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    <title>Nucleando: neutroni alla ribalta</title>
    <link>http://nucleando.posterous.com</link>
    <description>Sappiamo benissimo scegliere un detersivo al supermercato, ma scegliere un piano energetico per il paese? Questo blog nasce per capire e spiegare.</description>
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      <pubDate>Sun, 13 Mar 2011 23:46:00 -0700</pubDate>
      <title>Un impianto moderno avrebbe gli stessi problemi?</title>
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        <![CDATA[<p>
	<p>Una delle domande che ci si pone rispetto agli incidenti conseguenti al terremoto nelle centrali giapponesi &egrave; se un progetto pi&ugrave; recente avrebbe dato maggiori garanzie di sicurezza.</p>
<p>La prudenza &egrave; d'obbligo perch&eacute; il terremoto &egrave; stato di un grado elevatissimo, dato che si &egrave; liberata un'energia decine di migliaia di volte maggiore di quella, per esempio, del terrremoto de l'Aquila.</p>
<p>Per&ograve; una centrale pi&ugrave; moderna avrebbe avuto sicuramente pi&ugrave; frecce al suo arco per difendere l'ambiente. Le centrali AP1000 di Toshiba Westinghouse, per esempio, sono progettate per spegnersi da s&eacute; in caso di incidente, anche se manca energia alla centrale, anceh se manca l'intervento degli operatori.</p>
<p>Si usano meccanismi di sicurezza passivi, come un serbatoio d'acqua sul tetto per il raffreddamento di emergenza, valvole di sicurezza tenute chiuse dall'energia, che si aprono se manca corrente e cos&igrave; via. Tutti sistemi che agiscono per cause naturali senza intervento umano e apporto di energia esterna.</p>
<p>Ecco un'animazione del sistema di raffreddamento di emergenza della centrale AP1000, p<a href="http://www.ap1000.westinghousenuclear.com/ap1000_psrs_pcs.html" target="_blank">roveniente dal sito di Toshiba Westinghouse</a>. Secondo Toshiba, il sistema di raffreddamento di emergenza agisce automaticamente e senza intervento esterno per 72 ore.&nbsp;<embed src="http://www.ap1000.westinghousenuclear.com/images/swf/PassiveContainCoolingrevised.swf" type="application/x-shockwave-flash" height="374" width="500"></embed></p>
<p>L'incidente di Chernobyl &egrave; avvenuto in un test folle sul tempo di intervento dei generatori di emergenza. I generatori di emergenza non hanno funzionato come si deve a Fukushima, cos&igrave; come non hanno funzionato tutte le pompe di raffreddamento.</p>
<p>Per queste ragioni, i sistemi che fanno affidamento su generatori di emergenza e su sistemi di raffreddamento pilotati da pompe, anche se quadruplicate, come nel progetto europeo EPR, non sono intrinsecamente sicuri come i sistemi passivi.</p>
<p>Un'altra misura passiva importante &egrave; il contenimento del reattore in edifici di contenimento con un metro e mezzo di spessore delle pareti e un recipiente in materiale refrattario al calore, una specie di scodella pronta per raccogliere il prodotto di un'eventuale fusione del nucleo nel caso peggiore in assoluto.</p>
<p>Questa &egrave; la sicurezza che ci si aspetta da un impianto di terza generazione avanzata (GEN III+). Naturalmente un terremoto &egrave; sempre un'evenienza incontrollabile, ma certamente &egrave; desiderabile avere un edificio di contenimento in grado di resistere all'impatto di un aereo e un sistema di raffreddamento di emergenza che pu&ograve; operare per 72 ore senza intervento esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
	
