Android.jpg" alt="" title="Android" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4174" /></p>
<h3>È semplice, è familiare</h3>
<p><strong>Un po&#8217; Twitter, un po&#8217; Facebook.</strong> Del primo ha la <strong>semplicità</strong>, l&#8217;assenza di fronzoli e un motore di ricerca interno che funziona davvero (perché gli utenti possono categorizzare le proprie foto attraverso #hashtag); del secondo ha sfruttato la <strong>popolarità</strong>, sia per quanto riguarda la possibilità di fare <strong>Like</strong> ai contenuti dei propri amici &#8211; e non &#8211; sia perché grazie ai commenti si può interagire, conoscere gente nuova e accedere ad altri contenuti. Di entrambi ha preso in affitto gli &#8220;spazi&#8221;, consentendo agli utenti di <strong>condividere i propri scatti</strong>, facendoli vedere così anche ai non utenti Instagram e aumenandone la popolarità.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/FBTW.jpg" alt="" title="FBTW" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4175" /></p>
<h3>L&#8217;ossessione e la gratificazione</h3>
<p>Già, perché <strong>le persone sono ormai ossessionate dal proprio smartphone</strong>, non riescono a non pranzare con una mano e scattare una foto a ciò che stanno mangiando con l&#8217;altra; dall&#8217;altra parte c&#8217;è poi ormai <strong>la convinzione che tutti possiamo essere fotografi</strong> con uno smartphone tra le mani, semplicemente perché applicando un filtro la foto appare in qualche modo &#8220;artistica&#8221; <em>(ed in alcuni casi può anche essere vero, nel senso che si possono scattare foto spettacolari anche con un iPhone, ma per la &#8220;bravura&#8221; nel cogliere un momento, non certo grazie al filtro applicato)</em>.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/Photographer.jpg" alt="" title="Photographer" width="560" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-4176" /></p>
<p>Ed è qui che i <strong>brand</strong> trovano il terreno entro cui agire: entrando in contatto con le persone senza invadere il loro spazio utilizzando messaggi &#8220;fastidiosi&#8221; o che in qualche modo interrompono un&#8217;altra attività, ma parlando il loro linguaggio, proponendo <strong>contenuti interessanti e mantenendo vive le conversazioni attraverso interazioni che portano valore agli utenti</strong>, o che li emozionino.</p>
<p>Questo può essere applicato a molte marche, delle <strong>categorie</strong> più diverse, ecco tre esempi:</p>
<h3>Food/Beverage: Starbucks</h3>
<p>Come spesso accade, <a href="http://followgram.me/u/1034466/"><strong>Starbucks</strong></a> è uno dei primi brand a sperimentare le nuove piattaforme, e così è stato anche questa volta: i suoi 230.000+ follower possono trovare <strong>foto esclusive di nuovi prodotti</strong>, immagine dall&#8217;HQ di Starbuicks e informazioni su come si consumi la Starbucks-experience nei locali di tutto il mondo, dando la possibilità agli utenti di <strong>commentare</strong> ed esprimere i propri giudizi. Quello che fa la differenza &#8211; come spesso è accaduto per Starbucks &#8211; è la <strong>propensione all&#8217;interazione</strong> con le persone, la capacità di mantenere vivo il dialogo e di non far sentire i follower passivi.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/Starbucks.jpg" alt="" title="Starbucks" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4177" /></p>
<p><em>Un altro caso di successo?</em> <a href="http://followgram.me/u/476322/">Redbull</a>.</p>
<h3>Abbigliamento: Burberry e Marc Jacobs</h3>
<p>Due approcci molto diversi: il primo (<a href="http://followgram.me/u/1889387/">Burberry</a>), più &#8220;tradizionale&#8221; mostra attraverso il suo account i <strong>dietro le quinte</strong> delle sfilate, <strong>nuovi capi in anteprima</strong> o altre curiosità per gli amanti del brand; <a href="http://web.stagram.com/n/marcjacobsintl">Marc Jacobs</a> ha fatto qualcosa di più creativo, <strong>coinvolgendo</strong> in prima persona gli utenti: ha spinto gli utenti a condividere immagini scattate durante le vacanze, in famiglia, taggandole <a href="http://followgram.me/search/marcfam">#marcfam</a>, per poi aggregarle e creare un collage contenente tutti i contributi degli utenti.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/MarcJacobs.jpg" alt="" title="MarcJacobs" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4178" /></p>
<h3>Politici: Obama</h3>
<p><strong>E chi se non lui?</strong> Dopo essere sbarcato su tutti i maggiori social network, <a href="http://web.stagram.com/n/barackobama">Obama</a> non poteva certo mancare anche qui. Instagram consente ai personaggi politici di condividere <strong>momenti importanti</strong>, magari <strong>cerimonie</strong> o <strong>incontri ufficiali</strong>, ma anche attimi più intimi, legati piuttosto all&#8217;<strong>incontro con le persone</strong>: insomma, consente di far conoscere la propria vita politica &#8211; e non &#8211; in maniera meno pomposa e impostata rispetto a quello che farebbero i media. E anche qui, la capacità di dialogo con i propri follower, e il coraggio di mettersi in gioco interagendo con loro possono fare la differenza.<br />
<img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/02/obama.jpg" alt="" title="obama" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4179" /></p>
<p><em>Solo politici? No, anche informazione, come</em> <a href="http://web.stagram.com/n/abcworldnews">ABC WorldNews</a>.</p>
<p>Questi sono solo alcuni degli ormai tanti brand che si stanno servendo delle opportunità offerte da Instagram per interagire con le persone, ma ce ne sarebbero veramente tanti altri, come testimoniano anche le continue iscrizioni a <a href="http://followgram.me/">followgram.me</a> <strong>(una start-up tutta italiana)</strong> da parte di marche globali.</p>
<p><strong>Insomma, siete anche voi convinti che il 2012 vedrà decollare definitivamente Instagram o credete che andrà a finire nel dimenticatoio? E se Facebook, Google o qualche altro gigante decidesse di acquisirla?</strong></p>
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		<title>TimelineMovieMaker: il film della tua vita, su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 22:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando la Timeline è stata resa disponibile da Facebook per tutti gli utenti (tra ritardi vari e cause legali), in tanti hanno iniziato a pensare agli utilizzi creativi che si potevano fare grazie alla cover, o a come i brand avrebbero potuto sfruttare le funzionalità offerte dalla nuova visualizzazione (a proposito, Business Insider rivela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando la <strong>Timeline</strong> è stata resa disponibile da <strong>Facebook</strong> per tutti gli utenti (<a href="http://lucadelladora.com/facebook-timeline-ritardo/">tra ritardi vari e cause legali</a>), in tanti hanno iniziato a pensare agli <strong>utilizzi creativi</strong> che si potevano fare grazie alla <strong>cover</strong>, o a come i <strong>brand</strong> avrebbero potuto sfruttare le funzionalità offerte dalla nuova visualizzazione (a proposito, <a href="http://www.businessinsider.com/facebook-preparing-launch-of-timeline-for-brand-pages-2012-1#ixzz1kfkPoHjp">Business Insider</a> rivela che il lancio della Timeline per le <strong>Brand Pages</strong> dovrebbe avvenire il <strong>29 Febbraio</strong> prossimo).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4153" title="Luca-Della-Dora-Movie" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/Luca-Della-Dora-Movie.jpg" alt="" width="560" height="337" /></p>
