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	<title type="text">Palazzo Apostolico - Diario Vaticano di Paolo Rodari</title>
	<subtitle type="text">Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</subtitle>

	<updated>2012-02-05T22:39:12Z</updated>

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		<author>
			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[John Allen and The Last Exorcist]]></title>
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		<updated>2012-02-05T22:39:12Z</updated>
		<published>2012-02-05T22:39:12Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Suol National Catholic Reporter è John Allen, tra i più importanti commentatori di cose religiose degli Stati Uniti, a parlare de L&#8217;ultimo esorcista. Lo fa in fondo a questo pezzo. Da non perdere. Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 5 febbraio 2012]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/05/john-allen-and-the-last-exorcist/">&lt;p&gt;Suol National Catholic Reporter è &lt;strong&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_L._Allen,_Jr."&gt;John Allen&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, tra i più importanti commentatori di cose religiose degli Stati Uniti, a parlare de L&amp;#8217;ultimo esorcista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo fa in fondo a &lt;strong&gt;&lt;a href="http://ncronline.org/blogs/all-things-catholic/make-or-break-moment-sex-abuse-and-more-vatican-news"&gt;questo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; pezzo. Da non perdere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it domenica 5 febbraio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Stampa inside the Devil]]></title>
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		<updated>2012-02-04T16:59:51Z</updated>
		<published>2012-02-04T16:59:51Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Oggi sulla Stampa si parla de L&#8217;ultimo esorcista. di Giacomo Galeazzi Gabriele Amorth, l’anziano sacerdote paolino che sotto il pontificato wojtyliano divenne l’esorcista ufficiale della diocesi di Roma, continua ancora a combattere indefesso contro colui che egli chiama «Il Grande Nemico»: Satana, il principe dell’inferno. La sua battaglia è ben enucleata nell’esplosivo libro scritto a [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/04/stampa-inside-the-devil/">&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/diav.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/diav.jpg" alt="" title="" width="180" height="133" class="alignright size-full wp-image-6045" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi sulla Stampa si parla de L&amp;#8217;ultimo esorcista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Giacomo Galeazzi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gabriele Amorth, l’anziano sacerdote paolino che sotto il pontificato wojtyliano divenne l’esorcista ufficiale della diocesi di Roma, continua ancora a combattere indefesso contro colui che egli chiama «Il Grande Nemico»: Satana, il principe dell’inferno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua battaglia è ben enucleata nell’esplosivo libro scritto a quattro mani col giornalista del «Foglio» Paolo Rodari: «L’ultimo esorcista», appena uscito per le edizioni Piemme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Amorth lotta anche contro i molti che all’esistenza di Satana non credono: «Eminenza, lei dovrebbe leggersi un libro», disse a un cardinale della curia romana che sosteneva che Satana fosse soltanto «frutto della superstizione». «Quale libro?» gli chiese il porporato. «Lei dovrebbe leggere il Vangelo» gli rispose Amorth domandandogli ancora: «Sbaglio o una delle attività principali di Gesù nei Vangeli è quella di compiere esorcismi?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Amorth esegue ancora oggi dagli otto ai dieci esorcismi al giorno, compresi le domeniche e il giorno di Natale. Per lui Satana è ovunque, anche nelle sacre stanze del Vaticano. Lo sapeva Giovanni Paolo II che, infatti, non rinunciava a fare in prima persona degli esorcismi. Una prima volta è il 27 marzo 1982. L’allora vescovo di Spoleto, Ottorino Alberti, gli porta una giovane donna, Francesca Fabrizi, che al vederlo si mette a gridare, a rotolarsi per terra, incurante che il Papa intimi più volte al diavolo di uscire da lei. Si quieta di colpo solo quando Giovanni Paolo II le dice, «domani dirò messa per te». Qualche anno dopo la donna torna dal Papa col marito, tranquilla, felice, in attesa di un bambino. «Non avevo mai visto una cosa simile», confida il Papa al suo prefetto di casa, il cardinale Jacques Martin. «Una scena biblica».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benedetto XVI non compie esorcismi, ma è talmente odiato da Satana da essere ritenuto dal demonio «peggio di Giovanni Paolo II». Molti cercano l’aiuto di Ratzinger, soprattutto durante le udienze del mercoledì in piazza San Pietro. Due assistenti di Amorth qualche mese fa ne hanno accompagnati in piazza due. Alla vista del Papa hanno cominciato a urlare, a rotolarsi per terra, a sbavare. Papa Ratzinger li ha notati. Si è avvicinato di qualche passo e li ha benedetti. Per loro è stato come ricevere una potente frustata. Sono volati all’indietro di qualche metro tra lo sgomento generale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dice Amorth che Satana ha sempre tentato le gerarchie della Chiesa e in particolare coloro che abitano in Vaticano. Dice che più che la pista del complotto internazionale, dietro la scomparsa di Emanuela Orlandi ci sarebbero a suo avviso le sette sataniche. Dice: «Io penso che una ragazza di quindici anni non sale su una macchina se non conosce bene la persona che le chiededi salire. Credo dunque che occorrerebbe indagare dentro il Vaticano e non fuori. O comunque indagare intorno alle persone che in qualche modo conoscevano Emanuela. Perché secondo me solo qualcuno che Emanuela conosce bene può averla indotta a salire su una macchina. Spesso le sette sataniche agiscono così: fanno salire su una macchina una ragazza e poi la fanno sparire».