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	<title>Mamamò</title>
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	<description>App, ebook, video e tecnologia per bambini e ragazzi</description>
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		<title>La strage della Stazione di Bologna in una visual novel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 09:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[app storia]]></category>
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					<description><![CDATA[Bologna 020880 è una visual novel creata per commemorare le vittime della strage della stazione di Bologna e per mantenere viva la memoria di quei terribili fatti. Pubblicata nel 2020 - nel quarantesimo anniversario della strage - è scaricabile gratuitamente dalla piattaforma Steam, come supporto all'insegnamento della storia e dell'educazione civica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BO020880 </strong>viene definita dai suoi ideatori una &#8216;visual novel interattiva&#8217;, ideata e realizzata dall’<a href="https://www.ipid.dev/associazione/" target="_blank" rel="noopener">Associazione IPID – Italian Party of Indie Developers</a> in collaborazione con l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980. Si tratta di una semplice narrazione interattiva, composta da una sequenza di scene raffiguranti gli ambienti della Stazione dei treni di Bologna pochi istanti prima dell&#8217;esplosione della bomba. Su queste scene si muovono quelle che sono destinate a diventare le <strong>85 vittime della strage.</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-17463" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-4-640x360.png" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-4-640x360.png 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-4.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-17460" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-2-640x360.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-2-640x360.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-2-1600x900.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-2-800x450.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-17459" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-3-640x360.jpeg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-3-640x360.jpeg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-3-800x450.jpeg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/BO020880-3.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>La visual novel (pubblicata nel 2020 &#8211; quarantesimo anniversario della strage &#8211; e scaricabile gratuitamente dalla piattaforma Steam) racconta gli ultimi istanti della vita di molte delle vittime, uomini, donne e bambini in transito per la stazione in una calda mattina d&#8217;agosto. L&#8217;intento è di commemorarle, per ricordare quanta umanità sia stata spazzata via dalla follia di un gesto le cui ragioni si legano a oscure vicende della passata vita politica del nostro Paese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-17461" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/Strage-di-bologna-visual-novel-640x360.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/Strage-di-bologna-visual-novel-640x360.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/Strage-di-bologna-visual-novel-1600x900.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/Strage-di-bologna-visual-novel-800x450.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/Strage-di-bologna-visual-novel-1536x864.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/05/Strage-di-bologna-visual-novel.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Accanto alle belle tavole dedicate alle vittime, è possibile accedere anche ad altre scene, marchiate di nero, che ricostruiscono la preparazione e l’esecuzione della strage, organizzata dai vertici della loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti deviati  italiani ed eseguita da terroristi neofascisti.</p>
<p>Una visual novel interattiva da utilizzare anche come approfondimento nelle scuole, per le lezioni di storia ed educazione civica.</p>
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		<title>BolognaRagazzi CrossMedia Award 2024: ecco i vincitori</title>
		<link>https://www.mamamo.it/news/bolognaragazzi-crossmedia-award-2024-ecco-i-vincitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 14:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi e dispositivi elettronici per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[News su tecnologia e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna Children's Book Fair]]></category>
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					<description><![CDATA[Molti prodotti seriali, attenzione ai temi sociali e genere horror: sono queste le principali tendenze emerse dall'edizione 2024 del BolognaRagazzi CrossMedia Award, il premio che la Children's Book Fair di Bologna dedica alle narrazioni che dai libri si espandono verso altri media o viceversa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti <strong>prodotti seriali, attenzione ai temi sociali e genere horror:</strong> sono queste le principali tendenze emerse dall&#8217;edizione 2024 del <a href="https://www.bolognachildrensbookfair.com/premi/bolognaragazzi-crossmedia-award/bolognaragazzi-crossmedia-awards-i-vincitori-2024/13261.html"><strong>BolognaRagazzi CrossMedia Award</strong></a>, il premio che la Children&#8217;s Book Fair di Bologna dedica alle <strong>narrazioni che dai libri si espandono verso altri media</strong> o viceversa.   Tra le candidature di quest’anno si riconferma la presenza di molti progetti che mostrano attenzione ai temi sociali e cercano di sfruttare il digitale e i nuovi media per rendere la lettura accessibile anche a bambini con bisogni speciali o provenienti da contesti deprivati. Inoltre, cresce il numero delle serie tv tratte da libri ed emerge come novità la candidatura di numerosi contenuti ascrivibili al genere horror/zombi, anche per una fascia di età preadolescenziale.</p>
<p>L’evoluzione dei media digitali e il <strong>ruolo generativo</strong> che il <strong>libro</strong> continua a svolgere all’interno delle narrazioni contemporanee hanno indotto Bologna Children’s Book Fair ad ampliare il proprio sguardo istituendo il BolognaRagazzi CrossMedia Award &#8211; BRCMA, quest&#8217;anno alla sua 4ª edizione.  Il premio internazionale, organizzato <strong>in collaborazione con Mamamò</strong> nasce per individuare i contenuti migliori e più innovativi che dall’editoria tradizionale sono stati oggetto di convincenti migrazioni, intersezioni o espansioni su altre piattaforme (<strong>dalla TV al cinema, dalle console di videogiochi ai dispositivi mobili, agli smart speakers</strong>) o, viceversa le storie nate altrove che approdano su carta. Il BRCMA premia inoltre le piattaforme e i prodotti digitali capaci di offrire efficaci esperienze di lettura su schermo.</p>
<p>Sono stati <strong>100 i progetti candidati,</strong> provenienti da <strong>30 Paesi del mondo</strong>, tra cui la <a href="https://www.bolognachildrensbookfair.com/premi/bolognaragazzi-crossmedia-award/giuria-braw-crossmedia-2024/10741.html">giuria internazionale</a> ha individuato due vincitori &#8211; uno per la categoria CrossMedia Projects e uno per quella Digital Reading Experiences &#8211; e sei menzioni speciali.</p>
<p>Di seguito vincitori e menzioni speciali:</p>
<h2>Vincitori e menzioni categoria CROSSMEDIA PROJECTS</h2>
<p><strong>VINCITORE</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17399" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/SamandJulia_3-1600x826.jpg" alt="" width="800" height="413" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/SamandJulia_3-1600x826.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/SamandJulia_3-640x330.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/SamandJulia_3-800x413.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/SamandJulia_3-1536x793.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/SamandJulia_3-2048x1057.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p><strong>Sam &amp; Julia. The Mouse Mansion</strong><br />
Nato come casa di bambole, interamente realizzata con scatole di cartone e materiali riciclati, <a href="https://www.themousemansion.com/">Sam &amp; Julia. The Mouse Mansion</a> è diventata una serie di libri di successo ed estende il suo raggio d&#8217;azione ai bambini attraverso siti web, social media, YouTube, una linea di giochi e una serie televisiva animata. La serie animata offre un delicato ritratto dell&#8217;infanzia, mostrando una realizzazione accurata che presta un&#8217;attenzione meticolosa ad ogni dettaglio e utilizza materiali sostenibili.</p>
<p><strong>MENZIONI SPECIALI</strong></p>
<p><strong>The Day I Became a Bird</strong><br />
<a href="https://vimeo.com/841907172">The Day I became a Bird</a> trasforma un libro illustrato sul primo amore in una pura animazione sonora, con un approccio tenero, memorabile e audace. Il cortometraggio, che commuove e affascina con le sue illustrazioni sofisticate, completate da effetti sonori e musica di sottofondo meticolosamente progettati, spiega con delicatezza le sfumature delle emozioni associate al primo amore, rendendole accessibili al pubblico più giovane.</p>
<p><strong>The Imaginary  </strong><br />
Il romanzo del 2014 di <a href="http://www.afharroldkids.com/the-imaginary">A.F. Harrold</a> prende vita sul grande schermo, fondendo senza soluzione di continuità il libro inglese e le sue squisite illustrazioni con le sfumature culturali di un anime giapponese visivamente straordinario. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-nW6LLojcUw">Il film</a> esplora splendidamente il mondo dell&#8217;immaginazione dei bambini, sottolineando il suo legame con la memoria e i libri e il suo potere di cambiare la realtà.</p>
<p><strong>The Paper Boat/Boat People</strong><br />
Questo straordinario racconto si svolge come un&#8217;odissea moderna, delicatamente narrata attraverso gli occhi innocenti di una bambina, che ritrae la fragilità e la forza di una comunità di immigrati. Il <a href="https://www.nfb.ca/film/boat-people/">corto animato</a>, apparentemente incentrato sulle formiche, diventa una potente metafora della forza dei legami familiari, della resilienza e del potere trasformativo dell&#8217;arte nell&#8217;affrontare i traumi.</p>
<h2>Vincitori e menzioni DIGITAL READING EXPERIENCES</h2>
<p><strong>VINCITORE </strong></p>
<p><strong>MakeMake</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17400" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/makemake_1-1600x727.jpg" alt="" width="800" height="364" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/makemake_1-1600x727.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/makemake_1-640x291.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/makemake_1-800x363.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/makemake_1-1536x698.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/makemake_1-2048x930.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /><br />
