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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367</atom:id><lastBuildDate>Thu, 18 Aug 2011 12:50:48 +0000</lastBuildDate><category>farmaco</category><category>farmacie</category><category>Vincenzo Devito</category><category>concorrenza</category><category>Tremonti</category><category>crescita economica</category><category>ordine farmacisti</category><category>farmacia dei servizi</category><category>F.E.F.</category><category>MNLF</category><category>ordine professionale</category><category>corporazioni</category><category>contratto farmacisti</category><category>liberi farmacisti</category><category>lenzuolate</category><category>Antitrust</category><category>farmacisti</category><category>Romano Prodi</category><category>liberalizzazioni</category><category>Ferruccio Fazo</category><category>competitività</category><category>obiezione di coscienza</category><category>C.C.N.L.</category><category>professioni</category><category>libertà</category><category>riforme</category><category>Catricalà</category><category>società</category><category>riforma ordini sanitari</category><category>articolo 41</category><category>parafarmacie</category><category>Bersani</category><category>lobby</category><title>Movimento Nazionale Liberi Farmacisti Blog</title><description>Siete nel Blog ufficiale del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, l'organizzazione che da oltre 20 anni si batte per il libero esercizio della professione di farmacista contro tutti i monopoli e tutte le corporazioni.</description><link>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>22</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog" /><feedburner:info uri="movimentonazionaleliberifarmacistiblog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-1547568674907340300</guid><pubDate>Thu, 28 Apr 2011 05:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-28T07:54:03.851+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MNLF</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">contratto farmacisti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">C.C.N.L.</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacisti</category><title>Farmacista cambia contratto</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lidnWiMpWY8/TbkAemf6PSI/AAAAAAAAABQ/m2_ETsYmTMY/s1600/Banner+farmacista+cambia+contratto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="50" i8="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-lidnWiMpWY8/TbkAemf6PSI/AAAAAAAAABQ/m2_ETsYmTMY/s200/Banner+farmacista+cambia+contratto.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Il &lt;strong&gt;Movimento Nazionale Liberi Farmacisti&lt;/strong&gt; lancia una nuova iniziativa dedicata al personale laureato dipendente di farmacia privata.&lt;/div&gt;Nel momento in cui diversi rappresentanti di vertice della categoria rivendicano giustamente il &lt;strong&gt;ruolo sanitario&lt;/strong&gt; della professione di farmacista e con questo quello della farmacia a cui dovrebbero essere affidati nuovi ruoli a carattere strettamente sanitario, il MNLF ritiene che il C.C.N.L. commercio applicato ai dipendenti laureati che operano della farmacia privata sia in completa dissonanza con tale richiesta e in palese contraddizione con le reali mansioni svolte. &lt;br /&gt;
Valuta l'attuale discussione sulla distribuzione del farmaco in Italia "&lt;strong&gt;monca&lt;/strong&gt;" perchè priva del parere importante di chi tutti i giorni presta la propria opera qualificata al buon funzionamento dell'intero sistema, quella del personale laureato in farmacia.&lt;br /&gt;
Al fine di porre rimedio a tale deficit democratico e di conoscere direttamente il parere dei colleghi impiegati senza delegare a nessuno la propria scelta, promuove una consultazione diretta allo scopo di rappresentare la volontà o meno di continuare a regolare tale rapporto di lavoro nel settore del commercio.&lt;br /&gt;
La motivazione con cui si chiede d'esprimere la propria volontà parte dall'assunto che qualsiasi contratto debba essere legato all'attività prevalente.&lt;br /&gt;
In coerenza con la richiesta di un nuovo ruolo sanitario della farmacia italiana sottopone ai colleghi dipendenti la proposta di spostare l'attuale contratto di lavoro dal settore commercio a quello sanitario equipollente per le strutture private come accade per altre figure professionali come quella dei medici.&lt;br /&gt;
Non si tratta di un referendum, ma l'esito e il numero delle firme raccolte avrà un forte valore "politico" nel richiedere il cambiamento dell'attuale settore d'appartenenza del contratto di lavoro.&lt;br /&gt;
Due sono le modalità con cui si può esprimere il proprio parere:&lt;br /&gt;
- ON Line attraverso la piattaforma firmiamo.it leggendo il testo della richiesta e firmando la petizione&lt;br /&gt;
- CARTACEA stampando il modulo allegato, facendolo girare tra i colleghi e rinviandolo, dopo opportuna scansione una volta completato. al MNLF (&lt;a href="mailto:info@mnlf.it"&gt;info@mnlf.it&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.firmiamo.it/farmacistacambiacontratto"&gt;FIRMA ON LINE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.mnlf.it/news/92/files/FARMACISTACAMBIACONTRATTOCARTACEO.pdf"&gt;DOWNLOAD MODULO FIRME&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-1547568674907340300?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/Soq0ps27yFs/farmacista-cambia-contratto.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-lidnWiMpWY8/TbkAemf6PSI/AAAAAAAAABQ/m2_ETsYmTMY/s72-c/Banner+farmacista+cambia+contratto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2011/04/farmacista-cambia-contratto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-296477066420826107</guid><pubDate>Sun, 14 Nov 2010 19:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-14T20:03:10.351+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ordine professionale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">concorrenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacisti</category><title>Il Giornale scopre le corporazioni</title><description>Questo articolo è stato scritto dopo la sospensione per tre mesi di Feltri da parte dell'Ordine dei Giornalisti&lt;br /&gt;
La domanda è: quanto di strumentale c'è in questo articolo che è condivisibile al 100%?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;È ora di finirla con l’Ordine unico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Carlo Lottieri&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Queste strutture professionali devono farsi concorrenza e non possono mettere in discussione unilateralmente il diritto a lavorare. Si tratta di camarille ereditarie, viziate dal nepotismo e per i giornalisti usano il bavaglio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A ben guardare, nell’Italia che settant’anni fa cancellò la Camera dei deputati per sostituirla con quella dei Fasci e delle Corporazioni, gli ordini contavano assai poco. A decidere tutto erano Mussolini e i suoi, e la retorica corporativa era solo il maldestro tentativo di camuffare un regime dittatoriale, fingendo di farne il superamento di capitalismo e socialismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma quello che nel Ventennio era un progetto, oggi è una realtà, dato che siamo in larga parte prigionieri di apparati (dagli ordini dei notai a quelli dei farmacisti) determinati a difendere le loro rendite parassitarie. Anche se da più parti si ripete la tesi secondo cui saremmo vittime della globalizzazione più selvaggia, nei fatti il Paese è nelle mani di camarille ereditarie: dei figli dei figli, dei nipoti dei nipoti, i quali bloccano la strada a chi vuole lavorare onestamente e, nel caso dell’ordine dei giornalisti, giungono perfino a utilizzare il bavaglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle società libere le cose vanno diversamente, dato che la libera iniziativa è tutelata. In una delle più antiche Costituzioni d’America, quella del Maryland, si legge che i monopoli sono «odiosi e contrari ai principi del commercio», ma larga parte della cultura anglosassone è avversa all’idea che qualcuno possa sbarrare la strada a chi vuole intraprendere, scrivere, commerciare, patrocinare e via dicendo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ordini e albi devono necessariamente scomparire? Non è detto. È possibile infatti che essi trovino una loro giustificazione, ma senza mettere in discussione il diritto a lavorare. Per avere ordini legittimi, in poche parole, bisogna che essi siano in concorrenza: l’associazione degli avvocati A deve competere con l’associazione degli avvocati B, certificando la qualità dei propri membri di fronte al pubblico. Le strutture corporative e monopoliste della situazione italiana, invece, rappresentano uno scandalo alla luce del sole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo, però, andiamo di male in peggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La contro-riforma delle professioni liberali che il governo sta per far approvare si muove nella direzione contraria a quella che andrebbe auspicata e gli argomenti usati da quanti difendono i privilegi di casta sono sempre i medesimi. Ad esempio, ora che si stanno per reintrodurre i minimi tariffari per gli avvocati (a danno della libertà contrattuale, ma anche a scapito degli interessi dei clienti e dei giovani avvocati), la tesi dell’ordine è che questo sia importante a «garanzia della qualità della prestazione professionale». Non ha il minimo senso, ma non fa nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al ceto dirigente italiano, d’altra parte, la libertà non piace proprio. Basti pensare che nonostante la Costituzione italiana (all’articolo 21, comma 1) dichiari espressamente che «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», i vincoli e le limitazioni all’esercizio dell’attività giornalistica imposti dall’ordine dei giornalisti continuano a essere tollerati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo quadro complessivo, aspettiamoci ora che perfino il ritorno della censura trovi i suoi paladini. Ci sarà di sicuro qualcuno pronto a sostenere che chiudere la bocca a Vittorio Feltri, oggi, e a qualche altro, domani, può essere un modo per proteggere la purezza dell’informazione. I liberali hanno sempre pensato che fosse il pluralismo delle voci dissonanti a garantirci al meglio, ma ormai prevale l’idea di una società organizzata dall’alto. Perché a difesa delle corporazioni non ci sono solo le rendite dei notabili di Stato, ma un’intera ideologia che punta a rafforzare il potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non dimentichiamolo: siamo dominati da oligarchie che si ritengono autorizzate a tassarci e regolamentarci a loro parere. Di continuo ci dicono cosa possiamo fare a casa nostra e perfino quando vogliamo costruire una cuccia per il cane dobbiamo chiedere una «concessione». La scuola è nelle loro mani e così la previdenza, la sanità e tantissimi altri settori. In fondo, i capintesta delle corporazioni sono solo un’appendice di questo apparato e non stupiamoci se ogni tanto fanno vittime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli ordini sono organizzazioni di dominio: punto e basta. Ci sarà qualcuno che, dinanzi a una situazione tanto degenerata, troverà la forza per alzare un po' la testa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-296477066420826107?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/z2gMBCCmoJo/il-giornale-scopre-le-corporazioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/11/il-giornale-scopre-le-corporazioni.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-7844853635971026210</guid><pubDate>Thu, 21 Oct 2010 22:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-22T00:06:51.504+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">obiezione di coscienza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libertà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberi farmacisti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacisti</category><title>Obiezione di coscienza e "captatio benevolentiae"</title><description>Potrei parlare di “captatio benevolentiae” commentando le numerose polemiche dei mesi scorsi circa la possibilità negata al farmacista di esercitare il diritto di obiezione di coscienza. Potremmo discutere sino all’infinito se si tratta veramente d’interruzione di gravidanza quando viene assunta la cosiddetta “pillola del giorno dopo” e dovremmo approfondire meglio se la spedizione di una ricetta redatta da un medico possa o meno configurarsi per il farmacista come intervento attivo.&lt;br /&gt;
