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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365</atom:id><lastBuildDate>Thu, 12 Nov 2009 15:17:26 +0000</lastBuildDate><title>Note e Salute</title><description>Salute e musica, un binomio appropriato . 



Notizie utili per la salute , ed un viaggio nella grande musica</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (prokofiev)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1216</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Music</media:category><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Salute e musica, un binomio appropriato . Notizie utili per la salute , ed un viaggio nella grande musica</itunes:subtitle><itunes:summary>Salute e musica, un binomio appropriato . Notizie utili per la salute , ed un viaggio nella grande musica</itunes:summary><itunes:category text="Music" /><image><url>http://www.feedburner.com/fb/images/pub/fb_pwrd.gif</url></image><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/NoteESalute" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6137419191989986902</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-12T15:41:14.588+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Dalle staminali sarà possibile un seno nuovo dopo la mastectomia</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una speranza per molte donne malate di cancro al seno, che vengono private di una parte importante del proprio corpo . Grazie ad una nuova tecnologia, detta Neopec, sviluppata da scienziati del Bernard O'Brien Institute of Microsurgery di Melbourne , sarà possibile ricreare un nuovo seno . E' quello che stanno dimostrando in Australia sperimentando la nuova tecnica su cinque donne che hanno subito una mastectomia. La tecnica potrebbe quindi eliminare la necessità di impiantare corpi estranei come il silicone, e rivoluzionare l'industria multimiliardaria della chirurgia plastica.&lt;br /&gt;L'intervento e' stato provato con successo su delle scrofe che hanno sviluppato nuove mammelle in sei settimane. La sperimentazione umana, che durera' tre anni, sara' condotta su cinque donne dopo una mastectomia, e sara' il secondo intervento al mondo di 'ingegneria dei tessuti' su esseri umani. La procedura comporta l'impianto di una camera sintetica biodegradabile a forma di seno sotto la pelle del torace, che farà da impalcatura durante la crescita del nuovo tessuto. I chirurghi quindi dirottano un vaso sanguigno dall'ascella attraverso la camera fino ad un brano di grasso della paziente di 5 ml, il quale cresce spontaneamente riempiendo lo spazio, e forma un nuovo seno nel giro di 4-6 mesi. Il tessuto adiposo smette di crescere quando raggiunge l'impalcatura, in modo da assicurare la forma e la grandezza desiderata. La camera si degrada dopo che il seno si è formato, permettendo di realizzare la procedura senza una seconda operazione.&lt;br /&gt;Secondo gli scienziati, se la tecnica avrà successo , potrà essere usata anche per altre parti del corpo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6137419191989986902?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/dalle-staminali-sara-possibile-un-seno.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-5938450919609993911</guid><pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-12T11:22:05.438+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Il fumo favorisce anche il cancro del collo dell'utero</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ennesima conferma della cancerogenicità del fumo di sigaretta. Oltre a provocare neoplasia del polmone e della vescica, il fumo favorisce anche il cancro al collo dell'utero , ed il tutto è rapportato ovviamente all'aumento del consumo di sigarete da parte delle donne, fenomeno degli ultimi anni . Questi i risultati di uno studio , pubblicato sul Journal of Virology. E' stato accertato infatti che in presenza di alte concentrazioni di benzopirene, l'Hpv nel muco cervicale cresce di 10 volte, favorendo il tumore della cervice. In realtà questi risultati dimostrano che il benzopirene ha un grande effetto sulla vita del virus, aumentando la sua persistenza nei tessuti e quindi la probabilità che induca il cancro. La ricerca ha preso in esame il benzopirene, una sostanza organica presente nelle sigarette ma anche in molti processi di combustione, e ha verificato il suo effetto sui virus Hpv di tipo 16, 18 e 31, quelli più comunemente associati ai tumori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-5938450919609993911?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/il-fumo-favorisce-anche-il-cancro-del.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-7873297939535124023</guid><pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-11T16:10:35.160+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Erbe tradizionali Cinesi e danni renali .Nuove evidenze</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E' proprio di questi giorni la notizia che i carabinieri del NAS hanno sequestrato molti prodotti a base di erbe tradizionali Cinesi , per il pericolo di danni alla salute. Ora un nuovo studio ( End-stage renal disease in Taiwan: a case-control study) , dimostra la pericolosità di alcuni prodotti che arrivano dalla Cina, ed in particolare ha valutato l'associazione tra il consumo di rimedi tradizionali cinesi e l'insufficienza renale cronica che colpisce con particolare frequenza le popolazioni asiatiche. Proprio a Taiwan, che detiene il record della maggior incidenza mondiale dell'insufficienza renale cronica, è stato realizzato questo studio di tipo caso controllo su 200 pazienti, pubblicato sul Journal of Epidemiology ; ed ha dimostrato che l'assunzione di prodotti a base di rimedi tradizionali Cinesi è associato ad un rischio molto elevato di sviluppare insufficienza renale cronica con una odds ratio tra 10.84-12.51, mentre altri ben noti fattori di rischio come l'ipertensione e il diabete presentavano odds ratio molto minori (rispettivamente 3.63-3.90 e 3.85-5.50). Un passaggio successivo sarà probabilmente comprendere se tale rischio sia dovuto al contenuto di contaminanti (metalli pesanti, pesticidi, aflatossine), oppure a sostanze chimiche specifiche dei rimedi utilizzati, oppure a entrambi i fattori . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-7873297939535124023?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/erbe-tradizionali-cinesi-e-danni-renali.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-9221391767304147009</guid><pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-10T11:52:38.705+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Creato numero verde per segnalare le mutilazioni genitali femminili , in difesa delle donne</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il ministro Mara Carfagna ha annunciato in data 9 Novembre la creazione di un numero verde per segnalare i casi di mutilazioni genitali femminili, un prezioso ausilio per diferendere molte donne immigrate in Italia . Riporto integralmente il testo del ministero.&lt;br /&gt;"Da oggi, grazie al preziosissimo lavoro che svolgeranno le Forze di Polizia chiamate a rispondere al numero verde 800 300 558, gli immigrati residenti in Italia avranno a disposizione uno strumento in più per chiedere aiuto, informarsi e denunciare eventuali abusi. Uno strumento che vuole essere a disposizione anche delle stesse bambine o adolescenti vittime di mutilazioni genitali femminili o che corrono il rischio di essere sottoposte a questa vera e propria menomazione del corpo e della psiche . La violenza che questo numero è chiamato a contrastare, infatti, rappresenta una barbarie, una tortura inaccettabile, una gravissima violazione del diritto all'integrità fisica delle donne e delle bambine. E' un fenomeno culturale presente anche nel nostro Paese, da molti ancora ignorato, che rovina una vita intera e che stiamo combattendo con forza in molti modi: finanziando progetti di contrasto e sensibilizzazione, mandando in onda uno spot rivolto principalmente ai genitori immigrati ed ora anche attivando un numero di assistenza telefonica".