<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0">

<channel>
	<title>Paolo Nori</title>
	
	<link>http://www.paolonori.it</link>
	<description>Scuola elementare di scrittura emiliana</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:45:46 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/PaoloNori" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="paolonori" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><image><link>http://www.paolonori.it</link><url>http://www.paolonori.it/immagini/mucca200.png</url><title>Paolo Nori</title></image><item>
		<title>Erofeev</title>
		<link>http://www.paolonori.it/erofeev-39/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/erofeev-39/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[Bespoleznoe iskopaemoe]]></category>

		<category><![CDATA[Venedikt Erofeev]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5484</guid>
		<description><![CDATA[
V. Šklovskij, sulla sua vita eroica: «sono salato e pesante di lacrime».
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 158]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2009/05/erofeev.jpeg"><img src="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2009/05/erofeev.jpeg" alt="erofeev" title="erofeev" width="129" height="107" class="alignnone size-full wp-image-2847" /></a></p>
<p>V. Šklovskij, sulla sua vita eroica: «sono salato e pesante di lacrime».</p>
<p>[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 158]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/erofeev-39/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Vorrei capire</title>
		<link>http://www.paolonori.it/vorrei-capire/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/vorrei-capire/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[bigodini]]></category>

		<category><![CDATA[Termometri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5478</guid>
		<description><![CDATA[Vorrei capire se ho ancora la febbre, solo che ho rotto il termometro. Mi è caduto per terra, ieri, dopo che l&#8217;ho un po&#8217; palleggiato, per qualche secondo, tra la mano destra e la mano sinistra, e intanto pensavo Adesso se cade si spacca, e infatti è caduto e si è spaccato.
Tutto il mercurio, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei capire se ho ancora la febbre, solo che ho rotto il termometro. Mi è caduto per terra, ieri, dopo che l&#8217;ho un po&#8217; palleggiato, per qualche secondo, tra la mano destra e la mano sinistra, e intanto pensavo Adesso se cade si spacca, e infatti è caduto e si è spaccato.<br />
Tutto il mercurio, per terra, quelle palline, che adesso non li vendono più, mi ha detto una mia amica, quelli lì.<br />
Come i bigodini. Che non li vendono più. Per via delle permanenti. Che non le fanno più, mi ha detto una mia amica. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/vorrei-capire/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Hofmann</title>
		<link>http://www.paolonori.it/hofmann/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/hofmann/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5466</guid>
		<description><![CDATA[
[Qua sotto c'è un pezzo di Cani dell'inferno, di Daniele Benati (pagg. 64-65), romanzo che il 7 aprile sarà letto in pubblico da Daniele Benati in provincia di Reggio Emilia (vedi colonna pubblici discorsi), e siccome lui non legge quasi mai, in pubblico (ma anche se leggeva spesso, a pensarci), secondo me vale la pena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2010/03/benati.jpeg"><img src="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2010/03/benati.jpeg" alt="benati" title="benati" width="62" height="97" class="alignnone size-full wp-image-5465" /></a></p>
<p>[Qua sotto c'è un pezzo di Cani dell'inferno, di Daniele Benati (pagg. 64-65), romanzo che il 7 aprile sarà letto in pubblico da Daniele Benati in provincia di Reggio Emilia (vedi colonna pubblici discorsi), e siccome lui non legge quasi mai, in pubblico (ma anche se leggeva spesso, a pensarci), secondo me vale la pena di andarci]</p>
<p>Alla fine siamo arrivati a casa sua dove lei ci abitava con il marito professor Thompson che era quello che mi aveva invitato a cena come ho poi saputo, assieme al fatto che pure lei era una professoressa ricercatrice di nome Naomi. Ci siamo scambiati due o tre opinioni riguardo all’andamento del mondo in generale e io a tavola con loro ci stavo anche bene fino a quando non si è incominciato a parlare di un certo professor Hofmann. Non lo conosco, dicevo, chi è? Si parlava di un certo professor Hofmann. Chi è che non lo conosco? Eravamo a cena e lei ha detto a suo marito: Non avresti dovuto toccare questo argomento. Perché? ha detto lui, vuoi criticarmi? Vuoi come al solito rinfacciarmi il mio tradimento di tanti anni fa? Non ti è ancora passata? Non hai ancora superato questo cosiddetto trauma? A cosa sono serviti tanti anni di psicanalisi? A cosa sono serviti tanti soldi spesi? Vuoi ancora rinfacciarmi quella stupida scappatella? Vuoi criticarmi mentre sto discutendo d’altro?<br />
