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sostenibile</category><category>Autorizzazione integrata ambientale</category><category>Rassegna stampa</category><category>Politiche ambientali</category><category>Testo Unico Ambientale</category><category>Corte Europea dei Diritti dell'Uomo</category><category>InFormazione ambientale</category><category>Formazione ambientale</category><category>Bioedilizia</category><category>Inquinamento acustico</category><category>Traffico illecito di rifiuti</category><category>Partecipazione popolare</category><category>Bonifiche</category><category>Libri</category><category>Cuneo</category><category>Risparmio energetico</category><category>Sistri</category><category>OGM</category><category>Burden Sharing</category><category>Collaborazioni</category><category>Tutela delle acque</category><category>Pillole di Giurisprudenza</category><category>Sottoprodotto</category><category>Dossier</category><category>Inquinamento atmosferico</category><category>Raccolta differenziata</category><category>Disastro ambientale</category><category>Sophie</category><category>Amianto-Eternit</category><category>Tecnologie</category><category>Materie prime</category><category>Discariche</category><category>P.I.L.</category><category>Segnalazioni editoriali</category><category>Riutilizzo</category><category>Recupero</category><category>Spesa alla spina</category><category>Consumatore</category><category>Parole</category><category>Bandi</category><category>Piccoli gesti quotidiani</category><category>Biomasse</category><category>Globalizzazione</category><category>Mobility manager</category><category>Responsabilità d'impresa D.Lgs 231/01</category><category>Bonifiche: responsabilità</category><category>Comunicazione</category><category>Effetto serra</category><category>Deposito temporaneo</category><category>Fonti rinnovabili</category><category>Guardie Ecologiche Volontarie</category><category>Segnalazione-certificata-inizio-attivita</category><category>Emergenza rifiuti in Campania</category><category>Ambiente</category><category>Smart Cities</category><category>Riciclaggio</category><category>Nozione di scarico</category><category>Linee guida rinnovabili</category><category>VIA-VAS-AIA</category><category>Vocabolario ambientale</category><category>biogas</category><category>Report</category><category>Energia</category><category>Autorizzazione unica</category><category>Appunti di viaggio</category><category>Dicono di noi</category><category>Agricoltura</category><category>Energia eolica</category><category>J'accuse</category><category>Conto Energia</category><category>Innovazione</category><category>Sponsored post</category><category>Valutazione d'impatto ambientale</category><category>Bilancio ecologico</category><category>Giuristi Ambientali</category><category>Danno ambientale</category><category>Nucleare</category><category>Art. 674 c.p.</category><category>Paesaggio</category><category>Consulenza ambientale</category><category>Esperienze locali</category><category>Urbanistica</category><category>Incenerimento</category><category>Chimica</category><category>Concorrenza e Mercato</category><category>Natura allo specchio</category><category>Bioplastiche</category><category>Agenda XXI</category><category>Impronta ecologia</category><category>Pubblicità</category><category>Eventi</category><category>Buone notizie</category><category>Angolo personale</category><category>Lavoro verde</category><category>Imballaggi</category><category>Parere ambientale</category><category>Prezzi</category><category>Turismo sostenibile</category><category>CDR</category><category>Fotovoltaico</category><category>Valutazione d'impatto strategica</category><category>Piemonte</category><category>Denuncia-inizio-attivita</category><category>Tutela degli animali</category><category>Consumo critico</category><category>Rifiuti</category><category>giurista ambientale</category><category>Parchi</category><category>Solare Termico</category><category>Diritto ambientale</category><title>Natura Giuridica - L'EcoBlogico di InFormazione, comunicazione e diritto ambientale</title><description /><link>http://naturagiuridica.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>617</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/NaturaGiuridica" /><feedburner:info uri="naturagiuridica" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:emailServiceId>NaturaGiuridica</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-692942201770596744</guid><pubDate>Thu, 24 May 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-24T11:07:33.973+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Giuristi Ambientali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Mobility manager</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Lavoro verde</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giurista ambientale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione</category><title>Le professioni ambientali o green jobs si affermano sempre di più</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I nomi con i quali vengono oggi indicate &lt;b&gt;figure professionali che, a vario titolo, si possono occupare di tematiche ambientali&lt;/b&gt;, sono ormai moltissimi, e questo disorienta sia chi ricerca tali figure per proprio conto, sia coloro che conducono la ricerca per imprese e clienti terzi, come le agenzie di lavoro.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I motivi sono presto detti: le competenze dei vari&amp;nbsp;"green experts" si stanno formando ora, in tempo reale, sulla base delle necessità all'interno di organizzazioni ed imprese, e molti &amp;nbsp;sono i professionisti che, in tempi di crisi, si buttano nella mischia dei &lt;b&gt;green jobs&lt;/b&gt; attaccando il prefisso "eco" alle loro qualifiche: ed è così che spuntano come funghi eco-ingegneri, eco-avvocati, eco-architetti e quant'altro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In questo mare magnum si rischia di perdere l'orientamento: non esistono al momento dei percorsi formativi istituzionalizzati per tali diverse figure professionali e non potrebbero certo esistere perché derivano da un'esigenza troppo recente per essere incanalata in percorsi determinati. Oggi dunque è soltanto il possesso di una formazione ulteriore e specialistica, come per esempio un master post lauream, che può costituire un titolo reale per vantare una specializzazione in campo ambientale.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In altri termini, per scegliere il proprio consulente ambientale (che sia un profilo giuridico, piuttosto che tecnico, o di altro tipo), è quanto mai necessario leggere attentamente i curricula dei candidati: le esperienze professionali pregresse e, soprattutto, la partecipazione a corsi di formazione, master specialistici e la redazione di articoli scientifici nelle diverse materie ambientali (dall'energia, ai rifiuti, alle acque, all'edilizia) sono in grado di indicare il possesso di una reale competenza.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In tempi di crisi, sembra proprio che le &lt;b&gt;professioni ambientali&lt;/b&gt; abbiano inoltre "connotati anticiclici", anche per una domanda che ha tratto linfa vitale dagli incentivi alle rinnovabili di questi ultimi anni. Per cui, in antitesi con quanto accade per altri settori, vengono avvantaggiati i più giovani rispetto ai professionisti con attività più consolidate, perché il percorso di arricchimento formativo risale per forza di cose a tempi più recenti. Inoltre, la difficoltà di reperire figure in linea con le proprie esigenze, dovrebbe - teoricamente - aumentare il potere contrattuale dei green experts, ma qui ci avventuriamo in considerazioni difficilmente verificabili.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Comunque, l'improvvisa espansione del corpus normativo connesso con l'energia, la schizofrenia con cui viene periodicamente aggiornato o stravolto, e la parallela velocità dell'innovazione tecnologica, rendono di fatto questo settore più nelle corde di figure giovani.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Fra le figure professionali sulle quali l'attenzione delle imprese è al momento più concentrata vi sono: l'&lt;a href="http://www.naturagiuridica.com/presentazione-chi-sono.php" target="_blank"&gt;eco-avvocato o giurista ambientale&lt;/a&gt;, l'energy manager, che si occupa di tutto ciò che concerne il risparmio energetico in azienda&amp;nbsp;vista la crescente esigenza di abbattere i costi fissi. e l'environmental manager&lt;b&gt;,&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;colui che supervisiona al rispetto delle normative ambientali all'interno delle organizzazioni. Sembrerebbe un doppione dell'energy manager. Ma non lo è. Perché si preoccupa anche della formazione continua dello staff. Questa figura, che unisce competenze tecnico-giuridiche, è quanto mai importante in vista del progressivo inasprimento delle sanzioni per le imprese deficitarie in materia di prevenzione dei rischi nei processi produttivi, sicurezza sul lavoro e &lt;a href="http://www.naturagiuridica.com/consulenza-231-e-reati-ambientali.html" target="_blank"&gt;responsabilità d'impresa&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non dimentichiamo poi il mobility manager, figura chiave all'interno delle città per la gestione delle arterie del traffico, nell'ottica di uno snellimento del traffico stesso, cui consegue un risparmio in termini di emissioni inquinanti, di tempi per gli spostamenti, per non parlare dei benefici in termini di produttività del lavoro e qualità della vita!&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nell'immediato futuro inoltre saranno quanto mai preziose le competenze degli esperti di reti energetiche, in vista della progressiva integrazione e modernizzazione delle reti energetiche del Paese, processo imprescindibile affinché la quantità crescente di energia da fonte rinnovabile immessa in rete sia realmente fruibile da tutti così come, per lunghi decenni, lo è stata quella prodotta dalle fonti fossili.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-692942201770596744?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ryjb1-1idNKNzwI7480XCNTj5JM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ryjb1-1idNKNzwI7480XCNTj5JM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ryjb1-1idNKNzwI7480XCNTj5JM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ryjb1-1idNKNzwI7480XCNTj5JM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/cDrEB6Cp1pM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/cDrEB6Cp1pM/esperti-in-tema-ambientale-professioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/esperti-in-tema-ambientale-professioni.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-5940477856620435890</guid><pubDate>Mon, 21 May 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-22T15:42:40.347+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Comunicazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dicono di noi</category><title>A Cuneo la presentazione del libro di Andrea Quaranta</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uFSzkGmdHUk/T7NslnJWEsI/AAAAAAAAAc8/IOvD4LLU_B4/s1600/presentazione+libro.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-uFSzkGmdHUk/T7NslnJWEsI/AAAAAAAAAc8/IOvD4LLU_B4/s320/presentazione+libro.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mercoledì 23 maggio alle 17.30 a Cuneo, presso la libreria Ippogrifo presente in C. so Nizza 1, &lt;b&gt;Andrea Quaranta presenterà il suo libro&lt;/b&gt; &lt;i&gt;La consulenza giuridica nelle fonti rinnovabili -&amp;nbsp;Guida teorico-pratica agli incentivi giuridici, economici e fiscali&lt;/i&gt;&amp;nbsp;recentemente edito da Dario Flaccovio Editore - Palermo. Ingresso libero.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'evento rientra nell'ambito della manifestazione nazionale "Il maggio dei Libri" 2012 e costituisce un'occasione per conoscere, da una fonte competente ed esperta, il mondo delle energie rinnovabili e soprattutto dei sistemi di incentivazione vigenti in Italia.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Un'opportunità dunque rivolta non solo ai professionisti del settore ed ai soggetti imprenditoriali coinvolti a vario titolo nella filiera energetica, ma anche ai cittadini che vogliano avvicinarsi a questa importante tematica e desiderino comprendere quali sono le informazioni che è necessario conoscere per scegliere la soluzione energetica più confacente alle proprie esigenze.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Infine, la presentazione è rivolta a tutti coloro che stanno pensando di intraprendere un percorso formativo e/o professionale nel campo delle fonti energetiche rinnovabili e dei green jobs e vogliano avere informazioni per orientare le proprie scelte in questo senso.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La caratteristica principale di questa guida alle fonti energetiche rinnovabili è quella di essere strutturata secondo un approccio teorico - pratico che, se da un lato presenta con un linguaggio chiaro ma rigoroso le principali questioni legate all'evoluzione della normativa energetica italiana, cercando di dar conto dei motivi per cui oggi si presenta per quella che è, dall'altro tenta di rispondere alle principali domande che quotidianamente sorgono in capo ai soggetti professionali e giuridici operanti nella filiera energetica.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ecco perché il libro contiene,&amp;nbsp;oltre alla disamina accurata degli incentivi economici, fiscali e giuridici attualmente in vigore nel nostro Paese,&amp;nbsp;una descrizione approfondita del riparto di competenze in materia energetica fra lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali. &amp;nbsp;A tutto ciò viene affiancata una sezione dedicata alle principali pronunce giurisprudenziali in materia energetica, che per certi versi hanno fatto chiarezza sui punti oscuri della normativa italiana fungendo da pungolo al Legislatore per adeguare le norme in materia di diritto dell'energia alle numerose evoluzioni tecnologiche ed alle dinamiche di un mercato economico dalle grandi opportunità, che si sta sviluppando proprio sotto i nostri occhi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al link seguente tutti gli appuntamenti della Dario Flaccovio Editore per il Maggio dei Libri 2012:&amp;nbsp;http://magazine.darioflaccovio.it/2012/05/04/il-maggio-dei-libri-2012-gli-appuntamenti-dario-flaccovio-editore/&lt;br /&gt;
Luogo della presentazione: &amp;nbsp;Libreria L'ippogrifo Di Paolo Robaldo E C. Sas
C. Nizza, 1 - 12100 Cuneo

