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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>Il blog dei NuoviAbitanti</title><link>http://nuoviabitanti.blogspot.com/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Nuoviabitanti" /><description>&lt;b&gt;Il mondo cambia. Le generazioni biodigitali vivono nuovi spazi interumani.&lt;/b&gt;&lt;br&gt;

Con uno sguardo ecosistemico glocale, ci accorgiamo delle &lt;b&gt;reti&lt;/b&gt; relazionali e tecnologiche che innervano il &lt;b&gt;territorio&lt;/b&gt;, della nostra appartenenza storica ad una &lt;b&gt;collettività&lt;/b&gt; in cambiamento: diventa possibile &lt;b&gt;progettare la socialità, interagire con la conoscenza, abitare consapevolmente.&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;b&gt;Dalla Cultura Tecnoterritoriale alla Cittadinanza Digitale&lt;/b&gt;</description><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (nuoviabitanti)</managingEditor><lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 07:59:45 PST</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">247</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><feedburner:info uri="nuoviabitanti" /><thespringbox:skin xmlns:thespringbox="http://www.thespringbox.com/dtds/thespringbox-1.0.dtd">http://feeds.feedburner.com/Nuoviabitanti?format=skin</thespringbox:skin><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><media:copyright>nuoviabitanti.it</media:copyright><media:thumbnail url="http://photos1.blogger.com/blogger2/7684/294268387361366/184/gse_multipart10899.gif" /><media:keywords>friuli,udine,nord,est,ecologia,ecologica,educazione,territorio,tecnologia,tic,ict,blog,italia,italy,scuola,map,abitanza,abitanti,rete,conoscenza,cultura</media:keywords><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Government &amp; Organizations/Non-Profit</media:category><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Education</media:category><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Society &amp; Culture</media:category><itunes:owner><itunes:email>nuoviabitanti@gmail.com</itunes:email><itunes:name>NuoviAbitanti</itunes:name></itunes:owner><itunes:author>NuoviAbitanti</itunes:author><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:image href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7684/294268387361366/184/gse_multipart10899.gif" /><itunes:keywords>friuli,udine,nord,est,ecologia,ecologica,educazione,territorio,tecnologia,tic,ict,blog,italia,italy,scuola,map,abitanza,abitanti,rete,conoscenza,cultura</itunes:keywords><itunes:subtitle>Abitanza e TecnoTerritorio</itunes:subtitle><itunes:summary>Abitanza e TecnoTerritorio</itunes:summary><itunes:category text="Government &amp; Organizations"><itunes:category text="Non-Profit" /></itunes:category><itunes:category text="Education" /><itunes:category text="Society &amp; Culture" /><geo:lat>46.076386</geo:lat><geo:long>13.220919</geo:long><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/</creativeCommons:license><feedburner:feedFlare href="http://www.newsgator.com/ngs/subscriber/subext.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FNuoviabitanti" src="http://www.newsgator.com/images/ngsub1.gif">Subscribe with NewsGator</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.feedburner.com/Nuoviabitanti" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FNuoviabitanti" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FNuoviabitanti" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.pageflakes.com/subscribe.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FNuoviabitanti" src="http://www.pageflakes.com/ImageFile.ashx?instanceId=Static_4&amp;fileName=ATP_blu_91x17.gif">Subscribe with Pageflakes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FNuoviabitanti" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><item><title>Fine del contante, fine del sommerso Carte di credito e assegni contro gli evasori. E se mettessimo una tassa sull'uso del contante?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/eHITmOXbc8Y/fine-del-contante-fine-del-sommerso.html</link><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:54:06 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-6694831762460714535</guid><description>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
In un momento come questo ognuno ha il dovere di dare il proprio contributo, anche con l’apporto di idee. Non sono un economista, non sono un’esperta di finanza, ma una giornalista generica che ogni tanto prova a capire temi complessi, per poi spiegarli agli utenti. Oggi, come tutti, mi pongo questa domanda: “Come se ne esce?” Il debito italiano conta 1.843 miliardi, il PIL 1.548. I mercati non si fidano del fatto che l'Italia possa ripagare i propri debiti.&lt;br /&gt;Eppure l’Italia, ci dicono, ha un avanzo primario (entrate meno uscite, al netto degli interessi sul debito, che non vengono inclusi perché variabili), che nessuno dei paesi del G7 può vantare. Quindi abbiamo un conto economico sano, eppure stiamo rischiando di fallire con conseguenze globali disastrose, perché? Perché gli investitori pensano che tale avanzo sparirà in presenza di una recessione (italiana, europea, mondiale). Il nodo è il rapporto debito/PIL, che per l’Italia è troppo elevato. Tant’è vero che la Gran Bretagna, con un deficit più che doppio rispetto al nostro, riesce a farsi prestare soldi ad un tasso di interesse che è meno di un terzo di quello che paghiamo noi, proprio perché la Gran Bretagna ha un rapporto debito/PIL che è circa la metà del nostro. Siamo dentro un circolo vizioso: più è alto il rapporto debito/PIL, più è necessario tagliare la spesa pubblica, più diventa più difficile evitare una recessione. In presenza di forti tagli alla spesa pubblica la crescita può derivare solo dal settore privato, in altre parole: o da maggiori investimenti, o da maggiori consumi dei cittadini, o da maggiori esportazioni. In una situazione di incertezza economica mondiale è difficile pensare che senza particolari incentivi un imprenditore possa decidere di investire; è più probabile che decida di rendere più efficiente la propria azienda facendo dei tagli. E allora, di fronte alla mancanza di sicurezza del proprio posto di lavoro, le famiglie sono portate a ridurre le spese, piuttosto che incrementare i consumi.&lt;br /&gt;Pertanto è diventato drammaticamente urgente riportare il rapporto debito/PIL intorno al 100% (il livello superato il quale, secondo gli economisti, si entra in zona pericolo). Come abbiamo detto il debito è di 1.843 miliardi, il PIL circa 1500. Immaginiamo quindi di dover predisporre un piano che riduca il debito di 350 miliardi.&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;AUMENTARE IL GETTITO IRPEF NON DAREBBE MOLTO&lt;/span&gt;&amp;nbsp;- Gli italiani sono 60 milioni (di cui solo il 38% lavora). Ogni italiano dovrebbe pagare 162 euro al mese per tre anni. Difficile pensare che sia possibile. Anche aumentare le tasse sui redditi servirebbe a poco. Coloro che dichiarano oltre 100.000 euro, sono lo 0,9% del totale, e sopra i 70.000 euro arriva appena il 2% degli italiani.&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;CI SAREBBE LA STRADA DELLA PATRIMONIALE&lt;/span&gt;&amp;nbsp;- Secondo i dati della Banca d’Italia, la ricchezza in edifici e terreni degli italiani (al netto di passività/relativi debiti) è pari a 8.600 miliardi. Una patrimoniale del 4% del valore produrrebbe quindi un’entrata di cassa straordinaria pari a 344 miliardi. Certo è che, con il valore medio dell’abitazione italiana pari a circa 160.000 euro, ogni famiglia che non ha debiti sulla casa si troverebbe a pagare, in media, almeno 6.400 euro. Ne segue la necessità di diluire nel tempo tale esborso, perché chi ha una casa non necessariamente ha un lavoro o liquidità a disposizione, e comunque sarebbe un ingiusto accanimento su una vasta fetta di popolazione che a fatica è riuscita a pagare l’ultima rata del mutuo. Inoltre questi provvedimenti avrebbero un impatto molto negativo sui consumi ed investimenti dei contribuenti che ne fossero colpiti. La caccia ai grandi evasori è l’obiettivo numero uno, che deve però fare i conti con l’esistenza degli stati canaglia, i tempi lunghi delle procure e delle rogatorie, mentre noi di tempo ne abbiamo poco. Invece si sa che almeno il 20% del PIL è sommerso. Una legge che lo facesse emergere genererebbe entrate allo Stato e farebbe diminuire il nostro debito molto velocemente.&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;L’UNICA VIA È LA TRACCIABILITÀ DEI PAGAMENTI&lt;/span&gt;&amp;nbsp;- Ad oggi solo pagamenti superiori a 2.500 euro devono essere fatti mediante assegno, bonifico, carta di credito, o bancomat. Ben al di sopra della tipica fattura che un privato riceve da un professionista, un commerciante o un artigiano. Abbassare la soglia a 200 euro migliorerebbe un po’ la situazione, ma non troppo. Pensiamo al parrucchiere, al ristoratore, al falegname, al meccanico, al medico, al dentista, all’idraulico, all’estetista, ecc. Una larga parte del PIL. Quali categorie hanno assolutamente bisogno di contante? Lo spacciatore, il tangentista, il riciclatore. Tutte le attività criminali esistono solo grazie all’uso del contante, e non contribuiscono alla ricchezza dello Stato, ma generano un costo in termini sociali, di polizia, di burocrazia, ecc. Anche l’evasione fiscale e l’economia sommersa esistono solo grazie all’uso del contante. Se è vero che negli ultimi decenni si è cominciato a tassare di più quei beni e quelle attività che più costano alla collettività (pensiamo al tabacco, agli alcolici, all’ingresso dell’auto in città), allora esiste anche un principio sulla base del quale si possa tassare chi utilizza il contante, in quanto fattore generante costi e ingiustizia sociale. La tassa potrebbe essere applicata dalle banche in occasione di ogni prelievo e deposito. Tanto per dire, negli Stati Uniti si paga abitualmente il caffè da Starbucks con la carta di credito. Non solo, Starbucks si è attrezzato per accettare anche pagamenti mediante codici a barre che appaiano sul telefonino degli utenti che ne hanno richiesto il servizio. D’altra parte, come si può pretendere che un consumatore, di fronte all’alternativa “120 euro con fattura/ricevuta, oppure 100 senza fattura” scelga di farsi fare la fattura? Se però al consumatore quei 100 euro “costassero” 150 a causa di una tassa sul contante ... a quel punto preferirebbe chiedere la fattura e pagare 120 euro mediante assegno, bonifico, bancomat, ecc.. Se poi il consumatore potesse anche detrarre una percentuale di tali spese dalla propria dichiarazione dei redditi, lo farebbe ancora più volentieri. Anche dal lato degli operatori economici una tassa sul contante vanificherebbe il beneficio dell’evasione fiscale, poiché al momento del versamento in banca, si vedrebbero prelevare una cifra ben superiore a quella che avevano scontato al cliente. Quindi non converrebbe neanche a lui farsi pagare in nero. Certo, il contante si potrebbe sempre mettere in una valigetta e portare all’estero, ma a quel punto ricadiamo nelle norme sull’antiriciclaggio. Con un pagamento totalmente tracciabile nessun operatore economico sano di mente commetterebbe illeciti. Tra l’altro i regolamenti attuativi del trattato di Lisbona prevedono che l’uso del contante possa essere fortemente compresso “purchè si rispetti il principio di proporzionalità”.&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;PROTEGGERE I CETI DEBOLI&lt;/span&gt;&amp;nbsp;- Ovviamente bisognerebbe prevedere che i ceti più penalizzati si ritrovino compensati con una minor tassazione. In poco tempo emergerebbe tutto il sommerso e il nostro PIL potrebbe aumentare del 20%, tranquillizzando gli operatori finanziari; anche perchè le maggiori entrate fiscali andrebbero ad aumentare il nostro avanzo primario e magari si riuscirebbe ad attuare quella riforma fiscale di cui si parla da 20 anni. Consideriamo poi che un maggior utilizzo della moneta elettronica determina lo sviluppo di carte prepagate e quindi una crescita per l’economia. Riducendo la circolazione del contante, con ogni probabilità, sparirebbero anche i furti alle pompe di benzina, alle casse dei supermarket, ai portafogli. E’ chiaro che deve diminuire il costo delle transazioni in considerazione del maggior volume di pagamenti elettronici, come succede negli Stati Uniti. Qualcuno potrebbe dire che questo meccanismo penalizza le fasce di popolazione "meno giovane" o meno prona alla tecnologia, ma se l’Italia salta sono proprio loro che ci rimetteranno di più. E’ peggio vedersi ridurre gli assegni familiari, affrontare un aumento del ticket sanitario, o imparare ad usare un bancomat o una carta di credito? Dobbiamo scegliere fra i mali quello minore. La tassazione del contante può sembrare una misura drastica o utopistica, ma ha il vantaggio di essere rapidamente applicabile e produrrebbe l’effetto di innescare un meccanismo virtuoso a vantaggio di tutti.&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;SOLO UN'UTOPIA?&lt;/span&gt;&amp;nbsp;- Dodici anni fa la Tobin Tax, tassa sulla speculazione finanziaria, era qualcosa che non si poteva nemmeno nominare, oggi è sui tavoli di discussione. E’ evidente che non possiamo aspettare tutto questo tempo, anche perché non è mai successo che un paese del G7 finisse sull’orlo del baratro e non mi risulta esistano modelli a cui riferirsi. In conclusione non intendo proporre soluzioni a prova di critica, ma solo lanciare una discussione su un argomento che approcciato con una mente libera potrebbe offrire un ulteriore strumento per evitare al Paese una brutta fine.&lt;/div&gt;
&lt;div class="footnotes" style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 21px; margin-bottom: 1em; margin-top: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"&gt;
Milena Gabanelli&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-6694831762460714535?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=eHITmOXbc8Y:x1IQ-GiDoew:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=eHITmOXbc8Y:x1IQ-GiDoew:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=eHITmOXbc8Y:x1IQ-GiDoew:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/eHITmOXbc8Y" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-21T21:54:06.109+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/11/fine-del-contante-fine-del-sommerso.html</feedburner:origLink></item><item><title>Grammatica dei contenuti editoriali - Un libro</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/3DBgqnwTTGw/grammatica-dei-contenuti-editoriali-un.html</link><category>editoria</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 02:53:26 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-8191538281080376501</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.apogeonline.com/2011/libri/9788850314157/8850314157.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.apogeonline.com/2011/libri/9788850314157/8850314157.gif" width="128" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
La &lt;a href="http://blog.debiase.com/2011/11/libri---io-editore-tu-rete---s.html"&gt;prefazione di Luca De Biase&lt;/a&gt; al libro&amp;nbsp;"&lt;a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314157/scheda"&gt;Io editore tu rete. Grammatica essenziale per chi produce contenuti&lt;/a&gt;" di Sergio Maistrello.&lt;br /&gt;L'argomento riguarda ovviamente i cambiamenti dell'editoria elettronica, e della forma generale della Cultura per come essa ora vive nei supporti e nei processi digitali.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;"&gt;
