<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Fotografare in Digitale</title>
	
	<link>http://www.fotografareindigitale.com</link>
	<description />
	<lastBuildDate>Sat, 25 May 2013 16:25:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/newsandtricks" /><feedburner:info uri="newsandtricks" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:emailServiceId>newsandtricks</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item>
		<title>Henri Cartier-Bresson (FRA 1908 – 2004)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/9sxuWUVk82A/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/henri-cartier-bresson/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 May 2013 09:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[I grandi Fotografi della Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Bresson]]></category>
		<category><![CDATA[grandi fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Henri Cartier-Bresson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3646</guid>
		<description><![CDATA[Henri Cartier-Bresson nasce a Chanteloup-en-Brie, in Francia, il 22 agosto 1908. Inizialmente si dedica alla pittura, grazie anche all&#8217;influenza dello zio Louis; solamente nel 1931, di ritorno da un viaggio in Costa d&#8217;Avorio, si rende conto di essere fortemente attratto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Henri Cartier-Bresson nasce a Chanteloup-en-Brie, in Francia, il 22 agosto 1908.<br />
Inizialmente si dedica alla pittura, grazie anche all&#8217;influenza dello zio Louis; solamente nel 1931, di ritorno da un viaggio in Costa d&#8217;Avorio, si rende conto di essere fortemente attratto dall&#8217;interesse ad immortalare la realtà.<br />
La scintilla che innesca questo amore è una fotografia di Martin Munkacsi. Cartier-Bresson decide quindi di dotarsi di una macchina fotografica che lo accompagnerà per molto tempo, una Leica 35mm con lente 50mm.<br />
Lungo il corso di tutta la sua carriera fotograferà principalmente con questo apparecchio.</p>
<div id="attachment_3687" class="wp-caption aligncenter" style="width: 444px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson-autoritratto.jpg"><img class=" wp-image-3687 " alt="Henri Cartier Bresson-autoritratto" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson-autoritratto.jpg" width="434" height="543" /></a>
<p class="wp-caption-text">Henri Cartier Bresson-autoritratto</p>
</div>
<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;30 si lega al mondo del cinema, dapprima come assistente di Jean Renoir e poi, nel 1937, come regista del film Return to life. In seguito intraprende un viaggio in Asia fino al sopraggiungere della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale entra a far parte della resistenza francese, svolgendo comunque la sua attività fotografica.<br />
Nel 1940 viene catturato dai nazisti, ma riesce dopo diversi tentativi a fuggire; una volta ritornato dalla prigionia si unisce ad un&#8217;organizzazione per assistere gli evasi.<br />
Il suo rapporto con la grande guerra però non si ferma qui. Nel 1945 infatti è sempre il suo obiettivo a fotografare la liberazione della capitale francese dalle truppe tedesche.</p>
<div id="attachment_3690" class="wp-caption aligncenter" style="width: 584px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_3.jpg"><img class=" wp-image-3690  " alt="Henri Cartier Bresson" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_3-1024x692.jpg" width="574" height="387" /></a>
<p class="wp-caption-text">Henri Cartier Bresson</p>
</div>
<p>Superata la guerra rientra a far parte del mondo del cinema e subito dirige il documentario Le Retour.<br />
Nel 1946 viene a conoscenza del fatto che il MOMA di New York, credendolo scomparso in guerra, vuole dedicargli una mostra postuma. Contatta il museo e per più di un anno lavora in maniera certosina alla preparazione dell&#8217;esposizione, che avrà luogo nel 1947.<br />
Nello stesso anno insieme ad altri elementi di spicco, tra cui Robert Capa, conosciuto in Francia a metà degli anni &#8217;30, fonda l&#8217;agenzia Magnum, nata con lo scopo di tutelare il diritto d&#8217;autore e la trasparenza d&#8217;informazione.</p>
<div id="attachment_3691" class="wp-caption aligncenter" style="width: 591px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri_cartier_bresson_1.jpg"><img class=" wp-image-3691   " alt="Henri Cartier Bresson" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri_cartier_bresson_1-1024x689.jpg" width="581" height="391" /></a>
<p class="wp-caption-text">Henri Cartier Bresson</p>
</div>
<p>Intensifica i suoi viaggi e non c&#8217;è angolo del globo che il suo obiettivo non conosca. Dagli Stati Uniti all&#8217;Unione Sovietica, dalla Cina all&#8217;Italia, dall&#8217;India al Giappone; è ovunque.<br />
Tra i suoi numerosi viaggi in Italia ce n&#8217;è uno in particolare molto importante, quello del 1962, quando per la rivista Vogue si reca in Sardegna per oltre tre settimane per immortalare i luoghi della tradizione.</p>
<p>Qualche anno più tardi, a partire dal 1968, Cartier-Bresson torna a dedicarsi alla sua prima grande passione, la pittura, dichiarando di non essere minimamente interessato alla fotografia.<br />
Inizia a ridurre notevolmente la sua attività fotografica, fino ad eliminarla definitivamente nel 1975, eccezion fatta per qualche ritratto di carattere familiare.<br />
Nello stesso anno abbiamo la sua prima esposizione di dipinti alla Carlton Gallery di New York.</p>
<div id="attachment_3689" class="wp-caption aligncenter" style="width: 475px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_4.jpg"><img class=" wp-image-3689 " alt="Henri Cartier Bresson" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_4.jpg" width="465" height="645" /></a>
<p class="wp-caption-text">Henri Cartier Bresson</p>
</div>
<p>Si ritira a vita privata, interrompendo il suo silenzio solamente nel 2000, quando assieme alla sua seconda moglie, Martine Franck e alla figlia Mélanie, crea la Fondazione Henri Cartier-Bresson, con lo scopo di raccogliere tutte le sue opere e di creare uno spazio per le esposizioni.</p>
<p>Muore quattro anni più tardi a Céreste, il 3 agosto 2004, a 95 anni.</p>
<div id="attachment_3692" class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_2.jpg"><img class=" wp-image-3692 " alt="Henri Cartier Bresson" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_2.jpg" width="360" height="542" /></a>
<p class="wp-caption-text">Henri Cartier Bresson</p>
</div>
<p>Nel corso della sua lunga carriera è riuscito a ritrarre sia situazioni particolari che personaggi di ogni tipo, come il Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Albert Camus, Henri Matisse, Richard Nixon, Marilyn Monroe, Igor Stravinsky e molti altri.<br />
Apprezzato e stimato da tutti Cartier-Bresson è considerato uno dei pionieri del foto-giornalismo, tanto da meritarsi anche il soprannome di “occhio del secolo”, data l&#8217;importanza delle sue testimonianze visive durante il novecento.</p>
<div id="attachment_3688" class="wp-caption aligncenter" style="width: 577px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_5.jpg"><img class=" wp-image-3688  " alt="Henri Cartier Bresson" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/henri-cartier-bresson_5.jpg" width="567" height="383" /></a>
<p class="wp-caption-text">Henri Cartier Bresson</p>
</div>
<p>La sua opera più famosa è certamente The Decisive Moment, scritto nel 1952. Il libro non contiene soltanto una raccolta delle foto più famose di Cartier-Bresson, ma ne descrive anche il modo stesso di fare fotografia.<br />
Viene descritta l&#8217;importanza del soggetto, della tecnica e di tutti gli altri aspetti che compongono la disciplina fotografica.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/9sxuWUVk82A" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/henri-cartier-bresson/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/henri-cartier-bresson/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Andre Kertesz (HUN 1894 – 1985)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/rAppSlbKSNQ/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/andre-kertesz-hun-1894-1985/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[I grandi Fotografi della Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andre Kertesz]]></category>
		<category><![CDATA[grandi fotografi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3645</guid>
		<description><![CDATA[André Kertész nasce a Budapest, in Ungheria, il 2 luglio 1894. Sin da giovane mostra interesse per la fotografia; infatti nel 1912, dopo essersi diplomato all&#8217;Accademia commerciale di Budapest, acquista il suo primo apparecchio fotografico. La scelta cade su una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>André Kertész nasce a Budapest, in Ungheria, il 2 luglio 1894.</p>
