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	<title type="text">Palazzo Apostolico - Diario Vaticano di Paolo Rodari</title>
	<subtitle type="text">Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</subtitle>

	<updated>2012-05-16T14:43:40Z</updated>

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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[I lefebvriani vicini al ritorno, tra abbracci da figliol prodigo e incubi di prelature]]></title>
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		<updated>2012-05-16T14:43:40Z</updated>
		<published>2012-05-16T14:43:40Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[L’ha detto più volte Loris Capovilla, già segretario di Giovanni XXIII che aprì quel Concilio Vaticano II la cui attuazione non è ancora completata: “Occorre avere rispetto per chi torna in seno alla chiesa cattolica come figliol prodigo”. Parole riferite ai lefebvriani i quali, nonostante le divisioni interne relative all’opportunità di accettare il Concilio in [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/16/i-lefebvriani-vicini-al-ritorno-tra-abbracci-da-figliol-prodigo-e-incubi-di-prelature/">&lt;p&gt;L’ha detto più volte Loris Capovilla, già segretario di Giovanni XXIII che aprì quel Concilio Vaticano II la cui attuazione non è ancora completata: “Occorre avere rispetto per chi torna in seno alla chiesa cattolica come figliol prodigo”. Parole riferite ai lefebvriani i quali, nonostante le divisioni interne relative all’opportunità di accettare il Concilio in ogni sua parte, sono oggi a un passo dal ritorno alla piena comunione con Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La conferma è anche tra le righe di un auspicio che in queste ore fa Nicola Bux, consultore della Congregazione per la dottrina della fede, teologo stimato dal Pontefice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A poche ore dall’odierna riunione della Feria quarta della Dottrina della fede nella quale verrà con ogni probabilità licenziato (e dunque inviato al Papa) il testo definitivo del preambolo dottrinale che il Vaticano aveva proposto come condizione “sine qua non” per la riconciliazione, Bux spiega che “questo è il momento favorevole”. “L’oggi di Dio non è rinviabile – dice – bisogna approfittare del momento in cui il Signore bussa. Il segnale si può cogliere nel gesto del Papa di revoca della scomunica nel 2009, che ha consentito di avviare il confronto per ricucire lo strappo e di operare per la riconciliazione. Bisogna evitare che la separazione con la Fraternità si consolidi e si irrigidisca, come è avvenuto con le chiese orientali”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La linea del Papa è una: riconciliazione. Una linea che l’ha portato a scelte clamorose: non solo l’apertura ai lefebvriani, definiti dal teologo ribelle Hans Küng “l’ala antiriformista” della cristianità. Ma anche i tradizionalisti anglicani, il settore più conservatore della chiesa protestante anglosassone. Aperture contestate che hanno fatto dire ancora a Küng: “Il pescatore di uomini pesca soprattutto sulla sponda destra del lago. Ma lì l’acqua è torbida”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il Papa non si cura delle contestazioni e procede oltre. Se per gli anglicani ha immaginato un ordinariato ad hoc, per i lefebvriani si dice egli abbia in mente una prelatura personale, sul modello dell’Opus Dei. Una prelatura che li obbligherebbe a obbedire ai vescovi locali. Di questo, a Econe, si dice siano preoccupati tanto che è ancora un punto critico all’ordine del giorno delle trattive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei giorni scorsi sono stati il National Catholic Reporter e il Catholic News Service a leggere un convegno sul Vaticano II organizzato a Roma proprio dall’ateneo romano dell’Opus Dei, come una presa di distanza dall’eventuale prelatura concessa ai lefebvriani. Padre Johannes Grohe ha difeso l’autorità del Vaticano II insistendo sul fatto che il suo insegnamento è “vincolante” e “deve essere accettata da coloro che vogliono entrare in comunione”. Grohe ha chiesto la “professione di fede”, compresi gli insegnamenti del Concilio, per tutti coloro che vogliono unirsi alla chiesa. Nel convegno ha parlato anche padre David Maria Jaeger. Riflettendo sulla Nostra Aetate, Jaeger ha criticato “la tendenza… a guardare con indulgenza quei gruppi marginali che denunciano la dottrina del Concilio”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio mercoledì 16 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Il rebus dei vescovi tra Passera e Casini]]></title>
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		<updated>2012-05-14T11:10:39Z</updated>
