<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456</atom:id><lastBuildDate>Sat, 05 Oct 2024 01:59:34 +0000</lastBuildDate><category>Pensieri</category><category>Racconti</category><category>Governo</category><category>Ateneo Verona</category><category>Dal mondo</category><category>Da Verona</category><category>Lo scacciapensieri</category><category>Onda anomala</category><category>Vignette</category><category>Linguaggio</category><category>MsdIUR</category><category>Economia</category><category>Crisi</category><category>Ateneo Torino</category><category>Iran</category><category>Città</category><category>Piazza Dante</category><category>Abruzzo e sisma</category><category>Poesie</category><category>pulce_orecchio</category><category>Provvedimenti capolavoro</category><category>Speciale Trenitalia</category><category>regina bianca dietro lo scialle</category><category>Elezioni europee</category><category>G8</category><category>Ricette/13</category><category>Sonetto</category><category>lily</category><category>CasaPound</category><category>No TAV</category><category>Panchine antidegrado</category><category>Processi</category><category>Sfratti</category><category>Traforo Torricelle</category><category>Cronache</category><category>Le Scarpe dei Suicidi</category><category>letture</category><category>Ateneo Pisa</category><category>Ateneo Roma</category><category>CAU</category><category>Centri Identificazione Espulsione</category><category>Collettivo Facoltà Umanistiche</category><category>Dal burocratese</category><category>Disegni</category><category>Lo spettacolino imbarazzante</category><category>Patologia giudiziaria</category><category>Ateneo Napoli</category><category>Brescia</category><category>Capra nel traghetto</category><category>Corrispondenze</category><category>Giurisprudenza  in prosa</category><category>La rivolta</category><category>Lampedusa</category><category>Lampedusa; Migrazioni</category><category>Le favole di Veronetta</category><category>Passeggiata col cane</category><category>Spagna</category><category>politica e dintorni</category><category>Ateneo Madrid</category><category>Ateneo Padova</category><category>Ateneo Siena</category><category>Berlusconi</category><category>Cina</category><category>Consigli comunali</category><category>Energie rinnovabili</category><category>Foto</category><category>Fumetti</category><category>Indignados</category><category>Moti</category><category>Passalacqua</category><category>Prontuario</category><category>Roma</category><category>recensioni</category><title>Pagina/13</title><description></description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Pagina/13)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>512</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-6488078976236770402</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 17:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-10T17:17:39.944+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Gaber e Andreotti. </title><description>Gaber era quello che &quot;Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona&quot;. Gaber era anche quello che: &quot;Tutta la Democrazia Cristiana è responsabile di cinquant&#39;anni di cancrena italiana&quot;. Gaber è persino quello che: &quot;Uno ha detto che Andreotti è bravo e lì è cominciato il casino. Fammi capire, forse non stiamo parlando della stessa persona, non ce ne saranno mica due, eh?!&quot;. Gaber, infine, è quello che: &quot;Il popolo italiano ha paura che se vincono troppo quelli di là viene fuori una dittatura di sinistra, se vincono troppo quegli altri, viene una dittatura di destra. La dittatura di centro, quella invece gli va bene...&quot;.&lt;br /&gt;
E giù applausi verso il Signor G., tutti in piedi a lanciare fiori, tutti ad applaudire, tutti a seguire le trasmissioni televisive che lo ricordano. Mi chiedevo perché brani come &quot;Io se fossi dio&quot;, &quot;La democrazia&quot; e &quot;L&#39;audience&quot; non le riproponessero mai in tv, tuttavia, pensavo, se Gaber è considerato tanto un idolo, saranno tutti d&#39;accordo con quanto dice. Bene, bravo, bis.
Muore Andreotti, riassunto respirante della Dc. Certo, penso, non piangeranno in molti per la non brava persona, per il responsabile della cancrena italiana, per il dittatore di centro. E invece sì, tutti i politici (centro, destra e perfino sinistra) a piangere, urlare e battersi il petto per la scomparsa di &quot;un grande statista&quot; (!). Ma come?&lt;br /&gt;
Forse è sufficiente che uno muoia perché tutti siano d&#39;accordo con lui. Forse vale anche per Gaber e allora Gaber e Andreotti per la classe politica e l&#39;italiano medio sono uguali.
Siamo circondati da chi, oltre a essersi sporcato le mani, si sta sporcando la bocca. E noi che li guardiamo e ascoltiamo ci stiamo sporcando occhi e orecchie.&lt;br /&gt;
Sempre G.: &quot;Mostrano sorridenti le maschere di cera/ e sembrano tutti contro la sporca macchia nera/ non c&#39;è neanche uno che non ci sia invischiato/ perché la macchia nera... la macchia nera è lo Stato&quot;.
Così è se vi pare, finché Andreotti sarà un &quot;grande statista&quot;.&lt;br /&gt;
Buona rotolata nel fango, vi auguro una doccia.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Nonno Ciùe &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/05/gaber-e-andreotti.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-2959591943597964939</guid><pubDate>Mon, 06 May 2013 13:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-06T15:13:47.869+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Macao e Verdi15 Occupata: un paio di aggiornamenti.</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
[05/05/13] Macao compie un anno e occupa il Cinema Manzoni. 
Il collettivo Macao, dopo un anno ricco di occupazioni, sgomberi e rioccupazioni (al momento si trova all’ex macello di Viale Molise 68, a Milano), festeggia il suo primo anno occupando il Cinema Manzoni, che nel giugno 2006, come numerosi altri cinema e teatri della città, veniva chiuso e acquistato dalla multinazionale Prelios. Il vincolo all’uso esclusivamente culturale dello stabile venne ben presto eluso dalla multinazionale, la quale entro il 2015 trasformerà il Cinema Manzoni in uno dei più grandi centri commerciali del nord Italia. Storie ormai ben note, ma che ci riportano ogni volta a riflettere sulla violenza perpetrata nei confronti delle persone e del territorio da parte di spietati speculatori al servizio di un’economia sempre più ferocemente capitalista.
Il programma della giornata prevede interventi musicali e video nello spazio, sulla storia del Cinema Manzoni e sulle ultime vicende relative a Macao; un’assemblea cittadina; serata con djset in galleria.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per info: &lt;a href=&quot;http://macao.mi.it/&quot;&gt;macao.mi.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
[05/05/13] La Verdi Lab chiude per gravi problemi strutturali dell’edificio. 
I ragazzi e le ragazze della Verdi Lab (vicolo Benevello 4/b, Torino), ovvero il laboratorio artistico e culturale della Verdi15 Occupata, hanno preso la decisione di abbandonare la struttura in seguito al recente periodo di maltempo, che ha aggravato i danni all’edificio. Lo stabile, che già da parecchi anni versava in uno stato d’abbandono, nonostante i numerosi lavori di ristrutturazione messi in atto dalle ragazze e dai ragazzi occupanti, non garantiva più la sicurezza di chi viveva la Verdi Lab.
Anche in questa vicenda, lampante è il fatto che ogni luogo tenuto chiuso è un luogo destinato a morire. I ragazzi della Verdi15 ci assicurano però che la lotta non si esaurisce nel luogo fisico, ma continua testarda a combattere per conquistare nuovi spazi, per sottrarli a chi si arricchisce sulle nostre vite.
La Verdi15 la trovate in Corso Farini 20, sempre a Torino: cena popolare ogni due venerdì, aula studio aperta tutta la settimana dalle 9 alle 19, aula informatica e molto altro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per info: &lt;a href=&quot;http://verdi15.blogspot.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;verdi15.blogspot.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;C.H.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/05/macao-e-verdi15-occupata-un-paio-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-1560272076436163796</guid><pubDate>Mon, 06 May 2013 10:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-06T12:51:00.335+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Un eunuco</title><description>&amp;nbsp;Alla tavola erano seduti in quattro. Uno, che sembrava il padrone di casa, era vestito di nero. Al suo fianco, altrettanto elegante, figurava un omuncolo in abito bianco. Dall’altro lato un tipo più giovane e ricoperto di panni dorati. Davanti a loro, quasi in disparte, un tizio completamente nudo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Beh, ci siamo tutti”, cominciò l’uomo in nero rompendo gli indugi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Si può cominciare” gli fece eco quello vestito di bianco, sorridendo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Stasera dovremo operare scelte importanti” si sentì dalla giacca tutta d’oro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il quarto uomo, si limitò ad annuire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Per il bene del Paese è giusto che facciamo dei tagli” continuò il padrone di casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“La crisi economica ci sta strozzando” fece il signore in bianco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Necessario fare qualche sacrificio” chiosò quello vestito in oro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il quarto, sempre nudo, annuì nuovamente. Stavolta abbassando leggermente il capo, in modo da celare un robusto sorso di saliva che deglutì amaramente e una mezza smorfia attraversò le strisce pedonali del suo viso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il discorso fu subito preso in mano dall’uomo vestito di nero. “Beh, certo, noi quattro siamo in questo Paese da centinaia di anni ed è giusto che siamo noi ad agire responsabilmente per tutti. Io sono Politica. Capisco: l’Italia non è certo famosa per la propria politica integerrima. Negli ultimi cento anni abbiamo avuto il fascismo, poi una prima repubblica che si è conclusa con valanghe di arresti e una seconda stagione che, fino a oggi, ha portato ancora disonestà e furberie e poi ancora arresti. Certo, gli altri Paesi non è che guardino me, Politica, con ammirazione. Però, mi sembra chiaro, non possiamo tagliare proprio me, sarebbe come gambizzare la patria, l’Italia ha bisogno di politica”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Giusto” confermò quello vestito di bianco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Naturale” ribadì quello d’oro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Non vedo alternativa” aggiunse l’oratore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi tutti e tre si compiacquero dell’annuire del quarto invitato, prima che la parola passasse all’uomo dai panni candidi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Io sono Religione. Beh, io sono per forza di cose esente da tale provvedimento. Certo, anche per quanto mi riguarda, non sempre sono stato proprio d’esempio. Duemila anni di guerre sante non si possono cancellare e forse di gente che crede veramente nel messaggio che dovrei dare ce n’è veramente poca. Mi sembra lampante che non tutti i cittadini guardino me, Religione, con ammirazione. Però in fondo abbiamo eletto da pochi anni un nuovo Papa e mi sembra giusto che agisca indisturbato. Tagliare me sarebbe come mozzare le braccia al Paese, l’Italia ha bisogno di religione”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Per forza” commentò l’uomo di casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Ci mancherebbe” disse quello vestito d’oro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Senza ombra di dubbio” si sentì di chiudere prima di cedere la parola, sistemandosi gli abiti bianchi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora tutti e tre aspettarono un cenno di intesa dell’uomo svestito, sorrisero e passarono le redini a quello che portava abiti dorati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Io sono Finanza. Beh, se vogliamo uscire dalla crisi, non sarò certo io a dover essere tagliato. Io, Finanza, sono la chiave che permette di uscire da questo tunnel. Ok, anch’io devo dire che l’Italia non si può proprio vantare a livello mondiale per la propria gestione del denaro, ma come si può credere di uscire dalla crisi senza il mio aiuto? Mi sembra ovvio che né i cittadini, né gli stranieri guardino a me, Finanza, con ammirazione. Però se non mi lasciate lavorare, potrete scordarvi il futuro. Tagliare me, sarebbe come far fuori in un colpo solo mani e piedi, l’Italia ha bisogno di finanza”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nella maniera più assoluta” tuonò il vicino in nero.