<p>Sin da giovane mostra interesse per la fotografia; infatti nel 1912, dopo essersi diplomato all&#8217;Accademia commerciale di Budapest, acquista il suo primo apparecchio fotografico. La scelta cade su una ICA-Bébé che funziona con lastre da 4,5&#215;6 cm, una macchina versatile ma allo stesso tempo completa e in grado di offrire diverse soluzioni di scatto al fotografo.</p>
<div id="attachment_3678" class="wp-caption aligncenter" style="width: 496px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Andre-Kertesz-autoritratto.jpg"><img class=" wp-image-3678 " alt="Andre Kertesz" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Andre-Kertesz-autoritratto.jpg" width="486" height="630" /></a>
<p class="wp-caption-text">Andre Kertesz</p>
</div>
<p>
A 21 anni si arruola nell&#8217;esercito austro-ungarico e da volontario parte per il fronte russo-polacco. Anche in guerra non riesce a mettere da parte la sua passione, si munisce infatti di una Goerz Tenax, macchina dotata di obiettivo da 75mm, attraverso la quale realizza una straordinaria testimonianza sulla vita di trincea e le infinite marce dei soldati.<br />
Durante questa esperienza riporta anche una ferita ad una mano che lo renderà inabile per oltre un anno.</p>
<div id="attachment_3679" class="wp-caption aligncenter" style="width: 584px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-fork.png"><img class=" wp-image-3679  " alt="André Kertész - fork" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-fork-1024x835.png" width="574" height="468" /></a>
<p class="wp-caption-text">André Kertész &#8211; fork</p>
</div>
<p>
Al suo ritorno si stabilisce prima a Budapest e in seguito a Esztergom, continuando incessantemente la sua attività fotografica, basata principalmente sui ritratti dei suoi familiari, in particolare della madre e del fratello Jeno.<br />
Tuttavia il clima in Ungheria non è dei migliori e Kertész decide di trasferirsi a Parigi, dove stringe un forte legame d&#8217;amicizia con Brassaï, che gli insegna i fondamentali della fotografia e soprattutto della ripresa notturna a lui tanto cara.</p>
<div id="attachment_3680" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-Estate.jpg"><img class="size-full wp-image-3680" alt="André Kertész - Estate" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-Estate.jpg" width="500" height="341" /></a>
<p class="wp-caption-text">André Kertész &#8211; Estate</p>
</div>
<p>
Nel 1927 riesce ad organizzare una mostra alla galleria Au sacre du printemps, attirando la curiosità degli addetti ai lavori.</p>
<p>L&#8217;anno seguente acquista una Leica, la prima macchina fotografica che si serve della pellicola cinematografica 35mm, ed inizia a lavorare per la rivista Vu assieme ad un altro grande della fotografia, Henri Cartier-Bresson.</p>
<p>Nel 1929 Kertész prende parte con alcuni grandi nomi alla prima mostra indipendente di fotografia realizzata proprio nella capitale francese.<br />
Quattro anni più tardi la rivista Le Sourire gli offre cinque pagine da riempire liberamente. Kertész per l&#8217;occasione affitta uno specchio deformante e realizza un servizio fotografico che vede protagoniste due modelle, dando origine così alla serie delle<strong> Distorsioni</strong>.</p>
<div id="attachment_3681" class="wp-caption aligncenter" style="width: 584px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-distorsion.jpg"><img class=" wp-image-3681  " alt="André Kertész - distorsion" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-distorsion.jpg" width="574" height="439" /></a>
<p class="wp-caption-text">André Kertész &#8211; distorsion</p>
</div>
<p>
Nell&#8217;ambiente parigino è solito frequentare la zona di Montparnasse, dove viene a contatto con diversi esponenti dell&#8217;avanguardia artistica, come Piet Mondrian, Fernand Léger, Ossip Zadkine e Alexander Calder.<br />
Kertész si serve della fotografia come se fosse un suo diario visivo atto alla descrizione della vita, interpretando le proprie sensazioni e catturandole attraverso un obiettivo.</p>
<p>Nel 1936, assieme alla moglie Elisabeth, si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, dove per circa un anno lavora per l&#8217;agenzia Keystone; in seguito a questa esperienza decide di diventare un fotografo freelance.<br />
Inizia anche una serie di collaborazioni con diverse importanti riviste come Harper&#8217;s Bazaar, Vogue, Look, Coronet, Town and Country e Coller&#8217;s.<br />
A questi lavori seguono anche una serie di importanti mostre personali che gli valgono la consacrazione a livello internazionale ed anche una laurea honoris causa targata Bard College.</p>
<div id="attachment_3682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-distorsion-2.jpg"><img class=" wp-image-3682 " alt="André Kertész - distorsion" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-distorsion-2.jpg" width="333" height="492" /></a>
<p class="wp-caption-text">André Kertész &#8211; distorsion</p>
</div>
<p>
Nel 1962 espone le sue opere anche in Italia, a Venezia, e l&#8217;anno successivo viene premiato alla IV Mostra Biennale Internazionale della Fotografia.</p>
<p>Nel 1977 la moglie Elisabeth muore di cancro e Kertész le dedica From my window, un libro composto interamente da fotografie di nature morte realizzate dalla finestra di casa (dodicesimo piano a Washington Square Park) servendosi di una Polaroid e di un obiettivo zoom.</p>
<div id="attachment_3683" class="wp-caption aligncenter" style="width: 544px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-distorsion-3.jpg"><img class=" wp-image-3683 " alt="André Kertész - distorsion" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/André-Kertész-distorsion-3.jpg" width="534" height="405" /></a>
<p class="wp-caption-text">André Kertész &#8211; distorsion</p>
</div>
<p>
Trascorre gli ultimi anni della sua vita malato, rinchiuso nel suo appartamento.<br />
Si spegne nel sonno il 28 settembre 1985 a New York, lasciando un&#8217;eredità di oltre 100.000 negativi.</p>
<p>André Kertész è considerato uno dei più importanti esponenti della fotografia del novecento. Durante la sua carriera ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti, oltre a tutto ciò è stato anche incredibile fonte di ispirazione per numerosi artisti e fotografi.</p>
<div id="attachment_3684" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/andre-kertesz-ombra.jpg"><img class=" wp-image-3684 " alt="andre kertesz - ombra" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/andre-kertesz-ombra.jpg" width="530" height="418" /></a>
<p class="wp-caption-text">andre kertesz &#8211; ombra</p>
</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/rAppSlbKSNQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/andre-kertesz-hun-1894-1985/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/andre-kertesz-hun-1894-1985/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Brassai (HUN 1899 – 1984)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/IjXB2pln54U/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/brassai-hun-1899-1984/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 14:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[I grandi Fotografi della Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Brassai]]></category>
		<category><![CDATA[grandi fotografi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3643</guid>
		<description><![CDATA[Gyula Halász, meglio noto con lo pseudonimo di Brassaï, nasce a Braşov (Ungheria a quei tempi, quindi passata successivamente in territorio romeno), il 9 settembre 1899. Da piccolissimo, a soli tre anni, Brassaï si trasferisce a Parigi con tutta la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gyula Halász, meglio noto con lo pseudonimo di Brassaï, nasce a Braşov (Ungheria a quei tempi, quindi passata successivamente in territorio romeno), il 9 settembre 1899.<br />
Da piccolissimo, a soli tre anni, Brassaï si trasferisce a Parigi con tutta la sua famiglia, dal momento che il padre svolgeva la professione di docente di letteratura all&#8217;Università della Sorbona.</p>
<div id="attachment_3671" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/brassai-autoritratto.jpg"><img class="size-full wp-image-3671" alt="Autoritratto di Brasai" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/brassai-autoritratto.jpg" width="400" height="264" /></a>
<p class="wp-caption-text">Autoritratto di Brasai</p>
</div>
<p>La vita del giovane Brassaï è fatta di continui spostamenti. Si trasferisce presto a Budapest per studiare all&#8217;Accademia di belle arti ma interrompe il percorso per entrare a far parte della cavalleria dell&#8217;esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale.<br />
