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	<title>Michele BOLOGNA</title>
	
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	<description>Questo è il mio blog. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio.</description>
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		<title>Dell Precision M4400: la mia recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 05:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver valutato per molto tempo l&#8217;acquisto di un notebook, ho recentemente acquistato un notebook di fascia aziendale prodotto da Dell, il Dell Precision M4400 per la precisione; l&#8217;acquisto è avvenuto ad aprile 2009 e dopo 7 giorni dall&#8217;ordine ho ricevuto il notebook completo di alimentatore, manuali e CD.
Il notebook ha le seguenti caratteristiche:

Intel Core2 [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1936.jpg"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 3px 5px; display: inline;" title="DSCN1936" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1936_thumb.jpg" border="0" alt="DSCN1936 thumb Dell Precision M4400: la mia recensione" width="228" height="177" align="right" /></a>Dopo aver valutato per <em>molto tempo</em> l&#8217;acquisto di un notebook, ho recentemente acquistato un notebook di fascia aziendale prodotto da Dell, il <strong><a href="http://www1.euro.dell.com/it/it/aziende/Notebook/workstation_precision_m4400/pd.aspx?refid=workstation_precision_m4400&amp;cs=itbsdt1&amp;s=bsd">Dell Precision M4400</a></strong> per la precisione; l&#8217;acquisto è avvenuto ad aprile 2009 e dopo 7 giorni dall&#8217;ordine ho ricevuto il notebook completo di alimentatore, manuali e CD.</p>
<p>Il notebook ha le seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li>Intel Core2 Duo T9400 a 2.53Ghz;</li>
<li>4096MB di RAM;</li>
<li>Hard disk: 500GB a 7200 RPM;</li>
<li>Scheda video NVIDIA Quadro FX 770M [scheda grafica ottimizzata per CAD]; <a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1927.jpg"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 3px 5px; display: inline;" title="DSCN1927" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1927_thumb.jpg" border="0" alt="DSCN1927 thumb Dell Precision M4400: la mia recensione" width="229" height="181" align="right" /></a></li>
<li>Schermo LED 15.4’ con risoluzione 1440&#215;900;</li>
<li>Windows Vista Business SP1</li>
</ul>
<p>Dopo alcuni giorni di test, il notebook si è comportato molto bene: la capacità computazionale è davvero eccezionale, sia per le performances della CPU che per la potenza della scheda video. Il case è in plastica ma è comunque <strong>molto resistente</strong> e con un design tutto sommato accattivante. Il <strong>peso</strong> è sicuramente <strong>inferiore</strong> rispetto ai notebook aziendali della stessa fascia. Inoltre, caratteristiche quali il disco fisso a 7200 RPM, lo schermo a LED e lo schermo opaco con una risoluzione più alta rispetto ai “notebook da supermercato”, costituiscono senza ombra di dubbio un <strong>punto di forza</strong> per questo notebook.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1932.jpg"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 3px 5px; display: inline;" title="DSCN1932" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1932_thumb.jpg" border="0" alt="DSCN1932 thumb Dell Precision M4400: la mia recensione" width="184" height="243" align="left" /></a> Un primo <strong>grave difetto di progettazione</strong> è comparso dopo soltanto un mese dall&#8217;utilizzo. Infatti, ho cominciato a notare uno strano aspetto del case all&#8217;altezza del processore: molto probabilmente, il calore dissipato dalla CPU scioglie l&#8217;adesivo nero che copre gli speaker, <em>lasciando scoperta la struttura metallica sottostante</em>; il risultato è <strong>sconcertante</strong>, come potete vedere dalle foto. Tengo a precisare che il notebook è stato conservato con molta cura, quindi l’effetto che si vede in foto non è dovuto a usura ma semplicemente alla verniciatura del notebook che si scioglie dopo nemmeno 7 mesi di vita. Sull&#8217;altro lato del notebook, invece, il fenomeno è presente in minore quantità ma è comunque presente: la mia intuzione è che sia causato dal calore dissipato dall&#8217;hard disk, che è sicuramente inferiore a quello dissipato dal processore.</p>