“Completamente d’accordo” rincarò quello in bianco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Mi sembra palese” terminò l’uomo dorato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’uomo nudo ammiccò nuovamente verso gli altri tre, ottenendo i loro sorrisi soddisfatti, prima di prendere la parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Io sono il figlio di Cultura, uno dei pochi rimasti”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“La signore dov’è?”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Molto malata, moribonda dopo gli ultimi tagli”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Povera sfortunata…”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Io, Cultura, sono al contrario di voi uno dei pochi vanti della nazione. Tra chi mi ha costruito ricordo Leonardo Da Vinci, Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, solo per citarne alcuni tra i più famosi. L’Italia può vantarsi con chi vuole per la propria cultura, difficilmente troverà un altro Paese che le tenga testa. Tutti, sia dentro sia fuori dai confini nazionali, guardano a me, Cultura, con ammirazione. Tagliare me, sarebbe come lasciare il corpo di una persona al proprio posto, risucchiandone dal dentro il pensiero, il cuore, l’anima”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Ma resterebbe il corpo per continuare a camminare avanti”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Non vedo dove sia l’utilità della cultura”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“E poi, si sa, con la cultura non si mangia”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’uomo completamente nudo, non fece neanche in tempo a difendersi: oramai l’assemblea si era pronunciata e la decisione era stata presa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Credo che anche stavolta ci toccherà tagliare la cultura…”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Ma, veramente, non c’è più niente da tagliare. Guardatemi! Sono nudo! Mi avete tolto tutto!” cercò di lamentarsi l’uomo, alzandosi in piedi per la disperazione e tentando di coprire le intimità con le mani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Beh veramente un’ultima cosa da tagliare ce l’avresti – puntualizzò il padron di casa – sposta quelle mani di lì, per cortesia”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Già, passatemi il coltellaccio” proseguì l’uomo vestito di bianco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;“Ottima soluzione, così quantomeno non farà a sua volta dei figli da sfamare con la sua cultura…” disse quello in abiti d’oro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I tre esplosero in una grassa risata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Nonno Ciùe&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/05/un-eunuco.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-1106326034543590318</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 15:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-30T17:45:22.645+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ateneo Verona</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">CasaPound</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Da Verona</category><title>30 Aprile 2013</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 5 anni dalla morte di Nicola Tommasoli (la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio del 2008) provocata dalla stupidità fascista e dal rifiuto di una sigaretta. Il violento pestaggio ad opera di Perini, Veneri, Corsi, Dalle Donne e Vesentini.  Nonostante le condanne,  le buone famiglie degli assassini si lamentano: “ci stanno portando via i nostri figli”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 5 anni dall’apertura del Cutty Sark a Verona, locale di ritrovo dell’estrema destra affiliata a CasaPound Italia, organizzazione fascista.
A 4 anni dall’aggressione di uno studente legato al Metropolis da parte di uno studente di Blocco Studentesco, pseudo lista studentesca legata a CasaPound. L’episodio viene bollato come “rissa tra studenti”&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 3 anni dall’aggressione di un ragazzo di 17 anni al bar TimeOut reo di indossare una spilletta con un simbolo antifascista. Volto tumefatto, due denti rotti (33 giorni di prognosi) ad opera di Ruffo (ex-rappresentante CasaPoundVerona ora eletto in III circoscrizione per la lista civica Tosi), Martina Poli (rappresentante Blocco Studentesco Università), Alessandro Gandini (rappresentante regionale Blocco Studentesco) insieme ad altre 3 persone.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 3 anni dalla presentazione all’Università degli Studi di Verona di “Nessun Dolore” di Domenico di Tullio, il libro racconta la storia di CasaPound tra fascismo, cinghia mattanza e ragazzini ignoranti e felici di esserlo nei quartieri bene di Roma Nord. In un Università blindata, un sabato pomeriggio, tra Digos alle porte e drappi neri alla lavagna.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 3 mesi dall’aggressione squadrista all’Università degli Studi di Verona durante la conferenza: “Foibe, tra mito e realtà” con la storica Alessandra Kersevan. In 30 con caschi e fumogeni assaltano l’aula t.4 al grido di “Tito Boia, vi ammazziamo tutti!” sono militanti di CasaPound, Blocco Studentesco, Forza Nuova e Lotta Studentesca.  La prontezza di alcuni che riescono a chiudere in tempo le porte dell’aula, riesce a salvare i partecipanti della conferenza dall’attacco. A seguito dell’aggressione, Gianpaolo Romagnani (docente di Storia, garante dell’evento) viene sottoposto ad una commissione disciplinare. L’aula autogestita SpazioZero in concessione ad un gruppo di studenti viene sgomberata e ceduta all’aula disabili. Si inasprisce la burocrazia per gli studenti che vogliono richiedere un’aula: la richiesta dev’essere fatta 40 giorni prima direttamente al rettore. Ad oggi nessuna solidarietà (eccetto il dipartimento Tesis) per quanto avvenuto quel pomeriggio del 12 febbraio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ad 1 mese e 9 giorni dalle duplici aggressioni al bar Malacarne e all’Osteria Ai Preti colpevoli di essere “locali di sinistra” all’interno di un “triangolo rosso” in  Veronetta secondo il neo-laureato Marcello Ruffo che insieme ad altri camerati, in evidente stato di ebbrezza, prima minaccia il barista del Malacarne con un coltello (definito gadget goliardico da laurea) poi provoca una rissa ai Preti. Nonostante i colpevoli siano stati segnalati alle forse del (dis)ordine presenti, Ruffo e compagni vengono lasciati andar via. Il giorno seguente l’assessore Di Dio da la sua solidarietà a Marcello Ruffo nonostante le denunce in arrivo. Il sindaco Tosi consiglia a Ruffo di “chiedere scusa”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Anni
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/04/30-aprile-2013.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-6200508218702517067</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2013 08:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-06T10:38:33.256+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pensieri</category><title>Io, come ogni 25 Aprile</title><description>Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di non rivedere più nazisti e fascisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di non vivere più in una dittatura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di non vedere più oppressori ed oppressi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò cessate tutte le guerre imperialiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di vedere sciolti tutti gli eserciti del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di non diventare come lAmerica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di non ritornare a lavorare in fabbrica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò finite le discriminazioni razziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò finite le disuguaglianze sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di vedere distrutte tutte le carceri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò di non vivere mai in una democrazia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Festeggio chi, 68 anni fa, sapendo decaduto il regime nazifascista, sperò che nessuno si sarebbe affrettato a chiamarla liberazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;C.H.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/05/io-come-ogni-25-aprile.