</p>

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</p>]]>
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    <item>
      <pubDate>Sun, 13 Mar 2011 15:47:00 -0700</pubDate>
      <title>Cosa accade in Giappone?</title>
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        <![CDATA[<p>
	<p>
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</p>
<p>Quando si parla di esplosioni e di centrali nucleari non bisogna immaginare il classico fungo atomico delle bombe. Non &egrave; possibile che l'uranio di una centrale esploda in quel modo: non &egrave; uranio arricchito al 90% "weapons grade", ma pi&ugrave; comunemente uranio arricchito al 5%. La reazione prodotta da questo uranio &egrave; in grado di creare temperature elevatissime, ma non un'esplosione.</p>
<p>Le esplosioni si verificano quando il calore sviluppato &egrave; tale da creare situazioni in cui l'acqua si elettrolizza, sviluppando idrogeno e ossigeno, una miscela esplosiva, ma esplosiva in modo convenzionale.</p>
<p>L'esplosione pu&ograve; causare la perdita di liquido di raffreddamento, un incidente grave, ma tipicamente previsto in fase di progetto. Difficilmente pu&ograve; esserci perdita di materiale radioattivo, se il recipiente principale del reattore e il circuito di raffreddamento primario sono contenuti nell'edificio di contenimento principale.</p>
<p>L'edificio di contenimento &egrave; costruito in cemento armato, con uno spessore intorno al metro e mezzo e, nelle centrali di progettazione contemporanea, &egrave; calcolato per resistere all'impatto di un aereo di linea. All'interno dell'edificio dovrebbe trovarsi anche il circuito di raffreddamento primario, quello in cui circola l'acqua a contatto con il combustibile.&nbsp;Purtroppo, il progetto della centrale, del 1970, non &egrave; basato sugli stessi standard di oggi e il contenimento non &egrave; cos&igrave; forte.</p>
<p>In uno scambiatore di calore, l'acqua del circuito primario viene raffreddata con quella del circuito secondario, che &egrave; completamente isolata dal materiale radioattivo. Quest'acqua raffredda il circuito primario, attraversa le turbine allo stato di vapore e pu&ograve; essere dispersa nell'ambiente.</p>
<p>Abbiamo pubblicato <a href="http://nucleando.posterous.com/come-funziona-un-reattore-nucleare" target="_self">un'eccellente animazione del funzionamento di un reattore</a> che visualizza e riassume quello che abbiamo detto.</p>
<p>Un incidente con dispersione di materiale radioattivo si pu&ograve; verificare se l'edificio di contenimento non rimane impermeabilmente chiuso e integro e se si ha un'esplosione nel circuito primario. Due circostanze che sono valutate attentamente in tutti i progetti correnti. Purtroppo, non sembra questo il caso del reattore numero uno dell'impianto di Fukushima-Daiichi, progettato nel 1970.</p>
<p>Non perdo tempo a fare una descrizione dettagliata dell'incidente di Fukushima-Daiichi perch&eacute; nel frattempo esiste u<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fukushima_I_Nuclear_Power_Plant" target="_blank">na voce di Wikipedia fortemente dettagliata</a>. C'&egrave; anche <a href="http://sistemielettorali.wordpress.com/2011/03/12/analisi-della-world-nuclear-news-sullincidente-di-fukushima/" target="_blank">un ottimo riassunto in Italiano delle notizie pubblicate da World Nuclear News</a>, seguito da <a href="http://sistemielettorali.wordpress.com/category/nucleare/" target="_blank">ulteriori dettagli</a> sul <a href="http://sistemielettorali.wordpress.com/" target="_blank">blog di Paolo Venturini</a>.</p>
<p>Altre notizie si trovano sul sito di <a href="http://www.world-nuclear-news.org/default.aspx" target="_blank">World Nuclear News</a>, in continuo aggiornamento</p>
<p>&nbsp;</p>
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Mon, 28 Feb 2011 01:19:48 -0800</pubDate>
      <title>Quanto uranio serve?</title>
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      <description>
        <![CDATA[<p>
	Facciamo un calcolo di esempio, usando i dati a disposizione per un <br />reattore di tipo APR1400, un modello coreano. <p /> Per dare un'idea della potenza di un reattore, consideriamo che <br />l'uranio, informa di biossido di uranio, è formato in pellet di circa <br />un centimetro di lunghezza e 0,8 centimetri di spessore. Un pellet di <br />uranio produce circa 1600 KWh di elettricità, che è pari al consumo <br />medio di una casa in un periodo di otto mesi. <p /> Una barra di combustibile è un tubo cavo, di una lega di zirconio, che <br />contiene 365 pellet, strettamente impilati e tenuti in posizione da <br />molle. I tubi di combustibile sono assemblati in fasci, e ogni fascio <br />è costituito di 236 barre. Ogni fascio contiene quindi circa 86.140 <br />pellet di biossido di uranio. Dato che il recipiente di un APR1400 <br />contiene 241 fasci di barre, un reattore di questo tipo può generare <br />elettricità per circa 13.3 milioni di case all'anno.
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Fri, 07 Jan 2011 15:39:00 -0800</pubDate>
      <title>Forum Nucleare Italiano</title>
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        <![CDATA[<p>
	<div class="posterous_bookmarklet_entry"><div class='p_embed p_image_embed'>
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</div>