Tel.: 0171605742.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-5940477856620435890?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ooJeDb26Fhj_Fq4SxSNLgZ_-aMw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ooJeDb26Fhj_Fq4SxSNLgZ_-aMw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ooJeDb26Fhj_Fq4SxSNLgZ_-aMw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ooJeDb26Fhj_Fq4SxSNLgZ_-aMw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/STJVSos3DDg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/STJVSos3DDg/presentazione-cuneo-libro-andrea.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-uFSzkGmdHUk/T7NslnJWEsI/AAAAAAAAAc8/IOvD4LLU_B4/s72-c/presentazione+libro.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/presentazione-cuneo-libro-andrea.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-3527276053282888060</guid><pubDate>Thu, 17 May 2012 08:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-17T10:44:18.626+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sponsored post</category><title>Biobab: il parquet tutto legno e natura</title><description>&lt;div style="display:none"&gt;&lt;img src="http://stat.ebuzzing.com/stats/23224_5561_660629_12322_9818_1.jpg" border="0" style="width:0px;height:0px"  /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center; "&gt;
 &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; "&gt;
 &lt;img alt="Biobab il parquet tutto legno e natura" src="http://www.ebuzzingvideo2.com/it/img_it/brief/LogoBiobab.jpg" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; margin-left: 3px; margin-right: 3px; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; float: left; width: 140px; height: 102px; " /&gt;Si dice che ogni bimbo sia diverso: ci sono quelli nati tranquilli, che capiscono subito quando &amp;egrave; l&amp;#39;ora di dormire - e di lasciar dormire i loro genitori - quelli che invece sono instancabili, quelli che si addormentano solo al suono della ultima hit di Shakira (visto con i miei occhi), eppure tutti i bimbi sono uguali quando cominciano a gattonare: e via con manine e ginocchia a esplorare i pavimenti di casa: e allora, via i tappeti e spazio alla voglia di muoversi! E alla sera, quando lui o lei sono soddisfatti dopo aver spazzato con quelle manine tutto il pavimento di&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/23224_5561_660629_12322_9818_82359/www.biobab.trentino.it" target="_blank"&gt;parquet&lt;/a&gt;, vengono a farvi una carezza con quella manina nel frattempo diventata nera, oppure decidono con nochalance di infilarsela in bocca...&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; "&gt;
 Spero di non avervi spaventato con le mie rivelazioni, ma se state per diventare genitori e siete alle prese con l&amp;#39;allestimento della cameretta del vostro bimbo, o avete comprato casa e state ristrutturando i pavimenti, sappiate che esiste un parquet, il&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/23224_5561_660629_12322_9818_82359/www.biobab.trentino.it" target="_blank"&gt;Biobab&lt;/a&gt;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/23224_5561_660629_12322_9818_82359/www.biobab.trentino.it" target="_blank"&gt;Maccani pavimenti&lt;/a&gt;, che &amp;egrave; il primo parquet veramente attento alla salute dell&amp;rsquo;uomo e dell&amp;rsquo;ecosistema: questo grazie ad una finitura superficiale RESINIUM&amp;reg;, esclusiva, completamente agro-artigianale ed ecologica, a base di resine vegetali ed olio essenziale di lavanda coltivata in Italia. La lavanda &amp;egrave; gi&amp;agrave; nota per le sue propriet&amp;agrave; terapeutiche, antibatteriche ed antisettiche, e le resine vegetali hanno una notevole durevolezza. RESINIUM&amp;reg; non contiene n&amp;eacute; prodotti di sintesi n&amp;eacute; di derivazione petrolifera, &amp;egrave; completamente vegetale ma &amp;egrave; molto &lt;u&gt;resistente alle macchie ed al passaggio&lt;/u&gt;, pur lasciando traspirare il legno. Inoltre grazie alle sue proprieta astatiche &lt;u&gt;&amp;egrave; molto igienica e facile da pulire&lt;/u&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; "&gt;
 &lt;img alt="Maccani Pavimenti Divisione Natura" src="http://www.ebuzzingvideo2.com/it/img_it/brief/LogoDivisioneNatura.jpg" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; margin-left: 3px; margin-right: 3px; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; float: right; width: 195px; height: 93px; " /&gt;Un prodotto concepito dunque per non far del male all&amp;#39;ambiente, diventare un amico fidato per il vostro bimbo che gattona e per chi ha il compito di pulirlo!&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/23224_5561_660629_12322_9818_82359/www.biobab.trentino.it" target="_blank"&gt;Maccani paviment&lt;/a&gt;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/23224_5561_660629_12322_9818_82359/www.biobab.trentino.it" target="_blank"&gt;i&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; una ditta tutta italiana nata nel 1946 e subito affermatasi nel settore delle pavimentazioni calde in legno, laminato, linoleum e resilienti. Attenta alle nuove esigenze espresse dai sempre pi&amp;ugrave; numerosi consumatori sensibili alle problematiche legate alla tutela dell&amp;#39;ecosistema, nel 2011 la Maccani ha inaugurato la &amp;quot;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/23224_5561_660629_12322_9818_82359/www.biobab.trentino.it" target="_blank"&gt;Divisione Natura&lt;/a&gt;&amp;quot;, specializzata appunto&amp;nbsp;nella produzione e commercializzazione di pavimentazioni completamente naturali, ecocompatibili e sostenibili.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; "&gt;
 Capofila di questi prodotto &amp;egrave; certamente &lt;strong&gt;Biobab il parquet tutto legno e natura&lt;/strong&gt;. Maccani ha anche pensato alla manutenzione del suo parquet, disponibile in tre essenze - rovere, olmo e larice - e nel sito web recentemente allestito,&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" href="http://www.biobab.trentino.it/"&gt;biobab.trentino.it&lt;/a&gt;, &amp;egrave; possibile approfondire tutte le caratteristiche del prodotto come appunto la manutenzione che esso richiede: &amp;egrave; possibile per esempio pulirlo usando la scopa elettrica e il cattura polvere; inoltre esiste un prodotto specifico per lavarlo, il BIOBAB SOAP, sapone creato appositamente per i Biobab e fornito all&amp;#39;acquisto. Oltre a rimuovere lo sporco lasciando un gradevole profumo, l&amp;#39;utilizzo di tale sapone render&amp;agrave; Biobab sempre pi&amp;ugrave; resistente e fisiologicamente antibatterico.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;
 E, come se non bastasse, sul &lt;a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/user/maccanipavimenti "&gt;canale Youtube di Maccani Pavimenti&lt;/a&gt; sono presenti dei video nei quali la Sig.ra Sara Maccani in persona mostra come sia possibile rimuovere le macchie dal &lt;strong&gt;parquet &amp;nbsp;Biobab&lt;/strong&gt;. Per rimanere in tema, vi propongo un video dove vi viene mostrato come rimuovere un&amp;#39;ostica macchia di latte zuccherato...&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="247" src="http://www.youtube.com/embed/sxoR10XfroU" width="440"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SnB6fSBlH_85McfgtSGVgO70GcE/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SnB6fSBlH_85McfgtSGVgO70GcE/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SnB6fSBlH_85McfgtSGVgO70GcE/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SnB6fSBlH_85McfgtSGVgO70GcE/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/P9ahMBSNfio" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/P9ahMBSNfio/biobab-il-parquet-tutto-legno-e-natura.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/sxoR10XfroU/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/biobab-il-parquet-tutto-legno-e-natura.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-5060551318673612990</guid><pubDate>Thu, 17 May 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-17T09:13:24.114+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Conto Energia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fotovoltaico</category><title>Il Quinto Conto Energia è slittato</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'attesa Conferenza delle Regioni, che avrebbe dovuto esprimersi sugli schemi governativi di riforma ai regimi incentivanti contenuti nel Quarto Conto Energia, si è conclusa con un nulla di fatto. Le Regioni hanno infatti deciso &lt;i&gt;ufficialmente&lt;/i&gt; di rinviare l'esame dei decreti, nella speranza di una revisione del provvedimento da parte del Governo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il motivo principale per cui l'entrata in vigore del &lt;b&gt;Quinto Conto Energia&lt;/b&gt;, data come imminente, è di fatto slittata, non si sa bene a quando. Tutti coloro che hanno sospeso l'&lt;i&gt;iter&lt;/i&gt; di investimenti e realizzazioni di &lt;i&gt;business plan &lt;/i&gt;di impianti fotovoltaici hanno di fatto perso quasi due mese, perché è da prima di Pasqua 2012 che circola la voce di una revisione imminente del sistema incentivante.&lt;br /&gt;
Le Regioni hanno deciso di rinviare l’esame dei decreti e potrebbero arrivare anche ad impuntarsi qualora l'esecutivo non fosse disposto ad accogliere le modifiche proposte.&lt;br /&gt;
Ufficialmente le Regioni hanno annunciato che rimanderanno temporaneamente il parere, ma non è escluso che le Regioni siano pronte anche a non dare alcun parere finché il Governo non mostri di voler accogliere almeno alcune delle loro proposte, bloccando così di fatto l'&lt;i&gt;iter&lt;/i&gt; dei due decreti.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
«I nostri enti sono convinti - ha dichiarato Massimo Giordano, assessore allo Sviluppo economico e all'energia della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Ambiente ed energia della Conferenza delle regioni - che la strada migliore sia quella avviare una mediazione che porti a una posizione che sia il più possibile condivisa tra gli enti locali. La materia assume un'importanza basilare, non solo alla luce della produzione di energia da fonti rinnovabili e del conseguimento degli obiettivi europei di riduzione dei fattori di dipendenza dai combustibili fossili, ma anche rispetto alle tematiche ambientali. Da qui la necessità di un attento esame delle proposte del Governo e del raggiungimento di una scelta condivisa sugli incentivi per le energie rinnovabili e su una marcata sburocratizzazione del meccanismo di accesso al registro degli impianti».&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo l'ultima ipotesi di mediazione emersa in Commissione, le Regioni potrebbero a maggioranza esprimere un parere positivo sul decreto dell'esecutivo qualora fosse accolta la proposta di incrementare il tetto annuale per il sostegno al solare da 500 milioni di euro a 1 miliardo di euro. Gli enti locali vogliono anche escludere dal Registro gli impianti con potenza inferiore a 20 kW, nonché quelli pubblici di qualsiasi potenza e tutte le installazioni con caratteristiche innovative.&lt;br /&gt;
«Abbiamo anche ribadito - conclude Giordano - la necessità di reintrodurre le premialità per le azioni consistenti nell'eliminazione dell'amianto dai tetti e nella riqualificazione ambientale della produzione energetica degli edifici, privilegiando l'uso di tecnologie e materiali prodotti nell'Unione Europea».&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Molte delle proposte delle Regioni in relazione a &lt;b&gt;come dovrebbe essere il&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Quinto Conto Energia&lt;/b&gt; appaiono ragionevoli: da una parte infatti l'iscrizione al registro per impianti di piccola taglia (ad oggi, non superiori ai 12 kW) sembra essere in antitesi rispetto alla volontà, espressa dal Ministro Clini, di favorire decisamente gli impianti energetici domestici, destinati in larga parte all'auto-consumo. Ebbene, gravare l'&lt;i&gt;iter&lt;/i&gt; procedurale dell'iscrizione al registro, con tutto quel che ne consegue, non sembra tanto una semplificazione.&lt;br /&gt;
Anche la condivisione, da parte delle Regioni, dell'esigenza espressa all'unisono dagli operatori di settore di abbandonare &lt;i&gt;tout court &lt;/i&gt;il sistema dei registri e dei limiti annui allo sviluppo delle diverse tecnologie, sostituendoli con un meccanismo di riduzione della tariffa che si autoregoli in funzione del volume di installazioni appare condivisibile. La pubblicazione periodica di &lt;i&gt;report &lt;/i&gt;ufficiali sui volumi di potenza installata &amp;nbsp;potrebbe essere ben sufficiente per decidere, nell'ambito di un assetto di regole certe, in relazione a investimenti e impianti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il Governo, come ha fatto capire il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, potrebbe alla fine concedere qualcosa: nel testo finale dovrebbe essere inserita una forma di premialità per il Made in Europe, che però sarebbe destinata soltanto agli impianti sopra i 100 kW di potenza, elemento che ha già scatenato la reazione negativa dei rappresentanti dell'industria solare nazionale. L'Esecutivo potrebbe inoltre innalzare il limite per l'iscrizione al Registro a 50 kW, mentre il cap di spesa annuale potrebbe essere aumentato di 100 milioni di euro.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Gerardo Montanino, direttore della Divisione operativa del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) intervenuto a Solarexpo ha comunicato che il tetto di spesa fissato dal Decreto Romani del 2011 potrebbe essere raggiunto &lt;u&gt;tra la metà di agosto e la metà di novembre con ritardi fino al mese di dicembre.&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
La partita si gioca tutta &amp;nbsp;intorno al raggiungimento del tetto di spesa di 6 miliardi. Secondo la bozza attuale del quinto conto energia, il nuovo regime incentivante, infatti, entrerebbe in vigore un mese dopo il superamento di quella soglia.&lt;br /&gt;
Difficilmente in effetti si sarebbe potuto stabilire una data precisa per la fine del quarto conto, decisione che sarebbe stata contestata per motivi legali; l'unico modo per sostituirlo con il quinto era aggrapparsi a quel tetto di spesa indicativo di ‘6-7 miliardi’, cui fa riferimento il decreto del conto energia uscente.&lt;br /&gt;
Ad oggi il “contatore solare” del GSE segna una cifra intorno ai 5,6 miliardi di euro annuali, ma come ha evidenziato dagli analisti dell’Italian PV Summit e spiegato ieri da Montanino “la crescita della spesa sta rallentando e in alcuni casi a certi grandi impianti vengono riconosciuti incentivi minori di quelli richiesti”.&lt;br /&gt;
A frenare l’aumento sono, da un lato i ritardi che gli operatori incontrano nel rispettare i tempi di completamento degli impianti, dall’altro la difficoltà di accesso ai finanziamenti delle banche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-5060551318673612990?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/18tIXr1P-SGdIUxfH-nrJy24pfU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/18tIXr1P-SGdIUxfH-nrJy24pfU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/18tIXr1P-SGdIUxfH-nrJy24pfU/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/18tIXr1P-SGdIUxfH-nrJy24pfU/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/OTYLMmB6zMY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/OTYLMmB6zMY/quinto-conto-energia-e-slittato.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/quinto-conto-energia-e-slittato.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-1397521114519823358</guid><pubDate>Mon, 14 May 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-14T08:08:09.347+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natura allo specchio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cuneo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Buone notizie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Raccolta differenziata</category><title>Tentativi di sostenibilità: l'ecotessera di Alba</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Una delle tasse più odiose agli occhi dei contribuenti italiani è senz'altro la TARSU, la tassa sui rifiuti. Moltissimi cittadini si lamentano del fatto che l'importo annuale sia calcolato sulla base dei metri quadri della propria abitazione, e non sulla base dei volumi di spazzatura effettivamente prodotti.&lt;br /&gt;
Per passare alla tariffa, e calcolare l'importo dovuto sulla base del volume dei rifiuti effettivamente prodotti, occorrerebbe dotare di dispositivi elettronici, come i microchip, i cassonetti della spazzatura, che dovrebbero "riconoscere" ciascun utente che conferisce rifiuti attraverso la lettura di una scheda elettronica, e registrare i quantitativi consegnati. Una spesa ingentissima, se si pensa al numero di cassonetti presente in una grande città.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Eppure, è possibile vedere premiati i cittadini virtuosi nella gestione dei loro rifiuti grazie ad iniziative come quella del &lt;b&gt;Comune di Alba in provincia di Cuneo&amp;nbsp;&lt;/b&gt;che, grazie&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;ad una&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;semplice tessera a punti,&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;premia&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;chi si impegna seriamente nella raccolta differenziata.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Di che cosa si tratta?&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Ad oltre 1000 famiglie è stata&amp;nbsp;distribuita&amp;nbsp;un'&lt;b&gt;eco-tessera&lt;/b&gt; a punti con lo scopo di incentivare il conferimento di rifiuti differenziati presso la locale isola ecologica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non è la prima volta che ha luogo un'iniziativa del genere. Quest'anno, fra i premi, vi sono carnet di biglietti per i mezzi pubblici, ingressi per gli spettacoli teatrali, e per la piscina comunale, buoni pasto mensa e per i parcheggi blu, forniture di sacchi per i rifiuti, per la differenziata e scorte di carta riciclata. Si tratta di premi per un ammontare di circa 20.000 euro: non è poco se si pensa alle difficoltà economiche &amp;nbsp;in cui versano le amministrazioni comunali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Tuttavia, ogni anno molte Amministrazioni sono costrette a spendere migliaia e migliaia di euro per bonificare piccole e grandi aree che per qualche strano motivo vengono adibite a discariche a cielo aperto. Spesso, tali discariche improvvisate si trovano lungo le strade appena fuori dal centro abitato, dove è più facile fermarsi velocemente - e furtivamente - con l'automobile per compiere la propria "missione", o peggio nel bel mezzo di dirupi e macchie di vegetazione, che hanno il vantaggio di essere semi - nascosti, e che purtroppo sono anche più difficili da bonificare.&lt;br /&gt;
Ma torniamo ad Alba: nonostante la crisi e la recessione, l'iniziativa è stata comunque rinnovata perché capace di incentivare la &lt;b&gt;raccolta differenziata&lt;/b&gt; ed il raggiungimento delle percentuali - obiettivo prefissate.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'eco-tessera è unica per singola famiglia residente e viene emessa a nome dell'intestatario della bolletta dei rifiuti. Sulla tessera viene apposto un timbro ogni volta che si conferiscono presso l'isola ecologica quantitativi significativi di materiali vari come plastica e carta, lattine, metalli, vetri, ramaglie, scarti di legno, piccoli ingombranti e altro ancora.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Quando la tessera risulta completata, il premio prescelto può essere prenotato e può essere ritirata una seconda eco-tessera. Il tutto viene gestito dall'Ufficio Ambiente del Comune di Alba. Il recapito telefonico è 0173/292337.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Si tratta anche di un'occasione per imparare quali sono i materiali e i piccoli ingombranti che si possono conferire all'isola ecologica. La varietà e i volumi consentiti cambiano da area ad area. In genere, ogni isola ecologica funziona in determinati giorni e orari, proprio perché essa viene gestita da personale apposito, che aiuta i cittadini a conferire i diversi materiali nel contenitore giusto e vigila affinché l'isola non venga utilizzata impropriamente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-1397521114519823358?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/80ybtrVPTQqwzes4GEaEbKV-3aY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/80ybtrVPTQqwzes4GEaEbKV-3aY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/80ybtrVPTQqwzes4GEaEbKV-3aY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/80ybtrVPTQqwzes4GEaEbKV-3aY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/ldg435NXTW4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/ldg435NXTW4/alba-ecotessera-raccolta-differenziata.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/alba-ecotessera-raccolta-differenziata.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-4122793356979284860</guid><pubDate>Thu, 10 May 2012 12:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-10T14:57:07.865+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Comunicazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dicono di noi</category><title>Ho vinto l'Enel Blogger Award: un commento a freddo sul mondo dei blog e della comunicazione digitale</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-vB9yE6080_Y/T6owZMOudjI/AAAAAAAAAcM/1jPqrGW1YuY/s1600/Immagine+034.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-vB9yE6080_Y/T6owZMOudjI/AAAAAAAAAcM/1jPqrGW1YuY/s320/Immagine+034.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Foto con gli altri vincitori&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
E così, finalmente, il 7 maggio scorso ho partecipato alla premiazione per il &lt;b&gt;concorso Enel Blogger Award 2012&lt;/b&gt;, che oltre a premiare &lt;b&gt;naturagiuridica.blogspot.it come migliore blog di ambiente&lt;/b&gt;, ha premiato altri 3 blogger - Luca Rosati con il suo http://www.rosatiluca.it/ per l'attualità, Francesca Nuzzaco con il suo http://www.vivereamadrid.it/ per il lifestyle e Andrea Mazzalai con il suo http://icebergfinanza.finanza.com/ per la categoria finanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'evento si è svolto a Villa Lazzaroni, un immobile di Enel sito a Roma in zona Tor di Quinto, e in contemporanea in diretta sulla web radio della Rai WR8 e su twitter (occorre seguire "enelsharing" e cercare i tweet che hanno l'hashtag - vuol dire raccolti sotto la categoria - "EnelBA12").&lt;br /&gt;
Inoltre, vari comunicati, che hanno accompagnato l'iter del concorso, sono presenti su uno dei siti corporate di Enel a questo indirizzo:&amp;nbsp;http://enelsharing.enel.com/tag/enel-blogger-award/&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Durante la premiazione ho potuto conoscere più da vicino gli altri blogger vincitori, e scambiare qualche impressione su vari punti: dalle motivazioni che ci hanno spinto ad aprire un blog, passando alle ragioni per cui continuiamo e continueremo a "postare", all'importanza che il nostro blog ha assunto nelle nostre vite professionali, fino ad arrischiarci a anche a fare qualche considerazione sul futuro che la rete riserverà ai blog.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tKNzKkbIenk/T6owpHrJzaI/AAAAAAAAAcU/FT8_yuebDmI/s1600/Immagine+027.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="197" src="http://2.bp.blogspot.com/-tKNzKkbIenk/T6owpHrJzaI/AAAAAAAAAcU/FT8_yuebDmI/s320/Immagine+027.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Presentazione del blog NG&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
L'evento è stato animato da&amp;nbsp;Raffaele Cirullo, responsabile New Media di Enel e Marco Zamperini, creatore del blog funkyprofessor ed esperto del web 2.0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le idee e gli spunti che sono emersi, e che più mi hanno colpito, sono innanzi tutto il fatto che il fenomeno dei blog ha un'importanza crescente - il fenomeno Beppe Grillo, partito da un blog, dovrebbe farci riflettere in questo senso - ma è davvero molto difficile coglierne le varie sfaccettature e trovare delle tendenze univoche: si tratta di una galassia variegata di stili, persone e contenuti, difficilmente imbrigliabile in qualche definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso i blogger hanno una certa conoscenza della "concorrenza" all'interno del proprio settore o argomento, ma ignorano le regole, le tendenze ed in ultima analisi ciò che accade nel complesso mondo di blog "altri" che popola la rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cogliere e sapere descrivere un "fenomeno blog" che prescinda dall'argomento dei blog stessi è a mio parere quasi impossibile: un blog di turismo, di attualità o di informatica seguono tendenze, etiche, e regole assolutamente diverse tra loro. Non parliamo poi dei blog "tecnico-giuridici", rarità assoluta rispetto al settore professionale della consulenza giuridica.&lt;br /&gt;
Inoltre, spesso i blog nascono come diari personali, vere e proprie appendici delle persone reali che varcano la rete; poi alcuni si evolvono in blog professionali (d'altro canto, la professione è una delle dimensioni più preponderanti del nostro essere), e molti diventano espressione di un'organizzazione di persone: un movimento politico, una redazione, un'agenzia web.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'altra impressione che ho avuto è che si voglia cercare di studiare il fenomeno dei blog proprio perché ci si è finalmente accorti della loro imprevedibile potenza nell'influenzare la vita politica e sociale nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
Insomma, che piacciano oppure no, è venuto il momento di conoscerli e cominciare a confrontarsi con i loro autori.&lt;br /&gt;
Certo, i blog da soli non bastano, e occorre integrarli con gli altri mezzi che la tecnologia ci offre: e, in particolare, con i social network, per creare un &lt;a href="http://pennesinelmondo.blogspot.it/2012/05/mix-digitale-vittoria-enel-blog.html" target="_blank"&gt;giusto mix di strumenti di comunicazione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Avere un blog fantastico e super seguito ignorando totalmente le potenzialità di Twitter, di FB o delle applicazioni per mobile o per tablet può alla lunga rivelarsi un ostacolo per raggiungere i propri obiettivi (l'affermazione professionale, la diffusione di una campagna pubblicitaria piuttosto che di un programma politico).&lt;br /&gt;
Ma anche esser fan sfegatati dei 140 caratteri di un tweet, o passare tutto il tempo che si ha a disposizione per postare solo sulla propria bacheca di FB alla lunga può rivelarsi controproducente: meglio tenere gli occhi aperti, non dare niente per scontato, e cercare di utilizzare e conoscere tutti i mezzi digitali, anche quelli che ci stanno più "antipatici".&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-4122793356979284860?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cDNM9hmA22Z1T3NKDSnfT7bH7tc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cDNM9hmA22Z1T3NKDSnfT7bH7tc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cDNM9hmA22Z1T3NKDSnfT7bH7tc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cDNM9hmA22Z1T3NKDSnfT7bH7tc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/3YKVRVg8P_c" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/3YKVRVg8P_c/ho-vinto-enel-blogger-award-commento.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-vB9yE6080_Y/T6owZMOudjI/AAAAAAAAAcM/1jPqrGW1YuY/s72-c/Immagine+034.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/ho-vinto-enel-blogger-award-commento.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-7668401018641204648</guid><pubDate>Mon, 07 May 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-07T12:35:23.868+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Emergenza rifiuti in Campania</category><title>Emergenza rifiuti in Campania: cronaca di una partita a carte fra Governo, Regione, Sindaco e, soprattutto, UE</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il fatto: il Ministro Clini vorrebbe che Napoli ospitasse un secondo inceneritore, oltre a quello di Acerra, mentre il sindaco De Magistris si oppone. Sull'&lt;b&gt;emergenza rifiuti in Campania&lt;/b&gt;, la solita italica &lt;b&gt;partita a carte con tre giocatori: Governo, Regione stretta tra due fuochi, e Comune&lt;/b&gt;, che potrebbe procedere con il solito stillicidio di quotidiane scaramucce, se non fosse che l’Unione Europea ha ammonito duramente l'Italia e Napoli per un problema, quello della gestione dei rifiuti, che ormai si trascina irrisolto da molto, troppo tempo. Se l'emergenza non verrà risolta dalle Istituzioni nazionali e locali entro giugno, ci saranno per l'Italia conseguenze negative sul fronte economico: una multa giornaliera salatissima, da pagare.&lt;br /&gt;
Ma che cosa è successo?&lt;br /&gt;
La Corte di Strasburgo, con la sentenza del 10 gennaio 2012 (caso Di Sarno e altri c. Italia, n. 30765/08), ha dichiarato, a maggioranza, che l'Italia ha violato l'art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo con esclusione dell'obbligo delle autorità italiane di fornire informazioni sui rischi potenziali corsi dai ricorrenti nonché art. 13 (diritto ad un ricorso effettivo). Il caso riguardava lo &lt;i&gt;stato di emergenza&lt;/i&gt; - &lt;i&gt;dall'11 febbraio 1994 al 31 dicembre 2009&lt;/i&gt; - in relazione alla raccolta dei rifiuti, trattamento e smaltimento nella regione Campania, dove i ricorrenti hanno vissuto e/o lavorato, ivi compreso un periodo di cinque mesi durante il quale l'immondizia si era accumulata per le strade cittadine.
C’era da attenderselo. Nonostante i richiami più volte operati dalle Istituzioni europee al nostro Stato per risolvere la questione dei rifiuti nel territorio della Regione Campania, il problema, ormai radicatosi da anni, si era progressivamente ingigantito, conducendo, da un lato, la Corte di Giustizia ad infliggere &lt;i&gt;reiteratamente&lt;/i&gt; condanne nei confronti del nostro Paese per non aver risolto il problema e, dall’altro, il legislatore nazionale ad emanare una legislazione emergenziale con cui erano state introdotte, a far data dal 2008, anche sanzioni penali di maggiore afflittività (punite come delitti e non come contravvenzioni) per cercare di fronteggiare il fenomeno.&lt;br /&gt;
L’Italia è sempre stata perciò nell’occhio del ciclone per la mancata gestione della &lt;b&gt;crisi dei rifiuti in Campania&lt;/b&gt;. L'endemica tendenza all'emanazione di "provvedimenti tampone", aventi efficacia limitata nel tempo, la cui adozione era imposta da situazioni locali insostenibili, è riuscita in parte a fronteggiare soltanto situazioni di emergenza senza incidere su situazioni di crisi socio-economico-ambientali nel settore dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi.&lt;br /&gt;
Si erano, infatti, susseguite una indefinita serie di decreti e di ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri con cui dichiarava lo stato di emergenza in relazione all'aggravamento dello stato di crisi nell'attività di smaltimento dei rifiuti da parte dei comuni sull'intero territorio della regione Campania, soprattutto in materia di bonifica dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati, di tutela delle acque superficiali e di dissesto idrogeologico del sottosuolo.&lt;br /&gt;
Per cercare di garantire un più efficace coordinamento si era anche provveduto alla nomina di numerosi “commissari straordinari” chiamati a gestire l’emergenza, dotati di superpoteri.&lt;br /&gt;
Lo stato di crisi cronica della &lt;b&gt;gestione dei rifiuti nella Regione Campania&lt;/b&gt; aveva determinato la competente Commissione UE ad avviare un &lt;i&gt;procedimento di infrazione contro l'Italia&lt;/i&gt;. La Commissione, in particolare inviava nel giugno 2007 una &lt;i&gt;lettera di costituzione in mora&lt;/i&gt; con cui chiedeva l'invio di osservazioni entro un mese, stante l'urgenza e la gravità della situazione. Si riteneva che l'Italia fosse venuta meno agli obblighi della direttiva 2006/12/CE sui rifiuti in particolare per i seguenti punti: 1) mancanza di una rete di impianti di smaltimento idonea ad assicurare un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute umana; 2) gravi lacune nella raccolta dei rifiuti comunali e nella lotta allo smaltimento illegale; 3) accumulo di immondizie abbandonate per strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La Commissione riteneva, inoltre, che non solo l'Italia dovesse risolvere in tempi rapidi l'attuale crisi, ma dovesse anche creare le premesse per una raccolta e uno smaltimento compatibile con i principi fondamentali della normativa dell'UE, soprattutto allo scopo di proteggere la salute umana e tutelare l'ambiente.

