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	<title>Partoebasta - Viaggi in Camper e non</title>
	
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	<description>Ogni tanto torniamo casa... ma è raro</description>
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		<title>Grecia ionica. Da Igoumenitza alle Meteore</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 22:57:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I traghetti tra l&#8217;Italia e la Grecia fanno tutti tappa a Igoumenìtza uno dei porti più moderni ed attrezzati della Grecia. In estate è possibile usare la formula Open Deck molto comoda sopratutto per gli imbarchi da Brindisi di cui &#8230; <a href="http://www.partoebasta.com/camper/1348/grecia-ionica-da-igoumenitza-alle-meteore/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1360" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1360" alt="Igoumenitza Spiaggia di Drepanos da Gtp.Gr" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/Drepano-300x202.jpg" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">Igoumenitza Spiaggia di Drepanos da Gtp.Gr</p></div>
<p>I traghetti tra l&#8217;Italia e la Grecia fanno tutti tappa a <strong>Igoumenìtza</strong> uno dei porti più moderni ed attrezzati della Grecia. In estate è possibile usare la formula Open Deck molto comoda sopratutto per gli imbarchi da Brindisi di cui è previsto lo sbarco a Igoumenitza la mattina molto presto. Le linee da Brindisi sono della Grimaldi, Venturis, Agoudimos e Endeavour ma, data la crisi greca, è possibile che le ultime tre compagnie si limitino al servizio in piena stagione. Da Bari parte la Superfast che arriva verso le 6 e 30 di mattino mentre da Ancona il servizio è più frequente ed è assicurato dalle compagnie Anek-Superfast e dalla Minoan Lines. L&#8217;arrivo è previsto sempre di mattina tra le 8 e le 10 a seconda della nave.<br />
Il primo bagno greco sarà possibile quindi proprio il giorno dello sbarco a <a href="http://www.gtp.gr/LocPage.asp?id=71872">Drepanos</a>, la spiaggia libera a forma di mezza luna a nord della città. All&#8217;arrivo del traghetto uscite dai cancelli, girate a destra direzione Igoumenìtza e proseguite sul lungomare. All&#8217;altezza di un grosso supermercato girate a destra, al semaforo, direzione Drepanos Beach o Camping. Proseguite su questa strada e arrivati al campeggio potete scegliere se entrare o parcheggiare a sinistra sotto gli eucalipti. Proseguendo ancora per un centinaio di metri, subito dopo un ristorante sul mare, ci sono delle belle piazzole ombreggiate proprio sulla spiaggia. Attenzione ..il sabato il locale notturno più avanti è molto rumoroso. Sono presenti docce publiche. A Igoumenìtza non c&#8217;è molto da vedere ma il centro con zona pedonale è facilmente raggiungibile posteggiando il camper nei parcheggi più ampi sul lungomare, poco prima della Chiesa.</p>
<p><strong>METEORE</strong></p>
<div id="attachment_1362" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1362" alt="Meteore Monastero della Transfigurazione" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/138-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Meteore Monastero della Transfigurazione</p></div>
<p>All&#8217;uscita del porto internazionale di Igoumenitza l&#8217;ingresso per l&#8217;autostrada Egnazia è evidentissimo, anche di notte. Per andare a <strong>Kalampaka</strong>, la città delle meteore, si dovrà percorrere l&#8217;autostrada fino all&#8217;uscita per Trikala o Atene (uscita 8) e poi proseguire sulla E92, per un totale di circa 170 chilometri. Poco prima della entrata in città prendete a destra direzione Kastraki, Meteora, Camping. Dopo</p>
<div id="attachment_1354" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1354" alt="Meteore Mon. Roussenau" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/135-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Meteore Mon. Roussenau</p></div>
<p>circa due chilometri, sulla destra troverete l&#8217;entrata per il <strong>camping Vrachos</strong> <a href="http://www.campingkastraki.gr/">http://www.campingkastraki.gr/</a> . Il camping, da cui potrete già ammirare in alto le rocce delle meteore, è molto ben organizzato. Cercate di fermarvi nelle piazzole avanti poiché, proseguendo si scende in una zona più affossata e, in caso di pioggia, infangata. Il personale del campeggio sarà in grado di fornirvi tutte le indicazioni, compresi gli orari dei monasteri che in certi periodi variano e, infine, il biglietto dell&#8217;autobus per andarli a visitare. Quasi tutti i monasteri, 6 per precisione, sono muniti di parcheggio e molti camper, muovendosi la mattina molto presto, si recano alle meteore per proprio conto. State attenti comunque alla strada stretta e al fatto che, in teoria, i camper non potrebbero sostare in determinate aree. Ci sono dei turisti che vanno a piedi ma utilizzano dei sentieri alternativi rispetto alla strada. Da Kastraki al monastero di Agios Nikolaos ci sono circa 10 chilometri. Dopo Agios Nilolaos potete scegliere se girare a destra per il più grande Megalou Meteora o a</p>
<div id="attachment_1366" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1366" alt="Meteore Monastero Varlaam" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/121-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Meteore Monastero Varlaam</p></div>
<p>sinistra per il Varlaam. Il Monastero della Transfigurazione o Megalou Meteora, si trova a circa 600 metri slm arroccato su una grande roccia, ed è probabilmente il più suggestivo. Non contate i gradini altrimenti ve la prenderete con S.Attanasio, il suo fondatore. Visitate la chiesa, il Katholikon, dedicata alla Transfigurazione. E&#8217; splendida. Ah, dimenticavo ! Le donne devono essere munite di una gonna lunga o pareo, pena il prestito di una gonna bruttissima e foto orrenda scattata dal loro compagno sghignazzante. Il Monastero Varlaam è il più antico e conserva ancora “l&#8217;ascensore “ un complicato sistema di corde che serviva per far salire monaci ed eremiti ma che dal 1920 viene utilizzato solo per caricare merci. Quando ammirerete quell&#8217;argano ricorderete questo simpatico aneddoto, il dialogo cioè tra un turista ante 1920 e il monaco che lo aiutava a salire su quell&#8217;ascensore. “Scusi Abate. Ma ogni quanto cambiate queste corde ?” e la risposta : “Quando si rompono”. Il monastero più impressionante per la sua posizione è sicuramente il Roussanau ma l&#8217;interno è molto cupo. Il monastero più facile da raggiungere è Agios Triados, i 130 scalini per raggiungerlo vi sembreranno una passeggiata rispetto agli altri. I monasteri chiudono presto la sera ma rimanere sulla parcheggiati sulla strada ad ammirare il panorama è una bellissima esperienza.<br />
Sulla Strada per le Meteore potete sostare a ..</p>
<p><strong>IOANNINA</strong></p>
<div id="attachment_1373" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1373" alt="Ioannina. La moschea di Ali Pascià " src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/182-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Ioannina. La moschea di Ali Pascià</p></div>
<p><strong></strong><br />
La città di Ioannina si trova a circa 80 chilometri da Igoumenitza, praticamente a metà strada tra la costa e le Meteore. Una sosta in questa graziosa città, al suo particolare villaggio del lago e alla vicina Dodoni è quasi d&#8217;obbligo. Sull&#8217;autostrada Egnazia l&#8217;uscita 5 per Ioannina- Atene- Arta si trova al chilometro 66. Seguite l&#8217;indicazione centro, praticamente sempre dritto e arriverete ad una grande piazza con un orologio ,Platia Pirrou, il centro della città. Seguendo sempre la via principale in discesa si</p>
<div id="attachment_1374" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1374" alt="Ioannina L'interno del palazzo del Pascià" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/172-225x300.jpg" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ioannina L&#8217;interno del palazzo del Pascià</p></div>
<p>raggiunge il lungo lago Pamvòtis e lì, girando obbligatoriamente a destra, si può parcheggiare tranquillamente lungo la strada. Sarete sotto le mura del <strong>Frurio</strong>, l&#8217;antica cittadella con il palazzo di Alì Pascià, vicino al centro, ma abbastanza tranquilli, a parte le zanzare del lago. Dal parcheggio è possibile salire le scale per andare a visitare il museo del folklore (molto interessante) e il museo bizantino nella cittadella vera e propria. Usciti dal museo dalle porte del palazzo di Alì Pascià, girate verso destra per uscire dal Frurio. Vi ritroverete sulla strada che avete percorso col camper, praticamente nel centro amministrativo della città. Le strade attorno a Platia Pirrou sono tutte commerciali ma qualche vicolo ancora mantiene le caratteristiche di una zona artigianale.</p>
