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	<title>orizzonti</title>
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	<description>Blog dedicato a parole, immagini e viaggi dal mondo</description>
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		<title>Giappone, Africa, Turchia: i libri di giugno</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 08:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quattro nuovi spunti per viaggiare con le parole. 1. Itadakimasu, Umilmente ricevo in dono, di Fabio Geda Tokyo ha modificato alquanto la mia soglia dello stupore. Nonostante la complessità di questo luogo straordinario. Nonostante sappia che dovrei stare qui anni per cercare di comprenderlo, impadronirmene e forse non ci riuscirei mai; nonostante questo, ecco, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quattro nuovi spunti per viaggiare con le parole.</em></p>
<p><span id="more-5161"></span></p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5232" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5232" data-attachment-id="5232" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/19/giappone-africa-turchia-i-libri-di-giugno/20150618_104505/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg" data-orig-size="4128,2322" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;GT-I9505&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1434624304&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="20150618_104505" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=1024" class="wp-image-5232" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=600&#038;h=338" alt="I libri di giugno" width="600" height="338" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150618_104505.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5232" class="wp-caption-text">I libri di viaggio di giugno</p></div>
<h2><strong>1. Itadakimasu, Umilmente ricevo in dono, di Fabio Geda</strong></h2>
<blockquote><p><em>Tokyo ha modificato alquanto la mia soglia dello stupore</em>.</p>
<p><em>Nonostante la complessità di questo luogo straordinario. Nonostante sappia che dovrei stare qui anni per cercare di comprenderlo, impadronirmene e forse non ci riuscirei mai; nonostante questo, ecco, la cosa che davvero importa (a me) è ciò che questo luogo rappresenta <strong>in</strong> me. </em></p></blockquote>
<p>Dovrei partire dall&#8217;inizio e invece parto dalla fine, perché <strong>Fabio Geda nelle ultime pagine ha trovato le parole esatte, perfette</strong> per descrivere la strana sensazione che ti lascia un primo viaggio in Giappone. Io ci ho messo un po&#8217; di tempo in più per trovare le parole giuste, <a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/ebook/">sette viaggi</a>.<strong> Il libro è questo, un primo incontro, il racconto di una scoperta. </strong>Ed è emozionante rivivere questo momento irripetibile attraverso gli occhi di un&#8217;altra persona. Geda scrive nel suo stile, surreale, leggero, con una voce che si sente subito vicina. Scopre usanze, stranezze e soprattutto il cibo di Tokyo nei suoi luoghi più famosi  —  Asakusa, Mitaka, Akihabara, Tsukiji e altri  —  con lo sguardo umile e meravigliato di un occidentale colto, acuto e sensibile che arriva per la prima volta e ha la fortuna di essere preso per mano da qualcuno del posto, in questo caso personaggi che abitano il mondo della fantasia, come il signor Nakata, protagonista di un libro di Haruki Murakami. Oppure Mikage, creata da Banana Yoshimoto in Kitchen.</p>
<p>Perché il Giappone è anche questo, un&#8217;immagine (per l&#8217;autore è un Giappone-ossimoro) che molti di noi si sono costruiti anche attraverso la il modo in cui ci arrivano la sua cultura, i suoi scrittori, i suoi artisti ed è inevitabile che sia anche questa a guidarci in questo avvicinamento. Qui sono la grande bellezza e anche il limite di questo breve libro, perché si ferma un po&#8217; sulla superficie, senza mettere davvero alla prova il Giappone sognato.</p>
<p>Il testo è anche ricco di citazioni e di spunti, per approfondire.</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Itadakimasu-Umilmente-ricevo-dono-Fabio/dp/8859204526">Itadakimasu, umilmente ricevo in dono</a></strong>, di Fabio Geda, 133 pagine, <strong><a href="http://www.edt.it/libri/itadakimasu-umilmente-ricevo-in-dono/">EDT</a></strong>.</p>
<h2><strong>2. Il cielo di maiolica blu &#8211; Un&#8217;insolita storia d&#8217;amore per la Turchia</strong></h2>
<blockquote><p>Alcune volte succede che la realtà superi da un lato l&#8217;immaginario, ma dall&#8217;altro faccia entrare quei luoghi in un archivio segreto, dove si tengono i posti da rivedere, perché la prima visita non è stata soddisfacente.</p></blockquote>
<p>Questo non è un libro di viaggio e i moltissimi capitoli di cui è fatto non hanno l&#8217;andamento di un racconto. Eppure questo libro è una storia, proprio come dice il sottotitolo. <strong>E&#8217; la storia di un amore per la Turchia che attraversa gli anni e che si è nutrito di ritorni, di passione, di curiosità.</strong> E&#8217; una storia che ha il calore degli affetti di famiglia e dei ricordi — che emergono qua e là — e che si mescola con i profumi e i sapori che insegue per l&#8217;Anatolia, dall&#8217;aroma dello zafferano del Mısır Çarşısı (il Bazar delle spezie di Istanbul) a quello dell&#8217;<em>otlu peyniri</em>, il formaggio alle erbe che si gusta a colazione nei <em>kahvaltı salonu</em> di Van, all&#8217;estremo est del Paese, per arrivare fino alle regole per preparare un vero çay, il tè turco (che sorprendentemente arrivano solo verso la fine), bevanda che unisce tutto il Paese.</p>
<p><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg"><img data-attachment-id="5233" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/19/giappone-africa-turchia-i-libri-di-giugno/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg" data-orig-size="500,376" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg?w=500" class="aligncenter size-full wp-image-5233" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg?w=500&#038;h=376" alt="copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog" width="500" height="376" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg 500w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/copertina_cielo_di_maiolica_blu_blog.jpg?w=300&amp;h=226 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Quello di Federica Giuliani (blogger di <a href="http://traveltotaste.net/il-cielo-di-maiolica-blu-la-mia-turchia/" target="_blank">Travel to taste </a>e profonda conoscitrice della Turchia) è un libro che si può leggere come un saggio dall&#8217;inizio alla fine, per lasciarsi trasportare da questa storia, o un po&#8217; alla volta spulciando fra i capitoli, come una <strong>piccola enciclopedia della Turchia</strong> o una guida, che offre storia, leggende e aneddoti rivelatori, invitando ad andare oltre i luoghi comuni e i posti più frequentati. Oppure si può leggere al ritorno da un viaggio, per capirlo meglio e riviverlo fra le sue pagine. E&#8217; quello che è successo a me: in questa storia ho ritrovato tanto del mio primo grande viaggio in Turchia, ormai dieci anni fa: dall&#8217;affascinante sincerità di Uchishar, il paese in Cappadocia dove un tassista non mi voleva portare (&#8220;Perché ci vai? Ci dormono solo i francesi&#8221;), all&#8217;emozione fra i colori e i sapori dell&#8217;affollato bazar di <a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/03/12/viaggio-in-turchia-2-urfa-e-mardin/" target="_blank">Urfa</a>, dove restai seduto per ore solo per vedere la gente che passava e il modo in cui era vestita. E&#8217; anche una Turchia che cambia, non sempre in meglio. E sono sicuro che se anch&#8217;io tornassi (l&#8217;ho fatto purtroppo una sola volta da quel lungo viaggio) proverei la stessa nostalgia che affiora nel libro: quella di chi torna dopo molto tempo e non trova ciò che ricorda.</p>
<p>Corredato di belle foto dell&#8217;autrice.</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/maiolica-Uninsolita-storia-Turchia-dautore-ebook/dp/B00V4TBCEO" target="_blank">Il cielo di maiolica blu</a></strong>, di Federica Giuliani, 256 pagine, <strong><a href="http://www.goware-apps.com/il-cielo-di-maiolica-blu-guida-turchia/" target="_blank">goWare</a></strong>.</p>
<h2><strong>3. Dark Star Safari, di Paul Theroux</strong></h2>
<blockquote><p>Si va via per lungo tempo e si torna diversi: non si percorre mai tutto il cammino a ritroso. Si pensa: Io <strong>è</strong> un altro, come Rimbaud.</p>
<p>Il viaggio è transizione (&#8230;) Detestavo piombare dal cielo in un luogo. Avevo bisogno di saper collegare un luogo con l&#8217;altro. Una delle cose che mi sconcertavano, riguardo al viaggiare in generale, era la facilità con cui una persona può essere trasportata velocemente all&#8217;insolito (&#8230;) andare piano (&#8230;) era il sistema migliore per avere sempre presente che c&#8217;è un rapporto tra Qui e Là.</p></blockquote>
<p><strong>Dal Cairo a Città del Capo, via terra</strong>. E&#8217; un&#8217;idea che emoziona solo a pensarci. Ma non solo è l&#8217;itinerario a rendere speciale questo viaggio, compiuto anche da altri (vedi <a href="http://www.amazon.it/verso-Capo-13-000-attraverso-lAfrica/dp/8807880474/">Vado verso il Capo</a>) e a rendere questo libro così potente, coinvolgente. Theroux in Africa ha vissuto per anni come volontario dei Peace corps (in Malawi e Uganda), un periodo determinante per la sua vita. Qui ha trovato la sua vocazione (&#8220;Non ero soltanto libero di scrivere, in Africa: avevo anche qualcosa di cui scrivere&#8221;). E forse ha sempre amato questo continente in cui fugge a trentacinque anni di distanza, pieno di domande su quello che è successo nell&#8217;arco di oltre trent&#8217;anni, ma anche con l&#8217;idea di lasciarsi alle spalle tutto quello che pesa sulla sua vita, dalle segreterie telefoniche, alla burocrazia, agli impegni. Va in Africa per sparire in un continente che appare una specie di gorgo impenetrabile. E  ci riesce, mentre si sposta affannosamente con canoe, treni, bus, carri bestiame affronta disillusione, amarezza, sofferenza, paura accompagnate da momentanee rivelazioni. Ma non trova quello che aveva lasciato, non c&#8217;è più la speranza:<strong> Theroux trova città orribili e inquietanti</strong>, un continente in disfacimento, in gran parte a causa del mondo occidentale, del colonialismo, pure del turismo, ma anche della corruzione e del fanatismo locali.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5239" style="width: 212px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5239" data-attachment-id="5239" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/19/giappone-africa-turchia-i-libri-di-giugno/download-3/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg" data-orig-size="202,327" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="download" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg?w=185" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg?w=202" class="wp-image-5239 size-full" style="margin:1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg?w=202&#038;h=327" alt="download" width="202" height="327" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg 202w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/download.jpg?w=93&amp;h=150 93w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></a><p id="caption-attachment-5239" class="wp-caption-text">Dark Star Safari</p></div>
<p>E mentre viaggia osserva con sgomento i danni fatti spesso con le migliori intenzioni da volontari e Ong. Forse è la fatica a prendere il sopravvento, forse è la rabbia per quello che vede, ma Theroux — famoso per i suoi giudizi taglienti — <strong>diventa sempre più sprezzante nei confronti dei volontari occidentali</strong> e delle loro auto scintillanti che sfrecciano per le città africane, definendoli &#8220;spesso dei completi bastardi&#8221;. E così l&#8217;autore arriva alla fine di questo viaggio sfinito e con molte più domande di quando era partito. E forse torna anche con un po&#8217; di rammarico, quello di non aver ceduto alla tentazione di scomparire del tutto, nell&#8217;immensità di questa stella oscura.</p>
<blockquote><p>Gli dissi &#8216;Sitaki kufta&#8217;, non voglio morire. Lui disse in inglese: &#8220;Non vogliono la tua vita, <em>bwana</em>, ma le tue scarpe&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Dark-safari-Cairo-Citt%C3%A0-terra/dp/8860737842" target="_blank">Dark Star Safari </a></strong>&#8211; Dal Cairo a Città del Capo via terra, di Paul Theroux, 521 pagine, Baldini, Castoldi Dalai editore. In italiano è fuori catalogo — come quasi tutti i libri di Theroux — si può peròprovare su <a href="http://www.ibraccio.it/" target="_blank">Libraccio</a>.</p>
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<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
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		<title>Spiagge cubane</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 08:04:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, niente Varadero, naturalmente. Però bisogna prendere atto del fatto che a Cuba c&#8217;è anche il mare. Ed è molto bello. Cuba è altro, certo, ma ci sono anche le spiagge, bellissime. All&#8217;inizio, pianificando il viaggio a Cuba, avevamo pensato quasi di escludere completamente il mare, ci interessava altro. Ma la tentazione di scoprirlo era troppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>No, niente Varadero, naturalmente. Però bisogna prendere atto del fatto che a Cuba c&#8217;è anche il mare. Ed è molto bello.</em></p>
<p><span id="more-5183"></span></p>
<p>Cuba è altro, certo, ma ci sono anche le spiagge, bellissime. All&#8217;inizio, pianificando il viaggio a Cuba, avevamo pensato quasi di escludere completamente il mare, ci interessava altro. Ma la tentazione di scoprirlo era troppo forte e così al mare siamo tornati più volte con un unico punto fermo, evitare la zona più turistica in assoluto, quella di Varadero.</p>
<p>Piccola nota per gli esperti di Cuba: non è una guida definitiva, sono le tre spiagge che abbiamo visto in un viaggio di due settimane con tutti i limiti che questo può comportare. E&#8217; la nostra esperienza, tutto qua. Era il luglio 2013 e a Cuba tutto può cambiare molto in fretta, o rimanere sempre uguale a se stesso nei decenni. Per ora, a giudicare da quello che si legge, le cose sono ancora più o meno così.</p>
<h2><strong>La strada per Cayo Las Brujas</strong></h2>
<p>Questo <em>cayo</em> (isoletta), non lontano da Santa Clara e dalla splendida <a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2013/11/23/un-pomeriggio-a-remedios/">Remedios</a>, è attaccato a Cayo Santa Maria (in linea d&#8217;aria anche a Cayo Coco, ma la strada per arrivarci è molto più lunga). Abbiamo scelto Cayo Las Brujas per due motivi, il primo è che non avremmo dovuto fare grandi deviazioni: sono cento chilometri (circa due ore di viaggio). Il secondo è che era <strong>uno dei pochi posti dove è possibile pernottare economicamente senza pacchetti &#8216;all inclusive&#8217;.</strong> Il posto è comunque ugualmente assurdo, e ce ne accorgiamo subito, quando si imbocca la strada artificiale che porta all&#8217;isola, costruita su un terrapieno. L&#8217;asfalto, anche se si incontrano immancabili deviazioni, buche, tratti in riparazione, è in condizioni eccellenti — cosa che accade solo su alcune strade per turisti, a Cuba — e si incontra subito un posto di blocco, dove un poliziotto annoiato controlla i nostri documenti. La motivazione per questa verifica è semplice quanto triste: quasi tutti i <em>cayo</em> sono proibiti ai cubani che non vi lavorano. Sicuramente  i cubani hanno problemi assai più gravi con i quali lottare tutti i giorni. Ma che Paese è quello che proibisce l&#8217;accesso ad alcune zone ai suoi stessi cittadini? E&#8217; una sensazione sgradevole che a Cuba si prova molto spesso: i turisti e in generale gli stranieri hanno accesso a tutto, mentre i cubani vivono una vita separata in cui non hanno nulla o quasi.</p>
<p><a href="http://www.scribblemaps.com/maps/view/cayobrujas/7cclS6Jc8Y" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="//scribblemaps.com/api/maps/images/600/400/7cclS6Jc8Y.png" alt="" /></a></p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5208" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5208" loading="lazy" data-attachment-id="5208" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_96931/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg" data-orig-size="1528,1025" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="dsc_96931" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=1024" class="wp-image-5208" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=600&#038;h=402" alt="La strada per Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="402" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_96931.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5208" class="wp-caption-text">La strada per Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5191" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9687.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5191" loading="lazy" data-attachment-id="5191" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/attachment/5191/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9687.jpg" data-orig-size="1600,1074" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;(&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373222534&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;(&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="(" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;(&lt;/p&gt;
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<div data-shortcode="caption" id="attachment_5190" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5190" loading="lazy" data-attachment-id="5190" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_9671/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg" data-orig-size="1600,1074" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373222342&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9671" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=1024" class="wp-image-5190" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=600&#038;h=403" alt="La strada per cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9671.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5190" class="wp-caption-text">La strada per cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5189" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5189" loading="lazy" data-attachment-id="5189" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_9668/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg" data-orig-size="2896,1944" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373222333&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;22&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;320&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9668" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=1024" class="wp-image-5189" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=600&#038;h=403" alt="Il nostro potente mezzo (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9668.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5189" class="wp-caption-text">Il nostro potente mezzo (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
<p><strong>Nuvole nere si annidano sul mare e sulle isolette che vediamo in lontananza</strong> e speriamo si dissolvano o cambino direzione. Vediamo i fulmini e le strisce nere della pioggia che scendono sul mare. Queste nubi, queste tempeste sembrano, da lontano, giganteschi mostri che camminano su lunghe zampe nere. I fulmini cadono sul mare, sembrano vicinissimi. Sembra una scena de La guerra dei mondi. Poi veniamo investiti dalla tormenta, violentissima. Acqua ai lati, acqua sopra di noi, navighiamo a vista aggrappati a una stretta striscia di asfalto. Qui in estate i temporali sono brevi, ma frequenti. E anche un po&#8217; paurosi.</p>
<p>Arriviamo al nostro hotel Villa Las Brujas (l&#8217;unico), che è mezzo deserto. E ha l&#8217;aspetto pesto e fradicio di qualcuno che ha ricevuto un&#8217;enorme secchiata d&#8217;acqua in testa. Veniamo accolti nell&#8217;ufficio con cortesia, ma anche la solita indolenza e lentezza che si respira negli alberghi (quasi tutti statali). Abbiamo<a href="http://www.atrapalo.com/hoteles/51053-0_hotel-villa-las-brujas" rel="nofollow"> prenotato su un sito spagnolo</a> che non avevamo mai usato, un po&#8217; titubanti. Le prenotazioni su internet a Cuba sono rare (perché di fatto è appannaggio di pochi) e c&#8217;è sempre un margine di incertezza, ma è tutto a posto. Il nostro bungalow è un po&#8217; logoro, ma si affaccia direttamente sul mare: uno spettacolo vedere qui il tramonto. Anche se è il momento preciso nel quale dalla vegetazione si levano minacciosi plotoni di zanzare.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5186" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5186" loading="lazy" data-attachment-id="5186" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_9570/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg" data-orig-size="1600,1074" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373148972&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;320&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9570" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=1024" class="wp-image-5186" title="La spiaggia di Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=600&#038;h=403" alt="La spiaggia di Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9570.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5186" class="wp-caption-text">La spiaggia di Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
