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		<title>Picchio</title>
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			<title>Picchio</title>
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			<title>Lettieri FN servono risposte su Pronto Soccorso Pineta Grande</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/982-lettieri-fn-servono-risposte-su-pronto-soccorso-pineta-grande.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=982:lettieri-fn-servono-risposte-su-pronto-soccorso-pineta-grande&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/937d96879d6edd9b329e7774b441a1f4_S.jpg" alt="lettieri-fn-servono-risposte-su-pronto-soccorso-pineta-grande" /></a><p>Castel Volturno, Fico in piazza contro il CPR. Ma sul pronto soccorso servono risposte<br /> <br /> Immigrazione, sicurezza, legalità e diritto alla salute: il territorio ha bisogno di uno Stato presente, di controlli efficaci e di istituzioni capaci di affrontare i problemi reali.<br /> <br /> Castel Volturno non può più essere raccontata soltanto attraverso le emergenze, né può diventare terreno di una contrapposizione ideologica tra chi invoca sicurezza e chi richiama l'accoglienza. La realtà di questo territorio è molto più complessa e merita un approccio serio, capace di affrontare le criticità senza negarle e senza trasformarle in uno strumento di propaganda.<br /> <br /> Qui il tema dell'immigrazione si intreccia da anni con difficoltà sociali, economiche, abitative e di sicurezza, con il fenomeno dello sfruttamento e con la presenza di sacche di illegalità che richiedono un intervento costante delle istituzioni.<br /> <br /> La presenza straniera è una componente significativa della realtà locale. Secondo i dati demografici riferiti al 2024, a Castel Volturno risultavano 5.803 residenti stranieri, pari al 18,88% della popolazione. Un dato che descrive la popolazione regolarmente residente, ma che non consente di quantificare le presenze irregolari, né di trarre conclusioni automatiche sulla sicurezza o sulla criminalità. Sono distinzioni necessarie, soprattutto quando si affrontano questioni tanto delicate.<br /> <br /> Immigrazione regolare e immigrazione irregolare non sono la stessa cosa.<br /> <br /> Chi vive e lavora regolarmente nel nostro Paese, chi contribuisce alla nostra economia, chi cresce i propri figli e rispetta le leggi non può essere confuso con chi soggiorna irregolarmente o con chi commette reati. La cittadinanza straniera, da sola, non costituisce un indicatore di pericolosità.<br /> <br /> Allo stesso tempo, il rispetto delle regole non può essere facoltativo. Uno Stato credibile deve sapere chi entra nel proprio territorio, garantire procedure di identificazione efficaci, contrastare i trafficanti di esseri umani, combattere il lavoro nero, lo sfruttamento e ogni forma di criminalità, tutelando le vittime e assicurando condizioni di legalità.<br /> <br /> È in questo contesto che va affrontato il tema dei Centri di permanenza per i rimpatri.<br /> <br /> Il CPR non è un centro di accoglienza e non è un carcere destinato genericamente agli immigrati. È una struttura nella quale, nei casi e alle condizioni previsti dalla legge, può essere disposto il trattenimento amministrativo di cittadini stranieri in vista dell'esecuzione di un provvedimento di rimpatrio, quando ricorrono i presupposti normativi e non sia possibile procedere altrimenti. Il trattenimento è soggetto a garanzie e controlli giurisdizionali.<br /> <br /> Non tutte le persone straniere irregolarmente presenti possono essere automaticamente trattenute o rimpatriate. Occorre rispettare le procedure, valutare le eventuali richieste di protezione internazionale, le condizioni individuali e i divieti di espulsione e respingimento previsti dall'ordinamento.<br /> <br /> La funzione di un CPR è dunque quella di rendere effettive, nei casi consentiti, le decisioni di rimpatrio. Perché una politica migratoria non può limitarsi agli annunci: deve essere in grado di dare seguito alle decisioni legittimamente adottate.<br /> <br /> Per questo riteniamo che il tema dei CPR debba essere affrontato senza pregiudizi ideologici, ma anche senza semplificazioni.<br /> <br /> Un centro, da solo, non risolve il fenomeno dell'immigrazione irregolare. Servono controlli sul territorio, cooperazione con i Paesi di origine, accordi efficaci, procedure amministrative funzionanti, rimpatri nel rispetto della legge e una presenza stabile delle forze dell'ordine.<br /> <br /> E soprattutto, a Castel Volturno, servono interventi che vadano oltre il perimetro di una singola struttura: recupero delle aree degradate, contrasto agli insediamenti abusivi, tutela ambientale, servizi sociali, sostegno alle famiglie, opportunità di lavoro regolare e attenzione alle comunità che da troppo tempo vivono situazioni di fragilità.<br /> <br /> Anche la scelta del sito, la sostenibilità dell'intervento, l'impatto sul territorio e il confronto con gli amministratori e i cittadini devono essere affrontati con trasparenza. La legalità non esclude il dialogo con le comunità locali. Al contrario, lo rende indispensabile.<br /> <br /> La sicurezza non è uno slogan elettorale: è una condizione essenziale per la libertà delle persone, per la dignità del lavoro e per la qualità della vita dei residenti.<br /> <br /> C'è poi una questione politica sulla quale il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, deve fornire risposte.<br /> <br /> Fico ha espresso pubblicamente la propria contrarietà al CPR, ha richiamato la necessità di rigenerare il territorio e ha partecipato alla mobilitazione del 24 ottobre. La sua è una posizione politica legittima. Ma governare una Regione significa anche assumersi responsabilità concrete verso i cittadini, soprattutto quando si affrontano problemi che rientrano direttamente nelle competenze regionali.<br /> <br /> Il caso del Pineta Grande Hospital è emblematico.<br /> <br /> La vicenda del pronto soccorso, già interessato da una riduzione delle attività, ha acceso un forte allarme sul futuro del presidio sanitario. Il rischio di interruzione del servizio dal 1° gennaio 2027 è stato sollevato pubblicamente, alimentando la preoccupazione di cittadini, operatori e istituzioni.<br /> <br /> Già il 24 giugno, durante il Consiglio comunale straordinario dedicato alla crisi del presidio, il presidente Fico, invitato, era assente. In quei giorni, rispetto al rischio per il pronto soccorso, aveva dichiarato: «Stiamo lavorando».<br /> <br /> E allora la domanda è inevitabile: quali risultati ha prodotto quel lavoro?<br /> <br /> Quali risorse, quali accordi e quali tempi sono stati individuati per scongiurare l'interruzione di un servizio essenziale? Quali garanzie possono essere offerte ai cittadini del litorale domizio, alle famiglie e ai lavoratori?<br /> <br /> La programmazione sanitaria regionale e i rapporti con le strutture accreditate chiamano in causa precise responsabilità della Regione. Per questo non basta annunciare un impegno: occorre renderlo verificabile attraverso atti, risorse e scadenze.<br /> <br /> Avrei voluto vedere una mobilitazione altrettanto forte per il pronto soccorso di Pineta Grande, per i pazienti, per le famiglie e per chi ogni giorno lavora in quella struttura.<br /> <br /> Non per contrapporre la sanità alla sicurezza, né per mettere in competizione due diritti fondamentali, ma per ricordare che entrambi richiedono istituzioni presenti, capaci di assumersi le proprie responsabilità.<br /> <br /> La Regione non può limitarsi a contestare le scelte del Governo nazionale. Deve dimostrare di saper affrontare anche le emergenze che ricadono direttamente sulle proprie competenze.<br /> <br /> Castel Volturno ha bisogno di una strategia complessiva. Ha bisogno di legalità, sicurezza, servizi, lavoro, sanità e riqualificazione. Ha bisogno di uno Stato che faccia rispettare le regole e di istituzioni locali e regionali che non lascino soli cittadini e amministratori.<br /> <br /> La politica non può essere presente soltanto nelle grandi manifestazioni, per poi scomparire quando arrivano le domande più difficili.<br /> <br /> La sicurezza è un diritto. La salute è un diritto. La legalità è una responsabilità. E i cittadini di Castel Volturno meritano risposte concrete, non nuove promesse.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:57:49 +0100</pubDate>
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			<title>L’illusione della chiarezza e il diritto alla complessità</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/societa/981-l-illusione-della-chiarezza-e-il-diritto-alla-complessita.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=981:l-illusione-della-chiarezza-e-il-diritto-alla-complessita&Itemid=730"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/f3107c7911141734e4eeaad24ed6c748_S.jpg" alt="l-illusione-della-chiarezza-e-il-diritto-alla-complessita" /></a><p>C’è un malinteso che circola con la stessa velocità dei feed che lo producono: che la chiarezza sia un <em>obbligo unilaterale di chi scrive.</em> Se un testo impone una pausa, se la tesi non si dichiara nelle prime tre righe, se il linguaggio chiede di rallentare, la reazione immediata è l’accusa di oscurità, di superbia, di incompetenza comunicativa. L’autore ha fallito. Il lettore, per definizione, non c’entra.</p>
<p><em><strong>È una posizione comoda, e per questo diffusa. Ma rovescia il funzionamento reale della lettura.</strong></em></p>
<p>Alla fine degli anni Sessanta, due filologi tedeschi, <strong>Hans-Robert Jauss</strong> e <em><strong>Wolfgang Iser</strong></em>, fondarono quella che sarebbe diventata nota come la <em>Scuola di Costanza</em>, elaborando una teoria che oggi andrebbe riletta con attenzione: la <em><strong>Teoria della Ricezione</strong></em>. La loro intuizione di fondo era semplice e radicale insieme, <em><strong>un testo non è un oggetto chiuso dal significato immutabile</strong></em>. Prende forma solo nell’atto della lettura, e il lettore non è un ricettacolo passivo in cui il senso si deposita, ma un <em><strong>co-costruttore attivo di ciò che legge.</strong></em></p>
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<p> </p>
<p><strong>Jauss </strong>sviluppò il concetto di <em>“orizzonte di attesa”</em>: ogni lettore si accosta a una pagina portando con sé una struttura di aspettative, competenze sedimentate, pregiudizi culturali e, non di rado, pigrizie consolidate. Quando un testo sfida questo orizzonte <em>— quando richiede uno spostamento cognitivo, quando non si adatta al già noto —</em> si apre una biforcazione. <em><strong>Si può accettare la sfida, oppure rifiutarla e colpevolizzare il testo per averla posta.</strong></em></p>
<p><strong>Iser</strong> andò oltre, introducendo il concetto di <em>Leerstellen</em>, spazi vuoti, non-detti strutturali che ogni opera lascia deliberatamente aperti. <em>Non sono lacune, sono inviti. <strong>Spetta al lettore colmarli con la propria intelligenza</strong></em>, <em><strong>con la propria disponibilità a cooperare con ciò che sta leggendo.</strong></em> Quando questa disponibilità manca, gli spazi vuoti non restano tali ma vengono <em>colonizzati dal pregiudizio</em>, o da qualcosa di più sottile e più dannoso: la soddisfazione di <em><strong>trovare il difetto prima ancora di cercare il senso</strong></em>. Si legge per demolire, non per capire, e la <em><strong>demolizione soddisfa meglio proprio perché non richiede alcuno sforzo autentico.</strong></em></p>
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<p> </p>
<p>Non è un problema recente, ma i meccanismi contemporanei lo amplificano in modo sistematico. Quello che <strong>Nicholas Carr</strong> aveva intuito analizzando la ristrutturazione cognitiva prodotta dalla navigazione ipertestuale — la progressiva erosione della capacità di lettura profonda a favore di uno scorrimento superficiale e discontinuo — <em><strong>oggi si manifesta come norma culturale, non come eccezione patologica.¹</strong></em></p>
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<p><em><strong>Geert Lovink</strong></em> ha descritto con precisione la dinamica delle piattaforme come <em><strong>architettura della gratificazione dell’ego</strong></em>: sistemi progettati per premiare la reazione immediata e penalizzare la riflessione differita.² Il risultato è che il disaccordo intellettuale <em>— che richiederebbe di aver capito prima di contestare — </em>si riduce a pettegolezzo fenomenologico, ovvero un <em><strong>rumore che imita la critica senza averne la struttura.</strong></em></p>
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<p><em><strong>Questo non significa che la complessità sia sempre giustificata. </strong></em>Un testo può essere oscuro per incapacità, e la distinzione tra densità necessaria e opacità evitabile è reale. Ma la diagnosi corretta <em><strong>richiede che si sia prima fatto il proprio lavoro di lettore</strong></em>, cioè che si sia tentato di entrare nella logica del testo, che si siano colmati gli spazi vuoti con buona fede, che si sia <em>accettata la possibilità di non capire subito come punto di partenza, non come verdetto finale.</em></p>
<p><em><strong>“Rivendicare il tempo della comprensione non è nostalgia. È il presupposto minimo senza cui qualunque dibattito, anche il più aspro, resta bloccato al livello del riflesso”</strong></em></p>
<p> </p>
<p><em><strong>Luigi Speciale</strong></em></p>
<p> </p>
<p><em><strong>Bibliografia essenziale</strong></em></p>
<p>¹ N. Carr, <em>Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello</em>, Raffaello Cortina, Milano 2011.</p>
<p>² G. Lovink, <em>L’abisso dei social media. Nuove reti oltre l’economia dei like</em>, Università Bocconi Editore, Milano 2016.</p>]]></description>
			<dc:creator>Luigi Speciale</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:06 +0200</pubDate>
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			<title>Il giornalismo organico che avvelena il dibattito pubblico</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/980-il-giornalismo-organico-che-avvelena-il-dibattito-pubblico.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=980:il-giornalismo-organico-che-avvelena-il-dibattito-pubblico&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/6793dfaeaedce2b3d0e76a48b5f73adc_S.jpg" alt="il-giornalismo-organico-che-avvelena-il-dibattito-pubblico" /></a><p>L’INPS nacque nel 1933 con un nome diverso, Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, INFPS. La sigla originaria non è un dettaglio archivistico da consegnare alla curiosità degli storici, ma il punto di partenza di una domanda che questa analisi intende sviluppare fino in fondo, e cioè chi stia davvero smontando quella tradizione, in nome di cosa, e con quali strumenti. Il sistema previdenziale pubblico italiano non fu costruito da governi socialisti o da costituenti visionari: fu costruito da un regime che aveva capito empiricamente, nel decennio in cui il fallimento del mercato autoregolato era sotto gli occhi di tutti, che esistono funzioni sociali che il mercato non è in grado di svolgere e che solo l’intervento dello Stato può garantire. Quella lezione produsse un’architettura istituzionale che sopravvisse al regime che l’aveva generata, attraversò la Repubblica, e costituisce ancora oggi la spina dorsale del welfare italiano. Che quella stessa architettura sia oggi oggetto di un attacco sistematico, condotto con strumenti tecnici e linguaggio neutro sulle pagine del quotidiano più autorevole del paese, <em><strong>non è una vicenda di politica economica ordinaria ma una vicenda di potere, e come tale va letta.</strong></em> Non come regia occulta di soggetti che si coordinano nell’ombra, ma come effetto strutturale di interessi che si incontrano e si rafforzano reciprocamente senza bisogno di istruzioni condivise, esattamente come accade in ogni sistema egemonico maturo.</p>
<p>La genealogia dell’istituto è tuttavia più antica e più complessa di quanto la narrazione corrente ammetta, e risale a un luogo che quella narrazione preferisce non nominare. Ricostruirla non significa riabilitare il fascismo né rimpiangerne le istituzioni ma significa riconoscere che anche i sistemi costruiti sotto regimi autoritari possono produrre beni sociali reali, e che <em><strong>smontarli non è liberalismo ma regressione storica</strong></em>. La Carta del Carnaro, promulgata l’8 settembre 1920 a Fiume da Gabriele D’Annunzio sulla base di un canovaccio elaborato dal sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris, conteneva già un sistema assistenziale e pensionistico organico, strutturato attorno a corporazioni che rappresentavano le diverse categorie di lavoro e che partecipavano direttamente all’architettura legislativa dello Stato.<sup>1</sup> De Ambris non veniva dalla destra ma veniva dall’interventismo di sinistra e dal sindacalismo rivoluzionario, e la sua <em><strong>visione di una società dei produttori fondata sulla sintesi tra capitale e lavoro </strong></em>era più radicale di quanto il fascismo avrebbe poi effettivamente realizzato.</p>
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<p>Quella visione passò attraverso Fiume, entrò nel dibattito politico italiano degli anni Venti, e trovò il proprio erede istituzionale nella Carta del Lavoro del 1927 e poi nell’INFPS del 1933. Il tramite fu Giuseppe Bottai, primo presidente dell’istituto, che <em><strong>non era un burocrate di regime ma il suo teorico più sofisticato</strong></em>, l’uomo che aveva elaborato la dottrina corporativista come progetto di riorganizzazione integrale della società italiana e che nel 1943 fu tra i firmatari dell’ordine del giorno che rimosse Mussolini dal potere. Che Bottai avesse scritto nel 1938 che le dichiarazioni della Carta del Carnaro costituivano la prima espressione del nuovo ordinamento spirituale e giuridico degli italiani<sup>2</sup> chiude il cerchio genealogico in modo inequivocabile, perché l’architetto dell’INFPS riconosceva esplicitamente il proprio debito con Fiume e <em><strong>con una tradizione che veniva dalla sinistra sindacalista prima ancora che dal fascismo</strong></em>. La risposta alla domanda che percorre questa analisi è quindi più precisa di quanto il paradosso iniziale lasci intendere: fu Mussolini a fare le cose buone, ma il <em><strong>Vate</strong></em>, attraverso De Ambris, a ispirarle. Mussolini le attuò parzialmente attraverso Bottai, e non glielo perdonò mai.<sup>3</sup></p>
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<p><em><strong>Chi oggi smonta l’INFPS non sta correggendo un eccesso del regime ma demolendo qualcosa che nemmeno i costituenti hanno osato toccare.</strong></em></p>
<p>Vale la pena notare che questa genealogia precisa e documentata ha già attraversato i filtri del giornalismo organico. Lo stesso quotidiano autorevole di cui si parlerà nelle pagine seguenti aveva già tentato, in un articolo pubblicato in prima pagina, di riscrivere questa storia sostenendo che l’istituto di previdenza esisteva già prima del fascismo e che attribuirgli la paternità dell’INPS era un errore storico.<sup>4</sup> Indipendentemente dall’intenzione, l’effetto è quello di equiparare due istituti distinti per natura giuridica, funzione e portata sociale: la Cassa Nazionale di Previdenza del 1898 era<em><strong> un’associazione volontaria</strong></em> con contributo statale facoltativo, mentre l’INFPS del 1933 era un <em><strong>ente pubblico obbligatorio</strong></em> <em><strong>con personalità giuridica autonoma e integrazione nel sistema corporativo dello Stato</strong></em>. Equipararli equivale a sostenere che la Costituzione repubblicana del 1948 è la stessa cosa dello Statuto Albertino del 1848 perché entrambi sono documenti che parlano di diritti.</p>
<p><em><strong>Il quotidiano autorevole aveva già provato a sottrarre al fascismo la paternità di ciò che oggi contribuisce a smontare, e questo non è un dettaglio secondario ma il segno di come il giornalismo organico tenda a cancellare le proprie tracce storiche prima ancora di procedere all’operazione presente.</strong></em></p>
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<p>L’anno in cui nacque l’INFPS, un’altra economia di mercato stava cercando risposta alla stessa crisi con strumenti analoghi. Il New Deal rooseveltiano guardò al corporativismo italiano non con distanza critica ma con interesse pragmatico, e la National Recovery Administration, cuore del programma di ripresa americana, fu costruita esplicitamente sul modello dello stato corporativo fascista. I principali consiglieri di Roosevelt non nascosero quella fonte di ispirazione: Hugh Johnson, direttore della NRA, invocò esplicitamente Mussolini come modello nel suo discorso di addio, Rexford Tugwell parlò apertamente delle <em><strong>virtù dell’ordine fascista italiano come risposta funzionante alla crisi</strong></em>, e Fortune Magazine sintetizzò nel 1934 il consenso dell’epoca con una formula che non lasciava spazio all’ambiguità, scrivendo che <em><strong>lo Stato corporativo era a Mussolini ciò che il New Deal era a Roosevelt.<sup>5</sup></strong></em> Non si tratta di un elogio del sistema fascista ma del riconoscimento che, in quel contesto storico specifico, l’intervento pubblico nell’economia aveva prodotto risultati che il liberismo puro non aveva saputo generare. L’America che oggi, attraverso il Fondo Monetario Internazionale e le raccomandazioni della Commissione europea, esercita pressione sulla spesa pubblica italiana è la stessa che negli anni Trenta mandava i propri quadri dirigenti a studiare come l’Italia avesse retto alla crisi meglio delle economie liberiste pure. Non è ironia della storia ma la traiettoria coerente di un potere che usa gli strumenti che servono al momento che attraversa, e che <em><strong>oggi ha bisogno di smontare ciò che allora aveva bisogno di imitare.</strong></em></p>
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<p>La pressione sovranazionale non arriva soltanto da Washington. I report del Fondo Monetario Internazionale, le raccomandazioni specifiche per paese della Commissione europea, il quadro del Patto di Stabilità e il meccanismo di coordinamento delle politiche economiche nazionali imposto dalla Commissione producono da anni un <em><strong>mandato chiaro verso l’Italia, che è quello di ridurre l’incidenza della spesa pensionistica sul PIL,</strong></em> la quale secondo i dati Istat si attesta al 16,61 per cento contro una media europea del 12,8. Quel dato viene citato come prova dell’insostenibilità del sistema, ma è costruito in modo da rendere impossibile qualsiasi comparazione corretta, perché <em><strong>aggrega sotto la voce previdenza voci che negli altri sistemi europei figurano separatamente nella spesa assistenziale.</strong></em> Il mandato sovranazionale non ha bisogno di dati comparabili ma di un numero abbastanza grande da <em><strong>produrre senso di urgenza</strong></em>, e quel numero c’è. Ciò che manca, a quel livello, è un <em><strong>vettore culturale </strong></em>capace di tradurre il vincolo tecnico in consenso popolare. Ed è qui che <em><strong>entra in scena il giornalismo organico</strong></em>.</p>
