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	<title>Pensa fuori dalla scatola</title>
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	<description>Consigli controcorrente per ogni libero pensatore convinto che la maggioranza non abbia sempre ragione</description>
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		<title>Pensa fuori dalla scatola</title>
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		<title>Detto? Fatto! Come è andata vita da robot e la prossima sfida: la macchina di idee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 14:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Detto? Fatto!]]></category>
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					<description><![CDATA[No, non ho visto Star Wars. Si, lo so che è morto Han Solo. &#160; &#8220;Non credo nella motivazione, credo nella disciplina&#8221; Konrad Pabianczyk  &#160; Questo post segna il ritorno di Pensa Fuori dalla Scatola (PS: Buon 2016, anche se in ritardo! :D) e di Detto? Fatto!, la rubrica più pratica relativa alla crescita personale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg" rel="attachment wp-att-1849"><img data-attachment-id="1849" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2016/01/04/vita-da-robot-macchina-di-idee/r2d2-585915_960_720/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg" data-orig-size="511,720" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="r2d2-585915_960_720" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg?w=511" class="size-medium wp-image-1849 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg?w=213&#038;h=300" alt="r2d2-585915_960_720" width="213" height="300" srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg?w=213 213w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg?w=426 426w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/01/r2d2-585915_960_720.jpg?w=106 106w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">No, non ho visto Star Wars. Si, lo so che è morto Han Solo.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Non credo nella motivazione, credo nella disciplina&#8221;</span></span></span></p>
<p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Konrad Pabianczyk </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo post segna il ritorno di Pensa Fuori dalla Scatola (PS: Buon 2016, anche se in ritardo! :D) e di Detto? Fatto!, la rubrica più pratica relativa alla crescita personale. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ho completato con successo l&#8217;ultima sfida, <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/10/19/101-desideri-vita-da-robot/">Vita da Robot</a>, e l&#8217;ho trovata così utile che voglio condividere quello che ho imparato con te in un momento particolarmente delicato per la formazione di nuove abitudini, cioè l&#8217;inizio del nuovo anno. Automatizzare le buone abitudini si è rivelata una scelta vincente, che ha portato solo vantaggi. Grazie a questo approccio sono riuscito a:</span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Trasformare la colazione in un pasto completo e salutare (fino a qualche anno fa non era nemmeno parte della mia alimentazione)</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Studiare polacco un&#8217;ora al giorno ogni mattina (la mia nuova e unica priorità per la prima metà del 2016)</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Avere una casa ordinata e organizzata (una di quelle piccole cose che non mi era mai riuscita)</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Studiare libri interessanti un&#8217;ora al giorno durante il viaggio in pullman per andare al lavoro</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Essere veloce nel contattare persone interessanti che ho conosciuto e fissare un appuntamento per rivedersi</span></span></span></li>
</ul>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>&#8220;Beh, tutto qui? Non è granchè per qualcuno che studia da anni crescita personale.&#8221; </em>Un&#8217;opinione legittima, che però non coglie un aspetto fondamentale: imparare ad automatizzare piccole abitudini, e rendere questo processo un&#8217;abitudine a sua volta ti permetterà di portare avanti più facilmente i tuoi progetti, di avere una vita più rilassante e pure più tempo libero da dedicare alle persone che ami. Quindi, per la prima volta da quando ho aperto questo blog ti posso dare un consiglio che sono sicuro funzionerà per chiunque: <strong>rendi automatica qualsiasi attività che ti può dare beneficio nel lungo periodo. </strong>Fissa delle condizioni e portarla avanti ad ogni costo (le uniche scuse ammesse sono un&#8217;invasione aliena o lo scoppio di una nuova guerra mondiale). </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo principio ci porta dritto alla citazione di oggi. Scommetto che ti sei chiesto chi accidenti sia Konrad, la persona con cui ho deciso di cominciare questo post.  Se neppure Google ti ha dato una risposta soddisfacente, ti aiuto io: Konrad è un ragazzo che ho conosciuto casualmente qualche settimana fa qui a Cracovia. Davanti ad una birra ho scoperto che lavora come responsabile della gestione dei clienti della sua azienda (e con sua intendo che l&#8217;ha fondata lui). Unire questa notizia ad un&#8217;altra ricevuta poco prima ( ho 21 anni) mi ha fatto rimanere di sale. Più ci parlavo, più avevo l&#8217;impressione di avere davanti una persona molto preparata anche se giovanissima, e una delle risposte più interessanti che mi ha dato è stata quella che ho messo come citazione nel post di oggi. Dare più importanza alla disciplina che alla motivazione ha radicalmente cambiato il mio modo di vedere la crescita personale.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong> Ci sono migliaia di articoli su come trovare la tua motivazione e raggiungere ciò che ti sei prefisso, ma sono spazzatura.</strong> Ci sono giorni in cui sentirsi motivato non è possibile: sei stanco, hai avuto una giornata di merda, oppure stai male fisicamente. Quando ti senti così serve a poco pensare quanto sarai felice quando avrai raggiunto il tuo obiettivo opassare il tempo su internet leggendo frasi motivazionali, potresti addirittura avere l&#8217;effetto contrario. Cioè rimanere incastrato nella tua inattività e sentirti in colpa perché nonostante tutte le tue conoscenze e i libri letti su come diventare più efficace non riesci a superare questa fase di bassa. (<a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/06/19/porno-crescita-personale-o-come-fallire-un-obiettivo-nonostante-hai-le-conoscenze-giuste/">ne so qualcosa</a>). Finora questo si era rivelato uno scoglio insuperabile per la mia crescita personale, ma grazie alla seconda sfida di &#8220;Detto?Fatto!&#8221; e alle parole di Konrad ho trovato la soluzione a questo problema. Pronto?</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Rullo di tamburi&#8230;&#8230; </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">FAI QUELLO CHE DEVI ANCHE SE SEI DEMOTIVATO. </span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questa frase può suonare come una versione <em>politically correct</em> di: &#8220;Un uomo fa quello che deve fare&#8221;, ma è più profonda di quanto possa sembrare, poiché implica l&#8217;aver assimilato un paio di concetti importanti. Ad esempio:</span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>La motivazione va e viene, aspettarla è una perdita di tempo.</strong>  E se speri di trovarla navigando su internet, hai più possibilità di finire a guardare un video di gattini pucciosi senza fare nulla</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Ciò che vogliamo fare o che ci renderà soddisfatti in futuro non è sempre divertente e gratificante</strong> (purtroppo spesso non lo è). Quand lo realizzi succede qualcosa di magico: anche i compiti più noiosi diventano più sopportabili e quando ti dedichi ad attività di puro svago, te le godi molto di più.</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Eventuali esitazioni spariscono.</strong> Pippe mentali come <em>&#8220;Non so se sono in grado, se ho tempo, se i pianeti sono allineati correttamenti, se me lo merito etc. etc.&#8221;</em> non rimangono nella tua mente per più di qualche secondo, perchè sono inutili e non ti aiutano ad avvicinarti al tuo obiettivo. Quando sai che devi realizzarlo a qualsiasi costo cambi mentalità e domande che ti poni, aumentando a dismisura le tue chances di successo. </span></span></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">La nuova sfida: la macchina di idee</span></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ora che ti ho marchiato a fuoco <strong>&#8220;Fai quello che devi fare&#8221;</strong> nel cervello ( se avessi fallito stampatelo su un foglio a4 e tienitelo da qualche parte in bella vista. Fa miracoli.) è il momento di passare alla nuova sfida di &#8220;Detto?Fatto!&#8221; per questo mese: la macchina di idee. <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/02/02/aumenta-un-po-la-tua-creativita-cappelli-e-generatori-di-idee/">Ho già parlato di questa tecnica</a>, ma non l&#8217;ho mai testata seriamente. L&#8217;idea è molto semplice: prendi carta e penna e tutti i giorni scrivi 10 idee che potrebbero migliorare la tua vita o quella degli altri. Non porti limiti: puoi avere idee su come essere più produttivo, su come divertirti di più, come fare più soldi, essere più attraente, qualsiasi cosa. E questa volta, a differenza della tecnica dei 101 desideri, non è necessario limitarsi a desideri egoisti: puoi condividere le tue buone idee con Renzi, il tuo capo, i tuoi amici, uno sconosciuto. Sbizzarrisciti. L&#8217;unica piccola variante che ho deciso di introdurre è di prendere l&#8217;idea che ti è piaciuta di più ogni settimana (nota bene, ho detto quella che ti è piaciuta di più, non la migliore) e metterla in pratica. Lo scopo di questa tecnica è di zittire il nostro censore interno e dare sfogo alla tua creatività, divertendoti mentre fai tutto questo.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Fammi sapere nei commenti se vuoi accettare questa sfida per l&#8217;anno nuovo (potrebbe essere un buon proposito da seguire se non ne hai ancora trovato uno <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  ) o, se sei stato uno dei coraggiosi che ha deciso di adottare la sfida &#8220;Vita da robot&#8221;, fammi sapere quali sono le tue opinioni su questa tecnica.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">PS: presto ci saranno novità nel blog, stay tuned! </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buon inizio settimana!</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
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		<title>Come ottenere il massimo da internet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 12:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Internet è il crack dello scrittore Dani Shapiro &#160; L&#8217;arrivo di internet ha rappresentato una rivoluzione nelle nostre vite. Scommetto che non ti ricordi nemmeno più come si stava quando dovevi aspettare per ore prima di connetterti con il tuo modem 56k (ammesso che tu l&#8217;abbia mai visto! 😀 ) Oggi internet è dappertutto: sui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<div data-shortcode="caption" id="attachment_1835" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/internet-addiction.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1835" data-attachment-id="1835" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/10/26/come-ottenere-il-massimo-da-internet/connessione-internet-gratuita/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/internet-addiction.jpg" data-orig-size="1920,1440" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;www.tOrange-it.com&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-F828&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Connessione Internet gratuita&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1130075261&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Copyright tOrange.biz If you are using our images you agree to denote the authorship of www.tOrange-it.comThe use of hyperlink http://www.tOrange-it.com is obligatory for web sites.&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;22.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Connessione Internet gratuita&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Connessione Internet gratuita" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Connessione Internet gratuita&lt;/p&gt;
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<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#999999;"><span style="font-size:small;">Internet è il crack dello scrittore</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#999999;"><span style="font-size:small;">Dani Shapiro</span></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#000000;"><span style="font-size:small;">L&#8217;arrivo di internet ha rappresentato una rivoluzione nelle nostre vite. Scommetto che non ti ricordi nemmeno più come si stava quando dovevi aspettare per ore prima di connetterti con il tuo modem 56k (ammesso che tu l&#8217;abbia mai visto! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) Oggi internet è dappertutto: sui computer di casa, al lavoro, e da qualche anno ha pure colonizzato I telefoni. Risultato? Siamo sempre iperconnessi, e fare una settimana senza internet ci provoca quasi un dolore fisico.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#000000;"><span style="font-size:small;">Nonostante internet rappresenti una forma di dipendenza, al tempo stesso è anche un potente mezzo di emancipazione e di formazione. Mai come oggi hai a disposizione così tante informazioni a portata di clic, tanto che ha senso parlare di <a style="color:#000000;" href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/04/dieta-mediatica/">sovraccarico informativo</a>.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#000000;"><span style="font-size:small;">Nel post di oggi voglio condividere con te le mie strategie per avere un rapporto più equilibrato con internet, ed usarlo come uno strumento di crescita personale e non come un mostro succhiatempo che regola la tua vita.</span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Programma momenti lavorativi senza internet</span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da qualche tempo ho preso l&#8217;abitudine di staccare il modem la sera quando vado a letto a dormire. La ragione principale è stata non sprecare energia quando sto dormendo, ma ho notato un interessante effetto collaterale: la mattina quando mi sveglio sono senza internet e&#8230;mi piace da morire. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sto scrivendo questo post offline, come programmato durante il mio mese da <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/10/19/101-desideri-vita-da-robot/">vita da robot</a> e attaccherò la connessione giusto per metterlo online.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da quando ho adottato questo sistema la mattina sono diventato incredibilmente più produttivo: mi sveglio, medito, leggo libri interessanti e scrivo. Il tutto senza nessuna fatica. Ho solo sfruttato <strong>la legge dell&#8217;inerzia, per cui fatichiamo meno a mantenere le cose nello stato in cui si trovano</strong>. Pigrizia, se vuoi dirla in modo meno figo. Questa legge empirica ha mille riscontri (pensa a quante persone rimangono in una relazione solo perché è più facile rimanerci, anche se non ne sono convinti al 100%) e ho scoperto essere vera anche con internet: andare nell&#8217;altra stanza, accendere il modem ed aspettare due minuti prima di avere la connessione attiva è un lasso di tempo sufficiente a farmi desistere dal controllare le cose più stupide (Facebook, ad esempio) e a farmi rimanere a lavorare. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Per usare al meglio internet ti consiglio quindi di<strong> programmare momenti lavorativi offline e&#8230;le pause cazzeggio</strong>. Dirti “Non controllerò Facebook/le mail tutto il giorno” è una cattiva idea (anche perché <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/09/21/detto-fatto-tecnica-101-desideri/">esprimere un desiderio col &#8220;non&#8221; è una brutta idea</a>), ma programmare queste pause in determinati momenti della giornata è l&#8217;ideale. Un ottimo momento, ad esempio, è la sera, quando sei stanco e non in grado di concentrarti. In quel momento guardare Facebook è l&#8217;equivalente di guardare la televisione, ma non perdi granché dato che non saresti comunque in grado di svolgere attività più impegnative. Se proprio non ce la fai ad aspettare così tanto prenditi un paio di momenti fissi durante il corso della giornata e controlla tutto per non più di 15 minuti. All&#8217;inizio essere fiscale ti costerà fatica, poi diventerà più facile e ad un certo punto sarà come una seconda natura per te.</span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Impara a lasciar andare, o come non roderti il fegato in gruppi/forum</span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Umberto Eco ha detto che internet ha dato la parola a legioni di imbecilli. Nonostante questo commento abbia sollevato un vespaio sulla rete e molti utenti che si sono scatenati contro lo scrittore, mi sento di dargli ragione. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una volta i discorsi da bar sport sulla politica, lo sport e l&#8217;essere e il divenire venivano fatti solo in un ristretto gruppo di amici. In questo modo succedevano due cose: c&#8217;erano meno opinioni e, cosa più importante, l&#8217;essere in un gruppo di persone fisiche esercitava una sorta di controllo sociale, per cui quando qualcuno non era d&#8217;accordo con te non gli gridavi “Coglione!” in faccia.