<span id="more-5466"></span>Così parlava il professor Thomson mentre io e sua moglie Naomi stavamo zitti perché la cena era appena cominciata e questo era un argomento che si poteva afforntare anche più tardi o fra loro due a quattr’occhi. Ma capivo già che anche quella sera non sarei sfuggito alla domanda che sempre più spesso mi ero rivolto nella vita e cioè: Cosa ci faccio qui? Lei mi era piaciuta durante il viaggio con quel suo bel maglione d’angora così caldo e sensuale che trasmetteva la sensazione del calore femminile che può avvolgerti in ogni moento se tu sei la persona giusta. E quei suoi capelli soffici e delicati che le cadevano giù a ciocche scomposte. Mentre invece suo marito mi piaceva poco per la sua parlantina incessante che occupava tutta la serata. Tu mi hai criticato, s’è rimesso a dire con caparbietà, quello che hai detto era il segno di una critica nei miei confronti e della tua volontà di rinfacciarmi ancora una volta quella stupida scappatella che ho avuto l’ingenuità di fare anni fa.<br />
Dovevamo parlare di Hofmann e invece si parlava della sua scappatella anche in seguito. Lei diceva: Ho detto semplicemente che non mi sembrava il caso di parlare di Hofmann, per prima cosa. Tu hai voluto criticarmi, diceva lui, c’era un’evidente intenzione di farmi pagare per quella scappatella che ti ho fatto, un’evidente intenzione di ferirmi come io forse ho ferito te. E dico forse perché nell’andamento di una copia nessuno è ancora riuscito a stabilire se il tradiemnto sia un male o non costituisca invece un toccasana. E perché non parliamo di Carl, allora? perché non parliamo di quando hai perso la testa per quello stronzo? Cosa dovrei dire io tutte le volte che penso che con quelal tua bocca che oggi bacio gli hai fatto la fellatio? Perché non parliamo di Carl?<br />
Era una bella casa, però.   </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/hofmann/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Sotto</title>
		<link>http://www.paolonori.it/sotto/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/sotto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 23:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[Vladimir Dudincev]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5457</guid>
		<description><![CDATA[
Sotto la scorza di persona posata ero ancora, sotto sotto, un ragazzino ingenuo (d&#8217;altra pare lo era anche il mio capo, cattedratico di fama mondiale). Ogni tanto quel ragazzino con le guance paffute usciva allo scoperto, soprattutto la sera, quando noi scapoli ci sedevamo davanti al televisore e seguivamo per ore, immobili, gli occhi sbarrati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2010/03/dudincev.jpeg"><img src="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2010/03/dudincev.jpeg" alt="dudincev" title="dudincev" width="76" height="109" class="alignnone size-full wp-image-5458" /></a></p>
<p>Sotto la scorza di persona posata ero ancora, sotto sotto, un ragazzino ingenuo (d&#8217;altra pare lo era anche il mio capo, cattedratico di fama mondiale). Ogni tanto quel ragazzino con le guance paffute usciva allo scoperto, soprattutto la sera, quando noi scapoli ci sedevamo davanti al televisore e seguivamo per ore, immobili, gli occhi sbarrati, le gambe dei calciatori che balenavano sullo schermo azzurrognolo.<br />
Come vedete, non cerco giustificazioni. Non solo non intendo nascondere alcuni lati del mio carattere, ma sono deciso, con piena consapevolezza, a sottoporli al vostro giudizio, ben sapendo di essere io il primo giudice di me stesso. Da qualche tempo è come se mi si fossero aperti gli occhi: esattamente dal giorno in cui la civetta per la prima volta fece visita a me personalmente. Mi ha aperto gli occhi. Grazie, civetta. </p>
<p>[Vladimir Dudincev, Storia di capodanno, a cura di Fausto Malcovati, Roma, Nottetempo 2002, p. 11]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/sotto/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Due giorni</title>
		<link>http://www.paolonori.it/due-giorni/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/due-giorni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5454</guid>
		<description><![CDATA[Due giorni che sono a letto, per un virus, una cosa intestinale, poco simpatica, ma insomma. Dormo, ho dormito tutto il giorno, sia ieri che oggi, mi svegliavo soltanto quando mi chiamava qualcuno al telefono Ecco, in generale, io ho l&#8217;impressione che mi telefoni  pochissima gente, a me, in generale; in questi due giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due giorni che sono a letto, per un virus, una cosa intestinale, poco simpatica, ma insomma. Dormo, ho dormito tutto il giorno, sia ieri che oggi, mi svegliavo soltanto quando mi chiamava qualcuno al telefono Ecco, in generale, io ho l&#8217;impressione che mi telefoni  pochissima gente, a me, in generale; in questi due giorni, ho avuto l&#8217;impressione che mi telefonassero in tantissimi. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/due-giorni/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Erofeev</title>
		<link>http://www.paolonori.it/erofeev-38/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/erofeev-38/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[Bespoleznoe iskopaemoe]]></category>

