<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8311653</atom:id><lastBuildDate>Sat, 07 Sep 2024 03:17:47 +0000</lastBuildDate><title>Pasta mista</title><description>Volevo scrivere. Invece errai</description><link>http://pastamista.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Unknown)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>685</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-8701837715948155979</guid><pubDate>Sat, 11 Sep 2010 14:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-11T16:45:02.215+02:00</atom:updated><title>Addio del passato [Ehm. Meno drammatico.]</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZlMWM2ypzpTO69tnfgQmOa26iCR-yQYCi9iB8sUUneFpHXB6STvz5GnR_lDqJaBHDUYBMxGb6fzcBGTbYaRU3djQqp5EeWbKjAnxHCyTx24xuCEuCIyDlMY_ipMdJOEkvTZoyDQ/s1600/P3090058.JPG&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZlMWM2ypzpTO69tnfgQmOa26iCR-yQYCi9iB8sUUneFpHXB6STvz5GnR_lDqJaBHDUYBMxGb6fzcBGTbYaRU3djQqp5EeWbKjAnxHCyTx24xuCEuCIyDlMY_ipMdJOEkvTZoyDQ/s400/P3090058.JPG&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5515666599005224002&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(153, 0, 0); font-style: italic;&quot;&gt;Arco di  Tito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non amo più questa città. Mi sono resa conto qualche mese fa ma, come si fa con gli amori che &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;scricchiolano&lt;/span&gt;, di cui il nostro istinto sa già la fine, non me ne sono voluta accorgere. Ora che in un sabato pomeriggio di sole non sento più la voglia di andare in centro, di scoprire quartieri nuovi e di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;fotografarli&lt;/span&gt; (ah &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;Torraccia&lt;/span&gt;, ah &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;Portonaccio&lt;/span&gt;), di salire al Gianicolo per annoiarmi con gli occhi pieni di questa luce &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_4&quot;&gt;pre&lt;/span&gt;-autunnale, è il momento di lasciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettore, non pensare che il resto del blog sia dunque noia. No. Ho scritto, e bene, di amore per persone che ho molto amato, e di amore per questa città; ho scritto di &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot; class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_5&quot;&gt;social&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; network&lt;/span&gt;, di blog, di cose che mi facevano vibrare d&#39;interesse. Ma ora no. Tutte queste cose sono sbiadite: per prima la città, sporca, rumorosa e incivile, e poi tante altre cose ora senza quasi più senso, &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_6&quot;&gt;infuffate&lt;/span&gt;, che nulla mi danno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe essere un periodo così, o invece [era] un calesse (&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_7&quot;&gt;cit&lt;/span&gt;.). Io ho sempre fame di vita, curiosità di vita, amore per la vita. Ma non ho tempo da perdere nello esplorare le vite degli altri. Io sono adesso, nulla è rimandabile: la dimensione del presente è insieme finita e infinita, e sono tornata alla strada, al giornale, solitaria nei &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_8&quot;&gt;caffè&lt;/span&gt;, bramosa di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_9&quot;&gt;silenzio&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi duole il silenzio di questo blog, la morte dei blog come luogo di meditazione, dove prima di scrivere ci pensavi; non riesco a mantenere una &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_10&quot;&gt;chat&lt;/span&gt; infinita tutti i giorni.  Per ora, il blog finisce qui.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/09/addio-del-passato-ehm-meno-drammatico.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZlMWM2ypzpTO69tnfgQmOa26iCR-yQYCi9iB8sUUneFpHXB6STvz5GnR_lDqJaBHDUYBMxGb6fzcBGTbYaRU3djQqp5EeWbKjAnxHCyTx24xuCEuCIyDlMY_ipMdJOEkvTZoyDQ/s72-c/P3090058.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-3200621443490368559</guid><pubDate>Tue, 15 Jun 2010 20:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-15T23:00:50.141+02:00</atom:updated><title>Taglia - Copia</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/TBfpcSsoPHI/AAAAAAAAAUE/DedHsBXt7Ks/s1600/p+015.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor: pointer; width: 400px; height: 199px;&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/TBfpcSsoPHI/AAAAAAAAAUE/DedHsBXt7Ks/s400/p+015.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5483107743611501682&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(153, 0, 0); font-style: italic;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Civitavecchia, il porto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti guardo, seduto sul divano; una voce di silenzio, di soli movimenti. Cerchi, onde di fumo che con le labbra moduli come parole, che con le labbra carezzi e soffi. Pieghe nell&#39;aria, le tue mani ferme abbandonate tra i cuscini; entità strane, roba che non ti appartiene, che sembra dire l&#39;abbandono stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non appartengono a me. Ai miei occhi rimane il pensiero di un disegno a sanguigna, le tue mani distanti dalle mie. E la pelle loro, che si secca come quelle foto di deserti di sale, di letti di fiume abbandonati nel brutale tropico del Cancro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah le carezze lente, i riflessi della notte sulle curve. Tutto ciò, le chitarre, l&#39;estate... mi copro forte la bocca, mi faccio male alle labbra. Incendio, incendio che si spegne in lacrime tenute dentro, lucidanti l&#39;interno delle orbite solo per me; al massimo, va, per la città questa nostra di cui siamo stati odori, ombre che le mura ricordano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Vuoi qualcosa? Una sigaretta? Perché mi guardi così?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Dammi la mano sinistra. Ti leggo la mano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul palmo le righe dove io sola ho scritto, montagnine fatte arrendere dai baci. Mi porto sulla guancia la concavità, i calli, sapore di essere fratelli, e più che questo, più di tutto e la coscienza; e sento nelle tempie tutti gli orologi, so che sarà mattina. So che sarà, l&#39;ultima, mattina.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/06/taglia-copia.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/TBfpcSsoPHI/AAAAAAAAAUE/DedHsBXt7Ks/s72-c/p+015.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-125946701401059939</guid><pubDate>Wed, 07 Apr 2010 19:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-07T21:37:00.237+02:00</atom:updated><title>Agua de luna clara</title><description>Quando tu te ne vai, tu chiunque, che sei passato per la mia vita, tangenziale a molte cellule e vicino a molte emozioni - anche troppo vicino, anche lì - all&#39;inizio sento una sottrazione, poi la malinconia, poi nulla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni cosa va e torna, ogni gesto è circolare.