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Su internet questo non accade. Insulti facili, opinioni non motivate e provocazioni sono all&#8217;ordine del giorno. In tutti i gruppi di Facebook/siti di opinione di cui sono parte mi capita almeno una volta al giorno di leggere qualcosa e di pensare: <em>“Ma questa persona ha le scimmie urlatrici nel cervello?”</em>. Neppure mettere foto e nome ha frenato la tendenza ad esprimersi su argomenti senza avere la minima competenza, a sparare giudizi e ad esprimere insulti gratuiti.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Per un certo periodo la situazione mi ha intristito parecchio, specialmente quando mi capitava di leggere post idioti o piagnoni nei gruppi di crescita personale di cui faccio parte. <em>“Se anche chi si interessa di migliorare la propria vita in modo attivo fa domande idiote, non c&#8217;è speranza per nessuno”</em>, mi dicevo. Ed allora via a spiegare alla gente che Google è un discreto strumento quando si tratta di rispondere a domande quali<em> “Come scrivere un CV?”</em> (tra l&#8217;altro,<a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/10/27/curriculum-vitae-tutta-la-verita-nientaltro-che-la-verita-lo-giuro/"> non ne ho già parlato</a>? <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ), che crescita personale significa essere in grado di cavarsela da soli e di essere indipendenti. Niente, mi sembrava di fare un lavoro inutile: <strong>ogni giorno qualcuno aveva bisogno di “essere educato”. Finché qualcuno ha educato me.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dopo aver risposto in modo scontroso all&#8217;ennesimo utente che chiedeva informazioni rintracciabili su Google un&#8217;altra persona gli ha dato le informazioni che chiedeva, dicendomi di essere meno acido. Abbiamo avuto una piccola discussione in privato, ed è emerso che abbiamo due concetti di crescita personale differente: per me è cercare di rendere indipendenti le persone, anche se qualche volta hanno bisogno di un calcio in culo, mentre per lui era di dare una mano a chi chiedeva aiuto se poteva farlo senza troppi problemi. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quando mi ha raccontato la sua idea di crescita personale, ho capito che ero in torto marcio. Mi arrogavo il diritto di educare la gente su internet, quando non sapevo neppure chi ci fosse dall&#8217;altra parte della tastiera: magari una persona anziana, o con poca dimestichezza su internet, magari un 14 enne che ha passato il pomeriggio a raccogliere tutto il suo coraggio per scrivere un post dove chiede informazioni. Ed io giù a dare giudizi col trinciapatate.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In quel momento ho capito: <strong>Umberto Eco aveva ragione e l&#8217;idiota stavolta ero io.</strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da quando ho realizzato che in alcune situazioni ognuno di noi si comporta come un perfetto idiota, specialmente su internet, mi sono dato due regole per non farmi il sangue cattivo ed avere divertenti interazioni online:</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Dare valore ai gruppi in cui faccio parte</strong>: Ultimamente non sono molto attivo sui gruppi che seguo, ma li leggo con piacere. Quando penso di poter dare un contributo su qualche argomento che mi sta a cuore lo faccio con entusiasmo, e mi piace molto condividere siti internet/risorse utili per la crescita personale. Quello che non faccio è scrivere interventi su quanto la vita sia ingiusta o difficile (non voglio ammorbare gente che non conosco neppure con i miei problemi) ed inserire o avviare dialoghi costruttivi: essere in disaccordo su un argomento, se entrambe le parti sono preparate e vogliono capire il punto di vista dell&#8217;altro, è una delle esperienze più belle che ti possono capitare.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Ignorare le pagine troll e i commenti negativi immotivati</strong>: su internet non si trovano soltanto pagine piene di commenti disinformati, ma anche le cosiddette pagine troll, ovvero quelle che parlano di argomenti sensibili (come la religione) in modo volutamente volgare e provocatorio, facendo credere ad un osservatore poco attento di essere pagine serie e convinte di quello che dicono. Perciò quando ti capita di trovare qualche post/link che ti sembra un&#8217;assurdità, ricordati di fare un controllo della pagina da dove viene e magari scoprirai che &#8220;l&#8217;idiota&#8221; in questione è solo una persona normale con un senso dell&#8217;umorismo molto diverso dal tuo. Puoi comunque risolvere il problema alla radice usando la magica opzione, presente in Facebook ed altri social, di filtrare i contenuti e di evitare di vedere quelli di contatti che non ti interessano. Io lo sto facendo in modo sistematico e ti posso dire che si sta benissimo! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Lo stesso discorso si può fare per i troll in carne ed ossa, ossia quelli che cercano di far degenerare la discussione insultando personalmente la gente (<a href="http://www.zerocalcare.it/2014/09/08/i-litigi-su-internet/">qui</a> trovi un esempio geniale che spiega alla perfezione cosa intendo).<strong> Ignorarli è l&#8217;arma più potente che hai a disposizione</strong>: è probabile che queste persone siano a caccia di attenzione, anche se negativa, ed evitare di dargliela li renderà meno attivi e li farà smettere. Se invece dovessero essere più resistenti, puoi sempre chiedere all&#8217;amministratore del gruppo che vengano rimossi, o lasciare il gruppo nel caso pensi non valga la pena rimanerci. È molto meglio andarsene da un gruppo internet e combattere per le persone in carne ed ossa accanto a noi, che il contrario.</span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Fact checking e controllo delle fonti</span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">L&#8217;ultimo punto è piuttosto delicato. Internet mette a disposizione una pluralità di fonti che crea una confusione enorme: puoi trovare siti/blog a sostegno di un argomento, ed altrettanti a sfavore. Il vecchio trucco che si usava con i giornali, cioè leggerne alcuni che supportavano una tesi e alcuni che supportavano il contrario non funziona più, i siti da confrontare sono troppi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Fare filtro diventa un&#8217;attività fondamentale a questo punto. Le informazioni più attendibili di solito si trovano sui siti ufficiali, soprattutto le statistiche. Molto spesso conoscere l&#8217;inglese è indispensabile, perché molti degli articoli che leggi oggi sui giornali online italiani sono traduzioni malfatte di articoli scritti all&#8217;estero, e spesso la storia viene travisata.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">All&#8217;inizio mantenerti su fonti strettamente ufficiali ti aiuterà ad avere un&#8217;idea più obiettiva su questioni come l&#8217;immigrazione, la politica, etc. Eppure anche le fonti ufficiali qualche volta non sono attendibili, poiché tendono a difendere interessi nascosti e lo status quo, o più semplicemente raccolgono irregolarità nella raccolta dei dati. Ci sono pagine, on line e non, che parlano di come tutto quello che leggiamo sia porcheria prima di lanciarsi in affascinanti teorie complottistiche (o vere e proprie panzane). Nel 90% dei casi questo tipo di pagine è solo porcheria che fa disinformazione, ma se vuoi dargli comunque una chance ricordati che quando leggi queste pagine l&#8217;onere della prova sta su di loro. Ovvero, l&#8217;autore deve convincere anche gli spiriti più razionali con dati, testimonianze ed evidenze empiriche che dimostrano la sua tesi. Se una di queste pagine non ti dovesse convincere completamente, abbandonala senza guardarti indietro.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Eccoci arrivati alla fine del post di oggi. Se hai qualche strategia interessante da condividere per sfruttare al meglio internet i commenti sono a tua disposizione, e se conosci qualcuno che controlla Facebook in modo compulsivo fagli leggere questo articolo, chissà che non possa aiutarlo! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buon inizio settimana!</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Detto? Fatto! Com&#8217;è andato il mese di 101 desideri e..vita da robot, la nuova sfida!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 09:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Detto? Fatto!]]></category>
		<category><![CDATA[101 desideri]]></category>
		<category><![CDATA[Detto?Fatto!]]></category>
		<category><![CDATA[vita da robot]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mio primo desiderio: viaggiare ogni anno in almeno una nazione diversa &#160; Ci sono due tragedie nella vita: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo. Oscar Wilde &#160; È passato un mese da quando ho cominciato la rubrica &#8220;Detto? Fatto!&#8221;, dove faccio da cavia per te tecniche di crescita personale per un mese, sperando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/viaggiare.jpg"><img data-attachment-id="1826" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/10/19/101-desideri-vita-da-robot/viaggiare-3/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/viaggiare.jpg" data-orig-size="275,183" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="viaggiare" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/viaggiare.jpg?w=275" class="size-full wp-image-1826 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/viaggiare.jpg?w=590" alt="viaggiare"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/viaggiare.jpg 275w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/viaggiare.jpg?w=150&amp;h=100 150w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il mio primo desiderio: viaggiare ogni anno in almeno una nazione diversa</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono due tragedie nella vita: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oscar Wilde</span></span></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">È passato un mese da quando ho cominciato la rubrica &#8220;Detto? Fatto!&#8221;, dove faccio da cavia per te tecniche di crescita personale per un mese, sperando di coinvolgerti ed essere mio compagno di avventura, per poi analizzare insieme i risultati ottenuti e decidere cosa fare dopo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se ti ricordi, un mese fa ti avevo proposto<a style="color:#000000;" href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/09/21/detto-fatto-tecnica-101-desideri/"> la tecnica dei 101 desideri</a> di Sibaldi per iniziare un percorso di crescita personale. Ovviamente l&#8217;ho provata anch&#8217;io e oggi ti racconterò com&#8217;è andata e ti proporrò la nuova tecnica di questo mese, vita da robot, basata sulla creazione di routine e rituali quotidiani.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ma andiamo con ordine e partiamo da cosa è successo questo mese:</span></span></span></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">La tecnica dei 101 desideri: interessante, ma non efficace come pensavo</span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Partiamo dai lati negativi: la sfida dei 101 desideri si è rivelata piuttosto ostica per me. Sono riuscito ad arrivare a 70 desideri sulla mia lista, sforzandomi parecchio. Forse perché sono una persona con poche ma chiare ambizioni e senza un grande desiderio di possedere cose in generale, il numero di 150 desideri provvisori mi è sembrato enorme. Inoltre, con dispiacere, ho notato come non si sia realizzata una delle previsioni di Sibaldi quando parla di questa tecnica, ovvero: </span></span><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Dopo 50 desideri scoprirai cose di te che non hai mai saputo, ti si apriranno nuovi mondi spirituali. Quando rileggerai i primi desideri ti sembreranno stupidi&#8221;. </span></span></em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">A me è successo il contrario. Molti dei desideri che ho inserito ai primi posti sono quelli più significativi, mentre più andavo avanti più i desideri diventavano meno interessanti (il mio desiderio n.54 è avere più vestiti eleganti, e l&#8217;ho messo senza troppa convinzione). Può darsi che questo effetto collaterale sia capitato perché non sono riuscito a completare la lista, ma non ne sono troppo convinto. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Per fortuna ho anche notato parecchi benefici</span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>La lista mi ha aiutato a formulare i miei obiettivi in modo più chiaro e a trovare del tempo per pensarci su:</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> indubbiamente il punto di forza di questa tecnica. Formulare gli obiettivi secondo le regole (non usare &#8220;non&#8221;, non chiedere nulla per gli altri, etc.) è di per sé un esercizio molto interessante, ti aiuta a fare chiarezza su ciò che vuoi e a pensare anche alle conseguenze. Ogni volta che ho scritto un desiderio mi sono chiesto: cosa succederebbe se si avverasse davvero? E le risposte non sono sempre state piacevoli: non ho inserito un desiderio come &#8220;Voglio essere sempre felice&#8221; perché ci sono dei momenti nella vita in cui è meglio non essere felici (quando devi elaborare un lutto, ad esempio), e perché sono convinto che vivere solo la felicità è una grossa limitazione poiché esistono tante altre altre emozioni che possiamo provare nel corso della nostra vita e limitarsi ad una sola non mi piace per niente.</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>La lista è provvisoria: </b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">150 desideri sono una bella montagna da scalare, quindi inutile preoccuparsi troppo di cosa inserire, almeno all&#8217;inizio. Puoi sempre cancellare un desiderio, modificarlo, fare quello che ti pare. Scoprirlo è una bella sensazione, che ti toglie un sacco di pressione e ti permette di affrontare la giornata più tranquillamente.</span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">I desideri seriali come strumento per capire la tua personalità </span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nonostante una delle regole sia di non inserire desideri seriali, mi sono accorto che quelli che cominciavano con &#8220;Voglio imparare&#8221; erano parecchi. Ho cercato di raggrupparli e di cambiare formulazione (anziché dire &#8220;Voglio imparare tedesco&#8221; ho usato &#8220;Voglio parlare tedesco&#8221;), ma la sostanza è cambiata poco. Mi ha fatto comunque piacere avere la conferma che sono una persona a cui piace imparare le cose più disparate. </span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il momento in cui scrivi la lista influenza i tuoi desideri: </span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">ho scritto desideri sulla lista in momenti e stati d&#8217;animo diversi, e mi sono accorto che i desideri cambiavano. Quando ero stanco e assonnato avevo altre priorità rispetto a quando ero sull&#8217;autobus, etc. Ho così realizzato che è meglio pianificare quando ti senti in forma e fresco e, quando ti senti stanco e vorresti cambiare idea è meglio attenersi al piano originale. </span></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;">I desideri da &#8220;bravo bambino&#8221; capitano lo stesso: </span></strong><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;">Anche se la lista è scritta al riparo da occhi indiscreti, mi sono accorto della presenza di un censore interno, che in qualche modo raccoglie le aspettative degli altri su di me. Nonostante Sibaldi parli di disobbedienza mi è stato piuttosto difficile andare contro questo censore interno, e qualche desiderio che ho espresso è più un&#8217;espressione di ciò che gli altri vogliono per me piuttosto che quello che voglio davvero. Credo che questo inconveniente si possa superare proseguendo con la lista: una volta finito di elencare cosa la società si aspetta, qualcosa di più personale deve rimanere per forza! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;">I desideri altruisti: </span></strong><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;">La tecnica dei 101 desideri sembra fatta per creare una lista egoistica: una delle regole è &#8220;Non chiedere nulla per gli altri&#8221;. La realtà è più complessa: dopo una trentina di desideri dedicati solo a me ho capito che mancava qualcosa, e mi è venuto naturale mettere desideri in cui vuoi aiutare il prossimo (uno dei più belli che ho scritto è: &#8220;Aiutare una persona che non conosco a realizzare il suo sogno&#8221; e mi auguro che Pensa Fuori dalla Scatola possa aiutarmi! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ). La tecnica dei 101 desideri conferma qualcosa che ho sempre sospettato: per aiutare gli altri nel modo più efficace devi essere una persona soddisfatta della tua vita e disponibile a dare (<a style="color:#000000;" href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/02/16/sviluppare-personalita-genitoriale-giacobbe/">il genitore di Giacobbe</a>, insomma).  </span></span></li>
<li><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;">I desideri continuativi: </span></strong><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;">i desideri più interessanti in assoluto che ho trovato, però sono quelli continuativi, ovvero quelli che non finiranno mai di realizzarsi. Cosa intendo? Quei desideri che si realizzano solo se vengono realizzati tutti i giorni (ad esempio uno dei miei è: &#8220;Voglio trovare un motivo per essere grato tutti i giorni&#8221;), quindi sono più vicini ad un&#8217;abitudine o a una filosofia di vita. Da studioso di crescita personale li trovo i miei preferiti, perché penso siano i più efficaci per ottenere i cambiamenti che vogliamo e avvicinarci al nostro ideale di vita. In più sembrano fatti apposta per essere letti tutti i giorni, proprio come suggerisce la tecnica.</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;color:#000000;">Tutto sommato la tecnica dei 101 desideri ha prodotto dei risultati interessanti, anche se in un certo sento mi aspettavo di più (soprattutto dal punto di vista spirituale). Continuerò comunque a praticarla e se dovessi scoprire qualcosa di nuovo ti terrò aggiornato. Se hai provato questa tecnica anche tu in questo mese o in un momento della tua vita, fammi sapere che impressioni hai avuto, mi piacerebbe molto confrontarmi con te! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;color:#000000;">Ed ora è il momento di svelare la seconda tecnica di crescita personale di &#8220;Detto?Fatto!&#8221;che applicherò questo mese, cioé&#8230;</span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Vita da robot</span></strong></h2>
