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	<title>Napoli on Line</title>
	
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	<description>ma Napoli non è una cartolina</description>
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		<title>Partecipate, nasce la finanziaria del Comune</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:51:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno) L&#8217;Acen, l&#8217;associazione dei costruttori edili di Napoli, mette sotto torchio il sindaco de Magistris su linee programmatiche e scelte strategiche per il futuro di Napoli. Partendo ovviamente alle due ali della città, Bagnoli e Napoli Est, e ponendo l&#8217;accento sopra-tutto su un punto: «Cosa si prospetta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong> L&#8217;Acen, l&#8217;associazione dei costruttori edili di Napoli, mette sotto torchio il sindaco de Magistris su linee programmatiche e scelte strategiche per il futuro di Napoli. Partendo ovviamente alle due ali della città, Bagnoli e Napoli Est, e ponendo l&#8217;accento sopra-tutto su un punto: «Cosa si prospetta per le nostre imprese che vantano crediti con il Comune di Napoli oramai da tre anni e sono in crisi profonda?».<br />
<a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2011/10/riccardorealfonzo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2011/10/riccardorealfonzo-300x237.jpg" alt="" title="riccardorealfonzo" width="300" height="237" class="aligncenter size-medium wp-image-373" /></a><br />
Domanda secca, precisa, senza girare intorno a quello che per gli imprenditori «è il problema dei problemi». Domanda che porta la firma di Rudy Girardi, presidente dell&#8217;Acen. Alla quale de Magistris replica annunciando una maxioperazione di factoring: «Siamo in contatto con alcune banche — spiega il sindaco — per definire un&#8217;operazione che ci porterà a garantire con il nostro immenso patrimonio immobiliare un prestito che consentirà al Comune di pagare le imprese. Le cifre? Sono sicuramente importanti». L&#8217;ex pm annuncia inoltre che «stiamo costituendo una società che gestirà i debiti delle società Partecipate». In realtà, sono due facce della stessa medaglia, come spiega il responsabile di Bilancio e Partecipate di Palazzo San Giacomo, Riccardo Realfonzo: «L&#8217;idea — dice l&#8217;assessore che, in un libro, si è definito un Robin Hood a Palazzo San Giacomo — la illustreremo dettagliatamente quando presenteremo il bilancio di previsione. Quella che nascerà, sarà un&#8217;autentica società finanziaria, fortemente patrimonializzata mediante trasferimenti sia in denaro che di beni immobili, che farà diventerà non solo l&#8217;interlocutore unico tra Palazzo San Giacomo e le Partecipate, ma anche tra le Partecipate stesse e le banche». Un soggetto unico, quindi, capace di avere un maggior peso contrattuale, data la patrimonializzazione, «e che eviterà — rimarca Realfonzo — che il Comune, quindi i suoi uffici, abbiano rapporti sempre complicati con le società Partecipate». Non sarà però una bad company. Anzi. Sebbene la nascente società dovrà fare i conti con l&#8217;esposizione debitoria delle varie società miste «che ammonta, al momento, a circa 350 milioni di euro». «E non sarà ovviamente neanche un carrozzone, perché la governance di questa finanziaria del Comune sarà limitata al massimo, come il personale che ne farà parte». Nella sede dell&#8217;Acen si è però parlato anche molto di Bagnoli. Ambrogio Preziosi, ex presidente dei costruttori,ha chiesto al sindaco notizie sul futuro del Colmata: «Aspettiamo i soldi dal governo in modo da chiudere questa querelle». Il sindaco è poi tornato ad attaccare frontalmente il vecchio management della Bagnolifutura, «che ci ha lasciato una società piena di debiti per la quale immagino invece una nuova mission: non più solo società di trasformazione, ma anche di sviluppo», ha detto de Magistris che ha rivelato di aver parlato del suo progetto per la Stu che opera a Napoli ovest «anche col ministro Passera». Gennaro Polichetti, dell&#8217;ordine degli architetti, ha invece voluto avere notizie sul futuro della società Sirena, che non naviga in ottime acque. E la notizia è arrivata dall&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica, Luigi de Falco, che ha annunciato che «il Comune intende rilevare le quote della società dalla regione, quindi rilanciarne la mission». </p>
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		<title>Coppa America, guerra nel Pdl</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:04:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Michele Paoletti da il Giornale di Napoli) Sui grandi eventi si spacca il Pdl. Una dichiarazione dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Urbanistica e coordinatore cittadino del partito, Marcello Taglialatela, fa andare su tutte le furie i consiglieri comunali di centro-destra. Taglialatela dice che «non si deve continuare a sparare a zero sui grandi eventi e sulla Coppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Michele Paoletti da il Giornale di Napoli)</strong> Sui grandi eventi si spacca il Pdl. Una dichiarazione dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Urbanistica e coordinatore cittadino del partito, Marcello Taglialatela, fa andare su tutte le furie i consiglieri comunali di centro-destra. Taglialatela dice che «non si deve continuare a sparare a zero sui grandi eventi e sulla Coppa America solo perché Gianni Lettieri (leader del centrodestra al Comune, ndr) ha litigato con Paolo Graziano (presidente degli Industriali e della società di scopo che organizza la Coppa America a Napoli, ndr)».<br />
