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<title>Il Blog di Paolo Ziliani - Le pagelle del calcio giorno dopo giorno...</title><link>http://www.paoloziliani.com</link>
<description>Il blog di Paolo Ziliani, famoso giornalista e "pagellista" di Controcampo di cui è autore</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Inter: 4 buoni motivi per arrivare primi (eliminando il  Barcellona)]]></title>
	<description><![CDATA[Ora che gli antichi brividi della leggendaria Inter anni ’60, quella del Mago e di papà Moratti, sono stati rivissuti; ora che le tremebonde notti di Villareal e Valencia (griffe Mancini) e di San Siro col Manchester (griffe Mourinho) sono finite - si spera per sempre - nel dimenticatoio; ora che il popolo nerazzurro è tornato ad assaporare il significato della frase “vivere un giorno (o una notte, fa lo stesso) da leoni”; ora che finalmente si torna a ragionare, e l’Inter si ritrova prima nel suo girone, di gran lunga il più difficile tra gli 8 di questa Champions, vale la pena spendere due parole per ricordare l’enorme importanza che avrebbe – per la squadra di Mourinho –  non accontentarsi di una qualificazione tout-court, ma lottare invece con tutte le proprie forze per qualificarsi conservando questo benedetto primo posto in classifica tanto faticosamente conquistato. Ci sono almeno 4 buoni motivi che lo consigliano.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=534]]></link>
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	<dc:date>2009-11-05T15:41+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Dopo Ranieri, Blanc ha già pronto il nuovo colpevole: Ferrara]]></title>
	<description><![CDATA[E’ veramente insopportabile, per non dire odioso, il modo di porsi del nuovo presidente della Juventus, il francese Jean Claude Blanc. E ci permettiamo di dirlo. Se il club sta faticando più del previsto a tornare grande, in tutti i sensi, non è tanto per gli errori degli allenatori (Ferrara oggi, Ranieri e Deschamps ieri), dei giocatori o di chi li ha scelti (Secco): gli errori veri, pesanti, condizionanti, vanno imputati invece a questo dirigente completamente inventato al calcio, la cui unica dote – diciamolo – è quella di essere elegante. Cioè, ben vestito, ben pettinato, ben educato. Oltre che ben stipendiato, ça va sans dire.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=531]]></link>
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	<dc:date>2009-11-02T20:6+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Blanc, i due scudetti che mancano e i tifosi che lo contestano]]></title>
	<description><![CDATA[Che futuro può avere la Juventus che dal 27 settembre 2009 ha deciso di affidarsi anima e corpo a Jean Claude Blanc, il primo uomo al mondo a riscoprirsi Uno e Trino (presidente, amministratore delegato e direttore generale), un po’ a immagine e somiglianza del Creatore? La domanda è di pressante attualità perché – a dispetto del trionfale 5-1 alla Samp di Cassano – si nutrono forti dubbi, tra gli aficionados juventini, sul fatto che l’uomo della Grande Ricostruzione, dopo le macerie di Calciopoli, possa essere lui, monsieur Blanc. John Elkann lo paga come un fuoriclasse (più di Chiellini, per capirci) e fosse per lui lo manderebbe anche in campo. In realtà, non è detto che il raffinato francese sia il genio della lampada che tutti dipingono solo perché a considerarlo tale è John Elkann. E non sta scritto da nessuna parte che Blanc abbia le stimmate del nuovo Allodi per le esperienze accumulate organizzando il Roland Garros (tennis) e il Tour de France (ciclismo). Anzi: dovessimo giudicare il personaggio dalle dichiarazioni rese nel giorno della Grande Investitura, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Avete voglia di seguirci?  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=530]]></link>
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	<dc:date>2009-10-28T23:15+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I guai della Juventus che ha deciso di aspettare Lippi]]></title>
	<description><![CDATA[Immaginate un Arrigo Sacchi giovane allenatore del Milan che alla sua prima stagione sulla panchina rossonera, dopo 9 partite di campionato, alla domanda: “Si parla di un ritorno di Liedholm al Milan a partire dall’estate prossima: lei cosa ne pensa?”, avesse risposto: “Non mi stupirei”. Che poi sono le tre parole che Ciro Ferrara – nei giorni scorsi – ha dato in risposta alla domanda sul possibile, chiacchieratissimo ritorno di Lippi alla Juventus. Ebbene: se ventidue anni fa Sacchi avesse risposto così alla domanda sull’ingombrante ombra di Liedholm, tutti avrebbero pensato che Sacchi stava sostanzialmente deludendo, se non fallendo la sua missione sulla panchina del Milan, e che il Milan aveva pensato: A) nella migliore delle ipotesi, di arrivare in qualche modo alla fine della stagione per poi affiancare a Sacchi un supervisore tecnico in grado di aiutare il giovane e inesperto collega e di farlo crescere; B) nella peggiore delle ipotesi, di sostituirlo a fine stagione col più esperto allenatore, già vincitore dello scudetto della stella. Unica, sostanziale differenza: mentre le strade di Sacchi e di Liedholm erano sempre state separate, e i due non avevano mai lavorato assieme, quelle di Ferrara e Lippi erano (e sono ancora) strettamente intrecciate. Ferrara è stato prima giocatore di Lippi alla Juventus, poi aiutante azzurro ai mondiali di Germania. E insomma, pensandoci bene, la Juve avrebbe potuto chiamarlo sulla sua panchina per “tenere caldo” il posto a Lippi: con il tacito accordo di tutte le parti in causa, ossia il club, Lippi e Ferrara (e magari, perché no?, anche la Federcalcio).  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=529]]></link>