<p><strong>La spiaggia è un&#8217;infinita mezzaluna bianca, lunga chilometri, il mare è cristallino.</strong> E&#8217; la classica spiaggia caraibica adornata di palme, un sogno. Peccato che se ti allontani un po&#8217; dall&#8217;albergo a piedi incontri sporcizia e rifiuti qua e là: un po&#8217; restituiti dal mare, un po&#8217; evidentemente abbandonati nella sabbia. E chissà da quanto.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5187" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5187" loading="lazy" data-attachment-id="5187" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_9572/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg" data-orig-size="1600,1074" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373148976&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9572" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=1024" class="wp-image-5187" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=600&#038;h=403" alt="Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan 2013)" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9572.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5187" class="wp-caption-text">Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan 2013)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5193" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5193" loading="lazy" data-attachment-id="5193" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_9586/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg" data-orig-size="1600,1075" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373154614&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;140&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9586" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=1024" class="wp-image-5193" title="Cayo Las Brujas  (foto di Patrick Colgan, 2013)" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=600&#038;h=403" alt="Cayo Las Brujas  (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9586.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5193" class="wp-caption-text">Cayo Las Brujas Immancabili nuvoloni e quello che potrebbe sembrare un condor, chido però aiuto agli esperti. Cos&#8217;è? (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
<p>L&#8217;albergo ha anche un <strong>centro diving</strong> (incredibilmente è chiuso il lunedì). Ma non c&#8217;è solo quello: propone anche una bella escursione in motoscafo fra le mangrovie (nel senso che ogni partecipante guida il suo motoscafo personale biposto, con sprezzo del pericolo totale), fino a un relitto incagliato sul reef. Molto turistico, ma anche un po&#8217; avventuroso, folle ed è davvero uno splendido giro per scoprire un po&#8217; di più come è fatto il <em>cayo</em>.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5204" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5204" loading="lazy" data-attachment-id="5204" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/20130706_163205/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg" data-orig-size="1215,911" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20130706_163205" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=1024" class="wp-image-5204" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=600&#038;h=450" alt="Cayo Las Brujas  (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130706_163205.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5204" class="wp-caption-text">Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
<p>Per il resto<strong> la cucina dell&#8217;albergo è terribile</strong>, ma non mi lamento. Anzi, per me è meglio così: prendo le modeste porzioni di pollo o maiale con riso come i cubani (quando va bene) e mi fa sentire di certo meno in colpa che se fossi a ingozzarmi di aragosta. Cuba è così, regala grandi gioie, bellezze, anche umanità, ma ti fa sentire spesso in colpa. Lasciamo però  perdere la cucina, di questo posto mi resterà il colore turchese del mare, ma soprattutto l&#8217;incredibile cielo stellato che si illumina quando scende il buio.</p>
<h2><strong>Un&#8217;immersione a Playa Ancòn</strong></h2>
<p><strong>E&#8217; in pratica la spiaggia di Trinidad,</strong> a pochi chilometri dalla città. Non è spettacolare come altre, ma è una gran bella striscia di sabbia con un mare cristallino. Ci si arriva con pochi chilometri di strade disastrate — si attraversa anche uno degli inquietanti passaggi a livello a vista&#8217; — e si paga qualche cuc per le sdraio e un ombrellone: è la spiaggia di un albergo che sembra quasi deserto a parte qualche pallido turista nord europeo. Qui è bello godersi il mare, ma sfrutto anche l&#8217;occasione per fare un&#8217;immersione. La guida del centro diving locale (tutto musica metal e bandiere pirata) è un cubano tatuatissimo e molto simpatico. Si esce in barca e qui — in puro stile locale — ci si arrangia con quello che si ha. Non ci sono boe e per i punti d&#8217;immersione si va a memoria e basandosi con riferimenti sulla costa. La guida, in piedi sulla prua della barca dà indicazioni al timoniere: di qua, di là, un po&#8217; più avanti&#8230; butta l&#8217;ancora! Andiamo a una ventina di metri a vedere un relitto, un peschereccio affondato qualche decennio fa: le acque cubane ne sono piene.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5206" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5206" loading="lazy" data-attachment-id="5206" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/20130709_23181011/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg" data-orig-size="1174,881" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20130709_23181011" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=1024" class="wp-image-5206" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=600&#038;h=450" alt="Playa Ancòn, foto di Patrick Colgan 2013" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20130709_23181011.jpg 1174w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5206" class="wp-caption-text">Playa Ancòn, foto di Patrick Colgan 2013</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5207" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5207" loading="lazy" data-attachment-id="5207" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/ancon_cuba/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg" data-orig-size="1153,865" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ancon_cuba" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=1024" class="wp-image-5207" title="Playa Ancòn, foto di Patrick Colgan 2013" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=600&#038;h=450" alt="Playa Ancòn, foto di Patrick Colgan 2013" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/ancon_cuba.jpg 1153w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5207" class="wp-caption-text">Playa Ancòn, foto di Patrick Colgan 2013</p></div>
<h2><strong>Da Viñales a Cayo Jutìas</strong></h2>
<p>A Cayo jutìas si arriva da Vinales. Il nome, non particolarmente invitante, fa riferimento a grossi roditori, simili a nutrie. Da Vinales la distanza è di soli 55 chilometri, ma come sempre a Cuba la distanza si misura in ore e non in chilometri: diciamo che ci vuole almeno un&#8217;ora e mezza, perché <strong>l&#8217;asfalto è in cattive condizioni</strong> — a tratti tremendo — e le indicazioni sono poche, illeggibili, incerte, tanto che sbagliamo strada, finendo su ponti che definire precari è un eufemismo fino a quando qualche cubano non ci avverte allarmato che dobbiamo tornare indietro. A Cuba succede abbastanza spesso ed è anche rischioso se non ci si accorge per tempo di aver preso la deviazione sbagliata. Si rischia di venir sorpresi dal buio se succede all&#8217;imbrunire. E di notte è davvero meglio non viaggiare su queste strade dove gira davvero di tutto e senza alcun riguardo per il codice della strada. <strong>L&#8217;ultimo tratto, per arrivare alla spiaggia, poi, è disseminato di crateri e si rischia davvero di sfasciare l&#8217;auto.</strong></p>
<p><a href="http://www.scribblemaps.com/maps/view/cayojutias/mI3Jj3usUw" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="//scribblemaps.com/api/maps/images/550/400/mI3Jj3usUw.png" alt="" /></a></p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5201" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5201" loading="lazy" data-attachment-id="5201" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/cayo_jutias_3/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg" data-orig-size="800,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Cayo_Jutías_(3)" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cayo_Jut%C3%ADas_(3).jpg?uselang=es&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=800" class="wp-image-5201" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=600&#038;h=450" alt="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cayo_Jut%C3%ADas_(3).jpg?uselang=es" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=600&amp;h=450 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=300&amp;h=225 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg?w=768&amp;h=576 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/cayo_jutc3adas_3.jpg 800w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5201" class="wp-caption-text">Cayo Jutìas, da Wikimedia (autore <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Ji-Elle">Ji-elle</a>, <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en">creative commons 4.0 attribution-share alike</a>)</p></div>
<p>Alla fine <strong>arriviamo a Cayo jutìas un po&#8217; provati e veniamo accolti da grossi nuvoloni neri.</strong> La spiaggia è ritenuta da molti una delle più belle in assoluto. Ma siamo venuti nel giorno sbagliato per apprezzare il mare: è un weekend. E&#8217; invece il giorno perfetto per vedere la gente del posto in un momento di relax. Perché Cayo jutìas è una delle spiagge aperte anche ai cubani e questo significa che è affollatissima e chiassosa. Sono stato &#8216;accontentato&#8217; (e forse me ne sto pentendo). L&#8217;atmosfera di festa e la densità di gente è simile quella che da noi c&#8217;è in pratica solo a ferragosto nelle spiagge più affollate. Il massimo della vita per i cubani sembra bere alcolici a mollo in acqua. Ragazzi e ragazze sguazzano in mare con bottiglie di rum e lattine di birra Cristal, attorniati dai vuoti che galleggiano. C&#8217;è anche qualche fortunato con una radio dalla quale esce reggaeton a tutto volume. Non facciamo però in tempo a trovare un fazzoletto di spiaggia che si scatena un diluvio pazzesco e tutti si rifugiano sotto la tettoia del ristorante, enorme, ma al limite delle capienza.</p>
<p>Quando la pioggia si placa facciamo un giro di snorkeling con guida. L&#8217;acqua per qualche reazione chimica dovuta al diluvio è diventata di uno stranissimo colore verde bottiglia e quindi è una nuotata davvero stranissima fra piccole innocue meduse e formazioni coralline. Lattine galleggianti non ne vediamo più. Magari a fine giornata gli allegri bevitori le raccolgono, penso. Oppure, più probabilmente, il diluvio le ha sparpagliate o affondate vicino a riva.</p>
<p>Forse questa bella spiaggia non l&#8217;abbiamo vista al meglio, ma forse è la più vera.</p>
<h2><strong>Link utili</strong></h2>
<ul>
<li><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2013/08/11/in-auto-a-cuba/">In&#8217;auto a Cuba</a></li>
</ul>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5188" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5188" loading="lazy" data-attachment-id="5188" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/15/spiagge-cubane/dsc_9624/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg" data-orig-size="1600,1074" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;10&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1373222106&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9624" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=1024" class="wp-image-5188" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=600&#038;h=403" alt="Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/dsc_9624.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5188" class="wp-caption-text">Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</p></div>
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<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
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			<media:title type="html">La strada per Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</media:title>
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			<media:title type="html">La strada per il cayo. In teoria in queste lagune si dovrebbero incontrare anche fenicotteri rosa. In luglio però non ne abbiamo visti (foto di Patrick Colgan, 2013)</media:title>
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			<media:title type="html">La strada per cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</media:title>
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			<media:title type="html">Il nostro potente mezzo (foto di Patrick Colgan, 2013)</media:title>
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			<media:title type="html">La spiaggia di Cayo Las Brujas (foto di Patrick Colgan, 2013)</media:title>
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		<title>Berlino: una prigione della Stasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2015 13:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[La banalità del male al Gedenkstätte Berlin Hohenschönhausen. Case basse in fila, alberi, parchi. E poi il negozio di quartiere, il bar locale. Uno potrebbe anche immaginare di vivere qui alle porte di Berlino, con una ragazza, un cane e ogni giorno mezz&#8217;ora di tram e magari un cambio di metropolitana per andare nel Mitte o a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La banalità del male al Gedenkstätte Berlin Hohenschönhausen.</em></p>
<p><span id="more-5251"></span></p>
<p><strong>Case basse in fila, alberi, parchi. </strong>E poi il negozio di quartiere, il bar locale. Uno potrebbe anche immaginare di vivere qui alle porte di Berlino, con una ragazza, un cane e ogni giorno mezz&#8217;ora di tram e magari un cambio di metropolitana per andare nel Mitte o a Kreuzbeg. Dissolvenza e stacco, come in un film. Ora sono poco distante, in una stanza spoglia che potrebbe essere quella della mia vecchia scuola media. Arredamento degli anni 70 o 60, non sono nemmeno sicuro. E poi tavoli di fòrmica o in una sorta di finto legno, una lampada anonima, un mangianastri, una specie di radio, un vecchio telefono. Giallino, verdolino, marrone. Qualcosa di rosso.  <strong>Tutto triste, come in certi uffici pubblici forse dimenticati dalla sede centrale</strong>, in cui ogni cosa contribuisce a un&#8217;atmosfera cadente, dove nulla cambia da decenni a parte i moduli da compilare. Mi ricorda l&#8217;ultima volta che sono stato alla Motorizzazione.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5169" style="width: 347px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5169" loading="lazy" data-attachment-id="5169" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_164641-2/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg" data-orig-size="337,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_164641" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=169" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=337" class="wp-image-5169 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=337&#038;h=599" alt="Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="337" height="599" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg 337w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=84&amp;h=150 84w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=169&amp;h=300 169w" sizes="(max-width: 337px) 100vw, 337px" /></a><p id="caption-attachment-5169" class="wp-caption-text">Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen<br /> (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5170" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5170" loading="lazy" data-attachment-id="5170" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_164011-2/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_164011" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=1024" class="wp-image-5170" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5170" class="wp-caption-text">Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5167" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5167" loading="lazy" data-attachment-id="5167" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_160359/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_160359" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=1024" class="wp-image-5167" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5167" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Se mi avessero trasportato di nascosto e incappucciato, come la gente che non più di trenta anni fa arrivava qui, non avrei idea del segreto che questi tristi locali celano.<strong> Qui c&#8217;era una prigione della Stasi, la polizia segreta della Germania Est</strong> e queste, in cui mi trovo, sono le sale per gli interrogatori. Sono brutte, banali, anonime. Il male non deve avere per forza un aspetto truce, potente: più spesso ha l&#8217;aspetto apparentemente innocuo e banale di una scuola, quello burocratico di un ufficio. La tortura è ridotta a un semplice fatto amministrativo. Il concetto di banalità del male mi è improvvisamente più chiaro mentre ascolto la nostra guida che ci sta accompagnando in una visita guidata quello che oggi  è un museo memoriale, <strong><a href="http://en.stiftung-hsh.de/index.php">Gedenkstaette Berlin Hohenschonhausen</a></strong>. E&#8217; una sensazione strana quella che provo. <strong>Berlino è una città così piena, così viva e diversa oggi, che ti dimentichi di continuo della sua storia così dolorosa</strong> fino a un tempo così recente.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5168" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5168" loading="lazy" data-attachment-id="5168" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_154614/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg" data-orig-size="1143,643" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_154614" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=1024" class="wp-image-5168" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=600&#038;h=338" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="338" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg 1143w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5168" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5163" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5163" loading="lazy" data-attachment-id="5163" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_162653/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_162653" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=1024" class="wp-image-5163" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5163" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Dagli uffici scendiamo alle prigioni, le più anguste, buie e malsane risalenti all&#8217;ottocento, mentre ci vengono raccontate alcune storie di prigionieri che si sono intrecciate fra queste mura, bordate da fili elettrici: non è un impianto elettrico fatto in modo approssimativo, con i cavi scoperti: è l&#8217;allarme, che poteva essere lanciato da qualsiasi punto, semplicemente staccando due connettori. Non soffro di claustrofobia, ma qui è tutto così opprimente, angusto, che anche oggi che tutte le porte sono aperte è un posto che fa paura.</p>
<p><strong>La guida è un uomo di circa 45 anni</strong>. Con lui passano due, tre ore senza che ce ne accorgiamo. Lo sommergiamo di domande a cui risponde con grande precisione, specie quelle sulla visione del mondo del Socialismo reale, sui metodi della polizia segreta, sulle delazioni sul clima di sospetto, sulle confessioni estorte. Alla fine ci rivela di essere nato e cresciuto nella Germania Est. Fino alla Caduta del muro è stato in posizioni di vertice nelle formazioni giovanili del partito.  Poi ha cambiato idea e ora fa la guida in questo posto. Ma, ammette, &#8220;è stato un caso&#8221;. <strong>Se la storia della Germania est fosse proseguita forse avrebbe continuato a far carriera in politica. </strong>Forse non avrebbe mai messo in discussione quello in cui credeva; anzi, forse avrebbe lavorato lì. E magari avrebbe abitato da queste parti, dove molti sapevano quello che succedeva in questi uffici nascosti fra le palazzine e le villette, ma nessuno ne parlava. &#8220;Lì — dice indicando genericamente la direzione delle case basse, dei parchi, quelle che guardavo prima di entrare —, in quelle abitazioni, abitava la gente che lavorava qui. Molti ci vivono ancora&#8221;.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5171" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5171" loading="lazy" data-attachment-id="5171" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_171029/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_171029" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=1024" class="wp-image-5171" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5171" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<h2><strong>Informazioni utili</strong></h2>
<p>Gedenkstaette significa memoriale e non è da confondere con <a href="http://www.stasimuseum.de/en/enindex.htm">il museo della Stasi</a> in centro a Berlino. Le visite guidate in inglese si tengono ogni giorno alle 11,30 e alle 2,30 del pomeriggio. Solo una alle 2,30 nell&#8217;orario invernale, da novembre a marzo.</p>
