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	<title>PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</title>
	
	<link>http://www.personalbranding.it</link>
	<description>Strategie e storie di Personal Branding, Reputazione Online e Self Marketing per manager, professionisti, freelance ed imprenditori. La prima agenzia italiana di servizi per il Personal Branding</description>
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		<title>La nuova edizione del libro Personal Branding</title>
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		<comments>http://www.personalbranding.it/2013/la-nuova-edizione-del-libro-personal-branding/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 22:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Germana Galleri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Hoepli]]></category>
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		<category><![CDATA[Seconda Edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>È finalmente uscita la nuova edizione di Personal Branding, di Luigi e Tommaso, edito da Hoepli. Puoi scaricare gratuitamente indice e primo capitolo qui.
A tre anni dall’uscita della prima edizione, il nuovo libro rivaluta e rinnova le idee e le nozioni alla base di una buona strategia di Personal Branding, alla luce soprattutto dei rapidi [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/la-nuova-edizione-del-libro-personal-branding/">La nuova edizione del libro Personal Branding</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È finalmente uscita la nuova edizione di <a title="La seconda edizione del libro Personal Branding edito da HOEPLI su Amazon.it" href="http://cent.lu/libropb2" target="_blank"><em>Personal Branding</em></a>, di Luigi e Tommaso, edito da Hoepli. Puoi scaricare gratuitamente indice e primo capitolo <a title="Scarica gratuitamente indice e primo capitolo della seconda edizione" href="http://www.personalbranding.it/newsletter-ebook/">qui</a>.<br />
A tre anni dall’uscita della prima edizione, il nuovo libro rivaluta e rinnova le idee e le nozioni alla base di una buona strategia di Personal Branding, alla luce soprattutto dei rapidi cambiamenti avvenuti nel frattempo online.<br />
<a href="http://cent.lu/libropb2" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-2977" alt="Personal Branding Hoepli seconda edizione" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/personalbranding-hoepli-seconda-edizione1.jpg" width="500" height="734" /></a></p>
<p>Non si tratta, però, soltanto di un aggiornamento; <span id="more-2964"></span>alcuni argomenti sono stati approfonditi, altri sono stati introdotti ex novo: da una parte il nuovo tema della <strong>digital influence</strong>, dall’altra un capitolo dedicato alla <strong>monetizzazione</strong> del Personal Brand.<br />
Questo cercando di mantenere lo stile chiaro e scorrevole della prima edizione, cercando di rivolgersi sempre di più a un pubblico di non geek, di non addetti ai lavori: tutti coloro che guardano a se stessi e ad Internet, come recita il sottotitolo, per “<em>promuovere se stessi online, per creare nuove opportunità</em>”.</p>
<p>Anzi, intento cardine della stesura della nuova edizione è stato proprio quello di renderla ancora più agevole e fruibile da chiunque.<br />
<strong>Come racconta Luigi Centenaro:</strong></p>
<blockquote><p>“L&#8217;idea era quella di semplificare ancora. Sono rimasto molto colpito quando il mio parrucchiere (lo so&#8230; a me serve poco, ma giuro che è bravo!) mi ha segnalato che nella prima edizione si è sottolineato almeno 50 parole che erano per lui incomprensibili. Una signora, invece, mi ha mandato 10 domande e dopo che le ho risposto, ha rifatto il suo CV e ha trovato un lavoro. Ho cercato quindi di prendere spunto da questi e altri feedback”</p></blockquote>
<p>Tipica dello stile dei due autori è la presenza di molti esempi con l&#8217;obiettivo di rendere i concetti ancora più chiari e dimostrare quanto sia importante per chiunque sviluppare il proprio Personal Brand.<br />
<strong>Ce lo conferma Tommaso Sorchiotti:</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Una delle lezioni imparate dall&#8217;esperienza della prima edizione è che il Personal Branding non è un argomento rilevante solo per i giovani, i neolaureati, i precari e i lavoratori della Rete. Al contrario, i feedback più entusiasmanti li ho ricevuti da professionisti, manager, quadri e dirigenti, che hanno sentito attuale la necessità di rialzare la testa, per comunicare le proprie passioni, i propri successi e le proprie unicità. Le linee guida della seconda edizione erano quindi quelle di aggiornare e semplificare, per rendere ancora più chiari ed efficaci i principi alla base del nostro approccio. Allo stesso tempo era necessario estendere ancora di più il pubblico di riferimento. Il testo doveva essere accessibile veramente a tutti. E così è ora.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ultima novità, ma non di secondaria importanza: rispetto all’edizione precedente il prezzo di vendita è stato ridotto a 19.90, <a title="La seconda edizione del libro Personal Branding HOEPLI su Amazon.it" href="http://cent.lu/libropb2" target="_blank">attualmente in offerta a 15.92 su Amazon.it</a> e su <a href="http://www.hoepli.it/libro/personal-branding/9788820352257.html" target="_blank">Hoepli.it</a>.</p>
<p>In un momento storico difficile come quello in cui stiamo vivendo, comunicare la propria unicità può davvero fare la differenza e il volume vuole essere uno strumento agile e scorrevole per scoprire e comunicare il proprio Personal Brand e cogliere le opportunità che questo ci può offrire.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/la-nuova-edizione-del-libro-personal-branding/">La nuova edizione del libro Personal Branding</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/6F4c1ec2gsU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Come trasformarsi da Fashion Blogger a imprenditrice</title>
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		<comments>http://www.personalbranding.it/2013/come-trasformarsi-da-fashion-blogger-a-imprenditrice/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 10:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera e Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p>Mentre alcuni annunciano la morte dei Blog, altri dimostrano che il primo passo per il successo è come sempre quello di differenziarsi. Mentre alcune colleghe lavorano su set costosi di alta moda, Shauna si concentra sul &#8220;fashion discount&#8221;. Partendo dalla influence accumulata e dalla conoscenza approfondita dei desideri del suo pubblico ottenuta con il Blog, propone [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/come-trasformarsi-da-fashion-blogger-a-imprenditrice/">Come trasformarsi da Fashion Blogger a imprenditrice</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre alcuni annunciano la morte dei Blog, altri dimostrano che il primo passo per il successo è come sempre quello di differenziarsi. Mentre alcune colleghe lavorano su set costosi di alta moda, Shauna si concentra sul &#8220;fashion discount&#8221;. Partendo dalla influence accumulata e dalla conoscenza approfondita dei desideri del suo pubblico ottenuta con il Blog, propone una collezione a WallMart.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2907" alt="Shauna Miller Pennychic" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/shauna-miller-pennychic-1-150x150.jpg" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010 la giovanissima Shauna Miller ha deciso di aprire un <a title="Fashion Blog e personal branding" href="http://www.pennychic.com/" target="_blank">fashion blog</a> perché aveva un’idea chiara in testa: far sentire le donne a proprio agio anche con outfit creati con abiti da discount.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, a 26 anni, Shauna è un’imprenditrice e una fashion designer con una sua linea di capi d’abbigliamento, che è già in vendita online da Walmart!</p>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;idea</h3>
<p style="text-align: justify;">L’idea di partenza di Shauna era essere una voce fuori dal coro nel mondo della moda, dando alle donne gli strumenti per personalizzare il proprio look e creando uno stile chic e trendy ma anche alla portata di tutte. Mossa che, in tempi di crisi, risponde perfettamente ad un bisogno concreto e che è comunque una tendenza ormai consacrata da H&amp;M e Zara e molti altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, fin dall’inizio Shauna sperava di farsi notare non solo dal suo pubblico di riferimento (chi fa shopping ai discount), ma anche da chi si occupa di alta moda&#8230;</p>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;evoluzione</h3>