<p><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;color:#000000;">Ho deciso di battezzare la tecnica di questo mese &#8220;Vita da robot&#8221;, perché si basa sulla creazione di routine quasi come se fossimo degli automi. Durante le mie letture ho notato come ogni persona di successo ha sviluppato la sua routine personale, e la crescita personale si basa sulle routine più di successo (alzarsi presto la mattina è uno degli esempi più abusati). Quello che farò questo mese è <strong>creare delle strette abitudini che non modificherò in nessuna circostanza</strong>. Siccome la vita succede e gli imprevisti sono in agguato ho selezionato come area principale la mattina (in cui è più difficile che capitino sorprese o che abbia impegni sociali), ma inserirò anche altre piccole abitudini qui e là, senza mai cambiarle. </span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;color:#000000;">Ti faccio subito un esempio pratico. La mia routine mattutina da domani sarà: sveglia alle 7, 15 minuti di meditazione, studio fino alle 8, scrittura fino alle 8.45 e poi via al lavoro, dove ho in programma di leggere sull&#8217;autobus (una mezzoretta di viaggio). Il tutto rigorosamente senza internet, distruttore della mia produttività personale. Questo avverrà tutti i giorni senza nemmeno doverlo programmare o pensarci, come un robot.  <strong>La mia sfida per te questa settimana è di prendere un paio d&#8217;ore al giorno dove il numero di imprevisti che ti possono capitare è minimo (la mattina oppure la sera tardi) e di dedicarle ad un progetto che avevi nel cassetto da tempo, o per prenderti cura di te.</strong> Per questo mese ti chiedo di mantenere una scheda molto rigida e di rispettarla il più possibile (che significa niente eccezioni in caso di emergenze). </span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;color:#000000;">Se ti va di affrontare la sfida &#8220;Vita da robot&#8221; oppure vuoi dirmi la tua opinione sul mese dei 101 desideri i commenti sono a tua disposizione. E se vuoi affrontare questa sfida non in solitudine, condividi questo articolo con un tuo amico o una tua amica così avrai ancora più supporto morale! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Verdana, sans-serif;line-height:1.5;color:#000000;">Buona giornata! </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Che cosa ho imparato lavorando un anno come selezionatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 08:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia al lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi c&#8217;è anche lui! 😀 &#160; Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c&#8217;è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. J. Conrad &#160; Questo post è piuttosto personale. Di solito quando preparo un testo per “Pensa fuori dalla scatola” voglio fornirti tecniche e spunti che ti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/dr-house.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1813" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/10/12/un-anno-come-selezionatore/dr-house/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/dr-house.jpg" data-orig-size="206,245" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Dr. House" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/dr-house.jpg?w=206" class="size-full wp-image-1813 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/dr-house.jpg?w=590" alt="Dr. House"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/dr-house.jpg 206w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/dr-house.jpg?w=126&amp;h=150 126w" sizes="(max-width: 206px) 100vw, 206px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#999999;">Oggi c&#8217;è anche lui! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c&#8217;è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi.</span></span></span></em></p>
<p><em><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">J. Conrad</span></span></span></em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#000000;"><span style="font-size:small;">Questo post è piuttosto personale. Di solito quando preparo un testo per “Pensa fuori dalla scatola” voglio fornirti tecniche e spunti che ti aiutino a migliorare la tua vita, ma oggi sarò un po&#8217; più egocentrico, visto che le ultime due settimane sono state periodo di anniversari: Pensa Fuori dalla Scatola ha compiuto ufficialmente due anni e io ho completato il mio primo anno come selezionatore.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#000000;"><span style="font-size:small;"> Quest&#8217;esperienza mi ha dato tantissimo dal punto di vista personale e professionale, aiutandomi a capire quali sono i falsi miti che circolano a riguardo e mi ha permesso di sviluppare alcune qualità personali molto utili non solo in ambito lavorativo. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;color:#000000;"><span style="font-size:small;">Ad esempio&#8230;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color:#ff0000;"><strong>La nobile arte della diplomazia</strong></span></h2>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ricordo ancora il primo giorno in cui sono entrato a lavorare in una multinazionale: ero teso e mi aspettavo di incontrare un ambiente superefficiente, pieno di persone preparate da cui poter imparare un sacco.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In quel periodo ero parecchio naïve ed il ritorno alla realtà è stato brusco: colleghi menefreghisti e arrivisti, capi incompetenti, una disorganizzazione pazzesca e situazioni surreali. Alla <a href="http://dilbert.com/">Dilbert</a>, per capirci. Certo, ho anche conosciuto persone preparate e competenti, ma molto meno di quante me ne aspettassi. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questa prima esperienza mi ha fatto capire che <strong>per aver successo nel mondo lavorativo non bastano le competenze tecniche, ma è necessario sviluppare anche capacità interpersonali.</strong> E a quel punto ho cominciato a leggere libri sopra libri relativi all&#8217;argomento, ad esempio “<a href="http://www.amazon.it/Come-trattare-altri-farseli-amici/dp/8845249573">Come trattare gli altri e farseli amici</a>”, “Never Eat Alone” (tradotto con &#8220;Non mangiare mai da solo; se non te la senti di leggerlo in inglese trovi un ottimo riassunto su <a href="http://www.italianindie.com/blog/non-mangiare-mai-da-solo-recensione#.VhtwRfn5fcs">Italian Indie </a>). Tutto per imparare come fare network e ad avere buone relazioni con capi e colleghi. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come potrai immaginare la lettura non è sufficiente per assimilare questi concetti. Solo con tanta pratica puoi renderli automatici e farli davvero tuoi. E tutta questa teoria ho avuto modo di metterla in pratica proprio nel mio lavoro attuale: ho dovuto imparare a gestire non solo i “classici” rapporti con clienti, colleghi e capi, ma anche con i candidati. Ho così imparato come dare buone e cattive notizie (uno dei miei compiti è fornire il feedback delle interviste fatte dai candidati con i manager), come trattare in modo professionale chi capisco che non sia un buon candidato per quella posizione oppure chi mente scrivendo informazioni false sul CV (è successo, e ti sconsiglio vivamente di farlo dato che significa la fine automatica del processo di selezione). Se dovessi riassumere quest&#8217;esperienza in due frasi partirei da: <b>“Mettiti nei panni della persona che hai davanti. Sempre.”</b></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Siamo tutti persone diverse, con motivazioni e motivatori diversi, ma su un punto siamo tutti uguali: vogliamo rispetto ed essere informati su cosa sta succedendo durante un processo di selezione. Perciò quando mi capita di chiamare candidati chiedendo di spostare il colloquio precedentemente fissato, oppure di averne uno con pochissimo preavviso, fornisco sempre una ragione e cerco di spiegare il perché di questa situazione. Qualche volta le motivazioni non sono le più sensate, ma solo il fatto di ammettere implicitamente che la situazione è incasinata rende i candidati più disponibili a venirmi incontro e a trovare una soluzione insieme.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La seconda frase è: <b>“Cerca di creare situazioni vantaggiose per tutte le parti in causa.” </b>La famosa, o famigerata, teoria <em>Win-Win</em>, o per dirla con un italiano chiaro, fare contenti tutti. Esempio pratico: trovo un candidato eccezionale che non aspetta altro che di lavorare per il mio cliente ed alla fine viene assunto: lui è contento (ha il lavoro dei suoi sogni), io sono contento (ho fatto bene il mio lavoro) ed il cliente è il più contento di tutti (finalmente ha qualcuno che lo possa aiutare). Questo, però è il caso ideale: molto spesso capiteranno situazioni in cui dovrai raggiungere un compromesso rispetto al piano generale, ed è qui che si vede la vera applicazione di questo principio. Se durante le trattative mantieni un approccio <em>win-win</em> e cerchi di capire quali sono le esigenze più sentite dell&#8217;altra persona, cerchi di venirgli incontro accontentandolo lì e chiedendogli sacrifici da un&#8217;altra parte. Un esempio molto pratico che mi è capitato recentemente: un candidato era felicissimo dell&#8217;offerta, poiché molto appassionato dell&#8217;azienda per cui lavoro attualmente, ma avrebbe voluto un po&#8217; di più sia dal punto di vista economico che dal punto di vista contrattuale (un contratto indeterminato, mentre per la posizione in questione potevo offrire solo un determinato). Una volta realizzato che non potevo dargli entrambi, ho cercato di capire cosa fosse più importante per lui, e una volta capito che il contratto indeterminato era la cosa a cui teneva di più, ho intavolato trattative con la mia manager per poterlo ottenere. Queste trattative stanno ancora procedendo (è stato un caso piuttosto recente), ma anche se alla fine non dovessero andare in porto non avrò rimpianti, perché ho fatto del mio meglio per creare una situazione vantaggiosa per tutti.</span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Preparazione, comunicatività e unicità: la ricetta per il successo lavorativo</span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Lavorare per un anno nell&#8217;industria del <i>recruitment </i>(il modo figo per chiamare la selezione del personale) mi ha aiutato a capire quali sono I falsi miti che circolano su internet a riguardo. Di qualcuno ne ho già parlato <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/10/27/curriculum-vitae-tutta-la-verita-nientaltro-che-la-verita-lo-giuro/">in questo post</a>, oggi voglio ribadire qualche concetto. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Esistono tre concetti chiave su cui devi basarti nel momento in cui vuoi fare domanda per un posto di lavoro: <b>preparazione, comunicatività ed unicità</b>. Vediamoli più nel dettaglio.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Quando trovi un annuncio di lavoro interessante, la prima cosa da fare è documentarti sull&#8217;azienda e sulla posizione</strong>. Puoi usare internet, chiedere a chi ci lavora già qualche dritta in più, qualsiasi cosa purché tu riesca a saperne di più. Facendo così sarai percepito come un professionista serio e farai una buona impressione sul selezionatore, interno o esterno che sia. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Fantastico, ora sei un candidato con grande esperienza e preparato. È sufficiente per ottenere il posto di lavoro che hai chiesto? No, la comunicatività è un fattore altrettanto importante.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una volta ho avuto una discussione a riguardo con Marco, un lettore che non ama granché le agenzie interinali. Lui sosteneva, giustamente, che un selezionatore spesso non ha le competenze tecniche per giudicare la qualità di un candidato, soprattutto se fa un lavoro molto tecnico (Marco lavora come programmatore di computer, rientrando a pieno titolo in questa categoria). Nonostante sia d&#8217;accordissimo su questo punto, un selezionatore una cosa può farla benissimo: giudicare la personalità di una persona. Perciò, se gli viene espressamente chiesto dal cliente di cercare profili preparati ma non arroganti e uno dei candidati con grande conoscenza tecnica dell&#8217;argomento si rifiuta di rispondere alle tue domande, oppure sbuffa perché è intervistato da una persona non tecnica, sta compromettendo le sue chances di avere successo. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>In un mondo interconnesso come quello attuale, una persona che non è in grado di lavorare con gli altri si troverà spesso in situazione di svataggio</strong>, non importa quando sia valida dal punto di vista tecnico. Un personaggio alla Dottor House è molto divertente da guardare in una serie televisiva, ma lavorarci insieme tutti i giorni è un altro paio di maniche.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quando hai a che fare con un selezionatore ricordati di una regola base del network: è un guardiano che controlla l&#8217;accesso alla persona con cui vuoi parlare (il manager) e se vuoi passare oltre devi trattarlo con rispetto anche se dovesse dimostrarsi impreparato nello svolgimento del suo lavoro. Solo così potrai avere accesso al manager e dimostrare in pieno tutta la tua competenza.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Infine, l&#8217;ultimo punto: unicità. Nella situazione economica attuale italiana, ci sono un sacco di disoccupati. Per dirla in termini economici c&#8217;è un surplus di offerta dei lavoratori rispetto alla domanda e questo, tradotto in modo semplice si traduce con salari più bassi e competizione più alta. Perciò<strong> se vuoi avere successo in un mercato del lavoro così competitivo devi essere ossessionato da una domanda: “Perché dovrebbero scegliere me rispetto ad altri candidati?”</strong> L&#8217;esperienza lavorativa è una delle ragioni più valide, ma se sei giovane e ti stai affacciando al mondo del lavoro, non ti preoccupare: entusiasmo e capacità di lavorare duro sono qualità molto apprezzate dai datori di lavoro, indipendentemente dal livello di esperienza.</span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Organizzazione e misurazione</span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Eccoci qui all&#8217;ultimo punto di oggi, tipico delle multinazionali <em>outsourcing</em> in cui ho lavorato negli ultimi tre anni, ma che ho imparato ad apprezzare solo recentemente.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nelle multinazionali si scrivono moltissimi rapporti e si gestiscono parecchi database. In questo modo I manager sono sempre al corrente su quali sono le tue attività, se ci sono problemi sul tuo lavoro, eccetera (lo so, questo è il mondo ideale e non funziona sempre così)</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Finora avevo mal sopportato questi database e rapporti perché mi sembravano solo uno strumento per controllarmi e per stressarmi l&#8217;anima su dettagli insignificanti. Nonostante qualche volta abbia ancora quest&#8217;impressione, ho imparato ad apprezzarli di più e ho cominciato ad applicare una massima americana che ho conosciuto leggendo <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/04/15/tim-ferriss/">Tim Ferris</a>: <i>“What gets measured, get managed”. </i>Per i diversamente inglesi: quello che viene misurato, viene gestito. Da quando ho realizzando che un database ordinato e dove possa controllare i dettagli giusti rende il mio lavoro più semplice, ne sono diventato un grande fan. Usandolo al meglio posso capire per quali ragioni i candidati non sono interessati ad una posizione, quale messaggio introduttivo ha il tasso di risposta più alto, etc.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se vuoi utilizzare questa filosofia nel modo più efficace, ricordati che <b>la scelta di ciò che misuri è fondamentale e di non cadere nella trappola della sovramisurazione </b>(una parola che ho appena inventato per definire un fenomeno curioso: ovvero controllare compulsivamente ciò che hai deciso di misurare, senza prendere alcuna iniziativa e perdendo quindi del tempo prezioso. Pratica particolarmente diffusa tra blogger alle prime armi che controllano visite ogni cinque minuti ed investitori “a lungo termine” di borsa.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Eccoci arrivati alla fine del post di oggi. Mi auguro che ti sia piaciuto e preparati: la prossima settimana ci sarà il secondo post di “Detto?Fatto!”, con un rapporto su come è andata la tecnica dei 101 desideri e la prossima sfida di crescita personale della settimana. Il titolo? &#8220;Vita da Robot&#8221;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buon inizio settimana!</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Detto? Fatto!&#8221; La tecnica dei 101 desideri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 09:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Detto? Fatto!]]></category>
		<category><![CDATA[101 desideri]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Sibaldi]]></category>
