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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125</atom:id><lastBuildDate>Fri, 17 Feb 2012 04:05:10 +0000</lastBuildDate><category>Letture</category><category>Eventi</category><category>Visioni e strategie</category><category>Novotica si presenta</category><category>Gli incontri di Novotica</category><category>Innovazione per le PMI</category><category>Cultura dell'Innovazione</category><category>Comunicazione digitale</category><category>Formazione</category><title>Novotica</title><description>Dal network professionale al coaching individuale per gestire l'innovazione</description><link>http://novotica.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Novotica" /><feedburner:info uri="novotica" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:browserFriendly></feedburner:browserFriendly><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-6064841035726143486</guid><pubDate>Mon, 07 Jun 2010 14:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-07T17:03:25.294+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cultura dell'Innovazione</category><title>INNOVAZIONE: NON E' QUESTIONE DI PAROLE</title><description>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vi segnalo un estratto dall'articolo  di Elena Codeluppi (www.ticonzero.info&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span class="box-articolo-testo"&gt;&lt;br /&gt;Esistono problemi quotidiani che spesso  sembrano essere senza risposta o a cui l’amministrazione pubblica o i  privati rispondono con strumenti vecchi. Esistono anche problemi che,  proprio grazie a risposte innovative, possono essere risolti facilmente.  O quasi. Ma di cosa parliamo quando parliamo di innovazione? Non è  semplice definire un’espressione di cui, negli ultimi anni, si è  abusato. Tutto deve essere innovativo altrimenti non può rispondere alle  esigenze di una società sempre in movimento. Eppure l’innovazione è  effetto di un sistema e non frutto di un colpo di genio. Di conseguenza  deve essere pianificata, sostenuta, seguita se vogliamo che si  manifesti. L’innovazione sembra nascere dalla capacità dei soggetti di  utilizzare elementi esistenti (arte) attraverso pratiche d’uso nuove  (street art) oppure prassi consolidate (public relations) a cui si  affiancano nuove tecnologie (Facebook). L’innovazione è, quindi, la  capacità di sfruttare la ricchezza di un contesto ed applicarla al  proprio ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dovessimo essere specchio della nostra società, ci accorgeremmo che  in Italia è spesso comunicato come innovativo qualcosa che innovativo  non è o viceversa si tace ciò che, in realtà, potrebbe contribuire al  cambiamento di una situazione.  Prendiamo, ad esempio, il caso della  maternità. Sui quotidiani o settimanali italiani, la maternità di alcune  signore note o che ricoprono ruoli di potere sembra essere una delle  azioni più innovative che una donna, raggiunti i trent’anni, possa fare.  Eppure, per fortuna, la maternità di per sé è qualcosa di vecchio come  il mondo, se mai ci fosse qualcosa di innovativo è che ora la maternità è  qualcosa che possiamo mostrare. L’innovazione è dunque un &lt;b&gt;cambiamento  di cultura&lt;/b&gt;. Una mia cara amica, che per amore si è trasferita a  Bologna ma continua a lavorare a Reggio Emilia, mi spiegava che non  capisce il motivo della sua presenza giornaliera in sede dato che la  maggior parte del suo lavoro si svolge senza contatti diretti con i  colleghi. La conversazione avveniva mentre aspettava il treno, in  ritardo, per tornare a casa. Pensate a cosa potrebbe succedere a questa  persona se il suo datore di lavoro decidesse di modificare  l’organizzazione interna della sua azienda. Molti sono i casi in cui il  telelavoro ha modificato in positivo il rendimento di un lavoratore. In  questo caso, l’innovazione del lavorare da casa dovrebbe prevedere la  possibilità di un &lt;b&gt;cambiamento organizzativo&lt;/b&gt;.  Poco tempo fa, a  cena, mio fratello mi ha confidato che, da quando si è diffuso Facebook  ed è possibile pubblicizzare gli eventi attraverso il web, gli incontri  che lui e altri ragazzi organizzano presso il loro centro sociale sono  affollati. Prima la sala era vuota. Il web ha fatto qualcosa che, in  passato, ha fatto Lutero affiggendo sulla porta di una chiesa le tesi  della riforma ossia ha dato la possibilità a una contro-cultura di  raggiungere il maggior numero di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’innovazione è &lt;b&gt;cercare  soluzioni replicabili da molti&lt;/b&gt;. Durante un corso di formazione a  Bologna, un esperto di comunicazione che collabora con la Regione Emilia  Romagna spiegava ai partecipanti alcune performance artistiche per la  riqualificazione di una zona abbandonata ad opera di alcuni studenti  delle scuole media. L’azione si inseriva in un percorso di formazione  sul recupero ambientale e storico. L’innovazione è cercare in contesti  in cui le procedure sono standardizzate modalità differenti per &lt;b&gt;far  emergere le potenzialità dei singoli&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span class="box-articolo-testo"&gt;L’innovazione è soprattutto uno stato  mentale e una disposizione di una società intera che mette a  disposizione delle risorse affinché i suoi componenti possano esprimere  al meglio la possibilità di creare e uscire dai confini generati dalle  generazioni precedenti. E diffidare di ciò che viene urlato come  innovativo. Il più delle volte non lo è. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-6064841035726143486?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2010/06/vi-segnalo-un-estratto-dallarticolo-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Cosimo Scarafile)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-3686129484656794005</guid><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-25T14:54:07.302+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cultura dell'Innovazione</category><title>La cultura dell'innovazione</title><description>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' con piacere che segnalo questo estratto dell'articolo di Fabio Sgaragli pubblicato su &lt;/span&gt;&lt;span class="text-gray-10"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.ticonzero.info, nel quale si evidenziano interessanti aspetti riguardo all'attitudine degli italiani verso l'Innovazione, in special modo quella tecnologica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="box-articolo-testo"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Innovazione&lt;/span&gt; è una di quelle parole entrate ormai di prepotenza nell’immaginario collettivo come la panacea di tutti i mali. Le aziende cercano attraverso l’innovazione il proprio vantaggio competitivo nel mercato, i governi la possibilità di aumentare il prodotto interno lordo dei propri paesi, alcune città stanno investendo nella promozione dell’innovazione come fattore chiave per re-inventare le proprie economie locali. Innovare, innovare e ancora innovare: i prodotti, i processi, i modelli di business, le architetture organizzative, le strutture sociali, i mercati finanziari. La lista potrebbe continuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa vuol dire davvero innovare? Come facciamo a sapere se quella a cui ci troviamo di fronte è veramente innovazione o una mera proposta in una nuova salsa del vecchio? Quali sono le condizioni e i comportamenti virtuosi che conducono all’innovazione? E innovare significa cercare cambiamenti radicali e nuove frontiere o piccoli miglioramenti dell’esistente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tutte domande degne di attenzione e risposte, che possiamo trovare nella vasta letteratura sul tema prodotta in decenni di studi, ricerche e riflessioni. Una questione fondamentale nella quale intendiamo entrare in questo articolo però, è la considerazione di come la cultura di un popolo o di una comunità influenzi il processo d’innovazione in un determinato mercato o paese. Valori, credenze e attitudini etiche e morali contribuiscono a creare un substrato più o meno fertile per l’innovazione, in tutti i settori, e condizionano l’accettazione di nuove idee attraverso l’atteggiamento delle persone nei confronti dei rischi e dei benefici associati ad esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo alcune ricerche su Google, dalle quali è emerso il solito panorama desolante in termini di informazioni e dati che il nostro paese riesce a far circolare, o meno, sulla rete, è apparso come da nulla il link al “Rapporto 2009 sulla cultura dell’innovazione in Italia” -1-. Prodotto dalla Fondazione COTEC e dal magazine WIRED, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR, il documento offre nella prima parte un’analisi estensiva della letteratura esistente con rispetto alla valutazione dell’innovazione e delle tecnologie tra rischi e benefici, e nella seconda parte illustra i risultati di un’interessante studio condotto nel nostro paese mirato a comprendere l’attitudine degli italiani nei confronti dell’innovazione, in particolare quella tecnologica. Ci concentreremo sulla seconda, cercando di evidenziare alcuni risultati particolarmente significativi e provando a fare delle riflessioni legate all’argomento di questo articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studio ha coinvolto con metodologia CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) un campione di oltre 2000 cittadini italiani, stratificati per genere, età e area di provenienza in modo da rappresentare nella maniera più fedele possibile uno spaccato dell’intera popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="box-articolo-testo"&gt;Un primo dato interessante: il 51.6% degli intervistati si trova molto d’accordo sul fatto che la ricerca sia la radice primaria dell’innovazione, un 49.6% che l’innovazione sia unita all’emergere di nuove idee ed un 45.6% che sia legata al miglioramento incrementale dei prodotti esistenti. Un mero 9.9% ritiene che sia affidabile all’imitazione o all’importazione di risultati altrui. Sembra quindi che gli italiani abbiano più fiducia nella ricerca, sia essa di base o applicata, come motore primario dell’innovazione, affidando in questo modo la loro preferenza ad idee che vengono generate dagli “addetti ai lavori”. Questa prima riflessione sembra confermata dal fatto che la principale caratteristica che i rispondenti pensano debba possedere chi è chiamato a guidare il processo di innovazione sia lo studio (23,3%). Al secondo posto, gli italiani pongono il pensiero creativo (18,6%), al terzo il talento innato (15,0%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi dovrebbe beneficiare dall’innovazione? Lo studio evidenzia come un 29.9% degli intervistati leghino in primo luogo il beneficio delle aziende al miglioramento della qualità della vita delle persone ed un 14.6% a quello dell’ambiente. Sembrerebbe quindi che gli italiani pensino che la ricaduta del processo di innovazione nel settore privato possa essere positiva per l’intero sistema, e che forse per questo motivo le aziende vengano considerate come l’attore chiave e il settore privato come uno dei più efficaci motori dell’innovazione. Infatti, un 14.8% crede che l’azienda debba innovare per svilupparsi ed essere competitiva a livello internazionale ed un 9.9% che l’innovazione le consentirà di rendere l’Italia più competitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca affronta anche il tema di quali siano le condizioni che rendono un ambiente lavorativo favorevole all’innovazione. Anzitutto il 16.8% dei rispondenti