<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.forumnucleare.it/">forumnucleare.it</a></div>
<p>Un forum dedicato al dibattito sul nucleare in Italia. Da seguire. Il video di presentazione &egrave; abbastanza simpatico.</p>
<p>La descrizione del sito recita: "Il Forum Nucleare Italiano &egrave; un&rsquo;associazione no-profit che vuole contribuire, come soggetto attivo, alla ripresa del dibattito pubblico sullo sviluppo dell&rsquo;energia nucleare in Italia".</p>
</div>
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Wed, 13 Oct 2010 13:42:00 -0700</pubDate>
      <title>Controllare un impianto nucleare</title>
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      <description>
        <![CDATA[<p>
	<p>Un reattore nucleare non &egrave; poi cos&igrave; complesso. Si pu&ograve; provare a vedere <br />come controllare un reattore in caso di un guasto a una delle sue <br />componenti giocando con questa simulazione di condizioni di pericolo <br />nucleare. <p /> <a href="http://www.ida.liu.se/~her/npp/demo.html">http://www.ida.liu.se/~her/npp/demo.html</a></p>
<p>Esiste anche una versione Flash un del gioco di simulazione</p>
<p><a href="http://esa21.kennesaw.edu/activities/nukeenergy/nuke.htm">http://esa21.kennesaw.edu/activities/nukeenergy/nuke.htm</a></p>
	
</p>

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</p>]]>
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    <item>
      <pubDate>Thu, 09 Sep 2010 08:49:47 -0700</pubDate>
      <title>Centrali nucleari flottanti</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/ubyFFggIaC4/centrali-nucleari-flottanti</link>
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      <description>
        <![CDATA[<p>
	<div style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 20px;"><p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 15px;"><img src="http://petrole.blog.lemonde.fr/files/2010/09/floatingnuclear.1283862978.jpg" alt="floatingnuclear.1283862978.jpg" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px;" /></p> </div><p />La Russia sta pensando di costruire <a href="http://petrole.blog.lemonde.fr/2010/09/07/pole-nord-remorquage-dicebergs-et-centrales-nucleaires-flottantes-22/#xtor=RSS-32280322">centrali nucleari fluttuanti</a>. Sicuramente non avranno problemi per reperire acqua per il raffreddamento, ma i problemi ingegneristici devono essere molto elevati.
	
</p>

<p><a href="http://nucleando.posterous.com/centrali-nucleari-flottanti">Permalink</a> 

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</p>]]>
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    <item>
      <pubDate>Tue, 25 May 2010 05:45:39 -0700</pubDate>
      <title>Un reattore a fusione prossimo al collaudo?</title>
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      <description>
        <![CDATA[<p>
	La fusione nucleare è una tecnologia promettente da troppi anni e sembrava definitivamente nel cassetto insieme a tutte le altre tecnologie che sono quasi in arrivo, ma non arrivano mai.<br />Troviamo, invece<a href="http://bit.ly/d3Px7n "> un articolo di Technology Review</a> che parla di test imminenti per<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IGNITOR"> il progetto Italo Russo</a>, guidato dal professor <a href="http://web.mit.edu/physics/people/faculty/coppi_bruno.html">Italo Coppi - nome italiano, ma in forza al MIT</a>.<br /> Probabilmente anche questi esperimenti sono stati oggetto di colloquio fra il premier italiano e quello russo.<div>Non si tratta ancora del Graal: sarà una macchina in grado di stare accesa quattro secondi e di sostenere la fusione, ma ancora non è un progetto realmente utilizzabile. Però darà informazioni utili per il progetto più promettente: l&#39;europeo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ITER">ITER </a>che sarà costruito in Francia.</div>
	