Nel testo della lettera si faceva infatti riferimento allo studio condotto dall'OMS che confermava il rischio elevato di mortalità e malformazioni congenite presente nelle province di Napoli e Caserta.&lt;br /&gt;
All'esito della procedura, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con la sentenza C-297/08 del 4 marzo 2010, aveva condannato la Repubblica Italiana, ai sensi dell'art. 226 CE, per la violazione degli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4 e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai rifiuti, non avendo adottato, per la regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti fossero recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare, non avendo creato una rete adeguata e integrata di impianti di smaltimento.&lt;br /&gt;
Con il D.L. 23 maggio 2008, n. 90, recante Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile (in G.U. n. 120 del 23 maggio 2008) convertito nella Legge 14 luglio 2008, n. 123, erano state, nel frattempo, introdotte numerose misure emergenziali, usando anche la mano pesante con gli autori dei reati in materia di rifiuti.&lt;br /&gt;
Nel 2009 veniva emanato il D.P.C.M. 18 dicembre 2009 "Proroga dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della regione Campania" (G.U. n. 303 del 31 dicembre 2009) ed il D.L. 30 dicembre 2009, n. 195 "Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile" (G.U. n. 302 del 30 dicembre 2009), prorogandosi di un altro anno, fino al 31 dicembre 2010, lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti urbani in Campania, operata dal D.P.C.M. 18 dicembre 2009.&lt;br /&gt;
L’emergenza era proseguita nell’anno 2011. Era stato prorogato al 31 dicembre 2011 il regime straordinario di gestione dei rifiuti nella regione Campania con il D.P.C.M. 25/3/2011 (G.U. 31/3/2011, n. 74).