<p style="text-align: justify;">Ben presto intorno al blog si è creata una community di donne interessate a rivisitare il proprio abbigliamento. Una community che commentava, valutava, suggeriva…<span id="more-2841"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Shauna ha intuito il potenziale che aveva tra le mani e ha cominciato a bussare alle porte dei rivenditori, facendosi portavoce di tutti i suggerimenti che arrivavano dalle sue lettrici: è stata rapidamente assunta come consulente freelance. Attenzione: non si è presentata PRIMA di aver sviluppato una digital influence, ma DOPO!</p>
<h3 style="text-align: justify;">Da consulente a imprenditrice <span style="font-size: 13px;"> </span></h3>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso settembre Shauna ha avuto un’altra notevole intuizione: creare una sua linea d’abbigliamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanendo congruente alla propria idea, ha creato una collezione per donne che fanno shopping al discount, ma ha aggiunto qualcosa in più, il sacro graal modaiolo di ogni donna: l’abitino nero da cocktail! Ulteriore focalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Shauna ha disegnato personalmente la collezione e ha scelto che fosse lavabile a macchina e completamente made in USA.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena ha cominciato a proporre la sua collezione ai retailer, Walmart.com si è fatto avanti e ha comprato la linea, in <a href="http://cent.lu/11e4ySy" target="_blank">vendita per ora solo online</a>, ma con la prospettiva di una distribuzione anche sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pennychic.com/budget-fashion-blogger-shauna-miller-launches-dress-collection/"><img class="alignnone size-full wp-image-2911" alt="Shauna Miller pennychic collection" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/shauna-miller-pennychic.png" width="500" height="306" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Un Personal Brand low profile, che muove le leve giuste</h3>
<p style="text-align: justify;">Shauna afferma che fin dall’inizio ha visto il suo blog come trampolino di lancio per il suo personal brand e per un futuro business e bisogna ammettere che è stata capace di muovere le leve giuste.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha osato unire in un’unica visione due mondi, la moda e l’abbigliamento a basso costo, apparentemente lontani anni luce. E per unirli, si è concentrata sui comportamenti reali dei consumatori, provocando un forte spostamento di significato di entrambi gli elementi e creando di fatto una <strong>nuova categoria di riferimento</strong>: una trendy cheap fashion. Creare una categoria è infatti il modo migliore per attirare interesse, generare publicity e favorire l&#8217;attenzione di influencer e dei media. Puoi approfondire l&#8217;argomento <a title="brand positioning con sviluppo di categoria" href="http://www.prophet.com/blog/aakeronbrands/16-manage-the-category-not-the-brand" target="_blank">sul Blog di Aaker</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Shauna ha basato la sua iniziativa su fondamenta molto solide: ha investito sulle persone reali e sul loro desiderio di essere emotivamente appagate, anche da un consumo non più semplicemente forzato dalla necessità, ma arricchito di un’esperienza emotiva. E persino collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha creato una community intorno a un prodotto che da (basso) status symbol è diventato style simbol e, soprattutto, ha fatto in modo che il suo consumatore fosse anche co-creatore, dando al suo prodotto forse perfino un nuovo valore di legame.</p>
<p style="text-align: justify;">A completare la ricetta, ha aggiunto al tutto un valore di qualità, creando un prodotto bello, resistente, comodo e etico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è un&#8217;opportunità anche per Walmart che si ha associato il suo mega Brand ad un iniziativa densa di significati sociali.</p>
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		<title>Cosa può offrire LinkedIn ai CEO secondo Clifford Rosenberg (Linkedin)</title>
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		<comments>http://www.personalbranding.it/2013/cosa-puo-offrire-linkedin-ai-ceo-secondo-clifford-rosenberg-linkedin/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 22:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione Online]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>Il social networking è diventato un aspetto onnipresente nella vita personale e professionale di molte persone, compresi i CEO di grandi e medie aziende. In che modo possono sfruttarlo in ottica Personal Branding?</p>
<p>Traduciamo allora un&#8217;intervista per CEOforum.com.au a Clifford Rosenberg, il Managing Director di LinkedIn per Australia, Nuova Zelanda e Sud Est Asiatico che tra le [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/cosa-puo-offrire-linkedin-ai-ceo-secondo-clifford-rosenberg-linkedin/">Cosa può offrire LinkedIn ai CEO secondo Clifford Rosenberg (Linkedin)</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il social networking è diventato un aspetto onnipresente nella vita personale e professionale di molte persone, compresi i CEO di grandi e medie aziende. In che modo possono sfruttarlo in ottica <a title="Cosa è il personal branding" href="http://www.personalbranding.it/personal-branding-online/" target="_blank">Personal Branding</a>?</p>
<p>Traduciamo allora <a title="Linkedin e personal branding per i CEO" href="http://www.CEOforum.com.au/article-detail.cfm?cid=11805&amp;t=/Clifford-Rosenberg-LinkedIn/LinkedIn-for-CEOs" target="_blank">un&#8217;intervista</a> per CEOforum.com.au a Clifford Rosenberg, il Managing Director di LinkedIn per Australia, Nuova Zelanda e Sud Est Asiatico che tra le altre <a href="http://www.linkedin.com/in/cliffrosenberg" target="_blank">cose vanta un passato in Buongiorno Australia</a>!</p>
<hr />
<p><img class="alignright size-full wp-image-2884" alt="Clifford Rosenberg Linkedin" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/clifford-rosenberg-sm.jpg" width="100" height="104" />Il Social networking è diventato un aspetto onnipresente nella vita personale e professionale di molte persone, compresi i CEO. Il Managing Director di LinkedIn per Australia, Nuova Zelanda e Sud Est Asiatico ci descrive ciò che LinkedIn può offrire ai CEO.</p>
<h4>CEOforum.com.au: Cosa può offrire LinkedIn ai CEO, sia personalmente che professionalmente?</h4>
<p><strong>Clifford Rosenberg: </strong>I nostri membri ci dicono che vogliono separare la loro vita personale da quella professionale, quando si tratta di Social networking, e che il contesto delle conversazioni che tengono è estremamente rilevante. I nostri membri useranno normalmente LinkedIn per il loro networking professionale, mentre useranno Facebook per socializzare con famiglia e amici (condividere foto, giocare, fornire aggiornamenti social, ecc.).</p>
<p>Siamo il maggior sito di networking professionale al mondo, con oltre 120 milioni di membri in tutto il mondo, dei quali più di 2 milioni in Australia. Per contestualizzare i numeri, stimiamo che ci siano circa 600 milioni di professionisti in tutto il mondo, di cui circa 5 milioni sono in Australia. Aggiungiamo a LinkedIn globalmente 2 membri al secondo o, detto in un altro modo, 1 milione di nuovi membri si registrano ogni settimana.</p>
<p>LinkedIn permette ai professionisti di presentarsi online in una maniera altamente professionale attraverso il loro profilo LinkedIn, che, una volta completo, ha una foto professionale, successi di carriera e raccomandazioni professionali da parte di colleghi affidabili e credibili.</p>
<p>Chiedo sempre ai CEO come vogliono essere trovati e rappresentati online. Incoraggerei chiunque a fare questo tentativo su Google: digita il tuo nome e guarda come sei rappresentato. Questo genere di risultati di ricerca crea la prima impressione e può essere strumentale per come sei percepito da clienti, staff, partners, ecc. LinkedIn permette ai professionisti di controllare al 100% la loro identità professionale online e il modo in cui il mondo li vede online.</p>
<h4>CEOforum.com.au: Il fatto che siti come LinkedIn offrono ai CEO la possibilità di gestire il proprio brand professionale attraverso un profilo ben costruito, come dici, sembra chiaro. Ciò che sembra meno chiaro è come i CEO possano usare LinkedIn per l’interazione professionale, dato che il CEO tipico ha spesso poco tempo, in particolare quello per interagire online. Puoi spiegare meglio?</h4>
<p><strong>CR:</strong> Questo porta in realtà alla domanda su cosa fanno i professionisti su LinkedIn. Di solito fanno tre cose:<span id="more-2642"></span></p>