Tuttavia, nel Movimento Nazionale Liberi Farmacisti la libertà dell’individuo è sacra, così come lo sono i suoi diritti e doveri. &lt;br /&gt;
Noi riteniamo che al farmacista debba essere garantito il diritto di esercitare obiezione di coscienza. Parimenti, questo diritto deve essere negato alla farmacia già detentrice di un’esclusiva e concessionaria di un rapporto privilegiato con lo Stato di monopolio. La farmacia non può rifiutarsi di consegnare farmaci come il “levonorgestrel”, pillola del giorno dopo, perché in questo modo lederebbe gravemente un altro diritto, a nostro avviso sacro: &lt;strong&gt;quello del paziente di ottenere il farmaco.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due dei progetti di legge in discussione in Parlamento (De Lillo e Spadoni Urbani) rispondono a quella “captatio benevolentiae” di cui accennavo prima, entrambi riconoscono solo un diritto, quello dell’obiezione di coscienza, non risolvendo le problematiche conseguenti e rimandando le relative soluzioni alla Pubblica Amministrazione (Regioni, autorità sanitarie ecc.). &lt;br /&gt;
Troppo comodo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il terzo progetto (D’Ambrosio Lettieri) apparentemente coniuga i due diritti, quello del farmacista che vuole esercitare il diritto di obiezione di coscienza e quello del cittadino che vuole vedersi consegnato il farmaco prescritto nei tempi necessari. Nella pratica però nulla dice circa cosa potrebbe accadere durante i turni (diurni e notturni) e soprattutto ignora un fatto fondamentale: i principali episodi di rifiuto a consegnare “la pillola del giorno dopo” non sono venuti da singoli collaboratori di farmacia, ma dai titolari delle stesse. &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Il disegno di legge non risolve questo aspetto semplicemente perché non può farlo: le farmacie non possono rifiutarsi di consegnare la pillola del giorno dopo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Intervento del Presidente del MNLF Vincenzo Devito a parlamento salute (&lt;a href="http://www.parlamentosalute.it/"&gt;http://www.parlamentosalute.it/&lt;/a&gt;) sull'obiezione di coscienza - OTTOBRE 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-7844853635971026210?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/VIx0UXx6BTg/obiezione-di-coscienza-e-captatio.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/10/obiezione-di-coscienza-e-captatio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-7214902601331388770</guid><pubDate>Mon, 27 Sep 2010 12:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-27T14:02:32.698+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MNLF</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">competitività</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">crescita economica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberi farmacisti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacisti</category><title>A proposito di liberalizzazioni. Per tornare a cose concrete</title><description>Ripreso da Libertiamo.it (&lt;a href="http://www.libertiamo.it/"&gt;http://www.libertiamo.it/&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;di Pierpaolo Renella&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il recente rapporto autunnale del &lt;strong&gt;Centro studi di Confindustria&lt;/strong&gt; ha rilanciato il tema della libertà economica in Italia. “L’ossessione degli imprenditori per la crescita deve diventare l’ossessione di tutto il paese”, è stato lo slogan più gettonato in sede di presentazione del rapporto. E non c’é crescita senza riforme. E non c’é riforma vera che non incida sui ritardi competitivi del sistema, aggiungiamo noi.&lt;br /&gt;
“Le liberalizzazioni da sole aumenterebbero la produttività del&lt;strong&gt; 14,1%&lt;/strong&gt;”, è uno dei messaggi più significativi dell’analisi compiuta in Viale dell’Astronomia. Senza entrare nel merito dei numeri e delle metodologie impiegate, forse varrebbe la pena di chiedersi: cosa frena i processi di liberalizzazione? Quale potrebbe essere il modello più adeguato e quali gli eventuali limiti intrinseci di un pur seria e convinta azione riformatrice sul piano della diffusione della concorrenza?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo argomento è il più semplice ma ha il pregio di mettere in evidenza la potenzialità bipartizan di un tema politico come quello delle progressiva riduzione del peso dello Stato e dei vincoli-coercizioni-restrizioni nello svolgimento dell’attività economica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nessun soggetto politico responsabile può negare che, in un sistema in cui gli operatori economici sono liberi di competere, aumentino il PIL pro-capite e le attese di vita della popolazione; si riducano la corruzione, i pesi e costi della burocrazia e la spinta inflazionistica; e si favorisca il riequilibrio della finanza pubblica, tanto per citare solo alcuni dei principali aspetti quantitativi della libertà economica. Ma se i vantaggi sono evidenti e sostanziali, perché mai il percorso, da sempre, è tortuoso? La ragione risiede nella natura del rapporto costi-benefici. I vantaggi delle riforme ricadono su aree diffuse e indistinte di beneficiari (i consumatori, i contribuenti, le aziende), &lt;strong&gt;mentre i loro costi insistono su categorie ben delimitate, con rendite di posizione radicate e consolidate: gestori di servizi di pubblica utilità, burocrati, professionisti, tassisti, farmacisti, aziende monopoliste e via dicendo. Queste categorie, al solo sentir parlare di dinamiche competitive, non esitano a mobilitarsi in nome della difesa dei privilegi e spesso la loro azione di lobby paralizza la spinta riformatrice, con ricadute allarmanti sul sistema: molte aziende smettono di investire preferendo muoversi sul terreno della pressione (o della corruzione) politica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul come procedere, l’evoluzione competitiva e della regolamentazione sono strettamente correlate alle caratteristiche dei settori interessati e ha poco senso arrovellarsi nella scelta tra un percorso “ripido e rapido” e un processo più soft, dove statalismo e dirigismo verrebbero “logorati” ai fianchi, senza assalti frontali. &lt;strong&gt;La liberalizzazione è Una, ed è efficace solo se integrale (e integrata, ad esempio, da una politica industriale al passo con i tempi). &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro è chiedersi, in presenza di monopolio naturale, quale sia il percorso regolatore più adeguato a raggiungere risultati efficienti. O individuare gli strumenti idonei a rendere attrattivi per gli investitori privati i mercati potenzialmente concorrenziali (ad esempio, operando sulle infrastrutture o mettendo in azione la leva degli incentivi verso le tecnologie avanzate). Problemi non semplici la cui risoluzione presuppone l’esistenza di un disegno prospettico, di un master plan che vada oltre la quotidianità politica. In linea di principio, se è innegabile che le regole servano esse stesse ad evitare distorsioni della dinamica di mercato (è la ragion d’essere dell’Antitrust), va tenuto a mente che i regolatori non sono infallibili e possono talvolta burocratizzare eccessivamente e ostacolare seriamente l’attività economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli ultimi 15-20 anni, lo Stato italiano ha ceduto (secondo alcuni ha “svenduto”) quote di capitale di imprese pubbliche per circa 150 miliardi di euro, senza effetti significativi sulla riduzione del debito pubblico. In alcuni casi ha privatizzato senza liberalizzare i settori e i servizi nei quali le imprese operavano; al monopolio legale pubblico è semplicemente subentrato quello privato (vedi Autostrade), con pochi vantaggi sostanziali per i consumatori e impatto minimo sullo sviluppo economico. I risultati parziali e modesti in termini di promozione della libera concorrenza hanno indirettamente favorito il rilancio della tesi ideologica secondo cui la proprietà pubblica del capitale offrirebbe in generale maggior garanzie di efficienza, con tutto quel che ne consegue sul piano dell’agire (o del non agire) politico dei governi. I sostenitori di questa tesi dimenticano (o fingono di dimenticare) che spesso chi compra rientra nella sfera d’influenza di chi vende e, comunque, che lo stato e gli enti pubblici, anche con partecipazioni di minoranza continuano ad esercitare il controllo sulle aziende privatizzate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ in atto in Italia la riproposizione del modello statalista? Qualcuno l’ha individuata, di recente, nel tentativo di ripubblicizzazione del Mediocredito Centrale. Di sicuro c’e’ una situazione di stallo che va sbloccata. Il problema è come. Se si decide di volare basso, basterebbe riaprire il dibattito sulla privatizzazione di Eni, Poste, Enel, Finmeccanica e Rai e di tante aziende municipalizzate. Un film già visto, che forse non vale il prezzo del biglietto. In caso si voglia provare a volare alto, bisognerà trovare gli strumenti più efficaci per perseguire un livello minimo di efficienza economica nei settori interessati, senza il quale è difficile ottenere gli effetti di ogni liberalizzazione che si rispetti: riduzione delle tariffe, maggior diffusione e miglioramento della qualità dei servizi e incremento degli investimenti dei privati. Si potrebbe partire proprio dal Mezzogiorno, dove oltre i tre quarti dei comuni ricorrono alla gestione in house dei servizi pubblici e dove, solo nel settore idrico, sono stimati investimenti per 60 miliardi di euro nei prossimi trent’anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-7214902601331388770?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/B_NMSUKA3d4/proposito-di-liberalizzazioni-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/09/proposito-di-liberalizzazioni-per.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-7644180122752137131</guid><pubDate>Sat, 17 Jul 2010 22:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-18T00:25:06.667+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riforme</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacia dei servizi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riforma ordini sanitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">corporazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ferruccio Fazo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lobby</category><title>Fazio: il ministro più corporativo che c’è</title><description>Classe 1944 è medico laureatosi a Pisa nel 1968. Già professore ordinario di diagnostica per immagini e radioterapia presso la facoltà di Medicina e chirurgia Milano-Bicocca, è stato il primo in Europa ad aver istallato una PET (Positron Emission Tomography) all’Hammersmith Hospital di Londra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingaggiato nell’ultimo Governo Berlusconi prima come sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche sociali, diventa Vice Ministro con delega alla salute nel maggio 2009 e quindi ministro quando il ministero è re-istituito nel dicembre 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Criticato dalla Corte dei Conti per aver sottoscritto con la Novartis un contratto di fornitura di &lt;strong&gt;24 milioni di dosi di vaccino a 184 milioni di euro&lt;/strong&gt;, ritenuto troppo vantaggioso per l’azienda, non ha mai mancato di nascondere le proprie simpatie per lobby e corporazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lobby e corporazioni che all’atto della sua investitura lo avvicinano immediatamente: obiettivo porre la parola fine sulle odiate liberalizzazioni di &lt;strong&gt;Bersani&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Mentre in Parlamento va a rilento il disegno di legge &lt;strong&gt;Gasparri_Tomassini &lt;/strong&gt;che in buona sostanza si ripromette di far chiudere le oltre 3000 parafarmacie aperte, Fazio diventa “strada alternativa”, ma privilegiata, per tentare di accorciare i tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vecchio sistema dei tavoli di concertazione, ove tutti sono invitati e nessuno conta quanto rappresenta, è sempre buono per depotenziare i nemici. Ecco che allora Fazio convoca, con “l’ausilio” e il fraterno appoggio del Presidente della FOFI un “tavolo” sulle parafarmacie, dove, tra moniti (“Nessuno pensi di aprire da qui alla fine dell’anno tante nuove farmacie perché la legge sarà retroattiva”) e calorose “pacche sulle spalle” agli amici, viene montata la più colossale presa in giro degli ultimi anni: &lt;strong&gt;il riassorbimento delle parafarmacie nel servizio farmaceutico nazionale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cosa questo significhi tutti si guardano bene dal specificarlo, ma tant’è che chi perde il proprio tempo a guardare in cielo &lt;strong&gt;volar gli asini &lt;/strong&gt;c’è sempre e qualcuno pensa ad una trasformazione delle parafarmacie in farmacie.