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	<title>Progetto Energia Zero</title>
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		<title>Sauna o Bagno Turco in Casa: quale è meglio e quali sono le differenze?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 14:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cultura del benessere domestico si è arricchita grazie alla diffusione delle&#160;terapie di calore, con la sauna e il bagno turco che rappresentano due perle di questa tradizione. Ma quali sono le principali&#160;differenze tra sauna e bagno turco? Mentre la sauna si caratterizza per il suo calore secco, capace di regalare momenti di intenso relax, il bagno turco, con il suo ambiente umido e vaporoso, offre un&#8217;esperienza di purificazione unica. I&#160;benefici della sauna&#160;sono molteplici, da un rinnovato vigore fisico all&#8217;aiuto nel processo di disintossicazione della pelle, senza tralasciare l&#8217;efficace azione sul sistema respiratorio. D&#8217;altro canto, i&#160;vantaggi del bagno turco&#160;non sono </p>
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<p class="wp-block-paragraph">La cultura del benessere domestico si è arricchita grazie alla diffusione delle&nbsp;<strong>terapie di calore</strong>, con la sauna e il bagno turco che rappresentano due perle di questa tradizione. Ma quali sono le principali&nbsp;<strong>differenze tra sauna e bagno turco</strong>? Mentre la sauna si caratterizza per il suo calore secco, capace di regalare momenti di intenso relax, il bagno turco, con il suo ambiente umido e vaporoso, offre un&#8217;esperienza di purificazione unica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>benefici della sauna</strong>&nbsp;sono molteplici, da un rinnovato vigore fisico all&#8217;aiuto nel processo di disintossicazione della pelle, senza tralasciare l&#8217;efficace azione sul sistema respiratorio. D&#8217;altro canto, i&nbsp;<strong>vantaggi del bagno turco</strong>&nbsp;non sono da meno, con la sua atmosfera in grado di aprire i pori e invogliare ad un rilassamento profondo, essenziale nella vita frenetica di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>installazione di una sauna in casa</strong>&nbsp;o quella di un bagno turco richiede considerazioni importanti, dalla selezione dell&#8217;ubicazione alla determinazione degli spazi necessari. L&#8217;integrazione di queste strutture nelle abitazioni non è solo una questione di piacere personale ma anche un investimento nella propria salute attraverso l&#8217;adozione di&nbsp;<strong>terapie di calore</strong>&nbsp;dai vantaggi consolidati e riconosciuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Introduzione alle Terapie di Calore: Sauna e Bagno Turco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di&nbsp;<strong>terapie di calore</strong>&nbsp;ha radici antichissime e continua a essere una scelta privilegiata per chi cerca&nbsp;<strong>relax e benessere</strong>. La&nbsp;<strong>sauna finlandese</strong>&nbsp;e l&#8217;<strong>hammam</strong>&nbsp;rappresentano due tra le esperienze più apprezzate in questo ambito, ognuna con le proprie peculiarità e benefici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la Sauna e come Funziona</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sauna è una stanza rivestita di legno progettata per esperienze di calore secco. L&#8217;aria riscaldata eleva la temperatura corporea, provocando sudorazione e favorendo il rilassamento muscolare. Tra i vari tipi, spicca la<strong> sauna finlandese</strong>, installabile anche incasa come spiegato sul sito <a href="https://www.saunaincasa.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.saunaincasa.com</a>, caratterizzata da un ambiente caldo e secco con temperature che possono raggiungere i 90°C. Il processo terapeutico prevede alternanza tra il calore e periodi di frescura, facilitando la circolazione e portando benefici alla salute.</p>



<span id="more-143"></span>



<h3 class="wp-block-heading">Origine e Caratteristiche del Bagno Turco</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>storia del bagno turco</strong>, o&nbsp;<strong>hammam</strong>, affonda le sue radici in tradizioni che uniscono elementi romani, bizantini e medio-orientali. Questo luogo è caratterizzato da ambienti saturo di vapore e una temperatura inferiore a quella della sauna, creando un clima umido che apre i pori della pelle e stimola una profonda pulizia corporea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Benefici dell&#8217;Utilizzo di Sauna e Bagno Turco</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli&nbsp;<strong>effetti sauna sulla salute</strong>&nbsp;e i benefici derivanti dal bagno turco sono numerosi: miglioramento della circolazione sanguigna, detox attraverso la sudorazione, riduzione dello stress e sollievo dal dolore. Queste&nbsp;<strong>terapie di calore</strong>&nbsp;favoriscono, inoltre, un miglioramento generale del proprio stato di&nbsp;<strong>relax e benessere</strong>, agendo positivamente sia sul piano fisico che psicologico.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><th>Terapia di Calore</th><th>Temperatura</th><th>Umidità</th><th>Benefici Principali</th></tr><tr><td><strong>Sauna Finlandese</strong></td><td>70-90°C</td><td>Bassa</td><td>Rilassamento muscolare, Detox, Miglioramento circolazione</td></tr><tr><td><strong>Hammam</strong>&nbsp;(Bagno Turco)</td><td>40-50°C</td><td>Alta</td><td>Pulizia profonda della pelle, Riduzione dello stress, Sollievo dal dolore</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Comparazione: Sauna o Bagno Turco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si valuta l&#8217;aggiunta di un tocco di benessere alla propria abitazione, la scelta tra l&#8217;installazione di una sauna o di un bagno turco può sembrare difficile. Entrambe le opzioni offrono benefici unici e possono migliorare notevolmente il vostro stile di vita, ma ci sono differenze chiave da considerare per fare la scelta giusta secondo le vostre necessità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quale Scegliere per la tua Casa?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per prendere una decisione informata tra le due <strong>terapie di calore</strong>, bisogna valutare vari fattori. La sauna, con il suo calore secco, potrebbe essere preferibile per coloro che desiderano un&#8217;esperienza più &#8220;intensa&#8221; e che hanno spazio sufficiente per un&#8217;impostazione tradizionale. D&#8217;altra parte, il bagno turco, caratterizzato da umidità e vapore, è ideale per chi cerca un rilassamento profondo e può essere la scelta migliore per spazi più contenuti. Riflettendo sulle <strong><a href="https://www.saunaincasa.com/differenza-tra-sauna-e-bagno-turco/">differenze tra sauna e bagno turco</a></strong> e su aspetti come il budget e le preferenze del tipo di calore, potrete scegliere la soluzione più consona al vostro contesto abitativo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Consigli per l&#8217;Installazione e la Manutenzione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che avete deciso di&nbsp;<strong>installare sauna bagno turco</strong>, è essenziale seguire alcune linee guida per assicurarvi che la vostra nuova oasi di relax sia funzionale e sicura. Fondamentale è affidarsi a professionisti specializzati nella messa in opera di terapie di calore domestico, che possano garantire non solo una corretta installazione ma anche rispetto delle normative vigenti. Per quanto riguarda la manutenzione, questa è cruciale per prolungare la vita dell&#8217;apparecchiatura e assicurarsi che sia sempre pronta all&#8217;uso. Linee guida semplici, come il regolare controllo degli elementi riscaldanti e delle superfici, contribuiranno a mantenere il vostro angolo di benessere al meglio delle condizioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Integrazione dello Stile di Vita Salutare con Sauna o Bagno Turco</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare l&#8217;uso della sauna o del bagno turco non è soltanto una questione di relax, ma può essere un&#8217;efficace integrazione ad uno stile di vita salutare. Infatti, queste terapie di calore, quando inserite all&#8217;interno di una routine benessere olistica, possono offrire benefici che vanno dalla detossificazione alla riduzione dello stress, migliorando la circolazione e supportando il sistema immunitario. È importante, però, ricordare di idratarsi adeguatamente e ascoltare il proprio corpo per sfruttare al massimo queste esperienze senza rischi.</p>
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		<title>Bagno Turco in Casa: tutte le migliori soluzioni per avere un hammam Domestico</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/bagno-turco-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 17:20:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poter disporre di un bagno turco nella comodità della propria abitazione, è il sogno di molti. Ma è davvero è possibile realizzarlo? E dove è possibile collocarlo? Quanti metri quadri di superficie sono necessari? É molto costoso? Cerchiamo in questo articolo di rispondere a tutte le vostre domande e di darvi utili consigli. BAGNO TURCO Il bagno turco ha origini antichissime, e il suo funzionamento &#8220;si basa&#8221; sullo sfruttamento dell’umidità e del calore, per elargire un trattamento di benessere idroterapico; è un trattamento rinvigorente e rigenerante per la mente e per il corpo. Il vapore molto caldo generato da un </p>