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/04/agua-de-luna-clara.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-1252515130874044874</guid><pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-04T19:01:15.946+01:00</atom:updated><title>Comunicazione di servizio_26</title><description>Il &lt;a href=&quot;http://www.haloscan.com/&quot;&gt;fornitore&lt;/a&gt; della piattaforma dei commenti di questo blog ha deciso di chiudere/migrare ad una piattaforma a pagamento. Me sono salvata tutto il salvabile, e riattiverò i commenti di Blogger, che però non importa commenti da questa piattaforma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo blog dunque, per la maggior parte dei suoi post, rimarrà in un silenzio stellare.&lt;br /&gt;Mi duole come una ferita. I commenti sono il sangue di un blog, quello che lo fa vivere. Senza commenti un blog muore, non adempie alla sua missione: condividere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti quelli che adesso passeranno ad un silenzio spero breve, un abbraccio.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/02/comunicazione-di-servizio26.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-5916751618284174370</guid><pubDate>Tue, 02 Feb 2010 21:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-02T23:03:28.603+01:00</atom:updated><title>La solitudine del non saper fotografare il tramonto</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/S2igUEnbCAI/AAAAAAAAAR0/vUn3-aco0CA/s1600-h/tr+006.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/S2igUEnbCAI/AAAAAAAAAR0/vUn3-aco0CA/s400/tr+006.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5433769217119422466&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;color:#990000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;font-size:small;&quot;&gt;&lt;i&gt;(Appunto.)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle strade si vede il tramonto. Non è diverso in sé, lo guardo tutti i giorni: sotto la pioggia, o distratta, oppure mentre mangiucchio una barretta al sesamo, là dietro il &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;SUV&lt;/span&gt; evitato, qui fuori dal &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;supermercato&lt;/span&gt;. Eppure certi giorni d&#39;incendio come oggi devo fare attenzione, concentrata sui gesti quotidiani; gli occhi se ne vanno a fotografare in velocità ogni &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;millisecondo&lt;/span&gt;, ogni variazione di colore, ogni riflesso rame, rosa, ambrato di grigio, con i bordi gialli, bordeaux sulle rovine, piano bollente sui vetri degli edifici, striscia di taglio sui pali dell&#39;alta tensione. O le nuvole basse, come rotoli di antracite, con sopra strade rosso cupo senza fine. Poi il tutto precipita in un baratro dietro l&#39;orizzonte della città. Kaputt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un momento di sospensione. Le case tengono il respiro dietro persiane e tende. Noi dentro le macchine mordiamo lo spazio intorno, ciechi come pesci abissali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si cominciano ad accendere le finestre, prima timidamente; poi, siccome la notte arriva a ondate implacabili, vinto il giorno che spira in un ultimo grido di giallo brillante, tengono un ritmo non diverso dal battito di una natura artificiale, estrema. E ora sento il rumore, e scappo &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;schiacciando&lt;/span&gt; le buche sotto le ruote. Le luci dei fari strisciano oblique sotto il metallo della tangenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbircio le strade laterali in salita, che finiscono dritte nel cielo di un viola disfatto, ancora non nero; e mi prometto, seria come q&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_4&quot;&gt;uando&lt;/span&gt; ero bambina e non sapevo nulla di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_5&quot;&gt;appuntamenti&lt;/span&gt; mancati né di cieli promettenti: &quot;&lt;i&gt;la prossima volta vai&lt;/i&gt;&quot;. Guido piano, vado altrove, con il groppo alla gola, la sensazione che era lì che dovevo andare, perché era lì l&#39;angelo, o la palla rossa perduta, non so; ma qualcosa.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/02/la-solitudine-del-non-saper-fotografare.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/S2igUEnbCAI/AAAAAAAAAR0/vUn3-aco0CA/s72-c/tr+006.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-9150064692785703711</guid><pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-25T21:38:53.990+01:00</atom:updated><title>I keep having these dreams</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/S14BOv_n92I/AAAAAAAAARk/l0_nOzBpqks/s1600-h/PA140010.JPG&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/S14BOv_n92I/AAAAAAAAARk/l0_nOzBpqks/s400/PA140010.JPG&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5430779553568520034&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;  style=&quot;color:#990000;&quot;&gt;Spiaggia di Fregene, tramonto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; un pomeriggio tardo d&#39;inverno, come tanti altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull&#39;autostrada. Mi sposto dentro un quadretto d&#39;ispirazione magrittiana: luce sopra, luci sotto. E c&#39;è una mezzaluna che divide il cielo in due: da una parte un blu prussia che morde con i denti della notte; dall&#39;altra del verde, dei gialli insipidi, la rabbia del giorno che finisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se noi due... in questa luce che si scioglie lenta, potremmo andare a veder scendere gli aerei. In silenzio, con una musichetta di sottofondo delle tue, entreremmo nel quadrettato che formano insieme le strade e le traiettorie. Abbracciati. Qualche gabbiano strilla, in sottofondo. A noi piacciono i gabbiani, il respiro delle turbine ed il brusio dei canneti accarezzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio sapere chi sono, con te. Chiusi i diari, chiuse tutte le lettere, chiuse le cartoline in scatole di legno, classificati tutti i file.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apro soltanto la nostra pagina, due fogli uniti alla base, tremanti.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/01/i-keep-having-these-dreams.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/S14BOv_n92I/AAAAAAAAARk/l0_nOzBpqks/s72-c/PA140010.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-8207527303108088054</guid><pubDate>Sat, 02 Jan 2010 17:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-02T19:08:39.062+01:00</atom:updated><title>Al momento non altro</title><description>Giorni migliori, vite migliori.&lt;br /&gt;Al momento non altro.&lt;br /&gt;Per tutti</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2010/01/al-momento-non-altro.