Gli editori sono in fermento. Internet sta cambiando radicalmente gli scenari del loro business. La tecnologia digitale sta trasformando i linguaggi espressivi e le filiere produttive. Le condizioni a contorno, nell'epoca della conoscenza, stanno mutando e facendo di ogni azienda, organizzazione, gruppo sociale e singola persona, un soggetto potenzialmente in grado di produrre e distribuire contenuti di valore pubblico. In questo contesto, gli editori vedono contemporaneamente uno scenario di crisi e una situazione densa di nuove opportunità. E la variabile essenziale che li conduce a privilegiare il giudizio ottimistico o pessimistico è la loro capacità di costruirsi una competente visione della situazione. E' probabilmente il primo motivo di interesse per questo libro. Il secondo motivo discende dal fatto che il destino degli editori è importante per tutta l'evoluzione della capacità di generazione culturale delle società.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;"&gt;
La storia dell'editoria moderna parte probabilmente all'inizio del Settecento nel momento in cui la corporazione degli stampatori riesce a ottenere il privilegio per ciascun affiliato di poter essere l'unico a pubblicare il libro di un autore con il quale si è messo d'accordo per la gestione del suo copyright. Tecnologia e diritto sono fin dal principio alla radice del business editoriale. In particolare il controllo della tecnologia di accesso ai contenuti, consentiva agli editori di far valere senza particolari problemi anche il loro diritto allo sfruttamento delle opere. Ma le trasformazioni attuali sembrano aver sottratto agli editori il controllo delle tecnologie strategiche e, di conseguenza, la tenuta del sistema del copyright. La leadership dello sviluppo delle tecnologie per pubblicare e distribuire contenuti sta progressivamente ma inesorabilmente passando alle piattaforme online, ai motori di ricerca, ai servizi di vendita di libri e giornali in rete, alle aziende che producono computer, tablet, cellulari, lettori dedicati alla lettura e così via. In qualunque business, l'impresa che non ha alcun controllo sulla tecnologia fondamentale per lo svolgimento del business rischia di essere marginalizzata.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;"&gt;
L'impresa che non governa la sua tecnologia può superare con successo il rischio di perdere quote di mercato se conserva in qualche modo una relazione privilegiata con il suo pubblico o con i suoi fornitori. E indubbiamente i marchi e le testate aiutano gli editori a resistere nel cuore del pubblico, mentre possono conservare un'attrattiva nei confronti degli autori se riescono a convincerli di essere ancora il miglior interlocutore per generare reddito con il loro lavoro. Ma entrambe le difese sono superabili.&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;"&gt;
La struttura del mercato editoriale sta cambiando radicalmente. Un tempo la scarsità fondamentale era sotto il controllo dell'offerta: ciò che era scarso era lo spazio per la pubblicazione. Oggi, su internet, quello spazio è illimitato, mentre la scarsità fondamentale è sotto il controllo della domanda: ciò che è scarso è, prima di tutto, il tempo e l'attenzione del pubblico. Sicché, nel mercato editoriale, la domanda controlla le fonti del valore mentre l'offerta deve conquistare il suo spazio centimetro per centimetro. Contemporaneamente, nella relazione con il pubblico, gli editori si trovano di fronte nuovi agguerriti competitori, spesso dotati di marchi importanti e meglio posizionati sul piano tecnologico: quelli dei motori di ricerca, quelli dei negozi online, quelli dei produttori di device. Inoltre, molti ex inserzionisti pubblicitari sono partiti alla conquista del tempo e dell'attenzione del pubblico direttamente su internet senza la mediazione degli editori. E del resto, anche per gli autori stanno emergendo molte e interessanti opportuità per valorizzare le loro opere che a loro volta non passano per la mediazione degli editori.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;"&gt;
Il primo capitolo di chiunque operi nel business editoriale diventa la dimostrazione dell'unicità del suo servizio a vantaggio del pubblico. Segue, subito dopo nella scala di priorità, la riconquista di una forma di controllo della tecnologia. E in terza posizione c'è la rigenerazione della sua relazione con gli autori. In tutti i casi si tratta di fare un salto di qualità culturale: le vecchie soluzioni e le inveterate abitudini semplicemente non funzionano più: il salto culturale deve condurre a comprendere non come controllare ma come servire il pubblico, a trasformarsi da passivi fruitori ad attivi innovatori della tecnologia, a passare da rentier del copyright a promotori e valorizzatori dell'accesso alle opere degli autori. Si tratta di salti culturali che, spesso, appaiono troppo alti per gli editori troppo tradizionali. E che quindi favoriscono in certi casi i nuovi entranti nel business.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;"&gt;
Sta di fatto, che il pubblico cerca ancora le funzioni fondamentali che in passato erano svolte solo dagli editori, per scegliere a che cosa dedicare il tempo, per riconoscere autorevolezza e credibilità agli autori, per accedere in modo comodo e a un prezzo giusto alle opere. Le protezioni che favorivano gli editori nello sfruttamento di queste funzioni non ci sono più, ma le funzioni hanno ancora valore. E il riconoscimento di questa opportunità potrebbe rivelarsi la spinta decisiva per gli editori a rinnovarsi profondamente, per sincronizzarsi con la storia attuale e allo scopo di scrivere la storia futura.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-8191538281080376501?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/3DBgqnwTTGw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-21T11:53:26.484+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/11/grammatica-dei-contenuti-editoriali-un.html</feedburner:origLink></item><item><title>Vieni a imparare</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/WMo4_-b5-nw/vieni-imparare.html</link><category>educazione</category><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Tue, 11 Oct 2011 04:53:33 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-3743106126045585227</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
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Un bel po' di lezioni online su&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.oilproject.org/"&gt;http://www.oilproject.org&lt;/a&gt;. Tutte le materie.&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/WMo4_-b5-nw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-11T13:53:33.654+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-DMTiZ2cECFs/R08JO9tL0NI/AAAAAAAAAJs/IvIzrieNuYY/s72-c/DigitalDivide.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/10/vieni-imparare.html</feedburner:origLink></item><item><title>Udine,  un convegno sulla Media Education</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/Q2g7ttaNnSM/udine-un-convegno-sulla-media-education.html</link><category>mediaeducation</category><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Sat, 08 Oct 2011 03:15:22 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-1900497563251752378</guid><description>&lt;a href="http://www.mediaeducationmed.it/images/stories/Convegno-MED-Friuli.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="196" src="http://www.mediaeducationmed.it/images/stories/Convegno-MED-Friuli.gif" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Si terrà il 15 ottobre presso l'Università di Udine il convegno L'urgenza della Media Education in collaborazione col MED Friuli [Facoltà di Scienze della Formazione, via Margreth 3].&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il programma prevede gli interventi di Maria Bortoluzzi (Università di Udine), Serena Zanolla (Università di Udine), Alberto Parola (Università di Torino), Angela Bonomi Castelli (MED). Nel pomeriggio workshop su Fotografia, Videogame, Dispositivi tecnologici mobili, Informazione, Tecnologie e progetti educativi nel territorio.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;Il convegno è aperto a tutti, in particolare a insegnanti, educatori, operatori dei media, studenti, genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scaricare il programma:&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: whitesmoke;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mediaeducationmed.it/component/docman/doc_download/69-brochure-med-udine.html" style="color: #0061a2; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;http://www.mediaeducationmed.it/component/docman/doc_download/69-brochure-med-udine.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: whitesmoke;"&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;
&lt;br /&gt;Per iscriversi:&lt;a href="http://www.mediaeducationmed.it/iscrizioni-convegno-udine-2011.html" style="color: #0061a2; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;http://www.mediaeducationmed.it/iscrizioni-convegno-udine-2011.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-color: initial; border-style: initial; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Fonte: &lt;a href="http://www.altrascuola.it/altranuova/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=515&amp;amp;Itemid=2"&gt;Altrascuola&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-1900497563251752378?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/Q2g7ttaNnSM" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-08T12:15:22.243+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><media:content url="http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~5/6pbQSxI86cc/69-brochure-med-udine.html" fileSize="2136341" type="application/pdf" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle> Si terrà il 15 ottobre presso l'Università di Udine il convegno L'urgenza della Media Education in collaborazione col MED Friuli [Facoltà di Scienze della Formazione, via Margreth 3]. Il programma prevede gli interventi di Maria Bortoluzzi (Università di</itunes:subtitle><itunes:author>NuoviAbitanti</itunes:author><itunes:summary> Si terrà il 15 ottobre presso l'Università di Udine il convegno L'urgenza della Media Education in collaborazione col MED Friuli [Facoltà di Scienze della Formazione, via Margreth 3]. Il programma prevede gli interventi di Maria Bortoluzzi (Università di Udine), Serena Zanolla (Università di Udine), Alberto Parola (Università di Torino), Angela Bonomi Castelli (MED). Nel pomeriggio workshop su Fotografia, Videogame, Dispositivi tecnologici mobili, Informazione, Tecnologie e progetti educativi nel territorio. Il convegno è aperto a tutti, in particolare a insegnanti, educatori, operatori dei media, studenti, genitori. Per scaricare il programma:&amp;nbsp;http://www.mediaeducationmed.it/component/docman/doc_download/69-brochure-med-udine.html Per iscriversi:http://www.mediaeducationmed.it/iscrizioni-convegno-udine-2011.html Fonte: AltrascuolaNuoviAbitanti</itunes:summary><itunes:keywords>friuli,udine,nord,est,ecologia,ecologica,educazione,territorio,tecnologia,tic,ict,blog,italia,italy,scuola,map,abitanza,abitanti,rete,conoscenza,cultura</itunes:keywords><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/10/udine-un-convegno-sulla-media-education.html</feedburner:origLink><enclosure url="http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~5/6pbQSxI86cc/69-brochure-med-udine.html" length="2136341" type="application/pdf" /><feedburner:origEnclosureLink>http://www.mediaeducationmed.it/component/docman/doc_download/69-brochure-med-udine.html</feedburner:origEnclosureLink></item><item><title>Cartografie e narrazioni per la promozione territoriale</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/WERZr8X5yPM/cartografie-e-narrazioni-per-la.html</link><category>comunicazione</category><category>mappa</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Thu, 24 Nov 2011 07:16:14 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-583488500165540874</guid><description>&lt;b&gt;Cartografie e narrazioni per la promozione territoriale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.mexproject.it/media/Images/Dosaip.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="125" src="http://www.mexproject.it/media/Images/Dosaip.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Con i finanziamenti di un progetto europeo Interreg alcune aziende italiane e austriache hanno avviato una collaborazione transfrontaliera per progettare e sviluppare tecnologie innovative per la promozione territoriale. Si tratta di ideare modi nuovi di rappresentare aree geografiche tramite le mappe digitali, cartografie a cui poi vanno necessariamente aggiunti degli "strati" di narrazioni territoriali capaci di comunicare le peculiarità dei Luoghi sia dal punto di vista naturalistico sia da quello antropico, relativo alle tradizioni e alla cultura.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Le narrazioni emergono spontaneamente dalle reti sociali della collettività: le conversazioni sui blog a tematica iperlocale e sui social network, oppure la comunicazione istituzionale di agenzie pubbliche e private per la promozione territoriale grazie a opportuni strumenti di ascolto possono essere aggregate e allestite sulle mappe digitali, le informazioni possono essere organizzate per offrire al potenziale turista/viaggiatore una visione "aumentata" di quel determinato territorio, per suggerire il profumo di un'esperienza originale.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Gli abitanti delle zone geografiche rappresentate sulle mappe digitali beneficerebbero essi stessi di simili strumenti di narrazione multimediale, per come oggidì diventa possibile percepire in modo nuovo i Luoghi dove viviamo, nonché partecipare grazie al web 2.0 alle conversazioni georeferenziate che intrecciandosi costituiscono il tessuto delle narrazioni territoriali. L'uso della mappa come strumento di conoscenza diventa essenziale per la gestione della complessità dei territori.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In realtà ci sono diverse problematiche da affrontare, nella progettazione di simili cartografie "aumentate":&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
1. dal punto di vista tecnico, come vanno utilizzati i dati georeferenziati? Oltre a informazioni fotografiche satellitari o aeree, come possono essere impiegate proficuamente delle rappresentazioni SCHEMATICHE sulle mappe?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
2. va concepito un modello, un design dell'informazione per l'ideazione di format specifici per la comunicazione e le narrazioni territoriali, sostenuto da piattaforme web-based o ambienti social georeferenziati in grado di ospitare i contenuti generati dagli utenti?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
3. come integrare sulle mappe digitali il bottom-up dei viaggiatori (l'insieme delle segnalazioni e dei commenti pubblicati) con la comunicazione top-down istituzionale regionale o locale?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
4. le mappe dovrebbero essere in grado di mostrare (e rendere comprensibile) lo strato "simbolico" dell'abitare di una collettività, allestendo percorsi di lettura e fruizione di esperienze "esistenziali", richiami emozionali e affettivi ai Luoghi, connotazioni del Paesaggio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
5. come rendere esportabile un "pacchetto" di viaggio, del mio viaggio in quel territorio, come un'app che altri possono fruire, o dalla quale possono ricavare informazioni?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
6. in che modo le mappe a finalità turistica possono trarre vantaggio dall'utilizzo sempre più diffuso degli smartphone?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