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					<description><![CDATA[La scatola dei desideri: oggi potrebbe esserti utile Ogni tua dote non adoperata diviene un tuo intralcio.”  Igor Sibaldi &#160; Come ti avevo anticipato la scorsa settimana, Pensa Fuori dalla Scatola si arricchisce di una nuova rubrica: &#8220;Detto? Fatto!&#8221; L&#8217;obiettivo di questa rubrica è di risolvere uno dei problemi più presenti nella crescita personale, la mancata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/scatola-dei-desideri.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1804" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/09/21/detto-fatto-tecnica-101-desideri/scatola-dei-desideri/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/scatola-dei-desideri.jpg" data-orig-size="259,194" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Scatola dei desideri" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/scatola-dei-desideri.jpg?w=259" class="size-full wp-image-1804 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/scatola-dei-desideri.jpg?w=590" alt="Scatola dei desideri"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/scatola-dei-desideri.jpg 259w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/scatola-dei-desideri.jpg?w=150&amp;h=112 150w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#999999;">La scatola dei desideri: oggi potrebbe esserti utile</span></p>
<blockquote><p><span style="color:#999999;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ogni tua dote non adoperata diviene un tuo intralcio.” </span></span></em></span></p>
<p><span style="color:#999999;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Igor Sibaldi</span></span></em></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come ti avevo anticipato la scorsa settimana, Pensa Fuori dalla Scatola si arricchisce di una nuova rubrica: &#8220;Detto? Fatto!&#8221;</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">L&#8217;obiettivo di questa rubrica è di risolvere uno dei problemi più presenti nella crescita personale, la mancata applicazione di ciò che si legge. Quante volte ti è capitato di trovare consigli che sembravano fare proprio al caso tuo e poi non hai messo in pratica nulla? Forse è stata pigrizia, forse il semplice fatto di leggere ti ha dato la sensazione di fare un grosso passo avanti sulla tua strada, ma dopo qualche tempo ti ritrovi al punto di partenza. Persino chi scrive di crescita personale può trovarsi in questa situazione (<a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/06/19/porno-crescita-personale-o-come-fallire-un-obiettivo-nonostante-hai-le-conoscenze-giuste/">è già successo anche a me</a>) ho riflettuto parecchio su come poter limitare questo effetto collaterale.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La mia risposta è stata questa nuova rubrica, in cui condividerò con te una tecnica di crescita personale interessante che non ho ancora sperimentato e che porterò avanti per un mese, discutendone poi pregi e difetti e decidendo se andare avanti o meno. La mia speranza è che questo non sia un lavoro in solitaria, ma che parteciperai anche tu e che mi farai sapere le tue impressioni alla fine del mese, e se ti va, potrai suggerire quale tecnica sperimentare il mese prossimo. (Se decidi di prendere parte alla sfida &#8220;Detto?Fatto!&#8221; scrivimi un breve commento e riaggiorniamoci tra un mese! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  )</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da quale tecnica ho deciso di cominciare? Da quella dei 101 desideri. Come ti ho già detto la settimana scorsa le tecniche di crescita personale più usate sono abbastanza noiose, perciò ho scelto di partire con una un po&#8217; più estrosa.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">L&#8217;ho conosciuta ascoltando <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Igor_Sibaldi">Igor Sibaldi</a>, ma una versione simile sia stata già usata da monaci buddisti e lui l&#8217;abbia semplicemente riadattata. Vediamola nel dettaglio.</span></span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Tecnica dei 101 desideri: cos&#8217;è e quali regole seguire</span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La tecnica dei 101 desideri è molto semplice. Per metterla in pratica devi scrivere una lista di 150 desideri su un quaderno di brutta, cancellando o modificando finché non sarai soddisfatto. Una volta finita questa lista provvisoria dovrai selezionarne 101, trascriverli su un quaderno di bella lasciando alcuni spazi in cui inserire uno dei 49 desideri di riserva quando riuscirai a realizzare uno dei 101 desideri scelti. Ora che hai la tua lista ufficiale, puoi cominciare a lavorarci sopra, cogliendo o creando opportunità per realizzare i tuoi desideri. Tutto qui? Non proprio. Esistono dieci regole da seguire per formulare questi desideri: le trovi in questo video, tutte debitamente spiegate:</span></span></span></p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="590" height="332" src="https://www.youtube.com/embed/oW1EkLxzNu0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">Se invece sei pigro e non vuoi guardare tutto il video, eccole qui riassunte:</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">1. Cominciare sempre con &#8220;IO VOGLIO&#8221; </span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">2. Non usare la parola &#8220;NON&#8221; e negazioni  </span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">3. Ogni desiderio deve avere al massimo 14 parole<strong> </strong>non di più (le virgole valgono come una parola) </span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">4. Non chiedere storie di amore o di sesso con persone precise (tipo attori, etc.), meglio mettere dei fatti  </span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">5. Non fare paragoni, es &#8220;Io voglio essere alto come..&#8221;, non fregare i desiderare quello che desiderano gli altri </span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">6. non usare desideri seriali (voglio una casa al mare, una in montagna, etc.)</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"> 7. non chiedere soldi, chiediti cosa compreresti con quei soldi</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"> 8. non chiedere per gli altri, puoi solo chiedere tu di fare qualcosa per gli altri</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"> 9. evita i diminutivi</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">10. Metti qualche desiderio assurdo ed impulsivo e vedi cosa succede</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">Una volta completata questa lista, rileggila ogni mattina e cerca di utilizzare la giornata in corso per avvicinarti un po&#8217; ad almeno uno dei tuoi obiettivi, o tieni gli occhi aperti per cogliere al volo le opportunità che ti capitano.</span></span></span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">Che vantaggi ti può portare questa tecnica?</span></strong></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><em>&#8220;Non capisco che vantaggi ci siano nello scrivere la lista dei miei desideri. Perché devo perdere tutto questo tempo?&#8221;</em>  Nonostante non sia un grande fan delle liste, questa lista ti può aiutare per diversi motivi, ad esempio&#8230;</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Se non hai ben chiara la tua strada</strong>. Molti si approcciano alla crescita personale perché stanno cercando di dare un senso alla loro vita, o non sono soddisfatti. Quale modo migliore di capire cosa vuoi se non scrivendo tutto quello che hai sempre desiderato su una lista? Imparando a definire i tuoi obiettivi in modo più chiaro ti sembreranno anche più raggiungibili ed in più sfrutterai un meccanismo chiamato &#8220;<a href="http://www.efficacemente.com/2015/02/bias-cognitivi/">Euristica dell&#8217;influenza</a>&#8220;, secondo cui quando cominci a notare qualcosa (in questo caso i tuoi desideri) vedrai ovunque quell&#8217;oggetto (o nel nostro caso opportunità su come realizzarli).</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Per conoscerti meglio: </strong>i tuoi desideri potrebbero rivelare una personalità diversa da quella che hai sempre pensato di possedere. Magari sei più sognatore, più materialista o più spirituale di quanto pensi. Il numero dei desideri è volutamente molto alto (Sibaldi dice che all&#8217;inizio con una decina di desideri ti sembrerà di essere a posto per un paio di vite) per permetterti di andare oltre le cose scontate da desiderare, quei desideri da &#8220;bravo bambino&#8221; che riflettono le aspettative della società, di parenti, amici, etc. Questa tecnica è un&#8217;ottima occasione per essere onesto con te stesso.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Per re-imparare a sognare</strong>: Nel mondo di oggi dobbiamo &#8220;essere realisti&#8221;, &#8220;imparare a scendere a compromessi&#8221; e ci dimentichiamo che anche sognare è importante. Portare a casa la pagnotta è prioritario, d&#8217;accordo, ma questo non dev&#8217;essere una scusa per non lanciarsi in altri progetti ambiziosi, più grandi del perdere qualche chilo o del passare un esame. Non fraintendermi, lo so che raggiungere piccoli obiettivi può dare morale ed essere la botta di autostima di cui abbiamo bisogno, ma ho l&#8217;impressione che anche i &#8220;praticanti&#8221; più assidui delle tecniche di crescita personale le usino solo per piccoli cambiamenti, mancando di un pizzico di sana ambizione e follia. <strong>La vita non è un supermercato </strong>in cui abbiamo a disposizione un numero limitato di opzioni, qualche volta possiamo inventare cose che ancora non esistono. E infine&#8230;</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Per imparare ad andare a prendere ciò che vuoi.</strong> Quando ho letto le regole ce n&#8217;è una che mi è piaciuta molto: usa &#8220;Io voglio&#8221;. Da bambini ci hanno insegnati che &#8220;l&#8217;erba voglio non cresce neppure nel giardino dei re&#8221;, eppure non ne sono così convinto. Esistono eventi che la nostra volontà non può piegare, ma quando si tratta di decidere che lavoro svolgere, quanto e come viaggiare, che sport intraprendere allora l&#8217;erba voglio è anche nel nostro giardino, e mi aspetto che con questa tecnica sia ancora più evidente.</span></span></span></span></p>
<h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Una piccola nota, prima di cominciare</strong></span></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">Questa tecnica può far storcere il naso a chi non ama la legge di attrazione, una teoria della crescita personale in voga anni fa e che ora sta passando di moda secondo cui basta formulare un desiderio per vederlo in qualche modo realizzato. Nonostante questa tecnica riprenda qualche aspetto della legge di attrazione, voglio essere chiaro: <strong>scrivere questi desideri non basta a farli realizzare, quello è solo la metà del lavoro. L&#8217;altra metà è muovere il culo e creare le condizioni per realizzarli. </strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">Se sei pronto (o pronta, questa volta il femminile è d&#8217;obbligo) ad accettare la sfida &#8220;Detto? Fatto!&#8221; di questo mese lasciami un commento, oppure fammi sapere la tua opinione su questa tecnica. E se pensi che qualche amico potrebbe essere interessato a questa idea, condividi questo post sui social! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"> Buon inizio settimana!</span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			<media:title type="html">Scatola dei desideri</media:title>
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		<title>Imparare dai migliori: Tiziano Terzani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 08:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziano Terzani]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.&#8221; Tiziano Terzani Un giovane Tiziano Terzani in viaggio per la Russia. Morto nel 2004, il suo pensiero vive nei suoi libri &#160; Dopo una pausa estiva, ritorna Pensa Fuori dalla Scatola. Mi scuso per non aver avvisato i fedeli lettori, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.&#8221;</span></span></span></em></p>
<p><em><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tiziano Terzani</span></span></span></em></p></blockquote>
<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/tiziano-terzani.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1782" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/09/14/tiziano-terzani/tiziano-terzani-2/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/tiziano-terzani.jpg" data-orig-size="173,264" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="tiziano terzani" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/tiziano-terzani.jpg?w=173" class="size-full wp-image-1782 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/tiziano-terzani.jpg?w=590" alt="tiziano terzani"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/tiziano-terzani.jpg 173w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/09/tiziano-terzani.jpg?w=98&amp;h=150 98w" sizes="(max-width: 173px) 100vw, 173px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Un giovane Tiziano Terzani in viaggio per la Russia. Morto nel 2004, il suo pensiero vive nei suoi libri</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dopo una pausa estiva, ritorna Pensa Fuori dalla Scatola. Mi scuso per non aver avvisato i fedeli lettori, ma ho sentito un forte bisogno di prendere un momento di riflessione per rigenerarmi e per trovare nuova ispirazione.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nell&#8217;ultimo periodo ho notato come i blog che sto leggendo continuino a ripetersi. Soprattutto quelli che parlano di crescita personale e che ormai scorro molto velocemente, perché i consigli che si ripetono sono sempre quelli: svegliati presto, migliora dell&#8217;1% ogni giorno&#8230; e ci siamo capiti.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Pensa Fuori dalla Scatola è un blog di crescita personale, ma vorrei che fosse meno statico e ripetitivo dei suoi colleghi, perciò oggi ho deciso di dare spazio a Tiziano Terzani, un personaggio particolare, che ho avuto il piacere di scoprire recentemente attraverso i suoi libri.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perché ti dico particolare? A differenza degli altri migliori di cui ti ho parlato finora, Tiziano non ha raggiunto l&#8217;apice del successo nel suo campo professionale, e non credo sia nemmeno conosciuto da molti italiani, dato che per la maggior parte della sua carriera è stato un corrispondente di &#8220;Der Spiegel&#8221;. Ciononostante nei suoi libri ho trovato una filosofia di vita piena di spunti interessanti, che mi ha permesso di allargare un po&#8217; i miei orizzonti appiattiti dalla crescita personale.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oggi voglio condividere con te gli aspetti della sua filosofia che mi sono piaciuti di più e sperare che rendano più saporita anche la tua vita.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Cominciamo!</span></span></span></p>
<h2 class="western"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Non andare in vacanza. Viaggia!</span></strong></span></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tiziano ha viaggiato per moltissimi anni, lavorando come corrispondente in Asia per il giornale tedesco Der Spiegel.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Leggendo dei suoi viaggi ho capito perché mi sono sentito a disagio durante le mie vacanze in Slovacchia, passate tra montagna e acque termali. Nonostante me le sia godute mi sono sentito come una pecora in un recinto, intrappolato in una orda di vacanzieri che si dirigevano negli stessi posti a fare le stesse cose.<br />
