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	<title>Luca Della Dora</title>
	
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		<title>Quasi quasi mi compro un fan</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’80% dei fan e dei follower delle aziende italiane è finto”. Inizia così un articolo che campeggia in homepage di Corriere.it. Stesso tono perentorio si ritrova anche su ilSole24ore.com, che parla di “Mercato nero 2.0″.

Non c&#8217;è uno straccio di riferimento a ricerche, studi o statistiche. Non ci sono link a fonti autorevoli. Niente. Certo, domani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“L’80% dei fan e dei follower delle aziende italiane è finto”</em>. Inizia così un articolo che campeggia in homepage di <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_16/compravendita-follower-fan-facebook-twitter_1d5ee5ec-9f8e-11e1-b258-f2fcbb76be58.shtml" target="_blank">Corriere.it</a>. Stesso tono perentorio si ritrova anche su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-16/ecco-come-comprare-50mila-161429.shtml?uuid=AbQ44RdF" target="_blank">ilSole24ore.com</a>, che parla di <em>“Mercato nero 2.0″</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4461" title="Twitter Fake follower" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/05/rsz_2.jpg" alt="Twitter Fake follower" width="560" height="372" /></p>
<p>Non c&#8217;è uno straccio di riferimento a <strong>ricerche</strong>, <strong>studi</strong> o <strong>statistiche</strong>. Non ci sono link a fonti autorevoli. Niente. Certo, <strong>domani Facebook entrerà ufficialmente a Wall Street</strong>: il tema è caldo, e dei titoloni del genere non possono che far rumore.</p>
<p><span id="more-4455"></span></p>
<p>La prima domanda che viene da porsi è appunto <em>&#8220;da dove saltano fuori questi dati?&#8221;</em>, <em>&#8220;qual è l&#8217;accuratezza di questa informazione?&#8221;</em>, ma soprattutto <strong>&#8220;è una novità dell&#8217;ultim&#8217;ora? Un fenomeno fresco fresco?&#8221;</strong>.</p>
<h3>Non diciamo sciocchezze.</h3>
<p>Per chi si avvicina al social web è normale vedere il <strong>numero di follower/fan</strong> come indicatore principale del successo (o dell&#8217;insuccesso) di una pagina, ma ci si aspetta che delle testate autorevoli, come dovrebbero essere il Corriere della Sera ed il Sole24Ore, riportino delle notizie fondate, che poggino su dei dati concreti, e soprattutto che non parlino di qualcosa che si discuteva nel 2006.<img class="aligncenter size-full wp-image-4459" title="Apple 1984" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/05/rsz_microsheep-brainwashed-by-big-brother-apple-1984.jpg" alt="Apple 1984" width="560" height="413" /><br />
Ne parlavo in un <a title="Trasformare i Like in Love" href="http://lucadelladora.com/facebook-page-il-successo-trasformare-like-in-love/" target="_blank">post</a> un paio d&#8217;anni fa: <strong>il valore di un fan/follower è nullo se non viene attivato in qualche modo</strong>, quindi perché portarsi a casa migliaia di &#8220;fantasmi&#8221; se poi il loro contributo nei luoghi che il brand presiede è assolutamente nullo? Certo, forse per farsi belli agli occhi del cliente nel momento in cui gli si presenta un report con tassi di crescita esaltanti, in cui si dimostra di aver superato il proprio competitor in termini di follower/fan.</p>
<p><strong>Ma ha senso?</strong> Il ruolo di un consulente non dovrebbe essere anche quello di <strong>alfabetizzare i propri clienti?</strong> Di spiegargli che una fanpage &#8211; ad esempio &#8211; con 5 milioni di Like, ma un engagement rate nullo, <strong>ha senso quanto un annuncio 6&#215;3 piazzato in mezzo al deserto del Nevada. A 5km dalla strada principale</strong>.</p>
<p>Lo davo per scontato, credevo che il codice <a title="Womma.org" href="http://womma.org/main/" target="_blank">Womma</a> fosse ormai seguito da chiunque lavori in questo settore. Evidentemente<strong> mi sbagliavo</strong>, e mi sbagliavo anche a ritenere autorevole un quotidiano che pubblica in homepage un articolo basato sull&#8217;aria fritta.</p>
<p>Ma cosa aspettarsi da chi fa leva su articoli come <em>&#8220;Shakira morsa da un leone marino&#8221;</em> o <em>&#8220;La Smart della Minetti sul marciapiede&#8221;</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4460" title="Corriere" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/05/rsz_1.jpg" alt="Corriere" width="560" height="190" /></p>
<p><em>Ah, sarò stato fortunato io probabilmente, ma in nessuna delle agenzie in cui ho lavorato nessuno si è mai sognato di dirmi &#8220;compriamo un fan/follower&#8221;. Sarà un caso&#8230;</em></p>
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		<title>Facebook introduce gli Action Links: ma cosa sono?</title>
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		<comments>http://lucadelladora.com/facebook-action-links/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 12:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;introduzione della Timeline per i brand è stato probabilmente uno dei momenti più importanti nella storia di Facebook, una Milestone per restare in tema. E non tanto per la possibilità offerta alle marche di mostrare la propria storia ed interagire con gli utenti grazie alla possibilità di &#8220;pinnare&#8221; o &#8220;evidenziare&#8221; i post, o per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a title="Facebook: l'introduzione della timeline" href="http://lucadelladora.com/facebook-timeline-e-i-contenuti-in-evidenza/#.T6Jy9TJ1CyA" target="_blank">introduzione della <strong>Timeline</strong></a> per i <strong>brand</strong> è stato probabilmente uno dei momenti più importanti nella storia di <strong>Facebook</strong>, <em>una Milestone per restare in tema</em>. E non tanto per la possibilità offerta alle marche di <strong>mostrare la propria storia ed interagire con gli utenti</strong> grazie alla possibilità di <a title="Facebook e i contenuti in evidenza" href="http://lucadelladora.com/facebook-timeline-e-i-contenuti-in-evidenza/#.T6Jy9TJ1CyA" target="_blank">&#8220;pinnare&#8221; o &#8220;evidenziare&#8221; i post</a>, o per la sempre maggior prominenza data ai <strong>contenuti visuali</strong>, ma per una serie di novità legate all&#8217;<strong>Open Graph</strong>, ed alla sempre maggior integrazione delle <strong>Applicazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4446" title="Facebook-Open-Graph" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/05/Facebook-Open-Graph.jpeg" alt="Facebook Open Graph" width="500" height="309" /></p>
<p>L&#8217;<a title="Facebook, Instagram era gratis sull'Appstore" href="http://lucadelladora.com/facebook-instagram-era-gratis-dallappstore/#.T6JzezJ1CyA" target="_blank">acquisizione miliardaria di <strong>Instagram</strong></a> e l&#8217;attenzione crescente per le App di terze parti <a title="Zuckerberg sign up for viddy" href="http://venturebeat.com/2012/04/30/viddy-mark-zuckerberg/" target="_blank">(come <strong>Viddy</strong>, ad esempio)</a> sono la testimonianza di come Zuckerberg abbia capito che la creazione di un <strong>ecosistema</strong> sia il modo migliore per far sì che le persone utilizzino Facebook con sempre maggior frequenza, senza sentire la necessità di uscire dalla piattaforma e <strong>condividendo</strong> le proprie azioni con i loro contatti.</p>
<p><span id="more-4440"></span></p>
<p>La <strong>crescita del traffico mobile</strong> negli ultimi 2 mesi è stata devastante, come comunicato da <a href="https://www.facebook.com/jonathan.matus" target="_blank">Johnatan Matus</a> attraverso il <a title="Growth and Mobile Apps | Facebook Dev Blog" href="https://developers.facebook.com/blog/post/2012/05/01/growth-and-mobile-apps/" target="_blank">Developer Blog</a>:</p>
<ul>
<li><strong>160 milioni di visitatori</strong> nel solo mese di Aprile;</li>
<li>Questi<strong> 160 milioni hanno effettuato 1.1 miliardo di visite</strong> da mobile;</li>
<li><strong>7 tra le prime 10 App per iOS e 6 tra le prime 10 per Android</strong> sono integrate con Facebook.</li>
</ul>
<p>Questo sono solo alcuni dei dati che testimoniano come le persone non soltanto utilizzano queste App, ma lo fanno <strong>ripetutamente</strong>, coinvolgendo anche i loro contatti.</p>
<p>Ora <a title="Action Links: A New Way to Interact with Apps" href="https://developers.facebook.com/blog/post/2012/05/02/action-links--a-new-way-to-interact-with-apps/" target="_blank">Facebook ha introdotto una nuova funzionalità</a> che permette di interagire con queste applicazioni direttamente dal news feed, senza uscire da Facebook stesso: gli <strong>Action Links</strong> permettono agli sviluppatori di inserire dei <strong>link personalizzati che richiamino una determinata azione</strong>, permettendo alle persone di interagire subito con ciò che viene condiviso, a prescindere che il contenuto si trovi nel news feed, nella Timeline di una pagina o di un profilo, o nel ticker &#8211; grazie al frictionless sharing.</p>