<div id="attachment_148" class="wp-caption aligncenter" style="width: 256px"><a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2011/09/marcello-taglialatela.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2011/09/marcello-taglialatela.jpg" alt="Marcello Taglialatela" title="Marcello Taglialatela" width="246" height="235" class="size-full wp-image-148" /></a><p class="wp-caption-text">Marcello Taglialatela</p></div><br />
«Delegittimare l&#8217;azione politica dell&#8217;opposizione di centrodestra in consiglio comunale non è un atto responsabile che si addice a chi ha responsabilità dirigenziali di partito quali quelle di coordinatore cittadino del Pdl &#8211; replicano il capogruppo del PdL Napoli, Stanislao Lanzotti ed i consiglieri comunali Vincenzo Moretto, Gennaro Castello e Salvatore Guangi -. Ciò premesso, ribadiamo che sulla opportunità e validità di svolgere delle regate, che della Coppa America hanno solo il marchio, si dovrebbe aprire una discussione che faccia luce sulle motivazioni di un investimento pubblico così ingente che, dubitiamo, possa avere ricadute significative in termini turistici ed occupazionali. Ribadiamo che, anziché alimentare polemiche sarebbe più opportuno che, responsabilmente, si desse maggior sostegno alla nostra attività in consiglio comunale, anche dando vita a confronti interni che possano portare a posizioni unitarie e condivise».<br />
Ma la discussione si sposta subito su un altro piano e rivela le intenzioni di parte del Pdl di fare fuori l&#8217;attuale coordinatore. «Taglialatela continua a dimostrare, con le sue dichiarazioni estemporanee ed estranee all&#8217;operato dell&#8217;opposizione di centrodestra in consiglio comunale, di essere totalmente inadeguato come coordinatore cittadino del Pdl &#8211; ribadisce Moretto. Sulla discussione relativa alle regate noi consiglieri abbiamo avviato una riflessione ed un dibattito pubblico fin da subito, manifestando dubbi e perplessità sulla location e sull&#8217;impegno di spesa». A dare man forte alla polemica arriva il parlamentare Amedeo Laboccetta che non aspetta altro di essere nominato coordinatore al posto di Taglialatela: «Ribadisco il mio pieno sostegno al lavoro che svolgono ogni giorno in Consiglio comunale Gianni Lettieri e tutti i consiglieri comunali del centrodestra &#8211; dice &#8211; Non comprendo la necessità di alcuni di rilasciare dichiarazioni in senso contrario. In questo momento il nostro partito ha bisogno di unità e coesione &#8211; aggiunge Laboccetta &#8211; ed a questo obiettivo, di concerto con il commissario regionale Palma, stiamo lavorando incessantemente». Insomma, la guerra è in atto e, a questo punto, sembra difficile che, dopo il commissariamento regionale, non cambi qualcosa anche nei vertici cittadini del partito. Più morbido l&#8217;europarlamentare Enzo Rivellini: «Leggo anche oggi delle polemiche relative alla Coppa America e da napoletano voglio ribadire che spero che l&#8217;evento si faccia ed abbia il maggior successo possibile. Anche il mio impegno da parlamentare europeo sarà indirizzato affinché, stabilita la liceità dei finanziamenti europei richiesti, gli stessi siano dati nel più breve tempo possibile per la realizzazione dell&#8217;evento».<br />
Rivellini però esprime tutte le sue perplessità sull&#8217;evento: «Speriamo che, promessa la Coppa America, alla fine ai napoletani non rimanga neanche una &#8220;Coppa del Nonno&#8221;». </p>
<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-22580"></div></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Napolionline-LaCittaVistaDaDentro/~4/0tJ4EYhvJh0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Romeo, rischio congelamento dismissioni</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:29:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di pf da il Giornale di Napoli) Fallita la transazione tra la Romeo Gestioni spa ed il Comune di Napoli per sanare il contenzioso da oltre 21 milioni di euro, per gli assegnatari di alloggio pubblico torna lo spettro del congelamento delle procedure di dismissione. «In pratica &#8211; sostiene Antonio Fellico, consigliere comunale ed ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di pf da il Giornale di Napoli)</strong> Fallita la transazione tra la Romeo Gestioni spa ed il Comune di Napoli per sanare il contenzioso da oltre 21 milioni di euro, per gli assegnatari di alloggio pubblico torna lo spettro del congelamento delle procedure di dismissione. «In pratica &#8211; sostiene Antonio Fellico, consigliere comunale ed ex presidente della commissione Patrimonio &#8211; molti cittadini che intendevano acquistare la casa dove vivono, sia Erp che di patrimonio disponibile, sono stati informati dalla società di gestione che l&#8217;iter delle procedure di vendita è sospeso, in quanto condizionato ad ulteriori disposizioni da parte dell&#8217;amministrazione».<br />
<a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/alfredo_romeo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/alfredo_romeo.jpg" alt="" title="alfredo_romeo" width="300" height="287" class="aligncenter size-full wp-image-2254" /></a><br />
