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	<title>Memorie dal Mediterraneo</title>
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	<description>Pur essendo persa nel buio di millenni lontanissimi, la storia dell&#039;antichità suscita in noi forti passioni. F. Braudel</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Feb 2026 07:13:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dispacci 3 &#8211; Il suo regno per un cavallo</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/16/dispacci-3-il-suo-regno-per-un-cavallo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 21:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempio nascosto Eccoci alla terza puntata di Dispacci, il mio viaggio in Vietnam raccontato attraverso brevi considerazioni di tipo culturale e storico. L&#8217;argomento odierno è legato, inevitabilmente, alla celebrazione del Nuovo Anno Lunare, come registrata nel calendario lunisolare adottato &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/16/dispacci-3-il-suo-regno-per-un-cavallo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-scaled.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4759" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681664-2048x1532.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Questa simpatica decorazione viene da un albergo di Da Nang</figcaption></figure>
</div>


<h1 class="wp-block-heading">Un tempio nascosto</h1>



<p>Eccoci alla terza puntata di Dispacci, il mio viaggio in Vietnam raccontato attraverso brevi considerazioni di tipo culturale e storico. </p>



<p>L&#8217;argomento odierno è legato, inevitabilmente, alla celebrazione del Nuovo Anno Lunare, come registrata nel calendario lunisolare adottato in Vietnam: <strong>il 17 febbraio sarà il <em>Tết Nguyên Đán</em>, il festival del primo giorno dell&#8217;anno. Questi i pittogrammi sino-vietnamiti: 節 (<em>tiết</em>) e 元旦.</strong></p>



<p>Vorrei evitare di dilungarmi qui sui vari calendari adottati dai Vietnamiti a partire dal 111 a.C., quado la dinastia cinese Han inaugurò un controllo millenario del territorio: da allora sono stati diversi i sistemi seguiti per suddividere l&#8217;anno, con aggiunte di più o meno mesi bisestili, vi rimanderei a questa pagina <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vietnamese_calendar" target="_blank" rel="noopener" title="">wikipedia </a>per ripercorrere la sequenza cronologica. <strong>Quella che resta invariata è la funzione di un tale calendario, che si collega al ritmo della campagna, infatti il primo dell&#8217;anno è anche il giorno che stabilisce l&#8217;inizio del ciclo dei lavori agricoli.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-scaled.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4766" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264682188-2048x1532.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Se non lo sai, quasi non ci fai caso, presa da mille altre cose (ad esempio cercare di non venire investita dai motorini!) ma una volta entrata, come capita spesso nelle pagode e nei templi vietnamiti, lasci tutta la confusione alle spalle e vieni avvolta dalla pace del luogo, contenta di immergerti nella leggenda. </figcaption></figure>
</div>


<p>In questo dispaccio vorrei invece concentrarmi sul segno zodiacale dell&#8217;anno entrante: il cavallo! Perché nel visitare Hanoi ci siamo imbattuti in <strong>un tempio seminascosto tra le viuzze del centro, un tempio fondato nell&#8217;XI secolo d.C. ma rinnovato nel XVIII</strong>, un tempio che potrebbe passare inosservato, ma che è probabilmente il più antico tempio di Hanoi e uno dei monumenti più protetti dal governo vietnamita.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Il tempio guardiano dell&#8217;Est</h1>



<p>Ad Hanoi esistevano quattro templi, dedicati ad altrettante divinità protettrici e, ovviamente, associate ciascuna a un punto cardinale; troverò modo e tempo di parlare del <strong>Feng Shui</strong> e di come le linee guida di questa filosofia geomantica innervino qualunque spazio costruito, e incanalino le energie più o meno magnetiche che ci circondano. </p>



<p>In ogni caso, secondo la leggenda, <strong>la città di&nbsp;Thăng Long (odierna Hanoi) era protetta da quattro divinità</strong>, ognuna risiedente in un tempio. Fu il re Lý Thái Tổ a spostare la capitale da Hoa Lu e a costruire i templi: la visione di un drago che emergeva da un lago e ascendeva verso il cielo lo convinse che quello fosse il luogo giusto per costruire una nuova città, meglio protetta. Ma, ecco, per l&#8217;appunto, gli dèi dovevano fare la loro parte e uno di questi era particolarmente potente, si chiamava <strong>Long Đỗ, letteralmete &#8220;pancia del drago&#8221;.</strong> </p>



<p>Il drago è uno dei quattro animali magici della cultura vietnamita ed è solitamente associato a potere e protezione, non va dimenticato che i Vietnamiti stessi discenderebbero da un drago (d&#8217;acqua) e una fata! Long Đỗ&nbsp;fu particolarmente utile al re nelle decisioni politiche e militari, infatti, dice sempre la leggenda, arrivò un tempo in cui il re dovette trovare un modo per sconfiggere il potente mandarino Cao Bien.<strong> Il generale cinese voleva impedire che la città diventasse una roccaforte e contrastava con formule magiche gli sforzi di Lý Thái Tổ nel costruire la cittadella. </strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Il suo regno per un cavallo</h1>



<p>Lý Thái Tổ era disperato e chiese consiglio al potente dio, il quale gli apparve in sogno (ah! quante cose potrei dire sull&#8217;oneiromanzia!!) e gli disse che <strong>avrebbe visto un cavallo bianco uscire dal suo tempio, lo avrebbe dovuto seguire e avrebbe dovuto costruire le mura della cittadella lungo il percorso tracciato dagli zoccoli del cavallo.</strong> </p>



<p>Così fece e la cittadella resistette, l&#8217;esercito riuscì a contrastare le armi del malefico mandarino e la pace regnò (per un bel po&#8217;).<strong> Il re decise perciò di dedicare il tempio di Long Đỗ al cavallo bianco (Bạch Mã) che aveva salvato il regno. </strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Un po&#8217; di storia, per favore!</h1>



<p>Togliamoci un attimo dalla prospettiva leggendaria e vediamo che le vicende del trasferimento della capitale a Nord si collocano tra il X e l&#8217;XI secolo d.C., la fondazione di Hanoi sarebbe datata al 1010 d.C., la costruzione del tempio sembrerebbe coerente con queste date.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-scaled.jpg"><img decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4760" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681944-scaled.jpg 1915w" sizes="(max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>
</div>


<p>In pratica, il tempio di <strong>Bạch Mã</strong> è davvero il più antico della città e dal 18 giugno del 2022 è diventato monumento storico di importanza nazionale; la manutenzione è affidata allo Stato e al suo interno troviamo, accanto alla statua del quadrupede, un altare dedicato a Confucio, un altare dedicato ai sacrifici che si celebrano nei giorni di solstizi ed equinozi, alcune stele che riferiscono la leggenda ma anche i nomi di persone decedute durante la guerra, insomma un vero  e proprio memoriale alla città e ai suoi cittadini. Non mancano altri simboli legati alle tradizioni buddiste e riferimenti ad altri animali mitici, come la gru, la tartaruga e la fenice.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4761" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4761" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681988-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4762" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4762" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681852-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4763" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4763" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681898-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4764" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4764" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-1536x1152.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681760-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">La portantina viene utilizzata durante le celebrazioni per far uscire statue o oggetti sacri dal tempio e portarli in processione.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4765" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4765" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-1536x1152.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1771264681807-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<h1 class="wp-block-heading">Matto come un cavallo?</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4767" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920-1536x1152.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="http://Earthenware figures depicting the animals of the zodiac, early 8th century, China. Museum no. C.103-1929. © Victoria and Albert Museum, London" target="_blank" rel="noopener" title="">Statuette di terracotta dal Victoria and Albert Museum. VIII secolo.</a> </figcaption></figure>
</div>


<p><a href="https://www.vam.ac.uk/articles/the-lunar-zodiac#slideshow=8683334511&amp;slide=16" target="_blank" rel="noopener" title="">La tradizione cinese assegna ogni anno a un animale, seguendo una rotazione ciclica su dodici diversi segni, indicati da animali.</a> Lo zodiaco vietnamita ha apportato alcune modifiche, utilizzando animali più comuni sul territorio nazionale: infatti, anziché la lepre in Vietnam troviamo il gatto, invece del bue c&#8217;è il bufalo d&#8217;acqua, invece della pecora la capra.</p>



<p>Ma il cavallo è comune alle due tradizioni e, stando a <a href=". https://chinesenewyear.net/zodiac/horse/" target="_blank" rel="noopener" title="">questa pagina</a>, ha una personalità gradevole, è sicuro di sé, responsabile, ma non ama essere controllato e a volte è un po&#8217; impaziente, in ogni caso sopporta bene lo sforzo fisico e mentale. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Festa mobile</h1>



<p>Così vengono definite le celebrazioni che non hanno giorni fissi, per esempio nella tradizione cristiana la Pasqua è una festa mobile. Il <strong>Tết</strong> ricade sicuramente in questa categoria, ciononostante è estremamente importante e viene festeggiato per quasi una settimana, che si allarga un po&#8217; prima e un po&#8217; dopo la data esatta del primo giorno dell&#8217;anno. </p>



<p>Se volete sapere di più dei festeggiamenti tradizionali del Capodanno lunare vietnamita vi suggerisco di leggere il post di <strong>Marina Lo Blundo</strong>, che sta raccontando, anche lei in puntate diluite nel tempo, la propria esperienza vietnamita. Ecco qui il link:</p>



<p><a href="https://marainainviaggio.com/2026/02/12/tet-nguyen-dan-come-si-festeggia-il-capodanno-lunare-in-vietnam/" target="_blank" rel="noopener" title="">https://marainainviaggio.com/2026/02/12/tet-nguyen-dan-come-si-festeggia-il-capodanno-lunare-in-vietnam/</a></p>



<p>Invece, per quel che riguarda questo mio post, ecco i siti che ho utilizzato, oltre all&#8217;esperienza diretta che mi ha permesso di scattare le foto in situ:</p>



<p><a href="https://www.vam.ac.uk/articles/the-lunar-zodiac#slideshow=8683334511&amp;slide=16">https://www.vam.ac.uk/articles/the-lunar-zodiac#slideshow=8683334511&amp;slide=16</a>  per le immagini dei segni zodiacali della mitologia cinese</p>



<p><a href="https://grokipedia.com/page/Thn_Long">https://grokipedia.com/page/Thn_Long</a> per le notizie sui protagonisti della leggenda del cavallo bianco e approfondimenti sul tempio</p>



<p><strong>Nota a margine</strong>: in questo post ho deciso di parlare del <strong>Tết</strong> di inizio anno, ma ce n&#8217;è un altro che determina l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/T%E1%BA%BFt_Trung_Thu" target="_blank" rel="noopener" title="">la Festa d&#8217;Autunno</a>, dove i bambini sono al centro delle celebrazioni. In pratica si tratta del contraltare a questo <strong>Tết</strong> di Primavera, altro nome della festa di Capodanno. Come dicevamo all&#8217;inizio, il calendario lunisolare è seguito soprattutto da chi tiene in grande considerazione i passaggi tra le varie stagioni, perché determinano l&#8217;andamento del raccolto. Ma anche di questi aspetti, parleremo in altri dispacci!</p>



<p>Per i Dispacci precedenti, invece, ecco i due link al <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/01/dispacci-1-unicorni/" target="_blank" rel="noopener" title="">primo </a>e al <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/07/dispacci-2-gli-occhi-delloccidente/" target="_blank" rel="noopener" title="">secondo</a>.</p>



<p></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/16/dispacci-3-il-suo-regno-per-un-cavallo/">Dispacci 3 – Il suo regno per un cavallo</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Dispacci 2 &#8211; Gli occhi dell&#8217;Occidente</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/07/dispacci-2-gli-occhi-delloccidente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 19:32:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[Tiziano Terzani]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una serie di &#8220;dispacci&#8221; per raccontare un viaggio in Vietnam tra Oriente e Occidente. La prima puntata la trovate qui, mentre nel post seguente troverete alcune osservazioni e un po&#8217; di biblio- e filmografia in merito a come il Vietnam &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/07/dispacci-2-gli-occhi-delloccidente/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una serie di &#8220;dispacci&#8221; per raccontare un viaggio in Vietnam tra Oriente e Occidente. La prima puntata la trovate <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/01/dispacci-1-unicorni/" target="_blank" rel="noopener" title="">qui</a>, mentre nel post seguente troverete alcune osservazioni e un po&#8217; di biblio- e filmografia in merito a come il Vietnam e le sue vicende sono entrati nell&#8217;immaginario collettivo di chi vive al di qua degli Urali.</p>



<p>In questo secondo dispaccio farò parlare anche chi mi ha accompagnato in Vietnam, in realtà la mente dietro al programma di viaggio. Si chiama Luca Lanzalaco e in questi dispacci avrà il ruolo di voce storica, se volete potete pensare a lui come a una saggia <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/clio/" target="_blank" rel="noopener" title="">Clio</a>. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Indocina</h1>



<p>Dovrei cominciare dalla presenza francese in Vietnam, una presenza coloniale che arriva nella seconda metà dell&#8217;Ottocento e se ne va nei primi anni Cinquanta del Novecento. Nel mezzo, un governo fatto di soprusi, che mise in moto gli eventi che portarono al conflitto con gli Stati Uniti. <strong>Ma questo mio post non vuole essere un bignami di storia, perché vorrei parlarvi di riflessioni che mi sono scaturite nel visitare il Vietnam oggi, perciò ho deciso di sorvolare per il momento sui decenni francesi, ci tornerò in occasione di un altro dispaccio, più puntuale. </strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Un Paese riunificato</h1>



<p>Il Vietnam è noto soprattutto come teatro della guerra con gli Stati Uniti, un conflitto che ha sacrificato milioni di vite alla partita geopolitica più complessa dell&#8217;era moderna. </p>



<p>Ecco, in due parole, l&#8217;episodio che ha siglato la fine della guerra:</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/8-gen-08.13_liberazione.aac"></audio></figure>



<p>Il museo di cui Luca sta parlando si trova a Ho Chi Minh City (Saigon) ed è il <strong>Museo della Riunificazione</strong>, presso il palazzo dell&#8217;ex Presidenza del Vietnam del Sud. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4735" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536210-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4736" style="aspect-ratio:0.748054848051359;width:317px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373780815-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>
</div>


<p>Anche in un normale giorno della settimana, sono decine i gruppi di turisti che affollano le sale, lasciate esattamente com&#8217;erano il fatidico 30 aprile 1975. <strong>Tra i pannelli spunta un riferimento al progetto architettonico </strong>che, come è d&#8217;uso in Vietnam, ha seguito non solo le norme ingegneristiche ma anche le regole del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feng_shui" target="_blank" rel="noopener" title="">Feng Shui</a>, una pratica filosofica che cerca di ricreare l&#8217;armonia attraverso i luoghi.</p>



<p>Cemento, legno, vetro, decorazioni che imitano le canne di bambù, un laghetto con bonsai nella zona dell&#8217;appartamento presidenziale, simboli dipinti o incisi, tutto serve a creare il migliore dei luoghi possibili, il luogo dove esercitare il migliore dei poteri possibili. Ma, naturalmente, anche un bunker sotterraneo&#8230;perché non si sa mai!</p>



<h1 class="wp-block-heading">L&#8217;hotel Continental</h1>



<p>Nel 1880 a Saigon i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hotel_Continental_Saigon" target="_blank" rel="noopener" title="">francesi </a>costruiscono un hotel in puro stile coloniale: l&#8217;hotel <a href="https://www.continentalsaigon.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">Continental</a>. L&#8217;albergo diventerà un vero e proprio quartier generale per i giornalisti inviati a scrivere la cronaca della guerra. Uno di questi si chiamava<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FCEdcZUBp40" target="_blank" rel="noopener" title="">Tiziano Terzani</a></strong>, che sarà testimone oculare del momento cardine della riunificazione:</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/24-dic-08.21_terzani1.aac"></audio></figure>



<p> Proprio Terzani è tra i protagonisti di un breve filmato che vi propongo di seguire per capire ancora meglio il ruolo della stampa in quegli anni così complessi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="C&#039;era una volta Saigon (con Tiziano Terzani) di Leandro Manfrini" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/6x-VX7Z03wA?start=43&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h1 class="wp-block-heading">&#8220;Sentivi la Storia che era lì fuori&#8221;</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Quiet_american.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="384" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Quiet_american.jpg" alt="" class="wp-image-4738" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Quiet_american.jpg 259w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Quiet_american-202x300.jpg 202w" sizes="auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px" /></a></figure>
</div>