Terminato il conflitto decide di trasferirsi a Berlino, in Germania, dove trova impiego in qualità di giornalista. Nel frattempo ne approfitta per riprendere il suo percorso di studi, portandolo a termine con successo.</p>
<p>Quattro anni più tardi si trasferisce di nuovo, questa volta definitivamente, nella capitale francese. Qui impara la lingua francese leggendo le poesie di Jacques Prévert e di Marcel Proust.</p>
<div id="attachment_3672" class="wp-caption aligncenter" style="width: 336px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai-giovane-coppia-a-parigi.jpg"><img class=" wp-image-3672 " alt="Brassai - giovane coppia a parigi" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai-giovane-coppia-a-parigi.jpg" width="326" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Brassai &#8211; giovane coppia a parigi</p>
</div>
<p>Una volta inseritosi alla perfezione nel tessuto sociale parigino comincia a sviluppare una sempre crescente attenzione di carattere fotografico nei riguardi della città. Nulla sfugge al suo occhio e al suo obiettivo; il lungosenna, la notte, i vicoletti dove il tempo pare essersi fermato, i grandi giardini e tutto ciò che caratterizza Parigi come città unica al mondo sono ritratti in maniera perfetta.</p>
<p>Ad affascinarlo in particolar modo però è soprattutto la notte. E&#8217; affascinato dalla vita sociale e si ritrova ad immortalare clochard, prostitute, coppiette, ballerine e altri personaggi che caratterizzano le ore senza sole di Parigi. A questo proposito una della sue fotografie più note è quella intitolata La prostituta Bijou.</p>
<div id="attachment_3673" class="wp-caption aligncenter" style="width: 424px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai-La-prostituta-Bijou-nel-Bar-de-la-Lune-Montmartre-Parigi.jpg"><img class=" wp-image-3673 " alt="Brassai - La prostituta Bijou" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai-La-prostituta-Bijou-nel-Bar-de-la-Lune-Montmartre-Parigi.jpg" width="414" height="540" /></a>
<p class="wp-caption-text">Brassai &#8211; La prostituta Bijou</p>
</div>
<p>Con lo pseudonimo di Brassaï, che significa “di Brasov” in ungherese, nel 1933 pubblica il suo primo libro fotografico intitolato Paris de nuit. La pubblicazione viene accolta molto favorevolmente, specialmente in ambito artistico, tanto è vero che l&#8217;amico Henry Miller ne conia il soprannome di “occhio di Parigi”.<br />
Grazie alla sua collaborazione con la rivista Minotaure il fotografo viene a contatto con numerosi scrittori, poeti e artisti.<br />
La sua fama e l&#8217;interesse nei confronti dell&#8217;arte e dell&#8217;alta società lo portano ad intrattenere rapporti e ad immortalare anche personaggi di rilievo come Pablo Picasso, Henri Matisse, Salvador Dalì, Jean Genet ed Henri Michaux.</p>
<p>Si dedica con successo anche al cinema e infatti, qualche anno più tardi, nel 1956, vince il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes con il suo film Tant qu&#8217;il y aura des bêtes.<br />
Continua a lavorare avvalendosi anche dell&#8217;aiuto della moglie Gilberte Boyer, sposata nel 1948 e da allora sempre sua stretta collaboratrice.</p>
<div id="attachment_3674" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai.-Lovers-in-a-small-cafe-in-the-Italian-quarter.jpg"><img class="size-full wp-image-3674" alt="Brassai. Lovers in a small cafe" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai.-Lovers-in-a-small-cafe-in-the-Italian-quarter.jpg" width="300" height="374" /></a>
<p class="wp-caption-text">Brassai. Lovers in a small cafe</p>
</div>
<p>Acquista fama internazionale ed espone le sue opere per ben tre volte al MOMA, Museo di Arte Moderna di New York, nel 1953, nel 1956 ed infine nel 1968.</p>
<p>Tuttavia a partire dal 1962, in seguito alla morte di Carmel Snow, editore della rivista Harper&#8217;s Bazaar con cui collaborava dal 1937, Brassaï lascia gradualmente la fotografia per dedicarsi unicamente alle ristampe delle sue prime opere e alle riedizioni di libri da lui già pubblicati in passato.</p>
<p>Tra il 1974 ed il 1978 viene insignito del titolo di Cavaliere delle arti e delle lettere e di Cavaliere della Legion d&#8217;onore, la sua carriera viene invece onorata con il Premio internazionale di fotografia a Parigi.<br />
Scompare l&#8217;8 luglio 1984 a Eze, piccolo comune della Costa Azzurra situato nei pressi del confine con l&#8217;Italia.<br />
La sua salma è tumulata presso il cimitero di Montparnasse, nella zona da lui sempre frequentata.</p>
<div id="attachment_3675" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai-The-Eiffel-Tower-at-Twilight.jpg"><img class=" wp-image-3675 " alt="Brassai - Eiffel Tower al tramonto" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/Brassai-The-Eiffel-Tower-at-Twilight.jpg" width="400" height="505" /></a>
<p class="wp-caption-text">Brassai &#8211; Eiffel Tower al tramonto</p>
</div>
<p>Durante il suo periodo di attività ha scritto la bellezza di 17 libri, oltre ad un numero elevato di articoli.</p>
<p>Sedici anni dopo la sua morte, nel 2000, la vedova di Brassaï ha organizzato una mostra in onore del marito presso il centro Pompidou di Parigi.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/IjXB2pln54U" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/brassai-hun-1899-1984/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/brassai-hun-1899-1984/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Ansel Adams (USA 1902 – 1984)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/If2XH7qDHh0/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/ansel-adams-usa-1902-1984/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 15:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[I grandi Fotografi della Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansel Adams]]></category>
		<category><![CDATA[grandi fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[sistema zonale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3514</guid>
		<description><![CDATA[Ansel Adams nasce il 20 febbraio 1902 a San Francisco, a pochi passi dal Golden Gate Bridge, icona della città. Sin da piccolo dimostra di non amare il percorso scolastico, motivo per cui all&#8217;età di dodici anni comincia a dedicarsi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ansel Adams nasce il 20 febbraio 1902 a San Francisco, a pochi passi dal Golden Gate Bridge, icona della città.<br />
Sin da piccolo dimostra di non amare il percorso scolastico, motivo per cui all&#8217;età di dodici anni comincia a dedicarsi alla musica, studiando pianoforte.<br />
Solo un paio d&#8217;anni più tardi, Adams capisce qual è la sua vera passione, quando prima di partire per una vacanza al Parco Nazionale dello Yosemite gli viene regalata una Brownie, una piccola macchina fotografica a basso costo prodotta dalla Eastman Kodak.<br />
<a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-02.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3517" alt="ansel adams 02" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-02.jpg" width="490" height="392" /></a><br />
Da quel momento il binomio fotografia-natura diventa il suo marchio di fabbrica. Tre anni più tardi, nel 1919, entra a far parte del Sierra Club, la più antica ed importante associazione ambientalista americana, fondata nel 1892 a San Francisco da John Miur.<br />
Nel 1927 prende parte alla High Trip, gita annuale organizzata proprio dal Club; in questo modo ha la possibilità di realizzare un portfolio che viene pubblicato nello stesso anno e prende il nome di Parmelian Prints of the High Sierra.<br />
Tra le fotografie presenti nel portfolio ne spicca una in particolare, che possiamo annoverare tra le sue opere celebri: Monolith, The Face of Half Dome.</p>
<div id="attachment_3516" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-Monolith-The-Face-of-Half-Dome.jpg"><img class=" wp-image-3516 " alt="Ansel Adams - Monolith, The Face of Half Dome" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-Monolith-The-Face-of-Half-Dome.jpg" width="480" height="649" /></a>
<p class="wp-caption-text">Ansel Adams &#8211; Monolith, The Face of Half Dome</p>
</div>
<p>L&#8217;anno successivo diventa fotografo ufficiale del Club, attività che pratica in parallelo a quella di accompagnatore durante le escursioni. Il 1928 è anche l&#8217;anno del suo matrimonio con Virginia Best, figlia del proprietario del Best&#8217;s Studio, oggi ormai noto come Ansel Adams Gallery.</p>