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	<dc:date>2009-10-25T21:33+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Barcellona, Rubin o Dinamo, l'Inter gioca sempre male (e gli altri bene)]]></title>
	<description><![CDATA[Adesso che l’Inter a metà girone è ultima in classifica, con due partite da giocare in trasferta (Dinamo Kiev e Barcellona) e una a San Siro (Rubin Kazan), e quindi – spiace a dirsi - con ottime probabilità di essere eliminata, la domanda è: ma all’Inter le partite le vedono? E soprattutto: Mourinho le partite le vede? Il dubbio, dopo il 2-2 con la Dinamo Kiev, comincia a farsi strada. All’indomani di Rubin Kazan-Inter 1-1, che faceva seguito al tremebondo 0-0 rimediato in casa col Barcellona, tre settimane fa scrivevamo (vedi articolo: “L’ultima di Mourinho: mettere in croce Balotelli per salvare se stesso”, in “Scripta manent):  “A proposito del Barcellona, e dell'Inter che nel match di San Siro non ha mai (o quasi) passato la metà campo: chi l'ha detto che non si possa tentare di giocare la partita a viso aperto? Ieri, al Camp Nou, la Dinamo Kiev ci ha provato, senza tanta soggezione, e nella prima mezzora il Barcellona non ha mai toccato palla - se non avete visto la partita, andatevi a rileggere la cronaca sui siti di Marca o di As -. E se l'arbitro olandese Kuipers, alla fine del primo tempo, non avesse misteriosamente annullato un gol di Vukojevic sull'1-0, e poi negato alla Dinamo un rigore per chiaro fallo di Valdès su Milevski, forse anche il risultato sarebbe stato diverso”.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=525]]></link>
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	<dc:date>2009-10-21T0:8+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Quelli che dicevano "è tutta colpa di Ranieri"]]></title>
	<description><![CDATA[Così come non era colpa di Ancelotti se il Milan, un anno fa, non aveva vinto né aveva lottato per lo scudetto, la notizia è che se la Juventus, un anno fa, non aveva vinto né aveva lottato per lo scudetto, la colpa non era di Ranieri. Amen. Con buona pace di tutti. E se Ciro Ferrara, due settimane fa, dopo il disastro di Palermo (un 2-0 che poteva essere 4-0) aveva detto: “Peccato la sosta per la nazionale: avremmo preferito tornare in campo subito per dimostrare che non siamo brutti come sembra”, dopo l’1-1 con la Fiorentina – quarto pareggio in 5 partite, di cui una persa – il disincanto del popolo juventino comincia a farsi palpabile. Dopo le illusioni d’inizio stagione, alimentate da un 3-1 in casa della Roma che non avrebbe dovuto fare testo (quella Roma, in pieno sbando, le avrebbe prese anche dalle suore orsoline), a mano a mano che la stagione entra nel vivo ci si accorge che la Juventus del dopo-Ranieri, anche quando vince, mai dà l’impressione di avere in mano il pallino del gioco, di essere padrona della partita. A volte dominata (vedi Bayern, vedi Palermo), sempre tenuta in soggezione anche da squadre di modesta o modestissima levatura (vedi Livorno, vedi Bologna), la Juventus ha giocato forse una sola, vera, bella partita: il 2-2 in casa del Genoa, peraltro assai ridimensionato, oggi, dal freschissimo 5-0 colto dall’Inter a Marassi.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=522]]></link>
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	<dc:date>2009-10-18T13:48+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Utile pro-memoria sugli scudetti vinti da Lippi]]></title>
	<description><![CDATA[Peruzzi; Ferrara, Vierchowod, Torricelli, Pessotto; Conte (Jugovic dal 43'), Paulo Sousa (Di Livio dal 57'), Deschamps; Del Piero, Vialli, Ravanelli (Padovano dal 67'). Allenatore: Lippi. Ricordate questa formazione? È la Juventus che il 22 maggio 1996 vinse la prima e unica Champions League della sua storia (su quella dell'Heysel, meglio stendere un velo pietoso) battendo in finale a Roma, ai calci di rigore, l'Ajax di Van Gaal, Van der Sar, Davids e Litmanen. Giocatore più, giocatore meno, è lo stesso squadrone che dal '94 al '98 – nell'era del “Lippi-1” – sbaragliò il campo in Italia vincendo 3 scudetti su 4: nel 94-95 (il 23°), nel 96-97 (il 24°) e nel 97-98 (il 25°). Ebbene: per chi si fosse perso l'ultima puntata del romanzaccio brutto del Processo-Doping alla Juve retta, già allora, dai signori Moggi, Giraudo e Bettega, con il rampante Lippi in panchina, telenovela che in questi giorni ha visto scrivere, finalmente, la parola fine, la notizia è: QUELLA JUVE ERA DOPATA. Al di là di ogni ragionevole dubbio, la Corte di Cassazione ha stabilito, nero su bianco, in data 29 maggio 2007, che la Juventus di Lippi e del dottor Agricola, la Juventus del fantastico