		<category><![CDATA[Venedikt Erofeev]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5451</guid>
		<description><![CDATA[
Hegel: «Nessuno dei miei allievi ha capito il mio sistema. L&#8217;ha capito solo Rosenkraz, e l&#8217;ha capito male». 
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit. p. 136]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2009/05/erofeev.jpeg"><img src="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2009/05/erofeev.jpeg" alt="erofeev" title="erofeev" width="129" height="107" class="alignnone size-full wp-image-2847" /></a></p>
<p>Hegel: «Nessuno dei miei allievi ha capito il mio sistema. L&#8217;ha capito solo Rosenkraz, e l&#8217;ha capito male». </p>
<p>[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit. p. 136]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/erofeev-38/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ieri mattina</title>
		<link>http://www.paolonori.it/ieri-mattina-2/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/ieri-mattina-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 00:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[Bambina di cinque anni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5445</guid>
		<description><![CDATA[Ieri mattina ho chiamato a casa della bambina di cinque anni per dire che ieri avevo lasciato lì i guanti e l&#8217;auricolare del cellulare. Quando ho finito la telefonata, mi sono accorto che non l&#8217;avevo detto.
Poi in via Emilia ponente c&#8217;era un cartello bianco con una scritta nera abbastanza grossa con su scritto Corso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina ho chiamato a casa della bambina di cinque anni per dire che ieri avevo lasciato lì i guanti e l&#8217;auricolare del cellulare. Quando ho finito la telefonata, mi sono accorto che non l&#8217;avevo detto.<br />
Poi in via Emilia ponente c&#8217;era un cartello bianco con una scritta nera abbastanza grossa con su scritto Corso di Batman. Poi ho letto meglio, era corso di Barman.<br />
Poco dopo, sono stato in libreria per cercare il libro di Manolo Morlacchi La fuga in avanti, edizioni agenzia X, o qualcosa del genere.<br />
Ho incontrato un mio amico, ci siam messi a parlare, sono uscito che non avevo cercato il libro di Manolo Morlacchi, La fuga in avanti, edizioni agenzia X, o qualcosa del genere. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/ieri-mattina-2/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco</title>
		<link>http://www.paolonori.it/le-regole/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/le-regole/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 01:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[Rolling Stone]]></category>

		<category><![CDATA[Salinger]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5442</guid>
		<description><![CDATA[
Una volta ero a una festa, in Unione Sovietica, a Mosca, nel 93, in un appartamento minuscolo, pieno di gente, con un buffet alla francesce, così avevano detto, avevan ripetuto tre volte, quando mi avevano invitato: «C’è il buffet alla francese», era del formaggio, e dell’insalata; io avevo una barba che mi ero fatto crescere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2010/03/header_cover.png"><img src="http://www.paolonori.it/wp-content/uploads/2010/03/header_cover.png" alt="header_cover" title="header_cover" width="130" height="132" class="alignnone size-full wp-image-5443" /></a></p>
<p>Una volta ero a una festa, in Unione Sovietica, a Mosca, nel 93, in un appartamento minuscolo, pieno di gente, con un buffet alla francesce, così avevano detto, avevan ripetuto tre volte, quando mi avevano invitato: «C’è il buffet alla francese», era del formaggio, e dell’insalata; io avevo una barba che mi ero fatto crescere per esser scambiato per russo, la barba più lunga che ho avuto, per pagar meno, dentro i musei, però lì lo sapevano tutti, che ero italiano, e a un certo punto, una ragazza, mi ricordo, mi si era avvicinata mi aveva chiesto qual era il romanzo russo che mi piaceva di più, e io le avevo detto Le dodici sedie, di Il’f e Petrov, e lei mi aveva detto che era strano, che a un occidentale piacesse un romanzo così. Io allora le avevo chiesto qual era il romanzo occidentale che piaceva di più a lei, e lei mi aveva detto Il giovane Holden, di Salinger. «Era proibito?» le avevo chiesto io.<br />
Le avevo chiesto così perché pochi giorni prima mi ero trasferito dall’appartamento in periferia dove abitavo a un’appartamento in pieno centro, dietro il Cremlino, in un grande palazzo che chiamavano la casa sul lungofiume, palazzo riservato ai notabili del partito che venivano promossi e trasferiti a Mosca, e sul quale lo scrittore Trìfonov aveva scritto un romanzo intitolato appunto La casa sul lungofiume. La mia insegnante di russo dell’epoca, saputo che andavo a stare nella casa sul lungofiume, mi aveva chiesto se avevo letto il romanzo di Trìfonov, e io le avevo risposto di no, che non l’avevo letto, e le avevo chiesto se l’aveva letto lei, e lei mi aveva detto «Certo, che l’ho letto, era proibito».<br />
Per questo qualche settimana dopo, a quella festa col buffet alla francese io avevo chiesto alla ragazza alla quale piaceva Il giovane Holden se le piaceva perché era proibito, e lei mi aveva risposto «Proibito? L’ho studiato a scuola».<br />
Ecco. Lo studiavano a scuola. </p>
<p>[È uscito su Rolling Stone di questo mese]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/le-regole/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Buongiorno</title>
		<link>http://www.paolonori.it/buongiorno/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/buongiorno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 23:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<category><![CDATA[I malcontenti]]></category>