<p>Nel 1932 fonda il Gruppo f/64, il cui termine è un riferimento alla minima apertura di diaframma nello scatto e al conseguente valore massimo di profondità di campo.  Lo scopo è quello di riunire alcuni fotografi appartenenti alla straight photography. Sono in otto a firmarne il manifesto: Ansel Adams, Imogen Cunningham, Willard Van Dyke, John Paul Edwards, Consuelo Kanaga, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Edward Weston.</p>
<div id="attachment_3518" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-03.jpg"><img class="size-full wp-image-3518" alt="Ansel Adams" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-03.jpg" width="500" height="405" /></a>
<p class="wp-caption-text">Ansel Adams</p>
</div>
<p>Due anni più tardi entra a far parte, assieme alla moglie, del Consiglio di Amministrazione del Sierra Club; i due resteranno membri per tutta la vita.<br />
Nell&#8217;arco della sua vita Adams, con il suo lavoro da fotografo e quindi grazie alla testimonianza visiva prodotta, è riuscito a dar voce al Club, sponsorizzandone gli scopi e dando voce alle battaglie intraprese.<br />
Un esempio di ciò lo abbiamo con le fotografie presenti nel libro a tiratura limitata Sierra Nevada: The John Muir Trail, fondamentale contributo per far diventare il Sequoia and Kings Canyon un Parco Nazionale.</p>
<div id="attachment_3515" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-The-John-Muir-Trail.jpg"><img class=" wp-image-3515 " alt="Ansel Adams - The John Muir Trail" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-The-John-Muir-Trail.jpg" width="614" height="461" /></a>
<p class="wp-caption-text">Ansel Adams &#8211; The John Muir Trail</p>
</div>
<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale si interessa fortemente della questione riguardante l&#8217;internamento dei nippo-americani in seguito all&#8217;attacco di Pearl Harbor, a tal punto che gli venne concessa una visita al Manzanar War Relocation Center, ai piedi del monte Williamson, in California. Le sue fotografie vennero dapprima esposte in un museo di arte moderna, mentre in seguito furono pubblicate con il titolo Born Free and Equal: Photographs of the Loyal Japanese-Americans at Manzanar Relocation Center, Inyo County, California.</p>
<div id="attachment_3519" class="wp-caption aligncenter" style="width: 584px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-05.jpg"><img class=" wp-image-3519  " alt="Ansel Adams" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-05-1024x772.jpg" width="574" height="432" /></a>
<p class="wp-caption-text">Ansel Adams</p>
</div>
<p>Nel 1952 è tra i fondatori della rivista fotografica Aperture, mentre pochi anni più tardi inizia i suoi workshop annuali, che terminera solo nel 1981, insegnando le principali tecniche fotografiche a migliaia di studenti.<br />
Nel 1963 pubblica il suo quarto portfolio, What Majestic Word, dedicando a Russell Varian, suo grande amico al Sierra Club scomparso nel 1959. Il titolo è preso da &#8220;Sand Dunes,&#8221; opera a cura di John Varian, padre di Russell.</p>
<p>Nel corso della sua carriera fu beneficiario di ben tre borse di studio Guggenheim, mentre nel 1966 venne eletto membro dell&#8217;American Academy of Arts and Sciences.<br />
Pochi anni prima della sua morte, nel 1980, il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, lo premio con la più alta onoreficenza civile del paese, la medaglia presidenziale della libertà.<br />
Scompare il 22 aprile 1984, stroncato da una malattia cardiovascolare.</p>
<div id="attachment_3520" class="wp-caption aligncenter" style="width: 566px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-01.jpg"><img class=" wp-image-3520 " alt="ansel Adams" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/ansel-adams-01.jpg" width="556" height="657" /></a>
<p class="wp-caption-text">ansel Adams</p>
</div>
<p>Ad Ansel Adams è inoltre attribuita anche l&#8217;invenzione del sistema zonale, una tecnica fotografica che permette di riprodurre l&#8217;intera gamma di sfumature presenti in natura.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/If2XH7qDHh0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/ansel-adams-usa-1902-1984/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/ansel-adams-usa-1902-1984/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Come scegliere un treppiede – 8 utili consigli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/Q2c_pivXv0Y/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/come-scegliere-un-treppiede-8-utili-consigli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come Fare]]></category>
		<category><![CDATA[cavalletto]]></category>
		<category><![CDATA[treppiede]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3495</guid>
		<description><![CDATA[I treppiedi non sono tutti uguali, e ce ne si rende conto anche semplicemente leggendo il cartellino del prezzo: un treppiede può infatti costare poche decine di euro fino a superare abbondantemente le centinaia (parecchie) di euro. Il binomio prezzo-qualità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I treppiedi non sono tutti uguali, e ce ne si rende conto anche semplicemente leggendo il cartellino del prezzo: un treppiede può infatti costare poche decine di euro fino a superare abbondantemente le centinaia (parecchie) di euro. Il binomio prezzo-qualità non sempre è valido: un treppiede deve essere acquistato per l’utilizzo che se ne intende fare e non perché è il “migliore” sul mercato. Altrimenti sarebbe un po’ come girare con un fuoristrada per le viuzze di una città: inutile.</p>
<p>Come si fa a scegliere il miglior treppiede per le nostre esigenze?  Ecco alcuni consigli che potrebbero esservi utili.</p>
<p><b>1. La testa del treppiede</b></p>
<p>Esitono due tipi di teste di treppiedi: a sfera o a tre vie. La testa a sfera presenta una sola vite di bloccaggio ed il meccanismo di orientamento è composto da una sfera ben visibile sulla quale la testa si muove. Normalmente il treppiede equipaggiato con questa testa ha un costo contenuto ed il cavalletto stesso è più leggero e compatto. Sono quindi preferibili nel caso in cui si viaggi molto e la praticità è un must, ma ovviamente peccano in precisione soprattutto mei micro aggiustamenti.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-testa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3498" alt="treppiede - testa" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-testa.jpg" width="459" height="227" /></a></p>
<p>La testa a tre vie presenta tre gradi di movimento, lungo i tre assi principali. Ad ogni asse corrisponde una differente leva. Una testa a tre vie permette una maggiore precisione per cui sono preferibili per fotografia da studio o per i fotografi più esigenti. Ovviamente, sono più costosi, più pesanti e più ingombranti, soprattutto per la presenza delle tre leve che, ogni volta che andremo a chiudere il cavalletto, dovranno essere “aggiustate” in modo da aderire il più possibile al corpo centrale (quindi ci vuole tempo anche solo per riporlo).</p>
<p><b>2. Le gambe del treppiede</b></p>
<p>Un cavalletto deve permetterci di fotografare in qualunque condizione, tanto in posizioni elevate quanto rasoterra (il più possibile). I cavalletti più economici presentano una massima apertura delle gambe non particolarmente elevata e l’altezza è modificabile solo usando le gambe telescopiche (tipica di praticamente tutti i cavalletti). I treppiedi più professionali invece, permettono di modificare l’angolo di apertura delle gambe (anche singolarmente) a piacimento fino a diventare perpendicolari o quasi con l’asse centrale del cavalletto stesso.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-gambe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3499" alt="treppiede - gambe" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-gambe.jpg" width="289" height="217" /></a></p>
<p>Ovviamente, maggiore è l’angolo di apertura, maggiore dovrà essere la consistenza della gamba stessa  in quanto il peso sarà distribuito non più all&#8217;estremità. Il che equivale ad un peso maggiore ed ad un costo maggiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>3. Gambe estendibili a clip o a torsione</b></p>
<p>Come accennato in precedenza, quasi tutti i treppiedi sono dotati di gambe telescopiche. Il sistema di bloccaggio delle estensioni può essere di due tipi: a clip o a torsione. Il primo modello è probabilmente il più sicuro ma si tratta di un sistema che va mantenuto pulito (sabbia o sporco possono renderne molto difficile il funzionamento). In aggiunta, l’ingombro delle clip è maggiore dei sistemi a torsione il che può creare qualche problema nel caso si cerchi un ingombro minimo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-aggancio-e-asta.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3500" alt="treppiede - aggancio e asta" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-aggancio-e-asta.jpg" width="377" height="242" /></a></p>