tridente Del Piero-Vialli-Ravanelli (forse la più bella Juve degli ultimi 20 anni), attuò, dal '94 al '98, “un disegno criminoso per alterare le gare attraverso la somministrazione illecita di farmaci”, in pratica dopando i giocatori sia con sostanze proibite, sia somministrando farmaci leciti su atleti sani in modo immotivato. Unico fatto non provato: la somministrazione di eritropoietina (Epo). In pratica, la Corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva che la Juventus, nelle persone di Antonio Giraudo, amministratore delegato, e Riccardo Agricola, responsabile dello staff medico, commise in modo continuato, per 4 stagioni, il reato di frode sportiva violando la legge 401 dell' 89. Sentenza definitiva che aggrava quella del Tribunale che come ricorderete aveva condannato solo il medico Agricola assolvendo con formula dubitativa Giraudo. Per la cronaca: grazie all'avvenuta prescrizione del reato – sopraggiunta lo scorso 1 aprile 2007 – la Juve, pur colpevole, non può più essere punita.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=521]]></link>
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	<dc:date>2009-10-16T11:12+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Possiamo dirlo? Ci vergogniamo di Lippi]]></title>
	<description><![CDATA[La domanda è: se l’Italia diventa campione del mondo e Lippi e Cannavaro lo diventano assieme ad essa, è possibile gioire per la prima cosa e dispiacersi per la seconda? L’interrogativo non è peregrino. E’ un po’ quel che capitò nell’estate del 2006, ai mondiali di Germania, e noi – per l’appunto - reagimmo proprio così: ci rallegrammo per il 4° titolo mondiale vinto dagli azzurri (anche se l’impresa non aveva nulla a che vedere con quella di Bearzot nell’82, quando l’Italia mise sotto Argentina, Brasile, Polonia e Germania, mentre quella di Lippi piegò Australia, Ucraina, la peggior Germania di sempre e Francia) e ci rammaricammo perché nell’albo d’oro erano finiti i nomi di Lippi e Cannavaro. Il cui avvicinamento al mondiale era stato, moralmente parlando, discutibile:  l’olezzo maleodorante sollevato dalle rivelazioni di Calciopoli era ancora lì, sotto il naso di tutti, stagnante, e non è che il c.t. e il difensore juventino ne uscissero molto bene tra rapporti con Moggi, finte malattie per farsi vendere, figli procuratori dai metodi disinvolti (sic) e chi più ne ha più ne metta. A completare il quadro, per dovere di cronaca, c’era anche un Buffon finito sotto inchiesta per una questione di scommesse: mica male, non c’è che dire.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=519]]></link>
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	<dc:date>2009-10-15T11:37+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Cannavaro: rischia di morire e due giorni dopo lo fanno giocare?]]></title>
	<description><![CDATA[“Mi girano i coglioni”. Con queste 4 parole, di tono non propriamente oxfordiano, Fabio Cannavaro – colonna della Juve e capitano della nazionale - ha fotografato il suo stato d’animo all’indomani del coinvolgimento nel caso di doping (da puntura di vespa), peraltro subito archiviato dalla procura del Coni con il pieno e totale proscioglimento del giocatore. Cannavaro ha detto che gli girano i coglioni per colpa di quei giornali che hanno cavalcato in modo disinvolto la vicenda, rispolverando scomodi ricordi (leggi: filmino amatoriale della flebo al Neoton “autoprodotto” ai tempi del Parma e finito in tivù) e anche per rabbia nei confronti del suo club -  che non ha fornito al Coni la documentazione necessaria – e dello stesso Coni, che non avendo ricevuto risposte, ha ufficialmente aperto la pratica-doping con comunicazione urbi et orbi. “Bastava una telefona alla Juventus e tutto questo non sarebbe successo”, si è lamentato l’ex Pallone d’Oro. Stizzito. E offeso.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=518]]></link>
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	<dc:date>2009-10-13T15:8+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Cannavaro, il vice di Agricola e Alice nel Paese delle Meraviglie]]></title>
	<description><![CDATA[Nel pasticciaccio brutto di Cannavaro positivo al betametasone c’è un particolare che consola: l’estrema plausibilità della trama. In breve. Cannavaro dopo un allenamento viene punto da una vespa e il medico della Juventus, dottor Goitre, gli somministra un corticosteroide temendo che possa morire per shock anafilattico. Il medico avvisa il Ceft (Commissione per l’Esenzione a Fini Terapeutici), Cannavaro la domenica scende in campo (domanda: ma non potevano tenerlo a riposo, visto che bene o male era dopato? Se le vespe avessero punto 11 bianconeri, la Juve avrebbe giocato contro la Roma con 11 giocatori dopati, sia pure “giustificati”?), viene sottoposto a controllo e trovato positivo. Il Ceft chiede alla Juve una più completa documentazione medica, manda una raccomandata con ricevuta di ritorno, la Juve la riceve ma nessuno apre la busta, che resta sotto un plico di corrispondenza su una scrivania (così si racconta). Trascorsi 40 giorni, il Coni decide di aprire un procedimento sul caso, ne dà notizia e l’annuncio di Cannavaro positivo desta scalpore. Il capo della procura antidoping, Torri, va a Torino a interrogare Cannavaro e il dottor Goitre e all’improvviso nella sede della Juventus ricompare la busta della raccomandata, ancora intatta. Nessuno l’ha aperta. Un disguido. Una dimenticanza.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=515]]></link>