Il nuovo rallentamento si aggiunge al pignoramento di 104 immobili comunali richiesto dalla Romeo nello scorso aprile, a copertura del credito vantato presso il Comune di Napoli, e legittimato, poi, dal giudice Carla Sorrentini, della X sezione Civile del Tribunale di Napoli, con l&#8217;ordinanza di lunedì scorso. Nella stessa ordinanza, inoltre, il giudice ha respinto la richiesta del Comune di sospendere la provvisoria esecuzione del pagamento del debito. Il Municipio, insomma, dovrà pagare tutto sull&#8217;unghia e 21 milioni di euro non sono spiccioli, rischiano di intaccare seriamente il previsionale di bilancio comunale per il 2012. La possibilità di rateizzazione, del resto, è sfumata assieme alla transazione. Il termine ultimo fissato per concludere l&#8217;accordo era il 30 gennaio scorso. Una trattativa durata mesi e seguita pedissequamente dal capo di gabinetto di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio, e dall&#8217;assessore ai Diritti ed alla Sicurezza, Giuseppe Narducci, affiancati da tecnici e dirigenti dei servizi. Il Comune aveva già versato alla Romeo una prima tranche di 2 milioni di euro, ma in difficoltà a far fronte a tutto l&#8217;importo ha chiesto un&#8217;ulteriore proroga per concludere la transazione. Richiesta respinta al mittente, cosicché si è andati a giudizio. Lunedì, infine, l&#8217;esito sfavorevole per il Comune. Adesso le cose si complicano, col rallentamento delle dismissioni, infatti, viene a mancare una fonte di entrata certa e cospicua per le casse erariali. Senza contare, che proprio dalla vendita del patrimonio immobiliare comunale sarebbero dovuti arrivare i soldi per saldare il debito con la Romeo. </p>
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		<title>Forum, Miraglia boccia la liquidazione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:23:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Bianca De Fazio da la Repubblica Napoli)</strong> MENTRE Palazzo San Giacomo spinge per lo scioglimento della Fondazione Forum delle culture per rimpiazzarla con una struttura manageriale più snella ed efficiente, la Regione, che è uno dei soci fondatori della Fondazione (insieme a Comune, Provincia e ministero degli Esteri), tira diritto per la sua strada. «Il Comune non ci ha comunicato alcuna sua intenzione in tal senso. Non ci sono dichiarazioni ufficiali. Solo esternazioni del presidente Sergio Marotta, presidente in pectore».<br />
<div id="attachment_2251" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/caterina_miraglia.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/caterina_miraglia.jpg" alt="" title="caterina_miraglia" width="500" height="298" class="size-full wp-image-2251" /></a><p class="wp-caption-text">Caterina Miraglia</p></div><br />
Caterina Miraglia, assessore regionale alla Cultura e presidente del Comitato scientifico del Forum, esclude che la Fondazione possa essere liquidata, e poi sostituita con un&#8217;altra struttura, tipo una società di scopo. «Anche perché — spiega — qualsiasi altra struttura dovrebbe nuovamente acquistare dagli spagnoli il marchio Forum, a suo tempo venduto dai catalani al Comune e conferito poi alla Fondazione». E non sarebbe l&#8217;unica rogna economica: i 15 milioni che verranno dall&#8217;Unione europea per la realizzazione del Forum potrebbero non esserci più — questo si teme a Santa Lucia — se la Fondazione venisse meno. D&#8217;altra parte «azzerare tutto e ricominciare daccapo mi sembra inopportuno: il Comitato scientifico che io presiedo sta lavorando duramente in queste settimane e sta mettendo a punto il programma. Forse sarà pronto già lunedì, e comunque entro fine mese lo consegneremo al consiglio di amministrazione, cui spetta il compito di valutarne la congruità economica». Ed è questo un altro aspetto della battaglia sul Forum, perché in cda si dice, Statuto alla mano, che il programma deve essere figlio del cda, non del Comitato scientifico. Comunque, fanno notare da Palazzo San Giacomo, ad oggi il programma è inesistente perché non solo non c&#8217;è stata alcuna gara, ma neppure una manifestazione d&#8217;interesse. «Le manifestazioni d&#8217;interesse verranno fatte — aggiunge la Miraglia — solo per quanto attiene alle parti non scientifiche del programma». Ma quando giungeranno i 15 milioni sin qui solo annunciati dall&#8217;assessore? «I 15 milioni sono sulla misura Grandi eventi dei fondi europei, saranno spendibili quando il progetto diventerà esecutivo e il programma approvato dal cda». Intanto proprio nella sede della Fondazione, nell&#8217;ex asilo Filangieri, domani alle 17 è indetta un&#8217;assemblea pubblica dal titolo &#8220;Potere Cultura&#8221; per dare voce agli artisti ed agli operatori culturali interessati al Forum. </p>
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		<title>De Cristofaro: “Si a de Magistris ma discutiamo sul bilancio”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:18:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) «NOI condividiamo le scelte di fondo di de Magistris, semmai riteniamo che sulla partecipazione si debba fare qualcosa di più». Peppe De Cristofaro, segretario provinciale di Sel, legge così il primo semestre delle nuova amministrazione. Scelte di fondo è sinonimo di beni comuni? «La linea che va dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong> «NOI condividiamo le scelte di fondo di de Magistris, semmai riteniamo che sulla partecipazione si debba fare qualcosa di più». Peppe De Cristofaro, segretario provinciale di Sel, legge così il primo semestre delle nuova amministrazione. Scelte di fondo è sinonimo di beni comuni?<br />
«La linea che va dalla nuova società speciale per l&#8217;acqua al recente Forum dei sindaci ci trova d&#8217;accordo. E riconosciamo anche l&#8217;errore di non aver appoggiato de Magistris al voto».<br />
