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	<title>Pescara Music Zone</title>
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	<description>Pescara Music Zone:  Underground&#62;&#62; Lifestyle&#62; cUltura&#62;&#62;&#62; Concerti&#62;&#62;&#62;&#62;&#62; Recensioni</description>
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		<title>Il migliore dei mondi possibili: speranze e certezze nel nuovo album di Danilo Di Florio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 10:44:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giunto al terzo disco in studio, il cantautore abruzzese torna sulle scene con un lavoro di matrice pop rock per alcuni aspetti intimista, per altri invece più estroverso, il tutto arricchito da melodie fresche ed accattivanti. Genere: pop-rock Label: Music Force Distribuzione fisica: Discover Distribuzione digitale: Believe Digital Spotify https://open.spotify.com/album/2Oj4qUK4Jm0cELGFZJLRd6 Esce il nuovo album di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  wp-image-90 aligncenter" src="https://dischiparlanti.files.wordpress.com/2017/11/danilo-di-florio-albumcopertina.jpg?w=548&#038;h=550" alt="Danilo Di Florio - AlbumCopertina" width="548" height="550" /></p>
<p align="CENTER"><i><b> Giunto al terzo disco in studio, il cantautore abruzzese torna sulle scene con un lavoro di matrice pop rock per alcuni aspetti intimista, per altri invece più estroverso, il tutto arricchito da melodie fresche ed accattivanti.</b></i></p>
<p align="CENTER">Genere: pop-rock</p>
<p align="CENTER">Label: Music Force</p>
<p align="CENTER">Distribuzione fisica: Discover</p>
<p align="CENTER">Distribuzione digitale: Believe Digital</p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><span lang="en-US"><b>Spotify </b></span><span lang="zxx"><u><a href="https://open.spotify.com/album/2Oj4qUK4Jm0cELGFZJLRd6"><span lang="en-US"><b>https://open.spotify.com/album/2Oj4qUK4Jm0cELGFZJLRd6</b></span></a></u></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">Esce il nuovo album di <b>Danilo Di Florio </b>dal titolo<b> </b><i><b>Il migliore dei mondi possibili</b></i>.</p>
<p align="CENTER">Undici brani di matrice <b>pop-rock</b>, molto ritmati, per un lavoro che risuona di messaggi positivi, come da title-track. Per alcuni aspetti intimista, per altri invece più estroverso, il tutto impreziosito da melodie facilmente orecchiabili e originali.</p>
<p align="CENTER">Registrato, mixato e prodotto tra l’inverno e l’estate di questo 2017 da <b>Umberto Cinalli</b>, è il terzo lavoro in studio di del cantautore teatino,<b> </b>autore e compositore di tutti i brani.</p>
<p align="CENTER">La band che accompagna Di Florio nel live tour è composta da <b>Kevin Baldini</b> alla batteria,<b> Nicola Attimonelli </b>al<b> </b>basso e<b> Marco Cirelli </b>alla<b> </b>chitarra elettrica.</p>
<p align="CENTER"><i><b>Il migliore dei mondi possibili</b></i> è disponibile su tutti i principali digital store con distribuzione <b>Believe Digital</b> e in distribuzione fisica con <b>Discover</b>.</p>
<p align="CENTER">Per presentare il disco, il cantautore abruzzese ha scelto l&#8217;omonimo singolo/videoclip. Girato nel centro di Roma, capitale della bellezza, dove il fascino metropolitano dell’arte antica si scontra con il traffico moderno insieme a tutti gli elementi che lo caratterizzano. Niente meglio della città eterna avrebbe potuto rappresentare l’idea che “<i>il migliore dei mondi possibili/ siamo noi/il migliore dei mondi possibili/ abbiamo noi </i>”</p>
<p align="CENTER"><i><b>Il migliore dei mondi possibili –</b></i> <span lang="zxx"><u><a href="https://youtu.be/vNw46SFqAL8" target="_blank" rel="noopener"><b>https://youtu.be/vNw46SFqAL8</b></a></u></span><b> </b></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><b>Video Credits</b></p>
<p align="CENTER">Soggetto: Danilo Di Florio<br />
Regia: Simone Spoltore PHOTO DIGITAL SERVICE</p>
<p align="CENTER">Montaggio: Gennaro Toscano</p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><span lang="zxx"><span lang="en-US">Soundcloud:</span></span><u> </u><span lang="zxx"><u><a href="https://soundcloud.com/danilo-di-florio/sets/il-migliore-dei-mondi-possibili">https://soundcloud.com/danilo-di-florio/sets/il-migliore-dei-mondi-possibili</a></u></span></p>
<p align="CENTER">Fanpage <span lang="zxx"><u><a href="https://www.facebook.com/danilodiflorio.cantautore/">https://www.facebook.com/danilodiflorio.cantautore/</a></u></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><b>Tracklist</b></p>
<p align="CENTER">1. Una canzone semplice</p>
<p align="CENTER">2. Il migliore dei mondi possibili</p>
<p align="CENTER">3. L’albero del bene e del male</p>
<p align="CENTER">4. Corri già</p>
<p align="CENTER">5. Un’estate normale</p>
<p align="CENTER">6. Sono io</p>
<p align="CENTER">7. Il mio tempo</p>
<p align="CENTER">8. Le cose che ho visto</p>
<p align="CENTER">9. Un’abitudine</p>
<p align="CENTER">10. Una finestra sul cielo</p>
<p align="CENTER">11. Dal mare</p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><b>B</b><b>iografia</b></p>
<p align="CENTER">Danilo Di Florio nasce il 30 Luglio 1977 a Roma ma da sempre vive a Paglieta, un piccolo</p>
<p align="CENTER">paese in provincia di Chieti. Cantante, musicista e compositore, sin da giovanissimo si avvicina dapprima alla chitarra e poi al pianoforte, ispirato dalle melodie e dai testi di storici cantautori italiani come Battisti, De Gregori, Dalla e Carboni. Durante i suoi primi anni di studi universitari alla facoltà di Lettere e Filosofia, Danilo Di Florio inizia invece a dar vita ai suoi primi testi e a comporre brani.</p>