<p>Capite bene che le possibilità per gli sviluppatori sono pressoché infinite: <strong>Foursquare</strong> permette di <strong>salvare direttamente da Facebook i luoghi che ci sembrano più interessanti</strong>, e l&#8217;interesse non è più generato dalla semplice curiosità, ma dal fatto che un amico ha commentato quel determinato ristorante dicendo che lì si mangia veramente bene a prezzi modici, ad esempio (<a title="Save to Foursquare, via Facebook" href="http://blog.foursquare.com/2012/05/02/see-a-friend-check-in-somewhere-awesome-save-it-to-your-foursquare-to-do-list-right-from-facebook/" target="_blank">qui l&#8217;annuncio sul blog di Foursquare</a>)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4447" title="Foursquare | Action Links" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-05-2456051-alle-14.19.27.png" alt="Foursquare | Action Links" width="556" height="175" /></p>
<p>Alcuni quotidiani &#8211; come il <a title="Washington Post | Social Reader" href="https://apps.facebook.com/wpsocialreader/" target="_blank">Wahsington Post</a> &#8211; hanno creato dei <a title="Washington Post | Social Reader" href="https://apps.facebook.com/wpsocialreader/" target="_blank"><strong>social reader</strong></a> ad hoc, e quando la notizia che hanno condiviso raggiunge i loro contatti, ecco che è possibile segnalarla come &#8220;preferita&#8221; e leggerla magari in un secondo momento.</p>
<p>Ma è possibile anche, banalmente, navigare su un sito come <a title="Fab.com" href="http://fab.com/" target="_blank"><strong>Fab.com</strong></a> e segnalare come <strong>&#8220;preferito&#8221;</strong> un prodotto, condividendo l&#8217;azione su Facebook e portando così all&#8217;attenzione dei nostri contatti il prodotto stesso, con &#8211; magari &#8211; la promozione ad esso dedicata.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4448" title="Fab.com | Action Links Facebook" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/05/attachment.jpeg" alt="Fab.com | Action Links Facebook" width="450" height="147" /></p>
<p>Insomma, una maggior integrazione di App di terze parti, o costruite ad hoc per servirsi di questa nuova opportunità è una <strong>grande opportunità</strong> per tutti gli attori coinvolti:</p>
<ul>
<li>per le <strong>persone</strong>, che possono trarre un valore sempre maggiore dalle interazioni con i brand e con gli altri utenti;</li>
<li>per le <strong>marche</strong>, che hanno un ulteriore strumento utile a creare un reale coinvolgimento, che vada oltre al Like;</li>
<li>per <strong>Facebook</strong>, che sempre di più spinge le persone a restare sulla piattaforma potendo compiere azioni che fino a ieri richiedevano di essere effettuate in altri luoghi.</li>
</ul>
<p>È evidente che gran parte del successo di questa nuova feature sarà nelle mani dei brand e degli sviluppatori che dovranno essere in grado di <strong>sfruttare al meglio gli Action Links</strong>, cercando di fornire alle persone interazioni che creino valore e che siano per loro natura condivisibili con i propri contatti.</p>
<p><strong>Avete già visto qualche altro caso interessante oltre a quelli già citati?</strong></p>
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		<title>JESS3 and visual storytelling: a love story</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 06:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visual contents are becoming increasingly important in human interactions.
Pinterest and Instagram proof that, as does the increasing tendency to create and share all sorts of infographics. Many simply pair a few numbers with a couple of images to create their own infographics. JESS3, a creative agency specialized in data visualization, has become a worldwide reference [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Visual contents</strong> are becoming increasingly important in <strong>human interactions</strong>.<br />
<strong>Pinterest</strong> and <strong>Instagram</strong> proof that, as does the increasing tendency to create and share all sorts of <strong>infographics</strong>. Many simply pair a few numbers with a couple of images to create their own infographics. <a href="http://jess3.com/" target="_blank">JESS3</a>, a <strong>creative agency</strong> specialized in <strong>data visualization</strong>, has become a worldwide reference point for <strong>infographics</strong>, <strong>animatiion</strong>, <strong>UI/UX</strong> and much more. </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4403" title="Jesse Thomas &amp; Leslie Bradshow - JESS3" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/Jesse_Leslie.jpg" alt="Jesse Thomas &amp; Leslie Bradshow - JESS3" width="560" height="350" /></p>
<p>The style and approach that <a href="http://www.linkedin.com/in/jess3" title="Jesse Thomas" target="_blank">CEO and founder <strong>Jesse Thomas</strong></a> and <a href="http://www.linkedin.com/in/lesliebradshaw" title="Leslie Bradshow" target="_blank">President and COO <strong>Leslie Bradshaw</strong></a> passed to the <a href="http://jess3.com/" target="_blank">JESS3</a> team struck me from the very first moment. Both of them also proved incredibly nice people. Hence, I regard the following interview a true <strong>honour</strong>.</p>
<p>The simple fact that <strong>Google</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>Foursquare</strong>, <strong>Nike</strong>, <strong>Samsung</strong>, <strong>Forbes</strong>, <strong>The Economist</strong> and dozens of other top brands have turned to them says enough. </p>
<p><span id="more-4417"></span></p>
<p>If you wish to learn more about <strong>JESS3</strong>, I suggest that you take a look at <a href="http://jess3.com/" title="JESS3" target="_blank">their website</a>.</p>
<p>The interview is actually quite long, hence I divided it in two parts:</p>
<h3>#1 JESS3 and visual storytelling: a love story</h3>
<h3>#2 How infographics visualize your brand: interview with JESS3</h3>
<p>Here is part I, in which <strong>Jesse Thomas</strong> recounts what <strong>JESS3</strong> is and he explains his <strong>approach</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4404" title="Jesse Thomas - JESS3" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/JESS3_jessethomas_0005.jpg" alt="Jesse Thomas - JESS3" width="560" height="373" /></p>
<h3>First of all, maybe the hardest question to answer: how is JESS3 born?</h3>
<blockquote><p><em>I have always loved <strong>advertising</strong>, and the culture of making it. As <strong>Silicon Valley</strong> emerged I was fascinated by that, too. I had worked for large agencies like <strong>Ogilvy</strong>, and spent time working at <strong>AOL</strong> before branching out to do my own thing. <strong>I fell in love with cutting edge technology</strong>. </p>
<p>At the time, when I started <strong>JESS3</strong>, I was thinking about <strong>the intersection of art and technology</strong>. I wanted to be the kind of ad agency that also did music videos and comic books. I wanted to hire other <strong>young people</strong>, and bet it all on the new class of kids that were just like me. I realized that the <strong>technology revolution</strong> happening in Silicon Valley is something like a gold rush. My plan was to take advantage of this new opportunity and build an empire around that bet. One other key thing that really pushed me to create an agency was my love for finding and recruiting talent. I have always loved looking at <strong>design portfolios</strong> and generally <strong>interacting with talented craftsmen and craftswomen! </strong>I do a ton of research and look at all the design blogs I can find, and reach out to the people that come across my radar that I’m feeling good about. </p>
<p><strong>I wanted to create an agency that freelancers would want to work for.</strong></em></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4405" title="JESS3 Lego" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/JESS3_Lego.jpg" alt="JESS3 Lego" width="560" height="267" /></p>
<h3>You&#8217;re &#8211; at least in Italy &#8211; really well known as infographic ninja, but you&#8217;re offering a lot of further services: what is your core activity? And &#8211; most important &#8211; what are clients asking you more frequently?</h3>
<blockquote><p><em>Thanks Luca! Yes, <strong>we love information design in all of its forms</strong>. Our speciality has always been <strong>wireframes</strong> and <strong>conceptual design mockups</strong>. </p>
<p>I started hiring people that did <strong>icons</strong> &#8211; beautiful icons!, and <strong>illustrators</strong> and <strong>motion and print people</strong>, and before you knew it, <strong>I had a full traditional creative agency</strong>. Then my partner, <strong>Leslie</strong>, who has a background like me in <strong>PR</strong> and <strong>marketing strategy</strong>, built out our strategy and PR teams. Now we are doing PR and strategy for <strong>Google</strong>, <strong>Intel</strong> and <strong>Nike</strong>. We have come a long way from just doing websites. </p>
<p><strong>Infographics</strong>, and <strong>data visualization</strong>, have always been something we enjoyed doing, and it’s been great to be thought of for that work. As we started to get more infographic work, we really utilized our strategy and PR teams to create and promote each project. We have done videos with live action, animations in varying styles, websites with social features of all kinds, as well as huge interactive kiosks and installations. </p>
<p><strong>We are always chasing the next exciting project</strong>, and often times that requires us to work with some kind of expert and do something we have never done before.</em></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4411" title="Visualizations" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/Visualizations.jpg" alt="" width="560" height="300" /></p>