<p>Come avete ascoltato nel filmato, l&#8217;Hotel Continental è stato per decenni uno sguardo occidentale sul Vietnam. Nelle sue stanze hanno scritto, tra gli altri, A<strong>ndrè Malreaux e Graham Greene</strong>, il cui <strong>&#8220;The Quiet American&#8221; </strong>è stato trasposto al cinema due volte, nel 1958 e nel 2002 (questa versione la potete trovare su Prime Video).</p>



<p>Nel cuore della Saigon francese, di fronte al teatro dell&#8217;Opera e a poca distanza dalla cattedrale (Notre Dame) e dall&#8217;ufficio postale costruito da architetti francesi (non Eiffel, come spesso viene detto, ma Alfred Foulhoux), questo hotel all&#8217;angolo tra due arterie della città e con i tavolini del caffè direttamente sul marciapiede, pulsava della vita dei giornalisti e dei fotografi che comprendevano quanto il loro fosse un ruolo di testimoni in prima linea, a volte persino martiri.</p>



<h1 class="wp-block-heading">A me gli occhi</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="608" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War-1024x608.jpg" alt="" class="wp-image-4739" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War-1024x608.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War-300x178.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War-768x456.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War-1536x911.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/The_Terror_of_War.jpg 1817w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Questa foto tristemente molto famosa vinse il Pulitzer nel 1973. Per saperne di più seguite il link <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phan_Thi_Kim_Phuc" target="_blank" rel="noopener" title="">qui</a>.</figcaption></figure>
</div>


<p>Un altro luogo che fornisce testimonianze della guerra e lo sguardo occidentale sul Vietnam di quei decenni è il <strong><a href="https://baotangchungtichchientranh.vn/en" target="_blank" rel="noopener" title="">Museo dei Residuati Bellici</a></strong>. Qui, divisi in varie sale, troviamo percorsi tematici che illustrano con qualche oggetto e molte immagini le circostanze del conflitto e la risonanza che ebbe a livello internazionale. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4740" style="aspect-ratio:0.748059330313527;width:287px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779614-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>
</div>


<p>C&#8217;è poi una sezione dedicata alle foto di giornalisti occidentali, alcuni morti proprio in trincea. Le foto sono sia quelle dei reportage di guerra che quelle, molto crude, degli effetti del cosiddetto Agente Orange sulle persone, che per decenni restarono intossicate attraverso l&#8217;acqua e il cibo contaminati.</p>



<p>La sezione si intitola &#8220;<strong>Requiem</strong>&#8221; e i due curatori sono <strong>Tim Page e Horst Faas</strong>, due fotografi, anch&#8217;essi feriti in Vietnam; Faas ricoprì il ruolo di Direttore dell&#8217;<strong>Associated Press nel Sud Est asiatico</strong> e vinse diversi premi internazionali proprio con i suoi reportage di guerra in Vietnam. La mostra è un atto di omaggio per i colleghi.</p>



<p><strong>Mi ha però colpito una cosa di questa sezione: la mancanza di foto dei tantissimi reporter o fotografi improvvisati vietnamiti, che giravano per città e campagne a documentare</strong>. Sicuramente molti di voi avranno riconosciuto la foto che ho postato poco sopra, quella dei ragazzini che scappano da un bombardamento, dove una ragazzina compare nuda perché la violenza della bomba e l&#8217;effetto del Napalm le ha letteralmente bruciato i vestiti e la pelle. Ebbene, quella foto non fu scattata da un giornalista straniero, ma da uno vietnamita. Dopo cinquant&#8217;anni dal Pulitzer giustamente assegnato a questa testimonianza atroce, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Stringer" target="_blank" rel="noopener" title="">un documentario su <strong>Netflix</strong></a><strong> </strong>spiega che Horst Faas decise di pubblicare la foto con il nome di un vietnamita, collaboratore di Associated Press,<strong> che però quella foto lì non l&#8217;aveva scattata. </strong></p>



<p>Nei momenti concitati della redazione, Faas prese una decisione drastica: anziché firmare con il nome del vero fotografo, che però era uno dei tantissimi collaboratori occasionali (gli stringers) che vendevano le foto per qualche dollaro, AP doveva uscire con il nome di un collaboratore in forze alla redazione, Nick Ut. </p>



<p>Vi consiglio di guardare il documentario, perché permette di comprendere un contesto estremamente interessante nella sua tragicità:<strong> la necessità di documentare l&#8217;orrore e allo stesso tempo di fare in modo che quei documenti non siano messi in discussione, anzi diventino un modo per denunciare abusi e orrori. Horst Faas, stando al documentario, si sarebbe arrogato il diritto di decidere come raccontare un fatto di cronaca: il vero autore della foto ha subito una enorme scorrettezza, che ha avuto ripercussioni sia economiche che personali, mentre, ancora una volta, lo sguardo che ha prevalso è stato quello Occidentale. </strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Over</h1>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4754" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4754" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779074-1-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;Hotel Continnental oggi.<br>Quella immediatezza hotel-strada non c&#8217;è più. La musica assordante rintrona chi sta ai tavolini, oggi sistemati su una piattaforma rialzata. </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4755" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4755" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779276-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;Hotel Continental oggi. <br>Assediato da boutique di moda, nulla è rimasto del fascino di qualche decennio fa.</figcaption></figure>
</figure>



<p>Nel filmato sul ritorno a Saigon Terzani si lamenta di come la città venga svenduta ai turisti e lancia una provocazione: forse quella guerra è stata davvero una tragedia che si poteva evitare, perché la tanto sbandierata vittoria del regime di Hanoi non ha fermato l&#8217;inarrestabile avanzata di una corruzione dei costumi e delle menti attraverso il consumismo, l&#8217;araldo del Capitalismo. <strong>Forse, suggerisce Terzani, se avessero vinto &#8220;gli altri&#8221;, sarebbero stati in grado di gestire meglio questa deriva consumistica. </strong></p>



<p>Certo, il filmato su ritorno a Saigon è degli anni Novanta&#8230;chissà cosa potrebbe dire ora! </p>



<p>Gli anni Novanta segnarono la cosiddetta &#8220;apertura&#8221; verso l&#8217;Occidente e infatti moltissimi negozi o ristorante, in varie parti del Vietnam, furono aperti proprio tra il 1990 e il 1998.  Oggi Hanoi e Ho Chi Minh City sono decisamente metropoli in cui le offerte turistiche si moltiplicano e l&#8217;Occidentale è accompagnato per mano lungo percorsi &#8220;obbligati&#8221;. Devo dire che a Ho Chi Minh City ho trovato una &#8220;aggressività&#8221; che Hanoi non sembra avere (per il momento): <strong>proprio nella Saigon di Terzani è difficile sfuggire alla logica della visita stereotipata, d&#8217;altronde, senza conoscere la lingua, non è possibile pensare di capire la ricca cultura vietnamita in un tour completamente &#8220;fai da te&#8221;.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500370.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="774" data-id="4741" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500370-1024x774.jpg" alt="" class="wp-image-4741" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500370-1024x774.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500370-300x227.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500370-768x580.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500370.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500416.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="970" data-id="4742" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500416-1024x970.jpg" alt="" class="wp-image-4742" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500416-1024x970.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500416-300x284.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500416-768x727.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770477500416.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p> Vi propongo due delle offerte di tour che mi hanno letteralmente scioccato: in più centri del Nord abbiamo visto sfrecciare <strong>jeep sullo stile di quelle militari dell&#8217;esercito degli Stati Uniti, dove i partecipanti spesso indossavano degli elmetti in stile Viet Cong</strong>; oppure, per i più temerari (e direi anche i più magri) ci sono i tour nei tunnel originali e <strong>l&#8217;immagine promozionale utilizza giovani ragazze sorridenti che mimano un&#8217;uscita &#8220;a sorpresa&#8221; dalla strettissima entrata&#8230; </strong></p>



<p>A chi sono rivolti questi tour? Ma soprattutto: come è possibile che, una parte così dolorosa della storia patria, venga messa all&#8217;asta al miglior offerente e messa in scena spesso proprio per chi viene dai Paesi che si sono resi protagonisti di tante atrocità?</p>



<p><strong>Nelle tre settimane in cui è durato il viaggio, mi sono data una risposta che non può essere esaustiva, per ovvi motivi, e che forse, man mano che migliorerà la mia conoscenza del mondo vietnamita, potrò aggiornare o cambiare del tutto. </strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4745" style="aspect-ratio:0.748059330313527;width:263px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770373779772-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>
</div>


<p>Ho avuto la sensazione che i Vietnamiti siano in grado di mettere una sorta di barriera (la chiameremo paratia?) tra un giudizio inevitabile di quel che è accaduto e l&#8217;opportunità di guadagno. Quasi che, fermo restando che nessuno può davvero comprendere cosa abbiano significato gli anni di guerre, di una guerra che, in fin dei conti, è stata una guerra civile tra Nord e Sud del Vietnam, <strong>se oggi ci sono Occidentali che pagano per queste pagliacciate, ben venga, la loro esperienza non toglie un grammo alla gravità della storia. Forse è questo il messaggio sotteso al nome di una delle sezioni del Museo dei Residuati Bellici, il migliore e il più audace che abbia mai visto in vita mia: &#8220;le verità storiche&#8221;&#8230; </strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Nell&#8217;occhio di chi osserva</h1>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nulla è più visibile di ciò che è nascosto</p>



<p><em>Confucio, dal primo capito dello </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_giusto_mezzo" target="_blank" rel="noopener" title=""><em>Zhongyong</em> </a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4746" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536437-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div></blockquote>



<p>In questa immagine vedete una ninfea sbocciata in uno stagno. Eppure c&#8217;è qualcosa che sfugge, se non conosciamo il contesto. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4747" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1770374536505-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>
</div>


<p>Nel santuario di <a href="https://whc.unesco.org/en/list/949/" target="_blank" rel="noopener" title="">My Son </a>ci sono diverse &#8220;polle&#8221; d&#8217;acqua dove sono cresciuti fiori di loto, si tratta di crateri lasciati dalle bombe che colpirono il santuario. </p>



<p>Ecco, mi piace concludere questo dispaccio con l&#8217;immagine che forse più di tante altre può descrivere la rinascita vietnamita. </p>



<p><em><strong>Questo mio blog non è né vuole essere una testata giornalistica. Qui esprimo opinioni e cerco il più possibile di fornire contesto e fonti per approfondire, ma restano ovviamente opinioni personali.</strong></em></p>



<p><strong>Per approfondire:</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/71tgcJHDXpL._SY466_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="306" height="466" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/71tgcJHDXpL._SY466_.jpg" alt="" class="wp-image-4748" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/71tgcJHDXpL._SY466_.jpg 306w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/71tgcJHDXpL._SY466_-197x300.jpg 197w" sizes="auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a></figure>
</div>


<p><a href="https://www.libraccio.it/libro/9791255021964/thanh-nguyen-viet/il-simpatizzante.-nuova-ediz..html?tipo=nuovo&amp;utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=pmax_kelkoo-libri-varia-nuova&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=21465481584&amp;gbraid=0AAAAABo2NZCzxntFW-3R3jNXhRCg10nU0&amp;gclid=Cj0KCQiA4pvMBhDYARIsAGfgwvxriuLufIR7a4qQ5g8powqbwbuzqDAZsCYfvY7pn09p9A1kcCoYGoEaAmoIEALw_wcB" target="_blank" rel="noopener" title="">Il Simpatizzante, di Viet Thanh Nguyen </a>, prima edizione 2016, seconda edizione 2024</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/9788838475337_0_200_323_75.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="323" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/9788838475337_0_200_323_75.jpg" alt="" class="wp-image-4749" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/9788838475337_0_200_323_75.jpg 200w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/9788838475337_0_200_323_75-186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></figure>
</div>


<p><a href="https://www.libraccio.it/libro/9788838475337/seymour-m.-hersh/my-lai-vietnam.html" target="_blank" rel="noopener" title="">My Lai, Vietnam,  di Seymour Hersh, 2005</a></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/07/dispacci-2-gli-occhi-delloccidente/">Dispacci 2 – Gli occhi dell’Occidente</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Dispacci &#8211; 1 Unicorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 19:36:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raccontare un viaggio tra Oriente e Occidente Tre settimane in Vietnam, da Hanoi a Ho Chi Minh City, da Nord a Sud, in aereo, pullman, treno, tra città e campagna. Un viaggio bello e complesso che mi ha lasciato a &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/01/dispacci-1-unicorni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="wp-block-heading">Raccontare un viaggio tra Oriente e Occidente</h1>



<p><strong>Tre settimane in Vietnam, da Hanoi a Ho Chi Minh City, da Nord a Sud, in aereo, pullman, treno, tra città e campagna.</strong> Un viaggio bello e complesso che mi ha lasciato a bocca aperta e con la voglia di raccontare. Ho perciò pensato di elaborare dei &#8220;dispacci&#8221; e devo dire che ho scelto questo termine perché, inevitabilmente, visitare il Vietnam oggi significa anche fare i conti con il passato coloniale e con le guerre che hanno devastato il Paese. Ma naturalmente la mia non è un&#8217;idea originale e così ho scoperto, decisamente tardi, che nel lontano 1977 Dispacci divenne il titolo di un libro che parlava proprio delle devastazioni della guerra in Vietnam.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="655" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro-655x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4716" style="aspect-ratio:0.6396824271638194;width:257px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro-655x1024.jpg 655w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro-192x300.jpg 192w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro-768x1201.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro-982x1536.jpg 982w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Dispacci-libro.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/dispacci/" target="_blank" rel="noopener" title="">Michael Herr, Dispacci, 2016</a></figcaption></figure>
</div>


<p></p>



<p>Io parlerò anche degli aspetti storici, facendomi aiutare da chi ne sa più di me, ma, come al solito, utilizzerò questo spazio per riflettere su aspetti culturali vietnamiti che mi hanno particolarmente colpito e che, ognuno a suo modo, mi hanno suggerito un confronto con tradizioni a me più affini.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<h1 class="wp-block-heading">Animali fantastici e dove trovarli</h1>



<p>Eviterò lunghe premesse e spero che prendiate questi post come tessere di un mosaico, ognuna colorata e bella anche isolata, ma tutte parti di un&#8217;immagine più ampia. </p>



<p>Visitare una pagoda vietnamita, un tempio o un palazzo, è una vera gioia per gli occhi: ti ritrovi circondata da alberi, giardini e statue spesso di animali dall&#8217;aspetto a metà tra il pauroso e l&#8217;affascinante. Con il tempo capisci che <strong>gli spazi giocano un ruolo fondamentale nella tua percezione di ciò che hai davanti, d&#8217;altronde il Feng Shui è una filosofia che da queste parti viene tenuta in grande considerazione e guida le scelte di interior designers ma anche di ingegneri.</strong></p>



<p>Gli animali della tradizione sino-vietnamita sono tanti e ognuno carico di simbologie di cui ci ricordiamo forse solo quando decidiamo di consultare, un po&#8217; per gioco, un oroscopo cinese! Ma quelli che troveremo moltiplicati e diffusi negli edifici politici e religiosi sono soprattutto quattro: i Tứ Linh, i quattro animali sacri, vale a dire il drago, la fenice, la tartaruga e l&#8217;unicorno.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Lost in translation</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4718" style="aspect-ratio:0.748059330313527;width:365px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053455-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Uno degli unicorni nella cittadella di Hue</figcaption></figure>
</div>


<p>La prima volta in cui mi sono imbattuta in un unicorno vietnamita è stato nella <a href="https://whc.unesco.org/en/list/678/maps" title="">cittadella di Hue</a>, città imperiale che, peraltro, pare avere una pianta che riproduce le silhouette di tre unicorni che giocano a palla (notizia trovata <a href="https://www.mrlinhadventure.com/en/vietnam/travel-blog/mrlinh-adventures/1371-emblematic-animals-of-vietnam.aspx" target="_blank" rel="noopener" title="">qui </a>e attribuita a uno studioso di Feng Shui)</p>



<p>In uno degli ampi cortili della cittadella, infatti, sono visibili due unicorni, uno per lato dello spiazzo. La nostra guida locale ci spiega che si tratta di animali ibridi: una tigre con il volto di drago. Non sempre hanno un corno, ma la traduzione inglese non lascia spazio al dubbio e così comincio a pensare&#8230;</p>