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<p class="wp-block-paragraph">Poter disporre di un <strong>bagno turco nella comodità della propria abitazione</strong>, è il sogno di molti. Ma è davvero è possibile realizzarlo? E dove è possibile collocarlo? Quanti metri quadri di superficie sono necessari? É molto costoso? Cerchiamo in questo articolo di rispondere a tutte le vostre domande e di darvi utili consigli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>BAGNO TURCO</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il bagno turco ha origini antichissime, e il suo funzionamento &#8220;si basa&#8221; sullo sfruttamento <strong>dell’umidità</strong> e del <strong>calore</strong>, per elargire un trattamento di benessere idroterapico; è un trattamento rinvigorente e rigenerante per la mente e per il corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vapore molto caldo generato da un connubio di temperatura e umidità elevata, ha il beneficio di <strong>purificare l’organismo tramite la sudorazione</strong> e agisce, allo stesso tempo, sul benessere della pelle, sul sistema nervoso e sulla circolazione linfatica e sanguigna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi infatti, sono gi effetti benefici del bagno turco:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>l’alta temperatura agisce positivamente sulla circolazione linfatica e sanguigna, grazie alla dilatazione dei vasi sanguigni;</li><li>l’ambiente accogliente e il tepore diffuso, agiscono sul sistema nervoso, elargendo un effetto rilassante e benefico psico-fisico;</li><li>facilita la rigenerazioni dei tessuti, beneficiando le articolazioni;</li><li>combatte la ritenzione idrica e anche la cellulite;</li><li>attraverso il sudore, vengono eliminate le tossine e le cellule morte, favorendo una epidermide purificata;</li><li>il vapore consente la decongestione delle mucose e del catarro in eccesso, favorendo la respirazione.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente tutti questi benefici si ottengono con trattamenti costanti, cosa aspettate dunque a installare un bagno turco nella vostra abitazione?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>BAGNO TURCO IN CASA</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molte volte si pensa che poter realizzare un bagno turco in casa, sia la prerogativa di pochi. Non è proprio così, certo è una spesa impegnativa, ma paragonabile ai molti lavori edili abitativi. Per la realizzazione di un <a href="https://www.kinedo.it/hammam/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bagno turco casalingo</a> è possibile optare per una delle due soluzioni:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>creare un ambiente nuovo comprensivo di box, sedute, aromi, doccia e generatore di vapore;</li><li>sfruttare il box doccia esistente per adattarlo al bagno turco.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per la scelta è preferibile rivolgersi a professionisti esperti del settore, che sappranno consigliarti al meglio.</p>



<span id="more-128"></span>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>INSTALLAZIONE BAGNO TURCO: CARATTERISTICHE AMBIENTALI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se optate di adattare il vostro box doccia a bagno turco, sono necessarie alcune caratteristiche tecniche ambientali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>un punto di &#8220;erogazione&#8221; acqua e una presa elettrica nelle vicinanze del box doccia;</li><li>soffitto spiovente o a volta;</li><li>porte di vetro a tenuta stagna (perfettamente sigillate);</li><li>altezza pareti box doccia non superiori a due metri e cinquanta, per non disperdere il vapore;</li><li>impianto elettrico ad alto voltaggio, solitamente di tre KWH;</li><li>pavimento impermeabilizzato.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una caratteristica molto importante da considerare è proprio il voltaggio elettrico, in quanto più è grande l’ambiente del bagno turco più energia è necessaria per <strong>generare l’umidità e la temperatura utile</strong>; solitamente infatti, è consigliabile per i bagni turchi domestici, utilizzare dai sei agli otto metri quadri di superficie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente alcune delle caratteristiche elencate, non sono presenti nella maggior parte delle abitazioni, ma tutte le modifiche saranno oggetto di valutazione di professionisti, che sapranno indicarvi le migliori soluzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>BENEFICI DEL BAGNO TURCO DOMESTICO</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo beneficio riscontrabile fin da subito, è sicuramente la comodità di poter usufruire della struttura in qualsiasi momento della giornata,<strong> senza uscire di casa, senza cercare la SPA idonea, senza condividere lo spazio con persone estranee</strong>. Un risparmio economico importante, soprattutto per chi usa il bagno turco costantemente e la possibilità di poterlo condividere con tutti i membri della famiglia, apporteranno benefici non solo al corpo e al fisico ma anche al benessere e all’unione familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Migliorerà il vostro apparato respiratorio, la circolazione sanguigna, sarete più tonici, più rilassati e la vostra pelle elastica e luminosa. Vi accorgerete che sudare non è mai stato così bello!</p>
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		<title>Pro e contro delle pellicole per finestre</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/pro-e-contro-delle-pellicole-per-finestre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 10:39:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scegliere di applicare delle pellicole sulle finestre della propria abitazione può portare a dei benefici ma anche al alcune problematiche. Vediamo quali sono.     Le pellicole solari per finestre, comunemente chiamate anche pellicole protettive per i raggi solari, sono una soluzione dalle molteplici caratteristiche. Possono far risparmiare denaro, migliorare il comfort di una abitazione e proteggere mobili e oggetti dalla luce del sole. Purtroppo, possono portare anche ad alcune problematiche. Come ci confermano gli esperti di TopFilm, un’azienda specializzata nella posa di pellicole per vetri antisolari, questa barriera protettiva che si applica sulle finestre è realizzata da sottili strati di </p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Scegliere di applicare delle pellicole sulle finestre della propria abitazione può portare a dei benefici ma anche al alcune problematiche. Vediamo quali sono.    <br> </em></strong><br> Le pellicole solari per finestre, comunemente chiamate anche pellicole protettive per i raggi solari, sono una soluzione dalle molteplici caratteristiche. Possono far risparmiare denaro, migliorare il comfort di una abitazione e proteggere mobili e oggetti dalla luce del sole. Purtroppo, possono portare anche ad alcune problematiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ci confermano gli esperti di <a href="https://www.topfilm.it/"><strong>TopFilm</strong></a>, un’azienda specializzata nella posa di <strong>pellicole per vetri antisolari</strong>, questa barriera protettiva che si applica sulle finestre è realizzata da sottili strati di plastica o polimeri e una serie di elementi che permettono di controllare la quantità di luce e di calore che li attraversa. Grazie all’evoluzione della tecnologia nel campo di queste pellicole, con il passare degli anni anche i pochi difetti collegati a queste applicazioni sono diventati del tutto trascurabili. In ogni caso, un consumatore attento deve comunque approfondire con attenzione tutti i pro e i contro di queste applicazioni.</p>