<h3>Rewind and go back with me to data visualization. How much the quality of data visualization is getting up to the quality of data itself for brands and institutions according to your experience?</h3>
<blockquote><p><em>I think throughout the history of the world, <strong>we have expressed ourselves visually</strong>. And every so often the stories we tell are about <strong>numbers</strong> and <strong>data</strong>. Yes, these days data does seem to be in vogue. Part of that is the abundant source of data. We like to think that the work we are doing is more like visual storytelling than data visualization. Lots of great educational materials utilize data visualization and visual storytelling. I’ve always been fascinated with non-fiction. News groups are inspirational for data visualization, as they do it every day with shrinking budgets. Good magazine is great, New York magazine is great, NYTimes is great, to only name a few.</em></p></blockquote>
<h3>Do you think that data visualization could make people more informed about specific topics compared to some years ago, when numbers were just… numbers? Or maybe people will be informed about more topics, but less deeply?</h3>
<blockquote><p><em><strong>Absolutely!I think one of the many great things that the internet has provided is a cheap, free way to research. </strong>Infographics act as a seed for an inquisitive person to dive into a topic or issue. We do work for all the major <strong>search brands</strong>: Google, Bing, Facebook, Twitter, Salesforce, etc. and everyone wants to utilize graphics to magnetize traffic to a certain issue. A great example of visual storytelling is <a href="http://www.google.com/doodles/finder/2012/All%20doodles" title="Google's Doodles" target="_blank"><strong>Google’s Doodles</strong></a>. I love how each <strong>Doodle</strong> image links to a top search result. </p>
<p>I think Twitter’s trending topics and Digg’s various incarnations are great examples of how simple use of data visualization can drive information sharing.</em></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4407" title="JESS3" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/SM.jpg" alt="JESS3" width="560" height="300" /></p>
<p>Here was the first part of the interview with <strong>Jesse</strong> and <strong>Leslie</strong>. For sure here there are a lot of <strong>inspiring lessons to be learnt</strong>; lessons by people who daily help the largest world brands reach people through a visual approach, an approach affordable to everyone, but which few have truly understood.</p>
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		<title>JESS3 e visual storytelling: a love story</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 06:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I contenuti visuali sono sempre più importanti nelle interazioni tra le persone. Pinterest e Instagram ne sono la prova, così come lo è la sempre maggior tendenza a creare e condividere infographic di qualsiasi tipo. Per molti è sufficiente mostrare qualche numero e affiancarci un paio di immagine per dire &#8220;ecco la mia infografica&#8221;. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>contenuti visuali</strong> sono sempre più importanti nelle <strong>interazioni</strong> tra le persone. <strong>Pinterest</strong> e <strong>Instagram</strong> ne sono la prova, così come lo è la sempre maggior tendenza a creare e condividere <strong>infographic</strong> di qualsiasi tipo. Per molti è sufficiente mostrare qualche numero e affiancarci un paio di immagine per dire <em>&#8220;ecco la mia infografica&#8221;</em>. Per molti appunto, non per <a title="JESS3" href="http://jess3.com/" target="_blank"><strong>JESS3</strong></a>, agenzia creativa specializzata in <strong>data visualization</strong>, che è ormai il punto di riferimento a livello mondiale per infographic, animazioni, UI /UX e molto altro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4403" title="Jesse Thomas &amp; Leslie Bradshow - JESS3" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/Jesse_Leslie.jpg" alt="Jesse Thomas &amp; Leslie Bradshow - JESS3" width="560" height="350" /></p>
<p>Lo stile e l&#8217;approccio che <a title="Jesse Thomas" href="http://www.linkedin.com/in/jess3" target="_blank">Jesse Thomas</a> &#8211; <em>CEO e fondatore</em> &#8211; e <a title="Leslie Bradshaw" href="http://www.linkedin.com/in/lesliebradshaw" target="_blank">Leslie Bradshaw</a> &#8211; <em>Presidente e COO</em> &#8211; hanno trasmesso a tutto il team di <strong>JESS3</strong> mi ha folgorato fin da subito; se poi ci mettiamo che, chiacchierando con loro, ho anche scoperto che sono delle persone incredibilmente disponibili, beh, capite perché l&#8217;<strong>intervista</strong> che mi hanno concesso sia un vero onore.</p>
<p>D&#8217;altra parte se <strong>Google</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>Foursquare</strong>, <strong>Nike</strong>, <strong>Forbes</strong>, <strong>The Economist</strong> e decine di altri top brand si sono affidati a loro, tanto male non devono essere, no?</p>
<p><span id="more-4387"></span></p>
<p>Non voglio farvi perdere altro tempo in inutili preamboli, quindi se volete sapere di più sul lavoro di <a title="JESS3 - Projects" href="http://jess3.com/projects/" target="_blank">JESS3</a>, vi consiglio di dare un&#8217;occhiata al <a href="http://jess3.com" target="_blank">loro sito</a>.</p>
<p><em>L&#8217;intervista è veramente lunga, quindi ho preferito suddividerla in due appuntamenti: </em></p>
<h3>#1 JESS3 e il visual storytelling: a love story</h3>
<h3>#2 Cosa può fare un infographic per il tuo brand? Ce lo racconta JESS3</h3>
<p>Eccovi la<strong> prima puntata</strong>, quella che racconta chi è <strong>JESS3</strong> e qual è il suo approccio: parola a <strong>Jess Thomas</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4404" title="Jesse Thomas - JESS3" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/JESS3_jessethomas_0005.jpg" alt="Jesse Thomas - JESS3" width="560" height="373" /></p>
<h3>Ciao Jesse, parto con la domanda più difficile: come ti è venuto in mente di creare un&#8217;agenzia come JESS3</h3>
<blockquote><p><em>Ho sempre amato il mondo dell&#8217;<strong>advertising</strong> e la cultura che sta alle sue spalle, poi quando c&#8217;è stato il boom nella<strong> Silicon Valley</strong>, beh, ne sono rimasto folgorato.<br />
Ho lavorato per grandi agenzie &#8211; come <strong>Ogilvy</strong> &#8211; e passato molto tempo in <strong>AOL</strong> prima di creare qualcosa di mio: <strong>JESS3 è nata dall&#8217;incontro delle mie esperienze e con le mie passioni</strong>. Tecnologia e arte sono stati i driver per creare un&#8217;agenzia che non si limitasse ad un approccio tradizionale, ma che creasse anche musica, video o comic books. Volevo che fossero <strong>persone giovani</strong> a lavorare con me, persone che mi somigliassero non solo per la carta d&#8217;identità, ma anche per il modo di intendere la <strong>comunicazione</strong>.</em></p>
<p>Mi ero reso conto che la <strong>rivoluzione tecnologica</strong> che si stava sprigionando dalla Silicon Valley era una vera e propria corsa all&#8217;oro, e non potevo non saltare su quel treno e non sfruttare le opportunità che si stavano presentando per costruire qualcosa di veramente importante.</p>
<p>L&#8217;altra ragione per cui ho voluto creare la mia agenzia è la mia <strong>passione per cercare e scovare persone con del talento</strong>: ho sempre amato sfogliare i portfolio e spulciare tra i lavori di questo tipo di persone. È una ricerca continua, quasi un ossessione, quella di navigare tra blog di design in continuazione, per trovare ed interagire con persone che mi colpiscano per il loro talento.</p>
<p><strong>Ho voluto creare l&#8217;agenzia con cui ogni freelance voglia collaborare.</strong></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4405" title="JESS3 Lego" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/JESS3_Lego.jpg" alt="JESS3 Lego" width="560" height="267" /></p>
<h3>Sei famoso &#8211; almeno in Italia &#8211; per le infografiche, ma JESS3 offre anche molti altri servizi.<br />
Qual è la vostra attività principale?</h3>
<blockquote><p><em>Beh, grazie Luca!<br />
Sì, <strong>amiamo l&#8217;information design in tutte le sue forme</strong>, anche se la nostra specialità è sempre stata quella di creare wireframe e conceptual design mockup.<br />
Le prime persone che ho assunto erano specializzate nel creare icone &#8211; <strong>bellissime icone!</strong> <img src='http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; poi illustratori, poi esperti in stampa, poi in motion, e <strong>senza nemmeno rendermene conto, beh, avevo tra le mani un&#8217;agenzia creativa al completo</strong>. </em></p>
<p>Poi <strong>Leslie</strong>, che ha un background simile al mio in <strong>PR</strong> e <strong>Marketing</strong>, ha messo in piedi i nostri team dedicati alla strategia e alle PR: stiamo facendo PR e strategia per <strong>Google</strong>, <strong>Intel</strong> e <strong>Nike</strong>… diciamo che ne abbiamo fatta di strada da quando facevamo soltanto website.</p>
