<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155</id><updated>2024-09-08T04:53:20.567-07:00</updated><title type='text'>LUMINIMUL</title><subtitle type='html'>La verità sempre tenuteci nascoste...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>20</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-5271333867131067521</id><published>2010-06-01T01:55:00.000-07:00</published><updated>2010-06-01T02:09:59.780-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L&#39;ENIGMA DI STONHENGE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHmM2XCGgT8KSgh-Pz8hSvVyH-z_ai38XOlcWZlvi3H2FDyWe8ICBaxM5wnYbheLOhp7yisKh1yekVfCXJdNwYYzdadD-YASXu7CUyyk11x25aKiuNe2WBvEknjBpuSxXO4_vWTaU_gJXQ/s1600/stonepillar.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 106px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHmM2XCGgT8KSgh-Pz8hSvVyH-z_ai38XOlcWZlvi3H2FDyWe8ICBaxM5wnYbheLOhp7yisKh1yekVfCXJdNwYYzdadD-YASXu7CUyyk11x25aKiuNe2WBvEknjBpuSxXO4_vWTaU_gJXQ/s200/stonepillar.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5477727760138935154&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stonehenge e le eclissi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il complesso megalitico di Stonehenge è stato costruito nella pianura di Salisbury, in Gran Bretagna, all&#39;incirca nel 3200 A.C., cioè all&#39;epoca in cui vennero costruite le grandi piramidi in Egitto.&lt;br /&gt;La costruzione ha una forma circolare, del diametro di qualche decina di metri; è composta da vari anelli di pietre alte e strette, alcune delle quali sormontate da altre lastre di pietra. Inoltre vi si possono osservare alcune serie di buche nel terreno, disposte in forma circolare.&lt;br /&gt;Si pensa che questo complesso sia stato progettato dagli antichi abitatori della regione non soltanto come un luogo di culto, ma anche come un immenso calendario, dopo una paziente osservazione del cielo, per tenere traccia del trascorrere dei mesi, delle stagioni e degli anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il complesso di Stonehenge&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente Stonehenge contiene molti riferimenti al moto del Sole e della Luna; il numero di pietre e di buche nei vari anelli sembra essere legato a qualche ciclo astronomico, come quello delle fasi lunari. Inoltre le direzioni degli allineamenti fra le varie pietre coincidono pressapoco con alcuni punti della volta celeste, che corrispondono ad eventi periodici come il sorgere e il tramontare del Sole ai solstizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, il giorno del solstizio d&#39;estate, il Sole sorge in un punto più a settentrione rispetto a tutti gli altri giorni dell&#39;anno. Quel giorno, stando nel centro del cerchio di pietre, si può vedere sorgere il Sole circa al di sopra di una pietra particolare detta &quot;Heel Stone&quot;, che si trova lungo l&#39;asse della costruzione.&lt;br /&gt;Il complesso di Stonehenge sembra cioè allineato in modo non casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorgere del Sole a Stonehenge&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, anche se Stonehenge racchiude un notevole simbolismo di carattere astronomico, non è ancora chiaro se fosse davvero un luogo di studio dei fenomeni celesti, come sostengono molti studiosi, o fungesse solo come un calendario per le ricorrenze stagionali, come la semina e la raccolta del grano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli allineamenti fra le rocce non sono molto precisi, e spesso gli studiosi hanno elaborato delle teorie &quot;a posteriori&quot; per spiegare la posizione delle pietre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni sostengono addirittura che questo complesso servisse per prevedere il verificarsi delle eclissi. Una volta note la lunghezza dell&#39;anno e del mese, facilmente determinabili, sarebbe stato necessarperò conoscere la periodicità del moto dei nodi dell&#39;orbita lunare: un&#39;eclisse avviene solo quando Sole e Luna si trovano in prossimità di un nodo. È improbabile che gli antichi abitatori del luogo avessero conoscenze così avanzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglxf9WBHrUOTu9GrkNU0ap1UUg7Rrpz1rCyK0xR0h2R56vVzcPHaJGC3oU_Ymud2n4vZ7E4ag4aDrhtv7Z7zEwFbol8kWXL4Y8ORRI1sZEAQv3o747GRi2aCXh0UxMpVVRno-HFTvdKjsR/s1600/stone02.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglxf9WBHrUOTu9GrkNU0ap1UUg7Rrpz1rCyK0xR0h2R56vVzcPHaJGC3oU_Ymud2n4vZ7E4ag4aDrhtv7Z7zEwFbol8kWXL4Y8ORRI1sZEAQv3o747GRi2aCXh0UxMpVVRno-HFTvdKjsR/s200/stone02.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5477726978981790018&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un&#39;eclisse di Sole a Stonehenge&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, le eclissi rappresentavano per l&#39;antica popolazione del luogo un evento molto importante, forse un presagio di sventura come in molti altri popoli del passato.&lt;br /&gt;William Stukeley, uno studioso del 1700, avanzò l&#39;ipotesi che Stonehenge sia stato costruito dai Druidi come tempio per il culto del serpente (tempio detto &quot;Dracontia&quot;). Il simbolismo del serpente si ritrova spesso correlato alle eclissi, anche in altre culture antiche come quella cinese: durante l&#39;eclisse un gigantesco serpente (&quot;draco&quot; in latino) inghiottirebbe il Sole o la Luna. Non a caso, forse, l&#39;intervallo di tempo necessario affinché la Luna ritorni allo stesso nodo si chiama &quot;mese draconitico&quot;: i nodi dell&#39;orbita lunare, punti invisibili della sfera celeste, vengono identificati come il &quot;serpente&quot;, che simboleggia in questo caso le forze ignote e misteriose del cosmo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/5271333867131067521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/06/lenigma-di-stonehenge-scritto-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/5271333867131067521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/5271333867131067521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/06/lenigma-di-stonehenge-scritto-da.html' title=''/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHmM2XCGgT8KSgh-Pz8hSvVyH-z_ai38XOlcWZlvi3H2FDyWe8ICBaxM5wnYbheLOhp7yisKh1yekVfCXJdNwYYzdadD-YASXu7CUyyk11x25aKiuNe2WBvEknjBpuSxXO4_vWTaU_gJXQ/s72-c/stonepillar.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-6475824579620086258</id><published>2010-05-20T01:09:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T01:24:03.622-07:00</updated><title type='text'>OOPArt - i teschi di cristallo -</title><content type='html'>Il Teschio del Destino&lt;br /&gt;Antica Saggezza&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhD2aKXvRa1sGQQYNLSJHSRYPLjFBz5e7HSgTlf61P5Yfd91jqaLcycLGVR117jcpHRUfM5W647QxoMGzWMec07es_-Jn9BTsGF7OTjnF1uLwm3FPm0yAeWvjMKI-fyrRPAdk2afpw9Uvyy/s1600/tc.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 143px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhD2aKXvRa1sGQQYNLSJHSRYPLjFBz5e7HSgTlf61P5Yfd91jqaLcycLGVR117jcpHRUfM5W647QxoMGzWMec07es_-Jn9BTsGF7OTjnF1uLwm3FPm0yAeWvjMKI-fyrRPAdk2afpw9Uvyy/s200/tc.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473261840176011554&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cristallo è una naturale espressione di ordine e purezza. In questo tipo di minerali, gli atomi sono ordinati secondo un preciso ordine geometrico; il che attribuisce alle gemme un’intrinseca bellezza. Non a caso, quindi, i cristalli sono da sempre considerati oggetti fuori dal comune; le civiltà antiche gli attribuivano poteri spirituali e taumaturgici e le sfere preferite dai veggenti sono sempre state “di cristallo”. I Teschi di Cristallo (o Teschi della Saggezza) sono manufatti considerati da alcuni di origine precolombiana; anche se molti di questi reperti sono stati definitivamente identificati come falsi, alcuni rimangono avvolti dal mistero grazie alla loro sconcertante precisione manifatturiera.&lt;br /&gt;La storia dei Teschi di Cristallo&lt;br /&gt;ET&lt;br /&gt;Il Teschio di Joke Van Dieten soprannominato ET&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwPWbY0CCMuofAzZD8omE7i6wEKtbly8SKVPheqVw5bu4LgxSa7Tc5lbZ-7BtrLR7UaCdEkZqO6oiDERyd-3-rSkO_IqIEWu428haljHqxF1oTrDn6qv7y-Iqt6Q3loRPyOZiuDLnISs_X/s1600/tc1.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 122px; height: 200px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwPWbY0CCMuofAzZD8omE7i6wEKtbly8SKVPheqVw5bu4LgxSa7Tc5lbZ-7BtrLR7UaCdEkZqO6oiDERyd-3-rSkO_IqIEWu428haljHqxF1oTrDn6qv7y-Iqt6Q3loRPyOZiuDLnISs_X/s200/tc1.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473261942106701554&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo Teschio di Cristallo di cui si ha notizia, venne rinvenuto da una famiglia Maya del Costa Rica nel 1906. Il reperto è attualmente in possesso di Joke Van Dieten, che lo acquistò in una libreria di Vancouver. Il teschio venne soprannominato ET, a causa della sua forma allungata e, secondo la proprietaria, vanta poteri taumaturgici: si racconta che Van Dieten avesse un tumore al cervello e che, una mattina, si svegliò scoprendosi completamente guarita. La fortunata donna asserì di aver scorto una macchia all&#39;interno del teschio di cristallo, come se l&#39;oggetto avesse &quot;assorbito&quot; il male. La donna ha poi acquistato altri dodici teschi di cristallo in girio per il mondo, fra cui il Shui Ting Er (scoperto in Mongolia), il Luv Skull (Teschio di Luv, rinvenuto nei pressi dell&#39;omonima città in Russia) e il Teschio dei Gesuiti, in inglese Jesuit Skull, che si dice sia legato all&#39;ordine dei gesuiti e forse a San Francesco d&#39;Assisi. Nel periodo fra Novembre e Dicembre del 1995, Joke Van Dieten espose i suoi teschi di cristallo al pubblico in un festival spirituale (il Body-Mind-Spirit Festival) tenutosi in Australia. Molte persone affermarono di poter percepire un&#39;energia che emanava dai teschi.&lt;br /&gt;Ami&lt;br /&gt;Il Teschio di Ametista o Ami&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwZF4LdAy0dyh-u7zwvM9-DrZPzZwvBdDY1X2FP0BapaSYydEW0DTboI7xRs44QfIpJGncoSw-aCULPKhvrv9N1ySCDV4Qr0R2BhWmWtCZXVTgbUUjRVEuffhY_cZ2KuZeVgFHX7EDlXFb/s1600/tc2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 167px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgwZF4LdAy0dyh-u7zwvM9-DrZPzZwvBdDY1X2FP0BapaSYydEW0DTboI7xRs44QfIpJGncoSw-aCULPKhvrv9N1ySCDV4Qr0R2BhWmWtCZXVTgbUUjRVEuffhY_cZ2KuZeVgFHX7EDlXFb/s200/tc2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473262033517417474&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un teschio scolpito nel quarzo viola, noto come Teschio di Ametista o Ami, fu rinvenuto in un nascondiglio di reliquie Maya, nella regione di Oaxaca, in Guatemala, nel 1915; gli esami scientifici hanno rivelato che fu lavorato seguendo l’asse di simmetria del cristallo e, inoltre è dotato di mascella mobile. Attualmente è in possesso di Al Ramirez e si trova a San Jose, in California; si pensa che questo teschio abbia fatto parte di una collezzione posseduta dal presidente messicano Diaz dal 1876 al 1910. Il reperto, dal peso di quasi quattro chili, sarebbe stato tramandato di generazione in generazione dai sacerdoti Maya.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritrovamento che fece più scalpore è senz&#39;altro quello che portò alla luce il cosiddetto Teschio di Mitchell-Hedges. L&#39;oggetto fu trovato nel 1927 fra le rovine Maya di Lubaantun, site a Belize, nell&#39;Honduras, tra Guatemala e Portorico. Fu portato alla luce da Anna Mitchell-Hedges, figlia adottiva dell’esploratore ed avventuriero inglese Frederick Albert Mitchell-Hedges. Quest&#39;ultimo era noto per le sue teorie circa la civiltà perduta di Atlantide; mito al quale aveva dedicato buona parte delle sue energie. Giunto a Lubaantun, Mitchell-Hedges si convinse che doveva far parte della mitica civiltà scomparsa e, aiutato dalla gente del posto, rimosse la vegetazione dalle imponenti piramidi e dalle antiche terrazze.&lt;br /&gt;Il Teschio di Mitchell-Hedges&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTPyW9zMqwB5mOnCC7KREAZZFXHS96u9i_VeXjnVKXAJGWGkW7gjmeVGeV785yNRFsMcM69wCJLEvVBpwabK_PP_Su6lOTwXQLdDKw68LcnU3cihNkHLG5hfFyLHJuSzjnqONMftX9OCk9/s1600/tc3.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 148px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTPyW9zMqwB5mOnCC7KREAZZFXHS96u9i_VeXjnVKXAJGWGkW7gjmeVGeV785yNRFsMcM69wCJLEvVBpwabK_PP_Su6lOTwXQLdDKw68LcnU3cihNkHLG5hfFyLHJuSzjnqONMftX9OCk9/s200/tc3.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473263677611048162&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli scavi iniziarono nel 1924 e durarono quindi tre anni. Nell&#39;ultima spedizione, Mitchell-Hedges portò con se sua figlia Anna, allora diciassettenne. La ragazza, proprio nel giorno del suo compleanno, scorse tra le pietre qualcosa che luccicava. Si trattava di una riproduzione perfetta di un teschio umano ricavato da un&#39;unica gemma di cristallo di rocca (quarzo) estremamente pura e limpida. Il reperto pesava circa 5 kg. e, probabilmente, era la riproduzione di un cranio femminile. Le sue dimensioni erano 18x12x13 centimetri e la precisione con la quale fu lavorato a partire da un singolo cristallo di quarzo è sconcertante. Poco distante venne poi ritrovata anche una mascella, sempre in cristallo, che si articolava perfettamente con il cranio di cristallo e poteva muoversi proprio come una mascella umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trentasette anni dopo il ritrovamento, nel 1964, Anna Mitchell-Hedges, che aveva gelosamente custodito il teschio di cristallo, conobbe l’antiquario e appassionato di misteri archeologici Frank Dorland, il quale studiò il misterioso teschio per ben sei anni; successivamente, nel 1970, si rivolse agli avanzati laboratori della Hewlett-Packard, famosi nel mondo per essere specializzati nello studio ed analisi dei cristalli. Gli esami cristallografici rivelarono che il teschio era stato scolpito seguendo l’asse principale di simmetria del cristallo: una tecnica estremamente avanzata, in uso fra i moderni gioiellieri, che riduce notevolmente il rischio di frantumare il pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La superficie del teschio era, inoltre, priva di graffi anche a livello microscopico, il che tenderebbe ad escludere l’uso di strumenti metallici durante la lavorazione. Secondo Dorland, il teschio era stato lavorato utilizzando punte di diamante e, successivamente, rifinito con una pasta abrasiva a base di silicio. Se questo oggetto fosse stato effettivamente scolpito in epoca precolombiana, con le tecnologie allora disponibili, la sua lavorazione avrebbe richiesto un tempo estremamente lungo (alcune fonti sostengono che ci sarebbero voluti circa trecento anni!). Risulta comunque difficile stabilire il periodo in cui venne effettivamente realizzato questo controverso manufatto, poiché il cristallo di quarzo non permette la datazione al carbonio14. Confrontato con altri teschi di cristallo lavorati in epoca moderna, il teschio di Mitchell-Hedges si distingue per la straordinaria purezza del cristallo da cui è composto che, molto probabilmente, proviene dal Brasile; dove o quando sia stato lavorato è difficile, se non impossibile, stabilirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono anche altre curiose proprietà ascritte al teschio di cristallo: c’è chi dice, ad esempio, che l’oggetto rifranga la luce in maniera anomala. Anna Mitchell-Hedges, è convinta che il teschio possieda poteri particolari e sia in grado di premonire eventi nefasti. Ella racconta:&lt;br /&gt;Anna Mitchell-Hedges&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhKdMqkX_YYIqfya21g5P_hO7qno7dQ3C9aYJdPsXqRZMkGdfrI0fGGVMNKLVAhhI3PtZ5axMlLvBqx6IGOI3UKwy8rcMcMkz_FeVsBadNE7Ur8MimlFURvWIEJ6sJ_w00vQ1V1ghscTJfN/s1600/tc4.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 148px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhKdMqkX_YYIqfya21g5P_hO7qno7dQ3C9aYJdPsXqRZMkGdfrI0fGGVMNKLVAhhI3PtZ5axMlLvBqx6IGOI3UKwy8rcMcMkz_FeVsBadNE7Ur8MimlFURvWIEJ6sJ_w00vQ1V1ghscTJfN/s200/tc4.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473263869201664610&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Si dice che i Maya lo usassero per guarire o per augurare sventura. La leggenda narra che quando uno stregone diventava troppo vecchio per officiare i rituali religiosi, veniva scelto un giovane per sostituirlo. I due si stendevano davanti al teschio del destino (così veniva chiamato) alla presenza del grande sacerdote; il quale dava inizio ad una misteriosa cerimonia atta a trasferire tutta la conoscenza e la saggezza del vecchio nel giovane prescelto. Alla fine della cerimonia, il vecchio stregone moriva sereno, mentre il giovane si alzava sapiente, pronto a prendere il posto del suo predecessore...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il Teschio del Destino, diversi altri oggetti analoghi saltarono fuori in diverse parti del mondo. Degno di nota è il teschio di cristallo attualmente conservato a Londra, presso il British Museum. Si dice sia stato portato dal Messico da un ufficiale spagnolo e in seguito passato per molte mani: secondo G.F. Kunz, fu trasferito a New York da Eugene Boban, un antiquario parigino, nel 1884, dove venne acquistato da Tiffany sei anni dopo (1890). Nel 1898, il British Museum lo acquistò per 120 sterline e lo dichiarò appartenente ad epoca pre-ispanica. A differenza del teschio di Mitchell-Hedges, quello del Museo Britannico è costituito da un unico blocco (la mascella è fissa); il laboratorio di ricerca del museo ha rilevato diverse scalfitture sulla sua superficie che fanno pensare ad un moderno tornio da gioielliere.&lt;br /&gt;Il Teschio del British Museum&lt;br /&gt;Il Teschio di Cristallo conservato a Londra nel British Museum&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEguziFUwXw2-UImklwp1ZyodRak9uGaldqcqMrFjS4u0TkTBtUlIJ7Ca0IRTfvQzaDIuutaqM3re4XTFWo1DRxHSFGdR7HgeoCCcOd1WjWTzYULq0nnTxj5np7I8OXTfTZ_NGh9NH8_F_rA/s1600/tc5.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 143px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEguziFUwXw2-UImklwp1ZyodRak9uGaldqcqMrFjS4u0TkTBtUlIJ7Ca0IRTfvQzaDIuutaqM3re4XTFWo1DRxHSFGdR7HgeoCCcOd1WjWTzYULq0nnTxj5np7I8OXTfTZ_NGh9NH8_F_rA/s200/tc5.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473262436062002786&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attribuzione del manufatto alle popolazioni pre-ispaniche si basa esclusivamente sulla congruenza dello stile con altre sculture azteche. Il dott. Morant, ha eseguito un confronto fra il teschio del British Museum e il sopraccitato Teschio del Destino. Le differenze emerse sono molteplici: in primo luogo, si è visto che il teschio di Mitchell-Hedges è più preciso e proporzionato dal punto di vista anatomico; mentre il teschio del British Museum è leggermente più simmetrico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esami più recenti, compiuti sul teschio del British Museum, sembrano sancire la natura fraudolenta di questo manufatto. Ian Freestone, dell’Università di Galles a Cardiff, a  capo della ricerca scientifica al British Museum di Londra, ha identificato diversi segni circolari attorno alle cavità oculari del teschio che sono certamente il risultato di un qualche strumento a ruota, cosa che sicuramente gli Aztechi non possedevano. Risulta più plausibile che il teschio sia stato lavorato in Germania attorno al 19° secolo e venduto da Eugene Boban come inestimabile reperto archeologico. Pare che sia stato lo stresso Boban a vendere un teschio analogo ad un collezionista. Tale oggetto è oggi conservato al Musée de l’homme di Parigi. Naturalmente, i più accaniti sostenitori delle mistiche proprietà dei teschi di cristallo rifiutano categoricamente questa teoria.&lt;br /&gt;Max&lt;br /&gt;Il Teschio di Cristallo soprannominato Max e custodito da Joanne e Carl Parks&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgndy4OlkQ9vuIc9blN2tFslORMB51uhDV-DQEEJIwpoa59oTGjp9IFDxws3XbtrnVLQ5_HBTGWebNad61p_y7lXqgg87iINS6DRAAgZLr1e9yyepUnDsQxgTez67nbT_HC9u8URM-fM2SW/s1600/tc6.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 200px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgndy4OlkQ9vuIc9blN2tFslORMB51uhDV-DQEEJIwpoa59oTGjp9IFDxws3XbtrnVLQ5_HBTGWebNad61p_y7lXqgg87iINS6DRAAgZLr1e9yyepUnDsQxgTez67nbT_HC9u8URM-fM2SW/s200/tc6.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473262926989227874&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni ’80, seguendo l’ondata di popolarità che questi oggetti suscitarono, furono rinvenuti diversi teschi di cristallo in America; uno di questi, chiamato “Max”, è in possesso di Joanne Parks e si trova a Houston in Texas; il teschio è composto da un unico blocco di quarzo di circa 18 Kg. e si dice che sia appartenuto al tibetano Norbu Chen, che lo donò alla famiglia Parks nel 1981. Successivamente, negli anni novanta, il detective del paranormale autoproclamatosi “esperto di teschi di cristallo” Nick Nocerino, rinvenne altri due teschi di cristallo nella provincia messicana di Guerro. Uno di questi venne battezzato teschio di Sha-Na-Ra. I dettagli dei ritrovamenti furono taciuti da Nocerino, che addusse come scusa presunte questioni di sicurezza le persone coinvolte, data la particolare situazione politica messicana. I teschi di Nocerino non furono mai sottoposti a esami scientifici condotti da istituti indipendenti. Vennero invece sottoposti ad una serie di test pseudoscientifici (psicometria, percezioni extrasensoriali, ecc) da tre società non accreditate dalla comunità scientifica: la Pelton Foundation of Applied Paranormal Research, la Institute of Psychic and Hypnotic sciences, e The Society of Crystal Skulls International. I risultati dei test furono ovviamente positivi, attribuendo ai teschi ogni genere di potere paranormale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, come da tradizione dei film di Indiana Jones, circola una leggenda su tredici teschi di cristallo; destinati a riunirsi all’alba della nuova era (più precisamente il 21 dicembre 2012, ovvero alla fine del “Conto Lungo” del calendario Maya iniziato il 13 agosto 3114 a.C.). Una volta riuniti, i teschi saranno in grado di predire il destino della razza umana. Nel 2008 è, infatti, uscito il quarto capitolo della saga di Indiana Jones, intitolato appunto “Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo” (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull).&lt;br /&gt;Teorie&lt;br /&gt;Una gemma di Quarzo&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg8y1UkFid8fwvoJfSHAPg6_n8XzOm-e45bGfOuRw2hCfKDS7-xdRyr-8RftD-EnRMx27nj_V-HTK_XlRrlGDST1YzRzaBO8E2Nev0N43-jk5J1XBEi7W3SD_AB-1AYQBiLrHwb_Vt8a-mF/s1600/qua.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 154px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg8y1UkFid8fwvoJfSHAPg6_n8XzOm-e45bGfOuRw2hCfKDS7-xdRyr-8RftD-EnRMx27nj_V-HTK_XlRrlGDST1YzRzaBO8E2Nev0N43-jk5J1XBEi7W3SD_AB-1AYQBiLrHwb_Vt8a-mF/s200/qua.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473262772623641362&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo constatato che questi manufatti sono costituiti da quarzo puro, un materiale molto usato dalla tecnologia moderna per via della sua elevata resistenza al calore ma, soprattutto, della piezoelettricità: la capacità, cioè, di generare elettricità (una differenza di potenziale) in risposta ad una stimolazione meccanica. Alcuni hanno associato questa proprietà agli strani fenomeni ai quali diverse persone dichiarano di aver assistito in presenza dei teschi di cristallo. Fra questi troviamo strane aureole di luce che circondano il teschio o allucinazioni. Queste sarebbero dovute all’interazione del campo elettrico generato dal quarzo che compone il teschio con quello generato dal cervello umano. Tali fenomeni si potrebbero più semplicemente spiegare con la suggestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte persone etichettano i teschi di cristallo come OOPArt; tuttavia non esistono, ad oggi, prove certe della loro antichità. Anzi, molti falsi sono stati scoperti, fra cui il più clamoroso è senz’altro quello del British Museum. C’è anche chi sostiene che questi misteriosi teschi provengano dalla perduta Atlantide descritta da Platone, il quale narrava di portentosi cristalli usati per produrre una enorme quantità di energia. Altri ancora, affermano addirittura che i teschi sarebbero manufatti di origine aliena abbandonati sulla terra chissà per quale scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il teschio più famoso, quello di Mitchell-Hedges, presenta anch’esso alcune incongruenze, specialmente per quanto riguarda le circostanze del ritrovamento: la notizia, infatti non appare in alcun documento dell’epoca e né il teschio né Anna Mitchell-Hedges appaiono in nessuna delle foto scattate durante la spedizione. C’è da considerare che Frederick Mitchell-Hedges, grande sostenitore dell’archeologia misteriosa, giunse a Lubaantun convinto di trovare i resti della civiltà perduta di Atlantide e il ritrovamento del teschio potrebbe essere una montatura architettata da lui stesso per valorizzare le sue teorie. Gira anche la voce che il Teschio del Destino fu fatto trovare intenzionalmente ad Anna come regalo di compleanno (quel giorno la ragazza compiva diciassette anni).∑</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/6475824579620086258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/oopart_20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6475824579620086258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6475824579620086258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/oopart_20.html' title='OOPArt - i teschi di cristallo -'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhD2aKXvRa1sGQQYNLSJHSRYPLjFBz5e7HSgTlf61P5Yfd91jqaLcycLGVR117jcpHRUfM5W647QxoMGzWMec07es_-Jn9BTsGF7OTjnF1uLwm3FPm0yAeWvjMKI-fyrRPAdk2afpw9Uvyy/s72-c/tc.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-6298352348617128422</id><published>2010-05-20T01:01:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T01:23:41.372-07:00</updated><title type='text'>OOPArt - Nanospirali, tecnologia di 20.000 anni fà-</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiE7gdAM44bUqRjZrWhkLglIlSO-53bvABQ7xh5KVMSu38yKfTQYWgNs-3aY_se9kJ3tkNHZIMNMGWPU_OXfiyTmQ5P3FPPLFOErv1YiokFsMliXBSk53e85WIlr7zBfqtG28t_Uee9xE56/s1600/ns.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 200px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiE7gdAM44bUqRjZrWhkLglIlSO-53bvABQ7xh5KVMSu38yKfTQYWgNs-3aY_se9kJ3tkNHZIMNMGWPU_OXfiyTmQ5P3FPPLFOErv1YiokFsMliXBSk53e85WIlr7zBfqtG28t_Uee9xE56/s320/ns.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473259740572540546&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tecnologia Inspiegabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nanotecnologia è un ramo scientifico, ancora oggi poco sviluppato, che si occupa del controllo della materia su scala microscopica, dell&#39;ordine dei nanometri (ossia milionesimi di millimetri), allo scopo di realizzare le cosiddette nanomacchine. Pare che alcuni geologi russi abbiano scoperto, all&#39;interno di campioni di roccia prelevati sui monti Urali, delle microscopiche spirali metalliche risalenti, pare a più di 100.000 anni fa. Potrebbe trattarsi della prova che il nostro pianeta ospitò, in passato, una civiltà molto più avanzata della nostra.&lt;br /&gt;La storia delle Nanospirali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1992 fu l&#39;anno in cui questi misteriosi reperti vennero segnalati per la prima volta: furono scoperti da un gruppo di geologi russi impegnati in alcune ricognizioni alla ricerca di metalli sui monti Urali. I microscopici oggetti destarono immediatamente l&#39;attenzione degli scienziati, che ne trovarono diverse centinaia, soprattutto nei pressi dei corsi d&#39;acqua, quale il fiume Balbanju, il Kozim (Koshim), il Narada e su due affluenti minori, il Vtvisty e il Lapkhevozh; la maggior parte fu rinvenuta a profondità fra i 3 ed i 12 m. Le dimensioni dei minuscoli oggetti vanno dai 3 cm agli 0.003 mm (tre centesimi di millimetro); i più grandi sono composti da rame puro, menti i più piccoli presentano una superficie liscia o parzialmente forata in Tungsteno con nuclei in  Tungsteno o Molibdeno. Per poter osservare la regolarità della loro struttura spiraliforme è necessario osservarli al microscopio. Tale regolarità dovrebbe escludere un&#39;origine naturale.&lt;br /&gt;Particolare della Nanospirale&lt;br /&gt;Particolare della superficie di una Nanospirale ingrandita 500 volte&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhKDfyWfai_n3MMhjf-U2HLSffb8oWGeoQs7ApUIoIkBt0Yj9sCAjXz-hr6dwsqmAGrXUWoQk_PvjJSHVMJQm4CRTlq6xmcEKE_l4ZFCx84PorhDAyEq36pU2pQ7uP79X2g3WOCm46AEl6q/s1600/ns1.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 159px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhKDfyWfai_n3MMhjf-U2HLSffb8oWGeoQs7ApUIoIkBt0Yj9sCAjXz-hr6dwsqmAGrXUWoQk_PvjJSHVMJQm4CRTlq6xmcEKE_l4ZFCx84PorhDAyEq36pU2pQ7uP79X2g3WOCm46AEl6q/s200/ns1.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473260334465194690&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è possibile realizzare questo tipo di nanospirali a livello industriale; questa tecnologia è disponibile dalla metà degli anni sessanta del secolo scorso. Il fatto curioso è che le spirali scoperte in Russia sono state rinvenute all&#39;interno di strati geologici datati tra i 20.000 e i 318.000 anni fa. I sostenitori dell&#39;ufologia hanno subito eletto le nanospirali a prova inconfutabile che la Terra fu, in passato, visitata da una razza aliena tecnologicamente avanzata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli scettici sostennero che i risultati delle analisi derivavano da misurazioni errate o, addirittura, falsificate; ma alcuni anni dopo, nel 1995, venne organizzata una nuova spedizione dal giornalista e ricercatore Valerie (Valerii) Ouvarov e dalla geologa Elena Matveyeva: vennero portate alla luce nuove spirali da uno strato sedimentario del fiume Balbanju vecchio di 100.000 anni. Le analisi vennero eseguite in altri laboratori, ma diedero gli stessi risultati, allontanando, così, l&#39;ipotesi della frode.&lt;br /&gt;Nanospirale&lt;br /&gt;Una delle Nano-spirali trovate sui monti Urali&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhx9MWVfKu6d8sGCTWkWrQu-AL9Zltc0XHVaApv-Tjg45Fy9hYrq4UYuwy562ufD4lJCos1hyphenhyphenwKtEmt2RDwKU0Le8vOyyFqYsGOvK-KIs77Bjcq1KjubVSJrNuaKm840LLn3SdQSKXFV2vO/s1600/ns2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 58px; height: 200px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhx9MWVfKu6d8sGCTWkWrQu-AL9Zltc0XHVaApv-Tjg45Fy9hYrq4UYuwy562ufD4lJCos1hyphenhyphenwKtEmt2RDwKU0Le8vOyyFqYsGOvK-KIs77Bjcq1KjubVSJrNuaKm840LLn3SdQSKXFV2vO/s200/ns2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473259864717483010&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Matveyeva compì rigorosi test sulle nanospirali nell&#39;Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica Geologica e lo Studio di Metalli Nobili e non Ferrosi (ZNIGRI) di Mosca, utilizzando anche il microscopio elettronico: il 29 novembre 1996 la ricercatrice rilasciò la seguente perizia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il limo nel quale erano inglobate le spirali si distingue come deposito di detriti di ghiaia e ciottoli stondati del terzo livello, creati dall’erosione dei sedimenti di strati poligenici e di accumulazione. La datazione di questi depositi si può far risalire a 100.000 anni fa (Pleistocene Superiore). [...] Le nuove formazioni cristalline, presenti sulla superficie di questi aggregati filiformi in tungsteno puro, mostrano le caratteristiche insolite dei depositi alluvionali del Pleistocene Superiore. L’età di questi sedimenti e le condizioni in cui sono state eseguite le analisi fanno escludere quasi del tutto l’ipotesi che la formazione dei cristalli di tungsteno sia da mettere in relazione con il lancio di razzi dalla vicina stazione spaziale di Pleseck.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I campioni furono studiati anche dalla Russian Academy of Sciences di Syktyvka (la capitale dell&#39;ex Repubblica Sovietica di Komi), di Mosca, di San Pietroburgo e da un istituto scientifico ad Helsinki, in Finlandia. Studi approfonditi hanno evidenziato che le spirali sono state realizzate seguendo la regola della Sezione Aurea; che in matematica identifica il rapporto fra due grandezze disuguali, di cui la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la loro somma ((a+b) : a = a : b). Tale rapporto vale approssimativamente 1.618. La sezione aurea è largamente presente in natura e in matematica; già gli antichi greci la consideravano un&#39;espressione di bellezza e perfezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli esami eseguiti sulle misteriose spirali, le collocano in un periodo che va dai 20.000 ai 300.000 anni fa (a seconda dello strato geologico in cui sono state trovate), epoche in cui nessuna civiltà conosciuta sarebbe stata in grado di produrle. Questo le classifica ufficialmente come OOPArt.&lt;br /&gt;Teorie&lt;br /&gt;Frammento di una Nanospirale&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnwWYTqFijY5Tfq6YPxkavjTqFIeCiAVLPrEXcaIqC0Y04qGYUBW6jXeVbJDasVp131dtUykHZL8EbldR1QqIfbHUiXflykVPKXf40F9eSrdAMNG2ch1bF2jr2ZTjnZ7Dr1StWUytuKeYV/s1600/ns3.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 131px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnwWYTqFijY5Tfq6YPxkavjTqFIeCiAVLPrEXcaIqC0Y04qGYUBW6jXeVbJDasVp131dtUykHZL8EbldR1QqIfbHUiXflykVPKXf40F9eSrdAMNG2ch1bF2jr2ZTjnZ7Dr1StWUytuKeYV/s200/ns3.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473260630182950034&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottor Valerie Ouvarov, di San Pietroburgo, ha elaborato una teoria secondo la quale molte di queste microspirali e nanospirali sarebbero componenti elettronici un tempo costituenti un&#39;enorme antenna ricetrasmittente. I metalli che costituiscono le spirali (rame, tungsteno e molibdeno) sono molto usati nella costruzione di componenti elettronici: il Tungsteno, noto anche come Wolfamio, si trova comunemente nelle lampadine ad incandescenza; si tratta di un metallo estremamente duro e vanta il più alto punto di fusione fra tutti gli elementi puri (fonde a 3422°C) oltre alla più alta resistenza alla trazione ad alte temperature. Il Molibdeno ha proprietà simili al Tungsteno e viene spesso usato per applicazioni missilistiche.&lt;br /&gt;Induttori&lt;br /&gt;Induttori di varie misure&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I microscopici oggetti si possono, quindi, identificare come solenoidi, cioè una bobina costituita da materiale conduttore. I solenoidi vengono usati per realizzare induttori, dei componenti elettronici che generano un&#39;induttanza. Tale grandezza esprime la capacità di un circuito di resistere alla variazione di corrente nel tempo. Data la capacità degli induttori di immagazzinare energia in un campo magnetico, questi vengono utilizzati negli alimentatori a commutazione (che hanno un rendimento molto maggiore di quelli tradizionali) e negli apparecchi elettronici per trasmissioni via etere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un&#39;altra interessante teoria, vuole che questi solenoidi non siano prodotti nanotecnologici; bensì che si siano formati in seguito ad una attività bellica o missilistica ad alta tecnologia: si sa che i cristalli di Tungsteno, sottoposti a grande sforzo, subiscono deformazioni spiraliformi dovute allo scorrimento relativo di piani reticolari adiacenti, cioè lo slittamento di una parte dei cristalli rispetto agli altri. Questo discorso non vale per le micro spirali in rame trovate negli stessi siti: queste ultime misurano dai 3 agli 0.5 centimetri e non hanno nulla a che fare con i nanocristalli di Tungsteno. Potrebbero verosimilmente essere considerate come induttori. Il mistero di come possano essere state rinvenute nello stesso posto sia le microspirali in rame che le nanospirali in tungsteno, inglobate in uno strato geologico risalente a 100.000 anni fa, rimane irrisolto; qualcuno ha avanzato l&#39;ipotesi che a quel tempo (100.000 anni fa) sia stato distrutto un mezzo altamente tecnologico con un&#39;arma estremamente potente. Al giorno d&#39;oggi, nanospirali in Tungsteno (come quelle trovate sugli Urali) si possono trovare solo nei poligoni militari atti alla sperimentazioni di armi ad alta tecnologia o in prossimità di basi missilistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo quindi concludere che questi oggetti siano il risultato di un&#39;attività missilistica o una guerra combattuta con armi tecnologicamente avanzate (o forse entrambe le cose). In tal caso, bisognerebbe accettare l&#39;esistenza di una civiltà tecnologicamente avanzata, scomparsa senza lasciare traccia diverse migliaia di anni fa. Forse risulta addirittura più facile credere che questi reperti, senza dubbio inspiegabili, siano il frutto di un&#39;antica visita alla terra da parte di una razza extraterrestre.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/6298352348617128422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/tecnologia-inspiegabile-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6298352348617128422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6298352348617128422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/tecnologia-inspiegabile-la.html' title='OOPArt - Nanospirali, tecnologia di 20.000 anni fà-'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiE7gdAM44bUqRjZrWhkLglIlSO-53bvABQ7xh5KVMSu38yKfTQYWgNs-3aY_se9kJ3tkNHZIMNMGWPU_OXfiyTmQ5P3FPPLFOErv1YiokFsMliXBSk53e85WIlr7zBfqtG28t_Uee9xE56/s72-c/ns.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-5793862791990859037</id><published>2010-05-20T00:59:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T01:22:09.633-07:00</updated><title type='text'>OOPArt -Introduzione</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmMuqPFX0qS7yt_sBtz14yJwlKHqnHxISk63yN9ZSq50-KKMy_bLL02pgobSThT90RKcYV-cNcWsg8XYERJyV-tCF6ckC1VJ6muzpIT7dcioSCCA6hXC2RAFor4K9QtbURoj6qugBsTn-m/s1600/ottosdal-sfera-l.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 232px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmMuqPFX0qS7yt_sBtz14yJwlKHqnHxISk63yN9ZSq50-KKMy_bLL02pgobSThT90RKcYV-cNcWsg8XYERJyV-tCF6ckC1VJ6muzpIT7dcioSCCA6hXC2RAFor4K9QtbURoj6qugBsTn-m/s320/ottosdal-sfera-l.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5473259082045131042&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più ci spingiamo indietro nel tempo, più le nostre certezze vacillano. Di come fosse il mondo in epoca preistorica, ad esempio, non abbiamo che poche prove; il resto sono solo teorie. Capita sovente che, per caso, vengano scoperti particolari reperti che sembrano discordare con le nostre attuali conoscenze storiche. Questi oggetti sono conosciuti come OOPArt, un acronimo inglese che sta per Out of Place Artifacts, cioè letteralmente &#39;oggetti fuori poso&#39; nel senso di anacronistici o non attinenti al luogo del ritrovamento. Mentre alcuni misteri sono stati svelati, rivelandosi il più delle volte cattive interpretazioni da parte degli scopritori, altri continuano a far discutere e a sfidare l&#39;archeologia classica.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/5793862791990859037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/oopart.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/5793862791990859037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/5793862791990859037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/oopart.html' title='OOPArt -Introduzione'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmMuqPFX0qS7yt_sBtz14yJwlKHqnHxISk63yN9ZSq50-KKMy_bLL02pgobSThT90RKcYV-cNcWsg8XYERJyV-tCF6ckC1VJ6muzpIT7dcioSCCA6hXC2RAFor4K9QtbURoj6qugBsTn-m/s72-c/ottosdal-sfera-l.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-4316458606766064033</id><published>2010-05-18T11:35:00.001-07:00</published><updated>2010-05-18T11:38:21.713-07:00</updated><title type='text'>I MAYA, TRA MISTERO E STORIA..</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img class=&quot;aligncenter size-full wp-image-4179&quot; title=&quot;maya&quot; src=&quot;http://www.esoterya.com/wp-content/uploads/2009/11/maya.jpg&quot; alt=&quot;maya&quot; height=&quot;433&quot; width=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Di teorie apocatilittiche in passato ce ne sono già state&lt;/strong&gt;  tanto che il detto “mille e non più mille” ce lo ricordiamo ancora  adesso. Nonostante ciò che venisse detto di anno 1.000 ce ne sono stati  ben due. Ultimamente però tutte le teorie &lt;strong&gt;sembrano concordare  sulla data del 21 DICEMBRE 2012&lt;/strong&gt;, profezia che si trova  all’interno del calendario &lt;a href=&quot;http://www.esoterya.com/tag/maya&quot;&gt;&lt;strong&gt;Maya&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questo popolo pre-colombiano aveva la concezione che il tempo  e gli accadimenti fossero ciclici e ogni ciclo si concludesse con una  catastrofe &lt;/strong&gt;dopo la quale iniziava un nuovo ciclo. Per il loro  calendario ora noi viviamo nella quinta era e la data del 21 dicembre  2012 sarebbe il primo giorno della sesta. La divisione tra le due  sarebbe rappresentata, per quanto dicono, da una catastrofe naturale che  dovrebbe spazzare via quella vecchia per la rigenerazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La teoria apocalittica deriverebbe dalla presenza nella  nostra galassia del Decimo Pianeta, Nibiru&lt;/strong&gt;, di cui i Maya  furono i primi a parlare e a causa del quale succederebbero disgrazie  sulla Terra. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span id=&quot;more-4156&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 11px; width: 300px;&quot;&gt;            &lt;script language=&quot;JavaScript&quot;&gt; &lt;!-- function google_ad_request_done(google_ads) { /* * This function is required and is used to display * the ads that are returned from the JavaScript * request. 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Da un alto abbiamo chi  crede che ci sarà la fine del mondo e la catastrofe spazzerà via tutto.  Chi, invece, ha studiato a fondo la civiltà Maya, sostiene che &lt;strong&gt;questo  popolo credeva che, ad un’era oscura, seguisse sempre un’era di  illuminazione.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non&lt;/strong&gt; si può certo dire che quella passata sia stata  piena di sole e illuminata se si pensa alle guerre mondiali, alle  carestie, alla devastazione creata dall’uomo sulla Terra. Se seguiamo il  loro ragionamento &lt;strong&gt;la prossima era dovrebbe essere luminosa e  darci la via nuova.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli studiosi dei Maya, ma anche i loro anziani sacerdoti, tenutari di  segreti che si trasmettono di generazione in generazione, sostengono  che il cambiamento non sarà una catastrofe, ma soltanto un cambiamento,  che &lt;strong&gt;dopo un’era di devastazione porterà alla Terra un periodo di  pace, armonia, serenità e un nuovo stato di coscienza ed evoluzione per  l’uomo. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certo è che tra le due possibilità quella catastrofica viene più  gettonata dai media e riportata in così ampia scala che morte persone,  probabilmente quelle più sensibili, hanno cominciato a chidersi quanto  ci sia di vero&lt;strong&gt;. Persino la NASA si è sentita in dovere di  rassicurare i cittadini del mondo&lt;/strong&gt; sull’impossibilità di una  tale eventualità a causa della caduta sulla Terra di un pianeta o  asteroide.&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/4316458606766064033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/i-maya-tra-mistero-e-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/4316458606766064033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/4316458606766064033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/i-maya-tra-mistero-e-storia.html' title='I MAYA, TRA MISTERO E STORIA..'