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-5974047185102556111</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 15:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T17:07:53.524+01:00</atom:updated><title>Bloggg-Natale</title><description>Quanti Natali ancora? Quanti sogni&lt;br /&gt;spuntano da sotto le nostre spese natalizie,&lt;br /&gt;dubbi di regali da fare a chi si vuole bene,&lt;br /&gt;oppure a quei &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;frastornatori&lt;/span&gt; di colleghi,&lt;br /&gt;o anche ai vicini da poco genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; tutto un viavai di cartoline,&lt;br /&gt;luccicano i torroni e strombazza la carta&lt;br /&gt;nelle mani dei commessi spaventati,&lt;br /&gt;strillano i bambini, crollano gli espositori delle pile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che odore di salmone e di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;frittini&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;I camionisti si scambiano auguri salaci dai walkie talkie,&lt;br /&gt;ignorano il silenzio che scende, pian pianino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto è lunga e densa la vigilia,&lt;br /&gt;scandita dai numeri della tombola?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudi gli occhi. Domani si avvicina.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/12/bloggg-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-8092651619379404139</guid><pubDate>Sat, 19 Dec 2009 19:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-19T21:47:24.722+01:00</atom:updated><title>La passione per i casalinghi</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/Sy07bkMDTJI/AAAAAAAAARQ/Ow3LeDaU3v4/s1600-h/o+006.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/Sy07bkMDTJI/AAAAAAAAARQ/Ow3LeDaU3v4/s400/o+006.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5417051271553305746&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro nel negozio &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;straluminoso&lt;/span&gt;, straripante di oggetti, &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;stravigilato&lt;/span&gt;. Entro e mi &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;autoinserisco&lt;/span&gt; in una bolla di sapone, chiusi i rumori fuori, chiusa la fretta e le banalità a pioggia. Ammiro gli oggetti. Mi guardo tutti gli &lt;a href=&quot;http://www.swarovski.com/&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;Swarovski&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, i bicchieri di &lt;a href=&quot;http://www.riedel.com/&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_4&quot;&gt;Riedel&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che sembra stanno per rompersi da soli; gli oggetti &lt;a href=&quot;http://www.ivvnet.it/&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_5&quot;&gt;IVV&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, sempre più pesanti di quanto sembrano e con colori diversi da ogni &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_6&quot;&gt;pantone&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_7&quot;&gt;conosciuto&lt;/span&gt;; i fiori di tessuto, i &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_8&quot;&gt;sottopanettoni&lt;/span&gt;, le tazzine dorate con la &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_9&quot;&gt;caffettierina&lt;/span&gt;, il set di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_10&quot;&gt;posatine&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_11&quot;&gt;imprendibili&lt;/span&gt; per bimbo van lasciati alla folla che si assiepa al bancone confezione pacchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un angoletto centinaia di cucchiaini, decine di barchette, altre centinaia di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_12&quot;&gt;contenitorini&lt;/span&gt; per &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_13&quot;&gt;amuse&lt;/span&gt;-&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_14&quot;&gt;bouche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_15&quot;&gt;sushi&lt;/span&gt;: di qua una serie di penne, &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_16&quot;&gt;portasoldi&lt;/span&gt;, fiaschette da incidere con le cifre ed altri ammennicoli &quot;maschili&quot;. Scelgo una &lt;a href=&quot;http://www.alessi.it/it/2/1082/caffettiere/90018-caffettiera-napoletana&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;miniature&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell&#39;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_17&quot;&gt;Alessi&lt;/span&gt; che il commesso va a prendere in magazzino. Nel frattempo osservo i gesti precisi, le scatole colorate, le bolle timbrate, l&#39;arricciare di un nastro che poi va, con le sole punte delle dita come i &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_18&quot;&gt;parrucchieri&lt;/span&gt;, disposto a stella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei una casa più grande. Dove poter mettere quei grandi vasi diafani. Cassetti dove ordinare le &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_19&quot;&gt;grattuggine&lt;/span&gt; tecniche. Sul tavolo, quell&#39;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_20&quot;&gt;alzatina&lt;/span&gt; a tre piani, con la frutta. Le padelle, quelle &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_21&quot;&gt;antipastiere&lt;/span&gt; che...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pago. E poi ritorno in cerca di una forchetta. Da regalare a una ragazza che si emozionava, un giorno, ricordando il gesto antico, familiare, del creare i gnocchi (veloci, con l&#39;acqua che già bolle) sui &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_22&quot;&gt;rebbi&lt;/span&gt; lucidi. I commessi mi guardano con una punta di riso agli angoli degli occhi. La mia bolla rimane iridescente. &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Un regalo simbolico&lt;/span&gt;&quot;, dico per &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_23&quot;&gt;giustificarmi&lt;/span&gt;.  Ma loro sanno, in mezzo al cinismo delle porcellane dipinte mano, una per una, che ci sono tempi speciali nella vita, &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_24&quot;&gt;sottolineature&lt;/span&gt; differenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un breve momento vengo trascinata dalla frenesia &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_25&quot;&gt;comprereccia&lt;/span&gt; della folla. E&#39; soltanto un attimo.  La forchetta, piena già di mattine e di sere, mi accompagna lontano...</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/12/la-passione-per-i-casalinghi.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/Sy07bkMDTJI/AAAAAAAAARQ/Ow3LeDaU3v4/s72-c/o+006.