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-6958075197523971569</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2013 16:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-02T18:48:24.270+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ateneo Verona</category><title>Cambi di serratura che ritornano</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Era il 12 gennaio del 2009, quando nel cuore della notte venne cambiata la serratura dell&#39;allora aula occupata 1.6. Sono passati poco più di quattro anni e il giochino del cambio di serratura e di sgombero si ripete. Ora come allora le giustificazioni dei piani alti sono evasive con un continuo rimbalzamento di responsabilità. Ciò che cambia però è che a differenza di allora, l&#39;Auletta Spazio Zero non è stata occupata, è stata data in gestione ormai da un anno e mezzo a gruppi studenteschi e singoli studenti con la sottoscrizione di un regolare contratto. Messa più volte in discussione l&#39;Auletta ha subito numerosi attacchi portati avanti da &quot;rappresentanti degli studenti&quot; e dalle dicerie di giornalisti poco informati e dediti all&#39;informazione manipolata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;Auletta però ha sempre resistito, anche grazie all&#39;appoggio di oltre 500 persone tra studenti (la maggior parte non appartenenti a nessun gruppo studentesco &quot;Kollettivo&quot;, &quot;zecche rosse&quot; e via di stereotipi dicendo), dottorandi, professori e ricercatori. La leggitimità dell&#39;auletta è passata anche in sede di Senato degli studenti che si sono espressi favorevolmente riguardo al suo utilizzo. Questa comunicazione non è però giunta ai piani alti e nello specifico al dirigente strutturato Salvini, che anzichè prendersi la responsabilità per il non essersi informato sull&#39;esito della votazione in sede di Senato accademico, è bene ricordare che è stato lo stesso Salvini a delegare la continua concessione dell&#39;auletta in sede di Senato. Probabilmente però Salvini sperava che venisse negato l&#39;utilizzo dell&#39;aula e forse è per questo che ha trovato questa banale scusa &quot;non mi sono pervenute notizie in merito, quindi vi tolgo l&#39;aula&quot;. Come al solito insomma la storia si ripete, nessuno si prende la responsabilità per atti scriteriati e che non trovano nessuna giustificazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiQQR51nKBHZy9kwCuSt1nnJklUpGa4nqF1vtC_HEAJ5IcRVbvOR-VTo_3xRaLJf67mREgguqZ8zD4oL_tmy7FQp4viuVSD7jON29W9C5QU-K-hHIssuiuGrH5XramobOCO4Iub2CSPV0gM/s1600/vignettanotte.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiQQR51nKBHZy9kwCuSt1nnJklUpGa4nqF1vtC_HEAJ5IcRVbvOR-VTo_3xRaLJf67mREgguqZ8zD4oL_tmy7FQp4viuVSD7jON29W9C5QU-K-hHIssuiuGrH5XramobOCO4Iub2CSPV0gM/s320/vignettanotte.JPG&quot; width=&quot;247&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/04/cambi-di-serratura-che-ritorano.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiQQR51nKBHZy9kwCuSt1nnJklUpGa4nqF1vtC_HEAJ5IcRVbvOR-VTo_3xRaLJf67mREgguqZ8zD4oL_tmy7FQp4viuVSD7jON29W9C5QU-K-hHIssuiuGrH5XramobOCO4Iub2CSPV0gM/s72-c/vignettanotte.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-1176133692615676172</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2013 17:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-02T18:57:41.363+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Da Verona</category><title>Dottori in bottigliamattanza</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il conseguimento di una laurea è una sorta di passaggio da studente ad adulto è un po&#39; come un ingresso in società. Se la società è il salottino della Verona bene, dopo la proclamazione perché non concedersi anche un rito di iniziazione, direttamente suggerito da Di Divino (la somiglianza con Il Divino Otelma è sconvolgente) un politicante, ex assessore, che inneggia allo scontro, ai pestaggi, nei confronti delle &quot;zecche rosse&quot;. Evidentemente costui non sa nemmeno il significato delle parole dialogo, dialettica ecc...ma sa bene il significato di picchiare, battere un colpo ecc...Sa il significato appunto, ma non agisce mai, fa sempre la figura del &quot;mandante&quot; come il Padrino di Coppola, sempre pronto a dare consigli e a proteggere i suoi esecutori (la documentazione è ricca, non sono solo illazioni, parola quest&#39;ultima dietro la quale si nasconde sempre il nero braccio armato del Divino).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Iniziare il giorno della tua laurea con l&#39;attenzione, non solo di amici e parenti, ma anche della stampa locale con un articolo dal titolo &quot;Antirazzista pestato. In sei finiscono in aula&quot; e con l&#39;attenzione della Digos, giunta in università evidentemente per farti i complimenti, beh non è da tutti. In aggiunta poi, lo stesso giorno, a farti compagnia sullo stesso giornale è finito anche colui che ti ha proclamato dottore e anche lui è chiamato a comparire in un aula &quot;Dottorato senza requisiti. Docente va a processo&quot;, quale onore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Come concludere una giornata così bella, festeggiando la tanto attesa laurea? Nulla di meglio che chiamare qualche amico di nero vestito, anche fuori Verona, chiamare ripetutamente il dio Bacco e con la lama al cielo mettersi in testa alla truppa e andare in giro barcollando per bar (della serie, barcollo ma non mollo).&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/03/dottori-in-bottigliamattanza.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-7412505701492620224</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2013 17:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-02T18:53:03.311+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Da Verona</category><title>Muffo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Lo storico Tucidide per la ricostruzione dei fatti considerava fondamentale la “visione diretta”, ovvero l’autopsia. Nel caso in cui una persona volenterosa di affermare una determinata versione dei fatti non abbia avuto la fortuna di essere dotata dal Signore della magica qualità dell’onnipresenza o, in taluni casi particolari, aggiungerei, della sobrietà di spirito e corpo, sempre secondo Tucidide necessario è documentarsi con una certa precisione: “I fatti concreti degli avvenimenti della rissa non ho considerato opportuno raccontarli informandomi dal primo che capitava, nè come pareva a me Avevo un coltellino di plastica, non so neanche se l’ho tolto dalla tasca, ma Non avevo nessun coltello, le uniche cose che avevo nelle tasche erano i classici gadget di plastica delle goliardiche feste accademiche ho raccontato quelli a cui io stesso fui presente Sinceramente avevo bevuto parecchio e non mi sono accorto di aver fatto parte della rissa. Io non sono stato coinvolto e sui quali mi informai dagli altri “Solidarietà per la vigliacca e proditoria aggressione subita ieri sera ad opera di alcuni facinorosi ma ben noti esponenti dell’estrema sinistra veronese” con la maggiore esattezza possibile Ai Preti sono finito in una scazzottata tra gli amici di un mio compagno di corso, ho preso una sgabellata in testa”. Difficile era la ricerca, perchè quelli che avevano partecipato ai fatti non dicevano tutti le stesse cose sugli stessi avvenimenti [wine], ma parlavano a seconda del loro ricordo [beer] o della loro simpatia per una delle due parti [prosit!].”
Gotta get down to it/ Fascists are gunning them down/Should have been done long ago.
&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/03/muffo.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-2965977353439469165</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 22:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-22T23:48:21.458+01:00</atom:updated><title>AGGRESSIONE FASCISTA IN CENTRO A VERONA</title><description>&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;comunicato stampa&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ancora un volta...
Ieri sera Giovedì 21 marzo è avvenuta l&#39;ennesima aggressione di matrice fascista.
Intorno alle ore 23.00 il bar Malacarne è stato vittima di
un&#39;aggressione di stampo squadrista: l&#39;irruzione di una decina di persone, auto-identificatesi come militanti di estrema destra, che dopo aver mostrato un coltello a serramanico si sono dedicati alle provocazioni, con esclamazioni come “sieg heil” e saluti romani. Uno di loro, identificato come Marcello Ruffo (Consigliere della Lista Tosi in III Circoscrizione), ha cercato di passare dall&#39;altra parte del bancone per aggredire il barista. Un episodio simile e con lo stesso protagonista, si era già presentato un paio di anni fa. Le provocazioni sono cadute nel vuoto e solo per questo si è evitato il precipitare della situazione. Situazione che però non si è contenuta: nonostante le forze dell&#39;ordine fossero state avvisate della presenza del gruppo di estrema destra per le vie del quartiere, la medesima formazione si è presentata meno di un&#39;ora dopo all&#39;Osteria Ai Preti. Il copione è stato il medesimo (braccia tese, cori sull&#39;aria di “Faccetta Nera” e “sieg heil”). Alcuni dei militanti di destra hanno chiesto da bere al bancone, mentre sempre Marcello Ruffo (identificato da gran parte della clientela del locale, colmo di gente) molestava pesantemente con insulti, spintoni ed estraendo nuovamente il coltello alcuni avventori presenti nel bar per una festa di laurea. Nel giro di pochi istanti la situazione, per poco evitata al Malacarne, è degenerata ed i militanti di estrema destra con parte degli avventori del locale sono venuti alle mani. Sono volate sedie e bottiglie, un militante di destra ha trascinato per i capelli una ragazza fuori dal bar, mentre gli altri hanno sfoderato le cinghie e cominciato a menare colpi a chiunque. Il gruppetto è stato poi spinto all&#39;esterno dell&#39;osteria, ed una volta fuori sono intervenute le forze di polizia. La situazione si è infine calmata intorno all&#39;1.30, ma Marcello Ruffo ed altri squadristi sono riusciti a svignarsela per vicolo dietro campanile San Tomaso.