&lt;br /&gt;Non importa se tutto è inverosimile, il gioco delle parole dette e non dette, dei sussurri a mezza bocca è troppo allettante per non credere alla favola di “Corte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo il Ministro si mette al lavoro e con l’accorto appoggio dei “fantasisti” della farmaceutica s’inventa “la &lt;strong&gt;farmacia dei servizi&lt;/strong&gt;”, “l’Eldorado” dei titolari di farmacia italiana, la “svolta” epocale per la sanità pubblica, la “chiave di volta” per la tutela della salute pubblica. L’idea è semplice, quanto vecchia, fare della farmacia italiana un centro di distribuzione di servizi (analisi prima istanza, prenotazione visite, consegna referti ecc.ecc.) per il S.S.N.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un solo piccolo problema: &lt;strong&gt;con quali soldi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco importa al Ministro se &lt;strong&gt;oggi più di un terzo della popolazione ha più di 65 anni e domani diventerà un quarto&lt;/strong&gt;, poco importa d’ospedali &lt;strong&gt;fatiscenti&lt;/strong&gt;, delle liste d’attesa, dei deficit cronici e &lt;strong&gt;dell’ingerenza sempre più pervasiva della politica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;No lui si occupa di farmacie e cravatte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confusione nei programmi e nelle idee, un esempio il 7 luglio è la &lt;strong&gt;giornata nazionale contro la contraffazione dei farmaci&lt;/strong&gt;, in tutti i congressi si parla di regolamentare la vendita on-line e di fare attenzione al commercio. Ebbene, cosa fa il nostro ministro, di ritorno da Bruxelles ove aveva partecipato alla riunione su questo tema dei ministri della salute UE, se ne esce con un’inversione a 360° della posizione italiana, dicendosi possibilista per la vendita on-line dei farmaci d’automedicazione. Reazioni arrabbiate il giorno stesso e quello successivo, proprio mentre il Governo stava per approvare una manovra che toccava il margine delle farmacie (&lt;strong&gt;poi notevolmente ridimensionato&lt;/strong&gt;) e il ministro si affretta a specificare che naturalmente solo le farmacie potranno praticare questo nuovo “&lt;strong&gt;business&lt;/strong&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il colpo di genio però arriva nel luglio di quest’anno.&lt;br /&gt;Il Ministro &lt;strong&gt;Alfano&lt;/strong&gt; da vero “cavaliere” dei liberisti italiani ha intenzione di riformare gli ordini professionali, nel senso di aumentargli il potere corporativo naturalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene il nostro Ministro non può stare a guardare: chiede agli Ordini dei medici, veterinari, farmacisti e odontoiatri di preparargli una legge delega da inserire nel progetto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E questi lo fanno.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Risultato: gli ordini sono organi sussidiari dello Stato con autonomia patrimoniale, non più soggetti a controlli.&lt;br /&gt;Niente di specifico sui sistemi elettorali per eleggere i vertici, niente sulle antidemocratiche procedure d’elezioni e sulla rappresentanza proporzionale ai voti presi.&lt;br /&gt;Niente sulle regole che di fatto consentono a&lt;strong&gt; 4/5 ordini di eleggere i veritici&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Solo un richiamo alla rappresentanza delle minoranze organizzate. Il solito tavolo inutile per salvare la forma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ultima cosa: il ministro Tremonti sulle pensioni dopo i 40 anni ha candidamente ammesso che non si trattava affatto di refuso, ma di un vero e proprio progetto tentato dal Governo. Faccia lo stesso il ministro Fazio e dica chiaramente che non si trattava di fantasie quanto riportato nelle bozze del disegno di legge portato in consiglio dei ministri, ed ammetta che l’intenzione di bloccare le parafarmacie e le nuove aperture c’era, &lt;strong&gt;eccome se c’era&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non stare a guardare: http://www.mnlf.it/focus.php?id=20&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-7644180122752137131?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/kiHgrDK3qsA/fazio-il-ministro-piu-corporativo-che.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/07/fazio-il-ministro-piu-corporativo-che.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-1085332834305944684</guid><pubDate>Sat, 19 Jun 2010 18:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-19T20:43:46.096+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">parafarmacie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bersani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">articolo 41</category><title>Dove è finito Robin Hood</title><description>&lt;strong&gt;Manifestazione del Pd contro la manovra. Palaeur, Roma &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bersani sul Ministro dell'economia Giulio Tremonti: "Voglio vederlo Robin Hood... che fine ha fatto?". Qualcuno dalla platea suggerisce: "Si è perso". Bersani chiosa: "Sì, si è perso nella foresta di Sherwood. Parla di liberalizzazioni, ma perché non discute della nostra proposta? Perché uno che vuole aprire una &lt;strong&gt;parafarmacia&lt;/strong&gt; deve aspettare la riforma dell'articolo 41 della Costituzione? Vediamo cosa fa Robin Hood". &lt;br /&gt;"Dice che bisogna fermare la globalizzazione... Provaci tu! Come vogliamo fare? Mettendo le ampolle di Bossi nel Pacifico? O con la formula Dio-patria-famiglia?".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-1085332834305944684?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/hAW2CAHf49o/dove-e-finito-robin-hood.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/06/dove-e-finito-robin-hood.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-674737788720024277</guid><pubDate>Mon, 07 Jun 2010 12:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-07T23:35:57.934+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">parafarmacie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tremonti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmacisti</category><title>Imprese e burocrazia. Liberi tutti, dalla realtà</title><description>&lt;em&gt;da &lt;a href="http://www.epistemes.org/"&gt;http://www.epistemes.org/&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro dell’Economia ed il premier nei giorni scorsi hanno lanciato l’ipotesi di una profonda liberalizzazione dei regimi autorizzativi alla creazione e gestione d’impresa, da attuarsi addirittura (ed incomprensibilmente) con un intervento sulla prima parte della Costituzione, segnatamente l’articolo 41. Pare proprio che, di rodomontata in rodomontata, l’esito sia destinato a non variare. Vediamo il perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo, l’idea è un vecchio cavallo di battaglia tremontiano, o almeno del primo Tremonti, quello del libro “Lo stato criminogeno” e del Libro Bianco sul Fisco del 1994; come noto, quel Tremonti è persona diversa da quella che durante l’attuale crisi finanziaria ammoniva che è tempo di dire basta al “liberismo sfrenato” (che in Italia non è mai esistito, ma fa lo stesso), e che lo stato “deve tornare a fare lo stato”. Oggi, di fronte ad una crisi drammatica malgrado le quotidiane professioni di ottimismo, e ad un paese che non intende crescere, ingabbiato com’è da una legislazione pervasiva ed occhiuta oltre che da una classe politica drammaticamente inadeguata ai tempi, si torna a ipotizzare il “liberi tutti”. Sfortunatamente, lo si fa guardando più agli effetti speciali che alla sostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riferimento ad un articolo della prima parte della Costituzione è già un notevole passo falso. Cosa andrebbe emendato, nel caso? Siamo ragionevolmente certi che non andrebbe soppresso il secondo punto di quell’articolo, per il quale l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana“. E quindi, che resta? Il terzo: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali“. Ancora più generico, indeterminato ed indeterminabile. Come è possibile modificare un principio costituzionale generale, e per ciò stesso astrattamente “alto e nobile”, oltre che fortemente interconnesso ad altri articoli della Carta, ai soli fini di una modifica della legislazione ordinaria sui regimi autorizzativi allo stabilimento e gestione della continuità d’impresa resta un mistero. E soprattutto, quale sarebbe il senso di una modifica costituzionale (che peraltro richiede molto tempo) per applicare un regime transitorio della durata di “due-tre anni“?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse il problema sta nel famigerato Titolo V della Costituzione, quello che ha tentato di definire le materie di competenza esclusiva e concorrente tra Stato da una parte e regioni dall’altra? Ma se le cose stanno in questi termini si dovrebbe agire là, cioè sulla seconda parte della Carta, non certo sulla prima. Il problema è la potestà legislativa concorrente tra stato e regioni, così come disciplinata dall’articolo 117 della Costituzione. Esiste, ad esempio, una legislazione concorrente riguardo, tra le altre cose, tutela e sicurezza del lavoro. Vogliamo deregolamentare questa? Non servirebbe a nulla, diciamolo subito, perché comunque lo stato non potrebbe accettare situazioni regionali “vietnamite”, ma se la risposta è affermativa basta agire sull’articolo 117.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare che il problema della resistenza alla liberalizzazione economica siano improvvisamente diventate le regioni, stataliste e frenatrici. Ma se le cose stanno davvero in questi termini e se occorrono leggi nazionali per sbloccare la forza della conservazione localistica, a che serve agognare il federalismo, non solo quello fiscale? Naturalmente queste obiezioni neppure scalfiscono le granitiche certezze della Lega, che ha votato ad inizio legislatura l’abrogazione della maggiore imposta federalista presente nel nostro ordinamento fiscale, e che si accinge a votare una manovra correttiva che riduce ulteriormente l’autonomia impositiva locale. Ricordate il famoso “piano casa” governativo, quello che doveva servire a ricavare “un locale in più per i figli”? E’ fallito, come ammette lo stesso Tremonti. Sempre colpa delle regioni? Ma non si era detto che, al crescere del numero dei governatori del centrodestra, ci sarebbe stato un effetto virtuoso di trasmissione dal centro alla periferia degli impulsi deregolatori? Pare di no, se qualcuno nel Pdl questo benedetto “locale in più per i figli” vuol farlo rientrare dalla finestra di un condono, l’ennesimo. L’Italia è una repubblica fondata sullo stato di necessità, si direbbe. Certamente fondata sull’improvvisazione e sull’assenza di visione sistemica, l’unica skill richiesta al legislatore, oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando e restando al nuovo spin tremontiano, come si concilia questa improvvisa conversione ideologica sulla via della libertà d’iniziativa economica con la produzione legislativa di una maggioranza che sta demolendo sistematicamente la libertà d’impresa nel settore di farmacie e parafarmacie e sta aumentando drammaticamente la “riserva” di attività a favore degli iscritti all’Ordine degli avvocati, e non solo? Non è dato sapere. Ancora, il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, quello a cui brillano gli occhi davanti a pire di leggi ormai da tempo disapplicate, si dice pronto a preparare una legge