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-9221391767304147009?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/il-ministro-mara-carfagna-ha-annunciato.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-1585624346659016671</guid><pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-10T20:49:53.064+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>OMS: donne, ancora poche cure mediche in molte zone del mondo</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Allarme dell'OMS per le donne, che a causa di disuguaglianze sociali in molte zone del mondo sono ancora prive di cure mediche adeguate. La denuncia arriva dal direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', Margaret Chan, che afferma: E' tempo di risarcire le ragazze e le donne e di assicurarsi che ottengano la cura e il sostegno di cui hanno bisogno per godere di un diritto umano fondamentale in ogni momento della loro vita che e' il loro diritto alla salute''.&lt;br /&gt;L'allarmante quadro emerge dal rapporto ''Donne e salute'' , secondo cui le donne sia nell'adolescenza sia nell'eta' adulta sono particolarmente vulnerabili, mentre gli uomini spesso sopravvivono.&lt;br /&gt;La mancanza di una risposta adeguata alle esigenze sanitarie delle donne, in casi di complicazioni nel parto o di cancro alla cervice, puo' essere letale.&lt;br /&gt;Dal rapporto si evidenzia che circa l'80% dei tumori nelle donne e' causato dal cancro alla cervice, con una percentuale di morti ancora piu' grande nei paesi in via di sviluppo. Mentre una delle cause di morte delle donne dai 15 ai 19 anni e' quella legata alle complicazioni del parto a cui vanno a sommarsi quelle degli aborti.&lt;br /&gt;Queste morti sono piu' frequenti nei paesi con un basso reddito, in cui le donne in eta' adulta non ricevono le cure necessarie'.&lt;br /&gt;La demenza senile dopo i 65 anni ogni 5 anni raddoppia, anche se le donne in media vivono 8 anni in piu' degli uomini. Ed inoltre malattie croniche, come quelle cardiovascolari e alle vie respiratorie, che causano la morte del 45% delle donne dopo i 60 anni, se trattate in tenera eta' potrebbero essere superate.&lt;br /&gt;Vanno quindi combattute le diseguaglianze sociali, ed alcuni retaggi storico-culturali, ancora presenti in certi paesi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-1585624346659016671?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/oms-donne-ancora-poche-cure-mediche-in.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-8165417502382542253</guid><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-09T19:12:51.958+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Gioco d'azzardo patologico in aumento in Italia</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Un problema sempre piu' in evidenza . In Italia i giocatori patologici sarebbero 700 mila, di cui l'85% maschi e il 51% di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Questa è ormai considerrata una vera e propria patologia che ha serie ripercussioni sulla vita familiare, finanziaria, professionale e sociale di chi ne è colpito.&lt;br /&gt;Il Gioco d'azzardo patologico (G.A.P.), infatti, è il sintomo di una malattia psichica compulsiva, ma il malato di gioco  può essere curato. Emerge inoltre che l'82% dei pazienti si dedica di preferenza alle slot-machines e il 18% alle scommesse ippiche, ai giochi di fortuna come lotto, superenalotto e lotterie istantanee.&lt;br /&gt;Per la terapia , secondo gli esperti, è  necessaria una equipe multi-professionale con due psicologi, educatori professionali, medici psichiatri, assistenti sociale, un esperto finanziario esterno che collabora come volontario. Ma i trattamenti dovranno essere rivolti sia al paziente, sia ai famigliari, si sviluppano in vari ambiti attraverso percorsi educativi-informativi e psicoterapeutici (individualmente, con i famigliari, in gruppo). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Purtroppo esistono ancora poche strutture adeguate , ma si sta studiano a livello delle istituzioni , una strategie per affrontare al meglio un problema, che rischia di diventare di proporzioni ancora piu' alte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-8165417502382542253?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/gioco-d-patologico-in-aumento-in-italia.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-1830998654225460529</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-08T14:18:30.999+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Meglio evitare il caffè serale. Peggiora la qualità del sonno</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una conferma sul disturbo da sonno da caffeina, specialmente se ingerita di sera o di notte. Il tema è stato affrontato da una ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Montreal, e pubblicata sulla rivista Sleep Medicine, evidenziando che il caffè consumato in queste ore interferisce con l'orologio biologico compromettendo le ore di sonno anche nei giorni successivi.  ( &lt;em&gt;Effects of caffeine on daytime recovery sleep: A double challenge to the sleep-wake cycle in aging&lt;/em&gt;)&lt;em&gt; .&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gli autori affermano che , nonostante qualcuno affermi di dormire meglio dopo essersi bevuto un espresso alla sera , in realtà questi soggetti non sono consapevoli che il loro sonno potrebbe essere turbato e meno profondo di quanto essi credano .&lt;br /&gt;In un esperimento condotto in laboratorio, i medici hanno preso in esame un campione di 24 uomini e donne suddividendo loro in due gruppi: uno con soggetti di età compresa tra i 20-30 anni e l'altro con età tra i 45 ed i 60 anni. Tutti i volontari sono stati privati del sonno per due notti consecutive dopodichè è stata data loro una pillola contenente caffeina o placebo prima di andare a dormire.&lt;br /&gt;I ricercatori hanno quindi verificato che i soggetti che avevano assunto caffeina prima di dormire avevano un sonno più disturbato, dormivano meno ore e mostravano una peggior qualità del sonno durante la fase REM (quella in cui si sogna) rispetto ai soggetti che avevano assunto placebo. Questi risultati, sostengono i ricercatori, apparivano inoltre particolarmente accentuati per gli individui più anziani, in cui si notava una diminuzione delle ore di sonno addirittura del 50% rispetto al controllo.&lt;br /&gt;Consigliabile quindi anche evitare di bere eccessive quantità di coca- cola nelle ore serali , ed altre bevande contenenti caffeina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-1830998654225460529?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/meglio-evitare-il-caffe-serale-peggiora.