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	<title>Neocon Italiani</title>
	
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	<description>Un'officina culturale</description>
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		<title>Quoque tu Piero</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 16:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Trovo inconcepibile che La Repubblica pubblichi una notizia del tutto falsa senza neanche verificarne non dico la fondatezza, ma la minima attendibilità. Non si invochi il diritto di cronaca o la libertà di stampa, che non c&#8217;entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta e pulita ledendone la onorabilità e la dignità. E questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p align="justify"><font face="Georgia" size="2">«Trovo inconcepibile che La Repubblica pubblichi una <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/dossier-telecom/verita-tavaroli-2/verita-tavaroli-2.html" target="_blank">notizia</a> del tutto falsa senza neanche verificarne non dico la fondatezza, ma la minima attendibilità. <strong>Non si invochi il diritto di cronaca o la libertà di stampa, che non c&#8217;entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta</strong> e pulita ledendone la onorabilità e la dignità. E questo è inaccettabile». Piero Fassino.</font></p>
</blockquote>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Noi lo <a href="http://www.neoconitaliani.it/archives/81" target="_blank">ripetiamo</a> da tempo.</font></p>
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		<title>Corteggiate le massaie</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 19:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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«Po&#8217; darsi che moro, ma non è escluso che ritorno». Avevo intenzione di scrivere due o tre righe sulla morte di Funari, direttore “popolare” che dalle colonne dell’Indipendente dipinse gli umori dell’Italia profonda, della ‘ggente. Purtroppo il tempo, talvolta, è assai inclemente.
Andrea Mattei ha ricostruito quell&#8217;esperienza in maniera decisamente puntuale. Vi consiglio la lettura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img height="315" src="http://farm4.static.flickr.com/3104/2683279424_fcf52c8e2f_o.jpg" width="406"></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">«<i>Po&#8217; darsi che moro, ma non è escluso che ritorno</i>». Avevo intenzione di scrivere due o tre righe sulla morte di Funari, direttore “<i>popolare</i>” che dalle colonne dell’Indipendente dipinse gli umori dell’Italia profonda, della <i>‘ggente</i>. Purtroppo il tempo, talvolta, è assai inclemente.</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Andrea Mattei ha ricostruito quell&#8217;esperienza in maniera decisamente puntuale. Vi consiglio la lettura del suo <a href="http://max.rcs.it/news/0808_08news_funari.shtml" target="_blank">articolo</a>, per capire l’uomo e le sue magnifiche intemeperie. Ciao Gianfrà.</font></p>
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		<title>E’ omicidio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[(in)giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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		<description><![CDATA[La premessa è fondamentale: il dramma di Eluana Englaro merita rispetto umano, puntualità dottrinale e onestà intellettuale. Sono tre caratteristiche fondamentali da cui non si può prescindere nel momento in cui si affrontano temi delicati come il principio o la fine della vita.