per “aprire un’impresa in un giorno”. Ottimo, anche se tardivo e già sentito da almeno un quindicennio. Però il problema non è l’apertura, ma il funzionamento. A che mi serve aprire un’impresa in un giorno se poi devo venire perseguitato con accertamenti successivi, giacché i medesimi verrebbero spostati a valle del fatidico startup? E a che mi serve aprire un’impresa in un giorno se non riesco a tutelare i miei crediti, con una giustizia civile in stato comatoso? Le metriche, in quest’ultimo caso, non accennano a migliorare in nessun distretto giudiziario: la tutela dei diritti di proprietà in questo paese resta affidata al caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora: il premier denuncia “l’oppressione fiscale”. E noi con lui, almeno per quelli che non sono in grado giocare con l’Iva. Ma, parlando di oppressione fiscale, ha provato a leggersi quanto è previsto al riguardo nella manovra correttiva? L’impressione è che governo e maggioranza facciano due parti in commedia, stante l’assenza di un’opposizione senziente. La strada per le riforme non passa per una qualche improbabile “rivincita” ideologica sulla prima parte della Costituzione, ma sulla legislazione ordinaria e, in negativo, sull’assenza di grandi scelte dall’inizio della legislatura. Perché “c’è la crisi, ma quando finirà vedrete quanto faremo”. E questa crisi, che appare e scompare a seconda delle convenienze, ci lascia in eredità l’assoluto immobilismo di un esecutivo che continua a non realizzare che questo paese è in svantaggio strutturale sul resto dei paesi con i quali ci confrontiamo. Ma la narrativa resta sempre quella: è colpa dei sindacati, dell’opposizione, della Costituzione che non ci permette di lavorare. La mitologia dell’”agente ostruente esterno” pare suonare ancora convincente, alle orecchie della maggioranza dell’elettorato. Non a quelle dei mercati, però.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-674737788720024277?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/iqIzwRiDTW0/imprese-e-burocrazia-liberi-tutti-dalla.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/06/imprese-e-burocrazia-liberi-tutti-dalla.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-8214425788245354453</guid><pubDate>Tue, 25 May 2010 11:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-05-25T14:01:31.481+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MNLF</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">competitività</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">professioni</category><title>Quei tagli sull'agenda della competitività</title><description>&lt;em&gt;di Giorgio Barba Navaretti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;pubblicato sul Sole 24ore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'equilibrio futuro dell'area dell'euro dipenderà in buona misura dal commercio estero. Solo la capacità diffusa di produrre ed esportare beni e servizi può determinare la coesione di lungo periodo dei paesi membri. Per questo motivo il patto di stabilità non può limitarsi a rimettere i conti in ordine, a estendere la Schuldenbremse tedesca, il vincolo costituzionale ai deficit pubblici, ma deve aprire a riforme strutturali che rafforzino la competitività complessiva dell'Unione e il rilancio della crescita della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlare di mercato del lavoro, liberalizzazioni delle professioni, investimenti in capitale umano, riforma della burocrazia e supporto alle imprese mentre Atene brucia e l'euro scivola potrebbe apparire paradossale, ma così non è.&lt;br /&gt;La radice del progetto dell'euro non è solo monetaria ma affonda nell'economia reale, è complementare al mercato unico: ridurre le barriere agli scambi nell'area. E la crisi dell'euro deriva da una diversa capacità competitiva dei paesi membri, non solo da una gestione malaccorta dei conti pubblici. Grecia e a seguire Portogallo e Spagna hanno deficit molto elevati dei conti con l'estero. L'aggiustamento di questi squilibri non si risolve solo rilanciando la domanda tedesca (cosa che comunque Berlino ha poca intenzione di fare), ma rafforzando la competitività dei paesi in deficit. Le misure fiscali varate fin qui lo fanno indirettamente attraverso la deflazione. Peccato che l'Europa abbia assolutamente bisogno di crescere. Le riforme strutturali per il rafforzamento della competitività sono dunque una via alternativa (o in alcuni casi complementare) alla mortificante compressione di prezzi e salari.&lt;br /&gt;Ci sono almeno due buone ragioni per consolidare la dimensione europea di queste politiche. La prima è evitare di pestarsi i piedi. All'interno dell'area dell'euro, principale mercato di destinazione di tutti i paesi membri, se tutti non crescono più rapidamente, le esportazioni dell'uno vanno a scapito di quelle degli altri. La crescita delle esportazioni delle nazioni in deficit si tradurrebbe in un gioco a somma zero, spinto da politiche nazionali di tipo beggar-my-neighbour, ossia dannose per gli altri paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dimensione nazionale delle politiche diventa soprattutto rilevante nel momento in cui ci sono poche risorse, la crescita è scarsa e nonostante la necessità di exit strategy fiscali, i soldi del contribuente sono necessari per sostenere il sistema produttivo nazionale. La ricerca di nuova competitività post-crisi ha riportato alla ribalta l'intervento dello stato. L'esempio migliore di tentativo di rafforzare il sistema produttivo in chiave strettamente nazionale è la Francia, che ha varato una politica industriale d'indiscutibile grandeur, con obiettivi da dirigismo dei tempi perduti: un aumento del 25% della produzione industriale entro il 2015, una crescita di almeno due punti percentuali della quota nel valore aggiunto industriale europeo, il ritorno a una bilancia commerciale positiva, sempre nel 2015.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, ogni nazione deve fare i conti con il saldo della propria bilancia dei pagamenti. Il dirigismo francese è la controparte da paese in deficit del virtuosismo fiscale da paese in surplus della Germania. Strategie opposte, entrambe non cooperative: appunto, beggar-my-neighbour, soprattutto se la domanda non riparte.&lt;br /&gt;La seconda ragione per un coordinamento delle politiche strutturali è il mercato unico. Come ben messo in evidenza dal rapporto Monti, questo è un immenso patrimonio del progetto europeo, che ha ancora ampio spazio per aumentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le imprese crescono in primo luogo sul mercato domestico e poi su quello dell'export. Il mercato unico è appunto un immenso mercato simil-domestico. Ma le barriere tra paesi, soprattutto nel settore dei servizi e nei sistemi di regole, dal mercato del lavoro a quello finanziario, ancora rallentano gli scambi. Il coordinamento delle riforme strutturali deve favorire l'abbattimento di queste barriere.&lt;br /&gt;Politicamente è una strada ardua. Integrazione e mercato sono oggi parole impopolari in qualunque agenda elettorale. Ma perseguire solo il rigore fiscale e la deflazione è una ricetta sicura per allontanare definitivamente gli elettori dall'Europa.&lt;br /&gt;Il commercio e l'aggiustamento degli squilibri dei conti con l'estero sarà un gioco a somma zero solo se l'economia non cresce. Rafforzare la competitività del Vecchio continente coordinando le politiche strutturali è l'unica via per riprendere ad allargare la torta per tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-8214425788245354453?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/AO8fLsDJJLY/quei-tagli-syullagenda-della.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/05/quei-tagli-syullagenda-della.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-3717207835736356759</guid><pubDate>Mon, 10 May 2010 21:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-05-10T23:51:47.082+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MNLF</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ordine farmacisti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">corporazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Vincenzo Devito</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lobby</category><title>Categoria spaccata, basta con i privilegi</title><description>&lt;strong&gt;Lo speciale del Sole 24ore Sanità dedicato a Cosmofarma 2010 pubblica un intervento del Presidente del MNLF&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia le “arti” o corporazioni nacquero agli inizi del XII secolo, in pieno medioevo. Divise in “arti maggiori” (mercanti, banchieri) e “arti minori” (artigiani e commercianti), si suddividevano ulteriormente in tre classi: Maestri, Apprendisti, Garzoni.&lt;br /&gt;La corporazione promuoveva l'interesse dei propri membri proteggendoli dalla concorrenza di altre città e da quella dei professionisti non appartenenti alla corporazione, monopolizzando il commercio, stabilendo orari uniformi per tutte le botteghe che producevano gli stessi manufatti e paghe uguali per i lavoratori che svolgevano la stessa attività.&lt;br /&gt;Malgrado questo ferreo controllo, le corporazioni nel rinascimento erano quasi scomparse, a farle ritornare ci pensò il fascismo che, eliminando di fatto i sindacati, modulò proprio dal medioevo la nuova struttura sociale del lavoro.&lt;br /&gt;Nell’anno domini 2010, in piena crisi, c’è chi pensa di rilanciare l’economia ritornando al XII secolo.&lt;br /&gt;E’ di questo che ha bisogno il Paese, è di questo che ha bisogno la nostra categoria?&lt;br /&gt;Domanda che è bene porre con maggiore frequenza, che gli stessi vertici della categoria abbiano in mente quando operano scelte che riguardano tutti i farmacisti italiani.&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ha guidato una manifestazione a Roma dal titolo: Farmacista alza la testa! L’intento era quello di far sentire la voce di chi ritiene di non essere affatto rappresentato in questo momento. La voce di chi avverte in maniera nitida che si sta lavorando contro e non per lui. La maschera bianca indossata sul volto è il simbolo di questa sensazione d’anonimato davanti alle Istituzioni, sentirsi come dei fantasmi.&lt;br /&gt;Gli esempi sono palesi e molteplici.&lt;br /&gt;Qualcuno ha sentito alzarsi alta e forte la voce contro i licenziamenti degli informatori medico scientifici con la stessa forza con cui si sono difese le farmacie? Noi no.&lt;br /&gt;Qualcuno ha visto affrontare con la dovuta serietà il problema del C.C.N.L. dei dipendenti di farmacia e il relativo spostamento nel comparto sanità così come si è lavorato per ampliare i servizi in farmacia? Noi no.&lt;br /&gt;Qualcuno si è forse accorto di come i farmacisti ospedalieri siano usati strumentalmente un giorno sì e l’altro pure quando serve fare bella figura, per poi accusarli in maniera plateale e, lasciatecelo dire, anche “rozza”, d’essere responsabili di un ipotetico spreco negli ospedali? Noi sì.&lt;br /&gt;Che dire poi del caso delle parafarmacie e dell’aperta opposizione che la FOFI sta facendo alle liberalizzazioni del 2006. E’ forse la Federazione degli Ordini un sindacato? Che la Federfarma si opponga a modifiche contrarie ai propri interessi o cerchi di restaurare quanto perso è assolutamente legittimo. Che lo faccia la FOFI è ampiamente opinabile, se non contrario ai propri doveri istituzionali che sono sempre quelli di rappresentare tutti i farmacisti italiani. I numerosi “giochetti” di dividere chi si oppone a questo stato di cose e al conservatorismo dilagante falliscono miseramente, compresa la storiella della pseudo-sanatoria, alimentata nei corridoi del Senato proprio da chi ora si dichiara fermamente contrario.&lt;br /&gt;E ci si copre di ridicolo pretendendo d’imporre il nome a questi esercizi, empori sono certe farmacie in cui c’è di tutto tranne che il farmaco, come quelli per il dolore acuto.&lt;br /&gt;E’ necessario allora chiedersi a chi giova questo stato continuo di conflittualità, dove si approfondisce di giorno in giorno la spaccatura verticale dei farmacisti italiani. Una spaccatura tra chi gode di tutti i vantaggi e chi viene umiliato costantemente nelle proprie speranze e nei propri sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vincenzo Devito&lt;br /&gt;Presidente MNLF&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-3717207835736356759?