<div id="attachment_1370" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1370" alt="Ioanninia Il villaggio dei pescatori " src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/068-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Ioanninia Il villaggio dei pescatori</p></div>
<p>Ioannina infatti è famosa per la lavorazione dei metalli in genere e in particolare dell&#8217;oro. Se la fabbrica non è stata chiusa per via della crisi, a Ioannina troverete le migliori forbici d&#8217; Europa. Tornando verso il camper, sul lungo lago c&#8217;è il moletto da cui partono i traghetti che fanno la spola per l&#8217;isolotto di <strong>Nissi</strong> ed il suo caratteristico villaggio. Nissi, il cui nome deriva appunto da “nisi”, isola, ha una storia veramente particolare. Quando i turchi invasero la Grecia molti abitanti si rifugiarono sulle montagne per sfuggire alle frequenti barbarie dei Pascià. Sul lago Pamvòtis i pescatori si rifugiarono sull&#8217;isolotto e rimasero isolati per più di 200 anni. Il luogo era ideale del resto, grazie alla pesca assicurata e alla vicinanza con le montagne. Il lungo isolamento ha fatto sì che l&#8217;architettura del villaggio si sia mantenuta inalterata fino ai giorni nostri.</p>
<p><strong>DODONI</strong></p>
<div id="attachment_1376" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1376" alt="Dodoni" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/156-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Dodoni</p></div>
<p>Prendendo l&#8217;uscita 4 dell&#8217;Autostrada Egnazia in pochi chilometri , circa 7, giungerete in un luogo veramente affascinante, le rovine di Dodoni il più antico oracolo di tutta la Grecia. Pensate che molti archeologi fanno risalire la sua fondazione al secondo millennio avanti Cristo, quando, secondo quanto racconta Erodoto, due colombe nere da Tebe viaggiarono, una in Libia e la seconda a Dodoni. Qui la peleiae, che può sinificare anziana o<br />
colomba nera, si posò su una quercia e iniziò a predire il futuro. A Dodoni infatti le sacerdotesse predissero per lunghi anni il futuro, ascoltando il fruscio delle foglie di quercia. La storia, scritta sulle aride pagine di un libro o addirittura sullo schermo di un computer, ci lascia spesso indifferenti. Provate allora a fermarvi sotto la grande quercia davanti all&#8217;anfiteatro di Dodoni, fate spaziare il vostro sguardo sulla valle circostante, ascoltate il fruscio delle foglie e poi fatevi rapire dal fascino del luogo.</p>
<div id="attachment_1377" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1377" alt="Dodoni Il panorama dallo stadio" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2013/05/160-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Dodoni Il panorama dal teatro</p></div>
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		<title>Diario di viaggio in Marocco 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 17:51:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Viaggio in Marocco]]></category>

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		<description><![CDATA[Diario di viaggio in Marocco 2012 <a href="http://www.partoebasta.com/camper/1273/diario-di-viaggio-in-marocco-2012/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre anni di lunghe vacanze invernali in questo grande Paese, abbiamo deciso di avventurarci nell&#8217;<strong>estremo sud</strong> fino alla frontiera e oltre con la Mauritania. Ottenuto un visto all&#8217;Ambasciata Mauritana di Roma, partiamo con il comodissimo <strong>traghetto della Grimaldi</strong> che fa la spola Livorno Barcellona Tangeri. Il viaggio dura quasi tre noiosissimi giorni, passati a sonnecchiare in cabina o a trasmettere le proprie esperienze ad altri viaggiatori neofiti del Marocco. All&#8217;arrivo a Tangeri sbarco-dogana-cambio-autostrada e pieno di benzina, ormai sappiamo cosa fare e tutto procede molto velocemente. La prima <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1303" title="Corallo in Marocco" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-corallo-Copia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />tappa è ormai di tradizione: la splendida laguna di <strong>Moulay</strong> <strong>Bousselam</strong> dove ci attende una piacevole sorpresa: il campeggio International ha  nuove docce, un ristorantino e il wifi, tutto ben gestito da Cristine. La frittura di pesce appena pescato è obbligatoria..Il mattino dopo ci accoglie un bel sole ma la temperatura è insolitamente fredda per il mese di Febbraio. Decidiamo di rimanere per partecipare alla simpatica “asta” del pesce che normalmente si tiene sulla spiaggia al rientro delle barche. Sogliole, calamari e dentici vengono offerti a prezzi irrisori agli stessi turisti ed è possibile immaginare quanto poco possa costare il pesce da queste parti. Un grosso squalo volpe viene caricato su un furgone e tanti rami di corallo fanno bella figura tra le cassette di pesce. Cerco di convincere un pescatore che è un grosso errore asportare il corallo dal mare ma non capisce. Per lui le risorse del mare sono infinite e tutte a disposizione dell&#8217;uomo. Alla fine ci accordiamo per una passeggiata in laguna e la promessa solenne da parte sua di non pescare più coralli. Nessuno ci crede ovviamente..A sera, comunque, dentice al forno e televisione italiana. A mattina presto partenza per <strong>Marrakech</strong>, abbiamo intenzione di sfruttare tutta la rete autostradale marocchina per scendere al sud. Destineremo al viaggio di ritorno le piacevoli soste a Fes, Essaouira, El Jadida e Asilah. Facciamo comunque una veloce <strong>sosta a Rabat</strong> al supermercato Marjanne il più fornito del Marocco, secondo me. Ricarichiamo la <strong>pennetta</strong> della Inwi e la <strong>Sim marocchina</strong> che mi permetterà di utilizzare il navigatore dello smartphone. La <strong>chiavetta della Maroc Telecom</strong>, molto più potente di quella di Inwi, purtroppo non si trova così facilmente. Nei pressi di Casablanca facciamo gasolio e lì probabilmente accade il fattaccio&#8230;nei dintorni di Marrakech il motore sembra perdere colpi ma siamo molto carichi, c&#8217;è molto vento e non ce ne preoccupiamo troppo. Inizialmente si era pensato di fermarci in un campeggio molto carino fuori Marrakech ma ormai è sera e il Camping Ferdaous si trova all&#8217;uscita dell&#8217;autostrada. Piove, fa freddo e, andando a dormire, accendiamo la stufa chiedendoci dove sia andato a finire il clima mite del Marocco.<span id="more-1273"></span><br />
Salutiamo Marrakech e riprendiamo l&#8217;autostrada di montagna che ci porterà ad <strong>Agadir</strong> ma dopo un centinaio di chilometri il motore inizia ad accusare problemi seri. “<strong>Anomalia grave al sistema di iniezione</strong>” dice la spia, “mancato riscaldamento della candeletta di accensione” ne dice un&#8217;altra. Aiutati da un benzinaio volenteroso ma completamente ignorante, proviamo a pulire il filtro dell&#8217;aria pur essendo consapevoli che purtroppo non si tratti di quello. La preoccupazione aumenta quando scopriamo che il filtro del gasolio di riserva che abbiamo acquistato in Italia basandoci sul numero di matricola del motore, in realtà non serve a nulla. Una telefonata chilometrica con l&#8217;Europ Assistance ci convince che chiamare un carro attrezzi in Marocco sarebbe davvero l&#8217;ultima spiaggia, quasi quanto lasciare il camper in autostrada. Decidiamo così di proseguire a <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1305" title="Marocco-non-c'è-campo" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-non-cè-campo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />regime ridottissimo e nel frattempo cercare su internet un&#8217;<strong>officina Fiat ad Agadir</strong>. Troviamo l&#8217;indirizzo e tramite il navigatore ci dirigiamo in <strong>Boulevard Al Madina</strong>. Pochi minuti di analisi e la centralina fornisce l&#8217;esito ormai scontato : filtro e iniettori sporchi. Bisogna passare una notte accanto all&#8217;officina. Certo che l&#8217;accoglienza è ottima: wifi, elettricità, acqua e custode. Siamo anche in compagnia di altri più sfortunati di noi e, tra di loro, un milanese, arrivato dalla Mauritania con il camper caricato su un camion, ci riferisce che la frontiera rimane chiusa sempre più spesso. Siamo un po&#8217; demoralizzati, e il problema della frontiera con la Mauritania chiusa a giorni alterni ci preoccupa non poco. Decidiamo così di fare una sosta ad Agadir e ci dirigiamo al Camping Atlantica Park dove sappiamo di trovare tutti i confort, pesce a volontà e una bellissima spiaggia. Nel campeggio ritroviamo degli amici conosciuti l&#8217;anno scorso e ci sentiamo davvero a casa. La macchina a disposizione, anche se un po&#8217; particolare, ci permette di recarci in città o fare delle gite nei dintorni. Visitiamo così la Valle del Paradiso percorrendo la panoramica ma brutta strada fino alle cascate completamente secche. Andiamo a fare la spesa nel magnifico <strong>souk di Agadir</strong>, andiamo a mangiare da Omar alle bancarelle del pesce del porto e finalmente riesco ad acquistare la chiavetta della Marcoc Telecom presso la sede del porto turistico. Andiamo anche a visitare il <strong>Parco naturale di Souss Massa</strong> a sud di Agadir, un luogo selvaggio molto suggestivo alle foci del fiume Souss. C&#8217;è anche un bel campeggio in riva al mare nella zona a sud del Parco. <!