		<category><![CDATA[Provaglio d'Iseo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5436</guid>
		<description><![CDATA[Buongiorno. Questo romanzo, che si intitola i malcontenti, è un romanzo del quale faccio un po’ fatica a parlare, primo, perché è appena uscito, secondo, perché nella mia personale esperienza di scrittura di romanzi, questo è un po’ diverso dagli altri.
Il fatto che il romanzo sia appena uscito comporta una conseguenza che, in me, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno. Questo romanzo, che si intitola i malcontenti, è un romanzo del quale faccio un po’ fatica a parlare, primo, perché è appena uscito, secondo, perché nella mia personale esperienza di scrittura di romanzi, questo è un po’ diverso dagli altri.<br />
Il fatto che il romanzo sia appena uscito comporta una conseguenza che, in me, si è manifestata tutte le volte che è uscito un mio romanzo, cioè il fatto che a me mi viene vergogna. Ieri pomeriggio, per esempio, ho fatto la prima presentazione alla libreria Coop Ambasciatori di Bologna e io, ho dovuto fare uno sforzo, per andare là, sarei andato da qualsiasi parte tranne che là, e una volta là, se fosse stato per me, avrei letto dai romanzi vecchi, piuttosto che da questo nuovo. <span id="more-5436"></span><br />
Uno può pensare che dipenda da me, che non sono normale, e probabilmente è anche vero, ma ho scoperto che questa cosa non succede solo a me. Una volta Ermanno Cavazzoni ha raccontato che Maurizio Salabelle, il giorno che è uscito il suo primo romanzo, lui quando è uscito di casa aveva l’impressione di avere una faccia che tutti quelli che lo guardavano pensavano Guarda, quello ha la faccia di uno che sta andando in libreria a vedere il suo libro che è appena uscito. Allora ha preso la strada contraria a quella che portava alla libreria, ma ha avuto l’impressione che tutti quelli che l’incontravano pensassero Guarda, quello è uno che ha una faccia che sta facendo la strada contraria a quella che porta in libreria perché vuol far finta che non gli interessa l’uscita del suo primo libro.<br />
La vergogna, io credo, è una cosa che, non so come mai, c’entra moltissimo, con lo scrivere i libri, Luigi Malerba ha scritto anche un saggio che si intitola La vergogna di scrivere, e della vergogna di scrivere si parla del resto anche dentro questo romanzo, nei Malcontenti, nei capitoli che vanno dal 112 al 121 (questo libro, che ha 163 pagine, ha 273 capitoli) e comincerei leggendovi quei pezzi lì, che sono dei pezzi dove l’io narrante, che si chiama Bernardo, e che un suo vicino di casa chiama Bernardo Provenzano, racconta di una volta che è andato a presentare un libro di un suo amico che si chiama Paolo, e che lui chiama Paolo Borsellino. </p>
<p>[Inizio della presentazione dei Malcontenti a Provaglio d'Iseo]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/buongiorno/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L’audio dell’intervista esclusiva</title>
		<link>http://www.paolonori.it/laudio-dellintervista-esclusiva/</link>
		<comments>http://www.paolonori.it/laudio-dellintervista-esclusiva/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 08:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolonori</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scuola elementare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolonori.it/?p=5434</guid>
		<description><![CDATA[clic
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it/2010/03/04/lintervista-esclusiva-in-audio/">clic</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolonori.it/laudio-dellintervista-esclusiva/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