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-6989204580631230529</guid><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 21:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-07T23:00:14.387+01:00</atom:updated><title>&#39;cos looking back it was easy</title><description>Oggi era giorno di macchine nere. Altri giorni sono le gru che volteggiano implaccabili tra cielo e terra: e penso a coloro che ne salgono le scale fino alla cabina, che le scendono e tornano a casa, che bevono una birra con gli amici. Cosa sentono, com&amp;#39;&amp;#232; il loro stare bene o male. Ma oggi non toccava alle gru, o ai camionisti, passavano troppe macchine nere: Mercedes e Porsche e tutte le Audi mie sognate, Panda nere, Smart TotalBlack, M&amp;#233;gane e vecchie Ritmo, Cinquecento and so on. Che significa, mi sono detta, quando guardi il nero, gli storni e le loro danze, le ombre negli androni, dietro le finestre delle case? Significa silenzio, ricerca di uno stare ovattata, significa mimetizzarmi nella notte; devo fermarmi, attraversare qualcosa.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/12/cos-looking-back-it-was-easy.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-9169836040126086087</guid><pubDate>Sat, 05 Dec 2009 17:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-05T19:10:38.183+01:00</atom:updated><title>Quando quando quando</title><description>E&#39; un periodo questo di rabbia. Rimanere chiusa in macchina in un ingorgo &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;monstre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, guardando i miei colleghi &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;automuniti&lt;/span&gt; chini sui cellulari e sul punto di piangere o di urlare,  i guizzanti motoristi disperati, gli autisti dell&#39;autobus rassegnati, mi fa chiedere: &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ma &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;cos&lt;/span&gt;&#39;è? Perché prima questo non era mai successo? Dove sono i vigili &lt;/span&gt;(insomma, nemmeno potevano fare molto.)?&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono arrivata a casa come il vinto in una battaglia medievale e non mi aspettava nessun camino caldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo a quanto questa città che adoro è diventata invivibile con gli anni. A come non c&#39;è a mio avviso volontà di rendere migliore la viabilità (non a pezzetti, ma con un piano complessivo da applicare &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;circoscrizione&lt;/span&gt; per &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_4&quot;&gt;circoscrizione&lt;/span&gt;) l&#39;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_5&quot;&gt;illuminazione&lt;/span&gt;, la segnaletica (i semafori &quot;tappati&quot; dagli alberi... le strisce pedonali invisibili di giorno e di notte... le buche...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta mi sono sentita pensare: &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Vado via&lt;/span&gt;&quot;. &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ti odio&lt;/span&gt;.&quot;&lt;br /&gt;Mi costerà recuperarmi.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/12/quando-quando-quando.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-2154567157856934597</guid><pubDate>Sun, 04 Oct 2009 16:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-05T21:32:09.666+02:00</atom:updated><title>Il tagliatore</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/SsjOd1CtxXI/AAAAAAAAAPQ/BkkKHDnZWrM/s1600-h/vv+012rit.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor: pointer; width: 304px; height: 400px;&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/SsjOd1CtxXI/AAAAAAAAAPQ/BkkKHDnZWrM/s400/vv+012rit.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5388783965998794098&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Celimontana&quot;&gt;Villa Celimontana&lt;/a&gt; è un parco semplice, uno dei tanti che a Roma sono dominati da un villone (in questo caso ospitante la &lt;a href=&quot;http://www.societageografica.it/index.htm&quot;&gt;Società Geografica Italiana&lt;/a&gt;) dipinto nei soliti rosa-e-crema o mattone-e-crema, con i soliti vasi di bosso e gli archi rinascimentali, e il travertino che diventa rosa a ottobre e bianco stupefacente ad agosto. Il parco ha degli alberi stupendi e centenari, erba dove riposare dopo un picnic improvvisato di domenica, fontane e vasche con le solite 20 carpette e una carpa-squalo (controllate le vasche con le carpe. C&#39;è sempre una gigante), parco bambini e tantissima polvere. Negli estremi di una immaginaria linea tra le due entrate, ci sono Santa Maria in Domnica e San Pietro e Paolo, tra le chiese più antiche e più belle di Roma: e capita spesso di vedere neosposi buttati in aria dagli amici o la coppia che fa finta di essere separata dai gruppi di parenti sotto gli occhi di un immaginativo (sic) fotografo di matrimoni, mentre il sole picchia implaccabile, ad imperituro ricordo di cotanta emozione. Ma nel parco ci possono essere anche &lt;a href=&quot;http://www.villacelimontanajazz.com/&quot;&gt;famosi festival di jazz estivi&lt;/a&gt;, mesti primi-maggio e moltitudinarie manifestazioni: oggi, terrorizzati standisti aspettavano, nella frechezza della mattina autunnale, l&#39;avvio di &lt;a href=&quot;http://citta.romaincampagna.it/&quot;&gt;La campagna in città&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento nominare, alla gente che passeggia, mentre gironzolo tra mieli alla fragola e gelati cacio-e-pepe*, certe cose che attivano alcune zone del cervello e non altre; non ovunque, soltanto qui, in una zona delimitata dagli acquedotti romani e dalle strade consolari che partono a raggiera fino ai confini del mondo conosciuto. Mattina o sera, le lucine si accendono su certe parole, che sono sicura avrà sentito persino il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Villani&quot;&gt;Villani&lt;/a&gt;: &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;panino con la porchetta&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fila è sempre sterminata agli stand di ogni manifestazione in cui si mangia. Gli addetti, sopraffatti; i bambini, scatenati. Odore di porchetta appena tirata fuori dalla carta marrone, dalle umili cordicelle. Il tagliatore di porchetta è un colosso che compie un sacrificio non diverso da quelli degli achei nelle pianure di fronte a Troia: ma qui agli dei non è offerto niente. Siamo noi, gli dei. Ci allontaniamo con i nostri panini, inebriati e dimentichi di offese e di vendette, di clangore ed orgoglio delle armi, unti e ignaramente felici nel sole autunnale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*il gelato sapeva di buon pecorino ed aveva pezzetti di pepe. Una libidine. Ci sono andata, alla &lt;a href=&quot;http://www.gelateriagreed.com/&quot;&gt;casa madre&lt;/a&gt;, nel pomeriggio, e non riuscivo ad uscire (alla ricotta de pecora, per esempio. Ero paralizzata da quanto è buono). Al momento lo metto in alto alla mia classifica delle gelaterie romane.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/10/il-tagliatore.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/SsjOd1CtxXI/AAAAAAAAAPQ/BkkKHDnZWrM/s72-c/vv+012rit.