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	<title>MedicinaLive.com</title>
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	<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 15:13:05 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;elisir di lunga vita si trova sull&#8217;isola di Pasqua</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 13:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>

		<category><![CDATA[allungamento della vita]]></category>

		<category><![CDATA[elisir di lunga vita]]></category>

		<category><![CDATA[farmaci antirigetto]]></category>

		<category><![CDATA[isola di Pasqua]]></category>

		<category><![CDATA[isola di Rapa Nui]]></category>

		<category><![CDATA[rapamicina]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
    

    


    
    



Migliaia di scienziati da anni studiano tutte le alchimie possibili per formare il fantascientifico elisir di lunga vita, un medicinale che dovrebbe allungare la permanenza sulla terra di chi lo assume. Sono stati tanto impegnati a legare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15884" title="isola_di_pasqua" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/isola_di_pasqua.jpg" alt="isola_di_pasqua" width="450" height="338" /></p>
<p>Migliaia di scienziati da anni studiano tutte le alchimie possibili per formare il fantascientifico<strong> elisir di lunga vita</strong>, un medicinale che dovrebbe allungare la permanenza sulla terra di chi lo assume. Sono stati tanto impegnati a legare i vari componenti chimici che non si sono accorti che ce l&#8217;hanno avuto sotto il naso per tutto questo tempo.</p>
<p>Si tratta della <strong>rapamicina</strong>, una sostanza ottenuta dall&#8217;<strong>isola di Rapa Nui</strong>, conosciuta ai più come l&#8217;<strong>isola di Pasqua</strong>. La rapamicina è usata da anni in medicina nei <strong>farmaci antirigetto</strong> per quei pazienti che hanno subìto un trapianto o un&#8217;angioplastica. Si conoscevano i suoi effetti benefici sul corpo umano, ma non fino al punto di fargli allungare la vita.</p>
<p>E così sono scattate le immancabili sperimentazioni sui <strong>topi </strong>che hanno dato dei risultati impressionanti: la vita dei roditori si è allungata<strong> dal 28 al 38%</strong>, quindi hanno vissuto circa un terzo in più del normale. Se venisse applicata sull&#8217;uomo con gli stessi risultati, renderebbe una cosa molto comune il superamento del centesimo anno di età.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.adnkronos.com" target="_blank">adnkronos</a>]</p>
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		<title>E se l&#8217;obesità fosse causata dai batteri?</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/ricerca-e-sperimentazione/obesita-causata-batteri/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 09:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ricerca e Sperimentazione]]></category>