<div id="attachment_2248" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/peppe_de_cristofaro.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/peppe_de_cristofaro.jpg" alt="" title="peppe_de_cristofaro" width="250" height="346" class="size-full wp-image-2248" /></a><p class="wp-caption-text">Peppe De Cristofaro</p></div><br />
Il segretario Idv Ruggiero vede qui il nucleo della alternativa a uno schieramento moderato.<br />
«Le privatizzazioni sono uno spartiacque, anche rispetto al governo Monti, che sulla questione ha ben altro atteggiamento».<br />
Dire Monti significa per forza dire in parte anche Pd.<br />
«Una fetta di quel partito guarda con favore al terzo polo, al governissimo. Non mi pare che Bersani sia tra questi. Anche a Napoli, il loro apporto sarebbe utile su molti aspetti. Ma occorre chiarezza: se qualcuno pensa addirittura a convergenze con Caldoro in Regione, allora è chiaro che noi siamo con de Magistris. Domani apriamo una due giorni di conferenza programmatica e lui sarà nostro ospite».<br />
Pensate al rimpasto?<br />
«Non ci interessa. Ci preme invece una maggiore collegialità, il coinvolgimento di associazioni, comitati, sindacati, società civile. Ci sono temi di governo, ad esempio il bilancio, sui quali si dovrebbe discutere di più».<br />
Ad esempio le tasse di Realfonzo?<br />
«Soprattutto I&#8217;Imu. La vorremmo al minimo, e vorremmo fuori le prime case, specie per i non benestanti. In fondo è su questo, sul non colpire i disagiati, che si sviluppa anche la critica del sindaco al governo Monti».<br />
Da Coppa America al Forum la giunta rischia in immagine.<br />
«Anche qui perché si è lesinata la partecipazione. La vela ad esempio: capisco quello che dice l&#8217;assessore Lucarelli, ma se poi l&#8217;assemblea del popolo non la facciamo su questo, su cosa allora? Anche il Forum rischia di diventare una occasione perduta. C&#8217;è di mezzo la fallimentare politica culturale della Regione, una partecipazione più allargata può aiutare nel conflitto».<br />
In primavera si vota in alcuni Comuni. La lista civica dei sindaci può disturbare?<br />
«Niente affatto. Per noi il centrosinistra è già allargato a realtà sociali fuori dai partiti. E ci tengo, in chiusura, a esprimere la mia solidarietà al consigliere Pietro Rinaldi per la condanna subita sui fatti della discarica di Chiaiano». </p>
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		<title>Caldoro: «Inevitabili le nuove assunzioni, ma almeno ho ridotto personale»</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:11:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno) Sono 20.000 i dipendenti della Regione, quelli stipendiati da Palazzo Santa Lucia insomma: 7.000 i diretti; 8.000 quelli presenti nelle varie partecipate della Regione; 5.000 quelli assegnati al servizio forestale. Di questi 20.000, i dirigenti sono circa 350. Eppure, rispetto a tale «esercito schierato» sono ancora 121 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno)</strong> Sono 20.000 i dipendenti della Regione, quelli stipendiati da Palazzo Santa Lucia insomma: 7.000 i diretti; 8.000 quelli presenti nelle varie partecipate della Regione; 5.000 quelli assegnati al servizio forestale. Di questi 20.000, i dirigenti sono circa 350. Eppure, rispetto a tale «esercito schierato» sono ancora 121 gli incarichi assegnati a persone esterne, ma sempre pagati dalla Regione, e altri arriveranno dal 16 aprile. Quei 12 capisegreteria che grazie al nuovo Ordinamento della Giunta, gli assessori potranno chiamare direttamente, sulla base della fiducia in pratica. E meno male che hanno tagliato in questi due anni. Tanto che il governatore Stefano Caldoro ne fa un punto d&#8217;orgoglio. «Posso dire una cosa? Sono fiero di dire — esordisce il governatore — che la Regione Campania è quella che in Italia ha operato il maggior taglio ai costi della politica: nessuno ha fatto come noi. Dalle auto blu, alle &#8220;dirette collaborazioni&#8221; abbiamo operato una riduzione del 50%. Quest&#8217;anno le consulenze esterne sono state decurtate del 75% rispetto agli anni precedenti. Se poi vogliamo parlare dei capisegreteria, dei quali il Corriere del Mezzogiorno ha scritto, e che nella precedente amministrazione erano sì staffisti, sono scesi da 45 a 12. Uno per ogni assessore e non di più».<br />
<div id="attachment_137" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2011/09/caldoro.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2011/09/caldoro.jpg" alt="Stefano Caldoro" title="Stefano Caldoro" width="550" height="366" class="size-full wp-image-137" /></a><p class="wp-caption-text">Stefano Caldoro</p></div><br />
Resta il dato di fatto che questi capisegreteria&#8230;<br />
«Figura che si nomina i tutta Italia&#8230;».<br />
Saranno assunti con chiamata diretta, per rapporto fiduciario, senza nessun bando pubblico. Lei che ha così stretto la cinghia, non è andato oltre? Per dire, nessun esterno.<br />
«Perché scendere da 47 a 12 è il migliore risultato in Italia&#8230;».<br />
Resta il fatto che si pescherà dall&#8217;esterno.<br />
«Io non posso cambiare la norma nazionale. La legge prevede che si possa prendere i capisegreteria da risorse umane interne alla regione o dall&#8217;esterno. L&#8217;unica discrezionalità che avevo era di ridurli; cosa che ho fatto».<br />
Il rapporto fiduciario resta salvo anche se si &#8220;pesca&#8221; all&#8217;interno.<br />