L&#39;ennesima volta....
C&#39;è un sistema di potere che con la sua rete politica protegge i picchiatori. Questi fascisti “del terzo millennio”, infatti, si muovono non solo nell&#39;indifferenza della maggioranza silenziosa, ma anche, e questo è l&#39;aspetto che più preoccupa, nella più totale impunità. Dall&#39;omicidio Tommasoli del 2008, all&#39;aggressione in Piazza delle Poste del 2009, dall&#39;aggressione al bambino cingalese in via IV Novembre del 2011 all&#39;assalto squadrista in Università lo scorso 12 febbraio c&#39;è sempre comune denominatore: l&#39;estrema destra veronese, Forza Nuova, Lotta Studentesca, CasaPound e Blocco Studentesco. Contando sui numerosi appoggi istituzionali, Vittorio Di Dio della Lista Tosi su tutti, questi fascisti (di merda) si sentono liberi di muoversi a piacimento, picchiando, assaltando, insultando, infamando gli oppositori politici o chi semplicemente non la pensa come loro.

Nulla è cambiato.
L&#39;obiettivo è stato semplicemente adattato ai tempi.

APRIAMO SPAZI DI LIBERTÀ
CHIUDIAMO SPAZI AL FASCISMO&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Antifascist*&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/03/aggressione-fascista-in-centro-verona.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-1268391255835374034</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 20:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-22T21:39:56.065+01:00</atom:updated><title>In ricordo di Dax: un corteo antifascista e anticapitalista.</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sabato scorso, 16 Marzo, si è tenuta a Milano una manifestazione antifascista in ricordo di Davide Cesare (Dax), ucciso a coltellate il 16 Marzo 2003 da tre fascisti per le strade del quartiere Ticinese.
Circa 10000 persone provenienti da tutta Italia e da diverse città europee hanno sfilato per le strade di Milano in un corteo comunicativo e allo stesso tempo determinato nei suoi obiettivi pratici.
Cinque gli spezzoni principali: il primo, dei comitati e delle lotte territoriali per la casa e contro il razzismo; il secondo, composto da studentesse e studenti che animano le mobilitazioni in scuole e università; il terzo, delle palestre popolari e dello sport solidale e antirazzista; il quarto, della solidarietà e delle lotte internazionali; il quinto, ovvero lo spezzone contro carcere e repressione.
Il messaggio di chiamata al corteo parlava chiaro: “Antifascismo è anticapitalismo”, e così, lungo il tragitto, oltre ai locali-covo di (neo)fascisti e (neo)nazisti, anche le banche e altri palazzi del potere non sono passati inosservati. 
Antifascismo significa anche lotta contro la società del controllo, la quale, anche nelle strade di Verona, si palesa sempre di più attraverso (e non solo) le centinaia di telecamere disseminate in ogni angolo e in ogni via, per tenere costantemente monitorati i movimenti di ogni persona e per garantire la “sicurezza” del borghese medio, terrorizzato dalla sua stessa ombra. Lungo il percorso della manifestazione quindi, vari gruppi organizzati con rulli e secchi di vernice gialla si sono dilettati nel dipingere tutte le telecamere che si affacciavano sulla strada, per ribadire che non dobbiamo permettere che le nostre vite vengano costantemente tenute sotto controllo da un potere sempre più ingombrante e opprimente.
Il corteo, conclusosi con varie occupazioni di case a scopo abitativo, ha voluto ricordare in questo modo una delle lotte per cui Dax si era maggiormente impegnato, ovvero quella per il diritto alla casa. Il messaggio “Nessuna persona senza casa. Nessuna casa senza persone!” è stato lasciato come promemoria lungo diverse vie, troppo spesso invase da banche, orribili centri commerciali e palazzi di potere.
Una mobilitazione ampissima quindi, quella di sabato, che ha segnato un’altra tappa nel percorso di lotte antifasciste, anticapitaliste e di liberazione dal basso, che in questo periodo vede accomunate moltissime realtà lungo tutto il territorio italiano e europeo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-57Vg_jhAhHQ/UUzAmzTjVfI/AAAAAAAAAFI/7w77QkNfgMk/s1600/dax+vive+in+ogni+casa+occupata.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-57Vg_jhAhHQ/UUzAmzTjVfI/AAAAAAAAAFI/7w77QkNfgMk/s400/dax+vive+in+ogni+casa+occupata.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per maggiori info sul corteo: &lt;a href=&quot;http://daxvive.info/category/home/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;daxvive.info&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per una cronaca più dettagliata dal corteo: &lt;a href=&quot;http://www.infoaut.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;infoaut.org&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Chopin Hauer&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/03/in-ricordo-di-dax-un-corteo.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-57Vg_jhAhHQ/UUzAmzTjVfI/AAAAAAAAAFI/7w77QkNfgMk/s72-c/dax+vive+in+ogni+casa+occupata.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-2006630663317505569</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2013 06:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-23T15:16:57.434+01:00</atom:updated><title>Università Paranoica (la versione di Pagina\13)</title><description>&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;ovvero Socialismo e Barbarie&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Un freddo più pungente, una conferenza sulle foibe, accordi secchi e tesi&lt;/i&gt;, fascisti fuori dalla porte, leccapiedi in mezzo alle porte, bestemmie, autorità irraggiungibili, la Digos, &lt;i&gt;è un po’ che non mi annoio&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Arriva la Storica, conferenza, &lt;i&gt;appunti su un quaderno, aspetto un’emozione sempre più indefinibile&lt;/i&gt;, corridoi vuoti, luci staccate, microfoni spenti, prolunghe, bombardieri su Beirut, ansia, bombardieri su Beirut, tensione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dopo 40 minuti, “Tito Boia!” Sbam! Fumogeni. Fuga. &lt;i&gt;Bombardieri su Beirut&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sconvolgimento, Rabbia. La celere. Siamo fuori. Camionette. Assemblee sulle strisce pedonali, torniamo a casa, comunicati, mal di testa. &lt;i&gt;Bombardieri su Beirut.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Solidarietà &lt;i&gt;da Reggio a Parma, da Parma a Reggio, a Modena, a Carpi, a Carpi al Tuwat.\&lt;/i&gt; Silenzio, rappresaglie morali, indifferenza. Raccolta firme per salvare la vita. Le reazioni della stampa, le roboanti dichiarazioni dei politicanti, &lt;i&gt;notti d’attesa di non so più quale amor mio che non muore.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Marzo, manifestazione antifascista, &lt;i&gt;Veronetta, amor mio che non muore.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Provvedimenti disciplinari, commissioni d’inchiesta. Consiglio degli studenti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Aspetto una reazione &lt;i&gt;sempre più (in)definibile.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
“Violenza + squadrismo non fanno il fascismo, anche se è un dato di fatto che a Verona passano.”&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Dammi una mano ad incendiare il piano padano.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;L’Aragosta feat. CCCP
&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/03/universita-paranoica-la-versione-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-5553532396494440668</guid><pubDate>Thu, 14 Feb 2013 18:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-02-14T19:45:44.137+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ateneo Verona</category><title></title><description>&quot;A titolo personale, ma credo condiviso da numerosi miei colleghi, chiedo formalmente scusa ad Alessandra Kersevan per quanto accaduto. Ritengo inaccettabile che un Ateneo censuri un&#39; inizitiva culturale favorendo così le provocazioni degli squadristi, senza neppure esprimere, in giorno seguente, rammarico o preoccupazione per quanto accaduto. Conta solo la cerimonia di inaugurazione dell&#39;Anno Accademico, alla quale ho partecipato scendendo dalla tribuna e togliendomi la toga all&#39;inizio del discorso del Rettore.&quot; Gian Paolo Romagnani&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciamo ad altri le mitizzazioni ma è giusto riconoscerlo: questa persona, prima ancora che questo docente, sta dimostrando una dignità di cui non si hanno molti altri esempi all&#39;interno dell&#39;università di Verona.</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/02/a-titolo-personale-ma-credo-condiviso.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-2500470613583785682</guid><pubDate>Thu, 14 Feb 2013 00:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-02-14T01:59:00.911+01:00</atom:updated><title>Verona, 13 febbraio 2013. </title><description>A seguito dell&#39;aggressione fascista avvenuta il 12 febbraio all&#39;interno dell&#39;università di Verona durante il dibattito con la storica Alessandra Kersevan, riteniamo fondamentale non tanto fornire il resoconto completo dei fatti, quanto sottolineare alcuni aspetti della vicenda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La sostanziale continuità tra l&#39;azione istituzionale e quella squadrista.&lt;/b&gt; L&#39;accondiscendenza alle pressione politiche dimostrata dal Rettore nelle dichiarazioni per mezzo stampa, ha contribuito alla costruzione pubblica di un nemico contro cui scagliarsi, legittimando di fatto l&#39;aggressione squadrista nei confronti dei partecipanti all&#39;evento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La rete nera.&lt;/b&gt; Impressionante la facilità con cui la propaganda di gruppuscoli di estrema destra è arrivata ad esercitare forti pressioni politiche su alte cariche amministrative e accademiche, grazie a una già consolidata rete politica di matrice culturale fascista, fino a costringere un rettore a revocare l&#39;aula precedentemente concessa per un&#39;iniziativa legittima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L&#39;asservimento della stampa locale al potere politico.&lt;/b&gt; Il clima che è stato creato ad arte attraverso articoli superficiali, faziosi e diffamatori risponde a dinamiche prettamente politiche estranee agli interessi scientifici della ricerca storica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il disordine.&lt;/b&gt; Denunciamo l&#39;incompetenza e l&#39;irresponsabilità di chi aveva il compito di gestire la difficile situazione venutasi a creare, data la presenza di militanti fascisti armati all&#39;interno dell&#39;Ateneo. Riteniamo direttamente responsabili: il Rettore Alessandro Mazzucco, per aver rifiutato qualsiasi confronto con gli studenti ed essersene lavato le mani; il direttore amministrativo Antonio Salvini, per aver ordinato di staccare l&#39;elettricità, lasciando al buio un intero piano del Polo Zanotto, compresa l&#39;aula disabili, aggravando la situazione di pericolo per studentesse e studenti; le forze di polizia per aver grossolanamente sottovalutato la minaccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;L&#39;imbarazzante assenza di qualsiasi comunicazione ufficiale di scuse per l&#39;accaduto&lt;/b&gt;, da parte del mondo accademico veronese tutto, nei riguardi della ricercatrice Alessandra Kersevan, delle studentesse e degli studenti presenti in aula e negli altri spazi universitari. L&#39;unico a salvarsi dall&#39;imbarazzo è stato il dipartimento TeSIS che oggi ha preso una ferma presa di posizione su quanto accaduto: &quot;Il Consiglio di
      Dipartimento del
      Dipartimento “Tempo Spazio Immagine e Società” (TeSIS), riunito il
      13 febbraio
      2013 ha approvato a maggioranza (con 34 voti favorevoli 2 contrari
      e 4 astenuti)
      la seguente mozione:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;In merito a quanto accaduto nella giornata del 12
        febbraio c.m., il CdD
        &amp;nbsp;del Dipartimento TeSIS
        ribadisce la
        propria convinzione che l’Università debba essere una sede di
        confronto e di
        dibattito aperto, senza preclusioni e senza censure. Di
        conseguenza condanna
        con forza l’aggressione di matrice squadrista messa in atto da
        elementi esterni
        all’Università contro un seminario promosso da alcuni collettivi
        studenteschi.&amp;nbsp; Per quanto
        provocatorie le
        idee debbono essere sempre oggetto di confronto, anche acceso,
        ma non motivo di
        aggressione e sopraffazione. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Per quanto riguarda i locali di “Spazio Zero”, di
        pertinenza del
        Dipartimento TeSIS, si ritiene che quanto è accaduto non possa
        essere usato
        come pretesto per negare agli studenti responsabili delle
        attività culturali in
        oggetto la disponibilità di un luogo – aperto a tutti - di
        riunione e di confronto.&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La paradossale, infame, ingiustificata rappresaglia delle istituzioni accademiche nei confronti di Spazio Zero&lt;/b&gt;, un&#39;aula autogestita aperta a tutte le studentesse e tutti gli studenti che da circa due anni è attraversata da partecipate attività culturali. Il ripetuto tentativo di demonizzare l&#39;aula dipingendola come laboratorio di chissà quali estremismi è un&#39;accusa ridicola che cade davanti agli occhi di chiunque frequenti l&#39;università.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pretendiamo le scuse ufficiali del rettore alla storica Alessandra Kersevan, accompagnate dall&#39;invito a ritornare all&#39;università di Verona quanto prima, per poter finalmente tenere l&#39;incontro interrotto dalla violenza.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pretendiamo che, come da statuto d&#39;Ateneo, sia realmente interdetta l&#39;università ai gruppi di matrice fascista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Auspichiamo una collettiva presa di coscienza.&lt;/b&gt; Episodi come questo rafforzano la convinzione che ora più che mai sia necessaria una costante e condivisa pratica antifascista, dentro e fuori le università, luoghi di un sapere che non può essere che critico e impegnato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ogni spazio all&#39;autogestione.&lt;/b&gt; Nessuno spazio al fascismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Assemblea studentesca del 13 febbraio.