La sentenza della Corte di Cassazione attesta e approva un inequivocabile caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">La premessa è fondamentale: il dramma di Eluana Englaro merita rispetto umano, puntualità dottrinale e onestà intellettuale. Sono tre caratteristiche fondamentali da cui non si può prescindere nel momento in cui si affrontano temi delicati come il principio o la fine della vita.</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">La sentenza della Corte di Cassazione attesta e approva un inequivocabile caso di eutanasia, pratica attualmente proibita dalla legislazione italiana. Non capisco quali possano essere le ragioni di diritto positivo che hanno portato le toghe a esprimere questa presa di posizione. L’articolo 579 del Codice di Procedura Penale statuisce al comma uno che “<i>chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui è punito con la reclusione da sei a quindici anni</i>”. Il 580 rafforza il concetto con termini ancora più chiari: “<i>chiunque determina altri al suicidio o rafforza l&#8217;altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l&#8217;esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni</i>”. In altre parole: costituisce reato la condotta di chi determina ad altri il suicidio o la condotta di chi cagiona la morte di altri, seppure con il di lui consenso. Si prescinde, a legislazione vigente, dalla volontà eventualmente espressa dalla persona.</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Forse un domani verrà varata la legge sul testamento biologico, forse verrà concessa l’eutanasia tout-court, ma <b>oggi</b> le norme che disciplinano la materia proibiscono in maniera inequivocabile la pratica della presunta “<i>dolce morte</i>”. Confesso che chi scrive è alquanto irato dal parere espresso dalla giurisprudenza, un parere eversivo che rappresenta un ulteriore strappo del tessuto costituzionale: troppo spesso, a mio avviso, ci si è concentrati sul diritto alla morte e non su quello alla vita, diritto costituzionalmente garantito e posto a presidio dell’esistenza fisica. Troppo spesso la magistratura ha manipolato i frammenti dell’ordinamento per interpretare discutibilmente la correttezza dell’impostazione dettata dall’organo legislativo. Va urgentemente ristabilito il confine dell’autonomia interpretativa: la magistratura è e resta libera di muoversi nel rispetto dell’ordinamento e nell’ambito dei limiti imposti dalla legge. La dottoressa Maria Gabriella Luccioli e i suoi colleghi non possono far prevalere le proprie vedute ideologiche, religiose, morali o meramente politiche. Devono attenersi a quanto stabilito dal Parlamento. </font></p>
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		<title>Gli allarmisti</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[girotondi]]></category>
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		<description><![CDATA[«Sabina Guzzanti, sparigliando e agendo secondo coscienza, si è schierata dalla mia parte, ha voluto vederci chiaro, ha capito molte cose e ha scritto parole di fuoco che mi hanno preoccupato perché il nemico che abbiamo di fronte, gli eredi del KGB, non va per il sottile e uccide o nel corpo o nell’immagine. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p align="justify"><font face="Times New Roman" size="2">«</font><i><font face="Georgia" size="2">Sabina Guzzanti, sparigliando e agendo secondo coscienza, si è schierata dalla mia parte, ha voluto vederci chiaro, ha capito molte cose e ha scritto parole di fuoco che mi hanno preoccupato perché il nemico che abbiamo di fronte, gli eredi del KGB, non va per il sottile e uccide o nel corpo o nell’immagine. E’ cominciato un grande processo rivoluzionario qui, di Rivoluzione Italiana, e io intendo portarlo avanti con tutti coloro che vogliono farlo, di destra e di sinistra, purché abbiano a cuore la nostra Patria e la sovranità del nostro popolo. Viva le verità, viva la libertà, viva la rivoluzione per instaurare la democrazia</font></i><font face="Times New Roman" size="2">»</font><font face="Georgia" size="2">. <a href="http://www.paologuzzanti.it/?p=761" target="_blank">Paolo Guzzanti</a>.</font></p>
</blockquote>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Nota a margine. Io non credo che Sabina Guzzanti possa essere <i>inquadrata</i> come “la figlia del senatore Paolo” nell’immaginario collettivo. Sarebbe ingiusto, nei confronti delle idee che entrambi esprimono con inaudita virulenza. Credo, tuttavia, che ambedue vivano in un’ansia di emergenza democratica quasi ossessiva e trovo singolare che identifichino il dittatore di turno in Berlusconi o negli agenti del Kgb, tralasciando le critiche all’unica falla effettiva prodotta dal sistema: l’impossibilità di esprimere la preferenza nell’ambito delle elezioni parlamentari. </font></p>