crede che sia importante disporre di finanziamenti, il che sembra abbastanza logico: senza risorse difficilmente si può riuscire a fare innovazione. Un 14% ritiene anche che sia importante la capacità di lavorare in gruppo ed un 12.2% la possibilità di ottenere riconoscimenti e apprezzamenti del proprio lavoro. Un 11% pensa che una cultura aziendale aperta alle novità sia un fattore chiave, ed un 15% operare in un contesto tollerante e professionalmente qualificato. Sembra un’immagine lontana da quella che si percepisce nel nostro paese leggendo i giornali: le questioni di merito e di riconoscimento professionale a quanto pare pesano nella considerazione degli italiani quando si tratta di innovazione. Non stupisce quindi che alcuni di coloro che sono guidati da passione per quello che fanno e si sono formati magari anche all’estero preferiscano andare a cercarsi le condizioni del proprio successo personale altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimo aspetto di grande importanza: l’attitudine nei confronti del rischio associato all’innovazione. La novità, a quanto pare, conta più del rischio: per un 6.2% dei rispondenti, la capacità di correre dei rischi non viene contemplata tra gli elementi essenziali per ottenere l’innovazione. Per un 55.2% degli italiani, il rischio ha una connotazione negativa, legata alla nozione di pericolo. Solo un 14% vede nel concetto di rischio gli elementi positivi di opportunità, sviluppo e novità. Mi sembra questo un dato affascinante, che invita a considerazioni sul quanto la nostra cultura sia in effetti “pronta” alla vera innovazione e al cambiamento. Il concetto di rischio, infatti, è intrinsecamente legato a quello di vera innovazione: laddove si sperimentino idee realmente e radicalmente nuove, è massimo il rischio di fallimento e/o di conseguenze imprevedibili. A quanto pare, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’immagine di una cultura sostanzialmente progressista ad un primo sguardo, ma profondamente conservatrice nei fatti, sembra in qualche modo spiegare come mai, nel nostro paese, a volte sia così difficile provare a cambiare le cose&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-3686129484656794005?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/11/la-cultura-dellinnovazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Cosimo Scarafile)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-666988615781071676</guid><pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-15T18:53:16.105+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Comunicazione digitale</category><title>Esternalizzare o Internalizzare la gestione dei Social Media?</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pubblico volentieri un intervento di &lt;a href="http://marketingusabile.blogspot.com/"&gt;Maurizio Goetz&lt;/a&gt; per l'affinità con quanto intendo portare avanti all'interno di Novotica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creare una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;presenza online&lt;/span&gt; sui Social Media è una via alternativa per la costruzione della brand equity, rispetto alla pianificazione pubblicitaria, ma chi se ne deve occupare in azienda? E' un'attività da esternalizzare o da internalizzare? Questo è un problema &lt;a target="_blank" href="http://www.markingegno.biz/blog/2009/06/03/esternalizzare-le-gestione-dei-social-media/comment-page-1/#comment-3566"&gt;molto dibattuto&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come suggerisce il blog &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Markingegno&lt;/span&gt;, è sconsigliabile&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; internalizzare&lt;/span&gt; la gestione dei Social Media, quando in azienda si ha una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;scarsa expertise specifica&lt;/span&gt;, quando le&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; risorse umane sono limitate&lt;/span&gt; e quando tale attività&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; non può essere portata avanti in modo regolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mio punto di vista è altamente sconsigliabile anche una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esternalizzazione&lt;/span&gt; completa ad un'agenzia o ad un consulente. Il rischio è di creare contenuti e conversazioni anche interessanti, ma totalmente asettici o peggio, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non autentici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come giustamente scrive &lt;a target="_blank" href="http://leighhouse.typepad.com/files/dmi_social-media-demands-authentic-brands.pdf"&gt;Leigh Householder&lt;/a&gt;:  &lt;a target="_blank" href="http://leighhouse.typepad.com/advergirl/2009/05/social-media-demands-authentic-brands.html"&gt;"Social Media demands authentic Brands"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Big idea about authentic brands: Simply put, an authentic brand is a brand that’s clear about what it is and what it stands for. It’s a brand that is built from the inside out versus one that panders to the latest trend, fad, or customer segment.More deeply, it’s a brand with a real story, a connection to a fundamental human truth, and an appreciation of its smart customers&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione dei Social Media è un'attività strategica che richiede un coinvolgimento diretto dell'imprea, onde evitare i seguenti rischi:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-style: italic; text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;scarso allineamento con i valori del brand&lt;/li&gt;&lt;li&gt;scarsa conoscenza delle dinamiche aziendali interne&lt;/li&gt;&lt;li&gt;scarsa possibilità di legare la comunicazione conversazionale ai processi di business&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In molti casi avvalersi di un'agenzia o di un consulente con una reale esperienza strategica ed operativa sui temi della comunicazione conversazionale può aiutare a:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-style: italic; text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;creare un programma di comunicazione compatibile con le pratiche sociali e culturali dei Social Media&lt;/li&gt;&lt;li&gt;differenziare la comunicazione per target, per piattaforme e per contesti di fruizione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Se si vogliano ottenere dei risultati è necessaria una forte cooperazione tra l'azienda è l'agenzia o il consulente a cui viene affidato l'incarico di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; affiancamento&lt;/span&gt; per tutte le attività di gestione dei Social Media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creazione di una efficace presenza online è il frutto di un processo collaborativo, che prevede una partnership molto stretta tra azienda, agenzia e/o consulente. Gli obiettivi per tali attività devono essere definiti insieme ed è consigliabile una remunerazione dei partner, parzialmente commisurata ai risultati ottenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di esternalizzazione se pur parziale dell'attività richiede di verificare i seguenti aspetti:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-style: italic; text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;L'analisi preliminare&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La definizione della strategia&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il processo e le fasi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La produzione e la distribuzione di contenuti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La gestione delle conversazioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La gestione delle tecnologie abilitanti&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-666988615781071676?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/09/esternalizzare-o-internalizzare-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-4150453244559948392</guid><pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-31T09:50:02.243+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Comunicazione digitale</category><title>Brand Community: 10 consigli utili</title><description>&lt;a href="http://blogs.openforum.com/author/guykawasaki"&gt;Guy Kawasaki&lt;/a&gt; dalle colonne di Open Forum riporta i consigli elargiti da Dave Balter, CEO e fondatore di &lt;a href="http://www.bzzagent.com/"&gt;BzzAgent&lt;/a&gt;, su come costruire una vera e efficace community attorno a  un brand. Ve li propongo come spunti di riflessione (e magari di azione…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Focus on your customer’s needs.&lt;/strong&gt; Si possono aggregare online centinaia di migliaia di clienti, ma il vero coinvolgimento e una reale interazione sono spesso obbiettivi lontani. La vera domanda  a cui rispondere è “Perché i miei clienti dovrebbero formare una comunità attorno al mio brand ?”, e non “Quante persone posso far registrare ?”                            &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Foster many-to-many relationships.&lt;/strong&gt;  Una brand community non può basarsi su una relazione  “one-to-many”. Le persone devono interagire tra loro e non sono col brand. Ecco perché e necessario prevedere una struttura che consenta  comunicazione peer-to-peer.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Think local.&lt;/strong&gt; Una brand community non deve necessariamente essere realizzata solo da grandi aziende con cospicui budget. Anche una gelateria può creare una comunità attiva e contribuire al proprio successo commerciale. Suggerisce Dave:  “You never know: with a successful brand community, you may become a major brand. Isn’t that the goal ?” &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Don’t create “more.”&lt;/strong&gt; Se l’azienda produce già contenuti di valore per i clienti, invece di chiedere alla comunità di crearne di nuovi, preoccupatevi di rendere agevole la ricerca e la fruizione dei contenuti esistenti.   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Foster peer celebrity.&lt;/strong&gt; In qualsiasi genere di comunità gli esponenti che contribuiscono maggiormente sono fieri che qualcuno riconosca la loro competenza, passione e  esperienza. Trovate il modo id gratificare coloro che offrono di più alla comunità.        &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Say “hey.”&lt;/strong&gt; Sempre a proposito degli esponenti più significativi (definiti “advocates”) può essere opportuno condividere con loro qualche informazione “insider” e offrire loro, ad esempio, la preview di un nuovo prodotto.   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Let your advocates advocate.&lt;/strong&gt;  Il modo più efficace di trarre valore dai migliori “advocates”  è lasciarli lavorare in autonomia, intervenendo solo per motivi etici o legali.     &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Don’t merely moderate.&lt;/strong&gt;  Creare consenso è molto più che offrire un luogo di aggregazione ai clienti.  Se vi limitate a controllare  e “prevenire” possibili problemi non aspettatevi molto. Afferma Dave: “Don’t be afraid to get deep into the dialogue.” &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Keep it simple.&lt;/strong&gt; Solo per il fatto che potete aggiungere una qualsiasi funzionalità online, non è detto sia opportuno farlo. Concentratevi su quello che viene percepito come una buona ragione per frequentare la community.  