Uno dei momenti più avventurosi è stato la ricerca di una camera, che si è risolta trovando un piccolo posto fuori mano e super economico. Un imprevisto insomma. Questo è ciò che mi è mancato durante tutto il resto della vacanza: <strong>fare esperienze diverse dalla maggioranza dei turisti e conoscere sfumature meno famose di un posto che stai visitando</strong>.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tiziano invece ha fatto proprio questo: nei suoi libri parla di una repulsione istintiva per gli alberghi &#8220;da manager&#8221;, che sono tutti uguali a Toronto come a Milano, e che appiattiscono la tua esperienza del mondo che ti circonda. Al contrario preferisce stare in piccole pensioni più caratteristiche che gli consentono di avere una visione da locale sulle zone che sta visitando, e di crearsi una rete di contatti per poter scoprire gli avvenimenti più interessanti.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perciò <strong>se vuoi avere una vita più piena non andare in vacanza, viaggia!</strong> Prova il piacere di andare fuori dalle mete più turistiche, di mantenere occhi curiosi nei confronti del mondo, sospendendo il giudizio sulla cultura in cui ti trovi e immergendoti a fondo. Passare anche solo una settimana in questo modo è un&#8217;esperienza in grado di darti nuove ispirazione e sicuramente sarà meno noioso che andare in vacanza a fare la pecora! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Aggiungi un po&#8217; di magia alla tua vita</span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Magia? Sto leggendo un blog di crescita personale, ho sbagliato posto?&#8221;</span></span></em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> No, tranquillo  non voglio cominciare a venderti amuleti magici o pozioni che risolveranno tutti i tuoi problemi. </span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>Per cavarti dagli impicci avrai sempre bisogno di farti il mazzo, essere creativo ed adottare un approccio attivo</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. Perché ti parlo di magia allora?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perché molti di noi si sono dimenticati che la magia non è solo da intendersi come una truffa, ma anche come </span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>un trucco che puoi utilizzare per raggiungere i tuoi obiettivi</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. Il piccolo Dumbo sarebbe riuscito a superare le sue paure senza la piuma &#8220;magica&#8221; che lo aiuta a volare?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Molti dei grandi sportivi (<a style="color:#000000;" href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/29/imparare-dai-migliori-magnus-carlsen/">lui</a>, ad esempio) erano sicuri che sarebbero diventati campioni del mondo fin da piccoli, ma da un punto di vista statistico non avevano grandi possibilità di farcela. Eppure questa magica convinzione li ha sostenuti anche nei momenti più bui e difficili, aiutandoli a raggiungere il successo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">E poi, </span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>credere un po&#8217; nella magia rende più bella la tua vita</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. Pensare che tutto abbia una spiegazione scientifica, che basti &#8220;fare x per ottenere y&#8221; può darti una forma di sicurezza, ma è una visione troppo arida e non considera molte variabili nascoste. Non è tutto: esistono concetti al di là della scienza e dell&#8217;esperienza, e credere ad un pizzico di magia ci aiuta ad affrontare questi grandi misteri con un sorriso, senza preoccuparsi troppo di trovare la risposta giusta.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tiziano Terzani è stato una persona razionale, ma ha sperimentato la magia in prima persona in più occasioni: quando un indovino conosciuto casualmente gli ha consigliato di non volare per un anno intero, altrimenti sarebbe morto, Tiziano ha colto l&#8217;occasione per viaggiare usando treni e altri mezzi di trasporto, andando a visitare molti indovini in Asia e raccontando la sua esperienza nel libro &#8220;<a style="color:#000000;" href="http://www.ibs.it/code/9788850217120/terzani-tiziano/indovino-disse.html">Un indovino mi disse</a>&#8220;. Molti dei personaggi che ha conosciuto in questo viaggio si sono rivelati dei ciarlatani, ma alcuni avevano acquisito una capacità particolare di intuire la persona che avevano di fronte, e di indovinare fatti molto specifici della sua vita. Ecco un buon esempio di come <strong>la magia è stata usata come una &#8220;scusa&#8221; per poter fare un&#8217;esperienza interessante.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Un altro esempio di magia come scusa all&#8217;opera è quando Tiziano si ammala di tumore all&#8217;intestino. Dopo aver seguito tutti i protocolli della medicina occidentale per poter guarire (chemioterapia, etc.), Tiziano decide di provare anche altri approcci, tipici delle medicine alternative. Questa scelta, apparentemente priva di senso, lo porta a scoprire una realtà molto interessante: nella medicina moderna occidentale si considera il paziente solo come una macchina malata da rimettere a posto, mentre<strong> le medicine alternative attuano un approccio più olistico e che considera il paziente come una persona</strong>. Questo modo di vedere il paziente non sarebbe più utile anche nella nostra medicina? Anziché dare pillole a destra e a manca, perché non proporre qualche cambiamento dello stile di vita, rendendolo più sano? Tiziano arriva a questa conclusione, sensata, partendo dal presupposto (non verificato, e probabilmente falso) che la magia possa guarire le persone. In questo caso utilizza con successo <a style="color:#000000;" href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/01/26/pensa-fuori-dalla-scatola-il-pensiero-laterale/">il pensiero laterale</a>: partendo da una premessa dubbia, arriva ad una conclusione sensata che non avrebbe raggiunto se non avesse abbandonato il concetto di corpo-macchina praticato dalla medicina orientale.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quindi, <strong>non ossessionarti nel trovare una spiegazione scientifica a tutto, compreso il tuo miglioramento personale.</strong> Accettare che la nostra vita contiene grandi elementi di mistero è che tutto non ha una spiegazione ci rende persone in grado di vedere più sfumature e di poter capire più a fondo la realtà che ci circonda.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se ti ho convinto ad abbandonare di tanto in tanto l&#8217;approccio ultrarazionale/scientifico tipico della crescita personale sei pronto per il prossimo passo:</span></span></span></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Sperimenta anche le cose più assurde</span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Uno dei mantra della crescita personale è quello di utilizzare tecniche già utilizzate da persone di successo per avere successo a nostra volta. In alcuni casi questo funziona, e sembra un sistema molto razionale, ma non considera due variabili principali: l&#8217;evoluzione moderna e&#8230;il divertimento.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Mi spiego meglio: da un punto di vista tecnico abbiamo compiuto parecchi progressi negli ultimi 100 anni, ed oggi il ritmo sembra essere ancora più veloce. Pensare che tecniche adottate 30 o 50 anni fa per fondare un&#8217;azienda (ad esempio) abbiano ancora successo oggi è ottimismo sfrenato. Certo, se ti dico di lavorare duro e di impegnarti su una cosa sola probabilmente raggiungerai il tuo obiettivo, ma devi sperare che qualcuno di più sveglio non abbia inventato una tecnologia con cui ottenere lo stesso risultato in meno tempo. E poi, esistono persone che non sono fatte per lavorare otto ore al giorno su una cosa sola, hanno bisogno di spaziare su diversi orizzonti (io sono una di quelle) Come puoi proseguire la tua crescita personale quando un consiglio non si adatta a te?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>Basta aumentare il raggio delle sperimentazione</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">: sperimenta tecniche anche diametralmente opposte alla crescita personale tradizionale. Prova a lavorare tardi la sera o nei ritagli di tempo (particolarmente utile quando hai bambini bisognosi di attenzione a tutte le ore),  modifica tanti abitudini insieme, comprati un piccolo talismano da usare come memento, tutto quello che ti viene in mente. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se ti senti un po&#8217; stupido, consolati, sei in buona compagnia: Isaac Newton non ha solo rivoluzionato la fisica, ma si è anche impegnato nell&#8217;alchimia. Dopo anni di ricerca non è riuscito a trasformare il piombo in oro, ma la sua passione per l&#8217;alchimia è parte dello stesso modo di pensare (seguire alternative alla spiegazione tradizionale) che gli ha permesso di scoprire le leggi fisiche per cui è noto.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Non rincorrere la via tradizionale, anche se rimarrai &#8220;povero&#8221;</span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Eccoci all&#8217;ultimo punto di oggi. Crescita personale sta diventando sempre più sinonimo di crescita finanziaria. Le persone di successo sono solitamente persone con un portafoglio bello gonfio, e molti dei post che puoi leggere in giro ne parlano direttamente o indirettamente (se scrivo un post su come essere più produttivo, quale è il fine ultimo? Guadagnare di più, solo che non te lo dico). </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nonostante sia caduto anch&#8217;io in questo errore, oggi voglio darti una visione meno orientata al denaro di crescita personale, prendendo Tiziano come esempio.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nato in una famiglia poverissima, è riuscito a laurearsi presso l&#8217;università Normale di Pisa e questo gli ha spalancato le porte per un&#8217;infinità di carriere (il sogno del laureato medio di oggi). Eppure, dopo una breve esperienza nell&#8217;università di Leeds e qualche anno di lavoro come manager di Olivetti (una delle industrie italiane più solide ed innovative dell&#8217;epoca), Tiziano sentiva mancare qualcosa nella sua vita e dopo essersi dimesso e aver faticato a lungo per trovare un posto di lavoro, è riuscito a farsi assumere come corrispondente da &#8220;Der Spiegel&#8221;. Da lì in poi la sua vita non è stata un&#8217;ascesa strepitosa, come succede nei vari personaggi portati ad esempio dalla crescita personale. Tiziano ha ricevuto qualche promozione ma </span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>è sempre rimasto un cronista. E lui è stato contentissimo così.</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>Riuscendo a trovare la sua dimensione, è riuscito a vivere la sua vita in un modo pieno e soddisfacente, divertendosi un sacco e seguendo la sua naturale curiosità.</b></span></span></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perciò, se il tuo lavoro è insopportabile, non tenerlo solo perché è ben pagato. Non tutti dobbiamo diventare Steve Jobs o Bill Gates (e, nel caso tu voglia cominciare, è meglio lasciar perdere i blog di crescita personale e cominciare a farti un culo quadro per avere successo nel tuo settore), ma sarebbe bello se riuscissimo a trovare una dimensione in cui godere degli alti e bassi della nostra vita senza lamentarci.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nota: con questo non ti sto invitando a sognare in piccolo, né ad aprirti una tua attività solo per soddisfare il tuo egoismo senza prima aver fatto le opportune analisi (te lo ricordi? <a style="color:#000000;" href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/04/17/lavoro-passione/">la passione non è sufficiente per avere un buon lavoro</a>) , ma a <strong>non considerare il denaro come variabile principale quando scegli un lavoro/decidi dove vivere.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Esistono altri elementi, o situazioni che vivi quotidianamente (il tuo capo, i colleghi, cosa impari, etc.) che si riflettono direttamente sulla qualità della tua vita, mentre lo stipendio ti arriva una volta al mese. Ricordatelo quando vuoi accettare un lavoro &#8220;per sistemarti&#8221;.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Eccoci arrivati alla fine di questo post, se ti è piaciuto condividilo sui social e, se ti senti svogliato dopo il ritorno dalle vacanze (o meglio ancora, dopo un viaggio) a breve aprirò una nuova rubrica su Pensa Fuori dalla Scatola che potrebbe fare al caso tuo. Il nome? Detto&#8230;fatto! Se vuoi saperne di più <em>stay tuned</em>! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come migliorare il tuo pensiero strategico usando gli scacchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 09:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[priorità zero]]></category>
		<category><![CDATA[scacchi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; La tattica è sapere cosa fare quando si ha qualcosa da fare; la strategia è sapere cosa fare quando non si ha niente da fare. Savielly Tartakover &#160; Il primo risultato quando ho scritto &#8220;Strategia su Google Gli scacchi sono una delle mie più grandi passioni: in uno dei miei post che ho scritto spiegavo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La tattica è sapere cosa fare quando si ha qualcosa da fare; la strategia è sapere cosa fare quando non si ha niente da fare. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Savielly Tartakover</span></span></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/chess.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1746" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/06/22/pensiero-strategico-scacchi/chess/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/chess.jpg" data-orig-size="276,182" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Chess" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/chess.jpg?w=276" class=" size-full wp-image-1746 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/chess.jpg?w=590" alt="Chess"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/chess.jpg 276w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/chess.jpg?w=150&amp;h=99 150w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il primo risultato quando ho scritto &#8220;Strategia su Google</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Gli scacchi sono una delle mie più grandi passioni: in uno dei miei post che ho scritto spiegavo come <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/12/scacchi-cambiano-vita/">gli scacchi potessero cambiare la tua vita</a>, poi ho dedicato un post a <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/29/imparare-dai-migliori-magnus-carlsen/">Magnus Carlsen</a>, l&#8217;attuale campione del mondo e anche <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/03/09/josh-waitzkin/">Josh Waitzkin</a> ha rubato parecchi principi agli scacchi per applicarli nel mondo del business.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ultimamente sto seguendo un piccolo progetto che mi portato ad analizzare le connessioni tra scacchi e <em>management</em>. Con il post di oggi voglio darti un&#8217;anteprima e mostrarti come gli scacchi possono migliorare il tuo pensiero strategico, fornendoti un ottimo metodo per prendere le decisioni più importanti della tua vita (ad esempio decidere che lavoro vuoi) e come scegliere le persone che vuoi avere al tuo fianco per avviare collaborazioni professionali.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Pronto? Cominciamo!</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;">Non pensare come un albero! </span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Non pensare come un albero? Oggi Lorenzo è impazzito.&#8221;</span></span></em></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">No, non mi sono bevuto il cervello (anche se scrivere prima delle sette di mattina non mi aiuta ad avere idee particolarmente brillanti! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f61b.png" alt="😛" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ). Il titolo criptico di questo paragrafo è dedicato a Alexander Kotov, scacchista russo vissuto nel Novecento e famoso per aver ideato un metodo rigoroso per la scelta della mossa più forte, chiamato anche albero delle varianti. Per trovare la mossa più forte Kotov consiglia di analizzare a fondo la posizione, scegliere una rosa di tre mosse candidate e poi cominciare ad analizzare la prima mossa prendendo in considerazione tutte le possibili ramificazioni (da qui il nome di albero). Una volta finita questa operazione si può passare alla seconda, poi alla terza e se alla fine nessuna dovesse essere soddisfacente&#8230;riparti da capo con altre tre mosse. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Trasportando il suo metodo nella vita reale e usandolo per cercare un lavoro dovresti studiare a fondo il settore in cui lavorare, identificare le tre società più interessanti, spendere tutto il tuo tempo sull&#8217;analisi di una sola società e poi, una volta terminato, passare alle altre.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo approccio massimalista mi ha ricordato il mito dell&#8217;<a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/02/13/bugie-economia-finanza/">homo oeconomicus</a>, l&#8217;essere super razionale che riflette con attenzione su tutto prima di prendere una qualsiasi decisione e poi&#8230;ci pensa troppo e non decide nulla per tempo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Lo stesso avviene applicando alla lettera il metodo di Kotov: <strong>gli scacchi sono un gioco che può creare varianti molto complesse, ed effettuare analisi così approfondite per ogni mossa rischia solo di stancarti e di farti perdere la partita</strong>. Il colpo di grazia al metodo di Kotov è stato dato da giocatori d&#8217;elite che hanno candidamente confessato di non usarlo (da qui la frase &#8220;Io non penso come un albero&#8221; attribuita al Grande Maestro Lein).</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come fanno allora questi top performer a decidere che mossa giocare?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Seguono questo schema: </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">1. Analisi approfondita della posizione, <strong>cercando di cogliere le caratteristiche principali</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">2. Creazione dell&#8217;elenco delle mosse candidate </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">3. Analisi della prima mossa scelta</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Fino qui i Grandi maestri seguono il metodo di Kotov. Il processo di pensiero cambia però durante il calcolo delle possibili situazioni.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">4.</span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Comprensione delle sfumature della posizione attraverso l&#8217;analisi di varianti: </span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">quando durante l&#8217;analisi emerge una mossa interessante che in una variante non funziona per un dettaglio, il forte scacchista controlla se l&#8217;idea che ha appena scoperto può funzionare se viene applicata ad un&#8217;altra variante, letteralmente saltando da una variante all&#8217;altra. A questo segue&#8230;</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">5. Confronto di varianti simili, per decidere se le mosse candidate trovate all&#8217;inizio sono efficaci</span></span></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Puoi applicare quest&#8217;ultimo concetto durante la ricerca di lavoro: se durante la ricerca scopri che qualcosa è molto importante per te e non l&#8217;avevi realizzato prima (ad esempio la possibilità di avere un <em>mentor</em> che segua il tuo sviluppo professionale) puoi riconsiderare quelle aziende promettenti che avevi scartato per qualche dettaglio e vedere se soddisfano questa nuova condizione.