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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;AkEDSXszeCp7ImA9WhRUFEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800</id><updated>2012-01-24T15:44:38.580-08:00</updated><category term="poesie" /><category term="odorico" /><category term="vacanze" /><category term="scritto da Valentino Giacomin" /><title>odoricoamico</title><subtitle type="html">diario spirituale di meditazione, cronache e commenti di Odorico Bergamaschi</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://odoricoamico.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://odoricoamico.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>293</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Odoricoamico" /><feedburner:info uri="odoricoamico" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;DU8BRXYzcCp7ImA9WhRUEUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-5106829439645652281</id><published>2012-01-21T15:14:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T15:17:34.888-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-21T15:17:34.888-08:00</app:edited><title>Paolo Trianni Henry Le Saux Un incontro con l’India </title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vo5sx9m1htM/TxtHhS0AsVI/AAAAAAAABmw/aCWmDlW7MlA/s1600/swamiabhishiktananda.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-vo5sx9m1htM/TxtHhS0AsVI/AAAAAAAABmw/aCWmDlW7MlA/s320/swamiabhishiktananda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700228390678737234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Paolo Trianni&lt;br /&gt;Henry Le Saux&lt;br /&gt;Un incontro con l’India&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le grandi spiritualità che hanno cercato l’incontro tra cristianesimo e induismo, Henry Le Saux, Abishiktananda,  è forse tra le più avvincenti perchè più di altri ricercatori egli si è inoltrato oltre le sintesi e le armonizzazioni di un sistema dottrinale la cui suggestione può rivelarsi la sola fascinazione di un bricolage teologico, più di altri si è messo in gioco nell’impresa, al punto che  secondo Raimon Panikkar la stessa  morte di Henry Le Saux è stato l’ esito dell’esperienza spirituale estrema della sua vita, avvenuta nel corso dell’infarto occorsogli il 14 luglio 1973, il risveglio, per il tramite del superamento del proprio  pensiero mentale,-  nell’adualità- advaita  della realizzazione della identità del proprio sé con il Sé divino ( - uno stato spirituale di cui la notte oscura di  San  Giovanni della Croce  è un esito analogo nella religiosità occidentale).&lt;br /&gt;Secondo Paolo Trianni, l’illuminazione cruciale di Henry Le Saux,  che è l’esperienza dello stesso Mistero trinitario della propria interiorità più intima ( “ La Trinità è  il Mistero ultimo di Sé”), è andata oltre la concettualizzazione più conforme al Magistero ecclesiastico di Sagesse hindoue,mystique chrétienne,  l’opera teologica antecedente più autorevole di Abhisiktananda, e rappresenta una verità di fede mistica da incorporare nel cristianesimo, quale sua via nuova,  ma in forme teologiche diverse da quelle in cui la espresse lo stesso Le Saux, nei propri ultimi mesi di vita.  In tali formulazioni  a Paolo Trianni  risulta inaccettabile, in conformità con il proprio cattolicesimo, che la identificazione del proprio sé con il Sé di Cristo, cui Abhisitkananda asserisce di essere pervenuto, l’immedesimazione del suo risveglio con la stessa resurrezione, implichi una negazione della  unicità di Gesù  quale rivelazione del Cristo,  la unicità del Suo essere uomo e Figlio rispetto all’essere uomo e figlio di Dio di ogni  uomo, e che conduca pertanto ad  una ricusazione della necessità della Sua mediazione per giungere ad essere in unità con il Padre- Origine dell’Essere.&lt;br /&gt; Paolo Trianni ritiene  che l’esperienza mistica del risveglio,  in cui Abhishiktananda ha sperimentato advaiticamente -adualisticamente  il “vivere è Cristo” di Paolo, vada senz’altro integrata al cristianesimo ad arricchirne la spiritualità, ma  nelle forme di pensiero indiano del sivaismo khasmiro tantrico di Abhinavagupta, cui sarebbe approdato  l’estremo  Le Saux. In conformità con il cristianesimo tali sistemi teologico-religiosi consentono infatti di pensare il mondo come l’altro da Dio in Dio,  mentre lo precluderebbero le dottrine vedantiche di Shankara, che monisticamente negherebbero l’alterità e la realtà effettiva del mondo rispetto al suo Principio. &lt;br /&gt;Secondo Trianni soprattutto il cristianesimo orientale, particolarmente il pensiero teologico di Gregorio Palamas, - se non di Sergheij Bulgakov, o di Pavel Ekdimov-, nella fede nel mistero di Cristo può recepire una teologizzazione tantrica dell’esperienza  del risveglio di Le Saux, soprattutto in virtù  della concezione di una Sofia o di una Energia  creata che sono  distinte da quella increata,  omeomorficamente a come il sivaismo pensa la Sakti di Shiva,.&lt;br /&gt;In una dimensione cosmica, il  ritorno all’Origine di ogni differenziazione in cui si realizza il risveglio individuale,  altresì può essere interpretato come  l’avvenimento in ogni uomo della cristogenesi  universale della evoluzionismo di Teilhard de Chardin,  che ha un suo corrispettivo hindu  nella fenomenologia dello spirito secondo Aurobindo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Trianni Henry Le Saux Un incontro con l’India , Jaca Book, 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-5106829439645652281?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fro4q_usXzvvka2_47oPGVIyNYA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fro4q_usXzvvka2_47oPGVIyNYA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fro4q_usXzvvka2_47oPGVIyNYA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fro4q_usXzvvka2_47oPGVIyNYA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Odoricoamico/~4/kuPLLuz7e2M" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://odoricoamico.blogspot.com/feeds/5106829439645652281/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1181121641198520800&amp;postID=5106829439645652281&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/5106829439645652281?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/5106829439645652281?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Odoricoamico/~3/kuPLLuz7e2M/paolo-trianni-henry-le-saux-un-incontro.html" title="Paolo Trianni &lt;em&gt;Henry Le Saux Un incontro con l’India &lt;/em&gt;" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-vo5sx9m1htM/TxtHhS0AsVI/AAAAAAAABmw/aCWmDlW7MlA/s72-c/swamiabhishiktananda.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://odoricoamico.blogspot.com/2012/01/paolo-trianni-henry-le-saux-un-incontro.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkEDSXg4eSp7ImA9WhRUFEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-7864072034742242553</id><published>2012-01-19T18:37:00.000-08:00</published><updated>2012-01-24T15:44:38.631-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-24T15:44:38.631-08:00</app:edited><title>Bann Valley Eglogue di Seamus Heaney</title><content type="html">POET:&lt;br /&gt; Bann Valley Eclogue&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicelides Musae, paulo maiora canamus&lt;br /&gt;—VIRGIL, Eclogue IV&lt;br /&gt;Bann Valley Muses, give us a song worth singing,&lt;br /&gt;Something that rises like the curtain in&lt;br /&gt;Those words And it came to pass or In the beginning.&lt;br /&gt;Help me to please my hedge-schoolmaster Virgil&lt;br /&gt;And the child that's due. Maybe, heavens, sing&lt;br /&gt;Better times for her and her generation.&lt;br /&gt;VIRGIL: Here are my words you'll have to find a place for:&lt;br /&gt;Carmen, ordo, nascitur, saeculum, gens.&lt;br /&gt;Their gist in your tongue and province should be clear&lt;br /&gt;Even at this stage. Poetry, order, the times,&lt;br /&gt;The nation, wrong and renewal, then an infant birth&lt;br /&gt;And a flooding away of all the old miasma. &lt;br /&gt;Whatever stains you, you rubbed it into yourselves:&lt;br /&gt;Earth mark, birth mark, mould like the bloodied mould&lt;br /&gt;On Romulus's ditch-back. But when the waters break&lt;br /&gt;Banns stream will overflow, the old markings&lt;br /&gt;Will avail no more to keep east bank from west.&lt;br /&gt;The valley will be washed like the new baby.&lt;br /&gt;POET: Pacatum orbem: your words are too much nearly.&lt;br /&gt;Even "orb" by itself. What on earth could match it?&lt;br /&gt;And then, last month, at noon-eclipse, wind dropped.&lt;br /&gt;A millennial chill, birdless and dark, prepared.&lt;br /&gt;A firstness steadied, a lastness, a born awareness&lt;br /&gt;As name dawned into knowledge: I saw the orb.&lt;br /&gt;VIRGIL: Eclipses won't be for this child. The cool she'll know&lt;br /&gt;Will be the pram hood over her vestal head.&lt;br /&gt;Big dog daisies will get fanked up in the spokes.&lt;br /&gt;She'll lie on summer evenings listening to&lt;br /&gt;A chug and slug going on in the milking parlour.&lt;br /&gt;Let her never hear close gunfire or explosions.&lt;br /&gt;POET: Why do I remember St. Patrick's mornings,&lt;br /&gt;Being sent by my mother to the railway line&lt;br /&gt;For the little trefoil, untouchable almost, the shamrock&lt;br /&gt;With its twining, binding, creepery, tough, thin roots&lt;br /&gt;All over the place, in the stones between the sleepers.&lt;br /&gt;Dew-scales shook off the leaves. Tear-ducts asperging.&lt;br /&gt;Child on the way, it won't be long until&lt;br /&gt;You land among us. Your mother's showing signs,&lt;br /&gt;Out for her sunset walk among big round bales.&lt;br /&gt;Planet earth like a teething ring suspended&lt;br /&gt;Hangs by its world-chain. Your pram waits in the corner.&lt;br /&gt;Cows are let out. They're sluicing the milk-house floor. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’egloga della Ban Valley&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicelides Musae, paulo maiora canamus&lt;br /&gt;—VIRGILIO, Eclogue IV&lt;br /&gt;Poeta&lt;br /&gt;Muse della valle di Bann, donateci&lt;br /&gt;Una poesia degna di canto,&lt;br /&gt;una voce a levarsi come un sipario &lt;br /&gt;In parole quali E fu o In principio&lt;br /&gt;Si che piaccia  al mio maestro rurale, Virgilio,&lt;br /&gt;E alla bimba che ci è data. E che forse,&lt;br /&gt;cieli, io canti tempi migliori &lt;br /&gt;per lei e per la sua generazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIRGILIO&lt;br /&gt; Eccoti le mie parole cui dare luogo:&lt;br /&gt;Carmen, ordo, nascitur, saeculum, gens-&lt;br /&gt;La loro essenza nella tua lingua &lt;br /&gt;E provincia dev’essere chiara&lt;br /&gt;Anche in questo stadio. Poesia, ordine, &lt;br /&gt;Tempi,  nazione, torto e rigenerazione, &lt;br /&gt;Poi  la bimba nata e il deflusso&lt;br /&gt;Di tutto quanto è l’antico miasma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che  vi  macchia,  lo filtrate di dentro.&lt;br /&gt;Traccia di terra,  traccia di nascita,&lt;br /&gt;Terriccio muffito di sangue &lt;br /&gt;Come sul fondo della fossa di Romolo.&lt;br /&gt;Ma quando poi  le acque romperanno&lt;br /&gt;Il torrente Bann tracimerà, né più &lt;br /&gt;Le antiche tracce intercorreranno  &lt;br /&gt;Tra la sponda est  e quella che è a ovest .&lt;br /&gt;Rilavata la valle e la neonata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poeta &lt;br /&gt;Pacatum orbem:  sono eccessive &lt;br /&gt;Le tue parole. Anche lo stesso “orbe”&lt;br /&gt;Che cosa sulla terra gli era comparabile?&lt;br /&gt;E poi, il mese scorso,  all’eclisse diurna,&lt;br /&gt;Cadde il vento, un  millennio gelido,&lt;br /&gt;Nero e senza uccelli la predispose.&lt;br /&gt;Una  quiete primaria , terminale,&lt;br /&gt;Una nata consapevolezza,&lt;br /&gt;come nome ch’è  alba di conoscenza: lo vidi l’”orbe”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Virgilio&lt;br /&gt;Le eclissi non avranno a che fare&lt;br /&gt;Con questa bimba. Non saprà &lt;br /&gt;Che del freddo del mantice della carrozzina&lt;br /&gt;Di sopra la sua testa di vestale.&lt;br /&gt;Alte le camomille  di campo&lt;br /&gt;S’invilupperanno tra i suoi raggi.&lt;br /&gt;Ella riposerà  le sere d’estate &lt;br /&gt;Ascoltando gli sbuffi ed i colpi&lt;br /&gt;Venire su dai locali della mungitura.&lt;br /&gt;Fate che mai lei abbia da sentire &lt;br /&gt;di vicine sparatorie od esplosioni..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poeta&lt;br /&gt;Perché mai io mi ricordo dei mattini &lt;br /&gt;di San  Patrizio, inoltrato da mia madre &lt;br /&gt;ai binari per il piccolo trifoglio,&lt;br /&gt;quasi intoccabile,  il trifoglio &lt;br /&gt;irlandese, con le sue sinuose,&lt;br /&gt;torte, tenaci, sottili radici, &lt;br /&gt;Ovunque sparse  dintorno, fra i sassi&lt;br /&gt; Tra le  traversine, squame di rugiada &lt;br /&gt;Scrollate di dosso dal fogliame&lt;br /&gt; Aspergendo dotti lacrimali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bimba in gestazione, tra non molto&lt;br /&gt;Discenderai tra noi. Tua madre ne mostra &lt;br /&gt;I segni al suo cammino al tramonto&lt;br /&gt;Tra  grandi balle di fieno. Il pianeta terra &lt;br /&gt;come un  dentaruolo sospeso pende&lt;br /&gt; dalla sua catena del mondo. La tua &lt;br /&gt; carrozzina in attesa nell’angolo.&lt;br /&gt;Le vacche sono fatte uscire fuori.&lt;br /&gt;Stanno inondando l’ assito della stalla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ Egloga della Ban Valley di Seamous Haney  esordisce come  una imitazione dell’egloga IV  di Virgilio, ma per il  tramite dell’invocazione alle Muse, l’evocazione da parte  dello stesso Seamus Heaney  dello spirito del poeta latino si risolve in un arrovesciamento del senso della sua egloga quarta. E' lo stesso Virgilio che desiste dal sostenere a oltranza le pretese del poeta irlandese, sul proprio stesso esempio, di elevarsi a poeta civile secolare nazionale,  vaticinante una rigenerazione millenaristica che abbia inizio dalla nova progenienies della nascitura nipote, lo disinserisce da ogni  aspirazione globale, e torna  a farsi umile di tono per ricondurre il poeta irlandese al mondo dei piantamenti più terrestri e delle humilesque myricae, a quel mondo agreste  da cui Virgilio si era distaccato ad oltranza nell’Egloga IV, pur di celebrare i fasti consolari del tempo supremo dell’avvento, con il subentrare della gens aurea di cui è il rampollo originario i bimbo nascituro, al punto da degradare il lavoro dei campi  al peccato originale e originante di una prisca vestigiae fraudis. &lt;br /&gt;Se egli aveva presunto che il bambinello ponesse fine a guerre civili che erano ancestrali quanto lo era Romolo per la romanità, ad attuazione e compimento dell’ordo dell’ultima aetas,  basti al poeta Heaney che la nascitura non oda più le esplosioni e gli spari di ulteriori  guerre civili irlandesi, ed è la rottura delle acque del parto della nipote nascitura, sono le acque che dilavano la stalle,- non  già il lavacro rigeneratore di una tracimazione generale che cancelli ogni confine,  già simboleggiata  dell’esondazione del torrente Bann,  -ciò cui potrà rifarsi per trovare pace, la pienezza effettiva di un orbe che sia adempimento compiuto, ed a cui soltanto, prelude l’eclisse meridiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale mia traduzione commento dell’Egloga di Seamus Haney, è un umile serto in  cui con la mia conclamazione riproposizione della universalità della   musa universale di Virgilio, quale fonte di ispirazione  ancora scaturente in altri tempi, e province, si intrecciano una dedica mortuaria al bucolico Andrea Zanzotto, recentemente scomparso, e un omaggio alla grandezza del poeta irlandese della cui con cittadinanza onoraria mi fregio ammirato a risarcimento della piccineria desolante con cui nell’aula consiliare di Mantova gli  è stato tributato il dovuto riconoscimento, per quanto altamente la sua voce poetica ha ricreato e rinnovato lo spirito di Virgilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanze originariamente pubblicate nel 1999 Traduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanza 2&lt;br /&gt;Eccoti le mie parole cui dare stanza:&lt;br /&gt;Carmen, ordo, nascitur, saeculum, gens-&lt;br /&gt;Ferrea, aurea, scelus, Lucina.&lt;br /&gt;La loro essenza nella tua lingua &lt;br /&gt;E provincia dev’essere chiara&lt;br /&gt;Anche in questo stadio. Poesia, ordine, &lt;br /&gt;Tempi,  nazione, torto e rigenerazione, ferro ed oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanze 3, 4, 5&lt;br /&gt;Prima declinazione, Genere femminile, La romana&lt;br /&gt;Sant'Anna. Ossia casta Lucina, casta&lt;br /&gt;stella della culla. E stella secolare,&lt;br /&gt;il che significa stella del “ saeculum”, luminosa escrescenza &lt;br /&gt;ora grande colmo mese dopo mese, prima che  dilegui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu eri cresciuto sulla terra da cui allontanarono tuo padre.&lt;br /&gt;Tu avevi il suo accento rustico e ben poco da imparare&lt;br /&gt;dei fatti della vita quando recitasti i tuoi primi poemi&lt;br /&gt;ad Ottaviano, sentendo  la lunghezza del verso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come se  ne  traessi  il tuo involucro da una matassa di stoppa&lt;br /&gt;o assumessi una piaga per il tuo tetto di paglia. Tenendo duro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a modo tuo. Pietas e ritegno . Se veterani&lt;br /&gt;spadroneggiavano a casa tua, gli esametri&lt;br /&gt;avrebbero dettato legge in Roma. Ci avresti insegnato&lt;br /&gt;il più moderno modo di educare ragazzi e ragazze. A cavallo &lt;br /&gt; tra elocuzione e d ethos-duchas .&lt;br /&gt;Facce che erano tipi cui una volta &lt;br /&gt;erano giocati tiri con sterco di vacca, &lt;br /&gt;ora spudorati di fronte alla macchina da presa dal vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanza 7 &lt;br /&gt;E poi, l’ultimo mese, nel mezzo del mattino, cadde il vento, &lt;br /&gt;un gelido Averno, senza uccelli e cupo, lo predispose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanza 11&lt;br /&gt;Lo sappiamo, piccola mia, tu dovrai cominciare con un pianto&lt;br /&gt;Tramutatosi  in riso di lì a poco, un incanto per tua madre &lt;br /&gt;Una vita incapace di sorriderle ha avversato la gente &lt;br /&gt;Troppo in lungo e troppo in largo. Ma ora è a te che spetta &lt;br /&gt;Non di essere scalzata  ma di precederci  e condurci,&lt;br /&gt;e,  musa della Valle di Bann, di darci una poesia degna di canto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-7864072034742242553?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jaY2nOCBu1Iz41tD8-X7omG3RQg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jaY2nOCBu1Iz41tD8-X7omG3RQg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Odoricoamico/~4/uakhJONnho4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://odoricoamico.blogspot.com/feeds/7864072034742242553/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1181121641198520800&amp;postID=7864072034742242553&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/7864072034742242553?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/7864072034742242553?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Odoricoamico/~3/uakhJONnho4/bann-valley-eglogue-di-seamus-heaney.html" title="Bann Valley Eglogue di Seamus Heaney" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://odoricoamico.blogspot.com/2012/01/bann-valley-eglogue-di-seamus-heaney.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0IARHczfCp7ImA9WhRVF0g.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-3641875019569259001</id><published>2012-01-16T15:01:00.000-08:00</published><updated>2012-01-16T15:12:25.984-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-16T15:12:25.984-08:00</app:edited><title>Seamus Heaney Glanmore eclogue  Traduzione e commento</title><content type="html">Seamus Heaney&lt;br /&gt;Glanmore Eclogue &lt;br /&gt;Egloga di Glanmore&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;MYLES&lt;br /&gt;A house and ground. And your own bay tree as well&lt;br /&gt;And time to yourself. You’ve landed on your feet.&lt;br /&gt; If you can’t write now, when you will ever write?&lt;br /&gt;  MYLES&lt;br /&gt;Una casa ed un podere. Pure&lt;br /&gt;il tuo alloro personale. E tempo &lt;br /&gt;Per te stesso. Tu sei  per davvero &lt;br /&gt;Caduto in piedi. Se non ora, &lt;br /&gt;Quando mai tu potrai scrivere?&lt;br /&gt;POET&lt;br /&gt;A Woman changed my life. Call her Augusta.&lt;br /&gt;Because  we arrived in August, and from  now on&lt;br /&gt;This month’s baled hay and blackberries and combines &lt;br /&gt;Will spell Augusta’s  bounty POETA&lt;br /&gt;Una Donna ha cambiato la mia vita. &lt;br /&gt;Diamole pure il nome di Augusta&lt;br /&gt;Siamo giunti infatti in Agosto, &lt;br /&gt;E d’ora in poi di tale mese&lt;br /&gt;Balle di fieno e more e mietitrebbia&lt;br /&gt;Proclameranno la bontà di Augusta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MYLES&lt;br /&gt;                            Outsiders own&lt;br /&gt;The country nowadays, but even so&lt;br /&gt;I don’t begrudge you. You’re Augusta’s tenant&lt;br /&gt;And that’s enough. She has every right, &lt;br /&gt;Maybe more right than most, to her quarter acre.&lt;br /&gt;She knows the big glen inside out, and everything&lt;br /&gt;Meliboeus wrote about it,&lt;br /&gt;All the tramps he met tramping the roads&lt;br /&gt;And all he picked up, listening in a loft&lt;br /&gt;To servant girls colloquing in the kitchen.&lt;br /&gt;Talk about changed lives! Those were days-&lt;br /&gt;Land Commissions making tenant owners, &lt;br /&gt;Empire taking note at last too late…&lt;br /&gt;But now with all this money  coming in&lt;br /&gt;And peace being talked up; the boot’s on the other foot.&lt;br /&gt;First it was Meliboeus ‘ people &lt;br /&gt;Went to the wall, now it will be us.&lt;br /&gt;Small farmers here are priced out of the market.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; MYLES&lt;br /&gt;                                  Forestieri ora spadroneggiano &lt;br /&gt;Il paese, ma anche così&lt;br /&gt;Io non te ne voglio. Tu  sei l’affittuario di Augusta&lt;br /&gt;E tanto basti.  A Lei  spetta ogni diritto,&lt;br /&gt;Più diritto forse  che ai più, sul suo quarto d’acro.&lt;br /&gt;Ella conosce la valle in ogni dove,&lt;br /&gt;E tutto quanto ne abbia scritto Melibeo,&lt;br /&gt;Sa di tutti i vagabondi &lt;br /&gt;Che egli ebbe a incontrare vagando &lt;br /&gt;Per le strade, e di  tutto quello &lt;br /&gt;Che venne a sapere,&lt;br /&gt;Stando a sentire da una soffitta&lt;br /&gt;Il chiacchierio in cucina delle servette.&lt;br /&gt; E mi parli di cambiamenti di vita!&lt;br /&gt;Quelli erano giorni!&lt;br /&gt;Le Commissioni Agrarie facevano&lt;br /&gt;I fittavoli proprietari, &lt;br /&gt;L' Impero accertandolo alla fine&lt;br /&gt;Troppo tardi.. . Ma ora con l'afflusso&lt;br /&gt;Di tutto questo denaro, e con tutto&lt;br /&gt;Questo gran parlare di pace, &lt;br /&gt;Le parti si sono invertite . &lt;br /&gt;Prima era la gente di Melibeo &lt;br /&gt;Ad avere la peggio, d’ora in poi &lt;br /&gt;Toccherà a noi.&lt;br /&gt;I piccoli contadini qui sono fatti fuori dal mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; POET&lt;br /&gt;Back to the wall and empty pockets: Meliboeus&lt;br /&gt;Was never happier than when He was on the road&lt;br /&gt;With people on their uppers. Loneliness&lt;br /&gt;Was his passport through the world. Midge- Angels&lt;br /&gt;On the face of water, the first drop before thunder,&lt;br /&gt;A stranger on a wild night , out in the rain falling.&lt;br /&gt;His spirit lives for me in things like that.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   POETA&lt;br /&gt;Spalle al muro e tasche vuote.&lt;br /&gt;Melibeo non è mai stato così felice &lt;br /&gt;Come quando era sulla strada&lt;br /&gt;Con il popolo al verde. La solitudine&lt;br /&gt;Era il suo passaporto per il mondo.&lt;br /&gt;Angeli- moscerino sul volto dell'acqua, &lt;br /&gt;La prima goccia dopo il tuono, &lt;br /&gt;Uno straniero in una notte selvaggia, &lt;br /&gt;Fuori nella pioggia che cade.&lt;br /&gt;Il suo Spirito vive per me &lt;br /&gt;In cose come queste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; MYLES&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Book-learning  is the thing. You’re a lucky man.&lt;br /&gt;No stock to feed, no milking times, no tillage.&lt;br /&gt;Nor blister on your hand nor weather-worries&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   MYLES&lt;br /&gt;L’apprendere libri è l'importante. &lt;br /&gt;Tu sei un uomo davvero fortunato. &lt;br /&gt;Non bestiame da sfamare, non tempi &lt;br /&gt;Di mungitura, non coltivi,&lt;br /&gt;Non vesciche alle mani o ansia &lt;br /&gt;Per come volge il tempo.&lt;br /&gt; POET&lt;br /&gt;Meliboeus would have called me” Mr Honey” POETA&lt;br /&gt;Melibeo mi avrebbe definito “ Signor Miele”&lt;br /&gt;  MYLES&lt;br /&gt;Our old language that Meliboeus learnt&lt;br /&gt;Has lovely songs. What about putting words &lt;br /&gt;On one of them, words that the rest of us&lt;br /&gt;Can understand, and singing is there and now?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  MYLES&lt;br /&gt;Ha meravigliosi canti&lt;br /&gt;La nostra antica lingua &lt;br /&gt;Che Melibeo apprese .Che ne diresti &lt;br /&gt;Di apporre parole ad uno di essi,  &lt;br /&gt;Parole che  fra di noi i rimanenti &lt;br /&gt;Possano comprendere, e cantare qui ed ora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POET&lt;br /&gt;I have this summer song for the  glen and  you&lt;br /&gt; POETA&lt;br /&gt;Ho in serbo questo canto d'estate&lt;br /&gt;Per voi e per la valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Early summer, cuckoo cuckoos,&lt;br /&gt;Welcome, summer, is what he sings.&lt;br /&gt;Heather  breathes on soft bog-pillows.&lt;br /&gt;Bog-cotton bows to moorland wind.&lt;br /&gt; Giovane estate, il cuculo cucùlia,&lt;br /&gt;Benvenuta, estate, è quanto canta.&lt;br /&gt;L’erica respira su soffici cuscini di torba.&lt;br /&gt;L’erioforo s’inchina al vento di brughiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The deer’s hearth skips a beat; he startles.&lt;br /&gt;The sea’tide fills, it rests, it runs.&lt;br /&gt;Season of the drowsy ocean.&lt;br /&gt;Tufts of yellow-blossoming whins.&lt;br /&gt; Il cuore del cervo salta un battito, trasale.&lt;br /&gt;La marea si gonfia, sta sospesa, si riversa.&lt;br /&gt;Stagione dell’assopito oceano.&lt;br /&gt;Ciuffi giallo-fiorescenti di ginestra spinosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bogbanks shine like ravens’ wings.&lt;br /&gt;The cuckoo keeps on calling  Welcome.&lt;br /&gt;The speckled  fish jumps;  and the strong&lt;br /&gt;Warrior is up and running.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Banchi di torba brillano come ali di corvi.&lt;br /&gt;Il cuculo seguita il saluto.&lt;br /&gt;Balza il pesce screziato. E il forte guerriero&lt;br /&gt;Sorge di corsa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A little nippy chirpy fellow&lt;br /&gt;Hits the highest note there is;&lt;br /&gt;The lark sings on his clear tidings.&lt;br /&gt;Summer, shimmer, perfect days. Un tipetto agile gaio &lt;br /&gt;Raggiunge la nota più alta che ci sia.&lt;br /&gt;L’allodola dispiega nel canto la sua chiara novella. &lt;br /&gt;Estate, estasi, giorni perfetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commento&lt;br /&gt;Sul modello dell’Egloga prima di Virgilio, nella Glanmore Eclogue il “ Poeta” esprime la  gratitudine di Seamus Heaney  per colei , Ann  Sedlemeyer, criptata sotto il senhal di Augusta, che nel 1972 gli ha permesso di trarsi in salvo dalla  guerra civile nell’Ulster e che così felicemente gli ha cambiato la vita, consentendogli, quale “inner émigré”, di disporre in Glanmore, nel County Wicklow, Repubblica d’Irlanda, di una casa, di un podere, e del tempo libero per i suoi ozi letterari, - analogamente a come nella prima delle Bucoliche il vecchio contadino Titiro  può essere ben grato ad Augusto della libertà conquistata e di avere conservato i terreni e le greggi . Al contempo il Poeta  manifesta l’”ansia creativa” (I. Twiddy pg.58) che in S. Heaney è stata ingenerata dall’apprensione che tale fortuna debiliti la sua voce poetica, mentre il distacco da ogni agio ha  propiziato la felicità e la grandezza spirituale di Melibeo-poeta. Se nell’ Egloga prima  virgiliana Melibeo è il contadino del vicinato che a differenza del poeta è stato costretto a subire la perdita dei propri campi e ad emigrare lontano, l’interlocutore che incarna il destino sconsolante che ha evitato Titiro-Virgilio, nella Glanmore Eglogue Melibeo è invece la terza persona di un artista di cui  parlano il Poeta e il contadino Myles. .Sotto l’ammanto del senhal virgiliano,  in realtà egli corrisponde alla figura ideale del drammaturgo John Millington Synge,(1871 1909)- a certificare l’immedesimazione  Heaney  ne cita il verso “out in the rain falling.”,  Egli fu già proprietario dello stesso cottage in Glanmore, e secondo il Poeta raggiunse l’acme artistico quando si distaccò dal proprio milieu borghese per condividere la vita dei poveri vagabondi nella stessa valle di Glanmore, errando girovago per l’Europa continentale, in Francia, Germania, Italia.&lt;br /&gt;Myles è a sua volta un contadino indigeno di Glanmore che ha subito un impoverimento crescente a seguito degli afflussi di capitale straniero nell’Irlanda pacificata,  - e forse è così denominato per richiamare Milesius, il mitico capostipite della stirpe gaelica irlandese ( I.Twiddy pg. 58).Per sopravvivere egli non può sottrarsi al duro lavoro dei campi , benché al tempo dei rivolgimenti precedenti sia subentrato come proprietario nei propri terreni. Egli dà voce alla coscienza sociale “benedicente” la fortuna e il privilegio di Seamus Heaney ,  che da  Myles- come Titiro dal contadino Melibeo virgiliano-  riceve l’invito a godere dello stato presente e a farlo fruttare, anziché arrovellarsi nel senso di colpa di essere un salvato rispetto ai sommersi,  di poter aver tradito le proprie responsabilità ed il proprio impegno civile lasciando  Belfast. Dal contadino di Glanmore il Poeta riceve l’esortazione ulteriore ad avvalersi piuttosto della buona sorte che gli è toccata per incrementare le sue letture formative, ed intanto, ne è sollecitato a che dia letizia agli sventurati sociali con un canto che risalga alla lingua stessa degli oppressi d’Irlanda, il gaelico,- la stessa, che su consiglio di Yeats, nel suo soggiorno  nelle isole Aran  apprese Melibeo- John Millington Synge-,  un invito che il Poeta coglie al volo, esaltando le possibilità del gaelico di esprimere la vita e il paesaggio della terra di Irlanda nella sua pienezza estatica, oltre le sventure degli “shocking times”. Nell’esito altissimo dell’ assolo finale, avviene la riconciliazione espressiva delle disposizioni d’animo e delle forme di coscienza del poeta ed uomo Seamus Heaney   , a conclusione di un Egloga lo splendore del cui pensiero poetante è ben più che un lusus letterario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia minima&lt;br /&gt;Roberto Nassi, &lt;br /&gt;Attualizzazioni novecentesche del genere bucolico I casi di Zanzotto e Heaney&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Iain Twiddy,&lt;br /&gt;Seamus Heaney’s Versions of Pastoral&lt;br /&gt;Essays in Criticism, Volume 56, Number 1, January 2006, pp.&lt;br /&gt;50-71 (Article)&lt;br /&gt;Published by Oxford University Press&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;  1)Tale senhal , attribuitole in virtù del mese in cui il poeta ha iniziato a beneficiare della sua munificenza, la riconduce al “Deus” Ottaviano Augusto benefattore di Virgilio-Titiro nella prima Egloga delle Bucoliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  2)Che Virgilio nell’Egloga prima si tramuti, sotto le  sembianze di Titiro, nel donatario di un affrancamento che con la conservazione dei terreni su cui Titiro lavorava come servo gli consente più conforto ed interessamento economico, e che non alluda ad una riassegnazione di terreni confiscatigli, come ottenne in effetti,  può avere favorito l’immedesimazione di Heaney con Titiro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)  Melibeo  vi assume la stessa funzione che ha  Menalca nell’Egloga nona di Virgilio, la cui traduzione in Electric Light costituisce con la Glanmore Eclogue l’anta precedente di un dittico.   Al pari di Melibeo-poeta anche Menalca, infatti, rappresenta  l’alto destino  poetico che Heaney teme che gli sia precluso , perché a differenza di Menalca non ritrova più la propria voce poetica per lo sconvolgimento dei tempi, nelle circostanze antecedenti evocate nella sua versione dell’egloga nona.&lt;br /&gt; 4) Tale afflusso di capitale straniero, che espropria i contadini delle loro terre perché non possono sostenerne la concorrenza, è quanto nelle vicissitudini storiche della Glanmore Eclogue corrisponde alla situazione civile dei propri tempi evocata da Virgilio nella prima Egloga, per cui  “undique totis/ usque adeo turbatur agris”, ( versi 11-12), al punto  che “Impius  haec tam culta novalia miles habebit,  barbarus has segetes? …( versi 70-71 e seguenti), come Melibeo deplora e si lamenta sconsolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 5) Le sue parole “but even so/ I don’t begrudge You.” riprendono evidentemente il “ non equidem invideo, miror magis: “ di Melibeo nell’Egloga prima, verso 11.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Scrive magnificamente Roberto Nassi, in Attualizzazioni novecentesche del genere bucolico  I casi Zanzotto ed Heaney &lt;br /&gt;“La canzone che il Poeta dedica alla valle e ai suoi abitanti è un inno festante a un&lt;br /&gt;paesaggio irlandese pressoché senza tempo. Le cadenze pentametriche ed esametriche&lt;br /&gt;della prima parte dell’ecloga lasciano il posto a un tetrametro (o octosyllable) dal fitto impasto fonico, in stretto intreccio di ritmi trocaici e giambici (Per rendere l’allegria ritmica delle quartine ho optato nella traduzione per lo sviluppo per lo più in quattro tempi del piede trisillabico con ictus centrale di ascendenza palazzeschiana e a ritmicità pascoliane soprattutto dei Canti di Castelvecchio.  ): l’opposizione metrica non è solo un fatto formale ma la manifestazione di una rivincita a una conquista simile a quella operata dalla lingua e cultura anglosassone ai danni della gaelica e a quella degli imperi finanziari sull’azienda agricola a conduzione familiare. Nella sua History of English Prosody George Saintsbury scriveva ( Sidney Burris, The Poetry of Resistance, Ohio Univ. Press, Athens, 1990, p. 33)&lt;br /&gt;“The decasyllabe, although, as we have seen, an early if not frequent or regular product of the&lt;br /&gt;imposition of foot-scansion on English language, was […] a very late comer to any considerable&lt;br /&gt;extent. […] The octosyllable, on the other hand, was of the most ancient house of distinctively&lt;br /&gt;English – that is Middle English – poetry. It had shown itself, struggling, but holding its own, at&lt;br /&gt;the very birth thereof […]”&lt;br /&gt;E l’‘ottosillabo’ è proprio uno dei versi più usati da Clare, un poeta particolarmente apprezzato da Heaney per la capacità di conciliare convenzione letteraria (d’impronta pastorale) e attenzione ai vivi problemi della comunità sociale del suo tempo, di cui Heaney stesso ebbe a scrivere, confrontando la sua poesia con quella di Duck e&lt;br /&gt;Crabbe&lt;br /&gt;“It was the unique achievement of John Clare to make vocal the regional and particular (Gifts of Rain (Doni di Pioggia, in Wintering out ), to achieve a buoyant and authentic lyric utterance at the meeting-point between social realism and&lt;br /&gt;conventional romanticism.”&lt;br /&gt;Il peana alla valle d’Irlanda, intessuto della “clicking tongue”( Cfr. Follower in Death of a Naturalist)del padre, celebra il ritorno possibile di “ciò che giace al fondo” (della memoria e della storia ai confini col mito) e l’ecloga nel suo complesso è un esempio di un incontro felice di “social realism” e “conventional romanticism”, al quale ultimo, peraltro, si badi, è demandato– perfettamente fuso nei tratti convenzionali – il più forte segnale di identità, visivo e&lt;br /&gt;acustico, dell’Irish Landscape e per così dire, ricordando Hopkins, dell’Irish Inscape.&lt;br /&gt;Del resto l’attenzione e l’amore di Heaney per l’aspetto melico della poesia (una melica&lt;br /&gt;anche attraversata da movimenti sincopati e tonalità “gutturali”) è testimoniata da&lt;br /&gt;buona parte dei suoi versi. E c’è qualcosa di virgiliano in questo amore, in questa fede&lt;br /&gt;che “la melodia sciolga l’ansia” e che “un nuovo ritmo, dopo tutto, sia una nuova vita&lt;br /&gt;data al mondo, una resurrezione non solo dell’orecchio ma delle sorgenti dell’essere” S. Heaney, The Government of the Tongue: The 1986 T.S. Eliot Memorial Lectures and Other Critical Writings, Faber and Faber, London, 1988, p. 121.nota 63 dello scritto di Nassi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7)Di Roberto Nassi si riporta  la traduzione della Glanmore Eclogue che figura nel saggio citato&lt;br /&gt;MYLES&lt;br /&gt;Una casa, una terra. Un alloro personale perfino.&lt;br /&gt;E tempo per te. Nato con la camicia che sei.&lt;br /&gt;Se non puoi adesso, quando mai scriverai?&lt;br /&gt;POETA&lt;br /&gt;Una donna mi ha cambiato la vita. Chiamala Augusta&lt;br /&gt;perché siamo arrivati in agosto e d’ora innanzi&lt;br /&gt;balle di fieno more mietitrebbia agostani&lt;br /&gt;Segno saranno della sua munificenza.&lt;br /&gt;MYLES&lt;br /&gt;Oggi la terra ce l’hanno i forestieri, ma tu&lt;br /&gt;sei ospite di Augusta e mi basta. Non ce l’ho con te.&lt;br /&gt;Lei ha ogni diritto, forse più di ogni altro,&lt;br /&gt;sul suo quarto di acro. Conosce palmo a palmo&lt;br /&gt;la grande valle, e quel che Melibeo su di lei ha scritto,&lt;br /&gt;i vagabondi che ha incontrato girovagando per le strade&lt;br /&gt;e tutti quelli che raccoglieva, ascoltando da un sottotetto&lt;br /&gt;le domestiche che si fanno confidenze in cucina.&lt;br /&gt;Parlo di altre vite! Quelli erano tempi –&lt;br /&gt;Le Commissioni per le terre che fanno i mezzadri proprietari,&lt;br /&gt;l’impero che se ne avvisa quando è tardi…&lt;br /&gt;Ma ora con tutti questi soldi che arrivano&lt;br /&gt;e questo sbandierar di pace, la scarpa è sul piede sbagliato.&lt;br /&gt;Prima era la gente di Melibeo che veniva&lt;br /&gt;messa al muro, ora tocca a noi. Il mercato&lt;br /&gt;li  strozza i piccoli agricoltori di qui.&lt;br /&gt;POETA&lt;br /&gt;Spalle al muro e tasche vuote: Melibeo&lt;br /&gt;non fu mai più felice di quando vagava&lt;br /&gt;Con i poveri diavoli. Solitudine&lt;br /&gt;era il suo passaporto per il mondo.&lt;br /&gt;Angeli-moscerino a pelo d’acqua,&lt;br /&gt;la prima goccia avanti il tuono, uno straniero&lt;br /&gt;in una notte selvaggia, fuori alla pioggia che scroscia.&lt;br /&gt;In queste cose ritrovo il suo spirito.&lt;br /&gt;MYLES&lt;br /&gt;Poter studiare, questo è il punto. Sei un uomo fortunato.&lt;br /&gt;Niente bestie da nutrire, niente tempi di mungitura o di aratura,&lt;br /&gt;niente calli sulle mani o preoccupazioni per le bizze del tempo.&lt;br /&gt;POETA&lt;br /&gt;Melibeo mi avrebbe soprannominato “Signor Dolcezza”.&lt;br /&gt;MYLES&lt;br /&gt;Il nostro vecchio parlare che Melibeo ha imparato&lt;br /&gt;ha belle canzoni. Perché non metterci in una parole,&lt;br /&gt;parole che tutti possiamo capire, e cantarla qui ora?&lt;br /&gt;POETA&lt;br /&gt;Ho questa canzone, per voi e per la valle:&lt;br /&gt;Estate recente, canta il cucùlo,&lt;br /&gt;Salute, estate dice il suo canto.&lt;br /&gt;In molli cuscini palustri respira&lt;br /&gt;L’erica e al vento s’inchina il cotone&lt;br /&gt;Il cuore del cervo ribatte. Trasale.&lt;br /&gt;La marea si stende, poi corre, si posa.&lt;br /&gt;Stagione d’oceano assonnato.&lt;br /&gt;Ciuffi di giallo ginestre fiorite.&lt;br /&gt;Come ali di corvo lucenti palude e le rive.&lt;br /&gt;Il cucùlo non cessa il suo canto: Salute..&lt;br /&gt;Guizza e si tuffa il pesce screziato;&lt;br /&gt;E il forte guerriero è già in piedi che corre.&lt;br /&gt;Una piccola lesta gioviale compagna&lt;br /&gt;Tocca la nota più alta che c’è;&lt;br /&gt;l’allodola strilla brillii di notizie.