<p align="CENTER">Il 2001 segna l’inizio di una sua lunga ed incessante produzione musicale, che vede la luce nel primo studio di registrazione di Danilo, realizzato in una piccola cantina di una proprietà di famiglia. La parrocchia del paese funge poi da primo palcoscenico, aneddoto che lui stesso ricorda con tenerezza e che inaugura una carriera live intensa a fortunata, che lo porta nel corso degli anni a calcare i palchi di numerose rassegne e festival musicali.</p>
<p align="CENTER">Dopo il debut album “Scateniamoci” del 2015, nell’Aprile del 2016 esce per la label bolognese Areasonica Records il secondo lavoro discografico “Evitiamo i Sabati”, un album curato nei minimi dettagli e suonato dalla stessa band che lo accompagna nelle esibizioni live. Nel novembre 2016 partecipa al Tour Music Fest a Roma dove ottiene forti apprezzamenti da parte della giuria con la presentazione del singolo “Evitiamo i sabati”. Il 1 dicembre a Bologna presenta in anteprima, in versione acustica, con la nuova band, l’album “Evitiamo i Sabati”, riproposto poi nel music club Parco Diocleziano di Lanciano il 6 febbraio 2017 e il 6 maggio a Paglieta in un contest locale.</p>
<p align="CENTER">Durante l’estate 2017 partecipa come finalista al BIM MUSIC NETWORK, rassegna nazionale il cui presidente è Mogol. A novembre 2017 esce per la label Music Force “Il Migliore Dei Mondi Possibili”, terzo lavoro discografico per il cantautore abruzzese. La nuova band che accompagna Danilo Di Florio nelle esibizioni live è formata, oltre che dal cantautore, da Kevin Baldini alla batteria, Nicola Attimonelli al basso, Marco Cirelli alla chitarra elettrica.</p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><b>Contatti</b></p>
<p align="CENTER"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.facebook.com/BlobAgency">www.facebook.com/BlobAgency</a></u></span></p>
<p align="CENTER"><span lang="zxx">antipop.project@gmail.com</span></p>
<p align="CENTER">Frank Lavorino 339 6038451</p>
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		<title>Given To Rock:   &#8220;Le interviste terribbbili&#8221;!!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2013 13:47:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel quartier generale di Given to rock abbiamo detto basta alle interviste tradizionali! E’ ora di smetterla con domande banali e prevedibili… é tempo di fare tutte le domande piú inopportune e sconclusionate che ci passano per la testa! Presentiamo, quindi, la nuova rubrica: “Le interviste terribbbili”! Il primo esperimento é andato piú che bene, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg"><img data-attachment-id="98" data-permalink="https://pescaramusiczone.wordpress.com/2013/10/26/given-to-rock-le-interviste-terribbbili/given-to-rock/" data-orig-file="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg" data-orig-size="960,353" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="given to rock" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=580" class="aligncenter  wp-image-98" alt="La nuova rubrica di Given to rock, &quot;Le interviste terribbbili&quot;" src="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=470&#038;h=173" width="470" height="173" srcset="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=470&amp;h=173 470w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=940&amp;h=346 940w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=150&amp;h=55 150w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=300&amp;h=110 300w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/given-to-rock.jpg?w=768&amp;h=282 768w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">Nel quartier generale di <b>Given to rock</b> abbiamo detto basta alle interviste tradizionali! E’ ora di smetterla con domande banali e prevedibili… é tempo di fare tutte le domande piú inopportune e sconclusionate che ci passano per la testa! </span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">Presentiamo, quindi, la nuova rubrica: “<b>Le interviste terribbbili</b>”!</span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">Il primo esperimento é andato piú che bene, perché la <b>band</b> in questione era quasi piú fuori di testa di noi. I <b>Superhorrorfuck</b> hanno risposto con ironia alle terribili domande che gli abbiamo proposto. Vi do un’anticipazione: ecco una delle domande che abbiamo formulato alla band (con la relativa risposta, ovviamente): </span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;"><b>&#8211; Se poteste infliggere una tortura al vostro peggior nemico, legandolo ad una sedia e facendogli ascoltare un disco per 24 ore di fila a volume abominevole, quale disco gli fareste ascoltare?</b></span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">&#8211; Naturalmente il nostro primo schifosissimo <b>album</b> &#8220;<b>Horrorchy</b>&#8220;!!! Se qualcuno non crede alla nostra &#8220;storiella&#8221; dei morti e risorti, provi ad ascoltarsi in successione i nostri tre album, e si renderà conto che nel 2005, appena tornati in vita, eravamo talmente freschi di trapasso che non avevamo il minimo controllo dei nostri corpi&#8230; E il risultato è quell&#8217;album suonato, ma soprattutto cantato, in una maniera che solo un cadavere ancora irrigidito può fare&#8230;</span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">Ecco il link se volete leggere l’intervista integrale: </span></span></p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.giventorock.com/2013/10/le-interviste-terribbbili.html"><span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.giventorock.com/2013/10/le-interviste-terribbbili.html</span></span></span></span></a><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">.