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-2773720239029275821</id><published>2010-05-18T02:53:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:54:42.125-07:00</updated><title type='text'>2012, allarme Nasa &quot;Black out sulla Terra&quot;</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;div id=&quot;body&quot;&gt;  &lt;img id=&quot;article-photo&quot; src=&quot;http://static2.ciaopeople.com/v3/magazineFiles/photo/medium/14a09ac77c2b55.jpg&quot; /&gt;&lt;/div&gt;Milioni di persone senza elettricità nel 2012, cibo e medicine che vanno  a male nei frigo spenti, telefoni e satelliti fuori uso. Uno scenario  da &quot;day after&quot; che potrebbe essere derubricato alla voce  &quot;catastrofismo&quot;, se non fosse che l&#39;allarme viene dalla Nasa e dalla  National Academy of Sciences. E nella parte del cattivo che mette a  repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane,  l&#39;inquinamento o il riscaldamento globale. Il nemico a sorpresa è il  Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse  potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l&#39;Occidente prospera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da dicembre, l&#39;attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra  stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si  raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa  coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di &lt;a id=&quot;ed_Id_1&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=energia+elettrica&amp;amp;af=5243&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fforum%2Efuoriditesta%2Eit%2Fscienza%2De%2Dnatura%2F86926%2D2012%2Dallarme%2Dnasa%2Dblack%2Dout%2Dsulla%2Dterra%2Ehtml&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1274176417843&amp;amp;hs=80f7e23613fd72451fb91e8636942012&quot; ed_created=&quot;1&quot; style=&quot;border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;energia&lt;/a&gt; e di radiazioni. Tali  getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche.  L&#39;atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari  sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture  socio-economiche potrebbe essere disastroso.&lt;br /&gt;Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta  geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile  l&#39;osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece  incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A  maggio del 1921, un&#39;altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti,  mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due  sponde dell&#39;Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si  verificassero oggi che un&#39;intera civiltà è stata fondata  sull&#39;elettricità e le telecomunicazioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta degli esperti è tutt&#39;altro che confortante: &quot;L&#39;&lt;a id=&quot;ed_Id_2&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=energia+elettrica&amp;amp;af=5243&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fforum%2Efuoriditesta%2Eit%2Fscienza%2De%2Dnatura%2F86926%2D2012%2Dallarme%2Dnasa%2Dblack%2Dout%2Dsulla%2Dterra%2Ehtml&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1274176417843&amp;amp;hs=80f7e23613fd72451fb91e8636942012&quot; ed_created=&quot;1&quot; style=&quot;border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;energia&lt;/a&gt; &lt;a id=&quot;ed_Id_3&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=energia+elettrica&amp;amp;af=5243&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fforum%2Efuoriditesta%2Eit%2Fscienza%2De%2Dnatura%2F86926%2D2012%2Dallarme%2Dnasa%2Dblack%2Dout%2Dsulla%2Dterra%2Ehtml&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1274176417843&amp;amp;hs=80f7e23613fd72451fb91e8636942012&quot; ed_created=&quot;1&quot; style=&quot;border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;elettrica&lt;/a&gt; è la chiave di volta  tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre  infrastrutture e gli altri servizi&quot;, si legge in un rapporto di 132  pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. &quot;Se  la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un&#39;enorme  devastazione sociale ed economica&quot;. Nel 1989, sei milioni di persone in  Quebec sono rimaste senza &lt;a id=&quot;ed_Id_4&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;amp;ky=energia+elettrica&amp;amp;af=5243&amp;amp;ct=it&amp;amp;rf=http%3A%2F%2Fforum%2Efuoriditesta%2Eit%2Fscienza%2De%2Dnatura%2F86926%2D2012%2Dallarme%2Dnasa%2Dblack%2Dout%2Dsulla%2Dterra%2Ehtml&amp;amp;re=&amp;amp;ts=1274176417843&amp;amp;hs=80f7e23613fd72451fb91e8636942012&quot; ed_created=&quot;1&quot; style=&quot;border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;energia&lt;/a&gt; per nove ore a causa di  una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921.  Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello  del &#39;21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta  130 milioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente,  farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa  particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità.  Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e  il 2013, ma nella comunità scientifica non c&#39;è accordo su quanto sarà  intensa l&#39;attivita della nostra stella in quel periodo. Spiega lo  scienziato Doug Biesecker, della Noaa: &quot;Basta un solo evento per creare  enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo  particolarmente mite&quot;.&lt;br /&gt;Proprio come quello che sta per iniziare.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/2773720239029275821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/2012-allarme-nasa-black-out-sulla-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/2773720239029275821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/2773720239029275821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/2012-allarme-nasa-black-out-sulla-terra.html' title='2012, allarme Nasa &quot;Black out sulla Terra&quot;'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-4430897626479218157</id><published>2010-05-15T10:15:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T10:16:49.951-07:00</updated><title type='text'>2012</title><content type='html'>Sabato 22 Dicembre 2012, fine del mondo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai nel mondo del web gira una specie di febbre che addita questa data, non tanto lontana per la verità, per la catastrofe prossima ventura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma su quali basi si portano avanti questo tipo di supposizioni ? A dir la verità qui qualche dato reale c&#39;è, e deriva dalla conoscenza scientifica che oggi possediamo del calendario delle popolazioni della civiltà Maya.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo con ordine: come è possibile verificare (fonte wikipedia) tra quelle popolazioni non si usava computare gli anni nel modo in cui noi lo facciamo oggi. Fra l&#39;altro gli &#39;anni&#39;, cioè meglio i cicli annuali erano di due tipi: il ciclo Tzolkin (che durava 260 giorni) e il ciclo Haab (che durava 365 giorni). Ma gli anni poi, non si contavano accumulandoli uno sull&#39;altro.  1,2,3 ecc.  Si utilizzava invece il Lungo computo: una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale  misto in base 13, 18 e 20 molto complicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Precisamente si trattava di un numero di cinque &quot;cifre&quot;: la prima (quella delle &quot;unità&quot;) in base 20, la seconda (le &quot;decine&quot;) in base 18, la terza e la quarta di nuovo in base 20, la quinta in base 13. Queste &quot;cifre&quot; si scrivono da sinistra a destra, come per i numeri arabi (quelli che usiamo normalmente); nella notazione moderna, si scrivono i numeri corrispondenti separati da punti, ad esempio 12.19.13.7.19 (corrispondente al 5 luglio 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 13*20*20*18*20 = 1872000 giorni (circa 5125 anni), ed era multiplo del ciclo Tzolkin di 260 giorni. Le prime quattro cifre si contavano a partire da 0 (quindi la seconda andava da 0 a 17, le altre da 0 a 19), la quinta invece andava da 1 a 13. Il primo giorno era il 13.0.0.0.0 (4 Ahau nel ciclo Tzolkin).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I periodi dopo i quali si ripeteva ciascuna cifra avevano i seguenti nomi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 giorni (prima cifra): uinal&lt;br /&gt;360 giorni (seconda cifra, 18*20 = 360): tun&lt;br /&gt;7200 giorni (terza cifra, 20*360 = 7200): k&#39;tun&lt;br /&gt;144000 giorni (quarta cifra, 20*7200 = 144000): b&#39;ak&#39;tun&lt;br /&gt;la quinta cifra si ripete dopo il ciclo completo di 1872000 giorni (13*144000 = 1872000).&lt;br /&gt;Secondo i maya, ciascun ciclo del Lungo computo corrisponde ad un&#39;era del mondo; il passaggio da un&#39;era all&#39;altra è segnato da catastrofi e distruzioni. Il ciclo attualmente in corso è iniziato il 6 settembre del 3114 avanti Cristo ed è molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà appunto il 22 dicembre del 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 21 dicembre sarà dunque l&#39;ultimo giorno del vecchio ciclo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco dunque la ragione della previsione di catastrofi che riguarderanno in particolare questa nostra civiltà occidentale, e che vedrà un gigantesco redde rationem soprattutto per le sue grandi metropoli: New York, Parigi, Londra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso della capitale inglese, poi la profezia Maya si abbina ad altri segnali percepiti nella sua storia recente: Londra è stata distrutta come si sa da due grandi incendi, poi ha subito la devastazione di un&#39;alluvione nel XII secolo e della peste nel 1666 (anno dalla numerazione un po&#39; sospetta...)  e secondo alcuni, tale devastazione tornerà a ripetersi con esattezza proprio nel 2012...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mah, chi vivrà  - come si dice - vedrà e ... speriamo bene !</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/4430897626479218157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/sabato-22-dicembre-2012-fine-del-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/4430897626479218157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/4430897626479218157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/sabato-22-dicembre-2012-fine-del-mondo.html' title='2012'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-8762611351997097378</id><published>2010-05-15T10:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T10:13:18.087-07:00</updated><title type='text'>2012</title><content type='html'>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.pd.astro.it/eclisse/images/eclisse/maya.jpg&quot; align=&quot;bottom&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;423&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;C&#39;è una cosa che bisogna comprendere sul perchè la profezia dei Maya sulla data del 2012 sia così clamorosamente esplosa, in questo periodo, nel mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Maya avevano una vera ossessione per il tempo. L&#39;intero territorio dei Maya, con le sue centinaia di città di pietra può essere classificato come un enorme monumento in stretta relazione con il tempo.   Sulle mura che cingevano i campi per il gioco della palla, sui templi, sugli architravi, sui pannelli scolpiti e addirittura sulle conchiglie, sulla giada - usata in grande abbondanza - i Maya per un periodo che abbraccia circa 1000 anni, incisero le relative date non appena arrivavano alla conclusione dell&#39;opera, o la incisero per celebrare qualche avvenimento del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un erudito ha perfino trovato  un&#39;iscrizione Maya che risale per novanta milioni di anni nel passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perchè i Maya avevano questa ossessiva preoccupazione per il tempo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè - è questa la risposta più semplice - i Maya erano convinti che il tempo fosse ciclico.  E che la stessa influenza e le stesse conseguenze si ripetessero in ogni determinato periodo nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu proprio Diego de Landa - il primo e più esauriente occidentale a venire a contatto e a studiare approfonditamente la cultura maya - a scrivere nei suoi diari: &quot; Riuscivano (i Maya) a calcolare meravigliosamente le loro epoche, e così era facile per un vecchio con il quale mi capitò di parlare, di ricordare tradizioni  che risalivano a trecento anni prima.  Chiunque abbia messo ordine al loro calcolo dei katun, fosse stato anche il diavolo, lo ha fatto con una esattezza mai nel passato eguagliata.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una specie di compendio di questa incredibile interpretazione del Tempo - i Maya erano convinti che il mondo avesse sofferto apocalittiche distruzioni per quattro volte, e che quando il velo si alzò sulla storia dei Maya, essi stavano vivendo nell&#39;epoca seguente la quinta creazione del mondo (gli indiani raccontarono a Diego de Landa che gli dei che reggevano la terra fuggirono &quot;quando il mondo fu distrutto dal diluvio&quot;)- si trova in quello che è universalmente conosciuto come Codice di Dresda (foto in testa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Codice di Dresda è uno dei tre codici Maya sopravvissuti - per puro miracolo - alla furia della conquista spagnola, che come sappiamo fece purtroppo terra bruciata dell&#39;intera cultura Maya.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il codice di Dresda (detto codex Dresdensis) è il più bello e il più complesso dei tre (cm.350X20X9) risale probabilmente all&#39;XI o XII secolo e ricopia quasi sicuramente un originale del periodo classico; parla delle eclissi, della rivoluzione sinodica di Venere, di riti religiosi e di pratiche divinatorie, per ben 70 pagine. Fu scoperto a Vienna nel 1739, e in seguito venne acquistato dalla biblioteca di Sassonia, a Dresda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; stato proprio partendo da quel codice della biblioteca di Dresda, che Ernst Forstermann, impiegato di quella biblioteca, riuscì a decifrare una parte del calendario Maya, e a compiere il lungo conto che permette di stabilire una data in rapporto al punto di partenza cronologico Maya, grazie a una serie di glifi. Forstermann, in realtà, si era messo in testa di trovare il contenuto di quello strano libro di magia, e fu il primo, nel 1887, a capire che si trattava di tavole del pianeta Venere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio il Codice di Dresda a fornire lumi su come il lungo computo del tempo scandito dal calendario Maya si arrestasse consapevolmente il 21 dicembre del 2012. Sappiamo poco su come essi immaginassero la fine del mondo. L&#39;unica immagine possiamo averla osservando l&#39;ultima pagina del codice di Dresda. In essa si vede l&#39;acqua che distrugge il mondo, essa fuoriesce dai vulcani, dal Sole e dalla Luna generando oscurità che prevale sulla luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è questa acqua ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; facile pensare perchè questa profezia - o meglio, questo computo temporale - dei Maya abbia così suggestionato gli uomini di oggi. Se si prova ad immaginare quella profezia, attualizzandola, la prima cosa che viene in mente è il global warming: innalzamento degli oceani, ecc..   Ma tante altre ipotesi vengono alla mente: caduta di un meteorite, eruzioni spaventose. E c&#39;è chi immagina anche che l&#39;acqua che invaderà il mondo, possa essere quel nuovo quinto elemento sprigionato dagli esperimenti del Large Hadron Collider (del quale abbiamo parlato spesso qui a Mysterium ) che - guarda caso - stanno per iniziare a Ginevra, e che saranno pienamente effettivi proprio intorno al 2012...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, chi più ne ha più ne metta. Ma io penso che tutto questo dovrebbe semplicemente portarci a una conclusione: quella di studiare meglio la grande cultura maya, quella di un popolo terribile e misterioso, intorno al quale le nostre conoscenze sono ancora molto scarse...</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/8762611351997097378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/fff.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/8762611351997097378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/8762611351997097378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/fff.html' title='2012'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-7892380313795813256</id><published>2010-05-15T07:15:00.001-07:00</published><updated>2010-05-15T07:15:59.487-07:00</updated><title type='text'>IL PIANETA OSCURO. parte 4°</title><content type='html'>&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Abbiamo tentato di identificare l’epoca in       cui si sarebbe potuto verificare la presenza       anunnaka sul nostro pianeta e, dalla letteratura       esistente ad oggi, non abbiamo trovato alcun       elemento valido a supportare un principio       di cadenza temporale che abbinasse alcune       manifestazioni, dall’apparenza misteriose,       con la presenza di esseri collegabili al       X Pianeta ed in ogni caso, estranei al sistema       Terra.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ci è sembrato alquanto logico prendere       in       considerazione un simbolo, in qualche       caso       anche materializzato in oggetti in       argilla,       che gli Egizi univano alla tradizione       religiosa       del culto di Osiride e che è unico       nel suo       genere.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Questo simbolo misterioso è lo Zed       o meglio       colonna Dyed. –&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;       &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/simbolozed.jpg&quot; width=&quot;100&quot; /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt; &lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt; Questo che noi abbiamo chiamato “simbolo”       potrebbe essere anche, salvo smentite archeologiche,       una torre granitica formata da un numero       considerevole di blocchi monolitici e che       potrebbero costituire, secondo alcuni, la       parte centrale della piramide di Cheope.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Secondo costoro lo scopo principale della       Piramide sarebbe stato di proteggere questo       simbolo o meccanismo dall’usura del tempo       e nasconderlo alla vista di tutti.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Per questo scopo furono utilizzati oltre       2 milioni di blocchi calcarei che costituiscono       la struttura esterna della piramide.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;       &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/EGYPT001.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/center&gt; &lt;br /&gt; &lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;LA PIANA DI GIZA E LE PIRAMIDI&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;  &lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  La forma di questa torre è corrispondente       a quella dell’amuleto più noto e sacro del       periodo egizio che va sotto il nome di “Antico       Regno”, tempo in cui i Faraoni semi dei avrebbero       vissuto e governato sull’intero Egitto.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Essa racchiude in se il simbolismo       della       resurrezione, della vittoria sulla       morte       e dell’eternità concetti questi che       furono       e rimasero fortemente radicati nel       culto       religiose egizio dove il Faraone era       la divinità       vivente.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Nel famoso “Libro dei morti” (Pre-em-Ra il       cui significato è “uscita verso la luce”)       si legge di una cerimonia in uso molto prima       della costruzione delle piramidi, dove l’immagine       di Osiride distesa, viene verticalizzata:       - Questo rito veniva denominato “Raddrizzamento       dello Zed”.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/zedraddrizz.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;  &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt; Nel poema sumero babilonese di Ghilghamesh       il cui contenuto verrà trattato più       avanti,       si fa accenno ad una collana comprendente       quattro torri di lapislazzuli che nella       forma       rassomigliano molto allo Zed e che       farebbe       pensare che già nel periodo sumero       e precedente,       il simbolo Djed era una realtà materializzata.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Esso lo ritroviamo rappresentato in       diversi       affreschi tombali egizi in periodi       molto       differenti tra loro ed un significato       certo,       ad oggi non si è riusciti ad attribuirgli.       -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Di questo simbolo si hanno diverse rappresentazioni       strutturali che riguardano i piani orizzontali       della sommità o terrazze che agli attuali       reperti variano di numero partendo da un       minimo di tre per arrivare a cinque mentre       non è venuto ancora alla luce nessuna rappresentazione       o oggetto con livelli di numero inferiore.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/fotografia%20136.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Di questo ultimo tipo ovvero del simbolo       a cinque livelli, ne esiste ad oggi       solo       uno che viene conservato al Museo del       Louvre       di Parigi. -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/fotografia%20135.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:-1;&quot;&gt;&lt;b&gt;SULLA DESTRA: STATUETTA DJED A 5 LIVELLI       (Museo del LOUVRE)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dello Zed, in pratica si sa ben poco e molto       si è cercato di comprendere e capirne       la       provenienza nonchè la funzione.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Qualche cenno si trova nel Libro di       Enoc       dove sembrerebbe, ma non abbiamo trovato       alcun riscontro, che esso sia stato       ridotto       in blocchi megalitici in epoca non       precisata       e, dalla Mesopotamia sia stato trasferito       successivamente in Egitto.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Qualche autore ritiene che la colonna       Djed       sia stata un manufatto monolitico a       cui venivano       attribuiti poteri che oggi sfuggono       alla       mente umana, ma che all’epoca dei semidei       doveva conferire ai possessori di questo       poderoso blocco di granito, capacità       collegate       al soprannaturale e, forse in grado       di modificare       qualche grandezza fisica, per esempio,       il       Tempo come accennato da qualche egittologo       moderno, ma con basso livello di credibilità.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Siamo dell&#39;avviso di escludere che       esso possa       essere un qualcosa che modifichi il       Tempo       come grandezza fisica e riteniamo forse       più       probabile ed attinente che lo Zed possa       essere       stato un qualcosa che indichi un collegamento       riferito agli Anunnaki secondo il loro       arrivo       e presenza sul nostro pianeta; non       è da escludere       anche un qualcosa come la Torre di       Babele.       –&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In sintesi, dovrebbe essere un manufatto       in granito rosso, inizialmente monolitico       che dal lontano Oriente prima e dalla       Mesopotamia       poi, fu trasferito in Egitto dopo essere       stato sezionato in blocchi con una       tecnologia       che per il momento non si riesce ad       individuare.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Anche su questa ipotesi siamo perplessi       in       quanto ci sembra più probabile che       gli Egizi       ed in particolare, i Sacerdoti Architetti       fossero a conoscenza di un procedimento       tecnologico       che consentisse loro di ottenere blocchi       di pietra, intendendo per pietra non       solo       composti di calcare, ma anche di granito.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      La sua collocazione iniziale in Egitto       la       si vorrebbe ricomposta alla sommità       della       Piramide a gradoni o Piramide di Zolder       e,       successivamente, inserita nella Piramide       di Cheope nella cui parte centrale       ed antecedente       alla Prima Mensola, sembrerebbe essere       stata       ricavata la camera del Re.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Di questo argomento non si ha certezza,       ma       quanto riportiamo è frutto degli studi       del       prof. Pincherlè autore di scritti,       esperienze       acquisite nel corso di viaggi in Egitto       e       pubblicazioni riguardanti appunto lo       Zed.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Non attribuiamo a questo monolito alcuna       funzione specifica relativa alla modifica       del tempo come viene da molti ventilato,       ma solamente un simbolo tangibile di       eventi       che possono aver influito sull&#39;evoluzione       della nostra Terra e sull&#39;Umanità tutta.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Nel capitolo precedente abbiamo preso       come       oggetto del contendere il Pianeta Nibiru       e gli Anunnaki considerando veritiere       le       tavolette in argilla incise in caratteri       cuneiformi, nonché le traduzioni del       dott.       Sitchen.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Proseguiamo sulla stessa linea già       tracciata       e consideriamo la colonna Dyed o Zed       nella       forma d’affresco tombale a completamento       d’altre informazioni che gli affreschi       ci       forniscono oggi.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      L&#39;Archeologia ortodossa Egizia lega       lo Zed       al rituale religioso della divinità       Osiride,       ma non vediamo il perché questa colonna       è       rappresentata con tre, quattro ed in       un solo       caso riscontrato, a cinque mensole,       questo       ultimo conservato ed in mostra al Museo       del       Louvre di Parigi (V. foto n. 2.1).      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Tutte le ipotesi possono essere utili       anche       quelle al limite della credibilità       e proprio       su questo argomento abbiamo spinto       l&#39;indagine       osservando per prima cosa, in quali       tombe       questo simbolo o oggetto è stato riscontrato       ed in base a ciò abbiamo formulato       una ennesima       teoria che a prima impressione potrebbe       sembrare       assurda.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Questa si basa per analogia anche sul fatto       che gli antichi padri di Israele usavano       un bastone (Pastorale) sul quale riportavano,       tramite incisioni, quasi come simboli cuneiformi,       la loro storia ed esso, alla morte del capo       tribù o Patriarca, passava come testimone       e segno di comando a chi era stato prescelto       alla successione che, generalmente era il       primogenito e che doveva conoscere gli eventi       salienti del passato in ordine cronologico,       conservare la memoria e tramandarla a sua       volta.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Pensiamo che una funzione simile abbia avuto       lo Zed, ma con una individuazione specifica       dei periodi ciclici di avvicinamento alla       Terra del pianeta Nibiru e conseguente sbarco       o ricambio di Anunnaki. -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Il ritrovamento del simbolo Zed nei       siti       sepolcrali indicherebbe, secondo noi,       la       discendenza del personaggio defunto       da esseri       arrivati sulla Terra nei tempi riportati       dalla posizione dell&#39;ultima mensola       indicata       dalla colonna, praticamente, uno scadenziario       temporale.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dalla consultazione delle diverse documentazioni       pertinenti lo Zed siamo stati colpiti dall’immagine       riscontrata al Museo parigino dove è riprodotta       con grande abbondanza di particolari “la       Stanza degli Avi” ritrovata dagli Archeologi       in Egitto ed attribuita al periodo del Faraone       Tuthmosi III.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Particolare dalla Stanza degli Avi voluta       dal Faraone Tuthmosi III (1479 al 1424 a.       C.) ricostruita con estrema fedeltà al Museo       del Louvre di Parigi (V. fig. n.2.2 e 2.3).       –&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/fotografia%2083.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;FIGURA n. .2.2&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt; E&#39; visibile il segno del Potere e,       superiore       allo Zed, il Triangolo Piramidale con       il       vertice rivolto verso il simbolo alato.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Altre foto ved. n. 2.4 – n. 2.5 – n.       2.1       In alcune rappresentazioni tombali       il simbolo       Zed risulta rappresentato più di una       volta,       generalmente accoppiato orizzontalmente.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      L&#39;interpretazione che attribuiamo a       questo       simbolismo come il più consone all&#39;identificazione       temporale del defunto è che egli potesse       appartenere alla seconda generazione       del       quarto periodo Djed.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Una figurazione anomala riguarda i       disegni       di Dendera dove tra i simboli raffigurati       sembra di vedere due ampolle vitree,       che       molti interpretano come probabili lampade       a scarica elettrica nel gas, sorrette       da       un lato da due colonne Djed a quattro       livelli.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ad oggi non è stata data alcuna identificazione       certa del significato e tanto meno       può essere       paragonata con altri disegni simili       in quanto       quelli di Dendera sono unici nel loro       genere.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Come abbiamo accennato nella prima       parte       e facendo riferimento alla visita dei       Magi       in terra di Palestina come ci viene       riferito       dai Vangeli del Nuovo Testamento, consideriamo       la quinta mensola dello Zed concomitante       con la nascita di Gesù che portiamo       come       inizio di una nuova e forse, ultima       era,       come Tempo Zero o punto di riferimento       per       una visione retrograda degli eventi       come       essi ci sono stati riportati da reperti       archeologici       e documenti storici.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Andando a ritroso nel tempo secondo       il nostro       metro e considerando il periodo temporale       di 3600 anni il ciclo di incontro del       Pianeta       Nibiru con l’orbita terrestre, troveremo       che al Quarto livello corrisponderà       il periodo       inerente all&#39;Antico Egitto (dal Periodo       Predinastico       fino al 2510 a. C.) dove riscontriamo       i primi       Faraoni (Horus) per terminare poi,       con Cheope,       Micerino e Shepseskaf (2510 a. C.).      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Per una migliore visione del periodo       storico,       occorrerà trasformare il periodo dell&#39;anno       solare in quello lunare perché le indicazioni       degli scritti Sumeri tenevano conto       appunto       dell&#39;anno lunare.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Per rendere al lettore un&#39;idea circa       il Calendario       Lunare, prendiamo ad esempio quello       etiopico       che si compone di 13 mesi: - In pratica,       si tratta di dodici (12) mesi di 29       giorni       (ciclo lunare) ed un mese di 12 giorni.       –      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      La somma dei giorni è 360 che corrisponde       ad un anno etiope. -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Da Erodoto apprendiamo come gli Egizi       fossero       stati i primi ad &quot;Inventare&quot;       l&#39;anno       in funzione della conoscenza degli       astri       e da quanto tramandato dagli avi e       dai re       dei. –&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Erodoto riporta: - A seguito del mio       soggiorno       a Memfi (Melfi) ed a seguito di conferenze       avute con i sacerdoti di Vulcano, sennonché       què di Eliopoli essendo di fama dei       più capaci       di tutti gli Egizi, mi recai nella       loro città,       anziché a Tebe, onde conoscere se i       discorsi       loro concordassero con quelli dei Sacerdoti       di Memfi. –&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Di quanto eglino mi raccontarono io       non rapporterò       altro fuorchè i nomi degli dei, persuaso       tutti gli uomini averne la conoscenza       medesima;       e, se io toccherò qualcosa della religione,       ciò non interverrà che quando vi sarò       tratto       dalla ragione del mio discorso. -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Rispetto alle cose umane mi dissero       tutti       unanimamente prima gli Egizi avere       inventato       l&#39;anno e distribuitolo in dodici parti,       in       conseguenza della conoscenza ch&#39;eglino       avevano       degli astri; ed in questo mi paiono       di molto       innanzi ai Greci, i quali per conservare       l&#39;ordine delle stagioni aggiungono       un mese       intercalare al principio del terzo       anno,       mentre per converso gli Egiziani hanno       ciascun       mese di trenta giorni, ed ogni anno       v&#39;aggiungono       cinque giorni sopranumerari, pel quale       provvedimento       tutte le stagioni ritornano allo stesso       punto.       -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Mi dissero parimenti primi gli Egizi       essersi       serviti dei nomi dei dodici dei, e       che i       Greci tolsero da loro questi nomi;       - ch&#39;eglino       primi innalzarono agli dei altari,       statue       e templi, e che primi scolpirono in       marmo       le forme di animali; e mi offersero       prove       incontrovertibili la maggior parte       di questi       fatti esser di tal modo. –&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Aggiunsero che Manete fu il primo uomo,       il       quale regnasse in Egitto, che regnando       costui,       levatone il nome tebaico, l&#39;Egitto       intero       non era che un acquitrino, chè allora       non       si vedeva punto di tutte le terre che       si       veggono oggidì al di sotto del lago       di Meride,       quantunque, v&#39;abbiano sette giorni       di navigazione       dal mare a questo lago andando a ritroso       del fiume. -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Queste sono le notizie tramandate da       Erodoto       e riportate nella loro forma originale.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Nella prima parte abbiamo preso in       esame       il Pianeta Nibiru o dodicesimo del       sistema       Solare ed i suoi molto probabili abitanti,       con il Pilastro Djed abbiamo cercato       di attribuire       alle mensole dello Zed o livelli, l&#39;appartenenza       di taluni eventi ad un dato periodo       di arrivo       dei visitatori.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In pratica, per facilitare l’interpretazione       che stiamo elaborando, poniamo come       tempo       Zero di partenza il 5° livello della       colonna       Zed, praticamente l’ultima superiore       ed arretriamo       con un passo temporale di 3600 anni       lunari       a cui corrispondono 3550 anni circa       secondo       il calcolo del tempo che usiamo oggi.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Passiamo poi ad osservare quanto emerge       dalla       storia e dalla preistoria tenendo conto       anche       di elementi inseriti e presenti in       lontane       leggende che, in qualche modo possono       essere       di aiuto per comprendere alcuni eventi       a       dir poco, strani e misteriosi.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Mantenendo lo stesso metro, facciamo       un salto       indietro nel tempo e cerchiamo di raggruppare       ed illustrare un aspetto del tutto       particolare       che ci porta a constatare che su tutto       il       nostro pianeta esistono delle costruzioni       megalitiche che, collocate nel tempo       storico       secondo il nostro metro, risultano       semplicemente       impossibili.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Non ignoreremo neanche quanto ci riferisce       il filosofo Platone circa l’esistenza,       in       tempi remoti, del cosiddetto continente       scomparso       a cui fu dato il nome di Atlantide       che, secondo       il racconto del filosofo, doveva trovarsi       oltre le Colonne d’Ercole intese come       limite       del mondo conosciuto da coloro che       informarono       lo stesso Platone, ma che secondo noi       non       dovevano riguardare il punto geografico       che       oggi è riconosciuto secondo quanto       ci ha       tramandato la storia e che viene così       definito       ed accettato dalla scienza ufficiale.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Tutti questi eventi o notizie dall’apparenza       misteriose ed assurde non lo sarebbero       più       se però teniamo per corretto e fonte       di informazione       le &quot;Sacre Scritture Ebraiche&quot;       della       Genesi quando si parla della Creazione       fino       ai Giganti che, in progressione temporale,       occupano un periodo antecedente al       cataclisma       che va sotto il nome di &quot;Diluvio&quot;       ed il fatidico Patriarca Noè. -&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ecco, quindi che potremo collocare       il periodo       megalitico proprio nel tempo antecedente       al Diluvio la cui posizione temporale       dovrebbe       essere tra gli 11000 ed i 13000 anni       dalla       nascita di Gesù.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Il periodo megalitico dovrebbe segnare       anche       un altro evento ed esso riguarderebbe       la       limitazione del tempo di vita dei &quot;Visitatori”       ovvero degli &quot;Anunnaki. – (Ved.       foto       n. 2.6 – 1.6 bis – n.2.7 – n. 2.8)      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ci siamo avventurati nella ricerca       di quale       sia stata la ragione che portò il &quot;Signore       Creatore&quot; a manifestare rammarico       per       aver creato quel tipo di essere vivente       tanto       da limitarne la durata della vita privandolo       della immortalità di cui aveva goduto       fino       ad allora.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Le religioni parlano del “Peccato Originale”       come l’unione sessuale tra maschio       e femmina       umano, ma con tutta la buona volontà       non       possiamo ammettere che quanto fu assegnato       all’uomo per riempire questo pianeta,       si       sia ritorto contro l’uomo stesso.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Spingiamo quindi, l’indagine verso       un qualcosa       che effettivamente abbia potuto offendere       la Volontà Suprema ed Assoluta del       vero Dio       Creatore.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Escludendo quanto abbiamo già menzionato,       supponiamo che l&#39;origine di questa       maledizione       risieda nella contaminazione degli       esseri       terrestri da parte di certe entità       Anunnaki       o Nephilim che, manifestandosi agli       uomini       primordiali appena emersi dalla specie       animale       ed in successione, addirittura forzandone       il processo in essere con modifiche       genetiche,       li trascinarono lontani del processo       evolutivo       in atto secondo l&#39;armonia della natura       terrestre       in cui l’evoluzione non era ancora       assurta       ad una compatibilità generale tra esseri       umani, mondo animale, mondo vegetale       e la       Terra nella sua struttura definitiva.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Supponiamo che l&#39;inizio delle azioni,       diciamo,       di trasgressione coincida con la prima       mensola       inferiore del Pilastro Djed e che la       lunghezza       della parte inferiore dello stesso       pilastro       stia ad indicare il tempo antecedente       alla       trasgressione iniziale prima della       quale       la presenza Anunnaka poteva essere       cooperante       con il sistema evolutivo in atto su       questo       Pianeta Terra.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Con questo stiamo ammettendo che le       visite       di &quot;Coloro che sono sopra&quot;       siano       avvenute anche in tempi remoti e cioè,       prima       che si verificasse una manipolazione       del       genere umano e che dal frutto successivo       delle azioni anunnake anche genetiche       si       siano prodotti degli esseri ibridi       come per       esempio, i Semi Dei dall’apparenza       umana       che insieme agli stessi Anunnaki si       collocarono       nella condizione di divinità per i       restanti       esseri umani molto limitati di conoscenze       e di durata della vita.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Con la formazione e, tramite gli ibridi,       imposero anche agli altri esseri umani       ancora       allo stato primitivo, di servire ed       adorare       loro, &quot;Dei falsi e bugiardi&quot;       sovrapponendosi       alla volontà del vero &quot;Dio Creatore.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dalle testimonianze dei residui megalitici       riteniamo possibile risalire ai molteplici       luoghi dove si verificarono i più significativi       inquinamenti genetici che, in successione       diedero origine anche ai diversi aspetti       del genere umano.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Da quanto risulta dal ritrovamento       di costruzioni       megalitiche nessun continente terrestre       è       privo di documentazioni tangibili ed       esse       si differenziano soltanto per alcuni       particolari       che riguardano il processo di lavorazione       della pietra.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In effetti, questo periodo comprende       la costruzione       di siti come Stonehenge che certamente       non       è tra i primi ad essere stato eretto,       per       proseguire all&#39;edificazione di mura       ciclopiche       in cui si evidenziano gli incastri       realizzati       tra le pietre di grande dimensione       e peso       che conferiscono al sistema murario       una stabilità       capace di sopravvivere alla forza degli       elementi       della natura per tanti millenni. –       (V. foto       n. 2.9 – n. 2.10 – n.2.11)&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dello stesso periodo e successivo in       senso       evolutivo, è quello riguardante i disegni       megalitici non solo di Nazca, ma anche       la       realizzazione della Sfinge e successivamente       in ordine di tempo, le statue dell&#39;isola       di Pasqua (i Moai) che con la loro       posizione       ed orientamento degli occhi potrebbero       essere       stati concepiti per ricordare coloro       che       vennero dal cielo e l&#39;imponenza corporea       che li caratterizzò. – (V. foto n.       2.12)      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dopo queste opportune riflessioni,       ci focalizziamo       sulla prima mensola inferiore Djed       che, secondo       noi, indica il tempo in cui ha inizio       l&#39;opera       di accrescimento umano e l&#39;azione dell’apporto       esterno si concretizza sugli esseri       evoluti,       già eretti che diventano Homo Sapiens       e Sapiens       Sapiens in un limitato arco di tempo       e che,       in successione cronologica, subiscono       una       distribuzione non contemporanea, nelle       più       disparate lande del Pianeta Terra.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Da questa azione emergerebbe dal nulla       o       meglio, dal &quot;Genere Animale&quot;       l&#39;uomo       primordiale arricchito di capacità       in grado       di crescita ed apprendimento rapido       delle       informazioni che i &quot;Visitatori&quot;       potevano elargire secondo le loro necessità       di asservimento, forse spinti da una       necessità       di mano d&#39;opera ambientata e consone       al nostro       pianeta.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Chiamiamo questo passaggio quello che       viene       ricordato con l&#39;appellativo di &quot;Anello       Mancante.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Sicuramente tra le prime informazioni       travasate       vi fu il &quot;Fuoco&quot; e l&#39;utilizzo       che       quegli esseri umani ne avrebbero potuto       fare.