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	<title>Multifuel Stoves</title>
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	<description>Stufe multi carburante</description>
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		<title>Stufe a policombustibile, perché sceglierle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Graxzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 14:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Le stufe a multicarburante rappresentano un&#8217;interessantissima novità nel panorama delle stufe perché hanno determnate caratteristiche che le fanno essere versatili e ci permettono anche d risparmiare denae senza correre il rischio di rimanere senza combustibile per riscaldare i nostri ambienti. Una stufa a policombustile, come dice la parola stessa, presenta un particolare impianto con il [&#8230;]]]></description>
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<p>Le stufe a multicarburante rappresentano un&#8217;interessantissima novità nel panorama delle stufe perché hanno determnate caratteristiche che le fanno essere versatili e ci permettono anche d risparmiare denae senza correre il rischio di rimanere senza combustibile per riscaldare i nostri ambienti.</p>



<p>Una stufa a policombustile, come dice la parola stessa, presenta un particolare impianto con il quale è possibile alimentare la stufa stessa con numerosi combustibili che vanno dalla legna ai tronchetti, dal carbone al pellet fino ai semi di girasole: in questo modo è possibile scegliere il combustibile che in quel momento è in offerta, il combustibile che abbiamo disponibile e evitare così di rimanere senza.</p>



<p>Scegliere la tipologia di stufa a policombustibile significa risparmiare sensibilmente nel combustibile, ridurre l&#8217;impatto ambientale e garantirsi un riscaldamento ottimale nella propria abitazione, senza dispersioni energetiche e con una diffusione e distribuzione omogenea del calore in tutti i locali abitati. Per scegliere però, la tipologia di stufa a policombustibile che più si adatta alle nostre esigenze di riscaldamento è necessario conoscere il funzionamento della stufa stessa, i suoi vantaggi nella produzione del calore, i suoi costi e le potenzialità caloriche.</p>



<p><strong>I vantaggi di scegliere una stufa a policombustibile</strong></p>



<p>La tipologia di stufa a policombustibile presenta numerosi vantaggi che sono insiti alle sue potenzialità come impianto di riscaldamento:</p>



<ul><li>possibilità di utilizzare numerosi combustibili;</li><li>non rimanere mai senza combustibile;</li><li>risparmiare sul combustibile, scegliendo quello che nel momento è in offerta o presenta un prezzo inferiore;</li><li>scegliere la potenza calorica che più si adatta alle nostre esigenze, grazie anche al combustibile;</li><li>design perfettamente adattabile ad ogni stile di arredamento, spazio e dimensione degli ambienti;</li><li>può essere allacciata ad un sistema centralizzato di riscaldamento, come i termosifoni;</li><li>necessita di una canna fumaria per lo scarico fumi con la possibilità di utilizzare il condotto del camino tradizionale.</li></ul>
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		<title>Stufe a pellet: cosa sono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Graxzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 15:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Le stufe a pellet si sono, nel tempo, trasformate in un oggetto sempre più diffuso nelle abitazioni delle persone. Anche in Italia sono sempre di più le famiglie e le aziende che le utilizzano per riscaldare i loro ambienti.La stufa a pellet[1] è un apparecchio simile alla stufa a legna, adibita al riscaldamento di ogni [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="806" src="https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel7-1024x806.jpg" alt="" class="wp-image-102" srcset="https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel7-1024x806.jpg 1024w, https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel7-300x236.jpg 300w, https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel7-768x604.jpg 768w, https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel7-1536x1209.jpg 1536w, https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel7-2048x1611.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Le stufe a pellet si sono, nel tempo, trasformate in un oggetto sempre più diffuso nelle abitazioni delle persone. Anche in Italia sono sempre di più le famiglie e le aziende che le utilizzano per riscaldare i loro ambienti.<br>La stufa a pellet[1] è un apparecchio simile alla stufa a legna, adibita al riscaldamento di ogni tipo di ambiente, che utilizza come combustibile solido il pellet. È considerato un prodotto ecologico poiché per ottenere il pellet vengono di norma utilizzati gli scarti di lavorazione del legno. In altri termini non sarebbe quindi necessario l&#8217;abbattimento di nuovi alberi per la produzione del pellet nel caso in cui il consumo non superi la quantità di scarti di lavorazione del legno.<br>Le differenze principali rispetto alla stufa a legna sono le seguenti:</p>



