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	<title>Tecniche di memoria lettura veloce e metodi di studio</title>
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	<description>Un modo nuovo per imparare le metodologie di studio, utilizzando le tecniche di memoria e lettura veloce, mappe mentali e ... molto altro!</description>
	<lastBuildDate>Sat, 15 Feb 2020 13:45:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mnemonia blog</title>
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		<title>Il palazzo della memoria … è vero? è utile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2020 13:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tecniche di memoria]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni mnemoniche]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni volta che sento citare il “palazzo della memoria” o “grattacielo della memoria” mi si infiammano le orecchie e mi sale un nervoso incredibile! Capita spesso che questa pseudo tecnica</p>
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<p>Ogni volta che sento citare il “palazzo della memoria” o “grattacielo della memoria” mi si infiammano le orecchie e mi sale un nervoso incredibile!</p>



<p>Capita spesso che questa pseudo tecnica venga definita un ottimo metodo di studio&#8230; in fondo lo stesso Sherlock Holmes la usava!</p>



<p>Ma ti rendi conto dell’assurdità?<br>Sherlock Holmes è un personaggio di fantasia creato da Sir Arthur Conan Doyle, vissuto tra la fine del 1800 e i primi del 1900 (1859/1930) e secondo questi pseudo esperti, Sherlock Holmes avrebbe usato la tecnica del palazzo? Ancora più assurdo, del grattacielo della memoria per la sua memoria analitica?</p>



<p>La verità è che palazzo della memoria o grattacielo della memoria sono stati usati per il solo scopo cinematografico.</p>



<p>La scena in cui mentalmente vaga nella sua mente, nella sua memoria, alla ricerca di informazioni perdute, è sicuramente affascinante. <br>La sicurezza con la quale fa uscire tutti dalla stanza è quel tipo di sicurezza che ogni studente, almeno una volta nella vita vorrebbe avere per recuperare quelle informazioni che sa di aver letto, ma forse ricorda solamente a livello inconscio!</p>



<p>Vogliamo ammettere che è solo cinema oppure no?<br></p>



<p>Il trucco è semplice, si prende un palazzo della memoria, lo si associa a qualcosa di reale, come la strada, lo schedario mnemonico ed il gioco è fatto! <br>Migliaia di studenti abboccano come se fossero branchi di sardine!</p>



<p>Il concetto principale è che costruire un palazzo, con decine di stanze, necessita di una capacità di visualizzazione non indifferente!<br>Per intenderci, immagina la tua stanza, tutti i mobili, aprili mentalmente, apri i cassetti ed osserva il contenuto.<br>Ora esci mentalmente dalla tua stanza e vai nella stanza di fronte. <br>Se non c’è, creala mentalmente, puoi copiare la tua, cambiando i colori della stanza … ops, prima difficoltà, vero? Cambiare i colori!</p>



<p>Già, nella tua stanza puoi non aver pensato a questo. <br>Te la faccio breve, devi ripetere il tutto per almeno 5 piani ed almeno 2 appartamenti per piano…. Insomma, per studiare devi sfinirti.</p>



<p>Attenzione, tutto è possibile, ma per creare un palazzo della memoria, devi imparare la tecnica dei <em>loci</em> di Cicerone, aggiungere uno schedario mnemonico e … ops, non serve più il palazzo della memoria, hai già tutto ciò che serve per ricordare! <br>Quindi la tecnica vista in TV, è buona solo ed esclusivamente per far scena!</p>



<p>La verità è che tutti i campioni mnemonici, che siano miei allievi o meno usano le tecniche che dal lontano 1984 insegniamo in Italia ed appunto:</p>



<ol><li><strong>Associazioni mnemoniche</strong></li><li><strong>Fotografia mentale</strong></li><li><strong>Conversione fonetica</strong></li><li><strong>Schedario mnemonico</strong></li></ol>



<p>Tutte cose che usiamo normalmente ma in modo blando, mentre con un istruttore, vengono approfondite.</p>



<p>Per intenderci.<br>Quante volte per ricordare un numero lo hai cantato? <br>Oppure hai associato quei numeri ad altri che conoscevi? </p>



<p>Il nome di una persona che assomigliava a qualcuno che già conoscevi o a qualche oggetto buffo?</p>



<p>Lo schedario è più o meno come i cassetti del nostro armadio ma con quello, oltre al settimino diventa difficile associare qualcosa.</p>



<p>Ricordare le immagini poi! <br>Quante volte le hai osservate e chiuso gli occhi, continuando a vederle per pochi istanti, anche con gli occhi chiusi?<br>La nostra memoria è perfetta e le tecniche di memoria, per funzionare veramente e facilmente, devono sfruttare le nostra capacità innate.<br>A volte queste capacità saranno rielaborate, altre volte viste sotto punti di vista diversi, ma è questo il modo per imparare le tecniche di memoria e diventare come quei campioni che ogni tanto vediamo in TV. Campiono che vengono definiti “supermenti”, ma ti assicuro che sono persone assolutamente normali che usano le stesse tecniche di memoria che mio padre insegnò per primo in Italia.</p>



<p>Sono tutte persone che hanno imparato ad usare delle tecniche di memoria, in Cina vengono definiti &#8220;atleti della mente&#8221;, perché usano delle abilità al pari di un atleta che migliora la sua forma fisica. <br>Insomma, se vai in palestra lo fai per migliorare il tuo stato fisico. Le tecniche di memoria migliorano il tuo stato mentale.</p>



<p>Ok, credo si sia capito che reputo il palazzo della memoria una vera stron ….. idiozia, quindi cosa sono le tecniche che ti ho indicato qualche riga fa?</p>



<h3><strong>Associazioni mnemoniche</strong></h3>



<p>Immagina di camminare lungo una strada di città, senti un odore e lo riconosci subito come “pane”. Nelle vicinanze c’è un forno, un panettiere!<br>Oppure. Cammini e senti una musica, è una musica, una canzone che conosci, che ti riporta in mente una scena, un altro momento, un altro luogo, in compagnia di altre persone.</p>



<p>E ancora.</p>



<p>Cammini ed un cartellone pubblicitario mostra un luogo, sia esso mare, montagna, un posto che vorresti visitare, un posto che ti piace talmente tanto da riuscire ad immaginare di essere li. <br>Un sogno ad occhi aperti.</p>



<p>Tutto questo è innato. <br>Come nei sogni. <br>Quando sogniamo, il nostro cervello riesce a creare immagini dai nostri desideri, e dalle emozioni. <br>Partendo dalle immagini che vediamo, possiamo recuperare scene dalla nostra memoria o crearne altre come fossero rappresentazioni teatrali!</p>



<p>Il nostro cervello crea facilmente delle associazioni con le emozioni ed le immagini ed è esattamente questo il modo in cui cataloga le informazioni.</p>



<p>Ciò che ricordiamo è catalogato in base ad immagini ed emozioni. </p>



<p>In un palazzo della memoria, che tipo di emozioni puoi sviluppare?</p>



<p>Le associazioni mnemoniche si sviluppano collegando i nostri sensi, come accade per la musica che ti riporta in mente una scena, un odore o milioni di altri ricordi.<br>Il bello delle associazioni mnemoniche è che possiamo svilupparle volontariamente.</p>



<p>Immagina quella volta che svegliandoti, ti è venuto il dubbio che quel sogno fosse reale e dovetti pensarci per capire che: “<em>no, no, era proprio un sogno</em>”.</p>



<p>Nello stesso identico modo puoi prendere un elenco di parole chiave ed unirle tra loro creando una storiella grottesca. </p>



<p>Per esempio. <br>Se voglio ricordare parole come: <em>rana</em>, <em>casa</em>, <em>cane</em>, se mi limitassi ad immaginare una casa con dentro una rana ed un cane che mi guardano, non userei nessuna emozione, nessuna assurdità.<br>Se però immaginassi che una rana, allungando una delle sue zampine corte, suonasse il campanello di una casa di campagna, dalla forma di una cuccia per cani. Un cane andasse ad aprire, come se aspettasse un corriere ma, trovandosi di fronte la rana, si terrorizzasse nel vederla aprire la bocca piena di denti aguzzi …. Insomma quali erano le parole?</p>



<h3><strong>Fotografia mentale</strong></h3>



<p>Se devi costruire un palazzo mentale, è indispensabile riuscire a “vedere” e ricordare perfettamente le immagini.<br>Puoi ricordare facilmente e senza sforzo la tua casa, ma in un palazzo mentale devi aggiungere almeno altri 5 appartamenti .. e sarebbe comunque una piccola palazzina!<br>La tecnica della fotografia mentale serve per ricordare facilmente le immagini, anche le più complesse, sfruttando delle regole che ci consentono di diventare una specie di agenti segreti. <br>Hai presente quando, nei film, gli agenti segreti entrano in una stanza ed osservano tutto e tutti e lo memorizzano? <br>Ecco, questa può essere definita la tecnica della fotografia mentale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2020/02/01-Zaralli-scena02.jpg" alt="Rai2 SuperBrain" class="wp-image-3050" width="384" height="217" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2020/02/01-Zaralli-scena02.jpg 600w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2020/02/01-Zaralli-scena02-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption>Superbrain Matteo Zaralli memorizza una scena complessa</figcaption></figure></div>



<p>Per farti un esempio, arrivi ad una festa a casa di amici, entri in sala ed inizi a guardare i presenti. <br>Come osservi la sala?<br>Parti da un punto qualsiasi e poi vaghi alla rinfusa o più facilmente, inizi da un lato, osservi le persone, le riconosci, osservi come sono vestite, come e dove si trovano all’interno della sala, stanno parlando o stanno brindando? <br>Poi sposti lo sguardo ed osservi gli altri gruppi e le altre persone….Insomma, ordinatamente osservi tutti e se avrai fatto abbastanza attenzione potresti ricordare facilmente dove si trovavano tutti, più o meno come un immagine, un quadro, nella tua memoria.<br></p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>Si hanno notizie delle tecniche di memoria sin dal 470 a.C.  Cicerone, nel suo &#8220;De Oratore&#8221; narra, sotto forma di leggenda religiosa, l&#8217;invenzione di una tecnica mnemonica ad opera di Simonide di Ceo.</em><br><em>Durante un banchetto offerto da Scopa, un nobile tessalo della Tessalonica, l’attuale Salonicco in Grecia, il lirico e poeta Simonide di Ceo cantò una poesia in lode di Castore e Polluce. La lode non piacque al nobile Scopa, perché aveva osannato i due Dioscuri ( figli di Zeus) e non il suo ospite. Come punizione gli avrebbe pagato solo metà del compenso e che, l’altra metà, l’avrebbe dovuta chiedere agli stessi Dioscuri di cui aveva cantato le tristi note!  </em><br><em>Poco più tardi, durante il banchetto, Simonide venne avvisato che due giovani chiedevano di lui fuori della sala. Egli uscì ma non trovò nessuno e nel frattempo,  mentre era fuori, il tetto della casa crollò seppellendo Scopa e i suoi convitati, rendendo in modo irriconoscibile i loro cadaveri. Durante la ricerca, Simonide riuscì ad identificarli rammentando l’ordine nel quale essi erano seduti a tavola, cosicché si potessero restituire le salme ai rispettivi parenti.</em><br></p><cite>da, &#8220;Basta studiare&#8221; su <a href="https://amzn.to/2u5EgMo">Amazon</a></cite></blockquote>



<h3><strong>Conversione fonetica</strong></h3>



<p>Per sviluppare un palazzo della memoria stile sherlock Holmes dovrai immaginare appartamento stanze, armadi e cassetti. <br>Ordinare tutto e numerarli …. ma allora qualcosa che dia un ordine preciso già lo possediamo!</p>



<p>I numeri, li abbiamo imparati da piccolissimi ed anche se sono stati inventati dall’uomo e non sono presenti in natura sai per certo che il 5 viene dopo il 4 e prima del 6, come il 72, viene prima del 73 …. Ok, non credo serva andare avanti!</p>



<p>Il problema dei numeri è proprio il fatto che essendo stati inventati dall’uomo, non sono ben visibili. </p>



<p>Non puoi chiudere gli occhi ed immaginare un 95 come se immaginassi una palla.<br>Per questo motivo ci viene in aiuto una delle tecniche di memoria che amo maggiormente. <br>Con la conversione fonetica dei numeri, ad ogni numero si associa un suono fonetico. <br>L’unione di più suoni fonetici formerà delle parole, ed ecco che il numero 95 diventa realmente una “palla”, perché il <strong>9</strong>, riflettendolo assomiglia alla lettera <strong>P</strong> e la parte alla del <strong>5</strong> diventa la lettera <strong>L</strong> posta in orizzontale… ok, detto così può sembrare complesso ma i risultati sono realmente straordinari. </p>



<p>Ricordare le prime 30 cifre del pGreco diventa estremamente semplice, cosi come ricordare codici civili e penali … va da se che sviluppare uno schedario mnemonico sarà una passeggiata!</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Se vuoi imparare la conversione fonetica, segui i miei video su <a href="https://www.instagram.com/metodomnemonia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Instagram (apre in una nuova scheda)">Instagram</a>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kVuudQNlxo4&amp;list=PLiCxIuTLMaHU3UY_MEG-RJH5yqn6XchvF" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="YouTube (apre in una nuova scheda)">YouTube</a> o <a href="https://www.facebook.com/MetodoMnemonia/videos/vl.340385746613645/592719577876189/?type=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Facebook (apre in una nuova scheda)">Facebook</a> ed al termine, esercitati con il <a href="https://m.me/MetodoMnemonia?ref=Inizio%20fonetica" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="chatbot, di Facebook. (apre in una nuova scheda)">chatbot, di Facebook.</a><br></p></blockquote>



<p>Puoi prendere un’informazione e metterla in un cassetto dell’appartamento sviluppato in un palazzo mnemonico o associare quell’informazione ad una singola immagine.</p>



<h3><strong>Schedario mnemonico</strong></h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2020/02/0203-Scopel01.jpg" alt="Superbrain numeri e schede" class="wp-image-3053" width="428" height="242" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2020/02/0203-Scopel01.jpg 600w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2020/02/0203-Scopel01-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /><figcaption>Superbrain Gabriele Scopel <br>Schedario mnemonico e conversione fonetica</figcaption></figure></div>



<p>Ed ecco il punto, i numeri partono da 1 ad infinito e non hai bisogno di inventare nulla, i numeri sono quelli. </p>



<p>Convertendoli foneticamente otterrai delle semplici immagini a cui associare le informazioni che vuoi ricordare ed il gioco è fatto, avrai creato uno schedario mnemonico solido e duraturo nel tempo</p>



<p>Vorrei fosse ben chiara una cosa.</p>



<p>Il nostro cervello e più precisamente l’amigdala, valuta se un’informazione è utile o meno, se risponde a dei canoni emotivi, quindi se è utile ricordarla, la invia all’ippocampo che la cataloga in base alle emozioni.<br>Se la matematica è una materia che non sopporti, che ti annoia a morte, è praticamente impossibile che tu possa ricordare la lezione se non gli aggiungi qualche emozione utile.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube alignright wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div><figcaption>Sherlock Holmes ed il &#8220;palazzo della memoria&#8221;!</figcaption></figure>



<p>La scenetta in cui Sherlock Holmes entra nel suo palazzo della memoria, che a detta del dottor Watson è il luogo dove ha memorizzato tutto ciò che ha visto nel tempo è quanto di più assurdo possa esistere.</p>



<p>Siamo sicuri che sarebbe veramente fantastico togliere ogni limitazione al nostro cervello?</p>



<p>Impariamo a memorizzare, impariamo ad usare ciò che abbiamo a disposizione ed allora si che potremmo essere considerati geni.</p>



<p>Tutti sappiamo guidare, qualcuno ha imparata a farlo in modo professionale.<br>Tutti sappiamo studiare, lo facciamo dalle elementari eppure, impariamo velocemente solo ciò che ci piace, perché il nostro cervello aggiunge automaticamente le emozioni necessarie. </p>



<p><strong>Le tecniche di memoria fanno questo, ti insegnano ad aggiungere le emozioni per ricordare ciò di cui hai bisogno &#8230; <em>e non è automatico!</em></strong></p>
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		<title>È l’ipocrisia il vero motivo per cui le tecniche di memoria non vengono insegnante nelle scuole italiane.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 19:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tecniche di memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti conoscono le tecniche di memoria ma tutti usano la memoria, sforzandosi inutilmente, perché usando le tecniche di memoria i tempi si ridurrebbero in modo esagerato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>La verità è che tutti gli studenti, dalle elementari all’università si sforzano per memorizzare alcune informazioni come poesie, date, codici, tutto con solo utilizzo della propria memoria.</p>



<p>Tutto perfetto ma cosa vuol dire? <br>
Se devi superare un muro molto alto, userai una scala, la costruirai, ne userai una presa in prestito da altri o guarderai come gli altri l’hanno costruita. Insomma, guarderai gli altri, come accade nel mondo del lavoro, quando si collabora ad una soluzione comune.</p>



<p>Nella scuola le cose cambiano! <br>
A scuola, l’utilizzo di tecniche di memoria può essere fatto ma, non deve essere detto!</p>



<p>In realtà, quando qualcuno dimostra ciò che riesce a fare con la propria memoria viene subito visto come un genio, anche se ha solo utilizzato delle semplicissime tecniche.</p>



<h2>Perché a scuola non vengono insegnate?</h2>



<p>Per quale motivo, nonostante sia necessario memorizzare molte informazioni, non venga incoraggiato l’apprendimento delle tecniche di memoria .<br>
C’è da aggiungere che tanti insegnanti consigliano ai propri studenti di sviluppare un proprio metodo di studio, senza però dare delle vere e proprie basi da cui partire.</p>



<p>L’affermazione più comune è che, sforzandosi di ricordare qualcosa, si diventi più forti e capaci, ma è una delle più grandi str…. stupidaggini ma affermate!</p>