<p>Le <strong>infografiche</strong>, e tutto ciò che è legato al data visualization, è sempre stato qualcosa che ci è piaciuto fare, e siamo davvero fieri dei nostri lavori. Quando abbiamo iniziato a focalizzarci in questo ambito abbiamo integrato profondamente i nostri team di strategist e esperti di PR per creare e promuovere ogni singolo progetto. Abbiamo fatto video, animazioni, websiste con feature social di ogni tipo, e installazioni offline di cui <strong>sono veramente orgoglioso</strong>.</p>
<p><strong>Siamo sempre alla ricerca del prossimo progetto, di qualcosa che ci stimoli:</strong> questo richiede un sacco di tempo e spesso è necessario che interagiamo con esperti di campi che non conosciamo. E questo è davvero stimolante!</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4411" title="Visualizations" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/Visualizations.jpg" alt="" width="560" height="300" /></p>
<h3>Veniamo al nocciolo della questione: che valore aggiunge la parte visuale alla condivisione di dati?</h3>
<blockquote><p><em><strong>Se penso alla storia dell&#8217;umanità, ci siamo sempre espressi attraverso contenuti visuali</strong>, e quasi sempre le storie che raccontiamo sono costituite da numeri e dati se ci pensi.<br />
Sì, è vero, oggi tutti questi numeri, queste informazioni, paiono essere di gran moda: in parte perché siamo sommersi di informazioni, bombardati di dati, in parte perché i contenuti visuali sono quelli che piacciono alle persone, che li aiutano a comprendere i fenomeni più velocemente.</em></p>
<p>È per questo motivo che mi piace di più definire il nostro lavoro come <strong>Visual Storytelling</strong> piuttosto che Data Visualization. Mi piace ispirare il nostro lavoro ai materiali didattici, ai news group, ma anche ai grandi colossi editoriali, come il NYTimes o il New York Magazine, giusto per citarne un paio.</p></blockquote>
<h3>Pensi che la il visual storytelling possa rendere le persone più informate rispetto a qualche anno fa, quando i numeri erano soltanto… numeri?<br />
O credi che questo bombardamento di informazioni renda le persone informate su molte cose, ma in modo superficiale?</h3>
<blockquote><p><em>Assolutamente la prima! <strong>Penso che una delle cose più straordinarie di internet sia la possibilità di potersi informare in maniera veloce e gratuita.</strong> Gli infographic agiscono come scintilla per le persone curiose, che vengono introdotte in un tema che vorranno poi approfondire, partendo dai fatti riportati dall&#8217;infographic stesso.</em></p>
<p>Lavoriamo per i maggior brand che si occupano &#8211; direttamente o indirettamente &#8211; di search: <strong>Google</strong>, <strong>Bing</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>Salaesforce</strong>, etc. e ognuno di loro vuole sfruttare il visual storytelling per catturare l&#8217;attenzione delle persone. Pensate ai<a title="Google Doodles" href="http://www.google.com/doodles/finder/2012/All%20doodles" target="_blank"> Doodles di Google</a>: quello è un fantastico esempio di visual storytelling!<br />
<strong>Quello che amo è il fatto di essere attirato dal Doodle, ed essere poi proiettato nella pagina con i risultati di ricerca che tratta quello specifico Doodle.</strong></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4407" title="JESS3" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/SM.jpg" alt="JESS3" width="560" height="300" /></p>
<p>E con questo si chiude la <strong>prima parte dell&#8217;intervista</strong> che <strong>Jesse</strong> e <strong>Leslie</strong> mi hanno concesso: sicuramente ci sono un sacco di spunti interessanti e lezioni da imparare da chi si occupa quotidianamente di aiutare i più grandi brand del mondo a <strong>dialogare</strong> con le persone attraverso un approccio visuale, <strong>un approccio che ormai sembra alla portata di tutti, ma che davvero in pochi hanno capito a fondo.</strong></p>
<p>A tra qualche giorno con la seconda puntata, per discutere di come i brand possono giovare del lavoro di agenzie come JESS3, delle infographics e del visual storytelling in generale.</p>
<p>Nel frattempo potete seguire <a title="Jesse Thomas - Twitter" href="https://twitter.com/#!/jess3" target="_blank">Jesse</a> e <a title="Leslie Bradshow - Twitter" href="https://twitter.com/#!/lesliebradshaw" target="_blank">Leslie</a> su Twitter, per restare sempre aggiornati su tutte le novità che <strong>JESS3</strong> continua a sfornare.</p>
<p><a href="http://lucadelladora.com/jess3-visual-storytelling-eng" title="http://lucadelladora.com/jess3-visual-storytelling-eng" target="_blank"><em><strong>Qui</strong> l&#8217;intervista originale, in inglese.</em></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/nRv1Qd3T7JY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Facebook, Instagram era gratis dall’AppStore!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisizione]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[IPO]]></category>
		<category><![CDATA[Zuckerberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;immagine vale mille parole, si dice spesso, ma che un&#8217;Applicazione dedicata alle immagini venga pagata 1 miliardo di dollari, beh, quello non era ancora successo. Proprio così, alle 19:05 italiane, il team di Instagram stesso ha annunciato attraverso un tweet la propria acquisizione da parte di Facebook.
We&#8217;re excited to announce something very big: Instagram + [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un&#8217;immagine vale mille parole</strong>, si dice spesso, ma che un&#8217;Applicazione dedicata alle immagini venga pagata <strong>1 miliardo di dollari</strong>, beh, quello non era ancora successo. Proprio così, alle 19:05 italiane, <a href="http://blog.instagram.com/post/20785013897/instagram-facebook">il team di <strong>Instagram</strong> stesso ha annunciato</a> attraverso un tweet la propria acquisizione da parte di <strong>Facebook</strong>.</p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center"><p>We&#8217;re excited to announce something very big: Instagram + Facebook <a title="http://bit.ly/Hslpv2" href="http://t.co/P8iXqZuF">bit.ly/Hslpv2</a></p>
<p>— Instagram (@instagram) <a href="https://twitter.com/instagram/status/189398604484591618" data-datetime="2012-04-09T17:05:20+00:00">April 9, 2012</a></p></blockquote>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456028-alle-8.01.09-AM-1.png" alt="" title="Instabook" width="731" height="252" class="aligncenter size-full wp-image-4381" /></p>
<p>E, a conferma, <a href="https://www.facebook.com/zuck/posts/10100318398827991"><strong>Zuckerberg</strong> in persona ha confermato la notizia</a> che entro il <strong>secondo quarto del 2012</strong> la transazione dovrebbe essere conclusa, lasciando comunque le due piattaforme indipendenti (<a href="http://newsroom.fb.com/Announcements/Facebook-to-Acquire-Instagram-141.aspx">qui</a> l&#8217;annuncio ufficiale da parte di Facebook invece).</p>
<p><span id="more-4375"></span></p>
<p>Insomma, dopo aver letto della possibilità per Facebook di sviluppare i propri filtri personalizzati per modificare le immagini, dopo essersi chiesti come avrebbe monetizzato Instagram, ecco che entrambe le questioni trovano una risposta: <strong>in molti temono che questo sia un segnale molto chiaro</strong> che porterà Instagram a fare la stessa fine di servizi come <strong>Beluga</strong> o <a href="http://lucadelladora.com/perche-facebook-ha-acquistato-gowalla/#.T4PItJo9WzQ"><strong>Gowalla</strong></a>, comprati e dismessi da Zuckerberg, ma &#8211; per stessa dichiarazione di entrambe le parti &#8211; non dovrebbe essere così. <strong>E perché fidarsi?</strong></p>
<ul>
<li>Perché è la prima volta che viene acquistato &#8211; per una cifra simile &#8211; un <strong>servizio con una base di utenti così importante e attiva </strong>(e sembra non voglia essere una tendenza, da quanto dice Zuckerberg).</li>
<li>Perché, se con l&#8217;acquisto di Gowalla, Zuckerberg aveva candidamente dichiarato che stava acquistando del know-how &#8211; sottoforma di team di lavoro &#8211; questa volta ha detto chiaramente che <strong>quello che interessa a Facebook è la piattaforma stessa, e la sua comunity</strong>.</li>
<li>Perché aver effettuato questa mossa a poco tempo dall&#8217;ingresso in borsa, mette al sicuro Facebook dall&#8217;<strong>acquisizione di Instagram da parte di competitor agguerriti</strong> <em>(vedi Google)</em>.</li>
<li>Perché <strong>Facebook ha assistito Instagram nel rollout di funzionalità ad hoc per la sua App</strong>, integrandola nella Timeline e agendo sui permessi concessi dagli utenti nel momento in cui collegavano i due account (<a href="http://www.insidefacebook.com/2012/04/09/facebook-helps-instagram-with-unique-open-graph-app-rollout/"><strong>qui</strong> il dettaglio</a>).</li>
</ul>
<p>Insomma, sembra non ci sia da preoccuparsi per chi spera che Instagram non &#8220;muoia&#8221;, e penso anzi che tutto questo &#8211; a parte la cifra folle (in pratica <strong>ogni utente</strong> è stato comprato, dollaro più dollaro meno, per <strong>$37</strong>, considerando la userbase di circa 27 milioni &#8211; anche se ad oggi, con il lancio della versione per Android, dovrebbero essere quasi 30) &#8211; non possa che migliorarne l&#8217;esperienza lato utente.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4376" title="Instagram" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/04/instagram-android-540x337.jpeg" alt="Instagram" width="540" height="337" /></p>
