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	<title type="text">Palazzo Apostolico - Diario Vaticano di Paolo Rodari</title>
	<subtitle type="text">Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</subtitle>

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		<title type="html"><![CDATA[Dal caso Moro al Cremlino. L&#8217;incredibile ascesa di monsignor Mennini]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[La notizia è passata quasi del tutto inosservata. Eppure il gol che il Vaticano è riuscito a realizzare in terra di Russia è notevole: dal 15 luglio Antonio Mennini, 62 anni, è ufficialmente l’ambasciatore della Santa Sede presso la Federazione russa. E’ un risultato rincorso per più di venti anni (da Giovanni Paolo II fino [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/30/dal-caso-moro-al-cremlino-lincredibile-ascesa-di-monsignor-mennini/">&lt;p&gt;La notizia è passata quasi del tutto inosservata. Eppure il gol che il Vaticano è riuscito a realizzare in terra di Russia è notevole: dal 15 luglio Antonio Mennini, 62 anni, è ufficialmente l’ambasciatore della Santa Sede presso la Federazione russa. E’ un risultato rincorso per più di venti anni (da Giovanni Paolo II fino a Benedetto XVI), dai tempi in cui l’Unione sovietica si è trasformata in Federazione russa. E’ un risultato da attribuire alla segreteria di stato vaticana guidata dal cardinale Tarcisio Bertone e, in particolare, al responsabile della seconda sezione, quella che cura i rapporti con gli stati, il corso Dominque Mamberti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Già nel dicembre dello scorso anno Dmitri Medvedev, uscendo da un’udienza con il Papa, aveva detto che presto sarebbero state stabilite piene relazioni tra i due stati. E così è avvenuto: prima dell’annuncio della nomina di Mennini, c’è stato il 26 giugno scorso quello di Mikolaj Sadlichov quale primo ambasciatore russo presso la Santa Sede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché la notizia è importante? Perché per il Vaticano avere relazioni ufficiali con la Russia significa avere definitivamente aperte le porte della chiesa ortodossa di Mosca la quale, fino a pochi anni fa, nemmeno accettava che il Vaticano avesse nella capitale un suo arcivescovo. Ma poi qualcosa è cambiato. Mennini ha aspettato il momento opportuno. Col cambio di pontificato ha fatto spostare Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Mosca inviso agli ortodossi soprattutto per le origini polacche, a Minsk. E ha portato al suo posto l’italiano Paolo Pezzi, già missionario in terra di Siberia. Oggi gli ortodossi non vedono nei cattolici dei nemici. Certo, l’incontro tra il Papa e il Patriarca Kirill I è ancora di là da venire. La Santa Sede sa bene che molte aperture degli ortodossi nei suoi confronti sono dovute alla necessità che la chiesa di Mosca ha di mettersi, in campo internazionale, sotto il cappello prestigioso e autorevole di Roma. E ancora: le accuse di Mosca a Roma di proselitismo in Russia rimangono, almeno nel sottofondo. Ma un dato è certo: il livello delle relazioni diplomatiche tra le due chiese non è mai stato così buono come oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mennini si è mosso, dunque, con passo felpato. Poche parole (nonostante parli il russo correntemente). Molti fatti. Così gli hanno insegnato i tanti anni trascorsi nella diplomazia vaticana. Gli anni del caso Moro. Giorni difficili nei quali, grazie all’amicizia che lo legava all’ex statista dc, fece da trait d’union tra la famiglia e le Brigate rosse. Mennini era viceparroco nella chiesa di Santa Lucia a piazzale Clodio. La chiesa dove parroco era l’attuale vescovo emerito di Pisa monsignor Alessandro Plotti. In tale veste fu contattato dalle Brigate rosse. In tale veste comunicò messaggi e lettere alla famiglia di Moro e alla Santa Sede facendosi notare dalle gerarchie vaticane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima dell’approdo in Russia, Mennini fu consigliere di nunziatura in Turchia, nell’84-85. Mentre il primo incarico come nunzio fu a Sofia, in Bulgaria. Insomma: dal caso Moro ai luoghi del più grande intrigo ancora non risolto, quello del caso Agca e dell’attentato al Papa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Figlio di Luigi Mennini, alto funzionario dello Ior trovatosi impelagato nel caso dell’Ambrosiano con Marcinkus e De Strobel, ascese presto le tappe della diplomazia