<h4>Si diventa più capaci, creando collegamenti, associazioni, mentali e cerebrali.</h4>



<p>La verità è che tutti ne hanno sentito parlare ma ben pochi si sono impegnati a studiarle, forse perché sembra una cosa eccessivamente meccanica … come se imparare a memoria una poesia o una serie di codici siano una cosa appassionante!</p>



<p>Le tecniche di memoria, non servono per studiare un argomento, ma per crearne le basi, come le parole chiave di una mappa mentale</p>



<p>Quando creiamo una base solida, il nostro cervello lo valuta come un argomento interessante e tutto ciò che ritiene inerente a quell’argomento, lo associa, lo collega, rendendone più semplice il ricordo e l’apprendimento.</p>



<p>Ma sembra che si viva in un mondo di prove di forza e solo chi resiste riesce ad andare avanti… poi ci si domanda come mai l’abbandono scolastico abbia raggiunto percentuali preoccupanti.</p>



<p>Studiare, senza metodi e senza tecniche, studiare senza un valido motivo non porta a nulla, men che meno ad entusiasmare ed qualsiasi altra attività può attirare molto di più di un libro che potrebbe aprire un mondo … se qualcuno aiutasse a costruire un ponte tra quelle basi e le emozioni dello studente.</p>



<h4>Ok, fin qui sembra tutto nero e nebbioso, ma i metodi esistono, le tecniche esistono!</h4>



<p>Ogni anno in TV, trasmissioni come Superbrain mostrano giovani e meno giovani dimostrare le loro capacità mnemoniche e spesso, vincere decine di migliaia di euro.&nbsp;</p>



<p>La conduttrice li descrive come supermenti, ma sono persone assolutamente normali, come me e te. Potremmo definirli come fanno i cinesi: “atleti della mente”, praticamente usano le tecniche di memoria con dei giochi che hanno inventato e stupiscono tutti coloro che le tecniche non le conoscono.</p>



<p>La cosa assurda è che molto, molto spesso, quelle tecniche sono talmente semplici da essere apprese in un paio di ore o meno.</p>



<p>Sia su <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Facebook (apre in una nuova scheda)" href="https://www.facebook.com/MetodoMnemonia/" target="_blank">Facebook</a>, che <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Youtube (apre in una nuova scheda)" href="https://www.youtube.com/channel/UCCSqfod3_7BUWxUqBE9fNKQ" target="_blank">Youtube</a>, ho pubblicato decine di video in cui descrivo alcuni degli esercizi svolti insegnando a replicarli. <br>In qualche caso servirebbe avere delle basi di altre tecniche ma comprendere il funzionamento è semplicissimo.</p>



<p>Insomma, a scuola le tecniche di memoria non si insegnano ma se le usi sei un genio!</p>



<p>Prima di spiegarti come potresti iniziare anche senza frequentare un vero e proprio corso, voglio che sia chiaro come e dove gli studenti usano la memoria, si impegnano a memorizzare ma senza usare le tecniche di memoria.</p>



<p>Partiamo dall’inizio.</p>



<h2><strong>Le tecniche di memoria alle elementari</strong></h2>



<p>I bambini delle elementari entrano in un mondo spettacolare. Usciti dalla materna, dove passavano il tempo a giocare, si ritrovano in un mondo di libri colorati e pieni di disegni.</p>



<p>I primi due tre anni passano giocando ma gli ultimi devono lavorare sul serio, per prepararsi al passaggio successivo.&nbsp;</p>



<p>Durante questa preparazione, le cose da memorizzare saranno ben poche, più che altro poesie ma capiterà che gli insegnanti daranno dei compiti, avvisando che interrogheranno su ciò che gli era stato assegnato.<br>
I più volenterosi si sbrigheranno e se gli è stato spiegato in modo divertente (sono bambini, imparano giocando) riusciranno a ricordare facilmente. Altri invece, leggeranno e faranno affidamento, senza rendersene conto, sulla loro memoria fresca e nuova. <br>
Praticamente un’auto nuova, in grado di muoversi ovunque.</p>



<p>La memoria è attiva e pronta, tutto è novità e quasi tutto è interessante.</p>



<h2><strong>Le tecniche di memoria alle medie</strong></h2>



<p>Ragazzi, state crescendo, le cose da imparare iniziano ad essere più impegnative, quindi dovete sviluppare un vostro metodo di studio efficace!</p>



<p>&#8211; Quale?<br>&#8211; <em>Cercate il vostro! Dovete trovare il vostro metodo studio! Usare gli evidenziatori potrebbe andare bene, potrebbe essere un buon metodo di studio!</em></p>



<p>Cioè? <br>Invece che usare la testa usiamo i colori?<br>Ti capita mai di distrarti, di avere in mente qualcosa e sognare ad occhi aperti?</p>



<p>Come mai il cervello si permette di distrarsi? <br>Perché non risponde sempre ai tuoi comandi?</p>



<p>Si certo è sarcastico!</p>



<p>Quando usi un evidenziatore, lo fai per dire al cervello che quella frase è importante, quindi la deve ricordare. Il cervello ti ascolta, certo come no!</p>



<p>Questo dovrebbe essere uno dei migliori metodi di studio?</p>



<p>Alle medie si è giovani, il cervello degli studenti è ancora elastico e per questo, sembra che gli evidenziatori facciano il loro lavoro, ma lo sai che è una stupidaggine vero?</p>



<p>Le cose da memorizzare, durante i 3 anni delle medie sono tante: date, codici, città del mondo mai visitate, quindi senza una vera e propria base mnemonica.</p>



<p>Insomma anche qui la memoria trova ampio spazio e poiché gli studenti sono ancora giovani e le loro menti elastiche e malleabili, riescono a districarsi dai problemi e se anche durante i 3 anni hanno avuto delle difficoltà, è sufficiente sfruttare la memoria nell’ultimo periodo, studiando in 15/30 giorni ciò che non si è fatto durante l’anno appena trascorso e, senza lodi e senza inganni, riuscire a superare anche le medie.</p>



<h2><strong>Le tecniche di memoria al liceo</strong></h2>



<p>L’ingresso al liceo è, per molti, traumatico!</p>



<p>Arrivi il primo giorno e vedi gli altri studenti: adulti!</p>



<p>Alle medie la differenza era di 2/3 anni, ma qui è di 5/6, in un periodo in cui gli adolescenti crescono in modo sproporzionato ed i genitori li vedono cambiare ad una velocità pazzesca!</p>



<p>Vedere mio figlio in quel periodo mi stupiva ed emozionava, se sei un genitore sai cosa voglio dire ma anche se sei uno studente, qualcosa ricorderai e di certo non era la scuola, il liceo, ma gli interessi che cambiavano.</p>



<p>Le emozioni di quel periodo non erano date dalle materie da studiare, ma dagli amici, da ciò che di bello e brutto accadeva.</p>



<p>Durante il liceo le cose da memorizzare erano tantissime per ogni materia, e per tutte ci si affida alla memoria che fino a qualche anno prima aveva funzionato egregiamente… ma ora gli interessi sono cambiati e di conseguenza ci si distrae anche più facilmente.</p>



<p>Quando vengono dati dei compiti, sopratutto se sono materie noiose, si preferisce farli all’ultimo momento, tentando di sfruttare quella memoria a breve termine che fino a qualche anno prima ci aveva salvato da pessime figure ma ora entra in gioco anche l’ansia e se il professore fa battute o ci distraiamo, siamo fregati.</p>



<p>Senza tecniche di memoria non ci sono basi solide, quindi se sale l’ansia, siamo persi in un mare di nulla. Tutte le informazioni studiate sembrano andare perdute, fino a quando qualcuno ci invia un salvagente, una parola chiave con la quale riusciamo a recuperare qualche informazione.</p>



<p>Se succede siamo a cavallo, altrimenti ….&nbsp; Sembra incredibile eppure il 30% degli studenti abbandona la scuola già al liceo. <br>
Tre studenti su 10 e molti di questi non completeranno mai più gli studi! &nbsp;</p>



<h2><strong>Ed ora? Come memorizzare all’universita?</strong></h2>



<p>Studiare all’università, sotto certi aspetti è più semplice ed in teoria, avendo già fatto un bel percorso di studi, il metodo di studio universitario dovrebbe essere più semplice.</p>



<p>Una volta scelto l’indirizzo, le materie sono quasi tutte inerenti la strada scelta, quella che vedendoci, immaginandoci nel futuro prossimo, dovrebbe emozionarci. <br>
Però le abitudini sono dure a morire e, fallimenti, insicurezza ed ansia minano risultati e successo.</p>



<p>Per anni, per tutti gli anni passati, lo studente che arriva all’università leggeva e rispondeva ad interrogazioni e verifiche studiando il giorno precedente, ma all’università le cose cambiano.</p>



<p>Non ci si limita a studiare un argomento e rispondere ad un’interrogazione, ma si deve studiare e si deve ricordare un’intera materia, con all’interno tutti i particolari e le informazioni necessarie a dimostrare di averla ben compresa.</p>



<p>In qualche caso è semplice in molti altri … ricordare i particolari per uno o due mesi è leggermente complicato! <br><em> No! Non è vero, è quasi impossibile!</em></p>



<p>In tutti gli anni trascorsi, lo studente ha fatto affidamento sull’elasticità mnemonica, sulla memoria a breve e medio termine, ma qui, all’università si usa la memoria a lungo termine! <br>
Lo stesso tipo di memoria che si usa nel lavoro, quando l’esperienza associa le emozioni creando ricordi duraturi nel tempo, in grado di modificare le risposte in base alle esigenze, come fa qualunque professionista.</p>



<p>Immagina, ricorda, le cose che conosci bene. <br>
Qualunque cosa, sia essa un hobby o una cosa di lavoro. <br>
Ricordi la scena o il particolare?</p>



<p><strong>Attenzione</strong>. <br> È dal particolare che sviluppi la scena esattamente come dalla parola chiave si sviluppa un argomento, come da una data, può nascere un racconto!&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.mnemonia.net/le-tecniche-di-memoria/conversione-fonetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="1492 (apre in una nuova scheda)">1492</a> e da qui inizia a parlare di Colombo, delle Americhe e degli USA o del Portogallo, quindi Italia oppure … insomma da una chiave, nasce un argomento ma quella chiave devi averla memorizzata e fino ad ora, a meno che tu non lo abbia fatto per passione, la scuola ti ha detto che dovresti usare la tua testa e non le tecniche!</p>



<p>Cioè? Le mappe mentali per studiare e collegare, vanno bene ma le tecniche di memoria per ricordare le chiavi mentali che sviluppano i pensieri no?</p>



<p>All’università hai spesso la necessità di ricordare difficili paroloni composti e cosa cambia se lo fai con le tecniche di memoria piuttosto che martellarti la testa ripetendo la parola all’infinito?</p>



<p>Oggi si conosce meglio il funzionamento mentale e psicologico e “repetita iuvant”, pare che non sia propriamente vera.</p>



<p>Se guidando percorri una strada nuova, la osservi facendo attenzione.<br>Se guidando percorri una strada vecchia, che fai spesso, rischi di distrarti, la mente vaga altrove e rischi di addormentarti.</p>



<p>Il nostro cervello riconosce la strada e dice “si la conosco, non serve la mia attenzione”.</p>



<p>Lo fa anche con le cose da studiare, che ripetiamo in continuazione.</p>



<p>Si questo l’ho già letto, lo sta solo ripetendo!</p>



<h4>Gli errori si commettono per la troppa sicurezza. Molti di meno quando una cosa è emozionante o nuova!</h4>



<p>Ricordare: <strong>pancreozimina colecistochinina</strong> ripetendolo per ore, va benissimo ma se giochi con le parole diventa più veloce e semplice, ottieni risultati migliori e duraturi nel tempo.</p>



<p>Ho del pane (<strong>pan</strong>) con cui creo (<strong>creo</strong>) il volto di mia zia mina (<strong>zimina</strong>) su cui ha delle enormi cisti che si uniscono in una sola, maschio (<strong>colecisto</strong>), che può essere curata solo con il chinino femmina (<strong>chinina</strong>).</p>



<p>Quando ad un corso, uno studente ci disse che aveva impiegato un mese per ricordarla, lo guardammo con tenerezza!</p>



<p>Perché perdere un mese per ricordare una cosa quando puoi farlo in pochi secondi?</p>



<h4>La memoria, le tecniche di memoria, funzionano per immagini associate tra di loro:</h4>



<p>Ho del pane (<em>immagine</em>) con cui creo il volto di mia zia (<em>immagine</em> ed <em>emozione</em>, nel creare e vedere una mia zia, che magari ci parla)…</p>



<p>La scena è assurda, è vero, ma prova a ripetere la parola, scoprirai che la scena è solo un mezzo, è la parola quella importante da cui puoi sviluppare l’argomento.</p>



<p>Qui parliamo di un ormone ma potremmo parlare della data <a href="https://www.mnemonia.net/le-tecniche-di-memoria/conversione-fonetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="1492 (apre in una nuova scheda)">1492</a>, da cui iniziare storia o geografia.</p>



<p>Le tecniche di memoria non sono dei metodi di studio, sono delle tecniche a supporto e come tali, come supporto, aiutano a solidificare gli argomenti.</p>



<p>È utile impararle dalle elementari, sarebbe utile che fossero gli stessi insegnanti a insegnarle sfruttando, adattandole alle loro materie ma se questo non accade a scuola potrai farlo per conto tuo, come ora che, in pochissimi istanti, hai imparato una parola composta che studenti di medicina impiegano giorni e giorni per ricordarla come hai fatto tu ora.<br> <br> Porre rimedio a questa mancanza che per anni ti ha fatto lavorare molto più di quanto avresti dovuto è estremamente semplice, perché le tecniche di memoria  possono essere paragonate ai giochi che fanno i bambini per ricordare le cose più strane, come abbiamo fatto con <em>pancreozimina colecistochinina</em>. </p>



<p>Di base, le tecniche di memoria partono dal concetto che qualsiasi cosa si abbia la necessità di ricordare, debba essere, in qualche modo visualizzato, animato usando un minimo di emozioni o forma grottesca (come abbiamo fatto con la parola) e collegato alla parola successiva, sviluppando, in questo modo, una specie di tecnica dei <em>loci</em> ciceroniana, dove i &#8220;loci&#8221; sono le parole/immagini che si collegano tra di loro.</p>



<p>Questa semplice tecnica ti aiuterà tantissimo ma con un po&#8217; di fantasia e creatività è possibile, in poco tempo, ampliare all&#8217;infinito le tecniche di memoria, tanto da arrivare ad essere considerato una vera supermente e con la pratica, acquisire velocità e perché no, partecipare a qualche programma TV.</p>



<p></p>
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		<title>Ecco perché il greco antico sparirà dal liceo Classico</title>
		<link>https://blog.mnemonia.net/perche-il-greco-antico-sparira-dal-liceo-classico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 16:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[metodi]]></category>
		<category><![CDATA[come studiare]]></category>
		<category><![CDATA[Greco antico]]></category>
		<category><![CDATA[liceo classico]]></category>
		<category><![CDATA[metodi di studio]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il greco antico sta per sparire tra le materie del Ginnasio, il liceo Classico, ed il motivo è l'assoluta mancanza di metodo di studio e insegnamento.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8211; <em>Per come viene insegnato oggi, il greco antico, è esattamente come insegnare l&#8217;elfico del signore degli anelli di Tolkien.</em>&#8211;</p>



<p>Il greco antico, studiato nei licei classici o ginnasio, è la materia che, in proporzione tra tutti i tipi di liceo, ha più necessità di ripetizioni post-scuola. <br>E già questo dovrebbe dirla lunga sul metodo di insegnamento e sul metodo di studio utilizzato per studiarlo.<br>La risposta, solitamente è:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>si è sempre fatto così!</em></p></blockquote>



<p>Come se, chi non riuscisse da solo, con i mezzi messi a disposizione delle scuole, fosse fuori posto nel Ginnasio, e non perché il metodo di insegnamento non sia stato minimamente modificato da oltre 30 anni. <br>Oggi si conosce molto di più sul funzionamento neurologico, psicologico e motivazionale degli studenti, eppure, non è cambiato nulla da decenni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>si è sempre fatto così!</em></p></blockquote>



<p>Questa frase idiota, ha portato la scuola italiana ad oltre il 30° posto!<br>L&#8217;Italia, culla di cultura, poesia, letteratura mondiale, siamo scesi tra gli ultimi posti e nessuno se ne assume la responsabilità.<br>Il 30% degli studenti abbandona gli studi PRIMA di arrivare al DIPLOMA.&nbsp;<br>La colpa, è sempre dei genitori, dei giochi, dei media, degli stipendi bassi, dei programmi del ministero, dei ministri de … <em>qualcos’altro da aggiungere?</em><br>Colpa di un pessimo metodo di studio e di insegnamento no?</p>



<h5><em>Si è sempre fatto cosi!</em></h5>



<p>Il Greco antico è solo una goccia, che pesa enormemente, ma pur sempre una goccia in un mare di incapacità, in una totale mancanza di adattamento al nuovo mondo, alle nuove scoperte. <br>Alcuni insegnanti non sanno usare internet oltre all&#8217;utilizzo delle mail, però giudicano il mondo degli studenti, come se lo conoscessero perfettamente!<br>Prima di questa materia venne il latino nelle medie … <em>in fondo non serviva</em>!! E dal 1977 il latino, abbandonò le armi.</p>



<p>Poi educazione civica, <em>a che serve</em>?<br>E noi, da popolo culla di letterati, diventiamo sempre più ignoranti, arrabbiati, senza la capacità di incuriosire i nostri studenti.</p>