</span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;"><b>Giventorock.com</b> é questo e molto altro: <b>recensioni dischi</b>, <b>live report</b>, <b>classifiche</b>, <b>playlist</b>, <b>curiositá</b>, <b>opinioni </b>e, ultimo ma non meno importante, la rubrica de “<b>il demolitore</b>” che giudica in maniera brutale alcuni album che hanno fatto la storia della musica… senza alcuna pietá, ovviamente. Durante l’ultimo mese sono stati recensiti, tra gli altri, gli ultimi live dei <b>Metallica</b> e <b>Megadeth</b>, i nuovi dischi di <b>Pearl Jam</b>, <b>Dream Theater</b>, <b>Alter Bridge</b> e <b>Motorhead</b>, e alcuni dischi e di <b>band emergenti</b>. Il tutto condito da un pizzico di ironia e senza mai prenderci troppo sul serio.</span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">Ready to rock? </span></span></p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.giventorock.com/"><span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;"><span style="text-decoration:underline;">www.giventorock.com</span></span></span></span></a></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;">Non dimenticate di seguirci anche sui social media:</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><a href="https://twitter.com/Giventorock"><span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;"><span style="text-decoration:underline;">https://twitter.com/Giventorock</span></span></span></span></a></p>
<p align="CENTER"><a href="https://www.facebook.com/giventorock"><span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:large;"><span style="text-decoration:underline;">https://www.facebook.com/giventorock</span></span></span></span></a></p>
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		<title>Gianluca Torelli aka Alvaro Van Houten &#8211; ”Pio Wan Kenobi Approves this”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2013 13:06:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Eschi Mese Strani personaggi si aggirano per l’Abruzzo, uno di questi è Gianluca Torelli, in arte ALVARO VAN HOUTEN, con una visione personalissima su tutto, a partire dalla foltissima produzione di materiale homemade e rigorosamente autoprodotto, come il suo “Pio Wan Kenobi Approves This”(2012). 11 tracce che si dividono fra cantato italiano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="https://i0.wp.com/f0.bcbits.com/img/a2878708772_2.jpg" width="350" height="350" /></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:large;">A cura di <i><b>Eschi Mese</b></i></span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Strani personaggi si aggirano per l’<b>Abruzzo</b>, uno di questi è <b>Gianluca Torelli</b>, in arte <b>ALVARO VAN HOUTEN</b>, con una visione personalissima su tutto, a partire dalla foltissima produzione di materiale homemade e rigorosamente autoprodotto, come il suo “<b>Pio Wan Kenobi Approves This</b>”(2012). 11 tracce che si dividono fra cantato italiano ed inglese, un fare barrettiano, molto freak e aperto ad ogni tipo di connubio. Di base “Pio Wan Kenobi” è un&#8217;opera <b>cantautoriale</b> che stupisce per quantità di input, rimandi e ironia che attraversano i brani. </span></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Difficile trovare qualcosa di simile: la sensazione che il delirio sia dietro l’angolo comincia a concretizzarsi in brani come “<b>Sandra e Raimondo sexual intercourse</b>” e prosegue nella lunga e super hippie “<b>Fuck a Goat</b>”. La sognante “<b>Turn her off</b>” precede la canzone che rimescola le carte in tavola,“<b>I am the reaper</b>”: 5 minuti di meravigliosa sofferenza, sospiri, uccelli che cantano in giardino ed un giro di chitarra sghembo e malfermo che sostiene un cantato a metà tra auto confessioni e richieste d’aiuto. Brano capolavoro e ben architettato. Segue un brano in italiano, “<b>Divanodorato</b>”, che lascia il segno grazie al suo testo forte e diretto.</span></span></p>
<p lang="" style="text-align:center;" align="CENTER"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="" src="https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/994150_10151430319411394_1125986300_n.jpg" width="403" height="403" /></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Bella la prova di Alvaro, qui potete ascoltare tutto il disco: </span></span><a href="http://gianlucatorelliakaalvarovanhouten.bandcamp.com/album/pio-wan-kenobi-approves-this"><span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="text-decoration:underline;">http://gianlucatorelliakaalvarovanhouten.bandcamp.com/album/pio-wan-kenobi-approves-this</span></span></span></span></a></p>
<p lang="" align="CENTER"> “<span style="font-family:Verdana, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Pio Wan Kenobi” è un disco particolare e se state cercando sentieri nuovi, originali, Alvaro è sicuramente maestro in questo, ricercando quella libertà e ironia da cantautore attraverso una personalissima interpretazione della musica e della realtà in generale. Artista a tutto tondo, assolutamente da seguire!