<p>Per <strong>Instagram</strong> stesso, a parte tonnellate di azioni messe in cassaforte, <strong>il supporto di Facebook non può che agevolare l&#8217;evoluzione della piattaforma</strong>, grazie alla sempre maggior integrazione e quindi facilità di crescita della userbase.</p>
<p>Voi che ne pensate, siete tra i <strong>catastrofisti</strong> che stanno già cercando un&#8217;altra App Instagram-like (e se volete saltare sul carro dei fuggitivi, <a href="http://instaport.me/">potete seguire queste indicazioni per scaricare tutte le vostre foto</a> scattate con Instagram prima della fine del mondo…), o pensate che possa essere una mossa <strong>win-win-win</strong> per utenti, Facebook e Instagram?</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/VRX_K2BbyyU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Facebook, Timeline e i contenuti in evidenza</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Community Management]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Pin]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[Timeline]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano 2 giorni. 48 ore per passare alla Timeline prima che lo faccia Facebook per voi. Sarà importante aggiornare la propria immagine di profilo, inserire una Cover Image che comunichi il proprio brand, aggiornare le App e invogliare gli utenti a cliccare le loro thumbnail, impostare le Milestone, portare in evidenza alcuni contenuti e &#8220;pinnarne&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mancano 2 giorni.</strong> 48 ore per passare alla <strong>Timeline</strong> prima che lo faccia <strong>Facebook</strong> per voi. Sarà importante aggiornare la propria immagine di profilo, inserire una Cover Image che comunichi il proprio brand, aggiornare le App e invogliare gli utenti a cliccare le loro thumbnail, impostare le Milestone, <strong>portare in evidenza</strong> alcuni contenuti e <strong>&#8220;pinnarne&#8221;</strong> altri.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4362" title="fb" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/fb.jpg" alt="" width="560" height="275" /></p>
<p>E sono proprio queste ultime due feature che vale la pena approfondire, per capire <strong>quali contenuti vale la pena privilegiare e in che modo</strong>.</p>
<p><span id="more-4356"></span></p>
<p>Quando si clicca <strong>&#8220;pin&#8221;</strong> <em>(in alto a destra nel box di un post &#8211; può essere uno status update, un link, un album, una foto, un video, etc.)</em> il contenuto viene portato <strong>prima di tutti gli altri nella propria Timeline</strong>: i contenuti che abbiamo deciso di privilegiare attraverso quest&#8217;azione sono contrassegnati con una sorta di <strong>piccolo segnalibro arancione</strong> in alto a destra del box e rimangono il primo contenuto visibile per <strong>7 giorni</strong>, occupando la colonna sinistra della Timeline.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4359" title="Facebook Pin" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/pin.jpg" alt="Facebook Pin" width="560" height="200" /><br />
Ecco un paio di situazioni in cui <strong>&#8220;pinnare&#8221;</strong> un contenuto può essere utile:<br />
&nbsp; </p>
<h3>Avvicinare le persone al brand</h3>
<p><strong>Un video</strong> che racconti la marca, <strong>un&#8217;immagine</strong> evocativa e che racchiuda i <strong>valori</strong> del brand (o quelli che si desidera siano comunicati in un dato momento) sono sicuramente perfetti per &#8220;accogliere&#8221; le persone e accompagnare la <strong>storia</strong> che si è iniziato a raccontare loro attraverso la cover image.<br />
&nbsp; </p>
<h3>Gestire situazioni di crisi</h3>
<p>I vostri server sono in fiamme <em>(ogni riferimento ad Aruba è puramente casuale)</em>? Il vostro sito è sotto attacco da parte di ambientalisti inferociti <em>(nonostante voi produciate pellicce ecologiche…)</em>? Se fino ad oggi vi siete trovati a dover pubblicare update a getto continuo per spiegare le vostre ragioni o semplicemente <strong>comunicare un disservizio</strong>, oggi potrete mantenere in primo piano un contenuto che spieghi la situazione una volta per tutte, <strong>gestendo le conversazioni</strong> in un solo luogo e agevolando anche la ricerca di spiegazioni per gli utenti.<br />
&nbsp; </p>
<h3>Creare un contest, usando la propria storia</h3>
<p>Il primo esempio è stato quello di <a href="https://www.facebook.com/fanta">Fanta</a>, che spingendo le persone a scorrere a ritroso la Timeline permetteva di scoprire e <em>&#8220;portare in vita&#8221;</em> dei personaggi appartenenti alle varie epoche. <a href="https://www.facebook.com/redbull">Red Bull</a>, sfruttando a grandi linee la stessa modalità, ha ora <a href="http://www.digitallyapproved.com/2012/03/02/red-bull-facebook-timeline-timewarp/ ">lanciato un contest</a> che incentiva le persone a navigare la Timeline fino a scoprire <strong>quando è stata venduta la prima lattina…</strong> e come far conoscere alle persone quest&#8217;iniziativa se non &#8220;pinnando&#8221; il post che la comunica?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4360" title="redbull-timeline-final" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/redbull-timeline-final.jpg" alt="redbull-timeline-final" width="560" height="660" /><br />
&nbsp; <br />
C&#8217;è poi la funzione <strong>&#8220;Highlight&#8221;</strong> che espande a tutta larghezza il proprio contenuto, non portandolo però in testa alla Timeline, e facendolo &#8220;scendere&#8221; ogni volta che viene pubblicato un nuovo post, proprio come accade per quelli non &#8220;evidenziati&#8221;. Questi sono contraddistinti da una <strong>stellina</strong>, e mantengono il loro formato finché l&#8217;amministratore non decide di riportarlo allo stato originario.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4361" title="Highlight" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/star.jpg" alt="Highlight" width="560" height="200" /></p>
<p>Ha senso trattare i contenuti in questo modo quando si vuole dare forte <strong>evidenza</strong> ad un singolo avvenimento o se si dispone di contenuti visuali di grande impatto: una delle grandi novità della Timeline è la suddivisione del feed in due colonne, e evidenziando un contenuto vengono occupate entrambe, <strong>raddoppiando di fatto lo spazio</strong> occupato da ciò che l&#8217;amministratore desidera &#8211; e le conseguenze in termini di visibilità sono piuttosto ovvie.<br />
&nbsp; </p>
<h3>Promuovere un&#8217;offerta</h3>
<p>Dare grande evidenza ad una promozione limitata nel tempo è un ottimo modo per spingere le persone ad approfittarne, e viste le restrizioni che impongono di non utilizzare a questo fine la Cover Image, ha sicuramente senso sfruttare gli 810px messi a disposizione dalla Timeline a piena larghezza.<br />
&nbsp; </p>
<h3>Dare visibilità a un prodotto</h3>
<p>L&#8217;impatto visivo di un contenuto evidenziato è decisamente alto e &#8211; come sappiamo &#8211; le immagini sono un enorme <strong>facilitatore</strong> quando si tratta di attivare una <strong>conversazione</strong> o di stimolare le persona a compiere un&#8217;azione: portare un determinato prodotto (sotto forma di foto o di video) a tutta larghezza attirerà l&#8217;attenzione delle persone facendo passare in secondo piano per un attimo tutto ciò che accade nel resto della pagina e assicurando al prodotto stesso i suoi 15 secondi di gloria.<br />
&nbsp; <br />
<strong>Un&#8217;ottima modalità per non far perdere rilevanza ai contenuti che erano stati &#8220;pinnati&#8221;, ma che hanno fatto il loro corso, è di trasformarli poi in contenuti in evidenza, in modo da garantirgli &#8211; se c&#8217;è necessità &#8211; una buona visibilità nella Timeline della Facebook Page.</strong></p>
<p>Onestamente non riesco a comprendere coloro che criticano la Timeline e le novità che sono state introdotte: le possibilità di <strong>storytelling</strong> sono ora veramente incredibili per i brand, così come sono davvero tante le soluzioni creative possibili combinando i diversi formati di album fotografici, le milestone e gli altri contenuti… ma questa è un&#8217;altra storia. <img src='http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/C9fCf6e8BCY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Si interagisce di più con i brand su Facebook o Twitter?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/9SoBsCB84XQ/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/si-interagisce-di-piu-con-i-brand-su-facebook-o-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 07:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Stats]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Engagement Rate]]></category>
		<category><![CDATA[Oreo]]></category>
		<category><![CDATA[Socialbakers]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lucadelladora.com/?p=4332</guid>
		<description><![CDATA[Facebook e Twitter sono due mondi diversi, e diverse sono &#8211; ovviamente &#8211; le abitudini delle persone che li utilizzano. Non tanto per le differenze demografiche degli utenti (che potete vedere in questa infografica), ma piuttosto per le opportunità di interazione che offrono. E i brand lo sanno bene, o meglio… dovrebbero.