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Con il Fuoco, secondo noi, inizia la       deificazione       degli esseri estranei che hanno sempre       più       la necessità di sottomissione incondizionata       dell&#39;uomo terrestre per inserirsi in       modo       stabile nelle sembianze dell&#39;uomo stesso       e confondersi con questi ultimi. -&lt;/b&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/7892380313795813256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/7892380313795813256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/7892380313795813256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-4.html' title='IL PIANETA OSCURO. parte 4°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-6759316570611047904</id><published>2010-05-15T07:13:00.001-07:00</published><updated>2010-05-15T08:03:39.226-07:00</updated><title type='text'>IL PIANETA OSCURO. parte 3°</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;NIBIRU. Alle traduzioni dei  testi Sumeri e       Babilonesi       in caratteri cuneiformi ad opera del       Dott.Zacharia       Sitchin (Dottore Ebraico di origine       Russa),       abbiamo appreso notizie circa l&#39;esistenza       di un pianeta supplementare, in aggiunta       a quelli che oggi conosciamo, che orbiterebbe       intorno al Sole, ma più probabilmente       ad       altra stella gemella (stella Rossa       o Bruna)       e, quindi, facente parte del nostro       sistema       in modo indiretto, dove la stella Sole       occupa       un fuoco dell&#39;ellisse che descrivono       i pianeti       rotando intorno al Sole e lo stesso       vale       per i corpi celesti che rotano o roterebbero       intorno alla stella gemella. – &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;                &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image002.jpg&quot; height=&quot;352&quot; width=&quot;373&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       Quanto illustrato non è altro che il       contenuto       della prima legge di Keplero ed essa       è legge       universale valida ed applicabile per       i calcoli       matematici ed astrofisici relativi       a tutti       gli elementi dell&#39;Universo e pertanto,       vale       anche per il pianeta Nibiru se esso       è effettivamente       un componente del Sistema Solare o       del complesso       binario come prima accennato. Percival       Lowell,       morto nel 1916, è lo scienziato statunitense       che fu uno dei maggiori e perseveranti       ricercatori       dei Pianeti trans nettuniani. In effetti,       è da qualche tempo che è stata ufficializzata       la notizia della scoperta di un dodicesimo       componente del nostro sistema planetario,       ma gli elaborati scientifici rimangono       ancora       in possesso della NASA (Ente Ufficiale       degli       Stati Uniti) e di qualche Astronomo       (V. pubblicazioni       della rivista Hera) perciò ad oggi       possiamo       solo basarci sulle informazioni che       provengono       dai Sumeri e di conseguenza, dalle       traduzioni       del dott. Sitghin.       &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;                       &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image004.jpg&quot; height=&quot;285&quot; width=&quot;271&quot; /&gt;&lt;/span&gt;                &lt;/center&gt;      &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Foto Percivall Lowell&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;table width=&quot;750&quot;&gt;   &lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;  &lt;td width=&quot;550&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Teniamo per buona l&#39;indicazione sumera di       3600 anni (secondo il nostro metodo temporale)       il periodo di rotazione del pianeta intorno al Sole che per la terra è di solo       di circa 360 giorni secondo il calendario lunare come è testimoniabile esaminando       quello etiope che prevede ancora oggi, 12 mesi di       29 giorni ed un tredicesimo di soli 12 a compensazione.   Da questo unico elemento, ovvero dal periodo       di rotazione del Pianeta Nibiru, si deduce che la sua orbita       sarebbe molto allungata al contrario di quella terrestre e l&#39;estremità       esterna ovvero, quella opposta al Perielio raggiungerebbe una elevata profondità       nello Spazio Cosmico.  E&#39; probabile, ma non ancora dimostrato che       questo pianeta potrebbe avvicinarsi non poco a qualche       pianeta esterno di una stella della Costellazione       di Orione se non addirittura fungere da Pianeta Navetta (ipotesi solo giustificativa       delle conoscenze egizie in merito e che verranno trattate       in seguito) tra il nostro sistema ed un altro simile.(V. Fig. n. 4) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;           &lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image006.jpg&quot; height=&quot;302&quot; width=&quot;403&quot; /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;n. 4 – Costellazione di Orione&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;   Da un paragone tra la velocità di rotazione della terra intorno al Sole nelle due posizioni       limiti (Perielio ed Afelio) possiamo comprendere quelle del pianeta Nibiru       ed anche, con buona approssimazione, la sua massa rotante.  Dalla medesima fonte Sumera apprendiamo anche       che da questo pianeta sarebbero trasbordati sulla Terra esseri viventi a cui i Sumeri       diedero il nome di Anunnaki la cui traduzione significa &quot;Coloro che dal       cielo scendono&quot; e &lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;     &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image008.jpg&quot; height=&quot;310&quot; width=&quot;408&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n.5 – Divinità Sumera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  proprio su queste presenze, apparentemente lontane nel tempo, è su cui desideriamo soffermarci per comparare eventi ed in base ai risultati, tentare di arrivare a formulare una ipotesi con cui lavorare e che potrebbe aprire la strada ad una ricerca Archeologica e Scientifica veramente finalizzata a svelare molte constatazioni che oggi sono racchiuse sotto un manto di mistero. (Fig n. 6 – Simbolo pianeta Nibiru) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;                &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;           &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image010.jpg&quot; height=&quot;294&quot; width=&quot;364&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig.n. 6 – Simbolo Sumero del Pianeta Nibiru&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  In base alle nostre limitate conoscenze e soggetti anche a castelli di carta costruiti       per giustificare comportamenti religiosi validi solo per mantenere un potere       temporale nonché occultamenti di reperti che, non rientrano       nella normale dimensione scientifica, potrebbero creare profondi dubbi nell&#39;ambiente       scientifico e non solo, siamo portati a misurare tutto secondo il nostro       metro, ignorando che i sistemi di misura possono anche essere diversi, ma che       potrebbero anche essere compresi ed interpretati solo se comparati opportunamente       a quelli nostri e non, come succede, essere ignorati nella totalità.  Così è anche per il Tempo, la nostra suddivisione è la seguente:        Alla base del sistema abbiamo l&#39;Ora che è       riferita alla rotazione della Terra intorno al Sole considerando questa rotazione       completata in 360° come misura dell’angolo giro.   Questa suddivisione, del tipo sessantesimale,       è la medesima usata dai Sumeri (per gli Accadi popolo successivo in ordine di tempo       ai Sumeri, è la stessa) dove la partizione del giorno è in 24 ore, e l&#39;ora       è suddivisa in 60 minuti primi.   Il sistema è dodicesimale proprio come quello dei primi       calcolatori con sistema digitale (antecedente al MS-DOS che come i sistemi       attuali sono a 16 bit) fatto strano come       coincidenza, ma non tanto inusuale se si tiene conto e veritiero che       un’orbita del Pianeta Nibiru si completa in 3600 anni,       sempre un multiplo di 60 quindi di dodici ed infine, di tre.   Molti attribuiscono questo fatto al numero       disponibile dalle dita delle mani e o dei       piedi, in altre parole 10 per noi uomini moderni come anche, se riferito ai       Maya, il sistema matematico in uso era ventesimale       ; - sembra proprio strano che quei popoli antichi potessero usare un sistema       alla cui base era la dozzina e suoi multipli senza che ci fosse un riferimento       specifico naturale anche se graffiti preistorici       molto rari, indicherebbero esseri, forse umani, a sei dita o tre per       arto) che potrebbero essere ritenuti una logica derivazione per sistemi matematici.  Mentre, al contrario, vi sono molti riscontri       di esseri rappresentati con tre dita per       arto che, stranamente hanno sembianze di rettili e       qualche reperto archeologico mostra anche una doppia raffigurazione che comprende       un tratto umano con estremità corredate di tre dita ciascuna.  (Fig n. 4 - n. 5 – n. 5a – n. 5b – n. 5c       – n. 5d – n. 5e - Divinità Sumere) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;          &lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image012.jpg&quot; height=&quot;141&quot; width=&quot;324&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt; Fig. n.5 – Sigillo Sumero&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image014.jpg&quot; height=&quot;194&quot; width=&quot;256&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 5a – Divinità sumera.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image016.jpg&quot; height=&quot;138&quot; width=&quot;201&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig.5b – Rapp.ni Dogon&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image018.jpg&quot; height=&quot;139&quot; width=&quot;230&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig.5c – Divinità Sumere&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  La figura n. 4 è la Stele della Vittoria       di Naram-Sin conservata al Museo del Louvre       di Parigi. Sono visibili tre corpi celesti ragianti       (Divinità) di cui uno dovrebbe essere riferito al Pianeta Nibiru. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image020.jpg&quot; height=&quot;253&quot; width=&quot;201&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 4 – Stele della Vittoria&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  La figura n. 5 è un sigillo sumero con la       scena di presentazione di un personaggio al dio       Shamash.  Il sigillo è conservato al Museo del Louvre       di Parigi ed è datato intorno al 2300  C.  La figura n. 5a è la raffigurazione di una divinità sumera. E’ anche visibile il Pianeta       alato simbolo di Nibiru.  La figura n. 5b rappresenta in primo piano       una divinità sumera. E’ visibile l’abbinamento dell’entità alata e l’estremità di un arto       che è raffigurato con tre sporgenze.  La figura n. 5c è la divinità sumera Hishar.       Notare il particolare degli arti inferiori       a tre sporgenze. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image021.jpg&quot; height=&quot;250&quot; width=&quot;166&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image023.jpg&quot; height=&quot;249&quot; width=&quot;176&quot; /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/center&gt;      &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Fig. n. 5c – Divinità sumera Hishar ed il       particolare &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       La figura n. 5d è la foto del dipinto       di       Salvator Rosa &quot;La Tentazione di       Sant’Antonio&quot;       dove il tentatore ha una strana rassomiglianza       con le entità anunnake.&lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;            &lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image025.jpg&quot; height=&quot;236&quot; width=&quot;228&quot; /&gt;      &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image027.jpg&quot; height=&quot;236&quot; width=&quot;252&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 5d – Dipinto Fig. n. 5e -  Particolare&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       La figura n. 5e è solamente il particolare       dello stesso dipinto.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Il fatto strano è che Salvator Rosa       nel corso       della sua vita non poteva essere a       conoscenza       dei sigilli sumeri e quant’altro proveniente       da Egizi ed altri popoli medio orientali.       In tutto questo discorso, vi sarebbe       anche       qualche considerazione da fare e che       non       è stata ancora avanzata se non come       un errore       predeterminato, che attribuirebbe a       conteggi       fittizi gli anni di vita dei preistorici       personaggi di Israele, a detta di qualcuno,       al solo fine di esaltare la personalità       dei       Patriarchi di questo popolo. Prendiamo       invece       atto della elencazione biblica circa       i periodi       di vita degli uomini antecedenti al       Diluvio       in cui gli anni vissuti da costoro,       vedi       Adamo e successori, rasentano i mille       e consideriamo       attendibile questa informazione. Basta       fare       una semplice considerazione riguardante       il       nostro sistema circa il computo dei       periodi       di vita per vedere quando affermiamo       che       un uomo ha l&#39;età di cinquanta anni,       non facciamo       altro che riferirci e contare quante       orbite       complete la terra ha compiuto rotando       intorno       al Sole e che quell&#39;essere ne è stato       testimone.       Per questa ragione, se ammettiamo veritiera       l&#39;ipotesi della presenza del dodicesimo       componente       del sistema solare, troveremo molte       spiegazioni       ai tanti misteri che ci circondano.       Ritorniamo       agli Anunnaki: questi sono definiti       dai Sumeri,       abitanti del pianeta Nibiru ovvero       del dodicesimo       componente del nostro sistema stellare       (binario       o meno) il cui periodo di rotazione       riferito       al Sole è di 3600 anni indicato come       uno       “Shar”  il cui significato è anno.       –&lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;            &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image029.jpg&quot; height=&quot;422&quot; width=&quot;304&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 5f – Statuetta fittile – prob.le       entità Anunnaka.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Orbene, se uno Shar equivale ad un loro anno       e se paragoniamo la nostra vita a quella       degli Anunnaki, questi, per i popoli della Terra figurarono       come Immortali e, pertanto, divinizzati senza alcun dubbio       dagli uomini di quel lontano tempo dove si aveva, come oggi, la certezza che       il Vivere di un mortale significava, con matematica certezza, il morire.  Non sappiamo quale possa essere stata la       durata della vita degli Anunnaki, ma se interpretiamo       le Sacre Scritture (la Torah) secondo questi concetti,       molte cose possono cambiare circa la valutazione degli avvenimenti pre Diluvio       come anche le manifestazioni megalitiche       che troviamo disseminate sul nostro pianeta e tutte, salvo qualche eccezione, riferite       agli equinozi e solstizi. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;      &lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image031.jpg&quot; height=&quot;310&quot; width=&quot;276&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Rappresentazione di divinità alata&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       In questo discorso inseriamo anche       manifestazioni       estremamente particolari come anche       la successione       di eventi che definiamo occasionali       come       miracoli (esclusi dalle Sacre Scritture       e,       quindi se ci definiamo credenti cristiani       non possiamo condividere) ma, che però       si       verificano ed escludendo a priori quelli       artefatti per fini di lucro e per la       sottomissione       delle genti, abbiamo testimonianza       di strani       personaggi, strani conflitti e tanti       altri       fenomeni che risultano fuori della       logica       corrente. Dalle Sacre Scritture apprendiamo       anche che, a seguito dell&#39;unione di       esseri       diversi o alieni con le femmine della       Terra       si originarono anche i Giganti (nuova       razza       di dimensioni superiori a quelle degli       uomini       dell&#39;epoca), e per questa ragione e       per la       corruzione del genere umano, il Signore       Creatore       (Libro della Genesi) limitò la durata       della       vita a 120 anni. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;     &lt;center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image033.jpg&quot; height=&quot;164&quot; width=&quot;253&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Scheletro di Gigante&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       Risulterebbe ben chiaro che questa       limitazione       ovvero l’abolizione del termine “Eternità”       è solo rivolta a coloro che visitarono       questa       terra e non agli uomini terrestri che       già       erano di per se stessi limitati e mortali       quindi non soggetti all’Eternità.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     I versetti in questione, per questa       ragione       trovano una loro giustifica solo se       si riferiscono       proprio a queste presenze estranee       alla Terra       e, pertanto, i 120 anni, per noi significherebbero       3600x120 nostri anni lunari, tempo       conseguente       di vita massima per gli Anunnaki pre       e post       diluvio, ma che per noi, in ogni caso,       sono       equivalenti ad una eternità. Secondo       quest’ipotesi,       la vita Anunnaka dovrebbe equivalere       ora       ai nostri 432000 anni. -         Su questa base è       possibile elaborare un principio di       lavoro       che terrebbe conto anche di un evento       dubbio       e molto discusso riguardante la visita       dei       Magi descritti dal Vangelo di S. Matteo       dove       si parla di una stella che guidò costoro       fino alla stalla dove era nato il Re       dei       Re. Sempre dalle Sacre Scritture (la       Torah)       si parla di “Figli di Dio” (la definizione       “Angeli” è puramente arbitraria) che       si unirono,       ma una più corretta traduzione dall&#39;Aramaico       dovrebbe corrispondere a Buona Compatibilità,       con le figlie degli uomini dando origine       a nuove generazioni (uomini che sarebbero       stati potenti sulla terra) ed a Giganti       come       prima enunciato. -         Orbene se quanto ipotizzato       dovesse avvicinarsi ad una remota realtà,       si giustificherebbero le costruzioni       megalitiche       senza alcuna iscrizione o incisioni       rupestri       perché questi esseri come anche i padri       Anunnaki       non avrebbero avuto bisogno di comunicare       nel modo a noi noto in quanto il loro       periodo       vitale, riferito al nostro, non sarebbe       servito       sicuramente per una comunicazione distante       nel tempo, perché ciò che per noi è       un secolo       o più, per questi esseri sarebbe stato       solamente       una frazione di ora; quindi, esisteva       una       condizione di mancanza di necessità       di trasmettere       informazioni nel tempo.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Da pubblicazione del Museo Americano Mt.       Blanco Fossil Museum possiamo osservare un       osso femorale dal quale è possibile farsi       un&#39;idea della dimensione che questi esseri potevano assumere.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Per quanto concerne i Giganti vi sono       prove       tangibili anche se i ritrovamenti europei       (Europa settentrionale) non risultano       ufficializzati,       mentre per alcuni ritrovamenti americani       vi sono notizie in merito.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     A tal proposito vedere le pubblicazioni       del       Museo Americano Mt. Blanco Fossil Museum       rif.to sito internet: e la foto  del       femore       rapportata ad un uomo del nostro tempo       (V.       Fig. n. 6). - &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image035.jpg&quot; height=&quot;404&quot; width=&quot;353&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Fig. n. 6 – Osso Femorale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;   Questi esseri e ci riferiamo agli Anunnaki,       per la durata della vita ipotizzata in precedenza       e che riteniamo ancora come base di lavoro, avrebbero       avuto la capacità di conoscenze che per gli uomini dell’epoca saranno state       al limite dell’ immaginabile, ma che, sicuramente avranno impressionato i       nostri antenati tanto da riconoscere in loro divinità specie poi se quei lontani       uomini od ominidi non potevano constatarne la morte come conseguenza della       forte differenza di tempo vivibile tra quello umano terrestre ed anunnako .      &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Come si è ipotizzato in precedenza, dall&#39;unione       di Anunnaki e femmine umane di discendenza       animale (processo Darwiniano), oltre ai Giganti       che gli stessi Anunnaki avrebbero usato come manovalanza, si sarebbero       o sarebbero stati generati altri esseri (Ibridi) a seguito di manipolazione       genetica, più simili agli uomini con una durata della vita che, di generazione       in generazione, sarebbe rientrata nei limiti di quella terrena tanto da far accettare       ai viventi umani non modificati, il loro inserimento nelle comunità       primordiali che, poi, in funzione dell&#39;apporto genetico superiore,       avrebbero organizzato inizialmente in società agricole utilizzando tecniche d&#39;avanguardia       per l&#39;epoca e, successivamente agglomerati organizzati tipo       Città Stato, al cui vertice sociale, per le capacità e poteri non proporzionati       ai tempi, si sarebbe insediato uno degli ibridi, discendente dei       primi Anunnaki e da questi, sempre presenti, ma non visibili da tutti, anche       protetto e pilotato. -  La testimonianza dell&#39;arrivo di questi esseri esiste e ci viene fornita dai Sumeri mentre       non esiste alcuna documentazione di ritorno di costoro       al Pianeta d&#39;origine il che lascia pensare che questi rimasero e lo sarebbero       ancora oggi fra noi terrestri in forme diverse, non visibili secondo il nostro       metro, ma sicuramente capaci di influenzare le nostre civiltà secondo i loro       scopi. -  Dovunque oggi troviamo segni megalitici,       sicuramente vi sarà stata la presenza di       Anunnaki e loro ibridi (Fig. n.7 – n.7a - n.7b – n.7c       – n.7d ). &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image037.jpg&quot; height=&quot;343&quot; width=&quot;459&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt; Fig.n. 7 – Complesso megalitico&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image038.jpg&quot; height=&quot;295&quot; width=&quot;351&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Paesaggio Peruviano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image040.jpg&quot; height=&quot;244&quot; width=&quot;415&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Da foto realizzate da Sebastiano Signorile - Bari&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Se accettiamo queste idee propositive, possiamo non escludere che essi siano presenti anche       ai giorni nostri, ma che noi non siamo in grado di riconoscerli a causa del       divario di tempo che ci divide e che caratterizza i due tipi di vita, ma possiamo       solo osservare le ricadute di certi fatti o eventi che anche oggi si verificano       e che non trovano eloquenti riscontri logici       come per esempio, i Miracoli come si è usi chiamarli, ma su questo argomento riteniamo       aprire una nuova discussione dopo altre considerazioni ed ampliamento       dell&#39;argomento. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image042.jpg&quot; height=&quot;331&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Paesaggio Andino con mura megalitiche&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image044.jpg&quot; height=&quot;261&quot; width=&quot;357&quot; /&gt;&lt;/span&gt;      &lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt; Particolare della pietra con 12 spigoli&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Ritornando al pianeta Nibiru ed alla sua       reale esistenza di cui non dovrebbero esserci       dubbi e nell’attesa che la scienza ufficiale       comunichi gli ultimi rilevamenti astrofisici,  in base ai ritrovamenti archeologici di       alcuni Faraoni e dipinti osservati in alcune       tombe egizie, per non parlare dei popoli       del Sud America ed Asiatici, si nota una       spiccata  conoscenza dell’Astronomia e di particolari       specifici come quelli del sistema stellare       della costellazione di Orione.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     E&#39; molto probabile che questo pianeta che       per comodità di dialogo, attribuiamo temporaneamente al sistema solare, abbia       anche una seconda funzione, ovvero quella di navetta stellare che consenta l&#39;avvicinamento       a qualche pianeta di una delle stelle della costellazione avente       anche esso un&#39;orbita allungata come quella del nostro       Nibiru. -  Questo probabile evento spiegherebbe le conoscenze       Egizie circa quella costellazione e la mancanza       di qualsiasi presenza di residuo umano nei sarcofagi delle       tre piramidi principali e sepolture di Faraoni del periodo predinastico       pur essendosi verificati i loro regni le cui prove sono tangibili dopo i       ritrovamenti archeologici attuali. Per quanto concerne i siti megalitici come Stonehenge, dovrebbe essere facile capire       che l&#39;insieme dei massi così posti doveva       servire ad individuare gli equinozi ed i       Solstizi nonché unire anche una funzione di culto       (Fig. n. 8).&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;             &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image046.jpg&quot; height=&quot;244&quot; width=&quot;441&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 8 - Stonehenge&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Il perché potrebbe essere in quanto proprio gli Equinozi ed i Solstizi       rappresenterebbero l&#39;unico elemento di riferimento tra il sistema Nibiru       e quello terrestre, quindi l&#39;elemento di paragone e calcolo per quegli       esseri ibridi a conoscenza delle proprie origini, ma soggetti sempre più alle       leggi fisiche e temporali del nostro pianeta.  In pratica, solo gli equinozi ed i Solstizi potevano stabilire un anello di congiunzione       tra il tempo dei padri e le nuove condizioni di coloro che, sempre più diventavano       Terrestri assoggettando la nuova forma vivente al metabolismo umano       legato alla rotazione del nostro pianeta intorno alla stella Sole.  Lo stesso dovrebbe essere per la Sfinge Egizia       la cui datazione dovrebbe ricadere all&#39;incirca       verso l&#39;anno 13000/12000 se non prima e che dovrebbe indicare la probabile       collocazione nel cielo della costellazione propria di       contatto del pianeta Nibiru con l&#39;equivalente di altro sistema stellare (Fig.       n. 9). &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image048.jpg&quot; height=&quot;326&quot; width=&quot;397&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 9 – La Sfinge&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Quanto stiamo proponendo è a livello di pura ipotesi confortata solamente       da alcune osservazioni di documentazioni archeologiche che sembrano       inspiegabili e da comportamenti umani che esulano dalla normale prassi di vita       quotidiana, ma disponendo di opportune apparecchiature scientifiche e di un Laboratorio       chimico di ricerca organica, sufficientemente attrezzato ed in grado di       analizzare anche campioni di DNA, siamo sicuri che dal paragone delle analisi       strutturali delle tracce di DNA prelevato da reperti umani di epoca risalente       al 13.000/12.000 a. C. o antecedente se ancora siano recuperabili       elementi di questo programma organico con quello di alcuni popoli come gli Assiri,       i Babilonesi, gli Egizi di epoca Predinastica       e di popolazioni Nord europee con quello di esseri umani dell&#39;Era Moderna,       si individuerebbero molte diversità strutturali che, tramite la recente mappatura       del Genoma Umano, ci indicherebbero su quali funzioni genetiche       sarà stato possibile e se esso lo è ancora oggi, un intervento estraneo che modifichi       l&#39;uomo in un ibrido apparentemente simile agli altri, ma diverso       nei contenuti. -  Sulla base di queste congetture è ipotizzabile       anche che proprio i Sumeri siano stati dei diretti       discendenti dei primi ibridi perché proprio di loro si sa poco delle origine,       mentre si è a conoscenza del loro modo di calcolo e della scrittura completa in       tutte le sue parti di trasformazione fonica non riscontrabile in altre popolazioni       dello stesso periodo.  In pratica, essi potrebbero essere un residuo sopravvissuto al cataclisma che va sotto       il nome di Diluvio o seconda distruzione e, nello stesso tempo, essere       stati testimoni di un successivo trasbordo di Anunnaki colonizzatori che usarono       altre forme di sovrapposizione con il genere terrestre       che sopravvive a tutt&#39;oggi, ma che non siamo ancora in grado di identificare.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Forse alcuni passi biblici fanno riferimento       a questi esseri chiamandoli &quot;Figli di DIO&quot; in modo generico       e questo varrebbe anche per i testi riferiti al profeta Ezechiele (di questo       Profeta verrà allegato un sunto storico della sua vita ed il periodo in cui       operò).   Su questo argomento occorrerebbe una migliore lettura dei Testi       del Mar Morto ed interpretare con maggiore accortezza, se già non fatto dagli       Studiosi Israeliti e non divulgato quanto contenuto nei manoscritti circa l’argomento       che stiamo trattando .-  Qualcosa emerge dal Libro di Enoc e dal Documento       di Damasco (Allegato n.1) , ma essi sono praticamente sottratti alla lettura       pubblica ad opera di caste religiose che ritengono pericoloso la divulgazione       di taluni testi. –   E&#39; molto probabile che al successivo arrivo,       gli Anunnaki avessero trovato un nuovo genere umano, già formato       ed in grado di ostacolarli nell&#39;intento colonizzatore del nostro pianeta       che prevedeva forse, ma non troviamo al momento altra ragione       plausibile se non l&#39;imposizione della loro volontà a tutto il genere umano       .-   Questo nuovo popolo potrebbe essere proprio Israele ovvero quello che fu definito come       il Vincitore.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;             &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt; &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image050.jpg&quot; height=&quot;294&quot; width=&quot;331&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Particolare – Testa di divinità Sumera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;       &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt; &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image051.jpg&quot; height=&quot;366&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Scheletri di Giganti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image053.jpg&quot; height=&quot;234&quot; width=&quot;319&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;center&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image055.jpg&quot; height=&quot;237&quot; width=&quot;319&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;Mura ciclopiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/6759316570611047904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-3_15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6759316570611047904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6759316570611047904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-3_15.html' title='IL PIANETA OSCURO. parte 3°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-6139194903561600977</id><published>2010-05-15T07:13:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T07:58:22.278-07:00</updated><title type='text'>IL PIANETA OSCURO. parte 3°</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;b&gt;Ni&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;BIRU. Alle traduzioni dei  testi Sumeri e       Babilonesi       in caratteri cuneiformi ad&lt;br /&gt; opera del       Dott.Zacharia       Sitchin (Dottore Ebraico di origine       Russa),       abbiamo&lt;br /&gt; appreso notizie circa l&#39;esistenza       di un pianeta supplementare, in aggiunta       a&lt;br /&gt;quelli che oggi conosciamo, che orbiterebbe       intorno al Sole, ma più probabilmente&lt;br /&gt; ad       altra stella gemella (stella Rossa       o Bruna)       e, quindi, facente parte del nostro&lt;br /&gt; sistema       in modo indiretto, dove la stella Sole       occupa       un fuoco dell&#39;ellisse che&lt;br /&gt; descrivono       i pianeti       rotando intorno al Sole e lo stesso       vale       per i corpi celesti&lt;br /&gt;che rotano o roterebbero       intorno alla stella gemella. – &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;         &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image002.jpg&quot; height=&quot;352&quot; width=&quot;373&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;     &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       Quanto illustrato non è altro che il       contenuto       della prima legge di Keplero ed&lt;br /&gt;essa       è legge       universale valida ed applicabile per       i calcoli       matematici ed&lt;br /&gt;astrofisici relativi       a tutti       gli elementi dell&#39;Universo e pertanto,       vale       anche&lt;br /&gt;per il pianeta Nibiru se esso       è effettivamente       un componente del Sistema&lt;br /&gt;Solare o       del complesso       binario come prima accennato. Percival       Lowell,      &lt;br /&gt;morto nel 1916, è lo scienziato statunitense       che fu uno dei maggiori e&lt;br /&gt;perseveranti       ricercatori       dei Pianeti trans nettuniani. In effetti,       è da qualche&lt;br /&gt;tempo che è stata ufficializzata       la notizia della scoperta di un dodicesimo      &lt;br /&gt;componente del nostro sistema planetario,       ma gli elaborati scientifici&lt;br /&gt;rimangono       ancora       in possesso della NASA (Ente Ufficiale       degli       Stati Uniti)&lt;br /&gt;e di qualche Astronomo       (V. pubblicazioni       della rivista Hera) perciò ad oggi&lt;br /&gt;possiamo       solo basarci sulle informazioni che       provengono       dai Sumeri e&lt;br /&gt;di conseguenza, dalle       traduzioni       del dott. Sitghin.       &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;                  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image004.jpg&quot; height=&quot;285&quot; width=&quot;271&quot; /&gt;&lt;/span&gt;           &lt;/center&gt;      &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Foto Percivall Lowell&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;       &lt;/div&gt;&lt;table style=&quot;text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto;&quot; width=&quot;750&quot;&gt;   &lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;  &lt;td width=&quot;550&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Teniamo per buona l&#39;indicazione sumera di       3600 anni (secondo il nostro metodo temporale)&lt;br /&gt;     il periodo di rotazione del pianeta intorno al Sole che per la terra è di solo      &lt;br /&gt;di circa 360 giorni secondo il calendario lunare come è testimoniabile esaminando      &lt;br /&gt;quello etiope che prevede ancora oggi, 12 mesi di       29 giorni ed un tredicesimo&lt;br /&gt;di soli 12 a compensazione.   Da questo unico elemento, ovvero dal periodo       di&lt;br /&gt;rotazione del Pianeta Nibiru, si deduce che la sua orbita       sarebbe molto allungata&lt;br /&gt;al contrario di quella terrestre e l&#39;estremità       esterna ovvero, quella opposta al&lt;br /&gt;Perielio raggiungerebbe una elevata profondità       nello Spazio Cosmico. &lt;br /&gt;E&#39; probabile, ma non ancora dimostrato che       questo pianeta potrebbe avvicinarsi&lt;br /&gt;non poco a qualche       pianeta esterno di una stella della Costellazione       di Orione se non&lt;br /&gt;addirittura fungere da Pianeta Navetta (ipotesi solo giustificativa       delle conoscenze&lt;br /&gt;egizie in merito e che verranno trattate       in seguito)&lt;br /&gt;tra il nostro sistema ed un altro simile.(V. Fig. n. 4) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;      &lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image006.jpg&quot; height=&quot;302&quot; width=&quot;403&quot; /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;n. 4 – Costellazione di Orione&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;   Da un paragone tra la velocità di rotazione della terra intorno al Sole nelle&lt;br /&gt;due posizioni       limiti (Perielio ed Afelio) possiamo comprendere quelle&lt;br /&gt;del pianeta Nibiru       ed anche, con buona approssimazione, la sua massa rotante. &lt;br /&gt;Dalla medesima fonte Sumera apprendiamo anche       che da questo pianeta sarebbero&lt;br /&gt;trasbordati sulla Terra esseri viventi a cui i Sumeri       diedero il nome di Anunnaki&lt;br /&gt;la cui traduzione significa &quot;Coloro che dal       cielo scendono&quot; e&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image008.jpg&quot; height=&quot;310&quot; width=&quot;408&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n.5 – Divinità Sumera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  proprio su queste presenze, apparentemente lontane nel tempo,&lt;br /&gt;è su cui desideriamo soffermarci per comparare eventi ed in base ai risultati,&lt;br /&gt; tentare di arrivare a formulare una ipotesi con cui lavorare e che potrebbe aprire&lt;br /&gt;la strada ad una ricerca Archeologica e Scientifica veramente finalizzata a svelare&lt;br /&gt; molte constatazioni che oggi sono racchiuse sotto un manto di mistero.&lt;br /&gt;(Fig n. 6 – Simbolo pianeta Nibiru) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;           &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;      &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image010.jpg&quot; height=&quot;294&quot; width=&quot;364&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig.n. 6 – Simbolo Sumero del Pianeta Nibiru&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  In base alle nostre limitate conoscenze e soggetti anche a castelli di carta costruiti&lt;br /&gt; per giustificare comportamenti religiosi validi solo per mantenere un potere      &lt;br /&gt;temporale nonché occultamenti di reperti che, non rientrano       nella normale&lt;br /&gt;dimensione scientifica, potrebbero creare profondi dubbi nell&#39;ambiente       scientifico&lt;br /&gt;e non solo, siamo portati a misurare tutto secondo il nostro       metro, ignorando che&lt;br /&gt; i sistemi di misura possono anche essere diversi, ma che       potrebbero anche essere&lt;br /&gt;compresi ed interpretati solo se comparati opportunamente       a quelli nostri e non,&lt;br /&gt;come succede, essere ignorati nella totalità.  Così è anche per il Tempo, la nostra&lt;br /&gt;suddivisione è la seguente:        Alla base del sistema abbiamo l&#39;Ora che è       riferita alla&lt;br /&gt; rotazione della Terra intorno al Sole considerando questa rotazione       completata&lt;br /&gt;in 360° come misura dell’angolo giro.   Questa suddivisione, del tipo sessantesimale,      &lt;br /&gt;è la medesima usata dai Sumeri (per gli Accadi popolo successivo in ordine di tempo      &lt;br /&gt;ai Sumeri, è la stessa) dove la partizione del giorno è in 24 ore, e l&#39;ora       è suddivisa in&lt;br /&gt;60 minuti primi.   Il sistema è dodicesimale proprio come quello dei primi       calcolatori&lt;br /&gt;con sistema digitale (antecedente al MS-DOS che come i sistemi       attuali sono a 16 bit)&lt;br /&gt;fatto strano come       coincidenza, ma non tanto inusuale se si tiene conto e veritiero che&lt;br /&gt; un’orbita del Pianeta Nibiru si completa in 3600 anni,       sempre un multiplo di 60&lt;br /&gt;quindi di dodici ed infine, di tre.   Molti attribuiscono questo fatto al numero       disponibile&lt;br /&gt;dalle dita delle mani e o dei       piedi, in altre parole 10 per noi uomini moderni come anche,&lt;br /&gt;se riferito ai       Maya, il sistema matematico in uso era ventesimale       ; - sembra proprio&lt;br /&gt; strano che quei popoli antichi potessero usare un sistema       alla cui base era la dozzina&lt;br /&gt;e suoi multipli senza che ci fosse un riferimento       specifico naturale anche se graffiti&lt;br /&gt;preistorici       molto rari, indicherebbero esseri, forse umani, a sei dita o tre per       arto)&lt;br /&gt;che potrebbero essere ritenuti una logica derivazione per sistemi matematici.  Mentre,&lt;br /&gt;al contrario, vi sono molti riscontri       di esseri rappresentati con tre dita per       arto che,&lt;br /&gt;stranamente hanno sembianze di rettili e       qualche reperto archeologico mostra anche&lt;br /&gt;una doppia raffigurazione che comprende       un tratto umano con estremità corredate&lt;br /&gt;di tre dita ciascuna.  (Fig n. 4 - n. 5 – n. 5a – n. 5b – n. 5c       – n. 5d – n. 5e - Divinità Sumere) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;      &lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image012.jpg&quot; height=&quot;141&quot; width=&quot;324&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt; Fig. n.5 – Sigillo Sumero&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image014.jpg&quot; height=&quot;194&quot; width=&quot;256&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 5a – Divinità sumera.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image016.jpg&quot; height=&quot;138&quot; width=&quot;201&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig.5b – Rapp.ni Dogon&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image018.jpg&quot; height=&quot;139&quot; width=&quot;230&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig.5c – Divinità Sumere&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  La figura n. 4 è la Stele della Vittoria       di Naram-Sin conservata al Museo&lt;br /&gt;del Louvre       di Parigi. Sono visibili tre corpi celesti ragianti       (Divinità) di&lt;br /&gt;cui uno dovrebbe essere riferito al Pianeta Nibiru. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;     &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image020.jpg&quot; height=&quot;253&quot; width=&quot;201&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 4 – Stele della Vittoria&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  La figura n. 5 è un sigillo sumero con la       scena di presentazione di un&lt;br /&gt;personaggio al dio       Shamash.  Il sigillo è conservato al Museo del Louvre     &lt;br /&gt;di Parigi ed è datato intorno al 2300  C.  La figura n. 5a è la raffigurazione&lt;br /&gt;di una divinità sumera. E’ anche visibile il Pianeta       alato simbolo di Nibiru.&lt;br /&gt;La figura n. 5b rappresenta in primo piano       una divinità sumera.&lt;br /&gt;E’ visibile l’abbinamento dell’entità alata e l’estremità di un arto     &lt;br /&gt;che è raffigurato con tre sporgenze.  La figura n. 5c è la divinità sumera Hishar.     &lt;br /&gt;Notare il particolare degli arti inferiori       a tre sporgenze. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;     &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image021.jpg&quot; height=&quot;250&quot; width=&quot;166&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image023.jpg&quot; height=&quot;249&quot; width=&quot;176&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;      &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Fig. n. 5c – Divinità sumera Hishar ed il       particolare &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       La figura n. 5d è la foto del dipinto       di       Salvator Rosa &quot;La Tentazione di       Sant’Antonio&quot;      &lt;br /&gt;dove il tentatore ha una strana rassomiglianza       con le entità anunnake.&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image025.jpg&quot; height=&quot;236&quot; width=&quot;228&quot; /&gt;      &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image027.jpg&quot; height=&quot;236&quot; width=&quot;252&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 5d – Dipinto Fig. n. 5e -  Particolare&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       La figura n. 5e è solamente il particolare       dello stesso dipinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il fatto strano è che Salvator Rosa       nel corso       della sua vita non poteva essere a     &lt;br /&gt;conoscenza       dei sigilli sumeri e quant’altro proveniente       da Egizi ed altri popoli&lt;br /&gt;medio orientali.       