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un libro, anni fa, scritto da Luigi Marinelli e intitolato «Via col vento in Vaticano» denunciò «storie di carriere, arrivismi, avventure amorose». Ma nessuno fece niente: «Doveva essere un allarme per la Chiesa, ma non lo fu».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Satana tenta tutti, religiosi e laici, adulti e bambini. Un caso eclatante quanto ai bambini, o comunque agli adolescenti, si ebbe nell’omicidio di suor Maria Laura Mainetti a Chiavenna, un paesino in provincia di Sondrio, nel giugno del 2000. I giornali posero l’accento sull’interesse delle ragazze omicide per l’esoterismo e per il cantante rock Marilyn Manson. Che ruolo può aver avuto questa passione musicale nel gesto delle tre ragazze? Dice Amorth: «Certo, non posso dire che la causa che ha scatenato l’omicidio sia stata una canzone di Manson o addirittura Manson stesso. Ma una cosa va detta. La musica satanica è uno dei principali veicoli di diffusione del satanismo tra i giovani. I messaggi della musica satanica riescono a influenzare la mente e il cuore dei giovani. Attraverso un certo tipo di musica i giovani hanno la possibilità di avvicinarsi ad argomenti nuovi. Sconosciuti. Frontiere del male prima inesplorate».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it sabato 4 febbraio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Parlano di lui]]></title>
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		<updated>2012-02-03T12:38:04Z</updated>
		<published>2012-02-03T12:38:04Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Oggi un po&#8217; di battage su L&#8217;ultimo esorcista. C&#8217;è Libero che fa un pezzo molto ampio sul primo esorcismo compiuto da padre Amorth. Poi ci sono un po&#8217; di pezzi internazionali: Herald Sun, Welt, Focus, Wochenblatt, Kath.net, più altri in lingua portoghese e olandese. Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 3 febbraio 2012]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/03/parlano-di-lui/">&lt;p&gt;Oggi un po&amp;#8217; di battage su L&amp;#8217;ultimo esorcista. C&amp;#8217;è &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/925386/Ho-combattuto-il-diavolo-nel-corpo-di-un-contadino.html"&gt;Libero&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; che fa un pezzo molto ampio sul primo esorcismo compiuto da padre Amorth.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ci sono un po&amp;#8217; di pezzi internazionali: &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.heraldsun.com.au/news/breaking-news/pope-chased-demons-from-st-peters/story-e6frf7jx-1226261434032"&gt;Herald Sun&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.welt.de/vermischtes/article13848859/Papst-soll-zwei-Maennern-Teufel-ausgetrieben-haben.html"&gt;Welt&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.focus.de/panorama/vermischtes/der-letzte-exorzist-papst-benedikt-xvi-soll-teufel-ausgetrieben-haben_aid_710037.html"&gt;Focus&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.wochenblatt.de/nachrichten/altoetting/ueberregionales/Papst-Benedikt-Exorzist;art5572,92610"&gt;Wochenblatt&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.kath.net/detail.php?id=35031"&gt;Kath.net&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, più altri in lingua portoghese e olandese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 3 febbraio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Satana dal Papa. Ecco cosa accadde]]></title>
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		<updated>2012-02-02T23:40:22Z</updated>
		<published>2012-02-02T23:40:22Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Nel mio libro con padre Amorth, &#8220;L&#8217;ultimo esorcista&#8221;, viene descritto un incontro più o meno ravvicinato tra Benedetto XVI e due posseduti. Poiché ieri diversi media, soprattutto internazionali, hanno travisato il testo facendo divenire questo fatto (che resta nell&#8217;ordine della straordinarietà) come un esorcismo compiuto dal Papa, riporto interamente la parte del libro che ne [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/03/satana-dal-papa-ecco-cosa-accadde/">&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg" alt="" title="" width="151" height="264" class="alignright size-full wp-image-6019" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nel mio libro con padre Amorth, &amp;#8220;L&amp;#8217;ultimo esorcista&amp;#8221;, viene descritto un incontro più o meno ravvicinato tra Benedetto XVI e due posseduti. Poiché ieri diversi media, soprattutto internazionali, hanno travisato il testo facendo divenire questo fatto (che resta nell&amp;#8217;ordine della straordinarietà) come un esorcismo compiuto dal Papa, riporto interamente la parte del libro che ne parla, a beneficio di tutti. E&amp;#8217; padre Amorth a parlare. Buona lettura.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fa caldo in piazza San Pietro. La primavera è oramai inoltrata. Il sole picchia sulla piazza dove una folla di fedeli aspetta il Papa. È mercoledì, il giorno dell’udienza generale. I fedeli sono arrivati da tutto il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal fondo della piazza entra un gruppetto di quattro persone. Due donne e due giovani uomini. Le donne sono due mie assistenti. Mi aiutano durante gli esorcismi, pregano per me e per i posseduti e assistono per quanto è loro possibile i posseduti nel loro lungo e difficile percorso di liberazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I due giovani uomini sono due posseduti. Nessuno lo sa. Lo sanno soltanto loro e le due donne che li «scortano».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quel mercoledì le donne decidono di portare i due all’udienza del Papa perché pensano che potrebbero trarne giovamento. Non è un mistero che molti gesti e parole del Papa facciano imbestialire Satana. Non è un mistero che anche la sola presenza del Papa inquieti e in qualche modo aiuti i posseduti nella loro battaglia contro colui che li possiede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I quattro si avvicinano verso le transenne in prossimità del palco da dove Benedetto XVI di lì a poco è chiamato a parlare. Le guardie svizzere li fermano. Non hanno i biglietti per proseguire oltre. Le due donne insistono. È importante per loro riuscire a portare i due posseduti il più possibile vicino al Papa. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le guardie svizzere non ammettono deroghe e intimano loro di allontanarsi. Così una delle due donne fa finta di sentirsi male. La sceneggiata ottiene un risultato. I quattro vengono fatti accomodare oltre le transenne, nei posti riservati ai disabili. «Avete visto, Giovanni e Marco?» chiedono le due donne ai due posseduti. «Ce l’abbiamo fatta. Tra poco arriverà il Papa e noi siamo qui vicini a lui». I due non parlano. Sono stranamente silenziosi. È come se coloro che li possiedono (si tratta di due demoni diversi) stiano cominciando a capire chi di lì a poco arriverà in piazza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Suonano le 10. Dall’arco delle campane, il portone a fianco della basilica vaticana, esce una jeep bianca. Sopra tre uomini. Un guidatore, il Papa in piedi e, seduto al suo fianco, il suo segretario particolare monsignor Georg Gänswein. Le due donne si girano verso Giovanni e Marco. Istintivamente li sorreggono con le braccia. I due, infatti, iniziano ad avere comportamenti strani. Giovanni trema e batte i denti. Le due donne capiscono che qualcuno sta cominciando ad agire nel corpo di Giovanni e di Marco. Qualcuno che col passare dei minuti si mostra sempre più agitato. «Giovanni, mantieni il controllo di te stesso» dice una delle due donne. «Non farti sopraffare. Reagisci. Mantieni il controllo».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’altra donna dice le stesse parole a Marco. Giovanni non sembra ascoltare le parole della donna. Salvo, d’improvviso, girarsi e dirle con voce lenta e che sembra venire da non si sa quale mondo: «Io non sono Giovanni».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La donna non dice più nulla. Sa che con il diavolo solo un esorcista può parlare. Se lei lo facesse sarebbe molto rischioso. Così rimane in silenzio e si limita a sostenere il corpo di Giovanni, ora completamente in mano al demonio. La jeep gira per tutta la piazza. I due posseduti si piegano per terra. Battono la testa per terra. Le guardie svizzere li osservano ma non intervengono. Sono forse abituate a scene del genere? Forse sì. Forse altre volte hanno assistito alle reazioni dei posseduti innanzi al Papa. La jeep compie un lungo percorso. Poi arriva in cima alla piazza, a pochi metri dal portone della basilica vaticana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Papa scende dall’auto e saluta le persone poste nelle prime file. Giovanni e Marco, insieme, iniziano a ululare. Sdraiati per terra ululano. Ululano fortissimo. «Santità, santità, siamo qui!» urla al Papa una delle due donne cercando di attirare la sua attenzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benedetto XVI si gira ma non si avvicina. Vede le due donne e vede i due giovani uomini per terra che urlano, sbavano, tremano, danno in escandescenze. Vede lo sguardo d’odio dei due uomini. Uno sguardo diretto contro di lui. Il Papa non si scompone. Guarda da lontano. Alza un braccio e benedice i quattro. Per i due posseduti è una scossa furente. Una frustata assestata su tutto il corpo. Tanto che cadono 3 metri indietro, sbattuti per terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso non urlano più. Ma piangono, piangono, piangono. Gemono per tutta l’udienza. Quando poi il Papa se ne va, rientrano in se stessi. Tornano se stessi. E non ricordano nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benedetto XVI è temutissimo da Satana. Le sue messe, le sue benedizioni, le sue parole sono come dei potenti esorcismi. Non credo che Benedetto XVI compia esorcismi. O almeno la cosa non mi risulta. Credo tuttavia che tutto il suo pontificato sia un grande esorcismo contro Satana. Efficace. Potente. Un grande esorcismo che molto dovrebbe insegnare ai vescovi e ai cardinali che non credono: costoro comunque dovranno rispondere della loro incredulità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non credere e soprattutto non nominare esorcisti laddove ce ne è esplicito bisogno è, a mio avviso, un peccato grave, un peccato mortale. Il modo con cui Benedetto XVI vive la liturgia. Il suo rispetto delle regole. Il suo rigore. La sua postura sono effi cacissimi contro Satana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La liturgia celebrata dal Pontefice è potente. Satana è ferito ogni volta che il Papa celebra l’eucaristia. Satana molto ha temuto l’elezione di Ratzinger al soglio di Pietro. Perché vedeva in lui la continuazione della grande battaglia che contro di lui ha fatto per ventisei anni e mezzo il suo predecessore, Giovanni Paolo II. Il Papa che, lui sì, faceva esorcismi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it venerdì 3 febbraio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Rischia di finire come il San Raffaele, ma per ora il Gemelli non si vende]]></title>
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		<updated>2012-02-02T18:28:10Z</updated>
		<published>2012-02-02T18:28:10Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[E’ oggi il giorno nel quale i sindacati incontreranno il consiglio di amministrazione del Policlinico Gemelli, l’ospedale e la Facoltà di medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, famoso in tutto il mondo perché ospitò e curò Giovanni Paolo II dopo avergli salvato la vita dal terribile attentato del 1981. L’incontro avviene in un clima molto [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/02/rischia-di-finire-come-il-san-raffaele-ma-per-ora-il-gemelli-non-si-vende/">&lt;p&gt;E’ oggi il giorno nel quale i sindacati incontreranno il consiglio di amministrazione del Policlinico Gemelli, l’ospedale e la Facoltà di medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, famoso in tutto il mondo perché ospitò e curò Giovanni Paolo II dopo avergli salvato la vita dal terribile attentato del 1981.