<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
  <channel>
    <language>en-US</language>
    <title>Blog Omega-3</title>
    <description>Raccontare gli Omega-3 in modo scientifico</description>
    <pubDate>Thu, 26 Jan 2023 10:52:14 +0000</pubDate>
    <generator>http://fishpig.co.uk/magento/wordpress-integration/?v=4.6.1.37</generator>
    <link>https://www.omegor.com</link>
    <atom:link rel="self" type="application/atom+xml" href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/feed"/>
    <item>
      <title>Estratto di carciofo, il nuovo alleato contro il colesterolo alto</title>
      <description><![CDATA[<p>Noto per le sue proprietà protettive nei confronti del fegato, l'estratto di carciofo è anche un efficace alleato contro il colesterolo alto. Ecco come può aiutare a proteggere la salute di cuore e arterie.</p>
<p><span id="more-13285"></span></p>
<p>Il <strong>colesterolo alto</strong> è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Abbassarlo permette a chi è alle prese con l'aterosclerosi (l'accumulo di colesterolo e altro materiale nella parete delle arterie) di ridurre sia la mortalità per cause cardiovascolari sia l'incidenza di eventi pericolosi come l'infarto. Non solo, anche chi non ha ancora sviluppato i sintomi e i segni dell'aterosclerosi può trarre benefici dall'assunzione delle molecole tradizionalmente utilizzate per ridurre la colesterolemia, le statine.</p>
<p>Nonostante la diffusione e l'ormai nota efficacia di questi farmaci, non tutti amano l'idea di assumerli, anzi, sempre più persone propendono per l'utilizzo di alternative non-farmacologiche. Talvolta il loro desiderio è mosso da una propensione personale a non assumere farmaci, altre volte al fatto di fare già uso di molti altri medicinali. Non manca nemmeno chi riporta la comparsa di spiacevoli effetti collaterali associati all'assunzione delle statine (in particolare, dolori muscolari). E c'è anche chi ha sì valori di colesterolo al di fuori della norma, ma non corre un rischio cardiovascolare tale da portare il medico a prescrivere un trattamento farmacologico.</p>
<p>Fino a poco tempo fa, l'alternativa più diffusa era senza dubbio il riso rosso fermentato. Recentemente, però, la possibilità di utilizzare i suoi principi attivi (le monacoline) nella formulazione di integratori alimentari è stato sottoposto a forti restrizioni. Il motivo di tali provvedimenti è semplice: le monacoline, in particolare la <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/consigli-nostri-integratori/consigli-eulipid/quale-prodotto-per-il-controllo-del-colesterolo-e-adatto-in-caso-di-allergia-alla-monacolina-k/" target="_blank" rel="noopener">monacolina K</a>, sono sostanzialmente delle statine naturali. Non a caso la loro efficacia nella riduzione del colesterolo è fuori di dubbio.</p>
<p>Purtroppo, però, proprio perché sono così simili a molecole riconosciute e normate, le autorità preposte non hanno ritenuto opportuno che le monacoline potessero continuare a essere commercializzate e assunte come integratori alimentari, con tutto ciò che questo comporta <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo/la-monacolina-k-cos-e-le-novita-nel-mondo-integrazione/" target="_blank" rel="noopener">anche in termini di possibili effetti collaterali</a>.</p>
<p>Tutto ciò non significa non avere più a disposizione un'alternativa alle statine, ma puntare su compresse o capsule a base di altri ingredienti dalle comprovate proprietà ipocolesterolemizzanti. Fra le offerte presenti sul mercato spicca senza ombra di dubbio l'<strong>estratto di carciofo titolato in acido clorogenico e luteolina</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le proprietà dell'estratto di carciofo</strong></p>
<p>In effetti, <strong>le proprietà benefiche dell'estratto di carciofo</strong> sono note ormai da tempo, e numerosi studi hanno confermato quanto supposto in secoli di utilizzo a scopo medicinale di questo rimedio naturale.</p>
<p>Gli effetti terapeutici del carciofo (Cynara scolymus) erano già ben noti nel XVII secolo. Il XX secolo ci ha fornito le prove delle sue <strong>proprietà stimolanti nei confronti del fegato e della cistifellea</strong>, aggiungendo qualche dettaglio in più: il carciofo può anche aiutare ad <strong>abbassare la glicemia</strong> (il livello di zuccheri nel sangue) e – fatto che interessa maggiormente a chi ha il <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/colesterolo-alto-nemico-della-salute-del-cuore/" target="_blank" rel="noopener">colesterolo alto</a> – a <strong>ridurre sia i livelli di lipidi nel sangue sia lo stress ossidativo</strong>. Quest'ultimo può modificare le particelle di colesterolo rendendole più pericolose; per questo anche l'effetto antiossidante del carciofo potrebbe aiutare a ridurre il rischio cardiovascolare.</p>
<p>Un'analisi dei dati presenti nella letteratura scientifica, pubblicata nel 2018 su Pharmacological Research, è giunta alla conclusione che, per quanto riguarda i livelli di lipidi ematici, i principali effetti dell'assunzione dell'estratto di foglie di carciofo sono:</p>
<ul>
<li>la riduzione del <strong>colesterolo totale</strong>;</li>
<li>la riduzione delle <strong>LDL</strong> (Low Density Lipoprotein), la forma di colesterolo ematico che aumenta il rischio cardiovascolare se presente in quantità eccessive (per questo comunemente noto come “colesterolo cattivo”);</li>
<li>la riduzione dei <strong>trigliceridi</strong>, altri lipidi che, se presenti in eccesso, aumentano il rischio cardiovascolare.</li>
</ul>
<p>Secondo questa analisi, l'assunzione quotidiana di 2-3 grammi di estratto di foglie di carciofo permette di ridurre le LDL di una quota compresa tra 8 e 49 mg/dL e il colesterolo totale di 12-55 mg/dL. I suoi autori ipotizzano che i responsabili di questi e di altri effetti utili per ridurre il rischio cardiovascolare siano due principi attivi:<strong> l'acido clorogenico e la luteolina</strong>.</p>
<p>L'efficacia dell'assunzione potrebbe dipendere dalla concentrazione di queste molecole; per questo è particolarmente importante affidarsi a estratti titolati (cioè contenenti concentrazioni note) in queste molecole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Acido clorogenico e luteolina: come funzionano?</strong></p>
<p>L'<strong>acido clorogenico</strong> è un composto fenolico presente in diverse varietà di frutta e verdura. I suoi effetti sui livelli di colesterolo dipendono dall'inibizione dell'enzima responsabile della sua sintesi, lo stesso che viene inibito dalle statine (la HMG-CoA reduttasi). Non solo, l'acido clorogenico inibisce anche una serie di altri enzimi coinvolti nella sintesi degli acidi grassi e nella digestione dei grassi di origine alimentare.</p>
<p>Anche la <strong>luteina</strong> è presente in numerose specie vegetali. Si tratta di un flavonoide cui sono state associate sia la capacità di inibire l'assorbimento del colesterolo a livello intestinale e di ridurne la sintesi, sia proprietà antiossidanti nei confronti delle LDL.</p>
<p>Uno studio pubblicato nel 2019 su Nutrients ha dimostrato la capacità di un <strong>estratto di carciofo titolato in acido clorogenico e derivati (10-12%) e luteolina-7-glucoside e derivati (2-4%)</strong> di migliorare i parametri cardiometabolici di persone con sindrome metabolica, una condizione che aumenta significativamente il rischio cardiovascolare.</p>
<p>Lo studio ha previsto che 50 individui con sindrome metabolica assumessero per 6 mesi 150 mg al giorno dell'estratto di carciofo titolato in acido clorogenico e luteolina-7-glucoside e che altri 50 individui, anch'essi con sindrome metabolica, assumessero per lo stesso tempo un placebo. Le analisi condotte hanno dimostrato l'efficacia dell'estratto nella riduzione dei livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL, oltre a miglioramenti in altri importanti fattori di rischio cardiovascolare (inclusi i livelli di trigliceridi nel sangue) e per la salute del fegato. Anche lo spessore intima-media della carotide (un indice di aterosclerosi) è risultato migliorato in seguito all'assunzione dell'estratto.</p>
<p>Sulla base di questi risultati, gli autori suggeriscono l'assunzione di un estratto di carciofo contenente il 10-12% di acido clorogenico e derivati e il 2-4% di luteolina-7-glucoside e derivati <em>«come approccio valido e sicuro nella prevenzione e nella gestione delle alterazioni cardiometaboliche»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Effetti collaterali e controindicazioni</strong></p>
<p>L'estratto di carciofo è considerato perlopiù sicuro e privo di effetti collaterali. L'uso tradizionale è al più associato a lieve diarrea con spasi addominali, nausea, bruciore di stomaco e altri fastidi alla bocca dello stomaco.</p>
<p>Solo in alcuni casi la sua assunzione richiede un'attenta valutazione medica; in particolare, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) indica come controindicazioni all'uso tradizionale l'ostruzione dei dotti biliari, la colangite, malattie epatiche e calcoli biliari. Non è invece stata ancora definita alcuna controindicazione certa per l'estratto titolato, che nello studio pubblicato su Nutrients ha scatenato al massimo sintomi gastrointestinali transitori, rilevati addirittura con una maggiore frequenza fra i partecipanti che hanno assunto il placebo.</p>
<p>Una certa attenzione dovrebbe essere posta in caso di allergie a piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, come la lattuga: il carciofo è un loro parente stretto.</p>
<p>Un'ultima curiosità: secondo lo studio pubblicato nel 2019 su Nutrients, l'<strong>estratto di carciofo</strong> potrebbe essere utile anche <strong>per dimagrire</strong>. La sua assunzione è stata infatti associata anche alla riduzione del girovita e dell'indice di massa corporea. Non tutti gli integratori al carciofo, però potrebbero avere la stessa efficacia: anche in questo caso, meglio prediligere <a href="https://www.omegor.com/integratore-colesterolo-omega-3-riso-rosso-fermentato-coenzima-q10.html" target="_blank" rel="noopener">quelli contenenti un estratto titolato in acido clorogenico (10-12%) e luteolina (2-4%)</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti</strong></p>
<ul>
<li>Ben Salem M et al. Pharmacological Studies of Artichoke Leaf Extract and Their Health Benefits. Plant Foods Hum Nutr. 2015 Dec;70(4):441-53. doi: 10.1007/s11130-015-0503-8</li>
<li>Brown JE and Rice-Evans CA. Luteolin-rich artichoke extract protects low density lipoprotein from oxidation in vitro. Free Radic Res. 1998 Sep;29(3):247-55. doi: 10.1080/10715769800300281</li>
<li>Castellino G et al. Altilix® Supplement Containing Chlorogenic Acid and Luteolin Improved Hepatic and Cardiometabolic Parameters in Subjects with Metabolic Syndrome: A 6 Month Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study. Nutrients. 2019 Nov; 11(11): 2580. doi: 10.3390/nu11112580</li>
<li>European Medicines Agency. Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC). European Union herbal monograph on Cynara cardunculus L. (syn. Cynara scolymus L.), folium. Final. 27 March 2018</li>
<li>Ibrahim MA et al. Hypercholesterolemia. [Updated 2022 Jun 19]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK459188</li>
<li>Miao M and Xiang L. Chapter Three - Pharmacological action and potential targets of chlorogenic acid. Advances in Pharmacology. Volume 87, 2020, Pages 71-88. doi: 10.1016/bs.apha.2019.12.002</li>
<li>Nekohashi M et al. Luteolin and Quercetin Affect the Cholesterol Absorption Mediated by Epithelial Cholesterol Transporter Niemann–Pick C1-Like 1 in Caco-2 Cells and Rats. PLoS One. 2014; 9(5): e97901. doi: 10.1371/journal.pone.0097901</li>
<li>Oliveira Santos H et al. The effect of artichoke on lipid profile: A review of possible mechanisms of action. Pharmacol Res. 2018 Nov;137:170-178. doi: 10.1016/j.phrs.2018.10.007</li>
</ul>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/estratto-di-carciofo-contro-colesterolo-alto">Estratto di carciofo, il nuovo alleato contro il colesterolo alto</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/09/estratto-di-carciofo.jpeg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 19 Sep 2022 11:07:41 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/estratto-di-carciofo-contro-colesterolo-alto</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/estratto-di-carciofo-contro-colesterolo-alto</guid>
      <author>elena.varini@uganutraceuticals.com (Elena Varini)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo]]></category>
      <dc:creator>Elena Varini</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Cos'è lo stress ossidativo? Le cause, i sintomi e come si combatte</title>
      <description><![CDATA[<table style="border-style: solid; border-color: #000000;">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Cos'è lo stress ossidativo? Le cause, i sintomi e come si combatte</strong></p>
<p>Nel mondo occidentale moderno lo stress può diventare un compagno quotidiano. Tra le diverse forme in cui si può presentare c'è anche lo <strong>stress ossidativo</strong>. Di cosa si tratta? Quali sono le cause dello stress ossidativo? E come si combatte?</p>
<p><span id="more-13163"></span></p>
<p>Lo stress ossidativo è la conseguenza della <strong>perdita di equilibrio tra fattori ossidanti e fattori antiossidanti </strong>all'interno della cellula. Se prolungato nel tempo, può danneggiare numerose strutture cellulari, con aumento del rischio di problemi di salute anche gravi.</p>
<p>I danni promossi dallo stress ossidativo sono a loro volta una fonte di fattori ossidanti. Per questo può crearsi un circolo vizioso in cui lo stress ossidativo contribuisce al suo stesso mantenimento.</p>
<p>Fortunatamente, per combattere questo nemico della salute può essere sufficiente uno strumento a disposizione di tutti: uno stile di vita il più possibile sano ed equilibrato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono le cause dello stress ossidativo?</strong></p>
<p>Di per sé la produzione di fattori ossidanti è un fenomeno naturale e necessario. Vengono generati sia mentre la cellula produce energia utilizzando l'ossigeno, sia mentre diversi enzimi svolgono il loro lavoro.</p>
<p>Le due classi principali di molecole ossidanti (o <strong>radicali liberi</strong>) sono le <strong>specie reattive dell'ossigeno</strong> (<strong>ROS</strong>) e le <strong>specie reattive dell'azoto</strong> (<strong>RNS</strong>).</p>
<p>In condizioni di stress fisiologico (eustress) ROS e RSN sono presenti in piccole quantità e regolano l'espressione di geni, l'attivazione di recettori, il riconoscimento di agenti patogeni, la sopravvivenza della cellula e le sue capacità di proliferare, di migrare e di differenziarsi.</p>
<p>Se, però, la loro produzione è elevata si può creare una condizione di stress tossico (distress). A favorirla possono essere anche <strong>cause di stress ossidativo</strong> che provengono dall'ambiente esterno, come il fumo di tabacco, l'inquinamento, i raggi infrarossi e gli ultravioletti<u>; persino nello sport lo stress ossidativo può aumentare</u> . In questa condizione i radicali liberi possono ossidare molecole diverse dai loro bersagli naturali, danneggiandole e compromettendo la loro funzionalità.</p>
<p>Il distress si accentua quando l'eccessiva produzione di molecole ossidanti è associata a un indebolimento dei meccanismi che dovrebbero proteggere le strutture cellulari dall'ossidazione.</p>
<p>Infatti la cellula è dotata anche dell'armamentario necessario per evitare che i radicali liberi la danneggino, inclusi, per esempio, la bilirubina, la melatonina, l'acido urico e una serie di enzimi antiossidanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come si manifesta lo stress ossidativo?</strong></p>
<p>Ancor prima che con sintomi evidenti, uno stress ossidativo elevato si manifesta sotto forma di danneggiamento di biomolecole fondamentali: i lipidi, le proteine e gli acidi nucleici (DNA e RNA).</p>
<p>I lipidi possono andare incontro a perossidazione. Può accadere anche a grassi della serie Omega 3, che a causa di questo fenomeno possono perdere le loro proprietà. Gli Omega 3 e, più in generale, i lipidi perossidati sono estremamente reattivi e possono interagire con proteine e DNA, modificandoli in modo indesiderato.</p>
<p>Anche i mattoni che formano il DNA e l'RNA possono essere ossidati; inoltre, lo stress ossidativo può letteralmente spezzare l'elica di DNA, promuovendo mutazioni e altri pericolosi riarrangiamenti del materiale genetico. Quando, invece, a essere ossidate sono le proteine, la loro conformazione cambia e, di conseguenza, cambia anche la loro funzionalità.</p>
<p>I <strong>test per la valutazione dello stress ossidativo</strong> si possono basare proprio sull'analisi dei livelli di alcuni dei prodotti dell'ossidazione. Altri test valutano direttamente i livelli di radicali liberi, altri ancora sono analisi genetiche; questi ultimi, però, non valutano i livelli di stress ossidativo in quanto tali ma la predisposizione genetica ad accumulare radicali liberi.</p>
<p>Nel lungo termine, le alterazioni irreversibili di lipidi, proteine e acidi nucleici e i danni strutturali e funzionali da esse indotte possono promuovere la comparsa di problemi di salute. Per questo uno stress ossidativo elevato e sostenuto nel tempo può manifestarsi sotto forma di:</p>
<ul>
<li><strong>neurodegenerazione</strong>: lo stress ossidativo ha senza dubbio un ruolo nella malattia di Alzheimer, e si ipotizza che sia coinvolto anche nello sviluppo del Parkinson.</li>
<li><strong>disturbi cardiovascolari</strong>: l'aumento dei ROS è associato ad alterazioni funzionali e strutturali che compromettono la buona circolazione. I radicali liberi sono stati per esempio associati ad aterosclerosi, ictus, infarto e arteriopatie periferiche.</li>
<li><strong>diabete</strong>: uno stress ossidativo elevato può compromettere la sintesi e il funzionamento dell'insulina, l'ormone che permette di ridurre la glicemia. Inoltre anche i meccanismi che portano alla complicazioni vascolari del diabete coinvolgono i radicali liberi.</li>
<li><strong>tumori</strong>: è sufficiente uno stress ossidativo di livello moderato per generare mutazioni che favoriscono lo sviluppo del cancro. Inoltre anche l'ossidazione di proteine e lipidi è stata associata alla comparsa e alla progressione dei tumori.</li>
<li><strong>malattie autoimmuni</strong>: l'ossidazione può portare alla formazione di molecole che vengono riconosciute come estranee dal sistema immunitario, che quindi le attacca dando luogo a fenomeni di autoimmunità.</li>
