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		<title>Fritole con uvetta, pinoli e cioccolato</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle prime guide “street food” fu scritta, e disegnata, da tal Gaetano Gherardo Zompini in le “Arti che vanno per via nella città di Venezia”. In una tavola si vede una donna che in un “sotoportego” impugna una padella poggiata su un braciere: nella padella si indorano le fritole o fritolazze con lo zebibo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle prime guide “street food” fu scritta, e disegnata, da tal Gaetano Gherardo Zompini in le “Arti che vanno per via nella città di Venezia”. In una tavola si vede una donna che in un “sotoportego” impugna una padella poggiata su un braciere: nella padella si indorano le fritole o fritolazze con lo zebibo, l’uvetta che arriva dal commercio con la Sicilia. Anche Goldoni le nomina nella sua commedia “il Campiello”. E sul finire del secolo le fritolazze, popolari soprattutto nel periodo di carnevale, furono dichiarate “Dolce Nazionale dello Stato Veneto”.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1372" title="fritole" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2012/02/fritole.jpg" alt="fritole" width="250" height="228" />Del resto la loro economia sembra essere importante poiché nel 1797 la corporazione dei fritolieri stanziò una considerevole somma per “spese in regalo in fritole ai provveditori di Comun per ottener la grazia di frizer nei campi&#8221;: una sorta di “bustarella” per avere il permesso di friggere le fritole nelle piazze. L’impasto originale delle fritole si faceva una volta con l’acqua, mentre oggi si è arricchito di uova e latte.</p>
<blockquote><p>Da “La Cucina Italiana” febbraio 2012 p. 85</p></blockquote>
<p>Ingredienti:<br />
500 gr farina per dolci (Mulino Rosso)<br />
300 gr di latte<br />
150 gr uvetta<br />
100 gr zucchero semolato<br />
25 gr di lievito di birra<br />
3 uova<br />
80 gr pinoli<br />
80 gr cioccolato amaro in quadrotti<br />
½ arancia<br />
½ limone<br />
Vino bianco secco dal gusto profumato<br />
Zucchero a velo vanigliato<br />
Grappa di Amarone Bonollo<br />
Olio di arachide<br />
Sale: un pizzico</p>
<p><strong>Come si fa:</strong></p>
<p>Ammollate l’uvetta in un mezzo bicchiere di Lieti Coversari. Sciogliete il lievito in circa 200gr di latte tiepido, setacciate la farina in una ciotola assieme allo zucchero dopo aver frullato questo finemente quasi a farlo diventare a velo.</p>
<p>Aggiungete un pizzico di sale e ponete tutto in una planetaria. Qui cominciate a mischiare gli ingredienti con la frusta apposta e mettete le uova una alla volta senza aggiungere la successiva fino a che la prima non si sarò bene amalgamata.</p>
<p>Ora versate il latte in cui avrete disciolto il lievito per amalgamare meglio ed ancora altri 100gr di latte tiepido. Scolate l’uvetta e versate nell’impasto il vino usato per ammollarla. Ora è la volta di unire una grattugiata di scorza di arancia e limone per profumare. Ponete ora il vostro impasto in un luogo caldo a lievitare per almeno un oretta.</p>
<p>Trascorso questo tempo incorporate all’impasto l’uvetta, i pinoli sminuzzati grossolanamente e quindi un generoso bicchierino di Grappa Bonollo, magari di Amarone barrique.</p>
<p>Friggete le frittelle in abbondante olio di arachidi ben caldo (170°/180°) versando l’impasto a cucchiaiate. Lasciatele friggere fino a che non si saranno dorate e poi scolatele con una schiumarola e poggiatele su un foglio di carta da cucina. Alla fine disponetele su un piatto da portata spolverizzandole con zucchero a velo vanigliato.</p>
<p>Grappa: <a href="http://www.bonollo.com">www.bonollo.com</a><br />
Azienda vinicola Pratello: <a href="http://www.pratello.it">www.pratello.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Pacchetto Benessere Viso e Corpo – Offerta Limitata</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medilight News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Pacchetto Benessere Viso e Corpo comprende: check up cutaneo con sistema Visia Canfield gommage viso e corpo massaggio rilassante di 30 minuti maschera all&#8217;acido ialuronico con attivazione laser radiofrequenza bipolare viso e decollété terapia con O2 viso, collo e decollété bagno di calore con BioMedical Sauna invece di 1060 euro sconto 80% paghi solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;">Il Pacchetto Benessere Viso e Corpo</span></h2>
<p><strong>comprende:</strong></p>
<ul>
<li>check up cutaneo con sistema Visia Canfield</li>
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<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1330 aligncenter" title="medilight" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2012/02/medilight.jpeg" alt="groupon verona" width="500" height="333" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Galani, Lattughe, Crostoli, Bugie, Sfrappole… Ecco i Dolci Tipici di Carnevale</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bisturi & Bontà]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo a Carnevale, quando ero bambino, e mia madre mi faceva quelli che io, piccolo, chiamavo i “malani”, i tipici dolci del periodo di carnevale, che a seconda della regione in cui ti trovi li chiamano “galani”, lattughe, chiacchiere, sfrappole, bugie, crostoli… I “galani” erano probabilmente già in voga al tempo degli antichi Romani che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo a Carnevale, quando ero bambino, e mia madre mi faceva quelli che io, piccolo, chiamavo i “malani”, i tipici dolci del periodo di carnevale, che a seconda della regione in cui ti trovi li chiamano “galani”, lattughe, chiacchiere, sfrappole, bugie, crostoli…</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1325" title="galani" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2012/01/galani.jpeg" alt="galani" width="249" height="202" />I “galani” erano probabilmente già in voga al tempo degli antichi Romani che li chiamavano “frictilia”. Anch’essi preparati nel periodo di carnevale, erano dolci fritti nel grasso di maiale e, prodotti in gran quantità, dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.</p>