<span id="more-104"></span>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A cosa servono queste pellicole?</strong><br> <br> Come detto in precedenza, queste pellicole sono state progettate per controllare i problemi, in particolare l’eccesso di calore e l’ammontare dei raggi UV che passano nelle finestre, che il sole può portare. La luce diretta del sole, una volta che è amplificata dai vetri delle finestre è in grado di portare una serie di problematiche ad abitazioni e edifici commerciali.<br> <br> Queste pellicole sono considerati prodotti “retrofit”, che modificano le finestre in una fase post-vendita. Quindi, permettono di non dover cambiare tutta la struttura della finestra o del vetro presente in essa. È bene ricordare, che si possono avere i maggiori benefici in finestre che sono esposte per molte ore al giorno alla luce del sole. Se le finestre si trovano in una zona d’ombra per buona parte della giornata, non è detto che l’investimento in pellicole protettive sia la scelta migliore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="http://www.progettoenergiazero.it/wp-content/uploads/2019/11/53-1006x1024.jpg" alt="" class="wp-image-105"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Pro delle pellicole per finestre</strong><br> <br> La presenza di queste pellicole in plastica o polimeri è in grado di assorbire e riadattare il calore e la tipologia di raggi che il sole invia sulla terra. Le più evolute, sono in grado di migliorare la ricezione del calore anche nel periodo invernale e quindi essere una ottima soluzione per il risparmio energetico. In altre situazioni, le pellicole sono utilizzate per riflette il calore verso l’esterno, minimizzando l’impiego di sistemi di climatizzazione nel periodo estivo.<br> <br> Queste pellicole, sono anche in grado di ridurre quasi del tutto il fastidioso effetto abbagliante e bloccare del 99% le radiazioni UV dannose che entrano dalle finestre. Le pellicole solari più recenti hanno la caratteristica di avere un colore chiaro, non più scuro o del tutto opaco, così da permettere alla luce di entrare.  <br> <br> <strong>Contro delle pellicole per finestre</strong><br> <br> Così come ci sono dei punti a favore, le pellicole protettive hanno anche dei punti negativi. Anche se si sceglie di installare una pellicola di ottima qualità, la sua durata non potrà superare i 15/20 anni. È bene ricordare, che si frappongono tra voi e i raggi solari, cosa che purtroppo li porta ad assorbire la maggior parte di questo dannoso lascito del sole.<br> <br> Il colore delle pellicole più protettive, che può ridurre la visuale sia dall’esterno che dall’interno, può essere un problema quando è applicato a delle vetrine dove sono presenti oggetti in mostra o promozioni per le persone che passano fuori dalla vetrina. Inoltre, l’applicazione di pellicole sulle finestre annulla le garanzie di alcuni produttori. È bene verificare questo particolare, se si sono cambiate da poco le finestre e non si vuole rinunciare alla garanzia ad esse collegata.<br> <br> <strong>Considerazioni</strong><br> <br> Per chi non ha grande esperienza nella scelta delle pellicole è bene farsi assistere da un professionista del settore. Anche se i punti negativi di queste applicazioni sono del tutto trascurabili, è sempre bene avere le idee chiare prima di procedere al loro acquisto. Una volta che queste sono applicate, non si potrà avere la possibilità di cambiarle. L’unica soluzione per modificare le pellicole, sarà procedere alla loro rimozione. Per poi procedere all’applicazione di una nuova pellicola. </p>
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		<title>Il marcato del fotovoltaico in Italia: punto della situazione e prospettive per i prossimi anni</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/il-marcato-del-fotovoltaico-in-italia-punto-della-situazione-e-prospettive-per-i-prossimi-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 11:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato dal &#8220;Rapporto mensile sul Sistema Elettrico&#8221; da poco pubblicato da Terna e riportato sul sito batteriadomestica.it, nel 2018 la domanda complessiva di energia elettrica in Italia nel mese di maggio è salita dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, con un consumo pari a 26 miliardi di kWh. Nei primi cinque mesi del 2018 invece l’aumento è stato dell’1,6%, con una domanda di 131,6 miliardi di kWh e una variazione positiva del 2,1% al Nord, dello 0,4% al Sud mentre al Centro è rimasta pressoché invariata. Il trend della richiesta di energia elettrica nel 2018 si mantiene </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato dal &#8220;<em>Rapporto mensile sul Sistema Elettrico</em>&#8221; da poco pubblicato da <strong>Terna</strong> e riportato sul sito <a href="http://www.batteriadomestica.it/" target="_blank" rel="noopener">batteriadomestica.it</a>, nel 2018 la domanda complessiva di energia elettrica in Italia nel mese di maggio è salita dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, con un consumo pari a 26 miliardi di kWh. <strong>Nei primi cinque mesi del 2018</strong> invece l’aumento è stato dell’1,6%, con una domanda di 131,6 miliardi di kWh e una variazione positiva del 2,1% al Nord, dello 0,4% al Sud mentre al Centro è rimasta pressoché invariata.</p>
<p>Il trend della <strong>richiesta di energia elettrica</strong> nel 2018 si mantiene tuttavia stazionario, con una produzione realizzata per l’87,3% all’interno del nostro Paese e per il 12,7% all’estero. La produzione totale nazionale ha raggiunto quota 22,9 miliardi di kWh, in crescita dell’1,1% rispetto a maggio 2017, con un aumento della quota relativa alla produzione idrica, +69,7% mentre le altre fonti sono risultate in flessione, eolico -28%, fotovoltaico -13,6%, termico -12,3% e geotermico -0,4%.</p>
<p><span id="more-99"></span>Complessivamente la produzione di <strong>energia elettrica riconducibile alle energie rinnovabili</strong> rappresenta il 46% del fabbisogno nazionale, in crescita del 7% rispetto al 2017. All’interno di questa quota il fotovoltaico pesa per il 20%, in diminuzione dell’8%, mentre è in forte aumento l’energia idroelettrica, +17% negli ultimi 12 mesi. Nel mese di maggio la produzione relativa al fotovoltaico è stata pari a 2.432 GWh, per un totale nei primi cinque mesi del 2018 di 8.631 GWh.</p>
<h2>Mercato fotovoltaico in Italia: situazione 2018</h2>
<p>Il mercato del fotovoltaico si inserisce nella situazione delineata dal <strong>resoconto di Terna</strong> sull’analisi della domanda e della produzione di energia in Italia. Nonostante la flessione del settore rispetto al 2017, dovuto in parte alla netta crescita della produzione di energia idroelettrica, l’Italia si conferma nel 2018 come uno dei principali Paesi per la produzione di energia solare e fotovoltaica, con una capacità installata nel 2017 di 19,7 gigawatt e un peso dell’8,7% nel fabbisogno energetico nazionale.</p>
<p>Tuttavia la crescita del mercato del fotovoltaico va a rilento negli ultimi mesi, soprattutto se comparata con quella di Paesi come la Germania, +1,7GW di capacità installata nel 2017, degli USA, +10,6GW, del <strong>Giappone, +7GW e della Cina, +53GW</strong>. A livello globale l’Italia è il quinto Paese del mondo per quantità di <strong>energia fotovoltaica generata</strong> rispetto alla produzione nazionale, 8,7%, davanti alla Germania, 7% e al Giappone, 5,7%.</p>
<p>La situazione migliora ancora in base ai dati sulla <strong>capacità fotovoltaica installata in relazione al numero di abitanti</strong>, che posizionano il nostro Paese al quarto posto nel mondo, secondo il documento &#8220;Renewables 2018 Global Status Report&#8221; realizzato da REN21, una delle più importanti associazioni legate al mercato energetico mondiale. Per quanto riguarda la potenza installata nel 2018 nei primi due mesi dell’anno è arrivata a 60MW, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2017 del 17%.</p>
<p>Il fotovoltaico si conferma una scelta sempre più apprezzata sia dai privati che dagli enti pubblici, grazie alla diminuzione dei costi d’installazione e di costose componenti come le batterie per gli impianti fotovoltaici. Dei 60MW installati 28,7MW provengono da impianti di piccole dimensioni, in grado di produrre<strong> fino a 10kW utilizzati per uso domestico</strong> o per le piccole imprese, mentre 31,4MW sono riconducibili a impianti di potenza superiore.</p>
<p>Complessivamente dall’inizio del 2018 in Italia sono stati installati 700 grandi impianti fotovoltaici e 7.238 di piccole dimensioni, tra cui i micro-impianti in grado di generare una potenza fino a 3kW sono stati 3.069. In particolare la vendita di pannelli fotovoltaici è cresciuta in Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria e Lombardia, con incrementi fino al 17%. Questo trend positivo è dovuto soprattutto all’aumento dell’efficienza e della sostenibilità dei moderni impianti fotovoltaici.</p>
<h2>Previsioni del mercato del fotovoltaico in Italia per i prossimi anni</h2>
<p>Le prospettive per il mercato del fotovoltaico nel nostro Paese prevedono una stabilizzazione del settore, con una leggera crescita per il 2018 rispetto all’anno precedente, sia per quanto riguarda la potenza installata che il numero di impianti. Secondo uno studio condotto dalla M<strong>cKinsey Global Foundation</strong>, l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo dove nei prossimi anni si potrebbe finalmente <strong>arrivare al pareggio grid parity tra il fotovoltaico e il fossile</strong>.</p>
<p>Si tratta di un coefficiente che valuta la convenienza nella produzione di una determinata quantità di energia elettrica, utilizzato per comparare le diverse fonti energetiche utilizzate. In base a questa ricerca, già dalla fine del 2018 potremmo assistere all’<strong>atteso pareggio tra i costi di produzione di energia elettrica da fonti fossili e da fotovoltaico</strong>, un traguardo storico che potrebbe accelerare ancora di più il mercato interno e le esportazioni.</p>
<p>Sempre secondo lo studio della McKinsey nei prossimi anni assisteremo alla nascita di operatori energetici ibridi, che grazie all’utilizzo di <strong>energie rinnovabili e integrate</strong>, di tecnologie di ultima generazione e alla riduzione dei costi di produzione porteranno alla diffusione del fotovoltaico non solo in Italia ma in tutti i Paesi del mondo. Tuttavia sono ancora da risolvere diversi problemi tecnici, tra cui le criticità legate allo stoccaggio e al pompaggio specialmente durante gli orari di picco delle richieste energetiche.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.progettoenergiazero.it/il-marcato-del-fotovoltaico-in-italia-punto-della-situazione-e-prospettive-per-i-prossimi-anni/">Il marcato del fotovoltaico in Italia: punto della situazione e prospettive per i prossimi anni</a> proviene da <a href="http://www.progettoenergiazero.it">Progetto Energia Zero</a>.</p>