<li><strong>artrite reumatoide</strong>: lo stress ossidativo è sia causa sia conseguenza dell'infiammazione tipica di questa patologia. Inoltre i ROS possono indurre la morte delle cellule della cartilagine e favorire, così, la degenerazione delle articolazioni colpite dalla malattia.</li>
<li><strong>malattie renali</strong>: lo stress ossidativo è considerato una delle principali cause di danni ai reni ed è associato a diversi dei fattori di rischio per la salute renale (ipertensione, diabete e aterosclerosi).</li>
<li><strong>patologie della vista</strong>: degenerazione maculare senile, cataratta, uveite, retinopatia prematura, cheratite e infiammazione oculare sono solo alcuni dei problemi agli occhi associati allo stress ossidativo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come si combatte lo stress ossidativo?</strong></p>
<p>Come accennato, le armi di difesa cellulari non sono sempre sufficienti a combattere efficacemente i radicali liberi, soprattutto quando vengono prodotti in quantità elevate. Cosa si può fare, quindi, per diminuire lo stress ossidativo?</p>
<p>Da un lato, è possibile cercare di prevenire lo stress ossidativo limitando l'esposizione ad agenti che promuovono la formazione di radicali liberi, come il fumo di tabacco. Dall'altro, è possibile arricchire il proprio armamentario anti-radicali liberi grazie a cibi fonti di antiossidanti esogeni (cioè provenienti dall'esterno dell'organismo) e integratori contro lo stress ossidativo.</p>
<p>Come funzionano gli antiossidanti assunti con cibo e integratori? Ne esistono di diversi tipi. I cosiddetti <strong>antiossidanti primari </strong>prevengono la formazione di radicali liberi, mentre gli <strong>antiossidanti secondari </strong>li eliminano; infine, gli <strong>antiossidanti terziari </strong>riparano le molecole danneggiate dallo stress ossidativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono i migliori antiossidanti naturali?</strong></p>
<p>Fra i migliori antiossidanti naturali esogeni sono inclusi la vitamina C, la vitamina E, i carotenoidi, il selenio, lo zinco, i composti fenolici, le lecitine e il coenzima Q10. Si trovano negli alimenti, soprattutto in quelli di origine vegetale; non a caso, un'alimentazione ricca di frutta e verdura riesce a contrastare efficacemente le conseguenze dello stress ossidativo.</p>
<table style="border-collapse: collapse; width: 100%;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;"><strong>ANTIOSSIDANTI NATURALI ESOGENI</strong></td>
<td style="width: 58.7679%; text-align: center;"><strong>FONTI</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Vitamina C</td>
<td style="width: 58.7679%;">Frutta e verdura (agrumi, kiwi, fragole, spinaci, broccoli, cavolini di Bruxelles, peperoni rossi), integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Vitamina E</td>
<td style="width: 58.7679%;">Oli vegetali, broccoli, mandorle, noci, semi, integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Carotenoidi</td>
<td style="width: 58.7679%;">Vegetali a foglia verde (cavoli, spinaci), frutta e altra verdura (kiwi, albicocche, pomodori, carote) –  meglio se consumati in presenza di una dose significativa di grassi, come le uova – integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Composti fenolici</td>
<td style="width: 58.7679%;">Frutta (frutti di bosco, uva, agrumi, albicocche, mele, prugne, ciliege, pesche, frutti tropicali), verdura (cipolle, spinaci, broccoli, cavolfiore, carciofo, pomodori, carote), legumi, olive, spezie ed erbe (chiodi di garofano, curcuma, prezzemolo, sedano, menta, rosmarino, timo, salvia, zenzero), infusi (tè, cacao), oli, integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Lecitine</td>
<td style="width: 58.7679%;">Oli vegetali (soia, mais, girasole), integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Selenio</td>
<td style="width: 58.7679%;">Gamberi, ostriche, tonno, carne, frutta secca, pasta, integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Zinco</td>
<td style="width: 58.7679%;">Carne, molluschi, piselli, funghi, spinaci, legumi, asparagi, broccoli, frutta secca, cacao, integratori</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Coenzima Q10</td>
<td style="width: 58.7679%;">Pesce grasso (salmone, tonno), frattaglie (fegato), cereali integrali</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 41.2321%; text-align: center;">Curcumina</td>
<td style="width: 58.7679%;">Curcuma, integratori</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono i migliori integratori antiossidanti?</strong></p>
<p>Oggi molti degli antiossidanti presenti nel cibo possono essere assunti anche sotto forma di integratori contro lo stress ossidativo. Purtroppo la loro efficacia non è sempre paragonabile a quella del consumo di frutta e verdura.</p>
<p>In alcuni casi sono stati anche accertati degli effetti collaterali del tutto inaspettati. Per questo, per esempio, gli integratori di beta-carotene sono sconsigliati ai fumatori: nonostante il loro potenziale antiossidante, in chi fuma possono aumentare il rischio di tumore al polmone. In altri casi, come in quello della vitamina E, gli effetti negativi sono associati all'assunzione di dosi molto elevate di antiossidanti.</p>
<p>È quindi fondamentale che gli integratori contro lo stress ossidativo siano assunti solo dopo essersi assicurati dell'<strong>assenza di controindicazioni </strong>(come fumare nel caso del beta-carotene). Allo stesso tempo, è importante accertarsi che le <strong>dosi</strong> di antiossidanti apportate <strong>non</strong> siano <strong>eccessive</strong>. Questi accorgimenti, insieme a quello di preferire prodotti che garantiscono <strong>standard elevati di purezza e freschezza degli ingredienti</strong>, permette di trarre dagli integratori antiossidanti i massimi benefici possibili senza rischi per la salute.</p>
<p>Infine, <strong>una curiosità</strong>. In alcuni integratori la presenza di antiossidanti ha una funzione specifica collaterale: proteggere dall'ossidazione gli altri ingredienti. Per esempio, proprio la vitamina E, utilizzata in concentrazioni non pericolose, può essere sfruttata per evitare l'ossidazione degli Omega 3 presenti negli integratori di olio di pesce e garantire, così, la qualità del prodotto. Negli integratori di Omega 3 da olio di krill questa azione è svolta da un altro antiossidante naturale, l'astaxantina, un carotenoide naturalmente presente nell'olio di krill.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>Alabdali A et al. Antioxidant activity of Curcumin. Research Journal of Pharmacy and Technology. 2021; 14(12):6741-6. doi: <a href="http://doi.org/10.52711/0974-360X.2021.01164">10.52711/0974-360X.2021.01164</a></p>
<p>Albert BB et al. Oxidation of Marine Omega-3 Supplements and Human Health. Biomed Res Int. 2013; 2013: 464921. doi: <a href="http://doi.org/10.1155/2013/464921">10.1155/2013/464921</a></p>
<p>do Nascimento Marreiro D et al. Zinc and Oxidative Stress: Current Mechanisms. Antioxidants (Basel). 2017 Jun; 6(2): 24. doi: <a href="http://doi.org/10.3390/antiox6020024%20">10.3390/antiox6020024 </a></p>
<p>Mehta SK and Gowder SJT. Members of Antioxidant Machinery and Their Functions, in SJT Gowder (ed.), Basic Principles and Clinical Significance of Oxidative Stress, IntechOpen, London. 2015. doi: <a href="http://doi.org/10.5772/61884">10.5772/61884</a></p>
<p>NIH. Antioxidant: In Depth. <a href="https://www.nccih.nih.gov/health/antioxidants-in-depth">https://www.nccih.nih.gov/health/antioxidants-in-depth</a>. Ultima visualizzazione: 27/07/22</p>
<p>Pereira CPM et al. Antioxidant and anti-inflammatory mechanisms of action of astaxanthin in cardiovascular diseases (Review). Int J Mol Med. 2021 Jan; 47(1): 37–48. doi: <a href="http://doi.org/10.3892/ijmm.2020.4783">10.3892/ijmm.2020.4783</a></p>
<p>Pisoschi AM et al. Oxidative stress mitigation by antioxidants - An overview on their chemistry and influences on health status. Eur J Med Chem. 2021 Jan 1;209:112891. doi: <a href="http://doi.org/10.1016/j.ejmech.2020.112891">10.1016/j.ejmech.2020.112891</a></p>
<p>Saini R. Coenzyme Q10: The essential nutrient. J Pharm Bioallied Sci. 2011 Jul-Sep; 3(3): 466–467. doi: <a href="http://doi.org/10.4103/0975-7406.84471">10.4103/0975-7406.84471</a></p>
<p>Tinggi U. Selenium: its role as antioxidant in human health. Environ Health Prev Med. 2008 Mar; 13(2): 102–108. doi: <a href="http://doi.org/10.1007/s12199-007-0019-4">10.1007/s12199-007-0019-4</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/stress-ossidativo-cosa-e-cause-sintomi-come-si-combatte">Cos'&egrave; lo stress ossidativo? Le cause, i sintomi e come si combatte</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/08/stress-ossidativo.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Tue, 02 Aug 2022 15:09:06 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/stress-ossidativo-cosa-e-cause-sintomi-come-si-combatte</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/stress-ossidativo-cosa-e-cause-sintomi-come-si-combatte</guid>
      <author>elena.varini@uganutraceuticals.com (Elena Varini)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/omega-3-stress-ossidativo-invecchiamento-cellulare]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/omega-3-invecchiamento]]></category>
      <dc:creator>Elena Varini</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Cos'è la monacolina K? Le novità nel mondo integrazione</title>
      <description><![CDATA[<p>Per anni ha rappresentato un valido supporto per chi non riusciva a tenere sotto controllo il <strong>colesterolo</strong> ma non aveva bisogno delle statine o non le voleva assumere. Oggi, però, la <strong>monacolina K</strong> non può più essere utilizzata com'è stato fatto in passato: l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha infatti deciso che i dosaggi consentiti negli integratori erano troppo elevati per una sostanza che si comporta a tutti gli effetti come un farmaco. Ecco perché, d'ora in poi, <strong>gli integratori alimentari potranno apportare solo dosi inferiori a 3 mg al giorno di monacoline totali</strong>.</p>
<p><span id="more-13111"></span></p>
<p><strong>Colesterolo e salute</strong></p>
<p>Il <strong>colesterolo</strong> è una molecola importantissima per la salute; è un componente fondamentale delle membrane cellulari ed è il precursore di diverse sostanze fondamentali per il buon funzionamento dell'organismo – per esempio, gli ormoni steroidei (come gli estrogeni e il cortisolo), oppure la vitamina D.</p>
<p>Data la sua importanza, non sorprende che il fegato sia in grado di sintetizzarlo. Purtroppo, però, livelli di colesterolo troppo elevati sono un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.</p>
<p>In particolare, il colesterolo inglobato all'interno delle <strong>lipoproteine a bassa densità</strong> (LDL, <em>Low Density Lipoprotein</em>) può depositarsi nella parete delle arterie, contribuendo all'<strong>aterosclerosi</strong> e, quindi, all'aumento del rischio di eventi come ictus e infarti.</p>
<p>Per mantenere i livelli di colesterolo totale e LDL nella norma è prima di tutto necessario agire sulla propria alimentazione. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i cibi da consumare con parsimonia non sono tanto quelli contenenti colesterolo tale e quale, ma quelli contenenti <strong>grassi trans</strong> (come alcune vecchie margarine) e quelli ricchi di <strong>grassi saturi</strong>.</p>
<p>Questi ultimi sono particolarmente abbondanti in alimenti di origine animale, in genere utilizzati come fonte di proteine, come le carni lavorate, il latte e i formaggi. Sostituire il loro consumo con quello di fonti di proteine più magre o più povere di grassi saturi (per esempio il pesce azzurro, una fonte di <strong>grassi polinsaturi Omega 3</strong>) può aiutare a riportare il colesterolo nella norma.</p>
<p>A volte, però, agire sull'alimentazione non è sufficiente. In questi casi, prima di passare all'uso dei farmaci può essere utile tentare la strada degli <strong>integratori alimentari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cos'è la Monacolina K?</strong></p>
<p>La monacolina K è la più abbondante delle monacoline ottenute dalla fermentazione del <strong>riso</strong> con lieviti, in particolare <strong><em>Monascus purpureus</em></strong>; per questo gli integratori che la contengono vengono spesso chiamati “di <strong>riso rosso fermentato</strong>”.</p>
<p>In Cina, questo riso rosso fermentato è tradizionalmente utilizzato sia come colorante alimentare sia come rimedio contro la cattiva digestione e per favorire la buona circolazione del sangue. Nell'Unione Europea il suo uso come colorante alimentare non è autorizzato; gli integratori che lo contengono, invece, sono commercializzati ormai da decenni.</p>
<p>Dal punto di vista chimico, la forma di monacolina K presente nel riso rosso fermentato (lattone) è praticamente identica alla <strong>lovastatina</strong>, molecola appartenente al gruppo dei farmaci più utilizzati nella gestione del <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/colesterolo-alto-nemico-della-salute-del-cuore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>colesterolo alto</strong></a>: le <strong>statine</strong>.</p>
<p>Data questa elevata somiglianza, il successo degli integratori a base di <u>monacolina K contro il colesterolo</u> alto non stupisce. Fino a poco tempo fa, la stessa Efsa autorizzava l'uso del <em>claim</em> secondo cui «<em>la <u>monacolina K da riso rosso fermentato</u> contribuisce al mantenimento di valori normali di colesterolo nel sangue</em>». Con un'avvertenza: solo i prodotti con un <strong>dosaggio quotidiano di <u>10 mg</u></strong><u> di monacolina K</u> potevano riportare questa dichiarazione, insieme alla precisazione che per ottenere i benefici della monacolina K è necessario assumerne 10 mg al giorno.</p>
<p>Purtroppo, però, la somiglianza tra <u>monacolina K e lovastatina</u> è talmente elevata da portare con sé non solo gli <strong>effetti</strong> ipocolesterolemizzanti, ma anche quelli <strong>indesiderati</strong>. Infatti, così come le statine, anche la <u>monacolina K può scatenare effetti collaterali</u> come dolori e lesioni muscolari.</p>
<p>Per di più la sicurezza delle altre monacoline presenti, insieme alla monacolina K, nei prodotti a base di riso rosso fermentato non è ancora stata accertata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il nuovo parere dell'Efsa</strong></p>
<p>Già nel 2013 una valutazione scientifica condotta dalle autorità tedesche aveva portato alla conclusione che il riso rosso fermentato non fosse sicuro per il consumo alimentare. Nel 2016, poi, il Consiglio superiore di sanità belga aveva sottolineato l'esistenza di sottopopolazioni nel cui caso l'uso di <u>monacolina K potrebbe avere controindicazioni</u>: le donne incinte, le persone con disturbi al fegato, ai reni o ai muscoli, bambini, adolescenti e anziani al di sopra dei 70 anni.</p>
<p>A ciò si è aggiunto, nel 2018, il parere scientifico dell'Efsa sulla sicurezza delle monacoline nel riso rosso fermentato, secondo cui assumere gli integratori a base di riso rosso fermentato potrebbe portare ad assumere una dose di monacolina K pari ai dosaggi terapeutici di lovastatina.</p>
<p>I timori manifestati da più parti circa i rischi associati al libero utilizzo di una sostanza identica a un farmaco ha portato gli esperti a ridisegnare i limiti entro cui la monacolina K e, più in generale, le monacoline possono essere utilizzate come ingredienti di integratori alimentari.</p>
<p>Secondo l'Efsa, infatti, i timori sui possibili eventi avversi sono concreti; a correre dei rischi non sono solo i muscoli ma anche il tessuto connettivo, il fegato, il sistema nervoso, l'apparato gastrointestinale, la pelle e il tessuto sottocutaneo. Per di più, l'Autorità ha riportato anche la segnalazione di gravi <u>effetti avversi a dosaggi di monacolina k pari a meno di un terzo dei 10 mg</u> quotidiani precedentemente indicati come dosaggio in grado di promuovere la riduzione del colesterolo desiderata.</p>
<p>Sulla base di queste osservazioni e con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 2 giugno 2022 del Regolamento (UE) 2022/860 della Commissione, la monacolina K è stata inserita nell'<strong>elenco delle sostanze il cui uso è consentito solo a specifiche condizioni</strong>.</p>
<p>Le nuove disposizioni fissano a meno di 3 mg al giorno la <u>dose massima giornaliera di monacolina K ed altre monacoline</u> che è possibile assumere con gli integratori. Di conseguenza, il <em>claim</em> sui benefici del riso rosso fermentato non può più essere utilizzato.</p>
<p>Ora, oltre a dover indicare «<em>il numero di singole dosi di prodotto per l'assunzione massima giornaliera e un'avvertenza a non consumare un quantitativo giornaliero pari o superiore a 3 mg di monacoline da riso rosso fermentato</em>» e la quantità di monacoline «<em>per dose di prodotto</em>», gli integratori con riso rosso fermentato devono riportare queste <strong>avvertenze</strong>:</p>
<ul>
<li>Non deve essere consumato dalle donne in gravidanza o in allattamento, dai bambini di età inferiore ai 18 anni e dagli adulti di età superiore ai 70 anni.</li>
<li>Consultare un medico sul consumo di questo prodotto se si manifestano problemi di salute.</li>
<li>Non deve essere consumato se si assumono medicinali per abbassare il colesterolo.</li>
<li>Non deve essere consumato se già si consumano altri prodotti contenenti riso rosso fermentato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La soluzione: Cardiol® Forte New</strong></p>
<p>La soluzione di U.G.A. Nutraceuticals è <strong>Cardiol® Forte New</strong>, l'integratore pensato per proteggere la salute cardiometabolica con una combinazione di:</p>
<ul>
<li><strong>Omega 3</strong> EPA e DHA di origine marina che supportano la normale funzione cardiaca con un'assunzione giornaliera di 250 mg;</li>
<li><strong>monacoline da riso rosso fermentato</strong>, in dosi <strong>inferiori a 3 mg per capsula</strong>;</li>
<li><strong>estratto di carciofo</strong>, supportato da uno studio clinico, con effetti sul profilo lipidico e con attività epatoprotettiva;</li>
<li><strong>polifenoli dell'oliva</strong> per contrastare l'ossidazione che rende il colesterolo LDL ancora più pericoloso per la salute cardiovascolare;</li>
<li><strong>coenzima Q10</strong> per contrastare la carenza spesso associata alla riduzione della sintesi di colesterolo – una possibile causa dei problemi muscolari associati all'assunzione di statine e monacoline.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R0860&amp;from=EN">REGOLAMENTO (UE) 2022/860 DELLA COMMISSIONE del 1<sup>o</sup> giugno 2022</a>.</p>
<p>MedlinePlus. <a href="https://medlineplus.gov/cholesterol.html">Cholesterol</a>. Ultimo accesso: 30/06/22</p>
