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        <title>Feed Opinione Irpina Sezione Articoli</title>
        <description><![CDATA[Ottieni gli ultimi aggiornamenti della sezione Articoli direttamente sul tuo desktop!]]></description>
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            <title>La &amp;quot;politica&amp;quot; dell'antipolitica</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/kCTyDonOqB0/39784-la-qpoliticaq-dellantipolitica</link>
            <description>Auguriamoci che il Governo Monti porti a compimento la &amp;ldquo;politica dell&amp;rsquo;antipolitica&amp;rdquo;, che  cio&amp;egrave; riesca ad AFFOSSARE &amp;ldquo;politicamente&amp;rdquo; quella masnada di incompetenti, profittatori e corrotti annidata nei vari partiti che &amp;ndash; come &amp;egrave; ormai chiaro a tutti, se non hanno le fette di salame sugli occhi &amp;ndash; ci hanno salassato per tanti anni, con stipendi d&amp;rsquo;oro elargiti a piene mani a se stessi e ai loro lacch&amp;eacute;, imbrogli, tangenti e ruberie varie, che hanno ridotto l&amp;rsquo;Italia sul lastrico ed hanno sempre pi&amp;ugrave; impoverito la gente onesta che vive del proprio lavoro.  In poco tempo infatti questo Governo ha gi&amp;agrave; fatto quanto in tanti anni per incompetenza, furbizia e disonest&amp;agrave; costoro non sono riusciti a fare, tranne litigare tra loro per spartirsi la torta.
	  Ora che sono emersi i dati delle laute prebende che si sono autoattribuite (e che si tenevano ben nascoste) credo che nessuna persona di buon senso potr&amp;agrave; d &amp;rsquo;ora in poi fidarsi di loro.
	  Che il Governo Monti, interprete della vera Politica (perch&amp;egrave; questa &amp;egrave; la Politica con la P maiuscola che gli Italiani seri e onesti si aspettano) prosegua nell&amp;rsquo;opera di trasparenza test&amp;eacute; iniziata ed inizi finalmente anche quella del RISANAMENTO MATERIALE E MORALE, iniziando (anche per dare l&amp;rsquo;esempio e dimostrare che si vuole davvero cambiare) dall&amp;rsquo;abolizione di quelle rendite e di quei privilegi ingiustificati, ormai a tutti noti, che hanno immeritatamente arricchito una &amp;ldquo;casta&amp;rdquo; di avventurieri della politica, in modo da neutralizzarli perch&amp;eacute; non facciano ulteriori danni al Paese.
	  Se cos&amp;igrave; sar&amp;agrave; quella che &amp;egrave; stata la VERGOGNA dell&amp;rsquo;Italia potr&amp;agrave; essere messa dietro alle spalle per iniziare una nuova era, quella dell&amp;rsquo;ONESTA&amp;rsquo; e della FIDUCIA.  Altrimenti ci penseranno le nuove generazioni, le pi&amp;ugrave; penalizzate dalla loro malapolitica e dalle loro ruberie, a far piazza pulita di tanti lestofanti &amp;ldquo;mestieranti della politica&amp;rdquo; (con la p minuscola) con metodi credo anche non proprio  democratici.