Sottolinea sempre il Nostro: “Offering the hodgepodge of polls-messageboards-blogpost-videoplaylist-statusfeeds-avatars can lead to brand – and advocate – schizophrenia” &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Observe the 1-9-90 rule.&lt;/strong&gt;  E’ una nuova regola, suggerita da Josh Bernoff e Charlene Li nel libro &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/Groundswell-Winning-Transformed-Social-Technologies/dp/1422125009/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;s=books&amp;amp;qid=1242050514&amp;amp;sr=8-1"&gt;Groundswell&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, : “1% of your population will create content, 9% will comment or engage with it, and 90% will just browse.” &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;p&gt;Meditate marketing manager, meditate….&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://pr-blues.blogspot.com/"&gt;di Enrico Bianchessi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-4150453244559948392?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/06/brand-community-10-consigli-utili.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-5079044078953347167</guid><pubDate>Thu, 23 Jul 2009 09:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-23T12:50:39.875+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>Il Coraggio nelle Organizzazioni</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il Coraggio nelle Organizzazioni &lt;/strong&gt;è il tema esplorato dal &lt;a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/downloads/wp-content/uploads/2009/06/programma-seminario-ravello-2009-s3-studium.pdf');" href="http://www.7thfloor.it/wp-content/uploads/2009/06/programma-seminario-ravello-2009-s3-studium.pdf"&gt;&lt;strong&gt;XXIV Seminario d’Estate&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, un percorso di formazione e affinamento&lt;/em&gt;&lt;em&gt; sul modello dei simposi dell’Antica Grecia. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Un’iniziativa di &lt;strong&gt;formazione al management creativo&lt;/strong&gt;, in cui lezioni e riflessioni, sapere manageriale, musica e arti visive, introspezione e convivialità, studio, lavoro e gioco si intrecciano per imprimere alle idee razionali la forza dell’emotività, la consapevole leggerezza dell’ozio creativo, praticato nella meravigliosa cornice della Costiera Amalfitana.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;em&gt;Organizzato da &lt;strong&gt;&lt;a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.s3studium.it');" href="http://www.s3studium.it/"&gt;S3 Studium&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, concepito e condotto dal sociologo&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;strong&gt;Domenico De Masi&lt;/strong&gt;,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; &lt;strong&gt;a Ravello dal 26 al 28 giugno 2009&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Il coraggio è un concetto speculare alla paura&lt;/strong&gt;. La paura del nemico, la paura del diverso, la paura del difficile, la paura del complesso, la paura dell’ignoto, rinviano al coraggio necessario per sconfiggere il nemico, per accogliere il diverso, per addomesticare il difficile, per dipanare il complesso, per decifrare l’ignoto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Il coraggio è uno stato d’animo strettamente legato al tempo&lt;/strong&gt; e al luogo in cui sopraggiunge. Il coraggio necessario per superare le Colonne d’Ercole è stato certamente diverso dal coraggio necessario per cercare il Graal, per affrontare l’Inquisizione, per curare i lebbrosi, per scalare le montagne, per attingere la luna. “Le streghe - ha constatato Voltaire - hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di ucciderle”. &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Molte umane imprese, grazie al soccorso tecnologico&lt;/strong&gt;, sono planate dal rango dell’eroismo a quello dell’ordinaria amministrazione: il sacrificio della “piccola vedetta lombarda” è vanificato dal radar e quello di Icaro è vanificato dai supersonici; un semplice cellulare placherebbe tutta l’ansia di Penelope e allerterebbe tutta la retroguardia armata di Waterloo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il coraggio festivo e spavaldo ostentato dal trapezista&lt;/strong&gt; è ben diverso dal coraggio feriale e paziente necessario alla vedova; il coraggio prolungato della spia è ben diverso dal coraggio fulmineo dello scippatore. Per schivare la furbizia occorre un coraggio sottile; per contrastare l’arroganza occorre un coraggio inflessibile; per educare l’ignoranza occorre un coraggio missionario; per seguire il leader occorre un coraggio devoto; per neutralizzare la trivialità occorre un coraggio raffinato; per debellare la burocrazia occorre un coraggio ironico; per gestire la democrazia occorre un coraggio organizzato; per ignorare l’offesa occorre un coraggio magnanimo; per immolarsi a una causa occorre un coraggio nevrotico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le opere e i giorni dell’uomo sono impastati di coraggio&lt;/strong&gt;: quello necessario a Giordano Bruno per affrontare il rogo; quello necessario al gladiatore per atterrare il contendente; quello necessario al santo per testimoniare la fede; quello necessario allo scienziato per confutare i paradigmi consolidati; quello necessario all’astronauta per contrastare la legge di gravità; quello necessario al dirigente per prendere una decisione; quello necessario al giocatore d’azzardo per esibire una mossa impertinente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Occorre coraggio anche per affrontare il coraggio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I terreni privilegiati dal coraggio sono la difesa, l’attacco e l’innovazione&lt;/strong&gt;.Si pensi al coraggio di Enea, che difende i suoi lari; al coraggio di Renzo e Lucia, che difendono le loro piccole virtù; al coraggio di Emma Bovary, che difende il suo diritto al sogno; al coraggio di Madama Batterfly, che difende il suo ricorso all’illusione; al coraggio di Sacco e Vanzetti, che difendono il loro diritto alla verità; al coraggio di Gandhi e Mandela, che difendono il diritto dei loro popoli all’identità.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per il coraggio nell’attacco&lt;/strong&gt;, si pensi a quello gagliardo di Achille contro i difensori di Troia; a quello utopico di Alessandro Magno e di Giuliano l’Apostata contro i misteriosi confini orientali; a quello baldanzoso di Parsifal contro la mostruosità di Klingsor; a quello finto - folle di Amleto contro la perfidia materna; a quello candido di Fabrizio del Dongo contro i nemici del mito napoleonico; a quello ingenuo di Salvo d’Acquisto contro la brutalità dei giustizieri; a quello sfrontato di Roberto Saviano&lt;br /&gt;contro la bestialità della Camorra; a quello allucinato dei kamikaze contro l’oltraggio dei blasfemi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per il coraggio nell’innovazione&lt;/strong&gt; si pensi a quello di Colombo che salpa verso nuovi mondi; a quello di Copernico e di Galileo, che sovvertono l’universo biblico; a quello di Shömberg, che propone la dodecafonia; a quello di Freud, che affonda la psicologia tradizionale nei misteri dell’inconscio; a quello di Einstein, che disorienta la fisica classica con la curva del tempo; a quello di Picasso, che sovverte la prospettiva con il cubismo; a quello di Kandinsky, che affranca la pittura dalla figura; a quello dei fratelli Wright, che spiccano il primo volo; a quello di Pasteur, che trasforma il figlio in cavia; a quello di Taylor, che impone al lavoro le regole scientifiche dell’efficienza; a quello di Keynes, che libera dal lavoro il destino dei suoi nipoti; a quello di Adriano Olivetti, che costruisce la città dell’uomo secondo i canoni della bellezza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi è un coraggio che impone rispetto&lt;/strong&gt;: la nobiltà dell’eroe, il talento dell’artista, la grandezza del genio, la sicurezza del chirurgo, il valore del professionista, l’intraprendenza dell’imprenditore, la magnanimità di chi perdona.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi è un coraggio che desta sorpresa&lt;/strong&gt;: la sfrontatezza del dongiovanni, la spavalderia dello spadaccino, la temerarietà del funambolo, la sicurezza del danzatore, il sangue freddo dello scassinatore, l’abnegazione del soccorritore, il colpo d’occhio dell’intenditore, la stravaganza del dandy, la trattativa spericolata del commerciante, il bluff calcolato del giocatore di poker.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi è un coraggio che piglia in contropiede&lt;/strong&gt;: l’impudenza del ladro, la sfrontatezza dello scugnizzo, la spudoratezza della cortigiana, l’audacia dell’innamorato, l’irriverenza del blasfemo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi è un coraggio che esige prudenza&lt;/strong&gt;: la risolutezza dell’irresponsabile, l’ingegnosità dell’autodidatta, l’indiscrezione del saccente, l’improntitudine del temerario, l’irriverenza dello smodato, la saccenteria dell’erudito, la superbia del primo della classe.&lt;/p&gt; &lt;strong&gt;Vi è un coraggio che merita disprezzo&lt;/strong&gt;: l’arroganza del padrino, la presunzione dell’incompetente, la protervia del più forte, l’avventatezza dell’ignorante, l’ingiuria del perfido, la faccia tosta dell’adulatore, la villania del maleducato, l’insolenza del guappo, la supponenza dell’arrivato, la spocchia dell’erudito.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;(Domenico De Masi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-5079044078953347167?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/07/il-coraggio-nelle-organizzazioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-2114603335228722128</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-16T19:05:17.617+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><title>Formatori aziendali e formatori-consulenti: una sola professione o due distinte?</title><description>&lt;p&gt;(&lt;em&gt;di Alessia Vagliviello) &lt;/em&gt;La parola è la stessa: &lt;em&gt;formatore&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;Formatore aziendale e formatore consulente&lt;/strong&gt;. Lo stesso mestiere… eppure, come emerge da diverse interviste fatte, le attività prevalenti, il linguaggio, le opportunità di aggiornamento e formazione, il ruolo effettivo  che gli viene riconosciuto nel contesto organizzativo non sono gli stessi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi sono i temi di un convegno che si è tenuto lo scorso 16 giugno a Roma, dal titolo “&lt;strong&gt;Aziende e professionisti della formazione: riduciamo le distanze&lt;/strong&gt;“, &lt;strong&gt;e organizzato dall’&lt;a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aifonline.it/');" title="Sito AIF Italia" href="http://www.aifonline.it/"&gt;AIF&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’intento dell’incontro è stato quello di &lt;strong&gt;interpretare e valorizzare, come fonte di arricchimento, le differenze tra le due tipologie di formatore&lt;/strong&gt;.  