<a href="https://makemake.com.co/home">MakeMake</a> è una piattaforma di lettura pensata per bambini e ragazzi dai 3 ai 15 anni che offre una collezione di libri di narrativa e saggistica di oltre 75 editori latinoamericani per un totale di 2200 libri.</p>
<p><strong>MENZIONI SPECIALI</strong></p>
<p><strong>Zoog</strong><br />
La piattaforma di <a href="https://www.getzoog.com/">Zoog</a> permette a chiunque di prendere qualsiasi libro per bambini presente nella sua biblioteca e di portarlo in vita utilizzando le moderne funzionalità di AR, ML e animazione avanzata.</p>
<p><strong>Super Simple Kids Songs</strong><br />
L&#8217;applicazione <a href="https://supersimple.com/">Super Simple Kids Songs</a> offre versioni interattive dei libri di fiabe Super Simple pubblicati da Scholastic, consentendo ai bambini di leggere un libro fisico o una versione digitale con aggiunta di narrazione, interattività e animazioni.</p>
<p><strong>Better Time Stories</strong><br />
<a href="https://play.bettertimestories.com/">Better Time Stories</a> ha sviluppato un pacco regalo per i bambini ucraini nei loro nuovi Paesi di accoglienza, che comprende cinque libri illustrati bilingui che hanno come tema il conforto, l&#8217;amore e la speranza, un&#8217;applicazione web sicura per accedere ai formati digitale e audio dei libri e una scatola fai da te.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Libri per bambini e Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.mamamo.it/news/professionisti/libri-per-bambini-e-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Salamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 08:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News su tecnologia e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mondo dell'editoria è probabilmente tra i settori che più sta risentendo dell’arrivo delle nuove tecnologie. Il prossimo passo, quello che più preoccupa autori ed editori, sarà capire in che misura le IA potranno impattare sulla scrittura e sulla produzione dei libri. In questo orizzonte, in cui si soppesano non solo i rischi e i vantaggi, ma anche le nuove prospettive che l’IA apre in termini di creatività, si stanno muovendo le prime prove degli autori e degli editori anche nel settore della narrativa per bambini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17371" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/narrativa-bambini-intelligenza-artificiale.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/narrativa-bambini-intelligenza-artificiale.jpg 1500w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/narrativa-bambini-intelligenza-artificiale-640x427.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/narrativa-bambini-intelligenza-artificiale-800x533.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/narrativa-bambini-intelligenza-artificiale-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" />Il mondo dell&#8217;editoria è probabilmente tra i settori che più sta risentendo dell’arrivo delle nuove tecnologie. Con il tempo ha dovuto fare i conti con i nuovi canali della distribuzione online, con i format digitali di lettura, con la crescente influenza di Bootoker, Booktuber, Bookstagrammer e con gli algoritmi di raccomandazione delle piattaforme sociali. Il prossimo passo, quello che più preoccupa gli autori e gli editori, sarà capire in che misura le Intelligenze Artificiali potranno impattare sulla scrittura e sulla produzione dei libri.</p>
<h2><b>L&#8217;elemento umano fondamentale per raccontare e consigliare</b></h2>
<p>Una recente <a href="https://brands.wattpad.com/insights/the-future-of-fiction" target="_blank" rel="noopener">ricerca online</a> condotta da Wattpad &#8211; community di <a href="https://www.giornaledellalibreria.it/news-innovazione-e-il-momento-delle-piattaforme-di-narrativa-serializzata-5469.html" target="_blank" rel="noopener">webnovel</a> e narrativa &#8211; e Wakefield Research tra adulti e rappresentanti della Generazione Z negli Stati Uniti, rileva che oggi <b>nove lettori su dieci </b>pensano che le tecnologie daranno forma al futuro della lettura, ma anche che <b>gli esseri umani debbano continuare ad essere coinvolti nella scrittura e nella produzione dei libri</b>. Nonostante si evidenzino abitudini molto diverse quanto a formati, generi e canali frequentati per i consigli di lettura, lettori appartenenti a generazioni diverse concordano nel ritenere che <b>gusto e curatela umane rimangono essenziali quando si parla di libri e narrazione</b>. Eppure, nonostante questi siano i bisogni espressi, l’uso dell’IA sembra ormai avanzare inevitabilmente anche in ambito editoriale, condizionandone le modalità produttive e promozionali.</p>
<h2><b>Gli autori, tra preoccupazione e opportunità</b></h2>
<p>Quanto agli autori, è ancora Wattpad con un sondaggio a tentare di capire come si sentano riguardo all&#8217;utilizzo dell’IA in particolare nel processo di scrittura narrativa. La maggioranza del campione &#8211; selezionato tra i creator della piattaforma stessa &#8211; rivela di essere <b>scettica nei confronti dell’IA generativa</b>, ma circa la metà mostra un <b>atteggiamento ambivalente</b>: da un lato teme che possa limitare le opportunità di monetizzazione e di pubblicazione, dall’altro ne riconosce il potenziale nel supportare il lavoro di ‘confezione’, dalla correzione di bozze alla progettazione grafica delle copertine. In questo orizzonte, in cui si soppesano non solo i rischi e i vantaggi, ma anche le nuove prospettive che l’IA apre in termini di creatività, si stanno muovendo le prime prove degli autori e degli editori.</p>
<h2><b>L’Intelligenza Artificiale per la narrativa ragazzi</b></h2>
<p>L&#8217;impiego delle IA nella scrittura di libri sta guadagnando sempre più spazio nel panorama editoriale, con un&#8217;ampia varietà di titoli già disponibili, molti dei quali creati utilizzando ChatGPT. Il fenomeno è emerso recentemente, con centinaia di libri già disponibili su piattaforme come Amazon, sia in formato elettronico che tradizionale, che spaziano dai manuali pratici sui più svariati argomenti fino alla <a href="https://www.italian.tech/2023/02/23/news/su_amazon_anche_in_italia_ci_sono_centinaia_di_libri_scritti_da_chatgpt_e_un_rischio_o_unopportunita-389000461/">narrativa per bambini e ragazzi</a>. Ed è proprio quest’ultima che sembra costituire un ambito favorevole all’impiego di algoritmi e IA.</p>
<p>Dopo la pandemia la piattaforma di lettura e di contenuti digitali <b>Epic!</b> <a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/2024/02/05/news/come_cambia_scrittura_intelligenza_artificiale_chatgpt-422040132/" target="_blank" rel="noopener">non aveva fatto mistero del fatto</a>  di supportare la produzione di una nuova collana di libri e fumetti attraverso un’attenta analisi dei dati di ricerca e navigazione per assicurarsi che incontrasse il gusto dei suoi piccoli iscritti. Nel creare un nuovo sistema di personaggi finzionali Epic! tiene quindi conto delle preferenze dei lettori, come il fatto che ai bambini i gufi piacciano più dei polli.</p>
<p>La piattaforma mobile di lettura per bambini <a href="https://www.fastcompany.com/91014953/ello-is-using-ai-to-write-hundreds-of-e-books-to-help-kids-learn-to-read">Ello</a> è andata oltre e oggi prevede di aggiungere nel suo catalogo di e-book più di 700 titoli originali, molti dei quali creati utilizzando l&#8217;IA. Secondo i dirigenti di Ello, l’IA può generare un libro in meno di 30 minuti. Una volta approvato il testo, anche le immagini a corredo della storia possono essere prodotte artificialmente. Una squadra di esperti sui temi dell’infanzia e di redattori revisiona e approva i libri così prodotti. Al momento, Ello utilizza l’intelligenza artificiale anche per ascoltare il bambino che legge, analizzare le sue parole a livello fonemico e aiutarlo a migliorare le sue abilità.</p>
<p>In Italia, con spirito sperimentale, è in pubblicazione il libro per ragazzi <b>Viaggio oltre l&#8217;ignoto </b>(ed. Il Castoro), a cura di Pierdomenico Baccalario, Marco Magnone e Davide Morosinotto. I tre autori hanno commissionato la stesura di una storia alla scrittrice Valentina Federici e a un’intelligenza artificiale, fornendo le stesse indicazioni e regole. Ne sono nati due racconti che parlano di amore, avventura, emozioni, ma anche un esperimento che vuole indagare con curiosità le sfide che l’IA pone per il futuro. <a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/2024/02/05/news/come_cambia_scrittura_intelligenza_artificiale_chatgpt-422040132/" target="_blank" rel="noopener">Baccalario</a> dichiara di aver lavorato sicuramente più ore sull’IA per dare alla macchina istruzioni valide, rispetto al tempo dedicato all’autrice esordiente. A dire che la componente umana, anche per la creazione artificiale di un buon prodotto letterario, al momento è ancora fondamentale.</p>
<h2><b>I pregiudizi dell&#8217;Intelligenza Artificiale</b></h2>
<p>Tornando al sondaggio di Wattpad, è interessante riscontrare che più della metà degli autori interpellati crede che l&#8217;IA possa mettere a rischio elementi di narrativa inclusiva e circa un quarto teme che possa riprodurre stereotipi e pregiudizi diffusi, per il noto principio “garbage in, garbage out”. Se l’IA lavora a partire da set di dati anacronistici e poco inclini a supportare il cosiddetto <i><span style="font-weight: 400;">sensitivity reading</span></i>, è elevato il rischio che il prodotto finale non solo perda di autenticità quanto a intrecci e  personaggi, ma anche che sottragga spazio alla pluralità culturale e al rispetto della diversità.</p>
<p>Queste preoccupazioni sollevano un tema importante, poiché riguardano prodotti culturali che contribuiscono a educare e modellare l&#8217;immaginario dei più giovani. Come per molti altri aspetti dello sviluppo delle IA, è necessario che anche l’editoria e le piattaforme di distribuzione lavorino nella trasparenza, in particolare quando si rivolgono ad un pubblico sensibile, informando per esempio i lettori se il libro che leggono è stato generato artificialmente o da un autore umano e a quali strumenti generativi sono ricorsi.</p>
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		<item>
		<title>Addomesticare gli schermi. Il digitale per l&#8217;età prescolare</title>