	Varese, 25 febbraio 2012                                                         Giovanni Dotti
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GHAOc5P3GS4bHf_25V0iXHs9ebc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GHAOc5P3GS4bHf_25V0iXHs9ebc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 17:09:46 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>I redditi dei superburocrati</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/mftKCX7lvvE/39783-i-redditi-dei-superburocrati</link>
            <description>L&amp;rsquo;iniziativa meritoria presa dal Governo Monti di rendere pubblici i redditi dei suoi componenti e degli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione (P.A.) ha riacceso, giustamente, le polemiche e l&amp;rsquo;indignazione  della maggioranza degli Italiani, molti dei quali l&amp;rsquo;hanno espressa su tutti i giornali stampati e online, come gi&amp;agrave; prima &amp;egrave; avvenuto nei confronti dei politici.
	    I Governi precedenti, nonostante le ripetute e numerose proteste dei cittadini, non hanno mai fatto nulla per correggere queste assurde e inique sperequazioni per la complicit&amp;agrave; di quasi tutti i parlamentari, i quali per coprire le loro retribuzioni stratosferiche e le loro malefatte hanno sempre cercato di accattivarsi la benevolenza di tutti i dirigenti della Pubblica Amministrazione.
	    Ma vediamo ora come &amp;egrave; avvenuta questa &amp;ldquo;escalation&amp;rdquo; di superstipendi, sino agli attuali scandalosi importi. 
	    Negli anni &amp;rsquo;90, su proposta del Ministro Bassanini, fu approvata la legge per la &amp;ldquo;Riforma della P.A.&amp;rdquo;, peraltro necessaria perch&amp;eacute; inefficiente, costosa ed obsoleta, difatti era rimasta pressoch&amp;eacute; invariata da un secolo e mezzo, e cio&amp;egrave; dall&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia.
	   Le principali aree interessate dalla riforma furono:
	Il federalismo amministrativo, con attribuzione di maggiore autonomia, sovranit&amp;agrave; ed efficienza alle Regioni, alle Province ed ai Comuni;
	La riforma dei Ministeri, procedendo a vari accorpamenti;
	La semplificazione di norme e procedimenti con la cancellazione di migliaia di leggi inutili,  l&amp;rsquo;abolizione di centinaia di Enti inutili, e  con l&amp;rsquo;introduzione dell&amp;rsquo;autocertificazione;
	Liberalizzazioni (telefonia, energia elettrica ecc.) e privatizzazioni ( ENI, BNL, Alitalia, Autostrade);
	Orientamento alla qualit&amp;agrave; dei servizi e delle prestazioni erogate dalla P.A.;
	Orientamento alle capacit&amp;agrave; ed al rendimento dei dirigenti.
	Nelle ultime due aree furono previsti nuovi controlli interni nella P.A.:
	Definizione annuale degli obiettivi;
	Un&amp;rsquo;unit&amp;agrave; di valutazione in ogni Ministero o Agenzia;
	Controllo strategico e controllo di gestione;
	Coordinamento della Presidenza del Consiglio su valutazione e controllo strategico;
	Banca dati con le direttive dei Ministri e gli indicatori di performance (adempimenti, prestazioni, valutazioni, rendimento, capacit&amp;agrave;) del nuovo &amp;ldquo;management&amp;rdquo; (dirigenza);
	      -     Il ruolo unico dei dirigenti dello Stato;
	      -     Fine dell&amp;rsquo;inamovibilit&amp;agrave; dei dirigenti,  incarichi a termine, licenziamento dei dirigenti
	             incapaci, valorizzazione dei capaci e meritevoli;
	      -     Trattamento accessorio variabile in relazione alle performance e pertanto:
	PER I DIRIGENTI POTERI PIU&amp;rsquo; AMPI, MAGGIORI RESPONSABILITA&amp;rsquo; E STIPENDI ADEGUATI ALLE RESPONSABILITA&amp;rsquo; ED AI RISULTATI.
	   Inoltre con la citata riforma &amp;egrave; stato ampiamente modificato il rapporto tra la percentuale di retribuzione fissa e quella variabile.  Prima della riforma: parte fissa 95%, variabile 5%;  Dopo la riforma: parte fissa 60%, variabile 40%.
	   Orbene da siffatta legge cosa ne &amp;egrave; scaturito ?  Che non avendo posto alcun limite alle retribuzioni dei dirigenti queste sono aumentate in un continuo crescendo, perch&amp;eacute; ogni anno per quasi tutti i dirigenti si certifica il raggiungimento degli obiettivi previsti. Ma &amp;egrave; mai possibile ?  Mi domando come hanno potuto i Sindacati digerire, per tanti anni questa iniquit&amp;agrave; ?  Altro che fare le battaglie sull&amp;rsquo;et&amp;agrave; pensionabile dei lavoratori, quando non si sono mai battuti per queste enormi disparit&amp;agrave; retributive!  Un semplice esempio: quanto prende un &amp;ldquo;sommozzatore&amp;rdquo; che scende nelle viscere della nave disastrata, o un pompiere o un uomo delle Forze dell&amp;rsquo;ordine (che anche rischiano la vita) e quanto prende un &amp;ldquo;lacch&amp;egrave;&amp;rdquo; a braccia conserte in Parlamento ?
	  Speriamo che questo Governo, che tanti detrattori si ostinano a definire &amp;ldquo;non eletto dal popolo&amp;rdquo;, continui a percorrere la strada appena intrapresa e intervenga massicciamente sulle tante ingiustizie e sperequazioni esistenti che i Governi precedenti hanno prodotto ed anche incrementato nel tempo.                Che presenti pure provvedimenti audaci ed incisivi, anche se il Parlamento molto probabilmente non li approver&amp;agrave;: almeno sapremo chi sono coloro che remano contro e ce ne ricorderemo alle prossime elezioni.
	    Cari amici fatevi sentire!  Non dite: che ci possiamo fare?  tanto non cambia nulla! Non &amp;egrave; vero ! Ogni goccia concorre a formare il mare.
	    Un&amp;rsquo;ultima cosa, una domanda a quanti grugniscono criticando il Governo &amp;ldquo;non eletto&amp;rdquo;.  Ci dicano costoro: quando mai hanno eletto un Governo ?   Hanno eletto solo il Presidente del Consiglio e questi ha scelto i Ministri da presentare per la nomina ufficiale da parte del Presidente della Repubblica.  Se ci fossero state le elezioni, tra i politici attuali pi&amp;ugrave; in vista e il prof. Monti chi avrebbe preso pi&amp;ugrave; voti?  Se non erro tutti i sondaggi davano ampiamente  vincente Monti,  quindi Monti &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che legittimato a governare col suo &amp;ldquo;governo tecnico&amp;rdquo; composto da persone autorevoli, dignitose e capaci.  Chiuso l&amp;rsquo;argomento.  
	Cordiali saluti.