		<published>2012-05-13T19:35:00Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Invitato in queste ore alla “Todi due”, il cardinale Angelo Bagnasco, capo dei vescovi italiani, non ha risposto &#8220;no&#8221;, ma &#8220;ci penso&#8221;. L&#8217;auspicio, che per ora rimane soltanto tale ma che in futuro potrebbe divenire anche qualcosa di più, è che i cattolici collaborino da protagonisti alla rifondazione di un centro destra moderato e riformista. [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/13/il-rebus-dei-vescovi-tra-passera-e-casini/">&lt;p&gt;Invitato in queste ore alla “Todi due”, il cardinale Angelo Bagnasco, capo dei vescovi italiani, non ha risposto &amp;#8220;no&amp;#8221;, ma &amp;#8220;ci penso&amp;#8221;. L&amp;#8217;auspicio, che per ora rimane soltanto tale ma che in futuro potrebbe divenire anche qualcosa di più, è che i cattolici collaborino da protagonisti alla rifondazione di un centro destra moderato e riformista. Bagnasco è consapevole che la “Todi uno” non ha avuto suo malgrado altro risultato che quello di dare una spallata decisa al governo Berlusconi, ma nello stesso è conscio che è ancora lì, nel summit che le principali associazioni cattoliche intendono organizzare ancora una volta a Todi, che la ricostruzione potrà in qualche modo avvenire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domani queste stesse associazioni si ritrovano a Roma al Centro Luigi Sturzo per decidere le prossime mosse. Per ora l’unica certezza è la presentazione, la data scelta è quella del prossimo 29 maggio, di un manifesto programmatico in cui il progetto di una nuova legge proporzionale resta centrale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il testo uscirà volutamente dopo la prolusione che Bagnasco farà a Roma il 21 maggio aprendo l’assemblea generale dei vescovi italiani: è infatti anche a seconda di quanto dirà il presidente della Cei che il contenuto del testo dei todini verrà plasmato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarà nella grande e molto attesa assemblea romana che Bagnasco farà capire molte cose. Egli non sembra voler cedere circa la battaglia sui princìpi non negoziabili che permette alla chiesa di mantenere una certa equidistanza dalle aggregazioni partitiche. Sa, dunque, che la presenza dei cattolici a destra come a sinistra, appoggiata per un quindicennio dal suo predecessore, il cardinale Camillo Ruini, è ancora valida, ma nello stesso tempo si dice sia convinto che è l’area dei moderati di centro destra l’alveo naturale nei quali i cattolici possono riconoscersi. Certo, non mancheranno i richiami perché le forze migliori del paese si uniscano e lavorino per il bene di tutti di qui alla fine della legislatura, ma il dopo resta un’incognita alla quale si vuole già da subito iniziare a pensare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sogno, nemmeno troppo celato, è quello di “un’aggregazione moderata e riformista che potrebbe vedere &amp;#8211; dicono alcuni dei todini dando per scontata la non ricandidatura di Mario Monti &amp;#8211; in Corrado Passera un suo possibile leader. Passera è in ottimi rapporti con Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, il quale sa bene che la tentazione di Pierferdinando Casini di aggregarsi a noi per spingere anch’egli nella direzione del rifacimento del centro destra è forte”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dicono che Bagnasco abbia ben recepito il segnale arrivatogli domenica scorsa tramite il quotidiano Repubblica. Un segnale che qualcuno tra i vescovi italiani ne attribuisce la provenienza dall’entourage del governo incarica: “Bagnasco anti Monti non piace in Vaticano”, titolava Repubblica sottolineando la linea troppo pro Pdl (e anti Monti) di Bagnasco, il porporato “pronto a scommettere per un centrodestra senza la faccia del Cavaliere”. Egli si dice abbia letto e abbia insieme compreso che occorre essere prudenti: la chiesa deve mantenersi distante, e spingere perché siano i laici impegnati a metterci la faccia, non in primis le gerarchie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Roma, nell’assemblea che inizierà il 21 maggio, Bagnasco dovrà fare i con tutti i vescovi italiani, molti dei quali di una rifondazione del Pdl non vogliono sentir parlare. L’episcopato italiano ha da sempre posizioni eterogenee. Le anime che lo costituiscono sono diverse. Non pochi auspicano che Casini ceda alle lusinghe di Pier Luigi Bersani e faccia propria quella scommessa che in tempi non sospetti il direttore di Aggiornamenti Sociali, il teologo gesuita padre Bartolomeo Sorge, aveva chiamata “la scommessa di un nuovo popolarismo del Pd”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu l’estate scorsa che anche la segreteria di stato vaticana si mosse, ben prima della Todi uno, per valutare la fattibilità, invece, di una terza via, una nuova aggregazione di centro di dichiarata ispirazione cattolica. L’arrivo a Todi di Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, fu visto da molti come la volontà del Vaticano di tenere aperta una possibilità in questo senso. Ma ancora prima fu il segretario del Pontificio consiglio giustizia e pace, monsignor Mario Toso, salesiano come il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone e suo fidato amico, a vagliare l’ipotesi di una nuova Cosa Bianca. Poi tutto naufragò. E’ su queste diverse vedute che la chiesa italiana, episcopato in testa, è chiamata ora a valutare gli scenari futuri. Bertone, che in passato provò, durante una cena molto criticata in casa di Bruno Vespa, a far riallaccia Casini con Berlusconi, sembra oggi voler provare a volare più alto, limitandosi ad appoggiare l’esecutivo fino alla fine della legislatura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Giornale domenica 13 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[La tentazione dei vescovi: lanciare un’Opa sul Pdl per rifarlo da capo]]></title>
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		<updated>2012-05-10T12:33:16Z</updated>