		<link>https://www.mamamo.it/educazione-digitale/addomesticare-gli-schermi-il-digitale-per-leta-prescolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Franceschetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 17:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Media e bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ai media]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel libro "Addomesticare gli schermi. Il digitale a misura dell'infanzia 0-6" Michele Marangi cerca di aiutare insegnanti e genitori a incorporare in modo armonico e sostenibile la tecnologia negli ambienti frequentati dai bambini, lontano da controproducenti demonizzazioni o adozioni acritiche. Un compito a cui nessun educatore si può sottrarre, visto che il rapporto con i media rappresenta un evento formativo significativo fin dalla prima infanzia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17362" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/marangi-1600x1200.jpg" alt="marangi" width="800" height="600" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/marangi-1600x1200.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/marangi-640x480.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/marangi-800x600.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/marangi-1536x1152.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/02/marangi-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Il digitale allo stato brado non possiede le regole e le attenzioni che si dovrebbero manifestare nei luoghi in cui vivono e crescono i bambini e le bambine. È per questo che è necessario addomesticarlo&#8230;&#8221;.</p></blockquote>
<p>Comincia così il libro <em>Addomesticare gli schermi. Il digitale a misura dell&#8217;infanzia 0-6</em> pubblicato per Scholé da <strong>Michele Marangi</strong>, docente di Didattica e tecnologie dell&#8217;istruzione all&#8217;Università Cattolica di Milano. Nel testo Marangi parte pragmaticamente dalla presenza pervasiva degli schermi nella vita quotidiana delle famiglie per <strong>superare sterili dicotomie tra tecnofobici o tecnoentusti</strong>. Non si può infatti affrontare il rapporto tra bambini e tecnologia se non ci si interroga su cosa rappresenti quest&#8217;ultima oggi. La pervasività e la connessione continua hanno reso il <strong>digitale</strong> un ambiente in cui trascorriamo parte della nostra esistenza &#8211; si parla infatti di onlife &#8211; ma anche il<strong> tessuto connettivo della nostra società.</strong></p>
<p>Pertanto, in una società in cui gli schermi non sono più solo oggetti tecnologici ma anche dispositivi economici, sociali e culturali, anche l&#8217;adozione di media-free zone secondo l&#8217;autore rappresenta una scorciatoia inutile e difficilmente praticabile.  Occorre piuttosto aiutare insegnanti e genitori a <strong>incorporare in modo armonico e sostenibile la tecnologia negli ambienti frequentati dai bambini,</strong> lontano da controproducenti demonizzazioni o adozioni acritiche. Un compito a cui nessun educatore si può sottrarre, illudendosi di delegare le competenze mediali agli specialisti, visto che il rapporto con i media rappresenta un evento formativo significativo fin dalla prima infanzia.</p>
<p>In un momento storico in cui gli adulti che hanno un ruolo di mediazione rispetto all&#8217;infanzia si sentono spesso inadeguati e disorientati di fronte ai veloci cambiamenti del sistema mediale, Marangi non fornisce facili ricette rassicuranti per sbrogliare la complessità del presente. Sottolinea piuttosto come rispetto al digitale <strong>non sia possibile trovare una soluzione che valga sempre e per tutti</strong>: occorre di volta in volta individuare strade che rispondano ai bisogni del singolo bambino in riferimento a un dato contesto familiare, scolastico o sociale. Per farlo occorre una progettualità che sia radicata in un adeguato corredo concettuale, metodologico e operativo. Una prospettiva condivisa ancora tutta da costruire, a fronte della velocità dei cambimenti in atto e dell&#8217;indispensabile contributo di discipline diverse.</p>
<p>Eppure, l&#8217;autore non si sottrae a questo compito e cerca comunque di tracciare un orizzonte teorico, fornendo un ricco <strong>compendio delle ricerche e degli studi pubblicati negli ultimi anni</strong> rispetto al rapporto tra infanzia e digitale in una prospettiva sia pedagogica, che di media education. L&#8217;analisi procede attraverso le cinque “posizioni” che si possono assumere rispetto allo schermo e che comportano differenti prospettive di sguardo:</p>
<ul>
<li>chi sta <em>davanti</em> agli schermi, ovvero i bambini e le bambine;</li>
<li>cosa si trova <em>dentro</em> gli schermi, cioè i contenuti ai quali hanno accesso i più piccoli;</li>
<li>cosa c’è <em>dietro</em> gli schermi – algoritmi e script che strutturano i processi di utilizzo;</li>
<li>chi sta<em> intorno</em> agli schermi a fianco dei bambini, vale a dire adulti e genitori;</li>
<li>come andare <em>oltre</em> gli schermi.</li>
</ul>
<p>Alla fine di ogni capitolo il libro propone una <strong>scheda operativa</strong>, che permette di approfondire alcuni temi, ma anche di riflettere sulle possibilità di intervento all&#8217;interno dei contesti della prima infanzia.</p>
<p>Nel complesso quindi il libro di Marangi può essere letto e utilizzato in vari modi, soprattutto da chi opera all&#8217;interno dei servizi per la prima infanzia: come sintesi teorica, che fa il punto sullo stato dell&#8217;arte a livello concettuale; come manuale operativo, che propone spunti da testare sul campo; come occasione di riflessione e punto di partenza per progettare interventi educativi nei servizi per l&#8217;infanzia realmente capaci di integrare in modo sostenibile anche l&#8217;universo digitale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Cinque videogiochi per bambini, per riflettere sul cambiamento climatico</title>
		<link>https://www.mamamo.it/news/cinque-videogiochi-per-bambini-per-riflettere-sul-cambiamento-climatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Tamai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 10:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giocare]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi e dispositivi elettronici per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[News su tecnologia e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi educativi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco una selezione di 5 videogiochi per bambini e ragazzi, per aiutarli a comprendere meglio il cambiamento climatico e a rflettere sulle sue conseguenze e sulle azioni che possiamo intraprendere per cambiare le cose.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cambiamento climatico</strong> si pone probabilmente come la più grande sfida globale che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare e coinvolge tutti i settori: dalle abitudini quotidiane, all’industria, all’agricoltura. Oltre a seguire il parere di scienziati/e ed esperti/e della sostenibilità un altro modo alternativo per imparare qualcosa riguardo al cambiamento climatico coinvolge anche i <strong>videogiochi</strong>. Infatti un problema così complesso e che richiede azioni importanti e imminenti, non ha lasciato indifferenti molti sviluppatori che hanno cercato di <strong>tradurre in meccaniche ludiche temi e soluzioni</strong> legate ai cambiamenti climatici, con la speranza di riuscire a informare e rendere più consapevoli i giocatori riguardo al tema. Vediamo insieme <strong>5 buoni esempi di videogiochi</strong> che possono essere utilizzati <strong>a casa e in classe</strong>, per imparare a <strong>fronteggiare il cambiamento del clima</strong> unendo l’<strong>accuratezza scientifica</strong> al buon game design.</p>
<h2>Terra Nil</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17351" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/terra-nil-1600x899.jpg" alt="terra nil" width="800" height="450" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/terra-nil-1600x899.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/terra-nil-640x359.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/terra-nil-800x449.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/terra-nil-1536x863.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/terra-nil.jpg 1912w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>(Nintendo Switch, Steam, Epic Games Store, GOG, Netflix games)<br />
Età: 10+</p>
<p><em>Terra Nil</em> è un <strong>videogioco strategico</strong> che appartiene al macrogenere dei vari <em>Clash of Clans</em> o <em>Age of Empires</em> ma interpreta il genere ribaltandolo: l’azione del giocatore infatti non è volta alla modifica del paesaggio per raggiungere obiettivi strategici legati all’economia o alla conquista ma al <strong>ripristino di ecosistemi</strong> che l’azione dell’uomo ha trasformato in terre brulle e senza vita. Ogni mappa di gioco rappresenta un diverso ecosistema e il suo ripristino passerà per diverse fasi: bisogna risanare il suolo, ripristinare le fonti d’acqua con ruscelli e laghi, ripristinare le giuste condizioni di umidità (saranno diverse in base all’ambiente che il giocatore dovrà risanare) così da favorire il ritorno delle piogge e della loro benefica azione sulla ricomparsa delle piante e degli animali. Tutto ciò sarà possibile <strong>utilizzando in maniera oculata e strategica le tecnologie e le risorse</strong> a disposizione. È interessante notare che la condizione di utilizzo degli strumenti dati in mano al giocatore deriva dallo stato di salute dell’ecosistema: più l’ecosistema è in salute grazie alle azioni del giocatore e più strutture utili si potranno costruire alimentando in questo modo un circolo virtuoso il cui finale però deve essere sempre lo stesso: una volta che l’ecosistema è ripristinato tutte le strutture create dall’uomo dovranno essere smantellate e riciclate per creare un velivolo utilizzato poi per spostarsi di mappa. Questo lascia i giocatori con un interessante spunto di riflessione: <strong>un ecosistema può essere veramente in salute solo senza la presenza dell’uomo?</strong></p>
<h2>Saltsea Chronicles</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17352" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/salsea-chronicles--1600x795.jpg" alt="saltsea" width="800" height="398" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/salsea-chronicles--1600x795.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/salsea-chronicles--640x318.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/salsea-chronicles--800x397.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/salsea-chronicles--1536x763.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/salsea-chronicles--2048x1017.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>(Playstation, Nintendo Switch, PC)<br />
Età: 8+</p>