<p><em><strong>Il giornalismo organico non è giornalismo falso.<sup>6</sup></strong></em> Usa dati reali, cita fonti istituzionali, si avvale di competenza tecnica riconoscibile e riconosciuta. Non è nemmeno giornalismo militante nel senso convenzionale del termine, cioè un giornalismo che dichiara la propria prospettiva e la difende apertamente, perché quello almeno è onesto nella sua parzialità. Il giornalismo organico dissimula la propria traiettoria sotto la veste della neutralità analitica, e il suo tratto distintivo non sta nella falsità dei singoli dati ma nell’orientamento sistematico con cui quei dati vengono selezionati, inquadrati e nominati, in modo da <em><strong>condurre il lettore verso conclusioni che servono interessi non dichiarati</strong></em>. È più difficile da smontare del giornalismo falso proprio perché offre appigli reali, e avvelena il dibattito pubblico in modo più duraturo perché sostituisce i termini fondamentali della discussione prima ancora che quella discussione cominci. Il suo strumento principale non è la menzogna ma il lessico, perché <em><strong>chi controlla le parole con cui un fenomeno viene nominato controlla le conclusioni a cui il lettore può ragionevolmente arrivare</strong></em>, indipendentemente dalla correttezza dei dati che gli vengono forniti.</p>
<p><em><strong>Un recente articolo pubblicato dal quotidiano autorevole a firma di un giornalista-lobbista di lungo corso offre un caso di scuola di questa operazione.</strong></em></p>
<p>Il <em><strong>primo movimento</strong></em> è lessicale, e per questo il più decisivo: l’articolo <em><strong>usa sistematicamente il termine rendita per designare la pensione contributiva</strong></em>. Non si tratta di una scelta stilistica, perché rendita è il termine con cui la teoria economica liberale designa un reddito non fondato su un corrispettivo produttivo, <em><strong>un reddito parassitario</strong></em>. Applicarlo alla pensione significa incorporare nel testo, nell’atto stesso di nominare, una tesi che dovrebbe invece essere dimostrata, ovvero che <em><strong>la pensione è un prelievo sul sistema e non la restituzione di un credito accumulato attraverso decenni di versamenti obbligatori.</strong></em> Il lavoratore che ha contribuito per trent’anni non ha preso nulla ma ha comprato un’assicurazione obbligatoria gestita dallo Stato, e l’assegno pensionistico è la liquidazione di quel contratto.</p>
<p><em><strong>Chiamarla rendita rovescia il rapporto creditore-debitore e trasforma il lavoratore da titolare di un diritto acquisito in beneficiario di una grazia statale.</strong></em></p>
<p>Il <em><strong>secondo movimento</strong></em> è la <em><strong>fusione sistematica</strong></em> di istituti giuridicamente e concettualmente distinti sotto l’etichetta unitaria di spesa pensionistica. L’articolo include nello stesso computo le pensioni contributive, le integrazioni al minimo, gli assegni sociali, le invalidità civili, le indennità di accompagnamento e persino le pensioni di guerra. Questa <em><strong>aggregazione non è analitica ma retorica</strong></em>, e serve a gonfiare il dato percentuale sul PIL incorporando nel denominatore pensioni, prestazioni che in tutti gli altri sistemi europei figurano sotto voci separate della spesa sociale, rendendo <em><strong>strutturalmente falsa la comparazione con la media europea</strong></em> che l’articolo usa come prova dell’insostenibilità del sistema.</p>
<p>Il <em><strong>terzo movimento</strong></em> è la <em><strong>costruzione del cattivo</strong></em>. L’articolo dedica ampio spazio ai percettori di assegno sociale che erano sconosciuti all’INPS e al fisco per tutta la vita, descrivendoli come soggetti che hanno vissuto a carico della collettività e che ricevono il trattamento come premio di una fedeltà mai prestata. Il registro è quello della denuncia morale, e <em><strong>si sta descrivendo un frodatore invece che un soggetto che ha attraversato cinquant’anni di economia informale</strong></em>, lavoro agricolo non dichiarato, lavoro domestico non retribuito, disoccupazione strutturale nelle aree depresse del Mezzogiorno, malattia cronica non trattata. L’invisibilità contributiva non è quasi mai una scelta strategica di ottimizzazione fiscale ma il prodotto di un mercato del lavoro segmentato, di economie territoriali che non hanno mai prodotto occupazione stabile, di un sistema di welfare che ha storicamente protetto il lavoratore fordista maschio del Nord lasciando scoperte le periferie geografiche e sociali del paese.</p>
<p><em><strong>Trasformare questa struttura in colpa individuale è il meccanismo classico con cui si naturalizza la disuguaglianza.</strong></em></p>
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<p>Il <em><strong>quarto movimento</strong></em> è il più rivelatore sul piano degli interessi in gioco. L’articolo <em><strong>propone implicitamente, attraverso la critica all’ISEE e ai bonus, una revisione al ribasso della platea dei beneficiari del welfare.</strong></em> Ciò che quella revisione produrrebbe strutturalmente, e che l’articolo non discute mai, è la <em><strong>migrazione del risparmio previdenziale dai bilanci pubblici ai fondi pensione complementari</strong></em>, cioè al sistema di previdenza privata che costituisce il secondo pilastro del welfare italiano accanto alla previdenza pubblica obbligatoria. Ogni lavoratore convinto che il welfare pensionistico sia un sistema di redistribuzione dai produttivi ai parassiti è un lavoratore potenzialmente <em><strong>disponibile ad affidare il proprio risparmio ai mercati finanziari</strong></em>. La Legge di Bilancio 2026 ha già tradotto questa logica in norma: per i lavoratori dipendenti del settore privato che iniziano il loro primo rapporto di lavoro a partire dal 2026 è stata introdotta <em><strong>l’iscrizione automatica a un fondo pensione complementare, con sessanta giorni per comunicare una decisione diversa.</strong></em> Non è un incentivo fiscale ma un automatismo che presuppone l’adesione al secondo pilastro privato salvo opt-out esplicito, e che trasforma <em><strong>la migrazione del risparmio previdenziale da tendenza culturale a default istituzionale</strong></em>.</p>
<p><em><strong>Il giornalista-lobbista opera in un ecosistema che ha interesse strutturale diretto a quella migrazione, e quel conflitto non viene dichiarato da nessuna parte nel testo.<sup>7</sup> La sua assenza è parte del testo tanto quanto le cifre Istat che l’articolo ostenta.</strong></em></p>
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<p>Per comprendere come questo meccanismo operi nel tempo e non solo nel singolo articolo, vale la pena ricordare che <em><strong>lo stesso schema fu già collaudato, con pieno successo, sul Reddito di Cittadinanz</strong></em>a. Quella prestazione aveva una sua <em><strong>ratio</strong></em> precisa nella storia del welfare italiano: il sistema previdenziale fascista era strutturalmente occupazionale, nel senso che la quasi totalità delle sue prestazioni era condizionata all’impiego formale, perché<em><strong> il corporativismo presupponeva che lo Stato garantisse la piena occupazione attraverso le corporazioni stesse.</strong></em> Quando il modello neoliberista abbandona quel presupposto e produce disoccupazione strutturale di massa, uno Stato coerente con la propria tradizione previdenziale non può che integrare il sistema con una misura che copra chi il lavoro non ce l’ha. Il Reddito di Cittadinanza era quindi il completamento logico necessario di un welfare che aveva perso il proprio presupposto <em>fondativo</em>, non la sua negazione. Il giornalismo organico lo trasformò nel <em><strong>simbolo del parassitismo nazionale</strong></em>: individuò le disfunzioni reali, le generalizzò fino a farle diventare la caratteristica definitoria dell’intero istituto, <em><strong>costruì il beneficiario tipo</strong></em> come soggetto che aveva razionalmente scelto il divano perché tanto pagava Pantalone, e il taglio politico che seguì apparve come un atto di giustizia invece che come una scelta di classe. Una parte significativa dei lavoratori votò contro il proprio interesse materiale diretto perché <em><strong>aveva interiorizzato quel frame come se fosse un’analisi autonoma</strong></em> invece che un prodotto confezionato.<sup>8</sup></p>
<p><em><strong>Prima si delegittima culturalmente, poi si taglia politicamente.</strong></em></p>
<p>Il collaudo è riuscito, e ora lo stesso schema viene applicato al sistema pensionistico con una differenza strutturale che rende l’operazione molto più complessa, perché le pensioni sono trasversali. Il Reddito di Cittadinanza aveva un bacino socialmente localizzato, geograficamente e demograficamente identificabile, che <em><strong>era già stigmatizzato</strong></em> e quindi relativamente facile da isolare retoricamente. Le pensioni non hanno un beneficiario tipo stigmatizzabile nello stesso modo perché attraversano tutto, classe, geografia, generazione, orientamento politico. Riguardano i parlamentari come i braccianti, il Nord come il Sud, la destra come la sinistra.</p>
<p><em><strong>Costruire il frame del parassita su questa platea richiede un lavoro retorico molto più lento e sofisticato, che non può puntare sull’odio sociale diretto ma deve passare per la categoria apparentemente neutrale della sostenibilità fiscale.</strong></em></p>
<p>È esattamente quello che l’articolo tipo del giornalista-lobbista va facendo: non descrive il pensionato come un furbetto individuale ma costruisce la categoria statistica del sistema insostenibile, dentro cui il taglio futuro apparerà come <em><strong>necessità tecnica e non come scelta politica</strong></em>. Per un approfondimento sul nesso tra demolizione del welfare, architettura del potere e interessi finanziari che attraversano trasversalmente l’esecutivo si rimanda a un precedente lavoro pubblicato su questo Substack.<sup>9</sup></p>
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<p><em><strong>Welfare vs Warfare</strong></em></p>
<p>Resta una domanda aperta, e non è retorica. Se il sistema previdenziale pubblico italiano è una delle poche cose che il fascismo costruì e che la Repubblica ereditò senza vergognarsene, se fu abbastanza solido da resistere alla guerra, alla ricostruzione, a decenni di pressione demografica e a riforme successive che ne hanno ridisegnato la geometria senza abbatterne l’impianto, allora chi oggi lavora sistematicamente a svuotarlo dall’interno, con la tecnica, il lessico e l’autorità di un quotidiano nazionale, sta facendo qualcosa che il regime non fece e non avrebbe fatto. Non perché fosse più lungimirante o più giusto, ma perché sapeva che <em><strong>la coesione sociale è una condizione di funzionamento del sistema produttivo, non un optional sentimentale.</strong></em> Quella comprensione, brutale e strumentale quanto si vuole, era già nella Carta del Carnaro prima ancora che nel corporativismo fascista. La storia del Novecento ha dimostrato con sufficiente precisione dove conduce una società in cui quella coesione viene sistematicamente erosa, perché il ciclo che va dalla crisi di domanda interna al conflitto sociale, dal conflitto sociale all’urgenza politica, dall’urgenza politica alla spesa militare come soluzione <em><strong>si è già compiuto una volta tra il 1929 e il 1939</strong></em>, non come meccanismo deterministico ma come precedente documentato che la politica ha già percorso una volta e che nessuna legge impedisce di ripercorrere. Che questo non sia un esercizio di storia comparata lo dimostra <em><strong>la Legge di Bilancio 2026, che ha già tradotto in norma quella traiettoria. </strong></em>Il meccanismo descritto in questa analisi non anticipa un rischio futuro ma documenta un processo già in corso. La stessa Commissione europea che raccomanda di ridurre la spesa pensionistica partecipa a un quadro in cui il governo italiano ha sottoscritto impegni militari che arrivano al 5% del PIL entro il 2035, cifre che nessun guardiano della sostenibilità fiscale è chiamato a giustificare con la stessa severità con cui si giustifica ogni euro del welfare previdenziale. Nessun quotidiano autorevole ha titolato che quei soldi li prende qualcuno. I soldi pubblici non mancano ma vengono spostati dal lavoratore che ha sgobbato tutta la vita al sistema d’arma che nessuno ha votato.</p>
<p><em>Il giornalismo organico chiama rendita il primo e investimento il secondo. A quel punto il consenso è già fabbricato, il taglio già legittimato, e il lettore che vorrebbe criticare non sa nemmeno in quale lingua farlo, perché le parole con cui potrebbe difendersi gli sono già state neutralizzate.</em></p>
<p> </p>
<p><em><strong>Luigi Speciale</strong></em></p>
<p> </p>
<p><em><strong>Note</strong></em></p>
<p><strong>1 </strong>La Carta del Carnaro fu scritta da Alceste De Ambris, capo di gabinetto della Reggenza italiana del Carnaro, e rielaborata nella forma da D’Annunzio. Promulgata l’8 settembre 1920, non fu mai compiutamente applicata per le vicende che portarono alla fine dell’impresa fiumana nel dicembre dello stesso anno. Sul contenuto sociale del documento e sulla sua funzione precorritrice rispetto al corporativismo fascista si veda <strong>Serventi Longhi, E.</strong>, <em>Alceste De Ambris. L’utopia concreta di un rivoluzionario sindacalista</em>, Angeli, Milano, 2011.<br /><strong>2</strong> <strong>Bottai, G.</strong>, <em>Ordinamento corporativo</em>, Mondadori, Milano, 1938, pp. 14-15, citato in <strong>Parlato, G.</strong>, <em>La sinistra fascista</em>, Il Mulino, Bologna, 2000. L’INFPS nacque con R.d.l. 27 marzo 1933, n. 371. Bottai fu primo presidente fino al 1935, quando gli successe Bruno Biagi. Nel 1935 l’intera normativa pensionistica fu unificata nel R.D. 4 ottobre 1935, n. 1827, rimasto punto di riferimento legislativo per decenni. Bottai fu tra i diciannove firmatari dell’<em>ordine del giorno Grandi</em> nella seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 24-25 luglio 1943.<br /><strong>3</strong> La rivalità di Mussolini nei confronti di D’Annunzio è documentata lungo tutto il ventennio e fu la chiave con cui il regime gestì il Vate: caricarlo di onori ufficiali isolandolo progressivamente dalla vita politica attiva, fino al confinamento dorato al Vittoriale, “<em><strong>ricoprirlo d’oro anziché cavarlo come un dente marcio”. </strong></em>Non è un caso che Mussolini avesse liquidato la Carta del Carnaro come documento utopistico inadatto alla pratica quotidiana, mentre Bottai ne riconosceva esplicitamente la centralità <em>fondativa.</em> Le cose buone, nel sistema previdenziale italiano, le ispirò D’Annunzio attraverso De Ambris. Mussolini non glielo riconobbe mai, e la storiografia ufficiale del regime si incaricò di oscurare quella paternità con la stessa sistematicità con cui il giornalismo organico oscura oggi le origini di ciò che contribuisce a demolire.<br /><strong>4</strong> Il riferimento è a un articolo pubblicato in prima pagina da un quotidiano nazionale di area economico-finanziaria, nel quale si sosteneva che il sito ufficiale dell’INPS datava la nascita dell’istituto al 1898.<em><strong> La confusione tra la Cassa Nazionale di Previdenza del 1898, associazione volontaria, e l’INFPS del 1933, ente pubblico obbligatorio istituito per decreto, è storicamente infondata e documentabile attraverso le stesse fonti istituzionali dell’INPS.</strong></em><br /><strong>5</strong> <strong>Johnson, H.</strong>, discorso di commiato dalla direzione della NRA, settembre 1934, citato in <strong>Diggins, J.P.</strong>, <em>Mussolini and Fascism: The View from America</em>, Princeton University Press, Princeton, 1972. La citazione di Fortune Magazine è ripresa in <strong>Schivelbusch, W.</strong>, <em>Three New Deals. Reflections on Roosevelt’s America, Mussolini’s Italy, and Hitler’s Germany, 1933-1939</em>, Metropolitan Books, New York, 2006. Su Tugwell e il modello corporativo si veda <strong>Vaudagna, M.</strong>, <em>The New Deal and Corporativism in Italy</em>, Radical History Review, vol. 4, nn. 2-3, 1977, pp. 3-35.<br /><strong>6</strong> La categoria di giornalismo organico si inscrive nella tradizione gramsciana, nella quale “organico” designa il rapporto strutturale tra intellettuali e classi sociali:<em><strong> l’intellettuale organico non serve il potere per calcolo individuale ma perché è formato, posizionato e riconosciuto all’interno di un sistema di interessi che condivide senza necessariamente dichiararlo.</strong></em> Applicata al giornalismo, la categoria descrive una produzione informativa che si orienta sistematicamente verso le conclusioni utili agli interessi dominanti attraverso la selezione, l’inquadratura e la nomenclatura dei fenomeni, senza ricorrere alla falsificazione esplicita. Categorie affini sono state elaborate da <strong>Chomsky, N.</strong> ed <strong>Herman, E.</strong> in <em>Manufacturing Consent</em>, Pantheon Books, New York, 1988, e nel dibattito anglosassone sul <em>both-sidesism</em> come forma di distorsione sistematica che equipara posizioni non equivalenti in nome di una neutralità apparente. <em><strong>Rispetto a queste elaborazioni, la specificità del giornalismo organico applicato al caso italiano sta nella sua operatività attraverso figure che occupano simultaneamente ruoli giornalistici e posizioni in organismi contigui agli interessi che la loro produzione giornalistica serve, senza che quel doppio posizionamento venga dichiarato al lettore.</strong></em><br /><strong>7</strong> Sul posizionamento istituzionale del giornalista-lobbista e sull’ecosistema della previdenza complementare privata in cui opera si vedano i rapporti annuali di Itinerari Previdenziali e la composizione dei relativi organi direttivi, pubblicamente consultabili.<br /><strong>8</strong> Sul meccanismo attraverso cui la retorica mediatica produce voto contro interesse si veda <strong>Frank, T.</strong>, <em>What’s the Matter with Kansas?</em>, Metropolitan Books, New York, 2004, che analizza il caso americano con una metodologia applicabile al contesto italiano. Sul welfare fascista come sistema strutturalmente occupazionale si veda <strong>Ferrera, M.</strong>, <em>Le trappole del welfare</em>, Il Mulino, Bologna, 1998.<br /><strong>9</strong> <strong>Speciale, L.</strong>, <em>Esecutivo Meloni: non chiamateli fascisti</em>, substack.com.</p>]]></description>
			<dc:creator>Luigi Speciale</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:18:19 +0200</pubDate>
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			<title>Proteste autotrasportatori Futuro Nazionale chiede risposte immediate</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/politica/979-autotrasportatori-futuro-nazionale-chiede-risposte-immediate.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=979:autotrasportatori-futuro-nazionale-chiede-risposte-immediate&Itemid=729"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/35dbf9f9868cc61eca6b56ad6668243d_S.jpg" alt="autotrasportatori-futuro-nazionale-chiede-risposte-immediate" /></a><p>Caro carburanti, assicurazioni, crediti fiscali, costo del lavoro e ritardi nei pagamenti: cinque emergenze che mettono a rischio le imprese di trasporto e l'intera filiera economica regionale.<br /> <br /> La protesta degli autotrasportatori in Campania accende i riflettori su una crisi che non può più essere ignorata. I presidi segnalati nei principali nodi della viabilità, tra cui Nola, Caianello e Caserta Sud, insieme alle criticità che interessano la logistica portuale napoletana, riportano al centro le difficoltà di una categoria essenziale per l'economia del territorio.<br /> <br /> Quando il trasporto delle merci rallenta, le conseguenze possono coinvolgere l'intera filiera produttiva, dal settore agroalimentare al commercio, fino ai consumatori. Dietro questa mobilitazione non c'è soltanto una protesta, ma la richiesta di poter continuare a lavorare senza essere schiacciati da costi crescenti e problemi finanziari sempre più difficili da sostenere.<br /> <br /> Futuro Nazionale ritiene necessario affrontare la vertenza partendo da cinque questioni fondamentali.<br /> <br /> 1. CARO CARBURANTI: SERVONO MISURE STRUTTURALI<br /> <br /> Il prezzo del gasolio rappresenta una delle principali voci di spesa per chi opera nel trasporto su strada. Ogni aumento incide direttamente sui margini delle imprese, soprattutto dei piccoli autotrasportatori, che spesso non riescono a trasferire integralmente i rincari sulle tariffe.<br /> <br /> Per questo occorre valutare interventi mirati sulle accise, sostegni adeguati e il rifinanziamento delle misure destinate al comparto. Non bastano interventi temporanei se, una volta esauriti, le imprese si ritrovano nuovamente a fronteggiare gli stessi problemi.<br /> <br /> 2. ASSICURAZIONI: UN PESO CHE NON PUÒ DIVENTARE INSOSTENIBILE<br /> <br /> Le polizze RCA dei mezzi pesanti costituiscono un'altra voce importante nei bilanci aziendali. I costi assicurativi, insieme alle spese di manutenzione, ai pedaggi e agli altri oneri di gestione, riducono ulteriormente la redditività del settore.<br /> <br /> È necessario approfondire le cause dei premi elevati e promuovere condizioni che consentano alle imprese di ottenere coperture adeguate a costi sostenibili, senza compromettere la sicurezza e la tutela degli utenti della strada.<br /> <br /> 3. CREDITI FISCALI E IVA: LA LIQUIDITÀ NON PUÒ ASPETTARE<br /> <br /> Le imprese devono anticipare quotidianamente le spese necessarie per lavorare. Quando la compensazione dei crediti fiscali e i rimborsi IVA richiedono procedure complesse o tempi troppo lunghi, la liquidità disponibile si riduce e diventa più difficile pagare fornitori, stipendi e contributi.<br /> <br /> Futuro Nazionale chiede procedure più snelle, tempi certi e una gestione più efficiente delle pratiche, nel rispetto delle verifiche previste dalla legge. Le risorse spettanti alle aziende devono poter essere utilizzate con tempestività, perché un credito riconosciuto ma non immediatamente disponibile non risolve sempre le necessità finanziarie di chi deve sostenere spese ogni giorno.<br /> <br /> 4. COSTO DEL PERSONALE E CARENZA DI AUTISTI<br /> <br /> Gestire un'impresa di autotrasporto significa anche affrontare contributi, obblighi contrattuali, formazione e costi legati alla sicurezza. A queste difficoltà si aggiunge la carenza di autisti qualificati, che rischia di aggravare ulteriormente la situazione.<br /> <br /> La tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla sostenibilità delle imprese. Servono politiche che favoriscano la formazione professionale, l'ingresso di nuovi conducenti e condizioni economiche che consentano alle aziende di assumere personale regolarmente e di rispettare tutte le norme, senza essere soffocate dai costi.<br /> <br /> 5. PAGAMENTI CERTI E TARIFFE SOSTENIBILI<br /> <br /> Uno dei problemi più delicati è il divario tra le spese da sostenere immediatamente e gli incassi che arrivano successivamente. Quando le fatture vengono pagate in ritardo, l'impresa di trasporto è costretta ad anticipare carburante, pedaggi, stipendi e manutenzione, spesso ricorrendo al credito.<br /> <br /> Occorre garantire il rispetto dei termini di pagamento previsti dalla normativa, rafforzare i controlli e valutare strumenti efficaci contro i ritardi ingiustificati. Allo stesso tempo, bisogna contrastare le pratiche commerciali che impongono tariffe incapaci di coprire i costi effettivi del servizio, nel rispetto delle regole vigenti.<br /> <br /> FUTURO NAZIONALE: DIFENDERE CHI LAVORA E PRODUCE<br /> <br /> Queste cinque criticità richiedono una risposta coordinata delle istituzioni. Non è sufficiente intervenire quando la protesta paralizza la viabilità: bisogna prevenire le emergenze, ascoltare le categorie interessate e costruire soluzioni verificabili.<br /> <br /> La Campania ha bisogno di imprese solide, di una logistica efficiente e di un sistema economico capace di sostenere chi crea lavoro. Lasciare gli autotrasportatori soli davanti all'aumento dei costi significa mettere sotto pressione un settore strategico per il funzionamento dell'intero territorio.<br /> <br /> Futuro Nazionale chiede quindi un confronto concreto con le rappresentanze della categoria e misure che affrontino tutte le criticità: carburanti, assicurazioni, fiscalità, personale e pagamenti. Le risorse pubbliche devono essere utilizzate in modo efficace e gli interventi devono raggiungere realmente le imprese che ne hanno bisogno.<br /> <br /> Dietro ogni camion c'è il sacrificio di un lavoratore, il futuro di un'impresa e spesso il sostentamento di un'intera famiglia. Difendere l'autotrasporto significa difendere il lavoro, la produzione e la libertà di fare impresa. La politica deve dimostrare di essere all'altezza di questa responsabilità, trasformando le richieste degli operatori in risposte concrete.<br /> <br /> Antonella Lettieri<br /> Delegata nazionale Futuro Nazionale<br /> <br /> Daniele Savinelli<br /> Delegato Futuro Nazionale – Maddaloni</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 13:42:28 +0200</pubDate>