<p>Il greco antico, la lingua greca, nelle scuole sparirà, è quasi certo, perché, nonostante sia una materia fantastica che aiuta a creare una mentalità deduttiva, la quasi totalità degli insegnanti, si limita ad affermare che “<em>il greco apre la mente</em>”, poi si limita a farlo studiare come se dovessero imparare a memoria una poesia, senza nessun ragionamento, senza nessuna deduzione.</p>



<p>Molti insegnanti affermano stizziti che ce la mettono tutta pur di  far ragionare i propri studenti, dimenticando, però, di osservarli, di capire cosa li fa muovere ed appassionare.<br>Insegnare il cristianesimo ad un estremista islamico sarebbe molto difficile, per il suo “estremismo”, non per la religione diversa.</p>



<p>Nello stesso modo, insegnare a ragionare da adulto ad un ragazzo di 15 anni è come portarlo in un mondo diverso, un mondo in cui sono obbligati a vivere per oltre 6 ore al giorno, e spesso anche oltre con i compiti da fare a casa</p>



<p>Se questa è la scuola, un mondo che non guarda i nostri ragazzi, che non coinvolge e non vive insieme a loro, e per loro, ma pretende che siano loro ad amarla per fede … avrà tanti estremisti.</p>



<h5>Il greco è il metro, l’unita di misura, è la coppa che viene persa dalla scuola, dall’istruzione.</h5>



<p>Attualmente, gli studenti del ginnasio, tra il primo ed il secondo anno, iniziano a studiarlo, impegnandosi ad imparare una lingua, composta da lettere diverse dal nostro alfabeto.</p>



<p>Potrebbero persino essere delle lettere <em>elfiche</em>, di un romanzo di Tolkien, nessuno si accorgerebbe della differenza e gli stessi insegnanti di greco antico sarebbero persi, ed il : <em>si è sempre fatto così</em>, inizierebbe a vacillare.</p>



<p>Potrebbero partire da simboli che i ragazzi già conoscono, come il pi greco usato già alle medie. L&#8217;Omega, l&#8217;Alpha, che possono esser stati visti in qualche film o studiati nella religione cristiana e da qui creare un&#8217;associazione utile per creare un minimo di interesse iniziale, per creare un punto di partenza utile alle LORO esperienze e conoscenze.</p>



<p>Però, gli insegnanti di greco sono talmente abituati al modo in cui lo hanno studiato, ripetendolo in continuazione, a memoria, che per loro non è neanche tanto importate un nuovo tipo di approccio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>si è sempre fatto così</em> … per loro.</p></blockquote>



<p>Dal pi greco e qualche altra lettera, a tutto l’alfabeto ci passa un mondo, ma sono giovani e con la curiosità diventano spugne pronte ad imparare, ma proprio per l&#8217;essere spugne, imparano anche con la forza di vecchi metodi e con questi passano ai tipi di coniugazioni, alle sillabe e quanto altro e, senza neanche accorgersene, alla traduzione delle frasi. </p>



<p>Fantastico.<br>Il problema è che il greco antico, quello studiato sui libri del classico, oltre ad essere una lingua morta, non era neanche parlato!</p>



<p>E già qui siamo all’apoteosi!</p>



<h6>Il greco antico non si parla, era una lingua muta!!</h6>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>Gli antichi greci, i filosofi greci erano muti?<br>No, anzi!<br>Parlavano e tanto. </em></p></blockquote>



<p>Se ordinavano il pane, si esprimevano normalmente, volevano essere compresi chiaramente. <br>Se scrivevano, però,  diventavano criptici, ed i loro testi dovevano essere interpretati.&nbsp;</p>



<p>Era il loro lavoro. <br>Un lavoro da studiosi, da liberi pensatori. </p>



<p>Il lavoro di filosofo e pensatore era fuori dal comune, era per una singola persona su più di migliaia e dovevano dimostrare ciò che erano anche esprimendosi in modo consono, recitando poemi di grande gesta e scrivendo in modo arcaico.</p>



<p>Se guardiamo più vicino a noi, intorno al 600 o 700, il modo di esprimersi era totalmente diverso dall&#8217;attuale, non solo i dialetti ma per la nostra stessa lingua si usavano verbi ormai in disuso, desueti:<br><em>Abbacinare, alea, algido, eristico, ignavo&#8230;.</em></p>



<p>Insomma, era un altro mondo, e se i nostri antenati sono ancora comprensibili, è leggermente più complesso farlo con personaggi di millenni passati!</p>



<p>Spiegare questi concetti adeguatamente aiuta a rendere più semplice la costruzione di basi e molti insegnanti pensando di farlo, si limitano all&#8217;utilizzo di una mezz&#8217;ora di lezione di questi concetti, </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>Si è sempre fatto così!</em></p></blockquote>



<p><em>Per la costruzione di un palazzo, le fondamenta sono la parte più importante, migliori saranno le fondamenta e più alto e forte sarà il palazzo!</em></p>



<p>Quindi, sempre nei primi due anni di scuola, insieme all’apprendimento, a memoria, della lingua greca <em>che si legge ma non si parla</em>, si passa al tradurre<em> che non è tradurre</em>!</p>



<p>Se è un casino per te, figurati la confusione dei giovanissimi liceali!</p>



<p>Poiché i filosofi greci dovevano dimostrare il loro grande sapere, lo facevano esprimendosi &nbsp;in modo complesso… criptico, ed i nostri studenti non devono limitarsi ad imparare la lingua ma devono anche imparare a dedurre cosa dicevano, perché nessuno ha spiegato loro, in precedenza, come si esprimevano, il <em>modo</em> di esprimersi.<br>Parliamo di un modo di esprimersi molto, molto diverso dall&#8217;attuale. </p>



<p><br>Gli studenti di una classe, hanno tutti, all&#8217;incirca, la stessa età ed in quanto tali si esprimono tutti nello stesso modo che rimane pur sempre distante da quello utilizzato qualche millennio fa!</p>



<p>Dopo aver imparato a memoria le basi dell&#8217;alfabeto greco e di qualche regola di base, dopo qualche mese,  iniziano con le traduzioni e nelle verifiche, con molti dubbi gli viene assegnata una frase tipo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Ποιος θα μεταφέρει στον κόσμο την πρώτη κίνηση ο ίδιος.&nbsp;</p></blockquote>



<p>La legge, ma poiché è una <em>lingua morta</em> e non parlata, lo fa in assoluto silenzio ed ancora mentalmente dubbioso:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Poios tha metaférei ston kósmo ten próte kìnise o ídios.</p></blockquote>



<p>Tutto questo, con il prezioso aiuto del dizionario, un tomo che da solo pesa quanto 5 libri (2,6kg).</p>



<p>Sei a cavallo, <em>penserai</em>, ma i filosofi greci scrivevano in modo criptico, diverso dal nostro modo di esprimersi, quindi essendo un novellino al primo o secondo anno, continuando ad &nbsp;aver dubbi sulla reale correttezza della tua traduzione, scrivi:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Chi prenderà il mondo prima muova se stesso.</p></blockquote>



<p>Ti ricordo ancora che parliamo di adolescenti di 13-15 anni, che si approcciano ora ad un mondo di deduzione ed ora il</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>si è sempre fatto così!</em></p></blockquote>



<p>significa solo che o lo sai fare o non è per te.</p>



<h6>E allora come studiare?</h6>



<p>Arrivato a questo punto, dovrebbe essere chiaro che insegnargli PRIMA a capire come ragionavano e scrivevano, renderebbe tutto molto più semplice, ,ma non è contemplato, o lo sai fare di tuo o non sei adatto!<br>Un comportamento, una risposta che è come affermare che se un ragazzo che nato da genitori operai, dovrà per forza, esso stesso diventare un operaio!&nbsp;</p>



<p>Venti, trenta anni fa, non avevamo le conoscenze, di oggi, i mezzi e le disponibilità attuali.&nbsp;<br>Oggi il più povero degli studenti, ha comunque un cellulare che gli consente di navigare in internet, un mondo dove può trovare qualsiasi informazione ma che spesso, purtroppo, gli insegnanti non sanno usare o lo usano poco e male.<br>Il mondo non è più ristretto, ma aperto, ognuno può, se lo desidera, ottenere qualsiasi traguardo, non ci sono più le limitazioni dei tempi passati e molti giovani, per cambiare, scelgono scuole, licei, che aprano quelle strade, ma una mentalità vecchia, con vecchi metodi di studio, uccide i loro sogni. <br>Involontariamente, ma lo fa.</p>



<p>Sto divagando, siamo arrivati alla frase criptica, cosa vorrà dire il nostro famoso filosofo?</p>



<p>La semplice traduzione è un errore. La traduzione evidenzierà le parole, non il concetto che l&#8217;autore desiderava esprimere. </p>



<p>Solo gli avvantaggiati, quelli che per gioco o per passione hanno già compreso come dedurre, riusciranno a  scrivere e leggere ad alta voce:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso</p><cite>Socrate</cite></blockquote>



<h6>Dove stiamo andando?</h6>



<p>In una classe di 30 giovani virgulti, in quanti riuscirebbero in quest’opera senza aver prima ricevuto un valido aiuto?<br>Il greco antico è una delle materie che più ha necessità di ripetizioni. <br>Ripetizioni che arrivano a costare anche 50€ l’ora.</p>



<p>In una famosa e storica scuola romana, ad una prima verifica, su 30 studenti solo 5 ottennero la sufficienza ( non era questa la frase della verifica, era molto più complessa), gli altri andavano dall’1 meno (<strong>uno meno!</strong>) al 5.</p>



<p>L’insegnante, in seguito al risultato, affermò seccata che erano gli studenti che non studiavano.</p>



<p>Ora mi domando, se in una scuola un’insegnante non riesce ad ottenere neanche il 30% di risultati validi, è un’insegnante valido?<br>È davvero colpa del ministero, dei programmi, dei genitori perché &#8220;<em>si è sempre fatto così!</em>&#8220;?</p>



<p>Quando sento dire che può capitare, che una classe sia totalmente incapace, capisco perché la scuola va a rotoli: &#8220;nessuno si assume le responsabilità!&#8221;<br>Parlo pensando a scuole, a classi normali, in città normali. Non posti disagiati dove, comunque, la prima cosa da fare è aiutarli a capire cosa otterranno, prima di iniziare ad insegnare come fare.</p>



<p>Di quei 30 studenti del liceo romano, oltre la metà prendeva ripetizioni!&nbsp;<br>Le verifiche, si ripetevano sempre più complesse con la stessa insegnante che continuava a distruggere la volontà e la motivazione degli studenti, con gli stessi risultati!</p>



<p>Questo è il motivo per cui sparirà il greco antico e forse, mi auguro, rimarrà almeno lo studio della letteratura greca e latina.<br>Letteratura già tradotta, solo da interpretare.</p>



<p>La lingua greca, per come è insegnata è assolutamente inutile.<br>È uno sforzo che non produce effetti, è solo una lingua in più.<br>Eppure, sarebbe sufficiente giocare con i dialetti del sud Italia per costruire le basi.</p>



<h6>L&#8217; alternativa? Come studiare  ed insegnare il greco antico?</h6>



<p>Insegnare la letteratura greca, insegnare la comprensione e la deduzione dei testi greci già tradotti, ha la stessa capacità di aprire le menti dei giovani studenti insegnandogli a dedurre, ad usare la loro capacità deduttiva ed in seguito, una volta compreso il modo di pensare ed esprimersi di filosofi e poeti, si potrebbe salire di livello, insegnando la loro lingua.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2019/09/DizionarioCestino1024x1024.jpg" alt="Dizionario di greco antico" class="wp-image-3000" width="256" height="256" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2019/09/DizionarioCestino1024x1024.jpg 1024w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2019/09/DizionarioCestino1024x1024-150x150.jpg 150w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2019/09/DizionarioCestino1024x1024-300x300.jpg 300w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2019/09/DizionarioCestino1024x1024-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 256px) 100vw, 256px" /></figure></div>



<p>Serve un modo diverso di affrontare lo studio, perché così, con il “<em><strong>si è sempre fatto cos</strong></em><strong>i</strong>” siamo diventati una massa di ignoranti che vedono solo ciò che possono risolvere velocemente e nell&#8217;immediato.<br>Gli studenti vanno a scuola per il diploma, per la laurea, non più per imparare!</p>



<p>È necessario insegnare ed imparare ad affrontare le materie, tutte, in modo diverso dal vuoto assoluto di oggi.</p>



<p>Occorre insegnare in modo che le materie possano diventare utili, interessanti e collegate, associate tra di loro. <br>Lo studio, <em>studiare</em>, è solo un obbligo per gli studenti e tale è sentito e vissuto, in un mondo dove gli insegnanti sembrano essere più giudici che guide. <br>In un mondo dove la scuola è un&#8217;occupazione temporanea, più che un posto che rimarrà per sempre nel cuore di quei ragazzi &#8230; quando diverranno adulti.</p>



<p>Per i giovani dai 10 ai 25 anni, studiare è un lavoro, ma sono spugne, riescono a ricordare e nel farlo, qualcosa rimane. Come un virus, rimane la passione dell&#8217;insegnante che contagiando i propri studenti li aiuta a capire senza mai mettere il voto davanti al sapere. <br>Il voto si può cambiare e non è definitivo ciò che l&#8217;insegnante può dare, si, per lo studente, lo sarà per sempre.</p>



<p>Imparare a studiare significa associare la materia da studiare al proprio modo di pensare ed essere.<br>Ed è l&#8217;imparare a studiare l&#8217;unica soluzione per uscire dall&#8217;abisso in cui ci stiamo infilando!</p>
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		<title>Gli studenti: giganti dai piedi di cristallo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 14:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[metodi]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzare il lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studiare bene per avere basi solide Hai presente quelle persone che tentano di dimostrarsi grandi, importanti, influenti, vestendo abiti griffati o sfoggiando auto di lusso? E nel frattempo, usando con</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4><em>Studiare bene per avere basi solide</em></h4>