vaticana anche grazie alla prudenza e alla totale riservatezza che mantenne nei giorni di prigionia di Moro. Ancora nel ’95, ad esempio, rifiutò di presentarsi dinanzi alla commissione Stragi, motivando il diniego con il fatto che aveva già testimoniato tutto. Dal caso Moro fino al Cremlino pochissime parole. Una condotta molto apprezzata oltre il Tevere e anche in Russia. Dove infatti è stato accettato col massimo degli onori: primo ambasciatore vaticano dove una volta c’era l’Unione sovietica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio venerdì 30 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Parla il cardinale Saraiva Martins: &#8220;B-XVI ha voluto fare beato il cardinale Newman perché è come lui&#8221;]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[“Joseph Ratzinger è affascinato da John Henry Newman perché nel cardinale inglese convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo vede in qualche modo se stesso. Newman quando era anglicano fondò a Oxford un movimento religioso, il ‘Movimento di Oxford’, che aveva come obiettivo la salvezza della chiesa anglicana dal liberalismo del giorno, quel liberalismo che era antidogmatico per [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/29/parla-il-cardinale-saraiva-martins-b-xvi-ha-voluto-fare-beato-il-cardinale-newman-perche-e-come-lui/">&lt;p&gt;“Joseph Ratzinger è affascinato da John Henry Newman perché nel cardinale inglese convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo vede in qualche modo se stesso. Newman quando era anglicano fondò a Oxford un movimento religioso, il ‘Movimento di Oxford’, che aveva come obiettivo la salvezza della chiesa anglicana dal liberalismo del giorno, quel liberalismo che era antidogmatico per principio. Anche Ratzinger vuole liberare la cristianità da ogni liberalismo. E ancorarla sulla purezza della fede, della dottrina, del suo credere bimillenario. E, come Newman lo vuole fare salvando, integrando, non escludendo le fazioni estreme”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;José Saraiva Martins, portoghese, è un cardinale della curia romana oggi in pensione. Da due anni ha lasciato la guida della Congregazione per le cause dei santi. Ma è ancora pieno di energie. Nella sua abitazione adiacente il Vaticano scrive, studia e aspetta il 19 settembre, il giorno in cui il suo “allievo prediletto”, appunto Newman, verrà beatificato dal Papa in quel di Cofton Park, periferia di Birmingham. Newman un suo allievo? “In un certo senso sì – dice – Sono stato per diversi anni rettore dell’Università Urbaniana. Newman nel 1846-47 fu allievo dell’Urbaniana (allora si chiamava Collegio di Propaganda Fide, ndr). Nell’aula del Senato accademico, il cuore dell’Università, ho fatto mettere un ritratto dell’allievo ‘più illustre’, appunto Newman. Perché nessuno lo dimentichi”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quali sono le forze estreme che Ratzinger vuole salvare? “La via del Papa è in un certo senso la ‘via media’ di Newman. Il cardinale inglese prima di convertirsi sognava un anglicanesimo vicino a Roma, una confessione religiosa che mantenesse la propria identità senza cedere negli estremismi. Così vuole Benedetto XVI. I segnali, le aperture fatte oggi verso gli anglicani e ancora prima verso i lefebvriani dicono questo: la strada è quella dell’unità senza ledere le diversità. Nella chiesa ci sono sempre state spinte anti-romane, o semplicemente estreme. Il Papa non vuole che nessuno si senta escluso”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però Newman abbandonò il suo sogno e si convertì al cattolicesimo. Dice Saraiva: “Visse con dolore il distacco dall’anglicanesimo. Ma il suo non fu un rinnegamento. Era convinto che nella chiesa cattolica ci fosse la verità. Ed era convinto che la strada della ricerca della verità fosse percorribile da chiunque, anche da ogni anglicano. La ricerca della verità è stata una costante nella sua vita. Fin dalla giovanissima età. Come Ratzinger, anche Newman era uno studioso appassionato dei padri della chiesa dei primi secoli. Furono i padri a trascinarlo verso Roma, verso il Papa. Dai padri apprese la perfezione evangelica. La purezza del cristianesimo, quella purezza che oggi il Papa chiede che la chiesa cattolica riscopra. Newman nacque in un’epoca travagliata molto simile alla nostra. Ogni certezza vacillava. I credenti dovevano combattere contro la minaccia del