--more--><!--more-->E  si riparte verso il sud con una tappa a <strong>Tiznit</strong> per ordinare gli occhiali dall&#8217;ottico e due vestiti dal nostro amico sarto. Riusciamo a sbrigare tutte le commissioni solo grazie al fatto di poter sostare al Camping Municipal in centro città. Il potere delle bevande e delle cibarie italiane apre tante porte in Marocco. Si riparte verso <strong>Tan Tan</strong> utilizzando la strada Nazionale 1 che, nel tratto di montagna è trafficatissima e piena di buche. Stremati arriviamo alla famosa rotonda all&#8217;uscita della città di Tan Tan e dimentichiamo lo Stop trappola. Multa salata e verbale sono lo scotto da pagare. Arriviamo al paese di <strong>El Ouatia</strong> dove troviamo una delle grandi <strong>industrie conserviere del pesce</strong> della zona. Certo, il paesaggio non è invitante ma la spiaggia del campeggio è bella. E&#8217; sera ormai e la giornata è ventosa ma noi riusciamo a parcheggiare dietro a un villino, alzare <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1306" title="Marocco-Tan Tan Akhefenir " src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-Akhefenir-Copia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />la parabola e rilassarci davanti alla tv. L&#8217;indomani visitiamo il porto e ripartiamo per il sud. Qualche chilometro avanti il panorama inizia a farsi davvero interessante: la strada corre lungo una piattaforma alta circa da 10 a 20 metri sul mare. Gran parte delle <strong>falesie</strong> sono raggiungibili attraverso piste facilmente individuabili. <strong>Le piste finiscono accanto a piccolissime baracche o tende che ospitano pescatori</strong>. Qualche camper staziona accanto alle baracche, alle spalle il deserto pietroso, l&#8217;<strong>hammada</strong> e qualche ciuffo d&#8217;erica che lascia ben presto il posto alla sabbia. A circa 30 chilometri da Tan Tan Plage la falesia viene tagliata da il letto del fiume Chebeika e una grande duna verso il mare riesce creare una piccola laguna. Che peccato ! Stanno costruendo un centro residenziale “integrato nella natura” dicono loro.. Ancora 20 chilometri e le dune si fanno più frequenti assumendo la classica forma a <strong>barcana</strong> cioè a mezzaluna con la gobba rivolta verso la direzione del vento dominante da queste parti il N, NE. Le dune sono in eterno movimento e spesso invadono la strada. Ad un tratto la strada scende verso il letto di un altro fiume il <strong>Ma Fatma</strong> (in alcune mappe viene riportato il nome del fiume Zehar). Una <img class="alignright size-medium wp-image-1326" title="Marocco-sosta a Lalla Fatma" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-fatma3-Copia1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />laguna incantevole, una spiaggia immensa e tranquilla contornata da altissime falesie spumeggianti, un vero paradiso dove è impossibile non fermarsi. Attraversato il letto del fiume, troviamo una pista sulla destra con l&#8217;indicazione “parcheggio”. Troviamo qualche camper e una piccola costruzione dove una specie di custode porta dell&#8217;acqua. Proseguendo a piedi sulla falesia scopriamo una balconata che sembra scavata apposta per la<strong> pesca sul mare</strong>. E&#8217; un peccato dover ripartire tanto più che la strada si fa sempre più stretta e l&#8217;asfalto laterale è spesso sbriciolato fino a creare un alto gradino con il terriccio circostante. Arriviamo ad <strong>Akhefenir</strong> e ci fermiamo per farci dare il permesso di visita nel parco di Naila ma ci avvertono che non è più necessario, basta pagare 40 dihram al guardiano. Il paese è un piccolissimo agglomerato di case senza elettricità e il ristorante “La Courbine d&#8217;argent” a circa 500 metri a sud del paese sembra un ritrovo chic della Costa Azzurra capitato lì per caso. Proseguiamo per il Parco e, seguendo le indicazioni molto chiare, arriviamo al parcheggio dove sostano già una decina di camper. I nostri vicini di piazzola ci raccontano che mentre noi subivamo a Tan Tan una giornata molto ventosa, loro sono stati bloccati in camper da una vera e propria tempesta di sabbia. Naila infatti è contornata da alte dune tanto da chiederci come mai tanta gente si reca a Mihammid quando qui potrebbe trovare la stessa sabbia color avorio. Una lunga passeggiata fino alle saline, una piacevole chiacchierata con degli italiani che tornano verso casa, due belle sogliole e un panorama indimenticabile. Grazie <strong>Naila</strong> di tutto questo. Torniamo sulla N1, molto brutta e spesso insabbiata. Il panorama è sempre desertico con alte dune in lontananza, unici esseri viventi sono le grandi mandrie di dromedari. <!--more--><strong>Tarfaya</strong> sembra un paese di frontiera che si anima solo attorno alla strada principale. A un posto di blocco della polizia ci chiedono la fiche, il foglietto con le nostre generalità. Proprio quest&#8217;anno lo abbiamo dimenticato. Ne chiediamo una fotocopia in bianco. Ci costa mezzo chilo di pasta italiana&#8230; A sud del paese, alla rotonda con la barca prendiamo la prima uscita a destra cioè la strada costiera che, pur non ufficialmente, è stata ultimata e arriva fino a <strong>Laayoune</strong>. La strada corre molto vicino al mare spesso al di sotto del suo livello tanto da essere circondata da pozze d&#8217;acqua mentre le dune tentano di invaderla. Infine la costa risale su alte falesie. Le baracche dei pescatori sono molto numerose ma sempre ben distanziate fra di loro. Sono ben attrezzate con tutti i sistemi di collegamento: una grossa parabola e un&#8217;alta antenna probabilmente un ricevitore Vhf.<br />
La cosa strana è che non hanno né elettricità né barche per andare a pesca. Eppure sono tutte o quasi tutte abitate e le persone che le frequentano non sembrano pescatori. La costa è comunque molto bella e disseminata da relitti. Sembra infatti che in <img class="alignright size-medium wp-image-1321" title="Marocco-Falesie" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-Fatma1-Copia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />quel punto, distante circa 60 miglia dalle Canarie, si verifichino delle tempeste insostenibili per le imbarcazioni. A Laayoune proseguiamo per Bojdour seguendo sempre la N1 noiosa e poco trafficata. Altri posti di blocco, altre richieste di documenti etch. Boujdour, come tutte le città africane possiede anch&#8217;essa un entrata trionfale: strada a 4 corsie, grande porta e tanti lampioni. A parte questo, c&#8217;è ben poco da vedere. Il campeggio comunque è pulito e ben organizzato nonostante il vento che ci impedisce di aprire la parabola. Il collegamento internet non funziona così come la rete mobile Inwi. Siamo così costretti a telefonare da una cabina per sapere che il nostro viaggio finisce sicuramente in Marocco. Ce lo aspettavamo già da Agadir che sarebbe andata così e prendiamo la cosa con filosofia. All&#8217;uscita dalla città incontriamo un gippone dell&#8217;Onu il cui conducente si sbraccia salutandoci. Probabilmente è un osservatore italiano. Da <strong>Bojdour</strong> in giù il deserto si fa incombente, i paesi sono sostituiti da avan posti militari o da città fantasma. Forse per invogliare il popolo a trasferirsi e proseguire così la “marcia verde” il governo marocchino ha costruito e continua a costruire dei paesi fantasma. Una cisterna, delle case un generatore e forse una scuola, il tutto pronto per essere abitato. Ma da chi ? Chi, pur essendo attirato dalla benzina detassata e dalle incentivazioni potrebbe trasferirsi in un paese così inospitale ? Da queste parti una palma