<p>Nel frattempo <a href="http://definition6.com/">Definition6</a> in collaborazione con <strong>Facebook</strong> ha creato un&#8217;applicazione che, ripercorrendo i nostri &#8220;ricordi&#8221; e ciò che abbiamo caricato sulla nostra <strong>Timeline</strong>, crea un vero e proprio film.</p>
<p><span id="more-4151"></span></p>
<p>L&#8217;idea in realtà è semplice (e neppure troppo diversa da quella di <a href="http://www.intel.com/museumofme/r/index.htm">Intel, con Museum of Me</a>), oltre ad essere perfettamente coerente con l&#8217;idea di fondo della Timeline: l&#8217;applicazione elabora tutto ciò che abbiamo condiviso su Facebook <em>(in realtà solo immagini, video e luoghi, mentre gli status update che si intravedono sono &#8220;finti&#8221;)</em>, e dopo qualche minuto rende disponibile <strong>un breve film con tanto di musica ed effetti special</strong>i: la cosa che stupisce è la <strong>qualità</strong> del risultato finale.</p>
<p>Ma è inutile soffermarsi a descrivere i particolari di quello che fa <a href="http://www.timelinemoviemaker.com">TimelineMovieMaker</a>, molto meglio testare voi stessi e dare vita alla vostra Timeline.</p>
<p><strong>Come fare?</strong> Cliccando qui sotto:</p>
<p><a href="http://www.timelinemoviemaker.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-4152" title="Timeline-Movie-Maker" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/Timeline-Movie-Maker.jpg" alt="" width="560" height="346" /></a></p>
<p>E non scordate di <strong>condividerla</strong> dopo aver ottenuto il risultato che vi piace di più (per ora solo attraverso Facebook&#8230;).</p>
<p>Ah, <a href="http://www.timelinemoviemaker.com/display/?t=4f270c74ef6d41-30033762">ecco il mio</a>. <img src='http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/7pt1U9TDVAI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come ottimizzare i click dei link su Twitter?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/69bUsgresBM/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/come-ottimizzare-i-click-dei-link-su-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter offre la possibilità di condividere i propri contenuti e far sì che questi siano poi RT da tutti i propri follower, dai follower dei propri follower e via così. Ma come fare per ottimizzare il CTR (click-thorugh-rate, la percentuale di click) dei propri link? Dan Zarrella ha pubblicato un interessante infographic costruito grazie all&#8217;analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Twitter</strong> offre la possibilità di condividere i propri contenuti e far sì che questi siano poi <strong>RT</strong> da tutti i propri follower, dai follower dei propri follower e via così. Ma come fare per ottimizzare il <strong>CTR</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Click-through_rate">click-thorugh-rate, la percentuale di click</a>) dei propri link? <a href="http://danzarrella.com/infographic-how-to-get-more-clicks-on-twitter.html"><strong>Dan Zarrella</strong></a> ha <a href="http://danzarrella.com/infographic-how-to-get-more-clicks-on-twitter.html">pubblicato</a> un interessante infographic costruito grazie all&#8217;analisi di una serie di dati raccolti negli ultimi mesi <em>(ha calcolato il CTR come numero di click di link tweettati diviso per il numero di follower che gli account in questione avevano al momento della condivisione del link)</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4142" title="120-130" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/120-130.jpg" alt="" width="560" height="446" /></p>
<p>Pubblicare tweet <strong>tra i 120 e i 130 caratteri</strong> garantisce un CTR decisamente maggiore rispetto a tweet molto più brevi, ad esempio.</p>
<p><span id="more-4141"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4143" title="25" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/25.jpg" alt="" width="560" height="396" /></p>
<p>Inserire il link all&#8217;inizio o alla fine del tweet non incoraggia certo il CTR: molto meglio inserirlo ad <strong>un quarto del tweet</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4144" title="slow" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/slow.jpg" alt="" width="560" height="464" /></p>
<p>Condividere troppi link fa decrescere gradualmente i click sugli stessi: <strong>tweettate con parsimonia quindi</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4145" title="verb" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/verb.jpg" alt="" width="560" height="522" /></p>
<p>Ci sono poi una serie di altri interessanti dati, come la scelta nell&#8217;utilizzo di <strong>verbi, avverbi, sostantivi o aggettivi</strong>, che rendono la ricerca davvero interessante: potete vedere l&#8217;<strong>infographic</strong> in <strong>hi-res</strong> cliccando <a href="http://danzarrella.com/infographic-how-to-get-more-clicks-on-twitter.html"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p><strong>Voi avete qualche altro suggerimento utile per far sì che quello che condividete con i vostri follower venga veramente letto e possa quindi portare valore a chi vi segue?</strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/69bUsgresBM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lucadelladora.com/come-ottimizzare-i-click-dei-link-su-twitter/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>#hashtag marketing: quando funziona?</title>
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		<comments>http://lucadelladora.com/hashtag-brand/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[#ilpiùgrandespettacolodopoilweekend]]></category>
		<category><![CDATA[#sapevatelo]]></category>
		<category><![CDATA[#vadaabordocazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[hashtag]]></category>
		<category><![CDATA[marca]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a pochi mesi fa era il &#8220;cancelletto&#8221; che la maggior parte delle persone associava soltanto alle tastiere dei propri telefonini, ora che Twitter sta diventando mainstream anche in Italia, è il simbolo che categorizza gli update sui social network &#8211; e non solo.