		<published>2012-05-10T12:33:16Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[I cattolici sulle macerie del Pdl. Per rifarlo completamente nuovo. E’ questo lo scenario a cui guardano i vescovi italiani guidati dal cardinale Angelo Bagnasco, il porporato ligure di scuola siriana. A tre settimane dall’attesa assemblea generale, i vescovi hanno le idee chiare. I cattolici devono sfruttare quel che resta del governo Monti per lavorare [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/10/la-tentazione-dei-vescovi-lanciare-unopa-sul-pdl-per-rifarlo-da-capo/">&lt;p&gt;I cattolici sulle macerie del Pdl. Per rifarlo completamente nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ questo lo scenario a cui guardano i vescovi italiani guidati dal cardinale Angelo Bagnasco, il porporato ligure di scuola siriana. A tre settimane dall’attesa assemblea generale, i vescovi hanno le idee chiare. I cattolici devono sfruttare quel che resta del governo Monti per lavorare alla rifondazione di un’area moderata riformista nella quale giocare un ruolo da protagonisti. E Bagnasco da dietro le quinte potrebbe spingere (basta anche una benedizione) perché i cattolici, todini in testa, si buttino sulle macerie del Pdl.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le associazioni del Forum che hanno organizzato Todi lo scorso ottobre hanno capito che il momento può essere loro propizio. Non per niente si sono affrettate a organizzare per il 14 maggio, dunque dieci giorni prima dell’assemblea dei vescovi, un summit all’Istituto Sturzo di Roma nel quale buttare giù un manifesto programmatico che serva anche a far discutere i vescovi riuniti in assemblea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, il manifesto è la piattaforma in vista di una “Todi due” da consumarsi il prossimo autunno. Ma è anche un programma politico economico che chiede ai vescovi un qualche giudizio in vista dell’ormai certo rifacimento di quel che resta del Pdl.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scelta dell’Istituo Sturzo come sede non è un caso. E’ qui che lo scorso ottobre, pochi giorni prima di Todi, il segretario della Cei Mariano Crociata indicò ai politici cattolici riuniti il faro a cui guardare: Sturzo, appunto, il cui impegno politico era conseguenza “di quella vita buona secondo il Vangelo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un todino molto attivo è Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori: “Anche la chiesa – dice – non può che essere d’accordo sul fatto che dopo le comunali un rimescolamento, una riverniciata, un semplice cambio del nome del sistema partitico italiano, magari con qualche cooptazione, per risolvere il loro inarrestabile declino è inutile. Serve qualcosa di più”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più ampio il ragionamento del sociologo di riferimento della Cei, Luca Diotallevi: “Il risultato elettorale è quello di una partita giocata da uno solo. La protesta ha trovato espressione prevalentemente a sinistra. Il governo Monti merita tutto questo perché ha fatto poco (l’intervento sulle pensioni) e chiesto molto (più tasse e più rigidità nel mercato del lavoro e nella Pubblica amministrazione). Ora la palla passa alla società civile riformista, di cui il grosso del cattolicesimo italiano è parte costitutiva. L’unica alternativa al radicalismo è un nuovo riformismo. Il modello è Alcide De Gasperi e la sua capacità di costruire un progetto politico sul quale poterono convergere tanti cattolici, laici e riformisti, senza scomunicare nessun altro. Per questo disegno la condizione è il bipolarismo, il proporzionale è il veleno. Meglio dunque il porcellum che il proporzionale che stanno confezionando all’ombra di Monti”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 10 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[In testa c’è Ravasi, ma la new entry è Dolan]]></title>
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		<published>2012-05-09T13:06:05Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[A guidare i cardinali su twitter è Ravasi (anche se Red Ronnie lo accusa di non ritwittare mai), ma la macchina comunicativa Timothy Dolan (l&#8217;ultimo a entrare) sale, come un fulmine. 1. Gianfranco Ravasi, 18.224 followers. 2. Odilo Scherer, 13.462 followers. 3. Angelo Scola, 7.025 followers. 4. Sean Patrick O’Malley, 3.672 followers. 5. Timothy Dolan, [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/09/in-testa-ce-ravasi-ma-la-new-entry-e-dolan/">&lt;p&gt;A guidare i cardinali su twitter è Ravasi (anche se &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.glialtrionline.it/2012/05/01/eminenza-perche-non-mi-ritwittared-ronnie-contro-cardinal-ravasi/"&gt;Red Ronnie&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; lo accusa di non ritwittare mai), ma la macchina comunicativa Timothy Dolan (l&amp;#8217;ultimo a entrare) sale, come un fulmine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/CardRavasi"&gt;Gianfranco Ravasi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, 18.224 followers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/DomOdiloScherer"&gt;Odilo Scherer&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, 13.462 followers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/angeloscola"&gt;Angelo Scola&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, 7.025 followers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/CardinalSean"&gt;Sean Patrick O’Malley&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, 3.672 followers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/cardinaldolan"&gt;Timothy Dolan&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, 2.060 followers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://twitter.com/#!/CardinalNapier"&gt;Wilfrid Fox Napier&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, 1.202 followers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 9 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Espulsi non sanno dove andare, perché?]]></title>