		<category><![CDATA[batteri per via orale]]></category>

		<category><![CDATA[cambiamenti metabolici]]></category>

		<category><![CDATA[composizione batterica della saliva]]></category>

		<category><![CDATA[dieta]]></category>

		<category><![CDATA[Dr. J. Max Goodson]]></category>

		<category><![CDATA[obesità]]></category>

		<category><![CDATA[Selenomanas noxia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un team di scienziati de La Forsyth Institute ha scoperto nuovi collegamenti tra alcuni batteri che entrano nel corpo umano per via orale e l&#8217;obesità. In un recente studio, i ricercatori hanno dimostrato che la composizione batterica della saliva di donne in sovrappeso differiva da quella delle donne in normopeso.
Questo lavoro preliminare può fornire indizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15878" title="donna-obesa" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/donna-obesa.jpg" alt="donna-obesa" width="450" height="392" /></p>
<p>Un team di scienziati de La Forsyth Institute ha scoperto nuovi collegamenti tra alcuni <strong>batteri </strong>che entrano nel corpo umano per via orale e l&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/obesita/" class="kblinker" title="More about obesità &raquo;">obesità</a>. In un recente studio, i ricercatori hanno dimostrato che la <strong>composizione batterica della saliva</strong> di donne in sovrappeso differiva da quella delle donne in normopeso.</p>
<p>Questo lavoro preliminare può fornire indizi sulle interazioni tra batteri per via orale e la patologia dell&#8217;obesità. Il lavoro, che sarà pubblicato sul <em>Journal of Dental Research</em>, ci viene spiegato dal<strong> Dr. J. </strong><strong>Max </strong><strong>Goodson</strong>, autore senior dello studio:</p>
<blockquote><p>Vi è stata una esplosione in tutto il mondo di obesità, con molti fattori. Tuttavia, la natura infiammatoria della malattia è ancora riconosciuta. Questo ha portato a chiedermi se un fattore potenziale sconosciuto contribuisca alle cause dell&#8217;obesità. Potrebbe essere un&#8217;epidemia causata da un agente infettivo? È eccitante immagine la possibilità che batteri orali stiano contribuendo ad alcuni tipi di obesità.</p></blockquote>
<p><span id="more-15876"></span></p>
<p>Al fine di misurare le popolazioni batteriche salivari di donne sovrappeso, i campioni sono stati raccolti su 313 donne con un indice di massa corporea tra 27 e 32 (classificazione in sovrappeso). Usando l&#8217;analisi del DNA, i ricercatori hanno misurato il numero di batteri di questo gruppo e li hanno confrontati con i dati di 232 persone che non erano in sovrappeso. Differenze significative in <strong>7 delle 40 specie studiate </strong>si sono verificate nei batteri salivari di soggetti in sovrappeso.</p>
<p>Inoltre, più del 98% delle donne in sovrappeso potrebbe essere identificato mediante la presenza di una sola specie di batteri, chiamato <em>Selenomanas noxia</em>, in livelli superiori all&#8217;1,05% del totale dei batteri salivari. Questi dati suggeriscono che<strong> la composizione dei batteri porta modifiche nelle donne in sovrappeso</strong>. È probabile che queste specie batteriche possano servire come indicatori di una condizione di sovrappeso in via di sviluppo e, eventualmente, essere collegate a cause sottostanti.</p>
<p>Il dr. Goodson ha rilevato che le ragioni di una relazione tra obesità e batteri è complessa. Il rapporto può essere osservato come circostanza relativa alla <strong>dieta </strong>o a <strong>cambiamenti metabolici</strong>. Nei futuri esperimenti, Goodson ha intenzione di controllare se l&#8217;infezione per via orale si riferisce ad un aumento di peso anche per i bambini, in modo da confermare la sua teoria e quindi, successivamente, sviluppare strategie per<strong> eliminare i batteri specifici</strong> ed evitare tantissimi casi di obesità sin dall&#8217;infanzia.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<title>Prodotto il primo spermatozoo artificiale in laboratorio</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/costume/bioetica/prodotto-spermatozoo-artificiale-laboratorio/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 09:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bioetica]]></category>

