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	<title type="text">Palazzo Apostolico - Diario Vaticano di Paolo Rodari</title>
	<subtitle type="text">Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</subtitle>

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		<title type="html"><![CDATA[E voilà. Il Summorum Pontificum non c&#8217;è più]]></title>
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		<published>2010-03-18T10:26:52Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Non pensavo che palazzoapostolico.it avesse tanta influenza. Ma evidentemente ne ha se è vero, come è vero, che dopo questo post pubblicato ieri (leggi qui: &#8220;I giochetti di vatican.va&#8220;) coloro che detengono le chiavi del sito del Vaticano hanno pensato bene di far sparire la versione italiana del Motu Proprio Summorum Pontificum che si poteva [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/18/e-voila-il-summorum-pontificum-non-ce-piu/">&lt;p&gt;Non pensavo che palazzoapostolico.it avesse tanta influenza. Ma evidentemente ne ha se è vero, come è vero, che dopo questo post pubblicato ieri (leggi qui: &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/2010/03/16/i-giochetti-di-vatican-va/"&gt;I giochetti di vatican.va&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;) coloro che detengono le chiavi del sito del Vaticano hanno pensato bene di far sparire la versione italiana del Motu Proprio Summorum Pontificum che si poteva aprire soltanto andando a intervenire direttamente sull&amp;#8217;indirizzo http: bastava cambiare prima dell&amp;#8217;html la desinenza &amp;#8220;lt&amp;#8221; con &amp;#8220;it&amp;#8221;. (trovi qui la pagina di &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/index_it.htm"&gt;vatican.va&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8221; con tutti i Motu Proprio di Benedetto XVI).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso vediamo. Vediamo se tutto resterà invariato, e cioè se il Motu Proprio si potrà leggere sul sito del Vaticano soltanto in latino e ungherese, oppure anche nelle altre lingue.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 18 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[L&#8217;Osservatore riscopre l&#8217;America]]></title>
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		<published>2010-03-18T09:42:00Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Alla conferenza episcopale statunitense non piace il progetto di riforma sanitaria approvato dal Senato del paese per tre motivi: non impedisce il finanziamento all’aborto, non fornisce adeguata protezione all’obiezione di coscienza e non è abbastanza inclusivo per gli immigrati. Sull’argomento è intervenuto direttamente il cardinale Francis George, arcivescovo di Chicago e presidente dei vescovi statunitensi, [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/18/losservatore-riscopre-lamerica/">&lt;p&gt;Alla conferenza episcopale statunitense non piace il progetto di riforma sanitaria approvato dal Senato del paese per tre motivi: non impedisce il finanziamento all’aborto, non fornisce adeguata protezione all’obiezione di coscienza e non è abbastanza inclusivo per gli immigrati. Sull’argomento è intervenuto direttamente il cardinale Francis George, arcivescovo di Chicago e presidente dei vescovi statunitensi, il quale ha detto che “il progetto deve essere contrastato”. Parole riprese anche dall’arcivescovo di Denver, Charles Chaput, che sul Denver Catholic Register ha scritto che la riforma va guardata nei dettagi perché è nei dettagli a essere manchevole: “Dio”, ha scritto, “così come il demonio, è nei dettagli”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La posizione dei vescovi americani è stata notata in Vaticano, in particolare dall’Osservatore Romano che ieri ha pubblicato un articolo così intitolato: “Per la riforma sanitaria nessun appoggio al buio”. L’articolo ha ricordato le dichiarazioni dei vescovi americvani sulla riforma sanitaria, spiegando che  “hanno precisato la posizione della chiesa cattolica”. Un’annotazione, quest’ultima, molto gradita nella chiesa statunitense, che male aveva digerito precedenti articoli dell’Osservatore dedicati all’operato dell’amministrazione Obama. In particolare non era piaciuta la valutazione positiva che l’Osservatore fece dell’operato di Obama trascorsi i primi cento giorni di permanenza alla Casa Bianca. Ieri, invece, l’articolo dell’Osservatore ha