In tutto questo discorso, vi sarebbe       anche       qualche&lt;br /&gt;considerazione da fare e che       non       è stata ancora avanzata se non come&lt;br /&gt;    un errore       predeterminato, che attribuirebbe a       conteggi       fittizi gli anni&lt;br /&gt;di vita dei preistorici       personaggi di Israele, a detta di qualcuno,       al solo&lt;br /&gt;fine di esaltare la personalità       dei       Patriarchi di questo popolo.&lt;br /&gt;Prendiamo       invece       atto della elencazione biblica circa       i periodi       di vita&lt;br /&gt;degli uomini antecedenti al       Diluvio       in cui gli anni vissuti da costoro,     &lt;br /&gt;vedi       Adamo e successori, rasentano i mille       e consideriamo       attendibile&lt;br /&gt;questa informazione. Basta       fare       una semplice considerazione riguardante     &lt;br /&gt;il       nostro sistema circa il computo dei       periodi       di vita per vedere quando&lt;br /&gt;affermiamo       che       un uomo ha l&#39;età di cinquanta anni,       non facciamo       altro&lt;br /&gt;che riferirci e contare quante       orbite       complete la terra ha compiuto rotando&lt;br /&gt;intorno       al Sole e che quell&#39;essere ne è stato       testimone.       Per questa ragione,&lt;br /&gt;se ammettiamo veritiera       l&#39;ipotesi della presenza del dodicesimo       componente     &lt;br /&gt;del sistema solare, troveremo molte       spiegazioni       ai tanti misteri che ci circondano.      &lt;br /&gt;Ritorniamo       agli Anunnaki: questi sono definiti       dai Sumeri,     &lt;br /&gt;abitanti del pianeta Nibiru ovvero       del dodicesimo       componente del nostro&lt;br /&gt;sistema stellare       (binario       o meno) il cui periodo di rotazione       riferito     &lt;br /&gt;al Sole è di 3600 anni indicato come       uno       “Shar”  il cui significato è anno.       –&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;        &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image029.jpg&quot; height=&quot;422&quot; width=&quot;304&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 5f – Statuetta fittile – prob.le       entità Anunnaka.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Orbene, se uno Shar equivale ad un loro anno       e se paragoniamo la nostra vita a quella      &lt;br /&gt;degli Anunnaki, questi, per i popoli della Terra figurarono       come Immortali e, pertanto,&lt;br /&gt;divinizzati senza alcun dubbio       dagli uomini di quel lontano tempo dove si aveva, come&lt;br /&gt;oggi, la certezza che       il Vivere di un mortale significava, con matematica certezza, il morire. &lt;br /&gt;Non sappiamo quale possa essere stata la       durata della vita degli Anunnaki, ma se&lt;br /&gt;interpretiamo       le Sacre Scritture (la Torah) secondo questi concetti,       molte cose possono&lt;br /&gt; cambiare circa la valutazione degli avvenimenti pre Diluvio       come anche le manifestazioni&lt;br /&gt;megalitiche       che troviamo disseminate sul nostro pianeta e tutte, salvo qualche eccezione,&lt;br /&gt;riferite       agli equinozi e solstizi. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;   &lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image031.jpg&quot; height=&quot;310&quot; width=&quot;276&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Rappresentazione di divinità alata&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       In questo discorso inseriamo anche       manifestazioni       estremamente particolari come anche&lt;br /&gt; la successione       di eventi che definiamo occasionali       come       miracoli&lt;br /&gt;(esclusi dalle Sacre Scritture       e,       quindi se ci definiamo credenti cristiani       non possiamo condividere)&lt;br /&gt;ma, che però       si       verificano ed escludendo a priori quelli       artefatti per fini di lucro e per la      &lt;br /&gt;sottomissione       delle genti, abbiamo testimonianza       di strani       personaggi, strani conflitti e&lt;br /&gt;tanti       altri       fenomeni che risultano fuori della       logica       corrente.&lt;br /&gt;Dalle Sacre Scritture apprendiamo       anche che, a seguito dell&#39;unione di       esseri       diversi o alieni&lt;br /&gt;con le femmine della       Terra       si originarono anche i Giganti (nuova       razza       di dimensioni superiori&lt;br /&gt;a quelle degli       uomini       dell&#39;epoca), e per questa ragione e       per la       corruzione del genere umano,&lt;br /&gt;il Signore       Creatore       (Libro della Genesi) limitò la durata       della       vita a 120 anni. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;   &lt;center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image033.jpg&quot; height=&quot;164&quot; width=&quot;253&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Scheletro di Gigante&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;       Risulterebbe ben chiaro che questa       limitazione       ovvero l’abolizione del termine “Eternità”       è&lt;br /&gt;solo rivolta a coloro che visitarono       questa       terra e non agli uomini terrestri che       già       erano di&lt;br /&gt; per se stessi limitati e mortali       quindi non soggetti all’Eternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   I versetti in questione, per questa       ragione       trovano una loro giustifica solo se       si riferiscono&lt;br /&gt; proprio a queste presenze estranee       alla Terra       e, pertanto, i 120 anni, per noi significherebbero      &lt;br /&gt;3600x120 nostri anni lunari, tempo       conseguente       di vita massima per gli Anunnaki pre       e post       diluvio,&lt;br /&gt;ma che per noi, in ogni caso,       sono       equivalenti ad una eternità. Secondo       quest’ipotesi,      &lt;br /&gt;la vita Anunnaka dovrebbe equivalere       ora       ai nostri 432000 anni. -        &lt;br /&gt;Su questa base è       possibile elaborare un principio di       lavoro       che terrebbe conto anche di un evento      &lt;br /&gt;dubbio       e molto discusso riguardante la visita       dei       Magi descritti dal Vangelo di&lt;br /&gt; S. Matteo       dove       si parla di una stella che guidò costoro       fino alla stalla dove era nato il Re       dei       Re.&lt;br /&gt; Sempre dalle Sacre Scritture (la       Torah)       si parla di “Figli di Dio” (la definizione       “Angeli” è puramente arbitraria) che       si unirono,       ma una più corretta traduzione dall&#39;Aramaico      &lt;br /&gt;dovrebbe corrispondere a Buona Compatibilità,       con le figlie degli uomini dando origine       a&lt;br /&gt;nuove generazioni (uomini che sarebbero       stati potenti sulla terra) ed a Giganti       come       prima enunciato.&lt;br /&gt; -         Orbene se quanto ipotizzato       dovesse avvicinarsi ad una remota realtà,       si giustificherebbero&lt;br /&gt;le costruzioni       megalitiche       senza alcuna iscrizione o incisioni       rupestri       perché questi esseri come&lt;br /&gt;anche i padri       Anunnaki       non avrebbero avuto bisogno di comunicare       nel modo a noi noto in quanto&lt;br /&gt;il loro       periodo       vitale, riferito al nostro, non sarebbe       servito       sicuramente per una comunicazione&lt;br /&gt;distante       nel tempo, perché ciò che per noi è       un secolo       o più, per questi esseri sarebbe stato      &lt;br /&gt;solamente       una frazione di ora; quindi, esisteva       una       condizione di mancanza di necessità      &lt;br /&gt;di trasmettere       informazioni nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Da pubblicazione del Museo Americano Mt.       Blanco Fossil Museum possiamo osservare&lt;br /&gt;un       osso femorale dal quale è possibile farsi       un&#39;idea della dimensione che questi esseri&lt;br /&gt; potevano assumere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Per quanto concerne i Giganti vi sono       prove       tangibili anche se i ritrovamenti europei&lt;br /&gt;     (Europa settentrionale) non risultano       ufficializzati,       mentre per alcuni ritrovamenti&lt;br /&gt;americani       vi sono notizie in merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   A tal proposito vedere le pubblicazioni       del       Museo Americano Mt. Blanco Fossil&lt;br /&gt;Museum       rif.to sito internet: e la foto  del       femore       rapportata ad un uomo del nostro tempo      &lt;br /&gt;(V.       Fig. n. 6). - &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;        &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image035.jpg&quot; height=&quot;404&quot; width=&quot;353&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Fig. n. 6 – Osso Femorale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;   Questi esseri e ci riferiamo agli Anunnaki,       per la durata della vita ipotizzata in precedenza       e&lt;br /&gt;che riteniamo ancora come base di lavoro, avrebbero       avuto la capacità di conoscenze che per&lt;br /&gt;gli uomini dell’epoca saranno state       al limite dell’ immaginabile, ma che, sicuramente avranno&lt;br /&gt; impressionato i       nostri antenati tanto da riconoscere in loro divinità specie poi se quei lontani&lt;br /&gt; uomini od ominidi non potevano constatarne la morte come conseguenza della       forte&lt;br /&gt; differenza di tempo vivibile tra quello umano terrestre ed anunnako .    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Come si è ipotizzato in precedenza, dall&#39;unione       di Anunnaki e femmine umane di&lt;br /&gt;discendenza       animale (processo Darwiniano), oltre ai Giganti       che gli stessi Anunnaki&lt;br /&gt; avrebbero usato come manovalanza, si sarebbero       o sarebbero stati generati altri esseri&lt;br /&gt; (Ibridi) a seguito di manipolazione       genetica, più simili agli uomini con una durata della vita che,&lt;br /&gt; di generazione       in generazione, sarebbe rientrata nei limiti di quella terrena tanto da far accettare&lt;br /&gt; ai viventi umani non modificati, il loro inserimento nelle comunità       primordiali che, poi, in funzione dell&#39;apporto genetico superiore,       avrebbero organizzato inizialmente in società agricole utilizzando&lt;br /&gt;tecniche d&#39;avanguardia       per l&#39;epoca e, successivamente agglomerati organizzati tipo       Città Stato,&lt;br /&gt;al cui vertice sociale, per le capacità e poteri non proporzionati       ai tempi, si sarebbe insediato&lt;br /&gt;uno degli ibridi, discendente dei       primi Anunnaki e da questi, sempre presenti, ma non visibili&lt;br /&gt;da tutti, anche       protetto e pilotato. -  La testimonianza dell&#39;arrivo di questi esseri esiste e ci viene&lt;br /&gt;fornita dai Sumeri mentre       non esiste alcuna documentazione di ritorno di costoro       al Pianeta&lt;br /&gt;d&#39;origine il che lascia pensare che questi rimasero e lo sarebbero       ancora oggi fra noi terrestri&lt;br /&gt;in forme diverse, non visibili secondo il nostro       metro, ma sicuramente capaci di influenzare le&lt;br /&gt;nostre civiltà secondo i loro       scopi. -  Dovunque oggi troviamo segni megalitici,       sicuramente vi&lt;br /&gt;sarà stata la presenza di       Anunnaki e loro ibridi (Fig. n.7 – n.7a - n.7b – n.7c       – n.7d ). &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;     &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image037.jpg&quot; height=&quot;343&quot; width=&quot;459&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt; Fig.n. 7 – Complesso megalitico&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image038.jpg&quot; height=&quot;295&quot; width=&quot;351&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Paesaggio Peruviano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image040.jpg&quot; height=&quot;244&quot; width=&quot;415&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Da foto realizzate da Sebastiano Signorile - Bari&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Se accettiamo queste idee propositive, possiamo non escludere che essi siano presenti anche      &lt;br /&gt;ai giorni nostri, ma che noi non siamo in grado di riconoscerli a causa del       divario di tempo che&lt;br /&gt; ci divide e che caratterizza i due tipi di vita, ma possiamo       solo osservare le ricadute di certi fatti&lt;br /&gt;o eventi che anche oggi si verificano       e che non trovano eloquenti riscontri logici       come per esempio,&lt;br /&gt; i Miracoli come si è usi chiamarli, ma su questo argomento riteniamo       aprire una nuova discussione&lt;br /&gt;dopo altre considerazioni ed ampliamento       dell&#39;argomento. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;     &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image042.jpg&quot; height=&quot;331&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Paesaggio Andino con mura megalitiche&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image044.jpg&quot; height=&quot;261&quot; width=&quot;357&quot; /&gt;&lt;/span&gt;     &lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; Particolare della pietra con 12 spigoli&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;  Ritornando al pianeta Nibiru ed alla sua       reale esistenza di cui non dovrebbero esserci       dubbi e&lt;br /&gt;nell’attesa che la scienza ufficiale       comunichi gli ultimi rilevamenti astrofisici,  in base ai ritrovamenti archeologici di       alcuni Faraoni e dipinti osservati in alcune       tombe egizie, per non parlare dei popoli&lt;br /&gt; del Sud America ed Asiatici, si nota una       spiccata  conoscenza dell’Astronomia e di particolari      &lt;br /&gt;specifici come quelli del sistema stellare       della costellazione di Orione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   E&#39; molto probabile che questo pianeta che       per comodità di dialogo, attribuiamo temporaneamente&lt;br /&gt; al sistema solare, abbia       anche una seconda funzione, ovvero quella di navetta stellare che consenta l&#39;avvicinamento       a qualche pianeta di una delle stelle della costellazione avente       anche esso&lt;br /&gt;un&#39;orbita allungata come quella del nostro       Nibiru. -  Questo probabile evento spiegherebbe&lt;br /&gt;le conoscenze       Egizie circa quella costellazione e la mancanza       di qualsiasi presenza di residuo&lt;br /&gt;umano nei sarcofagi delle       tre piramidi principali e sepolture di Faraoni del periodo predinastico&lt;br /&gt; pur essendosi verificati i loro regni le cui prove sono tangibili dopo i       ritrovamenti archeologici attuali.&lt;br /&gt; Per quanto concerne i siti megalitici come Stonehenge, dovrebbe essere facile capire       che&lt;br /&gt;l&#39;insieme dei massi così posti doveva       servire ad individuare gli equinozi ed i       Solstizi nonché&lt;br /&gt;unire anche una funzione di culto       (Fig. n. 8).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;            &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image046.jpg&quot; height=&quot;244&quot; width=&quot;441&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 8 - Stonehenge&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il perché potrebbe essere in quanto proprio gli Equinozi ed i Solstizi       rappresenterebbero l&#39;unico&lt;br /&gt; elemento di riferimento tra il sistema Nibiru       e quello terrestre, quindi l&#39;elemento di paragone e&lt;br /&gt; calcolo per quegli       esseri ibridi a conoscenza delle proprie origini, ma soggetti sempre più alle&lt;br /&gt; leggi fisiche e temporali del nostro pianeta.  In pratica, solo gli equinozi ed i Solstizi potevano&lt;br /&gt;stabilire un anello di congiunzione       tra il tempo dei padri e le nuove condizioni di coloro che,&lt;br /&gt;sempre più diventavano       Terrestri assoggettando la nuova forma vivente al metabolismo umano&lt;br /&gt; legato alla rotazione del nostro pianeta intorno alla stella Sole.  Lo stesso dovrebbe essere per&lt;br /&gt;la Sfinge Egizia       la cui datazione dovrebbe ricadere all&#39;incirca       verso l&#39;anno 13000/12000 se non&lt;br /&gt; prima e che dovrebbe indicare la probabile       collocazione nel cielo della costellazione propria&lt;br /&gt; di       contatto del pianeta Nibiru con l&#39;equivalente di altro sistema stellare (Fig.       n. 9). &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt; &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image048.jpg&quot; height=&quot;326&quot; width=&quot;397&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;   &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Fig. n. 9 – La Sfinge&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Quanto stiamo proponendo è a livello di pura ipotesi confortata solamente       da alcune osservazioni&lt;br /&gt;di documentazioni archeologiche che sembrano       inspiegabili e da comportamenti umani che esulano&lt;br /&gt; dalla normale prassi di vita       quotidiana, ma disponendo di opportune apparecchiature scientifiche&lt;br /&gt;e di un Laboratorio       chimico di ricerca organica, sufficientemente attrezzato ed in grado di       analizzare&lt;br /&gt; anche campioni di DNA, siamo sicuri che dal paragone delle analisi       strutturali delle tracce&lt;br /&gt;di DNA prelevato da reperti umani di epoca risalente       al 13.000/12.000 a. C. o antecedente se&lt;br /&gt;ancora siano recuperabili       elementi di questo programma organico con quello di alcuni popoli&lt;br /&gt;come gli Assiri,       i Babilonesi, gli Egizi di epoca Predinastica       e di popolazioni Nord europee con&lt;br /&gt; quello di esseri umani dell&#39;Era Moderna,       si individuerebbero molte diversità strutturali che,&lt;br /&gt; tramite la recente mappatura       del Genoma Umano, ci indicherebbero su quali funzioni genetiche&lt;br /&gt;     sarà stato possibile e se esso lo è ancora oggi, un intervento estraneo che modifichi       l&#39;uomo in un&lt;br /&gt;ibrido apparentemente simile agli altri, ma diverso       nei contenuti. -  Sulla base di queste congetture è&lt;br /&gt;ipotizzabile       anche che proprio i Sumeri siano stati dei diretti       discendenti dei primi ibridi perché&lt;br /&gt;proprio di loro si sa poco delle origine,       mentre si è a conoscenza del loro modo di calcolo e della&lt;br /&gt;scrittura completa in       tutte le sue parti di trasformazione fonica non riscontrabile in altre&lt;br /&gt; popolazioni       dello stesso periodo.  In pratica, essi potrebbero essere un residuo sopravvissuto&lt;br /&gt;al cataclisma che va sotto       il nome di Diluvio o seconda distruzione e, nello stesso tempo, essere&lt;br /&gt; stati testimoni di un successivo trasbordo di Anunnaki colonizzatori che usarono       altre forme di sovrapposizione con il genere terrestre       che sopravvive a tutt&#39;oggi, ma che non siamo ancora in&lt;br /&gt;grado di identificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Forse alcuni passi biblici fanno riferimento       a questi esseri chiamandoli &quot;Figli di DIO&quot; in modo&lt;br /&gt;generico       e questo varrebbe anche per i testi riferiti al profeta Ezechiele (di questo       Profeta verrà&lt;br /&gt;allegato un sunto storico della sua vita ed il periodo in cui       operò).   Su questo argomento occorrerebbe&lt;br /&gt; una migliore lettura dei Testi       del Mar Morto ed interpretare con maggiore accortezza, se già non&lt;br /&gt; fatto dagli       Studiosi Israeliti e non divulgato quanto contenuto nei manoscritti circa l’argomento       che&lt;br /&gt; stiamo trattando .-  Qualcosa emerge dal Libro di Enoc e dal Documento       di Damasco (Allegato n.1) ,&lt;br /&gt;ma essi sono praticamente sottratti alla lettura       pubblica ad opera di caste religiose che ritengono&lt;br /&gt; pericoloso la divulgazione       di taluni testi. –   E&#39; molto probabile che al successivo arrivo,       gli Anunnaki&lt;br /&gt; avessero trovato un nuovo genere umano, già formato       ed in grado di ostacolarli nell&#39;intento&lt;br /&gt;colonizzatore del nostro pianeta       che prevedeva forse, ma non troviamo al momento altra ragione&lt;br /&gt;     plausibile se non l&#39;imposizione della loro volontà a tutto il genere umano       .-   Questo nuovo popolo&lt;br /&gt;potrebbe essere proprio Israele ovvero quello che fu definito come       il Vincitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;            &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt; &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image050.jpg&quot; height=&quot;294&quot; width=&quot;331&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Particolare – Testa di divinità Sumera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;       &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;       &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt; &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image051.jpg&quot; height=&quot;366&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;b&gt;  Scheletri di Giganti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;center&gt;  &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image053.jpg&quot; height=&quot;234&quot; width=&quot;319&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;center&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnaki_file/image055.jpg&quot; height=&quot;237&quot; width=&quot;319&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:1px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Mura ciclopiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/6139194903561600977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6139194903561600977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6139194903561600977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-3.html' title='IL PIANETA OSCURO. parte 3°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-9029036969167127673</id><published>2010-05-15T07:11:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T07:12:09.197-07:00</updated><title type='text'>IL PIANETA OSCURO. parte 2°</title><content type='html'>&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Per addentrarci nella ricostruzione       di eventi       molto distanti dal tempo che stiamo       vivendo,       oltre ai testi sumeri prenderemo in       esame       e come riferimento, il più antico libro       del       Monoteismo.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In pratica parliamo della Sacra Bibbia       nella       forma ebraica “Torak”, Cristiana e       Cristiana       Copta perché riteniamo che essa sia       un documento       che contiene tra le righe un qualcosa       di       pertinente con l’argomento che trattiamo.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Prima di addentrarsi nella lettura       è indispensabile       credere nel “Dio di Abraamo, Entità       Unica       ed essere il Creatore del tutto la       cui volontà       è l’unico e solo motore dell’Universo”.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dopo questo necessario postulato, i       libri       biblici che contengono elementi interessanti       per la ricostruzione storica del percorso       degli esseri umani attraverso il susseguirsi       dei secoli, si possono riassumere in:      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Libro della “Genesi”&lt;br /&gt;      Libro di “Enoc”&lt;br /&gt;      Libro di “Ezechiele”&lt;br /&gt;      Libro di “Giovanni” – Apocalisse.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Come oggi non possiamo ignorare che       i Sumeri       erano a conoscenza della reale composizione       del Sistema Solare comprensivo dei       Pianeti       come Urano, Nettuno e Plutone che solo       negli       ultimi cinquanta anni gli Astronomi       contemporanei       sono stati in grado di documentarci       sulla       loro esistenza, così non possiamo ignorare       quanto gli stessi Sumeri ci hanno tramandato       circa i visitatori ” chiamati Anunnaki       ovvero       Coloro che vengono dal cielo.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      I testi ebraici, in certi casi sono       abbastanza       lacunosi, ma in essi sono citati due       termini       che sono: Nafal (gli angeli che caddero       per       non aver osservato gli ordini di Dio)       e,       nuovamente quando si parla dei loro       figli       o aggregati, é usato il termine Nefilim       come       vocabolo di non osservanza del volere       Divino       da parte dei Vigilanti che dovrebbero       essere       stati Angeli o creature preposte nel       periodo       della Creazione, quindi entità cacciate       .      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Questi concetti sono constatabili nel       libro       della Genesi, nonché nel Documento       di Damasco       di cui si è inserito un&#39;appendice in       questo       testo.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dalle notizie menzionate si evince       che l&#39;essere       umano ha da sempre ignorato volutamente       la       probabilità dell&#39;esistenza di altre       entità       al di fuori della propria e che esclude       a       priori l&#39;intervento di esseri diversi       che,       in qualche modo abbiano la possibilità       di       interferire con noi uomini nella determinazione       della storia.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ci sembra esattamente presuntuosa e       pericolosa       questa convinzione che esclude qualsiasi       presenza estranea e, per questa motivazione       nessuno si attiva per studiare ed indagare       per meglio conoscere, per organizzarsi       e       contrastare interferenze negative che       si       manifestano con attività che possiamo       constatare       come limitatrici della libertà di noi       esseri       terreni che paragonati al contesto       in cui       viviamo, siamo costretti ad oppressioni       di       ogni specie che non trovano riscontro       negli       altri generi viventi come il mondo       vegetale       ed animale che dalla Creazione ci furono       affidati per gestirli, usarli e curarli.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      E&#39; anche vero che Le Sacre Scritture       sono       state occultate e manomesse per evitare       che       qualcuno potesse comprenderne il contenuto       e contestare quanto era stato escogitato       al solo fine del potere temporale unito       al       potere economico.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Escludiamo da questo contesto il popolo       di       Israele il cui fine secondo noi, sarebbe       stato e sarebbe quello della divulgazione       e testimonianza della Parola Divina       in seno       a tutta l&#39;umanità corrotta da coloro       che       vigilanti non lo furono più, prodigandosi       ad assoggettare la specie umana alle       loro       aspirazioni di potere, trasgredendo       la Volontà       superiore e vera Divinità che aveva       voluto       anche la loro esistenza.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Se adoperiamo questi concetti, le Sacre       Scritture,       non manomesse o suggerite con scopi       miranti       al solo potere temporale, acquistano       un nuovo       stato visivo ed interpretativo di eventi       che fino ad oggi abbiamo sempre reputato       non possibili o solo enunciativi di       eventi       catastrofici finalizzati a destare       paura       ed incertezze in funzione della loro       strumentalizzazione,       ma in realtà non è così.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Riteniamo che, al contrario, i passi       biblici       contengono informazioni storiche e       teologiche nonché un perfetto codice       di comportamento regolante       la vita quotidiana ed in particolare,       i doveri       verso Colui che ha voluto il tutto.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Prendiamo ad esempio i primi passi       del libro       della Genesi e ci soffermiamo su quanto       ci       è riferito circa Noè, la fine del Diluvio       e la modifica del nome del Patriarca       Abramo       in Abraamo.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Al termine del Diluvio il Creatore       stabilì       con Noè un patto secondo il quale l&#39;Arcobaleno       o Arco nel cielo sarebbe stato il simbolo       e segnale secondo il quale nei tempi       a seguire       non ci sarebbe stato alcun cataclisma       in       cui l&#39;acqua avesse la funzione distruttiva       come quella che si verificò con il       Diluvio       stesso e poco importa se l’evento in       se stesso       non riguarda tutte le terre emerse       di quel       lontano tempo, ma solo una parte di       esse.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Le parole riportate dalla Genesi ci       sembrano       ricche di un qualcosa che, all&#39;apparenza       sfugge alla nostra interpretazione       solamente       perché bisognerebbe supporre che Noè,       prima       del Diluvio, non avesse mai osservato       una       manifestazione come quella della rifrazione       della luce solare in ambiente umido       che si       forma anche dopo una piccola pioggia.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Molti cultori biblici sono portati       ad affermare       che prima del Diluvio non ci sarebbero       stati       fenomeni atmosferici con la presenza       di pioggia,       ma secondo noi questo evento lo si       può escludere       a priori perché il mondo vegetale è       tale       per l&#39;esistenza della pioggia come       fenomeno       di condensazione del vapore acqueo       proveniente       dalla precedente evaporazione dell&#39;acqua       dei mari.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Se escludiamo l&#39;Arcobaleno come viene       inteso       da noi, forzatamente dobbiamo cercare       un       qualcosa di simile e, nello stesso       tempo,       confacente con l&#39;evento fisico visibile       da       un essere umano e dallo stesso accetto       come       manifestazione della Volontà Divina,       un qualcosa       che sicuramente il Noè di quei lontani       tempi       non avrebbe mai, prima di allora, visto.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Tra i diversi fenomeni naturali, se       si esclude       il tradizionale Arcobaleno, non resta       altro       di simile che le Aurore Boreali ed       Australi.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ammettendo che il fenomeno del Patto”       sia       stata un&#39;Aurora Boreale o Australe,       siamo       altresì costretti ad ammettere che       la leggendaria       Arca si arenò in una parte del nostro       globo       dove il fenomeno è visibile quindi,       in prossimità       delle calotte polari che potrebbero       essere       anche non quelle attuali.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Sempre dalla medesima descrizione biblica       si evince anche che la colomba, mandata       in       perlustrazione per costatare la presenza       o meno dell&#39;acqua diluviale, aveva       fatto       ritorno, dopo una prima visita negativa,       con un ramoscello di ulivo nel becco       a significare       che le acque si erano ritirate ed esisteva       terra emersa ed asciutta.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Dai testi scientifici conosciamo l&#39;ubicazione       di questa pianta che, da epoche antichissime       aveva il proprio habitat naturale in       Asia       Minore e nel bacino del Mediterraneo       e questo       fatto porta ad escludere la presenza       dell&#39;Arca       da qualsiasi zona prossima alle calotte       polari       del nostro pianeta come oggi le troviamo.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Rimarrebbe il mistero, ma se supponiamo       che       l&#39;evento Diluvio sia stato in concomitanza       con uno spostamento dell&#39;asse di rotazione       terrestre che avesse modificato l&#39;assetto       del nostro pianeta rispetto al Sole,       allora       si giustificherebbe non solo il vincolo       del       patto tra il Signore ed il Patriarca       Noè,       ma anche la possibilità che uomini       e meglio       sarebbe dire, che esseri dalle sembianze       umane, visionassero le terre antartiche       e       tramandassero la conformazione geografica       che troviamo in diverse forme cartografiche       a documentazione di quanto dovrebbe       essere       presente al di sotto dei ghiacciai       del Polo       Sud che in parte oggi potrebbero essere       confermate       dopo gli ultimi scandagli sonar.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      A tal proposito vogliamo segnalare       alcune       pubblicazioni comparse verso gli inizi       del       anno 1500 quando furono resi pubblici       dei       documenti proibiti fino allora come       la Mappa       di Oronzio Finneo (1531) oppure quella       di       G. Calopodio del 1537, ma maggior stupore       desta il Planisfero attribuito a Francesco       Rosselli (cartografo) realizzato intorno       al 1508 che mostra l&#39;Antartide come       oggi       ci é segnalata dopo intensi studi geografici.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Nel planisfero di cui si tratta sono       visibili       molte zone verdi ed indicazioni di       probabili       città o concentramenti urbani.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In aggiunta a quanto sopra, compare       un secondo       planisfero portoghese detto di Lopo       Homen       e riferito all&#39;emisfero Est dove compaiono       raffigurate con contorni abbastanza       corretti       l&#39;Europa, l&#39;Africa e l&#39;Asia nonché       il continente       americano dove figuravano il Brasile       e la       Patagonia collegata alla Terra Australis       non ancora visitato all’epoca della       sua comparsa,       dai grandi navigatori.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Come per i planisferi precedenti anche       quello       detto di Lopo Homen rappresenta il continente       australe sgombro dai ghiacci, con montagne,       fiumi e sbocchi al mare il tutto troppo       preciso       per esprimere semplicemente una casualità       nelle realizzazioni cartografiche che       si       sono menzionate.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt; &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/mappa1.jpg&quot; width=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;  &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/mappa2.jpg&quot; width=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/mappa3.jpg&quot; width=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/mappa4.jpg&quot; width=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;b style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   E&#39; facile supporre che le informazioni       da       cui, sia il cartografo portoghese,       quello       italiano nonché il turco Piri Reis       abbiano       potuto attingerle solamente da fonti       risalenti       non al periodo di Alessandro Magno       come pensano       in molti, ma addirittura al periodo       Sumero       - Accadico, molto più antico e prossimo       al       diluvio ovvero, intorno all&#39;anno 14000/13000       a. C..&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Senza volere anticipare niente, ci       teniamo       a definire appunto Alessandro Magno       un probabile       essere di discendenza anunnaka e modificato       come essere umano di cui avrebbe solo       usato       le sembianze e, pertanto capace di       agire       in maniera decisamente differente dagli       umani       di quel periodo storico.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Anche questa ipotesi ovvero, quella       che suppone       uno spostamento temporaneo dell&#39;inclinazione       dell&#39;asse terrestre oppure, una oscillazione       dell’asse di rotazione, confermerebbe       che,       oltre alla presenza del Noè biblico,       ci sarebbero       stati altri sopravvissuti dotati di       capacità       non certo paragonabili ed immaginabili       per       esseri umani viventi intorno al 13000       a.C. e, quindi, si confermerebbe quanto       i Sumeri ci hanno tramandato parlando       di esseri o entità a cui diedero il nome       di Anunnaki.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Leggendo ancora i passi biblici, soffermiamoci       sul Profeta Ezechiele e quanto quegli       scritti       ci riportano, malgrado tutte le manipolazioni       subite per nascondere o perché la traduzione       si presentava ambigua e non accetta       al traduttore       e leggiamo insieme quanto riportato:      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Da Ezechiele 2:&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;       Figlio dell&#39;uomo, alzati, ti voglio       parlare.       &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;i&gt;Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece       alzare in piedi e io ascoltai colui che mi       parlava.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;i&gt;Mi disse:&lt;/i&gt; &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;Figlio dell&#39;uomo, io ti mando  agli Israeliti,       a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati       contro di me. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;       Essi e i loro padri hanno peccato contro       di me fino ad oggi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;       Quelli ai quali ti mando sono figli       testardi       e dal cuore indurito. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Tu dirai loro: Dice il Signore Dio. - &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ascoltino o non ascoltino - perché sono una       genia di ribelli - sapranno almeno che un       profeta si trova in mezzo a loro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;       Ma tu, figlio dell&#39;uomo non li temere,       non       aver paura delle loro parole; saranno       per       te come cardi e spine e ti troverai       in mezzo       a scorpioni; ma tu non temere le loro       parole,       non t&#39;impressionino le loro facce,       sono una       genia di ribelli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;       Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino       o no, perché sono una genia di ribelli.       &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style=&quot;font-size:+1;&quot;&gt;       E tu, figlio dell&#39;uomo, ascolta ciò       che ti       dico e non esser ribelle come questa       genia       di ribelli; apri la bocca e mangia       ciò che       io ti do.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;i&gt;       Io guardai ed ecco, una mano tesa verso       di       me teneva un rotolo. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;i&gt;       Lo spiegò davanti a me; era scritto       all&#39;interno       e all&#39;esterno e vi erano scritti lamenti,       pianti e guai.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Abbiamo confrontato le traduzioni dei       diversi       testi Biblici ed abbiamo constatato       che,       su questi passi, essi non coincidono.      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      La traduzione cattolica effettivamente       parla       di Figlio degli uomini per il Profeta       e Figli       di Israele, quindi &quot;Israeliti       ” per       coloro ai quali doveva essere riportato       il       messaggio.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      La traduzione Deodati, fine 600 inizi       700,       riporta alle parole Figli di Israele       le parole       Figli di Dio mentre i testi attinti       dai Rotoli       del Mar Morto parlano di Nefilim .      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Se sostituiamo a Figli di Israele il       significato       Nefilim, il discorso si porta in condizione       di accettabilità e comprensione di       ciò che       sarebbe stato l&#39;ordine superiore impartito       al Profeta Ezechiele.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In pratica, l&#39;avvertimento va ai Babilonesi       ed in particolare a quegli esseri modificati       geneticamente voluti e manipolati da       coloro       che vennero dal cielo ovvero i Nefilim,       non       altro che gli Anunnaki.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Ezechiele (V. note circa la vita del       Profeta)       è un discendente di Israele quindi       dell&#39;uomo       Adamo e non da coloro che iniziarono       la loro       vita avendo come antenato un essere       del genere       animale e che subirono la corruzione       operata       da quelle entità estranee chiamate       Anunnaki       e, pertanto, non saranno più considerati       con il termine Uomo.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Non ci troviamo alla presenza di fantascienza,       ma solo una constatazione attenta di       antichi       documenti e di conferme scaturite dai       Rotoli       di Qum Ran la cui emersione dopo duemila       anni d&#39;oblio, consente oggi uno studio       e       meditazioni più profonde senza che       sia più       possibile l&#39;occultamento della verità       dopo       le distruzioni sistematiche dei testi       ebraici       avvenute nel periodo medioevale e,       successivamente,       durante il Terzo Raich (periodo Hitleriano).      &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Lo steso dicasi dei documenti delle       civiltà       Sud Americane ad opera degli ecclesiasti       spagnoli al seguito dei “Conquistadores”       perpetrate con la scusa di &quot;Eresie&quot;,       al solo scopo di evitare nel futuro       conoscenze       scomode ed identificative di quelle       entità       che sarebbero contraddistinte dal termine       Alieni, ma che oggi costituiscono la       maggioranza       dell&#39;umanità come la conosciamo (se       la vogliamo       considerare tale) dove la contaminazione       aliena ha raggiunto livelli altissimi       ed       il cui riscontro è visibile in ogni       manifestazione       dove primeggia la limitazione della       Libertà       di ciascuno di noi con un asservimento       d&#39;obbligo       dovuto al denaro.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      In aggiunta, esiste anche la tenace       chiusura       al dialogo divulgativo delle direttive       e       suggerimenti di vita che costituiscono       il       contenuto delle Sacre Scritture Bibliche       non manomesse oppure occultate e non       conformi       ai testi originali ebraici.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      Nel corso del presente testo saranno       evidenziate       tutte quelle particolarità che meglio       indicano       la diversità degli uomini tra loro       nonché       i personaggi più evidenti nell’esprimere       una appartenenza differente e come       gli uomini       nella totalità, possono riscattare       se stessi        da quella forma di servitù a loro imposta       e che dovrebbe ricondurre tutti gli       esseri       umani in uno stato paritario e di visione       del solo ed unico Dio Creatore. &lt;/b&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/9029036969167127673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/9029036969167127673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/9029036969167127673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-parte-2.html' title='IL PIANETA OSCURO. parte 2°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-976432993575558117</id><published>2010-05-15T07:09:00.001-07:00</published><updated>2010-05-15T07:17:51.524-07:00</updated><title type='text'>IL PIANETA OSCURO. parte 1°</title><content type='html'>&lt;center style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;b&gt;CAPITOLO 1&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;table style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; width=&quot;750&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;  &lt;td width=&quot;550&quot;&gt;&lt;b&gt; L&#39;argomento che ci siamo proposti di affrontare       in maniera esaustiva e comprensibile non solo agli addetti ai lavori come si suole       dire, concerne la problematica dell&#39;Essere Umano inserito in un contesto       universale e non solo nel ristretto orto di questo nostro       Pianeta Terra.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Gli argomenti che saranno affrontati       riguardano       la sfera del sapere che è molto vasta       e capiente       di argomenti sufficientemente collegati       tra       loro, ma che per la molteplicità non       sarà       possibile che sfiorarli semplicemente.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Anche se questa prima parte può sembrare       noiosa e non esaustiva, desideriamo       richiamare       l&#39;attenzione del lettore sui principali       argomenti       scientifici per meglio comprendere       gli eventi       come verranno presentati.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Iniziamo da ciò che definiamo Universo       e       sull&#39;ipotesi più credibile sul come       esso       si sia formato.