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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-33897650</atom:id><lastBuildDate>Mon, 09 Nov 2009 18:51:23 +0000</lastBuildDate><title>mamma in corriera</title><description>volevo essere una &lt;b&gt;donna in carriera&lt;/b&gt;, e per un po' è stato così. poi però mi sono trasformata in una &lt;b&gt;mamma in corriera&lt;/b&gt;. non che sia così male, però...</description><link>http://mammaincorriera.blogspot.com/</link><managingEditor>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>318</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/MammaInCorriera" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-3191836099478530683</guid><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-09T15:14:59.805+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">divagazioni</category><title>Florence Nightingale, Halloween e l’influenza maiala</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mercoledì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Esterno giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La metropolitana mi ha lasciato su un vialone inquietante. Dalla mappa di Google non dovrei essere molto lontana. Vedo in lontananza un parco – dev’essere quello di cui mi hanno parlato – e comincio ad andargli incontro. Intanto mi porto avanti con le telefonate.&lt;br /&gt;“Uè”&lt;br /&gt;“Uè”&lt;br /&gt;“Senti, c’è un problema. Hai presente tuo nipote? Sai che c’ha l’influenza maiala? Beh, adesso ce l’ha anche tuo cognato”&lt;br /&gt;“Ah”&lt;br /&gt;“Eh”&lt;br /&gt;“Beh, fra due giorni arrivo, ormai ho fatto la borsa”&lt;br /&gt;“Ho capito, ma pensaci bene, non vorrei che ti ritrovassi qui a fare &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Florence_Nightingale"&gt;Florence Nightingale&lt;/a&gt;”&lt;br /&gt;“Ma no, figurati. Al massimo ce ne andiamo in giro io e te”&lt;br /&gt;“Sicura?”&lt;br /&gt;“Sicura”&lt;br /&gt;“Vabbé. Ti tengo al corrente, comunque”&lt;br /&gt;Continuo a camminare in quello che credevo fosse un ologramma visibile solo dalla tangenziale. Invece è vero, è un paesaggio. Di una parte di Milano che neanche nei miei peggiori incubi.&lt;br /&gt;Un vecchietto in bici mi soccorre. Dice che la mappa di Google fa schifo, poi smonta dalla bici e mi spiega che ha appena fatto delle analisi del sangue, perciò è lì per caso, ma non ha problemi a portarmi a destinazione. Ringrazio la terza età e i suoi acciacchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovedì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Esterno giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Stesso vialone.&lt;br /&gt;“Uè”&lt;br /&gt;“Uè”&lt;br /&gt;“Allora, è ufficiale, anche tuo cognato c’ha la maiala”&lt;br /&gt;“Ah”&lt;br /&gt;“Eh”&lt;br /&gt;“Guarda, parto fra 5 ore, ho la borsa in macchina e ho chiuso casa, quindi vengo”&lt;br /&gt;“Prenditi qualcosa, però, non so, un antivirale, una spremuta d’arancia”&lt;br /&gt;“Sì sì, non ti preoccupare”&lt;br /&gt;“Sicura?”&lt;br /&gt;“Sicura”&lt;br /&gt;“Vabbé. Ci sentiamo stasera, allora”&lt;br /&gt;La strada si è fatta più lunga. Ho un po’ di tosse e un pizzicorino in gola. Ma figuriamoci se mi ammalo. Ho un sacco di cose da fare, non ho tempo. E poi domani arriva mia sorella, mica le posso dare ‘sto pacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venerdì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Interno giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ben arrivata!”&lt;br /&gt;“Ben trovati! Come state?”&lt;br /&gt;il piccolo ha l’aria di uno che è stato picchiato tutta la notte. Temperatura: 37.&lt;br /&gt;Il marito ha l’aria di uno che è stato picchiato per una settimana. Temperatura: 39.&lt;br /&gt;Io ho l’aria di una che è stata picchiata nelle ultime 4 ore. Temeperatura: 38.&lt;br /&gt;“Eh, così. Non è che andresti al mercato a comprare delle arance?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farla breve, ma breve non è. Ne siamo usciti dopo una settimana, più perché non ne potevamo più che perché effettivamente era finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, svelato il mistero della prolungata assenza. Influenza maiala! Ma per fortuna avevamo Florence Nightingale, che non è da tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-3191836099478530683?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/win6JQAL1oo/florence-nightingale-halloween-e.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/11/florence-nightingale-halloween-e.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-1373636563004409792</guid><pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-26T10:45:26.897+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">The Talking Village</category><title>Il vizio del cliente</title><description>Il cliente è una strana creatura, per i suoi fornitori. Soprattutto per l’agenzia che gli deve fare il sito. Il fatto è che tutti i clienti sono persone adorabili, intelligenti, preparate e ragionevoli. Fino al momento in cui diventano effettivamente clienti e tu devi lavorare per loro. Allora vedi cose che voi umani..., tipo uno che sembrava un geek che di colpo non sa quale versione di browser sta usando, o uno che vive su internet e un giorno ti dice che non vede un aggiornamento, tu gli rispondi di svuotare la cache e lui ti chiede: “dov’è la cache?”. Insomma, cose di questo tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, in 11 anni di militanza nelle file di una grossa agenzia, ho visto decine di casi di questo genere. Casi umani, per lo più. Finché un giorno, poco prima di quest’estate, sono diventata cliente anch’io. Di una ex collega, peraltro, quindi si andava sul sicuro entrambe. Prendendo una cantonata clamorosa. Perché, il giorno stesso in cui sono diventata cliente, sono entrata nel personaggio e ho inziato a tempestarla di domande stupide. Ma veramente stupide, eh? Di quelle che, quando ero dall’altra parte, mi facevano venir voglia di non rispondere neanche al telefono. (Non entro nei dettagli delle domande perché ho pur sempre una dignità, e continuando a lavorare nel settore, fa proprio brutto. Posso però garantire che quando sono il fornitore è tutto diverso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono vergognata molto, ma non so cosa mi sia successo. Ho chiesto scusa alla mia amica, e lei dice che non c’è problema, che sono tutti così. Appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo, oltre che per dire grazie a Laura, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per fare un annuncio: il sito di &lt;a href="http://www.thetalkingvillage.it/"&gt;The Talking Village&lt;/a&gt; è online!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ora è solo un blog, ma presto ci saranno moltissime novità. Allora, venite a navigarvelo, commentate, criticate, partecipate, e poi iscrivetevi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(E fateci in bocca al lupo, ma questo lo davo per scontato :))&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-1373636563004409792?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/tFvi59hISTQ/il-vizio-del-cliente.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/il-vizio-del-cliente.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-4338686696809809327</guid><pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-21T15:11:39.260+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">eventi</category><title>Faccio cose, vedo gente</title><description>Settimana dura, densissima di eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venerdì: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.girlgeekdinnersmilano.com/"&gt;GGD&lt;/a&gt;. Si è parlato di sicurezza, ed è intervenuta anche la prof.ssa Dubini dell'&lt;a href="http://portale.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Centro_ASK/Home"&gt;ASK Bocconi&lt;/a&gt;, a parlare di come le mamme proteggono la loro privacy nei loro blog. Ah, sono anche stata intervistata! L'intervista è andata a &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8bd68d6a-040b-4d85-ab39-c126616e03e2.html"&gt;Neapolis &lt;/a&gt;- io l'ho saputo grazie a una mia amica che mi ha detto: "Stavolta sei stata brava, non hai parlato troppo veloce".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lunedì: Università di Pavia, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.psicosocioanalisi.it/corporate-storytelling-convegno-universita-di-pavia-19-ottobre-2009"&gt;convegno sullo storytelling&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt; Me lo ha segnalato &lt;a href="http://luccioleelanterne.blogspot.com/"&gt;Lanterna &lt;/a&gt;(grazie ancora!), con la quale ho trascorso un pomeriggio molto molto interessante. Seguirà post (qui e/o su The Talking Village).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Martedì:&lt;/span&gt; ecco, qui la cosa si fa complessa. Avevo i seguenti impegni in agenda: al mattino &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.cbritaly.it/event.php?id=6"&gt;Enterprise 2.0&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;; &lt;/span&gt;al pomeriggio &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.socialmoney.it/index.html"&gt;SocialMoney&lt;/a&gt; e &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.informaniaci.it/2009/10/21/unpacking-smau-2009/"&gt;Unpacking SMAU&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt; Incurante della sovrapposizione, ho risposto con entusiasmo a tutto, convinta che poi in qualche modo avrei gestito l'ubiquità (o per lo meno un buon grado della medesima). Se non che, ecco che arriva la stangata, il famoso impegno improrogabile: la riunione del consiglio di classe. Inutile dirlo, ho lasciato col cuore in lacrime quelli che facevano soldi con i social media, e invece di andare a scartare la fiera, mi sono lanciata a finire il pomeriggio - invadendo parte della sera - a scuola di mio figlio. Cuore di mamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mercoledì: Università Bocconi, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.youmark.it/article/20185"&gt;Osservatorio Mamme. &lt;/a&gt;Sto giusto uscendo di casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani avrei da fare (tipo lavorare), ma se qualcuno ha qualcosa da propormi per venerdì, io ci sono, eh? :D&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-4338686696809809327?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/FZorricGyM0/faccio-cose-vedo-gente.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/faccio-cose-vedo-gente.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-4827465462098165995</guid><pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-15T17:03:10.902+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">buzz</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">blog</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">marketing</category><title>Non è tutto buzz quello che luccica</title><description>&lt;a href="http://lisa2007.splinder.com/post/21502281/BUZZ%20MARKETING?%20REGOLAMENTIAMO"&gt;Lisa &lt;/a&gt;raccoglie un assist da &lt;a href="http://www.facebook.com/posted.php?id=544452770&amp;amp;share_id=153889735255&amp;amp;fragment=share_footer153889735255&amp;amp;comments=&amp;amp;share_footer153889735255=#share_footer153889735255"&gt;Facebook &lt;/a&gt;e sbotta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[...] sicuramente è intelligente da parte delle aziende interessarsi al buzz marketing perchè quello è il futuro, il web 2.0 in cui l'utente dice la sua e si confronta con gli altri tramite l'esperienza personale è davvero una delle innovazioni più potenti del millennio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma da qui a trasformare il mio blog in "oh quanto son buone le spighe che mangio a colazione, provatele anche voi", stile Lorella Cuccarini ci passa un oceano. [...]