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oltre al metodo di Kotov c&#8217;è un&#8217;altra strategia che possiamo rubare agli scacchisti professionisti.<strong> Gli scacchisti più forti non spendono lo stesso tempo su ogni mossa</strong>: esistono mosse molto veloci, quasi ovvie, che vengono fatte solo prestando un minimo di attenzione (per evitare di perdere immediatamente), mentre in altri momenti, definiti momenti critici, si prendono il tempo necessario per analizzare tutte le sottigliezze e possono pure passare mezzora in riflessione.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-size:small;">Puoi applicare questa massima tutte le volte che elabori un piano d&#8217;azione: se stai cercando lavoro è inutile passare ore in internet per decidere qual è il font migliore per il tuo CV. Fare ricerche online sulla reputazione dell&#8217;azienda per cui stai per fare un colloquio è senza dubbio molto più produttivo, poiché ti permetterà di capire più a fondo la realtà aziendale in cui vuoi entrare e ti risparmierà mesi (o anni) di sofferenza se scoprirai che non è il posto che fa al caso tuo. </span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="western"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;">La priorità zero</span></strong></span></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Qual è l&#8217;obiettivo da raggiungere durante una partita di scacchi? Dare scacco matto evitando di subirlo. Punto. Esistono diverse strade per centrare questo obiettivo: puoi lanciarti in un attacco scatenato contro il re avversario, creare una situazione ultracomplessa sperando che l&#8217;avversario sia il primo a sbagliare, oppure una situazione in cui devi manovrare a lungo per ottenere un piccolo vantaggio. Puoi usare combinare queste strategie, ma alla fine della partita ciò che conta è se hai dato scacco matto senza subirlo. Non è stata perciò una sorpresa per me leggere come questo concetto possa essere trasportato dagli scacchi al mondo del business sotto il nome di <strong>priorità zero</strong>, un concetto ripreso da Bob Rice nel suo libro <a href="http://www.amazon.com/Three-Moves-Ahead-Business-Played/dp/1423360176">&#8220;Three Moves Ahead: What Chess can teach you about business.&#8221;</a>.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>Darsi una priorità zero significa scegliere una e una sola priorità importante da privilegiare rispetto a tutte le altre. </b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nella crescita personale tradizionale questo concetto è considerato il sacro graal del miglioramento: scegliti un&#8217;attività dove migliorare e concentrati solo su quella.<br />
Se hai fatto attenzione, però, durante la descrizione della priorità zero ho parlato di mondo di business e non di crescita personale. Questo perché <strong>applicando la priorità zero alla vita extra lavorativa rischi solo di impoverirti e di diventare una persona stressata e infelice</strong>, e questo succede anche quando l&#8217;obiettivo che stai perseguendo è utile.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Immagina di dover imparare una lingua straniera e di spendere TUTTO, tutto il tuo tempo libero a questo scopo, concedendoti magari qualche periodo di riposo solo per poter &#8220;funzionare meglio&#8221;. Poca vita sociale, poco svago, solo studio e conversazione. Dopo un paio di settimane probabilmente impazziresti.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non solo:<strong> approfondendo diverse aree di tuo interesse puoi scoprire idee ricorrenti in un settore e riproporle in maniera originale in un altro settore</strong>: perché non applicare i principi della seduzione per diventare un conversatore più brillante e magari vincere la tua paura di parlare in pubblico?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Viceversa, quando parliamo di mondo del business, la priorità zero ha molto senso: ti immagini se McDonald si mettesse a vendere calzini? Mc Donald, nonostante venda solo cibo spazzatura che chiunque potrebbe preparare, ha una priorità zero molto chiara: dare un pasto gustoso ed in poco tempo ai suoi clienti. Se è salutare o meno, se è di qualità o meno, sono considerazioni secondarie. Mac Donald ha concentrato il suo intero modello di business su questo e ci ha costruito sopra un imperio multimilionario.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come puoi applicare la priorità zero nel mondo lavorativo? <strong>Se sei alla ricerca di un&#8217;occupazione, la tua priorità zero è scegliere l&#8217;industria in cui vuoi lavorare ed analizzarla il più possibile</strong>. La fase di analisi comprende anche inviare curriculum o contattare  attraverso internet o conoscenze personali chi lavora già nelle aziende che hai selezionato: la velocità e la qualità delle risposte che riceverai ti daranno informazioni preziose e introvabili online. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Se invece stai già lavorando e sei soddisfatto del posto in cui ti trovi puoi fissare come priorità zero capire come diventare indispensabile per l&#8217;azienda per cui lavori. </strong></span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quali sono le attività per cui i colleghi vengono da te quando hanno bisogno di una mano? Quali sono le tue attitudini personali e come puoi usarle per dare una mano all&#8217;azienda?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Applicando il concetto di priorità zero farai chiarezza sulla tua vita lavorativa e, nel caso migliore, riuscirai a trasmettere questa sensazione anche alle altre aree importanti della tua vita.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;">Varietà e legge degli opposti: come usarli per creare team fantastici</span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Chi si somiglia, si piglia&#8221; o &#8220;gli opposti si attraggono&#8221;? Sulla combinazione delle personalità la saggezza popolare si spacca. Lavorare (e vivere) con persone più simili a te è più facile, ti permette di spendere meno tempo nello spiegare cosa vuoi e c&#8217;è questa fantastica sensazione di telepatia. Eppure e<strong>ssere simili significa anche avere gli stessi punti deboli</strong>, e questo può costare parecchio, specialmente in ambito lavorativo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">A livello personale mi piace lavorare con persone diverse, anche con quelle con una personalità molto diversa dalla mia. Ad esempio sono un tipo abbastanza caotico e non amo molto l&#8217;attenzione ai dettagli. Allo stesso tempo, sono consapevole che in alcuni aspetti del lavoro che svolgo è molto importante essere precisi, perciò mi sono circondato di persone molto precise ed organizzate, in modo da coprire i miei punti deboli facendomi aiutare in modo pratico, o domandandogli quali strategie usano.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Negli scacchi il principio di collaborazione tra due persone differenti si vede molto marcatamente nella &#8220;Coppia degli alfieri&#8221;.</strong> Per i non addetti ai lavori, l&#8217;alfiere negli scacchi si muove solo in diagonale, quindi su un colore solo. I due alfieri presenti sulla scacchiera si muovono rispettivamente solo su case bianche o nere, senza incontrarsi mai. Nonostante questo possa sembrare uno svantaggio (non possono proteggersi a vicenda), in realtà è anche un punto di forza: se piazzati al centro della scacchiera controllano un numero di caselle superiore a quello di altre combinazioni di pezzi, regina esclusa.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Nota: con persone differenti non intendo solamente personalità, ma anche competenze tecniche.</strong> Prendi ad esempio un venditore ed un programmatore che lavorano nella stessa azienda. È ovvio che abbiano capacità tecniche completamente diverse, ma entrambi possono beneficiare di una collaborazione: il venditore acquisirà più competenze tecniche sul prodotto che deve vendere, mentre il programmatore avrà qualche idea in più su come rapportarsi con le persone.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Siamo così arrivati alla fine del post di oggi. Mi auguro di averti ispirato a pensare in modo più strategico, o almeno a convincerti di dare una possibilità a quel gioco affascinante che sono gli scacchi.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buona settimana!</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
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	</item>
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		<title>Raggiungi i tuoi obiettivi&#8230;giocando!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 06:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[gamification]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli animali sono dei giocatori incalliti. &#160; “Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi, diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare” Anonimo Pensa Fuori dalla Scatola è stato un blog serio fin dalla nascita. Ho sempre cercato di scrivere post pratici per ispirarti e aiutarti a migliorare, in modo scanzonato ma concreto. Il mio motto era: se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/gioco.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1730" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/06/15/giocare/gioco/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/gioco.jpg" data-orig-size="260,194" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="gioco" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/gioco.jpg?w=260" class="alignnone size-full wp-image-1730" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/gioco.jpg?w=590" alt="gioco"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/gioco.jpg 260w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/gioco.jpg?w=150&amp;h=112 150w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align:center;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:xx-small;">Gli animali sono dei giocatori incalliti.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="color:#999999;">“<span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi, diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare”</span></span></span></p>
<p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Anonimo</span></span></span></p></blockquote>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Pensa Fuori dalla Scatola è stato un blog serio fin dalla nascita. Ho sempre cercato di scrivere post pratici per ispirarti e aiutarti a migliorare, in modo scanzonato ma concreto. Il mio motto era: se hai voglia di cazzeggiare su internet, vai su Facebook e non venire qui.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La stessa serietà l&#8217;ho ritrovata in tutti i blog/libri di crescita personale che ho letto finora: fissa i tuoi obiettivi, scrivili, raggiungili, <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/29/imparare-dai-migliori-magnus-carlsen/">sii resiliente</a> ed ambizioso.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ma c&#8217;è un ma.<strong> Se vivi in modo troppo serio tua vita sarà solo più arida, non più ricca</strong>.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">E allora come puoi introdurre un elemento di divertimento nella crescita personale? Giocando.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ai bambini viene naturale giocare, è la loro seconda (anzi, direi la prima) natura. Gli adulti invece vivono il gioco come una perdita di tempo, perché &#8220;non stanno facendo niente di produttivo&#8221;. Ho toccato con mano questo pregiudizio nell&#8217;ultimo periodo, quando ho dovuto fare parecchie interviste per assumere addetti vendita. Una delle domande di rito era: &#8220;Che sport pratichi?&#8221; e la risposta più frequente è stata: &#8220;Una volta praticavo (nome di sport a caso), ma poi ho dovuto smettere per il lavoro, i figli o una qualsiasi altra ragione &#8220;seria&#8221; della vita.&#8221;</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Lo so che nella vita è necessario stabilire delle priorità, ma tutte le volte che sentivo questa frase qualcosa mi suonava sbagliato, sentivo montare un senso di tristezza. Dopo qualche tempo ho capito cosa fosse: </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>rinunciare a giocare è una scelta che non aiuta né la tua crescita personale, né ad essere più felice.</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non sei ancora convinto e vuoi qualche ragione pratica? Ti accontento subito! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
<h2 class="western"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Essere qui ed ora</span></strong></span></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Uno dei pilastri della crescita personale è </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>la capacità di essere presenti qui ed ora</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, nel momento in cui viviamo, senza preoccuparci troppo del passato e del futuro. Esistono diverse strade per acquisire questa capacità ed una delle più suggerite è la meditazione, che pratico da qualche anno senza troppa costanza. Non sono un professionista: la mia idea di meditazione è sedersi 10 minuti in un posto tranquillo, chiudere gli occhi e concentrarsi sul respiro. In questo modo entri in contatto con le tue emozioni, ti distacchi dai tuoi pensieri e ti rilassi.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Mi piace molto meditare, ma mi rendo conto che non sia per tutti. Esistono persone più irrequiete, troppo abituate a correre per riuscire a trovare pace stando seduti in silenzio. Per raggiungere lo stato di presenza hanno bisogno di qualcosa di diverso, ed il gioco è uno strumento potentissimo per raggiungere questo obiettivo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quando giochi (o più in generale pratichi un&#8217;attività che ami) entri in uno <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/12/20/felice-flusso/">stato di flusso</a> e sei completamente focalizzato sul momento presente: non esistono distrazioni o preoccupazioni, vuoi solo raggiungere il tuo obiettivo. <strong>I</strong></span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>l gioco è una forma di meditazione dinamica</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, in cui non ti concentri sul respiro, ma sullo svolgimento del gioco.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Giocare è anche un&#8217;esperienza forte dal punto di vista emozionale e ti permette di conoscere i lati più oscuri del tuo carattere: come reagisci quando sei in una situazione difficile? Come gestisci una partita vinta? Come ti comporti con le persone, più o meno brave di te che fanno parte del tuo team (nel caso degli sport di squadra)?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Scoprire la risposta a tutte queste domande è un modo formidabile per prendere consapevolezza della tua personalità e velocizzare la tua crescita personale, altro che perdita di tempo!</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Infine</span></span></span><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span></span></em><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>giocando ti abitui ad avere un ruolo attivo nella tua vita. </b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ti spiego subito cosa intendo: quando arrivi a casa la sera stanco e ti spaparanzi davanti alla tele assumi un ruolo passivo. Guardi un film e spegni il cervello. Invecchiando questo modo di pensare si trasferisce anche nella vita lavorativa: una volta che hai trovato un buon metodo per lavorare in maniera efficace, metti il pilota automatico e via. Quando giochi invece assumi un ruolo attivo: non puoi usare spesso il pilota automatico, altrimenti il tuo avversario ti punirà ed anche se dopo un po&#8217; avrai a disposizione strategie consolidate, cercherai spontaneamente di variarle un po&#8217;, per divertirti di più.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">È tutto? No, giocare ha un paio di altri vantaggi che potrebbero tornarti utili! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ad esempio&#8230;</span></span></span></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Migliorare la tua capacità strategica </span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Il gioco è un metodo formidabile per migliorare la tua capacità di creare piani e strategie</strong>. E con gioco non mi riferisco solo a giochi strategici, come gli scacchi o il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Go_(gioco)">go</a>, ma anche a giochi in cui il movimento sembra ricoprire la parte principale (ad esempio il basket).</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il motivo è presto detto. </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>il gioco è un ambiente protetto in cui affrontare una versione più piccola delle difficoltà che ti capiteranno nella vita vera.</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Allo stesso tempo </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>nel gioco hai un sistema di feedback immediato per capire se sei sulla strada giusta o meno</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> (un elemento fondamentale della <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/15/adulto-imparare-lingua-straniera/">pratica deliberata</a>). Uso ancora gli scacchi come esempio: se gioco una mossa debole e il mio avversario se ne approfitta, ho un riscontro immediato: capisco di aver fatto un errore e cercherò di variare qualcosa la prossima volta in cui mi troverò nella stessa situazione. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nel caso dei giochi di strategia, puoi godere di un altro vantaggio molto importante: </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>migliorare la tua capacità di riflessione. </b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">A causa di internet la nostra capacità di prestare attenzione è scesa vertiginosamente. Riusciamo a stare concentrati un paio di minuti e poi la nostra mente comincia a vagare, o peggio ancora decidiamo di dare &#8220;solo un&#8217;occhiata a Facebook o alle email&#8221;.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da quando ho realizzato di avere questo problema ho ripreso a fare esercizi di scacchi, e devo dirti che ha funzionato! Dopo solo un paio di settimane pratica il mio livello di attenzione è ritornato sopra quello di un criceto! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