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     L’idea dell’espansione continua condusse       gli studiosi e scienziati verso una       delle       principali teorie elaborate sulla nascita       dello Universo, quella del Big Bang       o, come       viene tradotto, della Grande Esplosione       Iniziale       che fu elaborata e sottoposta al vaglio       della       scienza ufficiale nel 1930 dall’Astronomo       belga Gorge Lemaitre.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Secondo la sua teoria, intorno a 15       miliardi       di anni fa tutta la materia che costituisce       l’Universo doveva essere contenuta       in un       solo aggregato atomico primordiale,       chiamato       anche Uovo Cosmico in cui la densità       della       materia avrebbe raggiunto un elevatissimo       valore assoluto.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Questo aggregato primordiale esplose       per       la ragione di cui sopra ed i suoi frammenti       furono proiettati verso l’esterno ad       altissima       velocità ed in successione, diedero       origine       a quello che oggi vediamo sebbene in       minima       parte.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Ci fu una seconda teoria circa la nascita       dell’Universo che passò con il nome       di “Stato       Stazionario” ed essa fu elaborata intorno       al 1948 da tre studiosi inglesi di       cui desideriamo       segnalare i nomi e che sono: Hermann       Bondi,       Thomas Gold e Fred Hoile.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Il concetto di “Stato Stazionario”       non trovò       grande riscontro tra gli studiosi del       tempo       e nel 1965 l’americano Allan Saudace,       partendo       dalla base del Big Bang , adattò una       sua       teoria che prevedeva un Universo pulsante       in cui, secondo un ciclo di 80 miliardi       di       anni, esso si espande per contrarsi       nuovamente       fino a ritornare un aggregato puntiforme       per poi esplodere nuovamente.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     In realtà, egli ipotizzò un moto pendolare       con un periodo ben delineato.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     E&#39; ormai accertato e condiviso dalla       maggioranza       del mondo scientifico che l&#39;Universo       si sia       originato da una trasformazione in       cui il       tutto sarebbe paragonato ad un solo       concentrato       puntiforme di massa che, esplodendo,       iniziò       la trasformazione dell’ Energia Potenziale,       in Energia Cinetica ed in successione,       in       materia o massa secondo una progressione       temporale. -&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     A questo punto abbiamo accennato all&#39;Energia       nei suoi due aspetti principali, ovvero       Energia       Potenziale ed Energia Cinetica. –&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     In pratica, per meglio far comprendere       che       cosa indichiamo con il termine Energia       Potenziale,       facciamo un esempio elementare, ma       significativo:       - Si prenda un contenitore e lo si       riempia       con un (1) litro di acqua e lo si collochi       ad un metro sopraelevato da un piano       di riferimento       che, per comodità può essere considerato       il livello del mare.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Le grandezze che vengono evidenziate       in questo       caso, sono:&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     1)- L&#39;altezza dal suolo o livello di       riferimento       pari ad 1&lt;br /&gt;     2) - L&#39;accelerazione di gravità (per       il nostro       pianeta Terra)pari a g=9,8 metri/sec.       2°       pot. (sec. al quadrato)&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     L&#39;Energia Potenziale in questo caso,       sarà.       - E (pot.le) = radice quadrata di 2gH       in       cui g = accelerazione di gravità ed       H = altezza       a cui è stato collocato il contenitore       dell&#39;acqua.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Come è visibile dall&#39;espressione, l&#39;energia       potenziale prescinde dalla natura della       massa       e dalla natura del materiale, mentre       è strettamente       connessa a due grandezze che sono la       gravità       ed il dislivello.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Per l&#39;Energia Cinetica invece avremo:     &lt;br /&gt;     E (cin.ca) = 1/2 .m.V elevata alla       seconda       potenza, in cui m = massa e V = velocità       con cui si muove la massa specifica.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     La definizione che viene attribuita       all&#39;       evento creativo è BIG BANG ovvero,       Grande       Esplosione .&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     La teoria, appunto del Big Bang identifica       la nascita dell&#39;Universo da una grande       esplosione       iniziale.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     In sintesi, la Materia che si sarebbe       trovata       in uno stato di elevatissima densità       e temperatura,       si espanse con una velocità elevatissima       (Velocità della Luce) e, durante questa       fase,       la temperatura subì una riduzione successiva       fino a che l&#39;Idrogeno e l&#39;Elio (elementi       primi a formarsi dopo l&#39;esplosione)       passarono       ad una fase di condensazione formando       le       Stelle e gli aggregati stellari che       chiamiamo       col nome di Galassie.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     La Grande Esplosione avrebbe generato       le       funzioni principali che conosciamo       e che       sono alla base della nostra scienza       ovvero,       il Tempo, la Velocità e l&#39;effetto di       queste       due prime grandezze fisiche, lo Spazio       .­&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     A queste funzioni di base vanno aggiunte       tutte le altre ed in particolare quella       che       universalmente pone l&#39;Azione contrapposta       alla Reazione .&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Con il BIG BANG inizia anche la dilatazione       dello Spazio che, secondo il rapporto       di       massimo volume - minima superficie,       non può       essere che sferico e con esso, inizia       anche       il Moto Pendolare di cui abbiamo accennato       in precedenza.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Nasce un&#39;altra funzione ed essa è la       Gravitazione       Universale ovvero, la forza che si       oppone       a quella che spinse la Materia generatasi       a dilatarsi in modo continuo nello       Spazio       che la stessa Materia determina istante       dopo       istante.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     L&#39;esistenza della grandezza fisica       antagonista,       definita Gravitazione Universale, indica       che tutti i componenti dell&#39;Universo       sono       soggetti ad una traslazione la cui       velocità       tende a diminuire per giungere in un       tempo       definito, ma ad oggi, indefinito, al       valore       di Zero per poi invertirsi .&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Grazie agli studi dello scienziato       Plank,       disponiamo di una costante che caratterizza       la Gravitazione Universale e che è       un numero       puro equivalente a:-&lt;br /&gt;     h=1,054571 x 10 alla -37 esistere una       correlazione       tra Velocità di espansione della Materia       ed l’evoluzione della Creazione nel       suo insieme:       Infatti, se osserviamo l&#39;Universo ed       i risultati       degli studi che si sono potuti attuare       dopo       le esplorazioni lunari, gli esami su       particelle       di Meteoriti trovati sulla Terra, nonché       i risultati degli studi geologici eseguiti       sulle rocce di casa nostra, possiamo       quasi       affermare che le tracce lasciate dal       tempo       indicano un&#39;evoluzione lenta di formazione       di quei materiali che nella Genesi       degli       eventi, sono stati certamente tra i       primi       a scaturire dalla trasformazione dell&#39;Energia       Primordiale in Massa o Materia.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Essi, in effetti sono stati originati       molto       tempo prima degli Esseri Viventi, ma       molto       tempo dopo l&#39;inizio dell&#39;Universo.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Questo fatto può significare che la       dilatazione       dello spazio e la sua progressiva formazione       sia avvenuta con una velocità molto       alta       nell&#39;atto dell&#39;esplosione (300 mila       Km. al       secondo) e decrescente man mano che       la trasformazione       dell&#39;Energia in Massa o Materia si       completi.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Nel momento in cui tutta l&#39;Energia       Primordiale       si sarà trasformata e la Materia avrà       raggiunto       la massima entità e la Sfera dello       Spazio       Universale, la massima dilatazione       nonché       la minima densità relativa e, quindi       il massimo       volume, il tempo si fermerà ed in successione,       invertirà la direzione, contraendosi.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Se si vuole figurare gli eventi creativi       come si suppone essi siano avvenuti       ed avverranno,       basta rappresentare un sistema sferico       concentrico       il cui centro è assimilabile al Principio       in cui si verificò il Big Bang.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Al fine della figurazione dello Spazio       Universale       ci è di aiuto la definizione che unisce       l&#39;Energia       alla Massa con la seguente relazione:     &lt;br /&gt;     e = m. V2 ovvero Massa moltiplicato       la Velocità       elevata al quadrato, dove la Velocità       è quella       della Luce. Il volume di una sfera       è dato       da:&lt;br /&gt;     Vol. Sfera = 4,13 .p . r3 dove :&lt;br /&gt;     p = pi greco = 3,14(periodico) -&lt;br /&gt;     r = raggio della sfera per cui (4/3       x p)       = K (costante) e se r (raggio della       sfera)       lo consideriamo proporzionale a V (Velocità       della Luce) nel primo istante dopo       il Big       Bang, lo Spazio Universale avrà iniziato       a delineare un limite reale e dal volume       iniziale progredirà mentre la trasformazione       Energia - Massa continuerà e con essa,       il       processo evolutivo ormai innescato.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     II moto a cui è soggetto l’Universo       non è       ipotizzabile del tipo Uniforme, ma       Uniformemente       Ritardato proprio come le stesse leggi       fisiche       che regolano il Moto Pendolare per       cui il       Vettore ovvero, il Raggio della Sfera       Universale       tenderebbe in un tempo a non subire       più incrementi       nel suo valore assoluto e successivamente,       invertirsi di segno con l&#39;inevitabile       conseguenza       di contrarre la Sfera Universale fino       a ritornare       al punto Zero, origine del tutto.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Questo riguarda però lo stato finale,       ma       la formazione della Materia non può       avvenire       in modo uniforme per la qual cosa non       è da       escludere che esistono stadi intermedi       in       cui aggregati di Materia di entità       limitata,       all&#39;interno della sfera universale,       raggiungono       in un tempo più breve, la massima espansione       proporzionale alla massa realizzatasi       e,       pertanto essendo avvenuta l&#39;intera       trasformazione       di quella parte di energia, a causa       della       gravitazione del massimo stato di materia       (parziale), le singole masse si attraggono       tra loro e quel tempo si inverte mentre       le       stesse masse parziali si avvicinano       sempre       di più tra loro e la velocità di avvicinamento       aumenta fino a che, per un osservatore       esterno       a questo sistema in collasso, non è       possibile       osservare alcuna luce perché anche       essa non       riesce a sfuggire all&#39;immane gravitazione       che si viene a determinare.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Questo evento viene definito dalla       Scienza       come Buco Nero.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Al termine, quando la massa complessiva       del       sistema stellare parziale avrà raggiunto       la massima densità, il sistema collasserà       dando origine ad un nuovo Bang parziale       e       quella parte riprenderà ad espandersi       generando       un nuovo sistema stellare o galassia       con       le leggi fisiche che regolano tutto       l&#39;Universo.       -&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Dopo aver fatto una rapida carrellata       sull&#39;evento       iniziale del nostro Universo, spostiamo       l&#39;attenzione       sul nostro sistema solare dove una       serie       di Pianeti e satelliti di questi ultimi,       orbitano intorno alla stella Sole descrivendo       intorno ad essa dei tracciati più o       meno       ellittici (orbite).&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Tra tutti i pianeti che sono stati       individuati       nel nostro sistema, dovrebbe essercene       un       altro forse anche non appartenente       esclusivamente       alla nostra stella, non ancora divulgato       perché non ancora visibile con tutti       i telescopi,       ma di cui esistono attualmente solo       delle       indicazioni come perturbazioni notate       delle       orbite dei pianeti periferici come       Nettuno       e Plutone.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Sembra anche che la N.A.S.A (Ente Spaziale       Americano) sia in possesso di documentazioni       che convaliderebbero l&#39;esistenza del       Pianeta       X o dodicesimo Pianeta del nostro sistema.       ­&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Abbiamo attinto qualche notizia dalla       rivista       mensile “Hera – Miti, Civiltà Scomparse,       Misteri Archeologici ” che uniamo come       foto       n.1 e n.2 riferite a pubblicazioni       del Gennaio       2000 (Hera n.1) e del Febbraio 2003       (Hera n.38)&lt;br /&gt;     &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gaeword.it/foto1.htm&quot;&gt; &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnakicapitolo1_file/image001.jpg&quot; height=&quot;252&quot; width=&quot;378&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt; &lt;center&gt;Fig. n. 1 – Articolo comparso sulla Rivista HERA&lt;/center&gt;       &lt;b&gt;&lt;i&gt;       Per leggere lo scritto, cliccare sulla       foto.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;b&gt;       Qui invece si farà riferimento a quanto       è emerso dalle traduzioni di alcune tavolette       sumere (in argilla ed incise in caratteri       cuneiformi) risalenti a circa il 13000/12000       a. C. in cui compare il nome di un       Pianeta, all&#39;epoca sicuramente visibile,       a cui i Sumeri diedero il nome di &quot;Nibiru”.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Dagli stessi documenti sono indicati       alcuni dati astrofisici ed in particolare       il periodo di rotazione di questo corpo celeste       intorno al Sole che dovrebbe essere di 3600       degli       anni (lunari) secondo il nostro metro       di misurazione del tempo.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     La proporzione del Tempo potrebbe sembrarci       assurda ed inusuale, ma se facciamo delle       considerazioni, il fatto non è per niente       impossibile.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Prima cosa, se questo Pianeta lo consideriamo       reale ed esistente, esso dovrebbe essere       di massa relativamente grande con un volume       proporzionale alla massa tanto da poter essere       stato visto ad occhio nudo in tempi che furono       (Sumeri).  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt; &lt;img src=&quot;http://www.gaeword.it/anunnakicapitolo1_file/image002.jpg&quot; height=&quot;173&quot; width=&quot;229&quot; /&gt;&lt;/center&gt;  &lt;center&gt;&lt;b&gt;Foto n.2 – Rappresentazione del Sole ed i       Pianeti.&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;b&gt;       In pratica, in base all&#39;orbita che       si può       dedurre dai dati sumeri, ci dovremo       trovare       alla presenza di un corpo celeste con       massa distribuita.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     La rotazione intorno al proprio asse       dovrebbe essere molto lenta tanto da presentare       un suo emisfero rivolto verso il Sole per       molto tempo rispetto alle nostre concezioni       perché       il periodo di esposizione di un suo       giorno non dovrebbe essere meno di nostri       10 giorni;- in pratica, un anno Nibiru dovrebbe       essere composto da circa 80000 nostri giorni.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     In base a queste, diciamo ipotesi di       lavoro, il Pianeta Nibiru è paragonabile       solo ad un altro tipo di corpo celeste come       le Comete.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Anche questi corpi celesti che fanno       parte della nostra stella Sole si comportano       alla stessa maniera per quanto concerne l&#39;orbita       e, pertanto l&#39;ipotesi del Pianeta X o dodicesimo       pianeta dovrebbe essere approfondita       partendo, in mancanza di dati certi, da ipotesi       di lavoro.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     E&#39; anche ipotizzabile, considerando       le diverse circostanze che abbiamo descritto       in precedenza, che questo corpo celeste possa       essere assimilato       al concetto di un&#39;Astronave orbitante       intorno al Sole.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Occorre un poco di immaginazione ed       avventurarsi al limite della Fantascienza       che in questo caso, come lo è stato per altre       circostanze, potrebbe essere più reale di       quanto si possa       pensare ed ipotizzare.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Per questa ragione spingeremo la nostra       indagine cavalcando ipotesi azzardate ed       in base ad esse cercheremo di trovare dei       riferimenti che, in qualche modo, possano       essere giustificativi       logici di una forse realtà che ci sfugge       e di cui potrebbero esserci solo delle labili       tracce presenti sul nostro pianeta Terra.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Non è da escludere, però la probabilità       che il nostro sistema stellare sia del tipo       “Binario” ovvero che il nostro Sole abbia       una stella sorella ed insieme, costituiscono       un unico sistema in cui ciascuna abbia un       proprio       complesso planetario di cui, appunto,       Nibiru potrebbe essere un pianeta della stella       rossa, sorella del nostro Sole.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Tra accenni preistorici, documenti       sumeri, egizi ed anche biblici è ipotizzabile       la presenza di una stella nana/rossa la cui       massa potrebbe essere di circa un terzo di       quella della stella Sole.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Proprio di questa presunta stella rossa       potrebbe essere Nibiru un suo pianeta oppure,       addirittura la stessa stella rossa, ma ciò       sarebbe in disaccordo con la durata dell’anno       di Nibiru secondo quanto tramandato dai Sumeri.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Se ciò venisse scientificamente confermato,       sarebbe facile dimostrare anche che le diverse       ere terrestri indicizzate dalla scomparsa       di animali di rilevante mole come i Dinosauri,       le fossilizzazioni di foreste e di esseri       marini nonché le glaciazioni, non sarebbero       attribuibili ad eventi casuali come i “Meteoriti       e Comete”, ma più realisticamente all’influenza       di una massa rotante oscura o rossastra in       movimento combinato con la nostra stella       Sole.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Non abbiamo molto circa argomento se       non il periodo di 3.600 anni lunari equivalenti       a circa 3760 anni solari indicati per il       presunto pianeta “Nibiru”.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Questo dato è stranamente coinciderebbe       con il Calendario di Nippur e l’inizio del       Calendario Ebraico.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     L’ipotesi che abbiamo formulato è anche       suffragata dalle attuali condizioni del nostro       sistema solare dove alcune variazioni dei       complessi planetari e del Sole stesso, indicano       una condizione modificante non spiegabile       dalle       attuali conoscenze astrofisiche.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Possiamo citare l’attività inconsueta       del Sole con un aumento di intensità del       Campo Magnetico esterno alla nostra stella       che si è incrementato di oltre il 200% nell’arco       di circa 100 anni.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     A detta di scienziati di indubbia fama       anche l’Eliosfera che contorna il Sole ha       avuto un incremento incomprensibile ed inspiegabile.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Questo evento, in particolare, è in       grado di apportare serie modificazioni al       sistema planetario ed addirittura, variare       la struttura della vita sulla Terra ovvero,       produrre cambiamenti del nostro DNA.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Sarebbero in corso anche modifiche dell’atmosfera       dei Pianeti non esclusa anche quella terrestre.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     E’ stato notato anche un aumento della       brillantezza del Pianeta Venere, del Pianeta       Urano e Nettuno mentre è stato anche notato       un incremento della carica energetica del       Pianeta Giove che ha raddoppiato l’intensità       del proprio       campo magnetico e modificazioni meno       rilevanti sono state constatate per gli altri       Pianeti.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Qualche segno evidente è ravvisabile       anche sulla Terra dove possiamo annoverare       Terremoti di forte intensità e disastri naturali       che negli ultimi 50 anni hanno provocato       ingenti perdite di vite umane.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Il Campo Magnetico terrestre è in progressiva       diminuzione senza che esista una legge       fisica       che giustifichi questo strano evento.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Altri fenomeni tangibili sono la riduzione       dell’Ozono polare e lo scioglimento       dei ghiacciai       che, per il momento sono attribuiti       dai max       media, all’insano uso che la popolazione       mondiale fa dei combustibili, ma che       in effetti       non inciderebbe o se ciò avvenisse,       ricadrebbe       in maniera limitata sull’evento che       invece       sta interessando non solo il nostro       Pianeta       Terra, ma l’intero sistema solare.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     La Geologia ci ha segnalato che la       Terra       ha attraversato in passato diverse       fasi cicliche       che portarono a rilevanti modificazioni       dello       stato del nostro pianeta e la trasformazione       della vita qui manifestatasi in tutte       le       espressioni, privilegiò una selezione       naturale       e consequenziale che indichiamo come       “Eventi       Evolutivi”.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Del lontano passato si dispone di pochissima       documentazione e molta di questa è       di fonte       sumera ed egizia mentre i reperti archeologici,       forse non osservati con la dovuta attenzione       poco ci indicano sulle remote realtà.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Oltre alla documentazione sumera, prenderemo       in esame il più antico libro religioso       che       è la Sacra Bibbia perché riteniamo       che esso       sia uno scritto che contiene tra le       righe       un qualcosa di pertinente con l&#39;argomento       che trattiamo.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Ritorniamo al decimo pianeta; dopo       la ricerca       iniziata da Sir. Lowell, gli si affiancò       lo studioso americano J. Brady che       aveva       scoperto, durante lo studio della Cometa       Halley che la sua orbita, alla pari       di quanto       si costata per i Pianeti Urano e Nettuno,       era influenzata dalla presenza di un       campo       gravitazionale che poteva essere giustificato       solo dalla esistenza di un altro corpo       celeste       oggi invisibile oltre il pianeta Plutone       e caratterizzato da un&#39;orbita retrograda.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     In seguito, nei primi anni 80 e dopo       con       i satelliti artificiali Pionier 10,       11 e       Voyager, si ebbe la conferma che doveva       esserci,       appunto, un corpo celeste di dimensioni       più       grandi di due o tre volte il pianeta       Terra,       ad una distanza discretamente elevata       da       tutti i pianeti esterni.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Come si è già detto, la NASA si espresse       in modo che ammetteva la possibilità       dell&#39;esistenza       di un altro pianeta orbitante, dopo       che i       satelliti artificiali individuarono       una gran       massa (o dimensione materiale) in direzione       della costellazione di Orione.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Nell&#39;occasione, molti autorevoli ambienti       scientifici si espressero con affermazioni       che convalidavano l&#39;esistenza del decimo       pianeta o qualcosa equivalente e non       ancora       ben identificato.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Qualche conferma arrivò anche dall&#39;U.k.&#39;s       Open University ed in contemporanea       dall&#39;University       of Southwestern Luisiana che con studi       separati       arrivò alla medesima conclusione che       doveva       esserci un oggetto non ancora identificato       all&#39;estremo del nostro sistema solare       che,       a seguito della sua massa e dimensione,       esercitava       una forza gravitazionale in grado di       ostacolare       l&#39;uscita delle sonde spaziali dal sistema       solare e di deviare il tracciato matematico       delle Comete.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Non passò tempo e l&#39;Osservatorio Svizzero       di Neuchatel annuncia che gli astronomi       ivi       operanti avevano individuato una massa       di       colore arancione nei lontani spazi       siderali       e lo stesso avvenne, con molta probabilità,       per il Gordon Macmilla Southon Observatory       di Lowell in Arizona.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     In entrambi gli avvistamenti si parlò       di       un corpo planetario in orbita regolare       di       avvicinamento alla Terra.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Qualche anno fa (Gennaio 2002) alcuni       astronomi       francesi comunicarono di essere riusciti       a fotografare una massa celeste in       avvicinamento       discendente verso la Terra.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Se le cose stanno esattamente come       indicato       dagli astronomi, nel corso dell&#39;anno       2008,       questo pianeta, se la massa diffusa       è tale,       sarà possibile osservarlo ad occhio       nudo.     &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     Sembrerà strano, ma i Sumeri già 7000       anni       fa avevano indicato tutti i componenti       del       sistema solare come anche l&#39;orbita       del pianeta       chiamato Nibiru come è raffigurato       in un       sigillo cilindrico sumero conservato       attualmente       al Museo di Berlino. &lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/976432993575558117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-1parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/976432993575558117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/976432993575558117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-pianeta-oscuro-1parte.html' title='IL PIANETA OSCURO. parte 1°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-8919497459311680790</id><published>2010-05-15T06:55:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T07:00:41.485-07:00</updated><title type='text'>LE OSCURE CARTE NASCOSTE. parte 5°</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Tutte le leggende sulle &quot;mappe     misteriose&quot; di Piri Reis, Finaeus, Buache... che avrebbero  rappresentato     l&#39;Antartide con secoli di anticipo rispetto all&#39;effettiva scoperta,  hanno preso origine da un libro in particolare, &quot;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Maps of the  ancient sea     kings&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&quot;  pubblicato nel 1966 da  Charles Hapgood.  L&#39;autore     nella prefazione dichiarava di essersi però ispirato alle idee del     capitano Arlington Mallery che scrisse nel 1951 &quot;&lt;em&gt;Lost   America: The Story of Iron-Age Civilization Prior to Columbus&lt;/em&gt;&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Ho acquistato il libro di Hapgood, e sono rimasto davvero sconcertato  nel leggerlo. Non mi sembra possibile che uno studioso, per quanto  &quot;dilettante&quot; in campo cartografico come lui stesso si definisce, possa  fare un lavoro così in apparenza meticoloso, ma che si rivela invece  estremamente superficiale e disinformato.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Hapgood non tiene in alcuna considerazione le note e le didascalie  presenti nelle diverse carte, nemmeno quelle ben chiare e leggibili, che  definiscono i nomi di certe regioni geografiche. Sembra invece  interessato solo a dimostrare a tutti i costi, negando pure l&#39;evidenza,  che quella terra che compare in tanti mappamondi e carte del XVI secolo è  l&#39;Antartide e le numerosissime prove contrarie non gli interessano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ad esempio a pag 66 e 103 pubblica alcuni particolari del mappamondo  di Mercator   del 1659 affermando senza mezzi termini che l&#39;autore vi ha raffigurato  l&#39;Antartide.   Riporta perciò su una sagoma basata sul disegno di Mercator tutti i   riferimenti geografici della moderna Antartide, promontori, baie,  mari... e   tace l&#39;informazione più evidente che viene fornita proprio dalla  stessa   carta in esame. Quella grande terra al di là dello Stretto di  Magellano è chiaramente   definita da Mercator &quot;&lt;strong&gt;Terra del Fuego&lt;/strong&gt;&quot;. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Mercator_TerraDelFuego_1569.jpg&quot; height=&quot;309&quot; width=&quot;570&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;La Terra del Fuoco infatti, fino alla sua circumnavigazione nel 1622  veniva ritenuta la parte più settentrionale di un favoleggiato ed enorme  continente australe, la &quot;&lt;strong&gt;Terra   Australis Incognita&lt;/strong&gt;&quot; che compare con questa precisa dicitura  in moltissime mappe. La Terra del Fuoco era già stata parzialmente  costeggiata, promontori e insenature erano già stati chiamati (anche  sulle mappe) con i nomi che portano ancora oggi.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Ma a Hapgood questo aspetto della storia delle esplorazioni e della  cartografia   non interessa, quindi non si cura delle pur precise informazioni  che   si trovano sulle mappe. Ad esempio in nessuna pagina del libro è  citata   la &quot;Terra   Australis Incognita&quot;. Nemmeno nei capitoli sulle carte di Finaeus o di   Mercatore in cui la dicitura, così come in tante altre carte  dell&#39;epoca, è così ben   in evidenza.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Nell&#39;illustrazione seguente un particolare del &lt;strong&gt;mappamondo     di Jodocus Hondius del 1608&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Hondius_TerraDelFuoco_1608.jpg&quot; height=&quot;384&quot; width=&quot;800&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Hapgood decide a priori che quella terra oltre lo stretto di  Magellano &quot;deve&quot; essere l&#39;Antartide e inizia così a deformare, stirare,  ruotare, correggere le carte per far in modo che qualcosa corrisponda a  qualcos&#39; altro. E non ci riesce perché le due cose, mappe antiche e  Antartide non corrispondono mai. Prova anche a citare il &quot;profilo  sismico&quot; ma così assomiglia ancora meno, infatti su questo profilo  sismico non mette numerini per far tornare i conti e lo pubblica in una  pagina per conto suo senza confrontarlo con le mappe antiche. Oltretutto  il &quot;profilo sismico sub glaciale&quot; del 1958 pubblicato da Hapgood si è  poi rivelato inesatto, quello rilevato più di recente con moderni  strumenti ha rivelato un &lt;a href=&quot;http://www.es.usyd.edu.au/geology/people/staff/dietmar/Nature/antarctica.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;profilo&lt;/a&gt; ben differente.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Antarctica-Maud.gif&quot; height=&quot;403&quot; width=&quot;585&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Per far tornare i conti, e i riferimenti numerati tra la carta di  Reis e l&#39;Antartide, Hapgood deve  scrivere &quot;&lt;em&gt;omission of coastline&lt;/em&gt;&quot;  in tre punti . Ovvero, la mappa di Piri Reis è così precisa che... è  piena di errori e omissioni, e solo amplificando questi presunti errori  (la sparizione di lunghissimi tratti di costa, o la mancanza dei 1000  chilometri di mare tra la Terra del Fuoco e la Penisola di Palmer) può  arrivare a dire che quella estremità della mappa rappresenta la lontana  Antartide. Ecco il &quot;collage&quot; fatto da Hapgood per riuscire a dare un  senso alla mappa di piri Reis: &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/pirireis_grid_hapgood.gif&quot; height=&quot;942&quot; width=&quot;604&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Alcune parti vengono girate in un senso, altre al contrario, cambiano  scale, misure, distanze, vengono inserite &quot;omissioni&quot; per far tornare i  conti... &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Ma ci sono anche altri indizi che mostrano la superficialità di  Hapgood. A Pag. 99 parla della &quot;&lt;em&gt;remarkable map of Hadji Ahmed&quot; &lt;/em&gt;del  1559 e ne descrive l&#39;incredibile precisione nei dettagli della costa  americana sull&#39;oceano Pacifico, non ancora completamente esplorata. Una  bella riproduzione di questa mappa compare a piena pagina, ma  impietosamente rivela in alto a destra la dicitura: &lt;em&gt;Decembre 1865&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;table style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; border=&quot;1&quot; height=&quot;337&quot; width=&quot;557&quot;&gt;   &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;     &lt;td height=&quot;328&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Ahmed_copia_1865.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Ahmed_copia_1865-r.jpg&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;313&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;     &lt;td&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Ahmed_1865.jpg&quot; align=&quot;top&quot; height=&quot;160&quot; width=&quot;212&quot; /&gt;&lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Si tratta  di una incisione realizzata in Francia in quell&#39;anno, che  riproduce   l&#39;antica mappa di Ahmed con le inevitabili correzioni rispetto  all&#39;originale,   dovute alle moderne conoscenze geografiche. Infatti l&#39;originale è  molto   più approssimativa, ma Hapgood non la pubblica. Dell&#39;originale non ne  esiste una sola copia, e  ne rimangono solo pochi   esemplari di una edizione del 1795.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Ahmed_1559.jpg&quot; height=&quot;498&quot; width=&quot;685&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Hapgood sa  che la carta di Ahmed  non è altro   che una rielaborazione più aggiornata di quella cordiforme di Finaeus   del 1534 (a pag 234 riporta un commento di A.E. Nordenskiöld a questo  proposito), ma ribadisce che secondo lui le carte sono molto diverse. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus_1534.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus_1534_r.jpg&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;313&quot; width=&quot;357&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Certamente sono diverse, ed è anche ovvio. In quella più antica le  coste dell&#39;America appaiono molto più approssimative e congetturali,   non essendo ancora state ben esplorate, mentre nelle versioni  realizzate secoli dopo (soprattutto nella versione del 1865 da lui  pubblicata) questi errori sono stati in parte corretti.&lt;br /&gt; Da questi confronti possiamo vedere come in ogni periodo storico,  molte mappe venivano disegnate basandosi su modelli precedenti,  aggiungendo le nuove conoscenze dovute alle più recenti esplorazioni  delle nuove terre appena scoperte.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Hapgood pubblica anche la carta di &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Philippe      Buache&lt;/a&gt; del 1739, e pure in questo caso afferma senza esitazioni  che la     carta conterrebbe una rappresentazione dell&#39;Antartide. Ma non cita  una sola     parola     delle fittissime note, scritte in francese, che gli avrebbero invece  permesso     di capire cosa era realmente raffigurato: la descrizione del viaggio  de     capitano Bouvet e una &quot;congettura&quot; sulla forma del mitico continente     australe basata su pochi tratti di terra raggiunti fino a quel  momento. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_1024.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_sud2r.jpg&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Forse     Hapgood     non conosceva il francese, perchè altrimenti un tentativo l&#39;avrebbe     fatto. O forse non l&#39;avrebbe comunque fatto se ciò avesse minato   le basi delle sue strampalate teorie. Oltretutto Hapgood non pubblica  l&#39;altra versione della stessa carta di Buache, quella senza nessuna  &quot;congettura&quot; sulla forma del continente australe, ma che descrive solo  le poche terre davvero toccate dagli esploratori fino a quell&#39;epoca:&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_1.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_sud1r.jpg&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;A pagina 67 di &quot;Maps of the ancient sea kings&quot; è pubblicata un&#39;altra  carta di Buache, che rappresenta la parte di Oceano Atlantico tra il  Brasile e l&#39;Africa. Hapgood nota subito e commenta con grande enfasi  alcune grandi &quot;isole&quot; al centro dell&#39;Atlantico e le confronta con quelle  che compaiono nella carta di &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Piri  Reis&lt;/a&gt;. Anche in questo caso però nella carta di Buache compare una  dicitura precisa, in francese: &quot;&lt;em&gt;seches et bas-fonds&lt;/em&gt;&quot;, ovvero  secche e bassifondi, pericolosi per i navigatori e quindi segnalati  nella carta nautica. Possibile che Hapgood non abbia notato questa  dicitura?&lt;br /&gt; Ma mettiamo pure per ipotesi che le secche fossero ciò che resta di   antichissime isole... Una cosa che uno studioso serio avrebbe dovuto  fare è verificare   cosa scrive Piri Reis di fianco alla misteriosa isola al centro  dell&#39;Atlantico: &quot;&lt;em&gt;E   questa caravella avendo incontrato una tempesta fu guidata su questa  isola.   Il suo nome era Nicola Giuvan. Ed in quest&#39;isola c&#39;è molto bestiame   con un corno. Per questa ragione loro chiamarono quest&#39;isola &quot;Isle de   Vacca&quot;, che significa isola del bestiame.&lt;/em&gt;&quot;&lt;br /&gt; L&#39;impressione è che Piri Reis abbia trovato il racconto di un  navigatore e abbia arbitrariamente disegnato un&#39;isola lungo la probabile  rotta percorsa dalla nave, non certo che si sia ispirato ad  antichissime carte che raffiguravano isole al centro dell&#39;Atlantico.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Vogliamo parlare di come Hapgood tratta la carta di &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Finaeus&lt;/a&gt;  del   1531? Afferma senza mezzi termini che si tratta di &quot;&lt;em&gt;a truly  authentic   map of the real Antarctica&lt;/em&gt;&quot;. Ma visto che la sagoma non combacia   (ed è oltretutto enormemente più grande della vera Antartide   giungendo a lambire addirittura il Tropico del Capricorno) Hapgood è  costretto   a ruotarla, stirarla, deformarla. Poi, visto che ancora non combacia,  decide   di spostare il Polo Sud di 1000 km e decide che quello che Finaeus  chiama   chiaramente &quot;Tropico del Capricorno&quot; in realtà sarebbe il &quot;Circolo   Polare Antartico&quot;. Ma allora quello che il cartografo chiama &quot;Circolo   Polare Antartico&quot; cosa sarà stato mai?&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Hapgood_fineaus.jpg&quot; height=&quot;323&quot; width=&quot;641&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span class=&quot;style2&quot;&gt;La ricostruzione dell&#39;Antartide basata sulla  carta di Finaeus, secondo C. Hapgood.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus_antart.jpg&quot; height=&quot;326&quot; width=&quot;350&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span class=&quot;style2&quot;&gt;Il confronto tra la &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Terra Australis  Incognita&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; di Finaeus e la &lt;span class=&quot;Stile1&quot;&gt;vera&lt;/span&gt;  Antartide.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;In tutto questo gran lavoro di &quot;interpretazione&quot; Hapgood tace una   informazione essenziale: Finaeus ha chiaramente scritto su quel  grandissimo   continente la frase &quot;&lt;em&gt;Terra Australis Recenter inventa sed nondum  plene   cognita&lt;/em&gt;&quot;, ovvero &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Terra Australe scoperta di recente  ma non completamente   esplorata&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. La stessa dicitura che compare in moltissime  carte cinquecentesche   per definire la Terra Del Fuoco, scoperta da Magellano nel 1520, che  si pensava   fosse l&#39;estremità di   un grande continente.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/TerraAustralis.jpg&quot; height=&quot;94&quot; width=&quot;719&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Il capitolo 5 di &quot;&lt;em&gt;Maps Of The Ancient Sea Kings&lt;/em&gt;&quot; è dedicato   al &lt;strong&gt;Portolano di Dulcert&lt;/strong&gt;, che viene messo a confronto  con altre   mappe del Mediterraneo. Qui   Hapgood raggiunge   una   delle   vette dell&#39;assurdo. Confronta infatti il Portolano di Dulcert del 1339  con   una carta basata sui concetti geografici di Tolomeo (II secolo dopo  Cristo)   e afferma che è incomprensibile che una carta disegnata nel  &quot;medioevo&quot;,   da oscuri marinai che avevano come unico strumento una bussola, possa  essere   più precisa di una basata sugli studi del più grande studioso   di geografia dell&#39;antichità, che aveva a sua disposizione tutti i  libri   della Biblioteca di Alessandria e l&#39;assistenza dei più grandi sapienti   dell&#39;epoca. Quindi secondo Hapgood chi disegnò il portolano di  Dulcert,   1000 anni dopo Tolomeo, deve per forza aver avuto accesso a  informazioni antichissime   e molto   più precise di quelle di Tolomeo!&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Ptolemy_Dulcert.jpg&quot; height=&quot;394&quot; width=&quot;401&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Dulcert_portolano.jpg&quot; height=&quot;394&quot; width=&quot;545&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span class=&quot;style2&quot;&gt;In grigio (da Hapgood): una carta basata sulla  geografia di Tolomeo confrontata col Portolano di Dulcert. A destra il  Portolano di Dulcert. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Non sto scherzando. Tutto questo delirio si trova alle pagine 10 e 11  di &quot;The Maps of the Ancient Sea Kings&quot;: &quot;&lt;em&gt;Ptolemy is the most famous  geographer of the ancient world. He worked in Alexandria in the 2nd  Century a.D, in the greatest library of the ancient world, He was  acquainted with mathematics. He shows, in his great work, The Geograhia  (168) a modern scientific mentality. Can we lightly assume that the  medieval sailors of the XV century, without any of his knowledge, and  without modern instruments except a rudimentary compass - and without  mathematics - could produce a more scientific product?