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-4560231080954713076</guid><pubDate>Mon, 14 Sep 2009 17:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-14T19:52:53.348+02:00</atom:updated><title>Garage ospiti - Da 1 a 29</title><description>Non sono cattiva, io. E&#39; soltanto che non dimentico. Da qualche parte, in un cassettino tra tanti ricordi che so di avere e che stanno lì pronti per la vecchiaia, c&#39;è anche quella volta che mi hai ignorato ostentatamente, che mi hai ferito, che ti sei permesso. Passa il tempo. Il ricordo dorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi un giorno, come in un cartone animato, c&#39;è un gran fuoco di artificio di risveglio, e soprattutto quei collegamenti tra ragione ed emozione, infinitesimali, a noi quasi sempre sconosciuti fin quando non si rivelano in un&#39;azione:  nel disegno che mi faccio di questi nanotempi c&#39;è qualcosa di oltre-la-velocità-del-suono che percorre il corpo intero, senza che io ne abbia alcun potere né conoscenza; divento lucida sicuramente, brillo di luce propria in un istante di potenza a me stessa nascosta, e poi, con un gesto della mano morbida, tra l&#39;elegante ed il puro scimmiesco, rifiuto un invito, l&#39;offerta di una pasta, uno sguardo pieno dell&#39;umano che sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non me ne sono accorta, lo giuro. Mi sveglio nella notte. C&#39;è qualcosa che mi preoccupa, un gesto che ho fatto, un successivo sguardo, l&#39;aria poi gelida.....  quanto è meraviglioso il cervello che ricostruisce ogni pezzo... alla fine, annientata, diversa da me stessa, mi cerco negli specchi con in mano una tazza di caffé vecchio, come una madre che attende, frastornata dal sonno e dal silenzio, un impossibile ritorno.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/09/garage-ospiti-da-1-29.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-1279427404202917820</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2009 17:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-23T19:53:38.510+02:00</atom:updated><title>Sono viva abbastanza (cit.)</title><description>E&#39; pericoloso, il cielo nero così, di un grigio canna di fucile, no, azzurrino, no, color vestito di venti estati fa; devo accostare con la macchina, cercare una inquadratura che non c&#39;è, invidiare la possibilità degli addetti alle gru di salire fino a dove i miei occhi vorrebbero stare, farmi venire un &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;microcolpo&lt;/span&gt; di emozione per quanto sembrano più intensi i colori degli alberi contro le spatolate stratificate in verticale, con in fondo &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;filini&lt;/span&gt; di pioggia che sembrano innocui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cielo così, sono io, questa inquietudine e mutabilità, la voglia di starsene sdraiati a bordo di qualcosa (un campetto di fiori, il mare) e sentire il tempo che passa, che ripulisce e risana, forma quella sensazione che da piccoli sentivamo &quot;vacanza&quot;. Il cielo così ci rende silenziosi; vedo in giro le persone che guardano in su e interrogano inconsciamente le nuvole strascinate, torreggianti, spizzicate, puntinate, cumulate una sull&#39;altra come i materassi della principessa. Persino quella donna che attraversa, con il cane tirante il guinzaglio, elegante come un disegno di &lt;a href=&quot;http://www.renegruau.com/gruau_artist/index.html&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;Gruau&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, e che mi guarda mentre sta per accendersi una sigaretta che annuvolerà per un lungo secondo le labbra rosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cielo così è la città, la sento sospesa in attesa di una chiarezza meteorologica. Una urgenza la percorre, di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-corrected&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;accelerare&lt;/span&gt; i giorni, di riempirsi di parcheggi vuoti e di cicale. Passeggio tornando a casa sotto i ligustri scoppianti di profumo, e penso ad agosto, al cielo di porcellana blu sulle rovine e il sonnecchiare del fiume.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/06/sono-viva-abbastanza-cit.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-6642395579067504139</guid><pubDate>Sun, 21 Jun 2009 20:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-21T22:30:44.523+02:00</atom:updated><title>Era uno sguardo morbido come un bacio</title><description>Li guardo, quanto spesso, e spesso senza vederli; nel traffico, tra gli scaffali dei supermercati e perfino al lavoro, quel luogo dove pochi guardano dentro gli occhi. Vedo gli sguardi e vedo in fondo agli sguardi, in quel secondo esatto s&#39;incontrano due mondi,  così vicini, in quel momento, da generare una bruciatura; vorrei fermarmi, avere un tempo extra, quel che tutti in un dato o in certi dati momenti vogliamo così intensamente. Un&#39;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;infinitudine&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quei momenti vale, nella mia lista di cose per cui vale, anche la giornata che passa senza gloria, oppure anche la sera in cui sono abbattuta, oppure quei momenti in cui tutti da me vogliono qualcosa e mi sento sfilare il sangue dalle vene; per quei momenti va vissuta la vita. Nel pomeriggio fresco di oggi, nel addormentata lentezza delle strade di domenica, oggi mi hanno guardato, in quel tal modo; e ancora vago, insonne, per i luoghi consueti, in preda a un desiderio che non so nominare.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/06/era-uno-sguardo-morbido-come-un-bacio.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-8057561398348718334</guid><pubDate>Sun, 08 Mar 2009 19:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-09T08:36:31.513+01:00</atom:updated><title>Oggetto di malinconia</title><description>Si mise a suonare la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Sonata_per_pianoforte_n._21_%28Beethoven%29&quot;&gt;Waldstein,&lt;/a&gt; e fu preso dalla smania, il furore, la bellezza piena di energia. Poggiato sul pianoforte, su di un Blackberry aperto su Twitter poteva seguire gli aggiornamenti di lei; la vedeva aggirarsi per la cucina, in pigiama e vestaglia, mentre lottava con sé stessa su quando cominciare un lavoro di correzione che sarebbe durato tutta la notte. Le spalle, che tante volte aveva accarezzato, erano sicuramente alte nella tensione. Scrisse che beveva un thé, rimandando la decisione, e lui, gli occhi chiusi sul finale del primo movimento, sentiva l&#39;odore affumicato del &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Lapsang_souchong&quot;&gt;Lapsang Souchong&lt;/a&gt;, spegneva le luci dietro di lei, l&#39;accompagnava per il corridoio in penombra fino allo scrittoio dove, sapeva, avrebbe accesso una luce dal paralume verde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mani di lei non erano per la tastiera. Erano mani per la terra e per modellare un cuore: il suo tocco apriva il sole, oppure lo chiudeva in una collezione di nuvole gialle e rosa su di un cielo così turchese da togliere ogni pensiero, da permettere la nostalgia; e così lui sognava spesso di poterle tenere tra le sue, e che poi si perdessero negli angoli e le ombre del suo corpo. Sentiva il momento in cui apriva una pagina bianca e si metteva a scrivere, e lo sbuffo di sempre davanti al testo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salì e scese un gruppo di note, fu deciso e poi morbido sugli accordi. Le dita cercavano e contenevano il motivo principale, che tornava e prendeva le forme di quella volta che l&#39;aveva pettinata in giardino... Ora, quasi alla fine, sentii la sua assenza: tornavano altri odori, e la luce su tutto. Lei scriveva: &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;si sente mancare per l&#39;assenza di qualcuno che ama. stasera sarà difficile sopportare il passo della notte&lt;/span&gt;&quot;. Lasciando incompiuta la sonata, si affacciò al balcone, a guardare le luci della città che tremavano come stelle colorate nelle sue lacrime.