<p><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Tutto giusto, ma io non ho voglia di spremermi le meningi davanti ad una scacchiera dopo una giornata di lavoro. Preferisco uscire con gli amici a giocare a calcetto.&#8221;</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nessun problema, la strategia è presente anche nei giochi di movimento, soprattutto quando sei fuori allenamento e devi trovare metodi per arrivare a fine della partita senza stancarti troppo. Ho ricominciato da poco a giocare a basket, e vedo che la strategia è molto presente: chi ha la mano calda o è più in forma? Dove sono i miei compagni liberi? Che schema usare per attaccare? Queste sono tutte domande legate alla strategia per poter vincere la partita. Ed in più se partecipi a giochi di movimento hai il vantaggio di correre e di mantenerti in forma (importantissimo nella società sedentaria di oggi).</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sei ancora qui seduto? Cosa stai aspettando ad andare a giocare? <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Aspetta un secondo. Prima di andare a divertirti voglio darti un&#8217;ultima applicazione pratica del gioco: la </span></span></span><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">gamification.</span></span></span></em></p>
<h2 class="western"><span style="color:#ff0000;"><em><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><b>Gamification</b></span></em><strong><span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><b>: come rendere divertenti le cose più pallose</b></span></strong></span></h2>
<p><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Gamifichi? Ma non puoi parlare come mangi?&#8221;</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Stavolta meglio di no, quando ho visto la traduzione in italiano mi si è accapponata la pelle (neanche il mio bisnonno ha mai usato ludicizzazione) , quindi ho preferito tenerla in inglese.<strong> La <em>gamification</em> è una strategia utilizzata per inserire gli elementi tipici del gioco in quelle azioni quotidiane noiose che non sopportiamo, oppure quando vogliamo instaurare buone abitudini</strong> che ci risultano particolarmente ostiche. L&#8217;idea di fondo è che rendendo le azioni più noiose più simili ad un gioco  si possano ottenere risultati migliori. Un esempio classico è imparare le lingue online: ci sono diversi siti, come<a href="https://it.duolingo.com/"> Duolinguo</a> in cui puoi imparare una lingua superando missioni via via più difficili, accumulando punti e raggiungendo livelli sempre più alti.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se invece stai cercando qualcosa per rendere le tue abitudini più simili ad un gioco puoi provare <a href="https://habitrpg.com/static/front">Habitrpg.com</a>, una simpatica piattaforma in cui la tua vita diventa un grande gioco di ruolo e più raggiungerai gli obiettivi che ti sei posto, più salirai di livello.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nota: ho trovato questo sistema interessante e l&#8217;ho provato, ma per me non ha funzionato. Non sono una persona molto legata ai titoli e raggiungere &#8220;nuovi e fantastici&#8221; livelli senza avere alcun vantaggio pratico non è motivante per me. Ognuno di noi è diverso, quindi prova i siti che ti ho linkato e fatti la tua opinione, ma ricordati una cosa:<strong> internet è il regno delle scorciatoie, vere o presunte, e crederci troppo significa dimenticare che per avere successo nella vita devi <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/03/02/successo-rallenta-e-impara-a-soffrire/">imparare a soffrire</a></strong>. Puoi usare la <em>gamification</em> come una spinta iniziale e aiutarti a mantenere un buon ritmo di pratica. Imparerai ad avere successo partendo dalle piccole vittorie, ma poi dovrai staccartene per raggiungere obiettivi più ambizioni e camminare con le tue gambe.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ok, ho finito, adesso posso andare a farmi una bella partita di scacchi. Prima di tuffarti nel tuo gioco preferito ricordati di condividere questo post con i tuoi amici, in particolare quelli troppo seri che hanno dimenticato quanto può essere divertente giocare! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buon divertimento e buon inizio settimana!</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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	</item>
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		<title>Leggere è noioso? Ma anche no.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 06:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[porno crescita personale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un muro invalicabile o una scala per raggiungere nuove vette? Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando. Haruki Murakami &#160; Un paio di settimane fa ti ho parlato di come la materie e l&#8217;impostazione date alla scuola non ti preparino ad affrontare la vita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/library.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1713" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/06/01/leggere/library/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/library.jpg" data-orig-size="275,183" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="library" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/library.jpg?w=275" class=" size-full wp-image-1713 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/library.jpg?w=590" alt="library"   srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/library.jpg 275w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/06/library.jpg?w=150&amp;h=100 150w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align:center;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:xx-small;">Un muro invalicabile o una scala per raggiungere nuove vette?</span></span></span></p>
<blockquote><p><span style="color:#808080;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando.<br />
Haruki Murakami</span></span></em></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Un paio di settimane fa ti ho parlato di come la materie e l&#8217;impostazione date alla<a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/05/18/scuola/"> scuola</a> non ti preparino ad affrontare la vita nel modo migliore, ma la scuola ha (purtroppo) un altro effetto collaterale. Far disinnamorare i giovani della lettura.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come è possibile che l&#8217;istituzione che dovrebbe invogliarti ad essere curioso ti allontani dai libri? Questo sarà l&#8217;argomento del post di oggi.</span></span></span></p>
<h2 class="western"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;">I danni del purismo</span></strong></span></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Cominciamo dalla definizione (anzi, dalle definizioni) di lettura. Mi faccio aiutare dal dizionario Garzanti:</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="color:#808080;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>&#8220;1.</b></span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> il leggere, l’esercizio del leggere; il modo in cui si legge: </span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">lettura di un testo, di un documento</span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">; </span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">immergersi nella lettura</span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">; </span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">lettura lenta, spedita</span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">; </span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">lettura attenta, distratta</span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">; </span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">dare lettura di qualcosa</span></span><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, leggerla ad alta voce |</span></span><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>lettura di un contatore</b></span></span></strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, rilevazione dei valori da esso registrati</span></span></em></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color:#808080;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>2.</b> lo scritto, il libro che si legge: «Pinocchio» non è una lettura solo per ragazzi</span></span></em></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color:#808080;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>3.</b> interpretazione; modo di vedere, di analizzare: la lettura di un fenomeno; la lettura di un film in chiave psicologica</span></span></em></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color:#808080;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>4.</b> lezione, conferenza in cui si spiega un testo: una lettura dantesca&#8221;</span></span></em></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come puoi vedere la parola &#8220;lettura&#8221; ha diversi significati, ma quello che tutti hanno in testa durante e dopo la scuola è uno solo: <strong>leggere un libro, possibilmente vecchio e scelto da qualcun&#8217;altro, di una noia mortale.</strong> Con queste premesse è ovvio che la lettura si fa parecchi nemici: quanti hanno avuto le palle fracassate dai Promessi Sposi per un paio di anni buoni senza essere esposti a libri più moderni e godibili?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>La prima cosa che devi fare per apprezzare di più la lettura è cambiare la tua definizione di riferimento:</strong> </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>non sarà più leggere un libro che non sopporti, ma il semplice atto di leggere. </b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Parti dalle cose più semplici, come le etichette delle bottiglie di acqua (io ho cominciato così <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) passando per i fumetti (che adoro tutt&#8217;oggi, specie quelli giapponesi) arrivando a libri più o meno complicati, anche se non dovessero essere esattamente capolavori della letteratura, come &#8220;Cinquanta sfumature di grigio&#8221;.</span></span></span></p>
<p><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>Leggere non è molto diverso da un&#8217;attività fisica</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">: c&#8217;è a chi viene più facile e chi deve avvicinarsi gradatamente partendo da argomenti di suo interesse per poi espandere la sua capacità di lettura anche ad argomenti più tosti.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Non pensare di non essere un grande lettore solo perché non ti sei mai avvicinato ai grandissimi capolavori. È ok, non deve mica essere il tuo obiettivo finale. Non tutti i corridori vogliono diventare maratoneti, ma puoi raggiungere un buon livello specializzandoti nelle cose che ti piacciono.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: </span></span></span><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Ok, ma se passo il tempo a leggere romanzi Harmony nonostante mi piacciano non ho l&#8217;impressione di migliorare come persona, né di leggere qualcosa di straordinario.&#8221;</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo ci porta dritti al secondo punto di oggi:</span></span></span></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;">Leggere è uno stato mentale</span></span></strong></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ti ricordi le definizioni di lettura che abbiamo visto sopra? La numero tre passa molto spesso inosservata: vedere la lettura come un&#8217;interpretazione della realtà.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Passiamo anni alle scuole dell&#8217;obbligo a fare esercizi di comprensione del testo e una volta terminata la scuola ci dimentichiamo che questa è l&#8217;attività che contraddistingue la lettura per eccellenza.</span></span></span></p>
<p><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>La lettura è uno stato mentale che comporta mente aperta, curiosità e voglia di capire il mondo che ci circonda. </b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Devo ammettere che questa chiave di lettura mi era sempre sfuggita fino a quando ho letto <a href="http://mangafox.me/manga/dragon_zakura/">Dragon Zakura</a>, un manga giapponese che presenta metodi di studio e di insegnamento alternativi a quelli tradizionali. L&#8217;ho trovato fantastico sotto molti aspetti, e mi è piaciuto un sacco il personaggio dell&#8217;insegnante di giapponese, Ryūzaburō Akutayama. Per insegnare lettura e comprensione del testo ai suoi studenti li porta a fare un giro in città chiedendogli di notare cosa è cambiato negli ultimi anni (ad esempio i segnali in coreano) e cosa potrebbe significare (in questo caso rapporti più stretti tra Giappone e Corea). Questa è la vera essenza di lettura, non spendere tempo su un libro che odi solo perché qualcun&#8217;altro ti ha obbligato a farlo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In questo passaggio tratto da una <a href="http://www.repubblica.it/la-repubblica-delle-idee/societa/2014/01/14/news/l_uomo_che_non_legge_i_libri_che_c_di_strano_mi_annoiano-75884226/">finta intervista un po&#8217; snob di Repubblica</a> lo trovi espresso in modo ancora più chiaro:</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="color:#808080;"><em><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Ma poi, mica solo i libri possono essere letti. Puoi leggere le persone, un quadro, uno stato d&#8217;animo. Per compiere l&#8217;azione di leggere, non hai bisogno di un libro. Puoi leggere il cielo, oppure gli spartiti. Io leggo i gesti del direttore d&#8217;orchestra e li interpreto.&#8221;</span></span></em></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Infine (questo è dedicato a tutti quelli che ritengono i non lettori di libri delle capre ignoranti) <strong>con internet le modalità di apprendimento sono cambiate: oggi puoi ottenere informazioni utili usando strumenti diversi dai libri, come video</strong> (ad esempio i tutorial su Youtube),<strong> i blog o i podcast</strong> (file audio che puoi trovare su internet e che trattano gli argomenti più disparati). Personalmente continuo a considerare il libro come la fonte per eccellenza per acquisire informazioni affidabili, in quanto il lungo processo di scrittura ed il lavoro che ci sta dietro lo rendono più completo e profondo dei testi online, brevi e generici, ma oggi <strong>è possibile diventare esperti in un settore solo usando risorse messe a disposizione online.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><br />
</span></span></span><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;D&#8217;accordo, mi hai convinto, la lettura è uno stato mentale, è bella e tutti possono trovare la loro via per avere soddisfazione durante la lettura. Ma io devo leggermi questo mattone (inserire titolo di libro che devi studiare) e non riesco proprio a mandarlo giù. &#8220;</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ci sta, <strong> la lettura non è sempre divertimento.</strong> Come puoi affrontare quindi quei libri scritti in modo denso e pesante (i libri universitari italiani su tutti) che devi comunque studiare per poter passare un esame o acquisire conoscenze indispensabili?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo ci porta all&#8217;ultimo argomento di oggi.</span></span></span></p>