<p>La guida prosegue dicendo che la presenza di queste statue nel cortile è legata ai rituali della corte imperiale: <strong>gli unicorni, stando alla tradizione vietnamita, sono in grado di distinguere il bene dal male e quindi di riconoscere disonestà o lealtà</strong>, perciò l&#8217;imperatore &#8220;testava&#8221; davanti alle statue i suoi Mandarini, gli ufficiali della corte. Durante la cerimonia della &#8220;grande salutazione&#8221;, dunque, i Mandarini erano guardati a vista da queste creature, che avrebbero potuto decretare le loro sorti presso l&#8217;Imperatore.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Facciamo corna</h1>



<p>Eravamo reduci da un&#8217;altra spiegazione, relativa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ch%E1%BB%AF_N%C3%B4m" target="_blank" rel="noopener" title="">alla traslitterazione in lettere latine della lingua Nom sino-vietnamita da parte di un missionario portoghese nel Seicento,</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Francisco_de_Pina" target="_blank" rel="noopener" title="">Francisco de Pina</a>, e quindi il mio primo pensiero è stato che forse la traduzione in &#8220;unicorno&#8221; di questa curiosa bestia fosse stata un&#8217;interpretazione occidentale, che si basava sull&#8217;aspetto ibrido dell&#8217;animale. Ma anche la questione della &#8220;lealtà/purezza&#8221; poteva essere importante, dunque cosa dedurne?</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Pseudoryx_nghetinhensis.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="692" height="486" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Pseudoryx_nghetinhensis.png" alt="" class="wp-image-4717" style="aspect-ratio:1.4239224281065286;width:349px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Pseudoryx_nghetinhensis.png 692w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Pseudoryx_nghetinhensis-300x211.png 300w" sizes="auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">https://it.wikipedia.org/wiki/Pseudoryx_nghetinhensis</figcaption></figure>
</div>


<p>Se cerchiamo tra la fauna vietnamita, in effetti esiste la <strong>Saola</strong>, conosciuto come &#8220;unicorno asiatico&#8221; e così definito perché piuttosto raro e dal carattere &#8220;gentile&#8221; (cito da wikipedia).</p>



<p>Tuttavia non ha nulla a che vedere con le raffigurazioni degli unicorni di pagode e palazzi. </p>



<p></p>



<h1 class="wp-block-heading">Dalla Cina con furore?</h1>



<p>Le statue che ho potuto vedere a Hue e in altre pagode vietnamite raffigurano i <strong>Ky Lan</strong>, termine vietnamita che indica i cinesi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Qilin" title="">Qilin</a>, animali ibridi associati a saggezza e potere; sembra infatti che i Qilin appaiano in occasione di nascite o morti illustri; questo è ciò che leggiamo, ad esempio, nella biografia di Confucio. Gli animali coinvolti nel patchwork sono normalmente un cavallo e un drago, ma ci sono descrizioni anche di scaglie di pesce o peli irsuti, a volte è per metà bufalo, altre ha addirittura baffi di pesce gatto, e a volte la fronte ospita un corno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4719" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053310-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Superba statua di unicorno a guardia della sala principale nella pagoda Linh Ung a Da Nang, <br>sulla penisola di Son Tra.</figcaption></figure>
</div>


<p>In Vietnam questi animali della mitologia cinese compaiono probabilmente nel<strong> periodo di Le Trung Hung (si tratta di un ritorno della dinastia Le a partire dal XVI secolo)</strong>. Con la dinastia Nguyen (1802-1945) il Ky Lan diviene estremamente popolare e lo troviamo spesso utilizzato per decorare i sigilli imperiali, inoltre esce dalle dimore reali e viene utilizzato per proteggere anche le case di persone comuni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4720" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053548-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Lo ammetto, questo forse non è un unicorno, ma un più &#8220;banale&#8221; drago! In ogni caso volevo rendere chiaro l&#8217;aspetto dei sigilli della dinastia Nguyen, esposti nella cittadella imperiale di Hue.</figcaption></figure>
</div>


<p>Unicorni compaiono dunque come statue a sé oppure in coppia con altri animali sacri a decorare tetti e pareti, a volte gli unicorni si trovano associati alle campane, onnipresenti nell&#8217;architettura religiosa e palaziale, forse perché si pensa che il loro nitrito (?) abbia un tono argentino che ricorda il rintocco delle campane.</p>



<h1 class="wp-block-heading">In purezza</h1>



<p>Penso e ripenso a questo animale invocato per proteggere e la mente attraversa altopiani e catene montuose, torna in Occidente e si ferma a contemplare il &#8220;nostro&#8221; unicorno: un cavallo bianco con un corno tortile in fronte e una buffa barbetta sotto il mento. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/unicorno-besancon.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="275" height="183" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/unicorno-besancon.jpg" alt="" class="wp-image-4725"/></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.facebook.com/groups/254244671755796/posts/1743762199470695/" target="_blank" rel="noopener" title="">Toro di Avrigny, datato al I secolo d.C. Nell&#8217;articolo di Elmer Suhr (vd infra) è definito unicorno à la greca.</a></figcaption></figure>
</div>


<p>In <a href="https://www.researchgate.net/publication/261791435_Iconography_of_the_Unicorn_from_India_to_the_Italian_Middle_Ages" target="_blank" rel="noopener" title="">questo articolo </a>Francesca Tagliatesta ripercorre la storia letteraria dell&#8217;unicorno in Occidente:<strong> il primo a parlare di unicorni nel V secolo a.C. fu il greco Ctesias di Cnido </strong>(costa anatolica), il quale nel primo libro di &#8220;Indikà&#8221; descrive un asino o cavallo bianco (ma a volte si parla di capra), con gli occhi azzurri, la testa rossa e un corno attorcigliato che gli cresce in mezzo alla fronte e che ha la base e la punta color crema e per il resto è nero. Ctesias, in realtà, non è mai stato in India, ma giura di aver avuto racconti di prima mano e aggiunge che il corno ha poteri taumaturgici.</p>



<p>Questo medico greco della corte di Artaserse II è la fonte principale di racconti e iconografie, sul suolo italico noi abbiamo <strong>Plinio il Vecchio (<em>Naturalis Historia</em> VIII, 76) </strong>che arricchisce l&#8217;immaginario attribuendo all&#8217;unicorno una testa di cervo, corpo di cavallo, zampe di elefante e coda di cinghiale (!) Continua invece senza scosse la tradizione che associa a questo straordinario animale proprietà terapeutiche.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Toulouse_Le_Vue_La_Dame_a_la_licorne_-_Musee_de_Cluny_Paris.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="911" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Toulouse_Le_Vue_La_Dame_a_la_licorne_-_Musee_de_Cluny_Paris.jpg" alt="" class="wp-image-4722" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Toulouse_Le_Vue_La_Dame_a_la_licorne_-_Musee_de_Cluny_Paris.jpg 960w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Toulouse_Le_Vue_La_Dame_a_la_licorne_-_Musee_de_Cluny_Paris-300x285.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/Toulouse_Le_Vue_La_Dame_a_la_licorne_-_Musee_de_Cluny_Paris-768x729.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Non potevo non mettere una delle scene dell&#8217;arazzo noto come &#8220;La dama e l&#8217;unicorno&#8221;, approfitto per suggerirvi di leggere lo splendido romanzo di Tracy Chevalier che immagina le circostanze che portarono alla creazione dell&#8217;arazzo. (Toulouse) Le Vue (La Dame à la licorne) &#8211; Musée de Cluny Paris</figcaption></figure>
</div>


<p>Ma il punto di svolta avviene con il Cristianesimo, in cui l&#8217;unicorno conquista un posto d&#8217;onore tra le bestie cariche di simbologia: <strong>il candido cavallo sarebbe in grado di intuire la purezza delle persone, soprattutto delle donne vergini</strong>, tanto è vero che, quando intravede una vergine le si lancia addosso e si accoccola con la testa monocornuta sul grembo.</p>



<p><a href="https://www.bowdoin.edu/news/2017/11/virgins-unicorns-and-medieval-literature.html" target="_blank" rel="noopener" title="">Arriviamo alla saga arturiana</a>, dove il re di Camelot sottopone le fanciulle alla &#8220;prova dell&#8217;unicorno&#8221;, facendole bere da un corno del fatato animale per verificare la loro verginità.</p>



<h1 class="wp-block-heading">In somma</h1>



<p>E allora ecco che l&#8217;unicorno orientale e quello occidentale (che però veniva dall&#8217;India) si riuniscono nella funzione di verificatori delle buone intenzioni, anzi di un animo puro, così raro a trovarsi. Forse tanto raro quanto&#8230; avvistare un unicorno!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4723" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2026/02/1769972053361-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Perdonate la bassa qualità dell&#8217;immagine! Qui vedete un unicorno dal corpo di elefante e dalle ADORABILI zampe di anatra! L&#8217;ho trovato <a href="https://whc.unesco.org/en/list/949/" target="_blank" rel="noopener" title="">nel santuario di My Son</a>, dove l&#8217;etnia Champa praticava inizialmente l&#8217;induismo. </figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><em><strong>Per approfondire</strong></em></h2>



<p>Oltre all&#8217;articolo di Tagliatesta vi suggerisco questo di Elmer Suhr, datato 1964 ma ancora ricco di suggestione visto che associa l&#8217;unicorno non più a un animale reale &#8220;mal interpretato&#8221;, quanto al fenomeno astronomico dell&#8217;eclisse: <a href="https://www.jstor.org/stable/1258042" target="_blank" rel="noopener" title="">An interpretation of the Unicorn.</a></p>



<p>Ho trovato interessanti anche alcune considerazioni pubblicate <a href="https://culturephamtravel.com/hue-imperial-city/" target="_blank" rel="noopener" title="">qui </a>e <a href="https://www.vietnamstorytelling.com/2025/cultural-snapshots/sacred-animals-of-hue/" target="_blank" rel="noopener" title="">qui</a>.</p>



<p></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2026/02/01/dispacci-1-unicorni/">Dispacci – 1 Unicorni</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Passaggio in Sicilia &#8211; alla prossima!</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/10/24/passaggio-in-sicilia-alla-prossima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 15:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo giunti all&#8217;ultima puntata del racconto dell&#8217;estate: un Signature Seminar organizzato dalla sottoscritta con il supporto logistico di Syracuse Florence, l&#8217;aiuto sul campo di Giulia Pettena e la insostituibile rete di amicizie che hanno messo a disposizione la propria professionalità &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/10/24/passaggio-in-sicilia-alla-prossima/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4708" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-2-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=705158226172975&amp;set=a.711426312212833" target="_blank" rel="noopener" title="">Museo Archeologico di Palermo, intitolato ad Antonino Salinas. <br>Questi ex voto di terracotta provengono dal santuario di Demetra Malophoros a Selinunte.</a></figcaption></figure>



<p>Siamo giunti all&#8217;ultima puntata del racconto dell&#8217;estate: un Signature Seminar organizzato dalla sottoscritta con il supporto logistico di <a href="https://suabroad.syr.edu/florence/" target="_blank" rel="noopener" title="">Syracuse Florence</a>, l&#8217;aiuto sul campo di Giulia Pettena e la insostituibile rete di amicizie che hanno messo a disposizione la propria professionalità con generosità e simpatia. </p>



<h1 class="wp-block-heading">I templi in collina</h1>



<p><strong>Le ultime due tappe del nostro giro ci hanno portato al sito di Selinunte e infine a Palermo</strong>, dove i corsi e ricorsi storici conservano i reperti scavati nel sito fondato da Megara Hyblaea nel VII secolo a.C. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4709" style="width:299px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Selinunte1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Il gruppo ha apprezzato molto la possibilità di entrare finalmente tra le colonne di un tempio greco e molti sono rimasti spiazzati dalle dimensioni sia dei templi che del sito in generale; abbastanza memorabile il trasferimento con i trabiccoli che io mi ostinavo a chiamare &#8220;caddies&#8221; (vera figlia dei film anni &#8217;80) e loro &#8220;golf carts&#8221; &#8230; </p>



<p></p>



<h1 class="wp-block-heading">Yankee go home (?)</h1>



<p>Forse il momento più interessante è quello che io e Giulia ci siamo perse: <strong>il pranzo libero a Marinella di Selinunte</strong>. </p>



<p>Dal momento che i nostri statunitensi hanno problemi a mangiare pesce e dopo una settimana di caponata cominciavano a sviluppare anticorpi contro le melanzane (!), anziché sfruttare la splendida terrazza e l&#8217;ottimo cibo di &#8220;Lido Zabbara&#8221;, i Nostri si sono diretti in un non ben specificato ristorante, dove hanno mangiato hamburger e pasta. E lì hanno trovato una piccola nemesi di 10 anni: un bambino che, non si sa bene per quale motivo, ha cominciato a prenderli in giro e a dire loro che portavano solo confusione e inciviltà e che dunque dovevano tornarsene a casa loro! </p>



<p>Una ragazza del gruppo era in grado di capire quel che veniva detto, dal momento che studia l&#8217;italiano da diversi anni, e così, anziché offendere solo un paio di persone, tutto il gruppo è stato messo a conoscenza del significato di questo più o meno innocente vociare. </p>



<p>Quando me lo hanno raccontato i ragazzi erano ancora scossi; io ero scioccata e più volte ho chiesto conferma dell&#8217;età del bambino, perché mi sembrava davvero curioso che dei ventenni si fossero lasciati avvelenare il pranzo da un bambino così piccolo&#8230; Me lo sono immaginato come <strong>un Benigni di 10 anni, preso di peso da &#8220;Non ci resta che piangere&#8221;, quando cerca di fermare la partenza di Colombo, per evitare i dolori d&#8217;amore alla sorella nel futuro&#8230;</strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Palermo e il fuori programma</h1>



<p>A Palermo il gruppo, rasserenato, mi ha lasciato davvero di stucco: l&#8217;ultima mattina era prevista unicamente la visita al museo archeologico Salinas e poi due o tre ore di relax indipendente, prima di riunirsi e partire per l&#8217;aeroporto. </p>



<p>Ebbene, un gruppetto nutrito, una volta pranzato, si è avventurato alla scoperta della cattedrale panormita, visitandola per esteso. Un momento scelto per suggellare la settimana di viaggio ed esplorazione, raccontato con piacere in molti dei paper finali. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Le fila</h1>



<p><strong>Oggi sono due mesi esatti dalla partenza per la Sicilia del nostro gruppo italo-statunitense e ho pensato spesso, negli ultimi giorni, a come concludere questa serie di post sul Seminario &#8220;Hands on History in Sicily&#8221;. </strong></p>



<p>Posso dire che sono contenta di come sia andato e di come le varie attività svolte siano state in grado di far emergere la figura dell&#8217;archeologo contemporaneo, completo del lato romantico/passionale e di quello pratico/interdisciplinare. Lo posso dire perché ho letto tutte le relazioni finali compilate dai ragazzi e dalle ragazze del gruppo e mi sono commossa &#8211; un poco, dai &#8211; nel vedere che questo viaggio è riuscito a parlare a ognuno di loro in maniera diversa. Ognuno ha mantenuto una propria individualità nel ragionare su quel che aveva visto e sperimentato, ognuno ha saputo vivere il viaggio come opportunità per entrare in contatto con qualcosa di sconosciuto: l&#8217;archeologia, ma anche la cultura italiana. </p>



<p>Ogni tappa è riuscita a integrare quella precedente e la progressione della scoperta (dallo scavo, al frammento, al tempio da fuori, al tempio da dentro, agli ex voto) ha permesso di cogliere più dettagli, rallentando il ritmo dell&#8217;apprendimento pur nella marcia serrata dei luoghi visitati. </p>