<p><strong>Il tram</strong> per arrivare è l&#8217;M5 da Alexanderplatz, fino alla fermata di Freienwalder Strasse (poco meno di mezz&#8217;ora). Da lì sono dieci minuti a piedi. Visti anche gli orari delle visite vicini al pranzo, il memoriale ha un caffè dove è possibile mangiare. <a href="http://en.stiftung-hsh.de/index.php">Il sito ufficiale.</a></p>
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<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi<br />
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		<title>Berlino: una prigione della Stasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2015 13:27:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La banalità del male al Gedenkstätte Berlin Hohenschönhausen. Case basse in fila, alberi, parchi. E poi il negozio di quartiere, il bar locale. Uno potrebbe anche immaginare di vivere qui alle porte di Berlino, con una ragazza, un cane e ogni giorno mezz&#8217;ora di tram e magari un cambio di metropolitana per andare nel Mitte o a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La banalità del male al Gedenkstätte Berlin Hohenschönhausen.</em></p>
<p><span id="more-5162"></span></p>
<p><strong>Case basse in fila, alberi, parchi. </strong>E poi il negozio di quartiere, il bar locale. Uno potrebbe anche immaginare di vivere qui alle porte di Berlino, con una ragazza, un cane e ogni giorno mezz&#8217;ora di tram e magari un cambio di metropolitana per andare nel Mitte o a Kreuzbeg. Dissolvenza e stacco, come in un film. Ora sono poco distante, in una stanza spoglia che potrebbe essere quella della mia vecchia scuola media. Arredamento degli anni 70 o 60, non sono nemmeno sicuro. E poi tavoli di fòrmica o in una sorta di finto legno, una lampada anonima, un mangianastri, una specie di radio, un vecchio telefono. Giallino, verdolino, marrone. Qualcosa di rosso.  <strong>Tutto triste, come in certi uffici pubblici forse dimenticati dalla sede centrale</strong>, in cui ogni cosa contribuisce a un&#8217;atmosfera cadente, dove nulla cambia da decenni a parte i moduli da compilare. Mi ricorda l&#8217;ultima volta che sono stato alla Motorizzazione.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5169" style="width: 347px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5169" loading="lazy" data-attachment-id="5169" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_164641-2/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg" data-orig-size="337,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_164641" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=169" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=337" class="wp-image-5169 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=337&#038;h=599" alt="Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="337" height="599" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg 337w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=84&amp;h=150 84w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1646411.jpg?w=169&amp;h=300 169w" sizes="(max-width: 337px) 100vw, 337px" /></a><p id="caption-attachment-5169" class="wp-caption-text">Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen<br /> (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5170" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5170" loading="lazy" data-attachment-id="5170" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_164011-2/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_164011" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=1024" class="wp-image-5170" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_1640111.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5170" class="wp-caption-text">Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5167" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5167" loading="lazy" data-attachment-id="5167" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_160359/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_160359" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=1024" class="wp-image-5167" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_160359.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5167" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Se mi avessero trasportato di nascosto e incappucciato, come la gente che non più di trenta anni fa arrivava qui, non avrei idea del segreto che questi tristi locali celano.<strong> Qui c&#8217;era una prigione della Stasi, la polizia segreta della Germania Est</strong> e queste, in cui mi trovo, sono le sale per gli interrogatori. Sono brutte, banali, anonime. Il male non deve avere per forza un aspetto truce, potente: più spesso ha l&#8217;aspetto apparentemente innocuo e banale di una scuola, quello burocratico di un ufficio. La tortura è ridotta a un semplice fatto amministrativo. Il concetto di banalità del male mi è improvvisamente più chiaro mentre ascolto la nostra guida che ci sta accompagnando in una visita guidata quello che oggi  è un museo memoriale, <strong><a href="http://en.stiftung-hsh.de/index.php">Gedenkstaette Berlin Hohenschonhausen</a></strong>. E&#8217; una sensazione strana quella che provo. <strong>Berlino è una città così piena, così viva e diversa oggi, che ti dimentichi di continuo della sua storia così dolorosa</strong> fino a un tempo così recente.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5168" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5168" loading="lazy" data-attachment-id="5168" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_154614/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg" data-orig-size="1143,643" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_154614" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=1024" class="wp-image-5168" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=600&#038;h=338" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="338" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_154614.jpg 1143w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5168" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5163" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5163" loading="lazy" data-attachment-id="5163" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_162653/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_162653" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=1024" class="wp-image-5163" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_162653.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5163" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Dagli uffici scendiamo alle prigioni, le più anguste, buie e malsane risalenti all&#8217;ottocento, mentre ci vengono raccontate alcune storie di prigionieri che si sono intrecciate fra queste mura, bordate da fili elettrici: non è un impianto elettrico fatto in modo approssimativo, con i cavi scoperti: è l&#8217;allarme, che poteva essere lanciato da qualsiasi punto, semplicemente staccando due connettori. Non soffro di claustrofobia, ma qui è tutto così opprimente, angusto, che anche oggi che tutte le porte sono aperte è un posto che fa paura.</p>
<p><strong>La guida è un uomo di circa 45 anni</strong>. Con lui passano due, tre ore senza che ce ne accorgiamo. Lo sommergiamo di domande a cui risponde con grande precisione, specie quelle sulla visione del mondo del Socialismo reale, sui metodi della polizia segreta, sulle delazioni sul clima di sospetto, sulle confessioni estorte. Alla fine ci rivela di essere nato e cresciuto nella Germania Est. Fino alla Caduta del muro è stato in posizioni di vertice nelle formazioni giovanili del partito.  Poi ha cambiato idea e ora fa la guida in questo posto. Ma, ammette, &#8220;è stato un caso&#8221;. <strong>Se la storia della Germania est fosse proseguita forse avrebbe continuato a far carriera in politica. </strong>Forse non avrebbe mai messo in discussione quello in cui credeva; anzi, forse avrebbe lavorato lì. E magari avrebbe abitato da queste parti, dove molti sapevano quello che succedeva in questi uffici nascosti fra le palazzine e le villette, ma nessuno ne parlava. &#8220;Lì — dice indicando genericamente la direzione delle case basse, dei parchi, quelle che guardavo prima di entrare —, in quelle abitazioni, abitava la gente che lavorava qui. Molti ci vivono ancora&#8221;.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5171" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5171" loading="lazy" data-attachment-id="5171" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/20150214_171029/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg" data-orig-size="1065,599" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_171029" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=1024" class="wp-image-5171" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/20150214_171029.jpg 1065w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5171" class="wp-caption-text">Prigioni, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<h2><strong>Informazioni utili</strong></h2>
<p>Gedenkstaette significa memoriale e non è da confondere con <a href="http://www.stasimuseum.de/en/enindex.htm">il museo della Stasi</a> in centro a Berlino. Le visite guidate in inglese si tengono ogni giorno alle 11,30 e alle 2,30 del pomeriggio. Solo una alle 2,30 nell&#8217;orario invernale, da novembre a marzo.</p>
<p><strong>Il tram</strong> per arrivare è l&#8217;M5 da Alexanderplatz, fino alla fermata di Freienwalder Strasse (poco meno di mezz&#8217;ora). Da lì sono dieci minuti a piedi. Visti anche gli orari delle visite vicini al pranzo, il memoriale ha un caffè dove è possibile mangiare. <a href="http://en.stiftung-hsh.de/index.php">Il sito ufficiale.</a></p>
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<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
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			<media:title type="html">Una stanza per interrogatori, Hohenschonhausen (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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		<title>Cinque cose da fare a Berlino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 07:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ritorno nella capitale tedesca per quattro, splendidi, giorni (li riassumo per punti). Ci ho messo un bel po&#8217; a decidermi a scrivere di Berlino. Troppa gente che conosco ci è andata a vivere o ci ha vissuto per un periodo, io invece ho lasciato passare troppo tempo prima di tornarci (quindici anni!) e mi sembrava di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ritorno nella capitale tedesca per quattro, splendidi, giorni (li riassumo per punti).</em></p>
<p><span id="more-5125"></span></p>
<p>Ci ho messo un bel po&#8217; a decidermi a scrivere di <strong>Berlino</strong>. Troppa gente che conosco ci è andata a vivere o ci ha vissuto per un periodo, io invece ho lasciato passare troppo tempo prima di tornarci (quindici anni!) e mi sembrava di peccare di presunzione, del tipo: &#8220;Chi sei tu per scriverne?&#8221;. Poi mi sono convinto a scrivere la mia impressione inevitabilmente superficiale: provo a raccontare cinque aspetti che mi sono rimasti di questi quattro giorni di febbraio, belli e intensi. E nemmeno così freddi, grazie a un pizzico di fortuna (&#8220;non vedevamo il sole da mesi&#8221;, abbiamo sentito dire).</p>
<h2><strong>1. L&#8217;illusione di vivere a Berlino</strong></h2>
<p>Io non ho mai vissuto a Berlino, ma mi sarebbe piaciuto, sento di essermi perso qualcosa. E forse anche per questo, per illuderci di abitarci per qualche giorno, abbiamo preso <strong>un monolocale Airbnb a Prenzlauer Berg</strong>, vicino alla fermata Schoenhauser allee della S-Bahn.  Naturalmente è tutto solo un&#8217;illusione. Gli affitti qui sono sempre stati bassi, ma da studente o emigrato difficilmente mi sarei potuto permettere un appartamento così grazioso. Allo stesso tempo è stato bello avere una casa a Berlino per qualche giorno: andare a prendere pane, caffè e brioche dal fornaio di quartiere, <a href="https://persorsi.wordpress.com/2015/02/26/1092/" target="_blank">fare colazione al grazioso Blumen cafè</a> dietro l&#8217;angolo (che qualcuno potrebbe definire <em>hipster</em>, che poi è una parola che viene ormai usata per tutto, e invece è solo berlinese). E&#8217; metà fioraio, metà bar e ci sono pure un gatto e degli enormi pappagalli.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5132" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5132" loading="lazy" data-attachment-id="5132" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150214_095809/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_095809" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=905" class="wp-image-5132" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=600&#038;h=337" alt="La S-Bahn a Prenzlauer-Berg (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_095809.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5132" class="wp-caption-text">La S-Bahn a Prenzlauer-Berg (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5130" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5130" loading="lazy" data-attachment-id="5130" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_105844/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_105844" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=905" class="wp-image-5130" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Il Blumen cafè (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_105844.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5130" class="wp-caption-text">Il Blumen cafè (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>E poi saremmo potuti anche andare in un locale a caso o scegliere quelli della guida per passare la serata. E invece abbiamo scelto di farlo in compagnia, con i bravissimi  ragazzi di <a href="http://alternativeberlin.com/" target="_blank">Alternative Berlin Tours</a> (scoperti <a href="http://viagginelcassetto.com/street-art-berlino/" target="_blank">grazie a Farah</a>), che <strong>ogni sera organizzano un </strong><em><strong>pub crawl</strong>,</em> vale a dire una serata itinerante di locale in locale, seguendo percorsi sicuramente non turistici. E&#8217; stato un modo divertente di passare la serata a zonzo fra i quartieri, facendo qualche chiacchiera con nuove persone (che sono andate diradandosi, dopo ogni locale c&#8217;era qualcuno che alzava bandiera bianca) e scoprendo posti che mai avremmo visitato altrimenti: bar, birrerie, cabaret, ping pong bar: il rovescio della medaglia è che ho avuto l&#8217;impressione che non fossimo completamente benvenuti ovunque (nel ping pong bar, intendo).</p>
<p>Rotto il ghiaccio, la sera successiva è stata anche più divertente, scovando un affollatissimo &#8216;sofa bar&#8217;, <a href="http://www.wohnzimmer-bar.de/#" target="_blank">Das Wohnzimmer</a>: era sabato sera, ci siamo accaparrati un pezzo di divano e abbiamo bevuto due cocktail mescolandoci con i locali. Per un&#8217;ora mi sono illuso che questa fosse la mia vita (ma c&#8217;era decisamente troppo fumo di sigaretta, in questa vita).</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5134" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5134" loading="lazy" data-attachment-id="5134" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150214_234717-001/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1432685911&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_234717-001" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=905" class="wp-image-5134" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Das Wohnzimmer " width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_234717-001.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5134" class="wp-caption-text">Tende, abat-jour e divani in stile anni&#8217;70 a Das Wohnzimmer (foto di Patrick Colgan, 2015</p></div>
<h2><strong>2. Berlino in trasformazione</strong></h2>
<p><strong>Ho lasciato Berlino che era un cantiere, quindici anni fa.</strong> C&#8217;erano gru ovunque. E l&#8217;ho ritrovata che è ancora un cantiere, ma allo stesso tempo si è trasformata. E non so se i cambiamenti mi piacciono tutti. <strong>Potsdamer Platz</strong>, per esempio, all&#8217;inizio del duemila era solo un grattacielo con lavori tutt&#8217;intorno. Quello che è divenuta mi mette un po&#8217; a disagio, anche se non lascia indifferenti. Ci sono grattacieli, luci, gente e una grande freddezza: forse <strong>è la parte più fredda e disumana di Berlino</strong>. Però la vedi da lontano, la notte, e non sembra così minacciosa. C&#8217;è l&#8217;incredibile tendone del Sony center che sembra un incongruo monte Fuji (effetto voluto) che spunta fra i tetti di Berlino e ti aspetti di vedere un&#8217;auto volante che ti sfreccia davanti, <strong>come in un film di fantascienza</strong>.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5135" style="width: 296px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5135" loading="lazy" data-attachment-id="5135" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_184646/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg" data-orig-size="286,508" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_184646" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg?w=169" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg?w=286" class="wp-image-5135 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg?w=286&#038;h=508" alt="A Potsdamer platz (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="286" height="508" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg 286w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_184646.jpg?w=84&amp;h=150 84w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" /></a><p id="caption-attachment-5135" class="wp-caption-text">A Potsdamer platz (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>E mentre la trasformazione di Potsdamer Platz è finita ora tocca ad altri luoghi: crescono i palazzi e le sedi delle multinazionali lungo la Sprea, a Berlino est i quartieri vengono &#8216;ripuliti&#8217; di pari passo con le facciate dei palazzi. E i prezzi salgono. Anche la &#8216;mitica&#8217; Kreuzberg dove si sono mescolati per decenni immigrati turchi, studenti e artisti non è indenne: proprio qui lo street artist Blu ha cancellato proprio nei mesi scorsi una sua grande opera.<a href="http://www.ilmitte.com/blu-conferma-cancellazione-opere-berlino/" target="_blank"> Dice di non riconoscere più il quartiere</a> (Berlino è anche tanta street art).</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5138" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5138" loading="lazy" data-attachment-id="5138" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_124933/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_124933" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=905" class="wp-image-5138" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Berlino, " width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124933.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5138" class="wp-caption-text">Berlino, &#8220;Questa città è in vendita&#8221; (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5139" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5139" loading="lazy" data-attachment-id="5139" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_124512/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg" data-orig-size="983,553" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_124512" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=983" class="wp-image-5139" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=600&#038;h=338" alt="Street art a Berlino (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="338" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_124512.jpg 983w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5139" class="wp-caption-text">Street art a Berlino (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<h2><strong>3. La Berlinale</strong></h2>
<p>Berlino è cultura, naturalmente. Io amo i festival del cinema e la Berlinale era un vecchio pallino che avevo da anni. Purtroppo, nonostante mi sia messo all&#8217;opera con un buon anticipo, comprare on line  i biglietti su internet per i film più ambiti è risultato difficilissimo senza passare le giornate al computer (<a title="Festival del cinema, tre motivi per andare a Venezia" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/08/28/festival-cinema-venezia/" target="_blank">a Venezia</a> è molto più semplice, per dire): i biglietti vengono messi in vendita <a href="http://www.berlinale.de/en/HomePage.html" target="_blank">sul sito del festival</a> solo due giorni prima delle proiezioni e solo in piccole quantità<strong>. La tecnica migliore, ho scoperto, è fare la fila al botteghino di Potsdamer platz</strong>, cosa che favorisce di sicuro chi è a Berlino nelle settimane precedenti al Festival. Alla fine sono arrivato con le prenotazioni di due film (uno in concorso) in sale secondarie fatte su internet, mentre mi sarebbe piaciuto fare un salto al Berlinale palast, in sala: invece mi sono dovuto accontentare di vedere <del>Galadriel</del> Cate Blanchett camminare sul Red carpet.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5137" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5137" loading="lazy" data-attachment-id="5137" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_190208/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_190208" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=905" class="wp-image-5137" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Berlinale Palast a Potsdamer platz" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_190208.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5137" class="wp-caption-text">Berlinale Palast a Potsdamer platz (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Momento di panico quando ci siamo presentati all&#8217;Akademie der Kunst della Porta di Brandeburgo, come da biglietto, e troviamo il deserto. Una annoiata bigliettaia (che chissà quante volte avrà ripetuto quella frase) ci ha riferito che la proiezione era da tutt&#8217;altra parte alla lontanissima sede distaccata. Ci siamo infilati in taxi e siamo arrivati in tempo per vedere il logo della Berlinale brillare sullo schermo (emozionante) e poi apprezzare il film <a href="http://nuclearnation.jp/en/part2/" target="_blank">Nuclear Nation II</a>, un documentario bello e scioccante sul disastro di Fukushima. Ah, naturalmente è un caso che ci fosse sempre di mezzo il Giappone!</p>