Non meno importante la Legge 24/01/2011, n. 1 (G.U. 24/01/2011, n. 18), di conversione del D.L. 26 novembre 2010, n. 196, recante disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti.&lt;br /&gt;
Fino all'ultimo atto: secondo la sentenza della Corte citata a inizio articolo, apparirebbe chiaro come nella gestione dello stato di emergenza rifiuti vi sia stata una violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dell’articolo 8 della Convenzione relativa all’obbligo delle autorità italiane a fornire informazioni sui potenziali rischi innescati dalla particolare situazione e dal periodo di cinque mesi in cui i rifiuti venivano ammucchiati nelle strade.&lt;br /&gt;
In attesa di un dettagliato piano per la gestione dei rifiuti entro il 15 gennaio 2012, la Commissione europea aveva detto che avrebbe notificato una multa di venti milioni di euro più una sanzione quotidiana (di € 500.000) per ogni giorno di ritardo. Se, inoltre, non ci fossero state risposte su termovalorizzatore e discariche, l'Italia sarebbe stata nuovamente portata davanti alla Corte di Giustizia. Il commissario all'Ambiente a Bruxelles, Janez Potocnik, ha parlato di «vergogna che va avanti da anni» sottolineando che «non ci sono scuse» per i ritardi che sta accumulando la Campania soprattutto per ottenere risultati congrui sulla raccolta differenziata.&lt;br /&gt;
Il ministro Clini ha reagito appellandosi agli enti locali campani affinché si mettessero d'accordo sul paradosso nel frattempo determinatosi: da una parte il sindaco taglia dal piano rifiuti l'inceneritore de quibus &amp;nbsp;- in virtù di un accordo con il governo - puntando sulla differenziata e, soprattutto, sullo smaltimento dei rifiuti napoletani all'estero, mentre &amp;nbsp;la Regione sostiene che, finché qualcuno non darà valore legislativo all’accordo che ha tagliato l’inceneritore, Palazzo Santa Lucia va avanti in direzione contraria, proprio perché quella resta l’unica programmazione da offrire a Bruxelles.&amp;nbsp;Tant'è, il commissario Alberto Carotenuto, nel &amp;nbsp;frattempo ha prodotto un nuovo bando per quell’impianto, poiché, dalla regione si sostiene: «Nell’accordo sottoscritto il 3 dicembre in prefettura - scrivono gli uffici di Stefano Caldoro - le istituzioni hanno convenuto sulla necessità di riesaminare l'accordo del 2008, relativo all'impianto di Napoli Est, e sulla possibilità di valutare ipotesi alternative connesse al miglior funzionamento del ciclo dei rifiuti. Compito delle istituzioni è il rispetto delle leggi, e predisporre e seguire gli atti amministrativi conseguenti. E' quello che il commissario per l'impianto, nominato dal presidente della giunta regionale sulla base delle vigenti disposizioni, sta svolgendo con rigore e responsabilità».&amp;nbsp;In sostanza, a inizio anno non si trova l'accordo su come risolvere l'emergenza rifiuti, e di conseguenza su cosa scrivere nel piano da presentare all'U.E.&lt;br /&gt;
Così, per risolvere finalmente il problema e per evitare la maxi multa da 516 mila euro al giorno, il 25 gennaio scorso a Bruxelles il ministro Clini ha incontrato il commissario europeo Janez Potocnik per &amp;nbsp;illustrare i provvedimenti già applicati e quelli a breve termine per evitare di ritrovarsi i cumuli di immondizia nelle strade, e gli interventi strutturali che dovranno impedire nuove emergenze.&amp;nbsp;L'Italia e la Commissione Ue lavoreranno insieme a livello tecnico per dare una risposta conclusiva alla crisi in Campania entro giugno: questo l'impegno assunto il 25 gennaio a Bruxelles dal commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik e dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini.&lt;br /&gt;
«È una lotta contro il tempo», ha dichiarato Potocnik, parlando di «tempo non illimitato». La Ue «non sospende alcuna procedura», ha precisato, ma tiene conto di «certi passi che sono stati presi» dalle autorità nazionali e locali. La Commissione Ue si è detta pronta a scongelare progressivamente i fondi di coesione all'Italia congelati nel quadro della procedura per i rifiuti della Campania, «sotto condizioni», ha poi aggiunto Potocnik dopo l'incontro con Clini.&lt;br /&gt;
I fondi di coesione che saranno scongelati da Bruxelles dovranno essere finalizzati a «sostenere il riciclaggio, le nuove tecnologie di gestione dei rifiuti e un aumento dell'efficienza della raccolta», ha ribattuto Clini.&lt;br /&gt;
La lettera italiana, che ha risposto uno per uno a tutti i rilievi mossi dalla commissione Ue, prevede sia il trasferimento fuori regione (e fuori Italia, a cominciare dalle navi per l'Olanda), come soluzione provvisoria, sia il potenziamento della raccolta differenziata e l'ampliamento della capacità delle discariche, come rimedio strutturale.&lt;br /&gt;
Base di partenza è il Piano regionale approvato dal consiglio e inviato in allegato al documento approntato dal Dipartimento delle politiche comunitarie. Nel Piano si parla di riduzione della produzione e di differenziata al 65% — in media — a fine 2012, insieme con un sistema di impianti. In realtà, alla Commissione non interessa quali e quanti impianti andremo a realizzare, ma in sostanza preme che siano sufficienti a smaltire in Campania i rifiuti che si producono nella regione. Quindi, in questa sede e in questa fase, è possibile non entrare nel merito del contrasto sull'impianto di Napoli Est. Un'altra parte di rifiuti potrà continuare ad andare fuori regione, ma in Italia, «fino all'ampliamento» di alcuni siti «per ovviare alla insufficiente capacità di discarica». La capacità delle discariche per il 2012, si spiega nella missiva indirizzata alla commissione Ue, è di circa 700 mila tonnellate (anche se attualmente i cinque siti arrivano a 232 mila). Dal 2013 viene previsto un incremento fino a un milione. Ma già ora, si spiega nella lettera, in Campania sono «ormai superate le condizioni di emergenza verificatesi nel 2008».&lt;br /&gt;
Ne riparleremo a giugno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
h&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;ttp://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/12/23/news/lite_sull_inceneritore_l_avvertimento_di_clini-27081284/&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-22/clini-entro-anno-revisione-182732.shtml?uuid=AasnCiNE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.ipsoa.it/News/Sicurezza%20e%20Ambiente/italia_condannata_dalla_corte_di_strasburgo_per_incapacita_nella_gestione_della_crisi_dei_rifiuti_in_campania_id1064920_art.aspx&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.loccidentale.it/node/114142&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/25-gennaio-2012/rifiuti-clini-bruxelles-evitarela-maxi-multa-campania-1903003430757.shtml&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.lettera43.it/attualita/37608/rifiuti-l-ue-l-italia-non-ha-applicato-la-sentenza.htm&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-7668401018641204648?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PacBCwvCmlS0f_wp4aHiMhmlu_k/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PacBCwvCmlS0f_wp4aHiMhmlu_k/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PacBCwvCmlS0f_wp4aHiMhmlu_k/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PacBCwvCmlS0f_wp4aHiMhmlu_k/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/Uk5B7EweGBs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/Uk5B7EweGBs/rifiuti-campania-clini-de-magistris-ue.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/rifiuti-campania-clini-de-magistris-ue.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-8316347959080644745</guid><pubDate>Thu, 03 May 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-03T10:08:16.072+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">news</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dicono di noi</category><title>Andrea Quaranta alla premiazione Enel Blogger Award 2012 il 7 maggio a Roma</title><description>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vwq5XIHUq5s/T5q5wh-kogI/AAAAAAAAAa4/zTQaCLikt9Q/s1600/enel+blogger+award+vittoria.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="190" src="http://3.bp.blogspot.com/-vwq5XIHUq5s/T5q5wh-kogI/AAAAAAAAAa4/zTQaCLikt9Q/s400/enel+blogger+award+vittoria.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Enel Blogger Award 2012 - Classifica finale.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;Lunedì 7 maggio 2012 Andrea Quaranta parteciperà a Roma alla cerimonia di premiazione Enel Blogger Award 2012 &lt;/b&gt;come vincitore per la categoria blog di ambiente.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L’evento, non aperto al pubblico, si svolgerà nel pomeriggio del 7 maggio, e prevede l’intervento di Raffaele Cirullo, Responsabile New Media Enel, blogger anche lui con cirullo.it, e di Marco Zamperini, creatore del blog funkyprofessor ed esperto di web 2.0.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nell'ambito dell'evento, Andrea Quaranta riceverà il premio messo in palio (un Ipad) e conoscerà finalmente di persona gli altri vincitori del concorso indetto da Enel: per la categoria lifestyle Franscesca Nuzzato, per la finanza Andrea Mazzalai e per l'attualità Luca Rosati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il blog naturagiuridica.blogspot.com è uno strumento fondamentale per l'attività di consulenza ambientale di Andrea Quaranta - il cui motto è "dai diritto all'ambiente": dai alle risorse ambientali il diritto di essere difese (e diffuse), utilizzate e regolate da norme chiare e semplici.&amp;nbsp;In modo sostenibile: o megli, all'insegna delle molteplici sostenibilità (ambientale, energetica, economica, finanziaria, giuridica, ma soprattutto sociale e culturale...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-8316347959080644745?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zDuGTpTzvqcsxrRLPw8DpogsfJw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zDuGTpTzvqcsxrRLPw8DpogsfJw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zDuGTpTzvqcsxrRLPw8DpogsfJw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zDuGTpTzvqcsxrRLPw8DpogsfJw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/67sRGSWwS_I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/67sRGSWwS_I/premiazione-enel-blogger-award-2012-7.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-vwq5XIHUq5s/T5q5wh-kogI/AAAAAAAAAa4/zTQaCLikt9Q/s72-c/enel+blogger+award+vittoria.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/05/premiazione-enel-blogger-award-2012-7.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-735999579476316293</guid><pubDate>Mon, 30 Apr 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-30T15:44:08.082+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">news</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bandi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Smart Cities</category><title>I bandi smart-cities in Italia</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_2051908576"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-BTkBXtvibxo/T5UncTeT6WI/AAAAAAAAAaQ/ecU5Fz11p1M/s320/smart+city+model.jpg" width="239" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.smart-cities.eu/model.html" rel="nofollow" target="_blank"&gt;Smart City Model&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Un territorio può essere definito “smart” quando concentra i suoi sforzi di sviluppo nel capitale umano e sociale, nei trasporti e nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), nella gestione oculata delle risorse naturali e nella promozione di una governance partecipativa.&lt;br /&gt;
Il modello &lt;b&gt;smart city&lt;/b&gt; prevede la valorizzazione di comunità medie e piccole, al fine di dare una risposta ed un'alternativa concreta alla progressiva perdita di qualità di vita che si sta verificando nelle metropoli.&lt;br /&gt;
Si tratta di una risposta alle principali problematiche connesse con la globalizzazione, che oggi più che mai sembra eliminare opportunità di sviluppo più che aumentarle, e sembra perdere di vista la centralità dell'essere umano e del cittadino.&lt;br /&gt;
A lato, una sintesi dei parametri in base ai quali una city, una comunità, può essere considerata smart, che in questo caso non sta tanto per "elegante", quanto per "semplificata", "intelligente".&lt;br /&gt;
In parole povere si tratta di un modello di intelligenza territoriale che, partendo da un'analisi dei punti di forza e di debolezza riferiti ai parametri evidenziati in tabella cerca, attraverso una serie di strategie, all'interno delle quali rientrano bandi e finanziamenti, di superare gli eventuali punti critici e di migliorare, in ultima analisi, la qualità della vita di una città.&lt;br /&gt;
Il Governo Italiano ha già pubblicato un primo &lt;a href="http://www.ponrec.it/bandi/smartcities.aspx" rel="nofollow" target="_blank"&gt;bando Smart Cities&lt;/a&gt; in scadenza il 30 aprile, ma altri sono previsti nel corso di tutta l'estate.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Possono presentare proposte le imprese, i centri di ricerca, i consorzi, i parchi scientifici e tecnologici con sedi operative nelle regioni beneficiarie o che si impegnino a crearne una, in caso di approvazione del progetto.&lt;br /&gt;
Il bando entra nel dettaglio delle azioni che rendono intelligente una città. Gli ambiti di interesse restano ambiente, economia, governance, mobilità, persone, qualità della vita. Un segmento del programma sulle smart cities è riservato ai progetti di innovazione sociale, per i quali è appostata una somma di 40 milioni di euro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo ha dichiarato che "oltre 2 mld di euro saranno dedicati al perimetro delle comunità intelligenti", fondi che saranno complessivamente "banditi entro il mese di giugno. Questi fondi sono la nostra risposta all'Europa che ha apprezzato la politica messa in atto dall'Italia sull'Agenda Digitale europea ma che ha chiesto fatti concreti".&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Punto di riferimento è il programma europeo “Horizon 2020”, rispetto al quale si sottolinea l'opportunità di un miglior utilizzo delle risorse europee coinvolgendo imprese, università, enti di ricerca e amministrazioni centrali o locali, allo scopo di aumentare la competitività a livello internazionale, portare valore aggiunto sul territorio e creare nuovi mercati di prodotti e servizi innovativi.&lt;br /&gt;
Tra gli altri impegni: sviluppare un'azione integrata nella ricerca nell'ambito della &lt;b&gt;piattaforma progettuale delle Smart Cities e Communities&lt;/b&gt;, sostenere e qualificare la ricerca pubblica per l'economia della conoscenza e dell'innovazione, valorizzare forme di collaborazione tra il settore di ricerca pubblico e quello privato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Presupposto perché una città diventi intelligente è la digitalizzazione della maggior parte dei servizi, nonché il definitivo superamento del digital divide che ancora penalizza interi territori: ecco perché il progetto Smart Cities si inscrive all'interno di un programma più ampio che fa riferimento alla c.d. Agenda Digitale Italiana, e che consiste in una serie di misure concertate fra il MIUR e il Ministero dello Sviluppo Economico.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mario Calderini, consigliere del ministro Profumo, ingegnere e professore ordinario al Politecnico di Torino, è coordinatore&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;del &lt;b&gt;gruppo di lavoro sulle smart cities&lt;/b&gt;, &amp;nbsp;dichiara: "nell'ambito del tavolo sulle smart cities abbiamo lavorato a due principali obiettivi: da un lato la carta della cittadinanza digitale, una riflessione sui diritti e sulle garanzie per il cittadino che vivrà nella smart city, dall'altro la piattaforma amministrativa per realizzarle. Come hanno già detto i ministri Profumo e Passera, prima di emanare nuove leggi dobbiamo sfruttare le potenzialità di regolamenti e atti amministrativi che possono mettere in moto ciò che già è stato fatto. Questa piattaforma amministrativa, continua Calderini, è una sorta di "campo base" da cui ciascun comune italiano può partire per sviluppare il proprio progetto".&lt;br /&gt;
I risultati di questo lavoro saranno presentati entro il 15 giugno con il pacchetto Digitalia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nel frattempo Calderini ricorda che fino al 30 aprile restano aperte le candidature ai bandi pubblici su smart cities e social innovation, che servono a costruire capacità industriali e a sperimentarle nella Pubblica amministrazione. Le candidature pervenute saranno analizzate da un gruppo di valutatori indipendenti. Parallelamente, il nostro gruppo di lavoro s'impegna affinchè la Pubblica amministrazione possa attuare in modo semplice i progetti di smart cities.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Calderini fa riferimento ad alcuni esempi di città che vanno in questa direzione: "penso a Genova, Bari, Torino, Reggio Emilia. L'Italia, però, deve cercare la sua via alle smart cities. Ci sono alcune caratteristiche nazionali che andrebbero valorizzate, come il patrimonio culturale, i centri storici, senza fare una semplice replica delle esperienze straniere, che in questo momento di crisi economica sarebbe difficile".&lt;br /&gt;
Modelli europei di riferimento? "Amsterdam, Monaco di Baviera, Stoccolma, Aarhus".&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il primo bando mette sul piatto 200 milioni da destinare alle cosiddette regioni della convergenza (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia), cui vanno aggiunti altri 70 milioni da assegnare anche a Sardegna, Basilicata, Molise e Abruzzo, messi a disposizione direttamente dalle Regioni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non solo, un capitolo a parte è riservato agli under 30 per progetti di innovazione sociale: sono 40 i milioni di euro stanziati dal Governo per favorire la partecipazione dei giovani meridionali (residenti nelle regioni della convergenza) a presentare idee tecnologicamente innovative rivolte alla sostenibilità ambientale e a modelli di integrazione sociale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I settori su cui dovranno essere formulate le proposte da parte di cittadini, imprese, enti locali e università sono otto: scuola, sanità, governo, mobilità, energia, ambiente, turismo e cultura. Per ciascuno di settori dovrà essere sviluppato un progetto pilota, che se nella sua parte hard, ovvero infrastrutturale, rimarrà ovviamente nell’area di provenienza, nella sua parte soft, ovvero progettuale e tecnologica, sarà gestita a livello governativo in modo da poter essere condivisa da tutte le altre Regioni. “L’Italia - a detta del Ministro Profumo - deve superare antichi egoismi e puntare sul potere della condivisione”.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;Dopo questo primo bando, che scadrà il 30 aprile, seguirà una seconda chiamata nel mese di giugno riservata alle regioni del Centro-Nord, sul piatto 700 milioni di euro.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sull'importanza della qualità (della vita, dell0'ambiente, ...) &lt;i&gt;"&lt;a href="http://dietrolalineagialla.blogspot.it/2012/04/garelli-ambiente-cuneo-mattioli.html" target="_blank"&gt;La qualità della vita e dell'ambiente per il bene comune e le molteplici sostenibilità&lt;/a&gt;"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-735999579476316293?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O_vtsWjdJDvwte7UCqxnr30ZeBM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O_vtsWjdJDvwte7UCqxnr30ZeBM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O_vtsWjdJDvwte7UCqxnr30ZeBM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O_vtsWjdJDvwte7UCqxnr30ZeBM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/c1Ra_0BnwNQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/c1Ra_0BnwNQ/smart-cities-italia-bandi.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-BTkBXtvibxo/T5UncTeT6WI/AAAAAAAAAaQ/ecU5Fz11p1M/s72-c/smart+city+model.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/04/smart-cities-italia-bandi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-703396386665002558</guid><pubDate>Thu, 26 Apr 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-26T09:38:49.271+02:00</atom:updated><title>La soap-opera "conto-energia": anticipazioni della quinta puntata</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questi sono giorni di intensa di fibrillazione per tutto il comparto del fotovoltaico a causa dell'imminente emanazione del &lt;b&gt;Quinto Conto Energia&lt;/b&gt;. Da circa 1 mese stanno circolando delle bozze nei cui confronti i commenti sono davvero poco lusinghieri.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;In primis&lt;/i&gt;, vi è il fatto che il Quarto Conto Energia, diretto predecessore del Quinto, risale al maggio 2011, e questo rapido alternarsi di normative, che di fatto tendono ad abbassare la quantità e a ridefinire i parametri dell'incentivazione statale, è poco gradito da tutti gli operatori del settore: basti pensare che il&amp;nbsp;18 aprile scorso a Piazza Montecitorio, Roma si è svolta un manifestazione dal titolo inequivocabile: "Salviamo il futuro delle rinnovabili", con l'appoggio di ANIE e GIFI.&lt;br /&gt;
Senza troppi giri di parole, l'invito alla manifestazione parla a tutti gli effetti di "una campagna mediatica che sta mettendo in luce solo i rischi e gli impatti in bolletta di questa crescita (del fotovoltaico ndr) e non gli enormi vantaggi per il Paese, i cittadini e le aziende da una prospettiva di investimento in un modello energetico pulito, efficiente, distribuito.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Purtroppo, ora si parla di tagli radicali degli incentivi per il fotovoltaico con il &lt;b&gt;5° Conto Energia&lt;/b&gt; e di limiti e tagli per tutte le altre fonti. In particolare i tetti semestrali di spesa così limitati e il registro per ogni tipologia di impianto al di sopra dedi 12 kW, tolgono ogni certezza agli investimenti. Il mondo delle rinnovabili, le imprese nate in questi anni, gli oltre 100mila nuovi occupati, le associazioni di settore e ambientaliste scendono in piazza per contrastare questa prospettiva. Non è accettabile che decisioni di questo genere vengano prese senza un confronto trasparente e una seria analisi costi/benefici. Soprattutto, noi pensiamo che le rinnovabili debbano essere al centro del futuro energetico dell’Italia".&lt;br /&gt;
Di seguito riporto alcune considerazioni tratte da un primo commento a caldo delle &lt;b&gt;bozze attualmente circolanti del Quinto Conto Energia a cura di Andrea Quaranta&lt;/b&gt;, consulente giuridico esperto in diritto dell'energia.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Come dicevamo, "da circa un mese circolano in rete &lt;b&gt;bozze più o meno ufficiali di un’ulteriore modifica del sistema di incentivazione del fotovoltaico&lt;/b&gt; nel nostro paese, motivata dal fatto che:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi al fotovoltaico, previsto dal quarto conto energia fra i 6 e i 7 miliardi di euro, sta per essere raggiunto;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;lo stato di avanzamento complessivo, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo del 17% al 2020, è positivo, e l’Italia è (addirittura) in anticipo – nel settore elettrico – rispetto agli obiettivi fissati dal pacchetto “20-20-20”;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;non è più possibile continuare a seguire l’approccio sinora adottato per il perseguimento degli obiettivi in materia di fonti rinnovabili (soprattutto come conseguenza del fatto che i progressi tecnologici e le economie di scala hanno comportato una rapida diminuzione del costo degli impianti solari fotovoltaici), ma occorre dare impulso ai settori calore e trasporti e all’efficienza energetica, che sono modalità, in media, economicamente più efficienti".&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
La motivazione è di per sé inattaccabile, ma ciò che desta maggiore perplessità è la metodologia con la quale si opera: con il Quarto conto energia eravamo rimasti alla gradualità di 2 passaggi fondamentali: l'entrata in vigore di una tariffa onnicomprensiva sull’energia immessa nel sistema elettrico (2013) e il decalage progressivo delle tariffe incentivanti fino al 2016.&lt;br /&gt;
Ora, invece, possiamo solo supporre che tutto ciò&amp;nbsp;si applicherà, se il testo della bozza dovesse diventare definitivo, ed essere licenziato dal dicastero, a partire dalla “data in cui il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi […] raggiunge il valore di 6 miliardi di euro l’anno” (avete capito bene!)&lt;br /&gt;
E' chiaro che la mancanza di chiarezza sulle scadenze di lungo periodo ingenera confusione e incertezza che penalizzano gli investimenti.&lt;br /&gt;
Inoltre, allo stato attuale, appare poco chiaro sulla base di quali dati il Ministero sia giunto a determinare il raggiungimento dei limiti economici di tetto alle incentivazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="background-color: #fce5cd;"&gt;Per la lettura completa dell'articolo di commento si rimanda al sito web &lt;a href="http://magazine.darioflaccovio.it/2012/04/23/la-telenovela-quinto-conto-energia/" target="_blank"&gt;Magazine Flaccovio/telenovela quinto conto energia&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-703396386665002558?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/meCxnD0lAYZb32S3vNpM78Km2N0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/meCxnD0lAYZb32S3vNpM78Km2N0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/meCxnD0lAYZb32S3vNpM78Km2N0/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/meCxnD0lAYZb32S3vNpM78Km2N0/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/jCbakZZX8jI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/jCbakZZX8jI/telenovela-quinto-conto-energia.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/04/telenovela-quinto-conto-energia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-7912893120020785326</guid><pubDate>Mon, 23 Apr 2012 09:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-23T11:08:44.322+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">news</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Comunicazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RAEE</category><title>RAEEporter Social campagna 2012</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
È partita &lt;b&gt;RAEEporter Social 2012&lt;/b&gt;, terza edizione della campagna nazionale di Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) e Legambiente per la sensibilizzazione sull’importanza del corretto trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Lo scopo della campagna è di inoltrare le segnalazioni di RAEE abbandonati agli Enti competenti (il Comune o la Società di&amp;nbsp;Igiene Urbana che effettua la raccolta dei rifiuti), affinché provvedano al &lt;b&gt;recupero dei RAEE &lt;/b&gt;e al loro trasporto al Centro di Raccolta più vicino, da qui il nome della campagna, crazi di RAEE e reporter.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Da quest’anno si può partecipare attivamente anche attraverso i social network: Facebook, Twitter e YouTube.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Come funziona? I cittadini possono fotografare e segnalare i RAEE abbandonati sul sito www.raeeporter.it, realizzare e caricare contributi video e partecipare al dibattito intorno al tema RAEE, alimentando la discussione attraverso la bacheca virtuale. Inoltre, su ciascun social network è possibile interagire in maniera diretta con lo staff e prendere parte alle attività online; è possibile anche inviare le proprie segnalazioni dallo smartphone, perché sono disponibili gratuitamente, sui relativi negozi virtuali, le applicazioni dedicate per iPhone e Android.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Le segnalazioni potranno quindi essere fatte in tempo reale e attraverso numerosi canali.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il &lt;b&gt;concorso RAEEporter 2012&lt;/b&gt; premierà il RAEEporter più attivo con un viaggio-reportage di 5 giorni ad Accra in Ghana, per conoscere e documentare il fenomeno dello smaltimento incontrollato dei RAEE. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Dove seguire RAEEporter 2012:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.facebook.com/RAEEporter&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;https://twitter.com/#!/RAEEporter&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.youtube.com/raeeporter&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-7912893120020785326?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GIbvnWuDI5EAOyghhQusDoFQQ-c/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GIbvnWuDI5EAOyghhQusDoFQQ-c/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GIbvnWuDI5EAOyghhQusDoFQQ-c/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GIbvnWuDI5EAOyghhQusDoFQQ-c/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/QDF9FpmL9hE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/QDF9FpmL9hE/raeeporter-social-campagna-2012.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/04/raeeporter-social-campagna-2012.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-2100911156920828861</guid><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-08T17:37:27.550+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sponsored post</category><title>Il 5x1000 WWF: Un regalo per il nostro futuro</title><description>&lt;div style="display: none;"&gt;
&lt;img border="0" src="http://stat.ebuzzing.com/stats/44468_5452_641399_12322_9818_1.jpg" style="height: 0px; width: 0px;" /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img alt="Dona il tuo 5per 1000 al WWF e fai un regalo al nostro pianeta!" src="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/Marketing/5x1000_2012/5x1000_2012.jpg" style="border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; float: left; height: 300px; margin-bottom: 1px; margin-left: 1px; margin-right: 1px; margin-top: 1px; width: 207px;" /&gt;Ho un nipotino di 1 anno e mezzo e ogni tanto, mentre giochiamo insieme circondati da tanti animaletti di pelouche, mi chiedo se lui vedrà il nostro pianeta come lo vediamo noi oggi: quando lui sarà grande quanti panda, orsi, lupi, tartarughe, piante e pesci rari saranno ancora in vita? Quante specie animali e vegetali in meno popoleranno il suo mondo?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non credo sia una domanda scontata, perché il nostro pianeta è costretto a subire cambiamenti climatici sempre più frequenti e distruttivi e pochi sono gli strumenti per arginarne e controllarne le conseguenze. Uno fra questi è il&lt;b&gt; sostegno al WWF&lt;/b&gt; che da sempre, attraverso le sue "oasi" e le tante altre azioni preserva specie animali e vegetali dal rischio estinzione. Il &lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/44468_5452_641399_12322_9818_80963/www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;amp;root=531" rel="nofollow" target="_blank"&gt;sito del WWF&lt;/a&gt; riporta un elenco dettagliato di tutte le iniziative che ogni anno vegono messe in campo in tutto il mondo per salvaguardare il nostro pianeta: dal dialogo con le istituzioni, al turismo sostenibile al sostegno al mondo delle imprese.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Aderire alla campagna&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/44468_5452_641399_12322_9818_80963/www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;amp;root=531" rel="nofollow" target="_blank"&gt;5 x mille wwf&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;vuol dire aiutare il WWF a mandare avanti le sue Oasi, e a prendersi cura delle migliaia di animali feriti, ammalati, sequestrati negli appositi Centri di Accoglienza Animali Selvatici; significa finanziare i progetti per la salvaguardia di tante specie dal rischio estinzione e il duro lavoro in prima linee delle guardie del WWF contro il bracconaggio, gli inquinamenti e la distruzione del territorio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Per certi versi l'ambiente è come un bambino: inerme e incapace di difendersi da solo. Ecco perché il WWF e tutte le persone che ne fanno parte vanno aiutati e incoraggiati ad andare avanti anche grazie a iniziative come queste!&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E voi, che state leggendo questo articolo, che ne pensate?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Siete graniticamente convinti che iniziative come quella di &lt;b&gt;donare il 5 per mille al WWF &lt;/b&gt;rappresentino una goccia nel mare, oppure credete come me nella forza dirompente di tanti, tantissimi piccoli gesti?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Eh già, perché donare il&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/44468_5452_641399_12322_9818_80963/www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;amp;root=531" rel="nofollow" target="_blank"&gt;5 x mille al wwf&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ha un doppio significato: uno di tipo economico, dunque un aiuto concreto a chi si impegna ogni giorno per consegnare alle future generazioni un pianeta un po' più sano, e un significato altamente simbolico, un esempio di gesto responsabile che vale più di mille parole!&lt;/div&gt;
Insomma, con una semplice firma e il codice fiscale 80078430586 WWF contribuite in maniera concreta a proteggere e migliorare la vita in tutte le sue forme!&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: firebrick;"&gt;&lt;u&gt;Quali sono le modalità per donare?&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
ONLINE ORA -&amp;nbsp;con carta di credito cliccando il &lt;a href="https://www.wwf.it/client/render.aspx?root=592&amp;amp;cat=1#form" rel="nofollow"&gt;sito&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
CONTO CORRENTE POSTALE -&amp;nbsp;intestato a: WWF Italia ONLUS, Via Po 25/c 00198 Roma, conto corrente postale 323006 (specifica la causale del versamento e la data di nascita).&lt;br /&gt;
BONIFICO BANCARIO IT 20 Q 02008 05016 000110083977 Unicredit Spa TELEFONO con la carta di credito chiamando il Numero Verde 800.99.00.99&lt;br /&gt;
ASSEGNO NON TRASFERIBILE intestato a WWF Italia&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;N.B. Il 5 X 1000 al WWF non esclude la possibilità di donare l'8 X 1000 alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;Articolo sponsorizzato&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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Lo scorso 2 aprile 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il &lt;b&gt;DM 15 marzo 2012&lt;/b&gt;, sulla "definizione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili", altrimenti noto come "&lt;i&gt;burden sharing", &lt;/i&gt;cioè condivisione degli oneri.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mi è stato chiesto da una casa editrice, con la quale collaboro da dieci anni, di scrivere un commento a caldo sul decreto &lt;b&gt;burden sharing&lt;/b&gt;, che aspettavamo dalla bellezza di tre anni...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Potete leggere un abstract ("Burden sharing all'italiana") di tale articolo sul &lt;a href="http://ilquotidiano.ipsoa.it/" target="_blank"&gt;Quotidiano Ipsoa&lt;/a&gt;, e il testo completo sulla rivista Ambiente &amp;amp; Sviluppo n. 5/2012, edita dalla stessa casa editrice.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Per questa seconda versione, decisamente più corposa, ho scelto un titolo che ritengo evocativo: "Burden sharing: politica integrata o pilatesco scaricabarile?"&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Perchè?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Innanzitutto vi consiglio di leggere il testo del DM 15 marzo 2012, che potete scaricare dal server di Natura Giuridica (&lt;a href="http://www.naturagiuridica.com/documenti/Burden-sharing-dm-15-marzo-2012.pdf" target="_blank"&gt;Burden sharing, GU 2 aprile 2012&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
FFFatto?!&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ok, qual è il problema, e l'origine del mio malcelato sarcasmo?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Semplice, dal fatto che, oltre ad essere inserito in un contesto di politica energetico-ambientale a dir poco disastrosa, perchè scoordinata, frammentaria, emergenziale, si ammanta di - come dire? - connotati di definitività e coerenza che gli sono, invece, del tutto privi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
"Divide et impera", questa - per certi versi - pomposa locuzione latina è la prima cosa che mi è venuta in mente, nel leggere il testo del DM 15 marzo 2012.: con questa locuzione si è soliti indicare, latu sensu, una strategia con la quale, a livello centrale, uno Stato mira a perpetrare il proprio potere (“impera”) sfruttando le differenze dei diversi localismi, contribuendo a renderli sempre più frammentati e, di conseguenza, sempre più irrilevanti (“divide”).&lt;br /&gt;
La recente pubblicazione in G.U. del testo del D.M.  15 marzo 2012 (“&lt;b&gt;Definizione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili (c.d. Burden Sharing)&lt;/b&gt;” si inserisce, a mio avviso, in un contesto di politica energetico-ambientale che sembra ispirarsi a tale modus operandi, infarcito di silenzi e ritardi, protrattisi per anni.&lt;br /&gt;
Uno dei quali relativo, appunto, alla condivisione degli oneri fra Stato e Regioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, al&amp;nbsp;di là dei “meriti” intrinseci di una teorica condivisione degli oneri – volta anche a riequilibrare l'attuale sbilanciamento fra le regioni virtuose e non, e a “responsabilizzare” queste ultime – che il decreto burden sharing si prefigge, non mancano, ancora una volta, delle criticità che sono in grado di vanificare gli sforzi per la costruzione di un decentramento amministrativo efficiente:&lt;br /&gt;
Per fare solo qualche esempio:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;lo stand by cui è inevitabilmente relegato il DM 15 marzo 2012, che attende l'emanazione di due futuri(bili?) decreto, in materia di&amp;nbsp;definizione della metodologia di monitoraggio e di messa in sicurezza del sistema elettrico;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;il condizionamento cui è sottoposta la disciplina relativa all'eventuale&amp;nbsp;mancato raggiungimento degli obiettivi (approvazione di ben quattro provvedimenti, di cui uno......udite udite, già in vigore da un anno!, a dimostrazione del fatto che anche le norme vengono scritte a loro insaputa!);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;la mancanza di precisione con la quale è stata (scarabocchiata) scritta la normativa transitoria&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;br /&gt;
L'idea di fondo è che la pubblicazione del burden sharing - mannaggia a questi impegni improrogabili - non potesse essere più prorogabile, e che quindi lo Stato abbia deciso di pubblicare un testo che togliesse, per così dire, le castagne dal fuoco.&lt;br /&gt;
Da un lato, infatti, occorreva mostrare entusiasmo per un tipo di politica partecipata e condivisa.&lt;br /&gt;
Dall'altro, occorreva trovare un "capro espiatorio" per le inevitabili inefficienze che un sistema come quello attuale, scoordinato e incomprensibile, creerà.&lt;br /&gt;
Ed ecco servita la soluzione: coinvolgere le regioni enunciando grandi principi che&amp;nbsp;tuttavia rimangono lettera morta finchè non si consente, a quegli stessi enti che dovrebbero far parte di questo processo di integrazione sussidiaria, di dare il proprio contributo.&lt;br /&gt;
Insomma, una&amp;nbsp;strategia fondata sul “divide et impera”, che come unico risultato ha quello di dividere più che unire – scaricando le colpe statali sulle eventuali inefficienze regionali – e di perpetrare (un potere) una politica fine a se stessa, utile solo al proprio tornaconto.&lt;br /&gt;
E forse neanche più a quello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://dietrolalineagialla.blogspot.it/p/andrea-quaranta-con-gigi-garelli.html"&gt;&lt;span id="goog_544625134"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_544625137"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_544625140"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_544625146"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img border="0" height="21" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ujnalaq1LAw/T4XsTwUXkwI/AAAAAAAACUQ/ct7x_n_gGyA/s400/dietro-la-linea-gialla.png" width="400" /&gt;&lt;span id="goog_544625147"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_544625138"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_544625135"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span id="goog_544625141"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A proposito di condivisione, vera questa volta: vi invito a leggere le motivazioni che mi hanno spinto a "mettere la faccia" a sostegno della candidatura di Gigi Garelli a Sindaco di Cuneo.&lt;br /&gt;
Perchè ora, perché con Gigi, sul blog "&lt;a href="http://dietrolalineagialla.blogspot.it/p/andrea-quaranta-con-gigi-garelli.html" target="_blank"&gt;dietro la linea gialla&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://draft.blogger.com/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="goog_544625142"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_544625143"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-3911397375023377418?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UyhLyAnbEXnGKJVfnCkUnX9Djhk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UyhLyAnbEXnGKJVfnCkUnX9Djhk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UyhLyAnbEXnGKJVfnCkUnX9Djhk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UyhLyAnbEXnGKJVfnCkUnX9Djhk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/PGoM1t1hRqE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/PGoM1t1hRqE/burden-sharing-dm-15-marzo-2012.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Ujnalaq1LAw/T4XsTwUXkwI/AAAAAAAACUQ/ct7x_n_gGyA/s72-c/dietro-la-linea-gialla.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/04/burden-sharing-dm-15-marzo-2012.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-5525940156830988561</guid><pubDate>Mon, 02 Apr 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-02T09:11:01.469+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amianto-Eternit</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fotovoltaico</category><title>Lombardia: stop alle coperture di amianto entro il 2015</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La Regione Lombardia, attraverso il &lt;b&gt;Piano Regionale Amianto&lt;/b&gt; (PRAL) approvato con delibera 8/1526 del 22 dicembre 2005, &amp;nbsp;individua come uno degli obiettivi strategici il censimento e la mappatura dei siti con amianto presenti nella Regione al fine di definire l’entità del rischio da amianto friabile e compatto e sviluppare programmi di maggiore tutela sanitaria.