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/OOqxslRycuU/categoria-spaccata-basta-con-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/05/categoria-spaccata-basta-con-i.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-3020821343978140032</guid><pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-28T23:31:35.837+02:00</atom:updated><title>Oggi con gli avvocati, domani con i commercialisti, i famacisti, i....</title><description>RIFORMA FORENSE: FINOCCHIARO, SI TORNI IN COMM.- SCONTRO TRA DUE VISIONI&lt;br /&gt;(ASCA) - Roma, 28 apr - ''Quello che chiediamo a quest'aula e' che si torni ad esaminare questo testo sulla riforma forense in commissione. Qui si stanno scontrando due visioni opposte dell'ordinamento forense e dunque chiediamo un esame approfondito da parte della commissione, anche per evitare che su un testo gravato da 730 emendamenti, con votazioni che come abbiamo visto poc'anzi possono essere anche del tutto casuali, alla fine esca un obbrobrio nel quale nessuno di noi potra' riconoscersi''. Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, prendendo la parola in aula sull'ordinamento forense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Non vogliamo nasconderci dietro un dito - ha spiegato Anna Finocchiaro -. Qui si stanno scontrando due visioni opposte dell'ordinamento forense, stante la necessita' di riformarlo visto che la regolazione risale a 70 anni fa. Da una parte c'e' l'idea che occorra conservare e presidiare l'esistente, intendendo la modernita' solo come spostamento di poteri di organizzazione pubblica nelle mani del Consiglio nazionale forense, cioe' del sistema o della casta o corporazione che dir si voglia. Dall'altra parte chi pensa che la regolazione delle professioni, la liberta' di libera concorrenza, la promozione delle nuove generazioni possano essere quegli elementi di modernizzazione che possono consentire anche sotto questo profilo al nostro Paese di competere''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Questo naturalmente matura un giudizio politico sulla maggioranza e sulla sua volonta' di conservazione - continua la presidente dei senatori Pd - altro che modernizzazione, in uno dei settori piu' importanti della vita del Paese. E ci consegna invece delle opposizioni che vogliono consegnare all'Italia un sistema professionale, oggi con gli avvocati domani con i commercialisti, i farmacisti, i notai, che sia non solo aderente con quello che avviene nel panorama europeo, ma anche tale da smontare il potere della successione ereditaria e delle corporazioni, per consegnare nelle mani delle giovani generazioni gli strumenti per la loro crescita e per la crescita del Paese''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Il punto e' questo - ha concluso Anna Finocchiaro - ed e' un punto di principio e politico sul quale siamo secondo noi chiamati anche a tornare in commissione''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-3020821343978140032?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/S53sPmMA3YY/oggi-con-gli-avvocati-domani-con-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/04/oggi-con-gli-avvocati-domani-con-i.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-1982778975931046149</guid><pubDate>Tue, 27 Apr 2010 11:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-27T14:01:20.084+02:00</atom:updated><title>Due anni di governo: concorrenza e liberalizzazioni</title><description>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;da la Voce.Info  &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;www.lavoce.info&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Michele Polo e Fabiano Schivardi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Liberalizzazioni e promozione della concorrenza erano stati uno dei tratti più marcati del governo Prodi nella precedente legislatura. Il governo Berlusconi non ha seguito la stessa linea, pur rifacendosi, tra le sue diverse anime, anche a una componente liberale.Tra i suoi primi atti, la gestione della vicenda Alitalia e la creazione della cordata italiana Alitalia-Cai con la fusione tra compagnia di bandiera e Airone. Protagonista nella campagna elettorale del 2006 di una forte opposizione al progetto di acquisizione da parte di Air-France Klm in nome dell’italianità, una volta al governo, il centro-destra ha promosso una soluzione sotto molti punti di vista inferiore a quella francese: dal punto di vista del contribuente, che si è dovuto accollare circa 3 miliardi di debiti che sarebbero stati rilevati dai francesi. E dal punto di vista dei viaggiatori, ossia, in tema con l’argomento di questa scheda, sotto il profilo della concorrenza. La fusione tra Alitalia e Airone ha infatti creato situazioni di sostanziale monopolio su molte rotte interne, inclusa quella strategica tra Linate e Fiumicino. Per consentire il completamento dell’operazione, il governo ha sospeso temporaneamente i poteri dell’Antitrust nel valutare l’operazione.In questi ultimi due anni, inoltre, non sono state proseguite le liberalizzazioni nei servizi professionali, sui quali le “lenzualate” del ministro Bersani avevano predisposto un punto di partenza che richiedeva la dettagliata implementazione in ciascuno dei settori interessati. Nulla è invece successo, e gli ordini professionali hanno avuto buon gioco nel riportare la barra verso la difesa degli interessi di categoria. L’aspetto più marcatamente anti-competitivo riguarda la riforma dell’avvocatura, approvata dalla commissione Giustizia del Senato. Sono reintrodotte le tariffe minime, “inderogabili e vincolanti”. Sono vietati accordi fra cliente e avvocato che prevedano il pagamento di una parcella solo nel caso che la causa sia vinta (contingency fees). La pubblicità, seppur non vietata, viene fortemente regolamentata. Viene ampliata la riserva di attività degli avvocati nel campo della consulenza legale e nelle procedure arbitrali. L’esame di abilitazione diviene più oneroso, così come le condizioni di praticantato, senza riconoscere ai praticanti nessun diritto di compenso. Si ribadisce il divieto di esercitare l’attività organizzandosi in società di capitali. Nelle intenzioni del ministro della Giustizia Alfano, questo approccio sarà applicato a tutte le categorie di professionisti entro la fine della legislatura. Non solo non si liberalizza, ma si smontano i pochi provvedimenti riformatori fatti in Italia negli ultimi quindici anni, fondamentalmente le “lenzuolate” di Bersani.Scarsi i progressi per quanto riguarda la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tema che aveva peraltro già trovato anche nella scorsa legislatura un fuoco di sbarramento trasversale. Più promettente, anche se nelle sue fasi preliminari, il provvedimento relativo all’affidamento ai privati della gestione dei servizi idrici.Criticabile anche l’introduzione di norme anti-scalata da parte della Consob, con la benedizione del governo, nella fase più acuta della crisi, motivata anche in questo caso con la difesa dell’italianità delle imprese quotate&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-1982778975931046149?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/dwcpSdU5dO8/due-anni-di-governo-concorrenza-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/04/due-anni-di-governo-concorrenza-e.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-3058249795164304302</guid><pubDate>Tue, 06 Apr 2010 12:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-06T14:44:52.935+02:00</atom:updated><title>Farmacista, alza la testa</title><description>MANIFESTAZIONE PER IL RINNOVAMENTO DELLA PROFESSIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA&lt;br /&gt;18 APRILE 2010&lt;br /&gt;ORE 11.00&lt;br /&gt;PIAZZA MONTE CITORIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la rinascita culturale, scientifica e morale delle professione di farmacista &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il riconoscimento di pari dignità ed opportunità per tutti i laureati in farmacia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la rimozione degli ostacoli corporativi al libero esercizio della professione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la vendita dei farmaci non a carico del S.S.N. in esercizi diversi dalle farmacie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un trasferimento del C.C.N.L. dei dipendenti di farmacia dal settore commercio a quello della sanità e la possibilità di una carriera professionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una modifica democratica delle norme elettive all’interno dell’ordine professionale che garantisca pluralità di rappresentanza e di espressione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una moralizzazione dell’esercizio della professione e il rispetto delle norme di dispensazione dei farmaci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per nuove opportunità di lavoro nell’insegnamento e in tutti gli ambiti di lavoro ove venga dispensato il farmaco con particolare valorizzazione degli ambiti ospedalieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il mantenimento dei livelli occupazionali degli informatori scientifici del farmaco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RADUNO: ore 10.30 - INIZIO: ore 11.00 - TERMINE: ore 13.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INFO Pulmann organizzati &lt;br /&gt;PIEMONTE/LIGURIA: ambrogio.sartirano@libero.it  - Tel. 3395234900&lt;br /&gt;FRIULI VENEZIA GIULIA/VENETO: marcespo64@hotmail.com - fiorella.levi@hotmail.it &lt;br /&gt;Tel. 043166217&lt;br /&gt;MARCHE - ABRUZZO: miriam.codina@libero.it  - Tel. 3290373033&lt;br /&gt;PUGLIA/BASILICATA: corrado.fronterre@gmail.com  - Tel. 338.7236063 - 338.2044970 - 3478866063&lt;br /&gt;INDICARE NOME E COGNOME - INDIRIZZO - RECAPITO TELEFONICO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-3058249795164304302?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/4tdIM4U_Ivs/farmacista-alza-la-testa.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/04/farmacista-alza-la-testa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-3559307127971253002</guid><pubDate>Sat, 27 Mar 2010 06:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-27T07:51:23.402+01:00</atom:updated><title>Manifestazione a Roma il 18 aprile</title><description>&lt;strong&gt;Farmacista, alza la testa!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Decisa la data della manifestazione per il rinnovamento della professione di farmacista e la ripresa delle politiche di liberalizzazione in Italia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si terrà a Roma il prossimo 18 aprile. Tutti i farmacisti che credono in una professione diversa, siano essi titolari di parafarmacia che farmacisti non titolari sono invitati a partecipare. Sarà una manifestazione all'insegna della rinascita della professione e delle politiche di liberalizzazione in Italia, per presentare proposte, ma anche per denunciare il clima di ostilità di un mercato ancora troppo dominato da corporativismi e monopoli. Un nuovo modo di fare la professione è possibile, ove rigore professionale si può coniugare con una maggiore democrazia all'interno del corpo ordinistico, ove per tutti debbono esserci pari opportunità e maggiori opportunità. Opportunità  per chi decide d'intraprendere la libera professione con un proprio esercizio, ma anche maggiori possibilità di carriera per chi è dipendente con un'inquadramento diverso dall'attuale CCNL. Sarà innalzata la bandiera della questione morale nell'esercizio della professione, ma saranno richieste anche nuove occasioni di lavoro per i laureati in farmacia. Una laurea che ha molto da dare anche lontano dalla farmacia, vicino alla ricerca, all'insegnamento, alla consulenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti insieme all'Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane e alla Federazione Esercizi Farmaceutici saranno gli organizzatori, ma i protagonisti saranno i farmacisti e tutte quelle componenti della società civile e delle altre professioni che vogliono mettere la parola fine agli interessi di parte per far ritornare a crescere il Paese e ridare la speranza a migliaia di laureati sino ad oggi sacrificati sull'altare del corporativismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-3559307127971253002?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/0UI31d46_-s/manifestazione-roma-il-18-aprile.