&lt;br /&gt;Estate di luce gloria dei giorni.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-3641875019569259001?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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di Seamus Heaney Traduzione" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://odoricoamico.blogspot.com/2011/12/dalla-glanmore-eclogue-di-seamus-heaney.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkQNRHozfyp7ImA9WhRWFUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-4732981161634367053</id><published>2011-12-30T15:57:00.000-08:00</published><updated>2012-01-02T07:33:15.487-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-02T07:33:15.487-08:00</app:edited><title>nell'imminenza del Capodanno</title><content type="html">“Kallu, e in India?”&lt;br /&gt;“Now my hotel is full”&lt;br /&gt;Peccato, che eccettuato un gruppo di francesi, si tratti di sud-coreani, che  non gli consentono alcun margine di guadagno in forma di mance o di commissioni.&lt;br /&gt;Nell’attesa del mio arrivo in India,se non avesse turisti da far pervenire in hotel  con i quali  raggranellare rupie ed intrattenersi a parlare, con loro standosene la sera intorno al fuoco acceso nel cortile dell'hotel, ora che in Khajuraho fa così freddo, la vita per Kailash si farebbe  vuota quali le sue stanze d’albergo.&lt;br /&gt;Prima di Natale era avvilito che solo sei stanze  fossero occupate.&lt;br /&gt;“E  domani tutto l’hotel è vuoto… Mi sento male per questo”.&lt;br /&gt;Di nuovo di malumore con il padrone dell'hotel, meditava di trasferirsi all' Agraseen Restaurant.&lt;br /&gt;" Ora so il 90% di quello che avevo da imparare in cucina", spiando di nascosto  i segreti degli ingredienti, dei dosaggi e delle cotture dei cibi, Kailash aveva oramai raggiunto lo scopo che voleva farmi credere che fosse l'arcano del suo spirito di sopportazione di ogni angheria che aveva patita prestando servizio in quel'hotel, che pure era tra i preferiri dei visitatori di Khajuraho, secondo i travelersnet works, ed al primo affronto ulteriore poteva oramai lasciarlo come e quando voleva, &lt;br /&gt;Ma per Natale, con mia felice sorpresa, l’ho raggiunto al telefono che grazie a una turista della clientela prestigiosa dello stesso hotel era in viaggio da ore, divertito, addirittura in prossimità di Bhopal, con la ricca  signora americana, assai avanti negli anni, ancor più grassa e claudicante di me, che l’aveva voluto al suo seguito sull’auto che aveva noleggiato  per visitare Sanchi.&lt;br /&gt;Ma  più che ai monumenti, agli stupa o torana, era interessata alla campagna intorno, alle coltivazioni e agli animali al pascolo o che intralciavano il traffico.&lt;br /&gt;In Bhopal gli ha offerto di dormire in un hotel a cinque stelle,  ma il mio amico ha rifiutato  per  alloggiare con l’autista in un albergo economico, accanto al Richa Hotel dove eravamo stati con i nostri bambini l’estate scorsa, per recarci a visitare Bimbetka, Sanchi e Vidisha.&lt;br /&gt;L’indomani erano risaliti in giornata  fino ad Orcha, da dove sono ripartiti già la mattina seguente per Khajuraho, la signora americana non poteva intrattenersi più a lungo nel  Bundelkand, il giorno dopo aveva un volo per Delhi.&lt;br /&gt;Prima di lasciarlo, ha ripagato Kailash di duemila rupie.&lt;br /&gt;Anche se nella sua voce tradiva una delusione nelle sue aspettative- al padrone d’hotel, in acquisti vari, l'american lady aveva lasciato oltre cinquanta mila rupie-, il mio amico sapeva che doveva sentirsi soddisfatto.&lt;br /&gt;La signora gli aveva offerto ancor più che i pasti e l’alloggio durante il viaggio nei migliori hotel,  stima e considerazione e un  assoluto rispetto.&lt;br /&gt;“ Con lei potevo parlare anche di paroupkara… E lo so, che con lei ed ogni altro turista devo fare tutto per il mio "good Karma"”.&lt;br /&gt;Se invita ospiti a casa ora ha più consapevolezza che non deve attendersi nulla. Gli ho fatto intendere in tal senso, rifacendomi a me stesso, come sia disdicevole, per un ospite, retribuire chi ti offre di condividere il suo stesso cibo.&lt;br /&gt;E domani, grazie alla sua rettitudine, potrà prendersi un congedo e festeggiare l'ultimo dell’anno al ristorante con tutti i quanti i nostri piccoli, talmente, lavorando duramente e onestamente, se non si è guadagnato alcuna  maggiorazione della sua infima paga,  ha acquisito il riguardo e l’apprezzamento del suo padrone, che non si attenta di certo ad alzare più la voce nei suoi confronti, ed in lui più che in ogni altro che sia alle sue dipendenze ripone fiducia.&lt;br /&gt;E’a Kailash che egli si è rivolto da Delhi, dov’era per affari o per le sue vicissitudini sentimentali, al fine di  sapere dell’andamento dell’hotel in sua assenza.&lt;br /&gt;“ Erano le undici del mattino, e nessuno aveva fatto ancora niente, tutti gli altri lavorano in hotel solo per denaro…”&lt;br /&gt;Kailash si è rivolto il mese scorso anche  al suo antico padrone ch’è il suocero di quello attuale, perché con la sua autorevolezza intervenisse a rimetterlo in carreggiata, quando gli è parso di non potere consentire oltre che costui, distolto dal sesso, stesse lasciando andare in malora gestione ed affari  dell’ albergo in cui lavora per una bazzecola.&lt;br /&gt;“And Our Family?”&lt;br /&gt;“ All tik-è”&lt;br /&gt;Stanno bene, tutti quanti, solo Ajay ha un problema, lieve, di arrossamento degli occhi. &lt;br /&gt;Mi sono limitato a  dirgli quanto dobbiamo averli nel cuore, i nostri bambini, ripromettendogli, quando sarò da loro, di non fare mancare  a tutti quanti un viaggetto in tuc tuc ogni giorno, nei  vicini villaggi che sono talmente belli.&lt;br /&gt;Come allineando pietra dopo pietra nell’edificare il negozio (che ha  lasciato alla cura dei bambini e del padre come un gioco dimesso), ora  conducendo un turista dopo l’altro in hotel e standosene in loro compagnia, sento, ed è ciò che più importa, che la sua mente continua a evitare il ricordo cui l’espone  un’ eccessiva frequentazione domestica. Da cui ogni notte al suo incombere di nuovo, chiedo al sonno di distaccarmi  quanto prima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato l’ultimo sabato  del luglio scorso, che  nei confronti di Kailash ho commesso la crudeltà che più mi è imperdonabile, di cui non comprendo come Dio possa mai perdonarmi.&lt;br /&gt;Da quasi un mese mi ritrovavo in India,  e tranne che con i nostri bambini a  Bimbetka, Sanchi e Vidisha, non avevo potuto ancora recarmi in alcun dove,  pur di portare a termine e di poter aprire il negozio che Kailash aveva voluto erigere nel suo villaggio, in mia assenza  senza riuscire ad andare avanti  nei lavori. Sapevo delle difficoltà intercorse, la penuria d’acqua, per cementificare, ch’era durata lunghe settimane, poi al sopraggiungere anzitempo dei monsoni, le difficoltà di  utilizzare la sabbia impregnatasi d’acqua, ma  erano passati  quattro mesi dall’inizio dei lavori al mio arrivo in India,  e mi ero ritrovato davanti solo il fabbricato informe di un vano ricoperto di un soffitto, con ancora il pavimento da gittare, ripiani e mensole da incrementare,  le aperture da ridurre a finestre per  evitare  l’accesso dei ladri, la saracinesca da montare …&lt;br /&gt;“ Ora capisco che devo affrettare i lavori...” ancora a giugno  mi aveva confessato al telefono, alla mia ennesima sollecitazione a che riprendesse i lavori dopo l’ennesima interruzione,per i motivi più sconvolgenti o sconcertanti.&lt;br /&gt;E anche quel sabato mattina era accaduto l'ulteriore arresto, quando come gli altri  muratori che si erano già succeduti, si era reso irreperibile anche quello che si era impegnato a continuare i lavori solo la sera prima,  per recarsi a Jatashankar per una puja, nella ricorrenza di un Shiva Day, mentre gli altri "karighar" erano dei dalit che da un giorno all’altro si erano dileguati per precipitarsi a lavorare in Delhi.&lt;br /&gt;E  dunque mi toccava di differire  alla settimana seguente  il mio viaggio a Goa o Hyderabad, Bijapur, Bidar, da cui avrei dovuto anticipare il rientro per  l’acquisto delle merci del negozio che Kailash non aveva ancora intrapreso senza di me, e procedere con lui all’allestimento dell’arredamento e all’apertura del negozio, quando non mancavano che due settimane alla mia partenza dall’India. &lt;br /&gt;Ciò che più mi esasperava, facendomi intimamente adirare  con Kailash, era che per lui fosse ovvio che così fossi costretto a destinare e a sacrificare a quel  negozio tutto il mio  essere, le mie vacanze con i miei itinerari e i miei disegni culturali, che non si facesse scrupolo che dovessi seguirlo nelllo spaccio di  piastrelle per acquistargli il rivestimento interno, con figure di divinità e motivi simbolici della fede hindu, dal fabbro ferraio per caricare  finalmente la saracinesca nel suo giusto formato, fare ritorno nella vicina Chandnagar per acquistare  con l’aiutante, che era venuto al nostro seguito, lo sgrassatore e i bulloni che servivano per fare scorrere  le ferramenta della saracinesca nella loro inserzione (guida).&lt;br /&gt;In Chandnaghar già mi ero spazientito al cospetto dei bambini, quando ci eravamo fermati al suo incrocio una prima volta, e avevo raggiunto Kailash, lungo la strada, mentre in tuc tuc era di ritorno dalla dhaba, poco distante, in cui si era rifornito di cibo- dalhi e chilly panir-, senza ancora avvertire quanto già sobbollissi.&lt;br /&gt;Il dukan, il solito dukan, non ero venuto in India solo per il dukan!&lt;br /&gt;Kailash era al mio fianco mentre montavamo la saracinesca insieme con gli altri, e soddisfatto dell’esito, non avvertiva quanto in tutto il mio essergli servizievole fossi provocatorio&lt;br /&gt;" Happy, I' m happy quando mi trovo insieme ad indiani al lavoro, che non sanno solo dormire ...."&lt;br /&gt;( versione espunta: mentre il conducente del tuc tuc  stava recandoci dalla dabha il dhali e il chilly panir che avremmo consumato insieme,  ed io  tramavo di dentro di fargliela pagare, appena fosse stato il momento…&lt;br /&gt;Che si è presentato di lì a poco, quando sopraggiunto  il conducente con il  cibo  impacchettato,) &lt;br /&gt;Finita l'opera, Kailash (l’)ha imbandito il cibo d'asporto che proveniva dalla dhaba, approntando un charpai presso la soglia della stalla adiacente delle nostre bufale, e me lo ha porto  sorridendomi al mio sopraggiungere.&lt;br /&gt;“ Sorry,  but  I m too much sad.  I ll go  on foot to Khajuraho” gli ho soggiunto livido (smorto) in volto. &lt;br /&gt;E  l’ho lasciato annichilito, per  incamminarmi nella sera attraverso il villaggio fino a casa sua, ad oltre dieci chilometri di distanza.&lt;br /&gt;Sua madre, sulle soglie della casa  parentale, mi ha  visto stupita ma non mi sono arrestato, ho solo accennato un saluto seguitando oltre nel cammino, indifferente agli abitanti dei villaggio e ai loro commenti, mentre al volgere al tramonto mai l’ India mi era parsa così struggente e bella, al rientro delle genti e degli armenti dalla giungla e dei campi, come la vedevo defilarsi  ora che sentivo che staccandomi definitivamente da Kailash, stavo lasciandovi tutto per sempre…&lt;br /&gt;Oltre i talab e le risaie, ero già nei pressi della casa della nonna di Kailash, quando una voce in cui ho creduto di avvertire il nostro Sumit, d’improvviso  mi ha risvegliato dicendomi “ E come pensi che Kailash stia ora reagendo? Non pensi che non si stia disperando? Sai come può comportarsi, come tu gli hai insegnato ad autodistruggersi.... C’è anche il pozzo lì accanto in cui potrebbe essersi gettato…”&lt;br /&gt;Mi sono affrettato a ritornare sgomento sui miei passi, in un villaggio che ritrovavo sempre più muto (ammutolito) quanto più mi avvicinavo al nostro negozio, in prossimità del quale, dove confluiscono le vie che vi recano, al suo limitare,   vedevo la gente radunata inerte,  e oltre la cerchia ritrovavo Kailash che smaniava, disperato, trattenuto a stento su di una sedia.&lt;br /&gt;Mi inginocchiavo ai suoi piedi, lo cingevo tra le mie braccia e gli chiedevo perdono, perdono di tutto quanto, se avesse avuto ancora modo di perdonarmi, di accettarmi ancora come suo amico.&lt;br /&gt;La sua furia disperata avvinghiava la maglietta che gli piaceva tanto e la dilacerava,  si raccoglieva nel mio abbraccio e si quietava.&lt;br /&gt;Quella notte egli mi avrebbe raggiunto e  l’avrei ritrovato nel mio stesso letto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-4732981161634367053?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Non credo certo che bastino per valorizzare l'acqua la sensibilizzazione o le cognizioni della geo-politica, tanto meno  normative, o istruzioni per l uso o corsi di addestramento, avvisi ai naviganti o a chi si è appena messo in circolazione….&lt;br /&gt;Ad ogni modo nell' atmosfera culturale virtuosa che si prefigura, tra politica e tecnica  deve sussistere un’osmosi. Seguito ad essere dell’opinione  filosofico -“religiosa”, che politica e tecnica vadano distinte ma che al tempo stesso siano inseparabili ed irrisolvibili l‘ una nell’altra, che non si possa ridurre un discorso politico ad un discorso meramente tecnico- il tecnicismo- o il discorso tecnico a un discorso meramente politico- il politicismo.-, “ le scelte sono comunque ineludibili”-In tal senso non intendo sostituire una narrazione generale od un  mito rigeneratore alle competenze specifiche che servono . Perché mai, in tale contesto,  la politica, o l’amministrazione civica, non dovrbbero avvalersi delle competenze tecnico scientifiche formatesi nell’ambito privato? Seguito comunque a restare dell’idea che l’acqua, a differenza dell’industria agroalimentare, o dell’energia (?),  sia una risorsa  la cui gestione è incompatibile con il profitto privato- per i costi ed il controllo dei territori di scorrimento che sono richiesti da un suo uso finalizzato al bene comune. Non parlo per preclusioni ideologiche, suppongo. Ed il semplice tecnico, che non sia  animato da determinati valori e da  consapevolezza e sensibilità critica, che oltre che dalle norme non sia disciplinato da rigore e da scrupoli intellettuali e morali, purtroppo  può essere asservito a ogni logica politica di partito o privata d’impresa.   La riproposizione del cosiddetto “tecnico puro”, -come la “ politica volta disinteressatamente o super partes al bene comune”-,  mi sembra solo lo spaccio aggiornato di un antico mito per opportunisti od ingenui, inavveduto o subdolo a seconda del verso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la civiltà economica italiana è indubbio che sia fondamentalmente artigianale, (come nell'arte letteraria siamo stati maestri nelle piccole forme),( ricordiamoci pur sempre delle nostre eccellenze nella progettazione architettonica e urbanistica, ad esempio Renzo Piano), ma nella globalizzazione contemporanea la sublimazione industriale di ciò in cui siamo artigiani inimitabili qualitativamente , può essere già di per sé straordinario, se ci apriamo ai grandi mercati delle nuove superpotenze. Quanto non facciamo più, ossia  “ chimica ad un certo livello, farmaceutica, elettronica”, forse non potremo più recuperarlo, o lo reintegreremo solo aprendoci al capitale straniero e ai suoi investimenti in Italia, rendendoci più " attrattivi" e occidentalizzando gli investitori orientali di Cina ed India, anzichè essere noi a cinesizzarci, come sta accadendo se nella grande industria non abbiamo altro dio all’ infuori di  Marchionne.  &lt;br /&gt;Dobbiamo  aprirci ed aprire in tal senso,  dentro una politica industriale che va tuttavia concepita in forme sistemiche sopranazionali, nella con crescita  dei futuri Stati Uniti d’Europa e delle sfide competitive  della globalizzazione planetaria,-  la crisi angosciante  che stiamo vivendo potrà essere così  il parto  dolorosissimo del nostro accesso ai nuovi stili di vita e alle nuove forme d’uso delle risorse energetiche e ambientali che sono indotti dalle tecnologie della terza Rivoluzione industriale, senza le quali è impensabile universalizzare ancor più i diritti umani,  che possano essere assicurati agli uni senza essere negati agli altri.&lt;br /&gt;Quanto più in Occidente e in Oriente si permane negli stili di vita e nelle forme di consumo della seconda rivoluzione industriale, i diritti si faranno sempre più esclusivi ed è inevitabile che si acuiscano i conflitti duali che  stiamo vivendo tra le generazioni e i loro cicli di vita,  tra disoccupati,  precari, garantiti, pensionati….&lt;br /&gt;(Senza dimenticare, con rabbia indignata e sconvolta, che il debito.- come ha rilevato suo malgrado con onestà intellettuale lo stesso  Oscar Giannino il 14 settembre scorso - è salito soprattutto durante i governi di centro Destra della nostra seconda Repubblica, e in ferrea concomitanza con una redistribuzione delle risorse e del reddito a tutto discapito di lavoratori e pensionati "di bronzo",  di precari e marginali e senza lavoro,di  scuola e ricerca e servizi assistenziali…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Più che l’esorcizzazione del razzismo come un tabù, il vero modo di prendere da esso le distanze e di neutralizzarlo– come sosteneva Tullia Zevi, già Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiana- è il riconoscerne che nessuno ne... è immune, avvertirne ogni insorgenza in noi, a dispetto di ogni nostra presunzione, e impedirle così di radicarsi nel nostro modo di pensare e di fare. Adontarsi per l’accusa o per il sospetto di razzismo è il meccanismo consueto di rimozione mentale della sua permanenza in noi, sotto nuove mentite spoglie- “ Non per essere razzisti, ma… “Non vorrai mica dire che sono o che adesso siamo tutti razzisti.. " che litania desolante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro l'antimilitarismo politico&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'antimilitarismo dei giovani che amano credere che l'esercito sia costituito solo da mercenari criminali, mi induce a ricordare loro che le ragioni per le quali i  militari prendono parte alle missioni militari e per le quali decine di loro vi hanno perso la vita sono soprattutto motivazioni umanitarie e non  belligeranti, non difformi da quelle di molti  volontari delle ong. Debbo inoltre rammentare loro che nell’esercito italiano  i soldati sono tuttora prevalentemente meridionali perché da ancor prima che avessi i loro anni nel Sud è più facile trovare lavoro nelle forze armate che nell’industria,  che i soldati dell’esercito americano sono soprattutto poveri e di colore,  abitanti dei ghetti e delle periferie..,  che la vocazione al sangue e alle armi e il mercenariato  c’entrano solo in parte o relativamente poco nel reclutamento… che le paghe sono infime per i soldati non graduati  &lt;br /&gt;“sono ragazzi che pur rischiando la vita ogni giorno non hanno la sicurezza di avere un posto di lavoro perchè i primi 8 anni sono sempre dei precari con 1000 euro al mese!e i tanto acclamati soldi della missione vanno via in tasse e in attrezzatura che loro stessi devono comprare di propria tasca se non vogliono vivere come dei disperati…” scrive la moglie di un militare in Afghanistan nel blog &lt;br /&gt;del religioso  Alex Zanotelli. &lt;br /&gt;L'esercito italiano non adempie solo a compiti militari. Svolge in Italia e all'estero , bene o male, anche compiti di Protezione civile. Non c'ero io a spalare il fango nelle zone alluvionate di Toscana, Piemonte e Liguria. Dimenticarlo dall'antimiliarismo sortisce un effetto boomerang assicurato.&lt;br /&gt;Preferisco pensare che tra i militari ci possano essere i macellai e gli eroi, i burocrati esecutivi e le acute mente strategiche e sensibili, persone particolarmente intelligenti e preparate od ordinarie o mediocri o vilmente opportuniste. Non posso dimenticarmi di Calipari e di Salvo d’Acquisto. &lt;br /&gt;Devo rendere onore al merito, soprattutto  se sono naturalmente pavido.&lt;br /&gt;Ai miei tempi- il sessantotto e gli anni di piombo- era inimmaginabile che un magistrato  potesse essere altrimenti che un servo  togato dei padroni, espressione dell’ ingiustizia borghese. &lt;br /&gt;Che un magistrato potesse essere una vittima della criminalità mafiosa, come Falcone e Borsellino, era inconcepibile.&lt;br /&gt;A onore del vero ne sono state vittime anche preti e banchieri, come don  Puglisi e Ambrosoli.&lt;br /&gt;Così come ci sono capitalisti bestiali e capitalisti che nel Triveneto si sono suicidati perché hanno lasciato senza lavori i propri sfruttati.&lt;br /&gt;Spero che le messe in scena  operaiste e populiste della Lega servano a rendere più consapevoli che chi è di sinistra o progressista non deve diventare, al calduccio, tale caricatura benestante  ed egoista della propria ispirazione ideale e dei propri orientamenti di vita.&lt;br /&gt;Mi spiace, ma comunque volga le cose, resto allergico all’antimilitarismo dell’”Anima bella” che comunque è complice del disordine del mondo, l’antimilitarisamo di chi sta comunque godendo, come tutti quanti noi tutti, i comodi e gli agi relativi - anche missionari e predicatori- dell’ordine conseguito e raggiunto  con i massacri e le guerre più sporche ed atroci di quel’interminabile macello- e ciclo di errori e disastri- che è  la storia umana.  Senza  chiedersi che ne sarebbe delle genti di Bengasi o di Sarajevo, se con l’azione militare non fosse stato interrotto il fuoco nemico a cui erano esposte nella Libia di Geeddafi o nell’Ex-Jugoslavia( ricordo che in questi decenni la forza parlamentare più coerentemente antiinterventista è stata per crasso egoismo "padano" la lega Nord)&lt;br /&gt;Tali interventi, oltre che da interessi economici e di geopolitica delle potenze intervenute a soccorso, sono stati motivati anche dalle aspettative umanitarie dell’opinione pubblica occidentale e araba. Il mantra del petrolio non spiega il 100% dell’essere umano. E’ l’abc di chi resta alla superficie dei fatti. Comunque le obiezioni che va rifiutato l'intervento militare umanitario si è agito a difesa di quelle popolazioni  per neocolonialismo, sono politicamente irricevibili. E' come se da parte dello Stato si accettassero le tasse, gli insegnanti in classe, i medici in ospedale solo se chi versa i tributi , chi educa, chi cura, lo fa per  il bene degli altri….Un conto è la politica, un conto è il regno dei cieli, che richiede per entrarvi l’azione di grazia del bene gratuito( Simon Weil) o l’azione disinteressata al frutto ( Baghavadgita). E chi non è credente sia coerentemente tale e distrugga veramente ogni idolo,  secondo il nichilismo di Nietzsche.&lt;br /&gt;Personalmente sono animalista, cerco di mangiare meno carne che posso, sono per la non violenza anche nei confronti del mondo vegetale, resto molto più prossimo in questo all’induismo e al jainismo che al cristianesimo divulgato, per il quale non vale minimamente per l’oggi che nella Genesi 1, 29, Dio all’uomo e agli altri animali affidi come cibo solo “ ogni verdura d’erba” , figuriamoci se mi aggrada la violenza dell’uomo sull’uomo, solo che la realtà storica è un mattatoio di cui non si vede un termine, non intervenire rende complici della violenza più disumana, le stesse organizzazioni umanitarie e le popolazioni civili richiedono di essere protette, al pari di missionari ed archeologi, e dobbiamo pur far fronte al silenzio degli innocenti, che resterebbero vittime inermi e indifese dei genocidi più cruenti se fosse per l’antimilitarismo, che ha un senso solo se è testimonianza assolutamente impolitica e apolitica di non resistenza, come insegna il buddhismo allo stesso cristianesimo militante, mentre tradisce la sua vocazione e sortisce gli effetti più complici e nefasti se si fa movimento politico.&lt;br /&gt;Quanto alla missione in Afghanistan, occorre concorrere alla strategia d’uscita degli Usa, e con tutto l’orrore nel cuore per i bambini e le donne e i civili che sono morti vittime innocenti dei droni di guerra, di tutti i bombardamenti che hanno ucciso per sbaglio chi sparava in aria nel corso di festeggiamenti afgani di nozze, dico a chiare lettere che sono senza se e senza ma perché vi si resti in missione, finchè l’area non sia stata messa in sicurezza rispetto al rischio reale che è costituito innanzitutto dal suo uso come retroterra terroristico da parte del Pakistan, che dispone di arsenali atomici che possono cadere nelle mani di pericolosissime forze filoterroriste, le quali potrebbero impiegare l’atomica e il terrorismo afgano- e kashmiro- contro l’India e scatenarne la reazione tremenda, mettendo a rischio la sopravvivenza della vita non solo in quell’area… essendo l’India a sua volta immensa potenza nucleare, superdemocrazia ma anche stato di polizia micidiale.&lt;br /&gt;Se si vuole saperne di più, su quest’ultimo punto, si possono leggere gli scritti della narratrice e attivista indiana Arundhati Roy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E finisco con il rammentare che in questi giorni in Siria è accaduto che i militari dell'esercito dittatoriale hanno massacrato altri militari che hanno disertato o  chesi sono uniti ai rivoltosi rifiutandosi di sparare contro il proprio popolo. Lo stesso è avvenuto orrendamente in Libia. E adesso  porgo l’altra guancia e  lascio tutte le ragioni di questo mondo all'antimilitarismo, se le vuole avere a tutti i costi.&lt;br /&gt;Versione " drammatica&lt;br /&gt;Io Era preferibile che il religioso Zanotelli si limitasse a chiedere una riduzione delle spese militari, sull'esempio della Germania. La radicalizzazione del suo discorso riduce l'ambito del consenso. non rende a Cesare quel che è di Cesare, purtroppo, ed è ingenerosa nei confronti di quei militari che in realtà intendono adempiere ad una missione umanitaria e vi adempiono con il sacrificio della loro vita. Trovo molto toccante tra le lettere quella di una moglie di un militare in Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. "Missione umanitaria"?? Mi son persa qualcosa?...&lt;br /&gt;Io Si, parecchio. Si legga meglio quello che ho scritto. Non ho espresso un giudizio sulla guerra in Afghanistan, ma ho chiesto rispetto per le ragioni per le quali certi giovani vi prendono parte e vi hanno perso la vita. Sono ragioni umanitarie e non belligeranti, non difformi da quelle di molti volontari delle ong, come documenta la lettera di quella giovane sposa di un militare cui mi riferivo. L'esercito italiano non adempie solo a compiti militari. Svolge in Italia e all'estero , bene o male, anche compiti di Protezione civile. Non c'ero io a spalare il fango nelle zone alluvionate di Toscana, Piemonte e Liguria. Dimenticarlo dall'antimiliarismo sortisce un effetto boomerang assicurato."&lt;br /&gt;S "Suvvia... i soldati sono mercenari - chi va in Afghanistan, in Iraq, etc, lo fa perchè guadagna di più che a lavorare in fabbrica. E la funzione primaria di un esercito è quella di sparare. Se poi noi usiamo i soldati anche per raccogliere l'immondizia beh..."&lt;br /&gt;Io "Ricordo alla gentile S. che nell’esercito italiano i soldati sono prevalentemente meridionali perché da ancor prima che avessi i suoi anni nel Sud è più facile trovare lavoro nelle forze armate che nell’industria, che i soldati dell’esercito americano sono soprattutto poveri e di colore, abitanti dei ghetti e delle periferie.., che la vocazione al sangue e alle armi e il mercenariato c’entrano solo in parte o relativamente poco nel reclutamento… che le paghe sono infime per i soldati non graduati &lt;br /&gt;“sono ragazzi che pur rischiando la vita ogni giorno non hanno la sicurezza di avere un posto di lavoro perchè i primi 8 anni sono sempre dei precari con 1000 euro al mese!e i tanto acclamati soldi della missione vanno via in tasse e in attrezzatura che loro stessi devono comprare di propria tasca se non vogliono vivere come dei disperati…” scrive la moglie di un militare in Afghanistan nel blog &lt;br /&gt;del religioso Alex Zanotelli."&lt;br /&gt;Fabio Mazali Bravo Odorico ... io le stellette le ho portate (visto che dovevo farlo il militare, e che studiavo, ho deciso di fare l'ufficiale, almeno per portare a casa quattrio soldi ed eventualmente avere un'altra porta aperta sul mio futuro!) e non me ne vergogno ... anche se è stato per me un periodo difficile: allora si andava in Bosnia ... qualcuno ricorda cosa sia stata quella guerra? Ricordo molto bene quanto i croati ed altri desideravano che l'Europa e l'ONU arrivassero là (si dovette aspettare 4-5 anni, dal 92 al 97, per vedere intervenire la comunità internazionale), mentre Milosevic era a Daiton a contrattare (e prendere in giro il mondo intero) e contemporaneamente in serbia venivano ammazzate migliaia di persone (uomini, anziani, bambini, donne ... molte di queste stuprate ... cose inenarrabili) dall'esercito di Mladic ... lo sappiamo tutti che la guerra è la cosa più schifosa che esista, ma guardare le cose da dentro, a volte, è meglio. Se poi mi si dice che le spese militari devono scendere, sono d'accordo, che i velivoli prenotati devono essere in parte tagliati sono d'accordo ... ma non si deve fare mai di tutta un'erba un fascio ... perchè se arrivasse il giorno in cui qualcuno ti entra in casa ... cosa facciamo? Qualcuno sa cosa significhi vivere dopo tragedie di questo tipo? Poi, se uno mi dice che l'EU e l'ONU devono essere qualcosa di diverso, che sappia essere forte nei confronti di queste situazioni, allora dobbiamo impegnarci seriamente in politica estera ed avere governi nazionali affidabili ed autorevoli che possano andare nelle sedi internazionali a discutere di assetti geopolitici ben diversi. Non è cosetta facile, nè da poco."&lt;br /&gt;A."io  vedo solo una inutile spesa di soldi nella nostra partecipazione in Afghanistan, dal momento che in Italia non ci sono soldi mi sembra lecito smettere le nostre partecipazioni all'estero che tanto a noi non portano niente... paesi più fiorenti dei nostri se ne guardano bene dal mandare i loro militari in quelle terre..."&lt;br /&gt;S D'accordo, ma non facciamo dei soldati degli eroi o degli agnelli - non sono nè l'uno nè l'altro. Fare il soldato è un lavoro - se si muore dalla voglia di fare del bene allora ci si può iscrivere a un'associazione di volontariato!&lt;br /&gt;C.*esatto...la vita è fatta di scelte&lt;br /&gt;Fabio Mazali Indiscutibile ... le scelte, però, non sempre sono così semplici da compiere ... ed essere soldato non significa necessariamente essere eroe o agnello, si sa benissimo a cosa si va incontro ... ma si sa anche che molto di quello che abbiamo in termini di sicurezza (non sempre ... il ruolo politico di indirizzo dei corpi armati e delle forze armate è fondamentale ... cosa, sulla quale, ad esempio, Maroni ha qualche colpa, visto quanto accaduto a Firenze e a certi movimenti che stanno tornando) è frutto della presenza di queste persone ... attenzione: anche la Costituzione (OK, tutto è rivedibile ... ) parla dell'importanza dei vari corpi armati e forze armate, come delle associazioni non profit, ONG ecc (in maniera non diretta).&lt;br /&gt;IOIn realtà da parte di Sofia si esclude che chi è un militare possa compiere del bene, o alcunchè di utile. Io preferisco pensare che i militari possano essere macellai o eroi, oltre che persone ordinarie o mediocri o vilmente opportuniste. Non possono dimenticarmi di Calipari e di Salvo d’Acquisto. &lt;br /&gt;Devo rendere onore al merito, soprattutto se sono naturalmente pavido.&lt;br /&gt;Ai miei tempi-. Il sessantotto e gli anni di piombo- era ugualmente inimmaginabile che un magistrato potesse essere altrimenti che un servo togato dei padroni, espressione dell’ ingiustizia borghese. &lt;br /&gt;Che un magistrato per il suo operato potesse diventare una vittima della criminalità mafiosa, come Falcone e Borsellino, era inconcepibile.&lt;br /&gt;A onore del vero ne sono state vittime anche preti e banchieri, come don Puglisi e Ambrosoli.&lt;br /&gt;Analogamente ci sono capitalisti bestiali e capitalisti che nel Triveneto si sono suicidati perché hanno lasciato senza lavori i propri sfruttati.&lt;br /&gt;Spero che le messe in scena operaiste e populiste della Lega servano a rendere più consapevoli che chi è di sinistra o differentemente porogressista e democratico non deve avere niente in comune, al  al proprio calduccio, con tale caricatura benestante della propria ispirazione ideale e dei propri orientamenti di vita.&lt;br /&gt;S I militari sono utili.... per sparare.&lt;br /&gt;IO Mi spiace, ma comunque volga le cose, in politica resto allergico all’antimilitarismo dell’”Anima bella” che comunque è complice del disordine del mondo, l’antimilitarisamo di chi sta comunque godendo, come tutti quanti noi tutti, i comodi e gli agi relativi - anche missionari e predicatori- dell’ordine conseguito e raggiunto con i massacri e le guerre più sporche ed atroci di quell’interminabile macello- e ciclo di errori e disastri- che è la storia umana. Senza chiedersi che ne sarebbe delle genti di Bengasi o di Sarajevo, se con l’azione militare non fosse stato interrotto il fuoco nemico a cui erano esposte nella Libia di Geeddafi o nell’Ex-Jugoslavia.( Concludo definitivamente ricordando che in questi decenni la forza parlamentare più coerentemente antiinterventista è stata per crasso egoismo "padano" la lega Nord)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. Non mi dica che crede davvero che gli interventi militari NATO a Sarajevo e Bengasi siano stati motivati da nobili ideali di amore e fratellanza!!... Hahahaha... aspetto allora fiduciosa e col cuore pieno di speranza l'intervento militare delle grandi, illuminate potenze occidentali nel centro dell'Africa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IO Tali interventi sono stati motivati anche da simili aspettative nell’opinione pubblica occidentale, ne sia convinta. Io conto pur infinitesimamente qualcosa come singolo , nelle sue attese Il mantra del petrolio non spiega il 100% dell’essere umano. E’ l’abc di chi resta alla superficie ei fatti. Comunque le sue obiezioni sono politicamente irricevibili. E come se da parte dello Stato si accettassero le tasse, gli insegnanti in classe, i medici in ospedale solo se chi versa i tributi , chi educa, chi cura, lo fa per il bene degli altri….Un conto è la politica, un conto è il regno dei cieli, che richiede per entrarvi l’azione di grazia del bene gratuito( Simone Weil) o l’azione disinteressata al frutto ( Baghavadgita). E chi non è credente sia coerentemente tale e distrugga veramente ogni idolo, secondo il nichilismo di Nietzsche. Buon natale e felice Anno Nuovo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Post Scriptum, quanto all'Africa centrale e al genocidio di 800.000 tutsi ed hutu moderati perpetrato nel 1994, secondo quanto traggo da Wikipedia alla voce genocidio del Ruanda " La storia del genocidio ruandese è anche la storia dell'indifferenza dell'Occidente di fronte ad eventi percepiti come distanti dai propri interessi. Emblematico fu l'atteggiamento dell'ONU che si disinteressò del tutto delle tempestive richieste di intervento inviategli dal maggiore generale canadese Roméo Dallaire,[senza fonte] comandante delle forze armate (2.500 uomini, ridotti a 500 un mese dopo l'inizio del genocidio) dell'ONU. Un passo tratto dal fax inviato all'ONU da Dallaire denuncia il rischio dell'imminente genocidio: Dal momento dell'arrivo della MINUAR, (l'informatore) ha ricevuto l'ordine di compilare l'elenco di tutti i tutsi di Kigali. Egli sospetta che si sia in vista della loro eliminazione. Dice che, per fare un esempio, le sue truppe in venti minuti potrebbero ammazzare fino a mille tutsi. (...) l'informatore è disposto a fornire l'indicazione di un grande deposito che ospita almeno centotrentacinque armi... Era pronto a condurci sul posto questa notte - se gli avessimo dato le seguenti garanzie: chiede che lui e la sua famiglia siano posti sotto la nostra protezione. Il Dipartimento per le Missioni di Pace con sede a New York non inviò la richiesta d'intervento alla Segreteria Generale né al Consiglio di Sicurezza""&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabio Mazali La stessa cosa è avvenuta in Bosnia-Erzegovina ecc ... Che si sia arrivati in ritardo è legato in parte al fatto che là non ci sono fonti energetiche, ma anche al fatto che gli USA avevano tutto da perderci, infatti cercarono la collaborazione internazionale, che non c'era (in Italia men che meno, per le continue spinte antimilitari e ideologicamente anti-interventiste ... in parte anche io ero contro l'uso della forza, ma una volta che vedi cosa accade, che ascolti gente di quei posti - avevo amici serbi e croati allora, al Politecnico di MI ... ascoltare i loro racconti è stato illuminante - scopri che la mancanza di intervento diventa una compartecipazione al genocidio). Solo dopo che anche la UE decise di prendersi la sua responsabilità, come paesi interessati in quell'area, si decise din intervenire seriamente da parte degli USA. Come ho scritto, in quel mentre la gente moriva nelle fosse comuni ... nazismo del giorno d'oggi. Ritardare, spesso significa lasciare che gente innocente muoia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S  Veramente io, sin dal mio primo commento, ho contestato quel che ha scritto lei, signor Bergamaschi, e cioè che i militari vadano in guerra per ragioni umanitarie. La guerra è un affare politico ed economico - siamo noi che per pulirci la coscienza la rivestiamo di alti ideali. Quindi, se si vuole giustificare l'intrevento dell'Italia in Afghanistan, ad esempio, si fa senza a dire che i "militari in realtà intendono adempiere ad una missione umanitaria" - basta ammettere senza ipocrisie che l'Italia ha interesse (politico, non umanitario) a partecipare a un'azione militare appoggiata dalla NATO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io  Senta, cara Sofia, personalmente sono animalista, cerco di mangiare meno carne che posso, sono per la non violenza anche nei confronti del mondo vegetale, resto molto più prossimo in questo all’induismo e al jainismo che non al cristianesimo divulgato, per il quale non vale minimamente per l’oggi che nella Genesi 1, 29, Dio all’uomo e agli altri animali affidi come cibo solo “ ogni verdura d’erba” , figuriamoci se mi aggrada la violenza dell’uomo sull’uomo, solo che né io né Fabio Mazali o D’Alema,- - gran bravo ministro degli esteri, a suo tempo, -, possiamo farci niente se la realtà storica è un mattatoio di cui non si vede un termine, se non intervenire rende complici della violenza più disumana, di genocidi di cui le si è risparmiato da parte mia ogni referto, - né io né altri possiamo farci niente se le stesse organizzazioni umanitarie e le popolazioni civili richiedono di essere protette, al pari di missionari ed archeologi, dobbiamo pur dare la parola al silenzio degli innocenti, che resterebbero vittime inermi e indifese dei genocidi più cruenti se fosse per l’antimilitarismo, che ha un senso solo se è testimonianza assolutamente impolitica e apolitica di non resistenza, come insegna il buddismo allo stesso cristianesimo militante, mentre tradisce la sua vocazione e sortisce gli effetti più complici e nefasti se si fa movimento politico,&lt;br /&gt;Quanto alla missione in Afghanistan, occorre concorrere alla strategia d’uscita degli Usa, e con tutto l’orrore nel cuore per i bambini e le donne e i civili che sono morti vittime innocenti dei droni di guerra, di tutti i bombardamenti che hanno ucciso per sbaglio chi sparava in aria nel corso di festeggiamenti afgani di nozze, le dico a chiare lettere che sono senza se e senza ma perché vi si resti in missione, finchè l’area non sia stata messa in sicurezza rispetto al rischio reale che è costituito innanzitutto dal suo uso come retroterra terroristico da parte del Pakistan, che dispone di arsenali atomici che possono cadere nelle mani di pericolosissime forze filoterroriste, le quali potrebbero impiegare l’atomica e il terrorismo afgano- e kashmiro- contro l’India e scatenarne la reazione tremenda, mettendo a rischio la sopravvivenza della vita non solo in quell’area…- essendo l’India a sua volta immensa potenza nucleare, superdemocrazia ma anche stato di polizia micidiale.