<p>Ecco quella ricetta, semplice, che ha reso belle e dolci tante mie giornate.</p>
<p>Ingredienti per circa 80 galani (a seconda che li facciate più o meno grandi):<br />
Burro: 50 gr<br />
Farina: 500 gr<br />
Grappa (o altro liquore) 25 ml (se volete)<br />
Marmellata (fragole, albicocche, ..): a piacere (se volete)<br />
Lievito chimico in polvere: 6 gr<br />
Sale: 1 pizzico<br />
Uova: (medie) 3 intere e 1 tuorlo<br />
Vanillina: 1 bustina<br />
Zucchero: 70 gr</p>
<p>Per friggere e decorare:<br />
Olio di semi: di arachide q.b.<br />
Zuccehero a velo: q.b.</p>
<p><strong>Come si fa</strong><br />
Setacciate la farina assieme al lievito e disponete il tutto in una ciotola o nella tazza di una impastatrice nella classica forma a fontana; ponete al centro il burro ammorbidito, lo zucchero, la vanillina, le uova, mezzo bicchierino di grappa (se volete) e un pizzico di sale. Lavorate bene gli ingredienti fino a formare un impasto liscio ed elastico.</p>
<p>Se lavorate l’impasto a mano, secondo i dettami materni, lavoratelo su di una spianatoia per almeno dieci minuti, ed al termine dategli la forma di una palla e lasciatelo riposare avvolto nella pellicola trasparente in frigorifero per almeno una mezz’ora. Spianate poi la pasta con un mattarello oppure, se riuscite a non farvi sorprendere da vostra madre o dalla nonna, con l&#8217;apposita macchinetta, in modo da ottenere una sfoglia non troppo sottile dello spessore di 2 mm.</p>
<p>Se la sfoglia che fuoriesce tende a lacerarsi, infarinatela, ripiegatela su se stessa e spianatela nuovamente. Fate così fino ad ottenere una sfoglia liscia e compatta e poi, con una rotellina a taglio smerlato, ricavatene delle strisce di circa 5cm x 10 cm (o della misura che volete). La mamma le tagliava più piccole e questo permetteva ai “galani” di gonfiarsi e fare una bella bolla che risultava friabile e croccante.</p>
<p>Se voi volete potete fare così oppure, fate su ognuna delle strisce di pasta due tagli centrali e paralleli per il lungo. Mettete ora a friggere1 le strisce di “galani” in abbondante olio ben caldo ma non bollente (170° al massimo), girandole su ambo i lati. Appena diventeranno dorati, toglieteli dall’olio e ponetele a sgocciolare su una carta assorbente e quando si saranno raffreddati cospargete di zucchero a velo.</p>
<p>I consigli della mamma e della nonna:</p>
<p>L’olio per friggere i “galani” deve essere ben caldo ma non bollente, altrimenti li bruciate ed invece devono dorare (2 minuti in tutto); state quindi attenti a non farlo diventare troppo caldo e mantenetelo ad una giusta temperatura.</p>
<p>Per sapere se l’olio è pronto immergeteci uno stuzzicadenti: se si formeranno delle bollicine attorno allo stecchino, sarà ora di friggere i galani! L’olio che noi usiamo è olio di semi che potete mischiare al metà con dello strutto.</p>
<p>“Lussuria” di galani:</p>
<p>Esistono diverse varianti alla ricetta della mamma. Potete ad esempio sostituire la grappa con del Rum o altri liquori. Ma le varianti più buone e “lussuriose” prevedono di racchiudere nella striscia di pasta una noce di marmellata od ancora meglio Nutella! Qualcuno poi cosparge i “galani” con zucchero semolato anziché a velo … i gusti son gusti!</p>
<p>Un vino:<br />
Dall’ottima cantina De Stefani un rosè bollicine: Fior di Rosè (uve Marzemino e Raboso)<br />
- Vigneti De Stefani:  <a href="http://www.de-stefani.it">http://www.de-stefani.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tortelli di Zucca con Burro e Tartufo (alla Mantovana)</title>
		<link>http://medilight.it/1253-tortelli-di-zucca-al-tartufo.html</link>
		<comments>http://medilight.it/1253-tortelli-di-zucca-al-tartufo.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bisturi & Bontà]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un piatto tipico di questa stagione e soprattutto della tradizione natalizia di Mantova e dintorni. Non è una ricetta particolarmente difficile e potrete decidere se aggiungere o meno all’impasto di zucca la mostarda, seguendo così la vera ricetta tradizionale. Personalmente non sono un amante della mostarda, ma in questo caso ci sta proprio bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un piatto tipico di questa stagione e soprattutto della tradizione natalizia di Mantova e dintorni. Non è una ricetta particolarmente difficile e potrete decidere se aggiungere o meno all’impasto di zucca la mostarda, seguendo così la vera ricetta tradizionale.</p>
<p><div id="attachment_1258" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/11/tortelli-zucca.jpg" alt="tortelli di zucca" title="" width="350" height="354" class="size-full wp-image-1258" /><p class="wp-caption-text">preparazione dei tortelli</p></div>Personalmente non sono un amante della mostarda, ma in questo caso ci sta proprio bene perchè si unisce, alla dolcezza della zucca, il sapore un po’ piccante della mostarda mantovana (1) creando un gusto agrodolce che rende questi tortelli così particolari.</p>
<p><strong>Ingredienti per il ripieno (per 4/6 buone forchette):</strong><br />
100g di amaretti<br />
una bella grattugiata di noce moscata<br />
100g di grana padano grattugiato<br />
600g polpa di zucca<br />
100g di mostarda mantovana (pere)<br />
Limone: la scorza grattugiata di uno<br />
sale e pepe qb.<br />
Ingredienti per la pasta:<br />
250g farina 0<br />
150g farina grano duro<br />
4 uova<br />
sale un pizzico</p>
<p><strong>Ingredienti per il condimento:</strong><br />
200g burro<br />
Grana padano a piacere<br />
Tartufo nero del Baldo a piacere</p>
<p><strong>Come si fa: il ripieno</strong><br />
Pulite la zucca, decorticatela, lavatela, asciugatela per bene, tagliatela a fette, pulitela dei filamenti e dei semi interni e quindi sbucciatela. Avvolgete le fette di zucca nella carta stagnola e cuocetela a forno ventilato per circa 1 ora a 180°.</p>
<p>La zucca sarà pronta quando risulta morbida infilzandola con i rebbi di una forchetta. Quando la zucca sarà tenera, toglietela dal forno e lasciatela raffreddare; quindi passatela al passaverdure o frullatela nel mixer fino ad ottenerne una purea. Tritate la mostarda di mantovana molto finemente.</p>
