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	<title>Matteo Quero</title>
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	<description>Il sito di Matteo Quero, consigliere provinciale del Pd a Vicenza, fondatore del circolo Nessuno Escluso.</description>
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		<title>QUERO: “SUL DAL MOLIN DALLA PROVINCIA SOLO TEMPO PERSO”</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 14:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il mio commento sulla conferenza stampa indetta questa mattina dall’Assessore provinciale Dino Secco, dal segretario cittadino PDL Nereo Galvanin e dal promotore del comitato “sì Dal Molin” Roberto Cattaneo per spiegare le compensazioni in gioco per l’area militare ex Dal Molin. &#160; “Sulle compensazioni per il Dal Molin la Provincia ha giocato una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><em>Questo il mio commento sulla conferenza stampa indetta questa mattina dall’Assessore provinciale Dino Secco, dal segretario cittadino PDL Nereo Galvanin e dal promotore del comitato “sì Dal Molin” Roberto Cattaneo per spiegare le compensazioni in gioco per l’area militare ex Dal Molin.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sulle compensazioni per il Dal Molin la Provincia ha giocato una delle peggiori partite della sua vita. Sono stati promessi mari e monti mentre l’unica cosa che possiamo vedere è la palude che si sta formando nell’area verde della base militare. Mi preoccupa quello che vedo e mi preoccupa ancor di più sapere che dietro le trattative ci sono esponenti del PDL che nulla di quanto promesso sono riusciti a mantenere”.</p>
<p>“Quando si convoca una conferenza stampa c’è l’obiettivo di rendere nota una notizia. Ma proprio la notizia è stata il grande assente di questa mattina. La Provincia aveva garantito che Serenissima avrebbe realizzato la “Tangenziale Nord”, mentre sarà ANAS a realizzare l’opera. E ancora, Dino Secco in persona aveva promesso i dazi doganali come compensazione e non se ne è vista traccia. Infine ci si aspettava 300 nuove assunzioni, che ora sembrano già ridimensionate a non più di 200. Forse l’unica vera notizia è il fallimento della componente PDL in Provincia che, ha fatto solo vuote promesse in materia di compensazioni. Se qualche risultato concreto lo abbiamo visto lo dobbiamo al Sindaco Variati non certo alla Provincia. Perlomeno la città avrà il suo parco della Pace. Se una notizia c’è, questa non è certamente positiva. Sto parlando dei dati rilevati dall’indagine VINCA ordinata sulla falda del Dal Molin, che ha messo in luce la presenza di rilevanti tracce di trielina, segno che l’immenso cantiere ha interagito con il delicato equilibrio della falda sottostante. L’intera area si sta trasformando in un immenso acquitrino a causa della chiusura di 7km di canalizzazioni presenti sul terreno e della densa palificazione derivante dal sistema di fondamenta che sorregge l’intero complesso. Queste sono le cose di cui vorrei che si parlasse e che mi spaventano. Perdere tempo in conferenze stampa in pompa magna per non dire nulla lo ritengo uno spreco inammissibile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-1206"></div>]]></content:encoded>
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		<title>QUERO: “UN’IDEA PER METTERE A FRUTTO IL PATRIMONIO DELLA PROVINCIA”</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 14:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Parcheggi]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Traffico]]></category>
		<category><![CDATA[Viabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la mia proposta per mettere a frutto il patrimonio della Provincia in una fase di commissariamento dell&#8217;Ente provinciale. Qui trovate la mozione che ho depositato in cui propongo la trasformazione dell&#8217;attuale parcheggio della Provincia di Contra&#8217; Barche in parcheggio pubblico a pagamento per tutti i vicentini. &#160; “Se la Provincia è destinata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><em>Questa è la mia proposta per mettere a frutto il patrimonio della Provincia in una fase di commissariamento dell&#8217;Ente provinciale. Qui trovate la mozione che ho depositato in cui propongo la trasformazione dell&#8217;attuale parcheggio della Provincia di Contra&#8217; Barche in parcheggio pubblico a pagamento per tutti i vicentini.<br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Se la Provincia è destinata a cambiare pelle, le esigenze di oggi potrebbero non essere quelle di domani. Allora è meglio prendersi per tempo ed evitare i rischi, quando si può”.</p>