</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><iframe width="450" height="120" style="position: relative; display: block; width: 450px; height: 120px;" src="//bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=593138262/size=medium/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/t=7/" allowtransparency="true" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://www.facebook.com/pages/Gianluca-Torelli-aka-Alvaro-Van-Houten/90055211393">https://www.facebook.com/pages/Gianluca-Torelli-aka-Alvaro-Van-Houten/90055211393</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://soundcloud.com/meanwhileintherealworld/sets/pio-wan-kenobi-approves-this">https://soundcloud.com/meanwhileintherealworld/sets/pio-wan-kenobi-approves-this</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>B.T.H (Band To Hate) &#8211; &#8220;Spaghetti Hardcore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 16:38:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Oliver Ax Quando si ascolta un lavoro come Spaghetti Hardcore , e non si e&#8217; familiari al genere, bisogna lasciar da parte i pregiudizi, così da non viziare il commento con una giustificata impulsività, dovuta a quella sensazione di ipersensibilità che ha l&#8217;epidermide quando si accappona. E&#8217; necessario tenere conto, ai fini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="" src="https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/529905_323230667731290_1823244348_n.jpg" width="576" height="432" /></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;"><span style="color:#222222;">A cura di </span><span style="color:#222222;"><i><b>Oliver Ax</b></i></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;">Quando si ascolta un lavoro come </span><span style="color:#222222;"><b>Spaghetti Hardcore</b></span><span style="color:#222222;"> , e non si e&#8217; familiari al genere, bisogna lasciar da parte i pregiudizi, così da non viziare il commento con una giustificata impulsività, dovuta a quella sensazione di ipersensibilità che ha l&#8217;epidermide quando si accappona. E&#8217; necessario tenere conto, ai fini del imparzialità, dell&#8217; habitat naturale in cui milita questa band. E&#8217; un mondo fatto di caos, lercio e rumoroso in tutte le sue forme. Disarmonico e stonato, nel miglior stile </span><span style="color:#222222;"><b>punk</b></span><span style="color:#222222;">, il canto sfocia rabbioso e confuso. Sembra marcire nella bocca del frontman per poi essere vomitata in faccia ad un pubblico che inevitabilmente si spintona eccitato, dimenandosi in un macello di carni intrecciate e aspro sudore. Ci s&#8217;immagina senza difficoltà un club tinteggiato di rosso, dall&#8217;aria soffocante, frequentato da clienti scalmanati e dalle rasature diseguali. Cani e lividi abbondano in questa atmosfera in cui i </span><span style="color:#222222;"><b>B.T.H.</b></span><span style="color:#222222;"> fanno prolificare la propria creatività come fosse una provetta contenente dei pericolosissimi batteri di un raro ceppo di Ebola. </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;">Ritmi supersonici scandiscono il tempo di questo </span><span style="color:#222222;"><b>Ep</b></span><span style="color:#222222;">. Potenti e dolorose, le rullate sulle pelli, fanno vibrare le finestre come se fuori ci fosse la guerra, ma il conflitto a fuoco, esplode imperioso all&#8217;interno, grazie a canzoni come &#8220;</span><span style="color:#222222;"><b>What&#8217;s inside you</b></span><span style="color:#222222;">&#8221; e &#8220;</span><span style="color:#222222;"><b>Borderline</b></span><span style="color:#222222;">&#8220;. I loro brevissimi assoli di chitarra, sciamano con il suono di milioni di vespe che continuano, a traccia conclusa, a ronzare frenetiche nella testa. Il canto beffardo, sembra prendere in giro l&#8217;ascoltatore nel più assoluto menefreghismo, classico dello stile che vogliono imitare. &#8220;</span><span style="color:#222222;"><b>Tommy the Beatle</b></span><span style="color:#222222;">&#8221; possiede un sound saltellante e una melodia che ricorda le vecchie canzoni </span><span style="color:#222222;"><b>Hardcore </b></span><span style="color:#222222;">di stampo germanico. Anche il testo viene pronunciato istintivamente e con furibonda durezza. La discutibile introduzione di &#8220;</span><span style="color:#222222;"><b>Camping Warwfare</b></span><span style="color:#222222;">&#8221; chiude con un ultima provocazione questo sanguinolento lavoro. Il brano e&#8217; simile ad una raffica di proiettili sparati da un mitra a canne rotanti da un pazzo senza coscienza ne religione. La formula stilistica quindi non cambia, avvalorando l&#8217;etichetta di &#8220;scalmanati&#8221; che precede i </span><span style="color:#222222;"><b>Band To Hate</b></span><span style="color:#222222;">, letteralmente un band da odiare. </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;">In conclusione si può affermare che ci vuole coraggio e stomaco di ferro per digerire questo complesso, ma nel loro mondo fatto di rumore e cherosene sono delle scintille che forse si trasformeranno in brutale incendio, che dilagherà affamato e feroce nel inquietante circuito sotterraneo dell&#8217; </span><span style="color:#222222;"><b>Hardcore</b></span><span style="color:#222222;">.</span></span></span></p>
<p style="text-align:center;"><iframe class="youtube-player" width="580" height="327" src="https://www.youtube.com/embed/WiQi1PhpwI0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://www.facebook.com/BTHband">https://www.facebook.com/BTHband</a></p>