	
	Arcisate, 24 febbraio 2012

	Martino Pirone
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cDHTfz_3zQlSd1GohEUy9cLQLts/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cDHTfz_3zQlSd1GohEUy9cLQLts/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 20:57:28 GMT</pubDate>
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            <title>L'ultima generazione</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/z3DB_-_FDrY/39782-lultima-generazione</link>
            <description>Quest&amp;rsquo;ultima generazione &amp;egrave; sicuramente migliore delle precedenti, e ne spiego sinteticamente i motivi.
	La mia generazione (quella dei nati nel periodo bellico o subito dopo) bench&amp;egrave; cresciuta gi&amp;agrave; in epoca  repubblicana  e &amp;ldquo;democratica&amp;rdquo; &amp;egrave; stata educata rigidamente in un ambiente culturale autoritario ancora di tipo &amp;ldquo;nazional-fascista&amp;rdquo;, nel culto della patria e della famiglia, dell&amp;rsquo;eroismo e del sacrificio, del lavoro e del dovere (prima ancora che dei diritti), nell&amp;rsquo;osservanza della legge  e della religione, nel rispetto dei genitori e dei superiori (in particolare degli insegnanti), delle tradizioni e delle regole, e ci&amp;ograve; ha costituito  forse la sua fortuna.  A ben pensarci il &amp;ldquo;miracolo economico&amp;rdquo; italiano, dal 1960 in poi, &amp;egrave; scaturito da questa cultura, dall&amp;rsquo;impegno nello studio e nel lavoro, anche perch&amp;eacute; aveva davanti prospettive di lavoro e di miglioramento, se non anche di successo.  Ma di &amp;ldquo;politica&amp;rdquo; noi giovani ci si interessavamo poco o nulla, purtroppo, e di questa ignoranza politica i nostri governanti si sono sempre approfittati!  Tutto ci&amp;ograve; perch&amp;eacute; la generazione dei nostri padri &amp;ndash; anche se politicamente &amp;ldquo;neutra&amp;rdquo; o decisamente antifascista - era ancora intrisa inconsapevolmente di cultura fascista in quanto, volente o nolente, indottrinata e inquadrata in quel sistema in cui aveva vissuto negli anni giovanili e negli anni della guerra, e di politica non era tanto avvezza a parlare. E la classe imprenditoriale di allora, pur coi suoi limiti, era senz&amp;rsquo;altro migliore dell&amp;rsquo;attuale: vi erano industriali illuminati che, pur provenendo dall&amp;rsquo;era fascista, riconobbero le giuste rivendicazioni dei dipendenti ed accettarono di buon grado  lo &amp;ldquo;Statuto dei lavoratori&amp;rdquo; del 1970.  E non trasferivano all&amp;rsquo;estero le produzioni per aumentare i loro profitti: avevano ancora il senso di appartenenza ad uno Stato ed a una Nazione!
	     La generazione successiva (senza generalizzare ovviamente) &amp;egrave; stata uno sfascio: poca voglia di faticare, anche perch&amp;eacute; ha potuto godere i frutti della generazione precedente, per cui si &amp;egrave; come &amp;ldquo;adagiata&amp;rdquo; sugli allori, ha esaltato i &amp;ldquo;diritti&amp;rdquo; prima che i doveri, ha fatto s&amp;igrave; pi&amp;ugrave; politica, ma in parte ha pi&amp;ugrave; contestato (anche se giustamente) che costruito, mentre per la maggioranza ha badato - pi&amp;ugrave; con la politica ed il clientelismo che col lavoro -  a conquistare posizioni di potere e di successo individuali, fini a se stesse, piuttosto che perseguire l&amp;rsquo;obiettivo del &amp;ldquo;bene comune&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; del progresso ordinato di tutta la societ&amp;agrave;.  Non sto qui ad enumerare gli innumerevoli danni, materiali e morali, generati da una siffatta mentalit&amp;agrave; (ormai purtroppo diffusa nella societ&amp;agrave;, e non solo in politica) perch&amp;eacute; sono sotto gli occhi di tutti. Gli ultimi 20 anni poi hanno completato la catastrofe.
	    La &amp;ldquo;terza ed ultima generazione&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; quella dei giovani attuali, mi sembra decisamente migliore, fors&amp;rsquo;anche perch&amp;eacute; &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; sfortunata sotto ogni punto di vista: quello della &amp;ldquo;disoccupazione&amp;rdquo; e del &amp;ldquo;precariato&amp;rdquo; del lavoro che le tarpano le ali e le precludono ogni speranza per il futuro, e quello del pessimo esempio che si trova davanti dato dalle classi dominanti (politiche e imprenditoriali) formate dalle generazioni precedenti, arriviste e corrotte, che pensano solo ai propri interessi e non intendono per nulla mollare.
	Ma la sfortuna aguzza l&amp;rsquo;ingegno: &amp;egrave; nelle avversit&amp;agrave; che si mostra il carattere e la forza morale di un popolo e di una nazione. Tanti giovani preparati e ricchi di idee innovative stanno emergendo dal pantano attuale, anche se hanno difficolt&amp;agrave; ad affermarsi perch&amp;eacute; soffocati dalle forze conservatrici dominanti, miopi e avide di denaro, che li tengono a bada.  
	Ma &amp;egrave; solo questione di tempo, perch&amp;eacute; questa nuova generazione ha capito che questo sistema decrepito e corrotto non ha pi&amp;ugrave; nulla da dire, e si sta mobilitando politicamente per cercare di cambiarlo e  mandare a casa tutti i vecchi tromboni, politici e loro lacch&amp;eacute; , ladri e faccendieri vari, che pensano solo ad arricchirsi alle spalle di quanti onestamente lavorano, ed a perpetuarsi al comando.
	Il cambio generazionale sar&amp;agrave; senz&amp;rsquo;altro foriero di novit&amp;agrave;, ne sono certo.  Perch&amp;eacute; la Storia insegna che uno stato di cos&amp;igrave; profonda ingiustizia sociale come l&amp;rsquo;attuale prelude sempre a dei cambiamenti. Non so prevedere se la transizione sar&amp;agrave; dolce o drammatica; so solo che &amp;egrave; inevitabile.

	Varese, 23 febbraio 2012                            Giovanni Dotti
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HB-88jSKb0Rx9ckyxkpeuJFTygw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HB-88jSKb0Rx9ckyxkpeuJFTygw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 20:55:20 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>Capitalismo: siamo alla fine?</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/RBSDakJb5EY/39768-capitalismo-siamo-alla-fine</link>
            <description>Se l&amp;rsquo;imprenditoria capitalistica, la finanza ed il sistema bancario internazionale ritengono la soppressione dell&amp;rsquo;art. 18, cio&amp;egrave; in pratica la riduzione in schiavit&amp;ugrave; dei lavoratori, &amp;ldquo;conditio sine qua non&amp;rdquo; per fare nuovi investimenti produttivi, in altre parole se pretendono la resa incondizionata e la completa sottomissione delle classi lavoratrici ai loro diktat, significa che il capitalismo sta volgendo alla fine.
	     Un regime che per mantenere ed accrescere il benessere di pochi (i detentori dei capitali) sacrifica quello di molti (i lavoratori) si fonda evidentemente su basi di profonda ingiustizia sociale e di negazione dei principi democratici. Principi sanciti anche dalle &amp;ldquo;Dichiarazioni dei diritti dell&amp;rsquo;uomo&amp;rdquo; del 1789 (Assemblea Nazionale Costituente Francese Rivoluzionaria) e del 1948 (O.N.U.), che dalla Rivoluzione Francese in poi hanno costituito il fondamento della civilt&amp;agrave; europea e sono stati faro di civilt&amp;agrave; per tutte le Nazioni. 
	     Evidentemente la nostra civilt&amp;agrave; occidentale si sta involvendo per cedere il posto ad una &amp;ldquo;nuova barbarie&amp;rdquo;, quella capitalistica.  Infatti se il Capitalismo ha generato queste macroscopiche diseguaglianze sociali,  se l&amp;rsquo;economia &amp;ldquo;pura&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; disgiunta da ogni principio di etica sociale, non &amp;egrave; stata in grado di dare risposte soddisfacenti ai problemi complessi che attanagliano le moderne civilt&amp;agrave; occidentali,  significa che l&amp;rsquo;attuale sistema &amp;egrave; stato un fallimento. 
	     E&amp;rsquo; forse giunto il momento di pensare ad una &amp;ldquo;economia etica&amp;rdquo;, che si basi cio&amp;egrave; non unicamente su principi utilitaristici e contabili, ma anche e sopratutto su principi etici e di armonizzazione delle varie componenti sociali.     
	    La storia purtroppo insegna che chi troppo tira la corda spezza e che una situazione cos&amp;igrave; drammatica per una parte tanto importante della societ&amp;agrave; non pu&amp;ograve; durare a lungo.  Si &amp;egrave; ancora in tempo per cambiare ?  Non  lo sappiamo.  Dipende dalla volont&amp;agrave; e dalla lungimiranza dei nostri governanti e delle nostre classi dirigenti il cambiare rotta ed intraprendere politiche virtuose atte ad evitare quei sovvertimenti sociali che altrimenti sarebbero inevitabili.
	