<p>Hai presente quelle persone che tentano di dimostrarsi grandi, importanti, influenti, vestendo abiti griffati o sfoggiando auto di lusso?</p>
<p>E nel frattempo, usando con un lessico forbito, si dichiarano esperti in una qualche disciplina che in realtà hanno appreso solo negli ultimi 3-4 mesi … insomma a Milano sarebbero dei “<em>ganassa</em>”, o “<em>sboroni</em>” a Roma.</p>
<p>Sicuramente conosci almeno una persona del genere.</p>
<p>A volte è anche divertente e simpatico. Spesso è conscio di comportarsi da sborone, ma è il suo modo di fare e in fondo, fa male solo a se stesso, sopratutto a fine mese se molti dei mezzi utilizzati non erano alla sua portata!</p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Che fregatura!</span></h4>
<p>Tra le sue quattro mura combatte per riuscire a continuare nella sua farsa, ma quando arriva la bufera, i suoi piedi di cristallo si rompono e cade in modo indecoroso.</p>
<p>Il mese dopo lo incontri di nuovo che lavora come un matto nella speranza di alimentare ancora il suo sogno, che nella realtà diventa sempre più lontano!</p>
<p>Troppe falsità, troppo tempo passato a mostrarsi, invece di costruire, ed ora, senza piedi, diventa tutto più difficile!</p>
<p>Gli <em>sboroni</em>, i <em>ganassa</em>, dovrebbero essere sempre presi come esempio dagli studenti, perché oltre il 90% di loro si comportano nello stesso identico modo e molti di loro cadono prima ancora di arrivare alla laurea.</p>
<p>Ok, non possiamo dare la colpa solo agli studenti, perché ad oggi, nella scuola c’è un solo tipo di base, quella di cristallo.</p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Una base estremamente fragile.</span></h4>
<p>Il numero di laureati è bassissimo in tutto il mondo, ma nel nostro paese è vergognoso!</p>
<p>I diplomandi studiano per avere solo un pezzo di carta ed una volta ottenuto, perché continuare?</p>
<p>Ogni anno, vere e proprie schiere di giovani studenti smette di studiare sperando di ottenere qualcosa senza però avere le basi adeguate, muovendosi nel mondo con piedi di cristallo e cosa accadrà al primo intoppo è facile da prevedere!</p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Ma chi crea questi piedi di cristallo e quando si perde la capacità di costruire delle basi solide?</span></h3>
<p>Gli studenti alle elementari iniziano la costruzione delle loro basi nel mondo dell’istruzione.</p>
<p>Imparano cose semplici, almeno nei primi due anni, eppure, con gli ultimi testi di studio utilizzati, sembra che debbano da subito studiare bene per diventare presidi della loro scuola!</p>
<p>Praticamente i testi di studio delle mie elementari, di quasi 50 anni fa, erano vere basi. Oggi, già dopo un mese (praticamente poche ore di studio) iniziano già ad approfondire concetti ed informazioni che prima avremmo studiato alle medie.</p>
<p>Poco male, i tempi cambiano, i bambini sono più svegli e precoci, quindi se devono studiare qualcosa di più non succede nulla … a patto che le basi siano solide e non un semplice studio per passare l’interrogazione, altrimenti diventa il primo accenno di cristallo!</p>
<p>Alle elementari vediamo i primi premi e complimenti per i 10 ricevuti.<br />Bambini e bambine felici per aver dimostrato a se stessi ed a tutti gli altri di aver ottenuto il massimo.<br /><span style="font-size: 1.125rem; font-family: var(--text-font);">I migliori della classe!<br /></span>Ottimo lavoro!</p>
<p class="p1"><span class="s1">Alle medie i ragazzi continuano a studiare come facevano alle elementari. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Compiti a casa e poi il giorno dopo si viene interrogati, se si ricorda tutto per bene, si rimedia il bel voto, altrimenti un dispiacere, i rimproveri a casa o sempre più spesso un mesto e sconsolato “<i>va beh, quella materia non fa per te come non faceva per me!</i>”.<span class="Apple-converted-space">  </span><br />Praticamente una scusa da poter continuare ad utilizzare per molto tempo ancora, tipo:<br />-la matematica era antipatica alla madre e sicuramente lo è anche per il figlio!-</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche in questo caso, tutto ciò che viene studiato ha lo scopo di far superare l’anno, non deve “piacere” per forza. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quindi si sfrutta prevalentemente la memoria a breve/medio termine, sperando che non gli venga chiesto quello che aveva studiato 3 mesi fa!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La settimana prima degli esami è un vero tour de force per recuperare tutto ciò che è stato studiato durante l’anno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il premio per la memoria migliore è un ottimo voto ed un futuro rigoglioso.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tutti quei ragazzi con media alta, arriveranno stressati quanto gli altri con la media bassa. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Hanno un po’ più di sicurezza, ma tremare un po’ non ha mai fatto male a nessuno, ed è meglio non farsi vedere troppo sicuri!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ogni tanto capita che lo studente dalla media alta cada in qualche trappola, ma siamo alle medie e fortunatamente viene salvato dal professore che lo conosce.<br />Insomma fargli rompere subito quel bel piedino che ha aiutato a costruire sarebbe sbagliato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Arrivano al liceo e per la prima volta nel loro percorso scolastico ha potuto scegliere. </span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Ha dovuto scegliere!<br /></span></h2>
<p>È lui a scegliere il liceo che vuole frequentare, quindi viene dato per scontato che tutte le materie siano interessanti.</p>
<p>L’abitudine è ancora attiva e solida.</p>
<p>Riesce a ricordare facilmente ciò che studia il giorno prima.</p>
<p>Fortunatamente le materie sono diverse ogni giorno, quindi basta studiare il giorno prima ciò che serve al giorno dopo e se non si viene interrogati è anche meglio!</p>
<p>Prima o poi accadrà, ma basta studiare qualche ora al giorno, più quello che viene spiegato in classe e se si riesce a ricordare qualche parola chiave, le possibilità di salvarsi diventano molte.</p>
<p>Gli studenti abituati ad ottimi voti sono però sempre di meno.</p>
<p>La memoria a breve termine viene influenzata dai tanti interessi che subdolamente nascono per questi giovani virgulti.</p>
<p>Interessi spesso odiati dagli adulti perché li portano fuori strada … praticamente come la musica pop di <em>dirty dancing! </em>All&#8217;epoca, nel film, era la musica, oggi è Fortnite o simili.</p>
<p>I tempi cambiano.</p>
<p>Negli ultimi 20 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante ma molti insegnanti usano il computer, a malapena, come fosse una macchina da scrivere, figuriamoci usare internet o sapere come funzionano i videogiochi moderni, per i quali, prima di iniziare è necessario usare un tutorial, anche se sei al settimo capitolo della serie. È necessario studiarne l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Nello studio, però, l’importante è che vadano bene all’interrogazione ed alle verifiche, dando per scontato che, <em>se ricordano hanno imparato</em>!</p>
<p>Ogni anno si fa la conta dei piedi rotti ed ognuno addossa la colpa ad altri.</p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">“Voglio lasciare la scuola.<br />Il target non mi piace più.<br />Questa scuola  non ha alcuna ragione di esistere, non serve a nulla.<br />Un tempo su 20 ragazzi ne avevo 5 eccellenti, oggi uno su 100.<br />Quello che racconto (elettrotecnica, elettronica e telecomunicazioni) non interessa alla maggioranza dei ragazzi.<br />Mi ascoltano solo perché mi rispettano per la mia  autorevolezza e credibilità. …”<br /></span>(<i>articolo pubblicato da un insegnante su di un blog di categoria</i>)</p>
</blockquote>
<h3 class="p1"><span class="s1">Ora sì che si iniziano a vedere le crepe sui piedi di questi futuri giganti!</span></h3>
<p>Alcuni, abituati a prendere bei voti, iniziano a disperarsi.</p>
<p>Altri non riuscendo a studiare si scoprono ad avere disturbi vari.</p>
<p>Gli insegnanti, seppur dispiaciuti, iniziano a trattarli con più calma… hanno dei disturbi! Ecco perché non capiscono!</p>
<p>Genitori dispiaciuti ma almeno non è colpa dei ragazzi, hanno un disturbo!</p>
<p>I disturbi vengono curati insegnando in modo un po’ più basico.</p>
<p>Usando esempi, costruendo meglio le basi da cui partire ed a volte evitando di approfondire troppo.</p>
<p class="p1"><span style="color: #23282d; font-size: 1.375rem; font-weight: 600; font-family: var(--text-font);">Dal liceo vediamo già i primi piedi rotti, i primi giganti caduti!</span></p>
<p>Alcuni iniziando dalle insofferenze verso i professori che li trattano come: incapaci di capire la loro materia, decidono di prendersi un anno di pausa, prima di completare il liceo.</p>
<p>Questo anno diventeranno 2, poi 3 poi … smetterà di contarli e costruirà i suoi piedi in altro modo, ma i resti del cristallo saranno sempre li a ricordare di non essere riusciti, che la colpa era di questo, di quello e di quell’altro!</p>
<p>Ma inconsciamente sanno bene che sono loro che hanno lasciato, hanno abbandonato e la macchia nera è la loro!</p>
<p>Altri arrivano all’ultimo anno di liceo e finalmente all’esame finale.</p>
<p>Anche in questo caso, per qualcuno sarà il primo tentativo andato male, mentre per altri, senza lode e senza inganni sarà il definitivo passaggio all’età adulta.</p>
<p>Molti di questi potranno fare la prima vera scelta: andare avanti o fermarsi.</p>
<p>Solo 2 su 10 andranno avanti proseguendo con l&#8217;università. Gli altri preferiranno tenersi i piedi costruiti fino a quel momento.</p>
<p>La scuola non gli avrà dato molto come professionalità, quindi sarà arrivato il momento di crearla. A volte in modo semplice altre con le dovute difficoltà della crisi e della mancanza di competenze!</p>
<p>Altri, abituati a ricordare facilmente, saranno riusciti a costruirsi un minimo di bagaglio formativo.</p>
<p>In qualche caso l’abitudine a continuare a prendere buoni voti e … dimostrarlo anche all’università sarà una sfida fantastica …. Forse!</p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Arrivano all’università.<br /></span><span class="s1">Arrivano in un mondo totalmente diverso.</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Sembra un altro paese, un altro modo di gestire lo studio. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dove siamo?<br />Aiuto, da dove inizio?<br />A chi chiedo?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ok, piano di studi preparato, cominciamo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Primo esame da preparare, apri il libri e cominci a leggere, studiare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">È un po più complesso ma si può fare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Studi il primo giorno, poi il secondo poi il decimo e ti chiedi: “cosa diceva all’inizio?”<br />E già qui senti scricchiolare le giunture dei piedi, i cristalli rischiano la crepa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Praticamente, studiando come hai sempre fatto fino ad oggi, ti accorgi che non è più come l’anno precedente, quando dovevi studiare un singolo argomento, un singolo particolare e poi farti interrogare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ora gli argomenti sono tanti, tutti nuovi, dalle basi agli approfondimenti e devi saperli perfettamente.<br />La memoria a breve termine non riesce ad arrivare ad un mese ed inizia la disperazione!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il primo anno il numero di abbandoni è impressionante. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Oltre il 30% di giganti rompe i suoi piedi di cristallo e molla la ricerca del sacro Graal fatto di foglie di alloro ad adornare la testa e tocco lanciato in aria!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Alcuni per fortuna continuano, un po’ per passione un po’ per caparbietà.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Abituati a voti alti non si accontentano del minimo quindi studiano e memorizzano come se ne valesse della loro vita. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Durante i periodi di preparazione dell’esame, non conoscono nessuno, non vedono nessuno.<br />Si drogano di caffè e cibi surgelati.</span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Non ci credevo ma qualcuno mi ha giurato che li leccava perché non aveva voglia e tempo di cucinarli!</i></span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Parecchi di loro hanno già ridotto le pretese.<br />Un 30 sarebbe un bel voto ma anche 20 va bene, basta che finisca l’università!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al termine, di 10 studenti che iniziarono l’università, ne saranno rimasti 4 e di questi, solo uno sarà in grado di sfruttare ciò che avrà imparato in tutti questi anni universitari.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli altri avranno ottenuto un titolo universitario ed un bel paio di piedi di cristallo, da sfoggiare a chi chiede cosa sappiano fare!</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Niente, però ho una bellissima laurea!</span></em></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Prima di andare avanti e concludere con in fuochi d’artificio, facciamo il punto della situazione.</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">In che punto della storia ti sei ritrovato?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Alle elementari studiavi ed il giorno dopo saltellavi per essere interrogato e dimostrare di ricordare? </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Magari avevi anche imparato qualcosa e stranamente ancora ricordi qualche interrogazione! </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Alle medie? </span></h4>
<p class="p1"><span class="s1">I giorni prima delle verifiche?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le riunioni tra amici ed amiche per studiare insieme? E poi accorgersi che funzionava tutto perfettamente … se interrogati il giorno dopo! … Perché se ti interrogava dopo una settimana eri pronto con un: “<i>ma lo abbiamo studiato una settimana fa, come faccio a ricordarlo ora!</i>”</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Insomma, ti ci ritrovi a ricordar le cose per il tempo necessario?</span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Al liceo?</span></h4>
<p class="p1"><span class="s1">Come alle medie ma con qualche difficoltà in più ed ora? Come sono i tuoi piedi? Solidi come rocce o se ti interrogano all’improvviso preferisci fingerti morto?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al lavoro questo non funziona, lo sai vero?<br />Dovrai essere sempre pronto e se ora, non sei in grado di far diventare pietra i tuoi piedi, oltre a rientrare nella stragrande maggioranza di futuri <em>adornatori</em> di lampadari, butterai in pasto molti tuoi sogni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non posso addossarti tutte le colpe perché in tutta questa storia, in quale momento ti hanno insegnato a studiare?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Solo ed esclusivamente alle elementari e da allora hai solo imparato ad accelerare!</span><span class="s1">Per te esiste solo un unico modo, perché è l’unico che hai sempre utilizzato!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La tua mente, mio caro gigante dai piedi di cristallo ha un solo ed unico metodo:<br />leggi la prima pagina, la seconda, poi la terza, la centesima e di tutto ciò che ti è rimasto darai l’esame, nella speranza che, quanto non pienamente compreso, rientri tra le domande non fatte o al massimo, minimamente ricordate.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Insomma, non è colpa tua se a livello di metodi di studio se sei un bambino delle elementari molto cresciuto, ed è per questo che al termine del tuo periodo di istruzione, il diploma potrebbe essere una liberazione!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La decisione di essere tra i 3 su 4 che lasciano l’università una sorta di malox,<br />Un modo per dire che: “eri più interessato al lavoro che all’università” </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ed ora, che hai rotto i tuoi piedi di cristallo, sei pronto ad entrare nel mondo del lavoro, dove inizierai ad imparare, dove se una cosa non la comprendi sei obbligato a chiedere, perché nella migliore delle ipotesi, se sbagli perdi soldi, nella peggiore ti fai male.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Imparando, con l’obbligo di imparare, accade una cosa strana, inizi ad appassionarti, chi più chi meno, inizia a diventare un esperto nel proprio lavoro e … inizia a seguire dei corsi di aggiornamento, a studiare argomenti sempre più tecnici che approfondiscono il lavoro che stai facendo ed è stranissimo, perché è molto più facile studiare ora.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Perché non l&#8217;hai fatto anche all’università?</span></h3>
<p>Perché ora studi ed impari cose di cui hai costruito basi solide, prima le tue basi erano fragili.</p>
<p>Ora puoi essere considerato un professionista nel tuo lavoro e quando studi e ti aggiorni, senti che tutti i pezzi vanno al loro posto facilmente, come in un puzzle per bambini.</p>
<p>Non solo, è come se i pezzi fossero radiocomandati.</p>
<p>Ora stai imparando ed i tuoi piedi sono di solida roccia!</p>
<h2 class="p1"><em><strong><span class="s1">Studiare è roba da professionisti, è da adulti!</span></strong></em></h2>
<p>Un metodo di studio efficace necessita di basi solide, non di approfondimenti da interrogazione del giorno dopo.</p>
<p>Devi renderti conto che non arriverai mai ad applicare ciò che non hai appreso!</p>
<p>Studiare come bambini non ti porta da nessuna parte, è stancante, stressante e rende le informazioni tecniche estremamente noiose.</p>
<p>Se studi da bambino impari velocemente solo i cartoni animati,</p>
<p>Se studi da professionista hai un orizzonte da scoprire.</p>
<p>Ogni cosa che leggi si collega a qualcosa di utile che hai appreso.</p>
<p>Se studi da adulto, da professionista, tutto ciò che leggerai lo ricorderai, perché sarà utile per il tuo futuro e per questo semplice da ricordare, perché saprai come organizzare queste nuove informazioni, mentre oggi ti affidi ad un evidenziatore nella speranza di poter comunicare al cervello come per dirgli: &#8220;<em>questo te lo evidenzio così lo ricordi!</em>&#8220;</p>
<p>Non funziona così, mi spiace!</p>
<p>Osserva un qualsiasi professionista che si aggiorna, ogni volta che lo fa aggiunge le nuove informazioni a basi solide, costruite durante la sua esperienza. È diventato un professionista anche nello studio.</p>
<p>Ma tu, che esperienza hai?</p>
<p>Studiare da bambini è come girare per la città, da adulti, con la bici di quando avevi 6 anni.</p>