&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/02/verona-13-febbraio-2013.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-2780760863545613032</guid><pubDate>Wed, 13 Feb 2013 10:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-02-13T11:16:46.648+01:00</atom:updated><title></title><description>In seguito alla gravissima aggressione squadrista di matrice fascista (casa pound e forza nuova) avvenuta oggi in università durante l&#39;incontro con la storica Alessandra Kersevan sulla dibattuta questione delle foibe, invitiamo tutte e tutti a partecipare all&#39;assemblea che si terrà domani alle ore 17.30 davanti all&#39;aula T3 per confrontarsi sull&#39;accaduto, raccogliere testimonianze o anche semplicemente portare solidarietà. Crediamo infatti che quanto successo, quanto purtroppo abbiamo vissuto questo pomeriggio, non possa lasciare nessuno/a nell&#39;indifferenza. Siamo tutte e tutti coinvolti.

 

Con la complicità delle istituzioni universitarie, grazie al comportamento irresponsabile del rettore e del direttore amministrativo che sono arrivati a staccare la corrente ad un intero piano del Polo Zanotto per impedire che la nostra iniziativa avesse luogo, ci siamo ritrovati a dover sfuggire ad un vero e proprio assalto. Qualcuno, crediamo, dovrà assumersi le sue pesantissime responsabilità. 

 

Ci scusiamo con Alessandra e con la figlia, Anita, per l&#39;accaduto. Rinnoviamo loro tutta la nostra solidarietà. Ci scusiamo ovviamente anche con chi era arrivato/a in università per partecipare ad un libero dibattito storico con una ricercatrice autorevole e si è ritrovato/a travolto/a dall&#39;idiozia fascista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordiamo l&#39;appuntamento per oggi,

mercoledì 13 febbraio alle ore 17.30 davanti l&#39;aula T3 del Polo Zanotto.

Aiutateci a diffondere la voce. 

No Pasaràn</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/02/in-seguito-alla-gravissima-aggressione.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-5193891128918058664</guid><pubDate>Thu, 31 Jan 2013 12:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-26T15:45:12.551+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Prontuario</category><title></title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Parola-rimando perciò metafora, simbolo, esplicazione di un concetto. Parola derivante da “parabola”, ovverossì racconto allegorico confrontante perchè parallela (nel senso di “parallelare”) il proprio simile: essa così simula costui e simultaneamente lo affianca, lo segue a debita distanza. Corteggiamento o inseguimento? Per entrambi vale lo scarto del “paraballo”, quel gettare di fianco o lateralmente, o il più tenue porre vicino, quasi timido rispetto al primo mentre nebula un contrasto più casuale, che da metonimia sorge immagine. Se essa poi diventa scagliare avanti o contro, e poi affidare e abbandonare, eccola che elementa una casualità maggiore: l’affidarsi indica un non ricercare un fondamento, una causa, ma uno starnutire per fede. Non è forse per fede che la parola è nata, parola spiritata nello scarto con la carne del verbum? E non è sempre per fede che la parola insegna per confronto? Essa intenta didatticamente la curvatura della sua ricezione, iperbole o parabola, «la quale può essere diversa da tipo a tipo a seconda del ricevente che recepisce contestualmente e faticamente». Ma è metaforica, indi per cui matematicamente ad A corrisponde B. Mh...? La parola è simbola: si continuano ad accostare per moltiplicare insegnamenti e cose altre, violentemente o dolcemente a seconda del grado di malleabilità e disposizione a lasciarsi abbandonare dalla stupefazione. La parola ci consegna all’altro, insomma. Parliamo parole, ci scontriamo e ci affidiamo consegnandoci prigionieri. La parola si getta di lato, senza prendere la mira, per scontrare l’oggetto e farlo turbare attraverso onde che trapassano chi riceve e senza scampo lo improntano.&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/parola.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-8133537208657662779</guid><pubDate>Wed, 30 Jan 2013 18:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-22T23:55:23.373+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Savonarola per il maschilismo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Un manifesto passa, il patriarcato no!&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
1. Il lento ma continuativo degrado della moralità pubblica, a causa di una sempre più avventata e deformante modernità, scava pian piano il fossato a quella che è l&#39;istituzione più solida, l&#39;istituzione che più ha saputo garantire l&#39;ordine pubblico del corso della storia. Il patriarcato, come forma di monumentale meccanismo di controllo sociale ha saputo difendere per millenni la solidità della vita pubblica. Oggi, al contrario, un mondo liquido sta erodendo le sue basi. In nome della pace sociale ci richiamiamo, dunque, alla difesa delle nostre tradizioni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
2. La prima conseguenza di questo assunto sta nel voler combattere, dove possibile e con tutto ciò che la legge del Signore ci permette, il senso di vita libertino che un mondo di capitalismo consumista, appoggiato dall&#39;etica del lavoro calvinista, ha man mano fatto emergere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
3. Se il primo passo di questo degrado sta nella rottura apportata dai vagheggianti ideali protestanti, il secondo si trova nell&#39;avvento, violento e terrorista, dell&#39;individualismo come forma dogmatica di assoggettamento del pubblico al privato, e viceversa. Questo in particolare a causa di sovrani che non sono stati in grado, per inettitudine, di gestire il proprio popolo, lasciando sempre maggior spazio all&#39;iniziativa privata anche in spazi che avrebbero dovuto imprigionarla. Di conseguenza ci richiamiamo ai valori del 1815, forti della nostra presenza storica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
4. Ultimo passaggio di questo decadente divenire lo troviamo nel Concilio Vaticano II, solo parzialmente curato dall&#39;arrivo del grande papa Giovanni Paolo II e, ancor di più, dell&#39;eccelso teologo nonchè papa, Benedetto XVI. A ciò contrapponiamo l&#39;etica della famiglia, della morale rispettabile, della vita sana fuori da eccessi decantata dal grande poeta Pascoli, e quindi ci opponiamo alla poesia formalmente libera che falsi poeti novecenteschi hanno voluto imporre.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
5. Per questi motivi con questo manifesto costituiamo il movimento Savonarola per il maschilismo, il cui obiettivo è quello di riportare la posizione dell&#39;uomo nel suo giusto inquadramento, allontanandolo dalle distorte messe a fuoco del mondo contemporaneo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
6. Corollario primo è dunque la necessità di formare un convegno delle parti interessate per la riscoperta di quell&#39;istituzione, strettamente legata al nostro progenitore Patriarcato, della Patria Potestà, vilmente insultata nell&#39;ultimo secolo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
7. Corollario secondo, ogni movimento femminista sarà dunque combattuto con le armi che il Signore ci ha fornito. Riesumeremo, se possibile, Don Giovanni d&#39;Austria, grande combattente per la libertà, ultimo grande conduttore della più immaginifica vittoria del mondo sano.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
8. Corollario terzo, chiunque tenterà in qualsiasi modo di deviare la retta via del movimento Savonarola per il maschilismo, sarà considerato parte fondante del mondo capital-femminista e perciò nel momento in cui il nostro obiettivo sarà raggiunto, verrà considerato parte del mondo femminile e dunque soggetto al potere del Maschio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;O. Fall&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/savonarola-per-il-maschilismo.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-8730581687068298873</guid><pubDate>Wed, 30 Jan 2013 11:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-30T12:24:05.875+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ateneo Verona</category><title>Nuovo iter per la richiesta di aule in Università</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Da un po’ di tempo a questa parte, come ormai è risaputo, nella nostra università sono scomparse le facoltà, che sono state sostituite dai dipartimenti. Come dopo ogni “rivoluzione” burocratica, gli ingranaggi del sistema hanno faticato parecchio a ripartire, e tra le faccende che più hanno risentito di tale sconvolgimento, quella della richiesta delle aule per gli incontri si piazza in assoluto al primo posto. 
Per facilitare chi, nel prossimo futuro, vorrà richiedere un’aula per un qualsiasi incontro, riportiamo qui sotto le varie modalità che potrà adottare per affrontare quest’avventura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Prima modalità:&lt;/b&gt; uscire dall’università e imbastire nel maggior numero di piazze possibili un banchetto per la raccolta firme in vista di un referendum abrogativo, che avrà la seguente forma: “Il quesito propone l’abrogazione di ogni sorta di vincolo che ti impedisca di fare il tuo incontro in quell’aula”. Una volta raccolte le 500.000 firme necessarie, aspettare la conferma della Corte dei Conti, quindi imbastire la propaganda per il “Sì”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Seconda modalità:&lt;/b&gt; recarsi in Vaticano e proporre un Concilio Vaticano III che abbia l’apparente obiettivo di riformare la Chiesa, in questo periodo di grandi scandali che ne vedono sempre più minacciata l’autorevolezza. Una volta ottenuto il via libera e iniziati i lavori del Concilio, farsi molto amico un vescovo partecipante, attraverso il quale evidenziare la necessità della promulgazione di un decreto che riguardi la concessione dell’aula che serve per l’incontro. Quindi pregare, pregare, pregare, e sperare nella benevolenza divina che illumini le menti dei Padri conciliari, per questa importante missione caritatevole. Amen.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Terza modalità:&lt;/b&gt; recarsi a New York alla sede centrale dell’ONU. In base all’articolo 2 dello statuto delle Nazioni Unite, il quale recita: “Promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace”, fare presente ai membri che la mancata concessione dell’aula per l’incontro provocherebbe una sconfinata incazzatura nel richiedente, e metterebbe in serio pericolo il mantenimento della sicurezza internazionale, obiettivo principale dell’organizzazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Quarta modalità:&lt;/b&gt; andare in Comune e chiedere di parlare con Tosi. Una volta ricevuti, recitare a memoria le seguenti parole: “Vecio Flavio, mi sòn tifoso de l’Helas, e volarìa far n’incontro in università. Visto che sòn tifoso de l’Helas no i vòl farmelo far, ma premeso che sòn tifoso de l’Helas, credo de averghe dirito a farlo. Sora ‘l conto, el profesor che nol vòl farmelo far l’è del Ceo, kel rincoionìo. Ma invese mi sòn de l’Helas, e diaoloboia volarìa farlo. Sieg Heil.” Anche in virtù della conclusione del discorso, il Sindaco non esiterà un istante a concedervi l’aula.