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-3566864297866182869</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-08T17:32:57.681+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Sicurezza degli antibiotici in gravidanza . Nuove evidenze</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una conferma sulla sicurezza della maggior parte degli antibiotici usati durante la gravidanza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Uno studio condotto da ricercatori Statunitensi , e pubblicato su Archives  Pediatric  Adolescential Medicine , ha infatti riscontrato che, fatta eccezione per sulfonamidi e nitrofurantoina, l'assunzione di farmaci antibatterici in gravidanza non è associata a un numero elevato di difetti congeniti del neonato. L'indagine, in particolare, ha delineato l'associazione tra la terapia seguita durante le fasi più critiche per la gravidanza (un mese prima del concepimento fino al primo trimestre) e specifici difetti congeniti. Sono stati coinvolti 13.155 casi di gravidanze con uno o più difetti, scelti tra i 30 maggiori difetti congeniti, e sono stati confrontati con 4.941 nascite senza difetti congeniti selezionate nelle stesse regioni. Gli autori hanno rilevato che l'uso di antibatterici aveva avuto un picco durante il terzo mese di gestazione e i maggiori rischi, in termini di rischio relativo, fatti gli aggiustamenti rispetto ai fattori confondenti, erano stati riscontrati con l'esposizione a sulfonamidi, associate a cinque difetti congeniti, e a nitrofurantoina, associata a quattro. Gli altri agenti antibatterici che hanno mostrato l'associazione, ma con un numero minore di difetti ,sono le eritromicine per due difetti congeniti, le penicilline, i chinoloni e le cefalosporine per uno. Gli autori chiariscono che non è semplice stabilire le cause dei difetti congeniti, perché possono essere molteplici, e aggiungono che questo studio non stabilisce un profilo di sicurezza dei farmaci in gravidanza. Tuttavia, il fatto che per molte classi di antibatterici il rischio non sia particolarmente elevato, costituisce un elemento di rassicurazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-3566864297866182869?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/sicurezza-degli-antibiotici-in.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6764426478270816973</guid><pubDate>Sat, 07 Nov 2009 13:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-07T17:38:16.464+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Pediatri Americani: genitori, attenzione ai bambini che navigano nel web</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Bambini e web, un problema emergente, viste le insidie nascoste nella rete. Per questo l'American Academy of Pediatrcs (AAP),  ha pensato di fornire alle famiglie strumenti pratici per la gestione dell'uso di internet da parte dei figli più giovani. L'interessante editoriale è stato pubblicato sugli Archives of  Pediatric  Adolescential  Medicine . &lt;br /&gt;Secondo gli esperti internet non implica nuovi rischi per bambini e adolescenti ma li presenta in modo diverso, magari meno noto per i genitori. In primo luogo, nel web si può trovare ogni tipo di informazione e materiale che potrebbe però risultare inappropriato o disturbante, come messaggi a sfondo sessuale, violento o che promuove il consumo di sostanze illecite o dannose. Inoltre, molti siti professionali non sono affidabili e accurati nel fornire dati e informazioni. Gli aspetti sociali sono un tema molto delicato: le persone che si conoscono via internet potrebbero non essere chi dicono di essere (ma questo rischio vale anche per gli adulti) potrebbero trasmettere messaggi inappropriati all'età dei bambini oppure tentare di carpire informazioni, e se il bambino fornisce dati personali potrebbe permettere a estranei di avvicinarlo o di incontrarlo. Un altro elemento critico è il tempo speso nell'uso del web, che rischia di sottrarre spazio alle relazioni con gli amici e con la famiglia agli hobby e allo sport.&lt;br /&gt;Gli specialisti  propongono una duplice strategia, sia educazionale sui propri figli sia comportamentale per i genitori. Gli adulti devono, innanzi tutto, conoscere internet, spenderci del tempo, crearsi un profilo nel social network frequentato dal figlio e imparare come stabilire i parametri di privacy. Tutto ciò che imparano lo devono condividere e spiegare ai propri figli. La frequentazione degli stessi "luoghi" virtuali permette al genitore di informarsi sugli amici conosciuti online. Inoltre, è importante avere una condivisione regolare anche su ciò che i bambini vedono e imparano navigando in rete, scambiando reciprocamente le esperienze su ciò che si è visto o letto, dando la propria interpretazione. Al bambino inoltre va spiegato l'importanza di non dare informazioni personali agli estranei presenti online enfatizzando per esempio, che ogni cosa resa pubblica su internet può essere visibile in tutto il mondo. I genitori devono, comunque, mantenere un ruolo di controllo e, a rischio di essere perentori, è bene fissare dei limiti di tempo per assicurarsi che il bambino si occupi anche di altre attività. Gioca a favore avere la postazione di connessione a internet in un'area visibile della casa facilmente monitorabile. In questo senso è fondamentale dare il buon esempio, offrendo un modello appropriato di comportamento, sia nell'uso di internet sia di tutti i mezzi di comunicazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Un utile strumento per i genitori Statunitensi, ma sarebbe interessante una analoga iniziativa dei pediatri Italiani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6764426478270816973?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/pediatri-americani-genitori-attenzione.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-4958571845242406247</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-07T14:09:51.923+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Colesterolo basso e cancro: smentita la correlazione</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Alcuni studi avevano evidenziato che bassi livelli di colesterolo totale sarebbero associati a maggior insorgenza di cancro, suscitando non poche polemiche nel mondo scientifico. Due nuove ricerche smentiscono questa ipotesi, anzi, i bassi livelli ridurrebbero l'insorgenza di  di tumori prostatici invasivi. i due studi sono apparsi su Cancer Epidemiology, Biomarkers &amp;amp; Prevention. Nel primo, Albanes e collaboratori, nel corso di un follow-up di 18 anni che ha riguardato 29mila fumatori e 7.545 casi di tumore, hanno osservato un'associazione tra diminuzione del colesterolo totale e incremento (18%) del rischio di patologie tumorali. Quando, però, dall'analisi sono stati esclusi i primi 9 anni d'indagine, la correlazione tra tumore e colesterolo non è rimasta significativa, suggerendo che bassi livelli di colesterolo siano la conseguenza e non la causa di cancro. Nel secondo studio, Elizabeth Platz del Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, Baltimore, ha, invece, riscontrato un'associazione tra bassi valori di colesterolo totale e decremento del rischio di carcinoma prostatico in 5.586 uomini di età superiore a 55 anni. In particolare, in individui con colesterolo totale inferiore a 200 mg/dL è stata osservata una riduzione del 59% dell'incidenza di tumore alla prostata (Gleason score compreso tra 8 e 10).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-4958571845242406247?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/colesterolo-basso-e-cancro-smentita-la.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-7495400460380192284</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T20:34:34.673+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Assunzione di farmaci per la protezione dello stomaco per  lunghi periodi. Cosa si rischia?