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		<title>Il Pannello Solare che trasforma la Pioggia in Energia</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/il-pannello-solare-che-trasforma-la-pioggia-in-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 16:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un team cinese di ricercatori è riuscito a lavorare a un prototipo ibrido di celle solari che potranno produrre energia dal sole ma anche dalle gocce della pioggia. A breve, in ogni stagione dell’anno, potremmo apprezzare il funzionamento di questi dispositivi, capaci di funzionare anche durante le giornate nuvolose e uggiose. Si tratta di un aggiornamento che si è reso necessario, visto il grande successo riscontrato dall’energia solare negli ultimi anni, con un vero boom economico, grazie alla diminuzione del costo dei pannelli. Non a caso il fotovoltaico continua a far registrare record storici, che sono di gran lunga superiori rispetto a </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un team cinese di ricercatori è riuscito a lavorare a un <strong>prototipo ibrido</strong> di <strong>celle solari</strong> che potranno produrre energia dal sole ma anche dalle gocce della pioggia. A breve, in ogni stagione dell’anno, potremmo apprezzare il funzionamento di questi dispositivi, capaci di funzionare anche durante le giornate nuvolose e uggiose.</p>
<p>Si tratta di un aggiornamento che <strong>si è reso necessario</strong>, visto il grande successo riscontrato dall’energia solare negli ultimi anni, con un vero boom economico, grazie alla <strong>diminuzione del costo dei pannelli.</strong> Non a caso il fotovoltaico continua a far registrare record storici, che sono di gran lunga superiori rispetto a ogni altra tecnologia.</p>
<p><strong>Innovazione ibrida sul solare: ci pensa la Cina</strong></p>
<p>Scienziati e ingegneri stanno continuando, in ogni parte del mondo, a lavorare per rendere sempre più innovativo e competitivo questo settore. Il <strong>maggior numero di ricerche vengono effettuate in Cina</strong>, dove vi è una produzione e distribuzione sempre maggiore sul solare. Non a caso è proprio “made in China”, l’idea recente di sviluppare pannelli solari con una doppia facciata, ottimi per produrre energia, anche se la luce va a colpire la parte inferiore. In questo modo vi è <strong>un aumento di energia prodotta pari al 10%</strong>. Entro il 2025 tali pannelli, detti “double face” potrebbero conquistare il 40% del mercato del fotovoltaico.</p>
<p><span id="more-95"></span></p>
<p>L’ultima novità scoperta dai ricercatori prevede il lavoro dei pannelli con la pioggia. Lo studio è stato effettuato presso l’università cinese di Soochow e potrebbe diventare la vera rivoluzione del solare. Ma come lavora in questo caso un pannello? Va a raccogliere il movimento delle gocce di pioggia che cadono sulle celle. Tale energia meccanica in movimento diventa, quindi, elettrica. Se piove, i pannelli producono mediamente un decimo dell’energia, ecco allora che tale scoperta potrebbe così porre rimedio a uno dei più importanti problemi sul solare, legato proprio alla variabilità.</p>
<p><strong>Quando sarà disponibile il pannello “ibrido”?</strong></p>
<p>Tale dispositivo sarà così in grado di produrre elettricità in ogni condizione meteorologica. Purtroppo però bisognerà ancora attendere un po’ di tempo prima di potersi affidare a tale innovazione. Alcuni esperti del settore hanno spiegato ai media che <strong>potrebbero essere necessari ancora dai 3 ai 5 anni di studi</strong> e test prima di lanciare il prototipo sul mercato.</p>
<p>Prima di passare quindi alla fase pratica sarà necessario pensare a una serie di migliorie legate all’efficienza energetica. E’ certo però, che in un prossimo futuro, il sole e la pioggia saranno un’importante fonte di energia per gran parte della popolazione mondiale.</p>
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		<title>Tesla Powerwall 2: Funzionamento e Vantaggi</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/tesla-powerwall-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 14:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai già installato nella tua abitazione un impianto con pannelli fotovoltaici e vuoi sfruttare l&#8217;energia prodotta anche durante le ore notturne quando non vi è luce solare, puoi installare l&#8217;innovativa batteria domestica Tesla Powerwall 2. L&#8217;accumulatore domestico Tesla Powerwall 2 immagazzina l&#8217;energia in eccesso prodotta durante il girono e la distribuisce nelle ore notturne. Le caratteristiche tecniche della batteria La batteria di accumulo domestico Tesla Powerwall 2 nasce dalla collaborazione di due aziende leader nel settore dell&#8217;energia Tesla e Solar City, che hanno potenziato e innovato la precedente batteria Powerwall 1. La nuovissima batteria di accumulo domestico di Tesla ha </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se hai già installato nella tua abitazione un impianto con <strong>pannelli fotovoltaici</strong> e vuoi sfruttare l&#8217;energia prodotta anche durante le ore notturne quando non vi è luce solare, puoi installare l&#8217;<strong>innovativa batteria domestica Tesla Powerwall 2</strong>. L&#8217;accumulatore domestico Tesla Powerwall 2 immagazzina l&#8217;energia in eccesso prodotta durante il girono e la distribuisce nelle ore notturne.</p>
<h2>Le caratteristiche tecniche della batteria</h2>
<p>La batteria di accumulo domestico Tesla Powerwall 2 nasce dalla collaborazione di due aziende leader nel settore dell&#8217;energia <strong>Tesla</strong> e <strong>Solar City</strong>, che hanno potenziato e innovato la precedente batteria Powerwall 1. La nuovissima batteria di accumulo domestico di Tesla ha una <strong>capacità di 13,5 KWH</strong> e la sua potenza massima di erogazione è pari a 5 KW. La durata della carica varia rispetto a quanta potenza si consuma, ad esempio se si erogano 5Kw la carica durerà due ore e mezza, mentre se si consuma un solo KW avremmo <strong>un&#8217;erogazione continua di circa 13 ore e mezza</strong>. I 13,5 KWh di energia accumulata coprono il fabbisogno energetico di un nucleo familiare di quattro persone per circa tre o quattro giorni.</p>
<p><span id="more-87"></span></p>
<p>L&#8217;accumulatore domestico Tesla Powerwall 2 è dotato di un <strong>sistema di raffreddamento integrato</strong> che garantisce ottime prestazioni anche a <strong>temperature comprese tra i -20°C e i 50°C</strong>. questo innovativo accumulatore di energia solare è dotato di inverter integrato che converte la corrente continua in alternata, riducendo così i costi di installazione e manutenzione; l&#8217;energia rilasciata dall&#8217;accumulatore domestico è stabile e non si verificano sbalzi di tensione. La batteria pesa complessivamente 125 kg e le sue dimensioni sono abbastanza compatte: lunghezza 1150 mm e altezza 155 mm.</p>
<h2>Come funziona</h2>
<p>La batteria Tesla Powerwall 2 può essere installata a <strong>muro</strong> o a <strong>pavimento</strong>, e si può installare sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno dell&#8217;abitazione, grazie alla sua capacità di <strong>resistere agli agenti atmosferici</strong>. La batteria non presenta fili scoperti e non emette calore, inoltre durante il funzionamento emette pochissimo rumore (circa 50 dB).</p>
<p>L&#8217;accumulatore può essere facilmente <strong>integrato con un impianto fotovoltaico preesistente</strong> ed è compatibile con i principali inverter solari, inoltre a seconda delle necessità energetiche del nucleo familiare è possibile installare diverse unità impilabili. Tesla Powerwall 2 monta delle <strong>batterie agli ioni di litio che assicurano una capacità di accumulo pari a 110-160 Wh/kg</strong> in grado di fornire tutta l&#8217;energia accumulata senza rischiare di danneggiarsi. Queste innovative batterie al litio, rispetto a quelle al piombo non si logorano con il tempo e garantiscono cicli illimitati di attività. nella batteria è presente un sistema di controllo della temperatura per evitare che le batterie si surriscaldino.</p>
<p><div id="attachment_91" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-91" class="wp-image-91 size-full" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="http://www.progettoenergiazero.it/wp-content/uploads/2018/05/tesla-powerwall.jpg" alt="tesla powerwall" width="500" height="196" /><p id="caption-attachment-91" class="wp-caption-text">tesla powerwall</p></div></p>
<p>La batteria Powerwall 2 viene <strong>connessa al tuo impianto fotovoltaico domestico dai tecnici Tesla</strong> e grazie all&#8217;inverter integrato si installa velocemente e senza nessun intervento strutturale, in questo modo accumula l’energia prodotto dall’impianto durante il giorno e la eroga nelle ore notturne. Il controllo dell&#8217;energia accumulata dall&#8217;impianto viene eseguito direttamente dal pannello della batteria o tramite l&#8217;applicazione di Tesla.</p>
<h3>I vantaggi di una batteria Tesla Powerwall 2</h3>