<p>NIH. National Center for Complementary and Integrative Health. <a href="https://www.nccih.nih.gov/health/red-yeast-rice">Red Yeast Rice</a>. Ultimo accesso: 30/06/22</p>
<p>Gruppo FarmaImpresa. <a href="https://www.farmaimpresa.com/it/news-en/907-pubblicata-opinione-efsa-su-sicurezza-della-monacolina-k-nel-riso-rosso-fermentato.html">Pubblicata opinione EFSA su sicurezza della monacolina K nel riso rosso fermentato</a>. Ultimo accesso: 30/06/22</p>
<p><a href="#_msoanchor_2">[Autore sc2]</a></p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo/la-monacolina-k-cos-e-le-novita-nel-mondo-integrazione">Cos'&egrave; la monacolina K? Le novit&agrave; nel mondo integrazione</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/07/red-rice-g8e8a23247_1920.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 07 Jul 2022 12:32:01 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo/la-monacolina-k-cos-e-le-novita-nel-mondo-integrazione</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo/la-monacolina-k-cos-e-le-novita-nel-mondo-integrazione</guid>
      <author>elena.varini@uganutraceuticals.com (Elena Varini)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-trigliceridi]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/speciale-cuore]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/speciale-cuore/il-colesterolo-alto]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/speciale-cuore/trigliceridi-alti]]></category>
      <dc:creator>Elena Varini</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Cos'è e a cosa serve la vitamina D? Ecco quando assumere integratori</title>
      <description><![CDATA[<p>La conosciamo come vitamina, ma in realtà è un pro-ormone. E, contrariamente a quanto potremmo pensare, la sua fonte principale non è il cibo ma il sole. Si tratta della <strong>vitamina D</strong>, un micronutriente necessario in piccolissime quantità ma essenziale per la salute del nostro organismo.</p>
<p>Ci arriva soprattutto dal sole perché il cibo con vitamina D è molto poco, ma possiamo farne scorta grazie all'azione delle <strong>radiazioni UV-B</strong> presenti proprio nei raggi solari. Il suo precursore, presente nella nostra pelle, viene prima attivato dagli ultravioletti (gli UV-B, appunto) e poi modificato nel fegato e nei reni per ottenere la forma attiva della vitamina D: il <strong>colecalciferolo</strong>, noto anche come <strong>vitamina D3</strong>.</p>
<p>Ma se l'organismo umano è in grado di sintetizzarla, per quale motivo la carenza di vitamina D è così diffusa? Come possiamo accorgerci che la nostra vitamina D3 è bassa? E come possiamo evitarla o correggerla?</p>
<p><span id="more-13107"></span></p>
<p><strong>Le cause della carenza di vitamina D</strong></p>
<p>In molti casi, un'adeguata esposizione al sole, unita a quel po' di vitamina D presente negli alimenti,  potrebbe scongiurare il rischio di carenza. Purtroppo, però, il nostro <strong>stile di vita</strong> ci costringe spesso a trascorrere molte ore della giornata in ambienti chiusi, riducendo la quantità di raggi UV-B che raggiungono la nostra pelle.</p>
<p>Per di più, dobbiamo fare i conti con il fatto che le radiazioni ultraviolette promuovono lo sviluppo dei <strong>tumori della pelle</strong>. Per questo ci proteggiamo (o, quantomeno, dovremmo proteggerci) dagli UV in almeno due modi: evitando l'esposizione nelle ore in cui i raggi del sole sono più intensi e applicando sulla pelle adeguate <strong>protezioni solari</strong>.</p>
<p>Tutto ciò riduce significativamente l'innesco della produzione di vitamina D nella pelle. Come se non bastasse, anche altri fattori possono ridurre la quantità di vitamina D3 sintetizzata dal nostro organismo:</p>
<ul>
<li>il nostro <strong>fototipo</strong>: persone con una carnagione più scura schermano naturalmente i raggi UV con i pigmenti presenti nella loro pelle;</li>
<li>la <strong>latitudine</strong> alla quale viviamo: tanto più ci si spinge verso i poli, tanto meno intensa è la radiazione solare;</li>
<li>la <strong>stagione</strong>: nei mesi invernali, quando le ore di luce sono minori e i raggi solari sono meno intensi, la possibilità di sintetizzare vitamina D nella pelle è ridotta.</li>
</ul>
<p>Infine, la vitamina D circolante può dipendere anche dalla nostra <strong>composizione corporea</strong>. Trattandosi, infatti, di una molecola lipofila, la vitamina D tende ad accumularsi nel tessuto adiposo; tanto più questo è abbondante, quanto più la vitamina D può accumularsi al suo interno.</p>
<p>Tutto ciò, unito alla scarsa disponibilità di vitamina D negli alimenti, può portare alla carenza di vitamina D, un problema che può avere numerose conseguenze per la salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le conseguenze della carenza di vitamina D</strong></p>
<p>A fare le spese di una disponibilità non adeguata di vitamina D sono prima di tutto le <strong>ossa </strong>e i <strong>denti</strong>. Non a caso, in passato la manifestazione più frequente della carenza di questa vitamina era il <strong>rachitismo</strong>, una condizione caratterizzata da gravi problemi scheletrici nei bambini.</p>
<p>La vitamina D promuove la buona salute delle ossa favorendo l'<strong>assorbimento del calcio e del fosforo</strong>. Dato questo suo ruolo, altri problemi associati alla sua carenza sono l'<strong>osteoporosi</strong>, l'<strong>osteomalacia</strong> (condizione dovuta a un'inadeguata mineralizzazione delle ossa), l'aumento del rischio di <strong>fratture</strong> e l'<strong>iperparatiroidismo secondario</strong> (l'aumento della produzione di ormoni nelle ghiandole paratiroidi dovuto a bassi livelli di calcio nel sangue).</p>
<p>Dato, però, che funzioni e benefici della vitamina D3 sono anche altri, una sua carenza può avere anche altre conseguenze.</p>
<p>In particolare, il recettore della vitamina D è presente anche nelle cellule del <strong>sistema immunitario</strong>, in quelle dell'<strong>intestino tenue</strong> e in quelle di <strong>pelle</strong> e <strong>cervello</strong>. Inoltre questa preziosa molecola è coinvolta nella stimolazione della <strong>produzione di insulina</strong> (l'ormone che regola l'ingresso del glucosio nelle cellule) e nella <strong>contrazione delle cellule cardiache</strong>.</p>
<p>Per questo le carenze di vitamina D possono essere associate, per esempio, ad <strong>alterazioni delle difese immunitarie</strong>.</p>
<table class=" aligncenter" style="height: 248px;" width="639">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;"><strong>Principali problemi di salute in cui è coinvolta la vitamina D</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Disturbi muscoloscheletrici</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Problemi cardiovascolari</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Malattie autoimmuni</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Disturbi neurologici</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Infezioni</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Complicazioni della gravidanza</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 628px; text-align: center;">Tumori</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>I sintomi della carenza di vitamina D</strong></p>
<p>Spesso ci si accorge di essere carenti di vitamina D senza aver notato la comparsa di sintomi specifici. Non mancano, però, i casi in cui le carenze si manifestano con:</p>
<ul>
<li><strong>dolori ossei</strong></li>
<li><strong>dolori muscolari</strong></li>
<li><strong>debolezza muscolare</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando misurare la vitamina D nel sangue e i valori di riferimento</strong></p>
<p>Per scoprire una carenza di vitamina D è sufficiente una semplice analisi del sangue. Secondo gli esperti, i casi in cui è necessario misurare i suoi livelli includono:</p>
<ul>
<li>rachitismo, osteomalacia e osteoporosi</li>
<li>insufficienza renale cronica</li>
<li>insufficienza epatica</li>
<li>fibrosi cistica</li>
<li>malattie infiammatorie intestinali</li>
<li>malattia di Crohn</li>
<li>chirurgia bariatrica</li>
<li>enterite da radiazioni</li>
<li>iperparatiroidismo</li>
<li>gravidanza e allattamento</li>
<li>anziani con storia di cadute o di fratture non traumatiche</li>
<li>obesità (anche nei bambini)</li>
<li>malattie associate alla formazione di granulomi, come la sarcoidosi</li>
<li>assunzione di alcuni farmaci (antiepilettici, glucocorticoidi, antimicotici, colestiramina, medicinali assunti in caso di AIDS)</li>
<li>alcuni linfomi</li>
</ul>
<p>Attualmente si parla di <strong>insufficienza</strong> di vitamina D quando i livelli misurati sono compresi <strong>tra 20 e 30 ng/ml</strong>, mentre per valori inferiori a <strong>20 ng/ml</strong> si parla di <strong>carenza</strong>.</p>
<p>Non mancano nemmeno i casi in cui la vitamina D è bassissima (inferiore a <strong>10 ng/ml</strong>) o troppo alta. Quando supera i <strong>150 ng/ml</strong> si rischiano l'intossicazione e problemi associati all'eccesso di calcio, come:</p>
<ul>
<li>formazione di depositi di calcio nei tessuti molli (per esempio nel cuore e nei polmoni)</li>
<li>confusione e disorientamento</li>
<li>danni renali</li>
<li>calcoli renali</li>
<li>nausea, vomito, stitichezza, mancanza di appetito, debolezza e perdita di peso</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando assumere integratori di vitamina D</strong></p>
<p>Come accennato, sono poche le fonti alimentari di vitamina D. Dove si trova? Essenzialmente, nel <strong>pesce grasso</strong>, lo stesso con cui si possono assumere Omega 3, per esempio lo sgombro, le sarde, le sardine, l'aringa, il salmone e il tonno.</p>
<p>Non a caso anche gli integratori di <strong>olio di fegato di merluzzo</strong> (un'altra fonte ricca di questi grassi essenziali) possono apportare insieme Omega 3 e vitamina D; rispetto al passato i prodotti attualmente in commercio apportano dosi standardizzate di questo micronutriente, aggiunte <em>ad hoc</em> dopo la purificazione dell'olio contenente Omega 3.</p>
<p>Altri alimenti con vitamina D sono <strong>cibi addizionati</strong> (cioè in cui viene aggiunta vitamina D), per esempio i cereali per la colazione o il latte.</p>
<p>Infine, anche alcuni <strong>funghi</strong> e il <strong>cioccolato</strong> contengono vitamina D; in questo caso, però, la forma presente è la <strong>vitamina D2</strong> (o <strong>ergocalciferolo</strong>) anziché la vitamina D3. A cosa serve? In realtà svolge le stesse funzioni della vitamina D3, ma non è la forma sintetizzata dal nostro organismo.</p>
<table class=" aligncenter" style="height: 190px; width: 901px;" width="1102">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 890px; text-align: center;" colspan="2"><strong>Assunzione adeguata di vitamina D secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 560.833px; text-align: center;">Lattanti (6-12 mesi)</td>
<td style="width: 322.667px; text-align: center;">10 μg</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 560.833px; text-align: center;">Bambini e adolescenti (1-17 anni)</td>
<td style="width: 322.667px; text-align: center;">15 μg</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 560.833px; text-align: center;">Adulti (18-74 anni)</td>
<td style="width: 322.667px; text-align: center;">15 μg</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 560.833px; text-align: center;">Anziani (≥75 anni)</td>
<td style="width: 322.667px; text-align: center;">20 μg</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 560.833px; text-align: center;">Gravidanza e allattamento</td>
<td style="width: 322.667px; text-align: center;">15 μg</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il <strong>migliore integratore di vitamina D</strong> varia da caso a caso. In caso di livelli ematici particolarmente bassi, il medico potrebbe prescrivere l'assunzione di dosi particolarmente elevate di vitamina D, a volte in forma di iniezioni <em>una tantum</em>. In tutte le altre situazioni, possono essere sufficienti integratori di vitamina D che non richiedono la prescrizione.</p>
<p>Data l'elevata frequenza della carenza di vitamina D, può capitare che il medico o il nutrizionista suggeriscano l'assunzione di integratori anche in assenza del dosaggio ematico, soprattutto in presenza di fattori di rischio come obesità, età avanzata o scarsa attività all'aria aperta.</p>
<table class=" aligncenter" style="width: 1001px; height: 338px;">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;"><strong>Vitamina D: le indicazioni approvate dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce a mantenere i livelli ematici di calcio nella norma</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce al normale assorbimento e utilizzo del calcio e del fosforo</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce al mantenimento di ossa in salute</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce al mantenimento di denti in salute</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">è necessaria per la crescita e lo sviluppo delle ossa nei bambini</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce alla normale funzione muscolare</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">aiuta a ridurre il rischio di cadute associate a instabilità posturale e debolezza muscolare</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario nei bambini</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 990px; text-align: center;">partecipa al processo di divisione cellulare</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>Chauhan K et al. Vitamin D. [Updated 2022 Mar 7]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK441912/</p>
<p>Efsa. EU Register of nutrition and health claims made on foods. <a href="https://ec.europa.eu/food/safety/labelling_nutrition/claims/register/public/">https://ec.europa.eu/food/safety/labelling_nutrition/claims/register/public/</a>. Ultimo accesso 16/06/22</p>
<p>MedlinePlus. Vitamin D. <a href="https://medlineplus.gov/ency/article/002405.htm">https://medlineplus.gov/ency/article/002405.htm</a>. Ultimo accesso 16/06/22</p>
<p>Pilz S et al. Vitamin D testing and treatment: a narrative review of current evidence. Endocr Connect. 2019 Feb; 8(2): R27–R43. doi: 10.1530/EC-18-0432</p>
<p>SINU. Tabelle LARN 2014. <a href="https://sinu.it/tabelle-larn-2014/">https://sinu.it/tabelle-larn-2014/</a>. Ultimo accesso 16/06/22</p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/vitamina-d-cosa-e-cosa-serve-quando-assumere-integratori">Cos'&egrave; e a cosa serve la vitamina D? Ecco quando assumere integratori</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/06/MicrosoftTeams-image-4.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Wed, 22 Jun 2022 13:29:52 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/vitamina-d-cosa-e-cosa-serve-quando-assumere-integratori</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/vitamina-d-cosa-e-cosa-serve-quando-assumere-integratori</guid>
      <author>elena.varini@uganutraceuticals.com (Elena Varini)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione]]></category>
      <dc:creator>Elena Varini</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Alzheimer, rischio ridotto con concentrazioni ematiche di DHA più elevate</title>
      <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Avere quantità elevate di <strong>DHA</strong> (acido docosaesaenoico) nel sangue può proteggere dall'<strong>Alzheimer</strong>. La notizia arriva dalle pagine della rivista scientifica Nutrients, dove un gruppo di ricercatori guidato da William S. Harris, esperto del Fatty Acid Research Institute (FARI) e della Sanford School of Medicine di Sioux Falls (USA), ha pubblicato un nuovo studio sul tema.<span id="more-13087"></span></p>
<p>Secondo i dati raccolti da Harris e collaboratori, aumentare l'assunzione di questo acido grasso Omega 3 potrebbe essere particolarmente utile per chi è portatore del gene <strong>APOE- ε4</strong>, di per sé più a rischio di sviluppare l'Alzheimer.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-13090 size-medium" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/06/hands-alzheimer-omegor-300x200.jpg" alt="Rischio di Alzheimer DHA" width="300" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alzheimer e DHA: il legame</strong></p>
<p>Secondo Airalzh (l'Associazione Italiana Ricerca Alzheimer Onlus), l'Italia occupa l'ottava posizione nella classifica dei Paesi con il maggior numero di persone con Alzheimer. La situazione è destinata a peggiorare in tutto il mondo: in base alle stime, entro il 2050 1 persona su 85 convivrà con questa patologia neurodegenerativa.</p>
<p>L'<strong>alimentazione</strong> può influenzare significativo il rischio di Alzheimer. In particolare, il <a href="https://www.omegor.com/benefici-omega-3/omega-3-cervello-sistema-nervoso-mente" target="_blank" rel="noopener">DHA, un Omega 3 abbondante nel sistema nervoso centrale</a> normalmente assunto con il cibo, può migliorare diversi parametri alterati da questa patologia, come la formazione degli aggregati che compromettono il funzionamento dei neuroni, il metabolismo cerebrale del glucosio e l'infiammazione delle cellule nervose.</p>
<p>Già nel 2006 uno studio pubblicato su Archives of Neurology aveva associato i livelli di DHA nel plasma alla riduzione del rischio di demenza per qualsiasi causa. I suoi autori avevano stimato che, in media, assumere <strong>180 mg di DHA al giorno</strong> o consumare <strong>3 porzioni di pesce alla settimana</strong> può <strong>ridurre del 47% il rischio di demenza</strong> rispetto a quello corso dalle persone con bassi livelli di DHA nel plasma.</p>
<p>Non solo, studi pubblicati in passato hanno dimostrato anche l'esistenza di un'associazione tra i <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/indice-omega-3/indice-omega-3-dha-contribuisce-aumento-piu-epa/" target="_blank" rel="noopener">livelli di DHA nei globuli rossi</a> (un parametro che riflette meglio l'assunzione a lungo termine di DHA rispetto ai suoi livelli nel plasma) e <strong><em>performance</em> cognitive</strong> e <strong>volume del cervello</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-13091 aligncenter" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/06/old-woman-alzheimer-omegor-300x200.jpg" alt="Rischio ridotto con concentrazioni ematiche di DHA più elevate" width="300" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I nuovi dati</strong></p>
<p>In questa nuova ricerca, Harris e collaboratori hanno diviso i <strong>1.490 individui</strong> coinvolti nello studio (uomini e donne di età pari o superiore a <strong>65 anni</strong>, nessuno dei quali aveva ancora ricevuto una diagnosi di demenza) in cinque gruppi in base ai livelli di DHA nei loro globuli rossi. La salute dei partecipanti è stata monitorata per una media di 7,2 anni, durante i quali sono stati condotti anche test neurocognitivi.</p>