Questo è quindi il nuovo iter per la richiesta delle aule in università, a discrezione dello studente o studentessa richiedente. 
Sono previste altre modalità che verranno aggiunte a breve, intanto maggiori informazioni sono reperibili sul nuovissimo sito dell’università, sotto la sezione “Tanta voglia di fare incontri, eh?”.
Vi rimandiamo al prossimo aggiornamento.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Chopin Hauer
  
&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/nuovo-iter-per-la-richiesta-di-aule-in_30.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-8045945745982490751</guid><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 19:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-28T20:00:04.813+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Disegni</category><title>Gioco/13</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFN-3xZ4SUN2MUkH7-6oexfpZGH9c2pUlXFUcBskc-gn-BguZKLEs4E68fz3OhyphenhyphenkYyeeVExWK5g7iScBnSX6hmwQDV0RQoiIyAQgdrcPMWyNIzlJt-lweO0CkOcMlz9RWf5Q1buIOV_8bm/s1600/DSCN2966.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFN-3xZ4SUN2MUkH7-6oexfpZGH9c2pUlXFUcBskc-gn-BguZKLEs4E68fz3OhyphenhyphenkYyeeVExWK5g7iScBnSX6hmwQDV0RQoiIyAQgdrcPMWyNIzlJt-lweO0CkOcMlz9RWf5Q1buIOV_8bm/s400/DSCN2966.JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/gioco13.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFN-3xZ4SUN2MUkH7-6oexfpZGH9c2pUlXFUcBskc-gn-BguZKLEs4E68fz3OhyphenhyphenkYyeeVExWK5g7iScBnSX6hmwQDV0RQoiIyAQgdrcPMWyNIzlJt-lweO0CkOcMlz9RWf5Q1buIOV_8bm/s72-c/DSCN2966.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-1638186349748243350</guid><pubDate>Thu, 24 Jan 2013 12:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-24T13:00:09.598+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Brescia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sfratti</category><title>Picchettare l’esistente!</title><description>Elenco degli sfratti sventati tra Brescia e provincia dal gennaio 2012 ad oggi, grazie alla mobilitazione del Comitato provinciale contro gli sfratti e dell’Associazione Diritti per Tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10/01/13 Concesio&lt;br /&gt;
09/01/13 Verolanuova&lt;br /&gt;
04/12/12 Coccaglio&lt;br /&gt;
07/11/12 Borgosatollo&lt;br /&gt;
06/11/12 Trenzano&lt;br /&gt;
05/11/12 Castelcovati&lt;br /&gt;
29/10/12 Carmine&lt;br /&gt;
23/10/12 Castrezzato&lt;br /&gt;
22/10/12 Collebato&lt;br /&gt;
17/10/12 Cossirano di Trenzano&lt;br /&gt;
20/09/12 Castegnato&lt;br /&gt;
12/09/12 Capriolo&lt;br /&gt;
11/09/12 Brescia città&lt;br /&gt;
04/09/12 Castelcovati&lt;br /&gt;
19/07/12 Sarezzo, Castrezzato&lt;br /&gt;
04/07/12 Remedello, Brescia città&lt;br /&gt;
28/06/12 Capriolo, Pompiano&lt;br /&gt;
26/06/12 Trenzano&lt;br /&gt;
13/06/12 Castrezzato, Castelcovati, Brescia città&lt;br /&gt;
08/05/12 Carmine&lt;br /&gt;
04/05/12 Castegnato&lt;br /&gt;
19/04/12 Brescia città&lt;br /&gt;
12/04/12 Ponte Zanano (comune di Sarezzo)&lt;br /&gt;
29/03/12 Ghedi&lt;br /&gt;
27/03/12 Brescia città&lt;br /&gt;
19/03/12 Urago Mella, Carpenedolo, Brescia città&lt;br /&gt;
07/03/12 Sarezzo&lt;br /&gt;
24/02/12 Orzinuovi&lt;br /&gt;
25/01/12 Carpenedolo&lt;br /&gt;
19/01/12 Brescia città, Travagliato, Concesio&lt;br /&gt;
13/01/12 Orzinuovi&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Fonte: radiondadurto.org
&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/picchettare-lesistente.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-2431705045887388011</guid><pubDate>Wed, 23 Jan 2013 19:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-23T20:00:04.483+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sfratti</category><title>Sfratti zero</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Martedì 22 gennaio 2013: almeno una dozzina di sfratti in un giorno, 
nove picchetti barricati, nove rinvii conquistati con la lotta. Il primo
 “terzo martedì del mese” dell’anno&amp;nbsp; (anche se oggi era il quarto, ma 
cambia poco) più che la strategia per cui la Questura concentra gli 
sfratti, sembra quella grazie alla quale si concentrano… le proroghe. 
Una vera e propria sagra del cassonetto diffusa per la città, con 
barricate da &lt;strong&gt;San Donato&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Borgo Vittoria&lt;/strong&gt; in via Bongiovanni, da &lt;strong&gt;Aurora&lt;/strong&gt; in via Gerdil a &lt;strong&gt;Barriera&lt;/strong&gt; in via Palestrina, via Feletto, via Elvo, via Soana e via Sesia fin sotto al &lt;strong&gt;Municipio&lt;/strong&gt;
 in piazza Palazzo di Città. In tutti i casi, la polizia non interviene.
 E in molti, neanche si fa vedere. Ovunque, rinvii da 1 a 5 mesi - 
tutti, come immaginate, al terzo martedì di ogni mese - e si racconta 
che in Barriera, in almeno due sfratti dove non c’era neanche il 
picchetto, la Polizia ha accompagnato l’Ufficiale fino al portone solo 
per… concedere una proroga.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;em&gt;(Nella foto in alto, “Natura morta con striscione rinforzato”. 
Ovvero: che cosa ci sarà mai dietro alle barricate dei picchetti 
antisfratto?&lt;/em&gt; )&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;date&quot; style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;macerie @ Gennaio 22, 2013&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;date&quot; style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;http://www.autistici.org/macerie/ &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/sfratti-zero.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-5837571063424404930</guid><pubDate>Wed, 23 Jan 2013 12:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-23T13:00:00.456+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ateneo Verona</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Da Verona</category><title>Nuovo iter per la richiesta di aule in Università</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Da un po’ di tempo a questa parte, come ormai è risaputo, nella nostra università sono scomparse le facoltà, che sono state sostituite dai dipartimenti. Come dopo ogni “rivoluzione” burocratica, gli ingranaggi del sistema hanno faticato parecchio a ripartire, e tra le faccende che più hanno risentito di tale sconvolgimento, quella della richiesta delle aule per gli incontri si piazza in assoluto al primo posto. 
Per facilitare chi, nel prossimo futuro, vorrà richiedere un’aula per un qualsiasi incontro, riportiamo qui sotto le varie modalità che potrà adottare per affrontare quest’avventura.
 
Prima modalità: uscire dall’università e imbastire nel maggior numero di piazze possibili un banchetto per la raccolta firme in vista di un referendum abrogativo, che avrà la seguente forma: “Il quesito propone l’abrogazione di ogni sorta di vincolo che ti impedisca di fare il tuo incontro in quell’aula”. Una volta raccolte le 500.000 firme necessarie, aspettare la conferma della Corte dei Conti, quindi imbastire la propaganda per il “Sì”.