diventa un miraggio e una bottiglia d&#8217;acqua rappresenta il regalo che i conducenti delle corriere della linea Dahkla Agadir gettano ai lavoratori che spazzano le strade dalla sabbia. Un centinaio di chilometri prima di Dahkla la strada inizia a percorrere uno strano paesaggio fatto da alte formazioni rocciose che risultano spesso costituite da agglomerati di conchiglie fossili. Verso mare delle rocce bianchissime nascondono gruppi di baracche indicati come “Villaggio di pescatori”. Tra questi <strong>Lakka</strong> o Lakra che di surreale possiede sia la <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1309" title="Akfenir Buco del diavolo" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Akfenir-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />bellezza che la povertà. Ci fermiamo alla stazione di rifornimento diroccata che si trova proprio all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio per Lakka. Il benzinaio aziona una pompa a mano per prendere il gasolio che azionerà il gruppo elettrogeno che darà energia al distributore..mentre noi pensiamo con terrore agli iniettori fatti ripulire ad Agadir. Dopo l&#8217;ennesimo paese disabitato ecco apparire la costa occidentale della penisola di Dahkla. Il cielo azzurro, il bianco accecante delle scogliere, l&#8217;azzurro intenso del mare e la spuma delle onde che frangono continuamente sulla costa..un paesaggio bicolore, veramente particolare. Rimaniamo stupefatti perché nessuna foto, nessun racconto può essere paragonato al colpo d&#8217;occhio del panorama di <strong>Dahkla</strong>.<!--more-->Alla rotonda che rappresenta lo svincolo per recarsi sulla penisola la polizia ci lascia passare. La strada prosegue seguendo <img class="alignright size-medium wp-image-1332" title="Dahkla" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/IMG_2155-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />l&#8217;andamento delle alte rocce ricoperte di sabbia bianchissima della penisola e dopo qualche chilometro appare il mare interno che, a seconda dell&#8217;avanzare della marea, lascia o meno spazi infiniti di bagnasciuga. Al centro della laguna si erge solitaria l&#8217;isola rocciosa di Herb mentre il vento, costretto a passare tra le rocce, a girarsi e a rigirare diventa impetuoso alzando un velo di sabbia che rende tutto il panorama ancora più surreale. Dopo l&#8217;ennesimo posto di blocco individuiamo, al parcheggio di una spiaggia pubblica, circa una trentina di camper che, a giudicare dal tipo di organizzazione, sembrano sostare lì da qualche mese. Camper circondati da recinti, cucinotti, parabole a terra, fili per stendere i panni, abitudini a dir poco sconcertanti ..un accampamento che, mi dispiace dirlo, più che l&#8217;aggettivo selvaggio si meriterebbe quello di sporco. Che peccato ! Il posto è stupendo : circondato da rocce, con l&#8217;isola di Herb a portata di passeggiata e un mare pescosissimo, a giudicare dai resti di crostacei abbandonati sul bagnasciuga. La sosta è comunque gradevole e interessante. Infatti la giornata del “campeggio” inizia presto con la partenza dei camperisti-pescatori che, muniti di stivaloni, canne e zainetti porta pesce si avviano sul bagnasciuga alla ricerca del mare. Poi la giornata passa con la pulizia del pescato, la pulizia del camper e infine la ricerca dell&#8217;acqua in città. Ma non esiste solo quel punto sosta. Lungo la strada, circa 38 chilometri, che percorre la penisola fino alla capitale Dahkla ci sono punti molto belli sulle falesie o vicino al mare. A 6 chilometri a nord della città esiste poi un campeggio sul mare dove poter fare rifornimento d&#8217;acqua e una bella doccia calda. Dahkla è una città essenzialmente militare ma possiede un porto importante e una grossa industria conserviera. Il lungomare è ben curato e il souk offre di tutto, anche se a prezzi maggiorati a causa della grande distanza con il resto del mondo. Una centrale elettrica rifornisce la città ma, a quanto pare è insufficiente e l&#8217;energia è contingentata. Infine il nostro spirito nomade prende il sopravvento e si riparte per il sud alla ricerca del Tropico del Cancro percorrendo a ritroso i 40 chilometri di penisola. Riprendiamo la N1 e ci dirigiamo a sud attraversando il paese di <strong>El Hergub</strong>, un agglomerato di case con relativa caserma, posto di blocco e qualche casa fantasma. Il paesaggio è davvero molto bello: mandrie di dromedari si aggirano nel deserto di sabbia chiara e un mare azzurro calmissimo ci divide dalle dune di Dahkla in lontananza. Proseguiamo ancora alla ricerca del cartello indicante la linea del <strong>tropico del cancro</strong> ma non troviamo nulla. Il mio navigatore smette di funzionare e il Tom Tom dei nostri compagni di viaggio dà letteralmente i numeri. La vista del<strong> golfo di Cintra</strong> ci convince che la linea del tropico è ormai superata. Al <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1313" title="Marocco-Dahkla -bassa marea" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-Dahkla-Copia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />ritorno però inizio a ricordare che sulla mappa il tropico coincideva con il nome Porto Rico. Trovata l&#8217;indicazione proseguiamo sulla pista e ci fermiamo ad ammirare una bellissima spiaggia protetta da una barriera naturale verso il mare. Ci sono due camper parcheggiati e un accampamento troppo ben curato per essere destinato ai nomadi pescatori. Notiamo anche due antiche Torri allineate verso il mare. Una jeep sbuca dall&#8217;accampamento e noi cogliamo l&#8217;occasione per chiedere lumi. Ci confermano che la zona di passaggio (migrazione dell&#8217;asse terrestre..) delle linea è proprio quella e che quest&#8217;anno dovrebbe coincidere con l&#8217;allineamento delle torri. A questo punto è d&#8217;obbligo una foto ma come fare senza cartello ? Ovvio..lo disegniamo noi !<br />
Il ritorno verso il nord del Marocco è stato forse più interessante dell&#8217;andata perché, come accade spesso nei viaggi, allo stupore si sostituisce il desiderio di approfondire e di capire. La strada questa volta è frequentatissima da camion frigoriferi e camioncini che ogni tanto si fermano in piazzole apposite e fanno colare a terra un liquido rosso dall&#8217;odore nauseabondo. Questa sostanza ricopre quasi interamente le piazzole senza mai seccarsi tanto che all&#8217;andata si era <img class="alignright size-medium wp-image-1325" title="Marocco-globet-rotter " src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-globet-rotter-Copia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />pensato fosse gasolio fuoriuscito dalle cisterne. Ora capiamo che si tratta di sangue di pesce misto a qualcosa, forse un conservante o semplicemente grasso di pesce, che ne impedisce il disseccamento. I camion fanno la spola tra Dahkla, Layoune, Tan Tan o Agadir seguendo questo tratto di N1 soprannominato “via del pesce”, lungo il quale sono presenti varie industrie conserviere. La “<strong>via del pesce</strong>” è lunghissima, il pesce percorre circa 1000 chilometri su gomma, spesso con un caldo infernale, prima di essere trattato. La “via del pesce” è anche percorsa da varie corse di corriere che anch&#8217;esse fanno la spola tra Agadir e Dahkla. Le corriere si fermano e caricano o scaricano i lavoratori che costruiscono le abitazioni fantasma di città che non vedranno mai anima viva ma che probabilmente servono solo a dimostrare che il governo fa qualcosa per le popolazioni del Sahara occidentale. A proposito di Sahara Occidentale a <strong>El Marsa, il porto di Layoune</strong> vediamo il grande nastro trasportatore che collega le miniere di fosfati di Bou Kra al grande molo di carico del minerale. Le miniere di fosfati infatti sono state oggetto del contendere tra Marocco e popolazioni del Sahara occidentale. Entriamo nel paese di <strong>El Marsa</strong> attraverso la classica porta trionfale e poi proseguiamo per <strong>Layoune plage</strong> , classico paese di mare, quasi disabitato in inverno. Costeggiamo il mare fino a una bella villa probabilmente reale e troviamo sulla destra dei camper parcheggiati vicino a una  fontana in maiolica. Accanto c&#8217;è una specie di ufficio della gendarmeria reale, quindi possiamo stare tranquilli. Inoltre, per proteggerci dal vento, ci accostiamo a un mega camper tedesco con tanto di Fiat Panda a traino. Subito dopo accanto a noi parcheggia un altro camion-camper tedesco che ha le gomme alte quasi come il nostro di camper. Insomma questa notte potremo stare tranquilli. Facciamo una bella passeggiata sulla spiaggia molto pulita. Qualcuno fa il bagno o gioca a pallone. C&#8217;è anche chi pesca. Io mi metto a cercare le conchiglie bucate con cui faccio dei pendagli ornamentali e una bambina, accortasi delle mie ricerche, mi offre il suo bottino con un sorriso che ricorderò per sempre. Non c&#8217;è bel panorama che tenga..è questo il Marocco che amo di più.<!--more--><br />