<p><strong>E poi basta, vi sarete annoiati di stare ad ascoltarmi, chiudo questa splendida esperienza con le voci dei miei ragazzi e delle mie ragazze. Non metto nomi, né riferimenti, giusto per tutelare un po&#8217; di privacy, ma ecco una breve selezione:</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Looking back on the trip, what stood out most to me was the opportunity to experience history in a way that felt tangible and immediate. It is one thing to read about temples, necropolises, or ancient cities in a textbook, but it is an entirely different experience to walk among the ruins, see the scale of the structures, and imagine the lives of the people who once inhabited those spaces.</p>
</blockquote>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Tripi was a meaningful visit to our seminar because it highlighted the importance of smaller sites and the local community&#8217;s role in preserving history.  (&#8230;) The visit to Aidone forced me to think about how museums are more than just spaces for preservation. It taught me that they are also sites of community, identity, and politics</p>
</blockquote>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>This trip also exposed me to more culture than I was expecting</p>
</blockquote>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Each site invited reflection: how does the past persist in the present? How do ruins shape identity? And how do we, as students, take part in the chain of interpretation?</p>
</blockquote>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Looking back on the entire seminar, what stands out most to me is how archaeology is not only about uncovering the past but also about learning to move slowly, carefully, and with respect.  (&#8230;) Archaeology is a slow science</p>
</blockquote>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>I really enjoyed learning from Professor Todaro. She is an extremely unique person, whose energy is just magnetic and infectious. Her enthusiasm and profound knowledge made me so interested in the topic at hand</p>
</blockquote>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>We heard a lot of interesting information from Professor Todaro and she embodied the passion that an archaeologist needs to stay diligent throughout the process and make important discoveries.</p>
</blockquote>



<p></p>



<p>Un gruppo di studenti statunitensi (e cinesi) che hanno attraversato l&#8217;oceano alla ricerca di qualcosa di vago e che hanno trovato forse più di quello che pensavano. <strong>Mi piacerebbe avere la foto dei loro sguardi affascinati davanti all&#8217;immagine di un&#8217;antica principessa diventata, suo malgrado, protagonista di una ricerca millenaria e simbolo di chi si muove, spesso perché costretto, in questo Mediterraneo pieno di memorie&#8230; </strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4710" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/10/Palermo-Selinunte-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Metopa dal tempio Y di Selinunte, prima metà del VI secolo a.C., museo Antonino Salinas a Palermo.</figcaption></figure>
</div>


<p>Pranzo a Marinella di Selinunte: <a href="https://lidozabbara.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">Lido Zabbara</a></p>



<p>Hotel a Palermo (perfetto!): <a href="https://hotelpostapalermo.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">Hotel Posta</a></p>



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		<title>Passaggio in Sicilia &#8211; 4</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/28/passaggio-in-sicilia-4/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 10:28:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Diodoros]]></category>
		<category><![CDATA[guide turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Hands on History in Sicily]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie dal Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Seminario]]></category>
		<category><![CDATA[Valle dei Templi di Agrigento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non poteva essere un &#8220;Hands on History in Sicily&#8221; se non avessi inserito la tappa al Parco Archeologico della Valle dei Templi. Questa quarta puntata, quindi, illustrerà le vicende di 48 ore magnifiche, trascorse tra i templi della Valle e &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/28/passaggio-in-sicilia-4/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4688" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Laura Danile all&#8217;opera, all&#8217;ombra, con una valletta d&#8217;eccezione!</figcaption></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Non poteva essere un &#8220;Hands on History in Sicily&#8221; se non avessi inserito la tappa al Parco Archeologico della Valle dei Templi. </h3>



<p>Questa quarta puntata, quindi, illustrerà le vicende di 48 ore magnifiche, trascorse tra i templi della Valle e nelle sale del museo Pietro Griffo, sempre con il supporto tecnico di Syracuse Florence e l&#8217;aiuto pratico di Giulia Pettena. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Sulle spalle dei giganti</h1>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4704" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5-1536x1152.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-5.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Il principale motivo che mi ha spinto ad aggiungere la tappa di Agrigento ha un nome e un cognome: <strong>Laura Danile</strong> è infatti un&#8217;amica dei tempi ateniesi e una professionista che ha saputo costruire <a href="https://www.agrigentofamilytour.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener" title="">un vero e proprio brand nella sua attività di guida turistica specializzata in tour con famiglie</a>.</p>



<p>Ha messo la propria esperienza al servizio, letteralmente, dei visitatori più complessi, vale a dire le famiglie in cui sia genitori che figli devono trovare una propria cifra e un taglio adatto a loro per poter fruire al meglio di tutta la ricchezza della Valle dei Templi.</p>



<p>Così mi sono affidata a lei e insieme abbiamo ideato un progetto che avrebbe potuto incuriosire i ragazzi e, allo stesso tempo, metterli alla prova:<strong> li abbiamo divisi in tre gruppi e abbiamo assegnato a ciascuno l&#8217;ideazione di un percorso di visita &#8220;dedicato&#8221;</strong>. Un gruppo doveva occuparsi di visitatori non italiani ma anglofoni, un secondo di visitatori con difficoltà motorie e un terzo di famiglie.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4690" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-3.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Con Laura abbiamo visitato sabato il parco archeologico e domenica il museo, compresa una splendida piccola mostra con vasi dalle immagini mozzafiato in prestito da Monaco di Baviera. In entrambe le giornate, il pomeriggio era dedicato alla elaborazione dei percorsi, che sarebbero stati presentati il lunedì. Inutile dire che Laura ha subito catturato l&#8217;attenzione dei ragazzi, i quali hanno fatto molte domande per cercare di avere un&#8217;idea chiara e completa del contesto. <strong>Ma devo ammettere che ad Agrigento ho&#8230;tirato un po&#8217; la corda! E così i miei splendidi ventenni statunitensi sono stati travolti da una certa quantità di stimoli!</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4699" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4699" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-8-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4701" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4701" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-9-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4700" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4700" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-7-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>
</figure>



<p>Per esempio, lungo il percorso della via sacra, è possibile sostare e dedicare un pensiero ai &#8220;<a href="http://www.accademiastudimed.it/giusti-di-tutto-il-mondo.html" target="_blank" rel="noopener" title="">Giusti di tutto il mondo</a>&#8221; che hanno sacrificato la vita per il bene comune. Ci sono giudici antimafia, c&#8217;è Khaled al Assad, l&#8217;archeologo ucciso dai militanti dell&#8217;ISIS, c&#8217;è anche Armin Wegner, il soldato tedesco che denunciò le operazioni turche contro gli Armeni, un genocidio di cui ancora è impossibile parlare in Turchia.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Pic Nic a <em>Temple</em> Rock</h1>



<p>Perdonatemi il gioco di parole, ma non credo ci sia modo migliore di introdurre i due pranzi che ho organizzato con l&#8217;aiuto di Laura. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Giardino_della_Kolymbetra_Agrigento.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Giardino_della_Kolymbetra_Agrigento-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4691" style="width:261px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Giardino_della_Kolymbetra_Agrigento-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Giardino_della_Kolymbetra_Agrigento-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Giardino_della_Kolymbetra_Agrigento-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Giardino_della_Kolymbetra_Agrigento.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Il primo è stato allestito sui tavoli in legno della <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/giardino-della-kolymbethra" target="_blank" rel="noopener" title="">Kolymbetra</a>, un angolo di verde e fresco gestito dal FAI, ma storicamente parte integrante dell&#8217;antica Akragas. Si tratta di un&#8217;antica cisterna, che con il tempo è stata trasformata in un&#8217;oasi di agrumi e ortaggi. Grazie all&#8217;<a href="https://www.lanticofornoonline.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">Antico Forno di Raffadali</a> abbiamo potuto assaggiare alcune delle prelibatezze della zona, godendoci un poco di frescura e una sosta meritata.</p>



<p>Mentre eravamo in Kolymbetra, abbiamo avuto la ventura di conoscere <a href="https://www.paeseitaliapress.it/ambiente/2024/06/24/giuseppe-lo-pilato-paesaggio-e-agricoltura-biologica-a-tre-domande-scomode-per/" target="_blank" rel="noopener" title="">Giuseppe Lo Pilato, l&#8217;agronomo che per primo ha fatto partire il progetto dell&#8217;agrumeto</a>! Un momento serendipico davvero divertente, conclusosi con una bella chiacchierata su progetti vecchi e nuovi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-16.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-16-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4692" style="width:341px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-16-768x1024.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-16-225x300.jpg 225w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-16-1152x1536.jpg 1152w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-16.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
</div>


<p>La domenica, invece, è stato il momento di <a href="https://www.diodoros.shop/casa-diodoros/" target="_blank" rel="noopener" title="">Casa Diodoros</a>: una terrazza battuta dal vento e affacciata sulla piana alle pendici della collina dei templi. Qui, ci ha spiegato Fabio Gulotta , responsabile dell&#8217;azienda, venti anni fa l&#8217;amministrazione del Parco e il comune di Agrigento hanno firmato un&#8217;intesa preziosa e hanno affidato a 12 aziende e cooperative la cura delle coltivazioni e degli allevamenti della zona. <strong>Un progetto all&#8217;insegna della biodiversità, nell&#8217;ambito del quale oggi sono ben 250 i cultivar di mandorlo, che coesistono accanto a ulivi e viti; circa 200 le capre girgentane che oggi brucano l&#8217;erba tranquille, salvate da estinzione; non saprei contarle ma comunque tante sono le api nere, recuperate da Lipari, che producono un ottimo miele.</strong></p>



<p>Casa Diodoros ospita sia in terrazza che nelle due case coloniche pranzi, cene e anche colazioni molto &#8220;preste&#8221;, organizzate in occasioni di eventi musicali che a volte animano i templi all&#8217;alba. I ragazzi hanno fatto diverse domande, soprattutto su come il progetto è partito, e poi hanno ricevuto una interessante lezione sulle differenze tra la mandorla siciliana e quella californiana! <em>(per me, sempre un brivido cercare di &#8220;salvare&#8221; il ragazzo allergico a noci e mandorle&#8230; !!!)</em></p>



<h1 class="wp-block-heading">Fuori programma!</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4693" style="width:257px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-15.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Grazie a Laura, abbiamo anche potuto &#8220;intervistare&#8221; <a href="https://journals.openedition.org/acost/3266?lang=en" target="_blank" rel="noopener" title="">Dario Giuliano</a>, ricercatore con l&#8217;università di Bordeaux  e impegnato nella catalogazione di alcune ceramiche e tegole. <strong>Un bel modo per far vedere ai ragazzi che le collaborazioni internazionali sono all&#8217;ordine del giorno, anche in siti che sembrano aver già dato tutto quello che potevano. </strong>Inoltre, con Dario, hanno potuto conoscere un ulteriore figura di archeologo, diverso da me, Laura, Giulia, Simona e il gruppo di Tripi!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4695" style="width:246px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-12-1-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Mi suscita sempre un po&#8217; di commozione pensare all&#8217;episodio di Ulisse che scappa dalla grotta del cieco Polifemo sfruttando l&#8217;ariete, l&#8217;ultimo amico rimasto al gigante&#8230; </figcaption></figure>
</div>


<p>Grande la mia emozione nel visitare la piccola mostra <a href="https://www.lavalledeitempli.it/mostra-collezione-panitteri/" target="_blank" rel="noopener" title="">&#8220;Da Girgenti a Monaco, da Monaco a Girgenti&#8221;, sui vasi della collezione Panitteri!</a> Alcuni pezzi da novanta, per così dire, che per qualche mese sono&#8230; tornati dove erano stati trovati! In effetti questa mostra ci ha permesso di concludere un discorso cominciato ad Aidone: il commercio o spostamento di opere d&#8217;arte e la secolare questione delle restituzioni. In questo caso si trattava di una collezione privata che, in occasione di Agrigento capitale della cultura, è stata fatta tornare, ma temporaneamente, nei luoghi da cui era partita, accompagnata da una pannellistica ricca (e lunga&#8230;) di informazioni che ricostruivano il contesto e le circostanze dell&#8217;emigrazione.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Che fai tu luna in ciel?</h1>



<p>Laura ci ha anche consigliato una visita davvero originale: tornare al Parco verso il tramonto e godere del cambio di luce e della visione dei templi illuminati. A detta di molti ragazzi e ragazze si è rivelata essere uno dei momenti più belli dell&#8217;intero seminario e io concordo&#8230;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4696" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4696" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-11-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4697" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4697" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-14-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4698" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4698" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Agrigento-6-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p>I ragazzi e le ragazze, liberi da orari e spiegazioni, liberi dal caldo per loro soffocante, si sono lasciati commuovere dalle luci morbide di un tramonto estivo. <strong>I volti aperti in sorrisi benevoli verso questi antichi templi che ancora, dopo millenni, sanno offrire un po&#8217; di magia&#8230;</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><em>TO BE CONTINUED</em></p>



<p><strong>Hotel: <a href="https://www.hoteldellavalleagrigento.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">Hotel della Valle</a></strong></p>



<p></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/28/passaggio-in-sicilia-4/">Passaggio in Sicilia – 4</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Passaggio in Sicilia &#8211; 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 17:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[Ade]]></category>
		<category><![CDATA[Afrodite]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Getty Museum]]></category>
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		<category><![CDATA[mercato d'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua il mio resoconto del Signature Seminar &#8220;Hans on History in Sicily&#8221;, da me ideato e organizzato con il supporto di Syracuse Florence e l&#8217;aiuto sul campo di Giulia Pettena. In questa puntata vi parlo di una visita durata poche &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/22/passaggio-in-sicilia-3/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il mio resoconto del Signature Seminar <strong>&#8220;Hans on History in Sicily&#8221;</strong>, da me ideato e organizzato con il supporto di <a href="https://suabroad.syr.edu/florence/" target="_blank" rel="noopener" title="">Syracuse Florence</a> e l&#8217;aiuto sul campo di <strong>Giulia Pettena</strong>. In questa puntata vi parlo di una visita durata poche ore e inserita &#8220;on the road&#8221;, vale a dire in una giornata di trasferimento da Oliveri ad Agrigento, ma che credo abbia lasciato il segno nei ragazzi. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Doveroso omaggio</h1>



<p>Quando ho cominciato a pensare a come strutturare il seminario siciliano, ho pensato che una sosta ad Aidone era fondamentale. Sapevo che non avrei potuto pretendere un costante interesse e un&#8217;attiva partecipazione dai ragazzi, perché si trattava di studenti di molte materie ma non di archeologia e neanche di storia dell&#8217;arte antica. Inoltre, il titolo del seminario &#8220;hands on&#8221; presupponeva delle attività che solo alcuni siti erano in grado di procurare. </p>



<p>Dunque sapevo che non avrei potuto aggiungere la visita di Morgantina, ma <strong>ero decisa a presentare al gruppo un aspetto essenziale della ricerca archeologica italiana (e nello specifico siciliana): la piaga del traffico d&#8217;arte. Aidone, perciò, diventava una tappa imprescindibile</strong>. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Import/Export/furto</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/9465604.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="261" height="400" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/9465604.jpg" alt="" class="wp-image-4678" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/9465604.jpg 261w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/9465604-196x300.jpg 196w" sizes="auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px" /></a></figure>
</div>


<p>Care le mie lettrici e cari i miei lettori, non ho idea di quale sia la vostra conoscenza in materia del traffico di opere d&#8217;arte, perciò cercherò di riassumere velocemente i fatti e rimanderò a un <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2011/05/28/in-quale-modo-ti-portarono-fino-alloccidente-i-tuoi-passi-signora-2/" target="_blank" rel="noopener" title="">mio vecchio post </a>e ad <a href="https://www.journalchc.com/2022/02/09/il-tesoro-di-eupolemo-la-storia-degli-argenti-di-morgantina/" target="_blank" rel="noopener" title="">articoli </a>che si sono occupati del fenomeno. </p>



<p>In ogni caso, Aidone e Morgantina sono stati al centro di un complesso caso di crimine internazionale, a conclusione del quale sono rientrati nella cittadina siciliana un set di coppe e strumenti per simposio in argento, una statua pseudo-acrolito di Demetra (o forse Afrodite o forse Persefone), due acroliti di Demetra e Kore e una testa di Ade. Tutte opere di grande importanza storico-artistica e tutte rimpatriate dal <a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-goddess-goes-home-107810041/" target="_blank" rel="noopener" title="">Getty Museum</a> di Malibù (California) e dal <a href="https://www.metmuseum.org/press-releases/sicilian-loan-agreement-2023-news" target="_blank" rel="noopener" title="">Metropolitan Museum </a>di New York. </p>



<p>La loro vicenda è stata di importanza capitale per mettere sotto accusa non solo un gruppo di ladri su commissione, ma un vero e proprio sistema in cui il trafugamento di opere d&#8217;arte veniva approvato da storici dell&#8217;arte e archeologi e volutamente ignorato da importanti musei che affermavano, con una faccia della migliore lega di rame e stagno, di non essere a conoscenza delle circostanze del ritrovamento, ma di aver solo acquistato legalmente i reperti approdati sul mercato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/91yLSdfXRVL._UF10001000_QL80_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="666" height="1000" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/91yLSdfXRVL._UF10001000_QL80_.jpg" alt="" class="wp-image-4677" style="width:154px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/91yLSdfXRVL._UF10001000_QL80_.jpg 666w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/91yLSdfXRVL._UF10001000_QL80_-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></figure>
</div>