Lo stesso documento fissa il &lt;b&gt;termine del 2015 per effettuare la rimozione ed il conferimento in discarica di tutto l’amianto presente sul territorio regionale lombardo&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Chi detiene una struttura con presenza di amianto è tenuto alla compilazione della scheda di “notifica presenza amianto in strutture o luoghi” da presentare alla ASL dell’Ambito territoriale dove è presente l’immobile in cui è stata rilevata la presenza dell’amianto, mentre la valutazione dello stato di conservazione delle &lt;b&gt;coperture in cemento-amianto&lt;/b&gt; è effettuata tramite l’applicazione dell’Indice di Degrado (I.D.) ed è condotta attraverso l’ispezione del manufatto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In effetti, chi possiede una &lt;b&gt;copertura in amianto&lt;/b&gt; ha di fronte a sé diverse possibilità sia in relazione allo stato di conservazione dell'amianto, sia alla tipologia di edificio sottostante. Questo perché per "bonifica" si intende &amp;nbsp;non soltanto la rimozione dell'amianto, e dunque la sostituzione dell'amianto con altra copertura, ma anche procedure come l'incapsulamento e la sovra-copertura.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Infatti, quando una  copertura  in cemento-amianto è affetta da uno stato di degrado  devono essere intraprese azioni  di bonifica che consistono in una fra 3 opzioni: sovra-copertura, incapsulamento e rimozione. 

La sopracopertura consiste in un intervento di confinamento che si ottiene installando una nuova copertura al di sopra di quella in amianto-cemento che viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L’incapsulamento prevede invece l’utilizzo di prodotti ricoprenti la copertura in cemento-amianto; preliminarmente all’applicazione di tali prodotti si rende necessario un trattamento della superficie del materiale, al fine di pulirla e garantire l’adesione del prodotto incapsulante. 
Il trattamento finale dovrà essere certificato dall’impresa esecutrice. Tale intervento non desime il committente dall’obbligo di verificarne lo stato di conservazione. 

La rimozione prevede un intervento di asportazione totale della copertura in cemento amianto e sua sostituzione con altra copertura. Chiaramente, in quest'ultimo caso, si ha la garanzia totale di non vivere &amp;nbsp;e/o lavorare più a contatto con questa pericolosa sostanza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Tuttavia, le 3 opzioni hanno tutte in comune il fatto che chi detiene i diritti di proprietà del fabbricato dovrà comunque sostenere dei costi qualsiasi sia l'opzione prescelta.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;Bonificare e smaltire le coperture in amianto&lt;/b&gt; è costoso (vi è un costo al mq + pratica ASL), ma occorre tenere presente che l’onere di questa rimozione può divenire un’interessante opportunità attraverso gli incentivi fissati nel &lt;a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2011/10/quarto-conto-energia-d-m-5-maggio-2011.html" target="_blank"&gt;IV Conto Energia&lt;/a&gt;, poiché favorisce economicamente la sostituzione di coperture contenenti amianto/eternit incrementando la tariffa incentivante base di 0,05 €/kWh per l’installazione di un impianto fotovoltaico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A ciò si aggiunge il fatto che le spese edili sostenute per la rimozione godono della defiscalizzazione del 36% (limitatamente alle unità immobiliari a carattere residenziale come esplicita la Guida dell’Agenzia delle Entrate), e dunque ci si può rendere conto di come l’intervento possa essere ammortizzato, coniugando la promozione dell’uso di energie  rinnovabili, la bonifica dell’ambiente dai materiali nocivi alla nostra salute ed il risparmio economico conseguente alla riduzione della bolletta elettrica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Peraltro, oggi chi possiede una copertura e vuole installarvi dei pannelli fotovoltaici ha due alternative: affittare il proprio tetto a terzi, che realizzeranno l'impianto in cambio di un canone periodico, oppure fungere essi stessi da committenti, affrontando delle spese iniziali certo, ma potendo godere in prima persona dei benefici economici ed energetici dell'impianto. Prima di prendere una decisione in merito, sia che si tratti di bonificare una copertura in eternit, sia che si tratti di una copertura libera da amianto, occorre valutare attentamente diversi fattori, confrontando i business plan ed i progetti relativi alle diverse possibilità, verificando la fattibilità tecnica, economica e giuridica del progetto.&lt;br /&gt;
A questo proposito può essere opportuno ricorrere ad una &lt;a href="http://www.naturagiuridica.com/servizi-consulenza-ambientale.php" target="_blank"&gt;consulenza giuridica in materia di fotovoltaico&lt;/a&gt; sui tetti, per far luce sia sugli aspetti di fattibilità giuridica dei progetti (in base alle normative vigenti nella propria Regione), sia per analizzare gli aspetti contrattualistici rispetto ad un realizzatore terzo, oppure rispetto alla stipula di polizze e contratti di finanziamento. Conoscere e sapersi orientare attraverso un'informazione chiara e corretta sono i presupposti per cogliere tutte le opportunità insite nel settore del fotovoltaico sui tetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.lecconotizie.com/rubriche/efficienza-energetica/rimozione-amianto-una-opportunita-economica-ed-energetica-47659/&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.lombardia.coldiretti.it/amianto.aspx?KeyPub=PAGINA_CD_LOMBARDIA_AT%7C14745336&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.lombardia.coldiretti.it/allegato-2.aspx?KeyPub=14745336|16869879&amp;amp;Lingua=IT&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-5525940156830988561?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SNoP4jed3_fHrUq-lbRMN5SmH6M/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SNoP4jed3_fHrUq-lbRMN5SmH6M/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SNoP4jed3_fHrUq-lbRMN5SmH6M/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SNoP4jed3_fHrUq-lbRMN5SmH6M/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/omf-BAtjLx0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/omf-BAtjLx0/lombardia-stop-coperture-amianto-2015.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/04/lombardia-stop-coperture-amianto-2015.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-5671357279210214518</guid><pubDate>Mon, 26 Mar 2012 17:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-27T09:46:23.065+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Conto Energia</category><title>Quanti sono i Conti Energia - quinto conto energia</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ultim'ora: Anie e GIFI, attraverso un &lt;a href="http://www.gifi-fv.it/cms/it/politiche/5-conto-energia-necessita-di-chiarezza-sulle-bozze" rel="nofollow" target="_blank"&gt;comunicato&lt;/a&gt; pubblicato sul loro sito istituzionale, chiedono al Governo una smentita circa l'esistenza di una bozza di &lt;b&gt;Quinto Conto Energia&lt;/b&gt;. La notizia, che ha dell'incredibile, circola da diversi giorni alimentata da un misterioso file la cui origine sembrerebbe esterna a fonti governative.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Natura Giuridica, per il momento, si limita a prendere atto di quello che sta accadendo proprio in queste ore, a prescindere dal contenuto dell'ufficioso "&lt;b&gt;quinto conto energia&lt;/b&gt;": l'ennesimo, inutile, dannoso cambio di marcia, che renderà ancora più complicato pianificare gli investimenti, nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
Altro che articolo 18: il vero problema del nostro bistrattato Paese è costituito da quel mix perverso e letale di burocrazia, lentezza cronica della (in)giustizia civile, corruzione, incertezza normativa, pressappochismo, malaffare, servilismo, mancanza di una serie, autorevole e lungimirante pianificazione di un futuro all'insegna delle molteplici sostenibilità.&lt;br /&gt;
Da mesi si parla di burden sharing, tutti si aspettano, dopo la rapida successione non indolore di due conti energia nel giro di pochi mesi (fra agosto 2010 e maggio 2011), l'emanazione dei decreti sugli incentivi alla altre rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, e con loro una serie infinita di decreti attuativi (non solo) del decreto Ronchi, e invece (persino!) il Governo tecnico che fa?&lt;br /&gt;
Costruisce su macerie, ecco cosa fa, invece che guardare in avanti...&lt;br /&gt;
Smentite non ce ne sono, e la bozza che circolare - in calce trovate un link per poterla scarica re a cominciare ufficosamente a valutare - non lascia intravedere un futuro diverso.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il ministro Clini, qualche giorno fa a Modena ha detto che il &lt;b&gt;quinto Conto Energia&lt;/b&gt; darebbe la priorità al fotovoltaico destinato all’auto-consumo civile e industriale, privilegiando le soluzioni rinnovabili applicate agli edifici connessi con sistemi di efficienza energetica: va bene, va benissimo, ma il punto non è questo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il punto è che non ci può essere sempre un perenne cambiamento di rotta: prendete una decisione, ma che poi sia quella, e non sempre suscettibile di continui stravolgimenti: Non è un'azione credibile, nè tanto meno autorevole, quanto piuttosto capricciosa e ondivaga.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Tenete conto che, nel frattempo, siamo in attesa dell'11 luglio 2012, data prevista per le sentenze con le quali il TAR delLazio si dovrà esprimere in merito ai ricorsi presentati da molte aziende contro alcune disposizioni del &lt;b&gt;quarto Conto energia&lt;/b&gt;: nel caso in cui venissero accolte le istanze dei ricorrenti, infatti, potrebbe anche tornare (parzialmente?) in vigore il &lt;b&gt;terzo Conto energia...&lt;/b&gt;un mostro giuridico e una confusione che fa venire voglia di scappare a gambe levate, altro che a investire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.naturagiuridica.com/documenti/Bozza-quinto-conto-energia.pdf" target="_blank"&gt;Bozza del quinto conto energia&lt;/a&gt; (ufficiosa) &lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-5671357279210214518?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3iUI_RP50U9z5yoe0-c-vF7qOcw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3iUI_RP50U9z5yoe0-c-vF7qOcw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3iUI_RP50U9z5yoe0-c-vF7qOcw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3iUI_RP50U9z5yoe0-c-vF7qOcw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/lrxfjsoIZp0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/lrxfjsoIZp0/quanti-sono-i-conti-energia-quinto.html</link><author>noreply@blogger.com (Naide Della Pelle)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/quanti-sono-i-conti-energia-quinto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-1515897314050852380</guid><pubDate>Mon, 26 Mar 2012 05:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-26T09:23:24.513+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Comunicazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Concorrenza e Mercato</category><title>Green-washing: il caso della campagna Ferrarelle a impatto zero</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ferrarelle S.p.A&lt;b&gt;.,&lt;/b&gt; notissima produttrice di acque minerali, è stata condannata dall'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato al pagamento di una sanzione pecuniaria di 30.000 euro per una pratica commerciale scorretta. In particolare, a Ferrarelle viene contestato di aver diffuso messaggi pubblicitari scorretti volti ad enfatizzare gli effetti di una campagna, &lt;b&gt;Ferrarelle a Impatto zero&lt;/b&gt;, con lo scopo di accreditare la sua acqua minerale come un prodotto privo di impatto sull'ambiente, e più in generale la sua attività d'impresa come particolarmente attenta al rispetto dell'ambiente.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sono ormai molti i grandi marchi commerciali che hanno avviato c.d. &lt;b&gt;campagne di green washing&lt;/b&gt;, ossia campagne d'immagine di stampo ambientalista o, per meglio dire &lt;i&gt;green&lt;/i&gt;, verdi, allo scopo di lavare (&lt;i&gt;to wash&lt;/i&gt;), e dunque mettere in luce la propria immagine accostandola a progetti per la tutela dell'ambiente.&lt;br /&gt;
All'interno del blog ho già parlato del fenomeno del &lt;a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/09/greenwashing-lambiente-utilizzato-scopo.html" target="_blank"&gt;green washing&lt;/a&gt;, che rientra nella più generale categoria del green marketing.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'Antitrust italiano sostiene che, nel caso di specie, Ferrarelle abbia esagerato, facendo intendere, rispetto al progetto pubblicizzato in quella specifica campagna, di aver fatto, per salvaguardare l'ambiente, più di quanto non corrisponda alla realtà.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Il mercato delle campagne di comunicazione &lt;i&gt;green &lt;/i&gt;è più che fiorente, tanto che vi sono precise figure professionali il cui compito è realizzarle e comunicarle.&lt;br /&gt;
Si parla per esempio di &lt;i&gt;carbon broker &lt;/i&gt;per indicare delle "agenzie di servizio (&lt;i&gt;n.d.r.&lt;/i&gt; nel caso di Ferrarelle si è trattato di LifeGate) che propongono,&amp;nbsp;a quanti
intendano compensare le proprie emissioni di gas serra, degli investimenti mettendo in relazione le
organizzazioni che offrono progetti di compensazione delle emissioni inquinanti e le società che
intendono acquistarne i benefici nella forma di “crediti di carbonio” generalmente chiamati VERs
(Verified Emission Reduction) ciascuno dei quali equivale a una tonnellata di anidride carbonica. [...]&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Con questo tipo di accordi, una società che vuole fare un investimento compensativo delle
proprie emissioni industriali effettua il conteggio delle emissioni connesse alla produzione del
bene o del servizio o di un’intera attività produttiva e si rivolge, in genere, a una agenzia di
intermediazione (il c.d. &lt;i&gt;carbon broker&lt;/i&gt;) con cui contratta il numero di quote da acquisire per
compensare quelle emesse. L’agenzia, a sua volta, vende i relativi crediti compensativi, trasferisce
il pagamento ai responsabili del progetto e controlla la corretta esecuzione e gestione del progetto
stesso, garantendo, in particolare, che le stesse quote non sia vendute più volte29.
28.&lt;br /&gt;
Questo tipo di investimento rientra tra gli strumenti di &lt;b&gt;green marketing&lt;/b&gt; finalizzati a migliorare
l’immagine di mercato di un’impresa in un mercato sempre più attento all’ambiente e alle
problematiche del cambiamento climatico".&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Tornando a Ferrarelle, oggetto della contestazione sono alcuni messaggi commerciali presenti sulle etichette delle bottiglie e nel sito istituzionale, nei quali il claim principale, per esempio:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
“Prodotto a Impatto
Zero®. Ferrarelle compensa la CO2 emessa nell’atmosfera per produrre questa bottiglia di acqua
con la creazione e tutela di nuove foreste” si ritiene abbia &amp;nbsp;erroneamente portato i consumatori a sovra stimare la portata del progetto, e dunque anche l'impatto benefico sull'ambiente rispetto alla reale tipologia di investimento effettuata da Ferrarelle.&lt;br /&gt;
Ferrarelle ha in effetti compensato le emissioni di carbonio corrispondenti &lt;i&gt;alla sola fabbricazione&lt;/i&gt; di un determinato quantitativo di bottiglie di minerale prodotte (26 mln).&lt;br /&gt;
Come si legge a pag. 167 del &lt;u&gt;Bollettino n. 6 del 27 febbraio 2012 dell'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato&lt;/u&gt;,&amp;nbsp;"Ferrarelle e LifeGate, infatti, hanno concluso, il 15 marzo 2011, un accordo commerciale in
base al quale LifeGate, a fronte del pagamento di un corrispettivo, ha concesso a Ferrarelle la
licenza, non esclusiva e per la durata di due mesi, del marchio “Impatto Zero®” al fine di
contraddistinguere la produzione di circa 26 milioni di bottiglie in Pet da 1,5 e 1,25 litri a marchio
“Ferrarelle” come produzione industriale che compensa totalmente le emissioni di CO2 imputabili
alla fabbricazioni di tali bottiglie.&lt;br /&gt;
La quantità di bottiglie a marchio Ferrarelle interessate
dall’operazione promo-pubblicitaria in esame rappresentano, sulla base dei dati disponibili e
relativi al 2010, circa il &lt;i&gt;7% della produzione annua a marchio Ferrarelle (corsivo mio)&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
LifeGate, sulla base del richiamato accordo ha, quindi, riconosciuto a Ferrarelle la possibilità
di utilizzare il &lt;i&gt;claim &lt;/i&gt;“la prima acqua minerale a Impatto Zero® in quanto è la prima società di
imbottigliamento di acque minerali che utilizza il marchio Impatto Zero per caratterizzare parte
della propria produzione compensando le emissioni di CO equivalente generate dall’intero ciclo
di vita del prodotto”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ferrarelle si era difesa facendo notare appunto che in virtù dell'accordo commerciale regolarmente stipulato era stata ottenuta la possibilità di utilizzare per un determinato periodo di tempo il marchio registrato di proprietà di LifeGate "Impatto Zero", ed è proprio sull'immaginario legato al significato di questa espressione che la Ferrarelle ha subito tale contestazione.&lt;br /&gt;
L'espressione viene spesso associata all'idea di una totale eliminazione di ogni impatto sull'ambiente da parte di un intero processo produttivo, e in ultima analisi ad una totale revisione della vita aziendale!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
Il testo integrale della pronuncia è scaricabile al seguente indirizzo: http://www.acquistiverdi.it/sites/default/files/document/bollettino_6_121.pdf&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
La pronuncia Ferrarelle versus&amp;nbsp;Società Generale delle Acque Minerali a.r.l. - SGAM - è alle pagine 159-185&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-1515897314050852380?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P6yDVY6wzBP89MtlfEaBF8EKYtw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P6yDVY6wzBP89MtlfEaBF8EKYtw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P6yDVY6wzBP89MtlfEaBF8EKYtw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P6yDVY6wzBP89MtlfEaBF8EKYtw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/UuVtxeK7B_g" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/UuVtxeK7B_g/ferrarelle-impatto-zero-green-washing.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/ferrarelle-impatto-zero-green-washing.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-3327131200764167327</guid><pubDate>Tue, 20 Mar 2012 15:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-20T16:41:33.655+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione ambientale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dicono di noi</category><title>Il consulente giuridico nelle energie rinnovabili: il corso di Milano del 29 e 30 marzo. Le iscrizioni chiudono il 23 marzo</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il 29 e 30 marzo prossimo si svolge a Milano la due giorni dedicata alle energie rinnovabili firmata da Andrea Quaranta, da dieci anni consulente giuridico in diritto dell'ambiente e dell'energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="background-color: #f4cccc; text-align: center;"&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Il termine ultimo per iscriversi è venerdì 23 marzo 2012: affrettatevi!&lt;/b&gt;&lt;/u&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Il titolo del corso è &lt;b&gt;Il consulente legale per le fonti energetiche rinnovabili&lt;/b&gt;, ed è organizzato da Dario Flaccovio Editore.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Due giorni densi (i partecipanti saranno coinvolti per due giorni dalle 9.00 alle 17.00) per avere una panoramica &amp;nbsp;ragionata, una sorta di &lt;i&gt;vademecum&lt;/i&gt;, che metta in grado di operare a livello professionale nell'affascinante mondo delle energie rinnovabili.&lt;br /&gt;
Durante il corso, Andrea Quaranta parlerà diffusamente del &lt;i&gt;corpus &lt;/i&gt;normativo nazionale e regionale in materia di FER (fonti energetiche rinnovabili), focalizzando l'attenzione sul solare fotovoltaico e sull'energia da biomasse; tratterà approfonditamente del sistema di incentivi giuridici, fiscali ed economici in materia energetica, &amp;nbsp; delle principali criticità del sistema (in primis, l'incertezza normativa che frena investitori e disorienta gli operatori professionali e le associazioni di categoria) e si soffermerà in fine sulle principali pronunce giurisprudenziali in materia, dando conto dell'importanza crescente delle sentenze dei Tribunali Amministrativi nel ridefinire, limare e chiarificare la portata di norme e regolamenti in materia di fonti rinnovabili.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il corso è un'ottima occasione di approfondimento e sistematizzazione delle proprie conoscenze e competenze in materia di FER, in primis per gli operatori giuridici - &lt;span style="background-color: #f4cccc;"&gt;la partecipazione al corso permette di conseguire n.12 crediti formativi APC per la formazione continua degli avvocati, riconosciuti dall'Ordine degli Avvocati di Milano&lt;/span&gt; - e tecnici: la conoscenza del sistema normativo ed incentivante attuale, con le indicazioni sulle principali evoluzioni - quelle auspicabili e, soprattutto, quelle nell'aria - e sulle conseguenze nel breve e nel lungo periodo, sono fondamentali per la programmazione e realizzazione di qualsivoglia tipo di progetto energetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ai partecipanti al corso sarà inviata una copia del manuale &lt;a href="http://www.darioflaccovio.it/libro.php/la-consulenza-giuridica-nelle-fonti-rinnovabili-df0117_C745" target="_blank"&gt;La consulenza giuridica nelle energie rinnovabili&lt;/a&gt;&amp;nbsp;- &lt;b&gt;Guida teorico-pratica agli incentivi giuridici, economici e fiscali di Andrea Quaranta&lt;/b&gt;, appena pubblicato per la casa editrice Dario Flaccovio - Palermo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per maggiori informazioni sul corso si invita a consultare la scheda tecnica sul portale &lt;a href="http://magazine.darioflaccovio.it/2011/12/13/il-consulente-legale-per-le-fonti-energetiche-rinnovabili/" target="_blank"&gt;web Magazine Dario Flaccovio&lt;/a&gt; dedicato alla formazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-3327131200764167327?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7mHeUjis-2jPLuloZHDkWGP_G-0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7mHeUjis-2jPLuloZHDkWGP_G-0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7mHeUjis-2jPLuloZHDkWGP_G-0/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7mHeUjis-2jPLuloZHDkWGP_G-0/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/0P7fa7jRo3k" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/0P7fa7jRo3k/corso-consulente-energie-rinnovabili.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/corso-consulente-energie-rinnovabili.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-8021541500864214838</guid><pubDate>Mon, 19 Mar 2012 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-19T10:11:12.991+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Piemonte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Paesaggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Urbanistica</category><title>Stop al consumo di territorio. Le dimensioni della cementificazione in Piemonte</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
All'interno di questo blog si era già parlato del movimento &lt;b&gt;Stop al consumo del territorio&lt;/b&gt;,&amp;nbsp;nato nel 2009 su iniziativa di un gruppo di cittadini di Langhe, Roero e Monferrato, estesosi in tutta Italia fino alla costituzione del &lt;a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2011/11/cuneo-circolo-locale-forum-salviamo.html" target="_blank"&gt;Forum nazionale della terra e del paesaggio&lt;/a&gt;. Il movimento ha come obiettivo quello di far cessare la &lt;b&gt;pratica della cementificazione selvaggia&lt;/b&gt; che affligge il nostro Paese.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La cementificazione del terreno comporta varie conseguenze negative: aumento di anidride carbonica, impoverimento delle falde acquifere e dissesto idrogeologico, squilibri nell'ecosistema e progressivo aumento della dipendenza dall'estero per le risorse agricole ed alimentari, eppure il nostro Paese è afflitto da una&amp;nbsp;spirale viziosa nella quale la sempre più esigua fetta di trasferimenti statali spinge molti comuni a cercare di far cassa rendendo edificabili aree vergini, per lo più originariamente destinate a suolo agricolo.&lt;br /&gt;
Il movimento, attraverso il suo portale web, sta proponendo ai comuni italiani di censire le proprie aree edificabili, soprattutto quelle su cui sorgono edifici abbandonati, o che andrebbero restaurati. Questo sarebbe il primo passo verso l'adozione di piani regolatori che incentivino interventi di edilizia su tali zone, al fine di recuperare e sfruttare l'esistente, senza erodere più ettari ed ettari di suolo agricolo.&amp;nbsp;Tant'è, si parla in questo caso di Comuni a crescita zero, dove zero sta per uno stop assoluto alla cementificazione in aree vergini. Dopo Cassinetta di Lugagnano nel milanese, il primo comune ad aderire al movimento, ora ha aderito il comune di Camigliano.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dalla cementificazione selvaggia non è immune nemmeno la regione Piemonte, da sempre terra di legna e boschi.&lt;br /&gt;
Dall'ultima &lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/ambiente/sezione_navigabile/relazione_2011/suolo.html" rel="nofollow" target="_blank"&gt;rilevazione sul consumo di suolo condotta dalla Regione&lt;/a&gt;, che fotografa la situazione fino al 2008, risulta che il consumo di suolo negli ultimi vent’anni si è portato via in media mille ettari all’anno di suolo fertile, al netto di infrastrutture e mobilità.