«Ribadisco che abbiamo fatto meglio di tutti in Italia».<br />
Meritorio. Tuttavia, perché non togliere dall&#8217;Ordinamento la possibilità di un ricorso a figure esterne?<br />
«Quello che si deve fare lo si fa, rispondendo ognuno alle propri responsabilità».<br />
Se li vede i suoi assessori non avvalersi della possibilità di distribuire incarichi a qualcuno di loro fiducia, magari politica? Eppoi, magari, nominare anche i componenti dell&#8217;intera segreteria, operando qualche spostamento e liberando così posti utili?<br />
«I componenti delle segreterie assessorili saranno soltanto interni».<br />
L&#8217;ordinamento non dice questo in maniera netta. Lascia una scappatoia.<br />
«Perché è appunto un ordinamento, non è un testo di legge».<br />
I suoi 9 collaboratori, per dirne una, sono tutti esterni.<br />
«Sì».<br />
Nessuna professionalità simile era già presente a Palazzo Santa Lucia?<br />
«Se vogliamo continuare così non so. Il tema non è questo. Il tema è che risparmio ho l&#8217;obbligo di portare. Non è compito mio cambiare le leggi».<br />
Era la maniera per dare un esempio. Cogliere un&#8217;opportunità.<br />
«L&#8217;esempio è che abbiamo tagliato più di tutti in Italia. Se mi dice che si poteva far meglio, le dico di sì».<br />
Fra i suoi collaboratori tre hanno una evidente matrice politica: Francesco Bigliardo, già assistente dell&#8217;ex coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino; Maria Elena Valaniano, ex collaboratrice del parlamentare pdl Alfonso Papa; Antonio Di Trapani, coordinatore della segreteria nazionale del Nuovo Psi.<br />
«Non parlo di persone, non è corretto. Voglio parlare di numeri. Abbiamo fatto tagli che non ha fatto nessuno».<br />
Presidente, insomma, s&#8217;è capito. Le chiedo una cosa: è possibile allora una sua &#8220;moral suasion&#8221; agli assessori perché scelgano personale interno per i loro 12 capisegreteria?<br />
«Le responsabilità sono di chi se le prende. Io non posso intervenire sui miei assessori. Se professionalità ci sono all&#8217;interno bene, altrimenti si cerchino fuori». Potrebbe invitare a valorizzare i dipendenti regionali?<br />
«Il rapporto fiduciario e non si può sostituire».<br />
Presidente all&#8217;orizzonte si profilano due grandi eventi: il Forum delle culture e la Coppa America. Ci prepareremo ad un&#8217;infornata di consulenti, esperti e quant&#8217;altro?<br />
«Per il resto tutte le funzioni e i servizi necessari sono e saranno svolti dagli organismi o di Comune o di Regione. Al momento non è previsto altro. A lavorare saranno gli uffici degli enti interessati. Di esterni nessuno».</p>
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		<title>Enzo Ruggiero “Beni comuni, Napoli modello per Bersani”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 19:08:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) «LEGGO che Bersani parla di &#8220;Italia bene comune&#8221;. E solo una coincidenza?». Enzo Ruggiero, segretario cittadino di Italia dei valori, legge l&#8217;intervista a &#8220;Repubblica&#8221; di ieri del numero uno nazionale del Pd, e scopre che ormai è Bersani a rubare lo slogan al sindaco Luigi de Magistris. Possibile? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong> «LEGGO che Bersani parla di &#8220;Italia bene comune&#8221;. E solo una coincidenza?». Enzo Ruggiero, segretario cittadino di Italia dei valori, legge l&#8217;intervista a &#8220;Repubblica&#8221; di ieri del numero uno nazionale del Pd, e scopre che ormai è Bersani a rubare lo slogan al sindaco Luigi de Magistris. Possibile? Proprio in un momento in cui le spine abbondano sulla rosa del sindaco?<br />
<div id="attachment_2240" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/enzo_ruggiero.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/enzo_ruggiero-300x223.jpg" alt="" title="enzo_ruggiero" width="300" height="223" class="size-medium wp-image-2240" /></a><p class="wp-caption-text">Enzo Ruggiero</p></div><br />
«Quanto accade a Napoli ha una valenza nazionale, persino oltre il pensiero, l&#8217;opera e gli obiettivi di de Magistris. In Italia abbiamo il rigore del risanamento (senza il quale comunque ci sarebbe il tracollo), ma anche la valanga sociale che si è espressa nei 25 milioni di voti al referendum sull&#8217;acqua, che risponde così anche alla crisi finanziaria e a quella dei partiti».<br />
De Magistris la corteggia, la lusinga. «In effetti chi può cavalcarla meglio di lui? Ma Bersani ci fa capire che i &#8220;beni comuni&#8221; non sono l&#8217;utopia di un sindaco vanesio, bensì un dato sociale che de Magistris ha colto più di altri, anche fra gli elettori di Pd, Sel e quant&#8217;altri, al di là dei loro gruppi dirigenti».<br />
È dunque l&#8217;ora del rimpasto?<br />
«I tempi li detta il sindaco. Quello che conta è riflettere dopo un annodi governo sulla capacità di associare grandi forze a quelle che l&#8217;hanno sempre sostenuto».<br />
Però le ultime battute fra lui e iI Pd non sono state rose e fiori. E nelle amministrative di primavera la lista civica può dar fastidio ai partiti tradizionali.<br />
«Io non so ancora a quale disarticolazione si potrà andare incontro. So però che, se da un lato ci saranno Passera, Montezemolo, Terzo polo e avanzi del Pdl, allora l&#8217;alternativa non può che guardare a Napoli, e Bersani se n&#8217;è accorto».<br />
Chissà se anche Enrico Letta.<br />
«Che infatti non era entusiasta del referendum su una legge peraltro proposta dal centrosinistra».<br />
Eppure il governo in città sta avendo qualche difficoltà.<br />