<h2><strong>4. La Berlino multietnica</strong></h2>
<p>E&#8217; spiazzante fare due passi a Kreuzberg, lungo il fiume, in mezzo al <strong>mercato turco</strong> che si svolge martedì e venerdì di ogni settimana (dalle 11 alle 18,30). Le vocali chiuse e veloci della lingua turca rimbalzano fra i banchi del mercato. Ci si muove fra frutta e verdura e banchi che sembrano trasportati dai mercati di Fatih, a Istanbul. E&#8217; banale dirlo, ma <strong>per un attimo sembra di essere sul Bosforo</strong>, almeno fino a quando non incroci fra i banchi un gruppo di punk pallidi e borchiati mentre addenti uno dei doner kebab più buoni che ricordi.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5141" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5141" loading="lazy" data-attachment-id="5141" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_151553/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_151553" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=905" class="wp-image-5141" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Kreuzberg (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_151553.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5141" class="wp-caption-text">Kreuzberg (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5140" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5140" loading="lazy" data-attachment-id="5140" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_150319/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_150319" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=905" class="wp-image-5140" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Kreuzberg (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_150319.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5140" class="wp-caption-text">Kreuzberg (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5142" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5142" loading="lazy" data-attachment-id="5142" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_153251/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_153251" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=905" class="wp-image-5142" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Ramones museum berlin" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_153251.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5142" class="wp-caption-text">Da fan del gruppo avrei dovuto indagare meglio questo manifesto (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>La sera finiamo a mangiare turco da <strong>Hasir</strong> che è un ristorante grande ed è diventato un piccolo impero, ma che è anche frequentatissimo dai locali. Mi faccio prendere la mano dalla nostalgia di sapori turchi e finisco per essere sommerso sotto una valanga di piatti: kofte, iskender kebab, <em>meze</em> (antipasti) assortiti serviti con grande generosità. Accanto a noi Birol Unel (l&#8217;attore di &#8216;La sposa turca&#8217; e &#8216;Soul kitchen&#8217; fra gli altri) ci osserva con approvazione da una foto scattata forse allo stesso tavolo.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5128" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5128" loading="lazy" data-attachment-id="5128" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150214_202142/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg" data-orig-size="1460,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150214_202142" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=1024" class="wp-image-5128" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Birol Unel mi guarda da una foto ad Hasir (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150214_202142.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5128" class="wp-caption-text">Birol Unel mi guarda da una foto ad Hasir (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<h2><strong>5. La Berlino della storia e dei monumenti</strong></h2>
<p>Berlino è, naturalmente, anche la sua storia. E&#8217; un&#8217;esperienza la visita del <strong>Reichstag</strong> e della sua cupola (da <a href="http://www.bundestag.de/htdocs_e/visits/kuppel/kupp/245686" target="_blank">prenotare in anticipo</a>), è splendida la <a href="http://www.smb.museum/en/museums-and-institutions/alte-nationalgalerie/home.html" target="_blank">Galleria d&#8217;arte nazionale antica</a> dove fra l&#8217;altro ci sono alcuni dei dipinti più famosi di Arnold Bocklin. E poi è di fortissimo impatto<strong> il Memoriale del muro a Bernauer Strasse</strong> con pannelli informativi, monumenti, foto, murales. Merita almeno una mattina intera. Qui ci sono alcuni tratti ancora in piedi del muro e una piccola area è stata mantenuta com&#8217;era prima del 1989, con la terra di nessuno e la torretta di guardia. E&#8217; a sua volta circondata da un&#8217;alta recinzione. E&#8217; un altro muro, che funziona come un paravento: si può sbirciare dalle fessure di questa parete, come facevano i berlinesi un tempo, o vederlo dall&#8217;alto di un osservatorio. L&#8217;esperienza è raggelante, spaventosa: il muro dà la sensazione che se non fosse chiuso da altre recinzioni potrebbe espandersi, replicarsi, ingrandirsi.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5131" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5131" loading="lazy" data-attachment-id="5131" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_161633/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_161633" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=905" class="wp-image-5131" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Un tratto della East side gallery (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_161633.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5131" class="wp-caption-text">Un tratto della East side gallery (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Sicuramente, nonostante anche questa sia una memoria di dolore, è molto più serena la visita della <strong>East side gallery</strong>, il tratto di muro di 1,3 chilometri nei pressi della stazione Ostbanhof, dove il muro è stato &#8216;appropriato&#8217; da artisti di tutto il mondo che lo hanno dipinto. Lo hanno trasformato in un&#8217;altra cosa. Colorato e ricoperto di messaggi è un monumento alla caduta di questa barriera e appare testimoniare una verità che, qui, appare elementare: <strong>i muri non possono durare</strong>.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5144" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5144" loading="lazy" data-attachment-id="5144" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/27/cinque-cose-da-fare-a-berlino/20150213_162803/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150213_162803" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=905" class="wp-image-5144" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Io e Letizia davanti al muro" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150213_162803.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5144" class="wp-caption-text">Io e Letizia davanti al muro</p></div>
<p>L&#8217;esperienza più coinvolgente, inquietante, toccante, è stata però <strong>la visita alla ex prigione della Stasi</strong>, la polizia segreta dell&#8217;ex Germania Est: Gedenkstätte Berlin-Hohenschönhausen. Ma questo, forse, <a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/06/06/berlino-una-prigione-della-stasi/">merita un racconto a parte</a>.</p>
<h2><strong>Link utili</strong></h2>
<p><a href="https://persorsi.wordpress.com/2015/02/26/1092/">Colazione a Prenzlauer Berg</a> (L&#8217;altra metà del mio viaggio, su Persorsi)</p>
<p><a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/patrick_c">Segui @patrick_c</a></p>
<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
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			<media:title type="html">La S-Bahn a Prenzlauer-Berg (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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			<media:title type="html">Il Blumen cafè (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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			<media:title type="html">Das Wohnzimmer </media:title>
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			<media:title type="html">Birol Unel mi guarda da una foto ad Hasir (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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			<media:title type="html">Io e Letizia davanti al muro</media:title>
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		<title>I fiori di Furano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2015 08:25:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutti pazzi per la lavanda nel nord del Giappone, in Hokkaido: la Provenza dell&#8217;estremo oriente. Un post con un sacco di foto. Furano, quando scendi dal treno, non è mica così accogliente. Case basse e rade, strade larghe perpendicolari, l&#8217;assenza apparente di qualsiasi forma, di un centro. Mi rendo conto per l&#8217;ennesima volta di quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti pazzi per la lavanda nel nord del Giappone, in Hokkaido: la Provenza dell&#8217;estremo oriente. Un post con un sacco di foto.</p>
<p><span id="more-5092"></span></p>
<p>Furano, quando scendi dal treno, non è mica così accogliente. Case basse e rade, strade larghe perpendicolari, l&#8217;assenza apparente di qualsiasi forma, di un centro. Mi rendo conto per l&#8217;ennesima volta di quanto le città e in particolare le cittadine giapponesi possano essere anonime. Quando ti fermi in un posto a caso in genere in Giappone spesso trovi questo: uno spazio abitato anonimo e disorientante. Ho smesso di farlo. Furano però — siamo in Hokkaido, nel nord del Giappone — ha un&#8217;atmosfera particolare: fra le case, in fondo alle strade, si vedono gli splendidi profili di grandi montagne. Per un attimo sembra di essere in tutt&#8217;altra parte dell&#8217;Asia. <strong>Si sente qualcosa di selvaggio nell&#8217;aria. I boschi, i monti ti chiamano.</strong></p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5108" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5108" loading="lazy" data-attachment-id="5108" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5916/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5916" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg?w=546" class="wp-image-5108" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Furano (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5916.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5108" class="wp-caption-text">Furano (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<p>Io però non ho un mezzo di trasporto. Vorrei avere un&#8217;auto. Furano  è  famosa proprio per quello che le sta intorno: per lo sci e per igli splendidi trekking nelle vicine montagne del<a href="http://www.japan-guide.com/e/e6775.html"> parco nazionale del Daisetsuzan</a>; <a href="http://www.japan-guide.com/g6/XYZeXYZe6828_225.jpg">per il panorama a colline</a> così-ondulate-che-sembrano-finte nella vicina zona di Biei; per un famosissimo <em>drama</em> (soap opera giapponese) girato qui, Kita no kuni kara (dal Paese del nord); <a href="http://www.japan-guide.com/e/e6831.html">per il vino</a> e <a href="http://www.japan-guide.com/e/e6827.html">per il formaggio</a> (in stile Camembert) che vengono prodotti da queste parti — in Giappone sono una rarità e per questo si fanno visite in queste aziende — e infine <strong>per la coltivazione dei fiori, in particolare lavanda</strong>. Luglio è il mese migliore e io, con un solo giorno a disposizione, sono diretto proprio lì.</p>
<p>Se volete potete continuare a leggere con la musica di Kita no kuni kara (effetto un po&#8217; strano, vi avverto).</p>
<p style="text-align:center;"><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/7AiAK5YI-sw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2><strong>Farm Tomita</strong></h2>
<p>I fiori sono belli ovunque e abbiamo splendide coltivazioni anche in Italia (per non parlare degli alberi da frutto quando fioriscono in primavera). Quindi non c&#8217;è nulla di davvero speciale in questa fattoria che non sia il contesto, quello che si respira, si osserva: la passione dei giapponesi per questi eventi momentanei, fragili, rari. A Farm Tomita, la coltivazione di lavanda più famosa di Furano arrivano i bus, ma ogni estate viene addirittura costruita una stazione temporanea del treno (si chiama Lavender-batake) per agevolare le visite. E la visita è una specie di festa, assomiglia a un <em>hanami </em>fuori stagione in cui si &#8216;brinda&#8217; con un gelato alla lavanda invece che col sake.</p>
<p>E poi ci sono tantissimi, splendii fiori. Inutile dire che chi ha una macchina fotografica ha di che divertirsi.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5117" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5117" loading="lazy" data-attachment-id="5117" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5462/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg" data-orig-size="766,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5462" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg?w=766" class="wp-image-5117" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Farm Tomita, 2011, foto di Patrick Colgan" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg?w=600&amp;h=399 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg?w=150&amp;h=100 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg?w=300&amp;h=199 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5462.jpg 766w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5117" class="wp-caption-text">La famosa &#8216;collina arcobaleno&#8217; non è ancora in fiore (Farm Tomita, 2011, foto di Patrick Colgan)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5106" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5106" loading="lazy" data-attachment-id="5106" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5848/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg" data-orig-size="1235,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5848" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=1024" class="wp-image-5106" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5848.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5106" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5112" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5112" loading="lazy" data-attachment-id="5112" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5498/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5498" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg?w=546" class="wp-image-5112" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5498.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5112" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5110" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5110" loading="lazy" data-attachment-id="5110" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5514/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg" data-orig-size="1235,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5514" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=1024" class="wp-image-5110" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5514.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5110" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5109" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5109" loading="lazy" data-attachment-id="5109" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5756/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5756" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg?w=546" class="wp-image-5109" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5756.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5109" class="wp-caption-text">Farm Tomita, non c&#8217;è solo Lavanda (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5105" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5105" loading="lazy" data-attachment-id="5105" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5862/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5862" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg?w=546" class="wp-image-5105" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg?w=450 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg?w=100 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg?w=200 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5862.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5105" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5104" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5104" loading="lazy" data-attachment-id="5104" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5742/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg" data-orig-size="1235,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5742" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=1024" class="wp-image-5104" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5742.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5104" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5103" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5103" loading="lazy" data-attachment-id="5103" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5711/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5711" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg?w=546" class="wp-image-5103" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5711.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5103" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5100" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5100" loading="lazy" data-attachment-id="5100" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5621/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5621" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg?w=546" class="wp-image-5100" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5621.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5100" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5099" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5099" loading="lazy" data-attachment-id="5099" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5582/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5582" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg?w=546" class="wp-image-5099" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5582.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5099" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5097" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5097" loading="lazy" data-attachment-id="5097" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5448/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg" data-orig-size="546,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5448" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg?w=546" class="wp-image-5097" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5448.jpg 546w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5097" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5096" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5096" loading="lazy" data-attachment-id="5096" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5499/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg" data-orig-size="1235,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5499" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=1024" class="wp-image-5096" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5499.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5096" class="wp-caption-text">Un enigmatico messaggio Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5116" style="width: 348px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5116" loading="lazy" data-attachment-id="5116" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/dsc_5866/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg" data-orig-size="338,508" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5866" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg?w=338" class="wp-image-5116 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg?w=338&#038;h=508" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="338" height="508" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg 338w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5866.jpg?w=200&amp;h=300 200w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /></a><p id="caption-attachment-5116" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5115" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5115" loading="lazy" data-attachment-id="5115" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/24/i-fiori-di-furano/6481019085_dff7ea8d46_b/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg" data-orig-size="681,1024" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="6481019085_dff7ea8d46_b" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg?w=681" class="wp-image-5115" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg?w=450&amp;h=677 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/6481019085_dff7ea8d46_b.jpg 681w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5115" class="wp-caption-text">Farm Tomita (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<h2><strong>Come arrivare</strong></h2>