<p>Dai dati raccolti è emerso che:</p>
<ul>
<li>quando il DHA nei globuli rossi supera il 6,1% <strong>il rischio di Alzheimer è ridotto del 49%</strong> rispetto a quando il DHA nei globuli rossi è inferiore al 3,8%;</li>
<li>passare da una concentrazione di DHA inferiore al 3,8% a una concentrazione superiore al 6,1% potrebbe <strong>ritardare la comparsa dell'Alzheimer di 4,7 anni</strong>;</li>
<li>l'associazione tra livelli di DHA nei globuli rossi e rischio di demenza è maggiore in chi già corre un <strong>maggior rischio di sviluppare l'Alzheimer</strong> perché è <strong>portatore del gene APOE-ε4</strong>.</li>
</ul>
<p>«<em>I nostri risultati</em>», concludono i ricercatori, «<em>suggeriscono che un aumento dell'assunzione di DHA potrebbe essere una strategia sicura ed economicamente vantaggiosa per prevenire la malattia di Alzheimer in specifiche popolazioni</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come aumentare l'assunzione di DHA</strong></p>
<p>Nel cibo gli Omega 3 possono essere presenti in forma di DHA, di EPA (acido eicosapentaenoico, l'altro Omega 3 biologicamente attivo) o del loro precursore, l'acido alfa-linolenico (ALA).</p>
<p>Purtroppo <a href="https://www.omegor.com/benefici-omega-3" target="_blank" rel="noopener">la capacità dell'organismo umano di sintetizzare DHA a partire dall'ALA è scarsa</a>; per questo il modo migliore per aumentarne l'assunzione è arricchire la propria alimentazione di alimenti che abbondano di questo Omega 3, come <strong>salmone</strong>, <strong>sarde</strong> e <strong>sardine</strong>.</p>
<p>In caso di aumentato fabbisogno – come negli individui portatori del gene APOE-ε4, in cui i livelli di DHA sono inferiori rispetto alla media – può essere utile ricorrere all'uso degli integratori alimentari, ancor più alla luce del fatto che l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) autorizza l'uso del <em>claim</em> secondo cui «<em>il DHA contribuisce al normale funzionamento del cervello</em>».</p>
<p>Attenzione, però: la stessa EFSA sottolinea che per esercitare i suoi benefici a livello cerebrale il DHA deve essere assunto in dosi pari ad almeno 250 mg al giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti: </strong></p>
<p>Sala-Vila A et al. Red Blood Cell DHA Is Inversely Associated with Risk of Incident Alzheimer’s Disease and All-Cause Dementia: Framingham Offspring Study. Nutrients. 2022. June 9;14(12): 2408. doi: 10.3390/nu14122408</p>
<p>Airalzh. I numeri. https://cutt.ly/ZJ3fQaV. 13/06/2022</p>
<p>Schaefer EJ et al. Plasma phosphatidylcholine docosahexaenoic acid content and risk of dementia and Alzheimer disease: the Framingham Heart Study. Arch Neurol. 2006 Nov;63(11):1545-50. doi: 10.1001/archneur.63.11.1545</p>
<p>Efsa. EU Register of nutrition and health claims made on foods. 13/06/2022</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/alzheimer-rischio-ridotto-con-concentrazioni-ematiche-di-dha-piu-elevate">Alzheimer, rischio ridotto con concentrazioni ematiche di DHA pi&ugrave; elevate</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/06/hands-alzheimer-omegor.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Wed, 15 Jun 2022 09:02:24 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/alzheimer-rischio-ridotto-con-concentrazioni-ematiche-di-dha-piu-elevate</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/alzheimer-rischio-ridotto-con-concentrazioni-ematiche-di-dha-piu-elevate</guid>
      <author>elena.varini@uganutraceuticals.com (Elena Varini)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/alzheimer]]></category>
      <dc:creator>Elena Varini</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Olio di Krill: proprietà e benefici di un alleato per la salute</title>
      <description><![CDATA[<h2>L’olio di krill è un alimento nutraceutico fonte di acidi grassi polinsaturi, in particolare di omega-3, ricercato per le sue proprietà benefiche per la salute. Sono noti i suoi benefici a livello cardiovascolare ma ha mostrato anche interessanti attività sulla funzione visiva e neuronale, nelle infiammazioni articolari e nella sindrome premestruale.</h2>
<p><span id="more-12968"></span></p>
<p>L’olio di krill è un integratore alimentare che si ricava a partire dal krill, un piccolo crostaceo che fa parte dello zooplancton delle fredde acque dell’antartico.</p>
<p>È fonte di acidi grassi polinsaturi (n-3 PUFA), in particolare EPA e DHA, fondamentali per la salute del cuore e per la prevenzione delle patologie cardiovascolari. Gli acidi grassi omega-3 in esso contenuto sono in forma di fosfolipidi, diversa da tutti gli altri oli. Questa struttura li rende ancora più assorbibili dal nostro organismo e quindi sono più efficaci a dosaggi inferiori.</p>
<p>L’olio di krill è inoltre fonte di astaxantina, antiossidante che preserva la qualità dell’olio e la colina, un nutriente che entra a far parte della struttura delle nostre membrane neuronali ed è implicata nella trasmissione degli impulsi nervosi ed inoltre protegge il fegato dall’accumulo di grassi.</p>
<h3>Indice</h3>
<ol>
<li><a href="#olio-di-krill"> Olio di krill</a></li>
</ol>
<p>1.1. <a href="#cosa-e-il-krill">Cosa è il krill?</a></p>
<p>1.2. <a href="#tecniche-di-estrazione-olio-di-krill">Tecniche di estrazione dell’olio di krill</a></p>
<ol start="2">
<li><a href="#composizione-nutrizionale"> Composizione nutrizionale</a></li>
</ol>
<p>2.1. <a href="#acidi-grassi-nell-olio-di-krill">Acidi grassi nelll'olio di krill</a></p>
<p>2.2. <a href="#Colina">Colina</a></p>
<p>2.3. <a href="#Astaxantina">Astaxantina</a></p>
<p>2.4. <a href="#confronto-con-altri-oli-di-pesce">Confronto con altri oli di pesce</a></p>
<ol start="3">
<li><a href="#benefici-olio-di-krill"> Benefici dell’olio di krill</a></li>
</ol>
<p>3.1. <a href="#salute-cuore-riduzione-dei-lipidi">Salute del cuore: riduzione dei lipidi nel sangue</a></p>
<p>3.2. <a href="#salute-cuore-riduzione-della-glicemia">Salute del cuore: riduzione della glicemia nel sangue</a></p>
<p>3.3. <a href="#effetti-antinfiammatori">Effetti antinfiammatori </a></p>
<p>3.4. <a href="#effetti-antiossidanti">Effetti antiossidanti</a></p>
<p>3.5. <a href="#Benessere-cerebrale">Benessere cerebrale</a></p>
<p>3.6. <a href="#Benessere-della-pelle">Benessere della pelle</a></p>
<ol start="4">
<li><a href="#alleato-per-le-donne"> Alleato per le donne</a></li>
</ol>
<p>4.1. <a href="#sindrome-premestruale">Sindrome premestruale</a></p>
<p>4.2. <a href="#periodo-post-menopausa">Periodo post-menopausa</a></p>
<ol start="5">
<li><a href="#Domande-frequenti"> Domande frequenti</a></li>
<li><a href="#Omegor-Krill"> Omegor Krill</a></li>
<li><a href="#Novita-Omegor-Krill-con-D3">Novità: Omegor Krill con D3</a></li>
<li><a href="#Fonti">Fonti</a></li>
</ol>
<h3><a id="olio-di-krill"></a><a href="#olio-di-krill">Olio di krill</a></h3>
<p>L’olio di krill è una sostanza che rientra nel gruppo degli integratori alimentari e che viene considerata un alimento nutraceutico a tutti gli effetti. Nel 2008, l'olio di krill è stato autorizzato come GRAS (Generally Recognized as Safe) dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Nel 2009 è stato approvato per essere immesso sul mercato come nuovo ingrediente alimentare nella Comunità Europea e nel 2014 anche dalla Cina.</p>
<p>Più recentemente, la Comunità Europea ha deciso di estendere gli usi autorizzati dell'olio di krill alle donne in gravidanza e in allattamento in quanto trattasi di un alimento sicuro e non nocivo.</p>
<p>In Europa quindi l’olio di krill viene classificato come <em>novel food</em> ovvero come nuovo ingrediente alimentare di uso non comune. Pertanto le caratteristiche dell’olio di krill e il suo apporto massimo giornaliero in EPA  e DHA sono regolamentate dalla Commissione Europea.</p>
<p>Nel 2017 la Commissione Europea approva, come livelli massimi di EPA e DHA combinati da olio di krill antartico ricco di fosfolipidi estratto da <em>Euphausia superba</em>, per la categoria degli integratori alimentari:</p>
<ul>
<li>3000 mg/giorno per la popolazione in generale.</li>
<li>450 mg/giorno per le donne durante la gravidanza e l'allattamento.</li>
</ul>
<h4><a id="cosa-e-il-krill"></a><a id="cosa-e-il-krill"></a><a href="#cosa-e-il-krill">Cosa è il krill?</a></h4>
<p>L’olio di krill si ricava a partire dal krill, un insieme di piccoli crostacei marini delle Euphasiacee che vivono in acque fredde oceaniche. Il krill ha un importante ruolo nella catena alimentare dell’habitat antartico in quanto rappresenta il nutrimento di moltissimi organismi marini di dimensioni più grandi quali, ad esempio, balene, foche e pinguini.</p>
<p>La biomassa del krill antartico è stata stimata in circa 379 milioni di tonnellate con una produzione annuale che va da 342 a 536 milioni di tonnellate. Per garantire la sostenibilità dell'attività di pesca del krill, la Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico (CCAMLR) ha fissato, nel 2018, un limite di cattura di 620.000 tonnellate all'anno. Alla fine di ogni anno l’intera pesca del krill antartico conta 250.000 tonnellate di krill. Molto al di sotto del livello di cattura regolamentato.</p>
<h4><a id="tecniche-di-estrazione-olio-di-krill"></a><a href="#tecniche-di-estrazione-olio-di-krill">Tecniche di estrazione dell'olio di krill</a></h4>
<p>L’olio di krill viene estratto da diverse biomasse di krill. La pesca e la lavorazione sono difficili e costose per la localizzazione estrema della zona di cattura.</p>
<p>Il processo di lavorazione a partire dal krill fresco avviene a bordo subito dopo la cattura. Questo perché il krill, al di fuori dall’ambiente marino, tende a degradarsi facilmente. Contiene degli enzimi particolari (enzimi proteolitici attivi) che tendono a degradare l’organismo una volta che questo si trova al di fuori dell’ambiente marino.</p>
<p>L’ossido di trimetilammina (TMAO) è un composto organico presente nei tessuti muscolari dei prodotti ittici, principalmente introdotto da questi tramite l’alimentazione (alghe). La TMAO nel tempo viene degradata in Trimetilammina (TMA), sostanza volatile prodotta nella fase <em>post mortem</em>  del prodotto ittico, responsabile del caratteristico odore sgradevole.</p>
<p>La TMA è praticamente assente nei tessuti muscolari del krill appena catturato. Per degradazione della TMAO viene prodotta la TMA per mezzo di reazioni biochimiche ad opera di alcuni batteri.</p>
<p>L’olio di krill è quindi un prodotto prezioso e ricercato, infatti:</p>
<ul>
<li>la zona di pesca del krill è limitata ed estrema;</li>
<li>la pesca e la lavorazione sono difficili e costose;</li>
<li>il crostaceo deve essere lavorato entro 2-3 ore dalla cattura</li>
<li>la resa è bassa rispetto all’olio di pesce: per questo servono quantità maggiori krill per ottenere la stessa quantità di olio ottenuta da pesce.</li>
</ul>
<h3><a id="composizione-nutrizionale"></a><a href="#composizione-nutrizionale">Composizione nutrizionale</a></h3>
<p>Dal punto di vista nutrizionale, l’olio di krill è ricco di nutrienti essenziali quali acidi grassi polinsaturi n-3 (n-3 PUFA), fosfolipidi (PL), astaxantina e colina.</p>
<p>Il contenuto lipidico del krill va dallo 0,5% al ​​3,6%. A differenza dei comuni oli commestibili, l’olio di krill mostra un profilo lipidico molto diversificato che comprende non solo PUFA e PL, ma anche diacilgliceroli (DAG), monoacilgliceroli (MAG), acidi grassi liberi (FFA) e altri.</p>
<p>Il contenuto di lipidi è dipendente da molti fattori, come la variazione stagionale, i cambiamenti ambientali che si verificano durante l’anno, le stazioni di cattura e la maturità sessuale dei campioni di krill. Inoltre, anche le condizioni di conservazione, il processo di trasporto, il pretrattamento della materia prima influenzano la composizione lipidica dell'olio di krill estratto.</p>
<h4><a id="acidi-grassi-nell-olio-di-krill"></a><a href="#acidi-grassi-nell-olio-di-krill">Acidi grassi nell'olio di krill</a></h4>
<p>Come riportato dalla Commissione del Codex, gli acidi grassi più abbondanti nell'olio di krill sono acido miristico, acido palmitico, acido palmitoleico, acido vaccenico e acido oleico.</p>
<p>I più importanti però sono gli acidi grassi essenziali omega 3 (n-3 PUFA), rappresentati in dettaglio da:</p>
<ul>
<li>EPA</li>
<li>DHA</li>
</ul>
<p>Gli n-3 PUFA sono ben rappresentati negli oli di pesce e svolgono un ruolo significativo nella salute umana. I fosfolipidi (PL) presenti nell’olio di krill sono rappresentati da fosfaditilcolina (dal 44,58% al 99,80% dei PL totali) e fosfatidiletanolammina (dallo 0,20% al 24,74% dei PL totali), il che rende l’olio di krill un’ottima fonte di PL naturali. La fosfaditilcolina è una fonte importante di colina, una sostanza essenziale per la sintesi di neurotrasmettitori, processi di segnalazione a livello della membrana cellulare e trasporto di grassi.</p>
<h4><a id="Colina"></a><a href="#Colina">Colina</a></h4>
<p>La colina è un nutriente essenziale, ovvero il nostro organismo non è in grado di sintetizzarla in quantità sufficiente per soddisfare i propri fabbisogni.</p>
<p>La colina come fosfatidilcolina entra nella composizione delle membrane cellulari ed è implicata nel processo di trasmissione degli impulsi nervosi. Aumenta la concentrazione di acetilcolina cerebrale, migliorando la compromissione della memoria nei soggetti giovani così come in quelli anziani. È una ricca fonte di fosforo organico in forma direttamente assimilabile.</p>
<p>La colina è inoltre uno dei trasportatori preferenziali del DHA nelle cellule del sistema nervoso, dove il rilascio selettivo del DHA modula l’attività dei neurotrasmettitori (dopamina e serotonina), migliorando la memoria e l’acutezza mentale e riducendo i processi di degenerazione neurocerebrale.</p>
<p>La commissione Europea ha inoltre, in seguito a parere scientifico dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare), approvato tre indicazioni d’uso per almeno 82,5 mg (2 cps Omegor Krill) di colina ogni 100 g (o 100 ml, o porzione) di prodotto. Ovvero: "contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina”, coadiuvando la normale funzione cardiaca, “contribuisce al normale metabolismo lipidico” e “contribuisce al mantenimento della normale funzione epatica”.</p>
<h4><a id="Astaxantina"></a><a href="#Astaxantina">Astaxantina</a></h4>
<p>L’astanxantina è una importante sostanza antiossidante che impreziosisce l’olio di krill. Appartiene alla famiglia delle xantofille ed è il principale carotenoide presente in alcuni animali marini e alghe.</p>
<p>Possiede una forte capacità antiossidante tanto da risultare 10 volte più potente di altri carotenoidi come zeaxantina, luteina, e β -carotene, e 100 volte più potente della vitamina E. L’astaxantina è responsabile del  caratteristico colore rosso scuro dell’olio di Krill.  La ritroviamo in quantità variabili da 40 a 5000 mg/kg, a seconda del materiale di krill, del metodo di estrazione.</p>
<p>Sulla scala ORAC (la scala che si utilizza per valutare il potenziale antiossidante di un alimento), l’olio di krill ha un valore molto elevato, 378. Questo significa che ha un potenziale antiossidante superiore a quello delle singole vitamine A ed E (circa 300 volte maggiore) e quasi 50 volte maggiore degli altri oli di pesce.</p>
<h4><a id="confronto-con-altri-oli-di-pesce"></a><a href="#confronto-con-altri-oli-di-pesce">Confronto con altri oli di pesce</a></h4>
<p>Confrontando l’integrazione tra olio di krill e olio di pesce, gli studi hanno dimostrato che il livello plasmatico di EPA era significativamente maggiore dopo il trattamento con olio di krill rispetto al trattamento con olio di pesce.</p>
<p>Dopo quattro settimane di trattamento con olio di krill è stato osservato un rimodellamento significativo del profilo lipidico del sangue rispetto all’olio di pesce. In particolare gli autori hanno riferito che oltre il 38% delle tipologie lipidiche è aumentato dopo il trattamento con krill, mentre solo il 12% è aumentato quando l’olio di pesce è stato utilizzato come integratore.</p>
<p>L’olio di krill è dotato di una composizione chimica unica in quanto, a differenza dell’olio di pesce, è ricco di acidi grassi omega-3 presenti in associazione ai fosfolipidi (31,13% di EPA e il 14,87% di DHA) piuttosto che ai trigliceridi (3,17% di EPA e l’1,5% di DHA) e pertanto il suo assorbimento risulta migliore.</p>
<p>Presenta infatti una maggiore biodisponibilità poiché i fosfolipidi sono ben assorbiti dall’intestino e sono facilmente incorporati nelle membrane cellulari, suggerendo che potrebbero, essere dotati di un profilo farmacocinetico più favorevole. I fosfolipidi sono costituiti da una parte idrofila (affine all’acqua) e una parte lipofila (affine ai grassi), per questa loro composizione strutturale sono più dispersibili nei fluidi gastrici rispetto all’olio di pesce e permettono quindi una buona tollerabilità e digeribilità migliore, evitando rigurgiti indesiderati.</p>
<p>Inoltre, l'integrazione con olio di krill ha il vantaggio di fornire non solo PUFA n-3, ma anche colina, che è un nutriente essenziale, poiché è necessario nella sintesi di neurotrasmettitori (acetilcolina) e fosfolipidi ed è importante nel trasporto di lipidi e riduzione dell'omocisteina.</p>
<p>Da non trascurare inoltre la sicurezza e la tollerabilità dell’olio di krill. Studi di tossicità confermano che l'olio di krill è ben tollerato.</p>
<h3><a id="benefici-olio-di-krill"></a><a href="#benefici-olio-di-krill">Benefici dell’olio di krill</a></h3>
<p>Grazie al suo particolarissimo profilo nutrizionale, l’olio di krill rappresenta un alimento benefico per il nostro organismo.</p>
<p>Gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA presenti nell'olio di krill hanno mostrato diverse proprietà fisiologiche utili nella gestione di numerose disfunzioni croniche, comprese le malattie cardiovascolari, neurologiche e infiammatorie, nonché nella prevenzione del cancro e nella promozione della salute del microbiota intestinale.</p>
<h4><a id="salute-cuore-riduzione-dei-lipidi"></a><a href="#salute-cuore-riduzione-dei-lipidi">Salute del cuore: riduzione dei lipidi nel sangue</a></h4>
<p>È risaputo che il consumo di olio di pesce ha un effetto benefico sulle malattie cardiovascolari principalmente a per la presenza degli acidi grassi polinsaturi (n-3 PUFA) che contribuiscono alla riduzione dei livelli di lipidi nel sangue (colesterolo e trigliceridi). Le dislipidemie infatti rappresentano uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.</p>
<p>È per questo che l'American Heart Association (AHA) raccomanda un'assunzione giornaliera di almeno 1000 mg di acidi grassi omega-3 per ridurre al minimo i fattori di rischio a queste associati. Ci sono diversi studi pre-clinici e clinici che hanno dimostrato come l’olio di krill sia in grado di intervenire sui livelli di lipidi nel sangue.</p>