Seconda modalità: recarsi in Vaticano e proporre un Concilio Vaticano III che abbia l’apparente obiettivo di riformare la Chiesa, in questo periodo di grandi scandali che ne vedono sempre più minacciata l’autorevolezza. Una volta ottenuto il via libera e iniziati i lavori del Concilio, farsi molto amico un vescovo partecipante, attraverso il quale evidenziare la necessità della promulgazione di un decreto che riguardi la concessione dell’aula che serve per l’incontro. Quindi pregare, pregare, pregare, e sperare nella benevolenza divina che illumini le menti dei Padri conciliari, per questa importante missione caritatevole. Amen.

Terza modalità: recarsi a New York alla sede centrale dell’ONU. In base all’articolo 2 dello statuto delle Nazioni Unite, il quale recita: “Promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace”, fare presente ai membri che la mancata concessione dell’aula per l’incontro provocherebbe una sconfinata incazzatura nel richiedente, e metterebbe in serio pericolo il mantenimento della sicurezza internazionale, obiettivo principale dell’organizzazione.

Quarta modalità: andare in Comune e chiedere di parlare con Tosi. Una volta ricevuti, recitare a memoria le seguenti parole: “Vecio Flavio, mi sòn tifoso de l’Helas, e volarìa far n’incontro in università. Visto che sòn tifoso de l’Helas no i vòl farmelo far, ma premeso che sòn tifoso de l’Helas, credo de averghe dirito a farlo. Sora ‘l conto, el profesor che nol vòl farmelo far l’è del Ceo, kel rincoionìo. Ma invese mi sòn de l’Helas, e diaoloboia volarìa farlo. Sieg Heil.” Anche in virtù della conclusione del discorso, il Sindaco non esiterà un istante a concedervi l’aula.

Questo è quindi il nuovo iter per la richiesta delle aule in università, a discrezione dello studente o studentessa richiedente. 
Sono previste altre modalità che verranno aggiunte a breve, intanto maggiori informazioni sono reperibili sul nuovissimo sito dell’università, sotto la sezione “Tanta voglia di fare incontri, eh?”.
Vi rimandiamo al prossimo aggiornamento.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Chopin Hauer
  
&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/nuovo-iter-per-la-richiesta-di-aule-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-5828323523473281514</guid><pubDate>Wed, 23 Jan 2013 08:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-23T09:00:05.706+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Brescia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sfratti</category><title>BRESCIA: AL TEMPO DELLA CRISI, REDDITO E DIRITTI SI CONQUISTANO</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
14 Novembre 2012 - Lo sciopero generale mediterraneo getta l&#39;Italia nello spazio dell&#39;attacco.
Quel terreno aperto, ormai ovunque, dalle contraddizioni di un neoliberismo incastrato tra una gestione socialmente insostenibile della crisi finanziaria ed il problema, sempre più evidente, di dover difendere la storica facciata liberale di fronte ai movimenti di piazza.
Anche a Brescia va in scena lo sciopero: “contro la scuola della crisi, costruiamo la scuola delle lotte” è lo striscione che apre il corteo autonomo che si concentra in piazza Garibaldi. E&#39; lo slogan della componente maggioritaria, ma non unica, della manifestazione che raccoglie migliaia di persone tra tutti quei soggetti colpiti giorno per giorno, manovra dopo manovra, dalle misure di austerity imposte dal governo Monti. 
In migliai si muovono dal concentramento ed è subito chiaro che, come da diverso tempo a questa parte, la piazza dei movimenti rifiuti la pratica della semplice sfilata sponsorizzata in tutto il paese dallo “sciopericchio” della CGIL: si tratta ora, sulla scia dei movimenti globali che attraversano il mondo del comando capitalista dagli States alla Grecia, passando dalla penisola iberica e dal Nord Africa, di dichiarare un rifiuto netto del presente e di costruire immediatamente un altro modo di vivere, a partire dalla conquista di strade e piazze. 
Gli studenti seguono la data dello scorso 5 Ottobre e guidano un corteo “selvaggio” nel quale ci sono lavoratori, precari, disoccupati e la presenza fondamentale del comitato provinciale contro gli sfratti, che da due anni organizza picchetti anti-sfratto in tutta la provincia. Serpentone che si pone la stazione ferroviaria come primo obiettivo e trova qui lo sbarramento delle forze dell&#39;ordine alle quali, in linea con quella che evidentemente è stata la gestione nazionale delle numerose piazze insorgenti, viene subito ordinato di caricare una prima volta il corteo, il quale non arretra e subisce una seconda aggressione molto violenta. Manganellate inferte con particolare aggressività e nervosismo, per dare una lezione a giovani e giovanissimi. Non è questo il risultato: pochi minuti dopo i binari della stazione di Brescia sono invasi dalla manifestazione, che una volta ricompattata riesce ad aggirare il cordone di Polizia e Carabinieri. 
Non accontentandosi il corteo si è poi riversato per l&#39;intera mattinata sugli snodi principali del traffico cittadino fino a dirigersi verso il centro storico in tarda mattinata.

E&#39; chiaro, però, che se si tratta di muovere un&#39;offensiva in grado di mettere in discussione il sistema politico ed economico tutto e costituirsi immediatamente come alternativa, una parte considerevole della battaglia si combatte sul piano degli spazi, politici e fisici. Nel tempo della crisi il motore, di una straordinaria potenza, sono i bisogni; ed è a partire da questi che il corteo bresciano ha deciso di riappropriarsi, durante il proprio percorso, di un ex-hotel inutilizzato da 8 anni, nel quartiere popolare del carmine. Dopo l&#39;apertura e l&#39;occupazione dell&#39;edificio il corteo si è concluso ed ha iniziato da subito a vivere questo nuovo spazio che ad oggi è ancora liberato dalla polvere e dall&#39;abbandono, restituito alla città. All&#39;interno di quello che ora è l&#39;Hotel Sirio Occupato, dopo i lavori e le pulizie dei primi giorni, si organizza ora un centro per l&#39;emergenza abitativa (di disoccupati, precari, studenti, senza fissa dimora) completamente autogestito e che ospita già numerosi bisognosi e solidali. 
Una nuova esperienza che è già scesa in piazza, come in numerose altre città, il 17 Novembre: per denunciare da una parte le violenze scagliate dalle questure italiane contro la protesta diffusa pochi giorni prima, e per rilanciare i percorsi di tutte quelle soggettività in lotta contro la crisi di cui ora l&#39;Hotel Sirio è connettore a Brescia.