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/03/oggetto-di-malinconia.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-6114146163199453811</guid><pubDate>Fri, 06 Mar 2009 09:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-06T10:33:48.672+01:00</atom:updated><title>Comunicazione di servizio_25</title><description>Blog temporaneamente paralizzato per manutenzione della qui scrivente, anche se ogni tanto mi affaccio al solito &lt;a href=&quot;http://twitter.com/pastamista&quot;&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota per te che leggi ed improvvisamente, perché è ora di pappa, hai fame: &lt;a href=&quot;http://www.secondome.com/la-montecarlo/&quot;&gt;La Montecarlo&lt;/a&gt; è veramente una pizzeria da provare (per poi adottare, per sempre). Esci e vai. Davanti a te passeranno frotte di studenti francesi e gruppi organizzati con la guida, coppie di danesi e famiglie che hanno lasciato il SUV sul lungotevere (bambini paralizzati e genitori che scrivono compulsivamente messaggi al cellulare ipertecnologico e parlano di incontrare a-s-s-o-lu-ta-mente Tizio o Caio altrimenti la cosa non decolla) e forse vedrai, nel centro di Roma, giocare a pallone due bambini, davanti, nel vicolo: e se chiedi loro di che squadra sono... beh.... I camerieri sono bionici come in tutte le vere pizzerie e rosticcerie romane. La saletta ribolle a tutte le ore del giorno di gente che parla, mangia, entra ed esce, e il rumore delle sedie e dei pesanti tavoli di legno copre ogni possibile conversazione seria: non andare lì a dichiararti alla tua ragazza, o per discutere di fisica teorica. Pensa soltanto che sei, più o meno, nel Colosseo della pizza di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ti può capitare, come a me, di addentare la tua margherita mentre vieni osservato dalla foto di un &lt;a href=&quot;http://www.mymovies.it/biografia/?a=529&quot;&gt;bell&#39;attore&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;romano-de-Roma&lt;/span&gt; che mangia gli spaghetti...</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/03/comunicazione-di-servizio25.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-9034451018979480026</guid><pubDate>Mon, 23 Feb 2009 18:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-23T19:14:00.886+01:00</atom:updated><title>Musica concreta</title><description>Ancora, negli occhi, l&#39;immagine di un gigantesco stormo di storni che mi passa sopra (e il rumore delle loro ali mi ricorda quello delle onde del mare) mentre come al solito zig-&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;zaggo&lt;/span&gt; su Via di &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;TorCervara&lt;/span&gt; tentando di evitare le buche. Loro si muovono, io mi muovo - un tempo non &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;misurabile&lt;/span&gt; in cui mi viene la vertigine, come tutte le volte che prendo coscienza del fatto che tutto si muove contemporaneamente e nulla sta fermo - e con la coda dell&#39;occhio, ora sul &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;curvone&lt;/span&gt; della rampa di accesso, ora sull&#39;autostrada, li vedo posarsi sugli alberi della &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_Valle_dell%27Aniene&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_4&quot;&gt;Cervelletta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e rimanere lì, sui rami spogli, come tante note, come un ammasso di stelle in negativo; mentre io, che non posso volare, stringo gli occhi e i denti di rabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E voglio immaginare che un giorno, forse, sono stata &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_5&quot;&gt;anch&lt;/span&gt;&#39;io capace di volare, e mentre passavo sopra una macchina impolverata ho intravisto la luce del sole riflettersi in degli occhiali, ed è stata una gioia da storno, un secondo di essere, insieme, vivi.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/02/musica-concreta.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-5697227075060376594</guid><pubDate>Mon, 16 Feb 2009 21:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-16T22:12:20.932+01:00</atom:updated><title>Una sei tu</title><description>Alle volte non riesco a parlare. Rimango così chiusa che poche persone, persone vere, possono riaprirmi e farmi risorridere. Alle volte non basta pensare, curiosare, amar fare delle cose, parlare delle cose che si amano, emozionarsi. Come se ci fosse, in certi periodi, un &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Dissennatore#Dissennatore&quot;&gt;dissennatore&lt;/a&gt; in casa, nebbioso e freddo, dietro alla porta. Sono lunghi periodi, sempre uguali, rischiarati da pochissimo sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; perché fa freddo e odii il freddo.&lt;br /&gt;E&#39; perché non lo senti ma lo pensi.&lt;br /&gt;E&#39; perché vorresti ma non vuoi, e insomma in fondo ti sta bene.&lt;br /&gt;E&#39; perché sono le dieci passate e vorresti fossero altre dieci passate, altrove.&lt;br /&gt;E&#39; perché la solitudine a volte è bella quanto sterile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, basta con gli alti lai. Meglio un buon sonno, per adesso.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/02/una-sei-tu.