L’analisi dei risultati del sondaggio in tema, avviato da &lt;a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aifonline.it/index.php?name=Sections&amp;amp;req=viewarticle&amp;amp;artid=52&amp;amp;page=1');" title="Sito AIF Lazio" href="http://www.aifonline.it/index.php?name=Sections&amp;amp;req=viewarticle&amp;amp;artid=52&amp;amp;page=1"&gt;AIF Lazio&lt;/a&gt; nel mese maggio, diventa occasione di riflessione ulteriore sul lavoro del formatore nei contesti poliedrici offerti dallo scenario attuale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco brevi spunti raccolti intervistando formatori aziendali e consulenti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In alcuni racconti emerge che il &lt;strong&gt;formatore interno all’azienda &lt;/strong&gt;si occupa prevalentemente della progettazione dell’intervento formativo e di realizzare il frame necessario ad ospitare interventi di consulenti esterni. La gran parte della formazione che gli viene affidata (e per la quale va in aula) riguarda format e contenuti (forse più istruttivi che formativi) che l’azienda ha già da tempo sperimentato e che rientrano nelle prassi di training-aggiornamento ormai consolidati. In alcuni casi “estremi” la sua attività si riduce all’organizzazione di planning e alla schedulazione di azioni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;E’ questa la prassi consolidata?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dall’altra parte il &lt;strong&gt;formatore-consulente&lt;/strong&gt; è portatore di un sapere specialistico e specializzato per il quale si propone alle aziende. La possibilità di migrare da un’organizzazione all’altra gli consente di allenarsi a leggere i contesti in cui interviene, ma non sempre è facile entrare nelle logiche e nelle dinamiche aziendali. Anzi capita sovente che il tempo destinato alla consulenza sia troppo breve per poter avviare esperienze che incidano o attivino cambiamento. “La sensazione è quella di un discorso interrotto…di un racconto monco”, mi hanno detto in molti. &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Quali allora gli approcci e gli strumenti di analisi? Che tipo di interazione tra i formatori interni all’azienda e  i consulenti?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; Torniamo al formatore aziendale. Lo staff dedicato al dipartimento formazione interno è spesso sottodimensionato rispetto alle affettive esigenze dell’organizzazione: alcuni intervistati mi hanno segnalato l’impossibilità di avere  tempo lavorativo da dedicare all’autoformazione e all’aggiornamento. E non sempre le loro aziende sembrano dare il giusto valore alla formazione dei propri formatori. (Interessante a questo proposito la lettura del &lt;a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aifonline.it/documenti/MANIFESTO.pdf');" title="Manifesto AIF - Sviluppo formazione in talia" href="http://www.aifonline.it/documenti/MANIFESTO.pdf"&gt;Manifesto per lo Sviluppo della Formazione in Italia&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.7thfloor.it/"&gt;via 7th floor&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-2114603335228722128?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/07/formatori-aziendali-e-formatori.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-6349945399534603120</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2009 13:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-06T15:45:30.622+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><title>L'uso dei social network nelle strategie aziendali</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_diMGGLV81DE/Sil-Sn1lFiI/AAAAAAAAAaY/x53qHrQ5Yec/s1600-h/uso+aziendale+dei+social+network.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 385px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_diMGGLV81DE/Sil-Sn1lFiI/AAAAAAAAAaY/x53qHrQ5Yec/s400/uso+aziendale+dei+social+network.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343941291248260642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia;" &gt;Le attività di social networking iniziano ad essere considerate strategiche per le attività di business aziendale. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;Una recente ricerca &lt;a href="http://www.deloitte.com/" target="_blank"&gt;Deloitte&lt;/a&gt;, ripresa dalla newsletter quotidiana di &lt;a href="http://www.emarketer.com/"&gt;eMarketer&lt;/a&gt;, afferma che quasi un terzo dei manager aziendali statunitensi (il 30%, precisamente) ha iniziato a utilizzare le attività di social networking come &lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;s&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;trumenti strategici per le loro attività di comunicazione integrata&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;E’ una ulteriore conferma di come, almeno negli USA, il web 2.0 inizia ad essere utilizzato dalle aziende come strumento attraverso il quale &lt;a href="http://alessandroprunesti.wordpress.com/2009/04/17/sviluppare-una-brand-community-attraverso-i-social-network/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;costruire il brand aziendale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, fare &lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;attività di comunicazione &lt;/span&gt;e &lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;ricercare personale&lt;/span&gt; qualificato.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Il 55% dei manager intervistati, tuttavia, afferma che &lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;non è stata ancora sviluppata una strategia precisa per ottimizzare l’uso dei social network&lt;/span&gt;; in particolare, il 22% vorrebbe utilizzarli ma non ha la minima idea di come fare…&lt;/span&gt; &lt;div style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tre quarti di tutti gli intervistati, inoltre, concordano che l’uso improprio dei social media può danneggiare la reputazione o l’immagine di un’azienda. Per questo può essere utile&lt;a href="http://alessandroprunesti.wordpress.com/2009/04/16/un-prisma-utile-a-orientare-la-comunicazione-di-marketing-sui-social-media/" target="_blank"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;analizzare i rischi e le opportunità presenti nell’uso di questi nuovi strumenti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Quanto è importante, per un’azienda, postare su un social network?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La decisione di postare video, foto, esperienze e osservazioni in un social network è un atto che, essendo inserito all’interno di una “rete sociale di contatti digitali”, può determinare c&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;onseguenze e implicazioni &lt;/span&gt;sia per gli individui che postano che per le organizzazioni delle quali esse fanno parte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Per questo motivo, dalla ricerca Deloitte emerge una certa sensibilità e attenzione verso questo tema: &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;chiunque faccia parte di un’azienda deve sempre tenere ben presenti tutte le implicazioni che possono scaturire dall’attività di comunicazione svolta online.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;C’è un dato particolarmente interessante, che dimostra il modo in cui possono sorgere implicazioni tra le “policy” aziendali e le proprie “bacheche personali” presenti sui social network.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In particolare, la ricerca evidenzia che il 61% di coloro che lavorano in un’azienda che e partecipano attivamente a uno o più social networks dichiarano di aver effettuato “correzioni significative” alle loro pagine personali, per ottenere una &lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;maggiore sintonia con il profilo pubblico della loro azienda&lt;/span&gt; (Alessandro Prunesti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;via &lt;a href="http://www.comunitazione.it/"&gt;Comunitàzione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-6349945399534603120?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/07/luso-dei-social-network-nelle-strategie.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_diMGGLV81DE/Sil-Sn1lFiI/AAAAAAAAAaY/x53qHrQ5Yec/s72-c/uso+aziendale+dei+social+network.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-3243583473252523208</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2009 17:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-26T20:32:14.885+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>[powered by Unilever] “I nostri brand non sono più nostri”. I 5 nuovi comandamenti del marketing.</title><description>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span class="entry-author-name"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marco Massarotto&lt;/span&gt; - &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" target="_blank" href="http://investing.businessweek.com/businessweek/research/stocks/people/person.asp?personId=8075118&amp;amp;capId=523191&amp;amp;previousCapId=523191&amp;amp;previousTitle=Unilever%20NV"&gt;Simon Clift&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; è il Chief Marketing Officer (CMO) di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unilever"&gt;Unilever&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, uno dei &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.unilever.com/brands/"&gt;giganti&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; mondiali dei brand &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.unilever.com/brands/?topic=1"&gt;Food&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.unilever.com/brands/?topic=3"&gt;Home&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.unilever.com/brands/?topic=2"&gt;Personal Care&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;a target="_blank" href="http://adage.com/"&gt;Advertising Age&lt;/a&gt; è da un bel po’ di &lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Advertising_Age"&gt;decenni&lt;/a&gt; la “bibbia” del mondo della comunicazione.Il CMO di uno dei più grandi spender di pubblicità &lt;a target="_blank" href="http://adage.com/abstract.php?article_id=135943"&gt;dichiara&lt;/a&gt; sulla bibbia dell’Advertising: “&lt;em&gt;Brands aren’t simply brands anymore. They are the center of a maelstrom of social and political dialogue made possible by digital media”.&lt;/em&gt;Il mantra recitato da Clift sembra quello che da qualche anno i marketing Blogger predicano incessantemente.&lt;span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La fine del budget.&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; No matter how big your advertising spending, small groups of consumers on a tiny budget might hijack the conversation [...]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un nuovo paradigma&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;. So this internet thing is much bigger and more interesting than just finding successors to TV advertising.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’importanza dell’ascolto&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;. Listening to consumers is more important than talking at them. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il prosumer&lt;/strong&gt; (anche se questa che il consumatore non è un &lt;em&gt;moron&lt;/em&gt; la diceva già Ogilvy 50 anni prima)&lt;em&gt;. The consumer is not a moron, she’s the person defining your brand.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La trasparenza&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;. You can’t hide the corporation behind the brand anymore. Welcome to radical transparency, where bad corporate behavior will damage your brands, and vice versa.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il ruolo ritrovato delle P.R.&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; PR is a primary concern for every CMO and brand manager. If “marketing” and “PR” are not the same department, tear down the wall.