</p>

<p><a href="http://nucleando.posterous.com/un-reattore-a-fusione-prossimo-al-collaudo">Permalink</a> 

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</p>]]>
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    <item>
      <pubDate>Mon, 26 Apr 2010 05:45:00 -0700</pubDate>
      <title>La catastrofe del 2012</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/-Mz54CKdH00/la-catastrofe-del-2012</link>
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      <description>
        <![CDATA[<p>
	<p>Anche<a href="http://www.ilpost.it/2010/04/26/picco-petrolio-pentagono/" title="L'articolo su Il Post" target="_blank"> il Post</a>, fa eco <a href="http://nucleando.posterous.com/una-crisi-della-produzione-di-petrolio-in-arr" target="_self">allo studio del Pentagono che avevamo ripreso da Le Monde</a>.</p>
<p>E infatti non è sbagliato pensare ai piani per il futuro e valutare anche scelte nucleari, se la capacità produttiva delle altre soluzioni non è sufficiente.</p>
<p>Il problema è che anche secondo i dati dell'EWEA, European Wind Energy Association, petrolio, carbone e nucleare fanno il 50% del totale di energia e fra le energie rinnovabili la parte del leone è dell'energia idroelettrica.</p>
<p>In mancanza di dati migliori sulla capacità di installare e generare energia con tecnologie alternative, l'input per la politica non può essere che investire nella ricerca e creare alternative nucleari a breve termine.</p>
<p>Il governo, in effetti si muove in questa direzione. Speriamo solo che siano scelte informate e responsabili e che si scelgano le tecnologie che portano la sicurezza a un grado tale da rendere il pericolo di incidenti minuscolo e non fare prevedere pericoli per l'ambiente anche in caso di incidente.</p>
<p>Update: l'EWEA propone l'obiettivo di <a href="http://twitter.com/EWEA/status/12888120775" target="_blank">arrivare al 100% di energie rinnovabili per il 2050</a>. Un obiettivo molto ambizioso, che comunque pone un limite inferiore alla finestra da coprire fra quando diventa antieconomico il petrolio e quando diventa fattibile coprire il fabbisogno con energie rinnovabili.</p>
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Tue, 13 Apr 2010 15:06:00 -0700</pubDate>
      <title>Come funziona un reattore nucleare?</title>
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        <![CDATA[<p>
	<p><div class='p_embed p_file_embed'>
<a href="http://nucleando.posterous.com/come-funziona-un-reattore-nucleare"><img alt="" src="http://posterous.com/images/filetypes/unknown.png" /></a>
<div class='p_embed_description'>
<strong>AP1000 Loop Animation.swf</strong>
<a href="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/Dash5vFRN7StMpIAerPhUe8cIuK4KHwP4oDg4JsmzjLA1O5AWif3oV90AdHb/AP1000_Loop_Animation.swf">Download this file</a>
</div>
</div>
</p>
<p>Un reattore nucleare ad acqua pressurizzata (PWR) funziona usando il calore della reazione nucleare per produrre vapore, che muove una turbina collegata a un generatore di corrente. Il processo è semplice in linea di principio, ma il diavolo sta nei dettagli, come si dice in Inglese.</p>
<p>Il combustibile è costituito da pastiglie di uranio, che sono incorporate in barre di ceramica con zirconio per confinare il materiale radioattivo. Lo zirconio permette di creare ceramiche molto resistenti, per questo <a href="http://www.dentalquality.it/ossido-di-zirconio.htm">è usato anche per le protesi dentarie</a>.</p>
<p>Le barre sono circondate dal liquido di raffreddamento e dalle barre di controllo. Le barre di controllo servono a assorbire i neutroni che sono prodotti dalla fissione nucleare. In questo modo si evita che un reattore diventi una bomba atomica.</p>