<p>“Questi sono gli ultimi giorni della Provincia come l’abbiamo conosciuta  a breve sarà il commissario designato a dover ridisegnare insieme a Regione e Comuni la Provincia che verrà. E che comunque sarà più leggera di quella che abbiamo conosciuto. In ragione di ciò, e pensando alle sempre minori risorse di cui dispongono gli enti locali, ho pensato che l’area oggi adibita a parcheggio in Contrà Barche diventa sovradimensionata per le esigenze del futuro ente. Meglio farne un qualcosa che abbia un ritorno per la cittadinanza. Magari  semplicemente rendendo pubblico e a pagamento il parcheggio esistente, così da garantire un ampio parcheggio in zona centrale ai vicentini senza ulteriori spese a carico del pubblico, ma anzi con un ritorno economico che certamente tornerà utile ai futuri amministratori della Provincia”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoquero.it/wp-content/uploads/2012/04/MOZIONE-PARCHEGGIO-PROVINCIA-C.RA-BARCHE.pdf">MOZIONE PARCHEGGIO PROVINCIA IN CONTRA&#8217; BARCHE</a></p>
<div class="shr-publisher-1202"></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Politici decotti. Ora tutti a casa, anche nel mio Pd&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 09:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il testo della mia intervista a Marco Scorzato, pubblicato oggi sul Giornale di Vicenza &#160; «Bossi dimesso, Berlusconi ritirato. Il ventennio della Seconda Repubblica è finito. Adesso mi aspetto che tutta la classe dirigente di questo periodo vada a casa. Mi aspetto di non vedere più ricandiati D&#8217;Alema, Veltroni, Bindi, Marini» ma neanche «Casini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ecco il testo della mia intervista a Marco Scorzato, pubblicato oggi sul Giornale di Vicenza</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Bossi dimesso, Berlusconi ritirato. Il ventennio della Seconda Repubblica è finito. Adesso mi aspetto che tutta la classe dirigente di questo periodo vada a casa. Mi aspetto di non vedere più ricandiati D&#8217;Alema, Veltroni, Bindi, Marini» ma neanche «Casini, Fini eccetera. La vostra occasione l&#8217;avete avuta e ci avete portati a spasso tra i Monti». Matteo Quero, consigliere provinciale del Partito democratico, lancia il sasso nello stagno. O, se preferite, uno schiaffo ai potenti. A partire da quelli del suo partito. Lo fa da Facebook, un segnale: «La Rete è il presente e il futuro, con la Seconda repubblica muore anche la tv». Quero, che fa, il rottamatore? Non voglio rottamare nessuno, dico un&#8217;altra cosa: questa classe dirigente ha fatto il suo tempo, deve andare a casa. Rottamare vuol dire distruggere, io non voglio distruggere ma cambiare. Prodi è un esempio: si è defilato e se gli si chiede consiglio, lui lo dà e può essere un valore aggiunto. Con le dimissioni di Bossi finisce la Seconda Repubblica? La Seconda Repubblica era nata sui partiti personali, sui leader messianici che hanno campato sulle macerie dei correntismi della Prima Repubblica. Basta ricordare i nomi stampati sotto i simboli sulle schede elettorali: Berlusconi, Bossi, Fini, Casini&#8230; Tutti tranne il Pd. Tranne i partiti di centrosinistra perché non sono mai stati in mano a un leader maximo, ma a oligarchie: D&#8217;Alema, Veltroni, Bindi, Marini&#8230; Sono le oligarchie che hanno fatto cadere due volte Prodi. Non fu Bertinotti, nel &#8217;98? Con il consenso di D&#8217;Alema e Cossiga e poi con Massimo presidente del consiglio, forse? E il secondo governo Prodi cadde con Mastella, poi passato con Berlusconi. E tutto ciò cosa ha prodotto? Il Porcellum. La legge elettorale con i “nominati” calati dalle segreterie. La firmò il leghista Calderoli&#8230; Sì, la Lega. Ma centrosinistra e centrodestra mica l&#8217;hanno cambiata: va bene a tutti nominare gli amici fidati. Ma così non vanno avanti i migliori, ma i leccaculo. Non è solo questione di partiti: c&#8217;è una classe dirigente intera che deve andare a casa: nell&#8217;impresa, nel sindacato, nel giornalismo&#8230; Anche Bersani? Ha meno “colpe” di altri, ma non può presentarsi come nuovo. Vicino ad Alfano o Maroni, per nulla nuovi, lui appare il più “vecchio”. Non teme l&#8217;accusa di demagogia e populismo? È l&#8217;unica cosa che voglio evitare. La mia è una richiesta concreta: cambiamo le persone per cambiare linguaggio, per parlare di innovazione nel concreto e ridare slancio alla politica. Le ideologie sono morte: il comunismo nell&#8221;89, l&#8217;ultracapitalismo se lo mangia la crisi. Oggi manca un ideale, un progetto di società, una meta. Ce l&#8217;hanno solo i cinesi, un obiettivo: conquistare il mondo. Ma non c&#8217;è troppa mollezza nei “nuovi”, nei giovani? Certi giovani hanno paura di dire cose scomode, sperano che il capo, un giorno, li porti a corte. E allora aspettano. Ci vuole più coraggio? Ci vogliono gli attributi. Io non mi tiro indietro. Non è anche lei politicamente anziano? Era liberale nella Prima Repubblica&#8230; Piano. Ho fatto politica dai 14 anni ai 22, poi mi sono ritirato schifato dall&#8217;odore di Tangentopoli. Ho ripreso nel 2003 e nel 2008 ho avuto il primo incarico pubblico. Comunque, non parlo a fini personali, un lavoro ce l&#8217;ho, ma da anni porto avanti un&#8217;idea con il circolo Nessuno escluso. E poi c&#8217;è una differenza tra la politica di lungo corso nazionale, dove pochi potenti gestiscono le nomine, e quella locale. Per capirsi: se Variati non va bene, i vicentini lo possono mandare a casa. Per chi governa l&#8217;Italia non è così. La differenza è enorme. Ha partecipato alla nascita del Pd: ha futuro questo partito? Più che i nomi dei partiti mi interessano le facce. Il Pd è altro rispetto a D&#8217;Alema e Veltroni, così come credo che altri partiti non siano solo le facce che li hanno finora rappresentati. Il nuovo sono i giovani, le competenze, la Rete: da lì passano le forze fresche e pulite. C&#8217;è un sistema da cambiare e lo si può fare solo se cambiano le persone, ma non una o due. Tante. Sono il solo ad avere il coraggio di dirlo?».</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-1199"></div>]]></content:encoded>
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		<title>CASSOLA: OLTRE AL GASSIFICATORE ANCHE IL SITO DI STOCCAGGIO RIFIUTI</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi gli articoli apparsi sulla stampa dopo l&#8217;assemblea di Cassola Non c&#8217;è solo il gassificatore: preoccupa anche il sito di stoccaggio Dal Giornale di Vicenza del primo aprile CASSOLA. Il sindaco esclude collegamenti fra i due siti proposti Rifiuti, spunta un progetto vicino al gassificatore Quero (Pd): «Un´azienda di stoccaggio aveva già ottenuto di trasferire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Questi gli articoli apparsi sulla stampa dopo l&#8217;assemblea di Cassola</em><br />
<em>Non c&#8217;è solo il gassificatore: preoccupa anche il sito di stoccaggio<br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">Dal Giornale di Vicenza del primo aprile</p>
<p>CASSOLA. Il sindaco esclude collegamenti fra i due siti proposti<br />
<em>Rifiuti, spunta un progetto vicino al gassificatore</em><br />
Quero (Pd): «Un´azienda di stoccaggio aveva già ottenuto di trasferire e ampliare la sede accanto al futuro impianto Karizia. E il Comune dov´era?»</p>
<p>Non bastasse il progetto del gassificatore, ad alimentare le polemiche è l´ampliamento di un impianto di stoccaggio rifiuti che dovrebbe sorgere poco distante. A sollevare la questione è il consigliere provinciale del Pd, Matteo quero che ha partecipato a un incontro a San Giuseppe promosso dal gruppo consiliare “Cassola Democratica e dei Valori” contro il progetto del gassificatore presentato de Karizia Technology.<br />
«Nel 2010 &#8211; ha spiegato quero &#8211; la Ecotrasporti di Cassola ha presentato domanda di ampliamento per un impianto di stoccaggio rifiuti di sua proprietà capace di trattare 22,5 mila tonnellate di materiali. È stato approvato da tutti, da ultimo la Regione che nel dicembre dello scorso anno ha rilasciato parere favorevole di valutazione d´impatto ambientale e spianato la strada al progetto. Se la storia si fermasse qui, non si spiegherebbero alcuni passaggi successivi. Invece, a seguito del rilascio dell´autorizzazione regionale ad Ecotrasporti, un´altra azienda, la Karizia Technology, ha presentato un progetto per il trattamento complesso di rifiuti pericolosi e non, che riguarda le stesse categorie di rifiuti per le quali Ecotrasporti ha ottenuto l´autorizzazione allo stoccaggio. I due impianti disterebbero non più di 200 metri».<br />
quero ha evidenziato gli alti costi di un´istruttoria per un impianto simile.<br />
«Un´azienda che sa fare i suoi conti &#8211; ha continuato &#8211; non butta lì un progetto a caso. Mi pare che in via Dell´industria ci siano tutti gli elementi per un ciclo integrato di trattamento dei rifiuti: dallo stoccaggio al trattamento, fino alla trasformazione energetica. Visto così il progetto ha perfino una sua logica chiara e rispettabile. Il problema è che la pubblica Amministrazione è un po´ come i teoremi di geometria: non è solo il risultato quello che conta, quanto il percorso per raggiungerlo. La regola aurea si chiama trasparenza verso i cittadini. Per questo motivo ho ritenuto di dover portare a conoscenza dei cassolesi l´esistenza di un progetto avviato alla realizzazione. La Regione con la sua decisione ha detto sì allo stoccaggio dei rifiuti e, legittimamente, Karizia può aver pensato che quel sì valesse anche per il trattamento degli stessi. Il merito della faccenda spettava a chi poteva sollevare rilievi e osservazioni: l´Amministrazione comunale. Ma questa, c´è da chiedersi dove fosse in quel momento».<br />