	Varese, 21 febbraio 2012                                Giovanni Dotti  e  Martino Pirone
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4WPW_ysaq0htlwH0a4Fo3z5_K54/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4WPW_ysaq0htlwH0a4Fo3z5_K54/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 20:16:57 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.opinioneirpina.it/articoli-politica/39768-capitalismo-siamo-alla-fine</guid>
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            <title>Sindacati, non mollate!  L’art.18 è un baluardo di civiltà</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/6vBL2BwYSHs/39765-sindacati-non-mollate-lart18-e-un-baluardo-di-civilta</link>
            <description>Un invito farei ai Sindacati, che ora stanno discutendo col Ministro del Lavoro sul tema dei contratti salariali dei lavoratori: non fidatevi di Veltroni o dei politicanti come lui che sono sempre e solo vissuti di politica e che poco capiscono del mondo del lavoro, e che oltretutto in passato hanno diviso le sinistre e spaccato il fronte dei lavoratori (con i bei risultati che ne sono conseguiti) e sono sempre stati disponibili a politiche non tanto di compromesso quanto piuttosto di &amp;ldquo;inciucio&amp;rdquo; con le controparti; difendete i diritti dei lavoratori seri ed &amp;ldquo;onesti&amp;rdquo; che vogliono vivere dignitosamente del proprio lavoro!  Non permettete che il &amp;ldquo;mercato del lavoro&amp;rdquo; diventi il &amp;ldquo;mercato degli schiavi&amp;rdquo;!
	  Cercate piuttosto un accordo sulle &amp;ldquo;modalit&amp;agrave; di applicazione&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;art.18, fonte di tante diatribe  e di tante controversie, nel senso di DEFINIRE MEGLIO LA COSIDDETTA &amp;ldquo;GIUSTA CAUSA&amp;rdquo; necessaria per un eventuale licenziamento, anzitutto esigendo una pi&amp;ugrave; rapida procedura giudiziaria (con una corsia preferenziale presso il Giudice del Lavoro) ma anche rinunciando alla difesa ad oltranza di lavativi, profittatori, assenteisti cronici e di quanti non si impegnano con seriet&amp;agrave; nel proprio lavoro.
	  E se questo deve valere per il settore &amp;ldquo;privato&amp;rdquo;, altrettanto ed a maggior ragione dovrebbe valere per il settore &amp;ldquo;pubblico&amp;rdquo; e A TUTTI I LIVELLI (dai &amp;ldquo;capi&amp;rdquo; ai &amp;ldquo;bidelli&amp;rdquo;), in caso contrario si offenderebbe non solo il buon senso ma anche il principio di equit&amp;agrave;, sancito anche dalla Costituzione, che dice che tutti i Cittadini devono essere uguali di fronte alla legge.
	   Se quindi bisogna essere intransigenti sul mantenimento dell&amp;rsquo;Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, norma di Civilt&amp;agrave; introdotta saggiamente nel 1970 a tutela dei Lavoratori, contemporaneamente penso che si dovrebbe essere pi&amp;ugrave; duttili sulle sue norme applicative, accondiscendendo a discuterne con le controparti (Governo e Confindustria) in modo da trovare un possibile giusto, equilibrato e ragionevole accordo.
	  Non torniamo indietro! Cerchiamo di difendere quelle garanzie sul lavoro che le generazioni precedenti hanno introdotto, non &amp;egrave; che distruggendole favoriamo il progresso e la civilt&amp;agrave;.
	  Cerchiamo piuttosto di introdurre con sagge leggi quegli incentivi, sia economici che normativo-burocratici, atti a FAVORIRE IL LAVORO NEL NOSTRO PAESE (gli Economisti veri non dubito che sapranno trovarli) in modo che non venga trasferito in altre regioni del mondo dove esistono  incentivi ed il costo del lavoro &amp;egrave; inferiore, perch&amp;eacute;  QUESTO E&amp;rsquo; IL VERO PROBLEMA !  E possibilmente anche escogitando dei &amp;ldquo;disincentivi&amp;rdquo; e delle &amp;ldquo;penalizzazioni&amp;rdquo; per quanti ora purtroppo &amp;ldquo;delocalizzano&amp;rdquo; le produzioni, anche obbligandoli  &amp;ndash; perch&amp;eacute; no? -  ad andare a vivere stabilmente in quei paesi dove hanno delocalizzato le fabbriche e pagano le tasse (irrisorie): perch&amp;eacute; infatti dovremmo considerarli ancora &amp;ldquo;Italiani&amp;rdquo;? 
	   Cos&amp;igrave; come gli immigrati che si sono trasferiti stabilmente e lavorano regolarmente nel nostro Paese, e vi pagano le tasse, dovrebbero essere considerati &amp;ndash; come ben dice il Presidente Napolitano - a tutti gli effetti &amp;ldquo;cittadini Italiani&amp;rdquo;, cos&amp;igrave; quegli imprenditori che trasferiscono le  aziende all&amp;rsquo;estero dovrebbero per legge essere privati della &amp;ldquo;cittadinanza italiana&amp;rdquo;  per assumere quella del paese in cui hanno trasferito le produzioni. Certo, &amp;egrave; un problema di diritto internazionale, ma vista la situazione drammatica in cui ci troviamo non sarebbe il caso di cominciare a discuterne? In Italia e in Europa.
	 