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il marketing di prodotto&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;. But remember that the social graph just makes it even more important that you have a good product. Put another way: The volume and quality of your earned media will be directly proportional to the impact and quality of your product and ideas.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[via &lt;a target="_blank" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=73976161878"&gt;Roldano&lt;/a&gt;]&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-3243583473252523208?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/06/powered-by-unilever-i-nostri-brand-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-3909108808985850234</guid><pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-17T11:10:59.211+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>I manager a scuola di innovazione</title><description>&lt;h3 class="firmaAutore"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;di Claudia La Via (Il Sole 24 Ore) - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Creatività e innovazione a servizio delle imprese per identificare nuove prospettive di sviluppo e vincere la sfida della competitività. &lt;/span&gt;Questo il frutto dell'iniziativa Mezzogiorno Mondo, promossa da SAP, leader mondiale nelle soluzioni software per il business, e dai suoi partner, con l'obiettivo di promuovere l'imprenditoria e gli investimenti nelle regioni meridionali italiane e concretizzare un percorso di rinascita del Mezzogiorno. «Ci sono fasi di transizione da cui occorre uscire guardando avanti: quella che stiamo attraversando è sicuramente una di queste», afferma Augusto Abbarchi, amministratore delegato di SAP Italia. «L'attuale momento di difficoltà economica ha bisogno di idee e di persone illuminate che le mettano in pratica e soprattutto di velocità ed efficienza nel realizzarle». &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="firmaAutore"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Facendo proprio il tema lanciato quest'anno dalla Commissione Europea, "Immaginare, Creare, Innovare", l'iniziativa nasce proprio con l'obiettivo di costruire una rete di relazioni tra gli esponenti del tessuto imprenditoriale ed economico del Mezzogiorno per rendere competitive le aziende e offrire strumenti concreti per rafforzare la loro presenza sul mercato. Il progetto, che ha preso il via con un incontro fra le diverse parti a Bari, vive anche sul digitale all'interno di WikiSAP.it, la piattaforma di business social networking, che ospita una sezione dedicata "WikiSAP Mezzogiorno" per offrire a manager e liberi professionisti la possibilità di scambiare conoscenze, stringere nuove relazioni e fare business in chiave 2.0 all'insegna della creatività e dell'innovazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="firmaAutore"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Le lezioni non termineranno però con la conclusione degli incontri territoriali ma proseguiranno all'interno di WikiSAP Mezzogiono. I manager potranno infatti seguire gratuitamente 5 diverse sessioni di e-learning sugli strumenti da utilizzare per imparare ad essere creativi ed innovativi, in un percorso che va dal pensiero individuale all'azione aziendale. Un vero progetto innovativo di diffusione culturale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="firmaAutore"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Sono oltre 550 gli imprenditori del Mezzogiorno che ad oggi hanno creato un loro profilo all'interno di WikiSap Mezzogiorno, e che attivamente, in chiave 2.0, condividono il loro pensiero con la community.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-3909108808985850234?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/06/i-manager-scuola-di-innovazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-3723362063225675314</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2009 15:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-09T18:06:14.456+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>Innovation at work, l’importanza del lavoro in team</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Illuminante riflessione di &lt;a href="http://www.belowthebiz.com/"&gt;Antonio Tresca&lt;/a&gt; sul rapporto tra gruppi di lavoro in azienda ed innovazione che trae spunto dalle idee di &lt;a href="http://www.ime.edu/faculty/faculty-roster/paddy-miller/"&gt;Paddy Miller dello IESE&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il prof. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Miller sostiene che l’innovazione è più un fatto culturale che una serie di progetti scaturiti da sessioni di brainstorming&lt;/span&gt; e (quasi) completamente slegati tra loro. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’innovazione è guidata da ogni singolo individuo e viene instillata all’interno delle organizzazioni attraverso il lavoro di team multiculturali&lt;/span&gt; che lavorano giorno per giorno “in squadra”. &lt;div class="entry-content"&gt; &lt;p&gt;E questo è un altro concetto che nella mia esperienza viene sovente frainteso. A me &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è capitato molto spesso di lavorare in contesti in cui l’espressione “gioco di squadra” fosse intesa come scarico di responsabilità&lt;/span&gt;. Come se si costituisse un soggetto all’interno del quale le responsabilità non fossero chiare ed in cui sarebbe stato possibile per i più furbi farla franca, scaricando la maggior parte del lavoro sui più volenterosi e corretti, magari prendendosi visibilità e meriti non propri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ovviamente non è così, all’interno di team di lavoro ben strutturati compiti, responsabilità e meriti sono facilmente riconducibili agli effettivi individui. Basta essere delle persone corrette. Basta gestire i gruppi in modo professionale. Questo mi fa pensare che molti gruppi di lavoro non vengano condotti in modo organizzato. Quindi ancora una carenza culturale, probabilmente dovuta al fatto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’organizzazione-macchina, fatta di rigide procedure e normative inappellabili è ancora oggi ben salda nella cultura manageriale prevalente&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Peccato che l’organizzazione-macchina sia perfetta per produrre, ma non per innovare.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per sua natura tende a scoraggiare quel mix culturale, di competenze, di esperienze e di flessibilità reso possibile dai team&lt;/span&gt;. Non devi pensare troppo nell’organizzazione-macchina, è vietato cambiarne le regole ed i processi. E’ un reato grave in quelle realtà. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Risultato: tantissimi compartimenti stagni in cui ciascuno ritiene di essere innovativo senza realmente contagiare nessuno al di fuori del proprio dipartimento o struttura. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A mio avviso senza team multifunzionali ben organizzati non c’è coinvolgimento, non c’è creatività, non ci può essere innovazione. Sei d’accordo?"&lt;/p&gt;        &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-3723362063225675314?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/06/innovation-at-work-limportanza-del.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-1838823115347871964</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2009 09:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-04T11:39:37.786+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gli incontri di Novotica</category><title>A grande richiesta</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A seguito della fase di invito delle imprese e degli imprenditori al progetto Novotica, abbiamo ricevuto molte email di interesse &lt;/span&gt;che ci hanno indotto a duplicare la serata di presentazione che, nell'imminenza di una tornata elettorale che durerà circa 2 settimane e che inevitabilmente distrarrà tempo ed energie, sarà calendarizzata tra la fine di giugno ed i primi di luglio.&lt;br /&gt;L'incontro del 10 giugno è di conseguenza rimandato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-1838823115347871964?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/06/grande-richiesta.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-2483800066666790811</guid><pubDate>Wed, 27 May 2009 21:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-28T00:02:09.732+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Novotica si presenta</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gli incontri di Novotica</category><title>Serata di presentazione di Novotica: le foto</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_diMGGLV81DE/Sh23tmwRLVI/AAAAAAAAAaI/a2tTBZXFYxo/s1600-h/3570418519_a87ef93a6f_m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_diMGGLV81DE/Sh23tmwRLVI/AAAAAAAAAaI/a2tTBZXFYxo/s320/3570418519_a87ef93a6f_m.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340626727256272210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eccoci al resoconto della serata di presentazione del progetto Novotica. Le conversazioni che hanno attraversato la serata di martedì 26 maggio hanno confermato che la formula del progetto va nella direzione&lt;/span&gt; che le imprese e gli imprenditori si aspettano: fornire risposte, ma non ad ogni costo.&lt;br /&gt;Gli elementi che distinguono l'idea che c'è dietro Novotica e che sembrano incontrare il favore degli imprenditori sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il numero ridotto dei partecipanti per ogni incontro (12/15 per serata). Ciò permetterà di stabilire con ognuno dei partecipanti un confronto ed un dialogo, proprio come è accaduto durante la presentazione, tarato sulle specifiche necessità;&lt;br /&gt;- la formula di incontri "snelli", relazionali e conviviali al tempo stesso grazie alla cena che concluderà ogni serata, che abbiano un seguito in sede aziendale attraverso un check up ed un intervento consulenziale mirato.&lt;br /&gt;- affrontare i temi che via via si susseguiranno con un'ottica che non sia "calata dal cielo" ma che tenga costantemente conto delle reali applicazioni in funzione della singola impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli incontri inizieranno il 10 giugno, sempre presso il Classic Hotel di Reggio Emilia. Vi informeremo qui sul tema, sul relatore, sulle modalità di iscrizione e sugli orari dell'incontro.&lt;br /&gt;Abbiamo attivato anche un &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/novotica/"&gt;account su Flickr&lt;/a&gt; dove raccoglieremo tutte le immagini raccolte durante gli incontri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-2483800066666790811?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/05/serata-di-presentazione-di-novotica-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_diMGGLV81DE/Sh23tmwRLVI/AAAAAAAAAaI/a2tTBZXFYxo/s72-c/3570418519_a87ef93a6f_m.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-4177547064587797332</guid><pubDate>Wed, 20 May 2009 06:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-21T09:02:28.883+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>L'ascolto creativo</title><description>&lt;a href="http://marketingusabile.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="entry-author-name"&gt;&lt;a href="http://marketingusabile.