<ol>
<li>sviluppano un brand e un’identità professionale,</li>
<li>espandono il loro network e interagiscono con altri professionisti e</li>
<li>usano LinkedIn come strumento di informazione per gli affari, leggendo notizie mirate che vengono trasmesse giornalmente da LinkedIn e prendendo parte ai gruppi come il gruppo CEO Forum che si è recentemente formato.</li>
</ol>
<p>Credo fermamente che viviamo in un’era digitale in cui il biglietto da visita sta velocemente diventando ridondante (così come l’ormai datato curriculum ) e sarà rimpiazzato dai profili online, che sono ben più dinamici e tridimensionali. Connettersi con i colleghi su LinkedIn ci permette di vedere come evolve la loro carriera e anche di trovare rapide possibilità di carriera e opportunità d’affari.</p>
<h4>CEOforum.com.au: E riguardo al terzo aspetto dell’usare LinkedIn come strumento di informazione per gli affari?</h4>
<p><strong>CR: </strong>Io uso il sito come mio quadro informativo per il business. È il primo sito online su cui vado ogni giorno per tenermi informato. Posso vedere chi nella mia rete è stato promosso, ha cambiato lavoro, quali articoli hanno letto e raccomandato, a quali discussioni hanno contribuito e cosa cattura il loro interesse e può quindi potenzialmente interessare anche me! Ricevo anche notizie mirate da LinkedIn, basate sui miei interessi personali, la mia industria, ecc. – LinkedIn trasmette giornalmente notizie personalizzate e rilevanti che mi aiutano a passare al setaccio la mole di informazioni a cui tutti noi dobbiamo far fronte ogni giorno.</p>
<h4>CEOforum.com.au: Esistono dei pregiudizi che normalmente i CEO hanno nei confronti di LinkedIn e che vuoi mettere in rilievo?</h4>
<p><strong>CR: </strong>A volte LinkedIn è percepito come un social simile a Facebook. In realtà il contesto ha importanza e noi siamo di fatto una piattaforma di networking professionale che connette i professionisti di tutto il mondo per renderli più produttivi e di successo. Un altro pregiudizio comune è che siamo una bacheca per annunci di lavoro. In ogni caso, i job boards sono per coloro che stanno attivamente cercando un lavoro – sono ciò che definiamo “candidati passivi” che possono essere interessati a una nuova carriera e a opportunità di business. È quindi importante che siano visibili e abbiano un’identità online che li rappresenta nella luce migliore possibile. Si torna a ciò che ho detto prima riguardo ciò che ci rivelano i risultati di una ricerca su Google. Più del 70% delle Fortune 100 usano LinkedIn Recruiter (LinkedIn vende una versione autorizzata ai recruiter) come strumento chiave nella ricerca e nella scoperta dei migliori talenti. Vale anche la pena di considerare che alcuni dei migliori talenti sono d’oltremare e che ci sono molti espatriati, per esempio, che potrebbero considerare l’idea di tornare in Australia se gli fosse data la giusta opportunità.</p>
<p>Un pregiudizio comune di molti CEO su LinkedIn è che una volta che avranno un profilo online, perderanno il controllo della loro privacy. Senza dubbio non è questo il caso. Ogni membro di LinkedIn ha il pieno controllo delle impostazioni della propria privacy, il che permette ai membri di controllare cosa si può vedere sul loro profilo, se possono essere contattati, se i loro collegamenti possono essere visualizzati da altri e così via. Personalmente permetto solo ai miei contatti di vedere con chi sono connesso e non rendo i miei collegamenti visibili sul mio profilo pubblico. Una parte molto importante del creare un profilo è stabilire le giuste impostazioni della privacy e incoraggerei ogni CEO a personalizzare le sue impostazioni sulla privacy per adattarle ai suoi bisogni ed esigenze personali.</p>
<p>Incoraggerei anche tutte le compagnie ad avere una politica per i social media, così che i loro impiegati siano consapevoli di ciò che è o non è accettabile riguardo l’uso dei siti social come Facebook, Youtube, Twitter, ecc.</p>
<h4>CEOforum.com.au: Come può LinkedIn integrare il modo tradizionale dei CEO di fare networking?</h4>
<p><strong>CR: </strong>Integrare è la parola chiave: LinkedIn non intende rimpiazzare gli incontri, le conferenze e gli altri generi di attività faccia a faccia che i CEO e gli altri hanno sempre fatto. Ciò che LinkedIn realmente fa è permettere ai CEO di mantenere un network professionale con informazioni aggiornate su scala globale, e di farlo in una maniera fortemente efficace ed efficiente.</p>
<h4>CEOforum.com.au: quali consigli daresti a un CEO che voglia ricavare più valore da LinkedIn?</h4>
<p><strong>CR: </strong>se non hai ancora un profilo LinkedIn, ora è il momento di prendere il controllo sulla tua identità professionale online e costruire un profilo completo con una foto che ti presenti nella luce migliore possibile, e tenere questo profilo aggiornato e attuale. Più completo è il profilo, con parole chiave rilevanti e successi, maggiore sarà la probabilità di apparire in cima ai risultati di una ricerca su Google.</p>
<p>Una volta che un profilo è stato costruito, dovrebbero poi andare avanti a sviluppare ed espandere la loro rete professionale. Spesso mi chiedono quanti contatti dovrebbe avere un CEO e io credo sinceramente che un CEO ben connesso dovrebbe avere ben più di 500 contatti. È importante ricordare che la qualità dei contatti è la chiave. Non ti serve connetterti con chiunque, ma avere rilevanza, affidabilità e credibilità.</p>
<p>Suggerirei anche che i CEO ottengano almeno cinque raccomandazioni da colleghi credibili e rilevanti con cui hanno lavorato durante la loro carriera.</p>
<p>I CEO possono anche seguire gruppi rilevanti, dove possono incontrare e interagire con colleghi con le stesse idee e avere discussioni di grande valore. C’è anche una sezione domande/risposte dove puoi porre domande a colleghi in tutto il mondo.</p>
<p>Comprendiamo che i CEO sono incredibilmente mobili e c’è un’applicazione per iPhone, Blackberry e Android che permette ai CEO di portare con sé il proprio network.</p>
<p>[...]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/cosa-puo-offrire-linkedin-ai-ceo-secondo-clifford-rosenberg-linkedin/">Cosa può offrire LinkedIn ai CEO secondo Clifford Rosenberg (Linkedin)</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/eHhBkdWj6kQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>La scienza della prima impressione</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 10:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p>Lo pensano in molti: la prima impressione è quella che conta.
Alcune ricerche hanno dimostrato che la valutazione di chi ci sta di fronte avviene al massimo entro i primi 5 minuti.
Ma è proprio vero che il modo migliore per fare una buona impressione è dare una vigorosa stretta di mano, con un atteggiamento sicuro e [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/la-scienza-della-prima-impressione/">La scienza della prima impressione</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo pensano in molti: la prima impressione è quella che conta.<br />
Alcune ricerche hanno dimostrato che la valutazione di chi ci sta di fronte avviene al massimo entro i primi 5 minuti.<br />
Ma è proprio vero che il modo migliore per fare una buona impressione è dare una <strong>vigorosa stretta di mano</strong>, con un atteggiamento <strong>sicuro e distaccato</strong>? A quanto pare no.<br />
Tutte le tecniche che abbiamo appreso per conquistare alla prima occhiata potrebbero rivelarsi sbagliate.<br />
Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Thin-slicing: dare un giudizio in pochi secondi</h3>
<p style="text-align: justify;">Ormai sono moltissimi gli studi sulla nostra capacità di giudizio intuitivo, o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thin-slicing"><em>Thin-slicing</em></a>: in un brevissimo arco di tempo (che alcune analisi riducono a due secondi) destrutturiamo e troviamo schemi e modelli per situazioni o persone, per farcene un&#8217;idea e prendere le nostre decisioni. Il tutto con pochissime informazioni e in maniera totalmente inconscia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa nostra capacità di giudizio spesso ci aiuta a prendere decisioni spontanee che possono persino salvarci la vita: Malcolm Gladwell, che ha riportato in auge il concetto con il suo libro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blink_(book)"><em>Blink</em></a>, porta l&#8217;esempio di un vigile del fuoco che, senza prove di alcun tipo ma solo grazie al suo istinto, ha fatto uscire il suo team da una casa in cui stava facendo un semplice intervento di routine; poco dopo la casa è crollata perché l&#8217;incendio si stava propagando sotto il pavimento, senza che fosse visibile. L&#8217;istinto del vigile del fuoco ha salvato la vita a molti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché si tratta di un&#8217;operazione inconscia, però, lo slicing può essere anche influenzato dal nostro pregiudizio e, quindi, portarci a prendere decisioni sbagliate. Nel prendere decisioni basate sul nostro giudizio intuitivo dovremmo comunque tenere presente anche questo aspetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma su quali criteri basiamo la nostra opinione?</p>