Edifici residenziali, commerciali e industriali hanno guadagnato terreno a scapito dell’agricoltura e del paesaggio e il 7,2 per cento della superficie regionale risulta “consumata” dal cemento: 182.894 ettari di suolo urbanizzato su una superficie complessiva di 2,5 milioni, che per più di un terzo è formata da montagne. Per la prima volta le cifre prendono in considerazione anche il terreno consumato dalle infrastrutture che, secondo gli analisti, incidono per circa il 20% sul totale del suolo consumato. Senza contare autostrade, ferrovie e svincoli, comunque, al 2008 la percentuale di suolo impermeabilizzato è stata del 5,9%, 25 mila ettari in vent’anni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Un dato che conferma la costante crescita registrata a partire dal 1991, con un tasso di incremento annuo del 1,2 per cento. In gran parte suoli agricoli tra i più pregiati, che al 2008 risultavano compromessi nel complesso per 117mila ettari su un totale di 182mila consumati.&lt;br /&gt;
«Paradossalmente la crisi economica potrebbe accelerare il consumo di territorio» sostiene Fabio Minucci, urbanista del Politecnico di Torino, autore di un dettagliato studio sul problema: «a livello nazionale, solo nel 2008 i comuni hanno incassato dagli oneri di urbanizzazione 3,208 miliardi di euro, con una crescita del 58% rispetto al 2000. Serve una politica fiscale che disincentivi il consumo di suolo».&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;In Piemonte però c’è anche chi ha provato ad andare controcorrente : la Provincia di Torino, con il recente Piano territoriale di coordinamento (Ptc) ha imposto ai nuovi piani regolatori comunali l’inedificabilità delle aree ancora vergini, dopo che nel torinese in 15 anni sono stati consumati 7500 ettari di suolo libero. Il caso più eclatante, diretta conseguenza dell'applicazione delle nuove regole, è stato lo stop al progetto del nuovo insediamento Ikea a La Loggia, che avrebbe occupato 16 ettari di terreno agricolo.

L’assottigliarsi della superficie di suolo coltivabile tocca prima di tutto gli agricoltori. in quanto in vent’anni si è consumato quasi il 20% del suolo fertile di elevata qualità.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I rappresentanti degli agricoltori sostengono che sia la politica a dover intervenire attraverso la riforma della legge urbanistica regionale.

Inoltre viene avanzata la richiesta di recuperare il patrimonio edilizio esistente limitando le nuove espansioni urbanistiche a macchia di leopardo, che richiedono sempre più nuove strade e infrastrutture.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
«Le amministrazioni devono smettere di sottostare alla logica perversa che pretende la svendita del territorio per far quadrare i bilanci pubblici» dichiara Alessandro Mortarino, coordinatore di “Stop al consumo di territorio” .&lt;br /&gt;
«A partire da febbraio – annuncia Mortarino – chiederemo a tutti i comuni italiani un censimento degli immobili inutilizzati, affinché ne tengano conto nei loro piani regolatori».&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Giova comunque ricordare che nel Decreto Sviluppo vi sono norme per la semplificazione delle procedure edilizie e che il disegno di legge n. 179 presentato dalla Giunta piemontese il 15 novembre scorso recepisce a livello regionale tali norme. Le procedure semplificate potranno essere applicate per i «programmi di rigenerazione urbana», per i cambi di destinazione d’uso degli immobili e per l’approvazione dei piani esecutivi e delle convenzioni da parte delle giunte comunali. In questi mesi, il progetto di legge è rimasto fermo in Commissione in attesa di alcune modifiche che ne amplieranno ulteriormente la portata e che saranno depositate nei prossimi giorni in Consiglio regionale.

Nello specifico la nuova normativa prevede l’introduzione di un iter semplificato per l’approvazione dei programmi di &lt;b&gt;rigenerazione urbana&lt;/b&gt;, in variante al piano regolatore generale.&lt;br /&gt;
Il secondo aspetto toccato dalla «liberalizzazione dell’attività edilizia dei comuni» riguarda gli edifici pubblici o di interesse pubblico, che potranno cambiare destinazione d’uso anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, purché tra loro «compatibili o complementari». La stessa cosa varrà per «gli interventi di iniziativa privata», in base a particolari requisiti che la Regione dovrà stabilire.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Ma la novità tanto attesa da comuni e operatori riguarda i piani esecutivi e le convenzioni che, qualora non comportino variante allo strumento urbanistico generale, potranno essere approvati dalla Giunta comunale, senza passare al vaglio del Consiglio comunale. Un tipo di provvedimento, spiegano dalla Direzione regionale Edilizia, destinato a «trovare collocazione organica anche nella riforma della legge urbanistica regionale».&lt;br /&gt;
Le nuove regole «semplificate» preoccupano le associazioni degli ambientalisti. «L’alleggerimento delle procedure – denuncia Maria Teresa Roli di Italia Nostra Piemonte – va nella direzione di una minore trasparenza nelle scelte delle amministrazioni comunali, spodestando ulteriormente i Consigli comunali del loro ruolo di controllo e di garanzia nei confronti dei cittadini, a scapito di una gestione equa del territorio».