<p>Uno studio di 8 settimane compiuto su modelli animali, ha indagato l’effetto dell’integrazione di olio di krill (1,25%, 2,5% o 5% di olio di krill) sui livelli sierici di lipidi. I risultati hanno mostrato un’effettiva riduzione del livello di lipidi nel sangue.</p>
<p>Ulteriori prove del ruolo protettivo dell'olio di krill nei confronti delle malattie cardiovascolari hanno concluso che negli esseri umani con livelli di trigliceridi (TG) limite o elevati (intervallo tra 150-499 mg/dL), il trattamento con olio di krill alla dose di 0.5, 1, 2 o 4 g/giorno per 6 e 12 settimane potrebbe essere efficace per ridurre i livelli di TG nel sangue.</p>
<p>In un altro studio è stato dimostrato come una supplementazione giornaliera di olio di krill (0.5, 1, 2 o 4 g/die) per 12 settimane in soggetti con livelli di trigliceridi limite o elevati (150- 499 mg/dl) si sia osservata una riduzione significativa dei livelli sierici di TG del 10,2%.</p>
<h4><a id="salute-cuore-riduzione-della-glicemia"></a><a href="#salute-cuore-riduzione-della-glicemia">Salute del cuore: riduzione della glicemia nel sangue</a></h4>
<p>Un altro importante fattore di rischio per le patologie cardiovascolari è il diabete di tipo 2, caratterizzato da elevati livelli di zucchero nel sangue e dalla resistenza all’insulina.</p>
<p>Uno studio ha evidenziato come il consumo di olio di krill alla dose di 600 mg di acidi grassi polinsaturi (n-3 PUFA) al giorno per 60 giorni riduce la glicemia a digiuno e migliora la tolleranza al glucosio in modelli animali. Una significativa riduzione della glicemia a digiuno è stata osservata anche in soggetti sani dopo il consumo di olio di krill (4 g/giorno) per 8 settimane, il che ha indicato le sue potenziali proprietà antidiabetiche.</p>
<p>Questi effetti benefici sono da imputarsi all’attivazione di uno specifico enzima  che partecipa alla regolazione del metabolismo del glucosio e dei lipidi.</p>
<h4><a id="effetti-antinfiammatori"></a><a href="#effetti-antinfiammatori">Effetti antinfiammatori</a></h4>
<p>L’olio di krill presenta effetti antinfiammatori sia in <em>vitro</em> che in <em>vivo</em>, grazie alla sua capacità di ridurre il rilascio di alcune sostanze che innescano e portano avanti il processo di infiammazione come ad esempio il fattore di necrosi tumorale α (TNF-α), e l’interleuchina-8 (IL-8).</p>
<p>Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo condotto su 90 pazienti affetti da malattie cardiovascolari e/o osteoartrite e/o artrite reumatoide, ha valutato l'effetto dell'olio di krill sulla proteina C-reattiva (PCR, un marcatore dell’infiammazione) e sui sintomi artritici. I pazienti hanno ricevuto olio di krill 300 mg/die o placebo per 30 giorni.</p>
<p>Nonostante il breve trattamento, l'olio di krill ha ridotto significativamente i livelli di PCR anche dopo 7 giorni (circa il 20% di riduzione della PCR rispetto a un aumento di circa il 16% nel gruppo placebo), raggiungendo una riduzione più elevata (circa il 30% rispetto a un aumento dei livelli di PCR di circa il 25% nel braccio placebo) dopo 30 giorni.</p>
<p>Inoltre, l'olio di krill ha ridotto significativamente sintomi come dolore (del 29%), rigidità (del 20%) e compromissione funzionale (del 23%), suggerendo che una dose giornaliera di 300 mg di olio di krill potrebbe rappresentare una buona strategia per contrastare i sintomi artritici e ridurre il periodo di infiammazione.</p>
<p>Alcuni studi hanno poi evidenziato come l’utilizzo di miscele a base di olio di krill e batteri probiotici (come ad esempio <em>Lactobacillus reuteri</em>) riduca l'infiammazione intestinale attraverso la modulazione del microbiota intestinale. Questo lo rende un possibile alleato nella lotta alle malattie infiammatorie intestinali (IBD), come mostrano i risultati di uno studio in <em>vitro</em> in cui si è visto che l’olio di krill ha ridotto significativamente l'espressione di marcatori dell’infiammazione (IL1β e TNFα) in modo dose dipendente. Inoltre ha accelerato il processo di guarigione dall’infiammazione migliorando la capacità di alcune cellule del nostro sistema immunitario (i macrofagi) di neutralizzare batteri intestinali nocivi.</p>
<p>Infine l’olio di krill si è dimostrato efficace anche nel ridurre il danno della mucosa intestinale parassita-dipendente e lo squilibrio microbico intestinale indotto da infezioni parassitarie.</p>
<h4><a id="effetti-antiossidanti"></a><a href="#effetti-antiossidanti">Effetti antiossidanti</a></h4>
<p>Le proprietà antinfiammatorie si affiancano a quelle antiossidanti grazie alla presenza di astaxantina.</p>
<p>Lo stress ossidativo è la principale causa di molte condizioni patologiche in quanto innesca l'attivazione di importanti vie intracellulari proinfiammatorie. Ciò è particolarmente vero nei processi neurodegenerativi e nelle malattie cardiovascolari caratterizzate da disfunzione endoteliale. Prevenire l'eccessiva produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS) può essere una strategia promettente per gestire diverse condizioni patologiche.</p>
<p>Gli studi hanno mostrato come l’astaxantina è in grado di ridurre lo stress ossidativo nelle cellule nervose, aumentandone la vitalità e riducendo le sostanze che ne causano l’infiammazione. Inoltre, dato che lo stress ossidativo può essere causa anche di problemi di glicemia e insulino – resistenza, si è visto che l’astaxantina migliora la secrezione dell’insulina e l’assorbimento del glucosio da parte delle nostre cellule, contribuendo così a ridurre la glicemia.</p>
<h4><a id="Benessere-cerebrale"></a><a href="#Benessere-cerebrale">Benessere cerebrale</a></h4>
<p>Il contenuto di colina, astaxantina e acidi grassi polinsaturi (n-3 PUFA) dell’olio di krill, conferisce effetti neuroprotettivi ed effetti benefici sulla funzione cognitiva e sui processi di apprendimento e memoria.</p>
<p>La maggior parte delle malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson, sono caratterizzate da un’infiammazione cronica. In questi casi, l’utilizzo dell’olio di krill come sostanza neuroprotettiva potrebbe essere indicato. È stato dimostrato che l'astaxantina è in grado di proteggere i neuroni dallo stress ossidativo attraverso la sua capacità di agire come agente protettivo.</p>
<p>Importante è il contributo dei n-3 PUFA sul deterioramento cognitivo causato da diete scorrette caratterizzate da un elevato consumo di grassi. Uno studio ha mostrato come l’integrazione con olio di krill (somministrato per via orale a dosi di 100, 200 o 500 mg/kg/die) per 4 settimane a topi alimentati con diete ad alto contenuto di grassi e con deterioramento cognitivo in atto, abbia migliorato la capacità di memoria spaziale e la cognizione.</p>
<h4><a id="Benessere-della-pelle"></a><a href="#Benessere-della-pelle">Benessere della pelle</a></h4>
<p>Il contenuto di astaxantina dell’olio di krill lo rende un prezioso alleato per la nostra pelle grazie alle proprietà fotoprotettive, riparatrici del DNA, antiossidanti e antinfiammatorie.</p>
<p>Una revisione sistematica di studi randomizzati, controllati con placebo, in doppio cieco, ha riassunto le prove cliniche sugli effetti dell'integrazione di astaxantina sulla salute della pelle e ha mostrato come l'integrazione di astaxantina ha migliorato la struttura della pelle, l'aspetto (rughe) e il contenuto di umidità.</p>
<p>L'astaxantina sembra anche proteggere dai danni alla pelle indotti dai raggi UV, come mostrano alcuni risultati di studi clinici dove l'integrazione di astaxantina (da 3 a 6 mg/die) ha migliorato il fotoinvecchiamento cutaneo indotto da UV.</p>
<h3><a id="alleato-per-le-donne"></a><a href="#alleato-per-le-donne">Alleato per le donne</a></h3>
<p>L’integrazione con olio di krill potrebbe apportare benefici alle donne in termini di riduzione della sintomatologia legata alla sindrome premestruale e di riduzione di alcuni sintomi legati alla carenza di estrogeni nel periodo post menopausa.</p>
<h4><a id="sindrome-premestruale"></a><a href="#sindrome-premestruale">Sindrome premestruale</a></h4>
<p>La sindrome premestruale (PMS) è comunemente osservata nelle donne giovani e di mezza età. È un disturbo caratterizzato da sintomi emotivi, comportamentali e psicologici che affligge, circa il 75% delle donne durante gli anni riproduttivi.</p>
<p>È stato riportato che gli acidi grassi polinsaturi (PUFA n-3) possono ridurre i sintomi della sindrome premestruale. In particolare, l’olio di krill come fonte di questa tipologia di acidi grassi polinsaturi n-3, ha esercitato effetti positivi sulla gestione dei sintomi fisici ed emotivi della sindrome premestruale.</p>
<p>Pazienti che assumevano olio di krill durante i cicli mestruali hanno utilizzato meno antidolorifici e hanno ottenuto punteggi inferiori rispetto al gruppo di controllo nel questionario di autovalutazione per la sindrome premestruale basato sui criteri diagnostici dell'American College of Obstetricians and Gynecologists.</p>
<p>Inoltre, l'efficacia dell'olio di krill per la gestione della sindrome premestruale e della dismenorrea ha avuto molto più successo dell'olio di pesce. È stato ipotizzato che le prestazioni superiori dell'olio di krill siano dovute al suo profilo biomolecolare unico e alla maggiore biodisponibilità di acidi grassi polinsaturi n-3.</p>
<h4><a id="periodo-post-menopausa"></a><a href="#periodo-post-menopausa">Periodo post-menopausa</a></h4>
<p>Nel periodo dopo la menopausa, a causa della carenza di estrogeni, le donne soffrono comunemente di disfunzioni cerebrovascolari (disturbi della circolazione sanguigna nel cervello) e di problemi ossei. Per quanto riguarda le disfunzioni cerebrovascolari, queste sono spesso legate ad alterazioni di canali che controllano il flusso sanguigno cerebrale e che si alterano quando la funzione ovarica è anormale.</p>
<p>La somministrazione di olio di krill (182 mg EPA + 118 mg DHA al giorno) per 2 settimane ha regolato positivamente l'espressione di queste proteine canale, migliorando così la circolazione sanguigna cerebrale nei ratti ovariectomizzati (privati chirurgicamente delle ovaie).</p>
<p>Sempre in modelli di topo ovariectomizzati, con osteoartrite da mancanza di estrogeni, si è visto come l’integrazione con acidi grassi polinsaturi n-3 derivanti dall’olio di krill abbia migliorato significativamente la struttura della cartilagine e inibito la perdita di polisaccaridi della cartilagine articolare.</p>
<p>Inoltre, lo studio ha evidenziato come il risultato ottenuto sia stato migliore con la somministrazione di olio di krill rispetto all’olio di semi di lino (che apporta PUFA n-3 di origine vegetale).</p>
<h3><a id="Domande-frequenti"></a><a href="#Domande-frequenti">Domande frequenti</a></h3>
<h4><em><u>1) L’olio di krill è adatto a tutti?</u></em></h4>
<p>L’olio di krill è un integratore sicuro, è consigliabile in caso di stress, scarsa memoria, stanchezza mentale e fisica. Per chi affronta impegni professionali e sportivi intensi. Contribuisce alla normale funzione cardiaca e a mantenere un normale profilo lipidico.</p>
<h4><em><u>2) In che formulazione è presente in commercio?</u></em></h4>
<p>La formulazione presente in commercio è solitamente sottoforma di capsule molli (softgels).</p>
<h4><em><u>3) Che quantità di EPA + DHA può avere l’olio di krill?</u></em></h4>
<p>L’apporto massimo di EPA+DHA da olio di krill approvato dalla Commissione Europea nella decisione del 2009 per la categoria degli integratori alimentari era inizialmente di 200 mg di EPA+DHA, mentre a fine 2012 è stato portato a 250 mg.</p>
<p>Nel 2017 la Commissione Europea approva, come livelli massimi di EPA e DHA combinati da Olio di krill antartico ricco di fosfolipidi estratto da Euphausia superba, per la categoria degli integratori alimentari:</p>
<ul>
<li>3000 mg/giorno per la popolazione in generale.</li>
<li>450 mg/giorno per le donne durante la gravidanza e l'allattamento.</li>
</ul>
<h4><em><u>4) L’olio di krill è certificato IFOS?</u></em></h4>
<p>Attualmente l’olio di krill non ha una certificazione IFOS (Standard Internazionali per gli Oli di Pesce - International Fish Oil Standards) come gli altri oli di pesce in quanto i parametri misurati con questa certificazione non sono applicabili all’olio di krill.</p>
<p>Gli oli di krill sono regolamentati dalla normativa europea come Novel food, ovvero nuovi alimenti, autorizzati solo qualche anno fa per il consumo umano come integratori alimentari. Questa normativa stabilisce i requisiti minimi di purezza, freschezza e concentrazione di EPA e DHA da olio di Krill.</p>
<h3><a id="Omegor-Krill"></a><a href="#Omegor-Krill">Omegor Krill</a></h3>
<p>L’olio di krill può essere assunto con <a href="https://www.omegor.com/omegor-krill.html" target="_blank" rel="noopener">OMEGOR® Krill</a>, integratore alimentare di olio di krill ricavato esclusivamente da krill antartico del genere <em>Euphausia superba,</em> pescato nei grossi banchi di superficie all'interno dell'area 48. La pesca e la lavorazione sono difficili e costose per la localizzazione estrema della zona di cattura.</p>
<p>Omegor Krill è un prodotto che deriva da un  processo controllato e standardizzato dalla cattura alla produzione delle capsule. Il crostaceo viene lavorato entro 2-3 ore dalla cattura. Questo è un fattore determinante per la qualità finale dell’olio.</p>
<p>L’olio contenuto in Omegor Krill, che di partenza contiene livelli molto bassi di TMA e TMAO, viene sottoposto a due passaggi di lavorazione: una prima fase di purificazione dove vengono rimossi i sali e i residui di TMAO dando un olio meno viscoso e privo d'odori sgradevoli; segue una seconda fase di concentrazione delle frazioni fosfolipidiche e omega-3.</p>
<p>Omegor Krill, grazie a tecnologie di produzione innovative, contiene un olio ancora più concentrato in  fosfolipidi, colina, omega-3 EPA e DHA e astaxantina rispetto alla precedente generazione di oli di krill.</p>
<h4>Caratteristiche e benefici di Omegor Krill</h4>
<p><img class="wp-image-13067 alignleft" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/02/Krill-front-240x300.jpg" alt="Omegor Krill" width="158" height="198" /></p>
<p>OMEGOR® Krill è quindi un integratore di olio di krill concentrato, purificato, senza ritorno di gusto. Le capsule sono di piccole dimensioni, quindi facili da deglutire e sono piacevolmente aromatizzate alla vaniglia.</p>
<p>E’ particolarmente adatto agli sportivi e a chi conduce uno stile di vita impegnato ed intenso<em><u>. </u></em></p>
<p>La dose consigliata è da 2 a 6 capsule al giorno prima di un pasto principale e nella prima parte della giornata (colazione o pranzo). In gravidanza ed allattamento si raccomandano fino a 3 capsule al giorno.</p>
<p>Due capsule al giorno di OMEGOR® Krill apportano 1180 mg di olio da Krill antartico - Euphausia superba; con un contenuto in fosfolipidi totali intorno al 56%, 82.6 mg di colina, EPA+DHA 260 mg e 100 µg di astaxantina.</p>
<p>Queste caratteristiche gli permettono, di soddisfare tutti i claim approvati dall’EFSA. Nello specifico:</p>
<ul>
<li>gli acidi grassi omega-3 <strong>EPA</strong>e <strong>DHA</strong> contribuiscono alla <strong>normale funzione cardiaca</strong> con un’assunzione giornaliera di 250 mg (2 capsule di Omegor Krill).</li>
<li>Il <strong>DHA</strong>contribuisce al <strong>mantenimento delle normali funzioni cerebrali</strong> e <strong>della capacità visiva</strong>  con l’assunzione giornaliera di 250 mg (6 capsule di Omegor krill).</li>
<li>La <strong>colina </strong>contribuisce al fisiologico <strong>metabolismo dei lipidi</strong>, aiuta il regolare funzionamento del <strong>metabolismo dell’omocisteina</strong>e contribuisce al mantenimento della <strong>funzione epatica</strong> (2 capsule di Omegor Krill).</li>
</ul>
<h4>Certificazioni e garanzie di qualità di Omegor Krill</h4>
<p>OMEGOR® Krill è <strong>certificato Friend of the Sea</strong>: certificazione che garantisce la qualità dei prodotti ittici e facilita le attività di acquacoltura verso una pesca sostenibile.</p>
<p>Inoltre utilizziamo per il packaging solo carta da fonti responsabili: <strong>Forest Stewardship Council - FSC</strong> che identifica i prodotti contenenti legno-carta provenienti da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.</p>
<p>OMEGOR® Krill è confezionato in blister, <strong>garanzia di qualità fino al confezionamento. </strong>Le capsule confezionate in blister sono protette singolarmente da gas (aria) e umidità, garantendo la freschezza di ogni singola unità di prodotto e quindi la sua qualità. Vengono a contatto con l’ambiente esterno solo qualche istante prima di essere inghiottite. Il confezionamento in blister permette di ridurre al minimo la possibilità di ossidazione degli acidi grassi.</p>
<p>Il barattolo al contrario viene aperto più volte per assumere l’integratore e perciò tutte le unità di prodotto vengono a contatto con l’ambiente ripetutamente. L’ultima capsula del barattolo sarà più ossidata della prima.</p>
<h3><img class="wp-image-13072 alignleft" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/02/Krill-D3-front_bollo-sito-UGA-300x300.jpg" alt="Omegor Krill con D3" width="189" height="189" /></h3>
<h3></h3>
<h3><a id="Novita-Omegor-Krill-con-D3"></a><a href="#Novita-Omegor-Krill-con-D3">Novità: Omegor Krill con D3</a></h3>
<p>Da oggi, prova anche la <strong>nuova formulazione</strong>, <a href="https://www.omegor.com/omegor-krill-vitamina-d3-60-cps-sistema-immunitario.html"><b>OMEGOR<sup>®</sup> Krill </b><b>con D3</b></a>, l'integratore alimentare di olio di krill che contiene naturalmente fosfolipidi, colina, omega-3 EPA/DHA e astaxantina, con l'aggiunta di <strong>vitamina D</strong>, per il sostegno del <strong>sistema immunitario</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a id="Fonti"></a><a href="#Fonti">Fonti</a></h3>
<ul>
<li><span style="font-size: 8pt;">Colletti A, Cravotto G, Citi V, Martelli A, Testai L, Cicero AFG. Advances in Technologies for Highly Active Omega-3 Fatty Acids from Krill Oil: Clinical Applications. Mar Drugs. 2021 May 26;19(6):306.</span></li>
<li><span style="font-size: 8pt;">Dai Y , Zhang L , Yan Z , Li Z , Fu M , Xue C , Wang J . A low proportion n-6/n-3 PUFA diet supplemented with Antarctic krill (Euphausia superba) oil protects against osteoarthritis by attenuating inflammation in ovariectomized mice. Food Funct. 2021 Aug 2;12(15):6766-6779.</span></li>
<li><span style="font-size: 8pt;">Kim JH, Seo HJ, Pang QQ, Kwon YR, Kim JH, Cho EJ. Protective effects of krill oil on high fat diet-induced cognitive impairment by regulation of oxidative stress. Free Radic Res. 2021 Jul;55(7):799-809.</span></li>