Socialbakers ha pubblicato alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lucadelladora.com/facebook-vs-twitter-content-management/"><strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong> sono due mondi diversi</a>, e diverse sono &#8211; ovviamente &#8211; le <strong>abitudini</strong> delle persone che li utilizzano. Non tanto per le differenze demografiche degli utenti <a href="http://wearesocial.it/blog/2012/03/social-web-demographic-infographic/"><em>(che potete vedere in questa infografica)</em></a>, ma piuttosto per le opportunità di interazione che offrono. E i brand lo sanno bene, o meglio… <strong>dovrebbero</strong>.</p>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Twitter-vs-Facebook.jpg" alt="Twitter vs Facebook" title="Twitter vs Facebook" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4344" /></p>
<p><a href="http://www.socialbakers.com/blog/464-proof-facebook-brand-engagement-higher-than-twitter/"><strong>Socialbakers</strong></a> ha pubblicato alcuni interessanti dati che analizzano l&#8217;<strong>engagement rate</strong> di <strong>10 top brand</strong> su entrambe le piattaforme, evidenziando <strong>differenze</strong> che aiutano a ricavare alcuni insight utili ad ottimizzare la presenza su questi canali.</p>
<p><span id="more-4332"></span></p>
<h3>Cos&#8217;è l&#8217;eengagement rate?</h3>
<blockquote><p>È un indicatore che misura le <strong>interazioni</strong>, cioè tutte le reazioni dei propri fan (o follower) ad ognuno dei contenuti condivisi (commenti e Like, RT e mentions). Più alto è il valore della percentuale dell&#8217;engagement rate, migliore è l&#8217;attività del brand: <strong>un contenuto interessante stimola un maggior numero di reazioni rispetto ad uno mediocre</strong>.</p></blockquote>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Engagement-Rate.jpg" alt="Engagement Rate - Socialbakers" title="Engagement Rate - Socialbakers" width="560" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4341" /></p>
<p>Vediamo quindi quali sono i dati emersi analizzandolo per le <strong>Facebook Page</strong> e gli <strong>account Twitter</strong> di <strong>Coca Cola</strong>, <strong>Starbucks</strong>, <strong>Red Bull</strong>, <strong>Oreo</strong>, <strong>Converse</strong>, <strong>PlayStation</strong>, <strong>Skittles</strong>, <strong>iTunes</strong>, <strong>Pringles</strong> e <strong>McDonald&#8217;s</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4333" title="Engagement-Rate---Twitter-vs-Facebook" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Engagement-Rate-Twitter-vs-Facebook.jpg" alt="Engagement-Rate - Twitter vs Facebook" width="560" height="400" /></p>
<p><strong>6 brand</strong> fanno registrare un maggior engagement rate su <strong>Facebook</strong> <strong>(Starbucks, Redbull, Converse, PlayStation, iTunes e McDonald&#8217;s)</strong>, in <strong>2</strong> casi è invece più alto su <strong>Twitter</strong> <strong>(Oreo e Skittles)</strong>, mentre per <strong>Coca Cola</strong> e <strong>Pringles</strong> il valore è pressoché <strong>identico</strong>.</p>
<p><strong>Facebook</strong> permette di intrattenere un <strong>dialogo</strong>, <strong>conversare</strong> con le persone nel senso più stretto del termine, e si può far leva su una serie di contenuti facilmente condivisibili e che stimolano le <strong>emozioni</strong> delle persone (foto, video, Questions, App etc.).<br />
La fruizione di questi contenuti è diretta e &#8211; si sa &#8211; l&#8217;<strong>impatto visivo</strong> ha sempre enorme valore quando si desidera attirare l&#8217;attenzione, e se il brand è capace di mantenerla viva su Facebook ci sono ottime opportunità da cogliere (ancor di più con l&#8217;introduzione della <strong>Timeline</strong>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4337" title="Coca Cola Facebook Page" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/cocacola.jpg" alt="Coca Cola Facebook Page" width="560" height="300" /></p>
<p><strong>Twitter</strong> ha dalla sua una <strong>maggior velocità nel veicolare i contenuti</strong> &#8211; potendo contare su una diffusione potenzialmente illimitata <em>(a suon di RT)</em> &#8211; e sulla possibilità di condividerli con <strong>maggior frequenza</strong> senza &#8220;intasare&#8221; il feed delle persone. <strong>Promozioni</strong>, <strong>news</strong>, <strong>streaming</strong> e <strong>condivisione di link</strong> sono le attività più naturali su Twitter, ma non per questo le uniche. <a href="https://twitter.com/#!/oreo"><strong>Oreo</strong></a>, ad esempio, ha saputo coinvolgere i propri follower facendo leva sugli <strong>#OreoMoment</strong> e sul legame con il brand da parte delle persone (<strong>McDonald&#8217;s</strong>, con un&#8217;operazione molto simile &#8211; <a href="http://lucadelladora.com/hashtag-brand/#.T2ElM1GENVA">ricordate le <strong>#McStories</strong>?</a> &#8211; si è trovato ad affrontare una situazione di completa <strong>crisi</strong>).</p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center"><p>RT @<a href="https://twitter.com/sjacek13">sjacek13</a>: Y.O.L.O = You Obviously Love Oreos ❤ <a href="https://twitter.com/search/%2523OreoMoment">#OreoMoment</a></p>
<p>— Oreo Cookie (@Oreo) <a href="https://twitter.com/Oreo/status/177535381863006210" data-datetime="2012-03-07T23:25:08+00:00">March 7, 2012</a></p></blockquote>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script>Con un investimento minimo &#8211; <em>il vincitore porta a casa $200, non $200.000</em> &#8211; Oreo ha creato un enorme volume di <strong>conversazioni</strong> legate al brand, e &#8211; interagendo in maniera attiva &#8211; coinvolge le persone facendole sentire &#8220;importanti&#8221; e legate alla marca stessa:</p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center" data-in-reply-to="179744970427727872"><p>@<a href="https://twitter.com/markseventwo">markseventwo</a> hey Mark, love u!</p>
<p>— Oreo Cookie (@Oreo) <a href="https://twitter.com/Oreo/status/179939131936358402" data-datetime="2012-03-14T14:36:46+00:00">March 14, 2012</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se quindi sembra logico pensare a <strong>Facebook</strong> come luogo principale in cui intrattenere <strong>conversazioni</strong> &#8211; anche per la quantità di strumenti a disposizione -, <strong>Twitter</strong> non va considerato come un canale &#8220;secondario&#8221;, ma come canale da sfruttare con attività ad hoc, e non limitandosi a riprodurre ciò che viene proposto sugli altri canali. <a href="http://www.simplyzesty.com/social-media/10-inspiring-twitter-campaigns-with-video-case-studies/">Ci sono tanti casi di successo che lo dimostrano</a>, e l&#8217;introduzione delle brand pages e di nuovi strumenti di adv saranno sicuramente un ulteriore passo verso i brand.</p>
<p><strong>C&#8217;è qualche case history che vi ha colpito particolarmente?</strong> Il numero di utenti sta crescendo anche in <strong>Italia</strong>: vi viene in mente qualche esempio di vero successo da parte di brand italiani?</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/9SoBsCB84XQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lucadelladora.com/si-interagisce-di-piu-con-i-brand-su-facebook-o-twitter/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Gestire le nuove Facebook Page: cosa c’è da sapere</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/3-508DKcGrw/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/gestire-le-nuove-facebook-page-cosa-ce-da-sapere/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 07:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Community Management]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Page]]></category>
		<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Spam]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;introduzione della Timeline ha portato con sé una serie di nuove funzioni e opportunità che vanno ben oltre l&#8217;aspetto delle nuove Facebook Page. Certo, la prima cosa che salta all&#8217;occhio è la nuova visualizzazione dei contenuti condivisi dai brand, la riorganizzazione delle App e la possibilità di &#8220;colpire&#8221; gli utenti con una cover image d&#8217;impatto.