razionalismo e del fideismo. Il razionalismo rifiutava l’autorità e la trascendenza, il fideismo distoglieva le persone dalle sfide della storia e generava in loro una dipendenza insana dall’autorità e dal soprannaturale. Per Newman l’unione di fede e ragione erano la sintesi necessaria contro queste derive. Fede e ragione erano per lui due ali per raggiungere la contemplazione della verità’”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Newman morì l’11 agosto 1890. Il quotidiano londinese Times pubblicò il giorno successivo un lungo elogio funebre che terminava così: “Di una cosa possiamo essere certi, cioè che il ricordo di questa pura e nobile vita durerà e che egli sarà santificato nella memoria della gente pia di molte confessioni in Inghilterra. Il santo che è in lui sopravvivrà”. Spiega Saraiva: “Ha scritto bene il Times. Perché Newman è un esempio per tutti, anche e soprattutto per gli anglicani. Tutta la sua vita fu fondata su un sano ecumenismo. Questo non è ricerca di un qualcosa che accomuna fedi diverse. Non è anzitutto questo. E’ piuttosto ricerca assieme della verità. Newman questo dettame mise in pratica. La ricerca lo portò a Roma. Non è detto che per tutti l’approdo debba essere lo stesso. Credo che Ratzinger condivida in pieno questo esercizio ecumenico di Newman: verso le diverse fedi cristiane ha un approccio libero, non pone paletti, è aperto verso tutti e rispetta la storia di tutti. Non a caso ha promulgato la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus. Non a caso ha parlato più volte del primato di Pietro, della necessità di salvaguardarlo ma nel rispetto delle diverse posizioni che in merito hanno ad esempio gli ortodossi”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il processo fino alla beatificazione di Newman non è stato breve. Newman è stato riconosciuto venerabile nel 1991. Il miracolo che gli ha permesso di divenire beato è invece recentissimo. Dice Saraiva: “Ho seguito da vicino tutte le fasi del processo. Quando si parlava del miracolo della guarigione per intercessione di Newman del diacono permanente Jack Sullivan mandai un esperto della Congregazione a verificare, ad appurare ogni cosa. Così abbiamo fatto in ogni fase del processo. Tutto deve essere fatto con rigore e senza errori. Per questo dico sempre, e lo ripeto anche per Newman: non esiste un processo lungo o un processo corto. Ogni processo ha i suoi tempi che dipendono dalla mole di documenti e testimonianze da verificare. Il ‘caso Newman’ aveva tantissimi documento da vagliare. E tutti sono stati visionati”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 29 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[La lotta al relativismo di B-XVI è la stessa di Newman cento anni fa]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Tutto è pronto a Cofton Park, periferia di Birmingham, per la beatificazione del cardinale John Henry Newman. Il 19 settembre il Papa, rompendo la regola da lui istituita che vuole che le beatificazioni siano celebrate da un rappresentante vaticano nella diocesi interessata, sarà sul luogo dove il cardinale anglicano, poi convertitosi al cattolicesimo, fondò l’Oratorio [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/28/la-lotta-al-relativismo-di-b-xvi-e-la-stessa-di-newman-cento-anni-fa/">&lt;p&gt;Tutto è pronto a Cofton Park, periferia di Birmingham, per la beatificazione del cardinale John Henry Newman. Il 19 settembre il Papa, rompendo la regola da lui istituita che vuole che le beatificazioni siano celebrate da un rappresentante vaticano nella diocesi interessata, sarà sul luogo dove il cardinale anglicano, poi convertitosi al cattolicesimo, fondò l’Oratorio e concluse la sua vita. Ratzinger tiene molto a esserci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In fondo il motivo del viaggio in Inghilterra e Scozia risiede qui. E poi, come dice Don Ian Ker, professore di teologia all’Università di Oxford e autore di “John Henry Newman: a biography”, “sono stati molti i Papi che hanno desiderato canonizzare Newman perché lo considerano una persona che ha dato il benvenuto alla modernizzazione ma rimanendo fedele all’autorità della chiesa”. Benedetto XVI ha dato un’importante accelerazione al processo di beatificazione. Certo, il miracolo attribuito a Newman grazie al quale Jack Sullivan ha superato una grave malattia alla spina dorsale ha accorciato i tempi. Ma è indubbio che la causa debba molto al