6. va forse superato il modello di GMaps, ovvero della dislocazione sulla mappa di push-pins, segnalibri o marcatori del tutto simili a quelli che eravamo soliti usare sulle mappe cartacee? In quali altri modi è possibile "navigare" un territorio, allestire la sua ricchezza e peculiarità su una mappa digitale?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DuDXlcDe6sw/Ts5fqrXctEI/AAAAAAAAB0M/7NbB14mP-sk/s1600/logo_interreg_111.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-DuDXlcDe6sw/Ts5fqrXctEI/AAAAAAAAB0M/7NbB14mP-sk/s1600/logo_interreg_111.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Il sito di riferimento del progetto sopradescritto, denominato Mex, è reperibile al seguente indirizzo &lt;a href="http://www.mexproject.it/"&gt;http://www.mexproject.it/http://www.mexproject.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-583488500165540874?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=WERZr8X5yPM:UhWvs-ukG68:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=WERZr8X5yPM:UhWvs-ukG68:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=WERZr8X5yPM:UhWvs-ukG68:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/WERZr8X5yPM" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-24T16:16:14.716+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-DuDXlcDe6sw/Ts5fqrXctEI/AAAAAAAAB0M/7NbB14mP-sk/s72-c/logo_interreg_111.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/cartografie-e-narrazioni-per-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>Abitare la Rete</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/_BuUVze3Y5E/abitare-la-rete.html</link><category>socialweb</category><category>abitanza</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Fri, 23 Sep 2011 00:05:56 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-225878515209429851</guid><description>Massimo Mantellini pone a Sergio Maistrello alcune domande riguardo l'abitare la Rete. &lt;a href="http://eraclito.telecomitaliahub.it/2011/09/lottimismo-della-ragione/"&gt;Originariamente qui&lt;/a&gt;, per la rubrica Eraclito di Mantellini su TelecomItalia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/xqSkjuU62Zw" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-225878515209429851?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/_BuUVze3Y5E" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-23T09:05:56.334+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://img.youtube.com/vi/xqSkjuU62Zw/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/abitare-la-rete.html</feedburner:origLink></item><item><title>Bricks. Ebook e Scuola</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/9WBO1vEWJ5E/bricks-ebook-e-scuola.html</link><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Mon, 12 Sep 2011 05:03:33 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-4866040894822981727</guid><description>Mario Rotta, Marco Guastavigna, Noa Carpignano, Agostino Qudrino, Maria Grazia Fiore, Francesco Leonetti, Paola Limone e molti altri.&lt;br /&gt;
Per chi vuole leggere belle riflessioni riguardo l'ebook e il suo utilizzo scolastico, qui&amp;nbsp;&lt;a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?page_id=1127"&gt;http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?page_id=1127&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-4866040894822981727?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/9WBO1vEWJ5E" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-12T14:03:33.486+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/bricks-ebook-e-scuola.html</feedburner:origLink></item><item><title>ScuolaMia, comunicazione scuola-famiglia</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/bMAD8w8t8es/scuolamia-comunicazione-scuola-famiglia.html</link><category>comunicazione</category><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Sun, 11 Sep 2011 13:13:07 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-3420039962930338266</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="https://scuolamia.pubblica.istruzione.it/s2f-theme/images/home_spot.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="129" src="https://scuolamia.pubblica.istruzione.it/s2f-theme/images/home_spot.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Un nuovo portale governativo per la comunicazione tra le famiglie e le scuole, e tra queste ultime e il Ministero: si chiama ScuolaMia, lo trovate a questo indirizzo&amp;nbsp;http://scuolamia.pubblica.istruzione.it&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sulla carta sembra un buona idea, perlomeno si tratta di una novità della Pubblica Amministrazione scolastica che si rivolge ai genitori, ai cittadini.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mantengo alcune perplessità sulla necessità di centralizzare i servizi informativi offerti presso strutture ministeriali (le scuole devono adeguare i loro canali informativi con l'Amministrazione centrale, utilizzare anche il web pubblico e non solo le loro reti dedicate SISSI, garantire interoperabilità): se l'interfaccia con le famiglie fosse stata implementata - anche con un widget, per dire - sulle homepage dei siti web di ogni singolo istituto scolastico, obbligatoriamente in quanto sito di una PA tenuta per legge a adeguare la propria comunicazione pubblica, si sarebbe potuto innescare la partecipazione diretta dei genitori alla vita della scuola dei figli.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Costruire un'abitudine, portare a frequentare regolarmente il sito della Scuola, stringere i legami, far sviluppare dei sentimenti di appartenenza alla propria comunità educante locale, riflessa e rappresentata nei contenuti e negli strumenti relazionali predisposti sul sito web scolastico. Questo non avverrà, per i genitori che per avere informazioni si rivolgeranno direttamente a ScuolaMia.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sulla carta, dicevamo, sembra una buona idea. Vedremo sul web.&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote style="font-weight: bold; text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;Cos’è e a chi è rivolto&lt;/b&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt;
Il progetto “Servizi scuola-famiglia via web” rientra nell’ambito delle iniziative condivise tra il Ministero&amp;nbsp;dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Dipartimento per la Digitalizzazione della&amp;nbsp;Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Tecnologica.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt;
Obiettivo del progetto è quello di mettere a disposizione strumenti e servizi online volti a favorire la&amp;nbsp;comunicazione tra Scuola e Genitori, semplificare le relazioni amministrative tra famiglie e le istituzioni&amp;nbsp;scolastiche, facilitare la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica dei propri figli attraverso la&amp;nbsp;realizzazione di un insieme di servizi innovativi, tra i quali la pagella digitale, le comunicazioni relative alla&amp;nbsp;vita scolastica degli studenti e ai risultati degli apprendimenti, l’agenda di ricevimento dei docenti, la notifica&amp;nbsp;alle famiglie in tempo reale delle presenze/assenze degli studenti e le comunicazioni scolastiche, erogati in&amp;nbsp;modalità multicanale (tra cui web, e-mail e messaggistica sms).&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt;
Lo strumento che permette di concretizzare tali obiettivi è il “Portale ScuolaMia”, un contenitore all’interno&amp;nbsp;del quale saranno disponibili i servizi “online” che via via saranno implementati.&lt;/blockquote&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-3420039962930338266?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=bMAD8w8t8es:Tj6Y8EQ2m38:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=bMAD8w8t8es:Tj6Y8EQ2m38:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=bMAD8w8t8es:Tj6Y8EQ2m38:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/bMAD8w8t8es" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-11T22:13:07.067+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/scuolamia-comunicazione-scuola-famiglia.html</feedburner:origLink></item><item><title>I piccoli professori fanno grande la scuola</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/9zjQvjE2C6U/i-piccoli-professori-fanno-grande-la.html</link><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Fri, 09 Sep 2011 22:47:52 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-1589493829578433306</guid><description>"LA SCUOLA ha un problema solo. I ragazzi che perde", scrivevano nel 1967 i ragazzi di Barbiana. E davvero non si vede come oggi possa essere diverso. Forseè possibile che la scuola italiana sia in grado di reggere anche gli ultimi tagli di cattedre programmati per i prossimi due anni: 20.000 circa. La metafora è bizzarramente reperita da un' area semantica che potremmo definire sismica. Erisulta sinistra soprattutto perché consegna la scuola al sollievo ambiguo di essere stata per ora risparmiata. Ma la scuola non deve innanzi tutto reggere. Deve accogliere, garantire il diritto all' istruzione, essere luogo di opportunità per tutti. Deve liberare la convulsione dei desideri che abita nei ragazzi che le vengono affidati e farla diventare forza di vita. Il paradosso attuale è che la scuola dell' autonomia ha molti strumenti per diventare quello che deve essere, ovvero un laboratorio di culture, integrazione, equità sociale. Anzi, l' unico attuale laboratorio di integrazione delle diversità, perché alla scuola statale vanno ancora tutti e se funziona come deve qui si impara a costruire la convivenza vera e non una forma di rassegnata o voluta impermeabilità fra culture che vivono l' una accanto all' altra. Non si può, dice Amartya Sen, valutare la bontà di un sistema sociale da come esso "lascia in pace" le persone di diverse culture, ma da come le mette in grado di scegliere liberamente, attraverso l' istruzione e la partecipazione ai progressi sociali e politici, le proprie appartenenze. L' autonomia oggi dà alla scuola gli strumenti per "vedere" i ragazzi uno per uno ("Cara signora, lei di me non ricorderà neppure il nome", iniziava la lettera dei ragazzi di Barbiana all' idealtipo di professoressa tradizionale a cui si rivolgeva), la possibilità di pensare per loro un percorso che li riconosca diversi (la personalizzazione), di prepararli a vivere nel mondo (l' internazionalizzazione), di coltivare le eccellenze (la qualità), di abituarli ai cambiamenti che altrimenti li travolgerebbero (le competenze). Che poi la scuola riesca a fare questo lavoro proprio per ciascuno dei ragazzi che accoglie, è impossibile. E' importante però che lo possa fare quando è più necessario, ovvero per dare un' opportunità a chi arriva svantaggiato e non conosce ancora il suo valore. La scuola non ha la soluzione per ogni vita d' angolo che si presenta in aula, ma impedire alle vite escluse di arrivare nelle aule perché mancano risorse è indecente. La scuola è fatta di persone e risorse. Non si fa scuola nel deserto. Lanciare pietre sugli insegnanti e sulla scuola è facile e gratuito. Distruggere la fiducia è cosa di un momento, poi però quanta fatica ricrearla. Perché bisognerà farlo. Accusare gli studenti di essere ignoranti invece è un non senso. La scuola che provasse fastidio per l' ignoranza degli studenti avrebbe perso se stessa. E la soluzione non è mandare gli studenti ignoranti a lavorare: "Va in officina e spazza. Nelle ore libere segue le mode come un burattino obbediente. Il sabato vaa ballare, la domenica allo stadio" scrivevanoi ragazzi di Barbiana del loro amico Gianni che aveva lasciato la scuola. E oggi si torna a parlare di "classi alte", di scuola che prepara la futura classe dirigente, di scuola che "inculca" (cattivi) valori, ci si ritrova a magnificare una "retorica della fatica" dello studio riservata a pochi. Come se si potesse davvero imparare senza l' interesse e la passione. E poi, oggi, si mette in discussione l' uguaglianza. Certo che l' uguaglianza senza equitàè vuota. E allora ancora si deve parlare di risorse. L' economia della sobrietà dei mezzi è una cosa seria, e che i ragazzi la possano vedere messa in pratica a scuola attraverso un utilizzo pensato delle risorse è importante. Ma da noi si tratta d' altro. Il rapporto annuale Education at a glance 2010 ci dice che tra i Paesi dell' Ocse già siamo penultimi per la spesa generale per l' istruzione, e se considerano anche i sussidi e i prestiti agli studenti siamo proprio ultimi. Sussidi e prestiti sono fra gli strumenti che potrebbero garantire l' equità, che oggi si declina in molti modi ma che al suo grado minimo vuol dire che almeno la scuola non funzioni da moltiplicatore delle differenze sociali. Cosa che invece oggi accade sistematicamente in Italia (fra molti, si possono vedere gli studi di Gabriele Ballarino e Daniele Checchi). Ed è sorprendente che questo non risulti intollerabile alle famiglie. La vita non è altrove. E' nella scuola felicemente contaminata dal mondo e che deve continuare a non aver paura della vita e delle sue differenze. Non ci sono scorciatoie. La scuola costruisce le nostre storie personali e collettive. "La battaglia della letteratura è uno sforzo per uscire fuori dai confini del linguaggio; è dall' orlo estremo del dicibile che essa si protende; è il richiamo di ciò che è fuori del vocabolario che muove la letteratura". Così scriveva Italo Calvino. E così è per la scuola: il richiamo di ciò che è fuori, e cioè il mondo, il suo senso, muove la scuola. Poi i ragazzi e i docenti devono scriverla, la loro storia. Può essere una bella storia. E spesso lo è. (L' autrice ha scritto "La vita accanto" per Einaudi Stile Libero) © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;- MARIAPIA VELADIANO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-1589493829578433306?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=9zjQvjE2C6U:W1fUl4hHYG4:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=9zjQvjE2C6U:W1fUl4hHYG4:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=9zjQvjE2C6U:W1fUl4hHYG4:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/9zjQvjE2C6U" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-10T07:47:52.559+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/i-piccoli-professori-fanno-grande-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>Innovatori Jam 2011</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/bWzcENxcD3o/innovatori-jam-2011.html</link><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Fri, 09 Sep 2011 02:59:34 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-7054419734167153762</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.innovatorijam.it/wp-content/uploads/2011/09/logojamHOME.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="164" src="http://www.innovatorijam.it/wp-content/uploads/2011/09/logojamHOME.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
C'è &lt;a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/09/news/wikicrazia-21416140/"&gt;un articolo interessante di Riccardo Luna su Repubblica&lt;/a&gt;, dove l'ex direttore di Wired elenca i tentativi e le sperimentazioni che negli ultimi mesi hanno riguardato le pratiche italiane e europee di costruire democrazia grazie al web.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Meccanismi comunicativi nuovi, prese di coscienza, piattaforme online per la wikicrazia, Open Data. Partecipazione libera di cittadini che contribuiscono con le idee a migliorare il funzionamento concreto dello Stato, la sua efficienza come macchina amministrativa e la sua efficacia nel provvedere qualità della vita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt;
"... passare dall'e-gov, il governo che si mette in rete per dare servizi; al we-gov, i cittadini che diventano cocreatori delle politiche pubbliche."&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