Nonostante le precauzioni non passiamo una notte tranquilla. Dal cellulare che inizia a squillare in piena notte a un gruppo di ubriachi che si mette a discutere vicino ai camper e, per finire, un sedicente guardiano che inizia a chiedere i soldi alle 6 di mattina. Indispettiti, ce ne andiamo senza dargli nulla e riprendiamo la strada del ritorno. A <strong>Tan Tan Plage</strong> facciamo un giro del paese e del porto e finiamo la serata con la pizza fatta in casa. Il giorno dopo ci fermiamo a Tan Tan. L&#8217;entrata in città è davvero trionfale e l&#8217;architettura coloniale delle case della via principale interessante. Verso <strong>Guelmine</strong> la N1 torna ad essere buona finalmente, ci sembra quasi un&#8217;autostrada a confronto con l&#8217;asfalto, quando c&#8217;era, del sud. Comunque per evitare il tratto di strada da Guelmine a Tiznit, ci dirigiamo verso <strong>Sidi Ifni</strong> che peraltro è una città davvero piacevole. Arrivati all&#8217;ora di pranzo andiamo a mangiare direttamente a Les Nomades un ristorante di ottimo livello che abbiamo scoperto l&#8217;anno scorso. Anche quest&#8217;anno lo Chef non ci delude : zuppa di pesce, corvina arrosto e spezzatino di dromedario. Parcheggiamo al campeggio Solymar, un piccolo riposo e poi su al paese per andare al mercato del pesce pomeridiano. Questa volta <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1311" title="Marocco-Sidi Ifni" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-Sidi-Ifni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Mohammèd non ci tratta bene e ci fa pagare 8 euro per una spigola da un chilo. Il fatto è che in Italia siamo talmente abituati alle spigole di allevamento che ,quando capita quella di mare..Mi consolo acquistando delle belle stoffe al suk. Facciamo un giro per il centro e scopriamo che l&#8217;amministrazione di questa cittadina in art decò sta facendo di tutto per ristrutturare i bei palazzi coloniali abbandonati alla conclusione della colonia spagnola. Sulla strada del ritorno scopriamo che un gruppo di camper ha trovato un punto sosta alternativo al sito di Legzira. Provenendo da Sidi Ifni la pista verso il mare si individua circa 200 metri prima dello svincolo per il mega centro residenziale che, ancora in costruzione, ha cancellato uno degli ultimi paradisi dei camperisti. Chiacchierando con un camperista in sosta lì da una settimana, veniamo a sapere che c&#8217;è stato qualche furtarello. Arrivati a <strong>Tiznit</strong> ritroviamo i nostri amici e, purtroppo un caldo infernale ma dobbiamo ritirare occhiali e vestiti ordinati all&#8217;andata e sappiamo in anticipo che non saranno pronti finché non ci presenteremo di persona. Tornare ad <strong>Agadir</strong> è un po&#8217; come tornare a casa. Per pranzo ci fermiamo alla pasticceria Tafernaut dove facciamo una chiacchierata con un marocchino che ha vissuto molti anni in Italia e che ora possiede un&#8217;azienda ben avviata nel Souss. Azil conferma <img class="alignright size-medium wp-image-1327" title="Marocco Vita da bambino" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-enfant-Copia1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />l&#8217;impressione che abbiamo avuto del Marocco durante questi lunghi soggiorni. Questo paese è a un passo dal totale smarcamento dai problemi africani. Il Re, dimostrando un coraggio non indifferente, da una parte sta modernizzando lentamente la mentalità tradizionalista della gente e dall&#8217;altra sta preparando il paese alla sua industrializzazione creando infrastrutture pronte all&#8217;utilizzo da parte di tutta l&#8217;Africa centrale. Dal nuovo diritto di famiglia che di fatto limita moltissimo la poligamia, ai nuovi accordi con l&#8217;Algeria per la costruzione di una grande via di comunicazione attraverso il Sahara, dall&#8217;assistenza sanitaria gratuita (al momento solo in prova) per le fasce più deboli, al tentativo di far lavorare la maggior parte della popolazione. Salutiamo il nuovo amico e torniamo al campeggio dove ci incontriamo altri amici italiani che avevamo lasciato ad oziare. E&#8217; sera ma fa molto caldo, circa 34°, una temperatura così alta è rara nel mese di marzo. L&#8217;aria piano piano si riempie di sabbia e durante la notte si alza un vento fortissimo da SE. Una vera e propria tempesta di calore e sabbia investe il nostro camper nonostante la protezione degli alberi e delle siepi del campeggio. Al mattino l&#8217;aria è ancora irrespirabile ma il vento è leggermente calato. Ci spiegano che questo tipo di scirocco, chiamato anche <strong>Simo</strong>, è un fenomeno che si verifica da queste parti a fine inverno ed è probabilmente la parte nord di un fortissimo movimento d&#8217;aria, detto vento di Hartman che sta investendo l&#8217;Africa centrale, il Mali sopratutto. Veniamo infatti a sapere che in tutto il Mali la temperatura notturna si è mantenuta sui 30° e tale temperatura è in grado di bruciare le spighe di grano ormai maturo a queste latitudini, una vera e propria sciagura. Quest&#8217;anno quindi, oltre alla siccità, si doveva aggiungere anche la carestia. E pensare che da noi ci si preoccupa di una gelata quando abbiamo a disposizione un grande paese in grado di sopperire ai problemi di una singola regione.. Decidiamo di partire comunque ma, per sicurezza utilizziamo l&#8217;autostrada per Marrakech. L&#8217;autostrada corre tranquilla e al vento si è sostituita la pioggia mista a sabbia, sistema ideale per rigare i parabrezza. Ma “Essaouira chiama e <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1317" title="Essaouira" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Essaouira-16_1024x768-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />l&#8217;equipaggio risponde”..all&#8217;altezza di Chechaua ci dirigiamo verso la nostra amata cittadina utilizzando la veloce superstrada <strong>Chechaua-Essaouira</strong>. Chechaoua è in fase di ristrutturazione: lampioni art decò ornano la strada principale e vari palazzi sono in fase di restauro e costruzione. Anche a Essaouira troviamo cantieri in corso ma è il caos più totale. Credo che il 70 % delle strade ,sopratutto in centro, sia in ristrutturazione. Vorremmo parcheggiare sul lungomare ma troviamo dei nuovi cartelli di divieto di parcheggio per i camper. E&#8217; possibile sostare solo sulla piazza del porto ma non amiamo rimanere bloccati dalle macchine e ci rechiamo al campeggio che, unico rimasto in Marocco, offre solo docce fredde . A sera facciamo una lunga passeggiata alla continua scoperta di vicoli, misteriosissimi portoni e bellissimi riad. Siamo comunque un po&#8217; dispiaciuti: questa splendida città ancora non è riuscita a risolvere il problema delle fognature e i cantieri che vediamo da ormai tre anni si sono solo moltiplicati. Ci dicono che il Re verrà a fare visita in città e per quella data i cantieri dovranno essere conclusi&#8230;ci consoliamo mangiando un buon cous cous al ristorante Layounne e ascoltando musica Gwava. <strong>Essaouira</strong> è sede di un famoso festival di musica africana e se si vuole ascoltare della buona musica basta chiedere agli esperti nei negozietti di musica e strumenti. Il giorno dopo il camping si riempie di gruppi organizzati e in quest&#8217;occasione bisogna essere sempre presenti per godere dello “spettacolo” che puntualmente si verifica..c&#8217;è un gruppo di camper inglesi con &#8220;gentil man&#8221; in abiti coloniali e tanto di binocolo. A sera poi, i proprietari di tre jeep polacche con tende al seguito e ben 8 ruote di scorta,  hanno acceso le loro puzzolentissime lampade a cherosene. E, nonostante le luci del campeggio, della vivacissima città vicina e delle loro lampade, si sono messi a osservare il cielo “africano”..E va bene che siete in Africa ma non potete aspettare almeno di essere nel deserto ?<img class="aligncenter size-medium wp-image-1330" title="Marocco-incontri" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/uploads/2012/03/Marocco-incontri1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
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		<title>Marocco. Campeggi e aree sosta. Da Tangeri a Rabat</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 22:15:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Aree sosta]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Marocco]]></category>