<h3 style="text-align: justify;">Calore e Competenza</h3>
<p style="text-align: justify;">Uno studio della psicologa sociale <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amy_Cuddy">Amy Cuddy</a> della <a href="http://people.hbs.edu/acuddy" target="_blank">Harvard Business School</a>, ha dimostrato come la nostra prima valutazione delle persone si basi per l’80% su due parametri fondamentali: <em>calore</em> (cioè l’affidabilità che si suscita) e <em>competenza</em>. Dei due, il primo parametro ad entrare in azione è l&#8217;affidabilità, strettamente legato al nostro atavico istinto di <strong>sopravvivenza</strong>: nell&#8217;incontrare qualcuno ci chiediamo anzitutto &#8220;<em>Che intenzioni ha? Sarà amico o nemico</em>?&#8221;.<br />
La valutazione della competenza scatta immediatamente dopo perché, una volta stabilite le intenzioni dell&#8217;altro, dobbiamo capire quanto sia <strong>capace di portarle a termine</strong> (soprattutto se si tratta di cattive intenzioni…).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2824" title="Amy Cuddy " alt="Amy Cuddy " src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/amy-cuddy.jpg" width="440" height="240" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">La ricerca</h3>
<p style="text-align: justify;">Amy Cuddy, già nota per il suo studio sugli effetti del <a href="http://hbswk.hbs.edu/item/6461.html">power posing</a> sul nostro sistema neuro-endocrino, ha condotto una ricerca transculturale basata su diversi campioni sociali, per capire in che modo la gente classifichi le persone; la speranza è di poter arrivare a prevenire eventuali forme di discriminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio emerge che universalmente le persone suddividono i gruppi sociali in 4 tipi ideali, collocati entro una matrice 2 x 2 basata sui tratti fondamentali di affidabilità e competenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte dei gruppi sociali è collocata nei quadranti calore/incompetenza e freddo/competenza, il che dimostra che, nella mente delle persone, affidabilità e capacità sono inversamente proporzionali.</p>
<p style="text-align: justify;"> <img class="alignnone size-full wp-image-2754" title="warm:competence matrix" alt="" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/warmcompetence-matrix1.png" width="500" height="348" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni tipo ideale corrisponde un’emozione suscitata ed un conseguente comportamento: i caldi/competenti evocano ammirazione e suscitano un comportamento di agevolazione (aiuto o cooperazione); all’opposto, i freddi/incompetenti suscitano disprezzo e, di conseguenza, danneggiamento passivo (rifiuto) o attivo (violenza).</p>
<p style="text-align: justify;">Più ambigue le emozioni suscitate dai restanti tipi ideali che, quindi, danno luogo a comportamenti ambivalenti: i caldi/incompetenti suscitano pietà, che può spingere sia all’aiuto che al rifiuto; i freddi/competenti suscitano invidia, che comprende sia rispetto che risentimento, con i comportamenti che ne derivano.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una prima analisi qualitativa dei risultati (la dottoressa Cuddy non ha ancora raccolto dati in merito) sembra emergere che i gruppi sociali che sono stati bersaglio delle più forti manifestazioni di discriminazione (fino al genocidio)  siano quelli valutati con un alto livello di competenza, ma un basso livello di calore e, quindi, di apprezzamento.</p>
<h3 style="text-align: justify;">E per gli individui?</h3>
<p style="text-align: justify;">La ricerca ha un esito interessante anche se applicata agli individui: mostrarci competenti, ma freddi non ci garantisce di fare una buona impressione, tutt’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando, però, valutiamo noi stessi, generalmente applichiamo il procedimento inverso, considerando la competenza più importante del calore; di fatto, mentre stringiamo la mano per presentarci a qualcuno, vogliamo proiettare competenza, ma cerchiamo calore nell’altro.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Una prima impressione efficace</h3>
<p style="text-align: justify;">Come usare queste scoperte per fare veramente una buona prima impressione?</p>
<p><span id="more-2751"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anzitutto dobbiamo tenere presente l&#8217;effetto dello <em>slicing:</em> abbiamo il tempo di un battito di ciglia per colpire positivamente qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ci poniamo in maniera troppo dominante, è probabile che il nostro interlocutore si chiuda in un atteggiamento difensivo, con il duplice risultato di non aver ottenuto né la sua fiducia né la possibilità di conoscere la vera natura della persona che ci sta di fronte.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel presentarci a qualcuno dobbiamo creare subito una connessione empatica, offrendo all’altro quel calore che noi stessi cerchiamo. Ci sono diverse cose che possiamo fare per ottenere questo risultato, a partire dal linguaggio non verbale: possiamo rivolgerci all’altro con un sorriso spontaneo e comunicare sul suo stesso piano fisico, ad una distanza equilibrata a tal punto da creare un senso di vicinanza (ma non di soffocamento&#8230;). Ma possiamo anche far sentire le persone a loro agio lasciando che parlino per prime: basta aiutarle ponendo loro una domanda. Oppure possiamo portarle a parlare di sé  e a coinvolgerci nei loro interessi.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2833 alignnone" title="AmyCuddy &amp; the Wonder woman posing" alt="AmyCuddy &amp; the Wonder woman posing" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/AmyCuddy-wonder.jpeg" width="499" height="281" /></p>
<h3>E online?</h3>
<p style="text-align: justify;">Online la prima impressione è spesso <strong>mediata</strong> e avviene ad ogni prima esperienza di un utente con un nostro articolo, un video o tweet. Ma anche durante una qualsiasi <strong>interazione</strong>, ad esempio un commento, un messaggio o una mail. Di certo il nostro linguaggio o tono può sicuramente fare la differenza e come minimo una replica brusca può contribuire a formare un&#8217;immagine distaccata o altezzosa.<br />
Lo stesso vale per una totale mancanza di risposta o l&#8217;atto di ignorare critiche, domande o anche semplici complimenti così come per chi, per timidezza, è schivo e riservato e rischia di dare l&#8217;impressione di essere <strong>altezzoso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando alla ricerca di Amy Cuddy, una dimostrazione di competenza unita ad un atteggiamento distaccato e freddo, rischierebbe solo di suscitare disprezzo e risentimento.</p>
<p>Insomma, se sei un <strong>thought leader, un influencer o un esperto </strong>del tuo settore, meno te la tiri meglio sarai percepito!<br />
Il segreto per una buona impressione non è tanto apparire perfettamente competenti, ma far sì che le persone si sentano accolte e comprese, in uno scambio reciproco di fiducia.</p>
<p>Per approfondimenti consultare un&#8217;<a href="http://www.wired.com/wiredscience/2012/11/amy-cuddy-first-impressions/" title="Amy Cuddy su wired" target="_blank">intervista su Wired.com a Amy Cuddy</a> e un articolo su <a href="http://harvardmagazine.com/2010/11/the-psyche-on-automatic" title="Harvard e Amy Cuddy" target="_blank">Harvard Magazine</a>.  </p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/la-scienza-della-prima-impressione/">La scienza della prima impressione</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/PdYoPHs_2lU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Amaz-ing – Un CV online e in formato Amazon</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 09:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Guerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[cv]]></category>
		<category><![CDATA[Hack The Service]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Splash Page]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>Mentre attendiamo che Adam Pacitti trovi veramente un lavoro (pare stia facendo dei colloqui in seguito alla sua iniziativa non convenzionale), ecco l&#8217;iniziativa del Web Product Manager Philippe Dubost che ci propone un CV in formato Amazon.