A portare l&#8217;hashtag nelle case del grande pubblico &#8211; in Italia &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a pochi mesi fa era il <strong>&#8220;cancelletto&#8221;</strong> che la maggior parte delle persone associava soltanto alle tastiere dei propri telefonini, ora che <strong>Twitter</strong> sta diventando mainstream anche in <strong>Italia</strong>, è il simbolo che categorizza gli update sui social network &#8211; e non solo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4130" title="hashtag-main" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/hashtag-main.jpg" alt="" width="560" height="300" /></p>
<p>A portare l&#8217;<strong>hashtag</strong> nelle case del grande pubblico &#8211; in Italia &#8211; ci ha pensato <a href="https://twitter.com/#!/sarofiorello"><strong>Fiorello</strong></a> con il suo show <a href="https://twitter.com/#!/search/ilpiùgrandespettacolodopoilweekend"><strong>#ilpiùgrandespettacolodopoilweekend</strong></a>, ma ci sono decine di altri hashtag divenuti ormai &#8220;famosi&#8221;: dal tristemente noto <a href="https://twitter.com/#!/search/vadaabordocazzo">#vadaabordocazzo</a>, all&#8217;ormai senza tempo <a href="https://twitter.com/#!/search/sapevatelo">#sapevatelo</a> &#8211; tanto per citare esempi del nostro paese.</p>
<p><span id="more-4120"></span></p>
<p>Ecco un <strong>infographic</strong> con tutti i più popolari nel 2011:</p>
<p><a href="http://images.hootsuite.com/infographics/infographic_hootsuite_trends_2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4126" title="top-twitter-trends-2011-infographic" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/top-twitter-trends-2011-infographic.jpg" alt="" width="560" height="135" /></a><br />
<a href="http://images.hootsuite.com/infographics/infographic_hootsuite_trends_2011.jpg">Clicca <strong>qui</strong> per vedere l&#8217;infographic</a>.</p>
<p>Ma non sono solo fenomeni che nascono dal basso, dalla gente, a servirsi degli hashtag: <strong>molti brand </strong>infatti stanno sfruttando le opportunità che offre quello che è nato inizialmente come facilitatore per gli utenti di Twitter a raggruppare i loro tweet e legarli ad un tema.</p>
<p>I <strong>brand</strong> presenti su <strong>Twitter</strong> sembrano essersi lanciati nella corsa a chi diventa più in fretta &#8211; e più spesso &#8211; <strong>Trending Topic</strong>, ma siamo certi che l&#8217;impegno profuso per far sì che un hashtag legato al proprio brand giustifichi i <strong>risultati</strong> ottenuti? Non è forse meglio dedicarsi ad <strong>interagire</strong> maggiormente con le persone piuttosto che far scalare la classifica del topic più discusso? È vero che la <strong>visibilità</strong> offerta dal raggiungimento di quest&#8217;obiettivo è decisamente alta, ma credo che questo possa portare un vero risultato solo se esiste una strategia di fondo a questa &#8220;corsa&#8221;. Parlo ad esempio di marche che vogliono che le persone citino una determinata <strong>#parola</strong> perché questo può portare al raggiungimento di un determinato risultato (come fa <a href="https://twitter.com/#!/BNLperTelethon">BNL per Telethon</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/#!/wearesocialit"><em>cliente di We Are Social</em></a>), o di <strong>eventi</strong> sponsorizzati per cui è interessante raccogliere tutti i contributi.</p>
<p>Questo secondo tipo di iniziative è quella per cui probabilmente l&#8217;utilizzo di hashtag ha il maggior impatto: seguire <strong>un evento in diretta</strong> è spesso difficile, seguirlo ascoltando le voci di diverse persone, con differenti punti di vista e competenze, sarebbe quasi impossibile se tutte le conversazioni non venissero aggregate grazie all&#8217;utilizzo di hashtag: gli esempi in questo caso sono infiniti &#8211; dall&#8217;SXSW, alla più italiana Social Media Week, a qualsiasi partita di calcio (<a href="https://twitter.com/#!/search/juveroma">#juveroma</a> ieri sera era TT).</p>
<p>Finché sono pochi i brand ad &#8220;emergere&#8221; tra gli hashtag spontanei il valore può mantenersi comunque alto, se non altro in termini di <strong>awareness</strong>, ma quando nella colonna di sinistra &#8211; accanto ai tweet &#8211; troverete 10 brand, anziché 10 argomenti nati spontaneamente, non credete che il loro utilizzo <strong>perderà di valore?</strong></p>
<p>Ci sono poi casi in cui la scelta di promuovere la propria marca attraverso un promoted hashtag si è rivelata davvero infelice, come successo ad esempio a <a href="http://www.forbes.com/sites/kashmirhill/2012/01/24/mcdstories-when-a-hashtag-becomes-a-bashtag/"><strong>McDonald&#8217;s</strong> che ha visto il suo <strong>#McDStories</strong> trasformarsi in una raccolta di <strong>#McDHorrorStories</strong></a> create dai detrattori del brand.</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>I did vomit during the new year countdown in 1995/96. At Darling Harbour with Rob and Stoltz after too much bourbon and vodka. <a href="https://twitter.com/search/%2523McDStories">#McDStories</a></p>
<p>— Lindsay McDougall (@Doctortriplej) <a href="https://twitter.com/Doctortriplej/status/161948959886159872" data-datetime="2012-01-24T23:10:15+00:00">January 24, 2012</a></p></blockquote>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script><a href="http://www.flickr.com/photos/rossgrady/5312859416/sizes/l/in/photostream/"><img class="aligncenter size-full wp-image-4132" title="McDonalds" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/01/McDonalds.jpg" alt="" width="560" height="279" /></a> Image: <a href="http://www.flickr.com/photos/rossgrady/">ross.grady, Flickr</a></p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>My wife can always tell when I&#8217;ve been to McDonalds by the smell of farts <a href="https://twitter.com/search/%2523McDstories">#McDstories</a></p>
<p>— Jason Kaplan (@Siriusjay) <a href="https://twitter.com/Siriusjay/status/161901533640933376" data-datetime="2012-01-24T20:01:48+00:00">January 24, 2012</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, credo che &#8211; come sempre &#8211; l&#8217;utilizzo di un <strong>canale</strong> (come Twitter, ma anche Instagram) e degli <strong>strumenti</strong> che mette a disposizione (in questo caso l&#8217;hashtag) possa portare <strong>valore a una marca</strong> soltanto se non fine a se stesso, e soprattutto non invadente nei confronti delle persone. <strong>Voi avete in mente campagne interessanti, curiose o &#8211; perché no? &#8211; completamente #fail sviluppate da qualche brand?</strong></p>
<p>Ah, potete embeddare nel vostro sito il pulsante ufficiale scaricandolo da <a href="https://twitter.com/about/resources/buttons#hashtag"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p><a href="https://support.twitter.com/entries/49309-what-are-hashtags-symbols">* se non sai precisamente cosa sia un hahstag, puoi leggere <strong>qui</strong> come lo spiega Twitter stesso.</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/jRjFzwqcMug" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Twitter: 5 motivi per cui il redesign nasconde molto altro</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/oAblFyNkmbY/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/twitter-redesign-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Connect]]></category>
		<category><![CDATA[Dick Costolo]]></category>
		<category><![CDATA[Discover]]></category>
		<category><![CDATA[Interactions]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Dorsey]]></category>