<p>il fluido di raffreddamento viene usato per scaldare l'acqua che aziona la turbina. I due circuiti sono isolati per evitare che il fluido che è stato a contatto con il materiale radioattivo esca dallo scudo che incapsula il reattore. Questo scudo, circa 20 centimetri di acciaio, serve a confinare le perdite in caso di incidente e a proteggere il reattore da eventi sismici o da attacchi aerei insieme a un guscio esterno di cemento armato.</p>
<p>Il vapore residuo dopo avere azionato la turbina viene raffreddato da un circuito idraulico, che resta isolato dal circuito principale di raffreddamento.</p>
<p>Naturalmente, tutti i possibili guasti al sistema sono valutati in sede di progetto e sono gestiti da uno o più circuiti di emergenza. Nel caso del <a href="http://www.ap1000.westinghousenuclear.com/">reattore AP1000 di Westinghouse-Toshiba</a>, le valvole che devono chiudersi in caso di emergenza sono progettate in modo da rimanere chiuse in caso di guasto o di mancanza di corrente. Le valvole sono tenute aperte da motori e chiuse da molle, per assicurare una tendenza naturale del sistema a mettersi in sicurezza da sé.</p>
<div>Più di altre parole, il funzionamento di un reattore può essere illustrato da questa eccellente animazione presa dal sito dedicato al reattore AP1000. Per avviare la presentazione fare clic sul pulsante <em>Launch</em>
</div>
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:09:00 -0700</pubDate>
      <title>Una crisi della produzione di petrolio in arrivo?</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/kTqpQzRmmfw/una-crisi-della-produzione-di-petrolio-in-arr</link>
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        <![CDATA[<p>
	<p><a href="http://petrole.blog.lemonde.fr/2010/04/06/le-pentagone-sattend-a-un-choc-petrolier-imminent/#xtor=RSS-32280322">Le Monde pubblica un dato poco rassicurante</a>: <span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #333333; line-height: 24px;"><em>Un rapport émanant de l’état-major inter-armées américain publié le 15 mars pronostique qu’en 2015, les capacités mondiales de production de pétrole pourraient être inférieures de 10 millions de barils par jour à la demande.</em></span></p>
<div>
<span style="color: #333333; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="line-height: 24px;"><em><span style="font-style: normal;">Secondo questi dati, nel 2012 la produzione mondiale di petrolio potrebbe raggiungere il pareggio con la domanda, mentre nel 2015 la produzione potrebbe rimanere indietro di 10 milioni di barili rispetto alla domanda mondiale.</span><br /> </em></span></span>Questi dati entrano nel balletto quotidiano delle cifre e delle previsioni, che non sempre lanciano messaggi coerenti con quelli del giorno prima per il turbine di interessi contrastanti che anima le spinte alla pubblicazione di dati selezionati in modo da piacere ai committenti più diversi.</div>
<div>Comunque sia, chiediamoci come potremmo desiderare che il nostro paese affronti una possibile crisi energetica e la conseguente crisi economica dovuta all'effetto combinato di scarsità di risorse e elevata spesa per l'approvvigionamento.</div>
<div>La risposta più ovvia è installare più centrali eoliche. Vediamo qualche dato preso dal <a href="http://www.ewea.org/" target="_blank">sito dell'Ewea (European Wind Energy Association)</a>, un sito certamente non ostile alle energie alternative.</div>