</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E' ormai pratica comune usare farmaci gastroprotettori, soprattutto inbitori della pompa protonica ( il comune lansoprazolo ed altri), per lunghi periodi. Ma cosa si rischia? . Per rispondere a questa domanda è stata condotta una ricerca , pubblicata sull'American Journal of Medicine La review ha valutato la sicurezza dell'uso prolungato degli inibitori di pompa protonica (PPI), farmaci tra i più usati al mondo, che producono una spesa annuale superiore ai 24 miliardi di dollari, ma anche ad alto potenziale di uso inappropriato (fino al 50%-60% dei casi) e non sempre così innocui come comunemente ritenuto. Nell'articolo vengono criticamente valutate le pubblicazioni relative agli eventi avversi che sono stati segnalati in corso di utilizzo cronico di PPI. Deficit di vitamina B12 e di ferro: segnalati da diversi autori, ma sempre in studi di piccole dimensioni non sufficienti a permettere di trarre conclusioni definitive, anche se i presupposti fisiopatologici sono coerenti; tuttavia non viene consigliato di ricercare sistematicamente questi deficit in tutti gli utilizzatori di PPI. Stessi limiti relativi alle segnalazioni di deficit di calcio con conseguente osteoporosi ed aumento del rischio di fratture: negli osteoporotici non è necessario sospendere la terapia con PPI, se i pazienti ne hanno bisogno. Più consistenti i dati relativi all'aumentato rischio di infezioni dell'apparato respiratorio, già segnalata anche per gli H2 antagonisti e legata alle ridotte difese collegate alla minore acidità gastrica, soprattutto nelle persone allettate. Uno studio caso controllo su oltre 300.000 pazienti aveva evidenziato come l'incidenza di polmonite fra gli utilizzatori di farmaci soppressori della secrezione gastrica fosse di gran lunga superiore (2.45 per 100 persone per anno) rispetto ai non utilizzatori di tali farmaci . Segnalazioni emergenti e consistenti anche per l'infezione da Clostridium Difficile (CD) più frequenti fra i pazienti ricoverati, verso i quali spesso si fa un uso eccessivo di PPI. In questi pazienti il rischio di contrarre una infezione da CD è raddoppiato . Inoltre viene segnalata una possibile maggiore suscettibilità ai tumori dello stomaco e del colon, peraltro non sufficientemente suffragata da forti dati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Gli autori della review concludono che , se è vero che per tutte le patologie attribuite ad evento avverso rispetto ai PPI non è stata riscontrata una sicura correlazione in quanto mancano studi disegnati a tale scopo, è altrettanto vero che compito del medico sarebbe in primo luogo iniziare l'uso di tali farmaci quando esiste una chiara ed appropriata indicazione ed in secondo luogo rivalutare la necessità di proseguire il trattamento in tutti i pazienti che utilizzano cronicamente questi farmaci. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-7495400460380192284?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/assunzione-di-farmaci-per-la-protezione.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-3295356829514552184</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T19:51:02.087+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Disturbi gastroenterici da stress. Nuove evidenze</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In aumento le patologie gastrointestinali correlate allo stress prolungato. Il tema è stato affrontato da due due studi, presentati al 74 meeting annuale dell'American college of gastroenterology (Acg) in corso a San Diego, presentati dalla Marina degli Stati Uniti (United States Navy) e dall'Università di Stato di New York.&lt;br /&gt;La prima ricerca ha ha valutato l'entità e le caratteristiche delle gastroenteriti infettive (Ige), patologie frequentemente contratte durante la vita militare sia nelle operazioni di guerra sia nelle missioni umanitarie . Utilizzando registrazioni elettroniche fornite dal Sistema di sorveglianza medica della difesa, nel personale di servizio tra il 1999 e il 2007 sono stati identificati 31.866 casi di disordini gastrointestinali funzionali (Fgd) tra cui sindrome del colon irritabile, costipazione funzionale o diarrea, e dispepsia. Ponendo in correlazione ogni caso con corrispondenti controlli non-Fgd, sono stati calcolati i tassi di incidenza di Fgd, così come si è stabilita una valutazione del rischio differenziale di Fgd associato con il tipo di esposizione Ige (batteri, protozoi, virus). E' atata riscontrata una significativa associazione tra Ige e tutti i Fgd, con il rischio più alto di diarrea funzionale e colon irritabile , seguiti da costipazione e dispepsia .&lt;br /&gt;Il secondo studio ha valutato invece le correlazioni tra malattia da reflusso gastroesofageo (Gerd) e disturbi mentali (Mhd) nelle persone coinvolte nelle opere di riordino del World Trade Center. Nel 2005 sono stati esaminati 697 soggetti che, nel 2001, a breve distanza dall?attentato delle Torri gemelle, presentavano con alta frequenza Gerd e Mhd, con lo scopo di verificare se tali problemi fossero ancora presenti. Tra coloro che avevano risposto, il 41% presentava Gerd (più del doppio del 20% che si ha nella popolazione generale). Inoltre, i pazienti con Gerd avevano una maggiore prevalenza di Mhd, tra cui disturbo post-traumatico da stress e depressione. In particolare, i pazienti con un maggior numero di Mhd avevano tassi progressivamente più alti di Gerd: un Mhd 47,27%, due Mhd 64,4%, tre Mhd 69,7%, quattro Mhd 72,2%. Non si rilevavano invece associazioni con altri fattori ambientali e comportamentali solitamente associati, quali fumo e obesità . Gli autori concludono che l'esposizione a un ambiente stressante e tossico, la comparsa di Gerd caratterizzata da elevata comorbidità con Mhd, senza relazione con obesità o fumo, suggerisce che i Mhd possano svolgere un ruolo importante nella persistenza della Gerd, perciò il trattamento dei Mhd sottostanti potrebbe essere necessaria per risolvere la manifestazione fisica della Gerd.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-3295356829514552184?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/disturbi-gastroenterici-da-stress-nuove.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6319372970269484502</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T15:22:31.881+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Influenza AH1N1. Tanto clamore, ma quali sono i fattori di rischio per il decesso?</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In questi giorni non si fa altro che parlare della famosa influenza A, spesso generando psicosi tra la popolazione. Va ricordato a tale proposito che i decessi hanno riguardato pazienti con comorbilità importanti . A tal proposito è stato condotto uno studio i&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;n California , dove i casi di ricovero o di decesso da influenza A/H1N1 durante le prime 16 settimane della pandemia hanno riguardato soprattutto bambini e giovani e soggetti con comorbilità per complicanze influenzali (&lt;em&gt;Factors Associated With Death or Hospitalization Due to Pandemic 2009 Influenza A(H1N1) Infection in California&lt;/em&gt; ).&lt;br /&gt;Nell'aprile del 2009 si è verificata in California una vera e propria pandemia influenzale da virus A/H1N1. Rapporti preliminari suggerivano che questa nuova influenza, a differenza di quella stagionale, colpisce in maniera preponderante i giovani e provoca, generalmente, una malattie lieve.&lt;br /&gt;Lo studio ha quindi valutato le cause di decesso . Gli autori hanno cercato di descrivere i caratteri clinici ed epidemiologici della nuova influenza nei casi che richiedevano l'ospedalizzazione o che portavano al decesso . Nelle prime 16 settimane della pandemia si sono registrati, in California, 1088 casi di ospedalizzazione o di morte. L'età media dei soggetti colpiti era di 27 anni (range da meno di 1 anno a 92 anni) e il 68% aveva fattori di rischio per complicanze da influenza stagionale. Il 66% dei soggetti nei quali venne eseguita una radiografia del torace mostravano un quadro di infiltrato e il 31% richiese un ricovero in reparto di terapie intensive. Una infezione batterica secondaria si diagnosticò nel 4% dei casi. Il 21% dei soggetti non ricevette un trattamento antivirale. La mortalità totale fu dell'11% (118 su 1088), essendo più elevata nelle persone con 50 anni o più anziane (18-20%). La causa più comune di decesso fu una polmonite virale e una sindrome da distress respiratorio acuto.