Papa, alla sua spinta affinché la Fabbrica dei Santi giungesse al più presto a una conclusione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché questo legame tra Ratzinger e Newman? Cosa spinse, già nel 1990, Ratzinger a definire Newman “grande dottore della chiesa”? Di risposte se ne possono dare tante. Una la dà Roderick Strange, rettore del Pontificio collegio Beda di Roma, istituto per la formazione delle vocazioni adulte di area inglese, da anni studioso di Newman. Nel suo ultimo lavoro uscito da poco in Italia, “John Henry Newman. Una biografia spirituale” (Lindau), Strange parla di un momento preciso nel quale si è reso evidente il debito di Ratzinger verso Newman. E’ il 18 aprile del 2005. Ratzinger, il giorno prima del conclave che poi l’avrebbe eletto, predica davanti al collegio dei cardinali. Qui cattura l’attenzione di tutti utilizzando l’immagine della chiesa come una barca scossa dalle onde create da correnti ideologiche, “dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo a un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via”. Dice Strange: “All’epoca fu considerato estremamente pessimista, in particolare nella conclusione: ‘Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie’. L’espressione ‘dittatura del relativismo’ può sembrare severa, eppure si collega al ‘mondo semplicemente non religioso’ di Newman. E non necessariamente il legame è una coincidenza”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il relativismo è per Benedetto XVI una minaccia. Perché quando la verità viene abbandonata si abbandona anche la libertà. E si scivola verso il totalitarismo. Ratzinger ne parla il 18 aprile del 2005. Ma già anni prima aveva esposto il tema. Quando? Ancora nel 1990, durante la conferenza per il centenario della morte di Newman.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dice Strange: “In quell’occasione Ratzinger fece riferimento al legame tra verità e coscienza personale. Parlò di quando, da giovane seminarista poco tempo dopo la fine della Seconda guerra mondiale, fu introdotto al pensiero di Newman e proseguì sottolineando quanto fosse stato importante per lui il suo insegnamento sulla coscienza. Newman insegnava che la coscienza doveva essere nutrita come ‘un modo di obbedienza alla verità oggettiva’. E l’intera vita di Newman testimonia tale convinzione. Le prime esperienze di vita del futuro Pontefice erano state tuttavia molto diverse. ‘Avevamo sperimentato – disse Ratzinger – la pretesa di un partito totalitario che si riteneva il compimento della storia e che negava la coscienza dell’individuo. Uno dei suoi leader (Hermann Goering) aveva detto: ‘Non ho coscienza. La mia coscienza è Adolf Hitler’. Ecco lo slittamento nel totalitarismo. Quando la verità viene trascurata, quando non vi è uno standard oggettivo a cui fare appello, non creiamo spazio per facile tolleranza. La libertà viene lasciata senza difesa, alla mercé di chi è al potere. Il giovane Ratzinger provò quanto Newman aveva predetto: le conseguenze di quando la religione rivelata non viene riconosciuta come vera, oggettiva, ma viene considerata qualcosa di privato da cui la gente possa scegliere per sé qualsiasi cosa voglia”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Newman venne creato cardinale nel 1879 da Leone XIII. Anch’egli stimava Newman, “il mio cardinale” lo chiamava. L’Osservatore Romano il 14 maggio, la vigilia del concistoro, pubblicò in prima pagina il discorso pronunciato da Newman dopo la consegna del Biglietto di nomina. Newman andò al cuore del problema che sentiva essere capitale. Disse: “Il liberalismo religioso è la dottrina secondo la quale non esiste nessuna verità positiva in campo religioso, ma che qualsiasi credo è buono come qualunque altro; e questa è la dottrina che, di giorno in giorno, acquista consistenza e vigore. Questa posizione è incompatibile con ogni riconoscimento di una religione come vera”. Scrive Inos Biffi sull’Osservatore del 20 maggio 2009: “E’ difficile non riconoscere la rovinosa attualità di questo liberalismo religioso, che preoccupava Newman nel 1879”. E preoccupa oggi Ratzinger.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio mercoledì 28 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Inside the Vatican (senza fiato)]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Gli studenti della Villanova University della Pennsylvania (Stati Uniti) ci hanno lavorato per due anni. 