<div>Il primo grafico mostra l'andamento delle nuove installazioni di centrali per la produzione di energia, con una decisa tendenza all'aumento di potenza installata eolica.</div>
<div>Il secondo grafico mostra la potenza installata totale, mettendo in prospettiva la crescita delle fonti eoliche: il grosso della produzione è rappresentato da combustibili fossili e l'incremento di un 9% di energia prodotta dal vento, fosse anche del 100% non arriverebbe a coprire una parte della fetta di energia prodotta con il carbone.</div>
<div>Ricordiamo che per coprire l'energia che si può produrre con dieci grammi di uranio si devono bruciare 900 chili di carbone, producendo quantità corrispondenti di anidride carbonica e inqunanti vari, comprese sostanze radioattive contenute in tracce nel carbone e disperse nell'atmosfera.</div>
<div>-- </div>
<div>Michele Costabile (<a href="http://proxybar.net">http://proxybar.net</a>)<p />
</div>
<p><div class='p_embed p_image_embed'>
<a href="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/M5c4LPpWiXinevT9VXDlOmUvo9Xx5DP9HQBzDbgGlNh5h5iiRd7pw2DxnfJ4/nuove_installazioni.jpg.scaled.1000.jpg"><img alt="Nuove_installazioni" height="283" src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/YwgFOCwjNYUixD6G7PWKHh1r9NZqxZfCXNyUsGFMt4FcyjFu5DBJSSNsrvPR/nuove_installazioni.jpg.scaled.500.jpg" width="500" /></a>
<a href="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/QZfxoJHeSFDQFqRQ6gpbcpo5kHzZbX9FKlVIcrRbGmjmpf48EN4vJ17JjnkO/potenza_globale.jpg.scaled.1000.jpg"><img alt="Potenza_globale" height="434" src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/GsDvedS1ePACaUVG3tCLwxaYonTTqO6QChbQM6yMNMRkVBkZCfvwagLHVJ3a/potenza_globale.jpg.scaled.500.jpg" width="500" /></a>
<div class='p_see_full_gallery'><a href="http://nucleando.posterous.com/una-crisi-della-produzione-di-petrolio-in-arr">See the full gallery on Posterous</a></div>
</div>
</p>
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Mon, 29 Mar 2010 10:13:00 -0700</pubDate>
      <title>La produzione di petrolio potrebbe scendere dal 2011</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/ncTPRTuHfZI/la-produzione-di-petrolio-potrebbe-scendere-d</link>
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        <![CDATA[<p>
	<p><div class='p_embed p_image_embed'>
<a href="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/TA7IiKJaZf1AKxcpgNHw5kPIrdJrDwCUWoia9rxWuYPF4MN0C3qmCmvei3DQ/worlds-liquid-fuels-supply-eia.jpeg"><img alt="Worlds-liquid-fuels-supply-eia" height="372" src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/nucleando/bA51Rkbnya1SirkEk3kPt5Tn8E4szKHboInsX2HgnEz0iuBOIKtjRgbZmSEx/worlds-liquid-fuels-supply-eia.jpeg.scaled.500.jpg" width="500" /></a>
</div>
</p>
<p>Secondo <em>Le Monde</em>, <a href="http://www.eia.doe.gov/conference/2009/session3/Sweetnam.pdf">Washington prevede un calo della produzione di petrolio dal 2011</a>. L'articolo &egrave; da valutare attentamente perch&eacute; contemporaneamente si parla di un calo della produzione ma non si accredita la teoria del picco nella produzione resa famosa da <a href="http://pr.caltech.edu/periodicals/caltechnews/articles/v38/oil.html" target="_blank"><em>Out of ga</em>s</a>.<br /> La grafica illustra il ruolo che <em>progetti non identificati</em>&nbsp;devono svolgere per coprire il gap fra il fabbisogno e la produzione di combustibili liquidi.</p>
<div>Da studiare attentamente <a href="http://www.eia.doe.gov/conference/2009/session3/Sweetnam.pdf">il documento dell'EIA (pdf)</a> (<a href="http://www.eia.doe.gov/">Energy Information Administration</a>) citato nel testo.</div>
	