&lt;br /&gt;Si conferma che i soggetti da vaccinare sono diabetici, cardiopatici, nefropatici, asmatici, donne in gravidanza al secondo e terzo trimestre . Nella maggior parte dei casi si manifesta in forma benigna ed i soggetti che sono più a rischio di ospedalizzazione e di decesso sono pazienti con comorbilità.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6319372970269484502?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/influenza-ah1n1-tanto-clamore-ma-quali.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-4302901646724747042</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-06T18:03:39.716+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Rischio di disturbi metabolici nei giovani che assumono antipsicotici</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ulteriore conferma degli effetti collaterali di alcuni farmaci antipsicotici nei giovani . In questi soggetti, il primo impiego di antipsicotici determinerebbe un aumento di peso. Aripiprazolo, olanzapina, quetiapina e risperidone, questi i quattro farmaci responsabili delle alterazioni metaboliche nei pià piccoli. L'evidenza arriva da uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association Satiety (&lt;em&gt;Second-Generation Antipsychotic Treatment Indications, Effectiveness and Tolerability in Youth)&lt;/em&gt; , che ha riguardato 338 soggetti (4-19 anni) non esposti a precedenti trattamenti. Dopo 10,8 settimane di terapia, è stato registrato un aumento di peso corporeo pari a 8,5 kg con olanzapina; 6,1 kg con quetiapina, 5,3% con risperidone e 4,4 kg con aripiprazolo e 0,2 kg in assenza di qualsiasi trattamento. In aggiunta con olanzapina e quetiapina si è riscontrato un incremento dei livelli di colesterolo totale (da 15,6 a 24,3 e da 9,1 a 17,7 mg/dL; rispettivamente); trigliceridi (da 24,3 a 38,9 mg/dL e 37,0 a 63,8 mg/dL; rispettivamente); colesterolo Hdl (da 16,8 a 24,3 mg/dL e da 9,9 a 18,4 mg/dL; rispettivamente) e del rapporto trigliceridi/Hdl colesterolo (da 0,6 a 0,9 e da 1,2 a 2,0; rispettivamente). L'utilizzo di risperidone ha fatto, invece, aumentare i trigliceridi da 9,7 a 19,0 mg/dL, mentre nessuna variazione metabolica è stata riportata con aripiprazolo o in assenza di terapia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una particolare accoertezza nel prescrivere questi farmaci nei giovani, dunque. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-4302901646724747042?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/rischio-di-disturbi-metabolici-nei.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-5348569630924835720</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-04T21:12:56.744+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Anche il fruttosio puo' aumentare la pressione arteriosa</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell'University of Colorado Health Sciences Center di Denver , una dieta ad alto contenuto di fruttosio aumenta il rischio di sviluppare l'ipertensione, al pari di una dieta ad alto contenuto di sodio . La ricerca è stata presentata nel corso del 42 Annual Meeting and Scientific Exposition a San Diego, in California.&lt;br /&gt;I ricercatori hanno studiato 4.528 adulti sani dai 18 anni in su, senza precedenti storie di ipertensione, dei quali hanno valutato l'assunzione di fruttosio sulla base di un questionario dietetico. I ricercatori hanno rilevato che chi assumeva,  tra cibi e bevande , piu' di 74 grammi al giorno di fruttosio aumentava il rischio di sviluppare l'ipertensione del 28%, 36% e 87% per chi, rispettivamente, aveva i livelli di pressione arteriosa a 135/85, 140/90 e 160/100 mmHg . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Hanno quindi concluso : ''Questi risultati indicano che un elevato introito di fruttosio sotto forma di zuccheri aggiunti e' significativamente e indipendentemente associato a livelli piu' elevati di pressione arteriosa nella popolazione adulta senza problemi di ipertensione''. Ulteriori studi sono necessari per vedere se diete a basso contenuto di fruttosio possono normalizzare la pressione sanguigna e prevenire lo sviluppo dell'ipertensione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Il killer silenzioso, come è chiamata dai medici l'ipertensione arteriosa, è in effetti il risultato di una predisposizione genetica, e fattori ambientali, e tra questi molto importante è sicuramente l'atteggiamento alimentare. Un nuovo tassello si aggiunge all'eziopatogenesi della malattia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-5348569630924835720?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/anche-il-fruttosio-puo-aumentare-la.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6642377222144119206</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-09T21:09:24.078+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Musica</category><title>Le piu' grandi Colonne sonore di sempre parte 1°</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/Svhf5UtsTfI/AAAAAAAABAs/pjE44CDOBXw/s1600-h/00047901.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 106px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402173191448448498" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/Svhf5UtsTfI/AAAAAAAABAs/pjE44CDOBXw/s200/00047901.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il connubio tra immagine e musica è sempre stato fondamentale per la riuscita delle grandi pellicole. Sicuramente le grandi colonne sonore hanno contribuito a rendere celebri alcuni film, ed ad accrescerne il successo. In alcuni casi si tratta di veri e propri capolavori .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Cito su tutti "Alexander Nevsky”, opera del 1938 di Sergei Prokofiev, stesso anno dell’omonimo film di un altro Sergei, il regista russo Eisenstein, per il quale compose la colonna sonora. Questa fu la prima di tre collaborazioni fra il musicista e il cineasta, seguiranno ”Ivan il terribile” (1944) e “La congiura dei boiardi” (1948). Prokofiev descrisse così la sua opera: “Nell’Aleksandr Nevskij ci sono sequenze le cui inquadrature sono montate su musica registrata in precedenza. Ci sono sequenze per le quali l’intero brano musicale fu scritto dopo il montaggio definitivo delle immagini. Ci sono sequenze che si servono di entrambi i procedimenti”. Ascolto e visione partecipano, in accordo, alle varie componenti filmiche: azione, scenografia, montaggio, ecc. Una prova inconfutabile la troviamo nei titoli/motivi che accompagnano altrettante sequenze del film: - Molto andante iniziale (la Russia dominata dai Mongoli), Lento-Più mosso (canzone), Largo- Andante (cavalieri teutoni a Pskov), Allegro risoluto-Corale (discorso al popolo russo), Adagio-Moderato-Allegro-Moderato (lago ghiacciato di Peipus – battaglia), Adagio (funerale degli eroi), Allegro ma non troppo (entrata trionfale dei russi a Pskov) - Il quinto motivo offre il sonoro alla scena più spettacolare , forse una delle scene piu' intense della storia del cinema : la battaglia sul lago ghiacciato Peipus, che occupa più di un terzo di tutta la durata della pellicola e che narra, nella vicenda, l’epica vittoria dei russi sull’esercito teutone avvenuta nel 13° secolo. Prokofiev, con un frequente ricorso alla ‘dissonanza’, assecondò una nuova idea estetica musicale , soprattutto nella sequenza della carica dei cavalieri teutoni e del fatale sprofondamento fra i ghiacci del lago. In ogni caso, anche per chi non conosce il film (in bianco e nero), sarà la musica, attraverso la sua grande potenza strumentale e corale, a sollecitare, come in ogni grande colonna sonora d’autore, la formazione di un ricco e colorato immaginario visivo, e a stimolare il desiderio di vederne la rappresentazione cinematografica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/SvhgPjWUsXI/AAAAAAAABA0/2rGmU48sOlQ/s1600-h/incontriravvicinatidelterzotipo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 