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		<title>Di Pietro alla guida degli “intellettuali”, l’horror show</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 10:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="401" height="332"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/c3tEsK-nebU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/c3tEsK-nebU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="401" height="332"></embed></object></p>
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		<title>Nuvole e lenzuola</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 10:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il caso Carfagna, se può essere definito tale, ha natura surreale. Partiamo dal presupposto che la libera stampa, nell’attesa del decreto sulle intercettazioni, ha deciso di aggirare preventivamente il provvedimento ed infangare in maniera subdola le persone. In altri termini, cambia la regola generale, ma non la sostanza di fondo: anziché propinare pagine e pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px 10px 0px 0px" src="http://farm3.static.flickr.com/2407/2636320478_7276c44028_o.jpg" align="left">
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Il caso Carfagna, se può essere definito tale, ha natura surreale. Partiamo dal presupposto che la libera stampa, nell’attesa del decreto sulle intercettazioni, ha deciso di aggirare preventivamente il provvedimento ed infangare in maniera subdola le persone. In altri termini, cambia la regola generale, ma non la sostanza di fondo: anziché propinare pagine e pagine di testi contenenti discussioni riservate di privati cittadini, si insinua l’esistenza di colloqui informali e telefonici di cui nessuno è venuto a conoscenza. Un processo sommario legato ad un evento futuro ed incerto. Già questo mi pare rilevante.</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Il capo d’imputazione poi lascia presagire l’oculatezza dei notisti afflitti dalla sindrome del Grande Fratello: Berlusconi avrebbe rivelato in un’intercettazione di aver condiviso momenti d’intimità sessuale con una giovane donna che, successivamente, sarebbe diventata ministro. Apriti cielo e scova la colpevole. Attualmente ricoprono incarichi istituzionali quattro donne, nell’ordine: Maria Stella Gelmini all’Istruzione, Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Giorgia Meloni alle Politiche Giovanili e Mara Carfagna alle Pari Opportunità. Dato il curriculum politico delle prime tre, i giornalai, pardon giornalisti, dei quotidiani di tutta Italia hanno incentrato la propria attenzione sull’ex showgirl televisiva. Perché una donna che lavora nel piccolo schermo, che posa per alcuni calendari e insegna danza ad Unomattina nell’immaginario collettivo è zoccola per definizione. Mi spiace citare su questo dominio esponenti del mondo girotondino, ma la sintesi più grossolana – e, in quanto tale, efficace – l’ha elaborata Sabina Guzzanti, <a href="http://www.sabinaguzzanti.it/?q=node/787" target="_blank">scrivendo</a>:</font></p>
<p><span id="more-595"></span></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2"></font></p>
<blockquote><p align="justify"><i><font face="Georgia" size="2">«io so anche se non ho le prove. non credo che qualcuno abbia avuto dubbi quando è stata nominata ministro su quali potessero essere i retroscena».</font></i></p>
</blockquote>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Dunque, per ammissione dei pubblici ministeri della Santa Inquisizione, non abbiamo al momento uno straccio di prova sulla colpevolezza della Carfagna, ma intanto ci permettiamo di svilirne l’onorabilità, posto che in quanto ex soubrette merita tutto il nostro disprezzo. Ma non finisce qui: un’altra stupidaggine, ahimè ancor più odiosa, proviene dai banchi dell’opposizione, esattamente dalla penna di Massimo Donadi, che azzarda un paragone <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_04/Carfagna_attacco_solidarieta_bipartisan_db3046dc-498a-11dd-9284-00144f02aabc.shtml" target="_blank">insulso</a>:</font></p>
<blockquote><p align="justify"><i><font face="Georgia" size="2">«Se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no?».</font></i></p>