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maurizio Goetz &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;- &lt;/span&gt;Un numero crescente di aziende si dimostra propenso ad aumentare nei prossimi diciotto mesi gli investimenti e le risorse destinate alla creazione di una presenza sui principali Social Network e per la produzione e distribuzione di contenuti sui Social Media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il tema dell'ascolto è percepito come strategico e sempre più risorse vengono destinate ad attività come il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;monitoraggio della reputazione online&lt;/span&gt; e la&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; raccolta e l'analisi degli insight&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Se comunicare meglio dei propri competitor a parità di budget, è considerato da quasi tutti gli uomini di marketing un fattore differenziante, non si è ancora diffusa la consapevolezza che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per comunicare meglio è indispensabile ascoltare meglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'ascolto attivo non è solo un'attività strategica, ma è anche e soprattutto un'attività creativa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le imprese più evolute sono sempre un passo avanti alle altre per la loro capacità di percepire i segnali deboli del mercato, al fine di anticipare le tendenze emergenti prima che si manifestino in modo evidente.&lt;br /&gt;Un'attività di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;market sensing &lt;/span&gt;attraverso i Social Media prevede una serie di elementi:&lt;br /&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li style="font-style: italic;"&gt;una strategia di ascolto che definisca in modo preciso cosa ascoltare, come farlo e quali sono gli elementi informativi ritenuti rilevanti, ma soprattutto la delimitazione del campo di analisi, stabilendo paletti, ma anche le relazioni tra i diversi fenomeni che si vogliono osservare&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="font-style: italic;"&gt;le piattaforme e gli strumenti utilizzati per i diversi scopi cercando di trarre da ogni strumento il meglio che è in grado di offrire&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il processo di ascolto,  di decodifica e di interpretazione delle informazioni raccolte&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Se l'ascolto viene portato avanti in modo razionale e scientifico, da una parte si ottengono sicuramente risultati rilevanti e certamente utili, ma si corre anche il rischio di tralasciare ciò che &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serendipit%C3%A0"&gt;non si era cercato e che invece potrebbe essere importante.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Considerare l'ascolto un &lt;a target="_blank" href="http://www.nume.it/000010it_fasi-del-processo-creativo.php"&gt;processo creativo&lt;/a&gt; significa soprattutto compiere un approfondito lavoro di introspezione per cercare un allineamento tra il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mondo valoriale &lt;/span&gt;di una marca, di un'impresa o di un'organizzazione e quello dei suoi differenti pubblici per trovare un "terreno comune" e per co-progettare proposte di valore reale, sociale e simbolico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-4177547064587797332?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/lascolto-creativo.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-7471731451245033184</guid><pubDate>Sat, 16 May 2009 10:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-17T23:25:07.178+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Novotica si presenta</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gli incontri di Novotica</category><title>Il 26 maggio serata di presentazione del progetto Novotica</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Martedì 26 maggio alle ore 20, presso il &lt;a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;amp;client=firefox-a&amp;amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;amp;hs=5mJ&amp;amp;ei=cEsMSv-HBc-T_QbkovCaBA&amp;amp;resnum=0&amp;amp;um=1&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;cid=0,0,8981064384892210492&amp;amp;fb=1&amp;amp;split=1&amp;amp;gl=it&amp;amp;dq=classi+hotel+best+western+reggio+emilia&amp;amp;daddr=Via+Pasteur+Louis,+121/2,+42100+Reggio+Nell%27Emilia+%28RE%29&amp;amp;geocode=6021821706192051942,44.682914,10.677077&amp;amp;ei=dUsMSv-wB5GlsAbArOz2Bw&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=local_result&amp;amp;ct=directions-to&amp;amp;resnum=1"&gt;Classic Hotel di Reggio Emilia&lt;/a&gt; (Via Pasteur, 121/2) sarà presentato ufficialmente il progetto Novotica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo la registrazione dei partecipanti, saranno illustrate le modalità di partecipazione e le linee giuda delle serate a tema che partiranno a partire dal mese di giugno.&lt;br /&gt;La partecipazione alla serata del 26 è gratuita ed aperta a tutti, ma per questioni organizzative vi consigliamo di &lt;a href="mailto:fabrizio.olati@libero.it"&gt;linkare qui&lt;/a&gt; segnalando il vostro nome, cognome, azienda ed indirizzo di posta elettronica.&lt;br /&gt;Vi aspettiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-7471731451245033184?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/05/il-26-maggio-serata-di-presentazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-3532955565226220819</guid><pubDate>Sun, 10 May 2009 20:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-10T22:49:10.504+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>Crisi e Creatività</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mi sembra interessante riproporre questo tema trattato qualche settimana fa, ma estremamente attuale, su 7th Floor a firma di Hubert Jaoui e che sento di poter condividere pienamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creatività è la capacità, universale, di inventare soluzioni originali e di valore per qualsiasi tipo di problema. Tale capacità può essere risvegliata (ricordate “La Bella addormentata nel bosco”?) e sviluppata a qualsiasi età. Gli ingredienti del successo si chiamano essenzialmente: &lt;ul class="unIndentedList"&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Energia&lt;/strong&gt;: volontà, desiderio, voglia… tutto il contrario di rassegnazione e disfattismo;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Metodo&lt;/strong&gt;: l’ideazione segue un percorso preciso da conoscere e praticare, mette in atto delle logiche non-aristoteliche (che tutti usano spontaneamente senza esserne consapevoli) che possono essere migliorate con esercizi guidati;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Cultura attiva&lt;/strong&gt;: non solo una base di conoscenze ma soprattutto una curiosità incessante, mai in riposo;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Comunicazione&lt;/strong&gt;: da sola una persona è praticamente impotente, in due, in gruppo la probabilità di trovare idee nuove e utili viene moltiplicata … a condizione di rispettare con rigore certe “regole del gioco”, in particole quelle che reggono l’ascolto costruttivo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Questi ingredienti sono utili ma possono essere considerati non necessari, anzi sconci in tempi tranquilli.&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando arriva il terremoto, tutto cambia&lt;/strong&gt;, le regole di ieri diventano obsolete, contro-produttive. Perché oso usare la  parola terremoto? Perché la crisi finanziaria è solo la miccia che sta facendo esplodere tutto l’edificio.&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da domani niente sarà più come prima&lt;/strong&gt;, a meno di voler accecarsi per rassicurarsi o per rassicurare demagogicamente gli altri e poter continuare tranquillamente come se fosse stata una piccola scossa - c’è chi osa parlare della “ripresa” nel 2010! &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi equilibri stanno emergendo&lt;/strong&gt; e questo provoca notevoli cambiamenti nelle aziende. Non sono tutti immediatamente percettibili ma le premesse esistevano già da tempo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Quali sono questi cambiamenti?&lt;/strong&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;L’ovvietà dell’assurdità del modello “monarchico”&lt;/strong&gt;: le cose sono ben troppo complesse perché un vertice, anche illuminato, possa gestire le nuove sfide, che si succedono ad alta velocità.&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;Il fallimento degli esperti&lt;/strong&gt;: un esperto è la persona che sa meglio di tutti tutto quello che è impossibile. La storia dimostra che siamo circondati da cose e situazioni che solo ieri sembravano assurde e impossibili.&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;strong&gt;L’esigenza di essere trattati con considerazione&lt;/strong&gt; di una parte importante dei collaboratori, includendo quelli che alcuni si ostinano ancora a chiamare “dipendenti”,  e di poter portare contributi utili alla guida della propria azienda.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La presa di coscienza&lt;/strong&gt;, finalmente, delle enorme potenzialità del cervello umano e della possibilità di crescere a qualsiasi età. E’ vecchio chi ha deciso di lasciarsi invecchiare.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;L’urgenza della sinergia&lt;/strong&gt;, di mettere fine agli individualismi scatenati e di far convergere i talenti e le energie verso soluzioni di successo comuni.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;Hubert Jaoui&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; è fondatore e presidente dell’istituto &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.gimca.net');" href="http://www.gimca.net/"&gt;Gimca&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, dall’inizio degli anni ‘70 si occupa di innovazione e creatività. Su questi temi ha scritto 13 &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.7thfloor.it/2008/10/13/intelligenza-creativa-intervista-a-isabella-dellaquila/"&gt;libri&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, di cui 9 pubblicati anche in Italia. Con un gruppo d’amici, ha fondato Createca, associazione senza scopo di lucro che ha come vocazione lo sviluppo della creatività personale e sociale.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-3532955565226220819?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/05/crisi-e-creativita.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-1140882941899009015</guid><pubDate>Thu, 07 May 2009 08:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-12T20:48:32.631+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gli incontri di Novotica</category><title>I temi trattati da Novotica</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La fase operativa degli incontri del gruppo Novotica sta entrando nella fase calda. Il 12 maggio prossimi comunicheremo su questo blog&lt;/span&gt; e nelle nostre pagine di &lt;a href="http://www.linkedin.com/e/vgh/1839884/"&gt;LinkedIN&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?gid=134837740695"&gt;Facebook&lt;/a&gt; il primo evento che, con ogni probabilità, si terrà gli ultimi giorni di maggio e che sarà di presentazione dell'iniziativa.