<p>Per gli appassionati, consiglio di cercare<a href="https://www.journalchc.com/2018/05/29/the-medici-conspiracy-una-recensione/" target="_blank" rel="noopener" title=""> &#8220;The Medici Conspiracy&#8221;</a>, dove viene spiegata la prima, grande retata di opere d&#8217;arte trafugate, ma la vicenda di Morgantina è comunque molto interessante e illuminante.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<h1 class="wp-block-heading">Al cospetto delle dee</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4679" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561658060-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Naturalmente, il momento più emozionante è stato quello dell&#8217;incontro tra il gruppo e gli acroliti. Adeguatamente preparati, i ragazzi e le ragazze hanno osservato incuriositi e rispettosi le due figure divine: parliamo del più antico acrolito giunto fino a noi, con madre e figlia che sfoggiano uno dei sorrisi arcaici più inquietanti del mondo antico, mentre il suggestivo allestimento colloca testa, mani e piedi, su di una intelaiatura di ferro con drappi di stoffa e spighe di grano. </p>



<p>Tutta la potenza dell&#8217;autosuggestione era riunita nella piccola sala ricavata grazie a una sorta di sipario bianco, mentre attorno a noi canti mistici inondavano la stanza. Ecco, sui canti mistici e il loro volume avrei alcune rimostranze, ma alla fine quel che importa sono loro, le dee.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Ogni riccio, un capriccio</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4680" style="width:135px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657821.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Barbablù ha incuriosito molto, non solo la storia del suo rientro, per la quale è stata evocata una volta di più la bravissima <a href="https://altritaliani.net/traffico-illecito-di-opere-darte-restituita-la-testa-di-ade-di-morgantina/" target="_blank" rel="noopener" title="">Serena Raffiotta</a>, ma anche quella bicromia rosso per la chioma e blu per la barba che alcuni hanno osservato con attenzione. Infatti, una volta ad Agrigento, c&#8217;è chi ha notato il riferimento a questo accostamento di colori durante la spiegazione di Laura Danile. A riprova del fatto che il gruppo era molto presente e che tutti e tutte entravano in modalità &#8220;spugna&#8221; mentre venivano introdotti a collezioni museali o a siti archeologici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4681" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-683x1024.jpg 683w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-200x300.jpg 200w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-768x1152.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-1024x1536.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-1365x2048.jpg 1365w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Testa_di_Ade-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">La testa di Ade, soprannominata &#8220;Barbablù&#8221;, terracotta policroma di età ellenistica. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Testa_di_Ade.jpg</figcaption></figure>
</div>


<h1 class="wp-block-heading">Sguardi di ammirazione</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4682" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1758561657902.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>La sala dedicata alla dea rientrata in Italia nel 2011 ha visto forse il momento più bello: tutti e quindici hanno ascoltato il mito che non invecchia mai, l&#8217;opera di trafugamento, la lotta giudiziaria per dimostrare che si trattava di una statua sottratta e infine le ipotesi di identificazione. Afrodite? Demetra? Persefone? Abbandonati i dettagli tecnici, ho provato a chiedere ai ragazzi e alle ragazze quale fosse l&#8217;effetto, l&#8217;emozione che provavano nel guardare quella donna divina affrettare il passo contro vento. </p>



<p>Mi piace provocare un pensiero &#8220;laterale&#8221;, che raccolga i dati ma poi si lasci anche guidare da una forma di istinto o di suggestione. Penso che sia un modo per sollecitare la partecipazione in chi guarda, perché q<strong>ueste statue sono state fatte per essere ammirate e quindi, secondo me, non le potremo mai comprendere fino in fondo se non ci lasciamo &#8220;ingannare&#8221; dai nostri sensi meno addomesticati e più istintivi</strong>. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Aidone &amp; Morgantina</h1>



<p>In conclusione, posso solo raccontarvi della visita, ahimè fugace, al primo piano del museo, dove abbiamo potuto osservare i molti reperti trovati nell&#8217;abitato di Morgantina e anche una <a href="https://www.journalchc.com/2025/06/10/morgantina-e-il-re-gustavo-vi-adolfo-di-svezia-immagini-e-testimonianze-di-un-incontro-fortunato/" target="_blank" rel="noopener" title="">mostra temporanea, estremamente godibile, con foto d&#8217;epoca degli scavi di Princeton e della visita del re Gustavo VI Adolfo di Svezia</a>. Il museo è ospitato nel chiostro e nelle sale attigue dell&#8217;ex Convento dei Padri Cappuccini, ma ammetto che non abbiamo avuto abbastanza tempo per ammirare la parte secentesca.</p>



<p>Se volete andare ad Aidone vi consiglio di ritagliarvi lo spazio della visita del sito archeologico di Morgantina, perché è ben organizzato e piuttosto leggibile, anche dai non addetti ai lavori. </p>



<p><strong>La sosta di Aidone ha permesso al gruppo di riflettere ancora meglio sul concetto di &#8220;storia collettiva&#8221; e di legalità e illegalità nella gestione dei beni culturali, una lezione che non dimenticheranno facilmente&#8230;</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><em>TO BE CONTINUED</em></p>



<p class="has-text-align-left">Pranzo: <a href="http://lapiazzettaaidone.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">La Piazzetta del Museo</a> (ottimo cibo, persone simpatiche, tempi&#8230; ecco, come dire&#8230; cercate di ritagliarvi tre quarti d&#8217;ora per il pranzo!)</p>



<p class="has-text-align-left"><a href="https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/morgantina-villa-romana-casale/biglietti/museo-archeologico-di-aidone/" target="_blank" rel="noopener" title="">Museo Aidone</a></p>



<p><a href="https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/morgantina-villa-romana-casale/" target="_blank" rel="noopener" title="">Area Archeologica Morgantina</a> </p>



<p></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/22/passaggio-in-sicilia-3/">Passaggio in Sicilia – 3</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Passaggio in Sicilia &#8211; 2</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/14/passaggio-in-sicilia-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 17:43:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tripi Abakainon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seconda puntata di un feuilleton che vede protagonisti un gruppo di ventenni del Nuovo Mondo alle prese con le tradizioni, il clima e la storia del Vecchio. Sto ancora parlando del Signature Seminar &#8220;Hands on History in Sicily&#8221;, tenutosi dal &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/14/passaggio-in-sicilia-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda puntata di un feuilleton che vede protagonisti un gruppo di ventenni del Nuovo Mondo alle prese con le tradizioni, il clima e la storia del Vecchio. Sto ancora parlando del Signature Seminar &#8220;Hands on History in Sicily&#8221;, tenutosi dal 23 agosto al 2 settembre tra Catania e Palermo per conto della <a href="https://suabroad.syr.edu/florence/" target="_blank" rel="noopener" title="">Syracuse University Florence</a>.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Gita a Tindari</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4661" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723348-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Uno dei murales voluti dal sindaco per promuovere Tripi-Abakainon. L&#8217;autore è Andrea Sposari, in arte @sposart https://iltirrenico.com/il-regno-di-ade-il-nuovo-murales-di-sposart-nel-borgo-di-casale-di-tripi/</figcaption></figure>
</div>


<p>La seconda tappa del Seminario doveva essere <a href="https://www.consorziotindarinebrodi.me.it/comuni/tripi/" target="_blank" rel="noopener" title="">Tripi-Abakainon, ridente paesino sui Nebrodi</a>: me lo aveva segnalato <strong>Luigi Caliò</strong>, professore di archeologia e direttore di diverse campagne di scavo in Sicilia, Grecia e Magna Grecia. Quando Simona Todaro mi aveva suggerito di contattarlo per trovare un&#8217;attività per i miei ragazzi, Caliò mi aveva subito suggerito un survey nelle campagne di Tripi-Abakainon. Con il tempo, tuttavia, i piani sono dovuti cambiare e alla fine un survey topografico è stato trasformato in un&#8217;esperienza immersiva, in cui<strong> i ragazzi dovevano imparare a conoscere sia Abakainon che Tripi, quindi l&#8217;antico e il moderno, e al contempo avrebbero avuto l&#8217;occasione di riflettere sui tanti modi di divulgare archeologia e di promuovere la conoscenza del proprio passato tra gli abitanti di un piccolo centro di provincia.</strong></p>



<p>Ma come prima cosa era necessario trovare un posto dove trascorrere la notte dei due giorni di attività e così l&#8217;ufficio Syracuse ha trovato <a href="https://www.facebook.com/comuneoliveri/?locale=it_IT" target="_blank" rel="noopener" title="">Oliveri</a>, appena sotto Tindari: un paesino sul mare, ma pieno di attività e di proposte!</p>



<h1 class="wp-block-heading">Dove siamo?</h1>



<p>Le notizie su Abakainon sono poche ma molto circostanziate; come spesso accade in questo angolo di Sicilia, è Diodoro Siculo che ci informa in modo chiaro del ruolo strategico di Abakainon e delle vicende che lo videro, alternativamente, alleato o &#8220;sopportato&#8221; o avversario di Siracusa e dei Cartaginesi. Forse una delle notizie più interessanti ce la dà un&#8217;iscrizione del III-II sec. a.C. attraverso la quale è possibile ricostruire l&#8217;itinerario dei <em>theorodokoi</em> di Delfi: si tratta di messaggeri che viaggiavano in varie città del mondo greco per annunciare l&#8217;inizio delle celebrazioni delfiche. <a href="https://journals.openedition.org/historika/342#tocto1n5" target="_blank" rel="noopener" title="">La tappa di Abakainon significa che questo sito montano era un centro di riferimento della regione, abbastanza ben organizzato da poter accogliere con i dovuti onori i messi.</a> Abakainon è un sito definito siculo-greco, perché di chiaro impianto siculo, ma sviluppato secondo i noti sistemi culturali greci. Abakainon batte moneta già nel VI sec. a.C. e proprio<strong> la scoperta di una moneta con legenda portò Antonio Salinas a riprendere in mano gli appunti lasciati dal Fazello (1558) e dal Bonfiglio (1604)</strong>. Qui, <strong>negli anni Cinquanta e Sessanta, grazie all&#8217;interesse di Bernabò Brea, archeologi del calibro di François Villard e Madeleine Cavalier portarono alla luce tombe, strade, edifici pubblici e privati</strong>. Gli interventi continuano anche oggi e delineano la vita intensa di un luogo fondamentale per gli scambi culturali e commerciali tra le due sponde ionica e tirrenica e, naturalmente, per il controllo delle comunicazioni interne.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Intermezzo: sulla necessità dei sopralluoghi esplorativi</h1>



<p>Se i ragazzi non avrebbero potuto partecipare a una vera e propria ricognizione archeologica, un survey era comunque d&#8217;obbligo, perché io rispetto fino in fondo la legge non scritta della guida: <strong>non portare mai nessuno, men che meno gruppi, in un luogo che tu per prima non conosci a menadito</strong>.</p>



<p>E così, un venerdì di fine giugno, ho reso omaggio a Trenitalia e mi sono imbarcata in un A/R estremo da Firenze a Tripi e ritorno. Ho potuto farlo grazie alla generosità e professionalità della dottoressa <strong>Elena Santagati</strong>, un vero angelo in questa mia avventura messinese!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4671" style="width:206px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083-1536x1152.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723083.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p><a href="https://archivio.unime.it/it/persona/elena-santagati/curriculum" target="_blank" rel="noopener" title="">Elena Santagati</a> è da anni la studiosa che promuove e cura la ricerca archeologica dell&#8217;antica Abakainon, le pubblicazioni scientifiche e anche iniziative di divulgazione popolare. La sua guida è stata fondamentale, non solo per farmi un&#8217;idea più chiara della rilevanza scientifica delle scoperte archeologiche sul territorio, ma anche per entrare nei meccanismi della comunità locale e gustare (in questo momento mi sto godendo una tisana addolcita dal <a href="https://mieliesaporisiciliani.webnode.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">miele di Tripi</a>) il territorio e i suoi abitanti. </p>



<p>Ho trascorso una giornata incredibile, dove l&#8217;archeologia e la ricerca del passato si sono perfettamente bilanciati con l&#8217;esperienza della città moderna.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Un sindaco per tutte le stagioni</h1>



<p>Grazie a Elena ho potuto incontrare <strong>Michele Lemmo</strong>, che dal 2018 amministra con passione e creatività il comune di <a href="https://abakainon.it/storia/" target="_blank" rel="noopener" title="">Tripi-Abakainon</a>. A proposito, è proprio in seguito a una sua idea (e grazie alla puntuale relazione scientifica di Elena Santagati) che la cittadina siciliana ha potuto fregiarsi del doppio nome. Michele Lemmo mi accoglie sorridente e subito si lancia nel farmi vedere la<a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=digital.comune.tripi&amp;hl=it" target="_blank" rel="noopener" title=""> app di Tripi</a> e la pagina su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=CbjezaHdvJw" target="_blank" rel="noopener" title="">youtube</a>! Insieme parliamo anche degli splendidi murales che ha fatto dipingere nelle varie contrade in cui è divisa la cittadina.</p>



<p>A proposito di questi murales, consiglio la lettura <a href="https://generazionediarcheologi.com/2023/04/24/abakainon-tripi-e-il-murales-che-promuove-larcheologia/" target="_blank" rel="noopener" title="">dell&#8217;articolo di Marina Lo Blundo</a> che, qualche anno fa, aveva riflettuto su come, in un piccolo centro siciliano, la storia antica parlasse al presente fin dalle pareti delle case. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Città dei morti vs città dei vivi</h1>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="4653" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4653" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1-1536x1156.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722966-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="4654" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4654" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1-1536x1157.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722673-1.jpg 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Questo è un murales disegnato sulla ricostruzione proposta da un gruppo di studenti francesi, che hanno cercato di ricostruire l&#8217;aspetto della necropoli (a sinistra)</figcaption></figure>
</figure>



<p>Non è possibile capire Abakainon senza visitare la necropoli in contrada Cardusa: 152 tombe messe in luce sulle terrazze ricavate in una collina fuori le mura della città antica. La cava di arenaria utilizzata per la costruzione delle tombe è visibile nella parte più alta della necropoli: lo scavo non è stato completato e alcune sepolture aspettano ancora di essere studiate a fondo, ma l&#8217;area è stata attrezzata per essere protetta e visitabile. </p>



<p>La caratteristica di questa necropoli &#8220;di provincia&#8221; sono gli epitimbia che dovevano svettare sulle sepolture, un altro dettaglio interessante è la presenza di inumazioni e cremazioni all&#8217;interno dello stesso spazio e in un arco di tempo circoscrivibile a circa un secolo tra IV e III a.C. Altri sono gli aspetti che rendono la necropoli di Abakainon un sito estremamente stimolante e infatti gli studi vanno ancora avanti, grazie all&#8217;impegno di Elena Santagati e di Luigi Caliò e dei tanti collaboratori. Una di loro, <strong>Maura Arizia</strong>, ci ha accompagnato nella nostra due giorni; insieme a lei abbiamo incontrato ragazze e ragazzi di un istituto superiore, impegnati in uno dei tanti progetti PNRR che il sindaco ha voluto varare per legare anche i più giovani al territorio. Maura Arizia è anche presidente del locale <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61577755543472#" target="_blank" rel="noopener" title="">Archeoclub</a> e questo ha permesso di aggiungere un altro tassello a questo viaggio alla scoperta del lavoro dell&#8217;archeologo.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Scavenger Hunt, anybody?</h1>



<p>Come coinvolgere quindici ragazzi statunitensi, digiuni di storia antica, men che meno archeologia siciliana, nella visita di un piccolo museo, composto da tre sale e senza statue o vasi figurati nelle vetrine?</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4655" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4655" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-3.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4656" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4656" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-4.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4657" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4657" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-5.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p>Ho pensato di dividere i ragazzi in tre gruppi e affidare a ognuno di loro<strong> il compito di ricostruire i corredi di tre tombe della necropoli</strong>. Grazie ai pannelli touch screen presenti nelle sale, in quattro lingue, e nonostante qualche piccolo problema di identificazione, i gruppi sono riusciti a rispondere a molte delle domande proposte e si sono esercitati nel porsi quesiti e far deduzioni.</p>