&lt;br /&gt;Se vuole saperne di più, su quest’ultimo punto, si può leggere gli scritti della narratrice e attivista indiana Arundhati Roy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E finisco con il rammentarle che in questi giorni in Siria è accaduto che i militari regolari dell'esercito dittatoriale hanno massacrato altri militari che hanno disertato o si sono uniti ai rivoltosi rifiutandosi di sparare contro il proprio popolo. Lo stesso è avvenuto orrendamente in Libia. E adesso le porgo l’altra guancia e le lascio tutte le ragioni di questo mondo se le vuole avere a tutti i costi, e a disprezzo di chi, a differenza di lei e di me, tra l’altro ha spalato “ immondizia” nei territori alluvionati, come si è permessa di scrivere, con ben scarso riguardo nei confronti della stessa popolazione disastrata, e in questi giorni ha sacrificato la sua vita per il bene degli altri.&lt;br /&gt;Buon Natale e felice Anno Nuovo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-6459916542569897246?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XItMhqZzBtnG_Umh2MqrTNL8Pxg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XItMhqZzBtnG_Umh2MqrTNL8Pxg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XItMhqZzBtnG_Umh2MqrTNL8Pxg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XItMhqZzBtnG_Umh2MqrTNL8Pxg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Odoricoamico/~4/mBJ_eJrbAFE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://odoricoamico.blogspot.com/feeds/6459916542569897246/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1181121641198520800&amp;postID=6459916542569897246&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/6459916542569897246?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/6459916542569897246?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Odoricoamico/~3/mBJ_eJrbAFE/note-politiche-dicembre-2011.html" title="Note politiche dicembre 2011" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://odoricoamico.blogspot.com/2011/12/note-politiche-dicembre-2011.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DU4BQ3o-fyp7ImA9WhRXFkU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-253379106806046690</id><published>2011-12-17T18:44:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T16:52:32.457-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-23T16:52:32.457-08:00</app:edited><title>Poesie 2007 2011</title><content type="html">sabato 5 luglio 2008&lt;br /&gt;ultime poesie ( 2007) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sii tu, in me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sii Tu in me, &lt;br /&gt;in così strenua fatica,&lt;br /&gt;del ramo il turgore che germina ancora,&lt;br /&gt;la linfa che ripercorre l' inaridirsi&lt;br /&gt;della fibra stremata,&lt;br /&gt;sii Tu in una voce, che ancora richiama,&lt;br /&gt;fra l'acredine della morsa il soffio d'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Karma&lt;br /&gt;Se allo sguardo temi il volto, larva di luna, &lt;br /&gt;ed al limitare il piede vacilla,&lt;br /&gt;mentre la parola sbianca &lt;br /&gt;svanendo, immancabilmente,&lt;br /&gt;quanto tu fosti&lt;br /&gt;già bestia di fogna,&lt;br /&gt;sterco di lastrico, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in quante altre vite morte tu soffocherai&lt;br /&gt;ove sfiaterà il grido all'apparire del boia,&lt;br /&gt;povero seme, dovunque ricadi,&lt;br /&gt;stritolato tra i sassi dalla ruota che gira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amicizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ho sofferto?&lt;br /&gt;Se per quante gole di pianto&lt;br /&gt;a te son giunto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shiva Nataraja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sii danza, o Dio,&lt;br /&gt;che di bestia in fiore&lt;br /&gt;ci ricongiunga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kuttanad (1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfoglia, la brezza,&lt;br /&gt;(del bambino)/ del bimbo le pagine&lt;br /&gt;in riva all'acque&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se fosse, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se fosse&lt;br /&gt;amalo per sempre,&lt;br /&gt;sia la tua vita&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pianto d'amore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pianto d'amore,&lt;br /&gt;risgorgano parole&lt;br /&gt;a farsi canto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anitre al largo, di sera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ancora, tu vivi,&lt;br /&gt;gracidano le voci &lt;br /&gt;a cui ritorni &lt;br /&gt;                             16 ottobre 2007&lt;br /&gt;*******************************************************************&lt;br /&gt;giovedì 1 novembre 2007&lt;br /&gt;Ultime foglie,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultime foglie, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sugli azzuri abissi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tremuli ori&lt;br /&gt;**********************************&lt;br /&gt;Gelido sterpo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che gelido sterpo&lt;br /&gt;finché ti sogno e nel cavo&lt;br /&gt;stilla la linfa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;Lettera di Natale revisione del 18 dicembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verrà il giorno, mio caro,&lt;br /&gt;che con i tuoi figli e( con) la tua sposa raccolti accanto&lt;br /&gt;parlerai delle mie ceneri sparse,&lt;br /&gt;e sedendo presso il tulsi (2) delle nostre deità&lt;br /&gt;ricorderai l'amico che tornava ogni volta, da cosi lontano,&lt;br /&gt;a sorvolare con te le nevi eterne dell' Himalaya,&lt;br /&gt;od a fronteggiare gli oceani ove finisce l'India,&lt;br /&gt;per condurti,  nudo e tremante,&lt;br /&gt;(nel Triveni Sangam) ove ti immergesti nel Sacro Fiume,&lt;br /&gt;e parlerai loro di come, inavvertitamente,&lt;br /&gt;l'amico dello Sposo sia diminuito a poco a poco,&lt;br /&gt;sino a farsi solo una voce così vicina e tanto lontana ,&lt;br /&gt;perché fossi tu, o mio diletto,&lt;br /&gt;a crescere in loro come marito e padre ,&lt;br /&gt;nell'attesa di un tempo, poi,&lt;br /&gt;che fino alla fine dei miei giorni ci ritrovasse uniti,&lt;br /&gt;al calore terminale di uno stesso tetto.&lt;br /&gt;Verrà, quel giorno, ed io vi vedrò seduti senza di me,&lt;br /&gt;voi intorno ai resti del mio ricordo,&lt;br /&gt;io ancora intorno a voi,&lt;br /&gt;in voi sino alla fine del vostro tempo,&lt;br /&gt;(nell'attesa che) fin che anche voi, miei cari,&lt;br /&gt;ad uno ad uno usciate dai vostri giorni,&lt;br /&gt;per ritrovarci insieme, infine da sempre,&lt;br /&gt;nella casa davvero di tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**********************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora so,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora so, quando&lt;br /&gt;tu mi chiami e io mi volgo&lt;br /&gt;di Chi è che la voce &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;1) Kuttanad, le backwaters del Kerala&lt;br /&gt;2) tulsi, basilico in hindi. Per le sue valenze religiose, è al centro del cortile di ogni famiglia di fede Hindu&lt;br /&gt;**************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poesie in itinere -tra Shimla e Srinagar- estate 2008 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Shimla - al Jakhu Temple di Hanuman&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempio del Dio&lt;br /&gt;le bestie che incarna&lt;br /&gt;fameliche intorno,&lt;br /&gt;fumida nebbia&lt;br /&gt;la pioggia che stilla&lt;br /&gt;i declivi divini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****************&lt;br /&gt;Notte d’India&lt;br /&gt;nubi di galassie,&lt;br /&gt;ombra io del grembo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Manali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alta sui monti&lt;br /&gt;tra le chiarìe di nubi&lt;br /&gt;traluce la luna,&lt;br /&gt;Tu alito muto&lt;br /&gt;nella schiusa dei monti&lt;br /&gt;muovi ogni moto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;revisione del 18 dicembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gelo rafferma la coltre di neve&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gelo rafferma la coltre di neve&lt;br /&gt;sul roveto spento del bene adempiuto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella fredda miseria le mani d'angeli, congiunte,&lt;br /&gt;nevicano il grigiore della luce dei cieli,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ora che più non incarna, che nel loro irrorarci ,&lt;br /&gt;il sangue d'amore la livida bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Variante&lt;br /&gt;1) Il gelo rafferma la coltre di neve                                                                                             sull’addiaccio che serba il seme nel grembo,&lt;br /&gt;fin che al  primo tepore che sciolga i cristalli,&lt;br /&gt;che infervidi in linfa il ristagno d'orrore,&lt;br /&gt;nel volto di gloria del tempo&lt;br /&gt;delle uova di serpente si schiuda la cova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dicembre 2008&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;2009&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'urlo di morte &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l'urlo di morte si sperse nell'acqua tersa,&lt;br /&gt;nella chiarità del cielo, nell'aria aperta,&lt;br /&gt;il volo spiccava ancora alto &lt;br /&gt;una colomba tremula, &lt;br /&gt;al  battito del palpitante cuore,&lt;br /&gt;a una (alla) ricusata lacrima,&lt;br /&gt;levandosi  dal lastrico&lt;br /&gt;del calpestio ulteriore,&lt;br /&gt;della consunzione che fu splendore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gennaio 2009&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morte, mia cara morte,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morte, mia cara morte, &lt;br /&gt;se chiuderai i miei occhi&lt;br /&gt;prima ch'io i suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                      venerdì 20 febbraio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;domenica 5 aprile 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Om,&lt;br /&gt;oh, andato, andato,&lt;br /&gt;all'altra sponda,&lt;br /&gt;del tutto andato, ( oltrepassato)&lt;br /&gt;e qui rimasto...&lt;br /&gt;om gate, gate, paragate, parasamgate bodhi svaha...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oh, andato, andato,&lt;br /&gt;oltrepassato,&lt;br /&gt;oltrepassato del tutto,&lt;br /&gt;e qui rimasto....&lt;br /&gt;( e qui distrutto...)&lt;br /&gt;( e qui disfatto) &lt;br /&gt;********************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sutra del loto, IV &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Splendida notte&lt;br /&gt;tra placide anitre a riva&lt;br /&gt;(è) la casa in fiamme&lt;br /&gt;***********************&lt;br /&gt;Immoto incanto&lt;br /&gt;************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;7 aprile 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;china la luna&lt;br /&gt;sui balenii nei fili&lt;br /&gt;del sordo caos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi sul pontile&lt;br /&gt;il treno che s'arresta&lt;br /&gt;in vagoni accesi&lt;br /&gt;                                                                revisione del 18 dicembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autunno &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quiete che langue&lt;br /&gt;giorno dopo giorno&lt;br /&gt;in cui sfuma l'estate.&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramonto sul lago &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In purpuree acque&lt;br /&gt;dell'estremo bagliore&lt;br /&gt;svena la luce&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lume di pieve,&lt;br /&gt;oltre il tremito d'acque &lt;br /&gt;che scorre a una riva&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' appena stato &lt;br /&gt;che fossi bambino,&lt;br /&gt;nel fardello già disfatto &lt;br /&gt;di un corpo di vecchio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;**********************************&lt;br /&gt;**********************************************************&lt;br /&gt;SUMIT SEN&lt;br /&gt; 2007-2009 &lt;br /&gt;figlio mio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao, Sumit, addio mia stella, mio amore infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addio Sumit,&lt;br /&gt;mio amore, mio tesoro,&lt;br /&gt;infinito mio bene, &lt;br /&gt;che niente e nessuno sveglierà più,&lt;br /&gt;addio, morta mia cenere &lt;br /&gt;già esalata fra i campi&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che miracolo, nella mia desolazione, potere ancora intendere l'incanto dell'Adagio della Trauersinfonie op. 44 di Haydn, nell esecuzione mirabile del'Orchestra da Camera di Mantova ( Amadeus, numero ultimo del dicembre 09 )&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 5 dicembre 2009&lt;br /&gt; Due Haiku per il mio Sumit&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sumit, &lt;br /&gt;Sumit, bimbo mio&lt;br /&gt;cuore della mia vita&lt;br /&gt;senza più vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sumit, mio Sumit!&lt;br /&gt;miei spenti occhi di sole,&lt;br /&gt;mia stessa morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2010&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Variante dicembre 2011 )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ritrovarci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fu il vostro peccato&lt;br /&gt;che cessò il mio battito &lt;br /&gt;nel cortile dei miei giochi e pianti,&lt;br /&gt;o l'insinuarsi del veleno che mi soffocò il respiro,&lt;br /&gt;fu perchè così, in verità ed amore,&lt;br /&gt;ancora più fulgido si fece il fulgore &lt;br /&gt;del desco in cui vi ritrovaste insieme. &lt;br /&gt;Mi trattennero nell'oscuro passo&lt;br /&gt;quante lacrime del vostro bene,&lt;br /&gt;al punto che fui l'inviato,&lt;br /&gt;a scongiurare lo schianto,&lt;br /&gt;che l’ uno sul ciglio dell'altro vi asciugò il pianto,&lt;br /&gt;bevendo fino in fondo &lt;br /&gt;voi l'amarezza del calice,&lt;br /&gt;il succo del dolore che non passa altrimenti,&lt;br /&gt;l'amore che mi portaste fu talmente tanto.&lt;br /&gt;Ora resterà lieve&lt;br /&gt;l'attesa che rientrino anch'essi&lt;br /&gt;ad uno ad uno,&lt;br /&gt;ora che  per giocare&lt;br /&gt;abbiamo tutta l'eternità davanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primi di aprile 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commentario &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dolore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù prega il Padre&lt;br /&gt;di fare passare da lui il calice,&lt;br /&gt;e il Padre esaudisce la preghiera del Figlio.&lt;br /&gt;Il calice di dolore passerà da lui,&lt;br /&gt;ma solo perché&lt;br /&gt;verrà bevuto.&lt;br /&gt;Gesù sa bene questo, mentre per la seconda volta si prostra a terra nel&lt;br /&gt;Getsemani:&lt;br /&gt;il dolore passerà da lui&lt;br /&gt;se lo subirà.&lt;br /&gt;solo assumendolo su di sè&lt;br /&gt;supererà e sconfiggerà il dolore.&lt;br /&gt;La sua croce è il suo superamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietrich Bonhoffer&lt;br /&gt;IL miracolo del messaggio pasquale.&lt;br /&gt;***********************************************&lt;br /&gt;Un giorno quando avrete finito di percorrere la mulattiera del Calvario e avrete sperimentato come Cristo l'agonia del patibolo, si squarceranno da cima a fondo i veli che avvolgono il tempio della storia e finalmente saprete che la vostra vita non è stata inutile. Che il vostro dolore ha alimentato l'economia sommersa della grazia. Che il vostro martirio non è stato un assurdo, ma ha ingrossato il fiume della redenzione raggiungendo i più remoti angoli della terra.&lt;br /&gt;( don Tonino Bello, Alla finestra la speranza pg.51) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;Mercoledì 7 aprile 2010&lt;br /&gt;Che gelo astrale (nuova versione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che gelo astrale&lt;br /&gt;se ne ascolto la Voce&lt;br /&gt;si fa fuoco d'amore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambino mio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambino mio,&lt;br /&gt;mi senti in Dio, &lt;br /&gt;o tu non sei più neanche&lt;br /&gt;la tua cenere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Variante:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambino mio, &lt;br /&gt;mi senti in Dio, &lt;br /&gt;o non è più neanche&lt;br /&gt;la sua cenere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Sumit Sen ( 2007-2009), adorata anima mia, a due mesi dall'anniversario di ciò che è successo. &lt;br /&gt;*****************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6-8 febbraio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due haiku&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sumit, piccolo Iddio,&lt;br /&gt;spenti occhi di sole, &lt;br /&gt;morta mia vita.&lt;br /&gt;( variante di un precedente Haiku)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;Già fui io poeta&lt;br /&gt;quanto morto e sepolto&lt;br /&gt;e ancora in vita. &lt;br /&gt;**************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambino mio, di tutto ciò che sento, penso, e argomento, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambino mio, di tutto ciò che sento, penso, e argomento, della realtà e di Dio, infinitamente infiniti, la tua morte permane l'annientamento di qualsiasi senso. Adorata anima mia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 febbraio 2011&lt;br /&gt; **********************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sumit,&lt;br /&gt;sei tu, sempre, &lt;br /&gt;il passaggio a vuoto&lt;br /&gt;dei nostri giorni&lt;br /&gt;                                      &lt;br /&gt;                         Marzo aprile 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 26 novembre 2011&lt;br /&gt;Per Sumit Sen ( 2007-2009) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ O figlio mio, per te ho tentato tutto il possibile, &lt;br /&gt;ho convocato ogni combattente, ogni medico e sapiente, &lt;br /&gt;ad ogni dio per te mi sono piegato nel gemito,&lt;br /&gt;ma per te io non ho potuto fare niente.&lt;br /&gt;Non ho potuto riscattarti alla morte.&lt;br /&gt;La tua sorte non sta nelle mie mani.&lt;br /&gt;Il potere supremo è di Colui che è intangibile da ogni ingiuria,&lt;br /&gt;Al cui cospetto è impotente ogni forza del mondo"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riscrivendo Attar, Parole di Sufi Massime di Hasan al-Basri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;versione antecedente&lt;br /&gt;“ O figlio mio, per te ho tentato tutto il possibile, &lt;br /&gt;ho convocato ogni combattente, ogni supplice e sapiente, &lt;br /&gt;ogni più incantevole giovane ornata di ogni ricchezza,&lt;br /&gt;ad ogni dio per te mi sono piegato nel gemito&lt;br /&gt;ma non ho potuto riscattarti alla morte.&lt;br /&gt;Io non ho potuto fare niente.&lt;br /&gt;La tua sorte non è nelle mie mani.&lt;br /&gt;Il potere supremo è di Colui che è intangibile da ogni ingiuria,&lt;br /&gt;Al cui cospetto è impotente ogni forza del mondo"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riscrivendo Attar, Parole di Sufi Massime di Hasan al-Basri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;giovedì 3 novembre 2011&lt;br /&gt;The riverbank field Seamus Heaney &lt;br /&gt;Quale mio omaggio alla grandezza poetica di Seamous Heaney, nostro concittadino onorario, e per il suo tramite a quella eccelsa di Virgilio, offro al pubblico dei lettori di questo giornale le mie traduzioni di tutti i testi poetici di mia conoscenza del poeta irlandese, Premio Nobel 1995, di cui il genio virgiliano è stato ispiratore. &lt;br /&gt;Ogni mio atteggiarmi che appaia di disdegno di recenti dichiarazioni esautoranti l’ uno e l’altro, è puramente e deliberatamente intenzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Catena Umana- Humain Chain 2010&lt;br /&gt;The riverbank field&lt;br /&gt;Il campo in riva al fiume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ask me to translate what Loeb give as&lt;br /&gt;“ In a retired vale … a sequestered grove”&lt;br /&gt;And I’ll confound the Lethe in Moyola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By coming through Back Park down from Grove Hill&lt;br /&gt;Across Long Rigs on the riverbank-&lt;br /&gt;Which way, by happy chance, will take me past&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The domos placidas, “those peaceful homes”&lt;br /&gt;Of Upper Broagh. Moths then on evening water&lt;br /&gt;It would have to be, not bees in sunlight,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Midge veils instead of lily beds; but stet&lt;br /&gt;To all the rest: the willow leaves&lt;br /&gt;Elysian-silvered, the grass so fully fledged&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And unimprinted it can’t not conjure thoughts&lt;br /&gt;Of passing spirit-troops, animae, quibus altera fato&lt;br /&gt;Corpora debentur, “spirits”, that is,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ to whom second bodies are owed by fate”.&lt;br /&gt;And now to continue, as enjoined to often,&lt;br /&gt;“ In my own words”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“All these presences&lt;br /&gt;Once they have rolled time’s wheel a thousand years&lt;br /&gt;Are summoned here to drink the river water&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So that memories of this underworld are shed&lt;br /&gt;And soul is longing to dwell in flesh and blood&lt;br /&gt;Under the dome of the sky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;after Aeneid VI, 704-15, 748-51&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedimi ch’io ti traduca ciò che per Loeb 1&lt;br /&gt;è “ in una solitaria valle… &lt;br /&gt;un appartato bosco”2 e ti&lt;br /&gt;trasfonderò il Lete nel Moyola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pervenendo attraverso Back Park &lt;br /&gt;giù da Grove Hill, per tutto Long Rigs&lt;br /&gt;sino alla riva del fiume3- un percorso&lt;br /&gt;che per un caso felice, mi porterà oltre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le domos placidas,4 “quelle placide case”&lt;br /&gt;di Upper Broagh. Falene su acque serali&lt;br /&gt;invece che api5 nella luce del sole,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;invece che aiuole di gigli6&lt;br /&gt;velami di moscerini; ma “stet”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sorga tutto il resto, come uguale,&lt;br /&gt;le foglie di salice elisio-argentee, &lt;br /&gt;l’erba dei prati così in resta 7,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e incalpestata, che non può&lt;br /&gt;non evocare pensieri di schiere &lt;br /&gt;di spiriti in transito , animae, &lt;br /&gt;quibus altera fato corpora debentur, 8&lt;br /&gt;“di spiriti”, cioè, “cui secondi corpi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siano attribuiti dal fato”.&lt;br /&gt;Ed ora per continuare, come spesso&lt;br /&gt;mi si ingiunse” con le mie parole”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Tutte queste presenze &lt;br /&gt;Dopo che hanno fatto orbitare &lt;br /&gt;Per mille anni la ruota del tempo&lt;br /&gt;Sono convocate qui a bere Letee acque&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A che vada persa ogni loro memoria &lt;br /&gt;Di questo mondo a voi sotterraneo&lt;br /&gt;E l’anima sia ardente di rientrare&lt;br /&gt;In carne e sangue sotto la volta celeste9”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Eneide VI, 704-15, 748-51&lt;br /&gt;Commento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paesaggio terreno in cui transita il poeta è lo stesso umile paesaggio dell’ Irlanda del Nord dove trascorse la sua infanzia favolosa- da Seamus Heaney rievocato mirabilmente nelle pagine prosaiche di Attenzioni- e dove il fiume Moyola scorre in un parco- ma è tale la virtù della poesia, che al poeta basta che traduca Virgilio, secondo gli spunti che gli offre l’edizione Loeb, senza ancora ricorrere a parole sue, perché tale realtà si traduca a sua volta in quella ultraterrena dei Campi Elisi evocati da Virgilio nel canto VI dell’ Eneide, ed al contempo l’oltremondo si trasfonda nella realtà circostante che se ne fa apparenza, ne diventa la trasposizione e l’ inveramento nella sue più umili ed evanescenti vite animali, falene e moscerini. In virtù della parola poetica tale realtà naturale risulta talmente incontaminata, che i prati intatti ne sono diventati le estensioni elisie in cui possono essere di passaggio solo i puri spiriti, le sole presenze che possono transitarvi lasciandoli così integri. Come le acque del fiume Lete le parole poetiche tramutano a tal punto le cose, che rendono decidue le impronte dolorose di ogni traccia mnestica, e l’anima può smaniare di rifarsi nuovamente carne e sangue, di avere di nuovo, la misera, “lucis …dira cupido” ( Virgilio, Eneide VI, 721), come smaniano di riassumere un corpo le anime elisie dell’oltremondo virgiliano, che dalle acque del Lete siano state rese immemori della propria esistenza terrena antecedente.&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;1) Seamus Heaney si riferisce all’edizione dell’Eneide edita dalla Loeb Classic Library&lt;br /&gt;2) Eneide VI, 704-705 “Interea videt Aeneas in valle reducta/ Seclusum nemus et virgulta sonantia silvae”&lt;br /&gt;3) “Se il lago Beg segnava un limite del terreno dell’immaginazione, Slieve Gallon ne segnava un altro. Slieve Gallon è una montagnola nella direzione opposta, che porta l’occhio sui pascoli e i terreni arati e i boschi lontani di Moyola Park, lontano verso Grove Hill e Back Park e Castledawson” Attenzioni, Preoccupations. Prose scelte 1968-1978 Editore Fazi, 2004, pg.9&lt;br /&gt;4) Eneide VI, 705 “Lethaeumque ( Videt Aeneas) domos placidas qui praenatat amnem”. Sono le sedi dei beati che lambiscono le acque del Lete.&lt;br /&gt;5) Eneide, VI, 706 -709 “Hunc circum innumerae gentes populique volabant:/Ac velut ij pratis ubi apes aestate serena / floribus insidunt variis et candida circum/ Lilia funduntur, strepit omnis murmure campus”.&lt;br /&gt;6) Vedi nota precedente&lt;br /&gt;7) Letteralmente “ impennata”, l’erba, in steli e spighe e infiorescenze, e dunque rigogliosa e composta come un piumaggio erto e compatto.&lt;br /&gt;8) Virgiliio, VI, 713-715 : “Tum pater Anchises: animae, quibus altera fato/ corpora debentur, Lethaei ad fluminis undam/ Securos latices et longa oblivia potant”&lt;br /&gt;9) Virgilio, Eneide, VI, 748-751 “ Has omnis, ubi mille rotam volvere per annos,/ Lethaeum ad fluvium deus evocat agmine magno, / Scilicet immemores supera ut convexa revisant/ Rursus et incipiant in corpore velle reverti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 26 novembre 2011&lt;br /&gt;Per Sumit Sen ( 2007-2009) &lt;br /&gt;Per Sumit Sen ( 2007-2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ O figlio mio, per te ho tentato tutto il possibile, &lt;br /&gt;ho convocato ogni combattente, ogni medico e sapiente, &lt;br /&gt;ad ogni dio per te mi sono piegato nel gemito,&lt;br /&gt;ma per te io non ho potuto fare niente.&lt;br /&gt;Non ho potuto riscattarti alla morte.&lt;br /&gt;La tua sorte non sta nelle mie mani.&lt;br /&gt;Il potere supremo è di Colui che è intangibile da ogni ingiuria,&lt;br /&gt;Al cui cospetto è impotente ogni forza del mondo"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riscrivendo Attar, Parole di Sufi Massime di Hasan al-Basri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;versione antecedente&lt;br /&gt;“ O figlio mio, per te ho tentato tutto il possibile, &lt;br /&gt;ho convocato ogni combattente, ogni supplice e sapiente, &lt;br /&gt;ogni più incantevole giovane ornata di ogni ricchezza,&lt;br /&gt;ad ogni dio per te mi sono piegato nel gemito&lt;br /&gt;ma non ho potuto riscattarti alla morte.&lt;br /&gt;Io non ho potuto fare niente.&lt;br /&gt;La tua sorte non è nelle mie mani.&lt;br /&gt;Il potere supremo è di Colui che è intangibile da ogni ingiuria,&lt;br /&gt;Al cui cospetto è impotente ogni forza del mondo"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riscrivendo Attar, Parole di Sufi Massime di Hasan al-Basri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Virgilio, Seamus Heaney, EGLOGA IX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: Where are you headed, Moeris? Into town?&lt;br /&gt;MOERIS: The things we have lived to see. . . The last thing &lt;br /&gt;You could've imagined happening has happened. &lt;br /&gt;An outsider lands and says he has the rights &lt;br /&gt;To our bit of ground. "Out, old hands," he says, &lt;br /&gt;"This place is mine." And these kid-goats in the creel – &lt;br /&gt;Bad cess to him—these kids are his. All's changed.&lt;br /&gt;LYCIDAS: The story I heard was about Menalcas, &lt;br /&gt;How your song-man's singing saved the place, &lt;br /&gt;Starting from where the hills go doubling back &lt;br /&gt;And the ridge keeps sloping gently to the water, &lt;br /&gt;Right down to those old scraggy-headed beech trees.&lt;br /&gt;MOERIS: That's what you would have heard. But songs and tunes &lt;br /&gt;Can no more hold out against brute force than doves &lt;br /&gt;When eagles swoop. The truth is, Lycidas, &lt;br /&gt;If I hadn't heard the crow caw on my left &lt;br /&gt;In our hollow oak, I'd have kept on arguing &lt;br /&gt;And that would've been the end of the road, for me &lt;br /&gt;That's talking to you, and for Menalcas even.&lt;br /&gt;LYCIDAS: Shocking times. Our very music, our one consolation, &lt;br /&gt;Confiscated, all but. And Menalcas himself &lt;br /&gt;Nearly one of the missing. Who would there be to sing &lt;br /&gt;Praise songs to the nymphs? Who hymn the earth &lt;br /&gt;To grow wild flowers and grass, and shade the wells &lt;br /&gt;With overhanging green? Who sing the song &lt;br /&gt;I listened to in silence the other day &lt;br /&gt;And learned by heart as you went warbling it, &lt;br /&gt;Off to the Amaryllis we all love? &lt;br /&gt;The one that goes, "O herd my goats for me, &lt;br /&gt;Tityrus, till I come back. I wont be long. &lt;br /&gt;Graze them and then water them, and watch &lt;br /&gt;The boyo with the horns doesn't go for you."&lt;br /&gt;MOERIS: And then there was that one he never finished, &lt;br /&gt;Addressed to Varus, about a choir of swans &lt;br /&gt;Chanting his name to the stars, "should Mantua &lt;br /&gt;Survive, Mantua too close to sad Cremona."&lt;br /&gt;LYCIDAS: If you've any song to sing, then sing it now &lt;br /&gt;So that your bees may swerve off past the yew trees, &lt;br /&gt;Your cows in clover thrive with canted teats &lt;br /&gt;And tightening udders. The Pierian muses &lt;br /&gt;Made me a poet too, I too have songs, &lt;br /&gt;And people in the country call me bard, &lt;br /&gt;But I'm not sure: I have done nothing yet &lt;br /&gt;That Varius or Cinna would take note of. &lt;br /&gt;I'm a squawking goose among sweet-throated swans.&lt;br /&gt;MOERIS: I'm quiet because I'm trying to piece together &lt;br /&gt;As best I can a song I think you'd know: &lt;br /&gt;"Galatea," it goes, "come here to me. &lt;br /&gt;What's in the sea and the waves that keeps you spellbound? &lt;br /&gt;Here earth breaks out in wildflowers, she rills and rolls &lt;br /&gt;The streams in waterweed, here poplars bend &lt;br /&gt;Where the bank is undermined and vines in thickets &lt;br /&gt;Are meshing shade with light. Come here to me, &lt;br /&gt;Let the mad white horses paw and pound the shore."&lt;br /&gt;LYCIDAS: There was something I heard you singing by yourself &lt;br /&gt;One night when the sky was clear. I have the air &lt;br /&gt;So maybe I'll get the words. "Daphnis, Daphnis, why &lt;br /&gt;Do you concentrate your gaze on the old stars? &lt;br /&gt;Look for the star of Caesar, rising now, &lt;br /&gt;Star of corn in the fields and hay in haggards, &lt;br /&gt;Of clustered grapes gone purple in the heat &lt;br /&gt;On hillsides facing south. Daphnis, now is the time &lt;br /&gt;To plant the pear slips for your children's children."&lt;br /&gt;MOERIS: Age robs us of everything, of our very mind. &lt;br /&gt;Many a time I remember as a boy &lt;br /&gt;Serenading the slow sun down to rest, &lt;br /&gt;But nowadays I'm forgetting song after song &lt;br /&gt;And my voice is going: maybe the wolves have blinked it. &lt;br /&gt;But Menalcas will keep singing and keep the songs.&lt;br /&gt;LYCIDAS: Come on, don't make excuses, I want to hear you &lt;br /&gt;And now's your chance, now this hush has fallen &lt;br /&gt;Everywhere—look -- on the plain, and every breeze &lt;br /&gt;Has calmed and quieted. We've come half-way. &lt;br /&gt;Already you can see Bianor's tomb &lt;br /&gt;Just up ahead. Here where they've trimmed and faced &lt;br /&gt;The old green hedge, here's where we're going to sing. &lt;br /&gt;Set that creel and those kid-goats on the ground. &lt;br /&gt;We'll make it into town in all good time, &lt;br /&gt;Or if it looks like rain when it's getting dark, &lt;br /&gt;Singing shortens the road, so we'll walk and sing. &lt;br /&gt;Walk then, Moeris, and sing. I'll take the kids.&lt;br /&gt;MOERIS: That's enough of that, my boy. We've a job to do. &lt;br /&gt;When the real singer comes, we'll sing in earnest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA &lt;br /&gt;Dove ti rechi, Meri? In città?&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;Vivere quello che abbiamo vissuto &lt;br /&gt;Per vedere …L’ultima cosa&lt;br /&gt;Che avresti immaginato che accadesse&lt;br /&gt;È accaduta. Ti capita un estraneo &lt;br /&gt;Che accampa ogni diritto&lt;br /&gt;Sul tuo pezzo di terra “ Fuori, mal arnese”,&lt;br /&gt;Egli grida, “ E’ mio questo fondo”&lt;br /&gt;E questi capretti nella cesta- Vada alla malora-&lt;br /&gt;Sono suoi anch’essi. E’ cambiato tutto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Ho sentito una storia del genere&lt;br /&gt;Quanto a Menalca,&lt;br /&gt;Come il tuo cantore abbia con il canto&lt;br /&gt;Salvato il podere&lt;br /&gt;Da dove le colline ne retrocedono &lt;br /&gt;E i dolci declivi giungono all’acqua, &lt;br /&gt;Giù fino a quei vecchi faggi scalvati in cima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;E’ quanto avresti dovuto sentir dire. &lt;br /&gt;Ma melodie e canti &lt;br /&gt;Di più non possono contro la forza bruta &lt;br /&gt;Che le colombe quando piombano le aquile&lt;br /&gt;La verità, Licida, è che se non avessi&lt;br /&gt;Udito a sinistra gracchiare il corvo&lt;br /&gt;Nella nostra quercia cava, non avrei&lt;br /&gt;Smesso di litigare, e questo per me&lt;br /&gt;Che ti parlo, come per lo stesso Menalca,&lt;br /&gt;Sarebbe stata la fine dell’andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Tempi sconvolgenti. La nostra vera musica,&lt;br /&gt;Nostro solo conforto, pressoché confiscata&lt;br /&gt;Per poco lo stesso Menalca&lt;br /&gt;Tra i perduti. Chi ora qui canterebbe &lt;br /&gt;Lodi alle ninfe? Chi inni alla terra&lt;br /&gt;Perché germini fiori di campo ed erbe,&lt;br /&gt;E adombri i pozzi con sovrastante verde ?&lt;br /&gt;Cantando il canto che l’altro giorno&lt;br /&gt;Udii in silenzio, tenendolo io a mente ( memorizzandolo)&lt;br /&gt;Così come lo venivi gorgheggiando, &lt;br /&gt;Volto ad Amaryllis, di noi tutti amore (che noi tutti amiamo )? &lt;br /&gt;Quello che fa, “ Oh, radunami le capre, &lt;br /&gt;Tityro, fino a quando io non torni. Non intendo&lt;br /&gt;Stare via a lungo. Abbeverale&lt;br /&gt;E poi pascile, e adocchia&lt;br /&gt;Che il bricco cornuto non t’attacchi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;E che dire di quell’altro che lasciò incompiuto,&lt;br /&gt;Rivolto a Varo, su di un coro di cigni&lt;br /&gt;Che canta(va) il suo nome fino alle stelle,&lt;br /&gt;“Sia Mantova superstite, Mantova&lt;br /&gt;Troppo vicina all’ infelice Cremona”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Se tu hai un qualsiasi canto da cantare, tu ora cantalo, allora.&lt;br /&gt;Cosicché le tue api eludano i tassi,&lt;br /&gt;Le tue vacche crescano rigogliose nel trifoglio, con penduli capezzoli&lt;br /&gt;E pregne mammelle (astringentisi). Le muse di Pieria&lt;br /&gt;Pure di me fecero un poeta, io pure posso esibire canti&lt;br /&gt;E la gente nel contado mi considera bardo:&lt;br /&gt;Ma io ne dubito: non ho ancora prodotto nulla&lt;br /&gt;Di cui Vario o Cinna terrebbero conto.&lt;br /&gt;Sono un’oca che gracida tra cigni dalla dolce ugola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;Sono assorto nella ricerca di ricomporre, &lt;br /&gt;Come meglio posso, una canzone che penso tu conosca.&lt;br /&gt;“ Galatea,” fa, “vienimi accanto.&lt;br /&gt;Che c’è tra le onde del mare &lt;br /&gt;Che ti lascia incantata?&lt;br /&gt;Qui la terra si sbreccia in fiori di campo,&lt;br /&gt;Suo è il rollio irriguo di rivoli&lt;br /&gt;Tra l’elodea, qui i pioppi s’inflettono &lt;br /&gt;Dove infranto è l’argine/ dov’è eroso l’argine/ e viti inviluppate&lt;br /&gt;Reticolano ombre e luce. Vienimi accanto.&lt;br /&gt;Lascia che i folli cavalli bianchi &lt;br /&gt;frangano le acque scalpitando.&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;C’è un assolo ch’io ti udii cantare &lt;br /&gt;Una notte che il cielo era terso. Ho in mente l’aria,&lt;br /&gt;Così troverò forse le parole. “ Dafni, perché, Dafni&lt;br /&gt;Fissi il tuo sguardo sulle antiche stelle?&lt;br /&gt;Cerca la stella di Cesare, che sta sorgendo,&lt;br /&gt;Stella del grano nei campi e delle fienagioni ( sparse),&lt;br /&gt;Degli acini a grappoli che imporporano nel calore&lt;br /&gt;Su crinali volti al sud. Dafni, ora è il tempo&lt;br /&gt;D’ innestare il pero per i figli dei tuoi figli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI &lt;br /&gt;Gli anni ci privano di tutto, del nostro vero spirito.&lt;br /&gt;Mi ricordo di quante mie serenate da giovinetto&lt;br /&gt;Al lento calare del sole a riposarsi,&lt;br /&gt;Ma ora mi smemoro di una canzone dopo l’altra&lt;br /&gt;E la mia voce se ne sta andando: forse i lupi l’hanno resa fioca. &lt;br /&gt;Ma Menalca continuerà a cantare e a preservare i canti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Entra in gioco, senza ( niente) scuse, voglio sentirti cantare.&lt;br /&gt;Ed ora è la tua occasione, ora che questo silenzio &lt;br /&gt;E’ calato ovunque- vedi- sulla pianura, e che ogni brezza&lt;br /&gt;E’ quiete e calma. Siamo a metà&lt;br /&gt;Del nostro cammino. Già puoi vedere la tomba di Bianore&lt;br /&gt;Un poco più oltre. Qui dove hanno cimato e raso &lt;br /&gt;La vecchia siepe verde, è dove ci accingeremo al canto.&lt;br /&gt;Posa a terra quella cesta e quei capretti.&lt;br /&gt;Li consegneremo in tempo in città,&lt;br /&gt;O se sembra che piova all’oscurarsi,&lt;br /&gt;Al canto si abbrevierà il percorso, procederemo così cantando. &lt;br /&gt;Allora/Dunque vai, Meris, e canta. Prenderò io i capretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;Non insistere, giovane mio. Abbiamo un lavoro da compiere.