153px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402173573334086002" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/SvhgPjWUsXI/AAAAAAAABA0/2rGmU48sOlQ/s200/incontriravvicinatidelterzotipo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Parlando invece di autori contemporanei , citerei "Incontri ravvicinati del terzo tipo" , il film di Steven Spielberg , con la colonna sonora di John Williams. Nel film la famosissima melodia , usata dagli alieni per comunicare con i terrestri ha una storia particolare. Un messaggio che è costituito da una sequenza di cinque note (in realtà si tratta di sole quattro note, due delle quali separate da un'ottava, dunque non è tecnicamente una scala pentatonica). Il compositore della colonna sonora John Williams scrisse, su indicazione di Spielberg, questa sequenza di note. In realtà Williams avrebbe voluto utilizzare una melodia con almeno sette note, ma Spielberg fu irremovibile in quanto voleva una sequenza di sole 5 note che fosse possibile considerare come equivalente musicale della parola inglese HELLO (le note sono Sib - Do - Lab - Lab - Mib) .&lt;br /&gt;Forse per questa ragione nel film il personaggio Lacombe, osserva, dopo aver sentito cantare la sequenza di suoni nella scena ambientata a Dharamsala in India: «Mais c'est la guerre pentatonique... cinq notes au lieu de sept!» (Traduzione: «Ma è la guerra pentatonica... cinque note invece di sette!» .&lt;br /&gt;La stessa musica è citata nel film di 007 Moonraker - Operazione spazio quando James Bond compone i cinque numeri del codice per entrare in un laboratorio a Venezia.&lt;br /&gt;Sublime il crescendo finale, con una delle sequenze cinematografiche piu' emozionanti della storia del cinema . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/SvhgghHKs2I/AAAAAAAABA8/PRMLwVgujKQ/s1600-h/ceraunavoltainamerica.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; FLOAT: left; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402173864791421794" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/SvhgghHKs2I/AAAAAAAABA8/PRMLwVgujKQ/s200/ceraunavoltainamerica.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Veniamo ad un capolavoro nostrano, la colonna sonora di "C'era una volta in America " , stupendo affresco di Sergio Leone, dell'America di inizio secolo, con la struggente musica di Ennio Morricone . La musica del film era stata commissionata da Leone con così largo anticipo che veniva ascoltata, seppur non nella versione orchestrata, sul set durante le riprese. Nel film compaiono anche pezzi celebri non scritti da Morricone sono: Yesterday, composto dai Beatles John Lennon e Paul McCartney, un brano dalla celeberrima sinfonia dell'opera "La gazza ladra" di Gioachino Rossini durante la scena dello scambio delle culle; God Bless America di Irving Berlin, Amapola di Joseph LaCalle, Summertime di George Gershwin e Night and Day di Cole Porter. La colonna sonora ha contribuito sicuramente al successo ed alla resa del film, soprattutto il tema di Cockeye , che viene spesso riproposto durante il film, e il tema principale, che porta il nome della pellicola. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6642377222144119206?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/le-piu-grandi-colonne-sonore-di-sempre.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_3O_Nx86fdWY/Svhf5UtsTfI/AAAAAAAABAs/pjE44CDOBXw/s72-c/00047901.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-2939537866855475626</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-04T09:04:52.014+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Lampade e lettini abbronzanti altamente can cerogeni</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una conferma della pericolosità per la pelle delle lampade abbronzanti. La notizia arriva dalla prestigiosa rivista Lancet. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'esposizione ai raggi UV puo' infatti indurre la formazione di tumori molto gravi. Questo secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) che ha spostato le radiazioni, utilizzate nei lettini abbronzanti, dal gruppo 2A al gruppo 1 delle sostanze cancerogene, ossia nella categoria a più alto rischio. La decisione è stata presa alla luce dei risultati di una recente metanalisi che ha evidenziato un aumento del 75% del rischio di sviluppare melanoma nelle persone che si sono esposte a radiazioni allo scopo di abbronzarsi, prima dei 30 anni. Alla base della recente decisione dell'Iarc ci sono, inoltre, i dati relativi ad alcuni studi clinici caso-controllo che mostrano un'associazione diretta tra esposizione a radiazioni e sviluppo di melanoma oculari. Ma la nuova classificazione non riguarda solo i raggi UV. Da oggi, infatti, tutti i tipi di radiazioni ionizzanti, sia quelle che producono ioni in modo diretto (particelle alpha e beta) sia quelle che producono ioni in modo indiretto (neutroni, raggi gamma e raggi X), apparterranno alla categoria più rischiosa delle sostanze cancerogene. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-2939537866855475626?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/lampade-e-lettini-abbronzanti-altamente.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6594177575236013278</guid><pubDate>Tue, 03 Nov 2009 16:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-03T20:41:18.973+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Le leggi antifumo riducono le patologie cardiovascolari anche nei non fumatori</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Dopo le numerose evidenze che le leggi anti fumo hanno ridotto l'incidenza di infarto del miocardio e di patologia cardiovascolari, ora arriva la conferma che l divieto protegge anche i non fumatori, per ann ingiustamente esposti al fumo altrui . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il divieto di fumo nei locali pubblici abbassa il rischio di attacco di cuore tra i non fumatori anche del 47 per cento. Questi di dati di un nuovo studio dell'U.S. Institute of Medicine (IOM), che ha analizzato gli effetti del divieto in paesi come Italia, Canada, Scozia e Stati Uniti basandosi su 11 ricerche pubblicate in precedenza su riviste scientifiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;I ricercatori hanno evidenziato che la riduzione del rischio varia da regione a regione , passando dal 6 per cento fino ad un sorprendente 47 per cento. E' fuori discussione che i divieti di fumo abbiano effetti positivi sulla salute , questa la loro conclusione . L'analisi conferma i risultati di studi precendenti in materia. Confrontando aree vicine ma con diversa legislatura, si conferma che mentre nelle zone con divieto di fumo il rischio di attacchi cardiaci diminuisce, in quelle vicine prive dello stesso divieto il rischio e' aumentato nel corso del tempo .Inoltre, anche i ricoveri per attacco cardiaco, sono crollati nelle zone degli USA che hanno bandito il fumo sul posto di lavoro. L'IMO riporta che, nonostante i risultati positivi dei divieti, solo il 5 per cento della popolazione mondiale e' coperta da leggi che impediscono di fumare in luogo pubblico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In questo l'Italia ha dato sicuramente un ottimo esempio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6594177575236013278?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/le-leggi-antifumo-riducono-le-patologie.