		<category><![CDATA[Redesign]]></category>

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		<description><![CDATA[E dopo le Google+ Pages, il lancio della Timeline da parte di Facebook, è arrivato il momento dei grandi annunci anche per Twitter. E non si tratta di piccoli cambiamenti, ma di sostanziali modifiche al servizio, tutte finalizzate a rendere la piattaforma sempre più adatta a favorire conversazioni e interazioni tra le persone e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E dopo le <a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/11/google-pages-connect-with-all-things.html">Google+ Pages</a>, il <a href="https://blog.facebook.com/blog.php?post=10150289612087131">lancio della <strong>Timeline</strong> da parte di <strong>Facebook</strong></a>, è arrivato il momento dei <a href="http://blog.twitter.com/2011/12/lets-fly.html">grandi annunci anche per <strong>Twitter</strong></a>. E non si tratta di piccoli cambiamenti, ma di sostanziali modifiche al servizio, tutte finalizzate a rendere la piattaforma sempre più adatta a favorire <strong>conversazioni</strong> e <strong>interazioni</strong> tra le persone e le marche, rendendo l&#8217;esperienza d&#8217;uso più <strong>semplice</strong> e <strong>immediata</strong>, in modo da raggiungere sempre più utenti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4106" title="NewTwitter" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/NewTwitter.jpg" alt="NewTwitter" width="560" height="341" /></p>
<p>I cambiamenti principali possono essere riassunti in: completo <strong>redesign</strong> dell&#8217;interfaccia web, delle App per iOS e Android e di Tweetdeck nell&#8217;ottica di uniformare l&#8217;esperienza a prescindere dal device utilizzato; introduzione di elementi di <strong>personalizzazione per i brand</strong>, con brand page e nuove feature dedicate; ridefinizione dell&#8217;esperienza di <strong>navigazione</strong>.</p>
<p><span id="more-4099"></span></p>
<p>Senza entrare nel merito del redesign <em>(che potete osservare voi stessi semplicemente accedendo a </em><a href="https://twitter.com/">Twitter</a><em>)</em>, quello che è interessante è capire il perché di alcuni elementi disposti in un determinato modo, e di alcune feature dedicate alle brand page.</p>
<p><strong>Home</strong>, <strong>Connect</strong>, <strong>Discover</strong> e <strong>Me</strong> sono le 4 sezioni principali a cui è possibile accedere ora, sia che si navighi dal proprio iPhone, che via web:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4107" title="Home Connect Discover Me" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455905-alle-16.32.12.jpg" alt="Home Connect Discover Me" width="560" height="163" /></p>
<ul>
<li>Accedendo a <strong>Home</strong> si possono vedere i tweet delle persone che siamo seguendo &#8211; insomma, è la <strong>vecchia timeline</strong>, quindi niente di nuovo.</li>
<li><strong>Connect</strong> sostituisce la vecchia sezione dedicata alle <strong>Mentions</strong>, o meglio, la integra con le <strong>Interactions</strong> &#8211; ovvero tutte quelle azioni compiute da chi seguiamo o chi ci sta seguendo <em>(al suo interno si possono vedere gli ultimi follower che hanno iniziato a seguirci o RT dei nostri tweet, o se qualcuno ha inserito un nostro tweet tra i suoi preferiti)</em>: insomma, viene dato peso a tutte le interazioni di chi ci segue o di chi seguiamo, creando opportunità per le marche che sappiano interagire e farsi quindi notare dalle persone.</li>
<li>Un tempo la terza Tab era quella dedicata ai DM &#8211; Direct Message &#8211; ora è invece diventata <strong>#Discover</strong>. Cos&#8217;è? È la sezione che contiene <strong>Stories</strong>, <strong>Trends</strong> e <strong>consigli su chi seguire</strong>. Ad una prima occhiata sembrerebbe qualcosa di superficiale, o funzionale solo a esplorare i Trends o favorire la serendipity, invece &#8211; a ben vedere &#8211; non è altro che <strong>un ulteriore spazio che i brand potranno fare loro promuovendo i loro prodotti</strong>.</li>
<li>Ed eccoci alla quarta Tab, <strong>Me</strong>, quella che mostra il proprio profilo e &#8211; finalmente &#8211; i <strong>DM</strong>, che un tempo erano una parte centrale di Twitter, mentre ora sembra che &#8211; con queste novità &#8211; si voglia quasi disincentivarne l&#8217;uso, spingendo le persone a interagire pubblicamente, anziché in forma privata <em>(tip: per accedere ai DM &#8211; da iPhone &#8211; è sufficiente far scorrere un dito verso l&#8217;alto in corrispondenza dell&#8217;icone Me).</em></li>
</ul>
<p>E questo riguarda, a grandi linee, ciò che è stato modificato nell&#8217;esperienza di navigazione per le persone.<br />
Qui sotto invece potete vedere una <strong>brand page</strong> (per ora soltanto <strong>21 brand</strong> hanno avuto accesso alla nuova funzionalità): quello che è da subito evidente è la possibilità di <strong>personalizzare l&#8217;header</strong> e l&#8217;opportunità di <strong>mantenere un determinato tweet sempre in evidenza</strong> <em>(ovviamente sceglierne uno con una foto o un video offre un impatto decisamente maggiore)</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4108" title="@Heineken" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455905-alle-14.37.41.png" alt="@Heineken" width="560" height="406" /></p>
<p>Per vedere altri esempi di brand page già attive potete navigare tra queste: <a href="https://twitter.com/americanexpress">@AmericanExpress</a>, <a href="https://twitter.com/bestbuy">@BestBuy</a>, <a href="https://twitter.com/bing">@bing</a>, <a href="https://twitter.com/chevrolet">@chevrolet</a>,<a href="https://twitter.com/cocacola"> @CocaCola</a>, <a href="https://twitter.com/dell">@Dell</a>, <a href="https://twitter.com/disneypixar">@DisneyPixar</a>, <a href="https://twitter.com/generalelectric">@generalelectric</a>, <a href="https://twitter.com/heineken">@Heineken</a>, <a href="https://twitter.com/hp">@HP</a>, <a href="https://twitter.com/intel">@intel</a>, <a href="https://twitter.com/jetblue">@JetBlue</a>, <a href="https://twitter.com/kia">@Kia</a>, <a href="https://twitter.com/mcdonalds">@McDonalds</a>, <a href="https://twitter.com/nikebasketball">@nikebasketball</a>, <a href="https://twitter.com/NYSE_Euronext">@NYSE_Euronext</a>, <a href="https://twitter.com/ghostprotocol">@GhostProtocol</a>, <a href="https://twitter.com/pepsi">@pepsi</a>, <a href="https://twitter.com/staples">@Staples</a>, <a href="https://twitter.com/subwayfreshbuzz">@subwayfreshbuzz</a>, <a href="https://twitter.com/verizonwireless">@VerizonWireless</a>.</p>
<p>Senza quindi andare nel dettaglio di tutte le altre novità introdotte (come la possibilità di <a href="https://dev.twitter.com/blog/tweets-and-buttons">embeddare i tweed al di fuori di Twitter</a>), ecco <strong>5 aspetti </strong>secondo me davvero importanti che emergono:</p>
<h2>1. Twitter vuole diventare grande</h2>
<p>Ed è per questo che le novità introdotte sono volte alla semplificazione nell&#8217;esperienza d&#8217;uso, per far sì che chiunque possa utilizzare Twitter, per <strong>raggiungere</strong> &#8211; potenzialmente &#8211; <strong>ogni persona sulla Terra</strong> e permettergli di interagire con gli altri. E non si tratta soltanto di intenzioni e belle parole, ma l&#8217;apertura della sede di San Francisco e le <strong>sempre maggiori opportunità offerte ai brand</strong> ne sono la dimostrazione.</p>
<h2>2. I dettagli fanno la differenza</h2>