	Varese, 20 febbraio 2012                                           Giovanni Dotti

	P.S. Un elogio vivissimo alla splendida lettera &amp;ldquo;magistrale&amp;rdquo; del prof. Vitelli  (n. 324 di febbraio su VARESE NEWS, che ho appena letto) che prendendo spunto dalle &amp;ldquo;Foibe&amp;rdquo; spiega  come dovrebbe sempre svolgersi l&amp;rsquo;analisi e l&amp;rsquo;interpretazione &amp;ldquo;obiettiva&amp;rdquo; degli avvenimenti storici.
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            <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:45:21 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.opinioneirpina.it/articoli-politica/39765-sindacati-non-mollate-lart18-e-un-baluardo-di-civilta</guid>
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        <item>
            <title>I costi della sanità</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/IVKlAlqegOM/39757-i-costi-della-sanita</link>
            <description>Dalla relazione annuale della Corte dei Conti in occasione dell&amp;rsquo;apertura dell&amp;rsquo;anno giudiziario  apprendo dei nuovi provvedimenti presi dal Governo Monti per arginare il fenomeno delle spese facili degli Enti Locali, introducendo la responsabilit&amp;agrave; degli Amministratori pubblici e con la loro ineleggibilit&amp;agrave; a successivi mandati nel caso che abbiano sgarrato, fatta eccezione &amp;ndash; mi pare di aver capito &amp;ndash; per le Regioni, in quanto ad esse compete la spesa maggiore, quella per la Sanit&amp;agrave; che tende costantemente ad aumentare nel tempo.

	   Il sottoscritto, che ha lavorato una vita nella Sanit&amp;agrave; Pubblica, si chiede perch&amp;eacute; mai la Sanit&amp;agrave; (che dovrebbe costituire una garanzia uguale per tutti i Cittadini della Repubblica)  &amp;egrave; stata cos&amp;igrave; frammentata e parcellizzata, lasciandola alla merc&amp;egrave; delle Regioni che come sappiamo non sono tutte uguali per moralit&amp;agrave; e correttezza amministrativa ma sono carrozzoni politici e clientelari (i  risultati deludenti e in certi casi vergognosi e le differenze significative sono sotto gli occhi di tutti!).  E perch&amp;egrave; non si &amp;egrave; fatto un &amp;ldquo;Albo Nazionale delle Graduatorie&amp;rdquo; cui attingere in maniera semplice e trasparente per i concorsi pubblici nella Sanit&amp;agrave;? Lascio immaginare ai lettori i motivi che stanno alla base di tale omissione.
	   Ma quel che qui mi importa pi&amp;ugrave; sottolineare &amp;egrave; il solito malvezzo della COMMISTIONE PUBBLICO &amp;ndash; PRIVATO, intendo dire l&amp;rsquo;eccessivo affidamento di attivit&amp;agrave; sanitarie, spesso molto redditizie, al &amp;ldquo;privato&amp;rdquo;, nella falsa e ipocrita presunzione di una &amp;ldquo;sana&amp;rdquo; concorrenzialit&amp;agrave; che dovrebbe  migliorare sia le prestazioni che i costi.
	   Cos&amp;igrave; non &amp;egrave; stato, perch&amp;eacute; si &amp;egrave; visto in diversi casi che l&amp;rsquo;offerta (eccessiva) non ha fatto che incrementare la domanda, spesso ingiustificata, e talora anche  incentivare comportamenti illeciti sia sul piano professionale (vedi il caso emblematico del S.Rita di Milano) che sul piano amministrativo (parcelle gonfiate di alcuni Centri privati a danno delle finanze regionali), nonch&amp;eacute; portare nelle tasche dei privati ingenti profitti (per il Privato la Sanit&amp;agrave; &amp;egrave; un business, come un qualsiasi altro investimento, se investe lo fa per guadagnarci, &amp;egrave; bene ricordarlo!). 
	   Se quindi il Privato dalla Sanit&amp;agrave; trae guadagno, questo guadagno costituisce una perdita per il Pubblico (le Regioni) costrette a pagare fior di quattrini ai Privati per prestazioni che se gestite direttamente e correttamente costerebbero assai meno.  Mi si obietter&amp;agrave; che il Pubblico non &amp;egrave; in grado di gestire altrettanto bene come il Privato certe attivit&amp;agrave; e che le gestirebbe comunque in perdita. Ma pi&amp;ugrave; perdita di cos&amp;igrave;!  Quando potrebbe addirittura trarne un ricavo, nel senso di un risparmio sulla spesa che ora serve per pagare il Privato, come sopra ho spiegato.
	  Tantopi&amp;ugrave; oggi che esistono managers pubblici (Direttori Generali di A.S.L. e Aziende Ospedaliere, terminologie moderne che vedrei volentieri sostituite con quelle &amp;ldquo;vecchie&amp;rdquo; di U.S.S.L. e Ospedali) competenti e capaci in grado di gestire adeguatamente con criteri privatistici e concorrenziali la Sanit&amp;agrave; Pubblica; ma forse &amp;egrave; proprio la VOLONTA&amp;rsquo; POLITICA che manca e che per svariati motivi (di tipo soprattutto clientelare, quando non anche di tornaconto personale) preferisce delegare ai privati certi servizi e certe attivit&amp;agrave; che potrebbe gestire direttamente, con maggiori investimenti finanziari in tecnologia e in capitale umano (con assunzioni di varia tipologia, come fa il Privato).
	I costi per le Regioni sono certo che  risulterebbero senz&amp;rsquo;altro inferiori agli attuali.
	  Non sto qui demonizzando il Privato, che il pi&amp;ugrave; delle volte adempie egregiamente e con assoluta professionalit&amp;agrave; i suoi compiti, sto solo dicendo che nella Sanit&amp;agrave; sarebbe auspicabile nel prossimo futuro un certo dimagrimento del Privato in favore del Pubblico, che dovrebbe riappropriarsi di una buona parte di attivit&amp;agrave; (che, guarda caso, sono spesso le meno onerose e pi&amp;ugrave; redditizie) che oggi ha demandato al Privato, discorso che si potrebbe allargare anche ad altre Pubbliche Amministrazioni che troppo spesso affidano a &amp;ldquo;consulenze esterne&amp;rdquo; certe attivit&amp;agrave; che potrebbero tranquillamente svolgere al loro interno a costi nettamente inferiori.