fatto il giro dei media cattolici americani e ha suscitato l’apprezzamento delle gerarchie della chiesa cattolica del paese. Tra i vari media che l’hanno rilanciato c’è il Catholic News Agency (Cna) che apriva la propria homepage con un pezzo dal titolo: “Il giornale Vaticano: i vescovi americani parlano a nome della chiesa cattolica sulla riforma sanitaria”. In sostanza il Cna, come altri media, sottolineavano la ritrovata sintonia tra Osservatore e vescovi in merito a Obama e alle sue politiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 18 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Canonista spiega che per i preti pedofili la giustizia dello stato non basta]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[“La società contemporanea ritiene che la giustizia dello stato sia l’unica giustizia valida. Per questo motivo anche oggi, quando osserva i presunti abusi su minori commessi da sacerdoti, invoca la giustizia dello stato. Beninteso: è corretto che sia così. Gli uomini di chiesa devono seguire le leggi dello stato in cui vivono e a queste [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/18/canonista-spiega-che-per-i-preti-pedofili-la-giustizia-dello-stato-non-basta/">&lt;p&gt;“La società contemporanea ritiene che la giustizia dello stato sia l’unica giustizia valida. Per questo motivo anche oggi, quando osserva i presunti abusi su minori commessi da sacerdoti, invoca la giustizia dello stato. Beninteso: è corretto che sia così. Gli uomini di chiesa devono seguire le leggi dello stato in cui vivono e a queste obbedire e probabilmente devono farlo di più delle altre persone. Ma ciò che oggi troppo spesso si dimentica è che la giustizia può essere applicata in diversi modi. Che, insomma, non esiste soltanto la giustizia dello stato. Lo sapevano bene nel Medioevo quando la giustizia si esercitava in famiglia oppure nelle corporazioni. Per la chiesa cattolica esiste la giustizia divina. Questa si esercita, ad esempio, tramite la confessione oppure nei processi interni che prevedono certe pene che lo stato non può dare. Processi che tengono conto di tanti fattori come ad esempio lo scandalo che il presunto colpevole ha recato al popolo di Dio, tutte cose estranee alla giustizia degli stati. In questo senso se è vero che gli uomini di chiesa devono sottostare alle leggi vigenti nei paesi in cui abitano, è altrettanto vero che la giustizia si può applicare in tanti modi. Lo disse bene Beda il Venerabile nell’ottavo secolo con un esempio ancora oggi valido: ‘Se tutto il paese dice che una donna è adultera io, in quanto giudice, devo condannarla. Ma se in confessione questa stessa donna mi dice che è innocente io devo crederle e quindi assolverla”’.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A parlare col Foglio è don Davide Cito, docente di diritto penale canonico alla Pontificia università della Santa Croce. Nel giorno in cui il Papa annuncia l’uscita della lettera ai cattolici irlandesi a riguardo degli abusi su minori compiuti da sacerdoti (Benedetto XVI firmerà la lettera venerdì prossimo), don Cito spiega, da canonista, come la chiesa si comporta sia quando deve accertare eventuali reati di pedofilia commessi da preti, sia quando questi stessi presunti reati diventano occasione per assediare e diffamare la chiesa. “Il rapporto tra stato e chiesa è delicato” dice. “Occorre distinguere bene i due piani. Lo dice del resto l’articolo 7 della costituzione italiana che la chiesa e lo stato sono indipendenti e sovrani ognuno nel proprio ordine. Cosa significa questa indipendenza? Significa che la chiesa deve denunciare sempre ogni cosa allo stato? Dipende. Per lo stato italiano, ad esempio, l’obbligo della denuncia c’è soltanto in caso di delitti che attentano contro la personalità dello stato. Ciò significa che se un prete commette un abuso su un minore la chiesa non deve denunciarlo? Certamente non significa questa cosa. Ma, ad esempio, significa che se un prete in confessionale dice di aver commesso un abuso su un minore il confessore non può, pena la violazione del sigillo, denunciarlo. Può cercare di convincere il prete ad autodenunciarsi alla magistratura ordinaria, ma non spetta a lui fare altrettanto”. Dice ancora Don Cito: “Occorre tenere conto poi che vi sono delitti importanti per la chiesa e non per lo stato. Ad esempio la profanazione dell’eucaristia. Per la chiesa è il delitto più grave mentre per lo stato non ha alcun valore. Ci