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		<updated>2012-05-06T15:11:28Z</updated>
		<published>2012-05-06T15:11:28Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Ieri grande serata a Corsalone, in provincia di Arezzo (e sabato prossimo si replica a Nusco, in provinca di Avellino, e poi lunedì l&#8217;altro a Piangipane, in provincia di Ravenna). Più di duecento persone per &#8220;L&#8217;ultimo esorcista&#8220;, tanti libri venduti ma soprattutto la conferma di un tema di grande e vasto interesse. Del resto ci [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/06/espulsi-non-sanno-dove-andare-perche/">&lt;p&gt;Ieri grande serata a &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.casentino2000.it/?p=5846"&gt;Corsalone&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, in provincia di Arezzo (e sabato prossimo si replica a Nusco, in provinca di Avellino, e poi lunedì l&amp;#8217;altro a Piangipane, in provincia di Ravenna).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più di duecento persone per &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/gp/product/8856622149/ref=s9_simh_gw_p14_d0_g14_i1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&amp;#038;pf_rd_s=center-2&amp;#038;pf_rd_r=1P7FZDMQXPGPXJTJWQ17&amp;#038;pf_rd_t=101&amp;#038;pf_rd_p=214853547&amp;#038;pf_rd_i=426865031"&gt;L&amp;#8217;ultimo esorcista&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;, tanti libri venduti ma soprattutto la conferma di un tema di grande e vasto interesse. Del resto ci sarà un motivo se uno dei romanzi di maggior successo di Dostoevskij s&amp;#8217;intitola &amp;#8220;I demoni&amp;#8221; (o anche &amp;#8220;Gli ossessi&amp;#8221;) e ha per protagonista Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin e cioè il male assoluto, il demonio per eccellenza?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ieri sera a Corsalone c&amp;#8217;è stato molto di più. Anche una domanda alla quale non ho saputo rispondere: una volta espulsi, i demoni, dove vanno? Tornano all&amp;#8217;inferno? Se sì, perché ne erano usciti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho ripensato all&amp;#8217;episodio del Vangelo, ai demoni del posseduto di Gerasa che supplicano Gesù di non scacciarli perché non sanno dove andare (e poi entrano nei maiali che si suicidano giù dal dirupo nel mare) e mi sono chiesto: perché? Perché temono di essere scacciati?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 6 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[La Bbc spara sul primate d’Irlanda per la pedofilia, ma sbaglia mira]]></title>
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		<updated>2012-05-04T12:38:00Z</updated>
		<published>2012-05-04T12:38:00Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Dal Vaticano, e non è poco, è arrivata la difesa del promotore di giustizia, il monsignore maltese Charles Scicluna che ha spiegato come la responsabilità nei confronti del prete pedofilo Brendan Smyth non era del sacerdote, oggi cardinale, Sean Brady, ma dei suoi superiori gerarchici. Parole importanti che però non sono ancora riuscite a placare [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/04/la-bbc-spara-sul-primate-dirlanda-per-la-pedofilia-ma-sbaglia-mira/">&lt;p&gt;Dal Vaticano, e non è poco, è arrivata la difesa del promotore di giustizia, il monsignore maltese Charles Scicluna che ha spiegato come la responsabilità nei confronti del prete pedofilo Brendan Smyth non era del sacerdote, oggi cardinale, Sean Brady, ma dei suoi superiori gerarchici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parole importanti che però non sono ancora riuscite a placare il fuoco che da giorni i media anglosassoni hanno aperto contro il primate d’Irlanda, Brady appunto, oggi arcivescovo di Armagh.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un fuoco che fa male alla chiesa soprattutto perché è proprio sulla questione della pedofilia del clero che i cattolici d’Irlanda vivono, oramai da anni, un’agonia che sembra non avere fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ultima polemica l’ha fatta scoppiare la Bbc la quale, all’interno del programma televisivo “This World”, ha mandato in onda una puntata intitolata “La vergogna della chiesa cattolica”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Bbc parla, carte alla mano, del ruolo svolto da Brady durante l’inchiesta avanzata anni fa, nel 1975, internamente alla chiesa cattolica irlandese in merito agli abusi sessuali commessi dal sacerdote Smyth. Secondo l’emittente inglese, Brady non solo avrebbe partecipato all’interrogatorio ma, intimando il silenzio alla vittima, sarebbe riuscito a far concludere il tutto con un nulla di fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Brady sta reagendo alle accuse. Tanto che nelle scorse ore ha criticato esplicitamente l’attendibilità della Bbc: “E’ mio parere che nel programma si esagera e travisa il mio ruolo nell’inchiesta condotta dalla chiesa nel 1975”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insieme, il cardinale Brady ha sostenuto di non essere stato lui a condurre l’inchiesta: “Ciò è seriamente fuorviante e non vero”, ha detto. Semplicemente “mi fu chiesto dall’allora vescovo della diocesi di Kilmore, Francis McKiernan, di assistere altri più