<p>Un altro difetto molto vistoso è la <strong>dimensione dell&#8217;alimentatore</strong>: acquistando il prodotto online purtroppo non era presente una foto dell’alimentatore, quindi non potevo sapere a priori le dimensioni dello stesso. L&#8217;alimentatore è davvero molto <strong>ingombrante</strong> e pesante rispetto ai notebook della stessa fascia.</p>
<p>Un altro difetto che però è parzialmente imputabile a Dell è la latenza dei drivers della scheda video con l’utilizzo di Windows Vista: misurando il ritardo della scheda audio [con <a href="http://www.thesycon.de/dpclat/dpclat.exe">dpclat</a>], possiamo notare che in alcuni casi il driver audio ha una latenza <em>molto alta</em>, che si traduce in interruzioni durante il playout di video o canzoni.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1934.jpg"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 3px 15px; display: inline;" title="DSCN1934" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1934_thumb.jpg" border="0" alt="DSCN1934 thumb Dell Precision M4400: la mia recensione" width="184" height="278" align="left" /></a>Ho avuto già l’occasione di chiamare il <strong>supporto Dell</strong>: infatti, l&#8217;alimentatore del notebook si è rotto mentre ero a Los Angeles. <a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1937.jpg"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 3px 5px; display: inline;" title="DSCN1937" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/DSCN1937_thumb.jpg" border="0" alt="DSCN1937 thumb Dell Precision M4400: la mia recensione" width="187" height="145" align="right" /></a>Nonostante avessi comprato il computer in Italia, chiamando il supporto tecnico da Los Angeles sono riuscito ad avere l&#8217;alimentatore sostitutivo il giorno seguente alla chiamata:<strong> davvero molto celeri</strong>.</p>
<p>Riassumendo, il notebook presenta i seguenti <strong>vantaggi</strong>:</p>
<ul>
<li>CPU e scheda video molto performanti</li>
<li>Possibilità di montare hard disk a 7200 RPM</li>
<li>Schermo opaco</li>
<li>Schermo LED con risoluzione adatta ad un 15.4’: 1440&#215;900</li>
<li>Supporto Dell competente e rapido<a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/image1.png"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 3px 5px; display: inline;" title="image" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/11/image_thumb1.png" border="0" alt="image thumb1 Dell Precision M4400: la mia recensione" width="207" height="175" align="right" /></a></li>
</ul>
<p>mentre ha i seguenti <strong>svantaggi</strong>:</p>
<ul>
<li>Difetto di progettazione per quanto riguarda la vernice che copre gli speaker. Il difetto è molto visibile e deve essere corretto al più presto</li>
<li>Alimentatore fuori scala: troppo ingombrante e pesante</li>
<li>Latenza dei drivers per Windows inaccettabile per un computer di questa fascia: serve un aggiornamento dei driver per Windows.</li>
</ul>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=522&type=feed" alt=" Dell Precision M4400: la mia recensione"  title="Dell Precision M4400: la mia recensione" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F11%2Fdell-precision-m4400-la-mia-recensione%2F&amp;linkname=Dell%20Precision%20M4400%3A%20la%20mia%20recensione"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<item>
		<title>Safari: come aprire un link in un nuovo tab anziché in una nuova finestra</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/SXMVRyufAuU/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/11/safari-come-aprire-un-link-in-un-nuovo-tab-anziche-in-una-nuova-finestra/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Safari [e molti altri browser] hanno un comportamento che mi infastidisce quando tentano di aprire un link [come ad esempio questo] in una nuova finestra.