sono invece alcuni delitti che sono rilevanti per entrambi, è il caso dei reati di pedofilia. Ma per quest’ultimo delitto già la chiesa prevede pene importanti come ad esempio la dimissione dallo stato clericale. Se poi il prete è chiamato a rispondere del proprio delitto anche davanti alla magistratura ordinaria la chiesa non si oppone, ma la sua giustizia la applica in parallelo, su un piano distinto e diverso”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Don Cito dice un’altra cosa: “La chiesa cattolica conosce la pedofilia da tempo. Benedetto XIV nel 1741 emanò la Costituzione “Il Sacramento della penitenza” dove si diceva che il penitente deve denunciare il sacerdote colpevole del delitto di avere istigato a cose turpi. Il concetto venne approfondito negli anni successivi fino a Giovanni XXIII nell’istruzione “Crimen Sollicitationis” dove si parla esplicitamente del delitto di pedofilia, chiamato crimen pessimum. La costituzione apostolica “Pastor bonus” del 1988 riconosceva che la competenza dei delitti più gravi (tra questi gli abusi sui minori da parte di chierici) sono di competenza della Congregazione per la dottrina della fede. E nel 2001 il motu proprio “Sacramentorum sanctitatis tutela” ha stabilito la procedura da utilizzare. Insomma si tratta di un iter di lunga data che conferma che la chiesa non ha mai avuto la volontà di insabbiare nulla dal momento che, essendo delitti odiosi, sono gravi offese a Dio e ai fratelli”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 18 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[I giochetti di vatican.va]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Pensavo che il Vaticano avesse provveduto a mettere finalmente on-line sul proprio sito la versione del Motu Proprio Summorum Pontificum sulla &#8220;Liturgia romana anteriore alla riforma del 1970&#8243; (7 luglio 2007) in tutte le lingue. E, invece, niente. Su vatican.va il Motu Proprio è accessibile soltanto in latino e (udite, udite) in ungherese. (Trovi qui [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/16/i-giochetti-di-vatican-va/">&lt;p&gt;Pensavo che il Vaticano avesse provveduto a mettere finalmente on-line sul proprio sito la versione del Motu Proprio Summorum Pontificum sulla &amp;#8220;Liturgia romana anteriore alla riforma del 1970&amp;#8243; (7 luglio 2007) in tutte le lingue. E, invece, niente. Su vatican.va il Motu Proprio è accessibile soltanto in latino e (udite, udite) in ungherese. (Trovi qui la pagina di &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/index_it.htm"&gt;vatican.va&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8221; dedicata a tutti i Motu Proprio di Benedetto XVI) &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però, come fa notare il blog &amp;#8220;una Fides&amp;#8221;, &amp;#8220;una volta cliccato il testo latino basta fare un piccolo giochetto, vale a dire cambiare la &amp;#8220;elle&amp;#8221; della parte finale _lt.html con una &amp;#8220;i&amp;#8221; e, voilà, che compare magicamente il testo italiano nascosto&amp;#8221;. (leggi qui: &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://unafides33.blogspot.com/2010/03/maghetti-in-vaticano.html"&gt;giochetti e maghetti in Vaticano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so se la versione in italiano (come quella francese, portoghese e spagnola) del Motu Proprio non appaia su vatican.va per negligenza oppure per volutamente ostacolare la diffusione del testo. So però che ad agire con tanta superficialità non si fa altro che provocare il sospetto di coloro che da tempo sostengono che vi sia una parte di chiesa che ostacoli la diffusione e l&amp;#8217;applicazione del Motu Proprio, una disposizione fortemente voluta da Benedetto XVI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it martedì 16 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Intervista a don Camillo. Ruini contro l&#8217;assedio etico al clero, critico sull&#8217;operazione Bonino]]></title>
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		<updated>2010-03-16T18:24:13Z</updated>
		<published>2010-03-16T18:24:13Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Accetta di parlare della pedofilia dei sacerdoti. Difende il Papa, accusa i media e tutti coloro che alimentano il vento della diffamazione contro la chiesa cattolica. Perché quando l’argine delle diffamazioni supera il limite occorre reagire e dire una parola che resti.