&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che &lt;a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/10/la-fine-delle-marchette-sui-blog.html"&gt;negli Stati Uniti i blogger devono dichiarare i proventi derivati dall’adesione a campagne di buzz marketing&lt;/a&gt;, e quindi si sta profilando una regolamentazione di quest’attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho già detto a Lisa in un commento troppo breve per l’ampiezza del discorso, la questione è molto più complessa di così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buzz_marketing"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;buzz marketing&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ho già parlato in &lt;a href="http://mammaincorriera.blogspot.com/search/label/Danone%20Actimel"&gt;un post&lt;/a&gt; che poi, a sorpresa, è diventato un caso. Personalmente non ci credo granché. Ok il passaparola, ma siamo realisti: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quanti prodotti devo distribuire&lt;/span&gt; per poter ottenere un minimo di riscontro, non dico nelle vendite, ma anche solo nella popolarità? Ovviamente questo vale soprattutto per i prodotti del largo consumo, quelli, per intenderci, che troviamo negli scaffali del supermercato, che sono nelle nostre dispense. Parliamoci chiaro: se una ventina di persone parlano di uno yogurt, siamo proprio sicuri che poi questo yogurt ne avrà un reale guadagno? Uno yogurt che va regolarmente in TV? Suvvia, siamo seri! E poi c’è l’altra questione: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a chi chiediamo di parlarne?&lt;/span&gt; Pensiamo davvero che sia sufficiente essere un decisore d’acquisto (nel caso, una mamma) per dare allo yogurt in questione diritto di cittadinanza nel mio blog? E se io sono una che racconta le vicende dei propri figli e basta, nel suo blog, che c’azzecca lo yogurt? Ecco, più o meno il buzz io lo vedo così. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se fatto indiscriminatamente, senza neanche guardare i blog che si vogliono coinvolgere, è deleterio per tutti:&lt;/span&gt; per i blogger, che si sentono presi in giro, ma anche per i brand stessi, che presto o tardi entreranno in un buzz sì, ma negativo. E non rispetto alla qualità, ma relativamente ai suoi metodi di promozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Non tutto è buzz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lisa parla delle merendine Mulino Bianco. Non ha partecipato all’iniziativa, per cui ci sta che non sappia di cosa si è trattato. I &lt;a href="http://www.mulinobianco.it/all_blog_11"&gt;Diari del Mulino&lt;/a&gt;, di cui qui si è già parlato, non erano finalizzati al passaparola. (Quasi) nessuno dei blogger coinvolti ne ha parlato nel suo blog. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’obiettivo&lt;/span&gt;, chiarito dagli stessi responsabili dell’azienda, era quello di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;conoscere il punto di vista dei consumatori sul prodotto&lt;/span&gt;. Tutto un altro film, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scenario qui è il seguente. Abbiamo coinvolto le blogger perché sono persone &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abituate a parlare di brand&lt;/span&gt; senza farsene intimidire, perché sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abituate a scrivere e a farsi leggere&lt;/span&gt;, perché sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fuori dalla media&lt;/span&gt; dei consumatori, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;attente, critiche, costruttive.&lt;/span&gt; E le abbiamo invitate a scrivere in uno spazio che non era il loro blog, di cui abbiamo il massimo rispetto. Mettiamola pure così: le blogger sono diventate una specie di super-panel di ricerca, più efficiente ed efficace di uno qualunque dei gruppi di consumatori che avremmo potuto sentire in una batteria di focus group.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosco fino in fondo l’operazione dei DVD di cui parla Lisa, perché evidentemente ho declinato l’invito a partecipare, ma da quello che ho capito si parla di una cosa simile: testare un prodotto editoriale e dire per primi se può funzionare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Impariamo a distinguere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I blogger sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;attori sempre più importanti del mercato&lt;/span&gt;, ma non sono professionisti (cioè, tra di loro ci sono molti professionisti, ma è chiaro che non sono quelli coinvolti in questo genere di operazioni, a meno che gli obiettivi dell’azienda non vadano proprio in quella direzione). Perciò è legittimo che la loro lettura dei vari inviti che ricevono sia più o meno la stessa per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È proprio per questo motivo che, un giorno di marzo, ne abbiamo riuniti un po’ e &lt;a href="http://www.veremamme.it/mamme-blogger-e-marketing-2-0/"&gt;gli abbiamo raccontato qualcosa&lt;/a&gt; del marketing visto “dal di dentro”: per dare loro gli strumenti di base per distinguere, comprendere, decidere. È giusto che i consumatori conoscano il motivo per il quale vengono coinvolti, e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un consumatore competente e consapevole è la risorsa più importante per un’azienda.&lt;/span&gt; Certo, anche la più pericolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Ok, ma allora chi ci guadagna?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A questo punto Lisa solleva un’altra questione:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;[...] la gente ci fa i soldi su questo word-of-mouth, e tu ingenuo invece credi di ESSERE STATO SELEZIONATO perchè il tuo blog è davvero speciale e tu sei in gamba, oh quanto sei in gamba!&lt;br /&gt;La gente ci guadagna: l'azienda pubblicizzata, e l'agenzia di marketing che ti intorta facendo perno sul potere che hai tu mamma, di giudicare un prodotto. Ragazzi, sveglia: Ok, ho un potere, ma allora retribuitemelo. [...]&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È giusto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chi crea valore si veda riconosciuto il valore medesimo&lt;/span&gt;. Ed è un cosa sulla quale chi fa questo lavoro – il lavoro di attivazione della comunità, intendo – si interroga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente vedo almeno due difficoltà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1)    Quanto posso retribuire un blogger che parla del mio prodotto? &lt;/span&gt;In altre parole, come si traduce &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in euri&lt;/span&gt; un post? Senza contare che allora l’attività diventa di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pay_per_post"&gt;pay-per-post&lt;/a&gt;, che è un’altra cosa ancora, magari funzionale ad una strategia di buzz, che quindi eredita tutti i problemi ad esso legati, di cui parlavo prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2)    Un blogger retribuito per quello che scrive non diventerà poi un professionista&lt;/span&gt;, perdendo quindi le caratteristiche di genuinità dell’opinione che lo rendono interessante? Cioè, mi immagino uno scenario del genere: il blogger X diventa un esperto tester di prodotti. Senza neanche pensare che debba necessariamente dire sempre bene di quello che prova, perché c’è anche la possibilità che si faccia una discreta fama di critico feroce. In entrambi i casi, l’attività di tester andrà a costruirgli una reputazione, e lui in breve sarà sempre più portato a difenderla ed accrescerla, raffinando le sue tecniche di prova-scrittura-mantenimento delle posizioni. Ebbene, a fronte di ciò, a che mi serve la sua opinione? (Ragiono sempre in una logica di coinvolgimento per sentire le opinioni, non di passaparola). D’altra parte non credo ci sia nulla di male a voler fare il critico di mestiere: tanto di cappello, ma è un altro discorso, ed è quello, credo, che coinvolge in modo più diretto i blogger americani. Che, parliamoci chiaro, dichiarare una fornitura di merendine o di yogurt non mi sembra particolarmente interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra cosa è prevedere un qualche tipo di remunerazione a fronte di prove prodotto che vanno nella direzione della ricerca e della conversazione fra brand e cittadini della rete. È chiaro che i problemi di cui sopra si ripropongono pari pari (quanto pago i partecipanti? E se diventano troppo professionali, non mi perdo la genuinità delle loro opinioni?), per cui forse la strada deve essere diversa. Una possibilità è quella di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;garantire valore “materiale”&lt;/span&gt; (ti regalo una console, però, non uno yogurt): mi sembra che abbia senso. Un’altra quella di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dare valore immateriale&lt;/span&gt;: riconoscimento, rispetto delle sue opinioni, garanzia del fatto che l’azienda se ne fa carico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, su questo stiamo riflettendo. Suggerimenti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-4827465462098165995?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/c4LnqWL0GeQ/non-e-tutto-buzz-quello-che-luccica.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">18</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/non-e-tutto-buzz-quello-che-luccica.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-8151545427657815686</guid><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 13:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-14T15:46:51.733+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vedo e prevedo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">internet</category><title>Dàlli all'untore: Fede contro Facebook</title><description>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zp10_Dx4gT8&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xcfcfcf&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zp10_Dx4gT8&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xcfcfcf&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, non è che io per partito preso voglia difendere Facebook, però cose come questa mi fanno veramente andare in bestia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Fede stia preparando la strada a qualche bella trovata per censurare anche il web, dopo che la TV è stata ben bene ammaestrata?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-8151545427657815686?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/eW3siceOPuc/dalli-alluntore-fede-contro-facebook.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">9</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/dalli-alluntore-fede-contro-facebook.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-5996881885519824254</guid><pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-12T18:49:46.117+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">galleria</category><title>Direttore marketing si diventa, però in fretta</title><description>Il direttore marketing è diventato tale molto presto, per la precisione nel momento esatto in cui, stagista, laureato da 2 giorni e una vacanza premio a Ibiza, ha varcato i cancelli di una multinazionale che fa detersivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing può essere maschio o femmina [@commentatori_maliziosi: in questo caso non ci sono altre possibilità].&lt;br /&gt;Il direttore marketing maschio è bruno. Fino ai 35 ha capelli corti, occhiali con montatura vistosa, veste in giacca e cravatta ma si vede che sono quelli della laurea. Se sopra i 35, ha i capelli fino alle spalle, con molto gel, si è operato per una forte miopia, veste in giacca e cravatta e le indossa come se ci dormisse dentro (il che probabilmente è vero).