&lt;br /&gt;Quando il vero cantore sopraggiunga, allora noi canteremo (potremo cantare) per davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commento&lt;br /&gt;In Electric Light ( 2001) la traduzione della Egloga nona di Virgilio si colloca tra Red, White and Blue, che la preannuncia nell’ultimo verso ( “And we are borne- sweet diction- south and shout”) e la Glanmore Eclogue, che a sua volta è modellata sull’ Egloga Prima delle Bucoliche. In tal senso Seamus Heaney sembra accreditare la tradizione interpretativa, risalente a Probo, che considera l’Egloga Nona antecedente alla Prima, in quanto in essa Virgilio avrebbe dapprima espresso il lamento del danno infertogli con la confisca dei propri terreni a vantaggio dei veterani di guerra, per poi dare voce nell’ Egloga Prima a tutta la propria gratitudine ad Augusto per il beneficio della loro restituzione .La propria esperienza personale che Seamus Heaney ha trasposto in quella rievocata da Virgilio nelle due Egloghe, è il suo trasferimento dall’Irlanda del Nord nella contea di Wicklow, nel cottage di Glanmore presso Dublino. La forza bruta contro cui non possono nulla le melodie e i canti del poeta, sono gli odi civili e l’esposizione al rischio in cui sotto la dominazione anglo-protestante versava la sua esistenza quotidiana nell’Ulster. Contro tale violenza storica, trasponendosi in Menalca ed in Meri, egli lamenta il cedimento remissivo che gli è stato imposto, per garantirsi il salvacondotto che gli ha assicurato la messa in sicurezza personale, accusa la sospensione della propria voce poetica resa fioca dagli “ Shocking times “, in attesa di tempi più propizi per il proprio avvento ulteriore con la propria grande poesia, E’ nella Glanmore Eglogue, piuttosto, che S. Heaney attua “una messa in scena suoi risorgenti sensi di colpa e timori di evasione idillica rispetto a una realtà intrisa di sangue e di scelera”, come sostiene Roberto Nassi a proposito della traduzione stessa dell’ Egloga Nona. Rispetto al testo di Virgilio, come ha rilevato lo stesso Nassi nel suo mirabile commento, ricorrono soltanto alcuni ritocchi, ma assai significativi, in quanto in luogo dell’indignazione virgiliana vi trova espressione la rassegnazione civile di Heaney, entro un arrangiamento complessivo della sua traduzione che ne determina un abbassamento di registro rispetto a quello virgiliano. Gli espedienti salienti ne sono l’ elisione generalizzata dell’amplificatio, “ la soppressione degli epiteti preziosi, eziologici, e dei riferimenti celebrativi”. ( Per una analisi più puntuale vedasi quanto del saggio in questione è stato trasposto nelle note di questo commento3). Le varie versioni di questa traduzione dell’Egloga Nona contengono la sola variante “ my boy” in luogo della originaria “ Young yellow” del testo originario, a quanto si è potuto attestare. La mia traduzione in italiano della versione dell’Egloga Nona di Seamus Heaney, l’ha ricondotta in terra virgiliana sotto le spoglie di un italiano colloquiale, ho cercato di mantenermi così fedele all’ abbassamento di tono di Seamus Heaney reinventandolo in corrispondenti modi di dire comuni ma particolari dell’italiano, altrimenti, se mi fossi attenuto all’osservanza stretta e al ricalco diretto delle locuzioni linguistiche adottate da Heaney, avrei tramutato. la sua scioltezza linguistica in genericità ordinaria, al limite della sciattezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] “Virgilio bucolico per ritrovare la gioia del canto senza tema di facili evasioni non aveva forse altra possibilità ai nostri giorni che trasferirsi da Mantova a Glanmore o a Bann Valley.“And we are borne – sweet diction – south and south”, l’ultimo verso di “Red, White and Blue”, quattordicesima poesia della raccolta, ci porta dritti dritti dall’Irlanda al mantovano, alla dolce dizione dei pastori cantori e alla dura realtà dell’esproprio delle terre.” rileva Roberto Nassi in Attualizzazioni Novecentesche del Genere bucolico I casi di Zanzotto ed Heaney &lt;br /&gt;[2] “Ma è anche, nonostante lo stesso eccelso tra i rustici cantori Menalca abbia visto in faccia la morte e sia salvo per miracolo, un atto di fede nell’umanità del canto, ricchezza inespropriabile cui comunque – nella chiusa dell’ecloga – è affidata l’ultima parola “carmina tum, melius, cum venerit ipse, canemus.”E, a confermare la specifica centralità di questa fede inalienabile in Heaney, basterà osservare che uno dei rari, e tra questi il più vistoso, luoghi in cui la rimodulazione dell’irlandese si distende nell’amplificatio è l’incipit del terzo intervento di Lycidas. In Virgilio reagisce d’impulso alla notizia che lo stesso Menalca ha rischiato la vita, abbandonandosi a un’esclamazione di stupito dolore e a un incalzare di domande che l’animo vorrebbe, ma la realtà non concede, retoriche:&lt;br /&gt;Heu, cadit in quemquam tantum scelus? heu, tua nobis&lt;br /&gt;pene simul tecum solacia rapta, Menalca ?&lt;br /&gt;Quis caneret Nymphas? [...]&lt;br /&gt;In Heaney la reazione del pastore è improntata a una più desolata rassegnazione. La scelleratezza dei tempi è accolta come dato di fatto e ineluttabile cui tutto cede tranne la consolazione del canto:&lt;br /&gt;Shocking times. Our very music, our one consolation,&lt;br /&gt;confiscated, all but. And Menalcas himself&lt;br /&gt;nearly one of the missing. Who would there be to sing&lt;br /&gt;praise songs to the nymphs? [...]&lt;br /&gt;Mai come in quest’ecloga, in cui i pastori, in tanta tristezza pure ripescano nella memoria l’armoniosa dolcezza dei canti più vari, per dirla con un’espressione cara a Heaney, “the imagination presses back against the pressure of reality”. L’ecloga anzi dialettizza al suo interno, come in una vivacissima mise en abyme, questa suprema funzione della poesia che la rende “veicolo dell’armonia del mondo” come sosteneva Nadezhda Mandelstam in un passo citato dallo stesso Heaney che vale la pena riportare per intero: The work of the poet, as a vehicle of world harmony, has a social character – that is, it is concerned with the doings of the poet’s fellow men, among whom he lives and whose fate he stares. He does not speak “for them”, but with them, nor does he set himself apart from them: otherwise he would not be a source of truth. “( R. Nassi ibidem)&lt;br /&gt;[3] “All’inverso è costante la soppressione degli epiteti preziosi, eziologici, e dei riferimenti celebrativi. Così, per fare un solo esempio dell’uno e dell’altro caso, si noti che, nei versi sopra citati, le “Chaonias columbas” virgiliane diventano semplicemente “doves”; l’apostrofe celebrativa a Varo intonata da Moeris è declinata nella versione inglese in un discorso riportato, mentre è Mantova la destinataria dell’invocazione diretta e la sua sopravvivenza l’oggetto della speranza del pastore. Le mucche, poi, si cibano dell’irlandese “clover” (trifoglio) anziché dell’esotico (ma ugualmente trifogliato) “cytisum”! “ ( R. Nassi ibidem)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-253379106806046690?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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E in Dio il mio respiro cerca l' inalatore di vita. Lo stesso Dio che dovrei amare ugualmente, se ...&lt;br /&gt;se ora qui stesse a scrivere il mio povero Io che quando nelle sue aspettative si illudeva di volgere al termine della sua tragedia lavorativa, da ciò che contempla l'attuale manovra di governo fosse stato disfatto nella sua vita di fronte, tramutatasi nel  tormento atroce del supplizio aggiuntivo di sette anni di insegnamento ulteriore, in ancora classi, dopo classi che della sua sensibilità vulnerabile inevitabilmente se ne approfitterebbero e gli si accanirebbero contro per distruggerlo in ogni sua resistenza residua, fino a che nel 2018 non giunga- e come, anche in virtù della grazia?-, così al compimento del mio e suo sessantasettesimo anno, chiedendosi, tra un compito e l'altro ancora da correggere, come per altri sette anni possa reggere alla tensione di pervenire ogni estate a morire di nuovo nel separarsi ancora da Kailash e dai nostri cari bambini, invece, ancora attonito di non essere rimasto sommerso, di ritrovarmi ora da quasi due mesi già in pensione per le mie inidoneità, libero di andare in India o altrove nel mondo quando io voglia, di fare dal mattino alla sera quel che mi interessa e davvero mi aggrada...&lt;br /&gt;" o Meliboee, Deus nobis haec otia fecit"&lt;br /&gt;O Melibeo, un Dio mi ha donato questa pace...&lt;br /&gt;Ille meas errare boves, ut cernis, et ipsum&lt;br /&gt;ludere quae vellem calamo permisit agresti".&lt;br /&gt;And time to yourself. You’ve landed on your feet.&lt;br /&gt;If you can’t write now, when you will ever write?&lt;br /&gt;E Tempo per me stesso. Sono proprio caduto in piedi.&lt;br /&gt;Se non ora, quando mai potrò scrivere?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mese or sono avevo da poco dovuto lasciare la scuola di colpo, mi ero appena dimesso, pensionandomi, senza più stipendio, nell'incognita assoluta del mio effettivo futuro, era appena ricaduto ammalato dopo che avevo subito un intervento operatorio e una lunga degenza domestica, e Kailash, che senza il mio aiuto non dispone che degli occhi per piangere o della sua miseria per riderne,  mi aveva telefonato il meno possibile per risparmiare soldi.&lt;br /&gt;"Mi hai lasciato solo..." gli ho detto una delle poche volte che con lui le settimane scorse mi sono lamentato, che ho ritenuto che ne valesse la pena, che nel donarmi potessi avere voce per potergli chiedergli, oppresso dall'angoscia che il mio sogno di felicità che si stava adempiendo al di là di ogni più confortante aspettativa, con l'accertamento dell'ammontare della mia pensione, dell'entità della liquidazione corrispostami, fosse insidiato da ciò che poteva essere all'origine della tosse, che ogni volta che tentavo di parlare, da un mese mi assaliva nella gola senza darmi respiro,  per commutarsi nell'occlusione catarrale (dei condotti acustici) che mi fa ora evitare di intraprendere ogni ascolto e contatto, talmente seguito a sentire poco in una mia foschia mentale.&lt;br /&gt;"Ma Tu non sei solo" mi ha replicato anche oggi, quando se non ero io che gli telefonavo distogliendolo dai turisti in hotel, neanche oggi mi avrebbe raggiunto per telefono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.....................&lt;br /&gt;" La lady sud coreana, il cliente italiano con cui stavo parlando non sono niente per me. Tu solo conti, nella mia mente. E la tua vita è la mia vita. Non ho altri progetti che con te. Ti aspetto. I' m waiting for you".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-6039624040483135713?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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La Chiesa e l’amore del prossimo in quanto donazione gratuita di un amore più forte che la morte, non possono non essere più universali e radicali di ogni umanitarismo politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Essere di sinistra vuol dire inseguire un progetto che possa far  bene all'Africa e all'Asia mentre fa bene a noi; perché un progetto simile deve esistere, altrimenti l'umanità è obbligata a ripetere cicli di errori e di tragedie.&lt;br /&gt;“La Storia siamo noi, nel senso che possiamo influire sul corso degli eventi. Riusciremo a farlo solo se troviamo una narrazione comune che tenga insieme i bisogni e le aspirazioni  non di una sola categoria, non di una sola nazione, ma dell'umanità intera” ( Federico Rampini)&lt;br /&gt;Non è difficile individuare in politica ciò che può fare bene in generale, la diminuzione dei costi delle materie prime e dei consumi di acqua e di  energie fossili, più  colture alimentari e meno biocarburanti…, difficile è che il bene comune diventi senso comune e farlo valere tramite i rapporti di forza, ottenere che si attui attraverso la competizione e la sfida. Qui ed ora, di sicuro, esso richiede che si rafforzi l’unità politica europea sovranazionale, e che  l’ avvento dell’unità europea corrisponda innanzitutto ad un’altra intelligenza economica che non il monetarismo imperante.( ch’è l’equivalente della terapia sanitaria del salasso).  &lt;br /&gt;E’ comunque esaltante quanto la grande crisi occidentale e insieme le nuove tecnologie, al pari dello squilibrio crescente  in India e in Cina, o in Brasile, tra i più alti livelli di sviluppo planetari e gli equilibri ambientali e le aspettative di vita immensamente  maggiori che sollecitano e che lasciano miseramente  insoddisfatte, rendano possibili e ci inducano a modalità d’accesso ai beni ed a un loro uso, a un riconoscimento di  eccellenze e alla valorizzazione di modi di vivere bene, che prescindono dalla proprietà e dalla ricchezza  e dai valori e dalle gerarchie di mercato,  attualizzando l’”altissima paupertate”delle regole monacali ( si vedano Giorgio Agamben, o Enzo Bianchi), in una economia globale di mercato che non determini società civili di mercato. Ed è questo il grande ruolo di una politica capace di Stewardship, di  guidare verso orizzonti lontani ( sempre secondo Federico Rampini in Alla Mia Sinistra). &lt;br /&gt;Altro che leggero cambio degli stili di vita!La ricerca di  nuovi stili di vita che ripropone  Federico Rampini anche nel suo ultimo bel libro "Alla mia sinistra", in Italia è ad esempio quanto già anima collettivamente coloro che aderiscono al movimento slow food Terra Madre di Carlo Petrini, ed è conforme, ad ulteriore esempio, a quanto persegue l’ecclesialità cattolica interdiocesana, allorchè nel Nord Est cerca di diffondere nuovi sobri stili di vita quali quelli proposti da  padre Adriano Sella, o è inerente all’operare di  numerosi movimenti buddistici, come il Progetto Essere Pace o il  gruppo Terra Nuova, ispirati ai principi del grande   monaco vietnamita Thich Nhat Hanh &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ inevitabile, senza che ciò significhi necessariamente decrescita,  che le generazioni successive alla mia perdano tanto più i diritti del Welfare quanto meno si adattano a forme di vita che richiedono meno acquisto di beni e meno consumo di risorse e di energie. L’alibi ricorrente cui  ricorrono i ricchi dei paesi emergenti,  per non  limitare gli sprechi immensi dei loro modi di vita devastanti, è che non capiscono perché debbano farli, se è per sacrificarsi all’egoismo occidentale. Intanto l’Africa sta raddoppiando demograficamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel costruire così una storia comune, occorre distinguere tra i valori freddi a cui deve limitarsi  uno Stato laico, secolare - efficienza,  risparmio, rispetto delle regole-, e i valori caldi delle coscienze degli individui sociali. Dubito che i valori freddi  possano diventare conformismo civico, se non sono animati nei singoli da valori caldi quali l’ amore del bello, del vero e del bene, l'amore del prossimo o la sacralità della vita e della natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’accordo, per quanto riguarda lo stesso Federico Rampini, ch'egli dovrebbe mostrarsi più consapevole di ciò che sa e che sottoscriverebbe benissimo, che il mondo va avanti anche dove governa o domina la Destra. Una Sinistra ed una Destra tuttora sussistono e  devono sussistere ancora, in  ragione non di una  antitesi, ma di una diversa gerarchia dei valori condivisi,- si auspica. In ogni individuo sono presenti gli spiriti animali della propria categoria o classe di appartenenza,  o della propria età generazionale,  ed esistono, è vero, gli imprenditori che si sono suicidati perchè hanno dovuto licenziare i propri dipendenti, ma è più facile che siano  profittatori, anche bestiali, e che  anziché innovare tecnologicamente cerchino di avvantaggiarsi di bassi salari e agevolazioni fiscali, tramite l’assunzione in nero o la delocalizzazione, se non sono indotti a scelte virtuose dalla contrattazione o negoziazione, dalla conflittualità o dalla normative amministrative, statuali e sovranazionali Non illudiamoci. “Nessuno è buono” La contraddizione capitale lavoro magari non esiste, ma non è per pauperismo retrivo che è stato detto “ E più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Colui è' stato anche detto che occorre immettere vino nuovo in otri nuovi, ma ciò può verificarsi culturalmente attraverso le rivoluzioni di interi paradigmi, o innovando tradizioni spirituali e di pensiero.. Ma prego, non si ideologizzi la ricerca del nuovo in una  voga giovanilistica, sprezzante di ciò che è avanti negli anni e remoto nel tempo.Il parlare ossessivamente di vecchio e di giovane è innanzitutto un sintomo indubbio di un vuoto di idee, smascherato inesorabilmente dalla sua reiterazione verbale. Ma il“ giovanilismo” è altresì inquietante per chi  ha più memoria, pderchè la storia del secolo scorso ci insegna che il giovanilismo che identifica il nuovo in termini anagrafici, è la forma che tendono ad assumere i movimenti che si fanno regime, dal futurismo al rampantismo degli emergenti craxiani, di cui il berlusconismio è stata la fase estrema. Si è sofferto e perduto una vita per liberarcene e per liberarne i giovani.&lt;br /&gt;Ma un giovane dice parole verissime, che vanno oltre ciò che può voler dire, se obbietta che c'è una senilità che si appropria di qualcosa che non è suo.Direi di più, le nostre generazioni si sono venute appropriando del  futuro dei giovani. E' di natura inter-generazionale il conflitto presente tra garantiti e precari, tra occupati e disoccupati, e non poteva non ingenerare il Big Bang del dissidio dentro il Partito democratico. Ma la contrapposizione pregiudiziale della rottamazione, in forme dialettiche intollerabili- è forse una colpa disonorante che il proprio segretario di partito abbia l’età del proprio padre, o l’ex leader di governo quella della propria avola?-, non poteva che legittimare il deleterio arroccamento del gruppo dirigente da sostituire nella sua rivalsa- con un’arroganza che può ricordare l'orgoglio sprezzante del vecchio PCI, che si scrollava di dosso i dissidenti come fossero i pidocchi di un glorioso cavallo- Occorreva invece che si producesse la differenziazione del partito democratico e del riformismo in una feconda polarizzazione complementare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al rifiuto di ogni sviluppo o realtà duale- garantiti e precari, evasori e tartassati dal fisco,- ha un corrispettivo spirituale nell’adualismo che è l’orientamento prevalente nella teologia contemporanea e nella spiritualità indiana. &lt;br /&gt;Nell'esercizio della mistica della politica come inerenza alla vita nella sua pienezza, lo traduco nell’applicazione  del principio cristologico- calcedoniano-  che non sia  separato ciò che è indivisibile e che non sia confuso ciò che va distinto, nel far valere l’ istanza che le polarità  siano fecondamente complementari e non oppositivamente distruttive, siano esse  capitale e lavoro, Occidente e Oriente,  vecchi e giovani, destra e sinistra, (leopoldini e bersaniani, per i miei interlocutori del Big Bang)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pare che sia ovvio, in tutto quanto dico, che fare politica in Occidente è oggi difficile perché occorre fare accettare all’opinione comune l’inevitabilità del nostro impoverimento rispetto ai Paesi emergenti,  che i rapporti di forza del colonialismo si sono rovesciati, irreversibilmente Si tratta di puro realismo.&lt;br /&gt;Si guardino anche solo gli indicatori demografici, che preannunciano che la popolazione dell'Africa sta raddoppiando&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-8045938759318966888?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Ciò significa che il salire sul Monte con  Isacco, per l’ olocausto, era stato da egli inteso univocamente. La narrazione è puramente oggettiva perchè nessun  dubbio o incertezza ha sconvolto l’animo di Abramo, che in obbedienza assoluta a Dio era votato fin dall’inizio al sacrificio del figlio, nel rispetto della Legge, nonostante tutta la tenerezza e l’affetto che manifesta a Isacco. &lt;br /&gt;La vicenda di Abramo ed Isacco, attenendoci strettamente ai fatti, come fa Wénin, non ci  insegna l’assurdità  di  dare la morte oblativamente al figlio per non ucciderlo con il proprio possesso( sic, assurdamente, a pg. 87), di legarlo come olocausto per non legarlo a sè ( sic), ci rivela invece che se Dio apprezza il timore che ne ha Abramo, egli non gli ha chiesto né a noi chiede, per testimoniarglielo, di sacrificargli ciò che ci ha donato, ci insegna al contrariuo di goderne il Dono, lasciando che ciò che Dio ci ha donato dia i propri liberi frutti, e non mortificandone la libera vita con la propria  legalità. Abramo è l’Anti-Adamo perché ha obbedito per eccesso, sacrificando alla Legge il dono del figlio e la sua vitalità interiore.&lt;br /&gt;Il sacrificio del proprio Figlio può essere umanamente ammesso solo nel senso che occorre essere disposti a ridonare a Dio tutto quello che ci ha dato,  accettandone la perdita, non già causandola, con la promessa che in cambio del dono immediato di tutto, mediante la rinuncia che implica l’ accettazione della perdita più dolorosa, tutto riceveremo in cambio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lot e le sue Figlie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla Voce di Mantova di giovedì 10 novembre 2011, figura una libera trasposizione, di cui è autore il signor Gianfranco Mortoni, dei passi della Genesi che riferiscono quel che di certamente improponibile intercorse tra Lot e le sue figlie, un duplice incesto il cui reportage giustifica per il Mortoni una liquidazione senza appello della stessa Bibbia. “Te la do io la Bibbia”, egli conclude, usando parole in cui uno può udire l’eco oscura dell’interdizione ai fedeli del suo libero esame da parte dello stesso Magistero Pontificio, almeno dal 1471 fino alla “Dei Verbum” del 18 novembre 1965. Sono davvero desolato che la lettura della Bibbia abbia schifato o adontato così tanto il signor Mortoni, sviandolo a tal punto che ha rovesciato del tutto il procedere delle vicissitudini familiari che sono raccontate nei passi incriminati. Se uno non si fa oscurare la mente dai riflessi patriarcali che seguitano a condizionarci, secondo i quali l’iniziativa sessuale ha da essere del maschio, nei passi in questione non si legge, come Mortoni traspone, che sia stato Lot ad avvinazzarsi per abusare senza freni inibitori delle figlie, ma che al contrario, sono state le figlie ad ubriacare il padre per copulare con lui, e non certo perché lo vagheggiassero, ma perché in assenza di altri uomini non potevano altrimenti superare l’impasse di restare senza discendenza. E’ pur sempre un misfatto, senza se e senza ma, d’accordissimo, ma per biblisti reverendissimi, e antropologi e mitologi, ad un certo livello di lettura esso si rivela una faccenda del tutto illuminante, che non li riguarda più come sconcia indecenza. Si figuri, il caro signor Mortoni, che negli antichi testi vedici dell’induismo è Dio stesso, Prajapati, padre della creazione, che copula con la propria figlia, Usas, l’aurora, il cielo, e non una, ma più e più volte, secondo i Purana, o all’infinito, per tutte le coppie dell’universo che Prajapati ingenera sdoppiandosi in una controparte femminile, e la ragguaglio che è altrimenti incestuosa anche la coppia primordiale di Yama e Yami, fratello e sorella, di cui per giunta esiste la versione giapponese di Izanaki e Izanami.( vedi Raimon Panikkar, Il mito di Prajapati, La colpa originante ovvero l’immolazione creatrice, in Mito, ermeneutica e fede, pagine 91-95 in particolare). Non seguito oltre, con quanto accadde in tali contesti tra Manu e sua figlia, per non offendere il senso laico del pudore del signor Mortoni e di altri lettori. Me ne dispiace, in fede mia, peccato, davvero, perché si tratta di mitologia, non di storia, ed a seguirne il filo, quanto più il racconto sembra inammissibile, una nefandezza illogica assoluta, tanto più esso ci rivela la realtà prima ed ultima di tutte le cose. E ci disvela in tal caso, -secondo il biblista André Wénin, ad esempio – che quelle figlie e quel genitore dai precedenti non meno inquietanti- il padre le aveva già offerte agli abitanti di Sodoma perché non abusassero più di lui che dei due angeli, suoi ospiti maschi-, loro malgrado stanno subendo il limite che è la stessa mancanza che forse si rileva nel nostro interlocutore: ossia l’assenza di alterità ( di alterità culturale, sia ben inteso, nel nostro interlocutore. Che è indispensabile, egli mi creda, a fedeli ed infedeli, per perseguire lo scopo comune fondamentale di umanizzare gli uomini.).&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-7905310970988413836?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C6pRKtDrfUKoitmZkkVFw_znDzo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C6pRKtDrfUKoitmZkkVFw_znDzo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C6pRKtDrfUKoitmZkkVFw_znDzo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C6pRKtDrfUKoitmZkkVFw_znDzo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Odoricoamico/~4/GAVKX8jq2BU" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://odoricoamico.blogspot.com/feeds/1203291868521056694/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1181121641198520800&amp;postID=1203291868521056694&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/1203291868521056694?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/1203291868521056694?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Odoricoamico/~3/GAVKX8jq2BU/shocking-times.html" title="Shocking times" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://odoricoamico.blogspot.com/2011/12/shocking-times.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIHQX04cSp7ImA9WhRQFEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-5410902829750468813</id><published>2011-12-09T14:00:00.000-08:00</published><updated>2011-12-09T14:08:50.339-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-09T14:08:50.339-08:00</app:edited><title>Virgil Eclogue IX,,Virgilio Egloga IX ( traduzione di Seamus HYeaney)</title><content type="html">LYCIDAS: Where are you headed, Moeris? Into town?&lt;br /&gt; LICIDA &lt;br /&gt;Dove ti rechi, Meri? In città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOERIS: The things we have lived to see. . . The last thing &lt;br /&gt;     You could've imagined happening has happened. &lt;br /&gt;     An outsider lands and says he has the rights &lt;br /&gt;     To our bit of ground. "Out, old hands," he says, &lt;br /&gt;     "This place is mine." And these kid-goats in the creel – &lt;br /&gt;     Bad cess to him—these kids are his. All's changed.&lt;br /&gt; MERI&lt;br /&gt;Vivere quello che abbiamo vissuto &lt;br /&gt;Per vedere …L’ultima cosa&lt;br /&gt;Che avresti immaginato che accadesse&lt;br /&gt; È accaduta. Ti capita un estraneo &lt;br /&gt;Che accampa ogni diritto&lt;br /&gt;Sul tuo pezzo di terra “ Fuori, mal arnese”,&lt;br /&gt;Egli grida, “ E’ mio questo fondo”&lt;br /&gt;E questi capretti nella cesta- Vada alla malora-&lt;br /&gt;Sono suoi anch’essi. E’ cambiato tutto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: The story I heard was about Menalcas, &lt;br /&gt;     How your song-man's singing saved the place, &lt;br /&gt;     Starting from where the hills go doubling back &lt;br /&gt;     And the ridge keeps sloping gently to the water, &lt;br /&gt;     Right down to those old scraggy-headed  beech trees.&lt;br /&gt; LICIDA&lt;br /&gt;Ho sentito una storia del genere&lt;br /&gt;Quanto a Menalca,&lt;br /&gt;Come il tuo cantore abbia con il canto&lt;br /&gt;Salvato il podere&lt;br /&gt;Da dove le colline ne retrocedono &lt;br /&gt;E i dolci declivi giungono all’acqua, &lt;br /&gt;Giù fino a quei vecchi faggi scalvati in cima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOERIS: That's what you would have heard. But songs and tunes &lt;br /&gt;     Can no more hold out against brute force than doves &lt;br /&gt;     When eagles swoop. The truth is, Lycidas, &lt;br /&gt;     If I hadn't heard the crow caw on my left &lt;br /&gt;     In our hollow oak, I'd have kept on arguing &lt;br /&gt;     And that would've been the end of the road, for me &lt;br /&gt;     That's talking to you, and for Menalcas even.&lt;br /&gt; MERI&lt;br /&gt;E’ quanto avresti dovuto sentir dire. &lt;br /&gt;Ma melodie e canti &lt;br /&gt;Di più non possono contro la forza bruta &lt;br /&gt;Che le colombe quando piombano le aquile&lt;br /&gt;La verità, Licida, è che se non avessi&lt;br /&gt;Udito a sinistra gracchiare il corvo&lt;br /&gt;Nella nostra quercia cava, non avrei&lt;br /&gt;Smesso di litigare, e questo per me&lt;br /&gt;Che ti parlo, come per lo stesso Menalca,&lt;br /&gt;Sarebbe stata la fine dell’andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: Shocking times. Our very music, our one consolation, &lt;br /&gt;     Confiscated, all but. And Menalcas himself &lt;br /&gt;     Nearly one of the missing. Who would there be to sing &lt;br /&gt;     Praise songs to the nymphs? Who hymn the earth &lt;br /&gt;     To grow wild flowers and grass, and shade the wells &lt;br /&gt;     With overhanging green? Who sing the song &lt;br /&gt;     I listened to in silence the other day &lt;br /&gt;     And learned by heart as you went warbling it, &lt;br /&gt;     Off to the Amaryllis we all love? &lt;br /&gt;       The one that goes, "O herd my goats for me, &lt;br /&gt;     Tityrus, till I come back. I wont be long. &lt;br /&gt;     Graze them and then water them, and watch &lt;br /&gt;     The boyo with the horns doesn't go for you."&lt;br /&gt; LICIDA&lt;br /&gt;Tempi sconvolgenti. La  nostra vera musica,&lt;br /&gt;Nostro solo conforto, pressoché confiscata&lt;br /&gt;Per poco lo stesso Menalca&lt;br /&gt;Tra i perduti. Chi ora qui canterebbe &lt;br /&gt;Lodi alle ninfe? Chi inni alla terra&lt;br /&gt;Perché germini fiori di campo ed erbe,&lt;br /&gt;E adombri i pozzi con sovrastante verde ?&lt;br /&gt;Cantando  il canto che l’altro giorno&lt;br /&gt;Udii in silenzio, tenendolo io a mente ( memorizzandolo)&lt;br /&gt;Così  come lo venivi gorgheggiando, &lt;br /&gt;Volto ad Amaryllis,  di noi tutti amore (che noi tutti amiamo )? &lt;br /&gt;Quello che fa, “ Oh, radunami le capre, &lt;br /&gt;Tityro, fino a quando io non torni. Non intendo&lt;br /&gt;Stare via a lungo. Abbeverale&lt;br /&gt; E poi pascile, e adocchia&lt;br /&gt;Che il bricco cornuto non t’attacchi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOERIS: And then there was that one he never finished, &lt;br /&gt;     Addressed to Varus, about a choir of swans &lt;br /&gt;     Chanting his name to the stars, "should Mantua &lt;br /&gt;     Survive, Mantua too close to sad Cremona."&lt;br /&gt; MERI&lt;br /&gt;E che dire di quell’altro che lasciò incompiuto,&lt;br /&gt;Rivolto a Varo, su  di un  coro di cigni&lt;br /&gt;Che canta(va) il suo nome fino alle stelle,&lt;br /&gt;“Sia Mantova superstite, Mantova&lt;br /&gt;Troppo vicina all’ infelice Cremona”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: If you've any song to sing, then sing it now &lt;br /&gt;     So that your bees may swerve off past the yew trees, &lt;br /&gt;     Your cows in clover thrive with canted teats &lt;br /&gt;     And tightening udders. The Pierian muses &lt;br /&gt;     Made me a poet too, I too have songs, &lt;br /&gt;     And people in the country call me bard, &lt;br /&gt;     But I'm not sure: I have done nothing yet &lt;br /&gt;     That Varius or Cinna would take note of. &lt;br /&gt;     I'm a squawking goose among sweet-throated swans.&lt;br /&gt; LICIDA&lt;br /&gt;Se tu hai un qualsiasi  canto da cantare,  tu ora cantalo, allora.&lt;br /&gt;Cosicché le tue api eludano  i tassi,&lt;br /&gt;Le tue vacche crescano rigogliose nel trifoglio, con  penduli capezzoli&lt;br /&gt;E pregne  mammelle (astringentisi). Le muse di Pieria&lt;br /&gt; Pure di me fecero un  poeta,  io pure posso esibire canti&lt;br /&gt;E la gente nel contado mi considera bardo:&lt;br /&gt;Ma io ne dubito: non ho ancora prodotto nulla&lt;br /&gt;Di cui  Vario o Cinna terrebbero conto.&lt;br /&gt;Sono un’oca che gracida tra cigni dalla dolce ugola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOERIS: I'm quiet because I'm trying to piece together &lt;br /&gt;     As best I can a song I think you'd know: &lt;br /&gt;     "Galatea," it goes, "come here to me. &lt;br /&gt;     What's in the sea and the waves that keeps you spellbound? &lt;br /&gt;     Here earth breaks out in wildflowers, she rills and rolls &lt;br /&gt;     The streams in waterweed, here poplars bend &lt;br /&gt;     Where the bank is undermined and vines in thickets &lt;br /&gt;     Are meshing shade with light. Come here to me, &lt;br /&gt;     Let the mad white horses paw and pound the shore."&lt;br /&gt; MERI&lt;br /&gt;Sono assorto nella ricerca di ricomporre, &lt;br /&gt;Come meglio posso, una canzone che penso tu conosca.&lt;br /&gt; “ Galatea,” fa,  “vienimi accanto.&lt;br /&gt;Che c’è tra le onde del mare &lt;br /&gt;Che ti lascia incantata?&lt;br /&gt;Qui la terra si sbreccia  in fiori di campo,&lt;br /&gt;Suo è il rollio irriguo di rivoli&lt;br /&gt;Tra l’elodea, qui i pioppi s’inflettono &lt;br /&gt;Dove infranto è l’argine/ dov’è eroso l’argine/ e viti inviluppate&lt;br /&gt;Reticolano ombre e luce. Vienimi accanto.&lt;br /&gt;Lascia che i folli cavalli bianchi &lt;br /&gt;Frangano le acque scalpitando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: There was something I heard you singing by yourself &lt;br /&gt;     One night when the sky was clear. I have the air &lt;br /&gt;     So maybe I'll get the words. "Daphnis, Daphnis, why &lt;br /&gt;     Do you concentrate your gaze on the old stars? &lt;br /&gt;     Look for the star of Caesar, rising now, &lt;br /&gt;     Star of corn in the fields and hay in haggards, &lt;br /&gt;     Of clustered grapes gone purple in the heat &lt;br /&gt;     On hillsides facing south. Daphnis, now is the time &lt;br /&gt;     To plant the pear slips for your children's children."&lt;br /&gt; LICIDA&lt;br /&gt;C’è un assolo  ch’io ti udii cantare &lt;br /&gt;Una notte che il cielo era terso. Ho in mente l’aria,&lt;br /&gt;Così troverò forse  le parole. “ Dafni, perché, Dafni&lt;br /&gt;Fissi il tuo sguardo sulle antiche stelle?&lt;br /&gt;Cerca la stella di Cesare, che sta sorgendo,&lt;br /&gt;Stella del  grano nei campi e delle fienagioni ( sparse),&lt;br /&gt;Degli acini a grappoli che imporporano nel calore&lt;br /&gt;Su crinali  volti al sud. Dafni, ora è il tempo&lt;br /&gt;D’ innestare il pero per i figli dei tuoi figli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOERIS: Age robs us of everything, of our very mind. &lt;br /&gt;     Many a time I remember as a boy &lt;br /&gt;     Serenading the slow sun down to rest, &lt;br /&gt;     But nowadays I'm forgetting song after song &lt;br /&gt;     And my voice is going: maybe the wolves have blinked it. &lt;br /&gt;     But Menalcas will keep singing and keep the songs.&lt;br /&gt; MERI &lt;br /&gt;Gli anni ci privano di tutto,  del nostro vero spirito.&lt;br /&gt;Mi ricordo di quante  mie serenate da giovinetto&lt;br /&gt;Al lento calare del sole a riposarsi,&lt;br /&gt;Ma  ora  mi smemoro di una canzone dopo l’altra&lt;br /&gt;E  la mia voce se ne sta andando: forse i lupi l’hanno resa fioca. &lt;br /&gt;Ma Menalca continuerà a cantare e a preservare i canti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: Come on, don't make excuses, I want to hear you &lt;br /&gt;     And now's your chance, now this hush has fallen &lt;br /&gt;     Everywhere—look -- on the plain, and every breeze &lt;br /&gt;     Has calmed and quieted. We've come half-way. &lt;br /&gt;     Already you can see Bianor's tomb &lt;br /&gt;     Just up ahead. Here where they've trimmed and faced &lt;br /&gt;     The old green hedge, here's where we're going to sing. &lt;br /&gt;     Set that creel and those kid-goats on the ground. &lt;br /&gt;     We'll make it into town in all good time, &lt;br /&gt;     Or if it looks like rain when it's getting dark, &lt;br /&gt;     Singing shortens the road, so we'll walk and sing. &lt;br /&gt;     Walk then, Moeris, and sing. I'll take the kids.&lt;br /&gt; LICIDA&lt;br /&gt;Entra in gioco,  senza ( niente) scuse,  voglio sentirti cantare.&lt;br /&gt;Ed ora è la tua occasione, ora che questo silenzio &lt;br /&gt;E’ calato ovunque- vedi-  sulla pianura, e che ogni  brezza&lt;br /&gt;E’ quiete e calma. Siamo a metà&lt;br /&gt;Del nostro cammino. Già puoi vedere la tomba di Bianore&lt;br /&gt;Un poco più oltre. Qui dove hanno cimato e raso &lt;br /&gt;La vecchia siepe verde, è dove ci accingeremo al canto.&lt;br /&gt;Posa a terra quella cesta e quei capretti.&lt;br /&gt;Li consegneremo in tempo in città,&lt;br /&gt;O se sembra che piova  all’oscurarsi,&lt;br /&gt;Al  canto si abbrevierà il  percorso, procederemo così cantando. &lt;br /&gt;Allora/Dunque vai, Meris, e canta. Prenderò io i capretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOERIS: That's enough of that, my boy. We've a job to do. &lt;br /&gt;     When the real singer comes, we'll sing in earnest.&lt;br /&gt; MERI&lt;br /&gt;Non insistere, giovane mio. Abbiamo un lavoro da  compiere.&lt;br /&gt;Quando il vero cantore sopraggiunga, allora noi canteremo (potremo cantare) per davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LYCIDAS: Where are you headed, Moeris? Into town?&lt;br /&gt;MOERIS: The things we have lived to see. . . The last thing &lt;br /&gt;     You could've imagined happening has happened. &lt;br /&gt;     An outsider lands and says he has the rights &lt;br /&gt;     To our bit of ground. "Out, old hands," he says, &lt;br /&gt;     "This place is mine." And these kid-goats in the creel – &lt;br /&gt;     Bad cess to him—these kids are his. All's changed.&lt;br /&gt;LYCIDAS: The story I heard was about Menalcas, &lt;br /&gt;     How your song-man's singing saved the place, &lt;br /&gt;     Starting from where the hills go doubling back &lt;br /&gt;     And the ridge keeps sloping gently to the water, &lt;br /&gt;     Right down to those old scraggy-headed beech trees.&lt;br /&gt;MOERIS: That's what you would have heard. But songs and tunes &lt;br /&gt;     Can no more hold out against brute force than doves &lt;br /&gt;     When eagles swoop. The truth is, Lycidas, &lt;br /&gt;     If I hadn't heard the crow caw on my left &lt;br /&gt;     In our hollow oak, I'd have kept on arguing &lt;br /&gt;     And that would've been the end of the road, for me &lt;br /&gt;     That's talking to you, and for Menalcas even.&lt;br /&gt;LYCIDAS: Shocking times. Our very music, our one consolation, &lt;br /&gt;     Confiscated, all but. And Menalcas himself &lt;br /&gt;     Nearly one of the missing. Who would there be to sing &lt;br /&gt;     Praise songs to the nymphs? Who hymn the earth &lt;br /&gt;     To grow wild flowers and grass, and shade the wells &lt;br /&gt;     With overhanging green? Who sing the song &lt;br /&gt;     I listened to in silence the other day &lt;br /&gt;     And learned by heart as you went warbling it, &lt;br /&gt;     Off to the Amaryllis we all love? &lt;br /&gt;       The one that goes, "O herd my goats for me, &lt;br /&gt;     Tityrus, till I come back. I wont be long. &lt;br /&gt;     Graze them and then water them, and watch &lt;br /&gt;     The boyo with the horns doesn't go for you."&lt;br /&gt;MOERIS: And then there was that one he never finished, &lt;br /&gt;     Addressed to Varus, about a choir of swans &lt;br /&gt;     Chanting his name to the stars, "should Mantua &lt;br /&gt;     Survive, Mantua too close to sad Cremona."&lt;br /&gt;LYCIDAS: If you've any song to sing, then sing it now &lt;br /&gt;     So that your bees may swerve off past the yew trees, &lt;br /&gt;     Your cows in clover thrive with canted teats &lt;br /&gt;     And tightening udders. The Pierian muses &lt;br /&gt;     Made me a poet too, I too have songs, &lt;br /&gt;     And people in the country call me bard, &lt;br /&gt;     But I'm not sure: I have done nothing yet &lt;br /&gt;     That Varius or Cinna would take note of. &lt;br /&gt;     I'm a squawking goose among sweet-throated swans.&lt;br /&gt;MOERIS: I'm quiet because I'm trying to piece together &lt;br /&gt;     As best I can a song I think you'd know: &lt;br /&gt;     "Galatea," it goes, "come here to me. &lt;br /&gt;     What's in the sea and the waves that keeps you spellbound? &lt;br /&gt;     Here earth breaks out in wildflowers, she rills and rolls &lt;br /&gt;     The streams in waterweed, here poplars bend &lt;br /&gt;     Where the bank is undermined and vines in thickets &lt;br /&gt;     Are meshing shade with light. Come here to me, &lt;br /&gt;     Let the mad white horses paw and pound the shore."&lt;br /&gt;LYCIDAS: There was something I heard you singing by yourself &lt;br /&gt;     One night when the sky was clear. I have the air &lt;br /&gt;     So maybe I'll get the words. "Daphnis, Daphnis, why &lt;br /&gt;     Do you concentrate your gaze on the old stars? &lt;br /&gt;     Look for the star of Caesar, rising now, &lt;br /&gt;     Star of corn in the fields and hay in haggards, &lt;br /&gt;     Of clustered grapes gone purple in the heat &lt;br /&gt;     On hillsides facing south. Daphnis, now is the time &lt;br /&gt;     To plant the pear slips for your children's children."&lt;br /&gt;MOERIS: Age robs us of everything, of our very mind. &lt;br /&gt;     Many a time I remember as a boy &lt;br /&gt;     Serenading the slow sun down to rest, &lt;br /&gt;     But nowadays I'm forgetting song after song &lt;br /&gt;     And my voice is going: maybe the wolves have blinked it. &lt;br /&gt;     But Menalcas will keep singing and keep the songs.