&lt;/em&gt;&quot;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Possibile che Hapgood non si renda conto dell&#39;importanza scientifica   che ebbe l&#39;uso della bussola per la cartografia? Davvero pensa che i  testi   dei   filosofi   dell&#39;antichità potessero   essere più precisi di una bussola, per quanto rudimentale,   nel fornire le basi per realizzare una carta geografica del  Mediterraneo? Questa   non è solo &quot;affascinante ingenuità&quot; (come è scritto nell&#39;introduzione  di John K. Wright a &lt;em&gt;Maps Of The Ancient Sea Kings&lt;/em&gt;), è un   difetto ben peggiore.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Ma si potrebbe andare avanti così per molte altre pagine, perché il  libro è pieno di &quot;perle&quot; di questo tipo. Ed è sulla base di questo libro  che negli ultimi decenni si sono costruite le più fantasiose teorie a  proposito di carte geografiche che nessuno storico, geografo o  cartografo aveva mai considerato &quot;strane&quot;. Nessuno le considera strane  perchè in tutti gli studi sulla storia della cartografia e delle  esplorazioni ci sono capitoli sul mito della Terra Australis e sul fatto  che questa terra venisse di volta in volta identificata, man mano che i  navigatori si spostavano più a sud, nelle nuove terre appena scoperte.  Che poi si rivelavano isole e non parti di quel mitico continente.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;L&#39;unico a non conoscere bene gli argomenti di cui parla sembra essere  proprio Hapgood, deciso a dimostrare le sue teorie manipolando e  distorcendo e spesso nascondendo informazioni. Comunque è stato bravo,  ha avuto molto successo. Sono i suoi libri e quelli dei suoi epigoni che  si vendono a milioni di copie, non quelli più seri che trattano di  storia della cartografia.&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/8919497459311680790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/gli-anziani-re-del-mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/8919497459311680790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/8919497459311680790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/gli-anziani-re-del-mare.html' title='LE OSCURE CARTE NASCOSTE. parte 5°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-1079261615636581844</id><published>2010-05-15T06:54:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T07:00:18.391-07:00</updated><title type='text'>LE OSCURE MAPPE NASCOSTE. parte 4°</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;;font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:1px;&quot;  &gt;&lt;b&gt;ATLANTIDE SOTTO        GHIACCIO?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt; &lt;/p&gt;      &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Non solo Erich Von  Daniken e       Graham Hancock hanno ripreso le teorie di Charles Hapgood sulla  mappa di &lt;b&gt;Piri      Reis&lt;/b&gt; e altre rappresentazioni cartografiche medievali e  rinascimentali.&lt;br /&gt;   Flavio Barbiero ha infatti pubblicato il libro &quot;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ozoz.it/village_voice/vv17/ghiaccio.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Una     civiltà sotto ghiaccio&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&quot; in cui ipotizza che la leggendaria      Atlantide si trovi sepolta sotto i ghiacci dell&#39;Antartide. Barbiero è       un ingegnere, entrato nella Marina Militare nel 1961 ha  successivamente trascorso      gran parte della sua carriera professionale nei centri di ricerca  della Marina      Militare e della NATO. Purtroppo anche lui, a metà di un libro  altrimenti      serio e documentato, non resiste alla tentazione di vedere nelle  mappe antiche      quello che non c&#39;è mai stato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;In &quot;&lt;b&gt;Una civiltà sotto         ghiaccio&lt;/b&gt;&quot;,      oltre alla mappa di Piri Reis, sono pubblicati diversi mappamondi  medievali         el&#39;autore afferma che il mondo che viene lì rappresentato      è Atlantide, che è identificabile con l&#39;Antartide. In quelle     carte riconosce il Mare di Ross, la baia di McKenzie, la zona di  Weddell     e     altre parti del continente attorno al Polo Sud. A proposito di  alcune mappe     afferma che si tratterebbe della rappresentazione di  Atlantide/Antartide     come     era 10.000 anni fa, di altre dice che la raffigurerebbe addirittura  nel Pleistocene     (il periodo compreso tra 1.600.000 e 11.000 anni fa).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Tutto questo senza  curarsi del      fatto che in quelle carte compaiono chiaramente non solo nomi  geografici europei,      asiatici e africani, ma anche rappresentazioni di luoghi mitici come  il Paradiso      Terrestre, o delle tombe degli Apostoli.... Vediamo qualche esempio  delle      carte che rappresenterebbero Atlantide.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt; &lt;/p&gt;            &lt;table style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;289&quot; width=&quot;98%&quot;&gt;       &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Denis_r.jpg&quot; height=&quot;368&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Planisfero  tratto dalla            Grandes Croniques di Saint Denis&lt;/b&gt;, 1364-1372.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Barbiero afferma             che il disegno raffigura Atlantide, quindi l&#39;Antartide. Vi  riconosce             la &quot;&lt;i&gt;fitta                rete di canali analoga a quella descritta da Platone&lt;/i&gt;&quot;.&lt;br /&gt;           Si tratta invece             di una delle tante raffigurazioni medioevali  composte  secondo             lo schema tripartito Asia (in alto) Europa (in basso a sin.)  e Africa             (in basso a destra). Il mondo, al cui centro è Gerusalemme, è  circondato             dall&#39;Oceano, oltre il quale sono raffigurati i dodici venti.  Si notano             anche molte città fortificate               (Roma, Atene, Costantinopoli, Nazareth, Damasco,  Babilonia, Alessandria)               e diverse regioni (Spagna, Inghilterra, Grecia, Germania,  Ungheria,               Egitto, Etiopia, Mesopotamia, Sardegna, Sicilia,  Cipro...), tutte               con la loro denominazione ben in evidenza.&lt;br /&gt;           Sono rappresentati anche i mitici Gog e Magog (Ezechiele,  38-39),             così come               il Paradiso Terrestre.&lt;br /&gt; Questo tipo di mappamondo              non teneva conto delle conoscenze geografiche ma era inteso  come   una             rappresentazione ideale e filosofica e si basava sullo &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Schema-T.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;schema                O-T&lt;/a&gt;, derivato dai manoscritti di Isidoro di Siviglia,  che                possiamo vedere nelle immagini seguenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/T_r.jpg&quot; height=&quot;164&quot; width=&quot;197&quot; /&gt;  &lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/T2.jpg&quot; height=&quot;164&quot; width=&quot;164&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/cartaT1.jpg&quot; height=&quot;164&quot; width=&quot;175&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Da notare che  proprio               questo era anche l&#39;orientamento delle &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/archeogialli/sesta/sesta.html&quot;&gt;cattedrali&lt;/a&gt;  romaniche               e gotiche, che avevano quasi sempre l&#39;abside rivolto a  oriente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Hidgen_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Hidgen.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=480,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;223&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Mappa Mundi  di Hidgen,              dell&#39;Abbazia di Ramsey&lt;/b&gt;, 1350.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt; L&#39;impostazione di questa carta si rifà alla filosofia di Ugo              di San Vittore, che concepiva il mondo come un&#39;Arca per  tutti i mortali.              Nella carta possiamo leggere oltre 200 toponimi, per lo più              classici e biblici, quelli in Asia e Africa, moderni quelli  in Europa.              Si vedono persone che salpano da Brindisi verso Gerusalemme  (sempre              al centro del mondo), e forse la prima citazione del Passo  di San              Gottardo. In basso a sinistra è l&#39;Inghilterra, disegnata in              rosso con molti dettagli, e piena di raffigurazioni di  città.              Nel rettangolo vuoto in alto avrebbe forse trovato posto,  come in              altre mappe simili, il Paradiso Terrestre. Il Mar Rosso è  disegnato             con grande evidenza in rosso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Tilbury_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Tilbury.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;299&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Planisfero di  Gervasio              di Tilbury,&lt;/b&gt; 1236&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Anche questo  planisfero è basato sullo schema a T. Ma la sua peculiarità è              che il Mondo è raffigurato come il corpo di Cristo, con la             testa in alto, quindi a Est, le mani a Nord e Sud e i piedi a  Ovest.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Vediamo  raffigurati i               luoghi più importanti del mondo (reale e mitologico): il               Paradiso Terrestre con i suoi quattro fiumi, il Monte  Ararat con l&#39;Arca di Noè, il Gange, le montagne               della Cina,             la terra dei Persi, l&#39;Egitto con il Nilo e i coccodrilli, la  Francia             con Parigi, l&#39;Inghilterra e la Scozia, Roma, Venezia...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Anche questa  mappa non              tiene conto delle reali conoscenze geografiche ma  rappresenta il mondo              idealizzato, secondo principi filosofico-religiosi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;L&#39;originale è  andato               distrutto durante la seconda guerra mondiale e ora  rimangono solo             alcune copie di epoche successive e una fotografia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Bianco_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Bianco.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;268&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Planisfero di  Andrea              Bianco&lt;/b&gt;, 1436&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;In questa mappa  lo schema               a T è meno evidente e l&#39;area del mediterraneo inizia ad  essere              rappresentata in modo più accurato. Anche in questo caso  però              la predominanza nei luoghi rappresentati è data alle storie             bibliche. Due isole mitiche sono posizionate al largo  dell&#39;Oceano             Atlantico, oltre Gibilterra: la mitica Antilia e Satanaxium,  l&#39;isola             dei demoni.&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Bianco2.gif&quot; align=&quot;right&quot; height=&quot;201&quot; width=&quot;201&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;A destra lo  schema della               mappa ruotato di 90°, in modo da portare              il Nord in alto..&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Secondo Barbiero  anche              questo mappamondo raffigurerebbe Atlantide 10.000 anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt; &lt;/p&gt;           &lt;p align=&quot;right&quot;&gt;            &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;  &lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Leardo_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Leardo.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=470,height=470&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;228&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Mappamondo di  Giovanni              Leardo&lt;/b&gt;, 1448&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Continua la  serie delle               raffigurazioni simboliche del mondo, legate alle  concezioni medioevali.               Questa (di cui esistono altre due varianti) presenta però  alcuni              tratti moderni, ad esempio la forma del Mediterraneo e  dell&#39;Europa              orientale è stata ricavata da portolani (mappe nautiche),             certi nomi derivano dalla Geografia di Tolomeo e in alcuni  particolari             dell&#39;Asia             si vede l&#39;influenza di Marco Polo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Attorno al mondo  c&#39;è              un calendario degli anni 1448-1494, con la possibilità di  calcolare              il giorno di Pasqua. Gerusalemme continua ad essere  posizionata al              centro del mondo, a Nord e a Sud vediamo due zone colorate  di rosso              e definite inabitabili perchè rispettivamente troppo fredda             e troppo calda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Secondo Barbiero  anche              questo mappamondo raffigurerebbe Atlantide, in questo caso  nel periodo              del Pleistocene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Cotton_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Cotton.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=500,height=400&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;239&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Mappamondo  anglosassone              o cottoniano&lt;/b&gt;,              1025-1050 circa&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Più che  improntato              al simbolismo religioso questo mappamondo rappresenta le  grandi civiltà              della storia: Babilonia, Media, Macedonia e Roma. Le coste  dell&#39;Inghilterra              (in basso a sinistra), della Danimarca, del Peloponneso,  Francia e              Spagna sono rappresentate in modo più realistico di quelle              delle altre carte dell&#39;epoca. Non è presente il Paradiso  Terrestre.             Contiene informazioni di natura enciclopedica, classiche e  bibliche.             La carta mostra le migrazioni degli Ebrei e cita Betlemme.  Gog e             Magog             sono confinati dietro a un muro nel nord-est dell&#39;Asia, si  vedono             uomini con la testa di cane e grifoni, e in Africa un leone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td width=&quot;32%&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Debello_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Debello.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;251&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td width=&quot;68%&quot;&gt;            &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;Mappamondo di  Hereford,              di Richard De Bello&lt;/b&gt;,              1290&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Secondo Barbiero  &quot;&lt;i&gt;la                 corrispondenza con il profilo dell&#39;Antartide  pleistocenica è straordinaria.                 Si noti la Baia di Ross in alto a destra, la Baia  McKenzie a             sinistra, entrambe con il loro caratteristico profilo&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Secondo gli  studiosi               di storia e di cartografia questo, che è il più grande              planisfero medioevale sopravvissuto, rappresenta l&#39;apice  della tradizione              &quot;classica&quot; delle carte geografiche. In alto si può              vedere il Giudizio Universale, con la Madonna che prega per  il genere              umano. Al centro c&#39;è sempre Gerusalemme sormontata da una             immagine della crocifissione, i nomi dei luoghi rievocano i  quattro             imperi             della storia umana, i viaggi degli apostoli e le vie dei  pellegrinaggi,             ma anche storie mitologiche, come quella del Vello d&#39;Oro.  Sono raffigurati             e nominati precisamente anche Alessandria col suo faro, il  delta             del             Nilo con le Piramidi,il Mar Rosso, l&#39;India col fiume Gange e  il solito             Paradiso Terrestre in alto, a Est.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;L&#39;immagine  dell&#39;Inghilterra              e del Galles contiene rappresentazioni della Lincoln  Cathedral e dei              castelli gallesi costruiti di recente per Edoardo I. Inoltre  sono              rappresentate le rotte commerciali contemporanee in una  commistione              di significati sacri e profani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;     &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Nel libro  di Barbiero         sono riprodotte anche altre mappe, tutte identificate con la  mitica Atlantide,         in tutti i casi senza il minimo fondamento nè una prova di  queste        affermazioni. L&#39;unico metodo &quot;scientifico&quot; utilizzato dall&#39;autore        è la somiglianza. Ma visto che comunque questi planisferi non  somigliano       affatto all&#39;Antartide di oggi si afferma che raffigurerebbero  l&#39;Antartide/Atlantide       di centinaia di migliaia di anni fa, addirittura nel Pleistocene.  Secondo       Barbiero infatti &quot;&lt;i&gt;tutti i planisferi medioevali non sono altro       che riproduzioni più o meno stilizzate e adattate di antichissime       carte geografiche dell&#39;Antartide&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Quello  che però        è sfuggito a Barbiero è che in molte di queste &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Schema-T.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;carte        medievali&lt;/a&gt; è rappresentata chiaramente, nell&#39;emisfero sud, la       mitica Terra Australis, con un grande mare che la separa dal mondo  conosciuto       (Europa, Asia, Africa).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/StOmer12th_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/StOmer12th.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=619,height=471&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;228&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;        . &lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Beda10th_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Beda10th.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=537,height=477&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;228&quot; width=&quot;257&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Anche  tutte le         carte derivate dal Beatus, mostrano chiaramente la regione degli  &quot;&lt;a href=&quot;http://www.henry-davis.com/MAPS/EMwebpages/207D1.html&quot;&gt;Antipodes&lt;/a&gt;&quot;  all&#39;estremo         sud del mondo (il sud in queste carte è a destra), e in alcune  viene chiaramente disegnato un personaggio       che sembra appeso con i piedi sopra la testa (un &lt;em&gt;antipode&lt;/em&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Beatus4_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Beatus4.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;318&quot; /&gt;&lt;/a&gt;        &lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Beatus2_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;part4/Beatus2.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=704,height=600&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;235&quot; /&gt;&lt;/a&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Dunque  non è        possibile che quella che secondo Barbiero è una rappresentazione       dell&#39;Antartide contenga al suo interno un&#39;altra rappresentazione  della       stessa       Antartide. Questi mappamondi        medievali erano basati sulla fede, sui racconti bilblici e  mitologici,       non certo su fantomatiche carte geografiche di Atlantide  conservatesi non       si       sa come per più di 10.000 anni e finite nelle mani dei monaci  europei       (di che materiale avrebbero dovuto essere fatte per durare tanto? e  se       sono       durate tanto da arrivare ai monaci come mai non sono citate da  nessuno       di loro, e soprattutto dove sono finite?).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Oltretutto  all&#39;epoca         in cui sono stati disegnati quei mappamondi , e questo dovrebbe  far capire         lo scopo, esistevano già carte geografiche più accurate che        si basavano su osservazioni, misure, resoconti di viaggi. Alla  metà del       &#39;300 ad esempio (all&#39;epoca dei planisferi di Saint Denis e di  Hidgen e       prima di quello di Andrea Bianco) risale il meraviglioso &lt;a href=&quot;http://www.henry-davis.com/MAPS/LMwebpages/235mono.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Atlante        Catalano.&lt;/a&gt; Il mediterraneo è disegnato in modo abbastanza  corretto       mentre l&#39;Asia ha ancora l&#39;aspetto fantasioso tipico dei mappamondi  del       vecchio       tipo a T.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bnf.fr/enluminures/manuscrits/aman6.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Catalan1.gif&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;157&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Catalan2.gif&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;159&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bnf.fr/enluminures/manuscrits/aman6.htm&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;http://www.bnf.fr/enluminures/manuscrits/aman6.htm&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes&#39;)&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Catalan3.gif&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;162&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/part4/Catalan4.gif&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;154&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;I  mappamondi medievali         che abbiamo visto in precedenza in questa pagina non erano  realizzati         da         navigatori o da cartografi ma quasi sempre da monaci,  all&#39;interno delle         Abbazie, per scopi simbolici e religiosi, non pratici.  Rappresentavano         un       mondo spirituale, basato sulle Sacre Scritture e sugli  insegnamenti della         Chiesa, quindi ciò che ritenevano la realtà della fede       e non quella geografica, tantomeno quella dell&#39;Antartide.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/1079261615636581844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-continente-nascosto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/1079261615636581844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/1079261615636581844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/il-continente-nascosto.html' title='LE OSCURE MAPPE NASCOSTE. parte 4°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-1090122358058586297</id><published>2010-05-15T06:53:00.001-07:00</published><updated>2010-05-15T06:59:29.873-07:00</updated><title type='text'>LE OSCURE MAPPE NASCOSTE. parte 3°</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;;font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:1px;&quot;  &gt;&lt;b&gt;LA CARTA DI PHILIPPE       BUACHE&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_640.jpg&quot; height=&quot;500&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt; C&#39;è poi una terza  mappa,       anche questa pubblicata da Graham Hancock nel suo libro &quot;&lt;i&gt;Impronte       degli dei&lt;/i&gt;&quot; (&lt;i&gt;Fingerprints of Gods&lt;/i&gt;) come prova che  l&#39;Antartide     era già conosciuta secoli prima della sua effettiva esplorazione. È      quella di Philippe Buache, pubblicata sicuramente dopo il 1739  (Hancock invece      dice 1737) perchè nelle didascalie è citato il viaggio del     capitano &lt;a href=&quot;http://www.south-pole.com/p0000067.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Charles      Bouvet&lt;/a&gt; che aveva raggiunto nuove terre a sud del Capo di Buona  Speranza     il primo gennaio di quell&#39;anno. In effetti la carta pare assai  strana,il     polo     Sud si trova al centro di un Mar Glaciale ed è circondato da due  grandissime      isole che formano un immenso continente australe. In questo caso  però      la somiglianza con l&#39;Antartide è scarsissima, ma gli appassionati     del mistero non si scoraggiano e arrivano a dire che questa mappa  rappresenta     l&#39;Antartide prima che fosse ricoperta dal ghiaccio, centinaia di  migliaia     di anni fa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Anche questa volta la  verità      è molto più semplice e rivela il modo di operare di questi autori      di best-sellers fanta-archeologici. In questo caso ad esempio non si  curano      minimamente della pur evidente quantità di testo, descrizioni,  didascalie,     note, presenti nella carta di Buache, che se lette avrebbero  spiegato chiaramente     che cosa voleva rappresentare il cartografo. Inoltre tengono  nascosto al     lettore     una informazione molto importante, il fatto che di questa carta  esistono     due versioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_sud1r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Buache_1.htm&#39;,&#39;Buache1&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;..&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_1024.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_sud2r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Buache_sud2.jpg&#39;,&#39;Buache2&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;La prima contiene solo  le informazioni      reali sulle nuove terre recentemente scoperte all&#39;estremo sud del  mondo: l&#39;Australia,      la Tasmania, la Nuova Zelanda, l&#39;isola di Bouvet con il Capo della  Circoncisione,      un&#39;altra terra a sud della Terra del Fuoco (forse una delle isole  Shetland).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/buache_conjecturee1.jpg&quot; height=&quot;192&quot; width=&quot;300&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/buache_conjecturee2.jpg&quot; height=&quot;192&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Nella seconda invece  l&#39;autore     ha disegnato un continente immaginario (e ha scritto chiaramente &lt;em&gt;&lt;strong&gt;conjecturée&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; ovvero congetturale,  ipotetico) unendo tra loro quelle poche parti     di costa effettivamente esplorate o avvistate fino a quel periodo  (disegnate     in rosso),  arrivando a creare così l&#39;ultima erede della mitica &lt;em&gt;Terra  Australis Incognita&lt;/em&gt; raffigurata in tante carte e mappamondi     rinascimentali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Buache quindi non ha  rappresentato l&#39;Antartide come era     centinaia di migliaia     di     anni fa ma ha proposto una congettura sulla forma di un continente  ancora     sconosciuto ma al quale i navigatori si avvicinavano sempre di più..  Volendo     scherzare si potrebbe fare un paragone con quei giochi della &lt;i&gt;Settimana        Enigmistica&lt;/i&gt; in     cui si uniscono i puntini misterosi per vedere &quot;che cosa apparirà&quot;.&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;In       particolare Buache, nel disegnare la forma della       Terra Australis,  si è ispirato al &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Dejode1593.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mappamondo         di Gerard De Jode&lt;/a&gt; del 1593 e a quelli di Ortelius, mentre  alcune denominazioni       di parti della Terra Australis (ad esempio la &lt;i&gt;Terre Des  Perroquets&lt;/i&gt;)       derivano dal mappamondo di Gerard Mercator del 1541, che a sua  volta,       per nominare       quelle terre sconosciute,        citava i racconti di Marco Polo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Terradelfuoco1.jpg&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Zeland1.jpg&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Bouvet1.jpg&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Versione 1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Terradelfuoco2.jpg&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;      &lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Zeland2.jpg&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Bouvet2.jpg&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;   Versione 2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;La carta,  nelle       sue due versioni, è doviziosa di informazioni, tutte relative a  viaggi      compiuti all&#39;estremo sud del mondo conosciuto (in una pagina web c&#39;è  la     trascrizione dei &lt;a href=&quot;http://www.kmatthews.org.uk/cult_archaeology/lost_civilisation_7.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;testi      in francese&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&quot;http://www.kmatthews.org.uk/cult_archaeology/lost_civilisation_7.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;traduzione      in inglese&lt;/a&gt;). In particolare viene citato il      capitano &lt;a href=&quot;http://www.south-pole.com/p0000067.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bouvet&lt;/a&gt;,     che scoprì il 1 gennaio del 1739 un nuovo territorio a sud del Capo      di Buona Speranza, lo chiamò Capo della Circoncisione (il 1 gennaio      è appunto dedicato a questa ricorrenza) e lo descrisse parlando di      una grande montagna di ghiaccio, aspra e inaccessibile. Ma anche  lui, come      già Magellano con la Terra del Fuoco, non si rese conto che quella     era un&#39;&lt;a href=&quot;http://www.btinternet.com/%7Esa_sa/bouvetoya/bouvetoya.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;isola&lt;/a&gt;,     pensò che fosse una parte settentrionale del mitico continente  australe.     Nelle carte di Buache il viaggio     di Bouvet è segnato in modo preciso, con le date e la rotta seguita.       Inoltre sono descritti spesso gli icebergs incontrati in questi  viaggi. Il      Capo della Circoncisione è chiaramente rappresentato nella seconda     carta e viene descritto come facente parte del continente australe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;Una terza &quot;carta di Buache&quot; basata sulle stesse  ipotesi e congetture sulla forma che poteva avere il continente australe  venne pubblicata in Inghilterra:&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache_Chart_Antarctic3.jpg&quot; height=&quot;650&quot; width=&quot;750&quot; /&gt; &lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;Nella dicitura a sinistra si legge chiaramente che si  tratta di una &lt;strong&gt;nuova ipotesi&lt;/strong&gt; ottenuta unendo (&lt;em&gt;adjoining&lt;/em&gt;)  le coste delle poche terre raggiunte o solo avvistate. &lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;In questa carta è interessante notare come anche  l&#39;Australia fosse ancora inesplorata, tanto che la sua forma non è meno  &quot;congetturale&quot; di quella dell&#39;Antartide. La Tasmania viene disegnata  attaccata al continente, così come la Nuova Guinea. La Nuova Zelanda  invece viene immaginata come parte dell&#39;Antartide e non come un&#39;isola,  segno che non era ancora stata circumnavigata. &lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Ma Buache  non era     stato il primo a raffigurare in questo modo l&#39;Antartide a partire da  ipotesi basate sulle nuove terre da poco scoperte     nel sud del mondo. Questa è infatti la carta dell&#39;emisfero sud  disegnata     da Jan Jansson nel 1657:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot; &gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/jantzen.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Jan_Jansson_1657.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;354&quot; width=&quot;401&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/1090122358058586297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/la-carta-di-philippe-buache.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/1090122358058586297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/1090122358058586297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/la-carta-di-philippe-buache.html' title='LE OSCURE MAPPE NASCOSTE. parte 3°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-1919903013753971052</id><published>2010-05-15T06:51:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T06:58:35.667-07:00</updated><title type='text'>LE OSCURE MAPPE NASCOSTE... parte 2°</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;;font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;&quot;  &gt;&lt;b&gt;LA       CARTA DI ORONTIUS FINAEUS (Oronce Fine)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus.jpg&quot; height=&quot;480&quot; width=&quot;696&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt; Un&#39;altra  famosa       mappa, considerata da Graham Hancock e altri appassionati di  &quot;misteri&quot;      la prova che l&#39;Antartide era già conosciuta secoli prima della sua      effettiva esplorazione ed era già stata misurata in modo preciso è  quella     pubblicata nel 1531 da &lt;a href=&quot;http://www-groups.cs.st-and.ac.uk/%7Ehistory/Mathematicians/Fine.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Oronce      Fine&lt;/a&gt; (chiamato Oronzio Fineo in italiano e Orontius Finaeus in  latino),     un importante matematico che disegnò anche carte geografiche basate     su studi geometrici dei diversi tipi di proiezione sferica o &lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Finaeus_1534.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot;&gt;cordiforme&lt;/a&gt;.       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Questa  carta raffigura       attorno al polo sud un grande continente chiamato &quot;Terra  Australis&quot;. Ma anche      in questo caso, anzi, soprattutto in questo caso dovrebbe apparire  molto evidente      che questo continente, chiaramente separato dall&#39;America del Sud  dallo stretto      di Magellano, non è l&#39;Antartide ma la rappresentazione di una terra     mitica, composta unendo le poche informazioni reperibili sulle terre  da poco     raggiunte all&#39;estremo sud del mondo conosciuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus_Terra_Australis.jpg&quot; height=&quot;640&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;b&gt;LA  &quot;TERRA         AUSTRALIS INCOGNITA&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Sono  moltissime       infatti le mappe che raffigurano la &quot;&lt;b&gt;Terra Australis Incognita&lt;/b&gt;&quot;,       il continente che &quot;doveva&quot; esserci secondo i filosofi greci, già      a partire da Pitagora. Essi avevano già immaginato che la Terra  fosse     sferica, ne avevano anche calcolato con buona approssimazione il  diametro     (Eratostene nel terzo secolo a.C.) e pensavano che se c&#39;erano terre  emerse     a nord dovevano essercene altrettante anche a sud, altrimenti il &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Austral.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;mondo&lt;/a&gt;       sarebbe risultato sbilanciato. Sul mito della &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Eco.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Terra       Australis&lt;/a&gt; &lt;/i&gt; sono stati scritti moltissimi libri e in tutti  gli studi     sulla storia della cartografia sono pubblicate le carte geografiche  che raffigurano     questo fantastico continente, che però non è l&#39;Antartide privo     dei ghiacci ma una terra immaginaria.&lt;br /&gt;   Dopo le prime esplorazioni seguite alla scoperta dell&#39;America i  navigatori     portarono notizie su nuove terre scoperte a sud e questo rafforzò  l&#39;idea      che il continente mitico esistesse davvero, per questo venne  rappresentato      in molte mappe cinquecentesche. In quelle carte, come in moltissime  altre      è rappresentata quindi la &lt;i&gt;Terra Australis Incognita&lt;/i&gt;, un mito      non diverso da quello del &lt;i&gt;Paradiso Terrestre&lt;/i&gt; (anche questo  viene spesso      rappresentato nelle carte medioevali), del &lt;i&gt;Regno del Prete Gianni&lt;/i&gt;  (anche      questo compare spesso, di solito localizzato nell&#39; Africa orientale)  e dell&#39;&lt;i&gt;Eldorado&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus-1r.jpg&quot; height=&quot;326&quot; width=&quot;350&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;...&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus_antart.jpg&quot; height=&quot;326&quot; width=&quot;350&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Quel grande continente  che nella       carta di Finaeus occupa gran parte dell&#39;emisfero sud è chiamato &quot;&lt;b&gt;Terra       Australis recenter inventa sed nondum plene cognita&lt;/b&gt;&quot; ovvero &lt;b&gt;Terra       Australe di recente scoperta ma non completamente conosciuta&lt;/b&gt;.  Anche da     questo si capisce che non si può trattare, come pretendono gli  scrittori     del mistero, di una rappresentazione del continente antartico prima  della     glaciazione (si vedono monti, valli, fiumi...) ma di terre raggiunte  di recente     e solo parzialmente conosciute dai navigatori dell&#39;epoca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PoloSud.jpg&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Oltretutto la vera  Antartide       non si trova a contatto dell&#39;America del Sud, separata da questa  solo dallo       stretto     di Magellano. Il continente australe è anzi molto distante dallo  stretto      e le parti più settentrionali si trovano più di 1000 chilometri      a sud della Terra del Fuoco. Il mappamondo di Finaeus è quindi una  carta     approssimativa, idealizzata, dove le terre solo intraviste o lambite  dai     navigatori     vengono unite tra di loro fino a formare un grande continente  australe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Quali possono essere  queste terre &quot;recenter inventae sed nondum plene cognitae&quot;? Una è  sicuramente      la Terra del Fuoco, costeggiata da Magellano nel 1520, che per tutto  il XVI      secolo verrà ritenuta una delle estremità settentrionali della &lt;i&gt;Terra  Australis&lt;/i&gt;. La mappa di Finaeus quindi non appare, nella descrizione       di quella regione, diversa da tante altre dello stesso periodo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus-Magellan.jpg&quot; height=&quot;207&quot; width=&quot;207&quot; /&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;..&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Apian-Magellan.jpg&quot; height=&quot;207&quot; width=&quot;215&quot; /&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;...&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Munster-Magellan.jpg&quot; height=&quot;207&quot; width=&quot;207&quot; /&gt;&lt;br /&gt;     Lo Stretto    di Magellano nelle carte di Finaeus, Apian e Munster. In basso la  Terra Del       Fuoco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Hondius_TerraDelFuoco_1608.jpg&quot; height=&quot;384&quot; width=&quot;800&quot; /&gt;&lt;br /&gt;     Lo stretto di Magellano e l&#39;enorme &lt;em&gt;Terra  Australis       Incognita&lt;/em&gt; nella carta di Jodocus Hondius del 1608        &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Hondius_Magellan_1633.jpg&quot; height=&quot;467&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Lo   stretto di Magellano e la &lt;em&gt;Terra del Fuoco, &lt;/em&gt;finalmente&lt;em&gt; &lt;/em&gt;  rappresentata   come un&#39;isola, nella carta di Hondius del 1633&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Ma anche un&#39;altra terra,  all&#39;estremo      sud del mondo conosciuto, cominciava ad essere visitata dai  navigatori europei, soprattutto dai &lt;a href=&quot;http://www.uc.pt/bd.apm/bdee0376.htm&quot;&gt;portoghesi&lt;/a&gt; che     nei primi decenni del XVI secolo si erano già spinti fino alle      isole dell&#39;arcipelago indonesiano...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Australia.gif&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;    &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Nella mappa di Fineo si  possono       vedere in alto le isole di Java e Timor, quindi di quel continente  chiamato &quot;Terra Australis&quot;, che si pensava si estendesse fino allo  stretto      di Magellano quindi all&#39;America del Sud, potrebbe far parte anche  l&#39;Australia      che si trova proprio a sud est di Java e Timor. Il grande golfo  evidenziato      nella Terra Australis può quindi essere una primitiva  rappresentazione      del Golfo di Bonaparte, poco lontano da Java e Timor, caratterizzato  dalla      piccola baia di Darwin, oppure di quello più grande di Carpentaria,     al cui interno sono riconoscibili Groote Island e Wellesley Island.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;div style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;    &lt;table border=&quot;0&quot; height=&quot;87&quot; width=&quot;82%&quot;&gt;     &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;        &lt;td height=&quot;278&quot;&gt;          &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Java_Finaeus.jpg&quot; height=&quot;239&quot; width=&quot;335&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;TERRA  AUSTRALIS&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;       &lt;td height=&quot;278&quot;&gt;          &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Java_Australia.jpg&quot; height=&quot;239&quot; width=&quot;445&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;AUSTRALIA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;La  &quot;Terra Australis&quot; della   mappa di Finaeus a confronto con l&#39;Australia.&lt;br /&gt; In entrambe le carte in alto a sinistra si trova l&#39;isola di Java o  Giava.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;     &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;La costa nord  dell&#39;Australia,       e in particolare la regione chiamata &quot;Regio Patalis&quot; è  riconoscibile       anche in molte &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Paris1528.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;carte  della metà del       &#39;500&lt;/a&gt; e certamente&lt;a href=&quot;http://www.lexicon.net/world/tasman/bib2.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;      era stata raggiunta dai portoghesi&lt;/a&gt; ben prima del viaggio di  Tasman nel     1642 o della scoperta &quot;ufficiale&quot; da parte del Capitano Cook. Su     questo argomento sono stati pubblicati di recente diversi &lt;a href=&quot;http://www.uc.pt/bd.apm/bdee0376.htm&quot;&gt;studi&lt;/a&gt;,     tra i più conosciuti vi sono quelli di Roger Hervé (&lt;i&gt;Découverte      fortuite de l’Australie et de la Nouvelle-Zélande par des  navigateurs     portugais et espagnols entre 1521 et 1528&lt;/i&gt;, Comité des travaux  historiques      et scientifiques, Paris, Bibliothèque Nationale, 1982) e di Kenneth     Gordon McIntyre (&quot;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.q-net.net.au/%7Elolita/contents.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;The       Secret Discovery of Australia: Portuguese Ventures 250 Years before  Capt.      Cook&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&quot; Sydney, Pan, 1977.).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Già nelle mappe della       fine del &#39;400 compare infatti l&#39;arcipelago indonesiano (Java,  Sumatra,       Borneo,     Celebes) e certamente molti navigatori erano a conoscenza di una  grande terra       inesplorata a sud, e lo stesso Marco Polo aveva parlato di una  grande isola       a sud di Java, conosciuta dai &lt;a href=&quot;http://www.oceansonline.com/zheng.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cinesi&lt;/a&gt;      e ricca di oro e conchiglie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;All&#39;inizio del &#39;500 i  Portoghesi       avevano inziato la colonizzazione di quelle isole poco distanti  dall&#39;Australia,       che risultavano appartenere alla loro giurisdizione. Si erano  spinti fino       a Java e la Malacca (1511) e Timor (1515), avevano probabilmente  già raggiunto       le coste nord di una grande terra sconosciuta. La &lt;a href=&quot;http://www.danbyrnes.com.au/merchants/merchants4.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;spedizione      di Cristovao de Mendonca a sud di Timor&lt;/a&gt;.è infatti del 1522. Il      navigatore partì alla ricerca delle &quot;Indie del sud&quot;, citate      in molti racconti di navigatori europei e cinesi, e attraccò in  quella     che all&#39;inizio gli parve una grandissima isola. Al ritorno in  Portogallo     De     Mendonca tenne la scoperta segreta per evitare che potesse essere  sfruttata     dagli spagnoli. La posizione della linea di demarcazione tra Spagna e  Portogallo     nel Pacifico era infatti ancora molto controversa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Una terra molto estesa  chiamata &quot;Grande Java&quot;,       situata a sud di Java e Sumatra, compare in molte &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Paris1528.