		<category><![CDATA[Nuove frontiere mediche]]></category>

		<category><![CDATA[cellula staminale embrionale umana]]></category>

		<category><![CDATA[divieto di legge]]></category>

		<category><![CDATA[ingegneria genetica]]></category>

		<category><![CDATA[Karim Nayernia]]></category>

		<category><![CDATA[mancanza di motilità]]></category>

		<category><![CDATA[ovulo femminile]]></category>

		<category><![CDATA[rimedio all'infertilità maschile]]></category>

		<category><![CDATA[riproduzione]]></category>

		<category><![CDATA[spermatozoo artificiale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Che sia cominciato il declino del maschio? Per ora non si sbilanciano i ricercatori inglesi che hanno ottenuto questo grande risultato, ma certo è che l&#8217;uomo tra qualche decennio potrebbe essere considerato un umano di serie B perché non più necessario alla riproduzione.
Lo diventerà probabilmente a causa di una nuova scoperta fatta all&#8217;Università di Newcastle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15871" title="laboratorio-di-ricerca" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/laboratorio-di-ricerca.jpg" alt="laboratorio-di-ricerca" width="450" height="300" /></p>
<p>Che sia cominciato il declino del maschio? Per ora non si sbilanciano i <strong>ricercatori inglesi </strong>che hanno ottenuto questo grande risultato, ma certo è che l&#8217;uomo tra qualche decennio potrebbe essere considerato un <strong>umano di serie B </strong>perché non più necessario alla <strong>riproduzione</strong>.</p>
<p>Lo diventerà probabilmente a causa di una nuova scoperta fatta all&#8217;Università di Newcastle in cui alcuni ricercatori, che hanno tentato di riprodurre sia lo <strong>spermatozoo </strong>maschile che l&#8217;<strong>ovulo </strong>femminile, sono arrivati ad una conclusione molto semplice: lo sperma si può riprodurre, l&#8217;ovulo no. Le donne possono stare tranquille ancora a lungo, mentre i maschietti forse farebbero bene a preoccuparsi.</p>
<p>Gli scienziati inglesi sono riusciti a far maturare uno spermatozoo da una<strong> cellula staminale embrionale umana</strong> il quale, almeno a livello teorico, sarebbe in tutto e per tutto capace di fecondare una cellula uovo. A livello teorico, appunto. Perché a livello pratico la situazione cambia molto. Prima di tutto, gli scienziati non sono sicurissimi che questo spermatozoo sia in grado di riuscire a fecondare un ovulo. Secondo le prime stime, gli manca quella &#8220;vivacità&#8221;, o più scientificamente quella <strong>motilità</strong>, tipica degli spermatozoi umani.<span id="more-15869"></span></p>
<p>E poi ci sarebbero anche gli aspetti più &#8220;umani&#8221;. Mancando l&#8217;<strong>ingegneria genetica</strong>, o essendo questa progettata in laboratorio, c&#8217;è il rischio che il futuro figlio nasca deforme o con chissà quali malattie genetiche, quando non morto. Per adesso però i cattolici o tutti quelli che sono contro queste sperimentazioni sull&#8217;essere umano possono stare tranquilli. La legge britannica <strong>vieta categoricamente di fecondare un ovulo con uno spermatozoo prodotto in laboratorio</strong>, e come questa, vi si oppongono anche la legislazione americana e quelle di quasi tutto il mondo. Ma dunque, perché questa ricerca è stata effettuata?</p>
<p>Se nessuno vuole creare un bambino in provetta (letteralmente), che senso avrebbe questa ricerca? Ce lo spiega <strong>Karim Nayernia</strong>, professore di genetica umana e capo dei ricercatori dell&#8217;Università di Newcastle. L&#8217;obiettivo principale è quello di <strong>capire cosa avviene durante il processo di creazione degli spermatozoi</strong>. Dopodiché si tenterà di comprendere perché alcuni di essi fanno &#8220;flop&#8221;, cioè non riescono a fecondare l&#8217;ovulo, e dunque <strong>trovare un rimedio all&#8217;infertilità maschile</strong>. Per questo, conclude Nayernia, la previsione è che tra 5-10 anni lo spermatozoo in vitro potrà risolvere ogni problema degli uomini con problemi di <a href="http://www.medicinalive.com/le-eta-della-salute/la-salute-delle-donne/fertilita-occhio-allorologio-biologico/" class="kblinker" title="More about fertilità &raquo;">fertilità</a>.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>]</p>
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		<title>Dieta anti jet-lag per chi si vuol godere le vacanze senza scombussolamenti</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/scienza-dellalimentazione/diete-e-metabolismo/dieta-anti-jet-lag-godere-vacanze-scombussolamenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 13:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diete e Metabolismo]]></category>