<p>Aggiungete la mostarda alla purea di zucca e quindi gli amaretti polverizzati; mescolate con un mestolo di legno e aggiungete il grana grattugiato, la scorza di limone, la noce moscata e un pizzico di sale.<br />
Mescolate il tutto fino a che gli ingredienti si siano amalgamati per bene e lasciate riposare il ripieno per almeno 1 ora, in modo che i profumi si mischino. Nel frattempo<br />
preparate la pasta i tortelli.</p>
<p><strong>Come si fa: la pasta</strong><br />
Prendete le due farine e setacciatele, se volete, su una superficie piana fino a creare un cono, oppure nel contenitore dell’impastatrice. Unite ora le uova con un pizzico di sale e cominciate a lavorare l’impasto fino a che non sarà liscio ed omogeneo. Fatelo riposare per un’oretta in frigo e quindi stendete la sfoglia in un velo più o meno sottile a seconda di come vi piace.</p>
<p><strong>Come si fa: il tortello</strong><br />
Stendete una sfoglia sottile e dividetela in due parti uguali. Su una parte della sfoglia disponete delle palline di ripieno, aiutandovi con un cucchiaio, distanti circa 5 cm l&#8217;una<br />
dall&#8217;altra e con l&#8217;altra parte coprite il tutto chiudendo per bene i bordi con le mani dopo averli leggermente inumiditi con un pennellino intinto nell&#8217;acqua o ancora meglio in un albume.<br />
Ritagliate quindi i tortelli in quadrati e fateli riposare su una superficie infarinata fino al momento della cottura girandoli ogni tanto per far si che non si attacchino. Mettete a bollire una pentola d&#8217;acqua, salate a bollore e quindi immergetevi i tortelli per qualche (4’/5’) minuto.</p>
<p>Scolateli con una schiumarola e passateli un minuto in una padella larga e bassa nella quale avrete messo a sciogliere del burro mischiandolo al tartufo grattugiato finemente. Servite con una foglia di tartufo ed una spolverata di grana.</p>
<p><strong>I consigli della nonna:</strong><br />
1) Preferisco tra tutte la mostarda di pere che lega molto bene al sapore della zucca. Per quelli di voi che amassero farsi la mostarda in casa, ecco come la faccio io:<br />
vi serviranno pere o mele (renette anche se ci andrebbero le cotogne) 1kg, essenza di senape 10/12 gocce (o senape di Digione) e zucchero (500gr). Sbucciate e detorsolate le pere e tagliatele a fettine. </p>
<p>Mettetele in un contenitore e aggiungete lo zucchero quindi lasciate riposare per un giorno intero. Scolate in una pentola il succo che si è formato e fatelo addensare a fuoco basso per almeno un ora e poi versatelo caldo sulle pere. Fate riposare per altre 24 ore e ancora una volta scolate il succo in una pentola, fatelo addensare per un ora e versatelo<br />
nuovamente sulla frutta.</p>
<p>Lasciate riposare ancora per un giorno e fate ora bollire insieme il succo e le fettine di pera per almeno dieci minuti. Ora lasciate raffreddare il tutto e aggiungete l&#8217;essenza di senape. Amalgamate con attenzione e versate il tutto in vasetti di vetro puliti e sterilizzati. Conservate i vasetti in un luogo asciutto e buio.</p>
<p>Quanta senape od essenza di senape mettere è a discrezione di ognuno a seconda dei propri gusti. A me non piace troppo piccante e quindi ne metto circa 10 gocce. Se ne uso di più risulta molto piccante, mentre se meno risulta più morbida.</p>
<p><strong>Un vino:</strong><br />
Dall’ottima cantina Villabella un bianco che ben si sposa con questo piatto:<br />
- Vigneti Villabella: Cordevigo Bianco Uve:Garganega 75%, Sauvignon Blanc25%<br />
<a href="http://www.vignetivillabella.com/vini/cru_cordevigobianco.asp">http://www.vignetivillabella.com/vini/cru_cordevigobianco.asp</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Stop del Ministro della Salute ai Trattamenti Estetici Senza Criterio</title>
		<link>http://medilight.it/1132-ministro-salute-trattamenti-estetici.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 07:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medilight News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministro della Salute, in accordo con il Ministro dello Sviluppo Economico, ha finalmente messo ordine al caos dei trattamenti estetici effettuati senza criterio ormai in ogni dove. Posto alla base che tutti gli apparti in uso, vuoi negli ambulatori o studi medici, come anche in centri estetici, devono essere rigorosamente a norma e dotati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1133" title="ministero della salute" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/06/logo_ministero-della-salute.png" alt="ministero della salute" width="240" height="225" />Il  Ministro della Salute, in accordo con il Ministro dello Sviluppo  Economico, ha finalmente messo ordine al caos dei trattamenti estetici  effettuati senza criterio ormai in ogni dove.</p>
<p>Posto alla base che tutti  gli apparti in uso, vuoi negli ambulatori o studi medici, come anche in  centri estetici, devono essere rigorosamente a norma e dotati di un  proprio certificato di conformità, la nuova normativa si allinea alle  attuali disposizioni europee. Finito l’iter burocratico, dopo essere  approdata ed approvata da Bruxelles, è tornata in Italia.</p>
<p>In particolare è stato messo ordine a ciò che è possibile effettuare  o meno nei centri estetici e quali apparecchiature possono essere  presenti e disponibili presso questi. E’ stato predisposto un elenco di  trattamenti effettuabili e di quelli invece fuori norma, disponendo  anche di schede tecniche per ciascuno, per tutelare la salute ed il  benessere dei pazienti.</p>
<p>In particolare, le apparecchiature medicali così definite ad uso  estetico, sono state schedate e classificate definendone per ciascuna le  caratteristiche.</p>
<p>Ecco che, allora, <strong>sono fuori legge e non possono essere utilizzate da nessun centro estetico </strong>apparati quali:</p>
<ul>
<li> CAVITAZIONE</li>
<li>RADIOFREQUENZA</li>
<li>LASER</li>
<li>LUCE PULSATA</li>
<li>MASSAGGI VACUUM DOTATI DI LASER E/O RADIOFREQUENZA</li>
</ul>