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	<dc:date>2009-10-09T11:11+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Se Galliani continua a parlare di 3° posto, il Milan è spacciato]]></title>
	<description><![CDATA[Invece di prendere in giro i tifosi, trattandoli come minus habens, i dirigenti del Milan – a cominciare da Adriano Galliani – dovrebbero recuperare un po’ di serietà, e di responsabilità, e smetterla di raccontare frottole cui non credono più neanche i bambini. La situazione in cui versa il Milan, a quota 9 dopo 7 giornate di campionato (punti persi: 12 su 21) è talmente grave che continuare a far finta di niente è, lo ribadiamo, da irresponsabili. Per dirla tutta: se il campionato di serie A fosse a 16 squadre come ai tempi del Milan di Radice (e poi di Galbiati) che nell’estate dell’82 precipitò in serie B, questo Milan rischierebbe di retrocedere. Provate a togliere di mezzo le 4 squadre che chiudono la classifica, e cioè Livorno, Atalanta, Catania e Siena. Una volta ristretto il lotto dei partecipanti a 16, di club sicuramente più deboli del Milan noi ne vediamo uno, il Bologna. Dopodiché, i rossoneri per salvarsi potrebbero giocarsela con il depresso Napoli di Donadoni e forse col Chievo (che però corre che è un piacere). Improponibile, al momento, il confronto con le altre avversarie: si passa da squadre che corrono e giocano meglio del Milan (Bari, Cagliari, Palermo) a club come Lazio, Udinese e lo stesso Parma che per brillantezza e solidità appaiono di un’altra categoria. Macchine da gioco. E per carità di patria, non vogliamo nemmeno parlare, adesso, di un Genoa o di una Sampdoria o di una Fiorentina che rispetto al Milan di Leonardo sembrano – e sono - squadroni schiacciasassi.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=513]]></link>
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	<dc:date>2009-10-04T22:43+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[L'ultima di Mourinho: mettere in croce Balotelli per salvare se stesso]]></title>
	<description><![CDATA[Adesso è tutta colpa di Balotelli. Che quel gentiluomo di Mourinho, nel dopo-partita di Rubin Kazan-Inter 1-1, non ha esitato a mettere in croce additandolo al pubblico ludibrio – per l’espulsione patita - come il colpevole con la C maiuscola della sfiorata Waterloo nerazzurra in terra di Russia. Di tutte le uscite infelici che lo Special One ha collezionato in questo suo drammatico inizio di stagione, questa è forse la più odiosa. E se fossimo in Moratti, cominceremmo a chiederci che persona è questo Mourinho sempre pronto a vedere la pagliuzza nell’occhio altrui – persino del suo più giovane calciatore - pur di nascondere la trave conficcata nel proprio. Cominceremmo a chiederci che persona è questo Mourinho che di fronte al suo ennesimo e clamoroso flop da allenatore (settima partita consecutiva in Champions League alla guida dell’Inter senza vittoria), evita ogni autocritica e getta la croce sulle spalle di un ragazzo di 19 anni, le cui colpe sono un’inezia, rispetto a quelle del tecnico.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=511]]></link>
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	<dc:date>2009-09-30T16:3+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Milan in pieno disfacimento: se va bene arriva decimo]]></title>
	<description><![CDATA[Ricapitolando: dopo 5 giornate di campionato il Milan del dopo-Kakà (e del dopo-Ancelotti) ha 7 punti in classifica, il che significa che ha lasciato per strada più punti (8) di quelli conquistati. Mentre Inter e Juventus hanno già fatto il vuoto e si apprestano a dar vita a un indisturbato – e monotono - duello-scudetto, il Milan di Leonardo viaggia alla velocità del Chievo e non riesce a tenere il passo del neo-promosso Parma, che di punti in classifica ne ha 3 di più (10). Due sole squadre hanno segnato meno gol del Milan (che ne ha fatti 3): l’Atalanta e il Livorno. E ammesso che qualcuno pensi che sia stato il calendario difficile a penalizzare la partenza del club rossonero, l’ipotesi non trova credito: in queste prime 5 giornate il Milan ha incontrato tre squadre che faranno fatica a salvarsi (Siena, Livorno, Bologna), una squadra di mezza fascia (Udinese) e una ex rivale diretta per lo scudetto (Inter). Per la cronaca, il derby con l’Inter è finito 0-4: e sul modo in cui il tracollo è maturato è meglio stendere – come si dice in questi casi – un velo pietoso.    ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=508]]></link>
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	<dc:date>2009-09-24T0:31+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Le sceneggiate a senso unico di Mourinho, nuovo Maramaldo]]></title>