&lt;br /&gt;Il direttore marketing femmina è bionda (naturale o tinta) o molto mechata. Indossa un tailleur nero che sembra sempre lo stesso, e invece non lo è: ne ha 30, tutti uguali, nel suo armadio. Non fa nessuna concessione alla leziosità (roba da femmine): trucco leggero e pochissimi gioielli, al massimo un solitario regalatole da un fidanzato che nessuno ha mai conosciuto, e un girocollo molto discreto, che si è comprata come premio un giorno che aveva fatto il budget.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing è un animale sociale: si muove a branchi. Infatti ha un assistente, che spesso si spaccia per lui al telefono (perché è già direttore marketing anche lui), e almeno un paio di stagisti, che sono in tutto identitci a lui (perché sono già direttori marketing anche loro). La differenza tra il direttore marketing e i suoi assistenti e stagisti sta nel grado di paura che ciascuno verso gli altri e in chi fa il caffé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing è uno sportivo, spesso anche a livello agonistico. Il prestigio di un direttore marketing è vieppiù accresciuto da un intervento al menisco o al crociato, procuratosi in seguito a una brutta caduta durante il torneo di calcetto interaziendale o di tennis nella “giornata del cliente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing ha anche dei consulenti, frotte di consulenti, il cui ruolo principale è quello di produrre milioni di slide che provano che il direttore marketing ha ragione. Su tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing è abituato a comandare. Sia i suoi sottoposti, sia i familiari, gli amici, la fidanzata/il fidanzato, il portinaio, il barman e la cameriera che lo serve durante gli happy hour in cui cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing pensa al futuro, e lo fa mettere in un foglio excell da qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing è convinto di essere un creativo, e non perde occasione per dimostrarlo. Ad esempio, a chi gli sta facendo il sito (che lui chiama uebsàit anche nell’intimità), invia un brief in power point in cui ha assemblato, copiando e incollando immagini a caso, una cosa che dovrebbe essere un’interfaccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing ama power point, e lo usa come se fosse word e excell insieme, solo con in più le animazioni e la musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore marketing parla un po’ di italiano in un oceano di finto inglese. Infatti al liceo andava malissimo in entrambe le materie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho conosciuto diversi direttori marketing (quindi quei due che frequento regolarmente e che passano di qua non credano di essere le sole fonti di ispirazione) e li amo tutti: sono meravigliosamente rassicuranti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-5996881885519824254?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/H_ZxRLTIa50/direttore-marketing-si-diventa-pero-in.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">15</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/direttore-marketing-si-diventa-pero-in.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-2371193459733782490</guid><pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-05T11:53:05.933+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">BlogFest</category><title>La BlogFest, o come sentirci ggiovani</title><description>Messa in moto la corriera, Giuliana e consorte hanno subappaltato il pupo alla zia e se ne sono andati a Riva del Garda. Incocciando in una coda di 6 km a Bergamo, prontamente evitata grazie al fido TomTom, che peraltro non ci ha impedito di vagare per almeno 40 minuti a causa di una deviazione all’uscita di Brescia. Totale del viaggio: 3 ore e spacca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di come è andata la &lt;a href="http://www.blogfest.it/"&gt;Blogfest &lt;/a&gt;parleranno in tanti, quindi non mi dilungo, per ora (che qualche considerazione ci sta da fare e però magari meglio che prima la macini e poi ci faccia un post ad hoc), mentre devo dire una cosa: alla BlogFest mi sono sentita ggiovane. Per i seguenti motivi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.    abbiamo dormito all’Ostello della Gioventù. &lt;/span&gt;Vai a capire perché, ma abbiamo deciso di passare la nostra notte senza bimbo in un letto a castello. Non lo faremo più, ma quanti anni in meno ci siamo sentiti!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.    ho ballato.&lt;/span&gt; Era un sacco di tempo che non lo facevo. Dalla festa dei 40 anni del mio amico – che ora di anni sta per compierne 43, quindi insomma.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.    abbiamo commentato i sex toys presentati nel corso dell’EroticCamp(Hard)&lt;/span&gt;, rimpiangendo di non poter partecipare alla visita guidata al sexy shop della domenica, causa contemporaneità del MomCamp.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4.    abbiamo mangiato kebab immersi in 40 nodi di vento.&lt;/span&gt; La presenza del pupo esclude l’esposizione ai 40 nodi, e quindi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5.    ho convinto mio marito a scrivere un post &lt;/span&gt;su una cosa che gli aveva lasciato delle perplessità. Il post non è ancora finito, ma ci abbiamo ragionato per ore. Magari a un certo punto verrà, chissà. Il sentirsi giovani sta nel fatto che abbiamo ritrovato una passione per il nostro lavoro che latitava da anni, la passione che, appunto, ti tiene incollato per ore a una questione che fino al giorno prima davi per scontata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bilancio? Una decina di anni di meno, a dir poco. Giusto per affrontare la settimana con un barlume di energia in più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-2371193459733782490?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/CS1jBE7c1V0/la-blogfest-o-come-sentirci-ggiovani.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/la-blogfest-o-come-sentirci-ggiovani.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-8473962067051819567</guid><pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-05T11:19:05.761+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><title>Libri: Radiografie all'anima</title><description>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Radiografie_allanima/9788861783683/01ce96bc9f5f0588e4/" title="More about Radiografie all'anima"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01ce96bc9f5f0588e4&amp;amp;time=1248665436" title="More about Radiografie all'anima" alt="More about Radiografie all'anima" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un amico di &lt;a href="http://friendfeed.com/forbiceverde"&gt;FriendFeed&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://hermansji.it/"&gt;Hermansji&lt;/a&gt;, offre ai suoi contatti una copia del libro che ha appena scritto in cambio di una recensione io non posso resistere e aderisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Premessa 1: &lt;/span&gt;Radiografie all'anima&lt;span style="font-style: italic;"&gt; non è un romanzo, checché ne dica il suo autore. Cioè, non in senso stretto. Più che altro è un flusso di coscienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Premessa 2: non amo i flussi di coscienza. Mi mettono a disagio, mi fanno sentire una guardona. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò detto, leggendo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radiografie all'anima&lt;/span&gt; ho visto davvero delle radiografie: quei lastroni scuri in cui il medico di famiglia legge qualcosa, uno specialista legge tanto e il dottor House individua la causa remotissima e rara del disagio che ti opprime. Una vista "dal di dentro" di una storia, della quale tu puoi immaginare qualcosa, ma non sei mai certo di quello che ti immagini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la costruzione spiazza: lastre dispari in prosa, lastre pari in versi (poesia? non so, ma forse tutto è poesia in questo strano libro), e tu dici: "versi? no, versi no!" e invece poi li leggi e anche qui continui nella tua opera di collaborazione con il testo cercando di decodificarlo e di riportare l'astrazione delle parole alla concretezza di una storia, di una situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai titolo fu più referenziale, trovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da leggere se si ama il genere, possibilmente in un momento tranquillo per la propria, di anima, così si evitano problemi di proiezione. Da leggere tutto d'un fiato: perché se ti fermi poi è difficile ricominciare: se è spesso difficile riprendere il filo di una serie di accadimenti, figuriamoci riprendere quello di una serie di pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie, Hemansji.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-8473962067051819567?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/PmPCxEHkX1A/libri-radiografie-allanima.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/libri-radiografie-allanima.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-5759549275209701</guid><pubDate>Fri, 02 Oct 2009 09:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-02T12:25:28.142+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">massimi sistemi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">divagazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">capovolgimenti</category><title>Conciliazione lavoro-famiglia. Forse non dovrebbere essere un problema solo per le donne.</title><description>In più di un’occasione le donne della rete si sono espresse in termini entusiastici sui loro compagni, dichiarando che sono presenti, collaborativi, praticamente perfetti. Me ne compiaccio. Tuttavia, chiacchierando con un po’ di amiche, nei giorni scorsi, la sensazione che ne ho tratto non era esattamente questa. E, attenzione, non sto parlando solo di mamme, ma anche di giovani signore &lt;span style="font-style: italic;"&gt;child-free&lt;/span&gt;, e dunque generalmente non coinvolte in questo tipo di problematiche – a torto, evidentemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;conciliazione lavoro-famiglia&lt;/span&gt; è tipicamente un tema femminile. Le chiacchierate di cui parlavo sopra mi hanno fatto sorgere però un dubbio, e cioè che forse se estendessimo la questione anche agli uomini tutto sarebbe più facile. Mi spiego meglio. In generale il problema è formulato come segue: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Se una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;donna &lt;/span&gt;vuole fare carriera, o mantenere quella che ha, deve rinunciare alla famiglia, e questo non è giusto&lt;/span&gt;.&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt; Questa, è chiaro, è solo una delle formulazioni possibili. Giocando un po’ con le parole, una nuova formulazione potrebbe essere: &lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;persona &lt;/span&gt;vuole fare carriera, o mantenere quella che ha, deve rinunciare alla famiglia, e questo non è giusto.