<p>A Furano si arriva col treno espresso da Sapporo (un paio d&#8217;ore), la principale città dell&#8217;Hokkaido. Per arrivare a Farm Tomita si prende il treno Furano &#8211; Biei Norokko e ci si ferma alla stazione temporanea Lavender &#8211; batake (10 chilometri, 230 yen circa dieci minuti). Oppure c&#8217;è il Furano Kururu bus che fa la spola tre volte al giorno (25 minuti, 1200 yen pass per due giorni). Campi fioriti ancora più belli sono a Lavender east, circa cinque chilometri a est di Farm Tomita, luogo però non servito dal trasporto pubblico. <strong>In Hokkaido serve l&#8217;auto.</strong></p>
<p>La guida completa (con le indicazioni dei periodi migliori per vedere i fiori) è <a href="http://www.japan-guide.com/e/e6826.html">sul sito di Farm Tomita</a>.</p>
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		<title>Piccola guida a Hakodate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 08:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[hakodate]]></category>
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					<description><![CDATA[A nord, nell&#8217;Hokkaido, una città del Giappone a cui dovrei dare una seconda chance. Mi ha accolto con cupezza, mi ha salutato col sorriso. Succede tutto in un attimo. Il paesaggio sparisce dai finestrini, diventa tutto buio e non hai nemmeno l&#8217;impressione di scendere o salire. Ero già passato nel tunnel sotto la Manica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A nord, nell&#8217;Hokkaido, una città del Giappone a cui dovrei dare una seconda chance. Mi ha accolto con cupezza, mi ha salutato col sorriso.</em></p>
<p><span id="more-5052"></span></p>
<p>Succede tutto in un attimo. Il paesaggio sparisce dai finestrini, diventa tutto buio e non hai nemmeno l&#8217;impressione di scendere o salire. Ero già passato nel tunnel sotto la Manica e quindi me lo aspettavo. Ma <strong>una parte di me attendeva con ingenua trepidazione che il treno si tuffasse sotto il mare</strong> per portarmi dall&#8217;isola di Honshu, la più grande del Giappone, quella con Tokyo, all&#8217;isola dell&#8217;Hokkaido, la più settentrionale e quindi a Hakodate, la prima città al di là dello stretto. La verità è che non c&#8217;è nulla da aspettarsi in questi casi: quelle sotto il mare sono semplici gallerie per chi le attraversa. E quel treno espresso sul quale mi ero seduto immaginando fosse una specie di sommergibile o astronave avrebbe potuto tranquillamente essere il Bologna-Pistoia che fende gli appennini.</p>
<p>Era il mio secondo viaggio in Giappone, a pochi mesi dal Grande terremoto del Tohoku e dello tsunami: c&#8217;erano pochissimi stranieri e nel Paese si respirava un&#8217;atmosfera diversa rispetto al viaggio precedente, si avvertiva un senso di lutto, di dolore, si percepiva anche nelle piccole cose, ritornava sui giornali, nelle piccole conversazioni in giapponese stentato. Ed era un luglio caldo e afoso che mi piegava le ginocchia e faceva sudare costantemente. Ero venuto a nord con uno zaino troppo pesante, per fare un trekking e per trovare riparo dalle temperature estive. <strong>Ma in questo viaggio mi sembrava tutto sbagliato</strong>, mi sentivo fuori posto e Hakodate, grigia e schiacciata sotto nuvole umide e pesanti, sembrava confermarmelo. Forse questo Paese che avevo amato istantaneamente nel primo viaggio e dove ero voluto tornare anche in un momento così difficile, mi stava mettendo alla prova. No, non si può dire che Hakodate sia una città che mi è rimasta nel cuore, né che mi accolse col sorriso. <strong style="line-height:1.5;">Ma un giorno mi piacerebbe tornare, con il bagaglio e il cuore più leggero.</strong></p>
<h2><strong>Il monte Hakodate</strong></h2>
<p>Hakodate, vista dalle sue strade, è una città sparsa su un&#8217;area ampia e che appare di grande bruttezza, se si eccettua per alcune zone (come vedremo). I suoi palazzi anonimi e le sue vie larghe e perpendicolari prosciugano qualsiasi fascino e sembra non avere una forma intellegibile. <strong>Hakodate si mostra nella sua eleganza solo dall&#8217;alto dell&#8217;altura alle sue spalle</strong> (334 metri, esagerato chiamarlo monte): si scopre allora che è adagiata su di un istmo a clessidra, circondata dalle montagne. E&#8217; una sorta di illusione ottica che la rende bellissima, ma soprattutto da lontano. Sul monte si arriva con una funivia, in bus o con l&#8217;auto. Il punto panoramico è gratuito e c&#8217;è anche una caffetteria. Io però non riuscii a vedere nulla e tutto questo l&#8217;ho letto sulle guide. Le nubi basse sembravano schiacciarmi a terra e avvolgevano la cima del monte: non solo non avrei visto nulla, ma la loro sembrava quasi una minaccia nei miei confronti; mi dicevano &#8220;non avvicinarti&#8221;. Mi rifugiai in un onsen.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5066" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5066" loading="lazy" data-attachment-id="5066" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/12162003_6c9a68e386_z/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg" data-orig-size="640,425" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="12162003_6c9a68e386_z" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg?w=640" class="wp-image-5066" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg?w=600&#038;h=398" alt="Hakodate vista dal monte" width="600" height="398" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg?w=600&amp;h=398 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg?w=150&amp;h=100 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg?w=300&amp;h=199 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/12162003_6c9a68e386_z.jpg 640w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5066" class="wp-caption-text">Hakodate vista dal monte, da flickr, foto di <a href="https://www.flickr.com/photos/kclama/12162003/" target="_blank">Charles Lam</a><br /> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/" target="_blank">creative commons attribution share alike</a>)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5064" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5064" loading="lazy" data-attachment-id="5064" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5121-001/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg" data-orig-size="1064,1600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;11&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310127224&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5121-001" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=681" class="wp-image-5064" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=450&#038;h=677" alt="Hakodate" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=681 681w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=450 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=900 900w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=100 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=200 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5121-001.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5064" class="wp-caption-text">La situazione che mi si presentò ad Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<p><strong>La funivia</strong> funziona dalle 10 alle 22 (21 nell&#8217;orario invernale) con partenze frequenti dal quartiere di Motomachi (1200 yen). La fermata più vicina del tram si chiama Jujigai. Oppure si può arrivare in bus (si ferma davanti). Ci sono anche bus che portano direttamente in cima, ma solo nei mesi estivi: è la soluzione più economica a 400 yen.</p>
<p>Qui le<a href="http://www.hakodate.travel/en/things-to-do/top7/night-view/" target="_blank"> informazioni sul sito ufficiale di Hakodate.</a></p>
<h2><strong>Yachigashira onsen</strong></h2>
<p>Per sfuggire alla pioggia e alle <strong>nuvole basse che sembravano volermi fagocitare</strong> ripiegai sull&#8217;acqua calda, capace di confortare anche gli animi più inquieti. Purtroppo lo Yachigashira onsen, che si raggiunge camminando per una decina di minuti dal capolinea del tram 2 nell&#8217;estrema periferia di Hakodate, assomiglia tremendamente a una grande piscina, senza alcun fascino. Ma ha i suoi vantaggi: l&#8217;acqua termale è rossa e ferrosa, di un colore bello e inquietante; non ci sono turisti; non fanno problemi per i tatuaggi; ha vasche all&#8217;aperto; costa solo 420 yen.</p>
<p>Più famoso (e frequentato dai turisti) è lo <a href="http://www.hakodate.travel/en/things-to-do/top7/yunokawa/" target="_blank">Yunokawa onsen</a>, e anche per questo l&#8217;ho evitato.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5065" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5065" loading="lazy" data-attachment-id="5065" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5123/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg" data-orig-size="1600,1064" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;11&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310127241&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5123" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=1024" class="wp-image-5065" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Lo Yachigashira onsen di Hakodate" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5123.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5065" class="wp-caption-text">Lo Yachigashira onsen di Hakodate, schiacciato sotto le nubi<br /> (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<p><strong>Link:</strong> <a href="http://kimi-tourguide.blogspot.it/2012/05/yachigashira-onsen-hot-spring-hakodate.html" target="_blank">Yachigashira onsen </a>(da what wonderful times in Hokkaido)</p>
<h2><strong>Il quartiere di Motomachi</strong></h2>
<p>Uno arriva ai margini del Giappone e si aspetta di trovare le cose più strane. E così succede, ma non nel modo in cui se lo aspetterebbe: tralasciando la peculiare storia dell&#8217;Hokkaido (colonizzato dai giapponesi in tempi relativamente recenti), quest&#8217;isola è anche il punto più vicino al continente asiatico, e per questo Hakodate fu uno dei primi porti a essere aperto al commercio estero dopo la fine dell&#8217;isolamento del Paese, nel 1854. Il quartiere di Motomachi, sulle pendici del monte, è l&#8217;area in cui sorsero le abitazioni, spesso ville, degli stranieri protagonisti di questo momento storico di grande cambiamento: arrivarono russi, cinesi, americani. <strong>Qui si trovano edifici in stile europeo e addirittura una chiesa ortodossa</strong>. E&#8217; un posto strano e affascinante. Ci si arriva rapidamente in tram dalla stazione.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5067" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5067" loading="lazy" data-attachment-id="5067" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/15247195872_ef780e5b88_z/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg" data-orig-size="640,480" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="15247195872_ef780e5b88_z" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg?w=640" class="wp-image-5067 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg?w=640&#038;h=480" alt="15247195872_ef780e5b88_z" width="640" height="480" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg 640w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/15247195872_ef780e5b88_z.jpg?w=300&amp;h=225 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><p id="caption-attachment-5067" class="wp-caption-text">Motomachi, da Flickr, foto di <a href="https://www.flickr.com/photos/htoku/15247195872/" target="_blank">Hiroshi Tokusa </a><br /> (Creative commons<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank"> attribution-non commercial</a>)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5063" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5063" loading="lazy" data-attachment-id="5063" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5118/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg" data-orig-size="1064,1600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;25&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310122202&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;32&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5118" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=681" class="wp-image-5063" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=450&#038;h=677" alt="La chiesa ortodossa di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=681 681w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=450 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=900 900w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=100 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=200 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5118.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5063" class="wp-caption-text">La chiesa ortodossa di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5062" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5062" loading="lazy" data-attachment-id="5062" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5104/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg" data-orig-size="1064,1600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;13&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310121904&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5104" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=681" class="wp-image-5062" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=450&#038;h=677" alt="La chiesa cattolica di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="450" height="677" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=681 681w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=450 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=900 900w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=100 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=200 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5104.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5062" class="wp-caption-text">La chiesa cattolica di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<h2><strong>Il mercato del mattino (e dove mangiare)</strong></h2>
<p>A poca distanza dalla stazione, ogni mattina qui nell&#8217;<em>asaichi</em> vengono venduti prodotti fra i più disparati e un sacco di pesce (il prodotto locale più famoso sono i calamari, <em>ika</em>). Ci sono diversi ristoranti dove mangiare pesce freschissimo, magari per colazione. E&#8217; una delle soluzioni migliori per sfamarsi assaggiando le specialità locali.</p>
<h2><strong>Nella stagione dei ciliegi</strong></h2>
<p>Il forte in stile occidentale Goryokaku, circondato da un fossato a stella è più impressionante visto nelle foto aeree che dal vivo e forse può essere evitato. Ma in primavera è capace di trasformarsi, travolto dall&#8217;onda rosa dei mille alberi di ciliegio del suo parco. E diventa uno dei punti migliori dell&#8217;Hokkaido per l&#8217;<em>hanam</em>i. D&#8217;estate è invece il palcoscenico all&#8217;aperto per uno spettacolo sulla storia di Hakodate.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5069" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5069" loading="lazy" data-attachment-id="5069" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/600px-cherry_of_goryokaku_%e4%ba%94%e7%a8%9c%e9%83%ad%e3%81%ae%e6%a1%9c_2496769211-1/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg" data-orig-size="600,900" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="600px-Cherry_of_Goryokaku_五稜郭の桜_(2496769211) (1)" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg?w=600" class="wp-image-5069" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg?w=450&#038;h=675" alt="600px-Cherry_of_Goryokaku_五稜郭の桜_(2496769211) (1)" width="450" height="675" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg?w=450&amp;h=675 450w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg?w=100&amp;h=150 100w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg?w=200&amp;h=300 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/600px-cherry_of_goryokaku_e4ba94e7a89ce983ade381aee6a19c_2496769211-1.jpg 600w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><p id="caption-attachment-5069" class="wp-caption-text">&#8220;Cherry of Goryokaku&#8221; di<a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cherry_of_Goryokaku_%E4%BA%94%E7%A8%9C%E9%83%AD%E3%81%AE%E6%A1%9C_(2496769211).jpg" target="_blank"> Yamaguchi Yoshiaki </a><br /> (creative commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.en" target="_blank">CC-BY-SA 2.0</a> via Wikimedia Commons)</p></div>
<h2><strong>Il saluto della città</strong></h2>
<p>La serata ad Hakodate era stata solitaria. <a href="http://www.lonelyplanet.com/japan/hokkaido/hakodate/restaurants/pub-food/hakodate-beer" target="_blank">La birreria dove avevo cenato</a> era praticamente vuota, popolata solo da qualche gruppo allegro. Per strada non c&#8217;era nessuno. Uno si aspetta di trovare più calore nelle piccole città, e magari un po&#8217; di curiosità nei confronti dello straniero, ma non è quasi mai così, anche perché in questi posti si esce meno la sera, specie quando piove. Mentre ero diretto al treno la mia attenzione venne attirata da musica e movimento, una specie di serpentone colorato attraversava la strada. Erano<strong> studenti, forse delle superiori, bizzarramente vestiti in costumi disneyani.</strong> A scuola in Giappone non ci si veste mai normalmente, pensai.</p>
<p>Marciavano allegri, ma compatti, sorreggendo portantine, bandiere, stendardi, accelerano il passo solo per attraversare la strada. Avevo sentito parlare di queste parate delle scuole, ma non ne avevo mai vista una. Impugnai la macchina fotografica e venni notato. Il serpentone si scompose, sciogliendosi in saluti, sorrisi e tentativi di dialogo in inglese nei confronti dello spettatore inatteso. Un ragazzo addirittura uscì dalla fila e ci tenne a comunicarmi con orgoglio che lui era cinese, poi si mise a correre per raggiungere i suoi compagni. Hakodate mi accolse malinconica, cupa, ma mi lasciò non solo con uno, ma cento sorrisi.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5070" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5070" loading="lazy" data-attachment-id="5070" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5078/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg" data-orig-size="1600,1064" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;18&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310120030&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;90&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5078" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=1024" class="wp-image-5070" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Il saluto di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5078.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5070" class="wp-caption-text">Il saluto di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5061" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5061" loading="lazy" data-attachment-id="5061" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5088/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg" data-orig-size="1600,1064" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;25&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310121182&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;100&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5088" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=1024" class="wp-image-5061" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Il saluto di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5088.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5061" class="wp-caption-text">Il saluto di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5059" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5059" loading="lazy" data-attachment-id="5059" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/20/piccola-guida-ad-hakodate/dsc_5069-001/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg" data-orig-size="1600,1064" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;18&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D40&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1310119914&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;44&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_5069-001" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=1024" class="wp-image-5059" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=600&#038;h=399" alt="Il saluto di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)" width="600" height="399" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_5069-001.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5059" class="wp-caption-text">Il saluto di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</p></div>
<h2><strong>Come arrivare a Hakodate</strong></h2>
<p>Per arrivare con il Japan rail pass si prende uno Shinkansen per Shin-Aomori (3,5 ore) e qui cambiare con l&#8217;espresso Hakucho (2 ore). L&#8217;alternativa è l&#8217;aereo con la low cost Air do (sito solo in giapponese) o con le più costose Ana e Jal i cui voli generalmente partono da circa 20.000 yen (lo stesso costo del treno per chi è senza pass). Su <a href="http://www.japan-guide.com/e/e5355.html">Japan guide informazioni dettagliate</a> (in inglese).</p>
<p><a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/patrick_c">Segui @patrick_c</a></p>
<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
<p><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" rel="license"><img style="border-width:0;" src="https://i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/88x31.png" alt="Licenza Creative Commons" /></a></p>