«Ci sono modi diversi di vedere le cose. Coppa America, ad esempio. Anch&#8217;io nutro l&#8217;idea di portare la tappa del 2013 a Porto Fiorito, ma questo non significa che l&#8217;evento è sbagliato. Invece il segretario del Pd Enzo Amendola porta come esempio la Taranta di Melpignano. Il segretario della Cisl Lina Lucci invece accusa il sindaco di pensare alla Coppa e non ai porti. Che c&#8217;entra? Mica le due cose sono in contraddizione».<br />
Il Forum delle culture è ancora più in difficoltà.<br />
«Si sono ridotti i tempi, ma bisognerà vedere i contenuti. Però qui de Magistris ha mostrato una capacità inattesa. Chi l&#8217;avrebbe mai detto che sarebbe riuscito a farsi aiutare da Caldoro o addirittura da Cesaro? È un insegnamento, per tutti: si vuol dare un contributo o fare sempre il tifo per il fallimento?»<br />
Tutto tranquillo per il sindaco?<br />
«La capacità di restare in quella prospettiva nazionale dipende anche dal saper fare a meno delle suggestioni più &#8220;filosofiche&#8221; che pure fanno capolino nella sua giunta».<br />
Un esempio di filosofia?<br />
«La cosiddetta democrazia del popolo. Se è un modo per rafforzare la democrazia di prossimità e completare la riforma delle Municipalità, bene. Se invece diventa una sorta di democrazia alternativa a quella che in Costituzione è affidata a partiti e organizzazioni sociali, allora si fa forte il rischio di infilarsi in un vicolo cieco». </p>
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		<title>Nino D’Angelo «Testi spazzatura è la rivoluzione negativa del web»</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:52:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[neomelodici]]></category>
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		<description><![CDATA[(di giu.cri. da il Mattino) «La canzone di malavita? Ma per favore, non confondiamola con certi testi improvvisati che circolano oggi. Quelle &#8220;di malavita&#8221; no, erano tutta un&#8217;altra cosa. Le cantavano i grandi chansonnier francesi, e poi Milva, da Ornella Vanoni, Gabriella Ferri, fino a Mario Merola». Nino D&#8217;Angelo non ci sta. Da Roma, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di giu.cri. da il Mattino)</strong> «La canzone di malavita? Ma per favore, non confondiamola con certi testi improvvisati che circolano oggi. Quelle &#8220;di malavita&#8221; no, erano tutta un&#8217;altra cosa. Le cantavano i grandi chansonnier francesi, e poi Milva, da Ornella Vanoni, Gabriella Ferri, fino a Mario Merola». Nino D&#8217;Angelo non ci sta. Da Roma, dove si trova per ragioni di lavoro, Nino D&#8217;Angelo non può non esordire ricordando quello che è stato uno dei suoi maestri: Mario Merola. «Ma erano altre canzoni, quelle&#8230;», ripete. Intanto una nuova inchiesta dell&#8217;antimafia napoletana punta i riflettori su quell&#8217;ambiente abbastanza magmatico che è il mondo dei neomelodici.<br />
<a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/nino-d-angelo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/nino-d-angelo-300x297.jpg" alt="" title="nino-d-angelo" width="300" height="297" class="aligncenter size-medium wp-image-2235" /></a><br />
Che cosa ne pensa?<br />
«Lo dico chiaramente: per me questi qui che finiscono al centro dell&#8217;attenzione giudiziaria non sono neomelodici. E non mi piace l&#8217;equazione “neomelodico uguale camorrista, o fiancheggiatore della camorra&#8221;»<br />
Ma chi sono allora i neomelodici veramente?<br />
«Cantanti, io almeno li considero così, che scrivono il testo di una canzone pop pensata in napoletano».<br />
E come mai si è persa, la cosiddetta «canzone di malavita»?<br />
«Gli anni d&#8217;oro furono gli anni &#8217;70. Era un genere che piaceva, e che prendeva la gente. Non inneggiava mai al &#8220;sistema&#8221;: semmai parlava di ambienti e situazioni border-line, di prostitute e di galera. Ma era ben altra cosa. Ecco, la definirei la canzone dei &#8220;senza legge&#8221;, che di per sè non significa assolutamente la melodia della camorra».<br />
E poi che è accaduto? Perché siamo arrivati a forme così estreme e plateali di canzoni a sostegno di boss e criminali?<br />
«Molte cose sono cambiate. Innanzitutto oggi per cantare il testo su una base musicale non servono più i mezzi che si utilizzavano prima. E nell&#8217;era di Internet ci sono strumenti di diffusione di massa come Youtube, che veicolano immagini, note e quant&#8217;altro».<br />
Tutta colpa di Internet, allora?<br />
«La cosa che mi preoccupa di più e che non so quanto diffuso sia effettivamente il fenomeno di cui parliamo».<br />
Ma lei con chi sta?<br />
«Io non prendo mai le distanze dai neomelodici, da quelli veri e autentici, intendo. Anzi, sto con i neomelodici».<br />
Non sarà, anche, che molte case discografiche sono finite nelle mani sbagliate?<br />
«Oggi le case discografiche non esistono più. Oggi ci si autoproduce, si comprano spazi sulle tv locali». </p>