<p><em>Saltsea Chronicles</em> è un <strong>gioco narrativo</strong> che inizia in uno scenario in cui l’umanità ha già perso: <strong>le calotte polari si sono sciolte</strong> e il mare ha sommerso interi continenti. Delle terre abitate dagli esseri umani rimane solo una superficie d’acqua a perdita d’occhio costellata di piccole isole. Sebbene la grande alluvione sia stata una catastrofe che è costata la vita a milioni di persone, i <strong>sopravvissuti</strong> hanno continuato la loro vita cercando di imparare dagli errori. Gli umani di Saltsea Chronicles hanno reagito alle conseguenze dei propri errori creando comunità in cui dare un maggior valore alle connessioni tra individui e <strong>modificando il proprio rapporto con la natura</strong>. Questo è un punto importante dato che una delle difficoltà nel fare azioni veramente efficaci per limitare i danni derivanti da cambiamenti climatici è quella di compiere azioni solo individuali, che non coinvolgono intere comunità e processi più ampi di sviluppo. In Saltsea Chronicles, <strong>imparando dagli errori del passato</strong>, le persone hanno creato una <strong>società con valori diversi</strong> da quella attuale, che forse può essere di ispirazione per costruire un mondo migliore oggi, prima di essere costretti a imparare dalla catastrofe. Segnaliamo che al momento dell’uscita di questo articolo il gioco è reperibile in lingua inglese.</p>
<h2>Endling &#8211; Extinction is forever</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17353" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/endling-.jpg" alt="endling" width="1493" height="1240" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/endling-.jpg 1493w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/endling--640x532.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/endling--800x664.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>(Nintendo Switch, Playstation, PC, Android, iOS)<br />
Età: 12+</p>
<p>Come sarebbe <strong>il cambiamento climatico</strong> se fosse <strong>visto dagli occhi di un animale</strong>? In <em>Endling</em> il giocatore ha l’opportunità di vivere questo punto di vista seguendo i passi di una <strong>volpe</strong> e dei suoi cuccioli in un paesaggio devastato dalle attività dell’uomo. Non a caso l’animale protagonista di questo gioco è una volpe: questa è una delle specie più resilienti ai cambiamenti climatici ma durante il gioco la sopravvivenza della madre e dei cuccioli sarà messo a dura prova. Endling è un gioco che vuole farci passare qualche ora nei panni di coloro che non hanno voce nella risoluzione di questo problema, causato ed eventualmente anche risolto dalle azioni dell’uomo, cioè gli animali. Il gioco tocca diverse corde emotive ma riesce anche a mostrare in modo chiaro gli impatti delle attività umane sull’ambiente dando diversi spunti di riflessione.</p>
<h2>Alba: a wildlife adventure</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-17354" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/alba2-1600x900.jpg" alt="alba" width="800" height="450" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/alba2-1600x900.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/alba2-640x360.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/alba2-800x450.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/alba2-1536x864.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/alba2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>(Apple Arcade, Steam, Playstation, Nintendo Switch, Xbox)<br />
Età: 3+</p>
<p>Impersoniamo Alba, una bambina tornata in Spagna sull’isola dove vivono i nonni. Il luogo che è stato lo sfondo di tanti bei ricordi d’infanzia si sta però spopolando e gli abitanti decidono di affidarsi a uno sviluppo in cui il <strong>turismo mordi e fuggi</strong> diviene l’unica via di uscita dalla situazione a discapito della <strong>salute degli ambienti naturali dell’isola</strong>. La piccola però non ci sta e facendo <strong>piccole grandi azioni di cura</strong> verso gli ambienti, gli animali e coinvolgendo gli altri cittadini dà il via a una piccola rivoluzione. Questo gioco non vuole trattare esplicitamente i cambiamenti climatici ma si concentra su alcune pratiche che possono aggravare i loro effetti, come il <strong>consumo eccessivo di suolo</strong>. Un gioco tenero che con leggerezza mostra il coraggio di fare il primo passo, anche piccolo, nel migliorare le cose prima che sia tardi, senza farsi paralizzare dalle dimensioni dell’impresa ma attivandosi e creando sinergie nella propria comunità.</p>
<h2>Civilization 6: Gathering Storm</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17355" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/civ-6.jpg" alt="civilization" width="1120" height="630" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/civ-6.jpg 1120w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/civ-6-640x360.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/civ-6-800x450.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>(macOS, Windows, Linux, iOS, Nintendo Switch, Playstation, Xbox)<br />
Età: 11+</p>
<p><em>Civilization</em> è una serie di <strong>videogiochi strategici</strong> <strong>a sfondo storico</strong> in cui i giocatori, attraversando varie epoche storiche, tecnologie e forme di governo e sviluppo, portano la propria civiltà dall’età della pietra alla conquista dello Spazio. Nell’ultima espansione, <em>Gathering Storm</em>, tra i vari parametri da tenere in considerazione durante lo sviluppo c’è anche la <strong>produzione di anidride carbonica</strong> che, in caso di sviluppo non guidato da tecnologie sostenibili, avrà la possibilità di <strong>modificare il clima</strong>. Come nella realtà questo porta come conseguenza un aumento nella frequenza e intensità dei <strong>disastri climatici</strong> che possono verificarsi in gioco e mettere <strong>a rischio la sopravvivenza della propria civiltà</strong>. Altra dinamica reale fedelmente tradotta in gioco è quella dei tempi di reazione del clima: una volta avviato il cambiamento climatico per fermarlo occorrerà del tempo e, a meno di non possedere tecnologie che attivamente sequestrano anidride carbonica dall’atmosfera, sarà impossibile tornare alle condizioni pre-industriali. Il modello climatico interno al gioco è molto complesso e lasciamo al piacere dei giocatori scoprire quali altre dinamiche climatiche sono state introdotte. Queste aggiunte al gioco base riflettono la sempre maggiore attenzione verso la tematica dei cambiamenti climatici da parte degli sviluppatori e permettono di fare riflessioni ad ampio spettro su quali possano essere i modelli virtuosi di sviluppo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<media:content url="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2024/01/endling--640x532.jpg" medium="image" width="640" height="532"></media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Yuku e il fiore dell&#8217;Himalaya</title>
		<link>https://www.mamamo.it/recensioni/%review_category%/yuku-e-il-fiore-dellhimalaya/</link>
					<comments>https://www.mamamo.it/recensioni/%review_category%/yuku-e-il-fiore-dellhimalaya/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Salamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 09:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film d'animazione]]></category>
		<category><![CDATA[film per bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Un breve film animato, della durata di poco più di un'ora, rivolto ai giovanissimi della scuola dell'infanzia ed elementare per trattare un tema che si tende spesso a rimuove quando si parla con i bambini, e in generale tra adulti, ovvero il tema della morte.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve film animato, diretto da Arnaud Demuynck e Rémi Durin e della durata di poco più di un&#8217;ora, rivolto ai giovanissimi della scuola dell&#8217;infanzia ed elementare per trattare un tema che si tende spesso a rimuove quando si parla con i bambini, e in generale tra adulti, ovvero il <strong>tema della morte</strong>. In <em>Yuku e il fiore dell&#8217;Himalaya</em> la morte compare e ha la forma di una <strong>talpa miope e mite</strong>, che arriva per prelevare un&#8217;amata nonnina in fin di vita e accompagnarla nei meandri della sua tana sotterranea. Una delle nipotine decide che per affrontare questo viaggio alla nonna serve una luce, quella del fiore dell&#8217;Himalaya, che promette l&#8217;eternità.</p>
<div class="flex-video"><iframe loading="lazy" title="YUKU E IL FIORE DELL&#039;HIMALAYA | TRAILER UFFICIALE | DAL 26 OTTOBRE AL CINEMA!" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/eY4b5tGH2Yo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>La storia di Yuku e il fiore dell&#8217;Himalaya</h2>
<p>In un castello malandato, la topolina Yuku adora ascoltare con le sorelline le letture dell&#8217;amatissima nonna. Quando però, dopo un rovinoso crollo di libri in biblioteca, la nonna si ritrova in gravi condizioni di salute, Yuku decide di lasciare la sua confortevole tana e di mettersi in viaggio per trovare il magico fiore dell&#8217;Himalaya, <strong>che si nutre di luce pura e quindi potrà salvare la nonna dall&#8217;oscurità eterna</strong>. La protagonista, attrezzata solo del suo ukulele, vivrà dunque una serie di avventure, tra ostacoli, pericoli e molti incontri, scoprendo che <strong>la musica e le storie possono mettere in contatto le persone e portare amicizia</strong>. Il viaggio ovviamente sarà una preziosa occasione di crescita per lei.</p>
<h2>La musica come momento di incontro</h2>
<p>La musica ha un ruolo importante in <em>Yuku e il fiore dell&#8217;Himalaya</em>, molta narrazione viene infatti affidata alle <strong>canzoni</strong> cantate da Yuku e dai tanti animali che incontra sulla sua via. Le note di regia ci fanno sapere che nel film ogni canzone rafforza i personaggi nella loro identità: &#8220;Dal divertente ska al commovente blues (cantato in originale dal rocker Arno), dal rap allo swing degno di Re Louis – il riferimento dell’autore a “Il libro della giungla”, da una ballata filosofica (cantata in originale con Agnès Jaoui) a un boogie-woogie accompagnato in dalla voce profonda di Tom Novembre, il film invita gli spettatori a cantare e a ballare sulla poltrona&#8221;. I bambini in sala effettivamente apprezzano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17344" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/12/yuku-e-il-fiore-Himalaya-1-1.jpeg" alt="Yuku e il fiore dell'himalaya" width="1280" height="720" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/12/yuku-e-il-fiore-Himalaya-1-1.jpeg 1280w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/12/yuku-e-il-fiore-Himalaya-1-1-640x360.jpeg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/12/yuku-e-il-fiore-Himalaya-1-1-800x450.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<h2>Parlare della morte come un evento naturale</h2>
<p>Il pregio del film è di sicuro quello di saper parlare della morte senza drammatizzare e incupire la narrazione,  rappresentando il commiato dalla vita come un momento sì doloroso, ma accettabile se vissuto nel contesto degli affetti. Prevalgono infatti il sentimento della <strong>compassione</strong> e il desiderio di rendere il distacco più umano per la persona cara che se ne sta andando. E anche la scelta di rappresentare la morte con sembianze miti (quelle di una talpa) ben si discosta dall&#8217;iconografia tradizionale che in passato terrorizzava adulti e bambini. La scelta di una grafica 2D, morbida, sfumata e dai colori caldi, accentua la delicatezza della narrazione, rendendola adatta anche ai più piccoli.</p>