<p>Hai tolto le rotelle, pedali più velocemente ma rimani limitato e, inevitabilmente, prima o poi, dovrai sostituire i tuoi piedi di cristallo con qualcosa di più forte per crescere nel mondo che hai scelto!</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net/gli-studenti-giganti-dai-piedi-di-cristallo/">Gli studenti: giganti dai piedi di cristallo!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net">Mnemonia blog</a>.</p>
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		<title>Dislessia, DSA, Disgrafia, nella foto ce ne sono diversi, li riconosci?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2017 13:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[metodi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>4  dislessici, 2 con problemi di attenzione e 3 necessitano di sostegno allo studio. Li riconosci? No, non puoi perché non hanno nulla che li differenzi tra loro! La loro</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net/dislessia-dsa-disgrafia-nella-foto-ce-ne-sono-diversi-li-riconosci/">Dislessia, DSA, Disgrafia, nella foto ce ne sono diversi, li riconosci?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net">Mnemonia blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>4  dislessici, 2 con problemi di attenzione e 3 necessitano di sostegno allo studio. Li riconosci?</h3>
<p>No, non puoi perché non hanno nulla che li differenzi tra loro!<br />
La loro testa funziona come tutte le altre!<br />
L’unica differenza è data dal fatto che studiano usando dei metodi di studio avanzati ed assimilano i concetti senza doverli ripetere decine di volte!</p>
<p>Negli ultimi giorni sono stato oggetto di una specie di fatwa da parte di un gruppo, simile ad un gruppo di mamme su whatsapp, con la differenza che loro sono felici posseditrici di disturbi dell&#8217;apprendimento, loro o dei loro figli!<br />
In parte divertente, ma poi diventa stancante dover leggere e rispondere a tutte, per questo ho deciso di scrivere un post e bloccare i commenti e qualche insulto!</p>
<p>In quasi tutti i miei video inizio con un cappello sarcastico (praticamente quello che ho appena fatto) e concludo seriamente, ma spesso con una battuta,  qui però si è sfiorato il ridicolo perché dai dati, risulta che hanno visto al massimo 15 secondi del video, quindi partivano all&#8217;attacco del video, sapendo già cosa scrivere, probabilmente frustrate da anni di ingiurie &#8230; peccato che non abbiano approfondito ed ecco perché ho scritto questo post.<br />
Vi capisco anche se, non condivido l&#8217;atteggiamento che usate, perché rimarrà marchiato nel profondo dei vostri figli anche se non avessero nulla che non va!</p>
<h3>Cosa succedeva: prima?</h3>
<hr />
<p>Una volta dei ragazzi che non stavano mai fermi, veniva detto che avevano: “<em>l’argento vivo</em>”, oggi vengono fatti dei test e se rispondono almeno a 5 di queste queste domande, significa che hanno dei disturbi dell’attenzione, e di conseguenza nell’apprendimento:</p>
<ol>
<li>&#8220;muove spesso le mani o i piedi o si agita sul sedile?&#8221;<img loading="lazy" class="alignright wp-image-2916 size-thumbnail" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/09/bambinoColorato-150x150.jpg" alt="Bmbino iperattivo" width="150" height="150" /></li>
<li>&#8220;è distratto facilmente da stimoli esterni?&#8221;</li>
<li>&#8220;ha difficoltà a giocare quietamente?&#8221;</li>
<li>&#8220;chiacchiera troppo?&#8221;</li>
<li>&#8220;spiattella delle risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?&#8221;</li>
<li>&#8220;sembra non ascoltare quanto gli viene detto?&#8221;</li>
<li>&#8220;interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?”</li>
</ol>
<p>Di la verità, se hai dei figli, hai riscontrato comportamenti simili?<br />
Tranquillo, il 90% dei bambini in età scolare, è esuberante, e tende a muoversi ed agitarsi.</p>
<p>Una volta quando davamo del “VOI” ai genitori tutto ciò non accadeva, ma oggi, è tutto più veloce, la mattina ci alziamo e corriamo.<br />
Corriamo per andare al lavoro, corriamo per preparare la cena, i nostri figli giocano con computer e consolle ed è tutto estremamente veloce, poi … arrivano a scuola e gli viene detto di calmarsi.<br />
Gli viene detto che devono imparare con calma e tranquillità!<br />
Loro! Abituati a correre fin dalla nascita!<br />
In qualche caso funziona.<br />
Funziona per l&#8217;empatia che nasce dall&#8217;insegnante, le materie diventano interessanti e nel loro cervello le informazioni continuano a viaggiare velocemente.<br />
Hanno smesso di correre fisicamente ma fanno viaggiare la fantasia con le materie di studio.<br />
Altri invece, non trovano interessanti gli argomenti.<br />
Non nasce empatia con le insegnanti e non riescono a trovare dei spunti adatti per viaggiare come fanno gli altri!<br />
È sbagliato? È un errore? dobbiamo farci piacere tutti a prescindere?<br />
Un bambino non sa mentire, imparerà da grande, quindi da piccolo, se una cosa non gli piace, ha qualche difficoltà nella costrizione.</p>
<h3>Quindi?</h3>
<p>La soluzione sarebbe quella di capire e trovare un punto di incontro ma troppo spesso, vengono immediatamente come: “<em>disturbati</em>”!</p>
<blockquote><p>Per essere chiaro:<strong> I disturbi esistono, ma la facilità nell&#8217;addossarli è eccessiva!</strong></p></blockquote>
<p>Ci sono dislessici, DSA/ADHD,  BES, discalculico, disgrafico … intendiamoci sono disturbi reali, esistono, ma quanti di quei ragazzi che non hanno empatizzato con gli insegnanti o che semplicemente non hanno trovato una reale motivazione allo studio, hanno realmente questi disturbi?</p>
<p>In teoria i disturbi dell&#8217;apprendimento dovrebbero essere diagnosticati da neuropsichiatri, <strong>ma troppo spesso</strong>, l’insegnante invita i genitori a rivolgersi all’ASL, allo psicologo di turno, il quale gli pone le inizali domande. Fa qualche altra verifica necessaria e rilascia un certificato che ridurrà il carico di studio.<br />
Nei casi più “gravi”, dove reputa il bambino un po&#8217; troppo agitato, consiglia di farsi dare dal medico d famiglia dei medicinali per rilassarlo ed aiutarlo ad equipararsi.<br />
Solitamente si tratta di Ritalin, un derivato blando del Prozac, utilizzato l’altro contro lo schizofrenia!<br />
È sbagliato. Diagnosi del genere e medicinali devono essere effettuate da neuropsichiatri, non da insegnanti e psicologi!</p>
<p>Facciamo un breve passo indietro.<br />
Da argento vivo, il ragazzo viene etichettato a vita come disturbato!<br />
Nulla di particolare, non si vede nulla dall’esterno, solo dentro e sulle note scolastiche, dove rimane scritto che il ragazzo utilizza programmi diversi dal resto della classe!</p>
<p><em>Giuro, mi viene da piangere mentre scrivo tutto questo. È assurdo ma è sempre più frequente, troppo frequente!</em></p>
<p>Certo che esistono i disturbi gravi, conseguenze di altri problemi e mancanze, ma generalizzare, perché alla base può mancare empatia o interesse, o non si riesce a trovare un motivo valido per cui studiare, mi sembra veramente assurdo!</p>
<p>Oggi il numero di dislessici, DSA, BES ecc è in vertiginoso aumento eppure non è contagioso.<br />
Ciò che è cambiato è lo stile di vita ma il metodo di insegnamento è rimasto quasi immobile agli anni 50!<br />
E cosa accade se cambi metodo di insegnamento? Se cambi i metodi di apprendimento?<br />
Sparisce il disturbo!</p>
<p>O meglio, se vogliamo etichettarlo il disturbo resta, ma è come una persona che odia il mare e da piccolo i genitori gli fanno fare 15 giorni di vacanze a Riccione!<br />
È chiaro che starà male tutto il tempo, sarà distratto ed insofferente!.<br />
Poi lo portano 15 giorni sulle dolomiti e torna allegro e sorridente!<br />
Vogliamo dire che è malato? Vogliamo etichettarlo come montanaro?<br />
Semplicemente preferisce la montagna!<br />
Ecco questo è ciò che accade a coloro che vengono etichettati ingiustamente o giustamente.<br />
Devono studiare in modo veloce, a volte visivo, devono poter collegare le informazioni tra loro, costruire mappe, disegni, schemi e quanto altro che sia adatto all’argomento ed al loro stile. Il più delle volte, non se ne può occupare l&#8217;insegnante, quindi diventa un onere dei genitori&#8230;!</p>
<p>Sono dei metodi adatti a tutti, sia chiaro, ma nel loro caso, essendo persone abituate a correre, devono poter imparare ad organizzarsi con l&#8217;apprendimento.</p>
<p>Hai dei figli?<br />
C&#8217;è un qualche cibo che odiano?<br />
Quanto tempo hai impiegato per convincerli a mangiarlo?<br />
Come hai fatto? Li hai costretti a mangiarlo o gli hai proposto quel cibo in altro modo?</p>
<p>Studiare, per chi non riesce, è la stessa cosa, va proposto in altro modo!<br />
È una malattia?<br />
Assolutamente no, semplicemente non gli piaceva in quel modo!</p>
<h3>Facciamo un passo indietro</h3>
<p>Torniamo alla “<strong>setta</strong>” <span style="text-decoration: underline;">come alcuni loro iscritti si sono definiti!</span><br />
Uno dei titolari, tiene a precisare che non fanno diagnosi.<br />
È una società privata, che insegna a &#8220;<em>360°, aiutando genitori e studenti a tirare fuori il loro talent</em>o”. Cioè?<br />
Un supermercato della formazione indirizzata a dislessici ed altri disturbi?<br />
Utilizzo l’accezione violenta del termine perché è questo ciò che ho sentito dal loro modo di porsi.</p>
<p>Se io sono bianco e tu nero, siamo comunque identici su questo testo.<br />
Visivamente ci si può riconoscere ma ora, qui, solo etichettandoci diverremo diversi l’uno dall’altro!<br />
Chiamare un’azienda “<em>W la dislessia</em>”, oltre a targhettizzarla, etichetta anche tutti i loro partecipanti, i quali non accedono in seguito alla sola certificazione di un neuropsichiatra, ma anche in seguito al semplice consiglio di una maestra!</p>
<p>Al momento stesso che lo studente o il genitore che partecipa, che entra nel gruppo, scopre l’inevitabile beneficio nello studio, dirà: “<em>funziona, ora studio meglio, vuol dire che sono dislessico/DSA …</em>”<br />
<span style="text-decoration: underline;">In qualche caso sarà anche vero</span>, ma se avessi chiamato la tua azienda “ <em>tecniche di studio</em>”, “<em>mnemonia</em>”, “<em>memotec</em>” avresti ottenuto lo stesso risultato, <span style="text-decoration: underline;">senza targhettizzare a vita i tuoi iscritti</span>, tenendo presente che i metodi di studio insegnati sono simili per tutti, ma con delle differenze date dall&#8217;unicità degli studenti.</p>
<p>È chiaro che siano preparati e specializzati, quindi <span style="text-decoration: underline;">nei casi reali</span> di disgrafia, discalculia, dislessia ed altro, sanno esattamente cosa fare, ma il fatto di creare gruppo ha reso tutti “<em>felicemente dislessici</em>! &#8220;(o DSA ecc.)</p>
<p>Ripeto, non nego che siano preparati, ma fanno le cose con leggerezza per attirare più pubblico!<br />
Se viene da me uno studente, certificato disgrafico, chiaramente lo invito ad andare da chi si è specializzato, quindi anche da loro, perché no!<br />
Io posso dargli alcune indicazioni di base sui metodi, dopo aver ascoltato come solitamente impara le cose che ama, ma nello specifico, non voglio occuparmi di disturbi, non l’ho mai fatto, neanche quando nacquero le prime associazioni, intorno al 1996 e mi chiamarono per seguire i loro studenti!<br />
Mi sembrava sciacallaggio! E quando ho aiutato qualche studente, l’ho fatto, ma gratuitamente!</p>
<blockquote><p>Pochi giorni fa, un gruppo di ragazzi ha aperto un centro per aiutare i ragazzi dislessici, dopo aver frequentato un bel corso di 4 giorni!<br />
Cos’è questa, professionalità o opportunismo?</p></blockquote>
<p>Insomma, ciò che odio profondamente sono le etichette.<br />
Dire ad un bambino che ha un disturbo, vuol dire dirgli che ha una malattia!<br />
Puoi spiegargli che non è così, che non è una malattia, ma si sentirà comunque diverso!<br />
Insegnare ad un bambino a studiare, utilizzando un suo metodo, significa farlo crescere indipendente, senza etichette, cosciente che può raggiungere degli obbiettivi.</p>
<p>La mia differenza con la “<em>setta</em>”?<br />
I miei allievi non sentono di essere diversi, sono persone normali che vogliono diventare uniche nel loro settore!</p>
<p>Tra i loro allievi, ci sono per forza, senza dubbio, dei ragazzi “<em>normali</em>&#8221; che semplicemente si annoiavano a scuola ed ora che hanno imparato un metodo, possono dire, sbagliando, di avere un disturbo ed averlo risolto con un metodo di studio diverso. … Il disturbo sarà una medaglia, un&#8217;etichetta, che porteranno a vita sulla loro giacca ed i metodi utilizzati la cura!<br />
La prova di tutto ciò appare nella forza con cui difendono i loro &#8220;<em>disturbi</em>&#8220;!</p>
<p>Tutti i disturbi sono reali, esistono, ma sono realmente così frequenti?<br />
È professionalità questa?</p>
<p><em>Alessandro Nacinelli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Sono arrivate le lezioni in pillole, una al giorno dopo i pasti!</title>
		<link>https://blog.mnemonia.net/lezioni-in-pillole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 15:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[metodi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studiare come in Matrix! Ti colleghi ad un cavo o mandi giù una pillola! Molti anni fa, quando giravo per l’Italia con i corsi dal vivo di tecniche di memoria,</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Studiare come in Matrix! Ti colleghi ad un cavo o mandi giù una pillola!</h3>
<p>Molti anni fa, quando giravo per l’Italia con i corsi dal vivo di tecniche di memoria, una delle cose che mi chiedevano spesso era se stessi promuovendo un apparecchio che veniva pubblicizzato in quel periodo, una specie di registratore con delle cuffie a “induzione ossea” <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img loading="lazy" class="size-thumbnail wp-image-2906 alignright" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/09/CuffieInduzione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />  Praticamente delle cuffie che appoggiavi alla testa e sentivi perché appoggiate all’osso del cranio!  Il funzionamento sembrava semplice:<br />
Registravi la tua lezione e durante la notte, la cassetta (non esistevano ancora i CD figuriamoci gli MP3) andava in loop, consentendoti di riascoltarla!</p>
<p>L’idea sarebbe favolosa, studiare, ricordare, semplicemente dormendo!<br />
Il problema è che non funziona!</p>
<p>Il nostro cervello, quando dormiamo, induce una paralisi dei muscoli per evitare di ripetere i movimenti che stiamo sognando.<br />
Praticamente, mentre dormi sei come quei computer che si bloccano, non ti permettono di fare nulla ma senti dal rumore che stanno continuando a funzionare!<br />
E come un computer &#8220;freezzato&#8221;, ciò che “vediamo” mentalmente, nei sogni, viene totalmente filtrato, nella maggioranza dei casi cancellato, ed in nessun caso inviato al livello esterno.</p>
<p>Tutto questo perché ritenuto inutile (da qui il motivo per cui dimentichiamo il  90% dei sogni che facciamo durante la notte).</p>
<p>La voglia di diventare automi e <em>faticare</em> di meno ha però la meglio, quindi una serie di studiosi hanno iniziato a fare dei test.<br />
Hanno preso dei fumatori accaniti e durante la notte, mentre i fumatori dormivano, hanno rilasciato prima un odore di nicotina ed immediatamente dopo un odore ripugnante.</p>
<p>Lo scopo era di associare mentalmente un odore ripugnante all&#8217;invitante (per i fumatori) odore di nicotina.<br />
Yheaa sembrava funzionare &#8230; ma solo per alcuni giorni, poi i fumatori tornavano a fumare!</p>
<p>Non ci vuole un genio a capire che il vizio del fumo non si limita all&#8217;odore, ma diventa una condizione psicologica. Altrimenti le caramelle alla nicotina avrebbero risolto tutti i problemi.</p>
<p>Forti di questi piccoli ma interessanti risultati hanno testato su degli studenti, dei <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Whitenoisesound.ogg?uselang=it" target="_blank" rel="noopener">rumori bianchi </a>… hai presente quel rumore che si sente quando il televisore non si connette e rilascia un rumore fastidioso? Quello è un rumore bianco.</p>
<p>Le registrazioni che fecero ascoltare erano in ordine casuale, una di seguito all’altra, con l’unica eccezione di una registrazione ripetuta cinque volte, al cui interno c&#8217;era una serie che durava pochi millisecondi!</p>
<p>Pieni di ottimismo, una volta che gli studenti si furono svegliati, gli fecero riascoltare la stessa serie di registrazioni chiedendogli di identificare gli schemi e con loro immensa gioia scoprirono che le uniche clip sonore che gli studenti furono in grado di distinguere, furono quelle brevi, ripetute velocemente, le stesse che avevano fatto ascoltare durante la notte!<br />
<span style="text-decoration: underline;">Lode e giubilo, questo vuol dire che di notte, qualcosa passa!<br />
Forse abbiamo trovato il modo di insegnare loro mentre dormono!</span></p>
<p>Forse un giorno riusciremo ad imparare collegando un cavetto al cervello ma almeno per ora &#8230; non se ne parla!</p>
<p>Il motivo è abbastanza intuitivo.</p>
<p>Io abito vicino ad una ferrovia, ogni tanto passa un treno, di giorno o di notte, ma sia il mio cervello che quello di tutti i miei vicini, hanno sviluppato un filtro interno, che ne blocca il rumore.</p>
<p>Quando ho degli ospiti, la prima sera, sono infastiditi dal rumore. Non sono abituati. La seconda sera anche il loro cervello crea un filtro che fa passare il rumore come inutile, un rumore al quale non serve prestare attenzione, quindi non se ne accorgono neanche più!</p>
<p>Per intenderci, se sei in spiaggia, indossi solo con il costume ed un po’ di sabbia ti finisce sulla spalla, te ne accorgi subito e la spazzi via …. quando indossi i pantaloni, una maglietta, una camicia, ti danno fastidio?<br />
Li senti?<br />
Ci fai caso?<br />
No, perché una sorta di filtro mentale ne blocca l&#8217;importanza.</p>
<p>Il cervello, semplicemente, reputando corretto il posizionamento dell&#8217;indumento distoglie l’attenzione.</p>
<p>Di notte accade lo stesso con i rumori esterni e lo scopo dello studio di questi scienziati è di baypassarli in qualche modo.</p>
<p>Ma qui dovrebbe nascere la domanda &#8230; e lo studio? Perché di tutto ciò che studi, ne rimane al massimo un 30%<br />
Per lo stesso motivo! Tu puoi anche decidere consciamente che stai studiando una cosa importantissima, ma se non lo è a livello inconscio, sarà cancellata! Puoi anche evidenzaire tutto il libro nella speranza di dire al cervello che quelle parti le deve ricordare, ma è inutile.</p>
<p>Un filtro è attivato e lo devi aggirare</p>
<p>Il problema è che il filtro è attivato dal nostro cervello più profondo, il cervello <em>animale</em> , quello che regola il flusso sanguigno, la temperatura corporea, le risposte automatiche e &#8230; se una cosa è utile o meno alla sopravvivenza!</p>