<li><span style="font-size: 8pt;">Liu F, Smith AD, Solano-Aguilar G, Wang TTY, Pham Q, Beshah E, Tang Q, Urban JF Jr, Xue C, Li RW. Mechanistic insights into the attenuation of intestinal inflammation and modulation of the gut microbiome by krill oil using in vitro and in vivo models. 2020 Jun 4;8(1):83.</span></li>
<li><span style="font-size: 8pt;">Ng QX, De Deyn MLZQ, Loke W, Foo NX, Chan HW, Yeo WS. Effects of Astaxanthin Supplementation on Skin Health: A Systematic Review of Clinical Studies. J Diet Suppl. 2021;18(2):169-182.</span></li>
<li><span style="font-size: 8pt;">Sung H.H., Sinclair A.J., Huynh K., Smith A.A.T., Mellett N.A., Meikle P.J., Su X.Q. Krill Oil Has Different Effects on the Plasma Lipidome Compared with Fish Oil Following 30 Days of Supplementation in Healthy Women: A Randomized Con-trolled and Crossover Study. 2020;12:2804.</span></li>
</ul>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/omega-3-pesce-crostacei/olio-di-krill-proprieta-e-benefici">Olio di Krill: propriet&agrave; e benefici di un alleato per la salute</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/01/pivot_2.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Wed, 16 Feb 2022 11:44:13 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/omega-3-pesce-crostacei/olio-di-krill-proprieta-e-benefici</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/omega-3-pesce-crostacei/olio-di-krill-proprieta-e-benefici</guid>
      <author>marketing@uganutraceuticals.com (marketing@uganutraceuticals.com)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/omega-3-pesce-crostacei]]></category>
      <dc:creator>marketing@uganutraceuticals.com</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Prevenzione cardiovascolare e omega-3</title>
      <description><![CDATA[<h2>La sinergia di componenti specifici, tra cui omega 3 e monacolina K, riduce i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e migliora la funzione endoteliale, per una efficace prevenzione cardiovascolare.</h2>
<p><span id="more-12976"></span></p>
<p>La prevenzione cardiovascolare di primo grado rappresenta oggi una delle migliori strategie per prevenire le patologie cardiovascolari come l’infarto del miocardio. Uno degli approcci preventivi più efficaci è rappresentato dalla somministrazione costante di integratori specifici, per la riduzione dei livelli di colesterolo LDL nel sangue. Questi tipicamente sono a base di sostanze che aiutano tra l'altro a mantenere sani i vasi sanguigni e il cuore.</p>
<p>Cardiol Forte, l’integratore che unisce omega-3, monacolina k, coenzima Q10, idrossitirosoloacido folico, vitamine B12 ed E e piperina, grazie ai suoi componenti con efficacia dimostrata da studio clinico, offre la possibilità di ridurre significativamente i livelli di colesterolo LDL in abbinamento con uno stile di vita attivo e con una dieta controllata.</p>
<h3>Indice</h3>
<p>1. <a href="#patologie-cardiovascolari">Patologie cardiovascolari</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">1.1 <a href="#Aterosclerosi">Aterosclerosi</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">1.2 <a href="#Stress-ossidativo-lipidi-e-formazione-delle-placche">Stress ossidativo, lipidi e formazione delle placche</a></p>
<p>2. <a href="#Gli-ingredienti-di-Cardiol-Forte">Gli ingredienti di Cardiol Forte</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">2.1 <a href="#Omega-3">Omega-3</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">2.2 <a href="#Riso-rosso-fermentato">Riso rosso fermentato</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">2.3 <a href="#Coenzima-Q10">Coenzima Q10</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">2.4 <a href="#idrossitirosolo">Idrossitirosolo</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">2.5 <a href="#Altri-componenti">Altri componenti</a></p>
<p>3. <a href="#Studio-clinico-su-Cardiol-Forte">Studio clinico su Cardiol Forte</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">3.1 <a href="#I-risultati-dello-studio-clinico">I risultati dello studio clinico</a></p>
<p>4. <a href="#Fonti">Fonti</a></p>
<h3><a id="patologie-cardiovascolari"></a><a href="#patologie-cardiovascolari">Patologie cardiovascolari</a></h3>
<p>Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morbilità, comorbidità e mortalità in tutto il mondo. L'origine della maggior parte delle malattie cardiovascolari è l'aterosclerosi, che è direttamente correlata ad un’alterazione dei parametri di stato lipidico (ovvero colesterolo totale, colesterolo LDL o “cattivo” e trigliceridi).</p>
<p>Le attuali linee guida per la prevenzione cardiovascolare e il trattamento di queste patologie si basano sul sistema di valutazione sistematica del rischio coronarico (SCORE), che può valutare il rischio a 10 anni di malattie cardiovascolari fatali e il cui valore è stimato in base a età, sesso, pressione arteriosa sistolica, abitudine al fumo e concentrazione di colesterolo totale. Quest’ultima dipende principalmente dalla sintesi del colesterolo e dalla capacità di assorbimento. L'equilibrio tra questi processi è responsabile del mantenimento dell'omeostasi del colesterolo.</p>
<p>Oltre al colesterolo totale anche un valore di colesterolo LDL alto è un rischio ben noto per le malattie cardiovascolari. Dunque entrambi i fattori, in aggiunta a stress ossidativo e infiammazione, condizioni spesso associate all’obesità, predispongono la comparsa di un fattore di rischio molto importante per le patologie cardiovascolari: l’aterosclerosi.</p>
<h4><a id="Aterosclerosi"></a><a href="#Aterosclerosi">Aterosclerosi</a></h4>
<p>L'aterosclerosi è una malattia cronica ad eziologia complessa, che comporta una lesione locale precoce delle arterie, seguita da deposito di lipidi, proliferazione del tessuto fibroso, ispessimento locale dell’arteria e, infine, formazione di placche. Quando si forma una placca ateromatosa si crea un restringimento a livello dell’arteria, una stenosi. Questa causa un insufficiente apporto di sangue arterioso. Inoltre le placche ateromatose sono altamente instabili e possono andare incontro a rottura, determinando la comparsa di trombi che occludono l’arteria e danno origine alle patologie cardiovascolari quali l’infarto.</p>
<p>La patogenesi dell’aterosclerosi non è stata completamente chiarita, ma si associa a disturbi del metabolismo lipidico, danno alle cellule endoteliali, infiammazione e disfunzione immunitaria, che coinvolgono macrofagi, cellule endoteliali, cellule muscolari lisce vascolari e piastrine. Tra i fattori scatenanti due risultano maggiormente importanti: lo stress ossidativo e gli elevati livelli di lipidi nel sangue.</p>
<h4><a id="Stress-ossidativo-lipidi-e-formazione-delle-placche"></a><a href="#Stress-ossidativo-lipidi-e-formazione-delle-placche">Stress ossidativo, lipidi e formazione delle placche</a></h4>
<p>Lo stress ossidativo è il principale responsabile della formazione delle placche ateromatose, insieme agli elevati livelli di colesterolo LDL. La produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) in risposta a stimoli infiammatori, determina l’ossidazione del colesterolo LDL, un fenomeno noto come perossidazione lipidica.</p>
<p>Quando ossidato, il colesterolo LDL ha la tendenza a formare delle placche che si depositano a livello delle arterie e che determinano la comparsa di un danno alle cellule endoteliali e dell'induzione dell'espressione di fattori pro-infiammatori nelle cellule endoteliali. Il meccanismo con cui il colesterolo LDL ossidato forma delle placche passa attraverso i macrofagi. Infatti, questo tipo di colesterolo mostra una forte affinità per un particolare tipo di recettori (scavenger) presenti sui macrofagi mononucleati. Il legame del colesterolo LDL ossidato a tali recettori causa attivazione, proliferazione, aggregazione e degenerazione dei macrofagi. Alla fine di questo processo i macrofagi vanno incontro a morte cellulare e diventano cellule schiumose, che poi si aggregano per formare le placche lipidiche.</p>
<h3><a id="Gli-ingredienti-di-Cardiol-Forte"></a><a href="#Gli-ingredienti-di-Cardiol-Forte">Gli ingredienti di Cardiol Forte</a></h3>
<p>Per una efficace prevenzione cardiovascolare che contrasti lo stress ossidativo e i livelli di lipidi nel sangue, si può ricorrere all’utilizzo di integratori a base di nutraceutici specifici per il trattamento di queste condizioni. Cardiol Forte è un integratore alimentare a base di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), monacolina K (10 mg) da riso rosso fermentato (RYR), i cui componenti hanno dimostrato di avere azione ipolipemizzante e/o protettiva endoteliale, idrossitirosolo (polifenolo che si ricava dal frutto dell’olivo), coenzima Q10, acido folico (vitamina B9), vitamina B12 e vitamina E, piperina.</p>
<h4><a id="Omega-3"></a><a href="#Omega-3">Omega 3</a></h4>
<p>Gli <a href="https://www.omegor.com/benefici-omega-3">acidi grassi omega-3</a> sono acidi grassi polinsaturi a catena lunga (PUFA) e comprendono l'α-linolenico (ALA; 18:3), l'acido eicosapentaenoico (EPA; 20:5) e l'acido docosaesaenoico (DHA; 22:6).</p>
<p>EPA e DHA derivano principalmente dal consumo di pesce o di olio di pesce. L'ALA invece si ottiene principalmente attraverso l'assunzione di semi di lino, semi di chia e noci.</p>
<p>EPA e DHA possono essere sintetizzati nel corpo umano utilizzando l'ALA come precursore. Tuttavia, questa conversione rappresenta solo il 6% di EPA e &lt;4% di DHA.</p>
<p>L'interesse per gli acidi grassi omega-3 è nato dalle osservazioni epidemiologiche delle popolazioni della costa occidentale della Groenlandia in cui si è osservata una ridotta incidenza di dislipidemie e mortalità per infarto miocardico rispetto ad altre popolazioni europee. La spiegazione di questo fenomeno risiede nel fatto che tali popolazioni consumano grandi quantità di pesce, e di conseguenza di omega 3 e di EPA in particolare, e dall’EPA si forma una molecola chiamata TXA3 che è una sostanza non aggregante, ovvero determina una minore efficienza dell'aggregazione piastrinica, una minore tendenza alla formazione di trombi e, di conseguenza, una minore incidenza di aterosclerosi.</p>
<p>Pertanto, la somministrazione di omega 3 può ridurre la progressione delle lesioni aterosclerotiche, oltre a migliorare le proprietà emodinamiche e fisiche delle grandi arterie. Oltre a questo, gli omega-3 contribuiscono alla prevenzione cardiovascolare grazie ai seguenti effetti:</p>
<ul>
<li>effetto antinfiammatorio e antiaritmico;</li>
<li>riduzione dei trigliceridi plasmatici;</li>
<li>vasodilatazione e riduzione della pressione sanguigna;</li>
<li>miglioramento della funzione arteriosa ed endoteliale.</li>
</ul>
<h4><a id="Riso-rosso-fermentato"></a><a href="#Riso-rosso-fermentato">Riso rosso fermentato</a></h4>
<p>Il nutraceutico <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-malattie-cardiovascolari/riso-rosso-fermentato-aiuta-ridurre-rischio-cardiovascolare-pazienti-gia-colpiti-infarto/">riso rosso fermentato</a> si ottiene dalla fermentazione del riso (<em>Oryza sativa</em>) da parte dei lieviti (<em>M. pilosus</em>, <em>M.</em> <em>floridanu</em>s, <em>M. ruber</em> e <em>Pleurotus ostreatus</em>). Nel caso di Cardiol Forte, il lievito utilizzato è Monascus purpureus. Il tipico colore rosso è dovuto alla presenza di pigmenti prodotti dalla fermentazione secondaria. La fermentazione del lievito e del riso produce un complesso di sostanze chiamate monacoline che hanno riconosciute proprietà anti-colesterolo che supportano la prevenzione cardiovascolare.</p>
<p>La concentrazione di monacoline più comunemente utilizzata raggiunge solitamente l'1,9% ed esistono diversi tipi di monacoline in base al ceppo di lievito utilizzato e alle condizioni di fermentazione. Uno di questi sottotipi è la monacolina K, un analogo della lovastatina che presenta gli stessi effetti anti-colesterolo del farmaco ma senza gli effetti collaterali tipici delle statine. Il suo meccanismo d'azione principale è quello di inibire l'enzima che controlla la velocità della via di sintesi del colesterolo.</p>
<p>Secondo le ultime linee guida delle società europee di cardiologia e aterosclerosi per la gestione e il trattamento delle dislipidemie, l'uso di monacolina K può essere preso in considerazione in pazienti con livelli elevati di colesterolo totale che non si qualificano per il trattamento con statine in base al rischio globale stimato di patologie cardiovascolari. In particolare, le linee guida raccomandano l'uso di 5-10 mg/die di monacolina K in questi soggetti.</p>
<h4><a id="Coenzima-Q10"></a><a href="#Coenzima-Q10">Coenzima Q10</a></h4>
<p>Il coenzima Q10, noto anche con il nome di ubichinone, è un composto che viene sintetizzato naturalmente nel corpo umano e che viene utilizzato dalle cellule per diversi processi cellulari tra cui:</p>
<ul>
<li>respirazione aerobica e metabolismo aerobico;</li>
<li>respirazione cellulare;</li>
<li>metabolismo ossidativo.</li>
</ul>
<p>Oltre a partecipare a diversi processi cellulari, il coenzima Q10 ha proprietà antiossidanti, ovvero protegge le cellule dall’azione dei radicali liberi, sostanze in grado di causare danni a diverse strutture cellulari tra cui membrane, lipidi di membrana e DNA. Per tale motivo il livello  del coenzima Q10 nel sangue viene spesso utilizzato negli studi come misura dello stress ossidativo. Le proprietà antiossidanti conferiscono al coenzima Q10 un ruolo importante nella prevenzione cardiovascolare e nel trattamento di alcune patologie cardiache.</p>
<p>Ad esempio si è visto come l'integrazione con CoQ10, nei pazienti con insufficienza cardiaca da moderata a grave, è associata alla riduzione dei sintomi e alla riduzione degli eventi cardiovascolari avversi maggiori. Inoltre è stato osservato che tre pazienti su quattro con malattie cardiache hanno bassi livelli di coenzima Q10 e che i livelli plasmatici nei pazienti con cardiopatia ischemica e cardiomiopatia dilatativa sono molto più bassi rispetto a quelli dei controlli.</p>
<h5>Coenzima Q10 e statine</h5>
<p>Il coenzima Q10 inoltre risulta molto utile nella prevenzione e nel miglioramento della sintomatologia muscolare legata al consumo di statine o statino-simili. Le statine o statino-simili sono farmaci comunemente utilizzate per abbassare il colesterolo. Sono spesso noti i loro effetti secondari a livello muscolare quali crampi e miopatie. Per questo, sono su tali problematiche stati compiuti diversi studi clinici che hanno messo in evidenza come l'integrazione di coenzima Q10 ha migliorato i sintomi muscolari associati alle statine, il che implica che l'integrazione di coenzima Q10 può essere un approccio complementare per gestire la miopatia indotta da statine o statino-simili. In particolare il coenzima Q10 ha migliorato (rispetto al placebo) il dolore muscolare, la debolezza muscolare, i crampi muscolari e la stanchezza muscolare, indipendentemente dalle dosi di somministrazione (100-600 mg/die) o dal tempo di integrazione (da 30 giorni a 3 mesi).</p>
<h4><a id="idrossitirosolo"></a><a href="#idrossitirosolo">Idrossitirosolo</a></h4>
<p>L’idrossitirosolo è un fenolo anfipatico che si ricava dal frutto dell’olivo e che, secondo il parere dell'EFSA del 2011 e il regolamento CE 432/2012, è l'unico "alimento" ufficialmente riconosciuto per avere un evidente effetto sulla salute se consumato regolarmente (per oli che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo in 20 g di olio). A questo proposito l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato la seguente indicazione sul ruolo nella protezione dell’ossidazione del colesterolo LDL:</p>
<p><em>“Un'assunzione giornaliera di 20 g di olio d'oliva, che contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo fornisce gli effetti benefici attesi”.</em></p>
<p>L'idrossitirosolo esercita molte proprietà bioattive, tra cui proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, cardioprotettive, citoprotettive, e regolatorie endoteliali e vascolari. Per quanto riguarda la prevenzione delle patologie cardiovascolari, oltre alla sua capacità antiossidante, è stato affermato che l'idrossitirosolo inibisce l'aggregazione piastrinica, la tossicità cardiaca cronica, l'espressione delle proteine ​​legate all'invecchiamento, nonché l'attenuazione delle alterazioni metaboliche del glucosio, dei trigliceridi e del colesterolo totale. In particolare però i suoi effetti benefici sono legati alla sua capacità antiossidante che determina:</p>
<ul>
<li>la capacità di ridurre l’ossidazione del colesterolo LDL, prevenendo così la formazione di placche di aterosclerosi;</li>
<li>un effetto benefico sulle lipoproteine ​​ad alta densità (HDL), le quali svolgono un ruolo centrale nel trasporto inverso del colesterolo, rimuovendo il colesterolo in eccesso dalle cellule periferiche (capacità di efflusso di colesterolo). È stato osservato che l’integrazione con idrossitirosolo conferisce una protezione antiossidante locale alle HDL migliorandone la funzionalità;</li>
<li>un potenziale antiossidante mirato ai mitocondri nell'endotelio infiammato. Si è visto che il trattamento delle cellule endoteliali con idrossitirosolo sopprime l'angiogenesi infiammatoria, riduce la produzione di sostanze ossidanti e aumenta l'attività degli enzimi antiossidanti presenti nel nostro organismo come la superossido dismutasi.</li>
</ul>
<h4><a id="Altri-componenti"></a><a href="#Altri-componenti">Altri componenti</a></h4>
<p>Tra gli altri componenti di Cardiol Forte abbiamo la piperina e le vitamine B9 (acido folico), B12 ed E.</p>
<h5>Piperina</h5>
<p>La piperina (PIP) è un alcaloide presente in diverse specie di pepe, principalmente Linn. e P. longum, in concentrazioni variabili dal 5 all'8%. Nel caso di Cardiol Forte la piperina deriva dal Piper nigrum.</p>
<p>Presenta diverse proprietà tra cui:</p>
<ul>
<li>capacità di proteggere i vasi sanguigni in caso di ipertensione;</li>
<li>protezione delle cellule dallo stress ossidativo;</li>
<li>capacità di inibire alcune molecole responsabili dell’avvio dei processi infiammatori.</li>
</ul>
<p>Diversi studi hanno mostrato come la piperina sia inoltre in grado di proteggere i cardiomiociti dai danni indotti da ischemia/riperfusione, riducendo il danno cellulare e il processo di morte cellulare programmata (apoptosi).</p>
<p>Inoltre, la piperina grazie alla sua capacità di incrementare la secrezione salivare e gastrica, stimola la digestione, migliorando l'assorbimento intestinale di molti nutrienti come il coenzima Q10.</p>
<h5>Vitamine B9 e B12</h5>
<p>La vitamina B9 (acido folico) e la vitamina B12 (cobalamina) appartengono alle vitamine del complesso B, le quali sono implicate in numerosissimi processi e funzioni cellulari tra cui una corretta sintesi dei globuli rossi e funzioni antiossidanti.</p>