]]></content:encoded>
					
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	</item>
		<item>
		<title>Metamostri, una web series per l&#8217;educazione digitale</title>
		<link>https://www.mamamo.it/news/metamostri-una-web-series-per-leducazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News su tecnologia e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[web series]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mamamo.it/?p=17313</guid>

					<description><![CDATA[Il gruppo editoriale Ciaopeople ha lanciato Metamostri, un nuovo programma dedicato a bambine e bambini dai 3 ai 7 anni, disponibile online su YouTube e YouTube KIDS, per imparare a connettersi e disconnettersi dal mondo digitale con consapevolezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17316" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/11/metamostri-1.jpg" alt="metamostri" width="1500" height="1000" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/11/metamostri-1.jpg 1500w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/11/metamostri-1-640x427.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/11/metamostri-1-800x533.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/11/metamostri-1-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p dir="ltr">Il gruppo editoriale Ciaopeople ha lanciato <strong>Metamostri</strong>, un nuovo programma dedicato a <strong>bambine e bambini dai 3 ai 7 anni</strong>, disponibile online su <a href="https://youtube.com/@Metamostri?feature=shared" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://youtube.com/@Metamostri?feature%3Dshared&amp;source=gmail&amp;ust=1699093748794000&amp;usg=AOvVaw35oK9X--e1DuaDg3J_c11-">YouTube</a> e YouTube KIDS per imparare a connettersi e disconnettersi dal mondo digitale con consapevolezza.</p>
<p dir="ltr">Il format è realizzato con l’antica arte del teatro di figura, una tecnica performativa che in passato ha dato vita a personaggi come Topo Gigio, Uan e Dodò, e oggi si trasferisce in una <em>web series</em> che guida i bambini e le famiglie italiane nella gestione consapevole del rapporto con il mondo digitale. Metamostri vuole infatti sollecitare in loro &#8211; attraverso l’esempio, la musica ed il gioco &#8211; la capacità di connettersi e disconnettersi dalla tecnologia in modo consapevole.</p>
<p dir="ltr">I nomi dei Metamostri derivano dalla parola “pupazzo” declinata nelle lingue del mondo: <strong>BAB</strong> viene dall’Ungherese BÀB, <strong>KIKA</strong> dallo Swaili KIKARAGOSI, <strong>BUMBA</strong> dal Somalo BOOMBALEED, <strong>FANTO</strong> dal Portoghese FANTOCHE, <strong>PUPA</strong> dal Siciliano PUPO. I <strong>5 puppets protagonisti</strong> dello show, rappresentano diverse personalità, corpi e fragilità, create per aiutare i bambini a immedesimarsi nei temi proposti in ogni episodio. Oltre ai Metamostri ci sono <strong>MEME e TATA</strong>, le <strong>guide adulte</strong> che li accompagneranno attraverso il percorso di crescita.</p>
<p dir="ltr">A fare da sfondo c’è il <strong>Metamondo</strong>, un luogo immaginario dove i protagonisti giocano e sperimentano, incontrando le difficoltà quotidiane della prima infanzia e dell’età prescolare. Se il Metamondo rappresenta il mondo digitale, in contrapposizione c’è il <strong>Mondo lì fuori</strong>, la realtà dove si corre, si salta, ci si sporca, si cade e ci si rialza. A dividere il Metamondo dal Mondo Lì Fuori c’è un portale che rappresenta il passaggio tra il reale e il digitale. La sfida di trovare un equilibrio tra connessione e disconnessione è un tema chiave per le generazioni future e Metamostri vuole offrire un modello per imparare a navigare il mondo digitale in modo sano ed educativo.</p>
<p dir="ltr">L’<strong>Università Federico II di Napoli</strong> ha patrocinato Metamostri facendone anche oggetto di ricerca scientifica. Il reparto di Scienze Mediche Traslazionali, sotto la direzione della docente di Neuropsichiatria infantile Carmela Bravaccio, ha coinvolto un gruppo di bambine e bambini e lo riunisce periodicamente per visionare in anteprima le puntate, con l’obiettivo di studiare sul lungo termine gli effetti del format sulla loro consapevolezza digitale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<media:content url="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/11/metamostri-640x427.jpg" medium="image" width="640" height="427"></media:content>
	</item>
		<item>
		<title>I nativi digitali non esistono. E nemmeno i genitori perfetti</title>
		<link>https://www.mamamo.it/educazione-digitale/i-nativi-digitali-non-esistono-e-nemmeno-i-genitori-perfetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Salamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 07:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il termine ‘nativo digitale’ è un’etichetta che ha funzionato dal punto di vista mediatico, ma si è rivelata pericolosa nel volerci far credere che i bambini siano naturalmente ‘competenti’ nell’uso della tecnologia. A smontare questo pregiudizio contribuisce l’ultimo libro del pedagogista Cosimo Di Bari, che esorta i genitori a non cadere in forme di “panico morale” e intraprendere sin da subito un’azione educativa consapevole...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17294" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/i-nativi-digitali-non-esistono-cosimo-di-bari.jpg" alt="Libro I nativi digitali non esistono di Cosimo Di Bari" width="1500" height="1000" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/i-nativi-digitali-non-esistono-cosimo-di-bari.jpg 1500w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/i-nativi-digitali-non-esistono-cosimo-di-bari-640x427.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/i-nativi-digitali-non-esistono-cosimo-di-bari-800x533.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/i-nativi-digitali-non-esistono-cosimo-di-bari-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Il termine &#8216;nativo digitale&#8217; è un&#8217;etichetta che ha funzionato in questo millennio da un punto di vista mediatico, ma si è rivelata pericolosa nel volerci far credere che i bambini siano &#8216;competenti&#8217; nell&#8217;uso della tecnologia.</p>
<p>A smontare questo pregiudizio contribuisce l&#8217;ultimo libro del pedagogista <strong>Cosimo di Bari</strong>, da anni impegnato a livello universitario a indagare il <strong>ruolo dei media nella vita dei giovanissimi</strong> ed anche padre di due bambini. Sono moltissime le sue pubblicazioni su questo tema e con lui in passato ci siamo soffermati <a href="https://www.mamamo.it/educazione-digitale/cortometraggi-occasione-di-confronto-e-crescita-per-i-bambini/" target="_blank" rel="noopener">qui</a> su Mamamò a parlare di come sfruttare i <a href="https://www.mamamo.it/educazione-digitale/cortometraggi-occasione-di-confronto-e-crescita-per-i-bambini/" target="_blank" rel="noopener">cortometraggi animati</a> per far riflettere i piccoli su questioni complesse, sfruttando questi piccoli gioielli dell&#8217;animazione.</p>
<p>Il suo nuovo libro <a href="https://shop.uppa.it/products/i-nativi-digitali-non-esistono" target="_blank" rel="noopener"><em>I nativi digitali non esistono &#8211; Educare a un uso consapevole, creativo e responsabile dei media digitali</em> </a>(ed. Uppa) nasce dal desiderio di parlare agli adulti del <strong>rapporto tra infanzia e schermi</strong>, per approfondire con loro il <strong>tema dei rischi e delle potenzialità dei media nelle vite dei bambini</strong> dalla nascita ai 10 anni d&#8217;età. Si tratta di un testo che vuole stimolare riflessioni e proporre strade per costruire un rapporto sano con gli schermi già dalla primissima infanzia, partendo dalla considerazione che è possibile &#8220;pur abitando attivamente un&#8217;epoca di velocissime trasformazioni, conservare &#8216;intatte&#8217; quelle dimensioni della nostra cultura che ci rendono &#8216;umani'&#8221;.</p>
<p>Apprezziamo il fatto che da pedagogista Di Bari si rivolga con onestà ai genitori chiarendo fin dall&#8217;introduzione che <strong>non esistono &#8216;ricette preconfezionate valide per ogni ogni luogo e in ogni tempo&#8217;. </strong>Piuttosto, occorre interrogarsi &#8220;sulla qualità degli &#8216;ingredienti&#8217; e impegnarsi a scriverne di proprie, funzionali per il proprio contesto familiare ed educativo&#8221;. Lungi dal voler colpevolizzare i genitori, li invita piuttosto a farsi delle domande, per limitare i danni e valorizzare le risorse che i media possono offrire a livello educativo. Li esorta a non cadere in forme di &#8220;panico morale&#8221; che vedono nei media il capro espiatorio di molti dei problemi della società contemporanea. Meglio non rinviare e <strong>intraprendere sin da subito un&#8217;azione educativa</strong> consapevole:</p>
<blockquote><p>&#8220;Piuttosto che farsi terrorizzare dei &#8216;macro problemi&#8217; del digitale durante l&#8217;adolescenza (pedo-pornografia, cyberbullismo, per citare quelli più evidenti e più frequenti nei dibattiti pubblici), la soluzione può essere avviare fin dall&#8217;infanzia e dalla prima infanzia forme di alfabetizzazione e di utilizzo consapevole&#8221;.</p></blockquote>
<p>Si tratta quindi non di vietare l&#8217;utilizzo degli schermi, ma di <strong>introdurli gradualmente nella vita dei bambini</strong>, coltivando in loro le necessarie <strong>competenze per interpretare criticamente</strong> ciò che fruiscono su tv, tablet, smartphone, smart speaker e laptop.</p>
<p>In risposta alla legittima domanda che i genitori si potrebbero porre (<em>Ma come faccio io a fare tutto ciò?</em>), nel manuale Di Bari offre <strong>strumenti concreti</strong> che li aiutino in questo percorso. Non solo fornisce indicazioni sulle posizioni di pediatri e psicologi in merito al tema schermi e infanzia, ma analizza con linguaggio semplice i vari tipi di contenuti fruibili dai bambini (app, video su YouTube, cartoni animati, videogiochi&#8230;), ne svela i punti critici, suggerisce come valutarne l&#8217;idoneità alla visione da parte dell&#8217;infanzia, propone schede per strutturare piccole attività da avviare con i piccoli nel quotidiano in ottica di media education.</p>
<p>Anziché attribuire ai bambini un&#8217;innata capacità di relazionarsi alle tecnologie, è meglio che le famiglie si impegnino nella costruzione delle competenze digitali di grandi e piccoli, non dimenticando che uno sguardo consapevole e creativo contribuirà a rendere questi spazi terreno di <strong>incontro, dialogo e crescita</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17298" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/NAT_2_low.webp" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/NAT_2_low.webp 1200w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/NAT_2_low-640x427.webp 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/NAT_2_low-800x534.webp 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/NAT_2_low-750x500.webp 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<media:content url="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/i-nativi-digitali-non-esistono-cosimo-di-bari-640x427.jpg" medium="image" width="640" height="427"></media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Risorse online per la cittadinanza digitale</title>