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		<title>Fake Heroes &#8211; la semplicità al potere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 11:57:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Oliver Ax Fake Heroes, e&#8217; un progetto consistente che poggia con intelligenza su solide e accurate basi propedeutiche. Senza nemmeno ascoltarli, si ha subito l&#8217;impressione di trovarsi di fronte ad un gruppo con idee chiare e ambiziose mire espansionistiche. Sembrano infatti catalizzare in loro tutte le regole fondamentali richieste dallo show business [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="" src="https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/540976_339362312850761_639129210_n.jpg" width="576" height="383" /></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:large;"><span style="color:#222222;">A cura di </span><span style="color:#222222;"><i><b>Oliver Ax</b></i></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;"><i><b>Fake Heroes</b></i></span><span style="color:#222222;">, e&#8217; un progetto consistente che poggia con intelligenza su solide e accurate basi propedeutiche. Senza nemmeno ascoltarli, si ha subito l&#8217;impressione di trovarsi di fronte ad un </span><span style="color:#222222;"><b>gruppo</b></span><span style="color:#222222;"> con idee chiare e ambiziose mire espansionistiche. Sembrano infatti catalizzare in loro tutte le regole fondamentali richieste dallo </span><span style="color:#222222;"><b>show business</b></span><span style="color:#222222;"> per quanto riguarda il </span><span style="color:#222222;"><b>rock</b></span><span style="color:#222222;"> moderno ed alternativo.</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;">Gli elementi che compongono questa </span><span style="color:#222222;"><b>band</b></span><span style="color:#222222;">, hanno un look tetro e propongono video dalle immagini oscure e inquietanti, che vengono però fluidificate, da atmosfere cariche di sentimento ed energia. Non è difficile immaginarli ad un </span><span style="color:#222222;"><b>concerto</b></span><span style="color:#222222;">, mentre fanno tabula rasa di ogni onda celebrale presente in sala. Di fatto, al primo ascolto, i </span><span style="color:#222222;"><i><b>Fake Heroes</b></i></span><span style="color:#222222;">, ti lasciano con la bocca aperta e gli occhi sgranati, con quell&#8217;espressione leggermente inebetita di chi ha appena assistito a qualcosa di non comune, o comunque, al di fuori di ogni aspettativa. </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;">La cosa che colpisce subito l&#8217;ascoltatore è la voce principale del </span><span style="color:#222222;"><b>gruppo</b></span><span style="color:#222222;">, decisiva ed importante soprattutto nelle parti acute. Anche se la pronuncia non è quella di un ragazzo di </span><span style="color:#222222;"><b>Manchester</b></span><span style="color:#222222;">, il particolare timbro vocale non può lasciare indifferente. Si potrebbe dire, per cercare un paragone, che abbia fatto colazione con latte, cereali e </span><span style="color:#222222;"><b>Bon Jovi</b></span><span style="color:#222222;">. Quando estende le proprie corde vocali, la somiglianza con la sopracitata leggenda è davvero indiscutibile. Il resto della formazione, segue con criterio la strada armonica spianata dal talentuoso vocalist. Nessuno fa più del dovuto e a buon ragione perché si sa che le cose semplici, se fatte bene, possono rendere tanto. Al contrario, differenti arrangiamenti musicali, potrebbero trasformare il tutto in una sorta pastrocchio esasperante. In alcune tracce, sono particolarmente pregevoli le partiture di chitarra, graffianti e mai esagerate. La sezione ritmica, infondo, non è da meno e propone un muro sonoro molto dinamico, ma non troppo articolato.</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#222222;">In definitiva, dovrebbe essere proibito per legge suonare dopo i </span><span style="color:#222222;"><i><b>Fake Heroes</b></i></span><span style="color:#222222;">. Si rischierebbe il collasso cardiaco per cercar di non essere da meno. E&#8217; certo che dopo il loro devastante passaggio, non solo l&#8217;erba potrebbe non crescere mai più, ma gli stessi atomi dovrebbero far attenzione a non essere infine polverizzati.</span> </span></span></p>
<p style="text-align:center;"><iframe class="youtube-player" width="580" height="327" src="https://www.youtube.com/embed/tadbhgDm9jg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://www.facebook.com/fakeheroes.band" target="_blank">http://www.fakeheroes.eu/</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://www.facebook.com/fakeheroes.band" target="_blank">https://www.facebook.com/fakeheroes.band</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sonic Flowers &#8211; &#8220;In Altitudine&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 14:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Chiara Callegari Nonostante il loro nome regali alla nostra mente un’immagine colorata, i Sonic Flowers suonano un alternative rock assolutamente disilluso con melodie che lasciano una scia “languida”. In attivo dal 2011, dopo la caccia al rifugio dell’arte, i quattro componenti dei SF, Giovanni Amicone alla voce, Alessio D&#8217;Ascenzo al basso, Daniele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="" src="https://i0.wp.com/sphotos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/282031_429024817156257_1193568419_n.jpg" width="538" height="254" /></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size:large;">A cura di <i><b>Chiara Callegari</b></i></span></p>
<p align="CENTER">Nonostante il loro nome regali alla nostra mente un’immagine colorata, i <i><b>Sonic Flowers</b></i> suonano un <b>alternative rock</b> assolutamente disilluso con melodie che lasciano una scia “languida”. In attivo dal 2011, dopo la caccia al rifugio dell’arte, i quattro componenti dei SF, <i><b>Giovanni Amicone</b></i> alla voce, <i><b>Alessio D&#8217;Ascenzo</b></i> al basso, <i><b>Daniele D&#8217;Ascenzo</b></i> alla chitarra e <i><b>Marco D&#8217;Aulerio</b></i> alla batteria si sono messi all’opera nell’intento di creare qualcosa di potente in modo da poter emergere da quella schiera di <b>gruppi indie</b> del “già sentito”; In effetti il <b>quartetto</b> non è ancora riuscito totalmente a discostarsi da questa suddetta schiera, una pecca che non esclude però di trovare dei pezzi buoni.</p>