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			<title>Futuro Nazionale Campania in visita al Parlamento</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/politica/978-futuro-nazionale-campania-in-visita-al-parlamento.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=978:futuro-nazionale-campania-in-visita-al-parlamento&Itemid=729"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/bb649b5e9b78ccc3d37b687d9b2104de_S.jpg" alt="futuro-nazionale-campania-in-visita-al-parlamento" /></a><p>Oggi una delegazione di Futuro Nazionale Campania ha avuto l’opportunità di visitare il Parlamento italiano, in una giornata particolarmente significativa per la vita istituzionale del nostro Paese.<br /> Un evento fortemente voluto dal responsabile regionale, Lello Di Capua, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini e i nostri militanti ai luoghi delle istituzioni e, soprattutto, di offrire ai giovani l’opportunità di vivere da vicino un momento importante della nostra democrazia.E' stata scelta volutamente una giornata particolare: quella della storica approvazione della nuova legge elettorale, permettendo ai giovani di Futuro Nazionale di assistere direttamente a un passaggio significativo della vita parlamentare.<br /> Conoscere da vicino il Parlamento significa comprendere meglio come funzionano le istituzioni, vivere concretamente gli spazi della democrazia e rafforzare il rapporto tra cittadini, politica e territorio.<br /> È stata una mattinata di partecipazione, confronto e conoscenza, con uno sguardo particolare alle nuove generazioni, perché crediamo che avvicinare i giovani alle istituzioni significhi anche renderli più consapevoli e partecipi della vita pubblica del Paese.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 14:25:07 +0200</pubDate>
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			<title>Futuro Nazionale dibattito e cultura  a Lusciano</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/politica/977-futuro-nazionale-dibattito-e-cultura-a-lusciano.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=977:futuro-nazionale-dibattito-e-cultura-a-lusciano&Itemid=729"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/d985bd01090113d5c682cff917f71c98_S.jpg" alt="futuro-nazionale-dibattito-e-cultura-a-lusciano" /></a><p>Futuro Nazionale, a Lusciano il confronto su Mussolini e il fascismo: il Comitato Aversa 766 porta il dibattito nell’Agro Aversano. Una mattinata all’insegna della storia, della cultura e del confronto ha animato il territorio dell’Agro Aversano. Sabato 3 ottobre, presso La Masseria Event di Lusciano, si è svolta la presentazione del libro “Mussolini e il Fascismo. L’altra storia” di Caio Mussolini, iniziativa promossa da Marian Gargiulo, referente del Comitato Aversa 766 di Futuro Nazionale.<br /> L’evento ha richiamato una forte partecipazione di pubblico, offrendo l’opportunità di approfondire una pagina importante e complessa della storia italiana e, al tempo stesso, di sviluppare un confronto aperto tra relatori e partecipanti.<br /> All’incontro hanno preso parte Lello Di Capua, coordinatore regionale di Futuro Nazionale, e i componenti dell’Assemblea nazionale Antonella Lettieri e Sabino Morano, insieme all’autore del volume e a Salvatore De Chiara, curatore del Civico Museo di Storia Militare di Aversa.<br /> Particolare spazio è stato dedicato al dialogo con il pubblico, con interventi e domande che hanno contribuito ad alimentare un dibattito articolato intorno ai temi affrontati nel libro. Un’occasione, dunque, per discutere di storia attraverso punti di vista differenti e favorire una partecipazione consapevole.<br /> Un plauso va a Marian Gargiulo per l’organizzazione dell’iniziativa e per aver creato, attraverso il Comitato Aversa 766, un momento di incontro capace di coinvolgere il territorio e offrire uno spazio concreto di confronto.<br /> L’appuntamento rappresenta inoltre una nuova tappa nel percorso di radicamento territoriale di Futuro Nazionale nell’Agro Aversano, all’interno di un’attività che sta interessando diverse aree della provincia di Caserta.<br /> Il movimento prosegue così il lavoro di organizzazione e strutturazione sul territorio, attraverso comitati, iniziative e momenti pubblici finalizzati a favorire il dialogo con cittadini e realtà locali.<br /> Anche nell’Aversano, dunque, Futuro Nazionale porta avanti il proprio percorso, puntando sulla partecipazione, sul confronto e sulla costruzione di un progetto politico sempre più strutturato, con l’obiettivo dichiarato di consolidare la propria presenza e il proprio radicamento nei territori.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:26:37 +0200</pubDate>
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			<title>Futuro Nazionale cresce e si struttura a Caserta e provincia</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/politica/976-futuro-nazionale-cresce-e-si-struttura-a-caserta-e-provincia.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=976:futuro-nazionale-cresce-e-si-struttura-a-caserta-e-provincia&Itemid=729"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/2dd513482436e04a12ec78eb00a59ba5_S.jpg" alt="futuro-nazionale-cresce-e-si-struttura-a-caserta-e-provincia" /></a><p>Una crescita sempre più evidente e una struttura territoriale che, settimana dopo settimana, si consolida. È questo il quadro che emerge per Futuro Nazionale a Caserta e provincia, al termine di un mese di settembre caratterizzato da numerosi appuntamenti, incontri ed eventi organizzati in diverse aree del territorio.<br /> Un’attività capillare che ha visto la presenza costante del rappresentante regionale Lello Di Capua, insieme ai componenti del direttivo nazionale campano tra cui Antonella Lettieri e Sabino Morano , a testimonianza dell’attenzione che il nuovo movimento sta riservando alla provincia di Caserta.<br /> La presenza nei diversi territori rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del partito e lascia intravedere, nel progetto regionale di Futuro Nazionale in Campania, un ruolo sempre più centrale per Caserta e per la sua provincia.<br /> Il prossimo passaggio sarà quello della definizione della segreteria provinciale, con la nomina del segretario provinciale e, successivamente, degli altri incarichi territoriali. Un processo che dovrebbe consentire di completare e rafforzare ulteriormente la struttura organizzativa, dando maggiore continuità al lavoro avviato nei mesi scorsi.<br /> A Caserta, dunque, Futuro Nazionale si prepara a una nuova fase: non soltanto crescita numerica, ma anche organizzazione e radicamento. L'obiettivo è costruire una squadra capace di mettere insieme esperienze politiche consolidate e nuove energie, cercando un equilibrio tra amministratori e dirigenti con esperienza e figure emergenti che stanno entrando nel progetto.<br /> È proprio questa sintesi tra competenze diverse a rappresentare una delle sfide principali per un partito giovane, ma che sta raccogliendo interesse ed entusiasmo in diversi territori.<br /> Il lavoro sul territorio proseguirà nelle prossime settimane con nuovi incontri, adesioni e iniziative, mentre la definizione degli incarichi provinciali dovrebbe segnare l'avvio di una fase ancora più strutturata.<br /> Per Futuro Nazionale, Caserta sembra quindi destinata ad assumere un peso significativo all'interno del progetto campano: una provincia dove il movimento sta cercando di trasformare l'entusiasmo iniziale in organizzazione, presenza territoriale e partecipazione politica.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:28:57 +0200</pubDate>
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			<title>Caso Ranucci, il seppuku di Travaglio</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/975-caso-ranucci-il-seppuku-di-travaglio.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=975:caso-ranucci-il-seppuku-di-travaglio&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/3fcd8f90952a19354e6b0c4b58be99e3_S.jpg" alt="caso-ranucci-il-seppuku-di-travaglio" /></a><p>C’è un modo di difendere un alleato che finisce per infliggere più danno di qualunque attacco esterno, ed è quello che Marco Travaglio ha scelto lunedì scorso, quando nella sua rubrica «Ma mi faccia il piacere» ha commentato l’articolo con cui Il Foglio, tramite le dichiarazioni di Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala, ricordava che Giovanni Falcone non avrebbe mai cenato con un uomo come Valter Lavitola, l’uomo che ha appena confessato di aver ordinato l’attentato contro Sigfrido Ranucci. Travaglio ha liquidato il paragone con una battuta, sostenendo che Falcone ha fatto di peggio perché «lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti», e con quella singola frase si è autoinferto tre colpi che nessun avversario avrebbe saputo assestare con altrettanta precisione.</p>
<p><strong><em><a href="https://luigispeciale.substack.com/p/ranucci-una-bomba-per-tutti-noi">Lo scrivevo già poche ore dopo l’attentato del 16 ottobre 2025</a></em></strong>, quando osservavo che il giornalismo d’inchiesta italiano è attraversato da conflitti interni che raramente emergono in pubblico, guerre per i fondi, faide tra testate, accuse reciproche di scarso rigore, e che <strong><em>in un sistema dove le risorse sono scarse e la competizione feroce i nemici interni possono rivelarsi più pericolosi di quelli esterni.</em></strong> Quello che allora era una lettura “sociopolitica”, formulata senza poter indicare un nome, trova oggi nella vicenda Travaglio la sua<strong><em> verifica più puntuale</em></strong>, perché il danno più duraturo per Ranucci non arriva dalla bomba né dagli attacchi diretti della destra parlamentare, ma dall’errore commesso da chi, appartenente alla stessa corporazione, interviene per difenderlo ma senza quel rigore che la materia richiede e di cui ci si è da sempre autoproclamati paladini senza macchia e senza paura.</p>
<p><a href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!mGMA!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F83169326-2229-454a-b257-195be5776a0f_876x531.jpeg"> </a></p>
<p> </p>
<p><strong><em>Il primo fendente</em></strong> riguarda la sostanza stessa dell’argomento: Falcone accettò l’incarico di <strong><em><a href="https://www.csm.it/portale/web/csm-internet/giovanni-falcone">direttore generale degli Affari penali</a></em></strong> , uno degli incarichi previsti esclusivamente per magistrati, tra la fine di febbraio e il marzo del 1991 su invito diretto di <strong><em><a href="https://www.festivaldelgiornalismo.com/speaker/claudio-martelli">Claudio Martelli -P.S.I.</a>-</em></strong>, allora ministro della Giustizia ad interim del governo <strong><em><a href="https://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/x-legislatura-2-luglio-1987-2-febbraio-1992/governo-andreotti-vi/3172">Andreotti VI</a></em></strong><a href="https://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/x-legislatura-2-luglio-1987-2-febbraio-1992/governo-andreotti-vi/3172"> </a>e poi confermato guardasigilli nell’<strong><em><a href="https://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/x-legislatura-2-luglio-1987-2-febbraio-1992/governo-andreotti-vii/3171">Andreotti VII</a></em></strong>, una catena di deleghe ministeriali che Travaglio riduce a una generica appartenenza personale al governo del premier, <strong><em>trasformando una funzione dello Stato in un rapporto di prossimità politica</em></strong> assimilabile, sul piano logico, proprio a quella cena con Lavitola che l’argomento avrebbe dovuto smentire. Maria Falcone ha colto il punto con più lucidità di chiunque altro quando ha ricordato che il fratello <strong><em>lavorava per lo Stato italiano e non per un governo</em></strong>, e il fatto che il nome scelto per l’equazione sia proprio quello di Andreotti, che nella memoria collettiva porta ancora il peso del processo per concorso esterno in associazione mafiosa, aggrava un “errore” che sarebbe stato comunque scorretto anche con qualunque altro nome.</p>
<p>C’è poi un rovesciamento ancora più profondo che la battuta lascia intravedere senza volerlo perché il merito di Falcone non stava nell’aver lavorato accanto al potere del momento, ma nell’aver continuato a farlo mentre in giro, a piede libero e nel pieno delle proprie funzioni, si muoveva un uomo come Andreotti, forse il più potente, influente e pericoloso della storia repubblicana, sul quale gravavano sospetti che la magistratura avrebbe indagato ancora per anni. Trasformare quella prossimità in un’appartenenza significa rovesciare esattamente il senso della sua scelta, che era di continuare a servire lo Stato pur sapendo quali equilibri di potere attraversassero le stanze in cui si trovava a operare, non di diventarne parte, come fecero in molti, oggi saliti in cattedra.</p>
<p><strong><em>Il secondo fendente</em></strong> colpisce la coerenza stessa di Travaglio, e in questo caso la mano che lo vibra è la sua. Nel gennaio scorso, durante la campagna per il referendum sulla separazione delle carriere, Travaglio ha costruito il proprio no sulla difesa dell’autonomia del pubblico ministero dal potere esecutivo, <strong><em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HL7ibSIqbd4">spiegando che affidare al Pm un Csm proprio avrebbe finito per rafforzarlo nei confronti dei giudici anziché indebolirlo</a></em></strong> come sostenevano i promotori della riforma, un’analisi che presuppone come valore da difendere proprio la tenuta dell’inquirente rispetto a ogni possibile cattura da parte della politica. La battuta su Falcone applica il criterio opposto, perché <strong><em>tratta l’incarico amministrativo di un magistrato come una forma di appartenenza al governo del momento, </em></strong>la stessa equazione tra funzione pubblica e sudditanza politica che Travaglio aveva combattuto quando in gioco c’erano i pubblici ministeri di oggi.</p>
<p><strong><em>Il terzo fendente</em></strong> riguarda il pubblico che Travaglio ha costruito in decenni di lavoro editoriale, un pubblico educato a leggere il nome di Andreotti come sinonimo di potere occulto e di connivenza tra politica e organizzazioni criminali, non come referente neutro di un passaggio ministeriale qualunque. Vedere quello stesso nome piegato a uso apologetico, sia pure indiretto, per difendere Ranucci, produce nel lettore fedele uno scarto che si avverte come un <strong><em>tradimento del metodo prima ancora che come un errore di merito</em></strong>, e non a caso la reazione all’episodio non si è fermata al campo avversario ma ha raccolto anche il commento dell’ex senatore del Pd Stefano Esposito, che ha parlato di un «gemello diverso» di Ranucci pronto a infangare la memoria di Falcone pur di difenderlo. A rendere il quadro ancora più esplicito arriva la <strong><em><a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2026/08/18/news/larticolo-che-ha-mandato-su-tutte-le-furie-travaglio-su-lavitola-ranucci-e-le-cene-che-falcone-non-avrebbe-fatto--405052">reazione del Foglio</a></em></strong>, che nello stesso pomeriggio pubblica un pezzo durissimo contro Travaglio, parlando apertamente di oscenità e di negazione del ruolo di un martire, segno che la <strong><em><a href="https://luigispeciale.substack.com/p/ranucci-una-bomba-per-tutti-noi">faida tra testate di cui scrivevo nell’ottobre 2025</a></em></strong> non si limita più alla sponda politica ma si combatte ormai apertamente anche tra giornali, ciascuno pronto a usare la memoria di Falcone come arma contro l’altro.</p>
<p>Resta da capire chi porterà a compimento il rituale che Travaglio ha avviato. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seppuku">seppuku </a>codificato il gesto non si completa da solo, perché è il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kaishakunin">kaishakunin</a>, la persona di fiducia chiamata ad assistere, a impugnare la lama che pone fine alla sofferenza tagliando la testa del suicida, un'azione che, trasferita sul piano materiale della vicenda, diventa la domanda su chi abbia davvero il potere di trasformare questi tre fendenti autoinflitti in un atto tombale. Il candidato più concreto non è un nemico di Travaglio (la fila di volontari sarebbe fin troppo lunga) ma potrebbe essere invece la decisione ancora sospesa del Comitato etico della Rai sul futuro di Ranucci, perché se quella decisione dovesse comunque andare verso la sospensione, i tre fendenti autoinflitti da Travaglio saranno, a questo punto, del tutto inutili, ininfluenti, anzi irrilevanti, per un esito che l'azienda avrebbe prodotto autonomamente a prescindere. Fino ad allora il rituale del seppuku resta incompiuto, e la sua conclusione non dipende più da chi lo ha iniziato, che resta a terra agonizzante.</p>
<p><strong>Quel che ci aspetta</strong></p>
<p>Con il seppuku di Travaglio si accelera semmai una corsa più ampia, quella di un’intera categoria che, privata anche dell’ultimo argine rappresentato dall’iconica presenza del figlio putativo di Indro Montanelli, rischia di precipitare verso punti di indegnità finora impensabili, dove la memoria dei martiri diventa merce di scambio quotidiana nelle faide tra testate e nessuno resta più a presidiare il limite oltre il quale persino la battuta cessa di essere lecita.</p>
<p>È a questo punto che l’<strong><em><a href="https://www.odg.it/">Ordine dei Giornalisti</a></em></strong><a href="https://www.odg.it/"> </a>dovrà far valere tutta la sua autorevolezza, intervenendo con quella fermezza impavida che da sempre lo contraddistingue, forte del proprio codice deontologico, senza lasciare che il silenzio di fronte a un uomo, un collega, che si è sventrato da solo sotto gli occhi di tutti, chissà se per cameratismo o per mancanza di Silvio Berlusconi, resti l’unica risposta possibile.</p>
<p><strong>Luigi Speciale</strong></p>
<p><strong>Fonte www.luigispeciale.com</strong></p>
<p> </p>]]></description>
			<dc:creator>Luigi Speciale</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:51:48 +0200</pubDate>
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		<item>
			<title>IL POMODORO CANNELLINO FLEGREO A CUMA</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/974-il-pomodoro-cannellino-flegreo-a-cuma.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=974:il-pomodoro-cannellino-flegreo-a-cuma&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/7b0257640dc77a55cf753ae766e7db69_S.jpg" alt="il-pomodoro-cannellino-flegreo-a-cuma" /></a><p></p>
<p align="CENTER"> </p>
<p> </p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>IL POMODORO CANNELLINO FLEGREO A CUMA. ARCHEOLOGIA, AGRICOLTURA E SAPORI DEI CAMPI FLEGREI.<br /></b></span></span><br /><br /></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>Cultura e coltura nei Campi Flegrei: </b></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: x-large;"><i><b>Press Tour</b></i></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: x-large;"><b> 2026.</b></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: x-large;"><b><br /></b></span></span><span style="font-family: Lato, serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Partita la raccolta del Pomodoro Cannellino Flegreo nei campi dell’area archeologica di Cuma. <br /></b></i></span></span><span style="font-family: Lato, serif;"><span style="font-size: small;">Siglato il Protocollo d'Intesa tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Confagricoltura Napoli. Un </span></span><span style="font-family: Lato, serif;"><span style="font-size: small;"><i>press tour</i></span></span><span style="font-family: Lato, serif;"><span style="font-size: small;"> e un </span></span><span style="font-family: Lato, serif;"><span style="font-size: small;"><i>educational</i></span></span><span style="font-family: Lato, serif;"><span style="font-size: small;"> riservati a giornalisti di testate nazionali, alla scoperta del patrimonio archeologico, ambientale ed enogastronomico flegreo. </span></span></p>