&lt;br /&gt;Successivamente partirà la formula vera e propria che prevede un ciclo di 4 incontri a pagamento ed a numero chiuso, durante i quali saranno trattati i seguenti temi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE AZIENDALE&lt;br /&gt;1) Il patrimonio intangibile&lt;br /&gt;2) Le otto fasi del cambiamento di J. Kotter&lt;br /&gt;3) I killers del vantaggio competitivo&lt;br /&gt;4) I 77 concetti chiave del marketing&lt;br /&gt;5) Le "best practises" nelle PMI&lt;br /&gt;6) La comunicazione: la più grande strategia aziendale&lt;br /&gt;7) Il capitale intellettuale: cos'è e a cosa serve&lt;br /&gt;8) Ridurre, marginalizzare e prevenire la negatività&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVILUPPO COMMERCIALE&lt;br /&gt;1) Migliorare la performance delle reti di vendita&lt;br /&gt;2) La rappresentanza all’estero: dall’approccio dilettantesco alla presenza di qualità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVILUPPO DELLA PERSONA&lt;br /&gt;1) La crescita personale e professionale attraverso l’analisi transazionale&lt;br /&gt;2) Razionalità ed Intelligenza Emotiva: alla ricerca del giusto equilibrio&lt;br /&gt;3) L’assertività come “energia” per il clima (ambiente aziendale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARKETING E COMUNICAZIONE FIERISTICA&lt;br /&gt;1) Evoluzione e tendenze del comparto fieristico&lt;br /&gt;2) Come massimizzare i risultati e razionalizzare gli investimenti&lt;br /&gt;3) Le fiere come strumento di vendita e relazione&lt;br /&gt;4) Convergenza tra fiere e comunicazione digitale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICAZIONE E MARKETING DIGITALE&lt;br /&gt;1) Cosa è il Nuovo web&lt;br /&gt;2) Gli strumenti del Nuovo Web&lt;br /&gt;3) Applicazioni pratiche per l'impresa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli argomenti delle prime tre sezioni verranno trattati da Cosimo Scarafile con l'intervento di altri professionisti di provata esperienza, i quali svolgono attività di docenza (teoria) e operano come consulenti (pratica) sul campo, al fianco di aziende primarie.&lt;br /&gt;Fiere e digitale saranno trattati da Fabrizio Olati.&lt;br /&gt;Gli argomenti saranno tarati secondo i settori merceologici a cui apparterranno le imprese partecipanti, onde farli percepire come più attuali e vicini alla propria realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-1140882941899009015?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/05/i-temi-trattati-da-novotica.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-6508388163589916843</guid><pubDate>Wed, 29 Apr 2009 10:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-29T12:26:23.350+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Novotica si presenta</category><title>Con Raffaele Poleo si chiudono la presentazione del team Novotica</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con il post di oggi si chiudono le presentazioni del team Novotica. Raffaele Poleo è il direttore del Classic Hotel di Reggio Emilia.&lt;/span&gt; Dopo alcuni anni passati alle dipendenze di una grande azienda metalmeccanica reggiana dove ha ricoperto incarichi operativi in produzione e controllo qualità, è approdato nel settore turistico alberghiero, al Best Western Classic hotel di Reggio Emilia.&lt;br /&gt;All'interno della struttura alberghiera votata al servizio di hotelerie e congressuale, ha potuto proseguire la propria formazione come funzionario di vendita e organizzazione eventi.&lt;br /&gt;Dopo 5 anni nel ruolo di responsabile commerciale ricopre da circa un anno l'incarico di direttore dell'hotel focalizzando il suo lavoro sul customer care.&lt;br /&gt;Proseguendo  la sua formazione all'interno della catena Best Western,  mette in pratica nuove strategie commerciali utilizzando le moderne tecniche di Revenue Management e vendita on line.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-6508388163589916843?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/con-raffaele-poleo-si-chiudono-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-7626636400842694283</guid><pubDate>Sun, 26 Apr 2009 17:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-26T19:39:29.552+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>Società della conoscenza: esiste davvero?</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se ne parla da anni ma è come l'araba fenice, nessuno l'ha mail vista. Società (o Economia) della conoscenza sono concetti &lt;/span&gt;che almeno in Italia tardano a farsi strada. Ritengo che il passaggio repentino "dalla zappa al computer" - permettetemi questa forzatura - non sia stato del tutto assorbito, almeno questa è l'impressione nella pratica professionale di tutti i giorni dove l'unica cosa che vale ancora oggi è il sacco di farina che vendi, in cambio di qualche moneta.&lt;br /&gt;Imprese ed imprenditori (non tutti, ma gran parte si) non hanno ancora compreso il valore delle idee, dei progetti, delle capacità di vision che professionisti con anni di esperienza nei rispettivi campi sono in grado di offrire in termini di valore aggiunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore del tangibile ha ancora il sopravvento sull'intangibile. E questo appare tanto più assurdo quanto più è vero, ed è vero, che oggi qualsiasi prodotto tangibile che viene proposto sul mercato, acquista valore per l'intangibile che si porta dietro.&lt;br /&gt;Se vai in un hotel, il valore non è dato dalla camera in sé, ma dal tipo di colazione, come ti viene servita, dalla cortesia del personale, dai servizi accessori (wi-fi, navetta) che fanno la differenza tra un hotel dove tornare ed uno dove non tornare. E via di questo passo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi (pardon, questo particolare periodo storico) sembra aver confuso le idee a molti, soprattutto in termini di panico. Più volte abbiamo invocato innovazione per uscire dalla crisi e credo che l'innovazione non stia nel dare al nostro cliente (come molti imprenditori pensano) una camera di diverso colore, ma un servizio intangibile innovativo che aumenti il valore della nostra proposta, senza cambiarne il prezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dare quindi una soluzione in termini di idee e non in termini di sacchi di farina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;To be continued.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-7626636400842694283?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/societa-della-conoscenza-esiste-davvero.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-4815934870510409779</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2009 14:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-22T16:07:03.189+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Visioni e strategie</category><title>Tra Stato e persona. La via sussidiaria per uscire dalla crisi.</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Ettore Gotti Tedeschi - &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;La crisi economica in corso è anche esempio di mancanza di una vera vocazione alla sussidiarietà&lt;/strong&gt; da parte di chi l’ha originata. Infatti, le responsabilità dirette dello Stato nella promozione di una crescita economica fittizia, la tolleranza dell’uso di strumenti inopportuni e incontrollabili, e infine&lt;strong&gt; la forzatura di un consumismo a debito delle famiglie&lt;/strong&gt; per compensare la bassa crescita hanno messo in difficoltà le famiglie stesse, che loro malgrado sono divenute funzionali al processo che ha generato la crisi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le famiglie si trovano ora indebitate per aver creduto a queste illusioni, necessarie solo a far crescere il pil nazionale. Si trovano così ad avere perso gran parte dei propri risparmi, vedono pesantemente ridotti i propri fondi pensione e &lt;strong&gt;sono rimaste senza chiare prospettive di lavoro&lt;/strong&gt;. Il modello di sussidiarietà americano avrebbe dovuto essere liberista, cioè fondato sul mercato e su regole di libertà, che a loro volta avrebbero dovuto garantire la fiducia indispensabile nei fondamenti democratici delle scelte economiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma questo modello si è invece rivelato molto più keynesiano che liberista&lt;/strong&gt;, perché ha sì accettato il mercato, ma al tempo stesso ha permesso allo Stato di intervenire, seppure indirettamente. Con il risultato di confondere il mercato stesso. &lt;strong&gt;Negli Stati Uniti questo è avvenuto non tanto nell’ambito del welfare,&lt;/strong&gt; lasciato al mercato e alle scelte individuali, &lt;strong&gt;quanto in quello dello sviluppo economico,&lt;/strong&gt; permettendo che fosse falsato e creando illusori riferimenti alle famiglie, che hanno visto così compromesse le loro scelte e la loro autonomia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma anche in Europa non esiste una vera e sana politica di sussidiarietà&lt;/strong&gt;, ma un welfare di Stato, che in alcuni Paesi ha prodotto un debito pubblico insostenibile, l’abitudine all’assistenzialismo, tasse altissime, crescita abnorme della burocrazia, debolezze nei sistemi scolastico e sanitario, e arretratezza nei trasporti. &lt;strong&gt;Tutti pesi da rimuovere se si vuole imboccare la strada della ripresa.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La crisi economica e gli interventi sempre più massicci dei Governi fanno ora sorgere nuovi dubbi circa la possibilità di applicare vere politiche di sussidiarietà. Soprattutto se si consolida l’opinione già diffusa in base alla quale sarebbero stati il libero mercato e il modello capitalistico a permettere lo sfruttamento di intere popolazioni, la distruzione dei risparmi e delle pensioni. &lt;strong&gt;In queste condizioni non sarebbe nemmeno difficile prevedere atteggiamenti antimercato che propongano modelli di pianificazione, cioè l’esatto contrario della sussidiarietà e dei suoi valori&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per potere applicare una vera sussidiarietà si deve invece credere nella persona prima che nello Stato.&lt;/strong&gt; Inoltre, oggi, per risolvere la crisi è indispensabile un accordo globale. Ma non tutti hanno la stessa visione e la stessa fiducia nella persona umana. Chi confidava nella sua natura buona è stato deluso dalla crisi, che al contrario ha rafforzato la convinzione di chi non credeva nella sua capacità di fare del bene. Posizioni, entrambe, che paiono più disponibili a sostenere lo Stato che non la persona.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si potrebbe così concludere che l’uomo godrà di minore fiducia grazie agli errori commessi da &lt;strong&gt;Stati, che hanno preteso di entrare fin troppo nella vita delle persone.&lt;/strong&gt; Ma se la sussidiarietà fosse stata applicata non sarebbe stato necessario inventare una crescita economica falsata. E in realtà criteri di sussidiarietà domestica e internazionale potrebbero, meglio di altre soluzioni, indicare la via per uscire dalla crisi.&lt;br /&gt;(© L’Osservatore Romano - 16 aprile 2009)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-4815934870510409779?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/tra-stato-e-persona-la-via-sussidiaria.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-2072863513921041806</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2009 13:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-22T15:46:05.427+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Novotica si presenta</category><title>Novotica si presenta: Daniela Fantozzi</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Proseguono le presentazioni dei fondatori di Novotica. Oggi è il turno di Daniela Fantozzi, Buyer del Classic Hotel di Reggio Emilia,&lt;/span&gt; all'interno del quale la sua funzione va ben oltre la mera gestione della Divisione Acquisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In particolare chiediamo alla diretta interessata di esporre più dettagliatamente in cosa consiste il suo ruolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'evoluzione della hotelerie ha portato ad ampliare le mie competenze in più direzioni. Il Classic Hotel fa parte di una catena internazionale e la sua collocazione, lungo la via Emilia tra Parma e Modena, lo rende facilmente fruibile quale punto di incontro per aziende e professionisti. Il mio compito, quindi, è anche quello di fornire un adeguato supporto organizzativo e gestionale, dal momento che la nostra struttura è fortemente orientata all'attività congressualistica e più estesamente all'organizzazione di eventi. meeting e convention.