<p>Se abbini al tuo impianto di riscaldamento a energia solare la batteria di accumulo Tesla Powerwall 2 puoi ottenere diversi vantaggi e rendere la tua <strong>casa finalmente autoalimentata</strong>. Grazie all&#8217;accumulatore domestico puoi abbattere quasi completamente le spese per l&#8217;energia elettrica. A differenza del tradizionale impianto con pannelli fotovoltaici che ti consente di produrre energia esclusivamente in giornate soleggiate, con la batteria avrai a <strong>disposizione un deposito di energia da sfruttare anche in assenza di sole</strong>.</p>
<p>Se hai un contratto di energia elettrica a <strong>tariffa bioraria</strong>, puoi utilizzare l&#8217;energia accumulata dalla batteria nelle ore in cui l&#8217;elettricità costa di più. Un altro vantaggio che offre la batteria <strong>Tesla Powerwall 2</strong> è la possibilità di monitorare costantemente i consumi di casa, tramite l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione Tesla.</p>
<p>La batteria prodotta da Tesla, rispetto agli altri accumulatori domestici di prima generazione, può essere installata anche su abitazioni residenziali di grandi dimensioni. Se acquisti una batteria Tesla puoi usufruire della detrazione Irpef del 50% prevista dalla <strong>Legge di Stabilità 2018</strong> per l&#8217;installazione di impianti ad alta efficienza energetica. Tutte le batterie Powerwall 2 vengono garantite e certificate per 10 anni.</p>
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		<title>Lavori in casa: come distinguere manutenzione ordinaria e straordinaria</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/lavori-in-casa-come-distinguere-manutenzione-ordinaria-e-straordinaria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 10:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>uando si fanno dei lavori in casa bisogna saper distinguere quelli di manutenzione ordinaria da quelli di manutenzione straordinaria. In base al tipo di intervento che si andrà a fare ci sarà richiesto (o magari no) un particolare titolo abilitativo e ci sarà applicata l’Iva agevolata del 10% o quella del 21%. Con questa mini guida riassuntiva cerchiamo di capire le principali differenze tra queste due tipologie di lavori, così come stabilite dal Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001). 1. Lavori di manutenzione ordinaria. Cosa sono. I lavori di “manutenzione ordinaria” sono quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>uando si fanno dei<strong> lavori in casa</strong> bisogna saper <strong>distinguere quelli di manutenzione ordinaria </strong>da quelli di <strong>manutenzione straordinaria</strong>. In base al tipo di intervento che si andrà a fare ci sarà richiesto (o magari no) un particolare<strong> titolo abilitativo</strong> e ci sarà applicata <strong>l’Iva agevolata del 10% o quella del 21%</strong>.</p>
<p>Con questa <strong>mini guida riassuntiva </strong>cerchiamo di capire le principali differenze tra queste due tipologie di lavori, così come stabilite dal <strong>Testo Unico dell’Edilizia</strong> (DPR 380/2001).</p>
<p><strong>1. Lavori di manutenzione ordinaria.</strong></p>
<p><strong>Cosa sono.</strong> I lavori di “manutenzione ordinaria” sono quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.<span id="more-65"></span></p>
<p><strong>Titoli abilitativi (non) richiesti. </strong>Questo tipo di interventi di manutenzione rientra nell’ambito dell’attività di edilizia libera e, come tale, non richiede l’ottenimento di particolari titoli edilizi. In pratica, questi lavori non sono soggetti a particolari obblighi di comunicazione al Comune in cui si trova l’immobile, a meno che gli interventi non interessino l’impiantistica (per impianti termici ed elettrici servono apposite certificazioni) o che l’edificio non sia sottoposto a un vincolo da parte della Soprintendenza ai beni architettonici (in tal caso servirà una specifica autorizzazione).</p>
<p><strong>Iva applicabile</strong>. Se gli interventi di manutenzione ordinaria riguardano immobili strumentali l’Iva è al 21%, se riguardano immobili a prevalente uso abitativo privato è al 10%. Al momento l’aliquota ridotta non ha scadenza.</p>
<p><strong>Esempi di lavori ordinari.</strong> I lavori di manutenzione ordinaria sono finalizzati a tutelare l’integrità della costruzione e la conservazione della sua funzionalità, senza alterare l’aspetto esteriore dell’edificio. Tra questo tipo di interventi rientrano:<br />
– demolizione e ricostruzione totale o parziale dei pavimenti (maioliche, parquet, linoleum);<br />
– rifacimento pavimentazioni esterne e manti di copertura con medesimi materiali;<br />
– riparazione e manutenzione degli impianti per servizi accessori (idraulico-fognari, allontanamento acque meteoriche, illuminazione, riscaldamento, ventilazione) tali da non comportare la creazione di nuovi volumi tecnici;<br />
– redistribuzione degli spazi interni di un appartamento mediante demolizione di tramezzi e modifica delle ripartizione delle stanze;<br />
– rivestimenti e tinteggiature (anche pulitura facciate) di prospetti esterni senza modificare i preesistenti materiali e colori;<br />
– tinteggiatura e rifacimento di intonaci interni;<br />
– sostituzione di tegole e delle altre parti deteriorate per lo smaltimento delle acque (comprese le grondaie) e il rinnovo delle impermeabilizzazioni;<br />
– riparazione di balconi, terrazze con le relative pavimentazioni, balaustre;<br />
– riparazioni di recinzioni, grondaie, comignoli, parapetti;<br />
– sostituzione degli impianti citofonici;<br />
– sostituzione degli infissi esterni e dei serramenti senza modificare i materiali esistenti (finestre, persiane, serrande, porte, vetrine di negozi);<br />
– installazione di beni significativi (ascensori e montacarichi, infissi esterni ed interni, caldaie, videocitofoni, apparecchi di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza, tende da sole o zanzariere).</p>
<p><strong>2. Lavori di manutenzione straordinaria.</strong></p>
<p><strong>Cosa sono. </strong> I lavori di “manutenzione straordinaria” sono quelli che riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso.</p>
<p><strong>Titoli abilitativi richiesti</strong>. Per questa tipologia di interventi va richiesta la DIA al Comune in cui è situato l’immobile. Essa deve essere corredata da: i dati identificativi dell’impresa alla quale si affidano i lavori, la relazione tecnica e gli elaborati progettuali a firma di un tecnico abilitato da cui risulti la conformità degli interventi agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti.</p>
<p><strong>Iva applicabile</strong>. Vale la stessa regola dei lavori ordinari. Se gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano immobili strumentali l’Iva è al 21%, se riguardano immobili a prevalente uso abitativo privato è al 10%. Al momento l’aliquota ridotta non ha scadenza.</p>
<p><strong>Esempi di lavori straordinari.</strong> Sono classificati come interventi di manutenzione straordinaria:<br />
– sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale e di tipologia di infisso;<br />
– realizzazione e adeguamento di canne fumarie, centrali termiche, scale di sicurezza, impianti di ascensori;<br />
– modifica dei materiali e dei colori di facciata degli edifici (intonaci e tinteggi);<br />
– realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio;<br />
– demolizione o sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti;<br />
– realizzazione, integrazione o eliminazione di servizi-igienico sanitari o tecnologici senza alterazione dei volumi e delle superfici;<br />
– consolidamento delle strutture di fondazione e in elevazione, opere di sottomurazione e di deumidificazione, nonché interventi di consolidamento nel sottosuolo;<br />
– rifacimento o spostamento di scale interne e rampe, demolizione e ricostruzione di pareti divisorie;<br />
– realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio;<br />
– realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;<br />
– interventi finalizzati al risparmio energetico;<br />
– interventi di messa a norma degli edifici ai sensi della L. 46/90 (adeguamento impianti elettrici, idraulici e per l’erogazione del gas);<br />
– realizzazione di manufatti esterni per la protezione dei contatori.</p>
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		<title>GOOD WOOD 2013. SOSTENIBILITA’, TECNOLOGIA, INNOVAZIONE. SALERNO 6-7-8 DICEMBRE 2013</title>
		<link>http://www.progettoenergiazero.it/good-wood-2013-sostenibilita-tecnologia-innovazione-salerno-6-7-8-dicembre-2013/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 10:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Good Wood 2013. Sostenibilità, Tecnologia, Innovazione” è l’appuntamento da non perdere nel calendario degli eventi del settore. Promosso ed organizzato dalla ns. Associazione “Progetto Energia Zero”, si svolgerà a Salerno dal 6 all’8 dicembre 2013. Con la prima edizione di “Good Wood 2013” si vuole aprire un capitolo: un appuntamento annuale interamente rivolto al mondo delle strutture in legno in un mercato, come quello del Sud Italia, ancora vergine su cui investire in informazione e formazione, con grandi prospettive di successo. Sede dell’Evento è la città di Salerno durante il pieno dell’imperdibile appuntamento con le “Luci d’artista”. Salerno, città riferimento </p>