Il giornale ha interpellato il sindaco Silvia Pasinato. «Escludo &#8211; ha affermato Pasinato &#8211; ogni collegamento progettuale tra i due impianti. La Ecotrasporti farà né più né meno lo stoccaggio degli stessi materiali di prima. Del resto, i residenti di via De Gasperi da anni chiedevano che potesse spostarsi in un sito più idoneo. Sulla questione sollevata da quero mi riservo ulteriori valutazioni».</p>
<p>Dal Gazzettino del primo aprile</p>
<p><em>A due passi dal gassificatore un sito di stoccaggio rifiuti</em><br />
Un nuovo impianto di stoccaggio dei rifiuti pericolosi e non pericolosi sarà realizzato dalla ditta Ecotrasporti ai confini tra Cassola e Rossano Veneto, nei terreni adiacenti all&#8217;area in cui è prevista la costruzione del gassificatore della Karizia Tecnology. La Ecotrasporti, che ha oggi sede in via De Gasperi a Cassola, si trasferirà così nell&#8217;area di via Balbi adibita a zona industriale e artigianale, occupando una zona di 18 mila metri quadri per realizzare su un carico di 22.500 tonnellate di rifiuti all&#8217;anno (5 mila in più rispetto a quelli trattati oggi) il lavoro di pretrattamento dei materiali di scarto pericolosi e non pericolosi, ossia la fase che precede lo smaltimento.<br />
Il provvedimento della Regione che dà il via libera al progetto dell&#8217;impianto di stoccaggio della Ecotrasporti è stato reso noto dal consigliere provinciale del Pd Matteo Quero, nel corso dell&#8217;assemblea sul gassificatore organizzata venerdì sera dal gruppo Cassola Democratica. In verità i documenti erano già pubblicati e accessibili, ma evidentemente quasi nessuno li ha intercettati, dato lo sbigottimento con cui il pubblico ha accolto la notizia. «L&#8217;impianto dell&#8217;Ecotrasporti &#8211; ha detto Quero &#8211; esegue lo stoccaggio dello stesso tipo di materiali che a poche centinaia di metri potrebbero essere smaltiti dalla Karizia e potrebbe sorgere il dubbio spontaneo che in quell&#8217;area sia stato previsto un sistema di ciclo integrato della gestione dei rifiuti: è un puro caso che la Karizia abbia presentato il progetto del suo gassificatore subito dopo il via libero all&#8217;impianto di stoccaggio?».<br />
Secondo Quero, l&#8217;impianto di pretrattamento e recupero della Ecotrasporti sarebbe anche «peggiore di quello della Karizia perché arrivano rifiuti non ancora trattati e nel vivo del loro potenziale inquinante». Il consigliere si è detto quindi dispiaciuto per l&#8217;assenza di un amministratore di Cassola all&#8217;assemblea. «Avrei voluto ragionare con qualcuno sul legame tra i due impianti, ma qui è evidente che non si vuole chiarire come sono andate le cose».<br />
Il consigliere Giuseppe Petucco ha ricordato ad inizio serata degli inviti rivolti all&#8217;assessore provinciale Morena Martini e all&#8217;assessore comunale all&#8217;Ambiente di Cassola Alberto Toniolo: «La Martini non ha ritenuto il caso di venire per ragioni personali &#8211; ha affermato Petucco &#8211; mentre Toniolo ha considerato superflua la nostra assemblea, dopo quella organizzata giovedì al Vivaldi». Celestina Tessarolo ha invitato il pubblico a tenere gli occhi aperti: «Non lasciamoci abbagliare dai messaggi di un presunto ritiro del progetto: è difficile che la Karizia lo faccia dopo tutti i soldi già spesi».<br />
A differenza del gassificatore Karizia, sul quale i cittadini restano in attesa di un parere della Provincia, l&#8217;iter di approvazione del progetto relativo all&#8217;impianto di stoccaggio è già arrivato a conclusione: la notizia è ufficiale dallo scorso 31 gennaio. Le procedure per l&#8217;ottenimento del via libera sono state all&#8217;incirca le stesse che oggi vengono seguite dalla Karizia: l&#8217;11 febbraio 2010 la ditta Ecotrasporti ha presentato in Regione la prima domanda di procedura di Via e la contestuale approvazione del progetto definitivo, allegando anche uno studio di impatto ambientale; il 7 aprile 2010 la Regione ha dato il via libera per le procedure, e il 3 settembre dello stesso anno il proponente ha pubblicato sul Gazzettino l&#8217;annuncio di avvenuto deposito del progetto presso la Regione Veneto, la Provincia di Vicenza, il Comune di Cassola e il Comune di Rossano Veneto in qualità di ente interessato.<br />