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-4193127757991633977</guid><pubDate>Sat, 07 Feb 2009 16:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-07T18:30:45.045+01:00</atom:updated><title>Fenomenologia del(la) tifoso(a)</title><description>Oggi è cominciato il &lt;a href=&quot;http://www.rbs6nations.com/en/home.php&quot;&gt;6 Nazioni&lt;/a&gt;. E da come mi comporto mi rendo conto che dopo un po&#39; di anni sto diventando come quei signori che vedevo passeggiare da piccola, la domenica pomeriggio con la radiolina nell&#39;orecchio a sentire le partite di calcio. Io che sono una tipa 100% controlled, mi ritrovo a sbuffare, a mettermi le mani in faccia quando ci sono gli errori, ad arrabiarmi con l&#39;avversario, a saltare quando si fanno le mete sofferte e così via. Ma oggi, con la solita squadra che perde la palla o lascia aperto uno spazio stupidamente all&#39;avversario, e anche se questa squadra è l&#39;Inghilterra che di solito gioca un rugby fantastico, alla fine ero affranta, ero con loro che si sono difesi come leoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dire, così affranta che nemmeno ho voglia di fare la torta del sabato &lt;a href=&quot;http://pastamista.blogspot.com/2005/03/ho-pure-perso-una-scommessa.html&quot;&gt;mentre-vedo-la-partita&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E vi condivido &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.alessandrofusco.com/blog/&quot;&gt;qualcuno&lt;/a&gt; dei miei &lt;a href=&quot;http://rightrugby.blogspot.com/&quot;&gt;links&lt;/a&gt; dedicati.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/02/fenomenologia-della-tifosoa.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-7749805653472258129</guid><pubDate>Wed, 04 Feb 2009 18:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-04T20:59:40.842+01:00</atom:updated><title>Camminare il mondo con le scarpe basse</title><description>Ci sono giorni come oggi, che se rappresentati sarebbero una gran tazza da thé di tempo: li tengo nelle mani, guardo altrove, soffio sul fumo profumato. Occupo tutto il cielo e la terra in questo mio vivere alle volte così sospesa che non saprei dire nemmeno il mio nome ad un amico; sono introflessa ed estromessa a me. Guardo nella metro, là nel fondo degli occhi altrui - dove qualche volta trovo personcine nascoste, veri sguardi in cui vince la passione e che mi lasciano stanca come da ogni lotta emozionale - cercando uno sguardo che mi riconosca, che mi costruisca, subito, perché intanto mi sto trascinando fuori sulla scala mobile, mi sento uno scivolare a rovescio di liquido vitale, mi fotografo in parole mentre immagino cadere dalle mie mani i libri appena comprati, sparire le pareti luminose dell&#39;atrio, un girare di colori che brancola, diventa buio e riaffiora in un altrove di nuvole; istanti di malessere. Togliti, ragione, lasciami sfiorare quel mondo esprimibile soltanto a parole, e soltanto dagli scrittori mancati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Mi può dire che ora è, per favore? &lt;/span&gt;- è una ragazzina col bomber bianco e capelli già tinti di nero corvino. Dietro a lei passano le righe delle luci del traffico. Le nuvole si muovono.&lt;br /&gt;- &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Le cinque e mezza, circa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Grazie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incidente banale che mi riversa in me, come in quei sogni in cui ho l&#39;impressione di cadere su me stessa e poi svegliarmi. Il giubotto ancora trema, il sangue si ferma, le cellule mi aspettano. Viene giù dai tetti ormai sfuocati una notte blu. Il risveglio è accompagnato da un profumo di spezie che mette in moto ogni sistema e mi porta, con il vecchio sorriso interno che mi tengo per me sola, per me sorella, verso casa...</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/02/camminare-il-mondo-con-le-scarpe-basse.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-6672654922582613153</guid><pubDate>Sun, 25 Jan 2009 19:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-25T21:55:52.523+01:00</atom:updated><title>Il mercato che fu di Gargantua</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/SXzOnSPXFfI/AAAAAAAAAOs/W3cQ42228rU/s1600-h/IMG_0180.JPG&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/SXzOnSPXFfI/AAAAAAAAAOs/W3cQ42228rU/s400/IMG_0180.JPG&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5295334436187346418&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic; color: rgb(102, 0, 0);&quot;&gt;Un banchetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic; color: rgb(153, 0, 0);&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due modi di affrontare il mercato di Porta Portese: con o senza i soldi. Con, preparatevi prima una lista - in un momento di serenità - di cose che vi piacerebbe avere, che vi farebbero felici. La lista può essere lunga e avete a disposizione tutto il tempo: tanto, c&#39;è tutto. Senza, vestitevi comodi e siate pronti a sognare e a sorridere. Attraversate la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Portese&quot;&gt;porta&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno al mercato ci sono sempre cani e gabbiani. La strada, che nella settimana è uno dei tanti anonimi nastri asfaltati malati di doppiafila e motorini, prima diventa una Champs-Elysées del vestiario a buon mercato, collane e cinturone, scarpe e porchettari. Poi si restringe, inghiotte ragazzi con capelli da &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;mod&lt;/span&gt; e vocianti sudamericane che fanno dell&#39;acquisto di un orchidea una gioia stellare, bambini gemelli nei passegini e gli onnipresenti pizzardoni bardati di ogni loro bene tecnologico. Poi si biforca e mostra tutte le piume: vestiti da teatro, lustrini e libri vecchi, dvd in torri da 100, montagne di pentolame, cocorite e colletti &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;hand-made&lt;/span&gt; di cuoio rosso, interminabili montagne di pietre dure e fili di perle ed occhiali ed un altro porchettaro con i cartelli scritti sulla carta oleata. E poi giù tavolini con la base fatta da rose dorate, armadi, un vecchio fax, avori e lucidalabbra, il banchetto dei guanti, ferramenta spicciola e finte &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Dr._Martens&quot;&gt;Dr. Martens&lt;/a&gt;. Sei perso, sei finito, in ognuno dei due modi gli occhi ti si sono riempiti così tanto che vuoi anche fuggire, che vorresti scappare, e invece vieni abbracciato e stritolato e lanciato in cielo da un immaginario tappetone tenuto da sospettosi orafi bengalesi e svuotatori di cantine sessantenni: è l&#39;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Encyclopédie&lt;/span&gt; romana, unica al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porta Portese è il trionfo della storia. Nei centri commerciali asettici non si percepisce il passaggio del tempo: qui sì,  eccome. Così tanto e così forte che le sue strade, riempite di carabattole e di ricordi, dischi, foto ed echi degli stornelli del &lt;a href=&quot;http://www.ponentino.org/&quot;&gt;Ponentino Trio&lt;/a&gt;, ti ondeggiano davanti e ti disperdono. Se, come spesso accade con le strade romane, sono gentili, possono anche portarti fino ad un laboratorio di pasticceria, dove ci si può arrendere davanti ai bigné o alle crostate; se invece no, toccherà fare qualche giro di più. E io nel mentre pensavo quanto mi piacerebbe portare con me per la città uno con la sufficiente faccia tosta  da fare le domande che io non sono capace di formulare - per esempio, al venditore di panni ultra-assorbenti ed ignifughi che fa solo questo in tutti i mercati e che usa metodi di convinzione ancora umani - e un altro che fissa queste realtà in foto serie, come &lt;a href=&quot;http://www.vm21contemporanea.com/opere_basilico.htm&quot;&gt;Basilico&lt;/a&gt; ma sugli uomini. Per sentire che siamo stati loro, che siamo loro, che un giorno saremo loro: e tutto ciò rimarrà, perché lo avremo raccontato.