La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;introduzione della <strong>Timeline</strong> ha portato con sé una serie di nuove funzioni e opportunità che vanno ben oltre l&#8217;aspetto delle nuove <strong>Facebook Page</strong>. Certo, la prima cosa che salta all&#8217;occhio è la nuova <strong>visualizzazione</strong> dei contenuti condivisi dai brand, la riorganizzazione delle App e la possibilità di &#8220;colpire&#8221; gli utenti con una <strong>cover image</strong> d&#8217;impatto.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4317" title="Manage Facebook Page" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Manage1.jpg" alt="Manage Facebook Page" width="560" height="300" /><br />
La realtà è che il grosso delle novità sta però dietro a tutto questo: <strong>la gestione delle Facebook Page è divenuta qualcosa di più strutturato</strong> e consente di avere il <strong>pieno controllo di ciò che accade sulla pagina</strong>.</p>
<h2><span id="more-4303"></span></h2>
<h2>Activity Log, spam e gestione dei commenti</h2>
<p><strong>Activity Log</strong> è il <strong>pannello di controllo</strong> che permette di controllare tutto ciò che accade sulla Facebook Page, senza bisogno di andare a controllare post per post, tutti i commenti inseriti dagli utenti.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4304" title="Facebook Activity Log" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/ActivityLog.jpg" alt="Facebook Activity Log" width="560" height="208" /><br />
Lo trovate cliccando <strong>Manage</strong>, in alto a destra nella vostra Facebook Page.</p>
<p>È da lì che si può accedere a tutto ciò che è contenuto sulla pagina e che permette ora di vedere <strong>raggruppati</strong> tutti i post contrassegnati come <strong>&#8220;Spam&#8221;</strong>, avendo la possibilità di scegliere se lasciarli contrassegnati come tali, o &#8220;sbloccarli&#8221; e renderli così visibili.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4305" title="Facebook Page Spam" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Spam.jpg" alt="Facebook Page Spam" width="560" height="300" /><br />
Per visualizzare i messaggi che Facebook ha contrassegnato come <strong>&#8220;Spam&#8221;</strong> è sufficiente che accediate al vostro <strong>Activity Log</strong>, selezionate <strong>All</strong>, e scegliete poi <strong>&#8220;Spam&#8221;</strong> dal menu a tendina.</p>
<p>Le nuove Facebook Page hanno poi una nuova feature che impedisce che i post degli utenti siano <strong>pubblici</strong> prima che l&#8217;amministratore della pagina li abbia <strong>approvati</strong>: in questo modo i brand hanno ancora maggior controllo su ciò che accade all&#8217;interno delle proprie Timeline.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4306" title="Consenti commenti Facebook Page" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Manage.jpg" alt="Consenti commenti Facebook Page" width="560" height="82" /><br />
Per attivare questa opzione dovete cliccare su <strong>Edit Page</strong>, e poi su <strong>Manage Permissions</strong> e da lì spuntare il check-box come vedete qui sopra <em>(dove non è spuntato&#8230;)</em>.</p>
<h2>Livelli di Amministrazione</h2>
<p>Gestire una <strong>Facebook Page</strong> è un&#8217;attività complessa: non si tratta solo di condividere contenuti con le persone che la seguono, né di limitarsi a rispondere ai loro commenti <em>(e già questo non sarebbe cosa da poco…)</em>, ed è soprattutto un&#8217;attività che sempre più spesso coinvolge un <strong>team di persone</strong>, anche di organizzazioni differenti.</p>
<p>Facebook ha annunciato di voler introdurre a breve <strong>5 diversi livelli di amministrazione</strong> per le Facebook Page, e <strong>Jeff Kanter</strong> &#8211; <em>Facebook Product Manager</em> &#8211; ne ha svelati 3 durante il <strong>fMC</strong> del 29 Febbraio scorso: <strong>Full Access</strong>, <strong>Publishing Only</strong>, <strong>Page Insights</strong>.</p>
<p><a href="http://www.allfacebook.com/facebook-page-admins-2-2012-03"><strong>All Facebook</strong> ipotizza quali potranno essere le 5 definitive</a>, ed effettivamente è molto probabile che questi saranno i <strong>5 livelli</strong> di amministrazione che verranno introdotti:</p>
<p><strong>Wall Moderator</strong> &#8211; Focalizzato sulla moderazione dei contenuti ed il <strong>community management</strong> sulla Facebook Page.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4307" title="Moderate" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Moderate.jpg" alt="" width="560" height="82" /></p>
<p><strong>Outreach</strong> &#8211; Utile per consentire di avere accesso ai <strong>messaggi privati</strong> inviati dagli utenti alla pagina.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4308" title="Outreach" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Outreach.jpg" alt="Outreach" width="560" height="82" /></p>
<p><strong>Advertising</strong> &#8211; Facebook potrebbe consentire un accesso personalizzato a coloro che si occupano della creazione e pianificazione degli <strong>Ads</strong> per le pagine.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4309" title="Facebook Ads" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Ads.jpg" alt="Facebook Ads" width="560" height="82" /></p>
<p><strong>Insights</strong> &#8211; Con l&#8217;introduzione delle nuove Facebook Page sono ora pubblici alcuni dati relativi agli <strong>Insights delle pagine</strong>, ed è quindi probabile che uno dei livelli di amministrazione consista proprio in un competo accesso a questi dati.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4310" title="Insights" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Insights.jpg" alt="Insights" width="560" height="82" /></p>
<p><strong>Full Control </strong>- Questo livello corrisponde a quello disponibile oggi, cioè <strong>l&#8217;accesso completo</strong> a tutte le funzionalità delle pagine.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-4311" title="FullControl" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/FullControl.jpg" alt="FullControl" width="560" height="82" /></p>
<p><strong>Avete già iniziato a sfruttare le nuove opportunità di gestione</strong> delle Facebook Page o siete ancora in una fase di studio? Il sempre maggior controllo offerto agli amministratori delle Facebook Page le rende uno strumento sempre più efficace per avvicinare le marche alle persone, e anche se in un primo momento tutte queste novità potrebbero disorientare chi le gestisce, nel lungo periodo consentiranno un controllo sempre più efficace, <strong>non pensate?</strong></p>
<p>Per concludere, ecco un interessante <strong>infographic</strong> di <a href="http://www.integricity.com/blog/the-updated-facebook-page-top-10-things-you-need-to-know/attachment/10-things-you-need-to-know-about-revamped-facebook-pages">Integricity</a> che racconta, in 10 passaggi, <strong>le novità delle nuove Facabook Page</strong>:<br />
<a href="http://www.integricity.com/wp-content/uploads/2012/03/10-Things-You-Need-to-Know-About-Revamped-Facebook-Pages.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4312" title="10-Things-You-Need-to-Know-About-Revamped-Facebook-Pages" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/10-Things-You-Need-to-Know-About-Revamped-Facebook-Pages.jpg" alt="10-Things-You-Need-to-Know-About-Revamped-Facebook-Pages" width="560" height="264" /></a><br />
<a href="http://www.integricity.com/wp-content/uploads/2012/03/10-Things-You-Need-to-Know-About-Revamped-Facebook-Pages.jpg">Clicca <strong>qui</strong> per vedere l&#8217;infographic</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/3-508DKcGrw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lucadelladora.com/gestire-le-nuove-facebook-page-cosa-ce-da-sapere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://lucadelladora.com/gestire-le-nuove-facebook-page-cosa-ce-da-sapere/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Facebook e le Liste di interessi: il feed organizzato per argomenti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/g5h1Hy1uwyg/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/facebook-liste-interessi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 07:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Interessi]]></category>
		<category><![CDATA[Interest Graph]]></category>
		<category><![CDATA[Liste]]></category>
		<category><![CDATA[Social Graph]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche ore fa Facebook ha introdotto una nuova funzionalità che permette agli utenti di raggruppare Facebook Page e persone famose per interesse, in modo da filtrare il News Feed e creare flussi di informazioni molto più specifici.

Le Liste sono qualcosa di familiare a chiunque utilizza Twitter, Foursquare o Pinterest; Facebook invece le ha introdotte nel 2007 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poche ore fa <a href="http://newsroom.fb.com/Announcements/Introducing-Interest-Lists-109.aspx"><strong>Facebook</strong> ha introdotto</a> una nuova funzionalità che permette agli utenti di <strong>raggruppare</strong> Facebook Page e persone famose <strong>per interesse</strong>, in modo da <strong>filtrare</strong> il News Feed e creare flussi di informazioni molto più specifici.</p>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/InterestLists.jpg" alt="Facebook Interest Lists" title="Facebook Interest Lists" width="560" height="307" class="aligncenter size-full wp-image-4299" /></p>
<p>Le <strong>Liste</strong> sono qualcosa di familiare a chiunque utilizza <a href="https://support.twitter.com/articles/76460-how-to-use-twitter-lists">Twitter</a>, <a href="http://blog.foursquare.com/2011/08/15/foursquare_lists/">Foursquare</a> o <a href="http://pinterest.com/about/help/">Pinterest</a>; <strong>Facebook</strong> invece le ha introdotte nel <strong>2007</strong> <em>- per raggruppare gli amici, i colleghi, o i familiari -</em> ma solo <strong>il 5% degli utenti le utilizza</strong>: perché allora le <strong>&#8220;Liste di interessi&#8221;</strong> dovrebbero avere un senso?</p>
<p><span id="more-4279"></span></p>
<p>Perché fruire di informazioni su <strong>un tema specifico</strong>, senza <em>&#8220;rumore di fondo&#8221;</em> (il resto dei contenuti che compaino nel news feed), è un&#8217;esperienza più vicina a quella che una persona si aspetta quando acquista un giornale: <em>sa che comprando la Gazzetta dello Sport probabilmente troverà notizie sulla sua squadra preferita, piuttosto che sul lancio dell&#8217;ultima reflex Nikon</em>.</p>