<p>L'articolo <a href="http://www.progettoenergiazero.it/good-wood-2013-sostenibilita-tecnologia-innovazione-salerno-6-7-8-dicembre-2013/">GOOD WOOD 2013. SOSTENIBILITA’, TECNOLOGIA, INNOVAZIONE. SALERNO 6-7-8 DICEMBRE 2013</a> proviene da <a href="http://www.progettoenergiazero.it">Progetto Energia Zero</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Good Wood 2013. Sostenibilità, Tecnologia, Innovazione” è l’appuntamento da non perdere nel calendario degli eventi del settore. Promosso ed organizzato dalla ns. Associazione “Progetto Energia Zero”, si svolgerà a Salerno dal 6 all’8 dicembre 2013.</p>
<p>Con la prima edizione di “Good Wood 2013” si vuole aprire un capitolo: un appuntamento annuale interamente rivolto al mondo delle strutture in legno in un mercato, come quello del Sud Italia, ancora vergine su cui investire in informazione e formazione, con grandi prospettive di successo.</p>
<p><span id="more-62"></span></p>
<p>Sede dell’Evento è la città di Salerno durante il pieno dell’imperdibile appuntamento con le “Luci d’artista”. Salerno, città riferimento nell’Italia Meridionale per sensibilità ambientale ed innovazione tecnologica e fortemente sensibile alla divulgazione del costruire sostenibile.<br />
L’intero Complesso Monumentale di Santa Sofia, sito in piazza Abate Conforti, nel cuore storico della città, sarà interessato dall’approfondimento tecnico/scientifico sulle caratteristiche e potenzialità degli edifici in legno, che coniugano il sapere antico con le modalità del costruire e del vivere contemporaneo, l’innovazione, la tecnologia e la sostenibilità.</p>
<p>Tra gli ambiziosi obiettivi dell’Evento vi è quello di sfatare i falsi miti che accompagnano le strutture in legno, preconcetti legati troppo spesso ad un forviante retaggio culturale.</p>
<p>Ma quali sono oggi i sistemi costruttivi tecnologicamente più avanzati in grado di garantire confort, sostenibilità e risparmio energetico?<br />
Good Wood 2013 è rivolto ad approfondire questi aspetti attraverso il confronto-dibattito con i principali operatori ed esperti del settore. Presenti all’evento relatori di fama nazionale e internazionale che illustrano le best practices che sono alla base di una progettazione efficiente, in un mercato alla continua ricerca di tecnici qualificati.</p>
<p>MODALITÀ DI SVOLGIMENTO<br />
Attraverso un format monotematico e totalmente dedicato sarà presentato un mercato forte, stimolante e sostenibile.<br />
L’evento si svolgerà attraverso un format totalmente dedicato di convegni, seminari, esposizioni ed eventi di ludici di intrattenimento.</p>
<p>Conferenze.<br />
L’area dedicata ospiterà incontri tecnico/scientifici con l’obiettivo di dare risposta alle molte domande dei tecnici che si avvicinano a questo modo di progettare e costruire. Un dibattito, diviso in due giornate, dove prenderanno parola:<br />
&#8211; ARCA, ARchitettura Comfort Ambiente è il primo sistema di certificazione ideato e realizzato esclusivamente per edifici con struttura portante in legno.<br />
&#8211; IVALSA – CNR, Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche.<br />
&#8211; Docenti del settore.<br />
&gt;&gt;&gt; info Convegno</p>
<p>Esposizione.<br />
Sarà allestita una mostra di settore a scopo divulgativo, alla quale parteciperanno esclusivamente aziende produttrici di case in legno e carpenteria lignea in genere.<br />
&gt;&gt;&gt; info esposizione</p>
<p>Match Meeting.<br />
L’area dedicata all’incontro diretto tra Aziende Partner, tecnici e imprese, occasione per la creazione di contatti e benefici incrociati.<br />
&gt;&gt;&gt; info Match Meeting</p>
<p>Workshop.<br />
Un’area dedicata a seminari su argomenti divulgativi e formativi. Della durata di tre giorni avrà come tema la progettazione di un edificio con struttura in legno: ad affiancare i candidati saranno tutor con esperienza nel settore e nella progettazione bioclimatica, i quali illustreranno le best practices e rispondendo alle domande dei partecipanti.<br />
&gt;&gt;&gt; info Workshop</p>
<p>Eventi collaterali.<br />
Tenendo presente che l’Evento sarà rivolto ad un vasto pubblico, saranno previste ulteriori occasioni di aggregazione. Corsi, esposizioni e momenti di svago faranno da cornice al fitto programma di appuntamenti tecnici.</p>
<p>Con queste premesse l’evento vuole essere un evento di aggregazione culturale e di divulgazione. L’occasione è imperdibile per scendere tra la folla, coinvolgendo i tecnici ed indicando una prospettiva di crescita sostenibile.</p>
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		<title>I VANTAGGI DEL LEGNO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2018 10:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il legno è sempre stato fondamentale per l’uomo che, pur con modalità e criteri diversi, determinati soprattutto dalle risorse forestali disponibili, dal clima e dall’evoluzione culturale, ne ha ricavato legna per riscaldarsi e cuocere i cibi, travature, attrezzi e vari assortimenti da lavoro. Storicamente, era considerato il materiale per eccellenza (nella bibbia, ad esempio, il termine legno è sinonimo di “materiale” ed ha fornito un valido contribuito allo sviluppo della nostra civiltà. Carpenteria, falegnameria, arredamento, ma anche carta, imballaggi, giocattoli, strumenti musicali, componenti per la nautica e il settore dei trasporti, sono solo alcuni esempi di quanto il legno faccia </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il legno è sempre stato fondamentale per l’uomo che, pur con modalità e criteri diversi, determinati soprattutto dalle risorse forestali disponibili, dal clima e dall’evoluzione culturale, ne ha ricavato legna per riscaldarsi e cuocere i cibi, travature, attrezzi e vari assortimenti da lavoro. Storicamente, era considerato il materiale per eccellenza (nella bibbia, ad esempio, il termine legno è sinonimo di “materiale” ed ha fornito un valido contribuito allo sviluppo della nostra civiltà.</p>
<p>Carpenteria, falegnameria, arredamento, ma anche carta, imballaggi, giocattoli, strumenti musicali, componenti per la nautica e il settore dei trasporti, sono solo alcuni esempi di quanto il legno faccia parte integrante della realtà quotidiana e il suo impiego copra le più svariate applicazioni. L’approfondimento della sua conoscenza come materia prima e materiale si è registrato maggiormente in quei Paesi ove esso era più abbondante e costituiva una risorsa economica primaria (ad esempio, nei Paesi nordici). In tali aree geografiche si sono sviluppati una vera e propria “cultura del legno” e suoi impieghi prevalentemente funzionali (per isolamento termico) e strutturali (per la costruzione di abitazioni civili).</p>
<p><span id="more-57"></span></p>
<p>In Italia, soprattutto negli ultimi decenni, il legno ha avuto un ruolo secondario ed è stato superato da altri materiali ritenuti più moderni. D’altra parte, almeno nel nostro Paese, manca la dovuta attenzione al legno nella formazione dei progettisti i quali, non conoscendone a fondo le proprietà e le caratteristiche intrinseche, per alcuni pregiudizi radicati e per le responsabilità previste dalla legislazione vigente, molto spesso non lo considerano o lo usano in maniera inadeguata (ad esempio, con eccessivi sovradimensionamenti che fanno lievitare i costi delle strutture e ne alterano le potenzialità estetiche e architettoniche), relegandone per lo più l’impiego ove prevalgono le funzioni estetico – decorative. Di recente, il legno sta invece riscuotendo un rinnovato interesse, trainato soprattutto dalle evoluzioni tecnologiche intercorse (nel campo, ad esempio, degli adesivi e del lamellare) e dall’emergere di una serie di considerazioni tecniche ed ecologiche che gli hanno consentito non solo di recuperare importanza, ma addirittura di assumere posizioni di vantaggio rispetto ai materiali alternativi.</p>
<p><strong><i>Ottima coibentazione</i></strong>. Le strutture in legno permettono di ottenere edifici  a basso consumo: è facile realizzare un abitazione in Classe A, o con alcuni accorgimenti una casa passiva (una abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale, ovvero senza l’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili). L’edilizia strutturale in legno consente di limitare i cosiddetti ponti termici (una discontinuità nei materiali costruttivi che genera anomale trasmissioni e dispersioni della temperatura), rendendo l’involucro dell’ambiente più protetto in ogni sua parte.</p>
<p><strong><i>Ottimo comportamento antisismico</i></strong>. Le case in legno resistono molto bene ai terremoti e subiscono meno danni di altri materiali da costruzione (non è un caso che viene generalmente preferito nelle aree ad alta sismicità). L’intensità dell’azione sismica che investe un fabbricato è direttamente proporzionale alle masse: strutture realizzate con materiali leggeri come il legno hanno masse ridotte (quasi un terzo di una realizzata in cemento armato). La combinazione di pannelli di legno e connessioni metalliche (viti, chiodi, profili metallici) che lo compongono, incrementano grazie alla loro duttilità la capacità dell’edificio di dissipare l’energia del sisma. In virtù della sua leggerezza il legno si adatta benissimo ad essere utilizzato in edifici già esistenti (realizzati con qualsiasi tecnica costruttiva) per ampliamenti e sopraelevazioni. In un tempo molto più breve che con altri materiali da costruzione è possibile avere una maggiore superficie utile senza compromettere la struttura esistente, diminuendo il peso delle pareti e della copertura.</p>