&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;A ben guardare, non è solo un gioco con le parole, ma un ben più profondo allargamento della prospettiva. Il neutro “persona”, di colpo, coinvolge anche gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Rinunciare alla famiglia”, credo, non significa solo “rinunciare ai figli”. Una famiglia è anche una coppia: lo dice il Codice Civile, lo dice la Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i modi di rinunciare alla famiglia sono molti: non essere presenti quando bisogna prendere decisioni importanti, ma anche solo non essere disponibili a fare qualcosa insieme significa rinunciare alla famiglia, laddove implica che solo uno dei due membri della medesima si veda delegate tutte le incombenze ad essa relative, cosa che implica spesso anche il negarsi momenti di relax e – ohoh! – di piacere. Se avevamo progettato una vacanza insieme e mio marito mi dà buca per questioni di lavoro, 9 volte su 10 in vacanza non ci vado neanch’io, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ops! Il nostro gioco di parole è diventato qualcosa di molto più ampio, è diventato un problema, ha scardinato un dato acquisito, ha rovesciato la prospettiva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So what? Torniamo per un attimo ai compagni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;disponibili e presenti&lt;/span&gt;. Sono disponibili e presenti – per ammissione delle interessate – “quando sono a casa”, perché spesso fuori per lavoro. Forse ho un problema con la parola “presente”. Fuori per lavoro non significa presente. Anzi. Mi viene da dire che spesso i compagni sono fuori per lavoro perché a casa c’è qualcun altro che si fa carico di tutto il resto. E che possono essere fuori per lavoro solo per questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Credo che il tema della conciliazione lavoro-famiglia vada riformulato, arrivando a comprendere il punto di vista degli uomini.&lt;/span&gt; O se no vuol dire che non ho capito niente della parola “famiglia”. Voi che ne pensate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;p.s. vedo che questo post è un tripudio di virgolette, cosa che odio anche più dei puntini sospensivi. È che il tema mi prende e fa emergere il mio lato oscuro. Chiedo scusa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-5759549275209701?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/v4I4bFOCbTs/in-piu-di-unoccasione-le-donne-della.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">17</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/in-piu-di-unoccasione-le-donne-della.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-1542151172222115328</guid><pubDate>Fri, 02 Oct 2009 08:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-02T10:17:17.782+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MomCamp</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">BlogFest</category><title>E ora il Momcamp se ne va in gita al lago</title><description>Venerdì parte la &lt;a href="http://www.blogfest.it/"&gt;BlogFest 2009&lt;/a&gt;: praticamente tutto quello che è “social” si dà appuntamento a Riva del Garda, per guardarsi in faccia, raccontarsi, discuterne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poteva forse mancare il &lt;a href="http://www.momcamp.it/"&gt;MomCamp&lt;/a&gt;? Naturalmente no. Noi ci saremo domenica mattina, con un tema che sta molto a cuore a tutte le famiglie: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;città, viaggi, prodotti family friendly&lt;/span&gt;. Che significa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;family friendly&lt;/span&gt;? Un negozio lo è se ha parcheggi per chi trasporta bambini (e quindi ha bisogno di più spazio per il carico e scarico), toilette attrezzate con fasciatoi, scalda biberon, e così via. Da qui alla città il passo è breve: immaginatevi una città dove non serve fare lo slalom tra le auto parcheggiate sul marciapiede per portare in giro un passeggino, o dove sia facile prendere i mezzi pubblici senza rimetterci la schiena. E così via. Interessante, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il MomCamp di Riva del Garda ha anche uno sponsor fichissimo, &lt;a href="http://www.fiat.it/cgi-bin/pbrand.dll/FIAT_ITALIA/home.jsp"&gt;FIAT&lt;/a&gt;, che ci presenterà la Panda Mami, un esempio di prodotto family friendly. Come si fa a dirlo? Beh, abbiamo pensato che la cosa migliore fosse fare un test, e allora ecco cosa succederà: le famiglie che vorranno potranno cimentarsi in una gara su chi fa prima a caricare e scaricare la Panda di tutte le cose che ci vogliono per portare in giro un bambino. Ai vincitori, la maglietta fastmom, fastdaddy e fastkid. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre, &lt;a href="http://barcamp.org/MomCamp-BlogFest"&gt;qui &lt;/a&gt;per le iscrizioni, &lt;a href="http://www.momcamp.it/"&gt;qui &lt;/a&gt;il sito e &lt;a href="http://www.blogfest.it/"&gt;qui &lt;/a&gt;tutte le informazioni per la BlogFest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vediamo a Riva!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-1542151172222115328?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/L8JT4Wy1NbI/e-ora-il-momcamp-se-ne-va-in-gita-al.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/10/e-ora-il-momcamp-se-ne-va-in-gita-al.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-7704077035805230701</guid><pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-12T18:52:16.237+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pubblicità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">galleria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">divagazioni</category><title>Vent’anni in più, ma non li dimostra, ovvero: quel gusto rétro della pubblicità</title><description>Il pubblicitario è una figura mitologica nata negli anni 80 e rimasta sostanzialmente invariata da allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario può essere maschio o femmina, e i due generi sono molto diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario maschio è bruno, spesso sale-e-pepe, qualche volta candido, e in questo caso la chioma è sfoggiata fieramente, come una medaglia a maggior gloria ed onore della Professione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario femmina è bionda, o mechata. Se la natura l’ha voluta incompatibile con il giallo paglierino avrà riflessi mogano su fondo scuro, molto scuro, a conferirle il giusto grado di aggressività in un mondo intriso di testosterone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario ha una segretaria. A volte più di una. La segretaria del pubblicitario ha una proprietà rara: l’invisibilità. Se ne può sentire la voce solo al telefono. Altrimenti, se ne intuisce la presenza dalla miracolosa materializzazione del caffé sul tavolo della sala riunioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario è interessato al futuro. Che in generale è un fenomeno di nicchia, o, in alternativa, una moda passeggera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario ama parlare. In un pidgin italiano-inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario ha un’intensa vita sociale, ma può frequentare solo altri pubblicitari (che capiscono il pidgin in cui si esprimono).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblicitario ha un atteggiamento vincente: è bello, ansioso, efficiente, proccupato ma fiducioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io amo i pubblicitari, e un po’ li invidio, perché non passeranno mai di moda. Proprio come i telefilm anni 80, la disco music e i cartoni animati giapponesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-7704077035805230701?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/87N9ffN5lW8/ventanni-in-piu-ma-non-li-dimostra.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/09/ventanni-in-piu-ma-non-li-dimostra.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-3251560288871322328</guid><pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-14T11:22:31.659+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita da mamma</category><title>Aaaarrrrgggghhhh! Il primo giorno di scuola!</title><description>Ricordo poco del mio primo giorno di scuola. Una gran confusione all’inizio, la maestra che smistava bambini e genitori, e poi, rimasti soli, lei che con il suo rigido chignon si infila un grembiule nero. Poi mi ricordo solo che quando sono tornata a casa e mia madre mi ha chiesto che cosa avessimo fatto, io mi sono inventata tutto, perché quello che avevamo fatto davvero non mi era piaciuto per niente. Fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutta la scuola elementare è stato così. Una maestra che usava spesso e volentieri la bacchetta, e che con la medesima ha rotto gli occhiali a una bambina e un dito a un bambino. Io ero talmente terrorizzata che non andavo neanche a fare pipì (il lato positivo è stato che ho imparato un controllo eccezionale, che oggi mi consente di evitare i cessi dei treni, nel caso). Ed ero bravissima, mai preso meno di 10. In compenso, in seconda mi è stata diagnosticata una gastrite da stress, di cui non mi sono mai più liberata. In terza la pazza è andata in pensione, lasciandoci alle cure di un maestro eccezionale, che ha cercato di salvare il salvabile, anche se ormai il danno era fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo spirito mi è un po’ difficile trasmettere a mio figlio la positività che vorrei. E stamattiva avevo una stretta allo stomaco mentre lui saltellava per strada e annunciava a tutti quelli che conosceva che era il suo primo giorno di scuola. Ma poi, quando siamo entrati, non voleva lasciarmi. E avrei dato chissà cosa per potermelo portare via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è venuta in mente una poesia che ci hanno regalato le maestre della materna. La dedico a tutti i genitori al loro primo giorno di scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I figli sono come aquiloni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Passi la vita a cercare di farli alzare da terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corri e corri con loro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fino a restare tutti e due senza fiato...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come gli aquiloni essi finiscono a terra...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che presto impareranno a volare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Infine sono in aria:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E a ogni metro di corda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che sfugge dalla tua mano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cuore ti si riempie di gioia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E di tristezza insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giorno dopo giorno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’aquilone si allontana sempre di più&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E tu senti che non passerà molto tempo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prima che quella bella creatura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;come è giusto che sia, libera e sola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allora soltanto capirai di aver assolto al tuo compito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Erma Bombeck&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In bocca al lupo, Gabri!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-3251560288871322328?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/V-U5qOZnc0Q/aaaarrrrgggghhhh-il-primo-giorno-di.