</p>
Hack the service
<p>Questa modalità è quella che io (tanto per darle un nome) ho definito Hack the service: disegnare [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/amaz-ing-un-cv-online-e-in-formato-amazon/">Amaz-ing &#8211; Un CV online e in formato Amazon</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre attendiamo che <a title="Assumi Adam: è un creativo e si vede - Personal Guerrilla Marketing" href="http://www.personalbranding.it/2013/assumi-adam-e-un-creativo-e-si-vede/">Adam Pacitti trovi veramente un lavoro</a> (pare stia facendo dei colloqui in seguito alla sua iniziativa non convenzionale), ecco l&#8217;iniziativa del Web Product Manager <strong>Philippe Dubost</strong> che ci propone un <a title="Un Curriculum Vitae in formato Amazon" href="http://www.phildub.com/" target="_blank">CV in formato Amazon</a>.<br />
<a href="http://www.phildub.com/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-2774" title="" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/amazing-lq.jpg" alt="Philippe Dubost su Amazon" width="500" height="305" /></a></p>
<h3>Hack the service</h3>
<p>Questa modalità è quella che io (tanto per darle un nome) ho definito <em>Hack the service</em>: disegnare un CV partendo da un servizio molto noto o approfittare di un suo recente restyle e della relativa visibilità.<br />
In questa categoria ricordiamo forse tutti quello italiano di <a title="Facebook CV" href="http://www.claudionader.com/" target="_blank">Claudio Nader su Facebook</a>, ma anche quello più simile di <a title="Personal Guerrilla di Mike Freeman" href="http://mikefreeman.myshopify.com/products/meeting-with-freeman" target="_blank">Mike Freeman su Shopify</a>, <span id="more-2768"></span><br />
Puoi trovare altre categorie ed esempi in questa mia presentazione estratta da un <a title="Le slide sul Personal Guarrilla Marketing" href="http://www.personalbranding.it/2011/slide-domande-e-bibliografia-dal-webinar-personal-guerrilla-branding/" target="_blank">free Webinar per Ninja Marketing</a> (da slide 7):<br />
<iframe style="border: 1px solid #CCC; border-width: 1px 1px 0; margin-bottom: 5px;" src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8629179" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="427" height="356"></iframe></p>
<div style="margin-bottom: 5px;"><strong> <a title="NinjaWebinar: Personal Guerrilla Marketing" href="http://www.slideshare.net/lcenten/ninjawebinar-personal-guerrilla-marketing" target="_blank">NinjaWebinar: Personal Guerrilla Marketing</a> </strong> from <strong><a href="http://www.slideshare.net/lcenten" target="_blank">Luigi Centenaro</a></strong></div>
<h3>Call to Action</h3>
<p>Questo è un esempio di one page CV, ma anche di <a title="Una personal splash page italiana" href="http://www.personalbranding.it/2011/come-farsi-notare-allo-stadio/" target="_blank">Personal Splash Page</a>.<br />
Ma l&#8217;aspetto più interessante è il modo con cui Philippe ha sfruttato e rispettato l&#8217;usabilità del noto sito di ecommerce.<br />
Ogni sezione è compilata con attenzione all&#8217;interfaccia e agli obiettivi di &#8220;marketing&#8221;, dimostrando così una certa competenza&#8230;</p>
<p>Ad esempio:</p>
<ul>
<li>Le foto del prodotto che presentano situazioni informali legate alla sua esperienza o hobby</li>
<li>Le citazioni di altri clienti riproposte in evidenza</li>
<li>Le recensioni che contengono precedenti esperienze lavorative</li>
<li>La Call to Action verso <a title="Philippe Dubost su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/in/pdubost" target="_blank">il suo profilo Linkedin</a> proprio sotto una delle sezioni più visibili: <strong>Aggiungi al Carrello</strong>!</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2769" title="Amazon CV Call To Action verso Linkedin" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/ad-to-cart.png" alt="Amazon CV" width="228" height="246" /></p>
<p>Alcuni forse diranno che <a title="Philippe Dubost su Twitter" href="https://twitter.com/pdubost" target="_blank">Philippe</a> ha solo copiato l&#8217;interfaccia di Amazon e che non è nulla di straordinario. Alla fine però anche la visibilità conta. E lui sicuramente ne ha avuta visto che è riuscito ad attirare l&#8217;attenzione di <a title="Philippe Dubost su Mashable" href="http://mashable.com/2013/01/24/amazon-page-best-resume-ever/" target="_blank">Mashable</a> e <a href="http://thenextweb.com/dd/2013/01/24/this-project-manager-turned-his-resume-into-an-amazon-product-page" title="Philippe Dubost su thenextweb" target="_blank">The Next Web</a>! In bocca al lupo&#8230;o buon shopping?</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/amaz-ing-un-cv-online-e-in-formato-amazon/">Amaz-ing &#8211; Un CV online e in formato Amazon</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/32ALxuDhvec" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come Obama e Romney si sono costruiti un Personal Brand</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalBrandingOnline/~3/wm-Pw1JtmA8/</link>
		<comments>http://www.personalbranding.it/2013/come-sia-obama-che-romney-si-sono-costruiti-un-brand-of-you/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 16:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Germana Galleri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Social Influence]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>Interessantissimo articolo tradotto in italiano dall&#8217;originale su FastCompany: www.fastcompany.com/3002452/how-obama-and-romney-each-built-brand-you</p>

<p>Il presidente Obama e il governatore Romney non sono semplicemente politici &#8211; sono anche maestri Jedi di personal branding. Ecco i 3 migliori insegnamenti dalle elezioni, che i leader possono usare nel modellare il proprio brand professionale.</p>
<p>I politici tendono ad essere guru nel personal branding, soprattutto una [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/come-sia-obama-che-romney-si-sono-costruiti-un-brand-of-you/">Come Obama e Romney si sono costruiti un Personal Brand</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Interessantissimo articolo tradotto in italiano dall&#8217;originale su <em>FastCompany</em>: <a title="Personal Branding e FastCompany" href="http://www.fastcompany.com/3002452/how-obama-and-romney-each-built-brand-you">www.fastcompany.com/3002452/how-obama-and-romney-each-built-brand-you</a></p>
<hr />
<p>Il presidente Obama e il governatore Romney non sono semplicemente politici &#8211; sono anche maestri Jedi di personal branding. Ecco i 3 migliori insegnamenti dalle elezioni, che i leader possono usare nel modellare il proprio brand professionale.</p>
<p>I politici tendono ad essere guru nel personal branding, soprattutto una volta raggiunto il livello presidenziale (o la speranza della presidenza). Durante le mie ricerche, ho trovato i politici tanto astuti nel personal branding quanto lo sono le celebrità di Hollywood. Guardate il processo di campagna elettorale come una serie di intensi &#8220;colloqui di lavoro&#8221;, da migliori della classe – il che è facile da fare durante i dibattiti televisivi e le infinite tappe della campagna pubblica- e troverete lezioni di personal branding che è possibile applicare nel mondo degli affari.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-2943" alt="OBAMA &amp; ROMNEY" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/obama.jpg" width="500" height="246" /></p>
<p>Qui sono i miei 3 insegnamenti top di personal branding dalla corsa alle presidenziali del 2012:</p>
<h3>1. Abbi una chiara offerta di valore che ti differenzia dagli altri.</h3>
<p>Il personal branding non è solo definire quale sia la tua marca, si tratta di definire i vantaggi del tuo approccio e quanto sono diversi, anche migliori, degli altri. Nei dibattiti, Mitt Romney ha costruito la sua offerta di valore intorno ad un’agenda a favore della crescita e dei posti di lavoro per la classe media americana. E ha bollato il presidente Obama come un leader fallito con politiche che uccidevano il lavoro. Al contrario, il presidente Obama si è posizionato come il vero leader della classe media e ha marchiato Romney come il leader dell’uno percento.</p>
<p><strong>Insegnamento</strong>: Assicurati di poter brandizzare te stesso in una frase, il tuo elemento di differenziazione che cattura l&#8217;essenza della tua identità. Dovrebbe descrivere la tua <em>proposta di valore</em> &#8211; il valore che tu porti e che è diverso da quello che gli altri portano. Ad esempio, un innovativo dirigente vendite sui nuovi media ha descritto il suo marchio in questo modo (intraducibile): &#8220;I reimagine underperforming assets across the converging worlds of Hollywood, Silicon Valley, and Wall Street.”</p>
<h3>2. Renditi conto che stile e personalità contano tanto quanto la sostanza.</h3>
<p>La gradevolezza è importante per i politici come per i brand. Nel mondo del branding, il Q Score è una misura dell’apprezzamento di un marchio o di una celebrità, e un Q Score alto dà loro una ricompensa nei prezzi sul mercato. L’apprezzamento è importante anche per le persone, che tu stia facendo un colloquio di lavoro, o effettuando una chiamata di vendita, o interagendo in una riunione. Soprattutto, hai bisogno di proiettare energia, apertura e connessione, e il linguaggio del tuo corpo e le espressioni del tuo viso possono aiutarti a fare tutte e tre le cose.</p>
<p>Nel primo dibattito, Obama è stato aspramente criticato per il suo stile poco energico e il contegno distaccato. Sembrava svogliato e non ha avuto molto contatto visivo con Romney o il pubblico televisivo. Obama non era chiaramente al top del suo gioco. In sostanza, non è sembrato così simpatico né è apparso presidenziale, e questo lo ha colpito in seguito nei sondaggi, fino a quando non è passato all&#8217;offensiva con lo stile energico e autorevole che aveva sempre caratterizzato il suo Brand. Allo stesso modo, all&#8217;inizio della campagna, Romney è stato perseguitato dall’immagine di essere un elitario, che ha reso difficile per molte persone apprezzarlo o anche relazionarsi con lui. Eppure lo stile autoritario ma coinvolgente di Romney nel primo dibattito ha completamente cambiato la percezione e lo ha fatto sembrare più simpatico e più presidenziale. E la sua immagine personale più simpatica lo ha spinto in avanti nei sondaggi.</p>