<h1 class="wp-block-heading">E fu sera e fu mattina, secondo giorno</h1>



<p>La nostra seconda visita a Tripi-Abakainon era una scommessa, che spero di aver vinto! Vedete, non potevo rinunciare al survey e d&#8217;altronde sapevo di avere con me dei ragazzi non abituati a guardare alle città (antiche o moderne) da un punto di vista topografico. </p>



<p>Allora ho provato a &#8220;sparigliare le carte&#8221; e ho organizzato una visita alla ricerca dei luoghi della comunità cittadina. Avevo tra l&#8217;altro un&#8217;altra difficoltà da considerare: <strong>Tripi è articolata in tre contrade che si svolgono come un nastro attorno al monte, in cima al quale si trova il castello </strong>del XII secolo (<a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2016/01/08/il-castello-del-basilisco/" target="_blank" rel="noopener" title="">dove soggiornò una vecchia conoscenza di questo blog&#8230;</a>). Quindi i nostri spostamenti dovevano necessariamente utilizzare il pulmino privato affittato per il Seminario.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Mille e un modo di essere agorà</h1>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4658" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4658" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723451-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4659" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4659" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723500-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p>Innanzitutto ho portato i ragazzi davanti alla chiesetta in contrada Campogrande, perché Elena mi aveva detto che quello spiazzo, con un piccolo angolo di giochi per bambini, era stato oggetto di riqualificazione da parte del sindaco. In effetti uno dei primi murales è dipinto sul muro che sostiene la piazzetta. Così riuniti, i miei studenti hanno fatto una riflessione sulle piazze delle loro città, spesso inesistenti. Abbiamo parlato dei luoghi di aggregazione e sono venuti fuori diversi spunti interessanti. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4660" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-1024x768.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-300x225.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-768x576.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-1536x1152.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705723397-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>Dopo la città moderna era il momento di ritornare in una delle aree di scavo aperte, quella in contrada Piano e provvisoriamente denominata agorà. L&#8217;edificio porticato e la strada provvista di sistema per lo smaltimento delle acque piovane, hanno suggerito ad alcuni di poter identificare qui il centro politico di Abakainon. Ma c&#8217;è chi preferisce essere cauto e completare lo scavo della stoà, sperando di potersi allargare per poter meglio valutare la situazione. </p>



<p>Nel frattempo, qui il comune organizza spettacoli teatrali durante l&#8217;estate e piccoli concerti: ogni spazio è utile per essere vissuto dalla comunità. </p>



<p>I nostri ragazzi hanno fatto un&#8217;esperienza curiosa e divertente: sempre grazie allo spirito di iniziativa dell&#8217;amministrazione, infatti, T<strong>ripi-Abakainon è dotato di un oculus che permette di viaggiare dalla necropoli all&#8217;agorà, esplorandone tutti gli angoli</strong>. Le reazioni dei ragazzi sono state impagabili!</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="4662" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-4662" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1-1024x771.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1-300x226.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1-768x578.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1-1536x1157.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-1.jpeg 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="4663" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-4663" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6-1024x768.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6-300x225.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6-768x576.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-6.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4664" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-766x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4664" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-766x1024.jpg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-224x300.jpg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-768x1027.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-1149x1536.jpg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-1532x2048.jpg 1532w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-10-scaled.jpg 1915w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="4665" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4665" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-768x1024.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-225x300.jpg 225w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-1152x1536.jpg 1152w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-1536x2048.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tripi-9-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Roberto, il nostro angelo a Tripi-Abakainon. Sempre puntuale e preciso, ottimo inglese, risolutore di problemi tecnici!</figcaption></figure>
</figure>



<h1 class="wp-block-heading">The writing on the wall</h1>



<p>L&#8217;incontro con i murales è stato d&#8217;effetto come immaginavamo: nei diari dei ragazzi &#8211; altro impegno didattico del Seminario &#8211; questi ritratti colorati ed esagerati della città antica hanno lasciato il segno. Jade mi ha chiesto, una delle tante domande di questa avventura che mi ha colpito per originalità e profondità, se, in un paesino così piccolo, dove la figura del prete fa parte della struttura sociale della comunità, avesse lasciato interdetti la comparsa di Ade, Efesto e il toro antropocefalo personificazione dei fiumi (direttamente tratto dagli emblemata delle monete antiche) sulle pareti della sonnacchiosa cittadina. Se Harry Potter è stregoneria, come reagire di fronte a Ade e Cerbero che ti guardano mentre vai a messa?!?</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="4666" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4666" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458-1536x1157.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722458.jpg 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="4667" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-4667" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529-1024x771.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529-300x226.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529-768x578.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529-1536x1157.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722529.jpg 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4668" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4668" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757705722823-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p>In realtà abbiamo scoperto che la piazzetta dei murales era stata protagonista di un altro intervento di riqualificazione e che quindi gli anziani del borgo avevano più che altro dovuto adattarsi al cambiamento della&#8230; pavimentazione!</p>



<h1 class="wp-block-heading">Per devozione</h1>



<p>La ricognizione non poteva non concludersi presso la chiesa matrice del borgo: la Chiesa Madre di San Vincenzo martire di Spagna. Un edificio del 1791, costruito su uno sperone che si affaccia su due valli e che ricorda l&#8217;importanza strategica del borgo. </p>



<p>Non lo avevo inserito nel giro, perché non avevo idea del tipo di energia che il gruppo mi avrebbe trasmesso, ma durante la pausa pranzo, nell&#8217;ora di maggior caldo, alcuni intrepidi hanno deciso di raggiungere il Castello. Esploratori curiosi, hanno colto al volo quel guizzo di avventura e completato la conoscenza di Tripi.</p>



<p>La due giorni a Tripi è stata una esperienza bellissima, che mi ha messo alla prova, ma che mi ha anche permesso di conoscere persone eccezionali. Mi sento estremamente grata, in primis a Elena Santagati e quindi anche a Luigi Caliò, perché sono riuscita a ritrovare l&#8217;emozione della scoperta e a comunicarla ai miei studenti. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">TO BE CONTINUED</p>
</blockquote>



<p><strong>Hotel: <a href="https://www.rivierazzurraoliveri.it/" target="_blank" rel="noopener" title="">Riviera Azzurra,</a> Oliveri</strong></p>



<p>I pranzi ce li ha forniti l&#8217;hotel al sacco, le cene erano in hotel. Ma se andate a Tripi-Abakainon non potete mancare di assaggiare gli speciali biscotti locali presso l&#8217;Archeobar, accanto al museo, oppure l&#8217;ottimo caffè in contrada Campogrande presso il bar <a href="https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g673491-d4226598-Reviews-Cautela-Tripi_Province_of_Messina_Sicily.html" target="_blank" rel="noopener" title="">Cautela</a>.</p>



<p>Grazie a Elena Santagati ho potuto gustare un pranzo ottimo presso <a href="https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g673491-d27541464-Reviews-Villa_Bacco-Tripi_Province_of_Messina_Sicily.html" target="_blank" rel="noopener" title="">Villa Bacco</a>, vi assicuro che è un&#8217;esperienza che vale la pena provare. </p>



<p>Per i murales, come scrivo nella didascalia del primo l&#8217;autore è Andrea Sposari, conosciuto come @sposart su Instagram. </p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/14/passaggio-in-sicilia-2/">Passaggio in Sicilia – 2</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Passaggio in Sicilia &#8211; 1</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/12/passaggio-in-sicilia-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 14:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[archeologica]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Hands on History in Sicily]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie dal Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[scavo didattico]]></category>
		<category><![CDATA[Seminario]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Simona Todaro]]></category>
		<category><![CDATA[Syracuse University]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Catania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel trovare un titolo per le riflessioni che seguiranno, mi è venuto spontaneo pensare al romanzo di E.M. Forster. Ambientata in India, la vicenda al centro del libro dell&#8217;autore inglese mette in luce i problemi irrisolti e gli scontri culturali &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/12/passaggio-in-sicilia-1/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/81AtOpW8ltL._SY466_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="302" height="466" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/81AtOpW8ltL._SY466_.jpg" alt="" class="wp-image-4638" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/81AtOpW8ltL._SY466_.jpg 302w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/81AtOpW8ltL._SY466_-194x300.jpg 194w" sizes="auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">https://www.amazon.it/Passage-India-M-Forster/dp/0593241568</figcaption></figure>
</div>


<p>Nel trovare un titolo per le riflessioni che seguiranno, mi è venuto spontaneo pensare al romanzo di E.M. Forster. Ambientata in India, la vicenda al centro del libro dell&#8217;autore inglese mette in luce i problemi irrisolti e gli scontri culturali tra gli Inglesi colonizzanti e gli Indiani colonizzati ed è forse questo il motivo che mi ha indicato il possibile parallelo. Nel libro, il processo al Dottor Aziz ha un aspetto decisamente scabroso e questo, naturalmente, non trova spazio nelle mie riflessioni, tuttavia ci sono stati alcuni momenti in cui i protagonisti delle giornate che vado a raccontare mi hanno dato l&#8217;impressione di essere impreparati all&#8217;incontro con l&#8217;altro da sé; in molte occasioni, grazie al cielo, questo incontro ha prodotto delle splendide sinergie!</p>



<p>Comincio quindi il racconto di dieci giorni che hanno visto quindici studenti della <a href="https://suabroad.syr.edu/destinations/florence-italy" target="_blank" rel="noopener" title="">Syracuse University, sede di Firenze</a>, impegnati in un viaggio-studio in Sicilia: il Signature Seminar di cui sono stata promotrice e organizzatrice &#8211; con aiuto logistico da parte dell&#8217;ufficio di FieldTrips della Syracuse fiorentina &#8211; è stato intitolato <a href="https://suabroad.syr.edu/destinations/florence-italy/field-study/hands-on-history" target="_blank" rel="noopener" title="">&#8220;Hands on History in Sicily&#8221;</a> e ci ha portati da un capo all&#8217;altro della terra di Trinacria. </p>



<p>Colgo subito l&#8217;occasione per ringraziare Giulia Pettena, amica e collega che ha avuto il ruolo ufficiale di R.A. (Responsible Adult), impegnata nel monitorare le necessità di tipo medico dei ragazzi, ma che ha anche funzionato come sparring partner di spiegazioni e dibattiti, forte della sua formazione da etruscologa e archeologa subacquea.</p>



<h1 class="wp-block-heading">All&#8217;ombra del vulcano</h1>



<p>La nostra prima tappa è stata Catania, dove sapevo di poter contare sulla bravissima Simona Todaro. Amica degli anni ateniesi, <a href="https://www.disum.unict.it/docenti/simonavenera.todaro" target="_blank" rel="noopener" title="">Simona è professoressa associata di Preistoria e Protostoria presso l&#8217;Università di Catania (DISUM)</a>; il suo curriculum è troppo vasto per essere riassunto e poi, diciamoci la verità, non è la storia accademica che può illustrare la poliedricità e l&#8217;istrionismo di questa forza della natura!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-4639" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-1024x766.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-300x224.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-768x574.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-1536x1149.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/1757686213201-2048x1532.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Ho preferito il murale alla statuetta originale della c.d. dea dei serpenti. Non so neanche io perché, forse perché l&#8217;ho ritenuto più &#8220;vero&#8221;, moderno e immediato. Questa foto l&#8217;ho scattata a Iraklion ad agosto. </figcaption></figure>
</div>


<p>Simona è una persona dalla risata contagiosa e dall&#8217;ironia pungente: il suo <em>physique du rôle</em>  la colloca splendidamente accanto alle sacerdotesse di Akrotiri o Cnossòs, incastonata in qualche anello &#8220;di Minosse&#8221; e infatti è a Creta che la trovate spesso e volentieri, o comunque impegnata in pubblicazioni sulle civiltà dell&#8217;Egeo.</p>



<p>Ma a Catania Simona Todaro è donna del popolo e archeologa piena di passione e di idee. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Qualcuno ha detto &#8220;archeologia pubblica&#8221;?</h1>



<p>Quando ci accoglie nel laboratorio di fronte alla facoltà la troviamo impegnata ad allestire i tavoli per il gruppo, aiutata dai collaboratori e da una delle figlie! Il suo racconto di come è giunta a gestire non solo una cattedra, ma soprattutto uno scavo didattico nel &#8220;cortile&#8221; dell&#8217;ex monastero dei Benedettini, è un tuffo nel passato di Catania e nelle relazioni complesse e viscerali tra città moderna e antica. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4640" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-1.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Simona e Peter Tomkins che illustrano ai ragazzi la topografia di Catania e, nello specifico, del Monastero dei Benedettini, dove è possibile vedere ancora resti della lava dell&#8217;eruzione del 1669.</figcaption></figure>
</div>


<p>Ci spiega che, alcuni decenni fa, l&#8217;area era occupata da case umili e spazi di parcheggio delle macchine. Il quartiere era ed è popolare e la decisione di utilizzare quegli spazi per facoltà universitarie creò una frattura estremamente dolorosa tra gli abitanti e il Comune. Non solo venivano privati di un&#8217;area che abitavano e utilizzavano, ma chi li espropriava erano i professori, gli aridi abitanti delle torri d&#8217;avorio, perciò era difficile riuscire a dialogare.</p>



<p>Infatti, nei primi mesi di vita del laboratorio e dello scavo didattico Simona e i suoi collaboratori hanno dovuto affrontare dispetti e vandalismi abbastanza antipatici: le tegole rubate dal tetto del laboratorio, l&#8217;immondizia gettata nello scavo, gli escrementi dei cani non raccolti. Perché quel cortile/giardino è aperto a tutti, ci sono alberi e panchine dove i ragazzi del quartiere o i proprietari di cani vanno regolarmente a passare il tempo. </p>



<p>Simona è riuscita a trovare un accordo con i cittadini, ha cercato un dialogo che non usciva da una remota finestra della torre d&#8217;avorio, ma dal petto di una cittadina come loro, che &#8220;utilizzava lo stesso ospedale, faceva la spesa dallo stesso fruttivendolo&#8221;, queste le sue parole. </p>



<p>Oggi la comunità catanese ha non solo accolto, ma appoggiato molte delle iniziative di Simona e, mentre eravamo lì con lei, uno dei fantomatici proprietari di cani è arrivato, incuriosito dal gruppo eterogeneo, e ha salutato e chiacchierato un po&#8217;. Molti progetti vengono discussi insieme agli abitanti del quartiere, proprio per renderli non solo partecipi ma responsabili di un&#8217;archeologia che sia utile: a creare un legame, a stimolare curiosità, a rimediare ai danni del passato.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Le chiavi di Giovanni</h1>



<p>Tra i tanti aneddoti di Simona me ne è rimasto in mente uno, spero di ricordarne correttamente i dettagli: un giorno gli studenti trovano un paio di chiavi tra gli strati superficiali dello scavo didattico. Sono chiavi di macchina (non ricordo il modello) e, grazie al passaparola quasi immediato, si viene a sapere che un tale Giovanni, molti anni prima, aveva perso le chiavi della macchina in quella zona. Viene aggiunto il particolare che Giovanni aveva dovuto seppellire il proprio cane non molto distante da dove i ragazzi scavavano e, infatti, qualche giorno dopo affiorano i resti dell&#8217;animale!</p>



<h1 class="wp-block-heading">Cani ed elefanti</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4646" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-4.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>L&#8217;incontro con Simona Todaro si è svolto nell&#8217;arco di due mattinate, la prima dedicata al lavoro dell&#8217;archeologo urbano, con esperienza di scavo nel cortile dell&#8217;Università, la seconda dedicata alla visita del museo archeologico universitario e del <a href="https://www.unict.it/it/terza-missione/musei/museo-dei-saperi-e-delle-mirabilia-siciliane" target="_blank" rel="noopener" title="">&#8220;Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane&#8221;</a>, allestito al piano terra del Palazzo Centrale dell&#8217;Ateneo catanese, in piazza Università.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-4641" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3-1024x771.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3-300x226.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3-768x578.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3-1536x1156.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-3.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p>I ragazzi hanno potuto osservare due modi diversi e molto interessanti di disporre di reperti antichi, ma sono stati definitivamente catturati dallo scheletro di elefante nano, che, ho spiegato loro, è uno degli esemplari ritrovati in giro per la Sicilia orientale che hanno probabilmente dato sfogo alla fantasia degli antichi abitanti, fino a suggerire l&#8217;esistenza di una stirpe di giganti dall&#8217;unico occhio centrale. </p>