<p>Quindi, almeno per il momento, è possibile ricordare solo la serie di suoni basici riconoscibili per la sequenza, ma ascoltati la prima notte, perché la seconda non lo freghi! Ti spernacchia e continua a dormire e sognare ciò che reputa più utile ed interessante per scaricare le emozioni stressate durante il giorno.</p>
<p>Studiare rimane una cosa forzata, ben diversa dall&#8217;imparare.</p>
<p>Dei ricercatori hanno calcolato che solo il 16% di nozioni vengono ricordate con un minimo di sforzo ed un altro 20% sforzandosi un poco.</p>
<p>Traducendo per gli studenti:<br />
Su 100 pagine di complete nozioni di studio, di sicuro ne ricorderai il 16%.<br />
Un altro 20% lo ricorderai sforzando la memoria a breve e medio termine (esame a poco tempo di distanza).<br />
Il resto è buio, perduto!</p>
<p>L&#8217;unico modo per studiare, l&#8217;unica vera pillola è quella di far credere al cervello che ciò che si sta studiando è estremamente importante (e lo diventa), facendolo diventare una cosa interessante e coinvolgente.</p>
<p>Praticamente si aggirano i filtri, creandone di nuovi e più utili, tipo quelli che ti fanno studiare in modo semplice le materie che ti piacciono.</p>
<p>L&#8217;unico modo possibile è imparare a studiare da adulti, perché i libri di testo facili, con le figure, gli esempi e le parole sottolineate, sono finiti con le elementari!</p>
<p>Però puoi sempre aspettare che riescano ad inventare le lezioni in pillole!</p>
<p>Per ora o impari a studiare o entri nella folta schiera degli abbandoni!</p>
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		<title>Come dopare la propria memoria per diventare dei geni nello studio senza usare troppe tecniche di memoria</title>
		<link>https://blog.mnemonia.net/come-dopare-la-propria-memoria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 13:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[metodi]]></category>
		<category><![CDATA[cervello attivo]]></category>
		<category><![CDATA[come studiare]]></category>
		<category><![CDATA[consolle]]></category>
		<category><![CDATA[dormire]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[gamer]]></category>
		<category><![CDATA[ricordare i nomi]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(breve spot pubblicitario! 😀 ) Il miglior metodo di memorizzazione per migliorare i ricordi, per accelerare il processo di apprendimento è sicuramente frequentare un mio corso o leggere ed applicare</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>(breve spot pubblicitario! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> )<br />
Il miglior metodo di memorizzazione per migliorare i ricordi, per accelerare il processo di apprendimento è sicuramente frequentare un mio corso o leggere ed applicare ciò che trovi nei miei libri, ma se non lo avessi ancora fatto, se non è la prima cosa che ti viene in mente di fare, allora puoi usare qualche altro consiglio pratico!</h6>
<h2>Fare esercizio fisico prima e dopo aver studiato.</h2>
<p><img loading="lazy" class="wp-image-2898 alignleft" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Jogging.jpg" alt="" width="229" height="156" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Jogging.jpg 550w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Jogging-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" /></p>
<p>Il nostro cervello, lavora per impulsi elettrici in modo autonomo ma prevedibile.</p>
<p>Correndo, facendo Jogging i polmoni ed il cuore iniziano a pompare più sangue ed ossigeno in tutto il corpo. Il cervello, notando la riduzione di ossigeno attiva le sue difese per cercare una soluzione, e nel farlo, attiva tutta l’elettricità possibile, la quale viaggia tra le cellule che gestiscono i nostri pensieri e i neuroni che viaggiano vagando nel cervello senza mai incontrarsi!</p>
<p>In qualche caso, quando le cose ci interessano, tipo i nostri hobbies o simili, i percorsi si ampliano. Immagina un sentiero di montagna coperto di foglie.</p>
<p>All’inizio non lo vedrai, sarà nascosto dalle tante foglie, ma se ci passi sopra diverse volte, il sentiero diverrà facilmente visibile e percorribile!</p>
<p>L’esercizio fisico e sopratutto il nuoto e l’apnea mettono il cervello in allerta, in una sorta di autodifesa. Il cervello cerca la soluzione alla mancanza di ossigeno ed inizia ad inviare impulsi per tutte le strade neurologiche disponibili…. allargando quei sentieri!</p>
<p>L&#8217;esercizio fisico, subito dopo, lo studio ha l’effetto di depositare stabilmente le informazioni, ed i concetti chiave, come se, dopo aver tracciato il sentiero, una macchina passasse spostando le foglie ai lati lasciando ben visibili i punti di riferimento.</p>
<h2>Dormire</h2>
<p>Ti è mai capitato di andare a letto con un pensiero fisso su di un problema e svegliarti al mattino con una soluzione?<img loading="lazy" class="wp-image-2897 alignright" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/dormitina.jpg" alt="" width="253" height="166" /></p>
<p>Il nostro cervello non dorme mai, è sempre attivo (vedi i sogni, gli incubi) ed andare a dormire con la lezione nella testa è come se gli dicessimo di depositarla per bene. Di riporla con cura!</p>
<p>Si racconta che Einstein non riuscisse a trovare la soluzione al suo problema. Andò a dormire con la formula in testa ed al mattino…. “eccola la formula della relatività!”  Aveva trasformato in immagini il suo problema.</p>
<p>Sempre di Einstein si narra che avesse sempre a portata di mano il suo quaderno ed un mazzo di chiavi. Era solito fare frequenti pisolini, si sdraiava su di un divano, le chiavi in mano ed appena si addormentava, le chiavi cadevano, facendo rumore, lui si svegliava e ricominciava a scrivere i suoi appunti come se non li avesse mai lasciati!</p>
<p>Si dice che i geni dormono tanto, sicuramente alcuni geni lo facevano, e forse è per le fratture neurologiche?</p>
<p>Sembra una battuta ma, ogni volta che aggiungiamo una nuova informazione, ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, una cellula si collega ad un altra fratturandosi e unendosi tramite dei filamenti, chiamati dendriti ed assoni (tecnicamente è molto più complesso, ma questa semplicista spiegazione può aiutarti a rendere l&#8217;idea)</p>
<p>Praticamente, quando studi stressi il cervello e dato che non puoi dormire in aula tra una lezione e l&#8217;altra, almeno a casa dei brevi pisolini possono aiutarti sono dei veri propri toccasana per memorizzare velocemente e profondamente</p>
<h2>Mantenere il cervello attivo &#8230;. evita di mandarlo in pappa</h2>
<p>Ecco, ora molti studenti mi odieranno ma non posso farne a meno!<br />
<img loading="lazy" class="wp-image-2894 alignleft" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/GamerDistratto.jpg" alt="" width="262" height="194" /></p>
<p>Giocare per molto tempo alla play non aiuta affatto!</p>
<p>Il cervello si spegne, va in pausa! Tutto ciò che serve, immagini ed emozioni sono pilotate dal gioco! Il gioco ti invia l’immagine di un nemico tu rispondi coordinando ciò che vedi con le tue dita sul gamepad!</p>
<p>Non nego che sia divertente, mi piace molto la saga di assansins creed ma scelgo ed organizzo i tempi. Se devo studiare o preparare un programma, è meglio giocare dopo aver terminato o sarà come ricominciare da capo tutte le volte.</p>
<p>Giocare per ore con la consolle, non solo distrae e e sembra rilassare, ma attiva altre connessioni neurologiche, che quasi spengono quelle utilizzate per studiare.</p>
<p>Immagina di studiare per ore, ricordi a sufficienza, poi accade qualcosa, diventi l’unica persona in grado di salvare il mondo …. è ancora importante ciò che hai studiato qualche ora prima?</p>
<p>La soluzione è sforzarsi di leggere e trovare spunti interessanti che possano essere ampliati ed associati, meglio ancora se sfruttando le parole chiave all&#8217;interno di mappe mentali ed altri metodi di studio universitario e tecniche di memorizzazione che permettano di sfruttare la memoria a lungo termine.</p>
<blockquote><p>In un altro articolo spiego cosa accade sfruttando solo quella a breve termine, come accade troppo spesso. l&#8217;articolo è <a href="http://blog.mnemonia.net/gli-studenti-giganti-dai-piedi-di-cristallo/">raggiungibile cliccando qui.</a></p></blockquote>
<h2>Le Vitamine<img loading="lazy" class="wp-image-2895 alignright" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Frutta.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Frutta.jpg 500w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Frutta-150x150.jpg 150w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/Frutta-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h2>
<p>Non sono un medico, quindi scriverò esclusivamente di ciò che uso per me.<br />
Ho letto spesso che indicano alcuni cibi che dovrebbero aiutare a ricordare meglio, cibi ricchi di vitamine B, C, E. Ok, le vitamine sono ottime ma occhio a come vengono assunte!<br />
I carboidrati, per quanto mi riguarda, appesantisco e mi mettono a dormire, che non è il dormire che ho spiegato prima, ma una sonnolenza dovuta alla digestione!</p>
<p>Gli zuccheri, i dolci in genere, aiutano a tirare su velocemente ma anche a scendere altrettanto velocemente!</p>
<p>Se sei una persona che gira con biscotti in tasca, sarai costretto a sgranocchiare ogni 5 minuti per non far scendere gli zuccheri e finire addormentato su di una panchina (si ok sto scherzando).</p>
<p>Il caffè è conosciuto bene come la bevanda d’oro per gli ultimi giorni prima dell’esame, ma solo perché, come per gli zuccheri, ti porta su e giù come sulle montagne russe.<br />
Ne bevi e rimani attivo, poco dopo finisce l’effetto ed hai bisogno di berne altro.<br />
Il corpo si abitua e l’effetto è sempre più breve!</p>
<p>La frutta, la verdura, sopratutto a foglia verde che contiene leucina, oltre ad importanti reazioni metaboliche è stato scoperto che aiuta le funzioni dell’ippocampo quindi del ricordo.</p>
<h2>Una tecnica? Qualcosa per ricordare i nomi delle persone?</h2>
<p><img loading="lazy" class="wp-image-2896 alignleft" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/NiceToMeetYou.jpg" alt="" width="286" height="190" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/NiceToMeetYou.jpg 550w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/NiceToMeetYou-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" />Tutti amano il proprio nome!</p>
<p>Possono dirti che ne avrebbero preferito altro, possono usare il cognome di un genitore piuttosto che dell’altro, ma prova a sbagliarlo! “No. Non è Nancinelli, è Nacinelli!” se lo sbagli più di due volte, ti sei fatto un nemico o una nemica!</p>
<p>La soluzione è abbastanza semplice. Guarda bene in volto la persona che hai davanti e ripeti il suo nome o cognome più volte durante il discorso: “ Vedi Alessandro, la mia idea è … / Può essere corretto, sono sostanzialmente d&#8217;accordo con lei signor Nacinelli Alessandro, infatti …”</p>
<p>Infine, quando avrai un po’ di calma, associa il nome ed il cognome a qualcosa che ricordi già facilmente.</p>
<p><em>Ed ora, torniamo a studiare!</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studiare dovrebbe essere inserito tra i lavori usuranti!!</title>
		<link>https://blog.mnemonia.net/studiare-stanca-lavoro-usurante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 14:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Organizzare il lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnichedistudio.com/?p=2877</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni volta che impariamo qualcosa una cellula si frattura. 3 Ore di studio sono una guerra con morti e feriti! Ok, forse stai pensando che io stia esagerando e che</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net/studiare-stanca-lavoro-usurante/">Studiare dovrebbe essere inserito tra i lavori usuranti!!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net">Mnemonia blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Ogni volta che impariamo qualcosa una cellula si frattura.<br />
3 Ore di studio sono una guerra con morti e feriti!</h3>
<blockquote><p><em>Ok, forse stai pensando che io stia esagerando e che in fondo sia normale stancarsi studiando.</em><br />
<em>Ciò di cui voglio parlarti, in realtà, è il vero motivo per cui studiare sia stancante e come migliorare la situazione. Non tanto riducendo dolore e la relativa stanchezza sopraggiunta, ma limitandole. Un anno di scuola, di istruzione è una guerra per il cervello, quindi dobbiamo trovare una soluzione semplice e veloce, per evitare che studiare, sia l&#8217;ultima cosa che uno studente desideri fare!</em></p></blockquote>
<p>Dopo un po di tempo che si ascolta una lezione o dopo un pesante periodo di studio, capita di cominciare a sentire una strana stanchezza. Il corpo sarebbe pronto a schizzare in piedi e correre, ma si comincia comunque a sbadigliare, qualsiasi cosa ci distrae facilmente.<br />
Poi, ricordando che dobbiamo preparare l’esame, continuiamo a studiare.<br />
Abbiamo l’impressione di raggiungere un minimo di concentrazione, ma inevitabilmente, poco dopo, torna quella sensazione di stanchezza ed infine un gran cerchio alla testa che quasi ci costringe a smettere!</p>
<p>Il dubbio di non essere in perfetta sintonia con l’istruzione, e che sarebbe meglio dedicarsi ad altro è sicuramente venuto a tutti, ma non è così!<br />
Tutti studiamo, impariamo qualcosa ogni giorno ma quello che accade durante i periodi di studio intenso è dovuto ad un vero problema fisico, delle vere e proprie … fratture cerebrali!<img loading="lazy" class="alignright wp-image-2881" title="Studiare stanca" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/StundenteStanca-1.jpg" alt="" width="297" height="158" /></p>
<p>Non ti serve correre in ospedale, sono fratture totalmente naturali, ma il troppo stroppia e causano quei mal di testa da studio eccessivo, quella stanchezza insistente che causa di farti slogare la mandibola per gli sbadigli, distraendoti anche quando le cose potrebbero interessarti.</p>
<h3>Perché ci stanchiamo studiando?</h3>
<p>Tutte le cose che ricordiamo, si depositano nel nostro cervello frammentate, catalogate per emozioni, colori, peso …<br />
Se ti dicessi che davanti ai miei occhi ho una bella mela rossa, il tuo cervello ne richiamerebbe subito una alla mente e nel farlo un impulso elettrico sta viaggiando ad oltre 300Kmh tra le tue cellule, in uno spazio ristretto. Quell’impulso toccherà la cellula che gestisce gli oggetti di colore rosso, per poi prendere la strada dei frutti, il sapore, il gusto, il luogo di provenienza: albero o fruttivendolo …. tutti questi collegamenti sono stati sviluppati nel tempo. Se ti mostrassi un mouse rosso, dello stesso colore di quella mela, un mouse che si collega al computer e che i può mangiare… ciò che avremmo fatto è collegare il mouse agli stessi percorsi della mela, ma anche del computer e dell’elettronica. Questi collegamenti, per creare questi collegamenti, le cellule hanno dovuto fare spazio! Si sono rotte, fratturate, ed un filamento, un dendride, si è collegato ad un assone e infine ad una cellula che ne gestisca le associazioni</p>
<p>Ogni volta che viene generato un collegamento, un’associazione, il neurone si spacca, si frattura e ne esce un filamento, un dendride, che si collega neurologicamente ad un altro filamento più grande, un assone, fino a collegarsi ad un altro neurone.<br />
Non sono un neurologo, la descrizione è molto semplicistica ma calzante, in rete puoi trovare tantissime informazioni sull’argomento.</p>
<p>E’ stato calcolato che i possibili collegamenti nel cervello di un vero genio, possono superare una cifra base seguita da milioni di zeri!</p>
<blockquote><p><em>1 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000….. e tanti altri</em></p></blockquote>
<p>Studiare per giorni, mesi, con questa continua pressione è indubbiamente pesante. E’ come un <em>supplizio di Tantalo</em>, desiderare di studiare ma stancarsi ed essere costretti a smettere! Per molti <img loading="lazy" class="alignleft wp-image-2883" title="fratture cellulari" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/elettricità-cerebrale.png" alt="" width="258" height="165" />studenti diventa talmente insopportabile da farli smettere definitivamente di studiare.</p>
<p>Più ci si deve sforzare per creare collegamenti ed associazioni, più diverrà impegnativo, pesante, per il cervello.<br />
Se la lezione viene spiegata in modo noioso, faremo molta più fatica nel creare dei collegamenti, di conseguenza ci stancehremo prima e la stessa attenzione ne risentirà!</p>
<p>Se prendessimo un qualsiasi studente medio, al rientro a scuola dopo le vacanze estive, lo vedremmo iniziare con il sorriso. I primi giorni si studierà tranquillamente.<br />
Certo, i primi giorni non si è ancora nel clou del lavoro, ma è come se … lo si fratturasse lentamente, prima poco alla volta, poi sempre di più!<br />
Per arrivare a fine anno, semidistrutto, proprio quando si deve fare il rush finale!</p>
<p>E’ diventato assolutamente normale, vedere gli studenti rilassati i primi giorni di scuola e pressoché sfiniti alla fine dell’anno.<br />
Tutto l’anno a creare collegamenti, associazioni … fratture!</p>
<p>Deve essere sempre così?</p>
<h4>Insomma uno studente è come se andasse in guerra in ogni anno?</h4>
<p>Le <em>fratture cerebrali</em> avvengono quando dobbiamo studiare molto, quando dobbiamo creare dei collegamenti, sforzarci di ricordare, ma quando studiamo cose che ci interessano, sono meno pesanti!<br />
Quelle materie per le quali i professori riescono a generare collegamenti, associazioni, quando i professori giocano con le informazioni, facendo apprendere gli studenti in modo quasi naturale. Al termine di quelle lezioni l’impegno ci sarà stato, ma sembrerà più naturale!<br />
Al termine di quelle lezioni, gli studenti si accorgeranno di essere stanchi, di aver fatto molto e perché no, una punta di orgoglio per il lavoro svolto farà da medicina alle <em>fratture</em> causate!</p>
<p>Quindi la soluzione migliore sarebbe quella di trasmettere le informazioni in modo più comunicativo, creando associazioni, giocando con le informazioni come farebbe un bambino, ma non è così semplice come scriverlo!<br />
Se anche la regola della comunicazione cita:</p>
<blockquote><p><em>Non è importante ciò che parte, è importante ciò che arriva! </em></p></blockquote>
<p>Cioè, è compito di chi gestisce la lezione fare in modo che le persone che ha davanti comprendano e se non lo fanno, mi spiace dirlo ma la colpa è solo di chi comunica male.<br />
Molto spesso gli esperti in qualcosa di particolare, non riescono a semplificarlo in modo tale da renderlo semplice, perché hanno l’impressione di sminuire ciò che hanno imparato in tanti anni di studio!</p>