 Nella sua abitazione appena fuori le mura leonine che delimitano la Città del [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/16/intervista-a-don-camillo-ruini-contro-lassedio-etico-al-clero-critico-sulloperazione-bonino/">&lt;p&gt;Accetta di parlare della pedofilia dei sacerdoti. Difende il Papa, accusa i media e tutti coloro che alimentano il vento della diffamazione contro la chiesa cattolica. Perché quando l’argine delle diffamazioni supera il limite occorre reagire e dire una parola che resti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Nella sua abitazione appena fuori le mura leonine che delimitano la Città del Vaticano, di ritorno dall’abbazia benedettina di Santa Scolastica a Subiaco dove ha ricevuto il Premio “San Benedetto 2010”, il cardinale Camillo Ruini, 79 anni compiuti da poco, guarda sospettoso il risalto che i mezzi d’informazione – giornali, tv e Internet – danno ai reati di pedofilia nei quali sono coinvolti sacerdoti. Un’analisi oggi necessaria perché “seppure il reato di pedofilia è abominevole”, dice al Foglio il vicario generale emerito del Papa per la città di Roma, “alcune considerazioni è arrivato il momento di farle”. Ruini non è per nulla sorpreso della campagna di stampa di questi giorni che arriva a chiamare in causa anche il Papa. “Davvero non lo sono” dice. E spiega: “I reati di pedofilia sono sempre infami, specialmente quando commessi da un sacerdote. Per questo è più che giusto denunciarli e reprimerli e, nella misura del possibile, aiutare le vittime a superarne le conseguenze. E’, inoltre, assolutamente doveroso prendere tutti i provvedimenti che possono prevenire nuovi reati”. Tuttavia? “Detto ciò non si può far finta di non vedere che l’attenzione di molti giornali e degli ambienti che si esprimono attraverso di essi si concentra sui casi di pedofilia dei sacerdoti cattolici, sicuramente non più frequenti di quelli di tante altre categorie di persone. E non si può nemmeno ignorare il tentativo tenace e accanito di tirare in ballo la persona del Papa, nonostante tutti i puntuali chiarimenti della sala stampa vaticana e di altre fonti attendibili”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono anni che Ruini segue l’eco che la stampa italiana e internazionale dà ai vari casi di abusi su minori attribuiti a sacerdoti, dal primo scandalo che occupò i titoli dei quotidiani di tutto il mondo – quello scoppiato nel 2002 in seguito alla scoperta di abusi sessuali perpetrati da più sacerdoti nei confronti di minorenni nell’arcidiocesi di Boston – fino a quelli di questi giorni che a macchia di leopardo sembrano poter interessare diversi paesi europei: Germania, Austria, Olanda, Irlanda, Svizzera. Due termini ricorrono con frequenza nella sua conversazione: “Campagna diffamatoria” e “strategia”. Cioè? “A mio avviso la campagna diffamatoria contro la chiesa cattolica e il Papa messa in campo dai media rientra in quella strategia che è in atto oramai da secoli e che già Friedrich Nietzsche teorizzava con il gusto dei dettagli. Secondo Nietzsche l’attacco decisivo al cristianesimo non può essere portato sul piano della verità ma su quello dell’etica cristiana, che sarebbe nemica della gioia di vivere. E allora vorrei domandare a chi scaglia gli scandali della pedofilia principalmente contro la chiesa cattolica, tirando in ballo magari il celibato dei preti: non sarebbe forse più onesto e realistico riconoscere che certamente queste e altre deviazioni legate alla sessualità accompagnano tutta la storia del genere umano ma anche che nel nostro tempo queste deviazioni sono ulteriormente stimolate dalla tanto conclamata ‘liberazione sessuale’?”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una domanda non retorica, quella di Ruini. Una domanda che, probabilmente, molti vescovi e cardinali vorrebbero porre seppure spesso non riescano ad averne il coraggio o a trovare il contesto giusto in cui avanzarla.&lt;br /&gt;
“Quando l’esaltazione della sessualità pervade ogni spazio della vita e quando si rivendica l’autonomia dell’istinto sessuale da ogni criterio morale diventa difficile far comprendere che determinati abusi sono assolutamente da condannare. In realtà la sessualità umana fin dal suo inizio non è semplicemente istintiva, non è identica a quella degli altri animali. E’, come tutto l’uomo, una sessualità ‘impastata’ con la ragione e con la morale, che può essere vissuta umanamente, e rendere davvero felici, soltanto se viene vissuta in questo modo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La rivendicazione dell’autonomia dell’istinto sessuale da ogni criterio morale, un’impostazione narcisistica e dunque autoreferenziale della sessualità, è l’opposto di quanto propone la chiesa.&lt;br /&gt;