<p><strong>Insegnamento</strong>: che ti piaccia o no, lo stile conta quanto la sostanza, o anche di più, in particolare uno stile simpatico con cui le persone possono identificarsi. Renditi conto che sei sempre sul palco, che si tratti di un piccolo palcoscenico in un incontro uno a uno, o un grande palcoscenico di fronte ad un grande gruppo. Attori e artisti non solo fanno pratica con settimane di prove, fanno una prova mentale insieme ad altri esercizi preparatori prima di andare sul palco. L&#8217;obiettivo è quello di ottenere il giusto stato d&#8217;animo per &#8220;diventare un tutt&#8217;uno con il pubblico.&#8221; I grandi attori e presentatori coinvolgono i cuori e le menti del pubblico. Perciò, parla un linguaggio colloquiale. Non leggere il tuo discorso. Interiorizzalo. Parla personalmente, non formalmente. Se sei di fronte a un grande gruppo, seleziona diversi membri del pubblico nei quattro quadranti della stanza e guardali negli occhi. In questo modo, tutti penseranno che stai parlando direttamente a loro.</p>
<h3>3. Edita e &#8220;cura&#8221; direttamente il tuo messaggio.</h3>
<p>C&#8217;è così tanto rumore e dati, che è difficile dare un senso a tutto questo. Nota come i politici intelligenti non intontiscono il pubblico con una lunga lista di punti o di statistiche, ma inquadrano i loro argomenti in un piccolo gruppo di punti selezionati. Usano anche le storie, particolari storie personali per assicurarsi che il messaggio risuoni. (&#8220;La settimana scorsa ho incontrato un elettore a Philadelphia &#8230;&#8221;). Le storie sono colla, sono magneti di memoria. Naturalmente, nel raccontare la tua storia, devi assicurarti di esprimerla bene &#8211; o finirai con un fenomeno virale come quello che ha creato la storia di Romney sui &#8220;raccoglitori di donne&#8221;.</p>
<p><strong>Insegnamento</strong>: non intontire il pubblico con troppe statistiche: punto, punto, punto, numero, numero, numero, grafico a torta, grafico a torta, grafico a torta. Focalizzati sui punti e le statistiche importanti e, soprattutto, infarcisci il tuo discorso con storie rilevanti se vuoi che siano ricordate. Quando stai presentando opzioni in un campo o per sostenere un punto importante, tre è il numero giusto, non cinque o 10 o 20. Uno o due è troppo poco, ma quattro o più porteranno a confusione e mancanza di decisione. Ci sono i &#8220;I tre porcellini&#8221;, &#8220;Tre topolini ciechi&#8221;, e &#8220;I tre moschettieri&#8221;, e la lista potrebbe continuare all&#8217;infinito. Così, rendi le cose facili per il tuo pubblico e fermati a tre. Tre è spesso una buona struttura interna da utilizzare in un discorso per semplificare la logica intorno a un dibattito o un punto di vista. La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti parla di &#8220;Vita, libertà e ricerca della felicità.&#8221; Il numero tre ha un senso di completezza che è potente e facile da ricordare per il tuo pubblico.</p>
<p>Può darsi che tu non stia pianificando di candidarti a una carica tanto presto, ma i candidati politici e le campagne sono pieni di lezioni su come creare un efficace stile personale che ti aiuteranno ad avere più successo, non importa quello che fai.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/come-sia-obama-che-romney-si-sono-costruiti-un-brand-of-you/">Come Obama e Romney si sono costruiti un Personal Brand</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/wm-Pw1JtmA8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Assumi Adam: è un creativo e si vede</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 12:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Guerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[Social Influence]]></category>
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		<category><![CDATA[Influence]]></category>
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		<category><![CDATA[Video CV]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>Employ Adam è la campagna di Personal Guerrilla Marketing che apre il 2013.
Adam si è laureato in Media Production, ma a causa della recessione non trova lavoro e finisce con lo svuotare le monetine in una sala giochi.
Dopo aver speso 6 ore al giorno a mandare più di 250 CV, decide di sfruttare le sue [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/assumi-adam-e-un-creativo-e-si-vede/">Assumi Adam: è un creativo e si vede</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Employ Adam è la campagna di <a title="Altri articoli sul personal guerrilla marketing" href="http://www.personalbranding.it/category/personal-guerrilla-marketing/">Personal Guerrilla Marketing</a> che apre il 2013.<br />
Adam si è laureato in Media Production, ma a causa della recessione non trova lavoro e finisce con lo svuotare le monetine in una sala giochi.<br />
Dopo aver speso 6 ore al giorno a mandare più di 250 CV, decide di sfruttare le sue competenze e spendere le ultime 500 sterline per un cartellone pubblicitario a Londra (dove c&#8217;è lavoro):<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-2723" title="Employ Adam: personal guerrilla marketing" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/employadam.jpg" alt="Employ Adam: personal guerrilla marketing" width="500" height="333" /></p>
<h3>Sito e video CV</h3>
<p>Adam, oltre alla campagna, ha sviluppato un <a title="Una personal splash page" href="http://employadam.com/" target="_blank">sito personale coordinato</a> che mette subito in mostra un ottimo Video CV:<br />
<object width="500" height="281" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LGNxic8JG7o?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="500" height="281" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/LGNxic8JG7o?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h3>La reazione dei social</h3>
<p>Dopo una partenza a rilento, il <a href="https://twitter.com/adampacitti" target="_blank">suo account twitter</a> guadagna più di 10.000 follower.<br />
Deve addirittura fare un upgrade del suo profilo di hosting per supportare tutto il traffico in entrata sul suo sito:<span id="more-2722"></span><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-2728" title="" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/Screen-Shot-2013-01-04-at-12.37.24-PM.png" alt="" width="489" height="158" /></p>
<h3>Altre iniziative</h3>
<p>Adam non è nuovo all&#8217;utilizzo efficace dei social media e approfitta della visibilità guadagnata per mostrare il suo portfolio, che include altre <a title="Altri lavori di Adam Pacitti" href="http://employadam.com/watch.html">tre iniziative di discreto successo</a> tra cui Everything Bigger, un documentario circa un suo viaggio in <a href="http://employadam.com/watch.html" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2724" title="Guida accidentale al Texas di Adam Pacitti" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/watch_eb.png" alt="Guida accidentale al Texas di Adam Pacitti" width="498" height="509" /></a>:</p>
<h3>Dimostra che vali</h3>
<p>In un&#8217;intervista per il <a title="Intervista sul Daily Mail di Adam Pacitti" href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2256527/Employ-Adam-Pacitti-Unemployed-graduate-24-spends-500-billboard-advert-job.html" target="_blank">Daily Mail</a> Adam fa notare quanto mandare CV sia un vero e proprio lavoro. Ogni invio va personalizzato per la specifica offerta e spesso gli viene richiesta la produzione di un video dimostrativo.<br />
Fare personal branding riguarda proprio l&#8217;opposto!<br />
La sua idea vincente infatti è stata quella di attirare a sé l&#8217;attenzione dei possibili datori di lavoro, dimostrando al contempo le sue competenze, offrendo come CV proprio la sua presenza online.<br />
(Ok, magari non è il top da leggere il testo che scorre nel video&#8230;)</p>
<h3>Storytelling e personalità</h3>
<p>Altri aspetti interessanti sono gli elementi che mettono in luce la personalità del candidato, differenziandolo non solo per competenze e creatività, ma anche per il carattere umile e anche un po&#8217; dimesso, per certi versi ironico e capace di prendersi in giro.<br />
Adam non è certo cool, ma rappresenta decisamente l&#8217;uomo comune. Non pretende un posto in Ogilvy, e dice di accontentarsi di una posizione da <em>junior producer</em>. Non genera antipatia per il suo mettersi in mostra e gioca un po&#8217; sul senso di compassione, dimostrando di avere qualche competenza sulla <a title="Master in influence Design" href="http://snid.eu">influence</a>. Questo anche grazie ai fatti che mette in luce nella sua storia: le difficoltà, la crisi, l&#8217;isola di Wight e le ultime 500 sterline&#8230;<br />
Sono curioso di vedere gli sviluppi!<br />
Secondo te troverà un lavoro?</p>
<p>NB: grazie ad <a href="http://www.facebook.com/antoguari85" target="_blank">Antonio Guarino</a> per la segnalazione!</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2013/assumi-adam-e-un-creativo-e-si-vede/">Assumi Adam: è un creativo e si vede</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/HMIDS9WMObM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SNID il Master che va oltre ai Social Media e tratta della Influence</title>
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		<comments>http://www.personalbranding.it/2012/snid-il-master-che-va-oltre-ai-social-media-e-tratta-della-influence/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 13:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Social Influence]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Influence]]></category>
		<category><![CDATA[Influence]]></category>
		<category><![CDATA[Master]]></category>
		<category><![CDATA[Politecnico di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[SNID]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>Il Politecnico di Milano organizza il Master Social Network Influence Design, il primo master al mondo sulla Influence.