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		<description><![CDATA[Elenco campeggi in Marocco. Da Tangeri a Rabat   <a href="http://www.partoebasta.com/camper/aree-sosta/1060/marocco-campeggi-e-aree-sosta-da-tangeri-a-rabat/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: medium;">TANGERI</span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;">Con l&#8217;inaugurazione del nuovo porto Mediterraneo del Marocco, situato a circa 30 chilometri da Tangeri il disbrigo delle pratiche doganali per noi turisti è diventato veloce ed efficente. Dal porto &#8220;Med&#8221; si accede direttamente all&#8217;autostrada a pagamento verso il sud. E&#8217; preferibile quindi cambiare nel Bureau de Change situato a destra subito dopo la dogana. Tangeri è comunque una città molto affascinante e merita una visita di almeno due giorni. Il campeggio di Tangeri &#8220;<strong>Miramonti</strong>&#8221; ha una capienza limitata e nei giorni di pioggia (frequenti nel periodo da Novembre ad Aprile) diventa una grande pozzanghera. E&#8217; comunque molto ombroso e praticamente in città. Per raggiungere il campeggio recatevi al vecchio porto e passate sotto la grande porta. Proseguite per circa 2 chilometri sulla grande strada che costeggia il mare e, quando questa volta a sinistra verso l&#8217;interno, girate sulla piccola strada in salita accanto al cartello indicante il campeggio.  Attenzione ! Non seguite le indicazioni che trovate sulle guide scritte prima del 2012: il Miramonti non è più raggiungibile da camper di medie dimensioni se non seguendo le mie precedenti indicazioni. Servizi scadenti e la doccia calda solo a richiesta alla reception. <a class="shutterset_" title="Camping" href="http://www.partoebasta.com/wp-content/gallery/marocco/marocco-cap-spartel-camp.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/gallery/marocco/thumbs/thumbs_marocco-cap-spartel-camp.jpg" alt="marocco-cap-spartel-camp" /></a>  Molto più facile da raggiungere è il camping <strong>Achkkar</strong> che si trova a <strong>Cap Spartel</strong>, le grotte d&#8217;Ercole (12 chilometri). Se siete sbarcati al porto Med, dirigetevi verso Tangeri, uscite a Tangeri ovest e seguite le indicazioni per il centro. Dopo circa 800 metri dall&#8217;entrata dell&#8217;aeroporto  dopo la stazione di benzina Afriqua e il centro Metro troverete un incrocio con semaforo per chi gira a sinistra. Girate a sinistra e seguite questa grande strada che attraversa un quartiere moderno. Arrivati al centro commerciale Assalam, sulla sinistra troverete il cartello per Cap Spartel.  Davanti all&#8217;Hotel Mirage (ottimo ristorante con bellissimo panorama) troverete l&#8217;ingresso del campeggio. Belle piazzole, abbastanza ombreggiate, corrente elettrica e docce a pagamento nei bungalow. Parcheggiati davanti all&#8217;albergo Mirage troverete dei taxi che per pochi dihram vi porteranno in città ma, attenzione, il ritorno dovrà essere contrattato prima. Coordinate del camping 35° 45&#8242; 33,26 N 05° 56,14&#8242; W. Il supermercato Marjanne si trova più vicino al centro, circa 3 chilometri dopo l&#8217;incrocio con l&#8217;aereoporto. Come in ogni supermercato, nel centro Marjanne esiste un servizio di vigilanza  ma non dimenticatevi di stare a Tangeri dove il proliferare di ogni sorta &#8220;scocciatori&#8221;  è continuo. Sopratutto di domenica, bande di ragazzi si divertono a fare piccoli dispetti ai camper. Fate attenzione ..</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.partoebasta.com/camper/688/diario-di-viag…a-verso-il-sud/">Diario di Viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><span id="more-1060"></span>TETOUAN</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La medina della città è patrimonio mondiale dell&#8217;umanità che però purtroppo se ne è disinteressata. Se volete visitare la città rinunciate a cercare un campeggio sulla costa e entrate nel parcheggio della medina. Il custode farà di tutto per farvi stare a vostro agio e il ristorante della Coperative de Femme accanto farà il resto. Non consigliato come prima sosta in Marocco&#8230; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><!--more-->ASILAH</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In inverno non perdete tempo a cercare il campeggio di Asilah, è spesso chiuso. Provenendo da nord sul lungomare a circa 1 chilometro dalla medina c&#8217;è un parcheggio custodito sulla spiaggia. Il custode notturno dorme in una tendina accanto ai camper ed è disponibile anche a scaricare la vostra cassetta su un terreno accanto al parcheggio (sic&#8230;). Più avanti, accanto alla porta della medina, si trova un secondo parcheggio ma non è asfaltato,  i servizi non sono praticabili e il custode pretende 50 dihram a notte. Mercato il giovedì.. Lo shopping ad Asilah è molto interessante, i  modelli di scarpe e di borse di forte influenza spagnola sono rari nel resto del Marocco. Nel ristorante &#8220;Da Garcia&#8221; vicino al parcheggio, cucinano della paella buonissima.</span></p>
<p><a href="http://www.partoebasta.com/camper/marocco/519/asilah-in-camper/"><span style="font-size: medium;">Asilah</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><!--more-->LARACHE</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Simpatica e accogliente cittadina portuale Larache è un ottimo punto sosta da cui far partire un &#8216;escusrione per le rovine di Lixus. Il punto sosta finanziato dalla Comarit e gratuito per i possessori di biglietto di quella compagnia, è provvisto di scarico, corrente, Wifi e piccolo ristorante. Non è vicino al centro ma con pochi dihram con un taxi si arriva velocemente al porto. Non fate caso ai fantomatici racconti di camperisti riguardo a incendi nel campeggio. Nel 2001 girava voce circa un incendio che aveva distrutto il campeggio, ma non era vero nulla..sono questi i misteri dei passaparola dei camperisti. Per raggiungere l&#8217;area sosta, uscite dall&#8217;autostrada direzione Larache e immettetevi sulla strada nazionale costiera N1. Dopo qualche chilometro di strada molto trafficata troverete l&#8217;indicazione del campeggio. Le coordinate sono 35° 09,65 N 06°08,60 W. Esisteva una seconda area sosta, quella della compagnia Comanav ma da almeno due anni è chiusa (2011). Molti camper sostano poco prima dell&#8217;area portuale a nord della città.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><!--more-->MOULAY BOUSSELHAM</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per gli amanti della natura e del pesce la sosta in questo piccolo paese costiero sarà sicuramente più indicata di quella a Larache. M. B. Si trova sul mare esattamente dove una fitta rete di isolotti sabbiosi crea una sorta di barriera di contenimento per una vasta laguna (parco nazionale). La laguna di Merzia Zerga in inverno si popola di uccelli migratori che si possono andare ad ammirare uitlizzando le grandi barche dei pescatori del posto. Una volta arrivati una serie di cartelli indicano campeggi ma in inverno il miglior campeggio aperto è il Municipal che si raggiunge girando a sinistra poco prima di una caffè .  Come accade spesso in Marocco il camping Municipal era un manufatto completamente in abbandono ma i nuovi gestori si stanno dando davvero molto da fare. Due docce calde,  due lavatrici a disposizione un ristorantino niente male con wifi rappresentano le novità del 2012 per questo camping.  Comunque i tramonti sul mare, le gite in laguna, i ristorantini di pesce del paese, il ritorno delle barche da pesca con la rudimentale asta del pesce ..beh vi faranno dimenticare i disagi. Un souk molto interessante si tiene il sabato a Lalla Mimouna. Fate grande attenzione ai dossi all&#8217;entrata nel paese di Moulay!! Non sono indicati !!! </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><!