anziani di me in quel processo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A supporto di ciò Brady ha mostrato anche la documentazione del colloquio con la vittima, Brendan Boland, sottoscritto in sua presenza, che “identifica chiaramente” in lui soltanto il “notaio” o “chi prende nota” delle risposte date da Boland a domande che non ha rivolto direttamente lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dice ancora Brady: “Sei settimane prima della trasmissione (esattamente il 15 marzo scorso) avevo richiamato l’attenzione dei produttori su una serie di fatti importanti relativi all’indagine del 1975 che il programma non è però riuscito a segnalare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ancora: “Come altri, mi sento tradito da chi aveva l’autorità nella chiesa di fermare Brendan Smyth e non ha agito sulla base delle prove che ho dato loro. Tuttavia, ho ammesso che facevo parte di una inutile cultura di deferenza e di silenzio nella società e nella chiesa che fortunatamente è ormai un ricordo del passato. Sono profondamente dispiaciuto che persone che avevano l’autorità e la responsabilità per affrontare in modo adeguato il caso di Brendan Smyth, non lo hanno fatto con conseguenze tragiche e dolorose per quei bambini dei quali ha poi così crudelmente abusato”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Brady già nel 2010 venne tirato in ballo per il presunto insabbiamento del caso Smyth. Allora, nell’imminenza dell’uscita della lettera del Papa ai fedeli irlandesi, si distinse per un gesto che molto servì a lenire l’ira delle vittime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rivolgendosi ai fedeli nella cattedrale di San Patrizio ad Armagh, Brady si scusò con coloro che si erano sentiti delusi o abbandonati: “Questa settimana un doloroso episodio del mio passato è tornato alla mia attenzione – disse il cardinale –. Ho ascoltato le reazioni delle persone sul mio ruolo negli eventi di 35 anni fa. Voglio dire a chiunque si sia sentito ferito dalle mie mancanze, che mi scuso con tutto il cuore”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio venerdì 4 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Maureen Dowd alla guerra delle suore americane bastonate]]></title>
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		<updated>2012-05-03T10:44:52Z</updated>
		<published>2012-05-03T10:44:52Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[La reazione più stizzita l’ha avuta il saggista Rod Dreher – autore del blog “Crunchy con” su beliefnet.com – che ha titolato il suo ultimo articolo così: “Maureen Dowd è un’idiota”. Ma in generale non sono pochi i conservatori americani, soprattutto cattolici, che non hanno preso bene l’ultima uscita della celebre columnist sul New York [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/03/maureen-dowd-alla-guerra-delle-suore-americane-bastonate/">&lt;p&gt;La reazione più stizzita l’ha avuta il saggista Rod Dreher – autore del blog “Crunchy con” su beliefnet.com – che ha titolato il suo ultimo articolo così: “Maureen Dowd è un’idiota”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in generale non sono pochi i conservatori americani, soprattutto cattolici, che non hanno preso bene l’ultima uscita della celebre columnist sul New York Times.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Dowd – Dreher la ricorda di nascita cattolica e irlandese seppure ferocemente ostile alle gerarchie vaticane – ha difeso la Leadership conference of women religious, la Conferenza delle superiore religiose degli Stati Uniti d’America (Lcwr), alla quale si rifanno la maggior parte degli istituti religiosi femminili del paese, da quella che a suo dire sarebbe un’ingerenza vaticana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ di pochi giorni fa, infatti, la decisione della Congregazione per la dottrina della fede guidata dallo statunitense William Joseph Levada di commissariare la Lcwr.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo un’indagine interna durata due anni, il Vaticano ha affidato la Lcwr alla supervisione dell’arcivescovo di Seattle, James Peter Sartain, che dovrà lavorare per riportare le suore su una linea più aderente agli insegnamenti del magistero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la Dowd questo commissariamento conferma che il Vaticano, “e gli uomini medievali che lo gestiscono”, altro non vuole che “imbavagliare le suore”. Ma, si chiede, “come può il Vaticano sentirsi più offeso dalle suore che appassionatamente lavorano per i poveri piuttosto che dai sacerdoti pedofili?”. Per la Dowd, “è ormai divenuta un’abitudine quella della Santa Sede di andare contro le donne, loro che sono il cuore e l’anima di parrocchie, scuole e ospedali”. E ancora: “I dirigenti della chiesa si comportano come adolescenti, accecati dal sesso”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dreher, e con lui molti altri, dicono che la Dowd scrive senza sapere ciò di cui scrive: “Reagisce emozionalmente, senza cognizione di causa”. In sostanza, scrive senza riconoscere, o forse sapere, “che la Lcwr era prima del commissariamento un gruppo guidato da religiose radicali”, su posizioni post femministe in nulla aderenti a quella dottrina che la chiesa non può tradire. Ma “il Nyt le dà spazio” nonostante “il contenuto parrocchiale del suo scrivere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La contesa tra Dreher e Dowd è sintomatica di un dissidio sempre più evidente soprattutto all’interno della chiesa cattolica. Ci