	<description><![CDATA[Come si dice in portoghese “da che pulpito viene la predica?”? Dopo l’ultima sceneggiata di Mourinho, espulso a Cagliari per proteste nei confronti dell’arbitro, sarebbe il caso che qualcuno spiegasse al buon Josè il significato del modo di dire italiano. Se non altro per evitargli d’incorrere in gaffes che un personaggio della sua statura, e del suo calibro, dovrebbe evitare come la peste. Per chi si fosse perso l’ultima impresa dello Special One: al 13’ del secondo tempo di Cagliari-Inter, con l’Inter già in vantaggio per 2-1, Mourinho perde le staffe (eufemismo) perché l’arbitro Orsato non giudica da ammonizione un fallo su Balotelli commesso da Astori, difensore di casa. Astori era già stato ammonito, e un nuovo giallo avrebbe significato espulsione. Con l’Inter in vantaggio di un uomo per l’ultima mezzora di partita.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=507]]></link>
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	<dc:date>2009-09-20T20:51+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Da Inter-Barcellona la conferma: Mourinho è una pippa]]></title>
	<description><![CDATA[Avete presente quando San Marino, o Liechtenstein, o le Isole Far Oer, in un girone di qualificazione europea ricevono la visita di Germania, o Italia, o Francia? La differenza di livello – e di statura, e di tradizione - è tale per cui la sola vista delle divise avversarie basta – nei giocatori locali - per scatenare un’emozione che attanaglia le gambe, che ti paralizza. Ebbene, dopo aver visto Inter-Barcellona 0-0 e ripensando a Inter-Manchester 0-0 del 24 febbraio scorso, la domanda che tutti si pongono è: ma a Mourinho hanno detto che sta allenando una squadra che si chiama Inter o è forse convinto di sedere sulla panchina dell’Apoel Nicosia o del Maccabi Haifa (con tutto il rispetto per i club di Cipro e Israele, s’intende)? Fossimo in Moratti, noi un controllino lo faremmo.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=506]]></link>
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	<dc:date>2009-09-17T10:37+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Leonardo, il burattino senza fili che i giocatori stanno abbandonando]]></title>
	<description><![CDATA[Che il Milan del dopo-Kakà fosse un mezzo sfacelo era sotto gli occhi di tutti. E che Ancelotti non fosse quel cretino che qualcuno, negli ultimi tempi, aveva cercato di dipingere, lo dimostra la classifica del Chelsea, che dopo 5 giornate è primo a punteggio pieno con 3 punti di vantaggio sui due Manchester, 6 sul Liverpool, 9 sull’Arsenal. Per un allenatore rincoglionito che non aveva capito che Ronaldinho era il Salvatore del Milan – e l’aveva messo in cantina – mica male, come debutto in Premier League.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=504]]></link>
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	<dc:date>2009-09-12T21:48+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[La rovina del Milan è Ronaldinho]]></title>
	<description><![CDATA[Se perdi un derby 4-0, primo tempo 3-0, in 10 uomini dalla mezzora del primo tempo, col quarto uomo che mettendosi una mano sul cuore chiede all’allenatore se preferisce che vengano giocati i minuti di recupero oppure no, per non prolungare troppo il supplizio, è chiaro che è stato un disastro e che i motivi (dello strazio) sono più d’uno. E dare la colpa a un uomo in particolare, per una partita andata non male, ma malissimo, sarebbe ingiusto. Ma a proposito del Milan messo a punto da Leonardo dopo l’uscita dal cantiere degli armatori Berlusconi & Galliani, una cosa è certa: senza girarci tanto intorno, la cosa certa è che Ronaldinho – e cioè il pupillo del Capo – è la rovina del Milan. Ribadiamo. Al di là del derby perso per 4-0, e facendo spaziare lo sguardo a ieri e all’altro ieri, non c’è ombra di dubbio che l’ex (molto ex) Pallone d’Oro del Barcellona sia una zavorra che in partite di media o alta difficoltà altro non fa che far colare a picco la squadra.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=501]]></link>
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	<dc:date>2009-08-29T23:32+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Materazzi, Poulsen e gli arbitri cacasotto made in Italy]]></title>
	<description><![CDATA[Prima giornata di campionato e Collina deve già vergognarsi dei suoi arbitri cacasotto: una specialità del calcio made in Italy. La notizia è che Russo, designato per Inter-Bari (1-1), e Gava, designato per Juventus-Chievo (1-0), hanno clamorosamente falsato le partite loro affidate – naturalmente a favore delle due grandi – con due decisioni che gridano vendetta e non possono in alcun modo essere scusate: ci riferiamo alla mancata espulsione di Materazzi e alla mancata espulsione di Poulsen nei primi minuti dei secondi tempi di San Siro e di Torino. Perché parliamo di errori imperdonabili? Parliamo di errori imperdonabili perché le  azioni incriminate erano – e sono - le più facili da giudicare: non scorrettezze compiute in mischia, tra un nugolo di giocatori – vedi il rigore non concesso al Chievo per atterramento di Pellissier in piena area -, ma azioni limpide, incontrovertibili e solari.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=499]]></link>
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	<dc:date>2009-08-24T23:7+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Kakà al Real Madrid, ovverosia: il tramonto del Milan che fu]]></title>