<p>Parlare della lingua greca con un insegnante di greco è come parlare di una religione! Ma il greco è fantasioso, per questo non ci sono traduzioni vere e proprie, ma versioni!  Un serio insegnante di greco, corre il rischio di chiudere ogni spiraglio al gioco (ti consiglio di leggere: “La lingua geniale, 9 ragioni per amare il greco” di Andrea Marcolongo) causando notevoli mal di testa per studiarlo decentemente!</p>
<p>La soluzione in questi casi è evitare di <em>fratturare</em> continuamente durante l’anno ma farlo in modo impegnati all’inizio, quando gli studenti sono più tranquilli, calmi e rilassati.<br />
Praticamente fare il grosso del lavoro all’inizio dell’anno, al massimo nel primo mese e nel resto dell’anno collegare i particolari al lavoro svolto …. <em>sto’ parlando greco?</em></p>
<h3>Come studiare per evitare le <em>fratture cerebrali</em>!</h3>
<p>Ciò che consiglio, ciò che faccio fare, è quello che ho scritto nel mio ultimo libro (<em>che dovresti aver già comprato e letto se settembre 2017 è passato</em>) è di iniziare lo studio di qualsiasi materia, creando una struttura generale. Una struttura di tutti gli argomenti di base per ogni singola materia, ottenendo un quadro generale.<br />
Di solito, per le medie ed i licei sono sufficienti 10 giorni di lavoro per tutte le materie in programma, al termine dei quali, ogni studente, saprà esattamente dove si trova con il programma, cosa deve ancora studiare ed approfondire per arrivare alla fine.<br />
<img loading="lazy" class="alignright wp-image-2882" title="associazioni e collegamenti mentali" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/08/collegamentiCellule.jpg" alt="" width="298" height="236" />In pratica costruire un quadro generale, una mappa generale, per avere ben chiaro tutto il programma consentendo, durante l&#8217;anno, collegamenti e <a href="http://www.mnemonia.net/le-tecniche-di-memoria/le-associazioni-mnemoniche/" target="_blank" rel="noopener">associazioni</a> più rapidi e veloci senza stress eccessivi ed alla fine, quando ci si avvicina all&#8217;esame, invece di impegnarsi in rush finali &#8230; limitarsi a ripassare, dando un&#8217;occhiata, da esperto, al lavoro svolto in precedenza. Osservando le mappe con tutti i collegamenti, le associazioni costruite.</p>
<p>Devo ammettere che mi stupisco sempre quando vedo i miei studenti, i miei allievi che ripassano dando l&#8217;impressione di impegnarsi ben poco e velocemente ma poi prendono i voti migliori!<br />
Prendi il tuo hobby, aggiungi qualche particolare costruendo una <a href="http://www.mnemonia.net/cosa-metodi-studio/le-mappe-mentali/" target="_blank" rel="noopener">mappa</a>. Poi osservala, ripassa e ricorda i particolari ed infine discutine un esame!<br />
Il lavoro maggiore lo hai fatto per costruire le basi del tuo hobby, i particolari sono un passo avanti!</p>
<p>Per uno studente universitario è anche più semplice, tutto ciò che deve fare è studiare un argomento alla volta, <a href="http://www.tecnichedistudio.com/come-organizzare-un-esame/">creando le basi,</a> approfondendole e dando l’esame!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per essere chiari.</h3>
<p>Un aereo consuma la maggior parte del carburante al decollo, per alzarsi in volo.<br />
Durante il viaggio, il pilota si occupa di correggere leggermente la rotta ed infine scendere per atterrare.<br />
Il metodo di studio normale, per la quasi totalità degli studenti, è di aprire il libro e studiare, aggiungendo, giorno dopo giorno gli argomenti.<br />
Ogni argomento dal più grande (struttura generale) al più piccolo (i particolari), dal generale e subito all’approfondimento.<br />
In questo modo non è come l’aereo, ma un continuo salire e scendere, arrivando alla fine, all’esame, stanchi, stressati, frullati e <em>fratturati</em> per il volo durato un anno.</p>
<p>Studiare creando il programma generale all’inizio, richiederà molto, molto, impegno all’inizio, ma, per il resto dell’anno, sarà sufficiente correggere la rotta di tanto in tanto!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come i geni organizzano l’esame perfetto … lode compresa!</title>
		<link>https://blog.mnemonia.net/come-organizzare-esame-perfetto/</link>
					<comments>https://blog.mnemonia.net/come-organizzare-esame-perfetto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 12:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[metodi]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzare il lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di memoria]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di studio]]></category>
		<category><![CDATA[compiti a casa]]></category>
		<category><![CDATA[lettura veloce]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come preparare un esame in 3 giorni? Lascia stare. A parole è tutto facile, in realtà, i 3 giorni possono aiutarti per organizzare il lavoro e preparare i punti di</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net/come-organizzare-esame-perfetto/">Come i geni organizzano l&#8217;esame perfetto &#8230; lode compresa!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net">Mnemonia blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Come preparare un esame in 3 giorni?</h3>
<p>Lascia stare.<br />
A parole è tutto facile, in realtà, i 3 giorni possono aiutarti per organizzare il lavoro e preparare i punti di riferimento!</p>
<h4>Organizzare un esame dovrebbe essere una delle prime cose da sapere, una delle prime cose che dovresti aver imparato, per qualunque processo di apprendimento ed invece è una delle domande che viene ricercate più di frequente in rete nella speranza di scoprire i miglio consigli pratici!</h4>
<p>Molti studenti sono talmente persi nel loro lavoro che per organizzare i loro esami, i loro studi, prendono il libro, verificano il numero delle pagine e le dividono per i giorni che mancano per dare l&#8217;esame e così facendo.</p>
<blockquote><p><em>fanno i conti senza l&#8217;oste!</em></p></blockquote>
<p>Un valido metodo di studio universitario, è un vero e proprio percorso che può essere usato sia per i concetti chiave più semplici che per i più complessi e per entrambi la regola è &#8220;<strong>organizzare per bene il tuo lavoro</strong>&#8220;. Per sfruttare la memoria a lungo termine e memorizzare velocemente, devi prima di tutto avere un’idea generale di ciò che stai per studiare. Che detto così sembrerebbe ovvio, purtroppo lo è molto raramente. Conoscere solo il titolo del testo o solo la materia per cui darai quell’esame, non vuol dire avere un’idea generale ma è come sapere che &#8220;piazza del popolo” è una piazza presente in molte città, ma niente di più! Insomma è molto, molto vago non ti aiuta a ricordare facilmente.<img loading="lazy" class="alignleft wp-image-2691 size-medium" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaCasinoMente-300x227.jpeg" alt="Studente probemi con esame" width="300" height="227" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaCasinoMente-300x227.jpeg 300w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaCasinoMente.jpeg 540w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="font-size: 1.0625rem; font-family: var(--text-font);">Lasciare le cose al caso, aprire il libro ed iniziare a studiare, sembra semplice, poi trovi una parte complessa, poi un’altra e ti ritrovi a sbuffare perché anche questo esame sarà difficile da preparare! A questo punto una vocina ti chiede: Pensi di farcela? Riuscirai a studiare tutto nei tempi che hai organizzato? Forse è il caso che fai una pagina in più, o una in meno! Forse è il caso che mangi qualcosa, perché la vedo lunga! Ed ecco che la tua programmazione è andata a farsi benedire!<br />
Quando il mio corso era composto di sole </span><a style="font-size: 1.0625rem; font-family: var(--text-font);" href="http://www.mnemonia.net/cosa-le-tecniche-memoria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tecniche di memoria</a><span style="font-size: 1.0625rem; font-family: var(--text-font);"> (<em>il link è al sito dove descrivo le tecniche di memoria ed i metodi di memorizzazione)</em></span><span style="font-size: 1.0625rem; font-family: var(--text-font);">,</span></p>
<p>consigliavo ai miei studenti di utilizzare una tecnica di “fotografia mentale”. Praticamente, una tecnica che serve per ricordare a memoria, e facilmente, qualsiasi tipo di immagine, anche le più complesse. La regola principale della tecnica, dice di visualizzare l’immagine nel suo insieme, i colori, la struttura, l’ambiente, i colori principali, lo stile. Poi si passa all’approfondimento dei singoli riquadri.</p>
<p>Si divide l’immagine in 4 o più riquadri e si continua ad approfondire ogni singolo riquadro, ponendosi delle domande alle quali rispondere in modo esteso. Per intenderci alla domanda: “ <em>il vaso è di colore rosso?</em>” Dovrai rispondere in modo chiaro, esteso e comprensibile: “<em>si è rosso, un rosso acceso, sembra un rosso simile a quello dei pomodori da passata….</em>” Facendo questo lavoro con tutta l’immagine, ben presto sarà impossibile sbagliarsi e ricorderai quell&#8217;immagine per moltissimo tempo.</p>
<p>[ <a href="http://www.alessandronacinelli.it/servono-davvero-le-tecniche-di-memoria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Servono davvero le tecniche di memoria?</a> ]</p>
<h2>Il nostro cervello e la nostra memoria funzionano per immagini</h2>
<h5>Il nostro cervello, la nostra memoria, funziona per immagini ma, anche le scene più complesse possono essere influenzate dai nostri ricordi, dai nostri giudizi e questo sistema, consente di bypassare qualsiasi giudizio!</h5>
<p>Ma con un libro? E tornando all’organizzazione dell&#8217;esame, come fare?<br />
<em>Ti spiegherò tutto nel dettaglio, poi, è logico che sarebbe tutto molto più semplice se imparassi a trasformare in immagini ciò che devi memorizzare.</em><br />
La prima cosa da fare è, logicamente, valutare la quantità di testi ed appunti che devi utilizzare. Diciamo che è un esame semplice, un solo testo di 300 pagine.<br />
Il professore ti ha può averti detto di saltare un paio di capitoli, ma io sono dell’idea che è sempre meglio conoscere tutto, perché la differenza tra un 18 ed un 30 è nascosta tra quelle pagine e il tuo giudizio.<br />
Oltre al testo, hai anche qualche appunto di supporto.<br />
Diciamo che hai un mese di tempo per preparare lo studio. Mese a cui devi togliere sabati e domeniche, quindi 22 giorni.<br />
Con un solo libro, e gli appunti, ti è sufficiente una giornata per completare tutta la struttura.<br />
Cioè, partendo dal sommario, ragionare su ogni singola voce, dai capitoli ai paragrafi.<br />
Se qualcosa non fosse chiaro, hai il numero della pagina dove ti verrà spiegato l&#8217;argomento. Leggendo le prime 3-5 righe del testo di quella pagina, potrai chiarirti le idee su quel particolare argomento.<br />
Tieni presente che, se anche scrivessi qualcosa di sbagliato tra gli appunti o la mappa che stai costruendo, non sarà importante, avrai modo di correggerlo in seguito ed al tempo stesso, con l&#8217;errore, rafforzare il ricordo di ciò che avrai corretto.</p>
<p><strong>La correzione stessa è una tecnica di memorizzazione.</strong></p>
<blockquote><p><em>Nell’area riservata i miei allievi c’è un video, di un paio di ore, nel quale ho preparato, creato, sviluppato la mappa e relativa struttura di tutto il programma di storia di terza media. Loro lo fanno in un anno e <strong>nel video lo facciamo in 2, DUE, ore</strong>! Certo, è terza media e non “storia medievale”, ma sono pur sempre 2 ore contro un anno, non trovi? Magari con il tuo testo difficilissimo potresti impiegare una giornata! &#8230; Troppo?</em></p></blockquote>
<p>Ok, un giorno per preparare la struttura generale, per creare una <a href="http://www.alessandronacinelli.it/mappe-mentali-perche-funzionano/">mappa mentale</a>, per la quale, io solitamente utilizzo un cartoncino bristol, in modo da riuscire a mettere tutto in vista. Con l’esperienza, saprai in anticipo se avrai bisogno di molto o poco spazio. Ad ogni modo, con questa struttura, avrai un’infarinatura generale con tutti i collegamenti della materia.<br />
Avrai l’impressione di conoscere abbastanza bene l’argomento, ma non è ancora il momento di discutere l&#8217;esame!</p>
<h3></h3>
<h3>Vuoi la sicurezza di ottenere un grande risultato?</h3>
<p>Il passo successivo è leggere velocemente (<a href="http://www.mnemonia.net/la-lettura-veloce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>lettura veloce</em></a>) testi e appunti, senza voler per forza capire qualcosa.<br />
Tieni presente che hai già un’infarinatura generale, quindi leggere velocemente il testo significa “<em>notare</em>”, “<em>far caso</em>” ad alcuni punti che hai già affrontato. &#8220;<em>Leggere velocement</em>e&#8221;, significa leggere come se stessi leggendo l’elenco telefonico. Ti stai  facendo un’idea, anche se molto vaga, di quello che dovrai approfondire.<br />
Questo passaggio potresti saltarlo, ma è solo un giorno di lavoro, quindi perché non approfittarne? [ <a href="http://www.tecnichedistudio.com/lettura-veloce-o-tecniche-di-studio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lettura Veloce o Tecniche di Studio?</a> ]<br />
Abbiamo usato una giornata per la <a href="http://www.mnemonia.net/cosa-metodi-studio/le-mappe-mentali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mappa mentale</a> generale ed una giornata per dare un’occhiata al testo. <img loading="lazy" class="alignright wp-image-2690 size-medium" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaOrganizzata-300x200.jpeg" alt="Studente prepara un esame" width="300" height="200" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaOrganizzata-300x200.jpeg 300w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaOrganizzata-768x512.jpeg 768w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/StudentessaOrganizzata.jpeg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Ora dobbiamo aggiungere i particolari, approfondire ogni singola voce.<br />
Questa parte è sempre vista con timore ma devi capire che un libro è composta da molte parole chiave, spiegate e collegate tra loro.<br />
Fino ad ora, ciò che avrai fatto è creare una serie di TUE parole chiave, collegate con una mappa, ed ora stai cercando i particolari!<br />
Un libro di 300 pagine o 1000, NON ha miliardi di nozioni! Ma MILIARDI di parole per spiegare quelle singole nozioni!<br />
Per studiare le 300 pagine potresti utilizzare 15 giorni, 20 pagine al giorno.<br />
Se impiegassi 15 minuti a pagina (15 minuti sono tantissimi) avresti bisogno di 5 ore al giorno. (15minuti x 20 pagine al giorno = 300 minuti = 5 ore).<br />
Lavorando 3 ore al mattino e 2 al pomeriggio, in 15 giorni avrai completato il libro.</p>
<p>A questo punto ti mancano 5 giorni lavorativi all’esame.</p>
<p>Non abbiamo definito la quantità di appunti, ma diamo per scontato che in durante i 15 giorni tu riesca a completare anche quelli, nel caso, aggiungendo un&#8217;ora di lavoro al giorno.</p>
<p>Abbiamo 5 giorni lavorativi.</p>
<h2>Il passo successivo è, chiaramente, il ripasso.</h2>
<p>Prendi la mappa che hai sviluppato e partendo dalle varie voci inizia a spiegarle, utilizzando i collegamenti. Dovrai spiegare ogni singola parola chiave della mappa, seguendo il filo logico dato dai collegamenti.</p>
<p><figure id="attachment_2713" aria-describedby="caption-attachment-2713" style="width: 167px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.tecnichedistudio.com/Images/InfograficaTecnicheDiStudioStampabile.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-2713" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/03/InfograficaTecnicheDiSstudio.jpg" alt="Infografica per la costruzione di un esame" width="167" height="418" /></a><figcaption id="caption-attachment-2713" class="wp-caption-text">Infografica sulla costruzione di un esame, utilizzando metodi e tecniche di studio. Clicca sull&#8217;IMG per ingrandirla per poi salvare la versione stampabile</figcaption></figure></p>
<p>La differenza con te e chi studia senza <a href="http://www.tecnichedistudio.com/per-questo-motivo-se-io-e-te-andiamo-ad-un-corso-che-costa-1-000e-tu-ne-perdi-800-ed-io-ne-guadagno-3-000/">un&#8217;organizzazione solida</a>, è che tu, sarai in grado di riconoscere i punti, le informazioni anche se sono all&#8217;inizio ed alla fine, riuscirai a collegare tutto facilmente e velocemente.</p>
<blockquote><p><em>Nel video dove costruisco la mappa del programma di terza media, accade spesso che tra un capitolo e l&#8217;altro ci si ritrovi a riconoscere dei passaggi, delle similitudini. Questo riconoscimento è possibile solo grazie alla conoscenza approfondita di un argomento come sarà nel tuo caso!</em></p></blockquote>
<p>Per avere maggiore sicurezza, chiedi a qualche amico, collega o tua nonna di farti delle domande usando le voci della mappa. Le risposte dovranno essere estese, non un semplice &#8220;<em>si, è rosso!</em>&#8221; dovrai rispondere per insegnare. Per fare in modo che il tuo interlocutore capisca l&#8217;argomento. Questo sistema di <em>spiegare</em> metodo è molto diverso dal rispondere ad un esame! Spiegando cerchi di far capire, e nel farlo ti rilassi, attingendo alle tue conoscenze che ora saranno tutte collegate ed approfondite. Diciamo che 3 giorni li hai passati a ripassare.</p>
<h2>Ora lavoriamo per prendere  la lode.</h2>
<p>Prendi alcune voci della mappa, scrivile su di un foglio e cercale on-line.</p>
<p>Dicono le stesse cose che hai già imparato? Che già conosci bene?</p>
<p>Aggiungono altre informazioni?</p>
<p>Descrivono l’argomento in modo chiaro? Come lo descrivi tu?</p>
<p>Aggiungi sulla mappa le nuove informazioni e ripassa nuovamente.</p>
<p>Hai finito di studiare.<br />
Forse ti è rimasto un giorno libero, ma non importa, non credi?</p>
<hr />
<h3>Risorse e consigli sulle tecniche di studio, lettura veloce e tecniche di memoria :</h3>
<p>Su questo blog: <a href="http://www.tecnichedistudio.com/tag/metodi-di-studio/">i metodi di studio</a>, le <a href="http://www.tecnichedistudio.com/tag/tecniche-di-memoria/">tecniche di memoria</a>, e la <a href="http://www.tecnichedistudio.com/tag/lettura-veloce/">lettura veloce</a>.<br />
Le descrizioni tecniche le trovi sul sito storico, quello da cui iniziai la mia avventura in rete: <a href="http://www.mnemonia.net" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mnemonia.net</a><br />
<span style="font-size: 1.125rem; font-family: var(--text-font);">Se vuoi organizzare al meglio esami e obiettivi, vai su </span><a style="font-size: 1.125rem; font-family: var(--text-font);" href="https://www.annualplanning.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.annualplanning.it</a><br />
Oppure qualche mio video dal canale <a href="https://www.youtube.com/c/MnemoniaNet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">youtube</a> :</p>
<p style="text-align: center;">
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		<item>
		<title>Studenti + insegnanti. Costruiamo un nuovo sistema di istruzione per la scuola</title>