Non forma Social Media Strategist, né Community Manager, né Internet Marketer, ma professionisti in grado prima di tutto di costruirsi una loro rete di influenza (sarà uno dei criteri!) e capaci di &#8220;disegnarla&#8221; per le aziende. Sfruttando naturalmente [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2012/snid-il-master-che-va-oltre-ai-social-media-e-tratta-della-influence/">SNID il Master che va oltre ai Social Media e tratta della Influence</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Politecnico di Milano organizza il Master <a title="Digital Influence" href="http://www.snid.eu" target="_blank">Social Network Influence Design</a>, il primo master al mondo sulla Influence.<br />
Non forma Social Media Strategist, né Community Manager, né Internet Marketer, ma professionisti in grado prima di tutto di costruirsi una loro rete di influenza (sarà uno dei criteri!) e capaci di &#8220;disegnarla&#8221; per le aziende. Sfruttando naturalmente tutto quello che è disponibile nel digital, non solo i servizi di Social Networking.</p>
<h3>Influence e Personal Branding</h3>
<p>Qual è la colonna portante di questo Master? Il <strong>Personal Branding</strong> ovviamente!<br />
Perché oggi un Personal Brand non esiste senza la capacità di generare una Influence.<br />
Perché oggi un Brand è un nome capace di influenzare le azioni della propria clientela.<br />
Perché un Brand oggi non è tale se non sa &#8220;disegnare&#8221; e aggregare una community attorno ai propri valori.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-2672" title="Barack Obama" src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/obamaspeech1.jpg" alt="Personal Branding, Influence e Community" width="500" height="360" /><br />
E indovina chi sarà il <a title="Luigi Centenaro, corso di Personal Branding presso lo SNID" href="http://www.personalbranding.it/chi-siamo/luigi-centenaro/">docente di Personal Branding</a>? No, non è quello sopra!</p>
<h3>Il Master</h3>
<blockquote><p>Tutto è connesso, interattivo, fluido, governabile ovunque, servono nuove professioni. Il Master prepara progettisti di comunicazione, fornendo gli strumenti per progettare l’incontro di marche e aziende con i Social Network. Marcello Cividini</p></blockquote>
<p>Quest’anno ci sono solo 30 posti. Inizio a gennaio 2013.<br />
Tutte le informazioni presso il <a title="Digital Influence" href="http://www.snid.eu" target="_blank">sito ufficiale</a>, sul <a title="SNID Polimi.design" href="http://www.polidesign.net/snid" target="_blank">sito del Poli</a> o in questa simpatica intervista doppia a due delle menti che lo hanno creato: Marcello Cividini (ah, oltre ad aver insegnato Branding per anni al Poli, è stato uno dei primissimi italiani a superare i 10.000 follower su Twitter) e Andrey Golub (vabbé, Andrey lo conoscete tutti):<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/0DjC8o7vISE" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2012/snid-il-master-che-va-oltre-ai-social-media-e-tratta-della-influence/">SNID il Master che va oltre ai Social Media e tratta della Influence</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/ZdQUnXBd21Q" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come trasformare uno svantaggio in un vantaggio, parola di Richard Branson</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalBrandingOnline/~3/hp-U77YytW0/</link>
		<comments>http://www.personalbranding.it/2012/come-trasformare-uno-svantaggio-in-un-vantaggio-parola-di-richard-branson/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 22:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Branson]]></category>
		<category><![CDATA[Virgin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.personalbranding.it/?p=2600</guid>
		<description><![CDATA[<p><p>Differenziarsi, offrire un beneficio unico per clienti o datori di lavoro, diventare memorabili: tutti fattori fondamentali per fare Personal Branding.
Fattori che possono essere parte della nostra storia personale, della nostra cultura o competenza.
Infatti, come dice William Arruda, grande esperto di Personal Branding americano:</p>
<p>Quello che ti rende unico è la ragione del tuo successo</p>
<p>Talvolta questo fattore [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2012/come-trasformare-uno-svantaggio-in-un-vantaggio-parola-di-richard-branson/">Come trasformare uno svantaggio in un vantaggio, parola di Richard Branson</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Differenziarsi, offrire un beneficio unico per clienti o datori di lavoro, diventare memorabili: tutti fattori fondamentali per fare Personal Branding.<br />
Fattori che possono essere parte della nostra storia personale, della nostra cultura o competenza.<br />
Infatti, come dice William Arruda, grande esperto di Personal Branding americano:</p>
<blockquote><p>Quello che ti rende unico è la ragione del tuo successo</p></blockquote>
<p>Talvolta questo fattore non va ricercato in evidenti eccellenze o doti particolari, ma può risiedere in ciò che il senso comune potrebbe indicare come uno svantaggio. Ne avevamo già parlato riportando la storia di <a href="http://www.personalbranding.it/2011/keenan-cahill-fa-soldi-con-talento-playback-e-personal-branding/" title="Esempio di Personal Brand">Keenan Cahill</a> tempo fa.</p>
<p>Ecco cosa ci dice a riguardo Richard Branson con <a href="http://www.entrepreneur.com/article/224172" title="Richard Brandson su Entrepreneur.com" target="_blank">questo articolo</a>, da noi tradotto qui sotto e parte di una serie da lui firmata su Entrepreneur.com, in cui spiega come la sua dislessia abbia alla fine favorito il modo di comunicare della sua azienda.</p>
<hr />
<div id="attachment_2601" class="wp-caption alignleft" style="width: 340px"><img src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/turning-a-disadvantage-to-your-advantage.jpg" alt="Richard Branson personal branding" title="" width="330" height="211" class="size-full wp-image-2601" /><p class="wp-caption-text">Richard Branson by Mark Royce</p></div><strong>Richard Branson: </strong>Quando qualcosa va storto o ti trovi  in svantaggio, spesso il modo migliore per far fronte alla cosa è trasformare il negativo in positivo. L&#8217;ho imparato presto lottando con la dislessia, un disturbo dell&#8217;apprendimento che colpisce la comprensione della lettura. </p>
<p>Ho lasciato la scuola a 16 anni, in parte a causa della dislessia. Non riuscivo sempre a seguire quello che succedeva, perciò non trovavo interessanti le lezioni e cominciai ad essere distratto. I miei insegnanti pensavano che fossi solo pigro perché allora la gente non capiva molto della dislessia come, invece, accade oggi. </p>
<p>In uno dei miei ultimi giorni di scuola il preside mi disse che sarei finito in prigione oppure sarei diventato un milionario. Quella fu una predizione davvero impressionante, ma per certi aspetti aveva ragione su entrambi i punti!</p>
<p>Quello che era sicuramente vero era che sembrava che io pensassi in modo diverso dai miei compagni di classe, e lo avevo fatto fin da piccolo. Durante gli anni della mia adolescenza fui molto concentrato nel cercare di mettere in piedi un business e creare qualcosa. Nel lasciare la scuola dedicai le mie energie a trasformare la rivista Student in una pubblicazione nazionale e in un&#8217;impresa redditizia.<br />
<span id="more-2600"></span><br />
Negli anni, il mio diverso modo di pensare mi ha aiutato a costruire il Virgin Group e ha contribuito fortemente al nostro grande successo. La mia dislessia ci ha indicato il modo per comunicare con i clienti. Quando avviavamo una nuova compagnia, mi assicuravo che mi fossero mostrati gli annunci e i materiali del marketing. Chiedevo a chi presentava la campagna di leggere ogni cosa ad alta voce, in modo da testare la formulazione e l&#8217;intera idea. Se fossi riuscito a coglierla velocemente, allora era accettabile &#8212; saremmo riusciti a far arrivare il messaggio <strong>solo se fosse stato comprensibile alla prima occhiata</strong>. </p>
<p>Ancora oggi controllo le nostre campagne, perciò abbiamo continuato ad usare un linguaggio ordinario anziché un gergo aziendale. La nostra banca, Virgin Money, non parla di &#8220;servizi finanziari&#8221; o di &#8220;servizi alle imprese principali&#8221;; piuttosto, parliamo di costruire una banca migliore per tutti. Quest&#8217;enfasi sulla semplicità e la chiarezza si estende anche ai valori del nostro brand: le compagnie Virgin significano buon valore, qualità, innovazione, divertimento e un grande customer service. </p>
<p>Quando incontravamo delle sfide, il mio team ed io trovavamo il modo di aggirale. Per molti anni ho diretto il Virgin Group senza sapere la differenza tra profitti netti e lordi &#8212; tenevamo degli strani consigli di amministrazione! Nonostante questi problemi, eravamo tutti capaci di lavorare insieme senza difficoltà perché io avevo imparato l&#8217;arte di delegare fin dall&#8217;adolescenza. Non è un&#8217;abilita che alcuni ottengono facilmente, ma quando sei dislessico devi avere fiducia che gli altri eseguano i compiti al posto tuo, in quei casi che hanno a che vedere con il leggere e lo scrivere, e perciò impari a lasciar andare. </p>