<p>Rimangono  in uso, invece, i soft laser dedicati a trattamenti rilassanti e  tonificanti della cute o delle aree riflessogene dei piedi e delle mani.   Anche nell’ambito della depilazione, le cose cambiano poiché l’unico  laser che rimane in uso nei centri estetici deve essere un laser  dedicato alla depilazione defocalizzato.</p>
<p>Nel particolare, il laser deve  avere una lunghezza d’onda compresa tra gli 800nm ed i 1200nm, deve  avere un manipolo defocalizzato con uno spot dal diametro minimo di 10mm  con una energia massima di 40j/cm2. Trovate qui di seguito l&#8217;allegato scaricabile in formato pdf della normativa.</p>
<p>Scarica il pdf del <a href="http://bit.ly/k8tTsl"><strong>regolamento ministero della salute</strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Carbonara di Pesce Spada Affumicato</title>
		<link>http://medilight.it/1110-carbonara-di-pesce-spada-affumicato.html</link>
		<comments>http://medilight.it/1110-carbonara-di-pesce-spada-affumicato.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 15:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bisturi & Bontà]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa volta una ricetta assaggiata da una paziente a Roma e come d’incanto ecco che noi ve la giriamo come siamo abituati a cucinarla, ottimo piatto per l’estate. Ed allora eccola: “Bisturi &#38; Bontà” vi presenta: CARBONARA DI PESCE SPADA AFFUMICATO. E’ un piatto tipico laziale, rielaborato e rinfrescato per l’estate. Non è una ricetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1113 alignright" title="carbonara al pesce spada" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/carbspada.jpg" alt="carbonara al pesce spada" width="300" height="225" /></p>
<p>Questa volta una ricetta assaggiata da una paziente a Roma e come d’incanto ecco che noi ve la giriamo come siamo abituati a cucinarla, ottimo piatto per l’estate. Ed allora eccola: “Bisturi &amp; Bontà” vi presenta: <strong>CARBONARA DI PESCE SPADA AFFUMICATO</strong>. E’ un piatto tipico laziale, rielaborato e rinfrescato per l’estate. Non è una ricetta particolarmente difficile, dovete stare solo attenti al … finale.</p>
<p><strong>Ingredienti (per 4 buone forchette):</strong><br />
340g di spaghettoni (1)<br />
240g di pesce spada affumicato (2)<br />
3 tuorli d’uvo<br />
30g di burro buono<br />
150ml di brodo di pesce(3)<br />
20g di prezzemolo,<br />
40g di pecorino semistagionato<br />
½ bicchiere di vino bianco<br />
1 spiccio d’aglio vestito<br />
sale e pepe rosa qb.<br />
<strong><br />
COME SI FA:</strong><br />
Strusciate l’aglio in una teglia, senza esagerare, in modo che se ne senta il profumo ma che non ammazzi il sapore dello spada. Sciogliete ora nella teglia il burro e fate rosolare a fuoco lento lo spada.</p>
<p>Dopo un paio di minuti annaffiate con un ½ bicchiere di vino bianco secco (un lugana sarebbe ottimo) ed il brodo di pesce. Lo spada deve rosolare con amore e deve essere poi morbido, non duro e stopposo, quindi attenti ai tempi di cottura e alla fiamma.</p>
<p>Mettete intanto a bollire una bella pentola d’acqua(4), in cui farete cuocere i vostri spaghettoni. A mezza cottura scolateli, senza buttar via tutta l’acqua, potrebbe servirvi. Mettete i vostri spaghetti nella teglia con il sugo di spada e finite di cuocerli, aggiungendo un po’ acqua di cottura, se necessario.</p>
<p>Ora viene la parte difficile: una volta cotti al dente, ritirate la teglia dal fuoco e versatevi dentro i tre tuorli d’uvo sbattuti in precedenza a formare una crema con il pecorino e amalgamate bene e velocemente per evitare di avere … una frittata(5) ! Aggiungete se necessario un po’ di brodo di pesce. Guarnite con prezzemolo e pepe rosa.<br />
<strong><br />
I consigli della nonna:</strong><br />
1) Spaghettoni pasta Martelli: i migliori, ancora trafilati in bronzo http://www.famigliamartelli.it</p>
<p>2) Lo spada affumicato mio nipote me lo procura alla METRO, ma sono sicura che, se cercate bene, lo troverete anche voi, se non alla Metro, nei migliori supermercati.</p>
<p>3) Ve bene, per questa volta il brodo lo potete fare con il dado da brodo&#8230; di pesce però!</p>
<p>4) …e visto che avete il dado da brodo di pesce, gli spaghetti fateli cuocere nell’acqua si, ma dove ci avrete aggiunto anche un mezzo dado di pesce per dare un buon sapore di mare:<br />
senza esagerare!</p>
<p>5) Ok, se proprio volete, e se con gli spaghetti siete un disastro, potete anche cambiare pasta, usando dei rigatoni, ma non cambiate pastaio: Martelli!<br />
<strong><br />
Un vino:</strong><br />
Dall’ottima cantina La Perla un paio di Lugana che ben si sposano con questo piatto:<br />
- Madonna della scoperta: lugana superiore doc http://www.perladelgarda.it<br />
- Madre perla: lugana doc riserva http://www.perladelgarda.it</p>
<p>e un <strong>ristorante</strong>:<br />
Tenuta cipressi e olivi (http://www.tenutacipressieolivi.it):<br />
- per chi ancora non lo conosce, è tappa d’obbligo sul Lago di Garda per gustare ottimi piatti fuori dall’ordinario. Una cucina elegante, raffinata, e nel contempo semplice, con sapori mediterranei che si mischiano sapientemente, a raggiungere un’estasi di profumi e delizia, accompagnati da vini eccellenti.</p>
<p>- per chi invece non sa dove sia finito il rinomatissimo “ristorante Adriano” di Verona, eccolo qui! E’ proprio lui, Adriano. Se amavate la sua cucina, quand’era vicino al teatro romano, non perdetevi lo spettacolo della “Tenuta” dove Adriano si è trasferito con nuovo entusiasmo e vigore, che si ritrova anche nei suoi piatti. La terrazza della tenuta è ideale per un’ottima cena a lume di candela contemplando il lago ed i piatti di Adriano.</p>
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		<title>Macchie Viso | Laser</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 07:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica Viso]]></category>
