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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1082920610390925806</atom:id><lastBuildDate>Mon, 28 Nov 2011 00:47:56 +0000</lastBuildDate><title>pimp my typewriter</title><description /><link>http://gianlucarossetti.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (gian luca)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>3</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/PimpMyTypewriter" /><feedburner:info uri="pimpmytypewriter" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1082920610390925806.post-5585056156007517508</guid><pubDate>Thu, 08 Jan 2009 06:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-07T23:23:51.730-08:00</atom:updated><title>PNU - Pane is Not Unix</title><description>Pane dannatamente e pasta che aumentano ingiustificatamente! Il pane è facile da capire, il cibo per antonomasia, molto più facile del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management"&gt;DRM&lt;/a&gt;, dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source"&gt;Open Source&lt;/a&gt;, della magica sigla ricorsiva &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gnu"&gt;GNU &lt;/a&gt;(Gnu is Not Unix). Dannati tecnici, dannate parole astratte che tuttavia incidono immediatamente sulla nostra quotidianità, molto più del pane, che tutto sommato resta sempre quello. Ebbene per complicare anche il pane ci abbiamo messo poco, ma per semplificare tutto il resto non c'è proprio modo. E il gestionale, spauracchio di tutte le aziende, è sceso sui nostri capi con la neve di Natale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1082920610390925806-5585056156007517508?l=gianlucarossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PimpMyTypewriter/~4/zYvHr0s8Phw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/PimpMyTypewriter/~3/zYvHr0s8Phw/pnu-pane-is-not-unix.html</link><author>noreply@blogger.com (gian luca)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://gianlucarossetti.blogspot.com/2009/01/pnu-pane-is-not-unix.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1082920610390925806.post-8735462460957918197</guid><pubDate>Sun, 09 Mar 2008 11:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-10T08:01:56.349-07:00</atom:updated><title>DRM e LSD trovati nel sangue degli abitanti del Big Content</title><description>Il DRM (etichetta che definisce tutti i sistemi per proteggere i diritti d'autore nei file musicali, nei film compressi, nei CD-Audio, nei DVD-Video e negli eBook) è rimasto bloccato in un limbo che ne ha messo in luce tutte le contraddizioni, scontrandosi con la sana ignoranza delle stesse persone a cui doveva essere somministrato. I sistemi che proteggono i diritti d'autore infatti impediscono in vari modi comportamenti ritenuti banali per chi ha sempre acquistato CD, libri e videocassette pensando di poterli utilizzare come meglio preferisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SecqpQY8I/AAAAAAAAB7c/CeBzS8tvAPU/s1600-h/41380896_7f0e099ac3_b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SecqpQY8I/AAAAAAAAB7c/CeBzS8tvAPU/s320/41380896_7f0e099ac3_b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175936087076398018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un acquisto sicuro, senza sorprese (foto di  &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/rinzewind/"&gt;rinzewind&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Fino a oggi solo un limitato settore di utenti tecnici, principalmente costituito da sviluppatori indipendenti di software, si è scontrato con gli accordi di licenza prodotti dalle più contorte legislazioni sulla proprietà intellettuale, che hanno molti punti di contatto con la protezione del diritto d'autore come viene concepita dai grandi discografici, dagli editori tradizionali e dalle più importanti case cinematografiche (indicati collettivamente con il termine &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Big_Content"&gt;Big Content&lt;/a&gt;). Acquistare un programma infatti significa accettare un fitto elenco di restrizioni, come il divieto di studiarne o alterarne il funziomento, che non sarebbero accettabili per chi, per esempio, acquista un orologio, un comodino o un vestito. È ancora dannatamente difficile far capire alle persone che sono cresciute nella società post-industriale che spendere un centesimo per acquistare qualcosa, non significa acquisire alcun diritto di proprietà su di essa, compresa la possibilità di rivendere ciò che si è acquistato. In pratica, quello che il grande capo Toro Seduto cercava di insegnare al Generale Custer, dovrebbe risultarci comprensibile nella terra dei contenuti protetti o in quella ancor più spinosa dei brevetti. Col nostro filesharing ci apprestiamo a uccidere l'ultimo autore rimasto nelle terre selvagge del Big Content, e non ce ne accorgiamo neanche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SgjqpQZAI/AAAAAAAAB78/Fxo9R2lqxe4/s1600-h/218042070_5d166c74f2_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SgjqpQZAI/AAAAAAAAB78/Fxo9R2lqxe4/s320/218042070_5d166c74f2_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175938406358737922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Gli