		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>

		<category><![CDATA[Aduc]]></category>

		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>

		<category><![CDATA[cambiamento di fuso orario]]></category>

		<category><![CDATA[dieta jet-lag]]></category>

		<category><![CDATA[jet lag]]></category>

		<category><![CDATA[viaggi transoceanici]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tra i tanti ostacoli dei viaggi transoceanici c&#8217;è anche quello del jet-lag, che chi ha viaggiato almeno una volta da una parte all&#8217;altra del mondo conosce. In breve si tratta di uno sfasamento dovuto al cambiamento di fuso orario che comporta come sintomi principali l&#8217;insonnia, l&#8217;irritabilità ed alcuni disturbi gastrointestinali.
Secondo l&#8217;Associazione dei consumatori Aduc, questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15838" title="airbus" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/airbus.jpg" alt="airbus" width="450" height="338" /></p>
<p>Tra i tanti ostacoli dei <strong>viaggi transoceanici</strong> c&#8217;è anche quello del<strong> jet-lag</strong>, che chi ha viaggiato almeno una volta da una parte all&#8217;altra del mondo conosce. In breve si tratta di uno <strong>sfasamento </strong>dovuto al <strong>cambiamento di fuso orario</strong> che comporta come sintomi principali l&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/insonnia/" class="kblinker" title="More about insonnia &raquo;">insonnia</a>, l&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/irritabilita/" class="kblinker" title="More about irritabilità &raquo;">irritabilità</a> ed alcuni disturbi gastrointestinali.</p>
<p>Secondo l&#8217;Associazione dei consumatori <strong>Aduc</strong>, questo accade a causa del mancato coordinamento di due centri cerebrali responsabili della percezione del tempo: quello soprannominato &#8220;<strong>orologio biologico</strong>&#8220;, cioè quello che regola il funzionamento del corpo nell&#8217;arco delle 24 ore, e l&#8217;altro che invece è collegato alla luce.</p>
<p>Per ridurre l&#8217;incidenza del jet-lag e quindi far godere sin dal primo giorno la vacanza, gli scienziati dell&#8217;Università di Chicago hanno inventato una <strong>dieta </strong>per regolare lo stomaco, e di conseguenza anche tutte le altre percezioni, da applicare nei primissimi giorni, subito dopo l&#8217;atterraggio. Il giorno del viaggio bisogna <strong>tenersi leggeri</strong>, alimentandosi con non più di 700 calorie; il giorno dell&#8217;arrivo invece bisogna seguire una dieta con molte proteine a base di <strong>carne</strong>; secondo giorno nuovamente dieta leggera, con molta verdura e pochissime calorie, mentre il terzo giorno nuovamente dieta a base di carne. Non dimenticarsi di fare <strong>attività fisica</strong>, ma visto che si è in vacanza, siamo sicuri che non mancheranno escursioni, nuotate e qualche passeggiata.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.adnkronos.com" target="_blank">Adnkronos</a>]</p>
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		<title>I bevitori moderati vivono più a lungo</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/dipendenze/bevitori-moderati-vivono-lungo/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 08:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>