		<category><![CDATA[Medilight News]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla base della formazione di tutte le macchie della pelle c’è un’inadatta o addirittura assente, protezione solare con filtri adeguati durante l’esposizione. Un volta comparse, però, le macchie possono essere cancellate con terapie laser appropriate. LASER Per i trattamento della maggior parte della macchie la soluzione più utilizzata, e oggi più valida, è il laser [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1069" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1069 " src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/melasma-before-and-after-right1.jpg" alt="immagini riprese con sistema VISIA: risultati dopo una seduta" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">immagini riprese con sistema VISIA: risultati dopo una seduta</p></div>
<p>Alla base della formazione di tutte le macchie della pelle c’è un’inadatta o addirittura assente, protezione solare con filtri adeguati durante l’esposizione. Un volta comparse, però, le macchie possono essere cancellate con terapie laser appropriate.</p>
<div id="attachment_1071" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1071 " title="melasma" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/melasma-before-and-after-center1.jpg" alt="immagini riprese con sistema VISIA: risultati dopo una seduta" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">immagini riprese con sistema VISIA: risultati dopo una seduta</p></div>
<p><strong>LASER</strong><br />
Per i trattamento della maggior parte della macchie la soluzione più utilizzata, e oggi più valida, è il laser . E’ necessario però specificare che esistono tante tipologie di laser con azioni differenti, e non tutti vanno bene per lo stesso tipo di macchia. I più utilizzati sono: il laser frazionale, la luce pulsata il laser Q-switched e la radiofrequenza frazionale.</p>
<p>In generale, che si tratti di un tipo di laser o l’altro, la seduta dura circa 20 minuti e, per il mese successivo, si devono usare creme ad alto fattore di protezione e molto idratanti.</p>
<div id="attachment_1072" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1072  " title="melasma" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/ba-uv-melasma_m.jpg" alt="melasma" width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">ripresa con sistema VISIA e filtro UV per evidenziare le macchie profonde - risultati dopo due sedute</p></div>
<p>Il <strong>laser Q-switched</strong>: è il laser utilizzato anche per rimuovere i tatuaggi. Grazie alla sua caratteristica di emettere impulsi di luce brevissimi, di durata inferiore ad un millisecondo la luce va a colpire selettivamente l’accumulo di melanina in superficie, senza lesionare il resto dell’epidermide. Si formerà inizialmente una crosticina che cadrà a breve e la melanina colpita sarà eliminata dall’organismo nei giorni successivi. In generale bastano due/tre sedute per eliminare le macchie. E’ solitamente utilizzato per eliminare le macchie del dorso delle mani, mentre non è indicato per trattare il melasma.</p>
<p>Il <strong>laser frazionale non ablativo</strong>: sfrutta un meccanismo differente dal precedente ed è il laser (Palomar 1540) approvato dalla FDA americana per trattare il melasma. Il raggio che colpisce l’epidermide non ha come bersaglio gli accumuli di melanina presenti nel derma medio. Senza lesionare lo strato superficiale dell’epidermide la luce laser crea tanti micro cilindri nella pelle che stimolano un processo ripartivo di rinnovamento molto intenso, disgregando gli accumuli di melanina che formano la macchia. Deve essere utilizzato con cautela e solo da un operatore molto esperto poiché dosi eccesive di energia potrebbero esacerbare il quadro anziché diminuirlo. Le sedute sono effettuate una volta al mese. Il laser arrossa leggermente e lascia un leggero gonfiore che perdura due/tre giorni.</p>
<p>La <strong>luce pulsata ad alta intensità</strong>: permette di lavorare sugli strati più superficiali della melanina che determina il melasma. Il suo uso è ottimale anche per rimuovere le macchie dovute al sole (lentigo) presenti su collo, decolletè, schiena e dorso delle mani. Il sistema in uso (EMAX – Syneron) è approvato dalla FDA americana per questo utilizzo. Solitamente, produce una esfoliazione leggera. Le sedute sono effettuate ogni tre settimane.</p>
<p>La <strong>Radiofrequenza frazionale</strong>: derivata dai laser frazionali ne associa i benefici con i minori svantaggi. Utilizzata per trattare non solo le macchie ma anche le imperfezioni della pelle,  la radiofrequenza frazionale, approvata dalla FDA americana (MATRIX RF – Syneron) determina una leggera esfoliazione superficiale ed un importante rimaneggiamento del derma aiutando a disgregare gli accumuli di melanina più resistenti.</p>
<p><strong>TRATTARE IL MELASMA</strong><br />
Solitamente, l’approccio per il trattamento del melasma è combinato. Dopo un’attenta valutazione con il <a title="VISIA check up cutraneo" href="/734-check-up-cutaneo-visia.html"><strong>sistema VISIA</strong></a> si indirizzano i pazienti a seguire un protocollo che prevede:</p>
<ol>
<li>Due o tre sedute, ad intervalli di tre settimane l’una dall’altra con luce pulsata EMAX SRA o SR. Ciò permette di rimuovere la parte di macchia che determina il melasma in superficie. Solitamente non sono necessarie altre sedute poiché la luce pulsata è in grado di agire solo sugli strati più superficiali della pelle.</li>
<li>Due o tre sedute di radiofrequenza frazionale Matrix RF o laser frazionale, per agire ora sugli strati più profondi del melasma. Anche in questo caso le sedute di terapia si effettuano a distanza di tre/quattro settimane una dall’altra.</li>
<li>Se residuano piccoli depositi di melanina resistenti alle terapie laser, si rifinisce l’area con l’utilizzo di Triluma o identico preparato galenico contenente idrochinone. Questo crema è considerata come terapia ed il suo utilizzo deve essere sottoposto ad osservazione medica.</li>
</ol>
<p><strong>Un aiuto</strong><br />
Dopo aver trattato le macchie può essere molto utile apportare una buona idratazione con un trattamento restituivo come la biorivitalizzazione o l’ossigeno concentrato iperbarico associato a vitamine, aminoacidi e acido ialuronico.</p>