Mi piace l&#8217;idea di avere una finestra unica del browser ma con molteplici tab: dopotutto i tab sono stati introdotti proprio per non avere più finestre aperte. Quindi, per forzare Safari [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Safari [e molti altri browser] hanno un comportamento che mi infastidisce quando tentano di aprire un link [come ad esempio <a href="http://www.yahoo.com" target="_blank">questo</a>] in una nuova finestra.</p>
<p>Mi piace l&#8217;idea di avere una finestra unica del browser ma con molteplici tab: dopotutto i tab sono stati introdotti proprio per non avere più finestre aperte. Quindi, per forzare Safari ad aprire un nuovo link in un nuovo tab, anziché in una nuova finestra, si deve modificare il comportamento di Safari tramite il terminale [non preoccupatevi, nulla di trascendentale]. Le istruzioni per MacOSX sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>Premete command+space per lanciare Spotlight e digitate &#8216;terminale&#8217;, il top hit che avrete è l&#8217;applicazione del terminale. Lanciatela</li>
<li>Una volta aperto il terminale, vi basterà copiare-incollare il seguente comando:<br />
<code>defaults write com.apple.Safari TargetedClicksCreateTabs -bool true</code></li>
<li>Riavviate Safari</li>
</ul>
<p>Ben fatto! Ora i link che si aprivano in una nuova finestra verranno aperti in un nuovo tab.</p>
<ul></ul>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=539&type=feed" alt=" Safari: come aprire un link in un nuovo tab anziché in una nuova finestra"  title="Safari: come aprire un link in un nuovo tab anziché in una nuova finestra" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F11%2Fsafari-come-aprire-un-link-in-un-nuovo-tab-anziche-in-una-nuova-finestra%2F&amp;linkname=Safari%3A%20come%20aprire%20un%20link%20in%20un%20nuovo%20tab%20anzich%C3%A9%20in%20una%20nuova%20finestra"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<item>
		<title>Google Wave: recensione e inviti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/SHh5NTCMYIM/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/10/google-wave-recensione-e-inviti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[collaborative]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google_wave]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono recentemente stato invitato a provare Google Wave, la nuova piattaforma di comunicazione e di collaborazione made in Google. Più in generale è un framework che integra email, istant messaging, wiki e social networking; se vi state chiedendo a cosa più servire, molto probabilmente non vi serve.
Se invece avete un gruppo di persone con cui [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono recentemente stato invitato a provare <a href="http://wave.google.com/">Google Wave</a>, la nuova piattaforma di comunicazione e di collaborazione made in Google. Più in generale è un framework che integra email, istant messaging, wiki e social networking; se vi state chiedendo a cosa più servire, molto probabilmente non vi serve.</p>
<p>Se invece avete un gruppo di persone con cui state condividendo un progetto e con cui volete rimanere sempre in contatto, organizzando ogni tipo di comunicazione in maniera compatta e facilmente accessibile, allora Google Wave è quello che fa per voi.<a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/10/image.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 3px 5px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/10/image_thumb.png" border="0" alt="image thumb Google Wave: recensione e inviti" width="244" height="169" align="left" /></a></p>
<p>Google conta molto nel progetto Wave: infatti, come spiegato nel <a href="http://www.youtube.com/watch?v=v_UyVmITiYQ">keynote</a>, Google vuole che Wave rimpiazzi presto l’uso quotidiano dell’email. Tant’è che lo slogan con cui Wave è stato lanciato è proprio &#8220;<em>Is What Email Would Look Like If It Were Invented Today</em>&#8221;</p>
<p>Dopo averlo provato per qualche giorno, devo dire che è davvero un buon prodotto, facile da usare, e soprattutto semplice ma completo, come tutti i prodotti Google. Google Wave lamenta però ancora qualche problema (più che comprensibile, il prodotto è ancora su invito): infatti, per tutto un pomeriggio (PDT time) non sono riuscito ad utilizzare Wave perché il javascript non veniva renderizzato correttamente.</p>
<p>Detto questo, offro <del datetime="2009-10-15T18:21:21+00:00">6</del> <del>3</del> <span style="text-decoration: line-through;">1</span> <span style="text-decoration: line-through;">0 inviti [non ho più inviti ma appena ne avrò a disposizione inviterò quelli che commenteranno qui sotto]</span> <strong>28</strong> inviti per provare Google Wave: scrivete un commento (avendo cura di riempire il campo email altrimenti non potrò mandarvi l’invito) e appena posso vi manderò un invito. Happy Waving!</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=531&type=feed" alt=" Google Wave: recensione e inviti"  title="Google Wave: recensione e inviti" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F10%2Fgoogle-wave-recensione-e-inviti%2F&amp;linkname=Google%20Wave%3A%20recensione%20e%20inviti"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ubuntu e Debian: come aggiornare automaticamente i pacchetti installati (unattended-upgrades)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/EDKB-Jbsngs/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/10/ubuntu-e-debian-come-aggiornare-automaticamente-i-pacchetti-installati-unattended-upgrades/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 04:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[packages]]></category>
		<category><![CDATA[security]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[unattended-upgrades]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella vita di un sistemista esiste un task piuttosto ripetitivo: ovvero quello di aggiornare i pacchetti (= gli applicativi) installati sul proprio sistema (vuoi perché le versioni recenti dello stesso software dovrebbero essere migliori, più performanti e al riparo dagli ultimi bug di security, etc.).