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-3612183622817443991</guid><pubDate>Tue, 03 Nov 2009 16:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-03T17:32:46.743+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Lanciato un piano globale contro la polmonite, che uccide piu' di 4000 bambini al giorno</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;SI parla tantissimo di influenza A in questi giorni, spesso tralasciando altre problematiche, di maggior impatto sulla mortalità generale. Basti pensare che la polmonite è la principale causa di morte nel mondo tra i bambini sotto i cinque anni di età, al ritmo di oltre 4.000 decessi infantili al giorno . A tale proposito è stato recentemente lanciato il "Piano d'azione globale per la prevenzione e il controllo della polmonite (GAPP)" al Global Summit sulla malattia tenutosi a New York. Secondo le stime dell'UNICEF e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) oltre 5 milioni di bambini potrebbero essere salvati nei prossimi 6 anni se il Piano globale di lotta contro la polmonite venisse adottato in tutto il mondo.  Margaret Chan, Direttore generale dell'OMS, ha affermato: «Questo piano d'azione prevede una strategia per prevenire e controllare la polmonite, che oggi miete più vittime di qualsiasi altra malattia. Sappiamo che questa strategia funziona, e se fosse applicata nei paesi con alta concentrazione di casi, saremo in grado di evitare milioni di morti». Il Piano fissa linee di azione e obiettivi specifici, fornendo una stima dei costi e di quante vite possono essere salvate. Il costo di attuazione del GAPP in 68 paesi ad alta concentrazione di casi di polmonite può essere stimato, di qui al 2015, intorno ai 39 miliardi dollari. La strategia GAPP prevede tre obiettivi principali:&lt;br /&gt;Proteggere ogni bambino, garantendo un ambiente in cui il rischio di polmonite risulti basso, promuovendo adeguate pratiche igienico-sanitarie, come l'esclusivo allattamento al seno per i primi sei mesi di vita, una alimentazione adeguata e l'abitudine di lavarsi le mani&lt;br /&gt;Prevenire la contrazione della polmonite, attraverso un maggiore accesso ai vaccini specifici, inclusi il vaccino contro il morbillo e quello coniugato contro lo pneumococco&lt;br /&gt;Curare i bambini che si ammalano di polmonite con la giusta terapia antibiotica, coinvolgendo le comunità locali.&lt;br /&gt;La morte infantile causata dalla polmonite è fortemente collegata alla malnutrizione, alla povertà e all'insufficiente accesso alle cure mediche. Le due raccomandazioni fondamentali della strategia riguardano, dunque, il rafforzamento dei sistemi sanitari e l'accesso alle terapie attraverso il potenziamento degli operatori comunitari. Dopo il lancio del piano, la Global Task Force sulla polmonite, i cui membri sono UNICEF, OMS, altre agenzie ONU, diverse Organizzazioni non governative (ONG) e istituzioni accademiche, coordinerà gli sforzi a favore della sua applicazione, soprattutto nei Paesi in cui l'intervento risulta più urgente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Una notizia sicuramente importante, e , come ripeto, spesso trascurata .  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-3612183622817443991?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/lanciato-un-piano-globale-contro-la.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-1835374978000238815</guid><pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-02T20:40:46.766+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Le verdure in gravidanza riducono il rischio di diabete nei nascituri</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una conferma dell'importanza di una corretta alimentazione durante la gravidanza. Secondo una ricerca condotta da ricercatori Svedesi presso la Sahlgrenska Academy e pubblicata su Pediatric Diabetes, consumare molta verdura puo' ridurre il rischio di sviluppare dabete nei nascituri.&lt;br /&gt;I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue di 6.000 bambini di sei anni di età per individuare una eventuale predisposizione al diabete di tipo 1 ( anticorpi anti insule pancreatiche) .&lt;br /&gt;Il 3% dell'intero campione è risultato essere diabetico e i ricercatori hanno potuto dimostrare che il rischio di diventare diabetico risultava doppio in quei bambini la cui mamma, durante la gravidanza, aveva consumato poche verdure.&lt;br /&gt;I figli di donne che avevano mangiato verdura ogni giorno, invece, risultavano avere i rischi più bassi.&lt;br /&gt;I ricercatori spiegano che  questo studio non dimostra inequivocabilmente che le verdure svolgano un'azione preventiva ma certamente rappresenta un primo passo per capire in che modo lo stile di vita e quello alimentare della futura madre incidano sullo sviluppo del feto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-1835374978000238815?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/11/le-verdure-in-gravidanza-riducono-il.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-8937727425149958644</guid><pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-02T07:44:01.591+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Gli anabolizzanti danneggiano i reni</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il danno renale da diete iperproteiche ed uso improprio di integratori è una certezza . Ora arriva la conferma che anche l'assunzione di anabolizzanti provoca insufficienza renale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Lo studio è stato presentato all'annuale convegno dell'American Society of Nephrology.&lt;br /&gt;Ormai sono numerosi gli di atleti professionisti, ma anche i dilettanti, soprattutto fra quelli che praticano il bodybuilding , che usano anabolizzanti .&lt;br /&gt;Leal Herlitz, e colleghi del Medical Center della Columbia University hanno condotto il primo studio che descrive i danni renali dovuto all'assunzione a lungo termine di steroidi anabolizzanti in un gruppo di 10 culturisti.&lt;br /&gt;Le indagini hanno rivelato che nove dei 10 atleti hanno sviluppato una condizione nota come glomerulosclerosi segmentaria, patologia grave e difficile da trattare, che conduce in grande percentuale ad insufficienza renale .&lt;br /&gt;Una volta interrotta l'assunzione di steroidi, le anomalie renali tendevano a migliorare, con l'eccezione di un soggetto con disfunzione renale in fase avanzata che ha sviluppato un'insufficienza renale terminale trattata successivamente con la dialisi, mentre in un caso si è verificata una recidiva, una volta ripresa la somministrazione.&lt;br /&gt;I ricercatori ipotizzano che i drastici incrementi di massa muscolare richiedano una più intensa attività di filtrazione dei glomeruli , con un incremento della pressione all'interno dei reni , e conseguente danno delle unità funzionali del rene. Ma è anche possibile, aggiungono gli studiosi, che gli steroidi abbiano un effetto tossico diretto sui reni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una pratica molto pericolosa, dunque, che purtroppo avviene anche con l'ausilio di medici disonesti e consenzienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-8937727425149958644?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/10/gli-anabolizzanti-danneggiano-i-reni.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6543845186204675613</guid><pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-31T20:53:21.303+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Staminali per curare alcuni tumori cerebrali. Nuova ricerca</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una nuova prospettiva terapeutica per i tumori dalle staminali . Questa la speranza da una ricerca che si sta sviluppando alla Columbia University di New York, grazie anche all'apporto di uno scienziato Italiano , Antonio Iavarone . Il gruppo di ricercatori sta studiando infatti i fattori di trascrizione TF1 e TF2 dei neuroblastomi dei topi, , che sono in grado di attivare gli altri e potrebbero essere in grado di bloccare la capacità di crescita del tumore nei topi. Le ricerche proseguono col fine di arrivare a bersagliare le cellule tumorali con cellule staminali trattate , in futuro, arrivare a ricostruire i neuroni distrutti da tumori e altre malattie cerebrali come il Parkinson. La ricerca muove dalla scoperta, negli anni '90, di proteine dette Id presenti nelle cellule staminali embrionali. Tali proteine sono altamente presenti nei tumori cerebrali infantili, ma possono essere inattivate dalla proteina Rb . Allo studio quindi vi è l'effetto della somministrazione in cellule tumorali della proteina Huwe1, inibitrice della N-Myc. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;I ricercatori spiegano: "Nella normalità la proteina Huwe1 prodotta da un gene serve a distruggere la proteina N-Myc quando si passa alla costruzione dei neuroni. Nei tumori invece N-myc resta e crea cellule tumorali". Ovviamente serviranno anni di ricerche, ma la strada è tracciata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6543845186204675613?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/10/staminali-per-curare-alcuni-tumori.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-6898257619272741348</guid><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 18:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-30T19:41:15.037+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Nuovo metodo per smettere di fumare grazie alla realtà virtuale</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Non è importante come si smette, purchè si smetta. Fioccano i nuovi metodi per abbandonare un vizio ormai costoso, ed estremamente dannoso. Dopo un celebre libro, arriva un aiuto anche dalla realtà virtuale. Lasciarsi sgretolare tra le mani un pacchetto di sigarette all'interno di una realtà virtuale sembra rappresentare un'ottima strategia per abbandonare una volta per tutte il vizio del fumo. Lo dimostra è un curioso esperimento pubblicato sulla rivista CyberPsychology and Behavior.&lt;br /&gt;Benoit Girard, psicologo e ricercatore presso la University of Quebec, in Canada, ha preso in esame assieme ai colleghi un gruppo di 91 fumatori già arruolati in un programma di supporto per smettere di fumare della durata complessiva di 12 settimane. Il ricercatore ha poi chiesto loro di sottoporsi a un curioso esperimento in un ambiente virtuale in cui la metà dei soggetti era invitata a distruggere un pacchetto di sigarette (virtuali) mentre l'altra metà doveva riuscire di afferrare una palla (virtuale anche quella).&lt;br /&gt;Al termine degli esperimenti portati avanti per un tempo di quattro settimane, i ricercatori hanno verificato che coloro che distruggevano sigarette in 3D tendevano a portare a termine il loro programma di supporto contro il fumo e mostravano una maggiore percentuale di risposta alla terapia rispetto a coloro che dovevano afferrare la palla. In particolare, al termine delle 12 settimane complessive, il 15% di coloro che avevano distrutto sigarette dimostrava seguire il programma di astinenza rispetto al 2% di coloro che avevano afferrato palloni e il 40% dei primi mostrava di aver abbandonato il vizio dopo un tempo di sei mesi rispetto al 20% dei secondi. Attendibilità o meno dei vari metodi, sono convinto che una forte motivazione , od una forte paura inducono a smettere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-6898257619272741348?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/10/nuovo-metodo-per-smettere-di-fumare.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-8447180770950512908</guid><pubDate>Thu, 29 Oct 2009 12:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-30T19:46:58.665+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Il grasso addominale è correlato al rischio di infarto ed ictus</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una conferma della pericolosità del grasso viscerale, in particolare quello addominale. In pazienti con malattie coronariche croniche, l'obesità addominale rappresenta un fattore predittivo indipendente di ospedalizzazione per attacchi cardiaci e di eventi cardiovascolari (cv). Per la prima volta, uno studio prospettico pubblicato su American Journal of Cardiology ha stabilito che quest'associazione non risulta mediata da preesistenti condizioni di comorbidità, severità della cardiopatia, resistenza insulinica, infiammazione, livelli di neurormoni e di adipochine. Allo scopo di identificare i possibili meccanismi alla base della correlazione tra grasso addominale e incidenza di eventi cv, Christian Spies del Queen's Medical Center di Honolulu ha misurato, nel corso di 5 anni, il rapporto vita-fianchi e l'indice di massa corporea (Bmi) in 979 pazienti clinicamente stabili. Il 13% dei partecipanti è stato ricoverato per attacco cardiaco e il 16% è andato incontro a problemi cardiovascolari. Un incremento di un'unità di deviazione standard del rapporto vita-fianchi è risultato associato a un aumento del 30% del rischio di ospedalizzazione e del 20% di eventi cv. Entrambe le associazioni non sono influenzate da altre condizioni. Infine, non è stata rilevata alcuna correlazione tra Bmi e incidenza di ospedalizzazione e di episodi cardiovascolari . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Il problema, di proporzioni vaste negli USA, sta diventanto emergente anche in Italia, soprattutto tra i giovani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-8447180770950512908?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/10/il-grasso-addominale-e-correlato-al.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4425396000309097365.post-7082726429477201051</guid><pubDate>Thu, 29 Oct 2009 12:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-29T15:09:51.101+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Salute</category><title>Un pregresso tumore infantile aumenta rischio di suicidio da adulto</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Secondo uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, gli adulti che sono sopravvissuti a un tumore verificatosi durante l'infanzia presentano un rischio elevato di formulare pensieri suicidari anche a distanza di anni dalla fine della malattia. Il rischio aumenta in modo più marcato se il tumore ha interessato il cervello o il sistema nervoso centrale, e se ha lasciato un quadro clinico compromesso, con dolore correlato al tumore o condizioni croniche causate dal trattamento del tumore stesso. I dati sono stati estrapolati da un campione di 9.126 adulti reclutati nel Childhood Cancer Survivor Study, sopravvissuti a tumori pediatrici che li avevano colpiti fino a 20 anni prima e confrontati con 2.968 adulti non colpiti da tumore. Gli autori hanno stimato che il 7,8% dei sopravvissuti alla malattia aveva avuto idee suicidarie, contro il 4,5% del controllo, e la percentuale variava dal 10,6%, se la malattia aveva colpito il sistema nervoso centrale, al 6,7% in caso di linfoma non-Hodgkin. Inoltre, il 28,8% degli adulti che aveva problemi di salute cronici, lasciati dalla malattia, aveva avuto ideazioni suicidarie, contro il 3,3% dei soggetti che invece nonostante il tumore infantile godevano di eccellente stato di salute. Disabilità fisiche, numero e gravità di condizioni croniche e dolore oncologico erano associati a pensieri di suicidio, indipendentemente da uno stato depressivo. Gli autori suggeriscono quindi di considerare gli aspetti emotivi nei soggetti che nonostante abbiano superato il tumore hanno significativi problemi di salute. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4425396000309097365-7082726429477201051?l=noteesalute.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://noteesalute.blogspot.com/2009/10/un-pregresso-tumore-infantile-aumeanta.html</link><author>noreply@blogger.com (prokofiev)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><language>en-us</language><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>