	<description><![CDATA[Tra le due cose che potevano essere fatte: vendere Kakà al Real Madrid e vendere il Milan a qualche sceicco, Berlusconi ha scelto quella che davvero non si doveva fare (perché impossibile da spiegare). Il Milan che vende Kakà, 27 anni appena compiuti, al solo club europeo con più Champions League in bacheca, e cioè il Real Madrid (9 coppe i galacticos, 7 il Milan, 5 il Liverpool, 4 Bayern e Ajax, 3 Barcellona e Manchester), firma un atto di sottomissione e di resa drammatico e senza condizioni. Anche un bambino capisce che il miglior giocatore del mondo assieme a Messi e Cristiano Ronaldo, al culmine della sua maturità tecnico-atletica, non può essere ceduto pensando che la gente non capisca il significato dell’operazione. Kakà al Real Madrid vuol dire, papale papale, che il Milan smette di essere il Milan: e che sul palcoscenico internazionale – l’unico che conta, come hanno sempre sostenuto Berlusconi, Galliani e i vari allenatori che si sono succeduti in panchina, da Sacchi ad Ancelotti passando per Capello – diventa una Sampdoria o un’Atalanta qualsiasi, con tutto il rispetto per la Sampdoria e l’Atalanta, naturalmente.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=497]]></link>
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	<dc:date>2009-06-05T12:5+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Giallo-Juve: quando il colpevole non è il maggiordomo (Ranieri)]]></title>
	<description><![CDATA[Magari ci sbagliamo, ma mentre la bufera-Juventus imperversa – ogni giorno con effetti più rovinosi -, la sensazione è che il ruolo di vittima designata (o capro espiatorio, fate voi) sia già stato assegnato: e che a caricarsi la croce sulle spalle alla fine di tutto sarà lui, Claudio Ranieri, senza nemmeno due ladroni a fianco a tenergli compagnia. Un classico, nel mondo del calcio. Noi però ci permettiamo di far notare quanto tutto questo sia ingiusto. E ingeneroso. E vile.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=493]]></link>
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	<dc:date>2009-04-24T15:47+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Ma quale Cannavaro! La notizia è che hanno esonerato Ranieri!]]></title>
	<description><![CDATA[Quando si dice sbagliare titolo. Non c’è giornale, oggi, che non metta in grande evidenza la notizia del ritorno di Cannavaro alla Juventus (“La Juve dice sì a Cannavaro”, Gazzetta dello Sport; “Cannavaro alla Juve!”, Corriere dello Sport; “Conte-Cannavaro tormenti Juve”, Tuttosport; “Ritorna Cannavaro”, Corriere della Sera; “Juve, riecco Cannavaro l’ingrato”, Repubblica), mentre il vero titolo a nostro avviso sarebbe stato un altro. E cioè: “Esonerato Ranieri”. O silurato. O cacciato. Fate un po’ voi. Eh sì. Nessuno discute l’importanza del ritorno in bianconero del capitano della nazionale. Ma dietro questa operazione di mercato c’è, in tutta evidenza, la notizia vera: e cioè che i dirigenti della Juventus stanno programmando il futuro, a cominciare da quello immediato, non con Ranieri, bensì con Lippi. Che il 10 aprile, come tutti sanno, si è incontrato a pranzo a Recco con l’a.d. della Juve, Jean-Claude Blanc, e adesso abbiamo capito perché: non per parlare di Amauri nazionale azzurro, ma per parlare della Juventus del futuro. Quella del futuro immediato (che reimbarca uno dei grandi “traditori” del dopo-Calciopoli, appunto Cannavaro); e quella del futuro prossimo venturo, che riporterà al timone l’attuale c.t. azzurro Lippi con aiutante a fianco (Conte, oggi al Bari). Detto per inciso: manca solo Moggi, come si vede, e la restaurazione è completa. Ma siccome Big Luciano è uno che dietro le quinte si muove con grande disinvoltura anche in presenza di squalifiche di 5 anni (con proposte di radiazione, per quanto mai prese in considerazione dal Palazzo del calcio), forse la sua assenza dalla foto di gruppo è solo apparente. Se strizzate un po’ gli occhi il suo contorno si materializzerà: come un ectoplasma di “Poltergeist, demoniache presenze”.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=491]]></link>
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	<dc:date>2009-04-20T11:8+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Buffon, la Juve spappolata e gli arbitri che non hanno più riguardo]]></title>
	<description><![CDATA[Non c’è giornale che non abbia dato risalto alla dichiarazione resa da Buffon a “Chiambretti Night” e che molti hanno sintetizzato nel titolo: “Calciopoli ha spappolato la Juventus”. Secondo Buffon, la condanna della Juve alla serie B ha avuto l’effetto di disintegrarne la forza. “Il punto – ha detto Buffon – è che sono cambiate molte cose. Siamo stati liquefatti e spappolati e poi se devi tornare a competere in serie A non è facile. Non è un alibi, sono i fatti. Quello che è successo a noi, non era mai successo a nessun altro nella storia”. Tutto giusto e condivisibile, naturalmente. Se non fosse che Buffon – in questa sua disamina – restringe un po’ troppo l’angolo di visuale della vicenda-Calciopoli. Perché se è vero che Calciopoli (con le sue sentenze) ha spappolato la Juventus, è altrettanto vero che la Juventus (coi suoi dirigenti truffaldini) aveva spappolato il calcio italiano. Per chi l’avesse dimenticato: la triade Moggi-Giraudo-Bettega si era insediata nella stanza dei bottoni di Casa Juve nella stagione 94-95. E a meno di pensare che Big Luciano & company siano impazziti di colpo nel 2004-2005, dopo dieci anni di irreprensibile comportamento, vendendo l’anima al diavolo e incominciando a tramare nell’ombra, c’è da credere che i campionati cui abbiamo assistito, da quelli con Baldas designatore (97-98, col famoso Juventus-Inter di Iuliano-Ronaldo) a quelli griffati dalla premiata coppia Bergamo & Pairetto, siano stati campionati col verme. Irregolari dalla prima all’ultima giornata.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=489]]></link>