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">17</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/09/aaaarrrrgggghhhh-il-primo-giorno-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-3599941319198524333</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2009 09:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-08T11:45:45.404+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita da mamma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MomCamp</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">internet</category><title>Le mamme, il web, la noia e il territorio</title><description>Giorni fa scopro, su segnalazione di un’amica, l’iniziativa di &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/mamme2-0/"&gt;Beppe Grillo “Mamme 2.0”&lt;/a&gt;. Grandi temi, le mamme che possono cambiare il mondo e bla bla, poi la proposta è, in sostanza, quella di organizzare una sorta di mercatino in cui ci si scambiano le cose invece di comprarle. Flavia lancia un thread, inizialmente via email, poi saggiamente trasferito su &lt;a href="http://www.veremamme.it/veremamme-blogcafe/"&gt;VereMamme&lt;/a&gt;, per discutere su cosa ne pensiamo di quest’iniziativa. È una roba lunga, perciò se ne avete voglia andate a leggervelo. In sintesi, però, emerge quanto segue: le mamme che sul web ci vivono sono infastidite. L’operazione di Grillo puzza di marketing di bassa lega, e il rischio di strumentalizzazione è alto. Fondamentalmente, la proposta è quella di dissociarsi attraverso una lettera aperta. Ovviamente la discussione svaria sulle fasce, dall’emancipazione femminile svilita nei toni da chi ha scritto l’infelice post con cui viene lanciata l’iniziativa, alle minacce/opportunità che possono discendere dal legarsi a Grillo. Io sono una delle poche voci fuori dal coro: non credo che quello delle mamme online sia un territorio da occupare né un marchio registrato, per cui per me che Grillo e il suo mercatino facciano quello che vogliono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo, credo, Mariela, una delle persone che hanno reso possibile il &lt;a href="http://exploradora.wordpress.com/2009/09/04/le-mamme-larete-piu-asfissiante-di-cosi/"&gt;Momcamp&lt;/a&gt;, annuncia, sempre via mail, che non intende fare più parte dell’organizzazione, “per motivi personali”. Mi dispiace molto, e glielo dico. Io e Mariela non la pensiamo allo stesso modo su molte cose, e soprattutto abbiamo un modo diverso di stare in rete, ma averla in un team significa avere una marcia in più – al di fuori la conosco troppo poco per poter dire alcunché. E poi arriva&lt;a href="http://exploradora.wordpress.com/2009/09/04/le-mamme-larete-piu-asfissiante-di-cosi/"&gt; il post&lt;/a&gt;, questo, con cui Mariela espone le sue motivazioni. Sorvolo su quelle legate al suo vissuto della maternità, perché è una cosa delicata assai, e non mi permetterei mai di entrare nel merito – soprattutto fuori da casa sua –, ma sul resto si può discutere. In sintesi, Mariela è stufa delle mamme, della loro autoreferenzialità, della monotonia dei loro discorsi, della banalità delle loro scoperte/pensate/invenzioni/iniziative e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sorriso. E mi sono venuti in mente i miei &lt;a href="http://mammaincorriera.blogspot.com/2006/09/pnl-tailleur-e-passeggini.html"&gt;primi &lt;/a&gt;due &lt;a href="http://mammaincorriera.blogspot.com/2006/09/della-maternit-politicamente-scorretto.html"&gt;post&lt;/a&gt;, e &lt;a href="http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/03/lansia-le-mamme-del-parco-e-la-maestra.html"&gt;le mamme-del-parco&lt;/a&gt;, e tutte le volte che ho lanciato invettive contro le donne che credono che essere mamme significhi smettere di essere persone. E a quando la mia acidità verso la categoria mamme mi faceva rifiutare a priori qualunque cosa che venisse da questo mondo, i flame su Mamme nella Rete, la nausea per chi ha perso l’ironia, le discussioni interminabili. E sì, Mariela ha ragione, spesso le mamme in rete sono autereferenziali, spesso sopravvalutano quello che fanno, spesso sono melense. Ma. Ma non avrebbe senso buttare via il bambino con l’acqua del bagno (che in questo caso mi sembra particolarmente azzeccato): ci sono un sacco di mamme pensanti che meritano molto di più. Il dilemma è semmai: essere gruppo rafforza o crea l’effetto riserva indiana? Mi interrogo di frequente su questo – tanto per dire, ogni 8 marzo –, e sì, sarebbe bello che non ce ne fosse bisogno. Il problema è che ce n’è bisogno. Voi che cosa ne pensate?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-3599941319198524333?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/G1ok4BpWqpo/le-mamme-il-web-la-noia-e-il-territorio.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/09/le-mamme-il-web-la-noia-e-il-territorio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-1575399678864504030</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 08:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-01T10:50:37.752+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indignazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Berlusconi</category><title>Presidente, fammi causa</title><description>Avrei aperto volentieri la nuova stagione con qualcosa di diverso, ma come non cedere alla tentazione di una querela che ti arriva così tra un'ultima piadina e una frittura mista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Presidente Berlusconi, fai causa anche a me, perché rispondere a certe domande non è cortesia, è democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="padding: 15px;"&gt; &lt;strong&gt;1. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?&lt;/em&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;2. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;3. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»? &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;4. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;5. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole? &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;6. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;7. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;8. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;9.&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;10. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;Cordiali saluti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;Giuliana Laurita&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-1575399678864504030?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/HMQJ1Z8_VzY/presidente-fammi-causa.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/09/presidente-fammi-causa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-2981524753331269057</guid><pubDate>Thu, 30 Jul 2009 14:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-30T16:51:32.605+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Trenitalia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indignazioni</category><title>Trenitalia e lo strano caso delle carrozze scomparse</title><description>29 luglio. Il treno per Lecce deve partire alle 7 da Milano Centrale.  Alle 6.35 siamo già in tanti in banchina, fantozzianamente in anticipo, ma io ad esempio l’ho fatto per avere il tempo di fare colazione in uno dei bar della stazione e prendermi un panino per il viaggio. Non ci riesco, i bar sono chiusi e non apriranno fino alle 7. C’è un problema, però: molti di noi hanno la prenotazione per le carrozze 9 e 10, ma l’ultimo vagone del treno è l’8. Ops.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lamentele, imprecazioni, “ho pagato e quindi”, “Trenitalia di merda” e luoghi comuni come se piovesse. Dopo un quarto d’ora si palesa il capotreno. Il quale ci dice che assegnerà dei nuovi posti a tutti, lungo tutte le altre carrozze del treno, ma bisogna che lo seguiamo, in ordine, prima quelli della carrozza 10 e poi quelli della carrozza 9.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il primo gruppo inizia a sistemarsi arrivano gli altri viaggiatori, non fantozziani, e ricomincia il coro delle lamentele, imprecazioni, “ho pagato e quindi”, “Trenitalia di merda” e luoghi comuni come se piovesse. Qualcuno più intraprendente entra di peso in una carrozza qualsiasi, andando quasi subito a scontrarsi con il corteo della ex carrozza 10 capitanato dal capotreno che sembra una guida turistica alla fine del suo turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mancano 30 secondi alle 7 l’annuncio: “Sul binario bla bla è in partenza il treno bla bla. Ferma a bla bla”. Sta parlando di noi, del nostro treno. Panico. A questo punto sulla banchina ci sono ancora una trentina di persone, che hanno appena sentito dalla voce ufficiale della stazione centrale di Milano che il treno sta per andarsene, lasciandoli lì, cornuti e mazziati. E quindi: assalto al treno. La gente entra ovunque, in tutte le carrozze, molti pretendono un posto in prima classe come risarcimento. Ovviamente è un falso allarme. Il capotreno è ancora a bordo col suo codazzo di aspiranti viaggiatori incazzati come delle bisce. Le operazioni si velocizzano un po’ e con poco meno di mezz’ora di ritardo siamo partiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, adesso ad ogni stazione è lo stesso cinema: a Bologna siamo rimasti fermi 20 minuti, a Rimini un quarto d’ora, ma è salito di tutto e di più, e due capotrenesse molto carine e multilingue cercano di districare il casino tra prenotazioni saltate, posti assegnati in via definitiva, posti assegnati provvisoriamente, gente che è salita senza biglietto né prenotazione di sorta, gente che, ingannata dal ritardo, ha sbagliato treno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, però, già due volte l'altoparlante ha inviato il mitico messaggio: "C'è un medico a bordo?". Salta fuori che due persone stanno male. Salta fuori anche che l'aria condizionata è rotta, in tutte le carrozze. Non in quella in cui mi trovo io, che infatti diventa luogo di pellegrinaggio di viaggiatori sfiniti che ogni tanto vengono a respirare - nella calca. In compenso i bagni sono fuori servizio, quasi dappertutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco prima di arrivare a Foggia ci avvisano che la coincidenza ci aspetterà: siamo in ritardo di circa mezz'ora, che gentili! non mi toccherà aspettare due ore al sole della stazione di Foggia per prendere il treno successivo per Potenza. Scendiamo a Foggia, io e un altro ragazzo diretto a Potenza. Andiamo al mitico binario 4 tronco Sud, ma la nostra littorina non c'è. Una decina di minuti più tardi, l'annuncio: 15 minuti di ritardo. In realtà sono pasati ben più di 15 minuti, ma ce ne stiamo lì buoni, andiamo solo a prenderci una bottiglietta d'acqua. Non so quanto tempo sia passato, ancora. So che c'era un phon che ci soffiava addosso, e che mi sembrava di svenire, quando un capotreno ha chiamato tutti gli aspiranti passeggeri del locale per Potenza e ci ha scortati a bordo: non un annuncio, non una scritta, una campanella, un citofono, niente di niente. Chi era in quel punto del marciapiede e ha sentito il capotreno è salito, chiunque fosse al bar o al gabinetto è rimasto là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla littorina niente da dire: è rimasta esattamente com'era 20 anni fa. Aria condizionata no, quando sono state costruite queste carrozze non si sapeva neanche cosa fosse, e 2h 20 per fare 100 km sono assolutamente normali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, un viaggio così credo di non averlo mai fatto, neanche quando andavo all'università, in un'altra era geologica. Sono disgustata. Il solo treno con cui si può sperare di arrivare in tempo è la Frecciarossa, treno peraltro identico a tutti gli altri (dove in seconda classe ti tieni le ginocchia tra i denti e la valigia sotto i piedi), che ti fa provare l’ebbrezza dell’alta velocità solo per brevi tratti, ma che te la fa pagare un prezzo senza senso. Appena ti sposti da lì è la desolazione. E poi dice che la privatizzazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-2981524753331269057?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/GM1hP-P-vm0/trenitalia-e-lo-strano-caso-delle.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">13</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/07/trenitalia-e-lo-strano-caso-delle.