A un certo punto Luna dice che "non è dai Governi che arriva la wikicrazia". Nell'ultimo paragrafo dell'articolo si legge che "il governo italiano è assente per ora" nella promozione di simili iniziative partecipative, benché attivo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La prima frase, a ben vederla, è un capovolgimento logico, perché sono i Governi che arrivano dalla democrazia. I popoli hanno combattuto per avere sistemi di potere sempre più giusti e adeguati alle esigenze e ai diritti dei singoli e delle collettività: se a esempio mancasse la democrazia, quella forma di governo si chiamerebbe dispotismo. Nella parola wikicrazia è poi esplicitamente contenuto il concetto di "partecipazione paritetica", come condivisione e scambio libero e a tutti accessibile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I Governi possono promuovere la democrazia, confidando nel miglioramento del sistema. Possono affinare gli strumenti dell'amministrazione del territorio, possono studiare il modo per incrementare la circolazione delle informazioni e delle opinioni (come la Scuola, come la libertà di espressione e di stampa). E possono oggi imparare a ascoltare sempre meglio i cittadini, coinvolgendoli attivamente nella produzione di soluzioni e proposte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E' come nel caso degli Open Data: se i governi (Open Government) pubblicassero *tutto*, tutti i dati statistici e tutti gli atti amministrativi etc., i singoli potrebbero utilizzare quei dati per ricavarne delle analisi, degli studi comparativi, perfino delle applicazioni software con cui ottimizzare l'Abitare concreto e quotidiano sul territorio.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Pubblicare i dati sarebbe per i Governi un segnale di apertura alla conversazione, tanto quanto sollecitare la pubblica partecipazione dei cittadini dentro "contenitori di wikicrazia", affinché possano nutrire con idee e contenuti il dibattito pubblico. Perché i contenuti (le idee) sono di tutti, e offrire dei contenitori governativi per ospitare queste idee è una buona idea, se non vogliamo finire a parlare di queste cose su Facebook, che è un luogo privato e commerciale, mentre questi discorsi devono avvenire in piazza e non nei salotti di qualcuno, e le piazze sono pubbliche.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ci sono stati in passato esempi di "call for ideas" governativi. La Riforma Brunetta è stata pubblicata lo scorso anno sui siti istituzionali in forma "provvisoria", sono stati aperti dei forum su cui chiunque poteva intervenire per apportare commenti e suggerimenti, e dopo qualche mese è stata promulgata in maniera definitiva.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sempre per smentire bonariamente Riccardo Luna sull'assenza del Governo italiano nella promozione di "contenitori di wikicrazia", segnalo anche una importante iniziativa che si terrà il 13 e il 14 settembre prossimi, a cura dell'&lt;a href="http://www.aginnovazione.gov.it/"&gt;Agenzia per la diffusione delle tecnologie dell'Innovazione&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'iniziativa si chiama &lt;a href="http://www.innovatorijam.it/cose-jam/"&gt;Innovatori Jam 2011, sul sito&lt;/a&gt; viene descritta come&amp;nbsp;un &lt;i&gt;evento di massa gestito on-line che, attraverso la partecipazione e la collaborazione di migliaia di persone, consente l’emersione e la contemporanea condivisione di idee, valori, best practice e soluzioni ovvero quell’insieme di elementi che costituiscono l’”intelligenza collettiva” di una comunità.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;
Come in una jam session musicale, L'Agenzia governativa (con IBM) mette a disposizione di 20.000 persone una piattaforma online di discussione, dalla partecipazione libera.&lt;br /&gt;Gli argomenti sono stati suddivisi secondo dieci aree tematiche:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;
&lt;br /&gt;1- Innovazione e internazionalizzazione: Italia degli Innovatori&lt;br /&gt;2- Giovani, talento e merito nella ricerca e nell’innovazione&lt;br /&gt;3- Start up, incubatori, venture capital&lt;br /&gt;4- I ranking dell’innovazione&lt;br /&gt;5- Accessibilità, apps e nuovi canali&lt;br /&gt;6- Digital agenda: open data, cloud computing e banda larga&lt;br /&gt;7- e-commerce &amp;amp; e-tourism&lt;br /&gt;8- Il Codice dell’Amministrazione Digitale&lt;br /&gt;9- Informazione e nuovi canali&lt;br /&gt;10- Le Smart Cities del futuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Personalmente curerò in veste di facilitatore le discussioni sull'area di discussione n. 7 (avendo interesse all'innovazione relativa ai sistemi di rappresentazione - cartografia digitale - del territorio) e sull'area 10, sulle Smart Cities. nelle mattine del 13 e del 14 settembre. Magari andrò a sbirciare anche negli altri forum: come NuovoAbitante, sono decisamente curioso.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Per partecipare occorre &lt;a href="http://www.innovatorijam.it/come-partecipare/"&gt;iscriversi&lt;/a&gt;, è gratis; poi il 12 Settembre via e-mail direttamente dai promotori di Innovatori Jam 2011 riceverete tutte le info per contribuire a questa iniziativa.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Su twitter l'hashtag è #ij11.&lt;br /&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-7054419734167153762?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/bWzcENxcD3o" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-09T11:59:34.808+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/innovatori-jam-2011.html</feedburner:origLink></item><item><title>Zygmunt Bauman: la società di bambagia</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/-FbggQNoiPU/zygmunt-bauman-la-societa-di-bambagia.html</link><category>globalizzazione</category><category>comunicazione</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Sat, 03 Sep 2011 02:05:33 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-2518287081567085979</guid><description>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; font-size: 13px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.mentelocale.it/img_contenuti/laura.santini/grandi/zygmunt-bauman.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.mentelocale.it/img_contenuti/laura.santini/grandi/zygmunt-bauman.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
Per quanto possa sembrare straordinario, una delle persone più eminenti intorno all'attualità e al futuro di internet e della rete, con tutti i suoi annessi e connessi per la società in cui viviamo, è un uomo nato nel 1925 a Varsavia:&amp;nbsp;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Zygmunt Bauman&lt;/strong&gt;. Arrivato a Sarzana con un volo Ryanair, Bauman ha incontrato i giornalisti (affiancato dalla traduttrice&amp;nbsp;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Marina Astrologo&lt;/strong&gt;) prima dell'evento che lo vede protagonista in piazza Matteotti alle 21.15, al Festival della Mente, la lectio magistralis dal titolo&amp;nbsp;&lt;em style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Sul concetto di comunità e rete, sui Social Network e Facebook&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
In un confronto&amp;nbsp;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;tra Google e Facebook&lt;/strong&gt;, Bauman trova più intelligente la strategia del Social Network più diffuso e utilizzato nel mondo - accanto a Twitter - perché «Facebook è in grado di studiare il profilo dei suoi utenti a partire da un'analisi degli amici di ogni individuo e non solo dalle preferenze o indicazioni fornite dall'utente».&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
A proposito della valanga quotidiana di informazioni che ci innonda e sempre meno ci aggiorna, Bauman fa un breve cenno a «Quando ero giovane» per ricordare il senso di carenza e prosegue: «Oggi la situazione si è ribaltata. Oggi c'è una fittissima cortina e quella più densa è formata dall'eccesso di informazioni. Secondo recenti dati, un solo numero del New York Times contiene più informazioni di quante potesse raccoglierne nell'intero arco di una vita, una persona di cultura nel Rinascimento. La crescita delle informazione procede a ritmi esponenziali:&amp;nbsp;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;una bruma informativa, per cui vedi ciò che hai a mezzo metro, registri quello che hai vicino ma non riesci a discernere dove stai andando. Da qui deriva l'ignoranza.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Essere ignoranti significa non capire cosa sta succedendo e che cosa accadrà ed&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;essere costantemente scioccati da eventi inattesi&lt;/strong&gt;. Quello che offusca è un&lt;em style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;curtain&lt;/em&gt;: non un telo incolore, piuttosto un qualcosa di dipinto che brulica di immagini e impedisce di vedere e di capire cosa accade».&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Dall'ignoranza all'impotenza dell'essere umano nella società liquida&lt;/strong&gt;, dove la precarietà è un fenomeno quotidiano che colpisce gli individui sul lavoro, all'interno della famiglia e persino nelle relazioni personali. «Nella modernità liquida, che potremmo anche definire&amp;nbsp;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;modernità di bambagia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;se vuoi buttare giù un muro e sferri un pugno, lo colpisci e ti pare che il pugno passi dall'altra parte ma in realtà il muro resta lì e nulla è cambiato. Ecco è questa impossibilità a conseguire un risultato che fa cumulo con l'ignoranza a caratterizzare questo nostro tempo. E ci conducono a continua frustrazioone e inadeguatezza. Continuamente siamo portati a dire: "Non so cosa succededrà, non so cosa farci e quindi sono io che sono inadeguato". Ecco perché la realtà liquida non va intesa come più leggera, al contrario come una sostanza (vedi il mercurio rispetto all'alluminio) che sembra più leggera ma ci dà la sensazione di essere più pesanti, da lì impotenza che diventa impossibilità di dare forme alle cose».&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
Essere soli o parte di una comunità? Queste due dimensioni caratterizzano sempre di più il nostro vivere contemporaneo ma in che misura e perché? «Sono molte le diadi, le coppie e le opposizioni di valori che parlano delle nostre necessità.&amp;nbsp;&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Da un lato cè la voglia di partecipazione, di far parte di una comunità, dall'altra il bisogno di automnomia, per cui detestiamo che altri ci vietino di avere opinioni non conformi.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Eppure, la comunità se non fai quello che ci sia aspetta da te ti mette al bando. Resta vero che gran parte dei nostri sforzi si concentrano a farci identificare come personalità unica, che comunque sia riconosciuta. Perché non c'è gioia o godimento in solitudine assoluta, quindi abbiamo bisogno binomi. Difficile conciliare la lunga lista di binomi che ci caratterizza. Va avanti così da un po' e non vedo come potrebbe cambiare».&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
Ma cosa spinge tutti verso le nuove comunità online? «&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Vedo nostalgia verso qualcosa di saldo duraturo&lt;/strong&gt;. C'è qualcosa che delude? Non so. Fatto sta che il termine comunità era sparito dalle scienze sociali, ora sta tornando».&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
Le nuove comunità sono diventate anche strumenti politici e di rivolta, alla base di sommosse, proteste e campagne referendarie. Ma quale futuro hanno nel discorso politico? «&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;Parlerei di interregno: siamo in una fase di transizione&lt;/strong&gt;, in cui non sappiamo quale sarà il prossimo passo. Detto questo,&lt;strong style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica;"&gt;credo sia estremamente attuale la definizione che di interregno dà Gramsci: i nostri vecchi modi non funzionano più e non sappiamo usare quelli nuovi. Non è proprio la situazione odierna?&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Vi ricordate la carta dei diritti di John Major? I cittadini erano clienti dello stato e come tali fruivano di servizi in modo passivo. Quindi non avevano diritto di partecipare alle decisioni. Ora con la crescente mancanza di comunicazione, tra cittadini e politica, oggi i nostri paesi non sono più in grado di offrire servizi ai cittadini/clienti. Ma c'è stato anche un divorzio tra il potere (abilità di fare le cose) e la politica (capacità di decidere cosa si si dovrebbe fare e cosa evitare). 60 anni fa si credeva politica e potere risiedevano nello stesso posto oggi il potere è emigrato nel ciberspazio ben oltre la portata umana e nessuno stato può più dirsi grande potenza, neppure gli USA. Gli stati sono impotenti e incapaci di distribuire sicurezza e servizi. E tuttavia il web, ottimo strumento per la manifestazione pubblica di questo disagio, come dimostrato dalla primavera araba, non ha ancora prodotto niente che permetta alle persone di creare nuove realtà decisionali. Possiamo rifiutare modelli e strutture (vedi nord africa), ma non sappiamo ancora come crearne di nuove».&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica; text-align: justify;"&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Droid Serif'; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://laspezia.mentelocale.it/33178-zygmunt-bauman/"&gt;http://laspezia.mentelocale.it/33178-zygmunt-bauman/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-2518287081567085979?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=-FbggQNoiPU:hYyCP2Q6Bmg:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=-FbggQNoiPU:hYyCP2Q6Bmg:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=-FbggQNoiPU:hYyCP2Q6Bmg:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/-FbggQNoiPU" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-03T11:05:33.222+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/09/zygmunt-bauman-la-societa-di-bambagia.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il lavoro di domani</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/qFTOtM4gxjY/il-lavoro-di-domani.html</link><category>economia</category><category>cittadinanza digitale</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Fri, 19 Aug 2011 11:20:20 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-2299672015026171515</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'importante compagnia telefonica offre un posto di lavoro, di quelli moderni, di quelli che nessun padre oggi sospetta il figlio potrebbe occuparsi domani, perché si tratta di professionalità nuove, mai viste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quali scuole preparano le persone a affrontare con competenza il mercato lavorativo della Società della Conoscenza? Come rifare la scuola, per adeguarla ai cambiamenti odierni?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;User Experience Manager&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 'manager dell'esperienza-utente' gestisce la valutazione della progettazione centrata-su-l'utente (user-centered design), esegue analisi sull'architettura dei contenuti, agisce come Esperto di Usabilità su progetti online, pianificando, eseguendo e documentando test di usabilità di vario tipo. Avendo come responsabilità massima l'analisi e l'ottimizzazione dei percorsi di navigazione dei fruitori online dentro l'Online Marketplace, lavora a stretto contatto con i manager di Prodotto e di Contenuto aiutando a identificare aree di miglioramento e possibili soluzioni di sviluppo. Cerchiamo una persona con la passione di identificare schemi (patterns) dentro i dati e usare queste informazioni per ridurre i fattori di attrito tra i siti istituzionali di e-commerce e info-commerce della Compagnia, le campagne mediatiche online, gli strumenti di cura digitale (digital caring tools).