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’incontro avviene in un clima molto difficile. Il cda del Policlinico, infatti, deve gestire una situazione che a momenti può divenire esplosiva. Da tempo l’ospedale ha aperto un contenzioso con la regione Lazio: in sostanza il Policlinico vanta un credito verso la regione per prestazioni ospedaliere che si aggirerebbe sui 500 milioni di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una cifra considerevole che preoccupa anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente della regione Lazio, Renata Polverini: “Il Gemelli è una struttura di assoluta eccellenza ma si deve confrontare con le stesse regole con cui si confrontano tutti gli operatori del settore”. Il rischio che in molti paventano è che si verifichi la medesima débâcle che ha dovuto subire l’ospedale San Raffaele che per sopravvivere ha dovuto vendere. Ma secondo indiscrezioni la cosa non sarebbe assolutamente all’ordine del giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tentativo, infatti, è quello di salvare la baracca e, come extrema ratio, procedere a uno scorporo dell’ospedale dall’università: entrambi diverrebbero, infatti, enti autonomi ovviamente sempre sotto la supervisione dell’Istituto Toniolo, l’ente fondatore e promotore della stessa Università Cattolica. Lo scorporo, tuttavia, è soltanto una delle ipotesi. Altre soluzioni potrebbero arrivare dopo l’incontro odierno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni passaggio è monitorato con attenzione dal direttore amministrativo della Cattolica, Marco Elefanti. L’ipotesi che in soccorso del Gemelli arrivi la corazzata vaticana guidata dall’imprenditore ligure Giuseppe Profiti, da Ettore Gotti Tedeschi, Giovanni Maria Flick e Vittorio Malacalza è sfumata quando la stessa cordata legata al Vaticano ha deciso pochi giorni fa di non pareggiare l’offerta di 405 milioni di euro che l’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli aveva messo sul piatto per acquistare l’ospedale che fu di don Verzé.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il passo indietro della Santa Sede è stato letto come il segnale della volontà di non procedere nel tentativo di mettere la mani sugli altri ospedali vicini al mondo cattolico, non solo il Gemelli ma anche il Bambin Gesù di Roma e la Casa Sollievo di San Giovanni Rotondo. Nei prossimi mesi al Toniolo la presidenza oggi in mano al cardinale arcivescovo emerito di Milano Dionigi Tettamanzi verrà presa dal cardinale Angelo Scola. La linea di Scola sarà la medesima di Tettamanzi sul Gemelli: salvaguardare un’eccellenza ospedaliera e universitaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio giovedì 2 febbraio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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			<name>Paolo Rodari</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Precisazione su L&#8217;ultimo esorcista]]></title>
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		<published>2012-02-02T15:37:50Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Leggo qui una nota di I-media che riprende padre Lombardi che sostiene che la notizia secondo la quale Benedetto XVI avrebbe fatto un esorcismo in piazza San Pietro è falsa. I-media avrebbe dovuto leggere bene il libro di Amorth prima di chiedere lumi a Lombardi. Avrebbe scoperto che nel libro Amorth non parla di &#8220;esorcismo&#8221; [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/02/precisazione-su-lultimo-esorcista/">&lt;p&gt;Leggo &lt;strong&gt;&lt;a href="http://kipa-apic.ch/index.php?&amp;#038;pw=&amp;#038;na=0,0,0,0,f&amp;#038;ki=228413"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; una nota di I-media che riprende padre Lombardi che sostiene che la notizia secondo la quale Benedetto XVI avrebbe fatto un esorcismo in piazza San Pietro è falsa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I-media avrebbe dovuto leggere bene il libro di Amorth prima di chiedere lumi a Lombardi. Avrebbe scoperto che nel libro Amorth non parla di &amp;#8220;esorcismo&amp;#8221; ma di benedizione &amp;#8220;da lontano&amp;#8221; alla quale (e alle sue conseguenze) hanno assistito diversi testimoni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Post scriputm: mi scrive I-media: non abbiamo scritto che “la notizia secondo la quale Benedetto XVI avrebbe fatto un esorcismo in piazza San Pietro è falsa“ ma che, secondo Padre Lombardi, la storia raccontata da padre Amorth e “senza nessun fondamento“. Inoltre sembra difficile “leggere bene il libro di Amorth“ visto che deve ancora uscire. In effetti, ci siamo limitati a quello che pubblicava Panorama che parla chiaramente di “esorcismi davvero straordinari“ di cui “un rito eseguito da Joseph Ratzinger“. Forse quel settimanale a anche qualche responsabilità&amp;#8230;&lt;br /&gt;
Cordialmente&lt;br /&gt;
Antoine-Marie Izoard&lt;br /&gt;
Direttore dell&amp;#8217;agenzia I.MEDIA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 2 febbraio 2011 &lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[L&#8217;ultimo esorcista è qui]]></title>
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		<published>2012-02-02T10:03:04Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Ho passato con lui due ore ogni settimana, per diversi mesi. Volevo scrivere una storia vera e nello stesso tempo esplosiva. E&#8217; stato difficile entrare nella sua mente, capire cosa significa essere esorcista in una diocesi particolare come quella di Roma. Anche perché non sapevo nulla di un argomento che, più che attirarmi, mi spaventava. [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/02/lultimo-esorcista-e-qui/">&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/Dm6hSRLwL9cv_s4.jpg" alt="" title="" width="351" height="564" class="aligncenter size-full wp-image-6019" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho passato con lui due ore ogni settimana, per diversi mesi. Volevo scrivere una storia vera e nello stesso tempo esplosiva. E&amp;#8217; stato difficile entrare nella sua mente, capire cosa significa essere esorcista in una diocesi particolare come quella di Roma. Anche