<p>Il sistema a torsione è sicuramente più compatto, pecca magari un poco di praticità rispetto al sistema a clip (che è più immediato) ed è soggetto ad usura. Assicurarsi sempre quindi che si acquisti un cavalletto di qualità, pena lo slittamento della gamba con conseguente instabilità del cavalletto.</p>
<p><b>4. Allungabile o no?</b></p>
<p>In alcuni casi può essere necessario guadagnare ulteriore altezza rispetto a quanto permesso dalle gambe del treppiede stesso. Per questo motivo alcuni modelli sono dotati di una colonna centrale che può essere innalzata alla bisogna. Nei modelli più costosi questa colonna può essere anche inclinata in modo da proiettare la macchina fotografica al di fuori dell’area delle gambe (il che permette, per esempio, di porsi a perpendicolo dell’oggetto da fotografare).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-asta.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3501" alt="treppiede - asta" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-asta.jpg" width="413" height="283" /></a></p>
<p>La presenza dell’asta ovviamente incrementa il peso totale del sistema, mentre la possibilità di inclinarla va ad incidere sia sulla robustezza delle gambe che sul peso totale del sistema: un cavalletto con questa caratteristica deve essere in grado di mantenere una buona stabilità in caso la macchina fotografica sia decentrata rispetto al baricentro del sistema. La conseguenza è ovviamente anche un incremento nel prezzo del cavalletto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>5. Asta ribaltabile?</b></p>
<p>Le aste di allungamento di cui abbiamo parlato al punto precedente, in alcuni modelli, possono essere ribaltate, ovvero smontate dalla parte alta del cavalletto ed inserite in basso, in mezzo alle gambe.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-rovesciato.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3502" alt="asta ribaltabile" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-rovesciato.jpg" width="403" height="287" /></a></p>
<p> Questo permette fisicamente di ribaltare la macchina fotografica e quindi permette di effettuare fotografie molto in basso. Normalmente una soluzione del genere è equivalente se non migliore rispetto all’acquistare un cavalletto con le gambe divaricabili a piacimento, con il vantaggio di avere, rispetto alla soluzione divaricabile, un peso ed un prezzo più contenuto.</p>
<p><b>6. rilascio rapido</b></p>
<p>Il rilascio rapido è probabilmente una delle caretteristiche più importanti per i treppiedi, sia da studio che da viaggio. Le teste a rilascio rapido sono dotate di delle piastre con vite filettata che si agganciano alla base della fotocamera. Quindi la piastra viene inserita in un alloggiamento nella testa del treppiede. Lo sgancio di questa piastra avviene di solito mediante una semplice leva azionabile con un rapido movimento.</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-piastra-testa.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3503" alt="treppiede - piastra testa" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-piastra-testa.jpg" width="234" height="251" /></a></em></p>
<p>Questa soluzione è sempre preferibile rispetto alla necessità, ogni volta, di avvitare e svitare la macchina fotografica sul cavalletto stesso. Occhio anche alla vite: scegliete sempre un modello che abbia un occhiello maneggiabile a mani nude, evitando così di dover impiegare chiavi o cacciaviti.</p>
<p><b>7. Gambe allungabili: quante sezioni?</b></p>
<p>Nei cavalletti allungabili il numero di sezioni è inversamente proporzionale alla dimensione totale, da chiuso, del cavalletto stesso. Tante sezioni significa piccolo ingombro ma al contempo significa anche avere a che fare con un ultimo segmento (quello che tocca terra) molto sottile e quindi con possibili problemi di stabilità e di rigidità. Un cavalletto con tre sezioni può essere la soluzione ideale.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-snodi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3504" alt="treppiede - snodi" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/treppiede-snodi.jpg" width="366" height="333" /></a></p>
<p><b>8. Fibra di carbonio o lega?</b></p>
<p>La fibra di carbonio è leggera e resistente ed è l’ideale per i viaggi o le escursioni a lunga distanza, ma è anche particolarmente costosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se il peso non è un problema serio, un treppiede in alluminio è altrettanto buono. Occhio ovviamente a controllare che sia abbastanza spesso in modo da non avere problemi di rigidità.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/Q2c_pivXv0Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/come-scegliere-un-treppiede-8-utili-consigli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/come-scegliere-un-treppiede-8-utili-consigli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La composizione fotografica: il peso visivo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/h7bczN7Zao4/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/la-composizione-fotografica-il-peso-visivo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 11:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il corso di Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[composizione fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[formato]]></category>
		<category><![CDATA[linee]]></category>
		<category><![CDATA[luci]]></category>
		<category><![CDATA[ombre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3483</guid>
		<description><![CDATA[La composizione è una delle parti più importante di uno scatto. Abbiamo già analizzato, nei precedenti articoli, le principali regole di composizione ma, come si può facilmente intuire, la composizione delle immagini non è così semplice come sembra. Una componente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a title="La composizione fotografica" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/le-regole-di-composizione/" target="_blank">composizione</a> è una delle parti più importante di uno scatto. Abbiamo già analizzato, nei precedenti articoli, le principali regole di composizione ma, come si può facilmente intuire, la composizione delle immagini non è così semplice come sembra.<br />
Una componente molto importante della composizione è il gusto e l&#8217;occhio del fotografo che deve essere in grado di creare un soggetto armonioso ed interessante.<br />
Se da una parte nella composizione è fondamentale saper impiegare <a title="La composizione fotografica: luci ed ombre" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/la-composizione-fotografica-ombre-luci-e-silhouette/" target="_blank">luci</a>, ombre, <a title="La composizione fotografica: i formati" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/la-composizione-fotografica-i-formati/" target="_blank">formati</a>, <a title="La composizione fotografica: i colori" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/la-composizione-fotografica-i-colori/" target="_blank">colori</a> e <a title="La composizione fotografica: le linee" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/la-composizione-fotografica-le-linee/" target="_blank">linee</a>, dall&#8217;altra è particolarmente importante saper giocare con l&#8217;equilibrio di tutto ciò che presente all&#8217;interno di una fotografia. Di <a title="la composizione fotografica: l'equilibrio" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/la-composizione-fotografica-lequilibrio/" target="_blank">equilibrio</a> abbiamo già parlato in un precedente articolo ed è arrivato il momento di approfondire questo concetto introducendo il <strong>peso visivo</strong>.</p>
<p>Ma cosa è il peso visivo?  Il <strong>peso visivo</strong> è la capacità di un elemento  di attirare l&#8217;occhio e l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore.</p>
<p>Come può un oggetto o un particolare attirare il nostro occhio più del resto della fotografia? Vi sono una serie di parametri che, combinati, possono essere predominanti, ad esempio:</p>
<ul>
<li>Dimensione. Un elemento grande ha un  peso visivo maggiore rispetto ad un elemento piccolo.</li>
<li>Posizione. Un elemento posizionato in basso ha un peso maggiore rispetto ad uno posizionato in alto.  O anche  un elemento posizionato a destra ha un peso maggiore rispetto ad un elemento posizionato sulla sinistra.</li>
<li>La distribuzione. Un elemento avrà maggior peso visivo se  isolato rispetto all&#8217;essere incorporato in un gruppo di oggetti.</li>
<li>Texture. Un elemento strutturato avrà maggior peso rispetto ad uno con una trama semplice</li>
<li>La forma. Forme chiuse, geometriche, regolari hanno un peso visivo maggiore rispetto ad altre forme.</li>