		<link>https://www.mamamo.it/raccolte/imparare/risorse-online-per-la-cittadinanza-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 10:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imparare]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in rete]]></category>
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					<description><![CDATA[Ora che la Cittadinanza Digitale è entrata a pieno titolo nelle aule - da quelle della scuola dell'infanzia fino alle superiori - occorrono risorse specifiche per affrontare i temi principali del nostro vivere online. Di seguito, una serie di giochi o contenuti multimediali facilmente accessibili online e gratuiti, per costruire percorsi scolastici relativi alla sicurezza, l'identità digitale, la disinformazione e il benessere in rete.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16471" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/cittadinanza-digitale-risorse-digitali.jpg" alt="cittadinanza digitale risorse digitali" width="1500" height="1000" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/cittadinanza-digitale-risorse-digitali.jpg 1500w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/cittadinanza-digitale-risorse-digitali-640x427.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/cittadinanza-digitale-risorse-digitali-800x533.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/cittadinanza-digitale-risorse-digitali-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></h2>
<p>Dopo che la <strong>Cittadinanza Digitale</strong>, grazie all&#8217;introduzione dell&#8217;insegnamento dell&#8217;Educazione Civica, è entrata a pieno titolo nelle aule &#8211; da quelle della scuola dell&#8217;infanzia fino alle superiori &#8211; occorrono risorse specifiche per affrontare i temi principali del vivere online. Di seguito segnaliamo una serie di giochi o contenuti multimediali facilmente accessibili in Rete e gratuiti, per costruire percorsi scolastici relativi alla sicurezza, l&#8217;identità digitale, la disinformazione e il benessere digitale.</p>
<p>Meccaniche di gioco coinvolgenti, personaggi accattivanti e format narrativi apprezzati dai giovani sono gli elementi che introducono le tematiche della cittadinanza digitale in classe e nella vita di bambini e ragazzi.</p>
<h2>Nabbovaldo e il Ricatto del Cyberspazio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16361 size-large" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2021/12/NABBOVALDO-9-1600x900.jpg" alt="Babbovaldo " width="800" height="450" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2021/12/NABBOVALDO-9-1600x900.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2021/12/NABBOVALDO-9-640x360.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2021/12/NABBOVALDO-9-800x450.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2021/12/NABBOVALDO-9-1536x864.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2021/12/NABBOVALDO-9.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Nabbovaldo e il ricatto del cyberspazio è un <strong><em>serious game</em> gratuito </strong>nato su iniziativa della <a href="https://www.ludotecaregistro.it/il-videogioco-nabbovaldo/">Ludoteca del Registro.it</a>, l’organismo del CNR di Pisa che da anni assegna e gestisce i domini online italiani. Nabbovaldo si propone si accompagnare per mano il giocatore <strong>alla scoperta di internet e delle buone norme</strong> da tenere in questo spazio, allo stesso tempo virtuale e reale, e lo fa attraverso una storia semplice ma coinvolgente, condita da tanti minigiochi.  Il protagonista muove i suoi primi passi a Internetopoli, la città della rete, conoscendo pian piano i suoi abitanti: l’appassionata di gattini, il flamer sempre intento a scatenare furiosi litigi, la ragazzina che vuole sfondare su Twitch, il troll con il suo bagaglio di provocazioni, la ragazza di Instagram che incanta i follower con le sua avvenenza&#8230; fino a che non dovrà fare i conti con un  virus informatico. Ogni ambiente di gioco, raggiungibile dal giocatore attraverso la mappa della città, consente di collezionare le pagine di <strong>un’enciclopedia con più di 100 termini e concetti specifici legati alla rete</strong> (modem, ransomware, cookie, scam, wi-fi, per fare alcuni esempi). Il videogioco è adatto ai ragazzi <strong>a partire dalla scuola media.</strong><br />
<a href="https://www.mamamo.it/app/nabbovaldo-e-il-ricatto-del-cyberspazio/">Leggi la recensione di Nabbovaldo e il Ricatto del Cyberspazio su Mamamò</a></p>
<h2>Interland</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15091" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2020/06/interland-3.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2020/06/interland-3.jpg 1280w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2020/06/interland-3-640x360.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2020/06/interland-3-800x450.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>La web app di Google per l&#8217;<strong>educazione digitale dei bambini</strong> è un gioco online interattivo per imparare le lezioni relative alla <strong>sicurezza sul web</strong>. Si tratta di un platform dalle meccaniche semplici rivolto ai <strong>bambini dai 6 ai 13 anni.</strong> Si compone di quattro esperienze di gioco: per imparare a custodire le informazioni personali in rete, per imparare a veicolare messaggi positivi, per fare attenzione a cosa si condivide e con chi e per capire che le cose in rete non sono sempre come appaiono. Interland è completamente gratuito e subito disponibile in italiano sul seguente <a href="http://g.co/interland" target="_blank" rel="noopener">sito</a>, senza il bisogno di effettuare il download di un’app.<br />
<a href="https://www.mamamo.it/news/interland-gioco-interattivo-google-bambini-sicurezza-online/">Leggi la recensione di Interland su Mamamò</a></p>
<h2>I super errori del web</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8195" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2017/10/supererrori.jpg" alt="supererrori" width="800" height="533" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2017/10/supererrori.jpg 1500w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2017/10/supererrori-640x427.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2017/10/supererrori-800x533.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2017/10/supererrori-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Generazioni Connesse, il <em>Safer Internet Centre</em> italiano, con lo studio di animazione Gordo ha ideato <strong><em>I Super Errori del Web</em></strong>, 7 personaggi animati in cui i più giovani possano facilmente identificarsi e rivedersi quando sono alle prese con la loro vita online. Chat Woman, l’Incredibile Url, l’Uomo Taggo, la Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e Il Postatore Nero sono iprotagonisti di una <a href="http://www.generazioniconnesse.it/site/it/super-errori/" target="_blank" rel="noopener">miniserie di 6 episodi</a>. Con piglio leggero e ironico, i SuperErrori raccontano la loro vita in Rete, in brevi avventure e situazioni quotidiane per scoprire che, alla fin fine, una soluzione c’è per (quasi) tutti i nostri sbagli online. La serie è adatta ai ragazzi delle <strong>scuole medie.</strong><br />
<a href="https://www.mamamo.it/video/supererrori-del-web-video-educare-superpoteri-della-rete/">Leggi la recensione di I super errori del web su Mamamò</a></p>
<h2>Internetopoli</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-16480" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-15.52.33-1600x774.jpg" alt="" width="800" height="387" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-15.52.33-1600x774.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-15.52.33-640x310.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-15.52.33-800x387.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-15.52.33-1536x743.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-15.52.33-2048x991.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>L’<em>Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche</em> di Pisa (Iit-Cnr) ha realizzato quest&#8217;applicazione desktop dedicata agli <strong>alunni delle scuole primarie </strong>per un uso consapevole e costruttivo della Rete. Internetopoli è un gioco che cala i bambini in una città immaginaria che è Internet e attraverso un’interfaccia semplice, animata da video e mappe, tocca i principali aspetti della navigazione sicura nella Rete, da quelli di apprendimento a quelli ludici, fino al lato oscuro del web costituito da truffe e violazioni della privacy. È compatibile con Lim e utilizzabile/scaricabile attraverso il sito <a href="http://www.internetopoli.it/" target="_blank" rel="noopener">Internetopoli.it</a> previa registrazione. L’applicazione è stata realizzata dalla <a href="http://www.ludotecaregistro.it/" target="_blank" rel="noopener">Ludoteca di Registro.it</a> (l’anagrafe dei domini internet Made in Italy operante all’Iit-Cnr) in collaborazione con Giunti Os.</p>
<h2>Datak</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-16466" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-10.36.51-1600x889.jpg" alt="Datak" width="800" height="445" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-10.36.51-1600x889.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-10.36.51-640x356.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-10.36.51-800x444.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-10.36.51-1536x853.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-10.36.51-2048x1138.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p class="c-article_paragraph">Il <em>serious game</em> Datak è frutto dell’inchiesta &#8220;Donnez-moi mes données!&#8221; (Datemi i miei dati!) del canale RTS (Radio Télévision Suisse) e illustra in modo interattivo come e a quale scopo vengono raccolti e utilizzati i nostri <strong>dati personali.</strong> Il singolo giocatore, assunto come stagista dal sindaco di una città che lo incarica della gestione dei social network, si trova a dover prendere decisioni importanti tanto per i singoli quanto per la collettività. Il gioco si rivolge ai giovani <strong>a partire dai 15 anni</strong> e affronta i grandi temi dell’inchiesta (<strong>social network, vigilanza dello Stato, commercio e salute</strong>): accettare o rifiutare il progetto delle telecamere di sorveglianza nelle strade della propria città? Trasmettere i dati sui cittadini alle imprese o ai partiti politici? Con ogni dossier trattato sussiste la possibilità di accedere ai risultati delle inchieste svolte dalla RTS e ai molteplici consigli pratici.<br />
