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	<title>Ma che ti sei mangiato</title>
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	<description>Foodblog fatto di cibo, ricette, risate, emozioni</description>
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		<title>100 cose che ho fatto nel 2019</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 09:56:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non amo le liste. C&#8217;è poco Umberto Eco dentro di me, seppure eliminare le cose fatta dalla lista dei doveri mi doni un brivido al limite del piacere.Accetto, invece, di buon grado le sfide. So fare, però, la schizzonosa anche con quelle. Devono essere ardue e tra di esse preferisco quelle con me stessa. Parto dall&#8217;assunto che la tizia più difficile da zittire, nella mia testa, sia me stessa. E così&#8230;E&#8217; giunta l&#8217;innocua newsletter di Austin Kleon con le sue 100 things that made my year (2019). Ed ecco comparire il desiderio di tirare fuori tutto quello che ho accumulato nel 2019. Senza fare attenzione all&#8217;importanza o alla sequenza temporale, si parte. Rombo di motori e memoria in azione. Un quanto basta di vanità ed un briciolo di banalità. Se ricordo ancora bene nel 2019: Ho bevuto della retzina e ne ho nostalgia. Era bianca e sapeva di pino. Ce l&#8217;ha servita la sosia della protagonista de Il mio grosso grasso matrimonio greco. Cavia ed io abbiamo fatto colazione ammirando i tetti di Rodi. Non &#8230;</p>
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		<title>Irlanda del Sud: percorsi, ricordi e sapori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 15:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Idee di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate fa finendo, ma non mi metto a cantare. Avrei l&#8217;età giusta, un po&#8217; meno le abilità, per farlo. Preferisco far scivolare la tipica nostalgia da pomeriggio di fine estate in un leggiadro racconto sui giorni in Irlanda del Sud. Un pezzo di Wild Atlantic Way A fine agosto bisogna pur vantarsi con qualcuno delle proprie vacanze anche se l&#8217;abbronzatura è quasi invisibile. Mi basta, però, vedere quanto rilassata è la pelle della mia fronte per avere la controprova che è stato un viaggio al limite del perfetto. Niente bicicletta neanche quest&#8217;anno. Abbiamo, però, raggiungo col 2019 un punto di equilibrio: 7 viaggi estivi in bicicletta seguiti da 7 viaggi in automobile. Il futuro apre le strade a nuove soluzioni diplomatiche. Godiamo l&#8217;ora. Un ora fatto di un&#8217;infinità di verdi ricordi dell&#8217;Irlanda del Sud. Dublino e Cork hanno aperto e chiuso la nostra vacanza. Nel mezzo una Opel Corsa, presa a noleggio a Cork, ci ha portato alla scoperta della Wild Atlantic Way tra le contee di Cork e Kerry. Abbiamo &#8220;scoperto&#8221; la nostra costa &#8230;</p>
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		<title>Podcast miei: più che consigli piccole manie</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2019/07/podcast-preferiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 16:52:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Scoperte]]></category>
		<category><![CDATA[Letture online]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Son tutti podcast miei. Molto meno prosaicamente, ecco qui raccolti i podcast con cui mi distraggo in cucina, sul divano, in volo o quando le attese si fanno complicate per l&#8217;umore. Un podcast nasce da un pod e da un cast. Il pod non è il baccello del dizionario inglese-italiano, ma il supporto fisico che per primo ha permesso di ascoltare dell&#8217;audio lontano da una radio tradizionale. Mi riferisco all&#8217;iPod. Mentre il cast a a che fare con la trasmissione del file audio. In parole che ogni mamma non digital può capire, è un file audio che ti ascolti sullo smartphone (o su pc di casa o sul laptop di tua figlia, ciao mamma Ivetta 🙂 ). L&#8217;attimo di un podcast Il piacere di un podcast sta nell&#8217;ascolto, attento o distratto. E&#8217; come avere la &#8220;famosa&#8221; radiolina bianca che mio padre innamorato regalò alla giovane mamma. E quel piccolo oggetto mi ha inseguito per anni piacevolmente vociante mentre mamma stirava o durante le cene. Da noi era bandita la televisione dal soggiorno. E allora radiogiornali &#8230;</p>