&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-2299672015026171515?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=qFTOtM4gxjY:DEj852Ikm1w:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=qFTOtM4gxjY:DEj852Ikm1w:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=qFTOtM4gxjY:DEj852Ikm1w:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/qFTOtM4gxjY" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-08-19T20:20:20.887+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/08/il-lavoro-di-domani.html</feedburner:origLink></item><item><title>Curation in classe</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/ifpZUcSgsNI/curation-in-classe.html</link><category>educazione</category><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Thu, 11 Aug 2011 01:51:52 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-1896420588996537810</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-a1gaGKhYhYo/S3LEFrUu65I/AAAAAAAABY8/k3x7iOMZQB0/s1600/GMaps+su+cell+comincia+a+popolarsi+di+buzz" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-a1gaGKhYhYo/S3LEFrUu65I/AAAAAAAABY8/k3x7iOMZQB0/s200/GMaps+su+cell+comincia+a+popolarsi+di+buzz" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La parola &lt;i&gt;curation&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e i &lt;i&gt;content curation tools&lt;/i&gt;, ovvero gli strumenti per la cura dei contenuti, sono tra le novità su web del 2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Semplicemente, la necessità di padroneggiare centinaia o migliaia di flussi informativi, i feed dei blog e delle news e degli Alert, le segnalazioni sui social, ha portato a sviluppare il concetto di aggregazione-pubblicazione delle fonti, proprio mentre nascevano strumenti web-based per ottimizzare il processo di selezione delle notizie e della loro diffusione in altri ambienti sociali digitali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In realtà il processo completo da "ingegnerizzare" è formato dalla catena "ascolto -&amp;gt; aggregazione -&amp;gt; selezione -&amp;gt; reimpaginazione -&amp;gt; ripubblicazione -&amp;gt; feedback".&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A riguardo della curation ho scritto&lt;a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2011/04/13/curation-tool-un-pettine-per-i-flussi-informativi"&gt; qualcosa qui su Apogeonline&lt;/a&gt; tempo fa, e &lt;a href="http://semioblog.blogspot.com/search/label/reputazione"&gt;sul mio blog&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Utilizzando questi strumenti online, avendo sempre in mente come prima regola che il miglior filtro all'information overload è dato dalle nostre cerchie sociali amicali e professionali, è possibile focalizzare e potenziare la ricerca delle informazioni e delle conversazioni che intendiamo seguire in Rete, tarando opportunamente i meccanismi del dispositivo secondo le parole-chiave o i feed su cui intendiamo restare sintonizzati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scoop è uno di questi ambienti online per fare curation: si tratta di scegliere un titolo per l'argomento o topic che si intende trattare, il motore interno aggrega le fonti che corrispondono alle keywords da noi immesse, e per finire una efficiente interfaccia per la selezione delle notizie meritevoli di ripubblicazione da parte nostra permette di impaginare in una sorta di magazine composto dalle nostre segnalazioni. A esempio, qui trovate il mio Scoop dedicato &lt;a href="http://www.scoop.it/t/combing-my-feeds"&gt;all'arte della curation&lt;/a&gt;, qui quello pensato per tutte le notizie riguardo il&lt;a href="http://www.scoop.it/t/netizen"&gt; nostro essere netizen&lt;/a&gt; cittadini della Rete, e qui quello centrato nel riportare conversazioni che ruotano attorno alla &lt;a href="http://www.scoop.it/t/la-reputazione"&gt;tematica della Reputazione online&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio nel curare le fonti attinenti all'utilizzo di &lt;i&gt;content curation tools&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nella didattica scolastica, mi sono imbattuto in due articoli interessanti: uno ospitato proprio sul blog di Scoop.it, intitolato esplicitamente &lt;a href="http://blog.scoop.it/en/2011/03/30/curation-and-education/"&gt;Curation and Education&lt;/a&gt;, l'altro su Mind/Shift,&amp;nbsp;&lt;a href="http://mindshift.kqed.org/2011/08/how-can-web-2-0-curation-tools-be-used-in-the-classroom/"&gt;How Can Web 2.0 Curation Tools Be Used in the Classroom?&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si tratta di utilizzare Scoop per portare la classe a tenere monitorata la trattazione di un particolare argomento. Immaginiamo un insegnante che ogni due giorni tra le attività a cui dedicare venti minuti la mattina apra Scoop su una LIM oppure proiettandolo sullo schermo, e controlli quali sono le ultime notizie (eventi, articoli) riguardo Napoleone o sul Teorema di Pitagora, su un fatto di cronaca o su una tematica di rilievo. Socializzando la&lt;i&gt;&amp;nbsp;curation &lt;/i&gt;nel gruppo classe, nutrirebbe gli allievi di informazioni e di spunti di discussione, mostrerebbe concretamente metodi e criteri di selezione e di pertinenza, permetterebbe un ancoraggio maggiormente contestualizzato delle nozioni apprese, insegnerebbe l'ecologia del web nella riflessione sui Luoghi di ripubblicazione, tipicamente qualche social.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Competenze dell'Abitare, necessarie alla prossima generazione per sapersi orientare nel territorio digitale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-1896420588996537810?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=ifpZUcSgsNI:kKMxvKSPNSI:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=ifpZUcSgsNI:kKMxvKSPNSI:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=ifpZUcSgsNI:kKMxvKSPNSI:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/ifpZUcSgsNI" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-08-11T10:51:52.844+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/-a1gaGKhYhYo/S3LEFrUu65I/AAAAAAAABY8/k3x7iOMZQB0/s72-c/GMaps+su+cell+comincia+a+popolarsi+di+buzz" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/08/curation-in-classe.html</feedburner:origLink></item><item><title>E-partecipation e progetti europei</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/LXd50wMcc0g/e-partecipation-e-progetti-europei.html</link><category>cittadinanza digitale</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Wed, 10 Aug 2011 00:55:22 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-3878403973013185926</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-m0MjsN_0hyo/TkI5W-d0VrI/AAAAAAAAByE/CznGN8tkT_Y/s1600/eparticipation.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://1.bp.blogspot.com/-m0MjsN_0hyo/TkI5W-d0VrI/AAAAAAAAByE/CznGN8tkT_Y/s200/eparticipation.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un brano di &lt;a href="http://www.cottica.net/2011/08/10/il-fiasco-inevitabile-dell-e-participation-unavoidable/"&gt;Alberto Cottica, l'ho preso qui&lt;/a&gt;: il ragionamento comincia valutando la consistenza dell'impegno economico sui progetti europei di promozione della e-partecipation, ne sottolinea l'insostenibilità indagando cause e metodi, e continua mettendo a nudo le&amp;nbsp;inefficienze&amp;nbsp;del sistema delle Pubbliche Amministrazioni, per quanto queste siano &lt;i&gt;costutivamente&lt;/i&gt;&amp;nbsp;inadeguate a proporre innovazioni nel rapporto tra Istituzioni e Cittadini - il difetto è nel manico, si direbbe. Oppure come dice Cottica parlando della burocrazia:&amp;nbsp;"il suo potere discrezionale è molto limitato &lt;i&gt;by design&lt;/i&gt;". E propone un patto di fiducia, su cui concordo. E' dai valori relazionali, dal clima affettivo che si intende instaurare negli ambienti di lavoro che discendono la motivazione, l'enpowerment degli individui e delle organizzazioni, la diversa postura da adottare per poi ottenere risultati visibili e consistenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
___________________&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;h1 style="color: #0033ff; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 18px; font-weight: bold; line-height: 1.3em; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.cottica.net/2011/08/10/il-fiasco-inevitabile-dell-e-participation-unavoidable/" rel="bookmark" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; color: #1a5db6; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;" title="550 euro per un post: il fiasco inevitabile dell’e-participation"&gt;550 euro per un post: il fiasco inevitabile dell’e-participation&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;Pedro Prieto-Martin, ricercatore spagnolo e occasionale commentatore di questo blog,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&lt;a href="http://pep-net.eu/blog/2011/07/28/scratching-where-it-doesnt-itch-time-to-talk-about-eparticipation-and-elephants/comment-page-1/#comment-35320" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; color: #1a5db6; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;"&gt;ha pubblicato un saggio&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&amp;nbsp;in cui fa il punto sull’e-participation in Europa. La sua diagnosi è impietosa:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;li style="line-height: 1.2em; margin-bottom: 1em; margin-left: 1.5em; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;la Commissione Europea è stata il primo motore della disciplina, lanciando diversi programmi di ricerca dedicati.&lt;/li&gt;
&lt;li style="line-height: 1.2em; margin-bottom: 1em; margin-left: 1.5em; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;dal 2000 sono stati finanziati almeno 74 progetti in questa direzione, per un costo totale di circa 187 milioni di euro; una rete di eccellenza per altri 6; e, più tardi, una serie di iniziative di valutazione e di messa in rete delle esperienze fatte. Questo ha consentito l’emersione di una comunità di ricercatori che lavora sul tema.&lt;/li&gt;
&lt;li style="line-height: 1.2em; margin-bottom: 1em; margin-left: 1.5em; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;uno di questi programmi,&amp;nbsp;&lt;a href="http://ec.europa.eu/information_society/activities/egovernment/implementation/prep_action/index_en.htm" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; color: #1a5db6; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;"&gt;eParticipation Preparatory Action&lt;/a&gt;, è stato oggetto di una valutazione sistematica. Progetti finanziati: 20. Costo medio: 715.000 euro. Numero medio di utenti per progetto: 450. Numero medio di contributi user generated (post o firme a petizioni) per progetto: 1300. Costo medio del post o della firma alla petizione per il contribuente europeo: 550 euro.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;La comunità di ricerca sull’eparticipation è riuscita a ignorare questi numeri. Gli studi di valutazione dei progetti della Preparatory Action sono “unanimemente positivi”. Nonostante la richiesta della Commissione di una rigorosa analisi costi-benefici nessuno di questi studi avrebbe mai citato il dato dei 550 euro. E la Commissione stessa ha deciso, se pur con qualche correzione, di continuare sulla stessa strada: la principale differenza tra questa prima generazione di progetti e quella successiva (progetti approvati nel 2009 e 2010) è, secondo il saggio, il budget, che è cresciuto fino a raggiungere la cifra media di 2,8 milioni di euro. Come spiegare un’omissione così clamorosa? Secondo l’autore&lt;/div&gt;&lt;blockquote style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: initial; background-image: url(http://www.cottica.net/wp-content/themes/0816-theme/images/quote.gif); background-origin: initial; background-position: 0% 0%; background-repeat: no-repeat no-repeat; color: #555555; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 0.93em; font-style: italic; line-height: 16px; margin-bottom: 1em; margin-left: 1.5em; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 50px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; width: auto;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Temi di questo tipo sono come il proverbiale elefante nel soggiorno di casa: trattarli è problematico, perché la loro stessa esistenza tende a essere negata a causa della loro complessità e dell’imbarazzo che causano. Il risultato è che non si riesce nemmeno a riconoscere che esistono e a discuterli, figuriamoci a risolverli.&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Prieto-Martin pensa che la ragione della performance insoddisfacente dei progetti di e-participation sia essenzialmente questa: in linea con la tradizione delle politiche europee dell’innovazione, hanno seguito una logica “push”. Questa consiste nel fornire incentivi ai produttori di tecnologie innovative a fornirle a utenti più o meno acquiescenti, nella forma che più conviene ai produttori stessi. E i produttori hanno risposto con entusiasmo; purtroppo – in parte a causa della generosità dei finanziamenti – si trattava di soggetti non molto adatti ad innovare. I “soliti sospetti”: organizzazioni abituate alla progettazione europea, che si muovono bene nelle regole burocratiche di questi programmi. Queste regole sono nate per garantire il buon utilizzo del denaro pubblico ed un’assegnazione imparziale ma – come spiega bene Augusto Pirovano di CriticalCity in&amp;nbsp;&lt;a href="http://youtu.be/RREM8fYv4HY" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; color: #1a5db6; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;"&gt;questo video fulminante&lt;/a&gt;&amp;nbsp;– finiscono per essere escludenti nei confronti delle piccole imprese e associazioni esponenti della società civile, i veri innovatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Prieto-Martin è fortemente critico, e a ragione. D’altra parte non credo che abbia senso incolpare la Commissione Europea per questo fiasco. È una burocrazia weberiana: il suo potere discrezionale è molto limitato&amp;nbsp;&lt;em style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;by design&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&lt;a href="http://goo.gl/vp25D" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; color: #1a5db6; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;"&gt;Come ho già scritto&lt;/a&gt;, tutte le burocrazie faticano molto ad avere rapporti con le comunità in rete: le comunità sono fatte di persone, e vivono nel rapporto tra persone, le burocrazie weberiane agiscono, invece, sulla base di regole standardizzate, che prescindono completamente dall’individualità. Quello che ho scritto in quell’occasione mi convince ancora:&lt;/div&gt;&lt;blockquote style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: initial; background-image: url(http://www.cottica.net/wp-content/themes/0816-theme/images/quote.gif); background-origin: initial; background-position: 0% 0%; background-repeat: no-repeat no-repeat; color: #555555; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 0.93em; font-style: italic; line-height: 16px; margin-bottom: 1em; margin-left: 1.5em; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 50px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; width: auto;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;[...] vedo solo una possibilità: un new deal tra la pubblica amministrazione e le donne e gli uomini che lavorano per essa. Il new deal funziona così: la PA deve dare fiducia e spazio per lavorare ai suoi servitori; e poi valutarne i risultati, premiare chi fa bene e punire chi fa male. Se ci sono abusi, si affronteranno caso per caso: progettare un intero sistema con l’obiettivo di prevenirne i possibili abusi rischia di renderlo rigido e disfunzionale.