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			<media:title type="html">Hakodate</media:title>
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			<media:title type="html">Lo Yachigashira onsen di Hakodate</media:title>
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			<media:title type="html">La chiesa ortodossa di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</media:title>
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			<media:title type="html">La chiesa cattolica di Hakodate (foto di Patrick Colgan, 2011)</media:title>
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			<media:title type="html">600px-Cherry_of_Goryokaku_五稜郭の桜_(2496769211) (1)</media:title>
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		<title>Cina, Alaska, Giappone, Francia: i libri di maggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2015 07:14:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quattro libri di viaggio:  Il gallo di ferro, Back to the wild, The inland sea, Parigi, itinerari d&#8217;autore. Da questo mese provo a mettere regolarità nei miei post, estremamente irregolari, sui libri di viaggio. Provo a proporne quattro al mese, di cui uno una guida. Ma magari, se vedo che mi vengono bene, aumenterò il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quattro libri di viaggio:  Il gallo di ferro, Back to the wild, The inland sea, Parigi, itinerari d&#8217;autore.</em> <span id="more-5012"></span> Da questo mese provo a mettere regolarità nei miei post, estremamente irregolari, sui libri di viaggio. Provo a proporne quattro al mese, di cui uno una guida. Ma magari, se vedo che mi vengono bene, aumenterò il ritmo.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5014" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5014" loading="lazy" data-attachment-id="5014" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/12/cina-alaska-giappone-francia-i-libri-di-maggio/librimaggio/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg" data-orig-size="600,458" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="librimaggio" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg?w=600" class="wp-image-5014 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg?w=600&#038;h=458" alt="librimaggio" width="600" height="458" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg?w=150&amp;h=115 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/librimaggio.jpg?w=300&amp;h=229 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5014" class="wp-caption-text">I libri di maggio</p></div>
<h2><strong>1. Back to the wild &#8211; Le fotografie e gli scritti di Christopher McCandless</strong></h2>
<blockquote><p>Chris era uno che cambia le vite degli altri, e non ha smesso di farlo nemmeno dopo. (dalla prefazione di Paolo Cognetti)</p>
<p>La strada sconfinata era la sua tela, la macchina fotografica il suo pennello e il suo desiderio di vivere ciò che lo muoveva.</p></blockquote>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5013" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5013" loading="lazy" data-attachment-id="5013" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/12/cina-alaska-giappone-francia-i-libri-di-maggio/nbm22/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg" data-orig-size="1000,565" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="nbm22" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=1000" class="wp-image-5013" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=600&#038;h=339" alt="Back to the wild" width="600" height="339" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=600&amp;h=339 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=150&amp;h=85 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=300&amp;h=170 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg?w=768&amp;h=434 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/nbm22.jpg 1000w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5013" class="wp-caption-text">Back to the wild</p></div>
<p>E&#8217; riduttivo chiamare <strong>Back to the wild</strong> un libro di viaggio e sono stato molto combattuto se includerlo o meno in questo post, accanto a una guida e racconti così diversi. Quella dell&#8217;avventura di Chris McCandless  — o Alexander Supertramp —è una storia che non riesco a non trovare dolorosa e che mi ispira un senso di profondo rispetto. <strong>No Borders Magazine ha tradotto e pubblicato per la prima volta in Italia questo libro quasi introvabile</strong> nell&#8217;edizione originale che raccoglie le foto e i pochissimi scritti di McCandless nel viaggio che &#8211; come sa chi ha letto <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/terre-estreme-krakauer-jon-corbaccio/libro/9788879729253" target="_blank">Nelle terre estreme</a> o visto<a href="http://www.imdb.com/title/tt0758758/" target="_blank"> Into the wild</a> &#8211; lo portò a lasciare la famiglia e la società, attraversando gli Stati uniti con l&#8217;autostop e treni merci fino all&#8217;Alaska, dove morì lungo lo Stampede trail a 24 anni. Le foto (circa 200) sono spesso sfocate, controluce, enigmatiche. Sono paesaggi, dettagli, autoscatti che raccontano il suo viaggio, accanto a pochi scritti e alcune cartoline. Ci propongono un ritratto non romanzato, non idealizzato, pieno di vita, semplice e allo stesso tempo poetico. Da alcuni autoscatti è difficile staccarsi: sono pieni di vita, ma hanno anche una forza misteriosa, che va oltre.<strong> &#8220;Chi stavi guardando?&#8221; gli chiede Paolo Cognetti nella prefazione</strong>. McCandless sembra volerci dire qualcosa e a chi guarda sembra che, se solo fosse capace di ascoltare con sufficiente attenzione, potrebbe udire quelle parole che non ha mai scritto.</p>
<p><strong><a href="http://www.nobordersmagazine.org/back-to-the-wild/">Back to the wild</a></strong> &#8211; con prefazione di Paolo Cognetti e Jon Krakauer, 274 pagine — si acquista direttamente <strong><a href="http://www.nobordersmagazine.org/back-to-the-wild/">No Borders Magazine</a></strong> (la tiratura è limitata a 1.500 copie, quindi è meglio affrettarsi)</p>
<h2><strong>2. Il gallo di ferro, di Paul Theroux</strong></h2>
<blockquote><p><em>Nel mio ultimo giorno a Shanghai cercai di capire che cosa odiavo delle grandi città. Non erano soltanto il rumore e lo sporco e il movimento costante, il traffico e i brutti caratteri; la sensazione di persone schiacciate. Era anche l&#8217;inquietante suggestione di tanti che se ne erano andati, che avevano lavorato ed erano morti; e ora altre persone vivevano dove queste erano morte. La mia immagine della natura selvaggia era associata all&#8217;innocenza, ma era impossibile per me trovarmi in una città come questa e non avvertire che ero al cospetto di fantasmi (traduzione mia)</em></p></blockquote>
<p>I buoni libri di viaggio sono spesso ricchi di spunti, di idee, di vita, anche quando sono su Paesi sui quali sappiamo poco o che non ci interessa visitare nell&#8217;immediato futuro. Viaggiare è un&#8217;esperienza umana che ne raccoglie in sé molte altre e la buona scrittura di viaggio, ne sono convinto, ci dice certo qualcosa sul Paese che racconta, ma molto di più sul mondo. Come un romanzo. Questo preambolo è necessario perché ho una conoscenza superficiale della Cina e della sua storia eppure <strong>Paul Theroux è riuscito a trascinarmi con lui in questo anno di viaggi in treno in un Paese che — erano gli anni ottanta — probabilmente nemmeno esiste più.</strong></p>
<p>Theroux, è la sua caratteristica principale, ha uno sguardo intelligente, disincantato, a volte sarcastico, cattivo. Interroga la natura umana e la storia, più che i luoghi, odia le città e si rifugia nei treni, descrivendo il microcosmo rivelatore al loro interno (Il Gallo di ferro è proprio un treno). Gli devi concedere il suo egocentrismo, le sue idiosincrasie (a partire dal cibo, descritto con grande dettaglio), le sue fissazioni. E allora scopri un libro bellissimo e, come è naturale, fuori catalogo in italiano e difficile da trovare. Disponibile, invece in inglese.</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/gallo-ferro-treno-attraverso-Cina/dp/8860732271/" target="_blank">Il gallo di ferro</a> </strong>(tit. originale <a href="http://www.amazon.it/Riding-Iron-Rooster-Train-Through/dp/0618658971/" target="_blank">Riding the iron rooster</a>), di Paul Theroux, 572 pagine, Dalai editore. Per trovarne una copia in italiano cercalo in libreria (magari hanno rimanenze, mi è capitato) o su <a href="http://www.libraccio.it/ser/serfat.asp?site=libraccio&amp;xy=paul+theroux" target="_blank">Libraccio</a>.</p>
<h2><strong>3. The inland sea, di Donald Richie</strong></h2>
<blockquote><p><em>Lo straniero, in Giappone, più che in qualsiasi altro luogo, sta sulla soglia di un&#8217;intimità che si sta chiuendo lentamente di fronte a lui. (dalla prefazione di Pico Iyer, traduzione mia)</em> <em>Le parole ti rendono visibile, in Giappone. Fino a quando non parli, finché non ti dedichi ala comunicazione, non sei visibile. Potresti viaggiare da un capo all&#8217;altro del Paese e, a meno che tu non apra la bocca o venga attaccato da studenti che parlano inglese, puoi star sicuro di avere una completa privacy. Come nelle piccole pensioni di campagna, dove non sei visibile fino a quando non sei presentabile — dopo esserti lavato la faccia, pettinato, tutto spesso fatto proprio davanti alla cucina, dalla quale la stessa cameriera che ti darà il buon giorno formale guarda attraverso di te —, così nel viaggio sei invisibile fino a quando non annunci che non lo sei. (traduzione mia)</em></p></blockquote>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5016" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5016" loading="lazy" data-attachment-id="5016" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/12/cina-alaska-giappone-francia-i-libri-di-maggio/mareinterno1/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg" data-orig-size="1000,663" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1431348360&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="mareinterno1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=1000" class="wp-image-5016" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=600&#038;h=398" alt="Un piccolo spicchio di mare interno visto da Miyajima (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="398" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=600&amp;h=398 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=150&amp;h=99 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=300&amp;h=199 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg?w=768&amp;h=509 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/mareinterno1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5016" class="wp-caption-text">Uno spicchio di mare interno visto da Miyajima (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>&#8216;The inland sea&#8217; è un libro scritto negli anni Settanta. E anche se racconta un Paese in parte scomparso (come si scopre nella postfazione dello stesso autore) continua a essere non solo un bel racconto, ma anche <strong>un saggio incredibilmente profondo sul Giappone.</strong> Perché il viaggio nel mare interno, quello specchio d&#8217;acqua chiuso a sud dalla grande isola dello Shikoku e a ovest dal Kyushu e costellata di isole, è solo un&#8217;esile trama: è un viaggio nel cuore (esso stesso un mare interno, come suggerisce Pico Iyer nell&#8217;introduzione) oltre che in un luogo fisico. Accanto a descrizioni fulminanti, Richie — critico cinematrografico e studioso — sviluppa una meditazione sull&#8217;anima del Paese e dei suoi abitanti con grande sincerità, mettendosi a nudo, senza filtri. Alle volte discutibile, quasi mai banale. E&#8217; un classico che ha influenzato moltissimi che hanno scritto sul Giappone; da leggere e rileggere, anche se purtroppo non è mai stato tradotto in italiano.</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Inland-Sea-Richie-Donald-Paperback/dp/B00NIBQBOW/">The Inland Sea</a></strong>, di Donald Richie (con prefazione di Pico Iyer), Stone Bridge press — Il libro si trova in inglese su Amazon, anche in formato Kindle.</p>
<h2><strong>4. Parigi, itinerari d&#8217;autore, di Charles Berberian e Olivier Bauer</strong></h2>
<blockquote><p>Da uno studio d&#8217;artista all&#8217;altro, dai Frigos alla Ruche, la linea del bus 89 si sposta lungo la Rive Gauche come un visitatore in un museo, dagli edifici di vetro e d&#8217;acciao del quartiere Paris Rive Gauche fino agli studi di Montparnasse passando vicino alle librerie del Quartier Latin.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5021" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5021" loading="lazy" data-attachment-id="5021" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/12/cina-alaska-giappone-francia-i-libri-di-maggio/lp12/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg" data-orig-size="2236,1679" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="lp12" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=1024" class="wp-image-5021" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=250&#038;h=188" alt="Parigi, itinerari d'autore" width="250" height="188" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=250 250w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=500 500w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/lp12.jpg?w=300 300w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a><p id="caption-attachment-5021" class="wp-caption-text">Parigi, itinerari d&#8217;autore</p></div></blockquote>
<p>Mi piace questa serie di guide della Lonely planet in cui <strong>un illustratore e uno scrittore raccontano una città proponendo itinerari a tema</strong>. Mi piace perché mi rende più facile abbandonarmi alla lettura di una guida come se fosse un normale libro. E mi dispiace anche per questo aver perso gli Itinerari d&#8217;autore di New York da qualche parte fra la metropolitana e un locale di Tribeca. Ecco, se devo dire la verità, la guida sulla città americana mi sembrava più coraggiosa, più alternativa e anche più difficile da mettere in pratica e seguire — ma potrei ricordarmi male, non posso più controllare — di questa comunque bella, elegante guida parigina. Se devo trovare un limite però è proprio che manca un po&#8217; di coraggio, non allontanandosi troppo dai luoghi più noti e che si trovano già nelle guide &#8216;normali&#8217;. Questa guida— complici le belle, sognanti, illustrazioni — non sconvolge, insomma, l&#8217;immagine della Parigi più nota e romantica (e turistica) e accanto a Pigalle c&#8217;è anche ampio spazio per Montmartre.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_5024" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-5024" loading="lazy" data-attachment-id="5024" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/12/cina-alaska-giappone-francia-i-libri-di-maggio/20150512_104930/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg" data-orig-size="4128,2322" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;GT-I9505&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1431427769&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="20150512_104930" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=1024" class="wp-image-5024" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=600&#038;h=338" alt="Belleville" width="600" height="338" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150512_104930.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-5024" class="wp-caption-text">Belleville</p></div>
<p>Però c&#8217;è anche dell&#8217;altro, se la si legge con attenzione nei suoi capitoli, sintetici e densi:<strong> ci sono passione e amore; attenzione per la Parigi multietnica</strong>, dalla comunità indiana a quella cinese, meno nota<strong>; dettagli rivelatori e aneddoti</strong>; luoghi noti da rivedere con occhi diversi; una Parigi più vera appena dietro i monumenti. Ci sono proposte inusuali, per esempio riguardo ai mezzi di trasporto: il libro immagina la linea della metropolitana 2 come un ascensore sociale, conduce in un viaggio lungo la Rive Gauche sul bus numero 89, invita a camminare al ritmo dell&#8217;acqua lungo il canale Saint Martin e a fare due passi nel quartiere in mutamento di Belleville &#8220;fra profumi d&#8217;Africa e d&#8217;Oriente&#8221;. E poi ci sono tanti indirizzi, sia che si vogliano comprare libri, vinili, chitarre o&#8230; una <em>djellaba</em>, il tipico abito berbero. <strong>E infine si trovano un itinerario cinematografico, uno musicale, uno gastronomico fra brasserie e mercati,</strong> uno attraverso i <em>passages</em>. Una bella guida, ricca, che mi ha fatto voglia di tornare presto a Parigi: <strong> </strong>non vedo l&#8217;ora di percorrere almeno qualcuno fra gli itinerari per me nuovi (<a title="Scoprire il decimo arrondissement a Parigi" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/02/16/scoprire-il-decimo-arrondissement/">sul canale, per esempio, sono già stato</a>).</p>
<p>p.s. ora che ci penso mi piacerebbe leggerne una su Kyoto (o Tokyo), magari illustrata da un bravo disegnatore di manga</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Parigi-Charles-Berberian/dp/8866391174/" target="_blank">Parigi &#8211; Itinerari d&#8217;autore</a>,</strong> 176 pagine — Lonel Planet. La serie comprende molte città, da New York a Marrakech, da Berlino a Firenze. Può essere usata come &#8216;seconda guida&#8217; — e credo sia la funzione — o anche come guida principale, ma andrà per forza integrata con informazioni reperite sul web o da altre fonti.</p>
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<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>) <strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
<p><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" rel="license"><img style="border-width:0;" src="https://i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/88x31.png" alt="Licenza Creative Commons" /></a></p>
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		<title>Il castello di Inuyama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2015 07:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; il più antico del Giappone, non il più grande. Un piccolo viaggio nel tempo vicino a Nagoya. La Sengoku jidai (l&#8217;era degli stati in guerra), resa immortale da saghe e ballate, ha ispirato innumerevoli film &#8216;chanbara&#8217; — così chiamati perché il tema musicale che accompagna l&#8217;eroe è inevitabilmente &#8220;chan-chan-bara-bara-chan-bara&#8221; — con le spade e i samurai (&#8230;). [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>E&#8217; il più antico del Giappone, non il più grande. Un piccolo viaggio nel tempo vicino a Nagoya.</em></p>
<p><span id="more-4973"></span></p>
<blockquote><p><em>La Sengoku jidai (l&#8217;era degli stati in guerra), resa immortale da saghe e ballate, ha ispirato innumerevoli film &#8216;chanbara&#8217; — così chiamati perché il tema musicale che accompagna l&#8217;eroe è inevitabilmente &#8220;chan-chan-bara-bara-chan-bara&#8221; — con le spade e i samurai (&#8230;). Una volta il Giappone era uno stato &#8216;chanbara&#8217;: terra di nobili guerrieri, assassini ninja, signori feudali, splendide cortigiane e molti castelli. Castelli nascosti nelle valli, manieri fortificati nelle pianure, rinforzati oltre le mura, fortezze imperiose in cima ai passi montani.  Oggi ne rimangono in piedi solo una dozzina. Molti altri sono stati ricostruiti come attrazione turistica.</em></p>
<p>(Will Ferguson,<a href="http://www.amazon.it/Autostop-Buddha-Viaggio-attraverso-Giappone/dp/8807881063"> Autostop con Buddha</a>)</p></blockquote>
<p>Le assi di legno antico scricchiolano sotto i miei piedi, il basso parapetto e l&#8217;altezza mi fanno venire le vertigini. C&#8217;è il vuoto sotto di me, ma mi sento sospinto verso l&#8217;alto. Le folate di vento gelido sembrano potermi portare via in un attimo, nel cielo azzurro che mi sovrasta.</p>
<p><strong>Il panorama dalla cima del castello di Inuyama è favoloso.</strong>  I metri di altezza sono appena 19, ma la posizione rialzata e dominante su un&#8217;altura di 80 metri moltiplica l&#8217;effetto e ci si sente davvero sospesi per aria. Non è celebrato e conosciuto come lo spettacolare castello di Himeji. E non è di certo così imponente, spettacolare. Anzi è piccolo, dimesso, anche se con una sua eleganza: è un castello di provincia. E ha una caratteristica che non è immediatamente evidente: il piccolo tesoro di questa cittadina, una mezz&#8217;ora di treno a nord di Nagoya, è il più antico castello rimasto in piedi del Giappone: fu costruito nel 1440 e successivamente modificato nel 1537 (e poi più tardi).</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4983" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4983" loading="lazy" data-attachment-id="4983" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/20150112_163432/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150112_163432" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=905" class="wp-image-4983" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=600&#038;h=337" alt="20150112_163432" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163432.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4983" class="wp-caption-text">Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4986" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4986" loading="lazy" data-attachment-id="4986" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/20150112_161923/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150112_161923" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=905" class="wp-image-4986" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Il panorama dal castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_161923.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4986" class="wp-caption-text">Il panorama dal castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015</p></div>