--more-->KENITRA</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Città caotica e poco interessante. Le coordinate del campeggio Le Chenaie (se è ancora aperto..) sono 34° 15,39 N 06° 34,07 W</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>RABAT </strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La capitale del Marocco non ha campeggi né possibilità di sosta notturna sicura. E&#8217; un gran peccato poiché Rabat meriterebbe una visita di almeno due giorni. Come organizzarsi ? Con il camper è possibile sostare durante il giorno in città. La cosa più facile, se non si conosce la città è uscire dall&#8217;autostrada seguendo l&#8217;indicazione aeroporto e proseguire verso il centro. Giunti ad una grande rotonda in vista della Torre di Hassan alla vostra destra troverete il parcheggio del supermercato Marjanne. Qui è possibile parcheggiare e avviarsi a piedi verso la medina. Per i più coraggiosi un parcheggio più spettacolare: superato il mercato Marjanne proseguite su una grande strada che costeggia le mura della medina, lasciando la torre di Hassan alla vostra destra. La strada proseguirà in salita e farà una grande curva a destra. Subito dopo la curva è situato un parcheggio sul mare proprio vicino alla Kasba des Oudaia. Il parcheggio non è grande e la viabilità di Rabat è completamente rivoluzionata per la costruzione di un enorme centro turistico sulle rive del fiume che divide la capitale da Sale. </span><span style="font-size: medium;">Il campeggio si trova a TEMARA circa 20 chilometri a sud lungo la strada costiera. Attenzione ! La strada è trafficatissima e costeggia le favelas di Rabat. Troverete il campeggio subito dopo i giardini ben custoditi di un palazzo reale. Il camping &#8220;Le Sablette&#8221; è in raltà uno sterrato senza alcun servizio e alcun fascino. Il campeggio si trova accanto ai giardini reali, non ci si può confondere. Se provenite direttamente dall&#8217;autostrada utilizzate l&#8217;uscita Temara. Provenendo da Nord, dopo l&#8217;uscita di Temara troverete l&#8217;altro  fornitissimo supermercato Marjanne. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><br />
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<span style="font-size: medium;"> <a href="http://www.partoebasta.com/camper/marocco/569/in-giro-per-le-strade-di-rabat/">Rabat</a></span></p>
<p><!--more--></p>
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		<title>Marocco. Campeggi e aree sosta. La costa sud</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 01:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree sosta]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[aree sosta in Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[buco del diavolo]]></category>
		<category><![CDATA[campeggi in marocco]]></category>
		<category><![CDATA[camping in Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinate campeggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Marocco. Elenco campeggi e aree sosta. La costa sud, da Aglou Plage a Akhefenir <a href="http://www.partoebasta.com/camper/aree-sosta/1152/marocco-campeggi-e-aree-sosta-la-costa-sud/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da <strong><a href="ww.partoebasta.com/camper/aree-sosta/1085/marocco-campeggi-e-aree-sosta-da-essaouira-a-tiznit/">Aglou Plage (Tiznit)</a></strong> è possibile seguire la strada costiera fino a Sidi Ifni oppure rientrare a Tiznit e prendere la N1 verso Goulmine. Le strade sono tutte in ottimo stato, compresa quella che collega Goulmine con Plage Blanche.<br />
<strong>MIRLEFT</strong> Il villaggio si affaccia su una costa magnifica, spesso meta di surfisti. Qualche camper posteggia vicino al Marabutto Sidi Abdallah che si trova girando a destra all&#8217;altezza dell&#8217;ampia baia con la piccola penisola al centro. Il Camping Des Nomades si raggiunge abbastanza facilmente: una volta in paese girare a destra e, seguendo le indicazioni, proseguire per circa 500 metri su una pista non asfaltata. Coordinate 29°34.794 N 10°02.629 O<br />
<strong>LEGZIRA</strong> o paradiso davvero perduto per i campeggiatori..La costruzione di un grande centro
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	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/gallery/cache/270__320x240_marocco_legzira.jpg" alt="marocco_legzira" title="marocco_legzira" />
</a>
 residenziale, oltre che deturpare uno splendido tratto di costa, ha cancellato uno dei punti sosta più suggestivi del Marocco. I camperisti comunque non demordono e hanno trovato un piazzale esattamente al di sopra degli archi di roccia. La pista è buona e si trova circa 200 metri dopo lo svincolo per il centro residenziale.<br />
<strong>SIDI IFNI</strong> Avamposto militare in art decò, questa cittadina, secondo me, possiede un fascino particolare. Il mercato del pesce di Sidi Ifni è assolutamente da visitare ma non cercate il porto peschereccio sotto al paese poichè esso si trova a pochi chilometri a sud della città e non possiede nulla di invitante. Provenendo da nord, poco prima della salita che porta in centro città, alla foce di un fiume quasi prosciugato (?!?) potrete trovare ben tre campeggi. Il Camping Solymar è il primo che incontrate sulla vostra destra ed è abbastanza attrezzato, compreso  il collegamento in Wifi. Subito dopo il camping Sidi Ifni,  ristrutturato nel 2011. Il Camping El Barco è grande e più vicino al mare, forse troppo in certi punti. Sicuramente si presenta meglio degli altri ma la sua posizione sotto al costone roccioso della città sovrastante non è proprio rassicurante. Se non volete fare due passi per andare in città, potete proseguire sulla salita per il paese e, una volta arrivati difronte a una grande spianata, girare a destra. Poi, alla rotonda, girare a sinistra. Dopo cira 100 metri troverete a destra il Camping Municipal. Il Municipal, sempre molto affollato, di positivo possiede solo la vicinanza con il centro città. La domenica, sulla spianata vicino alla rotonda, si tiene un souk davvero molto grande e pittoresco ma ci si può accontentare anche di quello giornaliero pomeridiano che si tiene accanto al mercato del pesce. Alcuni camperisti mi hanno riferito cha da Sidi Ifni si può proseguire per Plage Blanche sulla strada costiera ma, in questo caso, si perderebbe il panorama della splendida distesa di fichi d&#8217;india che si gode percorrendo la strada N12 fino a Goulmine.<br />
<strong>GUELMINE</strong> Sinceramente non sono riuscita a trovare nulla di interessante in questa città. In berbero &#8220;guelte&#8221; significa grande lago ma di acqua se ne vede ora davvero poca.. Il famoso mercato dei cammelli che si tiene il sabato, lontano dal centro città, è a dir poco polveroso e poco invitante ma, insisto, queste sono mie opinioni.<br />
Il camping dell&#8217;albergo &#8220;Fort Akabar&#8221; che si trova nell&#8217;oasi di Tighmert, a circa 12 chilometri è molto carino e possiede un pochino d&#8217;ombra. Per raggiungerlo proseguire sulla N12 attraversando la città fino alla rotonda. Qui proseguire dritto per Tighmert.<br />
Il camping della Stazione termale di <strong>Abaynou</strong> si raggiunge, provenendo da Sidi Ifni, girando a sinistra sulla N12 alle coordinate 29° 01,46&#8242; N 10° 04,47&#8242; O . Il camping è molto carino e le terme calcico-sulfuree hanno proprietà antireumatiche.<br />
<strong>PLAGE BLANCHE</strong> Una sosta selvaggia assolutamente stupenda. Con un camper non attrezzato per
<a href="http://www.partoebasta.com/wp-content/gallery/marocco/marocco-plage-blanche.jpg" title="" class="shutterset_singlepic271" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.partoebasta.com/wp-content/gallery/cache/271__320x240_marocco-plage-blanche.jpg" alt="marocco-plage-blanche" title="marocco-plage-blanche" />
</a>
 fuori strada si può parcheggiare in alto, in un luogo sicuro ma un po&#8217; disturbato dai locali che offrono di tutto.<br />
<strong>TAN TAN</strong> Fermatevi a Tan Tan per fare acquisti e poi continuate per <strong>Tan Tan Plage</strong> a <strong>El Ouatia</strong>. Attenzione ! All&#8217;uscita di Tan Tan esiste una rotonda con diritto di precedenza a dir poco insolito. La polizia è appostata più avanti  ed è pronta a farvi 70 euro di multa. Arrivate al chilometro 196 della Rn41, praticamente alla rotonda con dei grandi pesci al centro. Il camping &#8220;Des 2 chameaux&#8221; è ben attrezzato, ha un ottimo ristorante, è ben riparato dal vento, possiede un collegamento internet ma non c&#8217;è ombra ed è lontano dal mare.  Dopo la Bab di El Ouatia, la porta dei due cammelli, prendere la seconda grande strada a destra per raggiungere gli altri due campeggi: l&#8217;Atlantique e Le Sable d&#8217;or. I due campeggi sono sulla spiaggia, praticamente attaccati, molto ventosi e senz&#8217;ombra. Molti diari di camperisti raccontano di splendide soste libere sulla spiaggia. Io ricordo molti divieti di campeggio e un ambiente non favorevole. Abbiate pazienza e fate qualche chilometro in più per trovare dei punti sosta sul mare davvero belli e abbastanza sicuri.<br />