<p align="CENTER"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Pozzuoli, 23 luglio 2026 – Una qualificata rappresentanza della stampa specializzata nazionale ha celebrato l’inizio della raccolta del Pomodoro Cannellino Flegreo, l’</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>oro rosso</i></span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>dei Campi Flegrei</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, in una due giorni alla scoperta di un mix eccezionale di storia, cultura, ambiente e buona tavola. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>La manifestazione</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e patrocinata dalla Regione Campania, dalla Città Metropolitana di Napoli, dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, dal Comune di Pozzuoli e da MAC Monterusciello Agro City, la manifestazione è stata organizzata dall'azienda </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i><b>Cumadoro</b></i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, del </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Gruppo Tammaro</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, e dall’</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, nell'ambito della rassegna itinerante </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Gustosissimo</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, in collaborazione con il </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>GAL Parthenope</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e con l’EBAT </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Ente Bilaterale Agricolo Territoriale</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>Il ruolo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e il Protocollo di Intesa con Confagricoltura Napoli</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">A dare valore istituzionale alla manifestazione, segno di un incontro virtuoso tra agricoltura ed archeologia, la sigla del Protocollo d'Intesa tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, rappresentato da </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Tiziana D’Angelo</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, da qualche settimana Direttore Delegato</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">del Parco, e Confagricoltura Napoli, presieduta da </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Giovanni Tammaro</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. L'intesa, finalizzata alla valorizzazione del Pomodoro Cannellino Flegreo e, più in generale, del patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico dei Campi Flegrei, prevede iniziative culturali, incontri, degustazioni guidate, </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>show cooking</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e percorsi che metteranno in relazione il patrimonio archeologico e quello agricolo dell'area, nel quadro del progetto </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Il Parco Conserva</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> con cui il Parco ha già assegnato, in concessione agraria, cinque lotti di terreni demaniali nell'area archeologica di Cuma.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">«Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei sta portando avanti -ha dichiarato il Direttore </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Tiziana D’Angelo</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- una strategia di valorizzazione del patrimonio agricolo ricadente nei siti di propria competenza, con l’obiettivo di assicurare la continuità della cura e manutenzione del paesaggio rurale e delle aree archeologiche, di sperimentare un modello di cooperazione pubblico-privato e di salvaguardare la tipicità delle colture, la sostenibilità e le pratiche innovative a basso impatto ambientale. </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Al centro di questa visione -ha concluso Tiziana D’Angelo- è posta la valorizzazione integrata dello straordinario patrimonio flegreo e delle sue componenti identitarie materiali e immateriali, rappresentate da importanti evidenze archeologiche, risorse naturali, tradizioni e cultura enogastronomica, al fine di creare occasioni di sviluppo territoriale, attraverso la proficua collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese».</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>La Regione Campania per la promozione del territorio: un dialogo virtuoso tra archeologia e agricoltura</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">«Il Pomodoro Cannellino Flegreo è la dimostrazione -ha dichiarato </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Maria Carmela Serluca, Assessore all'Agricoltura della Regione Campania- </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di come un prodotto agricolo possa diventare motore di sviluppo, strumento di tutela del territorio e occasione di promozione culturale e turistica. L'evento appena concluso ha avuto il merito di mettere in relazione questa eccellenza agroalimentare campana con la storia millenaria del Parco Archeologico di Cuma, creando un dialogo virtuoso tra agricoltura e archeologia, e valorizzando al tempo stesso il percorso intrapreso per il recupero e la riqualificazione dei terreni di produzione agricola. Il Pomodoro Cannellino Flegreo è un prodotto che esprime valore economico, sociale, ambientale e culturale, grazie alla sua storia, alla sua unicità e al legame profondo con il territorio. La Regione Campania -ha concluso </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>l’Assessore Serluca</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- sostiene con convinzione percorsi di valorizzazione come questo, che mettono al centro il rafforzamento delle filiere locali e la promozione di territori di straordinaria bellezza».</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>La Città Metropolitana punta sul connubio vincente tra cultura e prodotti identitari</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">«Eventi come questo -ha riconosciuto </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Vincenzo Cirillo</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, consigliere della Città Metropolitana di Napoli delegato alla promozione del territorio e all’agricoltura- dimostrano che il futuro della promozione del territorio passa dalla capacità di mettere in rete cultura, archeologia, agricoltura e ristorazione. Il Parco Archeologico di Cuma, con i suoi straordinari tesori, diventa così un luogo vivo, dove la storia incontra il talento delle nostre imprese agricole e le eccellenze enogastronomiche. Valorizzare prodotti identitari come il Pomodoro Cannellino Flegreo significa raccontare la nostra terra attraverso le sue radici. Come Consigliere delegato alla Promozione del Territorio e all’agricoltura della Città Metropolitana di Napoli -ha concluso </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Cirillo</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- continuerò a sostenere e promuovere tutte quelle buone pratiche che trasformano le eccellenze locali in motori di crescita, identità e attrattività per il nostro territorio».</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>Il Pomodoro Cannellino Flegreo: un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) la cui produzione cresce di anno in anno</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">«Il rilievo della produzione di Pomodoro Cannellino Flegreo è sempre maggiore -ha sostenuto </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Giovanni Tammaro</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, di </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Cumadoro</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- siamo passati dai dieci ettari coltivati nel 2018 ai quasi 60 del 2026, arrivando a lambire l’area archeologica del Foro di Cuma. Il seme, non ibrido, viene tramandato di generazione in generazione ed è custodito proprio dalla nostra azienda vivaistica. È anche grazie a iniziative come questa -ha concluso </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Giovanni</b></span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Tammaro</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- che il pomodoro cannellino flegreo è sempre più conosciuto anche nel mondo della ristorazione e della pizza e questo contribuisce all’aumento della domanda». </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Adattatosi al pedoclima locale, caratterizzato da terreni vulcanici e sabbiosi accarezzati dalla brezza marina, il Pomodoro Cannellino Flegreo è stato annoverato dalla Regione Campania tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). «La coltivazione adotta una tecnica manuale -ha spiegato </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Vincenzo Tammaro</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, anch’egli alla guida di </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Cumadoro</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- con il supporto tradizionale di canne e spago di juta o canapa. Il raccolto va da metà luglio a fine agosto. Il frutto ha forma oblunga con una lieve strozzatura verso il centro e pesa in media tra 15 e 20 grammi. La buccia è estremamente sottile, tale da non richiedere la pelatura in fase di trasformazione, mentre la polpa, spessa e soda, si presenta di colore rosso intenso a maturazione. Il gusto è un giusto equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità, il sapore del pomodoro di una volta».</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La distribuzione del prodotto avviene principalmente in forma di conserve -</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>pacchetelle</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, passate e confettura- vendute attraverso piccoli distributori, botteghe di prodotti d'eccellenza, </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>e-commerce</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e vendita diretta dal produttore al consumatore. È prodotto di punta di numerose preparazioni di pizzerie e ristoranti ma anche pasticcerie della Campania ma è anche apprezzato fuori regione e oltralpe. È presente nei menu della catena di risto-pizzerie RossoPomodoro.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>L’Antro della Sibilla, il restauro del Foro della Città Bassa di Cuma, finalmente accessibile anche di sera, e i campi di Pomodoro Cannellino Flegreo</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il Tour ha preso le mosse, nel pomeriggio di mercoledì 22 luglio, al Parco Archeologico di Cuma, con il passaggio di rito per l'Antro della Sibilla, la lunga galleria scavata nel tufo tra il IV e il III secolo a.C. che la tradizione, ispirata ai versi dell'Eneide di Virgilio, ha identificato con il luogo in cui la sacerdotessa di Apollo pronunciava i suoi responsi. A seguire, approdo nella Città Bassa, il cuore civile e commerciale dell'antica colonia greco-romana, dove nel Foro, oggetto di un recente intervento di restauro che ne ha ampliato l'accessibilità, si affacciano il </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Capitolium</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, dedicato alla triade capitolina, insieme all'Aula Sillana e agli altri edifici monumentali di età augustea e flavia, finalmente fruibili anche di sera grazie ad un nuovo impianto di illuminazione. Chiusura con la visita ai campi di Pomodoro Cannellino Flegreo dell’azienda </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Cumadoro</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, ospitati nei terreni del Parco. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>I giornalisti alla scoperta delle ricchezze dei Campi Flegrei: un </b></span></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><i><b>educational</b></i></span></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b> frutto della sinergia tra attori pubblici e privati.</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">A latere della tappa di Cuma, l'evento prosegue con un </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>educational</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> che coinvolge dieci giornalisti provenienti da testate nazionali di tutta Italia, impegnati in un </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>tour</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> alla scoperta del territorio dei Campi Flegrei. Si parte con la visita a un vigneto di Falanghina e Piedirosso, i vitigni tipici dei Campi Flegrei, coltivato sui terreni del Vigneto Santa Chiara, importante testimonianza dell’antica vocazione agricola puteolana, recuperato dal progetto </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Monteruscello Agro City</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Si esce poi in mare, per scoprire gli impianti di mitilicoltura di Lucrino e di Miseno, grazie alla collaborazione del </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>GAL Parthenope</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e ad una imbarcazione e al personale della </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Società Cooperativa “C. Salvatore”</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Si conclude, in un percorso tra gli scorci panoramici più suggestivi dell'area, con la visita alla </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Piscina Mirabilis</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, possibile grazie al sostegno di </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>CoopCulture</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, e al Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, gestito sempre dal </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Parco Archeologico dei Campi Flegrei</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>Il sistema di </b></span></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><i><b>hospitality</b></i></span></span></span><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b> flegrea alla prova della stampa nazionale</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nata per valorizzare un prodotto agricolo identitario dei Campi Flegrei, la manifestazione è divenuta anche l’occasione per arricchire le politiche di promozione territoriale attraverso il turismo enogastronomico. Si pone quindi come occasione, per l’intero sistema di </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>hospitality</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> flegrea, di svolgere una prova generale di sforzo sinergico. È per questo che la delegazione della stampa nazionale è ospitata, per l'intera durata dell'</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>educational</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, presso strutture ricettive di Bacoli e Monte di Procida, quali </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Al Chiar di Luna</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di Monte di Procida, </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Dimora dei Lari</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di Bacoli e </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Don Salvatore ristorante e relais</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, di Monte di Procida, dove peraltro la loro esperienza nei Campi Flegrei si concluderà a tavola con una cena che vedrà protagonista, ovviamente, il Pomodoro Cannellino Flegreo. </span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Lato Black', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>La degustazione: venticinque sfumature di Pomodoro Cannellino Flegreo</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Al termine della prima giornata della manifestazione, i giornalisti e ospiti presenti hanno potuto assaggiare il Pomodoro Cannellino Flegreo, fresco e in conserva, declinato in venticinque proposte realizzate da chef, pizzaioli, gelatieri e pasticceri, esponenti della ristorazione del territorio flegreo, campano ed extraregionale: un vero successo per il Pomodoro Cannellino Flegreo, che ha passato da tempo i confini campani, imponendosi su tavole importanti.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">A </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Roberta Criscuolo</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, della ASPI (Associazione Sommellerie Professionale Italiana), il compito di accompagnare i piatti con i vini di </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Uvadoro</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, l’azienda vinicola del Gruppo Tammaro. La scelta è caduta sul Falanghina “Santa Chiara”, nato dal recupero di un antico vigneto abbandonato a Monteruscello (Pozzuoli), legato a un importante progetto di rigenerazione urbana ed agricola, e sul “Terra di Ruscello”, un interessante blend di aglianico irpino e di piedirosso di Monteruscello.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Di seguito le diverse proposte presentate da ristoranti, pizzerie e gelaterie:</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Abraxas </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Pozzuoli, NA)</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b> -</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> Spaghetto macchiato freddo con Pomodoro Cannellino Flegreo e cozze.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Associazione Professionale Cuochi Italiani APCI - </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Scialatiello al Pomodoro Cannellino Flegreo 2.0 con burrata e zest di limone </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Blanko Pizzeria e Braceria </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Casoria, NA) - Marinara Flegrea </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(Pomodoro Cannellino Flegreo, oliva taggiasca, capperi di Pantelleria, origano del Monte Saro, olio extravergine del Cilento e basilico fresco)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Bobò</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Pozzuoli, NA)</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b> -</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> Fusilli alla Ninfea </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(Pomodoro Cannellino Flegreo, basilico, cipolla, burro, Pecorino Romano, Parmigiano Reggiano, olio extravergine d'oliva)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Casa Comiero</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Mugnano del Cardinale, AV)</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b> -</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> Se io fossi provola e pepe </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(Fonduta di parmigiano, provola affumicata, </i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">chutney</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i> di pomodoro cannellino flegreo, zest di limone, basilico e olio evo)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Casa Santini</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Bacoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Sorbetto al Pomodoro Cannellino Flegreo su battuta di carne</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Casa Sarchiapone </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Varcaturo - Giugliano di Napoli, NA)</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b> -</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> Lardiata Cumadoro </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(ziti di Gragnano spezzati a mano saltati con sugo fresco di Pomodoro Cannellino Flegreo, battuta di lardo nostrano, aglio, prezzemolo, peperoncino e pecorino di Laticauda grattugiato)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Colmayer </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Napoli)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Via col Vento</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Cortesia Bistrot</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Frattamaggiore, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Pane e pomodoro 2.0 </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(crumble di pane aromatizzato con origano, Pomodoro Cannellino Flegreo, spuma di mozzarella e salsa al basilico)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Don Salvatore Ristorante &amp; Relais </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Monte di Procida, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Assassina Flegrea con Pomodoro Cannellino Flegreo</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Elévage </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Trentola Ducenta, CE)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Pomodoro Cannellino Flegreo candito e in confettura con la sua acqua lactofermentata</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Grajales</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Pozzuoli, NA)</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b> -</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> Pomodoro d'autore </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(gelato 100% Pomodoro Cannellino Flegreo naturalmente privo di latte e glutine, arricchito da un crumble croccante al basilico)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Klove </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Casal di Principe, CE)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">-</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Margherita borbonica al Pomodoro Cannellino Flegreo </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(Pomodoro Cannellino Flegreo, conciato romano, fiordilatte, mozzarella di bufala affumicata e pesto di basilico)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Kuma65</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Bacoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Montanara con Pomodoro Cannellino Flegreo</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Le Due Torri</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Presenzano, CE)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Fresella integrale, corazza di scottona, olive caiazzane, fior di cappero e Pomodoro Cannellino Flegreo </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>confit</i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">; Candele di Gragnano al ragù di Pomodoro Cannellino Flegreo</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Maruzzella Ristorante Pizzeria</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Fondi, LT)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Montanara flegrea in oro </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(mini montanara croccante ad alta idratazione con Pomodoro Cannellino Flegreo in doppia consistenza, "passata e confit, spuma di Provola di Agerola al pepe del Sarawak, basilico riccio e olio extravergine d'oliva Monocultivar Itrana)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Maturo Pizzeria</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Napoli)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Sapore di Marinara </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(riduzione di sugo di Pomodoro Cannellino Flegreo, Pomodoro San Marzano arrosto, origano del Monte Saro, acciughe del Cantabrico e olio extravergine d'oliva </i></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Cantine Barone</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Palato Pizza</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Napoli)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Base pizza in tre cotture, crema di ricotta dolce di pecora, scaglie di cioccolato fondente, caramello salato, confettura di Pomodoro Cannellino Flegreo e granella di nocciole tostate</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Pizzaingrammi</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Pozzuoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Pizza al Pomodoro Cannellino Flegreo</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Pizzalò</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Pozzuoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Flegrea </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(provola affumicata di Agerola, Pomodoro Cannellino Flegreo, olio extravergine d'oliva Cantine Barone e cacioricotta)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Punto Nave</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Pozzuoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Mezzo Pacchero alla caprese con Pomodoro Cannellino Flegreo</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Quantobasta </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Pozzuoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">-</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Raviolo di pasta fresca ripieno di stracciata di bufala, con Pomodoro Cannellino Flegreo e scaglie di Grana Padano</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Riccio Restaurant</b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Bacoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Crostone dei Campi Ardenti </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(pane caldo, Pomodoro Cannellino Flegreo, ventresca di tonno e stracciata di bufala)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Sunrise Est. 1984 </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Bacoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">-</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Cheesesteak La Montese® </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(cheesesteak</i></span></span></span><i> </i><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>allo scarpariello con Pomodoro Cannellino Flegreo)</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Salago </b></span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(Bacoli, NA)</span></span></span> <span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">- Cheesecake flegrea </span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>(biscotti secchi, burro, formaggio spalmabile, uova, limone e confettura di Pomodoro Cannellino Flegreo)</i></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT">COMUNICATO STAMPA<br /><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>Informazioni: www.cumadoro.it — hashtag ufficiali: #PomodoroCannellinoFlegreoTour2026 #PCFtour26.</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p lang="it-IT"><br /><br /></p>