Nel caso di un sistemista alle prese con un sistema Ubuntu [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita di un sistemista esiste un task piuttosto ripetitivo: ovvero quello di aggiornare i pacchetti (= gli applicativi) installati sul proprio sistema (vuoi perché le versioni recenti dello stesso software <a href="http://www.microsoft.com/windows/windows-vista/default.aspx"><em>dovrebbero</em></a> essere migliori, più performanti e al riparo dagli ultimi bug di security, etc.).</p>
<p>Nel caso di un sistemista alle prese con un sistema Ubuntu (o Debian), il task [da eseguire ripetutamente] si riduce a:<br />
<code>apt-get update</code><br />
<code>apt-get dist-upgrade</code></p>
<p>(o comunque equivalente se usate aptitude).</p>
<p>Ora, per evitare di ripetere il task, i sistemi Ubuntu/Debian mettono a disposizione <em>unattended-upgrades</em>: una volta installato il pacchetto, il sistema provvederà ad aggiornare e installare automaticamente tutte le applicazioni installate nel sistema. Vediamo come installare e configurare passo-passo <em>unattended-upgrades</em>:</p>
<ol>
<li>apriamo un terminale e installiamo il pacchetto unattended-upgrades: <code>apt-get install unattended-upgrades update-notifier-common</code></li>
<li>editiamo il file <strong>/etc/apt/apt.conf.d/50unattended-upgrades</strong> in questo modo:<br />
<blockquote><p><code>Automatically upgrade packages from these (origin, archive) pairs<br />
Unattended-Upgrade::Allowed-Origins {<br />
"Ubuntu hardy-security";<br />
"Ubuntu hardy-updates";<br />
};</code></p></blockquote>
</li>
<li>editiamo il file <strong>/etc/apt/apt.conf.d/10periodic</strong> in questo modo:<br />
<blockquote><p><code> APT::Periodic::Update-Package-Lists "1";<br />
APT::Periodic::Download-Upgradeable-Packages "1";<br />
APT::Periodic::AutocleanInterval "1";<br />
APT::Periodic::Unattended-Upgrade "1";<br />
</code></p></blockquote>
</li>
</ol>
<p>A questo punto i pacchetti installati nel sistema verranno aggiornati automaticamente.</p>
<p>Nota: è sempre opportuno controllare i log degli aggiornamenti per evitare eventuali problemi. I log degli aggiornamenti si possono trovare, ovviamente, in /var/log/unattended-upgrades</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=525&type=feed" alt=" Ubuntu e Debian: come aggiornare automaticamente i pacchetti installati (unattended upgrades)"  title="Ubuntu e Debian: come aggiornare automaticamente i pacchetti installati (unattended upgrades)" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F10%2Fubuntu-e-debian-come-aggiornare-automaticamente-i-pacchetti-installati-unattended-upgrades%2F&amp;linkname=Ubuntu%20e%20Debian%3A%20come%20aggiornare%20automaticamente%20i%20pacchetti%20installati%20%28unattended-upgrades%29"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<item>
		<title>VMware: come risolvere il problema “this machine appears to be in use”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/LspRNskSFEE/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/09/vmware-come-risolvere-il-problema-this-machine-appears-to-be-in-use/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[vmware]]></category>
		<category><![CDATA[lock]]></category>
		<category><![CDATA[virtualization]]></category>

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		<description><![CDATA[Se VMware non vi permette di avviare una macchina virtuale che è stata spenta brutalmente (= senza un opportuno shutdown o suspend)  lamentandosi che “this machine appears to be in use” procedete in questo modo:

Chiudete VMware
Localizzate la directory dove avete i file fisici della virtual machine che non si avvia (di default stanno nella cartella [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se VMware non vi permette di avviare una macchina virtuale che è stata spenta <em>brutalmente</em> (= senza un opportuno shutdown o suspend)  lamentandosi che “this machine appears to be in use” procedete in questo modo:<a rel="lightbox" href="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/09/image.png"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: 0px; border-left-width: 0px; margin-right: 0px" title="image" src="http://mb.netsons.org/wp-content/2009/09/image_thumb.png" border="0" alt="image thumb VMware: come risolvere il problema &ldquo;this machine appears to be in use&rdquo;" width="244" height="143" align="right" /></a></p>
<ol>
<li>Chiudete VMware</li>