perché non sapevo nulla di un argomento che, più che attirarmi, mi spaventava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Padre Gabriele Amorth, l&amp;#8217;esorcista più famoso al mondo ancora oggi &amp;#8220;praticante&amp;#8221; in diocesi, ci ha messo qualche settimana a vedere e rivedere il testo defintivo. Il risultato lo vedete da oggi, in tutte le librerie. S&amp;#8217;intitola L&amp;#8217;ultimo esorcista, è edito da Piemme e costa 16 euro e cinquanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;#8217;età di 86 anni, con oltre 160.000 esorcismi praticati, Amorth è tra i più autorevoli esorcisti della chiesa cattolica. In questo libro racconta la sua lunga vita in lotta contro Satana. Il giorno in cui un cardinale gli disse: &amp;#8220;Ti nomino esorcista&amp;#8221;. Il primo esorcismo su un contadino che parlava aramaico e di colpo si mise a levitare. Tante storie fino ad arrivare alle possessioni più dure, quelle dei preti e delle suore. Poi gli esorcismi dei Papi, la scomparsa di Emanuela Orlandi che è un mistero dietro il quale si potrebbero nascondere sette sataniche; magia, spiritismo e superstizione si nascondono dietro l&amp;#8217;omicidio della suora di Chiavenna e di altri efferati delitti perpetrati da adolescenti come Erika e Omar: sono in crescita i fenomeni di bambini posseduti da presenze oscure. Nel libro Amorth parla anche dell&amp;#8217;esistenza &amp;#8220;del figlio prediletto di Satana&amp;#8221;, una figura della quale occorerebbe diffidare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La lotta contro il maligno, cominciata all&amp;#8217;origine del mondo, è destinata a durare fino alla fine dei tempi, ma siamo alla battaglia finale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo lungo racconto, padre Amorth lancia infine una denuncia: non tutta la chiesa crede all&amp;#8217;esistenza del demonio. &amp;#8220;Eminenza&amp;#8221; disse un giorno Amorth a un cardinale che non credeva all&amp;#8217;esistenza di Satana, &amp;#8220;lei dovrebbe leggere un libro&amp;#8221;. &amp;#8220;Quale?&amp;#8221; gli chiese il cardinale. &amp;#8220;Lei dovrebbe leggere il vangelo&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 2 febbraio 2012&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[L&#8217;ultimo esorcista sta arrivando]]></title>
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		<published>2012-02-01T14:19:02Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="BLOG" />		<summary type="html"><![CDATA[Fossi in voi domani comprerei Panorama e poi correrei subito nella libreria più vicina. L&#8217;ultimo esorcista domani è in libreria. Panorama ne fa la storia di copertina e ne anticipa un capitolo. Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 1 febbraio 2011]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/02/01/lultimo-esorcista-sta-arrivando/">&lt;p&gt;Fossi in voi domani comprerei Panorama e poi correrei subito nella libreria più vicina. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.edizpiemme.it/libri/l-ultimo-esorcista"&gt;L&amp;#8217;ultimo esorcista&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; domani è in libreria. Panorama ne fa la storia di copertina e ne anticipa un capitolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/AkklS4kCAAEVppO.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/02/AkklS4kCAAEVppO.jpg" alt="" title="" width="500" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-6005" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato su palazzoapostolico.it mercoledì 1 febbraio 2011&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Moraglia di Venezia. Un patriarca pastore. Per il Papa (e molti cardinali) è il vescovo di La Spezia ad avere il giusto profilo]]></title>
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		<published>2012-01-31T10:37:01Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[Leggi anche qui. Lo ha ricordato il Papa quando qualche mese fa ha ordinato cinque nuovi vescovi nella basilica vaticana: “Il pastore – ha detto – non deve essere una canna di palude che si piega secondo il soffio del vento”. E ancora: “L’essere intrepido, il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/01/31/moraglia-di-venezia-un-patriarca-pastore-per-il-papa-e-molti-cardinali-e-il-vescovo-di-la-spezia-ad-avere-il-giusto-profilo/">&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/903179-cattedra.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/903179-cattedra.jpg" alt="" title="" width="230" height="130" class="alignright size-full wp-image-6001" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leggi anche &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/12111"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo ha ricordato il Papa quando qualche mese fa ha ordinato cinque nuovi vescovi nella basilica vaticana: “Il pastore – ha detto – non deve essere una canna di palude che si piega secondo il soffio del vento”. E ancora: “L’essere intrepido, il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del pastore. Il vescovo, dunque, deve essere come un albero che ha radici profonde”. Parole che bene si possono riferire al nuovo patriarca di Venezia, il vescovo di La Spezia Francesco Moraglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nomina esce in queste ore, dopo che una lunga e approfondita consultazione è stata fatta dal nunzio in Italia Adriano Bernardini con tutti i cardinali residenti (compresi Cesare Nosiglia e Giuseppe Betori, arcivescovi rispettivamente di Torino e di Firenze), con tutti i vescovi del Triveneto, i consultori diocesani, e diversi religiosi e laici. In favore di Moraglia, ovviamente, molto hanno pesato i pareri favorevoli di cardinali di peso come pare siano stati quelli di Giacomo Biffi, Camillo Ruini, Angelo Scola e Angelo Bagnasco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ordinato sacerdote trentacinque anni fa, Moraglia ha puntato nella sua permanenza a La Spezia sul contatto coi fedeli. Ha visitato tutte le parrocchie, anche le più sperdute e spopolate, cercando di mettere in pratica ciò che già Papa Benedetto XVI aveva chiesto