E’ un modello che vola sulle ali retoriche di altri pulpiti. Alcuni di questi radicalismi di tipo libertino hanno rappresentanza nelle prossime elezioni regionali. Argomento ghiotto. Che cosa ne pensa il predecessore del cardinale Angelo Bagnasco alla guida dei vescovi italiani e del cardinale Agostino Vallini alla guida operativa della diocesi di Roma? “Voglio dire – dice Ruini – che condivido pienamente nei contenuti e nello stile la nota uscita domenica su ‘Roma sette’. Visti i candidati che sono in gara, particolarmente nel Lazio ma anche in alcune altre regioni, è indispensabile richiamare l’attenzione sui temi veramente fondamentali che la nota richiama con chiarezza e precisione. Tra questi la difesa della vita umana in ogni fase della sua esistenza, il sostegno della famiglia fondato sul matrimonio tra uomo e donna e più in generale il rifiuto di un permissivismo che mina le basi della società”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ruini, come tutti i sacerdoti e i suoi confratelli vescovi, si attiene alle disposizioni che vietano loro di dare indicazioni di voto. Ma nello stesso ha letto bene il passaggio della nota che dice che “non è possibile equiparare qualunquisticamente tutti i progetti politici, perché non tutti incarnano i valori in cui crediamo”. E ancora: “Non si possono concedere deleghe di rappresentanza politica a chi persegue altro progetto politico, che ci è estraneo e che non condividiamo”. Dice, infatti, Ruini: “I cittadini che fanno riferimento all’etica cristiana, ma anche tutti coloro che vogliono salvaguardare le strutture portanti della nostra civiltà hanno qui un preciso criterio per l’esercizio del diritto/dovere del voto. Dopo le tormentate vicende relative alla presentazione delle liste è tempo infatti di concentrare l’attenzione sulle questioni di sostanza, anzitutto quella della scelta delle persone che dovranno guidare le regioni italiane”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio martedì 16 febbraio 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Entra in campo Ferrara]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Quello che la chiesa oggi non dice, lo scrive Giuliano Ferrara, sul Foglio, qui: &#8220;I moralisti dalla vita bassa che tengono la chiesa sotto assedio&#8220;.
Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 15 marzo 2010
]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/15/entra-in-campo-ferrara/">&lt;p&gt;Quello che la chiesa oggi non dice, lo scrive Giuliano Ferrara, sul Foglio, qui: &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/4647"&gt;I moralisti dalla vita bassa che tengono la chiesa sotto assedio&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it lunedì 15 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[B-XVI rilancia la “profezia” del celibato e scrive un decalogo anti pedofili]]></title>
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		<published>2010-03-13T09:25:33Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[La risposta del Papa al vociare di questi giorni, al tentativo di legare i casi di abusi sessuali su minori perpetrati da preti al vincolo del celibato, è arrivata ieri con un discorso molto atteso, soprattutto in Vaticano, rivolto ai partecipanti al convegno organizzato dalla Congregazione per il clero sul sacerdozio. Perché una parola “ratzingeriana” [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/13/b-xvi-rilancia-la-%e2%80%9cprofezia%e2%80%9d-del-celibato-e-scrive-un-decalogo-anti-pedofili/">&lt;p&gt;La risposta del Papa al vociare di questi giorni, al tentativo di legare i casi di abusi sessuali su minori perpetrati da preti al vincolo del celibato, è arrivata ieri con un discorso molto atteso, soprattutto in Vaticano, rivolto ai partecipanti al convegno organizzato dalla Congregazione per il clero sul sacerdozio. Perché una parola “ratzingeriana” sul celibato era, secondo molti, opportuno arrivasse. Benedetto XVI non si è limitato a ribadire un concetto a lui caro: il celibato “rimane un valore sacro”. Ma, a suo modo, ha detto di più. Ha parlato di un’epoca, la nostra, “policentrica” e, dunque, “incline a sfumare ogni tipo di concezione identitaria”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un’epoca contro la quale la chiesa deve contrapporre “la peculiarità teologica del