sono suore, preti e fedeli che non accettano gli insegnamenti della chiesa perché li ritengono troppo restringenti rispetto alle sfide della modernità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall’altra parte ci sono la maggioranza delle gerarchie che, dicendo l’opposto, rischiano di apparire come i grandi inquisitori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ quanto sostiene su America anche il gesuita James Martin: schieratosi apertamente in difesa delle suore – “le religiose cattoliche mi insegnano cosa significhi perseverare nel ministero senza il beneficio del potere istituzionale” ha scritto – Martin fa capire che Roma, il Vaticano, il Papa e i vescovi rappresentano un potere che tarpa le ali al rinnovamento e alla richiesta di riforma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il futuro della chiesa si gioca tutto qui: nell’incontro/scontro tra la dottrina e il tempo presente. Per le suore americane (e per molti fedeli), il tempo è da abbracciare perché sostanzialmente sempre e comunque “santo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le gerarchie non ritengono questa posizione sbagliata, ma la domanda che si pongono è: abbracciare quanto? Fino a quanto si può abbracciare il mondo? Fino a dove? Esistono dei limiti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nuove leve dell’episcopato americano, in testa il cardinale arcivescovo di New York Timothy Dolan, si sentono come dei pionieri: sono loro, per la maggior parte di estrazione conservatrice, che stanno cercando più di altri il giusto equilibrio tra la dottrina di sempre e le sfide della modernità. Negli Stati Uniti li chiamavano “creative conservatives”, conservatori sì, ma insieme creativi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 3 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Trentamila]]></title>
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		<updated>2012-05-02T20:55:16Z</updated>
		<published>2012-05-02T10:54:29Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Dopo tre mesi esatti (l&#8217;altro ieri, per la precisione) dall&#8217;uscita nelle librerie &#8220;L&#8217;ultimo esorcista&#8221; &#8211; il libro di padre Gabriele Amorth scritto con Paolo Rodari per edizioni Piemme &#8211; continua a vendere. Secondo i dati più aggiornati è arrivato a 30 a mila copie vendute. Da quando è uscito, inoltre, è posizionato in classifica (tra [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/02/trentamila/">&lt;p&gt;Dopo tre mesi esatti (l&amp;#8217;altro ieri, per la precisione) dall&amp;#8217;uscita nelle librerie &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/gp/product/8856622149/ref=s9_simh_gw_p14_d0_g14_i1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&amp;#038;pf_rd_s=center-2&amp;#038;pf_rd_r=0BM6AYCNXTTGMXSDEYHP&amp;#038;pf_rd_t=101&amp;#038;pf_rd_p=214853547&amp;#038;pf_rd_i=426865031"&gt;L&amp;#8217;ultimo esorcista&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8221; &amp;#8211; il libro di padre Gabriele Amorth scritto con Paolo Rodari per edizioni Piemme &amp;#8211; continua a vendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i dati più aggiornati è arrivato a 30 a mila copie vendute. Da quando è uscito, inoltre, è posizionato in classifica (tra i saggi) nei primi dieci. Soltanto questa settimana ha avuto una leggera flessione: era quindicesimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutta Italia sono tante le presentazioni in programma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato prossimo il libro verrà presentato a Corsalone (provincia di Arezzo) presso la chiesa del Corsalone alle ore 19.15.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato 12 maggio verrà presentato a Nusco (Avellino), presso il Palazzo di Città alle ore 18.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì 14 a Piangipane (Ravenna), nel tendone del piazzale della chiesa alle ore 20.45.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 2 maggio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Per monsignor Bettazzi, l’arcivescovo rosso di Ivrea, le ragioni di Enzo Bianchi risalgono al Concilio di Nicea]]></title>
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		<updated>2012-05-01T21:51:34Z</updated>
		<published>2012-05-01T21:49:34Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[E’ sotto il pontificato di Benedetto XVI che una pressante richiesta di riforme è stata avanzata in diversi paesi – Austria, Germania, Belgio, Irlanda, Svizzera – da parte non soltanto dei laici ma anche dei preti. Vogliono l’abolizione del celibato sacerdotale, la comunione ai divorziati risposati e altro. Per Roma è una spina nel fianco. [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/05/01/per-monsignor-bettazzi-larcivescovo-rosso-di-ivrea-le-ragioni-di-enzo-bianchi-risalgono-al-concilio-di-nicea-2/">&lt;p&gt;E’ sotto il pontificato di Benedetto XVI che una pressante richiesta di riforme è stata avanzata in diversi paesi – Austria, Germania, Belgio, Irlanda, Svizzera – da parte non soltanto dei laici ma anche dei preti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vogliono l’abolizione del celibato sacerdotale, la comunione ai divorziati risposati e altro. Per Roma è una spina nel fianco. Ma il Papa non ha mai chiuso al dialogo. Un atteggiamento che il priore di Bose Enzo Bianchi ha chiesto al Vaticano di fare suo anche nei confronti del teologo tedesco Hans Küng.