<p>La biostimolazione o biorivitalizzazione può essere eseguita con un metodo classico, cioè con numerose iniezioni in serie eseguite su tutto il viso oppure con apparati di elettroporazione senza necessità di aghi od effetti collaterali. L’ossigeno iperbarico e concentrato sfrutta apparati specifici, in grado di ossigenare i tessuti integrando questa funzione con sostanze specifiche per la pelle.</p>
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		<title>Peeling Viso</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 06:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica Viso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Peeling Viso serve per eliminare le macchie della pelle del viso sono di tipo diverso: alcune sono più superficiali, dovute ad una eccessiva esposizione al sole, come accade agli amanti dell’abbronzatura ad ogni costo, altre, radicate negli strati più profondi del derma, sono dovute a una foto sensibilizzazione della pelle dopo una gravidanza, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="/1055-peeling-viso.html" title="Peeling Viso"><strong>Peeling Viso</strong></a> serve per eliminare le <strong>macchie della pelle del viso</strong> sono di tipo diverso: alcune sono più superficiali, dovute ad una eccessiva esposizione al sole, come accade agli amanti dell’abbronzatura ad ogni costo, altre, radicate negli strati più profondi del derma, sono dovute a una foto sensibilizzazione della pelle dopo una gravidanza, o per l’uso di farmaci o infiammazioni della pelle mal curate.</p>
<div id="attachment_1057" class="wp-caption alignright" style="width: 303px"><a href="/1055-peeling-viso.html" title="Peeling Viso"><img class="size-full wp-image-1057 " src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/5.4.10.4.jpg" alt="Peeling Viso" title="Peeling Viso" width="293" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">prima e dopo trattamento di peeling chimico</p></div>
<p>Per tutte, comunque, alla base c’è spesso un’inadatta o, addirittura assente, protezione solare con filtri adeguati durante l’esposizione. Un volta comparse, però, le macchie possono essere cancellate con terapie laser e peeling appropriati.</p>
<p>Il <strong>peeling chimico</strong> per le macchie del viso è eseguito con sostanze esfolianti in più sedute. A seconda del tipo di macchia e del tipo di pelle, sono a disposizione differenti tipi di peeling:</p>
<ul>
<li> ENERPEEL TCA O TCA STRONG (acido tricloroacetico), per le cheratosi attiniche di grado medio o severo;</li>
<li>ENERPEEL GA e GA-40 (acido glicolico) per le macchie e le lentigo superficiali;</li>
<li>ENERPEEL JR (soluzione di jessner) per il melasma misto, medio superficiale;</li>
<li>ENERPEEL HAND &amp; NECK: per le macchie delle mani e del collo;</li>
<li>ENERPEEL MA (acido mandelico): per il refreshing del viso nella stagione estiva.</li>
</ul>
<p><strong>Come si svolge la seduta</strong><br />
Il medico stende la sostanza con un pennello su tutto il viso. Aspetta un tempo variabile (corrispondente al tempo di reazione) e quindi neutralizza il peeling. Rimuove la sostanza ed applica un prodotto lenitivo specifico ed una foto protezione alta.</p>
<div id="attachment_1059" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1059" title="melasma" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/melasma3.jpg" alt="peeling trattamento macchie viso" width="300" height="179" /><p class="wp-caption-text">Melasma: prima e dopo il trattamento</p></div>
<p>Nei giorni successivi al trattamento si avrà un’esfoliazione più o meno intensa della pelle a seconda del prodotto utilizzato. I peeling necessitano di più sedute, eseguite ad intervalli regolari di due o quattro settimane.</p>
<p><strong>Un aiuto</strong><br />
Dopo aver trattato le macchie può essere molto utile apportare una buona idratazione con un trattamento restituivo come la biorivitalizzazione o l’ossigeno concentrato iperbarico associato a vitamine, aminoacidi e acido ialuronico.</p>
<p>La biostimolazione o biorivitalizzazione può essere eseguita con un metodo classico, cioè con numerose iniezioni in serie eseguite su tutto il viso oppure con apparati di elettroporazione senza necessità di aghi od effetti collaterali. L’ossigeno iperbarico e concentrato sfrutta apparati specifici, in grado di ossigenare i tessuti integrando questa funzione con sostanze specifiche per la pelle.</p>
<p>Per informazioni aggiuntive chiama lo <strong>045.8005716</strong>. Per prenotare una visita compila il <strong><a title="prenotazione" href="/contatti.html">modulo prenotazione</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Macchie della Pelle</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 05:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medical Spa]]></category>
		<category><![CDATA[Medilight News]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva la primavera e la voglia di abbronzarsi ma già dalle prime esposizioni possono comparire le macchie della pelle: sul viso in particolare, come anche sul decollété o sul dorso delle mani. Seppur schiarite durante l’inverno, le macchie, spesso, sono sempre presenti negli strati profondi della pelle. Ci si ricorda come sia importante prevenirle solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/1041-macchie-scure-pelle.html" title="macchie della pelle"><img src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/macchie-della-pelle.jpg" alt="macchie della pelle" title="macchie della pelle" width="280" height="188" class="alignright size-full wp-image-1205" /></a>Arriva la primavera e la voglia di abbronzarsi ma già dalle prime esposizioni possono comparire le <a href="/1041-macchie-scure-pelle.html" title="macchie della pelle"><strong>macchie della pelle</strong></a>: sul viso in particolare, come anche sul decollété o sul dorso delle mani. Seppur schiarite durante l’inverno, le macchie, spesso, sono sempre presenti negli strati profondi della pelle. Ci si ricorda come sia importante prevenirle solo quando sono comparse ed allora come fare?</p>
<p>Una volta comparse, però, le macchie della pelle possono essere cancellate con terapie laser e peeling appropriati.</p>
<h5>Macchie: come distinguerle</h5>