ministero ordinato per non cedere alla tentazione di ridurlo alle categorie culturali dominanti”. Certo, riaffermare il valore del celibato non significa sottovalutare le colpe delle quali si sono macchiati alcuni sacerdoti nel mondo. Su queste colpe il Papa ha confermato ancora ieri al presidente dei vescovi tedeschi, Robert Zollitsch, la linea della “tolleranza zero”, annunciando inoltre un’Istruzione in merito che potrebbe prevedere l’immediata denuncia alla magistratura dei preti colpevoli. Si tratta di un vero e proprio decalogo, al vaglio ora della Dottrina per la fede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benedetto XVI ieri è tornato sul tema dell’ermeneutica del Concilio Vaticano II, tema già esposto nel discorso alla curia romana del 2005. Come il Concilio va letto in un’ottica di continuità col passato, senza cercare di sfregiarlo portando i suoi testi a un appiattimento a ciò che il mondo pensa e dice, così la vocazione sacerdotale – il sacerdote è “uomo del sacro, sottratto al mondo per intercedere a favore del mondo”, ha detto ieri il Papa –, deve mantenere le sue peculiarità. Il prete è uomo di Dio, ponte tra l’umanità e il trascendente, e come tale non deve cedere a “pericolosi riduzionismi” che nei decenni passati l’hanno presentato come un “operatore sociale”. La cita, Ratzinger, l’ermeneutica conciliare, dicendo che oggi sarebbe opportuna anche “un’ermeneutica che potremmo definire della continuità sacerdotale, la quale, partendo da Gesù e passando attraverso i duemila anni della storia di grandezza e di santità, di cultura e di pietà che il sacerdozio ha scritto nel mondo, giunga fino ai nostri giorni”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benedetto XVI usa termini importanti, poi ripresi, in serata, da monsignor Mauro Piacenza, segretario del clero, nelle conclusioni del convegno alla Lateranense. Dice, il Papa, che il sacerdozio deve fiorire nel “carisma della profezia”. Perché c’è grande bisogno di sacerdoti che “parlino di Dio al mondo e che presentino a Dio il mondo”. Uomini “non soggetti a effimere mode culturali, ma capaci di vivere autenticamente quella libertà che solo la certezza dell’appartenenza a Dio è in grado di donare”. Cos’è, infatti, il prete? E’ un uomo “di un Altro”. E come si può essere di un Altro se non attraverso il celibato? “Esso è autentica profezia del Regno”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche Vittorio Messori, giornalista e biografo di Wojtyla e di Ratzinger, parla al Foglio del celibato in questi termini. Secondo lui per Benedetto XVI “il celibato è come un argine contro quella terribile denuncia che fece nella lettera del 10 marzo 2009 per spiegare la remissione della scomunica ai quattro vescovi lefebrviani: ‘Nel nostro tempo in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento’, scrisse il Papa”. Benedetto XVI “lotta contro questo pericolo”, dice Messori. “Va insomma al cuore della crisi di fede che sta investendo l’Occidente. Cerca di risolvere il problema a monte. I dubbi attorno al celibato, infatti, sono il segno d’una crisi più profonda. Contro questa crisi il celibato è da rinvigorire. Da riscoprire. Perché è una condizione alta, incomprensibile se non in un’ottica di fede. Il celibato sacerdotale è ‘propter regnum celorum’, è un segno direi escatologico”. Poi Messori propone una riflessione più ardita: “Proprio perché il celibato è un qualcosa di elevato e prezioso assieme, credo che in futuro la chiesa possa anche tornare alla condizione del primo millennio, dove c’erano i monaci celibi che avevano accesso all’episcopato e al papato e i sacerdoti secolari che invece potevano sposarsi, ma non era permesso loro l’accesso all’episcopato. Del resto chi vive il celibato seriamente sarà come una perla nel mare. Nella chiesa cattolica il celibato sarà un qualcosa di pochi e proprio per questo prezioso e di valore”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio sabato 13 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Dopo Repubblica anche il Times ci segue]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" /><category scheme="http://www.paolorodari.com" term="PALAZZOAPOSTOLICO.IT" />		<summary type="html"><![CDATA[Questa cosa dell&#8217;esorcista padre Gabriele Amorth e delle sue dichiarazioni rilasciate in un bel libro di Marco Tosatti – &#8220;Ci sono satanisti in Vaticano&#8221; – che il Foglio per primo ha riportato qui (&#8221;Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare&#8220;) mi sta un po&#8217; infastidendo.