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		<title>Roma e Travel With Gusto</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2019/02/roma-e-travel-with-gusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 11:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;autrice, io, di Travel with Gusto Roma si prende il suo tempo per spiegare cosa ha nascosto nella guida turistica, formato ebook, della Capitale C&#8217;è una nuova guida dedicata a Roma. Un&#8217;altra e si spera non l&#8217;ennesima. Non è neppure una novità, eppure ne sono entusiasta. Sì, l&#8217;ho scritta e pure nella Capitale ogne scarrafone è bell&#8217; a mamma soja. Non che ai romani i napoletani siano così simpatici. Loro, i romani, esigono ben 7 generazioni per fregiarsi dell&#8217;appellativo che li rende tanto orgogliosi. Essere romani è qualcosa non per tutti. Una guida per chi? Ma cosa centra tutto questo con una guida di Roma?C&#8217;entra&#160;e non c&#8217;entra, perché la guida è chiaramente&#160;pensata per i turisti ed il loro desiderio di sentirsi del posto. Però, poi, ci sono anche gli autoctoni, che per evitare il logorio della vita moderna, vogliono scoprire la città e si dilettano a sentirsi viaggiatori a casa. E allora pure loro potrebbero comprare la guida in questione. E dove mettiamo parenti ed amici? Travel with Gusto Faccio la seria un attimo, perché la guida è &#8230;</p>
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		<title>Sandwich al cetriolo: due parole ed un po’ di burro</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2018/09/sandwich-al-cetriolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 07:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Pane e lievitati]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pane, burro, cetriolo: tutto qui. Eppure ci è voluta l&#8217;India ed un po&#8217; di Darjeeling tea per creare questo sandwich al cetriolo. Nel mondo dei sandwich Molte sono le chiacchiere si possono spendere su un sandwich, dal tipo di pane al cosa metterci dentro. Wikipedia ha creato persino una pagina contenente tutti i sandwich di questo mondo e non manca chi preferisce fornire all&#8217;umanità una lista di ricette di sandwich da provare almeno una volta nella vita. Poi ci sono i più volenterosi che tirano fuori una ricetta di sandwich dietro l’altra. Pure sul pane la battaglia è ancora aperta tra chi si accontenta di togliere la crosta al pane in cassetta (eventualmente fatto in casa) e chi va dritto sul pane da tramezzino, facilmente disponibile al supermercato. Molte sono anche le associazioni immediate che la parola sandwich può creare. A me, personalmente, fa venire subito in mente un personaggio qualunque di un cartone animato alle prese con un mega sandwich. Da foodblogger, in questo caso, dovrei parlare di Club Sandwich. Sandwich al cetriolo: da &#8230;</p>
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		<title>Viaggio in Vallonia: 10 giorni di ricordi e consigli</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2018/08/viaggio-in-vallonia-consigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 11:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Vallonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine l&#8217;ho fatto il viaggio in Vallonia e ora è tempo di raccogliere le prime sparpagliate impressioni con la scusa di dare qualche consiglio. &#8220;In Vallonia&#8230;nel sud del Belgio&#8220;, dovevo sempre precisarlo. Alla mia risposta alla domanda &#8220;Dove andate in vacanza?&#8221; non mi aspettavo proprio di guardare facce così stupite. Sarà l&#8217;abitudine a sorbirmi&#8230;ehm&#8230; guardare in diretta le classiche del Nord del ciclismo, sarà per tutte le curiosità che la birra mi innesca, ma oramai sono anni che la parola Vallonia non è un mistero. Invece, neppure il Belgio, tutto, è così conosciuto nonostante i voli low cost. Ma cerco di limitarmi a questa estate 2018 e non di divagare sulle cinque volte in cui il Belgio mi ha accolto (senza troppe cerimonie 🙂 ). Perchè fare un viaggio in Vallonia? Noi, io e la Cavia, lo abbiamo fatto come reazione alla nostalgia all&#8217;ultimo fine settimana a Bruges. Basta Fiandre, ci siamo detti. Le abbiamo girate in treno e bici, farlo anche in automobile è troppo. E allora vediamo la Vallonia, meno reclamizzata. Ci sarà &#8230;</p>
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		<title>Polpette di zucchine al forno</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2018/07/polpette-di-zucchine-al-forno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 15:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contorni]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[polpette]]></category>
		<category><![CDATA[zucchine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando le polpette di zucchine incontrano la feta, le puoi che chiamare Kolokithokeftedes? Kolokithokeftedes: se non avessi avuto delle zucchine e della feta non avrei mai imparato questo parola. Oddio, imparato. Ancora non so ancora esattamente dove adagiare l&#8217;accento. Diciamo che mi muovo a tentoni provando a fare una variante di polpette di zucchine che abbia un&#8217;origine. Ed un nome: keftedes sta per polpette. Ergo kolokitho sono le zucchine. Ma lascio agli esperti ellenici ogni giudizio. Io qui mi limito a lavorare assieme zucchine e feta per la gioia di un piatto estivo che profumi casa ed allontani il pensiero del caldo. Niente complicazioni se non il grattugiare preventivo delle zucchine. Niente formalismi, un piatto sbecchetato può andare in tavola. &#160; Nell&#8217;intimo delle polpette di zucchine Quante zucchine servono? Una, o due, o tre&#8230;non so. Si va per tentativi, perché in una ricetta così &#8211; poco formale &#8211; conta imparare le proporzioni tra ingredienti, più che le porzioni. Ma tutto si ferma alle zucchine? Sembra che a Creta si aggiungano anche la carota e le patate. E &#8230;</p>