Proseguendo sulla N1, a circa 35 chilometri a sud di El Ouatia, il primo punto sosta alla foce del fiume <strong>Chebeika</strong>. A destra, subito dopo il ponte, si riuniscono molti camper in totale libertà. Brutte notizie purtroppo anche per quest&#8217;area&#8230;stanno costruendo un centro residenziale. I camper possono sostare ancora ma non è più la stessa cosa. Un po&#8217; più organizzato è il parcheggio custodito a sud, a circa 60 chilometri da El Ouatia. Le splendide falesie che costeggiano la foce del fiume Zehar, la laguna, i fenicotteri fanno di questo luogo, conosciuto come <strong>Ma Fatma</strong>, un vero paradiso. Appena in vista della laguna noterete anche i camper disseminati in alto sulla falesia e una piccola costruzione, una specie di reception. A circa dieci chilometri a sud troverete il distributore di benzina con qualche genere alimentare, coordinate 28° 10,3o&#8217; N 11° 52&#8242; O, poco dopo un punto sosta forse più comodo del primo ma senza custode.  Circa altri 20 chilometri ci collegano  a Akhefenir. Poco prima di arrivare, alle coordinate 28° 6,25′ N 12° 2,16′ O, accanto all&#8217;edificio della marina militare marocchina, si può andare a visitare una grotta crollata dove l&#8217;oceano si frange con un rumore spaventoso, chiamata il Buco del diavolo.<br />
<strong>AKHEFENIR.</strong> Subito dopo l&#8217;antenna, sulla destra, c&#8217;è l&#8217;ufficio del Parco di Naila dove è possibile ottenere il visto per la visita e sosta nella laguna. Il parcheggio difronte è quello dell&#8217;Hotel Sicart che accetta camper per la notte. L&#8217;albergo &#8220;La courbine d&#8217;argent&#8221; , a sud del paese e direttamente sul mare, pare non accetti più i camper, comunque è sempre meglio chiedere prima. Magari mangiando nel loro ottimo ristorante.. chissà ?</p>
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		<title>Marocco. Campeggi e aree sosta. Da Tafraute alla Vallè du Draa</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree sosta]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[aree sosta in Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Campeggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Marocco in camper]]></category>
		<category><![CDATA[Morocco]]></category>

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		<description><![CDATA[Elenco campeggi in Marocco. Da Tafraute alla Valle del Draa <a href="http://www.partoebasta.com/camper/aree-sosta/1104/marocco-campeggi-e-aree-sosta-da-tafraute-alla-valle-du-draa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1104"></span><strong>TAFRAUTE</strong><br />
Programmate un soggiorno lungo in questa zona poiché davvero lo merita.<br />
Ci sono ampie possibilità di sosta: in campeggio, sosta libera o libera ma con cavo di corrente collegato al camping accanto.<br />
Provenendo da Tiznit troverete alla vostra destra il campeggio Taska. Lo splendido panorama, le docce calde, Wifi e l&#8217;ottima Tajine fanno dimenticare il lato negativo del camping: la mancanza di ombra. Una bella passeggiata di circa un chilometro sotto il palmeto vi porterà in centro a comprare le &#8220;babuches&#8221; e prendere contatti con l&#8217;agente turistico che vi accompagnerà a scoprire lo splendido territorio.<br />
Il camping &#8220;Granite rose&#8221; si trova a circa 200 metri più avanti del Taska, è ben attrezzato ma anch&#8217;esso assolato.<br />
Il Camping Le Palmeraie si raggiunge girando a sinistra all&#8217;altezza del cartello di benvenuto in paese. Il camping non è all&#8217;altezza dei precedenti ma ha buone possibilità di campeggiare all&#8217;ombra anche al di fuori delle sue mura perimetrali.<br />
Coordinate 29° 43,19&#8242; N 08° 58,46&#8242; O.<br />
In zona ci sono ampie possibilità di sosta ma con un mezzo grande non avventuratevi a visitare le rocce blu o il cappello di Napoleone.<br />
<strong><!--more-->TAROUDANT</strong><br />
Da Tafraute verso la valle del Draa la strada migliore è sicuramente via Igherm-Talouine ma allungando di pochi chilometri si può ammirare la città rosa, Taroudant.<br />
Non ci sono campeggi in città ma si può sostare, se c&#8217;è posto, al parcheggio custodito del bellissimo albergo Palais Salam ( coordinate 30° 28,23&#8242; N 08° 52,14&#8242; O ) che si trova lungo le mura della città, in vicinananza della singolare piazza con due rotonde. Superato il parcheggio si giunge su una ampia piazza molto polverosa e incustodita, dove sostano molti altri camper.<br />
<strong><!--more-->TALIOUINE</strong><br />
Il paese è fuori dai circuiti turistici standard ma ha molto da offrie agli amanti della montagna e del &#8220;plisè&#8221;. Infatti da Talioune parte uno dei percorsi di trekking più interassanti del Marocco, la visita del Djebel Sirwa. La magnifica Kasbah è abbandonata ma è possibile trovare qualcuno disponibile a farvi entrare nelle case ancora abitate. In ottobre è possibile acquistare zafferano fresco nella cooperativa Souktana. Il Camping Toubkal, a sinistra appena usciti dal paese, è ben attrezzato (Wifi), panoramico e suddiviso in terrazze. Coordinate 30° 31,76&#8242; N 07° 54,64&#8242; O Souk il lunedì.<br />
<strong><!--more-->TAZENAKTH</strong><br />
Un paese spazzato dal vento e dalla sabbia, una stazione dei pulman, un ristoro, qualche asino carico di tappeti. Se volete acquistare dei tappeti a buon prezzo Tazenakth è il posto giusto ma le trattative saranno lunghissime e forse sarete costretti a una sosta notturna. Non c&#8217;è campeggio ma alla stazione di polizia vi accoglieranno gentilmente e vi faranno parcheggiare accanto. Coordinate 30° 34,43&#8242; N 7° 12,12&#8242; O La R108 che prosegue per Agdz è buona fino all&#8217;incrocio con la R111  e poi (2012) diventa pessima. Mi hanno riferito che su tale strada spesso si verificano richieste di gasolio da parte di gente del posto in panne. Se vi fermate  e donate un po&#8217; del vostro gasolio vi sarà assicurato un invito a casa con &#8220;regalo&#8221; accluso. Strano, no ? Comunque il panorama dalla strada che prosegue per Agdz è molto bello e interessante : miniere d&#8217;argento e rame, fossili e infine palmeti che nel tardo pomeriggio assumono tonalità argentee. E&#8217; per questo che qualche campeggiatore si ferma a..</p>
<p><strong><!--more-->TASLA</strong><br />
Praticamente un bivacco che si intravede dalla strada..Coordinate del camping Anghar 30° 33,92&#8242; N 06°45,11&#8242; O<br />
<strong><!--more-->AGDZ</strong><br />
Cittadina caotica e poco invitante. Il mercato si trova alla fine del paese verso Zagora e il giovedì si tiene il souk. Il parcheggio all&#8217;entrata di Agdz, che di campeggio possiede solo il cartello, può servire solo se si ha intenzione di proseguire subito lungo la valle del Draa. All&#8217;interno della Kasbah si trova un campeggio attrezzato, il Camping Kasbah de la Palmeraie. Per raggiungerlo, provenedo da Nord, arrivate alla piazza centrale sulla N9, dove si trova il mercato e girare subito a destra. Cartelli ben visibili. Coordinate 30° 42,49&#8242; N 06° 26,53&#8242; O. Le piazzole si trovano al di sotto del livello stradale.<br />
<strong><!--more-->ZAGORA</strong><br />
La città offre tre campeggi ben attrezzati. Provenendo da Nord il primo si chiama &#8220;Prend ton temps&#8221;, coordinate 30° 20,28&#8242; N 5° 49,90&#8242; O Per raggiungere il sito girare a sinistra all&#8217;altezza dell&#8217;Hotel Reda.<br />
Il secondo, quasi sempre pieno, è più grande e più accogliente, si chiama Le jardin de Zagora e si raggiunge girando a sinistra dopo aver superato la Moschea. In Rue Hassan II, dove si trova il campeggio, troverete anche alcune agenzie di viaggio. Wifi vicino la reception. Poca ombra e pochi servizi. Il camping Sindibad, più avanti sulla stessa strada, è un po&#8217; più ombreggiato ma decadente.<br />
<strong><!--more-->AMZROU</strong><br />
Se il clima è molto caldo non esitate e preseguite per qualche chilometro. Alla fine del centro abitato, alla rotonda, prendete la terza uscita e proseguite fino all&#8217;incrocio con la N12. Sulla destra troverete subito l&#8217;indicazione per il camping &#8220;La palmerie de Amzrou&#8221; e a sinistra quella per &#8220;L&#8217;oasis-Palmier&#8221;. Sono entrambi abbastanza ombreggiati e vi assicuro che questo è fondamentale con il clima di Zagora.<br />
<strong><!--more-->MHAMID</strong><br />
Circa 6 chilometri prima di Mhamid il campeggio di OULAD DRISS ospita tende e camper in un bel palmeto. Circa 15 attacchi di corrente e tanto spazio a disposizione, un ecocampeggio gestito da proprietari molto simpatici che vi consiglieranno volentieri per le vostre gite sulle dune.<br />
In paese il camping Hammada du Draa offre piscina, Wifi, ottimo ristorante, Hammam ma è poco ombreggiato. Per raggiungerlo alla rotonda girate a sinistra e superate il ponte sul Draa.</p>
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