&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Non sono un giurista, ma non credo proprio che le burocrazie weberiane possano autoriformarsi in questo senso: immagino che per questo ci sia bisogno di una normativa che proviene dall’esterno della burocrazia stessa, cioè dal legislatore. Fino a che questo non avverrà, un certo numero di elefanti accampati in soggiorno sarà inevitabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: arial, georgia, 'times new roman', times, serif; font-size: 13px; line-height: 16px; margin-bottom: 1.1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-3878403973013185926?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=LXd50wMcc0g:EhadGqx8334:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=LXd50wMcc0g:EhadGqx8334:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=LXd50wMcc0g:EhadGqx8334:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/LXd50wMcc0g" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-08-10T09:55:22.965+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-m0MjsN_0hyo/TkI5W-d0VrI/AAAAAAAAByE/CznGN8tkT_Y/s72-c/eparticipation.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/08/e-partecipation-e-progetti-europei.html</feedburner:origLink></item><item><title>Fusione fredda Quali prospettive energetiche dopo la scoperta Rossi-Focardi? Ne discutono lo stesso professore Sergio Focardi, il professore di Fisica</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/z7XeMy9vXa0/fusione-fredda-quali-prospettive.html</link><category>Energia Nucleare</category><category>Fusione a freddo</category><category>energia</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Wed, 13 Jul 2011 21:59:05 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-8120749461919276548</guid><description>Quali prospettive energetiche dopo la scoperta Rossi-Focardi? Ne discutono lo stesso professore Sergio Focardi, il professore di Fisica Francesco Celania, Stefano Borrino della società italiana brevetti insieme ai giornalisti e curatori del blog Petrolio Pietro Cambi e Debora Billi e al giornalista di Rainews Angelo Saso che sull'argomento ha realizzato un'inchiesta. Conduce Maurizio Torrealta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23182"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vedi video 1^ parte&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23181"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vedi video 2^ parte&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-8120749461919276548?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/z7XeMy9vXa0" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-14T06:59:05.484+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/07/fusione-fredda-quali-prospettive.html</feedburner:origLink></item><item><title>Le energie rinnovabili galleggianti di Mario Sanna</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/NcGOVERe5CM/le-energie-rinnovabili-galleggianti-di.html</link><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Thu, 07 Jul 2011 21:05:46 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-3163532078221371180</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Vin9V_S5jFk/ThaCFNiR2DI/AAAAAAAAFMM/IglvOEk84A0/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 254px; height: 198px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Vin9V_S5jFk/ThaCFNiR2DI/AAAAAAAAFMM/IglvOEk84A0/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626827810490406962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una sfida aperta ormai da tempo quella delle energie rinnovabili. Una strada che oggi diventa obbligata dopo la bocciatura del nucleare nel Referendum. Le prime a registrare il cambiamento sono state proprio le aziende del settore 'Green economy' col boom dei loro titoli in borsa. La svolta produrrà effetti non solo finanziari ma anche sul mercato del lavoro e costituirà una spinta decisiva per la ricerca e la nascita di nuove iniziative. Come nel campo dell'eolico che diventerà galleggiante. Un'idea innovativa che sposterà le pale in mezzo al mare liberando territorio, aumentandone la potenza e (aspetto importante) senza fissarle al fondo marino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-3163532078221371180?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=NcGOVERe5CM:Py8-d-7q5UI:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=NcGOVERe5CM:Py8-d-7q5UI:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=NcGOVERe5CM:Py8-d-7q5UI:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/NcGOVERe5CM" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-08T06:05:46.789+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/-Vin9V_S5jFk/ThaCFNiR2DI/AAAAAAAAFMM/IglvOEk84A0/s72-c/images.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/07/le-energie-rinnovabili-galleggianti-di.html</feedburner:origLink></item><item><title>Google - Ecco come funziona</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/FAcZhXh2__8/google-ecco-come-funziona.html</link><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Wed, 06 Jul 2011 13:39:31 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-5614262277338673611</guid><description>&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/nAGswJqftzg?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-5614262277338673611?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=FAcZhXh2__8:g42E4nWQvdY:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=FAcZhXh2__8:g42E4nWQvdY:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=FAcZhXh2__8:g42E4nWQvdY:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/FAcZhXh2__8" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-06T22:39:31.864+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://img.youtube.com/vi/nAGswJqftzg/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/07/google-ecco-come-funziona.html</feedburner:origLink></item><item><title>Andatevene</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/Jxjov8mqR64/andatevene.html</link><category>nuoviabitanti</category><category>cittadinanza digitale</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Tue, 05 Jul 2011 14:00:50 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-7646680330414896839</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è gente vecchia, in giro. Gente vecchia dentro, potrebbero anche avere quarant'anni, ma pensano come si pensava quarant'anni fa. Alcuni di questi occupano posizioni chiave dei settori economici, politici, culturali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per mantenere lo status quo che garantisce loro il potere di decidere le linee di sviluppo della società contemporanea, di decidere delle nostre vite, del nostro benessere individuale e sociale, queste persone possono fare delle leggi statali, stabiliscono politiche per la gestione della cosa pubblica, nutrono scientemente i sistemi di informazione di paccottiglia per imbonirci, di cortine fumogene per plasmare i nostri pensieri, per fare in modo che l'attenzione venga distolta e nemmeno nasca la voglia di farsi troppe domande.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché non è detto che il mondo debba essere per forza così. Potrebbe essere diverso, migliore, se tutti potessimo accedere alle informazioni, alimentare e formare criticamente la nostra opinione sui fatti, se potessimo esprimerla liberamente insieme agli altri, decidendo collettivamente e collaborativamente quali strade intraprendere per il futuro, senza dipendere dalle scelte interessate di pochi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la battaglia odierna per la libertà della Rete, il sistema operativo della Conoscenza umana, il Luogo della memoria e del dialogo interpersonale dei NuoviAbitanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella gente deve sparire rapidamente, è un intralcio per la civiltà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui sotto il discorso di &lt;a href="http://demartin.polito.it/aboutme"&gt;Juan Carlos De Martin&lt;/a&gt; per La Notte della Rete, ripreso da &lt;a href="http://www.mantellini.it/?p=14118"&gt;Mantellini&lt;/a&gt; via &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=8940&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione="&gt;La Stampa&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete: il più grande spazio pubblico della storia. Il sogno REALIZZATO della possibilità di poter permettere a tutti di esprimersi facendosi potenzialmente udire da chiunque al mondo.&amp;nbsp;E senza dar fastidio a nessuno, senza megafoni, senza pioggie di volantini, senza coercizioni o intrusioni di sorta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Semplicemente: Chi vuole parla – chi vuole ascolta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete: il sogno a portata di mano di poter leggere tutti i libri mai scritti, in qualsiasi lingua, non importa quanto minoritaria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete, cioe’, che porta nel 21 secolo – potenziandola – la straordinaria conquista della biblioteca pubblica.&amp;nbsp;La rete che potrebbe far lo stesso per tutta la musica mai composta, le fotografie mai scattate, i film mai fatti, i quadri mai dipinti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete che potrebbe rendere possibili – e in parte già lo fa – nuovi modi di sostenere gli autori, consentendo loro di dedicarsi alla loro arte per il beneficio e la gioia di tutti noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete che potrebbe presto mettere a disposizione quel grande bene comune che sono i risultati della scienza – mettendo sullo stesso piano la giovane ricercatrice africana e il professore di Harvard.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete, straordinaria piattaforma di innovazione, per beneficiare della quale non servono conoscenze o tasche profonde: basta un cervello, un computer e un accesso a internet.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete: di certo grande strumento di mobilitazione sociale. Ma anche strumento, se saremo bravi, per infondere sangue nuovo nelle nostre democrazie anche in fase di governo, per ripensare i partiti politici, per dare sostanza al dialogo tra eletti ed elettori sempre, non solo in occasione delle elezioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete: tutto questo e molto, molto altro ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;L’abbiamo costruita noi, tutti noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Noi ingegneri nelle Universita – Università che tra l’altro farebbero bene a tornare a interessarsi molto piu’ attivamente del benessere della Rete.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Noi amanti delle soluzioni pratiche e del consenso di massima in IETF e in Internet Society.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Tutti noi che l’abbiamo letteralmente popolata di milioni, miliardi di siti – e di migliaia di applicazioni.&amp;nbsp;Che abbiamo creato insieme la più grande enciclopedia della storia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Che abbiamo volontariamente creato un commons di decine di migliaia di software liberi e di miliardi di testi, fotografie, slide, video rilasciati con licenza Creative Commons e altre licenze libere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;La rete: tutto questo e molto altro ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;L’abbiamo costruita tutti noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non i Governi, che se avessero capito per tempo, ci avrebbero senz’altro bloccato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non i grandi poteri economici tradizionali, che se avessero capito per tempo avrebbero provato a comprarci o avrebbero chiesto ai Governi di bloccarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non i poteri mediatici tradizionali, che se avessero capito per tempo avrebbero subito acceso i loro riflettori per attirare l’attenzione di Governi e poteri economici (tranne che in sciagurati paesi come l’Italia dove i tre poteri coincidono).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non i Governi e certi poteri economici che, una volta che Internet c’era, l’hanno trasformata in una gigantesca macchina di sorveglianza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;L’Internet delle enciclopedie, dell’informazione dal basso, di un nuovo discorso pubblico, della mobilitazione orizzontale, eccetera l’abbiamo costruita tutti noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;E spesso nonostante loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Dobbiamo esserne orgogliosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Ora pero’ qualcuno vorrebbero impadronirsi di questo patrimonio collettivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Vorrebbe rendere Internet piu’ docile, piu’ controllabile – in economia, in politica, nella cultura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non fanno più neanche mistero dei loro obiettivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Con l’eG8 di Sarkozy a Parigi sono caduti anche le ultime ipocrisie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Ce l’hanno detto chiaramente, infatti, quasi con arroganza: vorrebbero rimanere a decidere tra di loro, i big boys dell’economia e della politica (e chi li distingue e’ bravo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Vorrebbero decidere loro su cio’ che abbiamo costruito noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;A questo spudorato tentativo di espropriarci dobbiamo rispondere con calma e determinazione: NO.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Non che si possa dire che rifiutiamo il confronto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;O che rifiutiamo la politica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Anzi: abbiamo spesso cercato sia l’uno sia l’altra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Ma, nonostante gli sforzi, abbiamo avuto scarsissimo successo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Si vede che altri interlocutori hanno strumenti di persuasione – come dire? – molto piu’ efficaci dei nostri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Comunque, la nostra offerta di collaborazione è ancora valida:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;uomini del potere tradizionale: deponete la vostra arroganza e ascoltateci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Ascoltate noi: non solo i grandi amministratori delegati delle aziende di Silicon Valley, che non ci rappresentano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Ascoltateci senza pregiudizi, senza slogan, senza agende nascoste.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Per affrontare insieme i problemi – che ci sono – e soprattutto per capire insieme come cogliere le straordinarie opportunità di crescita sociale, culturale ed economica rese possibili dalla Rete.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;Noi – statene certi – saremo all’altezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #999999; font-family: Helvetica, Arial, Helvetica, Geneva, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giusto per completezza, aggiungo qui&lt;a href="http://semioblog.blogspot.com/2007/02/dichiarazione-d-del-cyberspazio.html"&gt; il link alla Dichiarazione d'Indipendenza del Cyberspazio di Barlow, 1996&lt;/a&gt;. Sono almeno quindici anni che raccontiamo il futuro, quindici anni che lottiamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-7646680330414896839?