ai sacerdoti nell’anno loro dedicato: “Non si è sacerdote a tempo solo parziale; lo si è sempre, con tutta l’anima, con tutto il nostro cuore”. Moraglia si sveglia tutte le mattine alle 4.30, trascorre lungo tempo in preghiera prima di dedicarsi agli impegni quotidiani. Nato a Genova nel 1953, è stato ordinato sacerdote dal cardinale Giuseppe Siri il 29 giugno 1977. Dottore in Teologia dogmatica, è stato direttore dell’ufficio per la Cultura e l’università della diocesi genovese; assistente diocesano del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic); docente di Cristologia, Antropologia, Sacramentaria e di Storia della teologia alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale; preside e docente dell’Istituto superiore di scienze religiose ligure. Nominato vescovo di La Spezia nel 2007, ha ricevuto l’ordinazione dal cardinale Bagnasco. Attualmente ricopre l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione della fondazione Comunicazione e cultura, che sovrintende ai media della Conferenza episcopale italiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venezia è sede prestigiosa. Tre degli ultimi sette Pontefici italiani sono entrati nei conclavi che li hanno eletti al soglio di Pietro da patriarchi in laguna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio martedì 31 gennaio 2011&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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		<title type="html"><![CDATA[Vade retro Obama. La grande guerra dei cattolici degli Stati Uniti contro il presidente “illiberale” e pro choice. L’avevano sostenuto, si sentono traditi]]></title>
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		<updated>2012-01-30T13:02:02Z</updated>
		<published>2012-01-28T22:57:18Z</published>
		<category scheme="http://www.paolorodari.com" term="IL FOGLIO" />		<summary type="html"><![CDATA[E’ davvero difficile credere che sia successo. E’ stato come ricevere un violento schiaffo in faccia. Eppure le cose stanno così. Barack Obama ha detto in sostanza a tutti noi cattolici: ‘To Hell with you’– ‘Andate all’inferno’. Non so in quale altro modo spiegare la sua assurda decisione”. Parole del vescovo di Pittsburgh, David Zubik, [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.paolorodari.com/2012/01/28/vade-retro-obama-la-grande-guerra-dei-cattolici-degli-stati-uniti-contro-il-presidente-%e2%80%9cilliberale%e2%80%9d-e-pro-choice-l%e2%80%99avevano-sostenuto-si-sentono-traditi/">&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.paolorodari.com/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg" alt="" title="" width="285" height="177" class="alignright size-full wp-image-5997" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ davvero difficile credere che sia successo. E’ stato come ricevere un violento schiaffo in faccia. Eppure le cose stanno così. Barack Obama ha detto in sostanza a tutti noi cattolici: ‘To Hell with you’– ‘Andate all’inferno’. Non so in quale altro modo spiegare la sua assurda decisione”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parole del vescovo di Pittsburgh, David Zubik, poche ore fa, molto simili per livore e acredine a quelle pronunciate da Joseph McFadden, vescovo nella piccola Harrisburg, vicino a Philadelphia: “Mai prima d’ora il governo aveva costretto i cattolici e tutte le organizzazioni religiose a comprare a scatola chiusa un prodotto che viola pesantemente la loro coscienza. Certe cose non dovrebbero accadere in una terra come la nostra dove la libera espressione del proprio credo sta al primo posto nel Bill of Rights”. Zubik e McFadden sono due vescovi combattivi. Le loro dichiarazioni, rilanciate da tutti i giornali americani, manifestano un sentimento in queste ore radicato nelle profondità della pancia del cattolicesimo statunitense, senza alcuna eccezione. Il leitmotiv è uno: “Obama ci ha tradito”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La protesta è divampata nelle scorse ore e il motivo è semplice: il governo, tramite il segretario per la Salute e i servizi umani, Kathleen Sebelius, ha fatto sapere che a partire dall’agosto del 2013 anche le chiese e le associazioni religiose saranno costrette a offrire ai propri dipendenti un’assicurazione sanitaria che contempli i rimborsi per la contraccezione e l’aborto. La direttiva, ha detto Sebelius, “bilancia la libertà religiosa e l’aumento dell’accesso ai servizi di prevenzione”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizialmente i vescovi americani hanno temporeggiato. Prima di prendere qualsiasi iniziativa, infatti, dovevano aspettare l’esito di un’udienza particolare, quella che giovedì scorso Benedetto XVI ha concesso a un gruppo scelto di vescovi degli Stati Uniti, tra i quali l’arcivescovo di Washington, il cardinale Donald W. Wuerl.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima dell’incontro al Papa è stato fatto arrivare un dettagliato dossier relativo alla situazione americana, le parole di Sebelius allegate in calce al documento. Ratzinger ha preso visione d’ogni dettaglio e poi, di suo pugno, ha redatto il testo del discorso pronunciato ai vescovi. “E’ come se il Papa parlando ai vescovi di Washington”, dice Sandro Magister, “abbia voluto parlare anche all’Amministrazione americana”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, in effetti, il suo cenno all’impedimento dell’obiezione di coscienza “per quanto riguarda la cooperazione a pratiche intrinsecamente cattive” ad altro non sembra alludere se non alla fatidica decisione di Barack Obama, quella che fa obbligo a qualsiasi organizzazione, anche cattolica, di pagare per i propri dipendenti l’assicurazione sanitaria comprensiva di contraccezione e aborto. Le parole del Papa, per i vescovi americani, sono state inequivocabili: “Tornate nel vostro paese e fatevi sentire”, ha sostanzialmente voluto dire loro Benedetto XVI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così è stato. E così, ancora in queste ore, continua a essere. Si tratta di “una gravissima offesa alla libertà religiosa” ha scritto in una nota ufficiale la Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Parole