	Varese, 16 febbraio 2012                                               Giovanni Dotti
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APrFYzqYOpgAUMSJn3RCzpNAwHw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APrFYzqYOpgAUMSJn3RCzpNAwHw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 19:49:22 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.opinioneirpina.it/articoli-politica/39757-i-costi-della-sanita</guid>
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        <item>
            <title>Una proposta per le Olimpiadi</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/Wfgt9lccMDU/39751-una-proposta-per-le-olimpiadi</link>
            <description>Bene ha fatto il Governo Monti a declinare la candidatura di ROMA per le Olimpiadi del 2020, forse anche prevedendo le &amp;ldquo;abbuffate&amp;rdquo; che ne sarebbero scaturite.  Altrimenti &amp;egrave; facile prevedere che saremmo finiti come la Grecia moderna, che per quelle del 2004  si &amp;egrave; letteralmente svenata, iniziando quella precipitosa caduta economico-finanziaria che l&amp;rsquo;ha portata alla situazione attuale.
	  Ripensando alla storia ricordo che i Greci antichi, frazionati in varie &amp;ldquo;polis&amp;rdquo; spesso anche in contrasto tra loro, riuscirono ad ottenere una sintesi &amp;ldquo;pacifica&amp;rdquo; della loro &amp;ldquo;unit&amp;agrave; nazionale&amp;rdquo; (se cos&amp;igrave; si pu&amp;ograve; dire) aggregando forze diverse intorno ad una &amp;ldquo;citt&amp;agrave; simbolo&amp;rdquo;, OLIMPIA, dove ogni quattro anni confluivano per i giochi (&amp;ldquo;internazionali&amp;rdquo; per il tempo) tutte le polis dell&amp;rsquo;Ellade con i loro atleti migliori.
	  Se il mondo allora conosciuto dai Greci era praticamente limitato alla loro penisola e pochi stati costieri vicini, oggi che il mondo non conosce confini e si &amp;egrave; esteso all&amp;rsquo;intero  globo terracqueo non si potrebbe fare qualcosa di simile, cio&amp;egrave; individuare UNA CITTA&amp;rsquo; DEL MONDO in cui svolgere d&amp;rsquo;ora in poi le OLIMPIADI MODERNE ?   Si eviterebbero cos&amp;igrave; inutili, ignobili e campanilistiche diatribe, e si concentrerebbero gli impegni finanziari di tutti gli Stati mondiali, ognuno secondo le sue possibilit&amp;agrave; di spesa, per la costruzione e la manutenzione nel tempo di quelle strutture e infrastrutture necessarie al migliore svolgimento dei GIOCHI OLIMPICI, che anche potrebbero essere utilizzate per eventuali altre manifestazioni sportive internazionali.  Strutture che in tal modo resterebbero fisse nel tempo e pienamente utilizzate, e non finirebbero abbandonate come ora spesso avviene dopo la fine dei giochi.
	  E cos&amp;igrave; i cosiddetti Stati Sovrani (che tanto &amp;ldquo;sovrani&amp;rdquo; oggi non sono pi&amp;ugrave; perch&amp;eacute; dominati dalla grande finanza internazionale che muove il mondo capitalistico) potrebbero anche risparmiare molte risorse da destinare a fini pi&amp;ugrave; nobili e umanitari, soprattutto per i servizi sociali a favore delle fasce sociali pi&amp;ugrave; deboli.
	  Sar&amp;agrave; forse un&amp;rsquo;utopia, ma io la penso cos&amp;igrave;.

	Varese, 15 febbraio 2012                                        Giovanni Dotti
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LMlBavksj1NUEKwVPrt1hM4bJbc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LMlBavksj1NUEKwVPrt1hM4bJbc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 20:14:13 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.opinioneirpina.it/articoli-politica/39751-una-proposta-per-le-olimpiadi</guid>
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        <item>
            <title>A proposito dell'Articolo 18: o tutti... o nessuno!</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/T_jANM1FQak/39750-a-proposito-dellarticolo-18-o-tutti-o-nessuno</link>
            <description>Questo dovrebbero dire i Sindacati al Ministro del Lavoro nel prossimo incontro in cui si discuter&amp;agrave;  sulla modifica dei contratti di lavoro, nel senso che se i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, dovranno fare qualche sacrificio, accettando una qualche modifica all&amp;rsquo;Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che riduca parte delle garanzie attuali, altrettanto si deve pretendere che facciano  molte altre categorie sociali, come i dirigenti pubblici (spesso assunti non si sa come e non all&amp;rsquo;altezza dei compiti, pur percependo lauti e ingiustificati compensi), i professori universitari (spesso &amp;ldquo;baroni&amp;rdquo; nepotistici, ancorati alla cattedra a vita), e soprattutto i nostri politici che da decenni occupano posti di comando costituendo una &amp;ldquo;gerontocrazia&amp;rdquo; conservatrice, corrotta e inamovibile, che blocca ogni ricambio e si oppone ad ogni cambiamento.  
	  A questo proposito un plauso vada al popolo genovese di sinistra che col voto delle &amp;ldquo;primarie&amp;rdquo; per la candidatura a Sindaco della Citt&amp;agrave; ha chiaramente mandato un forte segnale di cambiamento, manifestando la volont&amp;agrave; di &amp;ldquo;rottamare&amp;rdquo; certi vecchi personaggi imposti dalla dirigenza del Partito Democratico e, come gi&amp;agrave; a Milano, a Napoli, a Cagliari ed anche a Firenze, dare fiducia a gente nuova spinta da ideali (ormai da tempo sopiti nella &amp;ldquo;nomenclatura&amp;rdquo; di quello come degli altri partiti) e portatrice di idee vere di rinnovamento.

	Varese, 15 febbraio  Giovanni Dotti
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0J_BBUHreZccRPLaMs7SuWCV5MQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0J_BBUHreZccRPLaMs7SuWCV5MQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0J_BBUHreZccRPLaMs7SuWCV5MQ/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0J_BBUHreZccRPLaMs7SuWCV5MQ/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/OpinioneIrpina/~4/T_jANM1FQak" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 19:38:24 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.opinioneirpina.it/articoli-politica/39750-a-proposito-dellarticolo-18-o-tutti-o-nessuno</guid>
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        <item>
            <title>L’emergenza neve e il solito scaricabarile delle responsabilità</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/sSd1tAvlujE/39749-lemergenza-neve-e-il-solito-scaricabarile-delle-responsabilita</link>
            <description>Qualcuno ha suggerito (non a torto) che le dispute verbali, le accuse e le attribuzioni delle responsabilit&amp;agrave;, ad ogni livello istituzionale, siano opportunamente rinviate al momento giusto, mentre adesso c&amp;rsquo;&amp;egrave; bisogno di organizzarsi e di agire sul piano operativo per risolvere i notevoli disagi creati dall&amp;rsquo;emergenza maltempo ancora in corso. Superata la quale, ci si potr&amp;agrave; confrontare in modo (se possibile) onesto, serio, civile e costruttivo.