<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-22350"></div></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Napolionline-LaCittaVistaDaDentro/~4/fWrgR9HBCwQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ravveduto: non è più sottocultura, ormai quei «valori» piacciono</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:39:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[neomelodici]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno) Quando nel 2006 l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giuliano Amato, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione «Napoli sicura», aprì un fronte contro i neomelodici perché le loro canzoni «celebravano i camorristi», ci fu una sollevazione popolare. Si gridò alla censura, all&#8217;indistinta colpevolizzazione di una categoria. Sono passati sei anni e per la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno) Quando nel 2006 l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giuliano Amato, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione «Napoli sicura», aprì un fronte contro i neomelodici perché le loro canzoni «celebravano i camorristi», ci fu una sollevazione popolare. Si gridò alla censura, all&#8217;indistinta colpevolizzazione di una categoria. Sono passati sei anni e per la prima volta un pm chiede l&#8217;arresto di un neomelodico per il contenuto di una canzone.<br />
<a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/marcello_ravveduto.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/marcello_ravveduto.jpg" alt="" title="marcello_ravveduto" width="200" height="200" class="aligncenter size-full wp-image-2232" /></a><br />
Non c&#8217;è dubbio che il confine tra libertà di espressione e istigazione alla criminalità in questo caso sia sottilissimo. Altresì è indubbio che Ercolano sia il teatro di questo connubio tra musica e clan. Nel 2008 fu chiusa una radio attraverso la quale i boss mandavano messaggi agli affiliati. Il punto è un altro. La canzone incriminata s&#8217;intitola «&#8217;O capoclan», ma potremmo citarne molte altre: «&#8217;O killer», «&#8217;A società», «Il mio amico camorrista». O addirittura «Cumme se fa». Nel video c&#8217;è un&#8217;esecuzione camorrista con tanto di colpo di grazia alla nuca. L&#8217;indagato di ieri è Nello Liberti, ma Gianni Vezzosi su Youtube ha più di 166 mila contatti per aver raccontato la vita «fredda» di un killer di camorra. Tra i commenti c&#8217;è chi scrive: «Da denunciare ai magistrati». Gino Ferrante parla della «società», Lisa Castaldi dell&#8217;amico camorrista che è «&#8217;o meglio che ce sta». La lunga lista di titoli è opera di Marcello Ravveduto, storico che si è occupato e ha scritto del rapporto tra cantanti e camorristi. «Il fatto che sia scattata l&#8217;indagine per quella canzone in particolare — spiega Ravveduto — è perché &#8216;O capo-clan ha avuto più fortuna, più pubblicità. Ma, pur dovendo difendere sempre la libertà d&#8217;espressione, non c&#8217;è dubbio che vi sia un aspetto apologetico. Si prendono pezzi di realtà, stereotipi anche, ma li si mitizza. In quella canzone il boss è Dio, ha diritto di vita e di morte sugli altri». Ma una canzone può suggestionare? «Certo. Il problema di tutta questa storia è che di solito si tratta di canzoni orgogliose, nui simme &#8216;e malamente e siamo nati per questo, c&#8217;è un orgoglio camorrista. E siamo di fronte a un fenomeno enorme ad una marea. Si usa il divismo locale per veicolare altri messaggi. Il problema non è il cantante, ma il messaggio». E qual è la differenza con Mario Merola di Guapparia che però era amato anche da ambienti borghesi? «Il guappo è guappo sempre, non può essere iervolinianamente buono — continua —, ma Merola era espressione di una cultura pontiera tra fasce basse e alte. La sceneggiata si concludeva sempre nel rispetto della cultura borghese, il guappo quando faceva una cattiva azione, si consegnava allo Stato. Oggi i neomelodici dicono che la legge dello Stato non esiste». Qual è la chiave di lettura? «Conquistare il benessere nella marginalità è la suggestione. La differenza con Scarface e film come il Camorrista non c&#8217;è. Ma in quel caso non c&#8217;entrano gli autori: Tornatore o Al Pacino non hanno responsabilità. Sono stati interpretati in quel modo, sono diventati simboli loro malgrado. Mentre nel caso dei neomelodici sono veicoli, se non alcune volte anche affiliati. Il corto circuito nasce perché nessuno ha mai ascoltato la voce dei marginali. E questo significa che anche nella marginalità si crea cultura e bisogna stare attenti. La neomelodia è uno stile di vita ormai». La riprova che le canzoni possano fare molti danni proprio perché cultura, non sottocultura, la si ha parlando anche con Luisa Bossa, che è stata sindaco di Ercolano anticamorra e ora è deputato democratico, ma soprattutto ha insegnato per anni nelle scuole. La prof Bossa all&#8217;epoca aveva escogitato un sistema: «Facevo fare l&#8217;analisi testuale delle canzoni neomelodiche per tentare di scardinare quei messaggi. Il più delle volte la classe si divideva in due: da una parte quelli che ridevano, dall&#8217;altra quelli che dicevano, questa è la realtà. La verità è che nonostante il grandissimo lavoro della Procura e delle forze dell&#8217;ordine, come si fa a rompere un sistema di valori, un&#8217;epidemia culturale? Non si riesce a capire neanche se sul piano legislativo si possa fare qualcosa senza che poi si trasformi in censura». Torniamo al punto di partenza. Il gruppo di Trashopolis, creatura di un massmediologo napoletano Ciro Ascione, scrive: «La canzone di Nello Liberti &#8216;O capo-clan descrive la mentalità di alcune persone che riconoscono nel capoclan un mito e una guida morale. Questa canzone è già stata rimossa da Youtube per le proteste di alcuni utenti. Vogliamo forse impedire a un cittadino di esporre la propria opinione, calpestando l&#8217;articolo 21 della Costituzione? E poi, siamo davvero sicuri che Liberti condivida il contenuto della canzone? Esistono migliaia di canzoni a tema malavitoso nelle