<p align="CENTER">Il loro <b>EP</b> d’esordio s’intitola <b>“</b><i><b>In Altitudine</b></i><b>”</b>, cinque brani <b>rock</b> in cui si mescolano una chitarra potente, riff orecchiabili ed una voce acerba e flemmatica che raggiunge quel temperamento giusto in grado di assemblare tutto in maniera perfetta. Testi che evidenziano l’appartenenza ad una generazione sempre più anonima e alla ricerca di punti di riferimento, fino a passare per la poetica “<b>non sense</b>” dal carattere straniante come il brano “<i><b>Il delirio del presidente Schreber</b></i>”. Le loro canzoni sono dei veri e propri immaginari ipnotici, un <b>rock</b> “sporco” rigorosamente <b>anni 90’</b> molto presente nel pezzo “<i><b>Numero 5</b></i>” e in cui non è difficile ritrovare un <b>suono</b> ispido grazie all’utilizzo del distorsore e la presenza di un feedback acustico ghiacciante. La loro <b>musica</b> gioca costantemente in bilico tra rifiuto ed attrazione, lo stile è caratterizzato anche da inestricabili rimandi melodici come nel brano “<i><b>Nuova pace</b></i>”, incorniciati da un suono aspro come nel pezzo che prende il nome dell’<b>EP </b>stesso, “<i><b>In Altitudine</b></i>”.</p>
<p style="text-align:center;" align="CENTER"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="" src="https://i0.wp.com/sphotos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/406281_406093039449435_382830800_n.jpg" width="415" height="392" /></p>
<p align="CENTER">Cinque brani correlati tra loro e suonati con una tecnica quasi impeccabile, ne esce così un suono curato grazie anche al mastering fatto dal famoso musicista e produttore <b>James Plotkin</b>. Quello dei <i><b>Sonic Flowers</b></i> è un EP random, formato da tanti elementi identici che purtroppo fanno perdere un bel po’ di lucentezza al prodotto finale ma che non oscurano la bravura dei componenti; non rimane che augurar loro buona fortuna!</p>
<p style="text-align:center;"><iframe class="youtube-player" width="580" height="327" src="https://www.youtube.com/embed/q3bSqbxxU8g?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://it-it.facebook.com/pages/Sonic-Flowers/195897570468984" target="_blank">http://it-it.facebook.com/pages/Sonic-Flowers/195897570468984</a></p>
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		<title>Finezza e complessità: Edith A.u.f.n. da Chieti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 15:22:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[   di Michele Petrovich Si dice in genere che l&#8217;esordio sia un territorio ogni volta inesplorato,per quanto sia vera quest&#8217;affermazione,diciamo che in questo caso gli Edith A.u.f.n si adattano a questo &#8220;nuovo ambiente&#8221; come un esploratore attento e navigato. L&#8217;album omonimo della band teatina già ad un primo ascolto colpisce subito l&#8217;orecchio per la finezza e la paziente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="68" data-permalink="https://pescaramusiczone.wordpress.com/2013/02/25/finezza-e-complessita-edith-a-u-f-n-da-chieti/black2/" data-orig-file="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg" data-orig-size="3648,2736" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;FinePix S1000fd&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1245059762&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.9&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.013333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="edith a.u.f.n." data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=580" class="alignnone size-full wp-image-68" alt="edith aufn - band chieti" src="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=580&#038;h=435" width="580" height="435" srcset="https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=580&amp;h=435 580w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=1160&amp;h=870 1160w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=300&amp;h=225 300w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=768&amp;h=576 768w, https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/black2.jpg?w=1024&amp;h=768 1024w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>   di Michele Petrovich</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em></em></strong>Si dice in genere che l&#8217;esordio sia un territorio ogni volta inesplorato,per quanto sia vera quest&#8217;affermazione,diciamo che in questo caso gli <em><strong>Edith A.u.f.n</strong></em> si adattano a questo &#8220;nuovo ambiente&#8221; come un esploratore attento e navigato. L&#8217;album omonimo della <strong>band teatina</strong> già ad un primo ascolto colpisce subito l&#8217;orecchio per la finezza e la paziente laboriosità degli arrangiamenti e della produzione,essendo un operato per altro autoprodotto,particolare da non poter non segnalare nell&#8217;immediato. Intraprendenti per quanto riguarda la realizzazione della struttura-canzone,già dalla prima traccia &#8220;nel selvatico&#8221; esce allo scoperto un atteggiamento introspettivo che ricrea quella dimensione onirica dove la presenza di un sinuoso flauto traverso,affiora alla mente <strong><em>Ian Anderson</em></strong> nel suo periodo prog,e una voce fluttuante che fraziona la compatta realtà musicale in un pulviscolo rendono l&#8217;atmosfera totalmente sospesa. &#8220;Il brano&#8221;, secondo il mio modesto parere,da segnalare in assoluto è <strong><em>&#8220;mesmer&#8221;</em></strong>; marziale e travolgente in egual modo si apre con un delicatissimo arpeggio di chitarra accompagnato in