Hanno raccolto foto e provato più volte con delle simulazioni.
Hanno usato una telecamera motorizzata all&#8217;avanguardia, con una risoluzione tridimensionale di alto livello.
Alla fine hanno messo il loro lavoro a disposizione di tutti, su internet.
Per la prima volta anche dall&#8217;altro capo [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/27/inside-the-vatican-senza-fiato/">&lt;p&gt;Gli studenti della Villanova University della Pennsylvania (Stati Uniti) ci hanno lavorato per due anni. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno raccolto foto e provato più volte con delle simulazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno usato una telecamera motorizzata all&amp;#8217;avanguardia, con una risoluzione tridimensionale di alto livello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine hanno messo il loro lavoro a disposizione di tutti, su internet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la prima volta anche dall&amp;#8217;altro capo del globo chiunque può entrare qui:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/various/cappelle/sistina_vr/index.html"&gt;Cappella Sistina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/various/basiliche/san_pietro/vr_tour/index-en.html"&gt;Basilica di San Pietro&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/various/basiliche/san_paolo/vr_tour/index-it.html"&gt;Basilica di San Paolo fuori le Mura&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr_tour/Media/VR/Lateran_Nave1/index.html"&gt;Basilica di San Giovanni in Laterano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;#8217; un lavoro egregio. Che merita di esssere visitato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne ha parlato tra gli altri anche Zenit &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.zenit.org/rssitalian-23325"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 27 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Non fu Google Bombing]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[La vicenda di pedofilo.com che appariva su google quando si cliccava vatican.va non fu google bombing, ma problemi di canonizzazione dei domini.
Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 26 luglio 2010
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		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/26/non-fu-google-bombing/">&lt;p&gt;La vicenda di pedofilo.com che appariva su google quando si cliccava vatican.va non fu google bombing, ma problemi di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.andreavit.com/blog/search-engine-optimization/analisi-sul-fenomeno-di-pedofilo-com-e-vatican-va-google-ed-il-vaticano-hanno-peccato-nella-canonizzazione-dei-domini.html"&gt;canonizzazione dei domini&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 26 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[&#8220;Cattolici tornate a casa&#8221;. Il cardinal O&#8217;Malley ci prova con gli spot tv]]></title>
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		<published>2010-07-26T07:16:33Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Le casse dell’arcidiocesi sono quasi vuote per colpa degli indennizzi pagati alle vittime della pedofilia del clero. Ma il prestigioso cardinale americano di origini irlandesi Sean Patrick O’Malley, il cappuccino divenuto arcivescovo di Boston dopo gli anni tormentati del cardinale Bernard Francis Law e oggi per volere del Papa tra i visitatori apostolici per la [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/26/cattolici-tornate-a-casa-il-cardinal-omalley-ci-prova-con-gli-spot-tv/">&lt;p&gt;Le casse dell’arcidiocesi sono quasi vuote per colpa degli indennizzi pagati alle vittime della pedofilia del clero. Ma il prestigioso cardinale americano di origini irlandesi Sean Patrick O’Malley, il cappuccino divenuto arcivescovo di Boston dopo gli anni tormentati del cardinale Bernard Francis Law e oggi per volere del Papa tra i visitatori apostolici per la chiesa irlandese colpita dalla pedofilia, non bada a spese e per ovviare alla drammatica fuga dei fedeli dalle chiese decide di investire parecchi dollari, forse i pochi rimasti, in spot televisivi. La campagna pubblicitaria si chiama “Catholics come home”, “Cattolici tornate a casa” e nella sola