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	<title>Pop Management!</title>
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	<description>Innovation made in Italy</description>
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		<title>Prolegomeni al Manifesto del Pop Management – 185. Sensemaking Pop. Prima che gli agenti decidano per noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Minghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 06:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Management]]></category>
		<category><![CDATA[Sensemaking Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Algorithmic management]]></category>
		<category><![CDATA[Criteri di allineamento]]></category>
		<category><![CDATA[Delega e responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Design come governance]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia nei sistemi]]></category>
		<category><![CDATA[Governance AI]]></category>
		<category><![CDATA[Identità organizzativa]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa agentica]]></category>
		<category><![CDATA[orchestrazione AI]]></category>
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					<description><![CDATA[l Prolegomeno 185 affronta la domanda che precede ogni decisione tecnica sull'impresa agentica: chi agisce davvero quando un sistema artificiale decide al posto dell'organizzazione? La tesi centrale è che la delega senza dichiarazione dei criteri è abdicazione — non efficienza. Quando un'organizzazione affida decisioni operative a sistemi agentici senza aver formulato i criteri che quei sistemi devono incarnare, quei criteri vengono ereditati dal vendor, dal dataset, dai default tecnici: la governance si sposta fuori dall'organizzazione senza che nessuno l'abbia autorizzato.
Il testo sviluppa questa tesi su sei piani. Il linguaggio: dare un nome al fenomeno è già atto di governo, e il termine "impresa agentica" rischia di mostrare l'agente nascondendo l'organizzazione che ne risponde. La delega: la letteratura sull'algorithmic management — Stark e Vanden Broeck, Zhang e colleghi, Jarrahi e colleghi — mostra che l'abdicazione non produce un vuoto di responsabilità, ma una responsabilità deviata verso chi ha meno potere di contestarla. Il design: le soglie, i default, i workflow e le assenze di spiegazione non vengono dopo la governance, sono il luogo in cui la governance prende forma concreta o svanisce. La cultura: gli agenti amplificano la cultura che trovano, e un'organizzazione che installa sistemi ambigui in una cultura ambigua non diagnostica un rischio, lo incorpora nel sistema. L'orchestrazione multi-agente: in un ecosistema di agenti, le ottimizzazioni locali si condizionano a vicenda e producono esiti che nessun agente singolo avrebbe generato, rendendo necessaria una governance distribuita su tre livelli — principi, politiche, pratiche. La fiducia: non è una variabile soft, ma un'infrastruttura che richiede calibrazione continua tra autonomia concessa al sistema e verifica esercitata dalle persone.
La conclusione riprende la domanda iniziale: quale parte di noi stiamo consegnando al sistema? La risposta non può venire dal vendor né dal framework. Deve venire dall'organizzazione che accetta di esporsi.
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		<title>Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 184. Organizzazione Pop. Opinion Piece di Manuela Ronchi</title>
		<link>https://www.marcominghetti.com/blog/2026/05/12/prolegomeni-al-manifesto-del-pop-management-184-organizzazione-pop-opinion-piece-di-manuela-ronchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Minghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 06:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Management]]></category>
		<category><![CDATA[CAPITALE SEMATICO]]></category>
		<category><![CDATA[Distant writing collaborativo]]></category>
		<category><![CDATA[GEO]]></category>
		<category><![CDATA[LUCIANO FLORIDI]]></category>
		<category><![CDATA[ORBITS]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Hypermedia Platfirm trasforma l’impresa da soggetto che comunica a fonte riconoscibile nell’Infosfera, capace di tenere insieme capitale semantico, esperienza vissuta e narrazione di senso.

Manuela Ronchi individua nella grammatica narrativa — codici lessicali, strutturali e rituali — l’infrastruttura che rende possibile questa coerenza senza ridurla a ripetizione.

Il criterio decisivo è la migrazione: quando quei codici vengono adottati spontaneamente da clienti, partner, collaboratori e media, l’impresa smette di cercare visibilità e comincia a generare fiducia.
]]></description>
		
		
		
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		<title>Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 183. Innovazione Pop. Il Protocollo di Sorveglianza Stilistica</title>
		<link>https://www.marcominghetti.com/blog/2026/05/08/prolegomeni-al-manifesto-del-pop-management-183-innovazione-pop-il-protocollo-di-sorveglianza-stilistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Minghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 10:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Management]]></category>
		<category><![CDATA[Distant writing]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza collaborativa]]></category>
		<category><![CDATA[Protocoloo di Sorveglianza Stilistica]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo E]]></category>
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					<description><![CDATA[I. Il problema del giudizio C’è un momento, nel lavoro con l’AI generativa, in cui il testo smette di disturbare. La frase scorre. L’argomento appare ordinato. Il registro sembra quello richiesto. Il modello ha capito il compito, o almeno produce l’impressione di averlo capito. Chi sta guidando il processo di scrittura rilegge, interviene su qualche [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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