<p>La vitamina B12 in particolare presenta proprietà antiossidanti che includono neutralizzazione diretta delle specie reattive dell'ossigeno (ROS), stimolazione indiretta dell'eliminazione dei ROS mediante conservazione del glutatione, modulazione della produzione di citochine e fattori di crescita per offrire protezione dallo stress ossidativo indotto dalla risposta immunitaria e riduzione dello stress ossidativo indotto dall'omocisteina. L’omocisteina è una sostanza che, se presente in elevate quantità (condizione nota come iperomocisteinemia) provoca diverse problematiche e risulta essere un fattore di rischio per le problematiche cardiovascolari.</p>
<p>La vitamina B9 e B12 prendono parte a numerosi processi coinvolti nel metabolismo dell’omocisteina, come ad esempio il contrasto all'accumulo nell'organismo. Tale accumulo è negativo perchè potrebbe aumentare la probabilità di infiammazione corticale, stress ossidativo e conseguente danno ai mitocondri e ai filamenti di DNA. Ciò significa che una riduzione dei livelli di vitamina B9 e B12 potrebbe provocare un aumento dell’omocisteina plasmatica.</p>
<h5>Vitamina E</h5>
<p>La vitamina E (α-tocoferolo) è un importante antiossidante liposolubile che elimina alcune sostanze antiossidanti (radicali perossilici) e quindi interrompe il processo di ossidazione degli acidi grassi polinsaturi e di altre strutture cellulari. In presenza di vitamina E, i radicali perossilici reagiscono e si combinano con essa piuttosto che le strutture cellulari. In questo modo la reazione a catena della produzione di radicali perossilici viene interrotta e viene impedita l'ulteriore ossidazione dei lipidi della membrana.</p>
<p>L'attività antiossidante della vitamina E può essere responsabile della regolazione di diversi enzimi coinvolti nella diffusione del segnale. La vitamina E può legarsi direttamente agli enzimi coinvolti nella generazione di mediatori lipidici o alle proteine ​​di trasporto coinvolte nella trasduzione del segnale ed inoltre è stato dimostrato che l’integrazione con vitamina E migliora le risposte immunitarie cellulo-mediate e umorali con aumento della proliferazione dei linfociti, dei livelli di immunoglobuline, delle risposte anticorpali, dell’attività delle cellule natural killer e della produzione di interleuchina.</p>
<p>In aggiunta, la vitamina E ha anche effetti antinfiammatori. Questo è stato dimostrato dai risultati di uno studio clinico controllato randomizzato, in cui si è visto che l'integrazione di vitamina E riduce notevolmente i biomarcatori dell'infiammazione vascolare e sistemica.</p>
<h3><a id="Studio-clinico-su-Cardiol-Forte"></a><a href="#Studio-clinico-su-Cardiol-Forte">Studio clinico su Cardiol Forte</a></h3>
<p>La sinergia dei componenti di Cardiol Forte è stata indagata in uno studio monocentrico, in doppio cieco e controllato su placebo, pubblicato ad aprile 2020 ed eseguito presso 4 strutture italiane:</p>
<ul>
<li>Unità di prevenzione cardiovascolare, Unità di Anestesiologia e Terapia Intensiva e Unità di Cardiologia e Terapia Intensiva Cardiologica presso il Dipartimento ospedaliero dell’ASL di Frosinone;</li>
<li>Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche presso Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna;</li>
<li>Unità di Pneumologia presso il Dipartimento di Medicina Interna dell’Università dell'Aquila;</li>
<li>Policlinico Umberto I dell’Università “La Sapienza” di Roma.</li>
</ul>
<p>Degli 80 pazienti arruolati, 75 hanno completato lo studio (37 nel gruppo Cardiol Forte e 38 nel gruppo di controllo con placebo) che è stato realizzato per un periodo totale di 18 settimane (8 settimane di trattamento + 2 settimane di interruzione + 8 settimane di trattamento). Sono stati valutati i seguenti parametri:</p>
<ul>
<li>Colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL</li>
<li>Trigliceridi</li>
<li>Funzionalità dell’endotelio (mediante misurazione della funzionalità flusso mediata).</li>
</ul>
<h4><a id="I-risultati-dello-studio-clinico"></a><a href="#I-risultati-dello-studio-clinico">I risultati dello studio clinico</a></h4>
<p>Dopo 8 settimane di trattamento, i livelli di colesterolo LDL sono stati ridotti del 17% nel gruppo Cardiol Forte e del 6,4% nel gruppo di controllo, rispetto al basale (visita 1).</p>
<p>Questi cambiamenti sono stati persistenti fino alla fine del periodo di wash out (visita 2), con un'ulteriore riduzione del 23,5% nel gruppo Cardiol Forte e del 14,1% nel controllo.</p>
<p>Alla fine dello studio (visita 3), il colesterolo LDL nel gruppo che aveva utilizzato il Cardiol Forte era ridotto del 34,3%, mentre nel gruppo di controllo del 22,6%. I livelli di colesterolo totale e trigliceridi sono stati significativamente ridotti durante lo studio nel gruppo  che aveva utilizzato il Cardiol Forte, mentre nel gruppo di controllo il colesterolo totale è stato ridotto dell'8,5 ± 5,18% e non è stata osservata alcuna variazione nei livelli di trigliceridi. Il colesterolo HDL-C non è cambiato in entrambi i gruppi.</p>
<p>Nel gruppo che aveva utilizzato il Cardiol Forte, la FMD (flow mediated dilatation) è migliorata significativamente rispetto al placebo. La funzionalità dell’endotelio e la capacità vasodilatativa del circolo arterioso è infatti aumentato del 18,8 ± 3,2% dopo 8 settimane di trattamento e un ulteriore aumento è stato osservato alla visita 2 del 22,9 ± 4,4% e alla visita 3 del 39,3 ± 5,2%. Nel gruppo di controllo, la FMD è invece aumentata del 10,9 ±4,2% alla visita 1 e del 17,1 ±5,2% alla visita 3.</p>
<p>Questo dato è di particolare interesse perché una meta-analisi di 35 studi (17.280 pazienti totali) ha indicato che ogni aumento dell’1% della FMD (flow mediated dilatation) è associato ad una riduzione del 12% degli eventi cardiovascolari previsti (rischio relativo= 0,88, IC al 95%: 0,84-0,91, p &lt;0,001).</p>
<p>In conclusione, un integratore alimentare come Cardiol Forte, contenente componenti ipolipemizzanti e antiossidanti, in associazione con un cambiamento dello stile di vita e una dieta controllata, può ridurre significativamente i livelli di colesterolo e migliorare la funzione endoteliale, riducendo così il rischio cardiovascolare nei pazienti con ipercolesterolemia da lieve a moderata.</p>
<h3><a id="Fonti"></a><a href="#Fonti">Fonti</a></h3>
<ul>
<li>Giammanco M, Mazzola M, Giammanco MM, Tomasello G, Carini F. Omega-3 PUFAs and gut microbiota: A preventive approach for colorectalcancer. In press on Journal of Biological Research 2021; 94:9954</li>
<li>Gojkovic T, Vladimirov S, Kotur-Stevuljevic J, Bogavac-Stanojevic N, Zeljkovic A, Vekic J, Antonic T, Spasojevic-Kalimanovska V. Effects of monacolin K-containing nutraceutical on cholesterol homeostasis re-establishment and CVD risk reduction in hypercholesterolemic subjects. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2021 Aug;25(16):5261-5267.</li>
<li>Minamizuka T, Koshizaka M, Shoji M, Yamaga M, Hayashi A, Ide K, Ide S, Kitamoto T, Sakamoto K, Hattori A, Ishikawa T, Kobayashi J, Maezawa Y, Kobayashi K, Takemoto M, Inagaki M, Endo A, Yokote K. Low dose red yeast rice with monacolin K lowers LDL cholesterol and blood pressure in Japanese with mild dyslipidemia: A multicenter, randomized trial. Asia Pac J Clin Nutr. 2021 Sep;30(3):424-435.</li>
<li>PDQ Integrative, Alternative, and Complementary Therapies Editorial Board. Coenzyme Q10 (PDQ®): Health Professional Version. 2021 Jun 23.</li>
<li>Pecchioli V, Cicero AFG, Lomartire N, Gemmiti MP, Colangeli A, Germanò R, Corsi MP, Germanò GIW. A double-blind, placebo-controlled clinical trial to assess the effects of a combined nutraceutical on endothelial function in patients with mild-to-moderate hypercholesterolaemia. Arch Med Sci Atheroscler Dis. 2020 May 7;5:e36-e42.</li>
<li>Silva AFR, Resende D, Monteiro M, Coimbra MA, Silva AMS, Cardoso SM. Application of Hydroxytyrosol in the Functional Foods Field: From Ingredient to Dietary Supplements. Antioxidants (Basel). 2020 Dec 8;9(12):1246.</li>
<li>Sood B, Keenaghan M. Coenzyme Q10. 2021 Feb 24. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2021 Jan.</li>
<li><a href="https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2012:136:0001:0040:IT:PDF">https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2012:136:0001:0040:IT:PDF</a></li>
</ul>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/prevenzione-cardiovascolare-omega3">Prevenzione cardiovascolare e omega-3</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2022/01/salute-cuore-3.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Thu, 27 Jan 2022 08:08:32 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/prevenzione-cardiovascolare-omega3</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/prevenzione-cardiovascolare-omega3</guid>
      <author>marketing@uganutraceuticals.com (marketing@uganutraceuticals.com)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-malattie-cardiovascolari]]></category>
      <dc:creator>marketing@uganutraceuticals.com</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Omega-3 e longevità: un legame confermato da anni di ricerche</title>
      <description><![CDATA[<h2>Mettendo insieme i risultati di 17 studi diversi è emerso che, nelle persone con i livelli di acidi grassi omega-3 nel sangue più alti, il rischio di morte era significativamente inferiore</h2>
<p>Omega-3 e durata - ma anche qualità - della vita: è il binomio che risulta dallo studio pubblicato su Nature Communications da un gruppo di ricerca internazionale, a cui hanno partecipato anche studiosi delle università di Harvard e Cambridge. Per rispondere definitivamente alla domanda sulla relazione fra acidi grassi polinsaturi (PUFA) e longevità, i ricercatori hanno analizzato, con accurati metodi statistici, i dati di 42.500 persone incluse in diversi studi clinici.</p>
<p><span id="more-12940"></span></p>
<h3>Anni di ricerche sugli omega-3</h3>
<p>La famiglia degli omega-3 è stata oggetto di molte indagini sin da quando le loro associazioni con un minore rischio di infarto furono riportate negli eschimesi della Groenlandia negli anni '70. Sebbene da allora siano stati fatti molti studi in merito, questi erano sempre oggetto di dibattito. Ciò avviene spesso per gli studi sull’alimentazione, a causa dell’eterogeneità del campione, della difficoltà di analizzare i risultati a distanza di anni, dell’incertezza nelle misurazioni e per gli effetti che, protraendosi a lungo nel tempo, sono difficili da monitorare. Per valutare la durata della vita, infatti, è necessario seguire i partecipanti, la loro alimentazione e gli stili di vita per decenni, oltre ad avere un campione molto vasto e il più possibile omogeneo.</p>
<p>Per questi motivi, negli studi sull’alimentazione, viene molto usata la meta-analisi, uno strumento di ricerca che, riassumendo i dati provenienti da diversi studi primari, permette di avere una visione più ampia del fenomeno e una maggiore potenza statistica. Per quanto riguarda gli studi sugli omega-3, le uniche meta-analisi fatte per riportare un'associazione benefica con la mortalità erano basate sull'assunzione auto-dichiarata dei nutrienti, che per diversi motivi risulta in una stima troppo approssimativa dei valori di acidi grassi effettivamente assunti: il pesce contiene molti nutrienti oltre ai soli omega-3, l'assunzione di cibo auto-dichiarata dipende dalla memoria e i database alimentari possono essere obsoleti.</p>
<h3>Omega-3 nel sangue</h3>
<p>Una misura più affidabile e oggettiva del consumo di omega-3 è il loro livello nel sangue, che è determinato principalmente dal consumo alimentare di questi acidi grassi. I ricercatori dello studio di Nature Communications hanno condotto un'analisi aggregata, riunendo 17 studi di coorte che hanno esplorato le associazioni dei livelli di omega-3 in circolo e la mortalità per tutte le cause. In totale sono stati analizzati i dati di 42.500 persone seguite per un tempo medio di 16 anni. L’età media in cui i soggetti hanno iniziato lo studio è di 65 anni, e l'intervallo di età tra le diverse coorti era tra i 50 e gli 81 anni. Il 37% del campione è morto durante il follow-up, circa il 30% dei decessi è stato attribuito a malattie cardiovascolari, il 30% al cancro e il restante 39% a tutte le altre cause.</p>
<h3>Chi vive di più ha più omega-3 in circolo</h3>
<p>Analizzando tutti i dati raccolti nello studio, e dopo aver controllato per altri fattori di rischio principali, il risultato è che i PUFA LC n-3 sono associati a un rischio di mortalità inferiore, ovvero il 20% delle persone con omega-3 più alto hanno un rischio di mortalità di circa il 15-18% più basso rispetto al 20% delle persone con i valori più bassi. Queste relazioni erano generalmente lineari per gli acidi grassi DPA, DHA e EPA + DHA. Quindi, livelli tissutali cronicamente più alti di questi acidi grassi, operando attraverso una varietà di meccanismi, possono rallentare il processo di invecchiamento.</p>
<p>I meccanismi alla base dell'effetto benefico dei PUFA LC n-3 sulla biologia umana sono diversi, fra cui:</p>
<ul>
<li>Abbassamento dei trigliceridi nel sangue</li>
<li>Effetto antipertensivo</li>
<li>Prevenzione dell'aggregazione piastrinica e riduzione del rischio di formazione di trombi</li>
<li>Effetti positivi sulla biologia degli adipociti (le cellule del tessuto grasso)</li>
</ul>
<p>Anche se molti meccanismi rimangono ancora un mistero per i biologi, “Indipendentemente dalle loro azioni specifiche” si legge nello studio “livelli cellulari più elevati di omega-3 sembrano, in generale, rallentare il processo di invecchiamento”.</p>
<p>Fonti:<br />
<a href="https://www.nature.com/articles/s41467-021-22370-2">William S. Harris <em>et al.</em>, “Blood n-3 fatty acid levels and total and cause-specific mortality from 17 prospective studies”. Nature Communications volume 12, Article number: 2329 (2021).</a></p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/omega-3-invecchiamento/omega-3-e-longevita-un-legame-confermato-da-anni-di-ricerche">Omega-3 e longevit&agrave;: un legame confermato da anni di ricerche</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Tue, 21 Dec 2021 08:09:44 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/omega-3-invecchiamento/omega-3-e-longevita-un-legame-confermato-da-anni-di-ricerche</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/omega-3-invecchiamento/omega-3-e-longevita-un-legame-confermato-da-anni-di-ricerche</guid>
      <author>beatrice.iozzino@uganutraceuticals.com (Redazione Omegor.com)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/antinvecchiamento/omega-3-invecchiamento]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/speciali-omega-3/carenza-omega-3]]></category>
      <dc:creator>Redazione Omegor.com</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Il colesterolo alto è nemico della salute del cuore. Ecco come combatterlo</title>
      <description><![CDATA[<p>Il colesterolo alto è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare; un eccesso di colesterolo LDL o “cattivo”, infatti può portare all’occlusione delle arterie aumentando il rischio di infarto o ictus.</p>
<p>L’attività fisica e una alimentazione sana sono le strategie principali per mantenere sotto controllo il colesterolo LDL e incrementare il colesterolo “buono” HDL, ma a volte queste possono non essere sufficienti ed è necessario l’uso di farmaci specifici, come le statine, o di integratori alimentari. in caso diin<span id="more-12210"></span></p>
<h2 align="JUSTIFY"><b>Il colesterolo: una molecola dalle molteplici funzioni </b></h2>
<p align="JUSTIFY">Il colesterolo è una molecola lipidica, appartenente alla famiglia degli steroidi, e rappresenta uno dei costituenti fondamentali della membrana di tutte le cellule animali. Esso svolge un importante ruolo di regolazione della loro fluidità aumentando la stabilità e la flessibilità della membrana e rendendo così possibile la crescita e la divisione cellulare.</p>
<p align="JUSTIFY">Inoltre il colesterolo è la sostanza base per la sintesi della vitamina D, dei sali biliari e degli ormoni steroidei come progestinici, estrogeni, androgeni glucocorticoidi, mineralcorticoidi.</p>
<p align="JUSTIFY">Questa molecola quindi è assolutamente importante e necessaria per l’organismo umano proprio per le sue numerose funzioni fisiologiche. Il colesterolo viene prodotto dalle cellule del fegato tramite quella che si chiama “sintesi endogena”, ma <span style="color: #000000;">può anche essere introdotto con la dieta, ed è contenuto nei cibi ricchi di grassi animali come:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">carne</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">burro</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">salumi</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">formaggi</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">tuorlo d’uovo</span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">È invece assente in frutta, verdura e cereali.</span></p>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><b>Il colesterolo nel sangue: la colesterolemia </b></span></h2>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Il trasporto del colesterolo attraverso il sangue è affidato </span>a un gruppo di particelle, dette lipoproteine, classificate in base alla quantità di lipidi presente. Quelle caratterizzate da un maggior contenuto di colesterolo sono 2:</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Lipoproteine LDL</b>: trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato a tutte le cellule del corpo. Se le LDL sono in eccesso rispetto alla capacità di assorbimento dei vari tessuti, il colesterolo può depositarsi sulle pareti delle arterie; per questo motivo nel linguaggio comune le LDL sono conosciute come “<b>colesterolo cattivo</b>”.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Lipoproteine HDL</b>: rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che poi provvede a eliminarlo attraverso la bile. Per questo le HDL vengono comunemente indicate come "<b>colesterolo buono</b>".</p>
<p align="JUSTIFY">La <u><b>colesterolemia</b></u>, cioè la concentrazione di colesterolo totale nel sangue, si misura in milligrammi per decilitro (mg/dl) può essere misurata con un semplice esame del sangue.</p>
<p align="JUSTIFY">I valori desiderabili di colesterolo nel sangue sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">colesterolo totale: fino a 200 mg/dl</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">colesterolo LDL: fino a 100 mg/dl</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl</p>
</li>
</ul>