</p>

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</p>]]>
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    <item>
      <pubDate>Wed, 24 Mar 2010 07:20:00 -0700</pubDate>
      <title>Come confrontare i costi delle diverse tecnologie</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/LKN0LOzJ_zo/come-confrontare-i-costi-delle-diverse-tecnol</link>
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        <![CDATA[<p>
	<div>Le centrali termiche costano molto meno delle centrali nucleari, anche le pale eoliche o le installazioni fotovoltaiche richiedono un investimento iniziale considerevole. Non &egrave; detto per&ograve; che il costo iniziale inferiore sia un risparmio.</div>
<div>Oltre al costo iniziale, ci sono i costi di esercizio, che nel caso di energie rinnovabili sono sostanzialmente i costi di manutenzione, nel caso di centrali termiche e nucleari comprendono anche il costo del combustibile.</div>
<div>Nel caso delle centrali termiche il costo del combustibile &egrave; la maggior parte del costo di esercizio, mentre per le centrali nucleari il combustibile incide in una percentuale che viene valutata al 5%.</div>
<div>Nel dato del 5% &egrave; nascosto un punto interessante: a parit&agrave; di costo fra petrolio e nucleare, la maggio parte dei soldi spesi in petrolio va all'estero ai fornitori di materie prime, mentre la maggior parte dei costi di una centrale nucleare va a societ&agrave; di servizi che potrebbero essere sul territorio.</div>
<div>I soldi spesi in manutenzione rientrerebbero nell'economia nazionale.</div>
<div>Abbiamo gi&agrave; citato <a href="http://www.cittanuove.org/index_050.htm">il costo dell'uranio come materia prima</a>, ma il combustibile nucleare &egrave; qualcosa di pi&ugrave; complesso.</div>
<div>Abbiamo trovato <a href="http://www.cittanuove.org/index_050.htm">uno studio dettagliato sui costi del combustibile nucleare</a>, che vale la pena di citare, dato che i calcoli sono spiegati per esteso e viene fornito il foglio di calcolo per accontentare chi desidera ripetere i conti con altri parametri.</div>
<div>Questo studio situa il costo dell'uranio fra 0,83 e 1,23 eurocent per kWh.</div>
	
</p>

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    <item>
      <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 15:13:00 -0700</pubDate>
      <title>L'area di Chernobyl</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/oEOufsBZpEM/larea-di-chernobyl</link>
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      <description>
        <![CDATA[<p>
	<p>Il sito di Chernobyl, dove &egrave; avvenuto uno degli incidenti nucleari pi&ugrave; gravi, che ha avuto larga eco in tutto il mondo. <br />Visto dall'alto il luogo rivela alcune delle doti che deve avere un posto adatto per costruire una centrale: una grande disponibilit&agrave; di acqua per il raffreddamento e un terreno pianeggiante in zona non sismica. <br />Sull'incidente di Chernobyl si &egrave; scritto molto e il resoconto di Wikipedia &egrave; ricchissimo di particolari. Dovremo tornarci parecchie volte per capire come mai la Russia ha scelto un modello di reattore con un errore di progettazione tale da consentire a un errore umano di creare una catastrofe e come mai sono stati dati ordini per usare la centrale nella sua zona di massima insicurezza prima dello spegnimento del reattore per manutenzione. <br />Per fortuna, il database dei reattori nucleari nel mondo della World Nuclear Association segnala che gli altri cinque reattori del complesso sono spenti indefinitamente. Rimangono comunque in funzione altri undici reattori dello stesso tipo. <br />Chernobyl dista circa 1800 chilometri da Milano. <p /> <iframe scrolling="no" marginheight="0" class="google-map" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?t=k&key=ABQIAAAA34D8jxxvZUTqK2VXgNjFdxSlzLXTX9ifxJQwQO5KOvaCRAhgsBQW7Bf9bomAhyOP8cadcXzjhBDC8A&mapclient=jsapi&ie=UTF8&ll=51.390155,30.105243&spn=0.017568,0.036178&output=embed" frameborder="0" height="400" width="500"></iframe><br />
            <a href="http://maps.google.com/maps?t=k&key=ABQIAAAA34D8jxxvZUTqK2VXgNjFdxSlzLXTX9ifxJQwQO5KOvaCRAhgsBQW7Bf9bomAhyOP8cadcXzjhBDC8A&mapclient=jsapi&ie=UTF8&ll=51.390155,30.105243&spn=0.017568,0.036178&source=embed">View Larger Map</a></p>
	