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/01/il-mercato-che-fu-di-gargantua.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_6qr5Dv86IqQ/SXzOnSPXFfI/AAAAAAAAAOs/W3cQ42228rU/s72-c/IMG_0180.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-6139315412439459972</guid><pubDate>Fri, 23 Jan 2009 17:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-23T18:19:34.636+01:00</atom:updated><title>Scivolare di un tango</title><description>Lo so che il cielo non &amp;#232; piatto, che non ha una superficie. Non &amp;#232; quel che mi sembra, mentre percorro la solita autostrada: il cielo non si piega come una sfoglia grigia, non ha la consistenza di qualcosa di plasmabile; non sono solide queste sue righe, le mie mani non possono prenderle, scolpirlo, non si pu&amp;#242; modificare la capigliatura del cielo creando ciocche lucide con questo gel spesso, grigio, dal quale scendono attoniti gli aerei verso Ciampino e che nesuno guarda tranne me. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Sono movimenti scivolosi. E se guardo gi&amp;#249; ne vedo altri, brevi gesti delle persone che i finestrini inghiottono, e se mi concentro posso, come sempre, carpire il nervosismo della mano sul carrello della spesa di una ragazza baciata in mezzo alla strada dal ragazzo che la tiene stretta, o la concentrazione nell&amp;#39;evitare gesti dolorosi di quel signore che sale le scale dentro un androne dipinto di verde. O la tristezza di una Panda che ho visto procedere lentissima, a fari spenti, dentro quel palcoscenico polveroso che &amp;#232; il tunnel del Muro Torto, in una solitaria domenica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Includo in me questo vedere, questa vita per la maggior parte del tempo ignota anche a noi stessi; questo vivere puro, senza scudi, preso secondi prima di alzare le nostre solite difese. E lo considero come un lento, interminabile tango...</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/01/scivolare-di-un-tango.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-4912578278599281015</guid><pubDate>Thu, 08 Jan 2009 21:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-08T22:57:29.866+01:00</atom:updated><title>c=relaxed/relaxed</title><description>Non ci siamo resi conto, presi dalle conversazioni infinite, o piuttosto io mi sono staccata, concentrata sulla tua voce mentre passavamo sopra una specie di pista di laterite, mentre costeggiavamo case nei cui giardini ancora razzolano le galline, condomini cicciotti posti ai bordi della strada, schivando le machine che mi si buttano addosso dalle strade laterali, e l&#39;intorcinamento dei lavoratori automuniti presi nel caos del turno di pomeriggio: passiamo vicino a una pagina di libro schiacciata nella melma acquosa, e immagino le parole, mi  gusto la caramella mentale di una metafora, mentre saluto la guidatrice che mi ha permesso di svoltare a sinistra e fiondarmi nello stradone che porta da TorCervara all&#39;autostrada; affronto il curvone, alzo tende d&#39;acqua dalle pozzanghere, sono insieme le mie dualità atterrita-incosciente nella pressione del piede sull&#39;acceleratore, sono sulla corsia ottusamente grigia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu parli di cose che mi piacciono e per cui non ho tempo, una coscienza che mi ferisce come questi indefiniti corpi metallici che sorpasso - nemmeno posso vedere gli occhi degli altri sugli specchietti - mentre sto su una fioritura di luci rosse come fosse seguire pedissequamente le righe di un programma, e tu parli e io penso ad una pagina di un libro di Roth che ti riguarda completamente, è ritagliata su di te come uno scoppio di risata, e so che non potrò mai raccontartela, chinati complici su di un thé o una birra o anche niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il tempo ci trascina in un infinito atterraggio su piste puzzle istantaneo, così vicini e così lontani, ed è così caldo il mio palmo di un solo essere stato sfiorato che brucia e si perfora mentre ti allontani nella pioggia.</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/01/crelaxedrelaxed.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8311653.post-3523275893225711114</guid><pubDate>Mon, 05 Jan 2009 20:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-05T22:50:07.258+01:00</atom:updated><title>Bimbi, befane e le molle delle sospensioni</title><description>Di solito io sono una tollerante, anche troppo, pure vigliacca diciamo. Ma i mezzi pubblici mi danno certi nervi... Oggi tornavo da una &lt;a href=&quot;http://www.scuderiequirinale.it/canale.asp?id=774&quot;&gt;mostra&lt;/a&gt; nella quale ho dovuto camminare come su gusci di uova per non urtare la quantità di persone presenti, e quel che più ho sentito, nel lieve buio delle sale (al quale non si è abituati, ok, ma l&#39;illuminazione dei quadri, nel periodo storico in cui furono dipinti, era probabilmente quella), è &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Scusi&lt;/span&gt;&quot;, &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Prego&lt;/span&gt;&quot; e &quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ma le cornici sono quelle autentiche?&lt;/span&gt;&quot;. Uscita e fatta una camminata veloce, ho affrontato il tabellone della fermata, una buona invenzione che, se il tuo autobus è a 22 minuti dall&#39;arrivare, permette di andare a prendere un buon caffé a due metri dalla casa di &lt;a href=&quot;http://www.specchioromano.it/Fondamentali/Lespigolature/2004/Settembre/Memorie%20napoleoniche%20a%20Roma%20-%20il%20Palazzo%20di%20Letizia%20Bonaparte.htm&quot;&gt;Madame Mère&lt;/a&gt;. Poi, schiacciata all&#39;inverosimile, con i gomiti di altri nelle costole e sbatacchiata come in un tritaghiaccio, senza poter nemmeno riflettere un secondo su altro che non fosse la semplice sopravvivenza spaziale, ho espresso un desiderio alla Befana dei grandi, che c&#39;è, anche se di solito dorme. Perché mi mancava un po&#39; di musica e lo sfrecciare adrenalinico nella solita Calcutta del traffico, ma anche il bello di una città più umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non mi piace, ma finché gli autobus non passeranno, nelle ore di passeggiata-vascheggio-saldi &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;and so on&lt;/span&gt;, ogni dieci minuti o anche meno, io non mollerò la macchina. E finché gli autobus elettrici non saranno la maggioranza, in centro, con una frequenza anche maggiore, un po&#39; più grandi e con le sospensioni a posto (per dire, sono sicura che i camion di &lt;a href=&quot;http://www.overland.org/&quot;&gt;Overland&lt;/a&gt; le hanno migliori) io non mollerò la macchina. Soltanto così, forse, la città potrebbe respirare..</description><link>http://pastamista.blogspot.com/2009/01/bimbi-befane-e-le-molle-delle.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>