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/03/manifestazione-roma-il-18-aprile.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-7229474244139536336</guid><pubDate>Mon, 25 Jan 2010 16:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-25T17:26:56.899+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">F.E.F.</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">parafarmacie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">farmaco</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Antitrust</category><title>Parafarmacie penalizzate dai distributori intermedi</title><description>La Federazione Esercizi Farmaceutici, raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale, denuncia lo stato di grave alterazione del mercato dei farmaci da banco provocata dal comportamento di alcuni distributori intermedi nei confronti delle parafarmacie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quasi quattro anni dall’approvazione del decreto Bersani e dopo condanne e pronunce dell’Antitrust ci sono ancora aziende che si rifiutano di fornire SOP e OTC agli esercizi di vicinato. In particolare il fenomeno più diffuso è quello d’imporre condizioni di fornitura che, di fatto, negano alle parafarmacie la possibilità di competere ad armi pari nel mercato. Contratti modificati unilateralmente dall’oggi al domani, margini di ricavo irrisori, pagamenti alla consegna o in tempi brevissimi, minimo d’ordine giornaliero e mensile, sono solo alcuni esempi di un rapporto da sempre difficile con i grossisti di farmaci. Tutte condizioni che non sono applicate alle farmacie o a quelle parafarmacie la cui proprietà afferisce ad un titolare di farmacia, determinando praticamente l’impossibilità per le parafarmacie autonome di competere ad armi pari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fine di tutelare questi esercizi, ma anche i consumatori che risultano penalizzati da un minor livello di concorrenza è stata inviata una segnalazione all’Antitrust.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La F.E.F. ha anche inoltrato una nota all’Associazione che riunisce i distributori intermedi dei farmaci (A.D.F.) ricordando l’obbligo di legge per i distributori di rifornire anche gli esercizi di vicinato e richiedendo un intervento presso i propri associati. Registrando positivamente la volontà del Presidente dell’A.D.F. di evidenziare il malessere dei farmacisti titolari di parafarmacia presso i propri associati, la F.E.F. si augura che l’atteggiamento di chiusura nei confronti delle parafarmacie muti radicalmente e venga riconosciuta loro pari dignità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-7229474244139536336?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/CAFRjuvMWSc/parafarmacie-penalizzate-dai.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/01/parafarmacie-penalizzate-dai.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-5911319734632535372</guid><pubDate>Sun, 17 Jan 2010 19:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-17T20:48:54.323+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riforme</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">corporazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Catricalà</category><title>Catricalà:difficile resistere alla forza delle corporazioni</title><description>"Fanno bene i consumatori a progettare di rivolgersi all’Arbitro di Bankitalia sulla commissione di massimo scoperto prima di agire con la class action”. &lt;br /&gt;Così il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà commenta l'iniziativa annunciata dalle associazioni di consumatori Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori. In una lunga intervista rilasciata a SKY TG24 Economia, Catricalà spiega: "Sulla commissione di massimo scoperto abbiamo avuto modo di lamentarci perché anche se dalla nostra istruttoria è emerso che le banche non hanno fatto illeciti antitrust, quello che la legge si proponeva, cioè sostanzialmente un calo dei costi per i risparmiatori, non è avvenuto". &lt;br /&gt;In generale sulla class action il presidente dell'Antitrust ha detto che è "già un miracolo che l'abbiamo avuta" perché il clima generale non sembrava favorevole, anche se "con una limitazione nell'efficacia, che non è retroattiva e una sul risarcimento dei danni; però - ha sottolineato il presidente dell’Antitrust - ci siamo noi che possiamo punire con le sanzioni". Nella lunga intervista rilasciata a Sarah Varetto, Catricalà ha sottolineato le difficoltà dell’Antitrust nel "riuscire a sostenere la forza delle corporazioni" che si oppongono all'apertura del mercato. Le liberalizzazioni "non hanno subito l'accelerazione che noi avevamo auspicato – ha proseguito Catricalà. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://tg24.sky.it/tg24/economia/2010/01/15/catricala_antitrust_sky_tg_24_economia_liberalizzazioni.html"&gt;Guarda l'intervista a SKYTG24&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-5911319734632535372?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/x68Act8R5aQ/catricaladifficile-resistere-alla-forza.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2010/01/catricaladifficile-resistere-alla-forza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-1047990739317284099</guid><pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-20T17:34:55.538+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Romano Prodi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riforme</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">corporazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Speranza e rassegnazione</title><description>&lt;em&gt;Di Fabio Romiti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La rassegnazione, dice Romano Prodi (Il Messaggero, 29/11/2009), è un sentimento che non porta a nulla perché impedisce di scorgere la realtà e le forze positive che pur esistono anche nella nostra società. &lt;br /&gt;Ha ragione da vendere il professore, ma i segnali che circondano la nostra quotidianità dicono esattamente il contrario e giustificano, almeno in parte, questo “sentire” comune.&lt;br /&gt;Qualche ragione ci sarà se l’Italia è al 49° posto per competitività, se il 44% dei padri architetti ha un figlio laureato in architettura e lo stesso accade per avvocati e farmacisti.&lt;br /&gt;L’avrà qualche problema un Paese che prova a mettere nero su bianco con i sindacati la pratica dei “passaggi generazionali interni”, dove il padre lascia il posto al proprio figlio come accade alla Banca di Credito Cooperativo di Roma, alla Popolare di Milano, all’Enel, alle Poste e in centinaia di altre attività produttive (Il Mondo, 11/12/2009).&lt;br /&gt;Qualche “dubbio” sorgerà spontaneo in una società ove la raccomandazione è considerata prassi consolidata e dirigenti pubblici, presidenti delle municipalizzate, rettori universitari, dirigenti sanitari e persino i primari degli ospedali sono scelti per appartenenza politica.&lt;br /&gt;Avrà pur qualche ragione, almeno nell’intento provocatorio, il direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, quando suggerisce al proprio figlio di andarsene dall’Italia a fronte di una “emorragia” continua di cervelli.&lt;br /&gt;Siamo d’accordo, la rassegnazione non porta a nulla, ma come spiegarlo al precario, al ricercatore licenziato, all’operaio in cassa integrazione.&lt;br /&gt;Quando intere generazioni di farmacisti, avvocati, architetti, ingegneri sentono “l’inutilità” dei propri studi, dei propri sacrifici e di quelli della propria famiglia perché il peso degli interessi corporativi li ha confinati ai margini della professione, allora è facile che la rassegnazione si faccia largo, che la speranza che qualcosa cambi venga meno.&lt;br /&gt;Qualcuno, il Censis, dice che siamo una società di “replicanti”, senza illusioni, continuamente ripiegati su noi stessi, in “apnea”.&lt;br /&gt;Il più grosso errore che si può fare è quello di sottovalutare questo sentimento comune, esso è assai più radicato di quanto si creda ed è forse la ragione profonda del perché buona parte dei cittadini italiani ha una visione pessimistica del proprio futuro.&lt;br /&gt;Non c’è speranza in queste persone, o almeno non ve n’é la percezione.&lt;br /&gt;Manca un disegno in grado di ridare fiducia, manca un progetto complessivo di società aperta alle capacità, una società che ponga tutti i cittadini nelle condizioni di cogliere qualsiasi opportunità i propri meriti e le proprie conoscenze consentano loro.&lt;br /&gt;La maggioranza degli italiani è stanca di tutto ciò, è stanca del peso di lobby e corporazioni, è stanca del peso che gli interessi particolari hanno su quelli generali ed aspetta da tempo qualcuno che gli dica: questo è il nostro progetto di riforma della società, questo è il modo con cui intendiamo ridare speranza al Paese.&lt;br /&gt;Non slogan, non parole d’ordine, ma obiettivi tangibili, facilmente verificabili, senza mediazioni al ribasso, senza tentennamenti dell’ultima ora.&lt;br /&gt;E’ bene saperlo, i cambiamenti profondi necessitano anche di modifiche radicali, di rinunce e di scelte che immancabilmente possono creare divisioni.&lt;br /&gt;C’è un prezzo da pagare e ci vuole coraggio. Coraggio nel concepire i progetti di riforma e coraggio nel dire chiaramente, una volta definita la linea, che chi non la condivide è fuori.&lt;br /&gt;I referenti dei partiti non sono gli eletti, ma gli elettori.&lt;br /&gt;Sono loro che attraverso il voto, determinano la condivisione delle scelte, sono loro a giudicare se la politica perseguita è quella giusta.&lt;br /&gt;Non c’è solo un’onda là fuori, c’è una “marea” di persone che aspettano il proprio riscatto e chiedono di rimettere in moto quell’ascensore sociale fuori uso da troppo tempo. &lt;br /&gt;Queste persone vogliono tornare ad avere speranza. Basta dare loro un motivo per averla.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-1047990739317284099?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/O4DB4MINTqQ/speranza-e-rassegnazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/12/speranza-e-rassegnazione.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-7849793427755255664</guid><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 12:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-14T14:45:51.991+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riforme</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">parafarmacie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">liberalizzazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lenzuolate</category><title>Perchè è caduto l'oblio sulle liberalizzazioni?