<ul><li>necessita di un collegamento alla rete elettrica come un comune elettrodomestico;</li><li>funziona in maniera automatica, accendendosi tramite una resistenza elettrica e ha un&#8217;autonomia di funzionamento in base alla capacità del proprio serbatoio di pellet;</li><li>ha una canna fumaria di misure ridotte (diametro da 80 mm a 100 mm);</li><li>funziona a tiraggio forzato cioè una ventola situata all&#8217;interno della stufa provvede a estrarre verso la canna fumaria i fumi o residui di combustione prodotti dalla combustione stessa.</li><li>è di facile manutenzione eliminando il trasferimento del combustibile dalla legnaia all&#8217;abitazione e perché, se installata correttamente, non ha fuoriuscite di fumo all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di utilizzo in quanto lavora in depressione. Sono ora in produzione anche delle stufe a pellet completamente ermetiche rispetto all&#8217;ambiente di installazione: prelevano l&#8217;aria direttamente dall&#8217;esterno e non dal locale dove sono situate, utilizzabili nelle moderne case passive dove è fondamentale l&#8217;isolamento termico verso l&#8217;ambiente esterno.</li><li>se è una stufa canalizzata, i muri degli altri ambienti ove non sia presente la stufa, sono dotati di una o più bocchette per l&#8217;uscita dell&#8217;aria calda. Questo sistema è utile per riscaldare tutti i locali senza dover impiegare altri sistemi poiché possono aumentare i consumi dell&#8217;energia elettrica, come in una casa grande.</li><li>La struttura è simile a una stufa tradizionale e ha un vano o serbatoio, di solito con carica dall&#8217;alto, che contiene il pellet da bruciare. Esso può avere una capienza che parte da quindici e può arrivare fino a sessanta o più chilogrammi a seconda del modello di stufa. All&#8217;interno vi è una vite infinita o coclea che trascina il pellet dal serbatoio all&#8217;interno del braciere dove il combustibile viene bruciato grazie alla presenza di una resistenza elettrica che, diventando incandescente nella fase di avvio, innesca la fiamma.</li></ul>



<p>Il calore prodotto viene diffuso nell&#8217;ambiente sia per convezione naturale sia ad aria forzata con una o più ventole che contribuiscono a distribuire l&#8217;aria calda negli ambienti attigui. In alcuni modelli è anche possibile incanalare l&#8217;aria calda in piccole condotte e posizionare una o più bocchette per canalizzare il calore in altri vani. I modelli più recenti sono dotati di un cronotermostato che permette di programmare orari di accensione e spegnimento in automatico, la velocità della ventola per l&#8217;aria calda forzata e i gradi di temperatura desiderati. Il calore prodotto è misurato in kilowattora (kWh) (un kilowattora corrisponde a 859,8 kcal o 3,6 MJ). La potenza di ogni singolo modello (misurata in kilowatt) è commisurata in base alla dimensione della stufa, alla quantità di pellet bruciato, alla regolazione impostata dall&#8217;utente. Anche il tipo di pellet utilizzato può incidere sulla resa calorica della stufa.</p>



<p>Lo scarico dei fumi derivanti dalla combustione avviene con un tubo di diametro variabile anch&#8217;esso a seconda del modello, da 8 a 10 cm di diametro. La tubazione deve essere in materiale resistente alle temperature di esercizio, agli acidi e alle eventuali condense prodotte dalla combustione, in Italia secondo le norme UNI si prescrive l&#8217;acciaio AISI 316.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="750" height="550" src="https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel8.jpg" alt="" class="wp-image-103" srcset="https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel8.jpg 750w, https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel8-300x220.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>La stufa necessita di una pulizia ordinaria del braciere e del cassetto cenere (se presente) da effettuare con frequenza variabile a seconda dell&#8217;utilizzo in termini di tempi di funzionamento e di potenza impostata e del tipo di pellet impiegato, la pulizia va fatta con l&#8217;aspiracenere, la pulizia del vetro della stufa dai residui di cenere, richiede prodotto speciale adatto a tale vetro; inoltre richiede pulizia più approfondito almeno una volta all&#8217;anno, ma anche più spesso in base al modello e all&#8217;utilizzo. Potrebbe essere necessario l&#8217;intervento di un tecnico per questa operazione.</p>