I contenuti del progetto e lo studio di impatto ambientale sono stati presentati al pubblico il 13 settembre 2010, con un&#8217;assemblea in municipio a Cassola. Il 2011 è stato l&#8217;anno dei sopralluoghi e degli accertamenti, con il parere positivo ottenuto dall&#8217;Arpav e il via libero definivo della Giunta Regionale, con un provvedimento che il 31 gennaio scorso è stato pubblicato nel Bollettino della Regione Veneto. Sempre il 31 gennaio la Regione ha anche provveduto a dare comunicazione dello stesso provvedimento ai comuni di Cassola e Rossano, a Provincia e&#8217;Arpav.<br />
Sul procedimento seguito dall&#8217;Ecotrasporti, pronunciamento favorevole proprio dell&#8217;Arpav, il cui giudizio potrebbe avere risvolti determinanti anche per il gassificatore della Karizia. «Il progetto della Ecotrasporti &#8211; riporta un parere della Commissione Via della Regione &#8211; ha lo scopo di delocalizzare l&#8217;attuale impianto di stoccaggio e recupero rifiuti in un&#8217;area più idonea a questo tipo di attività. L&#8217;impianto sarà dotato di tutte le strutture e dei dispositivi necessari a prevenire inquinamenti».</p>
<div class="shr-publisher-1189"></div>]]></content:encoded>
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		<title>MULTE RIMORCHI: “UNA SEGNALAZIONE IN REGIONE DOVEROSA”</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 15:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il mio intervento sulla vicenda delle multe che la Regione Veneto sta inviando ai proprietari di rimorchi automobilistici basandosi sui registri delle iscrizioni al PRA. Queste stesse multe non sarebbero dovute in ragione dell&#8217;esclusione dei rimorchi dall&#8217;obbligo di registrazione al Pubblico registro automobilistico &#160; “Le multe sui rimorchi automobilistici non si devono pagare. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo il mio intervento sulla vicenda delle multe che la Regione Veneto sta inviando ai proprietari di rimorchi automobilistici basandosi sui registri delle iscrizioni al PRA. Queste stesse multe non sarebbero dovute in ragione dell&#8217;esclusione dei rimorchi dall&#8217;obbligo di registrazione al Pubblico registro automobilistico</em><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Le multe sui rimorchi automobilistici non si devono pagare. Da un primo colloquio con la Regione la situazione sembra essere chiarita: l’ente provvederà a sistemare la situazione. Spero che la cosa possa risolversi senza intoppi”. <strong></strong></p>
<p>“Sono già parecchie le pratiche che ho potuto vedere di persona e le multe arrivate dalla Regione sono certo che non vadano pagate. Per calcolare le multe  la Regione si è basata sulle iscrizioni al PRA dei rimorchi, dimenticando che dal 2003 l’iscrizione degli stessi non è più dovuta. Questo potrebbe creare più di qualche problema. Si pensi che per verificare i propri dati il privato deve pagare la motorizzazione e queste spese di istruttoria nessuno le rimborsa. Ho provveduto a segnalare personalmente per correttezza il fatto alla Regione Veneto  e da questa ho avuto una risposta altrettanto corretta nella quale si evidenziava che in Regione sono a conoscenza dell’accaduto. E che provvederanno a risolvere la vicenda al più presto e nel migliore dei modi. Spero vivamente che ciò possa accadere senza danno alcuno per i cittadini, ma sono contento se si riuscirà a dimostrare che usando correttezza e trasparenza si possono risolvere in modo assai civile questioni di una certa rilevanza”.</p>
<div class="shr-publisher-1185"></div>]]></content:encoded>
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		<title>FALDA DAL MOLIN: “DOPO IL SILENZIO VOGLIAMO I DATI SULL’ACQUA”</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il mio commento alla stampa sul caso dell’innalzamento della falda nell’area Dal Molin, dovuta probabilmente alla massa costruttiva della base militare e sulla quale è stato domandato in più occasioni un chiarimento alla Provincia in base alle competenze riconosciutele dalla Vinca. &#160; “Quello che oggi leggiamo sui giornali la Provincia lo sa dal 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
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<p><em>Questo il mio commento alla stampa sul caso</em><em> dell’innalzamento della falda nell’area Dal Molin, dovuta probabilmente alla massa costruttiva della base militare e sulla quale è stato domandato in più occasioni un chiarimento alla Provincia in base alle competenze riconosciutele dalla <em>Vinca</em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Quello che oggi leggiamo sui giornali la Provincia lo sa dal 5 marzo. Per questo ritardo ingiustificato c’è una sola spiegazione: l’assessore Pellizzari ha consapevolmente tenuto tutti all’oscuro di quanto stava accadendo. D’ora in poi potremo chiamarlo impaludatore”.</p>