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;carte  francesi del &#39;500&lt;/a&gt; che       riportano nomi geografici portoghesi. Potrebbero essere state  tutte copiate       dalla stessa     carta originale forse trafugata dal Portogallo dal vescovo Miguel De  Silva.       Egli venne accusato di aver portato illegalmente fuori dal paese  documenti       riservati, e anche le carte geografiche erano considerate tali,  perchè potevano     fornire ad altre nazioni informazioni importanti per le conquiste  coloniali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Desliens1567.jpg&quot; height=&quot;372&quot; width=&quot;600&quot; /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style=&quot;&quot;&gt;La      carta di Desliens del 1567. Il Nord è rappresentato in basso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;A quei tempi infatti i  viaggi       e le esplorazioni non venivano intrapresi per sport, o per  desiderio di       conoscere.     L&#39;importante era aprire nuove rotte e trovare terre sfruttabili,  spezie,       metalli preziosi. ma quella &quot;&lt;b&gt;Terra      Australis recenter inventa&lt;/b&gt;&quot; rimase per molto tempo inesplorata  perchè      non offriva all&#39;apparenza &quot;altro che coste aride, abitate pochi  selvaggi in      condizioni così arretrate che non era possibile intendersi con loro      neppur vagamente&quot; (&quot;Storia delle Esplorazioni&quot;, di Ugo Dettore, Ist.  Geogr.     De Agostini). L&#39;Australia compare chiaramente nella mappa di  Cornelius De     Jode del 1593 e in &lt;a href=&quot;http://www.library.yale.edu/MapColl/globe20.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;mappamondi&lt;/a&gt;       dell&#39;inizio del sec XVII, ma solo nel 1642 l&#39;olandese &lt;a href=&quot;http://www.lexicon.net/world/tasman/bhouse.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abel       Tasman&lt;/a&gt; navigò a sud della Tasmania e della Nuova Olanda,  l&#39;attuale     Australia, scoprendo che questa terra non apparteneva al mitico  continente     australe, ma era una grandissima isola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;div style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;      &lt;table border=&quot;0&quot; height=&quot;341&quot; width=&quot;51%&quot;&gt;       &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;          &lt;td&gt;            &lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:;&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Nova_Guinea.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes&#39;)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Nova_Guinea_r.jpg&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;367&quot; width=&quot;233&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;         &lt;/td&gt;         &lt;td&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Thevenot.jpg&quot; height=&quot;367&quot; width=&quot;480&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td&gt;            &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;CORNELIUS               DE JODE &quot;Nova Guinea&quot;&lt;br /&gt;           Tratta da &quot;Speculum Orbis Terraum&quot;, Antwerp, 1593.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;         &lt;td valign=&quot;top&quot;&gt;            &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;MELCHISEDECH             THEVENOT &quot;Hollandia Nova&quot;, Paris, 1663.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;     &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;/div&gt;   &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/1919903013753971052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/le-oscure-mappe-nascoste-2parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/1919903013753971052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/1919903013753971052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/le-oscure-mappe-nascoste-2parte.html' title='LE OSCURE MAPPE NASCOSTE... parte 2°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-6573922913139676445</id><published>2010-05-15T06:50:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T06:58:06.716-07:00</updated><title type='text'>LE OSCURE MAPPE NASCOSTE. parte 1°</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;&lt;span style=&quot;;font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:1px;&quot;  &gt;&lt;b&gt;LA MAPPA DI PIRI        REIS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;blockquote style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;    &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Mostri.jpg&quot; align=&quot;right&quot; height=&quot;288&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;Così      come nessuno oggi crede che siano mai esistiti gli strani abitanti  della regione      del lago Baikal che vediamo in questa immagine, tratta dal  trecentesco &quot;Le      Livre Des Merveilles&quot;, nessuno dovrebbe prendere per testimonianze  geografiche      assolutamente certe e credibili le antiche mappe di navigazione  cinquecentesche,      redatte prima della scoperta di precisi metodi di rappresentazione  cartografica      e soprattutto del modo di calcolare in modo accurato la Longitudine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Le carte  geografiche      disegnate fino a quel periodo spesso si basavano su sistemi di  rappresentazione      simbolici, potevano mettere il nord in basso e il sud in alto, o  Gerusalemme      al centro del mondo, o enfatizzare la grandezza di una nazione a  spese di      altre meno importanti. Inoltre in moltissimi casi le mappe non  derivavano      da osservazioni dirette ma da altre mappe più o meno adattate alle      pretese di.nazioni come Spagna e Portogallo, in contrasto tra di  loro per      il dominio sulle terre scoperte di recente. A questo aggiungiamo il  fatto      che fino al 1507 si pensava che quelle nuove terre, toccate prima da  Colombo      e poi da Vespucci, facessero parte dell&#39;Asia, non di un nuovo  continente.      Per questo motivo certe mappe univano parti dell&#39;estremo oriente  conosciuto      con parti delle nuove terre da poco esplorate e a queste venivano  spesso aggiunte      &quot;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Eco.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;terre incognite&lt;/a&gt;&quot; a sud, per      richiamarsi all&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Austral.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&#39;idea  del mondo&lt;/a&gt; dei      filosofi dell&#39;antica grecia riportati in auge nel rinascimento.  Nelle stesse      carte geografiche poi vengono spesso rappresentati altri luoghi  mitici, come      il &quot;Regno del Prete Gianni&quot;, l&#39;isola di &lt;a href=&quot;http://www.museumofhoaxes.com/hibrazil.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Brazil&lt;/a&gt;,       il Paradiso Terrestre, la Torre di Babele o l&#39;Isola di San Brandano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Se però  provate      a fare una ricerca in internet inserendo le parole &quot;&lt;a href=&quot;http://www.google.it/search?q=Piri%2BReis%2Bmap&amp;amp;hl=it&amp;amp;btnG=Cerca%2Bcon%2BGoogle&amp;amp;lr=&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Piri      Reis map&lt;/a&gt;&quot; troverete una quantità di siti più o meno dedicati      ai &quot;misteri&quot; in cui si afferma che questa mappa, datata &quot;anno  islamico 919&quot;      (il nostro 1513), conterrebbe una rappresentazione precisa delle  coste dell&#39;Antartide,      all&#39;epoca ancora sconosciuta. Lo stesso dicasi per altre famose  mappe, quelle      di &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Finaeus.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Orontius Finaeus&lt;/a&gt; del 1531 e di      &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Buache.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Philippe Buache&lt;/a&gt; del 1739. Queste      mappe, secondo &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Hapgood.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Charles  Hapgood&lt;/a&gt;, autore di &quot;&lt;i&gt;Mappe degli antichi re del mare      - Le prove di una civiltà avanzata nell&#39;era glaciale&lt;/i&gt;&quot;,  conterrebbero      la rappresentazione precisa dell&#39;Antartide prima della glaciazione.  Lo stesso      viene sostenuto da Erich Von Däniken in &quot;&lt;i&gt;Chariots of Gods&lt;/i&gt;&quot; e  da      Flavio Barbiero in &quot;&lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Atlantide.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;Una  civiltà      sotto ghiaccio&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&quot;. Chi però in anni recenti ha diffuso  maggiormente      queste teorie è il solito Graham Hancock nel suo best seller  fanta-archeologico      &quot;&lt;i&gt;Impronte degli Dei&lt;/i&gt;&quot; (pagg. 9-35).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Secondo  molti appassionati      dei misteri le mappe vennero redatte a partire da raffigurazioni  antichissime,      forse risalenti alla mitica Atlantide, oppure vennero disegnate a  partire      da visioni possibili solo dall&#39;alto di aerei o &lt;a href=&quot;http://members.xoom.virgilio.it/_XOOM/EllenRipley/Keyhoe.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;astronavi extraterrestri&lt;/a&gt;, o basate su fotografie.      Questo perchè le conoscenze scientifiche dell&#39;epoca non avrebbero  potuto      permettere una simile corrispondenza con la realtà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Sia Hapgood  che       Hancock affermano che la raffigurazione del continente antartico  in queste       mappe sarebbe     precisissima e, indicando fiumi, laghi e montagne, farebbe supporre  che la       redazione di quell&#39;antichissimo modello cartografico sarebbe  avvenuta 15.000       anni fa. Inoltre ipotizzano che questa rilevazione sarebbe stata  possibile       solo utilizzando un satellite sospeso ad altissima quota sopra...  l&#39;Egitto.       Il solito Egitto dei misteri.&lt;br /&gt;   La     spiegazione che cercherò di dare in questa pagina è molto più  semplice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/pirireis-r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;pirireis.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;685&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;La      mappa dell&#39;ammiraglio turco Piri Re&#39;is, scoperta nel 1929 quando il  vecchio      Palazzo Imperiale di Istambul venne trasformato in museo, è solo una       parte della mappa originale, che raffugurava tutto il mondo  conosciuto. In      questa porzione superstite si vedono l&#39;oceano Atlantico, le coste  occidentali      dell&#39;Europa e dell&#39;Africa e quelle orientali dell&#39;America. E&#39; datata  &quot;anno      islamico 919&quot; quindi il nostro 1513 (ma venne presentata al Sultano  nel 1517).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Secondo quanto  dichiarato dal        suo autore è stata redatta a partire da &quot;venti carte più      antiche e di otto mappamondi&quot;. È molto probabile che Reis si     sia  servito anche dei resoconti degli esploratori del Nuovo Mondo,  soprattutto          Portoghesi perchè costoro vengono continuamente citati nelle &lt;a href=&quot;http://turkeyinmaps.com/piri.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;note&lt;/a&gt;      sulla mappa. Le note sono state trascritte per la prima volta dallo  studioso      turco Bay Hasan Fehmi e pubblicate da Yusuf Akcura  nel saggio &quot;&lt;i&gt;Piri       Reis Haritasi&lt;/i&gt;&quot; (1935),       e poi ripubblicate dalla studiosa turca Ayse Afetinan nel 1954 in &lt;a href=&quot;http://www.prep.mcneese.edu/engr/engr321/preis/afet/afet0.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&quot;The        oldest map of America&quot;&lt;/a&gt; (segnalo anche un sito italiano che  contiene         la &lt;a href=&quot;http://www.capurromrc.it/mappe/%2113piril.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;traduzione&lt;/a&gt;      delle note, a cura di Marco Capurro). È da notare che pur essendo,      questa e altre mappe, piene di testi e di didascalie chiare e  leggibilissime,          gli autori che le usano come prove per le tesi fanta-archeologiche  citano      solo pochissime frasi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Nella carta di Piri Reis  l&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&#39;unica        parte abbastanza particolareggiata dell&#39;America del Sud è la  costa         dell&#39;attuale Brasile, ma il Rio delle Amazzoni viene disegnato  in due        diverse      posizioni. Altre zone invece, che pure già erano state esplorate  come      i Caraibi, appaiono disegnate in modo molto grossolano e con  evidenti errori          di proporzioni e orientamento. In una &lt;a href=&quot;http://www.sacred-texts.com/piri/pirikey.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;nota&lt;/a&gt;  Piri     Reis afferma di essersi basato anche sulle mappe di Cristoforo  Colombo e     questo pare confermato dalla particolare (e sbagliata)  configurazione data     alla zona dei Caraibi. In questa parte della mappa infatti vediamo  disegnata     quella parte del continente americano in un modo incongruo, con una  grande     isola disposta lungo l&#39;asse nord-sud, che è difficilmente  identificabile     con Cuba anche ruotando la mappa di 90 gradi in senso antiorario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Caraibi.gif&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;http://www.sacred-texts.com/piri/#map&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes&#39;)&quot; align=&quot;baseline&quot; height=&quot;222&quot; width=&quot;360&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/10x10.gif&quot; height=&quot;10&quot; width=&quot;10&quot; /&gt;  &lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis_Cipango.jpg&quot; height=&quot;222&quot; width=&quot;360&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;div style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;    &lt;blockquote&gt;      &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;      Ma  quella che vediamo nella mappa di Piri Reis non è altro che la        rappresentazione della costa est dell&#39;Asia come era immaginata e  disegnata        nelle carte del XV secolo probabilmente utilizzate da Colombo. La  grande        isola contornata in rosso è identificabile con il Giappone  (Cipango)        così come è raffigurato nel mappamondo di Martin Behaim del        1492.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Behaim_Globe_1492.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Behaim_Globe_2.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;width=660,height=500&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;314&quot; /&gt;&lt;/a&gt;        . . .&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Behaim1492p.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Behaim1492r.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;width=292,height=220&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;        . . .&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/piri_p.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;pirireis_part.jpg&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,status=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=368,height=485&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;139&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;     &lt;span style=&quot;&quot;&gt;Il Giappone (Cipango) nel mappamondo di Martin  Behaim (1492)        e in una sua riproduzione planisferica, confrontato con la zona  dei Caraibi        nella mappa di Piri Reis.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;In  quell&#39;epoca        infatti si riteneva che la Terra fosse molto più piccola di come        è in realtà e l&#39;Asia veniva immaginata al di là dell&#39;Oceano        Atlantico, non molto lontana dalle isole Azzorre e dalla  leggendaria isola        di San Brandano (che compare anche nella mappa di Reis pur non  essendo mai        esistita se non nei racconti sulle vite dei santi). Proprio per  questi aspetti        la mappa di Piri Reis è un documento importantissimo, perchè        contiene preziose informazioni sulle &quot;mappe di Colombo&quot;, una delle         quali probabilmente venne disegnata da &lt;a href=&quot;http://bookshop.alinari.it/dettaglio.asp?language=IT&amp;amp;tipo=arti_minori&amp;amp;id=186&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Toscanelli&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;All&#39;epoca  di Piri        Reis l&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&#39;America  del Sud        era già stata esplorata prima da &lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/bepi/amerigo/amerigo.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Amerigo        Vespucci&lt;/a&gt; e poi da &lt;a href=&quot;http://passocean.com/HistoiresdeHonfleur/gonneville/gonneville.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Binot        Paulmier de Gonneville&lt;/a&gt;. Vespucci effettuò &lt;a href=&quot;http://www.uh.edu/engines/epi1350.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;due        viaggi&lt;/a&gt; nel nuovo continente tra il 1499 e il 1502 spingendosi  fino al        50° parallelo, non molto distante dallo stretto di Magellano e  dalla        Terra del Fuoco; non è sicuro invece che abbia partecipato a un  terzo        viaggio tra il 1503 e il 1504. De Gonneville invece rimase nelle  terre a        sud del Brasile tra il 1503 e il 1505 e al ritorno in Francia  portò        con sè un indigeno che venne chiamato &lt;a href=&quot;http://www.estadao.com.br/ext/frances/dossie8.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Essomericq&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Vespucci_viaggi.gif&quot; height=&quot;369&quot; width=&quot;340&quot; /&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;A&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;nche        dopo i viaggi di Amerigo Vespucci, che per primo si rese conto di  trovarsi        in un nuovo continente e non in Asia, verrà denominata &quot;America&quot;        solo quella del Sud. Per diversi anni si continuò infatti a  ritenere        che le nuove terre scoperte a nord dei Caraibi facessero parte  dell&#39;Asia,        e che il Giappone (Cipango) si trovasse poco a Ovest di Cuba, come  possiamo        osservare nei mappamondi del primo &#39;500, ad esempio quelli di &lt;a href=&quot;http://www.henry-davis.com/MAPS/Ren/Ren1/308.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giovanni         Contarini &lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.henry-davis.com/MAPS/Ren/Ren1/315.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Francesco         Rosselli&lt;/a&gt;. Per questi motivi la mappa di Piri Reis, compilata a  partire        da mappamondi più vecchi assieme a qualche nuova conoscenza di  terza        mano, è una raffigurazione delle nuove terre che si affacciano  sull&#39;Oceano        Atlantico molto approssimativa. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Perfino        mappe risalenti all&#39;inizio del secolo (&lt;a href=&quot;http://www.henry-davis.com/MAPS/Ren/Ren1/305.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Juan         de La Cosa&lt;/a&gt;, 1500; &lt;a href=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Cantino_map_1502.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cantino&lt;/a&gt;,        1502) sono più precise nel disegno e nell&#39;orientamento di isole  come        Cuba, Giamaica e PuertoRico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/blockquote&gt; &lt;/div&gt;    &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;L&#39;unica  parte dell&#39;America      che probabilmente Piri Reis ha ricopiato da una carta abbastanza  accurata      è la costa dell&#39;attuale Brasile, ma se sovrapponiamo le due linee  costiere      possiamo facilmente renderci conto che la corrispondenza è solo  apparente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/piri_reis.jpg&quot; height=&quot;424&quot; width=&quot;310&quot; /&gt;  &lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/10x10.gif&quot; height=&quot;10&quot; width=&quot;10&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/piri_brazil.gif&quot; height=&quot;414&quot; width=&quot;477&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Il  particolare che      entusiasma gli appassionati del mistero è però l&#39;estremità      inferiore della mappa di Piri Reis, che viene identificata con  l&#39;Antartide.Molti      affermano che è possibile riconoscere la &lt;b&gt;Terra della Regina Maud&lt;/b&gt;       e altri territori di quel continente che non sarebbero stati  esplorati se      non secoli dopo. Purtroppo costoro, Hancock compreso, sostengono  questa ipotesi      senza fare nessun confronto cartografico o verifica, solamente  prendendo per      buone le affermazioni di Charles Hapgood. Hancock in particolare,  nelle note      dei primi due capitoli di &quot;Impronte degli Dei&quot;, quelli in cui tratta       delle carte geografiche, non segnala nessun libro sulla storia della  cartografia,      dimostrando così di non aver nemmeno fatto un tentativo di  informarsi,      e si limita a citare solamente il lavoro di Hapgood.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Antarctica-Maud.gif&quot; height=&quot;403&quot; width=&quot;585&quot; /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;.&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Sud.jpg&quot; height=&quot;244&quot; width=&quot;501&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Inoltre  nessuno di      loro spiega, se davvero la carta di Reis è così precisa come      sostengono e se quella raffigurata in basso è l&#39;Antartide, che fine      hanno fatto i 2000 chilometri di costa dal Brasile alla Terra del  Fuoco (tutta      l&#39;Argentina), e come mai questa strana Antartide è attaccata al  Brasile      invece che trovarsi a più di 4000 chilometri a sud.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;B&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;asta        osservare con attenzione quella parte di mappa per accorgersi,  anche senza            essere esperti cartografi, che vi è rappresentata solo l&#39;estremità      del continente sudamericano, nei modi approssimativi che  permettevano le     scarse  conoscenze dell&#39;epoca. La raffigurazione è deformata,  piegata     a destra, molto probabilmente per adattarsi alla particolare forma  della     pergamena.     Inoltre le carte geografiche in quell&#39;epoca servivano anche     come strumenti politici, disegnare una terra da una parte o  dall&#39;altra del     meridiano chiamato &quot;la Raya&quot; che faceva      da confine tra l&#39;area di influenza della Spagna e del Portogallo,  poteva     servire      ad accampare pretese di possesso dell&#39;una o dell&#39;altra potenza  marinara.     Piri  Reis nelle note cita continuamente le mappe dei portoghesi ai  quali     avrebbe      fatto comodo che la costa dell&#39;America del sud sotto il Brasile  curvasse     decisamente  a destra, verso l&#39;Africa, in modo da rientrare nei 180°  assegnati     al Portogallo  dal trattato di &lt;a href=&quot;http://geography.about.com/library/weekly/aa112999a.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tordesillas&lt;/a&gt;      del 1494.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Piri-conf1.jpg&quot; height=&quot;243&quot; width=&quot;330&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Sudam-conf.jpg&quot; height=&quot;243&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Non  dobbiamo dimenticare      inoltre che la Longitudine sarebbe stata calcolata in modo preciso  solo nel      secolo successivo per cui nelle carte venivano usate notevoli  approssimazioni      e stili diversi da un tipo di mappa all&#39;altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Per  identificare      i luoghi descritti nella parte sud della mappa di Piri Reis possiamo  ruotare      di 90 gradi in senso antiorario una carta del sudamerica. Teniamo  presente      comunque che mancando precisi strumenti di misurazione il disegno di  queste      coste appena scoperte avveniva sulla base dei primi resoconti di  viaggio che      parlavano di promontori, isole, estuari di fiumi, golfi... Le carte  quindi      contenevano informazioni e dati geografici non ancora correttamente  calcolati      e messi in proporzione l&#39;uno con l&#39;altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Sud-partic50.jpg&quot; height=&quot;342&quot; width=&quot;700&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Si  riconoscono però      nella carta di Piri Reis, pur deformati, alcuni particolari come il  golfo      San Matias e la penisola di Valdes, e l&#39;estremità potrebbe essere la       Terra del Fuoco. Volendo azzardare si potrebbe perfino identificare  l&#39;imboccatura      dello Stretto di Magellano, con il caratteristico piccolo golfo.&lt;br /&gt;   Se osserviamo bene l&#39;estremità inferiore a destra, quella che  dovrebbe      rappresentare l&#39;Antartide, si vede il disegno di un serpente, e  nella nota      di Piri Reis si legge: &quot;&lt;i&gt;Questa terra è disabitata. Tutto è      rovina e si dice che siano stati trovati grossi serpenti. Per questa  ragione      gli infedeli Portoghesi non sono sbarcati in queste terre che si  dice siano      molto calde&lt;/i&gt;&quot;. Certamente una descrizione del genere non ha  niente      a che fare con l&#39;Antartide.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Piri-partic.jpg&quot; height=&quot;263&quot; width=&quot;700&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;.       . .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis_ildeSare.jpg&quot; height=&quot;351&quot; width=&quot;700&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Nella mappa  di Piri      Reis, in basso, compare un arcipelago con un&#39;isola più grande delle      altre, chiamata &quot;&lt;i&gt;il de Sare&lt;/i&gt;&quot;. Tra le isole si trova la  dicitura      &quot;&lt;i&gt;Buadalar issizdir, ama bahar coktur&lt;/i&gt;&quot;, ovvero &quot;Queste      isole sono deserte ma la primavera qui dura a lungo&quot;. Potrebbe  trattarsi      di una primitiva rappresentazione delle isole Falkland o Malvinas  (la più      grande delle quali si chiama Soledad), e può sembrare un particolare       strano, perchè il piccolo arcipelago venne &quot;ufficialmente&quot;      scoperto nel 1592. Ma un gruppo di isole nella stessa posizione è  visibile      anche nella carta del &lt;i&gt;Circolo Antartico&lt;/i&gt; di Pedro Reinel, del  1522.      Anche questa carta si trova a Istambul, nella Biblioteca del Museo  Topkapi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Reinel_1522.jpg&quot; height=&quot;303&quot; width=&quot;700&quot; /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Particolare      della carta del &lt;i&gt;Circolus Antarticus&lt;/i&gt; di Pedro Reinel, 1522  (Istambul,      Topkapi) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Possiamo  inoltre      osservare un gruppo di isole al largo del 50° parallelo già nella      carta di Martin Waldseemuller del &lt;b&gt;1507&lt;/b&gt;. È quindi possibile,      pur non essendo documentato ufficialmente, che qualcuno dei  navigatori che      costeggiarono l&#39;estremità sud dell&#39;America nel primo decennio del  &#39;500      abbia effettivamente avvistato un arcipelago e ne abbia fatto  menzione. In      certe pagine web relative alla storia delle Isole Falkland viene  suggerita      questa ipotesi (vedi &lt;a href=&quot;http://www.history.horizon.co.fk/chronology.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;pagina       1&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.jcu.edu.au/aff/history/southseas/biogs/P000067b.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;pagina      2&lt;/a&gt;), e si fanno i nomi di Amerigo Vespucci e di Binot Paulmier de  Gonneville.      &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Waldseemuller1.jpg&quot; height=&quot;238&quot; width=&quot;430&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/10x10.gif&quot; height=&quot;10&quot; width=&quot;10&quot; /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Waldseemuller1r.jpg&quot; height=&quot;238&quot; width=&quot;303&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;arta      di Waldseemuller del 1507, con un particolare dell&#39;America del Sud  esplorata      da Amerigo Vespucci fino al 50° parallelo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Waldseemuller-part.jpg&quot; height=&quot;382&quot; width=&quot;748&quot; /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Un      altro particolare della carta di Martin Waldseemuller del 1507&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Proprio d&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;alle      esplorazioni di Vespucci e dai suoi resoconti di viaggio deriva la  carta di      Waldseemuller. Questo è il primo documento in cui compare la parola      &quot;&lt;b&gt;America&lt;/b&gt;&quot;, dato dal&#39;autore al nuovo continente in onore di      Amerigo Vespucci. Anche questa carta, così come quelle utilizzate da       Colombo, può essere stata alla base del lavoro di compilazione  realizzato      da Piri Reis.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;D&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;opo      l&#39;ultimo viaggio di Vespucci le spedizioni alla ricerca di un  passaggio verso      l&#39;Asia si moltiplicarono, sempre con risultati negativi fino al  1520. Non      è quindi azzardato pensare che prima del 1513 altre spedizioni  possano      aver percorso il breve tratto di costa che rimaneva, fino allo  stretto che      si trova al 54° parallelo. Quello stretto poi prenderà il nome      da Magellano, che riuscirà nel 1520, a capire che non si trattava di       un golfo ma di un passaggio tra l&#39;Oceano Atlantico e il Pacifico. Il  navigatore      riuscirà così, con grandi difficoltà ad attraversarlo,      raggiungendo poi le Isole Filippine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Il  territorio a sud      dello stretto venne all&#39;epoca ritenuto l&#39;estremità settentionale di      quel grande continente che secondo la tradizione tolemaica doveva  trovarsi      attorno al polo australe, per equilibrare la quantità di terre  emerse      nell&#39;emisfero nord. &quot;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Terra Australis Incognita&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&quot; è la      dicitura che in molte carte e planisferi di quel periodo si legge  sulla terra      al di là dello Stretto di Magellano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Camocio_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Camocio.htm&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;209&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;      .&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/LeTestu_1555_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;LeTestu.htm&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;170&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;..&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;javascript:void(null)&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Mercator_1587_r.jpg&quot; onclick=&quot;MM_openBrWindow(&#39;Mercator_a.htm&#39;,&#39;&#39;,&#39;toolbar=yes,location=yes,menubar=yes,scrollbars=yes,resizable=yes,width=640,height=480&#39;)&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;179&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Mappamondi      di Camocio, LeTestu e Mercator&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Mercator_TerraDelFuego_1569.jpg&quot; height=&quot;309&quot; width=&quot;570&quot; /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;span style=&quot;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Mercator,      Mappamondo, 1569 (part.)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;All&#39;estremità       della &lt;b&gt;Terra del Fuoco&lt;/b&gt;, che venne così chiamata a causa dei  falò      dei villaggi, intravisti dal navigatore durante la traversata, si  trova Capo      Horn, battuto dai venti e tempestoso, che venne circumnavigato solo  nel 1615.      Anche in questo caso il motivo non fu il desiderio di conoscenza ma  un semplice      interesse economico. Infatti due olandesi Cornelius Shouten e Jacob  Lemaire      vollero raggiungere i mari dell&#39;Indonesia evitando le rotte già note       (Stretto di Magellano, Capo di Buona Speranza), per percorrere le  quali non      avevano il permesso della Compagna delle Indie. Riuscirono  nell&#39;impresa ma      una volta giunti a Giava furono arrestati dalle autorità olandesi le       quali non vollero credere alla nuova rotta da loro seguita perchè  ritenevano      la Terra del Fuoco una penisola unita alla &quot;Terra Australis&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Lemaire1615.jpg&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;282&quot; width=&quot;360&quot; /&gt;      . . .&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Lemaire1615b.jpg&quot; height=&quot;280&quot; width=&quot;228&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;La      carta disegnata da Jan Jansson dopo la circumnavigazione della Terra  del Fuoco      da parte di Lemaire. A destra il particolare dell&#39;imboccatura dello  Stretto      di Magellano messo a confronto con un particolare della carta di  Piri Reis.      Sotto un confronto tra lo stesso particolare e una carta attuale,  ruotata      di 90° in senso antiorario. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/PiriReis_Strait_cont.jpg&quot; height=&quot;246&quot; width=&quot;705&quot; /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Può essere      solo una coincidenza, ma non si può non notare la presenza, in  entrambe      le carte, dei due bacini che formano l&#39;ingresso dello Stretto di  Magellano,      e poco più a sud un&#39;altra grande insenatura. E&#39; possibile che alla      fine il mistero della Mappa di Piri Reis sia proprio questo? Piri  Reis si      è forse servito di resoconti di viaggi di navigatori portoghesi che      raggiunsero la Terra del Fuoco prima di Magellano? Il navigatore  salpò      nel 1519, e pare che già sapesse dell&#39;esistenza di questo stretto o      insenatura perchè &quot;&lt;i&gt;lo aveva visto, nella Tesoreria del Re del      Portogallo, in una mappa disegnata da Martin de Bohemia&quot;&lt;/i&gt; (Martin       Behaim), come racconta il cronista del viaggio, Antonio Pigafetta.&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Oppure, al  contrario, possiamo      ipotizzare che l&#39;estremità della mappa sia stata aggiunta in un  secondo      momento, dopo il viaggio di Magellano del 1519? Sappiamo infatti che  la carta      di Pedro Reinel, conservata nella stessa Biblioteca del Topkapi,  venne ritoccata      probabilmente in seguito alla scoperta dello Stretto di Magellano (&quot;&lt;i&gt;Portolani       e carte nautiche XIV-XVIII secolo&lt;/i&gt;&quot;, Istituto Italiano di Cultura       di Istambul, 1994, pag. 62-63).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;Ma  l&#39;ipotesi più       probabile rimane quella secondo la quale nel disegnare l&#39;estremità  del       continente sudamericano Piri Reis si sarebbe rifatto alle teorie  geografiche       più diffuse nei       primi       decenni del &#39;500. Secondo molti geografi dell&#39;epoca infatti la  parte più       meridionale dell&#39;America del Sud sarebbe stata unita alla mitica  Terra       Australis Incognita. Una       carta che ci può permettere di ricostruire l&#39;aspetto che poteva       avere la mappa completa di Piri Reis è quella attribuita a Lopo  Homem, che fa parte dell&#39; &lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sullacrestadellonda.it/cartografia/portogallo2.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Atlante Miller&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; conservato alla Biblioteca  Nazionale di Francia:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.diegocuoghi.it/Piri_Reis/Atlas_Miller_Homem_1519.jpg&quot; height=&quot;493&quot; width=&quot;688&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman,Times,serif;&quot;&gt;In questo  mappamondo       realizzato nel &lt;strong&gt;1519&lt;/strong&gt; vediamo che l&#39;estremità  ancora inesplorata del continente sudamericano       piega verso est, andando a formare il mitico continente       australe che,       toccando l&#39;arcipelago indonesiano, prosegue senza soluzione di  continuità fino       all&#39;estremità dell&#39;Asia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/6573922913139676445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/la-mappa-di-piri-reis-cosi-come-nessuno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6573922913139676445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/6573922913139676445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/la-mappa-di-piri-reis-cosi-come-nessuno.html' title='LE OSCURE MAPPE NASCOSTE. parte 1°'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-4557937796479180626</id><published>2010-05-15T06:40:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T06:44:08.959-07:00</updated><title type='text'>I FIGLI DI DIO...</title><content type='html'>&lt;hr /&gt;        &lt;div class=&quot;img_sx&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.majuro.it/img/creature/nephilim/nephilim.jpg&quot; alt=&quot;Nephilim&quot; height=&quot;400&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/div&gt;                     &lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Alcune scoperte archeologhe potrebbero dimostrare che i   giganti non sono solo frutto della fantasia: I Nephilim (nefilim), o  qualcosa  di molto simile, potrebbero essere esistiti davvero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Nella Bibbia la parola nefilim viene spesso tradotta come   giganti o titani, mentre in altre traduzioni si preferisce mantenere il  termine  nefilim. Alcune versioni parlano di eroi famosi, guerrieri  caduti o ancora  angeli caduti e un&#39;ennesima traduzione potrebbe essere  quelli che fanno  precipitare gli altri giacché il nome deriva dalla  radice semitica &lt;&gt;, che significa cadere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          L&#39; origine dei Nefilim comincia con una storia di angeli  caduti. Shemhazai, un  angelo di alto rango, comanda una setta ribelle  di angeli in una discesa sulla  Terra per istruire gli umani nella  conoscenza del bene. La tutela viene portata  avanti per pochi secoli,  ma presto gli angeli cominciano a sedurre le femmine  umane. Dopo  essersi intrattenuti piacevolmente con loro, gli angeli caduti   istruirono le donne nella magia e nello spergiuro, si accoppiarono con  loro, e  diedero luogo ad una progenie ibrida: i Nefilim.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          I Nefilim erano giganteschi nella loro statura. La loro forza  era prodigiosa ed  il loro appetito immenso. Dopo aver divorato tutte le  risorse della razza  umana, cominciarono a mangiare esseri umani.  Questi Nefilim attaccavano ed  opprimevano gli umani ed erano la causa  di massicce distruzioni sulla Terra.  (Wikipedia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Nella Genesi (Genesi 6:1-8) si legge:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;   « 1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e  nacquero loro  figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli  uomini erano belle e ne  presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora  il Signore disse: «Il mio spirito  non resterà sempre nell&#39;uomo, perché  egli è carne e la sua vita sarà di  centoventi anni». 4 C&#39;erano sulla  terra i Giganti (Nefilim) a quei tempi - e  anche dopo - quando i figli  di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste  partorivano loro  dei figli: sono questi gli eroi dell&#39;antichità, uomini famosi.  5 Il  Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che   ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E il  Signore si  pentì di aver fatto l&#39;uomo sulla terra e se ne addolorò in  cuor suo. 7 Il  Signore disse: «Sterminerò dalla terra l&#39;uomo che ho  creato: con l&#39;uomo anche  il bestiame e i rettili e gli uccelli del  cielo, perché sono pentito d&#39;averli  fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli  occhi del Signore »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          L’articolo “Mito e realtà dei GIGANTI” di Antonio Mattera (&lt;/span&gt;&lt;a style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; href=&quot;http://www.acam.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;acam.it&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;), ci spiega  come  il mito dei giganti sia presente in vari popoli e come la storia sia  piena  di ritrovamenti e scoperte che testimoniano l’effettiva esistenza  di queste  creature, fornendoci infine teorie scientifiche che  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;width: 175px; height: 344px; color: rgb(204, 204, 204);&quot; src=&quot;http://www.majuro.it/img/creature/nephilim/nephilim2.jpg&quot; alt=&quot;nephilim&quot; class=&quot;img_sx&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;Spiegherebbero il gigantismo di questi esseri: “Mito e realtà  dei GIGANTI” di Antonio Mattera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;    “I Sao erano talmente alti di statura  che i loro archi erano  costruiti con interi tronchi di palma e le loro ciotole,  grandi come  giare funerarie, potevano contenere due uomini seduti. Pescavano  senza  reti, sbarrando il corso dei fiumi con le mani; prendevano gli  ippopotami  a mani nude e quando parlavano la loro voce rintronava come  il brontolio del  tuono…e avevano la pelle bianca…..”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Questo potrebbe essere il testo di una fiaba da raccontare ai  bambini intorno  al fuoco di un caminetto, nelle serate gelide e fredde  invernali in cui non si  può uscire da casa, o semplicemente il viatico  per far addormentare bambini  restìì al sonno, come hanno fatto  generazioni di genitori, seduti su un lato  del letto dei propri figli,  armati di un libro di fiabe o semplicemente della  propria fantasia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Invece dalle parti del Ciad (Africa) queste sono tutt’altro che  leggende, ma  anzi affondano le loro origini nella lontana rimembranza  di un antico popolo di  giganti, che abitava in epoca remota in quei  luoghi e la cui esistenza fu  riportata, tra il 1936 e il 1939, alla  luce dalle spedizioni Lebeuf e Graule,  le quali riuscirono a tracciare  un quadro abbastanza frammentario di  quest&#39;enigmatica popolazione, di  cui ora si sa solo che usavano per le onoranze  funerarie giare a forma  di uovo per contenere i cadaveri, che affianco a queste  giare venivano  poste delle figure antropomorfe dagli aspetti fisici alquanto   fantasiosi, rappresentanti i defunti e che furono definitivamente  massacrati  dagli arabi durante il X secolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Ma non sono solo gli abitanti del Ciad a ricordare l&#39;esistenza  di esseri dalle  proporzioni fisiche gigantesche; riferimenti a simili  creature si trovano sia  nel libro indù del Mahabharatha, sia in testi  religiosi dello Sri Lanka e della  Thainlandia, sia antiche storie  egizie, irlandesi e basche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Il “manoscritto messicano di Pedro de los Rios” narra che:  ”…..prima del  diluvio, che si verificò 4008 anni dopo la creazione del  mondo, la Terra di  Anahuac era abitata dai giganti Tzocuillexo…”,  mentre nella tradizione Maya si parla  dei Quinatezmin.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Molti altri esempi di resoconti (quanto leggendari?), scritti e  orali, su  esseri giganteschi sono presenti nelle varie tradizioni  popolari, in tutto il  mondo ed elencarle tutte appesantirebbe di molto  quest&#39;articolo. Per ultima, ma  solo perché negli anni c’è stata una  notevole controversia sulla tradizione  letterale della parola  “Nefilim”, citiamo la tradizione biblica, che narra di  una stirpe di  giganti, i Nefilim per l’appunto, discesa dal cielo e  accoppiatisi con  le femmine della razza umana (Genesi 6,1-4; libro dei Numeri  13,  21-29,32-33; libro dei Re 17, 4-51; Deuteronomio 3 e 2, 20-21; Cronache   20,6-8).