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		<title>La birra che Vale la Pena</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2018/06/la-birra-che-vale-la-pena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 11:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la birra è un&#8217;occasione per non buttare via niente, neanche una seconda chance, allora quella birra è Vale la Pena. Quanto è bello scrivere questo post dove i doppi sensi si sprecheranno, in pieno spirito di Vale la Pena. Ogni parola è libera di avere un doppio significato, una sorta di seconda possibilità di dire la sua. Prima ci fu Semi di libertà, una classica associazione no profit, che nel 2012 avviò un progetto di inclusione nella, cosidetta, società civile, dei detenuti nel carcere di Rebibbia. Fin qui nulla di strano, se non tutto cominciò a finire in bottiglia e a chiamarsi Birra Vale la Pena. Nel tempo ci finirono di mezzo anche l&#8217;Istituto agrario “Sereni” di Roma e l&#8217;esperienza di qualche birrificio fuori le mura, come Birra del Borgo, Turan, Stavio etc. Con lo scopo di far scontare la pena ed evitando le recidive fuori le mura, non si sono tenute a bada né la fantasia, né le etichette. Tanto più che per l&#8217;etichettatura ed il packaging i carcerati non vengono lasciati soli. Sono affiancati dai ragazzi autistici della &#8230;</p>
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		<title>Scrivere col cibo: italiano o inglese con Giulia Scarpaleggia?</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2018/05/scrivere-col-cibo-italiano-o-inglese-con-giulia-scarpaleggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 07:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri in cucina]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere col cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jul&#8217;s Kitchen è &#8230; Non vorrei perdermi in troppi complimenti. Dopotutto per #scriverecolcibo ho osato, volta dopo volta. E stavolta ho parlato di lingua &#8211; e non di linguaggio &#8211; con Giulia Scarpaleggia. Prendi una blogger italiana, una di quelle che ha la cucina toscana nel sangue. Prendi una scrittrice, una di quelle che sa scrivere e parlare in inglese. Lascia riposare un attimo e ti troverai con Giulia Scarpaleggia. Non solo il suo sito parla due lingue, ma anche i suoi libri di cucina sono stati tradotti (e non solo in inglese). Se Regula, alias Miss Foodwise, parlava di come il mercato dell&#8217;editoria tenda a voler superare i confini, Giulia conferma che chi scrive (e mangia) possa farlo con due diversi linguaggi e non solo per una questione di mercato. Ma non anticipo troppo. Ciao Giulia&#8230; Domanda un po&#8217; stupidella, ma in che lingua cucini? E quella in cui mangi? E quella in cui scrivi d&#8217;impulso senza pensarci? E quella con cui &#8220;analizzi&#8221; o &#8220;editi&#8221; ciò che scrivi e mangi?  In che lingua cucino? Dipende! &#8230;</p>
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		<title>Scrivere col cibo: Regula Ysewijn e quel libro di cucina in più</title>
		<link>https://machetiseimangiato.com/2018/05/scrivere-col-cibo-regula-ysewijn-libro-di-cucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rossdibi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 08:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri in cucina]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere col cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guardiamola dalla parte di chi crea un nuovo libro di cucina: perché scriverne uno nuovo? Perché c&#8217;è bisogno di un cookbook in più? Regula Ysewijn, alias Miss Foodwise, dice la sua per #scriverecolcibo. Lunghi capelli rossi, un&#8217;anima belga, un cuore inglese, e quello stile che ti trascina con un Pride and Pudding. Anche se lei mi ha toccato il cuore con Belgian Café Culture. Regula Ysewijn è tutto questo oltre che una giudice niente male, tanto da passare da Bake Off Vlaanderen agli  The Great British Cheese Awards come se nulla fosse. Il suo trucco? Oltre l&#8217;originalità, non saprei. Cattura con le immagini padroneggiando la luce come se fosse magica. Incanta con gli abiti, non solo di scena. Trattiene con ciò che racconta. Merita per tutto il lavoro di ricerca che i suoi lavori lasciano intuire. Per questa mia passione per lei e per il suo libro Belgian Café Culture, l&#8217;ho contattata per #scriverecolcibo. Non so quanti libri di cucina, belli o brutti, ogni anno vengono pubblicati. Ma so di certo che ne ho appena comprato uno nuovo. Perché, Regula, abbiamo bisogno &#8230;</p>
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