<p>Avete visto che l&#8217;icona <strong>&#8220;Home&#8221;</strong> è una <strong>casetta per gli uccelli</strong> e non una semplice casa? O che la <strong>penna</strong> per comporre un messaggio è una <strong>piuma</strong>? Ok, sono solo piccoli dettagli, ma sono quelli che dimostrano <strong>l&#8217;attenzione che viene messa in ogni particolare del prodotto</strong>, e sono quelli che differenziano qualcosa di buono da qualcosa di ottimo.</p>
<h2>3. L&#8217;influenza di Dick Costolo nel lavoro di Jack Dorsey</h2>
<p>Insomma, per la prima volta la visione iniziale di Twitter (di Dorsey) si sposa con le idee di Costolo legate al <strong>real-time social advertising:</strong> la parte più evidente di questo è la sezione Discover ed il design delle nuove brand page dedicate, ma è tutta l&#8217;esperienza d&#8217;uso a dare l&#8217;impressione di andare in quella precisa direzione.</p>
<h2>4. La ricerca perde peso, l&#8217;identità ne acquista</h2>
<p>Proprio come accade su Facebook, dove la ricerca ha un&#8217;importanza relativa, anche su Twitter, sembra ora aver perso rilevanza. Certo il search box è sempre al suo posto, ma la sua importanza sembra aver perso enfasi, dandone di più ai <strong>contenuti spinti spontaneamente dalle persone</strong>. Discorso opposto di può invece fare per l&#8217;enfasi che sta acquisendo la <strong>&#8220;vera identità&#8221;</strong>. Basta dare un&#8217;occhiata ad un qualsiasi <strong>RT</strong>: non c&#8217;è più scritto <em>&#8220;retweeted by @Luca2D&#8221;</em>, ma <em>&#8220;retweeted by Luca Della Dora&#8221;</em>. Sembra che anche Twitter, come Facebook, voglia far sì che le persone si rivelino secondo quella che è la loro vera identità: è importante per un luogo sempre più popolato che ognuno sia responsabile delle proprie azioni &#8211; o parole &#8211; e utilizzare un nome vero può aiutare a perseguire questo obiettivo, oltre che porre Twitter come alternativa a Facebook.</p>
<h2>5. Disincentivo ad usare i DM</h2>
<p>Come detto poco sopra, per scrivere o leggere DM, ora c&#8217;è bisogno di un passaggio in più: non sono sicuramente più tra le parti centrali di Twitter, e non sono assolutamente convinto che questo &#8220;spostamento&#8221; sia solo implicabile alla volontà di semplificare l&#8217;esperienza d&#8217;uso, ma sia piuttosto legato al fatto che <strong>Twitter vuole spingere le persone a creare quanti più contenuti possibili pubblicamente</strong>, in modo da favorire i brand che voglio prendere parte alle conversazioni.<br />
È interessante notare come <strong>Facebook</strong>, <strong>Google+</strong> e ora <strong>Twitter</strong> (ma anche, nel suo piccolo, anche <strong>Foursquare</strong>) abbiano iniziato proponendo alcune funzionalità, per poi <strong>evolversi</strong> pian piano e offrire sempre di più un&#8217;esperienza d&#8217;uso completa, che permette alle persone di creare dei luoghi personali, simili a <strong>website</strong>, chiaramente con specificità diverse.</p>
<p>Qui il video che racconta il nuovo approccio di Twitter:<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/0qqDy5BmYKE" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>Voi che ne pensate? Avete già preso familiarità con la nuova grafica e le nuove funzioni di Twitter?</strong></p>
<p>Ma soprattutto, h<strong>a senso che abbiate un account Twitter</strong>? Un interessante infographic di <a href="http://www.flowtown.com/"><strong>Flowtown</strong></a> e <a href="http://columnfivemedia.com/work-types/infographics/"><strong>ColumnFive</strong></a> vi aiuterà a rispondere a questa domanda.</p>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/TWITTER-FLOWCAHRT-FLOWTOWN1.jpg" alt="" title="TWITTER-FLOWCAHRT-FLOWTOWN1" width="560" height="1342" class="aligncenter size-full wp-image-4115" /><br />
<a href="http://www.flowtown.com/blog/should-you-have-a-twitter?display=wide">Qui</a> in hi-res</p>
<p>Se volete dire la vostra potete usare lo spazio qui sotto, quello dedicato ai <strong>commenti</strong>, oppure seguirmi e farmi sapere qual è la vostra opinione <a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/Luca2D" data-show-count="false" data-lang="en">Follow @Luca2D</a><br />
<script type="text/javascript">// <![CDATA[
 !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");
// ]]&gt;</script></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/oAblFyNkmbY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Social Marketing nel 2011, per i Social Consumer del 2012</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/wiTtnmLc5jA/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/il-social-marketing-nel-2011-per-i-social-consumer-del-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Stats]]></category>
		<category><![CDATA[Hudson Group]]></category>
		<category><![CDATA[Pivot]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 è stato un anno molto importante per il social web, un po&#8217; per l&#8217;emergere di nuovi trend e attori coinvolti (uno su tutti: Google+), un po&#8217; per la consapevolezza che i brand stanno assumendo nell&#8217;utilizzo di questi strumenti. L&#8217;importanza si riflette però anche in grandi aspettative da parte di chi ha investito in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>2011</strong> è stato un anno molto importante per il <strong>social web</strong>, un po&#8217; per l&#8217;emergere di <strong>nuovi trend e attori coinvolti</strong> <em>(uno su tutti: Google+)</em>, un po&#8217; per la <strong>consapevolezza</strong> che i brand stanno assumendo nell&#8217;utilizzo di questi strumenti. L&#8217;importanza si riflette però anche in <strong>grandi aspettative</strong> da parte di chi ha investito in azioni di <strong>marketing</strong> sui social media, e delle persone che sono oggi sempre più esigenti nell&#8217;intrattenere conversazioni con le marche.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4093" title="social-media" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/social-media.jpg" alt="" width="560" height="383" /></p>
<p><strong>Pivot</strong> &#8211; insieme a <strong>Hudson Group</strong> &#8211; ha condotto una <a href="http://2012.pivotcon.com/research_reports/SoSM2012.pdf">ricerca</a> che ha coinvolto 181 tra brand manager, professionisti che lavorano in agenzie e specialisti del campo della comunicazione, per capire in che modo &#8211; nel 2012 &#8211; le aziende manterranno attiva la propria presenza sui social media e interagiranno con i <strong>Social Consumer</strong>.</p>
<p><span id="more-4079"></span></p>
<p>Prima di osservare i risultati dello studio è però interessante capire <strong>cosa si intende per Social Consumer</strong>: <em>è un consumatore che prima di effettuare un acquisto si serve del social web per trovare informazioni utili o consigli (che siano blog con recensioni di prodotti, i suoi amici o parenti su Facebook, o magari Tips lasciati attraverso Foursquare, poco importa)</em>. È evidente quindi l&#8217;importanza per un brand di stabilire con queste persone un rapporto, un punto di contatto da offrire nel momento in cui le decisioni d&#8217;acquisto debbano essere condizionate &#8211; o, quantomeno, indirizzate.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4095" title="Social Consumer" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/consumer.jpg" alt="" width="560" height="290" /></p>