<p>Per non dimenticare le procedure di pulizia e non saltare nemmeno un passaggio è molto utile realizzare una sorta di <a href="https://www.stampaprint.net/it/15-stampa-online-pieghevoli-brochure" target="_blank" rel="noreferrer noopener">brochure</a> calendarizzata. Può essere stampato facilmente su un sito di<a href="https://www.stampaprint.net/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> web to print</a> in pochi passaggi.</p>



<p>Esistono stufe a pellet ricoperte di ceramica o rivestite in acciaio. La ceramica non scotta e mantiene a lungo il calore, mentre l&#8217;acciaio può raggiungere temperature elevate ma si raffredda molto più in fretta. Esistono altresì modelli di stufe a pellet dedicati al riscaldamento dell&#8217;acqua per i radiatori. In tali prodotti sono presenti all&#8217;interno scambiatori di calore in cui è presente l&#8217;acqua che una volta riscaldata circolerà nell&#8217;impianto dei termosifoni. È inoltre possibile far coesistere questo tipo di stufa e un&#8217;altra fonte di calore (es. una calderina a gas) in modo che funzionino alternativamente.</p>
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		<title>Breve storia del riscaldamento domestico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Graxzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 15:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[storia e news]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi siamo abituati a trovare la casa calda. E, in molti casi, non ci chiediamo se il riscladamento sia tradizionale, ossia a metano con termosifoni, oppure realizzato con altri mezzi come le stufe. Eppure una volta, tanto tempo fa, non era così scontato che la casa e gli ambienti dove l&#8217;uomo viveva, fossero riscaldati.Gli Antichi [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="640" height="362" src="https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel9.jpg" alt="" class="wp-image-108" srcset="https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel9.jpg 640w, https://www.multifuelstoves.org/wp-content/uploads/2021/05/multifuel9-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Oggi siamo abituati a trovare la casa calda. E, in molti casi, non ci chiediamo se il riscladamento sia tradizionale, ossia a metano con termosifoni, oppure realizzato con altri mezzi come le stufe. Eppure una volta, tanto tempo fa, non era così scontato che la casa e gli ambienti dove l&#8217;uomo viveva, fossero riscaldati.<br>Gli Antichi Greci si dotarono di impianti di riscaldamento, facendo passare l&#8217;aria calda prodotta da una fornace negli spazi sotto il pavimento fino a dei bocchettoni nel muro. Questi sistemi sono noti col nome di &#8220;ipocausto&#8221;. Sistemi simili sono stati documentati in Corea, chiamati &#8220;ondol&#8221;, al tempo dei Tre Regni (37 a.C. &#8211; 668 d.C.).</p>



<p>L&#8217;ipocausto è rimasto in uso nel bacino del Mediterraneo per molti anni del Basso Medioevo. Nel XII secolo, alcuni ingegneri in Siria realizzarono impianti più avanzati, nel quale l&#8217;aria calda veniva trasferita attraverso dei condotti nel pavimento. Questo sistema venne largamente adottato nei bagni pubblici di tutto il mondo islamico medioevale.</p>



<p>Nel XIII secolo i monaci cistercensi re-introdussero il riscaldamento centralizzato nell&#8217;Europa cristiana usando acqua prelevata dal fiume scaldata da fornaci a legna. Il monastero di Nostra Signora della Ruota (fondato nel 1202) sul fiume Ebro nella regione dell&#8217;Aragona (Spagna) è un ottimo esempio di tale realizzazione.</p>



<p>Verso il 1700 gli ingegneri russi avevano iniziato a usare l&#8217;acqua per gli impianti di riscaldamento. Il Palazzo d&#8217;Estate (1710-1714) di Pietro il Grande a San Pietroburgo è il miglior esempio di questa tecnologia. Appena più tardi, nel 1716, viene usata l&#8217;acqua anche in Svezia. Il passaggio all&#8217;applicazione industriale avvenne in Francia quando Jean Simon Bonnemain (1743-1830) adottò questa tecnica per una cooperativa costruita a Château du Pêcq, vicino a Parigi.</p>



<p>Angier March Perkins sviluppò e installò alcuni dei primi sistemi a vapore negli anni attorno al 1830. Il primo fu installato nella casa del Governatore della Banca d&#8217;Inghilterra John Horley Palmer per consentirgli di far maturare l&#8217;uva nel freddo clima inglese.</p>
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