<p>Le macchie o iperpigmentazioni più frequenti sono rappresentate dal <strong>cloasma gravidico</strong>, che compare solitamente durante la gravidanza o l’allattamento. A causarlo è un’attivazione dei melanociti indotta dal cambiamento ormonale di questo particolare momento nella donna. La sua localizzazione è tipica sulla fronte e/o a farfalla sugli zigomi, od ancora a livello del labbro superiore. In alcuni casi, l’uso di farmaci, come alcuni antibiotici o estro progestinici (pillola), possono, da soli, sensibilizzare la pelle, che al sole, così, si macchia (<strong>melasma</strong>).</p>
<p>Vi sono poi le <strong>lentigo solari</strong>: si tratta in questo caso di macchioline scure, lenticolari, che possono essere causate da scottature solari oppure essere il frutto di un danno da esposizione eccessiva che si è accumulato anno dopo anno. Solitamente superficiali, sono il tipico segno di foto invecchiamento della pelle.</p>
<p>Ognuna di queste macchie ha origini e profondità diverse e per questo non possono essere trattate tutte allo stesso modo: fondamentale è capirne la natura e individuare la profondità del pigmento.</p>
<p>Maggiore è la profondità del pigmento che determina la macchia, tanto più lenta ed attenta dovrà essere la sua rimozione. Per utilizzare la metodica più corretta ed efficace per combattere ed eliminare il problema, è quindi necessario individuarne la tipologia e la profondità nel derma: alcune infatti, che sembrerebbero a fior di pelle, si trovano in strati più profondi o disposte a più livelli.</p>
<p>La metodica migliore per la “diagnosi” della pelle è rappresentata dal <a title="Visia check up cutameo" href="http://medilight.it/734-check-up-cutaneo-visia.html"><strong>sistema VISIA</strong></a>, che permette di fotografare la pelle del viso con filtri particolari e valutarne le caratteristiche, dalle rughe alla porosità, dall’idratazione alla presenza di sebo, dal tipo di macchie ai capillari più superficiali di una couperose.</p>
<h5>Il LASER per trattare le macchie</h5>
<p>Per i trattamento della maggior parte della macchie la soluzione più utilizzata, e oggi più valida, è il laser.</p>
<p><strong>Il laser Q-switched</strong>: è il laser utilizzato anche per rimuovere i tatuaggi. Grazie alla sua caratteristica di emettere impulsi di luce brevissimi, di durata inferiore ad un millisecondo la luce va a colpire selettivamente l’accumulo di melanina in superficie, senza lesionare il resto dell’epidermide. E’ solitamente utilizzato per eliminare le macchie del dorso delle mani, mentre non è indicato per trattare il melasma.</p>
<p><strong>Il laser frazionale non ablativo</strong>: sfrutta un meccanismo differente dal precedente ed è il laser (Palomar 1540) approvato dalla FDA americana per trattare il melasma. Senza lesionare lo strato superficiale dell’epidermide la luce laser crea tanti micro cilindri nella pelle che stimolano un processo ripartivo di rinnovamento molto intenso, disgregando gli accumuli di melanina che formano la macchia.</p>
<p><strong>La luce pulsata ad alta intensità</strong>: permette di lavorare sugli strati più superficiali della melanina che determina il melasma. Il suo uso è ottimale anche per rimuovere le macchie dovute al sole (lentigo) presenti su collo, decolletè, schiena e dorso delle mani. Il sistema in uso (EMAX – Syneron) è approvato dalla FDA americana per questo utilizzo.</p>
<p><strong>La Radiofrequenza frazionale</strong>: derivata dai laser frazionali ne associa i benefici con i minori svantaggi. Utilizzata per trattare non solo le macchie ma anche le imperfezioni della pelle,  la radiofrequenza frazionale, approvata dalla FDA americana (MATRIX RF – Syneron) determina una leggera esfoliazione superficiale ed un importante rimaneggiamento del derma aiutando a disgregare gli accumuli di melanina più resistenti.</p>
<h5>I PEELING per trattare le macchie</h5>
<p>Un classico trattamento per le macchie, è rappresentato dal <a title="peeling chimico" href="/1055-macchie-del-viso-peeling.html"><strong>peeling chimico</strong></a>, eseguito con sostanze esfolianti in più sedute. A seconda del tipo di macchia e del tipo di pelle, sono a disposizione differenti tipi di peeling:</p>
<p>ENERPEEL TCA O TCA STRONG (acido tricloroacetico), per le cheratosi attiniche di grado medio o severo;<br />
ENERPEEL GA e GA-40 (acido glicolico) per le macchie e le lentigo superficiali;<br />
ENERPEEL JR (soluzione di jessner) per il melasma misto, medio superficiale;<br />
ENERPEEL HAND &amp; NECK: per le macchie delle mani e del collo;<br />
ENERPEEL MA (acido mandelico): per il refreshing del viso nella stagione estiva.</p>
<p>Come si svolge la seduta:<br />
Il medico stende la sostanza con un pennello su tutto il viso. Aspetta un tempo variabile (corrispondente al tempo di reazione) e quindi neutralizza il peeling. Rimuove la sostanza ed applica un prodotto lenitivo specifico. Nei giorni successivi al trattamento si avrà un’esfoliazione più o meno intensa della pelle a seconda del prodotto utilizzato.</p>
<p>Un aiuto<br />
Dopo aver trattato le macchie può essere molto utile apportare una buona idratazione con un trattamento restituivo come la biorivitalizzazione/biostiomolazione od ancora l’ossigeno concentrato iperbarico associato a vitamine, aminoacidi e acido ialuronico.</p>
<p>Per informazioni aggiuntive chiama lo <strong>045.8005716</strong>. Per prenotare una visita compila il <strong><a title="prenotazione" href="/contatti.html">modulo prenotazione</a></strong></p>
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		<item>
		<title>New York Cheesecake &amp; Mr. J. L. Kraft (Cose Buone dal Mondo)</title>