<h2>I castelli giapponesi</h2>
<p><strong>Il castello è uno dei soli quattro del Giappone designati tesoro nazionale.</strong> Accanto a quello di Inuyama ci sono i più celebrati castelli di Hikone, Matsumoto, Himeji, che fanno parte dei 12 sopravvissuti. Altri sono stati ricostruiti (come quello della vicina Nagoya), in altri casi dove c&#8217;era un castello sono rimasti solo un parco e le mura esterne in pietra (un po&#8217; come il castello di Edo, a Tokyo). Perché i castelli giapponesi non sono in pietra, ma di legno.</p>
<blockquote><p><em>I castelli giapponesi non sono affatto quei tremendi bastioni di granito che si è soliti associare all&#8217;Europa. I castelli giapponesi hanno un aspetto delicato, sembrano torte nuziali decorative in cima agli alberi (&#8230;).  Lo scopo era solitamente quello di erigere una struttura di legno il più imponente possibile sulla collina più alta che si potesse trovare. E poi  si chiedevano perché i fulmini li colpissero di continuo. </em></p>
<p>Will Ferguson, <a href="http://www.amazon.it/Autostop-Buddha-Viaggio-attraverso-Giappone/dp/8807881063">Autostop con Buddha</a>.</p></blockquote>
<p>A distruggere i castelli furono prima i cataclismi naturali, gli incendi (i fulmini!), le guerre feudali, poi la modernizzazione dell&#8217;era Meiji, quando si decise di far piazza pulita di queste ingombranti memorie del passato. E infine i bombardamenti americani ne distrussero un paio di dozzine. Così di castelli ne rimasero soltanto dodici, spesso fra i più piccoli e meno appariscenti. Sono quelli che amo di più.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4975" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4975" loading="lazy" data-attachment-id="4975" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/himeji_castle_repainted_3/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg" data-orig-size="5184,3456" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS Kiss X5&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1413907927&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;40&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Himeji_Castle_repainted_3" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=1024" class="wp-image-4975" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=600&#038;h=400" alt="Himeji_Castle_repainted_3" width="600" height="400" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/himeji_castle_repainted_3.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4975" class="wp-caption-text">Il famoso, splendido castello di Himeji da <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Himeji_Castle_repainted_3.jpg">Wikimedia commons </a><br /> (foto di <a href="http://www.japanexperterna.se/">Japanexperterna</a> licenza creative commons attribution share alike 3.0)</p></div>
<h2><strong>Da Nagoya a Inuyama</strong></h2>
<p>A Inuyama arrivo in una tersa, gelida giornata di gennaio. Una casualità incredibile ha voluto che mio fratello fosse in viaggio di lavoro a Nagoya proprio mentre io ero a Kyoto, in viaggio. E che avesse qualche ora libera, cosa che gli capita raramente in questi casi. Così dopo un <em>ramen</em> in una bettola della città, che mi appare squadrata e anonima come solo le città giapponesi sono capaci di essere, ci dirigiamo verso la stazione<strong>. Il viaggio per Inuyama lungo la linea Meitetsu è breve, ma affascinante.</strong> Poco dopo la partenza entriamo nella valle del Kiso e subito i palazzi, le case si diradano. Compaiono le eleganti case in stile tradizionale, con i loro pesanti tetti di coppi, le montagne si avvicinano e presto sembrano avvolgerci.</p>
<p>Inuyama, 75mila abitanti è una cittadina sgraziata e geometrica che ospita alcuni gioielli: principalmente il castello e il giardino Urakuen con la famosa sala da tè Joan. Intorno ci sono il fiume Kiso e le montagne. Il castello e il parco sono una ventina di minuti a piedi dalla stazione. P<strong>er arrivare al castello si attraversa la città vecchia, dove si allineano graziose <em>machiya</em>, antiche case di mercanti</strong> anche se alcune sembrano ricostruite in stile tradizionale, ma decisamente più recenti. In mezzo alle case che ospitano ristoranti e negozi di souvenir spunta un capannello di persone. La zona è circondata da nastri bianchi e rossi. Due case in legno, vediamo, sono andate bruciate; l&#8217;antico nemico dell&#8217;architettura giapponese, assai più devastante di terremoti e guerre, colpisce e distrugge ancora. Il fuoco è recente, i pompieri si aggirano ancora fra le macerie.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4980" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4980" loading="lazy" data-attachment-id="4980" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/20150112_155927/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150112_155927" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=905" class="wp-image-4980" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Inuyama, fire" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_155927.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4980" class="wp-caption-text">Una casa in stile tradizionale sventrata dal fuoco</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4993" style="width: 296px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4993" loading="lazy" data-attachment-id="4993" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/20150112_163747-2/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg" data-orig-size="286,508" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150112_163747" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg?w=169" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg?w=286" class="wp-image-4993 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg?w=286&#038;h=508" alt="Curiosamente, al castello di Inuyama, che significa 'monte del cane' non sono amessi i cani (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="286" height="508" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg 286w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_1637471.jpg?w=84&amp;h=150 84w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" /></a><p id="caption-attachment-4993" class="wp-caption-text">Curiosamente, al castello di Inuyama, che significa all&#8217;incirca &#8216;monte del cane&#8217;. non sono ammessi i cani<br /> (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p>Poi appare il secolare profilo del castello, <strong>l&#8217;Inuyama-jo, piccolo eppure maestoso, elegantemente adagiato su un&#8217;altura che domina la città.</strong> Risale a un tempo in cui le armi da fuoco non erano diffuse e la funzione fondamentale era permettere di vedere lontano. Peccato sia circondato alla base da stradoni e asfalto. Si sale attraversando il recinto di un santuario scintoista e poi, dopo una ripida salita, ci si ritrova davanti all&#8217;ingresso dell&#8217;edificio che, da vicino, appare meno imponente di quanto sembrava da lontano. L&#8217;interno è vuoto, spoglio; si sale per ripide scale in legno. Immagino nobili, samurai aggirarsi per queste stanze e, perché no, visto che l&#8217;immaginazione viaggia, assassini ninja incappucciati. Mi chino alle strette feritoie, come un arciere, e intuisco l&#8217;altezza che aumenta a ogni piano, attraverso i piccoli lembi di panorama che si riescono a vedere.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4990" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4990" loading="lazy" data-attachment-id="4990" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/dsc_9536/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg" data-orig-size="2896,1944" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1421142808&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="DSC_9536" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=1024" class="wp-image-4990" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=600&#038;h=403" alt="Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015" width="600" height="403" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/dsc_9536.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4990" class="wp-caption-text">Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015</p></div>
<p>Nulla che però lascia intuire la sorpresa quando si arriva in cima, nella piccolissima stanza dalla quale si può uscire su uno stretto terrazzo. E&#8217; strano essere qui, così lontano da casa, con mio fratello, su questo balcone antico. Non passiamo un intero pomeriggio assieme da anni e ci siamo ritrovati qui, a diecimila chilometri di distanza dai baricentri delle nostre vite. Sospesi per aria. Tutto questo contribuisce a rendere la scena simile a un sogno. Luoghi incongrui, persone che non ci dovrebbe essere. Sensazione di volare. Da qui si dominano tutte le valli intorno e la città di Inuyama, il vento porta in alto i suoni delle strade. Le auto, le parole delle persone, i rumori, appena disturbati dal più vicino fruscio degli alberi. E poi avverto un suono distante, come una musica, che fa <em>&#8220;chan-chan-bara-bara-chan-bara&#8221;.</em></p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4978" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4978" loading="lazy" data-attachment-id="4978" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/20150112_163312/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg" data-orig-size="905,509" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150112_163312" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=905" class="wp-image-4978" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163312.jpg 905w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4978" class="wp-caption-text">Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4984" style="width: 296px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4984" loading="lazy" data-attachment-id="4984" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/20150112_163524/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg" data-orig-size="286,508" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150112_163524" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg?w=169" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg?w=286" class="wp-image-4984" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg?w=286&#038;h=508" alt="Davanti al castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015" width="286" height="508" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg 286w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/20150112_163524.jpg?w=84&amp;h=150 84w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" /></a><p id="caption-attachment-4984" class="wp-caption-text">Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015</p></div>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4999" style="width: 328px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4999" loading="lazy" data-attachment-id="4999" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/05/02/il-castello-di-inuyama/inuyama_castlekeep_tower_in_1937/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg" data-orig-size="318,480" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Inuyama_CastleKeep_Tower_in_1937" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg?w=199" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg?w=318" class="wp-image-4999 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg?w=318&#038;h=480" alt="Inuyama_CastleKeep_Tower_in_1937" width="318" height="480" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg 318w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg?w=99&amp;h=150 99w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/inuyama_castlekeep_tower_in_1937.jpg?w=199&amp;h=300 199w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></a><p id="caption-attachment-4999" class="wp-caption-text">Il castello di Inuyama nel 1937<br /> (da <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Inuyama_CastleKeep_Tower_in_1937.jpg" target="_blank">Wikimedia commons</a>, pubblico dominio)</p></div>
<h2><strong>Informazioni utili</strong></h2>
<p><strong>Inuyama è collegata a Nagoya dalla linea Meitetsu</strong>: circa 30 minuti, 550 yen (non valido il Japan rail pass).</p>
<p>L&#8217;ingresso al castello costa 500 yen, 1200 se combinato all&#8217;Urakuen.</p>
<h2><strong>Link Utili</strong></h2>
<ul>
<li><a href="http://www.sushiealtro.it/index.php/luoghi/62-inuyama-e-dintorni" target="_blank">Inuyama e dintorni </a>&#8211; da <strong>Sushi e altro</strong></li>
<li><a href="http://www.japan-guide.com/e/e3350.html">Inuyama </a>&#8211; in inglese su <strong>Japan guid</strong>e (comprese indicazioni per il giardino Urakuen e il parco storico Meiji Mura)</li>
</ul>
<p><em><strong>Hai domande? Hai critiche o suggerimenti? Scrivilo nei commenti!</strong></em></p>
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<p><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" rel="license"><img style="border-width:0;" src="https://i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/88x31.png" alt="Licenza Creative Commons" /></a></p>
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			<media:title type="html">Curiosamente, al castello di Inuyama, che significa &#039;monte del cane&#039; non sono amessi i cani (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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			<media:title type="html">Il castello di Inuyama, foto di Patrick Colgan 2015</media:title>
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		<title>Piccola guida agli Onsen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[patrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 14:39:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le mie terme giapponesi preferite. E come comportarsi: la risposta a tutte le domande (o quasi) Ci sono poche cose che trovo piacevoli come immergersi in una vasca di acqua calda, anche quando è troppo calda per poter pensare lucidamente, ma non così bollente da farti in male. I muscoli si rilassano e anche la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le mie terme giapponesi preferite. E come comportarsi: la risposta a tutte le domande (o quasi)</em></p>
<p><span id="more-4923"></span></p>
<p><strong>Ci sono poche cose che trovo piacevoli come immergersi in una vasca di acqua calda,</strong> anche quando è troppo calda per poter pensare lucidamente, ma non così bollente da farti in male. I muscoli si rilassano e anche la mente si svuota. Se poi è in mezzo alla natura, per un attimo hai come la sensazione di essere tutt&#8217;uno con essa. E in Giappone di acqua calda, caldissima ce n&#8217;è davvero tanta, l&#8217;intero Paese è di fatto adagiato su una sorta di pentola bollente grazie all&#8217;attività vulcanica che porta con sé &#8211; a dire il vero &#8211; anche una serie di problemi, anche seri, tragici, come terremoti ed eruzioni con cui da queste parti si convive da sempre.</p>
<p>Qui le terme nascono come bagni pubblici e affondano le radici in un passato in cui non tutte le case avevano un bagno in cui lavarsi (e rilassarsi). Per questo gli <em>onsen</em> non nascono come luoghi di cura, ma affini ai <em>sento</em>, i &#8216;semplici&#8217; bagni pubblici (che si trovano anche negli alberghi): la differenza sta nella presenza di acque termali, che sono solo negli <em>onsen</em>. Ma queste regole valgono anche peri <em>sento</em>.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4940" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4940" loading="lazy" data-attachment-id="4940" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/20150113_143226/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg" data-orig-size="1460,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150113_143226" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=1024" class="wp-image-4940" title="Kurama, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2015)" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=600&#038;h=337" alt="Kurama, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=1200 1200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/20150113_143226.jpg?w=768 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4940" class="wp-caption-text">L&#8217;ingresso di un onsen. Le foto all&#8217;interno sono, naturalmente vietate Kurama, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<h2><strong>Come riconoscere un onsen (e i vari tipi)</strong></h2>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4926" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png"><img aria-describedby="caption-attachment-4926" loading="lazy" data-attachment-id="4926" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/images-2/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png" data-orig-size="228,221" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="images" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png?w=228" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png?w=228" class="wp-image-4926" style="margin:1px;" title="Il simbolo universale degli onsen, acqua fumante" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png?w=200&#038;h=194" alt="Il simbolo universale degli onsen, acqua fumante" width="200" height="194" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png?w=200&amp;h=194 200w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png?w=150&amp;h=145 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/images.png 228w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-4926" class="wp-caption-text">Il simbolo universale degli onsen, acqua fumante</p></div>
<p>Gli <em>onsen</em> hanno in genere al loro esterno un  simbolo dell&#8217;acqua calda (vedi immagine), a volte accompagnato con gli ideogrammi della parola <em>onsen</em> (温泉). Spesso ci sono tende o insegne con scritto semplicemente <em>yu</em> (ゆ), acqua calda. In giapponese è curiosamente indicata da una parola diversa da quella che indica semplice acqua (<em>mizu</em>): è come se fosse una cosa diversa, un altro stato della materia, e questo ne indica anche l&#8217;importanza. <strong>La parola <em>onsen</em> può indicare però varie cose:</strong></p>
<ul>
<li>indica in genere un <strong>piccolo stabilimento</strong>, che può essere un piccolo edificio mescolato fra le case, non appariscente. A volte hanno anche vasche all&#8217;aperto, <em>rotenburo</em>.</li>
<li>Può indicare anche <strong>una grande struttura:</strong> si va da quelle che assomigliano alle nostre piscine — anche nella forma — fino a veri e propri parchi di divertimenti a tema (come l&#8217;<a href="http://www.ooedoonsen.jp/en/top/">Oedo onsen monogatari</a> di Tokyo, in stile&#8230; samurai)</li>
<li>una sorgente di acqua calda naturale come le cascate di Kamuiwakkayu in Hokkaido</li>
<li>Un <em>onsen ryokan</em> (o hotel): una struttura, in genere di livello medio alto, che offre ai suoi ospiti bagni termali privati o pubblici (a volte accessibili anche a visitatori esterni, a pagamento).</li>
</ul>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4941" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4941" loading="lazy" data-attachment-id="4941" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/800px-maguse_onsen_001/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg" data-orig-size="800,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="800px-Maguse_onsen_001" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=800" class="wp-image-4941" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=600&#038;h=450" alt="800px-Maguse_onsen_001" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=600&amp;h=450 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=300&amp;h=225 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg?w=768&amp;h=576 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-maguse_onsen_001.jpg 800w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4941" class="wp-caption-text">Spettacolare vasca all&#8217;aperto a Maguse onsen, Nagano<br /> Foto da <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Maguse_onsen_001.jpg">Wikimedia commons</a>, di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Yosemite">Yosemite</a>. Licenza</p></div>
<h2><strong>I tatuaggi sono vietati?</strong></h2>
<p><strong>In teoria sì, di fatto non sempre.</strong> Le guide e molti giapponesi vi diranno che la regola, ferrea, è che chi ha tatuaggi non entra. E&#8217; un modo — così in genere viene spiegato — per lasciare fuori gli <em>yakuza</em>, i criminali che generalmente sono ricoperti di tatuaggi.</p>
<p>La realtà è che<strong> la regola non è affatto così ferrea.</strong> Io ho un paio di piccoli tatuaggi non grandi — ma nemmeno minuscoli — e nell&#8217;arco di sette viaggi in Giappone e decine di visite a <em>onsen</em> e bagni pubblici di alberghi — dove in teoria vale la stessa regola — <strong>non mi è mai stato negato l&#8217;ingresso</strong>. Tutte le volte ho chiesto, educatamente &#8220;Irezumi wa, daijobu desu ka?&#8221; (I tatuaggi sono ok?). E solo in un caso mi era stato chiesto dov&#8217;era e suggerito di coprirlo con l&#8217;asciugamano piccolo (di cui si parla nel prossimo punto). Mi risulta che nelle grandi strutture con molti dipendenti — come Oedo onsen, particolarmente severo — la regola sia invece molto rigida.</p>