<p>“Nell’accordo stabilito con la Valutazione di Incidenza Ambientale tra le prescrizioni figurano proprio le analisi periodiche sullo stato della falda nell’area del cantiere. Il Comune di Vicenza ha rinnovato la propria richiesta di verifica dei dati già a febbraio, ma i dati arrivano solo oggi e quasi certamente non per spirito di altruismo della Provincia. Mi sono rivolto all’assessore Pellizzari in almeno due occasioni ufficiali depositando altrettante interrogazioni in cui chiedevo ragione dello stato della falda acquifera alla luce delle numerose segnalazioni di criticità. E come non bastasse ho sempre domandato a Pellizzari la disponibilità di dati che potessero agevolare un’indagine accurata dell’eventuale presenza di agenti inquinanti e dello stato di impermeabilizzazione del terreno. Ho sempre ottenuto- afferma Quero &#8211; grandi rassicurazioni e poche certezze: per tutta risposta scopro oggi dalla stampa locale che nell’area dove dovrebbe sorgere il futuro parco della Pace vi sono affioramenti d’acqua che causano stagni e acquitrini. E cosa ancora più grave è che questi dati sono nelle mani della Provincia da almeno 3 settimane e finora Pellizzari ha pensato bene di comunicarlo solo con nota riservata al Comune. A questo punto si rendono necessari lavori di movimento terra per il ripristino delle canalizzazioni di scolo. Ma questo non basta chiedo anche che siano resi pubblici i dati sull’acqua per scongiurare ulteriori spiacevoli sorprese nel prossimo futuro. Questa vicenda ci insegna comunque qualcosa:  sicuramente che la fragilità idraulica rende necessario accantonare una volta per tutte l’idea di far sorgere li la futura sede della protezione civile. Ma soprattutto che un assessore incapace di mettere gli uffici in condizioni di estrapolare i dati cartacei, dovrebbe porsi la domanda sul perché sta ricoprendo il ruolo di assessore, prima di scaricare il barile sporgendo denuncia contro il commissario Costa. Invito personalmente l’assessore Pellizzari a dimettersi per lasciare il posto a chi più di lui sarà in grado di offrire delle risposte”.</p>
<div class="shr-publisher-1177"></div>]]></content:encoded>
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		<title>GASSIFICATORE CASSOLA: “LA PROVINCIA USI BENE QUESTI SUOI ULTIMI GIORNI”</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 11:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il mio appello, contenuto in un’interrogazione depositata oggi in Provincia, con cui chiedo alla Provincia di adoperarsi per velocizzare quelle pratiche burocratiche ed amministrative necessarie ad ottenere il parere dell’ARPAV su cui sarà chiamato ad esprimersi il consiglio provinciale, in merito al progetto per l’impianto di smaltimento presentato a Cassola dalla ditta Karizia Technologies. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
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<p style="text-align: center;"><em>Questo il mio appello, contenuto in un’interrogazione depositata oggi in Provincia, con cui chiedo alla Provincia di adoperarsi per velocizzare quelle pratiche burocratiche ed amministrative necessarie ad ottenere il parere dell’ARPAV su cui sarà chiamato ad esprimersi il consiglio provinciale, <em>in merito al progetto per l’impianto di smaltimento presentato a Cassola dalla ditta Karizia Technologies.</em><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>“Se la Provincia intende dare un senso ai giorni che la separano dal commissariamento, si adoperi per poter esprimere con il voto del Consiglio un No forte e chiaro sul progetto del gassificatore di Cassola”.</p>
<p>“Stiamo parlando di salute dei cittadini e tutela dell’ambiente, quindi materie in cui la Provincia ha una competenza diretta. La cittadinanza di Cassola prima e di Rossano ora, si è espressa in modo inequivocabile per il No alla realizzazione dell’impianto. La stessa Amministrazione di Cassola ha deciso di prendere una posizione chiara contro il futuro impianto, in considerazione di un rischio per la salute ancora tutto da calcolare. La Provincia ha davanti a sé poco più di un mese di vita nell’attesa di sapere cosa succederà con il commissariamento. Non se ne stia con le mani in mano. Questi giorni possono essere usati al meglio per svolgere fino all’ultimo il ruolo assegnato dalla legge a questo ente. Con il parere dell’ARPAV può ancora risultare utile per questo territorio e bloccare il progetto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoquero.it/wp-content/uploads/2012/03/Interrogazione-prot-n-21824.pdf">IL TESTO DELL&#8217;INTERROGAZIONE</a></p>