<h1 class="wp-block-heading">La partenza con il piede giusto!</h1>



<p>Per essere un Seminario &#8220;Hands on&#8221; direi che non potevamo scegliere una partenza migliore! I ragazzi hanno toccato con mano la preparazione di uno scavo urbano e due di loro hanno assaggiato l&#8217;emozione della prima &#8220;scoperta&#8221;: un chiodo di ferro!</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="766" height="1024" data-id="4643" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9-766x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-4643" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9-766x1024.jpeg 766w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9-224x300.jpeg 224w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9-768x1027.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9-1149x1536.jpeg 1149w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-9.jpeg 1496w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="765" data-id="4642" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5-1024x765.jpeg" alt="" class="wp-image-4642" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5-1024x765.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5-1536x1148.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-5.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4644" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4644" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-8.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Lucas, architetto cinese estremamente dotato per il disegno a mano. Ha riprodotto ogni oggetto legato allo scavo.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="766" data-id="4645" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-4645" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7-1024x766.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7-300x224.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7-768x574.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7-1536x1149.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-7.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p>Quando ho contattato Simona un anno e mezzo fa sapevo di essermi messa nelle mani più adatte per un progetto del genere, ma ammetto di essermi emozionata anche io nel vedere fino a che punto la sua energia è arrivata a parlare ai miei statunitensi ancora in pieno Jet Lag!</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="771" height="1024" data-id="4648" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1-771x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-4648" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1-771x1024.jpeg 771w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1-226x300.jpeg 226w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1-768x1021.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1-1156x1536.jpeg 1156w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-6-1.jpeg 1204w" sizes="auto, (max-width: 771px) 100vw, 771px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">La visita al teatro greco-romano</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="4649" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-4649" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2-1024x771.jpeg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2-300x226.jpeg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2-768x578.jpeg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2-1536x1156.jpeg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/09/Catania-2.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Una spiegazione piena di magia! Io, un sistro in bronzo e i misi studenti stanchi morti!</figcaption></figure>
</figure>



<p>Catania ci ha accolto con un vulcano in eruzione, ma anche con tutta la sua umanità. Il gruppo ha avuto modo di conoscersi e di esplorare la città nelle serate terse e fresche; lo spirito era alto e l&#8217;avventura era appena iniziata&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center">TO BE CONTINUED</p>
</blockquote>



<p></p>



<p><strong>Hotel:<a href="https://www.hotelmediterraneoct.com/" target="_blank" rel="noopener" title=""> Best Western Hotel Mediterraneo Catania</a></strong></p>



<p><strong>Ristoranti (solo io e Giulia, consigliati dal perfetto Luca Girella): </strong></p>



<p><a href="https://www.agorahostel.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">Putia dell&#8217;Ostello</a></p>



<p><a href="https://lettera82.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">Lettera82</a>  (quella in piazza Pardo)</p>



<p></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/09/12/passaggio-in-sicilia-1/">Passaggio in Sicilia – 1</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Ritorno al futuro</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/08/14/ritorno-al-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 11:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Elgin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci ho pensato un po&#8217; e alla fine ho deciso di intitolare questa mia riflessione proprio come quella tavola rotonda che organizzai, con il supporto di Piero Pruneti e di Louis Godart, al tourismA del 2017. Si trattava di illustrare &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/08/14/ritorno-al-futuro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ho pensato un po&#8217; e alla fine ho deciso di intitolare questa mia riflessione proprio come quella <a href="https://generazionediarcheologi.com/2017/02/26/marmi-del-partenone-ritorno-al-futuro/" target="_blank" rel="noopener" title="">tavola rotonda</a> che organizzai, con il supporto di <a href="https://www.archeologiaviva.it/809/europa-e-marmi-del-partenone-una-causa-comune/" target="_blank" rel="noopener" title="">Piero Pruneti</a> e di <a href="https://www.tourisma.it/wp-content/uploads/2017/02/catalogo_tourismA_2017.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Louis Godart, al tourismA del 2017.</a></p>



<p><strong>Si trattava di illustrare al pubblico la situazione dei marmi del Partenone da un punto di vista sia storico che politico. </strong>Intervennero persone attive da anni nella vicenda della richiesta al British Museum di restituire i marmi ad Atene, tra queste mi piace ricordare l&#8217;autorevole <strong>Dusan Sidjanski</strong>, presidente del comitato svizzero per la restituzione dei marmi del Partenone, <strong>Matthew Taylor</strong>, dell’<em>International Association for the Reunification of the Parthenon Sculptures</em>, nonché autore del <a href="http://www.elginism.com/">blog Elginism</a>, e <strong>Maria Vlazaki</strong> l&#8217;allora segretario generale del Ministero greco di Cultura e Sport.</p>



<h1 class="wp-block-heading">La &#8220;vexata quaestio&#8221;</h1>



<p>A beneficio di tutte e tutti, sia i consapevoli che gli ignari, cerco di riassumere la questione che ancora tanto fa discutere. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Temporary_Elgin_Room_at_the_Museum_in_1819.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="570" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Temporary_Elgin_Room_at_the_Museum_in_1819.jpg" alt="" class="wp-image-4627" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Temporary_Elgin_Room_at_the_Museum_in_1819.jpg 800w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Temporary_Elgin_Room_at_the_Museum_in_1819-300x214.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Temporary_Elgin_Room_at_the_Museum_in_1819-768x547.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Archibald Archer, The Trustees in the Temporary Elgin Room 1819<br>https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Temporary_Elgin_Room_at_the_Museum_in_1819.jpg</figcaption></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1458</strong> <strong>l&#8217;Impero Ottomano</strong> si estende sul territorio greco e il Partenone, già chiesa cristiana, diventa una moschea. Sull&#8217;Acropoli sono allocati alcuni depositi di polvere da sparo, perciò, quando nel 1689 Morosini bombarda la collina, gli effetti sono devastanti anche per i monumenti.</li>



<li><strong>1800</strong> &#8211; <strong>Thomas Bruce, conte di Elgin</strong> e ambasciatore inglese presso la Sublime Porta, chiede al Sultano il permesso di effettuare rilievi e calchi e disegni delle antichità presenti sull&#8217;Acropoli.</li>



<li><strong>1801 &#8211; il Sultano, tramite un contratto, un <em>firman</em>, </strong>permette a Elgin anche di smontare e portare in Inghilterra metope, rilievi, statue e tutto quanto lo interessi.</li>



<li><strong>1801-1805 &#8211; </strong>Elgin procede a un vero e proprio saccheggio, fino a quando il <em>firman </em>non viene rinnovato. Di questo contratto abbiamo oggi solo una versione tradotta in italiano. Molti studiosi hanno sollevato dubbi sulla effettiva esistenza di un documento simile, dal momento che il Sultano aveva già da tempo bloccato il trafugamento di opere.</li>



<li><strong>1816 &#8211; i marmi arrivano a <a href="https://laricerca.loescher.it/lord-elgin-e-il-naufragio-dei-suoi-marmi/" target="_blank" rel="noopener" title="">Londra </a></strong><a href="https://laricerca.loescher.it/lord-elgin-e-il-naufragio-dei-suoi-marmi/" target="_blank" rel="noopener" title="">dopo una serie di vicissitudini, non ultima il naufragio di una delle navi impegnate nel trasferimento.</a> Non è chiaro se sia stato possibile, all&#8217;epoca, recuperare tutto il carico.</li>



<li>Infine i marmi vengono esposti in una sala del British Museum e lì sono ancora oggi.</li>



<li><strong>1982 &#8211; Melina Mercouri</strong>, celeberrima attrice divenuta Ministro della Cultura in Grecia, promuove <a href="https://melinamercourifoundation.com/en/the-foundation/mission-2/" target="_blank" rel="noopener" title="">una campagna di sensibilizzazione e un&#8217;attività concreta per la restituzione dei marmi da parte del British Museum. </a></li>



<li><strong>1984 &#8211; Melina Mercouri propone un voto sulla questione della restituzione. </strong>La Commissione Intergovernativa dell&#8217;Unesco per la Promozione della Restituzione dei Beni Culturali ai Paesi d&#8217;Origine approva la mozione e vota a favore. <a href="https://www.finestresullarte.info/attualita/unesco-decisione-marmi-partenone-regno-unito-riveda-sua-posizione" target="_blank" rel="noopener" title="">Niente si muove, ma è già un passo avanti nel sensibilizzare gli addetti ai lavori e l&#8217;opinione pubblica sulla questione. </a></li>



<li>Comiciano a formarsi diverse <strong>commissioni</strong>, in varie p<a href="https://www.parthenonuk.com/news/press-releases" target="_blank" rel="noopener" title="">arti del mondo, che promuovono il dialogo Londra-Atene sulla riunificazione dei marmi. </a></li>



<li>Nel frattempo gli Ateniesi non stanno con le mani in mano, ma già negli anni &#8217;80 del Novecento pianificano la <strong>costruzione di un museo </strong>che possa sciogliere definitivamente qualunque dubbio riguardo alla capacità greca di conservazione, tutela e valorizzazione dei reperti dell&#8217;Acropoli. <a href="https://www.theacropolismuseum.gr/en" target="_blank" rel="noopener" title="">Nel 2009, dopo una gestazione lunga 20 anni, il nuovo Museo dell&#8217;Acropoli è finalmente aperto al pubblico.</a></li>



<li><strong>2024 &#8211; il lavoro instancabile delle commissioni e dei curatori del Museo sembra, piano piano, dare qualche frutto</strong>. <a href="https://www.theguardian.com/artanddesign/2024/dec/02/talks-over-return-of-parthenon-marbles-to-athens-are-well-advanced" target="_blank" rel="noopener" title="">Proprio recentemente il dialogo ha aperto qualche spiraglio.</a>..</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://www.greece.org/parthenon/marmi/greece_it.htm" target="_blank" rel="noopener" title="">Con l&#8217;espressione &#8220;Restituzione dei Marmi del Partenone&#8221; la Grecia intende la restituzione della decorazione scultorea e di altre parti del Partenone, cioè rocchi di colonne, capitelli, etc, che furono rimossi e portati a Londra da Lord Elgin. La Grecia non intende sollevare la questione generale della restituzione di manufatti artistici che si trovano fuori dal loro Paese d&#8217;origine.</a></p>
</blockquote>



<h1 class="wp-block-heading">Perché</h1>



<p>La tavola rotonda di tourismA portò alla creazione della commissione italiana per la restituzioni dei marmi: Godart ne è presidente e io dovevo esserne la segretaria ma, dopo aver aperto una pagina facebook, ho preferito rinunciare all&#8217;incarico, perché all&#8217;epoca la mia quota di lavoro <em>pro bono</em> era già piena. Ma cosa viene chiesto con precisione?</p>



<p><strong>La questione è semplice: la decorazione scultorea del Partenone è da considerare un sistema unico, architettonico e decorativo. Oggi, grazie all&#8217;enorme lavoro fatto per creare le condizioni migliori di conservazione, fruizione e valorizzazione, è possibile ricomporre quell&#8217;unità, quel sistema. </strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Caryatid.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="196" height="257" data-id="4628" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Caryatid.jpg" alt="" class="wp-image-4628"/></a><figcaption class="wp-element-caption">https://www.britishmuseum.org/collection/object/G_1816-0610-128</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/ACROPOLIS-MUSEUM-3478-1000PX.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="664" data-id="4629" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/ACROPOLIS-MUSEUM-3478-1000PX.jpg" alt="" class="wp-image-4629" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/ACROPOLIS-MUSEUM-3478-1000PX.jpg 1000w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/ACROPOLIS-MUSEUM-3478-1000PX-300x199.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/ACROPOLIS-MUSEUM-3478-1000PX-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Al Museo dell&#8217;Acropoli viene ricostruito il portico dell&#8217;Eretto con le sole Cariatidi originali (mentre sull&#8217;Acropoli sono tutte copie).<br>https://andrewprokos.com/photo/acropolis-museum-caryatids/</figcaption></figure>
</figure>



<p>Non viene chiesta indietro la cariatide, per essere chiari, perché una cariatide mancante non impedisce la comprensione dell&#8217;insieme e perché è vero che ci sono eventi storici che è troppo complesso smontare e rimontare, cancellare o sostituire. </p>



<p>Ma, date le circostanze dell&#8217;acquisizione delle statue e dei rilievi da parte di Elgin e date le circostanze della loro esposizione a Londra, che impoveriscono fruizione e comprensione da parte del pubblico, a fronte delle condizioni ottimali di Atene, è logico cercare di spostare quelle opere d&#8217;arte da Londra al loro luogo di origine.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="552" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-1024x552.jpg" alt="" class="wp-image-4630" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-1024x552.jpg 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-300x162.jpg 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-768x414.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-1536x828.jpg 1536w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Elgin-marbles-jan-2024-2048x1104.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Mi spiace, non riesco a farmi piacere questo allestimento, limite mio. https://en.wikipedia.org/wiki/Elgin_Marbles#/media/File:Elgin-marbles-jan-2024.jpg</figcaption></figure>
</div>


<p>Chi si lamenta del fatto che questa restituzione darebbe il via a vere e proprie migrazioni di oggetti dai principali musei del mondo fino ad arrivare a cosiddetti rimpatri nelle terre da cui furono sottratti, non considera diverse variabili.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Le variabili</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/71BijdSJe1L._SY466_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="306" height="466" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/71BijdSJe1L._SY466_.jpg" alt="" class="wp-image-4631" style="width:320px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/71BijdSJe1L._SY466_.jpg 306w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/71BijdSJe1L._SY466_-197x300.jpg 197w" sizes="auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">https://it.wikipedia.org/wiki/<br>A_History_of_the_World_in_100_Objects</figcaption></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prima variabile</strong>: difficilmente un museo resterà vuoto, consideranzo i magazzini spesso pieni di oggetti che non trovano posto nelle esposizioni permanenti e che restano nei magazzini in attesa di un&#8217;occasione temporanea</li>



<li><strong>Seconda variabile</strong>: la condizione essenziale per una restituzione è che il museo dove il reperto viene rispedito garantisca la tutela e la fruizione dello stesso. Purtroppo l&#8217;attuale Risiko nel quale ci troviamo a vivere spesso non offre tali garanzie.</li>



<li><strong>Terza variabile</strong>: le circostanze storiche legate alle acquisizioni possono giocare un ruolo importante nella valutazione di cosa e come rimpatriare. Ricordiamoci che il British Museum nacque come &#8220;museo totale&#8221;, omnicomprensivo. <strong>Nel 2010 Neil McGregor, allora direttore, pubblicò un libro dal titolo significativo: &#8220;A History of the World in 100 Objects&#8221; (Una storia del mondo in 100 oggetti), dove 100 reperti del British Museum venivano selezionati per narrare l&#8217;evoluzione di arte, letteratura e storia.</strong> Dunque, se i marmi del Partenone dovessero essere solo un esempio di arte ateniese di V secolo a.C., sappiamo che il British può vantare molti altri esempi dello stesso secolo. </li>



<li><strong>Quarta variabile</strong>: si tratta di un aspetto delicato ed estremamente radicato, vale a dire l&#8217;identità culturale greca, per la quale il Partenone sembra essere inserito nel DNA del popolo ellenico. Non mi riferisco solo al programma politico che è alla base della lettura iconologica del Partenone (quali miti sono stati scelti e cosa significavano per Pericle e Atene all&#8217;epoca). Potrei citare mille esempi, ma ce n&#8217;è sempre uno che mi torna in mente e che è legato alle vicende di <strong>Alekos Panagoulis, l&#8217;Uomo del romanzo di Oriana Fallaci.</strong> Tra i suoi progetti di ribellione contro i Colonnelli c&#8217;era anche quello di minare l&#8217;Acropoli, un gesto estremo che spiegava l&#8217;esasperazione cui erano arrivati i Greci sottoposti a quel regime. Il giorno dell&#8217;inaugurazione del nuovo museo dell&#8217;Acropoli, quando il biglietto di ingresso restò fisso a 1 euro per una settimana, nel percorrere le sue sale sembrava di essere in un centro commerciale: famiglie intere, giovani, anziani, se si fossero messi in fila avrebbero ricordato il fregio continuo della processione delle Panatenee. Una festa vera, dopo anni di lavori che avevano anche sollevato polemiche, ma che alla fine coronavano un sogno di identità culturale voluto da tutti.</li>
</ul>