<p><br /><br /></p>
<p> </p>]]></description>
			<dc:creator>Andreina Nacca</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:59:30 +0200</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>SUMMIT INTERNAZIONALE  &quot;SAN LEUCIO 250. IL LAVORO TRA MEMORIA E FUTURO&quot;</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/973-summit-internazionale-san-leucio-250-il-lavoro-tra-memoria-e-futuro.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=973:summit-internazionale-san-leucio-250-il-lavoro-tra-memoria-e-futuro&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/84dcf8a8cba0259cf11299c1eef358f9_S.jpg" alt="summit-internazionale-san-leucio-250-il-lavoro-tra-memoria-e-futuro" /></a><p></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>SUMMIT INTERNAZIONALE  </b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>"SAN LEUCIO 250. IL LAVORO TRA MEMORIA E FUTURO" </b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>CONFERENZA STAMPA </b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>GIOVEDÌ 23 APRILE ORE 11,30 </b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>CONFINDUSTRIA CASERTA</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Nel 2026 ricorre il 250</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">esimo</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> anniversario della fondazione della Real Colonia di San Leucio, uno dei più avanzati modelli europei di organizzazione del lavoro e della comunità, oggi riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO per il suo valore storico e civile.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">San Leucio per oltre due secoli ha rappresentato un’esperienza straordinariamente innovativa: un sistema produttivo fondato su diritti, istruzione obbligatoria, tutela sociale, parità di genere e dignità del lavoro. Un modello che, in pieno Settecento, anticipava temi oggi centrali nelle politiche economiche e fiscali e del dibattito europeo.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">In questo contesto, la </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>Fondazione Orizzonti</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, motore dell’Anno Leuciano, in</span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">collaborazione con </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>Confindustria Caserta</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, ha organizzato il Summit Internazionale </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>“San Leucio 250 – Il Lavoro tra Memoria e Futuro”</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, che si terrà </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">nei locali dell’Archivio di Stato all’interno del</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">la Reggia di Caserta nei giorni 1</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">2</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> e </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">3 maggio 2026.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">L’evento sarà presentato nel corso di una </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>conferenza stampa</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> in programma per giovedì 23 aprile alle ore 11,30 presso la sede di Confindustria Caserta in via Roma 17. Interverranno il presidente della Fondazione Orizzonti </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>Giuseppe Menniti</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> e</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> il presidente di Confindustria Caserta </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>Luigi Della Gatta</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">. L’incontro sarà moderato da</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">l giornalista </span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><b>Enzo Battarra</b></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, portavoce della Fondazione Orizzonti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Le parole di Giuseppe Menniti:</span> <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">«</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Il Summit sul Lavoro rappresenta un momento fondamentale per attivare un confronto di alto profilo sulla centralità dell’occupazione quale motore per lo sviluppo delle comunità, la stabilità sociale e l'evoluzione sostenibile. </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">I</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">l modello leuciano costituisce ancora oggi una chiave interpretativa straordinaria per leggere e orientare le trasformazioni economiche in corso.</span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Attraverso questa iniziativa si intende proporre una visione che sappia coniugare la produttività con il benessere collettivo, recuperando quella vocazione al progresso civile che appartiene alla storia del territorio</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">»</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">La dichiarazione di Luigi della Gatta: «Confindustria Caserta è lieta di affiancare la Fondazione Orizzonti in questa iniziativa di alto profilo culturale e civile. Sappiamo che il territorio casertano porta con sé una storia unica nel suo genere: il Codice Leuciano ha anticipato, secoli fa, valori che sono oggi al centro del dibattito sul lavoro quali senso di comunità, meritocrazia, equità salariale, manifattura responsabile. Valori che ancora oggi ispirano il presente e ci guidano verso il futuro. Questo summit è l’occasione per riflettere sulla complessità del lavoro, sul ruolo delle imprese come motore di coesione sociale e sulle sfide che, insieme, siamo chiamati ad affrontare».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere una riflessione di alto livello sul rapporto tra lavoro, sviluppo economico e finanza pubblica, utilizzando il modello leuciano come chiave interpretativa per affrontare le grandi trasformazioni economiche e sociali in atto.</span></span></p>
<p> </p>]]></description>
			<dc:creator>Andreina Nacca</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:29:37 +0200</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Il Glamour della Movida Aversana firmato Pirolli e Iannone</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/970-il-glamour-della-movida-aversana-firmato-pirolli-e-iannone.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=970:il-glamour-della-movida-aversana-firmato-pirolli-e-iannone&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/32cf2b18bc061b77e56b5783aff01222_S.jpg" alt="il-glamour-della-movida-aversana-firmato-pirolli-e-iannone" /></a><p>CASERTA – C’è un filo rosso che unisce i locali più esclusivi del casertano, ed è fatto di eleganza, ritmo e quella capacità tutta campana di trasformare una serata in un evento imperdibile. Parliamo delle "Notti Aversane", il format di successo curato da Rosa Pirolli e Pina Iannone, ormai diventate le "signore dell'accoglienza" nel panorama del divertimento locale.<br /> ​Un Successo che si Rinnova<br /> ​Non è solo questione di organizzazione, ma di visione. Rosa e Pina hanno saputo intercettare il desiderio di una socialità autentica, portando nei club più rinomati di Caserta e provincia una ventata di freschezza. I loro eventi non sono semplici appuntamenti in calendario, ma veri e propri punti di riferimento per chi cerca un’esperienza che vada oltre il classico sabato sera.<br /> ​Gli Ingredienti del Successo: Musica e Qualità<br /> ​Le cronache delle ultime serate parlano chiaro: il segreto del loro successo risiede in un binomio intramontabile.<br /> ​Tanta bella Musica: Selezioni ricercate che spaziano dai ritmi più contemporanei ai grandi classici, capaci di far vibrare le location più prestigiose.<br /> ​Tanta bella Gente: Un pubblico selezionato e variegato, unito dalla voglia di stare insieme con stile, fa da cornice a momenti che restano impressi nella memoria dei partecipanti.<br /> ​"Non organizziamo solo serate, costruiamo ricordi," sembra essere il mantra che accompagna ogni loro iniziativa.<br /> ​Momenti Indimenticabili<br /> ​Tra luci soffuse, brindisi e l'energia del dancefloor, le serate organizzate dal duo Pirolli-Iannone continuano a confermarsi come l'anima pulsante della movida. In un’epoca in cui il divertimento è spesso standardizzato, la loro firma garantisce quell’attenzione al dettaglio e quell’atmosfera vibrante che rendono ogni notte un capitolo a sé stante.<br /> ​Il tour tra i locali casertani continua, e la sensazione è che il meglio debba ancora venire. Per chi ama la vita notturna all'insegna del buon gusto, l'appuntamento è segnato: dove ci sono Rosa e Pina, il divertimento è di casa.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:52:51 +0200</pubDate>
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			<title>CrescereBIo fa tappa a Macerata Campania</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/967-crescerebio-fa-tappa-a-macerata-campania.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=967:crescerebio-fa-tappa-a-macerata-campania&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/c5c3ef3b8b263faba0c86cf911308716_S.jpg" alt="crescerebio-fa-tappa-a-macerata-campania" /></a><div>
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<div><b> Semi di consapevolezza: ‘CrescereBIO’ semina salute nelle scuole della Campania</b></div>
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<div><span style="font-size: large;"><i>Al via il tour educativo ‘A tu per tu con i prodotti tipici campani’ che valorizza le aree interne e l’eccellenza dell’agroalimentare campano nelle classi IV e V delle scuole primarie. Si comincia con la provincia di Caserta il 10 aprile.</i></span></div>
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<div><span style="font-size: large;">8 Aprile 2026- Riparte con entusiasmo ‘CrescereBIO’, l’iniziativa dedicata all’educazione alimentare che porta le eccellenze del territorio direttamente tra i banchi di scuola attraverso il format ‘A tu per tu con i prodotti tipici campani’. Quest’anno il progetto si focalizza sulle aree interne della regione, con tappe nelle province di Caserta, Avellino e Benevento, coinvolgendo gli alunni delle classi IV e V in un percorso di scoperta del mangiar sano e sostenibile. Attraverso questa iniziativa, la Regione Campania si rivolge ai bambini della scuola primaria per accrescere la conoscenza e il consumo dei prodotti biologici e di qualità dell’agroalimentare campano, promuovendo il legame indissolubile tra terra, salute e identità.<br />L'iniziativa è promossa dalla Regione Campania nell’ambito del ‘Fondo mense scolastiche biologiche’ e vede la piena sinergia con l’Assessorato all’Agricoltura, guidato da Maria Carmela Serluca. L'attuazione tecnica è affidata alla GLOBAL CONSULTING SOC. COOP. DI LAVORO A R.L., azienda specializzata nei settori della formazione, della sicurezza, qualità e igiene alimentare. L’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, afferma l’importanza strategica dell'intervento dichiarando: «Nell’ambito delle politiche agricole, la sana alimentazione è un pilastro fondamentale per la salute dei cittadini e per lo sviluppo di prodotti sostenibili. Valorizzare l'agroalimentare di qualità significa garantire sicurezza alimentare e promuovere le eccellenze dei nostri produttori locali. Questo progetto nelle scuole rappresenta una buona opportunità: partiamo dai più piccoli, attraverso un linguaggio su misura, per coinvolgere l'intero nucleo familiare e rendere ogni bambino un ambasciatore consapevole del cibo sano e certificato della nostra terra».</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />L'evento si snoda sul territorio attraverso attività ludico-informative con l’illustrazione di un video-fumetto a tema, strumenti scelti per comunicare con efficacia l’importanza dei cibi freschi e dei prodotti biologici. Le tappe programmate in provincia di Caserta iniziano il 10 aprile da Macerata Campania, proseguono il 13 aprile a Capua e il 20 aprile a Casagiove, per poi continuare fino a metà maggio con appuntamenti nei comuni delle province di Avellino e Benevento.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />Protagonista di ogni incontro è la <b>Melannurca Campana IGP</b>, la regina delle mele ed esempio d'eccellenza e salute. La consegna del frutto è accompagnata da un <b>QR-CODE</b> informativo destinato alle famiglie, utile a favorire una riflessione condivisa sui temi della sostenibilità, della sana alimentazione e del consumo di prodotti locali. Simona Pelliccia, coordinatore del progetto per Global Consulting, evidenzia l’impegno profuso, anche in questa seconda edizione, affermando: «Questa iniziativa testimonia la volontà di entrare in sintonia con i bambini attraverso l’uso di un linguaggio semplice e giovane supportato da immagini accattivanti. Accompagniamo il consumo della Melannurca Campana IGP trasformandolo in un’esperienza gustativa condivisa tra scuola e famiglia, promuovendo il cibo di qualità del nostro territorio».</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />Giunto con successo alla sua seconda edizione, il progetto ‘CrescereBIO’ si conferma una realtà destinata a crescere e a diffondersi capillarmente nel tempo. La capacità di modellarsi costantemente alle esigenze future e alle nuove sfide della sostenibilità garantisce alla Campania un ruolo di primo piano nella promozione di uno stile di vita sano, investendo con lungimiranza sulla formazione delle nuove generazioni e sulla sicurezza del proprio patrimonio agroalimentare.</span></div>
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</div>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 12:16:03 +0200</pubDate>
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			<title>Agerola &quot;Premio Arte e Gusto&quot; 18 aprile 2026</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/966-agerola-premio-arte-e-gusto-18-aprile-2026.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=966:agerola-premio-arte-e-gusto-18-aprile-2026&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/4602f2f5153477027a754713438bf3d0_S.jpg" alt="agerola-premio-arte-e-gusto-18-aprile-2026" /></a><p>Cultura, Istituzioni e Territorio: l’Associazione “Il cibo e l'Arte” celebra le Grandi Firme della Cultura Campana con il Premio “Arte e Gusto 1920-2026” di Loredana Paolesse</p>
<p>Il 18 aprile, alle ore 16:00, l’Osservatorio Astronomico "Salvatore Di Giacomo" (sito in via Salvatore Di Giacomo 7b, località San Lazzaro) di Agerola (NA) diviene lo scenario di un confronto raro: un sodalizio tra la precisione della scienza e l'autentica cultura del fare, un'eccellenza che onora l'Italia a partire dalla nostra amata Campania.</p>
<p>AGEROLA (NA) – Perché scegliere un Osservatorio Astronomico per celebrare l'Arte e il Gusto? La risposta risiede nella natura stessa dell'Eccellenza: come l'astronomo volge lo sguardo al cielo per scoprire l'armonia dell'universo, così l'artista, lo scienziato e l'artigiano guardano oltre la materia per catturare l'essenza della bellezza e della conoscenza.</p>
<p>L'Associazione Culturale “Il Cibo e l'Arte”, guidata dalla Presidente Dott.ssa Loredana Paolesse, si pone come custode e promotrice di un'eredità che attraversa un secolo di storia, coniugando la tradizione del passato con le visioni del futuro. L'iniziativa, ideata e curata dalla Presidente, insieme alla giornalista Patrizia Faiello, sarà l'occasione per celebrare le figure che onorano l’identità della Campania nel mondo.</p>
<p>L'evento sarà moderato dal Dott. Vincenzo Chiavetta e si avvarrà della prestigiosa presenza istituzionale di:</p>
<p>S.E. Monsignor Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-Cava de' Tirreni;<br />Dott. Tommaso Naclerio, Sindaco di Agerola (NA);<br />Dott.ssa Regina Milo, Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili di Agerola (NA);<br />Dott. Ing. Vincenzo Falco, Preside dell'Istituto di Formazione Alberghiera "De Medici" di Ottaviano (NA).</p>
<p>Ad impreziosire il parterre degli ospiti, interverranno:<br />Cav. Dott. Leonardo Pascucci, Segretario Amministrativo della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI Albani;<br />Pasquale Caraviello, artista.</p>
<p>Gli Ospiti d'Onore e i Riconoscimenti alle Eccellenze</p>
<p>Il momento centrale della serata vedrà la consegna dei riconoscimenti a personalità che si sono distinte per l’alto valore del proprio operato. Arricchiranno il profilo culturale di questa edizione, intervenendo in veste di Ospiti d'Onore:</p>
<p>Prof. Pasquale Lettieri (Critico d’Arte e Accademico): Riceverà un premio speciale per il suo costante impegno nella valorizzazione dei linguaggi artistici contemporanei, punto di riferimento per la cultura internazionale.</p>
<p>Prof. Giuseppe Gargano (Storico e Medievalista): Insigne studioso che riceverà il riconoscimento per l'immenso contributo alla ricostruzione dell'identità storica del territorio e per la magistrale capacità di narrare le radici della Civiltà Amalfitana, rendendo il passato una bussola per il futuro.</p>
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<p>Il percorso dei riconoscimenti entrerà nel vivo celebrando le figure che incarnano la visione istittuzionale e la crescita culturale del territorio, rappresentate da: <br />Prof. Luca Mascolo (Vicesindaco di Agerola (NA)): Per la visione lungimirante nel valorizzare il territorio come polo d'attrazione culturale.<br />Prof.ssa Fabiola Toricco (Dirigente Scolastica): Per l'impegno costante nella formazione delle nuove generazioni presso l'IPSSAR "R. Viviani".<br />Dott. Giancarlo Piccolo (Archeologo e Criminologo): Per il fondamentale contributo scientifico al "Primo Manuale di Criminologia del Fenomeno Settario".</p>
<p><br />La cerimonia proseguirà poi rendendo omaggio alla creatività, alla voce e alla maestria artigiana di:</p>
<p>Marinella Sorrentino (Scrittrice ed Editor): Per l'instancabile impegno nella promozione letteraria e per la profondità narrativa del suo romanzo "La nostra imperfetta umanità".<br />Francesco Malapena (Tenore e Pluristrumentista): Per l’eccellenza interpretativa di una voce che porta nel mondo il prestigio del canto italiano.<br />Mimmo Vitale (Cantante, Attore e Compositore): Per la poliedricità del suo estro creativo, capace di coniugare musica e recitazione in un’unica espressione artistica.<br />Davide Sagliocco (Chef): Per l’approccio alchemico alla cucina, capace di trasformare i frutti della terra in un’esperienza sensoriale d'arte.<br />Antonio Longobardi (Scultore): Per la capacità di dare forma all'invisibile attraverso il progetto "Anima IV – Il violino della Piuma".<br />Giovanni e Angelantonio Pio Pisacane (Maestri Orafi): Per la minuziosa dedizione nel preservare e creare bellezza, custodi dell'arte orafa.<br />Giulia Lauritano (Ceramista): Per la sensibilità nel plasmare la tradizione, rendendo omaggio alla storia artigiana di Agerola (NA) con uno sguardo contemporaneo.</p>
<p>Il Valore della Memoria e il Conviviale Finale</p>
<p>La serata dedicherà un momento di profonda commozione al ricordo del pittore e ceramista agerolese Alberto Silvestri. Il premio alla memoria sarà consegnato ai familiari dell'artista.<br />A chiudere l'evento, un esclusivo momento conviviale celebrerà il legame indissolubile con le radici: una degustazione di eccellenze campane, dove l'autenticità dei sapori regionali farà da perfetto contrappunto all'immensità del panorama offerto dalle cupole dell'Osservatorio.</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 12:06:48 +0200</pubDate>
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			<title>Abitazione principale ed esenzione IMU</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/economia-e-diritto/969-abitazione-principale-ed-esenzione-imu.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=969:abitazione-principale-ed-esenzione-imu&Itemid=731"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/0aa2526f21d94ec0cf0dfc24eb7661b7_S.jpg" alt="abitazione-principale-ed-esenzione-imu" /></a><p>Abitazione principale ed esenzione IMU: il primato del dato catastale sulla realtà abitativa anche<br />in presenza di unità contigue di fatto comunicanti ma catastalmente distinte.<br />L’ordinanza n. 4498 del 2026 della Corte di Cassazione chiarisce un punto centrale della disciplina IMU:<br />l’esenzione per l’abitazione principale si applica esclusivamente a una singola unità immobiliare, anche<br />quando più appartamenti contigui siano di fatto collegati e utilizzati come un unico spazio abitativo. Il<br />principio opera indipendentemente dalla distribuzione interna o dalla funzionalità degli ambienti,<br />delineando un contrasto tra la realtà concreta dei contribuenti e la configurazione giuridico-catastale,<br />che resta vincolante ai fini fiscali.<br />La Corte sottolinea che l’agevolazione richiede l’accorpamento formale delle unità, evidenziando come<br />nel diritto tributario la rappresentazione catastale prevalga sull’uso effettivo e come i criteri oggettivi<br />stabiliti dal legislatore costituiscano la base della certezza normativa. La pronuncia stimola riflessioni sul<br />delicato equilibrio tra configurazione reale e struttura legale e sul modo in cui la pianificazione<br />patrimoniale possa influenzare l’accesso a benefici fiscali, non limitati all’IMU, ma estesi anche a<br />detrazioni per ristrutturazioni, bonus energia e altri incentivi legati alla singola unità.<br />Un aspetto concreto riguarda contribuenti che ereditano o acquistano unità contigue già collegate:<br />senza accorpamento catastale, il fisco continuerà a considerarle distinte, con possibili effetti sul carico<br />IMU. La pronuncia orienta quindi i contribuenti verso una gestione attenta degli immobili, coerente<br />con i requisiti catastali e fiscali, riducendo il rischio di errori o contenziosi.<br />Allo stesso tempo, solleva interrogativi sul futuro della normativa: in un contesto abitativo sempre più<br />flessibile, il vincolo della singola unità catastale potrebbe richiedere un adeguamento delle regole per<br />conciliare dati formali e uso reale, senza compromettere la prevedibilità dell’applicazione fiscale.<br />Da un punto di vista più sistemico, l’ordinanza mette in evidenza il ruolo del catasto non solo come<br />registro tecnico, ma come strumento di governo del territorio e di controllo fiscale. La configurazione<br />catastale non rappresenta solo una formalità, ma costituisce un mezzo per orientare il contribuente<br />verso una gestione coerente e trasparente del patrimonio, con ricadute dirette sull’equità e sull’efficienza<br />del sistema tributario.<br />Non mancano, tuttavia, posizioni critiche in dottrina e tra alcuni professionisti del settore, che<br />considerano il criterio esclusivamente catastale eccessivamente rigido. Secondo questo orientamento, il<br />sistema potrebbe valorizzare maggiormente l’effettiva destinazione abitativa, riconoscendo l’unità anche<br />quando si articola su più spazi contigui, evitando tensioni tra regole e uso concreto degli immobili.<br />Tali riflessioni aprono la strada a possibili interventi legislativi futuri volti a integrare dati formali e uso<br />reale, senza ridurre la certezza dei tributi.<br />In chiusura, l’ordinanza stimola una riflessione tecnica: è coerente che l’esenzione IMU dipenda<br />esclusivamente dalla configurazione catastale, indipendentemente dall’uso effettivo degli spazi? Se da un<br />lato questo criterio garantisce uniformità nell’applicazione delle regole fiscali, dall’altro evidenzia la<br />tensione tra dati catastali e realtà abitativa, aprendo la discussione su strumenti normativi che possano<br />armonizzare rigore tecnico e flessibilità, garantendo al contempo una gestione strategica e prevedibile<br />del patrimonio immobiliare.</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Mingione</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 20:07:39 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Definizione agevolata e bilancio locale 2026</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/economia-e-diritto/968-definizione-agevolata-e-bilancio-locale-2026.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=968:definizione-agevolata-e-bilancio-locale-2026&Itemid=731"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/b003cb6a8c5828399d548e534fa42cc6_S.jpg" alt="definizione-agevolata-e-bilancio-locale-2026" /></a><p>Definizione agevolata e bilancio locale 2026: autonomia, trasparenza e gestione strategica dei</p>