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=Jxjov8mqR64:8IRRxxM4Nx0:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=Jxjov8mqR64:8IRRxxM4Nx0:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=Jxjov8mqR64:8IRRxxM4Nx0:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/Jxjov8mqR64" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-05T23:00:50.751+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/07/andatevene.html</feedburner:origLink></item><item><title>Facebook per genitori</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/lNI1K-TTF1s/facebook-per-genitori.html</link><category>cittadinanza digitale</category><category>educazione</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Sun, 26 Jun 2011 02:25:17 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-6508423314876792475</guid><description>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3083/2738451853_6e0015ef91.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="136" src="http://farm4.static.flickr.com/3083/2738451853_6e0015ef91.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Consiglio vivamente la lettura dell'ebook di Giovanni Boccia Altieri&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"Facebook per genitori"&lt;/strong&gt;, pubblicato da&lt;strong&gt;&amp;nbsp;40K&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;[&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.bookrepublic.it/book/9788865860649-facebook-per-genitori/" rel="nofollow" style="color: #3b5998; cursor: pointer; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;http://www.bookrepublic.it/book/9788865860649-facebook-per-genitori/&lt;/a&gt;&amp;nbsp;]&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Riporto qui di seguito l'appendice del libro, sintesi sul tema in discussione, che condivido pienamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;15 CONSIGLI PRATICI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;di Giovanni Boccia Altieri&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;FATTI UN’IDEA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;1. Accetta il fatto che la presenza dei giovani sui social network è un fenomeno culturale destinato a durare e a espandersi;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;2. Ragiona sulla necessità di capire che la presenza online dei nostri figli sta sviluppando un modo diverso di comunicare tra ragazzi e adulti (genitori, insegnanti, educatori, allenatori, ecc.);&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;3. Tieni conto che non esistono nativi digitali, solo adulti e ragazzi che imparano o non imparano ad abitare la Rete;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;4. Ricorda che la vita in Rete non è qualcosa di diverso dalla vita di tutti i giorni, ma ne è parte importante;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;5. In Rete ci sono dei pericoli. Nella vita quotidiana ci sono dei pericoli. Come genitori dobbiamo insegnare ai nostri figli come abitare il mondo offline e online e impararlo noi per primi;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;6. Riconosci che imparare a stare su Facebook per i ragazzi significa trovare un giusto equilibrio tra tutela della privacy e voglia di esporsi in pubblic;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;COSA DEVI FARE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;7. Se un figlio adolescente decide di aprire un profilo su Facebook discuti con lui/lei le motivazioni che lo portano ad aprirlo e le possibili conseguenze;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;8. Per capire cosa fa tuo figlio in Rete devi starci anche tu: trova i tuoi luoghi di esperienza;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;9. Non chiedere l’amicizia online a tuo figlio. Se proprio vuoi farlo concordalo prima;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;10. Stare in Rete è un’esperienza che riguarda la vita del singolo. Ma trova dei momenti per condividerla con i tuoi figli: naviga qualche volta insieme a loro;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;11. Nelle conversazioni quotidiane parla di quello che succede su Facebook e in Rete a te e tuo figlio: fai in modo che diventi un’abitudine non un’eccezione;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;12. Ascolta i racconti che quotidiani e televisione fanno dei ragazzi su Facebook ma considera anche il punto di vista di chi quegli ambienti li abita: commentali con i tuoi figli o con persone più esperte;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;13. Quando giudichi il comportamento di un adolescente online tieni conto che ti trovi in un contesto diverso che ha le sue regole formali e informali. Per giudicare bene prova a conoscerle;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;14. Quando scopri su Facebook qualcosa di tuo figlio che non ti piace (una foto particolare, un commento sopra le righe, un aggiornamento di status maleducato) prima di giudicare chiedi: meglio fare domande anche scomode che darsi risposte da soli;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;15. Il più potente meccanismo che abbiamo per rendere sicuro lo stare in Rete dei nostri figli è lasciare che imparino loro stessi a prendersi cura della loro sicurezza&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;(da una &lt;a href="http://www.facebook.com/notes/agostino-quadrino/facebook-per-genitori-un-ebook-da-leggere-e-uno-da-commentare/10150207201091735?ref=notif&amp;amp;notif_t=note_tag"&gt;nota&lt;/a&gt; di Agostino Quadrino su Facebook)&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 11px; line-height: 1.5em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-6508423314876792475?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=lNI1K-TTF1s:jx3BZe5Nu1I:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=lNI1K-TTF1s:jx3BZe5Nu1I:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=lNI1K-TTF1s:jx3BZe5Nu1I:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/lNI1K-TTF1s" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-06-26T11:25:17.624+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://farm4.static.flickr.com/3083/2738451853_6e0015ef91_t.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/06/facebook-per-genitori.html</feedburner:origLink></item><item><title>Idee in circolo - un convegno a Bologna</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/4bc-bj12fDE/idee-in-circolo-un-convegno-bologna.html</link><category>socialweb</category><category>eventi</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Tue, 07 Jun 2011 18:02:27 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-3765338749335333578</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.regionedigitale.net/immagini/notizie/idee-in-circolo" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.regionedigitale.net/immagini/notizie/idee-in-circolo" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dar visibilità alla conversazione, far emergere e dialogare le narrazioni che hanno voce nelle comunità territoriali. Muovere partecipazione intrecciando le reti digitali che si formano spontaneamente tra gli abitanti, con finalità civiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questi gli argomenti di un bel &lt;a href="http://www.regionedigitale.net/dallemilia-romagna/notizie-2011/giugno/idee-in-circolo"&gt;convegno a Bologna&lt;/a&gt; il prossimo 17 giugno, ed è anche prevista una diretta web.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-3765338749335333578?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=4bc-bj12fDE:SyRrxerId3s:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=4bc-bj12fDE:SyRrxerId3s:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=4bc-bj12fDE:SyRrxerId3s:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/4bc-bj12fDE" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-06-08T03:02:27.453+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/06/idee-in-circolo-un-convegno-bologna.html</feedburner:origLink></item><item><title>Tecnologie educative, teorie e teorie</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/OHq6y-z1iC8/tecnologie-educative-teorie-e-teorie.html</link><category>educazione</category><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Mon, 06 Jun 2011 04:08:02 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-5911998969735492754</guid><description>Un riflessione di PierCesare &lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/6/6/SCUOLA-Perche-la-generazione-mutante-divide-progressisti-e-conservatori-/183471/"&gt;Rivoltella, su ilSussidiario.net&lt;/a&gt;, riguardo l'annosa questione dei nativi digitali. Anzi, riguardo la retorica con cui questo argomento viene affrontato, e le narrazioni a cui dà luogo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote style="text-align: justify;"&gt;Il racconto di chi, entusiasta, pensa che i “nativi” abbiano una marcia in più, è un racconto di emancipazione. Questo racconto recita: “I giovani, grazie ai nuovi media, sono diversi. Il mondo degli adulti - la scuola in primis - è in ritardo rispetto a loro. Occorre cambiare tutto per intercettare il nuovo”. Al contrario, il racconto di chi, scettico, pensa che i “nativi” non sappiano più dove sta di casa la cultura, è un racconto di conservazione. Questo racconto recita: “I giovani, per colpa dei nuovi media, sono diversi. Il mondo degli adulti - la scuola in primis - detiene ancora per fortuna i contenuti e i valori che loro stanno perdendo. Occorre difenderli per neutralizzare il nuovo”.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-5911998969735492754?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=OHq6y-z1iC8:nAwuQnKjg8Y:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=OHq6y-z1iC8:nAwuQnKjg8Y:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=OHq6y-z1iC8:nAwuQnKjg8Y:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/OHq6y-z1iC8" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-06-06T13:08:02.013+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/06/tecnologie-educative-teorie-e-teorie.html</feedburner:origLink></item><item><title>Visualizzare l'apprendimento</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/k9GdvS2lEmQ/visualizzare-lapprendimento.html</link><category>tablet</category><category>scuola</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Wed, 01 Jun 2011 17:01:54 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-5007014420695181288</guid><description>Indicazioni per insegnanti, e per quelli che amano visualizzare dati e flussi di progettazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un applicativo di questo tipo sui tablet (TUTTI gli studenti devono avere in tasca uno schermo da 7') costituisce uno strumento necessario nell'apprendimento, sia per potenziare l'approccio grafico alla rappresentazione della Conoscenza, sia per la redazione di diagrammi di flusso, mappe concettuali, alberi di contenuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso l'articolo linkato si riferisce a iDesk per iPAd, un'app che costa 4 euro, ce ne sarano molte altre. Ma il concetto in quanto tipo di strumento c'è.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su blog.panorama.it, la recensione di iDeck per iPad&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://a5.mzstatic.com/us/r1000/039/Purple/5a/80/51/mzl.jwkkmama.480x480-75.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://a5.mzstatic.com/us/r1000/039/Purple/5a/80/51/mzl.jwkkmama.480x480-75.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-5007014420695181288?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=k9GdvS2lEmQ:1ubO3zQF3bQ:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=k9GdvS2lEmQ:1ubO3zQF3bQ:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=k9GdvS2lEmQ:1ubO3zQF3bQ:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/k9GdvS2lEmQ" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-06-02T02:01:54.255+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/06/visualizzare-lapprendimento.html</feedburner:origLink></item><item><title>La "parentesi Gutenberg"</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/MnztB2x08xw/la-parentesi-gutenberg.html</link><category>comunicazione</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Fri, 20 May 2011 02:53:57 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-513276937974932197</guid><description>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #2c281f; font-family: Verdana, 'Times New Roman', Times, Georgia, serif; font-size: 11px; line-height: 20px;"&gt;&lt;em&gt;La rivoluzione digitale è letteralmente una rivoluzione: nel senso che non ci porta in un tempo futuro, ma ci riporta al passato, a prima della stampa e del primato del libro come supporto di verità. L’ era della stampa quindi non sarebbe altro che una parentesi, la ‘’parentesi Gutenberg’’ – Lo sostiene un professore di letteratura inglese della University of Southern Denmark –&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;”Ora che la parentesi è chiusa, i giornali dovranno farsi in qualche modo &amp;nbsp;un nuovo &amp;nbsp;posto in questo caos comunicazionale dove è difficile decidere sul livello, lo statuto, il valore del messaggio solo in base alla sua semplice forma. L’ essere stampato non è più una garanzia di verità. E il discorso orale non è più sinonimo di errore. I giornali e la stampa dovranno trovare altri segnali, un altro cammino in mezzo a tutto ciò’’ – Quello che forse, osserva Internetactu.fr, facciamo già riscoprendo una soluzione arcaica: non è il supporto che assicura fiducia, ma l’ interlocutore, colui che ‘’parla’’&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #2c281f; font-family: Verdana, 'Times New Roman', Times, Georgia, serif; font-size: 11px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #2c281f; font-family: Verdana, 'Times New Roman', Times, Georgia, serif; font-size: 11px; line-height: 20px;"&gt;&lt;a href="http://www.lsdi.it/2011/01/09/la-stampa-la-verita-e-la-parentesi-gutenberg/"&gt;Un articolo su LSDI&lt;/a&gt;, un'intervista e riflessioni sparse sulle nuove qualità dell'ecosistema della conoscenza odierno.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-513276937974932197?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=MnztB2x08xw:6INiQ4F19Og:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=MnztB2x08xw:6INiQ4F19Og:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=MnztB2x08xw:6INiQ4F19Og:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/MnztB2x08xw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-05-20T11:53:57.337+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/05/la-parentesi-gutenberg.html</feedburner:origLink></item><item><title>Social teens</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/TZawtj6dlsQ/social-teens.html</link><category>socialweb</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Mon, 18 Apr 2011 11:30:30 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-5454867133918366102</guid><description>(copioincollo un &lt;a href="http://www.vincos.it/2011/04/18/come-i-giovani-usano-i-social-networks-in-europa/"&gt;post di Vincenzo Cosenza&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Come i giovani usano i social networks in Europa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La London School of Economics, nell’ambito del progetto&amp;nbsp;&lt;a href="http://www2.lse.ac.uk/media@lse/research/EUKidsOnline/Home.aspx" style="color: #3399cc; text-decoration: none;"&gt;EU Kids Online&lt;/a&gt;, ha condotto un’interessante survey su un campione di 25.000 giovani di 25 paesi europei.