	Ebbene, visto che la fase critica dell&amp;rsquo;emergenza sembra avviarsi verso un progressivo miglioramento, mi permetto di anticipare una riflessione senza alcun intento polemico, n&amp;eacute; provocatorio, anche per &amp;ldquo;riscaldare&amp;rdquo; idealmente il clima gelido di queste giornate.

	Allargando subito l&amp;rsquo;orizzonte del ragionamento, la notizia quantomeno inquietante e tragica riguarda l&amp;rsquo;Europa dell&amp;rsquo;Est, dove fino a questo momento si registrano oltre 600 morti causati dall&amp;rsquo;ondata di gelo proveniente dalle regioni siberiane. Ma tra le vittime per assideramento, addirittura 40 si contano in Italia. E non mi pare un dato irrilevante.

	E&amp;rsquo; vero che il clima terrestre sta letteralmente impazzendo, nel senso che l&amp;rsquo;estrema variabilit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;instabilit&amp;agrave; meteorologica sono diventati ovunque una caratteristica costante e permanente, ed &amp;egrave; altres&amp;igrave; vero che i mutamenti atmosferici su scala planetaria sono stati provocati dall&amp;rsquo;azione umana che ha saccheggiato il territorio in modo irrazionale e scellerato. In particolare, le responsabilit&amp;agrave; vanno ascritte ad un modello di (sotto)sviluppo capitalistico inquinante e devastante, che si &amp;egrave; rivelato fallimentare sotto ogni punto di vista, non solo sotto il profilo strettamente ecologico, ma pure sul versante economico e sociale, per cui fenomeni climatici che un tempo potevano risultare rari o eccezionali, oggi costituiscono la norma. Tuttavia, che una serie di nevicate cos&amp;igrave; intense e prolungate, di portata e durata a dir poco eccezionali (stando alla mia memoria e alla mia esperienza personale, francamente non riesco a ricordarne un&amp;rsquo;altra di dimensioni simili), possa paralizzare per giorni l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di numerosi centri urbani che, almeno in teoria, dovrebbero essere attrezzati per prevenire e fronteggiare simili &amp;ldquo;emergenze meteorologiche&amp;rdquo;, per quanto si verifichino ogni mezzo secolo, non credo sia una notizia confortante. Dunque, c&amp;rsquo;&amp;egrave; da preoccuparsi e interrogarsi molto seriamente sul sistema di prevenzione e protezione nazionale, al di l&amp;agrave; delle sterili polemiche e degli ignobili scaricabarile a cui abbiamo assistito ultimamente.

	Chi fa politica, non credo costretto da qualcuno, decide volontariamente di cimentarsi nella gestione della pubblica amministrazione, a prescindere da ogni schieramento di parte, perci&amp;ograve; si espone inevitabilmente alle critiche quando le cose non procedono bene. Di conseguenza, dovrebbe avere il coraggio e l&amp;rsquo;onest&amp;agrave; intellettuale di assumersi le proprie responsabilit&amp;agrave;, non respingerle o scaricarle su altri livelli, come ha fatto il sindaco di Roma. Il quale ha preferito presenziare in un &amp;ldquo;tour&amp;rdquo; di trasmissioni televisive per scagionarsi e colpevolizzare altre figure istituzionali, non certo esenti da errori o inadempienze, anzich&amp;eacute; preoccuparsi di coordinare gli interventi necessari e idonei a fronteggiare e contenere l&amp;rsquo;eccezionale ondata di maltempo che ha investito la capitale.

	Nella realt&amp;agrave; quotidiana dell&amp;rsquo;Alta Irpinia, il maltempo ha innescato conseguenze estremamente drammatiche e rovinose, che oltretutto sono difficilmente tollerabili e perdonabili proprio perch&amp;eacute; si tratta di comuni situati in territori d&amp;rsquo;alta montagna, in cui le temperature glaciali, le bufere di vento gelido, sia pure di origine artica o siberiana, le abbondanti precipitazioni nevose come quelle verificatesi nei giorni scorsi, dovrebbero essere affrontate nell&amp;rsquo;ottica di un &amp;ldquo;fenomeno naturale&amp;rdquo; facilmente prevedibile grazie agli strumenti tecnico-scientifici dell&amp;rsquo;odierna meteorologia. Nelle nostre zone, anche un&amp;rsquo;ondata di gelo polare e le nevicate pi&amp;ugrave; fitte e copiose dovrebbero essere fenomeni atmosferici riconducibili e sopportabili nell&amp;rsquo;orbita della &amp;ldquo;normalit&amp;agrave;&amp;rdquo;, e non diventare una tragica calamit&amp;agrave;, o addirittura una emergenza regionale o nazionale.

	Inoltre, bench&amp;eacute; questo elemento non rientri nel discorso sulle responsabilit&amp;agrave; legate all&amp;rsquo;emergenza, inviterei a ragionare molto onestamente e seriamente sulle funzioni e sulle competenze spettanti alle cosiddette &amp;ldquo;comunit&amp;agrave; montane&amp;rdquo;. A proposito delle quali &amp;egrave; lecito domandarsi (gi&amp;agrave; da tempo) quale siano i vantaggi concreti procurati ai cittadini da questi enti territoriali locali, inutili sin dalla loro istituzione, al di l&amp;agrave; dell&amp;rsquo;elargizione di rendite, prebende, appannaggi, franchigie e poltroncine ai soliti &amp;ldquo;amici degli amici&amp;rdquo;.