Phoenix ha portato un aumento della frequenza dei fedeli di circa il dodici per cento. Gli spot sono molto semplici: in pochi minuti dei fedeli raccontano la scoperta della fede nella propria vita, la fede un tempo abbandonata e poi riabbracciata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;O’Malley è un cardinale coraggioso. Da tempo cerca nuove strade di comunicazione con il mondo. Tra i primi porporati ad aprire un blog, O’Malley non ha paura di prendere posizioni anche scomode. La battaglia contro la pedofilia nel clero è sua da tempo. Recentemente è stato l’unico cardinale ad appoggiare pubblicamente l’arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn che aveva accusato il decano del collegio cardinalizio Angelo Sodano di aver insabbiato il caso Groër e offeso le vittime definendo le critiche alla chiesa “chiacchiericcio”. “Pensa che il cardinale Sodano ha recato danno alle vittime di pedofilia usando la parola chiacchiericcio?”, gli ha chiesto recentemente John Allen sul National Catholic Reporter. “Si, sicuramente”, ha risposto O’Malley.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La comunicazione della fede è importante per O’Malley. A volte questa comunicazione comporta dei rischi. Come quando, circa un anno fa, decise di partecipare ai funerali del senatore Edward Kennedy. Il prefetto del Tribunale della segnatura apostolica, Raymond Burke, accusò O’Malley di essere stato sotto l’influenza di Satana perché è immorale officiare le esequie di uno che durante la sua vita non seguì l’insegnamento della chiesa in materia d’aborto. O’Malley rispose sul suo blog dicendo di “dissentire fermamente” dalle critiche. Concedere i funerali a Kennedy è stato un gesto di misericordia: “Siamo uomini di fede e crediamo in un Dio che ama e perdona, dal quale attendiamo misericordia” ha scritto O’Malley. E ancora: “Talvolta, anche nella chiesa, lo zelo può portare alcuni a formulare giudizi severi e ad attribuirci a vicenda le peggiori intenzioni. Questi atteggiamenti recano un danno irreparabile alla comunione della chiesa”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aderendo alla campagna “Catholics come home” O’Malley ha detto molto di sé, della sua idea di chiesa, dei suoi fari in questo tempo non facile. Ha citato Paolo VI che trentacinque anni fa chiamò la chiesa all’evangelizzazione: “La chiesa esiste per evangelizzare” disse. E poi Henri Nouwen, il prete e scrittore cattolico olandese tra i più letti nel mondo protestante americano. Assieme al cardinale Johannes Willebrands e al teologo domenicano Edward Schillebeeckx, Nouwen è tra le voci più importanti della spiritualità cresciuta nei Paesi Bassi all’ombra del cardinale Bernard Jan Alfrink. Esponente di punta del progressismo cattolico, arcivescovo di Utrecht, Alfrink promosse e difese il Nuovo catechismo, un testo nato contro l’Humanae vitae di Paolo VI e in disaccordo con Roma. Scrive O’Malley: “Padre Nouwen mi ricorda che sono un mendicante. Non sono né il proprietario del panificio in cui si fa il pane, né del negozio dove il pane viene venduto. Anch’io sono un mendicante che ha fame e ha bisogno di aiuto”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio lunedì 26 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Baseball a Castelgandolfo]]></title>
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PS: L&#8217;Osservatore Romano è quello di ieri, giovedì 22 luglio 2010. 
Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 23 luglio 2010
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		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/23/baseball-a-castelgandolfo/">&lt;p&gt;&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RX-G0xSc6ZQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RX-G0xSc6ZQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PS: L&amp;#8217;Osservatore Romano è quello di ieri, giovedì 22 luglio 2010. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 23 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[La doppia vita dei preti]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Questo servizio apparso oggi su Panorama e dedicato a smascherare la doppia vita di alcuni preti a Roma sta facendo molto discutere.
Non entro nel merito. Non  ne ho né tempo né voglia.