Dalla Direzione regionale Politiche territoriali rassicurano: «Le nuove norme introducono una semplificazione molto spinta – dice il direttore Livio Dezzani –. Ma per garantire la massima trasparenza dei processi decisionali, tra gli aggiustamenti che apporteremo al disegno di legge c’è l’introduzione di un periodo di 30 giorni per presentare le osservazioni ai provvedimenti proposti, prima dell’approvazione da parte delle giunte comunali».&lt;br /&gt;
Speriamo bene!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-8021541500864214838?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TIJL2tqubTov5RmnExmPx4q_plw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TIJL2tqubTov5RmnExmPx4q_plw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TIJL2tqubTov5RmnExmPx4q_plw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TIJL2tqubTov5RmnExmPx4q_plw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/UGvT3wf2A58" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/UGvT3wf2A58/stop-consumo-territorio.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/stop-consumo-territorio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-993425655054581137</guid><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 11:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-08T17:37:52.405+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sponsored post</category><title>Quest'anno che progetti hai?</title><description>&lt;div style="display: none;"&gt;
&lt;img border="0" src="http://stat.ebuzzing.com/stats/41488_5013_608668_12322_9818_1.jpg" style="height: 0px; width: 0px;" /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Una splendida iniziativa che coniuga spirito imprenditoriale, creatività e utilità sociale: mi sembra il modo migliore per definire la campagna&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/41488_5013_608668_12322_9818_75874/www.ifeelcud.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;I feel CUD&lt;/a&gt;&amp;nbsp;2012. Si tratta di un&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/41488_5013_608668_12322_9818_75874/www.ifeelcud.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;concorso&lt;/a&gt;, giunto alla sua seconda edizione,&amp;nbsp;che premia i migliori progetti di utilità sociale creati per sostenere la propria parrocchia. Per ottenere i fondi necessari alla concreta realizzazione del proprio progetto occorre raccogliere &lt;b&gt;il maggior numero possibile di modelli CUD&lt;/b&gt; - da qui il nome del concorso - in collaborazione con il proprio parroco. Si partecipa al concorso con una squadra creata ad hoc.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
ll responsabile parrocchiale ed i giovani della parrocchia dovranno favorire la compilazione da parte degli utenti che ricevono il modello CUD con la firma per destinare l’8xmille, e dovranno recapitarle in busta chiusa entro il primo ottobre 2012 al Caf Acli di riferimento sul territorio, che li ritirerà gratuitamente. La &lt;b&gt;raccolta dei CUD&lt;/b&gt; è un passaggio fondamentale, perché è in base alla quantità di modelli compilati raccolti che si potrà concorrere per un determinato ordine di budget.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;img alt="" src="http://www.naturagiuridica.com/images/ifeelcud.png" style="height: 176px; width: 265px;" /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il &lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/41488_5013_608668_12322_9818_75874/www.ifeelcud.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;progetto&lt;/a&gt;&amp;nbsp;dovrebbe creare e sviluppare una nuova attività che possa concretamente migliorare le esigenze della comunità parrocchiale, come per esempio l'attivazione di un collegamento internet wireless, la predisposizione di attrezzature ricreative, per esempio per fare musica e così via. In ogni caso, i progetti pervenuti saranno valutati in base alla componente di utilità per la collettività, intesa come nuovi servizi, miglioramento di quelli esistenti ecc. I progetti dovranno essere spiegati e illustrati attraverso un video -&amp;nbsp;c'è un premio del pubblico anche per il miglior video)&amp;nbsp;&amp;nbsp;ed un project plan. Per conoscere l'elenco dei premi accedi a questa &lt;a href="http://www.ifeelcud.it/Premi" rel="nofollow"&gt;pagina&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il bello del concorso è questo: da una parte l'input sociale, fortemente correlato alla propria comunità (è infatti imprescindibile la partecipazione assieme al proprio parroco, proprio per capire in profondità quali sono i bisogni prioritari della comunità parrocchiale), dall'altra una metodologia che è anche un'ottima scuola per imparare "sul campo" come si mette su un project plan, anticamera per la realizzazione di qualsiasi idea imprenditoriale!&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sul sito del concorso, molto dettagliato, sono presenti le principali domande - le classiche FAQ -, il regolamento, tutte le dritte per la realizzazione del project plan ed i moduli per le liberatorie necessarie. Inoltre, sempre sul sito è presente un calcolatore che consente di sapere in un secondo a quale budget si può aspirare, sulla base del numero dei cud raccolti, ed una bacheca virtuale per ogni squadra, iscritta, in modo da avere uno spazio di lavoro on-line sempre a disposizione.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E' importante leggere il regolamento del &lt;b&gt;concorso I feel CUD 2012&lt;/b&gt; con attenzione: possono partecipare giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni ed è possibile raccogliere i CUD dal primo marzo al primo ottobre 2012, mentre i progetti vincitori dovranno essere realizzati entro circa un anno (al massimo entro il 31 dicembre 2013). E' importante verificare che il Caf Acli di riferimento possa fornire gli attestati di raccolta dei moduli in tempo utile per i termini del concorso, quindi occhio a non portare la documentazione raccolta all'ultimo momento!&lt;/div&gt;
L'iniziativa è a cura del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica -&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/rd/41488_5013_608668_12322_9818_75874/www.ifeelcud.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;CEI&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Conferenza Episcopale Italiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.ebuzzing.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;Articolo sponsorizzato&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-993425655054581137?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0JxOdCTcsGo3pNzU7lNGGRPCp18/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0JxOdCTcsGo3pNzU7lNGGRPCp18/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0JxOdCTcsGo3pNzU7lNGGRPCp18/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0JxOdCTcsGo3pNzU7lNGGRPCp18/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/Qd3tIUigE4s" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/Qd3tIUigE4s/questanno-che-progetti-hai.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/questanno-che-progetti-hai.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-6527053771680568507</guid><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 09:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-16T10:51:01.156+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Diritto ambientale</category><title>Enel Blogger Award: votate Natura Giuridica!</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://naturagiuridica.com/images/EnelBloggerAward.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="79" src="http://naturagiuridica.com/images/EnelBloggerAward.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Oggi e domani sono gli ultimi 2 giorni utili per &lt;b&gt;votare Natura Giuridica&lt;/b&gt;, il vostro blog ambientale preferito, e decretare la sua vittoria agli Enel Blogger Award 2012, un riconoscimento che dovrebbe premiare il lavoro personale, serio, costante e continuativo, di chi anima quotidianamente le pagine di questo blog: &lt;b&gt;Andrea Quaranta&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
A voi, lettori fedeli e visitatori occasionali di questo blog, il grande potere di dare il giusto riconoscimento al blog nato nel 2008, che si è posto da sempre l'obiettivo di diffondere, presso il più vasto pubblico possibile, tematiche delicate, complesse, e per certi versi ostiche, legate al diritto e all'informazione ambientale.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questo il &lt;a href="http://www.enelbloggeraward.com/?q=node%2Fadd%2Fvoto-al-blog&amp;amp;nid=198" target="_blank"&gt;link&lt;/a&gt; per votare: occorre indicare una propria casella di posta elettronica, all'interno della quale verrà recapitato un link da confermare, al fine di garantire che il vostro voto sia univoco. Grazie Davvero.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-6527053771680568507?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nvzHCM0Jk-1L64iNJUTQbmQjnfY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nvzHCM0Jk-1L64iNJUTQbmQjnfY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nvzHCM0Jk-1L64iNJUTQbmQjnfY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nvzHCM0Jk-1L64iNJUTQbmQjnfY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/AhfqCREjMhs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/AhfqCREjMhs/enel-blogger-award-votate-ng.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/enel-blogger-award-votate-ng.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-2598800979698676353</guid><pubDate>Thu, 15 Mar 2012 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-15T16:42:33.745+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Biomasse</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cuneo</category><title>La centrale a biomasse di Cavallermaggiore Cuneo</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La Provincia di Cuneo, sulla base del parere favorevole della Conferenza di servizi, ha autorizzato il mese scorso la &lt;b&gt;realizzazione sul territorio di Cavallermaggiore di un impianto di cogenerazione alimentato con biomasse legnose&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
L’impianto utilizzerà legno cippato per produrre sia energia elettrica che termica (acqua calda). La Conferenza di servizi che ha esaminato la pratica ha coinvolto 16 diverse istituzioni o Enti come il Comune di Cavallermaggiore, la ASL CN1, i Vigili del fuoco, Legambiente e l'ARPA Piemonte. L’impianto, che verrà realizzato da una ditta del posto, sorgerà presso la strada vicinale delle Basse e appartiene alla categoria di impianti di media dimensione con una potenza produttiva di 1 MW di energia elettrica e 3,5 MW di energia termica.&lt;br /&gt;
Le 45 tonnellate giornaliere di biomasse legnose necessarie per alimentare l'&lt;b&gt;impianto di Cavallermaggiore &lt;/b&gt;saranno approvvigionate dalla ditta stessa nel raggio di 70 Km di distanza dall'impianto, principalmente da coltivazione a ciclo breve di pioppi di proprietà dell'azienda: questi sono i criteri che stabilisce la legge per parlare di &lt;b&gt;filiera corta delle biomasse&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Una distanza che alcuni ritengono eccessiva, ma che in ogni caso si attaglia alla perfezione alla "provincia granda", una provincia molto estesa, nella quale i boschi (fonte primaria della biomassa legnosa) si trovano spesso in zone impervie, che rendono difficoltoso l'insediamento di qualsiasi attività produttiva.&lt;br /&gt;
Non verranno utilizzati né sermenti di vite né rami di potatura di frutteti.
L’insediamento dovrebbe comprendere, oltre all’impianto di cogenerazione, un essiccatoio di biomasse legnose e di serre per circa 2.000 mq, per la selezione e l’allevamento di piante necessarie alla realizzazione di filiere agro-energetiche. Le due strutture di servizio sono funzionali allo sfruttamento dell’energia termica prodotta dalla centrale e che altrimenti andrebbe persa. L’impianto, nel suo complesso, si dice, darà lavoro a circa 25 persone, delle quali, 4 addetti fissi all’impianto di cogenerazione e venti per le attività dell’essiccatoio e per le serre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il Comune di Cavallermaggiore, che ha partecipato ai lavori di istruttoria della pratica di autorizzazione, ha inoltre richiesto in sede di Conferenza di servizi che gli Enti competenti in materia di impatto ambientale assumessero le iniziative più consone per assicurare che l’impianto non rappresentasse un rischio per l’ambiente e per la popolazione di Cavallermaggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'assenza di polemiche o di proteste, e la celerità dell'&lt;i&gt;iter&lt;/i&gt; autorizzatorio (portato avanti con 2 amministrazioni comunali che si sono succedute) sono forse in parte dovute al fatto che la ditta realizzatrice è di proprietà di una famiglia di Cavallermaggiore che da generazioni svolge l’attività di vivaismo e di coltivazione di pioppi. Ciò probabilmente costituisce un fattore positivo, anche per il solo fatto che la manutenzione dell'impianto sarà svolta da una ditta che si trova nel medesimo posto in cui sorge l'impianto, e non da un'impresa dislocata altrove.&lt;br /&gt;
L’&lt;i&gt;iter&lt;/i&gt; era iniziato nell’Autunno 2010 e la prima Conferenza dei servizi, riunitasi il 16 Febbraio 2011, aveva richiesto una serie di chiarimenti ed integrazioni. Per quanto riguardava il Comune, a parte le osservazioni effettuate dall’ufficio tecnico circa la locazione dell’impianto, la Commissione Agricoltura si era espressa favorevolmente, anche se vi erano molti fattori critici: origine e caratteristiche delle biomasse necessarie all’impianto, viabilità che se non adeguata avrebbe causato grosse difficoltà e bilancio ambientale negativo. Tant'è, la Commissione agricoltura neo costituita dopo le elezioni amministrative del Maggio 2011, riunita a luglio, esprimeva un parere condizionato al soddisfacimento di una serie di condizioni; in seguito a ciò la ditta ha rivisto il progetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, per la questione del bilancio ambientale è stato consentito che la proponente possa corrispondere al Comune una &lt;i&gt;misura compensativa &lt;/i&gt;finalizzata alla realizzazione di interventi di riqualificazione energetica delle strutture del Comune stesso o di realizzazione di impianti a fonti rinnovabili utili ad abbassare le emissioni sul territorio comunale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Dal punto di vista agricolo l’impianto si configura come una attività di trasformazione della produzione di legno, quindi classificabile come attività connessa all’agricoltura, pienamente compatibile con le politiche dell’Unione Europea, dello Stato e della Regione Piemonte. – afferma Giovanni Battista Testa , assessore all’agricoltura del Comune – Il progetto rappresenta un rafforzamento della filiera del legno, già ben rappresentata a Cavallermaggiore e il completamento del ciclo produttivo con la trasformazione in energia elettrica e termica di un prodotto del territorio. Il rammarico è che la passata Amministrazione non avesse intravisto nel progetto l’opportunità di utilizzo dell’energia termica per un impianto di teleriscaldamento per la Città, perché in quel caso si sarebbe chiuso il cerchio e razionalizzato al massimo l’efficacia produttiva dell’impianto. Quando abbiamo preso in carico l’istruttoria della pratica l’impianto aveva già una configurazione e una locazione che non consentiva più di tornare indietro”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in questo caso, come già affermato nel post "&lt;a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/centrale-biogas-bra-cherasco-conferenza.html" target="_blank"&gt;La centrale a biogas di Cherasco alla ricerca delle molteplici sostenibilità&lt;/a&gt;", chi scrive non conosce il merito della vicenda, e dunque non esprime alcun tipo di valutazione: ciò che si vuol sottolineare è il clima nel quale il dibattito sta avvenendo - un dibattito civile - in grado comunque di guidare l'amministrazione competente verso una scelta condivisa.&lt;br /&gt;
L'unica in grado di porre le basi per prospettive di sviluppo e crescita sostenibili&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-2598800979698676353?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/62kub8rR9Yy24MKFpAh3oCNCFJY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/62kub8rR9Yy24MKFpAh3oCNCFJY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/62kub8rR9Yy24MKFpAh3oCNCFJY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/62kub8rR9Yy24MKFpAh3oCNCFJY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/LpmLLTg9xgg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/LpmLLTg9xgg/centrale-biomasse-cavallermaggiore.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/centrale-biomasse-cavallermaggiore.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-5052021536037505894</guid><pubDate>Mon, 12 Mar 2012 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-12T08:54:42.147+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Piemonte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Disastro ambientale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Amianto-Eternit</category><title>Sentenza eternit di Torino: considerazioni in attesa di leggere le motivazioni</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La notizia, pochi giorni fa, è di quelle "storiche":&amp;nbsp;nell'ambito del processo Eternit, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche.&lt;br /&gt;
La condanna vale per i reati commessi negli stabilimenti piemontesi di Casale e Cavagnolo, dal 13 agosto 1999 in avanti. Altri invece risultano prescritti, come quelli contestati in determinati periodi negli stabilimenti di Bagnoli e Rubiera.&lt;br /&gt;
E' appena stato pubblicato il dispositivo (128 pagine, coincidenti con l'elenco delle parti civili costituite) della &lt;a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/14/news/la_sentenza_contro_de_cartier_e_schmidheiny-29878827/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;sentenza di Torino&lt;/a&gt; che condanna i capi della Eternit al risarcimento per i danni provocati ai cittadini e all'ambiente di Casale Monferranto, sede dello stabilimento in cui si produceva l'eternit appunto, un (allora) "innovativo" materiale composto da fibra di amianto.&lt;br /&gt;
Di seguito pongo alcune considerazioni partendo dall'articolo pubblicato sul sito di Repubblica, a firma di Antonio Cianciullo, dal titolo più che evocativo: "Le altre eternit, diecimila vittime in tanti anni di inquinamento (link di accesso a fondo pagina).&lt;br /&gt;
Dopo aver letto il testo integrale della sentenza, analizzeremo insieme i dettagli giuridici della vicenda. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'articolo si concentra l'attenzione sul significato che la sentenza riveste da un duplice punto di vista: il reato non riguarda un disastro singolo, come Seveso per intenderci, ma l'inquinamento "da stillicidio", causato ad un territorio e ad una popolazione "poco a poco", nel corso di anni e anni di attività.&lt;br /&gt;
Inoltre, e qui arriviamo alla seconda importante novità, ad essere considerati colpevoli non sono i capi di reparti o sotto reparti demandati alla sicurezza, ma l'&lt;i&gt;asset&lt;/i&gt; proprietario dell'impresa.&lt;br /&gt;
Citando dall'articolo: "la sentenza di Torino è destinata a fare da apripista a tante altre.&amp;nbsp;A rilanciare storie di discariche, acciaierie e impianti chimici che hanno gravemente danneggiato il territorio e la salute della gente. Oltre 5 milioni di persone interessate con dati impressionanti di mortalità in eccesso. Questo è il commento asciutto di&amp;nbsp;Rino Pavanello, da 25 anni segretario dell'associazione Ambiente e lavoro".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sentenza ha fatto notizia nei media di tutto il mondo, e sembra essere la miccia pronta a riaccendere &amp;nbsp;centinaia di vertenze "dormienti" relative all'&lt;b&gt;impatto sanitario e ambientale dell'inquinamento nel lungo periodo&lt;/b&gt; dei vecchi colossi della chimica, dell'acciaio e delle discariche sui territori che li hanno ospitati. Quei territori che, nel caso delle fabbriche e degli stabilimenti industriali sorti nel &lt;i&gt;boom &lt;/i&gt;economico, hanno ricevuto molto in termini di lavoro e iniziale benessere, dovendo poi restituire, in una proporzione assolutamente sballata, in termini di vite umane e danni incalcolabili all'ambiente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per una ricostruzione accurata del profondo e controverso legame che unisce un territorio al proprio "mostro chimico" suggerisco la lettura de Il segreto tra di noi, ambientato fra le langhe piemontesi, che attraverso la vicenda letteraria racconta anche il dramma&amp;nbsp;dell'Acna di Cengio, la grande fabbrica che avvelenò il fiume Bormida e i suoi operai.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Per dare conto della vastità e drammaticità della cosa, basti qui ricordare che&amp;nbsp;Legambiente e Wwf hanno redatto una serie di &lt;i&gt;dossier &lt;/i&gt;che mostrano tutte le situazioni di richieste di risarcimento.&lt;br /&gt;
"Il salto che si è determinato con la sentenza del tribunale di Torino, anche se siamo ancora al primo grado di giudizio, è netto", osserva Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. "Nel caso dei grandi incidenti del passato, da Seveso a Bhopal, si è trattato di un episodio, sia pure gravissimo: e il giudizio della magistratura ha riguardato quelle specifiche responsabilità. Ma le conclusioni del processo Eternit ribaltano questo punto di vista e spostano l'attenzione sulle responsabilità per la &lt;i&gt;routine &lt;/i&gt;quotidiana, quando questa &lt;i&gt;routine &lt;/i&gt;comporta un rischio inaccettabile per chi vive dentro le fabbriche, per chi abita vicino agli impianti a rischio e, molto spesso, anche per milioni di altre persone che possono venire in contatto con oggetti pericolosi".&lt;br /&gt;
E ancora, "Patrizia Fantilli, responsabile dell'ufficio legale del Wwf, ricorda che, a questo punto, il discorso della richiesta di risarcimenti si allarga ad altre situazioni critiche.

Ad esempio al poligono di Quirra, in Sardegna, dove sono stati interrati rifiuti militari (bombe, parti di missile, batterie, pneumatici) contenenti sostanze tossiche tra cui amianto e uranio.&lt;br /&gt;
O alla discarica di Bussi (Pescara), considerata una delle più inquinanti d'Europa: dagli anni Sessanta ai Novanta qui sono state smaltite abusivamente grandi quantità di sostanze chimiche che hanno contaminato per oltre 25 anni le falde idriche che arrivano ai pozzi utilizzati da 400 mila persone".&lt;br /&gt;
Mentre l'&lt;a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/buonanotte-abruzzo.html" target="_blank"&gt;Abruzzo dormiva sogni beati&lt;/a&gt;... &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-5052021536037505894?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Un'azienda braidese vorrebbe realizzare un &lt;b&gt;impianto a biogas al confine tra i Comuni di Cherasco e di Bra in provincia di Cuneo&lt;/b&gt;, ma parte della comunità locale ha manifestato nei giorni scorsi il suo disaccordo, attraverso un portavoce, presidente del Comitato di quartiere “Centro Storico” e vicepresidente del circolo locale di Legambiente. Primo Penone, questo il suo nome, si è fatto portavoce di moltissimi cittadini, scrivendo una lettera ufficiale che riassume i principali timori della comunità.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il progetto contestato consiste in un &lt;b&gt;impianto alimentato da gas derivato da biomasse agricole e reflui zootecnici&lt;/b&gt;, per la produzione di energia elettrica e termica, della potenza di 635 kW.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Martedì 24 gennaio 2012 si è tenuta, presso il Palazzo della Provincia, a Cuneo, la Conferenza dei servizi: la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, infatti, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dalle province delegate a seguito di un procedimento unico, svolto nel termine massimo di novanta giorni (escluso il tempo necessario per l’espletamento dell’eventuale verifica di assoggettabilità sul progetto preliminare), nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico.&lt;br /&gt;
Questo meccanismo (sistema autorizzatorio e procedimento unico) incentra nella &lt;b&gt;conferenza di servizi&lt;/b&gt; la sede per la composizione e il bilanciamento degli&amp;nbsp;interessi pubblici e privati coinvolti – tra cui assumono rilievo in modo particolare gli interessi alla tutela del paesaggio, alla tutela dell’ambiente e dell’iniziativa economico privata – e prevede il rafforzamento della fase istruttoria e dell’apporto motivazionale delle amministrazioni coinvolte, che hanno l’obbligo di fornire completa e adeguata motivazione in ordine al bilanciamento effettuato.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Anche la giurisprudenza – chiamata a dirimere sempre più spesso i numerosi contenziosi che hanno contrapposto, da una parte, gli operatori del settore, intenzionati a realizzare impianti per la produzione di energia da fer (soprattutto nel settore eolico) e, dall’altra, a seconda dei casi, le regioni (nel caso, ad esempio, di diniego di nulla osta paesaggistici), il Ministero dei beni culturali e ambientali (quando, ad esempio, le soprintendenze hanno annullato nulla osta paesaggistici regionali) o i comuni (nell’ipotesi di dinieghi di autorizzazioni o atti regolamentari preclusivi all’installazione degli impianti) – dopo un’iniziale oscillazione interpretativa, sembra essersi orientata a valorizzare il ruolo del giudizio comparativo degli interessi coinvolti effettuato dalle PP.AA. in sede istruttoria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Attraverso la lettera di cui sopra, i cittadini esprimono preoccupazioni circa i rischi per la &amp;nbsp;salute che l'impianto comporterebbe, &lt;i&gt;"per il formarsi di microparticelle che, non potendo essere filtrate, si diffondono nell’aria arrecando danni alla pelle ed all’apparato respiratorio"&lt;/i&gt;; il timore per la generazione e diffusione di altri sgradevolissimi odori, oltre al possibile prodursi di inquinamento delle falde acquifere &lt;i&gt;"con gravissimo e prevedibile danno per tutta l’economia agricola della zona"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Inoltre, viene contestato il probabile aumento di rumore e traffico stradale dovuto alla quotidiana presenza di mezzi pesanti atti a far confluire i liquami verso la centrale.&lt;br /&gt;
La conclusione è che i cittadini richiedono una localizzazione diversa per tale impianto.&lt;br /&gt;
A tale coro di protesta si unisce Carlo Petrini, presidente di Slow Food, il quale ha motivato la sua contrarietà sia dal punto di vista morale che da quello ecologico (il testo integrale dell'intervento è visionabile al seguente indirizzo: http://sgonfiailbiogas.blogspot.com/2012/03/petrini-no-al-biogas-bra.html).
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 25 gennaio, all'indomani dello svolgimento della conferenza di servizi, l'Amministratore Delegato della ditta che dovrebbe realizzare l'impianto si è dichiarato &lt;i&gt;"contento della professionalità dei tecnici Provinciali"&lt;/i&gt;, mentre ha polemizzato sulla protesta dei cittadini in una sorta di botta e risposta che si concentra soprattutto sulla tipologia delle argomentazioni esposte da coloro che si oppongono all'impianto.&lt;br /&gt;
I toni sono accesi perché all'esterno del Palazzo della Provincia, mentre era in corso la conferenza, si è svolta la protesta di una delegazione di braidesi e cheraschesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al momento in cui si scrive, la decisiva nuova conferenza di servizi in 
merito all'impianto non ha ancora avuto luogo. Nel frattempo, sarà il 
Politecnico di Torino - Dipartimento Energia ad effettuare uno studio 
approfondito dell'impianto di Bra - Cherasco e del suo impatto 
ambientale. Saranno le amministrazioni dei 2 comuni coinvolti a 
finanziarla. Alla base di questa decisione l'esigenza di disporre di una
 documentazione tecnica, che sia al di sopra delle parti, da presentare 
alla prossima conferenza. 