<p><strong><i>Buona resistenza al fuoco.</i></strong> Le sue qualità meccaniche si rivelano estremamente interessanti anche in caso di incendio. Pur essendo un materiale combustibile (a differenza di cemento e acciaio), le strutture in legno presentano una buona resistenza al fuoco, con un comportamento prevedibile e quindi sicuro. Il legno infatti, brucia lentamente perché la carbonizzazione procede dall’esterno verso l’interno della sezione, formando progressivamente uno strato carbonizzato che protegge il nucleo (il carbone è un ottimo isolante, addirittura 4 volte migliore del legno) senza immissione nell’aria di fumi tossici. La rottura avviene dunque per la progressiva riduzione della sezione resistente e non per improvviso decadimento delle sue caratteristiche meccaniche. Inoltre le strutture possono essere trattate con vernici particolari, naturali e ignifughe che in caso di incendio possono resistere fino a temperature di 1500°C e far carbonizzare solo la superficie proteggendo la struttura interna per parecchie ore.</p>
<p><strong><i>Biosostenibilità</i>.</strong> Nella fase di produzione il legno richiede un bassissimo consumo di energia, di molto inferiore a quella necessaria per la produzioni di altri materiali edili come il cemento o l’acciaio. Inoltre il legno utilizzato per costruire case è un materiale ecologico e totalmente rinnovabile; esso può essere trasformato e riutilizzato in modi differenti: dall’utilizzo come combustibile, alla produzione di pannelli, trucioli, alla produzione di carta, coibenti, concimi e altro. Il legno pertanto consente di realizzare edifici sostenibili con il minimo inquinamento ambientale.  Infine il legno utilizzato nelle costruzioni proviene da foreste a taglio programmato, per questo possiamo considerarlo a tutti gli effetti un “materiale rinnovabile”.</p>
<p><strong><i>Flessibilità progettuale.</i></strong> La versatilità delle strutture in legno consente di progettare forme e dimensioni la cui realizzazione con materiali tradizionali sarebbe difficile o impossibile. Le case realizzate con il sistema “Platform Frame” oppure in “X-Lam” sono compatibili con qualunque tipo di progetto, indipendentemente dalla sua complessità.</p>
<p><strong><i>Salute.</i> </strong>L’utilizzo di pareti in legno migliora il confort delle abitazioni. Il legno infatti è un materiale traspirante, con ottime proprietà termiche che garantisce un elevato comfort naturale sia in giornate secche sia in giornate umide. Inoltre il legno offre una buona schermatura naturale contro le radiazioni elettromagnetiche, impedendo alle stesse di penetrare all’interno degli spazi abitativi.</p>
<p><strong><i>Tempi brevi bassi costi.</i></strong> La progettazione dettagliata e i componenti prefabbricati garantiscono tempi di costruzioni brevi e con molti meno imprevisti. È dunque possibile costruire una casa in pochi mesi, risparmiando così sui finanziamenti e rispettando i tempi di consegna.</p>
<p><strong><i>Protezione dal rumore.</i></strong> Il legno ha buone proprietà di assorbimento acustico, grazie ad una combinazione di strati a densità diverse (pareti, coibente, rivestimento) e ad un accurato studio delle connessioni (che potrebbero trasformarsi in pericolosi ponti acustici) consente di realizzare edifici in grado di rispettare anche i requisiti acustici più severi. Le sue buone proprietà di assorbimento acustico lo rendono inoltre ideale per essere impiegato nella realizzazione di auditorium, sale da concerti, mense scolastiche, chiese e ambienti a forte aggregazione.</p>
<p><strong><i>Durabilità.</i></strong> La struttura di una casa in legno va sempre protetta dagli agenti atmosferici ed è in grado di durare secoli se ben progettata e costruita (ci sono solai lignei in ottimo stato realizzati oltre tre secoli fa, e si ricorda come le più antiche imbarcazioni naviganti siano in legno). Il rivestimento esterno può essere sia in legno a vista che con un rivestimento a cappotto termico intonacato. Nel primo caso la manutenzione dovrà essere leggermente superiore a quella richiesta da una casa realizzata con materiali “convenzionali”, mentre nel secondo la manutenzione è praticamente identica a quella prevista per una struttura tradizionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>STRUTTURA DEL LEGNO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2018 10:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il legno possiede caratteristiche che lo differenziano molto dagli altri materiali. Esso è anzitutto “rinnovabile”, in quanto viene ricavato da organismi viventi ( gli alberi) e quindi la messa a dimora di nuove piante negli spazi lasciati liberi dalle operazioni di taglio permette di ricostruire in tempi ragionevoli il patrimonio forestale. Possiede buone caratteristiche meccaniche, una bassa densità un notevole potere coibentante, un aspetto gradevole, è facilmente lavorabile ed infine è biodegradabile o in ogni caso facilmente smaltibile. Accanto a queste qualità positive, ce ne sono altre che rendono questo materiale piuttosto difficile. Esso infatti, analogamente ai materiali compositi rinforzati con </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il legno possiede caratteristiche che lo differenziano molto dagli altri materiali. Esso è anzitutto “rinnovabile”, in quanto viene ricavato da organismi viventi ( gli alberi) e quindi la messa a dimora di nuove piante negli spazi lasciati liberi dalle operazioni di taglio permette di ricostruire in tempi ragionevoli il patrimonio forestale. Possiede buone caratteristiche meccaniche, una bassa densità un notevole potere coibentante, un aspetto gradevole, è facilmente lavorabile ed infine è biodegradabile o in ogni caso facilmente smaltibile. Accanto a queste qualità positive, ce ne sono altre che rendono questo materiale piuttosto difficile. Esso infatti, analogamente ai materiali compositi rinforzati con fibre, è isotropo, ovvero le sue caratteristiche fisiche e meccaniche cambiano notevolmente al variare della direzione.</p>
<p>Inoltre è igroscopico e quindi varia il suo contenuto di umidità e il suo volume a secondo delle condizioni ambientali; le sue caratteristiche sono inoltre fortemente influenzate dalla presenza di difetti quali nodi e fessurazioni o da danni provocati da microrganismi (insetti, funghi) o da eventi fisici come lesioni del tronco a folgorazioni, urti, ecc. I pregi, però, di questo materiale superano ampiamente i difetti, per cui, nonostante la concorrenza delle materie plastiche, del calcestruzzo, delle leghe metalliche, il legno è utilizzato da moltissime industrie per un gran numero di applicazioni. Infine, la messa a punto di semilavorati derivati dal legno (pannelli, compensati ecc..) con caratteristiche sempre più avanzate e la tendenza a usare sempre più materiali “naturali” riciclabili o rinnovabili fanno prevedere nel prossimo futuro un aumento notevole dei consumi di questa materia prima.</p>
<p><span id="more-55"></span></p>
<p>La fonte di approvvigionamento del legno è costituita dagli alberi. Essi sono composti dalle radici, che hanno la funzione di ancorare la pianta al suolo e di assumere dal terreno l’acqua e le sostanze nutrienti, dal fusto (o tronco) che conduce le soluzioni dalle radici alle parti aeree, e infine dalla chioma, costituita dai rami e dalle foglie. I principali tipi di alberi sono costituiti dalle conifere (o gimnosperme) e dalle latifoglie (angiosperme). I legni ricavati dalle conifere vengono definiti dolci (softwood secondo la nomenclatura anglosassone), mentre quelli ricavati dalle latifoglie vengono definiti duri (hardwood). La classificazione in legni dolci e duri è tradizionale e spesso non ha riscontro con la realtà: esistono infatti alcune latifoglie (balsa e pioppo) i cui legni sono molto più teneri (dolci) di quelli di alcune conifere (tasso e pitchpine). Le conifere sono diffuse essenzialmente nelle zone settentrionali e nelle zone temperate, dove possono formare dei boschi misti con le latifoglie. Quest’ultime sono diffuse anche in zone tropicali ed equatoriali. All’equatore, le foreste pluviali, che sono le più estese, occupano il 7% della superficie terrestre. Esse, però, sono in contrazione alla velocità di 40 ettari al minuto. Questo rapido processo di deforestazione è dovuto alla necessità dei paesi più poveri di procurarsi, mediante l’esportazione di legni pregiati, i capitali necessari per importare i beni strumentali e le materie prime indispensabili per alimentare le loro economie.</p>
<p>Il legno rappresenta il tessuto del tronco, dei rami e delle radici di un albero e degli arbusti. Esso viene prodotto da uno strato di forma anulare detto “cambio”. Da esso, durante il periodo vegetativo, si differenziano nella parte interna le cellule del legno (xilema) e nella parte esterna le cellule del libro (floema), che forma la parte più interna della corteccia), la cui crescita è decisamente inferiore a quella del legno. Fondamentalmente la struttura del legno può essere esaminata a cinque livelli : a livello della struttura del tronco; a livello della struttura macroscopica; a livello della struttura microscopica; a livello della struttura nanoscopica; a livello della struttura molecolare.</p>