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Il ricordo di un’antica progenie dell’uomo dall’aspetto e dalle  dimensioni  superiori alla media non è relativo solo ad antiche  tradizioni popolari ma pare  impermeato oltre che negli strati  leggendari dei cosiddetti miti (spesso  superficialmente relegati in un  ruolo di secondo piano), anche negli strati  meno leggendari e  fantasiosi, ma più “corposi” delle scoperte archeologiche. Reperti  che,  strappati dalla terra che li ha nascosti e protetti per secoli, spesso   subiscono un nuovo insabbiamento, in vecchi e polverosi magazzini,  lontano da  sguardi e organi d&#39;informazione, da parte di quella scienza  “dogmatica” che  spesso cade in grande imbarazzo di fronte a scoperte  che inficiano e  distruggono le loro basi dottrinali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Proviamo a citare alcuni esempi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Hernan Cortes, durante la sua conquista del Messico, entrò in  possesso di ossa  gigantesche, che secondo gli indigeni appartenevano ad  una oramai estinta razza  di giganti. Il prode Cortes stesso si  incaricò di spedire al Re di Spagna un  “femore altro quando un essere  umano”. Una copia di un femore di tale  dimensione, trovato nella  regione mesopotamica, è conservata nel Mt. Blanco  Fossil Museum (USA) e  lo potete osservare nella foto sotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Molte leggende su antichi giganti abitanti le sponde del lago  Titicaca e poi  trasferitisi a sud, in Patagonia, potrebbero essere  confermate dagli  avvistamenti (se veritieri) di esploratori come  Magellano, Drake, Hernandez ed  altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Un altro storico del periodo della Conquista spagnola del Nuovo  Mondo, tale  Fernando de Alba Ixtilxochitl narrava che “...i resti dei  giganti abitanti  nella Nuova Spagna (Messico) si potevano trovare  ovunque.&quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Giovan Battista Modena fu un canonico ed uno studioso  vercellese vissuto fra il  XVI ed il XVII secolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          A lui si devono gli studi sui presunti giganti di Saletta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Egli, infatti, trovò nella Chiesa di S. Cristoforo, in  Vercelli, un dente  gigantesco conosciuto, per l’appunto come “dente di  San Cristoforo”. La  leggenda vuole che, nel 1622, trovi a Saletta i  resti di un gigante, di cui  egli narra: “ ho ritrovato un corpo  gigantesco di altezza e grandezza  indicibile, che io stesso ho veduto e  misurato……”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Nel 1577 a Weiillisau, in Svizzera, vennero alla luce i resti  di uno scheletro  umano che, benché mancante di alcune parti, venne  ricostruito dall’anatomista  Plater nella creta e risultò appartenere ad  un essere alto 5,80 metri. Tale  ricostruzione venne esposta nel museo  locale e ancora oggi si può ammirare nel  paese una statua di un gigante  atta a commemorare tale ritrovamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          A Glozel (uno dei misteri più profondi degli ultimi anni e uno  delle pietre  nella scarpa più dolenti per la scienza ortodossa), vicino  Vichy, in Francia,  furono rinvenute, nel 1925, ossa umane giganti,  crani grandi il doppio,  impronte di mani giganti, oltre a monili fatti a  misura per arti giganteschi,  il tutto risalente fra tra i 17-15000  anni fa. Il ritrovamento, sempre a  Glozel, di manufatti squisiti in  ceramica ed esempi di scrittura (il primo  modello di scrittura  documentato si faceva risalire al IV millennio a.C.)  conferisce a  questo luogo (che è sopravvissuto a tutti i tentativi di  screditamento)  un‘aurea ancora più misteriosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Uno scheletro di un guerriero, riesumato in Inghilterra,  misurava un’altezza di  2,80 metri, mentre a Latina, nel 1969, furono  rinvenute le tombe di 50  guerrieri, relative al periodo antico romano,  alti tutti tra 1,80 metri e 2,20  metri, in aperto contrasto con la  statura media dell’epoca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Persino lo storico Erodono (storie 1-68) narra di un  ritrovamento di un gigante  di circa 3,10 metri di altezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Il continente americano pare quello più “segnato” da queste  tracce di giganti;  proviamo a farne una sorta di catalogo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          1)       Intorno al  1810, a Braystown, Tennesse, vennero  rinvenute orme di piedi umani, muniti da  sei dita (curioso che  tradizioni simili siano presenti anche nella Bibbia, nei  versi sopra  citati!), di circa 32 cm di larghezza, oltre ad impronte di zoccoli  di  cavallo (e si è sempre pensato che i cavalli fossero stati introdotti  nel  Nuovo mondo dai Conquistadores) misuranti dai 20 ai 25 cm!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          2)       Nel 1870, un  agente indiano, Frank La Fleche,  annunciò che gli indiani Omaha avevano  dissotterrato otto giganti con i  teschi misuranti 60 cm; le stesse tribù  indiane chiamavano questi  giganti Mu-A-Luskha, e narravano che erano arrivati  millenni primi  dall’Oceano Pacifico sulle coste americane, avevano combattuto e   distrutto le tribù amerinde esistenti, stuprato le donne di questi, e  fondate  città e scavati pozzi. Forse il primo termine MU si riferisce  alla leggendaria  MU?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          3)       Nel 1924, la  spedizione scientifica Donnehey ritrovò,  nell&#39;Havai Supai Canyon, un&#39;incisione  rupestre di un tirannosauro in  posizione di combattimento e le guide indiane  affermarono che questa  strabiliante incisione era stata opera di un “essere  gigantesco”che  abitava, nei tempi remoti nella regione. Il sito di Glen Rose  (Texas),  dove sono state rinvenute orme di esseri umani e dinosauri  coesistenti,  risultato del tutto attendibile contro ogni aspettativa e prova da   parte degli studiosi ortodossi, pare essere avvalorato, e, di ricambio,  avvalorare,  da queste eccezionali scoperte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          4)       Nel 1943, alcuni genieri  militari di stanza a Shemya,  un’isola del gruppo delle Aleutine, ritrovarono  delle ossa di  proporzioni notevoli e crani enormi (le dimensioni di questi   oscillavano fra i 50 e i 60 cm!). Questi giganti misuravano circa 7  metri! Le  autorità militari subito giunte sul posto provvidero subito  ad intimare il  silenzio su questa faccenda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          5)       In  California, nel 1810, venne rinvenuto lo scheletro  di un gigante con sei dita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          6)       Un teschio, con una doppia fila di denti  saldati alla  poderosa mascella, appartenete ad un gigante fu rinvenuto  sull’Isola  di Santa Rosa, nel canale di Santa Barbara, California.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          7)       Alcuni  soldati di stanza a Lampock Ranch, in  California, rinvennero lo scheletro di un  gigante, e un frate cattolico  ordinò loro di sotterrarlo nuovamente poiché i  nativi locali erano  adirati da tale profanazione, credendo tali resti quello  che rimaneva  di un antico dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;          &lt;div style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;img_sx&quot;&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!-- google_ad_client = &quot;pub-4986873931670498&quot;; //200x200, creato 20/11/07 google_ad_slot = &quot;5699482828&quot;; google_ad_width = 200; google_ad_height = 200; //--&gt;&lt;/script&gt; &lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js&quot;&gt; &lt;/script&gt;&lt;script&gt;google_protectAndRun(&quot;ads_core.google_render_ad&quot;, google_handleError, google_render_ad);&lt;/script&gt;Queste  sembrano tutte prove che il continente americano  fosse abitato, in  epoche remotissime, da esseri dalla statura colossale, e che,  in alcuni  casi, questi individui siano persino coesistiti con dinosauri!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Tornando più vicino a casa nostra, nel bresciano, nella  Chiesetta di San  Salvatore, sono conservate delle gigantesche ossa  umane che si possono  osservare spiando attraverso una grata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          In Marocco, presso Agadir, vennero ritrovati un set di  utensili, risalenti a  300000 anni fa, concepito per essere usato dalle  mani di un uomo alto minimo  4,50 metri!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Negli anni ’70 un proprietario terriero, Martinez, in Messico,  rinvenne le ossa  di due uomini d&#39;indicibile altezza. Denunciato il  fatto alle autorità locali,  venne accusato di omicidio. Questo lo  convinse, dopo essere stato liberato  dietro cauzione, ad incenerire le  ossa!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          A Gargayan, nelle Filippine, è stato scoperto uno scheletro di  5,18 metri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          A Ceylon i resti misurano 4 metri, mentre a Tura, in Pakistan è  venuto alla  luce uno scheletro di 3,35 metri. Scoperte simili sono  state compiute in  Marocco, in Moravia e Siria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Uno scheletro umano di 2,38 metri fu rinvenuto in mare a 250 km  da Santiago del  Cile, insieme ad ossa di animali e vasellame, nel  1970.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Denti umani del peso di 430 grammi furono rinvenuti a Punta  S.Elena in Perù.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Singolare quanto accadde al grande paleontologo Ralph Von  Koenigswald: un  giorno egli entrò in una farmacia di Honk Kong, e  osservò sul banco un gran  vaso di terracotta contenente una collezione  di grossi denti. Incuriosito vi  affondò le mani e con sua gran sorpresa  ne estrasse un grosso molare che subito  identificò, grazie alla sua  esperienza, come appartenere ad un essere umano:  unica contraddizione  era che tale dente posteriore era di dimensioni  gigantesche,  appartenente ad un uomo che doveva essere alto almeno 4 metri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Domandando al farmacista dove l’avesse trovato e gli fu  risposto che il dente  veniva da una collezione paterna di denti di  “drago”, strani resti che venivano  scoperti in un po’ tutta la Cina.  Dopo altre ricerche il paleontologo scoprì  altre farmacie che  possedevano denti simili i quali venivano usati per  ricavarne una  polvere terapeutica dopo essere stati opportunamente macinati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Spinto dalla curiosità e ottenute notizie anche dai contadini,  Von Koenigswald  ipotizzò che tale essere umano, battezzato  Gigantopiteco, abitava nelle grotte  della regione del Kiang-Hsi circa  550000 anni fa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Convinto sempre più della sua idea, il paleontologo si imbarcò  per Giava, ove  furono ritrovati i primi resti di uomo scimmia (grazie  all’interesse di un  giovane medico olandese, Eugene Dubois), ed, a  totale supporto della sua idea,  rinvenne un frammento di mascella  smisurata, i cui denti erano però di  dimensione minore rispetto a  quelli trovati per caso nelle varie farmacie  cinesi. Dai calcoli ricavò  che l’essere cui apparteneva la mascella e i tre  denti che vi erano  ancora posti in essa, doveva essere alto fra i 3 e i 3,50  metri, e gli  attribuì il nome di Megantropo (Uomo Alto).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Uno scienziato, Horbiger, ha da tempo ipotizzato l’esistenza,  in passato, di  più lune intorno al nostro pianeta, che avrebbero  influito sul campo  gravitazionale e quindi favorito la megafauna  gigantesca e la presenza di  gigantismo negli esseri umani. La  frantumazione di una o più lune, in rotta di  collisione con il nostro  pianeta, avrebbe, di fatto, provocato la scomparsa del  gigantismo  animale, umano e della fauna, sconquassando il nostro globo fino a   stravolgerlo geologicamente, quindi resti di tale gigantismo sono  seppelliti  sotto metri e metri di terra o negli abissi marini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Un altro ingegnere di fama mondiale, Zillmer, parla di  un’atmosfera  prediluviana essenzialmente diversa da quell&#39;attuale, dove  i raggi del sole  erano filtrati da uno strato di vapore acqueo. Tali  raggi non avrebbero più  intaccato negativamente organi vitali preposti  al mantenimento della vita, e  proprio in base a quest&#39;affermazione lo  stesso Zillmer arriva alla conclusione  che l’esagerata longevità data  ai primi abitanti della Terra, narrata dalla  Bibbia, non sia frutto  d&#39;immaginazione o di errore di traduzione, ma pura  realtà scientifica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Forse ancora una volta i miti e le leggende hanno un valore più  importante e  storico di quanto ufficialmente se ne dia loro, e forse  ancora una volta la  storia e soprattutto la teoria darwinista  sull’evoluzione della razza  andrebbero riviste. Dopotutto un celebre  aforisma pronuncia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica; il  calabrone non può  volare, a causa della forma e del peso del proprio  corpo in rapporto alla  superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e  perciò continua a volare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          (Igor Sikorsky)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Sono stati forse questi mitici “giganti”, le cui tradizioni, e i  resti fossili,  sembrano essere presenti da un capo all’altro del  mondo, a costruire i siti  megalitici come Sacsahuaman, Giza e tanti  altri che sembrano sfuggire ad ogni  logica costruttiva riferita a quei  tempi? E forse queste antiche tradizioni di  esseri giganteschi e le  prove della loro esistenza, che sembrano ogni tanto  emergere dalle  nebbie del passato e dalla terra del presente, possono essere   ricollegati ad altri miti come quelli dello yeti e dei bigfoot? Sono  forse  questi gli ultimi esempi (forse involuti) viventi dei mitici  giganti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt;          Alla scienza la risposta, anche se questa, spesso, per non  rispondere a ciò che  non conosce, nega ciò che sa.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/4557937796479180626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/i-figli-di-dio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/4557937796479180626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/4557937796479180626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/i-figli-di-dio.html' title='I FIGLI DI DIO...'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815155246560371155.post-7554473967091902778</id><published>2010-05-15T06:28:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T06:34:24.481-07:00</updated><title type='text'>E fu&#39; la creazione...</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-style: normal; color: rgb(204, 204, 204);font-size:10pt;&quot; &gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Nel considerare la tematica&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;Ufo si potrebbe rischiare, molto facilmente, di cadere nel ridicolo,  considerando solo le supposizioni, e non dati di fatto.Si può discutere all’infinito di tematiche legate all’ufologia come l’esistenza della famosa aerea  segreta degli Usa, destinata, a detta di alcuni, a studiare reperti di alieni e  dischi volanti, conosciuta col famoso nome di Area 51; o del famoso e presunto UFO-crash di Roswell, o dei vari fenomeni di rapimento (abduction) o di mutilazioni animali; oppure di zone particolarmente a rischio come il  Triangolo delle Bermuda, o dei contattisti e dei loro alter ego, gli uomini in  nero.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Naturalmente il tutto lo si farebbe con più o meno veritiere prove fotografiche e  video, testimonianze personali, avvistamenti visivi, documenti dalla dubbia provenienza: il tutto accompagnato dal sorriso scettico e denigratorio  di coloro&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;che non credono all’esistenza di tale problematica, o, quanto  meno, ne negano l’esistenza a priori, tanto per far i bastian contrari.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Abbiamo già detto, nel capitolo precedente che l’ interesse ufologico si  sviluppò, a partire dal 1947,&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;prima con l’avvistamento di Kenneth Arnold e poi col presunto Ufo-crash, di  Roswell.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoBodyText3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;font-size:10pt;&quot; &gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Grazie a ciò, nei primi anni ’50, incominciò a fiorire una certa letteratura,  che affrontava un nuovo tema, detto “paleoastronautica”, grazie ad autori  dalle diverse estrazioni culturali come Leslie, Jessup (morirà misteriosamente suicida qualche anno dopo), Williamson, dove vengono messe in  discussione tematiche di vario genere, dalla storia all’archeologia, dalla religione all’antropologia, sino a scomodare persino le dottrine esoteriche,  rivalutando tesi ormai ritenute superate, come quelle di Charles Fort, il primo vero indagatore dei fatti misteriosi. Infatti, Fort, col suo libro dal titolo  “Il libro dei dannati” (1919), dove racchiudeva un incredibile campionario  di fatti misteriosi realmente accaduti e sufficientemente documentati, per  primo ipotizzò, deriso dall’opinione pubblica, l’intervento nella nostra creazione e nell’ordine pubblico della nostra storia, d’intelligenze extraterrestri.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Nel 1953 la famosa commissione Robertson decise quale atteggiamento si  sarebbe dovuto tenere sulla questione UFO, non solo negli USA, ma in tutto il  mondo. Dal momento che gli UFO non rappresentavano una minaccia, non c’era bisogno  di rimettere in discussioni le leggi scientifiche conosciute. Per ottenere  ciò c’era bisogno di un sistematico discredito atto ad arginare l’interesse sempre più crescente: un modo di fare che prese il nome di “debunking”.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Il vasto pubblico, meravigliato e incuriosito dalle rivelazioni fornite dai  fautori della paleoastronautica, e insospettito sempre di più&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;da sistemi silenziatori, sempre messi in primo piano da ufologi,  finisce per appassionarsi sempre più alla tematica ufologia e a coltivare sempre  più una cultura del sospetto, del cosiddetto cover-up.Esponenzialmente  cresce sempre di più la volontà di conoscenza e la richiesta di nuove notizie  eclatanti. Ed è qui che nasce lo sbaglio di alcuni ufologi e autori letterari: al fine  di sostenere cose “impossibili” per la scienza ufficiale, vengono inventate  e scritte altre ancora più impossibili, talmente facili da confutare&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;e da dimostrare come assolutamente false, da indurre, in breve  tempo, un processo inverso di demonizzazione del contesto ufologico e la nascita,  verso tale tematica, di uno scetticismo sempre più dilagante, delegittimando  così il lavoro di tanti ottimi ricercatori.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Quindi , nel corso degli anni, il discredito maggiore riguardo l’esistenza o  meno di&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;alieni e dischi volanti,o come dir si voglia debunking, non è  stato dovuto solo alle organizzazioni politico-segrete delle varie nazioni, o  agli studiosi dogmatici, bensì a errate interpretazioni, manipolazioni di  fatti ed invenzioni di sana pianta, tutti elementi screditativi forniti proprio  da chi dovrebbe operare per verificare la veridicità di tale problematica: l’ufologia.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Così contattisti surreali come Adamsky,probabili falsi filmati di autopsie  aliene come quelli di Santilli, speculazioni letterarie come quelle di Von  Daniken ed altri casi simili, invece di portare le prove dell’esistenza di vita  aliena, hanno inverosimilmente contribuito a gettare più di un ombra di  discredito su tale tematica.In un lasso di tempo relativamente breve, l’ufologia e la paleoastronautica,&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;così come erano repentinamente nate, altrettanto repentinamente rischiavano di morire.  Il progetto Robertson stava avendo un successo insperato e un alleato  insospettato:&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;il vero debunking non sarebbe stato quindi generato solo dai vari enti  governativi nazionali, bensì, sarebbe stato creato, grazie a salti nel buio con  occhi bendati, dagli stessi sostenitori dell’esistenza di vita aliena!&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;In questo trattato non interessa all’autore, anche per lo sviluppo dello  stesso, approfondire o meno la veridicità di tali congetture, bensì, egli vuole analizzare i fatti storici e le testimonianze osservate nel precedente  capitolo lo sono, indipendentemente che esse siano riferite ad oggetti di natura  aliena o meno. Così come sono dati di fato quelli che studieremo in questo  capitolo.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Ebbene, ora affrontiamo il vero e proprio discorso che ci interessa .&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Consideriamo le visioni o i presunti avvistamenti che abbiamo analizzato  precedentemente, come reali casi di avvistamento UFO (e consideriamo che essi sono  documentati sino ai giorni nostri, passando per le varie epoche storiche,dal  Medioevo ai primi ‘500, dall’inizio dell’epoca industriale, tardo ‘700 sino al 2000) e quindi di indizi certi di una vita aliena.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acam.it/images/genoma3.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;218&quot; width=&quot;195&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt; &lt;i&gt;&lt;u&gt;Immagine:il presunto apparecchio ad elica inciso a Monte Alban, attribuito agli  Olmechi.&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acam.it/images/genoma4.gif&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;268&quot; width=&quot;371&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Immagine  2: un quadro, del 1600, che descrive l&#39;apparizione sul cielo di  Norimberga di presunti oggetti volanti non identificati.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;o:p style=&quot;color: rgb(204, 204, 204);&quot;&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;A questo punto potremmo porci una domanda: se così fosse, quale  impedimento negherebbe ad una civiltà aliena (di sicuro molto più evoluta della  nostra ed in possesso di notevoli conoscenze scientifiche e quindi anche nel campo militare), capace di attraversare lo spazio per giungere sulla Terra, di mostrarsi pienamente a noi, in una qualunque veste , sia amichevole che  nemica?&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Dopotutto lo stesso Colombo, con le sue immense caravelle (rispetto alle  imbarcazioni indigene), le sue caratteristiche etniche, i suoi armamenti, le sue  vesti, dovette apparire, agli occhi degli esterrefatti indigeni, come un essere superiore, non appartenente a questo mondo; eppure ciò non tolse a  Colombo la voglia di scendere a terra e instaurare rapporti con le popolazioni  indigene cui venne a contatto. E da quei primi contatti nacquero le basi per la  successiva conquista e colonizzazione del continente americano.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Si sostiene che gli alieni non abbiano interesse a mostrarsi e che abbiano instaurato connessioni segrete con i nostri&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;governi. Che interesse avrebbe avuto Colombo a non mostrarsi? E  cosa potremmo mai offrire a questi alieni, anche in termine di minaccia, che  essi non abbiano o che temino?&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Personalmente chi scrive è molto scettico su questi punti.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;L’esistenza degli UFO, se fosse mai provata, e questa loro reticenza nel mostrarsi,  potrebbe d’altronde essere spiegato se tale atteggiamento fosse paragonato all’atteggiamento del nostro zoologo quando studia una specie animale.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Lo studio di una specie animale si effettua cercando di penetrare nel loro  habitat, senza creare scompensi ecologici, cercando di essere il meno invadente possibile. Si piazzano telecamere, ci si nasconde fra la vegetazione, si prendono appunti, il tutto senza disturbare assolutamente la specie  animale in studio.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Tali appostamenti durano giorni, settimane, a volte mesi interi, ma, nel contempo,l’animale non percepisce affatto questa intrusione nel suo  mondo. O, se la percepisce,è talmente di poca rilevanza da non badarci, così  continua la sua abituale routine e lo zoologo riempie il suo block notes di appunti  che riguardano l’alimentazione, l’accoppiamento, la gestazione della  gravidanza, la procreazione, le abitudini sociali ed altro.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Ogni tanto campioni di animali vengono catturati, , studiati, analizzati, per seguirne il loro sviluppo,o, come nel caso di squali, uccelli, delfini, catalogati e contrassegnati per imparare qualcosa sui loro sistemi  migratori.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Naturalmente anche gli alieni potrebbero aver bisogno di conoscerci meglio, prima di eventuali contatti: possibile che tutti questi millenni non siano ancora bastati?&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Oppure noi non siamo altro che una specie animale da osservare, prelevare (il  caso dei presunti rapimenti), analizzare, modificare ( vedi i presunti impianti  inseriti dagli alieni in alcuni individui), sezionare (vedi mutilazioni animali),  allo scopo di seguire il nostro sviluppo o semplicemente come cavie  genetiche?&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Il tutto farebbe parte di un grande progetto, incominciato millenni fa ( o  forse milioni di anni fa), nel quale noi saremmo, inconsapevolmente,  similmente ad&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;animali racchiusi in uno zoo, senza gabbie, con confine solo  l’universo che è intorno a noi?&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Sembreranno vaneggiamenti di un pazzo e l’autore ammette che non è piacevole vedersi sotto questo punto di vista, ma, ancora una volta, dai popoli antichi ci  viene spiegato che questo potrebbe essere più di un semplice vaneggiamento.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Basterebbe rileggere e spiegare i miti della creazione dell’uomo e delle sue  origini.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;I Dogon, un popolo africano, rivendicano il loro nome e le loro origini da  un fantomatico popolo delle stelle, proveniente dalla costellazione di  Sirio, dei quali gli stessi Dogon, già all’inizio del secolo scorso, senza  l’ausilio di telescopi o altri strumenti, davano un ‘accurata descrizione,  sostenendo chiaramente che la stessa stella Sirio era composta in effetti da due  stelle, conosciute oggi come Sirio A e Sirio B (questa, una stella nana che  ruota intorno a Sirio A, è assolutamente invisibile ad occhio umano) e che la  durata di orbita della seconda rispetto alla prima era di cinquanta anni (come esattamente è).&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Essi sostengono l’esistenza di un dodicesimo pianeta, oltre agli undici a noi  già noti, da cui sarebbero provenuti gli antichi progenitori.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;In effetti, al di fuori del nostro sistema solare, e con un’orbita che intersecherebbe tra Marte e Venere ogni 3600 anni, pare veramente che  esista un pianeta sino ad ora sconosciuto.&lt;br /&gt;le tradizioni dogon su Sirio e su un dodicesimo pianeta paiono far parte  anche del retaggio egizio e sumerico.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;I sumeri infatti narrano che le loro origini sono dovute ad un popolo,  chiamato Anunnakki ,proveniente da un ‘altro&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;pianeta, che solo occasionalmente, in un’orbita dal periodo lunghissimo, si avvicinerebbe alla nostra Terra.&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Cambiamo continente e troviamo i Kappas giapponesi. La loro origine sarebbe  tuttora misteriosa. Secondo quanto affermato da Kitamura, archeologo e  storiografo giapponese:&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;“ I Kappas&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;erano delle creature strane che negli antichi testi vengono  descritte come simili all’uomo, ma caratterizzate da gravi malformazioni, poiché appaiono con arti palmati o muniti di tre dita terminanti con artigli.  La loro pelle è bruna..la loro testa sottile e&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;le orecchie grosse, con occhi triangolari. Sulla testa portano sempre un  curioso cappello dal quale fuoriescono quattro lunghi aghi ed il loro naso ha l’aspetto di una proboscide che si appoggia sulle spalle terminando  indietro, dove si congiunge ad una specie di gobba a forma di cassetta&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt;(N.d.A.: si tratta forse di cosmonauti che indossavano tute spaziali?)”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.acam.it/images/genoma5.jpg&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;215&quot; width=&quot;326&quot; /&gt;&lt;u&gt;&lt;i&gt;Immagine3: due statue giapponesi preistoriche.rappresentano creature vestite con  una sorta di scafandri con lenti simili a quelle polari (usate per difendere la  vista) e con elmi collegati a tali scafandri tramite bullonatura. Sono  rappresentazioni dei mitici Kappas?&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/i&gt; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Spostiamoci&lt;span style=&quot;&quot;&gt;    &lt;/span&gt;da un paese all’altro, sempre rimanendo nell’area dell’Oceano   Pacifico e andiamo a conoscenza degli esseri&lt;span style=&quot;&quot;&gt;    &lt;/span&gt;alieni australiani, dal nome impronunciabile:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt;Namumaurkunjurkunju.   Sono fra i piu&#39; singolari esseri alieni, oggi considerati  antenati-lucertola   venuti dallo spazio per diffondere la Conoscenza. Questo curioso  antenato   aveva al seguito un&#39;&quot;equipe&quot; di Esseri noti come &quot;Numbakulla&quot;.   Le tradizioni delle popolazioni autoctone australiane parlano di  esseri molto   diversi dall&#39;uomo odierno: avevano palpebre calate sugli occhi,  orecchie   chiuse, membra incollate su un corpo informe poiche&#39; risultavano  essere uniti   l&#39;uno con l&#39;altro. L&#39;equipe celeste dei Numbakulla intervenne  geneticamente su   quegli esseri &quot;separandoli e dando loro libertà di membra&quot;.   Namumaurkunjurkunju sorvegliava dall&#39;alto e, a operazioni compiute,  scese in   terra e istruì gli esseri su come ci si potesse unire per procreare...&lt;br /&gt;Il  divino alieno continuerebbe tuttora a sorvegliare dall&#39;alto l&#39;evolversi  di   questo mirabile esperimento di alta ingegneria genetica. Sempre in  Australia,   presso le tribù Aranda e Kaitish si tramanda una storia  interessante:...   quando il Tempo era un sogno, volò sulla Terra un popolo di  extraterrestri,   noti come &quot;Ulla-Kupera&quot;; questo popolo di alieni &quot;trasformò   molte creature non finite in uomini e donne&quot;. Terminato il loro  compito,   gli alieni tornarono ai sentieri celesti alla volta di altri lidi  inesplorati.   La realtà divenne cronaca e la cronaca fu leggenda?&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Alfred   Metraux, nel suo studio sulle credenze e sulle cerimonie religiose   dell’isola di Pasqua, ricorda come:&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;“vi era un tempo in cui la   cerimonia religiosa più importante ricordava l’arrivo dell’uomo  uccello   sull’isola, in un’era in cui i cieli erano solcati da apparecchi che  non   potevano essere di origine terrestre..impossessarsi dell’uovo  significava   diventare uomo-uccello, simile agli dei discesi dal cielo…arrivano gli   uomini volanti, gli uomini col cappello che volano….”&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Naturalmente   Metraux, essendo inanzitutto uno scienziato e dovendosi, di seguito,  attenersi   ai fatti, dice e non dice, lascia capire che dietro la leggenda  potrebbe   esserci qualcosa di più reale.&lt;br /&gt;Naturalmente l’autore chiede al  lettore di tener conto anche dei testi   indù trattati nei capitoli precedenti.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Passiamo   al continente americano e ritroviamo di nuovo questo insistente,  allusivo,   continuo attribuire le nostre origini ad esseri che non sono di questo   pianeta.Gli indiani Hopi, discendenti della stirpe Maya, narrano  dell’arrivo   su questo mondo dei Katchinas, i “maestri della stella Blù”,  provenienti   dalle stelle per formare gli uomini e donar loro la civiltà. Tali  esseri   scesero sulla Terra nel tempo della Creazione e che lasciarono una  pietra   divinatoria dove sarebbero stati segnati vari eventi da divenire in  futuro (   fra cui la II guerra mondiale, rappresentata da una svastica),  compreso la   data del loro ritorno.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Due   Katchinas sarebbero poi sopragiunti in un secondo momento, sopra una  tartaruga   (un disco volante?) a portare insegnamenti.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;I   Chippewa e i Sioux narrano che&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;Wakon   ( da Wako, che significa sacro) scese tra gli uomini tra una  moltitudine di   Uccelli del Tuono ( altri dischi volanti?), anch’esso spesso  rappresentato a   bordo di una tartaruga. Gli Hav-musuvs che “viaggiano a bordo di canoe   volanti”, che si muovono con un lieve suono ronzante e sono forniti di  armi   manuali a forma di tubo, capaci di stordire generando una sensazione  pungente   (come una scarica elettrica?), sono dominio della razza Navaho.  Secondo tutte   queste tradizioni l’umanità non sarebbe nata naturalmente, ma venne  creata   per asservire questi esseri spaziali, come schiavo e lavoratore,  milioni di   anni fa ( e con ciò potremmo trovare un punto di incrocio con i  fossili umani   precedentemente trattati).&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;In   effetti l’uomo sarebbe stato un animale geneticamente modificato e  questi   nostri “creatori” ci avrebbero aiutato, con conoscenze ed  insegnamenti,   nei vari stadi della nostra storia.Tale forma di pensiero è uguale ai  miti   sumerici sopra accennati, e similmente ai miti sumerici, il pianeta di   provenienza di tali alieni dovrebbe essere visibile a noi alla fine di  questo   ciclo( gli indiani dividono l’età della Terra in cicli e questo  sarebbe il   quinto). Gli Hopi sostengono che questo pianeta ( o stella) ha  l’aspetto   luminoso blù e ha una “croce sul viso”: Niburu, secondo lo studioso di   tradizioni sumeriche Sitchin (uno dei pochi a saper leggere i  caratteri   cuneiformi) ,il dodicesimo pianeta del sistema Solare, veniva  rappresentato   dai sumeri con il simbolo della croce.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Croce   che è anche il simbolo religioso (Ankh) egizio, della tradizione   giudaico-cristiana, in alcune tradizioni indù e meso americane. Tutto  un   caso?&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Un’altra   coincidenza: anche i Katchinas, come i Dogon, gli Annunaki, i dei  della   mitologia egizia ed altri, provenivano dalla Stella del Cane (Sirio).&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Andiamo   sulle rive del lago Titicaca, dove sorge il maestoso complesso di  Tiahuanaco,   in Bolivia, con la sua complessa Porta del Sole (forse erroneamente  collocata   nel posto dove è ora) e andiamo a studiare gli scritti di Garcilaso de  la   Vega, storico all’epoca della Conquista spagnola (tardo 1500) riguardo  le   credenze sulla creazione dell’umanità tramandate dai popoli locali:&lt;o:p&gt;  &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;“Nell’era terziaria, circa   cinque milioni di anni fa, quando nessun essere umano esisteva e il  nostro   pianeta era popolato da animali fantastici, un’aeronave brillante come   l’oro venne a posarsi sul lago Titicaca. Da essa discese un essere  simile   alle donne terrestri, ma con la testa conica, grandi orecchie e mani  palmate,   a quattro dita. Il suo nome era Orejona (grandi orecchie) e proveniva  dal   pianeta Venere. Orejona camminava diritta, era dotata di intelligenza  ed aveva   il compito di creare l’umanità, dando alla luce settanta figli. Un  giorno,   creata la razza terrestre e compiuta la sua missione, Orejona ripartì.  I suoi   figli, in seguito, procrearono a loro volta e la tribù sul lago  Titicaca,   rimasta fedele alla sua memoria, conservò i miti religiosi e  rappresentò il   punto di partenza per le civiltà preincaiche”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;La   descrizione morfologica di Orejona è associabile agli uomini pesce  presenti   nelle leggende mesopotamiche degli Oannes, dei Kappas giapponesi, dei  Dogon   del malì. In quanto alla stessa città di Tiahuanaco, benché gli  archeologi   ritengono che sia stata costruita dagli Incas, bisogna far notare come  al   tempo della conquista di Pizzarro del Perù, gli stessi Incas  affermarono, più   volte, di aver conosciuto la città quando era già in rovina.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Sommando   tutti questi elementi,&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;a semplice   scopo di fornire un punto di vista, potremmo osare rileggere  parzialmente la   nostra tradizione biblica sulla creazione dell’uomo. Sarà  semplicemente un   gioco, ma estremamente&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;curioso.   Dio ( un essere superiore, o per meglio dire un’equipe di esseri  alieni,   altamente progrediti nel campo della ricerca genetica) “costruisce”   l’uomo, a sua immagine e somiglianza ( fornendolo però di elementi  capaci   di adattarsi al diverso ambiente del nostro pianeta, allora niente  probabili   branchie, ma polmoni capaci di catturare e trasformare l’ossigeno,  niente   mani e piedi palmati ma con dita, fra cui il pollice,( che,  ricordiamolo, è   l’arto opponibile che ci distingue dai primati e che ci consente  diversi   movimenti e prese), lo fa vivere in una sorta di paradiso, dove l’uomo  si   nutre dei frutti (probabilmente modificati anche loro per attecchire  sulla   Terra) che spontaneamente sorgono ( a mò di abituarlo a ciò che  troverà   sulla Terra), infine lo caccia dal paradiso, mandandolo sulla Terra  dove dovrà   sudare per ottenere il cibo, dove sarà attentato da animali pericolosi  da cui   dovrà impararsi a difendere (vedi la storia del serpente)e dove la  donna   imparerà a mettere al mondo dei suoi simili.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;La   cacciata del paradiso (il pianeta originario) e l’arrivo su un nuovo  pianeta   (la Terra) sarà stato sicuramente motivo di grande costernazione e  paura da   parte di quei primi “eletti” strappati dal loro habitat pacifico e   tranquillo per essere catapultati in una realtà sconosciuta e  pericolosa.Gli   esperimenti genetici continuano sino ad ottenere la razza “pura” vera e   propria.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;D’altronde   pensare che solo Adamo ed Eva abbiano potuto popolare la Terra implica   problemi che, oltre ad essere di natura semplicemente numerica, sono  anche di   matrice prettamente costumistica, in quanto ciò avrebbe portato, nelle  prime   generazioni, ad una storia di intrecci a sfondo sessuale tra fratelli e   sorelle,fatta di incesti più o meno voluti, chiaramente in antitesi  con le   volontà e gli insegnamenti della Chiesa. Questi stessi incesti  avrebbero   potuto portare a alterazioni genetiche non volute ( è il caso delle  varie   razze di uomini primitivi?), per cui sarebbe più idoneo identificare  Adamo ed   Eva come capostipiti di una razza poi creata geneticamente, con  opportuni   cambi in corsa, alla stregua di semplici catene di DNA, da manipolare a   piacimento.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Il   motivo? Potrebbe essere lo stesso che ci spinge oggi a clonare una  pecora, a   cui abbiamo affettuosamente dato il nome di Dolly: semplice ricerca   scientifica, voglia di onnipotenza, di abbattere determinati confini  culturali   e sociali, di verificare nuove tecniche e capacità, e quanto altro  ancora.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Ultimamente   abbiamo fatto passi avanti nella ricerca scientifica, soprattutto a  partire da   quel lontano 1947, quando si verificò quell’inatteso ( e mai provato  del   tutto) UFO-crash, nella lontana Roswell, in Texas. Da allora abbiamo  subito   un’accelerazione scientifica in grado di portarci in pochi decenni  dalla   radio a transistor alla conquista della Luna, dal telegrafo a fili ai   satelliti sparsi in orbita nello spazio, dai calcoli a mano ai grandi   computer. In tutto questo vi è chi vi ha visto l’intervento ( o   l’interferenza) di un’altra civiltà, proveniente dallo spazio, o la   conoscenza derivata dal fatto di aver saputo ben interpretare nozioni  giunte   sino a noi e contenute in quei rottami spaziali ( infatti sarà di  pochi anni   dopo l’invenzione delle fibre ottiche e dei microprocessori). Forse i   governi mondiali avranno capito qualcosa di più sulle nostre origini e  tali   civiltà extraterrestri avranno ritenuto svelarsi solo a loro e  istruirli in   materie di conoscenza sia sulla nostra origine che in campo  scientifico,   tenendo all’oscuro la massa mondiale,onde evitare un collasso del  nostro   ecosistema sociale, religioso e politico, con danni irreparabili.  L’unica   condizione dettata da queste forze extraterrestri è la possibilità di   continuarci a studiare, prelevando elementi umani e animali, facendo  test, al   fine di creare nuovi ibridi adattabili forse ad altri pianeti ancora,  il tutto   con la connivenza dei governi mondiali, interessati a scambi di  informazioni   tecnologiche.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Naturalmente   quest’ultima parte è solo un gioco di fantasia di chi scrive e,magari,  di   chi legge, il quale tende, con esso, di dare un nuovo angolo di luce a  questa   prospettiva, dalla quale, comunque, chi scrive mantiene un  atteggiamento   distaccato, da semplice osservatore, in quanto da sempre definitosi un  moderno   San Tommaso (se non tocco,non credo).&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Naturalmente   una prova concreta di queste interferenze aliene nella nostra origine  non è   stata trovata: fa semplicemente parte di quel bagaglio culturale che  l’uomo,   in vari posti della Terra, si porta con sé come fardello di ricordi.  Ricordi   da cui sono poi nati i miti e da cui un giorno, forse , rinascerà la  nostra   vera storia.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;Potremmo   concludere quest’ articolo con un’affermazione molto semplicistica:  gli   UFO hanno potuto e potranno in futuro volare sulle nostre teste,  potranno   essere visti , fotografati, filmati, ma forse la loro unica, vera,   testimonianza&lt;span style=&quot;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;si trova fra quelle   pergamene, pietre antiche, nelle foreste tracciate, tracce enigmatiche  del   tempo che tali sono rimaste.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt; &lt;span style=&quot;font-size:10pt;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Arial;&quot;&gt;In   ogni modo, i popoli, antichi e non, del mondo conservano comunque un  sapere e   una cultura da riscoprire e da tenere in maggiore considerazione come   patrimonio dell’intera umanità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/o:p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://luminimul.blogspot.com/feeds/7554473967091902778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/e-fu-la-creazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/7554473967091902778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815155246560371155/posts/default/7554473967091902778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://luminimul.blogspot.com/2010/05/e-fu-la-creazione.html' title='E fu&#39; la creazione...'/><author><name>LUMINIMUL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15937258604372725669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_EXiy-7-SzjU/S-6vgE8SpRI/AAAAAAAAAAM/B_OlWoSGMik/S220/Foto+218.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>