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 22px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo lo studio finale “&lt;a href="http://www2.lse.ac.uk/media@lse/research/EUKidsOnline/ShortSNS.pdf" style="color: #3399cc; text-decoration: none;"&gt;Social Networking, Age and Privacy&lt;/a&gt;”&amp;nbsp;&lt;strong&gt;il 38% di coloro che hanno un’età compresa tra i 9 e i 12 anni usano i social network&lt;/strong&gt;. Un quinto di questi dice di avere un profilo su Facebook anche se, teoricamente, l’età minima d’iscrizione consentita dal servizio è di 13 anni.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nella fascia che va dai 13 ai 16 anni la percentuale d’uso sale al 77%.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facebook è usato da un terzo dei giovani utenti della rete della fascia 9-16 anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia dice di usare i social network il 53% di coloro che hanno tra i 9 e i 16 anni (in particolare il 34% dei 9-12enni e il 74% dei 13-16enni).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si scopre inoltre che i più giovani sono anche i più propensi ad avere un profilo visibile:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;il 29% nella fascia 9-12 anni sceglie di settare il profilo su “pubblico”&lt;/strong&gt;. Un quinto di quelli che hanno il profilo aperto mostrano anche il proprio indirizzo e/o il numero di telefono.&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;strong&gt;L’abilità di destreggiarsi tra le impostazioni della privacy cresce con l’età&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;: dice di sapere come modificarle il 55% di coloro che hanno 11-12 anni e il 78% dei 15-16enni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda il ruolo dei genitori emerge che il 32% non permette ai figli di usare i social network, il 20% li fa usare con una supervisione, il 48% non restringe l’accesso. Nel nostro paese le percentuali sono rispettivamente 41%, 18%, 41%.&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-5454867133918366102?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=TZawtj6dlsQ:BvATwXDzKG4:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=TZawtj6dlsQ:BvATwXDzKG4:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=TZawtj6dlsQ:BvATwXDzKG4:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/TZawtj6dlsQ" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-04-18T20:30:30.889+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><media:content url="http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~5/qyWfj6tljJQ/ShortSNS.pdf" type="application/doc" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>(copioincollo un post di Vincenzo Cosenza) Come i giovani usano i social networks in EuropaLa London School of Economics, nell’ambito del progetto&amp;nbsp;EU Kids Online, ha condotto un’interessante survey su un campione di 25.000 giovani di 25 paesi europei</itunes:subtitle><itunes:author>NuoviAbitanti</itunes:author><itunes:summary>(copioincollo un post di Vincenzo Cosenza) Come i giovani usano i social networks in EuropaLa London School of Economics, nell’ambito del progetto&amp;nbsp;EU Kids Online, ha condotto un’interessante survey su un campione di 25.000 giovani di 25 paesi europei.Secondo lo studio finale “Social Networking, Age and Privacy”&amp;nbsp;il 38% di coloro che hanno un’età compresa tra i 9 e i 12 anni usano i social network. Un quinto di questi dice di avere un profilo su Facebook anche se, teoricamente, l’età minima d’iscrizione consentita dal servizio è di 13 anni.&amp;nbsp;Nella fascia che va dai 13 ai 16 anni la percentuale d’uso sale al 77%.Facebook è usato da un terzo dei giovani utenti della rete della fascia 9-16 anni.In Italia dice di usare i social network il 53% di coloro che hanno tra i 9 e i 16 anni (in particolare il 34% dei 9-12enni e il 74% dei 13-16enni).Si scopre inoltre che i più giovani sono anche i più propensi ad avere un profilo visibile:&amp;nbsp;il 29% nella fascia 9-12 anni sceglie di settare il profilo su “pubblico”. Un quinto di quelli che hanno il profilo aperto mostrano anche il proprio indirizzo e/o il numero di telefono.L’abilità di destreggiarsi tra le impostazioni della privacy cresce con l’età: dice di sapere come modificarle il 55% di coloro che hanno 11-12 anni e il 78% dei 15-16enni.Per quanto riguarda il ruolo dei genitori emerge che il 32% non permette ai figli di usare i social network, il 20% li fa usare con una supervisione, il 48% non restringe l’accesso. Nel nostro paese le percentuali sono rispettivamente 41%, 18%, 41%.NuoviAbitanti</itunes:summary><itunes:keywords>friuli,udine,nord,est,ecologia,ecologica,educazione,territorio,tecnologia,tic,ict,blog,italia,italy,scuola,map,abitanza,abitanti,rete,conoscenza,cultura</itunes:keywords><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/04/social-teens.html</feedburner:origLink><enclosure url="http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~5/qyWfj6tljJQ/ShortSNS.pdf" length="-1" type="application/doc" /><feedburner:origEnclosureLink>http://www2.lse.ac.uk/media@lse/research/EUKidsOnline/ShortSNS.pdf</feedburner:origEnclosureLink></item><item><title>Encyclomedia per la scuola, Eco e il filtraggio</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Nuoviabitanti/~3/Yyx2D0xLE1w/encyclomedia-per-la-scuola-eco-e-il.html</link><category>cittadinanza digitale</category><category>educazione</category><author>nuoviabitanti@gmail.com (NuoviAbitanti)</author><pubDate>Wed, 06 Apr 2011 03:18:01 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2410646629264317956.post-8436225133098284739</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A metà degli anni Novanta vedeva la luce Encyclomedia, l'enciclopedia multimediale su CDrom curata da Umberto Eco. Ogni curatissima uscita editoriale prendeva in considerazione la storia della cultura europea organizzandola secondo criteri temporali (il Cinquecento, il Seicento), conteneva migliaia di voci relative alla filosofia e all'arte e alla letteratura e al pensiero scientifico, ma soprattutto offriva la possibilità di seguire i collegamenti tra idee e autori in modo finalmente ipertestuale, sfruttando &lt;i&gt;thesaurus&lt;/i&gt; di parole-chiave e cronologie interattive: le nuove tecnologie informatiche abilitavano una fruizione radicalmente nuova, un nuovo modello di lettura e studio, dove con pochi click si poteva accedere a tutti i materiali documentali dei vari campi dello scibile inerenti all'argomento che intendevamo approfondire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi Encyclomedia abita sul web. Essendo nata da subito digitale e ipertestuale, non dev'essere stato difficile liberarla dall'ambito angusto del CDrom per lasciarla vivere su queste pagine online, libera di allungarsi e di sgranchire le gambe nello spazio infinito della Rete.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'editore Laterza promuove in questi giorni il progetto Encyclomedia per la Scuola, lo trovate qui http://scuola.encyclomedia.it/.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.laterza.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=415:umberto-eco-encyclomedia-per-la-scuola&amp;amp;catid=40:primopiano&amp;amp;Itemid=101"&gt;Umberto Eco in persona ha presentato il progetto&lt;/a&gt;, dando come al solito magnificamente corpo e parola a quella visione della Cultura dove tutto si tiene con tutto, e i nuovi supporti della Conoscenza permettono appunto di costruire delle enciclopedie (opere intertestuali per definizione) dove concretamente lo studente o lo studioso possono indagare i mille percorsi di lettura che nascono seguendo i collegamenti ipertestuali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi Eco dice una frase che non mi piace: "La scuola dovrebbe insegnare, oltre che grammatica e calcolo, anche una  tecnica di filtraggio, ma una tecnica del filtraggio non esiste, non si  può insegnarla". Il discorso prende le mosse da un classico ragionamento sulla qualità delle fonti disponibili su Web e sui rischi dell'information overload: le persone con una certa competenza &lt;i&gt;critica&lt;/i&gt; nell'analisi delle informazioni disponibili in Rete sono capaci di separare il grano dal loglio, i giovani studenti potrebbero invece incorrere in errori grossolani, se putacaso dovessero svolgere una ricerca sui campi di concentramento nazisti e non sapessero identificare correttamente un sito web che promuove una visione negazionista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, mancherebbero loro le basi culturali generali per essere in grado di far la tara su quanto incontrano navigando, ovvero sui &lt;i&gt;contenuti&lt;/i&gt; pubblicati in Rete, ma soprattutto va visto in loro un deficit di competenze nel saper leggere il &lt;i&gt;contesto&lt;/i&gt; dentro cui quell'informazione (errata, o mistificante) si colloca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eco stesso nell'articolo dice che i ragazzi magari non sono "esperti in niente" sul piano dei contenuti specifici di una materia o argomento, ma probabilmente - qui vi è una concessione all'idea dei &lt;i&gt;nativi digitali&lt;/i&gt;, che sappiamo non significa automaticamente &lt;i&gt;smanettoni&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;abitanti consapevoli della Rete&lt;/i&gt; - possiedono già competenze nella fruizione della Rete superiori a quelle dei loro stessi insegnanti. Velocità, colpo d'occhio, modelli di pensiero desunti da videogames o televisivi che superano i vecchi schemi dell'organizzazione della Conoscenza e del modo di attingervi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quelle competenze riguardano a esempio il &lt;i&gt;saper collocare nel giusto contesto&lt;/i&gt; quanto si incontra navigando, desumendo informazioni para-testuali dal modo stesso con cui l'informazione viene presentata e allestita sulla singola pagina web.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anni di navigazione in Rete costruiscono in noi delle grammatiche che ci aiutano nel disambiguare il messaggio. Dalla grafica utilizzata per arredare quella pagina, allo stile del discorso (refusi, sintassi approssimativa, stilistica) al riconoscimento di una autorialità storicamente rintracciabile all'offerta di link di approfondimento, chi abita in Rete matura nel tempo una sensibilità e specifiche competenze di lettura che lo aiutano a individuare quei contenuti pubblicati che valgono davvero la pena di essere letti o studiati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo si tratta di competenze implicite, che molti di noi possiedono ma &lt;i&gt;non sanno di possedere&lt;/i&gt;, perché non vengono portate in luce da una seria Media Education. Molte volte abbiamo qui scritto di come almeno un paio di generazioni non abbiano avuto, fin dalle scuole di base, nessuna infarinatura riguardo le grammatiche dei massmedia classici, giornali e televisione, quando la maggior parte della nostra formazione personale da decenni passa attraverso questi strumenti. Lo stesso errore gravissimo lo stiamo facendo rispetto alla Cultura Digitale, affrontata dalla Scuola (e spesso male, senza nemmeno il supporto di una buona Cultura Tecnologica) perlopiù come informatica di base e come &lt;i&gt;istruzione&lt;/i&gt; agli applicativi ufficio, senza tenere in considerazione le definizioni e l'analisi delle peculiarità specifiche dei massmedia del nostro tempo, ovvero quell'Internet dentro cui oggi tutto si muove, informazioni e valori di reputazione e di fiducia, aziende e Pubbliche Amministrazioni, giornali online e enciclopedie libere come Wikipedia o commerciali e autoriali come Encyclomedia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I bambini di sei anni vanno a scuola che &lt;i&gt;sanno già parlare&lt;/i&gt;, eppure nessuno pensa di mettere in discussione la necessità di una &lt;i&gt;alfabetizzazione secondaria&lt;/i&gt;, ovvero quelll'esplicitare la grammatica della lingua italiana (l'analisi logica, l'analisi grammaticale) che poi permetterà agli allievi già in terza elementare di maneggiare con maggior potenza e raffinatezza il loro scrivere e il loro esprimersi verbalmente. Oggi ci si esprime sul Web, dentro i social network, si traggono informazioni e punti di vista da centinaia di Luoghi digitali, eppure nelle scuole si compie lo stesso errore fatto con la televione e i giornali: non si parla di cittadinanza digitale e di valori di reputazione, non viene insegnato &lt;i&gt;come funziona&lt;/i&gt; il sistema dei media, non vengono esplicitati i codici grazie a cui già ora noi tutti, ragazzi compresi, troviamo significatività e senso dentro la nuvola tutta dello Scibile umano, che oggi abita nelle infinite connessioni di Internet, come la mente abita il cervello, come il software abita l'hardware (già questo è un modello di pensiero vecchio, prendetelo con le molle).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, io credo che quelle competenze di lettura e di interpretazione relative al web possano e debbano essere esplicitate e formalizzate, al fine di poter essere trasmesse (o suscitate) nelle pratiche scolastiche, come materia di apprendimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' necessario oggi provvedere a studenti e soprattutto agli insegnanti, ancora preda di una certa &lt;i&gt;ingenuità&lt;/i&gt; dinanzi alla Cultura digitale oppure dichiaratamente &lt;i&gt;colpevoli &lt;/i&gt;nella sottovalutazione dell'importanza di quest'ultima, delle grammatiche che li rendano in grado di comprendere appieno la profondità e l'estensione dei contenuti in cui si imbattono navigando in Rete, e soprattutto degli strumenti concettuali che permettano di &lt;i&gt;situare le opinioni e l'informazione in un&lt;/i&gt; &lt;i&gt;contesto&lt;/i&gt;, superando il rischio di essere travolti dall'information overload e di errare nell'attribuzione di valore a quanto vediamo pubblicato, facendo maturare in loro un vero atteggiamento &lt;i&gt;critico&lt;/i&gt; indipendente dall'autorevolezza della fonte che non sia comprovata da una visione sociale (il modello mentale della biblioteca è obsoleto) del web moderno, fatto di relazioni tra persone (il vero filtro contro la fuffa, ma dipende da noi il saperle coltivare nella qualità) e non solo di testi che si richiamano l'un l'altro in un universo scintillante ma scarnificato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altrove provavo a indagare perché la visione di Umberto Eco riguardo il funzionamento concreto delle pratiche umane in Rete sia errata, in quanto fondata su una non perfetta comprensione del web sociale: &lt;a href="http://semioblog.blogspot.com/2010/04/eco-sistema-unopuntozero.html"&gt;qui trovate il link, se volete approfondire il discorso&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/profiles/nuoviabitanti"&gt;NuoviAbitanti&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2410646629264317956-8436225133098284739?l=nuoviabitanti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=Yyx2D0xLE1w:DlhqlGrHK2E:bcOpcFrp8Mo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=bcOpcFrp8Mo" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=Yyx2D0xLE1w:DlhqlGrHK2E:V-t1I-SPZMU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=V-t1I-SPZMU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?a=Yyx2D0xLE1w:DlhqlGrHK2E:63t7Ie-LG7Y"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Nuoviabitanti?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Nuoviabitanti/~4/Yyx2D0xLE1w" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-04-06T12:18:01.904+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://nuoviabitanti.blogspot.com/2011/04/encyclomedia-per-la-scuola-eco-e-il.html</feedburner:origLink></item><copyright>nuoviabitanti.it</copyright><media:credit role="author">NuoviAbitanti</media:credit><media:rating>nonadult</media:rating><media:description type="plain">Abitanza e TecnoTerritorio</media:description></channel></rss>