<li>Colore. I colori caldi hanno un peso visivo maggiore rispetto ai colori freddi, così come i colori saturi rispetto ai desaturati o i colori scuri rispetto ai colori chiari.</li>
<li>Il contrasto. Un elemento che genera contrasto rispetto al resto degli elementi avrà maggior peso visivo.</li>
</ul>
<div id="attachment_3485" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/contrasto.png"><img class="size-full wp-image-3485" alt="Esempi di peso visivo" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/contrasto.png" width="448" height="770" /></a>
<p class="wp-caption-text">Esempi di peso visivo</p>
</div>
<p>Gestire il peso visivo di un oggetto è un problema legato sia all&#8217;oggetto stesso, sia alla scena all&#8217;interno della quale è posizionato. Senza dimenticare ovviamente l&#8217;occhio del fotografo, fondamentale nell&#8217;individuazione del giusto peso visivo. Un&#8217;immagine accattivante di solito ha i suoi pesi visuali uniformemente distribuiti, bilanciati. E il bilanciamento di questi pesi è un problema squisitamente soggettivo, direttamente legato alle percezioni del fotografo. Tuttavia, è possibile definire dei &#8220;punti di partenza&#8221; per gli occhi meno allenati:</p>
<div>In aggiunta all&#8217;elenco precedente, va ricordato che esistono altri metodi per variare il peso visivo degli oggetti, come ad esempio il posizionare il nostro oggetto in uno dei punti di forza della regola dei terzi in modo da attrarre maggiormente l&#8217;occhio umano.</div>
<div style="text-align: left;">Oppure far si che la fotografia non sia statica ma generi nell&#8217;osservatore la sensazione di movimento. Sensazione che può essere data inserendo nell&#8217;immagine delle linee che guidino l&#8217;occhio verso il nostro oggetto (nell&#8217;immagine i contorni delle matite guidano l&#8217;occhio in un determinato punto, posizionato tra l&#8217;altro in un punto di forza della regola dei terzi).</div>
<div><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/pencils.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3488" alt="peso visivo" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/pencils.jpg" width="496" height="371" /></a></div>
<div>
<p style="text-align: left;">Ciò che conta è, in ogni caso, l&#8217;esperienza del fotografo. Solo l&#8217;esperienza permetterà di imparare l&#8217;uso dei pesi visivi senza esagerare o senza errare. E man mano che prenderemo dimestichezza con essi, saremo in grado di usarli anche tutti contemporaneamente, quasi in automatico, incrementando la qualità dei nostri scatti.</p>
</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/h7bczN7Zao4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/la-composizione-fotografica-il-peso-visivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/la-composizione-fotografica-il-peso-visivo/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’effetto Moiré</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/0ysoNsJp4mo/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/leffetto-moire/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 May 2013 14:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorso Fotografico]]></category>
		<category><![CDATA[moiré]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3469</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;effetto Moiré è una distorsione visiva che si palesa quando due trame si sovrappongono, dando origine ad una terza trama completamente differente. Nell&#8217;esempio qui sotto riportato, abbiamo due trame identiche con differente orientamento: una volta sovrapposte possiamo osservare una nuova [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;effetto Moiré è una distorsione visiva che si palesa quando due trame si sovrappongono, dando origine ad una terza trama completamente differente. Nell&#8217;esempio qui sotto riportato, abbiamo due trame identiche con differente orientamento: una volta sovrapposte possiamo osservare una nuova trama composta da dei cerchi. Si tratta, in fin dei conti, di un effetto ottico che inganna non solo l&#8217;occhio umano ma anche il sensore della nostra macchina fotografica.</p>
<div id="attachment_3470" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/moire_forms.gif"><img class="size-full wp-image-3470" alt="Effetto Moiré" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/moire_forms.gif" width="300" height="128" /></a>
<p class="wp-caption-text">Effetto Moiré</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;effetto Moiré può produrre disegni geometrici interessanti. Tuttavia, il fenomeno degrada la qualità e la risoluzione delle immagini. Un esempio pratico è la visualizzazione a video della foto di un video: le due trame (dei due video) si sovrappongono creando un disturbo che ai molti sarà familiare.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/moiré1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3472" alt="ecco come appare un &quot;video&quot; fotografato" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/moiré1.jpg" width="550" height="315" /></a></p>
<p>Ridurre il Moiré non è difficile: nella maggior parte delle macchine fotografiche questo disturbo è in fatti tenuto sotto controllo grazie alla presenza di un filtro anti aliasing applicato direttamente sul sensore. Sulle macchine high End (quale la Nikon D800E) prive di questo filtro, sarà necessario dotarsi di un filtro esterno da applicare alla lente.  Ovviamente il filtro anti-aliasing ha vantaggi e svantaggi: se da un lato riesce a correggere il Moiré dall&#8217;altro rende le linee della fotografia più morbide. Nelle macchine fotografiche digitali il filtro pre-esistente non è particolarmente pesante permettendo nel contempo un buon bilanciamento tra Moiré e aliasing dell&#8217;immagine stessa (sfocatura che, ripeto, è molto limitata e quasi invisibile ad occhio nudo).</p>
<p>Esistono macchine fotografiche high end, come detto, che vengono prodotte senza il filtro anti-aliasing: si tratta di macchine fotografiche in grado di riprodurre immagini particolarmente nitide ma al contempo soggette costantemente al problema del Moiré e quindi &#8220;difficili&#8221; da usare, soprattutto per un principiante.</p>
<p>Può succedere per esempio di scattare una fotografia ad un modello con un abito a righe ed ottenere questo risultato:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/moiré2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3473" alt="moiré2" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/05/moiré2.jpg" width="448" height="312" /></a></p>
<p>La fotografia è rovinata dalla presenza non solo di righe che nulla centrano ma addirittura da delle bande colorate: si tratta, per l&#8217;appunto, di un effetto Moiré.</p>
<p>Se non si dispone di  un filtro anti-aliasing e si vuole comunque evitare il Moiré, ricordatevi che potete:</p>
<ul>
<li>cambiare l&#8217;angolo della fotocamera, ruotandola</li>
<li>Cambiare la posizione della fotocamera, spostandola</li>
<li>cambiare il punto di messa fuoco</li>
<li>cambiare la lunghezza focale</li>
</ul>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: small;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: 13px;"> Questo perché l&#8217;effetto Moiré, come detto ad inizio post, è direttamente legato alla sovrapposizione di due differenti trame. Il trucco è nel far si che si allineino o si separino completamente.</span></span></p>
<p>A proposito, la parola moiré è francese (dal participio passato del verbo moirer, nel senso di acqua) e può essere scritto con o senza un l&#8217;accento sulla &#8220;e&#8221; finale. E &#8216;stato originariamente utilizzato per descrivere un effetto ondulato o increspato da applicarsi alla seta.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/0ysoNsJp4mo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/leffetto-moire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/05/leffetto-moire/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Come fotografare attraverso un vetro ed evitare i riflessi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/125QfDytkTM/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/come-fotografare-attraverso-un-vetro-ed-evitare-i-riflessi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 14:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come Fare]]></category>
		<category><![CDATA[fisheye]]></category>
		<category><![CDATA[riflesso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3458</guid>