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’uscita di Bianchi ha suscitato le critiche del teologo Antonio Livi che, basandosi anche su altri articoli, lo ha accusato di confondere i fedeli e di propagare un “umanesimo ateo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In merito dice la sua al Foglio Luigi Bettazzi, arcivescovo emerito di Ivrea (a pochi chilometri da Bose), negli anni del post Concilio vescovo rosso” per le sue simpatie politiche. Dice: “Il dissenso è normale nelle cose umane; c’era tra gli apostoli, v’era già nel confronto col primo Papa, san Pietro, che pensava a una chiesa come derivazione anche strutturale dell’ebraismo, e fu apertamente contestato da san Paolo, che gli fece capire come la radice della nuova modalità religiosa fosse la fede in Cristo morto e risorto. Che si possano richiamare situazioni già esistenti nella chiesa come il sacerdozio a uomini sposati (gli apostoli lo erano in gran parte, Pietro aveva una suocera, poi guarita da Gesù, e nell’antichità lo erano anche i vescovi, mentre gli orientali – anche cattolici! – ordinano uomini sposati, che però non possono diventare vescovi), o una diversa pastorale per i divorziati (il primo Concilio ecumenico, quello di Nicea del 325, ammette in certi casi un secondo matrimonio, come fanno ancora gli ortodossi, dandogli peraltro uno stile penitenziale) non è contrastare la fede, è domandarsi come il Signore vuole che la viviamo al meglio nel giorno d’oggi. Che gli interrogativi, poi, nascano da chi proviene dalla Lateranense non mi meraviglia; anche al Concilio era quella che alimentava la minoranza agguerrita, legittima anche perché l’aggiornamento voluto da Papa Giovanni non risultasse conflittuale, ma espressione di chi giudica la tradizione come chiusura sul passato, mentre ‘tradere’ (da cui ‘traditio’ e tradizione) in latino sta per ‘trasmettere’, con implicita l’idea di sviluppo. Gli antichi dicevano che se nelle cose fondamentali bisogna essere uniti, in quelle opinabili ci si può sentire liberi, purché non si manchi mai di carità”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno motivo di esistere le critiche di Livi? “Ritengo che il Livi abbia voluto sviluppare la critica ad alcuni aspetti più nuovi dell’attività di Bianchi. Non è un ordine monastico nel senso antico del termine, ma è pur approvato dalla chiesa locale. Quanto all’umanesimo ‘normalmente cristiano ma sostanzialmente ateo’, a parte che per la prima volta sento definire ‘ateo’ uno che espressamente parla di Dio, di Cristo, di chiesa e di preghiera, allora anche il Gesù dei trenta anni di Nazaret non si è mai presentato come profeta, ma era riconosciuto come un esperto falegname; e Gesù stesso, nell’iniziare i 72 discepoli, raccomanda che annuncino il regno di Dio dopo essersi integrati nella società (‘mangiate quello che vi mettono davanti’) ed essersi caratterizzati per l’atteggiamento di servizio. Quanto alla teologia che sarebbe solo ‘filosofia religiosa’, questo contrasta con la vita stessa della comunità di Bose e con la sua attività editoriale, tutta rivolta alla parola di Dio e alla teologia, sia cattolica sia ortodossa; e non ho mai sentito contraddire il magistero del Papa e del Concilio (proprio no!), al massimo ci può essere qualche legittima differenza sulle preferenze del Papa (ad esempio la comunione in bocca), del resto diverse da quelle di altri Papi”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Una sana teologia può svilupparsi oltre i dogmi? “Se teologia è ‘discorso su Dio’, è normale che si differenzi (non che contrasti) dai dogmi: perché li prepara e li sviluppa, dando senso pieno e attuale ai dogmi già definiti. Alle volte la teologia richiama aspetti della fede dimenticati o soffocati da modalità non strettamente rivelate: penso ad esempio alla collegialità episcopale, antica tradizione ecclesiale, forse annebbiata non certo dalla definizione del primato profetico, quanto dall’esercizio di un dominio, configurato con un Papa monarca assoluto di uno stato terrestre!”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Vaticano II rinvigorì dal profondo la chiesa. Eppure non tutti volevano le riforme. “Papa Giovanni volle un Concilio non ‘dogmatico’, ma ‘pastorale’, cioè non teso a proclamare nuove verità scomunicando chi non le accettava (come facevano gli antichi Concili, condannando i dissenzienti, la formula era: ‘Anathema sit’), ma a partire dalla gente di oggi, con la sua sensibilità, e la sua mentalità per portarla ad accogliere le verità di sempre. Il che non doveva essere visto come una svalutazione (ancor oggi i lefebvriani lo vedono così, ritenendosi esenti dall’obbligo di accettarlo!), bensì come un’aggiunta: le verità definite possono rimanere affermazioni verbali se non vengono accolte e diffuse; per questo gli scribi e certi farisei, ritenuti gli autentici depositari della fede ebraica, venivano duramente condannati da Gesù, perché di quella adesione esteriore facevano una copertura del loro dominio e del loro egoismo. Gli scolastici affermavano: la fede ‘che’ si crede (‘fides quae creditur’, quindi i dogmi, il credo) ha valore se è accompagnata dalla fede ‘con cui’ si crede (‘fides qua creditur’, cioè l’adesione vitale alle verità professate). Dietro a una certa resistenza che soprattutto noi del clero (e con noi i più attenti alle sicurezze del passato) abbiamo fatto al rinnovamento del Concilio, vi può essere stato il timore di cambiamenti troppo radicali, ma anche la difficoltà a lasciare uno stile che garantiva il nostro potere (ecclesiastico!) per un dialogo che è sempre più difficile, anche se deve pur arrivare a decisioni. Ma ‘l’ultima parola’, che è il compito della gerarchia, è tale se prima vi sono state altre parole: se no diventa l’unica parola, oggi più difficilmente accettata”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio sabato 28 aprile 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Che cos&#8217;è &#8220;l&#8217;effetto Formigoni&#8221; in Vaticano. Nel cuore di Bertone, e nei posti chiave della Santa Sede, si fanno largo i focolarini]]></title>