&lt;br /&gt;LYCIDAS: Come on, don't make excuses, I want to hear you &lt;br /&gt;     And now's your chance, now this hush has fallen &lt;br /&gt;     Everywhere—look -- on the plain, and every breeze &lt;br /&gt;     Has calmed and quieted. We've come half-way. &lt;br /&gt;     Already you can see Bianor's tomb &lt;br /&gt;     Just up ahead. Here where they've trimmed and faced &lt;br /&gt;     The old green hedge, here's where we're going to sing. &lt;br /&gt;     Set that creel and those kid-goats on the ground. &lt;br /&gt;     We'll make it into town in all good time, &lt;br /&gt;     Or if it looks like rain when it's getting dark, &lt;br /&gt;     Singing shortens the road, so we'll walk and sing. &lt;br /&gt;     Walk then, Moeris, and sing. I'll take the kids.&lt;br /&gt;MOERIS: That's enough of that, my boy. We've a job to do. &lt;br /&gt;     When the real singer comes, we'll sing in earnest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA &lt;br /&gt;Dove ti rechi, Meri? In città?&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;Vivere quello che abbiamo vissuto &lt;br /&gt;Per vedere …L’ultima cosa&lt;br /&gt;Che avresti immaginato che accadesse&lt;br /&gt; È accaduta. Ti capita un estraneo &lt;br /&gt;Che accampa ogni diritto&lt;br /&gt; Sul tuo pezzo di terra “ Fuori, mal arnese”,&lt;br /&gt; Egli grida, “ E’ mio questo fondo”&lt;br /&gt;E questi capretti nella cesta- Vada alla malora-&lt;br /&gt;Sono suoi anch’essi. E’ cambiato tutto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Ho sentito una storia del genere&lt;br /&gt;Quanto a Menalca,&lt;br /&gt;Come il tuo cantore abbia con il canto&lt;br /&gt;Salvato il podere&lt;br /&gt;Da dove le colline ne retrocedono &lt;br /&gt;E i dolci declivi giungono all’acqua, &lt;br /&gt;Giù fino a quei vecchi faggi scalvati in cima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;E’ quanto avresti dovuto sentir dire. &lt;br /&gt;Ma melodie e canti &lt;br /&gt;Di più non possono contro la forza bruta &lt;br /&gt;Che le colombe quando piombano le aquile&lt;br /&gt;La verità, Licida, è che se non avessi&lt;br /&gt;Udito a sinistra gracchiare il corvo&lt;br /&gt;Nella nostra quercia cava, non avrei&lt;br /&gt;Smesso di litigare, e questo per me&lt;br /&gt;Che ti parlo, come per lo stesso Menalca,&lt;br /&gt;Sarebbe stata la fine dell’andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Tempi sconvolgenti. La  nostra vera musica,&lt;br /&gt;Nostro solo conforto, pressoché confiscata&lt;br /&gt;Per poco lo stesso Menalca&lt;br /&gt;Tra i perduti. Chi ora qui canterebbe &lt;br /&gt;Lodi alle ninfe? Chi inni alla terra&lt;br /&gt;Perché germini fiori di campo ed erbe,&lt;br /&gt;E adombri i pozzi con sovrastante verde ?&lt;br /&gt;Cantando  il canto che l’altro giorno&lt;br /&gt;Udii in silenzio, tenendolo io a mente ( memorizzandolo)&lt;br /&gt;Così  come lo venivi gorgheggiando, &lt;br /&gt;Volto ad Amaryllis,  di noi tutti amore (che noi tutti amiamo )? &lt;br /&gt;Quello che fa, “ Oh, radunami le capre, &lt;br /&gt;Tityro, fino a quando io non torni. Non intendo&lt;br /&gt;Stare via a lungo. Abbeverale&lt;br /&gt; E poi pascile, e adocchia&lt;br /&gt;Che il bricco cornuto non t’attacchi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;E che dire di quell’altro che lasciò incompiuto,&lt;br /&gt;Rivolto a Varo, su  di un  coro di cigni&lt;br /&gt;Che canta(va) il suo nome fino alle stelle,&lt;br /&gt;“Sia Mantova superstite, Mantova&lt;br /&gt;Troppo vicina all’ infelice Cremona”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Se tu hai un qualsiasi  canto da cantare,  tu ora cantalo, allora.&lt;br /&gt;Cosicché le tue api eludano  i tassi,&lt;br /&gt;Le tue vacche crescano rigogliose nel trifoglio, con  penduli capezzoli&lt;br /&gt;E pregne  mammelle (astringentisi). Le muse di Pieria&lt;br /&gt;Pure di me fecero un  poeta,  io pure posso esibire canti&lt;br /&gt;E la gente nel contado mi considera bardo:&lt;br /&gt;Ma io ne dubito: non ho ancora prodotto nulla&lt;br /&gt;Di cui  Vario o Cinna terrebbero conto.&lt;br /&gt;Sono un’oca che gracida tra cigni dalla dolce ugola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;Sono assorto nella ricerca di ricomporre, &lt;br /&gt;Come meglio posso, una canzone che penso tu conosca.&lt;br /&gt; “ Galatea,” fa,  “vienimi accanto.&lt;br /&gt;Che c’è tra le onde del mare &lt;br /&gt;Che ti lascia incantata?&lt;br /&gt;Qui la terra si sbreccia  in fiori di campo,&lt;br /&gt;Suo è il rollio irriguo di rivoli&lt;br /&gt;Tra l’elodea, qui i pioppi s’inflettono &lt;br /&gt;Dove infranto è l’argine/ dov’è eroso l’argine/ e viti inviluppate&lt;br /&gt;Reticolano ombre e luce. Vienimi accanto.&lt;br /&gt;Lascia che i folli cavalli bianchi &lt;br /&gt;frangano le acque scalpitando.&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;C’è un assolo  ch’io ti udii cantare &lt;br /&gt;Una notte che il cielo era terso. Ho in mente l’aria,&lt;br /&gt;Così troverò forse  le parole. “ Dafni, perché, Dafni&lt;br /&gt; Fissi il tuo sguardo sulle antiche stelle?&lt;br /&gt;Cerca la stella di Cesare, che sta sorgendo,&lt;br /&gt;Stella del  grano nei campi e delle fienagioni ( sparse),&lt;br /&gt;Degli acini a grappoli che imporporano nel calore&lt;br /&gt;Su crinali  volti al sud. Dafni, ora è il tempo&lt;br /&gt;D’ innestare il pero per i figli dei tuoi figli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI &lt;br /&gt;Gli anni ci privano di tutto,  del nostro vero spirito.&lt;br /&gt;Mi ricordo di quante  mie serenate da giovinetto&lt;br /&gt;Al lento calare del sole a riposarsi,&lt;br /&gt;Ma  ora  mi smemoro di una canzone dopo l’altra&lt;br /&gt;E  la mia voce se ne sta andando: forse i lupi l’hanno resa fioca. &lt;br /&gt;Ma Menalca continuerà a cantare e a preservare i canti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICIDA&lt;br /&gt;Entra in gioco,  senza ( niente) scuse,  voglio sentirti cantare.&lt;br /&gt;Ed ora è la tua occasione, ora che questo silenzio &lt;br /&gt;E’ calato ovunque- vedi-  sulla pianura, e che ogni  brezza&lt;br /&gt;E’ quiete e calma. Siamo a metà&lt;br /&gt;Del nostro cammino. Già puoi vedere la tomba di Bianore&lt;br /&gt;Un poco più oltre. Qui dove hanno cimato e raso &lt;br /&gt;La vecchia siepe verde, è dove ci accingeremo al canto.&lt;br /&gt;Posa a terra quella cesta e quei capretti.&lt;br /&gt;Li consegneremo in tempo in città,&lt;br /&gt;O se sembra che piova  all’oscurarsi,&lt;br /&gt;Al  canto si abbrevierà il  percorso, procederemo così cantando. &lt;br /&gt;Allora/Dunque vai, Meris, e canta. Prenderò io i capretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERI&lt;br /&gt;Non insistere, giovane mio. Abbiamo un lavoro da  compiere.&lt;br /&gt;Quando il vero cantore sopraggiunga, allora noi canteremo (potremo cantare) per davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commento&lt;br /&gt;In Electric Light ( 2001) la traduzione della Egloga nona di Virgilio si colloca tra Red, White and  Blue, che la preannuncia nell’ultimo verso ( “And we are borne- sweet diction- south and shout”)  e la Glanmore  Eclogue, che a sua volta è modellata sull’ Egloga Prima delle Bucoliche. In tal senso Seamus Heaney sembra accreditare la tradizione interpretativa, risalente a Probo, che considera l’Egloga Nona antecedente alla Prima, in quanto in essa Virgilio avrebbe  dapprima  espresso il lamento del danno infertogli  con la confisca dei propri terreni a vantaggio dei veterani di guerra,  per poi dare voce nell’ Egloga Prima a tutta la propria gratitudine  ad Augusto per il beneficio della loro restituzione .La propria esperienza personale che Seamus Heaney ha trasposto in quella rievocata da Virgilio nelle due Egloghe, è il suo trasferimento dall’Irlanda del Nord nella  contea di Wicklow, nel cottage di Glanmore presso Dublino. La  forza bruta contro cui non possono nulla le melodie e i canti del poeta, sono gli odi civili e l’esposizione al rischio in  cui  sotto la dominazione anglo-protestante versava la sua esistenza quotidiana  nell’Ulster. Contro tale violenza storica,  trasponendosi in Menalca ed in Meri, egli  lamenta il  cedimento remissivo che gli è stato imposto, per garantirsi il  salvacondotto che gli ha assicurato  la  messa in sicurezza personale,  accusa la sospensione della propria voce poetica resa fioca dagli “ Shocking times “,  in attesa di tempi  più propizi per il proprio avvento ulteriore con la propria grande poesia,  E’ nella Glanmore Eglogue, piuttosto, che S. Heaney  attua “una messa in scena suoi risorgenti sensi di colpa e timori di evasione idillica rispetto a una realtà intrisa di sangue e di scelera”, come sostiene Roberto Nassi a proposito della traduzione stessa dell’ Egloga Nona. Rispetto al testo di Virgilio, come ha rilevato lo stesso Nassi nel suo mirabile commento, ricorrono soltanto alcuni ritocchi, ma assai significativi, in quanto in luogo dell’indignazione virgiliana  vi trova espressione la rassegnazione civile di Heaney, entro un arrangiamento complessivo della sua traduzione che ne determina un abbassamento di registro rispetto a quello virgiliano. Gli espedienti salienti ne sono l’ elisione generalizzata dell’amplificatio,  “ la soppressione degli epiteti preziosi, eziologici, e dei riferimenti celebrativi”. ( Per una analisi più puntuale vedasi quanto del saggio in questione è stato trasposto nelle note di questo commento3). Le varie versioni di questa traduzione dell’Egloga Nona contengono la sola variante “ my boy” in luogo della originaria “ Young yellow” del testo originario, a quanto si è  potuto attestare. La mia traduzione in italiano della versione dell’Egloga Nona di Seamus Heaney,   l’ha ricondotta in terra virgiliana sotto le spoglie di un italiano colloquiale,  ho cercato di mantenermi così fedele all’ abbassamento di  tono di Seamus Heaney reinventandolo in corrispondenti modi di dire comuni ma particolari  dell’italiano,  altrimenti, se mi fossi attenuto all’osservanza stretta e al ricalco diretto delle locuzioni linguistiche adottate da Heaney,  avrei tramutato. la sua scioltezza linguistica in genericità ordinaria, al limite della sciattezza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[1]    “Virgilio bucolico per ritrovare la gioia del canto senza tema di facili evasioni non aveva forse altra possibilità ai nostri giorni che trasferirsi da Mantova a Glanmore o a Bann Valley.“And we are borne – sweet diction – south and south”, l’ultimo verso di “Red, White and Blue”, quattordicesima poesia della raccolta, ci porta dritti dritti dall’Irlanda al mantovano, alla dolce dizione dei pastori cantori e alla dura realtà dell’esproprio delle terre.” rileva Roberto Nassi in Attualizzazioni Novecentesche del Genere bucolico I casi di Zanzotto ed Heaney &lt;br /&gt;[2] “Ma è anche, nonostante lo stesso eccelso tra i rustici cantori Menalca abbia visto in faccia la morte e sia salvo per miracolo, un atto di fede nell’umanità del canto, ricchezza inespropriabile cui comunque – nella chiusa dell’ecloga – è affidata l’ultima parola “carmina tum, melius, cum venerit ipse, canemus.”E, a confermare la specifica centralità di questa fede inalienabile in Heaney, basterà osservare che uno dei rari, e tra questi il più vistoso, luoghi in cui la rimodulazione dell’irlandese si distende nell’amplificatio è l’incipit del terzo intervento di Lycidas. In Virgilio reagisce d’impulso alla notizia che lo stesso Menalca ha rischiato la vita, abbandonandosi a un’esclamazione di stupito dolore e a un incalzare di domande che l’animo vorrebbe, ma la realtà non concede, retoriche:&lt;br /&gt;Heu, cadit in quemquam tantum scelus? heu, tua nobis&lt;br /&gt;pene simul tecum solacia rapta, Menalca ?&lt;br /&gt;Quis caneret Nymphas? [...]&lt;br /&gt;In Heaney la reazione del pastore è improntata a una più desolata rassegnazione. La scelleratezza dei tempi è accolta come dato di fatto e ineluttabile cui tutto cede tranne la consolazione del canto:&lt;br /&gt;Shocking times. Our very music, our one consolation,&lt;br /&gt;confiscated, all but. And Menalcas himself&lt;br /&gt;nearly one of the missing. Who would there be to sing&lt;br /&gt;praise songs to the nymphs? [...]&lt;br /&gt;Mai come in quest’ecloga, in cui i pastori, in tanta tristezza pure ripescano nella memoria l’armoniosa dolcezza dei canti più vari, per dirla con un’espressione cara a Heaney, “the imagination presses back against the pressure of reality”. L’ecloga anzi dialettizza al suo interno, come in una vivacissima mise en abyme, questa suprema funzione della poesia che la rende “veicolo dell’armonia del mondo” come sosteneva Nadezhda Mandelstam in un passo citato dallo stesso Heaney che vale la pena riportare per intero: The work of the poet, as a vehicle of world harmony, has a social character – that is, it is concerned with the doings of the poet’s fellow men, among whom he lives and whose fate he stares. He does not speak “for them”, but with them, nor does he set himself apart from them: otherwise he would not be a source of truth. “( R. Nassi ibidem)&lt;br /&gt; [3] “All’inverso è costante la soppressione degli epiteti preziosi, eziologici, e dei riferimenti celebrativi. Così, per fare un solo esempio dell’uno e dell’altro caso, si noti che, nei versi sopra citati, le “Chaonias columbas” virgiliane diventano semplicemente “doves”; l’apostrofe celebrativa a Varo intonata da Moeris è declinata nella versione inglese in un discorso riportato, mentre è Mantova la destinataria dell’invocazione diretta e la sua sopravvivenza l’oggetto della speranza del pastore. Le mucche, poi, si cibano dell’irlandese “clover” (trifoglio) anziché dell’esotico (ma ugualmente trifogliato) “cytisum”! “ ( R. Nassi ibidem)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-5410902829750468813?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Come va? E come procede il progetto Alice? Quale buona novella? Od  implica novità dolenti  l’avvertenza che non accettate più volontari? &lt;br /&gt;Quanto al documentario di Matteo Passigato,  è davvero molto bello. Ti allego una correzione del testo della versione in italiano.&lt;br /&gt;Sono rimasto commosso, due mesi or sono, dalla scomparsa del vostro bambino così atrocemente sofferente di cancro alla pelle.&lt;br /&gt;Per me in quel cortile si è rinnovato lo scandalo del dolore innocente.&lt;br /&gt;Per quello che riguarda la mia sorte futura, prima di comunicarti come si sta modificando  intendo dirti che cosa penso della sinossi del Progetto Alice che mi hai inviato a suo tempo- L'ho riconsiderata in questi giorni, e la sua versione più avvincente  mi è parsa   Pankash and the daisy.&lt;br /&gt;Io non posso che condividere l’anelito dell’ispirazione della tua sinossi, che da un versante buddista ti anima a condurre le menti all’identica esperienza mistica contemplativa di ogni religione,  così come avviene nel silenzio in cui oltre  ogni concetto e giudizio  e pensiero,   siamo tutt’uno – o in unità- con l’essere che è Amore infinito, Pace infinita, beatitudine infinita saggezza infinita ( la mente della chiara luce), per esprimermi con le tue bellissime parole.&lt;br /&gt;Ciò che però non mi trova consenziente è che sia concepita come  l’unica forma di esperienza mistica che consenta di accedere alla vacuità del divino, e che per pervenirvi sia obbligatorio credere e indurre a credere, insegnandolo, che non esiste una realtà esterna indipendente dal nostro pensiero. ( pur se riconosci che non si può nemmeno dire -monisticamente- che c’è solo mente).&lt;br /&gt;Io non intendo, così dicendo,  entrare nel merito della tua concezione dell’Io-pensiero creatore , che nella Sinossi hai ripreso e riproposto come l’ispirazione di fondo imprescindibile della ricerca educativa del tuo progetto. Considero  opportuno, piuttosto,  fare appello al criterio buddista dell’upaya-khausalya, come l’ho trovato espresso nel Sutra del loto della buona legge, in ragione del quale mi sembra sconsigliabile impartire l’insegnamento filosofico basilare e inderogabile dell’insussistenza di una realtà esterna indipendente Può darsi e non discuto che implichi tale principiuo il grande veicolo, ma il riconoscimento delle nostre deboli propensioni comuni, e il giusto ricorso conseguente all’abilità nei mezzi,  mi fa ritenere che non sia conveniente che si ricorra a tale concezione nell’istruzione generale universale. Invece seguito a condividere pienamente, come giusti mezzi necessariamente impliciti in ogni formazione inter-religiosa e interculturale , compresenti n ogni dimensione scientifica avanzata dell’insegnamento convenzionale, che si trasmettano la consapevolezza e la  conoscenza "of  the laws of interdependence;  the laws of cause and effect;  the subjectivity of perceptions and dynamic of projections;  the relativity of boundaries;  the ever changing nature of our thoughts and feelings.", come asserisce la dichiarazione dei principi formativi  del Progetto Alice..&lt;br /&gt;Per quanto mi attiene, il 2 novembre potrò inoltrare la domanda di pensionamento. Se tutto procederà come auspico, sarò così più libero di venire in India, di stare con la mia sacra famiglia indiana e di restare in contatto e di cooperare con  te, ad esempio nell’ insegnamento della lingua italiana presso la scuola di Sarnat, non  fosse per l’avvertenza che non accettate più volontari&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Versione ulteriore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mantova, 2 novembre 2011 &lt;br /&gt;Cara Valentino&lt;br /&gt;sono Odorico. Come va? E come procede il progetto Alice? Quale buona novella? Od  implica novità tristi l’avvertenza che non accettate più volontari? Quanto al documentario di Matteo Passigato,  è davvero molto bello. Ti allego una correzione del testo della versione in italiano.&lt;br /&gt;Sono rimasto tristemente emozionato, due mesi or sono, dalla scomparsa del vostro bambino così atrocemente sofferente di cancro alla pelle.&lt;br /&gt;Per me in quel cortile si è rinnovato lo scandalo del dolore innocente.&lt;br /&gt;Per quello che mi riguarda, prima di comunicarti come si sta modificando la mia esistenza,  intendo dirti che cosa penso della sinossi del Progetto Alice che mi inviasti a suo tempo,  che ho riconsiderato in questi giorni, e di cui la versione più avvincente  è  Pankash and the daisy.&lt;br /&gt;Io non posso che condividere l’anelito dell’ispirazione della tua sinossi, che da un versante buddista ti anima a condurre le menti all’identica esperienza mistica contemplativa di ogni religione,  che avviene nel silenzio in cui oltre  ogni concetto e giudizio  e pensiero,   siamo tutt’uno – o in unità- con l’essere che è Amore infinito, Pace infinita, beatitudine infinita saggezza infinita ( la mente della chiara luce), per esprimermi con le tue bellissime parole.&lt;br /&gt;Ciò che però non mi trova consenziente è che sia l’unica forma di esperienza mistica che consenta di accedere alla vacuità del divino, e che per pervenirvi sia obbligatorio credere e indurre a credere, insegnandolo, che non esiste una realtà esterna indipendente dal nostro pensiero. ( pur se riconosci che non si può nemmeno dire -monisticamente- che c’è solo mente).&lt;br /&gt;Io non intendo, così dicendo,  entrare nel merito della tua concezione dell’Io-pensiero creatore , che nella Sinossi hai ripreso e riproposto come l’ispirazione di fondo imprescindibile della ricerca educativa del tuo progetto. Considero  opportuno, piuttosto,  fare appello al criterio buddista dell’upaya-khausalya, come l’ho trovato espresso nel Sutra del loto della buona legge, in ragione del quale seguito a reputare sconsigliabile impartire l’insegnamento filosofico basilare e inderogabile dell’insussistenza di una realtà esterna indipendente Può darsi e non discuto che sia effettivamente il grande veicolo, ma il riconoscimento delle nostre deboli propensioni comuni, e il giusto ricorso conseguente all’abilità nei mezzi,  mi fa ritenere che non sia conveniente che si ricorra a tale concezione nell’istruzione generale. Invece condivido sempre di più pienamente, come giusti mezzi necessariamente impliciti in ogni formazione inter-religiosa e interculturale , compresenti n ogni dimensione scientifica avanzata dell’insegnamento convenzionale, che si trasmettano la consapevolezza e la  conoscenza "of  the laws of interdependence;  the laws of cause and effect;  the subjectivity of perceptions and dynamic of projections;  the relativity of boundaries;  the ever changing nature of our thoughts and feelings.", come asserisce la dichiarazione dei principi formativi  del Progetto Alice..&lt;br /&gt;Per quanto mi attiene, il 2 novembre potrò inoltrare la domanda di pensionamento. Se tutto procederà come auspico, sarò così più libero di venire in India, di stare con la mia sacra famiglia indiana e di restare in contatto e di cooperare con  te, ad esempio nell’ insegnamento della lingua italiana presso la scuola di Sarnat, non  fosse per l’avvertenza che non accettate più volontari&lt;br /&gt;Con affetto &lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Caro Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto le tue osservazioni sulla sinossi. Mi rendo conto che il topic relativo alla realta' esterna, oggettiva, e' difficile, complesso e tale da suscitare perplessita', reazioni forti e critiche.&lt;br /&gt;Ma questo non mi fa retrocedere di un millimetro rispetto alla tesi che sostengo (e provo!). &lt;br /&gt;Non esiste la possibilita' di dimostrare scientificamente e razionalmente l'esistenza di una realta' indipendente dalla mente. Certo, convenzionalmente  parlando nessuno nega che esista un fenomeno la' fuori, ad esempio un albero che non e' mente, etc.  Ma solo convenziolmente, non "realmente". La realta' fenomenica e' una esperienza e nulla più. La realta' esiste perche' io la percepisco. Gli altri esistono perche' sono una mia esperienza. Che cosa esiste oltre la mia esperienza? Nessuno può rispondere, a meno di non cadere in evidenti contraddizioni. Oltre la mia esperienza non  posso andare, se non con il pensiero. Ogni ipotesi, ogni affermazione che faccio e' sempre un prodotto, una costruzione del mio pensiero. Non non ne usciamo. Posso affermare che esiste una realta' esterna che non e' mente. Certo! Ma e' pur sempre una affermazione che viene dalla mente. Posso dire che esiste la mente e la materia che non e' mente. Ma si tratta di una affermazione fatta, appunto, con la mente, quindi pura costruzione psichica.  Posso speculare sulla materia, su Dio... ma e' sempre una speculazione frutto di un dinamismo psichico.  Attenzione, non sto dicendo che non esiste Dio, che non esiste la materia, etc. Sto affermando che Dio, la materia esistono, ma come prodotti della mia mente. Non sono totalmente non esistenti. Ma non sono oggettivi, come crediamo comunemente. Sono fenomeni soggettivi. Ed e' proprio questo il significato del Sentiero spirituale: andare oltre la mente, oltre il pensiero di Dio, per scoprire, appunto, la realta' di Dio. E come si scopre la realta' del Divino? Attraverso il silenzio, come giustamente osservi tu. Ma dobbiamo metterci d'accordo sul significato di quel silenzio. E' un silenzio della mente pensante, della ragione, per lasciare spazio all'intuizione, al transpersonale. La mia domanda: sei capace di dimostrarmi - con la mente - che esiste qualcosa che trascende la mente? &lt;br /&gt;Mi fermo qui, per ora.&lt;br /&gt;Un abbraccio&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Valentino, &lt;br /&gt;è come se tu stessi monologando con me. &lt;br /&gt;Ti ripeto che non intendo entrare nel merito dei tuoi principi filosofici, che non intendo  metterli in discussione, anche perché sono consapevole che tu sei irremovibile, ed ho troppo rispetto dei tuoi convincimenti  per  atteggiarmi altrimenti che a un retto sforzo di comprensione. &lt;br /&gt;Quello che ho cercato di dirti è che tali presupposti della tua ricerca educativa a mio avviso debbono restarne il cuore esoterico, che ritengo  che non sia proficuo che ne sia impartito l’insegnamento dottrinale a bambini e adolescenti, il cui principio di realtà in generale è troppo difforme da tali principi, in Oriente come in Occidente.&lt;br /&gt;Inoltre ho motivo di supporre che il porli come un requisito imprescindibile per riconoscersi nel Progetto Alice possa alienarti- ed averti già alienato- il seguito di molti sostenitori occidentali e cristiani, perché con le tue conclusioni tu dai scacco matto a  ogni possibilità che il vero sia a  noi rivelato. Come recitava il titolo di un libro che ho visto esposto in vetrina, presso le Paoline,  un cristiano può convenire che “ Dio non è quel che credi”, che  Dio trascende ogni nostra immagine e idea  che ne sia una concezione, che ciò che Ne pensiamo Ne possa essere una nostra perversione mentale, e come Maister Eckhart pregare Dio che ci liberi di Dio, ma non potrà mai ammettere, come tu sostieni, che Dio sia un prodotto soggettivo della nostra mente.  Nel silenzio per chi è cristiano Dio ci si rivela comunque come una realtà che ci impronta, da cui dipendiamo e a cui dobbiamo obbedienza. Pensare che sia altrimenti per un cristiano è il peccato radicale e originale del nostro orgoglio.&lt;br /&gt;Ed è così per un islamico rispetto ad Allah, per un ebreo rispetto alla stessa Torah.&lt;br /&gt;Con affetto&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettera effettivamente inviata&lt;br /&gt;Caro Valentino, &lt;br /&gt;sono Odorico&lt;br /&gt;Come torno a dirti, non ti ho scritto per entrare nel merito dei principi filosofici della tua sinossi, che non intendo tuttora mettere in discussione, anche perché sono consapevole di quanto tu ne sia persuaso, ed ho troppo rispetto dei tuoi convincimenti  per  atteggiarmi altrimenti che a un retto sforzo di comprensione. &lt;br /&gt;Quello che ho cercato di chiarirti è che ritengo che tali presupposti della tua ricerca educativa  debbano restare il suo cuore esoterico, e che temo che non sia proficuo che ne sia impartito l’insegnamento  a dei ragazzi, il cui comune principio di realtà ne è troppo difforme, in Oriente come in Occidente.&lt;br /&gt;Inoltre ho motivo di supporre che il porre tali principi come un requisito imprescindibile per riconoscersi nel Progetto Alice possa alienarti- ed averti già alienato- il seguito di molti sostenitori occidentali e cristiani, perché con le tue conclusioni tu dai scacco matto a  ogni possibilità che il vero sia a  noi rivelato come alcunchè che ci si impone. Come recitava il titolo di un libro che ho visto esposto in vetrina, presso le stesse Paoline,  un cristiano può convenire che “ Dio non è quel che credi”, che  Dio trascende ogni nostra immagine e idea  che ne sia una concezione, può temere che ciò che Ne pensiamo Ne possa essere una nostra perversione mentale, e come Maister Eckhart pregare Dio che ci liberi di Dio, ma non potrà mai ammettere, come tu sostieni, che Dio sia un prodotto soggettivo della nostra mente.  Nel silenzio, per chi è cristiano Dio ci si rivela comunque come una realtà che ci impronta, da cui dipendiamo e a cui dobbiamo obbedienza. Pensare che sia altrimenti per un cristiano è il peccato radicale e originale del nostro orgoglio.&lt;br /&gt;Ed è così per un islamico rispetto ad Allah, per un ebreo rispetto alla stessa Torah.&lt;br /&gt;Con affetto&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Odorico, &lt;br /&gt;                   ho qui due feed back alla corrispondenz che hai pubblicato sul tuo blog. Forse puo' essere utile sapere che cosa pensano altri...&lt;br /&gt;Love&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Valentino Ti ringrazio. Come ringrazio Sonia per quello che ha detto di così vero e di così bello su Le Saux..Ma debbo invitarti ,con lei, a riconsiderare, di quello che ho scritto, il passo in cui ricorreva il verbo alienare e a chiedervi come e perché è stato reinterpretato e distorto a tal punto, mutandone contesto e riferimenti.Ringrazio, inoltre,chi tra me e il cattolicesimo ha messo almeno un e distintivo. Todo modo, per conformarmi alla volontà divina, stando sulla soglia mi si impone la formulazione di un voto di distacco e di silenzio&lt;br /&gt;Love &lt;br /&gt;Odorico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Odorico. Mi spiace cogliere una venatura di  dispiacere nella tua risposta ai due commenti. Ognuno esprime quello che pensa, ma non e' detto che si tratti di posizioni definitive. Insomma, il dogmatismo non e' una buona qualita', sia che venga dai cattolici (ne sono maestri!) che da altre religioni o sette. Tu hai le esperienze, le tue certezze, i tuoi punti di riferimento dottrinali, teologici, culturali. Altri si muovono secondo bussole diverse, ma con l'ago che punta, forse, nella stessa direzione. Non te la prendere, quindi. Non si tratta di una questione personale, ma di un confronto.&lt;br /&gt;In fin dei conti, chi ha ostracizzato il Progetto Alice sulla base di una totale ignoranza dei suoi principi e orientamenti? Non sono stato io che ho rifiutato di benedire i bambini indiani "perche' non cristiani", ma l'ex Vescovo di Varanasi. Non sono stato io che mi sono messo in rotta di collisione con le suore alle quali avevo intenzioni di lasciare una parte delle proprieta' e l'eredita' pedagogica (povero illuso!) del Progetto Alice, ma suor * che in classe, ai chakma, buddhisti theravada, insegnava che Dio ha creato il mondo in sette giorni, ben sapendo che il pilastro base della filosofia del P.A. e' quello della mente che crea il nostro mondo soggettivo e percepito (attenzione alle parole che vengono usate, perche' sono importanti!). E suor * era cosi' brava (perche' le addestrano con professionalita') che era riuscita a "confondere" gli studenti: primo passo verso una conversione. Non sono io che vado nei villaggi dei poverissimi chakma con il portafoglio gonfio, le scuole prefabbricate in una mano e il vangelo nell'altra per un disdicevole scambio: lavoro, studio, sicurezza economica, in cambio di un'abiura della propria tradizione, religione praticata da millenni. Non sono io che predico che lo yoga tibetano e' dannoso (sic!), come fece questo Papa, quando era a capo del Sant'Uffizio. E nemmeno spargiamo in giro dicerie blasfeme come succede in America,dove i fondamentalisti cristiani attaccano la meditazione orientale perche' predica la liberazione della mente dei bambini dalla schiavitu' dei loro pensieri. "Guai a svuotare la mente!", sostengono questi grandiosi cattolici tutti d'un pezzo. "Nel vuoto si inserisce il diavolo!". Incredibile! &lt;br /&gt;Scrivo questo perche', tra le righe della tua lettera ho letto una condanna, da parte dei cattolici, del nostro Progetto (la' dove parli di alienazione). Peccato, perche' credo che i cattolici stiano perdendo una occasione storica di rinnovamento e scoperta del senso profondo del loro essere cristiani, riscoprendo, finalmente. la loro anima mistica, sempre repressa e ostacolata dai "secolari", i pragmatisti del potere temporale della Chiesa (i moderni amici di Berlusconi, che difendono le sue perversioni sostenendo un pericoloso relativismo morale, vedi la bestemmia che va contestualizzata). D'altra parte, che cosa possiamo aspettarci da delle gerarchie che hanno avuto il coraggio di "condannare' i libri di De Mello, al punto che le Paoline sono costrette a scrivere, in prefazione, che le tesi, il pensiero del grande gesuita vanno contestualizzate nell'ambiente i  cui viveva. Come dire: deve dire queste cose per adeguarsi alla cultura del posto dove vive, ma... E’ un “ma” che si intuisce, anche se non chiaramente espresso. “Ma la “Ma la verita’ e’ un’altra!” “Ma non siamo d’accordo!”&lt;br /&gt;Ecco quanto scrive Sonia, ad integrazione della sua precedente lettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Valentino, &lt;br /&gt;Ecco, mi sono ricordata quella formuletta ridicola che mi hanno ripetuto in diversi in ambito cattolico quando venivano a sapere che studiavo le filosofie e religioni (orrore, al plurale!) dell’India, perché temevano che mi “perdessi” nell’errore (forse che diventassi hindu o buddhista???!!!). &lt;br /&gt;La raccomandazione era questa (testuali parole): “ricordati che due cose non ha nessun’altra religione (per cui la nostra è l’unica vera): la misericordia e la resurrezione”. &lt;br /&gt;Ora, dal punto di vista storico-religioso sappiamo che non è vero, ma mi colpiva molto il fatto che pretendessero di “mettermi in guardia”, di “salvarmi” in diversi con questa stessa formuletta (tipo amuleto da portare al collo contro il malocchio). &lt;br /&gt;Eppure, l’approccio dell’Università è puramente “scientifico”: io STUDIAVO storia, fenomenologia, psicologia delle religioni, storia della filosofia e delle religioni indiane, come pure storia del Cristianesimo (che mi serviva per la tesi particolare che c ho scritto). Certo che da una conoscenza, a maggior ragione se approfondita con passione, può scaturire un interesse più profondo, anche per il livello esperienziale, ma quello esulava assolutamente dall’ambito dell’Università. Nessuno era lì per “convertirci” ad alcunché.  Né io ero lì alla ricerca di un guru che mi facesse il lavaggio del cervello, sarebbe stato ben più facile entrare in una qualsiasi settariola che studiare 5 anni per laurearmi in lingue orientali, non credi?  &lt;br /&gt;Eppure questo era l’atteggiamento, la paura basata sull’ignoranza. E ne ho avuto la riconferma quando ad un convegno, parlando a tu per tu con dei relatori (incluso un rabbino) avevo espresso la mia speranza che nella scuola italiana venga prima o poi introdotto l’insegnamento della storia delle religioni (almeno). Pensavo che un’ipotesi così “pluralista” sarebbe stata apprezzata e condivisa dagli altri e invece tutti hanno espresso scetticismo e timore di “travisamenti” perché non accettano che un “laico” possa parlare correttamente della loro fede. Pretenderebbero piuttosto che solo un rabbino o un ebreo praticante possa parlare dell’ebraismo, solo un musulmano praticante possa parlare dell’Islam, etc… così come ora solo gli insegnanti selezionati dalla Curia, praticanti “certificati” possono insegnare questa strana materia “Religione Cattolica”. Per forza che chi non ci crede rifiuta l’insegnamento: è inteso come un Catechismo all’interno di una scuola che si dice laica! Mi rendo conto che un tipo di approccio storico/fenomenologico in questo ambito risulta ancora assolutamente inaccettabile, per prima alla Chiesa ma anche agli altri, che non sono migliori. Figurati che impressione può fare la vostra sperimentazione che va ancora oltre (e molto) a questo. &lt;br /&gt;Eppure io che studiavo alla facoltà di lingue orientali non è che mi facevo esonerare dalle ore in cui si parlava di Induismo e Buddhismo e neppure ero lì per convertirmi ad alcunché. Ero lì per conoscere, confrontare, studiare… Pensa che a praticare yoga e un po’ di meditazione ho iniziato solo dopo essermi laureata. Pare impossibile. &lt;br /&gt;Mi è sempre parsa una differenza assolutamente grossolana eppure i cattolici non capiscono neppure questa, figurati la tua distinzione fra i due livelli di realtà. E per finire un’ultima chicca: qualcuno mi ha anche chiesto per che genere di lavoro mi preparasse questa insolita facoltà? Forse da grande sarei diventata un “guru”? (ti giuro che me l’hanno chiesto sul serio!) &lt;br /&gt;Eh magari! Sarebbe stato un ottimo sbocco occupazionale. Se almeno fossi diventata una “guru” donna (accidenti, non ricordo più come fanno al femminile questi sostantivi in u, forse “gurvi”? 5 anni per niente davvero…) almeno adesso non rischierei la disoccupazione! Ma faccio sempre in tempo a riciclarmi, volendo. “&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La formuletta! Vale ancora. la ripetono ai chakma, per convincerli che il Buddhismo e’ inferiore alla loro religione. “Noi siamo la religione dell’Amore della compassione!”. Che grande bugia!  Personalmente ho preferito approfondire un altro sentiero spirituale proprio quando ho scoperto i limiti dell’amore dei cristiani. Sia chiaro, non ho rifiutato la mia religione di ... nascita, ma ho preferito fare un passo in avanti, integrandola con principi che la completino. Proprio il tema della compassione e’ stato determinante nella mia scelta.  I cristiani sono riduttivi nel loro amore: amano solo una parte piccolissima del creato e trascurano una fetta consistente del  Regno di Dio (gli animali, ad esempio).  Mi viene in mente  ancora l’ineffabile  suor * che ridicolizzava il rispetto dei buddisti per gli animali. E’ un atteggiamento che non trova alcuna giustificazione per una persona religiosa. L’aggressivita’ che tirano fuori i cattolici quando si parla di animali e’ disturbante. “Perche’ sprecare risorse per un cane quando ci sono tanti bambini che muoiono di fame?”  Questo il loro “ragionamento”.  Pericolosissimo questo modo di pensare che relativizza, appunto, la compassione, gerarchizzando i valori. Un dolore e’ forse piu’ importante di un altro dolore.  il dolore e’ tale per un cane, un gatto, un topo e un essere umano.  Ci vuole la realizzazione di Mahamudra per capire questo?&lt;br /&gt;Poi possiamo discutere sulle strategie per affrontare i diversi  tipi di dolore, sulle opportunita’, sui mezzi  che abbiamo a disposizione... Ma non si puo’ transigere sui principi. Ogni essere e’ sacro. Punto e basta. Non c’e’ sacralita’ minore o maggiore.&lt;br /&gt;Tutto questo per demolire la formuletta sulla compassione insegnata a Sonia. &lt;br /&gt;Resta il secondo pilastro della fede (suggerito dalla formuletta): la resurrezione.  Qui ci addentriamo in un terreno minato che tante incomprensioni ha portato tra i cattolici e “gli altri”. I missionari cristiani, ad esempio, quando sono andati in Tibet e hanno assistito a fenomeni miracolosi che non potevano negare (espressione dei siddhi dei meditatori), non  trovando altra spiegazione razionale a questi “miracoli”  (che solo Dio poteva compiere), non hanno esitato a tirare in ballo il diavolo. Ecco la loro soluzione: e’ vero, anche i non cristiani fanno miracoli, ma e’ opera del diavolo. Così tirando in ballo la famosa Ombra  negata (altro capitolo oscuro e inquietante per i cattolici), hanno pensato di risolvere la contraddizione tra la loro fede e quella degli altri. &lt;br /&gt;Tutto questo per dire che non e’ certo il tema della Resurrezione il punto di forza del cattolicesmo, secondo me.  Gli yogi buddisti non solo decidono il giorno della loro morte, ma anche del loro ritorno, lasciando chiare indicazioni al riguardo. A volte, come  sai, come accadde a Gesu’,  il corpo dei meditatori scompare per essere trasformato nel “corpo di Luce”. Fenomeni ben noti a chi studia il misticismo delle vette nelle gradi religioni storiche.  Per non parlare dell’assoluta ignoranza dei cristiani circa il processo della morte, i vari stadi di dissoluzione degli elementi grossolani e sottili...  Ad esempio, i nostri poveri  Papi , appena il loro respiro cessa, vengono sottoposti ad un trattamento orribile per l’imbalsamazione. Questo fa inorridire i meditatori orientali, perche’ la cessazione del respiro non coincide con la morte, ma  e’ solo uno dei passaggi. La cessazione del respiro, e quindi del battito cardiaco, significa, per gli yogi indiani e buddisti, che siamo a meta’ del processo di morte. Intervenire a questo punto sul morente e’ devastante, sempre secondo la tradizione orientale (tanto disprezzata dai missionari occidentali). Quindi, poveri Papi! &lt;br /&gt;Mi rendo conto che mi sono addentrato in un terreno minato, ma prendi tutto questo come uno scambio di vedute, una informale conversazione, giusto per capirci meglio.&lt;br /&gt;Dove voglio parare? Vorrei che i cristiani diventassero più umili, meno saccenti e arroganti, più rispettosi delle idee e credenze degli altri, senza la pretesa di essere  i più bravi, gli unici detentori della Verita’, perchè non e’ vero.  Se avessero questo atteggiamenti, forse tante suore e preti la finirebbero di andare a destabilizzare i villaggi dei poveri contadini indiani per portare la Fede, la verita’, ma resterebbero un pochino di più con se stessi, alla ricerca di questa Verita’ al loro interno.&lt;br /&gt;Scusa la lunga lettera, ma mi sentivo di scriverla.