<li>Localizzate la directory dove avete i file fisici della virtual machine che non si avvia (di default stanno nella cartella Documents/ del disco locale o nella vostra home – ad esempio, nel mio caso in <code>/home/michele/vmware/Ubuntu</code>)</li>
<li>Andate nella directory del punto 2 e, creando una copia di backup, <em>spostate</em> i files con estensione *.lck in una directory temporanea [<code>C:\Windows\Temp</code> (Windows) o <code>/tmp</code> (Mac/Linux)]</li>
<li>Riavviate la macchina virtuale: questa volta si avvierà senza problemi.</li>
</ol>
<p>Nota: cosa sono i file *.lck? Sono file di <em>locking</em> che VMware crea ogni volta che la virtual machine è in uso: se accidentalmente questa viene “spenta” in modo errato, questi files non vengono rimossi da VMware; ecco perché bisogna farlo manualmente.</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=518&type=feed" alt=" VMware: come risolvere il problema &ldquo;this machine appears to be in use&rdquo;"  title="VMware: come risolvere il problema &ldquo;this machine appears to be in use&rdquo;" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F09%2Fvmware-come-risolvere-il-problema-this-machine-appears-to-be-in-use%2F&amp;linkname=VMware%3A%20come%20risolvere%20il%20problema%20%26ldquo%3Bthis%20machine%20appears%20to%20be%20in%20use%26rdquo%3B"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<title>Come impostare il pinning (non aggiornare, ovvero mantenere la versione attuale) di un pacchetto su Ubuntu/Debian</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/vPbHlAQc3u0/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/09/come-impostare-il-pinning-non-aggiornare-ovvero-mantenere-la-versione-attuale-di-un-pacchetto-su-ubuntudebian/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 01:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[apt]]></category>
		<category><![CDATA[apt-get]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>
		<category><![CDATA[pinning]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte può capitare che su certe macchine Ubuntu (o Debian) alcuni pacchetti importanti non debbano essere aggiornati dal gestore di pacchetti (apt-get o aptitude). Le ragioni possono essere le più svariate: incompatibilità, volontà di tenere la versione corrente (!), aggiornamento manuale, etc.
Per fare in modo che un pacchetto non venga mai aggiornato (ovvero che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte può capitare che su certe macchine Ubuntu (o Debian) alcuni pacchetti <em>importanti </em>non debbano essere aggiornati dal gestore di pacchetti (apt-get o aptitude). Le ragioni possono essere le più svariate: incompatibilità, volontà di tenere la versione corrente (!), aggiornamento manuale, etc.</p>
<p>Per fare in modo che un pacchetto non venga mai aggiornato (ovvero che il sistema continui a mantenere la stessa versione del pacchetto installato, bisogna ricorrere alla tecnica del <strong>apt pinning</strong>, che ci consente di specificare al sistema che un pacchetto (o un gruppo di pacchetti) non deve essere aggiornato e deve essere tenuto “in hold”.</p>
<p>Per fare in modo che un pacchetto non venga aggiornato basta aprire un terminale e digitare:</p>
<p><code>echo <em>nomepacchetto</em> hold | dpkg --set-selections </code></p>
<p>dove <em>nomepacchetto</em> è il nome del pacchetto di cui volete che <em>non vengano</em> scaricati aggiornamenti successivi rispetto alla versione installata correntemente.</p>
<p>Per rimuovere il “blocco”, aprite un terminale e digitate:</p>
<p><code>echo <em>nomepacchetto</em> hold | dpkg --set-selections </code></p>
<p>dove <em>nomepacchetto</em> è il nome del pacchetto di cui volete che <em>vengano</em> scaricati aggiornamenti successivi rispetto alla versione installata correntemente.</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=514&type=feed" alt=" Come impostare il pinning (non aggiornare, ovvero mantenere la versione attuale) di un pacchetto su Ubuntu/Debian"  title="Come impostare il pinning (non aggiornare, ovvero mantenere la versione attuale) di un pacchetto su Ubuntu/Debian" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F09%2Fcome-impostare-il-pinning-non-aggiornare-ovvero-mantenere-la-versione-attuale-di-un-pacchetto-su-ubuntudebian%2F&amp;linkname=Come%20impostare%20il%20pinning%20%28non%20aggiornare%2C%20ovvero%20mantenere%20la%20versione%20attuale%29%20di%20un%20pacchetto%20su%20Ubuntu%2FDebian"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<item>