<div class="shr-publisher-1172"></div>]]></content:encoded>
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		<title>QUERO: “SE ARCHEIDOS FALLISCE, LA PROVINCIA RESTERÀ A GUARDARE?”</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 15:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il mio commento sulla vicenda di Archeidos, società fornitrice degli scavi archeologici presso il CIS di Montebello, che da giugno 2011 aspetta le fatture di pagamento per poter saldare gli stipendi ai propri dipendenti. Sulla vicenda ho depositato oggi una domanda di attualità con la quale chiedo se la Provincia intenda adoperarsi per trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
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<p><em>Questo il mio commento sulla vicenda di Archeidos, società fornitrice degli scavi archeologici presso il CIS di Montebello, che da giugno 2011 aspetta le fatture di pagamento per poter saldare gli stipendi ai propri dipendenti. Sulla vicenda ho depositato oggi una domanda di attualità con la quale chiedo se la Provincia intenda adoperarsi per trovare una soluzione all’annosa vicenda.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“L’intera situazione mi pare un film già visto, un film che non è piaciuto per niente. La trama è scontata e manca pure il lieto fine: un fornitore che offre un servizio, la società appaltatrice che lamenta problemi e non paga, il fornitore che rischia di fallire. Penso che ogni spettatore vorrebbe cambiare il finale di questo film”.</p>
<p>“Non si può giocare allo scarica barile sulla pelle degli altri specialmente in un momento di crisi come questo. Non possiamo accettare che le ingiunzioni di pagamento avanzate da Archeidos cadano nel vuoto per una mera questione formale dovuta alla natura non commerciale del Consorzio CIS. E non possiamo nemmeno far finta di niente e affidarci al buon cuore di un privato, come è già accaduto con il prestito elargito dall’ex senatore Filippi. I soci del Consorzio CIS non sono oscuri finanzieri internazionali, ma perlopiù enti pubblici del territorio. Non è ammissibile che su un’opera infrastrutturale ritenuta così strategica dagli stessi soci si accumulino tutti questi ritardi e problemi. La Provincia deve ora dire come intende risolvere la questione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.matteoquero.it/wp-content/uploads/2012/02/Domanda-di-attualita-rischio-fallimento-Archeidos.pdf">QUI LA DOMANDA DI ATTUALITA&#8217; </a></p>
<p style="text-align: center;">
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-1169"></div>]]></content:encoded>
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		<title>LAGO DI FIMON – QUERO: “ANCORA UNA VOLTA IN RITARDO”</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consigliere provinciale del PD denuncia il silenzio della Provincia, rotto solo oggi dalle dichiarazioni dell&#8217;assessore Pellizzari, e ricorda come il &#8220;caso Fimon&#8221; rischi di allargarsi al futuro di tutti gli enti oggi partecipati dalla Provincia. &#160; “Che le Province siano destinate a scomparire non è più una notizia fresca. Per cui la vicenda della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il consigliere provinciale del PD denuncia il silenzio della Provincia, rotto solo oggi dalle dichiarazioni dell&#8217;assessore Pellizzari, e ricorda come il &#8220;caso Fimon&#8221; rischi di allargarsi al futuro di tutti gli enti oggi partecipati dalla Provincia.<br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Che le Province siano destinate a scomparire non è più una notizia fresca. Per cui la vicenda della futura gestione del lago di Fimon poteva essere gestita per tempo. Il vero pericolo per il futuro del territorio sono questi continui e ripetuti ritardi”.</p>
<p>“La Provincia  ha investito su Fimon una montagna di soldi. E bisogna dare atto che la qualità dell’ambiente ne ha risentito molto positivamente. La questione della “casetta” di legno realizzata in riva al lago è solo una parte del problema. Il punto è che Fimon rappresenta un ecosistema dall’equilibrio delicato che senza manutenzione rischia di disperdere i risultati ottenuti dalla Provincia con anni di lavoro. Non possiamo pensare di lasciare l’intera gestione al “buon cuore” dei pescatori e dei volontari della zona, che da sempre hanno cura del bacino. Se la Provincia come l’abbiamo conosciuta deve chiudere battenti, è opportuno decidere prima a chi spetta il compito della futura gestione. Potrebbe essere un consorzio di Comuni o un’associazione ad hoc, patrocinata dai comuni interessati”.</p>