&lt;br /&gt;Un abbraccio&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao, Valentino. &lt;br /&gt;grazie della lunga lettera dai contenuti meravigliosi che mi hai dedicato. Avrai risposta non appena cesserò di essere afflitto dalla bronchite che mi toglie il  respiro&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brevi poster-stories per i nostri studenti.&lt;br /&gt;Love&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie, sono post- stories bellissime.&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                           Tre nuove storie di Valentino Giacomin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                      The Dead Village and the Wise Old Man&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The neighbours just used to switch on the electricity and the sucking machines were indiscriminately pumping out millions of litres of underground water. &lt;br /&gt;“Why are you wasting the blood of Earth?” sadly, asked an old, wise man of the village. The ignorant villagers laughed at him and teased him while eating meat and drinking wine, in night. The more the time was passing the more the villagers became corrupt and violent against each other and against Nature. One dramatic day, the sucking machines poured out only sand. The village agony lasted for a while, and then the exodus started. “Keep our dry land, if you like!” they said, making fun of the old wise man, who refused to leave the dying village. “I will buy it!” said the old wise man. The villagers thought he was crazy and sold their land for a token, making fun of him. At the end, only the old wise man remained with his grandson. One night the old wise man was silently lost contemplating the shining stars in the sky.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The boy asked, “What is the cause of our misery? Only death surrounds us!” “My child, death came from villagers’ heart.” “Why we do not leave this dry land like all the villagers?” enquired the boy. “Death and misery are following the villagers because their hearts are dry. My child, keep your heart alive with love for Mother Earth and for all the Universe and life will be back!” “Thank you, grandpa. I will follow your advice!” Suddenly the sky was covered by clouds and rain poured from the sky for several days. After the miraculous rain, green grass was everywhere. “My child, now I do not have anything more to teach you!” said the wise old man. “You are the wise, because you know the secret of life and death.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The boy smiled at his wise grandpa and the Nature smiled at him and life returned to the dead village.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                             Snow father and Snow son&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;The little snow son said,“Father, I am so happy! Everything is so beautiful here. Life is like a wonderful dream!” “My son, I have to disclose you a secret...”“Yes, father. Tell me!” “The wonderful dream will finish very soon!” “What do you mean? You are strong and healthy. I am young and I have a fantastic life to live...” “Soon the winter will finish and spring will bring back the warm of the sun...” “Then we will enjoy that season too!”“I am sorry, my child, but that will be the end of our life!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The little snow child was very sad. He did not talk for several days. One night full of shining stars, the snow father decided to break the silence. “My child, I am sorry you are sad, but there is no reason to be worried. Look around us: everything you see has our nature. When spring will arrive, we will merge one into other and become water. We will die as snow child and snow man, but we will live in the rivers and, finally, in the infinite ocean. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Then, the time will arrive that even the ocean will be transformed into energy: the same energy of the shining stars over there, in the sky. We will live as the infinite, one with the entire Universe!” The little snow child smiled and said: “I love you snow father and I love the entire Universe!”&lt;br /&gt;The stars listened to the little snow child and twinkled happily saying: “We love you too, little brother!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              Towards the Great Light&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Grandma, where are you going?” “My child, I have to leave you. This is our destiny: birth and death ! I am going to meet the Great Light!”. “What is the Great Light?” “It is the kingdom of love!” “Can’t you find it without going so far?” “Yes, my child, but I did not succeed and my time is over”. “Shall I meet you again, grandma?” “Sure, my child!” “Where?” “In the kingdom of Love, my child!” “Where is it?” “It is in your heart. Start your journey right now!” “How can I start, right now, grandma?” “Sit quietly. Close your eyes. Look and smile at your mind. Beyond your thoughts there is the kingdom of love!” The child closed his eyes and looked at his mind, he looked and smiled at all his thoughts and he felt peace. Then he smiled at his grandmother, but she was no more there. “Grandma’ – he cried – where are you?” He listened to a voice coming from his inner mind: “I told you, I am in your heart, in the kingdom of love!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Valentino, &lt;br /&gt;sono Odorico. &lt;br /&gt;In attesa di poterti scrivere di più, ti inoltro tre mie recensioni che possono fornirti qualche ragguaglio ulteriore sulle inquietudini teologali che fervono in seno al cristianesimo  della chiesa cattolica.  Sono ben consapevole, per come e quanto vi vivo all'interno, di come occorra esservi candidi come colombe e astuti come serpenti.&lt;br /&gt;Il mondo cattolico sa accettare più il dialogo con l'ateismo, che con le altre fedi, e più quello con le altre fedi che quello interconfessionale. Assisto a impreviste cadute di stile degli uomini credenti cristiano-cattoliciu più ammirevoli, quando  il loro discorso, ad esempio, si volge a considerare i testimoni di Jehova, e quando nei loro siti web gli apostolici romani tradizionalisti si misurano con teologi di frontiera come Enzo Bianchi, o con quelli che  hanno oltrepassati i confini del principio di autorità, come Vito Mancuso, assumono il sibilo del serpente velenosissimo.&lt;br /&gt;Difficilmente dentro la chiesa cattolica sei ascoltato come innovatore,  se non hai indosso l'autorità di una tonaca.&lt;br /&gt;Ma credo che ogni universo religioso, quale di più o quale di  meno, più l'islam che lo zoroastrismo, più l'induismo che il jainismo, debba salvaguardarsi dalla venalità mondana, dalla corruzione,  dalla credenza  fanatiche in un'autorità e dalla intolleranza . Non condivido in tal senso la credenza di Sonia in un paradiso delle fedi orientali, che si schiude radioso non appena si lasci  il sordido e oscuro covile del cattolicesimo asfittico e asfissiante.&lt;br /&gt;Nela seconda delle tue poster-stories mi sembra che il Dio che vi figura sia Shani God.&lt;br /&gt;Nel giugno scorso il mio amico Kailash, su mio consiglio, perchè la fede hindu ne corroborasse la mente ancora afflitta dal  lutto-  pietra su pietra del suo dukan, il mio amico si affaticava a levare dalla mente il dolore del nostro bambino morto- si era rivolto a un santone o pandit indiano, e costui lo ha reso inerte, ne ha paralizzato la mente, suscitandone il timore che il dio Shani gli fosse ostile per le iniziali del suo nome, pur di potere ricavare rupie dalla sua soggezione mentale. &lt;br /&gt;La vita degli indiani induisti, in generale, mi sembra corrispondere all' agire disinteressato al proprio frutto della Bhagavad gita, come la vita degli italiani cattolici, in generale, corrisponde alla kenosis della donazione di sè  del  Vangelo cristiano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Post- scriptum&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quanto in una nota dico di cristianesimo e buddhismo, è  la loro coincidenza possibile dentro gli orizzonti di fede di Enzo Bianchi. Non esprime  le mie effettive posizioni. &lt;br /&gt;Love&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ciao, Odorico. Ho letto con interesse la tua lettera. &lt;br /&gt;Una sola precisazione molto importante: nella mia seconda storia, quella del Signore della Morte, ancora una volta ho l'mpressone di cogliere nel tuo commento un fraintendimento di base che e' comune soprattutto tra i cristiani "vittime" di visioni dualiste (separazione tra Dio e la sua creatura), ma anche a certi induisti vittime della credenza creazionista induista male interpretata. L mitologia induista, come quella buddista, e' complessa e, se male interpretata, puo' portare a gravi errori interpretativi. I miti, come ben sai, esprimono l'inesprimibile attraverso simboli e un linguaggio comprensibile a chi e' ancora condizionato dalla coscienza della... buca (cito nuovamente la storia di Sant'Agostino e l'Angelo). Quindi, le divinita' vanno viste come un ponte per trascendere la coscienza razionale e arrivare al silenzio (la famosa notte dell'anima di San Giovanni della Croce). Per arrivare oltre le stesse divinita'. Oltre Dio stesso. Infatti, e' impressionante il racconto di San Giovanni quando parla del tormento della sua anima che aveva "perso Dio". Bellissimo e profondissimo quel passaggio, quello stadio del percorso spirituale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, il Signore della Morte non e' affatto un ghost, un demone, un dio, come crede il tuo amico. Quella e' una intepretazione infantile, dualistica, come i cristiani che credono che Dio abbia creato questo schifo di mondo (per amore!), svegliandosi un bel giorno dal suo lungo sonno eterno e solitario... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, il Signore della Morte e' una proiezione della nostra mente nel momento del passaggio da una esistenza terrena condizionata dal corpo fisico ad una esistenza di bardo, dove il corpo e' solo mentale (possiamo parlare di anima). Forse ti e' sfuggita la conclusione della storiella: il libro della contabilita' non e' nelle mani di nessuno; non c'e' nessun dio che ci giudichera' (lo dice anche il Vangelo), ma le nostre azioni saranno i nostri giudici. Ecco che torniamo ancora alla nostra coscienza che conserva le tracce delle azioni positive e negative e proietta divinita, demoni e il signore giudicante. Niente e' fuori dalla coscienza del bardo. Credere all'esistenza di un dio, come il tuo amico, ripeto, e' infantile e fuorviante. Comunque, non era proprio questo il messaggio che volevo far passare con la mia storia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo per capirci meglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un abbraccio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;br /&gt; Copia poi riveduta e corretta della lettera effettivamente inviata a Valentino)&lt;br /&gt;caro Valentino,&lt;br /&gt;per carità. &lt;br /&gt;non mi è passato minimamente per la testa di rifarmi alla tua storia ed ai suoi contenuti in ciò che ti ho detto, io ho soltanto colto l'occasione  dell'immagine perturbante di Shani God- se è il Saturno indiano che era raffigurato nel tuo documento- per raccontarti di un abuso della credulità popolare evocatami da essa &lt;br /&gt;che in suo nome è stata intentata contro il mio amico.&lt;br /&gt;Quanto a Kailash, ciò che mi importa, delle sue credenze, non meno contraddittorie delle mie, non è quanto siano o meno aduali, ma che non pregiudichino in lui la vita che vuole vivere  se stessa. &lt;br /&gt;Incoraggiandolo a non credere alle paure di Shani God, di fatto il dio l'ho riassorbito in lui come una sua proiezione mentale cui non ha dato seguito.&lt;br /&gt;Per me il problema di Dio è eminentemente una questione d'amore- Dio è Amore, e  solo crescendo in amore cresco nella sua conoscenza,  e in lui ho sempre più vita eterna- Meditazione, silenzio, distacco, un diverso stato dell'essere , per me devono  corrispondere all'essere più amore di Dio nell'amore del prossimo, più amore del prossimo nell'amore di  Dio, amando il prossimo  così come Dio lo ama, amandoci come  Dio in noi ama se stesso, in una espressione del suo amore che in ciascuno di noi è diversa da ogni altra. Comprendi ora solo in che misura e come per davvero  tutto veramente mi tocca? che l'adualismo mi riguarda perchè solo adualisticamente posso sentire e amare  il mondo e gli altri come una parte di me stesso o una realtà di cui sono parte?&lt;br /&gt;Ma adualismo, ripete Panikkar, è non essere due senza essere uno.&lt;br /&gt;Certo, saremo giudicati solo per amore, solo ciò che saremo stati per amore sopravviverà al giudizio, solo per quanto saremo morti a noi stessi sopravviveremo, tutto il resto, tutto ciò cui ci saremmo attaccati egocentricamente andrà perduto. &lt;br /&gt;Di san Giovanni ho l'opera omnia recentemente uscita. Vedrò di procedervi oltre, nella notte oscura. in cui sono entrato  con la morte di Sumit, che è diventasta la mia potatura chirurgica.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Valentino,&lt;br /&gt;per carità. La storia del Dio della morte mi sta benissimo.&lt;br /&gt; Io ho soltanto colto l'occasione  dell'immagine per me perturbante di Shani God- siccome mi è parso che nel tuo documento invece di Yama fosse raffigurata tale divinità, una sorta di baffuto Saturno indiano, - per raccontarti di un abuso della credulità del mio amico  che in nome di Shani God è stata intentata contro di lui da un pandit ,o santone, in anteprima di quanto ti avrei detto di disincantato sull' induismo indiano, così come viene per lo più praticato e vissuto.  Quanto al mio amico Kailash,  ciò che mi importa delle sue credenze, non meno  discutibili delle mie,  è che  non pregiudichino in lui la vita che vuole vivere  se stessa.  Debbo così ricorrere all' abilità dei mezzi in conformità alle sue propensioni. &lt;br /&gt;Incoraggiandolo allora a non credere alle sue paure di attacchi di Shani God, di fatto il dio l'ho così riassorbito in lui come una sua proiezione mentale cui non ha dato seguito.&lt;br /&gt;Solo una domanda in merito a quello che sostieni: dobbiamo inoltrarci oltre Dio, od oltre ogni  nostra immagine e idea di Dio? &lt;br /&gt;Da un punto di vista cristiano,  a questo interrogativo soggiungerei che Dio è il dinamismo trinitario- che è. in  noi immanente, come in tutta la realtà- per il quale io e te  ci cerchiamo e ci rispondiamo.&lt;br /&gt;Le tue ultime storie sono altrettanto brevi quanto intense e belle. Congratulations. Nella prima storia le immagini con didascalie si sovrappongono al testo,  e tecnicamente ne pregiudicano la lettura.&lt;br /&gt;Post scriptum: &lt;br /&gt;Una puntualizzazione conclusiva: Sono concorde che nel Vangelo di Giovanni Gesù seguita a ripetere che ci  giudichiamo . ed eventualmente ci danniamo- da soli, che ci salviamo per quanto perdiamo la vita per amore.&lt;br /&gt;Love&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Caro Odorico,&lt;br /&gt;                   prendo atto della precisazione. Non avevo capito che si trattava di "mezzi abili" finalizzati alla comunicazione semplificata. &lt;br /&gt;La tua domanda: "dobbiamo inoltrarci oltre Dio, od oltre ogni  nostra immagine e idea di Dio?"&lt;br /&gt;Credo sia ovvia la risposta. L'idea di Dio prevede l'uso di un tipo di coscienza che possiamo definire "razionale" . E' un'idea, appunto. Un prodotto della mente pensante. La mente pensante si esprime in modo duale, polare. Dalla mente pensante nasce quella che definisco la "trinità laica": soggetto (Io), azione (pensare), oggetto (la cosa pensata). Ed e' questa "trinità" la causa prima dei nostri conflitti e della nostra sofferenza esistenziale. Perché? Perché è una pura costruzione mentale che non regge ad una verifica circa la sua esistenza oggettiva. Il problema qui non e’ se esista oppure no Dio, ma se debba essere preso sul serio il contenuto dei nostri pensieri. Cosa intendo per “prendere sul serio?” Intendo questo: dobbiamo credere oppure no alla oggettività del contenuto del pensiero? In altre parole, esiste davvero ciò che pensiamo? Oppure e’ soltanto un fenomeno  soggettivo, senza alcun riscontro oggettivo? Non si nega l’esistenza del pensiero, ma viene messa in discussione la sua “realtà”. Per capirci meglio possiamo portare l’esempio del sogno.&lt;br /&gt;Nel sogno, la mente pensa (crea) qualcosa o qualcuno. Per la mente sognante non consapevole esiste un sognatore (Io) e la cosa o persona sognata. Ma esiste davvero un sognatore diverso dalla cosa sognata? Convenzionalmente, esiste, perchè penso che esista. Ma, in realtà, non esiste affatto una cosa sognata diversa dal sognatore. Si capisce facilmente che sia il sognatore che la cosa o persona sognata non sono separati dalla mente e sono della stessa natura. Quindi non c’e’ alcuna sostanziale differenza tra mente, sognatore e cosa o persona sognata. In breve, se cerco il sognatore troverò la mente. Se cerco la cosa sognata, troverò ancora la mente. E se cerco la mente, che cosa trovo? Qui la risposta deve essere trovata non nei libri di filosofia ma nell’esperienza personale. E l’esperienza (che tutti possono fare) porta alla conclusione che se cerco la mente non riuscirò a trovarla.&lt;br /&gt;La logica insegna che se cerco un milione di dollari e non riesco a trovarlo da nessuna parte, forse vuol dire che quel milione di dollari non esiste affatto.&lt;br /&gt;Applicando l’esempio alla mente, se la mente non può trovare la mente forse vuol dire che non c’e’ nulla da trovare e che esiste solo un “vuoto” (cosciente) in cui appare l’idea e l’immagine dei pensieri, incluso il pensiero dell’io e della mente stessa. Come puoi notare, l’analisi si sposta dal contenuto allo spazio che contiene quel contenuto. E quello spazio che contiene o manifesta dei contenuti deve per forza essere vuoto dei contenuti stessi, altrimenti non potrebbe rifletterli, esprimerli, manifestarli.&lt;br /&gt;Lo specchio deve essere libero dalle immagini che riflette. Deve essere vuoto delle immagini per rifletterle. Proprio perché e’ vuoto riflette le immagini. E le immagini appaiono perchè lo specchio e’ vuoto. Se e’ vuoto, le immagini non possono essere trovate, altrimenti lo specchio non sarebbe vuoto. Ma non  si nega l’esistenza delle immagini in assoluto, perché appaiono. &lt;br /&gt;Quindi, nello specchio vuoto appaiono le illusioni delle immagini che non sono reali (maya).&lt;br /&gt;Se lo specchio non fosse vuoto, le immagini, i riflessi non potrebbero manifestarsi.&lt;br /&gt;Ecco, mi sono dilungato sull’esempio per far comprendere come la mente possa essere paragonata allo specchio. Deve essere vuota di tutto per poter riflettere tutto. Deve essere vuota di Dio per poter riflettere l’idea, l’immagine di Dio. Ma quell’immagine, quel riflesso non può essere trovato, non e’ oggettivo, non esiste veramente. Quel Dio pensato e’ una illusione, anche se non si può affermare che e’ totalmente non esistente.&lt;br /&gt;Aggrapparsi a quell’idea di Dio sarebbe come se ci aggrappassimo alle apparenze in uno specchio. E’ ovvio che commetteremmo un grossolano errore. Primo: perché crediamo in qualcosa che non esiste assolutamente. Secondo, perché perdiamo di vista la vera essenza dello specchio.&lt;br /&gt;Fuor di metafora, aggrapparsi all’idea di Dio e credere che “quel” Dio pensato esista porta l’uomo a livello di Lucifero e si cadrebbe nell’errore del panteismo: credere che l’oceano sia contenuto nella buca! ( Riduzionismo pericoloso).&lt;br /&gt;E’ evidente che Dio non e’ il contenuto del pensiero, ma va cercato in una dimensione che trascende ogni contenuto (illusione). E questa dimensione trascendente e’ lo spazio luminoso (nel senso che e’ autoconoscente, pura coscienza), vuoto, oltre le immagini, i pensieri brutti o sublimi, oltre le filosofie, le dottrine, i catechismi e la stessa “rivelazione” di Dio (attenzione, non fraintendiamo!). E’ vero che Dio si rivela a noi, ma perché arrivi il suo messaggio, la sua rivelazione dobbiamo liberare la mente da ogni contenuto, quindi anche la stessa idea della rivelazione! La buca deve aprire i suoi confini e permettere all’acqua contenuta di unirsi all’Oceano. Ma quando la buca si apre all’oceano, la buca muore come buca. La mente deve “morire” come mente per permetter all’infinito di rivelarsi.&lt;br /&gt;Mi fermo qui. Scusami il pistolotto...&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                   Intermezzo autoriflessivo&lt;br /&gt;Ahimè, Valentino parla tanto dei limiti della ragione, e poi le ha dato il potere di mettere in scacco tutto, il suo gran cuore , la realtà e Dio , la sua e l’altrui libertà, ogni verità possibile.&lt;br /&gt; Si è imprigionato in un inferno mentale dal quale esiste una semplice via d’uscita. Accettare che la realtà esterna c’è, indipendentemente da noi stessi, infinitamente diversa da come crediamo che sia, perché ha la libertà di resisterci se non la rispetti, non la puoi modellare come tu ti illudi.                        No, io non credo affatto di essere il  prodotto mentale dell'io di un altro soggetto che mi venga pensando, un attante del  sogno o dell'incubo ch'è la vita che sta vivendo, non lo credo affatto appunto e semplicemente perchè ho la libertà di resistergli, e non sono malleabile com'egli intende plasmarmi.  E' ciò che è vero per ciascun essere vivente nel creato. Non posso concedere ad alcun altro io ciò che posso concedere solo a Dio, di essere un'idea della sua mente, un'idea a immagine e somiglianza del suo essere Amore nella mia capacità d'amare.&lt;br /&gt;E quanto alla mistica che pretende di trovare Dio mediante la messa in scacco del mondo comune della ragione e dei sensi, valgano almeno le parole di Dietrich Bonhoeffer:&lt;br /&gt;Chiunque “ fugge il mondo non trova Dio, un altro mondo, cioè il proprio mondo, migliore, più bello, più tranquillo, un “retro-mondo”. Chi fugge la terra per trovare Dio troverà solo se stesso” “ è al centro della nostra vita che Dio è al di là”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;                            UNIVERSAL EDUCATION SCHOOL&lt;br /&gt;                                PROGETTO ALICE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                   Lettera di Natale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, &lt;br /&gt;il tempo vola, un altro anno è trascorso e siamo arrivati al nostro consueto appuntamento natalizio. Se i tempi sembrano accorciarsi significa che stiamo invecchiando. Così dice la saggezza popolare. Se è vero per quanto riguarda il feeling della nostra età, è anche vero per l’età del nostro Progetto, che sembra, nonostante tutto, volare, quasi senza che ce ne accorgiamo. Ogni anno, c’è qualcosa di nuovo. Sia chiaro: non che cerchiamo di ingrandirci, ma si tratta quasi di un processo naturale, come la crescita dei figli. Non puoi fermarla, né rallentarla. Luigina funge da coscienza critica per quanto riguarda questa “dinamica della crescita”. “Da diciassette anni il cantiere di Alice è sempre attivo!”, scherza. “Ogni volta che torno, mi chiedo: saranno finite le costruzioni?” La risposta è scontata. Se non ci sono lavori in corso alla sede centrale di Sarnath, sono in corso nelle altre scuole: a Bodhgaya ( Bihar) e Bodisatta ( Arunachal Pradesh ). &lt;br /&gt;La novità più importante di quest’anno è stata l’inaugurazione dell’ostello per ragazze a Sarnath. Abbiamo deciso, non senza trepidazione e conflitti, di iniziare un progetto impegnativo: la formazione di un gruppo di ragazze come residenti presso la scuola, quindi totalmente a carico (in tutti i sensi) della nostra organizzazione. Una responsabilità non indifferente, come si potrà intuire. perché, un domani, nell’eventualità che possano sorgere dei problemi, non potremmo dire: “Colpa della famiglia!” oppure “Colpa della società!”, come spesso capita di sentire di fronte ad un insuccesso educativo. Abbiamo scelto di privilegiare, per questo nuovo percorso educativo di Alice, le ragazze più svantaggiate. Le abbiamo scelte tra i profughi chakma: una minoranza etnica proveniente dal Bangladesh. La scelta non è stata facile, perché, nonostante tutti i progetti del Governo a favore delle bambine, la situazione delle donne in generale non è migliorata di molto, rispetto al passato. Anzi, a causa del tipo di sviluppo scelto da questo Paese (sul modello occidentale), ci sembra di notare una regressione, un peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie dei nostri studenti, che appartengono per l’80 per cento al ceto basso (agricoltori, operai). Le ragazze chakma vivono in condizioni di grande precarietà, in un ambiente ostile e insicuro. Sulle spalle delle donne cade la responsabilità dell’educazione dei figli, della loro sopravvivenza. Sono loro che devono, ogni giorno, procurare l’acqua, che spesso si trova lontano dal villaggio. Inoltre hanno il compito di cucinare, tessere, e, come se non bastasse, devono anche aiutare il marito nel lavoro della terra, lottando contro i nemici naturali (alluvioni, animali selvaggi) e quelli umani (i tribali del posto che mal sopportano la presenza dei profughi chakma e spesso li attaccano fisicamente oppure bruciano le loro case).Raramente, le ragazze chakma continuano gli studi dopo la X classe, perché dovrebbero lasciare il loro villaggio per vivere in costosi ostelli, in città. Come succedeva anche in Italia, 50 anni fa, le famiglie preferiscono indebitarsi per far studiare i figli maschi, nella speranza che questi possano trovare un lavoro capace di rendere la loro vita meno difficile. Alle ragazze non resta che la scelta del matrimonio. Ma l’orizzonte dei chakma rimane oscuro sia per i ragazzi che si diplomano oppure si laureano, sia per le ragazze che interrompono gli studi. È un problema culturale, prima di tutto. I chakma stanno perdendo la loro identità, le loro tradizioni, la loro lingua. Così, non sono né indiani , né chakma. Di qui, la frustrazione, la confusione, il disagio che sfociano, spesso, nella dipendenza dall’alcool dei maschi e, come conseguenza, nella depressione delle donne, che devono subire i comportamenti spesso violenti dei mariti. L’unica alternativa per queste donne è accentuare la loro lotta per sopravvivere, nonostante tutto, oppure soccombere, ricorrendo ad atti estremi, come il suicidio. Significativo, a questo riguardo, il racconto drammatico fattomi da uno studente chakma, arrivato quest’anno alla scuola di Bodhgaya. “Quando ero un bambino, a casa mia i genitori litigavano in continuazione. Mio padre , vittima dell’alcool, ricavato dal riso, insultava e picchiava mia madre. E lei, per evitarmi la sofferenza di questa violenza , quasi quotidiana, decise di mandarmi a vivere dai nonni. Rimasi con loro per alcuni anni. Un giorno, i nonni mi proposero di far visita alla mia famiglia. Tornai a casa , ma trovai solo mio padre. ‘Dov’è la mamma?’, chiesi. ‘Non lo so!’, rispose mio padre. Aspettai e aspettai, ma la mamma non tornava. Allora, decisi di andarla a cercare nella foresta intorno al nostro villaggio. Cercai a lungo finché la trovai. Stava sotto un albero con una corda... ‘Mamma! - gridai – che cosa stai facendo?’ Lei allora gettò per terra la corda e mi abbracciò, piangendo. Non riesco a cancellare questo ricordo dalla mia mente, concluse il ragazzo.” Una storia che fa riflettere e, forse, ci aiuta a comprendere perché abbiamo deciso di aprire un ostello per le ragazze chakma anche a Bodhgaya. Si tratta di una nuova costruzione, non ancora finita, che potrà ospitare una quindicina di ragazze, oltre a quelle che già vivono a Sarnath (vedi foto). Il primo gruppo di ragazze adolescenti arrivato a febbraio. Tra loro anche una bambina orfana di entrambi i genitori, che viene protetta, con tanto affetto, dalle sue compagne. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;A proposito di protezione, dobbiamo evidenziare un aspetto davvero positivo tra i nostri studenti residenti: la solidarietà. I più grandi aiutano i più piccoli e li proteggono. Il nostro obiettivo era, appunto, quello di formare una “famiglia” , vecchio stile (tipo quelle patriarcali) dove non c’era spazio per i capricci e l’egoismo; dove i bambini dovevano imparare in fretta ad essere autosufficienti; dove la solidarietà era un valore vissuto e praticato, perché serviva per la sopravvivenza, prima di tutto, ma anche perché veniva impartita un’ educazione religiosa e morale di base (non uccidere, non rubare, non dire bugie...). I nostri lettori non più giovani, sicuramente, comprenderanno il messaggio che cerchiamo di comunicare .Ricorderanno anche quanto erano poco costosi i nostri giochi: palloni e bambole di pezza; giocattoli di legno; corde e ... tante corse e salti nella “palestra” dei cortili o dei campi .Ai nostri residenti proponiamo giochi simili, i soli che si possono permettere. Vogliamo far comprendere che ci si può divertire con poco, usando cose semplici. Il giocattolo complesso (la play station, ad esempio),come dire?, dissocia, aliena il bambino; mentre quello non strutturato (tipo una corda, le palline di vetro…) e quello “naturale” ( saltare, correre, giocare a nascondino...) aggrega, favorendo la socializzazione e, soprattutto, non intacca il portafoglio. In tempo di crisi come quello che stiamo vivendo in Italia,f orse, andrebbe ripensato anche il gioco, valorizzando il patrimonio di esperienze del nostro passato. Per completare il discorso sull’ostello, dobbiamo ricordare che un secondo ostello per bambine è in costruzione accanto alla nostra terza scuola: a Bodisatta, nel villaggio di Deban, vicino alla foresta del Parco Nazionale Namdpha. Circa trenta bambine provenienti dai villaggi della zona (che rimangono isolati durante il monsone), potranno frequentare la scuola elementare che segue la metodologia del Progetto Alice, ricevendo, così, una precoce "educazione di qualità" (quality education - la definiscono gli esperti). Noi crediamo che le impronte che i bambini ricevono alla scuola materna ed elementare non verranno mai cancellate negli anni futuri. I messaggi trasmessi, attraverso le storie, le fiabe, le preghiere, il comportamento stesso dell’insegnante, resteranno per sempre nella memoria profonda degli studenti. Forse ricorderete che, due anni fa, in Bhutan si è svolto un workshop internazionale , per una Nuova Educazione, per essere felici. In quell’occasione, Luigina, come rappresentante del Progetto Alice, ebbe modo di parlare con il Primo Ministro, e gli suggerì di iniziare fin dalla scuola primaria il suo Progetto di Educazione alla Felicità. Lavorare in questa direzione soprattutto con gli studenti delle superiori, secondo noi, aiuta molto a risolvere i loro problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alcuni rappresenti delle NGO internazionali posano con i nostri studenti. A sinistra, la responsabile della NGO del Bhutan.&lt;br /&gt;Recentemente, Siok Sian Pek-Dorji, responsabile di una NGO, che lavora nelle scuole del Butan, è venuta a visitare la nostra scuola di Bodhgaya, assieme ai rappresentanti di altre NGO internazionali. Dopo aver constatato che nella nostra scuola si “respirava un’atmosfera di serenità” (parole sue), disse che , recentemente, aveva fatto una ricerca nelle scuole superiori del Bhutan ed era stata colpita dal livello di “occidentalizzazione” degli studenti, che si esprimeva soprattutto in una competitività esasperata e un rifiuto palese delle tradizioni e della cultura locale. Era appunto il rischio che Luigina aveva paventato al Primo Ministro!&lt;br /&gt;Ci dilunghiamo su questi temi educativi perché crediamo sia importante precisare gli obiettivi che ci proponiamo: superare gli esami di Stato con buoni voti (cento per cento i promossi in X e XII classe ); sperimentare praticamente l’efficacia di un nuovo metodo educativo, fondato non solo su valori etici e morali che l’Occidente (ed ora anche l’Oriente) ha dimenticato, ma anche su un nuovo modo di vedere se stessi e la realtà che ci circonda. Una ricerca che potrà beneficiare non solo i nostri studenti indiani ma anche quelli di altri Paesi. Abbiamo accennato alla visita dei rappresentanti di alcune NGO internazionali che lavorano nel campo dell’educazione. Molti sono stati gli ospiti importanti quest’anno. &lt;br /&gt;Ricordiamo la visita, in marzo, di due responsabili delle scuole per i tibetani (13mila studenti): Mrs Sonam Dolkar Samkhar e Mrs Tenzin Pelmo. Le due ospiti cercavano nuove proposte per risolvere problemi di disciplina e di apprendimento nelle scuole da loro gestite. Armate di blocchetto - appunti e penna, trascrivevano integralmente le nostre indicazioni , immortalando gesti ed espressioni dei bambini con le loro digit-camera. Convinte che i problemi dell’educazione si possano risolvere ricorrendo a tecniche, se ne andarono soddisfatte, pronte a mettere in pratica quanto “imparato”. Inutili i tentativi di Luigina di far loro capire che non si risolvono i conflitti solo con le tecniche, ma offrendo agli studenti un più alto punto di vista rispetto ai loro problemi. I conflitti, la violenza, la depressione sono la conseguenza di un nostro comune modo di pensare che noi riteniamo non sia corretto. Quindi, se vogliamo affrontare, ad esempio, il problema del bullismo nelle nostre scuole, dovremmo innanzitutto verificare il modello cognitivo che sta alla base del comportamento anomalo. Si tratta, lo ripetiamo, in definitiva, di modificare il nostro modo di pensare, ed era proprio questo che Luigina aveva cercato di suggerire alle due illustri ospiti. Ma ci vuole tempo per questa trasformazione interiore. È più facile ricorrere alle tecniche. Infatti, appena tornate nella loro sede, per migliorare l’attenzione , la concentrazione, la memoria… hanno adottato le nostre tecniche, in alcune scuole del Ladhak. Ci hanno scritto, dopo qualche settimana, dicendo che “funzionano”.&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Altre visite:autorità religiose e politiche, che hanno promesso di sostenere e diffondere il nostro Progetto. Tra queste, ricordiamo due docenti universitari della lingua Pali, in America, Bhante Madawala Seelawimala e Bhante Walpola Piyannanda. Il loro commento: “Non sapevamo che esistesse una scuola di questo tipo in India. Di sicuro, unica nel suo genere non solo in India, ma anche in altri Paesi!”.Di recente, è venuto un giornalista di Delhi, Mr. Gurvinder Marwah che ha molti contatti politici. Ha suggerito la necessità di difendere meglio la nostra“proprietà intellettuale”(libri, metodologia, tecniche), ponendo attenzione al copyright, contro i “ladri di idee”.&lt;br /&gt;Notizie in breve: abbiamo già accennato all’esito positivo degli esami di Stato (tutti promossi). Da quest’anno,gli studenti delle superiori, oltre alle materie letterarie, possono scegliere anche scienze e matematica. In questo modo, è aumentato il numero degli studenti delle superiori che sarà destinato a lievitare nei prossimi anni , vista la “fissazione” delle famiglie per le materie scientifiche. I genitori non capiscono che la società di domani avrà meno bisogno di ingegneri elettronici e più di operatori e assistenti sociali, psicologi, consulenti di vario tipo, operatori ecologici, assistenti per anziani, operatori per comunità, esperti in agricoltura alternativa, per la preservazione e la purificazione dell’acqua, inferiermieri/e, meccanici, idraulici, giardinieri ... Quando abbiamo detto all’ Ambasciatore italiano, in visita alla scuola di Bodhagaya, che il nostro Progetto preparava gli studenti anche ad “essere disoccupati”, forse non siamo stati capiti. La nostra scuola offre una preparazione accademica di qualità che permette di superare senza problemi gli esami di Stato, ma non inganna gli studenti, facendo loro credere che, una volta “letterati”, troveranno un lavoro che cambierà la loro vita e quella delle loro famiglie. Noi cerchiamo di spiegare che, molto probabilmente, non troveranno il lavoro che i loro genitori (e loro stessi) sognano. Saranno, dunque, disoccupati, ma possono trovare altri tipi di lavoro, se le loro aspirazioni diventeranno più realistiche e il loro modello di vita meno artificioso e ambizioso. perché, dunque, assecondare le ambizioni degli studenti organizzando il corso di matematica e scienze? perché abbiamo pensato che era una grossa perdita non poter completare la nostra proposta educativa: dalla scuola primaria alla scuola superiore ed, eventualmente, all’Università. Si è trattato di un compromesso da parte nostra, ma con una visione ben definita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La vostra scuola è meravigliosa, perché voi siete meravigliosi..Siamo stati colpiti dalle vostre meditazioni che vorremmo proporre anche nella nostra scuola. Ma abbiamo bisogno di capire di più, per cui ritorneremo, se voi ce lo permetterete”, ci hanno detto prima di partire. &lt;br /&gt;Recentemente abbiamo avuto come ospiti alcuni studenti, della Scuola Internazionale di Puna, accompagnati da due insegnanti. Sono rimasti con noi per una settimana, durante la quale hanno lavorato con alcune classi. Sono stati a visitare Sarnath e Varanasi ed hanno trascorso l’ ultima notte ospiti nelle famiglie di alcuni nostri studenti. Ai residenti hanno offerto uno spettacolo divertente, prima di partire.Questa positiva esperienza con ragazzi, provenienti da varie parti del mondo, si ripete ormai da tre anni .&lt;br /&gt;La scuola di Bodhagaya, da quest’anno, è stata scelta dall’Università di Sanskrito di Benares, come centro di esami per studenti provenienti da diversi Stati dell’India. Un anno fa, era stata scelta la scuola di Sarnath. In questo modo, le nostre scuole sono state rese visibili e apprezzate per l’organizzazione, le infrastrutture, i servizi e l’accoglienza riservata ai docenti e agli studenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sta per essere pubblicata in Italiano la nuova versione del libro per le elementari “Coniglio Saggio.” Chi è interessato, si rivolga a Luigina. Prossimamente, sarà ristampata anche la guida per gli insegnanti “Il Percorso di Alice”. Un’altra pubblicazione, in inglese, “Unknot Your Mind”, sarà pronta per la fine di novembre.Da segnalare, il video prodotto da Matteo Passigato, realizzato in sole tre settimane: compreso il viaggio in tre Stati dell’India. È possibile vederlo su youTube http://www.youtube.com/watch?v=W5Nm9dBByHU &lt;br /&gt;oppure sul nuovo sito del Progetto Alice: www.aliceproject.it &lt;br /&gt;Chi volesse il CD, può richiederlo tramite Luigina.&lt;br /&gt;Una notizia triste: un alunno della scuola elementare ci ha lasciati. Era stato colpito da una particolare malattia (bubboni dolorosi sulla pelle), che in Occidente, forse, avrebbero potuto curare. Come spesso succede, avevamo aiutato la famiglia a pagare l’operazione. Ma quando veniva asportato un bubbone, dopo un po’ ne spuntava un altro, in una parte diversa del corpo. Dopo il terzo intervento, i medici si sono dichiarati sconfitti. Come sempre, in questi casi, accanto all’aiuto economico, la scuola offre anche un aiuto spirituale, attraverso le preghiere degli studenti, dei pandits indiani e di altri religiosi. Il bambino è morto durante il sonno, senza soffrire. Noi crediamo che questo sia stato l’effetto delle “medicine spiritualì”.&lt;br /&gt;L’effetto di queste medicine speciali, secondo noi, è stato sperimentato anche in due gravi incidenti che hanno coinvolto i nostri studenti.&lt;br /&gt;Il primo incidente: un ragazzo mentre tornava, in moto, alla scuola, si scontra frontalmente con un altro mezzo. La parte anteriore della moto è completamente distrutta. Il ragazzo rimane a lungo in coma, sulla strada. Nessuno lo soccorre. Quando Dio vuole, si sveglia. Con il telefonino riesce a chiamare il responsabile della scuola. Viste le condizioni della moto, tutti si aspettano il peggio. Lo facciamo trasportare d’urgenza, con un’ambulanza, da Gaya-Bodhgaya a Varanasi (cinque ore di viaggio!), perché a Gaya non esistono ospedali per questo tipo di emergenze. A Varanasi abbiamo la diagnosi: la mandibola fratturata e quattro denti in meno. Se la caverà con un mese di convalescenza!