</blockquote>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Quesito corretto, indubbiamente corretto, ma se posto nei giusti termini. Innanzitutto pregheremmo gli esponenti dell’Italia dei Valori di essere coerenti almeno una volta nella vita: non si può criticare notte e giorno il provincialismo di New York e poi invocare, nel dibattito pubblico, un’indagine misera sotto le lenzuola. In secondo luogo, l’analogia col caso statunitense regge solo fino a un certo punto: l’ex presidente della potenza d’oltreoceano non subì un processo per le proprie scappatelle sessuali, bensì per aver mentito alla nazione, per aver giurato il falso dichiarando di non aver compiuto atti sessuali, salvo poi <a href="http://www.repubblica.it/online/fatti/clintrapp/duevo/duevo.html" target="_blank">precisare</a> “<em>quello che abbiamo fatto non rientra nella definizione di rapporti secondo il giudice che presiedeva la mia prima deposizione sul caso di Paula Jones, dunque non costituisce relazione</em>”. Non è una nota a margine di cui non tener conto.</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Io non so esattamente come terminerà questa vicenda. Di certo non giurerei sulla probità dell’uomo Berlusconi, assai incline ai vizi della sensualità e al piacere della carne. D’altra parte non mi sento di condannare preventivamente nessuno, né – parimenti – nutro la speranza di scoprire quali siano le preferenze del Cavaliere nella camera da letto. Gradirei ignorarlo e se qualcuno, ligio alle regole dagli scranni del moralismo d’annata, volesse invocare le dimissioni del ministro, libero di farlo, ma – di grazia – porti argomenti sostanziali – quale può essere l’inesperienza come ha giustamente rilevato Facci dalle colonne del Riformista. </font></p>
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		<title>Dal Vangelo secondo Marx</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 10:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
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Purtroppo questa donna riesce a suscitare ilarità solo quando è seria. Il Corriere della Sera, piaccia o meno il tempio del giornalismo italiano, il quotidiano “istituzionale” che ha ospitato sulle sue colonne articoli di grandi penne, quali Indro Montanelli, Oriana Fallaci e Leonardo Sciascia, pubblica oggi una lettera al vetriolo di Santa Sabina Martire dell’Informazione.
In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font face="Georgia" size="2"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3157/2633735164_129e898ce2_o.jpg">
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Purtroppo <a href="http://www.sabinaguzzanti.it/" target="_blank">questa</a> donna riesce a suscitare ilarità solo quando è seria. Il Corriere della Sera, piaccia o meno il tempio del giornalismo italiano, il quotidiano “istituzionale” che ha ospitato sulle sue colonne articoli di grandi penne, quali Indro Montanelli, Oriana Fallaci e Leonardo Sciascia, pubblica oggi una <a href="http://www.corriere.it/politica/08_luglio_03/guzzanti_pd_4_gatti_975c5442-48c6-11dd-a3c9-00144f02aabc.shtml" target="_blank">lettera</a> al vetriolo di Santa Sabina Martire dell’Informazione.</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">In breve il suo spunto riflessivo può essere così sintetizzato e tradotto: sono tutti corrotti, sono tutti ladri, solo i girotondi hanno il fascino della rettitudine morale; i magistrati devono essere tutelati, in quanto unica risorsa dell’Italia repubblicana; la Costituzione non può essere modificata, né oggi né mai; Veltroni è bollito e anche Di Pietro risulta un po’ insipido; Berlusconi poi è un ladro e con lui ogni cittadino che si riconosce nelle sue politiche; la salvezza dell’Italia è l’intellighenzia, l’unica luce di speranza in un mondo tetro dove prevalgono le tenebre, l’unica categoria capace di staccarsi dal lerciume nazionale per poter discettare e stabilire cosa è giusto nell’interesse supremo del popolo italiano (evidentemente privo di intelligenza, se ha eletto nuovamente il Cavaliere).</font></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Purtroppo l’esercizio di tutela delle libertà costituzionali invocato da Santa Sabina risulta vano e vagamente retorico, specie nell’attuale contesto politico. Strano regime, quello in cui il presunto duce viene apostrofato come magnaccia in diretta televisiva. Strano regime, quello in cui sul servizio pubblico un giornalista definisce semanticamente corretta l’interpretazione del termine magnaccia, sulla base delle intercettazioni indebitamente pubblicate dalla stampa. La lettera al Corriere ricorda nei toni e nello stile la vecchia Pravda sovietica, l’organo deputato ad interpretare ufficialmente la Verità. </font></p>