ultimi esemplari di una specie in via di estinzione (foto di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/alexcd/"&gt;alexcd&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Lo scarto che i big dell'informatica e le major dell'intrattenimento vorrebbero introdurre nelle nostre menti per salvare i propri preziosi fatturati, è che l'acquisto non ha niente a che fare con la proprietà. Tornando alla metafora materiale, che chiaramente non è applicabile per i suddetti motivi ontologici, sarebbe un po' come vivere in un libro di Philip K. Dick in cui qualsiasi oggetto, dal frigorifero, alla porta di casa, ha una piccola fessura in cui è necessario inserire continuamente monetine. Il controllo capillare che abita i sogni lisergici di questi giganti è più plausibile dell'appartamento di Joe Chip (v. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ubik"&gt;Ubik&lt;/a&gt;, Philip K. Dick 1969) ma fortunatamente non è ancora realizzabile. Non siamo ancora stati abbastanza educati. E attenzione perché chi sostiene un'idea del diritto d'autore più in linea con il senso comune, come l'iniziativa "alcuni diritti riservati" di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_commons"&gt;CreativeCommons&lt;/a&gt;, può essere tacciato di comunismo &lt;a href="http://www.news.com/Gates-taking-a-seat-in-your-den/2008-1041_3-5514121-4.html?tag=st.num"&gt;dal supergeek Bill Gates&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A spiegarci come stanno veramente le cose ci ha pensato nel febbraio 2007 il più scaltro CEO e leader carismatico di Apple, Steve Jobs, che in &lt;a href="http://www.apple.com/it/hotnews/thoughtsonmusic/"&gt;una lettera aperta&lt;/a&gt; ai suoi affezionati discepoli spiegava perché non fosse possibile riprodurre le tracce acquistate dal negozio web di Apple su riproduttori di Mp3 diversi dall'iPod, accusando di questa contraddizione le major discografiche, per la maggior parte europee. Nel corso dell'anno, dopo una iniziale polemica indirizzata contro Jobs, si sono susseguite importanti adesioni di alcuni colossi del settore discografico, che hanno suscitato un certo ottimismo, sostenuto anche dall'introduzione sul mercato di file musicali privi di DRM da parte di Amazon e dello stesso iTunes Store.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una serie di scivoloni tecnologici rocamboleschi, i principali sostenitori dei sistemi di protezione del diritto d'autore (o &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management"&gt;DRM&lt;/a&gt;) si sono quindi affrettati a rivedere le proprie posizioni (v. &lt;a href="http://smartofino.blogspot.com/2007/12/notizie-regalo-di-natale-gli-mp3.html"&gt;smartofino&lt;/a&gt;), ma solo in vista di una vittoria decisamente più importante che ormai sembra a portata di mano. Un'operazione di facciata con cui aziende che hanno definito "terroristi" ragazzini e nonne che scaricano Mp3, e che hanno infestato i dischi rigidi di milioni di utenti con sistemi di protezione indistinguibili dai virus (come i rootkit di Sony) si stavano preparando a rifarsi una faccia, rinunciando a tecnologie che fino a oggi, tra l'altro, hanno contribuito ad affossare il mercato legale della musica su internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Edgar Bronfman CEO dell'irriducibile Warner Music &lt;a href="http://yro.slashdot.org/article.pl?sid=07/11/16/1733216&amp;amp;from=rss"&gt;era arrivato ad ammettere&lt;/a&gt; "Siamo inavvertitamente entrati in conflitto con i consumatori negando loro ciò che volevano e che avrebbero comunque potuto trovare in altro modo, e come risultato, naturalmente, i consumatori hanno vinto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna meravigliarsi di questa improvvisa generosità, visto che molti governi d'Europa si preparano ad aumentare a dismisura le possibilità di controllo sugli utenti della rete da parte delle aziende del Big Content, legittimata anche dall'indifferenza della Corte di Giustizia Europea, ovvero la stessa corte che ha già condannato Microsoft per abuso di posizione dominante, e che presto deciderà possibili ulteriori condanne per l'integrazione del browser Internet Explorer in Windows. Non è un caso neanche che le principali beneficiarie di questa iniziativa siano proprio le case discografiche, che, come sottolineato dallo stesso Steve Jobs (anch'esso nel mirino della legislazione francese a causa del DRM di iPod e iPhone) sono per la maggior parte europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una guerra commerciale fra Europa e Stati Uniti che si combatte nelle aule giudiziarie, nelle stanze chiuse dei governi, ma soprattutto sulla pelle degli utenti, che evidentemente hanno esagerato con gli abbonamenti a banda larga e rappresentano la prima reale minaccia al buon funzionamento della nostra società, insieme, naturalmente, ai