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		<updated>2012-04-27T09:35:24Z</updated>
		<published>2012-04-26T22:32:26Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Alcuni lo chiamano “effetto Formigoni”. Mentre per altri i problemi del presidente lombardo “sono solo una coincidenza”. Sta di fatto che in Vaticano non sembra più essere l’ora dei ciellini. Amati e protetti da Giovanni Paolo II che arrivò a dire: “Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/04/26/che-cose-leffetto-formigoni-in-vaticano-nel-cuore-di-bertone-e-nei-posti-chiave-della-santa-sede-si-fanno-largo-i-focolarini/">&lt;p&gt;Alcuni lo chiamano “effetto Formigoni”. Mentre per altri i problemi del presidente lombardo “sono solo una coincidenza”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sta di fatto che in Vaticano non sembra più essere l’ora dei ciellini. Amati e protetti da Giovanni Paolo II che arrivò a dire: “Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso”, stimati dal cardinale Joseph Ratzinger che a Roma amava conversare con Angelo Scola e Hans Urs von Balthasar di teologia e che appena eletto al soglio di Pietro volle accanto a sé quattro laiche consacrate appartenenti a Cl per prestare i servizi nel proprio appartamento, oggi non sono più così centrali nello scacchiere ecclesiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanto che più di loro avanza un movimento che non soltanto gode della stima del segretario di stato Tarcisio Bertone ma che, anche grazie a un’immagine di sé da sempre immacolata e radiosa, offre ai porporati maggiori garanzie soprattutto in un momento in cui al cardinale Julián Herranz viene affidata la commissione d’inchiesta incaricata d’indagare sui “corvi” che diramano documenti riservati dagli uffici vaticani verso l’esterno: si tratta del movimento dei focolarini, la cui “economia di comunione” – l’idea di contribuire al benessere mettendo in comunione i profitti – piace oltre il Tevere di più di altre visioni dove la commistione tra fede e denaro comporta dei rischi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu quando lo scorso febbraio il cardinale Scola – che oggi parlando a Milano insisterà non a caso sul “bene comune” e su una visione “più sociale” dell’economia – dichiarò di “non c&amp;#8217;entrare per nulla con quello che fa Formigoni”, specificando che da “vent’anni non partecipo più alle riunioni di Cl, e in Cl non conosco nessuno che abbia meno di sessant’anni”, che molti intuirono l’esistenza della volontà di un certo smarcamento delle gerarchie dal mondo ciellino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio in quei giorni usciva la notizia che il Papa aveva deciso di affidare la scrittura delle meditazioni della Via crucis del Venerdì santo al Colosseo a una coppia di focolarini, Anna Maria e Danilo Zanzucchi. Una decisione arrivata dopo altre, ben più significative. Su tutte quella di portare il sostituto della segreteria di stato Fernando Filoni alla prefettura di Propaganda Fide per fare posto al focolarino, ex nunzio a Cuba, Giovanni Angelo Becciu. “E’ molto vicino ai focolarini” scriverà di lui il quotidiano Avvenire. Una nomina arrivata dopo quella di diversi nunzi focolarini in paesi per il Vaticano strategici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre a Becciu e al capo del personale della segreteria di stato Luciano Suriani, sono due i capi dicastero focolarini di peso: il cardinale brasiliano João Braz de Aviz, dal 2011 prefetto dei religiosi. E il cardinale Ennio Antonelli, dal 2008 a capo della famiglia. Entrambi hanno imposto una linea soft ai propri ministeri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Braz de Aviz ha calmierato la foga contro gli istituti religiosi femminili statunitensi nei confronti dei quali pendeva una visita apostolica promossa dal suo predecessore, lo sloveno Franc Rodé. Antonelli ha dato un’impronta meno invasiva al suo ministero dopo gli anni delle intemerate su coppie di fatto, aborto e morale sessuale del cardinale colombiano Alfonso López Trujillo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad assicurare un legame saldo tra i focolarini e Bertone è una presenza tanto operosa quanto discreta: la sua segretaria personale, la focolarina Eurosia Bertolassi, al suo fianco fin dai tempi in cui egli era segretario dell’ex Sant’Uffizio. Ma presto un’altra donna importante all’interno dei focolari farà la sua apparizione oltre il Tevere, non con un incarico però. Nel nuovo inserto dell’Osservatore Romano intitolato “Donne, chiesa, mondo” e dedicato interamente alle donne – il primo numero esce il 31 maggio, festa della Visitazione – si darà ampio spazio alle donne che rendono oggi un servizio stimato alla chiesa. Tra queste l’avvocato Maria Voce, la donna che è succeduta alla guida dei focolari dopo la scomparsa di Chiara Lubich.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 26 aprile 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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