<p>crediti</p>
<p>La Legge 199/2025 introduce una rilevante innovazione nella gestione delle entrate locali, consentendo<br />ai Comuni di attivare forme di definizione agevolata mediante l’eliminazione di sanzioni e interessi su<br />tributi ed entrate patrimoniali. La misura non si configura come una semplice “rottamazione”, ma come<br />uno strumento di esercizio consapevole dell’autonomia regolamentare, orientato alla sostenibilità<br />finanziaria e alla correttezza della rappresentazione contabile.<br />La possibilità di regolarizzare le posizioni debitorie attraverso il pagamento della sola quota capitale<br />favorisce la compliance fiscale e consente agli enti di trasformare crediti nominali in risorse<br />effettivamente esigibili, con effetti che vanno oltre il semplice recupero di gettito, incidendo<br />direttamente sull’affidabilità dei bilanci.<br />Una parte significativa dei residui attivi iscritti a bilancio è costituita da componenti accessorie del<br />credito — sanzioni e interessi — che, pur formalmente legittime, presentano una bassa probabilità di<br />incasso. La loro persistenza determina una sovrastima delle disponibilità effettive, incidendo sul<br />risultato di amministrazione e richiedendo accantonamenti al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità che<br />non riflettono flussi monetari certi. In un contesto contabile fondato sul principio di cassa, gli equilibri<br />finanziari si valutano sulla capacità dell’ente di convertire i crediti in incassi concreti; le componenti<br />accessorie prive di reale esigibilità rappresentano poste potenziali, spesso già svalutate nel conto del<br />patrimonio come crediti inesigibili o di difficile recupero.<br />La loro esclusione selettiva tramite la definizione agevolata consente di riallineare la consistenza<br />contabile al valore effettivamente esigibile dei residui, riducendo gli accantonamenti e rafforzando<br />trasparenza e solidità del bilancio.<br />In questo contesto, la scelta di aderire alla misura da parte di enti con equilibri patrimoniali consolidati<br />non indica fragilità finanziaria, ma un approccio prudente e analitico alla gestione dei crediti.<br />Tali enti valutano con rigore la qualità dei residui, riconoscendo che l’iscrizione integrale anche di<br />sanzioni e interessi potrebbe compromettere la correttezza contabile del bilancio. La rinuncia a<br />componenti accessorie inesigibili non comporta una perdita di risorse effettive, ma produce un effetto<br />di consolidamento degli equilibri patrimoniali e di miglioramento della rappresentazione dei flussi<br />finanziari, garantendo coerenza tra contabilità finanziaria e contabilità patrimoniale.<br />La Legge 199/2025 consente ai Comuni, con piena autonomia regolamentare, di gestire i crediti fiscali<br />definendo tributi, modalità di adesione e piani di rateizzazione, garantendo certezza e trasparenza per i<br />contribuenti.<br />Tuttavia, l’adozione della definizione agevolata richiede un’attenta valutazione dei possibili rischi:<br />un’adesione troppo ampia o la frequente riproposizione della misura potrebbe ridurre la compliance<br />spontanea e il gettito ordinario, compromettendo la capacità dell’ente di finanziare servizi e<br />investimenti. Inoltre, un uso indiscriminato potrebbe generare percezioni di ingiustizia tra contribuenti<br />regolari e beneficiari delle agevolazioni, minando la fiducia nel sistema tributario locale.<br />Per questo motivo, la definizione agevolata deve essere integrata in una strategia complessiva di<br />pianificazione finanziaria, coerente con la programmazione triennale dei bilanci e con il monitoraggio<br />dei flussi di cassa e dei residui attivi. In questo modo, il Comune può migliorare la trasparenza contabile<br />e l’efficacia della riscossione senza compromettere la stabilità finanziaria, bilanciando incentivi alla<br />regolarizzazione e tutela dell’equità fiscale.</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Mingione</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 20:03:18 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>A Paola per un SI consapevole</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/965-a-paola-per-un-si-consapevole.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=965:a-paola-per-un-si-consapevole&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/8181cbd90df5a1571a01396c2c96d8d0_S.jpg" alt="a-paola-per-un-si-consapevole" /></a><p>PAOLA (CS) – Si è tenuto presso il Complesso Sant’Agostino l’atteso convegno sulla riforma della giustizia, un evento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito civile calabrese e nazionale. L'iniziativa, nata dalla ferma volontà di abbattere la "resistenza nella giustizia" e superare le derive inquisitorie del vecchio sistema, ha lanciato un appello unanime per il SÌ al Referendum del 22 e 23 Marzo.<br /> ​L'Impegno del Territorio: Il Cuore di Giuseppe Mammone<br /> ​Il successo della manifestazione è stato reso possibile grazie allo spirito di sacrificio e alla dedizione di Giuseppe Mammone, cofondatore per la Calabria del Comitato per il Sì "Chi Accusa Non Giudica". Mammone, spendendosi con il cuore e mosso da un profondo senso di amicizia e dovere civile, è riuscito a riunire a Paola alte voci del garantismo, come quella di Francesca Pascale, trasformando un’idea in una realtà di confronto democratico.<br /> ​Il Manifesto: Per una Giustizia che Appaia Giusta<br /> ​Dagli interventi è emersa una critica netta della "visione attuale". È stato ribadito che la giustizia, per essere tale, non deve solo applicare la legge ma deve "apparire giusta", superando definitivamente quell'impianto inquisitorio ereditato dal Codice Rocco. Solo con la separazione delle carriere e la fine dello strapotere delle correnti si potrà restituire sovranità al voto dei cittadini, unico legislatore per ril referendum.<br /> ​Un Parterre di Eccellenza<br /> ​Il dibattito è stato arricchito dai contributi di figure di rilievo nazionale e locale. In particolare<br /> ​Francesca Pascale, Portavoce del Comitato "Chi Accusa Non Giudica", ha portato la testimonianza della battaglia per lo Stato di Diritto fatta con Berlusconi.<br /> ​Il mondo dell'avvocatura con Roberto Le Pera (Pres. Camera Penale Cosenza), Gaspare Francesco Bernardo, Gianluca Serravalle, Francesco Toscano e Pierfrancesco Perugini.<br /> ​La spinta civile di Gabriele Elia, cofondatore del Comitato, e della Sen. Francesca Scopelliti (Pres. "Cittadini per il Sì") Piercarlo Chiappetta.<br /> ​La Conclusione: Il Fronte del Sì<br /> ​Le conclusioni sono state affidate a Guglielmo Borri, Vice Presidente Nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori e del Comitato "Cattolici per il Sì", che ha ribadito la necessità morale della riforma.<br /> ​Il messaggio uscito da Paola è chiaro: il 22 e 23 Marzo, votare SÌ significa difendere la libertà contro ogni forma di immobilismo corporativo.<br /> ​"Chi accusa non può giudicare: è tempo che la giustizia torni ai cittadini."<br /> ​</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:51:52 +0100</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://www.ilnuovopicchio.org/news/965-a-paola-per-un-si-consapevole.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Maurizio de Giovanni presenta “L’orologiaio di Brest”</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/964-maurizio-de-giovanni-presenta-l-orologiaio-di-brest.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=964:maurizio-de-giovanni-presenta-l-orologiaio-di-brest&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/ac0239369a9f7bffa6ab3e8391443ad3_S.jpg" alt="maurizio-de-giovanni-presenta-l-orologiaio-di-brest" /></a><p>Maurizio de Giovanni presenta “L’orologiaio di Brest” alla Biblioteca Comunale di Maddaloni</p>
<p>La Libreria Il Girasole è lieta di ospitare, lunedì 9 marzo 2026 alle ore 18:30 presso la Biblioteca Comunale di Maddaloni CE (via San Francesco D’Assisi 115), un nuovo appuntamento di grande prestigio con uno dei più amati e apprezzati autori italiani contemporanei: Maurizio de Giovanni. Lo scrittore napoletano presenterà il suo ultimo romanzo “L’orologiaio di Brest” (Feltrinelli), un’opera intensa ed emozionante che segna un ritorno al noir più profondo e introspettivo. In questo romanzo – definito dall’autore stesso “il libro che non aveva mai scritto” – de Giovanni indaga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, verità e segreti, intrecciando vite segnate dal tempo e dai traumi della storia italiana, con particolare attenzione al legame più complesso e indecifrabile: quello tra padri e figli. Ad accompagnare Maurizio de Giovanni nel dialogo con il pubblico ci sarà la giornalista Lucia Grimaldi, che guiderà l’incontro e verrà introdotto dai saluti iniziali del sindaco Andrea De Filippo. L’evento rientra nella rassegna letteraria organizzata dalla Libreria Il Girasole, nata nel 2023, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Maddaloni e diventata ormai un punto di riferimento culturale per il territorio. La rassegna ha già ospitato autrici e autori di rilievo quali Valeria Parrella, Massimiliano Virgilio e Patrizia Rinaldi, confermando l’impegno costante nel portare a Maddaloni la migliore letteratura contemporanea. Maurizio de Giovanni, autore di grande successo con serie amatissime come quella del Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, torna dunque in provincia con un’opera che ha già conquistato critica e lettori per la sua capacità di unire suspense, introspezione psicologica e una profonda riflessione sul passato che non smette di pesare sul presente. Ingresso libero fino a esaurimento posti.</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:21:19 +0100</pubDate>
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			<title>Boom di presenze a San Prisco  per il Si al Referendum</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/963-boom-di-presenze-a-san-prisco-per-il-si-al-referendum.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=963:boom-di-presenze-a-san-prisco-per-il-si-al-referendum&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/1e8d6dc02986e7e13576b16a6f372759_S.jpg" alt="boom-di-presenze-a-san-prisco-per-il-si-al-referendum" /></a><p>SAN PRISCO – Un’affluenza che è andata ben oltre le aspettative quella registrata ieri sera presso il Palazzo del Consiglio del Comune di San Prisco. L’incontro, intitolato "Verità e Giustizia – Le ragioni del Sì", organizzato dal comitato Leoni d'Italia, ha richiamato una folla attenta e numerosa, segnando un punto importante nel dibattito locale sulla riforma della giustizia.<br /> Un Parterre di Grandi Nomi<br /> Il boom di presenze testimonia il forte interesse della cittadinanza verso temi complessi ma cruciali per il futuro del Paese. Ad animare la serata è stato un panel di relatori di alto profilo, tra cui spicca la figura del Dott. Luca Palamara, la cui partecipazione ha certamente contribuito a catalizzare l'attenzione mediatica e del pubblico.<br /> Insieme a lui, hanno offerto spunti di riflessione tecnica e politica:<br /> * Dott. Carmine Antropoli<br /> * Dott. Giuseppe Cioffi (Magistrato)<br /> * Dott.ssa Annamaria Russolillo (Avvocato)<br /> * Dott.ssa Maria Rosaria Spina (Avvocato)<br /> L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di San Prisco, il Dott. Domenico D’Angelo, che ha sottolineato l'importanza di ospitare momenti di confronto così sentiti in una sede istituzionale. Al tavolo sono intervenuti anche professionisti del settore come Stefano Iannotta, Pasquale Merola Segretario Nazionale del movimento Politico Leoni d'Italia, e gli avvocati Pietro Manzella e Giuseppe Manzieri, con la moderazione dell'Avv. Pasquale Fedele.<br /> Il comitato "Leoni d'Italia per il Sì" presieduto da Loredana Moro e Pasquale Merola  ha espresso grande soddisfazione per il successo dell'iniziativa. L'obiettivo dichiarato era quello di "scuotere le coscienze" e fornire ai cittadini gli strumenti per comprendere i vantaggi della riforma proposta. A giudicare dalla sala gremita e dal lungo applauso finale, l'obiettivo è stato pienamente centrato.<br /> Il dibattito sulla giustizia prosegue, ma la tappa di San Prisco ha dimostrato che, quando il tema è la "verità", la risposta della comunità non si fa attendere.<br /> </p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 19:15:20 +0100</pubDate>
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			<title>Leoni d'Italia per il Si a San Prisco Ce</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/962-leoni-d-italia-per-il-si-a-san-prisco-ce.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=962:leoni-d-italia-per-il-si-a-san-prisco-ce&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/48e356cffadcfae02e8c0dc7e82338a0_S.jpg" alt="leoni-d-italia-per-il-si-a-san-prisco-ce" /></a><p>SAN PRISCO – Con l’avvicinarsi dell’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo, il dibattito sulla riforma della magistratura entra nel vivo. Domani, lunedì 2 marzo 2026, alle ore 18:00, la cornice del Palazzo del Consiglio del Comune di San Prisco ospiterà un incontro pubblico di rilievo dal titolo emblematico: “Verità e Giustizia: Incontro su le ragioni del Sì”.<br /> L’evento, organizzato sotto l'egida di “Leoni d’Italia per il Sì”, comitato presieduto da Loredana Moro  punta a sviscerare i nodi centrali della riforma costituzionale che propone la separazione delle carriere e l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare.<br /> Un parterre di relatori d’eccezione<br /> A guidare il confronto saranno figure che, per motivi diversi, hanno segnato la cronaca giudiziaria e politica degli ultimi anni. Tra i relatori principali spicca il nome di Luca Palamara, ex magistrato e figura chiave nel dibattito sulle correnti interne al CSM, che da tempo sostiene la necessità di una riforma radicale del sistema. Al suo fianco, Carmine Antropoli, già sindaco di Capua e chirurgo, la cui vicenda giudiziaria è spesso citata dai sostenitori del "Sì" come esempio delle criticità dell'attuale ordinamento.<br /> Il tavolo dei relatori si completa con il contributo tecnico del magistrato Giuseppe Cioffi e degli avvocati Annamaria Russolillo e Maria Rosaria Spina, garantendo un approccio che unisca l'esperienza di chi la giustizia la amministra e di chi la esercita nelle aule di difesa.<br /> Il programma della serata<br /> I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del sindaco di San Prisco, il dott. Domenico D’Angelo. Seguiranno gli interventi del Dott. Stefano Iannotta, Pasquale Merola Segretario Nazionale del Movimento Leoni d'Italia e dagli Avvocati  Pietro Manzella e Giuseppe Manzieri. A moderare la serata, garantendo il ritmo del confronto, sarà l’avvocato Pasquale Fedele.<br /> I temi al centro del voto<br /> Il comitato organizzatore ribadisce che l’incontro non è solo un momento di propaganda, ma un’occasione di approfondimento per i cittadini chiamati alle urne. I temi caldi restano:<br /> * La separazione delle carriere: per distinguere nettamente il ruolo del giudice da quello del pubblico ministero.<br /> * Il sorteggio dei membri del CSM: come antidoto al peso delle correnti.<br /> * L'Alta Corte: un nuovo organo di controllo per la responsabilità disciplinare dei magistrati.<br /> L’appuntamento di San Prisco rappresenta una delle tappe fondamentali della campagna elettorale in provincia di Caserta, in un clima di crescente attenzione nazionale verso una riforma che promette di cambiare il volto della magistratura italiana.<br /> </p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 16:04:41 +0100</pubDate>
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			<title>Vinti 500000 Euro al Tabacchi Valente</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/961-vinti-500000-euro-al-tabacchi-valente.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=961:vinti-500000-euro-al-tabacchi-valente&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/3d105248b10b0d962a881701f9482c8d_S.jpg" alt="vinti-500000-euro-al-tabacchi-valente" /></a><p>Una giocata fortunata ha portato la vincita di 500mila euro in una tabaccheria di Casapulla, confermando ancora una volta la fama di esercizio “porta fortuna” dei fratelli Valente.<br /> La vincita è stata centrata nella tabaccheria di Via Nazionale Appia 71 a Casapulla, dove un giocatore ha incassato 500mila euro con un biglietto del “20 X”, della serie Gratta e Vinci.  Il vincitore, al momento, è rimasto anonimo, ma i titolari sperano che si tratti di una persona che ne aveva davvero bisogno.<br /> I titolari della tabaccheria, Gianmario e Gianluca Valente, si sono detti felicissimi ed entusiasti per l’ennesimo importante premio finito in uno dei loro punti vendita.  I fratelli hanno espresso l’auspicio che questa somma possa aiutare il vincitore e, indirettamente, contribuire a portare beneficio anche ad altre persone in un periodo di forte crisi economica.<br /> Non è la prima volta che le tabaccherie dei Valente, tra Casapulla e Casal di Principe, finiscono sotto i riflettori per vincite milionarie.  In passato, nella sede di Casale è stato centrato un premio da 1 milione di euro al Million Day, mentre un altro fortunato giocatore ha portato a casa 500mila euro con il Gratta e Vinci “Il Miliardario” e 100mila euro al concorso del lotto.<br />Con quest’ultima vincita da 500mila euro al “20 X”, la tabaccheria di Via Nazionale Appia 71 a Casapulla si conferma come una delle rivendite più fortunate del territorio.  I titolari sottolineano con orgoglio questa tradizione di successi e invitano clienti e concittadini a condividere la gioia per un premio che, si augurano, possa rappresentare una vera svolta di vita per il misterioso vincitore.</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:31:27 +0100</pubDate>
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			<title>Referendum Giustizia Leoni d'Italia a Roma</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/politica/960-referendum-giustizia-leoni-d-italia-a-roma.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=960:referendum-giustizia-leoni-d-italia-a-roma&Itemid=729"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/755a09762452d6eb5c314d532540d319_S.jpg" alt="referendum-giustizia-leoni-d-italia-a-roma" /></a><p>Si riunirà Sabato 17 gennaio alle ore 18 il Comitato per il Si dei Leoni d'Italia presso la sede romana del Movimeto a via Del Mandrione 324 , si discuterà dei temi riguardanti  la nuova riforma della giustizia in Italia sulla separazione delle carriere dei magistrati .Uno dei punti chiave della riforma (che è in attesa di referendum confermativo): Separazione netta tra giudici e pubblici ministeri ,La riforma introduce due carriere completamente distinte: Magistratura giudicante (giudici) Magistratura requirente (pubblici ministeri o PM) Ciò significa che chi intraprende una carriera non potrà più “switchare” tra giudice e PM nel corso della propria attività professionale. Accessi e concorsi separati. L’accesso alle due carriere avverrà tramite concorsi separati, con percorsi formativi e progressioni di carriera autonomi. Due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti, attualmente esiste un unico CSM che governa in autonomia tutta la magistratura ordinaria. Con la riforma, saranno istituiti due CSM separati: uno per i giudici ,uno per i pubblici ministeri, entrambi i consigli avranno competenze autonome nella gestione del proprio personale. Selezione dei membri dei CSM tramite sorteggio, una parte dei membri dei due CSM sarà selezionata a sorte tra elenchi di candidati (magistrati, professori e avvocati), con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’influenza delle correnti interne. Un’Alta Corte Disciplinare, la riforma crea un nuovo organo — l’Alta Corte Disciplinare — che avrà il compito di giudicare eventuali violazioni disciplinari dei magistrati.Questa Corte è distinta dal CSM e ha una composizione specifica, in parte nominata e in parte sorteggiata. Per entrare in vigore dovrà essere sottoposta a un referendum confermativo, probabilmente nella primavera del 2026. Se vincerà il Sì, la riforma sarà inserita nella Costituzione.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 11:54:04 +0100</pubDate>
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			<title>La riscoperta della lentezza emotiva</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/959-la-riscoperta-della-lentezza-emotiva.html</link>