</p>

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</p>]]>
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    <item>
      <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 06:15:10 -0700</pubDate>
      <title>Un argomento di peso</title>
      <link>http://feedproxy.google.com/~r/NucleandoNeutroniAllaRibalta/~3/zpWfK_KHn88/un-argomento-di-peso</link>
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        <![CDATA[<p>
	Cominciamo la nostra analisi partendo da un dato elementare: l&#39;efficienza relativa dei combustibili.<br />Il consumo annuo di energia di un italiano è fornito da 500 Kg di petrolio, 900 Kg di carbone, oppure 10 grammi di uranio.<br /> La ragione di questa sproporzione sta nel fatto che le reazioni chimiche sono ordini di grandezza più deboli delle reazioni nucleari. In una reazione nucleare di fissione, un nucleo pesante, come quello dell&#39;uranio, viene urtato da un neutrone e si divide in due nuclei più piccoli. La somma delle masse dei nuclei risultanti è inferiore a quella del nucleo originale. Il difetto di massa è compensato dall&#39;energia prodotta.<br /> La quantità di energia è legata al difetto di massa dalla relazione di Einstein<div><br />E = mc²<p /></div><div>la massa che viene persa deve essere moltiplicata per il quadrato della velocità della luce per ottenere l&#39;energia prodotta.Si tratta di moltiplicare per un termine molto alto, cioè potenziare enormemente gli effetti di un piccolo peso. Quindi <a href="http://openlibrary.org/b/OL18347997M/100_grams_of_uranium_equal_290_tons_of_coal">cento grammi di uranio</a> equivalgono a 290 tonnellate di carbone, un carico pari a diversi vagoni.</div> <div>Questa sproporzione comporta diverse conseguenze:</div><div><ul><li>nel confrontare i piani che contemplano l&#39;uso di energia nucleare con le fonti tradizionali bisogna considerare che occorrono quantità notevoli di combustibili tradizionali per avere la stessa energia. Le scorie prodotte da tonnellate di carbone o di petrolio venno tenute in debito conto</li> <li>tonnellate di carbone contengono diversi grammi di impurità, fra cui anche materiali radioattivi che sono dispersi nell&#39;atmosfera nella combustione</li><li>la quantità di gas serra prodotti bruciando tonnellate di combustibili tradizionali va compensata</li> <li><a href="http://bit.ly/aN7gsP">il prezzo dell&#39;uranio</a>, che non è elevato (circa 30 euro per libbra, qualcosa più di 60 euro al chilo), va considerato in rapporto al prezzo di volumi notevoli di petrolio</li></ul> <p /></div>
	
</p>

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      <pubDate>Sun, 21 Mar 2010 11:09:00 -0700</pubDate>
      <title>Fare la spesa di energia</title>
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	<p>Sappiamo scegliere un detersivo al supermercato: ci informiamo e capiamo. Sappiamo leggere l'etichetta di un succo di frutta e capire cosa fa per noi.<br />Quando si tratta di scegliere un piano energetico per il paese, invece, restiamo nel buio, in bilico fra la paura del disastro nucleare (che non &egrave; avvenuto nell'incidente di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Three_Mile_Island_accident">Three Miles Island</a>) e la memoria di Chernobyl (che ha causato <a href="http://www.world-nuclear.org/why/default.aspx?id=40&amp;terms=chernobyl">meno morti degli incidenti nelle miniere di carbone</a>).<br /> il nucleare non &egrave; il babau, &egrave; una tecnologia complessa. Non &egrave; neanche una soluzione facile al problema dell'energia, se non si parla di risparmiare e usare convenientemente tutte le alternative. Ci si pu&ograve; anche legittimamente chiedere se abbiamo davvero bisogno di nucleare, per coprire il grosso del fabbisogno, come fanno capire certi studi. La risposta non &egrave; semplice, perch&eacute; ci sono dati contrastanti.&nbsp;Nella torta energetica, il nucleare &egrave; per alcuni il primo strato di pan di spagna, quello che d&agrave; fondamento agli altri.</p>
<div>Dove sta quindi la realt&agrave; dei fatti nel complesso mondo nucleare? Cerchiamo di capirlo analizzando i fatti e aprendo il cofano sulla tecnologia.</div>
	
</p>

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