<h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Come leggere del materiale noioso o pesante</strong></span></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Finora ci siamo concentrati principalmente sulla lettura come fonte di piacere e di relax, ma non è sempre così. Spesso dobbiamo leggere manuali o informarci su argomenti non esattamente entusiasmanti, perché ce lo richiede il nostro lavoro o la scuola che frequentiamo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come fare a rendere la lettura di questi libri più interessante?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La prima cosa che puoi fare è </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>instaurare un dialogo con il libro e con l&#8217;autore. </b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Cerca di capire il contenuto ed il punto di vista dell&#8217;autore, ma se non ti convince scrivi la tua opinione accanto al paragrafo o su un apposito quaderno. Avvia un dialogo e cerca le risposte alle tue domande più avanti nel libro, oppure chiedile a una persona più esperta. L&#8217;importante è leggere in modo attivo e non limitarsi ad assimilare nozioni senza usare del sano spirito critico.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Un secondo stratagemma è </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>diventare un cacciatore di pepite. </b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Internet ha cambiato il nostro modo di leggere, facendoci saltare da un paragrafo all&#8217;altro e magari tornando indietro per riprendere alcuni concetti saltati. Questo modo di lettura non si adatta molto bene a romanzi o qualsiasi altro tipo di lettura affrontiamo per divertimento, ma è perfetto per leggere libri in cui stiamo cercando informazioni utili. In questo caso può pure tornarti utile la lettura veloce (anche se <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/03/02/successo-rallenta-e-impara-a-soffrire/">non sono un grande fan</a>) poiché ti permette di selezionare alla svelta le informazioni interessanti e poi di memorizzarle. Un esempio in cui puoi applicare con successo l&#8217;approccio del cacciatore di pepite sono i libri di crescita personale: quando realizzi che i concetti sono ridondanti, comincerai a saltare quelli che hai assimilato e fatto tuoi per passare a quelli su cui devi ancora lavorare.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questi due stratagemmi purtroppo, non funzionano sempre. Esistono testi molto densi, come un manuale di matematica o un libro di scacchi, in cui in una pagina sono contenute più informazioni che in un intero libro di un altro argomento. In questo caso l&#8217;unico consiglio che ti posso dare è di abbandonare l&#8217;idea di lettura per puro piacere personale (già, nella vita non c&#8217;è solo il piacere <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f61b.png" alt="😛" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) e di adottare quella di <strong>lettura come allenamento per il tuo cervello</strong>. Prenditi tempo e vai piano: eserciterai la tua capacità di concentrazione e di lavorare su problemi concettuali tosti, facendo fatica ma imparando a pensare più in profondità. Per non demoralizzarti, considera questi libri come &#8220;speciali&#8221; e quando pianifichi le sessioni di studio non usare un numero di pagine fisso: meglio dividere lo studio per temi e mantenere il piano più flessibile possibile, aggiustandolo alla tua velocità di apprendimento.</span></span></span></p>
<h2 class="western"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="font-family:Verdana, sans-serif;">Nota: e l&#8217;azione?</span></strong></span></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo post è dedicato specificatamente alla lettura perché sono stufo di sentire affermazioni come &#8220;Leggere è noioso&#8221; buttate lì a caso solo per le brutte esperienze avute a scuola con i classici italiani.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se fai parte di questo gruppo di persone, dai un&#8217;altra chance alla lettura. <strong>Non lasciare che una scuola pensata duecento anni fa ti impedisca di visitare mondi nuovi e sconosciuti e di diventare una persona migliore.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Vai in una libreria o in una biblioteca, prenditi un libro che ti incuriosisce e una volta arrivato a casa, comincia a sfogliarlo. Potresti scoprire una nuova passione o risvegliare un amore sopito.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se invece decidi di cominciare a leggere libri di crescita personali, attento a non cadere nella trappola della <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/06/19/porno-crescita-personale-o-come-fallire-un-obiettivo-nonostante-hai-le-conoscenze-giuste/">pornocrescita personale</a>: per poter assimilare al meglio questi libri l&#8217;azione è più importante della lettura.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Adesso che siamo arrivati alla fine del posti di oggi ho una richiesta particolare per te: anziché chiederti di mettere il solito, scontato, like o di condividere il post sui social voglio chiederti qualcosa di più personale. Se conosci qualcuno che odia la lettura, mandagli il link del post di oggi e chiedigli di dargli un&#8217;occhiata (1600 parole non sono poi così tante! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) e poi fammi sapere se sono riuscito a convincerlo, o convincerla, a dare un&#8217;altra opportunità alla lettura. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buona settimana!</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Che cosa ho imparato partecipando ad un evento TED</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Brigatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2015 06:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[età]]></category>
		<category><![CDATA[TED]]></category>
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					<description><![CDATA[TEDxKazimierz, l&#8217;evento a cui ho partecipato e che ha ispirato questo post &#160; &#8220;Vuoi avere un impatto sulla vita delle persone oppure vuoi solo impressionarle?&#8221; John Scherer &#160; Per oggi avevo in programma un post completamente diverso, ma sono stato letteralmente travolto dagli eventi che mi sono capitati questo weekend ed ho deciso di cambiare piano all&#8217;ultimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1698" data-permalink="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2015/05/25/ted/ted/" data-orig-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg" data-orig-size="370,136" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ted" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg?w=370" class=" size-medium wp-image-1698 aligncenter" src="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg?w=300&#038;h=110" alt="ted" width="300" height="110" srcset="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg?w=300 300w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg?w=150 150w, https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/ted.jpg 370w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align:center;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:xx-small;">TEDxKazimierz, l&#8217;evento a cui ho partecipato e che ha ispirato questo post</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Vuoi avere un impatto sulla vita delle persone oppure vuoi solo impressionarle?&#8221; </span></span></span></p>
<p><span style="color:#999999;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">John Scherer</span></span></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Per oggi avevo in programma un post completamente diverso, ma sono stato letteralmente travolto dagli eventi che mi sono capitati questo weekend ed ho deciso di cambiare piano all&#8217;ultimo momento. Il motivo di questo terremoto editoriale? L&#8217;evento<a href="http://www.ted.com/"> TED</a> a cui ho partecipato. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">TED è una conferenza a cui partecipano persone che vogliono condividere punti di vista originali, i loro successi e le loro sofferenze, quello che hanno imparato durante la loro vita. È un&#8217;esperienza che ti carica di ispirazione e ti aiuta ad avere un sacco di idee interessanti. Se vuoi scoprire se c&#8217;è qualche evento TED organizzato nella tua città puoi sbirciare la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/TED_(conferenza)">pagina wikipedia</a> in cui ci sono informazioni sulle sedi italiane in cui si è già tenuta questa conferenza.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Mi sto ancora mangiando le mani nel non aver fatto qualche bella fotografia (è dai tempi delle superiori che provo un astio immotivato verso le foto, ma per fortuna sta passando), ciononostante voglio condividere con te quello che ho imparato durante questo evento.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Cominciamo da&#8230;</span></span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">L&#8217;età non è un limite</span></strong></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questo è stato il titolo della conferenza, che mi ha attratto immediatamente perché provocatorio. Come si può credere che un novantenne possa avere la mobilità di un ventenne? L&#8217;età è un limite. Al tempo stesso però, ho capito l&#8217;essenza di questo concetto: </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>non considerare l&#8217;età come una scusa per non cominciare a fare cose nuove. </b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se pensi di essere troppo vecchio per realizzare progetti ambiziosi, prima di mollare senza neppure fare un tentativo, chiediti se sia davvero così. </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>La pigrizia non ha età</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> ed è molto furba a trovare scuse per farti rimanere tranquillo con il culo al caldo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quando poi vedi <a href="http://www.alexrok.com/index.php/fotos/">una rockstar di cinquant&#8217;anni</a> scatenarsi come se non ci fosse un domani e poco dopo un reduce di guerra di 94 anni che racconta la sua vita in inglese (non la sua lingua madre), capisci che l&#8217;età non è davvero un limite e che se ti esponi un po&#8217;, la vita ha molte soddisfazioni da darti.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Man mano invecchiamo il problema principale non sono i problemi fisici ma i nostri limiti mentali</span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>: con l&#8217;aumentare dell&#8217;età diventiamo più sensibili al fallimento e non vogliamo sembrare degli idioti</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. Ci limitiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto per proteggere il nostro ego dal sembrare ridicoli. Soltanto accettando di essere di nuovo goffi ed impacciati, di ritornare principianti e di essere pronti ad imparare dagli altri possiamo arricchirci e diventare persone migliori.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Magari adesso stai leggendo questo post e ti stai dicendo:</span></span></span><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> &#8220;Suona troppo facile e motivazionale, non mi convince per niente&#8221;</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Se è così c&#8217;è un buon motivo, e questo è l&#8217;argomento del prossimo paragrafo.</span></span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">La crescita personale è banale</span></strong></h2>
<p><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8220;Che cosa? Hai aperto un blog di crescita personale, è evidente che il mondo non pullula di persone di successo e tu mi hai appena detto che la crescita personale è banale?&#8221;</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Confermo! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ho avuto questa intuizione durante la conferenza a cui ho partecipato, o meglio durante il party successivo in cui ho avuto l&#8217;opportunità di conoscere uno degli speaker, un americano esperto di crescita personale che lavora da anni in Polonia ed offre consulenza ai dirigenti. La conversazione è stata molto piacevole, ma al tempo stesso non mi ha arricchito dal punto di vista tecnico: il metodo suggerito da questo esperto di crescita personale è uguale a quelli che ho letto in giro su internet. In una frase: </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>capisci chi sei e cosa vuoi, e poi agisci di conseguenza.</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questa è la crescita personale in una frase. Se tu mettessi in pratica questo unico concetto, non avresti più bisogno di leggere nulla al riguardo. Ed allora perché tutti cercano insegnanti, guide, rimedi facili? Perché l&#8217;industria della crescita personale esiste?</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">A parte le ragioni più tristi, come <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/06/19/porno-crescita-personale-o-come-fallire-un-obiettivo-nonostante-hai-le-conoscenze-giuste/">la pornocrescita personale</a> o spillare soldi alla gente, esiste una motivazione molto forte che dà un significato a questo settore: la risonanza.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Che cosa voglio dire? </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>La risonanza è un fenomeno che si verifica quando ti trovi di fronte qualcosa e lo senti tuo</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. A me capita spesso con alcune frasi che riescono a catturare un concetto che non sono riuscito ad esprimere usando parole mie. Quelle che leggo e mi fanno dire: cazzo, è proprio così!</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La risonanza è il motivo per cui ognuno di noi trova alcuni autori motivazionali geniali ed altri delle mezze cartucce: a parità di contenuti qualcuno risuona di più con il nostro modo di essere. C&#8217;è chi ama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Osho_Rajneesh">Osho</a> e il suo approccio mistico, chi apprezza l&#8217;esibizionismo di <a href="https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2014/12/08/imparare-dai-migliori-anthony-robbins-e-robert-kiyosaki/">Anthony Robbins</a> e chi preferisce un approccio più pratico e no-non sense (in questo caso Pensa Fuori dalla Scatola è il posto che fa per te! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).  Alla fine la strada che hai scelto non conta granché: qualsiasi filone decida di approfondire ti porterà comunque a migliorare, e a fare tuo il principio chiave che abbiamo visto prima (capisci chi sei e cosa vuoi, e poi agisci di conseguenza).</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quando definisco la crescita personale come banale, non mi riferisco soltanto ai contenuti: </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>se passi il tuo tempo ad occuparti solo di crescita personale, alla lunga diventerai incapace di praticarne i principi</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. Chi fa il coach di professione, o magari tiene seminari su strategie di crescita personale e nient&#8217;altro, si fossilizza sulle sue conoscenze e non riesce più a guardare con gli occhi freschi le persone e le situazioni, usando sempre gli occhiali del suo metodo per catalogare tutto e tutti. </span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">È fantastico che tu abbia deciso di interessarti alla crescita personale, ma solo applicandone i principi tutti i giorni alle parti più disparate della tua vita potrai mantenere la tua mente flessibile a nuove idee.</span></span></span></p>
<h2><strong><span style="color:#ff0000;">L&#8217;evento non è l&#8217;evento principale</span></strong></h2>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quando ho deciso di partecipare a TED mi aspettavo di andare ad una conferenza, sedermi, ascoltare i relatori e poi andare a casa a riflettere su ciò che avevo ascoltato. La realtà è stata &#8220;leggermente&#8221; diversa: fin dal mio arrivo i volontari che avevano organizzato l&#8217;evento mi hanno accolto facendomi parecchie domande e consegnandomi un cartellino con il mio nome e i miei interessi principali (che avevo fornito precedentemente via email). In questo modo era molto più facile avere conversazioni con persone sconosciute. Avendo a disposizione un </span></span></span><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">icebreaker </span></span></span></em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(modo per rompere il ghiaccio) così efficace, conoscere gente è stato facilissimo.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non solo: oltre a studenti e lavoratori ho conosciuto imprenditori e finanziatori, e per me è stato totalmente inaspettato. In una città così legata alle multinazionali come Cracovia scoprire questa realtà è stata una piacevole sorpresa, ed ha rappresentato la vera ragione per cui mi sono goduto davvero questo evento. Al di là dell&#8217;ispirazione che ho guadagnato ascoltando diversi relatori, il momento più bello è stato conoscere persone che hanno mentalità, lavori ed esperienze diverse, ma allo stesso tempo condividono con me l&#8217;obiettivo di costruirsi il loro lavoro dei sogni. Ho scambiato contatti ed ottenuto consigli molto preziosi, che sto mettendo in pratica per realizzare un paio di progetti (tra cui il mio libro sul networking, il mio futuro primo prodotto! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La cosa più utile che ho imparato partecipando a questa conferenza è </span></span></span><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><b>di andare oltre l&#8217;evento in sé, ma di vedere quali opportunità, nascoste e non, puoi sfruttare.</b></span></span></span></strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> L&#8217;università è un esempio lampante.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Grazie ad internet è possibile trovare tutto quello che ti viene insegnato all&#8217;università gratuitamente. Perché quindi investire tempo e soldi per imparare contenuti che chiunque può avere gratis? Una possibile risposta sta nelle opportunità collaterali che offre l&#8217;università: puoi conoscere personalmente un docente nell&#8217;area di ricerca che ti interessa, o magari partecipare ad un convegno su un argomento che ti ha sempre incuriosito, oppure ancora ottenere uno stage in un&#8217;azienda molto rinomata. In questo caso se presti troppa attenzione all&#8217;evento (l&#8217;università, o meglio finire l&#8217;università con voti alti) ti fai sfuggire il vero valore che hai a disposizione (le occasioni viste sopra).</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"> </span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ora che hai letto questo post non hai più scuse: trova il ramo della crescita personale che ti piace di più e comincia ad applicare tutto senza pietà! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">E se anche tu hai partecipato a qualche evento che ti ha ispirato, o addirittura cambiato la vita, fammi sapere la tua esperienza nei commenti. Non c&#8217;è niente di più bello di vedere persone appassionate descrivere che cosa gli ha cambiato la vita (si, ho imparato anche questo a TED! <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> )</span></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Buona settimana!</span></span></span></p>
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