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		<title>Checks and balances</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 15:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[«Non può suscitare sorpresa o scandalo il fatto che il Csm formuli un parere, diretto al ministro della Giustizia, su un progetto di legge di assai notevole incidenza su materie di diretto interesse del Csm stesso […] dunque destinati a rilevare e segnalare le ricadute che le normative proposte all&#8217;esame del Parlamento si presume possano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p align="justify"><font face="Georgia" size="2">«<i>Non può suscitare sorpresa o scandalo il fatto che il Csm formuli un <b>parere</b>, diretto al ministro della Giustizia, su un progetto di legge di assai notevole incidenza su materie di diretto interesse del Csm stesso […] dunque destinati a rilevare e segnalare le ricadute che le normative proposte all&#8217;esame del Parlamento si presume possano concretamente avere sullo svolgimento della funzione giurisdizionale […] non può esservi dubbio o equivoco sul fatto che <b>al Csm non spetti in alcun modo quel vaglio di costituzionalità</b> cui, com&#8217;è noto, nel nostro ordinamento sono legittimate altre istituzioni</i>».</font></p>
</blockquote>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">Giorgio <a href="http://www.corriere.it/politica/08_luglio_01/csm_voto_parere_norma_blocca_processi_91298c80-473f-11dd-8c36-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Napolitano</a>. </font></p>
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		<title>Linee calde</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 17:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegnati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Espresso]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[

C’è chi ne fa una trasmissione e chi ipocritamente imbastisce uno scandalo, simulando d’essere la voce bianca nel coro di vergini. All’Espresso sono fatti così.
]]></description>
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<p align="center"><font face="Georgia" size="2"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3214/2616421400_5f00c7c398_o.png"></p>
<p align="justify"><font face="Georgia" size="2">C’è chi ne fa una <a href="http://www.iraccomandati.rai.it/category/0,,1067142-1077672.html" target="_blank">trasmissione</a> e chi ipocritamente imbastisce uno <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/2444353/1/2" target="_blank">scandalo</a>, simulando d’essere la voce bianca nel coro di vergini. All’<em>Espresso</em> sono fatti così.</font></p>
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		<title>L’errore del Cav e le scempiaggini del Csm</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 18:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il decreto che sospende i processi, nei termini in cui è stato concepito, ancor prima di essere una norma ad personam, è un provvedimento privo di senso che contrasta lapalissianamente con la dottrina della certezza della pena. I tanti cultori della linea della fermezza, che spesso affollano le fila del centrodestra, sembrano alquanto distratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Georgia" size="2"><img style="margin: 5px 10px 0px 0px" src="http://farm4.static.flickr.com/3203/2610512275_74f61088dc_o.jpg" align="left"> Il decreto che sospende i processi, nei termini in cui è stato concepito, ancor prima di essere una norma <em>ad personam</em>, è un provvedimento privo di senso che contrasta lapalissianamente con la dottrina della certezza della pena. I tanti cultori della linea della fermezza, che spesso affollano le fila del centrodestra, sembrano alquanto distratti in questo momento di fervore parlamentare. Mi chiedo l’utilità di un provvedimento d’urgenza di questo tipo, specie se confrontato con le necessarie e ineluttabili modifiche organiche che la macchina della Giustizia da tempo richiede. Ciononostante non possiamo esimerci dall’evidenziare le responsabilità di una certa magistratura nella gravità dei toni. Come <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/572" target="_blank">evidenzia</a> il Foglio, la mia preoccupazione è incentrata su un punto nodale:</font></p>
<blockquote><p align="justify"><font face="Georgia" size="2">«<i>Ci vorranno anni, forse decenni di serio lavoro perché la magistratura italiana recuperi la fiducia che ha sperperato in dissennate campagne politiche distruttive e in oblique manovre di potere. Autogarantendosi l’impunità, cercando di accreditare il suo Consiglio superiore come organo di censura preventiva del legislatore, costruendo processi a orologeria e diffondendo segreti istruttori per alimentare la gogna mediatica, senza beninteso mai cercare i responsabili di questi reati, ha inferto un danno incalcolabile alla stabilità delle istituzioni e, in primo luogo, alla giustizia</i>». </font></p>
</blockquote>
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