Dico però che l&#8217;unica risposta sensata l&#8217;ha dato oggi il Vicariato di Roma. Una nota che giustamente Radio vaticana ha intitolato così: &#8220;I [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/23/la-doppia-vita-dei-preti/">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/07/22/le-notti-brave-dei-preti-gay-una-grande-inchiesta-in-edicola-venerdi-con-panorama/"&gt;Questo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; servizio apparso oggi su Panorama e dedicato a smascherare la doppia vita di alcuni preti a Roma sta facendo molto discutere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non entro nel merito. Non  ne ho né tempo né voglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dico però che l&amp;#8217;unica risposta sensata l&amp;#8217;ha dato oggi il Vicariato di Roma. Una nota che giustamente Radio vaticana ha intitolato così: &amp;#8220;I preti &amp;#8216;dalla doppia vita&amp;#8217; vengano allo scoperto. Che poi uno si domanda: ma cosa fanno i preti a fare? Glielo ha ordinato il medico?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così il servizio di Radio Vaticana: “Creare lo scandalo” e “diffamare tutti i sacerdoti”: è questo, secondo il Vicariato di Roma, l’obiettivo di un lungo articolo pubblicato oggi dal settimanale “Panorama” sul comportamento di alcuni sacerdoti gay. I fatti raccontati, si legge nella nota del Vicariato, “non possono non suscitare dolore e sconcerto nella comunità ecclesiale di Roma, che conosce da vicino i suoi sacerdoti non dalla ‘doppia vita’, ma con una ‘vita sola’, felice e gioiosa, coerente alla vocazione, donata a Dio e a servizio della gente, impegnata a vivere e testimoniare il Vangelo e modello di moralità per tutti”. Chi conosce la Chiesa di Roma, prosegue la nota, “non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla ‘doppia vita’, che non hanno capito che cosa è il ‘sacerdozio cattolico’ e non dovevano diventare preti”. “Sappiano – prosegue il documento – che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto”. E aggiunge che non si può “accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri”. Dinanzi a simili fatti, la diocesi di Roma aderisce con convinzione al richiamo alla conversione del cuore invocata da Benedetto XVI di fronte ai peccati dei sacerdoti. Il Vicariato, conclude la nota, “è impegnato a perseguire con rigore, secondo le norme della Chiesa, ogni comportamento indegno della vita sacerdotale”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=6247"&gt;Qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; invece trovi il comunicato integrale del vicariato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 24 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Le spalle al popolo di B-XVI]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Che messa celebra il Papa in privato? Usa il rito antico? Celebra con il messale precedente il Concilio Vaticano II?
Secondo monsignor Bernard Fellay, capo dei lefebvriani, non ci sono dubbi: &#8220;Benedetto XVI (e anche il suo segretario) celebra la messa tridentina in forma privata in alcune circostanze, ma senza che ciò sia reso in alcun [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/23/le-spalle-al-popolo-di-b-xvi/">&lt;p&gt;Che messa celebra il Papa in privato? Usa il rito antico? Celebra con il messale precedente il Concilio Vaticano II?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo monsignor Bernard Fellay, capo dei lefebvriani, non ci sono dubbi: &amp;#8220;Benedetto XVI (e anche il suo segretario) celebra la messa tridentina in forma privata in alcune circostanze, ma senza che ciò sia reso in alcun modo pubblico. Questa reticenza si spiega considerando ad esempio che, in una conferenza in Italia con 28 sacerdoti diocesani, uno di loro ha riferito di aver sentito dire dal suo vescovo che, il giorno in cui il Papa celebrasse la messa tradizionale in pubblico, lascerebbe la chiesa. Ed era chiaro che quel vescovo non è solo. C&amp;#8217;è un ricatto episcopale contro il Papa&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A qeste parole pronunciate da Fellay il 9 luglio scorso durante una conferenza tenuta in Brasile, ha risposto in queste ore padre Federico Lombardi. Secondo il portavoce vaticano il Papa non celebra in privato col rito antico. Si tratta di un equivoco dovuto al fatto che nella cappella privata del Papa all&amp;#8217;interno del palazzo apostolico l&amp;#8217;altare è contro il muro. Leggi &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.leforumcatholique.org/print.php?num=559526"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; il commento di padre Lombardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 23 luglio 2010&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Gli euro del Papa]]></title>
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		<published>2010-07-22T14:21:48Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Anche il Papa ha i suoi euro. L&#8217;ha rivelato l&#8217;agenzia di stampa francese I.media. La notizia l&#8217;ha riportata qui l&#8217;Asca.
Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 22 luglio 2010
]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/07/22/gli-euro-del-papa/">&lt;p&gt;Anche il Papa ha i suoi euro. L&amp;#8217;ha rivelato l&amp;#8217;agenzia di stampa francese I.media. La notizia l&amp;#8217;ha riportata qui l&amp;#8217;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.asca.it/news-VATICANO__EURO_CON_EFFIGIE_PAPA_PER_LA_PRIMA_VOLTA_IN_CIRCOLAZIONE-932514-BRK-.html"&gt;Asca&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 22 luglio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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