sottofondo da un delay leggero ricreando una sonorità posta all&#8217;interno di uno spazio senza tempo dove immaginazione e creatività s&#8217;incontrano stringendosi con grande phatos. Fa breccia nel pezzo una poderosa scarica elettrostatica che orienta spiazzando ancora di più l&#8217;ascoltatore per l&#8217;assetto che canalizza nella giusta direzione un flusso di energia dal grosso potenziale. L&#8217;epilogo strumentale è incisivo e vibrante,le sovraincisioni calzano a pennello,credo potrebbe far esclamare &#8220;WOW&#8221; a molti fan dei <em><strong>Verdena</strong></em>. Risonanze più aggressive e sferzanti vengono racchiuse in <strong><em>&#8220;N.H.A.U.N.T&#8221; </em></strong>dove un muro di chitarre all&#8217;unisono con il basso stipula un accordo interlocutorio con la linea percussiva giungendo ad un&#8217;ennesima apertura dai suoni rarefatti e crepuscolari. Il finale urlato e fragoroso sono l&#8217;acme del pezzo carico di tensione che fa trasparire,seppur in modo ermetico,il contenuto testuale di un amore disperato e non corrisposto. <strong><em>&#8220;Le ore&#8221;e &#8220;isole&#8221;</em> </strong>chiudono in maniera più che degna il disco,sempre dotate di quel retrogusto melanconico che ricorda alcune produzioni della svedese <strong><em>Labrador records</em></strong> (i <strong><em>radio dept</em></strong>,ovviamente meno elettronici) e alcune cose che si possono includere nel termine,di stampo giornalistico,<strong><em>&#8220;new weird america&#8221; (Devendra Banhart)</em></strong>.Per concludere, gli <strong><em>Edith</em></strong> <strong>A.u.f.n</strong> spero possano essere una nuova speranza per l&#8217;avulsa musica italiana. <strong><em>&#8220;Il trucco&#8221;</em></strong> è completamente aggiustato e auspico non ci saranno cedimenti di questo in futuro. In bocca al lupo.</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>by</strong></em> <strong><em>Michele Petrovich</em></strong></p>
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		<title>Nightland &#8211; &#8220;In Solemn Rise&#8221;</title>
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					<description><![CDATA[“La Terra dell’Eterna Notte”: così la traduzione letterale del titolo di un romanzo del britannico William Hope Hodgson sembra dare una buona fonte di ispirazione ad una recente metal band italiana. O forse no. Formatisi nel 2007, i Nightland, &#8211; Ludovico Cioffi (chitarra e voce), Filippo Scrima (chitarra), Andrea Sangervasi (basso), Francesco Ambrogiani (tastiere), Filippo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 464px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="  " alt="Nightland Band" src="https://i0.wp.com/www.metal-archives.com/images/3/5/4/0/3540351781_photo.jpg" width="454" height="302" /><p class="wp-caption-text">Nightland Band</p></div>
<p style="text-align:center;">“<strong>La Terra dell’Eterna Notte</strong>”: così la traduzione letterale del titolo di un romanzo del britannico <strong>William Hope Hodgson</strong> sembra dare una buona fonte di ispirazione ad una recente <strong>metal band</strong> italiana. O forse no. Formatisi nel 2007, i <em><strong>Nightland</strong></em>, &#8211; <em><strong>Ludovico Cioffi</strong> </em>(chitarra e voce), <em><strong>Filippo Scrima</strong></em> (chitarra), <em><strong>Andrea Sangervasi</strong></em> (basso), <em><strong>Francesco Ambrogiani</strong> </em>(tastiere), <em><strong>Filippo Cicoria</strong></em> (batteria) &#8211; combinano due generi – il <strong>Power</strong> e il <strong>Death Metal</strong> – che da sempre hanno fatto da sfondo a up and down da parte di fervidi <strong>headbangers</strong> da sotto il palco. Prima con <em><strong>Knights of the Dark Empire</strong></em> (2011), poi con <em><strong>In Solemn Rise</strong></em> (2012), la <strong>band</strong> <strong>pesarese</strong> si fa riconoscere per le <strong>sinfonie epiche</strong> che ci riportano a gruppi come <strong>Children of Bodom</strong>, dai quali sembra che abbiano ereditato il modello della formazione e l’impostazione prettamente <strong>death</strong>,<strong> Rapshody (of Fire)</strong>, per le sinfonie epiche, <strong>Domine</strong> e  <strong>Hammerfall</strong>, dei quali sembrano condividere testi e scenografia, con una leggera sfumatura <strong>blackster</strong> alla <strong>Emperor</strong>, o un più generale gruppo <strong>black metal sinfonico</strong>, grazie a queste loro armature in pelle.  La prima traccia dell’<strong>EP</strong>, <em><strong>In Solemn Rise</strong></em>, da cui prende il nome l’album, riesce ad essere d’impatto, quasi ricordando un intro dei <strong>Dragon Force</strong>, con un suono moderno di <strong>keyboard</strong>. Il doppio pedale continuo, come il <strong>power metal</strong> ci insegna, dà profondità alla melodia accompagnandola in ogni nota con un battito ben assestato. quando, sorpassato il minuto e 15, la canzone si apre in un ritornello azzardatamente “maideniano”. Un <strong>riff</strong> particolarmente caro alle orecchie di ogni fan, le cui parole riecheggiano ancora, dopo quasi 30 anni dalla sua uscita, nelle orecchie di tutti i true-metallers: “<strong>Run, Live To Fly, Fly To Live</strong>” ; in questo caso più rintracciabile nella stessa cover dei deathster finlandesi <strong>Arch Enemy</strong>, più che in quella dei <strong>Children Of Bodom</strong> (ascoltare per credere). Un ritornello che, indipendentemente dal déjà vu, apre ad una percepibile “<strong>Avanzata Solenne</strong>”, se così possiamo interpretarla, caricata di pathos nel secondo ritornello, in cui una variazione di tono percepibile rende dinamica la composizione. Segue una seconda traccia più sinfonica, quasi ricordando i norvegesi <strong>Dimmu Borgir</strong>, con le loro melodie funeree. Non a caso anche dal titolo, <strong>Soulprison of Pain</strong>, possiamo dedurre il risultato emotivo che i <em><strong>Nightland</strong></em> vogliono tirar fuori. Ma la sinfonia si tramuta quasi naturalmente in un ritornello <strong>epic metal</strong> alla <strong>Raphsody</strong>, genere di melodie che si ripeteranno spesso durante tutto il resto dell’album, come anche, ad esempio, in <strong>Diamond Siren</strong>, dove la struttura della canzone oscilla tra melodie epiche, per l’appunto, “raphsodiane” nel ritornello, <strong>riff viking</strong> alla <strong>Korpiklaani</strong> nelle strofe e un non so che di “bodomiano” negli stacchi strumentali, intro compreso.  