		<link>https://blog.mnemonia.net/studenti-insegnanti-costruiamo-la-scuola/</link>
					<comments>https://blog.mnemonia.net/studenti-insegnanti-costruiamo-la-scuola/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 08:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Organizzare il lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[insegnare]]></category>
		<category><![CDATA[metodi di studio]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnichedistudio.com/?p=2649</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giorni fa, ero vicino a dei ragazzi, degli adolescenti. Erano 5 amici che si dirigevano ad una festa. Stavano parlando di scuola, ed uno di loro, con molta tranquillità e</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net/studenti-insegnanti-costruiamo-la-scuola/">Studenti + insegnanti. Costruiamo un nuovo sistema di istruzione per la scuola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net">Mnemonia blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni fa, ero vicino a dei ragazzi, degli adolescenti. Erano 5 amici che si dirigevano ad una festa.</p>
<p>Stavano parlando di scuola, ed uno di loro, con molta tranquillità e sicurezza ha affermato che la &#8220;scuola italiana fa schifo!”.<br />
Non c’era tracotanza nelle sue parole, non lo affermava con la voce di chi non ha voglia di studiare e come scusa dice che è l’altro a fare schifo, piuttosto che lui a non averne voglia! Affermava proprio che la “<em>scuola italiana fa schifo!</em>” mentre in altri paesi, sopratutto nel nord Europa, le cose sono diverse.<br />
Non proseguiva fornendo un motivo per cui la sua affermazione, oramai condivisa ed affermata da molti, fosse reale. Semplicemente un’affermazione generica, radicata e sempre più spesso confermata dai sondaggi.</p>
<p>Il punto è che nessuno ne conosce il motivo ed al tempo stesso ognuno da la colpa all’altro!<br />
Il ministero tace per non creare problemi con i sindacati e nel frattempo nelle pieghe burocratiche si perdono le firme. Gli insegnanti danno la colpa al ministero, ai genitori ed agli studenti svogliati.<br />
Gli studenti danno la colpa agli insegnanti perché non sanno a chi altro darla. [video_player type=&#8221;youtube&#8221; width=&#8221;300&#8243; height=&#8221;169&#8243; align=&#8221;right&#8221; margin_top=&#8221;3&#8243; margin_bottom=&#8221;3&#8243; border_size=&#8221;2&#8243; border_color=&#8221;#bdb3b3&#8243;]aHR0cHM6Ly95b3V0dS5iZS9jSEhMQXdvYnBQSQ==[/video_player]</p>
<p>I genitori danno la colpa agli insegnanti.<br />
Un bel casino!</p>
<p>“<em>Dividi et impera</em>” dicevano gli antichi romani.<br />
Nel nostro caso, è il caos stesso che si adopera per dividere sempre più e continuare a far regnare il caos.</p>
<p>Ogni protagonista cerca una soluzione.<br />
Chi redige i libri di testo, aggiunge sempre più informazioni per ampliare sempre di più la cultura. Poco importa se molte delle cose inserite nei testi serviranno a ben poco, l’importante è aggiungere ed aggiornare.<br />
Gli insegnanti, seguono il programma immaginando da subito l’effetto che avrà sui loro allievi. A volte seguendo i libri di testo senza valutare se serva a meno alla loro crescita. Sul libro c’è, quindi serve senz’altro!<br />
Gli studenti sanno che la scuola è un passaggio obbligato, si augurano che sia semplice, ma poi si demotivano.<br />
A volte gli insegnanti tentano di motivarli dando loro dei voti più bassi, ma stranamente non sempre funziona!<br />
Altre volte gli studenti cambiano scuola, indirizzo scolastico, ma i problemi li seguono, anche cambiando materia, vengono comunque seguiti!</p>
<p>Nel mio caso, lavorando sia con gli studenti, che con gli insegnanti, ho la netta sensazione che nessuno voglia trovare un punto d’incontro!</p>
<p>Gli insegnanti, molti di loro, si impegnano per i loro studenti, cercano di coinvolgerli, di stimolarli, a volte partendo alla lontana ma ogni cosa è utile se riesce ad instaurare un buon rapporto. Come l’insegnante di italiano che crea un gruppo musicale. L’insegnante di matematica, che organizza delle piece teatrali.<br />
Instaurato il rapporto, diventa più semplice dialogare e trasmettere ciò che insegnano.</p>
<p>Altrimenti, gli studenti, pur essendo consci della necessità di studiare, di fondo, non comprendono l’utilità delle singole informazioni.</p>
<p>Non parliamo dello studente che vuole lavorare nell’officina del padre, e per questo ritiene assolutamente inutili la geografia, o il latino!<img loading="lazy" class="alignright wp-image-2654 size-medium" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/litigare-300x165.jpeg" alt="Chi ha ragione a scuola?" width="300" height="165" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/litigare-300x165.jpeg 300w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/litigare-768x422.jpeg 768w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/litigare.jpeg 982w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Poi trova un’insegnante di matematica e scienze che gli sta antipatica e smette di studiare anche quelle materie.<br />
L’insegnante con l’idea di fargli recuperare il tempo perso lo segue più attentamente e lo studente si sente preso di mira, iniziando a <em>bigiare</em> (non andare a scuola = f<em>are filone, fare forca, fare fughino, fare fuoco, fare puffi, fare sega, grifare, limare, marinare, salare, segare, svicolare</em> … quanti modi per dirlo ma uno solo per “studiare”), a volte pensando, se studio tanto e non ottengo risultati, tanto vale non studiare affatto! Non otterrò risultati ma almeno mi diverto!</p>
<p>Altri studenti, finita la scuola dell’obbligo, smettono di studiare ed iniziano a lavorare, alcuni trovano la loro strada e <em>stranamente</em> si impegnano molto più di quanto non facessero per la scuola, a volte lo fanno con piacere, anche se non ne sono particolarmente entusiasti, ma il ritorno ne vale l’impegno!</p>
<p>Altri continuano a studiare ma solo 3 su 10 completano gli studi e di loro una piccolissima percentuale riuscirà ad utilizzarli!</p>
<h3>Insomma da dove iniziare?</h3>
<p><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-2655 size-medium" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/sad-college-student-300x150.jpeg" alt="Cosa fare dopo la laurea?" width="300" height="150" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/sad-college-student-300x150.jpeg 300w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/sad-college-student-768x384.jpeg 768w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/sad-college-student-1024x512.jpeg 1024w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/sad-college-student.jpeg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In questo post, nel mio pensiero, mi rivolgo ad insegnanti e studenti dalle elementari alle superiori.<br />
Solo perché quelli dell&#8217;università sono persi!<br />
Persi perché alcuni hanno già appreso come studiare (pochi), e moltissimi pensano di saper studiare perché lo fanno da tanto tempo e di loro, come già accennato e confermato dagli studi, solo una misera percentuale raggiungerà la laurea e di questi, solo una piccola percentuale riuscirà ad utilizzarla!<br />
Quindi, certo che sarebbe utile per i laureandi, e se parlo, scrivo, di livelli di istruzione più bassa, è solo perché loro, i laureandi, l’hanno superata, e possono valutare cosa hanno passato, cosa avrebbero potuto fare e cosa potrebbero fare, smettendo di utilizzare quelle capacitàche ora non servono più, che non gli sono più utili &#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di tutto, come sono i programmi di studio? Chi li decide? Chi decide cosa inserire nei testi di studio?<br />
Dal 1960 ad oggi sono cambiati notevolmente.<br />
In precedenza, diverse cose oggi troviamo nei libri delle elementari, potevamo trovarle alle medie, alle superiori, ma sopratutto, serviranno?</p>
<p>Se dobbiamo fermarci a pensare senza approfondire, la stessa matematica, l’imparare le tabellone, a che serve?<br />
Tutti noi ci siamo abituati ad usare le calcolatrici. Ogni telefono ne ha una, quindi perché impazzirsi a ricordarle? Se non sai dare una risposta a questa domanda, sicuramente hai degli studenti scontenti!<br />
Qual&#8217;è il motivo per cui devono studiare?<br />
Perché gli sarà utile?</p>
<p>Sai che nel futuro sarà sicuramente utile saper programmare dei bot, perché non lo studi anche tu? Non sai cosa sono i bot? (non sono i &#8220;buoni ordinari del tesoro”, ma risponditori automatici)<br />
La tua risposta vale come quella del tuo studente. Hanno esattamente lo stesso valore! Solo dicendoti che ti sarà utile, non ho di certo stuzzicato il tuo interesse!</p>
<p>Qual’è il motivo per cui in una verifica di spagnolo uno studente debba conoscere a perfezione i capoluoghi e le capitali della Spagna e del Sudamerica?<br />
A cosa gli servirà?<br />
Se non sei in grado di rispondere, di motivare, neanche questa domanda, i tuoi studenti riceveranno un basso voto e la colpa non è loro è solo tua che non sei stato in grado di spiegargli il perché servisse conoscere quelle informazioni!</p>
<p>Potrei continuare per ore con materie di tutti i tipi nella scuola dell’obbligo ed il concetto principale rimane.<br />
Troppo spesso, neanche gli insegnanti sono in grado di motivare i loro insegnamenti, limitandosi ad un “perché ti servirà”.<br />
Alla fine gli studenti si abituano all’idea che tutto serve, ma senza conoscerne il motivo!</p>
<p>E’ chiaro che molte di queste informazioni sono utili. Alcuni studenti le troveranno estremamente interessanti ma nell’insieme come ci si comporta? Come riuscire a coinvolgerli!</p>
<p>I tuoi hobbies, i tuoi interessi, le tue passioni, come hai scoperto che ti piacevano?<br />
Un poco alla volta, mai tutto insieme. Al tempo stesso, riuscivi ad avere una visione ampia ed in quell’enorme calderone di informazioni, c’era qualcosa che attirò la tua attenzione più di altre, diventando la materia che ti piace ed a volte, per qualcuno una passione!</p>
<p>Nello studio, ci vuole veramente poco a far diventare noiose le nozioni. Qualcuna potrebbe essere interessante, ma raramente se ne comprende lo scopo e finisce per diventare una singola informazione non associabile a nulla, finendo per perderla in una marea di inutili altre nozioni!</p>
<p>Se chiedi ad uno studente cosa dovrà studiare tra sei mesi, tra TRE mesi, non sa risponderti! Per assurdo non è in grado di risponderti neanche se gli chiedi cosa ha studiato una settimana prima!</p>
<p>Dov’è l’interesse? Dove’è la cultura? La passione?<br />
Quale studente esce da scuola discutendo con altri studenti di ciò che hanno studiato poco prima? Quando lo hai fatto TU, insegnante, prima di diventare universitario!</p>
<h3>La scuola sembra una cavalcata.</h3>
<p>Ogni insegnante per non perdere tempo si afretta a riempire di informazioni gli studenti prima che questi si distraggano o perdano interesse. [ <a href="http://www.alessandronacinelli.it/la-scuola-e-noiosa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La scuola è noiosa!</a> ]</p>
<p>Ma è proprio questo il punto! Non sanno cosa fanno! Non collegano nulla di ciò che apprendono a scuola con la vita che fanno fuori dalle mura scolastiche!<br />
Prendiamo la storia, le scienze, la geografia. Durante l’anno tra cinema e televisione capita frequentemente che trattino argomenti nei quali si possano collegare i programmi di studio: le guerre, le foibe, gli Stati e le loro diatribe, i documentari sulle varie scoperte. Tutte cose che vengono trattate dai vari canali ma impossibili da ordinare, programmare con il programma scolastico ed i relativi argomenti.</p>
<p>Se decidi di fare un viaggio, in un paese nuovo, che non hai mai visitato, cosa fai per prima cosa? Lo programmi!<br />
Decidi cosa visitare e dove, dove alloggiare, cosa vedere, come muoverti.<br />
E’ assurdo partire alla cieca, tempo due giorni e ti perderesti.<br />
Il viaggio, da piacere diverrebbe uno stress.</p>
<p>Mi capita spesso di andare a Londra, è chiaro che l’unica cosa che organizzo è l’hotel ed anche quello potrei evitarlo, ma preferisco avere subito un punto di riferimento, ma se insieme a me viene qualcuno che non conosce la città, che non la visita frequentemente, allora preparo un tour di posti da visitare!</p>
<p>La materia che insegni, è per te una “Londra”.<br />
La conosci, la visiti spesso, anche tutti i giorni, ed i tuoi studenti sono le persone che viaggeranno con te. Vuoi dirgli cosa farete o vuoi fargli una sorpresa?</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright wp-image-2656 size-medium" src="http://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/PrepareTravel-300x216.jpeg" alt="Programmiamo ed organizziamo il viaggio" width="300" height="216" srcset="https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/PrepareTravel-300x216.jpeg 300w, https://blog.mnemonia.net/wp-content/uploads/sites/12/2017/02/PrepareTravel.jpeg 566w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Immaginiamo per un attimo che tu decida di partire per il Nepal.<br />
La vacanza è programmata tra 6 mesi. Cosa farai nel frattempo? Aspetterai silenzioso o ogni volta che sentirai parlare di Nepal alla radio, in televisione, in rete, aprirai le orecchie?</p>
<p>Ecco, sappi che i tuoi studenti, non solo non sanno che viaggio faranno con te, ma anche sapendolo genericamente, non riescono a prepararsi perché non conoscono nessun dettaglio!</p>
<p>Capisci da solo che, in questo modo è difficile creare una passione, un interesse! Riuscire a mettere le basi di qualcosa!</p>
<p>La soluzione, che possono adottare facilmente tutti gli insegnanti<strong> è la costruzione del viaggio</strong>.<br />
Personalmente lo faccio spesso e molti miei studenti, invece delle classiche ripetizioni aiutano altri studenti a fare lo stesso a loro volta.</p>
<p>Costruire una struttura, una mappa generale del programma di studi di ogni materia, consente di sapere cosa studierai tra un mese, o tre, e se nel frattempo accade qualcosa: in televisione passa un film, un documentario, oppure ci si ritrova a parlare con dei turisti provenienti da un determinato luogo che dovremo studiare, avremo creato un utile collegamento.<br />
Puoi non aver idea del motivo per cui i tuoi allievi debbano ricordare le capitali di uno Stato, ma lavorando in questo modo, costruendo con loro il programma, saranno loro stessi a trovarlo e dirtelo se il rapporto è buono!</p>
<p>Sviluppare una mappa generale, senza aggiungere i particolari che saranno affrontati durante l&#8217;anno scolastico, è abbastanza impegnativo, è vero, ma come per il decollo di un aereo, il quale brucia la maggior parte del carburante alla partenza, il resto dell&#8217;anno sarà semplice aggiungere le informazioni, collegarle, associarle!</p>
<p>Gli studenti, appena iniziato l’anno scolastico, essendo più riposati e pieni di buoni propositi per il nuovo anno, sono più attenti, e costruire con loro una mappa mentale con gli argomenti che studieranno durante l’anno, gli consentirà un viaggio più tranquillo, per le quali saranno sufficienti delle piccole e semplici correzioni di rotta.</p>
<blockquote><p>Sei a metà anno?<br />
Poco male, inizia subito!<br />
Stai per affrontare un nuovo capitolo?<br />
Prima di iniziare a spiegarlo costruisci la mappa, la struttura di quel capitolo ed insieme potrete studiarlo.<br />
Questo metodo fa una grande differenza tra lo studiare da pag x a pag. y o “ragazzi studiate, approfondite quell’argomento”.<br />
Così facendo il libro sarà un punto di partenza.</p></blockquote>
<p>Certo, per qualcuno potrebbe essere l’unico punto, ma creare il <em>tarlo</em> della conoscenza è un attimo!<br />
I giochi delle moderne consolle hanno spesso delle basi realistiche, come le ambientazioni geografiche, nel tempo e nello spazio. Inevitabilmente qualcosa si collegherà. Gli studenti non verranno interrogati sull’ultimo “Assasin’s Creed” ma sicuramente parlando di moti rivoluzionari francesi, qualcosa riuscirà a collegare!</p>
<p>Studiare vuol dire collaborare. Non siamo più nel 1800 dove c’era l’insegnante che aveva “il sapere”.<br />
Oggi la rete fornisce ogni cosa che serve, la differenza la fa il modo di comunicare, di trasmettere, di comunicare.<br />
Se ti obbligassero a fare qualcosa, ne saresti felice? Per quale motivo uno studente dovrebbe essere felice nella scuola dell’obbligo?<br />
Inizia con il costruire il programma con loro, basta scoperte da un giorno all&#8217;altro, ed insieme vi motiverete alle scoperte!</p>
<h2>E gli universitari?</h2>
<p>Quando prepari un esame cosa fai?<br />
Se avessi imparato a costruire il tuo viaggio fin dalle elementari, <a href="http://www.tecnichedistudio.com/come-organizzare-un-esame/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avresti imparato a preparare l’esame</a> nello stesso identico modo.<br />
“Prepararsi”, non vuol dire mettersi a tavolino con un libro alla volta ed iniziare a studiare, ma prendere tutto ciò che ti serve: penne, quaderni, libri, dispense, appunti e costruire una struttura generica della materia che devi studiare. In seguito, finito lo sviluppo di una mappa generica, approfondire i singoli rami come se programmassi anche i pasti delle colazioni, pranzi e cene del tuo viaggio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra breve rilascerò un manuale, approfondendo dettagliatamente <strong>il metodo di studio</strong>, che potrà essere facilmente duplicato da ogni insegnante, studente o genitore che desidera aiutare i figli a mettere le basi per l&#8217;anno scolastico rendendo più semplice studiare e ricordare i singoli argomenti.</p>
<p>Lo scopo del manuale è di mostrarti cosa si può ottenere con dei semplice accorgimenti, delle piccole e semplici modifiche.<br />
Registrati sulla mia pagina Facebook o inserisci la tua mail nel box qui sopra, per essere aggiornato sull’uscita del manuale.</p>
<p>A presto e … studiare insieme è molto più divertente!</p>
<p><em>Alessandro Nacinelli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[sgmb id=&#8221;1&#8243;]</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Altre risorse sull&#8217;argomento organizzazione scolastica e dello studio:</p>
<p>Senza allontanarti troppo, la directory <a href="http://www.tecnichedistudio.com/tag/organizzazione/">organizzazione</a> in questo blog.</p>
<p>Oppure, cosa ne penso in forma privata, sul mio <a href="http://www.alessandronacinelli.it/category/scuola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog personale</a></p>
<p>E qualche video dal mio canale <a href="https://www.youtube.com/c/MnemoniaNet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">YouTube</a>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net/studenti-insegnanti-costruiamo-la-scuola/">Studenti + insegnanti. Costruiamo un nuovo sistema di istruzione per la scuola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://blog.mnemonia.net">Mnemonia blog</a>.</p>
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