	Premesso che &amp;ldquo;a monte&amp;rdquo; esiste anche una questione di mentalit&amp;agrave;, ossia un problema di ordine etico, culturale ed educativo, premesso che le responsabilit&amp;agrave; politiche e morali, oltre che personali, sono ascrivibili a vari livelli e ruoli istituzionali, ma non per questo ciascun soggetto &amp;egrave; legittimato a discolparsi, accusando altri e rimbalzando le proprie responsabilit&amp;agrave;, sorge spontaneo chiedersi, soprattutto in un periodo non pi&amp;ugrave; di &amp;ldquo;vacche grasse&amp;rdquo; ma di grave austerit&amp;agrave; economica, perch&amp;eacute; si continuino a sprecare ingenti fondi pubblici per mantenere enormi carrozzoni politico-clientelari ed assistenziali che sono tanto inutili quanto costosi, invece di stanziarli a favore di una politica di risanamento ambientale, di prevenzione e salvaguardia del territorio, provvedendo affinch&amp;eacute; i singoli enti locali siano efficacemente attrezzati e coordinati per intervenire nel caso di abbondanti precipitazioni nevose, specie quando sono annunciate in modo tempestivo.

	Lucio Garofalo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BSqDomiB_mPaL6WlxqFefhxanuQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BSqDomiB_mPaL6WlxqFefhxanuQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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            <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 19:35:22 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.opinioneirpina.it/articoli-societa/39749-lemergenza-neve-e-il-solito-scaricabarile-delle-responsabilita</guid>
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        <item>
            <title>Tre belle lettere</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/OpinioneIrpina/~3/bHodxKxEOZY/39730-tre-belle-lettere</link>
            <description>Mi hanno colpito favorevolmente tre belle lettere pubblicate recentemente sulla PREALPINA, la prima di F. Zanellato sul &amp;ldquo;problema del lavoro&amp;rdquo;, la seconda di G. Bertoldi sul &amp;ldquo;canone RAI&amp;rdquo; e la terza di R. Mangoni sulle millantate promesse dei nostri politici prima delle elezioni.
	Tutte e tre pienamente condivisibili, ovviamente.
	   Per quanto riguarda l&amp;rsquo;esportazione del lavoro in paesi &amp;ldquo;dove la manodopera &amp;egrave; sfruttata ... ma con altissimi guadagni per il capitale&amp;rdquo; il Sig. Zanellato ci ha visto giusto:  infatti nessun governo che va a braccetto col capitalismo &amp;ndash; come del resto anche l&amp;rsquo;attuale dei &amp;ldquo;tecnici-professori&amp;rdquo;-  si sogna di andare controtendenza per cercare di riportare in Italia il lavoro, e neppure muovono un dito su questo punto-chiave le forze ormai annacquate (che meglio sarebbe chiamare &amp;ldquo;debolezze&amp;rdquo;) della sinistra, cui pure evidentemente va bene cos&amp;igrave; (avranno i loro buoni motivi! anche se reconditi ai pi&amp;ugrave;): evidentemente gli interessi dei capitalisti non devono essere toccati !  E&amp;rsquo; infatti pi&amp;ugrave; che normale, anzi encomiabile il fatto che gli industriali (vedi Colaninno coi nuovi stabilimenti Piaggio in India e Viet Nam, tanto per fare un esempio tra le migliaia di casi) vadano a cogliere le migliori &amp;ldquo;opportunit&amp;agrave;&amp;rdquo; ed a sfruttare la manodopera dove costa meno!  E che la politica resti alla finestra, immobile e quasi ammirata a guardare!   Quindi &amp;egrave; inutile lamentarsi, cos&amp;igrave; va il mondo, tra la voracit&amp;agrave; di alcuni e l&amp;rsquo;indifferenza di altri, e intanto l&amp;rsquo;Italia continua sulla via di un inevitabile declino.
	   La seconda lettera che riguarda il canone RAI (che circa un terzo degli Italiani con grande senso civico non paga!) pone l&amp;rsquo;accento sui tanti sperperi di denaro pubblico (giustamente sottolinea che almeno i canali privati sono gratuiti) che mamma RAI &amp;ndash; soprattutto la TV - spende per spettacoli &amp;ldquo;spazzatura&amp;rdquo; o comunque di dubbio valore artistico o educativo come balli, reality-show, gossip, quiz ecc., continuando sull&amp;rsquo;onda dell&amp;rsquo;era berlusconiana.   Ma ora che siamo in periodo di &amp;ldquo;magra&amp;rdquo; non sarebbe il caso di tirare un poco la cinghia, e di far pagare meno il canone ai cittadini italiani?  Ad esempio riducendo i compensi (astronomici) ad artisti vari e conduttori, che tanto andrebbero ugualmente in TV pubblica anche a costi inferiori,  o  altrimenti lascerebbero  finalmente  il  posto
	ad altri forse migliori di loro?  Siamo infatti anche un po&amp;rsquo; stufi di vedere sempre le solite facce strapagate!  O forse la &amp;ldquo;libera concorrenza&amp;rdquo; vale solo per i taxisti?  E pure sui quiz televisivi ci sarebbe molto da risparmiare: penso che sarebbero ugualmente interessanti e seguiti se anche le poste messe in gioco fossero di molto inferiori (vedere per confronto quelli della vicina Svizzera, non certo pi&amp;ugrave; povera di noi!).
	   La terza lettera del Sig. Mangoni infine (&amp;ldquo;Alle urne qualunquemente?&amp;rdquo;) ironizza magistralmente sulle false, assurde e ingannevoli promesse preelettorali dei nostri politicanti, che prevedibilmente si ripeteranno alle prossime elezioni e che probabilmente molti creduloni saranno ancora disposti ad ascoltare!  Promesse da marinaio, che non manterranno mai e poi mai, perch&amp;eacute; come al solito &amp;ldquo;finita la festa ... gabbato lu Santo!&amp;rdquo;.
	    Inutile aggiungere altro a queste tre belle lettere, che sintetizzano bene il momento di crisi e di caos in cui ci troviamo, da cui difficilmente riusciremo ad uscire se non col cambio generazionale di questa classe politica vecchia, accaparratrice e retrograda e della sua mentalit&amp;agrave;.

	Varese, 11 febbraio 2011                                    Giovanni Dotti
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            <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:20:19 GMT</pubDate>
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