		<category><![CDATA[abuso di alcool]]></category>

		<category><![CDATA[astemi]]></category>

		<category><![CDATA[bevitori moderati]]></category>

		<category><![CDATA[consumo moderato di alcool]]></category>

		<category><![CDATA[disabilità funzionale]]></category>

		<category><![CDATA[dottor J. Lee Sei]]></category>

		<category><![CDATA[rischio di morire]]></category>

		<category><![CDATA[status socioeconomico]]></category>

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I bevitori moderati sono più ricchi, più istruiti e hanno meno probabilità di diventare disabili rispetto agli astemi, il che spiega alcune, ma non tutte le associazioni tra consumo moderato di alcool e vita più lunga. Bevendo un drink al giorno una persona dimezza il rischio di morire nel corso dei successivi quattro anni, secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15834" title="bevitori" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/bevitori.jpg" alt="bevitori" width="450" height="300" /></p>
<p>I <strong>bevitori moderati</strong> sono più ricchi, più istruiti e hanno meno probabilità di diventare disabili rispetto agli <strong>astemi</strong>, il che spiega alcune, ma non tutte le associazioni tra <strong>consumo moderato di alcool</strong> e vita più lunga. Bevendo un drink al giorno una persona <strong>dimezza il rischio di morire</strong> nel corso dei successivi quattro anni, secondo la ricerca effettuata dal <strong>dottor J. Lee Sei</strong> del San Francisco VA Medical Center.</p>
<p>Dopo aver preso in considerazione diversi fattori che potrebbero influenzare l&#8217;uso di alcool e la mortalità, l&#8217;effetto è stato indebolito, tra i bevitori moderati, del 28% in meno rispetto ai non bevitori. Il primo studio a dimostrare che i bevitori moderati vivono più a lungo è stato pubblicato nel lontano 1923. Secondo questo i bevitori moderati sono semplicemente <strong>più sani globalmente</strong> rispetto ai non bevitori e a quelli che, al contrario, abusano con l&#8217;alcool.</p>
<p>I ricercatori hanno studiato il ruolo di due fattori di rischio associati con la mortalità che finora non erano mai stati studiati insieme: la <strong>disabilità funzionale</strong> e lo <strong>status socioeconomico</strong>. Hanno esaminato 12.519 uomini e donne, di età superiore ai 55 anni per quattro anni. Il 14% dei non bevitori in questo lasso di tempo è morto, rispetto al 7% dei bevitori moderati e del 12% delle persone che bevevano di più, come quelli che ad esempio bevevano tre o più drink al giorno.<span id="more-15828"></span></p>
<p>Secondo Lee e colleghi, le persone che bevevano un drink al giorno avevano uno<strong> status socio-economico significativamente più elevato rispetto ai non bevitori</strong>, misurato sul reddito, sul patrimonio, e sugli anni di istruzione. Ad esempio, il 37% dei bevitori aveva frequentato il college, rispetto al 14% dei non bevitori; il 52% dei bevitori aveva un reddito di circa 300.000 dollari, ottenuto solo dal 21% dei non-bevitori.</p>
<p><strong>Gli astemi hanno avuto anche più probabilità di avere disabilità funzionali</strong> come, ad esempio, difficoltà nell&#8217;essere auto-sufficienti durante la vecchiaia. Nel complesso, i bevitori moderati hanno avuto la <strong>metà delle probabilità di morire</strong>. Dopo che i ricercatori hanno corretto i dati includendo i fattori di rischio tradizionali, come la malattia, il fumo e l&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/obesita/" class="kblinker" title="More about obesità &raquo;">obesità</a>, i bevitori moderati hanno avuto il 43% in meno di probabilità di morire durante i 4 anni di osservazione. Considerando infine lo status socioeconomico e la disabilità, il rischio di mortalità per i bevitori moderati rispetto agli astemi si è ridotto al 28%.</p>
<p>Meglio bere qualche bicchierino ogni tanto quindi, ma <strong>con moderazione</strong>. Si sa che poi, rischiando di esagerare, si finisce in quella categoria degli alcool-dipendenti, e così anziché portare benefici, si rischia di ottenere l&#8217;effetto contrario.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.health24.com" target="_blank">Health24</a>]</p>
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		<title>L&#8217;uomo è capace di orientarsi al buio come un pipistrello</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/costume/curiosita/uomo-orientarsi-buio-pipistrello/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 08:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Daniel Kish]]></category>