<a href="https://www.datak.ch/#/start" target="_blank" rel="noopener">Gioca online con Datak</a></p>
<h2>Fred Fact</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16465" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Fred-Fact.jpg" alt="Fred Fact - factchecking" width="1584" height="860" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Fred-Fact.jpg 1584w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Fred-Fact-640x347.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Fred-Fact-800x434.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Fred-Fact-1536x834.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Un fumetto brasiliano tradotto anche in italiano grazie all’<a href="https://factcheckingday.com/">International Fact Checking Network</a> per insegnare ai ragazzi cosa sono le <strong>bufale in rete</strong> e come individuarle. Si scarica gratuitamente in formato pdf ed è uno strumento utile soprattutto per i più giovani, che tendono a <strong>fidarsi di quanto compare sulla rete e sui social</strong> e a non porsi troppe domande rispetto all’attendibilità di una fonte. <strong>Per gli studenti delle superiori.</strong><br />
<a href="https://www.mamamo.it/educazione-digitale/scuola/bufale-un-fumetto-insegna-agli-studenti-individuarle/">Leggi Fred Fact</a></p>
<h2>1234 &#8211; La sicurezza informatica</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-16473" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-13.56.34-1600x395.jpg" alt="" width="800" height="198" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-13.56.34-1600x395.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-13.56.34-640x158.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-13.56.34-800x198.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-13.56.34-1536x380.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-13.56.34-2048x506.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>1234, come la password che non si dovrebbe mai scegliere, ma come la password che la maggior parte degli utenti sceglie. Dalle truffe online agli intrighi internazionali, in ogni puntata di questo podcast di Alberto Giuffrè si approfondiscono i temi di cybersecurity legati all&#8217;attualità. Per gli <strong>studenti delle superiori.</strong><br />
<a href="https://open.spotify.com/show/6nHZae0uQZ29pwuAKrFlxS" target="_blank" rel="noopener">1234 &#8211; La sicurezza informatica su Sky Tg24 su Spotify</a></p>
<h2>Educazione Digitale di PosteItaliane</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16474" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-14.08.34.jpg" alt="" width="800" height="470" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-14.08.34.jpg 1358w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-14.08.34-640x376.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-31-alle-14.08.34-800x470.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>La sezione dedicata all&#8217;educazione digitale dei cittadini sul sito di PosteItaliane offre contenuti video, podcast, infografiche interattive, giochi, quiz e glossari per aggiornarsi sui temi della <strong>sicurezza</strong> e della cultura digitale. <strong>Per le scuole superiori.</strong><br />
<a href="https://www.posteitaliane.it/it/educazione-digitale.html" target="_blank" rel="noopener">PosteItaliane.it</a></p>
<h2>BBC iReporter</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9081" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2018/04/ireporter-bbc-1600x780.png" alt="bbc ireporter" width="800" height="390" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2018/04/ireporter-bbc-1600x780.png 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2018/04/ireporter-bbc-640x312.png 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2018/04/ireporter-bbc-800x390.png 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p><strong>Per giovani dagli 11 ai 18 anni</strong>, <a href="http://www.bbc.co.uk/news/resources/idt-8760dd58-84f9-4c98-ade2-590562670096" target="_blank" rel="noopener">BBC iReporter</a> fa entrare gli utenti nella redazione dei canali social della nota rete televisiva. Dovranno occuparsi di dare copertura ad una ‘breaking news’ e – in assenza del caporedattore – <strong>decidere se una notizia è vera oppure no</strong>, se è opportuno chiedere conferma alle fonti ufficiali, se una fonte sia più o meno attendibile. Il videogioco, costruito con brevi video, misura il successo del giornalista in erba rispetto a 3 parametri: attendibilità, velocità e impatto. Inoltre, induce a riflettere sul funzionamento di una redazione e sui rischi insiti nell’uso dei social media come fonte di informazione. Purtroppo, è al momento <strong>solo in inglese</strong> e accessibile quindi a studenti che abbiano una buona dimestichezza con questa lingua. Il sito della BBC mette inoltre a disposizione degli insegnanti una serie di <a href="http://www.bbc.co.uk/academy/en/articles/art20180312172633077" target="_blank" rel="noopener">risorse e schede didattiche</a> da usare in classe insieme al videogioco.</p>
<h2 class="entry-title">Appuntamento con i Digital Media</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17276" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/10/Appuntamento-con-i-Digital-Media-TIM-e-IDMO.jpg" alt="Appuntamento con i Digital Media" width="1518" height="858" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/10/Appuntamento-con-i-Digital-Media-TIM-e-IDMO.jpg 1518w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/10/Appuntamento-con-i-Digital-Media-TIM-e-IDMO-640x362.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/10/Appuntamento-con-i-Digital-Media-TIM-e-IDMO-800x452.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Oltre ai webinar live dedicati alla media literacy, il programma formativo di TIM per <a href="https://www.idmo.it/2023/03/09/media-literacy-rai-tim-idmo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>IDMO</strong></a> (Italian Digital Media Observatory) propone <strong>contenuti video on demand</strong> da fruire in autonomia sull’<a href="https://www.youtube.com/watch?v=bryJXea6lwM">ABC del digitale</a>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kvuXzegUZeg">content creation</a>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=TUHovVuE58Y">privacy e diritto d’autore</a>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jTlANsM7svU">Information disorder</a>. Sono disponibili anche <strong>materiali di approfondimento</strong> su quegli stessi argomenti e superando le <strong>sfide dei quiz interattivi</strong> (Be a digital media Expert!, House of Trust, In medias rules e Ciarlatown e i tranelli del metaverso) si ottiene un attestato.</p>
<h2>Digital World</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-17281" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/Digital-World-1600x750.jpg" alt="Digital-World" width="800" height="375" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/Digital-World-1600x750.jpg 1600w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/Digital-World-640x300.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/Digital-World-800x375.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/Digital-World-1536x720.jpg 1536w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/Digital-World-2048x960.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p><a href="https://www.raiplay.it/programmi/digitalworld" target="_blank" rel="noopener">Digital World</a> è il programma di Rai Cultura condotto da Matteo Bordone che dal 2016 ci aiuta a capire meglio le nuove tecnologie: opinioni, interviste, novità, cose passate e futuribili, cose da imparare e cose da creare. Si parla di pensiero critico, intelligenza artificiale, social media, metaverso, arte digitale, didattica innovativa&#8230; i temi proposti sono moltissimi, trattati a un livello di complessità e con un linguaggio adatti a un pubblico di ragazzi dalle superiori in su. Interessante anche lo spin-off <a href="https://www.raiplay.it/programmi/digitalworldvsfakenews" target="_blank" rel="noopener">Digital World vs fake News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<media:content url="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2022/01/cittadinanza-digitale-risorse-digitali-640x427.jpg" medium="image" width="640" height="427"></media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Come aiutare i bambini a capire cos&#8217;è l&#8217;Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.mamamo.it/educazione-digitale/bambini-e-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Salamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 10:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone prassi nell'educazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mamamo.it/?p=17236</guid>

					<description><![CDATA[Il veloce diffondersi delle Intelligenze Artificiali chiede agli adulti di intavolare il confronto su questi argomenti anche con i ragazzi e i bambini. Occorre infatti orientarli ad inquadrare la presenza di questi strumenti che tanto impatteranno sulle loro vite future utilizzando spirito critico ed evitando inutili allarmismi. Ecco qui alcuni spunti per iniziare...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17267" src="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/bambini-e-intelligenza-artificiale.jpg" alt="bambini e intelligenza artificiale" width="1500" height="1000" srcset="https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/bambini-e-intelligenza-artificiale.jpg 1500w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/bambini-e-intelligenza-artificiale-640x427.jpg 640w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/bambini-e-intelligenza-artificiale-800x533.jpg 800w, https://www.mamamo.it/wp-content/uploads/2023/10/bambini-e-intelligenza-artificiale-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 90vw, (min-width: 1000px) 80vw, (min-width: 1200px) 800px" /></p>
<p>Le Intelligenze Artificiali ricoprono da tempo un ruolo rilevante nella nostra società. Più o meno tutti siamo ormai assuefatti alla loro presenza e senza farci troppe domande da anni cediamo pezzi della nostra privacy (in altre parole, dati) in cambio di informazioni, intrattenimento, relazioni e agevolazioni nella vita di tutti i giorni. Con il nome di ‘algoritmi’, infatti, le IA determinano e personalizzano per ciascuno di noi i newsfeed dei social network, i risultati dei motori di ricerca, i video suggeriti dalle piattaforme VOD e gli itinerari di viaggio sui servizi di mappe&#8230; Nonostante ciò, quando la scorsa primavera le IA hanno rivelato di poter fare di più e di saper ‘generare’ contenuti alla stregua di un essere umano (in particolare, testi e immagini), il clamore e i timori suscitati nell’opinione pubblica hanno rivelato quanto poco fossimo consapevoli della loro avanzata e del loro livello di sviluppo.</p>