<p>Insomma, il Social Consumer non segue il classico approccio lineare nella decisione d&#8217;acquisto, ma è <strong>ispirato</strong> e <strong>influenzato</strong> dai suoi contatti e dalle sue interazioni, che giocano un ruolo fondamentale, anche per le possibilità offerte dal web di convertire in pochi click un&#8217;intenzione in una transazione.</p>
<p>E se pensiamo che <a href="http://lucadelladora.com/25-miliardi-di-contenuti-condivisi-via-facebook-ogni-mese-che-influenzano-gli-acquisti/?utm_source=BlogGlue_network&amp;utm_medium=BlogGlue_Plugin">il <strong>77%</strong> di chi acquista online, lo fa dopo aver letto almeno una <strong>recensione</strong></a>, e <a href="http://lucadelladora.com/social-commerce-2015-infographi/">l&#8217;<strong>81%</strong> dopo aver ricevuto un <strong>consiglio</strong></a>, beh, capiamo le dimensioni del fenomeno &#8211; anche alla luce del fatto che il 70% degli adulti che visitano social network fanno acquisti online, e sono l&#8217;80% degli utenti internet totali…</p>
<p>Il primo dato interessante che emerge dalla ricerca (di cui potete <a href="http://2012.pivotcon.com/research_reports/SoSM2012.pdf">scaricare il <strong>pdf</strong></a>) riguarda la percezione che i brand hanno riguardo quelli che secondo loro sono <strong>i benefici che le persone si aspettano di trarre dalla presenza delle marche sul social web</strong>: non emerge un benefit in particolare, ma è la somma di tutti quelli che vengono evidenziati a far capire come le conversazioni sul social web possano andare incontro ad una serie di esigenze e necessità.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4081" title="Benefici attesi" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide15.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p>Quando si è trattato poi di capire <strong>dove si trovano</strong> &#8211; secondo gli intervistati &#8211; i Social Consumer, a farla da padroni sono stati &#8211; ovviamente &#8211; <strong>Facebook</strong> (con il 95%) e <strong>Twitter</strong> (con l&#8217;89%), con <strong>LinkedIn</strong> subito dietro (con il 75.9%) e a seguire tutti gli altri canali.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4082" title="Dove si trovano i social consumer" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide08.jpg" alt="" width="560" height="420" /><br />
<em>Va sottolineata anche l&#8217;alta percentuale assegnata a <strong>Google+</strong> (42%) se si tiene conto che al momento della ricerca, non erano ancora disponibili le Google+ Brand Pages, e il canale era veramente appena nato.</em></p>
<p>Altro punto interessante riguarda i <strong>dispositivi mobile</strong>, sempre più diffusi e sempre più utilizzati anche per chi fa <strong>acquisti online</strong> o <strong>interagisce</strong> con i brand: ma quali canali social visitano più frequentemente le persone? Oltre agli scontati Facebook e Twitter, è decisamente significativo il dato che riguarda <strong>Foursquare</strong>: il <strong>50%</strong> degli intervistati lo ritiene un luogo fondamentale per i suoi Social Consumer, a testimonianza del fatto che la geolocalizzazione stia continuando a crescere in termini di popolarità.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4083" title="Mobile" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide09.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p>Passiamo ora ai servizi che offrono <strong>deals, offerte speciali</strong> o <strong>coupon</strong>: qui a farla da padrone è <strong>Groupon</strong>, che stacca i vari Living Social &amp; co., e va sottolineata la resa di Facebook in questo settore, visto che <a href="http://www.reuters.com/article/2011/08/26/us-facebook-deals-idUSTRE77P6Q820110826">ad Agosto ha annunciato la fine del progetto Deals</a>.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4084" title="Deals, Groupon, Living Social" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide12.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p>La seguente tabella ci dimostra invece come sia ormai chiaro per i brand che la presenza sul social web valga ben poco se non sostenuta su una strategia basata sul coinvolgimento delle persone. E per <strong>coinvolgimento</strong> si intende quel mix tra <strong>contenuti</strong>, <strong>conversazioni</strong>, <strong>interazioni</strong> e <strong>informazioni</strong> che siano in grado di creare valore per le persone.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4085" title="Engagement" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide16.jpg" alt="Engagement" width="560" height="420" /></p>
<p>Gli ultimi dati riportati dalla ricerca riguardano le previsioni l&#8217;approccio verso i Social Consumer per i prossimi anni, in termini di <strong>sperimentazione</strong>, <strong>investimenti</strong> e <strong>obiettivi</strong>.</p>
<p>E il <strong>2013</strong> è visto come l&#8217;anno decisivo per il primo dei tre aspetti, probabilmente perché il 2012 è troppo vicino, ma d&#8217;altra parte c&#8217;è la consapevolezza che è necessario affrettarsi per non trovarsi a inseguire i competitor che avranno &#8211; magari &#8211; già intrapreso la strada del social marketing.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4087" title="Sperimentazione" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide19.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p>In termini di <strong>budget</strong> il trend è <strong>positivo</strong>, visto che il 25% dice che nei prossimi due anni gli investimenti sul social web aumenteranno del 5/10%, con un 18.2% che dichiara che nel 2013 potrebbero aumentare anche del 30%.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4088" title="Budget in Social Media" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide25.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p>E siamo ora all&#8217;ultimo punto, quello più importante, quello che riguarda gli <strong>obiettivi</strong> che gli addetti ai lavori intervistati hanno dichiarato di essersi posti per il 2012.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4089" title="Goals" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Slide26.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p>È importante, partendo da quest&#8217;ultimo punto, definire obiettivi realistici e misurabili e solo in un secondo momento decidere in che modo attivare e mantenere la propria presenza sul social web (&#8230; se ha ancora senso parlare si social web, visto che è ormai difficile isolare elementi non social sul web), ed allocare il proprio budget sulla base di queste scelte.</p>
<p><strong>Voi cosa ne pensate?</strong> Che insight pensate di poter trarre da questo studio?</p>
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		<title>Perché Facebook ha acquistato Gowalla?</title>
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		<comments>http://lucadelladora.com/perche-facebook-ha-acquistato-gowalla/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Location Based Services]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[Geolocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Geolocation Josh Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Gowalla]]></category>
		<category><![CDATA[LBS]]></category>
		<category><![CDATA[Location Based Service]]></category>
		<category><![CDATA[Zuckerber]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché Facebook vuole che le persone condividano la loro posizione sempre più spesso (interessante vero?:)). Ma non si tratta di portare Gowalla dentro a Facebook, ma di rendere la sua esperienza &#8211; anche via mobile &#8211; … un&#8217;esperienza.