		<category><![CDATA[ecolocalizzazione]]></category>

		<category><![CDATA[Juan Antonio Martinez]]></category>

		<category><![CDATA[orientarsi al buio]]></category>

		<category><![CDATA[persone non vedenti]]></category>

		<category><![CDATA[schiocco della lingua]]></category>

		<category><![CDATA[segnali sonori]]></category>

		<category><![CDATA[uomo-pipistrello]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;uomo-pipistrello non è soltanto una creazione cinematografica. Certo, paragonarci tutti a Batman è un po&#8217; troppo, ma restando sulla peculiarità di questi mammiferi, la capacità di orientarsi al buio, allora le differenze con l&#8217;uomo diventano meno evidenti.
Partendo dalle capacità delle persone non vedenti di orientarsi per strada come quelle normodotate, alcuni ricercatori spagnoli dell&#8217;Università di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15823" title="camminare-al-buio" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/07/camminare-al-buio.jpg" alt="camminare-al-buio" width="450" height="358" /></p>
<p>L&#8217;<strong>uomo-pipistrello</strong> non è soltanto una creazione cinematografica. Certo, paragonarci tutti a Batman è un po&#8217; troppo, ma restando sulla peculiarità di questi mammiferi, la capacità di <strong>orientarsi al buio</strong>, allora le differenze con l&#8217;uomo diventano meno evidenti.</p>
<p>Partendo dalle capacità delle <strong>persone non vedenti</strong> di orientarsi per strada come quelle normodotate, alcuni ricercatori spagnoli dell&#8217;Università di Acalà, Madrid, hanno tentato di capire come fosse possibile che alcuni mammiferi si potessero orientare al buio e l&#8217;uomo no, e soprattutto cercavano di capire se per imparare a farlo bisognava diventare per forza ciechi.</p>
<p>E così l&#8217;esperimento. Alcuni studenti si sono offerti volontari per fare da &#8220;cavie&#8221; per imparare ad orientarsi bendati. In particolare, non dovevano rimanere senza vedere per tutto il giorno, ma <strong>bastavano due ore al giorno</strong> per un paio di settimane per<strong> riuscire ad evitare gli ostacoli </strong>che si trovavano davanti, mentre con ulteriori due settimane di allenamento, gli studenti riuscivano a riconoscere i marciapiedi e gli alberi.<span id="more-15821"></span></p>
<p>Questo è possibile, spiega<strong> Juan Antonio Martinez</strong>, il ricercatore a capo dell&#8217;esperimento, perché l&#8217;uomo è dotato di una sorta di radar per l&#8217;<strong>ecolocalizzazione</strong>, cioè un sistema che ci fa intuire, tramite ritorno sonoro, cosa c&#8217;è intorno a noi. Un po&#8217; come accade nei pipistrelli o nei delfini, i quali inviano continuamente dei <strong>segnali sonori</strong> e, interpretandone il ritorno, si spostano tranquillamente anche in assenza di luce.</p>
<p>Alcuni non vedenti sono stati educati ad utilizzare questa tecnica, adoperando lo <strong>schiocco della lingua</strong>. <strong>Daniel Kish</strong>, un non vedente dalla nascita, ha imparato questa tecnica talmente bene che riesce a svolgere delle attività per noi impensabili come guidare una bicicletta o giocare con una palla, e addirittura è in grado di <strong>fare da guida agli altri non vedenti</strong>. Concludono i ricercatori affermando che probabilmente questa capacità innata la si deve all&#8217;evoluzione, che ha permesso all&#8217;uomo di sopravvivere anche in zone di totale oscurità, e che oggi ci siamo un poco &#8220;dimenticati&#8221; di possedere perché la nostra cultura si basa sulla vista, ma all&#8217;occorrenza potrà ritornarci utile.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>]</p>
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		<title>Mangiare meno carne significa più salute per tutti</title>
		<link>http://www.medicinalive.com/costume/bioetica/mangiare-meno-carne-significa-piu-salute-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e prevenzione]]></category>

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Nei Paesi industrializzati si man­giano tendenzialmente cibi ricchi di  proteine animali. I dati epi­demiologici dicono che una dieta di questo tipo è dannosa per la salute perché aumenta l&#8217;inciden­za di malattie cardiovascolari e di tumori, ma anche dal punto di vista ecologico i suoi effetti non sono da meno. Forse pochi sanno che per produrre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br />
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