terroristi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SiKKpQZCI/AAAAAAAAB8M/2eMXssjfIDU/s1600-h/992480206_4205406a4f_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SiKKpQZCI/AAAAAAAAB8M/2eMXssjfIDU/s320/992480206_4205406a4f_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175940167295329314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;L'Europa ha trovato un nuovo slancio (foto di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/azrainman/"&gt;azrainman&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A guidare questa gioiosa rivoluzione è proprio uno di quei paesi che per anni ha millantato una maggiore apertura alla libera circolazione delle idee su internet rispetto agli Stati Uniti, ovvero la Francia. È infatti proprio il verbo del presidente francese Nicolas Sarkozy a conquistare gli amministratori delegati delle più importanti aziende discografiche e cinematografiche di mezzo mondo, in apparente difesa degli autori, ma anche in aperta violazione della privacy degli utenti. A riprova del fatto che le major sono ancora in pieno trip &lt;a href="http://www.ifpi.org/content/section_resources/dmr2008.html"&gt;questo comunicato &lt;/a&gt;dell'IFPI, che fa pensare a nuove potenti soluzioni per spruzzare LSD sulle verdi vallate del &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Big_Content"&gt;Big Content&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SdlqpQY7I/AAAAAAAAB7U/2olgZJzl2SY/s1600-h/28438977_22bdabec7a_b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SdlqpQY7I/AAAAAAAAB7U/2olgZJzl2SY/s320/28438977_22bdabec7a_b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175935142183592882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un radioso futuro ci aspetta (foto di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/monputeaux/"&gt;Monputeaux&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Quello che propone Sarkozy, e che dovrebbe diventare legge entro l'estate del 2008, è che i provider diventino i cani poliziotto delle aziende che controllano il mercato dell'intrattenimento, utilizzando dispendiosi sistemi di rilevazione e filtraggio dei contenuti del traffico, fino al gigliottinamento della connessione se l'utente si dimostra recidivo nel continuare a condividere contenuti su internet. Che siano contenuti protetti dal diritto d'autore, o da licenze meno restrittive, sarà indifferente, l'importante è che assomiglino alla condivisione dei file. Nello spirito medioevale &lt;a href="http://www.numerama.com/magazine/5691-URGENT-le-discours-de-Nicolas-Sarkozy-accord-Olivennes.html"&gt;evocato da Sarkozy&lt;/a&gt; a proposito della cultura della condivisione, possiamo essere orgogliosi di testimoniare l'inizio della prima vera caccia alle streghe dell'era di internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9ShD6pQZBI/AAAAAAAAB8E/gU5qP8BkxIs/s1600-h/487645679_28ed4cfe60_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9ShD6pQZBI/AAAAAAAAB8E/gU5qP8BkxIs/s320/487645679_28ed4cfe60_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175938960409519122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il pericolo P2P è dietro l'angolo (foto di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/spaceflattener/"&gt;spaceflattener&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pirati, ladri, terroristi, nonni, ragazzini e adulti consapevoli, si trovano accomunati in una lotta che ancora una volta ha come bersaglio esperti di marketing e amministratori delegati, spesso torturati e sottoposti a orrende mutilazioni. Curioso che tutte queste iniziative in favore degli autori capeggiate dalle case discografiche, non abbiano mai prodotto alcun vantaggio economico per gli autori stessi. E mentre Wired &lt;a href="http://www.wired.com/techbiz/it/magazine/16-03/ff_free"&gt;celebra l'economia del gratis&lt;/a&gt;, il braccio destro di Sarkozy in questa sortita discutibile (il presidente della principale catena francese di rivendita di prodotti culturali e di elettronica di consumo FNAC, Denis Olivennes) si scaglia contro la gratuità come sinonimo di pirateria (su LCI.FR &lt;a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-8475883156642537903&amp;amp;q=Denis+Olivennes&amp;amp;total=16&amp;amp;start=0&amp;amp;num=10&amp;amp;so=0&amp;amp;type=search&amp;amp;plindex=4"&gt;l'intervento di Olivennes&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9ScxqpQY6I/AAAAAAAAB7M/1iaKO52C2mU/s1600-h/23839055_2be3a911ff_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9ScxqpQY6I/AAAAAAAAB7M/1iaKO52C2mU/s320/23839055_2be3a911ff_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175934248830395298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La presentazione di un libro in un negozio FNAC in Spagna (foto di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/fluzo/"&gt;Fluzo&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Era chiaro fin dall'inizio che impedire alle persone di copiare, prestare e scambiare file, come è possibile fare con CD, cassette, libri e videocassette non avrebbe prodotto grandi risultati. È meglio stabilire un saldo controllo sulla tecnologia, tagliare i cavi e mandare in galera chi non si adegua, magari prima