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-765280967610679216</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2009 09:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-22T12:00:35.288+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><title>Libri: Thomas Jay</title><description>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Thomas_Jay/9788860380159/0123701cf62d37dbf2/" title="More about Thomas Jay"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0123701cf62d37dbf2&amp;amp;time=0" title="More about Thomas Jay" alt="More about Thomas Jay" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco Alessandra come &lt;a href="http://sullorlodunacrisidinervi.blogspot.com/"&gt;blogger&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Allora ho cercato il suo libro ovunque, e l'ho trovato alla fine su &lt;a href="http://ibs.it/"&gt;ibs &lt;/a&gt;(io sono una di quelle persone che amano l'odore delle librerie, che vogliono sentire "di che carta sono fatti" i libri, e quindi online compro solo come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ultima ratio&lt;/span&gt;). E l'ho letto in fretta, cosa che forse non andrebbe fatta, con questo libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ho letto molto studio e una grande profondità, una ricerca costante sull'uomo e sulle sue emozioni, motivazioni, desideri, veramente rari. La storia è un pretesto, credo, per parlare di questo mondo interiore (sospetto che quello del protagonista non sia molto diverso da quello dell'autore, e questo, lo confesso, un po' mi inquieta: mi ero fatta un'immagine diversa di lei. spunto su una riflessione profonda sui blog e su quanto emerga, attraverso di essi, della reale identità dei loro autori) complesso e anche complicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra utente di &lt;a href="http://www.anobii.com/home"&gt;anobii &lt;/a&gt;mi ha chiesto cosa ne pensassi, e io non ho saputo risponderle. Non è un libro di cui si possa dire "mi piace, non mi piace", perché è un libro di analisi della natura umana, e di questi libri come si fa a dire "mi piace, non mi piace".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da leggere senza interrompersi, se no si perde il filo. L'ideale è in viaggio, un viaggio bello lungo, magari in treno per guardare fuori di tanto in tanto - il "fuori" è prezioso per il protagonista, lo si rivaluta molto - senza farsi distrarre dalle chiacchiere dei compagni di strada. E poi da tenere lì, per pensare ogni tanto al nostro modo di rapportarci agli altri, alla spiritualità, al senso della scrittura, alla redenzione, al senso di colpa, alla punizione, alla giustizia. Alla vita, insomma.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Thomas_Jay/9788860380159/0123701cf62d37dbf2/" title="More about Thomas Jay"&gt;&lt;span id="comment_person_more_01e2c1ef06bcdb450b_48" class=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-765280967610679216?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/2j8bdin3EEk/libri-thomas-jay.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/07/libri-thomas-jay.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-2135256075784404852</guid><pubDate>Mon, 20 Jul 2009 15:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-20T17:48:29.710+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoratori</category><title>Posizione: cassiera</title><description>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La mia amica mi ha raccontato questa storia, e io le ho chiesto di farne un post. Perché mi ha fatto prima ridere e poi pensare, a un sacco di cose. Lei l'ha fatto, ed eccolo qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 16.30 di un venerdì di giugno.&lt;br /&gt;Alla cornetta “si buongiorno, è lei XXXX ? La chiamo dall’Esselunga per un colloquio di gruppo, prenda nota…”&lt;br /&gt;Io “mi scusi mi ricorda solo la posizione..”&lt;br /&gt;Alla cornetta “Cassiera”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene sì, in un momento di massimo sconforto (e chissà di cos’altro) ho compilato il form sul sito dell’Esselunga. Posizione: Cassiera.&lt;br /&gt;Sono stata sincera, ho indicato il mio titolo di studio, le mie esperienze professionali e tutto il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decido di andare, per paura dell’incertezza in cui vivo e per coerenza: avevo mandato un CV, allora dovevo andarci. Chi mi consoce sa anche il tono che il mio neurone ha utilizzato per dirmi questa cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovedì sera sbevazzo un po’ con amici e il giovedì mattina quando suona la sveglia (molto prima del solito) mi viene quasi da piangere.&lt;br /&gt;Ho le bollicine del prosecco nella mia testa: si stanno prendendo a pugni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi presento (vestita anche carina) nell’ufficio formazione, situato nel cortile di una Esselunga. Salgo le scale e un odore di frutta e verdura (direi marcia) mi assale, mi viene troppo da ridere.. e forse devo ringraziare l’alcol.&lt;br /&gt;Entro in questa piccola stanza con una cattedra, una quindicina di sedie e una lavagna con dei fogli intitolati: Esselunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi siedo barcollando, sorridendo ed inizio a compilare il modulo informativo: nome, congnome, etc etc. Ascolto e osservo attentamente le altre ragazze (tutte donne ovviamente). Ad un certo punto una ragazza domanda: “ Cos’è il CCNL?”. E un’altra risponde “ Contratto collettivo nazionale del lavoro” e la prima “Ahmbé: io ho sempre lavorato in nero”.&lt;br /&gt;Sono nervose, alcune in particolare. Dopo scoprirò che sono mamme che non riescono a trovare lavoro perché hanno un figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il colloquio di gruppo inizia con un giro di presentazioni: io ovviamente sono la prima. Tre parole “buongiorno sono xx, ho xx anni, lavoro presso un istituto di ricerche e … niente sono qui perché ho voglia di rimettermi in gioco”.&lt;br /&gt;In quel momento ho visto la me che sta scivolando lungo una parete liscia, cercando di aggrapparsi con le unghie. Insomma tipica scena da cartone animato.&lt;br /&gt;E pensare che il giorno prima un’amica mi aveva detto: “Mi raccomando, preparati qualcosa perché mi sa che ti chiederanno perchè ti stai candidando per questa posizione” e io: “ma và…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fermo subito, il selezionatore alza la testa, la riabbassa sul mio modulo informativo ed inizia a leggere ad alta voce:&lt;br /&gt;“Laureata in….”&lt;br /&gt;“Prima esperienza lavorativa in…”&lt;br /&gt;“Seconda esperienza lavorativa…”&lt;br /&gt;Si ferma. Mi guarda. E aggiunge “E lei vuole fare la Cassiera all’Esselunga?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì ho rischiato di sprofondare: non chiedetemi cosa ho risposto perché non me lo ricordo neanche. So che a un certo punto ho detto “..e poi rischio di essere licenziata. Guardi che nel settore il cui lavoro le cose non vanno mica bene.. con questa crisi…”.&lt;br /&gt;E qui trovo la complicità delle altre che sorridono (quasi ridono) e mi fanno sentire meno a disagio.&lt;br /&gt;Poi iniziano le altre: 3 mamme, due licenziate, un’altra che non ha mai lavorato in vita sua, una studentessa, 2 commesse che vogliono “migliorare la propria posizione scegliendo un’azienda solida in grado di offrire un contratto decente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il giro di presentazioni, il selezionatore si alza e ci fa una piccola presentazione di Esselunga (come se ce ne fosse bisogno) e della posizione di Cassiera. Diritti e doveri, inquadramento, orari.&lt;br /&gt;Spesso mi guardava, sorrideva, diceva frasi tipo  “.. quando gli altri si riposano voi siete lì a lavorare, .. la sera non avrete neanche voglia di uscire,… sentirete il “bip bip” nella testa..” Forse voleva spaventarmi. Come se non lo fossi già abbastanza (e non di fare la Cassiera ovviamente..). Se fosse andato avanti altri 5 minuti mi sarei alzata in piedi e avrei urlato “ok, ok ho paura di restare disoccupata e ho un mutuo da pagare, contento?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancano 10 minuti al termine del colloquio e della prova di gruppo ancora nessuna traccia.&lt;br /&gt;A un certo punto ci distribuisce un foglio con alcuni requisiti che deve avere una buona Cassiera: competenza, velocità, educazione, pazienza, … Ci chiede di ordinarli dal primo all’ultimo, e di farlo insieme.&lt;br /&gt;A questo punto le ragazze iniziano a parlare, a ragionare, cercano di farsi sentire.. e passa il tempo.&lt;br /&gt;Alla fine prendo in mano la situazione e mettiamo in ordine i requisiti in ben 8 minuti. Il selezionatore mi guarda come per dire “.. ma che cavolo ci sei venuta a fare…” Mentre noi altre eravamo tutte sorridenti e contente. Alla fine è stato piacevole e divertente. Meglio di una delle mie attuali giornate di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono mille considerazioni che potrei scrivere.. e duemila ne ho fatte tra me e me.&lt;br /&gt;Però ci sono giusto un paio di cose che mi sono rimaste davvero impresse:&lt;br /&gt;Che gli straordinari si fanno fare alle PERSONE MERITEVOLI…&lt;br /&gt;I modi e toni del selezionatore: direi arroganti, di una persona sicura che può dire ciò che vuole perché le persone sedute in quella stanza hanno davvero tanto bisogno di trovare un lavoro&lt;br /&gt;Me stessa: che riesco ad emergere giusto in queste situazioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui scatta una risata. La mia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-2135256075784404852?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/E9uExnhoWIo/posizione-cassiera.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/07/posizione-cassiera.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-7036674779249251396</guid><pubDate>Mon, 13 Jul 2009 16:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-13T18:40:19.242+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita da mamma</category><title>Di esantemi, FriendFeed e figure di</title><description>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Come ti rovino il week end appena trascorso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Al ritorno da un week end al mare, uno che fa? Tenta di tenersi stretti i benefici che ne ha ricavato il più a lungo possibile. Io sono riuscita a trattenerli per circa due ore, il tempo che ci è voluto a mio figlio per maturare una robusta febbre che, partita lunedì sera con 38.5 si è espressa ai suoi massimi livelli martedì e mercoledì, arrivando a 40, fino a giovedì, quando finalmente è scesa sotto i 38. Settimana di passione, dunque, e di arresti domiciliari a bagnare pezzette e alternare farmaci per domare l’incendio del pupo.&lt;br /&gt;Il pediatra, da cui lo porto mercoledì, durante una pausa dalla temperatura da cavallo – il mio pediatra non visita a domicilio, e a dir la verità non visiterebbe neanche in studio, se non che, dopo che una volta l’ho minacciato di denunciarlo, ora alla seconda-terza telefonata tende a visitare il malato – mi dice che non c’è niente, che probabilmente è qualcosa di virale, che come è venuto se ne andrà.&lt;br /&gt;Venerdì infatti va meglio, pare. Mi programmo un week end a casa e serenamente mi ci appresto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Lei ha vinto un esantema! (Forse)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma no. Mentre Gabriele si mette il pigiama, vedo che ha tutto il tronco, davanti e dietro, pieno di macchioline rosse. Pieno. Fantastico. E mò? Ormai è tardi, e comunque non ci sono altri sintomi, per cui vediamo che succede domani mattina.&lt;br /&gt;E sabato mattina le macchie sono lì, un po’ meno forti, forse, ma sono lì. In compenso il pargolo è assai più vispo: ha la faccia di uno guarito, non c’è dubbio. Però quelle macchie... Ovviamente il sabato il pediatra non c’è, e la fantastica novità milanese è che non esiste più la guardia medica pediatrica (servizio che doveva sembrare superfluo più o meno come un insegnante in più alle scuole elementari, suppongo), per cui se hai un bambino nelle peste devi andare al pronto soccorso.&lt;br /&gt;Ma no, io al pronto soccorso mio figlio non ce lo porto. Primo, perché se anche non hai niente lì ti becchi di sicuro qualcosa, con tutte le schifezze che girano. E secondo, perché ne ho avuto abbastanza. Proprio di bambino arrivato in pronto soccorso, con tanto di ambulanza e codice rosso, con le convulsioni febbrili. Tre volte. Ho perso dieci anni di vita ogni volta, e sono diventata ansiosissima, oltre che ipersensibile rispetto a certi luoghi.