			<description><![CDATA[<p>C’è una forma di intimità che non si impone e non chiede di essere spiegata. Non passa attraverso dichiarazioni esplicite né attraverso l’esibizione del sentimento, ma si manifesta nei dettagli minimi: un respiro che cambia ritmo in presenza dell’altro, una mano che indugia senza fretta, un silenzio che non genera imbarazzo ma crea connessione. È un modo di stare insieme discreto, quasi invisibile, e proprio per questo capace di lasciare un’impronta duratura. In un contesto sociale dominato dalla sovraesposizione e dalla costante necessità di mostrarsi, questa intimità misurata assume i contorni di un gesto radicale. Le relazioni contemporanee si muovono infatti all’interno di un paradigma di accelerazione continua. Si inizia con facilità, si entra rapidamente in contatto, ma si fatica a restare. La velocità è diventata una competenza relazionale: si conosce, si consuma, si passa oltre. Il contatto fisico è frequente, mentre l’ascolto emotivo si assottiglia. Si tocca molto, ma si sente poco. Il linguaggio delle relazioni è sempre più ricco di formule, teorie e strategie, ma sempre più povero di tempo condiviso e di attenzione reale. In questo scenario, l’attesa perde valore. Eppure è proprio l’attesa a costruire significato: quella frazione di secondo in più prima di avvicinarsi, lo sguardo che non si sottrae, il gesto che non è orientato a un esito immediato. Elementi apparentemente marginali che, nella loro semplicità, restituiscono profondità all’incontro. Il paradosso dei nostri giorni è che, mentre tutto è accessibile e immediato, ciò che manca davvero è la capacità di sostare. Non sorprende, allora, che oggi l’erotismo più incisivo non coincida con la spettacolarizzazione o con la performance, ma con la delicatezza. Un’erotica della presenza, fatta di attenzione, di ascolto e di disponibilità a rallentare. Non ci sono prove da superare né ruoli da interpretare, ma solo la scelta di essere pienamente presenti. È in questo spazio che il desiderio smette di essere rumore di fondo e si trasforma in una tensione sottile, complice, capace di costruire legame. Secondo numerose analisi sociologiche, l’iperconnessione digitale e la logica dell’immediatezza hanno modificato profondamente il modo in cui si vivono i rapporti affettivi. Le relazioni diventano più frequenti ma meno stabili, più intense ma meno profonde. In risposta a questa dinamica, si osserva una crescente attenzione verso forme di relazione basate sulla qualità dell’esperienza piuttosto che sulla quantità degli stimoli. La lentezza, in questo senso, non rappresenta una regressione, ma una scelta consapevole che si oppone alla logica del consumo emotivo. Il punto centrale sembra essere proprio questo: mentre si cercano emozioni sempre più forti, ciò che spiazza davvero è incontrare qualcuno capace di desiderare senza fretta. Qualcuno che resta, che non consuma, che non vive l’altro come un passaggio ma come una presenza. Qualcuno che sfiora come se avesse tempo. In un’epoca che premia la rapidità e l’efficienza, questa lentezza appare fuori moda, ma è proprio in questa apparente anomalia che accade l’essenziale. Rallentare, oggi, non significa sottrarsi al presente, ma abitarlo con maggiore consapevolezza. Significa restituire all’intimità il suo valore originario: non un’esibizione, ma uno spazio condiviso in cui il tempo non è un nemico da battere, bensì una condizione necessaria perché qualcosa di autentico possa davvero accadere.</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Rita Tripodi</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 11:54:04 +0100</pubDate>
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			<title>Riforma della Giustizia nasce il Comitato per il Si dei Leoni d' Italia</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/politica/958-riforma-della-giustizia-nasce-il-comitato-per-il-si-dei-leoni-d-italia.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=958:riforma-della-giustizia-nasce-il-comitato-per-il-si-dei-leoni-d-italia&Itemid=729"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/b6004aaf43dbcfb743aa1b54a758f57d_S.jpg" alt="riforma-della-giustizia-nasce-il-comitato-per-il-si-dei-leoni-d-italia" /></a><p>La riforma della giustizia che introduce la separazione delle carriere dei magistrati rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del dibattito istituzionale italiano degli ultimi anni. Approvata dal Parlamento, ma non con la maggioranza qualificata dei due terzi, la riforma è ora in attesa di un referendum confermativo che ne determinerà l’eventuale ingresso nella Carta costituzionale, con una consultazione popolare prevista, secondo le attuali indicazioni, per la primavera del 2026.<br /> <br /> Il cuore dell’intervento normativo riguarda la ridefinizione dell’assetto ordinamentale della magistratura, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la distinzione dei ruoli nel processo e di intervenire sui meccanismi di autogoverno.<br /> <br /> Separazione netta tra giudici e pubblici ministeri<br /> <br /> Il primo pilastro della riforma è la separazione strutturale e definitiva tra la magistratura giudicante e la magistratura requirente. I giudici e i pubblici ministeri seguiranno percorsi professionali distinti e non comunicanti: chi sceglierà una delle due carriere non potrà più passare all’altra nel corso della propria vita professionale. Viene così superato l’attuale sistema che consente il cambio di funzioni, seppur entro limiti e condizioni stabilite dalla legge.<br /> <br /> Concorsi e percorsi autonomi<br /> <br /> Coerentemente con questa impostazione, l’accesso alle due carriere avverrà attraverso concorsi separati. I percorsi di formazione, le progressioni di carriera e i criteri di valutazione saranno differenziati, in modo da rafforzare la specializzazione e l’autonomia funzionale dei rispettivi ruoli.<br /> <br /> Due Consigli Superiori della Magistratura<br /> <br /> Un altro elemento centrale della riforma è la previsione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Attualmente, l’autogoverno dell’intera magistratura ordinaria è affidato a un unico CSM. Con il nuovo assetto, ciascun Consiglio avrà competenze autonome nella gestione delle nomine, delle carriere e delle funzioni disciplinari relative al proprio ambito.<br /> <br /> Il sorteggio dei componenti<br /> <br /> La riforma introduce inoltre un meccanismo di selezione per sorteggio di una parte dei componenti dei due CSM. Il sorteggio avverrà all’interno di elenchi predeterminati che includeranno magistrati, professori universitari e avvocati. La finalità dichiarata è quella di ridurre il peso delle correnti associative e di limitare fenomeni di autoreferenzialità nella composizione degli organi di autogoverno.<br /> <br /> L’Alta Corte Disciplinare<br /> <br /> Sul piano disciplinare, il nuovo impianto prevede l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare, organo distinto dai Consigli Superiori della Magistratura. A questa Corte spetterà il giudizio sulle violazioni disciplinari dei magistrati. La sua composizione sarà mista, con membri in parte nominati e in parte selezionati tramite sorteggio, a conferma della volontà di separare le funzioni disciplinari dall’autogoverno ordinario.<br /> <br /> L’iter costituzionale e il referendum<br /> <br /> Dal punto di vista procedurale, la riforma non avendo ottenuto in Parlamento la maggioranza dei due terzi, dovrà necessariamente passare attraverso un referendum confermativo. Solo in caso di vittoria del “Sì” il nuovo assetto potrà essere inserito nella Costituzione ed entrare pienamente in vigore. La consultazione popolare rappresenterà quindi un passaggio decisivo per il futuro dell’ordinamento giudiziario italiano.<br /> <br /> I promotori<br /> <br /> A sostenere e promuovere l’iniziativa vi è un ampio gruppo di professionisti e rappresentanti della società civile. Tra i fondatori figurano:<br /> Loredana Moro (Presidente), Pasquale Merola (Segretario), Antonio Lombardi (Vicepresidente), Adele D’Angelo (Docente), Alfonso Salzillo (Imprenditore), Antonella Garofalo (Criminologa e docente), Antonino Mazzè (Dirigente Leoni), Cinzia Ferrara (Commercialista), Elvira Scognamiglio (Giornalista), Francesca Romana Peluso (Giornalista), Francesco Fagiolo (Imprenditore edile), Francesco Paolino (Medico), Giovanna Canzano (Giornalista), Giovanni Caricchia (Imprenditore), Giovanni Tufariello (Avvocato), Luigi Abbate (Dirigente), Marcello Santillo (Dirigente Movimento Leoni), Maurizio Bonanni (Editorialista e giornalista), Mauro Ciriaci (Imprenditore), Pasquale Acanfora (Avvocato), Pasquale Di Francesco (Imprenditore), Pietro Cocchiaro (Docente), Piero Manzella (Avvocato), Rachele Papale (Avvocato), Raffaele Di Chiara (Dirigente), Riccardo Guarino (Avvocato), Roberto Posenato (Imprenditore ed editore), Roberto De Angelis (Avvocato), Teresa Abbatecola (Avvocato), Teresa Cioffi (Avvocato), Umberto Mendola (Criminologo) e Umberto Onorato (Docente e dirigente Leoni).<br /> <br /> Il confronto pubblico che accompagnerà il percorso referendario si annuncia ampio e articolato, destinato a coinvolgere istituzioni, operatori del diritto e cittadini su un tema che incide in modo diretto sull’equilibrio dei poteri e sul funzionamento della giustizia nel nostro Paese.</p>
<p> </p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 16:40:14 +0100</pubDate>
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			<title>La Nuova Pallacanestro Casagiove celebra il Natale</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/957-la-nuova-pallacanestro-casagiove-celebra-il-natale.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=957:la-nuova-pallacanestro-casagiove-celebra-il-natale&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/7586bcdd7a745d843a3897512742ccdb_S.jpg" alt="la-nuova-pallacanestro-casagiove-celebra-il-natale" /></a><p> </p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Casagiove (CE) </b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">– La </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nuova Pallacanestro Casagiove</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> annuncia ufficialmente la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di Natale 2025</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, in programma </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>venerdì 19 dicembre 2025</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, dalle </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ore 17:45 alle ore 20:30</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, presso la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palestra Pascoli di Casagiove</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. L’evento è </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>aperto a tutti</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e rappresenta uno dei momenti più significativi della stagione sportiva della società.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La Nuova Pallacanestro Casagiove è una realtà sportiva profondamente radicata nel territorio, da sempre impegnata non solo nell’attività agonistica, ma anche in iniziative a forte valore sociale ed educativo. La società coinvolge oltre </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>100 ragazzi</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, al netto della Prima Squadra, e comprende un articolato settore giovanile e minibasket.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>gruppo Mini Basket</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> include Pulcini (classi 2019–2020), Scoiattoli e Aquile (classi 2017–2018) e Aquilotti (classi 2015–2016). I più piccoli partecipano regolarmente a raduni con altri centri minibasket, disputando mini partite e giochi con il solo obiettivo di socializzare e divertirsi, mentre gli Aquilotti prendono parte a veri e propri campionati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>settore Basket</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> comprende le formazioni Under 15, Under 16, Under 19 e la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Prima Squadra</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, che milita nel campionato di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Divisione Regionale 2</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e disputa le proprie gare casalinghe presso il Palazzetto dello Sport.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di Natale 2025</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> sarà un’occasione speciale per unire atleti, famiglie e staff in un clima di festa e condivisione. Il programma prevede una serie di partite miste che vedranno protagonisti ragazzi e genitori, a testimonianza dello spirito inclusivo e aggregante della società.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il pomeriggio si aprirà con il raduno delle squadre </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Under 15 e Under 16</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, seguite da incontri suddivisi in quattro tempi che alterneranno sfide tra genitori, squadre miste e ragazzi. Successivamente sarà la volta dei gruppi </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pulcini, Scoiattoli, Aquilotti e Aquile</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, che scenderanno in campo insieme ai genitori per ulteriori momenti di gioco e divertimento. A conclusione dell’evento sono previste </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>premiazioni e buffet</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, per salutarsi e scambiarsi gli auguri di Natale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scopo della manifestazione è fortemente </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sociale</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la crescita sana dei ragazzi e valorizzare lo sport come strumento di educazione, rispetto e unione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La società desidera ringraziare sentitamente i propri </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sponsor</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, il cui sostegno è fondamentale per portare avanti le attività sportive e sociali: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gi.Sa, ATS Gruppo</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le Delizie del Sud</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, partner che condividono i valori della Nuova Pallacanestro Casagiove e ne supportano il progetto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In occasione dell’evento, il </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Patron Andrea Giaconia</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> rivolge un messaggio di invito e di auguri a tutta la comunità: «La Festa di Natale non è solo un momento sportivo, ma un’occasione per stare insieme, crescere come persone e come comunità. Crediamo in uno sport che educa, che unisce e che aiuta i nostri ragazzi a costruire valori sani, dentro e fuori dal campo. Invitiamo famiglie, amici e cittadini a condividere con noi questo momento di gioia e partecipazione e auguriamo a tutti un Natale sereno e ricco di solidarietà».</span></span></p>
<p> </p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 16:28:48 +0100</pubDate>
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			<title>Assolto nonostante l'impronta papillare era la sua</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/956-assolto-nonostante-l-impronta-papillare-era-la-sua.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=956:assolto-nonostante-l-impronta-papillare-era-la-sua&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/873599ca0af52bdbb5630522d6563fd5_S.jpg" alt="assolto-nonostante-l-impronta-papillare-era-la-sua" /></a><p>Una recente decisione giudiziaria ha portato all’assoluzione con formula piena di un imputato, nonostante una corrispondenza del 100% tra le sue impronte papillari e quelle rinvenute sulla scena di un grave delitto avvenuto a Palermo nel 2014. Il caso, complesso e dagli importanti risvolti tecnico-scientifici, si è sviluppato a partire dall’identificazione operata dal sistema AIFIS, la banca dati informatizzata delle forze dell’ordine, che aveva associato cinque impronte della mano destra dell’uomo a quelle rilevate su una bomboletta di alluminio Baygon rinvenuta nell’appartamento dato alle fiamme dopo l’omicidio.</p>
<p>La perfetta corrispondenza e i precedenti penali del sospettato avevano determinato l’immediata applicazione di una misura cautelare. L’avvocato Carmelo Ferrara, difensore dell’uomo, ha tuttavia richiesto una consulenza tecnica al criminologo forense dott. Umberto Mendola, con l’obiettivo di verificare la reale attendibilità del dato indiziario.</p>
<p>La perizia presentata in giudizio ha rappresentato un punto di svolta. Il criminologo ha infatti illustrato studi forensi accreditati secondo i quali le impronte digitali depositate su superfici in alluminio possono permanere per un intervallo variabile: da un tempo prossimo allo zero fino a un massimo di 15 anni, se conservate in un ambiente chiuso. Un elemento ritenuto decisivo è stata inoltre l’assenza, da parte della polizia scientifica, di qualsiasi tecnica o procedura di datazione del momento in cui le impronte erano state lasciate sull’oggetto ritrovato.</p>
<p>Alla luce di tali considerazioni, il tribunale ha stabilito che non vi fosse alcuna certezza sul collegamento temporale tra le impronte e il delitto oggetto del processo. Le tracce, di fatto, avrebbero potuto essere state depositate in qualsiasi momento nell’arco dei quindici anni precedenti.</p>
<p>Con la sentenza del 22 maggio, il giudice ha assolto l’imputato con formula piena, disponendone l’immediata scarcerazione.</p>
<p>La decisione introduce un principio di rilievo per la valutazione della prova scientifica: qualora le impronte digitali o le tracce biologiche non siano databili con certezza, esse non possono costituire elemento sufficiente per una condanna. Un orientamento che riapre il dibattito sulla necessità di procedure più avanzate nella datazione delle tracce forensi e sulla responsabilità dell’accusa nel dimostrare non solo la corrispondenza, ma anche la contestualità della prova rispetto al reato.</p>]]></description>
			<dc:creator>Pasquale Merola</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 15:13:45 +0100</pubDate>
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			<title>L’eccellenza in fisioterapia: intervista al rinomato Dott. Marcello Caricchia</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/955-l-eccellenza-in-fisioterapia-intervista-al-rinomato-dott-marcello-caricchia.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=955:l-eccellenza-in-fisioterapia-intervista-al-rinomato-dott-marcello-caricchia&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/59bbfcb2e1844b9599ff015000348c7d_S.jpg" alt="l-eccellenza-in-fisioterapia-intervista-al-rinomato-dott-marcello-caricchia" /></a><p>È con particolare attenzione che presento ai lettori il Dott. <strong>Marcello Caricchia</strong>, professionista molto stimato nel suo ambito per l’esperienza maturata negli anni e per l’approccio rigoroso e aggiornato alla riabilitazione e alla fisioterapia. La sua carriera spazia dalla massofisioterapia alla terapia manuale, passando per una solida formazione universitaria e master specialistici che lo rendono oggi un punto di riferimento nel trattamento delle patologie muscoloscheletriche.</p>
<p><strong>Dott. Caricchia, ci racconti il suo percorso formativo e professionale?</strong></p>
<p>“Il mio percorso è iniziato con la formazione del diploma in Massofisioterapista seguito dal corso di terapia manuale cranio sacrale, Master presso l'Università di Palermo con il Prof. Caradonna in Riprogrammazione Postura Globale, laurea di Fisioterapia, Master in Coordinamento delle Professioni Sanitarie ed ancora seguita da esperienze cliniche e corsi di aggiornamento su tecniche moderne; la formazione continua è essenziale per adeguarsi alle evoluzioni della disciplina. La mia passione e la determinazione mi ha spinto sempre di più ad arricchire ed approfondire le mie competenze con corsi specifici sulla gestione delle patologie della colonna vertebrale e della spalla, integrando tecniche innovative nel mio approccio clinico quotidiano.”</p>
<p><strong>Nel suo lavoro quotidiano, quali sono le principali patologie muscoloscheletriche che osserva e come sono cambiati nel tempo i bisogni dei pazienti?</strong></p>
<p>“Le principali patologie osservate quotidianamente sono le cervicalgie, lombalgie, sindromi da overuse alla cuffia dei rotatori e traumi articolari; negli ultimi anni si è visto un incremento di pazienti giovani per posture scorrette e di anziani con problematiche degenerative, richiedendo approcci sempre più multidisciplinari e personalizzati.”</p>
<p><strong>Partiamo dalla cervicale: quali sono oggi i fattori più frequentemente associati a cervicalgie e cervico-brachialgie?</strong></p>
<p>“I fattori principali sono le posture scorrette mantenute per periodi prolungati (come durante il lavoro al computer e l'uso di dispositivi elettronici), lo stress, la sedentarietà e il sovraccarico funzionale, l'ernia o la protrusione discale che può comprimere una radice nervosa.”</p>
<p><strong>In che modo un corretto inquadramento fisioterapico può migliorare la gestione di queste condizioni?</strong></p>
<p>“Un corretto inquadramento fisioterapico prevede una valutazione posturale globale, esercizi di mobilizzazione segmentaria, stretching, rinforzo muscolare e, nei casi indicati, tecniche di terapia manuale o terapia fisica laserterapia o Tecar. Questo approccio permette di migliorare sia la gestione del dolore che la prevenzione delle recidive.”</p>
<p><strong>Quali sono le principali cause delle lombalgie che riscontra giornalmente nella maggior parte dei pazienti?</strong></p>
<p>“Le principali cause di lombalgia e le più comuni sono tensioni muscolari, problematiche discali, artrite, posture statiche prolungate e deficit di forza dei muscoli stabilizzatori della colonna.”</p>
<p><strong>Quali strategie terapeutiche risultano più efficaci?</strong></p>
<p>“Le strategie terapeutiche più efficaci includono esercizi terapeutici specifici per il rinforzo e la flessibilità, tecniche di terapia manuale, educazione posturale, stretching e gestione dello stress; la fisioterapia personalizzata si è dimostrata nettamente superiore alla sola farmacoterapia per la lombalgia cronica.”</p>
<p><strong>Quali sono i traumi più frequenti e quali fasce di popolazione ne risultano maggiormente coinvolte?</strong></p>
<p>“I traumi più frequenti sono le lesioni della cuffia dei rotatori, le instabilità e le tendinopatie. Le fasce più coinvolte comprendono sportivi (soprattutto in sport di lancio/contatto) e persone meno attive come anziani con degenerazioni tendinee spesso a causa di un'infiammazione.”</p>
<p><strong>In presenza di un sospetto danno alla cuffia dei rotatori, quale percorso riabilitativo è generalmente indicato e quali risultati ci si può attendere nel medio termine?</strong></p>
<p>“Il percorso riabilitativo è fondamentale. Inizia con la gestione dell'infiammazione e prosegue con esercizi specifici per migliorare la mobilità e rafforzare i muscoli. Nel medio termine, con un programma adeguato, ci si può attendere un recupero completo della mobilità e della forza muscolare, in genere entro 3-6 mesi dall'inizio del trattamento o dall'intervento, se necessario.”</p>
<p><strong>Guardando al futuro, quali innovazioni – tecnologiche o metodologiche – potrebbero migliorare la gestione della spalla traumatica e delle patologie degenerative della cuffia?</strong></p>
<p>“Le innovazioni includono l'uso di tecnologie diagnostiche più precise, protocolli riabilitativi personalizzati basati sull'evidenza scientifica atti a recuperare in modo progressivo mobilità, forza e funzionalità, e l'integrazione di strumenti digitali per il monitoraggio a distanza dei progressi del paziente. L'utilizzo di nuove tecnologie per la riabilitazione (esoscheletri, biofeedback digitali).”</p>