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo ti porterà ad incontrare moltissime persone che non sono semplici ospiti dell'Hotel...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In effetti il Classic Hotel rappresenta un "contenitore" dove vengono sancite e sviluppate collaborazioni professionali; non a caso molti consulenti lo hanno scelto come luogo d'incontro e di rappresentanza. Questo mi da modo di conoscere quotidianamente imprenditori, responsabili di aziende, locali e non,  con i quali trovo utile e necessario confrontarmi per comprenderne gli orientamenti e le esigenze professionali, affinchè l'implementazione della struttura possa sempre soddisfare anche le richieste più esigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Qual è il tuo ruolo in Novotica?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cercherò di svolgere una funzione di relazione e di raccordo tra le aziende già clienti del Classic Hotel e le attività che Novotica si propone di sviluppare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-2072863513921041806?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/03/novotica-si-presenta-daniela-fantozzi_26.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-8391309170625638634</guid><pubDate>Sun, 19 Apr 2009 18:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-19T20:58:14.937+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><title>Come trasformare i "rischi" in opportunità</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E' il titolo di un convegno che si terrà a Bologna, presso l'Aula Magna della &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.fav.it/on-line/Home/Chisiamo/Dovesiamo.html"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Aldini Valeriani&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; (via Bassanelli 9/11) il 24 aprile prossimo a partire dalle 14.30&lt;/span&gt; ed organizzato da ASSI Bologna e Federmanager.&lt;br /&gt;L'incontro vuole affrontare le tematiche legate ai cambiamenti nell'occupazione che in questo periodo “particolare” (vogliamo eliminare dal nostro vocabolario la parola: crisi) coinvolgono sia i lavoratori autonomi che quelli con contratti a termine, ma anche dipendenti e chi ricopre ruoli e responsabilità manageriali.&lt;br /&gt;La partecipazione all'incontro è libera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-8391309170625638634?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/come-trasformare-i-rischi-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-3288858670854028944</guid><pubDate>Sun, 19 Apr 2009 18:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-19T20:38:32.097+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><title>Corporate and Business Web Forum, il web per la PMI</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segnaliamo un'altra interessante iniziativa, sulla scia almeno in parte, di quanto ci apprestiamo a fare con il nostro gruppo Novotica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di “Corporate and Business Web Forum”, un evento organizzato dal Romagna Business Club in collaborazione con &lt;a href="http://cnautomazione.blogspot.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/cnautomazione.blogspot.com/?referer=http://www.linkedin.com/newsArticle?viewDiscussion=&amp;amp;articleID=31065474&amp;amp;gid=155630&amp;amp;trk=EML_anet_nws_title-cThOon0JumNFomgJt7dBpSBA');"&gt;CNA Automazione di Forlì-Cesena&lt;/a&gt;, al quale parteciperanno nomi noti della rete come Alessio Jacona e Marco Camisani Calzolari.&lt;br /&gt;L'appuntamento è per il 23 aprile 2009 presso la sede CNA di Forlì alle 18.30.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-3288858670854028944?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/corporate-and-business-web-forum-il-web.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-7751082950873842523</guid><pubDate>Sun, 19 Apr 2009 13:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-19T16:14:31.008+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Letture</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Innovazione per le PMI</category><title>Lo sviluppo delle PMI italiane</title><description>Dopo aver sollecitato i componenti del gruppo Novotoca su Facebook, ecco pronta la risposta di &lt;a href="http://www.linkedin.com/in/mauriziogoetz"&gt;Maurizio Goetz&lt;/a&gt; che volentieri pubblichiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un tempo si parlava solo di Digital Divide, oggi il dibattito si è esteso al Knowledge Divide e al Competitivity Divide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La velocità di reazione ai cambiamenti è diventato un elemento di sopravvivenza per le imprese che necessariamente sono costrette:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  * a fare di più con minori risorse (incrementare l'efficienza interna)&lt;br /&gt;  * migliorare la competitività esterna&lt;br /&gt;  * aumentare il tasso dello sviluppo innovativo&lt;br /&gt;  * trovare migliori connessioni con i clienti e con tutti gli stakeholder&lt;br /&gt;  * trovare vantaggi competitivi difendibili per un ragionevole arco temporale&lt;br /&gt;  * focalizzare i loro sforzi su pochi obiettivi, ma ben circoscritti.&lt;br /&gt;  * difendere il patrimonio di conoscenze implicite che rischia di venire dissipato&lt;br /&gt;  * affrontare il problema del ricambio generazionale nel management e gestire le resistenze al cambiamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte queste cose hanno un elemento in comune: la valorizzazione della conoscenza interna ed esterna all'azienda, altrimenti definita come la Knowledge Governance.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo a grandi parole, ci si riempie la bocca con concetti come lo sviluppo dei talenti, la competizione nella Società della Conoscenza, ma quando si affronta il tema in azienda, nessuno ne vuole sentire parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo un Paese in cui gli insegnanti sono sottopagati e in cui ciò che è intangibile non assume alcun valore. Non è così che per i Paesi emergenti, che hanno fatto della valorizzazione della Conoscenza il loro punto centrale di sviluppo. Basta guardare alla Cina ( e al suo numero di laureati in ingegneria) o recarsi a Dubai per rendersene conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Holding a cui appartiene la società di cui sono Partner, sta investendo in maniera molto consistente su progetti a grande respiro per la valorizzazione della Conoscenza, come elemento competitivo, ma la grande maggioranza delle aziende italiane di piccole e medie imprese, con cui siamo entrate in contatto prese dai problemi quotidiani, sembra che non ritengano che questo sia un tema sufficientemente importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le imprese di ogni dimensione, con cui stiamo lavorando invece stanno affrontando in modo molto serio la progettazione del loro sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I temi che ci vedono in questo momento maggiormente coinvolti sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  * la costruzione di reti di impresa per migliorare la competitività delle PMI&lt;br /&gt;  * la progettazione di sistemi collaborativi per lo sviluppo di ambienti innovativi&lt;br /&gt;  * la valorizzazione delle persone e l'analisi dei loro bisogni conoscitivi al fine di aumentarne la produttività e ridurre le inefficienze&lt;br /&gt;  * la razionalizzazione dell'architettura ed il re-design dei processi di comunicazione a 360 gradi differenziandoli in funzione di obiettivi, target, contesti, momenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo fermamente convinti che se le medie imprese italiane aspetteranno ancora ad affrontare i temi oggi realmente strategici, nonostante i livelli di eccellenza in molti settori, sarà estremamente difficile superare il divario competitivo con altre imprese internazionali che operano in contesti dove invece a livello Sistema Paese si è perfettamente compreso il valore della Conoscenza".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-7751082950873842523?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/lo-sviluppo-delle-pmi-italiane.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-5915649471329247266</guid><pubDate>Sat, 11 Apr 2009 21:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-11T23:08:39.497+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><title>Conferenza su Università e Internazionalizzazione</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Associazione Italiana per la Ricerca organizza per il 20 aprile prossimo una conferenza presso la Camera dei Deputati alla presenza di vari parlamentari italiani,&lt;/span&gt; rettori di Università italiane e straniere, giornalisti ed esperti internazionali sul rapporto tra Università e Internazionalizzazione.&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni e per la registrazione all'evento &lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.linkedin.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Eassociazionericerca%2Eit%2Fnode%2F133&amp;amp;urlhash=AKtD&amp;amp;_t=disc_detail_link" target="_blank"&gt;http://www.associazionericerca.it/node/133&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-5915649471329247266?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/04/conferenza-su-universita-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2049440653842466125.post-1131964049992110215</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2009 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-07T20:18:20.991+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Letture</category><title>Imprese: le piccolo non mollano</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Qualche giorno fa il Corriere della Sera ha pubblicato un interessante reportage sulle piccole e medie imprese che, nonostante il difficile periodo che stiamo attraversando, riescono a tenere un bel passo,&lt;/span&gt; confermandosi ancora una volta come vero e proprio motore dell'Italia.&lt;br /&gt;Merito di scelte oculate fatte in passato che stanno a significare lungimiranza e capacità strategiche.&lt;br /&gt;Tra i nomi citati nell'articolo (purtroppo non siamo riusciti a trovare un link in rete) Brunello Cucinelli (tessile, Umbria), Gian Pietro Beghelli (illuminotecnica, Emilia Romagna), i Fratelli Rossetti (calzature, Lombardia) e tanti altri nomi più o meno noti che stanno a testimoniare che il concetto di "crisi" (e questa è un'opinione della quale siamo fermamente convinti) sia qualcosa che è più nella nostra che nei fatti.&lt;br /&gt;Le crisi di possono prevenire, si possono attraversare indenni, possono e devono rappresentare un'opportunità.&lt;br /&gt;Il progetto Novotica nasce con questo intento e ci auguriamo che la risposta del mondo imprenditoriale reggiano ed emiliano sia positiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2049440653842466125-1131964049992110215?l=novotica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://novotica.blogspot.com/2009/03/imprese-le-piccolo-non-mollano.html</link><author>noreply@blogger.com (Fabrizio Olati)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>