&lt;br /&gt;Ok, ma allora? Allora faccio quello che farei se si trattasse di me: chiedo consiglio in &lt;a href="http://ff.im/54XMD"&gt;Friendfeed&lt;/a&gt;. Mi rispondono in tanti, è gente di esperienza, se non di medici almeno di genitori, e tanto basta. Ma su una cosa sono tutti d’accordo: sarà un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esantema"&gt;esantema&lt;/a&gt;, ma meglio farlo vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Il servizio di continuità sanitaria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna la dottoressa della guardia medica è una persona gentile e disponibile. Mi indirizza ad una ASL dove c’è un servizio di continuità sanitaria – in pratica la ex guardia medica – dove non troverò un pediatra, ma insomma un medico ci sarà, e anche se non sarà molto a suo agio con gli esantemi, un’indicazione la darà lo stesso.&lt;br /&gt;Saluto gli amici di FF e la famiglia sale in macchina. Mio marito è scettico, ma mi asseconda senza sbuffare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La figura di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Arriva il nostro turno. Il medico vede il paziente. Gli fa alzare la maglietta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non c’è più niente. &lt;/span&gt;Niente di niente, solo un po’ di rosino in un angolo del petto. Il dottore, assai paziente, ci fa notare che “per vedere qualcosa, ci vorrebbero i raggi ultravioletti”. Noi incassiamo. È ufficiale: Gabriele è guarito, non sappiamo da cosa, ma è guarito.&lt;br /&gt;Per festeggiare andiamo a fare la spesa al Farmer Market. E un altro week end è andato. E oggi è lunedì ma mi sento come se fosse il terzo venerdì di una serie di settimane senza sabato e domenica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-7036674779249251396?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/Nz4hUnXQkxU/di-esantemi-friendfeed-e-figure-di.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/07/di-esantemi-friendfeed-e-figure-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-9050667411137406795</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2009 21:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-07T23:12:32.211+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vacanze</category><title>Il grado 0-8 della vacanza</title><description>“Ma sai che conosco un sacco di gente che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;va in vacanza a Marina Romea&lt;/span&gt;, e però si vergogna di dirlo?”&lt;br /&gt;Guardo &lt;a href="http://managerdimestessa.blog.tiscali.it/"&gt;Veronica &lt;/a&gt;e mi viene da sorridere. In effetti anch’io non ne vado orgogliosa. Però col tempo ho trovato alcune buone ragioni per farlo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)    &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I bambini si divertono&lt;/span&gt;: gli stabilimenti (“i bagni”) hanno aree attrezzate di giochi di ogni genere, per cui a metà pomeriggio in generale le creature salutano e vanno a scatenarsi lontano. Inoltre l’acqua è bassa per chilometri e chilometri, e quindi la caccia alla conchiglie può essere fatta dai piccoletti anche in autonomia.&lt;br /&gt;2)    &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ci si riposa davvero&lt;/span&gt;: messi a giocare i bambini, rimane poco altro da fare che leggersi un libro o farsi due chiacchiere coi vicini di ombrellone. Certo, il rovescio della medaglia è l’assenza quasi totale di vita notturna, anzi serale: un paio di pizzerie, due gelaterie, una passeggiata, e alle 11 tutti a nanna.&lt;br /&gt;3)    &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non costa tanto&lt;/span&gt;: cioè, è sempre Romagna, e non parliamo di Rimini. Quindi si affitta una casa a costi ragionevoli, anche ad agosto, e venendo da Milano quasi tutti i prezzi sono assolutamente normali, non da posto di villeggiatura.&lt;br /&gt;4)    &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si mangia strabene&lt;/span&gt;: insomma, che lo diciamo a fare. La piadina è romagnola, la migiore del mondo si mangia a Ravenna, e qui siamo proprio attaccati. Ma ovviamente c’è anche tutto il resto. Anche qui, rovescio della medaglia: io ingrasso un sacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora perché alcuni si vergognano? (Suppongo, comunque, che siano milanesi, costoro). Il fatto è che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marina Romea è il grado zero della vacanza. Anzi, il grado 0-8&lt;/span&gt;, perché difficilmente puoi pensare di aver voglia di andarci dopo gli 8 anni (tuoi o di tuo figlio, naturalmente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esemplificare, un piccolo aneddoto. Eravamo qui, a casa di cugini, a vedere la finale di Coppa del Mondo. L’Italia vince, e poo-popopo-po-poo-poo, si scatenano i cortei, la festa, la lunga notte dei mondiali, in tutta Italia. Noi, dal giardino in cui avevamo pregato, urlato, esultato – sempre circondati da un silenzio profondo addirittura inquietante – sentiamo delle macchine che strombazzano. Sono tre, le macchine. A bordo, due o tre ragazzini per auto. Urlano, clacsonano, passano oltre. “Ma come, già finito?” Ci diciamo noi, abituati, nel centro di Milano, ad altre dimensioni festerecce. No, non era finito. Le stesse tre macchine sono ripassate tre volte. Alè! Poo-popopo-po-poo-poo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’anno saremo qui in agosto, ma abbiamo deciso di concederci un piccolo anticipo, così sistemiamo anche le ultime cose (accordi per la casa, prenotazione “bagno”, ecc.). Di solito ci fermiamo a casa dei cugini, a Ravenna, ma stavolta vorremmo stare proprio qui, sul mare, a respirare aria di pineta e mangiare spaghetti allo scoglio sulla spiaggia. Così arriviamo e, prima di tutto, andiamo a definire il contratto d’affitto della casa con l’immobiliare. Chiediamo all’agente se ci dà qualche dritta per passare qui 3 notti, e lui, gentilissimo, fa un po’ di telefonate. Alla fine delle quali ci rendiamo conto che una notte a Marina Romea per due adulti e un bambino di 5 anni costa non meno di 100 euro. Cioè, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;100 € è il bed and breakfast&lt;/span&gt;,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il campeggio parte da 103,50 + un supplemento forfettario di 13.50&lt;/span&gt; (per il soggiorno breve), gli alberghi tutti a salire. C’è solo un due stelle per 80 euri, ma è pieno. Io e marito ci guardiamo: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;costa più di Nizza&lt;/span&gt;. Seriamente. Che a Nizza ogni tanto ci andiamo, l’ultima volta è stata a Pasqua, e il massimo che abbiamo speso, sempre, è di 85 euro, ma in un bellissimo hotel. Mmm... Ovviamente abbiamo accettato l’ospitalità dei parenti, ma, lo confesso, non senza una sgradevole sensazione: quella che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gli operatori stiano spennando i polli&lt;/span&gt;, o per lo meno ci stiano provando. E di solito questo atteggiamento non prelude a sviluppi fantastici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;en passant&lt;/span&gt;. Ho incontrato, qualche ombrellone più avanti del mio, e complice una shopper del MomCamp che campeggiava sul mio tavolino, &lt;a href="http://blog.alebegoli.it/"&gt;Alebegoli&lt;/a&gt;. Che, oltre a non vergognarsi di andare a Marina Romea, è una bellissima persona. Spero di ritrovarla in agosto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-9050667411137406795?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/f-YyNatqb98/il-grado-0-8-della-vacanza.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/07/il-grado-0-8-della-vacanza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-7441148674347448273</guid><pubDate>Thu, 02 Jul 2009 17:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-02T20:04:05.076+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggi-e-miraggi</category><title>Ordinarie Odissee</title><description>Sono a Parma, devo raggiungere Milano. Ho perso il treno delle 18, sono circa le 18.25. in biglietteria chiedo di cambiare il mio biglietto: c’è un treno alle 18.43.&lt;br /&gt;“No”.&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Questo biglietto non glielo posso rifare”&lt;br /&gt;“Ok. Come faccio allora?”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Insomma, io a Milano ci devo proprio andare”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Mi ci faccia arrivare”&lt;br /&gt;“Ci sarebbe un treno alle 19.43”&lt;br /&gt;“Come, alle 19.43??? Ce ne sono altri due, prima”&lt;br /&gt;“Sì, ma sono diversi da quello che lei ha perso”&lt;br /&gt;“Cioè, quello delle 18 che ho perso lo recupererei?”&lt;br /&gt;“No”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Quindi?”&lt;br /&gt;“Le faccio un nuovo biglietto”&lt;br /&gt;“Per quale treno?”&lt;br /&gt;“Quello delle 18.43”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;(l’omino fa il biglietto)&lt;br /&gt;“18.50”&lt;br /&gt;“Ma non era 18.43?”&lt;br /&gt;“Euro”&lt;br /&gt;“Ah”&lt;br /&gt;Pago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 18.40. Sul binario il monitor annuncia un ritardo di 15 minuti per il treno diretto a Piacenza, che ancora deve passare. Mi faccio due conti: come fa un treno ad arrivare e ripartire in due minuti circa? Vabbè, non è un mio problema, basta che mi fate tornare a Milano, dopo quello che mi è costato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto fatto, il treno per Piacenza arriva e se va. Ci mette evidentemente più di due minuti. Una volta partito, il monitor si aggiorna: il treno per Milano ha 30 minuti di ritardo. Mi faccio di nuovo due conti: in biglietteria dovevano saperlo, e mi hanno fatto lo stesso il biglietto da treno figo di farmene uno da 8 euro per il treno che parte dal binario vicino, sulla stessa banchina, alle 19.05. Il treno lento è già qui, bello fresco, ma no. Aspetterò, visto che ho pagato intendo fare meno fermate possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa caldo. Molto. Vado a prendermi da bere. Torno al binario. Il monitor si è aggiornato di nuovo. Il ritardo annunciato è ora di 35 minuti. Quasi quasi… No. È una questione di principio: prenderò il treno figo, l’altro si ferma in tutte le stazioni. Solo a Milano ne fa tre, di fermate. Figuriamoci fino a lì. Quasi quasi… Tanto arrivo più o meno alla stessa ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro nel treno lento. Vediamo un po’, se il ritardo del treno figo diminuisce, scendo e passo dall’altra parte. Ovviamente non diminuisce. Si siede vicino a me un’allegra compagnia fatta di mamma-circa-50-tenuta-molto-bene, figlia maturanda, ragazza australiana in Erasmus, giovane biologa belga bellissima, in Italia per amore. Cerco di capire le relazioni, ma a parte quella tra mamma e figlia, forse non ci sono: si sono incontrate sulla banchina e sono unite nel dolore di questo cavolo di treno, che intanto è arrivato a 40 minuti di ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, ovviamente sono partita con il treno lento, in cui mi trovo adesso. Non è neanche così male, anche se non c’è il tavolino e la presa per attaccare il computer, così fra un po’ la batteria si scaricherà e addio. In compenso c’è in atto un allagamento: pare che si tratti dell’impianto di condizionamento che perde. La signora che mi parla di fianco, quella molto bella e tenuta molto bene, dice però che c’è un tubo che perde copiosamente. Dice proprio così, “copiosamente”. E il liquido odora vagamente di sapone. Boh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, questa storia non è ancora finita ed è già trita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-7441148674347448273?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/vMt1tQHkuww/ordinarie-odissee.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/07/ordinarie-odissee.