<p>E comunque anche gli <em>yakuza</em> hanno diritto a un bagno caldo: al Funaoka onsen di Kyoto ho fatto il bagno accanto a giapponesi completamente ricoperti di tatuaggi tradizionali davvero pazzeschi.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4969" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4969" loading="lazy" data-attachment-id="4969" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/olympus-digital-camera/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg" data-orig-size="1094,821" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;u1020,S1020&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1221390935&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;OLYMPUS DIGITAL CAMERA&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=1024" class="wp-image-4969" title="Sennyo no yu, prefettura di Iwate" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=600&#038;h=450" alt="Sennyo no yu, prefettura di Iwate" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=1024 1024w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=600 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=300 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg?w=768 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg 1094w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4969" class="wp-caption-text">Sennyo no yu, prefettura di Iwate (pubblico dominio da <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Amihari_spa_sennyo_no_yu.jpg">Wikimedia commons</a>)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le regole di base</strong></h2>
<ul>
<li><strong>I costi.</strong> Sono molto vari e possono andare da 400 yen per le strutture semplici a 2.000 o più per quelle più grandi ed elaborate. Escluso l&#8217;eventuale noleggio di asciugamani.</li>
<li><strong>Si entra nudi.</strong> Un tempo, nelle campagne, erano comuni bagni misti (pur con accorgimenti) ma ora — specie per quanto riguarda i luoghi visitati da viaggiatori stranieri — la quasi totalità <strong>sono separati per sesso</strong>. Al bando il pudore: prima di entrare ci si deve spogliare completamente (anche se esistono rare strutture dove si usa un costume). E&#8217; ammesso portarsi dietro solo un asciugamano molto piccolo e leggero — che in genere si può acquistare al bagno — mentre quello grande, per asciugarsi alla fine, va lasciato in un armadietto con i propri vestiti. Conviene portarselo dall&#8217;albergo o da casa, il noleggio è quasi sempre a pagamento.</li>
<li><strong>Ci si lava e sciacqua con cura.</strong> Quindi ci si dirige a postazioni con doccia, rubinetto e bacinella e ci si lava e poi sciacqua molto accuratamente. Molti bagni offrono sapone e shampoo, ma in alcuni casi va portato da casa (o acquistato sul posto) ed è bene informarsi prima di entrare. Vedrai che i giapponesi hanno in genere degli astucci con un tutto il necessario, molti si fanno anche la barba.</li>
<li><strong>Si entra, con attenzione.</strong> Dopo essersi lavati e sciacquati con grande cura ci si può finalmente immergere nell&#8217;acqua che è calda, caldissima: <strong>parliamo di temperature fra 38 e 42 gradi</strong>, che sono dai 6 ai 10 gradi in più della temperatura normalmente presente nelle terme italiane. Specialmente le prime volte è bene non entrare troppo velocemente e non restare a lungo. Non imitare certi giapponesi che restano decine di minuti. In vasca si resta anche solo cinque minuti, non è disonorevole.</li>
<li><strong>Fra un bagno e l&#8217;altro. </strong>Si può uscire dalla vasca e stare seduti sul bordo, ci si può bagnare di acqua fresca. E ci si può anche immergere nelle vasche di acqua fredda che a volte sono presenti. In teoria si rischia uno choc termico facendolo troppo velocemente (la cosiddetta idrocuzione), ma io l&#8217;ho sempre trovato piacevole.  E non sono mai svenuto.<div data-shortcode="caption" id="attachment_4932" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4932" loading="lazy" data-attachment-id="4932" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/naruko-roten/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg" data-orig-size="225,300" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Naruko-roten" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;By Jpatokal.Jpatokal at en.wikipedia [&lt;a href=&quot;http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html&quot;&gt;GFDL&lt;/a&gt; or &lt;a href=&quot;http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/&quot;&gt;CC-BY-SA-3.0&lt;/a&gt;], &lt;a href=&quot;http://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ANaruko-roten.jpg&quot;&gt;from Wikimedia Commons&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg?w=225" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg?w=225" class="size-full wp-image-4932" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg?w=225&#038;h=300" alt="By Jpatokal.Jpatokal at en.wikipedia [GFDL or CC-BY-SA-3.0], from Wikimedia Commons" width="225" height="300" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg 225w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/naruko-roten.jpg?w=113&amp;h=150 113w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><p id="caption-attachment-4932" class="wp-caption-text">By Jpatokal.Jpatokal at en.wikipedia [<a href="http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html">GFDL</a> or <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/">CC-BY-SA-3.0</a>], <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ANaruko-roten.jpg">from Wikimedia Commons</a></p></div></li>
<li><strong>E i bagni all&#8217;aperto?</strong> I <em>rotenburo</em>, sono i miei preferiti. Spesso hanno splendidi panorami su boschi o monti quando sono fuori città. L&#8217;acqua è leggermente meno calda e quindi si può restare più a lungo. Li amo in particolare d&#8217;inverno quando fuori si gela, o nevica. Una goduria.</li>
<li><strong>E l&#8217;asciugamano piccolo?</strong> E&#8217; opzionale e la sua funzione multipla e poco chiara: può servire a coprirsi negli spogliatoi, si può usare come spugna quando ci si lava, si può bagnare di acqua fredda per metterlo in fronte. Ma una regola è in genere ferrea: <strong>non deve toccare l&#8217;acqua termale.</strong> Al limite si può appoggiare ripiegato in testa (è abbastanza ridicolo, ma molti lo fanno) o annodare intorno alla fronte.</li>
<li><strong>All&#8217;uscita ci si sciacqua?</strong> Le scuole di pensiero sono varie. Molti giapponesi — ma non tutti — ritengono che non ci si debba sciacquare prima di asciugarsi e rivestirsi, altrimenti si perderebbero le proprietà benefiche dell&#8217;acqua termale sulla pelle.</li>
<li><strong>Gli onsen privati.</strong> Negli alberghi con onsen e anche nelle altre strutture valgono le stesse regole. Con una piccola differenza: alcune costose camere possono avere un onsen privato. E mi è capitato che, unici ospiti dell&#8217;albergo in un freddo gennaio, ci fosse permesso di usare in coppia l&#8217;onsen del <em>ryokan</em>.</li>
</ul>
<h2><strong>In quale stagione si va?</strong></h2>
<p>Tutte le stagioni sono buone.<strong> Ovviamente è più gradevole col fresco</strong>. O col gelo: un bagno in acqua caldissima permette di resistere splendidamente al freddo per molte ore. E in effetti la tradizione del bagno caldo — secondo alcuni — deriva anche dalla mancanza di riscaldamento nelle case di un tempo. Ma i giapponesi amano andarci anche d&#8217;estate (quando in effetti la differenza fra l&#8217;acqua e la temperatura esterna è inesistente).</p>
<h2><strong>Alcuni dei miei onsen preferiti</strong></h2>
<p>Non sono stato in posti famosi come Kinosaki onsen o Beppu<em> </em>e quando sono stato alle famose cascate bollenti di Kamuiwakkayu in Hokkaido, una sorta di cascata termale in mezzo al bosco, erano state chiuse per motivi di sicurezza. Nell&#8217;arco di sette viaggi non sono mai stato in un posto specificamente per gli <em>onsen</em>. Ma è un piacere che mi sono concesso tutte le volte che era possibile. Quindi nella lista ci sono onsen che si trovano in località famose per altro, non solo per le terme.</p>
<h2><strong>Il Funaoka onsen di Kyoto</strong></h2>
<p>E&#8217; molto famoso, è su tutte le guide. E non è nemmeno un vero <em>onsen</em>, dal momento che l&#8217;acqua è solo riscaldata. E&#8217; scomodo, difficile da raggiungere e ci si deve pure portare il sapone. Come se non bastasse gli spogliatoi sono inquietanti, con il soffitto decorato da splendidi bassorilievi in legno. Belli e violenti: il problema è che se li osservi bene vedi che ci sono soldati che massacrano crudelmente dei nemici, alcuni dei quali sembrano proprio dei civili. Risale al tempo dell&#8217;invasione della Manciuria. Però<strong> è un bagno pubblico davvero bello, e vero, e antico: ha cento anni.</strong> Non ci sono le grandi vasche in stile piscina che si trovano in strutture più moderne. Ha un&#8217;incredibile varietà di vasche ognuna diversa: in legno, calde, fredde&#8230; alle erbe. E ha una bellissimo <em>rotenburo, </em>una vasca all&#8217;aperto in pietra realizzata come un piccolo angolo di montagna in miniatura, e&#8217; uno spazio angusto e senza panorama, ma se ci si lascia illudere sembra davvero di essere lontanissimi dalla città.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4942" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4942" loading="lazy" data-attachment-id="4942" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/800px-funaoka-onsen201307/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg" data-orig-size="800,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="800px-Funaoka-Onsen201307" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=800" class="wp-image-4942" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=600&#038;h=450" alt="800px-Funaoka-Onsen201307" width="600" height="450" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=600&amp;h=450 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=300&amp;h=225 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg?w=768&amp;h=576 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/800px-funaoka-onsen201307.jpg 800w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4942" class="wp-caption-text">Funaoka Onsen, Kyoto; foto di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:At_by_At">At by At</a><br /> Licenza <a> CC BY-SA 3.0 </a> via <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Funaoka-Onsen201307.JPG">Wikimedia Commons</a></p></div>
<p><strong>Link:</strong> <a href="http://www.insidekyoto.com/funaoka-onsen" target="_blank">Funaoka Onsen</a> (Inside Kyoto) <strong>Come arrivare:</strong> fermata Kuramaguchi del bus 106. O&#8230; taxi!</p>
<h2><strong>Kurama Onsen, a Kyoto</strong></h2>
<p>Questo onsen fra i monti a nord di Kyoto è diviso in due. Una spettacolare vasca all&#8217;aperto con vista sulle foreste e uno stabilimento bruttino, in stile piscina, a un centinaio di metri di distanza. Ovviamente ho scelto il primo, fra l&#8217;altro più economico. Su <a title="Kyoto, una giornata sul monte Kurama" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/01/22/kyoto-una-giornata-sul-monte-kurama/" target="_blank">Kurama ho scritto tutto in questo post</a>.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4598" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4598" loading="lazy" data-attachment-id="4598" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/01/22/kyoto-una-giornata-sul-monte-kurama/20150113_143327/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg" data-orig-size="907,510" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20150113_143327" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=907" class="wp-image-4598" title="La vasca con i vapori che salgono fra gli alberi al Kurama onsen (foto di Patrick Colgan, 2015)" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=600&#038;h=337" alt="La vasca con i vapori che salgono fra gli alberi al Kurama onsen (foto di Patrick Colgan, 2015)" width="600" height="337" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=600&amp;h=337 600w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/20150113_143327.jpg 907w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-4598" class="wp-caption-text">La vasca con i vapori che salgono fra gli alberi al Kurama onsen (foto di Patrick Colgan, 2015)</p></div>
<p><strong>Come arrivare:</strong> In treno da Kyoto (stazione di Demachiyanagi), scendere alla stazione di Kurama poi navetta gratuita o venti minuti a piedi.</p>
<h2><strong>Ohara no sato, a Kyoto</strong></h2>
<p>La vasca all&#8217;aperto più bella che abbia mai visto, immergersi nell&#8217;acqua calda in mezzo a una foresta mentre nevica è una delle esperienze che non dimenticherò mai. E Ohara, fra le colline di Kyoto, merita (<a title="Tre templi da vedere a Kyoto" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2013/11/30/cinque-templi-di-kyoto/">ne ho scritto qui</a>)</p>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/O_ZNoo0UZ2M?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe><br />
<strong>Come arrivare:</strong> in autobus, dalla stazione di Kyoto (45 minuti). Poi chiedere. <strong>Link:</strong> <a href="http://www.oohara-no-sato.co.jp/onsen/" target="_blank">sito in giapponese</a></p>
<h2><strong>Il Kenroku-onsen di Kanazawa</strong></h2>
<p>Piccolo <em>onsen </em>in una zona per nulla turistica di una città turistica, dove immagino gli stranieri non arrivino spesso. Ha le vasche all&#8217;aperto. Il nome è un gioco di parole con quello del famoso giardino Kenrokuen di Kanazawa (Il giardino delle sei virtù diventa l&#8217;<em>onsen</em> delle sei virtù).</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4943" style="width: 603px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4943" loading="lazy" data-attachment-id="4943" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/kenrokuonsen/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg" data-orig-size="593,434" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="kenrokuonsen" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg?w=593" class="wp-image-4943 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg?w=593&#038;h=434" alt="Kenrokuonsen, Kanazawa (foto di Patrick Colgan, 2012)" width="593" height="434" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg 593w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg?w=150&amp;h=110 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/kenrokuonsen.jpg?w=300&amp;h=220 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a><p id="caption-attachment-4943" class="wp-caption-text">Kenrokuonsen, Kanazawa (foto di Patrick Colgan, 2012)</p></div>
<p><strong>Come arrivare:</strong> bus 6 dalla stazione, fermata Akatsuki machi. Oppure una ventina buona di minuti a piedi dal Kenrokuen. <strong>Link:</strong> <a href="http://www.gnavi.co.jp/sightseeing/ishikawa/spotdetail/3902/" target="_blank">Sito in giapponese</a></p>
<h2><strong>Kuwataniya a Takayama</strong></h2>
<p>Fra i <em>ryokan</em> con <em>onsen</em> questo (in realtà è una<em> minshuku</em>, pensione a conduzione familiare) è uno dei più centrali e accessibili. La mezza pensione offre una cucina casalinga memorabile e la vasca, con vetrata affacciata sull&#8217;esterno, è piccola ma estremamente piacevole. Orari separati per uomini e donne. Ma se in albergo ci siete solo voi&#8230;</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4946" style="width: 322px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-4946" loading="lazy" data-attachment-id="4946" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/292515_111202152236654_std/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg" data-orig-size="312,235" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="292515_111202152236654_STD" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg?w=312" class="wp-image-4946 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg?w=312&#038;h=235" alt="292515_111202152236654_STD" width="312" height="235" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg 312w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/292515_111202152236654_std.jpg?w=300&amp;h=226 300w" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" /></a><p id="caption-attachment-4946" class="wp-caption-text">Kuwataniya, foto da<a href="http://www.agoda.com/minshuku-kuwataniya-ryokan/hotel/takayama-jp.html"> Agoda</a></p></div>
<p><strong>Come arrivare:</strong> a Takayama, a piedi dalla stazione. <strong>Link:</strong> <a href="http://www.agoda.com/minshuku-kuwataniya-ryokan/hotel/takayama-jp.html" target="_blank">Kuwataniya su Agoda</a></p>
<h2><strong>Shirakawago no yu</strong></h2>
<p>Questo albergone ai margini di <a title="Una notte nelle antiche case di Shirakawa-go" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/06/30/una-notte-nelle-antiche-case-di-shirakawa-go/">Shirakawa-go</a> non è proprio così affascinante, almeno visto dall&#8217;esterno. Ma il suo <em>onsen</em> (accessibile anche a chi non pernotta), è davvero bello. Impagabile, d&#8217;inverno, il panorama sulle montagne innevate dalla vasca esterna. Ovviamente è frequentato solo da turisti, molti dei quali comunque sono giapponesi.</p>
<div data-shortcode="caption" id="attachment_4951" style="width: 547px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif"><img aria-describedby="caption-attachment-4951" loading="lazy" data-attachment-id="4951" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2015/04/10/piccola-guida-agli-onsen/shirakawago_no_yu_08hotspring/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif" data-orig-size="537,249" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="shirakawago_no_yu_08hotspring" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Vasca esterna (Dal sito)&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif?w=300" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif?w=537" class="wp-image-4951 size-full" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif?w=537&#038;h=249" alt="Vasca esterna (Dal sito)" width="537" height="249" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif 537w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif?w=150&amp;h=70 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/shirakawago_no_yu_08hotspring.gif?w=300&amp;h=139 300w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a><p id="caption-attachment-4951" class="wp-caption-text">Shirakawago no yu, vasca esterna (Dal sito)</p></div>
<p><strong>Come arrivare:</strong> bus da Takayama o Kanazawa per Shirakawago-Ogimachi <strong>Link:</strong> <a href="https://www.japaneseguesthouses.com/ryokan-single/?ryokan=Shirakawa-go+No+Yu" target="_blank">Shirakawago no yu</a> su Japanese guesthouses.</p>
<h2><strong>Altri link utili</strong></h2>
<ul>
<li><a href="http://www.giapponepertutti.it/giappone/onsen.html">Onsen</a> su Giappone per tutti</li>
<li><a href="http://viaggiappone.com/info/onsen-terme.html" target="_blank">Onsen, le terme</a> su Viaggiappone</li>
</ul>
<p><em><strong>Hai domande? Hai altri onsen da segnalare? Scrivilo nei commenti!</strong></em></p>
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<hr />
<p><strong><a href="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="3906" data-permalink="https://patrickcolgan.wordpress.com/2014/07/30/il-grande-blu-di-amorgos/3709d0f/" data-orig-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg" data-orig-size="200,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3709d0f" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" data-large-file="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=200" class="alignleft wp-image-3906" style="border:0 solid #000000;margin:1px 3px 1px 1px;" src="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120&#038;h=120" alt="3709d0f" width="120" height="120" srcset="https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=150 150w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg?w=120 120w, https://patrickcolgan.wordpress.com/wp-content/uploads/2014/07/3709d0f.jpg 200w" sizes="(max-width: 120px) 100vw, 120px" /></a>Patrick Colgan,</strong> sono giornalista e blogger, vivo a Bologna. (<a title="chi sono" href="https://patrickcolgan.wordpress.com/about/" rel="nofollow">chi sono</a>)</p>
<p><strong>Uso delle foto:</strong> tutte le foto scattate da me e pubblicate su Orizzonti hanno la licenza creative commons attribuzione-non commerciale. Potete usare e distribuire le foto per scopi non commerciali, ma vanno attribuite a me, includendo il mio nome e un link funzionante (e non &#8216;nofollow&#8217;) al blog e la medesima licenza creative commons. Per scopi commerciali siete pregati di contattarmi</p>
<p><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" rel="license"><img style="border-width:0;" src="https://i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/88x31.png" alt="Licenza Creative Commons" /></a></p>
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			<media:title type="html">Kurama, Kyoto (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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			<media:title type="html">Il simbolo universale degli onsen, acqua fumante</media:title>
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			<media:title type="html">Sennyo no yu, prefettura di Iwate</media:title>
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			<media:title type="html">800px-Funaoka-Onsen201307</media:title>
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			<media:title type="html">La vasca con i vapori che salgono fra gli alberi al Kurama onsen (foto di Patrick Colgan, 2015)</media:title>
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			<media:title type="html">Kenrokuonsen, Kanazawa (foto di Patrick Colgan, 2012)</media:title>
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			<media:title type="html">Vasca esterna (Dal sito)</media:title>
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			<media:title type="html">3709d0f</media:title>
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			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
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