		<link>http://medilight.it/1016-new-york-cheesecake.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 05:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bisturi & Bontà]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi di nuovo con “Bisturi &#38; Bontà”, con una ricetta richiesta a gran voce da un po’ tutti i golosoni: il New York CheeseCake. E’ un dolce famoso negli USA che però è nato in Grecia. Già, infatti, le tracce di questa delizia si ritrovano in scritti riguardanti i giochi di Delos nel 776 a.c. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi di nuovo con “Bisturi &amp; Bontà”, con una ricetta richiesta a gran voce da un po’ tutti i golosoni: il New York CheeseCake. E’ un dolce famoso negli USA che però è nato in Grecia. Già, infatti, le tracce di questa delizia si ritrovano in scritti riguardanti i giochi di Delos nel 776 a.c. (è che fosse un “doping” dolce per gli atleti non ci sono dubbi, vista la “bomba” calorica di questa squisita bontà).</p>
<p><img class="size-full wp-image-1022 alignright" title="cheesecake" src="http://medilight.it/wp-content/uploads/2011/05/cheesecake.jpg" alt="cheesecake ricetta" width="270" height="225" />Una volta arrivati i conquistatori romani, come fosse una pozione magica modello quella di Asterix, se ne appropriarono e il cheesecake si diffuse prima in Europa e quindi negli Stati Uniti d’America. Qui, nel 1872, un certo Mr J. L. Kraft, cercando di imitare il formaggio francese Neufchatel, fece un gran pasticcio e non riuscì nell’intento.</p>
<p>Il formaggio che creò non centrava proprio nulla con quello che si era proposto di ricreare, però non era niente male: fu così che nacque il formaggio che tutti oggi conosciamo come Philadelphia!</p>
<p>Dal 1880 in poi questo fu il formaggio ufficiale da usare per preparare il cheesecake, che si dice sia particolarmente delizioso solo a New York City: scommettiamo che si sbagliano?!</p>
<p>Ingredienti (per una tortiera da 26/28 cm):</p>
<p>La base:<br />
Biscotti Digestive(1): 250/300gr Burro: 150/200gr Zucchero di canna: 2/3 cucchiai</p>
<p>Il ripieno:<br />
Amido di mais: 20grUova: 2 intere + 1 tuorlo Zucchero: 100gr Panna fresca: 100gr Philadelphia(2): 600gr Vanillina: 1 bustina Limone: succo di 1⁄2 non di più</p>
<p>La copertura:<br />
Panna acida: 200ml Vanillina: 1 bustina Zucchero a velo: 1 cucchiaio</p>
<p>COME SI FA:<br />
Il fondo è estremamente facile da preparare: prendete i biscotti “Digestive” e lo zucchero di canna e frullateli bene nel cutter fino a sbriciolarli finemente. A questo punto unite il burro, che avrete fatto sciogliere, senza cuocere, in un pentolino, ed amalgamate bene il composto.</p>
<p>Ora prendete la vostra tortiera, meglio se apribile, ed imburratela bene; coprite fondo e bordi con carta forno. Versate la base di biscotti, zucchero e burro, che avete preparato, nel centro e, con l’aiuto di un cucchiaio, spalmatela bene sul fondo e sui lati. Mettete il tutto in frigo per circa un ora perché la vostra base si dovrà ora solidificare.</p>
<p>Per la crema o ripieno, si inizia unendo le uova, la vanillina e lo zucchero in una bacinella o planetaria, mescolando per bene, fino a creare una bella e soffice crema. Quindi si aggiunge il Philadelphia e si riprendere a mescolare in modo che il tutto torni ad essere un bel composto spumoso e privo di grumi.</p>
<p>Sempre mescolando aggiungete il succo di 1⁄2 limone e la maizena o amido di mais, due pizzichi di sale e per ultimo la panna liquida non montata. Mescolate bene per amalgamare il tutto.</p>
<p>Accendete il forno a 180° ed attendete che arrivi bene in temperatura. Prendete dal frigo la base, che intanto si sarà solidificata, e versateci dentro la crema, aiutandovi con un cucchiaino una spatola per uniformare e livellare il tutto. Infornate per 30’ a 180° (3) e quindi abbassate a 160° per altri 30’–40’.</p>
<p>Se il cheesecake tende ad imbrunire in superficie, copritelo con un foglio di alluminio. A cottura ultimata, spegnete il forno e lasciate riposare la vostra delizia per altri 30’ con la porta del forno leggermente aperta, per far fuoriuscire leggermente il vapore: non abbiate fretta.</p>
<p>Ed ora la copertura: vi serve necessariamente la panna acida(4), chiamata anche Sour Cream o Creme Fraiche! Avete due possibilità: o mandate qualcuno in missione suicida a cercarla in tutti i supermercati della città (ma le possibilità di successo sono assai scarse e quelle di suicidio del vostro sottoposto altissime!) o ve la fate da voi, seguendo i consigli della nonna. Mischiate ed amalgamate bene la panna acida con la vanillina e uno o due cucchiai di zucchero a velo. A questo punto spalmate il composto sul cheesecake e optate per una delle seguenti opzioni:</p>
<p>1) Mettete il cheesecake in frigo ed attendete qualche ora prima di servirlo<br />
2) Mettete il cheesecake in forno a 180° per 5’/10’ per glassare la copertura.</p>
<p>La mia preferenza va per glassare la copertura in forno e quindi riporre in frigo per una notte. Il giorno dopo la vostra torta sarà sublime. Il cheesecake va accompagnato con una marmellata di fragole (vedi ricetta di qualche tempo fa) o fragoline e/o frutti di bosco, mischiati a zucchero e limone, frullati insieme. Imbarcatevi ora su un volo per New York City con il vostro capolavoro e sfidate gli “yankees” a chi fa il cheesecake migliore!</p>
<p>I consigli della nonna:<br />
1) I biscotti Digestive sono per me solo i McVitie’s<br />
2) Non azzardatevi ad usare un altro formaggio, solo Philadelphia!<br />
3) Non aprite quel forno, o rischiate di verder afflosciarsi il vostro cheesecake in un attimo e allora<br />
addio magia!<br />
4) La panna acida: ci son due modi per fare la panna acida. Il primo ve lo dico ma a me non piace; il secondo, invece, mi piace tanto e la faccio sempre così.</p>
<p>a) Usate un vasetto di yogurt denso (con due gocce di limone) e 200gr di panna montata: il modo è veloce ma &#8230;<br />
b) Mascarpone 200gr con il succo di circa 1⁄2 limone: mescolate per bene, amalgamate e mettete a riposare almeno due ore al caldo (anche sul termosifone va bene) o fino a che non si sarà formata una crema morbida (ogni tanto va rimescolata).</p>
<p>Un vino o l’altro:<br />
Dall’ottima cantina De Stefani, due i vini che potete abbinare al cheesecake e sia con l’uno che con l’altro farete una splendida figura!<br />
Refrontolo: passito rosso. <a title="De Stefni" href="http://www.de-stefani.it">Cantina De Stefani</a><br />
Passut: passito bianco. <a title="De Stefni" href="http://www.de-stefani.it/">Cantina De Stefani</a></p>
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