<p><strong>Per concludere, quali consigli si sente di offrire per preservare la salute muscoloscheletrica e prevenire l'insorgenza di dolori cervicali?</strong></p>
<p>“Il consiglio principale è di mantenere uno stile di vita attivo ed evitare la sedentarietà. È cruciale correggere le posture scorrette, fare esercizio fisico regolare (come il nuoto, delicato per la cervicale), gestire lo stress e non sottovalutare i primi segnali di dolore, rivolgendosi a un professionista per un corretto inquadramento e stretching muscolare. Per conservare la salute muscoloscheletrica e prevenire dolori:<br /> Il consiglio principale è di mantenere uno stile di vita attivo. Praticare esercizio fisico quotidiano, anche leggero come camminate veloci. Effettuare esercizi specifici di mobilizzazione e stretching per il collo e la colonna. Curare la postura durante il lavoro e lo studio, programmando pause e cambiando posizione regolarmente. Gestire lo stress tramite attività rilassanti. Seguire una dieta sana che limita l'infiammazione generale. Queste strategie aiutano sia nella prevenzione sia nella gestione precoce dei sintomi muscoloscheletrici.”</p>
<p>A cura di Andreina Nacca</p>]]></description>
			<dc:creator>Andreina Nacca</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 12:04:57 +0100</pubDate>
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			<title>“Autunno diVino” e “Profumi di Novello” a Marcianise e a Carinaro</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/954-autunno-divino-e-profumi-di-novello-a-marcianise-e-a-carinaro.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=954:autunno-divino-e-profumi-di-novello-a-marcianise-e-a-carinaro&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/1148c0c947ba828ea344776aa0a78f01_S.jpg" alt="autunno-divino-e-profumi-di-novello-a-marcianise-e-a-carinaro" /></a><p><strong>“Autunno diVino” e “Profumi di Novello”, due serate di gusto e tradizione per celebrare l’autunno nel cuore di Marcianise e Carinaro</strong></p>
<p><strong> </strong>Sabato 8 e domenica 9 novembre i centri storici di Marcianise e Carinaro si accenderanno di luci, profumi e musica per due serate dedicate alla valorizzazione delle eccellenze territoriali e delle tradizioni locali.</p>
<p><strong>“Autunno diVino”</strong> e <strong>“Profumi di Novello”</strong> saranno i due eventi che animeranno, rispettivamente, Marcianise e Carinaro nell’ambito del progetto <strong>“Tracce d’Autunno, Luci d’Inverno”</strong> – finanziato dalla <strong>Regione Campania</strong> attraverso l’Accordo per la Coesione Delibera CIPESS n.70/2024 – due appuntamenti autunnali che uniscono cultura, enogastronomia e spettacolo in un’esperienza condivisa tra cittadini, artisti e turisti.</p>
<p> </p>
<p><strong>AUTUNNO DI VINO – MARCIANISE 8 E 9 NOVEMBRE</strong></p>
<p>A partire dalle 19.00 di sabato e fino alle 23.00 di domenica, il <strong>centro storico di Marcianise</strong> – da via Duomo a via Marchesiello, passando per via Santoro fino a piazza Umberto I – ospiterà <strong>“Autunno diVino”</strong>, un percorso tra degustazioni, musica e artigianato dedicato alla tradizione vitivinicola del territorio e non solo: animazione e gonfiabili per bambini, artisti di strada e musica popolare ad allietare le serate.</p>
<p>Protagonisti saranno i vini delle Cantine Moio di Mondragone, accompagnati da piatti tipici della tradizione campana, stand artigianali, musica dal vivo e spettacoli di artisti di strada. La mostra contadina offrirà uno sguardo sulle radici rurali e sulla memoria collettiva della comunità marcianisana.</p>
<p>«“Autunno diVino” è l’occasione per riscoprire la bellezza e l’identità del nostro centro storico – dichiara <strong>Antonio Trombetta</strong>, sindaco di Marcianise – attraverso la cultura e l’enogastronomia. Vogliamo raccontare la nostra città in chiave positiva, valorizzando le sue energie migliori e offrendo ai cittadini momenti di incontro e partecipazione».</p>
<p>«Questo evento – aggiunge l’assessore alla cultura<strong> Lisa Froncillo</strong> – rappresenta un ponte tra tradizione e contemporaneità. “Tracce d’Autunno, Luci d’Inverno” è un progetto condiviso che nasce dalla sinergia tra più Comuni e che vede Marcianise come capofila, con l’obiettivo di restituire valore al nostro patrimonio materiale e immateriale, promuovendo la cultura come strumento di coesione e identità».</p>
<p> </p>
<p><strong>PROFUMI DI NOVELLO – CARINARO 8 NOVEMBRE</strong></p>
<p>L’autunno si celebra anche a <strong>Carinaro</strong>, con un evento che unisce sapori autentici e buona musica. Dalle ore 18.30 in corso Trieste, andrà in scena <strong>“Profumi di Novello – Masterclass”</strong>, una serata dedicata alle tradizioni gastronomiche autunnali con caldarroste, pasta e fagioli e degustazione del vino novello, accompagnate da una masterclass enologica.</p>
<p>A seguire, alle ore 20.00, lo stesso Corso Trieste accoglierà il concerto della <strong>Compagnia SoleLuna</strong>, che porterà in scena ritmi popolari e sonorità mediterranee in un’atmosfera di festa e convivialità.</p>
<p>«“Profumi di Novello” è la festa dei sensi e delle relazioni – commenta il sindaco di Carinaro,<strong> Marianna Dell'Aprovitola</strong> – attraverso cui vogliamo far riscoprire il valore dell’incontro, della tradizione e del buon vivere in un percorso che unisce il gusto del territorio alla vitalità della nostra comunità».</p>
<p>«Abbiamo pensato a un evento che parla di Carinaro attraverso la sua anima più autentica – spiega l’assessore alla cultura di Carinaro,<strong> Rachele Barbato</strong> – in  cui la musica, il vino e la gastronomia diventano linguaggi universali per raccontare chi siamo e per promuovere la bellezza del nostro territorio in rete con gli altri Comuni coinvolti nel progetto».</p>
<p> </p>
<p><strong>UN PROGETTO DI RETE PER LA CULTURA</strong></p>
<p>Gli eventi di Marcianise e Carinaro rientrano nel programma <strong>“Tracce d’Autunno, Luci d’Inverno”</strong>, promosso dai Comuni di <strong>Marcianise </strong>(capofila)<strong>, Carinaro, Casagiove, Macerata Campania, Recale e San Nicola la Strada</strong>, con l’obiettivo di valorizzare i centri storici come luoghi di incontro, cultura e rinascita.</p>
<p>«Il progetto – sottolineano congiuntamente gli assessori alla cultura di Marcianise e Carinaro – è un segnale concreto di collaborazione territoriale. La cultura e la tradizione diventano leve di sviluppo e strumenti di partecipazione attiva per le nostre comunità».</p>
<p> </p>]]></description>
			<dc:creator>Andreina Nacca</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 12:22:07 +0100</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Ragù Day - 9 Novembre a Napoli</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/953-ragu-day-9-novembre-a-napoli.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=953:ragu-day-9-novembre-a-napoli&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/51fccc7d7519fea84c85898572d90843_S.jpg" alt="ragu-day-9-novembre-a-napoli" /></a><p style="font-weight: 400;"><em>RAGÙ DAY: la Giornata Regionale del Ragù Napoletano diventa una festa popolare firmata Casa Surace</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Il 9 novembre a Napoli una giornata dedicata al ragù come simbolo di famiglia, affetto e identità partenopea, tra convivialità, comicità, musica e tradizione. </em><em>L’evento sarà replicato il 28 dicembre a Sala Consilina (SA).</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>ragù</strong> non è solo un piatto. È una liturgia familiare, un rito collettivo, un odore che ti sveglia la domenica mattina. È la nonna che comincia a cucinare il sabato pomeriggio, è “<em>assaggia se manca di sale</em>”, è “<em>non è pronto, deve pappuliare</em>”. È la famiglia intorno al tavolo, è condivisione, memoria, cultura popolare, tempo dedicato a chi ami.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da questo sentimento nasce il <strong>RAGÙ DAY</strong>, un evento programmato e finanziato dalla <strong>Regione Campania</strong> (L. R. 477/2025) attraverso <strong>Scabec</strong>, ideato insieme a <strong>Casa Surace</strong> per celebrare e tramandare la tradizione del ragù come simbolo di identità, affetto e appartenenza. La<strong> Giornata Regionale del Ragù Napoletano</strong>, riconosciuta ufficialmente grazie a una <strong>legge regionale promossa dal Consiglio della Regione Campania</strong>, diventa così una vera e propria festa popolare dedicata alla convivialità, alla cultura e alla memoria, con un pensiero speciale a <strong>Nonna Rosetta</strong>, la nonna di Casa Surace scomparsa quattro anni fa, dalla cui ispirazione è nata questa idea.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 9 novembre</strong>, a <strong>Napoli</strong>, presso <strong>La Santissima – Ex Ospedale Militare</strong>, <strong>dalle ore 11:45 alle 17:00</strong>, il tradizionale pranzo della domenica diventerà un evento collettivo aperto a tutti. <strong>L’ingresso sarà gratuito</strong> (con prenotazione online consigliata su <a href="http://www.scabec.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.scabec.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1762513932807000&amp;usg=AOvVaw1evLEo_6gbWVx-7gatlKak">www.scabec.it</a>), e ai visitatori saranno offerti assaggi di prodotti campani. Sarà inoltre possibile acquistare un <strong>menù a tema ragù</strong> con piatti della tradizione: gnocchi al ragù, polpette, parmigiana di melanzane, ruospi fritti e cavati. Il taglio del nastro vedrà la partecipazione di numerose autorità locali, associazioni e realtà territoriali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il cuore pulsante della giornata sarà naturalmente il <strong>ragù</strong>, con l’atmosfera del pranzo domenicale del Sud: conviviale, ironica, affettuosa. Il <strong>Food Truck di Trattoria Nennella</strong> porterà l’energia della cucina popolare napoletana, mentre sul palco si alterneranno i protagonisti di <strong>Casa Surace</strong> — <strong>Antonella Morea</strong>, <strong>Riccardo Betteghella</strong>, <strong>Daniele Pugliese,</strong> <strong>Alessandro Freschi, Irene Grasso</strong> e <strong>Serena Caputo</strong>— in uno show tra comicità, musica popolare e riflessione. Ospite speciali saranno il giornalista e antropologo <strong>Mario Niola</strong> e il cantautore napoletano <strong>Gabriele Esposito</strong>, “il cugino che ogni tanto prende la chitarra”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Protagoniste indiscusse saranno anche le <strong>nonne</strong>, con il loro “<strong>Stand delle Nonne</strong>” dove offriranno prodotti tipici locali, dai ruospi fritti ai cavati dolci e salati. Non mancheranno lo <strong>Stand del Malocchio</strong>, per liberarsi dalle energie negative, e lo <strong>Stand dei Tarocchi</strong>, per scoprire cosa riserva il futuro delle proprie domeniche a pranzo. Due laboratori interattivi permetteranno ai visitatori di imparare a preparare la <strong>pasta fatta in casa</strong> e la <strong>passata di pomodoro</strong>, la base sacra del ragù. Durante l’evento verrà assegnato il <strong>Premio Nonna/Nonno dell’Anno</strong>, dedicato a una figura simbolo della tradizione e dell’amore familiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’allestimento scenografico, curato da <strong>Federica Capua</strong>, trasformerà lo spazio in un percorso immersivo tra colori, profumi e simboli della domenica napoletana.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Ragù Day</strong> sarà anche un momento di confronto culturale, con interventi di realtà legate alla tradizione e alla cultura gastronomica del Sud. Durante la giornata <strong>Radio Punto Zero</strong> trasmetterà in diretta dal proprio camioncino con interviste e collegamenti, mentre <strong>LaMiaCampania</strong> accompagnerà la comunicazione dell’evento e sarà presente per tutta la durata della festa.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’evento sarà replicato <strong>domenica</strong> <strong>28 dicembre</strong> a <strong>Sala Consilina</strong>, in provincia di <strong>Salerno</strong>, dove <strong>Nonna Rosetta</strong> ha vissuto e cuore dell’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: un’occasione far conoscere le realtà delle aree interne della regione e le loro antiche tradizioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Ragù Day</strong> è un invito a riscoprire il valore del tempo condiviso, della cucina come linguaggio universale e del Sud come luogo di storie, sorrisi e umanità. Un invito a celebrare tutti insieme il momento più importante del Sud: la <strong>domenica in famiglia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Perché il ragù non è un piatto. È un sentimento.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"> </p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>RAGÙ DAY – Giornata Regionale del Ragù Campano</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>9 novembre 2025 - LA SANTISSIMA (Ex-ospedale militare), Napoli<br /><br /></em></p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 12.00 | <strong>Processione del Pentolone del Ragù e inaugurazione</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sfilata simbolica con il pentolone; inaugurazione ufficiale con autorità, taglio del nastro e apertura stand gastronomici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 12.15 | <strong>Saluti iniziali – Casa Surace</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Presentazione e introduzione della giornata sul palco a cura di Casa Surace, con l’intervento del giornalista e antropologo <strong>Mario Niola</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 12:45 – fine evento | <strong>Workshop “Come si fa la passata di pomodoro”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Laboratorio dimostrativo continuo durante tutta la giornata: dal pomodoro al boccaccio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 13:15 – 13.45 | <strong>Workshop “Come si fa la pasta fatta in casa”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A cura delle nonne, dimostrazione dal vivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 14.00 – 14.30 | <strong>Gara di barzellette</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sul palco – partecipazione libera e momenti comici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 14:30 – 15.00 | <strong>Esibizione di Gabriele Esposito</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Prima parte dello show – durata circa 30 minuti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 15.00 – 15-30 | <strong>Intervento Culturale: racconto sul ragù</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 15:30 – 15.45 | <strong>Medley di canzoni napoletane</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A cura di Totino Melillo – momento musicale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 16.00 – 16.20 | <strong>Secondo intervento di Gabriele Esposito</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Continuazione dello spettacolo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 16:30 – 16.45 | <strong>Intervento di Antonella Morea</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Recitato dal vivo sul palco – chiusura artistica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ore 17.00 – 17.15 | <strong>Secondo medley canzoni e saluti finali</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Casa Surace, Totino Melillo, Gabriele Esposito e tutti I partner sul palco per I saluti finali</p>
<p style="font-weight: 400;"> </p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Gli stand food saranno aperti dalle 12.00 fino alle 16.00<br />Gli stand “occhiatura”, “tarocchi” e “passata di pomodoro” fino a fine evento</em></p>]]></description>
			<dc:creator>Andreina Nacca</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 12:13:26 +0100</pubDate>
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			<title>Impasto quando la pizza diventa ricerca</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/952-impasto-quando-la-pizza-diventa-ricerca.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=952:impasto-quando-la-pizza-diventa-ricerca&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/67fbf663b0b6a7c227eb8b80a52fdec6_S.jpg" alt="impasto-quando-la-pizza-diventa-ricerca" /></a><p>Da tecnico di laboratorio biomedico a pizzaiolo di successo, la storia di Salvatore Cozzolino, titolare di Impasto Pizzeria, è un esempio di come passione, studio e dedizione possano trasformare una professione in una vera e propria arte. Le sue due sedi, ad Aversa (dal 2019) e Santa Maria Capua Vetere (dal 2024), rappresentano oggi un punto di riferimento per chi cerca una pizza che unisca tradizione, ricerca e qualità. Cozzolino, originario di Napoli, racconta di aver sempre vissuto la pizza come un equilibrio perfetto tra scienza e passione. «Affronto i problemi del mio impasto come se fossi ancora in laboratorio» – spiega – evidenziando come la precisione e la sperimentazione, tipiche del suo background scientifico, siano diventate parte integrante del suo lavoro quotidiano. La sua Impasto Pizzeria è il risultato di anni di prove e studio. Dopo aver sperimentato numerose combinazioni, Salvatore è giunto a un impasto semiintegrale a lunga lievitazione, capace di offrire un equilibrio ideale tra gusto e digeribilità. La sua attenzione si estende a ogni dettaglio: dalla temperatura dell’impasto alla conoscenza approfondita degli strumenti di lavoro, fino alla selezione accurata delle materie prime. «La farina è l’anima della pizza» – sottolinea – raccontando di utilizzare una Polselli Terre Magiche Gourmet, una farina naturale con grani 100% italiani, caratterizzata da un basso contenuto di zuccheri che la rende più leggera e digeribile rispetto ai prodotti convenzionali. Anche gli ingredienti che completano le sue creazioni provengono da filiere di qualità certificata, spesso Presìdi Slow Food, come il pomodorino del Piennolo del Vesuvio, unico utilizzato nelle sue pizze. L’approccio di Cozzolino è fondato anche sulla sostenibilità: nella sua pizzeria non si spreca nulla. «Quando avanza l’impasto, lo trasformiamo in pane da servire a tavola. È un modo per rispettare la materia prima e ridurre gli sprechi», afferma con convinzione. Il suo menu spazia tra pizze stagionali, tradizionali e speciali, fino ad arrivare alle “pizze eccellenti”, accompagnate da una selezione di birre artigianali. Tra le proposte più amate spicca la pizza simbolo della casa, la “Impasto”, vera e propria espressione della filosofia di Cozzolino. Nata con l’apertura della prima sede e perfezionata nel tempo anche grazie ai suggerimenti dei clienti, è oggi il suo cavallo di battaglia. Gli ingredienti della “Impasto” raccontano una storia di territorio e creatività: pomodorini del Piennolo del Vesuvio, blu di bufala, gocce di ‘nduja di Spilinga, guanciale di maiale al pepe nero, conciato romano Presidio Slow Food, fior di latte d’Agerola, olio extravergine d’oliva e basilico fresco. «La pizza è viva e in continua evoluzione», dice Cozzolino, che ama confrontarsi con la clientela direttamente ai tavoli per raccogliere suggerimenti e impressioni. È proprio questo dialogo costante con i suoi ospiti ad aver contribuito alla crescita e al successo di Impasto Pizzeria, oggi riconosciuta come un punto d’incontro tra tradizione napoletana, ricerca gastronomica e attenzione per il dettaglio. In ogni sua creazione, Salvatore Cozzolino dimostra che dietro una grande pizza non ci sono solo ingredienti di qualità, ma soprattutto studio, tecnica e amore per il proprio lavoro — gli stessi elementi che un tempo guidavano le sue mani in laboratorio, oggi trasformati in un’arte che profuma di forno e di passione.</p>]]></description>
			<dc:creator>Giovanni Caricchia </dc:creator>
			<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 14:37:24 +0200</pubDate>
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			<title>A Caserta apre Gerbera: la gelateria “inclusiva”</title>
			<link>http://www.ilnuovopicchio.org/news/951-a-caserta-apre-gerbera-la-gelateria-inclusiva.html</link>
			<description><![CDATA[<a href="https://www.ilnuovopicchio.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=951:a-caserta-apre-gerbera-la-gelateria-inclusiva&Itemid=728"><img height="300" width="300" align="right" border="0" src="https://www.ilnuovopicchio.org/media/k2/items/cache/1990ac324e26b7e716caf3c87ed6c195_S.jpg" alt="a-caserta-apre-gerbera-la-gelateria-inclusiva" /></a><p>Ha inaugurato il <strong>12 settembre</strong>, in <strong>via Gasparri n. 71</strong>, a pochi passi da Piazza Vanvitelli, <strong>Gerbera</strong>, la nuova gelateria artigianale che porta a Caserta un’idea di gelato moderna, sostenibile e attenta al benessere. Il progetto nasce dalla collaborazione tra <strong>Davide Botti</strong>, gelatiere dal <strong>2012</strong>, e <strong>Valeria Fusco</strong>, già attiva nel settore della ristorazione: due professionisti che hanno unito competenze ed esperienze per creare un luogo dove gusto, ricerca e inclusione alimentare si fondono in modo naturale. «Gerbera è un progetto che nasce dalla condivisione di valori e visioni comuni — spiega Botti —. Volevamo proporre un gelato buono, ma anche consapevole, capace di adattarsi alle esigenze di tutti». Nel suo laboratorio di <strong>Parete</strong>, in provincia di Caserta, Botti realizza un gelato che si distingue per qualità e originalità. <em>«Produco un gelato diverso da quello che generalmente si trova in commercio, sia per l’apporto calorico, sia per i gusti un po’ più alternativi»</em>, racconta. Tra le sue creazioni più apprezzate spicca il gusto <strong>Vesuvio</strong>, realizzato con <strong>albicocca Pellecchiella del Vesuvio</strong> e <strong>Lacryma Christi</strong>, un omaggio ai sapori autentici e identitari della Campania. Un altro punto di forza di <strong>Gerbera</strong> è la <strong>stagionalità</strong>: i gusti si alterneranno durante l’anno nel pieno rispetto del ciclo naturale delle materie prime selezionate. Ogni frutto, ogni ingrediente viene utilizzato nel momento migliore della sua maturazione, garantendo così freschezza, qualità e una filiera più sostenibile. La filosofia di Gerbera si riassume in una parola cara a Botti: <em>«Inclusivo»</em>. <em>«Il nostro è un gelato senza glutine, senza lattosio, a basso indice glicemico e arricchito da fibre aggiunte. Più che essere un dolce, può tranquillamente sostituire un pasto»</em>, spiega il gelatiere, sottolineando come ogni gusto sia pensato per essere accessibile a tutti, senza rinunciare al piacere e alla cremosità del vero gelato artigianale. In queste prime settimane di apertura, i gusti più richiesti sono <strong>mandorla e fichi</strong>, seguiti da <strong>chantilly e fragoline</strong>, confermando l’apprezzamento per combinazioni equilibrate e genuine. Con <strong>Gerbera</strong>, Caserta accoglie una gelateria che non si limita a offrire un prodotto, ma propone una visione: quella di un gelato etico, stagionale e inclusivo, capace di rappresentare il territorio e di rispondere alle nuove esigenze del gusto contemporaneo.</p>]]></description>
			<dc:creator>Andreina Nacca</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 18:59:41 +0200</pubDate>
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