<p>Come imprenditore, ho imparato che circondarmi di persone migliori di me in compiti specifici mi dava vantaggio, perché ero libero di concentrarmi sulle cose in cui ero bravo. Ingaggiavamo persone fantastiche in tutto il Virgin Group per gestire i nostri affari, il che mi dava spazio per pensare creativamente e strategicamente a nuove iniziative e avventure mentre lavoravo per aumentare gli affari.</p>
<p>Non ho riconosciuto pienamente di avere la dislessia finché non sono stato un giovane adulto. A quel tempo sapevo anche che le sfide possono essere la forza che guida al successo. E infatti, uno studio del 2005 ha dimostrato che un imprenditore americano su tre è dislessico, mentre altri studi hanno mostrato che le persone con questa disabilità tendono ad eccellere nello scoprire lo schema e nel cogliere il disegno più grande. Imprenditori come Thomas Edison, Henry Ford, Ted Turner e Charles Schwab avevano tutti la dislessia.</p>
<p>Perciò se sei dislessico è importante che tu non ti conceda di sentirti inferiore solo perché non riesci a sillabare ogni parola nel dizionario. Varia le tue attività e i tuoi interessi così da poter scoprire i tuoi punti forti – nel mio caso, sapevo che volevo creare qualcosa per trasmettere la voce dei giovani e allora significava creare una rivista e un business per pagare i conti.</p>
<p>Si pensa che anche Albert Einstein fosse affetto da questo disturbo dell’apprendimento. Il famoso fisico disse una volta: “È un miracolo che la curiosità sopravviva all’educazione formale”, il che è vero in particolar modo se hai la dislessia. Non essere accademicamente eccezionale non significa che tu non possa essere eccezionale.</p>
<p>Qualunque sfida personale tu debba mai superare, devi essere abbastanza coraggioso da accettare che tu sei diverso. Devi avere il coraggio di fidarti del tuo istinto ed essere pronto a chiederti ciò che le altre persone non si chiedono. Se lo fai, puoi cogliere opportunità che altri perderebbero. Credi in te stesso e usa tutto ciò che puoi – ostacoli inclusi – per spingerti lungo la strada verso il successo. Chissà cosa potresti realizzare?</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2012/come-trasformare-uno-svantaggio-in-un-vantaggio-parola-di-richard-branson/">Come trasformare uno svantaggio in un vantaggio, parola di Richard Branson</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/hp-U77YytW0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>The Golden Voiced: il senzatetto Ted Williams, un anno dopo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalBrandingOnline/~3/aEFSadfeBBU/</link>
		<comments>http://www.personalbranding.it/2012/the-golden-voiced-il-senzatetto-ted-williams-un-anno-dopo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 09:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Guerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione Online]]></category>
		<category><![CDATA[beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[senzatetto]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
		<category><![CDATA[Ted Williams]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p>Ricordi di Ted Williams? Ted Williams è The Golden Voiced, il senzatetto dalla voce radiofonica che, per l’effetto virale di Youtube, in una manciata di giorni è arrivato all’attenzione di un pubblico enorme.

La Rete gli ha dato una popolarità tale da essere sottratto alla strada e lanciato come speaker radiofonico sotto contratto.
Adoro questa storia perché [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2012/the-golden-voiced-il-senzatetto-ted-williams-un-anno-dopo/">The Golden Voiced: il senzatetto Ted Williams, un anno dopo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordi di Ted Williams? Ted Williams è <strong>The Golden Voiced</strong>, il senzatetto dalla voce radiofonica che, per l’effetto virale di Youtube, in una manciata di giorni è arrivato all’attenzione di un pubblico enorme.<br />
<object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iv-F5JnnGo0?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iv-F5JnnGo0?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
La Rete gli ha dato una popolarità tale da essere sottratto alla strada e lanciato come <strong>speaker radiofonico sotto contratto</strong>.<br />
Adoro questa storia perché dimostra quanto quello che ti rende unico sia la vera ragione per il tuo successo.<br />
Senza più un tetto Ted si riduce a chiedere la carità, ma il suo asset principale, la sua voce gli è rimasta, anche quando ha perso tutto&#8230;</p>
<h3>Come è andata a finire?</h3>
<p>Amo molto seguire le storie <strong>dopo</strong> che sono state abbandonate dai media&#8230;<br />
A chi come me si chiede se il suo sia stato un successo passeggero, lui risponde con i fatti: nell’arco di poco più di un anno Ted si è riconciliato con sua madre e sua figlia, si è ripulito dalle sue dipendenze ed è stato <strong>molto occupato a lavorare</strong> con Entertainment Tonight e come voice over per Kraft, oltre che come speaker radiofonico.<br />
Mi entusiasma vedere come Ted ora sia grato per la sua fortuna e mostri orgoglioso la sua nuova casa, con il caminetto e la cabina armadio, che all’occorrenza trasforma in studio di registrazione.<br />
<span id="more-2577"></span><br />
<object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6_gnf-RaoII?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6_gnf-RaoII?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3>Homeless, wikipedia e un libro</h3>
<p>La storia di Ted è diventata così popolare che qualcuno si è anche occupato di dedicargli una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ted_Williams_(voice-over_artist)" title="Ted Williams: personal brand da senzatetto a wikipedia" target="_blank">pagina su Wikipedia</a>.<br />
Come se non bastasse, Ted ha pubblicato un libro sulla sua storia, scritto insieme al giornalista del New York Times e autore di best sellers Bret Witter.<br />
<a href="http://www.amazon.it/gp/product/1592407145/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&#038;tag=centenaroit-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=1592407145" title="Il libro di Ted Williams" target="_blank"><br />
<img src="http://www.personalbranding.it/wp-content/uploads/Screen-Shot-2012-09-03-at-11.02.55-AM.png" alt="Il libro di the the golden voiced" title="" width="328" height="496" size-full wp-image-2583" /></a></p>
<h3>Sviluppo di una reputazione online</h3>
<p>È proprio il caso di dire che Ted vive, anzi, ha ricominciato a vivere, sviluppando anche un proprio Personal Brand (vedi il sito personale) e che il suo è un esempio di come, ormai, Internet sia più una fonte di opportunità che di pericoli.<br />
Spesso leggiamo esempi terrorizzanti di persone finite online per problemi seri, la cui reputazione online è rovinata da fatti gravi, talvolta anche senza alcuna  responsabilità. Come ripetiamo nei <a href="http://www.personalbranding.it/eventi/" title="Corsi sul Personal Branding con Luigi Centenaro">nostri corsi</a>, su Internet è impossibile non esserci, nel male, ma anche nel bene!<br />
Ted è un esempio per tutti coloro (e purtroppo sono ancora molti) che sono spaventati dalla rete e temono di venirne risucchiati, rischiando la propria reputazione. Nel web ormai si è coinvolti che lo si voglia o no: come è successo a Ted che sulla rete ci è finito inconsapevolmente pur ignorandone l’esistenza.</p>
<h3>Personal Branding e beneficenza</h3>
<p>Mi fa anche piacere vedere come Ted abbia utilizzato la Rete, che ora usa per condividere i suoi messaggi di speranza e promuovere iniziative social con cui fa beneficenza (con l’<a href="http://www.popeater.com/2011/01/07/ted-williams-homeless-kraft-video/" title="Personal Branding e beneficenza" target="_blank">iniziativa Kraft per lo scorso San Valentino</a>, la “voce d’oro” di Ted ha aiutato a donare confezioni gratuite di Mac and Cheese all’associazione Feeling America, che gli sta molto a cuore).<br />
Una reputazione forte come “the homeless with the Golden Voice” non potrebbe alla lunga rivelarsi stretto o sconveniente per Ted? Qualcuno se lo domanda; a queste persone rispondo che la voce e la storia di Ted rendono autentico il suo brand, e se vi rimarrà congruente, magari affiancando alla sua carriera uno stile low profile e l’impegno nel sociale, difficilmente il brand lo schiaccerà.</p>
<p>La sua vicenda rafforza la mia convinzione che una personalità e un talento autentici possono trasformare la Rete in una grande opportunità; se poi si considera che il grande successo riscosso da Ted è stato del tutto casuale e senza alcuna strategia, vien da se che la forza del web potrebbe risultare ancora più vantaggiosa con lo sviluppo di un <a href="http://www.personalbranding.it/personal-branding-online/" title="Consulenza di Personal Branding" target="_blank">Personal Branding ben strutturato</a>, capace di valorizzare i punti forti e di allontanare i timori dai punti deboli.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.personalbranding.it/2012/the-golden-voiced-il-senzatetto-ted-williams-un-anno-dopo/">The Golden Voiced: il senzatetto Ted Williams, un anno dopo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.personalbranding.it">PersonalBranding.it - Il Personal Branding in Italia</a>.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalBrandingOnline/~4/aEFSadfeBBU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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