		<title>Gentoo: creare una lista dei pacchetti e delle applicazioni installate</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/Oo2v7VWsJ74/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/09/gentoo-creare-una-lista-dei-pacchetti-e-delle-applicazioni-installate/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 04:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[gentoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi utilizza Gentoo Linux e vuole conoscere quali pacchetti (e quindi quali applicazioni) sono installate basta semplicemente installare gentoolkit (emerge app-portage/gentoolkit) e poi utilizzare equery list.


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi utilizza Gentoo Linux e vuole conoscere quali pacchetti (e quindi quali applicazioni) sono installate basta semplicemente installare <strong>gentoolkit</strong> (emerge app-portage/gentoolkit) e poi utilizzare <code><strong>equery list</strong></code>.</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=507&type=feed" alt=" Gentoo: creare una lista dei pacchetti e delle applicazioni installate"  title="Gentoo: creare una lista dei pacchetti e delle applicazioni installate" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F09%2Fgentoo-creare-una-lista-dei-pacchetti-e-delle-applicazioni-installate%2F&amp;linkname=Gentoo%3A%20creare%20una%20lista%20dei%20pacchetti%20e%20delle%20applicazioni%20installate"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<title>Poker online: come si gioca?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/m6JaovKrv18/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/09/poker-online-come-si-gioca/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 23:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[various]]></category>
		<category><![CDATA[poker]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre avuto il pallino per il gioco del poker e, dopo essere stato a Las Vegas e aver visto i giocatori professionisti, mi sono sempre più incuriosito al gioco. Non avendo mai letto un &#8220;manuale” ufficiale di poker le regole che conosco (e i punti relativi) sono sempre state piuttosto approssimative.

Una volta tornato a [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre avuto il pallino per il gioco del poker e, dopo essere stato a Las Vegas e aver visto i giocatori professionisti, mi sono sempre più incuriosito al gioco. Non avendo mai letto un &#8220;manuale” ufficiale di poker le regole che conosco (e i punti relativi) sono sempre state piuttosto approssimative.</p>
<p><a title="I'm not joking..." href="http://www.flickr.com/photos/30094167@N08/3874216620/" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none;" src="http://farm4.static.flickr.com/3419/3874216620_a829466b44_m.jpg" border="0" alt="I'm not joking..." width="216" height="144" title="Poker online: come si gioca?" /></a></p>
<p>Una volta tornato a Los Angeles, ho deciso di documentarmi di più sul poker e, visto che non posso sempre andare a Las Vegas, mi sono dato al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poker_online"><em>poker online</em></a>: ovvero giocare a poker su Internet.</p>
<p>Girovagando tra vari siti, ho trovato il sito <a href="http://www.pokerworld24.org/">pokerworld24.org</a> come il più completo e affidabile per soddisfare la mia passione per il poker. Se volete iniziare anche voi, <a href="http://www.pokerworld24.org/it/regole_del_poker/">le regole per iniziare</a> sono disponibili sullo stesso sito. E mi raccomando, <em>giocate responsabilmente</em>!</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=508&type=feed" alt=" Poker online: come si gioca?"  title="Poker online: come si gioca?" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F09%2Fpoker-online-come-si-gioca%2F&amp;linkname=Poker%20online%3A%20come%20si%20gioca%3F"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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		<item>
		<title>Come fare il resume di un trasferimento fatto con scp</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/zk38_BGBPMA/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/08/come-fare-il-resume-di-un-trasferimento-fatto-con-scp/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 05:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[resume]]></category>
		<category><![CDATA[rsync]]></category>
		<category><![CDATA[scp]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quanto riguarda i trasferimenti di files tra servers UNIX, scp è la soluzione ottimale: non richiede di aprire porte (ok, oltre a quella di ssh, ma chi non lo usa oggigiorno?), è sicuro e soprattutto è veloce.