<p><img src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Interessi2.jpg" alt="Facebook Lista Interessi - Argomenti" title="Facebook Lista Interessi - Argomenti" width="560" height="133" class="aligncenter size-full wp-image-4296" /></p>
<p>Creando una lista sarà possibile scegliere tra <strong>Pagine</strong> <em>(Pages)</em>, <strong>Iscrizioni</strong> <em>(Subscriptions)</em> e <strong>Amici</strong> <em>(Friends)</em> che sappiamo trattano determinati temi, in modo da poter accedere ad una <strong>versione filtrata del News Feed in base all&#8217;interesse</strong>. È poi possibile scegliere se mantenere la Lista <strong>privata</strong>, aperta soltanto agli <strong>amici</strong>, o se renderla completamente <strong>pubblica</strong>, visibile e <em>&#8220;seguibile&#8221;</em> da chiunque.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4280" title="FacebookList_CreateList" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/FacebookList_CreateList.jpg" alt="Facebook List" width="560" height="274" /></p>
<p>È infatti possibile <strong>seguire le liste create da altri</strong> (ma anche da personaggi famosi, come ad esempio <a href="https://www.facebook.com/petecashmore/subscribedto">Pete Cashmore &#8211; Mashable</a>): in questo modo gli utenti potranno così s<strong>coprire nuovi contenuti</strong> provenienti da fonti non ancora conosciute, ma soprattutto <strong>interagire con persone a cui interessano gli stessi temi</strong>, visto che nel News Feed notizie di pagine diverse, ma all&#8217;interno di una stessa Lista, compariranno una in fila all&#8217;altra. Si può poi scegliere se veder comparire soltanto <strong>alcuni tipi di contenuti piuttosto che altri</strong> <em>(ad esempio soltanto foto, o soltanto status update)</em> ed il tipo di frequenza delle <strong>notifiche</strong> <em>(in base alle interazioni del proprio Social Graph)</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4281" title="FB_List_Manage" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/FB_List_Manage.jpg" alt="Facebook List - Manage" width="560" height="336" /></p>
<p><strong>Non sarà necessario aver fatto Like su tutte le Facebook Page all&#8217;interno di una lista per leggerne gli update</strong>, e questo pare un cambiamento in linea con la decisione &#8211; <em>dall&#8217;introduzione Timeline per le Facebook Page</em> &#8211; di non differenziare più la landing page per utenti fan e non-fan <em>(con la scomparsa, di fatto, per le Welcome Tab)</em>.</p>
<p>È evidente da tempo l&#8217;impegno di Facebook di focalizzarsi sempre di più sull&#8217;<strong>Interest Graph</strong> <em>(il rapporto che esiste tra le persone e i propri interessi)</em>, che, insieme al <strong>Social Graph</strong> <em>(la mappa delle relazioni di tutti i 900 milioni di utenti)</em>, costituisce il patrimonio di Zuckerberg.</p>
<p>Questo non può che essere visto in maniera positiva da tutti i <strong>brand</strong> presenti su Facebook perché consente di offrire <strong>contenuti</strong> sempre più interessanti alle persone, avvicinandole a ciò che vogliono comunicare loro e creando una <strong>relazione</strong> che vada oltre il contatto &#8220;one-shot&#8221;. alle <strong>marche</strong> non è ancora permesso di creare le proprie Liste attorno a temi specifici, ma possono essere persone <em>(ad es. il CEO, o un dipendente particolarmente attivo sul social web)</em> ad essa legati a farlo; sarà poi ancor più cruciale individuare <strong>persone influenti</strong> su determinati temi e far sì che inseriscano la pagina del brand all&#8217;interno delle proprie Liste. Insomma, anche per i brand le <strong>opportunità</strong> sono tutt&#8217;altro che marginali.</p>
<p><strong>Voi le userete?</strong><br />
Beh, potete iniziare a farlo cliccando <a href="https://www.facebook.com/addlist"><strong>qui</strong></a> sotto.<br />
<a href="https://www.facebook.com/addlist"><img class="aligncenter size-full wp-image-4283" title="Facebook-List" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Facebook-List.jpg" alt="Facebook List" width="560" height="149" /></a></p>
<p>Pensate che saranno una cosa che continueranno ad utilizzare in pochissimi &#8211; come accaduto per quelle dedicate agli amici &#8211; o <strong>la possibilità di avere dei News Feed personalizzati per topic</strong> <em>(come ad esempio in Twitter)</em> <strong>cambierà il modo di fruire le informazioni?</strong> Chissà che non sia la curiosità di seguire la Lista dei quotidiani preferiti da <strong>Arianna Huffington</strong> (ad esempio) a spingere le persone a raggruppare i propri interessi in Liste&#8230;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LucaDellaDora/~4/g5h1Hy1uwyg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lucadelladora.com/facebook-liste-interessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://lucadelladora.com/facebook-liste-interessi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Nuovi Facebook Ads: ritorno ai paid media?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/LucaDellaDora/~3/8nrgp120Nko/</link>
		<comments>http://lucadelladora.com/nuovi-facebook-ads-ritorno-ai-paid-media/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 07:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Della Dora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Earned Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Ads]]></category>
		<category><![CDATA[Paid Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso fMC (facebook Marketing Conference) è stata l&#8217;occasione per Facebook di presentare una serie di novità importanti per i brand (e di riflesso per gli utenti). L&#8217;introduzione della Timeline, la possibilità di ricevere messaggi privati dalle Facebook Page, ma soprattutto grandi novità dal punto di vista dell&#8217;advertising: gli Ads si spostano, e vanno ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <a title="fMC" href="https://www.facebook.com/business/fmc">fMC (facebook Marketing Conference)</a> è stata l&#8217;occasione per <strong>Facebook</strong> di presentare una serie di novità importanti per i <strong>brand</strong> <em>(e di riflesso per gli utenti)</em>. L&#8217;introduzione della <strong>Timeline</strong>, la possibilità di ricevere <strong>messaggi privati</strong> dalle Facebook Page, ma soprattutto grandi novità dal punto di vista dell&#8217;<strong>advertising</strong>: gli Ads si spostano, e vanno ora a popolare anche i <strong>newsfeed</strong> degli utenti, con l&#8217;<strong>intenzione</strong> di spingere le marche ad un approccio più <strong>conversazionale</strong> ed entrare sempre più in contatto con le persone <em>(oltre che per raggiungere l&#8217;enorme quantità di persone che si collegano a Facebook via <strong>mobile</strong> &#8211; luogo fino ad oggi inesplorato per i FB Ads)</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4272" title="Facebook" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Facebook.jpg" alt="Facebook" width="560" height="318" /></p>
<p>A ben pensarci però quello che <strong>Facebook</strong> promuove come avvicinamento alle conversazioni tra le persone, e quindi <strong>earned media</strong>, rischia di diventare la nuova alba dei <strong>paid media</strong>, soprattutto osservando cosa offre la feature <a title="Reach Generator Guide" href="http://ads.ak.facebook.com/ads/FacebookAds/Reach_Generator_Guide_2.28.12.pdf"><strong>Reach Generator</strong></a>: fino a ieri i brand hanno interagito con le persone, hanno cercato di creare community legate ai propri valori attraverso la qualità dei contenuti; oggi a vincere la &#8220;battaglia&#8221; sarà invece il brand che saprà attrarre maggiormente le persone, e per farlo potrà contare su uno strumento come <strong>Reach Generator</strong>, che garantisce <strong>la visualizzazione di un messaggio da parte del 75% dei propri fan</strong> <em>(contro il 16% di un post attuale)</em>.</p>
<p><span id="more-4265"></span></p>
<p>Pianificare un budget dedicato alla promozione di contenuti attraverso <strong>Reach Generator</strong> significa <strong>pagare per la distribuzione di ciò che un brand ha da dire</strong>, e &#8211; di conseguenza &#8211; fa sì che l&#8217;<strong>engagement</strong> attorno ai ciò che viene promosso sia decisamente maggiore: basta osservare il grafico qui sotto per rendersi conto di come cambino le cose tra un messaggio &#8220;normale&#8221; e uno sotto steroidi <em>(aka Reach Generator)</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4266" title="Reach-Generator" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/Reach-Generator.jpg" alt="Reach Generator - Before and After" width="560" height="354" /></p>
<p>Questo significa da una parte che i brand hanno a portata di mano una serie di <strong>strumenti</strong> completa che gli consente di <strong>ottimizzare la propria presenza</strong>, e dall&#8217;altra che si inizieranno a vedere pian piano sempre più contenuti <strong>paid</strong> da parte delle marche, sia per la possibilità di &#8220;pomparli&#8221; attraverso Reach Generator, sia perché i <strong>nuovi formati Premium</strong> consentiranno di comparire all&#8217;interno dei feed delle persone.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4267" title="FB-Ads" src="http://lucadelladora.com/t3st_1/wp-content/uploads/2012/03/FB-Ads.jpg" alt="FB Ads Formats" width="560" height="354" /></p>
<p>Sarà quindi importante rivedere <strong>l&#8217;approccio</strong> da parte dei brand, che dovranno ottimizzare le opportunità offerte dai nuovi strumenti e essere in grado di mantenere vive le conversazioni visto che, <a href="http://thenextweb.com/facebook/2012/02/29/facebook-introduces-premium-a-marketers-dream-a-users-nightmare/">come dice <strong>Mike Hoefflinger</strong> <em>(Director of Global Business Marketing di Facebook)</em></a>, <em>&#8220;i nuovi formati Premium sono l&#8217;opportunità di raccontare il proprio brand alle persone, la propria identità e le proprie storie, sempre più spesso e a sempre più persone&#8221;</em>.</p>
<p>Chiudo questo post con una citazione di <strong>Michael Lazerow </strong>- <a href="http://adage.com/article/digitalnext/facebook-relaunches-ad-platform-brand-pages-center/233024/">AdAge</a> &#8211; che riassume in pieno quanto detto:</p>
<h2>The lines between what marketers now refer to as paid, owned and earned media are now officially gone. Goodbye. Gone.</h2>
<p><strong>Secondo voi cosa succederà dopo l&#8217;introduzione dei nuovi prodotti annunciati da Facebook?</strong> Ci sarà chi migrerà verso piattaforme più immuni all&#8217;adv o Facebook sarà in grado di mantenere un equilibrio che spinga comunque i brand a <strong>guadagnare un&#8217;interazione piuttosto che a comprarla</strong>?</p>
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