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	<dc:date>2009-04-15T13:36+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Se Lippi batte Stark come peggiore in campo...]]></title>
	<description><![CDATA[Scusi mister Lippi, permette una domanda? Mercoledì sera, al fischio finale di Italia-Irlanda, mezza Italia l’ha vista rispondere furente alle domande del bordocampista-Rai Carlo Paris. Ebbene: sorvolando sul fatto che abbia fatto tutto ciò con il chewingum in bocca (davanti a 11 milioni di telespettatori, una maleducazione bella e buona, non le pare?), la cosa che ci più ci ha sorpreso è che qualunque fosse la domanda dell’inviato Rai, lei non facesse altro che rispondere – e ribadire – che l’espulsione di Pazzini era stata uno scandalo e che dobbiamo smetterla di lamentarci dei nostri arbitri, visto quel che combinano poi gli arbitri stranieri, come questo tedesco Stark, per l’appunto. Okay, d’accordo. Pazzini non avrebbe dovuto essere espulso - non aveva commesso alcun gioco violento – e restare in 10 dopo 3 minuti non è stata una bella cosa. Ma chiarito questo, la domanda che volevamo porle è questa, ed è semplice semplice: se gli sfondoni arbitrali le fanno andare il sangue agli occhi, perché dopo Montenegro-Italia, sabato, non si è scagliato contro l’arbitro inglese Atkinson che al minuto 17, sull’1-0 per noi, aveva commesso un errore grave almeno come quello di Stark non espellendo Cannavaro, reo di un clamoroso e plateale fallo da ultimo uomo su Jovetic lanciato in corsa verso Buffon da uno svarione di Palombo?   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=487]]></link>
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	<dc:date>2009-04-02T12:1+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mourinho furioso con Ancelotti: gli ha scippato la panchina del Real]]></title>
	<description><![CDATA[Sapete perché Mourinho è così astioso, quasi assatanato, nei confronti di Ancelotti, che certo non ha le stimmate dell’uomo (e del collega) stizzoso o aggressivo? Sapete perché non passa giorno senza che Josè, col sangue agli occhi, lanci una stilettata al veleno, magari inelegante e gratuita, all’indirizzo del buon Carletto? In una parola: sapete perché Mourinho non può vedere Ancelotti? La risposta è piccola piccola, semplice semplice, banale banale: e non richiede chiavi di lettura particolari o chissà quali interpretazioni dietrologiche. Mourinho ce l’ha a morte con Ancelotti perché ha capito che al 99 % sarà l’allenatore del Milan a sedere un altr’anno sulla panchina del Real Madrid; e cioè sulla panchina su cui, fortissimamente, lo Special One sogna ad occhi aperti di andare a posare le sue rispettabilissime chiappe in barba a Moratti, ai tifosi dell’Inter, ai fedelissimi Maicon e Ibrahimovic, a un contratto di tre anni che in linea di massima sarebbe il caso di provare a rispettare.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=484]]></link>
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	<dc:date>2009-03-23T18:6+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mourinho furioso con Ancelotti: gli ha scippato la panchina del Real]]></title>
	<description><![CDATA[Sapete perché Mourinho è così astioso, quasi assatanato, nei confronti di Ancelotti, che certo non ha le stimmate dell’uomo (e del collega) stizzoso o aggressivo? Sapete perché non passa giorno senza che Josè, col sangue agli occhi, lanci una stilettata al veleno, magari inelegante e gratuita, all’indirizzo del buon Carletto? In una parola: sapete perché Mourinho non può vedere Ancelotti? La risposta è piccola piccola, semplice semplice, banale banale: e non richiede chiavi di lettura particolari o chissà quali interpretazioni dietrologiche. Mourinho ce l’ha a morte con Ancelotti perché ha capito che al 99 % sarà l’allenatore del Milan a sedere un altr’anno sulla panchina del Real Madrid; e cioè sulla panchina su cui, fortissimamente, lo Special One sogna ad occhi aperti di andare a posare le sue rispettabilissime chiappe in barba a Moratti, ai tifosi dell’Inter, ai fedelissimi Maicon e Ibrahimovic, a un contratto di tre anni che in linea di massima sarebbe il caso di provare a rispettare.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=485]]></link>
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	<dc:date>2009-03-23T18:6+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lo strano caso di Giovinco svenduto per Cassano]]></title>