Quando si parla di trasferimenti di grandi files, tuttavia, entra in gioco un fattore molto importante, ovvero il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda i trasferimenti di files tra servers UNIX, <strong>scp</strong> è la soluzione ottimale: non richiede di aprire porte (ok, oltre a quella di ssh, ma chi non lo usa oggigiorno?), è sicuro e soprattutto è veloce.</p>
<p>Quando si parla di trasferimenti di grandi files, tuttavia, entra in gioco un fattore molto importante, ovvero il <em>resume</em> del trasferimento; ovvero, la possibilità di poter riprendere il trasferimento di un file dal punto in cui lo si era interrotto. scp <em>non</em> offre la possibilità di effettuare trasferimenti con resume. Per sopperire a questa mancanza, usiamo rsync in questo modo:</p>
<p><code><br />
rsync -a -v -z --partial –progress --rsh=ssh file_locale username@macchina_remota:/home/username/<br />
</code></p>
<p>Il <code>file_locale</code> (che può essere anche una directory) verrà copiato sulla macchina remota, nella home dell&#8217;utente <code>username</code>. Le altre opzioni passate a rsync permettono di avere un output dettagliato e di abilitare la compressione durante il trasferimento.</p>
<p>Si può costruire un alias per questo comando in modo da avere scp in modalità resume, basta semplicemente aggiungere la seguente riga nel file <code>.bashrc</code>, presente nella propria home directory (se usate un’altra shell, come ad es. zsh, confido che sappiate quale file modificare):</p>
<p><code><br />
alias scpresume='rsync –a –v –z --partial --progress --rsh=ssh'<br />
</code></p>
<p>A questo punto per trasferire un file si procede in questo modo:</p>
<ul>
<li><code>scp filename username@macchina_remota:/home/username</code></li>
</ul>
<p>SE si presenta un problema durante la copia, si usa scpresume:</p>
<ul>
<li><code>scpresume filename username@macchina_remota:/home/username</code></li>
</ul>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=504&type=feed" alt=" Come fare il resume di un trasferimento fatto con scp"  title="Come fare il resume di un trasferimento fatto con scp" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F08%2Fcome-fare-il-resume-di-un-trasferimento-fatto-con-scp%2F&amp;linkname=Come%20fare%20il%20resume%20di%20un%20trasferimento%20fatto%20con%20scp"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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			<wfw:commentRss>http://mb.netsons.org/2009/08/come-fare-il-resume-di-un-trasferimento-fatto-con-scp/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
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		<item>
		<title>Linux: come installare Java Media Framework (JMF) evitando l’errore “tail: cannot open `+309′ for reading: No such file or directory”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MicheleBologna/~3/2UpIe6JfgZ4/</link>
		<comments>http://mb.netsons.org/2009/07/linux-come-installare-java-media-framework-jmf-evitando-lerrore-tail-cannot-open-309-for-reading-no-such-file-or-directory/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 01:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[java]]></category>
		<category><![CDATA[fmj]]></category>
		<category><![CDATA[java media framework]]></category>
		<category><![CDATA[jmf]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mb.netsons.org/?p=498</guid>
		<description><![CDATA[Ultimamente ho dovuto installare il Java Media Framework di Sun. Tralasciando che la libreria è obsoleta (ultima versione datata 2003) e (quindi) non più mantenuta, la documentazione è molto limitata (esempi banali), javadoc non completi e l’utilizzo(!) di AWT in alcune parti, ho deciso di provare ad installarla sulla mia macchina Linux.