ancora che commetta qualche reato. E lo ricordiamo, non è gente che uccide, ruba, corrompe o evade le tasse, ma pericolosi terroristi che hanno organizzato una rete diffusa su tutto il pianeta per condividere gratuitamente film, musica e libri che spesso non trovano spazio nel circuito tradizionale. Una vera maledizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9Sfk6pQY9I/AAAAAAAAB7k/IRCBedgacXo/s1600-h/176158704_cc11844c80_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9Sfk6pQY9I/AAAAAAAAB7k/IRCBedgacXo/s320/176158704_cc11844c80_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175937328321946578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Se ti metti in testa un sacchetto FNAC, stai tranquillo che non cadi nelle tentazioni del filesharing (foto di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/geertschneider/"&gt;Geertschnieder&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1082920610390925806-8735462460957918197?l=gianlucarossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PimpMyTypewriter/~4/dVXwdME7ErI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/PimpMyTypewriter/~3/dVXwdME7ErI/come-il-drm-uscito-dai-sogni-base-di.html</link><author>noreply@blogger.com (gian luca)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_6__8_mL73IQ/R9SecqpQY8I/AAAAAAAAB7c/CeBzS8tvAPU/s72-c/41380896_7f0e099ac3_b.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://gianlucarossetti.blogspot.com/2008/03/come-il-drm-uscito-dai-sogni-base-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1082920610390925806.post-2897747399616354524</guid><pubDate>Wed, 05 Mar 2008 10:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-05T02:43:08.629-08:00</atom:updated><title>The Trap, ovvero come usare il frullatore per preparare un'ottima torta di libertà.</title><description>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ho finito da poco i sottotitoli di The Trap di Adam Curtis, disponibili da &lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap"&gt;questa pagina&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/"&gt;The SubDocu Project&lt;/a&gt; insieme alla breve recensione che trovate anche qui sotto. Chi vuole partecipare sottotitolando qualcosa può inviare una mail a subdocu/AT/gianlucarossetti.org, oppure lasciare un commento in questo post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Trap è il più recente documentario diretto da Adam Curtis per l&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;a televisione pubblica britannica, mandato in onda  in prima serata da BBC2 nel marzo 2007. Il tema della libertà, del libero mercato, della crisi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;politica e delle fine delle divi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;sioni fra destra e sinistra farebbero&lt;br /&gt;pensare a un doc&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;um&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;entario politico, ma è difficile appiccicargli&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; questa etichetta. &lt;b&gt;The Trap infat&lt;/b&gt;&lt;b&gt;ti indaga sui presupposti ideologici che ci spingono tuttora ad accettare un'idea di li&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;bertà molto limitata e strana.&lt;/b&gt; Dipingendo i nostri leader come vittime quasi inconsapevoli di questa visione limitata, il regista pone un dubbio molto più inquietante rispetto alla solita propaganda d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;i parte, ovvero che è solo grazie al nostro consenso che questo mondo mattoide si è realizzato, e non c'è niente di intrinsecamente sbagliato nell'essere umano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Come nei precedenti "The century of the Self" (2002) e "The power of nightmares" (2004), Curtis indaga sulle ideologie che sono alla base del funzionamento della nostra società, con uno stile ironico e avvincente, per alcuni aspetti simile a quello di Michael Moore. Al di là del gusto di irridere il potere con ironia e sarcasmo, i due si differenziano in modo netto per l'uso del materiale di repertorio, che nel caso di Curtis occupa molto più spazio rispetto all'indagine sul campo del tipico reportage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="display: block; text-align: center; margin-right: auto; margin-left: auto;"&gt;&lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1056022.png?attredirects=0" style="border: 0pt none ; background-color: transparent;"&gt;&lt;img src="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1056022.png" style="border: 0pt none ;" height="235" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il regista britannico infatti &lt;b&gt;fa un uso massiccio di filmati provenienti dagli archivi della BBC, che abita per mesi come un inviato dall'interno del ventre molle dei media tradizionali.