<p><i>Struttura del legno a livello del tronco.</i><b><i> </i></b>Osservando la sezione di un tronco non scortecciato, si possono riconoscere ad occhio nudo, a seconda della specie legnosa, dall’esterno verso l’interno:</p>
<ul>
<li>la corteccia, divisibile in esterna ed interna (libro);</li>
<li>il legno costituente la parte principale con l’alburno ed il durame più o meno distinguibili (legno differenziato o indifferenziato), con gli anelli di accrescimento, con i raggi midollari e gli altri tessuti.</li>
<li>il midollo al centro, di scarsa compattezza.</li>
</ul>
<p>Il cambio, che si trova tra corteccia e legno, è riconoscibile solo a livello microscopico.  Nel suo primo anno di crescita, l’albero produce il cosiddetto “legno giovanile”, che si trova nel centro del tronco immediatamente vicino al midollo. Nelle Conifere, il legno giovanile si contraddistingue da quello maturo per le seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li>anelli di accrescimento più ampi;</li>
<li>minore massa volumica;</li>
<li>resistenza e rigidezza da 50 a 70% inferiori.</li>
</ul>
<p>Tra il quinto ed il ventesimo anno di crescita, le caratteristiche del legno migliorano gradualmente fino a raggiungere, all’incirca dal ventesimo anno di crescita, nel legno maturo, le “normali” proprietà del legno da noi conosciute. Il legno nelle vicinanze del midollo presenta, pertanto, una resistenza nettamente inferiore di quello lontano da esso. Per questa ragione, nella classificazione a vista del legno secondo la resistenza, la presenza del midollo non è ammessa nella categoria S13.</p>
<p>Con l’invecchiamento dell’albero, il legno si divide in alburno e durame mediante fenomeni di duramificazione. L’alburno circonda il durame ed è, di regola, più chiaro. L’alburno è costituito da cellule vive e fisiologicamente attive; esso ha funzione conduttrice dell’acqua e di immagazzinamento. L’ampiezza dell’alburno è molto variabile. L’alburno è generalmente poco durevole ed è, quindi, meno resistente del durame alle alterazioni biologiche indotte da funghi ed insetti. Il durame si forma in tutti gli alberi. La sua formazione comincia da una ben determinata ampiezza dell’alburno. Il durame comprende le zone interne del legno. Esso è costituito da cellule morte ma assolve ancora la funzione di sostegno ed è importante per la rigidezza e la stabilità dell’albero. Fondamentalmente si distingue tra:</p>
<ul>
<li>durame differenziato obbligatoriamente: immagazzinamento delle sostanze duramificanti nella parete cellulare (simile ad un “impregnamento” della parete cellulare) → spesso maggior resistenza agli attacchi fungini;</li>
<li>durame differenziato facoltativamente: immagazzinamento delle sostanze duramificanti sulla parete cellulare → scarsa resistenza agli attacchi fungini.</li>
</ul>
<p>Oltre alla maggiore durabilità del durame differenziato obbligatoriamente, il durame colorato (differenziato) possiede altre proprietà fisico-meccaniche diverse da quelle dell’alburno: è di regola più scuro, più secco, più pesante, più duro e spesso più difficilmente impregnabile.</p>
<p><i>Struttura del legno a livello macroscopico. </i>Struttura, disposizione, forma e grandezza dei tessuti o degli insiemi risultanti da diversi tipi di cellule (da cui risulta l’aspetto di una specie legnosa) hanno carattere macroscopico, ovvero sono riconoscibili ad occhio nudo o per lo meno con una lente d’ingrandimento. Al contrario, la struttura delle singole cellule può essere osservata solo con un microscopio. Soltanto i vasi, che conducono la linfa greggia (acqua e ioni minerali) sono, per numerosi legni, tanto grandi da essere visibili a livello macroscopico come pori, in sezione trasversale, o come canali porosi, in sezione longitudinale.</p>
<p><i>Struttura del legno a livello microscopico. </i>Il legno è costituito da milioni di cellule di diverso tipo, grandezza, forma, numero e distribuzione. Cellule dello stesso tipo si presentano raggruppate nei cosiddetti tessuti. In relazione alle tre funzioni principali del legno (sostegno, conduzione ed immagazzinamento), i tessuti si dividono in: tessuto meccanico fondamentale o di sostegno, tessuto conduttore e tessuto parenchimatico o di riserva (Tabella 1.1). Inoltre vi sono eventualmente anche tessuti secondari: tessuto secretore (ad es. i canali resiniferi) e tessuti anomali (ad es. lesioni, legni di reazione). Le cellule sono di forma allungata con cavità centrale (lumen). La forma della loro sezione può essere poligonale o circolare. La maggior parte delle cellule del legno sono disposte parallelamente all’asse del tronco o meglio “in direzione della fibratura”. Perpendicolarmente ad essa, ovvero orizzontalmente per un albero in piedi, vi sono numerosi aggregati nastriformi di cellule indicati come “raggi del legno”. Cellule contigue comunicano direttamente per mezzo di aperture (pori) nella due pareti terminali (apicali) che hanno funzione conduttrice della linfa.</p>
<p><i>Struttura del legno a livello nanoscopico. </i>La parete cellulare è strutturata come un materiale fibroso composto. Nelle tracheidi delle Conifere e nelle fibre libriformi delle Latifoglie, le pareti cellulari sono formate da tante lamelle di fibrille di cellulosa in una matrice di lignina che, mediante le emicellulose, costituiscono una rete a maglie e sono collegate tra loro. Due tracheidi di Conifere, o due fibre di Latifoglie, contigue vengono collegate mediante la lamella mediana (LM). Da entrambi i lati si deposita, per ogni cellula, una parete primaria (P) molto sottile. Su di essa segue la parete secondaria (S), che è costituita da tre strati (S1, S2 e S3) e rappresenta la parte più cospicua della parete cellulare. Dal punto di vista strutturale è importantissimo lo strato S2, il cui spessore rappresenta il 70-90% dello spessore totale della cellula. In questo strato le fibrille sono disposte a spirale, formando un angolo θ con l’asse della cellula. Questo angolo assume valori attorno ai 45° nei legni delle gimnosperme, mentre nei legni delle angiosperme assume valori più bassi (10-20°). La parete primaria è costituita da fibrille disposte disordinatamente e da sostanze pectiche ed emicellulosa. La parete più interna della cellula è molto sottile ed è costituita da sostanze pectiche, emicellulosa e fibrille di cellulosa disposte ad elica con un angolo θ molto vicino ai 90°.</p>
<p><i>Struttura del legno a livello molecolare. </i>Il legno è costituito essenzialmente da circa 50% di carbonio (C), 44% di ossigeno (O) e 6% di idrogeno (H), da un contenuto medio di ceneri pari a 0,2-0,3% (→ sostanze minerali) e da un contenuto di azoto inferiore allo 0,1%. La composizione esatta dipende dal tipo di albero ed oscilla lievemente anche all’interno di uno stesso tronco. Le differenti proprietà del legno non sono determinate dal contenuto in percentuale degli elementi chimici ma dai differenti legami chimici e fisici degli stessi. Il legno è un materiale composito costituito dalle sostanze a struttura macromolecolare formanti il complesso delle pareti cellulari, ovvero cellulosa, emicellulose e lignina, presenti in gran quantità, e da sostanze di natura diversa a struttura micromolecolare, presenti in ben più limitata quantità. La cellulosa, polisaccaride composto da unità ripetute del monomero di glucosio, è il costituente caratteristico delle pareti cellulari delle piante e ne determina largamente la loro struttura. Essa forma nella parete cellulare una gerarchia di strutture fibrillari, parzialmente legate una all’altra per mezzo di una matrice omogenea costituita da pectina ed emicellulose. Si può quindi definire la cellulosa come l’ossatura della parete cellulare. Essa conferisce alle celle elevata stabilità della forma ed in particolare elevata resistenza a taglio ed a flessione. Le emicellulose rappresentano, nel collegamento con la cellulosa, il “partner” facilmente deformabile, in modo che il materiale composito possa rimanere flessibile ed elastico. Contrariamente alla cellulosa, con le sue lunghe molecole a catena, la lignina, amorfa e formante una rete tridimensionale, non è elastica. Non si presenta come costituente indipendente ma si deposita (“incrosta”) durante la lignificazione (ultima fase della formazione della parete cellulare). Con questo processo si riduce sensibilmente l’estensibilitá delle pareti cellulari mentre rigidezza e resistenza a compressione sono significativamente più elevate. La parete cellulare è quindi un corpo misto di cellulosa resistete a trazione e lignina resistente a compressione, simile all’acciaio nel calcestruzzo di un elemento di calcestruzzo armato o alle fibre nei materiali compositi sintetici. Le sostanze contenute nel legno (per es. sostanze pectiche) appartengono alle più differenti categorie chimiche e sono, per tipo e quantità, caratteristiche delle rispettive specie legnose. Sebbene rappresentino solo una piccola percentuale della massa del legno, queste sostanze hanno una grande influenza sulle sue caratteristiche chimiche, biologiche e fisiche, ed un diretto effetto sulle sue caratteristiche meccaniche molto piccolo o nullo.</p>
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