rilanciate – è questa la caratteristica più significativa della protesta – anche dai mondi più liberal del cattolicesimo americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra questi c’è anche la rivista progressista e “obamiana” National Catholic Reporter nella quale scrive la stella del vaticanismo americano John Allen, e cioè colui che, quando nel luglio del 2009 Obama andò in Vaticano a incontrare il Papa, parlò con soddisfazione della calda accoglienza concessa da Ratzinger al presidente “che gli europei etichettano come pro choice”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il vento è cambiato. Oggi anche per il National Catholic Reporter Obama non è più affidabile. Cosa dice a noi cattolici la decisione annunciata da Sebelius? “Dice che per noi credenti non c’è più spazio in questo grande paese” ha scritto lapidario sulla rivista Michael Sean Winters, docente di Storia della chiesa alla Catholic University of America e autore di “Sinistra all’altare: come i democratici hanno perso i cattolici e come i cattolici possono salvare i democratici”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dice: “Sono arrivato a questa amara conclusione nonostante io sia un liberale e un democratico, uno che fino a ieri ha sostenuto il presidente, uno il cui cuore si è scaldato quando ha ascoltato Obama dire all’Università di Notre Dame: ‘Dobbiamo trovare un modo per riconciliare il nostro mondo sempre più piccolo con la sua sempre crescente diversità, diversità di pensiero, diversità di cultura, e diversità di fede. Dobbiamo trovare un modo per vivere insieme come una sola famiglia umana’. Ora io non posso fare altro che accusarla, signor presidente, di aver tradito quel liberalismo filosofico che ha avuto inizio come difesa dei diritti della coscienza. Beninteso: come cattolici, dobbiamo essere onesti e ammettere che, trecento anni fa, la difesa della libertà di coscienza non era ai primi posti nell’agenda della nostra chiesa. E’ vero, ma abbiamo imparato ad abbracciare l’idea che la coercizione della coscienza è una violazione della dignità umana. Questa è una lezione, signor presidente, che lei e anche molti dei vostri liberali colleghi hanno disimparato a quanto pare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cattolici conservatori e cattolici su posizioni più liberal. Mai come questa volta è del tutto compatto il fronte cattolico statunitense contro Obama. Timothy Dolan, arcivescovo di New York, è stato eletto capo della Conferenza episcopale americana non certo perché è un conservatore. Quando da Milwaukee venne promosso a New York vi fu addirittura chi disse che con lui il tempo della chiesa arroccata in difesa dei principii (e contro la modernità), il tempo insomma del suo predecessore, il cardinale Edward Michael Egan, era finito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo questa vulgata a Dolan mancava la tempra del condottiero. “Uomo da salotto, uomo del sistema, è celebre una sua foto mentre gioca a baseball”, dicevano i suoi detrattori. E ancora: “New York ancora non ha trovato l’erede ideale dell’indimenticato cardinale Francis Joseph Spellman, arcivescovo dal ’39 al ’67”. Eppure è lui in queste ore, lui che i più non giudicano essere un conservatore, a usare le parole più dure contro Obama, le stilettate più intransigenti e decise. “Il presidente ci sta dicendo che abbiamo un anno per capire come violare le nostre coscienze” ha detto pochi giorni fa. “Bene, la sua altro non è che una decisione sconsiderata”. E ancora: “Obama ha disegnato una linea nella sabbia senza precedenti. La chiesa non starà a guardare, i vescovi cattolici si impegnano a collaborare con i loro compatrioti americani per cambiare questa norma ingiusta”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il clima è incandescente, soprattutto tenuto conto che la frizione che oramai pare insanabile si sta consumando in piena campagna elettorale. Nel mondo cristiano, non più soltanto tra gli estremisti di destra o in qualche frangia dell’integralismo tradizionalista, l’“Anticristo” è l’epiteto che viene maggiormente cucito addosso a Obama. Ritornano, in queste ore, le accuse che fin dalla campagna elettorale del 2008 l’allora senatore dell’Illinois si sentiva fare: fu il sito conservatore RedState.com che arrivò a vendere tazze e t-shirt sulle quali era stampata una grande “O” sovrastata da due corna demoniache e dalla scritta “L’Anticristo”. Certo, i vescovi oggi non osano arrivare a tanto, ma poco, davvero poco, ci manca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche in Vaticano gli occhi di molti sono puntati su Obama. Dopo l’uscita del Papa di giovedì scorso e un articolo che riprendeva le parole di Dolan contro Obama pubblicato sull’Osservatore Romano, l’impressione è che la Santa Sede cerchi di mantenersi coperta. Anche se, a onor del vero, la Radio vaticana non è stata a guardare. Ha chiamato a commentare la vicenda il giurista Carlo Cardia, docente di Diritto ecclesiastico all’Università Roma Tre, che ha spiegato come “non soltanto è in gioco la Costituzione americana, ma le carte internazionali dei diritti dell’uomo che hanno avuto e hanno, tra i punti essenziali, il rispetto della libertà di coscienza, che a sua volta, ha una serie di applicazioni. Tutti noi ricordiamo una delle prime forme dell’obiezione di coscienza, il servizio militare, quando il valore della difesa della patria cedeva di fronte all’obiezione di coscienza di non volere prendere le armi. Questo principio, che ha una serie di applicazioni, viene ora quasi messo tra parentesi. Si fa quasi finta che non esista! L’attacco all’obiezione di coscienza si sta verificando su diversi fronti, e io credo che questa erosione si va facendo sempre più pesante”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I rapporti tra Vaticano e Washington sono delicati e finché non emergerà il nome dello sfidante repubblicano di Obama, senz’altro il low profile nei rapporti con la Casa Bianca sarà l’unica parola d’ordine. Basso profilo a Roma, certo, ma libertà d’espressione negli Stati Uniti. Non a caso, dopo Dolan è sceso in campo un altro cardinale di peso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta del nuovo arcivescovo di Los Angeles, l’ispanico José Gómez, che ha pubblicamente invocato una levata di scudi contro una decisione che “viola i principii non negoziabili”. Gómez è uno dei principali interpreti di quella linea episcopale chiamata dei “conservatori creativi” (copyright John Allen) grazie alla quale Benedetto XVI sta rifondando la maggior parte delle diocesi americane. “A conservative bishop for Los Angeles”, titolarono i giornali statunitensi quando ad aprile 2010 monsignor Gómez venne indicato come successore del cardinale Roger Mahony. Una scelta di discontinuità quella del messicano Gómez, un uomo in grande ascesa al quale adesso la Santa Sede lascia libertà di azione contro la decisione “eticamente inaccettabile”, sono sue parole, di Obama.