&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non si vuole entrare in questa sede, nel merito della vicenda, che chi scrive non conosce in modo approfondito.&amp;nbsp;Ma è proprio da qui che voglio partire: dalla conoscenza corretta ed approfondita delle vicende...&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Conoscenza esatta che, per definizione, cozza con gli opposti estremismi che spesso si&amp;nbsp; contrappongono &lt;i&gt;a priori&lt;/i&gt;, senza un'adeguata valutazione, prima, e ponderazione, poi, delle scelte progettuali proposte.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ecco, l'impressione che ho, occupandomi da vicino di problematiche, come quella relativa alla centrale a biomasse &lt;i&gt;de qua&lt;/i&gt;, è che a livello comunicativo passino dei messaggi sbagliati, da un parte e dall'altra, fondati su "pezzi" di "verità" e perciò incompleti. Messaggi che non aiutano una sana comprensione delle dinamiche sociali, ambientali, energetiche ed economiche sottostanti.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Da una parte comitati che (non tutti, per carità) semplicemente non vogliono opere sul proprio territorio, a prescindere da qualsiasi considerazione giuridica e tecnica di merito. Fatelo a casa di altri, ovvero in luoghi in cui ci sarà qualcuno che invita a fare la stessa cosa: morale, dovremmo ritornare nel medioevo o ancora più indietro...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dall'altra società che, pur di guadagnare, costruirebbero una centrale a biomasse (per rimanere al tema del giorno) anche in mezzo all'oceano (magari pure sott'acqua), se a qualcuno particolarmente originale dovesse mai venire&amp;nbsp; la malaugurata idea di incentivare tale futuristica tipologia di impianti...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Certo, non è facile (anzi, è impossibile) trovare una soluzione che accontenti tutti: semplicemente perchè non esiste, sia dal punto di vista "sociale" (per le presenza di interessi diversi, a volte divergenti) che da quello tecnico-temporale (tutti i progetti sono perfettibili, ma ad un certo punto occorre arrivare ad una sintesi sostenibile).&amp;nbsp;E questo livello comunicativo è sufficiente per ingenerare, a seconda che si sia fautori o meno di una certa soluzione impiantistica (o anche semplicemente del fatto che si abiti in un luogo più o meno vicino a quello prescelto per la realizzazione di un'opera...), dibattiti sterili che assomigliano più a baruffe da bar per un rigore negato (o concesso, ovviamente ingiustamente, a seconda della parte della barricata nella quale ci si trova) che a discussioni, magari anche animate, sulla sostenibilità del nostro futuro, e soprattutto di quello dei nostri figli.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Da spettatore (ripeto, non conosco nel caso concreto la vicenda, e per coerenza non posso dire, da esperto in normativa ambientale, se c'è qualcosa che, unitamente agli aspetti tecnici, mi possa far propendere, nel caso concreto, ad una tesi piuttosto che a quella opposta. Per questo comunque è stata prevista la conferenza di servizi, che si presume abbia le competenze e le professionalità adeguate per compiere il proprio lavoro) imparziale non posso che rimanere sbigottito di fronte a discussioni generiche e generalizate, infarcite di stereotipi e cliché che sono di più facile consumo ma non ci conducono da nessuna parte.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Discussioni che invece dovrebbero partire almeno da una serie di considerazioni imprescindibili: da qualche parte determinate opere occorre realizzarle (perchè una centrale a biomasse a Bra non va bene, e una che brucia olio combustibile o rifiuti non opportunamente selezionati a Sarroch o Acerra sì?!), perchè più sostenibili di quelle esistenti, in un'ottica di microgenerazioni distribuita. Piccoli impianti delocalizzati, vicini ai luoghi in cui si produce la materia prima, sono preferibili a mega impianti cattedrali nel deserto, presso le quali bisogna portare materia prima prodotta anche molto lontano.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E questo mi permette di "attaccare concettualmente" anche le imprese che, costi quel che costi, sarebbero disposte a fare carte false (e a costruire anche all'interno del Colosseo) pur di accaparrarsi i lauti guadagni che una politica a volte sconsiderata elargisce...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ma se manca una programmazione autorevole (che dia l'esempio: quello buono!) da parte dello Stato, della politica, in grado di mandare in pensione la vecchia paraideologia della perenne emergenza (in Italia si emanano leggi per far fronte all'emergenza di turno: non si programma quasi nulla) e sostituirla con un progetto di futuro, è difficile pretendere comportamenti più civili e lungimiranti.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure la giurisprudenza afferma da tempo che:&lt;br /&gt;
&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;
&lt;li&gt;la normativa nazionale (ma anche quella comunitaria e quella internazionale) “non impedisce affatto un giudizio di comparazione tra valori ed interessi pubblici coinvolti nel procedimento [volto all’autorizzazione di impianti alimentati da fer], che debbono essere appunto mediati con valutazione discrezionale del competente organo amministrativo in applicazione della normativa di settore. In particolare, nessuna norma o principio riconosce come prevalente l’esigenza energetica rispetto alla tutela ambientale” e rientrano pertanto nel potere discrezionale del competente organo amministrativo la comparazione e il bilanciamento dei vari interessi e valori sottesi alla vicenda di volta in volta presa in esame;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;“l’astratta necessarietà degli impianti non può mai quindi condizionare e vincolare in maniera assoluta il giudizio di compatibilità ambientale, obbligandone il rilascio in termini positivi in relazione ai benefici legati all’efficienza energetica per la collettività, perché, altrimenti, si darebbe luogo ad un totale sbilanciamento (in favore delle sole esigenze energetiche) di un sistema di valori – quali quelli paesistico-ambientali ed economici – aventi invece pari rilevanza costituzionale”.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Detto altrimenti, la necessità di favorire ed incentivare la realizzazione di impianti alimentati da FER, che è un’attività libera, non è lasciata tuttavia alla libera iniziativa dei privati, ma soggiace ad apposite valutazioni da parte delle PP.AA., svolte nell’ambito del procedimento unico volto al rilascio dell’autorizzazione unica, sia in ordine alla quantità dell’energia da produrre con impianti alternativi, sia in ordine alla compatibilità ambientale dei singoli interventi.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ma anche gli interessi ambientali devono essere contestualizzati, e non possono prevalere sempre e comunque, a prescidere, su quellil energetici.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non mi sembrano conclusioni di persone "geneticamente diverse", ma molto più prosaicamente riflessioni ponderate di persone che hanno scelto la strada, ahimè finora meno battuta, delle molteplici sostenibilità (fra le quali rientra anche la dialettica)....&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-3866635220927353446?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Pr7IqZ0sa6qNZ6w1y2Co88_hn3A/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Pr7IqZ0sa6qNZ6w1y2Co88_hn3A/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Se i messaggi che riguardano un prodotto, un'attività, un servizio, un progetto, o anche soltanto un'idea creativa, hanno un connotato green possono essere veicolati e diffusi attraverso canali specifici o - come si suol dire - in target, che li rendano immediatamente visibili e popolari presso il loro vero pubblico obiettivo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Si tratta di dare un'ulteriore e preziosa fonte di visibilità alla propria idea imprenditoriale, andando a pescare, è proprio il caso di dirlo, i canali di comunicazione che il mercato obiettivo realmente utilizza. Una specie di rivoluzione verticale, diametralmente opposta all'idea di una comunicazione di massa, per la quale tutti i messaggi vanno passati a tutti, sperando di pescare nel mucchio i clienti giusti.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I prodotti green style o green concept possono essere comunicati attraverso la rete poiché i tanti siti, blog e forum dedicati agli alle tematiche più variegate relative all'ambiente permette al meglio di comunicare i propri messaggi in maniera mirata, verticale, attraverso la pratica sempre più diffusa dello&amp;nbsp;&lt;b&gt;sponsored post o post / articolo sponsorizzato&lt;/b&gt;, all'interno di un blog o di un sito che abbiano un taglio attinente all'argomento del messaggio pubblicitario. La riduzione di costo rispetto anche ad una semplice campagna di annunci a pagamento sui più noti motori di ricerca è notevole, anche perché il post sponsorizzato rimane on line, come un seme, che acquisisce popolarità giorno dopo giorno.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In questo blog e nel sito web di Natura Giuridica, www.naturagiuridica.com, abbiamo cominciato ad applicare questa pratica, ospitando alcuni post sponsorizzati su iniziative in target con le mie due piattaforme web professionali. Si tratta di una nuova opportunità che si integra e si aggiunge a quelle,&amp;nbsp;più "tradizionali",&amp;nbsp;che già propongo (vedi in proposito la pagina &lt;a href="http://www.naturagiuridica.com/offerte-pubblicitarie.php" target="_blank"&gt;offerte pubblicitarie&lt;/a&gt;), come il link o il banner, o il passaggio sulla pagina di Facebook. Per richiedere tale servizio basta contattarmi ai miei diversi recapiti, ed i costi sono nell'ordine di alcune decine di euro per articolo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Negli ultimi tempi, si parla di rinascita dei blog personali forse anche per questo motivo: il proprio blog personale, frutto di tante e tante serate e week end passati a "postare", e a fare ricerche sulla propria passione o argomenti preferito può diventare fonte di piccole soddisfazioni economiche proprio grazie a questa pratica pubblicitaria. Il blogger lavora, come una specie di copywriter all'interno di un'agenzia pubblicitaria, sulla base di un brief, che presenta in maniera sintetica ma dettagliata le caratteristiche del prodotto, del servizio o quant'altro; il documento indica i siti web da linkare, di solito quello della casa produttrice, e lo spirito della campagna, in altri termini l'idea creativa, il concetto che va espresso nell'articolo; il blogger è dunque assolutamente libero, innanzi tutto, di scrivere o di non scrivere su quel determinato brief e, se decide di farlo, di dare all'articolo un taglio coerente al proprio stile di scrittura e di comunicazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In altri termini, il prodotto finale è un articolo personalizzato, diverso da un article marketing o da un comunicato stampa perché redatto da un soggetto che non ha niente a che fare con chi produce o eroga il bene o il servizio (il blogger viene contattato o direttamente dall'ufficio comunicazione della casa produttrice, oppure da un'agenzia di comunicazione che gestisce la comunicazione per quel determinato cliente).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il vero elemento innovativo è dato, tuttavia, dalla capacità di argomentare dei blogger. Il primo giudice di un qualsiasi blogger sono i propri lettori, i colleghi blogger, quelli che gli hanno dato fiducia linkando il suo blog e così via. E' per loro e soltanto per loro che un blogger non può permettersi di scrivere un banale article marketing, anche se a fine post compare - bene in vista - la dicitura &lt;b&gt;post sponsored&lt;/b&gt;. Se l'articolo fosse una pedissequa riproposizione del brief, senza un'argomentazione articolata dei vantaggi e svantaggi riscontrati nell'utilizzo del prodotto o del servizio, verrebbe immediatamente invaso da commenti poco lusinghieri o, quel che è peggio, silenziosamente abbandonato dai suoi lettori.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il sistema dei blog non è un paradiso artificiale, dove tutto funziona a menadito, dove tutte le informazioni postate sono corrette, verificate e, soprattutto, non offensive, ma ha la capacità di auto - regolarsi (che non vuol dire auto - censurarsi o essere censurato). Se un blogger scrive informazioni false, imprecise, se non è capace di proporre le sue idee in maniera accattivante, con uno stile personale e originale, la selezione naturale lo farà finire, prima o poi, nell'oblio, visibile soltanto ad un ristrettissimo pubblico, coincidente con gli amici del bar. Detto per inteso, questo è l'incubo di tutti i blogger: se il tuo pubblico si riduce così tanto, ti chiedi se valga la pena continuare a tenere aperto un blog, e se non sia più azzeccato scambiarsi e mail private, telefonarsi o, appunto, incontrarsi al bar.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-3098094752859967911?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_yaEB0fXOGmmX40HxrLkDOGPd6k/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_yaEB0fXOGmmX40HxrLkDOGPd6k/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/NaturaGiuridica/~4/I1AvfmAvTsc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/NaturaGiuridica/~3/I1AvfmAvTsc/sponsored-post-sponsorizzati-in-questo.html</link><author>noreply@blogger.com (Andrea Quaranta)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://naturagiuridica.blogspot.com/2012/03/sponsored-post-sponsorizzati-in-questo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8743681173145146694.post-8674425357716058709</guid><pubDate>Thu, 01 Mar 2012 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-01T09:14:40.224+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Piemonte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Biomasse</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fotovoltaico</category><title>Piemonte: due delibere in materia di fonti rinnovabili di energia</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nella seduta del 30 gennaio scorso, la &lt;b&gt;Giunta regionale del Piemonte&lt;/b&gt; ha approvato &lt;b&gt;due delibere in materia di energie rinnovabili e biomasse&lt;/b&gt;:
con la prima sono state definite le indicazioni per il procedimento unico di rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, mentre la seconda individua i criteri sulla cui base la Regione può indicare le aree e i siti non idonei all’installazione ed all’esercizio di impianti alimentati da biomasse, relativamente alle filiere dei combustibili ligno-cellulosici, liquidi e del biogas.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo provvedimento ha l'obiettivo di bilanciare le esigenze di semplificazione delle linee guida nazionali con le peculiarità del territorio piemontese, a tutela delle politiche di salvaguardia del paesaggio, dell’ambiente e del territorio rurale.
 
Per uniformare i procedimenti affidati alle Province, si fa particolare riferimento alla documentazione da allegare alla richiesta, agli oneri istruttori, alle modalità di conduzione dell’iter procedurale, alla compatibilità paesaggistica ed ambientale dell’intervento, alla variante al piano regolatore, alle garanzie finanziarie. Si ritiene così di poter superare le differenze presenti sul territorio regionale.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Anche l'obiettivo della seconda delibera è quello di conciliare la tutela del paesaggio, dell’ambiente, del territorio rurale e delle tradizioni agroalimentari locali con lo sviluppo e la valorizzazione delle energie rinnovabili stabiliti dalle normative europee.&lt;br /&gt;
In particolare, sono considerate &lt;b&gt;non idonee &lt;/b&gt;all’esercizio di &lt;b&gt;impianti alimentati da fonti rinnovabili&lt;/b&gt; le aree agricole e specificamente i terreni agricoli e naturali ricadenti nella prima e seconda classe di capacità d’uso del suolo, i terreni agricoli irrigati con impianti irrigui a basso consumo idrico realizzati con finanziamento pubblico, i territori dei Comuni individuati nell’“Elenco dei Comuni ad alto carico zootecnico” (questi ultimi, per i soli impianti a biogas con potenza elettrica superiore a 250 kW che utilizzano in prevalenza [&amp;gt;50% in peso] prodotti agricoli da colture dedicate), da redigersi a cura della Direzione Agricoltura.&lt;br /&gt;
Sono stati dichiarati inidonei, tra gli altri, i siti inseriti o candidati a patrimonio mondiale dell’Unesco ed i tenimenti dell’Ordine Mauriziano, i Comuni che presentano le peggiori criticità sotto il profilo della qualità dell’aria, le aree agricole più fertili e quelle con elevato carico zootecnico, i boschi da seme o costituenti habitat ad interesse comunitario, gli impianti di arboricoltura finanziati con fondi comunitari, le zone soggette ad esondazione dei fiumi e fenomeni gravi di dissesto idraulico e idrogeologico. L'obiettivo sembra proprio quello di limitare la proliferazione incontrollata di impianti a biomasse, che potrebbe dare luogo a distorsioni sull'intero comparto rurale, oltre che all'eccessivo consumo di suolo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Qualcuno non ha esitato a definire come un giro di vite quello della Giunta regionale piemontese - nel mirino il consumo incontrollato di suolo agricolo - esercitato nel pieno rispetto delle &lt;a href="http://naturagiuridica.blogspot.com/2010/01/eolico-fotovoltaico-e-leggi-regionali.html" target="_blank"&gt;competenze regionali in materia di energia&lt;/a&gt;: le regioni, infatti, possono indicare criteri concreti e specifici per individuare aree e siti non idonei per l'installazione di impianti da FER (mentre non possono fare il contrario, ossia indicare aree e siti idonei).&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l'altra delibera invece si tratta di una virata verso la semplificazione dei procedimenti autorizzativi per gli impianti ad energie rinnovabili.

Le due delibere sono pubblicate sul BUR n. 05 del 2 febbraio 2012.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dichiara Claudio Sacchetto, assessore regionale all'Agricoltura Foreste, Caccia e Pesca: "all’agricoltore titolare della propria azienda viene lasciata, nei limiti della legge, la libertà per poter edificare il proprio &lt;b&gt;impianto alimentato da biomasse&lt;/b&gt;, allo stesso tempo però sono state poste norme e limitazioni precise per evitare che speculazioni esterne possano danneggiare e lucrare in modo intensivo sul mondo rurale piemontese. Misure particolari inoltre sono state adottate per monitorare e tutelare le aree ad elevato carico zootecnico.&lt;br /&gt;
Infine si sono volute scongiurare prima del nascere eventuali interferenze - dovute alla presenza di grandi impianti a biogas- sia sul prezzo di mais e altri combustibili vegetali affini (interferenze che avrebbero potuto danneggiare il regolare approvvigionamento di materie prime da parte degli allevatori) sia la possibile influenza sul costo degli affitti dei terreni agricoli”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Link ai testi delle 2 delibere:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 30 gennaio 2012, n. 5-3314&lt;/b&gt; Indicazioni procedurali in ordine allo svolgimento del procedimento unico di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, relativo al rilascio dell'autorizzazione alla costruzione ed esercizio di &lt;b&gt;impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2012/05/attach/dgr_03314_430_30012012.pdf&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 30 gennaio 2012, n. 6-3315&lt;/b&gt; Individuazione delle aree e dei siti non idonei all'installazione ed esercizio di &lt;b&gt;impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biomasse&lt;/b&gt;, ai sensi del paragrafo 17.3. delle "Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili" di cui al decreto ministeriale del 10 settembre 2010.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2012/05/attach/dgr_03315_430_30012012.pdf&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8743681173145146694-8674425357716058709?l=naturagiuridica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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