&lt;br /&gt;Il secondo incidente è accaduto in una notte d’estate. Il caldo è insopportabile. Manca la corrente e i ventilatori non possono funzionare. Uno studente della X classe ha la geniale idea di cercare il fresco sul terrazzo della scuola. Ma non si accontenta del terrazzo, e decide di salire più in alto, su una struttura in mattoni alta un metro e mezzo, larga circa due metri quadrati. Verso l’una di notte, si sveglia per andare in bagno. Non ricorda dove si trova e scende dalla parte sbagliata, precipitando nel vuoto per una decina di metri. Cade su un campo con il terreno duro come un mattone, a causa della siccità. Nella notte nessuno si accorge dell’incidente. Il ragazzo si alza e si trascina fino al cancello principale. Non si sa come, ma riesce, con le grida, a svegliare i compagni, che esitano ad aprire il cancello, pensando che si tratti di un “ghost” (uno spirito – dissero). Alla fine, lo aiutano ad entrare. Non parla, ma riesce a far capire che era caduto dalla terrazza. Chiede dell’acqua , ne beve una bottiglia. (I medici diranno poi che quell’acqua poteva essere fatale!). Pensiamo al peggio. Minimo qualcosa di rotto oppure una emorragia interna. Inizia il dramma dei soccorsi. Prima all’ospedale governativo per una diagnosi, ma non ci sono medici. Perdiamo undici ore in attesa del permesso di trasportarlo in un altro ospedale , più attrezzato. Alla fine, nessun medico arriva e decidiamo di rischiare e portiamo il ragazzo, in taxi, a Varanasi. Arriva a notte fonda in un ospedale privato, dove viene subito visitato. Conclusione: nessuna emorragia interna, nessuna frattura seria, a parte una leggera incrinatura del bacino, curabile con il riposo. Non si tratta di miracolo?&lt;br /&gt;Ecco, il Progetto Alice è anche questo: un miracolo che continua perché speriamo di poter creare un mondo migliore, cambiando il nostro cuore. Grazie anche a voi tutti, perché con il vostro sostegno possiamo assicurare la vita e la continuità della grande famiglia di Alice. Grazie di cuore e Buon Natale!&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;vorrei aggiungere solo poche righe per ringraziare gli insegnanti ed i bambini delle scuole, le Associazioni, i gruppi e le singole persone che, con donazioni individuali o con iniziative diverse(mostre fotografiche, concerti, mercatini, lotteria, asta di beneficenza...), stanno supportando il nostro Progetto.Molti di voi hanno già aderito alla proposta di acquistare il RISO SOLIDALE della Cascina Teglio di Rovasenda ( Vc ). La vendita ha portato buoni frutti, per cui verrà riproposta anche quest’ anno. Regalare un chilo di Riso Solidale, ai nostri amici, a Natale, potrebbe essere una buona idea! Per eventuali richieste, rivolgersi a: mariadirov@libero.it, info@associazioneriso.org oppure shangri8la@liberi.it . &lt;br /&gt;Auguro a tutti voi un Buon Natale ed un Sereno Anno Nuovo! &lt;br /&gt;Luigina &lt;br /&gt;Sarnath, 21 novembre 2011 &lt;br /&gt;Per eventuali donazioni tramite banca è importante che le coordinate siano complete.&lt;br /&gt;Associazione di Volontariato “Progetto Alice onlus” Banca Popolare Etica- Filiale di Treviso,&lt;br /&gt;Codice IBAN: IT43 I 050 1812000 000000116204&lt;br /&gt;Codice SWIFT: CRTIT2T84A (Solo dall’estero)&lt;br /&gt;Codice Fiscale della Onlus, se volete destinare il 5X1000 dell’ Irpef al Progetto Alice: C.F. 94059510266&lt;br /&gt;Ref: Luigina De Biasi – e-mail: luiginadebiasi@libero.it , tel.0438 893325&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Progetto Alice Universal Education School ONLUS” (Friuli) ITALIA&lt;br /&gt;Banca Popolare di Vicenza – Fil Cividale del Friuli (UD)&lt;br /&gt;Codice IBAN :   IT41 N 05728 63740 731570528546&lt;br /&gt;Codice BIC / SWIFT: BPVIIT22731   (Solo dall’estero)&lt;br /&gt;Codice Fiscale della Onlus,se volete destinare il 5X1000 dell’ Irpef al Progetto Alice: C.F. 94103860303&lt;br /&gt;Ref: Agata Montevecchi – e-mail: progettoalicefvg@alice.it , aghifly@libero.it , tel. 0432 731021 – 339 4840132&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banca in India&lt;br /&gt;Awakening Special Universal Education – Bank of India, branch Bodhgaya, Gaya (Bihar)&lt;br /&gt;Swift Code BKIDINBBCOS – Fcra: BKID0004479 – A.N. 447920100000010&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Email: v_giacomin@hotmail.com ; valentino1@rediffmail.com – Mob. 0091/9453908600 – 9670806060&lt;br /&gt;Web.  www.aliceproject.org , www.aliceproject.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-5915299481988809475?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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E  mentre le segreterie europee d’oltralpe hanno accolto in  silenzio l’esecuzione orrenda, propiziata dai bombardamenti delle loro aviazioni,  in cui è finito massacrato lo  stesso Rais che  avevano accolto con tutti gli onori  solo un anno prima di muovergli guerra, il nostro premier non ha mancato l’occasione per essere e dire l’opposto di quello che avrebbe dovuto  essere e dire nei riguardi di Gheddafi:  come  è accaduto non più tardi  dell’altra estate , quando si è prosternato nel baciamano di chi  era sceso in Italia  per insultare una seconda volta al suo cospetto le nostre istituzioni e tradizioni, o allorché  ha manifestato pietà per il Rais nelle circostanze in  cui  avrebbe dovuto esprimere sdegno per la sua volontà di infuriare sulla ribelle Bengasi, ora  in  luogo della pietà riservando il proprio cinismo alla fine miserabile e atroce di chi aveva folleggiato d’essere il re dei re  d’Africa e l’aveva reputato suo amico,   un assassinio che ha liquidato con  il gelido ricorso alla stessa formula liturgica, “ sic transit gloria mundi”, che celebra in latino le incoronazioni dei pontefici. Superato in questo solo dai suoi accoliti di governo. Certo, così passa la gloria del mondo,  basta  soltanto, dopo che si è atteso la scomparsa del  messaggio promozionale, per assistere all’ulteriore ripresa del massacro del Rais, voltar pagina, aprire un nuovo capitolo di storia,  come richiede l’assuefazione alla realpolitik  planetaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odorico Bergamaschi insegnante&lt;br /&gt;Pubblicato sulla Gazzetta di Mantova il 22 ottobre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’imminenza, domenica 6 novembre dell eid al adha, la festa islamica del sacrificio e dello sgozzamento,  vorrei intervenire su ciò che  in “500 battute” della Voce di Mantova del 21 ottobre 2011,  ha espresso Dino Bertolini sulla macellazione islamica della carne halal.&lt;br /&gt;Egli ha allora deprecato che la Lav abbia dato credito alle “emerite bugie”  di non meglio precisati mussulmani, che avrebbero assicurato che in Italia gli animali  sarebbero  storditi prima di essere sgozzati e lasciati morire per dissanguamento, una  forma di pietà che del resto essi non sarebbero tenuti a esercitare,  perché consente a loro di non praticarla  una deroga della legislazione italiana che tutela “gli animali da inutili e crudeli sofferenze”, secondo la denuncia dell’ENPA, l’Ente Nazionale Protezione Animali. &lt;br /&gt;Se Dino Bertolini avesse tempo e modo di leggere le pagine che in “ Maximum City, Bombay città degli eccessi”, Suketu Metha ha destinato alla celebrazione islamica di Bakri Id , alle pagine 189-194, avrebbe di che invocare l’apertura delle cateratte del cielo insieme con l’apertura dei fondali terreni.&lt;br /&gt;E’ terrificante la crudeltà verso il mondo animale cui può indurre una religione. Pietà verso gli animali, è sacrosanto e legittimo invocare, con il grande filosofo cristiano -kantiano Piero Martinetti, pretendendo che una legislazione che ne eviti inutili sofferenze sia fatta valere nei riguardi di tutti, nessuno escluso.&lt;br /&gt;E  nessun indebito riguardo interculturale può giustificare deroghe speciali, o che un’associazione animalista  certifichi il falso, dando via libera alla macellazione senza stordimento preventivo dell’animale che sarà sgozzato. Ma la pietà per gli animali non può mai diventare una legittimazione della nostra disumanizzazione nei riguardi della specie umana, di chi è innanzitutto il nostro prossimo, proprio perché è lo straniero o in esso avvertiamo un nostro  nemico.&lt;br /&gt;E’ più che umano, quando la nostra capacità di amare è mortificata dagli uomini, rendersi “ sprezzator degli uomini” e donare tutto il proprio affetto all’innocenza animale. Ma non è condivisibile che l’affetto per gli animali sia razionalizzato in un  ripudio argomentato e pubblicizzato di un intero universo umano, quale la immensa civiltà e popolazione islamica.. &lt;br /&gt;Rammento ancora vividamente quanto ebbe a dirmi un giovane tunisino della Crumiria, oramai tanti anni fa, raccontandomi delle lacrime che pianse per più giorni,  quando per l’eid in famiglia venne sgozzato inesorabilmente l’agnellino che aveva più caro.&lt;br /&gt;Tale festa dell’eid , con il sacrificio rituale di moltitudini sterminate di animali,” un massacro” come lo definisce Suketu Metha  nelle sue pagine impressionanti cui mi sono riferito,  è una carneficina che ricorda il sacrificio di un montone effettuato da Abramo, sostitutivo di quello che egli stava per compiere del figlio Isacco, perché così credeva che volesse Dio.( rimando in proposito a quanto ne scrive Vito Mancuso in Io e Dio, alle pagine 173-182,  che condivido assolutamente). &lt;br /&gt;Ora, prima ancora che della religione islamica, Abramo è un capostipite  della religione ebraica e di quella cristiana. Nel suo nome, in cui echeggia il tremendo di ogni senso del sacro, l’uomo di presunta fede perfetta, inossidabilmente cristiano e occidentale, può dunque sentirsi obbligato a compiere in obbedienza al suo Dio un sacrificio maggiore di quello di un animale. Il sacrificio, di cui la Croce è il simbolo eterno testimoniale, che Dio stesso, come Amore trinitario,  ha compiuto del Suo Figlio medesimo secondo il cristianesimo. Liberando l’uomo dalla richiesta di ogni ulteriore olocausto che non sia il sacrificio perenne di se medesimo..&lt;br /&gt;Attenzione, dunque,  rispetto e riguardo, allorché si affronta in tali questioni ciò che è fondamentale per ogni uomo, stando in  ascolto di tutte le risonanze che assume ogni nostro discorso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-5518405467326644172?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Moths then on evening  water&lt;br /&gt;        It would have to be, not bees in sunlight,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Midge veils instead of lily beds; but stet&lt;br /&gt;        To all the rest: the willow leaves&lt;br /&gt;        Elysian-silvered,  the grass so fully fledged&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         And unimprinted it can’t not conjure thoughts&lt;br /&gt;         Of passing spirit-troops, animae, quibus altera fato&lt;br /&gt;         Corpora debentur, “spirits”, that is,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         “ to whom second bodies are owed by fate”.&lt;br /&gt;         And now to continue, as enjoined to often,&lt;br /&gt;         “ In my own words”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         “All these presences&lt;br /&gt;         Once they have  rolled time’s wheel a thousand years&lt;br /&gt;        Are summoned here to drink the river water&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       So that memories of this underworld are shed&lt;br /&gt;      And soul is longing to dwell in flesh and blood&lt;br /&gt;      Under the dome of the sky.&lt;br /&gt;                         &lt;br /&gt;                                 after Aeneid VI, 704-15, 748-51&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedimi di tradurti ciò che è per Loeb 1&lt;br /&gt;  “ in una solitaria valle…un bosco appartato”2 &lt;br /&gt;e ti trasfonderò il Lete nel Moyola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pervenendo attraverso Back Park &lt;br /&gt;giù da Grove Hill,  per tutto Long Rigs&lt;br /&gt;fino alla riva del fiume3- un percorso&lt;br /&gt;che, per un caso felice, mi porterà  oltre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le domos placidas,4 “quelle  placide case”&lt;br /&gt;di Upper Broagh. Falene allora su acque serali&lt;br /&gt; invece delle api5 nella luce del sole,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; invece che  distese  di gigli6&lt;br /&gt;velami di moscerini; &lt;br /&gt;ma “stet,”tutto il resto combacia,&lt;br /&gt;le foglie di salice elisio-argentee, &lt;br /&gt;l’erba dei prati così  in resta 7,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e incalpestata, che non  può&lt;br /&gt;non evocare schiere &lt;br /&gt;di spiriti in transito , animae, &lt;br /&gt;quibus altera fato corpora debentur, 8&lt;br /&gt;“di spiriti”, cioè,  “a cui secondi corpi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono dovuti  per  fato”. E adesso&lt;br /&gt;per continuare, come spesso&lt;br /&gt;mi si richiede” con parole mie”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Tutte queste presenze &lt;br /&gt;Dopo che per mille anni hanno fatto orbitare la ruota del tempo&lt;br /&gt;Sono qui convocate a bere l’acqua del fiume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché di questo mondo sotterraneo &lt;br /&gt;Ogni memoria vada persa &lt;br /&gt;E l’anima aneli a rientrare&lt;br /&gt;In carne e sangue sotto la volta celeste9”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                               da Eneide VI, 704-15, 748-51&lt;br /&gt;Commento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il paesaggio terreno in cui transita il poeta è  lo stesso umile paesaggio dell’ Irlanda del Nord dove trascorse la sua infanzia favolosa- da Seamus Heaney rievocato mirabilmente nelle pagine prosaiche di Attenzioni- un parco in cui trascorre il fiume Moyola - ma è tale la virtù della poesia,  che al poeta basta che traduca Virgilio dove nel Libro VI dell’Eneide parla dei Campi Elisi come di “una solitaria valle..un appartato bosco”,&lt;br /&gt;secondo gli spunti che gli offre l’edizione Loeb, senza ancora ricorrere a parole sue, perché tale “environnement“si traduca a sua volta nei Campi Elisi, ed al contempo essi si trasfondano nella realtà circostante,  che se ne tramuta in apparenza, ne diventa  la  trasposizione e l’ inveramento nella sue più umili ed evanescenti vite animali, falene e moscerini. In virtù della parola poetica tale  realtà naturale risulta talmente incontaminata, che i prati intatti ne diventano le estensioni  elisie in cui possono essere di passaggio solo puri spiriti, le sole presenze che possono  transitarvi  lasciandoli così integri. Come le acque del fiume Lete  le parole poetiche tramutano a tal punto le cose,  che rendono decidue le impronte dolorose di ogni traccia mnestica, e l’anima può anelare di rifarsi nuovamente carne e sangue, di avere di nuovo, la misera, “lucis …dira cupido” ( Virgilio, Eneide VI, 721), come anelano di riassumere un corpo le anime elisie virgiliane, che dalle acque del Lete siano state rese immemori della propria esistenza terrena antecedente.&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;1) Seamus Heaney si riferisce all’edizione  dell’Eneide edita dalla Loeb Classic Library&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Eneide VI, 704-705 “Interea videt Aeneas in valle reducta/ Seclusum nemus et virgulta sonantia silvae”&lt;br /&gt;Rilevantissimo è il passo di “Attenzioni, Belfast 1972,  a pg.31 dell'edizione italiana, che muovendo dalla evocazione dei paesaggi e dai toponimi di Grove Hill e Back Park, - si veda il verso  seguente &gt;By coming through Back Park down from Grove Hill- “ nomi he trasportano l'immaginazione in un'altra direzione”, prelude all'associazione immaginativa che ha originato questo testo poetico”. Insistono che questo paesaggio familiare è una “versione del pastorale”( William Empson), e mi fanno venire in mente le parole di Davies su Fermanagh. “ E' una terra sì piacevole e fertile che se la dovessi tutta descrivere, sarebbe considerata una finzione poetica anziché una seria e reale narrazione”. “ Grove”, boschetto, è una parola che associo alle traduzioni di classici, una fila di alberi nel sole, una collinetta glabra avvicinata da sacerdoti biancovestiti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) “Se il lago Beg segnava un limite del terreno dell’immaginazione, Slieve Gallon ne segnava un altro. Slieve Gallon è una montagnola nella direzione opposta, che porta l’occhio sui pascoli  e i terreni arati  e i boschi lontani di Moyola Park, lontano verso Grove Hill e Back Park e Castledawson” Attenzioni,  Preoccupations. Prose scelte 1968-1978 Editore Fazi, 2004, pg.9&lt;br /&gt;4) Eneide VI, 705 “Lethaeumque ( Videt Aeneas) domos placidas qui praenatat amnem”. Sono le sedi dei beati che lambiscono le acque del Lete.&lt;br /&gt;5) Eneide, VI, 706 -709 “Hunc circum innumerae gentes populique volabant:/Ac velut in pratis ubi apes aestate serena / floribus insidunt variis et candida circum/ Lilia funduntur, strepit omnis murmure campus”.&lt;br /&gt;6) Vedi nota precedente&lt;br /&gt;7) Letteralmente  “ impennata”, l’erba,  in steli e spighe e infiorescenze, e  dunque rigogliosa e composta come un piumaggio erto e compatto.&lt;br /&gt;8) Virgiliio,  VI, 713-715 : “Tum pater Anchises: animae, quibus altera fato/ corpora debentur, Lethaei ad fluminis undam/ Securos latices et longa oblivia potant”&lt;br /&gt;9) Virgilio, Eneide, VI, 748-751 “ Has omnis, ubi mille rotam volvere per annos,/ Lethaeum ad fluvium deus evocat agmine magno, / Scilicet immemores supera ut convexa revisant/ Rursus  et incipiant  in corpore velle reverti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale mio omaggio alla grandezza poetica di Seamous Heaney, nostro  concittadino onorario, e per il suo tramite a quella eccelsa di Virgilio,  offro al pubblico dei lettori di questo giornale le mie traduzioni  di tutti i testi poetici di mia conoscenza del poeta irlandese, Premio Nobel 1995, di  cui il genio virgiliano è stato ispiratore. &lt;br /&gt;Ogni mio atteggiarmi che appaia di disdegno di recenti dichiarazioni esautoranti l’ uno e l’altro,  è puramente e deliberatamente intenzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Catena Umana- Humain Chain 2010&lt;br /&gt;The riverbank field&lt;br /&gt;Il campo in riva al fiume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            Ask me to translate what Loeb  give as&lt;br /&gt;            “ In a retired vale … a sequestered grove”&lt;br /&gt;          And I’ll confound the Lethe in Moyola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     By coming through Back Park down from Grove Hill&lt;br /&gt;           Across Long Rigs on the riverbank-&lt;br /&gt;          Which  way, by happy chance, will take me past&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        The domos placidas, “those peaceful homes”&lt;br /&gt;        Of Upper Broagh. Moths then on evening  water&lt;br /&gt;        It would have to be, not bees in sunlight,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Midge veils instead of lily beds; but stet&lt;br /&gt;        To all the rest: the willow leaves&lt;br /&gt;        Elysian-silvered,  the grass so fully fledged&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         And unimprinted it can’t not conjure thoughts&lt;br /&gt;         Of passing spirit-troops, animae, quibus altera fato&lt;br /&gt;         Corpora debentur, “spirits”, that is,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         “ to whom second bodies are owed by fate”.&lt;br /&gt;         And now to continue, as enjoined to often,&lt;br /&gt;         “ In my own words”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         “All these presences&lt;br /&gt;         Once they have  rolled time’s wheel a thousand years&lt;br /&gt;        Are summoned here to drink the river water&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       So that memories of this underworld are shed&lt;br /&gt;      And soul is longing to dwell in flesh and blood&lt;br /&gt;      Under the dome of the sky.&lt;br /&gt;                         &lt;br /&gt;                                 after Aeneid VI, 704-15, 748-51&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedimi ch’io ti traduca  ciò che per Loeb 1&lt;br /&gt;è  “ in una solitaria valle… &lt;br /&gt;un appartato bosco”2 e ti&lt;br /&gt;trasfonderò il Lete nel Moyola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pervenendo attraverso Back Park &lt;br /&gt;giù da Grove Hill,  per tutto Long Rigs&lt;br /&gt;sino alla riva del fiume3- un percorso&lt;br /&gt;che per un caso felice, mi porterà  oltre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le domos placidas,4 “quelle  placide case”&lt;br /&gt;di Upper Broagh. Falene su acque serali&lt;br /&gt; invece che api5 nella luce del sole,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; invece che aiuole di gigli6&lt;br /&gt;velami di moscerini; ma “stet”&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;sorga tutto il resto, come  uguale,&lt;br /&gt;le foglie di salice elisio-argentee, &lt;br /&gt;l’erba dei prati così  in resta 7,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e incalpestata, che non  può&lt;br /&gt;non evocare pensieri  di schiere &lt;br /&gt;di spiriti in transito , animae, &lt;br /&gt;quibus altera fato corpora debentur, 8&lt;br /&gt;“di spiriti”, cioè,  “cui secondi corpi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siano attribuiti dal fato”.&lt;br /&gt;Ed ora per continuare, come spesso&lt;br /&gt;mi si ingiunse” con le mie parole”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Tutte queste presenze &lt;br /&gt;Dopo che hanno fatto orbitare &lt;br /&gt;Per mille anni la ruota del tempo&lt;br /&gt;Sono convocate qui a bere Letee acque&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A che vada persa ogni loro memoria &lt;br /&gt;Di questo mondo a voi  sotterraneo&lt;br /&gt;E l’anima sia ardente  di rientrare&lt;br /&gt;In carne e sangue sotto la volta celeste9”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                               da Eneide VI, 704-15, 748-51&lt;br /&gt;Commento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il paesaggio terreno in cui transita il poeta è  lo stesso umile paesaggio dell’ Irlanda del Nord dove trascorse la sua infanzia favolosa- da Seamus Heaney rievocato mirabilmente nelle pagine prosaiche di Attenzioni- e dove il fiume Moyola scorre in un parco- ma è tale la virtù della poesia,  che al poeta basta che traduca Virgilio, secondo gli spunti che gli offre l’edizione Loeb, senza ancora ricorrere a parole sue, perché tale realtà si traduca a sua volta in quella ultraterrena dei Campi Elisi evocati da Virgilio nel canto VI dell’ Eneide, ed al contempo l’oltremondo si trasfonda nella realtà circostante  che se ne fa apparenza, ne diventa  la  trasposizione e l’ inveramento nella sue più umili ed evanescenti vite animali, falene e moscerini. In virtù della parola poetica tale  realtà naturale risulta talmente incontaminata, che i prati intatti ne sono diventati le estensioni  elisie in cui possono essere di passaggio solo i puri spiriti, le sole presenze che possono  transitarvi  lasciandoli così integri. Come le acque del fiume Lete  le parole poetiche tramutano a tal punto le cose,  che rendono decidue le impronte dolorose di ogni traccia mnestica, e l’anima può smaniare di rifarsi nuovamente carne e sangue, di avere di nuovo, la misera, “lucis …dira cupido” ( Virgilio, Eneide VI, 721), come smaniano di riassumere un corpo le anime elisie dell’oltremondo virgiliano, che dalle acque del Lete siano state rese immemori della propria esistenza terrena antecedente.&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;1) Seamus Heaney si riferisce all’edizione  dell’Eneide edita dalla Loeb Classic Library&lt;br /&gt;2) Eneide VI, 704-705 “Interea videt Aeneas in valle reducta/ Seclusum nemus et virgulta sonantia silvae”&lt;br /&gt;3) “Se il lago Beg segnava un limite del terreno dell’immaginazione, Slieve Gallon ne segnava un altro. Slieve Gallon è una montagnola nella direzione opposta, che porta l’occhio sui pascoli  e i terreni arati  e i boschi lontani di Moyola Park, lontano verso Grove Hill e Back Park e Castledawson” Attenzioni,  Preoccupations. Prose scelte 1968-1978 Editore Fazi, 2004, pg.9&lt;br /&gt;4) Eneide VI, 705 “Lethaeumque ( Videt Aeneas) domos placidas qui praenatat amnem”. Sono le sedi dei beati che lambiscono le acque del Lete.&lt;br /&gt;5) Eneide, VI, 706 -709 “Hunc circum innumerae gentes populique volabant:/Ac velut ij pratis ubi apes aestate serena / floribus insidunt variis et candida circum/ Lilia funduntur, strepit omnis murmure campus”.&lt;br /&gt;6) Vedi nota precedente&lt;br /&gt;7) Letteralmente  “ impennata”, l’erba,  in steli e spighe e infiorescenze, e  dunque rigogliosa e composta come un piumaggio erto e compatto.&lt;br /&gt;8) Virgiliio,  VI, 713-715 : “Tum pater Anchises: animae, quibus altera fato/ corpora debentur, Lethaei ad fluminis undam/ Securos latices et longa oblivia potant”&lt;br /&gt;9) Virgilio, Eneide, VI, 748-751 “ Has omnis, ubi mille rotam volvere per annos,/ Lethaeum ad fluvium deus evocat agmine magno, / Scilicet immemores supera ut convexa revisant/ Rursus  et incipiant  in corpore velle reverti”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-1731171676002393612?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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.... messaggio  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon viaggio, cara Luigina, ed arrivederci in India a primavera...&lt;br /&gt;
Ho dimenticatio di dirti il finale per quanto riguarda il mio amico: egli invita a casa sua i turisti che con lui simpatizzano, per trarne un provento in contraccambio delle pietanze squisite che a loro imbandisce, ed ogni volta ci rimette tutto quello che spende  per loro e ne è contento. Oggi mi ha confidato che lascia al cuoco le mance dei clienti che serve a tavola, perchè sono dovute  alla bontà della   sua cucina...&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-3501906335589362198?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Come va? E come procede il progetto Alice? Quale buona novella? Od  implica novità dolenti  l’avvertenza che non accettate più volontari? &lt;br /&gt;Quanto al documentario di Matteo Passigato,  è davvero molto bello. Ti allego una correzione del testo della versione in italiano.&lt;br /&gt;Sono rimasto commosso, due mesi or sono, dalla scomparsa del vostro bambino così atrocemente sofferente di cancro alla pelle.&lt;br /&gt;Per me in quel cortile si è rinnovato lo scandalo del dolore innocente.&lt;br /&gt;Per quello che riguarda la mia sorte futura, prima di comunicarti come si sta modificando  intendo dirti che cosa penso della sinossi del Progetto Alice che mi hai inviato a suo tempo- L'ho riconsiderata in questi giorni, e la sua versione più avvincente  mi è parsa   Pankash and the daisy.&lt;br /&gt;Io non posso che condividere l’anelito dell’ispirazione della tua sinossi, che da un versante buddista ti anima a condurre le menti all’identica esperienza mistica contemplativa di ogni religione,  così come avviene nel silenzio in cui oltre  ogni concetto e giudizio  e pensiero,   siamo tutt’uno – o in unità- con l’essere che è Amore infinito, Pace infinita, beatitudine infinita saggezza infinita ( la mente della chiara luce), per esprimermi con le tue bellissime parole.&lt;br /&gt;Ciò che però non mi trova consenziente è che sia concepita come  l’unica forma di esperienza mistica che consenta di accedere alla vacuità del divino, e che per pervenirvi sia obbligatorio credere e indurre a credere, insegnandolo, che non esiste una realtà esterna indipendente dal nostro pensiero. ( pur se riconosci che non si può nemmeno dire -monisticamente- che c’è solo mente).&lt;br /&gt;Io non intendo, così dicendo,  entrare nel merito della tua concezione dell’Io-pensiero creatore , che nella Sinossi hai ripreso e riproposto come l’ispirazione di fondo imprescindibile della ricerca educativa del tuo progetto. Considero  opportuno, piuttosto,  fare appello al criterio buddista dell’upaya-khausalya, come l’ho trovato espresso nel Sutra del loto della buona legge, in ragione del quale mi sembra sconsigliabile impartire l’insegnamento filosofico basilare e inderogabile dell’insussistenza di una realtà esterna indipendente Può darsi e non discuto che implichi tale principiuo il grande veicolo, ma il riconoscimento delle nostre deboli propensioni comuni, e il giusto ricorso conseguente all’abilità nei mezzi,  mi fa ritenere che non sia conveniente che si ricorra a tale concezione nell’istruzione generale universale. Invece seguito a condividere pienamente, -come giusti mezzi necessariamente impliciti in ogni formazione inter-religiosa e interculturale , compresenti n ogni dimensione scientifica avanzata dell’insegnamento convenzionale,-  che nell'insegnamento delle tue scuole si trasmettano la consapevolezza e la  conoscenza "of  the laws of interdependence;  the laws of cause and effect;  the subjectivity of perceptions and dynamic of projections;  the relativity of boundaries;  the ever changing nature of our thoughts and feelings.", come asserisce la dichiarazione dei principi formativi  del Progetto Alice..&lt;br /&gt;Per quanto mi attiene, oggi stesso ho inoltrato  la domanda di pensionamento. Se tutto procederà come auspico, sarò così più libero di venire in India, di stare con la mia sacra famiglia indiana e di restare in contatto e di cooperare con  te, ad esempio nell’ insegnamento della lingua italiana presso la scuola di Sarnat, non  fosse per l’avvertenza che non accettate più volontari&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Una cosa mi resta da dirti:&lt;br /&gt;Il nipote di Kailash che abbiamo adottato è molto bravo a dipingere. Può essere ammaestrato presso di voi nell’arte del tanka, se ne è ancora attivo il corso presso i tuoi studenti chakma? .Kailash è disponibile ad ospitarne qualcuno, se Khajuraho può interessarvi come destinazione terminale delle loro opere &lt;br /&gt;Quando io soggiorni o risieda in Khajuraho, tenete presente, tu e Luigina,  che ora con un treno che da Varanasi vi  perviene direttamente, in una nottata potete raggiungere me ed il mio amico, e la nostra cara famiglia., od io posso essere da voi in Sarnat.&lt;br /&gt;Questo è il table-time attuale &lt;br /&gt;Varanasi Khajuraho ore 21,-21,30 lunedi, giovedì, sabato &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Khajuraho Varanasi ore 23, martedì, venerdì, domenica &lt;br /&gt;con affetto&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Da Valentino&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ciao.&lt;br /&gt;Ho letto le tue osservazioni sulla sinossi. Mi rendo conto che il topic relativo alla realta' esterna, oggettiva, e' difficile, complesso e tale da suscitare perplessita', reazioni forti e critiche.&lt;br /&gt;Ma questo non mi fa retrocedere di un millimetro rispetto alla tesi che sostengo (e provo!). &lt;br /&gt;Non esiste la possibilita' di dimostrare scientificamente e razionalmente l'esistenza di una realta' indipendente dalla mente. Certo, convenzionalmente  parlando nessuno nega che esista un fenomeno la' fuori, un albero che non e' mente, etc.   Ma solo convenziolmente, ma non "realmente". La realta' fenomenica e' una esperienza e nulla piu'. La realta' esiste perche' io la percepisco. Gli altri esistono perche' sono una mia esperienza. Che cosa esiste oltre la mia esperienza? Nessuno puo' rispondere, a meno di non cadere in evidenti contraddizioni. Oltre la mia esperienza non  posso andare, se non con il pensiero. Ogni ipotesi, ogni affermazione che faccio e' sempre un prodotto, una costruzione del mio pensiero. Non non ne usciamo. Posso affermare che esiste una realta' esterna che non e' mente. Certo! Ma e' pur sempre una affermazione che viene dalla mente. Posso dire che esiste la mente e la materia che non e' mente. Ma si tratta di una affermazione fatta, appunto, con la mente, quindi pura costruzione psichica.  Posso speculare sulla materia, su Dio... ma e' sempre una speculazione frutto di un dinamismo psichico.  Attenzione, non sto dicendo che non esiste Dio, che non esiste la materia, etc. Sto affermando che Dio, la materia esistono, ma come prodotti della mia mente. Non sono totalmente non esistenti. Ma non sono oggettivi, come crediamo comunemente. Sono fenomeni soggettivi. Ed e' proprio questo il significato del Sentiero spirituale: andare oltre la mente, oltre il pensiero di Dio, per scoprire, appunto, la realta' di Dio. E come si scopre la realta' del Divino? Attraverso il silenzio, come giustamente osservi tu. Ma dobbiamo metterci d'accordo sul significato di quel silenzio. E' un silenzio della mente pensante, della ragione, per lasciare spazio all'intuizione, al transpersonale. La mia domanda: sei capace di dimostrarmi - con la mente - che esiste qualcosa che trascende la mente? &lt;br /&gt;Mi fermo qui, per ora.&lt;br /&gt;Un abbraccio&lt;br /&gt;Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 novembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Valentino, &lt;br /&gt;sono Odorico&lt;br /&gt;Come torno a dirti, non ti ho scritto per entrare nel merito dei principi filosofici della tua sinossi, che non intendo tuttora mettere in discussione, anche perché sono consapevole di quanto tu ne sia persuaso, ed ho troppo rispetto dei tuoi convincimenti  per  atteggiarmi altrimenti che a un retto sforzo di comprensione. &lt;br /&gt;Quello che ho cercato di chiarirti è che ritengo che tali presupposti della tua ricerca educativa  debbano restare il suo cuore esoterico, e che temo che non sia proficuo che ne sia impartito l’insegnamento  a dei ragazzi, il cui comune principio di realtà ne è troppo difforme, in Oriente come in Occidente.&lt;br /&gt;Inoltre ho motivo di supporre che il porre tali principi come un requisito imprescindibile per riconoscersi nel Progetto Alice possa alienarti- ed averti già alienato- il seguito di molti sostenitori occidentali e cristiani, perché con le tue conclusioni tu dai scacco matto a  ogni possibilità che il vero sia a  noi rivelato come alcunchè che ci si impone. Come recitava il titolo di un libro che ho visto esposto in vetrina, presso le stesse Paoline,  un cristiano può convenire che “ Dio non è quel che credi”, che  Dio trascende ogni nostra immagine e idea  che ne sia una concezione, può temere che ciò che Ne pensiamo Ne possa essere una nostra perversione mentale, e come Maister Eckhart pregare Dio che ci liberi di Dio, ma non potrà mai ammettere, come tu sostieni, che Dio sia un prodotto soggettivo della nostra mente.  Nel silenzio, per chi è cristiano Dio ci si rivela comunque come una realtà che ci impronta, da cui dipendiamo e a cui dobbiamo obbedienza. Pensare che sia altrimenti per un cristiano è il peccato radicale e originale del nostro orgoglio.&lt;br /&gt;Ed è così per un islamico rispetto ad Allah, per un ebreo rispetto alla stessa Torah.&lt;br /&gt;Con affetto&lt;br /&gt;Odorico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da Valentino&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Caro Odorico, &lt;br /&gt;                   sono d'accordo che non e' questa la sede adatta per un dibattito cosi' serio e importante, ma alcune osservazioni di base sono doverose. C'e' un malinteso di fondo, soprattutto da parte dei cristiani, quando si parla di soggettivita', di mente, di creazione.&lt;br /&gt;Tu affermi che un cristiano  non potrà mai ammettere che Dio sia un prodotto soggettivo della nostra mente. E' questo il punto del malinteso. Io affermo che il Dio che noi pensiamo (vedi la tua stessa citazione) non puo' essere considerato il vero Dio, perche', se cosi' fosse, avremmo tante Divinita' quante sono le menti delle persone. Non solo, avremmo un Dio a misura di uomo/donna, ridotto a livello della coscienza di chi lo pensa. Il Dio pensato e' un prodotto soggettivo della nostra mente. Mi pare ovvio. E' quel dio che va superato, va trasceso. Ho l'impressione che tu abbia frainteso quanto noi sosteniamo: se ci fermiamo al pensiero, avremo un dio limitato, finito, soggettivo... Questo e' il dio che noi creiamo.  In questo senso parlo di mente che crea dio (lo scrivo con la lettera piccola, per differenziarlo dal Dio che va oltre la ciotola della storia dell'angelo e Sant'Agostino; ricordi la storia molto significativa ed efficace?). Di qui, l'esigenza di scoprire il Divino che c'e' in noi, ma non con la ragione, con la coscienza razionale, che, come abbiamo visto, media una immagine di dio limitata, soggettiva, ma con  una coscienza che va oltre quella, appunto, che limita concettualizzando, classificando, analizzando... Ecco, la proposta di Alice, che poi e' quella dei mistici cristiani: il silenzio. Forse non ci capiamo sul significato del silenzio. Noi intendiamo quel silenzio come una trascendenza della mente discorsiva, razionale, egoica . Per questo parliamo di coscienza transpersonale.In quel silenzio apparira' una immagine di Dio che non sara' certo quella mediata dal ragionare dei teologi (mente razionale) e quel Dio non sara' comunicabile, perche' si tratta di una esperienza di vetta (come viene definita dalla psicosintesi, ad esempio) non di un bla, bla accademico.&lt;br /&gt;Vedi, ci sono due livelli di presenza di Dio: &lt;br /&gt;a) il dio che pensiamo (relativo, soggettivo, convenzionale - utile per arrivare al secondo livello)&lt;br /&gt;b) il Dio oltre il pensiero (esperienza mistica che si realizza solo nel silenzio dell'ego). Di questo Dio non possiamo parlare (sarebbe un riportarlo al primo livello). Questo Dio va solo vissuto, sperimentato, realizzarlo grazie ad un percorso spirituale complesso, difficile (vedi San Giovanni della Croce) che passa attraverso la realizzazione della vacuia' dell'io e la meditazione (samadhi - estasi). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sembra che tu abbia confuso il secondo  livello con il primo. Quando parliamo di attributi di Dio, di creazione, etc. ci  troviamo al primo livello di coscienza: il Dio creato da noi, portato a livello delle nostre categorie mentali, inserito, a forza, nella piccola ciotola dell'Angelo sulla spiaggia!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ai nostri studenti cerchiamo di spiegare le due realta': quella della ciotola (il dio a nostra misura, creato dalla nostra mente, appunto) e quella dell'Oceano che non puo' essere contenuto nella ciotola. Che cosa c'e' di male? Non pensi che i giovani non debbano rendersi conto dei limiti della loro coscienza razionale per sviluppare un tipo di coscienza superiore e, quindi, accedere ad una conoscenza piu' elevata, che diventera' saggezza? &lt;br /&gt;Non pensi che sia utile dire loro che non c'e' solo la ciotola con la sua limitata capienza, ma esiste anche l'oceano che non puo' essere contenuto nella ciotola? Non credi che se capissero questo diventerebbero piu' umili e un pochino piu' saggi? &lt;br /&gt;La ciotola potrebbe rappresentare la nostra coscienza dell'Io; l'oceano la dimensione spirituale, transpersonale. ll Silenzio, appunto.&lt;br /&gt;Mi spiace, ma il dio della ciotola ha prodotto danni immani all'umanita', perche' non si tratta del vero Dio. E' il dio pagano, Lucifero. L'ego divinizzato. E' questo che vogliono i cristiani? &lt;br /&gt;Parli di "principio di realta'". Quale realta'? Noi diamo per scontato che il nostro modo di conoscere sia corretto e conforme alla realta'. E' corretto, secondo te, pensare che le nostre proiezioni siano vere e oggettive? Non ti e' mai venuto il dubbio che, forse, i tuoi studenti avevano bisogno di meno letteratura e matematica e piu' ... realta' (non convenzionale, quella dell'Oceano, per intenderci)? Proprio perche' neghiamo la dimensione esoterica (come la definisci tu), finiamo per sbilanciare lo studente, offrendogli solo un a dimensione del sapere (lo studente ad una dimensione, appunto). Per correttezza, dovremmo proporre tutte le dimensioni ai nostri studenti: quella della ciotola (sapere convenzionale), ma anche quella dell'Oceano. L'insegnante dovrebbe essere in parte Sant'Agostino e in parte ... Angelo. E' quanto cerchiamo di fare nelle nostre scuole. Ti assicuro, caro Odorico, che i risultati non sono come temi tu alienanti, ma, al contrario, portano gli studenti ad aprirsi a dimensioni di vetta, con effetti straordinari sul comportamento, sull'intelligenza emotiva e sui risultati scolastici.&lt;br /&gt;Comunque, ho l'impressione che dovremmo discutere piu' a lungo, non per convincerti circa le mie idee, ma perchè tu non abbia una visione sbagliata di quello che  noi proponiamo.&lt;br /&gt;Spero di aver chiarito almeno un po' il nostro punto di vista. &lt;br /&gt;Un abbraccio&lt;br /&gt;Valentino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-3839298961011122941?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Si è conquistato più rispetto e più  tempo disponibile presso il suo padrone, la piorrea di Vimala è regredita (receduta), e tutti quanti i bambini  crescono e  stanno bene.&lt;br /&gt;