Perché va bene che Repubblica ci segue [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/12/dopo-repubblica-anche-il-times-ci-segue/">&lt;p&gt;Questa cosa dell&amp;#8217;esorcista padre Gabriele Amorth e delle sue dichiarazioni rilasciate in un bel libro di Marco Tosatti – &amp;#8220;Ci sono satanisti in Vaticano&amp;#8221; – che il Foglio per primo ha riportato qui (&amp;#8221;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/4529"&gt;Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;) mi sta un po&amp;#8217; infastidendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché va bene che Repubblica ci segue sull&amp;#8217;argomento senza citarci (leggi qui: &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ditadifulmine.com/2010/03/satana-in-vaticano-parola-di-padre.html"&gt;Satana in Vaticano: parola di padre Amorth&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;) ma che a seguirci sia addirittura il Times proprio non mi va. Perché oltre al danno c&amp;#8217;è la beffa: Il Times (leggi qui: &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article7056689.ece"&gt;Chief exorcist Father Gabriele Amorth says Devil is in the Vatican&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;) cita Repubblica senza sapere che questa avrebbe dovuto citare noi, i primi di tutto l&amp;#8217;universo terrestre a parlare della cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 12 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[La chiesa resiste sulla pedofilia e s’interroga sul celibato]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Pubblicato oggi sul Foglio, lo trovi qui: &#8220;La chiesa resiste sulla pedofilia e s’interroga sul celibato. Nell’aula magna della Lateranense gremita per i due giorni di convegno sul sacerdozio aleggia il fastidio per il clima d’assedio sugli scandali. La guerra sui numeri e la smentita di Schönborn&#8220;.
Pubblicato sul Foglio venerdì 12 marzo 2010
]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/12/la-chiesa-resiste-sulla-pedofilia-e-s%e2%80%99interroga-sul-celibato/">&lt;p&gt;Pubblicato oggi sul Foglio, lo trovi qui: &amp;#8220;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/4631"&gt;La chiesa resiste sulla pedofilia e s’interroga sul celibato. Nell’aula magna della Lateranense gremita per i due giorni di convegno sul sacerdozio aleggia il fastidio per il clima d’assedio sugli scandali. La guerra sui numeri e la smentita di Schönborn&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#8220;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio venerdì 12 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Le parole del Papa e la lettera alla chiesa d&#8217;Irlanda]]></title>
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		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[C’è molta attesa per quanto Benedetto XVI dirà oggi ai partecipanti al convegno sul sacerdozio che si chiude stasera alla Pontificia Università Lateranense. A meno di digressioni svolte a braccio, Benedetto XVI non dovrebbe fare accenni diretti alla questione della pedofilia nel clero. Però affronterà due argomenti importanti che, seppure indirettamente, hanno a che fare [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2010/03/12/le-parole-del-papa-e-la-lettera-alla-chiesa-dirlanda/">&lt;p&gt;C’è molta attesa per quanto Benedetto XVI dirà oggi ai partecipanti al convegno sul sacerdozio che si chiude stasera alla Pontificia Università Lateranense. A meno di digressioni svolte a braccio, Benedetto XVI non dovrebbe fare accenni diretti alla questione della pedofilia nel clero. Però affronterà due argomenti importanti che, seppure indirettamente, hanno a che fare con gli scandali di questi giorni. Il Papa spiegherà, infatti, che gli errori di alcuni sacerdoti non possono compromettere l’intero servizio sacerdotale di molti. In questo senso il celibato sacerdotale resta un valore da difendere e salvaguardare. Inoltre, quella del Papa sarà una riflessione su cosa significhi essere dei veri “rappresentanti di Cristo” nel mondo. Si tratta di definire la vocazione sacerdotale alla luce di una corretta ermeneutica di quanto ha detto il Concilio Vaticano II.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’attesa della chiesa cattolica, ovviamente, è anche per la Lettera pastorale di Benedetto XVI alla chiesa d’Irlanda. Il testo, tuttavia, sta subendo una lunga elaborazione anche alla luce degli ultimi casi di abusi su minori registratisi all’interno di alcune diocesi tedesche, olandesi e austriache. Secondo indiscrezioni l’uscita della Lettera, che fino a pochi giorni fa era prevista per il 20 marzo, potrebbe subire un rallentamento. La data più probabile è il giovedì santo, primo aprile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio venerdì 12 marzo 2010&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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