</title><description>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Articolo pubblicato da &lt;em&gt;MF&lt;/em&gt; martedì 13 ottobre 2009 a firma di Antonio Lirosi (ex Mister Prezzi e diretto collaboratore di Pierluigi Bersani durante le liberalizzazioni) co-autore insieme a Enrico Cinotti (giornalista de "Il Salvagente") del libro "L'Assedio"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché si parla poco di liberalizzazioni? Sembra che tutti si siano dimenticati sia dei risultati e delle incompiute dell’azione del Governo Prodi, sia dell’attuale esigenza di incrementare la concorrenza nei servizi. Eppure fino a qualche anno fa ogni giorno Confindustria, economisti ed editorialisti invocavano a gran voce le liberalizzazioni. Insomma per i portatori di interessi organizzati e per la politica, compreso il centro-sinistra che potrebbe rivendicare almeno il merito di quel che si è fatto finora, questo argomento non sembra più importante. Eppure il nostro Paese avrebbe bisogno di proseguire la svolta avviata dalle lenzuolate di Bersani che riuscì, con una risicata maggioranza, a far diventare legge dello Stato una trentina di disposizioni volte a ridurre monopoli, privilegi corporativi e vessazioni. Così come oggi ci sarebbe ancora bisogno di contribuire all’equità sociale e di espandere il merito e le opportunità specie ai giovani meno fortunati che non hanno alle spalle una famiglia di professionisti. Questa è una delle questioni che limitano la mobilità sociale, il termine che all’improvviso è piombato nell’attualità del dibattito, forse solo per tattica o per un’esigenza di aggiornamento del lessico politico, visto che le proposte di legge sul tema delle professioni vanno tutte in direzione opposta. Sono più di dieci quelle all’esame della Commissione Giustizia ed è indicativo che, dopo oltre settanta anni dalla nascita dell’attuale impianto normativo, sia ancora la “Giustizia” ad occuparsene in Parlamento e nel Governo. Il Paese aspetta da molti anni una riforma in chiave liberale degli ordini professionali nel senso di favorire l’accesso alla professione delle nuove generazioni, di rendere dignitoso e abilitante il tirocinio, di assicurare trasparenza ed efficacia all’azione di vigilanza degli Ordini, il cui ruolo dovrebbe essere orientato agli interessi generali. Al Senato poi le lancette dell’orologio hanno ripreso sul serio a girare all’indietro per quanto attiene la riforma della professione forense, come ha puntualmente denunciato l’Antitrust. Si vuole chiudere il recinto: ripristino della tariffe obbligatorie, nuove esclusive, barriera di accesso più elevate, uso limitato della pubblicità. Questa deriva di stampo corporativo si è messa in moto perché è successo che giovani avvocati (forse sarebbe più appropriato parlare di avvocati non affermati), da quando sono entrate a regime le norme del 2006, riescono ad ottenere da grandi committenti incarichi di lavoro grazie al fatto che possono offrire tariffe scontate e usano la pubblicità per farsi conoscere. Non poche cose sono cambiate con quella stagione di liberalizzazioni che sembravano impossibili a realizzarsi. Ne “L’Assedio”, oltre al backstage delle due lenzuolate di Bersani (la terza si arenò in Parlamento per la crisi di quella maggioranza di governo), viene fornito un aggiornamento sullo stato dell’arte e sui risparmi conseguiti per i consumatori. Ci riferisce ai 2 miliardi che i titolari delle schede telefoniche hanno recuperato con l’eliminazione delle spese di ricarica; alla scomparsa delle penali nei mutui, che probabilmente ha incrementato il numero delle famiglie che hanno estinto il mutuo nel moneto in cui la rata era diventata insostenibile (nel 2008 sono stati circa 480.000 i mutuatari che hanno finito di pagare il mutuo ottenendo la cancellazione dell’ipoteca senza bisogno di rivolgersi ad un notaio); agli oltre 2 milioni di correntisti che ogni anno cambiano banca senza essere costrette a versare l’obolo delle commissioni fisse di chiusura. Anche la portabilità dei mutui, dopo tante resistenze, ha prodotto risultati nel corso degli ultimi dodici mesi: secondo l’ABI, sono stati 36.000 i mutui trasferiti (ogni giorno si concludono circa 90 operazioni di portabilità). E cambiando settore, parlando del commercio, si può notare l’apertura di nuovi forni, molto spesso all’interno di esercizi della grande distribuzione, dopo la liberalizzazione delle licenze di panificazione, così come sono diventate più frequenti e massicce, specie in questa lunga fase di crisi dei consumi, le vendite promozionali a seguito della piena libertà nel praticare sconti concessa a negozi e supermercati. Allora perché offuscare o non ricordare a sufficienza tutto questo? Perché non riprendere il processo delle liberalizzazioni che invece dovrebbe essere un cantiere sempre aperto? Per motivi politici, per pressioni corporative o perché il fronte del consenso dei potenziali beneficiari non è sufficientemente rappresentato nei partiti? E se si fa passare il messaggio che tutte le liberalizzazioni stanno per essere seppellite, si offre anche un’eccezionale arma mediatica alle lobby che trovano terreno fertile per i loro intendimenti. Così facendo si alimenta pure il luogo comune che in Italia nulla può cambiare. Certo l’opinione pubblica è scoraggiata perché si accorge sia delle resistenze al cambiamento, sia dell’azione lobbistica che trova sponda in alcuni personaggi politici. Per esempio, nei mesi scorsi si è tentato di cancellare l’esperienza delle tremila parafarmacie nate dopo la liberalizzazione dei medicinali da banco e che finora ha eroso soltanto il 2% del monopolio detenuto dalle farmacie convenzionate con il SSN. Quest’ultime, dopo un recente decreto del Governo, vedono espandere la loro attività nel campo sanitario e diagnostico, mentre dall’altro lato il processo di apertura del mercato non si consolida mettendo in concorrenza anche la vendita degli altri farmaci che i consumatori pagano di tasca propria. Al momento l’unico tentativo riuscito di rivedere le norme Bersani riguarda il ripristino delle polizze pluriennali contenuto nella legge n. 99/2009. Infine l’azione del Governo ha finora prodotto due interventi di liberalizzazione che erano rimasti incompiuti nella passata legislatura: servizi pubblici locali e distribuzione dei carburanti. Al momento però sono rimasti solo sulla carta. Il primo perché la versione legislativa approvata con la manovra estiva del 2008 si è rilevata non incisiva, tanto che il Governo ha provveduto a riscriverla interamente con una nuova disposizione inserita nel decreto-legge c.d. salva infrazione. Il secondo perché le disposizioni varate per superare la procedura di infrazione comunitaria lasciano alle regioni la facoltà di subordinare l’apertura di nuovi impianti di distribuzione di carburanti alla contestuale fornitura di gpl e metano. Insomma l’agenda rimane sostanzialmente scarna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-7849793427755255664?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/Q-YOS8haxPA/perche-e-caduto-loblio-sulle.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/10/perche-e-caduto-loblio-sulle.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-6903720935120641325</guid><pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-20T18:07:05.538+02:00</atom:updated><title>Conflitto d’interessi</title><description>Nei giorni scorsi abbiamo appreso dalle dichiarazioni del Pubblico Ministero di Bari che il V. Presidente della Fofi (nonché ex Pres. Federfarma Bari) D’Ambrosio Lettieri non è a tutt’oggi tra gli indagati nell’indagine sulla malasanità in Puglia. Ce ne rallegriamo, ma, partendo proprio dalle parole dello stesso Procuratore Laudati, non possiamo fare a meno di fare alcune riflessioni. A detto Laudati (Leggo, pag. 20, 17 settembre 2009): “io mi occupo di problemi di responsabilità penale, non d’incompatibilità o altro, che non sono di mia competenza”.Sorge immediatamente una domanda: di chi è la competenza? Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro quando a fine luglio, primi d’agosto, parte l’indagine. Immediatamente sui media locali e nazionali D’Ambrosio Lettieri è in prima fila nell’accostare l’inchiesta della magistratura alla legge regionale (n° 26 del 9 agosto 2006) con cui la regione Puglia abbassava il quorum necessario per aprire una farmacia nei comuni al di sotto dei 12.500 abitanti. Naturalmente non c’entrava nulla, ma per “spazzare” via tale tentativo abbiamo dovuto addirittura convocare una conferenza stampa (&lt;a href="http://http//www.youtube.com/watch?v=_2P7sXFpaCg"&gt;vedi video&lt;/a&gt;) per far sapere alla pubblica opinione che la legge non aveva nessun legame con la sanatoria precedentemente varata ed ispirata da un provvedimento nazionale voluto dalla stessa parte politica cui appartiene il senatore Pdl.Ora, l’ex Presidente Federfarma Bari, nonché relatore di maggioranza del ddl Gasparri/Tomassini (et altri), è tra i componenti della Commissione d’inchiesta che ha incontrato i magistrati della procura di Bari. In quell’occasione ha posto domande ai giudici e dichiarato alla stampa: “Siamo di fronte ad un sistema che probabilmente ha punti gravissimi di criticità” (Repubblica, Bari, 16 settembre 2009).Peccato che il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri abbia avuto un’amnesia e non ricordi (momentaneamente) di essere socio al 50% con Vitantonio Roca, uno degli indagati principali dell’inchiesta del pm Desirèe Digeronimo. La società riguarda, tra l’altro, proprio uno degli oggetti dell’inchiesta e cioè la residenza per anziani di Andria Madonna della Pace.Non accetta lezioni di moralità Lettieri e dice “Non mi risulta che essere socio di una srl possa ritenersi un reato”.Siamo d’accordo con lui, esserne socio non è un reato, ma forse..., e sottolineiamo il forse, un po’ di conflitto d’interessi esisterà nel far parte di una Commissione d’inchiesta parlamentare che deve far luce su una società di cui detengo il 50% della proprietà e il cui direttore amministrativo è indagato. Comprendiamo che tali “premure” fanno parte di un’epoca politica ormai passata di moda, ma c’è un limite a tutto.Lo stesso conflitto d’interessi per cui il nostro D’Ambrosio Lettieri, strenuo oppositore delle liberalizzazioni volute da Bersani, oggi è relatore alla Commissione Igiene e Sanità di un progetto che mira, nella sostanza, a ristabilire il monopolio della distribuzione del farmaco in farmacia facendo chiudere le parafarmacie.E allora torniamo a chiedere di chi è la competenza? Se non è della magistratura che non può impedire ad un senatore della Repubblica di rivolgere domande su una inchiesta che anche se indirettamente lo rigarda, non è della politica che il problema non se lo pone, è forse della società civile?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-6903720935120641325?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/utWKzQKJz8A/conflitto-dinteressi.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/09/conflitto-dinteressi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-1533859927005557515</guid><pubDate>Wed, 16 Sep 2009 11:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-16T14:00:14.325+02:00</atom:updated><title>Mali italiani: il paese degli affari di famiglia</title><description>&lt;em&gt;di Michele Ainis -Sole 24ore - 16 settembre 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Secondo una rilevazione Censis (2006), il 61% degli italiani considera i soldi di famiglia e le conoscenze di papà ben più importanti del merito se vuoi farti largo nella vita. Come dargli torto? In Italia il nepotismo è un fatto, non un'opinione. Il X rapporto Almalaurea (2008) attesta che il 44% degli architetti italiani ha il padre architetto, il 42% degli avvocati è figlio d'avvocati, il 39% degli ingegneri genera figli ingegneri, e via elencando. Altrove verrebbe giudicata una sciagura, una malapianta da estirpare. Qui no, e anzi c'è chi se ne vanta.In un'audizione alla Camera svolta il 29 marzo 2007, il presidente del Consiglio nazionale del notariato - Paolo Piccoli - ha osservato con orgoglio che soltanto il 17,5% dei notai italiani è figlio di notai. Soltanto? Questa cifra significa che oltre un posto su sei messo a concorso è un affare di famiglia, tanto varrebbe giocarselo in una riunione di parenti. Come peraltro accade nelle imprese familiari: passano di padre in figlio 66mila aziende l'anno, e infatti esistono ben due sindacati delle aziende di famiglia (l'Aidaf e l'Apaf), nonché un sito internet (www.familybusinesssmart.com) per gli addetti ai lavori, dove si dichiara con orgoglio che fra le imprese familiari più longeve al mondo 5 su 10 parlano italiano.D'altronde alle nostre latitudini il nepotismo viene benedetto con tutti i crismi del diritto. È il caso, rispettivamente, dei farmacisti e dei bancari. Per i primi la legge n. 362 del 1991 aveva inventato la figura del farmacista mortis causa, assegnando al coniuge o all'erede, anche se privo delle qualifiche richieste, il diritto di gestione del negozio; nel 2006 un'altra legge ha poi temperato questa regola, ma senza reciderla del tutto. Quanto ai bancari, basta consultare l'articolo 15 del regolamento del personale della Banca d'Italia, che riserva un posto al sole per figliolanza e vedove degli ex dipendenti.Ma dopotutto c'è voluta una sentenza della Cassazione (18 marzo 2008, n. 12.131) per stabilire che il nepotismo è reato; la Corte d'appello di Napoli era stata di parere opposto, anche se nella fattispecie due assessori e un sindaco avevano favorito una cooperativa che in cambio avrebbe dovuto assumere i loro più stretti congiunti.Nella nostra bandiera nazionale, diceva Leo Longanesi, dovremmo metterci una scritta: «Tengo famiglia». È la bandiera cui rendono omaggio gli accademici (117 professori indagati presso le Procure di varie città italiane, alla data del 2008, per favori impropri ai loro familiari) non meno dei politici. Fra gli episodi più recenti: l'assunzione per chiamata diretta alla Regione Siciliana della figlia del nuovo assessore al personale, Giovanni Iarda, che fin lì si era distinto per la sua campagna