Almeno in questa prima fase, il dev team di Gowalla lavorerà sulla Timeline (presentata &#8211; e mai lanciata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perché Facebook vuole che le persone condividano la loro posizione sempre più spesso</strong> (interessante vero?:)). Ma non si tratta di portare Gowalla dentro a Facebook, ma di rendere la sua esperienza &#8211; anche via mobile &#8211; … <strong>un&#8217;esperienza</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4063" title="Facebook acquista Gowalla" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/FBGowalla.jpg" alt="Facebook acquista Gowalla" width="560" height="331" /></p>
<p>Almeno in questa prima fase, <strong>il dev team di Gowalla lavorerà sulla Timeline</strong> (presentata &#8211; <a href="http://lucadelladora.com/facebook-timeline-ritardo/">e mai lanciata</a> &#8211; il 22 Settembre 2011 da Zuckerberg) e si dedicherà al suo sviluppo, magari integrando alcune feature legate alla localizzazione, che fino ad oggi sono state relegate a <strong>Places</strong>, non fornendo però appunto nessuna vera esperienza all&#8217;utente.</p>
<p><span id="more-4057"></span></p>
<p>Non inizieremo quindi a vedere Pins e Passport di Gowalla, perché, appunto, <a href="http://www.reuters.com/article/2011/12/05/us-facebook-gowalla-idUSTRE7B41SZ20111205">l&#8217;acquisizione riguarda il team di sviluppatori, non il servizio stesso</a>.</p>
<p><strong>Gowalla</strong> <em>(lanciato a Marzo 2009, come Foursquare)</em>, ha cambiato diverse volte faccia, ma sempre facendo leva sull&#8217;aspetto <strong>entertaining</strong> del prodotto, coinvolgendo le persone attraverso <strong>interazioni</strong> legate al <strong>gioco</strong>, alla condivisione di <strong>immagini</strong>, agli items, ai Pin e altri riconoscimenti che non fanno altro che &#8220;premiare&#8221; gli utenti facendoli sentire parte di un&#8217;esperienza, appunto.</p>
<p>Come dice <strong>Zuckerberg</strong> stesso:</p>
<address>&#8220;In talking with the Gowalla team, we realized that we share many of the same goals: building great products that reach millions of people, making a big impact quickly, and creating new ways for people to connect and share what&#8217;s going on in their lives&#8221;.</address>
<p><strong>Ma perché è tanto importante per Facebook l&#8217;expertise di Gowalla?</strong> Per almeno tre motivi:</p>
<ul>
<li>Perché pian piano sta prendendo &#8211; finalmente &#8211; piede la consapevolezza che <strong>la geolocalizzazione non è un&#8217;applicazione</strong>, ma uno strumento che &#8211; se inserito all&#8217;interno di una strategia più ampia, per capire i <strong>comportamenti</strong> delle persone &#8211; offre l&#8217;opportunità di rispondere a determinati bisogni.</li>
</ul>
<ul>
<li>Perché la <strong>convergenza tra tecnologia mobile e social web</strong>, consente ai brand di trarre valore dalle azioni compiute nei luoghi (<em>da</em> e <em>tra</em> le persone). E lo può fare in diversi modi: attraverso <strong>informazioni</strong> o <strong>promozioni</strong> dedicate a chi si trova in quel determinato posto; offrendo sconti a chi lo <strong>visita frequentemente</strong>; o <strong>monitorando</strong> il volume di presenze e commenti ad esso legati.</li>
</ul>
<ul>
<li>Perché se &#8211; <a href="http://www.clickz.com/clickz/news/2130251/foursquare-reaches-15m-users-triples-audience">come annunciato da ClickZ</a> &#8211; <strong>Foursquare</strong> ha ufficialmente superato il traguardo dei <strong>15 milioni di utenti</strong> <em>(il triplo rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e per il 50% fuori dagli USA)</em>, significa che il trend legato alla geolocalizzazione non sta conoscendo pause, ma è in continua crescita, e <strong>Facebook</strong> &#8211; con i suoi <strong>350 milioni di utenti mobile</strong> &#8211; può far leva su una base utenti decisamente importante.</li>
</ul>
<p>Questo non significa che d&#8217;ora in poi le persone magicamente inizieranno a condividere la propria posizione &#8211; o almeno, non sarà frutto della semplice acquisizione di un team di sviluppatori &#8211; ma sarà <strong>un&#8217;ulteriore possibilità offerta ai brand per interagire con i propri consumatori</strong>, attraverso azioni legate alla loro posizione geografica.</p>
<p>Per gli utenti sarà invece possibile usufruire della <strong>Timeline</strong> come memoria sempre più completa delle proprie interazioni con le persone: su questo punto <strong>Facebook sarà sicuramente molto prudente</strong>, viste le recenti &#8211; e continue &#8211; vicissitudini legali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4068" title="Facebook Timeline" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/facebook-timeline-maps-big.jpg" alt="Facebook Timeline" width="560" height="374" /></p>
<p><a href="http://twitter.com/jw"><strong>Josh Williams</strong></a> &#8211; <em>CEO di Gowalla</em> &#8211; ha <a href="http://blog.gowalla.com/post/13782997303/gowalla-going-to-facebook">annunciato</a> che <strong>Gowalla verrà dismesso a fine Gennaio</strong>, ma che le informazioni che gli utenti hanno condiviso in questi 2 anni potranno essere esportate dagli utenti fino a quella data, perché <strong>quei dati non verranno ceduti a Facebook</strong>.</p>
<p>Quindi,<strong> niente panico</strong>, nessuno si ritroverà tutto ciò che ha fatto su Gowalla, direttamente sulla propria Timeline. Quello che potrebbe invece essere fatto, nel lavoro di ottimizzazione della timeline, è di far sì che i check-in &#8211; magari <strong>&#8220;legandosi&#8221; tra loro e interagendo con le altre informazioni che condividiamo</strong> &#8211; generino automaticamente delle <strong>&#8220;storie&#8221;</strong> sulla nostra Timeline.</p>
<p>In che modo pensate <strong>Facebook possa trarre vantaggio</strong> dalla specializzazione del team di Gowalla? Pensate si tratti soltanto di rendere la <strong>Timeline maggiormente fruibile</strong> per chi accede da mobile o dobbiamo aspettarci una serie di nuove feature legate alla geolocalizzazione?</p>
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		<title>25 miliardi di contenuti condivisi via Facebook ogni mese, che influenzano gli acquisti</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infographics]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Stats]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Social Commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le attività di marketing, di qualsiasi brand, hanno &#8211; o, meglio, dovrebbero avere &#8211; un punto in comune, quello centrale: il consumatore. È partendo da questo presupposto che TabJuice ha creato un infographic che analizza i comportamenti delle persone, incrociandoli con alcuni interessanti dati relativi alle interazioni ed agli acquisti online.