Ajay e Ashesh hanno trascorso nel villaggio le intere festività di Deepawali, e vi sono rimasti ad accudire il negozio ed il bestiame da soli, anche in assenza dei nonni, allorché il babbo e la mamma di Kailash si sono recati per alcuni giorni ad Orcha.&lt;br /&gt;
Con i turisti Kailash  ha riappreso a dare senza attendersi in cambio denaro, ad invitarli a casa sua e ad essere felice di cucinare e servire per loro il dhali, con vegetali e chiappati, anche se non ne sarà remunerato.&lt;br /&gt;
“ But I am happy, Sono felice anche così”.&lt;br /&gt;
Acquisisce comunque good Karma.&lt;br /&gt;
Nel suo agire c’è pur sempre  calcolo, certo, ma Kailash gli conferisce una natura superiore.&lt;br /&gt;
“ Mi avessero dato mille, due mila rupie le avrei accettate. Ma duecento rupie , no, - mi ha detto oggi, che è Ognissanti, a proposito della coppia di turisti francesi che sono stati di ritorno a casa sua prima di partire per Varanasi. "Avrebbero pensato che l’ho fatto solo per denaro. Così almeno parleranno bene di me e faranno sì che a me si rivolgano altri turisti, indirizzandoli al mio hotel”&lt;br /&gt;
Beati davvero quelli che piangono, Kailash, perché saranno consolati. I puri di cuore perché come te vedranno il nirvana del regno dei cieli.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-3502675286120978328?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XY3CMme-LzRBvhScVmE8ZM7va9s/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XY3CMme-LzRBvhScVmE8ZM7va9s/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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sono Bergamaschi.&lt;br /&gt;
Finalmente mi sono risolto ad inviarle la mia recensione de “La lotta per la vita” di Enzo Bianchi, che già mi ero ripromesso di scrivere per inoltrargliela ai primi di maggio, allorchè mi ha incontrato in Sant’Andrea e mi ha chiesto che cosa ne pensassi, senza da me ricevere una effettiva risposta. . &lt;br /&gt;
I giorni avanti, infatti, avevo lasciato in sospeso la lettura in cui mi ero reimmerso sotto i suoi occhi, una settimana prima, nella saletta d’attesa dell’ambulatorio medico in cui ci siamo ritrovati alcune settimane or sono, a distanza di mesi.&lt;br /&gt;
Nel frattempo sono mutate le aspettative e le sollecitazioni con cui mi sono rivolto al testo , come si può intendere in controluce nelle conclusioni seguenti.&lt;br /&gt;
La lotta per la vita di Enzo Bianchi non è una lotta per la vita di natura puramente spirituale nella sua universalità. E' una lotta per la vita eminentemente cristiana. Nella fede nella resurrezione di Cristo è fondata in radice. E non può essere vinta senza l'apertura dello spirito a una grazia divina. E' una lotta che può incorporare la meditazione buddista o di altre tradizioni, ma che non può essere incorporata in una pratica buddistha, o altrimenti ispirata, che sia ateologica. &lt;br /&gt;
Per la mia esperienza dell’amore in Dio del prossimo, e dell'amore di Dio mediante l’amore del prossimo, per quanto trovi ammirevole l’opera, soprattutto nel raffronto esegetico tra le pagine della tentazione di Adamo e di quella di Gesù e la Lettera ai Filippesi, non so dirle quanti anticorpi contenga il pensiero spirituale di Enzo Bianchi, per aiutare a discernere se la propria lotta spirituale è animata nella sua dinamica dalla conformità con Cristo o dalla fede dei diavoli.&lt;br /&gt;
Opere spiritualmente meno accreditate, o screditate, come quelle di Anthony de Mello, mi sono in questo un sostegno più illuminante &lt;br /&gt;
Quanto alle altre letture di cui le inoltro le recensioni, che ho redatto per ordinare le mie idee e per una loro pubblicazione impossibile sulla Cittadella, nonostante tutta la benevolenza di Benito Regis nei miei riguardi, l'una concernente le introduzioni di Ramon Panikkar alla propria Opera omnia, l'altra un raffronto illuminante tra l' umanesimo ateo di Camus ed il cristianesimo di Dietrich Bonhoeffer, lo Spirito unificante che vi ho inteso soffiare, così come nell' ispirazione della generalità delle teologie critiche dei Magisteri ecclesiastici recentemente edite in Italia, è in verità la concelebrazione della stessa cristologia calcedoniana, che è pienamente riaffermata dall'ontologia che le accomuna, ossia dalla loro concezione della realtà divina quale realtà al tempo stesso dell' uomo e del mondo, che s'invera in un'ontonomia secondo la quale la separazione o la confusione di ciò che in Cristo o nello Spirito è indiviso e distinto, costituisce la natura del peccato o l’errore del male, per quanto della realtà del peccato può essere comunque compreso dal lume naturale e dalle altre esperienze religiose-. Quanto sostengo l'ho ritrovato enfaticamente esaltato da Fabrice Hajadi nel suo ammirevole – e urticante- “La Fede dei demoni” ( vedi il capitoletto Il principio di Calcedonia sestuplicità dell'errore e altro..,” a pg. 144 dell'edizione italiana)&lt;br /&gt;
La saluto con gratitudine e affetto.&lt;br /&gt;
Odorico Bergamaschi&lt;br /&gt;
Post Scripta &lt;br /&gt;
A) Arnaud Corbic riferisce come “ Bonhoeffer che aveva insegnato cristologia all'università nel 1933, avesse trattato del Concilio di Calcedonia. Aveva dimostrato che non si deve “ cosificare” la formulazione dogmatica di questo concilio ma vedervi l'apertura al mistero concreto dell'Unico. ...Il Verbo illumina ogni uomo e ogni cosa. … Se Dio ha riconciliato in Gesù Cristo il cielo e la terra, né il dualismo né il monismo si concilieranno con un pensiero cristiano, ma solo una polifonia” (a pgg. 36 e 37 dell'edizione italiana di Camus e Bonhoeffer )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
B) In India ho riscontrato una profonda corrispondenza tra la concezione cristologica della kenosis e quella hindù, diffusa tra i comuni pandit più che nei testi autorevoli, della umana paro-upkar o donazione di sè, al pari di come l'albero dona ad animali ed uomini la sua ombra ed i suoi frutti, senza nulla pretendere di ricevere o di potersi attendere in cambio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota ulteriore&lt;br /&gt;
La cosmoteandria non riduce forse la trascendenza divina all' infinità e alla libertà della creatività continua della Natura Naturans che è immanente alla Natura Naturata?&lt;br /&gt;
Npn risolve forse Dio nella sua sola natura economica in relazione al Creato, senza lasciare residui all'intima vita divina intratrinitaria, alla sofia increata dell'autorivelazione  di Dio in sè stesso?( Bulgakov).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ancora.  c’è una realtà effettiva (positiva) del male, o  il male è solo privazione del bene? è effettuale  una ontologia e ontonomia  satanica, ci sono comunioni e condivisioni maligne, od ogni reale comunione e condivisione è benigna, e il male è solo unione apparente, sempre oppone e distrugge, tanto più  quando sembra unificare e interpenetrare, secondo una dinamica del male mimetica e antitetica al contempo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-1509261651483851322?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0kG6qlDinZ0dF1Q79_DitSykO4I/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0kG6qlDinZ0dF1Q79_DitSykO4I/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0kG6qlDinZ0dF1Q79_DitSykO4I/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0kG6qlDinZ0dF1Q79_DitSykO4I/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Odoricoamico/~4/HczU_KNtTT8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://odoricoamico.blogspot.com/feeds/1509261651483851322/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1181121641198520800&amp;postID=1509261651483851322&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/1509261651483851322?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1181121641198520800/posts/default/1509261651483851322?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Odoricoamico/~3/HczU_KNtTT8/lettera-calcedoniana-don-ulisse.html" title="lettera calcedoniana a don Ulisse Bresciani" /><author><name>odorico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13485595580217090388</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="29" height="32" src="http://bp1.blogger.com/_qfFrAzQ2gPc/SEGlmkbYTfI/AAAAAAAAAmY/751DeQN6_YQ/S220/webodorico.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://odoricoamico.blogspot.com/2011/10/lettera-calcedoniana-don-ulisse.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DU8ESX0_fyp7ImA9WhRWEk0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1181121641198520800.post-3643964979294576687</id><published>2011-10-17T18:05:00.000-07:00</published><updated>2011-12-29T17:16:48.347-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-29T17:16:48.347-08:00</app:edited><title>sino all'eccesso</title><content type="html">lunedì 17 ottobre 2011&lt;br /&gt;Sino all'eccesso &lt;br /&gt;“Vado a dormire ora, domattina devo alzarmi prima delle cinque, per il treno ch’è in arrivo da Varanasi.”, quando Kailash dovrà recarsi alla stazione di Khajuraho per tentare di avviare all’hotel Zen i turisti che vi discendano &lt;br /&gt;Poi Kailash avrà da attendere l’arrivo ulteriore del treno da Delhi, di lì a un’ora, per tentare lo stesso o stesso abbordaggio con i turisti che provengano dalla capitale, e in autorisciò gli toccherà in mattinata di recarsi a Bamitha, o a Chhattarpur, ed esserne di ritorno, per due volte, con altri turisti che vi si scendano per Khajuraho, da uno dei bus in arrivo da Satna o da Jhansi.&lt;br /&gt;Sa oramai alla perfezione come intrigare i turisti, è consapevole che non deve far loro parola dell’hotel dove li farà finire pressoché immancabilmente, ma che è bene che chieda loro dei viaggi che compiono in India di cui ha fatto con me esperienza, e se essi si lasciano così irretire, per Kailash il gioco è fatto e l’esito irresistibilmente ottenuto, il più delle volte, i turisti siano spagnoli, svizzeri, polacchi, indiani, o il brasiliano inavveduto che oggi ha ammaestrato a dovere.&lt;br /&gt;Poi, quando cercherà di fare il proprio di interessi, anziché quello del padrone,  si ingegnerà con scarsa fortuna di ottenere di poter prenotare il biglietto ferroviario, o un mezzo di trasporto per un’escursione nei dintorni, senza ricavarne nulla i turisti li inviterà pur anche a cena a casa propria, quando  entri con loro più in confidenza, ritentando l'azzardo, nella speranza indefettibile  che poi lo ricambino in denaro, a dispetto del riscontro che anche i giorni scorsi le sue aspettative siano andate ancora di nuovo puntualmente deluse, sia con la coppia di turisti spagnoli  che con il giovane svizzero, a suo dire cosi semplice e affettuoso, che asseriva di averlo nel suo cuore, Kailash&lt;br /&gt;- “Io ho offerto loro cibo da mangiare, e non mi hanno dato niente! nothing...”&lt;br /&gt;L’amico si è mostrato talmente capace di attirare turisti nell’hotel Zen, benché esso non figuri più nella Lonely Planet, appare talmente in grado di compensare con la sua intraprendenza uno svantaggio di cui si tormenta ogni giorno (ch’è il tormento quotidiano del)  il  suo padrone bestiale (predatorio), che dopo l’ una adesso può restarsene a casa con la sua famiglia fino alle tre del pomeriggio, ed è il padrone ora a pregarlo di fare ritorno al lavoro, se tarda, anziché minacciare di cacciarlo od  infuriare su di lui con parole, che a Kailash, i primi giorni levavano la pelle come scudisciate, perché il mio amico si riavvii per Bamitha, di nuovo, quanto prima, a calamitare i turisti in arrivo con il bus di Agra, dopo di che egli dovrà stazionare in hotel fino alle dieci di sera, (stazionando egli  in hotel fin che solo alle dieci di sera), allora soltanto potrà essere di ritorno a casa, per risvegliarsi sul far dell'alba se non alle quattro, non oltre le cinque, il giorno seguente, e farsi trovare alla stazione nuovamente in attesa del treno da Delhi, per suo (minimo) sollievo essendo sospeso più volte alla settimana quello precedente da Varanasi.&lt;br /&gt;La paga è sempre la stessa miseria per tanto dannarsi, 50 rupie al giorno, l’equivalente, al più, di un dollaro, è niente, "nothing", come Kailash inveisce, ma per lui non è ciò che più importa, così mortificandosi egli conta di farsi valere, ed al fine di prevalere, come lavoratore onesto, ed io non posso che compatirlo e consentire, benché mi sia insostenibile la sua remissività ad  un simile trattamento da bestie, giacché nel suo fervore succube avverto (sento) che egli è riemerso dal fondo della nostra sventura, e che sino all’eccesso riafferma la vita &lt;br /&gt;E' stupefacente come egli sa nuovamente illudersi e può davvero credere, sospinto dallo slancio, che siano in gran ripresa gli affari dei nostri negozi, che costituiscano chissà quali proventi il quintale di grano e i chili di sesamo e di lenticchie con cui dopo i recenti raccolti i dalit del villaggio sono venuti pagando i loro acquisti, in tutto appena due mila rupie, alla resa dei conti, ma gli acquisti, mi assicura, saranno ancora più in crescita per Dipawali, quando da Delhi faranno ritornano al villaggio i dalit che vi si sono trasferiti per lavorarvi come muratori.&lt;br /&gt;“ Ora penso più al mio lavoro, che alla mia famiglia”, è il suo presente rammarico, tant'è che (e ) solo ora che a Vimala è ricomparsa purulenta l’infiammazione in bocca, si è riscosso al punto di preoccuparsene davvero, e di chiedermi di anticipargli il denaro che può occorrere se la farà visitare da un odontoiatra di Chhattarpur.&lt;br /&gt;“ Sarebbe un vero problema se l’infezione fosse invece un cancro, Vimala potrebbe morire ed io resterei senza mia moglie…” ( è come se sapesse soltanto dispiacersene). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrittura precedente, riveduta il 29 dicembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vado a dormire ora, domattina devo alzarmi prima delle cinque, per il treno ch’è in  arrivo da Varanasi.”, quando Kailash dovrà recarsi alla stazione di Khajuraho per tentare di avviare all’hotel Zen i turisti che  vi discendano &lt;br /&gt;Poi  Kailash avrà da attendere l’arrivo ulteriore del treno da Delhi,  di lì a un’ora, per  tentare lo stesso con i turisti che provengano dalla capitale, e in autorisciò gli toccherà in  mattinata di  recarsi a Bamitha, o a Chhattarpur, ed esserne di ritorno, per due volte, con altri turisti che vi si  scendano per Khajuraho da uno dei bus in arrivo da Satna o da Jhansi.&lt;br /&gt;Sa oramai alla perfezione come intrigare i turisti, è consapevole  che non deve  far loro parola dell’hotel dove li farà finire pressoché  immancabilmente, ma che è bene che chiedaloro dei viaggiche compiono  in India di cui ha fatto con me esperienza,  e se essi  si lasciano così irretire il gioco è fatto e l’esito irresistibilmente  ottenuto,  il più delle volte , siano essi turisti spagnoli, svizzeri, polacchi, indiani o il  brasilianoinavveduto che oggi ha ammaestrato.&lt;br /&gt;Poi si ingegnerà di prenotare il biglietto ferroviario, o un  mezzo di trasporto per un’escursione nei dintorni, li inviterà pur anche a cena a casa propria , se entra con loro in confidenza, ritentando l'azzardo nella speranza, in lui indefettibile, (che in lui si rinnova) che poi lo ricambino in denaro,  a dispetto del fatto che anche i giorni scorsi le sue aspettative siano andate puntualmente  deluse,, ancora di nuovo, con la coppia di turisti spagnoli quanto con il giovane svizzero, cosi semplice e affettuoso, che asseriva di averlo nel suo cuore, Kailash&lt;br /&gt;-  “Io ho offerto  loro cibo da mangiare, e non mi hanno dato niente!...”&lt;br /&gt;Si è mostrato talmente capace  di attirare turisti nell’hotel Zen, benché esso non  figuri più nella Lonely Planet, è talmente in gradio di compensare  con la sua intraprendenza  uno svantaggio ch’è il tormento quotidiano del suo animalesco padrone predatorio, che dopo l’ una ora può restarsene a casa fino alle tre del pomeriggio con la sua famiglia, ed è il padrone ora a pregarlo di fare ritorno al lavoro, se tarda, anziché  minacciare di cacciarlo o infuriare su di lui con parole che i primi giorni a Kailash  levavano la pelle, perché il mio amico si riavvii per Bamitha, di nuovo, a  calamitare i turisti in arrivo con il bus di Agra, stazionando in hotel fin che solo alle dieci di sera potrà essere di ritorno a casa,  per risvegliarsi sul far dell'alba se non alle quattro  non oltre le cinque, il giorno seguente, e farsi trovare  alla stazione nuovamente  in attesa del treno da Delhi,  per suo (minimo) sollievo  essendo sospeso quello da Varanasi più volte alla settimana&lt;br /&gt;La paga  è sempre la stessa miseria per tanto dannarsi, 50 rupie al giorno, l’equivalente al più di un  dollaro, niente, "nothing", come Kailash inveisce, ma per lui non è ciò che più  importa,  così egli conta di farsi valere, e prevalere, ed io con lui patisco e consento, benchè mi sia insostenibile la sua remissività a un trattamento da bestia,giacchè  nel suo fervore avverto (sento) che  egli è riemerso dal fondo della nostra sventura, e che sino all’eccesso.riafferma la vita &lt;br /&gt;E' come  egli sa nuovamente illudersi e credere, sospinto dallo slancio, che siano in gran ripresa gli affari dei nostri negozi, che costituiscano chissà quali  proventi il quintale di grano e i chili di sesamo e di lenticchie con cui dopo i recenti raccolti sono venuti pagando i loro acquisti i dalit del villaggio, in tutto appena due mila rupie alla resa dei conti, ma gli acquisti, mi assicura, saranno ancora più in crescita per Dipawali, quando da Delhi faranno ritornano al villaggio i dalit che vi si sono trasferiti per lavorarvi come muratori.&lt;br /&gt;“ Ora penso più al mio lavoro, che alla mia famiglia”, è il suo  presente rammarico,  tant'è che (e ) solo ora che a Vimala è ricomparsa purulenta l’infiammazione in bocca, si è riscosso al punto di preoccuparsene davvero, e di chiedermi di anticipargli il denaro che può occorrere se la farà visitare da un odontoiatra di Chhattarpur.&lt;br /&gt;“ Sarebbe un vero problema se l’infezione fosse invece un cancro,  Vimala potrebbe morire ed io resterei senza mia moglie…” ( è come se sapesse soltanto dispiacersene).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-3643964979294576687?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Solo il Dio che  è Trinità e Spirito nel  suo essere Amore relazionale,-  non  il solo  puro Logos razionale in cui consiste il  Dio dei greci e dei filosofi-, può essere l’unione  di tutto ciò che se si è distaccati dalla sua rivelazione interiore  si tende invece a pensare che sia separato.&lt;br /&gt;Nel Dio che è Amore trinitario tutto, secondo il principio fondamentale della fede calcedoniana, si integra in un’unione di polarità che permangono distinte ma che non sono separate,  innanzitutto nell’“unione, con  distinzione, ma senza separazione, tra umano e divino” nell’ ”evento Cristico”.&lt;br /&gt;“ L’evento cristico unisce la trascendenza ( divina) con l’immanenza (umana), ma senza cadere in alcun monismo- spirituale o materiale-, né in alcun dualismo metafisico. Non solo Cristo è totalmente divino e totalmente umano; anche l’uomo è chiamato ad essere pienamente umano e pienamente divino”( pg.32).&lt;br /&gt;Oltre ogni dualismo, secondo lo spirito indiano advaita-adualistico-,  la spiritualità religiosa è l’esperienza integrale della vita nella sua totalità, ossia è l’esperienza dell’interpenetrazione reciproca di Dio e uomo e mondo, ( secondo la concezione cosmoteandrica di cui Raimon Panikkar si fa continuatore). In essa l’uomo è coinvolto nella pienezza della sua trinitarietà di corpo, mente razionale e spirito (1) .“Dio- in tal senso- non è altro, un altro, per  quanto grandioso lo si possa immaginare. Dio è tanto trascendente quanto immanente” (pg.24). Nell’essere  tutto  in tutte le cose “Dio non sta au dessus de la melée fuori da tutto, separato. Anche Dio sta all’interno di questa interpenetrazione del tutto con tutto”( pg.64)- dell’eterno con il tempo, nel presente della escatologia realizzata della “tempiternità”.&lt;br /&gt;L’esperienza integrale  in cui l’uomo, in quanto spirito incarnato, gode la pienezza della vita in cui si interpenetrano reciprocamente uomo, mondo, e Dio, è la mistica, nel senso proprio del termine,  e in essa per Panikkar è riposto il futuro del cristianesimo &lt;br /&gt; La mistica  è l’ espressione  della fede che proviene dalla stessa vita e di cui è capace ogni uomo, ogni volta che in lui pervengono ad un’unione trinitaria il corpo, nel piacere sensibile, la mente, come esperienza intellettuale, e lo spirito mitico-simbolico.&lt;br /&gt;Lo Spirito è il divino del cuore che in noi,  in quanto amore,  come identità relazionale,  sente di essere il tutto che è tutto se stesso in tutte le cose (2), e   nell’amore del prossimo esso perviene ad amare il prossimo come un’altra parte di se stesso (pg.23). &lt;br /&gt;Il Dio che è Spirito, in quanto  Amore non è soltanto Logos, Verità, non è soltanto Essere intelligibile, un Essere totalmente intelligibile che si rispecchia nella sola coscienza logica (pg.80), lo Spirito, Sorgente apofatica, “ non inferiore né differente dal logos, ma neppure riducibile ad esso”( pg.83), né ad esso subordinato, in tale sua irriducibilità alla logica razionale  è la ragione d’essere della stessa incommensurabilità del reale e della sua  non trasparenza, della rivelazione della pluralità del reale nei veli di una pluralità di credenze e religioni,( pgg. 78-80), dell’ impossibilità, dunque, di una teologia, o religione  generale,  che sia  universalmente compresa ed abbracciata, come è inattuabile qualsiasi corrispettivo pensiero unico.- Ma lo stesso Dio che è Spirito, poiché in esso tutto è in relazione con tutto,  è la scaturigine stessa della possibilità  nello spirito medesimo, - non già nella ragione soltanto-, di una mutua fecondazione fra le diverse saggezze dell’umanità, e di tale ibridazione il pensiero di Panikkar è  tra le più illuminanti espressioni interculturali e interreligiose- , in seno al vincolo che nella tradizione cristiana “è lo Spirito, in quella hindu brahman”, e in quanto  simbolo, mito, culto, “saggezza dell’amore” (3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Note &lt;br /&gt;1) o nell’essere egli, altrimenti, inseparabilmente, corpo( soma), psiché (spirito),  polis ( società), e cosmo, una quaternità in cui  si trova e si incontra integralmente il divino, tanto immanente quanto trascendente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 2) Sulla purezza del cuore che presso tutte le culture porta all’azione giusta, Panikkar  scrive a pg 86, in particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 3) In scritti  in cui la lucidità critica si fa a volte aridità di tono, è mirabile tale illustrazione esemplare della superiore saggezza spirituale di Salomone “ Le nostre molte soluzioni vogliono tagliare il bambino in due quando non possiamo averlo per noi. La verità è nostra, come lo è il bambino. Ma per mantenere vivo il bambino, per mantenere viva l’umanità, per mantenere viva la polarità delle realtà umane, per mantenere viva la buona fede delle persone, per mantenere viva la libertà come la dignità più elevata, non possiamo giudicare con la Ragione soltanto. Salomone ci ha fatto vedere che il suo giudizio finale era quello corretto,  perché quando interviene l’amore, quando il bambino è tuo,  tu preferisci perdere, tu preferisci perfino essere battuto, ma il bambino deve vivere”(pg.82).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1181121641198520800-3039971119681782875?l=odoricoamico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hukz5xwYcXOUYhV0Q74uS-Z_g3Q/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hukz5xwYcXOUYhV0Q74uS-Z_g3Q/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Arnaud Corbic Albert Camus e Dietrich Bonhoeffer Due visioni dell' uomo “ senza Dio” a confronto. Introduzione di Ugo Sartorio Edizioni Messaggero Padova 2011, pagine 91, 8 euro.&lt;br /&gt;
Nel suo ammirevole scritto breve “Albert Camus et Dietrich Bonhoeffer, Due visioni dell’uomo senza Dio a confronto”, risalente al 2002 e tradotto e pubblicato in Italia da Edizioni messaggero, Padova, nel 2011, con introduzione di Ugo Sartorio, Arnaud Corbic, ancor giovane filosofo e teologo francese,- è nato nel 1969-, già professore di filosofia contemporanea alla Pontificia Università Antonianum di Roma, pone a raffronto l’umanesimo dell’ateismo dello scrittore esistenzialista francese e l’umanesimo della fede del grande pastore protestante, morto impiccato dai nazisti nel 1945, e per illuminazione reciproca perviene ad un incontro inatteso - ( “Rencontres de deux humanismes” è il sottotitolo originario in francese ),- almeno per chi non è persuaso, o non ha presente, che l'ateismo moderno possa essere un'eresia cristiana1&lt;br /&gt;
L'incontro tra due pensatori, “che, per più motivi, taluni potrebbero ritenere opposti a priori”, ha in radice che l’ateismo dell'uno e la fede cristiana dell’altro sono originati dal rifiuto e dalla ricusazione di una concezione “religiosa”di Dio che, per lo stesso Corbic, non è l’ interpretazione autentica della fede cristiana confessata nel Credo.&lt;br /&gt;
Secondo Camus il cristianesimo è la fede in un Dio il cui Essere è al di fuori di questo mondo, in un “retro-mondo” che è radicalmente altro rispetto ad esso, è la speranza in un’altra vita, la vera vita , cui si ha accesso solo alla fine di quella terrena, per meritare la quale occorre negare la vita presente e disistimarne i beni, fuggire il mondo e disprezzarlo&lt;br /&gt;
Per Camus l’affermazione della dignità dell’uomo, della giustizia e della “fedeltà alla terra” che è insegnata dallo Zarathustra di Nietzsche, l'adesione alla realtà concreta e finita di uomini e cose, significa necessariamente il rifiuto del Dio del Cristianesimo, che è la negazione e la svalutazione assoluta di questa vita, in cui consiste per Camus la nostra realtà originaria ed ultima &lt;br /&gt;
Per Bonhoeffer, invece, lo stesso Dio dell’ Antico Testamento benedice questo mondo, ha pronunciato “un sì profondo “ nei suoi confronti, e chiunque “ fugge il mondo non trova Dio, un altro mondo, cioè il proprio mondo, migliore, più bello, più tranquillo, un “retro-mondo”. Chi fugge la terra per trovare Dio troverà solo se stesso” (pg 27), “ è al centro della nostra vita che Dio è al di là” (pg. 28, in nota).&lt;br /&gt;
Dio e Mondo, amore di Dio e della sua eternità e amore terreno, ancor più in virtù del vincolo dell’Incarnazione sono “ indivisi eppure distinti”, come lo sono in Cristo natura umana e natura divina , sono cantus firmus e contrappunto di una unica polifonia, asserisce Bonhoeffer mirabilmente( vedi a pg 35)2. “ La terra rimane la nostra madre, come Dio rimane il nostro Padre, e soltanto colui che rimane fedele alla propria madre, verrà da questa riconsegnato nelle braccia del Padre” ( pg.27).&lt;br /&gt;
“Già nell’al di quà si vive l’al di là e la vittoria sulla morte , (pg,26) , si impara a credere quanto si è più fedeli alla terra, e agli esseri terreni, (vedi anche a pg 62: “ Più tardi ho appreso - e continuo ad apprenderlo anche ora- che si impara a credere solo nel pieno essere-aldiquà della vità”), appunto come esige l’umanesimo di Camus.&lt;br /&gt;
Al credente è richiesto di amare e trovare Dio “precisamente in ciò che egli ci dà,3” ( pg.35), nelle cose penultime cui ci rinvia sempre la realtà ultima di Dio4, grazie alle quali soltanto si accede alla vita eterna e al Regno di Dio.&lt;br /&gt;
“Solo quando si amano la vita e la terra, al punto tale che sembra che con esse tutto sia perduto e finito, si può credere alla resurrezione dei morti e a un mondo nuovo…”( pg. 29).&lt;br /&gt;
L’uomo, secondo l’ateo Camus, nella sua fedeltà alla terra tuttavia non va riconciliato con l’assurdo del’esistenza terrena, tanto meno si può fare dell’assurdo “il trampolino per l’eternità,” nella conversione che è il salto- kierkegaardiano- della fede che sacrifica la ragione e la rivolta umana contro l’assurdo, contro il male del dolore innocente.&lt;br /&gt;
Ma anche per Bonhoeffer non è l’assurdo , la sventura, il luogo obbligato dell’incontro con Dio, come se soltanto e soprattutto aprendosi una via nella fragilità dell‘uomo, in relazione alla morte e alla colpa, Dio potesse essere introdotto nell’esistenza umana, piegandola all’ incomprensibilità consolatoria dei suoi disegni imperscrutabili. &lt;br /&gt;
“ Io vorrei parlare di Dio non ai limiti, ma al centro, non nelle debolezze, ma nella forza, non dunque in relazione alla morte e alla colpa, ma nella vita e nel bene dell'uomo. Giunti ai limiti mi pare meglio tacere e lasciare risolto l'irrisolvibile”(pg.45) &lt;br /&gt;
C’è una via positiva che conduce a Dio, se Dio donatore di vita è al centro della realtà creata pur essendone al di là.&lt;br /&gt;
“ Io voglio però arrivare a questo, che Dio non venga relegato di contrabbando in qualche ultimo spazio segreto, ma che si riconosca semplicemente la maggior età del mondo e dell'uomo, che non “si taglino i panni addosso “ all'uomo nella sua mondanità, ma che lo si metta a confronto con Dio nelle sue posizioni più forti,....”(pg 47).&lt;br /&gt;
Il Dio che è chiamato a rispondere e a risolvere l’assurdità del mondo, nella concezione ateistica di Camus è il Dio che è chiamato in causa perché è ritenuto onnipotente, responsabile inevitabilmente del male nella sua onnipotenza. Ma il Dio che è amore trinitario, onnipotente creatore del mondo e resuscitatore, secondo la rivelazione cristiana disvelata da Bonhoeffer è l’onnipotenza dell’amore, e l’onnipotenza del suo amore, perché l’uomo possa amare Dio gratuitamente, dello stesso amore con cui preventivamente è amato da Dio, rispondendo “ liberamente con amore al proprio amore”, e non sia costretto a riamarlo, assume liberamente l’impotenza nel Figlio, e lascia libero il mondo e l’ uomo di non riconoscerlo, lascia che a immagine e somiglianza del Figlio l’uomo ne patisca anche lo stesso dolore innocente, che conosca l’abbandono del Padre, e grazie a questo Suo ritiro dal mondo diventi così capace dell’amore gratuito divino,che vince la morte e in cui dal Padre siamo resuscitati&lt;br /&gt;
“ Dio si lascia scacciare fuori dal mondo sulla croce, Dio è impotente e debole nel mondo e appunto solo così egli sta al nostro fianco e ci aiuta. E' assolutamente evidente in Matteo 8,17, che Cristo non aiuta nella forza della sua onnipotenza, ma in forza della debolezza della sua sofferenza! ...solo il Dio sofferente può aiutare. In questo senso si può dire che la descritta evoluzione verso la maggior età del mondo, con la quale si fa piazza pulita di una falsa immagine di Dio, apre lo sguardo dell'uomo verso il Dio della Bibbia, che ottiene potenza e spazio nel mondo grazie alla sua impotenza”(pg 56). “Dio ci dà a conoscere che dobbiamo vivere come persone che senza Dio fanno fronte alla vita. Il Dio che è con noi è il Dio che ci abbandona.... Il Dio che ci fa vivere nel mondo senza l'ipotesi Dio è il Dio davanti al quale permanentemente stiamo” (pgg.57-58).&lt;br /&gt;
Ma così siamo chiamati a vivere come secondo l’umanesimo ateistico di Camus deve vivere l’uomo restituito a se stesso, di quell’amore gratuito, e disinteressato, che nella sua prospettiva senza fede e disperatamente solidale contro l’assurdo, secondo lo scrittore esistenzialista francese è garantito solo dall’inesistenza di qualsiasi Dio giudice e castigatore, per il timore dei cui castighi o per la speranza della cui ricompensa, in vista della propria salvezza i cristiani si presterebbero per interesse a praticare opere di carità.&lt;br /&gt;
Ma per Bonhoeffer tale religiosità, che finalizza individualisticamente alla salvezza dell’anima le opere di carità, non è conforme alla fede nella rivelazione attestata dalle Scritture, che raccomanda invece la gratuità disinteressata dell’amore verso il prossimo, cui è analoga la solidarietà fraterna degli uomini propugnata da Camus, come in Matteo 10, 8 “ Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (o in Matteo 25, 31-40, ove solo perchè gratuitamente abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto per i fratelli più piccoli, senza cercare la nostra salvezza, inconsapevoli di farlo a Cristo, Egli può dire che salvificamente: “ ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”).5&lt;br /&gt;
Tale servizio disinteressato del prossimo secondo Camus deve essere assunto unicamente perchè è il solo atteggiamento autenticamente umano, per sola simpatia, semplicemente per essere un uomo, non già per realizzare la figura ideale, del tutto speciale, di un santo o di un eroe. &lt;br /&gt;
E' forse in opposizione al cristianesimo tale ripulsa del perseguimento di modelli di santità e di eroismo?&lt;br /&gt;
Non è così, secondo la ripresa di Bonhoeffer della fede cristiana: come il Cristo non si è rivelato in un sacerdote, ma si è fatto semplicemente uomo, pienamente uomo, secondo Bonhoeffer essere cristiani allora significa essere come Gesù non un tipo d’uomo religioso particolare, distaccato dagli altri nell’ambito del sacro, ma semplicemente uomini, pienamente uomini, “ con “ e “per gli altri“, anche nelle situazioni più inumane, così come in Gesù. Dio stesso si è rivelato in un uomo “con” e “per gli altri.”, svuotandosi di se stesso e prendendo forma di servo, in aspetto di uomo umiliando se stesso e facendosi obbediente al Padre fino alla morte, “ anzi alla morte di Croce”, come proclama l'inno cristologico della Lettera di Paolo ai Filippesi.&lt;br /&gt;
“Essere cristiano non significa essere religioso in un determinato modo, fare qualcosa di se stessi ( un peccatore, un penitente o un santo) in base a una certa metodica, ma significa essere uomini: Cristo crea in noi non un tipo d'uomo, ma l'uomo. Non è l'atto religioso a fare il cristiano, ma il prender parte alla sofferenza di Dio nella vita del mondo. Questa è la metanoia: non pensare anzitutto alle proprie tribolazioni, ai propri problemi, ai propri peccati, alle propre angosce, ma lasciarsi trascinare con Gesù Cristo sulla strada dell'evento messianico” (pg 61).&lt;br /&gt;
“ Così il nostro diventar adulti ci conduce a riconoscere in modo più veritiero la nostra condizione davanti a Dio. Dio ci dà a conoscere che dobbiamo vivere come persone che senza Dio fanno fronte alla vita...Davanti a Dio e con Dio noi viviamo senza Dio” (pg.64).&lt;br /&gt;
Non già dunque Dio o l’uomo, ma Dio e l’uomo, in Cristo, e con Cristo, senza separazione e confusione, indivisi, ma distinti. Come atei, o credenti, con gli uomini e per gli altri uomini, comunque.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Note&lt;br /&gt;
1 con gli altri, e per gli altri, che dall'amore di se, o philoautia, possono essere ignorati oppure sentiti come indifferenti, disprezzati, o avversati in quanto rivali, lasciati da noi separati e distanti, oppure vissuti in conflitto antagonistico, ed essere rimossi o sottomessi sino all'estremo della loro mortificazione o distruzione reale, ( invece di pensarli e di realizzarli come un altro polo di noi stessi, a noi complementare nella realtà totale in cui tutto è in relazione con tutto).&lt;br /&gt;
2)Come attesta la superbia , il peccato ch'è in ogni peccato è in incubazione in ogni forma di dualismo tra Dio e il mondo e l’uomo, tra l'eternità e il tempo, in ogni processo ideale e reale che li separa in luogo di mantenerli indivisi e distinti, interconnessi e reciprocamente inerenti, e induce a credere che ciò che vale per un ordine di realtà non debba valere per l’altro.&lt;br /&gt;
3 Nell’analisi di Bianchi l 'immaginazione è una facoltà mentale dal tremendo potere devastante, quando alimenta il peccato, la lussuria e la collera , particolarmente, secondo un potenziale malefico che ha indotto altri teologi contemporanei a sostenere che la più grande delle attività diaboliche è l’uso della nostra immaginazione divina per creare distruzione” (Matthew Fox, In principio era la gioia pg286), trasformando in una potenza di morte la creatività dell'immaginazione che è Spirito&lt;br /&gt;
“Demoniaco e diabolico sono molto vicini , li separa solo una linea sottile”( Matthew Fox, ididem)&lt;br /&gt;
E purtroppo le stesse parole e la stessa dinamica, se non c’è carità, possono essere espressione sia della autentica lotta spirituale che della glorificazione dell’ego della fede del diavolo&lt;br /&gt;
4 Tale lotta della vita spirituale del credente che sia volto a essere Cristo, ha innumerevoli analogie con la pratica del risveglio alla propria buddhità del buddismo, ne condivide il distacco dal proprio agire mediante l'acquisizione della consapevolezza che ci incentra nel proprio Se interiore- che corrisponde al cuore veterotestamentario, al Dio nel fondo dell’anima della mistica cristiana. &lt;br /&gt;
In un teste breve dell'” Arte della vita” Anselm Grun ha fatto corrispondere alla disamina ad opera di Evagrio Pontico dell'uso negativo delle anime concupiscibile, irascibile e razionale, i tre inquinanti fondamentali del buddismo, la brama, l'ira, l'ignoranza, le tre cose distruttive della vita secondo Maometto, l'ira, l'avidità e la presunzione&lt;br /&gt;
Parole come le seguenti di Abba Antonio, riprese da Enzo Bianchi per insegnarci come lottare contro le suggestioni delle tentazioni, potrebbero ricorrere in qualsiasi breviario buddista&lt;br /&gt;
“Quando appare una visione non si ceda al panico, ma di qualunque cosa essa sia, per prima cosa si domandi, pieni di coraggio: “ Chi sei e da dove vieni?” ( pg.48). &lt;br /&gt;
“Suggestione, dialogo, acconsentimento, passione” , possono ugualmente indicare per il cristiano le dinamiche della tentazione del peccato e dell'attaccamento dell'errore per il buddhista, vigilanza e attenzione, possono essere i comuni strumenti di lotta, &lt;br /&gt;
Il disarmarsi che invoca Athenagoras I nella “ guerra più aspra, quella contro se stesso”(pg 237), richiama vivissimamente l'abbandono di ogni resistenza difensiva, il lasciare andare, la rinuncia alla separazione dalla vita della meditazione buddhista.&lt;br /&gt;
E nella conversione a Dio del pentimento, dalla lotta spirituale cristiana certamente è richiesta nei nostri confronti la stessa precisione attenta e gentilezza amorevole della maitri buddhista, in luogo della vergogna del senso di colpa&lt;br /&gt;
Per il cristiano si tratta indubbiamente, come per il buddista , di purificare la brama dell’attaccamento e dell’avversione che è alimentata dalla inconsapevolezza o ignoranza o nescienza del reale, del fatto che come ogni altro essere non siamo il principio originario della nostra esistenza, dalla mancata comprensione e accettazione della realtà che ci limita (pg. 73), dalla inconsapevolezza della impermanenza del tutto e della nostra mancanza di sussistenza autonoma,, a causa dell'interdipendenza di tutto da tutto, in cui consiste il vuoto- di essenzialità in se sussistenti- del sunyata,- ma diversa è la forza purificatrice che ci risolleva e ci edifica, perché solo nel buddismo devozionale, quale è quello Amida, lo spirito del Buddha può essere attinto aprendosi alla misericordia e alla grazia di un datore di vita personale, come richiede la lotta spirituale cristiana . Che con l'assiduità con la parola delle Scrittura, che è parola di Dio, richiede la preghiera e l'invocazione del Signore, la confidenza nella sua misericordia, nella eucarestia come magistero spirituale, il fondarsi in radice sulla fede della resurrezione di Gesù Cristo ( pgg.56-63)( Confronta P. Knitter, Senza Buddha non potrei essere cristiano, Fazi Editore, 2011) .&lt;br /&gt;
(E' dunque l’accettazione della realtà di noi stessi e degli altri, nei limiti propri e altrui, l’obbedienza, per amore, alla propria creaturalità e all’Amore trinitario, il presupposto della propria attuazione autentica, (pg77), del vero modo di essere a immagine e somiglianza di Dio. &lt;br /&gt;
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