Non poteva esserci giornata migliore rispetto al 14 Novembre dello sciopero europeo contro la crisi e le misure di austerità imposte dalle governance e dalle istituzioni finanziarie, per avviare la costruzione di un nuovo luogo del conflitto vivo in città, di uno spazio in cui si condividono percorsi che partano dai bisogni e dai sogni delle persone, lontano dalle retoriche dei sacrifici e della produttività. Un luogo in cui attualmente vivono diverse famiglie che hanno subito uno sfratto per morosità incolpevole e molte persone che fino a qualche giorno fa erano costrette a dormire per strada. 
Al tempo della crisi, reddito e diritti si conquistano. &lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/brescia-al-tempo-della-crisi-reddito-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-1566785034726385614</guid><pubDate>Tue, 22 Jan 2013 20:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-01-22T21:59:36.111+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Corona rebel: un successo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La notizia più ridicola di gennaio 2013 arriva in questi giorni: Corona latitante! Insieme ai capi della malavita e agli irriducibili della lotta armata, il fotografo si dà alla macchia.
Come non immaginare l&#39;impacciata polizia, vacillante nell&#39;appartamento vuoto? “Ora manette e manganelli li usiamo tra noi, commissà?” Sarebbe più intrigante se tra i poliziotti ci fosse qualche suo fan che davvero non ha resistito a proteggere il beniamino.
E se per tutta la durata del processo Corona avesse preso contatti con il narcotraffico colombiano e ora fosse là, a drogarsi più che mai e fare foto alle foreste? E se invece l&#39;avesse aiutato la rete neofascista italiana – dopotutto perfino Taricone era amico loro! Magari Trezeguet l&#39;ha rapito e ora è legato in uno scantinato, costretto a rispondere alle fantasie erotiche di tutti quelli che ha fotografato. Potrebbe essersi già fatto un&#39;operazione di cambio volto – tipo il film quello là – ed essere ora seduto al vostro fianco a sfogliare Gente. Oppure si è nascosto nello scantinato della casa al mare del questore di Milano, proprio dove nessuno penserà mai di cercarlo. Forse era a prender le cicche e fare la passeggiatina con il cane mentre l&#39;han cercato in casa e poi, non trovandolo, non han più guardato lì: lui è rientrato mezz&#39;ora dopo. 
Le ipotesi abbondano. Si potrebbe costruire un romanzo favoloso da vendere anche sul mercato estero, tipo agli inglesi, avvezzi a queste storielle ridicole. Oppure esagerare. Corona che organizza una rete di collaborazione tra i gruppi armati e autonomisti di tutta Europa, infiammando in un solo colpo la lotta in Catalogna, Irlanda, Paesi Baschi e pure in Terraferma Veneta Fedele alla Serenissima – così anche i pasquaroli veronesi son contenti e sborsano il cash per il libro.
Se sembra un quadro troppo storico-virile e si vuole raggiungere un diverso pubblico si può tentare una storia d&#39;amore e nobiltà, tipo romanzo pacco dell&#39;800: er Fabrizio Coronone nascosto negli ampi possedimenti della decrepita e rifatta duchessa d&#39;Alba – nome completo: Maria del Rosario Cayetana Alfonsa Victoria Eugenia Francisca Fitz-James Stuart y de Silva Falcò y Gurtubay, ci informa l&#39;immancabile Wikipedia. Due cuori, un po&#39; di silicone e una macchina fotografica – oltre a talmente tanta terra, abbondanza e ricchezza da far tornare voglia di assaltare i castelli con forconi e torce.
Si vorrebbe un saggio pop-filosofico di quelli che comprano gli invasati? Un “la Filosofia di Corona”? Il fotografo come incarnazione del nichilismo europeo e massima ripresa dell&#39;ideale romantico dell&#39;Uno, da Stirner a Nietzsche?
C&#39;è da dire che tutti coloro che si sono cimentati nel romanzo storico e poi ce ne hanno offerto i frutti (che noi abbiamo letto avidamente) dimostrano che la storia in sé – direi “la realtà”, se mai ce ne fosse una oggettiva – è già più intricata, ironica, incredibile e selvaggia del fantastico e fantascientifico. Dunque non serve fantasticare su Corona: quando si scoprirà come è andata e dove si era cacciato sarà già estremamente succulento. Sarà uno di quei racconti che ammaliano i nipoti già adolescenti o che, calcando i particolari osé, fanno scompisciare i parenti stranieri della morosa, increduli per tanta italianità in una sola storia.
Intanto questo pezzo è da considerare un promemoria: tra 10 anni riprendere la vicenda di Corona e scriverne un romanzo di successo. Vendere copie. Fare soldi e acquistare titolo nobiliare. Sposare la duchessa d&#39;Alba, che sarà ancora viva e sempre più rifatta, e iniziare il sogno personale di latifondista nei territori iberici.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Fabris Couronne, inviato da cellulare da Quatrième Ojère&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2013/01/corona-rebel-un-successo.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-7293881560756594513</guid><pubDate>Wed, 12 Dec 2012 16:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-12T17:26:15.028+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Nessuno è Stato 12.12.1969 </title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il 12 Dicembre di quarantatré anni fa ha rappresentato una frattura profonda e indelebile nella storia dell&#39;Italia repubblicana. Alle 16.37 di quel venerdì esplode una bomba alla Banca Nazionale dell&#39;Agricoltura a Piazza Fontana, Milano. Nell&#39;esplosione muoiono 16 persone e ne rimangono ferite 88 a cui vanno sommati i feriti delle bombe esplose pochi minuti dopo a Roma, ad una agenzia della Banca Nazionale del lavoro e all&#39;Altare della Patria, che feriranno complessivamente 18 persone. La tragicità dell&#39;evento si somma alla drammatica prosecuzione delle indagini. Infatti, il mondo della sinistra extraparlamentare, in particolare quello anarchico, verrà assediato da perquisizioni e interrogatori, uno di questi finirà nella morte dell&#39;indagato. Il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli viene invitato in questura per le indagini e, seppur dopo 48 ore di fermo sarebbe servita una conferma da parte del giudice, Pino Pinelli rimane in questura fino alla notte del 15/16 dicembre, quando, circa a mezzanotte, vola giù dalla finestra del quarto piano della questura di Milano. In modo completamente ipocrita (e, come si vedrà in sede giuridica, contraddittoria) le affermazione degli agenti presenti nella stanza parleranno di suicidio. Un suicidio motivato dalla sconfitta di un anarchico che si è visto scoprire dalla Stato che combatteva e che nel gettarsi dalla finestra avrebbe urlato &quot;viva l&#39;anarchia&quot;. Tuttavia Pinelli era innocente e, seppur il giudice Gherardo d&#39;Ambrosio chiuderà le indagini sulla morte non giudicando nessuno e parlando di &quot;malore attivo&quot;, le false affermazioni e il fermo illegale a cui era seguito un interrogatorio duro senza pause per dormire o mangiare, ci possono condurre a parlare tranquillamente di omicidio di Stato. Una diciassettesima vittima nella lista di quella strage, a cui si aggiungerà una diciottesima che, in senso più lato, è una vittima civile. Ci si riferisce a Pietro Valpreda, anarchico del circolo romano 22 Marzo, che già il 17 dicembre verrà disegnato nelle pagine di tutti i quotidiani come il mostro della strage. Sulle stesse pagine de L&#39;Arena il 17 dicembre comparirà la foto di Pietro Valpreda e il giudizio acritico dei giornalisti (si tratta, nel caso de L&#39;Arena di un articolo redazionale, senza firma), con una sentenza aprioristica che colpirà anche Pinelli, &quot;suicidatosi&quot; secondo i mass-media che affidano i propri titoli alle affermazioni false degli agenti. In quarant&#39;anni la storiografia ha portato le sue verità, mentre nelle sedi della giustizia delle istituzioni dello Stato nessuno sarà condannato ma i familiari delle vittime saranno costretti a pagare le spese legali degli indagati assolti. Con la sentenza del 2004 tutti i nuovi indagati verranno assolti, lasciando però una condanna, non più proseguibile in sede giuridica in quanto i due &quot;condannati&quot; erano già stati precedentemente assolti, per Franco Freda e Giovanni Ventura. Sono questi i due protagonisti attorno a cui si inizieranno a scoprire sempre più indizi e trame oscure, all&#39;inizio degli anni settanta. Protagonisti fascisti di quella che è stata definita strategia della tensione, ovvero, nelle parole di Aldo Moro, quel progetto che &quot;ebbe la finalità di rimettere l&#39;Italia nei binari della normalità dopo le vicende del &#39;68 e del cosiddetto autunno caldo&quot;. Sia chiaro che non si può, come spesso fu fatto dalla sinistra, attribuire questa strategia alle mani di un unico piano onnicomprensivo, omogeneo e governato da una sola centrale. Bensì un disegno portato avanti da diversi attori, negli apparati statali, che hanno usato i post-fascisti come esecutori materiali delle stragi. Gli argomenti di cui parlare sarebbero troppi per essere racchiusi in un articolo cosi breve, sarebbero troppi i depistaggi da raccontare e le conseguenze di quella strage. In questa sede ci basta indicare la figura di Guido Giannettini, fascista, giornalista e informatore del Sid, servizio segreto che faceva capo al ministero della Difesa, che era ampiamente in contatto con Freda e Ventura e che, tuttavia, verrà tenuto nascosto da parte delle istituzioni a cui faceva capo, durante le richieste dei giudici che indagavano. Altro eclatante esempio di come si sia voluto depistare le indagini, è la nota informativa del Sid del 16 dicembre 1969 in cui si afferma che l&#39;esecutore delle bombe di Roma è Mario Merlino, su indicazione di Stefano delle Chiaie. Seppur già il 16 dicembre si avessero indizi che avrebbero potuto portare le indagini sulle orme dei fascisti, questo non venne fatto e, anzi, tutto fu riversato sulla sinistra extra-parlamentare. Movimento che si difese e lo fece attivando la controinformazione, ovvero un insieme di strutture e metodi simili a quelli dei servizi segreti. Fu la controinformazione che portò, nel giugno 1970, all&#39;inchiesta &quot;La strage di Stato&quot;, un libro che, nei suoi difetti, a quarant&#39;anni di distanza si dimostra tutt&#39;ora valido e la cui intuizione di fondo è stata provata anche storicamente: il termine Strage di Stato identifica una verità inconfutabile. L&#39;importanza di ricordare questo tragico giorno sta nella sua essenza di momento cardine della vita politica e non solo (si pensi alle conseguenze che la strategia della tensione porterà nella arte dal cinema, alla musica, al teatro) dell&#39;Italia. Un momento in cui diversi protagonisti delle istituzioni si fecero attori coscienti di un piano che avrebbe dovuto condurre il Paese su strade autoritarie o maggiormente conservatrici. La bibliografia sull&#39;argomento è ampia in ragione del fatto che subito dopo la strage si attivarono scudi di autodifesa e dal fatto che si volle ragionare su quello che stava accadendo. Tuttavia per un approfondimento di Piazza fontana e della strategia della tensione, risultano utili il libro di Mimmo Franzinelli &quot;La sottile linea nera&quot;, il libro di Aldo Giannuli &quot;Bombe a inchiostro&quot; e il libro di Giorgio Boatti &quot;Piazza Fontana&quot;. A ciò si può aggiungere un recente libro di Adriano Sofri scritto in polemica a Paolo Cucchiarielli, scaricabile al sito 43anni.it e il sito, sempre in polemica con Cuccchiarielli, gestito da alcuni membri dell&#39;ex circolo 22 Marzo, http://stragedistato.wordpress.com/, in cui materiale non manca.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Oreste V.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2012/12/nessuno-e-stato-12121969.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6290585290436509456.post-4025073227364986883</guid><pubDate>Wed, 12 Dec 2012 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-12T17:24:49.275+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>A un anno dalla strage fascista di Firenze</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il 13 Dicembre dello scorso anno, a Firenze, Gianluca Casseri, militante dell&#39;associazione neofascista Casapound, uccide a colpi di pistola due ragazzi senegalesi, Samb Modou e Diop Mor. Ferisce inoltre altri tre ragazzi: Moustapha Dieng (rimasto paralizzato), Sougou Mor (ferito gravemente) e Mbenghe Cheike. Per non dimenticare e non perdonare l&#39;ennesima strage fascista, passata ancora una volta alla cronaca nazionale semplicemente come &quot;il gesto di un folle&quot;, Giovedì 13 Dicembre alle 17.00, a Firenze, si terrà un presidio in Piazza Dalmazia (il luogo del duplice omicidio), che proseguirà poi (alle 18) in un corteo antifascista per le strade del quartiere, il quale chiederà l&#39;immediata chiusura della nuova sede di Casapound (guarda caso situata a due passi dalla questura e aperta a pochi mesi dalla strage) e di tutte le sedi del fascismo.&lt;/div&gt;
</description><link>http://pagina3dici.blogspot.com/2012/12/a-un-anno-dalla-strage-fascista-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>