<p>Chat GPT, Dall-E, Midjourney e Bard si sono presentate come prodigi tecnologici capaci di ridisegnare il futuro e inevitabilmente hanno riportato in campo gli <strong>schieramenti contrapposti di apocalittici e integrati</strong>, impegnati a evidenziare <strong>rischi e opportunità</strong> impliciti in questi strumenti.</p>
<p>Di fatto sono molti i punti aperti e le criticità su cui occorre riflettere. Le leggi che intervengono a normare l’utilizzo delle IA anche da un punto di vista etico, come l&#8217;<a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/headlines/society/20230601STO93804/eu-ai-act-first-regulation-on-artificial-intelligence" target="_blank" rel="noopener">AI Act europeo</a>, le azioni (inutili) per rallentarne l’avanzamento, l’attribuzione dei diritti d’autore in relazione ai  testi, immagini e audio creati dalle macchine, l’impatto sul mondo dell’istruzione e sul concetto di creatività umana… sono solo alcuni degli aspetti su cui stimolare l’opinione pubblica quando si parla di algoritmi, machine e deep learning. Ma ancor più necessario è intavolare il <strong>confronto su questi argomenti con i ragazzi e i bambini</strong>. Occorre infatti orientarli ad inquadrare la presenza di questi strumenti che tanto impatteranno sulle loro vite future <strong>utilizzando spirito critico ed evitando inutili allarmismi</strong>.</p>
<p>Ecco quindi alcuni consigli per iniziare a riflettere sulle IA con i più giovani, facendo notare che…</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Stai già usando le Intelligenze Artificiali</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Il primo passo per introdurre l’argomento ai bambini è portare alla loro attenzione la presenza delle <strong>IA che già utilizzano</strong>: quando YouTube e TikTok suggeriscono nuovi video, facilmente lo fanno ‘indovinando’ i loro gusti, ovvero tenendo conto anche delle precedenti sessioni di visione (sia loro che degli altri utenti). Possiamo quindi invitarli a individuare altri algoritmi di raccomandazione vicini alla loro esperienza, per esempio quelli che suggeriscono il percorso da fare in auto a seconda del traffico. Oppure a interrogarsi su come gli assistenti vocali presenti nei telefonini e negli smartspeaker di casa possano comprendere e rispondere con sempre maggiore precisione alle domande che gli indirizziamo. O infine a domandarsi come fanno gli smartphone a suddividere le foto che abbiamo in archivio in base al soggetto fotografato.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Le macchine possono apprendere, non solo eseguire</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Il passo successivo consiste nell&#8217;introdurre il concetto di <strong>machine learning</strong>, che è una componente fondamentale dell&#8217;IA. Il machine learning rappresenta la capacità dei computer di apprendere e migliorare le proprie prestazioni in base ai dati che ricevono. In altre parole, la macchina non esegue solo comandi specifici, ma può diventare sempre più brava nelle sue risposte grazie all&#8217;esperienza accumulata. Per spiegare questo concetto, possiamo fornire ai bambini un esempio: immaginate di dover spostare un <strong>veicolo robotico</strong> attraverso un percorso pieno di ostacoli per raggiungere un premio. Senza il machine learning, dovreste fornire al robot istruzioni dettagliate su come muoversi: quando girare, quando frenare, quando accelerare e quando girare a destra o sinistra. Sarebbe come giocare a un videogioco con un joystick.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Ma se questo robot fosse <strong>dotato di capacità di machine learning</strong>, avrebbe già imparato come comportarsi su percorsi simili in passato e non avrebbe bisogno di essere guidato. Saprebbe come evitare gli ostacoli e raggiungere il premio da solo, grazie all&#8217;esperienza acquisita in precedenza. Questo è ciò a cui serve il machine learning: consentire alle macchine di apprendere e diventare più intelligenti per svolgere dei compiti al nostro posto.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Le IA possono creare, ma siamo noi a fornire gli esempi</h3>
<p style="padding-left: 40px;">È arrivato il momento di spiegare ai bambini che le IA hanno sviluppato anche la <strong>capacità di creare, in particolare testi, immagini e suoni</strong>. Riportiamoli all’esempio del robot, che questa volta avrà inclinazioni artistiche e, poiché dotato di IA, potrà disegnare, scrivere storie e creare musica in modo originale. Quando gli mostriamo delle immagini di animali il robot può infatti inventarne di nuovi (come un mix tra un elefante e un drago), quando gli diamo l’inizio di una storia può scriverne il seguito e quando gli proponiamo delle note musicali può creare una nuova canzone. Per fare ciò il robot ha dovuto imparare dalle tante informazioni che gli abbiamo fornito in precedenza (milioni di immagini, testi e musiche), riutilizzandole su nostra richiesta per produrre contenuti originali e creativi.<br />
Chiarito questo concetto, potremo quindi <strong>utilizzare insieme ai bambini IA</strong> come Chat GPT e Midjourney, per vedere come questi ‘robot’, grazie a un comando scritto (il cosiddetto prompt), possano generare un nuovo testo o una nuova immagine.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Ricordati che stai interagendo con una macchina e non con un umano!</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Soprattutto se siamo alle prese con i bambini più piccoli, che per esempio interagiscono con uno smart speaker o giocattoli intelligenti, sarà bene evidenziare che <strong>davanti a loro c’è una macchina e non un essere umano</strong> dotato di sentimenti ed emozioni. Ciò non toglie che debbano però continuare a esprimersi in modo gentile e corretto quando le rivolgono domande e richieste, poiché queste buone abitudini di comunicazione si applicano ovunque e con chiunque.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Le IA sono utili, ma possono essere anche dannose. Dipende da come le usiamo</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Per far capire ai bambini la portata dei cambiamenti in corso, facciamoli riflettere sui possibili utilizzi delle <strong>IA nel mondo produttivo e nella quotidianità</strong>. Per esempio, in campo medico, potrebbero affiancare i medici nella lettura delle radiografie per individuare fratture o anomalie. Oppure nell&#8217;agricoltura, droni dotati di l&#8217;IA potrebbero analizzare le superfici dei campi e determinare quali aree hanno bisogno di irrigazione o fertilizzante. O anche nel settore automobilistico, dove in un futuro non troppo lontano le auto potranno funzionare da sole utilizzando l&#8217;IA per imparare a guidare in modo sicuro.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Parlando di impiego costruttivo e positivo delle IA, potremo di contro far riflettere i giovani sugli esiti di un <strong>utilizzo dannoso delle tecnologie emergenti</strong>, che porterebbe a controllare, discriminare e fare del male all’uomo. Portiamo loro l’esempio del riconoscimento facciale tramite IA: se è utile per proteggere l’accesso al nostro conto in banca online, potrebbe diventare pericoloso se usato in modo indiscriminato dalla polizia per controllarci. Inoltre, le IA possono essere usate per creare immagini o video falsi (<strong>deep fake</strong>), facendo fare e dire a personaggi pubblici cose che non hanno mai fatto o detto. In questo modo le IA rischiano di essere un&#8217;arma in mano a chi produce disinformazione in modo strumentale.</p>
<p style="padding-left: 40px;">In chiave di cittadinanza digitale, è importante che tutti siano in grado di esigere le corrette tutele contro un uso invasivo e pericoloso delle nuove tecnologie.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Attento, le AI possono avere dei pregiudizi e sbagliare</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Non sempre ciò che risponde o crea una IA è giusto e corretto. Bisogna spiegare ai bambini che per allenare le IA in modo che imparino a rispondere alle nostre domande vengono utilizzati ‘set di dati’ creati da esseri umani, che possono quindi <strong>riflettere stereotipi e pregiudizi esistenti nella società</strong>. Ad esempio, se mostriamo sempre a una IA immagini di medici maschi e bianchi, potrebbe pensare che tutti i medici siano sempre maschi e bianchi, anche se non è vero, e le sue risposte in merito ai medici finirebbero per rafforzare degli stereotipi che le nostre società combattono da anni. Inoltre, è bene ricordare anche ai più giovani che i chatbot (come Chat GPT) possono avere le cosiddette ‘allucinazioni’, cioè produrre risultati falsi, totalmente inventati o non corretti. La risposta fornita può sembrare efficace e logica, ma non lo è: un’informazione testuale su un personaggio dei Promessi Sposi è plausibile ma sbagliata, un’immagine rappresenta un uomo ma a ben guardarlo la sua mano ha sei dita.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Usa spirito critico nel valutare ciò che le IA producono</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Proprio per questi motivi bisogna incoraggiare i bambini e i ragazzi a essere critici riguardo alle informazioni che ottengono dalle nuove tecnologie. Invitiamoli a mettere sempre in discussione i testi, le immagini e i post creati tramite IA, a confrontarli con quelli presi da fonti affidabili e a chiedersi se le risposte che hanno ottenuto contengono pregiudizi.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">Se le usi a scuola, ricordati che non possono sostituire né te né l’insegnante</h3>
<p style="padding-left: 40px;">Alla luce di quanto spiegato fin qui, serve ricordare ai ragazzi che ricorrono a programmi come Chat GPT per<strong> svolgere i compiti scolastici</strong> che non sempre questi forniscono risposte corrette. Inoltre, sarà logico raccomandare loro di usarli non per copiare e imbrogliare, ma come <strong>supporto</strong> al loro percorso di apprendimento. Potranno, per esempio, essere utili per velocizzare le traduzioni, per riassumere testi lunghi, per impostare la griglia di analisi di un contenuto, portando gli studenti a lavorare con intelligenza sulla scrittura dei &#8216;prompt&#8217; più adatti ad interrogare la macchina. Come alcuni <a href="https://www.mamamo.it/raccolte/10-videogiochi-per-parlare-di-scienza-ai-ragazzi/" target="_blank" rel="noopener">videogiochi</a> e video di YouTube, anche i programmi che usano IA possono diventare strumenti che migliorano la comprensione di una materia, scientifica o umanistica, ma non si possono sostituire a noi nella costruzione di quel necessario quadro di riferimento in cui organizziamo le nostre conoscenze.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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