all'arma bianca contro i fannulloni (settembre 2008). Il pieno di sorelle e di cognati a Sviluppo Italia in Calabria, 34 assunti senza concorso, ben pagati e ovviamente indisturbati, finché un quotidiano locale non ha scoperchiato gli altarini (luglio 2007). L'iradiddio scatenata dal ministro Bossi dopo la bocciatura del figliolo Renzo all'esame di maturità, con tanto d'accuse ai docenti meridionali che s'accaniscono contro l'intellettualità padana, finché la sua collega di governo Gelmini non ha mandato gli ispettori a rovistare fra i cassetti della commissione d'esame (ottobre 2008).Più o meno negli stessi giorni, a Roma, cadeva l'appuntamento annuale con il Festival internazionale del film. Una rassegna del cinema d'autore? No, l'elenco del telefono dei figli d'autore. Inaugurazione affidata al film L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, figlia del grande Ugo Tognazzi, nonché sorella del regista Ricky e dell'attore Gianmarco. A seguire un dvd firmato da Christian De Sica, figlio di Vittorio. Poi i Vanzina, Enrico sceneggiatore e Carlo regista, ambedue figli di Steno. L'altra coppia di figli registi (Marco e Claudio) del regista Dino Risi. Fino ai Manfredi, al figlio di Alida Valli, agli altri innumerevoli campioni del familismo applicato allo spettacolo. D'altronde in Rai va pure peggio: nel sito web di Beppe Grillo chiunque può leggere una lenzuolata di fratelli, nipoti, zii e cugini di qualche illustre personaggio, fra gli 11mila dipendenti del gruppo (Conigliera Rai, 8 settembre 2006).Da qui una questione di giustizia, d'equità sociale. E la giustizia reclama a propria volta interventi correttivi, allo scopo di riequilibrare le posizioni ai nastri di partenza della corsa. Come? Rovesciando l'idea che il presidente Kennedy applicò nell'America dei primi anni 60, una "discriminazione alla rovescia" per garantire l'égalité de chances ai neri, alle donne, a tutte le minoranze svantaggiate. Per esempio: in quest'azienda si diventa dirigenti maturando almeno 10 anni di servizio, ma se sei nero te ne bastano 5. L'idea di Kennedy si tradusse nella politica delle azioni positive (affirmative actions), che concessero un metro di vantaggio a quanti provenivano da un gruppo discriminato; e allora forgiamo altrettante azioni negative, facendo partire dietro a tutti gli altri quanti verranno poi sospinti nella corsa dalle proprie relazioni familiari.In breve: sei figlio di notai e partecipi a un concorso da notaio? Nel tuo caso per guadagnarti il sigillo notarile ti serve un punteggio più elevato. Forse con questa soluzione renderemo finalmente effettiva la meritocrazia, potremo darle fiato e gambe.D'altronde in tutto il mondo non mancano le ipotesi in cui la provenienza familiare si traduce in un divieto d'assunzione. Una fra le maggiori società internazionali di consulenza, la McKinsey, sbarra l'accesso ai figli dei propri partner, anche se hanno in tasca una laurea con 110 e lode. In India i magistrati che hanno un parente avvocato vengono immediatamente trasferiti ad altro distretto giudiziario. Newropeans, un movimento politico transeuropeo che ha debuttato alle elezioni del 2009 per il rinnovo del parlamento di Strasburgo, proibisce espressamente ai propri deputati d'impiegare congiunti nello staff. Nell'agosto 2008 il governatore del Rhode Island, Donald Carcieri, è finito sotto inchiesta per aver assunto la nipote: in quel minuscolo stato americano un regolamento antinepotismo del 1991 proibisce infatti a ogni autorità pubblica d'ospitare nello stesso ufficio un familiare.&lt;br /&gt;Ma negli Usa questa non è affatto un'eccezione: norme ancora più restrittive vengono sancite nel paragrafo 1.119 del Code of Governmental Ethics della Louisiana, così come in vari statuti comunali (dal 2008, per esempio, a Stratford e a Oakland, dove il divieto s'estende fino ai cugini di secondo grado, e comprende inoltre fidanzati e fidanzate).Imitare pari pari questi esempi ci condurrebbe tuttavia da un'ingiustizia all'altra. Non si può proibire alla figlia di un magistrato d'intraprendere la carriera giudiziaria, o al figlio di un cattedratico di puntare a sua volta alla cattedra. Magari superando il genitore, come succede qualche volta. Se l'azione negativa si traduce in un divieto insormontabile, va incontro alle medesime obiezioni cui s'espongono le quote, le riserve rigide di posti. Meglio, molto meglio un premio, o nel caso specifico una penalità. Se poi il giocatore ha buona stoffa, non gli sarà difficile sovvertire il punteggio in suo favore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-1533859927005557515?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/H-Kqfc5HNEU/mali-italiani-il-paese-degli-affari-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/09/mali-italiani-il-paese-degli-affari-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-1440437845338769665</guid><pubDate>Tue, 15 Sep 2009 22:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-16T00:07:27.777+02:00</atom:updated><title>Parafarmacie, sciopero della fame contro i tentativi di cancellare le liberalizzazioni – Solidarietà dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti</title><description>ROMA – Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ”esprime piena solidarieta’ alla Signora Elisa Cosimo, madre del dr. Lacroce titolare dell’omonima parafarmacia a Soverato (CZ) che ha deciso in piena autonomia di avviare da oggi uno sciopero della fame ad oltranza contro i tentativi in parlamento di cancellare le liberalizzazioni”.&lt;br /&gt;”Alla vigilia della riapertura del Parlamento, la protesta della signora Cosimo – scrive il MNLF in una nota – assume particolare rilevanza proprio in riferimento al ddl Gasparri/Tomassini che si pone come principale obiettivo la chiusura delle parafarmacie. Una vera e propria controriforma che umilia la capacita’ di scelta del cittadino-consumatore, privandolo di qualsiasi forma di concorrenza.&lt;br /&gt;Questo – avverte il Movimento dei Liberi Farmacisti – nonostante la maggioranza degli italiani abbia apprezzato le liberalizzazioni sui farmaci d’automedicazione e sia contraria al self-service del farmaco con la conseguente eliminazione della presenza del farmacista nei luoghi di dispensazione.&lt;br /&gt;La signora Cosimo non difende solo gli investimenti fatti dalla Sua famiglia e il futuro professionale del figlio, ma difende anche gli interessi dei consumatori che si vedrebbero privati di uno strumento importante per ottenere sconti nel prezzo del farmaco acquistato e maggiori servizi. Riduzione dei prezzi che, lo ricordiamo, prima della riforma Bersani erano impossibili nelle farmacie”.&lt;br /&gt;Di qui la richiesta del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti al Governo per ”l’immediato ritiro del ddl Gasparri/Tomassini e dell’emendamento Saltamartini perche’ contrari agli interessi economici generali (chiusura di 3000 aziende – perdita di oltre 5000 posti di lavoro) ed anticostituzionale ove limita pesantemente la liberta’ d’impresa”.&lt;br /&gt;(Asca)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-1440437845338769665?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/i2Aoew1VAks/parafarmacie-sciopero-della-fame-contro.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/09/parafarmacie-sciopero-della-fame-contro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-8609967706974924950</guid><pubDate>Sun, 13 Sep 2009 18:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-13T20:54:08.393+02:00</atom:updated><title>Corte di Giustizia UE</title><description>&lt;strong&gt;Il 30 settembre le conclusioni dell'Avvocato generale&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Posticipate al 30 settembre le conclusioni dell'avvocato generale &lt;strong&gt;Luiss Miguel Poiares Maduro&lt;/strong&gt; sulla pronuncia della Corte di Giustizia rispetto alla richiesta del Tribunale delle Asturie (ES) di parere nella causa intentata da &lt;strong&gt;José Manuel Blanco Pérez&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;María del Pilar Chao Gómez&lt;/strong&gt; contro la pianificazione spagnola delle farmacie. (cause riunite &lt;a style="COLOR: #0000ff" href="http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=IT&amp;amp;Submit=Submit&amp;amp;numaff=C-570/07"&gt;C-570/07&lt;/a&gt; e &lt;a style="COLOR: #0000ff" href="http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=IT&amp;amp;Submit=Submit&amp;amp;numaff=C-571/07"&gt;C-571/07&lt;/a&gt;). Indiscrezioni parlano  di una posticipazione dettata dal rinvio pregiudiziale su argomento affine del TAR Piemonte rispetto alla questione della distanza tra le farmacie. Altre della necessità di approfondire la tematica e quindi il bisogno di ulteriore tempo. Di certo c'è il fatto che la questione sta dividendo l'Europa della farmacia tra coloro che sperano in una apertura del settore e colore che la temono. Per entrambi c'è la consapevolezza che una sentenza contraria alle norme spagnole (simili a quelle italiane con numero predeterminato e delimitazione geografica) avrà immediate ricadute nelle regolamentazione di tutti i Paesi europei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-8609967706974924950?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/hKprmjTcj3o/corte-di-giustizia-ue.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/09/corte-di-giustizia-ue.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1394041265544786367.post-2828427907323401290</guid><pubDate>Sun, 13 Sep 2009 17:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-13T19:21:20.293+02:00</atom:updated><title>Non uccidere le parafarmacie, non uccidere le liberalizzazioni</title><description>Invito a firmare la petizione promossa dal MNLF ed indirizzata al Presidente della Repubblica, a quello del Consiglio e a tutti i componenti il Consiglio dei Ministri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;TESTO&lt;/span&gt;: Dopo tre anni dalla liberalizzazione della vendita dei farmaci d’automedicazione (SOP e OTC) circa tremila nuove aziende sono state aperte, cinquemila lavoratori hanno trovato impiego e il 67% degli italiani hanno utilizzato questi esercizi ed acquistato farmaci con sconti sino al 22% del prezzo (fonte Antitrust).Inoltre, nelle parafarmacia il cittadino ha trovato sempre la professionalità del farmacista, che, al pari dei colleghi che operano nelle farmacie, è un professionista laureato ed abilitato alla cui presenza l’84% degli italiani non rinuncia (indagine Eurisko).&lt;br /&gt;La vendita di farmaci “da banco” fuori dalle farmacie ha portato nuova concorrenza nel settore del farmaco, concorrenza di cui hanno beneficiato anche le farmacie che si sono attrezzate con nuovi servizi da offrire alla propria clientela.&lt;br /&gt;Migliaia di giovani professionisti hanno finalmente trovato nuovi sbocchi professionali e la possibilità d’intraprendere liberamente la propria professione.&lt;br /&gt;In questo quadro quali sono i motivi per ridimensionare, o peggio, far chiudere quest’attività?&lt;br /&gt;A parere dei firmatari non c’è nessun motivo oggettivo se non il desiderio di azzerare uno strumento legislativo che consente il confronto delle capacità ed allarga i livelli di concorrenza.In un contesto economico “delicato” come quello che vive il nostro Paese i processi di liberalizzazione andrebbero incentivati e non mortificati, gli spazi di tutela degli interessi generali allargati, mentre quelli che salvaguardano monopoli o rendite di posizione fortemente ridimensionati.&lt;br /&gt;E’ per tali motivi che i sottoscrittori della presente fanno appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai Ministri per l’assunzione di una forte posizione contraria ai processi legislativi in corso finalizzati alla chiusura delle parafarmacie e più in generale al ridimensionamento dei processi di liberalizzazione dell’economia italiana.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.firmiamo.it/nonuccidereleparafarmacie"&gt;FIRMA&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1394041265544786367-2828427907323401290?l=mnliberifarmacisti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/MovimentoNazionaleLiberiFarmacistiBlog/~3/ezAqFgh-b1A/non-uccidere-le-parafarmacie-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://mnliberifarmacisti.blogspot.com/2009/09/non-uccidere-le-parafarmacie-non.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