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì scorso, nel giorno del 39esimo anniversario della Roe vs. Wade (la sentenza del 1973 che ha legalizzato l’aborto), i vescovi hanno chiamato i fedeli in piazza, chiedendo loro di aderire alla Marcia per la vita. Erano migliaia per le strade, guidati dal cardinale Daniel DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e capo della commissione per le attività pro vita della Conferenza episcopale statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha scritto in proposito il quotidiano della Conferenza episcopale italiana Avvenire: “Per il variegato movimento pro life americano portare in piazza decine di migliaia di persone da tutto il paese per un happening religioso e politico è il segnale di un radicamento popolare che oltrepassa il calibro della manifestazione folkloristica di una minoranza, per quanto motivata”. E ancora: “La grande marcia di Washington ha fornito lo spettacolo di un raduno popolare assai più imponente di quelli mandati in scena dagli ‘indignados’ d’oltreoceano, a Wall Street e altrove, capaci forse di un appeal mediatico superiore ma certamente non in grado quanto il popolo per la vita di dar voce all’alfabeto condiviso di una civiltà”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sostanza è una. Il mondo cattolico si è sentito tradito da un presidente che ancora in questi giorni si è detto impegnato a “ridurre il numero degli aborti”. Il “bluff”, così lo chiamano i vescovi, non è stato digerito anche da chi, in passato, aveva difeso la riforma sanitaria. Su tutti basta il nome di suor Carol Keehan, presidente di quella Catholic Health Association che nel 2010 nonostante la richiesta di prudenza espressa dai vescovi del paese, elogiava gli effetti del programma sanitario varato dalla Casa Bianca dicendo che “milioni di americani sono stati aiutati attraverso la copertura medica della quale avevano bisogno”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I contatti tra Dolan e la Santa Sede sono costanti. Roma spinge i vescovi perché cerchino il più possibile di allargare il fronte del dissenso. Un esempio a cui guardare esiste già, ed è recente. Fu il 20 novembre 2009 che cattolici, protestanti e ortodossi degli Stati Uniti si unirono nel difendere la vita e la famiglia. Avevano dichiaratamente la Casa Bianca nel mirino. Firmarono un appello pubblico che venne intitolato “Manhattan Declaration: A Call of Christian Conscience” – “Dichiarazione di Manhattan. Un appello della coscienza cristiana” a difesa della vita, del matrimonio, della libertà religiosa e dell’obiezione di coscienza. La redazione finale del testo fu affidata al cattolico Robert P. George, professore di Diritto alla Princeton University, e agli evangelici Chuck Colson e Timothy George, quest’ultimo professore della Beeson Divinity School, nella Samford University di Birmingham in Alabama. Tra gli altri firmatari figuravano il metropolita Jonah Paffhausen, primate della chiesa ortodossa in America, l’arciprete Chad Hatfield, del seminario teologico ortodosso di San Vladimiro, il reverendo William Owens, presidente della Coalition of African American Pastors, e due personaggi di spicco della Comunione anglicana: Robert Wm. Duncan, primate della Anglican Church in North America, e Peter J. Akinola, primate della Anglican Church in Nigeria. Obama era impegnatissimo a far passare il piano di riforma dell’assistenza sanitaria negli Stati Uniti. Difendendo la vita umana fin dal concepimento e il diritto all’obiezione di coscienza, l’appello diceva a chiare lettere che i firmatari non si sarebbero fatti “ridurre al silenzio o all’acquiescenza o alla violazione delle nostre coscienze da qualsiasi potere sulla terra, sia esso culturale o politico, indipendentemente dalle conseguenze su noi stessi”. E ancora: “Noi daremo a Cesare ciò che è di Cesare, in tutto e con generosità. Ma in nessuna circostanza noi daremo a Cesare ciò che è di Dio”. Oggi la promessa è stata mantenuta. Contro Obama ci sono ancora molti dei firmatari della Manhattan Declaration. E tanti altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ ancora Michael Sean Winters a ricordare che stavolta Obama “ha contro tutti”, anche quelli che in passato l’hanno sostenuto. Winters non ricorda soltanto il nome di suor Carol Keehan, ma anche il presidente della Caritas degli Stati Uniti, padre Larry Snyder, che si è detto “profondamente deluso”. E poi padre John Jenkins, presidente dell’Università cattolica di Notre Dame, nell’Indiana. Nel 2009 invitò Obama per ricevere una laurea honoris causa in Giurisprudenza. I cattolici insorsero a motivo dell’“ardente e costante appoggio di Obama a politiche in favore del diritto di aborto”. Jenkins difese Obama e disse che l’invito rappresentava una possibilità di dialogo. Ricorda ora Winters a Obama: “Queste persone hanno cicatrici da mostrare per colpa della loro disponibilità a lavorare con voi, per averla sostenuta nella dura lotta politica. Sono tante. Ma le domando: è questo il modo di trattare persone che sono andate al tappeto per voi?”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;Pubblicato sul Foglio sabato 28 gennaio 2011&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
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