<h2 align="JUSTIFY"><b>Quali sono gli effetti dell’ipercolesterolemia sulla salute? </b></h2>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft wp-image-12223" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2018/04/colesterolo--e1523439206880-212x300.jpg" alt="colesterolo" width="180" height="255" />Si parla di ipercolesterolemia quando il colesterolo totale (LDL più HDL) supera il valore di 200 mg/dl. Il colesterolo alto non produce sintomi diretti, per questo deve essere tenuto costantemente sotto controllo, tramite semplici analisi del sangue.</p>
<p align="JUSTIFY">Quando la quantità del colesterolo presente nel sangue, e soprattutto quella del colesterolo trasportato nelle LDL, raggiunge valori troppo elevati, aumenta il rischio di <b>aterosclerosi</b> a carico di arterie e organi vitali.</p>
<p align="JUSTIFY">L’<b>a</b><b>terosclerosi </b>è una condizione patologica che colpisce le pareti interne delle arterie, caratterizzata dalla presenza dei cosiddetti ateromi; placche costituite principalmente da colesterolo, fosfolipidi, trigliceridi, proteine e materiale fibroso. La formazione di placche aterosclerotiche causa un restringimento delle arterie e la diminuzione del flusso del sangue e con il tempo può causare ispessimento e indurimento del vaso sanguigno.</p>
<p align="JUSTIFY">Le placche possono staccarsi e formare trombi e ostruire il lume dei vasi causando un improvviso arresto del flusso sanguigno. A seconda di dove è localizzata, l’ostruzione di un vaso <strong>può provocare infarto del miocardio o ictus.</strong></p>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><b>Le cause del colesterolo alto</b></span></h2>
<p align="JUSTIFY">Generalmente l‘<b>ipercolesterolemia lieve</b> è dovuta ad un’alimentazione troppo ricca di grassi; il colesterolo contenuto negli alimenti può infatti provocare l’aumento, variabile da persona a persona, dei livelli del colesterolo nel sangue.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Oltre alla cattiva alimentazione, gli altri fattori che principalmente contribuiscono all’aumento del colesterolo sono</span><span style="color: #000000;">:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">sovrappeso e obesità</span></li>
<li><span style="color: #000000;">sedentarietà</span></li>
<li><span style="color: #000000;">malattie metaboliche come il</span> <span style="color: #000000;">diabete</span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY">In alcuni casi possono contribuire anche condizioni fisiologiche particolari come gravidanza e menopausa; o patologiche come malattie epatiche, insufficienza renale cronica e ipotiroidismo. <span style="color: #000000;">Il livello di colesterolo LDL tende poi ad aumentare con l’età, soprattutto fra le donne.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Esiste, infine, una importante componente genetica ed ereditaria che predispone al colesterolo alto. Si distingue dall’ipercolesterolemia lieve una particolare forma di ipercolesterolemia ereditaria detta ipercolesterolemia familiare, dovuta ad una mutazione cromosomica, in cui la quantità di colesterolo nel sangue appare notevolmente aumentata fin dalla giovane età, anche se si segue uno stile di vita sano</p>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><b>Come abbassare il colesterolo in caso di ipercolesterolemia lieve?</b></span></h2>
<p align="JUSTIFY">La prevenzione è la strategia principale per ridurre il colesterolo alto e mantenere la colesterolemia entro i livelli normali. Gli stili di vita consigliati sono quindi:</p>
<p align="JUSTIFY">• seguire una dieta sana</p>
<p align="JUSTIFY">• sostituire i grassi saturi con quelli mono e polinsaturi.</p>
<p align="JUSTIFY">• ridurre il consumo di alcol</p>
<p align="JUSTIFY">• controllare il peso corporeo</p>
<p align="JUSTIFY">• fare attività fisica in modo regolare</p>
<p align="JUSTIFY">• evitare il fumo</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft wp-image-12218" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2018/04/combattere-colesterolo-300x200.jpg" alt="combattere colesterolo" width="223" height="148" />Quando i valori del colesterolo diventano preoccupanti è fondamentale controllare la quantità e la qualità dei grassi consumati con la dieta; studi condotti in tutto il mondo hanno dimostrato che ridurre la quantità di grassi saturi, del colesterolo, e delle calorie ingerite permette di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue diminuendo così la probabilità di incorrere in malattie cardiovascolari.</p>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"> <b>E quando lo stile di vita non basta? Farmaci e integratori anti-colesterolo </b></span></h2>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">A volte intervenire sullo stile di vita non basta per tenere i livelli di colesterolo sotto controllo e può rendersi necessario un intervento </span>farmacologico.</p>
<p align="JUSTIFY">Esistono diverse categorie di farmaci in grado di ridurre il colesterolo alto, ma le più diffuse sono le <b>statine</b> il cui ruolo principale è quello di rallentare la produzione epatica del colesterolo LDL disattivando un enzima che consente la sua sintesi, il HMG-CoA-reduttasi (3-idrossi-3-metil-glutaril-CoenzimaA-reduttasi), e incrementare la capacità del fegato di eliminare il colesterolo LDL già in circolo nel sangue.</p>
<p align="JUSTIFY">Le statine possono avere diversi effetti collaterali, e devono quindi essere prescritte sotto stretto controllo medico.</p>
<p align="JUSTIFY"><u>In caso di ipercolesterolemia lieve prima di ricorrere ai farmaci, qualora la correzione dello stile di vita non sia sufficiente, è possibile ricorrere agli integratori alimentari.</u></p>
<p align="JUSTIFY">Per anni gli <b>integratori alimentari nutraceutici</b> a base di <b>riso rosso fermentat</b><strong>o</strong> e in particolare di monacolina K hanno rappresentato un valido supporto per chi non riusciva a tenere sotto controllo il colesterolo ma non aveva bisogno delle statine o non le voleva assumere.</p>
<h2 align="JUSTIFY"><b>Il riso rosso fermentato</b><b> </b></h2>
<p align="JUSTIFY">Il riso rosso fermentato nasce dalla fermentazione del comune riso da cucina (Oryza Sativa), grazie ad un particolare lievito, il Monascus Purpureus. Questo riso, deve il suo nome alla caratteristica colorazione, dovuta alla produzione da parte del lievito di diversi pigmenti tra cui la monascorubramina.</p>
<p align="JUSTIFY">La proprietà del riso rosso fermentato è dovuta alla presenza di un gruppo di sostanze, prodotte dal Monascus Purpureus durante la fermentazione, dette <b>Monacoline</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">In particolare, la<b> Monacolina K è una vera e propria una statina naturale</b> e la sua struttura chimica <span style="color: #000000;">è identica a quella della lovastatina una</span> delle categorie di farmaci per il controllo del colesterolo.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Nell’estratto di riso rosso sono inoltre presenti altre sostanze biologicamente attive tra cui il B sitosterolo, campesterolo, sioflavoni e gli acidi grassi monoinsaturi.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Oggi, però, la monacolina K non può più essere utilizzata com'è stato fatto in passato: l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha infatti deciso che i dosaggi consentiti negli integratori erano troppo elevati per una sostanza che si comporta a tutti gli effetti come un farmaco. Con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 2 giugno 2022 del Regolamento (UE) 2022/860 della Commissione, la monacolina K è stata inserita nell'elenco delle sostanze il cui uso è consentito solo a specifiche condizioni. In base alle nuove disposizioni, sono vietati tutti gli integratori che apportano 3 o più mg di monacolina K monacoline totali al giorno e il claim sui benefici del riso rosso fermentato non può più essere utilizzato.</p>
<p align="JUSTIFY">U.G.A Nutraceuticals produce tre prodotti per la salute del tuo cuore e del sistema cardiocircolatorio: <strong>Cardiol Forte, Cardiol Forte minicapsule</strong> e <strong>Cardiol</strong>:</p>
<p><a href="https://www.omegor.com/cardiol-forte-novita.html"><strong>Cardiol Forte</strong></a> <a href="https://www.omegor.com/cardiol-forte-novita.html"><img class="alignleft wp-image-8021" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2015/02/Cardiol-Forte-300x236.jpg" alt="Cardiol Forte - integratore per il colesterolo" width="147" height="115" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.omegor.com/cardiol-forte-novita.html">Cardiol Forte</a> è un integratore alimentare a base di acidi grassi omega-3 EPA e DHA da olio di pesce altamente purificato e concentrato, estratto di Carciofo titolato in acido clorogenico e luteolina 7-glucoside, monacoline da riso rosso fermentato, estratto di Olivo titolato in Idrossitirosolo e Coenzima Q10. Completano la formulazione la vitamina E, la piperina e l’acido folico. In particolare l’estratto in polvere ottenuto dalle foglie di carciofo Cynara cardunculus L. è titolato al 10% in acido clorogenico e derivati (biofenoli) e al 2% in luteolina 7-glucoside e derivati (flavonoidi). I biofenoli contenuti nell’estratto di Carciofo hanno attività colagoga, coleretica ed epatoprotettiva. Inoltre, i flavonoidi presenti inibiscono la biosintesi di colesterolo e proteggono le LDL dal danno ossidativo. Inoltre l’assunzione di 250 mg di EPA e DHA al giorno contribuisce alla normale funzione cardiaca.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><a href="https://www.omegor.com/omega3-riso-rosso-fermentato-policosanoli-resveratrolo-cardiol.html"><strong>Cardiol </strong></a></span></p>
<p><a href="https://www.omegor.com/omega3-riso-rosso-fermentato-policosanoli-resveratrolo-cardiol.html"><strong>Cardiol </strong></a><strong>è un integratore alimentare a base di omega-3 EPA/DHA, monacoline da riso rosso fermentato, bioflavonoidi, resveratrolo, policosanoli e coenzima Q10. Analogamente al Cardiol Forte, il Cardiol contiene omega-3, la cui assunzione di </strong>250 mg di EPA e DHA al giorno contribuisce alla normale funzione cardiaca, e monacoline da riso rosso fermentato. Completano la formulazione le vitamine del gruppo B, il resveratrolo e i policosanoli. Su quest’ultimo ingrediente alcuni studi scientifici dimostrano il loro ruolo nel processo di ossidazione del colesterolo LDL.<span style="color: #111111;"><a href="https://www.omegor.com/omega3-riso-rosso-fermentato-policosanoli-resveratrolo-cardiol.html"><img class="alignleft wp-image-9784" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2016/04/cardiol.jpg" alt="cardiol" width="146" height="112" /> </a></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong><a href="https://www.omegor.com/berberina-tocotrienoli-resveratrolo-bioflavonoidi-eulipid.html">Eulipid</a></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.omegor.com/berberina-tocotrienoli-resveratrolo-bioflavonoidi-eulipid.html"><img class="alignleft wp-image-10598" src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2017/09/eulipid.jpg" alt="eulipid" width="147" height="112" /></a><a href="https://www.omegor.com/berberina-tocotrienoli-resveratrolo-bioflavonoidi-eulipid.html"><b>Eulipid</b></a> contiene una sostanza, la berberina, estratta dalla Berberis aristata; una pianta che molto utilizzata nella medicina tradizionale ayurvedica che facilita la “cattura” del colesterolo da parte del fegato. Eulipid contiene inoltre resveratrolo, bioflavonoidi, tocotrienoli, policosanoli e coenzima Q10 ad azione antiossidante e protettiva per l’apparato circolatorio.</p>
<p align="JUSTIFY"><em class="western"><span style="color: #111111;"><span style="font-family: Verdana, serif;"><span style="font-size: small;">Tutti gli integratori prodotti da U.G.A Nutraceuticals rispettano elevatissimi standard di qualità; e hanno ottenuto a certificazione ISO 9001:2015; una garanzia ulteriore di qualità e sicurezza dei prodotti durante tutto il loro ciclo di vita.</span></span></span></em></p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/colesterolo-alto-nemico-della-salute-del-cuore">Il colesterolo alto &egrave; nemico della salute del cuore. Ecco come combatterlo</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.<p><img src="https://www.omegor.com/wordpress-it/wp-content/uploads/2018/04/colesterolo-alto.jpg" alt=""/></p>]]></description>
      <pubDate>Tue, 15 Jun 2021 16:12:44 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/colesterolo-alto-nemico-della-salute-del-cuore</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/colesterolo-alto-nemico-della-salute-del-cuore</guid>
      <author>silvia.soligon@gmail.com (Redazione Omegor.Com)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-cuore/omega-3-colesterolo]]></category>
      <dc:creator>Redazione Omegor.Com</dc:creator>
    </item>
    <item>
      <title>Omega-3 e testosterone: il DHA aumenta il livello di testosterone negli uomini</title>
      <description><![CDATA[<h2>Uno studio condotto su un gruppo di uomini sovrappeso e obesi dimostra che l’assunzione di acido grasso omega-3 DHA aumenta la concentrazione di testosterone nel sangue.</h2>
<p>Arrivano nuove conferme degli effetti positivi dell’olio di pesce sulla fertilità maschile, in particolare sui livelli di testosterone negli uomini, l’ormone più importante per quanto riguarda la sessualità, ma non solo: influisce sulla vitalità, la buona salute, protegge dalle malattie metaboliche, e contribuisce a migliorare l’umore.</p>
<p>Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori australiani e neozelandesi, e pubblicato sulla rivista Prostaglandins, Leukotrienes &amp; Essential Fatty Acids.</p>
<h3>Testosterone</h3>
<p>Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile e svolge un ruolo importante nello sviluppo degli organi riproduttivi e nella promozione di altre caratteristiche, come l'aumento della massa ossea e muscolare e la crescita pilifera. Inoltre, il testosterone è coinvolto nella salute e nel benessere generale, livelli insufficienti di questo ormone negli uomini sono collegati a una vasta gamma di disturbi e malattie come l'infertilità, il diabete e l'osteoporosi.</p>
<p><span id="more-12938"></span></p>
<h4>Il testosterone aumenta solo negli uomini, dimostra lo studio</h4>
<p>I ricercatori hanno somministrato a una coorte di 61 adulti sovrappeso e obesi fra i 38 e i 63 anni 860 mg di DHA (acido docosaesaenoico) e 120 mg di EPA (acido eicosapentaenoico) al giorno per 12 settimane, mentre il gruppo di controllo ha assunto delle capsule contenenti olio di mais. È stato raccolto un campione di sangue a digiuno prima e dopo l'intervento, al termine del quale è stato riscontrato un livello più alto di testosterone totale nei maschi che hanno ricevuto le capsule arricchite di DHA, e nessun effetto nel gruppo di controllo.</p>
<p>Lo studio era inizialmente mirato a verificare l’effetto sui livelli di insulina in persone con problemi di peso, ma, analizzando i risultati, gli studiosi si sono accorti che oltre a ridurre i livelli di insulina sia negli uomini che nelle donne, gli integratori avevano un altro effetto: l’aumento dei livelli di testosterone nei soli uomini. Nelle donne che hanno partecipato allo studio, infatti, i livelli dell’ormone - che è presente anche nelle femmine a livelli minori - sono rimasti inalterati.</p>
<h4>Fertilità maschile e Omega-3</h4>
<p>Diversi studi hanno indagato il ruolo degli Omega-3 nella fertilità maschile, e le evidenze hanno mostrato che il DHA può:</p>
<p>- Svolgere un’azione protettiva sullo sperma<br />
- Correggere i difetti nella fertilità<br />
- Aumentare la mobilità e la numerosità degli spermatozoi</p>
<p>Questi effetti si spiegano con il fatto che il DHA è uno dei componenti della membrana cellulare degli spermatozoi: rappresenta il 20% del contenuto di acidi grassi nello sperma maturo, ovvero al termine della pubertà. La composizione in acidi grassi della membrana è molto importante per il corretto funzionamento degli spermatozoi e gioca un ruolo critico negli eventi di fecondazione.</p>
<h4>Omega-3, testosterone e ipogonadismo: lo studio si allinea ai risultati precedenti</h4>
<p>“I risultati dello studio concluso nel 2020 sono promettenti non solo per l’aumento del testosterone” dicono gli autori “ma anche perché suggeriscono il potenziale utilizzo del DHA nel trattamento degli uomini con ipogonadismo - condizione in cui i testicoli non producono abbastanza testosterone - come già evidenziato da studi precedenti”.</p>
<p>“I cambiamenti nei livelli di testosterone nei maschi erano positivamente associati ai cambiamenti degli acidi grassi omega-3 EPA e DHA nelle membrane dei globuli rossi, ed erano associati a variazioni positive di insulina a digiuno”, si legge nello studio. “L'integrazione di olio di pesce arricchito con DHA aumenta i livelli di testosterone negli uomini in sovrappeso e obesi, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per convalidare questi risultati con un campione più numeroso e una maggiore durata dello studio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p>1) <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33221700/">Kylie Abbott et. al., "Dietary supplementation with docosahexaenoic acid rich fish oil increases circulating levels of testosterone in overweight and obese men". Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids 2020 Dec;163:102204. doi: 10.1016/j.plefa.2020.102204. Epub 2020 Nov 12.</a></p>
<p>2) <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32563863/">Kylie Abbott et. Al., “DHA-enriched fish oil reduces insulin resistance in overweight and obese adults” Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids 2020 Aug;159:102154. doi: 10.1016/j.plefa.2020.102154. Epub 2020 Jun 13.</a></p>
The post <a href="https://www.omegor.com/blog-omega-3/fertilita/omega-3-fertilita-maschile/omega-3-e-testosterone-il-dha-aumenta-il-livello-di-testosterone-negli-uomini">Omega-3 e testosterone: il DHA aumenta il livello di testosterone negli uomini</a> appeared first on <a href="https://www.omegor.com">Blog Omega-3</a>.]]></description>
      <pubDate>Fri, 07 May 2021 15:59:00 +0000</pubDate>
      <link>https://www.omegor.com/blog-omega-3/fertilita/omega-3-fertilita-maschile/omega-3-e-testosterone-il-dha-aumenta-il-livello-di-testosterone-negli-uomini</link>
      <guid>https://www.omegor.com/blog-omega-3/fertilita/omega-3-fertilita-maschile/omega-3-e-testosterone-il-dha-aumenta-il-livello-di-testosterone-negli-uomini</guid>
      <author>beatrice.iozzino@uganutraceuticals.com (Redazione Omegor.com)</author>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/omega-3-diabete]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/alimentazione/problemi-peso-dimagrire-omega-3]]></category>
      <category><![CDATA[https://www.omegor.com/blog-omega-3/fertilita/omega-3-fertilita-maschile]]></category>
      <dc:creator>Redazione Omegor.com</dc:creator>
    </item>
  </channel>
</rss>