		<description><![CDATA[Quando si viaggia, magari durante una gita in pullman, spesso si scattano veloci fotografie attraverso il finestrino. Oppure capita che si voglia immortalare un oggetto posto dietro una teca o un vetro di protezione.Quante volte è capitato, per esempio, di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si viaggia, magari durante una gita in pullman, spesso si scattano veloci fotografie attraverso il finestrino. Oppure capita che si voglia immortalare un oggetto posto dietro una teca o un vetro di protezione.Quante volte è capitato, per esempio, di salire in cima ad un palazzo molto alto e essere costretti a fotografare dietro a vetri che non possono essere aperti?</p>
<p>Tutte le volte che si scatta una fotografia dietro ad un vetro, però, c’è un’insidia che, spesso, si manifesta in modo evidente solo il fase di post processing: i riflessi.</p>
<p>Evitare i riflessi non è, in fin dei conti, una cosa particolarmente complicata: l’importante è ricordarsi che ogni qual volta un vetro è posto tra noi ed il soggetto, dobbiamo prendere alcuni accorgimenti.</p>
<p>La parola d’ordine è differenza di illuminazione: la zona alle spalle della macchina fotografica deve essere necessariamente più scura della zona verso cui stiamo puntando l’obiettivo.</p>
<div id="attachment_3459" class="wp-caption aligncenter" style="width: 437px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/riflesso-1.jpg"><img class=" wp-image-3459 " alt="Il riflesso sul vetro è evidente" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/riflesso-1.jpg" width="427" height="284" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il riflesso sul vetro è evidente</p>
</div>
<p>Nel caso in cui non possiate spegnere la luce, procuratevi una maglietta o un panno di color nero. Avvolgetelo intorno alla lente in modo da creare una specie di “tunnel” tra la vostra lente ed il vetro stesso. In questo modo eviterete che la luce filtri lateralmente, creando riflessi. Lo stesso risultato lo potreste ottenere con delle tende a patto che queste non siano lucide e sufficientemente pesanti (tipo le tendine che si trovano negli autobus). In questo caso chiudetele e infilate il vostro obiettivo nel punto di congiunzione facendo in modo che, tutt&#8217;intorno alla lente, la tenda sia il più aderente possibile.</p>
<div id="attachment_3460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 437px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/riflesso-2.jpg"><img class=" wp-image-3460 " alt="La stessa foto, ma senza il fastidioso riflesso" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/riflesso-2.jpg" width="427" height="285" /></a>
<p class="wp-caption-text">La stessa foto, ma senza il fastidioso riflesso</p>
</div>
<p>Un altro modo per ridurre al massimo i riflessi è quello di posizionare la lente stessa il più vicino possibile al vetro ma occhio a non avvicinarvi troppo: la lente non deve toccare il vetro pena il rischio di rovinarla.</p>
<p>Evitate di usare lenti grandangolari o, ancora peggio, <a title="obiettivi fisheye" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/04/gli-obiettivi-il-fisheye/">fisheye</a>. Queste lenti, catturando molta più luce nella parte periferica della lente, aumenteranno il rischio di riflessi. Preferite una lente a focale medio- lunga (un 35 o 50mm va comunque più che bene).</p>
<p>Occhio ai filtri polarizzatori: molti edifici quali grattacieli o hotel usano vetri polarizzati. Se sistemate un filtro simile sul vostro obiettivo, potreste ritrovarvi con un risultato ben lungi da quello atteso, in particolare dal punto di vista dei colori.</p>
<p>Nei musei, se il vostro soggetto è protetto da una teca, potreste avere qualche problema di più, soprattutto perché non potrete interagire granché con la teca stessa. In questo caso bisogna giocare con la distanza, muovendosi ortogonalmente all&#8217;oggetto (supponiamo un quadro) e valutando di volta in volta i riflessi.  Per ridurre ulteriormente il rischio di riflessioni, potete usare, davanti all&#8217;obiettivo  un telo nero su cui avete praticato un foro sufficiente a far passare il vostro obiettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/125QfDytkTM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/come-fotografare-attraverso-un-vetro-ed-evitare-i-riflessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/come-fotografare-attraverso-un-vetro-ed-evitare-i-riflessi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>5 consigli per fotografare ritratti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/y5Fpad8Nves/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/5-consigli-per-fotografare-ritratti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 08:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il corso di Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[bokeh]]></category>
		<category><![CDATA[ritratto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3446</guid>
		<description><![CDATA[Nelle fotografie di ritratto non è importante solo il soggetto che si sta fotografando ma anche, e soprattutto aggiungo, l&#8217;ambiente che circonda il soggetto stesso. Ovviamente questo differisce da fotografia a fotografia ma, se il nostro intento è creare un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle fotografie di ritratto non è importante solo il soggetto che si sta fotografando ma anche, e soprattutto aggiungo, l&#8217;ambiente che circonda il soggetto stesso. Ovviamente questo differisce da fotografia a fotografia ma, se il nostro intento è creare un ritratto che sia almeno in parte artistico, dovete sempre  studiare con estrema attenzione l&#8217;ambiente che vi circonda.</p>
<p>alle volte, per stravolgere completamente uno scatto è sufficiente anche aggiungere un banalissimo particolare, quale per esempio, in una foto ufficiale, una bandiera: la  foto di Barak Obama qui di seguito ne è l&#8217;esempio. Senza la bandiera a sinistra l&#8217;effetto sarebbe stato totalmente differente rendendo la foto del tutto anonima.</p>
<div id="attachment_3447" class="wp-caption aligncenter" style="width: 461px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/barack-obama.jpg"><img class=" wp-image-3447 " alt="Barack Obama - Photo by Pete Souza" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/barack-obama-752x1024.jpg" width="451" height="614" /></a>
<p class="wp-caption-text">Barack Obama &#8211; Photo by Pete Souza</p>
</div>
<p>Vediamo adesso cinque semplici consigli che possono aiutarvi nel creare uno scatto in grado di differenziarsi, di attirare l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore e in grado di mettere in risalto il vostro soggetto.</p>
<p><strong>1 &#8211; Di sbieco</strong>.Soprattutto nel caso di ritratti femminili, provate a far ruotare parzialmente il corpo del vostro soggetto lateralmente rispetto alla fotocamera. Questo conferisce una sensazione di &#8220;allungamento&#8221; e il vostro soggetto apparirà più alto. Chiedete sempre al vostro soggetto di assumere una posizione che sia per lui/lei confortevole: una mano su un fianco o in tasca, se sono azioni comuni per il vostro soggetto, renderanno molto meglio di qualunque altra posa possiate consigliare.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/laterale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3448" alt="ritratto laterale" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/laterale.jpg" width="385" height="576" /></a></p>
<p><strong>2 &#8211; Mento in basso</strong>. Un altro trucco molto usato dai fotografi è quello far mantenere verso il basso il mento del soggetto.  Ne deriva una maggiore sensazione di altezza del soggetto stesso.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/mento-in-basso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3449" alt="mento in basso" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/mento-in-basso.jpg" width="293" height="467" /></a></p>
<p><strong>3 &#8211; scattate dall&#8217;alto</strong>. Le immagini prese da sopra il viso hanno due vantaggi: il primo è che gli occhi risultano più brillanti a causa del particolare riflesso di luce. Il secondo ( forse anche più importante per un fotografo che vuole esaltare il proprio soggetto) è che si riesce a nascondere un naso dalle dimensioni un po&#8217; più generose del necessario. Esattamente il contrario dello scattare dal basso che, appunto, ne esalterebbe le dimensioni. Scattare dall&#8217;alto non significa ovviamente posizionarsi sopra il nostro soggetto: è sufficiente che l&#8217;obiettivo sia poco sopra la linea degli occhi.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-dallalto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3450" alt="foto dall'alto" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/foto-dallalto.jpg" width="561" height="508" /></a></p>