<h1 class="wp-block-heading">Arte che imita la vita</h1>



<p>Atene non pretende di svuotare le sale del British, anzi, ci sono proposte &#8211; non sempre apprezzate &#8211; <a href="https://www.abc.net.au/news/2024-06-17/parthenon-elgin-marbles-greece-british-museum/103969352" target="_blank" rel="noopener" title="">di sostituire i reperti britannici con copie 3D puntuali</a> delle statue, per far sì che gli originali tornino ad Atene senza turbare troppo l&#8217;estetica della sala londinese. </p>



<p>D&#8217;altronde non dimentichiamo che, nel progettare il nuovo museo dell&#8217;Acropoli, i curatori hanno avuto l&#8217;accortezza di &#8220;riempire i vuoti&#8221; dei marmi Elgin con calchi accurati: in questo modo non si interrompe la visione d&#8217;insieme ma si rimarca un&#8217;assenza. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Inganni dell&#8217;età</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Markaris_Il-futuro-e-una-truffa-1079x1536-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="719" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Markaris_Il-futuro-e-una-truffa-1079x1536-1-719x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4632" style="width:168px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Markaris_Il-futuro-e-una-truffa-1079x1536-1-719x1024.jpg 719w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Markaris_Il-futuro-e-una-truffa-1079x1536-1-211x300.jpg 211w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Markaris_Il-futuro-e-una-truffa-1079x1536-1-768x1093.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/Markaris_Il-futuro-e-una-truffa-1079x1536-1.jpg 1079w" sizes="auto, (max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">https://lanavediteseo.eu/<br>portfolio/il-futuro-e-una-truffa/</figcaption></figure>
</div>


<p>Ho deciso di scrivere questa sorta di pamphlet o bignami della vicenda Marmi del Partenone dopo aver concluso l&#8217;ultimo romanzo di <strong>Petros Markaris</strong>. </p>



<p>Ho dovuto controllare l&#8217;anno di nascita dell&#8217;autore per capire come potesse essere così distante della discussione complessa che circonda la questione marmi.</p>



<p>Al centro della vicenda poliziesca c&#8217;è una ditta che fabbrica copie 1:1 di reperti antichi. Questi replicatori esperti utilizzano &#8220;l&#8217;intelligenza artificiale&#8221;, qualunque cosa voglia dire per Markaris, dato che durante tutto il romanzo lo scrittore non indulge in alcun sinonimo né decide di spiegare meglio le tecniche utilizzate. Sembra quasi il sequel di 2001 Odissea nello Spazio, quando scopriamo che Al 9000 in realtà ha deciso di diventare uno scalpellino. </p>



<h2 class="wp-block-heading">MOMENTO DI MINI SPOILER</h2>



<p><strong>La ditta in questione ha deciso di utilizzare tale expertise per fare leva sulla polizia e sul governo greco: essendo finiti al centro di una indagine per omicidio, chiedono di essere lasciati stare in cambio di una fornitura GRATUITA dei marmi Elgin. Il governo va in brodo di giuggiole! EUREKA! Abbiamo trovato la soluzione! Noi avremo queste copie accuratissime e così smetteremo la decennale guerra con il British Museum.</strong></p>



<p>Per dare una prova del fatto che questa sia la proposta del secolo, gli anonimi tecnici di &#8220;intelligenza artificiale&#8221; lasciano nottetempo una replica sul Licabetto. Al mattino i turisti sciamano attorno alla statua come formiche a un pic-nic e il governo è convinto! La polizia riceve l&#8217;ordine di lasciare stare i tecnici di laboratorio e rivolgere i loro dubbi altrove (entrano in gioco degli &#8220;Arabi&#8221;). </p>



<h1 class="wp-block-heading">Sopracciglio alzato</h1>



<p>Ero già molto perplessa in merito allo svolgimento della trama, ma avrei lasciato correre se si fosse trattato di un autore non greco. Ora, per carità, Markaris è in realtà un greco-armeno nato a Istanbul, educato in centro Europa e naturalizzato greco solo a quarant&#8217;anni d&#8217;età, tuttavia i suoi romanzi più noti sono ambientati in Grecia e restituiscono un&#8217;atmosfera chiaramente ellenica. </p>



<p>Mi ha davvero sorpreso vedere una tale serie di fraintendimenti riguardo a una delle vicende forse più universalmente note tra quelle legate alla cultura greca e alla carta di identità culturale della repubblica greca. </p>



<p>I turisti hanno già le loro copie, sono i calchi del museo, armonizzati con gli originali. La richiesta degli originali londinesi va ben al di là del puro fatto estetico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SECONDO MOMENTO SPOILER</h2>



<p>Dulcis in fundo arriva la soluzione del mistero: naturalmente i poveri tecnici e archeologi della ditta di cui sopra non c&#8217;entrano nulla, ma il movente dell&#8217;omicidio è individuato nella lotta intestina tra trafugatori di opere d&#8217;arte e falsificatori delle stesse. Bisogna fermare gli scienziati che affinano l&#8217;arte della consultazione online o della fedele riproduzione analogica. </p>



<p><strong>Dalle pagine di Markaris emerge la paura, il terrore, di pensare a come il mondo culturale potrebbe diventare se gli oggetti fossero consultabili solo grazie alla &#8220;intelligenza artificiale&#8221;.</strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Il futuro è ora</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-4633" style="width:170px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3-1024x1024.png 1024w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3-300x300.png 300w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3-150x150.png 150w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3-768x768.png 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/08/cover-spotify3.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p><a href="https://fanilpodcast.wordpress.com/2025/01/26/06-tik-tok-chi-e-il-digitale-per-i-musei/" target="_blank" rel="noopener" title="">Proprio pochi mesi fa, io e Giovina Caldarola abbiamo registrato un bel dialogo con Nicolette Mandarano. </a>Presentavamo il suo ultimo libro e abbiamo affrntato anche la questione del ruolo dei nuovi mezzi di comunicazione nella fruizione dei beni culturali. </p>



<p>Markaris è un uomo nato nel 1937 e i suoi dubbi, le perplessità, sono più che comprensibili. Spiace che non ci sia stato nessuno in grado di dissiparglieli, di rassicurarlo. Spiace anche che non conosca nessuno che possa accompagnarlo al Museo dell&#8217;Acropoli e rispondere alle due ansiose domande. </p>



<p>Forse mi sarei aspettata più cura da parte degli editori, greci e italiani. Perché è vero che &#8220;Il futuro è un inganno&#8221; è una lettura da ombrellone, ma le inesattezze riguardo alla questione dei marmi Elgin e, più in generale, riguardo ai dibattiti che oggi animano i musei e le nuove frontiere della museologia, sono molto demoralizzanti. </p>



<p><strong>Leggete Markaris, ma leggete magari anche i vari link di cui ho riempito questo post, perché la questione dei marmi del Partenone è affascinante e coinvolge molti più aspetti della nostra società contemporanea di quel che pensiamo.</strong></p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/08/14/ritorno-al-futuro/">Ritorno al futuro</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Notti magiche</title>
		<link>https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/06/23/notti-magiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 21:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PAUSANIA - invito al viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sirene]]></category>
		<category><![CDATA[24 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[acqua di San Giovanni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al solstizio d&#8217;estate, il sole, nella mentalità folklorica, comincia a &#8220;morire&#8221; e, come in ogni momento critico del ciclo calendariale, l&#8217;evento va celebrato e la catastrofe deve essere scongiurata con&#8230; Duccio Balestracci, &#8220;Attraversando l&#8217;anno&#8221;, il Mulino 2023, p.230 Se voglio &#8230; <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/06/23/notti-magiche/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Al solstizio d&#8217;estate, il sole, nella mentalità folklorica, comincia a &#8220;morire&#8221; e, come in ogni momento critico del ciclo calendariale, <strong>l&#8217;evento va celebrato </strong>e la catastrofe deve essere scongiurata con&#8230;</p>



<p><em>Duccio Balestracci, &#8220;Attraversando l&#8217;anno&#8221;, il Mulino 2023, p.230</em></p>
</blockquote>



<p>Se voglio scrivere un pezzo sulla notte delle streghe, beh, allora lo scrivo di sera. Questo è quello che mi sono detta quando ho meditato su come rompere il lungo silenzio e aprire una porta di pensieri e riflessioni sulle avventure recenti. </p>



<p>Così eccomi la notte del 23 giugno, nella mia casa fiorentina, mentre la canicola sembra stringersi sugli abitanti della città di San Giovanni Battista: il santo più <em>barbaro</em> offerto dal calendario cristiano e quello che, molto più di altri, è legato profondamente a rituali decisamente pagani (e molto diffusi nel mondo). </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/9788815386687_0_0_424_0_75.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="424" height="695" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/9788815386687_0_0_424_0_75.jpg" alt="" class="wp-image-4619" style="width:95px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/9788815386687_0_0_424_0_75.jpg 424w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/9788815386687_0_0_424_0_75-183x300.jpg 183w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></a></figure>
</div>


<p>Come ricorda bene <strong>Duccio Balestracci </strong>nel libro che ho citato all&#8217;inizio di questo articolo, il passaggio solstiziale di giugno è celebrato in molte culture da fuochi e feste sfrenate, quello che non ho riportato nella citazione è il fatto che nella scongiura deve necessariamente trovare la morte qualcuno o qualcosa, perché solo così potremo assicurarci il favore degli dèi. </p>



<p></p>



<h1 class="wp-block-heading">Una testa calda</h1>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-23-220508.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="392" height="357" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-23-220508.png" alt="" class="wp-image-4617" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-23-220508.png 392w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-23-220508-300x273.png 300w" sizes="auto, (max-width: 392px) 100vw, 392px" /></a></figure>
</div>


<p>Da un vecchio articolo di undici anni fa riprendo questa immagine, guardandola vorrei chiedervi di &#8220;trovare le differenze&#8221; che mi sono divertita a commentare. L&#8217;articolo lo trovate <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2014/06/25/una-testa-calda/" target="_blank" rel="noopener" title="">qui</a> e spero vi possa piacere: ho pensato di guardare negli occhi sia Salomé che il povero Giovanni e di cercare di capire il valore di una testa tagliata. Nell&#8217;articolo menzionavo il fatto che Giovanni Battista è forse l&#8217;unico santo celebrato sia nel giorno della nascita, per l&#8217;appunto il solstizio estivo, che in quello della morte, il 29 agosto; con il ben più famoso cugino, inoltre, sembra presidiare i due solstizi, come guardiani di due fondamentali passaggi nell&#8217;anno solare. </p>



<p>Nel capitolo di Balestracci ritrovo ovviamente le stesse osservazioni, ma anche una estremamente interessante di <strong>Cardini: lo storico individua, infatti, i due San Giovanni come guardiani di port<em>ali</em>, il Battista al solstizio estivo e l&#8217;Evangelista a quello invernale (è infatti celebrato il 27 dicembre)</strong>. In questo modo, Cardini fornisce anche una interpretazione del nome Giovanni, legato a <em>Ianus</em> e quindi, ancora più chiaramente, alle porte, ai passaggi, del nostro mondo agricolo. </p>



<h1 class="wp-block-heading">Acqua e Fuoco</h1>



<p>A Firenze Giovanni Battista è il patrono della città e diventa protagonista di filastrocche, di acque magiche e di giochi pirotecnici. Balestracci ci aiuta anche in questo caso a ricostituire la tradizione dell&#8217;<a href="https://blog.giallozafferano.it/ortaggichepassionebysara/acqua-di-san-giovanni/" target="_blank" rel="noopener" title="">acqua di San Giovanni</a>: l&#8217;acqua è preparata macerando alcuni fiori le cui proprietà curative vengono esaltate dal fatto di essere stati colti nella notte speciale. Inoltre, raccolti e messi in acqua, questi non subirebbero la contaminazione stregonesca delle creature che, si pensa, navighino i cieli tra il 23 e il 24 giugno. D&#8217;altronde, proprio questi personaggi femminili conservano la conoscenza necessaria per raccogliere le erbe giuste e preparare i decotti. Insomma, al solito c&#8217;è un po&#8217; di cortocircuito, ma il fine ultimo è quello di curare e di proteggere.</p>



<p>Esattamente ciò che viene chiesto ai fuochi. L&#8217;antico potere di bruciare e purificare viene oggi mitigato e diventa potere di stupire e di spaventare, ma mai di ferire. Potrei aggiungere che il ruolo moderno gli affibbia anche un&#8217;etichetta politica, dato che le amministrazioni sono giudicate dai moderni cittadini anche in base alla capacità di organizzare fuochi d&#8217;artificio belli e lunghi e spettacolari&#8230; ma forse rischio di allontanarmi dal seminato!</p>



<h1 class="wp-block-heading">Fertilità e Potere</h1>



<p>Ancora Balestracci ricorda una tradizione popolare greca:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La sera della vigilia, le donne nubili si riunivano e una di loro andava ad attingere dell&#8217;acqua che, carica di valenza magica, doveva essere trasportata nel più assoluto silenzio e versata in bacili d&#8217;argilla. Ciascuna vi gettava un oggetto personale, copriva il recipiente con un panno rosso, levava una preghiera a San Giovanni e lo metteva in mezzo a uno spiazzo aperto. La notte, così, avrebbe ricevuto in sogno l&#8217;immagine del futuro marito.</p>



<p><em>Duccio Balestracci, &#8220;Attraversando l&#8217;anno&#8221;, il Mulino 2023, p. 240</em></p>
</blockquote>



<p>Sono rimasta molto stupita, leggendo questo resoconto, perché fino ad ora conoscevo solo la traduzione anglosassone di <strong>Sant&#8217;Agnese</strong>, di cui potete leggere <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2021/01/20/st-agnes-ah-it-is-st-agnes-eve/" target="_blank" rel="noopener" title="">qui</a>, e la versione mediterranea mi riempie di fascino (e forse anche di molte domande!). Resta il fatto che la notte della vigilia di San Giovanni, Salomé e la madre Erodiade tornano a tribolare il santo insieme alle sorelle streghe, a tutte quelle donne savie di rimedi naturali che, nei secoli, sono state considerate cospiratrici con Satana. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="670" height="1024" src="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-670x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4618" style="width:270px;height:auto" srcset="https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-670x1024.jpg 670w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-196x300.jpg 196w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-768x1173.jpg 768w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-1005x1536.jpg 1005w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-1340x2048.jpg 1340w, https://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2025/06/1750711176744-scaled.jpg 1676w" sizes="auto, (max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Dettaglio da &#8220;La cavalcata delle streghe&#8221;, parte di Melancholia di Lucas Cranach il Vecchio 1528. Oggi alla Pinacoteca di Edimburgo, Scozia.</figcaption></figure>
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<p>A questo proposito, suggerisco una bella lettura che vi farà conoscere alcune streghe nostrane, le fattucchiere di Triora, in Liguria: <a href="https://estremoponente.wordpress.com/2025/06/21/visitare-triora-tra-gatti-streghe-e-dannati/?fbclid=IwY2xjawLGkYZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBjZWFFVjl5UUNMTFhPOEpwAR5nb50ydKUCyEBX0lzIG-zGIWUo4bBVQVaSBP619Uaw_-HtRVpUSo8nB61Q3w_aem_rmKaLN0tHtqbiXf7gEMKQQ" target="_blank" rel="noopener" title="">qui</a>, Marina Lo Blundo e Davide Traverso vi accompagnano nel piccolo borgo e vi raccontano le vicende delle streghe liguri.</p>



<p>Quando ho pensato di associare un&#8217;immagine al riferimento delle streghe, mi è subito venuto in mente un dettaglio che avevo fotografato l&#8217;anno scorso a Edimburgo. Solo ora, mentre mi accingo ad aggiungere la didascalia, mi rendo conto che l&#8217;autore è sempre Cranach il Vecchio&#8230; lo stesso di Salomé e Giuditta! Lucas, cercavi di dirci qualcosa&#8230;?</p>



<p>E così, il cerchio si chiude. </p>



<p>Spero siate in giro, stanotte, a danzare tra fuochi e raccogliere fiori&#8230; </p>The post <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com/2025/06/23/notti-magiche/">Notti magiche</a> first appeared on <a href="https://www.memoriedalmediterraneo.com">Memorie dal Mediterraneo</a>.]]></content:encoded>
					
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