Per qualsiasi marca è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le attività di <strong>marketing</strong>, di qualsiasi brand, hanno &#8211; o, meglio, dovrebbero avere &#8211; un punto in comune, quello centrale: <strong>il consumatore</strong>. È partendo da questo presupposto che <a href="http://www.tabjuice.com">TabJuice</a> ha creato un <strong>infographic</strong> che analizza i <strong>comportamenti</strong> delle persone, incrociandoli con alcuni interessanti dati relativi alle interazioni ed agli <strong>acquisti online</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4052" title="25 miliardi di contenuti su Facebook ogni mese" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/25-miliardi-di-contenuti-su-Facebook-ogni-mese.jpg" alt="25 miliardi di contenuti su Facebook ogni mese" width="560" height="284" /></p>
<p>Per qualsiasi marca è importante capire come interagire al meglio con le persone, e come coinvolgerle, soprattutto alla luce del fatto che <strong>l&#8217;81% di loro riceve consigli</strong> dai propri contatti, attraverso il social web, e che il <strong>77% legge e si fa influenzare da recensioni</strong> e pareri letti online.</p>
<p><span id="more-4049"></span></p>
<p>A far capire le dimensioni del fenomeno, ci pensa un dato impressionante: <strong>ogni mese vengono condivisi &#8211; solo su Facebook &#8211; 25 miliardi di contenuti</strong>, e il 50% di chi ha effettuato un acquisto online l&#8217;ha fatto basandosi su un consiglio trovato sul social web.</p>
<p>Insomma, una serie di dati davvero interessanti, visualizzati partendo da <strong>6 aree legate alla psicologia</strong> di chi compie acquisti online:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4051" title="Tabjuice Psychology infographic" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Tabjuice_Psychology.jpg" alt="" width="560" height="3624" /></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/NR-OtGPVbSs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Facebook acquisisce Gowalla: la sua fine o il suo inizio?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/VaXakUE8sv8/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/facebook-acquisisce-gowalla/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 02:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Location Based Services]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisizione]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[Gowalla]]></category>
		<category><![CDATA[LBS]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook ha acquistato Gowalla. E già questa, di per sé, è una notizia, nonostante non si conoscano i dettagli dell&#8217;acquisizione, né sia ben chiaro se il competitor storico di Foursquare rimarrà in vita come stand-alone App o meno.

Quando è stato lanciato Facebook Places, Gowalla ha aperto le proprie porte a Zuckerberg consentendogli di utilizzare tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Facebook ha acquistato Gowalla.</strong> E già questa, di per sé, è una notizia, nonostante non si conoscano i dettagli dell&#8217;acquisizione, né sia ben chiaro se il competitor storico di <strong>Foursquare</strong> rimarrà in vita come stand-alone App o meno.</p>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/FB-GW.jpg" alt="Facebook acquista Gowalla" title="Facebook acquista Gowalla" width="560" height="206" class="aligncenter size-full wp-image-4046" /></p>
<p>Quando è stato <a href="https://www.facebook.com/blog.php?post=418175202130">lanciato Facebook Places</a>, <a href="http://gowalla.com/">Gowalla</a> ha aperto le proprie porte a Zuckerberg consentendogli di utilizzare tutte le venue create dalla sua community; il secondo passo di avvicinamento a Facebook si è verificato quando, a <strong>Settembre</strong>, Gowalla ha deciso di <strong>reinventare la propria meccanica</strong> avvicinandosi al modello della <strong>Timeline</strong> &#8211; <a href="http://lucadelladora.com/facebook-timeline-ritardo/">annunciato, e mai lanciato, da Facebook</a> un paio di mesi dopo: il feed degli utenti è infatti diventato un modo per creare <strong>&#8220;racconti&#8221;</strong> legati ai propri check-in in relazione a quelli dei propri amici attraverso foto e Guide, piuttosto che semplicemente ai luoghi visitati <em>(come accade, ad esempio, con Foursquare)</em>.</p>
<p><span id="more-4039"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4042" title="Gowalla" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Gowalla.jpg" alt="Gowalla" width="560" height="400" /></p>
<p>Non è quindi un caso che tutto il team di Gowalla sia ora &#8211; stando a <a href="http://money.cnn.com/2011/12/02/technology/gowalla_facebook/">CNN Money</a> &#8211; al lavoro per il lancio al pubblico della Timeline di Facebook. Insomma, sembra che Facebook si stia veramente interessando a tutto ciò che ruota attorno alle interazioni tra le persone legate ai luoghi che frequentano, in modo da offrire un&#8217;esperienza sempre più completa ai propri utenti.</p>
<p>Da Facebook non ci sono conferme, ma neppure smentite, sulla migrazione del team di sviluppo di Gowalla a Palo Alto, ma se le voci fossero confermate potrebbe trattarsi degli <strong>ultimi giorni di vita</strong> di una delle LBS più diffuse: in fondo molte delle acquisizioni di società da parte di Facebook si sono poi trasformate in acquisizione di team di sviluppo da allocare su altri progetti (vedi <a href="http://techcrunch.com/2010/08/20/facebook-buys-hot-potato/">Hot Potato</a> o <a href="http://techcrunch.com/2011/10/28/supplanted-by-facebook-messenger-beluga-will-stop-swimming-on-november-11/">Beluga</a>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4043" title="Facebook-Gowalla" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2011/12/Facebook-Gowalla.jpg" alt="Facebook-Gowalla" width="560" height="234" /></p>
<p>L&#8217;impressione è che Zuckerberg non voglia trovarsi in una situazione di svantaggio rispetto a Google, che con <strong>Google Places</strong> ha già dalla sua un database di luoghi che aspetta solo di essere integrato con <strong>Google+</strong> per conquistare una posizione dominante in un mercato &#8211; come quello dei <strong>LBS</strong> &#8211; dominato per ora da una piccola start-up come Foursquare.</p>
<p>Probabilmente questo sancirà la <strong>morte di Gowalla</strong> da una parte, ma la sua possibile rinascita a Palo Alto, dove probabilmente Zuckerberg farà in modo di <strong>integrarlo</strong> con il progetto <strong>Timeline</strong>: in fondo l&#8217;idea di <strong>aggregare gruppi di persone non attraverso un semplice flusso cronologico, ma grazie alle proprie interazioni è una caratteristica comune di entrambi i progetti</strong>, quindi questa potrebbe rivelarsi un&#8217;ottima opportunità per entrambe le parti. <strong>O pensate che il vantaggio, in fin dei conti, sia solo per una delle due parti?</strong> Sempre a prescindere dalle cifre dietro all&#8217;acquisizione&#8230;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/VaXakUE8sv8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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