<p><strong>4 &#8211; usate un muro</strong>. Mettere a fuoco il soggetto e ottenere una buona una sfocatura dello sfondo (<a title="Effetto bokeh" href="http://www.fotografareindigitale.com/2012/01/come-fare-leffetto-bokeh/" target="_blank">effetto bokeh</a>) sarebbe la soluzione migliore. Ma se dovete riprendere un soggetto a figura intera, probabilmente non sarete in grado di ottenere una sfocatura sufficientemente elevata. Una soluzione alternativa è far appoggiare il soggetto lateralmente su una parete. Ovviamente cercate di posizionarvi il più lontano possibile dalla parete alle spalle del soggetto stesso.</p>
<div id="attachment_3451" class="wp-caption aligncenter" style="width: 533px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/wall.jpg"><img class=" wp-image-3451 " alt="Copyright CThorby" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/wall.jpg" width="523" height="400" /></a>
<p class="wp-caption-text">Copyright CThorby</p>
</div>
<p><strong>5 &#8211; Mani rilassate</strong>. Le mani possono essere un elemento di rottura molto importante in un ritratto. Cercate di far assumere al soggetto una posizione comoda, fate compiere allo stesso dei gesti comuni, come toccarsi i capelli o accarezzarsi il viso. Ma cercate sempre di far si che le mani assumano un aspetto quanto più naturale e rilassato possibile.</p>
<div id="attachment_3454" class="wp-caption aligncenter" style="width: 447px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/hands.jpg"><img class="size-full wp-image-3454" alt="copyright www.visualphotos.com (Alain SHRODER)" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/hands.jpg" width="437" height="644" /></a>
<p class="wp-caption-text">copyright www.visualphotos.com (Alain SHRODER)</p>
</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/y5Fpad8Nves" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/5-consigli-per-fotografare-ritratti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/5-consigli-per-fotografare-ritratti/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Come allungare la vita e manutenere le schede di memoria</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/newsandtricks/~3/rC21hKIRU0U/</link>
		<comments>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/come-allungare-la-vita-e-manutenere-le-schede-di-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 07:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il corso di Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[compact flash]]></category>
		<category><![CDATA[scheda memoria]]></category>
		<category><![CDATA[secure digital]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fotografareindigitale.com/?p=3438</guid>
		<description><![CDATA[Le schede di memoria sono, per le fotocamere digitali, fondamentali. L’incremento della risoluzione e anche della possibilità di fare un alto numero di scatti in sequenza obbliga i fotografi a dotarsi di schede sempre più capienti e sempre più veloci. E sempre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le schede di memoria sono, per le fotocamere digitali, fondamentali. L’incremento della risoluzione e anche della possibilità di fare un alto numero di scatti in sequenza obbliga i fotografi a dotarsi di schede sempre più capienti e sempre più veloci. E sempre più costose, ovviamente.</p>
<p>Le schede di memoria, però, hanno uno svantaggio: non sono eterne e la loro vita è direttamente legata ai cicli di scrittura. Inoltre, può capitare (e non così raramente quanto si potrebbe pensare) che l’elettronica di controllo faccia degli scherzi, inibendoci l’accesso alla memoria e facendoci perdere centinaia di scatti.A quanti di voi per esempio è capitato di non poter più accedere ad una memoria USB semplicemente perché il vostro computer non era più in grado di accedervi? Purtroppo c’è poco da fare in questi casi: il contenuto è irrimediabilmente perduto a meno di rivolgersi a degli esperti in grado di recuperare il contenuto della memoria.</p>
<div id="attachment_3439" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/CompactFlash.jpg"><img class=" wp-image-3439 " alt="Compact Flash" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/CompactFlash.jpg" width="420" height="342" /></a>
<p class="wp-caption-text">Compact Flash</p>
</div>
<p>Come fare per allungare la vita delle nostre schede di memoria e, quindi, minimizzare i rischi di perdita di dati?</p>
<p>1 &#8211; Un primo consiglio è di non puntare sulle super dimensioni delle schede ma accontentarsi di tagli più piccoli. Invece di acquistare, per esempio, una memoria da 64Gb accontentatevi di due memorie da 32Gb o ancora meglio 4 schede da 16Gb. In questo modo, nel caso di rottura di un supporto, non avrete perso tutti gli scatti ma solo una parte di essi.</p>
<p>Inoltre, con un maggior numero di schede, potrete ottimizzare il loro uso, inserendole  a rotazione nella macchina fotografica, riducendo quindi le sollecitazioni sull&#8217;elettronica (sulla memoria non ci sono problemi in quanto la stessa scheda di memoria tende ad ottimizzare tutta l’area di memorizzazione evitando che alcune aree siano usate più spesso di altre).</p>
<p>2 – non cancellate le immagini dalla fotocamera. La cancellazione di una singola foto incide molto più di una cancellazione di massa in termini di accesso alla memoria. Aspettate di aver finito il servizio fotografico o di aver riempito la memoria, quindi muovete il contenuto della memory card sul vostro computer e procedete ad una formattazione veloce della memory card stessa. In questo modo prolungherete di tantissimo la loro vita (che comunque, doveroso sottolinearlo, è già di per se molto lunga).</p>
<p>3 – non rimuovete la memory card se non siete sicuri che la macchina fotografica ha concluso tutte le operazioni di accesso alla stessa. Estrarre la memoria mentre la fotocamera accede ad essa è un ottimo modo per rischiare di perderla in modo definitivo!.</p>
<p>4 – Memoria bagnata? No panic. Ricordatevi che le schede di memoria non hanno parti meccaniche in movimento. Questo significa che l’acqua creerà pochi problemi (se non di ossidazione). Se per errore una memoria vi è finita in acqua, non dovete fare altro che farla asciugare magari inserendola all&#8217;interno di un recipiente pieno di riso. E se vi è finita in acqua salata, abbiate il coraggio di farle fare un ulteriore bagno in acqua distillata, per evitare che la salsedine intacchi i contatti elettrici. Ovviamente, nel caso di un bagnetto, il mio consiglio è di sostituire quanto prima la stessa memoria per evitare possibili problemi futuri.</p>
<p><a href="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/sd.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3440" alt="SDHC" src="http://www.fotografareindigitale.com/wp-content/uploads/2013/04/sd.jpg" width="225" height="225" /></a></p>
<p>5- Evitate di lasciare le vostre memorie al caldo o al freddo, come sul cruscotto di un’autovettura parcheggiata sotto il solleone al 15 di agosto. Le schede di memoria sono resistenti ma non così tanto.</p>
<p>6 – Se avete a che fare con memorie molto capienti, prendete l’abitudine di farne un backup di tanto in tanto.</p>
<p>7 &#8211;  le memory card quali le SD sono piccole e delicate in quanto costruite in plastica. Capita sovente che le piccole “paratie” di plastica tra i contatti metallici si rompano, così come la parte plastica intorno ai contatti stessi. Questi problemi si verificano in particolare sulle schede di memoria non di qualità ma colpiscono indiscriminatamente tutte le schede SD. Per evitarlo fate sempre molta attenzione quando inserite ed estraete una SD. Non forzate e non piegatela. In caso di danneggiamento non disperate: la copertura plastica in fin dei conti non incide sul funzionamento della SD e basta un poco di scotch (o di super attack) per risolvere il problema.</p>
<p>8 &#8211; Non piegare, lasciare cadere o sottoporre a forza eccessiva la scheda di memoria</p>
<p>9 &#8211; Non scrivete con una biro o una stilografica sulla scheda di memoria ma usate dei pennarelli. Questo perché una biro potrebbe rilasciare una carica elettrostatica sulla scheda danneggiandola irrimediabilmente</p>
<p>10- Non toccare i terminali ed evitare che oggetti metallici entrino in contatto con essi.</p>
<p>11 – sarebbe opportuno mettersi “ a massa” prima di maneggiare una scheda di memoria in modo da evitare di colpire la scheda stessa con una carica elettrostatica. Avete presente quelle scossette che a volte si prendono toccando un oggetto metallico? Ecco, vanno evitate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/newsandtricks/~4/rC21hKIRU0U" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/come-allungare-la-vita-e-manutenere-le-schede-di-memoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.fotografareindigitale.com/2013/04/come-allungare-la-vita-e-manutenere-le-schede-di-memoria/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