&lt;/b&gt; Lo scopo dell'operazione è evidenziare collegamenti fra eventi storici, idee e personaggi che spesso sono entrati nella nostra vita quotidiana in modo sotterraneo e silenzioso. Anche se le immagini di repertorio sono la caratteristica distintiva del suo modo di lavorare, il risultato non è mai retorico né prevedibile. Anche quando vediamo una sequenza di un vecchio film di Hollywood, la citazione non è gratuita, ma contestuale e coerente. Questa leggerezza e sapienza di montaggio, ne fanno uno degli autori più interessanti dell'ultimo decennio, proprio per la sua capacità di collegare elementi apparentemente distanti e ottenere un mix decisamente superiore alla somma delle parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="display: block; text-align: center; margin-right: auto; margin-left: auto;"&gt;&lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1057198.png?attredirects=0" style="border: 0pt none ; background-color: transparent;"&gt;&lt;img src="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1057198.png" style="border: 0pt none ;" height="235" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le interviste condotte dallo stesso regista, unite a questo mix sapientemente dosato e all'onnipresente voce narrante (sempre di Curtis), costruiscono un racconto così ben orchestrato da far pensare a una manipolazione più o meno evidente dei fatti. Il vero fatto però è che &lt;b&gt;le vicende raccontate dall'autore, non sono solo verosimili, ma anche ampiamente documentate.&lt;/b&gt; Anche le domande poste agli intervistati, nonché il successivo montaggio delle risposte, non hanno ricevuto contestazioni semplicemente perché esprimono le idee di fondo (spesso sorprendenti e inquietanti) di consulenti, scienziati, intellettuali e politici che hanno contribuito in modo determinante a plasmare il XX secolo e la nostra società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esempio più illuminante del metodo seguito da Curtis è l'intervista a John Nash, il matematico premio Nobel, che riconosce in prima persona gli aspetti problematici della propria teoria, ampiamente sottaciuti dal film "A Beautiful Mind" dedicato alla sua vita. Anche in casi lampanti come questo, &lt;b&gt;Curtis non indugia sulla polemica, ma punta con coerenza sui veri problemi legati alla Teoria dei Giochi&lt;/b&gt; e prosegue nello snocciolare fatti e idee che sono derivate da alcuni assunti erronei apparentemente secondari, che hanno modificato il nostro modo di pensare a noi stessi durante gli anni bui della Guerra Fredda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="display: block; text-align: center; margin-right: auto; margin-left: auto;"&gt;&lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1055451.png?attredirects=0" style="border: 0pt none ; background-color: transparent;"&gt;&lt;img src="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1055451.png" style="border: 0pt none ;" height="235" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il vero John Nash non assomiglia a Russel Crowe&lt;/span&gt;!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;L'originalità dello sguardo, l'ironia e la positiva conclusione di "The Trap" sono un antidoto indispensabile per chi continua a guardare la televisione italiana e pensa che l'essere umano sia intrinsecamente condannato a fottere il resto del mondo o a farsi fottere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come per i precedenti documentari dello stesso regista, The Trap utilizza musiche di film e canzoni famose per sottolineare l'effetto comico, uno stile che è comune anche a molti dei mix video che spopolano su YouTube, ma che crea non pochi problemi di licenza per la pubblicazione ufficiale su DVD. &lt;b&gt;L'unico modo per far circolare questo documentario per ora è quindi sfruttare la zona grigia fortunatamente ancora abbastanza libera dalla mannaia delle major&lt;/b&gt;, o fare in modo che la televisione italiana lo trasmetta. Visto che la seconda ipotesi non è realizzabile. almeno non sul nostro pianeta, ci restano Google Video e Torrent (v. la pagina dedicata su &lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap"&gt;SubDocu Project&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="display: block; text-align: center; margin-right: auto; margin-left: auto;"&gt;&lt;a href="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1060194.png?attredirects=0" style="border: 0pt none ; background-color: transparent;"&gt;&lt;img src="http://sites.google.com/a/gianlucarossetti.org/subdocu/Home/Documentari-e-video/The-Trap/vlcsnap-1060194.png" style="border: 0pt none ;" height="235" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Questa pazza pazza libertà&lt;span style="font-size:78%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1082920610390925806-2897747399616354524?l=gianlucarossetti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PimpMyTypewriter/~4/mrWDERAX-eA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/PimpMyTypewriter/~3/mrWDERAX-eA/trap-ovvero-come-usare-il-frullatore.html</link><author>noreply@blogger.com (gian luca)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://gianlucarossetti.blogspot.com/2008/03/trap-ovvero-come-usare-il-frullatore.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