	<description><![CDATA[Magari è una leggenda metropolitana, magari è solo un sussurro. Ma gira voce che la Juventus abbia già concluso l’accordo con la Sampdoria per l’acquisto di Cassano: acquisto che avverrebbe in cambio di 8 milioni di euro più la metà di Giovinco più la metà di De Ceglie. Né più né meno, col pieno accordo di tutti. Domanda: siamo sicuri che la Juventus stia concludendo un affare? Siamo sicuri che Marotta e Garrone non siano il Gatto e la Volpe della situazione alle prese col Pinocchio di turno da infinocchiare: per l’appunto Madama Juventus? Sia chiaro, nel calcio verità rivelate non ne esistono: ma noi – nei panni della Juve – un affare così non lo concluderemmo mai. E ci spieghiamo.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=483]]></link>
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	<dc:date>2009-03-16T18:32+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A proposito di Mourinho che scopre il Manchester e di Ibra Pallone d'Oro...]]></title>
	<description><![CDATA[Adesso, con l’Inter fuori dalla Champions a primavera non ancora iniziata, Mourinho dice di avere capito che il Manchester è un’altra cosa, Rooney e Cristiano Ronaldo di un’altra categoria, l’Inter una squadra con precisi limiti e che è necessario parlare con Moratti per programmare una crescita adeguata della squadra in ottica europea: proprio come ha fatto il Manchester – ha spiegato lo Special One – che tre anni fa le prendeva dal mio Chelsea in campionato ma che facendo crescere i suoi giovani assi e acquistando un campione ogni anno (gli ultimi, Tevez e Berbatov) è diventato quello che è diventato. Tutto okay, tutto perfetto. Ma qualche riflessione, dopo la folgorazione di Mourinho negli spogliatoi dell’Old Trafford, forse è il caso di farla.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=480]]></link>
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	<dc:date>2009-03-12T11:23+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Juve va a casa ma a Ranieri bisogna fare un monumento]]></title>
	<description><![CDATA[Poi dicono che Ranieri non è capace. Sarà... Ricordate la Juventus di Capello, quella invincibile in Italia, che per due anni consecutivi si fece buttare fuori in Champions da due squadre inglesi (prima il Liverpool nell’aprile 2005, poi l’Arsenal nel marzo 2006), con due tristissimi 0-0 in casa, senza gioco e senza sussulti, dopo aver perso 2-1 all’Anfield Road e 2-0 ad Highbury? Ebbene, vogliamo fare un giochino e confrontare quelle formazioni con quella messa in campo da Ranieri nella sfida di ritorno col Chelsea, finita 2-2 dopo lo 0-1 dello Stamford Bridge? Seguiteci.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=478]]></link>
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	<dc:date>2009-03-11T11:26+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Colpo di scena: Mourinho si è dimesso ma nessuno se n'è accorto!]]></title>
	<description><![CDATA[Non tutti se ne sono accorti, ma è ricapitato. Un anno fa, di questi tempi, pochi minuti dopo l’eliminazione in Champions per mano del Liverpool, negli spogliatoi di San Siro un Mancini sull’orlo di una crisi di nervi annunciò che a fine stagione – contratto o non contratto – avrebbe tolto il disturbo. Successe davvero, anche se alla fine fu Moratti a cacciarlo mentre lui, Mancio, tentò in tutti i modi di rimanere in sella (e ancor’oggi il contenzioso tra presidente e allenatore, a proposito della buonuscita milionaria su cui non venne trovato l’accordo, è aperto). Dicevamo, pochi se ne sono accorti, ma la cosa è successa di nuovo. Giocando d’anticipo, e ad eliminazione-Champions non ancora consumata (l’appuntamento per il rien ne va plus è fissato per mercoledì 11, all’Old Trafford, per Manchester United-Inter), avvertendo puzza di bruciato un Josè Mourinho a sua volta sull’orlo di una crisi di nervi se l’è praticamente fatto scappare. Nell’ormai famosa conferenza-stampa della “prostituzione intellettuale”, i 7 minuti di paradiso (per i suoi fans) e di inferno (per i suoi detrattori), l’allenatore dell’Inter non ce l’ha fatta a trattenersi: e a un certo punto ha annunciato molto chiaramente il suo addio.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=477]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=477</guid>
	<dc:date>2009-03-05T12:56+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mourinho e Ranieri che si azzuffano e la Fiorentina che meriterebbe lo scudetto]]></title>
	<description><![CDATA[Il Campionato di serie A è una cosa seria oppure no? E le classifiche attorno alle quali gli addetti ai lavori litigano e si azzuffano hanno una minima attendibilità oppure no? Noi queste cose ce le stiamo chiedendo da un po’: e le risse da pollaio di questi giorni – con tutti i galli da combattimento schierati in prima linea, da Mourinho a Ranieri a Spalletti e via strepitando – ci stanno convincendo che no, proprio non ci siamo. Come diceva quello: la situazione è grave, ma non seria.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=475]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.paoloziliani.com/news.asp?id=475</guid>
	<dc:date>2009-03-04T11:39+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	</channel></rss>