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-4563263853347107719</guid><pubDate>Mon, 29 Jun 2009 10:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-29T12:18:17.536+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">The Talking Village</category><title>Mamme che allattano cercansi!</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Talking Village&lt;/span&gt; non ha ancora un sito - ma ce l'avrà presto. Nel frattempo, ci ospita &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VereMamme&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.veremamme.it/the-talking-village-agora/"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'esperienza con i &lt;a href="http://www.mulinobianco.it/diari"&gt;Diari del Mulino&lt;/a&gt;, ormai alla fine, stiamo lavorando a nuovi progetti, nonostante l'estate ormai iniziata. E per uno di questi progetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cerchiamo mamme BLOGGER o... amiche di blogger, che stiano allattando piccoli tra 0-8 mesi e oltre, per un'operazione di conversazione su un nuovo prodotto studiato per loro. Se interessate a riceverlo e testarlo, lasciate un commento qui e vi contatteremo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-4563263853347107719?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/UxnL7seEuVk/mamme-che-allattano-cercansi.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">10</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/06/mamme-che-allattano-cercansi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-2846480453088739782</guid><pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T10:12:15.497+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indignazioni</category><title>Una parabola sulla pagnottocrazia</title><description>Anni fa, l’allora AD dell’azienda in cui lavoravo – detto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’Empereur&lt;/span&gt; per lo stile napoleonico con cui conduceva la medesima – ebbe a dire, durante una riunione con il middle management (dal quale ero stata estromessa a causa di gravi danni cerebrali dovuti al parto), che “le persone sono quello che si fanno fare”. Tradotto: “trattate pure le persone da merde, nessuno si ribellerà, dal momento che sono delle merde”. Alcuni, le escort della situazione, applaudirono. Altri, gli esponenti della micro società civile di quel piccolo mondo, si indignarono. Poi, tornati gli uni e gli altri alle loro postazioni, assunsero tutti, di nuovo, la posizione che trovavano più adeguata come strategia per portare a casa la pagnotta (non specifico quale, la posizione, confido nell’immaginazione e nella competenza in materia di geometria di chi legge).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le escort, si sa, fanno il loro mestiere, e non sono neanche punibili per questo, &lt;a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1110:-carfagna-qprostituzione-in-calo-il-ddl-va-nella-giusta-direzioneq&amp;amp;catid=45:comunicati-stampa&amp;amp;Itemid=226"&gt;se lo fanno con discrezione&lt;/a&gt;. A volte hanno &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_23/berlusconi_veronica_chi_f5a40176-5ffe-11de-bd53-00144f02aabc.shtml"&gt;un mandante&lt;/a&gt;, si sa, del resto il mondo va così, ci sono i perseguitati e i soliti sospetti. Ma tutti gli altri? Perché non hanno incrociato le braccia? Perché non hanno fatto un sit-in all’ingresso? Perché non hanno preso le persone-merde e gli hanno fatto presente che finché si fossero lasciate trattare così sarebbero state considerate esattamente così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È che la pagnotta è più forte di tutto. E, attenzione, non è né uomo né donna. Ché qua non si parla di &lt;a href="http://www.ilcorpodelledonne.blogspot.com/"&gt;corpo delle donne&lt;/a&gt;, né di &lt;a href="http://www.zeroviolenzadonne.it/"&gt;mignottocrazia&lt;/a&gt;. Qua si parla di democrazia. Che sta cedendo il passo velocemente alla &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/23/strategia-dellappeasment/"&gt;pagnottocrazia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.panzallaria.com/2009/06/23/qualche-risorsa-in-rete-per-fare-rete-e-far-sentire-lo-sdegno/"&gt;Che si fa?&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-2846480453088739782?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/OS1M7gb2ruo/una-parabola-sulla-pagnottocrazia.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/06/una-parabola-sulla-pagnottocrazia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-7349187516331159358</guid><pubDate>Mon, 15 Jun 2009 10:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-15T12:29:50.870+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MomCamp</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">The Talking Village</category><title>E anche il MomCamp è andato</title><description>Lo confesso, ero un po' nervosa. Che qualcosa non andasse per il verso giusto, che la famiglia trascinata con me si annoiasse a morte, che... eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece alla fine, come sempre accede in queste cose, è andata. Certo, con l'aria condizionata che si era rotta la sera prima, e quindi in una sala più piccola. Certo, con il computer (il mio, povero!) che non ne voleva sapere di parlarsi come si deve col proiettore - il che ha trasformato la mia prima ora di MomCamp in un incubo, ma solo per me -. Certo, con gli inevitabili ritardi che però fanno parte del gioco, e che comunque non ci hanno impedito di stare nei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo esattamente il ruolo che mai mi sarei sognata di ricoprire: quella che prepara le presentazioni e che dà il tempo agli speaker. Il che mi ha dato una prospettiva del tutto inedita: per la prima volta ho vissuto un barcamp più dietro le quinte che davanti. Ed è stato divertente, molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto, presto saranno online tutti gli interventi (&lt;a href="http://www.momcamp.it/"&gt;sul sito&lt;/a&gt;) e i video (&lt;a href="http://www.mammenellarete.it/ChannelGuide.aspx?id_channel=17"&gt;sul canale Mamme nella Rete&lt;/a&gt;), così chi non c'era vedrà che cosa l'aspetta nelle prossime date (Roma e Riva del Garda, per ora).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, in realtà ho anche presentato, insieme a &lt;a href="http://www.veremamme.it/"&gt;Flavia&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/The-Talking-Village/82811254844?ref=ts"&gt;The Talking Village&lt;/a&gt;. Un ingresso in società vero e proprio. Ecco la presentazione (lo so, questo è uso privato di post pubblico, ma del resto è il mio, quindi...):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="width: 425px; text-align: left;" id="__ss_1580921"&gt;&lt;a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/frubino/the-talking-village-by-vere-mammeit-1580921?type=powerpoint" title="The Talking Village   By Vere Mamme.It"&gt;The Talking Village   By Vere Mamme.It&lt;/a&gt;&lt;object style="margin: 0px;" width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=thetalkingvillage-byveremamme-it-090614090552-phpapp01&amp;amp;stripped_title=the-talking-village-by-vere-mammeit-1580921"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=thetalkingvillage-byveremamme-it-090614090552-phpapp01&amp;amp;stripped_title=the-talking-village-by-vere-mammeit-1580921" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;"&gt;View more &lt;a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/"&gt;OpenOffice presentations&lt;/a&gt; from &lt;a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/frubino"&gt;Flavia Rubino&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera sorpresa però è stata ieri mattina: sveglia alle 5 con la gola in fiamme e un mal di testa da portarmi via. Per tutto il giorno sono riuscita solo a trascinarmi dal letto al divano. Oggi va un po' meglio, ma proprio poco! E per di più, al risveglio, ho trovato un piccione nel water!!! Non c'ho più l'età. Oppure qualcuno dei bambini che erano lì mi ha attaccato una di quelle cose che solo i bambini. E quanto al piccione, chi lo sa. Ma che schifo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla prossima!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-7349187516331159358?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/6J1U-vBVBnw/e-anche-il-momcamp-e-andato.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/06/e-anche-il-momcamp-e-andato.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-5863719431534522667</guid><pubDate>Thu, 11 Jun 2009 11:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-12T09:16:40.721+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MomCamp</category><title>Ci siamo quasi. Sabato al MomCamp!</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tYZ-nuOzum4/SjDtTZx10SI/AAAAAAAAAG8/WZ-Cqpd6ADM/s1600-h/bannermomcamp_300X100.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 100px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tYZ-nuOzum4/SjDtTZx10SI/AAAAAAAAAG8/WZ-Cqpd6ADM/s400/bannermomcamp_300X100.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346033675282010402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Allora, ci siamo. Ancora un giorno (oddio, solo uno???) e ci si trasferisce in Triennale Bovisa per il primo &lt;a href="http://www.momcamp.it/"&gt;MomCamp&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;E mentre mamma e papà ciaccolano e fanno networking, che ne sarà dei bimbi? Beh, per loro la giornata sarà veramente speciale. Sia durante la mattinata, sia nel pomeriggio, i nostri amati pargoli saranno coinvolti in laboratori ed animazioni: al mattino aiuteranno Michelangelo Pistoletto a creare Il Terzo Paradiso, e nel pomeriggio saranno affidati alle cure del &lt;a href="http://www.muba.it/"&gt;MUBA&lt;/a&gt;, il Museo dei Bambini di Milano: in particolare, nel pomeriggio, i bimbi potranno divertirsi al &lt;a href="http://muba.it/php/bac.php"&gt;BAC&lt;/a&gt;, uno spazio realizzato dal MuBa in collaborazione con la Triennale, nel quale i bimbi possono sperimentare e giocare con materiali di recupero.&lt;/p&gt; Il MomCamp è un progetto realizzato con la collaborazione di &lt;a href="http://hagakure.it/"&gt;Hagakure&lt;/a&gt;, e con un fantastico &lt;a href="http://www.momcamp.it/team/"&gt;team&lt;/a&gt; al seguito. E, attenzione, chi non potrà essere a Milano domani ha comunque la possibilità di non perdersi i prossimi: saremo di sicuro a Riva del Garda durante il &lt;a href="http://www.blogfest.it/"&gt;blogfest&lt;/a&gt;, dal 2 al 4 ottobre, e a Roma, probabilmente in luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspetto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-5863719431534522667?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/YixGsEmYNhs/ci-siamo-quasi-sabato-al-momcamp.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_tYZ-nuOzum4/SjDtTZx10SI/AAAAAAAAAG8/WZ-Cqpd6ADM/s72-c/bannermomcamp_300X100.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/06/ci-siamo-quasi-sabato-al-momcamp.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-33897650.post-1583746323831141621</guid><pubDate>Wed, 10 Jun 2009 11:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-11T13:36:27.451+02:00</atom:updated><title>Entrepreneurs can change the world</title><description>&lt;object width="420" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/T6MhAwQ64c0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="false"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/T6MhAwQ64c0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33897650-1583746323831141621?l=mammaincorriera.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MammaInCorriera/~3/nRK4Klod7TY/entrepreneurs-can-change-world.html</link><author>forbiceverde@yahoo.it (giuliana)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">10</thr:total><feedburner:origLink>http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/06/entrepreneurs-can-change-world.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