Arriviamo finalmente alla title-track del vecchio EP, <strong>Knights of the Dark Empire</strong>, in cui possiamo notare tutte le influenze citate finora, con un inserto da break down <strong>metalcore</strong> sinfonico che rende il pezzo relativamente più moderno, rallentando il ritmo  con un uso regolare del china e battiti di pedale irregolari. L’<strong>EP</strong> si chiude con una melodia da “marcia trionfale” o “marcia solenne”, utilizzando un termine quanto più vicino al concept dell’album stesso. Potremmo tranquillamente ascoltare l’album durante una delle battaglie dalle ambientazioni tolkieniane. Un ottima colonna sonora per i più accaniti Master e giocatori di ruolo in generale. L’intera tracklist è ben strutturata, con pezzi non particolarmente corti, data la media dei quattro minuti e mezzo. La carenza di assoli complessi li allontana per poco dal power, ma questo non intacca l’impatto sonoro dell’ <strong>EP</strong>, che ha in fin dei conti un’ottima composizione e dinamicità. <strong>Epic</strong> fino alla fine.   By <em><strong>Co&amp;Co</strong></em></p>
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<p style="text-align:center;"><a href="//www.youtube.com/watch?v=DBafPBKC0Ok]"><iframe class="youtube-player" width="580" height="327" src="https://www.youtube.com/embed/DBafPBKC0Ok?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></a></p>
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<p style="text-align:center;"><a href="http://www.nightland.it/" target="_blank">http://www.nightland.it/</a></p>
<address style="text-align:center;"> </address>
<address style="text-align:center;">Tutte le band di Pescara e dintorni interessate ad essere recensite e pubblicizzate sul nostro blog possono scrivere ed inviare il loro materiale(audio,video,foto,bio e links) all&#8217;indirizzo  <a href="antipop.project@gmail.com     " target="_blank">antipop.project@gmail.com     </a>  ed essere così inserite su<em><strong> Pescara Music Zone</strong></em>!!</address>
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		<title>Pescara Music Zone: riparte il tour invernale della band romagnola: al Tipografia di Pescara il 15 Febbraio.</title>
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					<description><![CDATA[&#160; Nobraino: ecco le nuove date del tour 2013.]]></description>
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<p style="text-align:center;"><a href="http://musica.net1news.org/artisti/nobraino-ecco-nuove-date-del-tour-2013.html"><img src='https://pescaramusiczone.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/01/620x400xnobraino2013_web_620_x_400-pagespeed-ic-8gfo_iw2tc.jpg?w=580' alt='' /></a></p>
<p><a href="http://musica.net1news.org/artisti/nobraino-ecco-nuove-date-del-tour-2013.html">Nobraino: ecco le nuove date del tour 2013</a>.</p>
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		<title>Esaltante prova per i Gianmariavolonté in &#8220;Polaroid&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[il Taccuino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 12:08:08 +0000</pubDate>
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<p>Interessante davvero l&#8217;album  dei GianMariaVolonteè. Il nome della band ci fa subito capire l&#8217;amore per il cinema  e tutto il mondo che sta dietro a &#8220;Polaroid&#8221;.  Difficile catalogare questi brani, che nell&#8217;insieme esprimono palesemente un forte disagio sociale ; desiderio e paura di vivere come  in un film: climax  noir, appunto.  I testi, la chicca , sono crudi e provocatori, e toccano tematiche  come  suicidio e uso ed abuso  di droghe pesanti.  La musica , semplice ma ben costruita, è spesso molto efficace, e ha diverse influenze: si va dal pop un po&#8217; brit di &#8220;Puppy love&#8221; (molto  bowiana  l&#8217;intro!), al punk-rock di &#8220;Stelle&#8221;, che a mio avviso è il brano più incisivo di tutto il disco. La vocalità è un po incerta, sebbene volutamente flebile, nel suo atteggiamento decadente, forse  tratti un po&#8217; in direzione Kasabian, sempre espressiva ad ogni modo;  va detto che ci troviamo in un contesto e in un&#8217; era in cui certe dote tecniche sono davvero in secondo piano di fronte ad una  presenza di idee  contenuti  e sonorità particolarmente vivi. Grandi aspettative quindi per il prossimo lavoro.</p>
<p><strong><em>by RexCensor</em></strong></p>
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<p><em><strong>Gianmariavolonté:</strong></em></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;"><b>David Lotito: voce, chitarre, sinth, piano; </b></span></em></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;"><b>Ruggero Piazzolla: basso; </b></span></em></p>
<p><em><span style="text-decoration:underline;"><b>Antonio Polidoro: batteria; </b></span></em></p>
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