I passi che ho [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente ho dovuto installare il <strong><a href="http://java.sun.com/javase/technologies/desktop/media/jmf/">Java Media Framework</a></strong> di Sun. Tralasciando che la libreria è obsoleta (ultima versione datata 2003) e (quindi) non più mantenuta, la documentazione è molto limitata (esempi banali), javadoc non completi e l’utilizzo(!) di AWT in alcune parti, ho deciso di provare ad installarla sulla mia macchina Linux.<br />
I passi che ho seguito sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Scarico il file
<pre>jmf-2_1_1e-linux-i586.bin</pre>
<p>dal sito di Sun</li>
<li>
<pre>chmod +x jmf-2_1_1e-linux-i586.bin</pre>
</li>
<li>
<pre>sh ./jmf-2_1_1e-linux-i586.bin</pre>
</li>
</ul>
<p>Tutto sembra andare per il meglio quando incontro quest’errore (e dal numero di risultati che Google ritorna per questa chiave di ricerca direi che molta gente ha avuto lo stesso problema):</p>
<pre>Do you agree to the above license terms? [yes or no]y
Permit recording from an applet? (see readme.html) [yes or no] y
Permit writing local files from an applet? (recommend no, see readme.html) [yes or no]n

Unpacking...  tail: cannot open `+309' for reading: No such file or directory
Extracting...  ./install.sfx.3639: line 1: ==: No such file or directory
./install.sfx.3639: line 3: syntax error neUQU599ù;···ÿrþÑÑÑ¢_Âò«KK)C{&lt;&gt;úú&lt;&lt;¿è
QQRLÙÜÌLÅ^sfx.36 88ø$èåõÕ®¢¬,àöè´iÑ*ÒÒÒV~ámn.à7w^ÝÂÆ,;M¢`ÞòA$D¨®¨¨ @ ÉºÎwA'
</pre>
<p>Dopo aver capito cosa stava succedendo, ho capito anche come risolvere questo problema e poter installare la JMF sulla mia macchina; ecco le istruzioni:</p>
<ul>
<li>Aprite il file
<pre>jmf-2_1_1e-linux-i586.bin</pre>
<p>con un editor di testo, ad esempio vim (vim jmf-2_1_1e-linux-i586.bin)</li>
<li>digitate /tail (questo fa in modo che vim vi porti sulla prima occorrenza di “tail” che trova all’interno dello script )</li>
<li>A questo punto dovreste trovare una linea del tipo:
<pre>tail +309 $0 &gt; $outname</pre>
<p>modificatela in:</p>
<pre>tail <strong>-n</strong> +309 $0 &gt; $outname</pre>
</li>
</ul>
<p>Salvate il file e chiudete vim (digitate :wq seguito da Enter) e riavviate l&#8217;installazione di JMF (sh ./jmf-2_1_1e-linux-i586.bin)</p>
<p>Nota: esistono framework alternativi a JMF (e probabilmente anche migliori, non mi azzardo comunque a dare una valutazione senza averli provati); ad esempio sono incuriosito da <a href="http://fmj-sf.net/">FMJ</a> (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Java_Media_Framework#Alternatives">altri framework alternativi a JMF</a>).</p>
<img src="http://mb.netsons.org/?ak_action=api_record_view&id=498&type=feed" alt=" Linux: come installare Java Media Framework (JMF) evitando l&rsquo;errore &ldquo;tail: cannot open `+309 for reading: No such file or directory&rdquo;"  title="Linux: come installare Java Media Framework (JMF) evitando l&rsquo;errore &ldquo;tail: cannot open `+309 for reading: No such file or directory&rdquo;" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmb.netsons.org%2F2009%2F07%2Flinux-come-installare-java-media-framework-jmf-evitando-lerrore-tail-cannot-open-309-for-reading-no-such-file-or-directory%2F&amp;linkname=Linux%3A%20come%20installare%20Java%20Media%20Framework%20%28JMF%29%20evitando%20l%26rsquo%3Berrore%20%26ldquo%3Btail%3A%20cannot%20open%20%60%2B309%26%238242%3B%20for%20reading%3A%20No%20such%20file%20or%20directory%26rdquo%3B"><img src="http://mb.netsons.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>

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