quali l&#8217;autore interpreta un personaggio dal quale prende le distanze. Milva ha cantato per anni le canzoni della Mala Milanese. Adriano Celentano, in &#8220;Una storia come queste&#8221;, fa la parte di un assassino che ha ucciso la moglie. John Lennon cantava &#8220;La felicità è una pistola calda&#8221;. Johnny Cash, in &#8220;Folsom Prison Blues&#8221;, esordiva con &#8220;Ho ucciso un uomo a Reno / Solo per guardarlo morire&#8221;. Significa che Milva, Celentano, Lennon e Cash sono dei criminali? Per non parlare dei contenuti di certi testi di Eminem, che poi se ne va a cantare a Sanremo con la benedizione di Raffaella Carrà. Vogliamo dire che Marlon Brando e Al Pacino sono mafiosi perché hanno recitato nel &#8220;Padrino&#8221;? Perché tutto quest&#8217;accanimento su un cantante neomelodico, che tra l&#8217;altro lavora come marittimo facendosi il mazzo così sulle navi, e che se fosse un camorrista di sicuro non avrebbe bisogno di lavorare?». </p>
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		<title>Il pm: «Neomelodico da arrestare La sua canzone inneggia ai boss»</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:22:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno) Un inno alla camorra e ai suoi metodi, inclusa l&#8217;uccisione dei traditori. Un elogio alla figura del capoclan, che «non sbaglia» e «se ha commesso errori è stato per necessità». «&#8217;o capoclan», brano neomelodico del 2004 del quale molto si è scritto in questi anni, è al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno)</strong> Un inno alla camorra e ai suoi metodi, inclusa l&#8217;uccisione dei traditori. Un elogio alla figura del capoclan, che «non sbaglia» e «se ha commesso errori è stato per necessità». «&#8217;o capoclan», brano neomelodico del 2004 del quale molto si è scritto in questi anni, è al centro di un&#8217;ordinanza di custodia cautelare notificata ieri dai carabinieri a 41 esponenti dei clan di Ercolano, i gruppi rivali dei Birra — Iacomino e degli Ascione — Papale.<br />
<a href="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/o_capoclan.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/wp-content/uploads/2012/02/o_capoclan.jpg" alt="" title="o_capoclan" width="360" height="288" class="aligncenter size-full wp-image-2229" /></a><br />
Per la Procura, infatti, il cantante Anello Imperato, in arte Nello Liberti, gli autori della canzone e le persone che hanno recitato nel video dovevano essere arrestati per istigazione a delinquere, reato per il quale sono comunque indagati. Il gip Luigi Giordano, invece, pur esprimendo un giudizio durissimo sul testo del brano (integralmente riportato nella misura) e riconoscendo che costituisce un&#8217;apologia del clan camorristico Birra, non ha accolto la richiesta dei pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, ritenendo insufficiente la concretezza dell&#8217;istigazione a delinquere. Canzone e video, scrive Giordano, sono «un&#8217;opera che esprime un radicale sovvertimento dei valori e della realtà dei fatti in un territorio che vede tuttora aperte le terribili ferite inferte dalle cosche camorristiche. Due le regole di fondo divulgate: da un lato l&#8217;omertà e il silenzio, dall&#8217;altro la punizione implacabile dei nemici e dei traditori». Tuttavia, secondo il giudice, «canzone e video non raggiungono il grado sufficiente per ritenere che istighino al compimento dei delitti di natura camorristica. Il brano si risolve in una sorta di apologia del gruppo camorristico, assolutamente riprovevole e biasimevole per gli interpreti e gli autori. Le parole certamente mirano a suscitare sentimenti di appartenenza e orgoglio per il gruppo che sa farsi rispettare, in cui sono radicati valori di lealtà e fedeltà criminali e che può godere di una guida determinata e sicura. Nel contempo il testo sottolinea quanto siano tragiche ed inevitabili le rappresaglie in caso di tradimento. Ciò nonostante —conclude il gip — ritiene il giudicante che non integri il grado di sufficiente concretezza dell&#8217;istigazione». La Procura si prepara a fare ricorso. Il capoclan a cui inneggia Nello Liberti è stato identificato dagli investigatori in Vincenzo Oliviero, noto come «papà buono», esponente di primo piano del gruppo Birra morto in carcere nel 2007; alcuni suoi familiari e affiliati alla cosca interpretano se stessi nel video. Per anni Oliviero ha gestito Radio Ercolano, un&#8217;emittente abusiva che trasmetteva soprattutto canzoni neomelodiche e che in questo modo, come è stato riconosciuto anche nel processo, comunicava con gli affiliati. Tra i destinatari dell&#8217;ordinanza figurano molte donne, che dopo l&#8217;arresto di mariti, fratelli, padri e figli si erano sostituite a loro. Diversi i provvedimenti notificati a persone già detenute; quelle ancora in libertà sono state condotte in caserma e poi in carcere sotto la neve. L&#8217;operazione, dei carabinieri della compagnia di Torre del Greco, è stata coordinata dal capitano Pierluigi Buonomo. Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo ha sottolineato l&#8217;importanza del «fenomeno Ercolano», dove moltissimi commercianti e imprenditori hanno denunciato i taglieggiatori consentendo alle forze dell&#8217;ordine di sgominare quattro clan: «E la primavera della legalità», ha detto. I processi, ha affermato ancora Cantelmo, stanno proseguendo in tempi rapidi e il clima in città è completamente cambiato rispetto a pochi anni fa. </p>
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