<p>“L’esempio del lago di Fimon non è che uno dei tanti esempi che presto rischiano di presentarci un conto salato. È da tempo che chiedo e suggerisco una ricognizione di tutti gli enti dove la Provincia ha una qualche partecipazione. Lo scopo è quello di pianificare il “dopo”, quando la Provincia non ci sarà più, affinché da una buona o mala gestione non si passi ad una totale “non gestione” dei problemi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-1165"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sussidiarietà, cresce senza la Provincia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteoquero</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il mio intervento in risposta alla riflessione contro la cancellazione delle Province del Segretario Generale Angelo Macchia. Da Il Giornale di Vicenza, 1 febbraio 2012. &#160; &#8220;Vorrei inserirmi nel dibattito “province si, province no”, con l´obiettivo di riportare il dibattito su alcune riflessioni che il segretario della Provincia Angelo Macchia ha omesso nel proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo il mio intervento in risposta alla riflessione contro la cancellazione delle Province del Segretario Generale Angelo Macchia.</p>
<p>Da Il Giornale di Vicenza, 1 febbraio 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Vorrei inserirmi nel dibattito “province si, province no”, con l´obiettivo di riportare il dibattito su alcune riflessioni che il segretario della Provincia Angelo Macchia ha omesso nel proprio ragionamento.</em><br />
<em>Innanzitutto una questione di merito. Trovo quanto meno curioso che sul tema intervenga personalmente la massima autorità amministrativa dell´ente provinciale, e mi domando a che titolo parli, se non come rappresentante della burocrazia provinciale. Passando alle questioni sostanziali, trovo stupefacente da parte del segretario Macchia la riduzione della portata della norma governativa ad una semplicistica “cancellazione delle Province”. </em><br />
<em>È stato spiegato fino alla noia che il decreto “Salva Italia” non prevede la cancellazione delle Province, quanto piuttosto una riorganizzazione delle stesse, sulla base di un criterio di funzionalità, che prevede l´accorpamento in altre Province di quegli enti che non raggiungono i 300 mila abitanti. Si è già detto troppo sull´obiettivo di trasformazione delle Province in enti di secondo livello, ma forse è bene ripetersi, visto che il Segretario sembra essersene dimenticato.Questa riorganizzazione delle Province può essere letta nel solco di quella riforma federalista avviata ormai più di 10 anni orsono alla quale autorevoli esponenti del partito del Presidente Schneck hanno dato in questi anni ulteriore impulso.</em><br />
<em>La sussidiarietà pertanto, contrariamente a quanto afferma il Segretario Macchia, non è certamente in dubbio, anzi, si potrebbe dire che essa venga accresciuta cercando di attribuire un ruolo sempre più legislativo e di coordinamento alle Regioni, e lasciando ai Comuni il compito di eseguire e decidere sul territorio. Le Province, come “assemblea di Comuni” altro non saranno che un luogo e un momento di confronto tra i decisori locali. </em><br />
<em>Compreso questo, decadranno anche i timori di quanti si domandano a chi spetteranno le numerose funzioni oggi in capo alle Province. Vorrei ricordare che la Corte Costituzionale non si è ancora pronunciata sulla definizione di quelle che potrebbero essere le “funzioni proprie” degli enti provinciali, mettendo così in evidenza che le funzioni oggi esercitate dalle Province sono pertanto “assegnate o delegate”. Dalla Regione innanzitutto, che le potrà trattenere o distribuire ai comuni “riuniti in assemblea provinciale”, e gestite dai sindaci del territorio sul modello di quanto accade con la “Conferenza dei Sindaci delle ULSS”. </em><br />
<em>Si tratta in entrambi i casi di meccanismi che certamente aiuteranno a trasformare un ente antico come le Province in istituzioni che siano di stimolo allo sviluppo del territorio. </em><br />
<em>Forse in questo modo si potrà garantire dignità politica ad un´istituzione, la Provincia, che nota bene il segretario Macchia, è sempre più un organo tecnico-amministrativo dove è la burocrazia a fare la parte del leone.</em></p>
<div class="shr-publisher-1163"></div>]]></content:encoded>
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